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il posto delle parole
Maria Nadotti "Un uomo fortunato" John Berger, Jean Mohr

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Jan 3, 2023 21:30


Maria Nadotti"Un uomo fortunato"Storia di un medico di campagnaJohn Berger, Jean MohrPrefazione di Vittorio LingiardiIl Saggiatorehttps://ilsaggiatore.comUn uomo fortunato è una riflessione in parole e immagini sui rapporti tra l'individuo e la comunità che lo circonda. È un ritratto, allo stesso tempo poetico e sociologico, della dimensione più umana del lavoro del medico e di cosa significhi appartenere a una collettività e mettersi al suo servizio.Nel 1966 John Berger e il fotografo Jean Mohr seguono per tre mesi l'attività del medico di campagna John Sassall, documentandone la vita, le abitudini e gli incontri. Sassall vive nella foresta di Dean, in Inghilterra, tra i suoi pazienti, e ogni giorno si muove all'interno del territorio rurale per curare i malati, gli anziani e le persone sole. Ciò che affascina Berger e Mohr è che Sassall non si limita a prescrivere medicine, ma per la gente del luogo è anche un confidente, un depositario di ricordi. È preciso, attento e premuroso. Prima di fare un'iniezione pronuncia frasi rassicuranti. In inverno, quindici minuti prima di visitare un paziente, accende la termocoperta così da non fargli sentire freddo. È presente a tutte le nascite e a tutte le morti. In ogni situazione riconosce l'istante in cui può fare la differenza, ma conosce anche i propri limiti, come persona e come medico.Arricchita da una prefazione di Vittorio Lingiardi e da una introduzione di Iona Heath, quest'opera, finora inedita in Italia, ci rivela con grande delicatezza come ogni territorio, se guardato o osservato a distanza, sia ingannevole. Esso è infatti, innanzitutto, la rete disegnata dai gesti e dai pensieri dei suoi abitanti, dalle loro lotte, conquiste e sventure.La vita e le giornate di un medico di campagna inglese raccontate dalle parole e dalle immagini di John Berger e Jean Mohr: una riflessione commovente sui rapporti tra individuo e comunità.«È uno dei miei libri preferiti al mondo, una continua ispirazione su come i libri dovrebbero essere scritti (e la fotografia utilizzata).» Alain de BottonEdizione italiana a cura di Maria NadottiPrefazione di Vittorio LingiardiJohn Berger (Londra, 1926 - Parigi, 2017) è stato giornalista, pittore, critico d'arte e scrittore. Con il romanzo G. (Neri Pozza, 2012) ha vinto nel 1972 il Booker Prize. Il Saggiatore ha pubblicato Questione di sguardi (2015), Perché guardiamo gli animali? (2016), Smoke (2016), Sul guardare (2017), Sul disegnare (2017), Ritratti (2018), Paesaggi (2019), E i nostri volti amore mio, leggeri come foto (2020), Fotocopie (2021).Jean MohrJean Mohr (Ginevra, 1925 - Collonge-Bellerive, 2018), fotografo e documentarista, ha collaborato con alcune delle principali organizzazioni umanitarie al mondo, tra cui la Croce Rossa Internazionale e l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Ha pubblicato più di venti libri fotografici tra i quali ricordiamo Côte à côte ou face à face. Israéliens et Palestiniens: 50 ans de photographies (2003), After the Last Sky: Palestinian Lives (con Edward Said, 1986) e Il settimo uomo (con John Berger, Contrasto, 2018).Maria Nadotti (Torino, 1949) è giornalista, saggista, consulente editoriale e traduttrice. Vissuta a New York dal 1980 al 1992 ha successivamente passato lunghi periodi in Palestina. Oggi vive tra Milano e Berlino, scrive di teatro, cinema, arte e cultura per testate italiane e estere tra cui Il Secolo XIX, Il Sole 24 Ore, Lo Straniero, L'Indice, Artforum, Ms. Magazine e collabora con il settimanale Internazionale. È autrice, ideatrice e curatrice di diversi libri, tra cui La speranza, nel frattempo. Una conversazione tra Arundhati Roy, John Berger e Maria Nadotti (Casagrande) e Riga 32 – John Berger (Marcos y Marcos) e di due mediometraggi documentari.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it

Radio Bullets
Ilide Carmignani racconta "Pancia d'asino"

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 30, 2022 6:27


Una storia che riporta alla dimensione selvaggia dell'adolescenza, ambientata a Tenerife e scritta da Andrea Abreu, giornalista e scrittrice, e tradotta in Italia da Ilide Carmignani per Ponte alle Grazie. Valentina Barile parla del romanzo “Pancia d'asino” (Panza de burro, titolo originale) su Radio Bullets con Ilide Carmignani.

il posto delle parole
Claudia Durastanti "Notte al neon" Joyce Carol Oates

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Dec 23, 2022 20:20


Claudia Durastanti"Notte al neon"Joyce Carol OatesCarbonio Editorehttps://carbonioeditore.it"Notte al neon", traduzione a cura di Claudia Durastanti.Una città fantasma, dove le automobili sfilano lente nel traffico come zombie; foglie d'autunno sparse sulla strada, un neon blu al tramonto, che avvolge di una luce soffusa una periferia desolata, i sensi allertati, l'ombra della morte che non sbiadisce mai, mani che si sfiorano, sorrisi nervosi, codardi.In questa America terra di spettri evanescenti, dove non ci si conosce ma ci si riconosce, una donna cerca disperatamente la strada di casa, un predatore è a caccia della sua vittima, uno scrittore vaga in cerca di un soggetto, un'assassina ripercorre il suo passato, Marilyn Monroe rivive in un inquietante giocattolo di lusso…Nella vibrante traduzione di Claudia Durastanti, una delle voci più potenti della letteratura italiana contemporanea, nove racconti di suspense elettrizzanti e stranianti: storie di psiche spinte al limite che mostrano la magistrale capacità narrativa di una scrittrice divenuta ormai un'icona letteraria.Un'esplorazione brutalmente onesta dell'identità americana che, dai sobborghi sperduti alle grandi metropoli, coinvolge vittime, criminali e assassini, gente incasellata in una vita banale e anime smarrite, ma soprattutto donne, con le loro angosce più profonde, la loro rabbia, il loro impeto di ribellione.Joyce Carol Oates (Lockport, NY, 1938), tra le massime scrittrici e intellettuali viventi, ha esplorato, nella sua lunga carriera, i generi letterari più disparati, sia in prosa che in versi.Ha vinto numerosi premi, come il National Book Award (1970), il PEN/Malamud Prize (1996) e il Premio Fernanda Pivano (2010), ed è stata più volte finalista al Premio Pulitzer.Della sua vasta produzione ricordiamo Una brava ragazza (Bompiani, 2010), la quadrilogia Epopea americana (Il Saggiatore, 2017), La notte, il sonno, la morte e le stelle (La Nave di Teseo, 2021) e Blonde (La Nave di Teseo, 2021).Per oltre trent'anni docente alla Princeton University, dal 1978 è membro dell'American Academy of Arts and Letters.Claudia Durastanti scrittrice e traduttrice. Il suo romanzo d'esordio Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (Marsilio, 2010) ha vinto il Premio Mondello Giovani. Ha pubblicato inoltre A Chloe, per le ragioni sbagliate (Marsilio, 2013), Cleopatra va in prigione (Minimum Fax, 2016) e La straniera (La nave di Teseo, 2019). È stata Italian Fellow in Literature all'American Academy a Roma. È tra i fondatori dell'Italian Festival of Literature in London. IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it

il posto delle parole
Fulvio Ferrari "Breve è la vita di tutto quel che arde" Stig Dagerman

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Dec 21, 2022 26:26


Fulvio Ferrari"Breve è la vita di tutto quel che arde"Stig DagermanIperborea https://iperborea.comPer la prima volta tradotta in italiano, un'antologia che dà conto di circa dieci anni di attività poetica di Stig Dagerman. «Un giorno all'anno si dovrebbe immaginare / la morte chiusa in una scatoletta bianca. / A nessuna illusione si dovrebbe rinunciare, / nessuno morrebbe per quattro dollari in banca. // (…) Nessuno vien bruciato all'improvviso / e nessuno per strada ha da crepare. / Certo, è menzogna, son del vostro avviso. / Dico soltanto: Possiamo immaginare.» Stig Dagerman espresse anche in versi la vicinanza agli ultimi e l'umanesimo dolente che in una continua tensione tra speranza e disincanto attraversano la sua multiforme opera in prosa. Negli anni 1944-47 e 1950-54, fino al giorno prima di morire, scrisse per il giornale anarchico Arbetaren oltre 1300 dagsedlar, poesie satiriche a commento della cronaca politica e sociale che con il loro tono diretto contribuirono a fare di Dagerman un riferimento identitario per i giovani libertari della sua generazione. Il metro è per lo più tradizionale, quasi da filastrocca, ma la giocosità della rima e del ritmo potenzia per contrasto la durezza dei contenuti: gli accordi della «democratica» Svezia con la Spagna di Franco, i senzatetto di Stoccolma lasciati al freddo, i bambini armati per combattere le guerre dei grandi. Ai brevi componimenti di denuncia, questo volume affianca una scelta di versi in cui la forma irregolare insieme alla riflessione sulla condizione umana, pur sempre intrecciata all'impegno politico, avvicina l'autore alle avanguardie internazionali e ben accoglie simboli e metafore della sua narrativa. Una lettura toccante che aggiunge un tassello significativo al ritratto di uno sperimentatore instancabile al quale ancora oggi s'ispirano scrittori, giornalisti e musicisti di tutta Europa.Fulvio Ferrari (Milano, 1955), professore ordinario di Filologia germanica all'Università di Trento, è traduttore dal tedesco, dalle lingue scandinave (svedese, norvegese, danese e islandese) e dal nederlandese dagli anni Ottanta. Laureato in Lettere moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Torino, ha frequentato corsi di Lingua nederlandese e Lingue e Letterature scandinave all'Università degli Studi di Milano. Collabora con diverse case editrici, per le quali ha tradotto classici e premi Nobel, come pure voci di punta della narrativa contemporanea, tra cui – oltre a Stig Dagerman – Pär Lagerkvist, Cees Nooteboom, Knut Hamsun, Hans Christian Branner, Torgny Lindgren, Göran Tunström, Fredrik Sjöberg, Gerard Reve e le antiche saghe islandesi. Nel giugno 2016 gli è stato assegnato il Premio Gregor von Rezzori per la migliore opera di traduzione italiana.Stig DagermanAnarchico lucido e appassionato incapace di accontentarsi di verità ricevute, militante sempre in difesa degli umiliati, degli offesi e dell'inviolabilità dell'individuo, Dagerman appartiene alla famiglia dei Kafka e dei Camus e resta nella letteratura svedese una figura culto che non si smette mai di rileggere e riscoprire. Segnato da una drammatica infanzia, intraprende molto giovane una folgorante carriera letteraria bruscamente interrotta dalla tragica morte, lasciando quattro romanzi, quattro drammi, poesie, racconti e articoli che continuano a essere tradotti e ristampati. Iperborea ha pubblicato Il nostro bisogno di consolazione, Il viaggiatore, Bambino bruciato, I giochi della notte, Perché i bambini devono ubbidire?, La politica dell'impossibile, Autunno tedesco e Il serpente.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it

Moon Safari
S9P8 - Techno Made in Berlin e le poesie di Hermann Hesse

Moon Safari

Play Episode Listen Later Dec 20, 2022 12:23


Moon Safari, esplorazioni musicali e poetiche al chiaro di lunaDi e con Claudio PetronellaIn onda su RBE Radio TV e su Radio CapodistriaStagione 9 - Puntata 8La selezione musicale "made in Berlin" di Moon Safari incontra le poesie di Hermann Hesse.www.rbe.it/trasmissioni/moon-safari- PLAYLIST MUSICALELink Spotify > https://open.spotify.com/playlist/5lLfxVYnmeNL2yni6pjQ4t?si=iQnPKnu-SJWUBCz_vTbgjAPaul Kalkbrenner - AzureJan Blomqvist, The Bianca Story - Dancing People Are Never WrongModerat - Rusty NailsJon Hopkins, Moderat - Abadon Window - Moderat remixApparat - HeroistJan Blomqvist - Black Hole NightsTale Of Us - North StarPaul Kalkbrenner - Altes KamuffelDardust - Un nuovo inizio a Neukolln- PLAYLIST POETICAHermann Hesse - Canzone d'amorePer dire cos'hai fatto di me, non ho parole.Cerco solo la notte, fuggo davanti al sole.La notte mi par d'oro più di ogni sole al mondo,sogno allora una bella donna dal capo biondo.Sogno le dolci cose, che il tuo sguardo annunciava,remoto paradiso di canti risuonava.Guarda a lungo la notte e una nube veloceper dire cos'hai fatto di me, non ho la voce.Hermann Hesse - Senza di teIl mio cuscino mi guarda di nottecon durezza come una pietra tombale;non avevo mai immaginato che tanto amaro fosseessere soloe non essere adagiato nei tuoi capelli.Giaccio da solo nella casa silenziosa,la lampada è spenta,e stendo pian piano le mie maniper afferrare le tue,e lentamente spingo la mia fervente boccaverso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi —e all'improvviso son sveglio,ed intorno a me la fredda notte tace,luccica nella finestra una limpida stella —o tu, dove sono i tuoi capelli biondi,dov'è la tua dolce bocca?Ora bevo in ogni piacere la sofferenzae veleno in ogni vino;mai avrei immaginato che fosse tanto amaroessere soloessere solo e senza di te!Hermann Hesse da "Poesie d'amore" (Mondadori, Milano, 2011)Traduzione di A. RuchatHermann Hesse - EleonoraLe sere d'autunno mi ricordano te.Giacciono oscuri i boschi, il giorno muorea piè dei colli in rosse gloriole.In un villaggio vicino piange un bimbo.A passi lenti se ne va pel boscoa radunar le ultime foglie il vento.Poi sale, da tempo abituata al cupo sguardo,solitaria la falce della lunaalta nel cielo con la mezza luceemergendo da terre sconosciute.Percorre indifferente il suo sentierocingendo bosco, stagno, canne e viottolodi smorti, malinconici bagliori.Anche d'inverno quando le notti sono oscuree vorticano ai vetri come in giuocovento e fiocchi di neve ho spesso l'impressione di vederti.Risuona il piano, con sorriso insinuantemi parla al cuore il tuo profondo, cupocontralto, tu la più cruda delle donne care.Talvolta la mia mano va alla lampadae sulla vastità della parete si posa dolcemente la sua luce.Cupa dalla vecchia cornice occhieggia la tua immaginee mi ravvisa e sorride stranamente.Ma io le mani ti bacio ed i capellie ripeto il tuo nome sussurrando.Hermann Hesse da “Hermann Hesse, Poesie” (Guanda, Parma, 1978)

