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Milioni di persone hanno alzato gli occhi al cielo per assistere a una rara eclissi solare. Ma che cosa accade quando li abbassiamo sulla terra?Nel notiziario di oggi raccontiamo una tregua che continua a non proteggere Gaza e la Cisgiordania. Seguiamo le trattative per riaprire lo Stretto di Hormuz, le ricerche tra le macerie del terremoto in Colombia e l'Afghanistan, dove milioni di ragazze non vanno a scuola.A Cuba aumentano i prigionieri politici e tra loro c'è anche un ragazzo di tredici anni. In Venezuela si apre uno spiraglio di dialogo, mentre il Regno Unito affronta caldo estremo, siccità e incendi.Le notizie che ci costringono a guardare il mondo. Il notiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli.
A fine luglio un litro di olio motore a Gaza costava più di 1.300 dollari, venti volte il prezzo di sei mesi prima. Lo scrive Medici Senza Frontiere in un comunicato del 12 agosto: da quel litro dipendono i generatori degli ospedali, le ambulanze, le pompe dell'acqua, le autocisterne. Le autorità israeliane continuano a limitarne l'ingresso, insieme ai pezzi di ricambio. Il 5 agosto un generatore dell'ospedale da campo di MSF a Deir al Balah si è guastato. Con il generatore di riserva la sala operatoria è rimasta accesa solo per i casi critici, e gli ustionati sono rimasti nel caldo senza aria condizionata. Da giugno il polo di desalinizzazione di MSF gira sette ore al giorno invece di dodici, e l'acqua potabile è scesa da 600.000 a 350.000 litri, oltre 40.000 persone in meno servite ogni giorno. «Oggi si tratta di olio motore e pezzi di ricambio. Domani sarà qualcos'altro», dice Filipe Ribeiro, capo missione di MSF in Palestina. L'11 agosto l'ufficio ONU per gli affari umanitari contava a Gaza oltre 1,3 milioni di persone sotto i sei litri d'acqua al giorno a testa, contro uno standard di emergenza di quindici. Nello stesso testo l'OCHA chiede "più permessi per portare dentro pezzi di ricambio", l'identica richiesta di MSF, che quel blocco lo colloca "nel contesto del genocidio perpetrato da Israele". A luglio la Commissione europea ha lanciato la Team Gaza Initiative, 883,6 milioni di euro per la ripresa di Gaza, con l'Italia fra i governi partecipanti, e la commissaria Dubravka Šuica ha annunciato progressi su due progetti idrici concordati con le autorità israeliane. Le sanzioni a Israele tornano sul tavolo dei ministri degli Esteri europei il primo settembre, e secondo Politico l'intesa resta improbabile prima del voto israeliano del 27 ottobre. Bruxelles conta in milioni di euro. A Gaza si conta al litro. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
La lotta contro una tendenza sempre più negativa a livello globale per proteggere il diritto delle donne al lavoro e alla leadershipIl #podcast con le notizie di genere dal mondo a cura di Angela Gennarohttps://www.radiobullets.com/notiziari/11-agosto-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Gaza: il piano di pace si ferma mentre gli spari continuano e, in Cisgiordania, una nuova colonia israeliana restringe ancora lo spazio dei palestinesi.Nel Notiziario Mondo di oggi spieghiamo perché Netanyahu e Hamas si scontrano non soltanto sul disarmo, ma sull'ordine delle garanzie: chi deve muoversi per primo e chi, nel frattempo, continua a pagare l'attesa. Poi il braccio di ferro tra Iran e Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più importanti del pianeta; il tifone Dolphin, che in Cina ha costretto oltre un milione di persone ad abbandonare le proprie case; e la crescente presenza nordcoreana nella guerra in Ucraina.Dall'estradizione del presunto boss Daniel Kinahan alle crisi in Myanmar, Ecuador, Siria e Cuba: le notizie internazionali raccontate nel loro contesto e attraverso le conseguenze sulla vita delle persone.Il mondo non è lontano. Entra nelle nostre vite ogni giorno.Ascolta e condividi il Notiziario Mondo di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli e della redazione diffusa.www.radiobullets.com
E' stato uno degli attacchi più letali in oltre quattro anni di guerra, quello che Kiev ha sferrato nella notte sulla regione del Tatarstan, nella Russia centrale, con un bilancio di almeno 13 morti, tra cui una bambina, e circa 40 feriti. Obiettivo: la raffineria Taneko nella città industriale di Nizhnekamsk. Attacchi incrociati, dunque: Mosca ha risposto con un raid di artiglieria nella regione nord-orientale ucraina di Kharkiv che ha ucciso cinque persone, e con missili su Odessa, che hanno danneggiato edifici residenziali ferendo 14 persone. Risposte russe che arrivano anche a parole, eloquenti quelle del viceministro degli Esteri, Mikhail Galuzin: “A Zelensky non serve la pace. E le sue azioni non ci lasciano altra scelta che la guerra”. Intanto l'agenzia russa Tass riferisce che un aereo di ricognizione della Nato sarebbe stato avvistato per la seconda volta dall'inizio di agosto mentre volava intorno all'exclave russa di Kaliningrad.Ascolta "Notizie dall'Ucraina" ogni giorno su podcast.adnkronos.com e su tutte le piattaforme di streaming.
