Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

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Graziana Filomeno - italiano online


    • Dec 23, 2022 LATEST EPISODE
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    CONCORDANZA a SENSO: Come NON sbagliare le FRASI in italiano

    Play Episode Listen Later Dec 23, 2022 16:19


    In questo articolo affronteremo il tema della concordanza a senso. Non lasciatevi spaventare dal nome! In realtà si tratta di un semplice concetto che spiegheremo passo passo. Se ne avete già sentito parlare, probabilmente avrete avuto dubbi sull'argomento, a cui nessuno ha mai saputo dare risposte efficaci. Non è così? E allora, se vi interessa scoprire di cosa si tratta e cercate una spiegazione chiara ed esaustiva del concetto di concordanza a senso...continuate a leggere questo articolo! I 3 tipi di concordanza a senso Prima di tutto, cosa si intende per concordanza? La concordanza è l'operazione che facciamo quando creiamo un accordo tra gli elementi di una frase (articoli, aggettivi, nomi, verbi) in genere, numero e persona. Ovvero, quando cambiamo l'ultima lettera delle parole, al maschile o al femminile, al singolare o al plurale. Ad esempio: Caterina è una ragazza simpatica —> è = 3ª persona singolare, perché concorda con il soggetto (Caterina, lei) + una ragazza simpatica, perché concordano con Caterina, a cui si riferiscono, che è singolare e femminile. Questa è la concordanza “tradizionale”, che tutti avrete studiato e che starete praticando e provando a padroneggiare. Questo tipo di concordanza è chiamato “concordanza grammaticale”, perché segue le regole grammaticali. Ma l'argomento di questo articolo è, più specificamente, la “concordanza a senso”, che è un altro tipo di concordanza. Questa dà più importanza agli elementi che determinano il senso, il significato della frase, piuttosto che dare importanza alla sua grammatica. Semplificando il concetto, la concordanza a senso risulta essere un po' più “flessibile” di quella grammaticale. Ma cosa intendiamo? Vediamolo insieme! Innanzitutto, è bene sapere che esistono 2 tipi principali di concordanza a senso. Tipo 1 Il primo tipo avviene quando abbiamo a che fare con un complemento partitivo  (ovvero, introdotto da DI, che specifica l'insieme di cui fa parte il nome a cui si riferisce) che regge una proposizione relativa. E cioè, in breve, stiamo parlando di strutture come “uno di … (un gruppo) che”). Ecco un esempio: Laura è una di quelle persone che sa / sanno sempre come comportarsi Il dubbio è: dopo il pronome relativo CHE, si usa il verbo al singolare (che concorda con “Laura, una”) o al plurale (che concorda con “persone”)? Cosa ne pensate? Ebbene, secondo le regole di grammatica e quella che si definisce concordanza grammaticale, il verbo deve concordare con il partitivo, cioè con ciò che si trova dopo il “di” (persone, in questo caso): Laura è una di quelle persone che sanno sempre come comportarsi (concordanza grammaticale) Ma, secondo la concordanza a senso, il verbo deve concordare con il nome principale, il soggetto logico che davvero esprime il significato della frase (Laura, in questo caso): Laura è una di quelle persone che sa sempre come comportarsi (concordanza a senso) E quindi? Quale delle due è corretta? La concordanza grammaticale è sempre corretta: seguendo le norme grammaticali, la frase relativa è retta dal complemento partitivo (di quelle persone = nome plurale à verbo al plurale). Però la concordanza a senso è molto molto comune nella lingua parlata e nelle conversazioni, poiché è vero che noi stiamo parlando di Laura, su un piano logico. Quindi potrebbe capitarvi di sentirla o leggerla spesso, soprattutto perché non è considerata come un vero e proprio errore. Ricordatevi, però, che sarebbe da evitare in contesti formali, per ragioni di chiarezza. Se volete il un consiglio, utilizzate sempre la concordanza grammaticale, così sapete di essere sempre nella parte della ragione. Però, è importante in ogni caso chiarificare tutto, così che voi possiate riconoscere la concordanza a senso quando la sentite e che siate perfettamente in grado di capire perché è stata usata. Tipo 2 Il secondo tipo avviene quando si ha un soggetto collettivo (cioè u...

    10 COSE che forse non sapevi sul CAFFÈ: Curiosità, Pro e Contro!

    Play Episode Listen Later Dec 20, 2022 14:26


    “Un caffè per favore!”. Quante volte al giorno pronunciamo o ascoltiamo questa frase? Decine! Ma sapete cosa vi si nasconde dietro? Non vi preoccupate… State per scoprirlo! In questo video vi presenterò le 10 COSE CHE (FORSE) NON SAPEVATE SUL CAFFÈ! Ecco le 10 COSE che forse non sapete sul CAFFÈ 1) La Finlandia va pazza per il caffè! Si potrebbe pensare che l'Italia sia il Paese che consuma più caffè all'anno,  ma infatti non è così! In realtà è la Finlandia che guadagna il primo posto per consumo annuo di caffè, con 12 kg pro-capite all'anno. L'Italia non è nemmeno al secondo posto, ma - udite udite - al tredicesimo!!!! Con 5,9 kg di caffè pro-capite. 2) Il caffè come ispirazione Il compositore Bach amava al tal punto il caffè da dedicargli una cantata – Kaffeekantate – eseguita a Lipsia nel 1732. Nel testo parla, in modo ironico, della moda di andare ai caffè, molto diffusa nella società settecentesca di Lipsia. 3) La moka non si lava! In Italia non si lava assolutamente la moka, ossia la caffettiera, con il detersivo, in quanto la sostanza ha un odore troppo aggressivo che andrebbe a coprire l'aroma del caffè. Si usa solo l'acqua! 4) Il caffè è salutare Uno studio dell'università di Lund, in Svezia, ha dimostrato che bere caffè riduce la probabilità di cancro al seno, la Harvard School of Public Health dichiara che riduce il rischio di cancro alla prostata e ha un potere antidepressivo. La caffeina, poi, migliora i livelli di energia e stimola alcune funzioni cerebrali (memoria e attenzione tra le altre); ha anche un effetto stimolante sul sistema cardiovascolare. E non è finita qua! Sembrerebbe che il caffè aiuti anche a ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer! In cosmesi, la caffeina viene utilizzata per preparare prodotti anticellulite, snellenti e tonificanti per il corpo e cosmetici antiage per il viso e per il contorno occhi. 5) La bevanda del Diavolo Inizialmente la Chiesa era contro il consumo di caffè, definito “la bevanda del Diavolo” per le sue proprietà eccitanti che portavano “alla perdizione dei sensi”. Papa Clemente VIII, nel ‘500, è stato il primo uomo di Chiesa a dare la sua approvazione al caffè dicendo “Questa bevanda di Satana è talmente buona che sarebbe un peccato farla bere solo agli infedeli. Imbroglieremo Satana battezzandola”. 6) Dove costa di più? Sembrerebbe che le città in cui il caffè costa di più siano nell'Europa del Nord. Oslo, capitale della Norvegia, è dove una tazza di caffè espresso costa di più: in media 4,50€. Seguita poi da Copenaghen (4€) e Ginevra (3,60€), Sidney (3,10€), Tokyo (3€) e a seguire. In Italia, un caffè espresso costa in media 1€ (tranne se siete turisti a Venezia). No sto scherzando, per fortuna questi episodi sono molto molto rari. 7) Tutti lo amano... È la bevanda più diffusa al mondo: si consuma in ogni angolo del pianeta e ogni giorno se ne consumano quasi 1.6 miliardi di tazze. Certo, ogni Paese ha la sua propria forma di consumarlo… Un giorno le intendo provare tutte! Ma quella che mi incuriosisce di più è quella finlandese, il cosiddetto Kaffeost, in cui il caffè caldo viene versato sulla cagliata di formaggio! 8) Persino gli animali! La mangiano anche gli elefanti e ne vanno matti! Mangiano le bacche di caffè come snack. Ma non finisce qui! I chicchi restano intatti nella digestione e vengono poi raccolti dalle loro feci e lavorati per creare il Black Ivory – un tipo di caffè morbido e pregiato, che è anche il più caro al mondo (costa 80 dollari a tazzina). Personalmente non so se io abbia il coraggio di provarlo, anche se me lo offrissero gratis… Voi lo avete provato? 9) Chi ha scoperto il caffè? Secondo un'antica leggenda, la scoperta del caffè sarebbe merito di un pastore etiope di nome Kaldi. Questi portava a spasso il suo gregge quando notò una certa iperattività delle pecore, che avevano iniziato quasi a ballare selvaggiamente,

    Vivere in Italia: PRO e CONTRO

    Play Episode Listen Later Dec 17, 2022 18:29


    Come si vive in Italia? Vale la pena per uno straniero trasferirsi a vivere nel Bel Paese? In questo video, ho raccolto tutti i PRO e i CONTRO di vivere in Italia, così che possiate fare la vostra scelta sapendo a cosa state andando incontro! Quali sono i PRO di vivere in Italia? Cominciamo con i PRO e partiamo da quelli un po' più scontati e palesi. 1 - Bellezza L'Italia è anche chiamata “Il Bel Paese”, e non è un caso. L'Italia offre davvero molta bellezza, naturale e artistica. Innanzitutto, è un Paese che ha i più disparati paesaggi. Insomma, c'è tutto: mare, montagne, colline, laghi, spiagge, fiumi, grandi città, campagne. Ma allo stesso tempo, c'è anche tanta bellezza in senso storico e artistico: basti menzionare due città, Roma e Firenze, per averne un'idea. Ma in realtà ogni regione e quasi ogni città italiana ha qualche bellezza da offrire. 2 - Cibo Pochissimi sono gli stranieri che hanno dichiarato che a loro non piace il cibo italiano (e tra l'altro alcuni di loro si sono ricreduti dopo aver passato del tempo in Italia). La cucina italiana è gustosa ma anche molto diversificata: da Nord a Sud, ci sono decine e decine di piatti tipici con gli ingredienti più disparati (verdure, carne, pesce, pasta…). A chi non piace la pizza, la pasta, il gelato? Ma ovviamente la cucina italiana è anche molto altro ed è un piacere scoprirla tutta! Per esempio, se volete sapere come e cosa si mangia in un ristorante con tre stelle Michelin in Italia, potete dare un'occhiata al video in cui vi portiamo con noi da Osteria Francescana, il ristorante dello chef Massimo Bottura! 3 - Persone Spesso all'estero si dice che gli italiani siano solari, gentili, disponibili e amichevoli. Per la maggior parte, si può dire che questo è vero. Ovviamente ci sono eccezioni e alcune città vengono considerate particolarmente “fredde”, anche dagli stessi italiani. Però in generale l'esperienza che avrete con gli italiani dovrebbe essere piacevole! 4 - Clima In generale, il clima in Italia è gradevole: non è troppo rigido né troppo caldo. È chiaro che nelle Dolomiti in inverno fa molto freddo e che all'estremità più bassa della Sicilia in estate fa molto caldo, ma in media il clima è incantevole. Inoltre, è possibile spostarsi di poco per trovare un clima più caldo o più freddo nello stesso Paese. 5 - Costo della vita Chiaramente, dipende dal Paese da cui venite, dalla vostra moneta eccetera. Però si può affermare in senso generale che il costo della vita in Italia non è troppo alto. Certo, Milano è costosissima. Firenze e Venezia anche. Ma a parte poche eccezioni, in Italia si può vivere dignitosamente anche con poco. E qualora aveste bisogno di essere in queste città per lavoro, potreste sempre optare per una casa in una città più piccola nei dintorni delle grandi città, dove certamente affitti e vita sono più bassi. In particolare, i prezzi in Italia risultano più bassi (rispetto al Nord Europa o altri Stati) per affitti e cibo. Invece le bollette o la benzina sono abbastanza simili al Nord Europa, per esempio. 6 - Sanità pubblica Molti italiani si lamentano della sanità nel Bel Paese, e in generale hanno ragione. Le file sono interminabili e la prenotazione per una visita specialistica richiede almeno 3 mesi di attesa. Ma non bisogna dimenticare che, nonostante tutti i difetti, la sanità in Italia è pubblica e questo significa che non ci sono discriminazioni di nessun tipo: se sei malato, vieni curato, a prescindere dal tuo portafoglio. In più, bisogna ammettere che negli ultimi anni ci sono stati molti tagli alla Sanità da parte del Governo, il che non ha permesso di migliorare il sistema ma, al contrario, lo ha mandato in una situazione più difficile da gestire. 7 - Studi L'Italia ha ottime università e queste sono accessibili a tutti, senza discriminazioni di reddito. Le università pubbliche italiane sono molto buone e la retta è piuttosto bassa,...

    Il verbo CHIEDERE e le sue mille espressioni in italiano

    Play Episode Listen Later Dec 11, 2022 14:31


    In italiano il verbo CHIEDERE è molto usato sia per esprimere il desiderio di ottenere, l'esigenza di avere qualcosa sia per domandare e interrogare per sapere. Ascoltando gli italiani però, forse avrai notato che questo verbo è presente in tantissimi modi di dire, frasi fatte e semplici espressioni verbali. In questo video vedremo le più comuni! 13 ESPRESSIONI con il verbo CHIEDERE Vediamo insieme le principali espressioni italiane che contengono il verbo CHIEDERE 1. Chiedere scusa Esprimere tristezza, rimpianto o rimorso per quello che si è detto o fatto nei confronti dell'interlocutore, riconoscendo i propri errori, con lo scopo di riconciliarsi e ripristinare un rapporto. Esempio: Ops… Vi chiedo scusa! Stavo rispondendo a qualche messaggio… 2. Chiedere perdono Un altro modo per dire “chiedere scusa”. Questa espressione, però, è utilizzata anche in ambito religioso: si chiede all'interlocutore (una persona o Dio) di assolvere l'errore (o il peccato) commesso. Esempio: Vi chiedo perdono se sono stata un po' assente… Avete sentito la mia mancanza? 3. Chiedere venia La parola “venia” significa favore, grazia, perdono, generalmente lieve. Dunque, “chiedere venia” vuol dire domandare perdono in situazioni di piccole colpe. Questa espressione è utilizzata spesso in registri molto elevati e aulici per scusarsi o anche in maniera scherzosa nella quotidianità. Esempio: Come hai detto che ti chiami? Lisa Petragallo? Pietragalla? Petrigallia? Chiedo venia se l'ho pronunciato male! Non l'ho mai sentito però… 4. Chiedere clemenza Utilizzata soprattutto in contesti giuridici, per richiedere benevolenza nella punizione e disponibilità al perdono. Esempio: Signor giudice, sento di dover chiedere clemenza per il mio cliente. È innocente! 5. Chiedere giustizia Questa è ancora un'espressione legata all'ambito giuridico, ma è usata spesso anche nella quotidianità: la richiesta è che si agisca in modo giusto e corretto nei confronti di qualcuno o che si ristabilisca un diritto calpestato o un torto subito. Esempio: Graziana mi ha rotto questo bracciale e io adesso chiedo giustizia! Me ne deve ricomprare almeno tre! 6. Chiedere (il) permesso Domandare ad altre persone l'autorizzazione (verbale o scritta) per dire o fare qualcosa. È molto usata soprattutto dai bambini, a scuola o a casa, per chiedere all'insegnante o ai genitori di poter fare qualcosa. Esempio: Più tardi c'è l'aperitivo in centro? Più tardi quando? Tra 15 minuti? Non so se riesco a farcela… Dovrei chiedere il permesso a Graziana perché la sto aiutando con un video… Lo so, anche io penso che dirà di no! Lei è così stakanovista… 7. Chiedere uno sforzo Esigere dall'interlocutore il massimo delle energie e dell'impegno nell'attività che sta svolgendo o che dovrà svolgere. Esempio: Mi dispiace, non posso venire. Graziana mi ha chiesto uno sforzo per completare questo video e non posso deluderla. È lei che mi paga! Però ti prometto che ci sarò al prossimo aperitivo! 8. Chiedere conto Richiedere, in modo pressante, una spiegazione o una giustificazione riguardo a qualcosa che è stato fatto o detto. Esempio: Finalmente ho trovato i miei auricolari! Chissà chi li aveva presi! Sicuramente Graziana… Ma gliene chiederò conto… Non la passerà liscia questa volta!  9. Chiedere conferma Accertarsi sulla verità di una notizia o sulla correttezza di una cosa fatta o detta, per avere la prova certa di un fatto o di una supposizione. Esempio: Mi hanno invitata a una festa questa sera, però ho ricevuto un messaggio molto generico… Ma davvero c'è una festa a casa di Luca? Ti chiamavo per chiedere conferma… Sì? Benissimo! 10. Chiedere lumi Volere un chiarimento, una spiegazione da qualcuno. La parola “lumi”, infatti, significa luce. Quindi, con questa espressione si vuole che qualcuno faccia luce su una questione, con una spiegazione ben dettagliata. Esempio:

    16 Espressioni italiane con il Verbo DARE

    Play Episode Listen Later Dec 6, 2022 14:36


    Il verbo dare è molto particolare, dato che possiede molti significati, tra cui porgere, passare, offrire, donare ecc... Ma sapevate che è anche molto utilizzato in espressioni e modi di dire italiani? In questo articolo scopriremo insieme alcuni dei più comuni, con tanto di esempi! Quindi, se siete curiosi di conoscerli... proseguite la lettura! 16 espressioni idiomatiche in italiano con "DARE" 1. Dare fastidio Provocare noia, irritazione, disturbare una persona. Luca mi dà sempre fastidio ascoltando musica ad alto volume quando cerco di studiare 2. Dare ai/sui nervi Questa espressione si può considerare un sinonimo di quella precedente: infastidire, irritare qualcuno a tal punto da farlo esasperare. È così arrogante! Il suo comportamento mi dà proprio sui nervi! 3. Dare retta O (meno frequente) “dare ascolto”: ascoltare e seguire i consigli o gli ordini di qualcuno. Dammi retta, comincia a frequentare quel corso di yoga e vedrai che sarai meno stressato! 4. Dare una mano Aiutare qualcuno a svolgere una determinata attività. Luigi ci ha dato una mano con il trasloco. È importante non confondere questa espressione con “darsi la mano” che invece indica stringersi la mano con qualcuno, per esempio quando ci si presenta a qualcuno che si vede per la prima volta. 5. Dare voce Far sentire le proprie parole o idee, anche quando le altre persone o le circostanze lo rendono complicato. Ho finalmente dato voce ai miei pensieri nei suoi confronti: adesso non siamo più amici ma mi sono tolta un bel peso! 6. Darsi da fare Impegnarsi molto in modo produttivo nello svolgimento di un'azione o nella realizzazione di un compito. Gli architetti si sono dati molto da fare per completare in tempo il progetto della nostra casa. 7. Dare i numeri Perdere momentaneamente la ragione. Ma anche: essere nervosi o arrabbiati per un fatto accaduto o qualcosa che ci è stato detto. Con questo significato: “dare di matto”. Quando il capo ha visto l'errore che avevamo commesso, ha dato i numeri e stava per licenziarci. 8. Non dare tregua Continuare a far soffrire o a disturbare, infastidire qualcuno. Quest'anno la pioggia proprio non ci dà tregua: non vediamo il sole da settimane! Viceversa, “dare tregua” significa smettere di infastidire qualcuno. Mi ha dato tregua quando finalmente gli ho detto che non ne potevo più delle sue lamentele. 9. Dare spazio Aiutare, incentivare, supportare nella realizzazione di un'idea o un progetto, dare la possibilità di crescita. Nel mondo del lavoro, è importante dare spazio ai giovani e alle loro idee. 10. Darci dentro Impegnarsi molto a fare qualcosa. Simone ci sta dando dentro con il nuoto in questi giorni per vincere la gara la prossima settimana. 11. Dare corda Dimostrarsi disponibili ad ascoltare qualcuno o incoraggiare qualcuno a fare qualcosa. Spesso esprime una sfumatura negativa, per sottolineare che quello che si sta ascoltando o incoraggiando è insensato, stupido. Se continui a dargli corda, non la smetterà più di parlare! 12. Dare atto Comunicare ufficialmente, riconoscere apertamente un'idea, un'azione o un comportamento. Devo dare atto che sento sempre delle proposte innovative da parte di Lucia. 13. Dare credito Concedere fiducia, credere a qualcuno. Ho dato credito alle sue parole e ciò che abbiamo ottenuto è stato un fallimento totale! 14. Dare filo da torcere Rendere la vita difficile a qualcuno, causare molte difficoltà. Imparare l'italiano può dare filo da torcere, ma ne vale la pena! 15. Dare per scontato (qualcosa/qualcuno) Considerarlo come assolutamente certo e sicuro, anche se non si è ancora verificato (per azioni). Non dare mai per scontata l'opinione altrui in una riunione! Abbiamo dato per scontati i nostri dipendenti e invece ci hanno traditi e sono andati a lavorare per la concorrenza....

    IL LESSICO della CASA: benvenuti a casa… IN ITALIA!

    Play Episode Listen Later Nov 18, 2022 21:19


    Prima o poi, a tutti voi capiterà di dover parlare di case in italiano, sia che vogliate comprarne una in Italia, sia che un vostro amico italiano venga a farvi visita a casa vostra, sia che siate in affitto in Italia e abbiate un problema da spiegare a qualcuno… E così via. Non sempre, però, si conoscono tutte le parole e le espressioni necessarie per descrivere le componenti di una casa in italiano, dalle stanze ai mobili alle rifiniture. Perciò, è quello che faremo in questo video! Preparate carta e penna! Ne avrete bisogno… Il lessico italiano della casa Occorre una piccola premessa prima di iniziare, ovvero chiarire una volta per tutte un dubbio che tanti stranieri hanno. Quando in italiano si parla di casa, non si indica una tipologia specifica, ma si indica abitazione in senso generale, ossia il luogo in cui un nucleo famigliare vive.  Quante tipologie di case ci sono in Italia? Prima di scoprire le caratteristiche interne di una casa, ti propongo questo elenco delle principali tipologie di case italiane: vi sarà utile per conoscere i loro nomi in italiano e le loro particolarità. Appartamento: Abitazione che si trova all'interno di un edificio che ne ospita più di uno. Questo edificio più grande che comprende tutti gli appartamenti si chiama “condominio”.  Baita: Abitazione tipica di montagna. Casa a schiera: Parte di un complesso in cui le abitazioni sono uguali e sono disposte una accanto all'altra. Casa singola: Abitazione individuale, che non fa parte di un complesso. Casale: Grande abitazione di campagna rustica e isolata. Cascina: Abitazione di campagna tipica per i contadini, con ambienti per attrezzi ed animali. Nel Sud Italia, generalmente questo tipo di abitazione si chiama “masseria”. Palazzo: Grande edificio, usato come abitazione signorile ed elegante oppure come sede di uffici. Villa: Abitazione ampia ed elegante, circondata da un giardino piuttosto grande. Villino: Abitazione singola con un piccolo giardino.  Entriamo insieme in una casa! Chiarito questo, procediamo alla casa vera e propria. Come dicevamo, alcune possono avere un giardino davanti, con del verde e magari un vialetto.  Però quello che tutte le case hanno è una porta d'ingresso. Ormai è sempre più comune optare per una porta blindata, pensata per resistere a tentativi di intrusione. In generale è molto molto sicura e resistente, anche la maniglia e la serratura. Se si vuole vedere chi ha suonato il campanello, si può guardare dallo spioncino.  Una volta aperta la porta, c'è di solito un ingresso, cioè un piccolo spazio con un appendiabiti per lasciare il proprio cappotto, oppure dei ganci per le chiavi o ancora uno specchio per guardarsi prima di uscire, un mobile per lasciarvi gli oggetti che abbiamo nelle tasche e che non ci servono in casa. Io di solito ci lascio la borsa oppure gli occhiali da sole. Non è molto ordinato, ma è molto pratico. L'ingresso può anche essere in forma di corridoio, lungo e stretto, che conduce alle varie stanze. E ora vediamo le varie stanze! Le stanze di una casa Dopo aver varcato l'ingresso e aver percorso il corridoio, sarete pronti per esplorare tutte le stanze e sentirvi veramente a casa! IL SOGGIORNO È la stanza della casa più ampia e accogliente delle altre, dove si trascorre la maggior parte della giornata, ci si rilassa, si ricevono le visite degli ospiti.  Infatti qui ci sono sempre divani e poltrone, per sedersi comodamente a chiacchierare o a guardare la TV. La differenza principale tra divano e poltrona è che la poltrona ha un solo posto, mentre il divano ha più posti.  Spesso, in un soggiorno c'è un camino, perfetto per le serate invernali. In molte case, il soggiorno coincide anche con la sala da pranzo, cioè la stanza in cui consumano i pasti più importanti, pranzi, cene, feste con gli ospiti. Se la casa è più grande, la sala da pranzo sarà una stanza a se stante, con un ampio tavolo e molte sedie. 

    Cosa Fare e Cosa Vedere a PADOVA (in Veneto)

    Play Episode Listen Later Nov 8, 2022 19:38


    Padova è un comune italiano di 208.533 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Veneto. Ricca di luoghi suggestivi, rappresenta oggi una meta turistica interessante, a causa delle numerose attrazioni da visitare. E voi, ci siete mai stati? Vediamo insieme cosa fare e cosa visitare mentre si è in vacanza a Padova! Cose da fare e da vedere a Padova Di seguito vi proponiamo un elenco con le maggiori attrazioni, accompagnate da una breve descrizione, che la città di Padova offre ai turisti che desiderano visitarla: dalla piazza più bella alle basilica più visitata, dai palazzi più prestigiosi alle bevande più gettonate. Fare una passeggiata per “Prato della Valle” Conosciuta come una delle piazze più belle e più grandi d'Europa (è la quinta piazza più grande del continente), è caratterizzata da un'isola verde centrale e circondata da un canale, sul quale si affacciano 78 statue di personaggi illustri, tra cui Francesco Petrarca e Galileo Galilei. Visitare la Cappella degli Scrovegni La Cappella degli Scrovegni è senza dubbio uno dei più grandi capolavori dell'arte italiana, nominata di recente patrimonio dell'Unesco. Si tratta di un museo civico, presso il quale è possibile ammirare un noto ciclo di affreschi di Giotto risalente ai primi anni del XIV secolo, a cui appartiene il celeberrimo Giudizio Universale. Fare un salto alla Basilica di Sant'Antonio o più semplicemente alla “Basilica del Santo” Una delle basiliche più visitate al mondo, costituisce quasi una sorta di “tappa obbligatoria” per chi visita la città. Custodisce le reliquie del Santo e dispone persino di un sito web dove è possibile inviare preghiere “virtuali”. Visitare Palazzo Bo, sede dell'Università di Padova L'Università di Padova, una delle più antiche e prestigiose università italiane, ha visto tra i propri docenti persino Galileo Galilei per 18 lunghi anni. Nel 1678, presso l'Università di Padova, si è inoltre laureata la prima donna al mondo, Elena Cornaro Piscopia.  L'edificio è, poi, famoso per la presenza del primo “teatro anatomico”, creato appositamente per dissezionare i cadaveri e studiare il corpo umano. Partecipare ad una visita guidata nella Sala dei Giganti La Sala dei Giganti è una sala trecentesca tutta affrescata, ubicata presso Palazzo Liviano, il cui programma iconografico fu curato da Francesco Petrarca. Visitare la Torre dell'Orologio La Torre, alta 30 metri, fu elevata tra il 1426 e il 1430 sulle rovine della porta orientale della Reggia Carrarese, residenza e sede del governo dei signori della città. L'orologio astrario che vediamo oggi venne inaugurato nel 1437. È la ricostruzione fedele del precedente realizzato nel 1344. Il quadrante ha una forma circolare, con al centro il pianeta Terra e ad esso sono legate tutt'oggi diverse leggende. Visitare il “museo del pre-cinema” Si tratta di un museo molto particolare, ricco di illusioni ottiche e macchine da vedere. Ubicato all'ultimo piano del Palazzo Angeli, raccoglie tutti gli strumenti di proiezione precedenti a quelli del cinema come lo conosciamo oggi. Visitare il Palazzo della Regione, passando per “Padova sotterranea” Sotto al Palazzo della Regione, una delle maggiori attrazioni della città, si trova “Padova sotterranea”, una serie di rovine risalenti al 1200. Gustare un caffè presso il “Caffè Pedrocchi” anche detto il “Caffè senza porte” Il Caffè Pedrocchi, situato nel centro di Padova, è un caffè storico famosissimo in tutto il mondo. Il suo nome, alquanto singolare, deriva dal fatto che fosse aperto giorno e notte fino al 1916, poiché si trattava di un punto d'incontro molto prestigioso, frequentato da intellettuali, studenti e uomini politici. Bere uno spritz con gli amici Il termine “spritzen” in tedesco significa spruzzare, e questo è dovuto al fatto che la bevanda nasce nel Triveneto durante il dominio Austroungarico. Bevanda alcolica di origine veneta,

    5 Errori che gli Stranieri commettono con il SI IMPERSONALE

    Play Episode Listen Later Nov 1, 2022 15:38


    Innanzitutto: grazie mille! Perché dai commenti e dalle visualizzazioni mi sembra di capire che vi piaccia la serie dei video sui 5 errori più comuni commessi dagli stranieri riguardo a un argomento in particolare: il congiuntivo, la parola QUALCOSA, il verbo TRATTARSI DI… Questo video segue la stessa serie, quindi preparatevi per i 5 errori più comuni commessi dagli stranieri riguardo un argomento piuttosto temuto: il SI IMPERSONALE! Il "SI" impersonale in italiano: i 5 Errori più comuni “Ma il SI impersonale è facilissimo! Bisogna solo usare SI + il verbo alla terza persona singolare! Che sarà mai?” Non fatevi ingannare! Saper parlare bene richiede una conoscenza più approfondita! Ecco a voi i 5 errori più comuni che gli stranieri commettono con il "SI" impersonale in italiano. 1. SI COMPRA LE COSE Molti stranieri seguono la “regola generale” del si impersonale (si + verbo alla 3 persona singolare) ciecamente. Purtroppo non è così facile, come vi anticipavo. Per esempio, la frase “Si compra le cose” è sbagliata! La forma corretta sarebbe “Si comprano le cose”. Perché? Facciamo chiarezza. In questo caso il SI ha funzione PASSIVANTE; inoltre, il verbo ha un oggetto diretto (le cose). In questo caso, l'oggetto diretto del verbo è il soggetto di una frase passiva, perciò il verbo concorda con questo. Ve lo mostro con un esempio. Se io dico Si comprano le bevande In questa frase, “le bevande” è l'oggetto diretto, ma sarebbe anche il soggetto della frase se la trasformassi in forma passiva (Le bevande sono comprate). Dunque, in parole povere, quando si usa il SI PASSIVANTE con un verbo transitivo che regge un oggetto diretto plurale, il verbo dovrà essere coniugato alla 3 persona plurale (si mangiano i panini, si vedranno le stelle, si troveranno i soldi…). Ricordate: se l'oggetto diretto è singolare, il verbo sarà coniugato alla 3 persona singolare. Esempio: Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante. Paolo Giordano 2. SI LO FA Molti stranieri si confondono quando, con il SI impersonale, hanno bisogno di usare anche un altro pronome. Dove mettere l'uno e l'altro? Quale va prima? Quale va dopo? “Si lo fa?” “Se lo fa?” “Lo si fa?” “Lo se fa?” Sembra un elenco di note musicali… Ebbene, la forma corretta è “Lo si fa”. Infatti, di una cosa potete stare certi: il SI impersonale va sempre immediatamente prima del verbo. Ogni altro pronome, di conseguenza, va aggiunto prima del SI. E la forma “se lo fa”? Vi suona corretta, no? È vero! Esiste, ma significa un'altra cosa! In questa frase, infatti, abbiamo ancora due pronomi insieme, ma il SI non è impersonale, bensì è un SI riflessivo, riferito a una terza persona singolare (lui o lei). Per esempio: Mario si fa il bagno. —> Mario se lo fa. Notate la differenza? Questa frase ha come soggetto Mario, quindi non può essere impersonale. Esempio: Si dice che l'amore rende ciechi. Fa ben di più, rende sordi, paralizza. Quando viene il mal d'amore, si diventa come la mimosa che subito si chiude, nessun grimaldello riesce ad aprirla e più le si fa violenza, più si chiude. Søren Kierkegaard 3. SI HA MANGIATO BENE I tempi composti, come sempre, creano più confusione rispetto al presente, e questo succede anche con il SI impersonale. Per esempio, un errore diffusissimo è quello di usare, al passato prossimo, l'ausiliare “avere” con i verbi che normalmente usano l'ausiliare “avere”. E quindi? Qual è l'errore qui? Ebbene, l'ausiliare per formare i tempi composti dopo il SI impersonale è sempre il verbo "essere". Il participio passato, poi, varia in base alla tipologia del verbo in questione. “Mangiare” è un verbo transitivo, quindi il participio passato rimane nella forma base (in -o): la forma corretta sarebbe “si è mangiato bene”. Esempio: Quando si è parlato molto, si è detto sempre qualcosa che sarebbe stato meglio tacere.

    Le Espressioni con la Preposizione SU in italiano

    Play Episode Listen Later Oct 22, 2022 11:32


    In italiano la preposizione semplice SU è utilizzata in parecchie espressioni verbali e in molti modi di dire utilizzati nella quotidianità dai madrelingua. In questa lezione potrai conoscerli tutti e imparare a parlare in modo più naturale e spontaneo in italiano. 10 Espressioni italiane con la preposizione SU da ricordare Ti presento ora 10 espressioni con la preposizione semplice SU, molto gettonate dai madrelingua italiani nell'uso scritto e soprattutto orale. Gli esempi riportati vi faranno scoprire quanti utilizzi diversi può avere una piccola preposizione semplice. Pronti a scoprirli? Su misura È un'espressione che può essere utilizzata in contesti differenti:  -per riferirsi ad un capo di abbigliamento cucito e tagliato in base alle misure di una determinata persona, che dovrà indossarlo  Non posso prestarti questo vestito perché è fatto su misura e le nostre taglie sono diverse!); -per riferirsi a qualcosa che si adatta perfettamente alle caratteristiche di qualcuno  Sono sicura che non avrai problemi! Si tratta di un lavoro fatto su misura per te). Sul serio Possiamo utilizzare questa espressione al posto di “veramente/per davvero/senza scherzi” Sto pensando sul serio di comprare una villa in campagna e lasciare lo stress della città. o in domande retoriche per esprimere dubbio o meraviglia. Sul serio?! Hai organizzato tutto questo solo per lei? Spesso la troviamo accompagnata dal verbo “fare”, per dire “impegnarsi veramente/non scherzare” Smettila di mettermi dubbi, io faccio sul serio con questo nuovo lavoro! e dal verbo “prendere”, per intendere “affrontare con grande impegno e serietà qualcosa o qualcuno”. Prendevamo sul serio le nostre promesse, perciò non abbiamo mai deluso nessuno. Su due piedi Per riferirsi ad un'azione fatta o una decisione presa senza esitazione, all'improvviso, senza pensarci su. Quello che ci chiedi è complesso: non possiamo risponderti così su due piedi. Abbiamo bisogno di consultare i nostri avvocati. Su per giù (suppergiù) È un'espressione utilizzata al posto di “all'incirca/pressappoco/più o meno”. Viviamo in questa casa su per giù da 5 anni. Sul colpo Possiamo utilizzare “sul colpo” per riferirci ad un'azione che si svolge “immediatamente/subito”. Molto spesso la ritroviamo nella famosa espressione “morire sul colpo”.  Sembra che la vittima sia morta sul colpo: non ha sofferto molto. Nero su bianco È un'espressione utilizzata per stabilire in modo definitivo una situazione o mettere per iscritto qualcosa. Quindi, il “nero” rappresenta l'inchiostro della penna che scrive sulla carta, che è di colore “bianco”. Spesso ritroviamo questa espressione accompagnata dal verbo “mettere”. Potremo collaborare insieme solo quando deciderai di mettere le cose nero su bianco. Altrimenti, non mi fido. Sulla ventina/trentina/quarantina… È un'espressione che possiamo usare quando facciamo una supposizione sull'età di una persona. Significa “circa vent'anni/trent'anni/quarant'anni…”. Mentre venivo qui, un uomo sulla quarantina mi ha chiesto che ora fosse. Su richiesta È un'espressione utilizzata per esprimere un'azione non obbligatoria/facoltativa. Il pullman per Milano fa 5 fermate più altre 3 solo su richiesta. Possiamo anche trovare l'espressione “su richiesta di”, che significa “in seguito alla domanda di…”  Vi lascio i suoi documenti a richiesta dell'ispettore. Sulle spine È un'espressione utilizzata quando si è in uno stato di ansia, di preoccupazione. Spesso è preceduta dai verbi “stare” o “tenere”. Mi ha tenuto sulle spine per tutta la sera e poi finalmente mi ha rivelato il suo segreto. Sul filo del rasoio È un'espressione utilizzata in situazioni di pericolo o di rischio. La possiamo trovare con i verbi “stare” o “essere”. Dopo tutto quello che hai fatto, per quanto mi riguarda,

    STUDIARE in Modo EFFICIENTE? 3 CONSIGLI per risparmiare TEMPO e imparare MEGLIO!

