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il posto delle parole
Giovanna Granato "Tripla eco" H. E. Bates

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Feb 24, 2026 19:53


Giovanna Granato"Tripla eco"H.E. BatesAdelphi Edizioniwww.adelphi.it«Dopo sessant'anni di scrittura e di lettura, metterei H.E. Bates tra i migliori autori di racconti del mio tempo» (Graham Greene).Traduzione di Giovanna GranatoSiamo nel cuore vivo, intimamente vulnerabile, della campagna inglese, la seconda guerra mondiale è al terzo anno e il marito della protagonista è da tempo prigioniero dei giapponesi. Isolata, lontana anche dal minuscolo centro abitato, la donna conduce un'esistenza selvatica, scandita dai ritmi della natura, e solo l'irruzione di un giovane soldato in licenza, refrattario alla vita militare, rompe la solitudine. Quando il ragazzo decide di disertare, lei lo asseconda e, in virtù della sua bellezza eterea, quasi femminea, non esita a travestirlo in modo da farlo passare per la sorella agli occhi di eventuali curiosi. La relazione sembra reggere sui trampoli del magato idillio, finché un brutale sergente della polizia militare non s'invaghisce della «sorella», con le conseguenze del caso. Tutto rimarrà ambiguo sino all'ultimo, prima di convergere nell'esito beffardo tracciato a punta secca dalla sorte.Rarissimo è incontrare un racconto così calibrato, perfetto in ogni dettaglio, dalla cadenza del fraseggio al susseguirsi delle stagioni, dai colori del paesaggio agli umori dei personaggi, dai tuoni alle risate, fino al senso di prigionia che la neve insinua nell'«estasi del vuoto», nell'incosciente attesa di uno sparo, o della sua eco. E non possiamo che essere grati a Bates per questo incontro.Giovanna Granato ha fatto della traduzione il suo unico mestiere. Oltre a buona parte dell'opera di David Foster Wallace, ha tradotto Colm Tóibín, Edna O'Brien, Flannery O'Connor, Norman Mailer, Emma Cline, Martin Amis, Michel Faber. Nel 2019 ha vinto il premio Letteraria della città di Fano per la traduzione di La casa dei nomi di Colm Tóibín.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Giacomo Longhi "Vita appesa" Atef Abu Saif

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Play Episode Listen Later Feb 11, 2026 21:21


Giacomo Longhi"Vita appesa"Atef Abu SaifAlessandro Polidoro Editorewww.alessandropolidoroeditore.itUn romanzo potente e attuale che racconta cosa significa vivere nella Striscia di Gaza.In un campo profughi della Striscia di Gaza, la vita di Na‘im, tipografo che stampa i manifesti dei giovani martiri, viene spezzata da un proiettile. La sua morte segna l'inizio di una storia che intreccia tragedia privata e destino collettivo: il figlio Salim, rientrato dall'Italia dove lavora come ricercatore, deve fare i conti con un passato che credeva di aver lasciato alle spalle e un presente che lo reclama. Tra la fidanzata di un tempo, Giaffa, e l'inattesa ricomparsa di Nataly, ex compagna ora giornalista, Salim si muove in un labirinto di affetti, lutti e scelte difficili. Attorno a lui prendono forma le vicende degli amici di sempre – chi sceglie la resistenza, chi una carriera nel grande «panificio di notizie» che è Gaza, chi sogna l'estero, chi scala le gerarchie del potere – mentre il passato riaffiora nei racconti della vecchia generazione, fatti di sconfitte e tenacia. Dal ricordo della Nakba alle Intifade, dalle serate letterarie nei caffè alle prigioni, dai tunnel sotterranei all'economia dell'assedio, dalla speculazione edilizia ai movimenti di protesta civile, il romanzo ci trascina negli ingranaggi di Gaza, una «macchina della vita».Traduzione dall'arabo di Lorenzo Declich e Daniele Mascitellia cura di Giacomo Longhi Alberti«Chi vede la morte ha paura di una cosa: essere dimenticato. Anche durante un genocidio le persone sanno l'importanza delle parole e della scrittura». Originario del campo profughi di Jabalia, nella Striscia di Gaza, dove è nato nel 1973, Atef Abu Saif si è laureato in Lin­gue e Letteratura inglese all'Università di Bir-Zeit di Ramallah e ha con­seguito un master presso l'Università di Bradford (UK) e un dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze. È autore di cinque romanzi, tra i quali Una vita sospesa, finalista del Premio Internazionale per la Narrativa Araba 2015. Nel 2014 ha curato l'antologia The Book of Gaza (Comma Press), composta da dieci racconti brevi di scrittori della Striscia. Già portavoce del partito di Fatah e Ministro della cultura della Palestina dal 2019 al 2024, si trovava nella Striscia di Gaza per un breve viaggio di lavoro quando Israele ha lanciato la sua offensiva il 7 ottobre 2023: per sessanta giorni ha testimoniato in presa diretta la violenza della guerra e le devastanti perdite di vite umane e le sue cronache – poi confluite nel doloroso Diario di un genocidio (Fuoriscena, 2024) – sono state pubblicate dalle principali testate giornalistiche internazionali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Paolo Gulisano "L'abolizione dell'uomo" C.S. Lewis

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Feb 8, 2026 23:22


Paolo Gulisano"L'abolizione dell'uomo"C.S. LewisRiflessioni sull'educazione con particolare riferimento all'insegnamento dell'inglese negli ultimi anni delle scuole elementariAdelphi Edizioniwww.adelphi.itTraduzione di Edoardo RialtiUn grido di allarme ironico e appassionato, nella tradizione di Swift e Chesterton, contro gli esiti sinistri dell'idolatria tecnologica.L'approdo al cristianesimo, per Lewis – «un pagano convertito in un mondo di puritani apostati», come lui stesso amava definirsi –, affonda le radici in tutto quanto nella filosofia, nei miti e nella letteratura lo aveva ammaliato, quasi che Platone e le saghe nordiche, i Salmi e le avventure di Artù e Merlino fossero indissolubilmente intrecciati. Ed è a difesa dell'antica sapienza che Lewis, con queste conferenze tenute al King's College di Newcastle nel 1943 e presto divenute un caposaldo della critica alla modernità e al suo culto della tecnologia, volle lanciare una generale chiamata alle armi. Prendendo le mosse dall'innocuo paragrafo di una grammatica per le elementari, Lewis, con la chiarezza del logico aristotelico, l'umorismo polemico di Chesterton e Swift e la forza immaginativa dello scrittore di fantascienza, bracca il relativismo che serpeggia velenoso nella nostra società, nei modelli educativi, nella propaganda e nel mercato dei consumi, e delinea l'ormai ineluttabile trionfo di una sinistra distopia tecnocratica. È possibile inventare nuovi valori in nome del progresso? Che cosa accomuna scienza e magia? Quale tirannide si annida in un sistema che recide i nessi con la tradizione universale e condiziona le coscienze? E soprattutto: che cosa significa essere e restare esseri umani? Interrogativi che si sono imposti prepotentemente nell'èra digitale, ma che Lewis aveva formulato con profetica chiarezza più di ottant'anni fa.Paolo Gulisano è nato a Milano nel 1959. È medico, cultore di storia della Medicina e saggista. Ha pubblicato nel 2002 la prima monografia italiana su Chesterton: Chesterton e Belloc: apologia e profezia ed è fondatore e vicepresidente della Società Chestertoniana Italiana. È considerato uno dei maggiori esperti di J.R.R. Tolkien a cui ha dedicato: La mappa della Terra di Mezzo, La mappa del Silmarillon, La mappa dello Hobbit, Tolkien il mito e la grazia, Gli eroi de Il Signore degli Anelli. Si è occupato inoltre del beato John Henry Newman e di san Tommaso Moro con il volume Un uomo per tutte le utopie. L'eredità di san Tommaso Moro. Per Ares ha scritto Chesterton. La sostanza della fede (con Daniele De Rosa); Là dove non c'è tenebra. Storia di amicizia tra scrittori; Indagine su Sherlock Holmes; Stevenson. L'avventura nel cuore; C.S. Lewis. Nella terra delle ombre; «Cercate prima il Regno di Dio». Stanislao Medolago Albani. Padre del cattolicesimo sociale; e, per la collana “Un santo per amico”, Giuseppe Moscati. Il santo medico and Patrizio. Un santo tra le rovine dell'Impero. Diversi suoi volumi sono stati tradotti all'estero. Il suo sito è www.paologulisano.comDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Filippo D'Angelo "Marthe, storia di una prostituta" Joris-Karl Huysmans

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Play Episode Listen Later Feb 4, 2026 21:01


Filippo D'Angelo"Marthe, storia diuna prostituta"Joris-Karl HuysmansPrehistorica Editorewww.prehistoricaeditore.itTraduzione a cura di Filippo D'Angelo.Finalmente nelle mani dei lettori italiani Marthe, storia di una prostituta di Joris-Karl Huysmans, nella sontuosa traduzione di Filippo D'Angelo, che impreziosisce l'edizione con una postfazione d'autore.Orfana dall'età di quindici anni, Marthe lavora come operaia in una fabbrica di perle finte, nella Parigi di fine Ottocento. L'illusione di un destino migliore le spalanca le porte di una casa chiusa, gettandola in una vita fatta di eccessi, disgusti, umiliazioni. Proverà a estirparsi da quell'esistenza grazie a un ingaggio come cantante ottenuto in un teatro popolare e alla relazione con Léo, un giovane scrittore che ignora tutto del suo passato.Pubblicato nel 1876, questo primo romanzo di Huysmans esplora le speranze e i disinganni di due giovani in conflitto con la società spietata che li circonda. Scritto in uno stile già maturo e inconfondibile, fatto di metafore eccentriche e di immagini vividissime tratte dal quotidiano, Marthe, storia di una prostituta immortala le atmosfere e gli ambienti che, tra Baudelaire e Toulouse-Lautrec, fecero di Parigi, secondo la definizione di Walter Benjamin, la capitale del diciannovesimo secolo.Huysmans nacque a Parigi nel 1848 da una famiglia di origine olandese, ed è per richiamare queste sue origini nordiche che germanizzò il suo nome George-Charles in Joris-Karl. Frequentò studi piuttosto irregolari e per vivere divenne funzionario del Ministero degli Interni, mentre il suo amore per la Letteratura lo indusse a scrivere fin dal 1876 romanzi di impronta Naturalista. Nel 1880 entrò a far parte dell'esclusivo Gruppo di Medan, a cui faceva da capo Zola che lo considerava il suo allievo prediletto. Nel corso di pochi anni si sentì attratto dagli atteggiamenti estetizzanti dei simbolisti (fu amico di Mallarmé) che finì per codificare nel romanzo Controcorrente del 1884, prima di attraversare una profonda crisi mistica e abbracciare la religione cattolica, fino alla morte sopraggiunta nel 1907 (Parigi).Nato a Genova nel 1973, Filippo D'Angelo ha insegnato letteratura francese nelle Università di Limoges, Grenoble e Parigi 3. Oltre a traduzioni di autori francesi classici e contemporanei, ha pubblicato il romanzo La fine dell'altro mondo (Minimum fax, 2012) e La città del tempo (Nottetempo, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Claudio Trognoni "Aracne" António Franco Alexandre

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Play Episode Listen Later Jan 29, 2026 20:01


Claudio Trognoni"Aracne"António Franco AlexandreEdizioni Ensemblewww.edizioniensemble.itFinalmente in Italia l'opera di António Franco Alexandre, uno dei maggiori poeti portoghesi contemporanei.Questo volume rappresenta la prima opera di António Franco Alexandre a essere tradotta e pubblicata in Italia. Il dato è sorprendente, se si pensa alla non trascurabile fortuna che la letteratura di un paese in fin dei conti periferico nel mercato editoriale mondiale come il Portogallo ha conosciuto presso il pubblico italiano, anche quello più ampio, e che in buona parte si deve al binomio Fernando Pessoa (visto principalmente attraverso la lente di Antonio Tabucchi) – José Saramago. Il dato assume ancor di più i contorni della singolarità se è vero che, assieme al XVI secolo, il XX secolo è unanimemente ritenuto il secolo d'oro della poesia portoghese, e che António Franco Alexandre è considerato da una consistente parte della critica patria come uno tra i maggiori poeti portoghesi viventi.António Franco Alexandre (Viseu, 1944) è una delle più importanti voci poetiche del Portogallo contemporaneo. Ha studiato matematica e filosofia in Francia e negli Stati Uniti. Rientrato in patria nel 1975 dopo la dittatura, è stato professore di filosofia presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Lisbona. Rivelatosi come poeta negli anni '60, ha pubblicato tredici raccolte di versi, riunite oggi nel volume Poemas, recentemente pubblicato dalla casa editrice Assírio & Alvim. Le sue opere sono state tradotte in francese e in spagnolo.Claudio Trognoni  (Roma, 1985) insegna lingua e traduzione portoghese e ha tradotto in italiano opere di autori come Al Berto, Fernando Cabral Martins, Pedro Eiras e David Machado. Si occupa anche di narrativa del XX secolo, di traduttologia e dello studio delle politiche linguistiche nei paesi lusofoni. È membro del Centro de Literaturas e Culturas Lusófonas e Europeias dell'Università di Lisbona e collabora con il settore culturale dell'Ambasciata del Portogallo a Roma.Questo libro è stato pubblicato nell'ambito della Linha de apoio à tradução e edição (LATE), promossa dalla Direção Geral do Livro e dos Arquivos (DGLAB) e dal Camões, I.P.Si ringrazia per il contributo anche la Cattedra Agustina Bessa-Luís dell'Università di Roma Tor Vergata.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Rame
Episodio 122. Quattro figli non sono un lusso, ma una scelta (e un piano)