È virale sui social un appello a tentare un nuovo ingresso di massa a Ceuta il 15 agosto. Una vera e propria campagna che invita i migranti a provare un nuovo accesso nell'enclave marocchina e che, secondo gli 007 spagnoli, è “pienamente credibile”.
Sarebbe stato raggiunto l'accordo tra Iran e Oman in merito alle coordinate geografiche del corridoio di navigazione nello stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall'agenzia Isna.
Un controllo dell'hijab, uno schiaffo, una lettera di avvertimento: ecco cosa fa il governo talebano alle donne in Afghanistan.https://www.radiobullets.com/notiziari/4-agosto-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Si è svolta oggi la riunione d'emergenza - in videoconferenza - dei ministri Ue dell'Interno, dopo gli arrivi di migranti a Ceuta, l'enclave spagnola confinante col Marocco.
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, intervistato alla tv pubblica spagnola Tve ha comparato la situazione migratoria della Spagna con l'Italia, ha affermato: "L'Italia è sommersa di migranti a Lampedusa" ed è il Paese "con il maggior numero di arrivi di irregolari in Europa, non è capace di risolvere la situazione, come ha fatto invece la Spagna".
Stati Uniti e Iran, la tensione resta altissima e il Medio Oriente continua a essere il centro della crisi internazionale. Ma mentre la diplomazia cerca spazio, la guerra non si ferma. In questa puntata del notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli, raccontiamo gli ultimi sviluppi tra Washington e Teheran, i bombardamenti su Gaza e in Cisgiordania, il nuovo massiccio attacco russo contro l'Ucraina, l'allarme per il colera in Sudan, la morte sospetta di quindici elefanti in Kenya, l'aumento dei suicidi tra i militari israeliani e le altre notizie che stanno cambiando il mondo.Ogni giorno Radio Bullets porta nelle vostre cuffie le notizie internazionali che troppo spesso trovano poco spazio nei media tradizionali: guerre, diritti umani, crisi umanitarie e le storie delle persone che le vivono. Il mondo non si capisce leggendo solo i titoli. Ascoltatelo con noi.
Il presidente Volodymyr Zelensky aveva lanciato un avvertimento: la Russia sta preparando un altro attacco su larga scala. E così è stato, poche ore dopo, in una notte di fuoco su tutta l'Ucraina con decine di missili balistici e da crociera, oltre a centinaia di droni lanciati da Mosca. Il bilancio: almeno 8 i morti e danni in diverse città, tra cui Kiev e Leopoli. Tanti gli ucraini che hanno trascorso la notte dormendo nelle stazioni della metropolitana.Sull'altro fronte, Wildberries, l'Amazon russa resta ancora nel mirino di Kiev che ha colpito altri due centri. Ma la notizia che sta catalizzando l'attenzione, militare, politica e diplomatica, è l'enorme cratere scoperto dalla polizia polacca, nella provincia di Lublino, lasciato da un “oggetto non identificato”, che violando lo spazio aereo polacco è poi scomparso dai radar dell'esercito che lo stavano monitorando, durante gli attacchi russi. “Tutto indica che si tratti di un missile di Mosca”, secondo le autorità polacche. Se così fosse, e se “la Russia attaccasse - ha assicurato il ministro degli Esteri polacco – noi rispondere con o senza Nato”. Ascolta "Notizie dall'Ucraina" ogni giorno su podcast.adnkronos.com e su tutte le piattaforme di streaming.
Si chiama legge israeliana sulle immunità delle organizzazioni internazionali. È il testo che da domenica dà esistenza giuridica alla Forza internazionale di stabilizzazione, il contingente che nel piano in venti punti dovrebbe subentrare all'esercito israeliano dentro la Striscia. Il gabinetto di sicurezza l'ha approvata il 26 luglio, con il voto contrario del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. Il resto della delibera è un elenco di permessi. Parteciperanno soltanto i Paesi che hanno relazioni diplomatiche con Israele e che non agiscono contro Israele nelle sedi internazionali, e il filtro esclude in partenza gli Stati intervenuti nel procedimento per genocidio aperto davanti alla Corte internazionale di giustizia. Ogni contingente resta soggetto all'approvazione personale del premier e dei ministri della Difesa e degli Esteri. Duecento uomini, per ora, da «Paesi amici come Uganda e Marocco». La stessa fonte che li ha contati al Times of Israel precisa che l'esercito resterà sulla Linea Gialla finché Hamas non sarà disarmato: circa il sessanta per cento della Striscia continua a stare sotto controllo militare. E nel progetto pilota di Rafah i palestinesi che vorranno abitare negli alloggi temporanei dovranno superare uno screening di sicurezza per entrare in una città palestinese. Lunedì mattina un drone ha ferito tre pescatori davanti al porto di Gaza City, riferisce l'Unione dei comitati dei pescatori. Quell'acqua la delibera di domenica la classifica come area fuori dal controllo israeliano. Torniamo al 17 novembre 2025, risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza: "man mano che la Isf stabilisce il controllo e la stabilità, le forze di difesa israeliane si ritireranno dalla Striscia di Gaza". Il punto sedici del piano è una riga sola: "Israele non occuperà né annetterà Gaza". Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Consiglio di pace, ha salutato la decisione come presa "in conformità con la risoluzione 2803". #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Nel notiziario di oggi di Radio Bullets raccontiamo una tregua fragile tra Stati Uniti e Iran, mentre dietro le quinte proseguono le mediazioni diplomatiche e resta aperta la partita sul controllo del Golfo Persico.Da Gaza e dalla Cisgiordania arrivano nuove vittime e nuovi attacchi, mentre Benjamin Netanyahu vola a Washington per un nuovo faccia a faccia con Donald Trump.Parliamo anche della storica visita del segretario generale dell'ONU Antonio Guterres in Siria, del nuovo ministro dell'Istruzione in India dopo le proteste degli studenti, degli incendi che minacciano Bordeaux, del tifone Noul tra Cina e Hong Kong e delle tensioni diplomatiche tra Brasile e Argentina.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli.
Continuano gli incendi in Francia e Spagna. Nel sud-ovest della Francia, il vasto rogo che ha devastato la Gironda ora minaccia la periferia dell'area metropolitana di Bordeaux: le fiamme finora hanno distrutto circa 42.
Dalla guerra tra Stati Uniti e Iran, con nuove minacce sullo Stretto di Hormuz e un conflitto sempre più vicino a colpire le infrastrutture civili, alla tragedia quotidiana di Gaza tra bombardamenti, carenza di farmaci e aborti spontanei.Poi il Libano, le accuse delle Nazioni Unite, il ruolo diplomatico dell'Italia, gli incendi in Algeria, le alluvioni in Cina, il Messico, Mauritius e le altre notizie dal mondo. Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli.
Nuova notte di attacchi incrociati tra Russia e Ucraina, con Kiev che rivendica raid con droni contro infrastrutture petrolifere russe e Mosca che denuncia nuovi bombardamenti. E un annuncio che arriva dal governo ucraino: la sospensione delle attività in tutti i suoi porti a causa della campagna condotta da Mosca contro le infrastrutture portuali e le navi. Sempre da Kiev Zelensky, in risposta alle proteste di piazza, propone all'ex ministro Difesa Mykhailo Fedorov la carica di vicepremier per l'innovazione militare. Sul fronte diplomatico, invece, nelle Filippine, si sono incontrati il segretario di Stato Usa Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che ha ribadito la disponibilità di Mosca a una soluzione diplomatica del conflitto, pur definendo "inammissibile" l'ulteriore invio di armi occidentali a Kiev. A Bruxelles, intanto, dopo giorni di trattative, gli ambasciatori dei 27 stati membri hanno trovato l'accordo per dare il via libera al 21esimo pacchetto di sanzioni alla Russia, ritenuto uno dei più ‘pesanti' e di maggiore impatto imposti finora, mirato a colpire i settori dell'energia, dei servizi finanziari, delle criptovalute e del commercio.Ascolta "Notizie dall'Ucraina" ogni giorno su podcast.adnkronos.com e su tutte le piattaforme di streaming.
Dallo scontro sempre più pericoloso tra Stati Uniti e Iran, con lo Stretto di Hormuz al centro della crisi, al Libano dove continuano i bombardamenti nonostante il cessate il fuoco.E poi Gaza, la fame che continua a crescere in Africa, le proteste degli studenti in India, il divieto dei social ai minori di 15 anni in Francia, il nuovo governo britannico di Andy Burnham, il Nicaragua che dice addio alle elezioni e tutte le principali notizie dal mondo. Perché capire quello che accade lontano significa capire anche il futuro che ci riguarda da vicino.A cura di Barbara Schiavulli.