    Play Episode Listen Later Oct 16, 2022 15:33


    Se siete alla disperata ricerca di una guida su come studiare in modo più efficace e produttivo, questo articolo fa al caso vostro! In questo articolo parleremo di come risparmiare tempo, quindi… non perdiamo altro tempo e andiamo subito al sodo! Vi aspettano 3 validi consigli e suggerimenti per studiare in modo più efficiente in un tempo ridotto! Il segreto sta nel rivedere e correggere delle abitudini che già sono nostre! 3 utili trucchetti per studiare meglio 1 - Impara la pronuncia fin da subito Quando si comincia a studiare una lingua straniera, si tende ad imparare il maggior numero di informazioni possibili: tantissime parole nuove, espressioni, regole grammaticali! Finiamo sempre per riempire quaderni o pagine Word di tutte queste informazioni. Che va benissimo, ovviamente: è fondamentale! Ma molto spesso, annotiamo queste informazioni nel silenzio della nostra camera o della nostra classe a scuola. E poi basta! Finisce lì! Le rivediamo di tanto in tanto quando abbiamo del tempo libero o quando dobbiamo fare i compiti, ci sembra di ricordarle e passiamo oltre. Per quanto questa modalità possa essere utile, così facendo ci dimentichiamo di una cosa importante: la pronuncia! È fondamentale imparare da subito come pronunciare correttamente ogni parola in una lingua straniera. È un errore che feci anche io quando cominciai a imparare la prima lingua straniera, l'inglese, a scuola. Prendevo buoni voti nella parte scritta o nella comprensione, ma avevo difficoltà con la pronuncia. E ancora oggi, a volte, ho dei dubbi sulla pronuncia di alcune parole, di cui conosco perfino perfettamente lo spelling. Quindi, non pensate “Ok adesso imparo a scrivere e a formare le frasi e poi con calma imparo la pronuncia: c'è tempo”. No! Dovete farlo da subito, altrimenti vi sarà più difficile sistemarla una volta che l'avrete appresa in maniera errata. Ebbene, adesso vi svelerò la strategia che uso per rimediare al mio precedente errore...qualcosa che potreste fare anche voi. Prendo alcune scene di film o serie tv, in particolare quelle in cui c'è una conversazione tranquilla (senza emozioni troppo forti) tra due personaggi. Ne scelgo uno e ne imito il più possibile pronuncia, intonazione e velocità. Ripeto la stessa scena fino a quando non riesco a parlare alla stessa velocità del personaggio che ho scelto. In questo modo creo una sorta di conversazione (con l'altro personaggio) e miglioro la pronuncia. Provateci, ne vale la pena! Probabilmente le persone che vivono in casa con voi potrebbero pensare che siate impazziti, ma funziona. Se poi volete evitare tutto questo… allora…imparate la pronuncia da subito! 2 - Ridurre al minimo tutti i passaggi che ci fanno perdere tempo durante lo studio Per introdurre questo secondo utilissimo suggerimento, vi presento un esempio tratto dalla mia esperienza di insegnante di italiano. Durante le mie lezioni di italiano, invio sempre dei file PDF ai miei studenti con degli esercizi di grammatica o di vocabolario o letture come compiti. La maggior parte di loro li stampa e li completa con una penna. Ma poi c'è il problema: come inviarmeli per la correzione? C'è chi li scannerizza, chi mi scatta delle foto, chi me li legge durante la lezione. Però qualche volta non funziona lo scanner oppure qualche volta qualcuno non riesce a capire quello che ha scritto. Ovviamente per me non ci sono problemi, ma capisco che tutto questo, con il passare del tempo, potrebbe portare a un po' di frustrazione e quindi perdita di motivazione e di voglia di imparare. Ho trovato uno strumento che penso potrebbe aiutarvi a semplificare questo tipo di lavoro e a rendere lo studio, in particolare tramite file PDF, più efficiente e rapido! Sto parlando di Wondershare PDF Element, che ha gentilmente scelto di collaborare con noi, sponsorizzando il video YouTube correlato a questo articolo. Quando io studio, infatti, adoro sottolineare e evidenziare, cancellare,

    10 Espressioni per Parlare Italiano come un Madrelingua

    Play Episode Listen Later Oct 13, 2022 14:58


    Qual è il vostro desiderio più grande? Forse comprare una casa, diventare famosi, incontrare l'anima gemella, avere più amici… Ci sta… ovviamente! Ma se la risposta è “suonare come un madrelingua quando parlo italiano”, allora questo è il video che fa per voi! Infatti, vi presenterò delle espressioni molto comuni nel gergo quotidiano, soprattutto tra i più giovani! Si tratta perlopiù di intercalari e di esclamazioni che vengono utilizzate in contesti informali per dare voce alla propria sorpresa, indignazione, sconcerto, ecc. Espressioni comuni nel gergo quotidiano Ecco le espressioni colloquiali italiane più usate dai madrelingua: Ceh boh...Si utilizza per esprimere: incertezza, quando non siamo sicuri di qualcosa; incredulità, quando siamo senza parole e non riusciamo a credere a qualcosa; disprezzo, per qualcosa che non ci piace. Esempi: Vorrei trasferirmi all'estero, ma ho paura di non riuscire a trovare un lavoro… Ceh boh… Con il tipo di laurea che ho, chi mi assumerebbe fuori dall'Italia?   Ho aiutato Stefania a superare l'esame e non mi ha neanche detto un “grazie”… Ceh boh… Non le farò più un favore! Almeno un po' di riconoscenza… Sei rimasto seduto al tuo posto sull'autobus nonostante quella vecchietta ti avesse chiesto di cederle il posto. Ceh boh… So che anche tu sei stanco, ma te lo ha persino chiesto… Ma che veramente? Esprime sorpresa, sia in senso positivo sia in senso negativo. Nel primo caso può esprimere meraviglia per qualcosa che non ci aspettiamo e a cui non riusciamo a credere; nel secondo caso, esprime sbigottimento e incredulità quando ci troviamo davanti ad una situazione che ci prende alla sprovvista ma che non ci piace o che non accettiamo. Esempi: Ma che veramente? Hai comprato i biglietti per il concerto? Ma che figata! Hai raccontato il mio segreto a Marco? Ma che veramente? Cioè non ci si può fidare proprio di te! No vabbè adoro! Esprime entusiasmo, sorpresa, contentezza, felicità per qualcosa. È accompagnato da toni entusiastici e allegri. Esempi: Vi sposate tra un anno? No vabbè adoro! E avete già scelto il posto in cui volete celebrare il matrimonio? Ad Amsterdam? No vabbè adoro! Ho sempre voluto visitare quella città! Che vuoi, una foto? Esprime fastidio quando qualcuno ci guarda con insistenza, ci fissa, facendoci sentire a disagio. Non è un modo educato e gentile di esprimersi, ovviamente, perché sottolinea tutto il fastidio e l'insofferenza che questa situazione provoca in noi. Esempi: Scusa, che vuoi, una foto? No perché mi fissi da un'ora e non mi sembra di conoscerti… Dai, poi vediamo… / Poi vediamo, dai… Espressione usata per mantenersi vaghi quando si vuole evitare di dare una risposta certa e precisa. La si usa come risposta a una domanda scomoda, alla quale preferiamo non rispondere per non offendere o rattristare l'interlocutore, e quindi preferiamo rimandare a un secondo momento la questione. Esempi: Ah state organizzando una vacanza? Ah grazie per avermi invitata! Eh… Poi vediamo dai… Devo valutare un po' di cose e vi faccio sapere! Se puoi lavorare per noi? Non so ora… È possibile, devo parlare con qualcuno… Dai, poi vediamo… No vabbè… Indica che si è delusi, sconvolti, ma anche un po' arrabbiati; non si sa cosa dire perché quello che si vede o si sente sembra assurdo, senza senso o poco realistico. Esempi: No vabbè… Vuoi andare al funerale con questo vestito rosso? Ma ti sembra normale? Ah quindi non avevi studiato nulla ma pretendevi di superare l'esame? No vabbè… Tu non sai cosa sia il sacrificio! Stammi bene! Si tratta di una formula di congedo molto molto usata dagli italiani al termine di una conversazione. Con questa espressione, facciamo capire all'altra persona che ci sta a cuore e che ci interessiamo alla sua salute. Esempi: Ciao Sara! Mi ha fatto molto piacere rivederti dopo così tanto tempo. Adesso però ci teniamo in contatto eh!

    Dialogo tra 2 Ragazze ITALIANE in un NEGOZIO di SCARPE: Parole ed Espressioni

    Play Episode Listen Later Oct 9, 2022 15:46


    Avete bisogno di comprare un paio di scarpe in Italia ma non volete varcare la soglia del negozio impreparati? O magari siete semplicemente curiosi e felici di ampliare il vostro vocabolario italiano. In ogni caso, questo articolo fa per voi! Continuate a leggere per scoprire l'ampio lessico italiano delle scarpe. Ovvero tutte le parole ed espressioni da usare in un negozio di scarpe in Italia, ma anche in qualsiasi altro contesto. E allora...affrettatevi! LESSICO ITALIANO DELLE SCARPE Di seguito vi proponiamo un utilissimo dialogo ambientato in un negozio italiano durante una sessione di shopping di scarpe. Tra una battuta e l'altra troverete tutte le spiegazioni e definizioni necessarie per capire pienamente questa realistica conversazione informale in italiano. Inoltre, in fondo all'articolo vi aspettano le espressioni idiomatiche più comuni relazionate con le SCARPE e che gli italiani usano quotidianamente! Mi raccomando: leggete fino alla fine! G: Buongiorno. A: Salve! Mi dica pure: di cosa ha bisogno? G: Avrei bisogno di comprare delle scarpe da ginnastica. A: Ha delle preferenze? Marche, colore, prezzo… G: La marca non è importante per me, ma vorrei un paio bianco, se fosse possibile. Ho bisogno di abbinarle alla mia tuta nuova di zecca! A: Certamente! Ne abbiamo una vasta scelta. G: Ancora una cosa: non vorrei spendere una fortuna! Magari sugli 80 euro, se fosse possibile. A: D'accordo, ha fatto bene a dirmi il suo budget. Vado in magazzino e le porto delle opzioni! G: Perfetto! E ora, prima di proseguire con il dialogo, facciamo un po' di chiarezza. Leggendo il dialogo, avrai notato che io, come cliente, avevo bisogno di comprare delle scarpe da ginnastica. Ma queste sono solo una delle tante tipologie di calzatura. Le tipologie sono tantissime: ecco le più comuni! Le scarpe da ginnastica Le scarpe col tacco Le ballerine I sandali Le infradito I mocassini Gli anfibi I sabot Le stringate/francesine Gli stivaletti (alla caviglia) Gli stivali Chiedendo alla commessa una di queste tipologie, lei potrebbe porci la seguente domanda: “Ha delle preferenze?”. In effetti, per ogni tipologia ci sono modelli diversi, con caratteristiche variabili. Le scarpe sono due, perciò si parla di “un paio” di scarpe. Due paia di scarpe, tre paia e così via... La tuta non è esattamente una calzatura, ma spesso gli stranieri non sanno cosa sia, quindi ho pensato che fosse opportuno parlarne brevemente: si tratta di un completo formato da un pezzo di sopra (generalmente una felpa) e un pezzo di sotto (pantaloni della tuta) abbinati tra loro. Esistono anche modelli di tuta uniti, usati sia per lavoro sia per piacere. Torniamo al dialogo... A: Dunque… Sugli 80 euro purtroppo non c'è molto… Sa, le scarpe da ginnastica buone sono costose. Ma c'è questo modello che verrebbe 78 euro grazie a uno sconto del 25%, perché è periodo di saldi. G: Mi piace molto! A: Che numero porta? Vediamo se c'è! G: Io porto il 39, ma spesso prendo il 40, per stare più comoda! Dipende dal modello. A: Dunque, ho solo il 40 infatti… G: Le provo! Per caso ha un calzascarpe? Sa, d'estate faccio sempre un po' fatica a indossare le scarpe nuove. A: Certamente, lo trova sotto la poltrona. G: Sì! Calzano bene. A: Le sente comode? G: Camminando, sento che la suola è un po' dura e mi fa un po' male la pianta del piede. A: È normale perché sono nuove, ma non si deve preoccupare. Con il passare del tempo diventeranno più morbide. G: D'accordo. E senta, avreste dei lacci blu? Sa, così posso cambiarli quando ne ho voglia. A: Certo! Eccoli! Gradisce anche dei calzini? G: No, grazie. Quelli ce li ho. Come detto in precedenza, esistono molti tipi diversi di scarpe, ma ognuno di questi ha dei modelli differenti. Per esempio, se consideriamo la tipologia dei sandali, possiamo avere i modelli di sandalo basso,

    I Verbi Modali in Italiano: 5 ERRORI comuni

    Play Episode Listen Later Oct 5, 2022 16:45


    In questa lezione parleremo di un argomento molto importante della grammatica italiana: i verbi modali. I verbi modali italiani (volere, dovere, potere e sapere), come in molte altre lingue, sono dei verbi un po' speciali: possono essere usati autonomamente o seguiti dall'infinito di un altro verbo e ognuno di loro ha delle specifiche sfumature di significato. Inutile dire che sono molto comuni e sono utilizzati centinaia di volte al giorno. Però, proprio perché sono così comuni, è importante usarli correttamente. E non sempre è facile. In particolare, in questo video vedremo insieme 5 degli errori più comuni commessi con i verbi modali. I 5 errori più comuni con i verbi modali 1. POSSO CANTARE o SO CANTARE? Uno degli errori più frequenti commessi con i verbi modali riguarda la confusione che gli stranieri fanno tra POTERE e SAPERE. In particolare, molti utilizzano il verbo “potere” al posto di “sapere” quando si parla di un'abilità. Esempi: Io posso cantare molto bene Mia madre può cucinare divinamente Voi potete ballare il tango argentino Ma perché questo è sbagliato? Vediamo nel dettaglio il significato dei due verbi: Potere è utilizzato quando la capacità di svolgere o meno un'attività dipende dalla volontà di altre persone o da circostanze, restrizioni, obblighi esterni (ES: Giovanni non può nuotare perché la piscina è chiusa —> la chiusura della piscina diventa una circostanza esterna che non gli consente di svolgere un'attività) Sapere è usato per descrivere una capacità o un'abilità che qualcuno possiede perché l'ha acquisita nel tempo. In altre parole, quando parliamo di qualcuno che ha imparato a fare qualcosa (ES: Giovanni sa nuotare molto bene perché frequenta la scuola di nuoto da quando aveva 5 anni) Facciamo un esempio finale per capire bene la differenza: Giovanni sa nuotare, (abilità acquisita nel tempo) ma dato che la piscina è chiusa, (circostanze esterne) oggi non può nuotare. 2. SAI LUCA? Un altro errore ricorrente è usare il verbo sapere al posto del verbo conoscere, in particolare quando si parla di persone. Però, in realtà i due verbi si usano in casi molto specifici, quindi non vanno mai scambiati. In particolare, quando si tratta di persone, non bisogna avere dubbi su quale verbo è più corretto utilizzare in italiano: si usa solo e sempre “CONOSCERE”. Esempi: Conosco Lucia da molti anni. Finalmente i genitori di Stefania hanno conosciuto il suo fidanzato. Inoltre, si usa CONOSCERE per indicare che si ha una buona conoscenza di luoghi, cose, concetti perché sono stati visti, studiati, esplorati. Esempi: Conosce tutte le poesie di Pascoli a memoria. Conosco bene la città di Firenze perché ci ho vissuto per molti mesi. Conosci un buon ristorante da queste parti? Come si può vedere, CONOSCERE è sempre e solo seguito da un SOSTANTIVO, un nome. Mai da un verbo. SAPERE, invece, indica che si è a conoscenza di qualcosa (fatti, informazioni, notizie), per caso o per determinate circostanze. A differenza di CONOSCERE, SAPERE può essere seguito da un sostantivo ma anche da CHE/DI + un verbo. Esempi: So che vi siete parlati, ma non sono arrabbiata. Sanno di essere nel torto e per questo sono disposti a fare qualsiasi cosa. Non sappiamo gli orari dei treni: dovremmo cercarli sul sito. 3. DIMENTICARE IL SECONDO SIGNIFICATO DI "DOVERE"? Un altro errore molto comune è quello di pensare a “dovere” solamente come un verbo modale. In realtà, DOVERE ha anche un secondo significato, cioè: avere l'obbligo di fare qualcosa o essere tenuti a svolgere una certa attività perché si è in debito con qualcuno da cui si è avuto qualcosa e ci si vuole sdebitare. Esempi: Grazie per aver comprato i biglietti anche per noi: ti dobbiamo un favore! Quanto le devo per la riparazione della mia auto? Forse non te ne sei accorto, ma ti devo la vita! Con questo significato,

    Alternative alla parola “TANTO”: impara a parlare Italiano!

    Play Episode Listen Later Oct 2, 2022 11:48


    La parola “tanto” è molto frequente in italiano... fin troppo! È giunto il momento di variare un po' e in questo articolo scoprirai tutti i modi per sostituirla, in base al significato che esprime. Alternative a TANTO in italiano Prima di cominciare, facciamo chiarezza: quando si usa la parola "tanto"? E cosa esprime? TANTO si utilizza per: riferirsi a qualcosa (sostantivo) che si presenta in grande quantità (in questo caso, concorda con il sostantivo in genere e in numero); per enfatizzare, rendendolo più intenso, un avverbio o un aggettivo (in questo caso, resta invariato); per riferirsi ad un'azione (verbo), sottolineandone la grande frequenza o intensità (anche in questo caso resta invariato). Esempi:In biblioteca ci sono tanti libri. [sostantivo]Oggi sono tanto nervoso, non me ne va bene una! [aggettivo]Lucia e Marco si amano tanto e presto si sposeranno. [verbo] Per creare ancora più enfasi, “tanto” può essere accompagnato da veramente, davvero, oppure si usa la forma al superlativo tantissimo.Esempi:Ieri mi sono divertita veramente tanto!Sono davvero tanto contenta di averti conosciuto.La lezione di storia non mi è piaciuta: mi sono annoiata tantissimo. Vediamo ora come si potrebbe sostituire TANTO! MOLTO - ASSAI - PARECCHIO Queste alternative hanno la stessa funzione di “tanto” e possono essere utilizzate negli stessi contesti e negli stessi modi. Esempi:Le lezioni di musica mi appassionano assai! [verbo]Il negozio è fornitissimo: ci sono molti capi di abbigliamento tra cui scegliere. [sostantivo]Penso che le tue parole siano parecchio offensive. [aggettivo]Dovete rispondere molto attentamente! [avverbio]È assai difficile riuscire ad avere un appuntamento col direttore! [aggettivo]Luca ha comprato parecchi libri, ma non ne ha letto nessuno. [sostantivo] “Molto” e “parecchio” concordano con il sostantivo se si riferiscono a un sostantivo, proprio come “tanto”. “Assai” invece resta sempre invariato, a prescindere dalla parola che accompagna. UN SACCO - UN BOTTO - UNA MAREA - UN CASINO Queste alternative a “tanto” sono estremamente informali, perciò si usano soprattutto in contesti colloquiali, quando si parla con amici, parenti e persone che si conoscono molto bene. Esempi:Ci siamo divertiti un casino alla festa di Stefano. [verbo]Ho una marea di compiti da finire per domani! [sostantivo]Abbiamo camminato un botto ma ne è valsa la pena! [verbo]Alla protesta sono venute un sacco di persone. [sostantivo] Dagli esempi si possono dedurre alcune cose molto importanti: 1 - Queste alternative (un sacco, un casino, un botto e una marea) si usano sempre in riferimento a un sostantivo o un verbo. Il loro uso in riferimento a un aggettivo o un avverbio è molto, molto raro. 2 - Quando queste alternative si riferiscono a un sostantivo, devono essere seguite dalla preposizione DI (un sacco di persone, una marea di compiti) 3 - Un dubbio molto frequente tra gli studenti di italiano in merito a queste espressioni è: dopo “un sacco di + sostantivo plurale” (es. un sacco di persone) ci vuole il verbo singolare (perché “un sacco” è singolare) o il verbo plurale (perché il sostantivo è plurale)? Qui si fa di solito una CONCORDANZA A SENSO. Cosa significa? Significa che non si rispettano le regole grammaticali di concordanza, ma si segue piuttosto il senso, privilegiando le parole che danno il significato generale alla frase.Perciò, il verbo concorderà con il sostantivo “principale”, quello dopo la preposizione DI. Esempi:Una marea di persone vanno in spiaggia a Ferragosto.Un sacco di studenti hanno scelto di iscriversi al nostro corso. IN ABBONDANZA Questa alternativa si usa solo in riferimento a sostantivi o verbi. Esempi:Puoi cenare da noi: c'è cibo in abbondanza, da sfamare un esercito! [sostantivo]Hai giocato in abbondanza con i tuoi amici. È il momento di tornare a casa e fare i compiti! [verbo]

