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Favole, Fiabe e Storie per Bambini-Favolandia
I TRE OMINI DEL BOSCO - Fiaba dei Fratelli Grimm . Lettura Integrale prima edizione 1812.

Favole, Fiabe e Storie per Bambini-Favolandia

Play Episode Listen Later Aug 12, 2026 13:00


Una fiaba dei Fratelli Grimm cupa, invernale e profondamente simbolica. Adattamento e lettura di Valter Carignano. I tre omini del bosco è una fiaba di trasformazioni, inganni familiari, doni soprannaturali e giustizia fiabesca. Dietro la semplicità del racconto si nascondono temi antichi: il bosco come luogo di prova, il gelo dell’inverno, il miracolo delle fragole fuori stagione, la parola che produce oro o rospi, l’acqua come soglia tra morte e rinascita. Una narrazione pensata per un pubblico adulto, amante delle fiabe tradizionali, del folklore europeo, dei simboli e delle storie antiche. Fiabe e Simboli propone fiabe, leggende e racconti della tradizione in una forma integrale e interpretata, non rivolta ai bambini ma a chi cerca nella narrazione popolare il suo lato più profondo, misterioso e letterario.. Altre fiabe dei fratelli Grimm https://youtube.com/playlist?list=PLeEg17CIyC1LGIaYSvbh1EvAf7wN8fUGW&si=z4AtfqoWEjFgVtCo ➡️ CANALE TELEGRAM di FIABE E SIMBOLI. Ogni giorno approfondimenti e curiosità, iscriviti qui: https://t.me/fiabesimboli➡️ VUOI OFFRIRMI UN CAFFÈ? In tutta sicurezza da 2 euro su PayPalhttps://paypal.me/valtercarignano?country.x=IT&locale.x=it_IT LE FIABE DEI FRATELLI GRIMMQuella che presentiamo qui è la versione stampata per la prima volta nel libro dei fiabe dei fratelli Grimm, nella prima versione del 1812, con una piccola aggiunta dell'edizione del 1819. Erano racconti popolari raccolti direttamente dalla tradizione orale, cioè così come venivano raccontate in quell'epoca. Se volete trovate un'ottima edizione qui https://amzn.to/4iBFHod Quando la raccolta dei fratelli Grimm venne stampata negli anni 1812-1815 ottenne molte reazioni positive, ma anche altrettante negative da parte di chi riteneva che alcune fiabe fossero troppo cruente e qualche volta crudeli. Per questa ragione, i Grimm decisero di cambiare le parti ritenute non del tutto adatte ai bambini piccoli nelle edizioni successive, rendendo però così le storie molto diverse da come le avevano raccolte. ©Tutte le fiabe, favole, storie e tutti i contenuti di questo canale sono registrate, depositate e protetti dal diritto d'autore in tutti i Paesi. #fiabe #audiolibri #fiabeitedesche #fablesandfolktales #classicfairytales #fiabetradizionali #fairytales #letteratura #letteraturatedesca #grimmbrothers #fairytalesstorySee omnystudio.com/listener for privacy information.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 11] Commento: L'ignominia della croce.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later Aug 10, 2026 1:37


La liturgia ci presenta oggi santa Chiara, tanto amata dal nostro popolo insieme a san Francesco. Ma noi ci soffermiamo sulle letture del giorno. La settimana scorsa, se ricordate, abbiamo trovato nel medesimo Vangelo questa espressione: "Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini" (Mt 14,21). Questo era senz'altro un segno della scarsa considerazione in cui venivano tenute non solo le donne, ma anche i bambini nell'antichità, forse non così lontana da noi. Erano categorie senza diritti e senza dignità, tanto da non essere nemmeno contate quando si mangiava. Nel brano di oggi c'è quasi un'inversione di tendenza, almeno così sembrerebbe: Gesù mette al centro del Regno dei cieli proprio un bambino. Ma non è un cambio di rotta: siamo sulla medesima scia. Infatti, non si vogliono esaltare i bambini per la loro ingenuità o perché ammantati da un'aura di purezza. Il motivo per cui viene posta in evidenza tale figura potrebbe essere un altro: chi vuole entrare nel Regno dei cieli deve affrontare il disprezzo e mettersi all'ultimo posto. Ritorna quindi prepotentemente la logica della croce, che si staglia come simbolo di ignominia, ma anche come strada obbligata per giungere alla piena realizzazione dell'essere cristiani, maturi e consapevoli della scelta di fede compiuta. E allora, come ci suggerisce il versetto dell'Alleluia: "Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore".

Notizie a colazione
Mer. 5 Ago | Il dibattito europeo sull'immigrazione, Speriamo che non sia davvero un'illusione, L'incubo dei fuori sede

Notizie a colazione

Play Episode Listen Later Aug 5, 2026 13:39


Il dibattito europeo sull'immigrazione L'Europa prova a tracciare una linea sul tema dell'immigrazione dopo la crisi di Ceuta. Nella riunione straordinaria di ieri, i ministri dell'Interno dei Ventisette Paesi dell'Ue hanno rilanciato la necessità di rafforzare i rimpatri, intensificare la lotta alle reti di trafficanti e proteggere le frontiere esterne. Speriamo che non sia davvero un'illusione Erano le 4 del mattino del 17 giugno 1983 quando Enzo Tortora, uno dei volti più popolari della televisione italiana, reduce dal successo del programma Portobello, di cui avete ascoltato poco fa la sigla iniziale, veniva arrestato. L'incubo dei fuori sede Agosto non è solo il mese delle vacanze, ma migliaia di studenti e lavoratori fuori sede è anche il mese dedicato alla ricerca di un appartamento o di una stanza. L'obiettivo per tutti è trovare una sistemazione entro settembre, quando ricominceranno università e lavoro a pieno regime. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Corriere Daily
L'Ue dopo Ceuta. Naziskin contro ragazzi ebrei. Addio a Franco Baresi

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Aug 4, 2026 22:36 Transcription Available


Sara Gandolfi parla dei risultati del vertice straordinario dell'Unione europea, convocato dopo il massiccio tentativo d'ingresso dei migranti nell'exclave spagnola in Marocco. Rinaldo Frignani racconta l'assalto di un gruppo di estrema destra in Bulgaria contro un gruppo di adolescenti (tra cui molti italiani) a Sofia per un raduno giovanile ebraico. Roberto De Ponti spiega perché la morte e i funerali dell'ex giocatore del Milan hanno colpito così tante persone Il vertice Ue sui migrantiBulgaria, naziskin tentano di assaltare hotel che ospita adolescenti ebrei italiani. «Erano grossi e urlavano: abbiamo avuto paura». La Comunità: «Ignobile provocazione antisemita»Morto Franco Baresi, il «piscinin» che divenne «Il Capitano» del Milan. La sua vita in rossonero

Indagini
Policoro (Matera) - 23 marzo 1988 - Seconda parte

Indagini

Play Episode Listen Later Aug 1, 2026 52:21


Marirosa Andreotta e Luca Orioli, due ragazzi poco più che ventenni, furono trovati morti nella notte tra il 23 e il 24 marzo 1988. Erano a casa di Marirosa, a Policoro, in provincia di Matera. Fu la madre di lei a trovarli. Erano in bagno, lei nella vasca, lui sul pavimento, entrambi nudi. La morte fu attribuita a elettrocuzione, cioè una scossa elettrica partita da un termoventilatore. Morte accidentale, scrissero i carabinieri. Non ci fu autopsia e l'esame sui corpi fu superficiale e frettoloso, praticamente non fu fatto. Emerse da subito una stranezza: il termoventilatore, quando furono trovati i corpi, era ancora in funzione, non c'era stato nessun blackout. Fu fatta, dopo la richiesta della famiglia, una nuova perizia che attribuì la causa della morte a una presa a muro con fili scoperti ma si scoprì poi che i risultati di quella perizia erano stati falsificati da chi l'aveva eseguita. Da allora, si scoprirono altre cose strane: i corpi erano stati probabilmente spostati, la ragazza aveva una ferita lacero-contusa alla nuca che i carabinieri non avevano menzionato nel verbale mentre un testicolo del ragazzo era visibilmente ingrossato. Sei anni dopo si scoprì che le fotografie allegate al fascicolo presentavano immagini della scena molto diverse da quelle ricordate dai testimoni che per primi erano arrivati a casa degli Andreotta. I dubbi e la scoperta di incongruenze continuarono negli anni. I corpi vennero riesumati due volte e due autopsie diedero risultati molto differenti. La conclusione della prima fu che i due ragazzi erano stati probabilmente colpiti e annegati; la seconda tornò sulla morte accidentale, questa volta per avvelenamento da monossido di carbonio. L'indagine sulla morte dei due ragazzi entrò poi in una grande inchiesta, denominata Toghe lucane, condotta dall'allora sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris. L'ipotesi fatta dal magistrato fu che Marirosa Andreotta e Luca Orioli avessero visto o scoperto qualcosa che non dovevano sapere. Ci sono stati nel tempo vari tentativi di riapertura delle indagini che si sono conclusi però sempre con archiviazioni. La vicenda dei due ragazzi di Policoro è una storia strana, piena di dubbi e domande senza risposte, ipotesi e sospetti. È una storia lunga 38 anni e che continua ancora oggi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Indagini
Policoro (Matera) - 23 marzo 1988 - Prima parte

Indagini

Play Episode Listen Later Aug 1, 2026 55:07


Marirosa Andreotta e Luca Orioli, due ragazzi poco più che ventenni, furono trovati morti nella notte tra il 23 e il 24 marzo 1988. Erano a casa di Marirosa, a Policoro, in provincia di Matera. Fu la madre di lei a trovarli. Erano in bagno, lei nella vasca, lui sul pavimento, entrambi nudi. La morte fu attribuita a elettrocuzione, cioè una scossa elettrica partita da un termoventilatore. Morte accidentale, scrissero i carabinieri. Non ci fu autopsia e l'esame sui corpi fu superficiale e frettoloso, praticamente non fu fatto. Emerse da subito una stranezza: il termoventilatore, quando furono trovati i corpi, era ancora in funzione, non c'era stato nessun blackout. Fu fatta, dopo la richiesta della famiglia, una nuova perizia che attribuì la causa della morte a una presa a muro con fili scoperti ma si scoprì poi che i risultati di quella perizia erano stati falsificati da chi l'aveva eseguita. Da allora, si scoprirono altre cose strane: i corpi erano stati probabilmente spostati, la ragazza aveva una ferita lacero-contusa alla nuca che i carabinieri non avevano menzionato nel verbale mentre un testicolo del ragazzo era visibilmente ingrossato. Sei anni dopo si scoprì che le fotografie allegate al fascicolo presentavano immagini della scena molto diverse da quelle ricordate dai testimoni che per primi erano arrivati a casa degli Andreotta. I dubbi e la scoperta di incongruenze continuarono negli anni. I corpi vennero riesumati due volte e due autopsie diedero risultati molto differenti. La conclusione della prima fu che i due ragazzi erano stati probabilmente colpiti e annegati; la seconda tornò sulla morte accidentale, questa volta per avvelenamento da monossido di carbonio. L'indagine sulla morte dei due ragazzi entrò poi in una grande inchiesta, denominata Toghe lucane, condotta dall'allora sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris. L'ipotesi fatta dal magistrato fu che Marirosa Andreotta e Luca Orioli avessero visto o scoperto qualcosa che non dovevano sapere. Ci sono stati nel tempo vari tentativi di riapertura delle indagini che si sono conclusi però sempre con archiviazioni. La vicenda dei due ragazzi di Policoro è una storia strana, piena di dubbi e domande senza risposte, ipotesi e sospetti. È una storia lunga 38 anni e che continua ancora oggi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

BASTA BUGIE - Santi e beati
San Goar, il patrono dei distratti

BASTA BUGIE - Santi e beati

Play Episode Listen Later Jul 28, 2026 6:51


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8612SAN GOAR, IL PATRONO DEI DISTRATTIdi Roberto de Mattei Chi sono i distratti? Sono coloro che non mantengono o faticano a mantenere l'attenzione su ciò che stanno facendo. In sé stessa la distrazione non è una qualità, perché la perfezione consiste nel fare sempre bene ciò che si sta facendo. Nostro Signore ne è un esempio perfetto.Ma la distrazione non è sempre e necessariamente un difetto. Dipende da ciò a cui si volge la mente, quando presta poca attenzione a ciò che sta facendo.Il cardinale Giuseppe Siri, ad esempio, parla di "distrazione" per definire una mente che appunto si distrae dalle cose essenziali, per dirigersi verso quelle effimere, variabili e inconsistenti. La distrazione diventa un continuo rivolgersi a questo e a quello senza mai approfondire.Ma esiste anche una distrazione che deriva non da cattiva volontà, ma da un'intelligenza creativa, o da un'immaginazione vivace per cui cervello è continuamente attraversato da associazioni di idee, intuizioni. È questione di temperamento. Sono persone che fanno fatica a concentrarsi sugli aspetti pratici della vita quotidiana. Molti artisti, inventori, scienziati e scrittori erano considerati "distratti". Erano così immersi nel loro mondo da dimenticare l'orologio, gli oggetti o perfino i pasti.SANTI DISTRATTIAnche tra i santi non mancano coloro che, per natura, distratti. Molti santi erano persone estremamente concrete e organizzate. Pensiamo a San Giovanni Bosco capace di amministrare le sue opere con straordinaria precisione. Altri, invece, apparivano spesso "assenti", perché completamente immersi nella riflessione su questioni alte e divine. Bisogna distinguere la distrazione come fragilità umana dalla "distrazione" apparente dovuta al raccoglimento della mente, che si astrae dalle questioni concrete per immergersi in quelle più elevate. Una mente che ogni tanto si perde può avere un cuore profondamente unito a Dio. E un cuore unito a Dio, anche con qualche dimenticanza, può diventare davvero santo. È noto, ad esempio, che San Filippo Neri fosse talvolta così assorto nella preghiera da dimenticare il tempo.Alcuni santi erano metodici (come Sant'Ignazio di Loyola), altri impulsivi (come San Pietro), altri ancora sembravano distratti perché vivevano con una forte vita interiore.  La santità non consiste nell'avere un determinato carattere, ma nel lasciare che ogni tratto della propria personalità venga trasformato dall'amore di Dio.San Goar, ad esempio, è uno di quei santi poco conosciuti ma affascinanti, nella cui vita troviamo un sorprendente esempio di distrazione.Nacque in Aquitania, probabilmente tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo, alle origini del Regno dei Franchi. Ordinato sacerdote, desiderava una vita più raccolta e più vicina a Dio. Per questo lasciò la sua terra e si si fece costruire un eremitaggio nella valle del Reno, allora ancora in parte pagana, nella diocesi di Treviri.Scelse di vivere come eremita, ma non da isolato. Costruì una piccola cappella e una cella, dedicando le giornate alla preghiera, e all'accoglienza dei viandanti. La caratteristica che lo rese famoso fu l'ospitalità. Chiunque bussasse alla sua porta trovava un pasto, un letto, una parola di conforto e una guida spirituale. In un'epoca in cui i viaggi erano lunghi e pericolosi, la sua casa divenne un rifugio sicuro per pellegrini, mercanti e naviganti del Reno.Per questo è venerato come patrono degli albergatori, degli osti, dei barcaioli, dei vignaioli e dei vasai. PATRONO DEI DISTRATTILa sua popolarità suscitò l'invidia di alcuni ecclesiastici, che lo accusarono falsamente davanti al vescovo di Treviri dicendo che faceva del suo eremitaggio un'osteria, perché contrariamente al costume degli eremiti, mangiava attorniato da una folla di viaggiatori, a cui offriva cibi eccellenti. Accadde però che i suoi due accusatori, nel viaggio di ritorno a Treviri, smarrirono le vettovaglie che portavano per il viaggio. Esausti e divorati dalla fame, attendevano sulla strada che qualcuno li soccorresse, Fu proprio Goar il loro salvatore. Il santo che faceva lo stesso percorso per andare a giustificarsi dal vescovo, li guarì e li rifocillo, convincendoli della sua innocenza. Giunto a Treviri, entrato nell'anticamera del palazzo vescovile, appese il suo mantello ad un raggio di sole, scambiandolo per un bastone. Il mantello però rimase miracolosamente sospeso nell'aria, davanti agli occhi dei presenti Questo prodigio, dovuto alla sua distrazione, dimostrò la sua innocenza e mise in luce la malizia dei suoi accusatori.L'episodio in cui San Goar appese il mantello a un raggio di sole fa riflettere. La sua fu una santa distrazione. Si può immaginare che, assorto nella serenità di chi vive costantemente alla presenza di Dio, abbia compiuto il gesto con la naturalezza con cui si appende un mantello a un bastone. Era una "santa distrazione" che non nasceva dalla superficialità, ma da un cuore così unito a Dio da non essere più prigioniero dei calcoli umani. San Goar viene anche invocato contro le calunnie e le false accuse. Il re Sigeberto III, desiderò nominarlo vescovo di Treviri, ma Goar rifiutò. Non perché disprezzasse l'episcopato, ma perché riteneva che Dio lo avesse chiamato a servire nel nascondimento. Preferì tornare alla sua povera cella e continuare ad accogliere i pellegrini. Dopo la sua morte, avvenuta il 6 luglio (tradizionalmente nel 575 o, secondo altre cronologie, nel 649), la sua tomba divenne una meta di pellegrinaggio. Intorno al suo romitaggio nacque una cittadina che ancora oggi porta il suo nome: Sankt Goar, sulle rive del Reno. Le antiche Vitae lo descrivono come un uomo profondamente raccolto in Dio, ma la sua contemplazione non lo allontanava dal prossimo: chi arrivava alla sua porta era sempre accolto con delicatezza. I santi più contemplativi sembrano talvolta assenti rispetto alle cose materiali, ma diventano sorprendentemente presenti quando si tratta di amare Dio e il prossimo. È questo che ci ricorda San Goar, che ci piacerebbe immaginare come un possibile patrono dei distratti.

Everyeye.it - Recensioni, Anteprime e Speciali Gaming
Questi videogiochi Disney anni 90 erano semplicemente magnifici! - Te li ricordi Hercules e Il Re Leone? in HD

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Play Episode Listen Later Jul 25, 2026


Unica Radio Podcast
Intervista Karim Galici: «La vera barriera è la solitudine»

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Jul 24, 2026 9:26


Karim Galici non ha dubbi: «La barriera più grande non è quella architettonica, ma la solitudine». È da questa consapevolezza che è nato SVELA Quartu, il progetto di Impatto Teatro che nelle scorse settimane ha trasformato il centro storico di Quartu Sant'Elena in un grande laboratorio di inclusione e partecipazione. Dietro la performance urbana conclusiva c'è stato un percorso lungo mesi, costruito insieme a persone con e senza disabilità, con l'obiettivo di usare l'arte come strumento di relazione e cittadinanza attiva. La sfida di Karim Galici: rompere l'isolamento Nel raccontare il progetto, Karim Galici insiste soprattutto su un dato emerso dalle ricerche e dall'esperienza sul campo: molte persone con disabilità finiscono per rinunciare agli spazi pubblici perché li percepiscono come poco accessibili o poco sicuri. «Molte persone si abituano a rimanere chiuse in casa perché hanno paura del mondo esterno». Per questo i laboratori di SVELA Quartu sono stati pensati per prevenire l'esclusione: interpreti LIS, operatori con competenze specifiche e spazi il più possibile accessibili hanno accompagnato il percorso dei partecipanti. Quando l'arte diventa incontro Il momento in cui il progetto ha mostrato tutta la sua forza, racconta Karim Galici, è arrivato durante i laboratori di danza. Più di trenta persone, di età e abilità diverse, hanno condiviso lo stesso spazio senza distinzioni. «Erano semplicemente tutte persone». Una scena che per il regista ha rappresentato la prova concreta che la sfida stava funzionando: non integrare qualcuno in un gruppo già esistente, ma creare un luogo in cui nessuno fosse definito dalla propria disabilità. SVELA Quartu e il diritto alla città La scelta di trasformare le strade in palcoscenico non è stata casuale. Karim Galici spiega che il progetto voleva permettere alle persone con disabilità di riappropriarsi della bellezza urbana. Per molti cittadini è normale passeggiare tra piazze, monumenti e chiese. Per altri, invece, anche un semplice spostamento può diventare complicato. Da qui l'idea di una performance che fosse anche una forma di denuncia civile. «Tutte le persone dovrebbero poter andare al cinema, a teatro, al mare. Questa sarebbe vera democrazia». Vivere gli ostacoli sulla propria pelle Uno degli aspetti più originali di SVELA Quartu è stato il coinvolgimento diretto del pubblico. Alcuni spettatori hanno partecipato come caregiver, accompagnando le persone con disabilità lungo il percorso urbano. L'obiettivo era semplice: far comprendere concretamente quanto possano pesare piccoli ostacoli spesso ignorati, come un gradino, un mastello, una bicicletta lasciata davanti a un ingresso o un'auto parcheggiata male. Karim Galici racconta di essersene reso conto accompagnando un amico in sedia a rotelle per le strade della città: solo quando l'ostacolo entra nel proprio cammino si comprende davvero quanto possa limitare la libertà di movimento. La forza di un teatro necessario Dopo oltre vent'

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
L’Origine dei Cognomi Italiani: Storia, Significati e Categorie Principali

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 26:02


Ti sei mai chiesto da dove venga il tuo cognome? E ti è mai capitato di imbatterti in un cognome italiano e di pensare: "Ma perché qualcuno dovrebbe chiamarsi così?". Dietro ogni cognome si nasconde una piccola storia fatta di mestieri, luoghi, caratteristiche fisiche e perfino auguri. Scopriamo insieme da dove vengono i cognomi italiani e perché alcuni sono davvero curiosi. Da Dove Vengono i Cognomi Italiani e Perché Alcuni Sono così Strani? I cognomi italiani sono come piccoli libri di storia: raccontano da dove venivano i nostri antenati, che lavoro facevano e perfino com'erano fatti fisicamente. Imparare a "leggerli" è anche un ottimo modo per arricchire il vocabolario con nomi di mestieri, aggettivi e nomi di luoghi. Quando Sono Nati i Cognomi in Italia? I cognomi, in Italia, sono diventati obbligatori e ufficiali solo in epoca relativamente recente. Fu il Concilio di Trento, nel 1564, a stabilire che le parrocchie dovessero tenere un registro dei battesimi con nome e cognome. Lo scopo principale era pratico: evitare i matrimoni tra parenti. Prima di allora, una persona era semplicemente "Giovanni", e se in paese c'erano dieci Giovanni ci si arrangiava con i soprannomi. L'usanza del cognome esisteva comunque già da prima, soprattutto tra le famiglie nobili e i commercianti, e nelle campagne ci furono famiglie senza un vero cognome fisso addirittura fino all'Ottocento. Proprio dai soprannomi nasce gran parte dei cognomi italiani. Le Quattro Grandi Categorie dei Cognomi Italiani La maggior parte dei cognomi italiani deriva da quattro grandi categorie. Vediamole una per una, con tanti esempi pratici. 1. Cognomi che Derivano da un Nome di Persona (Patronimici) Sono cognomi che indicavano "il figlio di…". Si chiamano patronimici quando si riferiscono al padre, e matronimici (molto più rari) quando si riferiscono alla madre. L'esempio più chiaro è Di Stefano, cioè "(il figlio) di Stefano". Allo stesso modo abbiamo De Angelis, D'Antonio, Di Marco. Come esempio di matronimico possiamo citare De Maria o Di Maria, costruiti su un nome femminile. A volte la preposizione è scomparsa e il nome è rimasto da solo, magari al plurale: Martini, Bernardi, Mariani. Quella "-i" finale spesso significa proprio "appartenente alla famiglia di…". C'è un dettaglio bellissimo per chi studia l'italiano: tantissimi di questi cognomi nascono da un nome alterato, cioè modificato con un suffisso. Da "Giovanni" non nasce solo Giovannini, ma anche Nannini, Vanni, Giannetti. La particella Di all'inizio di tanti cognomi (Di Marco, Di Paolo, Di Pietro) è particolarmente diffusa in regioni come l'Abruzzo. Per approfondire questo meccanismo linguistico, puoi leggere la guida sugli alterati in italiano, tra diminutivi e accrescitivi. 2. Cognomi che Derivano da un Mestiere Questa categoria è perfetta per imparare vocabolario, perché molti cognomi raccontano semplicemente che lavoro facevano i nostri antenati. Per approfondire il lessico del lavoro, puoi consultare la guida sui mestieri e le professioni in italiano. CognomeMestiere d'origineFerrari, Ferraro, Fabbri, FabbroFabbro (chi lavora il ferro)PastoreChi si occupa delle pecoreSarti, SartoriSarto (chi cuce i vestiti)BarbieriChi taglia barba e capelliMolinari, Munari, MunaroMugnaio (chi lavora al mulino)VaccaroChi alleva le vacche Tra i cognomi di mestiere, quello legato al fabbro è il più diffuso in assoluto. Fabbri e Fabbro (dal latino faber) sono diffusissimi in Emilia-Romagna e in Friuli. Una curiosità: spesso uno stesso mestiere ha generato cognomi diversi a seconda della regione, perché c'era la forma in dialetto e quella in italiano. Il mugnaio, per esempio, in alcune zone del Nord è diventato Munari o Munaro. 3. Cognomi che Derivano da una Caratteristica Fisica o del Carattere Qui gli italiani del passato sono stati molto sinceri: tantissimi cognomi descrivevano com'era fatta una persona. Erano una specie di "etichetta", a volte affettuosa, a volte un po' ironica, data dal paese. Per ampliare il vocabolario, puoi consultare la guida su come descrivere qualcuno in italiano. CognomeCaratteristicaRossiCapelli rossi (il cognome più diffuso d'Italia)BianchiCapelli bianchi o pelle chiaraBassi, BassoPersona bassaLongo, LungoPersona altaMoretti, BrunoPelle o capelli scuriRicciCapelli ricciGrassiPersona robustaMagroPersona magra Non tutti i cognomi di questa categoria descrivevano l'aspetto fisico: alcuni raccontavano il carattere o un comportamento. Chi era sempre allegro diventava Allegri, chi era forte e robusto Forte o Forti, chi era gentile Gentile. Ricevere un cognome così, in fondo, era anche un piccolo complimento. Per arricchire il lessico, puoi leggere la guida sugli aggettivi italiani per descrivere il carattere e la personalità. 4. Cognomi che Derivano da un Luogo di Origine L'ultima grande categoria comprende i cognomi che indicano da dove veniva una persona. Se un uomo arrivava da un altro paese, gli abitanti lo identificavano proprio così. Questi cognomi si chiamano anche toponimici, dal greco tópos, che significa "luogo". Per ripassare la geografia italiana, puoi consultare la guida sulle regioni e i capoluoghi d'Italia. Da qui nascono cognomi come Romano (da Roma), Lombardo e Lombardi (dalla Lombardia), Calabrese (dalla Calabria), Pugliese (dalla Puglia), e perfino Messina o Genova dai nomi delle città. C'è poi una sottocategoria legata non a una città, ma a un elemento del paesaggio. Chi viveva vicino a una fontana diventava Fontana, vicino a una valle Valle o Della Valle, su una collina Collina, vicino al mare Costa o Marina. Il cognome diventava così una piccola fotografia del posto in cui si abitava. I Cognomi Italiani più Strani e Particolari In Italia esistono davvero dei cognomi che fanno sorridere. Dietro ognuno si nasconde una storia sorprendente, a volte divertente e a volte commovente. I Soprannomi Diventati Cognomi Gli italiani del passato amavano descrivere le persone con espressioni intere. Così troviamo Bevilacqua ("bevi l'acqua") e Tagliaferro ("taglia il ferro", probabilmente dato a qualcuno molto forte). I Cognomi Augurali Sono nomi che esprimevano un augurio, un ringraziamento o uno scongiuro per il neonato. Ecco perché esistono cognomi come Benvenuti (perché il bambino era benvenuto) e Bonaventura ("buona ventura", cioè buona fortuna). Un esempio particolare è Bencivenga: tipico della zona di Napoli e Caserta, era un nome-augurio col senso di "che ci venga del bene". C'è anche Tornincasa, cioè "torna in casa", un nome commovente che veniva dato a un figlio nato dopo la morte di un altro figlio, come a dire "bentornato in famiglia". I Cognomi di Origine Religiosa Molto diffusi, soprattutto al Sud, riprendevano feste, preghiere o simboli della tradizione cristiana. Troviamo quindi Santoro (dal latino sanctorum, spesso legato a chi nasceva nel giorno di Tutti i Santi), Natale (per chi nasceva il giorno di Natale) e De Angelis ("degli angeli"). Molti di questi cognomi sono legati alle festività: per scoprirle meglio, puoi leggere la guida sul Natale italiano e le sue tradizioni. I Cognomi dei Bambini Abbandonati C'è un capitolo speciale, un po' triste ma molto importante: i cognomi dati ai bambini abbandonati. In passato, i neonati lasciati negli istituti di carità ricevevano cognomi "inventati". Il più famoso è Esposito, che viene dal latino expositus, cioè "esposto": indicava il bambino "esposto" alla pubblica assistenza, lasciato spesso nella cosiddetta "ruota degli esposti". Non a caso oggi Esposito è il cognome più diffuso in Campania, in particolare a Napoli. Con lo stesso significato troviamo Proietti, tipico di Lazio e Umbria. Ci sono poi cognomi-augurio commoventi dati ai trovatelli, come Diotallevi ("Dio ti allevi", cioè "che Dio ti faccia crescere"), Diotaiuti ("Dio ti aiuti") e Degli Innocenti, diffuso in Toscana, legato all'Ospedale degli Innocenti di Firenze. C'è perfino Colombo, diffuso a Milano e in Lombardia, legato anch'esso in molti casi all'accoglienza dei trovatelli, con riferimento alla colomba, simbolo cristiano. Esiste Perfino un Museo del Cognome Un'ultima curiosità: esiste davvero un Museo del Cognome. Si trova a Padula, in Campania, ed è interamente dedicato alla storia e all'origine dei cognomi italiani. Per altre scoperte di questo tipo, puoi consultare la guida sulle curiosità sull'Italia. Tabella Riassuntiva delle Categorie Ecco una tabella che riassume le principali categorie dei cognomi italiani con qualche esempio. CategoriaSignificatoEsempiPatronimici"Figlio di…"Di Stefano, De Angelis, MartiniMestieriLavoro degli antenatiFerrari, Barbieri, MolinariCaratteristicheAspetto fisico o carattereRossi, Bianchi, AllegriToponimiciLuogo di origineRomano, Pugliese, FontanaAuguraliAugurio per il neonatoBenvenuti, BonaventuraReligiosiFeste e simboli cristianiSantoro, Natale, De AngelisTrovatelliBambini abbandonatiEsposito, Proietti, Colombo Domande Frequenti Qual È il Cognome più Diffuso in Italia? Il cognome più diffuso in tutta Italia è Rossi, che deriva probabilmente dal colore dei capelli. A livello regionale, però, ci sono cognomi dominanti diversi: in Campania, per esempio, il più diffuso è Esposito. Quando Sono Diventati Obbligatori i Cognomi in Italia? I cognomi sono diventati ufficiali e obbligatori con il Concilio di Trento nel 1564, quando si stabilì che le parrocchie dovessero registrare i battesimi con nome e cognome. L'usanza esisteva però già prima tra nobili e commercianti. Cosa Significa il Cognome Esposito? Esposito deriva dal latino expositus, cioè "esposto". Veniva dato ai bambini abbandonati, "esposti" alla pubblica assistenza. Oggi è il cognome più diffuso in Campania. Cosa Sono i Cognomi Patronimici? I patronimici sono cognomi che indicavano "il figlio di…" e si riferivano al padre,...

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali

https://creators.spotify.com/pod/profile/madmike3/subscribeUna rubrica in cui esprimo la mia personalissima opinione su film che, pur non essendo necessariamente capolavori o film iconici, hanno lasciato qualcosa al pubblico.Erano tre amici che cavalcavano le onde.Anche se hanno preso strade diverse.I loro nomi erano Matt, Jack e Leroy "Spaccatutto". Questa è la loro storia e dei loro "Mercoledì da leoni".

Rame
Episodio 141. Pensavo di essere libera. Invece ero una finta partita Iva

Rame

Play Episode Listen Later Jul 1, 2026 12:36


Martina ha 35 anni, vive a Verona e lavora nella comunicazione digitale come libera professionista. È cresciuta in una famiglia agiata, con un padre imprenditore edile che si era costruito da sé la propria impresa, partendo dalla Val di Fiemme. È lui il modello che la spinge, fin da ragazza, a non fermarsi al posto fisso: «Il posto da dipendente l'ho sempre allontanato il più possibile, perché l'ho sempre visto come una gabbia troppo stretta». Così, dopo la laurea e una serie di stage non pagati, apre la partita Iva.Per dieci anni la vive con leggerezza, e con metodo: accantona il 30% di ogni fattura su un conto deposito, affronta le tasse senza pensieri, accantona da sola perfino un piccolo Tfr. Ma c'è una contraddizione alla base. I clienti di Martina sono agenzie, che la ingaggiano in rapporti continuativi e a tempo pieno. La sua condizione diventa difficile persino da nominare: «Io sono una dipendente partita Iva». A questi incarichi fissi, se ne aggiungono altri, che le girano colleghi e freelance veri, e che lei porta avanti la sera.A dicembre 2022 nasce suo figlio. Con un neonato in casa, i lavoretti serali spariscono, e quello che sembrava un extra si rileva essere l'ingranaggio che tiene in piedi tutto. «Mi sono resa conto che la mia attività infrasettimanale non bastava a mantenermi. Erano quei lavoretti serali, in realtà, a darmi l'elasticità e un maggior agio economico».In questo cambio di vita, la partita Iva inizia a mostrare l'altra faccia. Quella fatta di tutto ciò che non offre. «Anche se i miei 1.800 euro netti possono assomigliare allo stipendio di un dipendente, mi mancano tutta una serie di sicurezze: la malattia, le ferie, il TFR. Sono tutte cose a cui io non ho accesso». Quando prova a immaginare il suo futuro, davanti a sé vede una strada che fino a poco tempo fa avrebbe escluso senza pensarci: rimettersi volontariamente nella gabbia che ha sempre evitato, quella del posto fisso. Ma stavolta come un mezzo per arrivare altrove. «Non è una modalità che sento mia, ma potrebbe darmi più serenità, e magari consentirmi di fare quel salto che mi serve per aprire una mia attività».

il posto delle parole
Stefano Valenti "Come farfalla a luglio"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Jun 28, 2026 30:16 Transcription Available


Stefano Valenti"Come farfalla a luglio"Gramma Feltrinelliwww.feltrinellieditore.itNel luglio del 2001, a una generazione di giovani è toccato vivere giorni in cui, per usare le parole di Primo Levi, “l'uomo è stato una cosa agli occhi dell'uomo”. Durante il G8 di Genova, nella caserma di Bolzaneto, le ragazze e i ragazzi provenienti da ogni parte d'Italia e d'Europa hanno cessato di apparire come esseri umani agli occhi di chi li torturava. Il potere ha preso i tratti di un Leviatano, di un mostro orribile che mirava non soltanto ai corpi, ma all'umanità stessa delle sue vittime.Grazie a un gioco di specchi e a richiami espliciti a Thomas Bernhard, Stefano Valenti ritorna con questo romanzo a quei drammatici giorni. La storia ruota attorno a tre protagonisti: il narratore, che assume su di sé il compito del testimone; Francesco, il docente universitario che fa del messianismo appreso sulle pagine di Walter Benjamin il perno del suo insegnamento e del suo impegno civile e politico; Carlo, la vittima. Uniti dalla militanza nel Milano social forum, i tre si ritrovano in piazza a Genova. Vogliono un mondo diverso che unisca nell'uguaglianza dei diritti e non divida in potenti e vittime. In cambio ricevono violenze inimmaginabili, e Carlo la morte.Valenti narra con una precisione priva di enfasi, quasi puramente descrittiva e, per questo, ancora più scioccante, le torture inflitte alle ragazze e ai ragazzi con la freddezza dei carnefici più spietati. La violenza fisica non è però il solo malefico frutto di quei giorni. Il loro veleno si insinua nella mente dei sopravvissuti. Torturato nella caserma di Bolzaneto, Francesco non reggerà al ritorno alla vita cosiddetta normale, a un'esistenza all'insegna dell'ipocrisia e della dimenticanza. Si suiciderà e lascerà all'amico il compito di testimoniare la tragica realtà di quei giorni e di ricordare la breve, eppure giusta e intensa, vita di un soccombente e di una vittima.I drammatici giorni del G8 di Genova in un romanzo su un testimone, un soccombente e una vittima.“Ci hanno picchiato, presi a calci e manganellate, senza un perché. Erano impazziti. Hanno sfondato porte e finestre, sono entrati e ci hanno colpiti. Molti di noi dormivano. Chi cercava di scappare ai piani superiori veniva inseguito, raggiunto e picchiato ancora.”Stefano Valenti (1964), valtellinese, vive a Milano. Ultimati gli studi artistici, si è dedicato alla traduzione letteraria. Il suo romanzo d'esordio, La fabbrica del panico (Feltrinelli 2013), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima 2014, il Premio Volponi Opera Prima 2014 e il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo 2015. Ha ancora pubblicato con Feltrinelli Rosso nella notte bianca (2016; Premio Volponi 2016). Per i “Classici” ha tradotto Germinale (2013) di Émile Zola, Il giro del mondo in ottanta giorni (2014), Ventimila leghe sotto i mari (2018) e Viaggio al centro della Terra (2019) di Jules Verne.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Ecovicentino.it - AudioNotizie
La cura dei giovani di don Francesco, l'amore per lo sport di Alberto. Chi erano le due vittime dello schianto in Spv

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later Jun 26, 2026 2:11


Ecovicentino.it - AudioNotizie
Ritrovate a Formia da una parente le sorelline scomparse in Abruzzo: tre fermi

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Play Episode Listen Later Jun 22, 2026 1:41


Sono state trovate e stanno bene Alisya e a Sarah le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse la notte tra il 6 e il 7 giugno scorsi da una casa famiglia di Civitella Alfedena (L'Aquila). Erano nell'abitazione di una parente della madre a Formia. Rintracciate grazie a una videochiamata. Fermati la mamma, il suo compagno e il nonno.

L'ombelico di un mondo
La guerra fredda delle biciclette

L'ombelico di un mondo

Play Episode Listen Later Jun 21, 2026 55:45


Tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, la bicicletta fu il simbolo più popolare della modernità. Permise a milioni di operai, contadini e artigiani di spostarsi più rapidamente, allargare il proprio orizzonte e conquistare una libertà fino ad allora impensabile. Così nacque il ciclismo e il grande racconto epico dell'Italia popolare. La rivalità tra Gino Bartali e Fausto Coppi incendiò le passioni dell'Italia uscita a pezzi dalla guerra. Diversi per carattere, stile e immagine pubblica, finirono presto per rappresentare qualcosa che andava oltre lo sport. Bartali, cattolico praticante e iscritto all'Azione Cattolica, divenne il simbolo di un'Italia legata alla tradizione. Coppi, innovatore e protagonista di una vita privata che sfidava le convenzioni del tempo, apparve invece come l'emblema di un Paese che guardava al futuro. Erano gli anni della Guerra fredda, quando il mondo era diviso in due blocchi contrapposti e anche gli italiani erano chiamati quotidianamente a scegliere da che parte stare. Stati Uniti e Unione Sovietica, Democrazia cristiana e Partito comunista, Don Camillo e Peppone... In quel clima perfino il ciclismo finì per diventare una metafora della grande divisione del Novecento. Così Bartali e Coppi vennero trasformati, quasi loro malgrado, nei protagonisti italiani di quella contrapposizione. La leggenda del Bartali cattolico e del Coppi comunista era in gran parte una semplificazione, ma milioni di italiani si riconobbero nell'uno o nell'altro come se scegliessero una parte del Paese. La nuova puntata dell'«Ombelico di un mondo» racconta come due corridori siano diventati il simbolo su due ruote di un mondo diviso. Sullo sfondo scorrono la fotografia della borraccia al Tour del 1952, il mito della vittoria di Bartali dopo l'attentato a Togliatti, la vicenda della Dama Bianca e la morte prematura di Coppi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

24 Mattino
La giornata in 24 minuti del 17 giugno

24 Mattino

Play Episode Listen Later Jun 17, 2026


L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.A Napoli la violenza contro il personale sanitario non conosce tregua: L’episodio più grave si è verificato l’11 giugno nel reparto dei codici rossi dell’ospedale del Mare. Erano circa le 16 quando un’infermiera, impegnata a gestire contemporaneamente due pazienti critici, è stata brutalmente aggredita da uno di loro. Dall’inizio del 2026 le aggressioni registrate nelle Asl Napoli 1 Centro e Napoli 2 Nord hanno raggiunto quota 19. Per parlarne ospitiamo Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia.

Ecovicentino.it - AudioNotizie
Tragedia del Pasubio, chi erano Sofia e Giosuè: la passione per lo sport e la montagna

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Play Episode Listen Later Jun 15, 2026 1:47


Le storie dei due giovani precipitati ieri mentra scalavano il Soglio d'Uderle. Sofia Dalle Nogare e Giosuè Baldissera erano formati ed esperti di scalate. Lei, di Schio, un passato da nuotatrice agonistica, studiava e faceva la bagnina in piscina. Lui, di Vicenza dopo la laurea in scienze geologiche, era entrato nei vigili del fuoco. Provenivano entrambi da famiglie di esperti alpinisti.

Be All You Can Be MSC
Episode 34 CSM(R) Erano Bumanglag "Sh*T You Don't Learn in School" & More

Be All You Can Be MSC

Play Episode Listen Later Jun 14, 2026 55:09


What if leadership isn't about having all the answers?What if success isn't determined by outcomes alone?And what if the most important lessons in life are the ones nobody ever teaches you?In this episode of Be All You Can Be MSC, I sit down with recently retired Command Sergeant Major Erano "Buma" Bumanglag, a senior executive and Army leader whose 31-year career spanned Special Operations, Army Medicine, the Pentagon, disaster response, and Joint Task Force–Civil Support under U.S. Northern Command and NORAD.Our conversation explores the realities of leadership at every level from junior Soldiers to senior executives and the life principles that helped shape his journey.We discuss:▪️ Why senior leaders don't have all the answers▪️ Emotional intelligence versus rank▪️ The relationship between officers and senior enlisted leaders▪️ Learning from failure instead of fearing it▪️ Tactical versus strategic leadership▪️ The power of humility and removing ego▪️ Why relationships matter more than credentials▪️ His "4 Fs" philosophy: Faith, Family, Fitness, and Finance▪️ The inspiration behind his book Life Craft Strategies: $h!t You Don't Learn in SchoolOne of my favorite takeaways:"Do the best job you can in the role you have today. Stop chasing the next position and become exceptional where you are."Buma's book is a collection of practical life lessons drawn from decades of leadership experience, self-reflection, and observation. As he describes it, it's about the things we learn through failure, resilience, relationships, and experience—not from a classroom.

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Crans Montana: gli italiani potevano scappare, ma le porte erano bloccate

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Play Episode Listen Later Jun 12, 2026 1:47


Non avevano praticamente assunto bevande alcoliche le giovani vittime italiane che hanno perso la vita nel rogo di Crans - Montana nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio scorsi e si sarebbero potute salvare.

Prima Pagina
12 giugno: Iran, dopo le bombe c'è l'accordo; Roma, accolte le proposte del Messaggero; A Crans i ragazzi erano tutti sobri;

Prima Pagina

Play Episode Listen Later Jun 11, 2026 19:26 Transcription Available


E dopo l'apertura dedicata alla tragedia di Crans Montana di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio di Michela Allegri, con Angelo Paura andiamo in Iran dove, incredibilmente, ora tutti credono nell'accordo, con Fabio Rossi ci spostiamo a Roma dove il dibattito innescato dal Messaggero sul futuro della capitale ha già dato i suoi frutti, con l'esperta Gloria Satta andiamo al cinema per scoprire un mito intramontabile, mentre con Laura Larcan ci spostiamo a casa di Giacomo Leopardi per una scoperta straordinaria, e chiudiamo con la giornata di sport di Massimo Boccucci dedicata alla prima giornata dei mondiali di calcio


Indagini
Genova, 21 luglio 2001

Indagini

Play Episode Listen Later Jun 10, 2026 8:03


Al termine del G8 di Genova, il 21 luglio 2001, ci fu quella che Amnesty International definì come «la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un paese occidentale dal dopoguerra». Furono i pestaggi compiuti dalla polizia nella scuola Diaz, dove alloggiavano giornalisti e manifestanti del Genoa Social Forum - in gran parte stranieri. Le torture proseguirono nella caserma di Bolzaneto, dove molte di queste persone furono portate dopo l'arresto. Erano manifestanti pacifici e giornalisti: di quelle 93 persone, nessun arresto fu poi convalidato, e in 80 casi l'arresto risultò illegittimo. Nel frattempo, 82 di loro avevano avuto bisogno di cure mediche dopo i pestaggi, e 62 erano state trasportate in ospedale. In questa puntata di Altre Indagini non c'è solo quello che accadde quella notte: ci sono gli episodi violenti dei primi giorni del G8, la percezione di chi avrebbe dovuto garantire l'ordine che per non mostrarsi debole fossero necessari molti arresti, non importa di chi. E il modo in cui quegli eventi furono raccontati dalla stampa, e i processi che seguirono. Altre Indagini è il podcast di Stefano Nazzi che ogni due mesi racconta una delle grandi vicende della storia italiana, con gli stessi approcci e rigori applicati alla cronaca nera in Indagini. Le storie di Altre Indagini sono disponibili sul sito e ⁠⁠⁠sull'app del Post⁠⁠⁠ per le persone abbonate: un modo per ringraziarle per la loro partecipazione al progetto del Post, che fa sì che il Post possa continuare a fare il suo giornalismo in modo gratuito per tutte e tutti. ⁠⁠⁠Se vuoi ascoltare Altre Indagini, abbonati al Post⁠⁠⁠. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia XI Domenica T. Ord. - Anno A (Mt 9, 36-10,8)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Jun 9, 2026 6:13


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8536OMELIA XI DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 9, 36-10,8)di Giacomo Biffi La pagina del Vangelo di Matteo, che abbiamo ascoltato, ci descrive la prima missione degli apostoli.Dal contesto della narrazione appare chiaro che Gesù la considera una missione provvisoria e sperimentale: quasi una prova generale in vista della missione definitiva di cui li incaricherà dopo la risurrezione, quando darà l'ordine di andare a tutte le genti non solo ad annunziare il Regno di Dio, ma anche a battezzare e a guidare i credenti in conformità ai suoi comandi.Alcune delle raccomandazioni qui contenute (per esempio quella di non uscire dai confini di Israele) si spiegano col carattere di preparazione e di saggio di questa prima evangelizzazione. Tuttavia nel suo insieme l'episodio è esemplare, ricco di insegnamenti, e merita tutta la nostra attenzione. Noi ci limiteremo a commentare in breve alcune frasi particolarmente rilevanti di questo brano.LA CHIESA, FRUTTO DELLA COMPASSIONE DIVINA PER L'UMANITÀ SMARRITAVedendo le folle, ne sentì compassione. Come si vede, proprio la compassione di Cristo viene indicata come il motivo sostanziale della decisione di eleggere tra i suoi discepoli dei capi responsabilizzati e di avviare così una precisa struttura ecclesiale. La ragione profonda della missione apostolica è lo stato di miseria dell'umanità: una miseria che punge il cuore del Figlio di Dio. La Chiesa dunque nasce dalla pietà del Signore e dalla sua volontà di salvezza.Qual è la natura di questa miseria?Erano stanche, sfinite, come pecore senza pastore. La stanchezza, il disorientamento, la disgregazione sono le note dolorose che l'occhio penetrante dell'Unigenito del Padre, che è diventato uno di noi, rileva nell'umanità abbandonata a sé sola.È un giudizio che è ancora pienamente attuale. Anche l'uomo di oggi spesso si sente stanco: stanco di lottare contro mille difficoltà che gli amareggiano l'esistenza; stanco di faticare senza risultato e qualche volta addirittura senza perché; stanco di non essere compreso nelle sue aspirazioni più essenziali e più vere; stanco di essere imbrogliato; stanco di essere sopraffatto da mille soprusi; stanco di essere vittima di molte ingiustizie. Magari crede di poter uscire da questa prostrazione con riforme sociali e cambiamenti politici, anche legittimi, ma che alla fine lo lasciano sempre deluso.Poi l'uomo di oggi è immerso nella confusione dei pareri, frastornato da mille messaggi e da mille proposte; e non sa più a chi credere.E trova la divisione e il conflitto perfino là dove gli sembrerebbe giusto attendersi un po' di concordia (per esempio nella propria famiglia, nel proprio ambiente di lavoro e di vita, nella propria comunità di preghiera).Perciò è smarrito: non sa più dove andare, non sa più quale sia la sua strada, non sa più quale sia il suo destino.Ebbene, appunto per venire incontro a questa disperata condizione degli uomini, Gesù sceglie i Dodici; e così dà inizio alla Chiesa.La Chiesa è dunque un dono che ci è dato per farci uscire dalla nostra stanchezza, dal nostro disorientamento, dalla nostra disgregazione; e guai a trascurare o peggio a disprezzare i doni di Dio!La Chiesa ci è data come aiuto provvidenziale a superare i nostri smarrimenti e ad approdare alle certezze vitali: stiamo attenti a non fare della nostra capacità di litigare, dei nostri problematicismi, della nostra inesauribile propensione a dubitare, quasi un titolo di merito e un segno di più consapevole ecclesialità.La Chiesa ci è data come mezzo di unificazione e di concordia: e allora non dobbiamo diventare mai all'interno della famiglia dei credenti profeti di divisione e di contestazione, magari all'insegna del diritto al pluralismo.L'INCONTRO INTIMO E PERSONALE CON CRISTOChiamò a sé i Dodici. La scelta è sua, sua la chiamata. Gli apostoli perciò non saranno tanto dei rappresentanti della "base", quanto dei "mandati" da Cristo agli uomini, i quali, in virtù della loro presenza, della loro parola, della loro azione, potranno e dovranno diventare una comunità di fratelli.Chiamò a sé. Prima di andare tra gli uomini, l'apostolo deve andare a Gesù. Prima ancora di scoprire tutte le necessità e le sofferenze del mondo che lo aspetta, deve scoprire personalmente l'amore appassionato e coinvolgente di colui che lo chiama; diversamente non è un apostolo.Prima di essere un "mandato", è un "chiamato", che deve fare della sua inalienabile intimità con Cristo la ragione della sua esistenza e l'anima della sua operosità.La preghiera è indispensabile per evangelizzareGli operai sono pochi. Pregate dunque... È una parola un po' sorprendente. Il mondo ha bisogno di apostoli, e il Signore dei cuori ritiene necessaria la nostra preghiera perché ci siano operai per la messe del Regno di Dio. Il Signore vuole che ci sia la nostra implorazione anche per le cause che stanno a cuore soprattutto a lui.Del resto, il Vangelo di Luca - narrando lo stesso episodio - ci informa che Gesù passò in preghiera l'intera notte precedente la elezione degli apostoli.Quando mancano i sacerdoti, noi siamo portati a studiare le cause del fenomeno, a organizzare inchieste, a promuovere sondaggi di opinione. Ed è giusto. Gesù però ci dà un consiglio più semplice e ci dice: Pregate...Forse questa è la più notevole diversità che c'è tra noi e il Vangelo. Noi riteniamo che i problemi del mondo si risolvano soprattutto attraverso una migliore conoscenza del mondo. Il Vangelo ci insegna che i problemi del mondo si risolvono soprattutto attraverso una più grande e intensa familiarità con Dio.

Quilisma
Goliardi, gli anticonformisti del Medioevo

Quilisma

Play Episode Listen Later Jun 7, 2026 28:24


Erano una voce libera e critica all'interno della cultura medievale: uomini colti e spesso irrequieti che, attraverso l'ironia, la satira e la poesia, espressero il desiderio di una vita più autentica e meno vincolata alle rigide convenzioni del loro tempo.I goliardi erano studenti, chierici e intellettuali itineranti che vissero soprattutto tra il XII e il XIII secolo nell'Europa medievale. Provenivano in genere dagli ambienti delle scuole e delle prime università e possedevano una solida formazione culturale basata sul latino, la lingua della Chiesa e della cultura del tempo. Molti di loro conducevano una vita errante, spostandosi da una città all'altra in cerca di insegnamento, protezione o sostegno economico. Pur appartenendo spesso al mondo ecclesiastico, si distinguevano per il loro atteggiamento anticonformista e critico nei confronti delle autorità religiose e della società medievale.Attraverso poesie, canzoni e componimenti satirici scritti prevalentemente in latino, i goliardi denunciavano la corruzione del clero, l'ipocrisia dei potenti e le ingiustizie sociali. Allo stesso tempo esaltavano gli aspetti più terreni dell'esistenza, celebrando il vino, l'amore, l'amicizia, il gioco e il piacere di vivere. Questa visione del mondo, spesso in contrasto con gli ideali di austerità e disciplina promossi dalla Chiesa, contribuì a renderli figure originali e talvolta controverse. Di questo ed altro Giovanni Conti parla oggi in ”Quilisma.”

Pistone Podcast
ANALIZZIAMO la FERRARI LUCE ma nel peggior modo possibile

Pistone Podcast

Play Episode Listen Later Jun 5, 2026 55:52


Erano mesi che aspettavamo di fare questo episodioCome è possibile dato che è uscita da solo una settimana la Luce? Vi starete chiedendoIl punto è che da mesi noi vediamo girare i muletti qui a Maranello, ed il risultato finale si è distanziato molto da tutto quello che abbiamo visto girare in questi mesiIl risultato di questo stupore? Questa puntataUn bilanciamento perfetto fra ragionamenti logici e seri da parte di Ganzo, atti ad edulcorare le forti opinioni di Rosso in merito alla prima elettrica del cavallinoQuesta non è da intendersi come una puntata seria, che vuole parlare dell'argomento seriamenteÈ da intendersi come uno sfogo: tutti i dubbi, le incertezze, le domande e le frustrazioni riguardanti una Ferrari elettrica le abbiamo racchiuse in questo video e abbiamo cercato di rispondere a tuttoChe altro dirvi se non…Buon ascolto!

Dicono di te
Coez: «Piccole conquiste, piano piano... erano mattoni»

Dicono di te

Play Episode Listen Later Jun 4, 2026 88:01


Ep. 141: «Giravo per la città e più il mio nome si vedeva e più... io esistevo. Esatto, io esistevo», dice lui, che ha cominciato a comunicare con il mondo facendo graffiti sui muri dei tunnel della metropolitana di Roma. In questa intervista con Malcom Pagani, Silvano Albanese, in arte Coez, ripercorre una carriera che definisce un «miracolo d'ostinazione». Ricorda l'infanzia e le decisioni che lo hanno portato a scrivere testi rap e lo scontro decisivo con un severo professore di fisica che lo gelò chiedendogli: «Ma tu come ti vedi tra dieci anni?». Per costruire quella risposta, Coez ha fatto il facchino, montato palchi fino alle sue prime collaborazioni con Riccardo Sinigallia e Niccolò Contessa, creando un ibrido inedito tra rap e cantautorato. Rifiutando la scorciatoia dei talent show, oggi vive la fama con cautela per non perdere la "vita normale" da cui nasce la sua scrittura, ma ammette di non voler dimenticare le ferite del passato: «Non ci passo sopra con la pialla a certe cose». Coez sarà in tour a partire dall'8 luglio per portare dal vivo il terzo capitolo del suo format cult "From The Rooftop", un progetto che nel tempo è diventato una delle espressioni artistiche più riconoscibili e autentiche del suo percorso, per poi proseguire con 13 date autunnali nei teatri italiani. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Breaking News Italia - Ultime Notizie
Il caso Beatrice e il nodo dei controlli: perché i servizi sociali non erano intervenuti?

Breaking News Italia - Ultime Notizie

Play Episode Listen Later Jun 3, 2026 3:12 Transcription Available


Il caso Beatrice e il nodo dei controlli: perché i servizi sociali non erano intervenuti?La tragedia della piccola Beatrice riporta al centro dell'attenzione il tema della tutela dei minori e dell'efficacia della rete di protezione sociale. Mentre le indagini cercano di chiarire ogni responsabilità, cresce il dibattito sul ruolo delle istituzioni e sulla capacità di individuare situazioni di disagio prima che si trasformino in drammi irreparabili.#Beatrice #ServiziSociali #Bordighera #Cronaca #BreakingNews

La Gioia del Vangelo
Martedì della VII settimana di Pasqua

La Gioia del Vangelo

Play Episode Listen Later May 19, 2026 4:19


In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
riflessioni sul Vangelo di Martedì 19 Maggio 2026 (Gv 17, 1-11) - Apostola Celestina

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

Play Episode Listen Later May 18, 2026 5:16


Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Giovanni +In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:«Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».Parola del Signore.

CHEWING GUM - masticare la Parola di Dio
Martedì 19 maggio 2026 - Dove fisso il mio sguardo?

CHEWING GUM - masticare la Parola di Dio

Play Episode Listen Later May 18, 2026 3:37 Transcription Available


Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:«Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
[Mar 19] Vangelo: At 20, 17-27; Sal.67; Gv 17, 1-11.

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Play Episode Listen Later May 18, 2026 1:20


In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Ecovicentino.it - AudioNotizie
In barella al funerale del fidanzato: erano stati travolti da un carico sull'A1

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Play Episode Listen Later May 15, 2026 1:29


Ieri a Montegrotto Terme Elena Alberton, 24enne di Mussolente, ha voluto essere presente nonostante le fratture al funerale del fidanzato Pietro Bellato, morto il 28 aprile tra Arezzo e Siena. La coppia è stata travolta dal carico di un tir mentre tornava da una vacanza. "Non riesco ancora a credere che tu non ci sia più. Ripenso continuamente ai giorni passati a Roma e ti rivedo felice" ha detto con la voce spezzata la ragazza.

Radio Rossonera
Milan a Genova senza Leao, Saelemaekers ed Estupinan: ammoniti, erano diffidati

Radio Rossonera

Play Episode Listen Later May 11, 2026 1:52


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Dentro alla storia
Gli accordi di Oslo e il loro fallimento

Dentro alla storia

Play Episode Listen Later May 11, 2026 21:16


Acquista il mio nuovo libro, "Neanche Nietzsche era un superuomo": https://amzn.eu/d/0hN113ZXNel 1993 sembrò che la difficile situazione israelo-palestinese potesse avviarsi verso una risoluzione. Erano speranze che si sarebbero presto scontrate con la dura realtà.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.

Ecovicentino.it - AudioNotizie
Hantavirus, positivi una francese e un americano che erano sulla Hondius. In arrivo la circolare del ministero della Salute

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later May 11, 2026 1:36


Finisce l'odissea della nave da crociera Hondius, per settimane focolaio galleggiante di contagio dell'hantanavirus. Passeggeri ed equipaggio sono stati fatti sbarcare a Tenerife con rigide misure sanitarie e poi sono stati rimpatriati grazie a ponti aerei speciali.

Fluent Fiction - Italian
Love & History: A Proposal at the Colosseo

Fluent Fiction - Italian

Play Episode Listen Later Apr 27, 2026 18:19 Transcription Available


Fluent Fiction - Italian: Love & History: A Proposal at the Colosseo Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2026-04-27-22-34-02-it Story Transcript:It: La primavera accarezza Roma con i suoi raggi di sole morbidi e una brezza leggera.En: Spring caresses Roma with its soft sunshine and a gentle breeze.It: Sotto questo cielo azzurro, il Colosseo si innalza maestoso, attirando migliaia di turisti affascinati dalla sua imponenza.En: Under this blue sky, the Colosseo rises majestically, attracting thousands of tourists fascinated by its grandeur.It: Tra di loro ci sono Lorenzo, Giulia e Marco, tre amici in cerca di avventura e, per Marco, un momento speciale.En: Among them are Lorenzo, Giulia, and Marco, three friends in search of adventure and, for Marco, a special moment.It: Lorenzo cammina davanti con gli occhi colmi di meraviglia.En: Lorenzo walks ahead with eyes full of wonder.It: Ama la storia, soprattutto quella romana.En: He loves history, especially Roman history.It: Il Colosseo è il suo sogno diventato realtà.En: The Colosseo is his dream come true.It: Con la sua voce entusiasta, condivide aneddoti storici con Giulia e Marco.En: With his enthusiastic voice, he shares historical anecdotes with Giulia and Marco.It: "Sapete che il Colosseo poteva ospitare fino a 50.000 spettatori?", chiede Lorenzo con occhi brillanti, ma Marco è troppo concentrato per rispondere.En: "Did you know that the Colosseo could hold up to 50,000 spectators?" asks Lorenzo with bright eyes, but Marco is too focused to respond.It: Il suo cuore batte veloce.En: His heart beats fast.It: Nasconde un anello nella tasca e una domanda segreta nel cuore.En: He hides a ring in his pocket and a secret question in his heart.It: Vuole chiedere a Giulia di sposarlo.En: He wants to ask Giulia to marry him.It: Giulia ascolta Lorenzo con curiosità.En: Giulia listens to Lorenzo with curiosity.It: Lei adora le sorprese e il modo in cui le storie prendono vita nei luoghi in cui sono accadute.En: She loves surprises and the way stories come to life in the places where they happened.It: Ma oggi, una sorpresa ancora più grande la attende, e lei lo ignora completamente.En: But today, an even bigger surprise awaits her, and she has no idea.It: Marco, un po' nervoso, guarda Lorenzo.En: A bit nervous, Marco looks at Lorenzo.It: Mentre chiacchierano, cerca di trovare il momento perfetto.En: While they chat, he tries to find the perfect moment.It: Devono raggiungere un punto specifico, sotto uno dei grandi archi, dove il sole filtra in maniera perfetta.En: They need to reach a specific spot, under one of the large arches, where the sun filters in perfectly.It: Lorenzo continua con le sue storie, felice di condividere ogni dettaglio.En: Lorenzo continues with his stories, happy to share every detail.It: "Ma lo sapevate che i gladiatori erano come delle celebrità all'epoca?", dice mentre si ferma davanti a un arco.En: "Did you know that the gladiators were like celebrities back then?" he says as he stops in front of an arch.It: "È il momento?", chiede Marco a bassa voce più a se stesso che a Giulia, senza farsi sentire.En: "Is it the moment?" Marco asks in a low voice more to himself than to Giulia, without being heard.It: Decide che è ora di agire.En: He decides it's time to act.It: Subito guida il gruppo verso il punto scelto, mentre cerca di non far insospettire Giulia.En: He quickly guides the group toward the chosen spot, trying not to arouse Giulia's suspicion.It: Arrivati sotto l'arco, il cuore di Marco batte forte.En: Arriving under the arch, Marco's heart beats loudly.It: Fa un respiro profondo e si inginocchia con l'anello in mano.En: He takes a deep breath and kneels with the ring in hand.It: È proprio in quel momento che Lorenzo esclama, "E le navate interne? Erano usate per...".En: It's at that very moment Lorenzo exclaims, "And the inner aisles? They were used for..."It: La sua voce si spegne tra le risate mentre Giulia si volta verso Marco, sorpresa.En: His voice fades amidst laughter as Giulia turns to Marco, surprised.It: Marco la guarda con occhi pieni di amore e, nonostante la confusione iniziale, trova il coraggio e la serenità di chiedere: "Giulia, vuoi sposarmi?"En: Marco looks at her with eyes full of love and, despite the initial confusion, finds the courage and serenity to ask: "Giulia, will you marry me?"It: Gli occhi di Giulia si riempiono di lacrime di gioia.En: Giulia's eyes fill with tears of joy.It: L'assurdità del momento aggiunge solo più bellezza.En: The absurdity of the moment adds only more beauty.It: Lei ride e, tra un sorriso e una lacrima, risponde: "Sì, mille volte sì."En: She laughs and, between a smile and a tear, responds, "Yes, a thousand times yes."It: Lorenzo, finalmente consapevole dell'importanza di ciò che è appena successo, si scusa per la sua distrazione.En: Lorenzo, finally aware of the importance of what just happened, apologizes for his distraction.It: Capisce ora l'importanza di essere presente nei momenti degli altri, non solo nei propri racconti.En: He now understands the importance of being present in others' moments, not just in his own stories.It: Il sole continua a brillare sul Colosseo, ora testimone di un nuovo capitolo di amore e amicizia, un ricordo che rimarrà per sempre.En: The sun continues to shine on the Colosseo, now a witness to a new chapter of love and friendship, a memory that will last forever. Vocabulary Words:the spring: la primaverato caress: accarezzarethe breeze: la brezzato rise: innalzarsimajestic: maestosothe grandeur: l'imponenzato be fascinated: essere affascinatothe adventure: l'avventuraanecdote: l'aneddototo hold: ospitarethe spectator: lo spettatoreto beat (heart): batterethe ring: l'anellocuriosity: la curiositàthe surprise: la sorpresato filter: filtrarethe arch: l'arcogladiator: il gladiatorecelebrity: la celebritàto kneel: inginocchiarsito exclaim: esclamarethe aisle: la navatathe laughter: la risataconfusion: la confusioneserenity: la serenitàtear (drop): la lacrimato fill: riempireabsurdity: l'assurditàto apologize: scusarsito be aware: essere consapevole

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1 aprile: Sigonella, il "no" a Trump; Azzurri del calcio, tutti a casa; Il killer non erano i funghi;

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Play Episode Listen Later Apr 1, 2026 27:56


E dopo la risposta europea alla crisi energetica e all'aumento dei prezzi di cui troverete altri dettagli nel servizio di Gabriele Rosana passiamo all'analisi di Francesco Bechis sul no a Trump per l'utilizzo della base di Sigonella, una tema al centro del commento di Mario Ajello, con Angelo Paura restiamo sul tema della guerra con il giallo dei 400 chili di uranio arricchito, quindi passiamo alla cronaca con l'inviata Valeria di Corrado e caso clamoroso di presunto avvelenamento da funghi che invece diventa delitto, con l'inviata Claudia Guasco parliamo di un'altra inchiesta rumorosa sulla vendita dello stadio di San Siro, con l'esperta di cinema Gloria Satta parliamo invece del destino di Cinecittà, e chiudiamo con lo sport e la sonora sconfitta dell'Italia del calcio con il commento, stavolta pesante, di Massimo Boccucci.


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21 marzo: Petrolio, tensione sui mercati; Bomba nel casolare, chi erano gli anarchici; Chuck Norris, il super-americano

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Play Episode Listen Later Mar 21, 2026 15:56


E dopo il punto sulla guerra e sulla crisi energetica di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio di Andrea Pira e Gabriele Rosana, parliamo dell'esplosione in un casolare a Roma i cui sono morti due anarchici mentre stavano costruendo una bomba con l'inviata Flaminia Savelli vi spiegheremo cosa è accaduto mentre l'inviata Camilla Mozzetti traccerà il profilo delle due vittime, quindi ci spostiamo in America con Angelo Paura e il nuovo progetto visionario di Jeff Besos, cambiamo tema e con l'esperta di cinema Gloria Satta tracceremo il profilo di Chuck Norris, l'attore americano scomparso a 86 anni, quindi andiamo in Umbria con Michele Bellucci per parlare di Perugia che domani diventa la capitale del vino, e chiudiamo con lo sport e con Massimo Boccucci con le sorprese nelle convocazioni della nazionale di calcio.

il posto delle parole
Antonella Stelitano "Le donne di Cortina 1956"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Mar 13, 2026 19:01


Antonella Stelitano, Adriana Balzarini"Le donne di Cortina 1956"Prefazione di Debora CompagnoniMinerva Edizioniwww.minervaedizioni.comsabato 14 marzo alle ore 18:00Libreria Luxemburg, TorinoPresentazione del libro "Le donne di Cortina 1956"Con Antonella Stelitano e Giovanni Tosco di "Tuttosport"Grazie a uno scrupoloso lavoro di ricerca, Antonella Stelitano e Adriana Balzarini offrono un racconto inedito dei Giochi Olimpici invernali di Cortina 1956, attraverso la narrazione delle donne che a vario titolo parteciparono a quell'evento. Erano poche, ma erano presenti non solo come atlete.Sono donne di cui non si è scritto molto allora e neanche dopo. Per questo, alla vigilia del ritorno dei Giochi Olimpici nella conca ampezzana, sembrava giusto ricordare anche loro.Ci sono donne giudice di gara, capo delegazione, allenatrici. C'è una tedofora che accompagna il viaggio della fiaccola sui pattini, una donna speaker, le giornaliste. E poi le interpreti, le segretarie, le ragazze addette alle premiazioni e ai progetti culturali o musicali, la madrina. Ma anche colei che custodirà per cinquant'anni la bandiera che sventolò allo stadio e la donna che si è occupata del montaggio del film dedicato a quell'evento. Volti femminili compaiono in francobolli, monete e manifesti. C'è anche una donna a progettare l'immagine integrata della Cortina olimpica. Ci sono mogli di dirigenti, spettatrici, teste coronate e altre ospiti illustri che contribuiscono a rendere l'evento anche un appuntamento mondano. E infine le donne del paese, impegnate a presentare al meglio questi luoghi.Questo libro ha raccolto le loro storie, gli aneddoti e i ricordi delle protagoniste ancora in vita per raccontare i Giochi Olimpici invernali del 1956 secondo una diversa prospettiva.Antonella Stelitano. È membro della Società Italiana di Storia dello Sport, dell'Accademia Olimpica Nazionale Italiana e del Consiglio Nazionale del Comitato Italiano Fair Play.È autrice di diversi volumi con i quali ha vinto il Premio Bancarella Sport (2021), il Premio Nazionale per la Storiografia Sportiva Mario Alighiero Manacorda (2016) e per tre volte è stata premiata al Concorso Nazionale Letterario del Coni nella sezione saggistica.Tra le pubblicazioni più recenti: Le Nazioni Unite e lo sport. Dall'Utopia della tregua olimpica all'agenda 2030 (Cleup, Padova 2024); Una lama infallibile (Ediciclo, 2020), Le Olimpiadi all'ONU. Le Nazioni Unite e lo sport dall'embargo all'Olimpismo (Cleup, 2012); Olimpiadi e Politica. Il CIO nel sistema delle relazioni internazionali (Forum, 2008). Con Silvia Biasi ha scritto Volevo solo giocare a pallavolo (Ediciclo, 2020); con Bortolato Q. e Dieguez A.M., Bicicletta, società e chiesa ai tempi di Pio X (Edizioni San Liberale, Treviso 2013) e Pio X, le Olimpiadi e lo Sport (Edizioni San Liberale, Treviso 2012); con Tognon J., Sport, Unione Europea e Diritti Umani. Il fenomeno sportivo e le sue funzioni nelle normative comunitarie e internazionali (Cleup, 2011).È Stella di Bronzo al merito sportivo del Coni e Cavaliere della Repubblica.Adriana Balzarini. Storica dello sport, ex insegnante, si occupa in particolare di ricerca sui temi della donna e lo sport. È vicepresidente vicario del Panathlon Distretto Italia di cui è anche Responsabile del settore culturale e femminile.Stella di bronzo al merito del Comitato Italiano Paralimpico, è stata insignita dell'Award Domenico Chiesa nel 2018 e del premio Priz Communication Walter Perez Soto nel 2016.Ha organizzato le mostre Emancipazione della donna attraverso i Giochi Olimpici e Donne e Automobilismo. È autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, ed è presente a convegni sulle tematiche femminili dello sport e del mondo paralimpico.Esperta di storia dello sci è stata Giudice di Gara Fisi per lo sci alpino e Commissario automobilistico per il Rally.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Delitti Invisibili
Il sacrificio - Il delitto di Suor Maria Laura Mainetti - 3/3

Delitti Invisibili

Play Episode Listen Later Mar 9, 2026 22:48


Si apre il processo contro le tre imputate e si scatena una battaglia di perizie per valutare la capacità di intendere e di volere delle tre giovani. Erano davvero capaci di intendere e di volere al momento del delitto e soprattutto perché hanno ucciso Suor Maria Laura Mainetti? Una domanda che a quasi trent’anni dall’omicidio rimane ancora senza una risposta univoca.See omnystudio.com/listener for privacy information.

Deejay Chiama Italia
Quando John Lennon disse che i Beatles erano più famosi di Gesù

Deejay Chiama Italia

Play Episode Listen Later Mar 5, 2026 5:51


il posto delle parole
Anna Maria D'Ambrosio "In cammino"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Mar 4, 2026 25:27


Anna Maria D'Ambrosio"In cammino"Antenati nomadi, migranti, girovaghi e itinerantiInterlinea Edizioniwww.interlinea.comMolto prima che i nostri emigranti sognassero la Merica, si registrava in questa parte di mondo, ora chiamata Italia, la presenza diffusa di uomini, donne e bambini in cammino. Chi erano questi antenati nomadi, migranti, girovaghi e itineranti? Eterni poveri, in prevalenza contadini. Con ogni mezzo, lasciavano il loro paese per tentare altrove la sorte. Chi vendeva la forza delle proprie braccia, chi mercanzie o spettacolo di strada e chi non aveva niente da vendere. Erano braccianti, mondariso, spazzacamini, ambulanti, orsanti, cantastorie, burattinai, vagabondi e camminanti. Una population flottante di antico regime di cui si sta perdendo la memoria, anche per la mancanza di una documentazione scritta, poiché questi poveri erano analfabeti. In cammino racconta la maestria di ogni singolo mestiere e l'attitudine alla mobilità dei nostri antenati quale unica risorsa per sfuggire alla miseria.Anna Maria D'Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l'università di Torino. Nel 2011 ha vinto il premio Rhegium Julii per l'inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l'erba. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d'esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013) e il romanzo Devi solo cadere con me (2016). Nel 2016 ha inoltre pubblicato la raccolta di racconti Le parole del pettirosso (Giovane Holden Edizioni) e nel 2019 la silloge poetica Attorno a un giardino (Italic Edizioni). Nel 2020 pubblica, sempre con Interlinea, Vergine luna. Il tu nella poesia e nella preghiera, premio I Murazzi 2020. Nel 2022 esce il romanzo Ombra e nel 2024 la silloge poetica Cantico degli alberi, entrambi per Edizioni Ets. Per la sua opera letteraria ha ricevuto il premio Città di Arona 2024.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
riflessioni sul Vangelo di Sabato 7 Febbraio 2026 (Mc 6, 30-34) - Apostola Loredana

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

Play Episode Listen Later Feb 6, 2026 6:00


Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Marco +In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.Parola del Signore.

MELOG Il piacere del dubbio
Quando le radio erano libere

MELOG Il piacere del dubbio

Play Episode Listen Later Feb 4, 2026


Puntata di rievocazione del mondo delle radio private il cui avvento negli anni '70 in Italia ha segnato un punto di rottura e di trasformazione radicale del modo di comunicare e di interagire con il pubblico. Intervengono il giornalista Maurizio Pizzuto, Roberto Paci d'Alò, direttore di Usma Radio e Andrea Lawendel esperto di tecnologie e radiofonia.

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
riflessioni sul Vangelo di Venerdì 16 Gennaio 2026 (Mc 2, 1-12) - Apostola Michela

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

Play Episode Listen Later Jan 15, 2026 7:53


Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Marco +Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: "Figlio, ti sono perdonati i peccati".Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: "Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?". E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua".Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".Parola del Signore.

Racconti Rossoneri
Il van di Milan-Como

Racconti Rossoneri

Play Episode Listen Later Jan 15, 2026 8:13


Una settimana fredda, milanese, nebbiosa, ma anche storica e indimenticabile. Erano gli albori del grande Milan di Silvio Berlusconi, c'era uno scudetto sul petto, eppure in una grande piazza molto esigente come quella rossonera bastava un breve periodo di calo perchè spuntassero gli striscioni di contestazione. Nella nuova puntata del podcast, alla vigilia del recupero della 16ª giornata di Serie A, riviviamo una storia legata a un precedente tra Milan e Como.

Geopop - Le Scienze nella vita di tutti i giorni
302 - Chi erano davvero i vichinghi e perché sono così diversi da come ce li immaginiamo

Geopop - Le Scienze nella vita di tutti i giorni

Play Episode Listen Later Nov 10, 2025 10:26


Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X Chi erano davvero i Vichinghi, i leggendari guerrieri del Nord? In realtà erano i norreni, un popolo originario della Scandinavia (Danimarca, Norvegia e Svezia): abili navigatori, esploratori e commercianti, tra l'VIII e l'XI secolo raggiunsero la Gran Bretagna, l'Islanda e persino le Americhe, ben prima di Cristoforo Colombo. In questo episodio di Antichi Popoli con Stefano Gandelli, scopriremo la vera storia dietro la leggenda, dalla loro religione, con divinità come Odino, Thor e Loki, che esaltava la guerra, il coraggio e il mare, alle loro navi drakkar, simbolo di ingegno e potenza, che li resero protagonisti di una delle espansioni più straordinarie della storia europea. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Racconti di Storia Podcast
I Mostri d'Acciaio del Terzo Reich

Racconti di Storia Podcast

Play Episode Listen Later Nov 7, 2025 21:37


Erano il terrore dei campi di battaglia: l'incubo dei carristi alleati. Il Tiger e il Königstiger non erano solo carri armati, ma veri e propri mostri d'acciaio concepiti per dominare la guerra. Scopri perché la loro leggenda dura ancora oggi. Nelle scuole carristi americane tra il 1943 e il 1944 girava una greve battuta: "Per affrontare un Tigre occorrono almeno quattro Sherman. Con la prospettiva di perderne tre". Quella che poteva sembrare una barzelletta di cattivo gusto era solo l'interpretazione pratica della realtà: dalla sua introduzione nel novembre 1942 il carro pesante "Tiger I" aveva posto un nuovo standard in fatto di forze corazzate impegnate nella Seconda Guerra Mondiale. Il suo successore, il Königstiger, si sarebbe rivelato ancor più grande, grosso, pesante, difficile da distruggere, al pari dei derivati Sturmtiger e Jagdtiger. Veicoli formidabili ma contraddistinti da trasmissioni fragili, da una sete irrefrenabile di carburante, dall'esposizione all'arma aerea e dal destino segnato.

Geopop - Le Scienze nella vita di tutti i giorni
297 - La vera storia di Hansel e Gretel scoperta da un archeologo tedesco: erano due assassini

Geopop - Le Scienze nella vita di tutti i giorni

Play Episode Listen Later Nov 3, 2025 13:37


Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X Tutti conoscono la fiaba di Hansel e Gretel, ma pochi sanno che dietro il racconto dei Fratelli Grimm potrebbe esserci una storia vera e inquietante. Negli anni '60 l'archeologo Georg Ossegg ricostruì una versione sorprendente: i due protagonisti non sarebbero bambini smarriti nel bosco, ma adulti coinvolti in un oscuro omicidio. Le sue ricerche, raccontate dal giornalista Hans Traxler, hanno aperto scenari che mescolano leggenda, cronaca e mistero. In questo episodio di Assurdo ma vero con Stefano Gandelli, scopriremo quanto c'è di reale dietro una delle fiabe più celebri di sempre. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices