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Horecanews.it |Fabio Russo srl

Dopo il sipario alzato a New York, Hendrick's ha scelto Milano per la “prima” europea di Another Hendrick's, nuova referenza del brand. Una decisione che Chiara Barbieri, direttore marketing di Velier — che distribuisce in Italia il gin — definisce naturale: «L'Italia è oggi il secondo mercato mondiale per Hendrick's». La cornice è quella del Teatro Gerolamo, piccolo gioiello ottocentesco a pochi passi dal Duomo. Fuori dal teatro, una street band di fiati e percussioni, vestita con tute bianche e nere minimaliste, animava Piazza Beccaria attirando lo sguardo dei passanti. Sullo sfondo, una scritta sembrava sintetizzare perfettamente il concept dell'evento: “Open Your Mind, Step Inside”. Tra i tantissimi presenti al Teatro Gerolamo, Chiara Barbieri splende in un elegante abito midi a pois neri su fondo bianco con scollatura a barchetta e risvolto, dal richiamo rétro anni Cinquanta.





Da quando Mixology Experience è entrata all'interno del sistema TuttoFood, la manifestazione è diventata la sezione dedicata agli spirits dentro una fiera molto più ampia e la sua identità è ancora in fase di definizione. L'assenza dei grandi marchi internazionali era evidente, ma proprio questo ha lasciato spazio a piccole e medie realtà indipendenti meno note.Tra gli stand che più mi hanno colpito c'è stato quello di Baldo Baldinini Spirits, progetto nato dall'incontro tra profumeria artistica e distillazione contemporanea. Un laboratorio creativo dove botaniche rare, memoria olfattiva e mixology si intrecciano in modo quasi artigianale.Ad accompagnarmi dentro questo universo è stato Ronnie Lucchini, socio storico del progetto, che mi ha raccontato la nascita dell'olfattorio di Saiano, il rapporto con chef stellati, il gin allo zafferano iraniano e persino il curioso progetto Panettonic sviluppato insieme a Iginio Massari.

Si è conclusa la terza edizione di Vinaltum, manifestazione dedicata al vino italiano e internazionale che il 17 e 18 maggio ha animato gli spazi di Castel Mareccio, storica residenza medievale circondata dai vigneti di Lagrein nel cuore di Bolzano. Per la prima volta dalla nascita dell'evento, Vinaltum ha scelto di trasferirsi nel centro della città altoatesina, spostandosi in uno dei luoghi storicamente più legati al commercio del vino del territorio. Una scelta che ha segnato anche un cambio di passo nella costruzione della manifestazione, nata da un'idea di Danilo D'Ambra, Luciano Rappo e Rinaldo Hauser, con la collaborazione di Pietro Cormaci.

Inaugurato la scorsa estate in una zona pedonale del quartiere di Vasant Vihar, a Nuova Delhi, AABBCC non è il classico bar. L'esperienza comincia al primo piano, tra radici, erbe aromatiche, tè, frutta, spezie e ingredienti più insoliti. Un'intera parete espone oltre ottanta materie prime conservate in barattoli illuminati: una sorta di tavola periodica del gusto. Accanto si trova il laboratorio di innovazione, dove nascono nuove ricette tra becher, provette e attrezzature moderne.
















L'Asia della mixology non guarda soltanto a Londra, New York o Singapore. Sta costruendo il proprio vocabolario. E lo fa con lime locali, zuccheri scuri, erbe aromatiche, spezie e fame di riconoscimento globale.Lo dico per esperienza diretta: sono andata in India per la Delhi Cocktail Week e la Golden Peacock Cup, presentata come la “India's first international cocktail competition”. E proprio in occasione della gara internazionale ho conosciuto Maran Nadeson, tesoriere della Mixology Alliance of Malaysia, a Gurgaon nei panni di giudice oltre che di responsabile della delegazione di bartender malesi. La sua idea è chiara: il talento non basta. Gli ingredienti non bastano. Nemmeno una buona storia, da sola, basta. Serve una struttura. Serve una comunità. Serve un sistema.








Nel panorama del beverage premium prende forma una nuova alleanza che guarda all'innovazione senza perdere di vista le radici territoriali. Acqua Minerale Calizzano Fonti Bauda, realtà ligure riconosciuta per la qualità delle sue acque, e Camoirano, storica distilleria piemontese, avviano una collaborazione che punta a ridefinire l'esperienza del consumo.





Marco arriva da un mondo che, almeno in apparenza, sembra lontanissimo da quello dei cocktail: la Marina Militare. Prima l'amministrazione, la finanza, gli incarichi istituzionali, poi l'India. A Delhi è arrivato per la prima volta grazie a un incarico del governo italiano. Doveva essere una parentesi professionale, è diventata una scelta di vita.









Tutto parte nel 2015, quando prende forma l'idea di una Cocktail Week a Nuova Delhi come leva per far crescere in India una cultura del bere più matura e più connessa agli standard internazionali, di pari passo con l'ascesa del Paese fra le grandi potenze economiche mondiali. A raccontarlo è Archit Singhal, presidente della India Bartenders' Guild (IBG), tra i promotori dell'evento. "Il modello cui mi sono ispirato era quello di associazioni come la USBG: non solo appuntamenti di richiamo, ma un'infrastruttura capace di dare continuità, rappresentanza e prospettiva al settore", chiarisce.