Rame

Play Episode Listen Later Jan 28, 2026 15:41


Cresciuta in un contesto molto umile a Rovigo, Natalia impara presto che cosa significa mandare avanti una famiglia con un solo reddito: il padre lavorava come autotrasportatore in proprio mentre la madre era casalinga. «Quando avevo diciassette anni aiutavo mio padre a fare le fatture e compilavo quei documenti con il pagamento a centoventi giorni. Solo più tardi ho capito cosa volesse dire mandare avanti una famiglia con un solo reddito, aspettando mesi per essere pagati».Per Natalia, quelle difficoltà si trasformano in un desiderio di libertà e autonomia: «Per me il lavoro è sempre stato, da un lato, una forma di realizzazione personale e, dall'altro, la garanzia di poter scegliere». Così, dopo l'università in Lingue e Traduzione, decide di mettersi in proprio, affrontando senza paura la partita Iva e imparando presto a gestire tasse e contributi: «Dopo il primo anno da libera professionista ho cominciato a segnarmi tutte le domande, anche quelle che mi sembravano stupide. Ho capito che, quando si parla di tasse e calcoli, non c'è davvero nulla di ovvio». Nel frattempo, Natalia si sposa. Suo marito lavora come ferroviere e ha un'entrata fissa ogni mese, un elemento di stabilità che entra nell'equilibrio della famiglia. L'idea di avere dei figli c'è, ed è un desiderio che prende forma poco alla volta. Il desiderio, però, da solo non basta: serve pianificazione, consapevolezza e, soprattutto, coerenza con i propri valori. Questo significa valutare molti fattori, e fare calcoli realistici su quello che è sostenibile senza rinunciare a ciò che si ritiene importante. «Il dibattito sul fatto che non si facciano i figli perché tutto costa è giusto ed è sacrosanto, però io penso che la considerazione economica ci deve essere fino a un certo punto. Quello che non viene detto prima è che ci devono essere delle scelte che uno deve fare a monte: se tu hai almeno un'idea del tuo futuro riesci a fare delle scelte che poi ti aiutano economicamente anche dopo». Per Natalia, quindi, l'equazione figli = costi, per quanto innegabile, resta solo parziale. I soldi servono, certo, ma ancora più importanti sono le decisioni quotidiane e lo stile di vita che si vuole dare alla famiglia, anche quando esso comporta dei sacrifici. Adesso i figli di Natalia hanno 11, 8, e 4 anni, mentre il più piccolo ha solo 8 mesi. In casa, Natalia e suo marito, riescono a portare una cifra mensile di circa 4.500 euro, molto variabile. E tutto quello che possono risparmiare, lo investono per il futuro dei figli, che intanto imparano il valore del denaro attraverso piccole lezioni di educazione finanziaria quotidiane. Ma la lezione più grande che Natalia vuole trasmettere è chiara: «Spero che i miei figli capiscano che le cose materiali contano fino a un certo punto. È importante avere degli obiettivi, e che questi si possano raggiungere anche in modo creativo… i soldi non sono un punto di partenza, ma uno strumento per arrivare a uno scopo». 

Occhio al mondo
È tutto tradotto automaticamente: comodo... ma stiamo cedendo la lingua alle macchine?

Occhio al mondo

Play Episode Listen Later Jan 28, 2026 10:22


A scuola ci dicono che senza inglese saremmo spacciati. Ma oggi è davvero così? Apri YouTube e trovi un tizio che "parla italiano perfetto"... ma è doppiaggio automatico.Comodo, sì. Ma se il contenuto viene modificato a priori e l'originale è nascosto dietro 4 click, non stiamo perdendo qualcosa?Perché la traduzione automatica non è solo "comodità": è un filtro che può cambiare tono, contesto e cultura.Se ti va supportami https://it.tipeee.com/br1brownTELEGRAM - INSTAGRAMTutti i miei link: https://linktr.ee/br1brownFonti:How machine translation impacts language learning | MTrill Project | Results in Brief | H2020 | CORDIS | European CommissionTraduzione automatica: come sta influenzando il mondo delle traduzioni e quali sono i suoi limitiLe traduzioni AI capiscono tutti allo stesso modo?

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Simona Mambrini "La vecchia" Georges Simenon

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Play Episode Listen Later Jan 26, 2026 24:56


Simona Mambrini"La vecchia"Georges SimenonEdizioni Adelphiwww.adelphi.it«Lei non ha mai scritto niente di simile» disse una volta Paul Morand a Simenon, dopo aver letto La vecchia. Il romanzo è quello che, a teatro, si definirebbe un huis clos : una vicenda la cui azione si svolge quasi interamente in uno spazio chiuso. La scena è un appartamento dell'Île Saint-Louis, a Parigi, dove quattro donne si osservano, si spiano, pronte in ogni momento a umiliare e a colpire. Sophie Émel, la proprietaria – celebre paracadutista che conduce un'esistenza molto dissipata e molto alcolica, e condivide la propria stanza da letto con giovani donne più o meno sbandate –, ha accettato, per una sorta di svagata curiosità, di ospitare la nonna, che non vede da tempo: una temibile ottantenne che si era barricata nella sua casa destinata alla demolizione, minacciando di buttarsi dalla finestra. Tra la giovane e la vecchia si innesca un complicato gioco al massacro, fatto di reciproci sospetti e sottili crudeltà, che finisce per coinvolgere anche l'ultima amichetta di Sophie e l'occhiuta domestica. In un'atmosfera ogni giorno più claustrofobica e inquietante, Simenon compone, in modo magistrale, un crescendo che sfocerà, inesorabilmente, nel­ la violenza.Georges SimenonRomanziere di lingua francese e di origine belga, è nato a Liegi nel 1903. La sua vastissima produzione (circa 500 romanzi) occupa un posto di primo piano nella narrativa europea. Grande importanza ha all'interno del genere poliziesco, grazie soprattutto al celebre personaggio del commissario Maigret. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta paesi, supera i settecento milioni di copie. Secondo l'Index Translationum, un database curato dall'UNESCO, Georges Simenon è il quindicesimo autore più tradotto di sempre. Grande lettore fin da ragazzo, nel 1919 entra come cronista alla “Gazette de Liège”, dove rimane per oltre tre anni firmando con lo pseudonimo di Georges Sim. Contemporaneamente collabora con altre riviste e all'età di diciotto anni pubblica il suo primo romanzo. Scrive moltissimo fino al 1980, anno della scomparsa della figlia. È morto a Losanna nel 1989.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Tommaso Pincio "Tatoo" Earl Thompson

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Play Episode Listen Later Jan 16, 2026 29:10


Tommaso Pincio"Tatoo"Earl ThompsonGramma Feltrinelliwww.feltrinellieditore.itKansas, 1945, la pace non fa per tutti. Sicuramente non per Jack, che ha quindici anni, una madre che batte il marciapiede, un patrigno in galera e un passato crudele di violenze e soprusi. Per lui, la pace non significa che miseri sussidi, insegnanti pretenziosi, assistenti sociali sprezzanti e perbenisti in giacca e cravatta. Molto meglio la guerra, meglio sforacchiare i crucchi, fare sesso con le naziste dal seno prosperoso, sfilare a passo spedito tra le file dei marines, e spazzare via tutti quelli che considerano un affronto la sua presenza sulla terra.Certo, nel 1945, la partita con i tedeschi sembra chiusa. Restano i giapponesi, però, quei “nanetti bastardi” che si ostinano a combattere nella loro giungla fetente. Certificato di nascita falsificato in mano, Jack si presenta allora al centro di reclutamento dei marines. Viene respinto, perché giudicato troppo esile. In Marina, invece, lo accettano senza tanti fronzoli.Da Wichita a Shanghai, dalla Germania alla Corea, con una bella uniforme addosso e un po' di grana in tasca, la sua irrefrenabile voglia di vivere si traduce in un'odissea esistenziale in cui, che sia un pugno o una carezza, tutto è lecito, purché lasci un segno.Con la voce proletaria, roca, feroce ed esplicita del suo protagonista, Tattoo è un grande romanzo di formazione. È il ritratto struggente del destino riservato a coloro cui la vita non regala niente. Un'opera che trasuda verità, in cui la solitudine e la follia albergano in corpi sudati e anime tormentate, e in cui la dignità e una possibile via di fuga dalla sorte avversa non sono mai contemplate.Apparso per la prima volta nel 1974, Tattoo è la monumentale opera di Earl Thompson con la quale si affermò come uno dei più importanti scrittori statunitensi del secondo Novecento. Il romanzo, annoverabile tra i grandi libri che mostrano le crepe del sogno americano illuminando le esistenze che ne sono ai margini, ebbe numerose ristampe per più di un ventennio. Viene pubblicato ora per la prima volta in italiano.“Violenza e sessualità… crudo, potente e travolgente.” - The New York Times“Thompson passa da una scena di combattimento a una di sesso con una prosa scoppiettante come un tubo di scappamento. Per quindici giorni, Tattoo è diventato la mia bibbia personale.” James Parker“Gioiosamente osceno… il dono di Earl Thompson per la narrazione, la sua capacità di scrivere scene di combattimento o le dozzine di scene d'amore esplicite, la sua abilità nel dipingere il lato più sfaccettato di un ambiente sociale sono avvincenti e profondamente potenti.”  The New York Times Book ReviewEarl Thompson (24 maggio 1931 – 9 novembre 1978) nasce all'inizio degli anni trenta in una fattoria del Kansas, dove viene cresciuto dai nonni. Dopo aver mentito sulla sua età, presta servizio in Marina durante la Seconda guerra mondiale e poi nell'esercito durante il conflitto in Corea. Dopo il congedo, studia giornalismo all'Università del Missouri. Si trasferisce a Brooklyn, dove inizia a scrivere il suo primo romanzo, A Garden of Sand (1970), nominato al National Book Award. Tra la California e l'Europa scrive altri due romanzi: Tattoo (1974, Book of the Month Club; Feltrinelli Gramma 2025) e The Devil to Pay, pubblicato postumo nel 1982. Muore improvvisamente nel 1978 all'apice del suo successo. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Bruno Nacci "Racconti crudeli" Auguste de Villiers de l'Isle-Adam

