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Non avevano praticamente assunto bevande alcoliche le giovani vittime italiane che hanno perso la vita nel rogo di Crans - Montana nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio scorsi e si sarebbero potute salvare.
E dopo l'apertura dedicata alla tragedia di Crans Montana di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio di Michela Allegri, con Angelo Paura andiamo in Iran dove, incredibilmente, ora tutti credono nell'accordo, con Fabio Rossi ci spostiamo a Roma dove il dibattito innescato dal Messaggero sul futuro della capitale ha già dato i suoi frutti, con l'esperta Gloria Satta andiamo al cinema per scoprire un mito intramontabile, mentre con Laura Larcan ci spostiamo a casa di Giacomo Leopardi per una scoperta straordinaria, e chiudiamo con la giornata di sport di Massimo Boccucci dedicata alla prima giornata dei mondiali di calcio
Al termine del G8 di Genova, il 21 luglio 2001, ci fu quella che Amnesty International definì come «la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un paese occidentale dal dopoguerra». Furono i pestaggi compiuti dalla polizia nella scuola Diaz, dove alloggiavano giornalisti e manifestanti del Genoa Social Forum - in gran parte stranieri. Le torture proseguirono nella caserma di Bolzaneto, dove molte di queste persone furono portate dopo l'arresto. Erano manifestanti pacifici e giornalisti: di quelle 93 persone, nessun arresto fu poi convalidato, e in 80 casi l'arresto risultò illegittimo. Nel frattempo, 82 di loro avevano avuto bisogno di cure mediche dopo i pestaggi, e 62 erano state trasportate in ospedale. In questa puntata di Altre Indagini non c'è solo quello che accadde quella notte: ci sono gli episodi violenti dei primi giorni del G8, la percezione di chi avrebbe dovuto garantire l'ordine che per non mostrarsi debole fossero necessari molti arresti, non importa di chi. E il modo in cui quegli eventi furono raccontati dalla stampa, e i processi che seguirono. Altre Indagini è il podcast di Stefano Nazzi che ogni due mesi racconta una delle grandi vicende della storia italiana, con gli stessi approcci e rigori applicati alla cronaca nera in Indagini. Le storie di Altre Indagini sono disponibili sul sito e sull'app del Post per le persone abbonate: un modo per ringraziarle per la loro partecipazione al progetto del Post, che fa sì che il Post possa continuare a fare il suo giornalismo in modo gratuito per tutte e tutti. Se vuoi ascoltare Altre Indagini, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8536OMELIA XI DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 9, 36-10,8)di Giacomo Biffi La pagina del Vangelo di Matteo, che abbiamo ascoltato, ci descrive la prima missione degli apostoli.Dal contesto della narrazione appare chiaro che Gesù la considera una missione provvisoria e sperimentale: quasi una prova generale in vista della missione definitiva di cui li incaricherà dopo la risurrezione, quando darà l'ordine di andare a tutte le genti non solo ad annunziare il Regno di Dio, ma anche a battezzare e a guidare i credenti in conformità ai suoi comandi.Alcune delle raccomandazioni qui contenute (per esempio quella di non uscire dai confini di Israele) si spiegano col carattere di preparazione e di saggio di questa prima evangelizzazione. Tuttavia nel suo insieme l'episodio è esemplare, ricco di insegnamenti, e merita tutta la nostra attenzione. Noi ci limiteremo a commentare in breve alcune frasi particolarmente rilevanti di questo brano.LA CHIESA, FRUTTO DELLA COMPASSIONE DIVINA PER L'UMANITÀ SMARRITAVedendo le folle, ne sentì compassione. Come si vede, proprio la compassione di Cristo viene indicata come il motivo sostanziale della decisione di eleggere tra i suoi discepoli dei capi responsabilizzati e di avviare così una precisa struttura ecclesiale. La ragione profonda della missione apostolica è lo stato di miseria dell'umanità: una miseria che punge il cuore del Figlio di Dio. La Chiesa dunque nasce dalla pietà del Signore e dalla sua volontà di salvezza.Qual è la natura di questa miseria?Erano stanche, sfinite, come pecore senza pastore. La stanchezza, il disorientamento, la disgregazione sono le note dolorose che l'occhio penetrante dell'Unigenito del Padre, che è diventato uno di noi, rileva nell'umanità abbandonata a sé sola.È un giudizio che è ancora pienamente attuale. Anche l'uomo di oggi spesso si sente stanco: stanco di lottare contro mille difficoltà che gli amareggiano l'esistenza; stanco di faticare senza risultato e qualche volta addirittura senza perché; stanco di non essere compreso nelle sue aspirazioni più essenziali e più vere; stanco di essere imbrogliato; stanco di essere sopraffatto da mille soprusi; stanco di essere vittima di molte ingiustizie. Magari crede di poter uscire da questa prostrazione con riforme sociali e cambiamenti politici, anche legittimi, ma che alla fine lo lasciano sempre deluso.Poi l'uomo di oggi è immerso nella confusione dei pareri, frastornato da mille messaggi e da mille proposte; e non sa più a chi credere.E trova la divisione e il conflitto perfino là dove gli sembrerebbe giusto attendersi un po' di concordia (per esempio nella propria famiglia, nel proprio ambiente di lavoro e di vita, nella propria comunità di preghiera).Perciò è smarrito: non sa più dove andare, non sa più quale sia la sua strada, non sa più quale sia il suo destino.Ebbene, appunto per venire incontro a questa disperata condizione degli uomini, Gesù sceglie i Dodici; e così dà inizio alla Chiesa.La Chiesa è dunque un dono che ci è dato per farci uscire dalla nostra stanchezza, dal nostro disorientamento, dalla nostra disgregazione; e guai a trascurare o peggio a disprezzare i doni di Dio!La Chiesa ci è data come aiuto provvidenziale a superare i nostri smarrimenti e ad approdare alle certezze vitali: stiamo attenti a non fare della nostra capacità di litigare, dei nostri problematicismi, della nostra inesauribile propensione a dubitare, quasi un titolo di merito e un segno di più consapevole ecclesialità.La Chiesa ci è data come mezzo di unificazione e di concordia: e allora non dobbiamo diventare mai all'interno della famiglia dei credenti profeti di divisione e di contestazione, magari all'insegna del diritto al pluralismo.L'INCONTRO INTIMO E PERSONALE CON CRISTOChiamò a sé i Dodici. La scelta è sua, sua la chiamata. Gli apostoli perciò non saranno tanto dei rappresentanti della "base", quanto dei "mandati" da Cristo agli uomini, i quali, in virtù della loro presenza, della loro parola, della loro azione, potranno e dovranno diventare una comunità di fratelli.Chiamò a sé. Prima di andare tra gli uomini, l'apostolo deve andare a Gesù. Prima ancora di scoprire tutte le necessità e le sofferenze del mondo che lo aspetta, deve scoprire personalmente l'amore appassionato e coinvolgente di colui che lo chiama; diversamente non è un apostolo.Prima di essere un "mandato", è un "chiamato", che deve fare della sua inalienabile intimità con Cristo la ragione della sua esistenza e l'anima della sua operosità.La preghiera è indispensabile per evangelizzareGli operai sono pochi. Pregate dunque... È una parola un po' sorprendente. Il mondo ha bisogno di apostoli, e il Signore dei cuori ritiene necessaria la nostra preghiera perché ci siano operai per la messe del Regno di Dio. Il Signore vuole che ci sia la nostra implorazione anche per le cause che stanno a cuore soprattutto a lui.Del resto, il Vangelo di Luca - narrando lo stesso episodio - ci informa che Gesù passò in preghiera l'intera notte precedente la elezione degli apostoli.Quando mancano i sacerdoti, noi siamo portati a studiare le cause del fenomeno, a organizzare inchieste, a promuovere sondaggi di opinione. Ed è giusto. Gesù però ci dà un consiglio più semplice e ci dice: Pregate...Forse questa è la più notevole diversità che c'è tra noi e il Vangelo. Noi riteniamo che i problemi del mondo si risolvano soprattutto attraverso una migliore conoscenza del mondo. Il Vangelo ci insegna che i problemi del mondo si risolvono soprattutto attraverso una più grande e intensa familiarità con Dio.
