Podcasts about settanta

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Best podcasts about settanta

Latest podcast episodes about settanta

Laser
Un cantastorie militante

Laser

Play Episode Listen Later Jun 10, 2026 27:02


Un incontro radiofonico di Anais Poirot con Alessio Lega, cantautore e autore di libri, noto per il canto sociale e la musica popolare.In questa intervista racconta il suo percorso, parla dello spettacolo “Nuovo Bella Ciao” e propone brani dal vivo. Alessio Lega accanto alla musica, svolge un'intensa attività letteraria: tra i suoi libri ricordiamo Canta che non ti passa, Incrocio di sguardi, Bakunin. Il demone della rivolta, la raccolta poetica Carta Canta e La nave dei folli (2019), prima biografia organica del cantautore Ivan Della Mea, figura simbolo delle lotte operaie degli anni Settanta. Un incontro che unisce musica, poesia e riflessione sociale. 

True Crime Diaries, un podcast firmato LA CASE Books
Mala del Brenta, esclusiva: il maresciallo Rinaldi risponde a Giampaolo Manca. La polemica continua

True Crime Diaries, un podcast firmato LA CASE Books

Play Episode Listen Later Jun 9, 2026 15:39


Al centro del nuovo episodio di True Crime Diaries c'è la polemica sulla presenza del "Doge" Giampaolo Manca, ex esponente della Mala del Brenta, nelle scuole italiane. Dopo le polemiche delle ultime settimane, il maresciallo Vincenzo Rinaldi interviene direttamente con una precisazione inviata direttamente alla redazione di True Crime Diaries chiarendo la propria posizione e contestando il modo in cui giornali e media hanno raccontato la vicenda.Rinaldi ha spiegato alla redazione di True Crime Diaries di non voler impedire a Manca di parlare pubblicamente del proprio passato criminale. La richiesta riguarda piuttosto la necessità di garantire veridicità, contesto e contraddittorio durante gli incontri con gli studenti. Secondo il maresciallo, la narrazione proposta da Manca rischia di trasformarsi in auto-promozione personale e marketing editoriale più che in autentica testimonianza educativa. La discussione si allarga poi al significato stesso di “pentimento”. Brunoro e Pezzan affrontano il tema della differenza tra redenzione morale e collaborazione con la giustizia, richiamando le riflessioni di Giovanni Falcone sui collaboratori di giustizia e analizzando casi storici che hanno segnato il dibattito pubblico italiano, dal terrorismo degli anni Settanta fino al caso Ludwig.Nel corso della puntata emerge anche una critica netta al sistema dell'informazione. I conduttori ammettono di avere inizialmente riportato una versione incompleta della posizione di Rinaldi, finendo dentro il meccanismo del “telefono senza fili” mediatico che spesso trasforma dichiarazioni articolate in slogan semplificati.L'episodio si chiude con una domanda aperta: è giusto che ex criminali raccontino la propria esperienza nelle scuole? E chi deve garantire che quella narrazione non diventi un racconto autoassolutorio o commerciale?Una puntata intensa, piena di dubbi, riflessioni e contraddizioni, dedicata al rapporto tra memoria criminale, giustizia, comunicazione e responsabilità pubblica.--Qui trovi i nostri libri!

Insalata Mista Podcast
Che cos'è realmente la felicità

Insalata Mista Podcast

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 20:27


C'è una parola che attraversa trasversalmente filosofia, psicologia, economia e letteratura da oltre duemila anni, eppure non ha ancora trovato una definizione univoca: felicità. In questa puntata di Insalata Mista ci addentriamo in un territorio insolitamente personale — e proprio per questo, forse, più universale del solito.Partiamo da una distinzione che i greci avevano chiaro e che noi abbiamo perso: eudaimonia, il benessere dell'anima che si vive secondo la propria natura autentica, contro olbios/felix, la felicità come fortuna materiale. Due concetti distinti che in italiano schiacciamo in una parola sola — e che da Aristotele a Epicuro, da Sant'Agostino a Jeremy Bentham, hanno generato tradizioni filosofiche che ancora oggi si confrontano.Poi arriviamo al paradosso di Easterlin: nel 1974, l'economista Richard Easterlin dimostrò che, pur crescendo il PIL pro capite degli Stati Uniti enormemente dalla metà del Novecento, i livelli medi di soddisfazione di vita erano rimasti sostanzialmente piatti. Il meccanismo che spiega questo cortocircuito si chiama hedonic treadmill — il tapis roulant edonico: corri sempre più veloce per restare nello stesso punto. Ogni miglioramento diventa rapidamente la nuova normalità, e la soddisfazione che produceva si azzera.Infine, guardiamo la felicità attraverso il confronto tra tre generazioni: chi è nato intorno al 1940, chi negli anni Settanta, e la Gen Z. Tre punti di partenza diversi, tre scale di aspettative diverse, tre versioni dello stesso problema irrisolto. E forse la cosa più onesta che si possa dire è che nessuna delle tre ha trovato la soluzione definitiva — anche perché, probabilmente, una soluzione non esiste.Leggi la newsletter completa su insalatamista.blog#felicità #benessere #easterlin #genz #filosofia #insalatamista #podcast #riflessioni

Podcast di Palazzo Ducale di Genova
La Storia in Piazza "Alla ricerca dell'autenticità. Acustico ed elettrico, live e studio nella musica degli anni Sessanta e Settanta"

Podcast di Palazzo Ducale di Genova

Play Episode Listen Later Jun 8, 2026 53:08


Domenica 29 Marzo 2026 - Gianni Martini - Paolo Prato - Nando Fasce

Gli Scanzonati - Radio Statale
Gli Scanzonati #289 - La canzone sperimentale degli Anni Settanta

Gli Scanzonati - Radio Statale

Play Episode Listen Later Jun 6, 2026 65:32


Gli Anni Settanta è stato un periodo particolarmente prolifico per la musica italiana che, sfruttando la situazione geopolitica che accompagnava l'intera Europa, ha aperto la propria strada a una serie di esperimenti che hanno portato a galla gruppi come gli Area o la PFM, ma aperto la strada a cantanti come Franco Battiato e Alan Sorrenti.

Ondazzurra's Podcast
355. Sul mare luccica ...conversazione sul romanzo The Antipodeans

Ondazzurra's Podcast

Play Episode Listen Later Jun 5, 2026 36:38


Nel sesto episodio di Sul Mare Luccica: Riflessi d'Italia nella letteratura neozelandese contemporanea, Carla Rotondo e Antonella Sarti Evans analizzano alcuni aspetti salienti del bestseller di Greg McGee, The Antipodeans (Upstart Press, 2015), con particolare attenzione alla rappresentazione della Resistenza in Italia. * Il romanzo si apre con il ritorno a Venezia di un anziano neozelandese e attraversa tre generazioni, snodandosi tra Italia e Nuova Zelanda su più piani temporali: il presente, gli anni 1943–1945 con l'immediato dopoguerra e gli anni Settanta. Dal Veneto e dal Friuli fino all'Isola del Sud, la trama spazia dall'assassinio di un comandante della Gestapo al tour in Italia di una squadra di rugby, dagli “anni di piombo” alle lotte per i diritti dei lavoratori in Nuova Zelanda ed oltre.The Antipodeans testimonia un profondo dialogo con la cultura e la lingua italiana (incluso il friulano), fondato su amicizia e amore per il nostro Paese, valori che hanno spinto prigionieri di guerra neozelandesi a combattere per la libertà al fianco degli italiani. Ondazzurra ringrazia l'Ambasciata d'Italia Wellington per il supporto alla realizzazione di questo programma, a promozione della lingua e cultura italiana in Nuova Zelanda  https://ambwellington.esteri.it/en/

Nessun luogo è lontano
La tregua in Libano e il nodo disarmo di Hezbollah

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later Jun 4, 2026


Mentre Washington e le cancellerie europee esultano per la firma del cessate il fuoco condizionato che dovrebbe mettere fine al conflitto nel Paese dei Cedri, i raid israeliani non cessano e ci si chiede quanto possa essere plausibile il disarmo di Hezbollah. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole24Ore inviato in Libano.La Camera dei Rappresentanti ha approvato ieri una misura che potrebbe costringere il presidente Trump a porre fine alla guerra in Iran, in una mossa che segna la prima sfida della Camera bassa del Congresso contro la Casa Bianca. Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino, autore di "Storia culturale degli Stati Uniti - Dagli anni Settanta a oggi" (Carocci).

Ci vuole una scienza
Tempo da lupi

Ci vuole una scienza

Play Episode Listen Later May 29, 2026 8:09


Si stima che ci siano circa 3.500 lupi grigi distribuiti in buona parte dell'Italia. Dopo essere quasi scomparsi, sono tornati ad aumentare dagli anni Settanta grazie ai divieti di caccia e all'inserimento nelle liste delle specie protette. L'abbandono delle attività agricole tradizionali e lo spopolamento delle aree più interne del territorio nazionale hanno contribuito a creare habitat “sicuri” per il lupo, la cui popolazione è aumentata velocemente. Si sono così create forti tensioni tra l'esigenza di tutelare la specie, ma anche gli abitanti e le loro attività nelle aree più popolate dai lupi. Coesistere non è semplice e comporta scelte dolorose, ma lo si può fare meglio da persone informate. Ci spostiamo poi in una particolare catena di montaggio con robot umanoidi: è il futuro che ci attende o una trovata di marketing? ⁠⁠⁠⁠⁠⁠Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. ⁠⁠⁠ Leggi sul Post – Almeno 10 lupi sono stati trovati morti per avvelenamento tra Pescasseroli e Alfedena – Il lupo in Italia, tra paure e ricerca scientifica  – Sulle Alpi tornano i lupi ma non tutti sono contenti– Dalle Alpi alla Calabria, il primo monitoraggio del lupo coordinato a livello nazionale – La principale minaccia per la conservazione del lupo in Italia – L'esperimento di Figure AI– Una cosa che i robot proprio non sanno fare – Questo ve lo mettereste in casa? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Laser
Le ferite della storia

Laser

Play Episode Listen Later May 27, 2026 25:42


Sorj Chalandon è uno degli scrittori francesi contemporanei più sensibili alle ferite della storia, autore di una dozzina di romanzi in gran parte tradotti in italiano e tutti in qualche modo collegati l'uno con l'altro. I temi trattati nei suoi libri esplorano in modo crudo la complessità e il lato oscuro dell'animo umano raccontando ingiustizie, violenze e prevaricazioni. Già finalista al Goncourt e premiato dall'Académie Francaise, Chalandon è un romanziere che non usa la scrittura per chiudere i conti con la realtà ma per condividere esperienze difficili, senza edulcorarle. Una scelta che nasce anche dal suo passato di reporter di guerra che lo ha visto raccontare la violenza, i sensi di appartenenza, i tradimenti in alcuni dei conflitti più caldi degli ultimi decenni, come l'Irlanda del Nord, il Libano, l'Iraq e l'Afghanistan. Con il suo nuovo romanzo Il libro di Kells  ha confermato di essere maestro nell'arte di narrare le grandi vicende storiche mescolandovi la propria storia personale. Al centro della narrazione ci sono la Parigi dei ruggenti anni Settanta, gli scontri di piazza, il maoismo giovanile, il ribollire delle strade e un indomito senso etico dalle precise venature religiose.L'abbiamo incontrato a Pordenone, dove quest'anno è stato il protagonista del Festival Dedica, giunto alla 32ma edizione.

