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Robert Francis Prevost è il primo papa americano della storia. A nove mesi dalla sua elezione, con Elise Ann Allen, autrice del libro, Leone XIV, Mondadori, scopriamo il nuovo pontefice.Queste le altre citazioni e recensioni del programma: - Alberto Melloni, Il conclave e l'elezione del papa, Marietti 1820- Samuel Pruvot, Leone XIV, Edb- Francesco Rutelli, Roma, la città dei segreti, Newton Compton- Walter Veltroni, Buonvino e l'omicidio dei ragazzi, Marsilio- Paolo Di Paolo, Miracolo a Milano, Il Saggiatore- Massimo Beltrame, L'insostenibile bellezza di Milano, Meravigli- Emily Brontë, Aurélien Police, Cime tempestose, IppocampoIl confettino, i consigli di lettura per i più piccoli, di questa settimana è:- Bruno Bozzetto, Doggy 3, Librerie.coop.
La giusta stagione della vita, la giusta stagione per scrivere un libro, magari l'ultimo, fare il bilancio di un'esistenza, pensare alla morte con leggerezza come fa un Jack Russell che nemmeno sa di essere un cane e, intanto, illudersi e innamorarsi ancora una volta. Di tutto questo e molto altro parliamo con i nostri ospiti Pietro De Marchi (Alla giusta stagione, Casagrande), Nicola Gardini (Daddy, Mondadori) e Marta Morazzoni che ci fa scoprire e consiglia Partenze, l'ultimo lavoro di Julian Barnes uscito per Einaudi.undefinedundefinedundefined
Spesso lo chiamiamo "ormone dello stress", ma il cortisolo segue in realtà un ritmo preciso durante la giornata e svolge funzioni fondamentali per energia, concentrazione e sonno. Quando si altera, il corpo manda segnali chiari: stanchezza, irritabilità, difficoltà a dormire. In questa puntata capiamo come funziona il cortisolo e quali abitudini quotidiane possono aiutarci a mantenerlo in equilibrio. A Obiettivo Salute risveglio i consigli della dottoressa Monica Germani, nutrizionista e docente all'Università di Siena e autrice di "Il bello degli ormoni. 21 passi per riattivare il tuo metabolismo e sbloccare il tuo potenziale biologico" (Mondadori).
In questo extra si parla del tour imminente di presentazione del libro "L'atomo sfuggente" (ed. Mondadori). Elenco le date e ne approfitto per imandarvi al canale Youtube per approfittare della settimana Fast&Curiuss.Per l'elenco delle date del tour potete vedere le pagine Facebook, Instagram oppure la sezione "eventi" del sito associazioneatelier.it
L'ADHD è davvero conosciuto?
Paolo Ruffilli"Incanto e disincanto"Voci della poesia italiana del Novecentoil ramo e la foglia edizioniwww.ilramoelafogliaedizioni.itLa letteratura italiana, nel corso del Novecento, ha nella poesia il genere di maggiore creatività e di più alti risultati. In Italia, quasi esclusivamente ai poeti è toccato il compito di tradurre in elaborazione letteraria la complessa crisi di identità (di frantumazione dell'io) che contraddistingue il nostro tempo. La perdita delle coordinate, la consapevolezza del moto di deriva dentro il mistero della vita, la riflessione esistenziale, il tentativo di ricomposizione di un ordine minimo, trovano soluzioni diverse e complementari, dentro il grande laboratorio della lingua italiana. Una vitalità sorprendente, una molteplicità di esperienze, una varietà di modi contrassegnano la produzione: per quantità e qualità la poesia è trainante rispetto a tutto il resto ed è lo specchio della ricerca stilistica più avanzata, con un'energia dispiegatasi in tematiche, sperimentazioni ed elaborazioni, in un serrato e produttivo confronto delle principali prove, senza remore di scuole o tendenze. Al di là di tutte le possibili riduzioni ricapitolative e astratte di linea, assunto, movimento o gruppo, ciò che davvero conta in assoluto è l'originale esperienza creativa di ogni singolo scrittore.«La poesia usa il linguaggio nella sua doppia valenza di razionale e irrazionale, mediato e immediato, percorrendo così la via verso una totalità dell'io. In questo senso si può affermare che attraverso la poesia l'uomo può acquistare consapevolezza di sé a livello profondo. E, dunque, la poesia ha perfino una sua funzione sociale, dal momento che la società è costituita da individui che riflettono, nei loro rapporti con gli altri, il rapporto buono o cattivo, ricco o carente, che hanno con se stessi.»Le voci poetiche inserite nel saggio sono: Elio Filippo Accrocca, Alberto Arbasino, Raffaello Baldini, Nanni Balestrini, Giorgio Bassani, Dario Bellezza, Giovanna Bemporad, Attilio Bertolucci, Carlo Betocchi, Alberto Bevilacqua, Piero Bigongiari, Ignazio Buttitta, Giorgio Caproni, Vincenzo Cardarelli, Bartolo Cattafi, Giovanni Comisso, Sergio Corazzini, Stefano D'Arrigo, Eduardo De Filippo, Libero De Libero, Luciano Erba, Franco Fortini, Alfonso Gatto, Virgilio Giotti, Giovanni Giudici, Alfredo Giuliani, Corrado Govoni, Guido Gozzano, Tonino Guerra, Margherita Guidacci, Francesco Leonetti, Franco Loi, Gian Pietro Lucini, Mario Luzi, Biagio Marin, Filippo Tommaso Marinetti, Eugenio Montale, Elsa Morante, Marino Moretti, Alberto Mario Moriconi, Giacomo Noventa, Ottiero Ottieri, Elio Pagliarani, Aldo Palazzeschi, Alessandro Parronchi, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Albino Pierro, Antonio Porta, Antonia Pozzi, Salvatore Quasimodo, Giovanni Raboni, Clemente Rebora, Amelia Rosselli, Roberto Roversi, Umberto Saba, Edoardo Sanguineti, Camillo Sbarbaro, Franco Scataglini, Rocco Scotellaro, Vittorio Sereni, Leonardo Sinisgalli, Ardengo Soffici, Maria Luisa Spaziani, Giovanni Testori, Giuseppe Ungaretti, Diego Valeri, Giorgio Vigolo, Emilio Villa, Paolo Volponi, Andrea ZanzottoPaolo Ruffilli è nato nel 1949. Ha pubblicato, di poesia: “Piccola colazione”, Garzanti, 1987, American Poetry Prize; “Diario di Normandia”, Amadeus, 1990; “Camera oscura”, Garzanti, 1992; “Nuvole”, con foto di F. Roiter, Vianello Libri, 1995; “La gioia e il lutto”, Marsilio, 2001, Prix Européen; “Le stanze del cielo”, Marsilio, 2008; “Affari di cuore”, Einaudi, 2011; “Natura morta”, Nino Aragno Editore, 2012, Poetry-Philosophy Award; “Variazioni sul tema”, Aragno, 2014, Premio Viareggio Giuria; “Le cose del mondo”, Mondadori, 2020; di narrativa: “Preparativi per la partenza”, Marsilio, 2003; “Un'altra vita”, Fazi, 2010; “L'isola e il sogno”, Fazi, 2011.www.paoloruffilli.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Buon Lunedi e buona settimana!Il respiro di oggi è tratto da un libro di Rick Rubin intitolato “L'atto creativo: un modo di essere”, edito da Mondadori. Mi chiamo Alessandro Mele e questa è “RESPIRO”, la rubrica quotidiana del podcast “Il Mondo Invisibile”, dedicato ad artisti, creativi, e non solo.Prendiamoci qualche minuto tutto per noi prima di tuffarci in questa settimana. Se ti piace questo podcast, condividi questo respiro con qualcuno a cui pensi possa interessare. Ti auguro una buona giornataA presto Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro
®In questi giorni di gennaio camminiamo su un filo tra il vecchio e il nuovo. Alice questo sabato ci parla di chi ha deciso di spiccare il volo verso nuove avventure e consapevolezze, nonostante la paura. Fabio Bacà, con L'era dell'Aquario (Adelphi), racconta personaggi reali e profondi, vite vissute sulla base di convinzioni false… finché c'è un cambiamento, un momento di risveglio che fa cadere tutte le maschere. undefinedCarmen Gallo invece spicca il volo nel 2026: Procne Machine (Einaudi), in libreria dal 27 gennaio, è un libro di poesie che utilizza le proprie paure come trampolino di lancio. Gli uccelli tanto odiati diventano un mezzo di conoscenza di sé e del mondo; la poesia di Gallo (anche anglista e traduttrice) riscrive un futuro più libero, più maturo.undefinedE infine il consiglio di lettura del critico Roberto Galaverni: una raccolta di prose di Dino Buzzati edita da Mondadori e intitolata Scusi, da che parte per piazza del Duomo?. È nella città più dinamica d'Italia che si conclude il nostro viaggio tra passato e futuro… con uno slancio verso nuovi libri, nuove storie e nuove idee.undefinedPrima emissione: 24 gennaio 2026
Emiliano Ereddia"L'oltremondo"Alessandro Polidoro Editorewww.alessandropolidoroeditore.itIn un'Italia divenuta uno stato di polizia attraverso una serie di riforme della giustizia modellate su quelle tentate in Israele da Netanyahu, ogni dissidenza è intercettata, neutralizzata, patologizzata. A sorvegliare la nazione non è più il Parlamento, ma un governo guidato da un sistema di Intelligenze Artificiali. Don, professore di storia allontanato dall'università per motivi politici e costretto dal governo a una cura farmacologica, si ritrova coinvolto in una rete clandestina di resistenza. E diventa il centro di tutto: anche di un attentato suicida da compiere durante un vertice del G9, dove i leader globali si riuniscono ospitati dal governo italiano sotto l'egida delle macchine. Chi l'ha progettato? Chi ne è il vero bersaglio? E Don, è una mente libera, un pazzo, o solo un corpo telecomandato?Emiliano Ereddia, siciliano, classe '77, è laureato in Scienze della Comunicazione e diplomato con merito alla Scuola Holden di Torino. Con il Saggiatore ha pubblicato il romanzo Le mosche (2021) e Il settimo cerchio (2024). Ha pubblicato racconti, tra le altre cose, nella rivista letteraria Nuovi Argomenti (2018) edita da Mondadori e nella raccolta Club Silencio (2022) di Edizioni Arcoiris. Ha firmato la sceneggiatura del film indipendente W Zappatore che nel 2011 ha vinto come miglior film al Brooklyn Film Festival. È creatore di Selfiesh, serie web premiata a novembre 2016 al Dublin Web Fest. È autore della newsletter settimanale Resoconti Terrestri e di programmi televisivi di ogni genere (MasterChef Italia, LOL Talent Show, Celebrity Hunted, The Traitors Italia, Grande Fratello e molti altri).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Matteo Cavezzali"I fratelli Meraviglia"Mondadori Editorewww.mondadori.itAlfredo e Franco crescono negli anni Trenta, in una Romagna che sa di campagna e di mare, quasi ignari del mondo in cui si sono trovati a vivere, tra le marce fasciste, la scuola autoritaria, l'echeggiare lontano di oscure minacce, dentro i giorni scanditi dai giochi, dal pane con la marmellata, e dalla voce di una madre che raccomanda alla famiglia di rimanere unita: «Un ramo solo si rompe, ma tutti insieme no». Alfredo e Franco sono tanto diversi quanto inseparabili. Uno discreto, silenzioso, sognatore; l'altro inquieto, coraggioso, ribelle. Quando arriva la guerra la loro infanzia finisce, risucchiata dal caos. Alfredo sembra scomparire nel nulla, il fratello vuole ritrovarlo, a qualsiasi costo. L'Europa è in fiamme, tra massacri e macerie. Solo un sentimento di giovane e spavalda risolutezza può guidare Franco alla ricerca del suo sangue in mezzo al sangue di tanti. I fratelli Meraviglia attraversa la storia italiana ed europea per raccontare ciò che la Storia non sa dire: la forza del legame tra due fratelli quando il mondo sembra non avere più voce. Un romanzo sulla memoria, sulla fratellanza, sull'amore e sul coraggio di restare umani.Matteo Cavezzali (Ravenna, 1983) ha scritto romanzi e saggi, tra cui Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini (minimum fax, 2018; premio Volponi), Nero d'inferno (Mondadori, 2019; premio Comisso), Supercamper. Un viaggio nella saggezza del mondo (Laterza, 2021), A morte il tiranno (HarperCollins, 2021) e Il labirinto delle nebbie (Mondadori, 2022). I suoi testi teatrali sono raccolti in Teatro (Cue Press, 2024). È ideatore e direttore di ScrittuRa Festival e della scuola di narrazione Invèl a Ravenna. È autore di podcast docu-narrativi per Radio Rai.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giocare col fuoco: storie, canzoni, poesie di e con Fabrizio Coppola Letture: Aldous Huxley, Il mondo nuovo (trad. L. Gigli, Mondadori). Ascolti: Counting Crows, Fabrizio Coppola, Billy Bragg, Wilco
We speak with Martina Mondadori, founder and editor in chief of ‘Cabana’. Plus: Jamila Robinson from ‘Bon Appétit’ on the new issue celebrating Italian-American cuisine and Stephanie Madewell on ‘Heartbeat’, a new title exploring the emotion of sound. See omnystudio.com/listener for privacy information.
In questo episodio Gianluca Gatta presenta "Papillon" di Henri Charrière, Mondadori, un libro autobiografico che racconta la vita dell'autore, internato ingiustamente al bagno penale della Guiana francese negli anni 1930, da cui tenterà continuamente e tenacemente di fuggire per decenni. Un romanzo dai toni avventurosi, adattato anche per il cinema, e una denuncia della brutalità del carcere duro.
Lo chiamiamo "ormone dello stress", ma il cortisolo è molto più di questo: regola il metabolismo, la pressione, il ritmo sonno-veglia e la risposta immunitaria. Quando però resta cronicamente elevato, può diventare un fattore di rischio per cuore, peso corporeo e benessere mentale. Che cos'è davvero il cortisolo? Quando è utile e quando invece dobbiamo preoccuparci? Ne parliamo a Obiettivo Salute con la dottoressa Monica Germani, nutrizionista e docente all'Università di Siena e autrice di Il bello degli ormoni. 21 passi per riattivare il tuo metabolismo e sbloccare il tuo potenziale biologico (Mondadori).
Se hai provato terapie, farmaci e psicoterapia ma ti senti ancora stanco e insoddisfatto… forse non è “resistenza”
During World War Two, Italian scientist Dr Rita Levi-Montalcini was forced to do experiments in her bedroom after being banned from universities because she was Jewish. Her experiments in that bedroom laboratory on chicken embryos led to the discovery of nerve cell death. Whilst working in the United States after the war, she worked out that a protein factor was required for the growth of our nerves. A discovery which won her the Nobel Prize in physiology in 1986. Her work improved our understanding of the nervous system and has allowed scientists to potentially battle degenerative diseases such as dementia. Produced and presented by Tim O'Callaghan, using archive interviews from the Nobel Prize Institute, the Society for Neuroscience and the BBC Archives. Eye-witness accounts brought to life by archive. Witness History is for those fascinated by the past. We take you to the events that have shaped our world through the eyes of the people who were there. For nine minutes every day, we take you back in time and all over the world, to examine wars, coups, scientific discoveries, cultural moments and much more. Recent episodes explore everything from the death of Adolf Hitler, the first spacewalk and the making of the movie Jaws, to celebrity tortoise Lonesome George, the Kobe earthquake and the invention of superglue. We look at the lives of some of the most famous leaders, artists, scientists and personalities in history, including: Eva Peron – Argentina's Evita; President Ronald Reagan and his famous ‘tear down this wall' speech; Thomas Keneally on why he wrote Schindler's List; and Jacques Derrida, France's ‘rock star' philosopher. You can learn all about fascinating and surprising stories, such as the civil rights swimming protest; the disastrous D-Day rehearsal; and the death of one of the world's oldest languages.(Photo: Dr Rita Levi-Montalcini in 1950. Mondadori via Getty Images)
La musica non è solo intrattenimento: è un linguaggio che attraversa generazioni, culture e contesti diversi. In questa puntata ci chiediamo cosa la musica possa insegnarci, dentro e fuori dai palchi. Dall'ascolto alla disciplina, dal lavoro di gruppo alla gestione delle emozioni, esploriamo il ruolo che la pratica musicale ha nella formazione personale e collettiva.Gli ospiti di oggi:Alessia Capelletti - Socia Fondatrice e Portavoce dell'Associazione Ezio Bosso, ha scritto per Mondadori "Faccio Musica" dedicato ai testi inediti di EzioIngrid Carbone - pianista, concertista e docente universitaria di Analisi Matematica all'Università della CalabriaGiulia Taddia - docente della scuola di Musicoterapia di Sesto FiorentinoAntonella Liccardo - presidente dell'associazione ScalzaBanda
Giocare col fuoco: storie, canzoni, poesie di e con Fabrizio Coppola Letture: Alberto Moravia, Gli indifferenti (Bompiani); Haiku (a cura di Elena Dal Pra, Mondadori). Musica: Arcade Fire, Claude Debussy, Leonard Cohen, Tre Allegri Ragazzi Morti.
È sempre più difficile, in particolare dal secondo avvento di Trump, considerare l'Occidente come un'unica e generica culla di valori condivisi. Un altro Occidente è possibile, il Medioccidente, inteso come uno spazio per condividere il valore dei legami comunitari. Di questo ci parla Giuseppe Lupo, autore del libro, Medioccidente, Un'alternativa geografica, politica, culturale, Marsilio.Queste le altre citazioni e recensioni del programma:- Jacques Maritain, I diritti dell'uomo e la legge naturale, Edizioni di Comunità- Jacques Maritain, Cristianesimo e democrazia, Edizioni di Comunità- Jacques Maritain, Riflessioni sull'America, Morcelliana- Lytton Strachey, Ritratti in miniatura, Palingenia- Roberto Alajmo, Marco Carapezza, Avventure postume di personaggi illustri, Sellerio- Ottiero Ottieri, De morte, Utopia- Kingsley Amis, L'uomo verde, Neri Pozza.Il confettino, i consigli di lettura per i più piccoli di questa settimana:- Manlio Castagna, Nessuno verrà a prenderti, Mondadori.