Erano una voce libera e critica all'interno della cultura medievale: uomini colti e spesso irrequieti che, attraverso l'ironia, la satira e la poesia, espressero il desiderio di una vita più autentica e meno vincolata alle rigide convenzioni del loro tempo.I goliardi erano studenti, chierici e intellettuali itineranti che vissero soprattutto tra il XII e il XIII secolo nell'Europa medievale. Provenivano in genere dagli ambienti delle scuole e delle prime università e possedevano una solida formazione culturale basata sul latino, la lingua della Chiesa e della cultura del tempo. Molti di loro conducevano una vita errante, spostandosi da una città all'altra in cerca di insegnamento, protezione o sostegno economico. Pur appartenendo spesso al mondo ecclesiastico, si distinguevano per il loro atteggiamento anticonformista e critico nei confronti delle autorità religiose e della società medievale.Attraverso poesie, canzoni e componimenti satirici scritti prevalentemente in latino, i goliardi denunciavano la corruzione del clero, l'ipocrisia dei potenti e le ingiustizie sociali. Allo stesso tempo esaltavano gli aspetti più terreni dell'esistenza, celebrando il vino, l'amore, l'amicizia, il gioco e il piacere di vivere. Questa visione del mondo, spesso in contrasto con gli ideali di austerità e disciplina promossi dalla Chiesa, contribuì a renderli figure originali e talvolta controverse. Di questo ed altro Giovanni Conti parla oggi in ”Quilisma.”
Erano mesi che aspettavamo di fare questo episodioCome è possibile dato che è uscita da solo una settimana la Luce? Vi starete chiedendoIl punto è che da mesi noi vediamo girare i muletti qui a Maranello, ed il risultato finale si è distanziato molto da tutto quello che abbiamo visto girare in questi mesiIl risultato di questo stupore? Questa puntataUn bilanciamento perfetto fra ragionamenti logici e seri da parte di Ganzo, atti ad edulcorare le forti opinioni di Rosso in merito alla prima elettrica del cavallinoQuesta non è da intendersi come una puntata seria, che vuole parlare dell'argomento seriamenteÈ da intendersi come uno sfogo: tutti i dubbi, le incertezze, le domande e le frustrazioni riguardanti una Ferrari elettrica le abbiamo racchiuse in questo video e abbiamo cercato di rispondere a tuttoChe altro dirvi se non…Buon ascolto!
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Giovanni +In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:«Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».Parola del Signore.
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:«Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».
Ieri a Montegrotto Terme Elena Alberton, 24enne di Mussolente, ha voluto essere presente nonostante le fratture al funerale del fidanzato Pietro Bellato, morto il 28 aprile tra Arezzo e Siena. La coppia è stata travolta dal carico di un tir mentre tornava da una vacanza. "Non riesco ancora a credere che tu non ci sia più. Ripenso continuamente ai giorni passati a Roma e ti rivedo felice" ha detto con la voce spezzata la ragazza.
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Acquista il mio nuovo libro, "Neanche Nietzsche era un superuomo": https://amzn.eu/d/0hN113ZXNel 1993 sembrò che la difficile situazione israelo-palestinese potesse avviarsi verso una risoluzione. Erano speranze che si sarebbero presto scontrate con la dura realtà.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.
Finisce l'odissea della nave da crociera Hondius, per settimane focolaio galleggiante di contagio dell'hantanavirus. Passeggeri ed equipaggio sono stati fatti sbarcare a Tenerife con rigide misure sanitarie e poi sono stati rimpatriati grazie a ponti aerei speciali.
Dal rotolo di papiro al feed infinito: come siamo passati dai libri a rotoli ai codici a pagine e perché oggi non riusciamo a smettere di scrollare social e news. Tra storia del libro, algoritmi, dopamina e doomscrolling, scopriamo come il design dei social sfrutta lo scrolling infinito per tenerci incollati allo schermo e cosa succede al nostro cervello quando diciamo “ancora un attimo e chiudo” Vai su Klarna e ottieni flessibilità e cashback, tutto in un'unica app per pagamenti, premi, shopping intelligente e controllo delle tue finanze. #CoseMoltoUmane #podcastitaliani #podcastitalia #storiadelibro #libri #libriantichi #papiro #pergamena #codex #culturaDigitale #divulgazione #divulgazionescientifica #socialmedia #scrolling #infiniteScroll #doomscrolling #algoritmisocial #dipendenzasocial #vitadigitale #neuroscienze #psicologia #curiosità #millennial Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Erano i tempi della pandemia, quelli nei quali gli infermieri ricevevano applausi: nel 2021 l'iniziativa popolare “Per cure infermieristiche forti” fu approvata alle urne con ampia maggioranza. Chiedeva di rispondere alla carenza di personale curante in una società nella quale gli anziani aumentano e con essi malattie e bisogno di cure. Tra le misure rivendicate, la valorizzazione delle professioni di infermiere e di assistente di cura e il miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Anche per ridurre tassi di abbandono decisamente alti. Le proposte del Consiglio federale sono discusse martedì dal Consiglio nazionale. Saranno efficaci? Sufficienti? Troppo costose? Consentiranno di realizzare quanto auspicato e votato dal popolo? Ne discutiamo con: Alex Farinelli, consigliere nazionale PLRGreta Gysin, consigliera nazionale VerdiAnnette Biegger, membro di direzione EOC, capa dell'area infermieristica e medico-tecnica Dante Cheda, membro del comitato centrale di Alliance Care e co-responsabile cantonale per il Ticino
Erano i tempi della pandemia, quelli nei quali gli infermieri ricevevano applausi: nel 2021 l'iniziativa popolare “Per cure infermieristiche forti” fu approvata alle urne con ampia maggioranza. Chiedeva di rispondere alla carenza di personale curante in una società nella quale gli anziani aumentano e con essi malattie e bisogno di cure. Tra le misure rivendicate, la valorizzazione delle professioni di infermiere e di assistente di cura e il miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Anche per ridurre tassi di abbandono decisamente alti. Le proposte del Consiglio federale sono discusse martedì dal Consiglio nazionale. Saranno efficaci? Sufficienti? Troppo costose? Consentiranno di realizzare quanto auspicato e votato dal popolo? Ne discutiamo con: Alex Farinelli, consigliere nazionale PLRGreta Gysin, consigliera nazionale VerdiAnnette Biegger, membro di direzione EOC, capa dell'area infermieristica e medico-tecnica Dante Cheda, membro del comitato centrale di Alliance Care e co-responsabile cantonale per il Ticino