    Sorbillo vs Briatore: Sfida tra le 2 Pizze più Famose d’Italia (la nostra Esperienza e Recensione)

    Play Episode Listen Later Sep 24, 2022 15:39


    Indovinate su cosa è nato un acceso dibattito in Italia? Sulla pizza ovviamente! Il piatto italiano più conosciuto e amato in tutto il mondo, che ebbe però origine della città di Napoli, dove era diffuso tra i più poveri. Secondo una famosa leggenda in questa città nacque la pizza Margherita, che fu chiamata così in onore della regina Margherita di Savoia e condita con i colori della bandiera italiana (la mozzarella bianca, il basilico verde e il pomodoro rosso). Da quel giorno molti pizzaioli si sono sbizzarriti anche con creazioni più fantasiose rispetto alla pizza tradizionale o con versioni “gourmet”  per cene di lusso. È il caso, per esempio, della pizza che si può mangiare nei ristoranti di Flavio Briatore, venduta a prezzi talmente alti da aver ricevuto  molte critiche e scatenato qualche litigio tra gli amanti italiani della pizza. Gino Sorbillo vs Crazy Pizza Chi è Flavio Briatore? Si tratta di un imprenditore italiano, per l'esattezza piemontese, conosciuto principalmente per essere stato a capo della Formula1, ma che possiede anche una catena di ristoranti e locali di lusso. Tra questi anche tre pizzerie chiamate Crazy Pizza: una a Porto Cervo, una a Roma e una a Milano, inaugurata poco fa in una delle zone più alla moda della città. La caratteristica di questa pizza un po' particolare è quella di avere un impasto sottile e croccante senza lievito, condito con, in parole di Briatore “i migliori ingredienti disponibili sul mercato”. Sia a Roma che a Milano i prezzi sono in effetti molto alti: vanno dai 13 euro per una Margherita ai 60 euro per una pizza con qualche fetta di Pata Negra, un famoso prosciutto spagnolo. Molte persone lo hanno criticato per questo motivo, dicendo che prezzi simili sono ridicoli per una pizza. Gino Sorbillo e la pizza "dei vicoli poveri della città" Nel dibattito è intervenuto anche Gino Sorbillo, un famoso pizzaiolo napoletano che negli anni si è trasformato anche in un ambasciatore della pizza italiana nel mondo. Nato a Napoli nel 1974, Sorbillo viene proprio da una famiglia di maestri pizzaioli. Pensate che suo nonno, Luigi Sorbillo, ha avuto 21 figli e sono diventati tutti pizzaioli! Oltre alle storiche pizzerie di Napoli, sono sue molte pizzerie in Italia e nel mondo, di cui ben 4 proprio a Milano:  “Lievito Madre” vicino al Duomo, “Gino Sorbillo Olio a Crudo”,  il piccolo locale “Antica pizza fritta da zia Esterina Sorbillo” e l'ultima, “Sorbillo Isola”, inaugurata a dicembre 2021. Insomma, ai cittadini milanesi piace molto la pizza napoletana di Sorbillo. Nei suoi ristoranti è vietato prenotare e per questo motivo si trova sempre molta fila, soprattutto a Napoli ma anche a Milano. Il pizzaiolo difende l'idea di una pizza “dei vicoli poveri delle città”, ovvero una pizza molto grande, che sazia e che tutti possono permettersi.  La base della sua pizza è quella tradizionale napoletana che viene chiamata anche “a ruota di carro”, ma oltre alle pizze tradizionali propone anche esperimenti con nomi più fantasiosi, sempre con ingredienti di qualità. A Napoli una Margherita o una Marinara costano € 3,50. Nei suoi ristoranti milanesi anche i prezzi della sua pizza si adattano in realtà al costo della vita, che nella città del Nord Italia è più alto, ma restano comunque molto più bassi rispetto a quelli della pizza venduta da Briatore: una pizza Antica Margherita costa € 8,30, mentre le pizze con più ingredienti massimo € 12. Il dibattito tra Flavio Briatore e Gino Sorbillo Tra i due personaggi è nato così un dibattito tra “pizza gourmet” e “pizza del popolo”. Tutto è iniziato quando Briatore ha risposto alle critiche per i suoi prezzi alti con una frase provocatoria, dicendo che se un pizza è buona non può costare 4 o  5 euro. “Cosa mettono dentro queste pizze?” si è chiesto l'imprenditore con un lungo video pubblicato su Instagram, nel quale sosteneva che per poter pagare l'affitto, lo stipendio dei dipendenti e comprare ingredi...

    ITALIANO: Quando è nato, Come Impararlo, Dialetti, Congiuntivo (Risposte alle Domande di GOOGLE)

    Play Episode Listen Later Sep 20, 2022 18:33


    Quando si studia una lingua straniera, si hanno molte domande. Ovviamente, anche gli studenti stranieri di italiano le hanno. Lo so bene io perché ricevo moltissime domande da voi, a cui provo a rispondere nei miei vari video. Ma lo sa bene anche Google… Quante volte chiedete a Google qualcosa sull'italiano? Praticamente ogni giorno, no? Ebbene, in questo video ho deciso di prendere il posto di Google, umilmente, e rispondere alle domande più cercate su Google riguardo all'italiano! Vediamo se anche voi vi siete mai chiesti queste cose… E vediamo se conoscete le risposte! Le 10 domande più cercate su Google riguardo all'italiano 1. Perché l'italiano è una lingua difficile? Sento già le voci “Per il congiuntivo”. Ma la verità è che l'italiano è difficile non solo per il famigerato congiuntivo! La lingua italiana possiede molti punti complessi, che spesso hanno fin troppe regole grammaticali o al contrario non ne hanno nessuna e vanno imparati così come sono! Qualche esempio? I verbi irregolari, i plurali irregolari, le preposizioni dopo i verbi, addirittura uno stesso verbo può reggere diverse preposizioni in base al nome che lo segue. Per non parlare poi delle parole polisemiche, ossia quelle che hanno differenti significati. Solo per menzionarne alcuni! Ma non bisogna scoraggiarsi, attraverso tanta pratica è possibile riuscire ad ottenere un ottimo livello di italiano. Per esempio, potreste cominciare con i nostri video! Ci sono video in cui vi spiego tutti gli argomenti complessi che ho menzionato prima! Vi lascio i link in descrizione! Ma ora proseguiamo! 2. Perché l'italiano è importante? Bella domanda! Certamente l'italiano non è proprio la lingua più importante da conoscere per sopravvivere nel mondo, lo riconosco. Ma penso che sia importante per l'arricchimento culturale. Non ci dimentichiamo che è la lingua dell'arte e della cultura, la lingua di Dante e di una vasta e bella letteratura, la lingua dell'opera, della lirica, la lingua di grandi pensatori e filosofi. E non è tutto! È anche la lingua dell'architettura e della cucina. Conoscere l'italiano probabilmente non aiuta se si deve viaggiare nel mondo, ma certamente aiuta la mente, aiuta a pensare, a sognare, ad arricchire il proprio bagaglio culturale. Siete d'accordo? 3. Perché l'italiano assomiglia allo spagnolo? Innanzitutto le due lingue hanno una radice comune: il latino. Poi si sono sviluppate in modo molto simile: per esempio, possiedono lo stesso numero di lettere dell'alfabeto e le strutture grammaticali sono estremamente simili. Lo spagnolo e l'italiano condividono anche le stesse coniugazioni e gli stessi tempi verbali. Certo, ci sono delle differenze, ci sono dei falsi amici, ma per gli italiani non è troppo complicato comprendere a grandi linee lo spagnolo e viceversa. Eppure… udite udite… non è lo spagnolo la lingua più simile all'italiano! *SHOCK* Infatti, secondo uno studio di “Ethnologue”, il francese ha l'89% di parole simili all'italiano ed è la lingua più simile alla nostra. La storia ce lo conferma: tra Francia e Italia ci sono sempre stati importanti scambi economici, culturali, intellettuali. Quindi i due Paesi si sono un po' influenzati a vicenda. Certo, la pronuncia francese può rendere questa lingua difficile da comprendere per gli italiani che non la conoscono, ma se invece gli italiani leggono un testo in francese possono capire molto, anche se non lo hanno mai studiato. 4. Come è nato l'italiano? L'italiano è una evoluzione del volgare fiorentino, uno dei tanti “dialetti” che sono nati dal latino durante e dopo il crollo dell'Impero Romano. Il vecchio latino si è evoluto in diverse versioni, in base alla zona d'Italia in cui era parlato. In particolare, il volgare fiorentino nel corso dei secoli è diventato la lingua dotta per eccellenza, quella parlata dai letterati e dalle persone di cultura.

    Storia della Dinastia di Casa Savoia: la Famiglia Reale italiana

    Play Episode Listen Later Sep 16, 2022 15:15


    In questo articolo parleremo di un momento molto importante per la storia d'Italia. Tutti sanno che oggi l'Italia è una repubblica, ma non è sempre stato così! Infatti, la Repubblica italiana è nata nel 1946, dopo un referendum popolare. Prima di questa data, l'Italia era una monarchia, cioè governata da un re, a quell'epoca Vittorio Emanuele II di Savoia. Quando l'Italia è diventata ufficialmente un Paese unito (il 17 marzo 1861), infatti, si chiamava Regno d'Italia. In questa lezione, parleremo proprio della famiglia reale italiana dei Savoia! I SAVOIA - La storia della famiglia reale italiana Origini della famiglia Innanzitutto, da dove deriva il nome Savoia? Il nome viene dalla regione geografica della “Savoia”, che si trova nel sud della Francia. Tuttavia, sull'origine della famiglia non si hanno notizie certe né documenti, persi a causa di guerre e incendi, ma sembrerebbe che la dinastia sabauda (questo è l'aggettivo che si riferisce ai Savoia) affondi le sue radici proprio in quella zona francese. Il capostipite della famiglia fu molto probabilmente Umberto I, che proprio nella regione francese della Savoia divenne conte, intorno all'anno 1000 d.C., pensate un po'! Dopo questa figura non si sa molto. E quello che si sa è stato probabilmente inventato dalla famiglia stessa, per ricollegare la propria immagine a quella di personaggi molto importanti. Circolavano, ad esempio, voci che Umberto I fosse nipote di Ottone II, imperatore del Sacro Romano Impero, perché i Savoia volevano far valere il proprio potere all'interno dell'impero di cui facevano parte, dimostrando di discendere da una dinastia imperiale. In ogni caso, Umberto ebbe due figli. Uno di questi, Oddone, sposò Adelaide di Susa, margravia di Torino. Fu proprio grazie a questo importante matrimonio che i Savoia ottennero i primi territori in Italia. I Savoia in Italia La famiglia reale italiana dei Savoia si trasferì solo nel XVI secolo, quando la sede centrale fu spostata da Chambery (in Savoia) a Torino: è stato il Duca Emanuele Filiberto a deciderlo. E così si apre la stagione moderna della casata, con Torino che diventa una metropoli europea e si abbellisce grazie alle opere di architetti urbanisti (Guarini, Juvarra). Il potere della famiglia reale era, però, ancora abbastanza ristretto. Il salto di qualità avvenne durante la guerra di successione al trono di Spagna (1701), quando Vittorio Amedeo II cambiò segretamente alleanza, passando dal fronte franco-spagnolo a quello austriaco. Questa mossa è stata un successo per lui, visto che poi lo stesso Re di Spagna, per riavvicinarlo, gli concesse il Regno di Sicilia. Questi non furono anni facili. I sovrani erano ovviamente lontani dalla Sicilia e in più non apprezzavano molto la cultura e le tradizioni dell'isola. E così i siciliani iniziarono a odiarli, fino a quando non scambiarono la Sicilia con un'altra isola italiana: la Sardegna. Andando avanti con la storia, arriviamo al XIX secolo, quello dell'unità d'Italia. In effetti è stato anche grazie ai Savoia se il processo di unificazione dell'Italia è diventato realtà. Prima del 1861 l'Italia era suddivisa in piccoli Stati. Successivamente Giuseppe Garibaldi, con il sostegno di Vittorio Emanuele II, riuscì a creare la magia, ufficializzata il 17 marzo 1861. La dinastia dei Savoia durò dal 1861 al 1946. Si susseguirono ben 4 sovrani: Vittorio Emanuele II (1861-1878), Umberto I (1878-1900), Vittorio Emanuele III (1900-1946) e Umberto II (maggio 1946-giugno 1946). In particolare, ricordiamo Vittorio Emanuele III, che ha governato l'Italia durante il periodo delle due guerre mondiali. Dopo la sconfitta di Mussolini e del fascismo, il re Vittorio Emanuele III decise di abdicare in favore di suo figlio Umberto II, nel tentativo di salvare la monarchia, e partì in esilio. Tuttavia poi un mese dopo, a giugno del 1946, ci fu il famoso referendum popolare.

    Cosa VISITARE e FARE tra le LANGHE e a BAROLO (Piemonte)

    Play Episode Listen Later Sep 11, 2022 14:26


    Vuoi concederti una fantastica vacanza tra i suggestivi paesaggi delle Langhe piemontesi? Sei nel posto giusto! Qui potrai trovare tanti spunti e suggerimenti sulle migliori destinazioni da visitare tra i borghi delle Langhe. Le LANGHE e BAROLO: le 7 Mete da non perdere Barolo è un comune italiano in provincia di Cuneo, nella regione Piemonte. Questo paesino speciale conta pochi abitanti e nonostante sia uno dei più piccoli borghi delle Langhe, possiede tantissime cose da visitare. Vediamole insieme! 1. Il Castello dei Marchesi Falletti La prima tappa da non perdere una volta arrivati a Barolo è sicuramente il castello dei Marchesi Falletti, il simbolo del borgo. È la prima cosa che si nota se si percorre la strada per arrivare in città. Inizialmente costruito con scopo difensivo, è stato poi trasformato in residenza di campagna della famiglia Marchesi Falletti. Oggi al suo interno ospita il WiMu, il famoso museo del vino. 2. WiMu: Il Museo del Vino Barolo, come molti sanno, è la patria del famoso vino, che prende il suo stesso nome. Ecco perché questo museo rappresenta l'attrazione numero 1 del borgo. Si tratta di una tappa fondamentale nelle Langhe sia per gli adulti che per i loro figli, infatti il WiMu è un museo molto interattivo che piacerà sicuramente anche ai più piccoli. Inoltre la sua posizione, all'interno del castello, è molto suggestiva. 3. Il Museo del Cavatappi Ecco un altro museo molto interessante, allestito all'interno di una vecchia cantina. È interamente dedicato a questo oggetto, che solo all'apparenza potrebbe sembrare banale. Venne aperto nel 2006  e ad oggi presenta circa 500 esemplari dal XVIII secolo ad oggi, provenienti da tutto il mondo. 4. Il Centro Storico Oltre alle visite ai musei, vale la pena fare una passeggiata in centro storico. Vi si respira un'atmosfera molto speciale, tra cantine, ristorantini tipici e palazzi antichi. In Piazza Falletti si trova la Chiesa di Barolo. È un edificio piccolo ma molto caratteristico, all'interno del quale è possibile osservare bellissimi affreschi. A fianco troviamo la Chiesa di Sant'Agostino, oggi utilizzata per ospitare mostre e piccoli eventi. 5. La Strada del Barolo Quest'area è stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO, ecco perché rappresenta uno dei luoghi  turistici da non perdere assolutamente. Si tratta di una strada panoramica che unisce tutti i borghi delle Langhe, tra cui appunto, anche Barolo. Lungo la strada è possibile visitare cantine e aziende agricole. Esistono diverse tipologie di itinerari, adatti a tutti i gusti. Ci sono i percorsi medievali con le visite ai castelli e ai borghi, oppure percorsi dedicati interamente all'arte, ai belvedere e ai musei. Per gli appassionati, sono previste naturalmente interessanti degustazioni, con la possibilità di assaggiare i vini più pregiati della zona. 6. Il Belvedere La Morra Barolo non è l'unica località caratteristica delle Langhe. Se ci si allontana un po' infatti, a soli 7 km, ecco il paesino de La Morra, sicuramente tra i luoghi imperdibili da visitare. Il punto più amato e conosciuto è senza dubbio il belvedere, che regala una splendida vista dall'alto da cui sarà possibile godere del panorama sulle colline e sui vigneti. 7. Alba Impossibile non citare Alba, la capitale delle Langhe. Si tratta di  una piacevole cittadina, imperdibile se si decide di  visitare queste zone. È famosa in tutto il mondo perché qui ogni anno da ottobre a novembre si svolge la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, il famoso tubero che viene poi venduto a cifre altissime. È inoltre la sede della Ferrero, proprio qui si produce la famosissima Nutella! Per i più piccoli invece, ogni anno, all'apertura della stagione del Tartufo, viene organizzata una simpatica caccia al tesoro. Le Langhe sono la meta ideale per un weekend con la propria famiglia o anche per una semplice gita giornaliera,

    Espressioni alternative a “WOW”: impara a parlare Italiano!

