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Friuli

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L’Origine dei Cognomi Italiani: Storia, Significati e Categorie Principali

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Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 26:02


Ti sei mai chiesto da dove venga il tuo cognome? E ti è mai capitato di imbatterti in un cognome italiano e di pensare: "Ma perché qualcuno dovrebbe chiamarsi così?". Dietro ogni cognome si nasconde una piccola storia fatta di mestieri, luoghi, caratteristiche fisiche e perfino auguri. Scopriamo insieme da dove vengono i cognomi italiani e perché alcuni sono davvero curiosi. Da Dove Vengono i Cognomi Italiani e Perché Alcuni Sono così Strani? I cognomi italiani sono come piccoli libri di storia: raccontano da dove venivano i nostri antenati, che lavoro facevano e perfino com'erano fatti fisicamente. Imparare a "leggerli" è anche un ottimo modo per arricchire il vocabolario con nomi di mestieri, aggettivi e nomi di luoghi. Quando Sono Nati i Cognomi in Italia? I cognomi, in Italia, sono diventati obbligatori e ufficiali solo in epoca relativamente recente. Fu il Concilio di Trento, nel 1564, a stabilire che le parrocchie dovessero tenere un registro dei battesimi con nome e cognome. Lo scopo principale era pratico: evitare i matrimoni tra parenti. Prima di allora, una persona era semplicemente "Giovanni", e se in paese c'erano dieci Giovanni ci si arrangiava con i soprannomi. L'usanza del cognome esisteva comunque già da prima, soprattutto tra le famiglie nobili e i commercianti, e nelle campagne ci furono famiglie senza un vero cognome fisso addirittura fino all'Ottocento. Proprio dai soprannomi nasce gran parte dei cognomi italiani. Le Quattro Grandi Categorie dei Cognomi Italiani La maggior parte dei cognomi italiani deriva da quattro grandi categorie. Vediamole una per una, con tanti esempi pratici. 1. Cognomi che Derivano da un Nome di Persona (Patronimici) Sono cognomi che indicavano "il figlio di…". Si chiamano patronimici quando si riferiscono al padre, e matronimici (molto più rari) quando si riferiscono alla madre. L'esempio più chiaro è Di Stefano, cioè "(il figlio) di Stefano". Allo stesso modo abbiamo De Angelis, D'Antonio, Di Marco. Come esempio di matronimico possiamo citare De Maria o Di Maria, costruiti su un nome femminile. A volte la preposizione è scomparsa e il nome è rimasto da solo, magari al plurale: Martini, Bernardi, Mariani. Quella "-i" finale spesso significa proprio "appartenente alla famiglia di…". C'è un dettaglio bellissimo per chi studia l'italiano: tantissimi di questi cognomi nascono da un nome alterato, cioè modificato con un suffisso. Da "Giovanni" non nasce solo Giovannini, ma anche Nannini, Vanni, Giannetti. La particella Di all'inizio di tanti cognomi (Di Marco, Di Paolo, Di Pietro) è particolarmente diffusa in regioni come l'Abruzzo. Per approfondire questo meccanismo linguistico, puoi leggere la guida sugli alterati in italiano, tra diminutivi e accrescitivi. 2. Cognomi che Derivano da un Mestiere Questa categoria è perfetta per imparare vocabolario, perché molti cognomi raccontano semplicemente che lavoro facevano i nostri antenati. Per approfondire il lessico del lavoro, puoi consultare la guida sui mestieri e le professioni in italiano. CognomeMestiere d'origineFerrari, Ferraro, Fabbri, FabbroFabbro (chi lavora il ferro)PastoreChi si occupa delle pecoreSarti, SartoriSarto (chi cuce i vestiti)BarbieriChi taglia barba e capelliMolinari, Munari, MunaroMugnaio (chi lavora al mulino)VaccaroChi alleva le vacche Tra i cognomi di mestiere, quello legato al fabbro è il più diffuso in assoluto. Fabbri e Fabbro (dal latino faber) sono diffusissimi in Emilia-Romagna e in Friuli. Una curiosità: spesso uno stesso mestiere ha generato cognomi diversi a seconda della regione, perché c'era la forma in dialetto e quella in italiano. Il mugnaio, per esempio, in alcune zone del Nord è diventato Munari o Munaro. 3. Cognomi che Derivano da una Caratteristica Fisica o del Carattere Qui gli italiani del passato sono stati molto sinceri: tantissimi cognomi descrivevano com'era fatta una persona. Erano una specie di "etichetta", a volte affettuosa, a volte un po' ironica, data dal paese. Per ampliare il vocabolario, puoi consultare la guida su come descrivere qualcuno in italiano. CognomeCaratteristicaRossiCapelli rossi (il cognome più diffuso d'Italia)BianchiCapelli bianchi o pelle chiaraBassi, BassoPersona bassaLongo, LungoPersona altaMoretti, BrunoPelle o capelli scuriRicciCapelli ricciGrassiPersona robustaMagroPersona magra Non tutti i cognomi di questa categoria descrivevano l'aspetto fisico: alcuni raccontavano il carattere o un comportamento. Chi era sempre allegro diventava Allegri, chi era forte e robusto Forte o Forti, chi era gentile Gentile. Ricevere un cognome così, in fondo, era anche un piccolo complimento. Per arricchire il lessico, puoi leggere la guida sugli aggettivi italiani per descrivere il carattere e la personalità. 4. Cognomi che Derivano da un Luogo di Origine L'ultima grande categoria comprende i cognomi che indicano da dove veniva una persona. Se un uomo arrivava da un altro paese, gli abitanti lo identificavano proprio così. Questi cognomi si chiamano anche toponimici, dal greco tópos, che significa "luogo". Per ripassare la geografia italiana, puoi consultare la guida sulle regioni e i capoluoghi d'Italia. Da qui nascono cognomi come Romano (da Roma), Lombardo e Lombardi (dalla Lombardia), Calabrese (dalla Calabria), Pugliese (dalla Puglia), e perfino Messina o Genova dai nomi delle città. C'è poi una sottocategoria legata non a una città, ma a un elemento del paesaggio. Chi viveva vicino a una fontana diventava Fontana, vicino a una valle Valle o Della Valle, su una collina Collina, vicino al mare Costa o Marina. Il cognome diventava così una piccola fotografia del posto in cui si abitava. I Cognomi Italiani più Strani e Particolari In Italia esistono davvero dei cognomi che fanno sorridere. Dietro ognuno si nasconde una storia sorprendente, a volte divertente e a volte commovente. I Soprannomi Diventati Cognomi Gli italiani del passato amavano descrivere le persone con espressioni intere. Così troviamo Bevilacqua ("bevi l'acqua") e Tagliaferro ("taglia il ferro", probabilmente dato a qualcuno molto forte). I Cognomi Augurali Sono nomi che esprimevano un augurio, un ringraziamento o uno scongiuro per il neonato. Ecco perché esistono cognomi come Benvenuti (perché il bambino era benvenuto) e Bonaventura ("buona ventura", cioè buona fortuna). Un esempio particolare è Bencivenga: tipico della zona di Napoli e Caserta, era un nome-augurio col senso di "che ci venga del bene". C'è anche Tornincasa, cioè "torna in casa", un nome commovente che veniva dato a un figlio nato dopo la morte di un altro figlio, come a dire "bentornato in famiglia". I Cognomi di Origine Religiosa Molto diffusi, soprattutto al Sud, riprendevano feste, preghiere o simboli della tradizione cristiana. Troviamo quindi Santoro (dal latino sanctorum, spesso legato a chi nasceva nel giorno di Tutti i Santi), Natale (per chi nasceva il giorno di Natale) e De Angelis ("degli angeli"). Molti di questi cognomi sono legati alle festività: per scoprirle meglio, puoi leggere la guida sul Natale italiano e le sue tradizioni. I Cognomi dei Bambini Abbandonati C'è un capitolo speciale, un po' triste ma molto importante: i cognomi dati ai bambini abbandonati. In passato, i neonati lasciati negli istituti di carità ricevevano cognomi "inventati". Il più famoso è Esposito, che viene dal latino expositus, cioè "esposto": indicava il bambino "esposto" alla pubblica assistenza, lasciato spesso nella cosiddetta "ruota degli esposti". Non a caso oggi Esposito è il cognome più diffuso in Campania, in particolare a Napoli. Con lo stesso significato troviamo Proietti, tipico di Lazio e Umbria. Ci sono poi cognomi-augurio commoventi dati ai trovatelli, come Diotallevi ("Dio ti allevi", cioè "che Dio ti faccia crescere"), Diotaiuti ("Dio ti aiuti") e Degli Innocenti, diffuso in Toscana, legato all'Ospedale degli Innocenti di Firenze. C'è perfino Colombo, diffuso a Milano e in Lombardia, legato anch'esso in molti casi all'accoglienza dei trovatelli, con riferimento alla colomba, simbolo cristiano. Esiste Perfino un Museo del Cognome Un'ultima curiosità: esiste davvero un Museo del Cognome. Si trova a Padula, in Campania, ed è interamente dedicato alla storia e all'origine dei cognomi italiani. Per altre scoperte di questo tipo, puoi consultare la guida sulle curiosità sull'Italia. Tabella Riassuntiva delle Categorie Ecco una tabella che riassume le principali categorie dei cognomi italiani con qualche esempio. CategoriaSignificatoEsempiPatronimici"Figlio di…"Di Stefano, De Angelis, MartiniMestieriLavoro degli antenatiFerrari, Barbieri, MolinariCaratteristicheAspetto fisico o carattereRossi, Bianchi, AllegriToponimiciLuogo di origineRomano, Pugliese, FontanaAuguraliAugurio per il neonatoBenvenuti, BonaventuraReligiosiFeste e simboli cristianiSantoro, Natale, De AngelisTrovatelliBambini abbandonatiEsposito, Proietti, Colombo Domande Frequenti Qual È il Cognome più Diffuso in Italia? Il cognome più diffuso in tutta Italia è Rossi, che deriva probabilmente dal colore dei capelli. A livello regionale, però, ci sono cognomi dominanti diversi: in Campania, per esempio, il più diffuso è Esposito. Quando Sono Diventati Obbligatori i Cognomi in Italia? I cognomi sono diventati ufficiali e obbligatori con il Concilio di Trento nel 1564, quando si stabilì che le parrocchie dovessero registrare i battesimi con nome e cognome. L'usanza esisteva però già prima tra nobili e commercianti. Cosa Significa il Cognome Esposito? Esposito deriva dal latino expositus, cioè "esposto". Veniva dato ai bambini abbandonati, "esposti" alla pubblica assistenza. Oggi è il cognome più diffuso in Campania. Cosa Sono i Cognomi Patronimici? I patronimici sono cognomi che indicavano "il figlio di…" e si riferivano al padre,...

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TẠP CHÍ XÃ HỘI
Lịch sử 80 năm di dân Ý ở Bỉ: Từ thế hệ "charbonnage" đến làn sóng nhập cư lậu

TẠP CHÍ XÃ HỘI

Play Episode Listen Later Jul 15, 2026 9:35


“Chúng tôi không đến đây để hưởng nắng vàng và trời xanh”. Cách nay 80 năm, vào ngày 23/06/1946, Bỉ và Ý đã ký một thỏa thuận lịch sử : Đổi người lấy than đá. Từ đợt di dân này, những làn sóng nối tiếp đã hình thành nên một phần di sản Ý ngay giữa lòng Vương quốc Bỉ. Từ thế hệ “charbonnage” Từ charbonnage trong tiếng Pháp có nghĩa là những đường hầm sâu hoắm trong lòng đất để khai thác than đá. Nhưng ở Bỉ, từ này dùng để chỉ thế hệ những người Ý di dân đến làm việc trong các vùng có mỏ than ở Bỉ. Từ này mang tính chất miệt thị, coi thường những người Ý đến làm việc trong các mỏ than. Ngày nay, khi nói chuyện với những người Ý, nhắc đến từ này giống như gợi lại nơi họ ký ức sống động về một thời lao nhọc của những người phu mỏ. Ngày 23/06/1946, trong bối cảnh một châu Âu bị tàn phá bởi chiến tranh, Bỉ và Ý đã ký kết một hiệp ước độc đáo. Bỉ cần nhân lực để khởi động lại những mỏ than sau 5 năm bị Đức chiếm đóng. Ý, một quốc gia bại trận, đang tìm cách bảo đảm nguồn cung nguyên liệu giá rẻ. Để cân bằng phương trình này, 50.000 người đàn ông đang trong độ tuổi lao động đã rời bỏ những bờ biển đầy nắng ở Apulia, Abruzzo, Basilicata, Sicilia và Friuli của nước Ý để bước xuống những đường hầm tăm tối ở Liège, Charleroi và Borinage nơi nước Bỉ xa xôi. Đổi lại, Ý được quyền nhận 200kg than mỗi thợ mỏ mỗi ngày. Họ đến đây một mình, đôi khi cùng với gia đình, có cả trẻ nhỏ. Họ được bố trí ở tạm trong các doanh trại, nơi mà chỉ vài tháng trước còn là nơi giam giữ tù binh Đức. Điều kiện sống khắc nghiệt, cú sốc văn hóa hoàn toàn. Tuy nhiên, khi kết thúc hợp đồng 5 năm, phần lớn trong số họ đã không trở về mà đã ở lại và xây dựng cuộc sống, gia đình. Một bản sắc mới. Một bầu trời Bỉ mà bất chấp tất cả sẽ luôn “xanh” hơn sắc thiên thanh ở Ý. Tuy nhiên, ngày 08/08/1956, thảm họa ập xuống mỏ than Bois du Cazier ở Marcinelle làm 262 thợ mỏ thiệt mạng, trong đó có 136 người Ý. Thảm họa dẫn đến việc chấm dứt thỏa thuận trao đổi giữa hai nước, nhưng lại mở ra một làn sóng người Ý “nhập cư lậu”. Thế hệ chạy trốn ? Cách nay 5 năm, đại sứ Ý tại Bỉ, Francesco Genuardi, đã giải thích tại lễ tưởng niệm các thợ mỏ người Ý tại Bỉ trong thảm họa này : "Chúng ta không ăn mừng Hiệp định Than đá - Con người; chúng ta đang tưởng niệm, với lòng kính trọng, một bước đi khó khăn và đau đớn, nhưng là một bước khởi đầu cho sự hội nhập của người Ý tại Bỉ." Việc đến Bỉ năm 1946 là “một sự thất vọng lớn đối với người Ý.” Tuy nhiên, ngày nay, do tình hình kinh tế khó khăn, tỷ lệ thất nghiệp cao và môi trường không thuận lợi, nhiều người Ý đang rời bỏ quê hương để tìm kiếm một tương lai tốt đẹp hơn. Đôi khi, họ chọn Bỉ làm điểm đến. Điều này đặc biệt đúng với nghệ sĩ saxophone Angelo Gregorio, chơi trong một nhóm nhạc jazz. Anh đã rời Ý mười năm trước : “Bruxelles thực sự đã chiều chuộng tôi và cho tôi rất nhiều cơ hội. Đối với tôi, Bỉ giống như nước Mỹ đối với những người đã di cư đến đó từ lâu.” Laura, một nữ phục vụ bàn đã làm việc được hai năm, là một ví dụ điển hình. Người phụ nữ gốc Napoli này đã rời bỏ một thành phố đầy nắng, nơi khai sinh ra bánh pizza và phô mai mozzarella, nhưng “không có việc làm" : "Bạn có thể tìm việc ở đó, nhưng chỉ được trả 100 euro một tuần cho những ngày làm việc 10 hoặc 12 tiếng. Ví dụ, anh trai tôi làm việc ở sân bay, đã đóng cửa tám tháng nay. Anh ấy không được hưởng trợ cấp thất nghiệp. Anh ấy chỉ ở nhà, mặc dù đã làm việc ở đó 13 năm. Rõ ràng là điều này có liên quan đến khủng hoảng, nhưng làm sao bạn có thể kiếm đủ sống khi phải nuôi cả nhà ?" Nhiều người nhìn nhận vấn đề theo cách này. Giáo sư xã hội học tại Đại học Liège, Marco Martiniello, đã xác nhận: "Có một cảm giác rằng Ý là một quốc gia của quá khứ, nơi mọi thứ đều bị đình trệ và không có tương lai. Có một cảm giác trì trệ trong xã hội Ý." Một ký ức sống động được truyền qua các thế hệ Một thực tế ít được biết đến: người Ý hiện chiếm hơn 2% dân số của Vương Quốc Bỉ, cộng đồng nhập cư đông thứ hai tại nước này, sau Maroc. Họ hiện diện trong các lĩnh vực giáo dục, xây dựng, công nghiệp, ngân hàng, nhà hàng và garage. Họ đã định hình sâu sắc trong cấu trúc kinh tế và xã hội của Bỉ. Tám mươi năm sau, cuộc sống lưu vong vẫn hằn sâu trong tâm thức của những người Ý này. Nó sống mãi trong tận sâu thẳm tâm hồn con cháu của họ. Tiếng Ý và các phương ngữ vùng miền của nước Ý, tình cảm gia đình sâu đậm, tinh thần liên đới, ý chí chiến đấu v.v… tất cả đều là những dấu vết không phai nhạt của một lịch sử chung. Những tấm biển ghi dòng chữ “Không cho phép chó hoặc người Ý vào” ở những cửa hiệu, quán cà phê, v.v… vẫn chưa cất khỏi quá khứ, mà như động lực gắn vào những hoạt động chính trị và tinh thần đoàn kết của các thế hệ người Ý. Và trên hết, ẩm thực là sợi dây liên kết đích thực của một bản sắc văn hóa được gìn giữ bất chấp thời gian và biên giới. Ngày nay, họ có thể chia sẻ với các sắc dân khác cách thức uống cà phê Italia, ăn bánh pizza, mì pasta hay xúc xích prosciutto, salami, hay làm bếp với các hương liệu từ hương thảo cho đến nước sốt cà chua. Và cùng thưởng thức âm nhạc bên ly rượu mùi limocello làm từ chanh. Trong số những thợ mỏ ngày đó, có không ít những người biết ca hát và chơi các loại nhạc cụ. Và nhất là tinh thần văn nghệ đã ăn sâu trong máu của người Ý. Theo nhà xã hội học Marco Martiniello, những người Ý đầu tiên đang mang theo văn hóa âm nhạc: “Ngay từ khi đặt chân đến đây, năm 1946, trong số những công nhân, nhiều người là nhạc sĩ, người yêu âm nhạc, và thường thì họ chỉ có đài phát thanh. Đài phát thanh dành cho doanh trại, và chúng tôi nghe những bài hát từ đất nước mà chúng tôi vừa rời đi, và một số người là nhạc sĩ, ví dụ như người chơi đàn accordion, guitar". Marco Martiniello thuộc thế hệ thứ hai của các gia đình nhập cư người Ý. Sự truyền tải này phản ánh lịch sử chính gia đình của ông : "Đối với cha tôi, đó là cây đàn môi (guimbarde), bởi vì khi còn nhỏ, trong các bài hát, ông ấy đã chơi đàn môi. Và cây đàn môi này thực sự tượng trưng cho mối liên hệ của ông ấy với đất nước mà ông ấy đã rời đi. Và rồi nó phát triển cho đến khi đạt đến những ngôi sao gốc Ý mà chúng ta biết, và cả những ngôi sao ít nổi tiếng hơn, những người cực kỳ năng động trong làng nhạc ở Bỉ, với nhiều phong cách âm nhạc khác nhau.” Kinh nghiệm nhập cư từ Ý có phải là một mô hình hội nhập? 80 năm sau, liệu câu chuyện di cư này là một thành công ? Đối với nhà xã hội học Marco Martiniello, người Ý và con cháu của họ là một phần không thể thiếu của nước Bỉ, ngay cả khi ông bác bỏ thuật ngữ "hội nhập thành công". Ông giải thích : "Đây là một câu chuyện về sự di cư với tất cả những điều mơ hồ, phức tạp và khó khăn. Tôi tin rằng thế hệ này, nếu hiện đang dần biến mất, có lẽ đã thành công thông qua một số hậu duệ của họ. Nhưng tôi có phần phản đối quan niệm về sự hội nhập hoàn hảo, mô hình mà những người khác nên lựa chọn. Tôi nghĩ đó là một điều hơi hư cấu. Đã có nhiều khó khăn, nhưng rõ ràng là họ đã có chỗ đứng vững chắc trong xã hội Bỉ. Ngày nay, không ai ở Bỉ tin rằng người Ý có thể biến mất một ngày nào đó. Họ là một phần của cảnh quan Bỉ. Trên thực tế, nhiều mối liên kết đã được hình thành từ rất sớm: hôn nhân hỗn hợp, tình bạn, các dự án nghệ thuật chung, tình liên đới trong các mỏ than. Nhưng họ cũng phải chịu đựng sự suy thoái công nghiệp vì hầu hết họ sống ở các khu công nghiệp. Họ phải đối mặt với những vấn đề tương tự như giai cấp công nhân Bỉ.” Vấn đề lao động và nhập cư luôn là thời sự. Bỉ và châu Âu hiện vẫn đang phải đau đầu tìm kiếm giải pháp cho việc cân bằng giữa nạn di dân tự do bất hợp pháp và nạn thiếu hụt lao động. Nghị sĩ Denis Ducarme của đảng MR đã phát biểu trên đài RTBF rằng ông “không ủng hộ việc hợp pháp hóa người nhập cư bất hợp pháp thông qua lao động” và đối với ông, "con đường nhập cư chính thống là đến lãnh thổ một cách hợp pháp". Nhưng liệu việc di cư hoàn toàn hợp pháp có khả thi ? Marco Martiniello thừa nhận: “Điều đó hoàn toàn có thể xảy ra. Từ năm 1956 trở đi, thỏa thuận không còn được áp dụng, và người lao động Ý vẫn tiếp tục đến Bỉ, nhập cảnh trái phép, rồi sau đó hợp pháp hóa tình trạng của họ. Vì vậy, họ ở trong tình trạng bất hợp pháp, nhưng vào thời điểm đó, tìm việc làm và hợp pháp hóa tình trạng của họ rất dễ dàng.” Đại sứ Ý tại Bỉ, Francesco Genuardi, nói thêm rằng Ý mang ơn rất nhiều những người nhập cư đến Bỉ : “Đã có một lượng lớn tiền lương được chuyển về Ý, giúp cho đất nước tiến lên phía trước.” Elio Di Rupo, sinh ra ở Morlanwelz và là con trai của những người nhập cư, hiện là Bộ trưởng-Chủ tịch vùng Wallonia. Về vấn đề phân biệt đối xử mà một số người nước ngoài phải trải qua, Elio Di Rupo nhấn mạnh : “Chúng ta không bao giờ được quên rằng toàn bộ những con người đến nước  ta không phải để vui chơi hay tắm nắng. Họ đến để kiếm ăn và nuôi sống gia đình. Họ đang chạy trốn khỏi nghèo đói. Vì vậy, điều lý tưởng là giúp đỡ họ ngay tại nơi họ sinh sống, ở chính đất nước của họ. Đó là lý do tại sao viện trợ phát triển lại quan trọng đến vậy.”

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Quel Che Serve Martedì

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Play Episode Listen Later Jul 14, 2026


Quel Che Serve, consigli e soluzioni per tutte le occasioni. Di e con Bettina Carniato

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Radio Gioconda Notizie Martedì ore 13:00

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Play Episode Listen Later Jul 14, 2026


Radio Gioconda Notizie Martedì ore 13:00 Le news di #RadioGioconda, che raccontano che cosa accade in Friuli-Venezia Giulia.

True Crimes Against Wine
BREAKING CASE: A Midsummer Human Sacrifice

True Crimes Against Wine

Play Episode Listen Later Jul 13, 2026 131:47


DEFENDANT: Midsomar  EVIDENCE: Sun Goddess Pinot Grigio SCENE OF THE CRIME: A Maypole Near You...  -- Hey friend — welcome to our bonus midsummer episode! We kick things off with playful banter about time, podcast firsts, and then dive into the lushly sunlit weirdness of Ari Aster's Midsommar while sipping Mary J. Blige's Sun Goddess Pinot Grigio. Expect gossip, gross food talk, and the kind of movie chat that makes you want to rewatch with a notebook. We nerd out on the Friuli region (hello rose-gold Pinot Grigio color!), savor juicy melon-and-nectarine tasting notes, and praise the wine for being both approachable and surprisingly complex. Then we pivot into the film: Florence Pugh's Dani, toxic boyfriend Christian, and that creeping daylight dread that makes Midsommar feel like artful folk horror instead of just jump scares. There's also a playful Midsommar traditions true/false quiz, heated opinions about who deserves what, and a long, affectionate breakdown of costumes, rituals, and the film's ambiguous place between indigenous practice and cult. We wrap with whether we'd join a cozy wine-loving cult (spoiler: yes — but only the Nancy Meyers version) and all the micro-joys that make this episode feel like a friend sitting on your patio, passing the bottle and whispering theories.

Sledi časa
Prelomnice, 5.del: Kamen na kamen

Sledi časa

Play Episode Listen Later Jul 12, 2026 19:01


Potres, ki je 6. maja 1976 prizadel Furlanijo in Posočje je na italijanski strani zahteval skoraj tisoč žrtev, brez strehe nad glavo je ostalo sto tisoč prebivalcev Furlanije Julijske krajine. V 137-tih občinah je bilo porušenih 18 tisoč objektov, 75 tisoč je bilo poškodovanih. Popotresna obnova je trajala več kot deset let. V peti epizodi podkasta Prelomnice, ki jo je pripravila Špela Lenardič, bomo spoznali proces obnove po modelu Friuli in slikovito srednjeveško Pušjo vas. Radio Koper je med prvomajskimi prazniki predvajal novo serijo PRELOMNICE. Gre za niz šestih dokumentarnih podkastov, s katerimi sta avtorici Mariša Bizjak in Špela Lenardič obujali spomine ob petdeseti obletnici rušilnih potresov, ki so leta 1976 prizadeli Furlanijo in Posočje. PRELOMNICE so kronika takratnega opustošenja, pričajo o obnovi, prerodu tamkajšnjih skupnosti in današnji protipotresni pripravljenosti. Naslednjih 6 nedelj boste lahko oddajam prisluhnili tudi na Prvem programu v terminu oddaje Sledi časa.

il posto delle parole
Martina Tiberti "Ninin"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Jul 4, 2026 25:18 Transcription Available


Martina Tiberti"Ninin"8tto Edizioniwww.8ttoedizioni.comUn racconto familiare che, nutrendosi di memorie collettive e personali, sedimenta e germoglia, come un giardino intricato.Ogni famiglia ha i propri ricordi da raccontare, ma spesso si preferisce tenerli per sé, verbalizzarli significherebbe farci i conti e, anche a distanza di anni, non sempre si è pronti. La famiglia Zanier non fa eccezioni, nonna Santina non fa eccezioni. Come raccontare ai propri figli e poi ai propri nipoti dei suoi due fratelli, Mattia e Vincenzo – Ninin – che a distanza di poco l'uno dall'altro decisero, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, di entrare a far parte delle brigate garibaldine? Come riuscire a tornare con la memoria a tutti quei mai dimenticati paesi del Friuli occidentale, Sequals, Spilimbergo, Budoia e rivivere gli appostamenti dietro il morâr, la pianta di gelso, per spiare le donne che attendono notizie dei loro uomini nascosti nei boschi? Come riascoltare le voci di Mattia, di Vincenzo e del proprio padre che insegna loro a disconoscersi come fratelli, perché almeno uno dei due da questa maledetta guerra a casa deve tornare? E come accettare che da quella maledetta guerra Mattia non è più tornato e Ninin  mai del tutto?L'autrice Martina Tiberti partendo da poche testimonianze confuse e frammentarie di nonna Santina cerca, attraverso lunghi anni di ricerca e studio, di ridare nomi, volti e voce ai suoi familiari perduti, tentando così di fare ordine nel caos lasciato in eredità. Il risultato è una narrazione che si muove tra memoir, romanzo storico e inchiesta familiare, che conduce il lettore a scoprire una parte di storia italiana spesso dimenticata, quella del fronte friulano.Martina Tiberti è laureata in Teatro e Cinema all'Università La Sapienza con una tesi sulla drammaturga scozzese Joanna Baillie. È fondatrice dello studio editoriale Macao Spix insieme a Giuditta Lorenzini. Negli ultimi anni ha scritto e portato in scena cinque opere teatrali e alcuni adattamenti. Con la bocca piena di spille è stato selezionato a partecipare alla rassegna Exit, Emergenze Teatrali del Teatro dell'Orologio di Roma (2017). Il libretto dell'opera lirica La bestia dentro, è nel catalogo di Ermes 404 Edizioni.I suoi racconti sono stmeati pubblicati in diverse antologie e sulle riviste L'Inquieto, Narrandom, LetterateMagazine, Split. Nel 2025 ha pubblicato il libro La terza lettera (Kappavu Edizioni) con il giornalista e storico Sigfrido Cescut.Svolge inoltre attività di traduttrice letteraria e scouting freelance di autori in lingua inglese, prevalentemente di testi new horror, weird e fantascienza. Nel tempo che le resta è musicista.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Viaggiando e Mangiando
Viaggiando e Mangiando: Un viaggio tra le tradizioni di Romagna, le perle siciliane e le vette dolomitiche"

Viaggiando e Mangiando

Play Episode Listen Later Jul 3, 2026 27:50 Transcription Available


iaggiando e Mangiando: Un viaggio tra le tradizioni di Romagna, le perle siciliane e le vette dolomitiche"Il programma radiofonico Viaggiando e Mangiando propone un itinerario sensoriale attraverso l'Italia, celebrando l'unione tra territorio, gastronomia e ospitalità.La narrazione parte dalla Romagna, dove hotel specializzati valorizzano ingredienti a filiera corta e tradizioni fatte a mano, per poi spostarsi in Sicilia alla scoperta delle isole minori, descritte come universi naturali tra vulcani e riserve marine. Il viaggio prosegue verso nord con il turismo familiare delle Dolomiti e le eccellenze ortofrutticole della Val Venosta, famose per le loro albicocche d'alta quota.Una sezione rilevante è dedicata all'enologia, presentando i vini del Friuli e del Veneto attraverso degustazioni di etichette prestigiose che riflettono l'identità dei vigneti d'origine. Infine, il conduttore rivolge un omaggio professionale a tutte le figure che lavorano nelle brigate di cucina, sottolineando l'importanza del lavoro di squadra nel settore gastronomicoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/viaggiando-e-mangiando--3286496/support.

il posto delle parole
Angelo Floramo "L'estate indiana del '76"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Jun 28, 2026 20:19 Transcription Available


Angelo Floramo"L'estate indiana del '76"Bottega Errante Edizioniwww.bottegaerranteedizioni.itDentro a un cratere spaventoso, ma proprio nel suo centro, viveva una piccola tribù di indiani selvaggi e coraggiosi. Era l'estate del 1976.Questa è una storia diversa, raccontata attraverso gli occhi di un bambino che nel '76 non ha ancora compiuto dieci anni e vive i giorni del terremoto in bilico tra l'orrore e la favola, la paura e l'avventura. Siamo tra San Daniele e Gemona, tra operai jugoslavi e militari canadesi, fantasmi notturni che svolazzano tra le macerie, figure indimenticabili che forse non sono mai esistite, se non nella fervida immaginazione di un bambino… Un bambino che sapeva trasformare perfino una tenda militare in un accampamento indiano e il profilo di una montagna nella faccia di quell'Orco che talvolta si risveglia, goloso com'è di case, paesi e carne umana. E così la tragedia del terremoto in Friuli si trasforma in un'opportunità di crescita, mentre sullo sfondo muore, sepolta sotto le macerie, la civiltà contadina.Angelo Floramo, nato a Udine nel 1966, insegna Storia e Letteratura al Magrini Marchetti di Gemona ed è ancora convinto che malgrado tutto sia il mestiere più bello del mondo. Medievista per formazione, ha pubblicato molti saggi e articoli specialistici, collabora con diverse riviste nazionali ed estere; dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico. Per Bottega Errante Edizioni ha pubblicato Guarneriana Segreta (2015, finalista al premio Latisana Nordest), L'osteria dei passi perduti (nuova edizione 2024), La veglia di Ljuba (2018, Premio Palmastoria come miglior romanzo storico), Il fiume a bordo (2020), Come papaveri rossi (2021, Premio Fiuggi Storia), Vino e libertà (2023, selezione Premio Vermentino), Breve storia sentimentale dei Balcani (2024), Vita nei campi (2025) e L'estate indiana del '76 (2026). A gennaio 2024 è stato insignito del prestigioso Premio Nonino Risit d'Aur.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Viaggiando e Mangiando
Sapori del Friuli, il tempo in Val Venosta e una perla a Roma

Viaggiando e Mangiando

Play Episode Listen Later Jun 26, 2026 23:39 Transcription Available


Dalla Val Venosta al cuore di Roma: storie di tempo, cucina e territorio.Ragazzi, buon venerdì! L'estate corre veloce e oggi vi porto in viaggio tra eccellenze artigianali, storie di territorio e calici leggendari.Chiudete gli occhi e respirate il profumo delle cose fatte bene: andiamo a scoprire la Via dei Sapori in Friuli Venezia Giulia, per poi volare in Sicilia con Terr'eMare a Castelluzzo, un magico intreccio tra saperi e sapori mediterranei.

Cose Molto Umane
2229 - Palmanova: la macchina da guerra - Cose Molto di Confine a nord-est

Cose Molto Umane

Play Episode Listen Later Jun 22, 2026 10:27


Powered by PromoTurismo Friuli-Venezia Giulia. Il Friuli Venezia Giulia è una regione compatta dove in meno di un'ora passi dal mare alle montagne, dalle lagune di Grado alle colline del Collio fino alle Alpi Giulie. In questa puntata si raccontano i paesaggi “che cambiano ogni 20 minuti” e città uniche come Palmanova, Aquileia, Cividale del Friuli, Mortegliano e Villa Manin: tra città-fortezza a stella, mosaici paleocristiani, ponti leggendari e campanili da record, scopri perché questo angolo di Nordest è un concentrato di geografia, storia e meraviglie poco conosciute. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Radio.FVG.it Podcast
Radio Gioconda Notizie Lunedì ore 9:30

Radio.FVG.it Podcast

Play Episode Listen Later Jun 22, 2026


Radio Gioconda Notizie Lunedì ore 9:30 Le news di #RadioGioconda, che raccontano che cosa accade in Friuli-Venezia Giulia.

Corriere Daily
Dopo lo scontro Meloni-Trump. La fine di Starmer. L'incidente di Senago

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Jun 21, 2026 24:12 Transcription Available


Marco Galluzzo fa il punto sui rapporti tra Italia e Stati Uniti all'indomani del durissimo scambio verbale tra il presidente Usa e la premier. Luigi Ippolito  parla dell'ormai imminente avvicendamento tra l'attuale primo ministro britannico Keir Starmer e il suo successore Andy Burnham, che venerdì è stato eletto in Parlamento. Cesare Giuzzi racconta l'uscita di strada domenica mattina, vicino a Milano, di un auto, in cui sono morti tre minorenniMeloni a sorpresa in Friuli al raduno degli alpini: la mossa identitaria dopo lo scontro con Trump. «Un po' di sano orgoglio nazionale»Regno Unito, Andy Burnham vince le suppletive e viene eletto deputato: ora il «Re del Nord» punta a detronizzare Starmer e conquistare Downing StreetChi sono le vittime dell'incidente di Senago

Il cacciatore di libri
Ilaria Tuti e Luca Bianchini

Il cacciatore di libri

Play Episode Listen Later Jun 20, 2026


"Ed è un poco la notte e un poco l'alba" di Ilaria Tuti e "Le ragazze di Tunisi" di Luca Bianchini Il nome di Ilaria Tutti è legato sia ai romanzi noir con Teresa Battaglia, dai quali è stata tratta anche una serie tv, sia ai romanzi che riportano alla luce fatti e contesti storici, come "Fiore di roccia" sulle portatrici carniche durante la prima guerra mondiale. Il nuovo romanzo "Ed è un poco la notte e un poco l'alba" (Longanesi) -il titolo è una frase del poeta Pierluigi Cappello- fa parte della serie dei romanzi storici. Siamo in Friuli fra il 1915 e la fine della seconda guerra mondiale. La protagonista è Serafina, che vediamo prima bambina e poi giovane donna, una donna tenace, controcorrente, che ama stare da sola e indossare i pantaloni. In paese pensano che lei abbia lo stesso potere della nonna Silva, che veniva chiamata quando nascevano bimbi destinati a morire in poche ore: Silva riusciva a farli respirare nuovamente anche per pochissimo, giusto il tempo di battezzarli e farli morire in pace. Intorno a Serafina nasce la superstizione che lei porti fortuna e così viene convocata dalla levatrice durante i parti complicati. Da giovane donna, Serafina si trova ad affrontare la seconda guerra mondiale e soprattutto l'invasione della Carnia da parte dei Cosacchi: perseguitati in Russia perché fedeli allo zar, si erano alleati con Hitler che aveva indicato il Friuli come terra di conquista, dove avevano compiuto razzie e violenze, ma soprattutto si erano stabiliti nelle case degli abitanti. Qualcuno era fuggito, altri erano rimasti in questa anomala convivenza, come Serafina, costretta a condividere la sua casa con tre cosacchi. Nella seconda parte parliamo di "Le ragazze di Tunisi", di Luca Bianchini (Mondadori). Si racconta di una famiglia siciliana emigrata a Tunisi (non in America perché non c'erano abbastanza soldi e perché in quel modo si poteva essere più vicini alla propria terra). Siamo a cavallo fra gli anni '50 e '60, nel momento in cui la Tunisia diventa indipendente e, a causa delle nuove leggi, francesi e italiani iniziano ad andare via e a tornare in patria. Anna ha 16 anni e parla siciliano e francese (all'epoca Tunisi era veramente una Babele dal punto di vista delle lingue). Vive con la madre, che è un'abile sarta, e le due sorelle, mentre il padre si assenta per lunghi periodi per lavorare come contadino in campagna. Il rapporto con la migliore amica, Marinette, una francese di famiglia benestante, i primi innamoramenti, ma anche la scoperta di alcuni segreti di famiglia. Una storia che, come si legge in esergo, è ispirata alle vicende della madre dell'autore che a Tunisi ha vissuto gli anni più belli.

il posto delle parole
Dorino Mingutti "Premio Ostana"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Jun 20, 2026 14:04 Transcription Available


Dorino Mingutti"Premio Ostana"Premio Cinemawww.premioostana.itVenerdì 26 giugno 2026ore 20:30Friulano sullo schermoLa potenza emotiva delle parole.Conversazione conDorino Minigutti, Premio CinemaA cura di: Antonello Zandalingua friulanaa seguire proiezione dei filmMotivazione PremioIl Premio Ostana viene conferito quest'anno 2026 al regista friulano Dorino Minigutti per la coerenza e la qualità del suo percorso cinematografico, caratterizzato da un'attenzione costante alle lingue minoritarie e in particolare al friulano. Attraverso opere come la serie “Int/Art”, dedicata all'arte contemporanea in Friuli, “Si Vîf – Une vite di musicant” che sublima la storia di un musicista su temi universali, fino ad “Atlante della memoria”, che approda sul versante dell'identità linguistica e del significato della memoria – per citare solo alcuni dei suoi lavori – Minigutti sottolinea come il friulano possa essere lingua viva di narrazione, di riflessione e di resistenza. Così nei suoi lavori il territorio non è semplice sfondo locale, ma radice di un percorso culturale che tocca il rapporto vivo tra lingua e terra. Le persone, le storie e le comunità vivono “per la” e “nella” lingua che è strumento naturale di espressione, senza retorica o deriva folkloristica. La sua opera mostra come l'uso di una lingua minoritaria nel cinema possa uscire dall'intento nostalgico e diventare nodo attuale e consapevole del mondo reale e del suo racconto, del suo essere “alle spalle” e “all'orizzonte” della nostra storia (ad un tempo personale e collettiva). Per questo impegno continuo e per la capacità di coniugare ricerca artistica e responsabilità culturale, gli viene conferito il presente riconoscimento.Dorino Minigutti vive e lavora in Friuli come autore e produttore indipendente. Ha realizzato numerosi documentari, sia in lingua friulana che italiana, collaborando con la RAI e diverse istituzioni pubbliche e private.Per conto dell'Università di Udine ha scritto e diretto fiction didattiche in lingua friulana nell'ambito di progetti UE per le lingue minoritarie. Negli anni approfondisce la sua ricerca sui temi del disagio sociale, dell'identità e della memoria anche ideando e curando laboratori audiovisivi per adolescenti e adulti in progetti psicoriabilitativi e di promozione della salute.Nel 2010 è co-fondatore di Agherose con la quale produce e dirige numerosi documentari tra i quali “Si Vîf – une vite di musicant” (2023) – Premio Italymbas – Babel Film Festival 2025, L' “Atlante della Memoria” (2020) – 69° Trento Film Festival 2021.Nel 2011 realizza“Oltre il filo”, documentario sull'inedita storia dei campi di concentramento italiani nella II^ GM ( II premio “Un Film per la Pace” 2013).Le sue attività in ambito televisivo comprendono diverse serie documentarie in lingua friulana per RAI-FVG. Tra queste: “Nûfcent” (2004-2007), Int/Art (2016-2018),“Feminis” (2022), “Stra-ordenari”(2025) e“Zetaboom” (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

The Cycling Podcast
S14 Ep56: Stage 20 | Gemona del Friuli 1976-2026 - Piancavallo | Giro d'Italia 2026

The Cycling Podcast

Play Episode Listen Later May 30, 2026 61:39


Daniel Friebe, Brian Nygaard and Michele Pelacci take you to the heart of the action, on the ground, at the Giro d‘Italia.Follow us on social media:Twitter @cycling_podcastInstagram @thecyclingpodcastFriends of the PodcastSign up as a Friend of the Podcast at thecyclingpodcast.com to listen to new special episodes every month plus a back catalogue of more than 300 exclusive episodes.2026 Girovagando selection:You can buy this year's Girovagando wine selection here: https://dvinecellars.com/products/cycling-podcast-giro-26. The wines with corresponding stage numbers are as follows: Stage 3: Mixtape Red, Georgiev & Milkov, Plovdiv (red) Stage 4: Tenuta del Conte, Calabria Rosso, Calabria (red)  Stage 5: Vigneti del Vulture, Pipoli, Aglianico del Vulture, Basilicata (red)Stage 10: Bianco 'il Terraio' Paterna, Tuscany (white)Stage 14: Les Crêtes Mon Blanc, Valle D'Aosta (white)Stage 20: Braida Antica Blanc, Russolo, Friuli Venezia-Giulia (white)The 11.01 CappuccinoOur regular email newsletter is now on Substack. Subscribe here for frothy, full-fat updates to enjoy any time (as long as it's after 11am).The Cannibal & BadgerFriends of the Podcast can join the discussion at our virtual pub, The Cannibal & Badger. A friendly forum to talk about cycling and the podcast. Log in to your Friends of the Podcast account to join in.The Cycling Podcast is on StravaThe Cycling Podcast was founded in 2013 by Richard Moore, Daniel Friebe and Lionel Birnie.

SBS Italian - SBS in Italiano
Rientrano in Australia donne legate al'Isis: la polizia pronta a compiere arresti | GR 7 maggio

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later May 7, 2026 10:59


Inoltre: la Casa Bianca annuncia progressi verso un accordo con l'Iran; l'OMS afferma che l'Hantavirus non è paragonabile alla pandemia di COVID-19; in Italia si commemora il 50° anniversario del terremoto che colpì il Friuli. Sport: il PSG pareggia con il Bayern Monaco e accede alla finale di Champions League grazie al successo dell'andata.

DiWineTaste Podcast - Italiano
Il Migliore Vino di Marzo 2026: Friuli Colli Orientali Sauvignon Blanc Genesis 2022, Valentino Butussi

DiWineTaste Podcast - Italiano

Play Episode Listen Later Apr 30, 2026 11:40


La Cantina Valentino Butussi - a Corno di Rosazzo, in provincia di Udine - è fra le più note e significative realtà vitivinicole del Friuli-Venezia Giulia. Protagonista della denominazione Friuli Colli Orientali, vanta una ricca produzione di vini da uve locali e internazionali. Fra queste, il Sauvignon Blanc dal quale nasce "Genesis", un capolavoro di eleganza e classe nel quale la personalità della celebre uva bianca francese raggiunge livelli elevatissimi da Cinque Diamanti.