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Linee Mondiali - Episodio 10 Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria e Giordania L'Argentina arriva al Mondiale da Campione del Mondo in carica. La Nazionale, da quando è arrivato Scaloni come CT, vive un momento magico, in cui, oltre alla Coppa del Mondo 2022, sono arrivate anche due vittorie in Copa America. La squadra è rimasta praticamente sempre la stessa, con Leo Messi leader tecnico e spirituale. La politica argentina è in mano a un personaggio particolare come Milei, che sta provando, senza particolare successo, a risollevare l'economia di un paese sempre molto fragile. L'Algeria è un paese molto importante del Nord Africa, al centro di molte dinamiche che riguardano il commercio dell'energia, dato che hanno molte riserve di gas e petrolio. Ha una storia segnata dalla colonizzazione francese. La squadra non ha grandi stelle al di fuori di Mahrez. L'Austria ha vissuto i suoi migliori momenti calcistici parecchio tempo fa, tra anni '30 e '50, quando rappresentava l'avanguardia del calcio europeo. Ora torna al Mondiale per la prima volta dal 1998. Il Paese è moderno e benestante, ma all'interno del paese la politica è caratterizzata da una crescita sempre maggiore delle forze di estrema destra. La Giordania è al suo esordio assoluto al Mondiale. Un paese che per la sua posizione geografica è coinvolta in tutte le grandi crisi del medio oriente. Storicamente è considerato un alleato stabile dell'Occidente. La squadra è mediocre, ma nel 2023 è arrivata fino alla finale di Coppa d'Asia. --------------------------------------------------------------------------- Segui Linee anche su Instagram e TikTok! Questo è il sito ufficiale Questo il canale Youtube Il LINK per iscriverti alla newsletter è QUESTO QUI il link al questionario per aiutare Linee a migliorare Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Rassegna stampa economico-finanziaria del 20 Giugno 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.Fonti principali: Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giornale, Italia Oggi, Tempo MERCATI FINANZIARI, RISPARMIO E TITOLI DI STATOTestate: Il Sole 24 Ore / Il Giornale / Tempo / Milano FinanzaBTP Italia Sì: raccolta record da 8,8 miliardi* Si chiude con 8,84 miliardi di euro raccolti la prima emissione del nuovo BTP Italia Sì, terza migliore raccolta retail nella storia dello strumento.* Nell'ultima giornata sono stati registrati 24.987 contratti per circa 744 milioni di euro.* Il rendimento minimo garantito resta fissato all'1,6% annuo, cui si aggiunge:* recupero integrale dell'inflazione nazionale;* premio fedeltà finale dello 0,6% per chi mantiene il titolo fino a scadenza.* Le previsioni di inflazione citate da Bankitalia indicano: * +3,1% nel 2026 * +2,0% nel 2027 * +1,9% nel 2028* Il successo dell'emissione conferma la forte domanda di strumenti difensivi da parte delle famiglie italiane in un contesto ancora caratterizzato da incertezza geopolitica e volatilità energetica.Risiko bancario: Intesa Sanpaolo accelera su MPSTestate: Il Sole 24 Ore / Milano Finanza* L'Opas di Intesa Sanpaolo su MPS viene interpretata come una mossa finalizzata a:* consolidare il sistema bancario italiano;* ridurre l'instabilità dell'azionariato senese;* favorire la nascita di campioni nazionali.* Prevista la cessione a Unipol di circa 635 sportelli ex MPS.* La valutazione implicita di MPS supera i 30 miliardi di euro.* Il dossier conferma che il consolidamento bancario rimane uno dei principali temi finanziari italiani del 2026.Segnale positivo per il risparmio italiano* La forte adesione al BTP Italia Sì dimostra che il risparmio privato continua a rappresentare uno dei principali punti di forza dell'economia italiana.* In un contesto di tassi reali ancora contenuti, il Tesoro riesce a finanziare parte del debito nazionale facendo leva sulla fiducia dei risparmiatori domestici.BANCHE, CREDITO E FINANZA D'IMPRESATestate: Il Sole 24 Ore / Milano Finanza / RepubblicaMPS, Tesoro e governance* Repubblica segnala l'uscita dal Ministero dell'Economia di un dirigente coinvolto nei dossier MPS.* Prosegue il confronto sulla futura configurazione del sistema bancario italiano.* Sullo sfondo restano:* consolidamento del settore;* riduzione dei costi operativi;* maggiore competitività rispetto ai grandi gruppi europei.Nuovo risiko finanziario italiano* Diversi editoriali sottolineano come il 2026 possa rappresentare un anno decisivo per:* Mediobanca;* Generali;* MPS;* BPER;* Unipol.* L'obiettivo implicito è rafforzare il peso della finanza italiana in uno scenario europeo sempre più competitivo.ENERGIA, GEOPOLITICA E COMMERCIO INTERNAZIONALETestate: La Stampa / Repubblica / Sole 24 Ore / TempoHormuz, Iran e prezzi energetici* L'accordo tra Stati Uniti e Iran riduce il rischio immediato di chiusura dello Stretto di Hormuz.* Tuttavia gli analisti avvertono che:* le catene logistiche petrolifere non sono ancora completamente normalizzate;* gli effetti inflattivi dello shock energetico continueranno a manifestarsi nei prossimi 6-12 mesi.* Rimangono forti le incognite sui prezzi di petrolio e gas.Impatto sull'inflazione europea* Le ricadute energetiche continueranno a influenzare: * costi industriali; * trasporti; * prezzi al consumo.* Le imprese europee restano esposte ai costi energetici globali, anche se la diversificazione delle fonti di approvvigionamento riduce la vulnerabilità rispetto ad alcune economie asiatiche.Bilancio UE e nuove risorse proprieTestata: Il Sole 24 Ore* Bruxelles valuta nuove fonti di finanziamento per sostenere:* difesa comune;* transizione energetica;* competitività industriale.* Il tema sarà centrale nella prossima negoziazione del quadro finanziario pluriennale europeo.IMMOBILIARE, COSTRUZIONI E PIANO CASATestate: Corriere della Sera / Repubblica / Il Giornale / Sole 24 OrePiano Casa: mobilitati fino a 5,8 miliardi* Il Governo accelera sul Piano Casa.* Previsti:* 1 miliardo di euro tra il 2026 e il 2030 per il recupero del patrimonio residenziale pubblico;* possibile mobilitazione complessiva di 5,8 miliardi di euro di investimenti.* Previsto accesso agli immobili a canone calmierato anche per i dipendenti pubblici.Prezzi delle abitazioni ancora in crescitaTestate: Repubblica / Il Giornale* Nel primo trimestre 2026 i prezzi delle abitazioni registrano un incremento del +5,2%.* La combinazione tra:* scarsità di offerta;* costo elevato delle nuove costruzioni;* domanda sostenuta, continua a sostenere il mercato immobiliare.Opportunità per investitori privatiTestata: Il Sole 24 Ore* Il Piano Casa apre opportunità per:* operatori immobiliari;* fondi specializzati; * investitori privati interessati alla rigenerazione urbana.* Alberghi e immobili commerciali potrebbero essere coinvolti nei progetti di riconversione.FISCO, DIGITALIZZAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONETestate: Italia Oggi / Sole 24 OreAvvisi bonari: recuperati 8,7 miliardi* Secondo Italia Oggi, il sistema degli avvisi bonari ha consentito il recupero di 8,7 miliardi di euro.* Il dato conferma il crescente utilizzo di strumenti di compliance preventiva rispetto al contenzioso tradizionale.Il fisco entra nell'era dell'intelligenza artificiale* Accelerano i processi di digitalizzazione dell'Agenzia delle Entrate.* L'utilizzo dell'IA sarà orientato a:* analisi dei dati;* controlli predittivi;* riduzione dell'evasione fiscale.* Per imprese e professionisti aumenterà l'importanza della qualità e della coerenza dei dati trasmessi.LAVORO, IMPRESE E COMPETITIVITÀTestate: La Stampa / Domani / Sole 24 OreEmergenza autisti: l'Italia guarda al Nord Africa* Continua la carenza strutturale di conducenti nel trasporto pubblico locale.* Le aziende stanno valutando programmi di reclutamento internazionale, soprattutto dal Nord Africa.* Il tema evidenzia il crescente impatto del fattore demografico sul mercato del lavoro italiano.Orsini (Confindustria): servono energia, difesa e capitali* Il presidente di Confindustria sottolinea la necessità di: * rafforzare gli investimenti industriali; * aumentare la sicurezza energetica; * attrarre capitali privati.* Il rischio individuato è una crescente dipendenza economica europea dalla Cina. Difesa e industria* Al vertice europeo torna centrale il tema degli investimenti nella difesa.* Il comparto potrebbe rappresentare uno dei principali driver industriali europei nel prossimo quinquennio.Executive Takeaway (C-Suite)Il risparmio privato continua a sostenere il debito pubblicoLa raccolta record del BTP Italia Sì (8,8 miliardi) dimostra che le famiglie italiane restano una fonte strategica di finanziamento per lo Stato.Il consolidamento bancario entra nella fase decisivaL'operazione Intesa-MPS e il ruolo di Unipol potrebbero ridisegnare la geografia bancaria italiana nei prossimi 12-24 mesi.L'inflazione non è ancora archiviataNonostante la tregua sul fronte iraniano, gli effetti dello shock energetico continueranno a riflettersi su prezzi e salari almeno fino al 2027.Immobiliare ancora forteIl +5,2% dei prezzi delle abitazioni e il Piano Casa da 5,8 miliardi confermano che il settore resta uno dei principali motori degli investimenti nazionali.Segnali positivi per l'economia italianaLa combinazione di:* fiducia nel debito pubblico,* investimenti immobiliari,* consolidamento bancario,* digitalizzazione fiscale,mostra un Paese che continua a rafforzare le proprie infrastrutture finanziarie e istituzionali nonostante il contesto geopolitico complesso.