    Play Episode Listen Later Sep 6, 2022 14:28


    L'esclamazione WOW è molto usata nell'italiano colloquiale per esprimere entusiasmo, meraviglia, grande sorpresa. In particolare, WOW si è diffusa in Italia grazie ai fumetti e ai telefilm per ragazzi.Però è chiaro: non è proprio una parola italiana. Anzi, nella lingua di Dante esistono tanti altri modi alternativi per esprimere queste emozioni. In questo video li vedremo insieme! P.S. Ricordate che tutte queste esclamazioni che stiamo per vedere devono essere accompagnate, nel dirle, dalla giusta intonazione enfatica! Espressioni alternative a WOW 1 – PAZZESCO! Questo simpatico aggettivo deriva dalla parola “pazzo”. Infatti esclamiamo “Pazzesco!” proprio per indicare cose o situazioni che ci sembrano surreali, assurde, incredibili, folli, sia che ci sorprendano in senso positivo sia che ci sorprendano in senso negativo. Per il primo compleanno del figlio hanno preparato dei fuochi d'artificio tutti colorati. Pazzesco! Pazzesco! Hai mangiato la pizza margherita pur essendo intollerante al lattosio?! È normale che ora tu non ti senta bene! 2 – NON CI CREDO! / INCREDIBILE! Esclamazioni usate quando non si riesce a credere ai propri occhi, o alle proprie orecchie. Lo scenario che ci si presenta davanti è talmente impensabile da non sembrare vero. In questi casi possiamo trasmettere quello che proviamo grazie a queste due espressioni equivalenti. Ho un colloquio di lavoro con una delle migliori compagnie di tecnologia del Paese! Non mi aspettavo di farcela, è incredibile! Non ci credo! Tommaso ha davvero affrontato la sua paura delle vertigini facendo un volo guidato in paracadute? 3 – CHE BELLO! Potrebbe sembrare un'espressione banale, ma in realtà è una delle esclamazioni più naturali e utilizzate nel linguaggio colloquiale per esprimere meraviglia e stupore. Quindi non poteva mancare nella lista. La usiamo quando la sensazione di meraviglia è accompagnata da contentezza ed esultanza, quindi per cose positive. Graziana, hai organizzato un pomeriggio di shopping solo per noi due? Che bello!!! Pensavo che non ti prendessi mai una pausa… 4 – NON MI DIRE! Si usa questa espressione per comunicare stupore nei confronti di una notizia o un racconto inaspettato, che ci coglie di sorpresa. Può essere usata in riferimento sia a cose positive, sia a cose negative. Attenzione: va detta direttamente alla persona che ci ha informato riguardo l'accaduto. Quindi, la si usa per cose che ascoltiamo e non la possiamo usare per esprimere generale stupore se vediamo una cosa bella, come un bel paesaggio per esempio. Ha deciso di licenziarsi e girare il mondo? Non mi dire! Pensavo che non l'avrebbe mai fatto! 5 – SONO SENZA PAROLE! A volte assistiamo a scene talmente stupide o insensate o surreali (in senso negativo) da lasciarci senza parole. Altre volte, invece, possiamo raggiungere lo stesso effetto a causa di un gesto commovente o di un regalo inaspettato. In questi casi, quando l'emozione è talmente forte da non riuscire a formulare una frase sensata, possiamo esprimere la nostra gratitudine e immensa gioia usando questa bellissima espressione. Sono senza parole! Il tuo è il regalo più bello che mi sia mai stato fatto. 6 – DICI SUL SERIO? / MA VERAMENTE? Adoperiamo una di queste due espressioni interrogative per esprimere incredulità e sbalordimento di fronte a una situazione incredibile. Sono domande retoriche, già conosciamo la risposta (sì, davvero). Anche in questo caso, ci rivolgiamo direttamente al nostro interlocutore. Dici sul serio? Hai vinto un viaggio a Ibiza dopo aver partecipato a quel programma televisivo? Ma che fortuna oh! 7 – SONO SCIOCCATO/A! L'aggettivo “scioccato” deriva dalla parola inglese “shock”, largamente utilizzata anche nella lingua italiana. Lo shock può riferirsi a uno stimolo intenso, a volte anche violento, che provoca una grande impressione improvvisa. Per questo,

    ESPRESSIONI associate agli ANIMALI usate per DESCRIVERE le Persone!

    Play Episode Listen Later Aug 28, 2022 11:49


    Gli animali sono parte integrante della vita sulla terra e, che siano selvatici o domestici, sono amati da moltissime persone. Non è quindi strano sapere che sono presenti in moltissime espressioni idiomatiche, proverbi e modi di dire italiani; per essere più specifici, la lingua italiana "sfrutta" le caratteristiche animali più conosciute per descrivere certi comportamenti degli esseri umani e le loro personalità... e non sempre in maniera positiva! Restate con noi per scoprire 16 espressioni legate al mondo animale! ESPRESSIONI ITALIANE LEGATE AGLI ANIMALI Come vi ho anticipato, nella lista qui sotto potete trovare un totale di 16 espressioni legate agli animali che in italiano vengono usate per descrivere le persone. Per ogni espressione troverete una spiegazione a partire dall'animale al quale si fa riferimento e un paio di esempi dell'espressione in contesto. Siete pronti a saperne di più? Iniziamo! 1 - ESSERE UN LUPO SOLITARIO Questa espressione si spiega da sé: i lupi solitari sono una tipologia di lupi che tendono a vivere non in branco ma ad agire in maniera indipendente o che generalmente trascorrono la maggior parte del loro tempo in solitudine. Per questo motivo "essere un lupo solitario" è un'espressione indica una persona che preferisce stare da sola, una persona introversa o che fa le cose per conto suo. Esempi: Mi definisco un lupo solitario, infatti preferisco stare da solo alla compagnia. Marco è un lupo solitario: la sera non esce mai. 2 - STARE DA CANI Ai giorni d'oggi i cani sono tra gli animali più amati e tra gli animali domestici più diffusi. Però migliaia di anni fa, prima che venissero addomesticati, erano animali selvatici le cui vite erano lontane da quello che sono ora, piene di agi e amore; inoltre, anche con la diffusione dell'adozione di cani, non è scomparso di certo il problema del randagismo. Insomma, sono moltissimi i cani che, ora come un tempo, conducono vite tristi e piene di sofferenze ed è forse proprio per questo motivo che i cani vengono spesso usati in espressioni con connotazione negativa. In generale "da cani" è una locuzione che ha il significato di molto brutto o molto male es. fare qualcosa da cani - nel caso di "stare da cani", l'espressione vuol dire stare male fisicamente e mentalmente, essere tristi, stanchi o abbattuti. Esempi: La ragazza di Marco lo ha lasciato… Lui sta da cani. Sto da cani: ieri ho lavorato tutto il giorno e ora ho un terribile mal di schiena. 3 - ESSERE UNA VIPERA, oppure ESSERE UNA SERPE Le espressioni "essere una vipera" e "essere una serpe" hanno significati molto simili, ed entrambe hanno un'accezione negativa. Infatti, i significati differiscono per poco: "essere una vipera" indica una persona -e in particolar modo una donna- pungente, perfida e maligna; "essere una serpe", invece, viene usata per parlare di una persona malvagia, infida e subdola. In generale, entrambe vengono usate per descrivere una persona che quando critica molto gli altri di nascosto, dice cattiverie, è perfida o tradisce la fiducia altrui. Esempi: Marta è una serpe, sta sempre a giudicare gli altri. Marco è una vipera, parla male anche dei suoi amici. 4 - ESSERE UN ALLOCCO Nel caso non lo sapeste, l'allocco è un volatile - ad essere più precisi, si tratta di un uccello rapace dai grandi occhi rotondi. Sebbene non sia un animale per niente stupido, i suoi occhi fissi e vacui gli conferiscono un'espressione sciocca e un po' ingenua, e per questo motivo l'espressione "essere un allocco" viene usata per riferirsi a una persona poco sveglia, stupida. Esempi: Marco è un allocco, si è fatto rubare 100 euro da quel truffatore. Stefania e Stefano sono due allocchi, credono a qualsiasi bugia. 5 - ESSERE UNA VOLPE A differenza degli allocchi, le volpi sono collegate a qualità positive: note per la loro capacità di adattarsi all'ambiente in cui vivono e che difficilmente veng...

    Cosa VISITARE e FARE alle CINQUE TERRE in Liguria (Italia)

    Play Episode Listen Later Aug 22, 2022 13:02


    Vorremmo portarvi con noi alla scoperta delle Cinque Terre, una delle mete più gettonate tra chi visita l'Italia. Se non ci siete mai stati, o vorreste saperne di più su questi luoghi splendidi, restate con noi! Cosa FARE e VEDERE alle Cinque Terre Che cosa sono le Cinque Terre e dove si trovano? Le cosiddette "Cinque Terre" sono costituite da un ammaliante frastagliato tratto di costa che si estende per 18 chilometri della Riviera ligure di Levante. Grazie alla particolare varietà del paesaggio sono diventate una delle mete turistiche più popolari degli ultimi anni: sopra le acque cristalline del Mediterraneo si erge una catena di monti paralleli al litorale, con splendide spiagge pronte a soddisfare anche i gusti dei più pignoli. Ce ne sono infatti di tutti i tipi, sabbiose per chi vuole rilassarsi costruendo un bel castello o ciottolose, per chi vuole evitare i fastidiosi granelli tra le dita dei piedi o nel costume. Al blu del mare si oppone il verde delle rigogliose coltivazioni vinicole e specie aromatiche come rosmarino, timo, elicriso e lavanda. Un po' di storia... La storia di questo luogo è alquanto interessante e le prime testimonianze fossili animali rinvenute sono riconducibili addirittura al Paleolitico. Nella Grotta dei colombi sull'isola Palmaria sono stati trovati resti di sepolture che certificano la zona fosse già abitata in epoca preistorica, mentre grazie ad altri oggetti come asce si può presupporre che questi popoli fossero abili nella caccia indubbiamente favorita dall'abbondante selvaggina. Altre tracce di particolare rilevanza sono state trovate verso Campiglia Tramonti, dei megaliti possibilmente precursori delle statue-stele/menhir o, secondo alcuni studiosi, associati al calendario. I nomi di alcuni borghi hanno un'origine latina che potrebbe essere dovuta alla conquista romana del territorio, nonostante non siano ancora state scoperte prove che permettano di affermarlo con certezza. Le Cinque Terre nascono però effettivamente nel Medioevo, una volta superato l'ostacolo del mare dalle popolazioni della Val di Vara in pieno fenomeno migratorio. A differenza di quanto si possa immaginare non erano grandi pescatori ma bensì contadini; questo portò a un terrazzamento dei fianchi dei monti, principalmente per la coltivazione di viti e ulivi. In età moderna l'area diventò ufficialmente territorio genovese ed è proprio in questi anni che nacque l'appellativo “Le Cinque Terre”, utilizzato per la prima volta da un funzionario nel suo rapporto a Genova. Perché il nome Cinque Terre? Cinque perché si tratta di cinque borghi (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso) con caratteristiche affini e terre perché era questo il termine utilizzato per parlarne nel dialetto ligure di quei tempi. Alle persone lontane davano l'idea di essere distaccate dal resto del mondo per via della natura fiabesca. Come biasimarli? Tutt'oggi restano un angolo di paradiso incontaminato e dal 1997 sono diventate Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO in quanto “sito culturale di valore eccezionale, rappresentante l'armoniosa interazione tra le persone e la natura che realizza un paesaggio di qualità scenica eccezionale…”. Le bellezze da non perdere assolutamente Ogni borgo ha qualcosa di particolare e meriterebbe di essere visitato da cima a fondo, ma se il tempo non è dalla vostra parte ci sono alcune tappe immancabili. Se partite da La Spezia il primo borgo in cui vi imbatterete sarà quello di Riomaggiore, punto di partenza anche del Sentiero Azzurro che lo collega con gli altri quattro. Qui le casette colorate sbucano come funghi e si affacciano sulle limpide acque mediterranee; per assicurarvi di ammirarle dal punto migliore recatevi al porto. In seguito troviamo Manarola, frazione di Riomaggiore, che spicca in uno sfondo di vitigni e ulivi. Il centro vita del paesino è piazza Papa Innocenzo IV per via di monumenti storici quali la chiesa in s...

    QUALCOSA: Significato ed ERRORI comuni in italiano

    Play Episode Listen Later Aug 17, 2022 12:39


    In questo video voglio parlarvi di una parolina che è sicuramente una delle prime parole italiane che avete imparato: mi riferisco a QUALCOSA. Ho indovinato, non è vero? Infatti è così: è una parola che si impara da principianti. Però, dalla mia esperienza, vi posso assicurare che questa parola crea dubbi e confusione, qualche volta, anche ai più avanzati! Perciò ora vi mostrerò i 5 errori più comuni commessi dagli stranieri con la parola QUALCOSA in italiano. E non pensate che sia un video solo per i principianti! Cos'è QUALCOSA in italiano? Prima di vedere gli errori, dobbiamo capire di che cosa si tratta. QUALCOSA è, secondo la grammatica, un pronome indefinito. Deriva da “qualche cosa” e infatti indica in modo indeterminato una cosa o alcune cose. 1 - QUALCOSA NUOVO, QUALCOSA NUOVA Probabilmente questi due sono gli errori più frequenti, sia tra i principianti sia tra gli avanzati. Entrambe le forme infatti sono sbagliate! Mai, per nessun motivo al mondo, in italiano il pronome QUALCOSA è seguito direttamente da un aggettivo. Mai! Cosa si fa, dunque? La forma corretta per costruire queste frasi è: QUALCOSA + preposizione DI + aggettivo, sempre al maschile singolare Esempi: Qualcosa di nuovo —> La mia vita è abbastanza tranquilla: non succede mai qualcosa di nuovo. Qualcosa di buono —> C'è qualcosa di buono da mangiare in frigo? Qualcosa di chiaro —> Ho bisogno di qualcosa di chiaro da abbinare al mio vestito nero. … e così via! 2 - UN QUALCOSA o UNA QUALCOSA? Vi sembrerà strano, ma il pronome qualcosa, in alcuni casi, può essere preceduto dall'articolo indeterminativo. Il problema, però, è: maschile o femminile? Quando il pronome QUALCOSA è preceduto da un articolo indeterminativo, questo deve essere, ancora una volta, maschile singolare (un). In quali casi si usa “un qualcosa”? Quando si vuole parlare di una cosa vaga, un “non so che”. Insomma, il significato è simile a “qualcosa”, ma l'articolo conferisce maggiore vaghezza, incertezza, per indicare che ci riferiamo a una cosa che non riusciamo a individuare o descrivere. Può essere seguito da DI + aggettivo maschile singolare oppure lo si può utilizzare da solo. Per esempio: Quella ragazza ha un qualcosa di famigliare, ma non riesco a ricordare dove io l'abbia già vista! La proposta che ci ha fatto Luca ha un qualcosa che non mi convince. Lasciami qualche giorno in più per fare delle ricerche più approfondite. 3 - QUALCOSA È SUCCESSO o QUALCOSA È SUCCESSA? Dopo quanto abbiamo appreso finora, penso che conosciate la risposta. QUALCOSA richiede la concordanza al maschile, anche con il participio passato, nonostante la presenza di “cosa” nella parola possa trarre in inganno. Esempi: Dopo la morte di suo figlio, qualcosa in lui è cambiato: ora è sempre arrabbiato. Come mai sei così pensierosa? È successo qualcosa al lavoro? Ti va di parlarne? Avevamo pianificato tutto, ma alla fine qualcosa è andato storto e non siamo più partiti. 4 - CI SONO USI PARTICOLARI DI “QUALCOSA”? La risposta è sì!Principalmente, si tratta di usi ironici. Qualcosa come Questa costruzione indica una quantità notevole di una cosa, in senso esagerato, ma ironico. Esempi: Ci abbiamo messo qualcosa come due anni per organizzare questa vacanza! Ma alla fine ce l'abbiamo fatta! Abbiamo pagato qualcosa come 10.000 euro per la festa! Assurdo! Ci vogliono qualcosa come sette ore per arrivare a Firenze partendo da Bari. Quel criminale ha ucciso qualcosa come trenta persone! Qualcosa invece di qualcuno Eh?! Sì, mi avete sentito bene! È possibile sostituire “qualcuno” con “qualcosa”, per riferirci a una persona. Ma non sempre, ovviamente! Indica una persona che ha una certa importanza, ma sempre in senso ironico, magari perché secondo noi quell'importanza infatti non ce l'ha. Esempi: Si sente qualcosa solo perché guadagna qualche soldo in più di...

    TEST sui SIGNIFICATI e USI delle CONGIUNZIONI ITALIANE

    Play Episode Listen Later Aug 11, 2022 8:28


    Quando su Instagram vi ho chiesto dei suggerimenti per gli argomenti dei nuovi video, ho ricevuto molti messaggi in cui mi chiedevate più video sulle congiunzioni e il loro utilizzo. Sul nostro canale trovate già dei video esplicativi sulle congiunzioni, per esempio le congiunzioni concessive, mentre in questo articolo ho deciso di mettervi alla prova con un TEST: siete sicuri di sapere il giusto significato e uso delle congiunzioni italiane? Scopriamolo insieme! TEST SULLE CONGIUNZIONI Qui seguito trovate il test sulle congiunzioni, composto da 15 domande - ogni domanda equivale a una frase e il vostro compito è quello di scegliere la congiunzione corretta tra le varie opzioni per completare la suddetta frase. Come sempre, troverete le soluzioni alla fine dell'articolo (e del video). Cominciamo! 1. È necessario che smetta di piovere … l'aereo decolli. A) Poiché B) Affinché C) Quando 2. Questo lavoro richiederà molte ore: … ti stancassi, fai una pausa per distrarti un po'. A) Qualora B) Anche quando C) Finché 3. … non ci sono altre offerte, l'articolo sarà venduto alla signora Rossi. A) Da quando B) Laddove C) Dal momento che 4. Luigi è una di quelle persone che non si sveglia …  con le cannonate. A) Nonostante B) Tranne C) Neppure 5. Marta ci ha raccontato di un grave errore commesso anni fa, ...  iscriversi al conservatorio. A) Ossia B) Infatti C) Eccetto 6. Mi rendo conto di mangiare molto: a volte mi capita … di fare lo spuntino di mezzanotte. A) Affinché B) Neanche C) Persino 7. Nostra madre ti invita da noi per pranzo, … tu non abbia altri impegni. A) Cosicché B) A meno che C) Benché 8. Paolo continua a perdere tempo … dovrebbe prepararsi per l'esame imminente. A) Dato che B) Da quando C) Quando 9. Le piacciono tutte le verdure … gli asparagi, di cui odia il sapore. A) Fuorché B) Anche se C) Cosicché 10. Piove a dirotto, … non farò il bucato. A) Siccome B) Però C) Pertanto 11. La nostra casa è molto vicina al mare, … è l'ideale per un weekend rilassante. A) Dato che B) Quindi C) A meno che 12. Durante la vacanza in Sicilia abbiamo mangiato “calia e simenza”, … ceci e semi di zucca. A) Cioè B) Pure C) Però 13. Si amano alla follia, … litigano ogni giorno. A) Malgrado B) Eppure C) Purché 14. Franco ha commesso un grave errore a lavoro, … è stato licenziato. A) Anche se B) Qualora C) Cosicché  15. Vi presteremo i soldi che ci avete chiesto … ne facciate buon uso. A) Purché B) Persino C) Siccome Questo test finisce qui! Se volete continuare a testare le vostre conoscenze dell'italiano, vi consigliamo il TEST sulla consecutio temporum. Ora come promesso vi lascio le SOLUZIONI di questo test: OPZIONE GIUSTACONGIUNZIONE GIUSTA1.BAffinché2.AQualora3.CDal momento che 4.CNeppure5.AOssia6.CPersino7.BA meno che8.CQuando9.AFuorché10.CPertanto11.BQuindi12.ACioè13.BEppure14.CCosicché15.APurché Prima di salutarti, volevamo anche ricordarti che, se ti piacciono i contenuti che pubblichiamo sul nostro sito web e sul nostro canale, LearnAmo, puoi sostenerci con una piccola donazione che ci permetterà di continuare a offrirti tanti nuovi contenuti gratuiti.

    PUNTEGGIATURA: Gli ERRORI da EVITARE Quando Scrivi in italiano!

    Play Episode Listen Later Aug 8, 2022 14:06


    Scrivere: un'attività che alcuni adorano, che altri odiano ma di cui tutti abbiamo bisogno. Infondo, saper scrivere bene non serve solo a scuola o agli autori: noi tutti abbiamo bisogno di scrivere lettere, e-mail, riassunti, resoconti e chi più ne ha più ne metta. Però molto spesso, sia gli stranieri che gli stessi italiani hanno dei dubbi su alcune regole di scrittura in italiano, in particolare quelle che riguardano la punteggiatura - è una cosa normalissima. In fondo, anche Oscar Wilde diceva: “Sono stato tutta la mattina per aggiungere una virgola, e nel pomeriggio l'ho tolta.” In questo articolo, infatti, vi mostrerò tutti quegli errori di punteggiatura che non dovete più commettere in italiano quando scrivete! 12 ERRORI di PUNTEGGIATURA in ITALIANO In questo articolo potete trovare una lista di 12 errori di punteggiatura da evitare quando scrivete in italiano. Parleremo delle regole che hanno a che fare con virgole, punti e virgole, punti, due punti; ma parleremo anche di regole... che non sono regole! Per ciascuna regola troverete sia un esempio di errore, che un esempio corretto al fine di comprendere la regola nella maniera più chiara possibile. 1 - LA VIRGOLA TRA SOGGETTO E VERBO La virgola non deve mai essere messa tra il soggetto e il verbo, anche se ci sono delle altre parole tra loro. Esempio 1: Sara, mangia la pasta. = SBAGLIATO!Sara__ mangia la pasta. = GIUSTO! Esempio 2: La casa che abbiamo comprato, è molto luminosa. = SBAGLIATO!La casa che abbiamo comprato__ è molto luminosa. = GIUSTO! L'unica eccezione è se si utilizza un inciso tra il soggetto e il verbo: in quel caso si metterà una virgola all'inizio dell'inciso e una dopo. Ad esempio: I bambini, che avevano da poco cenato, andarono a dormire. 2 - LA VIRGOLA TRA VERBO E COMPLEMENTO OGGETTO La virgola non deve mai essere messa tra il verbo e il suo complemento oggetto. Ad esempio: Ogni giorno prendo, la metro per andare a lavoro. = SBAGLIATO!Ogni giorno prendo__ la metro per andare a lavoro. = GIUSTO! 3 - LA VIRGOLA TRA IL VERBO "ESSERE" E IL SUO AGGETTIVO O NOME La virgola non deve mai essere messa tra il verbo “essere” e il suo aggettivo o nome. Esempio 1: Luca è, un architetto. = SBAGLIATO!Luca è__ un architetto. = GIUSTO! Esempio 2: I suoi dipendenti, sono intelligenti. = SBAGLIATO!I suoi dipendenti__ sono intelligenti. = GIUSTO! 4 - LA VIRGOLA TRA IL NOME E IL SUO AGGETTIVO O AVVERBIO La virgola non deve mai essere messa tra il nome e il suo aggettivo o avverbio. Esempio 1: Ieri alla festa abbiamo mangiato, troppo. = SBAGLIATO!Ieri alla festa abbiamo mangiato__ troppo. = GIUSTO! Esempio 2: Per il suo compleanno, Marta ha ricevuto delle rose, rosse. = SBAGLIATO!Per il suo compleanno, Marta ha ricevuto delle rose__ rosse. = GIUSTO! 5 -  ANDARE A CAPO Dopo il punto, se la frase che segue ha un soggetto diverso o dà un'informazione nuova rispetto alla frase precedente, è opportuno andare a capo. Esempio: Burano è una delle isole di Venezia, famosa per le case colorate.__ Moltissime riviste internazionali annoverano Burano tra le prime 10 città più colorate al mondo. = SBAGLIATO! Burano è una delle isole di Venezia, famosa per le case colorate. __Moltissime riviste internazionali annoverano Burano tra le prime 10 città più colorate al mondo. = GIUSTO! 6 - USARE TROPPI PUNTI Usare i punti va bene, ovviamente, ma non bisogna abusarne! Il punto indica una lunga pausa, in quanto conclude una frase, un pensiero. Quindi non va usato per interrompere una frase. Mi spiego meglio: ogni frase che termina con un punto deve avere senso compiuto e deve avere un verbo principale - se così non fosse, dovrà essere legata a un'altra, con una virgola o un punto e virgola. Esempio 1: Ero molto stanca. Perché avevo lavorato tanto. = SBAGLIATO!Ero molto stanca__perché avevo lavorato tanto. = GIUSTO! Esempio 2:

    Espressioni con “COLPO”: impara a parlare Italiano!

    Play Episode Listen Later Aug 1, 2022 18:29


    COLPO: cosa vi viene in mente quando ascoltate questa parola? Probabilmente una botta, un urto, una percossa… Vero! In ogni caso, in italiano, la parola “colpo” si trova all'interno di moltissime espressioni idiomatiche, ma ovviamente il suo significato cambia e non è più così letterale. In questo video, vi presenteremo tutte le espressioni più comuni con COLPO! Le espressioni più comuni con COLPO in Italiano Colpo della strega La strega in realtà non c'entra nulla! Questa espressione indica un mal di schiena improvviso e acuto, causato, il più delle volte, da un movimento brusco. Spesso, è così doloroso da non consentire neanche il movimento. In genere dura diversi giorni. Non riesco più a ballare, mi è venuto il colpo della strega! Colpo di telefono Dare un colpo di telefono a qualcuno non significa colpirlo col telefono! Un colpo di telefono è, semplicemente, una telefonata breve. Quindi, “dare un colpo di telefono a qualcuno” significa chiamare qualcuno non per fare una chiacchierata, ma solo per dirgli qualcosa di molto rapido, per informarlo o avvertirlo di qualcosa. Dammi un colpo di telefono quando arrivi a casa, così sto più tranquilla. Colpo di spugna Un colpo di spugna è una cancellazione, una rimozione definitiva, soprattutto di una colpa, di un fatto, di un sentimento, di un ricordo. “Dare un colpo di spugna” significa quindi perdonare qualcuno, dimenticare offese subite, mettere da parte vecchi rancori, come se si volesse ripulirli dalla propria vita con una spugna, per ricominciare da capo. Lucia ha deciso di dare un colpo di spugna al passato e ricominciare da zero. Perciò ha cambiato lavoro ed è andata a vivere alle Canarie. Colpo d'occhio Ha due significati. Indica sia uno sguardo veloce, un'occhiata rapida, sia una panoramica, una veduta d'insieme. Per esempio: Dalla terrazza di casa mia c'è un bel colpo d'occhio! Tanti alberi e tanta natura. Ho la memoria fotografica: mi basta dare un colpo d'occhio alla stanza per dirti esattamente ogni oggetto che c'è. L'espressione “a colpo d'occhio”, invece, significa subito, immediatamente, a prima vista. Marco non è cambiato per niente! Nonostante non lo vedessi da anni, l'ho riconosciuto a colpo d'occhio. Colpo di testa Un colpo di testa è una decisione o un'azione improvvisa e impulsiva, spesso rischiosa, compiuta senza valutare le conseguenze. A 18 anni, per un colpo di testa, mi sono tinta i capelli di celeste. Me ne sono pentita 2 minuti dopo, ma era troppo tardi. Colpo di fulmine Si vive un colpo di fulmine quando ci si innamora a prima vista e improvvisamente di qualcuno. Tra Paola e suo marito è stato un vero colpo di fulmine: si sono innamorati non appena si sono presentati. Colpo di scena Un colpo di scena è un evento inaspettato e improvviso che suscita sorpresa o scalpore e che modifica completamente una situazione, sia in senso negativo sia positivo. È molto comune avere colpi di scena nei film. Avete già guardato il film Identity? Non è molto famoso, ma il colpo di scena finale è qualcosa di incredibile! Colpo di Stato Azione che consiste nel rovesciare, in maniera violenta, il potere costituito, per causare un cambiamento di regime. Il colpo di Stato a Cuba avvenne il 10 marzo 1952, quando l'Esercito Nazionale di Cuba, guidato dal generale Fulgencio Batista, intervenne nelle elezioni, stabilendo di fatto una dittatura militare nel Paese. Colpo di coda Il significato originale di colpo di coda è l'ultima manifestazione di qualcosa che era già considerato concluso. L'improvvisa nevicata del 18 marzo è stata il colpo di coda dell'inverno. —> l'inverno era già pressoché concluso, ma questa nevicata è stata la sua ultima manifestazione. Ma colpo di coda ha anche un significato figurato: indica una reazione disperata e imprevista di chi è considerato già sconfitto o inoffensivo.

    LA SPEZIA: Cosa FARE, VEDERE e MANGIARE!

    Play Episode Listen Later Jul 20, 2022 10:13


    Ogni anno, moltissime persone visitano il Bel Paese, attratti dalle bellezze storiche e naturali che lo contraddistinguono. Se parliamo di località marittime, però, i turisti tendono a visitare il bellissimo sud Italia, ignorando le piccole gemme del nord - tra queste troviamo La Spezia, una città portuale situata in Liguria, ma a pochi chilometri dal confine con la bellissima Toscana. Proprio perché poco conosciuta dai turisti, abbiamo deciso di dedicare l'articolo di oggi a questa città (a nostro parere) sottovalutata. 5 COSE IMPERDIBILI A LA SPEZIA In questo articolo vi portiamo con noi alla Spezia, dove abbiamo deciso di passare una giornata. Se anche voi volete fare una “gita fuori porta” in questa bellissima cittadina, allora dovreste assolutamente provare queste 5 cose di cui sto per parlarvi...! 1 - IL MARE Si tratta di una città di mare in Italia, quindi è d'obbligo fare una passeggiata sul lungomare! Se volete percorrere il lungomare spezzino, infatti, potete fare una camminata lungo Passeggiata Morin, un percorso che si sviluppa lungo tutta l'area di attracco di navi e barche, tra due file di palme, e che affaccia su un panorama mozzafiato. Non mancano le panchine per riposarsi all'ombra delle palme, e spazi verdi - se siete amanti dei fiori come me, questo sarà il vostro luogo preferito della città! Dalla zona portuale potete fare tranquillamente delle escursioni in barca verso le destinazioni turistiche vicine (e più gettonate), come Porto Venere, le Cinque Terre, Lerici, le isole del golfo - che, fra l'altro, sono patrimoni dell'UNESCO! In alternativa potete provare le specialità di mare nei ristoranti e nei localini qui vicino, ma anche solo passeggiare tra le palme e i ponti vi permetterà di ammirare panorami incredibili! Non so a voi, ma a me piace tanto un bel panorama con mare, barche, colline, fiori e palme! Un bel mix, non trovate? 2 - IL CIBO Dopo una lunga passeggiata, probabilmente vi verrà un languorino e dovrete cercare un posto in cui mangiare. Noi vi consigliamo di mangiare cose che si possono trovare solo qui e scegliere un locale tipico per mangiare le specialità della Liguria: la focaccia, vuota o ripiena, o addirittura con il formaggio fresco; il pesto (che, nel nostro caso, era nella focaccia); oppure la farinata di ceci (tipica sia della trazione ligure che toscana). Troppi carboidrati? Beh, siamo pur sempre in Italia…! Tra le altre specialità ligure che troverete con molta facilità alla Spezia ci sono anche i fiori di zucca ripieni e le torte di verdura, oltre agli sgabei e ai testaroli. Se invece volete provare qualche piatto tipico a base di pesce, potete assaggiare lo stoccafisso in umido con patate e olive, o i "muscoli" (cozze ripiene). Da buoni italiani, il nostro pranzo è terminato con un caffè e un pasticcino - il tutto nella bellissima piazza Verdi, che fa da sfondo alla fighissima installazione di archi con acqua e specchi progettata dall'artista francese Daniel Buren. 3 - GLI ASCENSORI Siate sinceri: avete mai visto una città… con gli ascensori? No, non nei palazzi, ma proprio nel bel mezzo della città! Ebbene, noi non li avevamo mai visti prima di visitare La Spezia. Lasciate che vi spieghi meglio: la città si estende su più livelli (tra mare e monti), quindi salire e scendere a piedi per le scale, magari più volte al giorno, può risultare difficile, e per questo la città ha installato dei comodissimi ascensori - che tra l'altro sono panoramici - a disposizione dei cittadini e dei turisti. Potete usufruirne in maniera completamente gratuita! Figo, no? Si tratta di due ascensori inclinati, che collegano il castello di San Giorgio a due punti più in basso - per questo motivo vengono chiamati "Ascensori di San Giorgio": uno ha la stazione a valle in via XX Settembre e la stazione a monte in via XXVII Marzo, di fronte all'ingresso del Castello, mentre l'altro collega via XX Settembre con via dell'indipendenza.

    Scopri la CULTURA ITALIANA attraverso i GIOCHI del PASSATO

    Play Episode Listen Later Jul 14, 2022 15:09


    Si sa, al giorno d'oggi tendiamo a passare molto tempo in casa, spesso davanti agli schermi, e le attività all'aperto sembrano solo un ricordo d'infanzia. Di fatti, recentemente ho guardato la serie di Netflix Squid Game che ha, tra gli altri temi principali, proprio quello dei giochi per bambini - certo, nella serie sono un po' “estremizzati”, ma il punto di partenza è quello! -, così ho pensato di parlarvi dei giochi per bambini più diffusi e popolari in Italia, o almeno quelli a cui si giocava un po' di tempo fa, quando ci si riuniva con gli amici, prima dell'avvento della tecnologia e dei videogiochi. Insomma, i giochi d'infanzia della mia generazione...! 9 GIOCHI PER BAMBINI DA RISCOPRIRE In questa lista troverete 9 giochi ormai che sono considerati grandi classici e che probabilmente non tramonteranno mai... chissà, magari nei vostri Paesi ne avete di simili! NASCONDINO Nascondino è un grande classico, un gioco con poche e semplici regole. Di base, servono almeno due giocatori, ma più ce ne sono, più il gioco risulta divertente! Tra di loro, se ne sceglie uno che dovrà fare la conta, ossia contare da 10 a 30 secondi, con gli occhi chiusi contro un muro o un albero. Il suo obiettivo è quello di cercare i compagni, che si saranno nascosti durante il tempo della conta. Una volta finito di contare, il contatore deve cercare i nascosti e, per ognuno di loro, non appena lo trova, deve tornare al punto di conta e annunciare “Tana per … [nome del nascosto che ha trovato]”. Il gioco termina quando tutti i nascosti sono stati trovati oppure se uno di loro, nel momento in cui viene scoperto, corre più velocemente del cercatore al punto di conta e annuncia “Tana libera tutti!”. Così facendo, salva l'intero gruppo di nascosti e il gioco ricomincia con la conta. MOSCA CIECA Questo è un altro classico, dalle regole molto semplici: richiede solamente un piccolo numero di persone e una benda. Ovviamente, un giocatore deve essere bendato e, da "cieco", deve tentare di afferrare i suoi compagni procedendo a tentoni. Chiaramente, gli altri giocatori devono cercare di non farsi prendere. Il giocatore che viene toccato dal bendato (la “mosca”) deve abbandonare il gioco e attendere la fine; se, al contrario, un giocatore tocca la “mosca”, allora deve prendere il suo posto. Il gioco termina quando tutti i giocatori sono stati afferrati. STREGA COMANDA COLORE Tra i più divertenti della lista, anche per questo gioco serve un gruppetto di giocatori. In pratica, il gioco si suddivide in tre fasi: Per prima cosa bisogna scegliere la strega, ovvero il giocatore che dirige il gioco.Poi il gioco inizia quando la strega dice: “Strega comanda color… [un colore a sua scelta]”. Dopo la scelta di un colore specifico, ogni giocatore dovrà toccare, nel minor tempo possibile, un oggetto di quel colore per mettersi in salvo prima di essere catturato. La strega, infatti, ha il compito di catturare gli altri giocatori mentre corrono per salvarsi. Chi viene catturato per primo, sarà la strega al termine del gioco.         LUPO MANGIA FRUTTA Si tratta di una variante del gioco precedente. Anche in questo caso il gioco ha una struttura ben precisa: In un gruppo di giocatori, se ne sceglie uno che sarà il lupo, mentre tutti gli altri si mettono in fila davanti a lui e devono pensare a un frutto. Il lupo dovrà cominciare a menzionare qualche frutto.Se il lupo dice ad alta voce il nome di un frutto pensato da un giocatore, quest'ultimo deve iniziare a correre verso il punto prescelto per mettersi in salvo dal lupo che vuole mangiarlo (afferrarlo). Se il giocatore/frutto viene afferrato, diventa lupo al turno successivo, proprio come nel caso della strega.         CAMPANA Questo è sicuramente tra i più antichi e diffusi al mondo. Generalmente è svolto all'esterno: occorre disegnare sull'asfalto (di solito con un gessetto) 10 caselle numerate. Le caselle hanno un ordine preciso: le prime tre sono post...

    PAROLE italiane SIMILI ma con Significati DIVERSI!

    Play Episode Listen Later Jul 11, 2022 17:45


    Spesso ricevo domande del tipo: “Ma queste due parole sono completamente sinonimiche? Oppure hanno delle differenze? Perché a me sembra che siano uguali…”! In effetti in italiano ci sono molte parole che sono simili, per il significato o per l'aspetto, e per questo possono trarre in inganno gli studenti e far pensare che si possano usare in maniera intercambiabile... quando in realtà molto spesso hanno delle differenze! Dunque, è necessario conoscerle, così da poterle utilizzare nei giusti contesti ed evitare di dire una cosa per un'altra. Per questo motivo, ho deciso di creare una lista con coppie (e un trio) di parole che confondono spesso i miei studenti! PAROLE italiane SIMILI... MA DIVERSE! Nella lista qui sotto troverete otto coppie di parole che sembrano simili, ma che in realtà hanno significati diversi. Per ogni coppia troverete una definizione di ciascuna parola -o verbo- e almeno un esempio, in modo da poterli paragonare e capirne le differenze! 1 - SPETTARE vs MERITARSI Cominciamo subito con qualcosa di molto interessante! Siete familiari con questi due verbi? Molti stranieri li confondono, ma vediamo di fare chiarezza sui loro significati...! SPETTARE indica che un lavoro, un compito o una mansione è competenza di qualcuno in particolare, che quella persona e solo quella persona deve compierlo, perché è un suo dovere per nascita, per lavoro, per contesto sociale e così via. “Spettare” si coniuga proprio come “piacere”, quindi il soggetto è il compito, mentre la persona che deve svolgere quel compito è il complemento indiretto (introdotto dalla preposizione A). Mi spiego meglio con degli esempi: La decisione sulla nuova autostrada spetta al sindaco e a nessun altro. oppure... Spettava a lei capire cosa fare della sua vita. ...o ancora... L'educazione dei figli è sempre spettata alla famiglia. Spettare, però, è anche utilizzato per riferirsi a qualcosa che è dovuto a qualcuno perché ne ha diritto. Ad esempio: Ora che abbiamo venduto la nostra compagnia, mi devi dare la parte di denaro che mi spetta*!(*mi spetta = spetta A me!) MERITARSI significa, invece, possedere o ottenere i requisiti e le caratteristiche necessarie per ricevere un determinato trattamento (sia positivo che negativo). Ad esempio: Dopo un anno di duro lavoro, mi merito una bella vacanza. oppure... Ti sei comportato male con Luca e lui ora non ti parla più: te lo sei meritato! ...o ancora... Si meriterebbe una bella punizione per il modo sgarbato con cui ha risposto ai suoi genitori! 2 - TERRENO vs TERRESTRE La parola TERRENO si riferisce a ciò che riguarda la terra come luogo di passaggio, opposto al cielo, luogo dell'eternità. L'aggettivo “terreno”, quindi, sottolinea i caratteri di provvisorietà  e mondanità del nome a cui si riferisce, che appartiene alla vita concreta e non a quella dopo la morte. Per esempio: Luca è un materialista: è troppo legato ai beni terreni. oppure... Il cibo è uno dei più gradevoli piaceri terreni. TERRESTRE, invece, si riferisce alla Terra dal punto di vista geofisico, cioè indica che una determinata cosa riguarda o è in qualche modo legata al nostro pianeta. Per esempio: Oggi a scuola abbiamo studiato i movimenti di rotazione terrestre. oppure... La superficie terrestre corrisponde a poco più di 510 milioni di chilometri quadrati. 3 - SPACCARE vs SPACCARSI SPACCARE significa rompere qualcosa, spesso con un colpo violento e deciso - come nell'esempio: Francesco sta usando l'ascia per spaccare la legna. ... ma può essere usato anche in senso figurato, ad esempio: Se non la smette di provocarmi, gli spacco la faccia. Ovviamente in quest'ultimo caso si tratta principalmente una minaccia, che implica sì qualche schiaffo o pugno, ma non una “rottura totale”! SPACCARSI viene spesso usato sempre con il significato di “rompere”,

    Lessico TRUCCO in italiano: Vocaboli e Verbi per Parlare di Cosmesi

    Play Episode Listen Later Jul 6, 2022 17:09


    Quando si studia una lingua, spesso si inizia imparando a parlare della propria routine o dei propri hobby. Per molte persone, il trucco rientra in entrambe le categorie: alcune persone si truccano per prepararsi alla giornata e migliorare il proprio aspetto, mentre altre lo fanno perché vogliono sperimentare con una forma d'arte non completamente convenzionale. Qualsiasi sia il motivo per il quale siete interessati a parlare di trucco, sono moltissimi i vocaboli e i verbi necessari per spiegare ogni singola fase del processo - in questo articolo troverete tutto il lessico e tutti i verbi fondamentali per parlare di cosmesi! VERBI E VOCABOLI RELATIVI AL TRUCCO Avete voglia di presentare la vostra routine di bellezza alle vostre amiche italiane ma non sapete come fare? Non vi preoccupate, oggi vi presento 18 verbi e 20 vocaboli attraverso un monologo in prima persona! Pronti? Iniziamo! IL MONOLOGO Per prima cosa, detergo la pelle con un tonico, massaggio delicatamente la crema idratante su tutto il viso e metto un burro cacao per idratare le labbra. Dato che starò tutto il giorno fuori, applico il primer per far durare il mio trucco più a lungo. Inizio così a preparare la mia base, stendendo con un pennello o una spugnetta inumidita il fondotinta su tutto il viso, mentre per nascondere imperfezioni della pelle e le occhiaie, applico un po' di correttore. Per sottolineare maggiormente i lineamenti del mio viso e valorizzarli, applico con un altro pennello la terra e per dar vita all'incarnato metto un po' di blush e illuminate sulle guance e sugli zigomi. Una volta terminata la base, passo a definire e a infoltire le sopracciglia con un gel e una matita per sopracciglia. In seguito, passo a truccare gli occhi, applicando e sfumando con un pennello degli ombretti, poi uso un eyeliner liquido e per le ciglia metto un mascara. Dato che voglio mettere in risalto le mie labbra, rimuovo il burro cacao e utilizzo prima una matita labbra lungo i contorni, poi passo il rossetto e infine applico un lucidalabbra. Per terminare il mio trucco, passo con un pennello un po' di cipria traslucida solo nelle zone del viso che voglio opacizzare. Di seguito ti riporto una lista di tutti i verbi e dei termini in ordine di apparizione nel testo, accompagnati da definizioni o spiegazioni. I VERBI DETERGERE - sinonimo di "pulire" o "lavare", togliere le impurità dalla superficie.MASSAGGIARE - effettuare movimenti circolari, in varie direzioni, su una porzione del corpo. In questo caso, si tratta di movimenti sul viso col fine di applicare il prodotto nel modo migliore.METTERE - questo verbo, in un contesto simile, è sinonimo di "applicare".IDRATARE - "far assorbire acqua", "rendere più ricco in acqua". Idratare le labbra vuol dire prevenirne o combatterne la secchezza, ridare morbidezza applicando prodotti vari. APPLICARE - prendere un prodotto (o un oggetto) e posizionarlo su una superficie al fine di farlo aderire, attaccare. STENDERE - in questo caso, "stendere" significa far sì che una determinata quantità di prodotto venga ben distribuita sull'intera superficie, su tutto il viso.NASCONDERE - in questo caso, sinonimo di "coprire", fare in modo che non si veda. VALORIZZARE - dare più valore a una determinata cosa; porla in rilievo, metterla in risalto.DARE VITA - in generale vuol dire "creare qualcosa di completamente nuovo", ma in questo contesto significa "dare colore": anziché rendere l'incarnato più chiaro, si applica un prodotto per renderlo più roseo, più radioso.DEFINIRE - rendere più netti i contorni, tracciarne i bordi. INFOLTIRE - rendere più folto, ovvero denso o fitto. TRUCCARE - applicare del trucco su una parte del viso o del corpo per modificarne l'aspetto - per coprire imperfezioni o mettere in risalto determinate parti.SFUMARE - attenuare la intensità di un colore in maniera graduale, rendere un determinato colore sempre più chiaro.

    ESPRESSIONI Alternative per dire “HO FAME” in ITALIANO

    Play Episode Listen Later Jun 24, 2022 11:34


    Fra tutte le espressioni utili, “HO FAME” è tra quelle più semplici e dirette per esprimere la voglia o l'esigenza di mangiare qualcosa: se dico "ho fame", il messaggio non può essere certo frainteso! La lingua italiana, però, ha la caratteristica di avere tantissime espressioni analoghe, ovvero che esprimono lo stesso concetto ma con sfumature diverse e se si vuole diventare fluenti in una lingua, è bene conoscerle e impararle... per non essere ripetitivi! In questo articolo ho deciso quindi di proporvi 10 espressioni alternative per dire "ho fame"! 10 MODI PER DIRE "HO FAME" Così come altri bisogni ed emozioni, anche la fame ha diverse sfumature e gradi di intensità, e la lingua italiana ha validissime alternative al semplice "ho fame" - siete pronti a scoprirle insieme? 1 - SONO AFFAMATO/A Questa è l'espressione più basilare, l'alternativa più comune ed ha lo stesso significato di “ho fame”. Esempio: Non mangio da ieri sera, sono davvero affamata. 2 - HO BISOGNO DI MANGIARE Anche questa espressione è molto chiara e facilmente comprensibile: con ho bisogno di mangiare si esprime in modo diretto, senza troppi giri di parole o metafore, che si ha fame. Esempio: Ho bisogno di mangiare, altrimenti non riesco a concentrarmi come dovrei. 3 - HO UN CERTO LANGUORINO, oppure CHE LANGUORINO! In questo caso, la sfumatura di significato fa sì che il senso si discosti leggermente dal basico “ho fame”: infatti, avere un languorino non significa essere affamati, ma avere voglia di qualcosa che stuzzichi l'appetito e non che soddisfi un vero e proprio senso di fame. Si può utilizzare questa espressione anche quando si è davanti ad una portata invitante e si è subito invogliati ad assaggiarla. Esempio primo caso - voler mangiare qualcosa di sfizioso, senza soddisfare del tutto la fame: Ho un certo languorino: ti va un aperitivo in centro? Esempio secondo caso - voler assaggiare una pietanza che si ha davanti agli occhi: Cos'è questo piatto che hai preparato? Sembra delizioso, che languorino! 4 - HO LA PANCIA VUOTA Avere la pancia vuota significa essere digiuni, non aver mangiato e, di conseguenza, si utilizza quando si vuole comunicare che si ha fame. Si utilizza perlopiù in un contesto informale. Esempio: Ho la pancia vuota, cosa c'è in frigo? Voglio prepararmi qualcosa! 5 - HO UN BUCO ALLO STOMACO Questa espressione è molto simile alla precedente e fa riferimento al fatto che lo stomaco non sia stato riempito e che, dunque, metaforicamente, abbia un “buco”. Esempio: Dopo questo lungo viaggio avrai sicuramente un buco allo stomaco! Posso offrirti qualcosa da mangiare? 6 - HO LO STOMACO CHE BRONTOLA, oppure MI BRONTOLA LO STOMACO Si sa, quando si ha fame, lo stomaco tende a fare degli strani rumori, prodotti dall'attività gastrica e intestinale i quali, a volte, sono forti e ben udibili! Si tratta di un vero e proprio segnale che il nostro corpo ci manda quando la fame comincia a farsi sentire. Esempio: Che imbarazzo, durante il convegno avevo lo stomaco che brontolava! Sicuramente chi era seduto vicino a me lo ha sentito! 7- STO MORENDO DI FAME Questa espressione si utilizza perlopiù tra parenti, amici, quindi con persone con le quali abbiamo una certa confidenza - appartiene, dunque, al registro informale e viene utilizzata per comunicare un fortissimo senso di fame. Si tratta, chiaramente, di un'esagerazione, che vuole mettere l'accento sull'impellente bisogno di mangiare qualcosa. Esempio: Quanto ancora dobbiamo aspettare? È ora di pranzo e voglio andare a casa, sto morendo di fame! 8 - SVENGO DALLA FAME Molto simile alla precedente, questa espressione si riferisce al fatto che, quando si ha molta fame, si può rischiare di avere un calo di zuccheri che può indurre allo svenimento. Esempio: Guarda, lì c'è un ristorante! Andiamoci subito, sto svenendo dalla fame.

    ESPRESSIONI Alternative a “SONO TRISTE” in ITALIANO

    Play Episode Listen Later Jun 20, 2022 12:25


    La lingua italiana ha tantissime parole e sinonimi per esprimere molti concetti diversi, persino le emozioni. Se ci pensate, ha senso che ci siano tanti sinonimi per esprimere la gioia, perché è l'emozione più comune... ma cosa mi dite della tristezza? Insomma, come si esprime a parole quel sentimento così semplice che solitamente esterniamo con un semplice "SONO TRISTE"? Eh, lo so, così su due piedi è difficile pensarci... infatti in questo articolo ho messo insieme una lista di ben 11 espressioni per esprimere questo sentimento! 11 MODI PER DIRE "SONO TRISTE" Questa emozione, come tutte le altre, può essere vissuta con diversi gradi di intensità e in italiano ci sono valide espressioni alternative a “sono triste” da poter utilizzare per evitare di essere ripetitivi, anche quando non ci sentiamo proprio al meglio! Pronti a scoprirle insieme? 1 - SONO A PEZZI Se siamo (o ci sentiamo) a pezzi, significa che avvertiamo dentro di noi di non avere energie, ci sentiamo stanchi e distrutti per quello che ci è successo. Ad esempio: A lavoro oggi non poteva andare peggio di così: ho sbagliato la presentazione, il mio capo ci ha tolto il progetto e i miei colleghi se la sono presa con me. Sono a pezzi… 2 - HO IL MORALE A TERRA Il “morale” in italiano indica il nostro stato d'animo, la nostra condizione emotiva. Quando questo è alto, ci sentiamo felici - non a caso, diciamo “risollevare il morale a qualcuno”, per indicare che lo aiutiamo a ritrovare la serenità. Al contrario, quando il morale è basso, ci sentiamo tristi. Se poi è “a terra”, vuol dire che siamo davvero tanto tanto tristi! Ad esempio: Ieri ho scoperto di non poter più partire per New York e in più ho anche litigato con la mia migliore amica. Ho il morale a terra. 3 - SONO DI MALUMORE Questa espressione indica uno stato d'animo più o meno momentaneo (di solito dura l'arco di una giornata) causato da tristezza, malinconia, scontentezza. Spesso non ne conosciamo nemmeno il motivo, semplicemente avvertiamo queste emozioni. Ad esempio: Oggi sono di malumore: sarà la pioggia, sarà il freddo, sarà il fatto che non posso vedere i miei amici… Ma oggi va così. Non parlatemi. 4 - SONO GIÙ DI MORALE / DI TONO / DI CORDA Queste tre espressioni sono simili ad “avere il morale a terra”. Analizziamole più da vicino..."Essere giù di morale" si ricollega all'espressione precedente, e al concetto di morale - niente di particolare, no?Le cose si complicano un pochino di più con l'espressione "essere giù di tono" dove quest'ultimo termine può essere interpretato come una perdita di "tonalità" (colore) da parte del nostro umore, che quindi è diventato grigio, opaco, a causa della tristezza... oppure possiamo interpretarlo ricollegandoci al termine musicale e quindi a un abbassamento di tono nel senso quasi di "volume", intensità. E fin qui, mi sembra tutto chiaro, no? L'espressione meno immediata potrebbe essere la terza - "essere giù di corda"-, che proviene dal mondo degli orologi, infatti la corda è quella che serviva a caricare gli orologi un tempo: se la corda dell'orologio si trovava in basso, l'orologio era scarico, e per ricaricarlo la corda doveva essere tirata su! Quindi essere giù di corda vorrebbe dire sentirsi scarichi, spenti. Ad esempio: Ultimamente vedo Roberto sempre giù di corda: sarà che ha dei problemi con sua moglie… 5 - SONO AFFRANTO / AFFLITTO / DESOLATO Affranto, afflitto e desolato sono aggettivi si riferiscono a una persona sfinita, abbattuta dal dolore o dalla tristezza per qualcosa o qualcuno e che non riesce quasi a reagire. Ad esempio... Ero così affranta dopo la notizia della sua morte che non sono più riuscita a parlare al telefono. oppure... Incredibile come Marta ci abbia preso in giro per tutto questo tempo. Sono proprio desolata. Ancora stento a crederci. 6 -SONO AVVILITO / AMAREGGIATO Questi aggettivi indicano l'essere profondamente sco...

    Lessico AUTOMOBILE: Vocaboli e Verbi per Parlare di MACCHINE in ITALIANO!

    Play Episode Listen Later Jun 12, 2022 12:29


    Che la conosciate con il nome di macchina, automobile o semplicemente auto, questo mezzo di trasporto su quattro ruote è noto a tutti, ne sono certa. Però, a meno che non siate particolarmente interessati alle automobili, dubito che conosciate tutti gli elementi che compongono questo mezzo, soprattutto in italiano! Anche se sapete già le componenti principali dell'auto, siete sicuri di conoscerle tutte? In ogni caso, in questa lezione vi insegnerò tutti quei vocaboli e verbi che hanno a che fare con l'automobile: vedremo insieme tutte le varie parti che compongono una macchina, ma anche tutti i verbi utili per farla funzionare, e guidare! VOCABOLI E VERBI RELATIVI ALLA MACCHINA Nella lista qui sotto troverete più di 50 termini utilissimi sulla macchina: prima parleremo delle varie parti che si trovano al suo interno ed esterno, i verbi utili collegati ad essi, e alle componenti da conoscere quando si guida. L'INTERNO DELL'AUTO Partiamo con gli elementi più facili che compongono l'interno della macchina (detto "abitacolo"): nelle automobili della maggior parte dei Paesi, la persona che si siede davanti a sinistra è il CONDUCENTE (che significa letteralmente "la persona che conduce", colei o colui che guida), quindi il suo posto si chiama SEDILE DEL CONDUCENTE. Alla sua destra c'è un sedile, un altro posto: quello è il SEDILE DEL PASSEGGERO - il termine "passeggero" indica una persona che è seduta all'interno dell'auto ma che non guida. Per guidare, ciò che il conducente deve fare è prendere la CHIAVE (DELLA MACCHINA), lo strumento che permette alla macchina di accendersi. Questa chiave va inserita in una parte dell'auto che si trova dietro al VOLANTE, la parte dell'auto tipicamente tonda che permette di guidarla; la parte dell'auto in cui si inserisce la chiave si chiama BLOCCHETTO. Per accendere l'auto, la chiave va inserita e girata. IL CAMBIO, LE MARCE E I PEDALI Alla destra del conducente, tra i due sedili, si trova il CAMBIO, ovvero la parte dell'auto che permette di cambiare la velocità dell'auto. Esso può essere MANUALE o AUTOMATICO - nel primo caso bisogna selezionare manualmente le marce azionando una LEVA DEL CAMBIO e una frizione, mentre se si ha un manuale automatico, esso provvede autonomamente al cambio delle marce e quindi non necessita l'intervento dell'operatore del veicolo. Quindi cosa servono le MARCE? Le marce servono per regolare l'andatura dell'auto - in base all'andatura va cambiata la potenza del motore, cioè va adeguata alle esigenze del veicolo. Le marce sono sei: le marce dalla prima alla quinta (per ridurre/aumentare la velocità) e l'ultima, che viene indicata con una R - questa indica la RETROMARCIA, la marcia che permette di muoversi all'indietro. Ai piedi del conducente, ci sono tre PEDALI che permettono di mettere l'auto in movimento, cambiare i rapporti e frenare. Essi sono: LA FRIZIONE, posta a sinistra e quindi si aziona con il piede sinistro, viene azionata per CAMBIARE le marce, per controllare la macchina nelle situazioni di bassa velocità, per farla partire e per arrestarla.IL FRENO, posto al centro della pedaliera, si aziona con il piede destro, e permette di RALLENTARE o frenare, FERMARE la vettura.L'ACCELERATORE è posto a destra e quindi si aziona col piede destro. Consente al conducente di accelerare, ovvero di far diventare la vettura più veloce, di farla MUOVERE. Per fermare la macchina dopo aver parcheggiato, ovviamente non si può semplicemente premere il freno. Infatti, per mantenere l'auto ancorata sul terreno ed assicurarsi che essa non si muova, bisogna azionare il FRENO A MANO tirando una leva. L'inserimento del freno a mano in sosta è sempre obbligatorio, anche su percorsi in piano, e va attivato anche su percorsi inclinati. IL CRUSCOTTO e i vari elementi Il cruscotto è la parte anteriore (davanti) dell'abitacolo, nonché quadro o pannello in cui sono raccolti gli strumenti di controllo,

    Come METTERE FRETTA a un ITALIANO: Espressioni e Parole per dire «MUOVITI!»

    Play Episode Listen Later Jun 9, 2022 9:55


    Se abitate in Italia da poco e non siete abituati a vivere in mezzo agli italiani, potreste aver notato che alcuni stereotipi sugli italiani non sono poi così lontani dalla realtà. Ad esempio, si dice che siamo sempre in ritardo, e forse un po' è vero. Ma come fare se dovete uscire con amici italiani e loro non ne vogliono sapere di sbrigarsi? Cosa direste per mettergli fretta? Di sicuro ci sono tantissime espressioni molto utili per esprimere questa intenzione, ma potrebbero non essere particolarmente conosciute tra chi studia l'Italiano ma non ha mai vissuto in Italia - infatti, tendono ad essere informali. Continuate a leggere se siete di curiosi cosa diciamo noi italiani per mettere fretta ai più ritardatari! ESPRESSIONI ITALIANE PER METTERE FRETTA In questo articolo vi presenterò una serie di espressioni che gli italiani usano per incitare qualcuno a fare qualcosa in fretta o più velocemente. Ne troverete sia di invariabili che di variabili; soprattutto, sappiate che tutte queste espressioni possono essere utilizzate da sole o insieme ad un'altra della lista! Bene, detto ciò, possiamo cominciare con le espressioni INVARIABILI, cioè quelle che restano sempre così e che non cambiano mai, sia se ci riferiamo a una persona sia se ci riferiamo a più persone. Dai! Probabilmente questa è l'espressione più comune per incitare ed esortare qualcuno. A volte, si può usare anche come lieve forma di rimprovero, magari con un'intonazione più forte. Ad esempio, se siete con una vostra amica e siete pronte a uscire ma lei insiste a farsi selfie dopo selfie, la vostra conversazione potrebbe andare così... + Dai! Ma ti rendi conto di che ore sono? Avevamo un appuntamento con gli altri 10 minuti fa ormai…- Ancora una e ho finito!+ … E dai!!!-*si fa una foto*+ Ciao! Ci vado senza di te! Trovati un passaggio! Su! La preposizione semplice “su” può essere utilizzata in funzione esortativa, per mettere fretta a qualcuno. Ma si può anche usare per incitare qualcuno proprio a fare, a cominciare qualcosa. Potremmo quindi trovarla in frasi come: -Puzzi di sudore! Vai a farti una doccia! Su!+Eh vado vado… Ho appena finito di allenarmi… -Su! Iscriviti a quel corso di cucina! Che aspetti? Fai qualcosa della tua vita! -*prova a fare una foto*+*si mette in posa* Su! Dai! Scatta! Mi sta venendo un crampo al braccio! Animo! È un'altra forma di esortazione, usata anche per esprimere impazienza. Tutte le espressioni che stiamo vedendo sono accompagnate da gesti con le mani o con la testa ma questa in particolare richiede una grande gestualità, perché indica che si è davvero esasperati e irritati. Esempio: Allora ragazzi? Non avete ancora finito il compito che vi ho assegnato? Animo! Non ho tutta la mattina! Devo andare in un'altra classe! Adesso vediamo invece quelle espressioni VARIABILI, che cambiano a seconda che parliamo con una o più persone. Io vi darò le versioni alla seconda persona singolare, ma sappiate che si possono coniugare per tutte le persone, con le classiche regole dei verbi. Fai presto! Questa espressione è utilizzata per riferirsi a qualcuno che deve fare in fretta o che comunque deve finire prima del previsto. Come nel caso di altri verbi al modo imperativo, la seconda persona del verbo fare - "(tu) fai" - l'ultima lettera viene omessa e quindi il verbo va scritto con un apostrofo, diventando quindi "(tu) fa' ". Questo fenomeno si chiama elisione ed è comune anche nei verbi andare, stare, e dare (va', sta', da'). Esempio: Dai, vieni! Fai / Fa' presto... Altrimenti la cena si fredda! Sbrigati! /Spicciati! /Datti una mossa! /Muoviti! Tutte queste espressioni sono l'una il sinonimo dell'altra, quindi possono essere usate in maniera intercambiabile. “Sbrigarsi” e “spicciarsi” sono versioni più colloquiali di “fare in fretta”, proprio come “darsi una mossa” e “muoversi” ... sì,

    Come CONTINUARE A STUDIARE una LINGUA quando NON si è MOTIVATI

    Play Episode Listen Later Jun 5, 2022 15:41


    Quante volte avete detto "Dovrei cominciare quel corso… Ma no, oggi no, è stata una settimana dura e ho bisogno di almeno due giorni di pausa!”, oppure "Tra lavoro, famiglia e un po' di vita sociale proprio non riesco a mettermi sui libri...”? Beh, queste sono scuse perché abbiamo tutti una vita impegnativa e tantissime cose da fare, ma questo non significa che non possiamo dedicare qualche minuto della nostra giornata allo studio di una lingua straniera! Certo, durante un percorso di apprendimento di questo tipo, arriva sempre quel momento in cui si perde la motivazione... e si comincia a procrastinare… ma per fortuna ci sono qui io! In questo articolo, infatti, vi darò 6 consigli utili per continuare a studiare l'italiano (o qualsiasi lingua straniera) anche quando non si ha molta voglia di farlo! CONSIGLI PER COMBATTERE LA PROCRASTINAZIONE In questo articolo vi aiuterò a ritrovare la motivazione per studiare una lingua straniera grazie a 6 preziosissimi consigli! 1: PIANIFICARE E ORGANIZZARE... Sembrerà banale, ma programmare aiuta con lo studio, quindi il mio consiglio è quello di preparare un piano di studio per l'intera settimana, in cui inserire in modo ordinato le cose da fare per sfruttare al meglio il proprio tempo. Non deve essere necessariamente una tabella rigida a cui attenersi senza se e senza ma, come “lunedì dalle 10.15 alle 11.15 devo studiare queste parole italiane e se non lo faccio non farò mai progressi” - ciò crea ansia inutile. Piuttosto, dovete considerarla come una base, un punto di partenza che aiuti a fare chiarezza e a sapere cosa praticare o studiare ogni singolo giorno. Vi mostro qui un esempio del programma che io sto utilizzando ultimamente per imparare lo spagnolo: LUNEDÌImparare nuovo vocabolario per 10 minutiMARTEDÌLeggere le notizie in spagnolo e segnare le parole nuove sulle flashcard personali (da studiare il prossimo lunedì)MERCOLEDÌFare un po' di revisioni e fare pratica con la pronuncia (guardare un video e ripetere le frasi dopo che la persona le ha dette)GIOVEDÌSessione con un madrelinguaVENERDÌGuardare video YouTube in spagnolo e farne una trascrizione, segnare le parole nuove sulle flashcard (da studiare il prossimo lunedì)SABATOFare un po' di revisioni e guardare un film in spagnoloDOMENICAGuardare una serie sul divano… ovviamente in spagnolo! Está funcionando? Me parece que sí, pero el tiempo nos lo dirá. Piccola parentesi: se un giorno vi venisse voglia di fare qualcosa in più, non ditevi “Oggi non posso: non è il giorno giusto”. No! Se ne avete voglia, fatelo! Ben venga tutto quello che è in più! Qui stiamo solo cercando di combattere l'assenza della motivazione, non la motivazione! 2: LIMITATI, MA NON BLOCCARTI! Molto spesso ci creiamo dei blocchi mentali e ci convinciamo che dobbiamo assolutamente rispettarli, altrimenti le cose andranno male, non impareremo niente e non faremo progressi. Okay, probabilmente per alcuni agire sotto pressione è produttivo...Ci sta, ma solo per un tempo limitato! Infatti, con il passare del tempo la pressione mentale diventerà insostenibile e non aiuterà la nostra motivazione, anzi!Come comportarsi, dunque, quando si sa che si dovrebbe fare qualcosa ma proprio non si ha la voglia? Un'idea potrebbe essere procedere a piccole dosi: stabilite un tempo limite da dedicare a questa attività oltre il quale non andare. Questo vi garantirà di tollerarla facilmente e quindi di farla durare nel tempo e perciò di avere dei progressi, anche se minimi... Ma questo non importa - l'importante è che ci siano. Per esempio, io non amo molto imparare nuove parole in lingua straniera, per questo ho scelto di dedicare a questa attività solo 10 minuti il lunedì... E basta. Forse il mio vocabolario progredirà lentamente, ma so che tra un anno quei 10 minuti alla settimana saranno diventati molte parole. 3: NON DELUDERE! Di cosa sto parlando? Di tutte quelle cose che ci spingono o ci obbligano a ri...

    Espressioni alternative a «HO SONNO» in italiano

    Play Episode Listen Later Jun 2, 2022 12:12


    Il sonno è una delle principali necessità fisiologiche dell'essere umano, con cui possiamo recuperare le energie perse durante la giornata. In italiano, quando sentiamo il bisogno di dormire, diciamo «Ho sonno!». Esistono, però, altri modi per dirlo, così da non risultare ripetitivi? Certamente! Li vedremo in questo video! In più, vi darò anche delle alternative più formali da utilizzare quando siete con qualcuno che non conoscete bene. Sarebbe infatti abbastanza scortese, in questi contesti, se all'improvviso diceste «Ho sonno!» e ve ne andaste. Tutti i modi per dire «HO SONNO!» Cominciamo prima con le alternative più colloquiali a «Ho sonno!» 1. STO MORENDO DI SONNO! Beh, si può morire di tante cose, brutte, ma certamente non di sonno! Eppure, è un modo molto comune di dire che si ha un estremo bisogno di dormire. L'esagerazione nell'espressione indica l'intensità della nostra stanchezza. Esempio: Sono tornata a casa un po' tardi ieri sera… Pensavo di essere ancora giovane e di poter reggere i ritmi della discoteca e invece stavo morendo di sonno! 2. CASCO DAL SONNO! Un altro modo, un po' meno «esagerato», per dire che si ha un estremo bisogno di dormire è proprio questo. L'espressione fa riferimento al fatto che, durante il sonno, i muscoli si rilassano e non sono più in grado di sostenere il peso del corpo; infatti, se non fosse su un letto, una persona addormentata cadrebbe. Esempio: Dopo la serata, volevamo andare a vedere l'alba, ma Alberto cascava dal sonno e quindi siamo tornati a casa. 3. MI SENTO GLI OCCHI / LE PALPEBRE PESANTI! Infatti, se si ha sonno, si avverte una sensazione di pesantezza proprio sulle palpebre e il desiderio di voler chiudere gli occhi. Esempio: Oddio il discorso del notaio è così noioso! Mi sento gli occhi pesanti! Se non la smette, tra 10 minuti mi troverete addormentata! 4. SONO IMPASTATO DI SONNO! Anche questa espressione indica l'essere molto assonnati, come se si avesse il sonno appiccicato addosso, con gli occhi pesanti e la voce lenta. Ma infatti, «essere impastato di sonno» è un'espressione che si usa anche per indicare una persona che è sempre un po' assonnata, stanca o desiderosa di dormire, in generale un po' fiacca e pigra. Esempi:    Avevo organizzato un sacco di attività da fare durante i giorni di vacanza ma mia sorella è perennemente impastata di sonno e alla fine non abbiamo fatto niente… Zero! 5. NON MI REGGO PIÙ IN PIEDI! Ancora una volta, l'idea è che siamo talmente stanchi che il nostro corpo non riesce a sostenere il peso e facciamo fatica a rimanere in piedi, quindi abbiamo bisogno di stenderci e riposare. Esempio: Pensavo di non essere stanca e invece dopo 15 minuti di passeggiata non mi reggo più in piedi! Io torno a casa, mi dispiace! Se invece avete sonno ma siete in un contesto più formale, potete dire: 6. MI PIACEREBBE RIMANERE ANCORA UN PO', MA PURTROPPO MI SI CHIUDONO GLI OCCHI! È un modo cortese per andare via da un evento o una conversazione, indicando che avete sonno. 7. SONO DESOLATO, MA DEVO LASCIARVI: È STATA UNA GIORNATA MOLTO LUNGA/INTENSA PER ME! Anche questa è perfetta per indicare che siete stanchi e che per questo state andando via: non è che la compagnia fosse noiosa, semplicemente la vostra giornata è stata fino a quel momento piena di impegni e cose da fare. 8. SAREBBE BELLO POTERMI TRATTENERE ANCORA, MA IL LETTO CHIAMA! È anche un modo cortese e simpatico per salutare qualcuno che non conosciamo molto bene e congedarci a causa del sonno. Per quanto riguarda invece le espressioni con «SONNO», ecco quelle che gli italiani usano tutti i giorni nelle loro conversazioni: 9. ESSERE NEL PRIMO SONNO Essersi appena addormentati, essere nella fase in cui il sonno non ha ancora raggiunto il livello profondo. Esempio: Non fare rumore! La nonna è nel primo sonno e sai che se si sveglia poi non riesce più a riaddormentarsi!  10.

    Gli Sportivi ITALIANI Più AMATI Degli Ultimi 30 Anni

    Play Episode Listen Later May 29, 2022 15:59


    Lo sport ha davvero un ruolo sempre più importante nelle nostre vite...non a caso, è uno dei principali argomenti di conversazione (e discussione, a volte) tra amici, famigliari e conoscenti!Probabilmente lo sport più popolare in Italia è il calcio, ma in realtà gli italiani sono piuttosto bravi anche negli altri sport. Se non ci credete, leggete questo articolo in cui vi parlo degli 8 sportivi italiani più bravi e più amati degli ultimi anni... sicuramente vi ricrederete! 8 SPORTIVI ITALIANI FAMOSI IN TUTTO IL MONDO In questo articolo parleremo di veri e propri “mostri sacri”, sportivi o ex-sportivi le cui età vanno da sotto i 30 anni a poco sopra i 40. Per ognuno di loro, vi dirò lo sport per cui sono famosi e qualche curiosità, tra cui i loro motti e soprannomi. Menzionerò anche libri sulle loro vite, di cui vi lascerò i link di affiliazione Amazon, se volete darci un'occhiata! 1. FEDERICA PELLEGRINI (1988) Federica Pellegrini è, senza ombra di dubbio, la più grande nuotatrice italiana di tutti i tempi - non a caso, il suo soprannome è “La Divina”. Infatti ha partecipato a ben cinque Olimpiadi e, nel 2021, è entrata nella storia come l'unica atleta a conquistare la quinta finale olimpica nella stessa distanza (i 200 metri stile libero). Generosa e molto attiva nel sociale, nasconde anche una lato fashion: dopo l'addio alle gare nel 2021, ha rivelato che vorrebbe creare una propria linea di moda. Se siete appassionati di nuoto e volete saperne di più su di lei, sappiate che sono stati pubblicati diversi libri che riportano la sua biografia, come “La campionessa. Vita da record”, oppure “Vincere, vivere, sorprendere: lo stile libero di una leggenda italiana”. 2. MATTEO BERRETTINI (1996) Probabilmente avete già sentito parlare di Matteo Berrettini, il quale è considerato uno dei tennisti italiani più forti di tutti i tempi. Forse in molti lo riconoscono per essere stato l'unico italiano ad aver disputato la finale del torneo di Wimbledon (2021), ma ha anche disputato la semifinale agli Australian Open e i quarti di finale in tutte le prove del Grande Slam, oltre a essere stato semifinalista agli US Open.Niente male per un ragazzo di soli 26 anni! Nel mondo del tennis è addirittura conosciuto con il soprannome di "The Hammer" (il martello), per via dei suoi potenti colpi di servizio e dritto. 3. CAROLINA KOSTNER (1987) Carolina Kostner è una pattinatrice artistica su ghiaccio. Le sue statistiche sono impressionanti e parlano da sé: nove primi posti ai Campionati italiani; cinque vittorie ai Campionati europei; quattro medaglie ai Campionati del mondo e il bronzo ai Giochi Olimpici invernali del 2014.Carolina è una grandissima professionista con tantissimi anni di esperienza alle spalle: pensate che ha cominciato a pattinare alla giovane età di 4 anni! Il suo è uno sport veramente molto bello ed elegante e se non avete visto qualche sua prestazione, correte a farlo! Il suo motto? “La vita è come il pattinaggio: se cadi, devi avere la forza di rialzarti”. La storia di Carolina è molto interessante e c'è un libro che racconta un momento particolare della sua vita che mi ha colpito. Se siete appassionati del genere o siete curiosi di scoprire di più sulla sua vita privata, ve lo consiglio! 4. VALENTINO ROSSI (1979) In Italia, se dici Moto GP, pensi a lui: Valentino Rossi. Si tratta infatti di uno dei piloti più titolati del motociclismo, con ben 9 titoli mondiali vinti. Vanta parecchi primati tra cui, ad esempio, l'esser stato il primo italiano a vincere il Mondiale in tre diverse categorie (125, 250 e 500). Ha una personalità simpatica e scherzosa, e una capacità innata di saper conquistare il pubblico. Il suo soprannome? “The Doctor”, datogli dai suoi amici più stretti perché in Italia si dice che sei un “dottore” quando sei molto bravo a fare qualcosa... e lui, con la moto, era davvero molto molto bravo.

    TUTTO Ciò Che DEVI Sapere Sul LIMONCELLO!

    Play Episode Listen Later May 26, 2022 11:29


    Immaginatevi la scena: siete in Italia e siete al ristorante. Dopo antipasto, primo e secondo, decidete di non prendere il dolce. Il cameriere si avvicina. Voi pensate che vi stia portando il conto, invece vi chiede: "Volete del limoncello?" Voi accettate...infondo chi rifiuterebbe un digestivo al sapore di limone? Bevendolo, però, vi rendete conto che ci sono tante cose che non sapete: com'é nato? Qual é la ricetta originale? Non vi preoccupate, ci penso io a rispondere a tutte le vostre domande su questa gustosa bevanda. Infatti, in questo articolo vedremo le sue origini, la ricetta originale per prepararlo, ma anche alcune curiosità legate ad esso! LIMONCELLO: COS'È, COME SI PREPARA E CURIOSITÀ Se state leggendo questo articolo, probabilmente sapete di cosa stiamo parlando - ma nel caso non lo sapeste, il limoncello è un liquore realizzato con le scorze di limoni, proprio come suggerisce il nome! Ora però passiamo alle domande...succose! COME E QUANDO È NATO? Le sue origini non sono ancora del tutto chiare e la sua nascita è contesa tra gli abitanti di Amalfi, Sorrento e Capri. Secondo la storia più accreditata, il limoncello è nato a Capri, nella pensione di Maria Antonietta Farace. Questa donna era solita offrire ai suoi ospiti il liquore di limoni preparato in casa con gli agrumi del suo giardino....E gli ospiti ne erano estasiati! Sembrerebbe che Axel Munthe, uno dei padri della psichiatria moderna, fosse un cliente abituale della pensione e un grande amante della bevanda. Lo studioso e i tanti amici intellettuali dell'Isola andavano dalla signora Maria Antonia Farace dopo pranzo per gustare questo famoso digestivo.Successivamente, gli eredi della signora Farace hanno avuto l'intuizione di iniziare una piccola produzione di limoncello, seguendo proprio la ricetta di famiglia. Infatti, il nome “limoncello” è stato brevettato a Capri nel 1988 da Massimo Canale, nipote di Maria Antonietta Farace. Però anche tra Amalfi e Sorrento (città campane note soprattutto per i loro meravigliosi limoni) si registrano altre antichissime leggende e racconti sulla produzione della bevanda: c'è chi sostiene che veniva utilizzato dai pescatori e dai contadini al mattino per combattere il freddo, già intorno all'anno 1000; altri invece ritengono che la ricetta sia nata all'interno di un convento per deliziare i frati tra una preghiera e l'altra...! Addirittura, c'è chi pensa sia stato proprio Zeus a rivelare la ricetta di questa deliziosa bevanda a un abitante delle Terre delle Sirene! QUAL È LA RICETTA PER PREPARARE UN BUON LIMONCELLO A CASA? La ricetta tradizionale prevede l'utilizzo di: - 10 limoni biologici, possibilmente di Sorrento o di Amalfi - 600g di zucchero - 1 litro di alcol puro a 95° - 1 litro di acqua La preparazione è semplicissima! Dovete sbucciare i limoni con un pelapatate, facendo attenzione a prendere solo la parte gialla della scorza e non quella bianca, che è amara.Fatto questo, mettete le scorze in infusione in un barattolo di vetro con chiusura ermetica insieme all'alcol per 6-7 giorni in un luogo fresco e al riparo dalla luce. Scuotete il barattolo ogni giorno per amalgamare bene gli ingredienti.Trascorso il tempo di riposo, filtrate il liquido con un colino e unitelo a uno sciroppo realizzato su un fornello, con acqua bollente e zucchero sciolto pian piano al suo interno.Infine versate il liquido in una bottiglia di vetro con chiusura ermetica e conservatelo al buio per 30 giorni. Eh lo so… Bisogna aspettare un po', ma ne vale la pena! Mi raccomando: servitelo freddo! Molti infatti consigliano di metterlo in freezer circa un'ora prima di consumarlo. CURIOSITÀ Oggi il limoncello è famoso in tutto il mondo e questo successo lo deve principalmente a due attori americani: George Clooney e Danny DeVito. Nel 2006, quest'ultimo, ospite del The View (un programma statunitense molto seguito),