☎ Storie per notti insonni ☎
GIUMAN • P. Merirmé ☎ Storie per Notti Insonni ☎

☎ Storie per notti insonni ☎

Play Episode Listen Later Dec 10, 2022 31:11


► https://lamusifavolista.com/► https://www.mettiamocilavoce.it/► lamusifavolista@gmail.com

il posto delle parole
Ilide Carmignani "Notturno cileno"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Dec 9, 2022 21:43


Ilide Carmignani"Notturno cileno" di Roberto BolañoAdelphihttps://www.adelphi.it/Traduzione di Ilide Carmignani.«Ora muoio, ma ho ancora molte cose da dire. Ero in pace con me stesso. Muto e in pace. Ma all'improvviso le cose sono emerse». L'uomo che in una notte di agonia e delirio decide di ripercorrere la propria esistenza è stato un sacerdote, un membro dell'Opus Dei, e anche un poeta e un autorevole critico letterario. Ma soprattutto ha sempre badato a tenersi al riparo da ogni rischio, e per riuscirci si è piegato a molti compromessi, ha chiuso gli occhi dinanzi a molte nefandezze, si è macchiato di molte viltà. Ha accettato e svolto coscienziosamente incarichi bizzarri, come dare lezioni di marxismo a Pinochet e ai membri della sua giunta, e ha preso parte a squisite serate letterarie in una sontuosa villa, alla periferia di Santiago, nei cui sotterranei venivano torturati gli oppositori politici al regime. E adesso che le cose e i volti del suo passato gli turbinano davanti come sospinti da un soffio infernale, «si scatena la tempesta di merda».Roberto BolañoScrittore cileno (Santiago del Cile 1953 - Barcellona 2003). Messicano di adozione, ha dato vita al movimento poetico d'avanguardia infrarealista (insieme con M. S. Papasquiaro), in opposizione all'establishment letterario messicano. In seguito si è trasferito in Spagna, pubblicando diversi romanzi e raccolte di racconti tra cui Estrella distante (1996; trad. it. 1999), Llamadas telefónicas (1997; trad. it. 2000), Los detectives salvajes (1998; trad. it. 2003), Nocturno de Chile (2000; trad. it. 2003), Amuleto (1999; trad. it. 2001), Una novelita lumpen (2002; trad. it. Un romanzetto lumpen, 2013). Gli eroi picareschi tipici della sua produzione traggono spunto dalle esperienze giovanili e in particolare dalla militanza in movimenti d'avanguardia non solo letteraria, ma anche politica (nel 1973, di ritorno in Cile, è stato incarcerato perché in opposizione con il regime di A. Pinochet). La recente riscoperta dell'opera di B. ha portato alla pubblicazione postuma di diverse opere, anche in Italia: si ricordano El tercer Reich (1989; trad. it. 2010); 2666 (2004; trad. it. 2007), la raccolta di versi La universidad desconocida (2007; trad. it. 2020) e Los sinsabores del verdadero policía (2011; trad. it. 2012). Nel 2016 è stato pubblicato il romanzo inedito El espíritu de la ciencia-ficción (trad. it. 2018), scritto da B. agli inizi degli anni Ottanta, mentre è del 2018 Sepulcros de vaqueros (trad. it. 2020).IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Sara Durantini "Annie Ernaux. Ritratto di una vita"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Nov 23, 2022 25:20


Sara Durantini"Annie Ernaux. Ritratto di una vita"dei Merangoli Edizionihttps://deimerangoli.it/Il "Ritratto" di Annie Ernaux, pubblicato in concomitanza con il Premio ricevuto e con la rimessa in discussione in molte paesi del mondo dei diritti femminili, è un racconto biografico scritto "con lei e non su di lei", racconta Sara Durantini. Le tempistiche e le affinità tra gli eventi rendono questo ritratto unico nel suo genere, uno scrigno prezioso che contiene una lunga intervista inedita, a cuore aperto, di Annie Ernaux, in cui svela alcuni dettagli mai raccontati del suo rapporto con i genitori, soprattutto con la madre.Un inedito ritratto della vita di Annie Ernaux, scrittrice francese, insignita nel 2022 del Premio Nobel per la Letteratura. Sara Durantini attraverso un lavoro certosino offre al lettore un quadro biografico che culmina nell'incontro a Cergy, in Francia, per una emozionante intervista che fa parte di questo libro.Il testo, come un reportage, fissa per immagini gli avvenimenti pubblici e privati di Annie Ernaux, che ha rotto gli argini del falso perbenismo consacrandosi alla scrittura. Sara Durantini consegna un libro dove narrativa, saggistica e giornalismo si alternano e si completano restituendo istantanee del passato e del presente che si ricompongono in questo Ritratto di una vita: dall'infanzia a Lillebonne in Normandia all'adolescenza, dagli studi alla coscienza di sé, dall'aborto al matrimonio, dalla nascita dei figli al divorzio, dal tumore al nuovo amore. Quella che emerge è una donna commovente, lucida e coraggiosa che si afferma nel panorama mondiale della letteratura.“Annie Ernaux, insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 2022. Con lei hanno vinto tutte le donne.” (Sara Durantini)Immagine di copertina: Floriana Porta, Ritratto di Annie Ernaux, acquarello su carta, 2022.Traduzione dell'intervista ad Annie Ernaux a cura di Luigi Romildo.Sara Durantini, nata a San Martino dall'Argine (MN) nel 1984, è laureata in Lettere moderne e da giovanissima inizia a dedicarsi alla scrittura. Infatti vince l'edizione 2005-2006 per la sezione inediti del Premio Tondelli con il racconto L'odore del fieno e nel 2007 pubblica Nel nome del padre (Fernandel Editore). Partecipa alle antologie collettive di varie case editrici. Nel 2021 pubblica L'evento della scrittura. Sull'autobiografia femminile in Colette, Marguerite Duras, Annie Ernaux (13lab editore). Da oltre dieci anni scrive articoli per riviste letterarie online e cartacee.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Barbara Delfino "Montagna di sabbia" Joanna Bator

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Play Episode Listen Later Nov 22, 2022 20:51


Barbara Delfino"Montagna di sabbia"Joanna BatorVoland Edizionihttps://www.voland.it/Polonia, primi anni '70. Jadzia e Stefan Chmura, freschi sposi e genitori della piccola Dominika, varcano la soglia del loro nuovo appartamento a Piaskowa Góra, nella periferia di Wałbrzych. Il modernissimo quartiere edificato dal governo socialista per le famiglie dei minatori promette comodità e benessere, ma presto la montagna di sabbia sulla quale è costruito rivela tutta la propria ingannevole fragilità. Joanna Bator, con uno stile denso di immagini vivide e sorprendenti, racconta la storia di una famiglia e delle tre generazioni di donne che la compongono, dando vita a un intreccio di personaggi memorabili, condannati a un'esistenza sbiadita e a una solitudine profonda, mentre il mondo che li circonda si trasforma inesorabile, abbandona il socialismo e si converte al consumismo. Solo lo spirito ribelle di Dominika sembra capace di spezzare la catena dell'infelicità.Johanna BatorScrittrice, giornalista e viaggiatrice, è nata nel 1968 a Wałbrzych, in Bassa Slesia. Specializzata in antropologia culturale, nel 2013 ha ottenuto il prestigioso Premio Nike per il romanzo Ciemno, prawie noc (Buio, quasi notte), da cui nel 2019 è stato tratto un film. Montagna di sabbia – titolo originale Piaskowa Góra (2009) – l'ha consacrata come una delle voci più interessanti del panorama letterario europeo.Barbara Delfino si è laureata in Lingue moderne all'Università di Torino. Terminati gli studi, si occupa, fin da subito di traduzione editoriale continuando a frequentare corsi e seminari in giro per l'Italia e l'Europa. Traduce prosa polacca contemporanea, tra cui le opere di Olga Tokarczuk, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura 2018.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Percorsi PerVersi
Sesamo e sale 2 - Traduzione e tradizione

Percorsi PerVersi

Play Episode Listen Later Nov 18, 2022 35:22


a cura di Paolo Massari con il collettivo Poetry is my Passion per il libro Sesamo e Sale (Effigie Edizioni) in collaborazione con Radio Popolare, la trasmissione Percorsi PerVersi e Istituto Cervantes. Musiche scelte da Monica Paes.

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Marta Rizzo "Prima che mi sfugga" Anne Pauly

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Nov 12, 2022 17:55


Marta Rizzo"Prima che mi sfugga"Anne PaulyL'Orma Editorehttps://www.lormaeditore.it/«Anne Pauly ha scritto il romanzo sui nostri padri, re spodestati ed eterni sconosciuti.»LireDopo la morte del padre, Anne si ritrova alle prese con una casa da dismettere e sentimenti contraddittori da sbrogliare. E soprattutto ha un'urgenza: ricordare subito, ricordare a caldo quella figura ambivalente e imprendibile che tanta parte ha avuto nella sua esistenza. Un operaio autodidatta, punk a modo suo, appassionato di filosofie orientali, ma anche alcolizzato e maschio violento, che ha condannato un'intera famiglia a una continua «guerra civile». Quando una lettera inattesa svela tutta la verità su quel fragile colosso, il passato deflagra e ogni certezza vacilla.Prima che mi sfugga è la cronaca tragicomica degli strani giorni che seguono a un lutto, intasati dalle ritualità e dalle burocrazie della morte. Anne Pauly scava nel rapporto con un padre ingombrante per scoprire di somigliargli più di quanto non voglia, tratteggiando scene di paradossale ironia in cui, come in certi funerali, il riso si mescola improvviso alle lacrime.Questo romanzo d'esordio, celebrato in Francia alla stregua di una rivelazione, erige un monumento tenero e a tratti buffissimo alla memoria di un vinto.Anne Pauly è nata nella banlieue di Parigi nel 1974. Con Prima che mi sfugga ha vinto numerosi premi tra cui il Prix du Livre Inter 2020, il Prix Summer 2020, il Prix Robert Walser 2020 e il Prix Pauline de Simiane 2020.Marta Rizzo ha studiato letteratura italiana e francese nelle università di Bologna e Avignone. Vive a Milano dove traduce e si occupa di redazione per diverse case editrici.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Edgardo Franzosini "Memorie di un baro" Sacha Guitry

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Play Episode Listen Later Nov 11, 2022 19:19


Edgardo Franzosinni"Memorie di un baro"Sacha GuitryAdelphihttps://www.adelphi.it/Traduzione di Davide TortorellaPostfazione di Edgardo FranzosiniNessuno meglio di Sacha Guitry, scrive Edgardo Franzosini, è stato in grado di incarnare «un certo esprit ... tutto parigino, fatto nella vita quotidiana di leggerezza, di impertinenza, di vanità, e a teatro di dialoghi fluidi e intrighi deliziosi». Persino per l'in­contentabile e beffardo Paul Léautaud ogni nuova commedia di Guitry era «una sorpresa, un incan­to». Capace di rappresentare il gioco dell'amore e della seduzione in tutte le sue possibili variazioni, dotato, come Lubitsch, di un suo specialissimo «toc­co», Guitry fu apprezzato dai critici della Nouvelle Vague, e in particolare da Truffaut, che vedeva in lui un «autore completo». Nella sua immensa pro­duzione, Memorie di un baro è l'unico romanzo e, come scrive ancora Franzosini, «con il suo humour nero, il suo sorridente cinismo, la sua amoralità, le sue frasi rapide ... ha la grazia scintillante di un a­pologo» destinato a celebrare il piacere del gioco. Le esilaranti avventure del protagonista – il quale, avendo perduto l'intera famiglia a causa di un piat­to di funghi, comincia la sua carriera come groom in un albergo di lusso, per intraprenderne poi una decisamente più fruttuosa nei casinò di mezza Eu­ropa – sono narrate da Guitry con malizioso cando­re, cercando la complicità del lettore, il quale non potrà, a sua volta, che trovarle un puro incanto.Sacha GuitryCommediografo e attore francese (Pietroburgo 1885 - Parigi 1957), figlio di Lucien. Esordì giovanissimo, come attore e come autore. La sua produzione comprende non meno di cento commedie (le più note: Le veilleur de nuit, 1911; Un beau mariage, 1911; La prise de Berg-op-Zoom, 1912; L'amour masqué, 1923; L'illusionniste, 1924; ecc.) di valore ineguale, ma piene di osservazioni fini, di trovate ingegnose, scritte in un dialogo vivacissimo e personale. Si occupò attivamente anche di cinematografia. I suoi film, benché gli sia stata rimproverata la sua continua presenza sullo schermo, sono dotati di grande immaginazione cinematografica: Les perles de la couronne (1937); Le destin fabuleux de Désiré Clary (1942); Le comédien (1948); Si Versailles m'était conté (Versailles, 1954); Napoléon (1954).fonte: https://www.treccani.it/Il posto delle paroleAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Lorenza Di Lella "Sigma" Julia Deck