Fluent Fiction - Italian: Love & History: A Proposal at the Colosseo Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2026-04-27-22-34-02-it Story Transcript:It: La primavera accarezza Roma con i suoi raggi di sole morbidi e una brezza leggera.En: Spring caresses Roma with its soft sunshine and a gentle breeze.It: Sotto questo cielo azzurro, il Colosseo si innalza maestoso, attirando migliaia di turisti affascinati dalla sua imponenza.En: Under this blue sky, the Colosseo rises majestically, attracting thousands of tourists fascinated by its grandeur.It: Tra di loro ci sono Lorenzo, Giulia e Marco, tre amici in cerca di avventura e, per Marco, un momento speciale.En: Among them are Lorenzo, Giulia, and Marco, three friends in search of adventure and, for Marco, a special moment.It: Lorenzo cammina davanti con gli occhi colmi di meraviglia.En: Lorenzo walks ahead with eyes full of wonder.It: Ama la storia, soprattutto quella romana.En: He loves history, especially Roman history.It: Il Colosseo è il suo sogno diventato realtà.En: The Colosseo is his dream come true.It: Con la sua voce entusiasta, condivide aneddoti storici con Giulia e Marco.En: With his enthusiastic voice, he shares historical anecdotes with Giulia and Marco.It: "Sapete che il Colosseo poteva ospitare fino a 50.000 spettatori?", chiede Lorenzo con occhi brillanti, ma Marco è troppo concentrato per rispondere.En: "Did you know that the Colosseo could hold up to 50,000 spectators?" asks Lorenzo with bright eyes, but Marco is too focused to respond.It: Il suo cuore batte veloce.En: His heart beats fast.It: Nasconde un anello nella tasca e una domanda segreta nel cuore.En: He hides a ring in his pocket and a secret question in his heart.It: Vuole chiedere a Giulia di sposarlo.En: He wants to ask Giulia to marry him.It: Giulia ascolta Lorenzo con curiosità.En: Giulia listens to Lorenzo with curiosity.It: Lei adora le sorprese e il modo in cui le storie prendono vita nei luoghi in cui sono accadute.En: She loves surprises and the way stories come to life in the places where they happened.It: Ma oggi, una sorpresa ancora più grande la attende, e lei lo ignora completamente.En: But today, an even bigger surprise awaits her, and she has no idea.It: Marco, un po' nervoso, guarda Lorenzo.En: A bit nervous, Marco looks at Lorenzo.It: Mentre chiacchierano, cerca di trovare il momento perfetto.En: While they chat, he tries to find the perfect moment.It: Devono raggiungere un punto specifico, sotto uno dei grandi archi, dove il sole filtra in maniera perfetta.En: They need to reach a specific spot, under one of the large arches, where the sun filters in perfectly.It: Lorenzo continua con le sue storie, felice di condividere ogni dettaglio.En: Lorenzo continues with his stories, happy to share every detail.It: "Ma lo sapevate che i gladiatori erano come delle celebrità all'epoca?", dice mentre si ferma davanti a un arco.En: "Did you know that the gladiators were like celebrities back then?" he says as he stops in front of an arch.It: "È il momento?", chiede Marco a bassa voce più a se stesso che a Giulia, senza farsi sentire.En: "Is it the moment?" Marco asks in a low voice more to himself than to Giulia, without being heard.It: Decide che è ora di agire.En: He decides it's time to act.It: Subito guida il gruppo verso il punto scelto, mentre cerca di non far insospettire Giulia.En: He quickly guides the group toward the chosen spot, trying not to arouse Giulia's suspicion.It: Arrivati sotto l'arco, il cuore di Marco batte forte.En: Arriving under the arch, Marco's heart beats loudly.It: Fa un respiro profondo e si inginocchia con l'anello in mano.En: He takes a deep breath and kneels with the ring in hand.It: È proprio in quel momento che Lorenzo esclama, "E le navate interne? Erano usate per...".En: It's at that very moment Lorenzo exclaims, "And the inner aisles? They were used for..."It: La sua voce si spegne tra le risate mentre Giulia si volta verso Marco, sorpresa.En: His voice fades amidst laughter as Giulia turns to Marco, surprised.It: Marco la guarda con occhi pieni di amore e, nonostante la confusione iniziale, trova il coraggio e la serenità di chiedere: "Giulia, vuoi sposarmi?"En: Marco looks at her with eyes full of love and, despite the initial confusion, finds the courage and serenity to ask: "Giulia, will you marry me?"It: Gli occhi di Giulia si riempiono di lacrime di gioia.En: Giulia's eyes fill with tears of joy.It: L'assurdità del momento aggiunge solo più bellezza.En: The absurdity of the moment adds only more beauty.It: Lei ride e, tra un sorriso e una lacrima, risponde: "Sì, mille volte sì."En: She laughs and, between a smile and a tear, responds, "Yes, a thousand times yes."It: Lorenzo, finalmente consapevole dell'importanza di ciò che è appena successo, si scusa per la sua distrazione.En: Lorenzo, finally aware of the importance of what just happened, apologizes for his distraction.It: Capisce ora l'importanza di essere presente nei momenti degli altri, non solo nei propri racconti.En: He now understands the importance of being present in others' moments, not just in his own stories.It: Il sole continua a brillare sul Colosseo, ora testimone di un nuovo capitolo di amore e amicizia, un ricordo che rimarrà per sempre.En: The sun continues to shine on the Colosseo, now a witness to a new chapter of love and friendship, a memory that will last forever. Vocabulary Words:the spring: la primaverato caress: accarezzarethe breeze: la brezzato rise: innalzarsimajestic: maestosothe grandeur: l'imponenzato be fascinated: essere affascinatothe adventure: l'avventuraanecdote: l'aneddototo hold: ospitarethe spectator: lo spettatoreto beat (heart): batterethe ring: l'anellocuriosity: la curiositàthe surprise: la sorpresato filter: filtrarethe arch: l'arcogladiator: il gladiatorecelebrity: la celebritàto kneel: inginocchiarsito exclaim: esclamarethe aisle: la navatathe laughter: la risataconfusion: la confusioneserenity: la serenitàtear (drop): la lacrimato fill: riempireabsurdity: l'assurditàto apologize: scusarsito be aware: essere consapevole
Cosa c’è da sapere: dal lunedì al venerdì, alle 8, l’appuntamento con le notizie scelte da Laura Pertici. Ascolta il podcast anche su Spotify, Apple Podcasts e Amazon Music.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Lo scorso 10 Aprile è stato presentato a Torino un libro in ricordo di Don Aldo Bertinetti, Uomo del Dialogo e testimone esemplare dello Scautismo.Erano presenti gli autori (Lorenzo Bortolin, Stefano Passaggio e Roberto Porrati), il Vescovo Ausiliare di Torino mons. Alessandro Giraudo, l'ex Sindaco di Torino Valentino Castellani e la Presidente nazionale del Masci Vilma Marchino."Don Aldo è stato davvero un prete che ha saputo dire “sì” con tutta la sua vita, nei diversi passaggi e anche in quelli più oscuri, accogliendo proposte e sfide che lo hanno condotto spesso su vie inesplorate e nuove.Don Aldo è stato un prete che ha saputo indicare il Signore e che ha condotto a Lui, e lo ha fatto perché profondamente radicato nella fede, in quella Parola che ci provoca a fidarci e ad affidarci.Don Aldo è stato un prete che ha seminato vita e luce, con slancio e generosità, veramente innamorato del Signore e del Vangelo. (dalla Prefazione di mons. Alessandro Giraudo)