La Women's Tennis Association (WTA) introdurrà un test genetico obbligatorio una tantum per tutte le giocatrici a partire da oggi.Requisito necessario per partecipare alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028.Questa settimana la WTA ha aggiornato il suo regolamento di ammissibilità per le donne.E ha incluso lo screening di genere "basato sul sesso biologico".Questo, si sostiene, "per preservare l'integrità del tennis professionistico femminile e mantenere condizioni di competizione eque per tutte le giocatrici".https://www.radiobullets.com/notiziari/21-luglio-2026-notiziario-in-genere/
Truppe Nato in Ucraina? No grazie. Suona così il monito di Mosca che ha fermamente bocciato l'ipotesi di un dispiegamento di un contingente europeo in Ucraina, avanzata da un europarlamentare lussemburghese.Una “eventualità assolutamente inaccettabile”, ha tuonato il Cremlino. Cremlino che, in tema di botta e risposta e tensioni diplomatiche, è tornato, per bocca della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sull'espulsione dell'addetto militare italiano a Mosca e del suo assistente.Sullo sfondo l'ormai quotidiano scambio di droni, ma anche l'annuncio del ministero della Difesa russo di aver conquistato Volokhovskoje nella regione di Kharkiv e colpito la centrale di compressione di Sumskaya, nodo chiave per il gas di Kiev. Mentre l'Ucraina riferisce di attacchi missilistici contro le regioni russe di Belgorod, confinante con l'Ucraina, e Lipetsk, dove è scoppiato un incendio in una zona industriale. Da segnalare, infine, un importante cambiamento nelle abitudini quotidiane dei cittadini russi, che da popolo tra i più digitalizzati al mondo sta tornando a pagare in contanti: colpa del vertiginoso aumento delle tasse, per cui le piccole e medie aziende stanno passando al cash e alla mostruosa quantità mostruosa di denaro liquido immesso nella Paese dalla Banca centrale.Ascolta "Notizie dall'Ucraina" ogni giorno su podcast.adnkronos.com e su tutte le piattaforme di streaming.
Sta agli atti della Corte internazionale di giustizia dal 5 aprile 2024. È la dichiarazione con cui la Colombia è intervenuta, ai sensi dell'articolo 63 dello Statuto, nella causa che il Sudafrica ha aperto contro Israele per genocidio a Gaza. Nel testo Bogotá scrive di volere "la sicurezza e, di fatto, l'esistenza stessa del popolo palestinese". Il 16 luglio l'ufficio del presidente eletto Abelardo de la Espriella ha annunciato che quel documento verrà ritirato. Lo dice così: la Colombia "riprenderà una posizione seria e responsabile sulla scena internazionale, anche all'interno del sistema delle Nazioni Unite". L'insediamento è fissato al 7 agosto. A Washington il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha già incontrato il futuro omologo Omar Bula Escobar, e il conto è presto fatto: relazioni piene, visti aboliti, ambasciata a Gerusalemme. Sarebbe la nona, dopo Stati Uniti, Guatemala, Honduras, Kosovo, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Fiji e Somaliland. Gustavo Petro, che quel documento lo aveva voluto, ha scritto del successore: "Chi sostiene il genocidio ne è complice". Tre giorni prima, il 13 luglio, il Dipartimento di Stato americano aveva annunciato una campagna per "disabilitare sistematicamente" la Corte penale internazionale. Prevede telefonate ai 125 Stati parte perché escano dallo Statuto di Roma, revoche di visti al personale, sanzioni a chi collabora. Corti diverse, metodo identico. Nessuno dei due atti discute una prova, una perizia, un fatto. Si lavora sull'elenco dei presenti. Giovedì Tina Marinari, di Amnesty International Italia, è stata ascoltata dal Comitato permanente sui diritti umani della Camera. Le espressioni di preoccupazione degli Stati sono ormai «un cinico alibi», ha detto, e la loro inazione rientra fra gli elementi del genocidio in corso. Restano due frasi scritte dallo stesso Stato a ventisette mesi di distanza. Nella prima c'era l'esistenza del popolo palestinese. Nella seconda c'è la parola "responsabile". #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Secondo un bilancio ancora non definitivo, sono cinque o sei le persone che hanno perso la vita in un incendio che si è sviluppato ieri mattina nella torre Oxy, complesso residenziale del centro di Bruxelles, in Belgio. Le autorità locali non hanno ancora emesso un bilancio ufficiale.
Almeno un milione di donne e ragazze perdono l'accesso a un sostegno fondamentale poiché i tagli agli aiuti smantellano le organizzazioni femminili che lavorano nelle crisi umanitarie.https://www.radiobullets.com/notiziari/14-luglio-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Dopo l'arresto di due ex agenti dell'Aisi accusati dalla Procura di Roma di spionaggio per aver venduto informazioni alla Russia il ministro degli Esteri ha annunciato l'espulsione degli addetti dell'ambasciata Russa a cui avrebbero passato le informazioni. La reazione di Mosca è arrivata a stretto giro con la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova che ha dichiarato all'agenzia di stampa Ria Novosti che la Russia “darà una risposta adeguata” alle espulsioni. Ne parliamo con Oleksandr Danylyuk, ex consigliere speciale del direttore del FISU, l’agenzia di intelligence estera ucraina, esperto di minacce ibride, oggi dirige il think-tank Center for Defence Reforms e il nostro Antonio Talia.Non si placa l'escalation Stati Uniti IranVittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni Internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore dove dirige l'ASERI - Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, autore di "Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale" (Bompiani).Kobi Michael, analista del Misgav Institute for National Security and Zionist Strategy e ricercatore all’Institute For National and Security Studies dell’Università di Tel Aviv.In chiusura parliamo dei vettori cinesi riutilizzabili con Emilio Cozzi.
Qualcosa si è rotto nel mondo: ovunque si guardi, c'è un conflitto armato. Cominciamo dal Sudan, “la peggior crisi umanitaria in corso”, secondo le Nazioni Unite, conseguenza di una guerra civile entrata nel quarto anno di violenza, che ha già fatto 150 mila morti e minaccia oltre 13 milioni di persone. Lo raccontano da Khartoum Matteo D'Alonzo di Emergency e Philippe Kropf del Programma alimentare mondiale. Ma per questa prima speciale puntata del nuovo progetto di podcast settimanale della Redazione Esteri del Corriere della Sera, facciamo un ragionamento più ampio: sono in corso almeno 130 conflitti, nel conteggio del Comitato della Croce Rossa Internazionale; una tendenza in crescita negli anni Venti del Duemila, secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto di ricerca sulla pace di Oslo. Che sta succedendo? “Ci sentiamo assediati dai conflitti, così tanto che alla fine non vorremmo sentirli, e sicuramente non vorremmo reagire”, osserva Barbara Stefanelli, condirettrice del Corriere della Sera. “Ci sono momenti di attenzione vera, di struggimento anche, e poi seguono lunghe fasi di rimozione o anche più banalmente di distrazione”. Che fare, allora? “In questa fase storica l'onestà è un elemento fondamentale di come facciamo informazione”, continua, “l'onestà nell'esercizio del nostro lavoro, che resta quello di raccogliere notizie e riproporle con chiarezza, con la massima completezza possibile, per dimostrare che non c'è tutta questa distanza, che non c'è noi e loro, che non c'è noi e loro guardando al Sudan, che non c'è noi e loro guardando alle ragazze iraniane che somigliano tantissimo alle nostre ragazze, che non c'è noi e loro guardando la gente che è rimasta intrappolata per mesi, per anni a Gaza e che è molto più importante capire come aiutare la popolazione di Gaza che azzuffarci tra noi, con quello sdegno che ci riempie talmente tanto di compiacimento che poi non facciamo niente”.Dunque un podcast per ridisegnare la mappa di un mondo nel caos, come alle origini della cartografia, un tentativo di capirlo. E di reagire. “Dopo la caduta del muro di Berlino, negli anni '90, c'era questa idea che si andava verso un mondo più pacifico, più giusto, con più democrazia - interviene Marilisa Palumbo, capo della redazione Esteri del Corriere - che la globalizzazione sarebbe equivalsa a più diritti, più libertà ovunque. Invece non è stato così. O meglio, lo è stato fino a un certo punto, ma poi c'è stata questa involuzione”. Persino Internet, che sembrava veicolo di libertà, è diventato strumento di repressione nelle mani degli autocrati. “L'ordine liberale internazionale è entrato in crisi e siamo piombati in una sorta di età dell'impunità in cui gli Stati, ma anche attori non statali, possono fare delle cose inaudite senza pagarne le conseguenze”. Ne abbiamo parlato anche con la politologa Nathalie Tocci, docente di Relazioni Internazionali alla Johns Hopkins University. “Si sta rompendo l'ordine internazionale, e per ordine intendiamo istituzioni, norme e quindi diritto internazionale. E perciò vediamo guerre intrastato, che a differenza del passato, stanno acquisendo sempre più dimensioni regionali o dimensioni globali, e anche guerre tra gli Stati”. Che erano quasi scomparse. “Ci potevano essere, come dire, accordi e disaccordi su 1.000 questioni, ma su una cosa erano tutti d'accordo: che la base del diritto internazionale, integrità territoriale e sovranità, diciamo, non si toccava”Tutto saltato, tutto da rifare. Molto lavoro per questo podcast.
Tra tregue fragili, terremoti e crisi dimenticate, il mondo continua a muoversi. Nel notiziario di oggi raccontiamo l'escalation tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz e i nuovi negoziati in Qatar, i bombardamenti che proseguono in Libano e a Gaza nonostante gli accordi, la guerra dei droni tra Russia e Ucraina e la crisi del carburante ammessa da Putin. Poi il Venezuela, dove si continua a scavare tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti, il Pakistan che intensifica le operazioni al confine con l'Afghanistan, le tensioni in Serbia, il riconoscimento del genocidio armeno da parte di Israele, l'ondata di caldo che sta facendo aumentare le vittime in Europa e le altre notizie dal mondo.
Il mondo continua a muoversi tra fragili equilibri e nuove crisi. Apriamo con gli sviluppi dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, mentre Washington si divide sulla guerra e il Senato limita i poteri militari di Donald Trump.Poi il Libano, dove la tregua continua a essere violata, e Gaza, dove un rapporto delle Nazioni Unite accusa Israele di colpire deliberatamente i bambini.Parliamo anche della liberazione degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla detenuti in Libia, dei colloqui tra Unione Europea e talebani sui rimpatri degli afghani, della condanna all'ergastolo dell'attivista pakistana Mahrang Baloch, delle tensioni in Siria, della crisi delle carceri venezuelane, della stretta dell'Egitto contro il contrabbando d'oro al confine con il Sudan e delle altre principali notizie dal mondo.L'informazione internazionale, senza confini e senza rumore.A cura di Barbara Schiavulli
Come le ondate di calore in India stanno chiudendo le scuole e spingendo le donne fuori dal mondo del lavorohttps://www.radiobullets.com/notiziari/23-giugno-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Giorgio Ferrari"L'alcova delle spie"Salon Kitty: Sesso e spionaggio nel Terzo ReichNeri Pozza Editorewww.neripozza.itAlla vigilia della Seconda guerra mondiale all'interno di una casa d'appuntamenti in un'elegante palazzina di Charlottenburg si annidava una centrale spionistica. A pochi mesi dall'invasione della Polonia, infatti, le SS avevano allestito nel cuore di Berlino una struttura per intercettare le conversazioni intime dei clienti più altolocati: diplomatici, militari, politici, giornalisti, membri del partito. Da Ciano al ministro degli Esteri spagnolo, da Göring a Goebbels, da Ribbentrop a Speer, dai corrispondenti di testate straniere ai vertici della Wehrmacht, decine di personaggi di spicco passarono per le alcove di quell'accogliente pensione gestita da Kitty Schmidt, una donna ricattata e manipolata dagli uomini del numero due delle SS, Reinhard Heydrich, che accatastarono migliaia e migliaia di registrazioni. Così la Germania nazista spiava sé stessa fra le coltri di una maison rimasta attiva fino all'ultimo, anche sotto le bombe. Il Terzo Reich riduceva la “nobile arte” dello spionaggio a un voyerismo di bassa lega che serviva ai gerarchi in competizione fra loro per spiarsi a vicenda. Mentre gli inglesi avevano da tempo violato Enigma, la macchina cifratrice utilizzata per le comunicazioni militari, la decadente classe dirigente hitleriana preferiva mettersi in coda nella sala degli specchi della casa di appuntamenti di Charlottenburg, in attesa di un'ora di svago fra le braccia di ragazze scelte accuratamente per riferire ogni accenno di critica al regime. I clienti conoscevano quell'indirizzo come Pensione Schmidt. Ma tutti, in omaggio al fascino discreto della sua tenutaria e dei tanti segreti che immaginavano tenesse per sé, finirono per chiamarlo Salon Kitty.Questa è la storia di ciò che accadeva dentro il Salon Kitty, un'elegante casa di appuntamenti trasformata dalle SS in un centro di spionaggio, frequentata fino all'ultimo dalle alte cariche del Reich, dalla diplomazia internazionale, dai vertici della Wehrmacht. Giocò un ruolo fondamentale negli equilibri interni ed esterni del nazismo. E ne rappresentò tutta la decadenza anticipandone la sconfitta.Giorgio Ferrari, inviato speciale e editorialista di Avvenire, è stato corrispondente diplomatico e di guerra per varie testate coprendo per un trentennio le principali vicende internazionali. Fra le sue ultime pubblicazioni, L'arca russa. Il mito della Grande Asia, dall'impero degli zar alle guerre di Vladimir Putin (2023) e La morte dell'Uomo Macchina. La guerra infinita fra uomini e automi (2025) presso La Vita Felice. Per Neri Pozza sono apparsi: Uccidete il Re Buono, da Bava Beccaris a Gaetano Bresci (2021), Il naufragio di Šostakovič, Arte e cultura sovietica negli anni del terrore staliniano (2022) e Le spie di Stalin. I ragazzi di Cambridge che cambiarono la storia (2024)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La diplomazia prova a tenere il passo delle bombe. Stati Uniti e Iran chiudono i colloqui in Svizzera con una roadmap verso un accordo entro 60 giorni, mentre il Libano continua a bruciare e Gaza conta nuove vittime.Dalla Colombia, dove la destra conquista la presidenza, all'Afghanistan dei talebani che mettono al bando gli smartphone, passando per le proteste in India, Albania e Bolivia, fino all'Europa stretta nella morsa del caldo estremo.Il racconto del mondo, ogni mattina, oggi a cura di Barbara Schiavulli.
Se i rappresentati europei affermano con fermezza le proprie posizioni, sulla condotta di Israele o magari sulla guerra di Mosca in Ucraina, lo scontro verbale risulta inevitabile. Ne parliamo a Europa Europa, domenica alle 11,30. È accaduto questa settimana, proprio mentre l'Ue compie un passo significativo sul fronte delle politiche migratorie e definisce il bilancio del prossimo settennato. Da una parte il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, rompe con la responsabile della Politica Estera Ue Kaja Kallas, e annuncia l'interruzione di ogni contatto con l'Alta rappresentante Ue, accusandola di ostilità verso lo Stato ebraico per aver evocato il paragone con il Sudafrica dell'apartheid. Dall'altro il ministro degli Esteri russo Lavrov che accusa Bruxelles di non cercare la pace ma di voler fare dell'Ucraina "una piattaforma di lancio per continuare la sfida contro la Russia". Un momento di alta tensione diplomatica, cui ci dovremo abituare, soprattutto se vogliamo che l'Europa pesi davvero sullo scena internaizionale.
Da rifugiata a promotrice di pace: la giovane leader che sta trasformando le comunità nella Repubblica Centrafricanahttps://www.radiobullets.com/notiziari/16-giugno-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Mentre Donald Trump annuncia uno storico accordo di pace con l'Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz, a Gaza il bilancio delle vittime supera i 73 mila morti.Vi portiamo poi in Ucraina sotto le bombe russe, in Libano dove la tregua continua a essere violata, nella Repubblica Democratica del Congo alle prese con una nuova emergenza Ebola e lungo il confine tra Sudan e Ciad, dove migliaia di profughi rischiano di restare senza assistenza. E ancora: le proteste contro il G7, Haiti nelle mani delle gang e le altre notizie dal mondo.Perché capire il mondo è il primo passo per non voltarsi dall'altra parte.Questo e molto altro nel notiziario di oggi a cura di Barbara Schiavulli
Un mondo che oscilla tra diplomazia e guerra: oggi apriamo con la crisi tra Stati Uniti e Iran, tra bombardamenti, minacce sullo Stretto di Hormuz e l'improvviso annuncio di Donald Trump sullo stop ai nuovi attacchi. Ma Teheran frena e nega che esista già un accordo.Dal Medio Oriente arrivano anche gli aggiornamenti da Gaza e Libano: nuovi raid, vittime civili, paramedici scomparsi e il caso del dottor Abu Safiya, il medico detenuto da Israele il cui collegamento video è stato interrotto durante un'udienza.Nel notiziario anche le tensioni in Siria, le esecuzioni in Iran, il record di prigionieri politici a Cuba, il cambio di rotta della Slovenia su Netanyahu, la stretta anti-LGBTQIA+ in Niger, le proteste dei familiari dei desaparecidos in Messico durante il Mondiale, la condanna dell'ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e le dimissioni shock del ministro della Difesa britannico John Healey.Le notizie che frantumano il silenzio, raccontate con contesto, verifiche e attenzione alle conseguenze umane dei conflitti e delle decisioni politiche.Ascolta ora il notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Perché così tante donne nere muoiono per mano dei loro partner?https://www.radiobullets.com/notiziari/9-giugno-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Medio Oriente sempre più vicino all'escalation: Israele colpisce Beirut e l'Iran, mentre la tregua in Libano vacilla e Gaza continua a contare morti. Armenia al bivio tra Mosca e Occidente, Perù verso una sfida politica che divide il Paese, terremoto e allerta tsunami nelle Filippine. Dalla Colombia al Kosovo, passando per Nigeria, Bolivia e Cina-Corea del Nord, il mondo raccontato senza filtri nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli.
Inoltre: Fondate le accuse di aggressione contro gli attivisti della Sumud Flotilla secondo la ministra degli Esteri australiana; Italia, braccianti uccisi, convalidati due fermi. Sport, calcio, la nazionale Under 17 in finale agli europeiSeguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
“La storia ci ha ripetutamente dimostrato che le donne hanno maggiori probabilità di morire rispetto agli uomini durante un'epidemia di Ebola”https://www.radiobullets.com/notiziari/2-giugno-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
‘Le donne sono custodi della pace'. Le donne ucraine come Nataliya Fesyuk assumono un ruolo centrale in tempo di guerra, mantenendo la società in funzione dietro le quinte: il ritratto di una donna che si fa avanti per aiutare, ascolta, sta al fianco delle altre persone e si fa carico di ciò che la guerra lascia dietro di sé.https://www.radiobullets.com/notiziari/26-maggio-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Ultima diretta da Trento in occasione del Festival dell'Economia 2026.Passa a trovarci dai nostri studi in Piazza Fiera Gregory Alegi, professore di Storia e Politica delle Americhe all'Università Luiss Guido Carli. Con lui parliamo del vertice dei Ministri degli Esteri della NATO di oggi, con il disimpegno degli Stati Uniti e di un Trump diviso tra impegno negoziale con l'Iran e l'incriminazione del cubano Castro, per poi tornare sulla questione Flotilla-Ben Gvir, con Tajani che chiede unità europea nelle sanzioni al ministro israeliano. Nel nostro spazio settimanale dedicato alle buone notizie, ci concentriamo sulla riapertura delle attività scolastiche in Emilia-Romagna dal 31 agosto. Con noi il Presidente Michele De Pascale.
Le immagini diffuse dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir dopo l'intercettazione della flottiglia diretta a Gaza hanno provocato dure reazioni internazionali. Il governo italiano e la ministra degli Esteri australiana Penny Wong hanno condannato il trattamento riservato agli attivisti.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Ninfomani e astinenza sessuale: ecco cosa si impara - tanto - studiando il piacere femminile.https://www.radiobullets.com/notiziari/19-maggio-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Afghanistan: Il silenzio di una ragazza vergine equivale a consenso: i talebani legalizzano i matrimoni infantili.Palestina e Libano dove Israele non smette di colpire.Il Botswana allenta le leggi anti-LGBTQ mentre la repressione aumenta in altre parti dell'Africa.Il Venezuela espelle un alleato di Maduro negli Stati Uniti.Calciatrici della Corea del Nord in Corea del Sud per una rara partita.Ebola, allarme internazionale tra Congo e Uganda.Bolivia: La Paz isolata, i sostenitori di Morales occupano l'aeroporto. Questo e molto altro nel notiziari o di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
E ancora: Delhi, nell'incontro tra i ministri degli Esteri dei Paesi Brics l'Iran attacca gli Emirati: "Vi siete schierati con gli Stati Uniti e con Israele"; Sport, Tennis, Sinner fa 32 e vola in semifinale.
Trump e Xi aprono il vertice di Pechino alla ricerca di stabilità commerciale nel contesto della crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina.Kiev sotto massiccio attacco russo: missili e droni prendono di mira la capitale.Aerei da guerra sauditi hanno colpito milizie in Iraq durante la guerra.Mladenov valuta l'ingresso del Comitato di Gaza nelle aree che Israele potrebbe lasciare.La flotilla in ripartenza con 54 imbarcazioni, circa 500 partecipanti da 45 delegazioni, salpa alla viglia della commemorazione della Nakba. E il convoglio via terra si avvicina al confine Libia-Egitto.Il Libano avvia i colloqui vincolato dalle posizioni irremovibili di Israele e Hezbollah.Sudafrica, in piazza per chiedere l'espulsione in massa dei migranti entrati illegalmente nel Paese.Il cacao della Costa d'Avorio, il primo produttore al mondo, è fermo nei magazzini, le scorte sono rimaste invendute.La guerra del Sudan rischia, ancora una volta, di portarsi dietro il vicino Ciad.Il podcast di oggi è a cura di Angela Gennaro ed Elena Pasquini.https://www.radiobullets.com/notiziari/14-maggio-2026-notizie-mondo-podcast/
Iran e Usa: tregua appesa ad un filo. La premio Nobel Narges Mohammadi è in condizioni critiche.Libano: cessate il fuoco assassino.Gaza: la guerra oltre le bombe.Haiti, la violenza cancella ancora le elezioni. Europa e Talebani, il dialogo sulle deportazioni.Sudan, quasi 50 mila sfollati nel Blue Nile.Bruxelles, piazza contro il governo e contro Israele all'Eurovision.Uganda, Museveni giura per il settimo mandato.Argentina, università in piazza contro Milei Questo e molto altro nel notiziari o di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
La ministra degli Esteri sta visitando questa settimana Giappone, Cina e Corea del Sud, in una serie di incontri che, secondo il professor Tani, richiederà "tutte le abilità diplomatiche di cui fortunatamente Wong dispone”.
Greta Privitera parla della visita del ministro degli Esteri iraniano in Russia, dopo la proposta di Teheran di separare i colloqui su Hormuz da quelli sul nucleare.Monica Guerzoni spiega perché il presidente Mattarella ha scritto al ministro Nordio chiedendo verifiche sulla vicenda dell'ex igienista dentale alla quale era stata concessa la grazia.Vera Mantengoli racconta gli strascichi della decisione del Teatro La Fenice di licenziare la direttrice musicaleIl ministro iraniano Araghchi: «Valutiamo la richiesta di colloqui diretti con gli Usa». Putin lo riceve a San PietroburgoGrazia a Nicole Minetti, Mattarella scrive a Nordio: «Supposta falsità degli elementi, il ministero faccia verifiche urgenti»Beatrice Venezi dopo il licenziamento dal teatro La Fenice: «Prendo atto della decisione che andrà motivata. Sono stata diffamata, calunniata, offesa e bullizzata per mesi»
Dopo la chiusura dello spazio aereo ai voli militari statunitensi da parte della Spagna, la mancata concessione del governo italiano di utilizzare l’aeroporto di Sigonella e le esitazioni di Parigi e Berlino, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia di uscire dalla Nato, mentre il suo Segretario di Stato Marco Rubio afferma con forza che, dopo la fine del conflitto, occorrerà rivedere il Patto Atlantico. Facciamo il punto sul 33mo giorno della nuova guerra del Golfo con Paolo Magri, direttore del comitato scientifico di Ispi. Con Antonio Talia, analizziamo l'iniziativa di pace in cinque punti lanciata da Cina e Pakistan.Infine, con Teresa Coratella, vicedirettrice dello European Council on Foreign Relations di Roma, parliamo dell'inchiesta della testata investigativa ungherese VSquare che ha svelato come il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó abbia collaborato sottotraccia con il suo omologo russo Sergej Lavrov, per far togliere dalla lista nera di Bruxelles oligarchi e loro famigliari.