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Nov 11, 2022 20:48


Lorenza Di Lella"Sigma"Julia DeckPrehistorica Editorehttps://www.prehistoricaeditore.it/Traduzione a cura di: Lorenza Di Lella e Giuseppe Girimonti GrecoSigma è un'Organizzazione segreta, il cui scopo è quello di controllare e neutralizzare le opere d'arte giudicate sovversive. Dispiegherà tutti i suoi agenti sotto copertura e userà ogni mezzo per mettere le mani sul quadro del pittore Konrad Kessler, ritenuto distrutto ma appena ritrovato.Prendendo in prestito i codici del romanzo di spionaggio ma non senza una sottile ironia, Julia Deck tratteggia i ritratti a tinte fosche di una ventina di personaggi – in una Svizzera cupa e piovosa –, alle prese con il magnetismo dell'arte figurativa, irresistibile e oscuro oggetto del desiderio.Come in questo caso del resto, Lorenza Di Lella lavora spesso in coppia con Giuseppe Girimonti Greco; insieme a lui ha dato voce a Vladimir Pozner, Julia Deck, Antoine Compagnon (Adelhi), Bernard Quiriny (L'Orma) e Julien Green (Nutrimenti). Con Il barone sanguinario di Pozner hanno vinto, nel 2012, il premio Procida. Tra gli autori da loro tradotti: Perrault, Proust, Toussaint, Tremblay, Boileau&Narcejac, Carrère, Salvaire, Reza, Simenon, Klossowski, Michon, Jauffret.Julia DeckFiglia di padre francese, artista plastico, e di madre britannica, traduttrice. Ha studiato alla Sorbona, e la sua tesi verteva su "La principessa di Clèves". Lavora per un anno nell'editoria a New York. Dopo essere stata responsabile della comunicazione in diversi gruppi, lascia questo genere di lavori nel 2005 per dedicarsi completamente alla scrittura.nel 2012 pubblica il suo primo romanzo, Viviane Elisabeth Fauville per Editions de minuit (in Italia il libro è pubblicato nel 2014 da Adelphi). Il libro d'esordio viene accolto molto bene tanto a livello di critica quanto a livello di pubblico.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

ARTICOLI di Rino Cammilleri
La corretta traduzione del Padre Nostro e i Vangeli da retrodatare

ARTICOLI di Rino Cammilleri

Play Episode Listen Later Nov 8, 2022 5:46


VIDEO: La corretta traduzione del Padre Nostro ➜ www.youtube.com/watch?v=iDlJOJYIbXo&list=PLolpIV2TSebUYAolUy8XGKkkSVK1dUyXFTESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7107LA CORRETTA TRADUZIONE DEL PADRE NOSTRO E I VANGELI DA RETRODATARE di Rino CammilleriNel 1966 la chiesa post-conciliare francese adotta una nuova formula del Paternoster col versetto «ne nous soumets pas à la tentation» al posto del tridentino «ne nous laisse pas succomber à la tentation». Il non ancora famoso abbé Jean Carmignac riconosce la provenienza protestante della novità e chiede al suo vescovo il permesso di poter recitare, durante la Messa, il Paternoster in latino. Risultato: gli viene tolta la parrocchia, con proibizione di insegnare il catechismo, predicare e celebrare la funzione domenicale. E lui dedica proprio al Paternoster la sua tesi di dottorato all'Institut Catholique di Parigi, tesi che discute nel 1969 davanti a una commissione presieduta da Jean Daniélou, poi cardinale. Ottiene il massimo dei voti cum laude (anzi, Singulari prorsum cum laude, elogio del tutto eccezionale) e pubblicazione.Da qui l'importante volume scritto dalla specialista Roberta Collu, Il Padre Nostro e i Rotoli di Qumran nel lavoro scientifico di Jean Carmignac (LEF, pp. 330). Com'è noto, Carmignac «riteneva che l'insegnamento del Rabbi Yeshūa fosse stato consegnato alla scrittura, in ebraico o aramaico, quando egli era ancora in vita o poco dopo la sua morte e, soltanto in seguito, tradotto nel greco popolare dell'epoca». Ora, poiché ciò avrebbe comportato la retrodatazione dei Vangeli, contrariamente a quel che tutti i biblisti ritenevano da un secolo sulla scia delle geschichte liberal-protestanti, Carmignac venne subissato e si aprì il vaso di pandora. La Collu racconta tutte le vicissitudini personali e i "misteri" della vicenda. Cominciando dalla sua, che dovette fare i salti mortali per accedere a un Fondo Carmignac che nessuno voleva consentirle di esaminare. Alla fine, dopo anni, finalmente poté rovistare nella trentina di scatoloni contenenti tutte le carte del grande esegeta. Conoscendone la fitta corrispondenza, cercava in particolare una cosa. «Egli parla, infatti, di un manoscritto di più di 400 pagine, che non abbiamo ritrovato, la cui sparizione lascia supporre che sia stato sottratto dagli archivi dell'Istituto cattolico, per ragioni che restano inspiegabili».Carmignac morì nel 1986 ma solo nel 2016 fu reso consultabile il suo archivio. A chiedere perché, ci si sentiva rispondere con arrampicate sugli specchi o, addirittura, in modo sgarbato. Carmignac era il massimo specialista dei Manoscritti del Mar Morto, fondatore della rivista «Revue de Qumran» in sei lingue, dottore honoris causa nell'università di Bonn, ma anche un parroco, cosa che mai smise di fare: «Un sacerdote diventa arido - disse - se si dedica esclusivamente ai suoi studi». Ma aveva contro l'establishment modernista, che ormai occupava tutto l'occupabile. Per tale establishment ai tempi di Gesù non c'era il registratore. Perciò, i Vangeli erano stati costruiti molto dopo la sua dipartita, abbelliti con mitologie, quisquilie&pinzillacchere.Ma lui partiva da una semplice constatazione: la distruzione del Tempio era del 70 d.C. Come mai i Vangeli non ne parlano? Infatti, non è un evento da niente, e poi avrebbe portato acqua alla narrazione "mitica". Allora, sono stati scritti prima. Non solo. Padrone totale di greco, ebraico e aramaico, Carmignac si mise a retrotradurre i testi sacri. E scoprì che erano stati scritti in aramaico e solo dopo tradotti nel greco allora corrente. Il famoso frammento Q7 confermò la retrodatazione, ma lui dovette combattere per tutta la vita. E anche dopo. I suoi archivi furono, stranamente, portati all'Institut Catholique e non alla Bibliothèque Nationale, dove sarebbero stati subito messi a disposizione degli studiosi, «secondo le ultime volontà dell'esegeta».Ed ecco la testimonianza personale della Collu: «Documenti spariti, autorizzazioni concesse e subito ritirate, un'ispezione interrotta d'autorità...». Cose da preti, insomma. Leggiamo dunque questo interessante libro sul Paternoster, «un poema, una poesia ritmicamente costruita che segue le regole di versificazione già in uso ai tempi di Gesù». Con le prime tre domande l'uomo pensa a Dio, con le altre quattro Gli chiede di pensare a lui. Si notino i numeri.

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Chiara Montini "Il clan Nabokov"

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Play Episode Listen Later Nov 2, 2022 23:21


Chiara Montini"Il clan Nabokov"Quando l'erede è il traduttoreMimesis Edizionihttps://www.mimesisedizioni.it/Cosa ne sarebbe stato di Nabokov senza la moglie? L'intransigente scrittore, traduttore controcorrente e fascinoso professore aveva bisogno di Vera Nabokov. Quando incontra la futura sposa, è un uomo a pezzi: “So di essere noioso e sgradevole, intriso di letteratura… Ma ti amo”, le scrive. L'amorosa moglie lo sprona severa e fiduciosa affinché dia il meglio di sé: ne rilegge, corregge e traduce l'opera. A lui le luci della ribalta che lei controlla dietro le quinte. Finché, un bel giorno, la coppia invidiata da tutti dà alla luce l'unico adorato figlio, Dmitri. Dopo qualche indugio, l'erede entrerà a far parte del clan, garantendo la successione del prospero impero. Il clan Nabokov è un saggio biografico che, partendo dalla traduzione, caposaldo dell'opera nabokoviana, si avventura alla scoperta di terre inesplorate attraverso lingue e paesi, vite e letterature. Si conclude in Italia, sull'ultimo dei Nabokov, il figlio che cresce “all'ombra del grande albero” e tanto somiglia a un personaggio nabokoviano.Chiara Montini è traduttrice e ricercatrice. Ha pubblicato una cinquantina di saggi e articoli in italiano, francese e inglese e curato volumi e riviste universitarie, tra cui La lingua spaesata. Il multilinguismo oggi (2014); Traduire: genèse du choix (2016); Towards a Genetic of Translation Studies (2017). Nel 2019 ha curato una raccolta dei saggi sulla traduzione di V. Nabokov, Traduzioni pericolose. Saggi 1941-1969 (2019). Tra le sue traduzioni: Mercier e Camier, di Samuel Beckett, Einaudi 2015IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Daria Biagi "I morti dell'isola di Djal" Anna Seghers

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Play Episode Listen Later Oct 26, 2022 17:45


Daria Biagi"I morti dell'isola di Djal e altri racconti" Anna SeghersL'Orma Editorehttps://www.lormaeditore.it/Si narra che sull'isola di Djal i morti «proprio non ce la facciano a starsene tranquilli» ed escano dalle tombe per scorrazzare lungo le scogliere. Per fortuna il parroco locale, un omone rude ed energico, sa come trattare i trapassati che non si rassegnano all'eterno riposo… Con tale vicenda, al contempo gotica e ironica, si apre questa raccolta che attraversa la vasta ed eterogenea produzione novellistica di Anna Seghers.Nella prosa affabulatoria della grande scrittrice tedesca – capace di alternare sorprendenti rielaborazioni dei miti greci a coinvolgenti ritratti di destini novecenteschi – la nave degli Argonauti trova un nuovo, onirico approdo, gesti di insospettabile eroismo si consumano tra i vicoli della Parigi occupata, la numinosa dea Artemide continua le sue cacce in foreste sempre più disboscate, un defunto mantiene una regolare corrispondenza con il padre emigrato in Palestina, mentre la parabola di un giovane tedesco qualsiasi ci mostra in poche, fulminanti pagine «come si diventa nazisti».Le storie de I morti dell'isola di Djal e altre leggende – qui pubblicate per la prima volta in italiano – descrivono le sfide e i misteri di un mondo reso splendido e meno crudele dalla necessaria solidarietà tra i vivi.Anna Seghers (1900-1983) è stata una delle maggiori romanziere tedesche del Novecento. Con la novella La rivolta dei pescatori di Santa Barbara (premio Kleist nel 1928) si rivelò come autrice di libri di appassionato e vibrante realismo. Militante comunista, salpando da Marsiglia alla volta del Messico trovò fortunosamente riparo dalle persecuzioni naziste. Il suo La settima croce (1942), circolato in clandestinità, divenne un prezioso vademecum di resistenza e libertà. In Germania Est fu la prima donna a capo dell'Unione scrittori. Celebrato come un capolavoro da autori quali Heinrich Böll e Christa Wolf, definito dalla «New York Times Book Review» come «la perfetta anatomia della mente di un profugo», Transito (1944) fu scritto «di furia» a ridosso degli eventi che racconta, tra la clandestinità, l'oceano e il Messico, ed è qui proposto per la prima volta in una traduzione basata sul nuovo testo originale stabilito dalla recente edizione critica delle opere dell'autrice.Daria Biagi ha studiato Lettere a Bologna e Francoforte, e lavora attualmente presso La Sapienza di Roma. Ha tradotto testi di Thomas Pavel, Hans Werner Henze e Ralf König.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Virginia Caporali "Il lampadario" Clarice Lispector

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Play Episode Listen Later Oct 21, 2022 24:39


Virginia Caporali"Il lampadario" di Clarice LispectorAdelphi Edizionihttps://www.adelphi.it/Traduzione a cura di Virginia Caporali e Roberto Francavilla.Nella grande casa in cui, magra, scalza, solitaria, la piccola Virgínia si aggira «in concentrata distrazione» i mobili spariscono un po' alla volta, «venduti, rotti o troppo vecchi», e le porte si aprono su stanze in cui regnano «il vuoto, il silenzio e l'ombra». Abbandonato nella vasta sala da pranzo – dove brillano «vetri e cristalli addormentati nella polvere» – c'è però un lampadario, unico sopravvissuto di antichi fasti: «Il grande ragno avvampava», e Virgí­nia «lo guardava immobile, inquieta, sem­brava presagire una vita tremenda. Quel­l'esistenza di ghiaccio». Ma soprattutto in­sieme a lei c'è Daniel, il fratello di poco più grande, che da quando è nata la consi­dera «solo sua», che la protegge e la tormenta, e con lei condivide straordinari se­greti: dal misterioso cappello che vedono scivolare lungo il fiume – e che immagina­no appartenga a un annegato – alla scato­la piena di ragni velenosi di Daniel, fino alla Società delle Ombre di cui sono gli unici membri. Quando i due, cresciuti, la­sceranno insieme la tenuta di Granja Quie­ta per andare a studiare in città, i loro desti­ni si separeranno. E quando, dopo un'ar­dua educazione sentimentale, Virgínia de­ciderà di tornarci, capirà «che il posto do­ve si è stati felici non è il posto dove si può vivere»: sul treno che la riporterà lontano si accorgerà di essersi scordata di guarda­re il lampadario e saprà «di averlo perdu­to per sempre», così come ha perduto per sempre la sua infanzia miserabile e incan­tata. Lispector narra questa struggente iniziazione alla vita con la sua lingua lussu­reggiante e visionaria: «attenta» ha scritto Franco Marcoaldi «al cuore che batte, al­la vena che pulsa, alla vibrazione cieca del sentimento nel corpo».Clarice LispectorScrittrice ucraina naturalizzata brasiliana.Nata in Ucraina da una coppia di emigranti russi in viaggio verso Odessa, è stata definita la maggiore scrittrice brasiliana del secolo scorso.Dopo l'infanzia a Recife, si laurea in legge a Rio de Janeiro.Sposa un diplomatico con il quale vive prima in Italia e poi in Svizzera e negli Stati Uniti. Madre di due figli, nel 1958 torna definitivamente a Rio dove, nell'autunno del 1977, muore. Ottiene una enorme fama, postuma.Tra i suoi titoli, possiamo citare la raccolta di racconti Le passioni e i legami, il romanzo d'esordio Vicino al cuore selvaggio, L'ora della stella, La passione secondo G.H. e ancora Il segreto, Un apprendistato o il libro dei piaceri, il libro per bambini Il mistero del coniglio che sapeva pensare.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Lina Bolzoni "Il papavero e il monaco" José Tolentino Mendonça

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Play Episode Listen Later Oct 17, 2022 20:26


Lina Bolzoni"Il papavero e il monaco" di José Tolentino MendonçaEdizioni Qiqajonhttps://www.qiqajon.it/Traduzione di Teresa BartolomeiPrefazione di Lina BolzoniFrutto di un viaggio in Giappone, il volume raccoglie le impressioni, le immagini, i ricordi di quell'esperienza scegliendo la forma poetica, come una sorta di “haiku occidentali”. Nella loro brevità questi poemi possono stimolare nel lettore un lento e penetrante pensiero, a partire dall'essenziale che l'autore sceglie di trasmettere.“È un libro fascinoso e perturbante. Ci porta lontano, tra i giunchi e i crisantemi del Giappone e insieme scava nella nostra interiorità, ci provoca con le sue domande, con i suoi rovesciamenti di prospettiva, ci incanta con la magia del verso, con la danza turbinosa dei punti di vista” (dalla Prefazione di Lina Bolzoni).José Tolentino de Mendonça (Funchal, Portogallo, 1965), presbitero, poeta affermato, specialista in studi biblici e docente, è stato responsabile nazionale per la pastorale della cultura, e dal 2011 al 2022 è stato consultore del Pontificio consiglio per la cultura. Ricevuta nel 2018 l'ordinazione episcopale, è stato creato cardinale da papa Francesco nel 2019, nominato nel 2018 archivista e bibliotecario di Santa romana chiesa, e nel 2022 Prefetto del Dicastero per la cultura e l'educazione.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Ben Pastor "La sinagoga degli zingari"

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Play Episode Listen Later Oct 14, 2022 19:55


Ben Pastor"La sinagoga degli zingari"Sellerio Editorehttps://sellerio.it/it/Traduzione dall'inglese di Luigi SanvitoTitolo originale: The Gypsy SynagogueUn nuovo capitolo della saga di Martin Bora, l'enigmatico investigatore della Germania nazista. Una drammatica indagine criminale tra il fronte del Don, Stalingrado e Praga, durante l'assedio che ha messo in ginocchio la macchina bellica di Hitler.Agosto 1942-marzo 1943. Martin von Bora, uomo tormentato e diviso, ufficiale tedesco dominato da un senso dell'onore che lo imprigiona, è sul fronte di Stalingrado. Riceve l'ordine dal comandante supremo, generale Paulus, di indagare, in quanto agente esperto del controspionaggio, sulla scomparsa nella steppa (incidente, assassinio?) dei coniugi romeni Nicolae Tincu e Bianca Costin, venuti in visita privata al quartier generale delle forze tedesche. L'ordine è strano sotto tutti i punti di vista, in un momento come quello; e i sospetti si infittiscono presto, quando scopre che i due romeni sono tutt'altro che ospiti banali, ma importanti scienziati che hanno collaborato con Enrico Fermi ed Ettore Majorana. L'indagine si trascina per mesi, nel caos infernale dell'assedio. Bora trova l'aiuto, e forse la vicinanza umana, di un maggiore italiano, Amerigo Galvani, con il quale intravede nel delitto una complicata catena che lega e confonde guerra, interessi privati, spionaggio di alleati e di nemici. Ma tutto affoga in un teatro di ferocia che a Martin appare ogni giorno che passa più catastrofico e rivelatore. E lascia in lui, molto più che una delusione, un senso di nulla.Le tante avventure del detective dell'Abwehr Martin von Bora, un aristocratico spirito d'artista chiuso dentro la divisa della Wehrmacht, un uomo giusto costretto da un perverso giuramento di fedeltà, corrono dalla Guerra di Spagna alla fine della Resistenza, e spaziano dall'Aragona all'Unione Sovietica. Romanzo dopo romanzo, vanno narrando, in chiave poliziesca, con un'esattezza che conosce gli umori dei comandanti così come le smorfie dei cecchini, la Seconda guerra mondiale, vissuta da un altro, estremamente solitario, punto di vista. Gialli con all'interno un lacerante quesito storico-morale.Ben Pastor, nata a Roma, docente di scienze sociali nelle università americane, ha scritto narrativa di generi diversi con particolare impegno nel poliziesco storico. Della serie di Martin Bora Sellerio ha già pubblicato Il Signore delle cento ossa (2011), Lumen (2012, 2022), Il cielo di stagno (2013), Luna bugiarda (2013), La strada per Itaca (2014), Kaputt Mundi (2015), I piccoli fuochi (2016), Il morto in piazza (2017), La notte delle stelle cadenti (2018), La sinagoga degli zingari (2021) e La Venere di Salò (2022).IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Antonella Conti "Storia del figlio" Marie-Hélène Lafon

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Play Episode Listen Later Oct 13, 2022 20:47


Antonella Conti"Storia del figlio"Marie-Hélène LafonFazi Editorehttps://fazieditore.it/Traduzione di Antonella ContiUna storia familiare che in Francia è diventata un caso editoriale da 200.000 copie vendute.Marie-Hélène Lafon, grande scrittrice francese, arriva per la prima volta nelle librerie italiane con il suo capolavoro, vincitore del prestigioso premio Renaudot, campione di vendite, amato dai lettori e dalla critica.Il figlio è André. La madre, Gabrielle. Il padre è sconosciuto. André viene cresciuto da Hélène, la sorella di Gabrielle, e suo marito: coccolatissimo, unico maschio fra le cugine, ogni estate ritrova “la madre”, misteriosa signora che ha scelto di vivere a Parigi e torna a trascorrere le vacanze in famiglia. Questo è solo l'inizio della storia, o meglio è una parte, perché le vicende narrate in Storia del figlio coprono un arco lungo cent'anni, raccontando il prima e il dopo, indagando sui molti perché, spostando di volta in volta la lente su un personaggio e su un momento diverso: due bambini gemelli di Chanterelle a inizio Novecento, un irrequieto collegiale che conosce i primi turbamenti erotici, una donna sola in un appartamento parigino, un partigiano in cerca di suo padre e molti altri ancora. A mettere insieme tutti i pezzi, in questa saga familiare costruita come un mosaico, è la magistrale penna di Marie-Hélène Lafon che, con eleganza, delicatezza e sensibilità, racconta la verità di una famiglia nelle sue pieghe più profonde, quelle che scavano i solchi della vita.«Ogni famiglia è un caleidoscopio di finzioni, e finché ci saranno bugie e contraddizioni da raccontare, le storie sulla famiglia resteranno. E molte di queste saranno buone storie, generose con i personaggi e con il tempo come Storia del figlio di Marie-Hélène Lafon, elegante e illuminata nel far ruotare un romanzo attorno alla ricerca di un padre, per capire dove nasce il sortilegio di una famiglia e dove, con una certa bellezza, poi un giorno l'incantamento si spezza».Claudia Durastanti«Storia del figlio intreccia, intorno alla nascita di un bambino dal padre sconosciuto, una genealogia scompigliata, appassionante. È il racconto di assenze profonde, di silenzi e ineffabili dolcezze, di impudenze e tragedie insostenibili».«Le Monde»«Marie-Hélène Lafon piega il tempo, le famiglie, i legami, le tragedie e le gioie in cerchi narrativi perfetti, scandisce la sua prosa carnale con espressioni deliziose, anima i quadri viventi di ogni epoca, fino a far luce sull'incidente avvolto dal segreto».«Le Point»Marie-Hélène LafonProfessoressa di Lettere classiche a Parigi, ha scritto una dozzina di libri tutti ambientati nella natale regione dell'Alvernia: i suoi romanzi hanno sempre avuto molti lettori fedeli. Con Storia del figlio, grazie al quale ha vinto il premio Renaudot, ha raggiunto l'apice della sua carriera.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Martina Testa "Quanto oro c'è in queste colline" C Pam Zhang

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Play Episode Listen Later Oct 12, 2022 13:57


Martina Testatraduttrice di "Quanto oro c'è in queste colline"C Pam Zhang66thand2ndhttps://www.66thand2nd.com/Premio Lattes Grinzane 2022"Quanto oro c'è in queste colline" C Pam ZhangE' la storia di due ragazzini cinesi di undici e dodici anni, Sam e Lucy, che perdono il padre durante il viaggio verso il West e la frontiera, in un'America spogliata non soltanto del suo oro, ma anche dei suoi fiumi, dei bisonti, degli indiani, e del suo verde e della sua vitalità.Ba è morto durante la notte, Ma è scomparsa da tempo. Lucy e Sam, dodici e undici anni, si ritrovano all'improvviso in fuga in una terra ostile. Al tramonto della febbre dell'oro, con il cadavere del padre sulle spalle, partono per un viaggio nel grande Ovest americano, segnato da ossa di bisonti e impronte di tigri misteriose, per dare degna sepoltura a Ba.Nel cammino incontreranno cercatori d'oro e speculatori, un sinistro cacciatore di pellicce, la proprietaria di un bordello, una ricca ragazza di città che offrirà loro aiuto ma solo alle sue condizioni. Nell'ombra del ricordo del padre violento, per cui nutrono sentimenti contrastanti, Lucy e Sam dovranno cercare la loro strada in mezzo a paesaggi brutali e incantati, anche a costo di separarsi, e scoprire a poco a poco i segreti del loro passato familiare insieme a quelli del loro paese, l'America.Pervaso di elementi onirici, e sostenuto da un linguaggio ipnotico, contemporaneo, Quanto oro c'è in queste colline è uno straordinario romanzo d'avventura che riscrive il mito di fondazione della frontiera, toccando temi cruciali come la razza e l'immigrazione e altri più intimi come il genere e la perdita, e segna l'ingresso di una nuova voce nella letteratura americanaC Pam ZhangNata a Pechino, C Pam Zhang ha vissuto in tredici città di quattro nazioni diverse, ed è ancora in cerca di una casa. Al momento abita a San Francisco.I suoi lavori sono apparsi, tra gli altri, sul «New Yorker» e sul «New York Times».Quanto oro c'è in queste colline, uscito in America nel 2020, è il suo primo romanzo, finalista ai Lambda Literary Awards e nominato per il Booker Prize.https://cpamzhang.com/IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Gaja Cenciarelli "Domani interrogo"

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Play Episode Listen Later Oct 7, 2022 18:47


Gaja Cenciarelli"Domani interrogo"Marsilio Editorihttps://www.marsilioeditori.it/La periferia romana dove sorge la scuola che è al centro di questo romanzo è la Rebibbia raccontata da Zerocalcare. Nel liceo si parla romano, e le aule sono abitate da strani esseri viventi: alcuni disegnati sui muri, alcuni umani ma dalle cui bocche escono suoni incomprensibili alla professoressa, che non ha mai pensato di avere la vocazione all'insegnamento e invece ce l'ha, solo che non è una vocazione, è un mestiere. La professoressa, infatti, non ama la vocazione, ama l'inglese. La professoressa è un'intellettuale. La professoressa ha studiato in Italia e all'estero. La professoressa cammina, cammina, cammina perché Roma è grande e perché camminando pensa. Gli studenti e le studentesse, invece, non camminano, vanno in motorino o in macchina, e non studiano. Gli studenti e le studentesse – e tutti lo siamo stati – sanno valutare, pesare le persone che siedono dietro la cattedra e, nonostante non abbiano voglia di aprire i libri, sentono, piano piano, il desiderio di capire la professoressa, e di esserne capiti. Danilo Dolci ha scritto che si cresce solo se sognati, e l'autrice di questo romanzo chiosa che si può crescere anche se sei l'incubo di qualcuno. Tra i professori di Frank McCourt e Domenico Starnone, passando per gli studenti in piedi sul banco nell'Attimo fuggente, sta la professoressa di Gaja Cenciarelli, convinta sì che la cultura sia qualcosa di quotidiano, convinta sì che certe parole dialettali o certe squadre di calcio, certe sigarette fumate insieme agli studenti prima che la lezione cominci facciano parte del lavoro di chi insegna e di quello di chi impara, ma disillusa che l'istruzione possa – come si sente dire spesso – salvare il mondo. Ciò nonostante, in questo romanzo di Shakespeare e spaccio, la professoressa il mondo lo salva. Perché il mondo è le persone che incontriamo. Specialmente a scuola.Premio Lattes Grinzane 2022https://fondazionebottarilattes.it/premio-lattes-grinzane/"Sotto la falce" di Jesmyn Ward, NNEditore, traduzione di Gaja Cenciarellihttps://www.nneditore.it/Jesmyn Ward vive in Mississippi, do­ve insegna scrittura creativa alla Tulane University, ed è oggi considerata una delle maggiori scrittrici americane con­temporanee. Con Salvare le ossa (NNE 2018) e Canta, spirito, canta (NNE 2019) ha vinto due volte il National Book Award, prima donna dopo scrittori co­me William Faulkner, John Cheever, Philip Roth. NNE ha pubblicato anche La linea del sangue, che completa la Trilogia di Bois Sauvage, Naviga le tue stelle, poeticamente illustrato da Gina Triplett, e il memoir Sotto la falce.Dal 2000 al 2004, tra DeLisle e altre cittadine del delta del Mississippi, Jesmyn Ward ha visto morire cinque persone care, cinque amici tra cui suo fratello Joshua: morti per over­dose, per incidenti connessi all'alcol, per omicidio o suicidio. Nel tentativo di combattere il dolore e dare un sen­so all'accaduto, Jesmyn Ward decide di raccontare la loro storia, segnata dall'amore profondo della comunità ma avvelenata dal razzismo endemi­co e soffocante di quelle terre, dalla mancanza di un'istruzione adeguata e dalla disoccupazione, dalla povertà che alimenta una sfortuna implacabile. Le vite dei cinque amici si legano a quella dell'autrice, che torna indietro nel tem­po in cerca delle origini della famiglia e della gente di DeLisle. La verità che porta alla luce è feroce: in Mississippi il destino degli uomini è determinato dall'identità, dal colore della pelle, dal­la classe sociale, senza possibilità di riscatto.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Summer Camp
Giornata mondiale della traduzione

Summer Camp

Play Episode Listen Later Sep 30, 2022 6:25


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Ada Vigliani "Tessiture di sogno" W.G. Sebald

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Play Episode Listen Later Sep 27, 2022 27:25


Ada Vigliani"Tessiture di sogno"W. G. SebaldAdelphihttps://www.adelphi.it/Traduzione di Ada ViglianiA cura di Sven MeyerSebald si è spesso presentato ai lettori nei panni del viandante saturnino, sulle trac­ce degli autori prediletti oppure intento a ricostruire le traiettorie di esistenze erra­bonde e sradicate, attraverso paesaggi sem­pre vividamente descritti, si tratti del Suf­folk o di una città italiana. In realtà è stato soprattutto un viaggiatore nel tempo, perché «occuparsi del passato ... è ciò che fanta­smi e scrittori hanno in comune»: e se la Storia obbedisce a leggi imperscrutabili, resta quanto meno la possibilità di coglie­re, vagabondando in libertà attraverso il passato, barbagli di una verità che ci sareb­be altrimenti negata. Accade quando Sebald, in Corsica, scopre il tenace rappor­to - perturbante per noi che tendiamo a sbarazzarci della memoria come di una zavorra - che lì da sempre si intrattiene con i morti, e in particolare la sorprenden­te figura dell'acciatore, vero ponte fra la vita e l'aldilà. O quando la cronaca – fissata nei Diari – del viaggio da Praga a Parigi com­piuto da Kafka nel 1911 insieme a Max Brod gli si rivela misteriosamente un river­bero dei suoi stessi ricordi, al punto che le varie tappe gli sono «più familiari di quan­to lo sia mai divenuto in seguito qualsiasi altro luogo». O, ancora, quando grazie a Nabokov, incarnazione del senso più verti­ginoso dell'esilio, comprende che «se vo­gliamo annullare il tempo possiamo riu­scirci solo a patto di rievocare minuziosa­mente gli oggetti da un pezzo caduti nel­l'oblio». Laddove, come in queste pagine, l'impresa abbia successo, si attinge infatti «un regno luminoso, appena soffuso di un alito surreale come lo sono tutti i prodigi, e ci si ritrova, per così dire, sulla soglia del­la rivelazione di una verità assoluta».Ada Vigliani, traduce dal 1982 autori classici e contemporanei, fra i quali Goethe, Schopenhauer, Musil, Canetti, Assmann, Petrowskaja, Erpenbeck e l'opera completa di Sebald. Dal 2008 tiene corsi di traduzione editoriale dal tedesco. Per le sue traduzioni ha ricevuto i più importanti riconoscimenti a livello internazionale, tra cui nel 2016 il Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Ubah Cristina Ali Farah "Babel Festival"

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Play Episode Listen Later Sep 12, 2022 14:52


Ubah Cristina Ali Farah"Babel Festival"https://www.babelfestival.com/Trovare le paroleInvitiamo chi vive in Ticino e sta imparando l'italiano come seconda lingua a una serie di incontri con la scrittrice somala e italiana Ubah Cristina Ali Farah.Gli appuntamenti de l'altralingua intendono creare un ambiente in cui possiate conoscervi, condividere le vostre esperienze e sviluppare i mezzi per comunicare in modo più completo e soddisfacente sulla pagina e nella vita quotidiana.Gli incontri con Ubah si concentrano in particolare su come trovare le parole più adatte per raccontare le proprie storie, che si tratti di dirle a voce o di scriverle in prosa o in poesia.Con: Ubah Cristina Ali FarahQuando: mercoledì 14 settembre ore 14-17 | giovedì 15 settembre ore 10-13Dove: Biblioteca BiblioBaobab | via Magoria 10, BellinzonaPartecipazione: gratuitaIscrizioni e maggiori informazioni: biblio@cooperativabaobab.ch, tel. 0918354426Dopo il primo incontro di giugno, Ubah torna a BiblioBaobab il 14 e 15 settembre. Un terzo appuntamento è previsto per dicembre.Ubah Cristina Ali Farah"Le stazioni della luna"66thand2ndhttps://www.66thand2nd.com/«Le storie di Ali Farah travolgono perché parlano di un mondo insieme vicino e lontano» - Irene BignardiOrfana di madre, Ebla cresce nell'entroterra somalo. L'anziano padre, astronomo e divinatore tradizionale, le insegna l'arte interdetta alle donne di leggere le stelle, i pianeti e i segni del cielo. Per sfuggire a un matrimonio combinato si ritroverà nella Mogadiscio degli anni Trenta, complice il poeta e camionista Gacaliye. Insieme metteranno su un piccolo e proficuo commercio e avranno due bambini, Kaahiye e Sagal. La storia di Ebla si intreccia con quella di Clara, sua figlia di latte, nata da genitori italiani residenti a Mogadiscio. Costretta, appena adolescente, a lasciare il paese con la madre e il fratello Enrico a bordo di una delle famose «navi bianche», Clara farà ritorno nella città natale solo all'inizio degli anni Cinquanta in veste di giovane maestra, agli esordi dell'Amministrazione fiduciaria italiana. Attraverso lo stretto rapporto con Ebla, i suoi figli Kaahiye e Sagal e l'amica Mirella, Clara si ritroverà coinvolta in prima persona nelle lotte per l'indipendenza del paese in un periodo storico tormentato, quando l'Italia torna in Somalia con il compito di accompagnarla nel processo verso l'indipendenza.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Matteo Campagnoli "Babel Festival"

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Play Episode Listen Later Sep 12, 2022 14:27


Matteo Campagnoli"Babel Festival"EkphrasisDal 15 al 18 Settembre, Bellinzonahttps://www.babelfestival.com/Termine poco noto, quasi da addetti ai lavori, la parola greca ekphrasis – composta da ek, “fuori”, e phràzo, “parlare, descrivere” – abbraccia diversi significati che si propagano come onde concentriche dal suo nucleo etimologico.Per gli oratori antichi era un descrivere che presenta in modo vivido il soggetto del discorso davanti agli occhi di chi ascolta. Nell'accezione più corrente, è la descrizione poetica di un'opera pittorica o scultorea: sono i centotrenta versi con cui Omero forgia lo scudo di Achille, è Auden sulla Caduta di Icaro di Bruegel. Ma ekphrasis è anche il “visibile parlare” dell'arte medievale che predica in immagini, è un romanzo trasposto in pellicola, è poesia danzata, melodia dipinta.L'ekphrasis è interazione, relazione, ibridazione, anelito, sconfinamento. È insieme il frutto di un contagio e il risultato di una sfida: è arte che genera altre arti. L'ekphrasis parla più lingue simultaneamente, vive tra-i-linguaggi. L'ekphrasis è traduzione. L'ekphrasis è babelica.Babel Ekphrasis invita autori e autrici la cui scrittura si nutre fortemente di altre arti, e artiste e artisti che operano tra più arti, declinando la propria ricerca nel maggior numero di forme possibili.La diciassettesima edizione si intitola "Babel Ekphrasis" e invita autori e autrici la cui scrittura si nutre fortemente di altre arti, e artiste e artisti che operano tra più arti, accostando ai dialoghi in teatro una rassegna cinematografica, un concerto, un DJ set, due mostre d'arte, gli incontri Industry per operatori culturali, un laboratorio di scrittura nella lingua adottiva e quattro laboratori di traduzione letteraria.Dopo l'edizione 2021 dedicata a Babele, alla diaspora, alla moltiplicazione delle lingue e alla nascita della traduzione, nel 2022 Babel riflette su un altro caposaldo del festival: il rapporto tra la scrittura e le altre arti.Babel Ekphrasis invita autori e autrici la cui scrittura si nutre fortemente di altre arti, e artiste e artisti che operano tra più arti, accostando ai dialoghi in teatro una rassegna cinematografica, un concerto, un DJ set, due mostre d'arte, gli incontri Industry per operatori culturali, un laboratorio di scrittura nella lingua adottiva e quattro laboratori di traduzione letteraria.Tra gli ospiti: Jean Echenoz, Mario Martone, Jakuta Alikavazovic, Léonor de Récondo, Frédéric Pajak, Aaron Schuman, Fabienne Radi, Gwenn Rigal, Jérémie Gindre, Donatella Bernardi, Nicola Gardini, Giovanni Maderna, Johanna Schaible, Antonio Rovaldi.Per l'Open Air di venerdì 16 all'Antico Convento delle Agostiniane di Monte Carasso, Nicola Gardini – romanziere, saggista, poeta, pittore, professore di Letteratura italiana e comparata a Oxford, traduttore dall'inglese, dal greco e dal latino – ci parla di ekphrasis nelle sue varie declinazioni. A seguire, Joshua Chiundiza, artista audiovisivo dello Zimbabwe, e Yann Longchamp, DJ e designer interattivo svizzero, presentano Tethered Lines, una performance concepita tra Harare e Ginevra e sviluppata appositamente per Babel Ekphrasis. Il duo esplora la tradizione orale e viaggia nel tempo in una narrazione audiovisiva all'incrocio dei rispettivi patrimoni artistici: un intreccio di linee vocali e sonore che mescola musica mbira, chimurenga e sungurra, ritmi euro-elettronici e flow hip-hop. A seguire, un DJ set di Yann Longchamp.Il festival sarà accompagnato da quattro laboratori di traduzione letteraria: dal francese con Maurizia Balmelli, Nicolò Petruzzella e l'intervento dell'autore Frédéric Pajak; dall'inglese con Franca Cavagnoli; dallo spagnolo con Ilide Carmignani; dal portoghese con Roberto Francavilla. A completare i laboratori, un incontro con Magda Mandelli (Edizioni Casagrande) e Nicolò Petruzzella (L'Orma editore) sul rapporto tra traduttore, revisore e redattore.A fine workshop, gli allievi sosterranno una prova di traduzione: le prove migliori per ogni combinazione linguistica otterranno la commissione di una traduzione dalla rivista multilingue Specimen. The Babel Review of Translations. Tutte le prove riceveranno un feedback.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Sabina Terziani "La ninfa costante" Margaret Kennedy

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Play Episode Listen Later Sep 12, 2022 30:56


Sabina Terziani"La ninfa costante"Margaret KennedyFazi Editorehttps://fazieditore.it/Traduzione di Sabina TerzianiMargaret Kennedy, grande autrice del Novecento inglese ingiustamente dimenticata, torna nelle librerie italiane con La ninfa costante, il suo capolavoro: all'epoca dell'uscita un successo da un milione di copie che fu pubblicato in quindici paesi e conobbe una serie di fortunati adattamenti teatrali e cinematografici.Il compositore Albert Sanger vive in un cottage sulle Alpi austriache con la sua numerosa famiglia: il cosiddetto Circo Sanger, composto da lui, sua moglie – la terza – e sette figli, tra i quali spicca la scaltra quattordicenne Teresa, da sempre innamorata di uno degli amici del padre, Lewis Dodd. Presso l'allegra compagine trovano regolare ospitalità artisti e musicisti provenienti da tutta Europa, in una festa continua. Quando la morte di Sanger interrompe bruscamente l'idillio alpino, la famiglia della sua seconda moglie decide di intervenire in favore della prole rimasta orfana. Fa così il suo ingresso sulla scena la cugina Florence Churchill, per la quale l'incontro con Dodd è fatale: i due si innamorano all'istante, decidono di sposarsi e di tornare in Inghilterra portando con loro i piccoli Sanger. Ma alla prova del rientro nella civiltà, la loro intesa si incrina molto velocemente: l'impatto con la società inglese e il suo conformismo per lui è troppo. L'impossibilità di una conciliazione tra ordine e sregolatezza appare tanto evidente quanto allettante è l'idea di una fuga…Un personaggio femminile indimenticabile, una narrazione ricca di grazia e la messinscena dell'eterno conflitto tra anarchia bohémienne e rispettabilità borghese fanno di La ninfa costante una lettura deliziosa.«Teresa possedeva una particolare commistione di innocenza e scaltrezza, un modo di parlare infantile e acuto al tempo stesso e disponeva di un vocabolario un po' antiquato, semi letterario, e intonazioni prese in prestito da altre lingue. Tutto ciò era molto piacevole e rinfrescante, dopo tutto il provincialismo erudito che gli era toccato sopportare. In lei scorgeva ignoranza, immaturità e una sconfinata, primitiva passione».Margaret KennedyNacque a Londra nel 1896 e si laureò in Storia a Oxford, dove conobbe Naomi Mitchison, Vera Brittain, Winifred Holtby. Esordì come storica nel 1922 con A Century of Revolution e come romanziera l'anno successivo con The Ladies of Lyndon. La ninfa costante fu il suo più grande successo. Negli anni Sessanta lasciò Londra per ritirarsi nell'Oxfordshire, dove morì nel 1967.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Giovanni Caravaggi "Antonio Machado"

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Play Episode Listen Later Sep 5, 2022 24:09


Giovanni Caravaggi"Antonio Machado"Salerno Editricehttps://www.salernoeditrice.it/Antonio Machado (1875-1939), una delle voci poetiche piú autentiche del primo Novecento ispanico, visse nel periodo inquieto fra la restaurazione della monarchia borbonica, la proclamazione della Seconda Repubblica e la sua sconfitta al termine di una sanguinosa guerra civile. Dalla natia Siviglia, ricordata sempre con nostalgia, si trasferí giovanissimo a Madrid, dove maturò la sua vocazione poetica. Per oltre un ventennio fu professore di lingua francese a Soria, Baeza e Segovia; tornò poi nella capitale, presto sconvolta da un conflitto feroce, che lo costrinse all'esodo a Valenza e a Barcellona, e infine a una precipitosa fuga verso la Francia; prostrato dai disagi, morí a Collioure, appena varcata la frontiera. Le varie tappe della sua attività letteraria, segnate spesso da vicende tormentose, vengono illustrate con precipuo riferimento al progressivo sviluppo della creazione lirica, sempre piú orientata verso il superamento del solipsismo intimistico, in un impulso esigente di apertura all'altro, e nella conseguente ricerca di un linguaggio poetico in grado di esprimere emozioni e sentimenti condivisibili coralmente. Un'attenzione costante viene rivolta alla costruzione graduale delle singole raccolte, confluite di volta in volta nelle successive edizioni delle Poesías completas. Nuove proposte interpretative sono ora avallate dalla rivalutazione di testi manoscritti di recente acquisizione. Occupa uno spazio adeguato anche l'analisi della variegata produzione in prosa, dall'ambizioso progetto di una scrittura apocrifa alle vibranti tensioni dell'epistolario; sono evocate anche le vivaci esperienze teatrali condivise con il fratello Manuel, in una feconda comunanza d'intenti.Giovanni Caravaggi, professore emerito dell'Università di Pavia, ha ottenuto la Encomienda de la Orden de la Reina Isabel la Católica. Ha pubblicato numerosi saggi su sulla tradizione poetica dei cancioneros, le innovazioni del petrarchismo ispanico, l'epica del siglo de oro, il teatro barocco, la poesia di vari autori novecenteschi (Antonio Machado, Federico García Lorca). Nei Meridiani di Mondadori ha pubblicato Tutte le poesie e prose scelte di Antonio Machado. Per la Salerno Editrice ha pubblicato, Federico Garcìa Lorca (I Diamanti, 2016).IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Ilide Carmignani "Dall'italiano al mondo"

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Play Episode Listen Later Sep 4, 2022 23:01


Ilide Carmignani"Dall'italiano al mondo"“Dall'italiano al mondo”Il convegno del Salone Internazionale del Libro di Torino dedicato alle traduttrici e ai traduttori dall'italianoII edizione Venerdì 11 novembre 2022, ore 16-20 (ora italiana)online sulla piattaforma digitale SalTo + «La traduzione è il sistema circolatorio delle letterature del mondo»Susan Sontag Forte delle numerose adesioni registrate alla sua prima edizione nel 2021, torna il convegno “Dall'italiano al mondo”, iniziativa del Salone Internazionale del Libro di Torino nata per promuovere e sostenere le traduttrici e i traduttori stranieri che danno voce alla letteratura italiana all'estero e creare una rete di sostegno alla diffusione del libro italiano all'estero. Curato da Ilide Carmignani, traduttrice e consulente editoriale del Salone, il convegno, gratuito, è in programma venerdì 11 novembre online sulla piattaforma digitale SalTo+ dalle ore 16 alle ore 20 (ora italiana). Primo progetto di questa sorta in Italia, ideato anche in vista del ruolo di ospite d'onore riservato all'Italia alla Buchmesse di Francoforte del 2024, il convegno “Dall'italiano al mondo” intende diventare l'appuntamento annuale di traduttrici e traduttori editoriali dall'italiano, «per diffondere con più forza la cultura italiana a livello internazionale – spiega Ilide Carmignani – e creare una rete di sostegno all'export della nostra editoria. È infatti consueto, specie per lingue non veicolari, che i traduttori affianchino al loro lavoro l'attività di scout e costituiscano una specie di testa di ponte dei libri italiani fuori dai nostri confini, soprattutto all'interno delle case editrici più piccole.» Il Salone Internazionale del Libro di Torino, da sempre consapevole dell'importanza dei traduttori sia a livello culturale sia a livello editoriale, si conferma in tal modo punto di riferimento del mondo della traduzione. Al Salone va il merito di essere stato la prima realtà culturale in Europa, nel 2001, a creare un ciclo di incontri professionali dedicato al prezioso lavoro di chi consente ai lettori italiani di leggere le letterature del mondo: l'AutoreInvisibile, curato da Ilide Carmignani, diventato appuntamento annuale e di riferimento della categoria. Il convegno, a partecipazione gratuita, offrirà agli iscritti la possibilità di assistere a seminari specializzati e di allacciare rapporti con editori, agenti e scrittori italiani. Fra i relatori: Ilide Carmignani, traduttrice e consulente editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino: Rosaria Carpinelli, agente e consulente editoriale a capo della Rosaria Carpinelli Consulenze Editoriali; Cristina Foschini, responsabile diritti in GEMS; Nicola Lagioia, scrittore e direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino; Brian Robert Moore, traduttore; Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci che organizza il Premio Strega; Laura Pugno, scrittrice e dirigente al Ministero degli Affari Esteri; Edoardo Rialti, traduttore; Vanni Santoni, scrittore; Barbara Schiaffino, direttrice della rivista di letteratura per l'infanzia “Andersen”; Marco Vigevani, amministratore delegato di The Italian Literary Agency; Gian Mario Villalta, poeta e direttore artistico di pordenonelegge. Fra gli argomenti: le ultime tendenze della narrativa e saggistica italiana, analizzate grazie alla collaborazione con L'Indiscreto, e della poesia italiana, illustrate grazie alla collaborazione con pordenonelegge; una panoramica sui romanzi del Premio Strega, in collaborazione con la Fondazione Bellonci; le novità della letteratura per ragazzi, approfondite grazie alla collaborazione con la rivista Andersen; la figura del “traduttore scout” nella filiera del libro. “Dall'italiano al mondo” è realizzato dal Salone Internazionale del Libro di Torino in collaborazione con: Fiera del Libro di Francoforte, CEATL - Conseil Européen des Associations de Traducteurs Littéraires, FIT - Fédération Internationale des Traducteurs, PETRA-E Network, rivista L'indiscreto, Fondazione Bellonci, pordenonelegge, rivista Andersen. Il convegno è aperto a tutti i traduttori dall'italiano e la lingua di lavoro prevista è l'italiano.A seguire, i partecipanti riceveranno materiale illustrativo e contatti.Apertura iscrizioni: 20 luglio 2022- Chiusura iscrizioni: 1 ottobre 2022Per iscrizioni e informazioni: https://saltopiu.salonelibro.it (01119700801)Eventuali agenti o editori stranieri interessati possono presentare domanda via mail: dallitalianoalmondo@salonelibro.itIL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Daniele Petruccioli "L'ultimo atto del signor Beckett" Maylis Besserie

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Play Episode Listen Later Sep 2, 2022 27:29


Daniele Petruccioli"L'ultimo atto del signor Beckett"Maylis BesserieVoland Edizionhttps://www.voland.it/A Parigi, nel XIV arrondissement, in rue Rémy-Dumoncel, c'è un palazzo bianco, la casa di riposo Le Tiers-Temps. Tra gli ospiti, un signore dal volto cupo e gli occhi penetranti che gioca con i ricordi, mescolando due lingue, l'inglese della sua Irlanda e il francese dell'esilio letterario. Si tratta di Samuel Beckett, Premio Nobel per la letteratura nel 1969. Il racconto alterna in maniera suggestiva fatti realmente accaduti e immaginazione, flashback e monologhi interiori: circondato dai suoi fantasmi, afflitto dal dolore per la perdita dell'amata moglie Suzanne, l'ottantenne Beckett rievoca la vitalità del passato mentre assiste all'inesorabile cedimento delle proprie forze. Con una massiccia dose di humour e di tenerezza, Maylis Besserie ci rivela uno stupefacente Beckett in attesa del suo finale di partita. Un'emozione sempre più forte si impadronisce del lettore, man mano che il romanzo accompagna il grande irlandese verso l'ultimo dei suoi silenzi.Nata nel 1982 a Bordeaux, Maylis Besserie è una scrittrice e produttrice radiofonica francese. I diritti dell'Ultimo atto del signor Beckett (titolo originale Le tiers temps) – suo romanzo d'esordio, vincitore del Premio Goncourt 2020 opera prima – sono stati venduti in tutto il mondo, in Cina, Giappone, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Turchia, Grecia, Serbia e in molti altri paesi.Daniele Petruccioli traduce da portoghese, francese e inglese. Insegna all'Università di Roma Unint. Fra i suoi autori Dulce Maria Cardoso, Alain Mabanckou, Will Self. Ha vinto il Premio «Luciano Bianciardi» per la traduzione dall'inglese e il premio Annibal Caro alla traduzione, pubblicato i saggi Falsi d'autore. Guida pratica per orientarsi nel mondo dei libri tradotti (Quodlibet 2014) e Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi (La Lepre 2017), il romanzo La casa delle madri (Terra- Rossa 2020).IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Italiano con letteratura
I Promessi sposi, la nuova traduzione americana: c'è Scarface tra i Bravi di Manzoni, Gianni Riotta

Italiano con letteratura

Play Episode Listen Later Sep 1, 2022 8:08


https://www.repubblica.it/cultura/2022/08/25/news/nuova_traduzione_promessi_sposi_in_america_scarface_tra_i_bravi_di_manzoni-362916247/

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Margherita Belardetti "Il sospetto" Friedrich Dürrenmatt

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Play Episode Listen Later Aug 29, 2022 22:39


Margherita Belardetti"Il sospetto"Friedrich DürrenmattAdelphihttps://www.adelphi.it/Traduzione a cura di Margherita BelardettiIl vecchio commissario Bärlach è a fine corsa. A pochi giorni dalla pensione, giace in un letto d'ospedale. Il complesso intervento a cui è stato sottoposto è andato bene, sì, ma gli è stata diagnosticata una malattia senza scampo. È messo male, Bärlach, e le riviste che ha a disposizione per distrarsi non lo distraggono affatto: «Erano bestie, Samuel ... Tu sei un medico e puoi renderti conto. Guarda un po' questa fotografia» dice all'amico Hungertobel porgendogli un numero di «Life» del '45. Una scena di inaudita efferatezza: nel campo di concentramento di Stutthof il dottor Nehle, medico del lager, con «l'imperturbabilità di un idolo» sta operando un prigioniero senza narcosi. Di colpo Hungertobel impallidisce. In quella foto gli è parso di riconoscere il suo antico compagno di studi Emmenberger, ora stimato proprietario della più esclusiva clinica di Zurigo, un luminare amato dai suoi pazienti, che «credono in lui come in un dio». L'atroce sospetto, però, non tarda a rivelarsi infondato, anzi «una follia»: dalle informazioni che Bärlach riesce a ottenere risulta infatti che Nehle si è tolto la vita alla fine della guerra. Eppure qualcosa non gli torna. Ci sono strane discrepanze – e ancor più strane somiglianze: le figure di Nehle ed Emmenberger sembrano confondersi. Negli occhi di Bärlach, stretti a fessura, torna a brillare l'antica vitalità quando convince Hungertobel a farlo trasferire sotto falso nome, come paziente, nella clinica di Emmenberger. Lì potrà condurre la sua ultima, solitaria battaglia contro il Male.Friedrich DürrenmattScrittore svizzero tedesco (Konolfingen, Berna, 1921 - Neuchâtel 1990). Si affermò in campo teatrale come autore polemico, paradossale e iconoclasta, razionalisticamente scettico e insieme eticamente rigoroso, procedendo poi sulla strada d'un anticonformismo sarcastico e ironico, che non ripudia gli strumenti del grottesco virtuosisticamente manipolati. La sua opera più celebre è Der Besuch der alten Dame (1956).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Valeria Gattei "Quell'altro mondo" Azar Nafisi