Il metabolismo non è solo una questione di calorie bruciate: è il ritmo profondo con cui il nostro corpo lavora, reagisce, si adatta. A influenzarlo non è solo ciò che mangiamo, ma anche come viviamo: emozioni, stress, sonno, respiro. A Obiettivo Salute in Tavola esploriamo il metabolismo da più prospettive: con l'aiuto di esperti, vediamo cosa lo rallenta, cosa lo riattiva e come nutrizione, consapevolezza e respiro possono aiutarci a ritrovare un equilibrio più profondo e duraturo. Intervengono la dottoressa Monica Germani, nutrizionista e docente all'Università di Siena e autrice di Il bello degli ormoni. 21 passi per riattivare il tuo metabolismo e sbloccare il tuo potenziale biologico (Mondadori), la dottoressa Maria Giovanna Luini, medico, psicoterapeuta e autrice con Micki Gruber di Il Marchio IO. Dire sì, dire no e creare successo nella vita e nel lavoro (Solferino) e Mike Maric, Campione Mondiale di Apnea nel 2004, Medico, Specialista in Ortognatodonzia, Ricercatore, Professore all'Università di Pavia, Coach di Respiro e Autore di libri tra cui "La scienza del Respiro" e "Il potere Antistress del Respiro" e "Se respiro, posso"
Faezeh Mardani"Dovrò prepararmi a fiorire"Poetesse iraniane dal Novecento a oggiAnima Mundi Edizioniwww.animamundiedizioni.comQuesta antologia, che dà voce a Forugh Farrokhzād, Bitā Malakuti, Leila Kordbacheh, Parvin Salājeghe, Fereshteh Sāri e Grānāz Moussavi, è la prima rassegna italiana della poesia femminile di un Paese quale l'Iran da sempre abituato ad affidare al canto poetico tutte le componenti della propria vitalità esistenziale e spirituale. Attraverso i versi più significativi, per incisività di stili e contemporaneità di temi, di sei autrici imprescindibili della poesia persiana dal Novecento a oggi veniamo a conoscenza di voci potenti e originali, portatrici di un messaggio universale di coraggio, umanità, passione e bellezza. Un omaggio alla forza e alla speranza femminili, non solo iraniane.A cura di Faezeh Mardani Traduzione di Faezeh Mardani e Francesco OcchettoFaezeh Mardani insegna lingua e letteratura persiana moderna e contemporanea all'Università di Bologna. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi Iranici all'Istituto Orientale di Napoli con una tesi sulla “poesia nuova persiana”. Ha curato e tradotto (insieme a Francesco Occhetto) il volume Poeti iraniani. Dal 1921 a oggi (Mondadori 2024).Francesco Occhetto è studioso di letteratura persiana classica e contemporanea. Con Faezeh Mardani ha tradotto i maggiori poeti iraniani del Novecento. Si occupa inoltre di letteratura italiana; tra le curatele in questo campo ricordiamo l'edizione dei diari inediti di Adriana Zarri intitolata La mia voce sa ancora di stelle (Einaudi, 2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La solitudine oggi non è solo una sensazione passeggera
Alice Valeria Oliveri "Una cosa stupida"Mondadori Editorewww.mondadori.itSulla soglia dell'età adulta, Adriana Franco si ritrova senza punti di riferimento. Catapultata in una città in cui sente di essere un'ospite sgradita, è distante anni luce dal suo passato, dai suoi amici e da suo padre, con cui condivide il talento per la musica pur vivendolo in modo opposto al suo. Scrive per “Brush”, rivista patinata che nasconde dietro dirompenti pezzi d'opinione marchette alle case discografiche e ai brand. Tutto le sembra falso, superficiale: anche quel lavoro apparentemente così “cool” e invidiabile le basta a malapena per una stanza in condivisione e la spesa all'Esselunga. Giorno dopo giorno, la ragazza cova una rabbia pronta a deflagrare. Fino a un gesto estremo. Perché quando niente intorno ha più senso, non resta che fare una cosa stupida. Il nuovo romanzo di Alice Valeria Oliveri è il diario di una disillusione, un racconto acuminato – come la voce della sua protagonista – sui compromessi di una generazione che è cresciuta con la pubblicità, nell'inganno di un futuro che per molti è rimasto solo dentro a uno schermo.Alice Valeria Oliveri, nata a Catania nel 1992, è autrice e giornalista. Dal 2014 scrive di cinema, tv, musica e attualità collaborando con diverse riviste sia in qualità di redattrice sia da freelance. Come autrice scrive format video e podcast. Con il suo romanzo d'esordio, Sabato champagne, ha vinto il premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Stiamo entrando in un'epoca di cambiamenti troppo veloci per il cervello umano
Anna Tiziana Torti, Lorenzo Greco"La distanza che ci unisce"Mondadori Editorewww.mondadori.itTiziana ha messo al mondo suo figlio Lorenzo da sola. L'ha desiderato con tutto il cuore, custodendolo dentro di sé nel tempo della gravidanza come un piccolo miracolo. L'ha cresciuto riempiendolo di amore e attenzioni, regalandogli un'infanzia magica. Con l'adolescenza, però, qualcosa si rompe. L'unione tra madre e figlio vacilla. Lorenzo incomincia a frequentare una scuola lontana da casa, Tiziana resta a Roma. È presa dal lavoro e dai piccoli problemi quotidiani, ma soprattutto si fida di lui. Non può immaginare che in uno spazio protetto come il convitto il ragazzo imboccherà la strada sbagliata, stringendo amicizie pericolose. Quando torna a casa, Lorenzo è sempre più ribelle e aggressivo, fino a diventare apertamente violento. Per Tiziana è l'inizio di un incubo. La donna si ritrova isolata, divisa fra la necessità di sottrarsi al pericolo e il bisogno di proteggere il suo ragazzo fragile, diventato una minaccia per lei e per se stesso. Proprio quando le cose volgono al peggio, Tiziana trova il coraggio di chiedere aiuto. Dopo aver trascorso mesi nel silenzio e nella vergogna, scopre intorno a sé una rete di supporto. E neppure Lorenzo viene abbandonato, perché la famiglia sopravvive solo se si salvano entrambi. Un futuro può esistere solo se madre e figlio sapranno imparare ad amarsi alla giusta distanza.altro..Anna Tiziana Torti, romana con ascendenze greche, turche, umbre e abruzzesi, lavora in televisione da più di quarant'anni. Ha collaborato come autrice e casting per numerosi programmi Rai e Mediaset, tra cui Forum, Domenica in, Carràmba! Che sorpresa, Techetechetè, Per un pugno di libri, Porta a Porta. La distanza che ci unisce è il suo primo romanzo.Lorenzo Greco, ventinove anni, ha voluto raccontare la sua storia insieme alla madre Anna Tiziana per aiutare genitori e figli alle prese con la violenza domestica. La distanza che ci unisce è la prima prova di scrittura.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Piergiorgio Odifreddi ricorda la figura di Papa Benedetto XVI, con il quale ha avuto un lungo rapporto epistolare e di amicizia, che ha prodotto due libri Caro papa teologo, caro matematico ateo, pubblicato da Mondadori nel 2013 e In cammino alla ricerca della verità. Lettere e colloqui con Benedetto XVI, pubblicato da Rizzoli nel 2024. Dal 2013 al 2022, il Papa emerito Benedetto XVI e Piergiorgio Odifreddi, matematico ateo, si sono incontrati più volte intrattenendo un'intensa corrispondenza e confrontandosi su numerosi temi: l'etica, l'antropologia, la spiritualità, le domande “ultime” su vita e morte, amore e dolore. **************************Rai Cultura - (19/01/26)
Il consiglio di lettura del critico Roberto Galaverni: una raccolta di prose di Dino Buzzati edita da Mondadori e intitolata Scusi, da che parte per piazza del Duomo?. È nella città più dinamica d'Italia che si conclude il nostro viaggio tra passato e futuro… con uno slancio verso nuovi libri, nuove storie e nuove idee.
In questi giorni di gennaio camminiamo su un filo tra il vecchio e il nuovo. Alice questo sabato ci parla di chi ha deciso di spiccare il volo verso nuove avventure e consapevolezze, nonostante la paura. Fabio Bacà, con L'era dell'Aquario (Adelphi), racconta personaggi reali e profondi, vite vissute sulla base di convinzioni false… finché c'è un cambiamento, un momento di risveglio che fa cadere tutte le maschere. undefinedCarmen Gallo invece spicca il volo nel 2026: Procne Machine (Einaudi), in libreria dal 27 gennaio, è un libro di poesie che utilizza le proprie paure come trampolino di lancio. Gli uccelli tanto odiati diventano un mezzo di conoscenza di sé e del mondo; la poesia di Gallo (anche anglista e traduttrice) riscrive un futuro più libero, più maturo.undefinedE infine il consiglio di lettura del critico Roberto Galaverni: una raccolta di prose di Dino Buzzati edita da Mondadori e intitolata Scusi, da che parte per piazza del Duomo?. È nella città più dinamica d'Italia che si conclude il nostro viaggio tra passato e futuro… con uno slancio verso nuovi libri, nuove storie e nuove idee.undefined
O fotógrafo espanhol Juan Carlos Vega transforma a junção entre arquitetura e balé, duas de suas grandes paixões, em uma verdadeira ode à obra de Oscar Niemeyer. O resultado é a mostra em cartaz em Madri até o dia 30 de janeiro. Ana Beatriz Farias, correspondente da RFI na Espanha Ao entrar na sala de exposições da fundação madrilenha Ortega-Marañón, onde está em cartaz a mostra “Niemeyer Legado”, é fácil perceber que tudo ali indica movimento. As obras fotográficas expostas unem arquitetura e balé, como se os edifícios fossem linhas de uma partitura e os corpos dos bailarinos as notas que dão vida à música. É assim que o fotógrafo Juan Carlos Vega interpreta a interação entre dança e cidade, retratada de diferentes formas na exposição. A disposição dos quadros é única em cada uma das seções. As instalações de videoarte mostram, em movimento, o olhar de Vega sobre a produção de Oscar Niemeyer. As mesas centrais têm formato de “S”, dialogando diretamente com a geometria refletida em todo o salão. Elas reúnem revistas, fotografias e textos que contam como a história do fotógrafo e a obra do arquiteto se encontram. A obra de Niemeyer A proposta da exposição é apresentar o legado de Niemeyer como um processo aberto, em permanente construção, à medida que é redescoberto e ressignificado. É a partir dessa base que Juan Carlos Vega interpreta os projetos do carioca, considerado um dos maiores nomes da arquitetura mundial e primeiro arquiteto vivo a ver uma de suas obras se converter em Patrimônio Mundial da Humanidade, com o reconhecimento de Brasília pela Unesco, em 1987. Depois, também receberam a honraria o conjunto arquitetônico da Pampulha – que fica em Belo Horizonte e foi inscrito em 2016 – e a Feira Internacional de Rachid Karami, em Trípoli, no Líbano. Esta última passou a fazer parte da lista da Unesco em 2023. As imagens reunidas em “Niemeyer Legado” retratam espaços como a Igreja de São Francisco, em Belo Horizonte; o Congresso Nacional, em Brasília; o Memorial da América Latina, em São Paulo; o Memorial Teotônio Vilela, em Maceió, e o Museu de Arte Contemporânea de Niterói. Nas fotos, os ângulos e curvas projetados por Niemeyer se fundem com as formas desenhadas pelo corpo de baile, disposto sempre em interação com a paisagem arquitetônica. Brasília, única no mundo Enquanto cada um dos recantos brasileiros visitados para dar origem à mostra recebe o seu devido destaque na exposição, a capital federal ocupa lugar privilegiado na vida do espanhol Juan Carlos Vega. Faz cinco anos, completados neste mês de janeiro, que Vega conheceu Brasília. A primeira impressão foi a de encarar algo único. “Em Brasília aconteceu algo especial comigo. Há algo que não há em nenhuma parte do mundo. É que os edifícios estão sozinhos. Não estão colados uns aos outros, têm muito espaço. E isso faz com que você tenha um enquadramento, uma visão diferente de outras cidades”, comenta o fotógrafo. Desde a primeira aterrissagem, Vega já esteve na capital brasileira dez vezes. Essas visitas, registradas em imagens, se somaram a trabalhos feitos em outras cidades e deram origem a diversas exposições. Em 2022, o espanhol inaugurou a mostra “Niemeyer – Dança por Vega” – que passou pelo Instituto Cervantes de Brasília; pela Casa de Chá, na Praça dos Três Poderes, e pela Casa Thomas Jefferson. Em 2024, realizou o projeto “Niemeyer – Utopia do movimento, legado internacional”, com exibição dupla no Senado Federal do Brasil e no Instituto Cervantes de Brasília. Já em 2025, apresentou a exposição “Brasília 65, Visões em um Sonho Geométrico”, na Fundação Pons, em Madri. Hoje, cinco anos depois do primeiro encontro com a capital brasileira, a cidade segue inspirando novos passos, olhares e enfoques. “Sempre que vou a Brasília, algo novo me inspira. É incrível. O relevo [presente na impressão de algumas fotos] foi um trabalho [feito] aqui, mas era com uma fotografia de Brasília. E tudo o que vou investigando e vou fazendo... Muito vem de quando vou a Brasília e tenho a inspiração”, reflete Vega. Formatos e acessibilidade Como o fotógrafo explica, a inspiração que a cidade traz não afeta apenas o momento do clique: ela o leva a querer transformar os resultados de suas obras, brincar com formatos, cores, modelos e desconstruções. Tudo isso também se reflete na exposição “Niemeyer Legado”, onde as fotografias ganham aspectos multidimensionais. Relevos e recortes adicionam ainda mais movimento às criações. Há quadros adaptados ao toque que, além de vistos, podem ser sentidos. O formato permite que pessoas cegas tenham contato com as fotografias feitas por Vega. A primeira foto confeccionada dessa maneira foi dedicada e entregue pelo autor à Infanta Margarita, tia do Rei Felipe VI, que tem deficiência visual. Legado Internacional Além das criações de Niemeyer em solo brasileiro, é possível apreciar, na exposição, parte do legado internacional do arquiteto. Estão representados o Palácio Mondadori, em Milão, e o Centro Niemeyer, em Avilés – uma cidade pertencente ao Principado de Astúrias, região onde Juan Carlos Vega nasceu. As fotografias feitas na Itália e na Espanha são de 2024 e, segundo Vega, abriram portas para que ele explorasse o trabalho de Niemeyer em mais cidades, como Niterói, São Paulo e Belo Horizonte – clicadas em 2025. E a busca por explorar novos ângulos da obra de Niemeyer não está finalizada. O fotógrafo diz que está se tornando especialista no arquiteto brasileiro e mantém uma lista de outras cidades, dentro e fora do Brasil, que pretende agregar a essa jornada de ressignificação de seu legado. Descobrir-se artista A exposição “Niemeyer Legado” inaugura oportunidades. Por um lado, permite que o público que está em Madri se encante pelo Brasil e, potencialmente, visite o país para conhecer sua “cultura maravilhosa”, como define Vega. Por outro lado, o trabalho é uma celebração dos 25 anos de carreira do fotógrafo que, a partir desse projeto, tem solidificado conceitos internos sobre sua arte e sobre si mesmo. “Demorei muito tempo para dizer que eu era fotógrafo, porque me parecia uma palavra muito importante de dizer. Como para mim é muito importante dizer a palavra ‘artista'. Então, poder dizê-la é como se realizar, não? Eu acredito que esse projeto também me deu isso. O avançar em mais um ponto. Não só profissionalmente, mas também internamente e emocionalmente”, conclui, comovido. A exposição “Niemeyer Legado” está em cartaz na Fundação Ortega–Marañón até o dia 30 de janeiro. A visita é gratuita, de segunda a sexta-feira, de 10h às 20h30.
Giocare col fuoco: storie, canzoni, poesie di e con Fabrizio Coppola Letture: George Orwell, 1984 (trad. Stefano Manferlotti, Mondadori); Simon Armitage, Tutte le poesie (trad. Luca Guarneri, Mondadori). Ascolti: Max Gazzè, Brian Tyler, Eurythmics, Blur, Dire Straits
Immagina una medicina che riduce drasticamente il rischio di diabete, infarti, tumori, ansia e depressione
®Lo scrittore britannico Ken Follett ha tenuto domenica 12 ottobre un incontro pubblico al teatro Carcano di Milano. Davanti a mille spettatori ha presentato il suo nuovo romanzo Il cerchio dei giorni (Mondadori), dialogato con il saggista e giornalista Pier Luigi Vercesi e risposto alle domane rivolte dal pubblico.Laser ha avuto la possibilità di registrare la serata. Il cerchio dei giorni torna indietro nel tempo di quattro millenni, e si svolge nei pressi di Stonehenge. Uno dei manufatti più affascinanti e misteriosi diventa la quinta di un racconto avvincente e coinvolgente, dove la protagonista Joia, sacerdotessa, conduce lettrici e lettori in una realtà lontanissima nel tempo ma vicinissima a noi per le emozioni e le sensazioni che regala.Il pubblico ha ascoltato con attenzione le spiegazioni sull'origine del lavoro e le ragioni che hanno portato Ken Folett ad occuparsi di Stonehenge. E le domande che ancora oggi non trovano risposta da parte degli archeologi, trovano percorsi plausibili nella fantasia dello scrittore britannico.Prima emissione: 14 ottobre 2025.
I numeri che certificano il successo editoriale di Ken Follett sono veramente da capogiro: oltre 198 milioni di copie vendute in più di 80 paesi, 37 romanzi tradotti in oltre 40 lingue, una serie di best-seller arrivati dal 1978 in poi. Il primo era stato "La cruna dell'ago", poi c'era stato un passaggio dalle spy story ai romanzi storici, come il famosissimo "I pilastri della terra" pubblicato nell'89. Il nuovo romanzo è "Il cerchio dei giorni" (Mondadori - traduz. Anna Maria Raffo). In qualche modo ricorda vagamente "I pilastri della terra" perché se in quel caso si seguiva la costruzione di una cattedrale durante il Medioevo, in questo romanzo si segue la costruzione di uno dei siti archeologici più famosi al mondo, il sito di Stonehenge. Ci sono state molte teorie a questo proposito, anche fantasiose, per esempio che siano stati gli alieni a costruirlo, ma che Follett rimane con i piedi per terra e immagina una storia ambientata nel 2500 a.C. con una serie di personaggi. Ci sono diversi clan, spesso in lotta fra loro. C'è il personaggio di Seft che fa parte della tribù dei cavatori, ha un padre dispotico e dei fratelli che lo vessano quotidianamente. Quando incontra Neen se ne innamora e decide così di fuggire dalla sua famiglia. Nella nuova comunità un monumento sacro in legno viene distrutto dal fuoco e la sacerdotessa Joia, sorella di Neen, decide di ricostruirlo in pietra. L'esperienza di Seft sarà fondamentale perché lui sa dove trovare pietre così grandi.
"Le sorelle di Lisistrata" (Mondadori) è il nuovo romanzo di Federico Baccomo che aveva esordito nel 2009 con "Studio illegale", diventato anche un film. L'ironia è da sempre una caratteristica che contraddistingue il lavoro di Baccomo (è anche sceneggiatore di Call My Agent Italia), ma in questo romanzo cede quasi subito il passo al sarcasmo e rapidamente quella che sembra essere una commedia pungente scivola nel dramma e diventa tragedia. L'autore immagina un'Italia in cui il Parlamento approva una legge che rende illegale l'interruzione volontaria di gravidanza. Una giovane deputata dell'opposizione, Gaia Zavattini, lancia sui social una provocazione: ipotizza uno sciopero del sesso come aveva fatto Lisistrata, personaggio di una commedia di Aristofane, per costringere gli uomini, ateniesi e spartani, a interrompere la guerra. In questo caso la protesta è per far cancellare questa legge. Da qui una spirale di eventi che portano al dramma. Un romanzo che fa un'analisi spietata della società patriarcale, una feroce disamina dei meccanismi dei social, delle ipocrisie dei politici, della manipolazione della comunicazione.
"Nostra solitudine" di Daria Bignardi e consigli di lettura Che cos'è la solitudine? Chi ha diritto di sentirsi solo? La solitudine è un fatto privato o una questione collettiva? Intorno a queste domande si sviluppa il libro di Daria Bignardi "Nostra solitudine" (Mondadori). Tutto nasce con l'idea di abbandonare i social, che in genere sfruttano il senso di solitudine delle persone, ma l'autrice ammette subito di non poter fare a meno di Whatsapp. Nel libro ci sono diverse riflessioni sulla solitudine, spesso ancorate ad accadimenti: c'è un capodanno in Vietnam che Daria Bignardi trascorre con il figlio e lì pensa "Si sta bene soli anche se non si è soli", oppure c'è una missione umanitaria in Uganda, o ancora un viaggio in Cisgiordania per incontrare i progionieri palestinesi usciti dalle carceri israeliane. Le riflessioni sulla solitudine si intrecciano con quelle politiche e sociali, ma anche con le riflessioni sul femminile, sulla maternità, sulla necessità di essere sempre performanti.Nella seconda parte, in vista delle feste, una carrellata di consigli di lettura per tutti i gusti.
Igor Sibaldi"La guerra è finita"Nil a ParigiMondadori Editorewww.mondodori.itGiugno 1945. Nil Kantorovic è appena scampato alla morte. Profugo russo nella Francia liberata, è arrivato a Tolone dopo una settimana a saltare da un treno all'altro, in fuga. È sporco e trasandato, ma ancora una volta i suoi occhi azzurri e i tratti gentili lo salvano da sguardi sospettosi. A trentacinque anni ha già vissuto molte vite: randagio nei bassifondi di Mosca, informatore per la polizia sovietica, confidente di pezzi grossi del Cremlino, per poi finire al controspionaggio e a collaborare con i nazisti. Ha rubato, ha ucciso, ha tradito eppure cerca ancora la felicità, dopo tutti gli orrori di cui è stato testimone in Russia e in Germania. Con l'imperturbabilità che lo contraddistingue, all'uscita della stazione ruba una bicicletta rossa e con quella si appresta a raggiungere il suo più grande amore, Vera, attrice famosa, che Nil non vede da quindici anni. Di lei sa che abita sulla Costa Azzurra ed è sposata con un ricco imprenditore: «Vera, ti ruberò» dice tra sé, pedalando. Ma scopre che si è trasferita a Parigi, dove si circonda di amanti e frequenta gli intellettuali della rive gauche. Nil la raggiunge nella capitale, dove inizia un audace gioco di trame, tra agenti dell'NKVD, filosofi celebri, emigrati zaristi, collaborazionisti e nazisti in fuga. E uno spregiudicato triangolo amoroso che è un inno all'imprevedibilità della vita. Dopo La Russia non esiste, Sibaldi torna a seguire le peripezie di un protagonista dal fascino irresistibile, che riesce a rimanere autentico, profondamente libero, tra le macerie di un mondo da cui stava nascendo un'epoca nuova, la nostra.Igor Sibaldi, di origine russa, è narratore, studioso di teologia, filologo e regista. È considerato uno dei più autorevoli esperti di spiritualità in Italia: con I Maestri invisibili (Mondadori, 1997) ha intrapreso una sua personale esplorazione delle strutture psichiche del cosiddetto “aldilà”, a cui ha dedicato una serie di romanzi (Il frutto proibito della conoscenza, 2000; L'arca dei nuovi Maestri, 2006; Eterno amore, 2019; tutti editi da Mondadori) e voluminosi saggi, quali Libro degli Angeli (Frassinelli, 2007), Libro della Creazione (Mondadori, 2016), Gli Angeli maestri e le sco- perte dell'Albero della Vita (Mondadori, 2021). Ha tradotto e commentato il Vangelo di Giovanni e buona parte del libro della Genesi. Negli anni Novanta si è occupato di storia della letteratura, traducendo Guerra e pace di Tolstoj e molti altri classici russi. La guerra è finita segue il romanzo La Russia non esiste. Storia di Nil (Mondadori, 2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Pietro Santetti"Scheggia d'oro a Milano"Mondadori Editorewww.mondadori.itIl narratore è un venticinquenne svuotato e incastrato a Milano, una città svuotata come lui, anche se percorsa da crepuscolari luccichii, caparbie seduzioni. Non è invece vuoto il cuore di Seba, un “dipendente dalla bellezza” (così si definisce), un temperamento sensibile ai “prati rosa” dell'LSD, incline a una deliberata e sofferta forma di passività sessuale. Viene da un borgo nel cuore della Sardegna, attratto dallo smagliante universo della moda. Il narratore è folgorato da questo testimone del suo tempo, vuole sapere. E così, nel giro vorticoso di una lunga confessione notturna, Seba racconta racconta racconta, restituendo la spirale di sogni e fallimenti che hanno segnato i suoi anni, fra Roma, Londra, Milano. La sua scheggia d'oro è intatta, la sua disperata vitalità dura dentro il cumulo di finzioni e macerie del mondo che ha intorno. Santetti indaga nel cuore di Seba, mette a fuoco l'ambiente che frequenta, e ci restituisce una luminosa avventura di perdente dentro le promesse disattese di un'intera generazione, in una Milano opulenta, ingenerosa, cattiva.Pietro Santetti (Firenze, 1993) ha esordito nella narrativa con Uomini di cavalli (2023), vincitore del premio Viareggio Opera Prima.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
"L'orologiaio di Brest" di Maurizio de Giovanni e "Donnaregina" di Teresa Ciabatti "L'Orologiaio di Brest" (Feltrinelli) è il nuovo romanzo di Maurizio De Giovanni. Stavolta non ci sono i personaggi seriali, quindi non c'è il commissario Ricciardi o Sara Morozzi, ex agente dei servizi, non ci sono i Bastardi di Pizzofalcone, non c'è neanche Mina Settembre. Questo è un noir molto articolato, perché ci sono diversi personaggi e diversi piani temporali, dagli anni '70 ai giorni nostri. Le storie di questi personaggi si intrecciano in un modo che il lettore scopre solo alla fine del romanzo. C'è una donna quarantenne, Vera, che fa la giornalista ed è ossessionata dall'omicidio del padre che era avvenuto poco prima che lei nascesse: indaga sull'attentato in cui il padre era rimasto ucciso. C'è poi Andrea Malchiodi, 42 anni, docente universitario coinvolto in uno scandalo (una studentessa l'ha accusato di un ricatto sessuale): la madre, Flavia, ha la demenza senile e lui non ha mai conosciuto il padre. Poi c'è Maddalena, 20 anni, che studia nella Capitale e vive una storia d'amore proibita con un uomo molto più grande di lei. C'è quello che viene definito un "barbone non barbone", che sa riparare in modo impeccabile gli orologi. Infine c'è un anziano con un grande potere che governa una non ben definita "Entità". Un romanzo sul potere, sui poteri occulti, sulle ossessioni e anche sul terrorismo degli anni '70. Nella seconda parte parliamo di "Donnaregina" (Mondadori) in cui Teresa Ciabatti torna a giocare, narrativamente parlando, con il suo alter ego, come aveva già fatto per esempio in "La più amata". La voce narrante è quella di una scrittrice/giornalista che non si è mai occupata di criminalità e che incontra diverse volte Giuseppe Misso, un ex boss della camorra, diventato collaboratore di giustizia, per scrivere un romanzo. Non è la ricostruzione della storia criminale dell'ex boss (38 omicidi commessi, 108 ordinati, accusato di rapina manoarmata, associazione mafiosa). Misso (persona reale) viene raccontato no tanto per i suoi crimini, ma nelle sue relazioni: il migliore amico quando era piccolo, gli amori, il rapporto con il figlio che fa coming out. Le vicende dell'ex boss si intrecciano con quelle della scrittrice che sta avendo problemi con la figlia adolescente (sono diversi i ricoveri in neuropsichiatria infantile).
Adriana CavareroHannah Arendt critica di Platone: polis contro techneFestival del ClassicoCircolo dei Lettoriwww.circololettori.itwww.festivaldelclassico.itHannah Arendt critica di Platone: polis contro technevenerdì 12 dicembre 2025 | ore 15:30il Circolo dei lettori, via Bogino 9, Torinocon Mauro Bonazzi // Università di Bologna e Adriana Cavarero // filosofaLa pensatrice tedesca Hannah Arendt è grazie al confronto con gli antichi che è riuscita a comprendere i problemi del suo tempo (e del nostro). Tra questi, la crisi della dimensione pubblica, ossia l'abbandono progressivo di una dimensione comunitaria nella speranza che i problemi possano risolversi altrove: nel mondo di un sapere tecnico, oggettivo e imparziale, ritenuto l'unico capace di trovare una soluzione al conflitto che minaccia le fondamenta della città. Idea che Arendt aveva incontrato per la prima volta in Platone, cui si deve l'elaborazione di un primo modello tecnocratico; ma è nell'Atene di Pericle che trovò un antidoto a questa deriva tecnicista. Adriana CavareroGià ordinaria di Filosofia politica all'Università di Verona, è attualmente professoressa onoraria e presidente del comitato scientifico dell'Hannah Arendt Center for Political Studies dello stesso ateneo. È stata visiting professor alla New York University e alla University of California, Berkeley. Castelvecchi sta ripubblicando le sue opere, di cui l'ultima apparsa è Inclinazioni. Critica della rettitudine (2025). Con Olivia Guaraldo ha scritto Donna si nasce (e qualche volta lo si diventa) (Mondadori, 2024)."Il canto delle sirene" Castelvecchi 2025prenota il tuo posto qui:https://www.festivaldelclassico.it/info-e-contatti/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il nuovo episodio della serie: “Game Changer”, con ospite Carlo Cottarelli.Economista, direttore de Programma per l'Educazione nelle Scienze Economiche e Sociali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e docente nella stessa Università. Laureato in Scienze Economiche e Bancarie all'Università di Siena e con un master in Economia alla London School of Economics, ha lavorato nel Servizio Studi della Banca d'Italia (1981-1987) e nell'Eni (1987-1988). È stato direttore degli Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale, commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica sotto il Governo Letta e Renzi, direttore esecutivo nel board del Fondo Monetario Internazionale e Senatore della Repubblica Italiana. Nel 2020 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. È autore di numerosi saggi sulle politiche e istituzioni fiscali e monetarie, tra gli ultimi: Senza giri di parole. La verità sulle sfide economiche e sociali del nostro futuro (Mondadori, 2025), Dentro il palazzo. Cosa accade davvero nelle stanze del potere (Mondadori, 2024), Chimere. Sogni e fallimenti dell'economia (Mondadori, 2023).A guidare la conversazione di oggi è Marco Mizzau — già CEO di organizzazioni complesse, oggi Strategic Advisor per fondi di Private Equity e investitori istituzionali, con una carriera dedicata alla creazione di piattaforme scalabili e con il fiuto per le imprese che cambiano davvero le regole del gioco. Marco ha visto cosa succede quando visione e capitale si incontrano… o si scontrano.E, come sempre, lo farà senza filtri chiedendo al Prof. Cottarrelli di guardare all'Italia come se fosse un'azienda e chiedendogli da dove comincerebbe la sua due diligence strategica, se consiglierebbe ad un fondo globale di investire nel sistema Italia…e molto altro ancora.Qui non si fanno PR.Qui si parla di scelte vere, di tensioni strategiche, di futuro industriale — con il coraggio di dire le cose come stanno.Questo episodio è una produzione Zero IN – Sharing Knowledge.Siamo sempre alla ricerca di nuove voci e storie da raccontare.Per maggiori informazioni, visitate zeroin.it o scrivete a segreteria@zeroin.it.Ora, la parola a Marco Mizzau per l'apertura dell'incontro.Buon ascolto.
I numeri che certificano il successo editoriale di Ken Follett sono veramente da capogiro: oltre 198 milioni di copie vendute in più di 80 paesi, 37 romanzi tradotti in oltre 40 lingue, una serie di best-seller arrivati dal 1978 in poi. Il primo era stato "La cruna dell'ago", poi c'era stato un passaggio dalle spy story ai romanzi storici, come il famosissimo "I pilastri della terra" pubblicato nell'89. Il nuovo romanzo è "Il cerchio dei giorni" (Mondadori - traduz. Anna Maria Raffo). In qualche modo ricorda vagamente "I pilastri della terra" perché se in quel caso si seguiva la costruzione di una cattedrale durante il Medioevo, in questo romanzo si segue la costruzione di uno dei siti archeologici più famosi al mondo, il sito di Stonehenge. Ci sono state molte teorie a questo proposito, anche fantasiose, per esempio che siano stati gli alieni a costruirlo, ma che Follett rimane con i piedi per terra e immagina una storia ambientata nel 2500 a.C. con una serie di personaggi. Ci sono diversi clan, spesso in lotta fra loro. C'è il personaggio di Seft che fa parte della tribù dei cavatori, ha un padre dispotico e dei fratelli che lo vessano quotidianamente. Quando incontra Neen se ne innamora e decide così di fuggire dalla sua famiglia. Nella nuova comunità un monumento sacro in legno viene distrutto dal fuoco e la sacerdotessa Joia, sorella di Neen, decide di ricostruirlo in pietra. L'esperienza di Seft sarà fondamentale perché lui sa dove trovare pietre così grandi.
"Niet": il fronte russo non cede e oppone un lapidario "No" alla richiesta di un cessate il fuoco da parte dell'amico Donald Trump. Salta dunque l'incontro che tanto aveva fatto ben sperare tra Vladimir Putin e l'omologo americano, con tutto il corollario di ripercussioni che questo può portare per l'Unione europea che proprio domani si riunisce in Consiglio per discutere, tra le tante questioni sul tavolo, anche di riarmo e guerra in Ucraina. Ne parliamo con Sergio Nava, inviato di Radio24 a Strasburgo, Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino, Micol Flammini, giornalista del Foglio, autrice di "La cortina di vetro. Vecchie paure e nuovi confini. L'Europa dell'est oltre il passato sovietico" (Mondadori).