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Play Episode Listen Later Jan 13, 2026 25:28


Bruno Nacci"Racconti crudeli"Auguste de Villiers de l'Isle-AdamCarbonio Editorewww.carbonioeditore.itPubblicato nel 1883, Racconti crudeli è annoverato tra i capolavori di Auguste de Villiers de l'Isle-Adam, aristocratico decadente e visionario, e figura di spicco della narrativa simbolista francese: un autore dalle molteplici sfumature che con il suo immaginario febbrile, ironico e profondamente poetico smaschera e sovverte il patinato mondo della borghesia ottocentesca, devota al denaro e al teatro delle apparenze. Questa raccolta di ventotto racconti è una galleria di visioni fulminanti e spietate, che ridicolizza le invenzioni grottesche della scienza, l'ipocrisia di una classe tronfia e superficiale, la superstiziosa fede nel progresso. Con una lingua raffinata e musicale, di sublime purezza, Villiers disegna un universo che, tra il fantastico, il grottesco e il terrifico, riecheggia le atmosfere di Poe e anticipa quelle di Lovecraft, lasciando emergere la spaventosa realtà di ciò che nell'accecante luccichio resta invisibile. Il suo sguardo feroce e crepuscolare incide con il bisturi della parola un corpo sociale che si crede integro, consegnandoci pagine di raggelante bellezza che mettono a nudo il volto più crudele della modernità.Auguste de Villiers de l'Isle-Adam (1838-1889), scrittore, drammaturgo e poeta, è tra i più importanti esponenti della letteratura francese della seconda metà dell'Ottocento. Malgrado l'indole riservata, fu sodale ammirato dei maggiori intellettuali dell'epoca, da Baudelaire a Huysmans, Wagner e Mallarmé. Tra i suoi lavori più importanti, i Contes cruels (1883) e il romanzo L'Ève future (1886), i racconti di Tribulat Bonhomet (1887), i Nouveaux contes cruels (1888) e il dramma teatrale Le Nouveau Monde (1883).Bruno Nacci ha curato classici della letteratura francese, da Chamfort a Nerval, in particolare Blaise Pascal, su cui ha scritto La quarta vigilia. Gli ultimi anni di Blaise Pascal (2014). È autore dei noir L'assassinio della Signora di Praslin (2000) e Cercate Claude (2025); insieme a Laura Bosio, ha scritto i romanzi storici Per seguire la mia stella (2017), La casa degli uccelli (2020) e il saggio Da un'altra Italia (2014). Ha pubblicato anche diverse raccolte di racconti, e per Carbonio ha già tradotto e curato La tentazione di sant'Antonio di Gustave Flaubert (2023) e L'eredità di Guy de Maupassant (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Alessandro Passarella "Vangelo nero" Matsumoto Seichō

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Play Episode Listen Later Jan 11, 2026 26:25


Alessandro Passarella"Vangelo nero"Matsumoto SeichōEdizioni Adelphiwww.adelphi.itTraduzione dal giapponese a cura di Alessandro PassarellaBianca e maestosa, la chiesa cristiana di Musashino, quieto sobborgo di Tokyo, infonde un senso di profonda devozione, e un grande rispetto circonda i suoi sacerdoti, tutti stranieri, che vivono al riparo dalla frenesia e dalle tentazioni della grande città. Almeno fino a quando, in una placida mattina di aprile, le acque lente del vicino fiume Genpakuji non restituiranno il cadavere di una hostess. Come un ciottolo lanciato in uno stagno irradia i suoi cerchi, da quel corpo «di un bianco così puro» e dall' «aria serena» affiorerà a poco a poco un disegno oscuro, in cui ogni membro e ogni fedele della chiesa gioca la sua parte: dal giovane prete Charles Tolbecque, smanioso di assaggiare alcune libertà vietategli dall'abito talare, alla provocante Ebara Yasuko, che il parroco René Villiers visita quasi ogni notte, fino ai vertici dell'ordine, coinvolti nel commercio di misteriose casse. Risalendo con pazienza gli anelli della catena si potrebbe fare luce sull'assassinio, e su chissà cos'altro – ma non nel 1959, nell'interminabile dopoguerra che il Giappone attraversa. Per il detective Fujisawa Rokurō e per il cronista Sano la ricerca della verità sarà una lotta impari: contro le gerarchie ecclesiastiche, risolute a insabbiare il caso, e contro il potere politico, timoroso di urtare le nazioni da cui provengono i religiosi. Specchio di un Giappone ferito ma animato da sussulti di orgoglio, Vangelo nero è uno dei libri più singolari di Matsumoto, dove le atmosfere del noir si saldano al rigore dell'inchiesta giornalistica, in una trama così prossima alla realtà da risultare implausibile.Seicho Matsumoto (1909-1992) è stato un giornalista e scrittore giapponese. Autore molto conosciuto in patria e vincitore del premio Akutagawa nel 1953, ha scritto oltre 300 romanzi e diversi racconti.Da alcuni definito il “Simenon giapponese” è stato pubblicato per tre volte nel Giallo Mondadori: La Morte è in Orario del 1957 è l'opera più conosciuta, seguita da Come sabbia tra le dita del 1961 e Il palazzo dei matrimoni del 1998. Le tematiche dei suoi gialli affondano spesso le radici nei problemi sociali giapponesi, il tutto unito ad una predilezione per l'indagine strettamente logica ed intuitiva. Nel 2018 Adelphi ha pubblicato Tokyo Express, apparso nell'edizione originale nel 1958, da cui è stato tratto nel 2007 il film Ten to sen, con Takeshi Kitano. Tra gli altri titoli, Un posto tranquillo (Adelphi, 2020), La ragazza del Kyüshü (Adelphi, 2021), Il dubbio (Adelphi,2022), L'attesa (Adelphi, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Roberto Rossi Precerutti "Erodiade e altri versi" Stéphane Mallarmé