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Play Episode Listen Later Aug 14, 2022 26:27


Valeria Gattei"Quell'altro mondo" di Azar NafisiNabokov e l'enigma dell'esilioAdelphihttps://www.adelphi.it/"Quell'altro mondo" - traduzione di Valeria GatteiNel ricordo di Azar Nafisi, rientrata in patria proprio nel 1979, l'anno della rivoluzione di Khomeini, la parola che più di frequente ricorreva nelle riflessioni sul nuovo destino che incombeva su di lei era «confisca»: la Repubblica islamica aveva infatti confiscato la storia dell'Iran, la sua cultura e la sua tradizione, e insieme l'identità di ogni individuo. Esiliata in patria, prigioniera di un regime totalitario ostile a tutto ciò che lasciasse spazio all'unicità, lacerata da un sentimento di irrealtà, abbandono e isolamento, Azar Nafisi non poteva che tornare all'amato Nabokov, e condividere con i suoi studenti l'esperienza di un rapporto improntato a un'esaltante reciprocità, giacché via via che si immerge nell'universo di uno scrittore il lettore non fa che arricchirlo di una percezione nuova, di una nuova dimensione. È nato così un libro tanto affascinante e singolare da ricordare alcuni ritratti dotati di coperchio del Rinascimento: il ritratto di Nabokov – frutto di un'analisi delle sue opere che sembra rispondere all'auspicio formulato in Lezioni di letteratura: «Leggendo, dovremmo prestare attenzione ai particolari, coccolarli» – cela infatti quello della realtà dell'Iran di allora, ma «andando oltre l'Iran, portando alla luce la mentalità totalitaristica in generale e i suoi bersagli».Azar Nafisi, figlia di Ahmad Nafisi, che è stato sindaco di Teheran e di Nezhat, prima donna ad essere eletta al parlamento iraniano, ha studiato dall'età di 13 anni in Inghilterra e ha proseguito i suoi studi negli Stati Uniti dove si è laureata in letteratura inglese e americana. Tornata in Iran, ha insegnato Letteratura angloamericana all'università di Teheran (da cui viene espulsa dopo 18 anni d'insegnamento a causa delle restrizioni del governo degli ayatollah) poi ha proseguito l'insegnamento quasi clandestinamente con un gruppo ristretto di alunni (come viene descritto nel best seller Leggere Lolita a Teheran). Torna poi per qualche anno all'insegnamento universitario, ma non nella capitale. Si trasferisce nel 1997 negli Stati Uniti, con il marito e i due figli, e vi ottiene la docenza alla School of Advanced International Studies dell'Università Johns Hopkins di Washington.Presso Adelphi ha pubblicato: Leggere Lolita a Teheran (2004), Le cose che non ho detto (2009), La repubblica dell'immaginazione (2015)IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

SBS Italian - SBS in Italiano
"Uomo Infranto", lo scrittore Antonio Casella presenta la traduzione in italiano del suo romanzo di maggior successo

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Jul 25, 2022 10:59


"The Sensualist" è apparso nelle librerie australiane nel 1991. A trent'anni di distanza, l'autore Antonio Casella ha deciso di tradurre il suo romanzo in italiano.

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Anna Zafesova "Il Geografo si è bevuto il mappamondo" Aleksej Ivanov

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Play Episode Listen Later Jul 19, 2022 26:17


Anna Zafesovatraduttrice di: "Il Geografo si è bevuto il mappamondo"Aleksej IvanovVoland Edizionihttps://www.voland.it/Perm', primi anni '90. Viktor Služkin, biologo alla soglia dei trent'anni in crisi esistenziale e professionale, si fa assumere come insegnante di geografia in una scuola della città. Ma il nuovo impiego non fa che complicare una vita già consacrata alla bottiglia e ostinatamente sgangherata. E così, tra intrecci amorosi, conflitti generazionali e avventure nella taiga, un'escursione sul fiume si trasforma in una prova di sopravvivenza tanto per i ragazzi che per il loro insegnante.Spassoso racconto di crescita, toccante storia d'amore, spietata satira sulla provincia e sulla scuola, Il Geografo si è bevuto il mappamondo è un romanzo esplosivo che ipnotizza e inchioda il lettore a ogni paginaAleksej Ivanov, nato nel 1969, paragonato a Čechov e Dostoevskij, è uno dei migliori eredi della grande tradizione letteraria russa. Autore di oltre 20 libri, ha vinto in Russia i premi più prestigiosi, tra cui il Book of the Year, il Prose of the Year e il Tolstoy Prize. Le sue opere sono tradotte in numerose lingue e vantano diverse trasposizioni cinematografiche.Anna Zafesova, traduttrice, giornalista italiana, storica e analista dell'ex Unione Sovietica, è stata corrispondente da Mosca per La Stampa. Con Sergio Romano ha recentemente pubblicato l'e-book Tramonto russo, Paesi Edizioni.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

La stanza di Adil
S04E12 - La lotta per i diritti delle lavoratrici sessuali - Chiara Flaminio

La stanza di Adil

Play Episode Listen Later Jul 18, 2022 15:07


Prostituzione, violenza di genere, migrazioni, lavoro e discriminazioni. Conversazione con Chiara Flaminio, traduttrice di "Prostitute in rivolta" (Tamu Edizioni).

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Roberto Maggiani "Il giardino di Sophia" Sophia de Mello Breyner Andresen

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Play Episode Listen Later Jun 29, 2022 23:48


Roberto Maggiani"Il giardino di Sophia"Sophia de Mello Breyner AndresenIl ramo e la fogliahttps://www.ilramoelafogliaedizioni.it/Per Sophia l'atto poetico equivale a tracciare un cerchio intorno alle cose, dentro il quale il reale e il tempo rimangono sospesi, in tale sospensione il suo sguardo sembra riuscire a focalizzare un principio motore, alla luce del quale cesella versi ben calibrati e cosparsi di assonanze: in essi è innegabile il risplendere della più sublime poesia che travalica ogni contesto sociale, culturale e storico per farsi universale sentire di ogni persona.Un giardino scosceso davanti all'oceano o un frutto su una tavola rimandano alla stessa dimensione esistenziale e, insieme, concorrono a riportare la persona umana al suo centro, nel momento presente ed esatto della vita attuale in cui la verità sembra, per un attimo, brillare e con essa il mondo intero, pur rimanendo tuttavia velata e irraggiungibile, misteriosa.Per quanto nelle poesie di Sophia si avverta una sorta di tremolio esistenziale di fondo, vi è in esse una decisa volontà a mettere in evidenza gli scostamenti dalla giustizia sociale e dall'equità denunciando, talvolta a fior di metafora, la demagogia e il fariseismo che spesso trovano, nella società, la loro più immediata e dannosa affermazione.“Il giardino di Sophia” è una selezione di poesie tratte dalle quattordici raccolte poetiche di Sophia de Mello Breyner Andresen, pubblicate dal 1944 al 1997. Cura e traduzione di Roberto Maggiani. Testo portoghese a fronte.«La poesia di Sophia è un esempio luminoso di incontro tra tradizione atlantica di stampo lusitano e radici classiche e mediterranee, di feconda fusione tra umanesimo cristiano e istanze sociali, il tutto nel quadro di un rigore tecnico e di una depurazione lessematica ineccepibili.» (dalla Postfazione di Claudio TrognonIL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Nicola Verderame "Il bistrò delle delizie"Tuğba Doğan

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Play Episode Listen Later Jun 24, 2022 22:35


Nicola Verderame"Il bistrò delle delizie"Tuğba DoğanCarbonio Editorehttps://carbonioeditore.it/Salih ha deciso di lasciare per sempre la Turchia, il Paese dove è nato e che ama, ma da cui si sente irrimediabilmente tradito. È ora di dire addio alla sua vecchia vita e di festeggiare la partenza al Bistrò delle delizie, un ristorante intimo e accogliente la cui proprietaria, Afitap, prepara tutte le estati la sua salsa speciale e si riserva di modificare le ordinazioni se i clienti scelgono il piatto sbagliato. E così, tra una portata e l'altra, i più cari amici lo ascoltano e a loro volta raccontano, cercando di convincerlo a restare, mentre Istanbul, con i suoi abitanti, i suoi profumi, i tramonti sul Bosforo, rivive nei ricordi di Salih, e le vere ragioni della partenza si fanno sempre più chiare…Con una narrazione avvincente in cui spazio e tempo si intrecciano fino ad abbracciare le emozioni più intime, Tuğba Doğan ci consegna un romanzo struggente sulla Turchia contemporanea, ricco di colori, di umanità e di poesia.Nata nel 1981, Tuğba Doğan è una delle voci emergenti della letteratura turca contemporanea. Laureata in sociologia, ha conseguito un master in lingua e letteratura turca. Con il suo primo libro, Musa'nın Uykusu, ha ricevuto la Menzione d'onore del premio letterario Notre Dame de Sion nel 2015. Il suo secondo romanzo, Il bistrò delle delizie (2019), ha riscosso il plauso della critica e del pubblico in Turchia, arrivando alla sua sesta ristampa in poco più di un anno.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Maria Rita Masci "Premio Mario Lattes per la Traduzione"

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Play Episode Listen Later Jun 23, 2022 23:04


Maria Rita Masci"Premio Mario Lattes per la Traduzione""Il dizionario di Maqiao" di Han Shaogong - Einaudi Editorehttps://www.einaudi.it/https://fondazionebottarilattes.it/Fine anni Sessanta, è la Rivoluzione culturale: milioni di studenti vengono trasferiti dalle città alle campagne per lavorare la terra spalla a spalla con i contadini. L'esperienza li trasforma, mettendoli a contatto con una vita dura e povera, e con una cultura eterodossa e semiprimitiva. Il viaggio di uno di loro, il «giovane istruito» Han Shaogong, si fa fonte inesauribile di riflessioni e suggestioni. I personaggi e le storie che poco per volta si uniscono a formare un unico affresco sono dei piú vari: il nullafacente Ma Ming, un taoista che vive al di fuori della società; il cantante dongiovanni che si scopre, alla sua morte, essere privo degli organi genitali; la «donna-sogno», considerata veggente perché in grado di indovinare i numeri della lotteria; la mucca Padron Hong, ritenuta la reincarnazione di un latifondista; un cane giallo; la pioggia. Il mondo con cui l'autore deve fare i conti è spesso percepito come spiazzante, perché il suo linguaggio si contrappone alla lingua ufficiale. Molti termini hanno significati diversi o addirittura contrari: «sveglio» significa «stupido», «addormentato» è sinonimo di «intelligente» e chiamare qualcuno «scienziato» equivale a dargli dello «scansafatiche». Man mano che le vicende si affastellano, anche lo sguardo dell'autore subisce una metamorfosi: lo straniero, il giovane intellettuale pieno di pregiudizi, finisce per diventare un memorialista nostalgico, determinato a risalire alla fonte dell'essenza culturale del suo popolo per gettare nuova luce sulla tradizione e sull'identità nazionale. Dalla voce di uno dei piú importanti narratori cinesi contemporanei, un romanzo dalla struttura originalissima che è insieme entusiasmante esperimento formale e riflessione poetica sulla lingua; considerazione filosofica sull'impossibilità di creare un linguaggio normalizzato e universale; e infine memoria storica di culture e popoli ormai scomparsi attraverso il loro modo di comunicare.Han Shaogong è nato a Changsha nel 1953 e vive sull'isola di Hainan. Negli anni Ottanta è stato protagonista della rinascita della letteratura del dopo-Mao in quanto iniziatore e teorico della tendenza detta della «ricerca delle radici», cui appartiene anche il premio Nobel Mo Yan. Nel 2011 ha ricevuto il premio Newman per la letteratura cinese. In italiano è stato pubblicato Pa pa pa (Theoria 1992) e La storia e le storie (Hoepli 2009). Per Einaudi ha pubblicato Ill dizionario di Maqiao (2021).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Silvia Pozzi "Premio Mario Lattes per la Traduzione"

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Play Episode Listen Later Jun 22, 2022 15:19


Silvia Pozzi"Premio Mario Lattes per la Traduzione""Pechino pieghevole" di Hao Jingfang Add Editorehttps://www.addeditore.it/https://fondazionebottarilattes.it/Pechino è divisa in tre spazi e le ventiquattr'ore di ogni giorno sono state accuratamente organizzate per salvaguardare il tempo e l'aria che respira l'élite, composta da cinque degli ottanta milioni di persone che abitano la metropoli. Tutti gli altri, incastrati nella rigida stratificazione urbana, si spartiscono quello che rimane. Lao Dao è nato nella città pieghevole e lavora in discarica come suo padre. Vive nel sottosuolo, ma per consegnare una lettera in cambio di denaro si intrufolerà negli spazi della classe media e di quella alta, scoprendo l'esistenza di mondi diversi dal suo.Catastrofe ecologica, tecnologie di sorveglianza e disuguaglianze sociali stravolgono il tempo e lo spazio in Pechino pieghevole, l'emblematico racconto che dà il titolo a questa raccolta folgorante, un caso letterario che si inserisce nell'«ultra-irrealismo» (chaohuan), il nuovo genere letterario ispirato dalla realtà allucinata della Cina odierna. Negli undici racconti, Hao esplora la fragilità umana alle prese con gli spettri del cambiamento e del possibile, l'intelligenza artificiale e l'automazione, costruendo una narrazione pervasa di sensibilità per quest'epoca di incertezza, solitudine e disorientamento.Se la science fiction è il realismo dei nostri tempi, Hao Jingfang rivela angolazioni inattese ed estreme da cui osservare il mondo futuro in cui già viviamo.L'ultra-irrealismo di Hao Jingfang ci restituisce un futuro cinese sempre più simile al nostro. – Simone PieranniL'opera cinese di fantascienza che svela il presente in cui viviamo. – New York TimesDopo questa lettura la realtà non è più la stessa. Teoria scientifica e riflessione politica si uniscono in uno sguardo tagliente sul conflitto di classe e il mondo che abitiamo.– Uncanny MagazineHao Jingfang (1984) è un'autrice cinese di fantascienza, la prima ad aver vinto lo Hugo Award, grazie a Pechino Pieghevole, il suo primo libro tradotto in italiano. Vive a Pechino dove lavora come ricercatrice presso la China Development Research Foundation.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Radio Feltrinelli
La traduzione: Erri De Luca

Radio Feltrinelli

Play Episode Listen Later Jun 22, 2022 40:50


Erri De Luca: Traduzione, un mezzo di trasporto, una lezione sulla traduzione. In collaborazione con “Tradurre la letteratura” FUSP. Registrato al Salone del libro di Torino 2022. Erri De Luca è un autore Feltrinelli. www.feltrinellieditore.it

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Nicoletta Pesaro "Premio Mario Lattes per la traduzione"

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Play Episode Listen Later Jun 17, 2022 19:50


Nicoletta Pesaro"Premio Mario Lattes per la traduzione"Fondazione Bottari Latteshttps://fondazionebottarilattes.it/È dedicata alla letteratura contemporanea in lingua cinese tradotta in italiano la seconda edizione del Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione, promosso dalla Fondazione Bottari Lattes, in collaborazione con l'Associazione culturale Castello di Perno e il Comune di Monforte d'Alba.Le finaliste e i finalisti selezionati dalla Giuria stabile del Premio per questa edizione sono: Marco Botosso e Maria Teresa Trucillo traduttori di Colora il mondo di Mu Ming (Future Fiction); Maria Gottardo e Monica Morzenti traduttrici di I due Ma, padre e figlio di Lao She (Mondadori); Patrizia Liberati e Maria Rita Masci traduttrici di Il dizionario di Maqiao di Han Shaogong (Einaudi); Nicoletta Pesaro traduttrice di Grida di Lu Xun (Sellerio); Silvia Pozzi traduttrice di Pechino pieghevole di Hao Jingfang (add editore).Lu Xun"Grida"traduzione di Nicoletta PesaroSellerio Editorehttps://sellerio.it/it/Con lo scrittore Lu Xun (1881-1936) inizia, nei primi del Novecento, la letteratura cinese moderna. Autore di opere narrative e in più scritte nella «lingua piana», più comunemente parlata («il fondatore della lingua cinese moderna», lo presentava Dario Fo), completava, grazie a queste sue decisive innovazioni, due rivoluzioni nella tradizione. Nel Celeste Impero solo le opere poetiche avevano le doti per essere considerate vera letteratura, mentre ne era esclusa la narrativa, e per di più dovevano essere composte in lingua letteraria, cioè aulica, artificiale, poco comprensibile a chi era fuori dalle élite. Questa spinta al cambiamento è spesso evidente nelle situazioni e nei personaggi dei suoi racconti, che per lo più parlano di storie piccole, quotidiane, che dipingono in modo vivacissimo la vera vita nei villaggi e nei quartieri delle persone vere, incastrate nelle ironie, o nei paradossi, o nelle tragedie della loro esistenza. In uno stile ondeggiante tra il satirico e il grottesco. Opere che fra l'altro in generale mostrano la forza universale del genere racconto, capace di trasmettere in un lampo di immediatezza la colorazione emotiva di una condizione, per quanto lontana. Di farla sentire.Lu Xun fu introdotto in Italia fin dalla metà del secolo scorso, con rare anteprime precedenti. Interessava la varietà del suo lavoro, dal saggio al racconto; e probabilmente attirava che l'autore rappresentasse contemporaneamente due aspetti, gli sforzi di un enorme paese per entrare nella modernità e il peso e le permanenze di una civiltà antichissima e ammirevole.Grida è il primo dei tre volumi dell'edizione completa dei suoi racconti, in una nuova traduzione originale.Scrive nella Postfazione Nicoletta Pesaro che ha curato il volume: «Ma l'intuizione e la genialità dello scrittore, sicuramente il più significativo e influente di tutto il secolo scorso in Cina, non si manifestano soltanto nell'aver promosso la narrativa nel sistema letterario cinese; la forza e la passione riformista e rivoluzionaria, una straordinaria e suggestiva potenza artistica, il dualismo fra tradizione e modernità così come lo scarto tra volontà illuministica dell'intellettuale e la pessimistica constatazione dell'inerzia del popolo contadino, uno stile, infine, irregolare e a tratti spigoloso che coglie spunti sia dall'esperienza del racconto russo e dell'est europeo sia dalla tradizione lirica cinese: tutti questi elementi rendono irripetibile e artisticamente eccezionale la sua narrativa».IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Alessandra Iadicicco "Peter Handke"

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Play Episode Listen Later Jun 7, 2022 28:21


Alessandra Iadicicco, traduttrice"La mia giornata nell'altra terra" Guanda Editore "Di notte, davanti alla parette con l'ombra degli alberi" Settecolori Edizioni Peter Handke"La mia giornata nell'altra terra"Traduzione di Alessandra IadiciccoGuanda Editorehttps://www.guanda.it/Nel villaggio è considerato un matto, «posseduto non da uno, ma da innumerevoli demoni». È un contadino, un coltivatore di frutta, vive con la sorella, unica rimasta della famiglia. Sono i suoi strani atteggiamenti ad avergli attirato la diffidenza di tutti. Si accampa in una tenda tra le lapidi del vecchio cimitero, si aggira imprecando in una lingua sconosciuta e forse inesistente ma sa cantare con voce d'angelo, sconvolge gli altri con oracoli sbalorditivi… Eppure, un giorno, sulla riva del lago che separa la sua dall'altra terra, un uomo lo guarda come nessuno aveva fatto prima. È così che questo strano frutticultore vagabondo e veggente vive una trasformazione. La traversata del lago su una barca a remi verso la sponda opposta inaugura una serie di incontri simbolici: una compagnia di pescatori, una sanguisuga che rifiuta di succhiare il suo sangue, un predicatore, una poliziotta in preghiera... Nel corso della giornata il protagonista, liberato dalle proprie ossessioni, disposto a guardare con occhi nuovi – anzi nemmeno più con gli occhi, bensì con le spalle, la pianta dei piedi, la punta delle dita – sperimenta un profondo senso di gioia. Lo stesso che prova il lettore immergendosi in questo breve romanzo perfetto.Peter Handke"Di notte, davanti alla parete con l'ombra degli alberi"Settecolori Edizionihttps://www.settecolori.it/Nel tempo prolungato e sospeso che si confà alla durata e alle ore della sera, Peter Handke raccoglie frammenti di pensieri che brillano come pagliuzze d'oro e generano la luce magica più adatta ad animare gli arabeschi delle ombre. Scrive d'amore, “in cui ci si può solo perdere”, scrive di quel sentimento che nasce dalla comunione di amore e di volontà, l'entusiasmo, “che si può solo condividere”. Scrive anche delle “nefandezze della fretta”, dell'impazienza e dell'altro tempo, il tempo della natura, quello che ha a che fare con il vorticare delle foglie, l'oscillare dell'erba, il tremolio della rugiada, soglie più precise dell'alternarsi delle stagioni… Scrive infine del ritmo dell'anima (“sta lì la durata”)…Sono note che hanno il carattere della confessione, della rivelazione e i tratti, le vibrazioni della preghiera propria di un asceta laico. Note che Handke accompagna, intervalla, incastona con disegni (qui riprodotti e che fanno del volume un piccolo libro d'arte), diorama che sono danze di luce e pittura su vetro.Diario di uno scrittore autentico, preso di sorpresa, di notte, nell'ombra, taccuino di un cronista della durata, di un uomo che abita nella durata, che ha stretto amicizia con il tempo e si dice: “Smettila di immaginarti di essere giovane – Perché?”.Proprio la semplicità, la chiarezza, il nitore costituiscono la cifra stilistica di questi appunti che fanno sussultare il cuore ad ogni passo. Un libro che andrebbe imparato a memoria riga per riga.Peter Handke, nato a Griffen (Austria), nel 1942, è romanziere, drammaturgo e poeta. La casa editrice Guanda ha pubblicato Storie del dormiveglia, Falso movimento, Il peso del mondo, La storia della matita, Pomeriggio di uno scrittore, Epopea del baleno, Saggio sul luogo tranquillo, Saggio sul cercatore di funghi, Prima del calcio di rigore, L'ambulante, I giorni e le opere e I calabroni. Nel 2009 gli è stato conferito il premio Franz Kafka e nel 2014 ­l'International Ibsen Award. Ha collaborato in varie occasioni con il regista Wim Wenders, fino a Il cielo sopra Berlino. Nel 2019 gli è stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura per “la sua opera influente che ha esplorato con ingegnosità linguistica la periferia e la specificità dell'esperienza umana”.Alessandra Iadicicco (Milano) è laureata in filosofia, giornalista professionista dal '97, ha collaborato e collabora con le pagine culturali delle principali testate nazionali (Il Sole 24 Ore, L'Espresso, Il Giornale, Panorama, Il Foglio e Il Corriere della Sera). Dedita da vent'anni a un'intensa attività di traduzione letteraria e filosofica dal tedesco, ha tradotto, tra l'altro, una ventina di titoli di Ernst Jünger, gli ultimi scritti di Peter Handke e tutto lo Heidegger esoterico, dal capolavoro segreto e postumo Contributi alla filosofia. Dall'evento (Adelphi 2007) al controverso, lunghissimo diario filosofico in pubblicazione con il titolo Quaderni neri (Bompiani 2014-2017).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Paolo Mereghetti "Il posto delle fragole" Ingmar Bergman

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Play Episode Listen Later May 31, 2022 17:43


Paolo Mereghetti"Il posto delle fragole"Ingmar BergmanIperborea Edizionihttps://iperborea.com/"Il posto delle fragole" il testo di Ingmar Bergman, diventato film, è stato chiuso il 31 maggio 1957, a Stoccolma.Sono 65 anni di un testo straordinario che fa scendere nella profondità dell'animo umano.Esiste forse per tutti un posto delle fragole, un luogo dove rimane intatto l'incanto dell'infanzia, l'io che eravamo, con la semplicità, l'autenticità e le speranze di quando la vita era davanti, un luogo, che forse c'è ancora dentro o fuori di noi, dove qualcuno può metterci davanti uno specchio e farci vedere quello che siamo diventati, quello che abbiamo perduto, quello che forse possiamo ancora ritrovare. Sono le fragole selvatiche colte nel giardino della casa d'infanzia la madeleine di Isak Borg, vecchio professore egoista e misantropo, in viaggio da Stoccolma a Lund per la celebrazione del suo giubileo all'Università, coronamento della carriera di medico e ricercatore. Da lì i ricordi prendono a intrecciarsi alla realtà, trasformando il viaggio verso Lund in una sorta di pellegrinaggio, in cui gli episodi, i sogni, gli incontri sono come tappe di un percorso catartico all'interno di se stesso. Il vedersi attraverso gli occhi degli altri, l'incidente con la coppia in eterno reciproco tormento, la visita alla madre gli lasciano intravedere i suoi fallimenti, il vuoto della sua solitudine e quella verità che sembrano volergli comunicare i suoi incubi: «Sono morto. Anche se sono vivo.» Mentre la presenza della nuora Marianne, la freschezza dei tre ragazzi cui offre un passaggio, Victor e Anders con i loro litigi su Dio, e Sara, così lieve e piena di voglia di vivere, così simile all'amata cugina Sara che ricompare nei suoi sogni, gli aprono la via verso una riconciliazione. La vecchiaia, l'infanzia, la giovinezza, l'esistenza di Dio, le occasioni perdute, la nostalgia, l'amore sono i temi intorno a cui si gioca ancora una volta la partita a scacchi tra la morte e la vita per il possesso di un'anima.Ingmar Bergman (1918-2007), è uno dei maestri indiscussi della cinematografia internazionale. Figlio di un pastore protestante della corte reale, debutta come drammaturgo negli anni Quaranta, dando espressione al clima angoscioso del periodo con una serie di drammi che si riallacciano alla tradizione di Strindberg, H. Bergman e Lagerkvist. Ma l'affermazione giunge a partire dagli anni Cinquanta, con l'attività di regista di cinema e di teatro, due ambiti che si intrecciano continuamente nella sua opera.Paolo Mereghetti (Milano 1949), giornalista e critico cinematografico per il Corriere della Sera e il magazine Io Donna, ha scritto su Ombre rosse, Positif, Linea d'ombra, Reset, Lo straniero e tiene una rubrica su Ciak. Ha pubblicato per i Cahiers du Cinéma e Le Monde un volume su Orson Welles, poi editato in Italia, Spagna e Gran Bretagna. Nel 2012 ha curato per Contrasto il volume Movie:Box, tradotto in sei lingue. E' stato consulente per la Mostra del cinema di Venezia durante le direzioni di Lizzani, Rondi e Barbera. Ha pubblicato, tra gli altri, saggi e volumi su Arthur Penn, Marco Ferreri, Bertrand Tavernier, Sam Peckinpah, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Serge Daney e Jacques Rivette. Nel 2001 ha vinto il Premio Flaiano per la critica cinematografica.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/