Sam Fahd Abu Haikal aveva sette mesi e ancora doveva muovere i primi passi. Il 5 giugno era seduto in braccio a sua madre, sul sedile posteriore dell'auto di famiglia, a Tel Rumeida, Hebron. Un proiettile dei soldati israeliani lo ha ucciso lì, in braccio. L'esercito ha spiegato di aver esploso colpi singoli contro un veicolo che sembrava accelerare e di aver aperto un'inchiesta. Il padre, docente all'Università di Betlemme, ha risposto a Vatican News: «Ci hanno detto che è stato un errore ma niente di tutto ciò si può definire errore. Ora vogliamo giustizia». Il 10 giugno l'Unicef ha messo in fila il resto: otto bambini uccisi e 17 feriti nello scorso fine settimana in cinque diverse località della Striscia di Gaza. In una delle zone colpite, un gruppo di bambini che giocava a calcio è stato ferito da un attacco vicino. Tutto sotto un cessate il fuoco in vigore dall'ottobre 2025: già il 6 febbraio l'agenzia ONU per l'infanzia contava 37 bambini uccisi a Gaza dall'inizio del 2026. La tregua, per i bambini, ha la stessa traiettoria dei proiettili che dovrebbe fermare. E intanto a Bengasi le autorità libiche hanno prorogato per la seconda volta la detenzione dei dieci volontari del Global Sumud Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati il 24 maggio mentre portavano aiuti verso Gaza. Amnesty International il 10 giugno ne ha chiesto la liberazione: per giorni la sorte di otto di loro è rimasta nascosta, un diabetico resta senza medicine regolari. Edouard Beigbeder, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha scritto: "Non possiamo permettere che questa diventi la nuova normalità: la morte di bambini a causa della violenza dovrebbe suscitare indignazione a livello mondiale". A Tel Rumeida l'inchiesta dell'esercito risulta aperta. Sam aveva sette mesi. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
L'incredibile storia di Mildred Elisabeth Gillars e Rita Luisa Zucca, dette Axis Sally, che facevano propaganda per i tedeschi: due delle voci radiofoniche che cercarono di manipolare il morale delle truppe al fronte tra l'Italia e il Nord Africa (1943-45).See omnystudio.com/listener for privacy information.
Secondo il quarto Osservatorio sull’abitare di Scenari Immobiliari e Abitare.Co, nel 2026 le compravendite residenziali potrebbero raggiungere quota 800mila unità, +3,9% sul 2025, mentre i prezzi medi salirebbero del 4%. Il mercato continua a mostrare solidità nonostante l’incertezza economica internazionale, sostenuto soprattutto dalla domanda di abitazioni esistenti, che passerebbero da circa 710mila a 750mila compravendite (+5,6%). Più in difficoltà invece il nuovo residenziale, con operazioni stimate in calo del -16,7%. A pesare resta la “cronica carenza di offerta abitativa di qualità” soprattutto nelle grandi città, mentre gli investimenti diretti nel comparto residenziale hanno raggiunto 1 miliardo di euro, che salgono a 1,5 miliardi considerando anche quelli indiretti. Secondo i dati notarili, la fascia 18-35 anni rappresenta il 25,6% degli acquirenti totali e il 35,8% degli acquisti agevolati prima casa. Il commento è di Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari.Transpotec 2026, energia e intermodalità: come impatta il caro carburanti sull'autotrasportoA Transpotec Logitec 2026, il principale appuntamento italiano dedicato al trasporto merci e alla logistica integrata, in corso fino al 16 maggio a Fiera Milano Rho con oltre 500 espositori e la presenza delle principali case europee di mezzi pesanti, il settore si confronta con uno scenario segnato da caro carburanti, tensioni geopolitiche e necessità di rafforzare l’intermodalità. In Italia oltre il 92% delle merci viaggia ancora su strada e il trasporto su gomma continua a fare “la parte del leone”, con traffici nazionali in crescita del +6,3% nel 2025, mentre soffrono ferroviario merci (-3,5%) e cargo aereo (-6,1%). Sullo sfondo resta la crisi dello Stretto di Hormuz, con il crollo dei transiti petroliferi e dei flussi di greggio, che riporta al centro il tema della sicurezza energetica e della dipendenza dai combustibili fossili, ancora pari all’87% del mix energetico mondiale. Secondo SRM il Mediterraneo diventa sempre più strategico come piattaforma integrata tra logistica ed energia: la riduzione della dipendenza energetica europea passerà da rinnovabili, biocarburanti, idrogeno verde, nuove interconnessioni elettriche e gasdotti dual use con il Nord Africa, oltre a un ruolo crescente dei porti come hub energetici e logistici. Il commento è di Massimo Deandreis, economista, Direttore Generale di SRM, Centro studi collegato al Gruppo Intesa SanPaolo.La raffineria di Priolo torna italianaIl gruppo energetico Ludoil della famiglia Ammaturo ha formalizzato l’accordo con Goi Energy per rilevare Isab, il complesso industriale di Priolo Gargallo che vale circa un quinto della capacità di raffinazione nazionale. L’operazione, subordinata al via libera del Governo tramite Golden Power e alle autorizzazioni regolatorie, punta a trasformare il polo siracusano da raffineria tradizionale a piattaforma multi-energy. Isab lavora circa 320mila barili al giorno e rappresenta uno degli asset più strategici per sicurezza energetica, approvvigionamenti e continuità industriale italiana. Per Ludoil il dossier segna un salto dimensionale: il gruppo punta a integrare approvvigionamento, raffinazione, distribuzione e rinnovabili, con ricavi attesi oltre i 10 miliardi di euro annui. Priolo arriva a questa operazione dopo la fase legata alla russa Lukoil e alle conseguenze delle sanzioni sul petrolio russo. Interviene Nino Amadore, Il Sole 24 Ore.BYD tratta con Stellantis per gli impianti in Europa. Occhi su Mirafiori?BYD ha confermato di essere in trattativa con Stellantis e altri gruppi europei per rilevare impianti sottoutilizzati in Europa, con l’obiettivo di accelerare la crescita produttiva nel mercato europeo. Secondo indiscrezioni, tra i siti osservati ci sarebbero Cassino e Mirafiori, oggi penalizzati dalla riduzione dei volumi produttivi. La vicepresidente esecutiva Stella Li ha spiegato che il gruppo cinese cerca capacità produttiva già esistente e valuta anche possibili acquisizioni di marchi, definendo Maserati “molto interessante”. Il tema si inserisce nella crescente pressione competitiva globale sull’auto elettrica, mentre Stellantis conferma che le partnership faranno parte della strategia industriale del gruppo. Ne parliamo con Filomena Greco, Il Sole 24 Ore.
Se la tua crush è una di quelle persone che guardano Chi l'ha visto? con lo stesso trasporto con cui altri guardano la Champions, raccontale il più clamoroso caso di scomparsa della storia: Dom Sebastião, il re bambino portoghese sparito nel nulla tra le spiagge del Marocco, dopo una crociera crociata in Nordafrica.See omnystudio.com/listener for privacy information.
È esplosa la polemica attorno alla Biennale di Venezia, per via della presenza dei padiglioni di Israele e Russia: un dibattito che tira in ballo il ruolo dell'arte di fronte a ingiustizie e conflitti. Parliamone. Intanto il Giappone torna a interrogarsi sulla sua Costituzione pacifista: il governo vorrebbe modificarla, ma in piazza cresce un movimento che rifiuta l'idea di un paese pronto alla guerra. Infine, i due attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti in Israele sono stati liberati, mentre la missione verso Gaza prova a riorganizzarsi e parte anche una grande carovana via terra dal Nordafrica.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:53 - La polemica sulla Biennale di Venezia00:10:18 - Le grandi proteste pacifiste in Giappone00:18:45 - Liberati i due attivisti della flotilla Fonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/russia-israele-biennale-di-venezia/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Iscriviti alla newsletter: https://bit.ly/4v3UjDYVuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Valentina Fornelli"La costellazione del pesce"Solferino libriwww.solferinolibri.itUn italiano scomparso ad Algeri con una somma importante affidatagli dall'azienda. Un caso che non deve arrivare all'attenzione della polizia né delle autorità. Carla, investigatrice privata atipica e specializzata in missioni all'estero, capisce subito che non si tratta solo di scoprire dove si trova Alfredo Mancini e di recuperare i soldi, ma di proteggere interessi più inconfessabili. Parte senza esitare, lasciando marito, figlio piccolo e una quotidianità ordinata che le sta stretta. Presto, Carla non avrà più tempo per chiedersi cosa non vada nella sua vita, perché appena atterrata nella capitale algerina troverà una sorpresa: le verrà affiancato un investigatore locale, Youcef Belkacem, alto, ironico, pieno di risorse. Mentre la vita di Mancini in quell'angolo di Nordafrica – tra un'amante abbandonata e una liaison con la malavita – si rivela assai più complicata del previsto, Carla e Youcef si inoltrano in una città stratificata e viva, dove ogni verità sembra dipendere da chi la racconta. E man mano che l'indagine prosegue, Carla si accorge che nulla, in quel viaggio, riguarda soltanto la persona che deve ritrovare, perché ogni passo la costringe a rinegoziare il proprio sguardo, il proprio ruolo, la propria posizione nel mondo.Fughe rocambolesche, generali corrotti, night club equivoci, il fascino di un appuntamento nel deserto: la travolgente spy story di Valentina Fornelli gioca in maniera intelligente con i canoni del genere, innovandoli e ribaltandoli. Carla – libera, poliglotta, brillante, spregiudicata – non ci porta soltanto in un'Algeri viva e magnetica; ci fa da guida nelle logiche di un potere opaco, fatto di privilegi e nuove forme di dominio, e nelle vie di una possibile resistenza.Valentina Fornelli, dopo una laurea in Lingue e culture dell'Asia e dell'Africa, lavora come traduttrice e copywriter. Ha partecipato a progetti collettivi come “Comincia adesso. Fughe ed evasioni quotidiane”, pubblicato da Eris Edizioni, e ha curato per anni un blog personale sul mondo del lavoro precario, “La pentola d'oro”. È stata tra le fondatrici e redattrici di “Struggles in Italy”, un progetto di informazione dal basso sull'Italia in lingue diverse dall'italiano.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alessandro Barbero, uno degli storici italiani più amati e seguiti, è protagonista a Ravenna per un evento speciale dedicato al Parco del Delta del Po Emilia-Romagna e ai collegamenti tra natura e Storia. Riprese in loco: Veronica Lanconelli Parco del Delta del Po: https://www.parcodeltapo.it/ I libri da leggere sull'argomento del video:
A Gaza i bambini organizzano funerali con le bambole. Fingono di sparare con le mani, cadono, fingono di essere morti. Il gioco porta il nome di «guerra» e si pratica sui muri delle case demolite, che diventano carta da disegno quando mancano quaderni e pennarelli. Lo certifica Save the Children in un comunicato dell'8 aprile: trenta mesi di violenza estrema, fame cronica e sfollamenti forzati hanno reso la violenza materiale di gioco per una generazione intera. Ahmad Alhendawi, direttore regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa di Save the Children, descrive «il peso di questa guerra sui bambini» come una misura clinica, non retorica, e segnala «un grave rischio di danni psicologici permanenti». Da ottobre del 2023 l'organizzazione ha raggiunto quasi quindicimila minori a Gaza con programmi di supporto psicosociale. Non esiste una stima di quanti non siano stati raggiunti. Settecentosessanta scuole risultano distrutte o danneggiate nella Striscia. Israele, in quanto potenza occupante, ha l'obbligo giuridico di garantire i bisogni umanitari della popolazione che controlla: è quanto ricorda Save the Children richiamando il diritto internazionale umanitario, con una formulazione che vale come denuncia. L'accordo di tregua di due settimane annunciato l'8 aprile tra Stati Uniti e Iran non include Gaza. La Striscia è al centoottantesimo giorno consecutivo di violazioni del cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025. Il ministero della Salute di Gaza ha contato oltre settecento morti dall'inizio di quella tregua, settantaduemila dall'ottobre 2023. «Il prezzo di un'ulteriore escalation», scrive Save the Children, «sarà misurato nelle vite e nel futuro di bambini che meritano protezione, dignità e speranza, non nelle conseguenze di un conflitto che non hanno scelto». #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Le dimissioni nel governo dopo il referendum, gli accordi commerciali dell'UE, il ponte sullo Stretto di Messina. La situazione in Medio Oriente. Il punto con la prof.ssa Alessia Melcangi, storica e politologa, da tempo approfondisce le trasformazioni del Nord Africa e del Medio Oriente. Ieri la notizia della morte di Gino Paoli. Ci ha parlato di questo grande artista, Claudio Cabona, giornalista musicale, lo leggiamo su Rockol e sul Secolo XIX. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. L'attualità, commentata dal direttore del Giornale, Tommaso Cerno. L'avvocato Paolo Gallinelli, è intervenuto in diretta, per parlarci di sua madre, che ogni mattina lo raggiunge in taxi, per poi sedersi nell'aula dove lui ha una causa, e se lei gli sorride, vuol dire che è fatta. Il punto sul referendum e sulle prospettive che si aprono con Silvia Salis, Sindaca di Genova. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
Ti sei mai chiesto come è nata la lingua italiana? La storia dell'italiano è un viaggio affascinante lungo circa 3000 anni, che parte da un piccolo popolo di pastori nel Lazio e arriva fino alla lingua studiata e amata in tutto il mondo. Capire da dove viene l'italiano ti aiuterà a comprendere meglio la grammatica, il vocabolario e a scoprire perché l'italiano è fatto così com'è. Come Nasce l'Italiano? La Storia della Lingua Italiana Le Origini: Prima di Roma Un Mosaico di Lingue nella Penisola (Prima del 753 a.C.) Immagina l'Italia di circa 3000 anni fa, intorno al 1000 a.C. Non c'era nessuna "Italia" come la conosciamo oggi. La penisola era un mosaico di popoli diversi, ognuno con la propria lingua e la propria cultura. Al nord c'erano i Celti (o Galli), che parlavano lingue celtiche — sì, le stesse lingue imparentate con l'irlandese e il gallese di oggi. Al centro c'erano gli Etruschi, un popolo misterioso e affascinante. La loro lingua non è ancora stata completamente decifrata: sappiamo leggere le loro lettere, ma non sempre capiamo il significato delle parole. Nel sud e in Sicilia c'erano i Greci, che avevano fondato colonie così importanti che quella zona si chiamava Magna Grecia, cioè "Grande Grecia". Città come Napoli (Neapolis, "città nuova" in greco), Siracusa e Taranto erano città greche. E poi, nel centro della penisola, nella zona del Lazio, c'era un piccolo popolo di pastori e agricoltori: i Latini. Parlavano una lingua indoeuropea che oggi chiamiamo latino. PopoloZona geograficaLingua parlataCelti (Galli)Nord ItaliaLingue celticheEtruschiCentro Italia (Toscana, Umbria, Lazio)Etrusco (non completamente decifrato)GreciSud Italia e Sicilia (Magna Grecia)Greco anticoLatiniLazioLatino (lingua indoeuropea) Curiosità: La parola "Italia" probabilmente viene dalla parola Italói, un termine usato dai Greci per indicare le popolazioni del sud della penisola. Potrebbe derivare dalla parola víteliú, che significava "terra dei vitelli". Quindi "Italia" potrebbe significare "terra dei vitelli". Roma e il Latino (753 a.C. – 476 d.C.) La Nascita e l'Espansione di Roma Secondo la leggenda, Roma fu fondata nel 753 a.C. da Romolo e Remo, due gemelli allattati da una lupa. Nella realtà la fondazione fu un processo graduale, ma quello che è certo è che Roma, da piccolo villaggio, diventò piano piano una potenza enorme, conquistando prima il resto dell'Italia e poi tutto il Mediterraneo: Spagna, Francia (che i Romani chiamavano "Gallia"), parte della Gran Bretagna, il Nord Africa, la Grecia, il Medio Oriente... E con le conquiste romane, si diffuse anche il latino. Due Versioni del Latino: Classico e Volgare Esistevano, in pratica, due "versioni" del latino, ed è fondamentale capire la differenza tra di esse per comprendere la nascita dell'italiano. Il latino classico (o letterario) era quello che usavano gli scrittori, i poeti, i filosofi come Cicerone, Virgilio e Ovidio. Era una lingua elegante, complessa, con regole grammaticali molto precise. Era la lingua dei libri, dei discorsi ufficiali, dei documenti. Il latino volgare (dal latino vulgus = "popolo") era invece il latino parlato dalla gente comune, dai soldati, dai commercianti. Era più semplice, più diretto, e cambiava continuamente a seconda del luogo e del periodo. La parola "volgare" in questo contesto non significa "brutto" o "maleducato" come in italiano moderno, ma semplicemente "del popolo". Ed è proprio dal latino volgare, non da quello classico, che nasceranno tutte le lingue romanze: italiano, spagnolo, francese, portoghese, rumeno, catalano e tante altre. Esempi Concreti: dal Latino Volgare alle Lingue Romanze SignificatoLatino classicoLatino volgareItalianoSpagnoloFranceseCavalloequuscaballuscavallocaballochevalMangiareederemanducaremangiaremanjar (antico)manger Come puoi notare, le parole italiane, spagnole e francesi derivano dalla forma volgare, non da quella classica. Il latino classico ha comunque lasciato tracce nell'italiano colto: da equus derivano parole come "equestre" e "equitazione". La Caduta dell'Impero Romano e la Frammentazione Linguistica (476 d.C. – IX secolo) Il Crollo dell'Unità Linguistica Nel 476 d.C. cade l'Impero Romano d'Occidente. Le invasioni dei popoli germanici — Goti, Longobardi, Franchi, Vandali — cambiano completamente la situazione. Senza l'unità politica di Roma, senza le strade romane efficienti, senza l'amministrazione centralizzata, il latino volgare parlato nelle diverse regioni comincia a evolversi in direzioni diverse. Immagina un grande fiume che si divide in tanti piccoli fiumi: è esattamente quello che succede alla lingua. In Francia, il latino volgare diventa piano piano il francese antico. In Spagna, diventa il castigliano antico. In Italia, diventa non "l'italiano", ma tanti volgari diversi: il volgare toscano, il volgare siciliano, il volgare veneziano, il volgare napoletano, e così via. L'Influenza dei Popoli Germanici sulla Lingua I popoli germanici che si stabiliscono in Italia lasciano tracce importantissime nella lingua. I Longobardi, per esempio (che dominano gran parte dell'Italia dal 568 d.C.), ci regalano parole che usiamo ancora oggi. Parola italianaOrigine longobardaSignificato originaleguanciawankjaguanciaschienaskinastinco, ossostincoskinkagambastampastampfjanpestarepancabankapancaguerrawerra (germanico)mischia, confusione La parola "guerra", che oggi usiamo quotidianamente, non viene dal latino! In latino classico, "guerra" si diceva bellum (da cui l'aggettivo "bellico"). La nostra parola "guerra" viene invece dal germanico werra, e arrivò in italiano probabilmente attraverso i Franchi o i Longobardi. Dalla stessa radice germanica deriva anche l'inglese war. Curiosità: durante questo periodo, le persone comuni non sapevano più il latino classico, ma la Chiesa continuava a usarlo. Questo creava situazioni curiose: la gente andava a messa e non capiva quasi niente di quello che diceva il prete! Perfino la parola "Italia" come entità geografica sopravvive durante questo periodo, anche se politicamente la penisola è divisa in mille pezzi. La Lombardia, per esempio, prende il nome proprio dai Longobardi. I Primi Documenti in Volgare Italiano (IX – XII secolo) Il Placito Capuano (960 d.C.) Il documento più famoso tra i primi testi in volgare è il cosiddetto Placito Capuano (o Placito di Capua), del 960 d.C. Si tratta di un documento legale scritto a Capua, vicino a Napoli. È una testimonianza in un processo riguardante delle terre contese tra un monastero e un proprietario terriero. La frase chiave, pronunciata dai testimoni, è: "Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti." Che significa: "So che quelle terre, entro quei confini che qui si descrivono, le ha possedute per trent'anni la parte (il monastero) di San Benedetto." Guarda questa frase: sao (so), kelle (quelle), terre (terre), possette (possedette/possedé). Non è latino, non è ancora italiano moderno, ma ci stiamo avvicinando. È come vedere una fotografia sfocata che piano piano diventa nitida. L'Indovinello Veronese (Fine VIII – Inizio IX Secolo) In realtà, c'è un documento ancora più antico del Placito Capuano. È il famoso Indovinello Veronese, scritto tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo, trovato nella Biblioteca Capitolare di Verona: "Se pareba boves, alba pratalia araba, albo versorio teneba, negro semen seminaba." È un indovinello che significa: "Spingeva avanti i buoi, arava prati bianchi, teneva un aratro bianco, seminava seme nero." La soluzione? Le dita che scrivono! I "buoi" sono le dita, i "prati bianchi" sono il foglio, l'"aratro bianco" è la penna d'oca, e il "seme nero" è l'inchiostro. Questo testo è un misto tra latino e volgare e ci mostra esattamente il momento di transizione tra le due lingue. La Scuola Siciliana e i Primi Poeti (XIII secolo) La Corte di Federico II e la Nascita della Poesia in Volgare Nel XIII secolo, alla corte dell'imperatore Federico II di Svevia, a Palermo, succede qualcosa di rivoluzionario: un gruppo di poeti e intellettuali comincia a scrivere poesia in volgare invece che in latino o in provenzale (che era la lingua della poesia per eccellenza in quel periodo). Questi poeti formano la cosiddetta Scuola Siciliana (o Scuola poetica siciliana). Tra i più importanti c'è Jacopo da Lentini, che è considerato l'inventore del sonetto — sì, quella forma poetica di 14 versi che poi userà anche Shakespeare. Un'invenzione italiana, nata in Sicilia! La Diffusione del Volgare Toscano Quando le poesie siciliane si diffondono nel resto d'Italia, vengono copiate da scribi toscani che le "traducono" nel loro volgare. Questo significa che il volgare toscano comincia ad assorbire e rielaborare la tradizione letteraria siciliana. È un primo passo verso la centralità del toscano. Nel frattempo, in altre parti d'Italia fioriscono altre tradizioni letterarie: a Bologna, il poeta Guido Guinizzelli fonda il cosiddetto Dolce Stil Novo, una corrente poetica che parla dell'amore in modo nuovo e raffinato. Ma il volgare toscano comincia a emergere come il più prestigioso tra i volgari italiani. Dante, Petrarca e Boccaccio: i "Tre Padri" dell'Italiano (XIV secolo) Ed eccoci al momento più importante di tutta la storia della lingua italiana. Tre uomini, tutti toscani, tutti geniali, cambiano tutto per sempre. Dante Alighieri (1265–1321) Dante è il padre della lingua italiana. Senza Dante, l'italiano come lo conosciamo probabilmente non esisterebbe. La sua opera più famosa è la Divina Commedia (che lui chiamava semplicemente Commedia; l'aggettivo "Divina" fu aggiunto dopo da Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante).È un poema di circa 14.233 versi in cui Dante viaggia attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Dalle deportazioni di rifugiati in Egitto alle nuove rotte dello jihadismo verso il Golfo di Guinea, fino alla tenuta democratica in Repubblica del Congo e ai timori per la libertà di stampa in Africa orientale.In questa puntata di Africa Oggi analizziamo le principali dinamiche che stanno ridefinendo il continente africano.
Daniele Bellasio conduce con Sergio Nava uno speciale di Amici e Nemici con analisi e aggiornamenti sul nuovo conflitto del Golfo, scatenatosi dopo la "decapitazione" della guida suprema dell'Iran Ali Khamenei. Intervengono:Gianni Riotta, giornalista, già Direttore de Il Sole 24 Ore e del TG1, in diretta da New York;Giuseppe Dentice, Osmed;Giorgia Perletta, docente di Storia e Politica dell'Iran Moderno e Sicurezza Idrica in Medio Oriente nel Master in Studi Mediorientali della Scuola di Dottorato in Economia e Relazioni Internazionali (ASERI);Alissa Pavia, analista Atlantic Council esperta di Medio Oriente e Nord Africa;Roberto Bongiorni, inviato speciale de Il Sole 24, collegato da Eilat (Israele);Alessandra Campedelli, allenatrice di pallavolo che ha allenato la nazionale di volley femminile iraniana (2021-2023);Marco d'Arrò, imprenditore italiano che vive a Dubai;Sara Mazzamauro, vive da sei anni a Dubai.
Il governo sta lavorando da mesi a un decreto per ridurre il costo dell'energia elettrica, una misura che si inserisce in un quadro economico più ampio e preoccupante: la crescita italiana resta debole rispetto alla media europea e alle cosiddette "tigri del Sud Europa" - Spagna, Grecia e Portogallo - che dopo anni difficili stanno recuperando terreno. Uno dei fattori chiave è il costo dell'energia. Le imprese italiane pagano l'elettricità molto più delle concorrenti spagnole, e questo incide direttamente sulla competitività industriale e sulla crescita del Pil. La differenza nasce dalla struttura del mercato energetico: in Italia il prezzo dell'elettricità è ancora fortemente legato al gas naturale, che ha costi marginali elevati e incorpora anche il prezzo dei permessi di emissione. Questo significa che anche chi produce da fonti rinnovabili, con costi inferiori, vende energia a un prezzo determinato dal gas, generando distorsioni e profitti extra. Paradossalmente, questo meccanismo può rallentare la piena transizione alle rinnovabili, perché mantenere una quota di produzione a gas consente di tenere alto il prezzo di mercato. Da anni si discute di "decoupling", cioè dello sganciamento del prezzo dell'elettricità dal costo del gas, ma l'intervento richiede un coordinamento europeo e finora è rimasto in gran parte teorico. Nel frattempo, la struttura dei prezzi continua a pesare sull'economia reale e sulle scelte industriali del Paese. Affrontiamo il tema con Luca Marchisio, Responsabile Strategia Terna.Auto, perché Stellantis vuole portare le aziende dell'indotto in AlgeriaL'incontro tra Stellantis e le aziende dell'indotto torinese arriva in un momento delicato per l'automotive italiano, segnato da volumi produttivi bassi e da una crisi europea che riflette un mercato ridimensionato e una transizione energetica incerta. Stellantis presenta il progetto algerino come un'opportunità di espansione industriale locale, destinata al mercato interno del Nord Africa e non come una delocalizzazione verso l'Europa. L'obiettivo è costruire un ecosistema produttivo che raggiunga circa 90mila veicoli annui, con incentivi e collaborazioni per attrarre fornitori italiani. Per le imprese dell'indotto si tratta di una possibilità di internazionalizzazione in un continente con potenziale di crescita, anche se oggi il mercato africano resta limitato e infrastrutturalmente fragile. Le preoccupazioni però sono forti: i sindacati temono che l'espansione estera coincida con un progressivo disimpegno industriale in Italia, in un settore che ha già perso migliaia di posti di lavoro e aziende. Il nodo centrale è trovare un equilibrio tra apertura ai mercati emergenti e tutela della filiera produttiva nazionale, in assenza di un piano industriale europeo chiaro per il futuro dell'auto. Interviene Filomena Greco, Il Sole 24 OreL'Europa dichiara guerra a Elon MuskIn Europa lo scontro con Elon Musk è diventato politico e giudiziario. Le autorità francesi e britanniche hanno avviato indagini su X e sulla controllata xAI per presunte violazioni legate a contenuti illegali, deepfake e gestione dei dati, mentre diversi governi accusano Musk di alimentare disinformazione e interferenze nel dibattito pubblico. Il conflitto si estende anche sul piano normativo: Francia, Spagna e altri Paesi stanno discutendo limiti di età per l'accesso ai social e nuove regole per responsabilizzare le piattaforme. Il cuore dello scontro riguarda algoritmi, controllo dei contenuti e potere politico delle Big Tech. Musk è percepito da parte delle istituzioni europee come un attore capace di influenzare opinione pubblica ed equilibri geopolitici, anche grazie a infrastrutture strategiche come Starlink. Il confronto rappresenta qualcosa di più di una disputa con un singolo imprenditore: segna il passaggio a una fase in cui gli Stati europei cercano di riaffermare sovranità e capacità regolatoria di fronte a multinazionali digitali che accumulano potere economico e politico paragonabile a quello di attori statali. Interviene: Luca Salvioli, Il Sole 24 Ore
Antonella Caruso"La voce di Hind Rajab"Giovedì 22 gennaio, per la rassegna "Schermi d'autore invernali", sarà ospite del Cineclub Méliès di Busca l'analista ed esperta di geopolitica Antonella Caruso, che colloquierà col pubblico a seguito della proiezione del film "La voce di Hind Rajab" di Kaouther Ben Hania. 29 gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata di emergenza. Una bambina di sei anni è intrappolata in un'auto sotto attacco a Gaza, e implora di essere salvata. Mentre cercano di tenerla al telefono fanno tutto il possibile per farle arrivare un'ambulanza. Il suo nome era Hind Rajab.C'era qualcosa di elettrico nell'energia che circondava questo progetto, così immediato, così vivo. Non avrei mai immaginato che sarebbe stato possibile completarlo dall'inizio alla fine in soli dodici mesi. Ecco come è iniziato tutto: ero nel bel mezzo della campagna per gli Oscar di Les filles d'Olfa e mi preparavo mentalmente a entrare finalmente in pre-produzione per un film che avevo passato dieci anni a scrivere. Poi, durante uno scalo all'aeroporto di Los Angeles, tutto è cambiato. Ho sentito una registrazione audio di Hind Rajab che implorava aiuto. A quel punto la sua voce si era già diffusa su Internet. Ho subito provato un misto di impotenza e di sconvolgente tristezza. Una reazione fisica, come se la terra mi fosse mancata sotto i piedi. Non potevo continuare come previsto. Ho contattato la Mezzaluna Rossa e ho chiesto loro l'audio completo. Dopo averlo ascoltato, ho capito che non c'erano più dubbi e che dovevo lasciar perdere qualunque altra cosa. Dovevo fare questo film. Ho parlato a lungo con la madre di Hind, con le persone reali che erano dall'altra parte di quella chiamata, quelle che hanno cercato di aiutarla. Ho ascoltato, ho pianto, ho scritto. Poi ho tessuto una storia attorno alle loro testimonianze, usando la vera registrazione audio della voce di Hind e costruendo un film ambientato in un'unica location, in cui la violenza rimane fuori campo. È stata una scelta deliberata. Perché le immagini violente sono ovunque sui nostri schermi, sulle nostre timeline, sui nostri telefoni. Volevo concentrarmi sull'invisibile: l'attesa, la paura, il suono insopportabile del silenzio quando l'aiuto non arriva. A volte ciò che non vedi è più devastante di ciò che vedi. Al centro di questo film c'è qualcosa di molto semplice, e molto difficile da affrontare. Non posso accettare un mondo in cui un bambino chiede aiuto e nessuno arriva. Quel dolore, quel fallimento, appartengono a tutti noi. Questa storia non riguarda solo Gaza. Parla di un dolore universale. E credo che l'invenzione narrativa (soprattutto quando trae spunto da eventi verificati, dolorosi e reali) sia lo strumento più potente del cinema. Più potente del rumore delle ultime notizie o dell'indifferenza dello scrolling. Il cinema può preservare un ricordo. Il cinema può resistere all'amnesia.Che la voce di Hind Rajab possa essere ascoltata.Regia di Kaouther ben HaniaAntonella Caruso è analista geopolitica e consulente strategica, esperta di dinamiche politiche e di sicurezza in Medio Oriente e Nord Africa. Attualmente è Consigliera Scientifica di Limes – Rivista italiana di geopolitica e Direttore Esecutivo della Fondazione Vittorio Dan Segre. Vanta una prestigiosa carriera nelle istituzioni internazionali, culminata nel ruolo di Direttrice della Divisione Medio Oriente e Asia Occidentale (MEWAD) presso il Dipartimento degli Affari Politici delle Nazioni Unite a New York. In precedenza, ha ricoperto l'incarico di Senior Advisor per l'area MENA presso il Ministero degli Affari Esteri italiano, contribuendo attivamente alla nascita del forum di dialogo mediterraneo "5+5". Specializzata in lingua e cultura araba, con studi condotti tra Roma e Il Cairo, ha alternato l'attività diplomatica alla ricerca accademica e alla consulenza di alto livello, affermandosi come una delle voci più autorevoli nel panorama italiano per l'analisi dei conflitti regionali e dei processi di democratizzazione nell'area arabo-islamica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In questo episodio- Focus: Valerio Fazio, aka Revelio Zaifa, ci accompagna in Algeria e ci parla un po' della sua esperienza di viaggiatore e appassionato di calcio sui social Alla fine, anche un bel giro del calcio!
Ci sono anche altri podcast del Post: la rassegna stampa Morning, le Altre Indagini di Stefano Nazzi, gli approfondimenti di Francesco Costa su Wilson, e molti altri che parlano di scienza, esteri, linguaggio. E poi c'è quello su Sanremo. Sono i podcast dedicati a chi ha un abbonamento al Post, che a Natale puoi regalare, o farti regalare. Per contrastare il riscaldamento globale, c'è chi propone di oscurare il Sole rendendo la Terra più riflettente, in modo da farle assorbire meno raggi solari. Se ne discute da decenni, ma ora una società israelo-statunitense dice di essere pronta per i primi esperimenti, irrorando la stratosfera di piccole particelle riflettenti. Che cosa mai potrà andare storto? Ci occupiamo poi delle misteriose origini del gatto domestico: da dove arriva, quando ha iniziato a farci compagnia e perché una nuova ricerca mette in dubbio molte delle nostre certezze feline. Leggi anche– Lo strano e totalmente reale piano per oscurare il Sole e invertire il riscaldamento globale – Una startup raccoglie 60 milioni di dollari per testare la tecnologia di riflessione del Sole– Ce la sentiamo di cambiare il mondo? – Futuro Presente – La diaspora dei gatti dall'Africa– La dispersione dei gatti domestici dal Nord Africa all'Europa circa 2000 anni fa– Confessioni di un gattaro. Una lunga storia di convivenza, amore e incomprensione di Matteo Bordone Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Abbiamo spesso incontrato il termine "musica arabo-andalusa" e potremmo pensare che indichi una fusion fra musica araba e flamenco. Si tratta di tutt'altra coas, invece.Iniziamo l'analisi con un brano di Paco de Lucía dedicato a Ziryāb. Nel 1990 Paco de Lucía pubblicò un intero CD dedicato a Ziryāb, e in un concerto a Siviglia suonò con due chitarristi, suo nipote, José María Bandera e Juan Manuel Cañizares.Ma chi era Ziryāb?Ziryāb, ossia Abū al-Ḥasan ʿAlī ibn Nāfīʿ, nasce intorno al 789 nell'area dell'attuale Iraq, probabilmente vicino a Baghdad; l'origine etnica è dibattuta (persiano, curdo, africano o arabo). Il nome d'arte significa “usignolo nero” o “merlo”, indicazione della dolcezza della voce e della carnagione scura. Da giovane si formò alla corte abbaside di Hārūn al‑Rashīd a Baghdad, presso il maestro di musica ʿIshāq al‑Mawsilī, e si distinse perle sue qualità artistiche. Lasciò Baghdad, forse in fuga per rivalità con il suo maestro. Dopo un periodo in Nord Africa, intorno al 822 si trasferì alla corte di ʿAbd al‑Raḥmān II a Córdoba, allora centro politico e culturale dell'Islam occidentale.A Córdoba Ziryāb non si limitò alla musica: promosse innovazioni nella musica e divenne un vero influencer dell'epoca, tanto che lo stile estetico e di vita della corte andò modellandosi su di lui. Morì intorno all'857 d.C. a Córdoba, lasciando un'eredità che abbraccia costume, moda, gastronomia e performance.A Córdoba la musica classica araba di Baghdad si fuse con tradizioni visigote-cristiane e berbere nord-africane: questo è il seme della musica che oggi definiamo “musica arabo-andalusa”.Nel contesto di al-Andalus e grazie all'impulso dato da Ziryab, sorsero nuove forme poetico-musicali: il muwashshah (che significa ornato, ricamato) canto accompagnato da musica, in lingua colta e lo zajal in lingua dislettale. Lo zajal è una cantillazione più che un canto. Ascoltiamo un esempio di zajal del più famoso poeta del genere, Ibn Qūzmān (Córdoba ca. 1080-1160). Ti ricordo il Trovo, forma poetica che esiste ancor oggi in Spagna.Per capire come suona un muwashshah ascoltiamo la voce della cantante libanese Fairuz nell'esecuzione di “Jādaka al-Ghaithu”, panegirico dedicato al sultano Muhammad V of Granada verso la fine del 1300.Con il declino del potere arabo in Spagna nel XIII secolo e la caduta dell'ultimo emirato musulmano a Granada nel 1492, la cultura musicale trovò rifugio nel Maghreb (Marocco, Algeria, Tunisia). Da tempo gli arabi avevano perso potere in Al Andalus ed era iniziato un processo di espulsione, conversione forzata e migrazione delle comunità musulmane (e spesso ebraiche) verso il Maghreb. Queste migrazioni portarono con sé tradizioni musicali e culturali dell'Andalusia.La "musica arabo andalusa" o “musica ispano-araba” era musica colta, di corte. Le narrazioni che la collegano direttamente al flamenco appartengono al mito: utili come simboli, non come fatti documentati.L'evoluzione della musica di Al Andalus nel mondo arabo generò le forme della nūba in Nord Africa e della wasla in Medio Oriente.Nūba (plurale nūbāt) significa “turno” o “successione”: è una suite musicale colta della tradizione di al-Andalus trasmessa nel Maghreb, costruita su un maqām (modalità musicale) con sezioni ritmiche (mīzān/wazn) che cambiano e spesso accelerano. Wasla (plurale waslat) significa “connessione” o “sequenza”: indica un concerto o suite della tradizione classica araba orientale, centrata su un maqām, concatenazione di brani strumentali/vocali, introdotta tramite dulab, un fenomeno paragonabile al compas. Il compas è un modo di esprimere la frase ritmica e gli accordi principali della chitarra inun paricolare genere flamenco, il dulab esprime l'atmosfera musicale di un maqam attraverso un motivetto orecchiabile e facile da ricordare, che si ripete più volte nel concerto, a ricordare il tema ai partecipanti.Interessante nella Wasla è l'uso di improvvisazioni vocali: il Layālī (lett. o notti) che gioca sulla improvvisazione su due parole, ya leil ya ain (o notte o occhio) da cui la salida del cante flamenco è stata molto influenzata (soprattutto tiento e tango) e il Mawwāl, un canto poetico con melodia improvvisata, che ricorda un fandango grande, di melodia più libera.E anche del Taqsīm, improvvisazione strumentaleStrumenti tipici del complesso di musica, il Takht, sono: liuto arabo (ūd), flauto nay, la cetra qanūn, il violino kamanja o rababa, tamburelli (deff o riqq) e tamburi a cornice, la voce solista e il coroSpesso si definisce “musica arabo-andalusa” qualche concerto in cui musicisti arabi e flamenchi mescolano repertori, includendo brani famosi di musicisti arabi contemporanei o canzoni modaiole, con pezzi di “fusione”. Alla fusione dedicherò un altro episodio.Sono Sabina Todaro mi occupo di flamenco e danze e musiche del monndo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance, un lavoro ull'espressione delle emozioni attraverso le danze e le musiche del mondo arabo.In conclusione: le storie su Ziryāb e sulla continuità diretta fra l'arte arabo-andalusa e il flamenco appartengono al mito: utili come simboli, non come fatti documentati. La musica arabo-andalusa è un ponte fra culture e tempi, non una linea ininterrotta. E tutto ciò pone le basi per comprendere anche le influenze che, nel tempo, hanno arricchito tradizioni come il flamenco.
- Sudan: una fragile tregua mediata, mentre è carestia ed emergono crimini e atrocità- Sahara Occidentale: il Marocco ottiene, di fatto, la sovranità- RDC: rischio ambientale e sospetta illegalità sulla concessione per l'estrazione di metano agli Stati Uniti- Tunisia: il paradiso perduto di Gabès, la città delle raffinerie di fosfati- Nord Africa: una rivista per celebrare arte, moda e cultura nordafricaneIl Notiziario Africa di Radio Bullets di oggi, 7 novembre 2025, nel racconto di ElenaPasquini
Acquista il mio nuovo libro, “Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva”: https://amzn.to/3wPZfmCDopo aver visto il Nordafrica, è ora tempo di concentrarci su quello che c'è sotto al Sahara, sul suo percorso verso l'indipendenza e sulle sue contraddizioni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.
Acquista il mio nuovo libro, “Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva”: https://amzn.to/3wPZfmCI paesi del Nordafrica conquistarono la loro indipendenza a volte in modo pacifico, altre volte – come nel caso algerino – molto combattuto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.
Israele ha attaccato la Siria, bombardando il Palazzo presidenziale di Damasco, affermando di sostenere la minoranza religiosa drusa. Ne parliamo con Alessia Melcangi, professoressa all’Università La Sapienza di Roma, insegna Storia contemporanea del Nord Africa e del Medio Oriente. La guerra ibrida della Russia: colpite infrastrutture in Europa. Ce ne parla da Londra Giorgia Scaturro, giornalista e voce di Radio24.
Per le ultime notizie che arrivano dal Medio Oriente ci colleghiamo con Nello Del Gatto, giornalista e analista da Gerusalemme. Con noi anche Luigi Toninelli, ricercatore ISPI Medio Oriente e Nord Africa.Quest’oggi le comunicazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera in vista del Consiglio europeo, con al centro ovviamente la crisi in Medio Oriente. Le commentiamo insieme a Barbara Fiammeri, commentatrice politica de Il Sole 24 Ore. Il mondo saluta Arnaldo Pomodoro. Ne facciamo un ritratto e commentiamo la sua eredità insieme ad Annamaria Ambrosini Massari, critica dell’Arte, docente all’Università di Urbino.
Per il momento nessuna de-escalation, tra Israele e Iran continua lo scambio di colpi. Ne parliamo con Luigi Toninelli, ricercatore ISPI Medio Oriente e Nord Africa.In Canada nel frattempo il Primo Ministro Mark Carney dà il via ai lavori del G7, con al centro proprio la situazione in Medio Oriente. Ci colleghiamo con Barbara Fiammeri, commentatrice politica de Il Sole 24 Ore.Dazi: verso un accordo Usa-Ue? Ci spiega la situazione Marco Valsania, corrispondente de Il Sole 24 Ore da New York.Il maltempo colpisce il Veneto. Ci colleghiamo con Gianpaolo Bottacin, Assessore all’Ambiente, Clima, Protezione Civile e Rischio idrogeologico.È iniziato il Mondiale per Club. Ce lo racconta il nostro Dario Ricci.
Migliaia di persone dal Nordafrica e da tutta Europa stanno arrivando in Egitto per marciare fino al valico di Rafah, al confine con Gaza, per chiedere la fine dell'assedio umanitario da parte di Israele. Ma l'Egitto sta bloccando e rimpatriando molti degli attivisti arrivati. È precipitato ieri un aereo decollato dall'India e diretto nel Regno Unito: pochi secondi dopo il decollo si è schiantato su un edificio, e già 204 corpi sono stati recuperati.Ma quanto impatta l'intelligenza artificiale? Sono molti i fattori da tenere in considerazione, il primo dei quali è la differenza tra l'impatto locale e l'impatto globale che aiuta a capire il reale costo ambientale. Marina Pierri, direttrice artistica del Festival delle serie tv, ci racconta di Maschi veri, la versione italiana della serie che mette al centro la decostruzione maschile Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it. Rassegna stampa: Ma alla fine, quanto consuma questa intelligenza artificiale?, Maurizio Bongioanni
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha compiuto la sua prima visita diplomatica all'estero recandosi a Riad. Il viaggio proseguirà in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, due paesi del Golfo di particolare interesse per il presidente. Ne parliamo con Riccardo Sessa, già Ambasciatore e presidente della SIOI (Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale) e Giacomo Luciani, professore di politica economica all'Università Sciences Po, Parigi.Nella serata di ieri sono scoppiati scontri armati nel centro e in altre parti della capitale libica, Tripoli, a seguito della notizia dell'uccisione di Abdel Ghani Al-Kikli, capo della milizia Apparato di Supporto alla Stabilità (Ssa), affiliata al Consiglio Presidenziale. Ne parliamo con Umberto Profazio, Associate Fellow del The International Institute for Strategic Studies e analista della Nato Defense College Foundation, esperto di Medio Oriente e Nord Africa.
Dopo un lungo periodo instabile sul nord Italia, l'alta pressione metterà le "radici" per qualche giorno sul Mediterraneo centrale con un allungamento anche oltralpe. Una cupola di bel tempo alimentata da aria relativamente calda per il periodo che dal Nord Africa giungerà fino alle nostre latitudini. Previsti fino a 26° in pianura.
Una Striscia di Gaza che sarà acquistata dagli Stati Uniti, dove i palestinesi "non vorranno tornare a vivere" e un accordo per la pace in Ucraina che resta vago, nel quale potrebbe rientrare lo sfruttamento delle terre rare del sottosuolo ucraino. Ad oggi i piani di Trump per la fine dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina sembrano nebulosi e per i più poco realizzabili. Ne parliamo con Antonella Scott, giornalista de Il Sole 24Ore esperta di Russia, Beda Romano, corrispondente per il Sole 24Ore a Bruxelles, e con Alessia Melcangi, docente di Storia contemporanea del Nord Africa e del Medio Oriente all’Università La Sapienza di Roma.
Francesco Battistini"Jerusalem Suite"Un hotel in prima linea tra Israele e PalestinaNeri Pozza Editorewww.neripozza.it«Il Signore Iddio divise tutta la bellezza in dieci parti: ne consegnò nove a Gerusalemme e una al resto del mondo. Poi divise anche il dolore in dieci parti e di nuovo ne assegnò nove a Gerusalemme e una al resto del mondo».Talmud di Gerusalemme, Kiddushin 49bC'è un luogo, l'American Colony di Gerusalemme, che è sempre stato sulla prima linea del conflitto arabo-israeliano. Non è solo un albergo storico e di fascino. Nato quasi 150 anni fa nella vecchia casa di un effendi, culla d'una piccola colonia di presbiteriani americani, il Colony, sul limite fra l'Est e l'Ovest, ha sempre cercato d'essere un luogo di neutralità, di dialogo, d'incontro fra cristiani, ebrei, musulmani. Il libro è la storia di questo albergo. Raccontato attraverso i suoi personaggi, le sue stanze, gli eventi che l'hanno abitato. Fu un lenzuolo del Colony, usato come bandiera bianca, a sancire la fine della dominazione ottomana. Qui venivano Lawrence d'Arabia a rifugiarsi e Churchill a ridisegnare il Medio Oriente, Selma Lagerlöf a scrivere il suo romanzo da Nobel e Mark Twain a riposarsi. Nel 1948 da questi tetti si sparavano la Legione Araba e la Banda Stern. Durante le guerre dei Sei giorni e del Kippur in questa reception bivaccavano i giornalisti di tutto il mondo. In questi giardini giocava un piccolo Rudolf Hess, futura anima nera della Shoah, e nella camera 16 ci furono le prime trattative per gli accordi di Oslo. Qui alloggiava Tony Blair quand'era inviato per la Cisgiordania e Gaza e qui passava John Kerry, dopo gli incontri con Netanyahu. Il Colony è ancora oggi una piccola Palestina nella Gerusalemme occupata, dove molti leader palestinesi non mettono piede, e insieme un pezzo d'Israele che pochi politici israeliani frequentano. Una terra di nessuno e di tutti. Plato Ustinov vi piantò due palme della pace più volte incendiate e poi ripiantate dal nipote Peter. Durante le intifade, il Colony era una fortezza sicura: un rigido statuto fissa le quote “etniche” dei camerieri che vi possono lavorare, e per questo nessuno l'ha mai attaccato.Francesco Battistini è inviato speciale al Corriere della Sera, dopo aver lavorato al Giornale di Indro Montanelli e alla Voce. Ha seguito i Balcani dalla Bosnia in poi. Già corrispondente da Gerusalemme, si occupa prevalentemente di Europa dell'Est, Medio Oriente e Nord Africa. Ha coperto una dozzina di conflitti dall'Afghanistan all'Iraq. Coautore di Che cosa è l'Isis (Fondazione Corriere della Sera).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Silvia Boccardi e Francesco Rocchetti parlano con Sanam Vakil, direttrice del programma Medio Oriente e Nord Africa a Chatham House e professoressa alla Johns Hopkins University, di cosa sta succedendo a livello internazionale e internamente in Iran.
«È inaccettabile» - afferma il ministro degli Esteri francese Jean-Nöel Barrot (nella foto), a conclusione di un intervento sull'ingresso della polizia israeliana nel Santuario francese di Eleona, a Gerusalemme. «L'accaduto - continua - non aiuta in un momento in cui dovremmo tutti lavorare alla pace in Medio Oriente». E mentre si inaspriscono le tensioni tra Israele e Francia, ad Amsterdam ieri sera decine di tifosi israeliani sono stati aggrediti al termine della partita di calcio tra Ajax e Maccabi. Ne parliamo con Anna Sergi, professoressa di Criminologia alla Essex University, Eveline Rethmeier, giornalista olandese, Danilo Ceccarelli, nostro collaboratore a Parigi, e con Giuseppe Dentice, analista Nord Africa e Medio Oriente per il CeSi.
Din don. Suona la campana e i suoi rintocchi sono un memento non rinviabile: che l'Occcidente si svegli.
Ernesto Dezza"Il frutto proibito"Food & Science Festivalwww.foodsciencefestival.itDomenica 19 maggio 2024, ore 11:45Mantova, Palazzo della RagioneIl frutto proibitoUna riflessione antropologica e filosofica sul ciboNiente è più a portata di mano di un frutto. Niente è più facile da mangiare di un frutto. Perché dovrebbero esserci dei frutti proibiti? Quale limite indicano? Si tratta di un limite che va rispettato o attraversato?Dalla mela dell'Eden a una ciliegia della Svizzera, passando attraverso le pere del Nord Africa e l'uva di Assisi, saremo accompagnati in un viaggio letterario attraverso quattro episodi eloquenti di una storia gustosa e affascinante, per cogliere, nei frutti proibiti, il senso della vita umana.Ernesto Dezza è docente straordinario di Storia della filosofia medievale presso la Pontificia Università Antonianum e docente a contratto di Teologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica, a Roma. Le sue ricerche vertono principalmente sul pensiero dei maestri francescani della Scolastica medievale, in particolare su Giovanni Duns Scoto, di cui ha anche curato la traduzione in italiano di alcuni testi. Tra le sue pubblicazioni: “Pro statu isto”: l'appello dell'uomo all'infinito, a cura di A. Ghisalberti - E. Dezza, EBF, Milano, 2010; La dottrina della creazione in Giovanni Duns Scoto, Edizioni Antonianum, Roma, 2016; E. Dezza - A. Nannini - D. Riserbato, Intorno al futuro. Volontà e contingenza secondo Duns Scoto. Introduzione, testo e traduzione di Lectura I, d. 39, Edizioni Antonianum, Roma, 2023.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Il 27 gennaio si ricorda la giornata della Memoria della shoah. Quest'anno la ricorrenza assume una valore particolare dopo gli attacchi del 7 ottobre e la risposta militare di Israele ancora in corso che ha provocato anche un rigurgito dell'antisemitismo.Ne parliamo con David Parenzo e Lorenzo Kamel, docente di Storia globale e Storia del Medio Oriente e del Nord Africa all'Università di Torino.
L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti. Sono giorni di tensione altissima al confine tra Israele e Libano con la comunità internazionale è sempre più preoccupata dal nuovo fronte della crisi mediorientale. Ne parliamo con Mattia Serra, analista ISPI per l’area Medio Oriente e Nord Africa.
Roberto Mutti"Robert Capa. Retrospettiva"Mostra a Riccione, fino al 1° aprile 2024La stagione espositiva di Villa Mussolini prosegue con la mostra retrospettiva dedicata a Robert Capa, il più grande fotoreporter del XX secolo, fondatore, nel 1947, dell'agenzia Magnum Photos, con Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandiver. La rassegna, visitabile fino all'1 aprile 2024, presenta più di 100 immagini in bianco e nero che documentano i maggiori conflitti del Novecento, di cui Capa è stato testimone oculare, dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina, calpestando una mina antiuomo. “Se la tendenza della guerra – osserva Richard Whelan, biografo e studioso di Capa – è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra registrando singoli gesti ed espressioni del viso”. Come scrisse il suo amico John Steinbeck, Capa “sapeva di non poter fotografare la guerra, perché è soprattutto un'emozione”. Ma è riuscito a fotografare quell'emozione conoscendola da vicino, mostrando l'orrore di un intero popolo attraverso un bambino”. Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le sue opere raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti, divenuti iconici – basti pensare alla foto forse più famosa del miliziano ucciso nella guerra civile spagnola o alle uniche fotografie (professionali) dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944 – ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo, di cui Capa è stato testimone oculare. I suoi scatti sono tanto più attuali oggi, in relazione con i più recenti e drammatici avvenimenti internazionali. Un'ampia sezione è dedicata alle foto scattate in Italia nel 1943/44, a seguito degli alleati, dallo sbarco in Sicilia fino a Napoli e Cassino. In mostra sono presentate inoltre alcune foto dei suoi viaggi in Cina nel 1938, nella Germania postbellica, in Unione Sovietica, in particolare in Ucraina, e in Israele. Ascolta la conversazione con il curatore della mostra, Roberto MuttiLa mostra presenta anche l'altra faccia di Robert Capa, con una sezione dedicata ai suoi amici, nella quale emerge la sua vitalità, la sua capacità di trasmettere e condividere un senso di euforia interiore. Molti suoi amici erano scrittori e cineasti americani come Hemingway e John Huston, ma non mancavano artisti come Picasso e comunque la famiglia allargata dei fotografi Magnum. La rassegna è articolata in 13 sezioni e comprende, in apertura, un omaggio a "Gerda Taro" con cui Robert Capa ebbe una relazione molto intensa. Un cammeo di tre scatti: un ritratto di Gerda, uno di Robert e un loro “doppio ritratto”, un modo per documentare la loro straordinaria vicenda umana. A seguire Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941 – 1943, Italia 1943 – 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954, infine una sezione dedicata ai ritratti di amici e artisti come Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner e John Steinbeck. La rassegna è promossa dal Comune di Riccione ed è organizzata da Civita Mostre Cultura in collaborazione con Magnum Photos e Rjma Progetti Culturali. IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/show/tracce-di-il-posto-delle-parole_1/support.
Per la prima volta dall'inizio della guerra, più di 300 civili hanno attraversato il varco di Rafah. Il racconto della giornata con Nello Del Gatto, giornalista e analista per Radio 24 da Gerusalemme. Insieme a noi poi Claudio Bertolotti, ricercatore associato ISPI area Medio Oriente e Nord Africa.La telefonata fra la Presidente del Consiglio e due comici russi. Il commento di Antonio Polito, Vicedirettore de Il Corriere della Sera.Serata di Coppa Italia. Sentiamo il nostro Dario Ricci.