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Play Episode Listen Later Jan 4, 2026 25:35


Roberto Rossi Precerutti"Erodiade e altri versi"Stéphane MallarméNeos Edizioniwww.neosedizioni.itPadre riconosciuto del Simbolismo, Stéphane Mallarmé ripudia consolatori alibi metafisici: alla tensione impossibile verso l'azzurro (segno di inattingibile trascendenza) il poeta sostituisce la scoperta del Niente, cui provvisoria risposta è l'umano e laico atto di fede nella scrittura, anche quando quest'ultima diventa esplorazione di una sconfitta.In Mallarmé il fare poetico è percorso sacrale, spiegazione orfica della terra, tensione chimerica verso la realizzazione del Libro supremo e unico. Tale aspirazione, tuttavia, reca in sé il germe dello scacco, dell'impotenza, facendo del disinganno che si origina dalla mancata realizzazione dell'utopia un tema poetico ispiratore e profondo. Umiltà e solitudine di un pensiero che si fa comportamento linguistico di separatezza, fuori dell'idioma della tribù, diventando nel verso mutismo delle cose, dall'insufficienza dei parlari. Dunque, l'opera del poeta francese rappresenta una svolta decisiva nel modo di intendere il mestiere di scrivere, in cui la non rappresentabilità piena del reale non può non coniugarsi con la speculazione estetica e filosofica legata al problema dell'essere.Perché leggere Mallarmé, oggi?«Mallarmé ha fama di poeta difficile, quasi indecifrabile, tale da scoraggiare qualsivoglia approccio interpretativo. A ben guardare, tuttavia, la sua opera rappresenta una svolta decisiva nel modo di concepire il mestiere di scrivere, poiché l'autore francese intende dimostrare che la presunta oscurità del testo, accentuata nel suo caso da una sintassi volutamente complicata, altro non è che la via per giungere al significato profondo delle cose, difficilmente rappresentabile, certo, ma essenziale e illuminante grazie all'incantamento generato dalla poesia. In altre parole, il lettore è invitato a mettere in atto quegli stratagemmi che possono consentire di porre al centro del discorso ciò che generalmente è posto ai margini, disvelando in tal modo, grazie alle corrispondenze di baudelariana memoria, i sentieri segreti di una conoscenza che va al di là della semplice descrizione del mondo e della realtà. La sua intelligenza è così sollecitata a non fermarsi al significato superficiale della comunicazione (“il linguaggio della tribù”, secondo Mallarmé), ma a scavare nei territori più impervi dell'anima (o dell'inconscio) grazie a una parola poetica evocativa e ammaliatrice, ma anche laicamente connotata dal rifiuto di qualunque metafisica. Leggere Mallarmé, dunque, è esercizio salutare, poiché consente di apprendere la “grammatica” della lirica moderna» (Roberto Rossi Precerutti). Roberto Rossi Precerutti, poeta, saggista e traduttore, vive e lavora a Torino, dove è nato nel 1953. Le sue raccolte di versi sono apparse prevalentemente per i tipi degli editori Crocetti, Aragno, Neos.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Andrea Ceccherelli "Natura morta con briglia" Zbigniew Herbert

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Play Episode Listen Later Dec 7, 2025 20:30


Andrea Ceccherelli"Natura morta con briglia"Il secolo d'oro olandeseAdelphiwww.adelphi.itTraduzione di Andrea CeccherelliCome ha osservato una volta Brodskij, i versi di Zbigniew Herbert, con la loro geometrica nitidezza e glaciale lucidità, hanno il potere di lasciare un'impronta fisica nella «materia cerebrale» di chi legge. Altrettanto si può dire di queste prose, che fanno rivivere sotto i nostri occhi il «secolo d'oro» olandese, con la qualità iperreale e allucinatoria di certe decalcomanie. Lente d'osservazione privilegiata è la pittura, una pittura che sprigiona nell'immediatezza di un dettaglio – un ciuffo di salici, una goccia d'acqua, un mulino solitario, la forma di una nuvola, i canali e le rosse città – «l'immensità del mondo e il cuore delle cose». Ma Herbert non ci immerge solo nei mirabili paesaggi di Jan van Goyen, nel «chiarore plumbeo» che precede i suoi temporali, o nella «pigra luminescenza dorata» dei suoi pomeriggi estivi, ci conduce anche nelle botteghe degli artisti, nei salotti di «rappresentanti molto conservatori delle virtù calviniste», al centro della vita di questa «nazione frugale, sobria, industriosa». Sfogliando talora recondite pagine di storia – da quelle drammatiche della ‘tulipanomania' a quelle velate di mistero che dischiude l'unico quadro sopravvissuto di Torrentius, oscuro pittore perseguitato per eresia –, Herbert mescola narrazione, diario di viaggio e riflessione, senza mai spogliarsi del suo sguardo poetico, giungendo così a rivelarci il volto più segreto del Seicento olandese.Zbigniew Herbert (Leopoli 1924 - Varsavia 1998) poeta polacco. Alla sua prima raccolta di versi, La corda di luce (1956, nt), seguirono Hermes, il cane e la stella (1957, nt), L'altra stanza (1958, nt), Ricostruzione del poeta (1962, nt) e Lalek (1962, nt). Temi della sua poesia, di grande semplicità lirica, sono la nostalgia dell'infanzia e la condizione dell'uomo contemporaneo in un mondo violento e alienante. Scrisse anche drammi e saggi critici (Il barbaro nel giardino, 1962, nt; Disonore Domestico, 1986, nt). Nel 1973 uscì il volume Scelta di poesie. Drammi (nt); nel 1983, in Francia, Rapporto dalla città assediata, che riprende le 18 Poesie già pubblicate clandestinamente in Polonia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Giovanna Scocchera "Yonnondio" Tillie Olsen

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Play Episode Listen Later Nov 21, 2025 20:52


Giovanna Scocchera"Yonnondio"Tillie OlsenLa storia degli HolbrookMarietti1820www.mariettieditore.itTraduzione di Giovanna ScoccheraAppendice di Cinzia BiagiottiYonnondio, parola ripresa da una poesia di Walt Whitman, e che nella lingua della tribù degli irochesi significa «lamento per una perdita», è la storia della famiglia Holbrook che poco meno di un secolo fa provò a credere nel sogno americano. La seguiamo in un percorso straziante quando, durante la Grande Depressione, si trasferisce dalle miniere di carbone delWyoming a una fattoria in affitto nel Nebraska, per approdare nei mattatoi e nei quartieri miserabili di Omaha, nel vano tentativo di migliorare le proprie condizioni di vita. Otto capitoli narrati dalla piccola Mazie, la primogenita della famiglia, da Anna, la madre, e da un narratore onnisciente, che tuona implacabile contro la menzogna e incita alla resistenza politica.Tillie Olsen (1912-2007) è figlia di ebrei russi di militanza socialista, immigrati negli Stati Uniti agli inizi del Novecento. A vent'anni, già membro della Lega dei giovani comunisti, ha la prima figlia, che chiama Karla in onore di Karl Marx, da un uomo che l'abbandona subito dopo. È costretta, quindi, a lavorare senza sosta per il sostentamento della famiglia. Fa la cameriera, la lavandaia, l'operaia, la saldatrice. Partecipa al nascente movimento sindacale nella San Francisco degli anni Trenta, dove incontra il suo futuro marito, Jack Olsen, con cui ha altre tre figlie. Sono gli anni di un intensoattivismo che le costa, nel periodo maccartista, due arresti e la sorveglianza da parte dell'FBI. Solo nel 1955 grazie a una borsa di studio a Stanford, e con le figlie ormai cresciute, può dedicarsi alla scrittura, che aveva amato da sempre ma frequentato in modo solo frammentario. Nel 1961 esce Tell Me a Riddle che la consacra al successo. Nel 1974 pubblica Yonnondio, un romanzo cominciato quarant'anni prima, e nel 1978, infine, la raccolta di saggi Silences, in cui indaga la letteratura delle donne e della classe operaia. Con una produzione attenta ai temi del lavoro, della condizione femminile e della militanza politico-sociale, Tillie Olsen diventa una voce libera, potente e pluripremiata della letteratura nordamericana del XX secolo. Per Marietti1820 è uscita la raccolta di racconti Fammi un indovinello (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Le interviste di Stefania D'Alonzo e Daniele Di Ianni
Per una volta Denise Cicchitti azzecca la traduzione in cinese

Le interviste di Stefania D'Alonzo e Daniele Di Ianni

Play Episode Listen Later Nov 21, 2025 2:43


ne è felice Massimo Di Lecce ma soprattutto sorpreso!

Alma Lectio - UniBo
#59 - Adriana Iezzi e il metodo della ricerca

Alma Lectio - UniBo

Play Episode Listen Later Nov 19, 2025 15:30


Adriana Iezzi, Professoressa presso il Dipartimento Interpretazione e Traduzione e titolare di progetti European Research Council, ha pronunciato la sua lectio magistralis il 9 giugno 2025 in piazza Maggiore a Bologna in occasione della Cerimonia di Conferimento del titolo di dottoresse e dottori di ricerca dell'Università di Bologna.Il video completo è disponibile sul canale YouTube di Ateneo:https://youtube.com/live/1S9ZqAgOeRs

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Jean-Baptiste Del Amo "La casa devastata"

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Play Episode Listen Later Nov 16, 2025 18:52


Jean-Baptiste Del Amo"La notte devastata"Traduzione di Maria BaiocchiGamma Feltrinelliwww.feltrinelli.it«Nel romanzo si sentono gli echi di storie di paura di Stephen King e H.P. Lovecraft, così come dei film di Wes Craven, a partire da un classico del genere horror come Nightmare (1984), e di David Cronenberg.» - Severino Colombo, La LetturaSaint-Auch: una sfilza di case rosa pesca e di floridi prati, giardinetti rocciosi, siepi di alloro o di tuia. Dalle finestre si odono a volte provenire grida, insulti, pianti. Un bambino che urla, un cane che guaisce. Ma nessuno se ne cura, in questa piccola città a venticinque chilometri da Tolosa. Thomas, Mehdi, Alex, Max e Lena sono una banda di ragazzi. Vivono nello stesso quartiere e fanno tutto ciò che è dato fare ad adolescenti degli anni novanta. Comprano robaccia da quelli più grandi e la fumano distesi sui tetti delle pensiline degli autobus o su vecchi divani piazzati nelle antiche serre di Saint-Auch, dove si rifugiano ad ascoltare i Nirvana o a guardare film horror, giusto per sentire i loro cuori battere. A volte si cimentano in stupide sfide: nuotare in una cisterna d'acqua, fare telefonate anonime, tirare petardi in un terreno incolto. Qualcuno è umiliato a scuola, qualcun altro cerca l'amore, tutti mettono alla prova i loro desideri. Quando passano davanti a l'impasse des Ormes, il loro sguardo è catturato da una casa in fondo al vicolo cieco, una casa che sembra acquattata in una penombra vischiosa e fredda, dietro i nodi inestricabili dei rovi e l'ombra proiettata dai muri. C'è chi avverte una sensazione di déjà-vu, come se conoscesse il posto o l'avesse sognato, c'è chi sente un brivido corrergli lungo la schiena. La casa è marchiata con il sigillo del proibito a Saint-Auch, e i ragazzi l'hanno sempre tenuta alla periferia dei loro giochi e delle loro esplorazioni. Quando, però, uno di loro muore in circostanze orribili, in una notte da fiera demoniaca, come un ragno nero in attesa di una preda la casa li inghiotte in un incubo senza fine.Jean-Baptiste Del Amo è nato nel 1981 a Tolosa ed è uno dei più noti e apprezzati scrittori francesi contemporanei. Tra le sue opere figurano Une éducation libertine (Gallimard, 2008; Prix Goncourt du premier roman), Le sel (Gallimard, 2010), Pornographia (Gallimard, 2013), Règne animal (Gallimard, 2016; finalista per il Prix Goncourt, il Prix Femina, il Prix Médicis), Le fils de l'homme (Gallimard, 2021; vincitore del Prix Fnac e finalista per il Prix Femina).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Anna Rusconi "Nella carne" David Szalay

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Play Episode Listen Later Oct 24, 2025 24:36


Anna Rusconi"Nella carne"David SzalayAdelphiwww.adelphi.it«Forse è a quell'età, pensa István, che hai la prima percezione di non coincidere esattamente con il tuo corpo, di occupare lo stesso spazio senza essere proprio la stessa cosa, perché una parte di te resta indietro rispetto alla trasformazione fisica e ne è sorpresa come potrebbe esserlo un osservatore esterno, e a quel punto non ti senti più in totale armonia, ma ti viene da parlare del tuo corpo come fosse un'entità leggermente separata, benché ti riesca sempre meno di opporti ai suoi desideri».Traduzione del romanzo "Nella carne" a cura di Anna Rusconi.È un cerchio perfetto la vita di István, che si dipana in un'alternanza di successi e disfatte sullo sfondo della storia europea degli ultimi quarant'anni. Dall'Ungheria a Londra e ritorno, dal crollo della Cortina di ferro alla pandemia, passando per la seconda guerra del Golfo e l'ingresso nell'Unione Europea dei Paesi dell'ex blocco sovietico, la sua è la parabola di un uomo in balìa di forze che non è in grado di controllare: non solo quelle all'opera sullo scacchiere politico del Vecchio Continente, che lo manovrano come un fantoccio, ma anche quelle – istintive – che ne governano la carne, spesso imprimendo svolte decisive alla sua esistenza. Tutto – i traumi e i lutti, i traguardi raggiunti e le potenziali soddisfazioni – lo lascia ugualmente impassibile, pronto a fronteggiare ogni accadimento, dal più fortunato al più tragico, con l'arma del suo laconico: «Okay». E forse è davvero questa l'unica ricetta per attraversare incolumi il tempo che ci è concesso in sorte: solcarlo senza illusioni, abbandonandosi alla corrente. Con questo romanzo David Szalay ci consegna un personaggio insieme magnetico e respingente, un discendente ideale della stirpe di Barry Lyndon e Meursault – e si conferma uno dei più singolari e ironici cantori del nostro acuto smarrimento.David Szalay, nato a Montreal nel 1974, è cresciuto nel Regno Unito, e si è laureato a Oxford. Esordisce con il romanzo London and the South-East, per il quale vince il Betty Trask Award, al quale seguono Innocent (2009) e Spring (2011). Nel 2013 è stato inserito da «Granta» nella lista dei Best Young British Novelists. Tra gli altri titoli, pubblicati in Italia da Adelphi, Turbolenza (2019), Tutto quello che è un uomo (2017), Nella carne (2025), entrambi finalisti del Man Booker Prize. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Francesco Zambon "L'altra metà del sogno mi appartiene. Il libro nero" Alicia Gallienne

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Play Episode Listen Later Oct 23, 2025 28:12


Francesco Zambon"L'altra metà del sogno mi appartiene"Il libro neroAlicia GallienneMolesini Editore Veneziawww.molesinieditore.itUna ragazza travolta dall'amore, che dà del tu alla morteTraduzione di Francesco Zambon«Dura e segreta è la mia anima». La morte, l'amore, la vita: avrebbe potuto essere questo il motto di una ragazza che adorava la poesia di Éluard e Baudelaire. Tanto più che, a differenza della maggior parte dei poeti che con il pensiero della fine hanno soprattutto un legame intellettuale, Alicia Gallienne ha dato del tu alla morte negli anni dell'adolescenza, fino ad affrontarla, ventenne, all'alba del 24 dicembre 1990. Solo trent'anni dopo, le raccolte poetiche da lei lasciate in alcuni quaderni sono state pubblicate da Gallimard. I suoi versi, precisi e incandescenti, sono carne dolorante che dice di sì alla vita, sono l'eco commossa di un destino che non smette di ardere, sintesi sconcertante di tenebra e di folgore. Nel 2023 sono stati tradotti in questa collana i suoi primi due quaderni di poesie, Le dominanti e I notturni. Si pubblica qui il terzo quaderno – sotto tutti gli aspetti centrale – Il libro nero, quello che, come avverte la stessa Gallienne, «ha il colore del non detto»: libro in cui le esperienze affettive e amorose più intense e le riflessioni più intime raggiungono accenti di un'incandescenza simile a quella delle grandi mistiche. Opera in tre volumi: I. Le Dominanti. I Notturni; II. Il libro nero; III. L'infinito meno unoL'altra metà del sogno mi appartieneIl libro neroLa gente se ne vaCome un rosario che si sgranaRestiamo soliSconcertati e colpevoliArrivederci signoreHo fatto il salto dell'angeloE la mia memoria si è infrantaNulla serve a nullaFuggi in fretta musicistaAl quinto tempo ti uccidoSono solo un sognoChe insegue la sua immagineSono solo un sognoNon faccio altro che passareHo fatto il salto dell'angeloE il mondo è volato viaAlicia Gallienne (Parigi 1970 – ivi 1990) muore, ventenne, per una malattia incurabile. Tra il 1986 e il 1990, gli ultimi quattro anni della sua coraggiosa, straziante e appassionata esistenza, ha scritto centinaia di poesie. Grazie soprattutto a suo cugino, l'attore Guillaume Gallienne, i suoi versi sono stati «ritrovati» nel febbraio 2020, a tre decenni dalla morte, e pubblicati da Gallimard con il titolo L'autre moitié du songe m'appartient. Il libro ha avuto uno straordinario successo di critica e di pubblico. «Non m'importa quello che lascio, mi basta che la materia si ricordi di me, basta che le parole che vivono in me siano scritte da qualche parte e mi sopravvivano».Francesco Zambon (Venezia 1949) è professore emerito di Filologia romanza presso l'Università di Trento. Studioso di fama internazionale, ha indagato su numerosi aspetti della letteratura allegorica e religiosa del medioevo latino e romanzo (bestiari, mito del Graal, trovatori, eresia catara, letteratura mistica). Ha scritto inoltre su alcuni poeti italiani ed europei contemporanei. Con questa casa editrice ha pubblicato L'iride nel fango. L'anguilla di Eugenio Montale e curato la traduzione italiana e il commento di Messaggio di Fernando Pessoa e del primo volume di L'altra metà del sogno mi appartiene di Alicia Gallienne. Ha ricevuto il Premio Nazionale per la Traduzione 2023 del Ministero della Cultura.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Dóra Várnai - László Krasznahorkai, Premio Nobel Letteratura 2025

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Play Episode Listen Later Oct 9, 2025 14:52


Dóra Várnaitraduttrice del Premio Nobel László KrasznahorkaiLo scrittore ungherese László Krasznahorkai ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2025. Gli è stato assegnato dall'Accademia Svedese «per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell'arte».Krasznahorkai ha 71 anni, e nel 2015 vinse l'importante premio letterario Man Booker International. Si parlava di lui come di un possibile vincitore del Nobel da una decina d'anni, e vari suoi libri sono stati pubblicati in italiano da Bompiani. I più noti sono Satantango (1985) e Melancolia della resistenza (1989).Nato a Gyula, autore di romanzi e raccolte di racconti, nel 2015 ha vinto l'International Man Booker Prize, pubblicato in Italia da Bompiani, che ha in catalogo Satantango, finalista al Premio Gregor Von Rezzori e al Premio Strega Europeo 2017, Melancolia della resistenza, Il Ritorno del Barone Wenckheim, vincitore del National Book Award for Translated Literature nel 2019, Guerra e guerra e Seiobo è discesa quaggiù.La motivazione del Nobel a KrasznahorkaiIl premio va allo scrittore ungherese “per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell'arte“.“Sono molto contento di aver ricevuto il Premio Nobel, soprattutto perché questo premio dimostra che la letteratura esiste di per sé, al di là di tutte le aspettative non letterarie, e che viene ancora letta. E a quelli che la leggono infonde una certa speranza nel fatto che la bellezza, la nobiltà e il sublime ancora esistono in sé e per sé. Può dare speranza anche a coloro nei quali la vita è viva appena.Fiducia – anche se sembra che non ve ne sia ragione.” László KrasznahorkaiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Andrea Romanzi "ll giorno in cui Nils Vik morì" Frode Grytten

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Play Episode Listen Later Oct 7, 2025 26:32


Andrea Romanzi"Il giorno in cui Nils Vik morì"Frode GryttenCarbonio Editorehttps://carbonioeditore.it/le-collane/cielo-stellato/il-giorno-in-cui-nils-vik-mori-frode-grytten/Traduzione a cura di Andrea Romanzi.Nel cuore della Norvegia, in una mattina di novembre, una barca salpa da una banchina per l'ultima volta. A bordo c'è Nils Vik, traghettatore da sempre, uomo di poche parole e gesti misurati, rimasto solo dopo la morte della moglie Marta. Quel giorno, insieme al suo cane Luna, Nils non trasporta passeggeri qualunque, ma volti del passato: affetti scomparsi che riaffiorano per un ultimo saluto. Mentre il traghetto scivola tra i fiordi avvolti da una quiete solenne, la traversata si fa contemplazione, un canto sommesso sulla vita e sulla morte, sulla dolcezza dei ricordi che resistono allo scorrere impietoso del tempo.Con scrittura lirica e profondamente evocativa, Frode Grytten intreccia la malinconia del paesaggio norvegese alla delicatezza delle emozioni più intime, trasformando la quotidianità di un uomo qualunque in una meditazione profonda sulla perdita, sull'amore che perdura, sulla bellezza nascosta nelle cose più semplici.Il giorno in cui Nils Vik morì è un viaggio silenzioso attraversato dalla luce della vita e delle presenze che non ci abbandonano mai.Frode Grytten (Bergen, 1960) è fra i più acclamati scrittori contemporanei norvegesi. Giornalista e autore di romanzi, racconti, poesie e libri per l'infanzia, è stato tradotto in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Il giorno in cui Nils Vik morì è stato candidato al Booksellers' Prize e al Libraries' Prize of Literature, e ha vinto il Norwegian Book Prize nel 2023.Andrea Romanzi è docente di letterature scandinave e traduzione presso l'università degli Studi di Milano e ricercatore presso l'Istituto Italiano di Studi Germanici. Ha tradotto romanzi di autori e autrici scandinavi come Victoria Kielland, Thomas Korsgaard, Gert Nygårdshaug, Ruth Lillegraven ed è impegnato nella curatela e traduzione di un'antologia di poesie di Jon Fosse.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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David Santoro "I bambini della Terra selvaggia" Auke Hulst