Alice
Di sole, amanti e disperanza

Alice

Play Episode Listen Later May 23, 2026 86:59


Dalla Florida degli anni Settanta con gli anziani ospiti della pensione Butler descritti con nordica lucidità dalla penna di Tove Jansson e raccontati dalla critica letteraria Marta Morazzoni.In questa puntata di “Alice” andremo alla scoperta della radiomante di Himmler, la sensitiva italiana Maria Mataloni contattata dal comandante delle SS per trovare l‘Oro del Reno: un tesoro mitico che conferiva potere assoluto a chi lo possedeva, simbolo della purezza e supremazia ariana. Una spy story firmata da Marco Consentino e Domenico Dodaro che dopo il successo di Madame Vitti tornano insieme per far luce su un'altra figura femminile a lungo tenuta nell'ombra.Una figura femminile che ci porta in Maremma dove incontriamo il poeta e scrittore Franco Marcoaldi che - in un caldo giorno d'estate - ci accompagna in una famosa gelateria di Orbetello a prendere un gelato con due giovani inglesi, Leo e Ben. Con loro inizia il nostro viaggio letterario-filosofico nella disperanza, un sentimento del nostro tempo.

il posto delle parole
Mario Esposito, Carlo Emilio Zummo "Lucio Dalla e Roberto Roversi. Automobili. Un disco"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later May 22, 2026 17:10 Transcription Available


Mario Esposito e Carlo Emilio Zummocuratori della mostra "Lucio Dalla e Roberto Roversi. Automobili. Un disco"MAUTO Museo Nazionale dell'Automobile di TorinoFino al 20 settembre 2026A cinquant'anni dalla pubblicazione, il progetto espositivo invita a riascoltare un album e a ripensare il nostro rapporto con una delle invenzioni che più hanno segnato – e continuano a segnare – la nostra storia.Installation view. Ph. PerottinoIl Museo Nazionale dell'Automobile presenta il progetto espositivo LUCIO DALLA & ROBERTO ROVERSI. AUTOMOBILI. UN DISCO. In esposizione da mercoledì 13 maggio a domenica 20 settembre - nella project room al primo piano - materiali d'archivio, illustrazioni e automobili che accompagnano il visitatore in un percorso in cui le canzoni dell'album prendono forma nello spazio espositivo, intrecciando memoria storica, immaginario collettivo e riflessione contemporanea sul ruolo dell'automobile nella società.“Il Museo Nazionale dell'Automobile rappresenta il contesto ideale per accogliere e amplificare il progetto Lucio Dalla & Roberto Roversi. Automobili. Un disco. Da luogo tradizionalmente deputato alla conservazione e valorizzazione dell'oggetto automobile, il Museo si configura oggi come uno spazio di riflessione culturale più ampio, in linea con una strategia che privilegia approcci trasversali e intersezionali. Portare questa mostra al MAUTO significa spostare lo sguardo - da oggetto tecnico a fenomeno culturale complesso - e interrogare le narrazioni che hanno costruito il mito dell'auto, metterle in discussione e aprire nuove prospettive di lettura che coinvolgono musica, letteratura, arte e società. La mostra si inserisce così pienamente nella nuova visione del Museo: un'istituzione capace di raccontare l'automobile come lente privilegiata per comprendere le trasformazioni del Novecento e le sfide del contemporaneo. Automobili diventa allora un archivio vivo, un racconto aperto, uno strumento critico”. Lorenza Bravetta, Direttore MAUTONel 1976 la casa discografica RCA pubblica Automobili, il concept album di Lucio Dalla e Roberto Roversi dedicato al simbolo per eccellenza della modernità e delle trasformazioni del Novecento. Il cantautore e il poeta, entrambi bolognesi, avevano originariamente composto undici brani destinati alla scena teatrale. La scelta di ridurli a soli sei per la pubblicazione su LP segna, al tempo stesso, il culmine e la rottura della loro collaborazione. Una decisione che rende oggi necessario riscoprire anche le cinque canzoni escluse, fondamentali per comprendere appieno la portata sociale e politica della loro visione del rapporto tra l'uomo e l'automobile.Quando uscì, l'album fu accolto come un'opera anomala, difficile, profondamente politica. Lontano dalle logiche commerciali della discografia dell'epoca, il disco si configurava come un affresco critico della società industriale italiana, in cui l'automobile non era semplice oggetto di desiderio o simbolo di progresso, ma dispositivo culturale, sociale e ideologico. Le recensioni dell'epoca ne sottolineavano la natura spiazzante: un concept album che smontava il mito dell'automobile proprio mentre questo raggiungeva la sua massima espansione. Nelle parole di Roversi e nelle musiche di Dalla, l'automobile è teatro di contraddizioni: promessa di libertà e insieme strumento di alienazione, icona di modernità e al tempo stesso segno di crisi industriale, simbolo di potere e oggetto destinato al declino. A distanza di cinquant'anni, Automobili si rivela un'opera sorprendentemente attuale. In un presente segnato dalla transizione ecologica, dalla ridefinizione dei modelli di mobilità e da un ripensamento radicale del rapporto tra uomo, tecnologia e ambiente, il “futuro incompleto” evocato dal disco appare come una chiave di lettura potente per interpretare il nostro tempo. La mostra nasce dunque come un dispositivo interpretativo: non una celebrazione nostalgica, ma un campo di tensione tra passato e presente. Le canzoni diventano matrici narrative che attivano una pluralità di linguaggi – automobili, materiali d'archivio, immagini, suoni, illustrazioni – per costruire un racconto stratificato, capace di attraversare storia, cultura pop, industria, immaginario e critica sociale.Installation view. Ph. PerottinoIn esposizione materiali originali provenienti dall'archivio di Antonio Bagnoli - nipote di Roberto Roversi - e dedicati all'universo di Automobili e alla collaborazione tra Lucio Dalla e il poeta: programmi di sala e locandine dello spettacolo teatrale Il futuro dell'automobile (1976), taccuini manoscritti di Roberto Roversi con testi e scalette preparatorie, lettere autografe tra Dalla e Roversi, documenti legati alla richiesta dello pseudonimo “Norisso” presso la SIAE, articoli e interviste pubblicate sulla stampa dell'epoca, oltre a testi originali delle canzoni e materiali audiovisivi tratti dal programma televisivo Automobili andato in onda nel 1977. Un corpus eterogeneo che restituisce il clima culturale, artistico e politico in cui nacque uno dei progetti più radicali e visionari della canzone italiana degli anni Settanta. Accanto ai documenti, due vetture - la Alfa Romeo tipo B P3 del 1932 e la Autobianchi Bianchina 4 posti del 1967 - che, accostate, restituiscono la parabola culturale dell'automobile italiana: da simbolo eroico e visionario a presenza diffusa e contraddittoria della modernità contemporanea. La prima rimanda direttamente alla dimensione epica evocata nel brano Nuvolari e, più in generale, al racconto della velocità come mito moderno. È l'automobile delle corse, dell'eroismo individuale, delle Mille Miglia e dei grandi piloti celebrati nel disco: una macchina estrema, simbolo di un'Italia che costruisce il proprio immaginario tecnologico e sportivo attraverso figure leggendarie e imprese collettive. La Bianchina rappresenta invece l'altra faccia del racconto: l'automobile popolare, accessibile, entrata nella vita quotidiana degli italiani durante il boom economico. È la vettura delle famiglie, delle periferie, delle vacanze e della motorizzazione di massa che Dalla e Roversi osservano criticamente in Automobili, tra alienazione urbana, ingorghi, consumi e trasformazioni del paesaggio sociale.Con il patrocinio diMinistero della CulturaRegione PiemonteCittà di TorinoFondazione Lucio DallaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

il posto delle parole
Davide De Luca "Città in Note"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later May 19, 2026 16:18 Transcription Available


Davide De LucaDirettore Fondazione Artea"Città in Note"www.fondazioneartea.orgSei giorni di musica diffusa, giovani talenti e grandi protagonisti della scena internazionale: torna a Cuneo Città in note. La musica dei luoghi, il festival che trasforma la città in un palcoscenico aperto, capace di intrecciare tradizione e contemporaneità, ricerca e spettacolo, formazione e divulgazione.Dal 20 al 25 maggio 2026, teatri, chiese, piazze, spazi monumentali e luoghi naturali accoglieranno un ricco programma di concerti, incontri e performance che coinvolgeranno artisti affermati, ensemble, orchestre e giovani musicisti, in un dialogo continuo tra generi, epoche e linguaggi.La rassegna è ideata e promossa da Fondazione Artea con il Comune di Cuneo, e la direzione artistica di Claudio Carboni coadiuvato da Carlo Maver. Alla sua sesta edizione, Città in note si consolida sempre più come un ecosistema musicale diffuso, capace di coinvolgere pubblici diversi e valorizzare spazi storici, naturali e culturali attraverso una proposta che intreccia qualità artistica e accessibilità.Per informazioni, prenotazioni e biglietti consultare il sito www.fondazioneartea.orgCome nelle passate edizioni, il Teatro Toselli, simbolo culturale della città, sarà il palcoscenico su cui si esibiranno gli ospiti più attesi del festival. Mercoledì 20 maggio, alle 21, ad aprire Città in note sarà l'ensemble de I Virtuosi del Teatro alla Scala, formato da dieci strumentisti in una combinazione originale di cinque archi e cinque fiati. I musicisti porteranno in scena un programma che unisce brillantezza virtuosistica, eleganza melodica e raffinata ricchezza timbrica. Dal brio teatrale di Gioachino Rossini, con le sue pagine scintillanti e piene di humour musicale, fino all'inconfondibile lirismo contemporaneo di Nino Rota, celebre tanto per le sue colonne sonore quanto per la sua produzione cameristica, il concerto racconterà l'evoluzione dello stile musicale italiano.Giovedì 21 maggio alle 21, sarà il musicista acclamato a livello internazionale Raphael Gualazzi a calcare le scene del Toselli. Accompagnato da Anders Ulrich al contrabbasso e Gianluca Nanni alla batteria, l'artista marchigiano regalerà un raffinato omaggio alla musica acustica spaziando da ispirazioni del repertorio africano – americano a divertissements su celebri temi della canzone italiana e tradizione operistica così come una selezione delle sue composizioni personali. Non potranno mancare rivisitazioni di alcuni temi scritti da grandi compositori italiani per il cinema.Sabato 23 maggio, alle 21, la cantautrice e polistrumentista Carmen Consoli, tra le artiste più influenti e premiate della musica italiana, porterà sul palco del Toselli “Territori d'arte”, un concerto che attraversa con naturalezza sonorità acustiche ed elettroniche, dalla musica popolare, al rock anni Settanta e all'indie anni Novanta, fino alla canzone d'autore e al blues, sperimentando e mantenendo un legame costante con la sua terra, la Sicilia, con la sua cultura e le sue tradizioni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

il posto delle parole
Giorgio Vivalda "La terra promossa"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later May 19, 2026 18:46 Transcription Available


Giorgio Vivalda"La terra promossa"Tanti modi di vedere i paesaggi di Langhe, Roero e MonferratoNeos Edizioniwww.neosedizioni.it La terra “promessa” da un paesaggio promosso. Dove promozione significa futuro.Le colline, i colori della campagna, i lunghi filari, l'odore del tartufo. I paesaggi del vino, architetture senza architetti. E poi, ancora, i siti storici, i castelli, i borghi e le cascine, i musei e i reperti archeologici di un mare che si è ritirato, lasciando solo il fruttuoso scorrere dei fiumi. Queste caratteristiche rendono Langhe, Roero e Monferrato siti unici, meritevoli di essere considerati un patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.Tuttavia – e qui l'avversativo è significativo –, senza la costante riflessione, il dialogo e il confronto fra esperti della zona, il paesaggio rischia di modificarsi inseguendo egoismi, visioni parziali o a breve termine.L'intento promozionale di Giorgio Vivalda interseca la cultura del luogo e, attraverso la coralità delle sue interviste, promuove una visione a lungo raggio, paragonabile a quella dell'occhio del turista che, fra quelle colline e quei boschi, disperde lo sguardo verso l'infinito. Questo non sarebbe possibile senza le opinioni consapevoli di chi quel territorio lo imprime di cultura viva ogni giorno e il cui contributo forgia fatti e parole miliari su cui fondare la promessa di un futuro prospero per Langhe, Roero, Monferrato. Dal Monferrato, più dolce, più toscano, al Roero, primordiale con le sue rocche, dove il tempo si ferma, e dove trovi le conchiglie e i denti del pescecane, dalla Langa più moderna, con la ricchezza del vino, alla Langa letteraria, quella di Nuto Revelli, di Fenoglio, di Davide Lajolo. Con testimonianze di: Walter Accigliaro, Roberto Cerrato, Guido Chiesa, Sergio Conti, Tino Cornaglia, Alessandra Fassio, Davide Giordano, Vincenzo Gerbi, Valter Giuliano, Luca Mercalli, Bruno Murialdo, Donatella Murtas, Gianni Oliva, Enrico Rivella, Valerio Rosa, Bartolomeo Salomone, Mario Sandri, Giovanni Tesio.Foto di Bruno Murialdo. Giorgio Vivalda è nato a Torino nel 1950, ha frequentato il Liceo classico all'Istituto Salesiano Valsalice e si è laureato in Lettere presso l'Università di Torino, con una tesi in geografia sul turismo montano. Negli anni Settanta è stato redattore di guide e cataloghi presso la Giulio Bolaffi Editore e programmista regista presso la sede RAI di Torino, con rubrica turistica al “Gazzettino del Piemonte” (radio) e, successivamente, regista di vari documentari turistici per la TV RAI 3 regionali e dal 1978 è iscritto all'ordine dei giornalisti. Fondatore, presidente e amministratore della casa editrice Vivalda Editori dal 1981, è stato direttore responsabile della collana “Guide di Alp” e della testata “Alp” dal 2010 al 2013. Fondatore e amministratore della PUBBLIVIVA, casa di produzione video con realizzazione di un centinaio di documentari per RAI Uno, RAI Tre, Enti pubblici e società private, di cui circa la metà curatore della regia. Tra questi la più importante è stata la serie di tredici puntate Le Alpi di Messner per RAI Uno. Chiusa la casa editrice nel 2013, ha coronato la sua carriera giornalistica con l'incarico di direttore delle relazioni pubbliche del gruppo FININC.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