Hai mai sentito parlare dei se‘irìmdella Bibbia?In ebraico esiste una parola curiosa: sa‘ìr.Letteralmente significa “peloso”… e viene usata per indicare unacapra o un capretto.Ma la cosa interessante è che, in alcunipassi biblici, il plurale se‘irìm sembra avere un significato piùmisterioso.Alcuni traduttori della Bibbia hannopensato che non si riferisse semplicemente a capri.Per questo, in varie traduzioni, la parola è stata resa in modi molto diversi:“demoni”, “satiri”, “divinità caprine”, oppure “demoni a forma di capra”.Ma perché questa associazione?Alcuni studiosi pensano che l'originepossa trovarsi nell'antico Egitto, in particolare nel Basso Egitto, doveesisteva un culto legato ai capri.Secondo lo storico greco Erodoto,proprio da questo culto egizio i Greci avrebbero sviluppato la loro credenza inPan e nei satiri.Queste divinità della mitologia grecavenivano rappresentate con corna, coda e zampe di capra.Erano spiriti dei boschi, spesso associati alla dissolutezza e agli istinti piùselvaggi.Con il passare dei secoli, questaimmagine metà uomo e metà capra potrebbe aver influenzato anche l'iconografiamedievale di Satana, raffigurato con corna, coda e piedi biforcuti.Ma torniamo ai se‘irìm dellaBibbia.Cos'erano davvero?La verità è che non lo sappiamo concertezza.Alcuni studiosi sostengono che fossero semplicementecapri veri e propri.Altri pensano che il termine potesse indicare idoli a forma di capra.C'è anche chi propone un'altra idea:forse non si trattava di creature reali, ma solo di divinità immaginate,nate dalla fantasia di chi credeva in dèi dall'aspetto peloso e caprino.Altri studiosi ancora suggerisconoqualcosa di diverso.Secondo loro, queste parole ebraiche potrebbero essere state un modo ironicoe dispregiativo per riferirsi agli idoli.In pratica, un termine usato perridicolizzare i falsi dèi.In alcuni testi biblici, infatti, parolesimili vengono usate con un significato molto forte: indicare qualcosa didisgustoso o senza valore.C'è poi un altro dettaglio interessante.In alcune profezie bibliche, i se‘irìmvengono citati insieme ad altri animali selvatici che abitano territoriabbandonati, come le rovine di Babilonia o di Edom.E qui entra in gioco una spiegazionemolto semplice.In quelle regioni vivevano capriselvatici, animali perfettamente adattati ai territori rocciosi e desolati.È possibile che, vedendoli apparireimprovvisamente fra le rovine, qualcuno si spaventasse…e immaginasse di aver visto qualcosa di soprannaturale.Anche nelle antiche tradizioni arabesuccedeva qualcosa di simile.Nei racconti popolari si parlava spessodei jinn, creature mostruose e pelose che si diceva abitassero fra lerovine nel deserto.Ma forse la realtà era più semplice.Forse i misteriosi se‘irìm nonerano demoni…non erano satiri…e nemmeno spiriti.Forse erano semplicemente capriselvatici.Animali reali, con il pelo ispido, chevivevano tra rocce e rovine.E che, per qualcuno, potevano sembrarequalcosa di più misterioso.Lo sapevi?Secondo lo storico greco Erodoto, la credenza in Pan — una divinità consembianze caprine — potrebbe essere stata influenzata proprio dall'antico cultoegizio dei capri.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
La pagina del Vangelo di oggi è indubbiamente gioiosa: siamo vicini alla Pasqua, è primavera in Palestina, e la scena degli uomini saziati è festiva e piena di allegrezza. “Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì fra quelli che si erano seduti”. Ma dobbiamo ricordare che la venuta di Gesù non si ferma qui. Giovanni, infatti, non si premura di evidenziare il ruolo attivo dei discepoli nell’attirare l’attenzione sulla condizione precaria della folla affamata, nel collaborare a cercare una soluzione (“c’è qui un ragazzo con cinque pani e due pesci”), e nel distribuire il pane alla gente. L’attenzione dell’evangelista è invece tutta rivolta a ciò che fa e dice Gesù, spingendoci oltre il segno prodigioso. Tuttavia la folla e gli stessi discepoli non capiscono, e l’incredulità attraversa l’intero capitolo. D’altra parte, vi sono molti indizi che faciliterebbero una diversa intuizione: Gesù è sulla montagna come Mosè, vi è la vicinanza della Pasqua, il mettersi seduti per mangiare, il rendere grazie, gesti conviviali, e la raccolta degli avanzi. Il fatto suscita solo stupore tra la gente, che di fronte al segno giunge a un’unica convinzione: “Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo”. Giusta affermazione; ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo. C’è in questo comportamento di Gesù una sapienza sulla quale non dovremmo mai smettere di riflettere. Come in tutti i segni miracolosi, tutto nasce dal profondo desiderio che Gesù ha di beneficare e, nello stesso tempo, di annunciare beni ancora maggiori. Nel caso particolare, vuole preparare il cuore dei suoi ascoltatori ad accogliere lui stesso come pane di vita. Più avanti dirà, a conferma di ciò, che la manna nel deserto non è stata il vero pane del cielo, ma che egli stesso è la vera manna che il Padre manda dal cielo. Ecco perché Gesù non voleva creare equivoci nelle sue azioni prodigiose. È questa la situazione di fede in cui noi tutti ci troviamo: Gesù è venuto per donare se stesso alla nostra fame.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8499OMELIA III DOM. DI PASQUA - ANNO A (Lc 24,13-35)di Giacomo Biffi Siamo alla sera del giorno in cui il Signore è risorto, press'a poco alla stessa ora che oggi ci vede qui radunati. Sulla strada che da Gerusalemme conduce a Emmaus avviene un incontro, semplice in apparenza e straordinario nella sua verità; un incontro che san Luca descrive in una pagina davvero ammirevole per la sapienza della costruzione letteraria, per il tono di calda umanità che la pervade, per la vivezza della fede che tutta la ispira: una fede che trova all'inizio difficoltà a irradiarsi ma che conquista a poco a poco i cuori.È una pagina ricca di luce, che domanderebbe una meditazione tranquilla e prolungata, mentre nel breve spazio di un'omelia ci è consentita soltanto qualche veloce annotazione.In cammino (Lc 24,13). I personaggi dell'episodio sono tutti viandanti.I due, che l'evangelista definisce «discepoli», avanzano sì materialmente sul loro percorso, ma l'amarezza che hanno in cuore impedisce ogni reale progresso dell'anima: discorrono e discutono, ma da soli non arrivano a nessuna conclusione rasserenante. Esteriormente hanno una mèta precisa, che è il villaggio dove sono diretti (Lc 24,28), ma di dentro sono del tutto disorientati e persi.Possiamo vedervi l'immagine eloquente dell'uomo che è pellegrino sulla terra, che trascorre fatalmente da un'età all'altra della vita senza potersi arrestare e senza diventare più saggio, all'oscuro di dove potranno portarlo mai i suoi passi stentati.Quella di indagare, di farsi infinite domande che rimangono senza risposta, di muoversi da un dubbio all'altro e da un'ipotesi all'altra, di lasciarsi incantare or dall' una or dall' altra delle varie dottrine che via via si affacciano e tramontano sulla ribalta della moda culturale, è un po' la sorte quasi inevitabile dei figli di Adamo e il peso quasi connaturale della loro