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Truppe Nato in Ucraina? No grazie. Suona così il monito di Mosca che ha fermamente bocciato l'ipotesi di un dispiegamento di un contingente europeo in Ucraina, avanzata da un europarlamentare lussemburghese.Una “eventualità assolutamente inaccettabile”, ha tuonato il Cremlino. Cremlino che, in tema di botta e risposta e tensioni diplomatiche, è tornato, per bocca della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sull'espulsione dell'addetto militare italiano a Mosca e del suo assistente.Sullo sfondo l'ormai quotidiano scambio di droni, ma anche l'annuncio del ministero della Difesa russo di aver conquistato Volokhovskoje nella regione di Kharkiv e colpito la centrale di compressione di Sumskaya, nodo chiave per il gas di Kiev. Mentre l'Ucraina riferisce di attacchi missilistici contro le regioni russe di Belgorod, confinante con l'Ucraina, e Lipetsk, dove è scoppiato un incendio in una zona industriale. Da segnalare, infine, un importante cambiamento nelle abitudini quotidiane dei cittadini russi, che da popolo tra i più digitalizzati al mondo sta tornando a pagare in contanti: colpa del vertiginoso aumento delle tasse, per cui le piccole e medie aziende stanno passando al cash e alla mostruosa quantità mostruosa di denaro liquido immesso nella Paese dalla Banca centrale.Ascolta "Notizie dall'Ucraina" ogni giorno su podcast.adnkronos.com e su tutte le piattaforme di streaming.
Sta agli atti della Corte internazionale di giustizia dal 5 aprile 2024. È la dichiarazione con cui la Colombia è intervenuta, ai sensi dell'articolo 63 dello Statuto, nella causa che il Sudafrica ha aperto contro Israele per genocidio a Gaza. Nel testo Bogotá scrive di volere "la sicurezza e, di fatto, l'esistenza stessa del popolo palestinese". Il 16 luglio l'ufficio del presidente eletto Abelardo de la Espriella ha annunciato che quel documento verrà ritirato. Lo dice così: la Colombia "riprenderà una posizione seria e responsabile sulla scena internazionale, anche all'interno del sistema delle Nazioni Unite". L'insediamento è fissato al 7 agosto. A Washington il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha già incontrato il futuro omologo Omar Bula Escobar, e il conto è presto fatto: relazioni piene, visti aboliti, ambasciata a Gerusalemme. Sarebbe la nona, dopo Stati Uniti, Guatemala, Honduras, Kosovo, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Fiji e Somaliland. Gustavo Petro, che quel documento lo aveva voluto, ha scritto del successore: "Chi sostiene il genocidio ne è complice". Tre giorni prima, il 13 luglio, il Dipartimento di Stato americano aveva annunciato una campagna per "disabilitare sistematicamente" la Corte penale internazionale. Prevede telefonate ai 125 Stati parte perché escano dallo Statuto di Roma, revoche di visti al personale, sanzioni a chi collabora. Corti diverse, metodo identico. Nessuno dei due atti discute una prova, una perizia, un fatto. Si lavora sull'elenco dei presenti. Giovedì Tina Marinari, di Amnesty International Italia, è stata ascoltata dal Comitato permanente sui diritti umani della Camera. Le espressioni di preoccupazione degli Stati sono ormai «un cinico alibi», ha detto, e la loro inazione rientra fra gli elementi del genocidio in corso. Restano due frasi scritte dallo stesso Stato a ventisette mesi di distanza. Nella prima c'era l'esistenza del popolo palestinese. Nella seconda c'è la parola "responsabile". #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Secondo un bilancio ancora non definitivo, sono cinque o sei le persone che hanno perso la vita in un incendio che si è sviluppato ieri mattina nella torre Oxy, complesso residenziale del centro di Bruxelles, in Belgio. Le autorità locali non hanno ancora emesso un bilancio ufficiale.
Almeno un milione di donne e ragazze perdono l'accesso a un sostegno fondamentale poiché i tagli agli aiuti smantellano le organizzazioni femminili che lavorano nelle crisi umanitarie.https://www.radiobullets.com/notiziari/14-luglio-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Dopo l'arresto di due ex agenti dell'Aisi accusati dalla Procura di Roma di spionaggio per aver venduto informazioni alla Russia il ministro degli Esteri ha annunciato l'espulsione degli addetti dell'ambasciata Russa a cui avrebbero passato le informazioni. La reazione di Mosca è arrivata a stretto giro con la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova che ha dichiarato all'agenzia di stampa Ria Novosti che la Russia “darà una risposta adeguata” alle espulsioni. Ne parliamo con Oleksandr Danylyuk, ex consigliere speciale del direttore del FISU, l’agenzia di intelligence estera ucraina, esperto di minacce ibride, oggi dirige il think-tank Center for Defence Reforms e il nostro Antonio Talia.Non si placa l'escalation Stati Uniti IranVittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni Internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore dove dirige l'ASERI - Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, autore di "Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale" (Bompiani).Kobi Michael, analista del Misgav Institute for National Security and Zionist Strategy e ricercatore all’Institute For National and Security Studies dell’Università di Tel Aviv.In chiusura parliamo dei vettori cinesi riutilizzabili con Emilio Cozzi.
Benvenuti e bentornate in questa nuova collaborazione di Giappone nel mondo. Oggi vi presento Focus Giappone, la rassegna stampa curata da Simone Ottuzzi, creatore del canale YouTube Omotenashi Anime e caro amico. Ogni lunedì alle 6:00 vi porterà le notizie più interessanti della settimana dal Sol Levante, arricchendo il nostro feed con contenuti freschi e approfonditi. Passate a salutare Simone sul suo canale Omotenashi Anime e… buon ascolto!-- Link utili: --- Valutate l'idea di ISCRIVERVI al canale di Simone OMOTENASHIANIME: https://www.youtube.com/@OMOTENASHIANIME- Il canale YouTube su Giappone nel Mondo: https://www.youtube.com/@giapponenelmondo- Il nostro canale su approfondimenti e cultura pop LIVE PLOT-TWISTER: https://www.youtube.com/@plot-twister--- SHOWNOTES ---RIASSUNTO:Focus Giappone presenta le principali notizie della settimana dal Giappone: un treno deraglia senza feriti nella prefettura di Nara, il governo istituisce una commissione per controllare gli investimenti esteri, iniziano le raccolte stagionali di pesche a Fukushima e alghe a Hokkaido, e a Tokyo proseguono le multe per chi abbandona rifiuti in strada.CAPITOLI: 00:37 Deraglia treno alla stazione di Chioto 01:54 Governo istituisce commissione per controllo investimenti esteri 03:14 Inizia la raccolta delle pesche precoci a Fukushima 04:17 Apre la stagione di raccolta delle alghe Idaka a Hokkaido 05:40 Shibuya a Tokyo: oltre 300 multi per abbandono rifiutiARGOMENTI: - Deraglia treno nella prefettura di Nara - Commissione governativa per controllo investimenti esteri - Raccolta pesche precoci Hatsuhime a Fukushima - Stagione di raccolta alghe Idaka a Hokkaido - Multa per abbandono rifiuti nel quartiere Shibuya di Tokyo - Crisi del settore ittico giapponese - Ordine pubblico e pulizia urbana in GiapponeDESCRIZIONE SEO (per Spotify):Segui le principali notizie dal Giappone della settimana nel podcast Focus Giappone. Scopri l'incidente ferroviario nella prefettura di Nara, le nuove misure del governo per controllare gli investimenti esteri, l'inizio della raccolta stagionale di pesche a Fukushima e alghe a Hokkaido, e gli effetti delle nuove multe per l'abbandono di rifiuti a Shibuya, Tokyo. Un resoconto completo delle news più rilevanti dal paese nipponico.
Qualcosa si è rotto nel mondo: ovunque si guardi, c'è un conflitto armato. Cominciamo dal Sudan, “la peggior crisi umanitaria in corso”, secondo le Nazioni Unite, conseguenza di una guerra civile entrata nel quarto anno di violenza, che ha già fatto 150 mila morti e minaccia oltre 13 milioni di persone. Lo raccontano da Khartoum Matteo D'Alonzo di Emergency e Philippe Kropf del Programma alimentare mondiale. Ma per questa prima speciale puntata del nuovo progetto di podcast settimanale della Redazione Esteri del Corriere della Sera, facciamo un ragionamento più ampio: sono in corso almeno 130 conflitti, nel conteggio del Comitato della Croce Rossa Internazionale; una tendenza in crescita negli anni Venti del Duemila, secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto di ricerca sulla pace di Oslo. Che sta succedendo? “Ci sentiamo assediati dai conflitti, così tanto che alla fine non vorremmo sentirli, e sicuramente non vorremmo reagire”, osserva Barbara Stefanelli, condirettrice del Corriere della Sera. “Ci sono momenti di attenzione vera, di struggimento anche, e poi seguono lunghe fasi di rimozione o anche più banalmente di distrazione”. Che fare, allora? “In questa fase storica l'onestà è un elemento fondamentale di come facciamo informazione”, continua, “l'onestà nell'esercizio del nostro lavoro, che resta quello di raccogliere notizie e riproporle con chiarezza, con la massima completezza possibile, per dimostrare che non c'è tutta questa distanza, che non c'è noi e loro, che non c'è noi e loro guardando al Sudan, che non c'è noi e loro guardando alle ragazze iraniane che somigliano tantissimo alle nostre ragazze, che non c'è noi e loro guardando la gente che è rimasta intrappolata per mesi, per anni a Gaza e che è molto più importante capire come aiutare la popolazione di Gaza che azzuffarci tra noi, con quello sdegno che ci riempie talmente tanto di compiacimento che poi non facciamo niente”.Dunque un podcast per ridisegnare la mappa di un mondo nel caos, come alle origini della cartografia, un tentativo di capirlo. E di reagire. “Dopo la caduta del muro di Berlino, negli anni '90, c'era questa idea che si andava verso un mondo più pacifico, più giusto, con più democrazia - interviene Marilisa Palumbo, capo della redazione Esteri del Corriere - che la globalizzazione sarebbe equivalsa a più diritti, più libertà ovunque. Invece non è stato così. O meglio, lo è stato fino a un certo punto, ma poi c'è stata questa involuzione”. Persino Internet, che sembrava veicolo di libertà, è diventato strumento di repressione nelle mani degli autocrati. “L'ordine liberale internazionale è entrato in crisi e siamo piombati in una sorta di età dell'impunità in cui gli Stati, ma anche attori non statali, possono fare delle cose inaudite senza pagarne le conseguenze”. Ne abbiamo parlato anche con la politologa Nathalie Tocci, docente di Relazioni Internazionali alla Johns Hopkins University. “Si sta rompendo l'ordine internazionale, e per ordine intendiamo istituzioni, norme e quindi diritto internazionale. E perciò vediamo guerre intrastato, che a differenza del passato, stanno acquisendo sempre più dimensioni regionali o dimensioni globali, e anche guerre tra gli Stati”. Che erano quasi scomparse. “Ci potevano essere, come dire, accordi e disaccordi su 1.000 questioni, ma su una cosa erano tutti d'accordo: che la base del diritto internazionale, integrità territoriale e sovranità, diciamo, non si toccava”Tutto saltato, tutto da rifare. Molto lavoro per questo podcast.
Nessy Guerra, la 27enne sanremese bloccata in Egitto con la sua bambina e condannata per adulterio dopo la denuncia dell'ex marito, sarebbe stata prelevata dalla località segreta in cui si trova e portata dalla polizia egiziana in caserma.
Tra tregue fragili, terremoti e crisi dimenticate, il mondo continua a muoversi. Nel notiziario di oggi raccontiamo l'escalation tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz e i nuovi negoziati in Qatar, i bombardamenti che proseguono in Libano e a Gaza nonostante gli accordi, la guerra dei droni tra Russia e Ucraina e la crisi del carburante ammessa da Putin. Poi il Venezuela, dove si continua a scavare tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti, il Pakistan che intensifica le operazioni al confine con l'Afghanistan, le tensioni in Serbia, il riconoscimento del genocidio armeno da parte di Israele, l'ondata di caldo che sta facendo aumentare le vittime in Europa e le altre notizie dal mondo.
Il terremoto devastante che ha colpito il Venezuela ha provocato al momento 1.450 vittime accertate, 3150 i feriti. Decine di migliaia però i dispersi. I vigili del fuoco italiani cercano tra le macerie una donna con due dei suoi tre figli ancora in vita in uno stabile crollato a Macuto.
Gideon Sa'ar, ministro degli Esteri israeliano, ha annunciato giovedì che porterà domenica in consiglio dei ministri, e poi alla Knesset, una risoluzione per il riconoscimento ufficiale del genocidio armeno. Riconoscerlo, ha scritto, è "un dovere morale e storico", e va condannato "ogni tentativo di negazione, minimizzazione o distorsione della verità storica". Un milione e mezzo di armeni sterminati dall'Impero ottomano fra il 1915 e il 1917. Trentadue Stati ONU lo riconoscono già, più la Santa Sede e il Parlamento europeo. Il comunicato del ministero spiega il resto. "Nonostante l'ampia e inequivocabile documentazione storica", si legge, il genocidio armeno resta "oggetto di una campagna organizzata di negazione e minimizzazione, che include la riscrittura manipolativa dei libri di storia". Israele ci arriva dopo decenni di rifiuto, e adesso per una ragione che il ministero non scrive: i rapporti con la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, che accusa Israele di genocidio a Gaza. Riconoscere una strage di un secolo fa è la risposta a chi ne nomina una presente. Ogni clausola di quel testo è lo strumento con cui Israele oggi è sotto accusa. L'ampia e inequivocabile documentazione: la Corte internazionale di giustizia, nel gennaio 2024, ha giudicato plausibile il rischio di genocidio a Gaza. Il dovere di nominare: la Commissione d'inchiesta indipendente dell'ONU, il 23 giugno, ha documentato l'uccisione deliberata di bambini palestinesi come prova di intento genocidario. La condanna della negazione: più di settantunomila morti, una cifra che un funzionario militare israeliano ha accettato per la prima volta a gennaio 2026. Sa'ar chiede al mondo di non minimizzare e di non distorcere. Lo chiede per i morti del 1915. Per quelli del 2026 lo stesso ministero parla di operazioni precise e di terroristi eliminati. Il testo della proposta resta agli atti della Knesset: "condannare ogni tentativo di negazione". L'ha firmato chi nega. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Il commissario Chris Sidoti, a Ginevra il 23 giugno, ha raccontato di un quattordicenne colpito e lasciato a terra. Per quarantacinque minuti una compagnia di soldati israeliani chiacchierava e fumava intorno a lui mentre si dissanguava. La madre, che cercava di raggiungerlo, è stata presa a fucilate. Il racconto sta nel rapporto della Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, presentato lo stesso giorno dal presidente Srinivasan Muralidhar, dal titolo già una sentenza: "L'essenza dell'infanzia è stata distrutta". La Commissione scrive di aver trovato prove che le forze israeliane hanno colpito "deliberatamente" i bambini palestinesi, e che da qui si conferma la conclusione del settembre 2025: a Gaza è in corso un genocidio. I numeri: 20.179 bambini uccisi e 44.143 feriti in due anni, quasi un terzo delle vittime di Gaza. L'uccisione dei bambini, si legge, "faceva parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l'esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza". E dopo la tregua di ottobre i bambini hanno continuato a morire. Israele ha definito il rapporto "diffamatorio" e una "farsa calunniosa", accusando gli investigatori di ignorare l'uso dei bambini come scudi umani da parte di Hamas. «Anche se le bombe e i fucili tacessero», ha detto Muralidhar, «i bambini palestinesi non si riprenderebbero da un giorno all'altro». Colpire i bambini è colpire la capacità di un popolo di esistere e di scegliere il proprio futuro. Quel futuro lo rivendicava anche chi è partito via terra per Gaza. Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, con l'intera delegazione del convoglio Global Sumud fermata a Sirte il 24 maggio, sono rientrati in Italia il 24 giugno dopo un mese a Bengasi. Antonio Tajani parla di "liberazione". Il documento del ministero degli Esteri libico, visionato dal manifesto, parla di "espulsione": Haftar non ammette di averli mai trattenuti senza ragione. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Il mondo continua a muoversi tra fragili equilibri e nuove crisi. Apriamo con gli sviluppi dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, mentre Washington si divide sulla guerra e il Senato limita i poteri militari di Donald Trump.Poi il Libano, dove la tregua continua a essere violata, e Gaza, dove un rapporto delle Nazioni Unite accusa Israele di colpire deliberatamente i bambini.Parliamo anche della liberazione degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla detenuti in Libia, dei colloqui tra Unione Europea e talebani sui rimpatri degli afghani, della condanna all'ergastolo dell'attivista pakistana Mahrang Baloch, delle tensioni in Siria, della crisi delle carceri venezuelane, della stretta dell'Egitto contro il contrabbando d'oro al confine con il Sudan e delle altre principali notizie dal mondo.L'informazione internazionale, senza confini e senza rumore.A cura di Barbara Schiavulli
Mentre il presidente russo Vladimir Putin rilancia l'ipotesi di nuovi colloqui di pace con l'Ucraina, ma alle condizioni poste da Mosca, ovvero sulla base degli accordi raggiunti a Istanbul nel 2022, la guerra continua senza segnali concreti di de-escalation. E torna a parlare il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov che ribadisce le condizioni per i negoziati e attacca gli Stati Uniti accusandoli di aiutare gli ucraini nei loro attacchi. Mosca annuncia la conquista di un insediamento nella regione ucraina di Sumy mentre si contano diversi morti a seguito degli attacchi delle forze armate ucraine. E secondo l'intelligence di Kiev, Mosca sta perdendo il controllo della Crimea.Ascolta "Notizie dall'Ucraina" ogni giorno su podcast.adnkronos.com e su tutte le piattaforme di streaming.
Come le ondate di calore in India stanno chiudendo le scuole e spingendo le donne fuori dal mondo del lavorohttps://www.radiobullets.com/notiziari/23-giugno-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Giorgio Ferrari"L'alcova delle spie"Salon Kitty: Sesso e spionaggio nel Terzo ReichNeri Pozza Editorewww.neripozza.itAlla vigilia della Seconda guerra mondiale all'interno di una casa d'appuntamenti in un'elegante palazzina di Charlottenburg si annidava una centrale spionistica. A pochi mesi dall'invasione della Polonia, infatti, le SS avevano allestito nel cuore di Berlino una struttura per intercettare le conversazioni intime dei clienti più altolocati: diplomatici, militari, politici, giornalisti, membri del partito. Da Ciano al ministro degli Esteri spagnolo, da Göring a Goebbels, da Ribbentrop a Speer, dai corrispondenti di testate straniere ai vertici della Wehrmacht, decine di personaggi di spicco passarono per le alcove di quell'accogliente pensione gestita da Kitty Schmidt, una donna ricattata e manipolata dagli uomini del numero due delle SS, Reinhard Heydrich, che accatastarono migliaia e migliaia di registrazioni. Così la Germania nazista spiava sé stessa fra le coltri di una maison rimasta attiva fino all'ultimo, anche sotto le bombe. Il Terzo Reich riduceva la “nobile arte” dello spionaggio a un voyerismo di bassa lega che serviva ai gerarchi in competizione fra loro per spiarsi a vicenda. Mentre gli inglesi avevano da tempo violato Enigma, la macchina cifratrice utilizzata per le comunicazioni militari, la decadente classe dirigente hitleriana preferiva mettersi in coda nella sala degli specchi della casa di appuntamenti di Charlottenburg, in attesa di un'ora di svago fra le braccia di ragazze scelte accuratamente per riferire ogni accenno di critica al regime. I clienti conoscevano quell'indirizzo come Pensione Schmidt. Ma tutti, in omaggio al fascino discreto della sua tenutaria e dei tanti segreti che immaginavano tenesse per sé, finirono per chiamarlo Salon Kitty.Questa è la storia di ciò che accadeva dentro il Salon Kitty, un'elegante casa di appuntamenti trasformata dalle SS in un centro di spionaggio, frequentata fino all'ultimo dalle alte cariche del Reich, dalla diplomazia internazionale, dai vertici della Wehrmacht. Giocò un ruolo fondamentale negli equilibri interni ed esterni del nazismo. E ne rappresentò tutta la decadenza anticipandone la sconfitta.Giorgio Ferrari, inviato speciale e editorialista di Avvenire, è stato corrispondente diplomatico e di guerra per varie testate coprendo per un trentennio le principali vicende internazionali. Fra le sue ultime pubblicazioni, L'arca russa. Il mito della Grande Asia, dall'impero degli zar alle guerre di Vladimir Putin (2023) e La morte dell'Uomo Macchina. La guerra infinita fra uomini e automi (2025) presso La Vita Felice. Per Neri Pozza sono apparsi: Uccidete il Re Buono, da Bava Beccaris a Gaetano Bresci (2021), Il naufragio di Šostakovič, Arte e cultura sovietica negli anni del terrore staliniano (2022) e Le spie di Stalin. I ragazzi di Cambridge che cambiarono la storia (2024)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La diplomazia prova a tenere il passo delle bombe. Stati Uniti e Iran chiudono i colloqui in Svizzera con una roadmap verso un accordo entro 60 giorni, mentre il Libano continua a bruciare e Gaza conta nuove vittime.Dalla Colombia, dove la destra conquista la presidenza, all'Afghanistan dei talebani che mettono al bando gli smartphone, passando per le proteste in India, Albania e Bolivia, fino all'Europa stretta nella morsa del caldo estremo.Il racconto del mondo, ogni mattina, oggi a cura di Barbara Schiavulli.
Se i rappresentati europei affermano con fermezza le proprie posizioni, sulla condotta di Israele o magari sulla guerra di Mosca in Ucraina, lo scontro verbale risulta inevitabile. Ne parliamo a Europa Europa, domenica alle 11,30. È accaduto questa settimana, proprio mentre l'Ue compie un passo significativo sul fronte delle politiche migratorie e definisce il bilancio del prossimo settennato. Da una parte il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, rompe con la responsabile della Politica Estera Ue Kaja Kallas, e annuncia l'interruzione di ogni contatto con l'Alta rappresentante Ue, accusandola di ostilità verso lo Stato ebraico per aver evocato il paragone con il Sudafrica dell'apartheid. Dall'altro il ministro degli Esteri russo Lavrov che accusa Bruxelles di non cercare la pace ma di voler fare dell'Ucraina "una piattaforma di lancio per continuare la sfida contro la Russia". Un momento di alta tensione diplomatica, cui ci dovremo abituare, soprattutto se vogliamo che l'Europa pesi davvero sullo scena internaizionale.
Da rifugiata a promotrice di pace: la giovane leader che sta trasformando le comunità nella Repubblica Centrafricanahttps://www.radiobullets.com/notiziari/16-giugno-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
In ginocchio sul molo di Ashdod, le mani legate dietro la schiena, mentre un ministro cammina tra loro e ne riprende il video per metterlo sui propri profili. Quel filmato, girato dopo l'abbordaggio del 18 maggio in acque internazionali, ora è agli atti di un fascicolo della procura di Roma. L'8 giugno i magistrati hanno iscritto Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, nel registro degli indagati. Tre le ipotesi di reato: sequestro di persona, tortura, tentato omicidio. Così la magistratura italiana scrive una parola, "tortura". La politica italiana ne scrive un'altra. Oggi, 15 giugno, il dossier sanzioni contro lo stesso ministro arriva al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. Serve l'unanimità dei ventisette, e la Repubblica Ceca si oppone, con Germania e Austria che frenano. Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha definito la scena degli attivisti inginocchiati una cosa che «si vede solo nelle dittature». Eppure, dice, «isolare Israele sarebbe un errore grave»: niente rottura dell'accordo commerciale tra Unione europea e Israele, e l'auspicio di «un governo di unità nazionale» a Gerusalemme che isoli gli estremisti. Una sanzione su un solo uomo, e pure quella ferma a Praga. Lo Stato resta intatto, lo scambio pure. Ben-Gvir intanto risponde che l'Italia «è diventata il Paese delle ciabatte» e che l'accordo Usa-Iran «non vincola Israele». A Bengasi, in un sito segreto, restano detenuti dal 24 maggio Domenico Centrone, 33 anni, e Dina Alberizia, 67, del convoglio di terra della Sumud. L'udienza del 9 giugno è saltata senza preavviso. La parola che il fascicolo già contiene, il governo non la mette in conto. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Mentre Donald Trump annuncia uno storico accordo di pace con l'Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz, a Gaza il bilancio delle vittime supera i 73 mila morti.Vi portiamo poi in Ucraina sotto le bombe russe, in Libano dove la tregua continua a essere violata, nella Repubblica Democratica del Congo alle prese con una nuova emergenza Ebola e lungo il confine tra Sudan e Ciad, dove migliaia di profughi rischiano di restare senza assistenza. E ancora: le proteste contro il G7, Haiti nelle mani delle gang e le altre notizie dal mondo.Perché capire il mondo è il primo passo per non voltarsi dall'altra parte.Questo e molto altro nel notiziario di oggi a cura di Barbara Schiavulli
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Le occupazioni record, la BCE e l'inflazione, i monopattini con le targhe, gli accordi con l'Iran e USA. Speciale Mondiali. Ieri a Toronto la sfida tra Canada e Bosnia, come è andata lo abbiamo chiesto a Paolo Pacchioni. Nella notte hanno debuttato gli Stati Uniti, contro il Paraguay. Il commento di Andrea Salvati. Tommaso Angelini, per le partite di oggi. L'attualità dagli esteri, commentata dal giornalista di Panorama e La Verità, Stefano Piazza All'interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Ludovica Marafini e Dario Vanacore.
Potrebbe essere Ginevra lo sfondo al tanto atteso accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Visti i precedenti però il condizionale è d'obbligo.
Un mondo che oscilla tra diplomazia e guerra: oggi apriamo con la crisi tra Stati Uniti e Iran, tra bombardamenti, minacce sullo Stretto di Hormuz e l'improvviso annuncio di Donald Trump sullo stop ai nuovi attacchi. Ma Teheran frena e nega che esista già un accordo.Dal Medio Oriente arrivano anche gli aggiornamenti da Gaza e Libano: nuovi raid, vittime civili, paramedici scomparsi e il caso del dottor Abu Safiya, il medico detenuto da Israele il cui collegamento video è stato interrotto durante un'udienza.Nel notiziario anche le tensioni in Siria, le esecuzioni in Iran, il record di prigionieri politici a Cuba, il cambio di rotta della Slovenia su Netanyahu, la stretta anti-LGBTQIA+ in Niger, le proteste dei familiari dei desaparecidos in Messico durante il Mondiale, la condanna dell'ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e le dimissioni shock del ministro della Difesa britannico John Healey.Le notizie che frantumano il silenzio, raccontate con contesto, verifiche e attenzione alle conseguenze umane dei conflitti e delle decisioni politiche.Ascolta ora il notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Perché così tante donne nere muoiono per mano dei loro partner?https://www.radiobullets.com/notiziari/9-giugno-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Popolarità a picco, continue liti nella maggioranza, crisi economica interna e sconfitte in politica estera: il bilancio dei primi tredici mesi di governo del cancelliere Merz è semplicemente disastroso. E forse per questo iniziano a circolare voci incontrollate su una sua possibile sostituzione in corsa con altri esponenti cristianodemocratici. Ne parliamo con Giulio Galoppo e con la corrispondente del Corriere della sera da Berlino, Mara Gergolet. Avete domande o suggerimenti? Volete ascoltare un podcast su un tema particolare? Scriveteci a cosmoitaliano@wdr.de Seguiteci anche su Facebook: Cosmo italiano E qui trovate tutti i nostri temi: https://www1.wdr.de/radio/cosmo/sprachen/italiano/index.html Von Cristina Giordano.
Medio Oriente sempre più vicino all'escalation: Israele colpisce Beirut e l'Iran, mentre la tregua in Libano vacilla e Gaza continua a contare morti. Armenia al bivio tra Mosca e Occidente, Perù verso una sfida politica che divide il Paese, terremoto e allerta tsunami nelle Filippine. Dalla Colombia al Kosovo, passando per Nigeria, Bolivia e Cina-Corea del Nord, il mondo raccontato senza filtri nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli.
Inoltre: Fondate le accuse di aggressione contro gli attivisti della Sumud Flotilla secondo la ministra degli Esteri australiana; Italia, braccianti uccisi, convalidati due fermi. Sport, calcio, la nazionale Under 17 in finale agli europeiSeguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
“La storia ci ha ripetutamente dimostrato che le donne hanno maggiori probabilità di morire rispetto agli uomini durante un'epidemia di Ebola”https://www.radiobullets.com/notiziari/2-giugno-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Il 23 aprile 2026 l'Unione Europea ha adottato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Contro Israele, invece, niente. Una nota riservata del Consiglio europeo del 20 giugno 2025 trova "indicazioni" di una violazione dell'articolo 2 dell'Accordo di associazione, quello che fa del rispetto dei diritti umani un "elemento essenziale" del rapporto. L'Unione resta il primo partner commerciale di Israele: nel 2024 il 28,8% delle esportazioni israeliane è andato al mercato europeo, dato della Commissione stessa. La leva esiste e resta ferma. Lo storico israeliano Ilan Pappé, dell'Università di Exeter, lo ha detto a elDiario.es il 30 maggio: «Se l'Unione imponesse a Israele metà delle sanzioni che impone alla Russia, salverebbe la vita di migliaia di palestinesi». Cita il Sudafrica: il boicottaggio funzionò soprattutto quando i governi aggiunsero le sanzioni. Sul diritto internazionale Pappé è netto. Il mandato d'arresto della Corte penale internazionale contro Netanyahu e l'ex ministro Gallant, la causa per genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia usano «il linguaggio giusto», eppure «Israele non sarà trattato come la Russia». A Lussemburgo, il 21 aprile, i ministri degli Esteri europei avevano di nuovo davanti la possibilità di una sospensione. L'Italia è ovviamente tra i governi che non l'hanno chiesta. Intanto le flotte continuano a depositare documenti. Gli attivisti australiani della spedizione via mare, fermata in acque internazionali il 18 maggio, hanno presentato il 1° giugno alla stessa Corte prove di abusi, secondo la legale Bernadette Zaydan; del convoglio di terra restano a Bengasi i due italiani. Quella sospensione verso Israele, gli esperti dell'Onu il 20 aprile l'hanno definita "il requisito minimo" dovuto dal diritto. La nota del Consiglio resta agli atti da quasi un anno. La misura che dovrebbe seguirla manca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. La frenata del governo sulle accise, gli esami di maturità e il supporto psicologico per gli studenti, vivere fino a 100 anni, la festa della Champions e gli scontri a Parigi, i cavalli fuggiti a Roma a causa dei petardi. Moto. Ieri si è corso il GP d'Italia al Mugello. Ne abbiamo parlato stamattina con l'inviato speciale di RTL 102.5 Max Biaggi. Turismo. Tanti i very normal people sono via per il ponte. Il punto con Vittorio Messina, presidente di Assoturismo. Esteri. Ci siamo collegati con Eleonora Tafuro, dell'Ispi (istituto per gli studi di politica internazionale). Abbiamo parlato di prevenzione, ricerca e innovazione. Lo abbiamo fatto presentandovi una bella realtà: Fondazione Heal Italia. Con Laura Leonardis, direttore generale di Fondazione Heal Italia. Spazio conclusivo Giro d'Italia con il nostro inviato Paolo Pacchioni. È in corso il Giro Women, con le nostre inviate Ludovica Marafini e Valentina Iannicelli. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
‘Le donne sono custodi della pace'. Le donne ucraine come Nataliya Fesyuk assumono un ruolo centrale in tempo di guerra, mantenendo la società in funzione dietro le quinte: il ritratto di una donna che si fa avanti per aiutare, ascolta, sta al fianco delle altre persone e si fa carico di ciò che la guerra lascia dietro di sé.https://www.radiobullets.com/notiziari/26-maggio-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Ultima diretta da Trento in occasione del Festival dell'Economia 2026.Passa a trovarci dai nostri studi in Piazza Fiera Gregory Alegi, professore di Storia e Politica delle Americhe all'Università Luiss Guido Carli. Con lui parliamo del vertice dei Ministri degli Esteri della NATO di oggi, con il disimpegno degli Stati Uniti e di un Trump diviso tra impegno negoziale con l'Iran e l'incriminazione del cubano Castro, per poi tornare sulla questione Flotilla-Ben Gvir, con Tajani che chiede unità europea nelle sanzioni al ministro israeliano. Nel nostro spazio settimanale dedicato alle buone notizie, ci concentriamo sulla riapertura delle attività scolastiche in Emilia-Romagna dal 31 agosto. Con noi il Presidente Michele De Pascale.
Le immagini diffuse dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir dopo l'intercettazione della flottiglia diretta a Gaza hanno provocato dure reazioni internazionali. Il governo italiano e la ministra degli Esteri australiana Penny Wong hanno condannato il trattamento riservato agli attivisti.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Ninfomani e astinenza sessuale: ecco cosa si impara - tanto - studiando il piacere femminile.https://www.radiobullets.com/notiziari/19-maggio-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Afghanistan: Il silenzio di una ragazza vergine equivale a consenso: i talebani legalizzano i matrimoni infantili.Palestina e Libano dove Israele non smette di colpire.Il Botswana allenta le leggi anti-LGBTQ mentre la repressione aumenta in altre parti dell'Africa.Il Venezuela espelle un alleato di Maduro negli Stati Uniti.Calciatrici della Corea del Nord in Corea del Sud per una rara partita.Ebola, allarme internazionale tra Congo e Uganda.Bolivia: La Paz isolata, i sostenitori di Morales occupano l'aeroporto. Questo e molto altro nel notiziari o di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
E ancora: Delhi, nell'incontro tra i ministri degli Esteri dei Paesi Brics l'Iran attacca gli Emirati: "Vi siete schierati con gli Stati Uniti e con Israele"; Sport, Tennis, Sinner fa 32 e vola in semifinale.
Trump e Xi aprono il vertice di Pechino alla ricerca di stabilità commerciale nel contesto della crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina.Kiev sotto massiccio attacco russo: missili e droni prendono di mira la capitale.Aerei da guerra sauditi hanno colpito milizie in Iraq durante la guerra.Mladenov valuta l'ingresso del Comitato di Gaza nelle aree che Israele potrebbe lasciare.La flotilla in ripartenza con 54 imbarcazioni, circa 500 partecipanti da 45 delegazioni, salpa alla viglia della commemorazione della Nakba. E il convoglio via terra si avvicina al confine Libia-Egitto.Il Libano avvia i colloqui vincolato dalle posizioni irremovibili di Israele e Hezbollah.Sudafrica, in piazza per chiedere l'espulsione in massa dei migranti entrati illegalmente nel Paese.Il cacao della Costa d'Avorio, il primo produttore al mondo, è fermo nei magazzini, le scorte sono rimaste invendute.La guerra del Sudan rischia, ancora una volta, di portarsi dietro il vicino Ciad.Il podcast di oggi è a cura di Angela Gennaro ed Elena Pasquini.https://www.radiobullets.com/notiziari/14-maggio-2026-notizie-mondo-podcast/
Iran e Usa: tregua appesa ad un filo. La premio Nobel Narges Mohammadi è in condizioni critiche.Libano: cessate il fuoco assassino.Gaza: la guerra oltre le bombe.Haiti, la violenza cancella ancora le elezioni. Europa e Talebani, il dialogo sulle deportazioni.Sudan, quasi 50 mila sfollati nel Blue Nile.Bruxelles, piazza contro il governo e contro Israele all'Eurovision.Uganda, Museveni giura per il settimo mandato.Argentina, università in piazza contro Milei Questo e molto altro nel notiziari o di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
La ministra degli Esteri sta visitando questa settimana Giappone, Cina e Corea del Sud, in una serie di incontri che, secondo il professor Tani, richiederà "tutte le abilità diplomatiche di cui fortunatamente Wong dispone”.
Nel The Essential di giovedì 30 aprile, Chiara Piotto parla di: 00:00 sul caso di Nessy Guerra, l'italiana condannata per adulterio in Egitto, lavora il nostro ministero degli Esteri; 03:40 il 21enne Eitan Bondi identificato come l'uomo che ha sparato a due persone al corteo del 25 aprile a Roma; 05:52 l'attentato terroristico antisemita a Londra il 29 aprile Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Greta Privitera parla della visita del ministro degli Esteri iraniano in Russia, dopo la proposta di Teheran di separare i colloqui su Hormuz da quelli sul nucleare.Monica Guerzoni spiega perché il presidente Mattarella ha scritto al ministro Nordio chiedendo verifiche sulla vicenda dell'ex igienista dentale alla quale era stata concessa la grazia.Vera Mantengoli racconta gli strascichi della decisione del Teatro La Fenice di licenziare la direttrice musicaleIl ministro iraniano Araghchi: «Valutiamo la richiesta di colloqui diretti con gli Usa». Putin lo riceve a San PietroburgoGrazia a Nicole Minetti, Mattarella scrive a Nordio: «Supposta falsità degli elementi, il ministero faccia verifiche urgenti»Beatrice Venezi dopo il licenziamento dal teatro La Fenice: «Prendo atto della decisione che andrà motivata. Sono stata diffamata, calunniata, offesa e bullizzata per mesi»
Di solito è più pericoloso per le donne partorire sdraiate, quindi perché lo fanno? Tutto per colpa di un francese che decise che era più comodo… per gli uomini.https://www.radiobullets.com/notiziari/7-aprile-2026-notiziario-donne-mondo-podcast/
Guerra all'Iran: la diplomazia tentenna, i bombardamenti continuano. Libano: Il sud sotto attacco: case, villaggi, frontiera. Serbia: studenti in piazza, la tensione esplode. NATO: Trump minaccia l'uscita, l'alleanza scricchiola. Mediterraneo: morti invisibili alle porte dell'Europa. Cina: i taxi robot senza conducente si fermano all'improvviso. Artico: gli Stati Uniti tornano a guardare alla Groenlandia. Indonesia: la terra trema, paura e distruzione nel Pacifico.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Dopo la chiusura dello spazio aereo ai voli militari statunitensi da parte della Spagna, la mancata concessione del governo italiano di utilizzare l’aeroporto di Sigonella e le esitazioni di Parigi e Berlino, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia di uscire dalla Nato, mentre il suo Segretario di Stato Marco Rubio afferma con forza che, dopo la fine del conflitto, occorrerà rivedere il Patto Atlantico. Facciamo il punto sul 33mo giorno della nuova guerra del Golfo con Paolo Magri, direttore del comitato scientifico di Ispi. Con Antonio Talia, analizziamo l'iniziativa di pace in cinque punti lanciata da Cina e Pakistan.Infine, con Teresa Coratella, vicedirettrice dello European Council on Foreign Relations di Roma, parliamo dell'inchiesta della testata investigativa ungherese VSquare che ha svelato come il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó abbia collaborato sottotraccia con il suo omologo russo Sergej Lavrov, per far togliere dalla lista nera di Bruxelles oligarchi e loro famigliari.
Francesca Basso parla della decisione dell'Unione europea di non accogliere la richiesta di Donald Trump a sostegno della guerra contro l'Iran. Simone Canettieri racconta le tensioni all'interno del governo nate dalle rivelazioni sull'incontro riservato fra il viceministro degli Esteri e l'ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov. Stefania Ulivi spiega i risvolti politici delle 6 statuette per «Una battaglia dopo l'altra» e delle 4 vinte da «Sinners»Il pantano dei presidenti Usa Il viceministro Cirielli e l'incontro riservato con l'ambasciatore russo: irritazione di MeloniSerata senza scandali (e con poca politica) agli Oscar. La vera sorpresa è la sconfitta di Chalamet e DiCaprio
La crisi internazionale sta obbligando gli Stati europei e della Nato a prendere delle decisioni in caso di un escalation militare che li coinvolga. In Italia all'ordine del giorno, l'utilizzo delle basi militari Usa presenti sul territorio e l'invio di un aiuto navale a Cipro, attaccata da droni iraniani qualche giorno fa.Ne parliamo con Lucio Malan, capogruppo di FdI in Senato e Giuseppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri nella segreteria del Pd.
Viviana Mazza analizza le parole del presidente Donald Trump e del segretario alla Difesa Pete Hegseth sull'evoluzione della guerra. Federico Fubini parla delle conseguenze del conflitto sui mercati internazionali. Monica Guerzoni racconta che cosa è successo in Parlamento, dove i ministri degli Esteri e della Difesa sono intervenuti sulla crisi in Medio Oriente, con le polemiche sul viaggio di Guido Crosetto a Dubai.Crisi Iran: la conferenza di Hegseth, Segretario della difesa Usa: Non abbiamo cominciato la guerra, la stiamo finendo. Il popolo iraniano approfitti di questa occasione incredibileIl prezzo del gas vola (+40%) dopo l'attacco all'Iran, da QatarEnergy stop al Gnl: l'impatto su benzina e bolletteCrosetto: Io a Dubai? C'erano i miei figli, avr sbagliato da ministro. Chiedo scusa
Apriamo la nostra rassegna di attualità con la Conferenza sulla sicurezza a Monaco, che si è svolta lo scorso fine settimana. Poi parleremo delle accuse rivolte al Cremlino per l'avvelenamento, avvenuto due anni fa, del noto leader dell'opposizione russa Alexei Navalny. La nostra sezione scientifica è dedicata a uno studio secondo cui la stimolazione elettrica del cervello può rendere le persone meno egoiste. E concluderemo la prima parte del programma con una conversazione sull'iniziativa dell'Irlanda a sostegno delle arti, che prevede un reddito di base per 2.000 artisti per un periodo di tre anni. La seconda parte di questa puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è Special Verbs: Piacere. Ne troverete diversi esempi nel dialogo dedicato al restauro di un affresco che si trova nella basilica di San Lorenzo in Lucina, a pochi passi dal centro storico di Roma: un caso che ha fatto molto discutere perché uno dei due angeli raffigurati sembra avere il volto dell'attuale presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Nel finale ci soffermeremo sull'espressione idiomatica di oggi: Salire/venire alla ribalta. La ritroverete nel dialogo dedicato a Niscemi, cittadina siciliana finita al centro dell'attenzione dopo una frana di vaste proporzioni, che ha costretto centinaia di famiglie a lasciare le proprie case e ha aperto interrogativi urgenti sul futuro del territorio. - L'Europa riceve segnali contrastanti dagli Stati Uniti sulle relazioni transatlantiche - Il ministro degli Esteri britannico accusa il Cremlino di aver avvelenato Alexei Navalny - La stimolazione elettrica del cervello può rendere le persone più generose - L'Irlanda introduce tre anni di reddito di base per gli artisti in difficoltà - Quando un affresco diventa un caso politico - Niscemi, una città in bilico