AI CONFINI - di Massimo Polidoro
L'inganno degli aerei sniffa petrolio

AI CONFINI - di Massimo Polidoro

Play Episode Listen Later May 14, 2026 20:54


Negli anni Settanta la crisi petrolifera scuote l'Europa. Un uomo però dice di avere la soluzione: trovare il petrolio senza trivellare. Come? Un aereo. Una scatola misteriosa. E un miliardo di franchi. La Francia gli crede. Genio o impostore? Oggi, a Strane Storie, scopriremo perché quella promessa era troppo bella per essere vera.SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi:   /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro  Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!

il posto delle parole
Sandro Baldoni "Famiglia Primavera"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later May 8, 2026 19:54


Sandro Baldoni"Famiglia Primavera"edizioni e/owww.edizionieo.itUn ventenne in bilico tra l'affetto per il piccolo paese in cui vive e l'urgenza di avventurarsi per il mondo. Una famiglia sghemba, già segnata dal lutto, dove però circola molto amore. Ognuno cerca di emergere a modo suo, mentre sullo sfondo scorrono gli anni Settanta, tra lotte, progresso e lo spettro della violenza che avanza. Dopo Occhi selvaggi, Sandro Baldoni torna con un romanzo corale di formazione, irriverente e divertente.Monteacuto, piccolo paese in Umbria. Le strade dei cinque membri della famiglia Primavera cominciano pian piano a dividersi. Valerio, il padre, progettista di sogni impossibili, ha perso il suo grande amore e lo ricerca invano in ogni altra donna. Francesco, neolaureato in ingegneria, vola dall'altra parte dell'Oceano a caccia di fortuna. Eva, l'unica sorella, fa l'avvocato a Torino e tiene assieme il gruppo anche da lontano con innata autorevolezza. Giovanni, il più piccolo e il più ribelle, è già con un piede nel nuovo millennio, anche se ancora non lo sa. E poi c'è Marco, che fa la spola tra il microcosmo di Monteacuto e città sempre più grandi, curioso di mettersi alla prova in tutte le direzioni. Mentre il mondo attorno a loro cambia a ritmo sempre più frenetico, i Primavera sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto senza troppi pudori, per affrontare meno soli la vita in ogni sua complicata piega.Sandro BaldoniRegista e sceneggiatore, nato ad Assisi, Sandro Baldoni ha iniziato lavorando in pubblicità e scrivendo racconti surreali, parte dei quali sono diventati materiale di spunto per il suo film d'esordio nella regia cinematografica, Strane storie (1994), Nastro d'argento per il miglior regista esordiente e nomination ai David di Donatello. In seguito ha scritto e diretto Consigli per gli acquisti (1997), Italian Dream (2008) e il documentario sul terremoto La botta grossa (2017), premiato con il Nastro d'argento per il Cinema del Reale. Nel 2022 le nostre edizioni hanno pubblicato il romanzo Occhi selvaggi, finalista al premio Severino Cesari per la migliore opera prima.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

AI CONFINI - di Massimo Polidoro
"Ritratto di donna velata": misteri etruschi in TV

AI CONFINI - di Massimo Polidoro

Play Episode Listen Later May 7, 2026 22:00


In una villa toscana del Settecento c'è un ritratto di donna velata. Quando qualcuno rimuove il velo, il volto che appare non è quello di una sconosciuta del passato, ma di una ragazza viva. Due secoli dopo. Reincarnazione? Maledizione etrusca? O un inganno perfetto? Negli anni Settanta milioni di italiani cercarono la risposta incollati alla TV e oggi, a Strane Storie, scopriremo insieme perché quella storia è ancora oggi così intrigante per tutti noi.SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi:   /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro  Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!

FantascientifiCast
Le band rock dimenticate degli anni 60-70 - Backstage Echoes

FantascientifiCast

Play Episode Listen Later May 7, 2026 37:53


Italiano per Stranieri con Marco | Il Podcast di Italiano Avanzato | Advanced Italian Podcast

Negli anni Settanta l'Italia attraversa un periodo molto difficile, segnato da tensioni politiche, terrorismo e instabilità.In questo episodio parliamo degli anni di piombo: un periodo in cui la vita quotidiana continuava, ma sotto la superficie cresceva una forte sensazione di paura e incertezza.Attraverso ricordi personali e spiegazioni semplici, cerchiamo di capire cosa stava succedendo in Italia e perché questi anni sono ancora oggi così importanti.Nel prossimo episodio parleremo delle riforme e dei cambiamenti sociali degli anni Settanta. ⁠⁠italiano per Stranieri con Marco⁠⁠ è il blog di riferimento per gli studenti d'italiano di livello intermedio che vogliono raggiungere il livello avanzatoVuoi prendere lezioni private d'italiano online? Contattami su Italki cliccando su ⁠⁠QUESTO LINK⁠⁠. Sto accettando nuovi studenti!Se ti piace il podcast e vuoi supportare il mio progetto e aiutare altre persone a migliorare il loro italiano, puoi farlo mandando una donazione ⁠⁠QUI⁠⁠.Ti piacerebbe ascoltare un podcast su un certo argomento? Scrivimi su ⁠⁠marcopolla1955@gmail.com⁠⁠.Un saluto, Marco

Dicono di te
Alberto Barbera: «Bisogna vedere tutto»

Dicono di te

Play Episode Listen Later Apr 30, 2026 87:14


Ep. 136: I suoi cugini dormivano in una camera ricavata sotto la galleria di un cinema parrocchiale, ascoltando le proiezioni che passavano sopra le loro teste: è in quel buio, tra il terrore delle prime immagini e la scoperta di Charlie Chaplin, che ha iniziato a decifrare il linguaggio di un'ossessione che non lo avrebbe più lasciato.In questa intervista con Malcom Pagani, Alberto Barbera racconta le radici in provincia, vicino a Biella, e la sua epifania con il cinema, che arriva in un pomeriggio di neve alla vigilia di Natale, uscendo dalla sala dopo aver guardato due volte di fila Agente 007 - Thunderball. Poi la Torino degli anni Settanta, divisa tra la facoltà di architettura occupata, sfuggendo alle cariche della polizia, e le giornate passate sui tram per scovare i classici di Alfred Hitchcock in terza visione, fino all'esordio come critico pagato in nero alla Gazzetta del Popolo. Barbera spiega che quello del direttore di un festival del cinema è un mestiere che «nessuno ti insegna»: guardare quattromila film all'anno è un incubo in cui «sbagliare è facilissimo» e bisogna imparare l'arte diplomatica di dire no.  Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali

Benvenuti in un cinema sporco, greve, controverso e a tratti viscerale. Un genere di cinema che non fa prigionieri e quindi è da prendere o da lasciare. Questo è il cinema di Abel Ferrara.Il film più celebre di Ferrara, la sua più grande gioia e forse il suo più grande dolore."Il Cattivo Tenente" incarna tutta l'oscurità di Ferrara e del suo cinema con tutti i pro e i contri.Prendere o lasciare.

Non spegnere la luce
Rino Gaetano - Da “Gianna” al mistero dietro la tragica morte in automobile

Non spegnere la luce

Play Episode Listen Later Apr 22, 2026 81:06


Nato a Crotone nel 1950 e cresciuto tra Calabria e Roma, Rino Gaetano è stato uno dei cantautori più originali e imprevedibili della musica italiana. Con il suo stile ironico e surreale, fatto di parole taglienti, giochi linguistici e riferimenti enigmatici, riuscì a raccontare l'Italia degli anni Settanta come pochi altri artisti della sua generazione. La notte del 2 giugno 1981, però, la sua carriera si interrompe bruscamente: Rino Gaetano muore a soli trent'anni in seguito a un grave incidente stradale a Roma. Intorno a quella notte sono nate negli anni numerose domande e polemiche, soprattutto riguardo ai soccorsi e alle circostanze che seguirono l'incidente. Ma cosa è successo davvero Rino Gaetano? E perché, a più di quarant'anni dalla sua morte, la sua musica continua a essere ascoltata, discussa e reinterpretata dalle nuove generazioni? Proviamo a scoprirlo insieme a Morena Rossi, copywriter, creative producer presso il gruppo Orange Media, ma soprattutto podcaster e autrice della serie “Icone”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast

il posto delle parole
Flora Giuliana D'Errico "La gabbia"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Apr 20, 2026 21:11


Flora Giuliana D'Errico"La gabbia"Bompiani Editorewww.bompiani.itRoma, 2017. Elettra è una donna insicura, segnata dalla morte del fratello Oreste avvenuta quando lei era ancora bambina. La sua vita è stretta tra le sbarre di gabbie invisibili: l'ostinato silenzio dei suoi genitori, il peso del suo corpo troppo florido, e l'ideologia ereditata dal padre, che lei non ha scelto ma che le consente di lavorare in un ambiente, quello neofascista romano, i cui esponenti hanno raggiunto posizioni amministrative e politiche di prestigio. E proprio attraverso il piccolo giornale in cui lavora, Elettra entra in contatto con Claudio Bonanni detto il Conte, ex picchiatore nero negli anni Settanta, divenuto una carismatica e potentissima eminenza grigia: con lui inizia una storia d'amore travolgente, che la fa fiorire ma al tempo stesso la sconvolge. Roma, 1977. Oreste è un liceale che si avvicina agli ambienti dell'estrema destra con tutta la purezza della gioventù. Mentre la tensione politica aumenta, però, si innamora di Daniela, militante di sinistra, e apre gli occhi su quello che per lui conta davvero. Oreste e Daniela hanno tutta la vita davanti, ma sono giovani e innamorati nel momento sbagliato... Sullo sfondo di una Roma tragica – quella degli anni di piombo ma anche quella recente del sovranismo che ritorna –, Flora Giuliano D'Errico ci racconta il bene e il male attraverso gli occhi di una protagonista dolente, che non a caso porta il nome di un'eroina antica. E scrive un romanzo nel quale risuonano gli echi di un passato con il quale i conti sono ancora aperti, ma che al tempo stesso celebra il coraggio di chi, anche al prezzo più alto, vuole cercare giustizia, spezzare ogni gabbia, vivere la libertà.  “Può immaginarli insieme, Oreste e Daniela. Sono talmente giovani da darle una fitta al cuore. Tutti, persino Claudio, erano troppo giovani. Ragazzini andati nel mondo come adulti. Ha ammirato quella generazione, l'ha creduta per tanto tempo migliore della propria. Ma oggi sa che nessuna lo è. Ognuna paga il prezzo di quella precedente.”Flora Giuliano D'ErricoNata e cresciuta a picco sul mare di Napoli, si è poi trasferita a Roma, dove vive da molti anni. Ė laureata in Lettere e insegna nel liceo. La gabbia ha ricevuto la menzione speciale al Premio Calvino 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

il posto delle parole
Francesco Zani "Come ti difendi"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Apr 20, 2026 18:23


Francesco Zani"Come ti difendi"Mondadori Editorewww.mondadori.it“Sentirsi addosso la responsabilità di far parte di una famiglia e dover compiere lo stesso destino” è ciò che accomuna le vite di Sergio e Armando. Li conosciamo ragazzi, negli anni Settanta, in un borgo di pescatori. Li seguiamo mentre cercano una strada che li porti a diventare chi sono, fino agli anni Duemila, fino al crocevia. Sergio, ultimo erede di una dinastia di pescatori di tonni del mar Adriatico, porta il peso ineluttabile del mestiere di famiglia. Armando, giovane promessa del tennis, consuma i campi alla ricerca di uno spazio per sentirsi libero. Due uomini che crescono a una grande distanza, dibattendosi come pesci nella rete della provincia sonnacchiosa. Intorno a loro un paesaggio pieno di voci, personaggi, colori che fanno apparire un paese di poche strade grande quanto il mondo. Quasi un coro felliniano, ad animare la storia su cui svetta il memorabile Messico, che pedala instancabile avanti e indietro tra una vicenda e l'altra e interroga i protagonisti, «Ma tu, come ti difendi?». Francesco Zani inventa una voce e reinventa un luogo con incantata e ruvida sapienza, come se il mondo ricominciasse da lì, da lui. Con noi.Francesco Zani è nato a Cesena nel 1991. Dopo la laurea in Filosofia, ha studiato Editoria e Scrittura. Ha lavorato e scritto per la televisione e il teatro e adesso collabora con il podcast Tintoria. Scrive per “La Stampa”, “Rivista Studio” e “Rivista Undici”. Cura il programma di alcuni festival culturali. Nel 2023 è uscito Parlami (Fazi Editore), il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Moby Dick
Il Marocco immaginato

Moby Dick

Play Episode Listen Later Apr 18, 2026 87:23


Numerosi scrittori, artisti e musicisti hanno trovato ispirazione in Marocco. Potremmo cominciare dal viaggio fondativo del pittore Eugène Delacroix nel 1832, la cui eco ancora risuona nel soggiorno a Tangeri di Henri Matisse, tra il 1912 e il 1913. Con Alessandro Tamburini ripercorriamo le trame letterarie tessute da numerosi scrittori: Paul Bowles naturalmente e poi ancora Mark Twain, Pierre Loti, Edmondo De Amicis, Edith Wharton, Jean Genet, Tennessee Williams, Truman Capote. Il Marocco fu spesso letto da questi autori nella chiave dell'orientalismo. Negli anni Sessanta e Settanta la Beat Generation (William S. Burroughs, Allen Ginsberg) utilizzò invece registri diversi: esilio, marginalità, libertà, sperimentazione. Ricordiamo quella stagione con Gianni De Martino, protagonista e storico della controcultura beat italiana. E le sonorità ipnotiche della musica marocchina lasciarono una traccia nei brani di Ornette Coleman, Brian Jones, Jimi Hendrix. Per lungo tempo le voci marocchine hanno avuto meno spazio nella costruzione e soprattutto nella circolazione internazionale di questa narrazione, che pure li riguardava da vicino, come spiega Karima Moual. Solo in tempi più vicini a noi una nuova generazione ha fatto sentire la propria voce, proponendo una visione del Paese forse meno poetica, ma più vera. 