esistenza: È questa - dice il Libro sacro - un'occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perché in essa fatichino (Qo 1,13).Questo uomo inquieto, sempre scontento di sé e delle vicende in cui si trova coinvolto, sempre frastornato da mille problemi irresolubili, ha bisogno - un bisogno estremo e assoluto, anche se spesso inconsapevole o addirittura negato - di qualcuno che gli dia delle certezze cui aggrappare il suo destino, delle risposte che nessuna critica possa scalzare, delle verità che costituiscano l'approdo del suo travaglio.Ebbene, questo qualcuno c'è, ed è il Signore risorto. Questo è il messaggio sostanziale della festa di Pasqua.Il brano evangelico ci notifica anche il fatto consolante e commovente che il Vincitore della morte è un Signore accondiscendente, capace di farsi pellegrino con noi e di accompagnarsi a noi sui sentieri polverosi della vita: Gesù in persona si accostò e camminava con loro (Lc 24,15). È un Signore che, per non abbagliarci, vela la sua gloria pasquale e si presenta con un'apparenza senza splendore. È un Signore che per toccarci il cuore sceglie il metodo paziente e lungo di dialogare con noi e di rischiararci a poco a poco con la sua luce.Speravamo (Lc 24,31). Speravano: dunque ormai questi uomini non sperano più. Sono delusi e non si attendono più niente dall'avventura di Gesù di Nazaret, che pure un tempo li aveva affascinati.Sembrano convinti - come molti nostri contemporanei - che ormai è cominciata l'epoca, per così dire, post-cristiana. Non si rendono conto che il Figlio di Dio crocifisso e risorto riempie di sé l'intera storia del mondo, è l'ultima e definitiva parola del Padre, è l'avvenimento finale nel quale tutte le vicissitudini delle creature si inverano e si concludono: Gesù Cristo e lo stesso ieri, oggi e sempre! (Eb 13,8).Come càpita a qualche acculturato dei nostri giorni, i due viaggiatori credevano di essere «post-cristiani» ed erano invece appena «pre-cristiani»: l'assimilazione all'evento pasquale, nel quale tutta la verità del Vangelo si compendia, era ancora davanti a loro; e ancora essi dovevano percepirlo per lasciarsene trasformare.I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo (Lc 24,16). Gesù era già accanto a loro, eppure essi non arrivavano ad avvedersene. Perché?Erano rimasti turbati e scandalizzati dalla scena spaventosa del Golgota, che probabilmente essi avevano seguito da lontano. La ragione oggettiva, per cui è difficile anche a noi accogliere il disegno di salvezza, è che esso è sì tutto teso a realizzare la felicità e la sublimazione dell'uomo, ma prevede come percorso obbligato il cammino della croce; e questo è insopportabile se non ci si arrende senza riserve alla volontà del Padre nostro che è nei cieli.È duro e ostico anche a noi ciò che era duro e ostico ai discepoli di Emmaus, e cioè l'accettare, con tutte le sue conseguenze per la nostra esistenza, che bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria (Lc 24,26). Lo riconobbero (Lc 24,31). Quando i loro occhi sì aprono ed essi riconoscono il Signore risorto, nostra vita (cf. Col 3,4), giudice dei vivi e dei morti (At 10,43), cioè pietra di paragone e misura di ogni atto e di ogni creatura? Quando, invece di discorrere e di discutere (cf. Lc 24,15), si pongono docilmente alla scuola delle divine Scritture con la convinzione che tutte parlano di Cristo e della sua Pasqua.Accostarsi alla parola di Dio è indispensabile, ma ancora non basta: il momento proprio del riconoscimento, ci ha detto il Vangelo, è nello spezzare il pane (Lc 24,35). La lettura, lo studio, la meditazione della Bibbia costituiscono il mezzo privilegiato per farci diventare intelligenti ascoltatori del Signore risorto. Ma perché si possa veramente ed esistenzialmente incontrare il Salvatore è decisiva l'esperienza ecclesiale e l'umile partecipazione all'affetto e alla fattiva donazione a Cristo della sua Sposa.E poiché il mistero della Chiesa si risolve nel mistero dell'Eucaristia (che è, per così dire, la Chiesa in boccio) e il mistero dell'Eucaristia è già in sintesi tutto il mistero della Chiesa (che è l'Eucaristia sbocciata), si capisce perché la bella pagina evangelica, che ci è stata proposta, ci insegna che il Signore, protagonista dell'evento pasquale, deve essere conosciuto e riconosciuto primariamente ed essenzialmente «nella frazione del pane».
Il 20 marzo Benjamin Netanyahu ha scritto su X: «Ancora fake news sul mio atteggiamento verso i cristiani, che sono protetti e prosperano in Israele». Erano passate ventiquattr'ore dalla conferenza stampa in cui aveva dichiarato, citando lo storico Will Durant, che «la storia dimostra che, purtroppo, Gesù Cristo non ha alcun vantaggio su Gengis Khan. Perché se sei abbastanza forte, abbastanza spietato, abbastanza potente, il male avrà la meglio sul bene». Era il 19 marzo. Oggi è Giovedì Santo. Padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia di Gaza — unica parrocchia cattolica della Striscia di Gaza — ha stimato che dall'ottobre 2023 sono stati uccisi cinquantaquattro cristiani della comunità. La chiesa è stata colpita dal fuoco israeliano in due occasioni distinte: la prima nel dicembre 2023, quando un cecchino ha aperto il fuoco nel cortile uccidendo due donne; la seconda nel luglio 2025, quando un proiettile di un carro armato israeliano ha colpito il compound, causando morti e feriti tra i rifugiati all'interno. Padre Romanelli non si è mai mosso da Gaza. Nel compound vivono oggi circa cinquecento sfollati, in larga maggioranza musulmani. La comunità cristiana di Gaza contava settemila persone nel 2007. Nell'ottobre del 2023, alla vigilia dell'escalation, ne erano rimaste 1.017. Oggi la cifra non è verificabile: parte è morta, parte è fuggita, parte vive nel compound della Sacra Famiglia in attesa della Pasqua. Cinque scuole cristiane esistevano a Gaza prima del 7 ottobre 2023. Ne funziona una sola, quella del compound parrocchiale, con centosessanta bambini. Il Patriarcato latino di Gerusalemme la descrive come l'unica scuola cristiana ancora aperta nella Striscia. Netanyahu, su X, il 20 marzo: «i cristiani sono protetti e prosperano in Israele». #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
E dopo la risposta europea alla crisi energetica e all'aumento dei prezzi di cui troverete altri dettagli nel servizio di Gabriele Rosana passiamo all'analisi di Francesco Bechis sul no a Trump per l'utilizzo della base di Sigonella, una tema al centro del commento di Mario Ajello, con Angelo Paura restiamo sul tema della guerra con il giallo dei 400 chili di uranio arricchito, quindi passiamo alla cronaca con l'inviata Valeria di Corrado e caso clamoroso di presunto avvelenamento da funghi che invece diventa delitto, con l'inviata Claudia Guasco parliamo di un'altra inchiesta rumorosa sulla vendita dello stadio di San Siro, con l'esperta di cinema Gloria Satta parliamo invece del destino di Cinecittà, e chiudiamo con lo sport e la sonora sconfitta dell'Italia del calcio con il commento, stavolta pesante, di Massimo Boccucci.
