HORECA AUDIO NEWS - LE PILLOLE QUOTIDIANE è la raccolta delle notizie pubblicate su Horecanews.it in formato audio e aggiornata in tempo reale. Ogni giorno, decine di notizie a disposizione per restare aggiornati sui temi dell'Horeca e del Food Service.
Horecanews.it |Fabio Russo srl

Nel panorama della proposta Horeca, sempre più orientata a efficienza, qualità dell'offerta e capacità di adattamento, la gestione della materia prima si conferma una leva strategica per la competitività. In particolare, nella ristorazione moderna, dove volumi, continuità di servizio e controllo dei costi sono fattori chiave, il surgelato ittico di qualità si sta affermando come scelta strategica, capace di coniugare performance operative e valore gastronomico. In questo scenario si inserisce Panapesca, realtà italiana con oltre 50 anni di esperienza nel settore del pesce surgelato, che ha costruito un modello integrato capace di coniugare approvvigionamento globale, controllo di filiera e supporto concreto ai professionisti della ristorazione.

Al quinto appuntamento, Dentro il pairing, l'approfondimento di HorecaNews dedicato all'evoluzione degli abbinamenti nell'alta ristorazione, arriva in Sicilia, precisamente a Palermo.Siamo al Charleston, una realtà storica della ristorazione italiana che continua oggi il proprio percorso mantenendo un equilibrio tra memoria e visione contemporanea.





Il 27 e 28 marzo 2026, il Flagship Store di Cimbali Group in Via Forcella 7 a Milano ospita Grind Chronicles, un appuntamento inedito nel panorama del settore: due giorni interamente dedicati alla macinatura del caffè, con workshop, degustazioni, masterclass e incontri con professionisti del mondo coffee.

La gestione professionale di un'attività che abbia a che fare col settore alimentare non può prescindere da una vigilanza costante sui rischi biologici e chimici che potrebbero compromettere la salubrità delle preparazioni. Garantire standard elevati non è solo un adempimento burocratico, ma il pilastro su cui poggia la credibilità di ogni impresa. In un mercato dove la fiducia del consumatore è legata al rigore igienico, mantenere i locali decontaminati diventa un fattore competitivo essenziale. Per operare nel rispetto delle regole e tutelare la salute pubblica, risulta fondamentale adottare protocolli chiari e avvalersi di strumentazioni specifiche; per tale ragione, chi coordina laboratori di produzione spesso acquista detergenti professionali HACCP da Ingrosso Pulizie o fornitori simili, assicurandosi formulazioni certificate e idonee al contatto con le superfici alimentari.

C'è una nuova etichetta che si muove tra le onde del Mediterraneo e le luci delle discoteche balcaniche, pronta a fare il salto verso il mercato italiano. Si chiama Medusa Gin ed è il progetto di Michele Calzolari, imprenditore italiano originario di Massa Carrara, oggi diviso tra Tirana e la costa, che ha deciso di trasformare un'intuizione in un brand dal respiro internazionale.




A Splash Bari, Gruppo Montenegro ha scelto di alzare il livello della propria presenza con un investimento più ampio rispetto all'edizione precedente, sia sul piano espositivo sia su quello delle attivazioni sul territorio. A raccontare obiettivi e visione è Marta Fabiani, PR & Events Manager del Gruppo Montenegro, figura che oggi segue la parte di PR, eventi e trade advocacy per l'azienda, dopo un percorso iniziato come consulente per l'estero e poi evoluto in un ruolo trasversale tra mercato italiano e internazionale.



La tendenza no alcol non è un'alternativa ai drink alcolici, ma li affianca in nome dell'inclusività: l'importante è bere assieme. Il tracollo delle esportazioni di distillati Usa: così Trump affossa l'industria americana. Campari cambia Aperol per la prima volta dal 1919. Le notizie della settimana dai media internazionali sul mondo di drink e spirit.

Stop alla corsa ossessiva ai premi internazionali. Secondo Fabio Bacchi, deus ex machina del Roma Bar Show, il mondo del bartending rischia di smarrire il suo ingrediente più prezioso: l'essere umano. In questa intervista senza filtri rilasciata a Splash, Bacchi mette a nudo le fragilità di un settore tecnicamente impeccabile, ma spesso sordo alle richieste del cliente, e traccia la rotta tra l'evoluzione del business e il fascino senza tempo dell'accoglienza “vecchia scuola”.








Il boom dei farmaci GLP-1 per dimagrire cambia ma non “uccide” i consumi di alcol: ecco come. Intanto, dopo il tequila Casamigos George Clooney e soci lanciano una nuova (e costosa) birra analcolica. E a Londra, lungo il Tamigi, spunta un enorme distributore di cocktail ready-to-drink. Le notizie della settimana dai media internazionali sul mondo di cocktail e drink industry.

Proviamo a mettere in fila i fatti, perché la questione è meno banale di quanto possa sembrare in una distratta chiacchiera da aperitivo e ci riporta a una data precisa: 1856. È l'anno in cui, allo stato attuale delle fonti, compare in un documento a stampa una delle prime attestazioni note del termine “mixologist”. Siamo nel 2026 e ricorrono dunque 170 anni da quella comparsa. Non si tratta soltanto di un vezzo linguistico o di una delle etichette che oggi usiamo per dare tono ai locali alla moda di Milano o New York. Quella parola può essere letta come il segnale di una trasformazione già in corso: il passaggio dall'oste che versa da bere al professionista che unisce tecnica, manualità e creatività. In questo senso, il termine intercetta uno snodo decisivo nell'evoluzione del bancone moderno.


Ci sono circa duecentoventi anni – grosso modo tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento – che cambiano per sempre il modo in cui il mondo beve. È in questo arco di tempo che prende forma il cocktail moderno. Non come lo immaginiamo oggi, con shaker lucidi e banconi rétro, ma in un contesto molto più essenziale: taverne, strade commerciali, viaggiatori infreddoliti e giornali curiosi di capire cosa fosse quella nuova miscela che stava conquistando l'America.



Rapallo. Il trentennale di Lady drink si festeggia domenica 30 marzo. Una festa, certo. Ma anche un conto da pagare alla memoria. Perché trent'anni fa il bar era un'altra cosa. E le donne dietro al bancone erano, nella migliore delle ipotesi, una nota a margine.


I dati dell'Osservatorio Caveba 2.0 / Cialdein.com fotografano un'inversione di tendenza: dopo un decennio di dominio incontrastato del monoporzionato, il caffè in grani torna a crescere nel segmento domestico. Dietro i numeri, una nuova generazione di consumatori che vuole macinare, dosare ed estrarre come al bar.

Per decenni il mercato dei fine wines è stato dominato da consumatori over 50, nel pieno della capacità di spesa. Oggi qualcosa di inedito sta accadendo. Mercanti e case d'asta registrano l'emergere di una nuova fascia di acquirenti tra i 28 e i 40 anni, una dinamica considerata storicamente atipica in un segmento tradizionalmente guidato dalle generazioni più mature.A interrogarsi su chi siano, cosa li attragga e perché alcuni escano rapidamente dal percorso dei fine wines è il nuovo studio di Areni Global, The New Fine Wine Consumer, presentato a Wine Paris 2026.La ricerca si concentra su consumatori under 40 che acquistano regolarmente bottiglie sopra le 50 sterline, i 65 euro e i 75 dollari, soglia individuata come ingresso nel segmento dei vini di pregio. Dei sei presupposti iniziali su cui si basava l'indagine, solo uno è stato pienamente confermato dai dati, gli altri sono risultati parzialmente o completamente ribaltati. Un dato che è di per sé un segnale chiaro: il settore sta operando su ipotesi da aggiornare.


All'incrocio tra Dr. Pablo de María e Charrúa, nel quartiere Cordón, Baker's Bar è diventato uno degli indirizzi simbolo della nuova Montevideo. Non è soltanto un locale di successo: è un punto di osservazione privilegiato su come la scena uruguaiana stia cercando — con metodo e ambizione — un posto nel circuito internazionale della mixology.

La centralità degli eventi nel determinare gli spostamenti turistici è un dato ormai consolidato. Lo conferma l'ultima analisi di Skift, “Beyond the Hotel Room: How Hospitality Brands Are Earning Loyalty Across the Journey”, secondo la quale un viaggiatore su cinque pianifica oggi il proprio itinerario in funzione di un evento a data fissa, con una crescita del 70% rispetto a cinque anni fa.


Premessa: a Bolzano, fino a due giorni fa, dopo l'una non c'era nessun cocktail bar aperto.Ora c'è Black Sheep che, dopo un mese di chiusura, si è trasferito in Piazza Domenicani 3B, dove le serrande restano alzate fino alle tre. Il trasloco è stato rapido: circa un mese di chiusura, poi la riapertura in una location che permette finalmente di fare ciò che prima era vietato. Manuel Nardo, titolare del Black Sheep, è radioso: la sede storica era diventata problematica. «Negli anni quell'area si è trasformata in un centro di ritrovo di giovanissimi, non in target con un cocktail bar come il nostro. Per giunta, a causa di vincoli specifici, bisognava chiudere entro l'una di notte e non potevamo fare musica di alcun genere».



RISTORANTI - Nel cuore di Torino, all'interno di Spazio Musa – hub polifunzionale inaugurato nel 2020 in un palazzo settecentesco che ospita anche una galleria d'arte con mostre temporanee – ha aperto a fine settembre Akoya, nuovo indirizzo fine dining guidato dalla visione creativa dello chef stellato Christian Mandura, già alla guida di Unforgettable. Accanto a lui, in cucina, Alessandro Daddea e Matilde Pangrazi. Il ristorante si distingue per tre asset strategici: una location di forte impatto estetico, una selezione rigorosa di materie prime di altissima qualità valorizzate senza snaturarle e un format esperienziale “al buio” che mette al centro l'interazione diretta con la brigata.



Il Ladyboy è un cocktail pressoché sconosciuto, che ha fatto parte della lista ufficiale IBA (International Bartenders Association) solo per un anno, fra il 2010 e il 2011, in una categoria creata apposta e mai proposta né in precedenza né successivamente: “Special Cocktail”, in cui non figuravano altri drink. Per di più, il suo stesso creatore lo ha definito “terribile”. Ma allora perché tutta questa attenzione, sia pure per pochi mesi, da parte della più importante associazione internazionale dei barman? E perché ce ne occupiamo in questo articolo? Perché il Ladyboy è un cocktail particolare, in cui valore simbolico va al di là del suo gusto e dei suoi ingredienti. Un valore che ancora oggi, a 23 anni dalla sua nascita, è drammaticamente attuale.