Moby Dick
Il Marocco immaginato

Moby Dick

Play Episode Listen Later Apr 18, 2026 87:23


Numerosi scrittori, artisti e musicisti hanno trovato ispirazione in Marocco. Potremmo cominciare dal viaggio fondativo del pittore Eugène Delacroix nel 1832, la cui eco ancora risuona nel soggiorno a Tangeri di Henri Matisse, tra il 1912 e il 1913. Con Alessandro Tamburini ripercorriamo le trame letterarie tessute da numerosi scrittori: Paul Bowles naturalmente e poi ancora Mark Twain, Pierre Loti, Edmondo De Amicis, Edith Wharton, Jean Genet, Tennessee Williams, Truman Capote. Il Marocco fu spesso letto da questi autori nella chiave dell'orientalismo. Negli anni Sessanta e Settanta la Beat Generation (William S. Burroughs, Allen Ginsberg) utilizzò invece registri diversi: esilio, marginalità, libertà, sperimentazione. Ricordiamo quella stagione con Gianni De Martino, protagonista e storico della controcultura beat italiana. E le sonorità ipnotiche della musica marocchina lasciarono una traccia nei brani di Ornette Coleman, Brian Jones, Jimi Hendrix. Per lungo tempo le voci marocchine hanno avuto meno spazio nella costruzione e soprattutto nella circolazione internazionale di questa narrazione, che pure li riguardava da vicino, come spiega Karima Moual. Solo in tempi più vicini a noi una nuova generazione ha fatto sentire la propria voce, proponendo una visione del Paese forse meno poetica, ma più vera. 

Italia Mistero
La fine del clan di Marsigliesi

Italia Mistero

Play Episode Listen Later Apr 16, 2026 10:34


Vitamina L
#235 - “L'eco di quel giorno” di Patrizia Emilitri

Vitamina L

Play Episode Listen Later Apr 13, 2026 11:55


Marco Palagi ospita a Vitamina L Patrizia Emilitri, autrice di “L'eco di quel giorno”.Un intenso romanzo di formazione che attraversa l'adolescenza di tre ragazze cresciute negli anni Settanta, unite da un'amicizia profonda e segreta. Tra sogni, ribellioni e primi amori, un evento tragico segna per sempre le loro vite. Con uno stile intimo e coinvolgente, la storia indaga memoria, colpa e bisogno di perdono, restituendo il ritratto di una generazione costretta a diventare adulta troppo in fretta.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.it

Laser
“L'ottimismo della scrittura”

Laser

Play Episode Listen Later Apr 9, 2026 22:38


Leonardo Sciascia aveva descritto e raccontato nei suoi scritti l'Italia, la giustizia, la mafia e l'antimafia, l'arroganza del potere e l'eterno fascismo italiano. Lo scrittore, saggista e giornalista siciliano, nato a Racalmuto nel 1921, aveva fatto del romanzo “una materia saggistica che assume i modi del racconto”. Tra le opere più note Il giorno della civetta - il primo romanzo italiano a trattare il tema della mafia come sistema di potere, anticipando di decenni il dibattito pubblico sul fenomeno – e A ciascuno il suo. Le polemiche seguite alla pubblicazione de Il contesto e Todo Modo e in seguito all'uscita de L'affare Moro negli anni Settanta, sono all'origine della sua decisione di candidarsi al Parlamento europeo nella fila del Partito radicale.Nell'intervista radiofonica che vi riproponiamo realizzata nell'aprile del 1989, tratta dagli ARCHIVI RSI, Sciascia ripercorre alcune tappe fondamentali della sua vita. 

Laser
“L'ottimismo della scrittura”

Laser

Play Episode Listen Later Apr 9, 2026 22:38


Leonardo Sciascia aveva descritto e raccontato nei suoi scritti l'Italia, la giustizia, la mafia e l'antimafia, l'arroganza del potere e l'eterno fascismo italiano. Lo scrittore, saggista e giornalista siciliano, nato a Racalmuto nel 1921, aveva fatto del romanzo “una materia saggistica che assume i modi del racconto”. Tra le opere più note Il giorno della civetta - il primo romanzo italiano a trattare il tema della mafia come sistema di potere, anticipando di decenni il dibattito pubblico sul fenomeno – e A ciascuno il suo. Le polemiche seguite alla pubblicazione de Il contesto e Todo Modo e in seguito all'uscita de L'affare Moro negli anni Settanta, sono all'origine della sua decisione di candidarsi al Parlamento europeo nella fila del Partito radicale.Nell'intervista radiofonica che vi riproponiamo realizzata nell'aprile del 1989, tratta dagli ARCHIVI RSI, Sciascia ripercorre alcune tappe fondamentali della sua vita. 

Laser
“Forse oggi gli uomini hanno perso la voglia di progettare”

Laser

Play Episode Listen Later Apr 8, 2026 24:44


“Scrittore di complemento” Paolo Volponi, laureato in legge, dopo l'esordio letterario con il primo libro di poesie (Il ramarro nel 1948), negli anni Cinquanta diventa dirigente alla Olivetti dove resta per un ventennio. Segue un breve incarico alla Fiat degli Agnelli e una carriera di parlamentare che si conclude nel 1993, a un anno dalla sua morte. Parallelamente Volponi è stato poeta e romanziere di successo: al 1962 risale Memoriale, il primo romanzo, seguito tre anni dopo da La macchina mondiale, che vincerà lo Strega. Negli anni Settanta pubblica Corporale, Il sipario ducale, Il pianeta irritabile e il lanciatore di giavellotto. Volponi è stato uno dei massimi esponenti di quella letteratura che indagava il nesso con l'industria durante gli anni del “miracolo economico”: attraverso i suoi romanzi lo scrittore marchigiano ha saputo descrivere più di ogni altro la fabbrica e la sconfitta operaia.Vi riproponiamo un estratto dell'incontro radiofonico realizzato con lo scrittore marchigiano nel 1989 tratto dagli archivi RSI. 

Laser
“Forse oggi gli uomini hanno perso la voglia di progettare”

Laser

Play Episode Listen Later Apr 8, 2026 24:44


“Scrittore di complemento” Paolo Volponi, laureato in legge, dopo l'esordio letterario con il primo libro di poesie (Il ramarro nel 1948), negli anni Cinquanta diventa dirigente alla Olivetti dove resta per un ventennio. Segue un breve incarico alla Fiat degli Agnelli e una carriera di parlamentare che si conclude nel 1993, a un anno dalla sua morte. Parallelamente Volponi è stato poeta e romanziere di successo: al 1962 risale Memoriale, il primo romanzo, seguito tre anni dopo da La macchina mondiale, che vincerà lo Strega. Negli anni Settanta pubblica Corporale, Il sipario ducale, Il pianeta irritabile e il lanciatore di giavellotto. Volponi è stato uno dei massimi esponenti di quella letteratura che indagava il nesso con l'industria durante gli anni del “miracolo economico”: attraverso i suoi romanzi lo scrittore marchigiano ha saputo descrivere più di ogni altro la fabbrica e la sconfitta operaia.Vi riproponiamo un estratto dell'incontro radiofonico realizzato con lo scrittore marchigiano nel 1989 tratto dagli archivi RSI. 

il posto delle parole
Gianluigi Cosi "45 giri di poesia"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Apr 3, 2026 13:48


Gianluigi Cosi"45 giri di poesia"Canzone che viene, canzone che vaEdizioni il raggio verdewww.ilraggioverdesrl.it“45 giri di poesia – canzone che viene canzone che va” è la nuova raccolta di poesie di Gianlugi Cosi edito da Il Raggio Verde edizioni. Un libro che nelle intenzioni dell'autore, fotografato in copertina da Mimmo Summa,  vuole essere un omaggio alla musica d'autore italiana da riscoprire attraverso il filtro della poesia che le canzoni hanno ispirato. Si tratta di un vero e proprio viaggio musicale  – spiega lo stesso Cosi  – «attraverso le poesie e le canzoni, attraverso una chitarra o un piano, attraverso le parole e le emozioni. La canzone scappa via la poesia si aggrappa al cuore e rimane lì sospesa.Bisognerebbe educarsi alla canzone con la poesia, ascoltare il più possibile i vecchi e nuovi cantautori, leggere la storia. Fu Vincenzo Micocci che “inventò” il termine “Cantautori” negli anni Settanta con la scuola romana nel famoso Folkstudio fucina di grandi artisti.»Impreziosisce la raccolta l'inserimento ad ogni poesia del qrcode del brano che ha ispirato il componimento.   Scrive in prefazione Carmelo Grassi  direttore artistico Nuovo Teatro Verdi di Brindisi: «I “45 giri” del titolo sono rotazioni dell'anima. Sono istantanee di un'epoca che, lungi dall'essere nostalgica, diventa un laboratorio emotivo per il presente. Questo libro è più che un'operazione retrospettiva, è un vero atto di riappropriazione: ci restituisce le canzoni come spazi aperti, come paesaggi in cui tornare a camminare. E lo fa con uno stile sobrio, calibrato, mai ridondante. Una poesia che non alza la voce ma che resta impressa. “45 giri di poesia” è anche, infine, un invito. A riascoltare con attenzione. A rileggere con lentezza. A non archiviare mai ciò che ci ha emozionato. Perché la bellezza – come la musica, come la poesia – non ha bisogno di molto per rivelarsi: le basta una scintilla. Un frammento. Una parola giusta al momento giusto. E Gianluigi Cosi, in queste pagine, ha saputo trovarla.»Gianluigi Cosi è nato nella primavera del 1976 a Brindisi dove attualmente vive e lavora.  Cantautore e scrittore scrive filastrocche, canzoni e poesie. Dal 2007 è il cantante dei “Rinoplastici” una tribute band dedicata a Rino Gaetano. Ha iniziato a fare teatro portando in giro lo spettacolo dal titolo “Ci vuole un fiore” cantando Endrigo e leggendo Rodari che considera suo maestro ispiratore. Ha scritto per il Raggio Verde: Betta caretta e gli amici della macchia (2015), Camilla clorofilla e il bosco che brilla (2017) Iole girasole e i prati in fiore (2019), Nessuno bacia Biancaneve (2021), Hanno vinto i bambini (2024). Dai libri sono nati gli spettacoli teatrali in collaborazione con Paola Giglio con musiche originali. Sta per uscire un nuovo album di inediti dal titolo Cosa ci serve davvero.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

il posto delle parole
Maurizio Cilli "I nemici del Drake"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Apr 3, 2026 17:08