Abbiamo invitato Enrico Costa che da anni si batte in #parlamento contro le deviazioni di una certa #magistratura politicizzata (e le storture che ne derivano) ad esporre le motivazione della sua battagliaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
E dopo il punto sulla guerra e sulla crisi energetica di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio di Andrea Pira e Gabriele Rosana, parliamo dell'esplosione in un casolare a Roma i cui sono morti due anarchici mentre stavano costruendo una bomba con l'inviata Flaminia Savelli vi spiegheremo cosa è accaduto mentre l'inviata Camilla Mozzetti traccerà il profilo delle due vittime, quindi ci spostiamo in America con Angelo Paura e il nuovo progetto visionario di Jeff Besos, cambiamo tema e con l'esperta di cinema Gloria Satta tracceremo il profilo di Chuck Norris, l'attore americano scomparso a 86 anni, quindi andiamo in Umbria con Michele Bellucci per parlare di Perugia che domani diventa la capitale del vino, e chiudiamo con lo sport e con Massimo Boccucci con le sorprese nelle convocazioni della nazionale di calcio.
Una storia dei fratelli Grimm poco nota e in genere presentata molto tagliata, con l'eliminazione di importanti e cruente scene finali. Qui naturalmente la presento completa e senza tagli, come apparve nella prima edizione del 1812. Adattamento e lettura di Valter Carignano.Altre fiabe dei fratelli Grimm ➡️ UNISCITI AL CANALE TELEGRAM: STORIA, AUTORI, SIMBOLOGIA Vai al canale➡️ VUOI OFFRIRMI UN CAFFÈ? In tutta sicurezza da 2 euro in su qui su PayPal➡️ VUOI SCRIVERE FAVOLE E FIABE? Comincia da qui LE FIABE DEI FRATELLI GRIMMQuella che presentiamo qui è la versione stampata per la prima volta nel libro dei fiabe dei fratelli Grimm, nella prima versione del 1812. Erano racconti popolari raccolti direttamente dalla tradizione orale, cioè così come venivano raccontate in quell'epoca. Se volete trovate un'ottima edizione qui https://amzn.to/4iBFHod Quando la raccolta dei fratelli Grimm venne stampata negli anni 1812-1815 ottenne molte reazioni positive, ma anche altrettante negative da parte di chi riteneva che alcune fiabe fossero troppo cruente e qualche volta crudeli. Per questa ragione, i Grimm decisero di cambiare le parti ritenute non del tutto adatte ai bambini piccoli nelle edizioni successive, rendendo però così le storie molto diverse da come le avevano raccolte. Storie tradizionali, fiabe, storia e simbologia Vai al sito ©Tutte le fiabe, favole, storie e tutti i contenuti di questo canale sono registrate, depositate e protetti dal diritto d'autore in tutti i Paesi. #fiabe #audiolibri #fiabeitedesche #fablesandfolktales #classicfairytales #fiabetradizionali #fairytales #letteratura #letteraturatedesca #grimmbrothers #fairytalesstorySee omnystudio.com/listener for privacy information.
Antonella Stelitano, Adriana Balzarini"Le donne di Cortina 1956"Prefazione di Debora CompagnoniMinerva Edizioniwww.minervaedizioni.comsabato 14 marzo alle ore 18:00Libreria Luxemburg, TorinoPresentazione del libro "Le donne di Cortina 1956"Con Antonella Stelitano e Giovanni Tosco di "Tuttosport"Grazie a uno scrupoloso lavoro di ricerca, Antonella Stelitano e Adriana Balzarini offrono un racconto inedito dei Giochi Olimpici invernali di Cortina 1956, attraverso la narrazione delle donne che a vario titolo parteciparono a quell'evento. Erano poche, ma erano presenti non solo come atlete.Sono donne di cui non si è scritto molto allora e neanche dopo. Per questo, alla vigilia del ritorno dei Giochi Olimpici nella conca ampezzana, sembrava giusto ricordare anche loro.Ci sono donne giudice di gara, capo delegazione, allenatrici. C'è una tedofora che accompagna il viaggio della fiaccola sui pattini, una donna speaker, le giornaliste. E poi le interpreti, le segretarie, le ragazze addette alle premiazioni e ai progetti culturali o musicali, la madrina. Ma anche colei che custodirà per cinquant'anni la bandiera che sventolò allo stadio e la donna che si è occupata del montaggio del film dedicato a quell'evento. Volti femminili compaiono in francobolli, monete e manifesti. C'è anche una donna a progettare l'immagine integrata della Cortina olimpica. Ci sono mogli di dirigenti, spettatrici, teste coronate e altre ospiti illustri che contribuiscono a rendere l'evento anche un appuntamento mondano. E infine le donne del paese, impegnate a presentare al meglio questi luoghi.Questo libro ha raccolto le loro storie, gli aneddoti e i ricordi delle protagoniste ancora in vita per raccontare i Giochi Olimpici invernali del 1956 secondo una diversa prospettiva.Antonella Stelitano. È membro della Società Italiana di Storia dello Sport, dell'Accademia Olimpica Nazionale Italiana e del Consiglio Nazionale del Comitato Italiano Fair Play.È autrice di diversi volumi con i quali ha vinto il Premio Bancarella Sport (2021), il Premio Nazionale per la Storiografia Sportiva Mario Alighiero Manacorda (2016) e per tre volte è stata premiata al Concorso Nazionale Letterario del Coni nella sezione saggistica.Tra le pubblicazioni più recenti: Le Nazioni Unite e lo sport. Dall'Utopia della tregua olimpica all'agenda 2030 (Cleup, Padova 2024); Una lama infallibile (Ediciclo, 2020), Le Olimpiadi all'ONU. Le Nazioni Unite e lo sport dall'embargo all'Olimpismo (Cleup, 2012); Olimpiadi e Politica. Il CIO nel sistema delle relazioni internazionali (Forum, 2008). Con Silvia Biasi ha scritto Volevo solo giocare a pallavolo (Ediciclo, 2020); con Bortolato Q. e Dieguez A.M., Bicicletta, società e chiesa ai tempi di Pio X (Edizioni San Liberale, Treviso 2013) e Pio X, le Olimpiadi e lo Sport (Edizioni San Liberale, Treviso 2012); con Tognon J., Sport, Unione Europea e Diritti Umani. Il fenomeno sportivo e le sue funzioni nelle normative comunitarie e internazionali (Cleup, 2011).È Stella di Bronzo al merito sportivo del Coni e Cavaliere della Repubblica.Adriana Balzarini. Storica dello sport, ex insegnante, si occupa in particolare di ricerca sui temi della donna e lo sport. È vicepresidente vicario del Panathlon Distretto Italia di cui è anche Responsabile del settore culturale e femminile.Stella di bronzo al merito del Comitato Italiano Paralimpico, è stata insignita dell'Award Domenico Chiesa nel 2018 e del premio Priz Communication Walter Perez Soto nel 2016.Ha organizzato le mostre Emancipazione della donna attraverso i Giochi Olimpici e Donne e Automobilismo. È autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, ed è presente a convegni sulle tematiche femminili dello sport e del mondo paralimpico.Esperta di storia dello sci è stata Giudice di Gara Fisi per lo sci alpino e Commissario automobilistico per il Rally.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Si apre il processo contro le tre imputate e si scatena una battaglia di perizie per valutare la capacità di intendere e di volere delle tre giovani. Erano davvero capaci di intendere e di volere al momento del delitto e soprattutto perché hanno ucciso Suor Maria Laura Mainetti? Una domanda che a quasi trent’anni dall’omicidio rimane ancora senza una risposta univoca.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nothing ha lanciato ieri i suoi nuovi dispositivi, ma il dettaglio più incredibile non è tanto quello che ha lanciato, ma il fatto che sia riuscita a tenere Segreto il modello più importante. Erano anni che non si riusciva a mantenere un segreto fino al giorno della presentazione. nelle pagine di MisterGadget.Tech trovate le recensioni dei due nuovi prodotti, per il modello Pro bisognerà attendere qualche giorno. Grandi discussioni sul nuovo MacBook Neo, ma pur essendo imperfetto, sarà un successo clamoroso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Anna Maria D'Ambrosio"In cammino"Antenati nomadi, migranti, girovaghi e itinerantiInterlinea Edizioniwww.interlinea.comMolto prima che i nostri emigranti sognassero la Merica, si registrava in questa parte di mondo, ora chiamata Italia, la presenza diffusa di uomini, donne e bambini in cammino. Chi erano questi antenati nomadi, migranti, girovaghi e itineranti? Eterni poveri, in prevalenza contadini. Con ogni mezzo, lasciavano il loro paese per tentare altrove la sorte. Chi vendeva la forza delle proprie braccia, chi mercanzie o spettacolo di strada e chi non aveva niente da vendere. Erano braccianti, mondariso, spazzacamini, ambulanti, orsanti, cantastorie, burattinai, vagabondi e camminanti. Una population flottante di antico regime di cui si sta perdendo la memoria, anche per la mancanza di una documentazione scritta, poiché questi poveri erano analfabeti. In cammino racconta la maestria di ogni singolo mestiere e l'attitudine alla mobilità dei nostri antenati quale unica risorsa per sfuggire alla miseria.Anna Maria D'Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l'università di Torino. Nel 2011 ha vinto il premio Rhegium Julii per l'inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l'erba. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d'esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013) e il romanzo Devi solo cadere con me (2016). Nel 2016 ha inoltre pubblicato la raccolta di racconti Le parole del pettirosso (Giovane Holden Edizioni) e nel 2019 la silloge poetica Attorno a un giardino (Italic Edizioni). Nel 2020 pubblica, sempre con Interlinea, Vergine luna. Il tu nella poesia e nella preghiera, premio I Murazzi 2020. Nel 2022 esce il romanzo Ombra e nel 2024 la silloge poetica Cantico degli alberi, entrambi per Edizioni Ets. Per la sua opera letteraria ha ricevuto il premio Città di Arona 2024.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
I numeri non erano cifre. Erano caratteri, qualità, vibrazioni, messaggi.“In Occidente abbiamo perso il senso simbolico dei nostri antenati. Abbiamo trasformato i simboli in paure, i miti in minacce, i linguaggi sacri in superstizioni. In Oriente questo non è avvenuto: il simbolo è rimasto vivo, il numero è rimasto sacro, il gesto è rimasto un codice. Per questo in Oriente non esistono le forme-pensiero ossessive che tormentano l'Occidente. Quando un simbolo viene demonizzato, non scompare: si deforma. E ciò che era un linguaggio diventa un'ossessione.”Become a supporter of this podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/support.https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/supporthttps://www.amazon.it/s?k=valentin+p.+elli&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss
“In Irlanda bastava pronunciare la parola ‘maiale' durante la parabola dell'indemoniato per svuotare una chiesa. Le parole erano temute perché erano vive. Avevano frequenze, effetti, poteri. Per questo i simboli — come il Diavolo dei Tarocchi — erano costruiti come rebus: per dire ciò che non si poteva dire. Oggi parliamo troppo perché abbiamo dimenticato che la parola è un atto magico.”Become a supporter of this podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/support.https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/supporthttps://www.amazon.it/s?k=valentin+p.+elli&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss
Il “vocabolario numerico” arabo: un linguaggio nascostoQuasi nessuno conosce il fatto che i numeri, nel mondo arabo antico, erano un vocabolario segreto, usato per: burlare i mercanti ingenui, mandare messaggi nascosti, indicare qualità o difetti,identificare persone senza nominarle, trasmettere concetti proibiti.Become a supporter of this podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/support.https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/supporthttps://www.amazon.it/s?k=valentin+p.+elli&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Marco +In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.Parola del Signore.
Puntata di rievocazione del mondo delle radio private il cui avvento negli anni '70 in Italia ha segnato un punto di rottura e di trasformazione radicale del modo di comunicare e di interagire con il pubblico. Intervengono il giornalista Maurizio Pizzuto, Roberto Paci d'Alò, direttore di Usma Radio e Andrea Lawendel esperto di tecnologie e radiofonia.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Marco +Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: "Figlio, ti sono perdonati i peccati".Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: "Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?". E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua".Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".Parola del Signore.
Una settimana fredda, milanese, nebbiosa, ma anche storica e indimenticabile. Erano gli albori del grande Milan di Silvio Berlusconi, c'era uno scudetto sul petto, eppure in una grande piazza molto esigente come quella rossonera bastava un breve periodo di calo perchè spuntassero gli striscioni di contestazione. Nella nuova puntata del podcast, alla vigilia del recupero della 16ª giornata di Serie A, riviviamo una storia legata a un precedente tra Milan e Como.
Una delle più brutte partite di regular season mai viste. I Vikings vengono asfaltati 26-0 dai Seahawks. Minnesota per la seconda settimana consecutiva manda in campo un QB che termina il match sotto la soglia dei 40 punti di QBR. Erano quasi 20 anni che i Vikings non chiudevano una partita senza segnare. Brosmer riesce a far peggio di McCarthy, non entra praticamente mai in partita, anche perché è incapace di andare oltre la prima lettura e chiude con un 19 su 30 per 126 misere yard e ben 4 intercetto. Emblematica la prima, un pick-six su quarto e uno con una palla senza senso lanciata sottomano per sfuggire al sack direttamente tra le braccia di Ernest Jones. Unica nota positiva, come spesso accade nelle ultime settimane, la difesa di Flores, che guidata da Dallas Turner e Eric Wilson mette in seria difficoltà Darnold e contiene abbastanza bene il forte gioco di corsa degli uomini di coach Macdonald, cancellando dal campo anche il miglior ricevitore della lega quest'anno, Jaxon Smith-Njigba. Ora sfida il prossimo fine settimana con gli Washington Commanders. Oggi nel Valhalla insieme a Francesco Porciello, direttamente da Seahawks Nest Italia, c'è al microfono Simone Faccini.
Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X Chi erano davvero i Vichinghi, i leggendari guerrieri del Nord? In realtà erano i norreni, un popolo originario della Scandinavia (Danimarca, Norvegia e Svezia): abili navigatori, esploratori e commercianti, tra l'VIII e l'XI secolo raggiunsero la Gran Bretagna, l'Islanda e persino le Americhe, ben prima di Cristoforo Colombo. In questo episodio di Antichi Popoli con Stefano Gandelli, scopriremo la vera storia dietro la leggenda, dalla loro religione, con divinità come Odino, Thor e Loki, che esaltava la guerra, il coraggio e il mare, alle loro navi drakkar, simbolo di ingegno e potenza, che li resero protagonisti di una delle espansioni più straordinarie della storia europea. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Erano il terrore dei campi di battaglia: l'incubo dei carristi alleati. Il Tiger e il Königstiger non erano solo carri armati, ma veri e propri mostri d'acciaio concepiti per dominare la guerra. Scopri perché la loro leggenda dura ancora oggi. Nelle scuole carristi americane tra il 1943 e il 1944 girava una greve battuta: "Per affrontare un Tigre occorrono almeno quattro Sherman. Con la prospettiva di perderne tre". Quella che poteva sembrare una barzelletta di cattivo gusto era solo l'interpretazione pratica della realtà: dalla sua introduzione nel novembre 1942 il carro pesante "Tiger I" aveva posto un nuovo standard in fatto di forze corazzate impegnate nella Seconda Guerra Mondiale. Il suo successore, il Königstiger, si sarebbe rivelato ancor più grande, grosso, pesante, difficile da distruggere, al pari dei derivati Sturmtiger e Jagdtiger. Veicoli formidabili ma contraddistinti da trasmissioni fragili, da una sete irrefrenabile di carburante, dall'esposizione all'arma aerea e dal destino segnato.
Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X Tutti conoscono la fiaba di Hansel e Gretel, ma pochi sanno che dietro il racconto dei Fratelli Grimm potrebbe esserci una storia vera e inquietante. Negli anni '60 l'archeologo Georg Ossegg ricostruì una versione sorprendente: i due protagonisti non sarebbero bambini smarriti nel bosco, ma adulti coinvolti in un oscuro omicidio. Le sue ricerche, raccontate dal giornalista Hans Traxler, hanno aperto scenari che mescolano leggenda, cronaca e mistero. In questo episodio di Assurdo ma vero con Stefano Gandelli, scopriremo quanto c'è di reale dietro una delle fiabe più celebri di sempre. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Oggi a Cult, il quotidiano culturale di Radio Popolare: la regista Isabelle Coixet sul film "Tre ciotole" tratto dal libro di Michel Murgia; Antonio Rezza e Flavia Mastrella al Piccolo Teatro Strehler con il nuovo spettacolo "Metadietro"; Angelo Di Genio fra i protagonisti di "Erano tutti figli miei" di A. Miller, nuova produzione del Teatro Elfo Puccini, per la regia di Elio De Capitani; la rubrica EXtraCult a cura di Chawki Senouci...
Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X I sumeri furono una delle prime grandi civiltà della storia, dall'origine incerta si stabilirono nella Mesopotamia meridionale, ovvero l'attuale lato sud orientale dell'Iraq, intorno al 4500-4000 a.C. In questo nuovo episodio di Antichi Popoli vi portiamo alle origini della Mesopotamia, tra il Tigri e l'Eufrate, dove i Sumeri rivoluzionarono il mondo con l'agricoltura, la nascita delle prime città come Uruk e invenzioni che usiamo ancora oggi. A loro dobbiamo la scrittura cuneiforme, la ruota e sì anche la birra! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X I Maya erano una civiltà precolombiana in Mesoamerica, fiorita intorno al 2000 a.c., conosciuta per l'arte, l'architettura, la scrittura, la matematica e l'astronomia. Vivevano in un'area molto vasta che comprendeva l'attuale Messico meridionale, il Guatemala e alcune parti di El Salvador e Honduras. A differenza degli Aztechi, non amavano andare in battaglia: infatti, se avevano una rivalità con qualche città vicina, la risolvevano con un gioco simile al calcio. Ma chi erano esattamente? Dove vivevano? E Il loro calendario prevedeva davvero la fine del mondo? In questo episodio della nuova serie “Antichi Popoli”, vi racconteremo la storia dei Maya e scopriremo com'era la loro cultura, società, religione e perché sono scomparsi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Tra il 29 e il 30 settembre 1975 in una villa di San Felice Circeo due ragazze diciottenni, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, vennero tenute segregate e sottoposte a feroci violenze per oltre 30 ore da tre uomini: Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira. Rosaria Lopez fu uccisa, Donatella Colasanti si finse morta e riuscì a sopravvivere. In tribunale raccontò istante per istante cosa era accaduto. Due degli autori di quel delitto furono arrestati subito, un terzo riuscì a scappare e non venne mai preso. Erano tutti e tre noti negli ambienti del neofascismo romano, due di loro, Izzo e Ghira, avevano precedenti penali. Ciò che avvenne a San Felice Circeo rappresenta uno dei casi di cronaca più tristemente noti della storia italiana. Al processo i legali dei tre imputati cercarono in qualche modo di far ricadere la colpa anche sulle due vittime. «Se fossero rimaste a casa…», disse uno degli avvocati. Meno noto è ciò che avvenne dopo il processo. Angelo Izzo approfittò di un permesso premio e scappò, fu arrestato a Parigi. Di nuovo in carcere iniziò a scrivere alle procure di mezza Italia facendo rivelazioni molto spesso poco credibili. Nel 2005 quando gli venne concessa la semilibertà, uccise di nuovo. Le vittime furono due donne. Gianni Guido dopo pochi anni di carcere evase e riuscì a scappare in Argentina. Fu arrestato ma evase di nuovo. Venne individuato molti anni dopo a Panama dove faceva l'allevatore di polli. Andrea Ghira non venne mai catturato. Molti anni dopo emerse che si era arruolato nel Tercio, la legione straniera spagnola. Morì nel 1994 nell'enclave spagnola di Melilla, in Marocco. La famiglia rivelò la notizia solo undici anni più tardi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Tra il 29 e il 30 settembre 1975 in una villa di San Felice Circeo due ragazze diciottenni, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, vennero tenute segregate e sottoposte a feroci violenze per oltre 30 ore da tre uomini: Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira. Rosaria Lopez fu uccisa, Donatella Colasanti si finse morta e riuscì a sopravvivere. In tribunale raccontò istante per istante cosa era accaduto. Due degli autori di quel delitto furono arrestati subito, un terzo riuscì a scappare e non venne mai preso. Erano tutti e tre noti negli ambienti del neofascismo romano, due di loro, Izzo e Ghira, avevano precedenti penali. Ciò che avvenne a San Felice Circeo rappresenta uno dei casi di cronaca più tristemente noti della storia italiana. Al processo i legali dei tre imputati cercarono in qualche modo di far ricadere la colpa anche sulle due vittime. «Se fossero rimaste a casa…», disse uno degli avvocati. Meno noto è ciò che avvenne dopo il processo. Angelo Izzo approfittò di un permesso premio e scappò, fu arrestato a Parigi. Di nuovo in carcere iniziò a scrivere alle procure di mezza Italia facendo rivelazioni molto spesso poco credibili. Nel 2005 quando gli venne concessa la semilibertà, uccise di nuovo. Le vittime furono due donne. Gianni Guido dopo pochi anni di carcere evase e riuscì a scappare in Argentina. Fu arrestato ma evase di nuovo. Venne individuato molti anni dopo a Panama dove faceva l'allevatore di polli. Andrea Ghira non venne mai catturato. Molti anni dopo emerse che si era arruolato nel Tercio, la legione straniera spagnola. Morì nel 1994 nell'enclave spagnola di Melilla, in Marocco. La famiglia rivelò la notizia solo undici anni più tardi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices