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Massimo Carloni"La sovranità delle cose eterne"Montesquiou, Proust e La RechercheMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itVincitore del Premio: Prix Robert de Montesquiou 2025L'esprit di Montesquiou e il suo gusto modern style aleggiano ovunque negli ambienti frequentati da Swann, negli arredi orientaleggianti di Odette, negli abiti Fortuny di Albertine, per incarnarsi poi nella figura, a un tempo fantomatica e tragica, del barone di Charlus. Chiunque voglia respirare l'atmosfera in cui è germogliata la Recherche di Proust, coglierne le virtù segrete, dovrà esplorare quel giardino incantato, lussureggiante, esotico e soffuso di malinconia che è stata la vita e l'opera del suo “professore di bellezza”. Il libro ripercorre il connubio amicale e artistico tra Montesquiou e Proust, le rivelazioni folgoranti, i fervori estetici, i duelli, le pene, gli amori, fino all'incontro con l'ultima musa, l'orrenda signora in nero: la morte. Come per incanto risorge tutto un mondo mitologico popolato da personaggi leggendari che hanno ispirato tanto la poetica dell'effimero di Montesquiou, quanto l'apoteosi eterna dell'arte che Proust pone a suggello del Temps retrouvé.Massimo Carloni (1968), saggista, ha curato scritti e carteggi di Antoine Rivaroli, Charles Baudelaire, Marcel Proust, Paul Valéry, Emil Cioran. Ha curato i volumi: Il visitatore della sera di Marcel Proust (2019); Una segreta complicità, corrispondenza tra Emil Cioran e Mircea Eliade (2019) e Il profumo imperituro del tempo. Lettere e scritti (1893-1921) di Marcel Proust e Robert de Montesquiou (2020). È autore dell'opuscolo Kafka. Un destino di solitudine (2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Gabriella Fenocchio"La tristezza ci avvolge come miele"Ricordando Francesco GucciniFrancesco Guccini se n'è andato il 6 agosto 2026, a Pavana, il paese dell'Appennino tosco-emiliano da cui non si era più mosso e a cui aveva sempre affidato le proprie origini. Aveva 86 anni. Con lui scompare non solo uno dei più amati cantautori italiani, ma una delle voci che hanno più ostinatamente insistito, per oltre mezzo secolo, sulla dignità letteraria della parola cantata.Leggere oggi i testi di Guccini con lo sguardo della filologia, come ha fatto Gabriella Fenocchio nel volume "Canzoni" del 2018, significa restituire a canzoni come "La locomotiva", "Auschwitz" o "L'avvelenata" lo statuto che meritano: quello di testi costruiti, tessuti verso per verso, dove ogni accento e ogni rima porta un peso preciso. Sotto la superficie affiorano Ginsberg, Nietzsche, Eliot, Montale, Gadda, Omero: una rete di citazioni che Guccini non esibiva ma incorporava, come si fa con una lingua che si è fatta propria.Ma la parola di Guccini non è stata soltanto quella delle canzoni. È stata, appunto, plurale. Lo stesso autore che a Bologna, in via Paolo Fabbri 43, scriveva ballate d'amore e invettive contro il mondo discografico, negli anni si è fatto narratore di memoria contadina in "Cròniche epafàniche", autore di gialli scritti a quattro mani con Loriano Macchiavelli, memorialista, e infine romanziere fino all'ultimo, con "Calde le pere", il libro a cui ha lavorato fino alla fine e che uscirà postumo in settembre. Il suo editor Antonio Franchini l'ha detto con precisione: come ogni grande scrittore, Guccini ha raccontato una sola storia, sempre la stessa, che dalle canzoni è passata ai romanzi senza mai perdere voce né tensione.È questa pluralità di registri, tenuta insieme da un'unica coerenza di sguardo e di lingua, a rendere Guccini un caso raro nella cultura italiana del secondo Novecento: un cantautore letto come poeta, uno scrittore che non ha mai smesso di essere, prima di tutto, un narratore di storie e di luoghi, dall'Appennino pavanese a una Bologna che nelle sue canzoni resta ancora oggi riconoscibile.Gabriella Fenocchio, originaria di San Benedetto del Tronto e residente a Bologna, insegna Letteratura in un liceo bolognese ed è stata docente di Letteratura italiana presso la Scuola per Interpreti e Traduttori di Forlì, collaborando inoltre con il Dipartimento di Italianistica dell'Università di Bologna. Affianca all'insegnamento un'attività di ricerca sulla narrativa italiana del Novecento e su questioni di teoria della letteratura e filologia, con contributi dedicati fra gli altri a Beppe Fenoglio. È autrice del volume "Il Novecento" nella Storia della letteratura italiana diretta da Ezio Raimondi e della monografia "Alfieri" per il Mulino. Nel 2018 firma introduzione e commento di "Canzoni", l'edizione filologica dei testi di Francesco Guccini pubblicata da Bompiani. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Maria Teresa Orsi, Fabio Sebastiano Tana"La ragazza che inventò il kabuki"e altre storieEinaudi Editorewww.einaudi.itQuali storie sono racchiuse nei luoghi che visitiamo? E chi sono i personaggi che si nascondono nelle pieghe del tempo? In questo libro di storie e di luoghi, di miti e di viaggi, Maria Teresa Orsi e Fabio Sebastiano Tana ci guidano alla scoperta del Giappone e della sua cultura, attraverso sei storie fuori dal comune. Cosa sentiva Okuni di Izumo, la fondatrice del teatro kabuki, nel momento in cui il suo successo cominciava a tramontare? Qual era la posizione della sfortunata imperatrice Kenreimon'in rispetto agli uomini della sua vita o quella dell'anarchica e femminista Ito Noe rispetto ai suoi compagni? Dal tempio di Ishiyama al castello della Signora di Yodo a Osaka, passando per Kyoto e per Edo, fino a Izumo e al Kyushu, la penna degli autori ci permette di esplorare e di conoscere il Giappone in maniera originale, conducendoci in un viaggio nello spazio e nel tempo. Non siamo però gli unici a viaggiare: Orsi e Tana ci mostrano come le protagoniste dei racconti non rimangono mai cristallizzate nel proprio tempo, ma trasmigrano con leggerezza da un'epoca all'altra, da un'arte all'altra, reincarnandosi di volta in volta in personaggi teatrali, eroine manga, icone televisive. Mutando di continuo le proprie fattezze ma non la propria essenza. L'incrocio di fonti antiche e moderne, classiche e pop, permette agli autori di accedere al cuore del mito, abbattendo le frontiere dei generi e restituendoci una visione inedita e straordinariamente dinamica della cultura giapponese.Maria Teresa Orsi professore emerito di Letteratura giapponese all'Università di Roma La Sapienza, ha curato l'edizione di testi giapponesi classici e moderni, tra cui Mishima, Romanzi e racconti (Mondadori). Per Einaudi ha pubblicato Fiabe giapponesi, la traduzione integrale e commentata del Genji monogatari, con Alessandro Clementi degli Albizzi, Poeti giapponesi e, con Fabio Sebastiano Tana, La neve di Yuzawa. Immagini dal Giappone e Sotto l'ombrello a Tokyo. Frammenti di vita giapponese e La ragazza che inventò il kabuki e altre storie. È socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e membro dell'Accademia Ambrosiana.Fabio Sebastiano Tana, giornalista professionista, esperto di relazioni internazionali, ha fatto parte dell'ufficio studi dell'ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) e, per oltre vent'anni, della redazione esteri dell'Agenzia ANSA. Successivamente ha collaborato con l'Aspen Institute Italia e con il mensile «Meridiani». Per Einaudi ha pubblicato, con Maria Teresa Orsi, La neve di Yuzawa. Immagini dal Giappone e Sotto l'ombrello a Tokyo. Frammenti di vita giapponese e La ragazza che inventò il kabuki e altre storie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Rossella Palmieri, Gaetano Serviddio"Elogio della vecchiaia"Letteratura e neuroscienzaEdizioni ETSwww.edizioniets.comLa vecchiaia è davvero il crepuscolo della vita o può diventare uno spazio nuovo del possibile?Questo volume affronta la senescenza come territorio di confine e di incontro tra letteratura e neuroscienza, memoria e biologia, narrazione e sperimentazione clinica. A partire dall'Elogio della vecchiaia di Paolo Mantegazza, la riflessione si apre a un dialogo serrato tra l'indagine letteraria e quella medica, facendo luce sugli aspetti ontologici e biologici dell'età tarda senza ridurli a semplice declino. Dalle ricerche di Charcot e Binet alle teorie sulla longevità di Metchnikoff – che attraversano anche la sensibilità letteraria di Pirandello e Svevo – la vecchiaia emerge come uno spazio dinamico in cui il pensiero, la scrittura e la ricerca scientifica continuano a generare senso. Le più recenti prospettive sul rallentamento dei processi degenerativi, sull'estensione della vita e sull'impiego dell'intelligenza artificiale mostrano come la medicina contemporanea non si limiti a prolungare gli anni, ma ambisca a ripensarne la qualità. Invecchiare senza perdere sé stessi, accettando la fisiologia senza cedere alla passività, è la sfida più alta. Come suggeriva Mantegazza, la felicità non segue linee rette, né disegna cerchi perfetti: «è una linea irregolare con capi e seni, penisole e istmi, fiumi e laghi, monti e valli». In questa irregolarità viva e feconda si colloca la vecchiaia: non fine, ma forma diversa del tempo.Rossella Palmieri è Professoressa Ordinaria presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Foggia; insegna Letteratura italiana e Letteratura teatrale. Si è occupata del teatro barocco e ha approfondito il rapporto tra la natura del comico e i dettami della Controriforma. La principale linea di ricerca verte attualmente sugli intrecci tra letteratura, medicina e scienza. Ha scritto monografie e saggi su Pirandello indagando la componente clinica (Pirandello e la medicina, 2018) e, al contempo, la relazione tra lo scrittore siciliano e lo psichiatra Moreno, ideatore dello psicodramma a fini terapeutici. Ha pubblicato articoli e saggi sugli utopisti italiani e francesi del tardo Ottocento.Gaetano Serviddio è Professore Ordinario di Medicina Interna presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell'Università di Foggia, dove dirige la Clinica Medica e l'Epatologia. La sua attività clinica e scientifica è orientata in particolare alle malattie metaboliche ed epatiche e ai meccanismi molecolari dell'invecchiamento con un approccio che integra clinica, biologia molecolare e modelli di medicina di precisione. È autore di circa 400 pubblicazioni su riviste internazionali e partecipa a progetti di ricerca nazionali e internazionali dedicati ai temi della longevità, dei biomarcatori e dell'innovazione tecnologica in medicina. Accanto all'impegno scientifico, promuove percorsi formativi interdisciplinari volti a integrare sapere medico e riflessione umanistica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Carla Fiorentino"L'altrove è un cane bianco"Fandango Libriwww.fandangolibri.itVioletta detta Vetta, giornalista di viaggio romana, e Federico, l'uomo con cui divide il fardello dell'esistenza, hanno una nuova scusa per tornare nel loro altrove, Carloforte nel Sud Sardegna: l'inaugurazione del ristorante che la burbera Caterinetta ha deciso di aprire insieme alla laconica chef giapponese Misato, fondendo due culture culinarie misteriosamente simili.Entrambi hanno con l'Isola delle questioni in sospeso: Federico deve concludere l'acquisto della casa che ha promesso a Vetta come dimostrazione del suo amore; lei vuole reincontrare gli amici isolani, soprattutto Pietro, il bel sommozzatore di tonnara che non sente ormai da diversi mesi.Per uno strano incastro di coincidenze, questa volta, non saranno i soli a partire e la cosa non li rende troppo contenti.Ma il bello dell'altrove è che non è mai uguale a se stesso e anche questa volta Carloforte ha in serbo una sorpresa per la protagonista, che non resiste allo stimolo dell'ignoto ed è sempre pronta a mettere in discussione se stessa e le proprie relazioni con il mondo.Inevitabilmente ne uscirà cambiata, ma fino a che punto? Dopo I tonni non nuotano in scatola e Dallo scoglio si vede tutto, Carla Fiorentino ci riporta a Carloforte e tra una focaccia e un takoyaki, un bagno di notte e una scarpinata sulla falesia, ci ricorda che un sorriso al momento giusto non toglie il peso ai problemi, ma aiuta a vederli dal loro lato migliore (sempre che ce l'abbiano).Carla Fiorentino (Cagliari, 1979) a diciannove anni lascia la Sardegna per studiare a Roma, dove si laurea in Sociologia della Letteratura e inizia subito il suo viaggio nel mondo editoriale. Dal 2021 è la direttrice editoriale di Emons. Per Fandango Libri sono usciti Che cosa fanno i cucù nelle mezz'ore (2018), I tonni non nuotano in scatola (2020) e Dallo scoglio si vede tutto (2024). Nel 2020 ha realizzato Forty. Il podcast che ci rivela i superpoteri dei quarantenni (Emons Record) che è diventato un libro nel 2021. Nel 2025 per Emons è uscito il libro per ragazzi Anche il diavolo si stanca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Elena Kostioukovitch"Tradurre Umberto Eco mentre scoppiano le rivoluzioni"La nave di Teseowww.lanavediteseo.euTradurre Umberto Eco mentre scoppiano le rivoluzioni è insieme un'autobiografia collettiva, un saggio sulla traduzione, un viaggio nel cuore creativo di Umberto Eco e uno sguardo sulle trasformazioni culturali e politiche degli ultimi decenni.Elena Kostioukovitch intreccia la propria esperienza di traduttrice con quella dei colleghi che hanno portato nelle diverse lingue straniere le opere dell'autore del Nome della rosa, a partire proprio dall'avventurosa storia di quello straordinario romanzo d'esordio: pubblicato in tutto il mondo ma osteggiato dal Partito comunista sovietico per le sue idee “relativiste”, fu tradotto di nascosto e pubblicato in Russia soltanto nel 1988, dopo le riforme di Gorbacev. Attraverso episodi inediti, fotografie, riflessioni sulle scelte traduttive e un'attenta ricostruzione dell'evoluzione tecnologica che ha cambiato per sempre il lavoro editoriale, questo volume ricostruisce il dialogo dei suoi traduttori con un Eco ironico, a volte maniacale sui testi, sempre profondamente umano. Ma è anche il racconto del confronto tra culture diverse, della censura che non risparmia nessuno e di una Russia che cambia – dalla rigidità sovietica alla fragile libertà, fino alle tensioni del presente – osservata attraverso lo sguardo di chi traduce un convinto europeista.Un libro che è un omaggio e una testimonianza diretta dell'officina creativa di un grande autore, e si aggiunge alle riflessioni raccolte da Eco stesso nel suo saggio Dire quasi la stessa cosa: un'esperienza di traduzione raccontata in prima persona da chi ha la missione di restituire un universo letterario nella sua interezza.Elena Kostioukovitch è una scrittrice e traduttrice in italiano e in russo, nata in Ucraina a Kiev, laureata a Mosca e dal 1996 naturalizzata italiana. Ha pubblicato o curato più di trenta libri, molti dei quali in Russia. Tra questi, ha tradotto sette romanzi di Umberto Eco, numerosi libri di non fiction dedicati alla storia della cultura europea, antologie di autori italiani, monografie sulla storia dell'arte, e raccolte di poesie. Da diverso tempo, dissociandosi dal regime che si è installato in Russia, preferisce scrivere in italiano, lingua in cui ha pubblicato il romanzo Sette notti (2015). Nel 2000 ha fondato un'agenzia letteraria, Elkost Intl., che ha portato nel mondo autori russi (come Ludmila Ulitskaya, Guzel Yachina, Boris Akunin, Jurij M. Lotman) e ha pubblicato e promosso, anche per conto della ONG “Memorial” (premio Nobel per la Pace 2022), diversi reperti d'archivio che raccontano i misfatti del regime sovietico o riguardano la difesa dei diritti umani nella Russia contemporanea (come le lettere di Mikhail Khodorkovsky dalla prigione, 2008-2009). Ha vinto il premio Bancarella Cucina 2007 per il libro Perché agli italiani piace parlare del cibo (tradotto in 20 paesi), il premio Grinzane Cavour per la traduzione 2003 e il premio nazionale per la traduzione 2007 del Ministero dei Beni Culturali italiano. Ha insegnato in varie università del mondo, dalla Russia al Giappone all'Argentina, e alla Statale di Milano dal 2001 al 2017. Vive a Milano dal 1988. Presso La nave di Teseo ha pubblicato Nella mente di Vladimir Putin (2022) e Kyiv. Una fortezza sopra l'abisso (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Paola Tonussi"Emily Dickinson. Gemma oscura"Edizioni Areswww.edizioniares.itEmily Dickinson (Amherst, 1830-1886) è una delle voci più radicali della modernità poetica, per l'originalità della sua riflessione su vita e morte, tempo e natura: la sua scrittura fu un'esperienza totalizzante ed eversiva, nel silenzio della Homestead, casa-prigione volontaria.La libertà della sua poesia si respira anche nei versi frammentati, nella punteggiatura innovativa e in un'intensa introspezione. Questo libro è più di un saggio biografico: è un viaggio intimo e poetico che attraversa le poesie e le lettere della Dickinson che ricordano «una torta fatta in casa, un utensile intagliato, una coperta fatta a mano». Come suggerisce l'autrice, dopo aver letto la poetessa americana non è più possibile tornare a una parola pacificata o trasparente: lettori e versi, infatti, si misurano sullo stesso piano per restituire la forza perturbante e il fascino oscuro della sua parola, una poesia che interroga e trasforma chi legge.Paola Tonussi è studiosa di letteratura inglese e americana dell'Ottocento e del Novecento e collabora a riviste italiane e anglosassoni, tra cui “Brontë Studies”. Ha scritto tra l'altro su Byron, Dickens, Virginia Woolf, Eliot, Brodskij e i Brontë. La sua biografia Emily Brontë (Salerno, 2019), è stata finalista al Premio Comisso 2020 per la sezione dedicata. Per Ares ha curato War Poets. Nelle trincee della Prima guerra mondiale (2022), Rupert Brooke: lo splendore delle ombre (2024), prima biografia italiana del poeta britannico, di cui ha curato anche le Poesie (InternoPoesia 2025, postfazione di Silvio Raffo), ed Emily Dickinson. Gemma oscura (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Daniele Balicco"Ultima lezione: XX secolo"a cura di Giuseppe Episcopotraduzione dallo spagnolo di Camilla CattarullaCronopio Edizioniwww.shopcronopio.itChe cosa significa insegnare il Novecento quando il Novecento sembra finito, ma continua a tornare sotto nuove forme? In questa Ultima lezione, Daniel Link trasforma il congedo da una lunga esperienza didattica in un intenso gesto critico e autobiografico: nessun nostalgico commiato, ma una presa di posizione sul presente.Attraversando letteratura, filosofia, filologia, politica, cultura di massa, tecnologie digitali e crisi dell'umanesimo, Link interroga, insieme, il senso stesso delle discipline umanistiche nell'epoca dell'intelligenza artificiale, dei nuovi fascismi, della disgregazione del legame comune e il significato della lettura come pratica collettiva e dissidente. Questo libro è una dichiarazione di metodo e una forma di resistenza. è anche un invito a riconoscerci, ancora, come “la specie che vive nei testi e grazie ai testi” Daniel Link è scrittore, saggista e una delle voci più radicali della critica argentina contemporanea. Ha insegnato Letteratura del XX secolo all'Università di Buenos Aires. Ha curato edizioni fondamentali di Rodolfo Walsh e Rubén Darío. Tra i suoi libri più importanti: Suturas. Imágenes, escritura, vida, La lógica de Copi e, nella traduzione francese pubblicata da Gallimard, Autobiographie d'un lecteur argentin.Daniele Balicco è professore associato di Letterature comparate all'Università Roma Tre, dove insegna Teoria e critica della letteratura e delle arti visive, teoria del capitalismo e psicanalisi. Dal 2016 al 2018 ha insegnato all'École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi ed è membro del direttivo scientifico del Centro Studi "Franco Fortini" di Siena. Tra i suoi libri: Non parlo a tutti. Franco Fortini intellettuale politico (Manifestolibri, 2007), Nietzsche a Wall Street. Letteratura, teoria e capitalismo (Quodlibet, 2018), Umanesimo e tecnologia. Il laboratorio Olivetti (Quodlibet, 2021) e, da poco, Franco Fortini, Del copywriting come genere letterario. Gli anni all'Olivetti (Quodlibet, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
A pochi giorni dalla sua uscita il nuovo film di Christopher Nolan, l’Odissea, è già un successo di pubblico e di critica.Come accade spesso per i grandi film ambientati nel passato, ha attirato anche le osservazioni dei puristi e degli studiosi del mondo classico, che ne hanno evidenziato licenze ed omissioni rispetto al poema omerico.Ne parliamo con Franco Dassisti, conduttore de La rosa purpurea e Massimo Giuseppetti, docente di Lingua e Letteratura greca presso l'Università degli Studi Roma Tre.
Francesco Baucia"William Faulkner. Il vortice dell'origine"Edizioni Areswww.edizioniares.it“Ascoltare, sentire, vedere. Questa la triade che si rinnova nella voce di Faulkner, nella sua capacità di generare voci… Non c'è sguardo che non sia anche un urlo.”Inarrestabile nella foga creativa così come nelle passioni autodistruttive, il premio Nobel William Faulkner (Mississippi, 1897-1962) raccoglie il soffio della storia della sua terra, un Sud orgoglioso e violento, e lo trasforma, attraverso la lezione del romanzo modernista, in un grande universo letterario. Cronista e visionario, Faulkner inquieta e commuove; in lui convivono nostalgia e gusto di vivere, disperazione e speranza. Lo spiega in questo vivacissimo profilo Francesco Baucia, che sonda anche il Faulkner sceneggiatore, “spalla” di Howard Hawks, uno dei grandi registi del suo tempo: la scrittura del romanziere statunitense è infatti eminentemente cinematografica, sempre magnetica, e percorsa da una tensione polarizzante che costringe il lettore a confrontarsi incessantemente con il segreto delle sue parole, le contraddizioni dell'America e del «teatro del Sud».William Faulkner nacque a New Albany, nel Mississippi, nel 1897, e crebbe a Oxford, la cittadina che sarebbe diventata il modello della sua immaginaria contea di Yoknapatawpha, ambientazione di gran parte della sua narrativa.Considerato uno dei massimi scrittori americani del Novecento, Faulkner rivoluzionò la tecnica narrativa attraverso l'uso del flusso di coscienza, la frammentazione temporale e la molteplicità dei punti di vista, elementi che caratterizzano capolavori come L'urlo e il furore (1929), Mentre morivo (1930), Luce d'agosto (1932) e Assalonne, Assalonne! (1936). La sua opera scava nella storia e nelle contraddizioni del Sud degli Stati Uniti, tra eredità della schiavitù, decadenza aristocratica e trasformazioni sociali.Nel 1949 gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura, e nel corso della carriera vinse anche due Premi Pulitzer, per La città (1957) e I gonfaloni (1962). Lavorò inoltre come sceneggiatore a Hollywood, collaborando tra gli altri con Howard Hawks.Morì nel 1962 a Byhalia, nel Mississippi, lasciando un'eredità letteraria che ha profondamente influenzato la narrativa mondiale successiva, da Gabriel García Márquez a Toni Morrison.Francesco Baucia (Asti, 1984) è dottore di ricerca in Scienze linguistiche e letterarie all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha pubblicato i romanzi L'ultima analisi (Sedizioni, 2013) e La notte negli occhi (Lindau, 2020), la raccolta di studi su Cormac McCarthy Luci dall'abisso (Vita e Pensiero, 2024, con F. Bellini) e il saggio narrativo Discipline occidentali (Castelvecchi, 2025). Collabora con il manifesto e doppiozero, ed è autore di sceneggiature televisive.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Se vi accingete a guardare The Odyssey di Christopher Nolan, o l'avete già fatto e ora volete approfondire, o anche solo se volete capire meglio perché Hollywood torni a un poema vecchio di tremila anni, questa è la puntata che fa per voi! Perché analizziamo il classico di Omero discutendone soprattutto la straordinaria e vertiginosa modernità. Nei temi e generi che ancora oggi attraversano il cinema, la letteratura, le serie tv: viaggio, avventura, fantastico, mostri, seduzione, esilio, nostalgia, maschera, identità, riconoscimento, paternità, vendetta. Ma anche nel suo essere un racconto fondativo non solo per il contenuto, ma per la forma. Un racconto fatto per essere ascoltato a puntate, ricordato, atteso. Pieno di anticipazioni, di flashback, di racconti nel racconto, di cliffhanger… Scopriamo così come l'Odissea non sia soltanto un classico: è la madre remota della narrazione seriale contemporanea.Se l'Iliade è il poema della guerra, dell'ira, dell'onore e della morte eroica, l'Odissea è il poema del dopo. Dopo la gloria, dopo la distruzione di Troia, dopo il fragore delle armi. Odisseo non combatte più per conquistare il mondo: combatte per tornare a casa. Non cerca un destino più grande di sé: cerca Itaca, Penelope, Telemaco, il proprio letto, il proprio nome.E forse per questo l'Odissea continua a parlarci così direttamente, da quasi tremila anni. Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Richard Ford è uno dei grandi scrittori americani. A 82 anni, è uno degli ultimi della sua generazione. Con lui parliamo di come si diventa un bravo scrittore, di politica, e di Donald Trump. Leggi Con parole semplici di Richard Ford Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. I consigli di Richard Ford Nel nostro tempo di Ernest HemingwayAssalonne, Assalonne! di William FaulknerThe Concept of Character in Fiction di William Gass Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Luigino Bruni"L'Italia tra le righe"Tre scrittori per capire l'economia e la sua animaMarietti1820www.mariettieditore.itQuanti modi ci sono per parlare dell'economia di un paese? La parola letteraria e le analisi economiche, considerate spesso agli antipodi fra gli “strumenti” a disposizione degli intellettuali e degli studiosi per raccontare la storia,nel libro di Luigino Bruni trovano un terreno di sintesi e armonia nelle opere di Ignazio Silone, Carlo Levi e Giovannino Guareschi. E oggi? Le crisi contemporanee hanno ancora un lessico comune con le opere dei tre autori? Il libro va alla ricerca di categorie universali e di lunga durata che sappiano fare, con la letteratura, i conti in tasca al mondo.Luigino Bruni, già autore per EDB e Marietti di numerosi libri, è economista, saggista e giornalista, professore ordinario di economia politica presso l'Università Lumsa di Roma e editorialista di Avvenire. I suoi interessi per l'etica, gli studi biblici e la letteratura ne fanno una figura di economista unica nel panorama intellettuale italiano. Per Marietti1820 ha pubblicato La Ferita dell'altro. Economia e relazioni umane (2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Andrea Camilleri | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello B1 - #language #Camilleri #MontalbanoLearn italian with an easy but interesting crime story - take a look at Luisa's murder mistery on Amazon: Gianduiotti e Delitti, i misteriosi casi del Commissario DalmassoBiografia dello scrittore Camilleri e alcuni consigli di letturaBuongiorno cari amici e amanti dell'italiano e benvenuti al nuovo episodio. Tempo d'estate, si avvicinano le vacanze e anche il periodo in cui si ha più tempo per rilassarsi e per leggere un libro nuovo.In questo episodio vi parlo di uno scrittore molto amato, Andrea Camilleri, che sicuramente conoscete perché è l'autore del commissario Montalbano. Voglio parlarvi della sua vita, del suo lavoro e alla fine darvi anche qualche titolo, qualche consiglio di lettura per l'estate.Andrea Camilleri nasce il 6 settembre del 1925 a Porto Empedocle, in Sicilia, vicino alla città di Agrigento, vicino al luogo dove è nato Luigi Pirandello, altro grande della letteratura italiana, che era, tra l'altro, cugino della nonna paterna. Ha due fratelli e il padre è ispettore del lavoro portuale di Porto Empedocle e fascista della prima ora, mentre la madre è una donna molto religiosa e per questo motivo gli mette come secondo nome „Calogero“, il nome del santo che viene celebrato nel giorno della nascita di Camilleri.È una famiglia benestante e può far studiare i figli.Andrea nasce prematuro, è gracile e ribelle. ...- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
Perché esiste il male in un universo di coscienza? È la domanda più scomoda per Faggin e non solo!Ivan Karamazov risponde. Spinoza risponde. Ma che ci facciamo con i bambini innocenti che soffrono?Ho cercato con Von Balthasar qualcosa di diverso. Non una struttura: una presenza. Ascolta e dimmi sinceramente se ti basta una spiegazione o c'è bisogno di altro...#filosofia #Faggin #male00:00:00 Apertura e introduzione al tema00:00:53 Ivan Karamazov: il biglietto da restituire00:03:11 Il filo del video: struttura o presenza?00:04:27 Faggin: il male come distorsione di codifica00:06:44 Il limite di Faggin davanti al bambino innocente00:09:41 Spinoza: Deus sive Natura00:10:27 Sub specie eternitatis: il male come illusione00:13:27 Hans Urs von Balthasar: il sabato santo00:16:55 Dio scende nel buio: presenza senza spiegazione00:20:38 Tre risposte a Ivan Karamazov00:21:58 Universo di coscienza vs universo di amore00:24:11 Spiegare il dolore o starci: domanda finaleAscolta "La mia vita spaziale": Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcastGuarda il video completo: https://youtu.be/QrkKhVh47jwCommenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegramLascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stellineDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Habemus podcast! CCXLI puntata di Anima Latina con la professoressa Maria Jennifer Falcone (Università di Pavia) che presenta il suo nuovo volume Breve grammatica di latino (Carocci, 2026): un manuale agile e sintetico, nato dall'esperienza didattica universitaria e pensato per accompagnare chi si avvicina allo studio della lingua latina anche dopo gli anni del liceo. E con don Davide Piras (Ufficio Lettere Latine) che approfondisce l'espressione latina pia fraus, l'"inganno mosso dalla pietas", attraverso Ovidio, sant'Agostino e san Tommaso d'Aquino Ospiti: Don Davide Piras, scriptor dell'Ufficio Lettere Latine della Segreteria di Stato e docente di patristica dell'Arcidiocesi di Cagliari. Prof.ssa Maria Jennifer Falcone, latinista e filologa, ricercatrice e saggista, è docente associata di Lingua e Letteratura latina presso l'Università di Pavia, sede di Cremona (Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali). Tra le sue più recenti pubblicazioni figura Breve grammatica di latino (Carocci Editore, 2026). Conducono Fabius Colagrande & Maria Milvia Morciano Puoi ascoltare tutti i podcast di Radio Vaticana - Vatican News cliccando qui: vaticannews.va/it/podcast.html
Massimo Cazzulo"La schiava greca"Anna GrivaCrocetti Editorewww.crocettieditore.it1824: durante la guerra per l'indipendenza della Grecia, gli ottomani massacrano la popolazione dell'isola di Psarà e riducono in schiavitù i superstiti, che vengono smistati nei mercati dell'Asia Minore. In uno di questi, a Smirne, il diplomatico americano Philip Curtis nota una bambina, Garifalià, esposta come merce. Lui, che ha perso tragicamente la figlia, vedendola non ha dubbi: la riscatta e la adotta, portandola con sé in America. Ma proprio quando Garifalià inizia a sentirsi a casa, anche grazie al legame con la schiava afroamericana Josephine, una lettera proveniente dalla Grecia informa Curtis che la sorella della piccola è stata rintracciata: viva, ma alienata per il trauma subito. Rivelare la verità a Garifalià o tenerla nascosta? Ispirato alla storia vera di Garifalià Michalvei, la cui vicenda destò profonda commozione nell'America del tempo, il romanzo si fonda su una scrupolosa documentazione storica, inquadrata nelle strutture mitico- archetipiche della tradizione popolare greca e della cultura afroamericana– molto diverse fra loro, ma unite dalla sofferenza, dalla sopraffazione e dal desiderio di libertà. “Fra tutti quei corpi prostrati, solo una ragazza aveva lo sguardo sollevato verso una direzione indefinita. Una ragazza incredibilmente gracile, con lunghi capelli corvini e profonde striature sulle braccia. Appena le passai davanti, avvertii i suoi occhi fissarsi su di me. Senza capirlo mi fermai e la guardai anch'io. Allora lei si accasciò sulle ginocchia e incrociò supplichevole le mani. Questa era forse l'immagine più dolorosa che avessi mai visto in vita mia.”Anna Griva è nata nel 1985 ad Atene. Autrice di narrativa e saggistica, collabora con le pagine culturali dei maggiori quotidiani greci. Ha studiato tra Atene e Roma, dove si è laureata in Letteratura italiana con una tesi sulla poesia del Rinascimento. Nel 2020 l'Istituto Italiano di Cultura di Atene le ha attribuito il premio per la Traduzione per aver tradotto in greco la poetessa del Cinquecento Laura Battiferri. Nel 2024 ha ottenuto il prestigioso premio nazionale di Poesia (assegnato dal ministero greco della Cultura) per la raccolta La dea perduta. Insegna Letteratura italiana alla Hellenic Open University di Atene e Scrittura creativa presso l'Università Capodistria di Atene.La schiava greca è il suo secondo romanzo.Massimo Cazzulo è uno studioso e traduttore italiano specializzato in letteratura e poesia greca, sia antica sia moderna. Il suo lavoro si concentra in particolare sulla traduzione e diffusione della poesia neogreca contemporanea in Italia: ha curato e tradotto, tra gli altri, "Postscriptum della storia" di Spyros Vrettós (Ladolfi Editore, 2005) e "Nostalgia del presente" di Antonis Fostieris (Crocetti Editore, 2021). Collabora con riviste e progetti dedicati alla poesia, come "L'Astero Rosso", e le sue traduzioni compaiono nel catalogo di editori come Feltrinelli e Crocetti, contribuendo a far conoscere al pubblico italiano voci poetiche greche di rilievoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
(00:00:00) La fiera delle vanità, un classico sul consumismo? - Mattoni Europei (00:02:47) Un romanzo sulla doppiezza (00:11:40) Vita di Thackeray e ragioni del successo (00:19:25) Analisi della trama (00:30:33) Una villain perfetta? Analisi di Becky Sharp (00:43:08) Autoinganno e relativismo negli altri personaggi (00:47:45) Un narratore inaffidabile e unico La fiera della vanità (1848), capolavoro del realismo inglese a firma di William Thackeray, è un romanzo sulla doppiezza che mette al centro della storia due protagoniste antitetiche per carattere e posizione sociale: Amelia Sedley e Rebecca Sharp, che incarnano rispettivamente vizio e virtù, umiltà e ambizione, modestia e superbia, pudore e sfacciataggine, conformismo e trasgressione, banalità e carisma.Chi vincerà?Perché sì, la narrazione di Thackeray è volutamente sdoppiata e speculare, ma soprattutto competitiva. Mette a confronto continuamente la parabola di due giovani donne all'interno di un perimetro e un milieu molto ben definito: la società vittoriana londinese nel contesto economico del diciannovesimo secolo, ovvero quello del nascente consumismo, indotto dai commerci coloniali che procuravano nuove merci di lusso da sfoggiare e accumulare in patria per le classi più abbienti. Si tratta di una società basata sull'economia dello sguardo ovvero sull'essere osservati e sull'osservare gli altri per invidiarli, per imitarli, per sbarazzarsi di loro.Leggi l'approfondimento completo su insidebooks.it (CONTENUTI EXTRA E FONTI BIBLIOGRAFICHE) https://ileniazodiaco.insidebooks.it/p/satira-attuale-fiera-della-vanita-william-thackeray-analisi
Storie d'Amore nel Arte (3) | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello B1 B2 - #language #amore #coppieBuongiorno cari amici e amanti dell'italiano e benvenuti alla terza e ultima parte delle nostre storie d'amore. Cominciamo con una storia della letteratura italiana:11) Renzo e Lucia sono i protagonisti de “I promessi sposi”, romanzo storico scritto da Alessandro Manzoni tra il 1825 e il 1827 e ripubblicato tra il 1840 e il 1842. Siamo a metà del 1.600, in Lombardia, in uno dei periodi più bui della storia. Le città sono dominate da potenti corrotti e incapaci, arriva la peste, gli eserciti ispano imperiali si incrociano qui per la guerra dei trent'anni.In questo periodo dominato dal male e dalla violenza due giovani, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, che sono tutti e due operai tessili, si incontrano e si innamorano. Vogliono sposarsi in chiesa perché soprattutto Lucia è molto religiosa. ...- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
Angelo Floramo"L'estate indiana del '76"Bottega Errante Edizioniwww.bottegaerranteedizioni.itDentro a un cratere spaventoso, ma proprio nel suo centro, viveva una piccola tribù di indiani selvaggi e coraggiosi. Era l'estate del 1976.Questa è una storia diversa, raccontata attraverso gli occhi di un bambino che nel '76 non ha ancora compiuto dieci anni e vive i giorni del terremoto in bilico tra l'orrore e la favola, la paura e l'avventura. Siamo tra San Daniele e Gemona, tra operai jugoslavi e militari canadesi, fantasmi notturni che svolazzano tra le macerie, figure indimenticabili che forse non sono mai esistite, se non nella fervida immaginazione di un bambino… Un bambino che sapeva trasformare perfino una tenda militare in un accampamento indiano e il profilo di una montagna nella faccia di quell'Orco che talvolta si risveglia, goloso com'è di case, paesi e carne umana. E così la tragedia del terremoto in Friuli si trasforma in un'opportunità di crescita, mentre sullo sfondo muore, sepolta sotto le macerie, la civiltà contadina.Angelo Floramo, nato a Udine nel 1966, insegna Storia e Letteratura al Magrini Marchetti di Gemona ed è ancora convinto che malgrado tutto sia il mestiere più bello del mondo. Medievista per formazione, ha pubblicato molti saggi e articoli specialistici, collabora con diverse riviste nazionali ed estere; dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico. Per Bottega Errante Edizioni ha pubblicato Guarneriana Segreta (2015, finalista al premio Latisana Nordest), L'osteria dei passi perduti (nuova edizione 2024), La veglia di Ljuba (2018, Premio Palmastoria come miglior romanzo storico), Il fiume a bordo (2020), Come papaveri rossi (2021, Premio Fiuggi Storia), Vino e libertà (2023, selezione Premio Vermentino), Breve storia sentimentale dei Balcani (2024), Vita nei campi (2025) e L'estate indiana del '76 (2026). A gennaio 2024 è stato insignito del prestigioso Premio Nonino Risit d'Aur.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Silvia Andreoli"Il cuore della notte"Storie delle ore dopo il tramonto.Prefazione di Roberto DeidierLuiss University Presswww.luissuniversitypress.itÈ capitato a chiunque: una strada deserta popolata da ombre tremolanti, un silenzio scosso dal fruscio delle foglie, il rintocco delle campane che annuncia l'arrivo della notte. Nell'oscurità brillano le stelle e noi, confusi, non sappiamo se il brivido che ci attraversa appartiene a una paura senza età o a un'avventura sul punto di cominciare. Il cuore della notte di Silvia Andreoli è un saggio noire, un'autobiografia onirica, un itinerario delle dodici ore notturne scandito dagli orologi illustrati da Stefano Guerrini. Memoir, critica letteraria e narrazione si contaminano fino a fare del buio la “regione” dell'Essere: siamo fatti della stessa sostanza di cui è fatta l'oscurità. Ma il buio non è assenza di luce; è materia primordiale, desiderio d'infanzia, territorio ancestrale dove il tempo si dissolve e i segreti dell'intimità vengono custoditi. Accostarsi alla notte significa, come Cenerentola, vincere il timore della mezzanotte e raccogliere la promessa di una scarpetta o volare oltre la morte come l'umbratile Peter Pan. La notte ci spoglia dei ruoli sociali e ci restituisce alle nostre tenebre interiori: cadono le maschere, e l'anima, libera dal quotidiano, incontra il silenzio della creazione e la passione del desiderio. Il buio è alambicco alchemico: è Michelangelo che si rifugia nelle segrete di San Lorenzo come in una notte senza fine e popola le pareti di disegni lavorando alla cieca; è Proust che cerca nella sua stanza foderata di sughero la madre-notte per ritrovare le memorie perdute dell'infanzia. Da Nabokov a Kafka, fino ai Nighthawks di Hopper, Andreoli tesse una costellazione letteraria in cui la luna produce miti, illusioni e passioni. Come falene attratte da un chiarore ingannevole, volteggiamo verso ciò che ci attrae e ci consuma: è il sogno di una vita libera.Silvia AndreoliScrittrice, studiosa dell'universo della fiaba, è autrice di romanzi e racconti. Ideatrice di numerosi laboratori su temi della fantasia, dell'infanzia e della poesia, con Luiss University Press ha pubblicato La tana del lupo (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
(00:00:00) Il prezzo dei libri sale ma la qualità scende? - Il fenomeno dell'enshittification (00:03:40) Quanto costa un libro in Italia? (00:07:54) Chi compra libri? (00:16:07) Cosa comprano? (00:23:09) Perché c'è la percezione che i libri siano più costosi e di bassa qualità? (00:35:32) I libri sono davvero peggiori rispetto al passato? Se anche tu hai la sensazione che oggi il costo dei libri sia sempre più alto mentre la loro qualità sia sempre più bassa, mettiti seduto. Dobbiamo parlarne. Oggi affrontiamo quello che forse possiamo considerare il tema cruciale del mercato editoriale ovvero: la sovrapproduzione e la conseguente sfiducia dei lettori nelle case editrici e nella loro offerta.Oggi i lettori, infatti, lamentano un generale abbassamento della qualità a fronte di un aumento del prezzo: ma è davvero così? Quanto costa davvero la cultura? Come si sostiene l'editoria? Parleremo diffusamente anche del fenomeno dell'enshittification, teorizzato da Cory Doctorow. Buon ascolto!Introduzione 00:00 Quanto costa un libro in Italia? 03:40 min Chi compra libri? 07:54 min Cosa comprano? 16:08 min Perché c'è la percezione che i libri siano più costosi e di bassa qualità? 23:09 min Il sistema premia la quantità invece della qualità? 26:40 min I libri sono davvero peggiori rispetto al passato? 35:32 min Conclusioni 49:18 min
Ep. 143: Secondo lei, per fare questo mestiere, «nei posti bisogna starci». In questa intervista con Malcom Pagani, Fiorenza Sarzanini racconta un'infanzia scandita dagli squilli notturni del vecchio telefono SIP e dai ricordi di un padre cronista. Dalle prime cronache di quartiere scritte nascosta «dietro l'armadio dell'archivio» del Messaggero, la condirettrice del Corriere della Sera intreccia la sua storia e i suoi drammi a quelli del Paese: l'anno dell'anoressia affrontato a ventitré anni senza mai smettere di lavorare, la scelta di sfilare in mezzo agli autonomi durante il G8 di Genova nel giorno della morte di Carlo Giuliani e l'immedesimazione nel dolore delle madri dell'Aquila. Tra il rifiuto dei social per proteggere la propria credibilità professionale e la paura quotidiana di subire un "buco" dalla concorrenza, Sarzanini rivendica una «passione sfrenata» che la tiene in servizio ventiquattro ore su ventiquattro, confessando che l'unico modo per trovare un po' di pace è staccare il telefono e immergersi nel silenzio del mare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Roy Menarini, Marco Leonetti"Fellini, la scrittura, gli scrittori"I Saggi Fellini StudiesCuePresswww.cuepress.comMolto noto e al tempo stesso poco studiato, il complesso rapporto di Federico Fellini con la scrittura e gli scrittori ha un ruolo fondamentale per la comprensione del suo immaginario.Da una parte, infatti, lo studio della dimensione della scrittura nei suoi film merita nuovi aggiornamenti rispetto alla dimensione iconografica e visuale.Dall'altra, la promozione di Fellini a soggetto culturale legittimato al confronto con intellettuali e scrittori del calibro di Italo Calvino, Milan Kundera, Georges Simenon (solo per citare i più noti) è un luogo di elaborazione critico-teorica degna di ulteriori approfondimenti.Il volume esplora le avventurose relazioni tra Fellini, stampa, editoria, letteratura, adattamento, attraverso saggi trasversali e studi di caso.Roy MenariniInsegna Cinema e Industria Culturale all'Università di Bologna.Ha pubblicato numerosi saggi sul cinema contemporaneo e su temi come la critica cinematografica, la cinefilia, l'immaginario hollywoodiano.È senior editor della rivista «Cinergie» e dirige il sito «Cinefilia Ritrovata».Contribuisce a diversi gruppi di ricerca nazionali e internazionali come Inc – International Research Network on Celebrity Culture e Cfc (Culture, Fashion, Communication).Collabora con «Film Tv» ed è consulente della Cineteca di Bologna oltre che di altre istituzioni e associazioni.Dirige programmi di film and audiovisual education per le scuole.È inoltre critico cinematografico, saggista e conferenziere.Marco LeonettiDirige il Fellini Museum e la Cineteca comunale di Rimini.Si occupa della valorizzazione dell'archivio Fellini, della cura e dello sviluppo delle collezioni bibliografiche e audiovisive, nonché della progettazione di attività culturali dedicate al cinema.Coordina iniziative espositive e progetti di ricerca, promuovendo il dialogo tra patrimonio pubblico e comunità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Trascrizione con glossario (gratis)In questo episodio di livello intermedio, parliamo del rapporto tra l'Italia e la letteratura inglese: da Chaucer a Shakespeare, da Milton ai poeti romantici Byron, Shelley e Keats. Un viaggio attraverso i secoli per scoprire come e perché l'Italia ha ispirato alcuni dei più grandi scrittori di lingua inglese.Altri link e risorse utili:Dentro l'Italia - Corso di italiano avanzato (C1)Ebook gratuito: come raggiungere il livello avanzato in italiano"Ebook gratuito, "50 modi di dire per parlare come un italiano"YouTubeInstagramFacebook
Dario Biagi"Ho nel cuore acido citrico effervescente"Vita, successi e pene segrete di Emanuele PirellaPendragon Editorewww.pendragon.itQuesta biografia racconta le molte vite di Emanuele Pirella (1940-2010): pubblicitario geniale, giornalista satirico, critico televisivo, ma anche scrittore mancato e intellettuale inquieto. Dalla celebre campagna Jesus Jeans del 1973, che rivoluzionò la comunicazione italiana, ai raffinati ritratti di costume firmati con Tullio Pericoli per «linus», «Corriere della sera», «L'Espresso» e «Repubblica», Pirella attraversa quarant'anni di cultura e società italiane. Basato su un ampio corpus di materiali inediti – diari, racconti, progetti e poesie –, il libro ricompone il profilo di un uomo diviso tra successo e nostalgia, tra la pubblicità come mestiere e la letteratura come vocazione. Ne emerge la figura di un “intellettuale del dopoguerra” rimasto nell'ombra, un autore romantico e tormentato che avrebbe voluto essere più un erede di Flaiano che il guru della pubblicità.Dario Biagi è stato inviato e caporedattore in varie testate e ha lavorato a lungo alla Rai di Milano. È il biografo di Giuseppe Berto, Gian Carlo Fusco, Erich Linder, Piero Manzoni, Franco Valobra, Adelina Tattilo e del pittore Cagnaccio di San Pietro, di cui ha curato una retrospettiva a Ca' Pesaro (Venezia) nel 2015. Ha pubblicato, tra l'altro, il memoir Figurine italiane. Ritratti e storie tra un millennio e l'altro (Avagliano, 2022), curato la raccolta di scritti giornalistici di Gian Carlo Fusco Arpa e cannone. La pagina più scintillante del mensile «Successo» (1959-1963) (Aragno, 2023) e scoperto un carteggio inedito e cinque novelle mai censite di Anna Maria Ortese, testi ora pubblicati con la sua curatela in due distinte edizioni: Ama ciò che ti tortura. Lettere a Helle (1938-1974) (De Piante, 2024) e Novelle ritrovate (Argolibri, 2025). Per Pendragon è uscito nel 2026 Ho nel cuore acido citrico effervescente. Vita, successi e pene segrete di Emanuele Pirella.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Una puntata letteraria all'insegna del mondo dei classici con autori i cui insegnamenti restano validi ancora oggi, del racconto della scuola e del valore dell'insegnamento nella nostra società. Questa puntata del PoretCast torna in versione video. Non potete perderla. Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Milena Contini, Michela Martignoni"La bella Costa"Solferino Libriwww.solferinolibri.it«Aveva un nuovo nome: Antonietta Costa. Lo avrebbe sempre pronunciato con fierezza. Diamine, si ripeteva, era sposata da venti giorni e già si sentiva una Costa fino al midollo!» Quando la sedicenne Antonietta rifiuta un matrimonio combinato organizzato dai genitori per sposare invece Giacomo Costa, molto più anziano di lei, in tanti prevedono un'unione infelice. Si sbagliano. Quello che li lega, infatti, è un amore solido e passionale, destinato a durare per anni. Ma in seguito alla decisione di Giacomo di ritirarsi in eremitaggio a Quinto, la vita di sua moglie si fa avventurosa. Con accanto alleati preziosi come il fedele servo Gabrio, amico d'infanzia, e Rosalba, l'ostetrica che ha fatto nascere i suoi figli, Antonietta dapprima deve fronteggiare da sola le insistenze dei corteggiatori e gli intrighi della vita nobiliare, e subito dopo il terribile assedio di Genova del 1800, durante il quale si troverà a lottare fianco a fianco con il generale Massena, vanamente impegnato a salvare la città. Mentre i fermenti risorgimentali accendono i cuori, la «Bella Costa» si appassiona alla politica, raccoglie attorno a sé un salotto culturale tra i più vivaci della città, frequentando Ugo Foscolo e Vincenzo Monti, e, incurante del rischio, collabora con Giuseppe Mazzini. Per tutta la sua vita lunga, piena e libera, sognerà una Genova più forte e un'Italia più unita.La saga di una donna che ha vissuto il suo tempo da protagonista, sullo sfondo di una città caleidoscopica, intrisa di colori, di vento e di leggende, in un'epoca traboccante d'energia vitale e di feroci contraddizioni: magia e scienza, guerra e pace, libertà e schiavitù. Salvezza e perdizione.Milena Contini è docente di Letteratura italiana. Lavora presso l'Università eCampus, conduce la trasmissione 1000 cose da dire su UniGeRadio e cura la rubrica Gocce su «Writers Magazine Italia». Ha pubblicato novelle, racconti lunghi e “In caso di pioggia” (Rayuela 2025), raccolta di poesie tradotte in spagnolo, francese, giapponese, bielorusso e arabo.Michela Martignoni è editor, consulente editoriale e divulgatrice culturale. In coppia con la sorella Elena scrive romanzi storici e polizieschi pubblicati anche in Spagna, Germania e Stati Uniti. Tra questi, dal 2012, dietro lo pseudonimo di Emilio Martini, la serie del Commissario Berté (Corbaccio).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Può uno scherzo di matrimonio finire in un duello a colpi di spada... e con una citazione letteraria? In questa puntata, Alessio e Katia partono da un bizzarro aneddoto familiare per portarvi alla scoperta del romanzo più famoso (e a volte temuto!) della letteratura italiana: I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Se volete capire davvero la cultura e la lingua italiana, questo è l'episodio che fa per voi!
Antonella Ferrara"Taobuk"Salone Internazionale del Libro di TorinoDomenica 17 maggio, ore 18.30Padiglione OVAL, sala Viola“Sicilia: Battiato, Camilleri, Pirandello. L'isola che immagina il mondo”: un confronto su una terra che, più di ogni altra, ha saputo trasformare le proprie contraddizioni in racconto e le proprie radici in visione, restituendo un'identità plurale capace di interrogare il presente e parlare al mondo.L'incontro sarà anche l'occasione per presentare la XVI edizione di Taobuk che si svolgerà a Taormina dal 18 al 22 giugno, dedicata al tema della fiducia.Intervengono: Antonella Ferrara, Giulio Perrone, Gaetano Savatteri ed Elvira Seminara.Taobuk 2026: FiduciaDal 18 al 22 giugno a Taormina la sedicesima edizione del festival ideato e diretto da Antonella Ferrara, promosso dalla Regione Siciliana - Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo, dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, e con il sostegno del Parco Archeologico Naxos Taormina, del Comune di Taormina e di BPER.Più di 200 ospiti da 30 paesi, per un programma multidisciplinare tra letteratura, cinema, musica, danza, arti visive, geopolitica e scienza.Taobuk Award agli scrittori Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel per la Letteratura, Haruki Murakami, Dacia Maraini, Jonathan Coe, Donato Carrisi, al poeta Adonis, alla poetessa Rupi Kaur, all'artista Anish Kapoor, al cardinale Gianfranco Ravasi, al direttore d'orchestra Vitali Alekseenok, al Premio Nobel per l'Economia Esther Duflo, e all'artista Valerio Adami, che ha realizzato il Manifesto di Taobuk 2026.Agli scrittori Felicia Kingsley e Eduardo Mendoza sarà conferito il Premio Sicilia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Lia Iovenitti"La scatola delle lacrime"Han KangIllustrazioni di Bomroya.Adelphiwww.adelphi.itSalone Internazionale del Libro Torinovenerdì 15, ore 11:30 - lab scrittura "due ciottoli sott'acqua" con Lia Iovenitti - lab scrittura padiglione 4venerdì 15, ore 13:45 - l'autore invisibile - i ferri del mestiere - con Lia Iovenitti e Federico Taibi - Sala Granatasabato 16, ore 11:00 - con Lia Iovenitti- Libreria Trebisonda, Via Sant'Anselmo. Salone Off.«Con gratitudine per le lacrime che, a volte, arrivano inaspettatamente a salvarci» (Han Kang).Un potente racconto sul tema del dolore – per i bambini e gli adulti – che racchiude tutto l'universo poetico di Han Kang.C'era una volta una bambina che viveva in un villaggio remoto fra le montagne. Come «due ciottoli sott'acqua», i suoi grandi occhi scuri erano sempre bagnati di pianto: bastava un'ombra, il soffio umido del vento poco prima della pioggia, un piccolo gesto o una melodia lontana a farle versare lacrime. Poi, un giorno, giunse al villaggio un uomo vestito di nero, con un grande cappello, una borsa scura e un minuscolo uccellino blu dalle piume lucenti. Era un collezionista di lacrime, alla ricerca dell'esemplare rarissimo che mancava alla sua raccolta: la lacrima versata «per nessuna ragione in particolare, e per tutte le ragioni del mondo». Incuriosita dalle storie di quell'uomo misterioso e ammaliata dalla «forza strana» dell'uccellino blu, la bambina decise di unirsi al loro viaggio. E durante il cammino – come narra Han Kang in questo racconto delicato e visionario, che ricorda una fiaba di Miyazaki – il mondo intero iniziò a mutare dentro e fuori di lei.Han Kang è una scrittrice coreana, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 2024. Vittoria che le ha permesso di diventare la prima autrice asiatica nella storia ad aggiudicarsi tale riconoscimento.«Fin da quando ero bambina, ho sempre voluto conoscere. Conoscere il motivo per cui siamo nati. La ragione per cui esistono la sofferenza e l'amore. Queste domande sono state poste dalla letteratura per migliaia di anni e continuano a essere poste oggi». - Dal discorso di Han Kang alla cerimonia di premiazione del Premio Nobel per la Letteratura.Nata nel 1970, è figlia dello scrittore Han Seungwon e come il padre ha vinto il Yi Sang Literary Award.Studiosa di letteratura coreana alla Yonsei University, ha iniziato la sua carriera come poetessa. Nelle sue opere Han Kang si confronta con traumi storici, esponendo la fragilità della vita umana, enfatizzando le connessioni tra corpo e anima, vivi e morti, con uno stile poetico unico e sperimentale, confermandosi un'innovatrice della prosa contemporanea.In Italia i suoi romanzi sono pubblicati da Adelphi.Tra i titoli ricordiamo, La vegetariana, vincitore dell'International Booker Prize nel 2016, Atti umani (2017), Convalescenza (2019), L'ora di greco (2023), Non dico addio (2024), Il libro bianco (2025).Han Kang nel 2024 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: «per la sua intensa prosa poetica che affronta i traumi storici ed espone la fragilità della vita umana.»Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
Il professor Barbero è ospite del book club “Lavagne di carta” del Liceo Monti di Chieri, in collaborazione con la libreria Mondadori di Chieri, per presentare il suo lavoro di traduzione di venti fabliaux medievali relativi ai tabù che ancora oggi la nostra cultura considera osceni.Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=qR0mOHK-se4Partecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
Alessandro Barbero al Festival della Mente: Lezioni e Conferenze di Storia
Il professor Barbero è ospite del book club “Lavagne di carta” del Liceo Monti di Chieri, in collaborazione con la libreria Mondadori di Chieri, per presentare il suo lavoro di traduzione di venti fabliaux medievali relativi ai tabù che ancora oggi la nostra cultura considera osceni.Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=qR0mOHK-se4Partecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
Giampiero Moretti"Opera Omnia XV"Scritti di estetica, letteratura e arteRomano GuardiniEdizioni Morcellianawww.morcelliana.netIl volume raccoglie per la prima volta scritti dedicati ad arte, letteratura ed estetica, nati in contesti diversi ma uniti dall'idea per cui l'arte è percepita come testimonianza e speranza, come incontro tra umano e divino, tra uomo e mondo. Un'esperienza che coinvolge tanto lo spirito quanto la dimensione fisico-corporea, il comprendere quanto il sentire. Non si tratta di testi di “estetica” in senso tecnico, ma di meditazioni sul significato profondo dell'arte come vita. Dalle Madonne di Beuron alle marionette, da Michelangelo alla fiaba, fino alla spiritualità vivente della Romantik, ogni saggio di Guardini illumina un aspetto dell'incontro con l'opera d'arte come esperienza viva. Al centro del volume vi è dunque l'idea che non esista un unico modo di avvicinarsi all'arte: gli approcci al fenomeno artistico sono anzi – ed è bene che restino – molteplici.Romano Guardini (1885-1968) è stato uno dei protagonisti della storia culturale europea del sec. XX. Presso la Morcelliana è in corso di stampa l'Opera Omnia.Giampiero Moretti è stato ordinario di Estetica presso l'Università Orientale di Napoli; attualmente lo è di Letterature comparate. Per Morcelliana ha curato, di Romano Guardini, Hölderlin e il paesaggio (2006) e Hölderlin (2014, volume XXI dell'Opera Omnia).Giulia Battistoni è ricercatrice Marie Sklodowska-Curie (con sede all'Università di Verona, alla Boston University e alla Friedrich-Schiller-Universität Jena).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In questo episodio andiamo a fare un viaggio alla scoperta dei fiumi d'Italia! ⛵️
Rita Svandrlik"Scrivere per esistere"Vita e opere di Ingeborg BachmannCarocci Editorewww.carocci.itFornendo un nuovo sguardo d'insieme, completo e aggiornato, sulla vita e sulle opere della scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann (1926-1973), il volume invita alla lettura dei suoi testi, molti dei quali composti durante i vari periodi di soggiorno in Italia, a Ischia, a Napoli e soprattutto a Roma. Ampiamente tradotta in italiano, oggi Bachmann sta riscuotendo l'attenzione di nuove generazioni, dopo l'appassionata ricezione degli anni Ottanta e Novanta da parte della cultura femminista. Intellettuale cosmopolita ed europea, viene considerata ormai un'autrice classica del Novecento, con una produzione che dalle prime raccolte liriche di grande risonanza arriva, attraverso radiodrammi, saggi e due libretti d'opera, alla straordinaria prosa narrativa. Anche i momenti di crisi personale non le hanno impedito di dedicarsi completamente alla scrittura, accettando la sfida rappresentata dal linguaggio corrotto delle opinioni e delle frasi fatte, per allargare l'orizzonte del dicibile e del possibile: chi scrive può infatti «rappresentare l'epoca sua e presentare qualcosa per cui il tempo non è ancora venuto». Memoria del passato e meticolosa analisi dei meccanismi del potere creano nei suoi testi «un regno aperto al futuro di cui non conosciamo i confini».Rita SvandrlikHa insegnato Letteratura tedesca all'Università di Firenze. Si è occupata di costruzioni mitiche del femminile, di letteratura austriaca (Grillparzer, Stifter, Musil) e di varie autrici, tra cui Jelinek, Wolf, Haushofer. Con Carocci editore ha pubblicato, tra l'altro, la monografia Ingeborg Bachmann: i sentieri della scrittura. Poesie, prose, radiodrammi (1^ rist. 2024); ha curato il volume Das dreißigste Jahr (2020) dell'Edizione di Salisburgo delle “Opere e Lettere” di Bachmann.Ingeborg Bachmann, nota anche come Ruth Keller, è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca.È grazie alla poesia che Bachmann inizia a scrivere. Alla parola Bachmann chiede di essere “libera, chiara, bella”, alla parola si affida per essere salvata. Per la scrittrice la poesia, come del resto la letteratura, deve perseguire il vero, usare il linguaggio in modo responsabileDi Ingeborg Bachmann (1926-1973) Adelphi ha pubblicato Malina (1973), Tre sentieri per il lago (1980), II trentesimo anno (1985), Il caso Franza - Requiem per Fanny Goldmann (1988), Il buon Dio di Manhattan - Un negozio di sogni - Le cicale (1991), Il dicibile e l'indicibile (1998) e Il libro Franza (2009). Diario di guerra è apparso postumo in Germania nel 2010 e viene pubblicato da Adelphi nel 2011.Ingeborg Bachmann muore nel 1973, nel reparto grandi ustionati dell'ospedale romano Sant'Eugenio, dopo ventidue giorni di agonia. Le circostanze della sua morte rimangono a tutt'oggi misteriose, impenetrabili.«Se siamo veri, lo siamo di notte, appena stiamo completamente soli.» - Non conosco mondo migliore, Ingeborg BachmannDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alberto Bertoni"L'Alzheimer, i cavalli, la poesia"Un memoirMarietti1820www.mariettieditore.itC'è tutta la poesia di Alberto Bertoni nella sua prosa delicata, dolorosa e ironica che racconta la malattia del padre Gilberto. L'Alzheimer, che cancella i ricordi dell'essere umano che abita, crea uno spazio di accoglienza per quelli di chi al malato sta accanto. E di ricordo in ricordo scorrono, sulla lunga durata della passione precoce dell'autore per la poesia, le corse dei cavalli e l'Inter, la vita famigliare e gli anni della formazione, i percorsi della parola e delle lingue, i maestri di letteratura e quelli di vita – o di entrambe. Episodi di storie particolari che si intrecciano ai grandi movimenti e mutamenti culturali di una generazione divisa tra quotidianità e sconvolgimenti. Attraverso Modena, «stanza di vita quotidiana», la Bologna degli studi e delle bombe e un Oltreoceano già oltre la soglia della rivoluzione tecnologica, il memoir di Bertoni è una continua danza sul filo dell'immanenza.Alberto Bertoni (Modena, 1955) è saggista e poeta. Ha insegnato Letteratura italiana contemporanea all'Università di Bologna. Tra le sue numerose pubblicazioni si ricordano, per la saggistica, Poesia italiana dal Novecento a oggi (Marietti1820, 2019), Una questione finale. Poesia e pensiero da Auschwitz (Book Editore, 2020), Voci del grande stile. Prose e poesie fra due secoli (Il Mulino, 2023). Il tema dell'Alzheimer è stato già affrontato nell'opera poetica Ricordi di Alzheimer (in quattro edizioni per Book: 2008, 2012, 2016 e 2024), nel 2018 molte delle sue raccolte sono confluite nel volume Poesie 1980-2014 (Aragno). Il suo libro più recente è Semplici abbandoni (Einaudi, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Michela Graziani, Salomé Vuelta Garcìa"Rivisitazioni dell'ebreo e della tradizione biblica"Nella letteratura e nel teatro italo-iberici (secc. XVI-XVIII)Olschki Editorewww.olschki.itLa rappresentazione dell'ebreo come figura dell'alterità è stata presente nella penisola iberica fin dall'epoca medievale, e sempre da tempi remoti tale figura emergeva nell'immaginario letterario iberico in opere polemizzanti, satiriche o moraleggianti. Ma oltre ai testi teatrali e narrativi stereotipati, scritti da autori di origine non ebraica, esisteva una altrettanto vasta e spesso meno conosciuta letteratura giudaica – prodotta da ebrei italiani, spagnoli o portoghesi, da ebrei convertiti (marrani), o in forma anonima – che permette di studiare da una prospettiva diversa la figura dell'ebreo e la sua cultura. Il presente volume esamina le varie raffigurazioni dell'ebreo per la sua natura multisfaccettata e non univoca, e le rivisitazioni della tradizione biblica in ambito letterario e teatrale italiano, portoghese e spagnolo di epoca moderna.Michela Graziani insegna Letteratura Portoghese e Brasiliana all'Università di Firenze. Tra gli studi di epoca moderna, si segnalano i saggi su autori portoghesi del Cinquecento e Seicento. -Salomé Vuelta García insegna Letteratura spagnola all'Università di Firenze. Le sue ricerche vertono sulla ricezione della letteratura spagnola nell'Italia del Seicento e primo Settecento.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Mariolina Bertini"Adieu"Honoré de Balzacil ramo e la foglia edizioniwww.ilramoelafogliaedizioni.itEstate del 1819. Nel parco di un antico convento in rovina nel cuore dell'Île de France un'apparizione folgora due cacciatori di passaggio: una donna misteriosa e bellissima, dai lunghi riccioli incolti e dal pallore spettrale, che sembra incarnare la natura selvaggia del luogo. Il suo passato è una storia d'amore, di follia e di morte che condurrà il lettore in Russia, sulle rive della Beresina, facendogli rivivere la disfatta e la tragica ritirata dell'esercito napoleonico. “Adieu” è uno dei racconti della Commedia umana in cui più completamente viene in luce la complessità e la ricchezza del genio di Balzac. Vi troviamo il romanziere che gareggia con i pittori suoi contemporanei nella rappresentazione dell'“armonioso disordine” di un paesaggio fiabesco. Accanto a questo Balzac dall'ispirazione tutta visiva c'è il “grande storico” caro a Baudelaire, attento a raccontare la ritirata di Russia traducendo fedelmente in immagini il racconto di testimoni e memorialisti. E c'è infine il Balzac appassionato ai misteri della scienza, che si interroga sul linguaggio segreto della follia e sui rapporti tra la vita delle nostre emozioni e la forza del pensiero.«La donna si lasciò sfuggire un grido di dolore e si alzò del tutto. I suoi movimenti si succedevano con tanta grazia ed erano così rapidi che non pareva una creatura umana ma una di quelle figlie dell'aria celebrate dalla poesia di Ossian. Andò verso uno specchio d'acqua, scosse leggermente una gamba per sbarazzarsi della scarpa e parve immergere con piacere il piede bianco come l'alabastro in quella sorgente […] Poi si inginocchiò sul bordo della fontana e si divertì, come una bambina, a immergervi i lunghi capelli e a tirarli fuori bruscamente, per veder cadere goccia a goccia l'acqua di cui si erano imbevuti e che, attraversata dai raggi del sole, formava come dei rosari di perle.»Mariolina Bertini ha insegnato Letteratura francese all'Università di Parma dal 1988 al 2017. Ha curato edizioni italiane di Proust e di Balzac e il volume dei Meridiani Mondadori dedicato ai saggi di Giovanni Macchia. Tra le sue opere ricordiamo Proust e la poetica del romanzo (Bollati Boringhieri, 1996), il memoir Torino piccola (Pendragon, 2018), L'ombra di Vautrin. Proust lettore di Balzac (Carocci e Classiques Garnier, 2019), che ha vinto il premio Italiques nel 2021, e Su Liala (Nuova Editrice Berti, 2022). È socia nazionale residente dell'Accademia delle Scienze di Torino.Alessandra Ginzburg è psicoanalista con funzioni didattiche della Società Italiana di Psicoanalisi e membro della International Psychoanalytic Association. Ha studiato letteratura francese con Francesco Orlando e Arnaldo Pizzorusso. Allieva di Ignacio Matte Blanco si è impegnata nell'applicazione e nella diffusione anche letteraria della sua opera. Sul versante clinico, oltre a vari saggi, ha pubblicato La stoffa di cui sono fatti i sogni e le emozioni. Per un'applicazione clinica del pensiero di Matte Blanco (Alpes, 2020). Sul versante letterario, oltre a molteplici introduzioni a romanzi e racconti di Balzac, ha pubblicato Il miracolo dell'analogia. Saggi su letteratura e psicoanalisi (Pacini, 2011) e La Recherche di Proust e gli esiti del bacio negato (Alpes, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Donato Carrisi, la sua passione per tutto quanto ci perturba, l'origine dell'odio, del male, i loro legami con la letteratura e la necessità di "sporcarsi le mani" da parte dei lettori. Questo episodio speciale di Voce ai libri è stato registrato al festival Volume 3 di Chora Media e realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo On Air.
Alice Laverda"Sacro fuoco"Emmanuel VenetPrehistorica Editorewww.prehistoricaeditore.itIl primo incendio che padre Philippe Lardent si ritrovò ad affrontare divampò nei suoi pantaloni domenica 26 giugno 1988, in occasione di un battesimo: Marie-Ange, la madre, indossava un abitino estivo verde mela dalla scollatura profonda, e risplendeva come una madonna.In una cittadina immaginaria che ricorda la piccola comunità de Il Rosso e il nero di Stendhal, la cattedrale prende fuoco e crolla: è il 15 aprile, esattamente nove anni prima dell'incendio di Notre-Dame de Paris, come se questa data fosse maledetta. Ma si tratta di una tragica fatalità o di un atto deliberato?Con sottile ironia e malizia, lo scrittore e psichiatra Emmanuel Venet offre l'esplorazione di una società di provincia come tante, dove tutti credono di conoscere tutti, in cui ognuno ha un lato turpe da nascondere, un solido movente, nessun alibi… preferendo mettersi a cercare il piromaneE c'è l'imbarazzo, della scelta: l'immigrato africano che figura da colpevole ideale, l'insospettabile figlio di buona famiglia, il vescovo libidinoso, lo stesso custode della cattedrale frettolosamente assunto da un'agenzia interinale, il politico corrotto, il povero diavolo perduto per sempre nelle brume della tossicodipendenza, lo psicologo psichedelico…Successione di svariati punti di vista sull'incendio e sulle sue conseguenze, il romanzo segue il fil rouge del fuoco: quello del desiderio, della passione amorosa, della discordia o dell'inferno – a seconda che le fiamme siano distruttive o rigeneranti.Il lettore vi troverà un'esaltante cronaca dell'ordinaria meschinità e un discreto elogio dell'indecidibile.Emmanuel Venet è nato nel 1959 a Lione, dove esercita la doppia figura di scrittore e psichiatra.Dando prova di straordinaria varietà di ispirazione, che gli consente di spaziare dal saggio al poema, per arrivare al romanzo, pubblica opere letterarie dettate da una profonda riflessione sull'interiorità, in particolare sulle implicazioni psichiche e psicopatologiche della creatività.Ama insomma il pizzico della leggera follia e il tocco della vera Letteratura.In Francia è pubblicato dalle eleganti edizioni Verdier, Gallimard, Lettès e La Fosse aux ours. Ha ottenuto prestigiosi premi letterari, come il Prix de la Parlotte, il Prix Rhônes-Alpes e il Prix du Style.Alice Laverda è nata a Bassano del Grappa nel 1989. Si è laureata in Traduzione Letteraria all'Universitè Aix-Marseille, in Linguistica e Traduzione all'Università di Pisa.Per Prehistorica Editore, ha già tradotto 24 volte la verità di Raphaël Meltz.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Gabriella Ambrosio"Aprile è una strana stagione"Gramma Feltrinelliwww.feltrinellieditore.itLa complessità dell'amore e della sessualità umani ha dato spesso vita, in alcuni magistrali romanzi, a personaggi indimenticabili, capaci di dar voce ai propri desideri e ai propri sentimenti al di là delle convenzioni e dei pregiudizi sociali. Si pensi, ad esempio, a libri come Orlando di Virginia Woolf o a Middlesex di Jeffrey Eugenides. È la magia della letteratura, capace di addentrarsi là dove nessuna indagine psicologica o medica può: nell'impenetrabile problematicità della natura umana e del suo desiderio.In Aprile è una strana stagione è all'opera una simile magia. Gabriella Ambrosio ritrae vita e avventura di un protagonista unico, che fa della duplicità della propria sessualità, dell'attrazione e della fascinazione per i due sessi, la ragione fondamentale del suo essere, la possibilità reale di divenire artefice della sua condotta e di sé stesso. È la storia romanzata di un cineasta italiano realmente vissuto che, nato negli anni trenta, attraversa il Novecento, passando per tre continenti e soprattutto due sessi: dall'infanzia napoletana degli anni del dopoguerra – dove la lingua di Gabriella Ambrosio, napoletana di nascita, si addolcisce in modo struggente –all'adolescenza in un collegio, fino all'età adulta con la paternità e insieme le più violente oscillazioni del pendolo della sua esistenza, amando uomini e donne ed essendo amato da entrambi, vivendo mille vite dentro una sola. Grazie a una scrittura impeccabile, capace di scolpire con parole vivissime le vicissitudini di un'avventura esistenziale, Gabriella Ambrosio dona al lettore una storia in cui trionfa un'unica norma: la legge dell'amore. Gabriella Ambrosio, napoletana di origini, laureata in filosofia, è scrittrice, saggista, copywriter pubblicitaria pluripremiata a livello internazionale e giornalista di cronaca.Ha pubblicato Prima di lasciarsi (Nutrimenti, 2004), un romanzo tratto dalla storia vera di un attentato kamikaze a Gerusalemme, “un viaggio straordinario, ricco di empatia e stile” secondo Colum McCann, tradotto in 11 lingue, e Il garbuglio di Garlasco. Un perfetto colpevole e l'ostinata ricerca della verità (Rubbettino, 2022). Per Feltrinelli Gramma è uscito Aprile è una strana stagione (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Fabio Scotto"Andalusia della voce"Prefazione di Antonio PretePassigli Editoriwww.passiglieditori.it«Le mappe del vedere, nella poesia di Fabio Scotto, sono come la velatura – colorata e musicale – di altre mappe, quelle del sentire: lo sguardo sui paesaggi urbani e metropolitani, sulle figure che li abitano, annuncia e in qualche modo avvalora e rafforza lo sguardo sui sentimenti, oltre che l'ascolto delle loro pulsazioni. Quell'“andalusia della voce” che è titolo della raccolta, e che riappare nel primo dei testi, “Piccola Carmen”, per essere ripreso nella finale “Nota” come cifra propria di una poetica, è insieme respiro del dire e ritmo del sentire. Un sentire sul cui cielo trascorrono nuvole di nostalgia, ma si tratta di una nostalgia aperta, capace di istituire un forte legame tra la parola e la custodia di un tempo svanito e tuttavia colmo di presenze affettive, dialoganti, prossime, presenze che di fatto divengono ritmo e luce e suono della propria interiorità. Per questa contiguità stretta tra il vedere e il sentire, tra la geografia fisica e quella interiore, tra il viaggio e le immagini preservate, il nesso parola e musica appare come il modo più naturale e quasi necessario per quella sorta di cura amorosa dell'avventura umana alla quale diamo il nome di poesia…»Dalla prefazione di Antonio PreteFabio Scotto è nato a La Spezia nel 1959. Professore ordinario di Letteratura francese all'Università degli Studi di Bergamo, è poeta, traduttore, critico e saggista. Ha pubblicato le raccolte “Il grido viola” (Edizioni del Leone, 1988 – premio Menzione “Ungaretti”), “Il bosco di Velate” (Edizioni del Leone, 1991), “La dolce ferita” (Caramanica, 1999), “Genetliaco” (Passigli, 2000), “L'intoccabile” (Passigli, 2004), “Bocca segreta” (Passigli, 2008), “La Grecia è morta e altre poesie” (Passigli, 2013), “In amore” (Passigli, 2016), “Storia di Emma C. e altre poesie” (Puntoacapo, 2020), “A. L'abbandono” (Passigli, 2021) e le prose di “A riva” (NEM, 2009), “La nudità del vestito” (NEM, 2018) e “63 e 72, Rue Lepic. Due lettere a Yves Bonnefoy” (Il Formichiere, 2022). Diversi e importanti i riconoscimenti ottenuti; suoi testi e volumi sono tradotti in una quindicina di lingue. Ha curato e tradotto oltre venti libri di Yves Bonnefoy, tra i quali il Meridiano “L'opera poetica” (Mondadori, 2010); di grande rilievo anche l'antologia “Nuovi poeti francesi” (Einaudi, 2011) e, apparsi in questa nostra collana: l'antologia di Guillaume Apollinaire “Poesie per Lou e altri versi d'amore” e, dello stesso autore, la raccolta “Alcool”; la raccolta di Paul Éluard “Poesia e verità 1942” e la prima antologia italiana delle poesie di Nicole Brossard (“Dopo le parole”). Tra gli altri scrittori da lui tradotti, ricordiamo Alfred de Vigny, Victor Hugo, Villiers de l'Isle-Adam, Bernard Noël, Patrice Dyerval, Hélène Dorion, Vénus Khoury-Ghata, Pierre Autin-Grenier, Habib Tengour. Per la traduzione, ha ricevuto, i premi “Civitanova Poesia – sez. Annibal Caro”, “Achille Marazza”, “Benno Geiger”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Francesca Frigerio"Misia e basta"Manni Editoriwww.mannieditori.comMusa e mecenate di musicisti, pittori, scrittori, pianista dotata e concertista lei stessa, Misia Godebska ha riunito intorno a sé il meglio della scena culturale e salottiera parigina tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, tra feste, teatri, viaggi a Roma e Venezia, Vienna e la Costa Azzurra, morfina, ménage à trois, amori falliti e successi mondani che delineano i contorni di un'epoca eccezionale. È stata Madame Natanson, poi Edwards e poi Sert, Madame Verdurinska, Misia la snobinette, Comare Ammazzatutto, Ape Regina. Molti nomi per una creatura che sembra aver vissuto altrettante vite: Ravel e Debussy le dedicavano le loro composizioni, Mallarmé i suoi versi, composti spesso mentre la ascoltava suonare. Se Renoir e Toulouse-Lautrec hanno reso il suo volto immortale, per Coco Chanel era, semplicemente, la donna più intelligente che avesse mai conosciuto. In questo romanzo, intessuto delle tante pagine scritte su di lei, dei suoi diari e carteggi, a raccontare la sua vita è Misia stessa, e lo fa con la voce di una donna forte, appassionata, di enorme fascino, ma anche tormentata e segnata, negli anni, da lutti e abbandoni. Una personalità complessa, sfaccettata, multiforme. Mille Misia o, meglio, Misia e basta.Francesca Frigerio è nata a Milano, dove vive. È traduttrice dall'inglese di Dorothy Edwards, George Eliot, Robert Louis Stevenson, Rebecca West. Ha pubblicato saggi, tra cui Modernismo e modernità. Per un ritratto della letteratura inglese 1900-1940 (Einaudi, 2017) e curato l'antologia di racconti E vissero felici e contenti. Racconti di matrimonio (Einaudi, 2013). Misia e basta è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Raimondo Di Maio è il libraio di Napoli. Una passione nata mentre era scugnizzo e portava i caffè a domicilio . Lo abbiamo incontrato nella sua libreria Dante & Descartes in via di Mezzocannone a ridosso dell'Università Federico II. Raimondo si destreggia tra i suoi 100.000 volumi: libri nuovi, usati, rari, cercati con passione, il bottino di intere biblioteche che compra volentieri. Nel 2020, la sua casa editrice Dante & Descartes, che prende il nome dalla libreria, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura con Averno di Louise Glück, un successo inaspettato. Nella sua libreria che è un porto di mare, passano scrittori, studenti, attori, poeti, tra i più famosi, Roberto Saviano ed Erri De Luca, che abbiamo incontrato.
Raimondo Di Maio è il libraio di Napoli. Una passione nata mentre era scugnizzo e portava i caffè a domicilio . Lo abbiamo incontrato nella sua libreria Dante & Descartes in via di Mezzocannone a ridosso dell'Università Federico II. Raimondo si destreggia tra i suoi 100.000 volumi: libri nuovi, usati, rari, cercati con passione, il bottino di intere biblioteche che compra volentieri. Nel 2020, la sua casa editrice Dante & Descartes, che prende il nome dalla libreria, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura con Averno di Louise Glück, un successo inaspettato. Nella sua libreria che è un porto di mare, passano scrittori, studenti, attori, poeti, tra i più famosi, Roberto Saviano ed Erri De Luca, che abbiamo incontrato.
Massimo Carloni"Osservazioni sullo stile"Marcel ProustNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.it«Lo stile non è affatto un ornamento come credono taluni, non è nemmeno una questione di tecnica, è – come il colore nei pittori – una qualità della visione, la rivelazione dell'universo peculiare che ognuno di noi vede, e che gli altri non vedono. Il piacere che ci dona un artista, è quello di farci conoscere un universo in più». Marcel ProustMarcel Proust (1871-1922) esordì su alcune riviste legate al movimento simbolista. Nel 1896 uscì I piaceri e i giorni (Les plaisirs et le jours), raccolta di sofisticate prose d'occasione. Fra il 1896 e il 1904 lavorò a un romanzo che costituisce il primo abbozzo della sua opera maggiore e che fu pubblicato postumo con il titolo Jean Santeuil. Nel 1906, in seguito alla morte del padre e della madre, si trasferì in un appartamento di Boulevard Haussmann, dove scrisse Alla ricerca del tempo perduto (A la recherche du temps perdu, 1913-1927), monumentale ciclo di sette romanzi al quale lavorò sino agli ultimi giorni di vita. Proust fu anche autore di una serie di scritti dedicati a scrittori e artisti dai quali emerge uno straordinario talento critico. Tra essi si ricordano: Imitazioni e miscellanee (1919), Cronache (postume, 1927) e Contro Sainte-Beuve (postumo, 1954).Massimo Carloni ha curato per i tipi di Aragno: Antoine Rivarol, Annali della Rivoluzione francese; Baudelaire-Sainte-Beuve, Voi avete preso l'Inferno. Lettere e scritti 1844-1869; Paul Valéry, In morte di una civiltà. Saggi quasi politici; Marcel Proust, Il visitatore della sera. Lettere a Paul Morand e a Madame Soutzo; Marcel Proust - Robert de Montesquiou, Il profumo imperituro del tempo. Lettere e scritti (1893-1921).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Fabiano Alborghetti"Il movimento elementare"Romanzo in versiGabriele Capelli Editorewww.gabrielecapellieditore.comCosa resta della vita di un uomo? E come raccontare quella vita, se è quella del proprio padre?Fabiano Alborghetti torna a raccontare le vite dei fragili con un romanzo in versi potente e lancinante. Accogliendo la tradizione di Bertolucci, Pagliarani o Bellocchio e spingendola verso il memoir di Annie Ernaux, l'autore resta fedele alla sua vena civile più profonda attraversando una storia di famiglia, tanto privata quanto plurale.Dalle screpolature dei ricordi e dalla memoria umiliata, Alborghetti ricostruisce un affresco tragico e umanissimo di una vita fatta di dislivelli. La narrazione si spoglia del mimetismo, viene gettato il velo letterario della finzione: ciò che resta è l'inventario della fame e del desiderio di riscatto; il decalogo delle scelte sbagliate, di un matrimonio fallito, delle mani pesanti sui figli “perché si educa così”; e, infine, di una vita ricominciata quando è troppo tardi. Alborghetti scompone la biografia del proprio padre per guidare lo sguardo sia attraverso la storia personale che quella generale raccontando di un mondo che ha subito i cambiamenti più che accoglierli.Mio padremi guarda con occhi diversiora che sono operaiolui che poco ha studiato, eppure è arrivatomi guarda e vede il lavoro, il decoromi guarda e vede il denaroche te ne fai dello studiola dignità più sincera ha le mani sporche di grasso.La busta paga: è lei che cambia il passoma non c'è ancora nienteche possa cambiare lo sguardo.Parole poche, spiegazione nessunal'oggiè definitivo, è il sedativo.Gli equilibri alimentati (e alimentari) sono fatti così.Siamo una famiglia, ma di sconosciutiaccostati dal caso.Emerge, talvolta, qualcosa di buonouna quota assegnata di serenità. Eppure…La verità biologica non è bastantee chi cerca salvezza sarà un disertore.Fabiano Alborghetti (1970). Ha scritto di critica, fondato riviste, creato programmi radio, progetti in carceri, scuole e ospedali ed è promotore culturale. Collabora inoltre come consulente editoriale per case editrici e riviste sia in Svizzera che all'estero. È nella commissione di programmazione di diversi festival ed è presidente della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana. Nelle vesti di autore, rappresenta la lingua italiana e la Svizzera nel mondo su mandati ufficiali e traduzioni di sue poesie sono apparse in volume, riviste o antologie in più di 10 lingue. Ha pubblicato 6 raccolte di poesia tra le quali Maiser (Premio Svizzero di Letteratura 2018) poi prodotto integralmente come radiodramma dalla RSI Radiotelevisione della Svizzera Italiana. Dal 2017 è al lavoro per un romanzo in versi basato sulla comunità Walser (Borsa letteraria UBS Cultura e Borsa di creazione della Fondazione Landis & Gyr).www.fabianoalborghetti.chDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Micaela Latini"Amras"Thomas BernhardTraduzione di Magda OlivettiEdizioni Adelphiwww.adelphi.itSprofondati nelle tenebre della torre di Amras, emblema di un sobborgo di Innsbruck, due fratelli illuminano lo sfacelo di un'intera civiltà.«Nei miei libri tutto è artificio ... e lo spazio della scena è totalmente buio ... Nell'oscurità tutto diventa più chiaro» ha scritto Bernhard. Ed è dalle tenebre della torre di Amras, dove hanno trovato rifugio dopo essere scampati al suicidio della loro famiglia – concertato in una notte di Föhn –, che affiorano sotto i nostri occhi i fratelli K . e Walter. Avvinghiati l'uno all'altro, prigionieri di una «endogamia spirituale», uniti da un affetto che scaturisce dalla «reciproca avversione naturale», vivranno in quel luogo «un'unica notte senza sonno»: una notte attraversata, per noi lettori-spettatori, da un freddo bagliore, e da una domanda perenne, destinata a non avere risposta: «perché siamo costretti a vivere ancora?». Libro prediletto di Bernhard, presto dimenticato per la sua giovanile sfrontatezza e l'audacia compositiva – cui concorrono materiali disparati, pagine scritte da Walter nella torre, lettere, aforismi –, Amras ci sconcerta ancora oggi per la sua voce inaudita, come quella della «cornacchia congelata» che abita in queste pagine e in ognuno di noi, turbandoci «con la sua attenzione»: la coscienza.Thomas Bernhard nasce nel 1931 a Heerlen, in Olanda, figlio di una ragazza-madre che aveva lasciato l'Austria per sottrarsi allo scandalo. Ancora neonato, viene affidato ai nonni con i quali vive, prima a Vienna, poi a Seekirchen e a Salisburgo, gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Frequenta il liceo classico, che non conclude. A diciotto anni viene ricoverato in sanatorio, dove comincia a scrivere. Pubblica racconti su quotidiani e riviste e, nel 1963, il suo primo romanzo, Gelo, che vince il prestigioso premio Brema. I suoi attacchi alle istituzioni statali e a importanti personaggi politici suscitano e continueranno a suscitare scandalo. A partire dagli anni Settanta si dedica intensamente al teatro scrivendo numerosi testi che il regista Claus Peymann mette in scena quasi sempre con l'attore Bernhard Minetti. Nel 1975 pubblica il romanzo Correzione, che alcuni critici, come George Steiner, considerano il suo capolavoro. Muore a Gmunden nel 1989.Tra le sue opere principali: Perturbamento, Il nipote di Wittgenstein, Il soccombente, Estinzione. Il suo teatro è raccolto in sei volumi da Ubulibri (tutti riproposti da Einaudi). Dei romanzi di Bernhard Einaudi ha pubblicato Gelo, Correzione e Amras.Micaela Latini insegna Estetica e Letteratura tedesca all'Università di Ferrara. Tra le sue pubblicazioni: Il Possibile e il Marginale. Studio su Ernst Bloch (Mimesis, 2005); Il Museo degli errori. Thomas Bernhard e gli Antichi Maestri (AlboVersorio, 2011); La pagina bianca. Thomas Bernhard e il paradosso della scrittura (Mimesis, 2010); (con Alessandra Campo), Dieci anni di estetica tedesca (Aesthetica edizioni, 2012); Un'estetica dell'esagerazione. Sulla filosofia d'occasione di Günther Anders (Jouvence, 2018); Lo sguardo ritratto (Meltemi 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/