Maurizio Cilli"I nemici del Drake"Enzo Ferrari e le scuderie inglesiMuseo Nazionale dell'Automobile Fino all' 11 ottobre 2026 la più grande e completa esposizione dedicata alle scuderie inglesi che, tra gli anni Sessanta e gli Ottanta, hanno sfidato Enzo Ferrari: in mostra 23 vetture, documenti, memorabilia e fotografie che raccontano la rivoluzione inglese del motorsport nell'epoca della Swinging London. cura di Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli. Attraverso una selezione di 23 vetture iconiche – 22 monoposto di Formula 1 e la mitica Mini Morris – la mostra, sviluppata sugli oltre 2000mq dello spazio espositivo al piano terra, racconta una stagione di sperimentazione tecnica e libertà formale, tra rischi estremi, forti rivalità e decise identità visive che hanno disegnato nuovi immaginari culturali. Un universo di tecnologia, stile e spirito pionieristico, in cui le monoposto diventano simboli di una rivoluzione industriale e culturale capace di ridefinire l'immaginario del mondo delle corse. Enzo Ferrari li chiamava, con un po' di supponenza, “i garagisti”: erano le squadre inglesi che – tra gli anni Sessanta e Ottanta – misero in discussione il dominio della Ferrari, fino ad allora protagonista incontrastata della Formula 1.Con strutture leggere, telai rivoluzionari e una straordinaria rapidità di sperimentazione, questi team indipendenti trasformarono piccoli atelier tecnici in avversari temibili, capaci di battere Maranello in pista e cambiare per sempre gli equilibri del campionato. Una rivoluzione, quella inglese, che attraversava la musica, la moda, la fotografia e il cinema, definendo un periodo di straordinaria vivacità e ottimismo, caratterizzato da un'esplosione di creatività: un'energia travolgente che la mostra restituisce con forza, trasformando l'allestimento in un racconto immersivo capace di rendere tangibile lo spirito di un'epoca che ha cambiato per sempre non solo il linguaggio della velocità, ma l'immaginario collettivo.Le vetture esposte: una rivoluzione tecnologica e progettualeDalla svolta epocale della Ferrari 246 e della Cooper T51, alla maturazione tecnica rappresentata dalla Ferrari 156 fino all'affermazione del nuovo corso con Brabham BT20 e Cooper T81-Maserati, passando per l'innovazione radicale di Lotus 72, Lotus 56B e March 701, e per l'apice tecnico rappresentato da Tyrrell 005, McLaren M23 e Shadow DN1; una stagione di sperimentazione senza precedenti che trova espressione nelle visionarie March 761, March 2-4-0, Surtees TS19 e Brabham BT45, fino all'evoluzione verso nuove filosofie progettuali con Theodore TR1, Arrows A2 e Williams FW07, per arrivare alle soluzioni più estreme e controverse della Lotus 88B e alla potenza dell'era turbo incarnata dalla Brabham BMW BT54. Il percorso chiude idealmente con la modernità della McLaren MP4/5 e con la svolta tecnologica introdotta dalla Ferrari 640, che segna a suo modo la resa di Ferrari che la farà progettare in Inghilterra.In esposizione anche 28 caschi, 4 tute - indossate rispettivamente da Jim Clark nel 1965, da Jackie Stewart e da Vittorio Brambilla nel 1972 e da Riccardo Patrese nel 1978  -, i programmi delle gare - uno per anno dal 1958 al 1988, ognuno dei quali arriva da un Gran Premio differente nei 5 continenti - e il motore Ford Cosworth DFV, definito “una rivoluzione con le candele accese”: progettato nel 1967 da Keith Duckworth e Mike Costin con il sostegno lungimirante della Ford Motor Company, debuttò sulla Lotus 49 voluta da Colin Chapman.In un racconto che attraversa tre decenni di rivoluzione tecnica e culturale, le vetture – espressione quasi totale dell'ingegno britannico, con le sole eccezioni firmate Ferrari – testimoniano come il Regno Unito sia stato il motore di una trasformazione capace di cambiare per sempre la Formula 1 e influenzare l'intera industria automobilistica mondiale.“Sbucavano dal nulla assemblando le loro monoposto in maniera anticonvenzionale, dando un calcio alla tradizione delle vetture con i musi lunghissimi e praticamente niente dietro. Nascevano in locali striminziti, con mezzi economici ridotti, poche maestranze, niente catene di montaggio da alimentare e neppure vetture stradali, ferme nei piazzali, da vendere. Peggio ancora: non progettavano nemmeno il motore, ma ne prendevano uno sul mercato, possibilmente quello più funzionale e dal costo accessibile, poco importava se fosse lo stesso dei diretti rivali. Ferrari li chiamava con fastidio “garagisti”. Loro replicavano appellandolo “Drake” da Francis Drake il famoso pirata, un vero e proprio mito ma con una esistenza individuale inconsistente dal punto di vista umano: senza affetti, senza figli, senza veri amici. Scaramucce verbali e scontri al calor bianco”.Carlo Cavicchi, curatore della mostra “In trenta anni di corse, dal 1958 al 1988, esplode una guerra planetaria tra il patriarca delle corse Enzo Ferrari che punta tutto sui cavalli del motore, e un gruppo di piccoli costruttori inglesi, i quali sopperiscono alla mancanza di potenza dei loro propulsori con una creatività prodigiosa, furba e a tratti spregiudicata, una sintesi da Leonardo da Vinci, Diabolik e James Bond. Lottando col Drake, gli inglesi, da lui definiti semplici garagisti, si superano sciorinando 4 ruote motrici, turbine, monoscocche, motori portanti, ali immense, minigonne, martinetti, effetto suolo, doppi telai e quant'altro, scrivendo la leggenda della Formula 1. Un'epopea fino a oggi impalpabile e rimpianta, ma, grazie a questa mostra, finalmente catturata e cristallizzata in un contesto spettacolare, che ne restituisce anche il magnetismo culturale: un sostrato così imbevuto di Swninging London, di rivoluzioni psichedeliche e di colori e calori rimpianti, che per una volta ritornano. In una mostra-evento che, come la Cometa di Halley, meraviglia e passa una volta nella vita”.Mario Donnini, curatore della mostra“La rivoluzione culturale britannica degli anni Cinquanta e Settanta non ha un centro preciso, non ha un manifesto. Nasce da un'urgenza, un'energia collettiva e caotica — dall'errore che diventa stile. In quegli anni l'Inghilterra è stata per il resto del mondo un modello di fascinazione irresistibile: il luogo in cui la cultura popolare si trasformava in linguaggio universale. Il mio saggio per il catalogo segue questa traiettoria: imprevedibile, irriproducibile, sempre in fuga da sé stessa, dal silenzio cerimoniale dell'incoronazione di Elisabetta II fino al fragore delle rivolte di Brixton, attraverso la musica, i corpi, le immagini e le strade di Londra. TOO FAST TO LIVE TOO YOUNG TO DIE, e anche il titolo dell'installazione video realizzata insieme a Gabriele Piana, il tentativo di restituire quella stessa irrequietezza nel presente: un organismo visivo generativo che rielabora found footage e filmati d'archivio senza mai ripetersi, governato da un programma che produce ogni volta un'esperienza visiva diversa.”Maurizio Cilli, curatore della mostraDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Sandokan. La tigre ruggisce ancora.

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Play Episode Listen Later Apr 1, 2026 26:41


Francesco Aquilanti, Loretta Paderni"Sandokan"La tigre ruggisce ancoraFino al 28 giugno 2026, alla Reggia di MonzaUna mostra spettacolare e visionaria che riporta in vita l'eroe più indomabile della letteratura italianaMentre la nuova serie televisiva ha ricondotto Sandokan nelle case di milioni di italiani, a Monza arriva qualcosa che nessuno ha mai visto primaFino al 28 giugno 2026, gli spazi monumentali dell'Orangerie della Reggia di Monza ospitano Sandokan. La tigre ruggisce ancora: un viaggio di immersione totale nel Sud-est asiatico ottocentesco – reale e leggendario – attraverso Borneo, Malesia, India e Indonesia, così come li ha immaginati Emilio Salgari, lo scrittore che ha fatto sognare generazioni di lettori.Ideata e prodotta da Vertigo Syndrome e curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni, l'esposizione è concepita come una grande epopea visiva e sonora, capace di far dialogare la fantasia letteraria con materiali storici autentici, in un continuo gioco di rimandi tra invenzione narrativa e realtà.C'è una nuova generazione che ha incontrato Sandokan per la prima volta grazie alla recente serie televisiva, riscoprendo oggi un eroe che appartiene a una tradizione molto più lunga. E ci sono gli adulti che con la Tigre della Malesia sono cresciuti: bambini negli anni Settanta, incollati allo schermo davanti allo sceneggiato con Kabir Bedi, oggi genitori pronti a riconoscere in quelle storie l'origine dei propri sogni di avventura. Ma la passione per questo personaggio ha trascorso almeno cinque generazioni a partire da quel martedì 16 ottobre 1883 quando il romanzo di Emilio Salgari “La Tigre della Malesia” con il suo protagonista Sandokan venne pubblicato in 150 puntate sul giornale “La Nuova Arena” di Verona. Un successo straordinario di pubblico, un fenomeno letterario che dura intatto da quasi 150 anni.Questa mostra è il ponte tra queste generazioni: un luogo in cui memorie e prime scoperte si incontrano.Sandokan incarna un bisogno universale e senza tempo: l'evasione, il mistero, l'attrazione per terre remote in cui misurare il coraggio, la lealtà, l'amore e il desiderio di autodeterminazione. Valori che attraversano le epoche e che oggi, in un presente inquieto e disorientato, tornano a parlare con una forza sorprendente.Un tesoro nascosto, svelato per la prima voltaPer la prima volta in assoluto vengono esposti reperti che il pubblico non ha mai potuto ammirare: la collezione etnografica originale dei Dayak, donata direttamente al Re d'Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente diretto del leggendario ma realmente esistito Rajah Bianco James Brooke, l'antagonista letterario di Sandokan.Sono gli oggetti reali, concreti, che accesero l'immaginazione di Emilio Salgari. Rimasti nascosti per oltre un secolo, tornano oggi alla luce in questa mostra.Un'esperienza che va oltre la mostra tradizionaleNon una semplice esposizione, ma un viaggio multisensoriale. I visitatori attraverseranno la giungla del Borneo, ascolteranno i misteriosi ramsinga e i tamburi di guerra, sentiranno i versi delle tigri e il fragore delle battaglie navali.Ambienti ricreati con cura, minuzia e originalità, materiali storici, immagini, testi, suoni e voci costruiscono un racconto stratificato, capace di coinvolgere il visitatore su più livelli. Un percorso narrativo che farà battere il cuore a grandi e piccini.Antiche carte geografiche sveleranno il mistero dell'isola dei pirati. La giungla prenderà vita con effetti sonori e scenografici degni di una produzione cinematografica. Fotografie d'epoca, tavole botaniche rare e illustrazioni originali trasporteranno il visitatore in quel «caos di vegetali» dove «di notte è un frastuono orribile di urla, di ruggiti, di sibili che gela il sangue».Oggetti e abiti autentici provengono da prestigiose collezioni e musei italiani che hanno contribuito come partner alla realizzazione questa mostra. Ogni pezzo racconta una storia. Ogni arma evoca una battaglia. Ogni ornamento sussurra i segreti dell'Oriente misterioso, così come è rigorosamente descritto dalla penna di Emilio Salgari.Illustrazioni originali, materiali editoriali, immagini cinematografiche e fumettistiche mostrano come questi personaggi abbiano attraversato epoche e linguaggi, fissandosi nell'immaginario collettivo come figure archetipiche dell'avventura, del coraggio e della lealtà.Emilio SalgariLa penna spezzataNelle ultime aree del percorso emerge il ritratto di Emilio Salgari: scrittore popolarissimo e insieme tragicamente sfruttato, autore instancabile, costretto a una produzione incessante da un sistema editoriale che ne consumò il talento senza riconoscerne pienamente il valore.La celebre penna spezzata lasciata sul suo tavolo di lavoro è l'emblema, il gesto simbolico estremo prima che Salgari ponga fine alla propria vita nel 1911. È l'immagine di una parabola dolorosa: quella di un autore capace di creare mondi sconfinati e personaggi liberi e ribelli, ma imprigionato nella realtà da debiti, contratti vessatori e isolamento culturale e da continui drammi familiari.Eppure, già in vita, Salgari era riconosciuto come una figura centrale della cultura popolare italiana. Nel 1897 fu insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia per aver saputo «istruire dilettando» intere generazioni di giovani lettori. Un riconoscimento che convive, in modo emblematico, con la durezza delle sue condizioni di lavoro. Un contrasto che rende la sua figura oggi più che mai attuale.La Regina Margherita di Savoia nel 1897 nominò Salgari Cavaliere, riconoscendogli il merito di avere «istruito dilettando». Questa mostra continua in direzione di quella missione: insegnare la storia, la geografia, l'antropologia attraverso l'avventura e l'emozione.Dai bambini affascinati dall'avventura agli adulti nostalgici, dagli studiosi di letteratura agli appassionati di cultura orientale: una mostra che unisce tre generazioni sotto il segno della vera avventura.Riportare Salgari al centro del dibattito culturale significa valorizzare un patrimonio italiano troppo a lungo sottovalutato: uno scrittore tradotto in tutto il mondo, che ha ispirato il cinema da Sergio Leone a George Lucas.«La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem…»Così iniziava l'avventura di Sandokan. Oggi, quella tempesta sta per tornare.Come consuetudine di Vertigo Syndrome, la mostra sarà arricchita da un ricchissimo calendario di eventi collaterali, incontri, laboratori e attività didattiche che approfondiscono gli argomenti collegati alla mostra, trasformandola di fatto in una sorta di festival tematico.Vertigo Syndrome ha un occhio di riguardo per le famiglie che visiteranno la mostra, di modo che nessuno debba annoiarsi.I visitatori più piccoli saranno coinvolti in giochi e avventure all'interno del percorso espositivo al termine dei quali riceveranno in omaggio un premio “piratesco” e avranno a loro disposizione un piccolo spazio dove disegnare, colorare e partecipare a giochi a loro dedicati.Per tutte le scuole di ogni ordine e grado sono previste delle visite guidate alla mostra e dei laboratori didattici.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Laser
Incontro con Fatma Aydemir 

Laser

Play Episode Listen Later Mar 23, 2026 21:53


Fatma Aydemir è una delle autrici tedesco-curde più note degli ultimi anni. Il suo romanzo più recente, Dschinns (Carl Hanser Verlag, 2022), in italiano Tutti i nostri segreti (Fazi, 2025), è stato inserito dal quotidiano «Der Spiegel» nella lista dei cento libri più influenti degli ultimi cent'anni… e a buon diritto: con una prosa limpida ma potente, Aydemir racconta le condizioni di vita della prima generazione di “Gastarbeiter” o “lavoratori-ospiti”. In particolare, ci parla di chi ha lasciato la Turchia negli anni Sessanta e Settanta per partecipare alla ricostruzione della Germania in pieno boom economico…. proprio come la sua famiglia.Al di là dell'aspetto biografico, Aydemir fai i conti un'identità minacciata su più fronti: cosa rimane della cultura curda se in Turchia si rischia la prigione solo per il fatto di parlare la propria lingua madre? E cosa significa essere curdo per chi è nato e cresciuto in Germania? E oggi, all'indomani dello scioglimento del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), cosa resta della lotta identitaria? La scrittura di Aydemir non è mai apolitica e tuttavia non perde mai di vista le ragioni dell'arte: i personaggi, definiti con profondo realismo, trovano una voce intima e personale; il genere del romanzo familiare, così importante per la letteratura tedesca moderna e contemporanea, si fa una lente per osservare i meccanismi della società odierna.

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Incontro con Fatma Aydemir 

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Play Episode Listen Later Mar 23, 2026 21:53


Fatma Aydemir è una delle autrici tedesco-curde più note degli ultimi anni. Il suo romanzo più recente, Dschinns (Carl Hanser Verlag, 2022), in italiano Tutti i nostri segreti (Fazi, 2025), è stato inserito dal quotidiano «Der Spiegel» nella lista dei cento libri più influenti degli ultimi cent'anni… e a buon diritto: con una prosa limpida ma potente, Aydemir racconta le condizioni di vita della prima generazione di “Gastarbeiter” o “lavoratori-ospiti”. In particolare, ci parla di chi ha lasciato la Turchia negli anni Sessanta e Settanta per partecipare alla ricostruzione della Germania in pieno boom economico…. proprio come la sua famiglia.Al di là dell'aspetto biografico, Aydemir fai i conti un'identità minacciata su più fronti: cosa rimane della cultura curda se in Turchia si rischia la prigione solo per il fatto di parlare la propria lingua madre? E cosa significa essere curdo per chi è nato e cresciuto in Germania? E oggi, all'indomani dello scioglimento del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), cosa resta della lotta identitaria? La scrittura di Aydemir non è mai apolitica e tuttavia non perde mai di vista le ragioni dell'arte: i personaggi, definiti con profondo realismo, trovano una voce intima e personale; il genere del romanzo familiare, così importante per la letteratura tedesca moderna e contemporanea, si fa una lente per osservare i meccanismi della società odierna.

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Micaela Latini "Amras" Thomas Bernhard

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Play Episode Listen Later Mar 19, 2026 23:15


Micaela Latini"Amras"Thomas BernhardTraduzione di Magda OlivettiEdizioni Adelphiwww.adelphi.itSprofondati nelle tenebre della torre di Amras, emblema di un sobborgo di Innsbruck, due fratelli illuminano lo sfacelo di un'intera civiltà.«Nei miei libri tutto è artificio ... e lo spazio della scena è totalmente buio ... Nell'oscurità tutto diventa più chiaro» ha scritto Bernhard. Ed è dalle tenebre della torre di Amras, dove hanno trovato rifugio dopo essere scampati al suicidio della loro famiglia – concertato in una notte di Föhn –, che affiorano sotto i nostri occhi i fratelli K . e Walter. Avvinghiati l'uno all'altro, prigionieri di una «endogamia spirituale», uniti da un affetto che scaturisce dalla «reciproca avversione naturale», vivranno in quel luogo «un'unica notte senza sonno»: una notte attraversata, per noi lettori-spettatori, da un freddo bagliore, e da una domanda perenne, destinata a non avere risposta: «perché siamo costretti a vivere ancora?». Libro prediletto di Bernhard, presto dimenticato per la sua giovanile sfrontatezza e l'audacia compositiva – cui concorrono materiali disparati, pagine scritte da Walter nella torre, lettere, aforismi –, Amras ci sconcerta ancora oggi per la sua voce inaudita, come quella della «cornacchia congelata» che abita in queste pagine e in ognuno di noi, turbandoci «con la sua attenzione»: la coscienza.Thomas Bernhard nasce nel 1931 a Heerlen, in Olanda, figlio di una ragazza-madre che aveva lasciato l'Austria per sottrarsi allo scandalo. Ancora neonato, viene affidato ai nonni con i quali vive, prima a Vienna, poi a Seekirchen e a Salisburgo, gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Frequenta il liceo classico, che non conclude. A diciotto anni viene ricoverato in sanatorio, dove comincia a scrivere. Pubblica racconti su quotidiani e riviste e, nel 1963, il suo primo romanzo, Gelo, che vince il prestigioso premio Brema. I suoi attacchi alle istituzioni statali e a importanti personaggi politici suscitano e continueranno a suscitare scandalo. A partire dagli anni Settanta si dedica intensamente al teatro scrivendo numerosi testi che il regista Claus Peymann mette in scena quasi sempre con l'attore Bernhard Minetti. Nel 1975 pubblica il romanzo Correzione, che alcuni critici, come George Steiner, considerano il suo capolavoro. Muore a Gmunden nel 1989.Tra le sue opere principali: Perturbamento, Il nipote di Wittgenstein, Il soccombente, Estinzione. Il suo teatro è raccolto in sei volumi da Ubulibri (tutti riproposti da Einaudi). Dei romanzi di Bernhard Einaudi ha pubblicato Gelo, Correzione e Amras.Micaela Latini insegna Estetica e Letteratura tedesca all'Università di Ferrara. Tra le sue pubblicazioni: Il Possibile e il Marginale. Studio su Ernst Bloch (Mimesis, 2005); Il Museo degli errori. Thomas Bernhard e gli Antichi Maestri (AlboVersorio, 2011); La pagina bianca. Thomas Bernhard e il paradosso della scrittura (Mimesis, 2010); (con Alessandra Campo), Dieci anni di estetica tedesca (Aesthetica edizioni, 2012); Un'estetica dell'esagerazione. Sulla filosofia d'occasione di Günther Anders (Jouvence, 2018); Lo sguardo ritratto (Meltemi 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Luca Ragagnin "I dieci passi di Nick Drake"

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Play Episode Listen Later Mar 13, 2026 18:53


Luca Ragagnin"I dieci passi di Nick Drake"Miraggi Edizioniwww.miraggiedizioni.itLa breve, imperscrutabile esistenza e l'opera musicale di Nick Drake, raccontata da lui stesso.Il cantautore inglese Nick Drake (1948-1974), autore di soli tre dischi ignorati all'epoca e diventati dei capisaldi del folk-rock britannico, racconta la propria vita con una voce-flusso di coscienza che giunge dall'indistinta terra della post-morte. Da laggiù, Drake ripercorre la sua infanzia, la passione per la musica, l'inadeguatezza nei confronti di tutto ciò che sta al di fuori di una canzone, a partire dai sentimenti e dai legami terreni, la difficoltà di integrarsi e accettare le regole commerciali dell'arte.Questo romanzo delicato e feroce puntella la cronaca della vita di Nick Drake con una voce “ altra ”, che non appartiene a nessuno o forse a tutti i consumatori di opere e che irrompe per dire la sua sulla figura dell'artista assoluto, violento e fragile, e sul ruolo primordiale che ancora gli spetta nella società del futuro. Una voce che procede per rivelazioni oniriche, che prende spunto dall'unico, brevissimo filmato che la posterità ha ricevuto di Drake. Una ripresa muta e sbiadita di una piccola folla che raggiunge il luogo di un festival mai identificato dei primi anni Settanta. Dentro quei dodici secondi si allontana di spalle la sagoma inconfondibile di Nick Drake. Sono appena dieci passi prima di uscire dall'inquadratura. Ma dentro quei dieci passi si raccoglie il futuro a corta scadenza del cantautore e quello di tutti noi che lo ascoltiamo e ringraziamo a distanza di mezzo secolo.Luca Ragagnin incomincia a scrivere racconti e poesie nei primi anni Ottanta e a pubblicare su rivista all'inizio dei Novanta. Nel 1992 il testo teatrale Eclisse del corpo viene rappresentato a Torino e a Bologna presso il Teatro di Leo de Berardinis. Dal 1994 collabora come paroliere con musicisti di varia estrazione. Nel 1995 vince il Premio Montale per la poesia con una silloge inedita, letta nello stesso anno da Vittorio Gassman nel ciclo televisivo «Cammin leggendo» e pubblicata l'anno successivo dall'editore Scheiwiller. Nel 1996 viene invitato al Festival Internazionale di Poesia di Bar, in Montenegro, e un'antologia di sue poesie viene tradotta in serbocroato. Collabora con quotidiani e riviste di vario genere e, dal 1998 al 2003, tiene una rubrica fissa su «Duel», mensile di cinema e cultura dell'immagine. Nel 2007, insieme a Enrico Remmert, adatta per ii teatro il libro Elogio della sbronza consapevole. Lo spettacolo viene portato in tournée in Italia e in Francia da Assemblea Teatro. Nel 2009, sempre con Enrico Remmert, scrive 2984, testo teatrale ispirato a 1984 di George Orwell. Lo spettacolo debutta al Festival delle Scienze di Genova con la regia di Emanuele Conte e la produzione del Teatro della Tosse. Nel 2011 collabora alla stesura di Operetta in nero, testo teatrale scritto e musicato da Andrea Liberovici e scrive, con Michele Di Mauro, Alla fine di un nuovo giorno, spettacolo commissionato da Torino Spiritualità e portato in scena dallo stesso Di Mauro e dal compositore messicano Murcof. Nel 2012 scrive per Lella Costa Elsa Shocking, monologo basato sull'autobiografia di Elsa Schiaparelli Shocking Life, che va in scena il 20 ottobre al Teatro Carignano di Torino. Nel 2014 scrive per Angela Baraldi lo spettacolo The Wedding Singers, che debutta al Teatro della Tosse di Genova, con la regia di Emanuele Conte. Le sue poesie sono tradotte in Francia, Svizzera, Portogallo, Polonia, Romania e Montenegro.È autore di romanzi (Marmo rosso, Arcano 21), racconti (tra gli altri, Pulci e Un amore supremo), testi teatrali (Misfatti unici, Cinque sigilli) e poesie (tra le altre, le raccolte Biopsie e La balbuzie degli oracoli) e testi di canzoni (tra gli altri, per Subsonica, Delta V, Serena Abrami e Antonello Venditti). Con Miraggi ha pubblicato il volume di racconti Musica per Orsi e Teiere; il saggio Capitomboli; insieme ai Totò Zingaro, la trilogia musicale Imperdibili perdenti, composta dai dischi «Il fazzoletto di Robert Johnson», «Salgariprivato» e «Fiodor», di cui è autore di tutti i testi; l'excursus musicale-­narrativo Autoritratto in vinile; e ancora i romanzi Agenzia Pertica, Pontescuro, Il bambino intermittente e I dieci passi di Nick Drake. Nel 2024 ripubblica infine tutte le sue le sillogi poetiche con inediti nel volume Un solco senza seme.www.lucaragagnin.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Nicola Cinquetti "Miti greci"

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Play Episode Listen Later Mar 3, 2026 18:34


Nicola Cinquetti"Miti greci"Illustrazioni di Desideria GuicciardiniEdizioni Lapiswww.edizionilapis.itChi ha creato i miti? Forse nessuno. O forse tutti.Nati come racconti tramandati a voce, i miti greci attraversano il tempo portando con sé le grandi domande dell'umanità: il desiderio di potere, la paura, l'amore, la ribellione, il coraggio, la trasformazione. In queste storie antichissime, gli dèi hanno passioni e debolezze umane, gli eroi affrontano prove impossibili, e ogni viaggio diventa una conquista di sé.Nicola Cinquetti torna a raccontare il mondo del mito con una raccolta intensa e avvincente, che riporta all'origine del racconto e alle stesse radici da cui sono nati Iliade e Odissea. Zeus, Atena, Poseidone, Demetra, Apollo e Artemide convivono con figure indimenticabili come Prometeo, Pandora, Teseo, Icaro, Orfeo, Medusa ed Eracle, in un vero e proprio pantheon narrativo ricco e armonico.La scrittura, limpida e poetica, colta ma accessibile, parla ai lettori di oggi senza perdere il respiro epico delle origini. Le illustrazioni di Desideria Guicciardini, evocative e potenti, danno volto e corpo al mito, amplificando la forza simbolica ed emotiva di ogni racconto.Un libro per avvicinarsi ai miti greci come a storie vive, capaci ancora di accendere l'immaginazione, di essere lette da soli o raccontate insieme, e di accompagnare bambine e bambini – ma anche adulti – alla scoperta delle grandi narrazioni che sono all'origine della nostra cultura.Età di lettura dagli 8 anniNicola Cinquetti, veronese, laureato in Filosofia e Pedagogia, insegna Storia e Filosofia in un liceo. Autore di testi in prosa e in rima caratterizzati da uno stile poetico e ironico, nel 2020 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior scrittore. Tra i suoi titoli pubblicati con Lapis le due riscritture di Iliade e Odissea, illustrate da Desideria Guicciardini, e L'incredibile notte di Billy Bologna, vincitore dei premi Campiello Junior e Letteratura Ragazzi di Cento 2023.Desideria Guicciardini, dopo aver concluso gli studi al Liceo Classico si iscrive alla facoltà di Lettere moderne, ma la sua passione per l'illustrazione la porta presto a cambiare rotta e a seguire i corsi di litografia della Scuola del libro di Urbino e i corsi serali dell'Accademia di Brera. Negli anni Settanta inizia a illustrare libri per ragazzi con Emme e Mondadori, anche grazie al felice incontro con Rosellina Archinto, e da quel momento non si ferma più. Inoltre, lavora nel campo pubblicitario come illustratrice e visualizer. Nel 2014 vince il Premio Andersen come migliore illustratrice. Desideria Guicciardini pubblica con i maggiori editori italiani per bambini e ragazzi. Il suo tratto è limpido, fresco ed elegante.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

AI CONFINI - di Massimo Polidoro
Il Segno del Comando: la paura in TV

AI CONFINI - di Massimo Polidoro

Play Episode Listen Later Feb 26, 2026 24:25


Roma, notte. Una città che crediamo di conoscere, ma che negli anni Settanta si trasformò, per qualche settimana, in un luogo carico di presenze, ombre e misteri. Era Il segno del comando: uno sceneggiato che incollò allo schermo 15 milioni di italiani, mettendo in scena fantasmi, coincidenze impossibili e una data che sembrava condannare il protagonista… e chi lo guardava. Perché questa storia, lenta, barocca, piena di inganni e apparizioni, ha lasciato un segno così profondo nella nostra immaginazione collettiva? E cosa c'era, davvero, in quella Roma notturna che ha fatto tremare un'intera generazione?SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi:   /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro  Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!

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Orsina Simona Pierini "I colori delle case"

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Play Episode Listen Later Feb 26, 2026 32:17


Orsina Simona Pierini"I colori delle case"Milan Interiors 1923-1978Hoepli Editorewww.hoepli.itCosa rende unitario un progetto d'interno? Oltre alla coerenza dei materiali è l'uso del colore a dare carattere e identità allo spazio domestico. Ogni architetto, ogni periodo ha una sua palette, dove pavimento, pareti e soffitto si compongono con le cromie dominanti nei materiali scelti.Se il Novecento e il primo razionalismo combattono la loro battaglia tra tinte pastello e colori primari, il peso dei tempi e della guerra si tingono di verdi e di marrone. L'esplosione postbellica di ottimismo ci riporta blu, malva e rosa. Più luminoso Gio Ponti, più elegante Viganò, più contrastato Sottsass. Quando la casa si fa tela d'artista, è il colore il suo strumento. La percentuale e la densità di colore aumentano sempre più fino agli anni Settanta, quando la casa monocromatica si immerge nel blu scuro.Orsina Simona Pierini è Professore Ordinario in Composizione Architettonica e Urbana presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano. Cura mostre e pubblica articoli e saggi, sul progetto moderno e contemporaneo, riletto nella continuità dell'esperienza storica, attraverso i temi dell'abitare e della residenza urbana, dal progetto degli interni fino al ruolo della facciata. Ha pubblicato: Passaggio in Iberia. Percorsi del moderno nell'architettura spagnola contemporanea (Marinotti) e Sulla Facciata. Tra architettura e città (Maggioli) nel 2008; Alejandro de la Sota. Dalla materia all'astrazione sempre per Maggioli nel 2010. La ricerca più recente si applica alla residenza urbana contemporanea europea in Housing Primer (con B. Melotto, Maggioli, 2012) e in Housing Atlas. Europe 20th Century (con C. Espegel, D. van Gameren e M. Swenarton, Lund Humphries, 2024) e milanese in Case Milanesi 1923-1973. Cinquant'anni di architettura residenziale a Milano (con A. Isastia, Hoepli, 2017) e Nelle case. Milan Interiors 1928-1978 (con E. Morteo, Hoepli) pubblicato nel 2023.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Marco Pastonesi "Rugby Underground"

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Play Episode Listen Later Feb 12, 2026 23:29


Marco Pastonesi"Rugby Underground"Bottega Errante Edizioniwww.bottegaerranteedizioni.itMilano, zona vecchia Fiera campionaria, metà anni Settanta. L'inagibile scantinato di un elettrauto si trasforma in una cantina, o in un salotto, o in un circolo anche se rettangolare o forse in un'osteria, in un dopolavoro per disoccupati, in una biblioteca, in un presidio di resistenza umana. Insomma, in un rugby club. L'unico rugby club al mondo che disputa esclusivamente il terzo tempo. Un terzo tempo rituale o anarchico, organizzato o improvvisato, ripetuto migliaia di volte nella cantina di Gabriele Cabrio detto Lele, elettrauto ovale in tutti i sensi. Qui ognuno dice liberamente la sua, narrazioni e battute, avverbi e proverbi, storie e geografie, un'insalata russa, un fritto misto, una macedonia esotica. E qui per quarant'anni giungono giocatori da tutta Italia, perfino alcuni All Blacks, un giorno si presenta Eddy Merckx, una sera Diego Abatantuono. E tutti insieme a mangiare e bere, guardare la Coppa del mondo e il TriNations, ascoltare Miles Davis e Fabio Treves. E il rugby come religione e filosofia, come scusa e alibi, come missione e ambasciata, come eredità.Marco Pastonesi, nato a Genova nel 1954, ha abitato a Roma e Milano, ora a Nervi e Bracciano. Ha lavorato, fra l'altro, a “la Repubblica” e “La Gazzetta dello Sport”,  adesso collabora con “Il Foglio”, “Tuttobiciweb” e Rai Radio 3 per “Wikiradio”, più varie ed eventuali, occupandosi sempre di sport e soprattutto di ciclismo e rugby. Fra i suoi libri, Pantani era un dio, L'Uragano nero e Rocky Marciano Blues (66thand2nd), Spingi me sennò bestemmio, Se cadono tutti vinco io e Strade nere (Ediciclo), Mia con Ivan Zaytsev, Il mio calcio libero con Barbara Bonansea e La quinta tappa con Vincenzo Nibali (Rizzoli).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Nessun luogo è lontano
New start e il dilemma del nucleare

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later Feb 5, 2026


Scade oggi New START, l'ultimo trattato di controllo sulle armi nucleari fra Stati Uniti e Russia. Firmato nel 2010, la sua fine segna di fatto la conclusione della stagione del controllo delle armi nucleari iniziata negli anni Settanta. Ne parliamo con Ludovica Castelli, analista del programma "Multilateralismo e governance globale" dello IAI, e con Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po, autore di "Buio americano" (Il Mulino).

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Denis Curti "Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio"

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Play Episode Listen Later Feb 4, 2026 19:27


Denis Curti"Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio"Palazzo Reale, Milanofino al 17 maggio 2026A Palazzo Reale di Milano, la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio: un'ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, per offrire ai visitatori di Milano, anche durante il periodo olimpico e paralimpico, la grande opportunità di incontrare l'opera di uno tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, l'esposizione è inserita nell'ambito dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l'Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l'Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Curata da Denis Curti, è allestita nelle sale di Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026. Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creatività si fa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libertà e identità. “Tutto cambia quando l'amica regista Sandy Daley regala a Mapplethorpe una polaroid  - racconta Denis Curti curatore della mostra - e con questa tra le mani, tra il 1970 e il 1971, Robert inizia un percorso legato allo studio del suo autoritratto, concentrato sulla rappresentazione del sesso omoerotico e partendo da se stesso. Nello stesso momento incontra Tom of Finland (pseudonimo di Touko Laaksonen): il primo a dare vita all'estetica omosessuale. Tra di loro nasce una grande amicizia che cambia per sempre la visione di Mapplethorpe. Entrambi esplorano il tema del feticismo, della pelle e della bellezza classica applicata al corpo maschile. Mentre Tom lo faceva con l'esagerazione del disegno, Mapplethorpe lo faceva con la precisione quasi marmorea della fotografia, ma entrambi hanno contribuito a rendere "arte" ciò che prima era considerato solo un materiale sotterraneo”. A Milano protagonista è la sua ricerca estetica, i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica: il corpo, scolpito dall'uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. “Autodidatta, - continua Denis Curti - Sam Wagstaff (suo mentore e compagno) gli regala nel 1975 la prima Hasselblad, la macchina a medio formato che gli permette di ottenere quella precisione scultorea e quei bianchi e neri perfetti per cui è oggi universalmente conosciuto. L'obiettivo di questa mostra è proprio quello di ricollocare Robert Mapplethorpe nella dimensione della fotografia più alta, tra i più importanti fotografi del XX secolo, oltre la provocazione e oltre la censura”. La costruzione di un percorso espositivo così completo è stata possibile grazie alla generosa collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York, creata dallo stesso fotografo nel 1988 pochi mesi prima della sua morte, non solo a tutela del suo lavoro ma anche per finanziare la ricerca medica e i progetti legati alla lotta contro il virus e alla cura dell'HIV.La mostra si snoda infatti attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l'intera evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturità stilistica. I primi collage. Il percorso si apre con gli assemblaggi realizzati sul finire degli anni Sessanta. In queste opere, molto rare e poco esposte, in cui Mapplethorpe combina ritagli di riviste, disegni e feticci religiosi, indumenti e oggetti, si riflettono la ricerca sull'identità e il piacere dell'artificio, sperimentati dall'artista con l'obiettivo di creare una relazione con l'altro. Patti Smith e Lisa Lyon. Ampio spazio è dedicato in due sezioni alle muse fondamentali dell'artista. Se i ritratti di Patti Smith immortalano un legame simbiotico e vulnerabile che attraversa decenni, una vera e propria ode indelebile all'amata amica, quelli della campionessa mondiale di bodybuilding Lisa Lyon esplorano una bellezza androgina che trascende le convenzioni di genere, celebrando la potenza fisica attraverso parametri estetici neoclassici. Autoritratti e identità. La sezione degli autoritratti rivela un'introspezione dolorosa e fluida. Mapplethorpe usa la macchina fotografica come uno specchio dell'anima, documentando la propria esistenza dalle pose dandy degli anni Settanta fino alle immagini finali scavate dalla malattia.  Il ritratto. In mostra i volti di celebrità come Andy Warhol, Peter Gabriel, Yoko Ono, Isabella Rossellini. Per Mapplethorpe il ritratto in studio è un incontro tra due anime: un "altare visivo" dove la corporeità viene trasfigurata in leggenda grazie a una cura maniacale per l'equilibrio e la luce. Nudi e fiori. Nudi maschili e femminili celebrano la perfezione classica, sfidando al contempo gli schemi sociali tradizionali. Particolarmente iconiche sono le fotografie dei fiori (calle, orchidee, tulipani), ritratti come apparizioni passionali e "muscoli pulsanti", in bilico tra la sacralità della forma e allusioni delicatamente erotiche. In dialogo con l'Antico. La mostra chiude con una sezione che evidenzia il legame tra la fotografia contemporanea e la statuaria classica. Mapplethorpe usa la sua Hasselblad 500C per "sciogliere" le membra marmoree delle sculture antiche, infondendo loro una scintilla di vita e rendendo la pietra morbida come carne viva.https://marsilioarte.us14.list-manage.com/track/click?u=c47da75d8834873eb7150a10f&id=81ea925391&e=0696917494La retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme del desidero è il secondo atto di una più ampia trilogia, che ha avuto inizio a Venezia nelle Stanze della Fotografia e proseguirà poi a Roma, al Museo dell'Ara Pacis, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026. Ogni evento esplora un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire un differente aspetto della figura di Mapplethorpe.  “In Marsilio Arte - afferma Luca De Michelis, amministratore delegato di Marsilio Editori e Marsilio Arte - crediamo che la fotografia sia il linguaggio universale del contemporaneo. Il nostro impegno si concretizza in una visione che unisce la tradizione editoriale di Marsilio alla creazione di grandi progetti espositivi: dalla valorizzazione dei patrimoni di grandi fotografi alla gestione di spazi d'eccellenza come Le Stanze della Fotografia a Venezia. Attraverso una rete culturale che connette città come Venezia, Milano e Roma, vogliamo trasformare l'esperienza di una mostra in un dialogo vivo, dove la qualità del catalogo e il rigore del progetto espositivo si fondono per restituire al pubblico la forza straordinaria dell'immagine”. Accompagnano e approfondiscono la mostra il podcast - disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme - Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un catalogo pubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l'evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Antiniska Pozzi "Tanto domani muori"

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Play Episode Listen Later Feb 1, 2026 17:01


Antiniska Pozzi"Tanto domani muori"Harper Collinswww.harpercollins.it“Casa auto lavoro / tanto domani muori”. È scritto su un muro poco lontano dalla ferrovia, nella periferia nord di Milano, vicino a casa di Anna, che ha sei anni e un rumore che le abita la testa, un cubo che rotola nel buio mentre nella stanza accanto il padre russa e la madre veglia i propri fantasmi. Al terzo piano dell'edificio in klinker marrone dove abitano, Anna osserva i suoi genitori consumarsi. È figlia di un operaio, Nino, che sognava di fare il calciatore e ora cerca la felicità nelle cose semplici, e di Adriana, che è nata in Toscana, vicino al mare, non lavora ed è segnata da una malinconia che non trova nome né sollievo, dalla costante paura della disgrazia. Una disgrazia annunciata durante l'infanzia dalla Canuta, una sorta di spettro che popola incubi e racconti familiari.Accanto a loro Anna cresce, la bambina introversa e accondiscendente si trasforma in un'adolescente piena di domande, in cerca di una voce che non sia solo eco del mondo da cui proviene, mentre gli anni Settanta trasformano il Paese. Finché le crepe del mondo si spalancano anche nella sua vita, e la tragedia, che sua madre da sempre attendeva, diventa realtà.Antiniska Pozzi ha la voce di chi è abituata a scrivere poesia, e si vede. Tanto domani muori è un libro prezioso, per la lingua, lirica e capace di colpire al cuore chi legge, per la ricostruzione di un mondo familiare e il passaggio di un'epoca, per la capacità di trasformare il dolore in arte e un romanzo di formazione in un racconto universale, in una riflessione al tempo stesso intima e politica sull'appartenenza, il lutto, il riscatto, simbolo di un'intera generazione sospesa tra sacrificio e desiderio di futuro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Ali di piombo. L'Italia e il terrorismo

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Play Episode Listen Later Jan 30, 2026 24:59


Il ‘77 è uno degli anni più tragici della storia del nostro Paese. Lo Stato sembra vacillare di fronte alla drammatica ascesa di diverse bande armate, tra queste le Brigate Rosse. Si susseguono scontri di piazza, agguati e violenza politica. Nel mentre, nelle piazze, l'eroina miete molte vittime. Non fu solo piombo e sangue, negli anni Settanta nacquero le radio libere, la tv diventò a colori, furono promulgate numerose riforme: il divorzio, l'aborto, il servizio sanitario, il diritto di famiglia, lo statuto dei lavoratori. Concetto Vecchio, giornalista de La Repubblica, da anni protagonista del racconto della politica italiana, ha scritto “Ali di piombo. 1977: cronaca di un anno tragico appassionato”, Utet, 2025. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina. https://storiainpodcast.focus.it - Canale Guerre e conflitti ------------ Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify https://open.spotify.com/show/293C5TZniMOgqHdBLSTaRc ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427. Siamo in tutte le edicole... ma anche qui: - Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/ - Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare) - YouTube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo - Twitter: https://twitter.com/focusstoria - Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

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Christoph Radl "Mise en scène" Ettore Sottsass

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Play Episode Listen Later Jan 15, 2026 22:13


Christoph Radl"Mise en scène"Ettore SottsassDario Cimorelli Editorewww.dariocimorellieditore.itMostraEttore SottsassMise en scèneFino al 15 febbraio 2026Triennale, MilanoApriamo un nuovo capitolo della ricerca sulla figura di Ettore Sottsass, insieme a Studio Sottsass. La mostra riunisce circa 1.200 fotografie in bianco e nero e a colori scattate tra il 1976 e il 2007, periodo che intercorre tra l'anno dell'incontro tra Barbara Radice ed Ettore Sottsass e l'anno della scomparsa di quest'ultimo.
Si tratta di un variegato paesaggio della loro vita privata e pubblica a casa e in giro per il mondo, per lavoro e per visite, con poche distinzioni. La vita tra i due ha sempre fatto poche differenze tra il pubblico e il privato.
Il titolo della mostra si riferisce all'idea di Sottsass che la vita, un poco come per la Commedia dell'Arte, assomigli appunto, alla “messa in scena”, abbastanza improvvisata di un vago canovaccio.A cura di Christoph Radl, Stefano Boeri, Micaela Sessa, Barbara Radice.Il volume apre un nuovo capitolo nella ricerca dedicata a Ettore Sottsass (1917–2007), presentando oltre mille fotografie in bianco e nero e a colori realizzate tra il 1976 e il 2007, scattate quasi sempre con la sua inseparabile Leica con obiettivo 21 mm, anni che segnano l'incontro con Barbara Radice e l'avvio di una vita condivisa, senza confini tra pubblico e privato. Le immagini raccontano un'esistenza nomade e intensa, da Milano all'India, dalla Tunisia all'Arizona, dall'Egitto alla Siria e al Qatar, passando per Gerusalemme, l'Iran, l'Algeria, il Messico, l'America, la Polinesia francese e la Nuova Guinea, fino alla Sicilia e a Filicudi, in un continuo attraversamento di paesaggi, interni, corpi e gesti quotidiani che trasformano la vita in una vera mise en scène.Il racconto visivo si intreccia con una costellazione di incontri e relazioni: i fotografi da Helmut Newton a Robert Mapplethorpe, insieme a Alfa Castaldi, Giovanni Gastel e Oliviero Toscani, i designer e gli architetti da Andrea Branzi a Michele De Lucchi, da Vittorio Gregotti a Carlo Scarpa, da Shiro Kuramata a Alessandro Mendini e Achille Castiglioni, fino ai collezionisti e protagonisti del sistema dell'arte e della musica come Jean Pigozzi, Max Palevsky, Carla Sozzani, Anish Kapoor e Mick Jagger. Le immagini mostrano una passione tradotta in rituale quotidiano, anticipando l'esposizione mediatica dei social della nostra epoca e restituendo un mondo osservato senza filtri.Christoph Radl è un designer e artista multidisciplinare internazionale la cui carriera abbraccia il graphic design, la direzione editoriale e le arti visive contemporanee. È nato in Svizzera negli anni '50 (San Gallo, spesso dicono nel 1954) ed è cresciuto in Austria. Arrivato a Milano negli anni Settanta per frequentare la Scuola Politecnica di Design, inizia a lavorare con l'architetto e designer Ettore Sottsass e il Gruppo Memphis. Nel 1984 fonda l'agenzia di comunicazione creativa con Sottsass Associati e nel 1993 apre il suo studio R.A.D.L.&, specializzato in progetti editoriali di comunicazione e graphic design per moda, design, editoria e arti visive. Ha collaborato con Armani, Ferragamo, Pucci, Trussardi, Alessi, Cassina, Sony, il museo Guggenheim di Bilbao in Spagna, il Museum of Contemporary Art a Chicago, tra i molti. Ha collaborato come Art Director di una rivista di culto come TERRAZZO e di INTERNI per diversi anni ed è attualmente Art Director e co-fondatore di CABANA Magazine.  Radl ha esposto in diverse mostre collettive e personali. Tra i progetti più recenti: “FAT BOY” alla Galleria Antonia Jannone di Milano (2025), una serie di acquerelli su un bizzarro personaggio ispirato alla civiltà precolombiana dei Mimbres, che viaggia attraverso la storia dell'arte dall'arte antica fino ai maestri contemporanei, da Baselitz a Mantegna, da Kounellis a Picasso.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Stefania Conte "Carlo Sgorlon. L'architetto sognatore"

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Play Episode Listen Later Jan 14, 2026 21:21


Stefania Conte"L'architetto sognatore"Carlo SgorlonMorganti Editoriwww.morgantieditori.itL'architetto sognatore è un romanzo inedito di Carlo Sgorlon.Scritto agli inizi degli anni Settanta, dopo il romanzo La notte del ragno mannaro, appartiene a quella sua letteratura da lui definita “i miei libri di nevrosi”; quelli nei quali inchiostra l'angoscia esistenziale e la ricerca di un posto nel mondo.Tra questi ricordiamo anche La poltrona e Il vento nel vigneto.Giovanni Ronca è un abile architetto, sposato con la pragmatica Teresa. Ambientato in una ‘geografia letteraria' verosimile ma non rintracciabile sulla carta geografica, Giovanni arriva in montagna per le vacanze estive, con la consorte e i due figlioletti. Affitta alcune stanze e una panoramica veranda, in cui si ritira a dipingere e a scrivere. È un abile progettista, ma anche uomo non convenzionale, a cui l'etica professionale fa scegliere cosa costruire, a scapito di lauti guadagni. I suoi comportamenti, da sempre, sono oggetto di scherno e ilarità, ma lui, che predilige i sogni, le speranze e l'ironia alla concretezza, non cerca più di giustificarsi: è un uomo felice.Il libro, superba commistione fra il romanzo di formazione e l'autobiografia, racconta in che modo un uomo raggiunge la consapevolezza. Ronca, architetto-uomo sognatore, è l'emblema di quei ‘tipi umani' che non vogliono vivere nel grigiore delle consuetudini e farsi addomesticare dalle ideologie, solo per soddisfare le altrui patetiche aspettative.Sgorlon fa di Ronca ciò che Gilbert Keith Chesterton fece del signor Smith in Uomovivo: l'uomo che si meraviglia, ironizza, sogna, attende e, attraverso l'amore, mostra che tutta la concretezza della vita è provvisoria ed effimera."Sgorloniana"La ricoperta di un grande ScrittoreLa collana è interamente dedicata a Carlo Sgorlon, il grande scrittore friulano i cui libri sono stati dimenticati da oltre dieci anni. Morganti editori ne ha recentemente acquisito i diritti e ne intende riscoprire il valore. La pubblicazione di numerose opere inedite (romanzi, saggi e antologie di racconti) e di altri romanzi significativi riportati alle stampe, mostra la complessità e la modernità della sua scrittura e ne mostra le varie sfaccettature stilistiche.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Carla Subrizi "Storia dell'arte e femminismo. Una questione aperta"

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Play Episode Listen Later Jan 14, 2026 33:11


Carla Subrizi"Storia dell'arte e femminismo"Una questione apertaElecta Editorewww.electa.itIn questo volume sono pubblicati gli atti del convegno internazionale Storia dell'arte e femminismo: conferme, trasformazioni e prospettive di ricerca, svoltosi il 19 e 20 febbraio 2024 presso l'Università La Sapienza di Roma.La pubblicazione, che si inserisce tra le iniziative editoriali della Fondazione Fondamenta e, nello specifico, del progetto “Esistere come donna”, restituisce lo stato attuale delle ricerche che connettono la storia dell'arte al femminismo, a partire da una prospettiva critica e teorica che, fin dagli anni Settanta, ha attraversato metodologie e approcci di studio. La premessa è che il femminismo non sia stato soltanto un movimento politico ma anche culturale, ossia una prospettiva critica e teorica che è stata capace di definire un campo di ricerca e che ha contribuito alla rilettura e alla riscrittura della storia dell'arte, come storia della cultura nel suo complesso, dall'antichità ad oggi, attraversando la storia delle immagini e della rappresentazione.Il volume vede la collaborazione di studiosi italiani e internazionali, fra i più autorevoli nell'ambito dell'arte contemporanea e degli studi di genere.Carla Subrizi (Roma 1958) è professoressa associata di Storia dell'arte contemporanea presso la Sapienza Università di Roma. È Presidente della Fondazione Baruchello. Tra le sue pubblicazioni, oltre a numerosi saggi, Gianfranco Baruchello. Archive of Moving Images (Mousse Publishing, 2017), Azioni che cambiamo il mondo. Donne, arte e politiche dello sguardo (Postmediabooks, 2012), Introduzione a Duchamp (Laterza, 2008), Cesare Viel. Azioni 1996-2007 (Silvana Editoriale, 2008), Verifica incerta. L'arte oltre i confini del cinema (DeriveApprodi, 2004) e Il corpo disperso dell'arte (Lithos, 2000). Ha curato workshop, convegni e mostre in Italia e all'estero. Tra le mostre recenti: Verifica Incerta - Documents & Souvenirs, (8 rue Saint-Bon, Parigi), Duchamp Re-Made in Italy (Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma), Baruchello. Certe idee (Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma), Camuflajes (La Casa Encedidia, Madrid).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/