Oggi il presidente statunitense Joe Biden è arrivato a Tel Aviv, dove ha confermato il sostegno a Israele e ha affermato che "Hamas non rappresenta tutto il popolo palestinese". Nel frattempo, Israele e Hamas si accusano a vicenda dell'esplosione di un razzo sull'ospedale di Gaza. Ci aggiorna Nello Del Gatto, giornalista e analista per Radio 24 da Gerusalemme. Con noi poi anche Mattia Serra, analista ISPI per l’area Medio Oriente e Nord Africa.Il caso Calcioscommesse accende anche la politica. Ci spiega tutto il nostro Dario Ricci.
Continua l'azione di Israele sulla striscia di Gaza attacchi nella notte. Ieri sera colloquio tra Biden e alcuni leader europei che hanno ribadito "fermo sostegno a Israele e condanna di Hamas”. Le ultime sul conflitto con Mattia Serra, analista ISPI per l’area Medio Oriente e Nord Africa. Il Fondo monetario internazionale taglia le stime del Pil italiano: +0,7% nel 2023. Questo e gli altri temi del dossier economico di giornata con Alberto Orioli, vicedirettore vicario del Sole 24 Ore.Oggi la Giornata mondiale della salute mentale. La Società Italiana di Psichiatria lancia l’allarme: anche questa è una pandemia. Sentiamo il vicepresidente prof. Antonio Vita, ordinario di psichiatria all’Università di Brescia e vicepresidente della Società Italiana di Psichiatria.
Con Costante II, Siracusa è al centro di una rete di eventi che vanno dal Nordafrica alla frontiera del Tauro, da Costantinopoli a Ravenna. Per la città siciliana, non è una primavera destinata a durare.---Vi ricordo che è uscito l'audiolibro di "Il miglior nemico di Roma". Lo trovate qui: https://amzn.to/3EGepLG---Per acquistare le borracce "Airup" con uno sconto del 10% cliccate su questo link https://airup.link/461L8qs (fino al 31/10/2023)---Per acquistare i miei libri:IL MIGLIOR NEMICO DI ROMA: https://amzn.to/3DG9FG5PER UN PUGNO DI BARBARI: https://amzn.to/3l79z3u---Ti piace il podcast? Sostienilo, accedendo all'episodio premium, al canale su telegram, alla citazione nel podcast, alle première degli episodi e molto altro ancora:Patreon: https://www.patreon.com/italiastoriaTipeee: https://it.tipeee.com/storia-ditaliaPer una donazione: https://italiastoria.com/come-sostenere-il-podcast/---►Informazioni sui miei libri "Per un pugno di barbari" e "Il miglior nemico di Roma":https://italiastoria.com/libro/►Registrarsi alla mia mailing list:https://italiastoria.com/mailing-list/►Trascrizioni episodi, mappe, recensioni, genealogie:https://italiastoria.com/►FacebookPagina: https://www.facebook.com/italiastoriaGruppo: https://www.facebook.com/groups/italiastoria►Instagramhttps://www.instagram.com/italiastoria/►Twitterhttps://twitter.com/ItaliaStoria►YouTube:https://www.youtube.com/channel/UCzPIENUr6-S0UMJzREn9U5Q►Contattami per commenti, idee e proposte di collaborazione:info@italiastoria.com---Musiche di Riccardo Santatohttps://www.youtube.com/user/sanric77---Livello Giuseppe Verdi: Massimiliano Pastore e Mauro SamaratiLivello Dante Alighieri: Musu Meci, Marco il Nero, Massimo Ciampiconi, Mike Lombardi, David l'Apostata, Luca Baccaro, Guglielmo de martino, Daniele Farina e Daniele Traficante, Andrea Franco, Dorel Jordache, Il Bone, Frazemo, Andrea Dago e Emanuele Belotti Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Facciamo il punto sul sisma che ha colpito le province di al-Haouz, Marrakech, Ouarzazate, Azilal, Chichaoua e Taroudant con Tommaso Della Longa, portavoce della Federazione Internazionale di Croce Rossa, e con Damiano Rizzi, presidente Soleterre, in diretta da Marrakesh.Il Marocco ha annunciato che in questa fase accetterà aiuti solo da Spagna, UK, Emirati Arabi e Qatar, il grande assente è ovviamente la Francia. Che conseguenze avrà questa decisione sulle operazioni di soccorso e sugli equilibri internazionali? Risponde Aldo Liga, Research Fellow del MENA Centre di ISPI, esperto di Nord Africa e Medio Oriente.Modi chiude il G20 e passa il testimone al presidente brasiliano Lula. L'analisi di Arturo Varvelli, direttore della sede romana dell’European Council on Foreign Relations (ECFR Roma).
Silvia Boccardi e Francesco Rocchetti parlano con Valeria Tàlbot, responsabile dell'Osservatorio Medio Oriente e Nord Africa dell'ISPI, delle elezioni in Turchia e di cosa succederebbe se Erdogan non venisse rieletto.Ascolta gli altri podcast di Will su Spotify o Apple Podcast
Sulla festa nazionale russa del 9 maggio quest'anno pesa lo stallo militare in Ucraina.La Siria è stata reintegrata nella Lega araba, l'organizzazione che riunisce i paesi del Nordafrica e della penisola araba. Andrea Pipino, editor di Europa di InternazionaleFrancesca Gnetti, editor di Medio oriente di InternazionaleVideo Wagner: https://www.youtube.com/watch?v=bSWrhFf-6mI Intervista a Aboul Gheit: https://www.memri.org/tv/ahmed-aboul-gheit-arab-league-sec-gen-syrias-return-is-inevitableScrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Consulenza editoriale di Chiara Nielsen.Produzione di Claudio Balboni.Musiche di Tommaso Colliva e Raffaele Scogna.Direzione creativa di Jonathan Zenti.
Attiva in Tunisia, Libia, Marocco e Algeria da 30 anni, l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo crea opportunità di crescita economica e culturale nella regione nordafricana.
Secondo il governo italiano sono centinaia di migliaia le persone in attesa di partire dal Nord Africa. Intanto il bilancio parziale delle vittime del naufragio del 26 febbraio scorso sale a 79. È un'emergenza che sta esplodendo o un problema che non è mai stato risolto?
Il viaggio del ministro Antonio Tajani in Turchia, e poi quello in Egitto. E il viaggio, ancora in corso, della premier Giorgia Meloni in Tunisia. L'Italia sembra intenta a ridefinire il suo ruolo nel Mediterraneo, necessità resa ancora più impellente dalla crisi del gas. Ne abbiamo parlato con Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri, e con Chiara Lovotti, ricercatrice di Ispi, esperta di Nord Africa e Medio Oriente.
Un camper, marca Ford, con sei posti letto, bianco con strisce beige. Partì da Parma il 4 agosto 1989, destinazione Spagna, o forse Nordafrica. Comunque, vacanze. Era di proprietà di una famiglia composta da quattro persone: la famiglia Carretta.A inizio settembre quel camper non era ancora tornato. Giuseppe Carretta avrebbe dovuto riprendere il lavoro nell'azienda di cui era il contabile ma non si era fatto vivo, nemmeno una telefonata. Eppure, dissero i suoi colleghi, avvertiva anche se tardava pochi minuti. Con lui era sparita la moglie, Marta Chezzi. Neppure dei due figli, Nicola e Ferdinando, si sapeva più nulla.Iniziò la caccia al camper: per settimane arrivarono segnalazioni da tutta Italia, ma anche dall'estero. Alla fine venne ritrovato, parcheggiato in una strada di Milano. Degli occupanti non c'era nessuna traccia.Iniziò a diffondersi la voce che Giuseppe Carretta fosse scappato portando con sé 10 miliardi di lire sottratti alla sua azienda: fondi neri, e quindi non denunciati. Si disse che l'intera famiglia si fosse trasferita ai Caraibi a godersi i soldi. Che fossero tutti lontani e felici.Per quasi dieci anni i Carretta vennero segnalati in varie parti del mondo. Investigatori e giornalisti partivano alla ricerca ma ogni pista alla fine si rivelava falsa, o inconsistente.Fino a che un poliziotto inglese fermò un ragazzo che in moto, a Londra, stava facendo zig zag tra le auto…
Un camper, marca Ford, con sei posti letto, bianco con strisce beige. Partì da Parma il 4 agosto 1989, destinazione Spagna, o forse Nordafrica. Comunque, vacanze. Era di proprietà di una famiglia composta da quattro persone: la famiglia Carretta.A inizio settembre quel camper non era ancora tornato. Giuseppe Carretta avrebbe dovuto riprendere il lavoro nell'azienda di cui era il contabile ma non si era fatto vivo, nemmeno una telefonata. Eppure, dissero i suoi colleghi, avvertiva anche se tardava pochi minuti. Con lui era sparita la moglie, Marta Chezzi. Neppure dei due figli, Nicola e Ferdinando, si sapeva più nulla.Iniziò la caccia al camper: per settimane arrivarono segnalazioni da tutta Italia, ma anche dall'estero. Alla fine venne ritrovato, parcheggiato in una strada di Milano. Degli occupanti non c'era nessuna traccia.Iniziò a diffondersi la voce che Giuseppe Carretta fosse scappato portando con sé 10 miliardi di lire sottratti alla sua azienda: fondi neri, e quindi non denunciati. Si disse che l'intera famiglia si fosse trasferita ai Caraibi a godersi i soldi. Che fossero tutti lontani e felici.Per quasi dieci anni i Carretta vennero segnalati in varie parti del mondo. Investigatori e giornalisti partivano alla ricerca ma ogni pista alla fine si rivelava falsa, o inconsistente.Fino a che un poliziotto inglese fermò un ragazzo che in moto, a Londra, stava facendo zig zag tra le auto…