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Play Episode Listen Later Oct 3, 2025 19:05


David Santoro"I bambini della Terra selvaggi"Auke HulstCarbonio Editorewww.carbonioeditore.itNell'Olanda degli anni Ottanta, nella grigia campagna attorno a Groninga, quattro fratelli crescono in una casa enorme e fatiscente, sotto lo sguardo muto del bosco.Figli di genitori bohémien, Kurt, Kai, Shirley Jane e Deedee vivono un'infanzia anticonformista e felice, fino al giorno dell'improvvisa morte del padre, un buco nero nella loro esistenza.In balia dei capricci di una madre imprevedibile, dolce e fragile, che ignora i creditori, sfreccia via in macchina per dimenticare e sparisce per giorni con l'amante di turno, i ragazzi devono reinventarsi da soli il proprio destino. La Terra selvaggia, ai margini del mondo, è il loro regno di caos e fantasia sregolata, di povertà e libertà, dove la ferita cocente della perdita si trasforma in nuvole, giochi, ricordi, sogni.Ripercorrendo un passato che non c'è più o a volte non è mai esistito, Auke Hulst ci consegna un romanzo coinvolgente e indimenticabile: una storia di dolore e amore fraterno, speranza e resilienza, incanto e struggente nostalgia.Traduzione a cura di David SantoroAuke Hulst (1975), scrittore, critico, saggista e musicista pluripremiato, è tra le voci più originali e potenti della letteratura contemporanea olandese. Si è affermato con I bambini della Terra selvaggia (2012), romanzo autobiografico che ha conquistato il pubblico dei Paesi Bassi ed è diventato subito un bestseller, arrivato oggi alla  ventunesima ristampa. Il libro ha ottenuto diversi riconoscimenti tra cui, nel 2013, l'ambitissimo premio annuale del magazine “Cutting Edge”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Olivier Guez "Mesopotamia"

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Play Episode Listen Later Oct 1, 2025 18:59


Olivier Guez"Mesopotamia"La nave di Teseowww.lanavediteseo.euAvventuriera, archeologa, scrittrice, diplomatica, spia in grado di parlare fluentemente arabo e persiano, Gertrude Bell fu la donna più potente dell'impero coloniale britannico al termine del primo conflitto mondiale. Protagonista della creazione del moderno stato dell'Iraq, di cui ha contribuito a tracciare i confini, idealista come il suo fedele alleato Lawrence d'Arabia, coraggiosa, tenace e imperialista come il giovane Winston Churchill, figlia amata e incompresa di una ricca famiglia vittoriana, donna disperatamente innamorata, Gertrude Bell resta per noi un enigma, persa nel silenzio che la Storia, troppo spesso, riserva alle imprese femminili.Dalla scoperta di giganteschi giacimenti di petrolio ai crudeli giochi di potere tra inglesi, francesi e tedeschi, dalle trattative sotto le tende beduine alle sabbie di Baghdad, dove il destino di migliaia di persone è ogni giorno appeso a un filo: Olivier Guez recupera dal deserto la vita di una donna straordinaria, per raccontare l'epopea travolgente di una terra mitica e maledetta, la terra di Abramo, la terra del diluvio e di Babele, dei sogni infranti di Alessandro Magno: la Mesopotamia.Traduzione di Milena Zemira Ciccimarra.Olivier Guez è uno dei più noti scrittori francesi. Nel 2017 ha vinto il premio Renaudot per La scomparsa di Josef Mengele, di cui La nave di Teseo ha pubblicato l'adattamento a fumetti (2024). Da questo romanzo Kirill Serebrennikov ha tratto l'omonimo film, presentato al Festival di Cannes 2025. Guez ha inoltre pubblicato in Italia Elogio della finta (2018), Nel paese dell'aquilone cosmico (2022) e ha curato Il secolo dei dittatori (2020). Ha ricevuto il Deutscher Filmpreis per la miglior sceneggiatura nel 2016 con il film Lo Stato contro Fritz Bauer e ha insegnato Letteratura francese e Storia della cultura europea all'Università di Princeton nel 2025. Collaboratore per anni delle più importanti testate internazionali, ha scritto per “Le Monde”, “Le Point”, “The New York Times”, “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, “Corriere della Sera” e “Il Foglio”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Ottavio Fatica "Londra"

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Play Episode Listen Later Sep 28, 2025 23:42


Ottavio Fatica"Londra"Louis-Ferdinand CélineAdelphiwww.adelphi.itTraduzione di Ottavio FaticaA cura di Régis TettamanziAll'inizio di Londra Ferdinand, alter ego di Céline, appena sceso dalla nave su cui si era imbarcato alla fine di Guerra, si ritrova nel mondo della mala londinese, o meglio di quella francese, fuggita in massa per scampare alle trincee. Una contro-società chiusa in sé stessa, con le sue regole inumane, da tutti accettate stoicamente. Ma che cos'è Londra? Un manuale di sopravvivenza a uso dei disertori, un inno dolente alla prostituzione, un'elegia alla città che i giornali dell'epoca definivano «il più grande mercato di carne umana del mondo»: mai così diversa, stralunata, affascinante nel suo superbo squallore. Céline squaderna una galleria di personaggi eroici nella turpitudine, alcuni già incontrati in Guerra come la prostituta Angèle e il maggiore Purcell (qui trasformato in folle inventore), o il bombarolo dostoevskiano Borokrom, i due papponi rivali Cantaloup e Tregonet, e il medico ebreo Yugenbitz, «pura bontà», quello che Céline avrebbe voluto diventare. Tutti dal destino segnato, popolano giorno e notte grandi arterie e angiporti, androni e locali malfamati, parchi e latrine.La violenza, l'intensità quasi insopportabile di questa prosa dimostrano che il romanzo ci è pervenuto in una versione non purgata, che mai avrebbe potuto vedere la luce negli anni Trenta, quando è stato scritto, e resta materia incandescente ancora oggi. Perché Céline, lo sappiamo, vuole arrivare «fino a dove c'è l'origine di tutto». E per farlo ha bisogno di trovare la giusta dose di delirio, di far suonare il suo organetto nella nebbia, sul selciato infido della City, verso l'acqua che lo ha sempre tentato, verso il Tamigi: «È la notte del mondo che scorre, sotto i ponti. Si alzano come braccia per farla passare».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Fulvio Ferrari "Festa del Racconto"

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Play Episode Listen Later Sep 27, 2025 21:09


Fulvio Ferrari"Festa del Racconto"Festa del RaccontoCarpi, sabato 4 ottobre, ore 11:30Tragedie minori. L'opera di Stig Dagerman con Elisabetta Bucciarelli, Fulvio Ferrari conduce Valeria ParrellaAutore di culto della letteratura svedese, anarchico viscerale incapace di accontentarsi di verità ricevute, Dagerman appartiene alla famiglia dei Kafka e dei Camus, dei ribelli alla condizione umana, una figura unica nel panorama della letteratura non solo scandinava. Segnato da una drammatica infanzia, intraprende molto giovane una folgorante carriera letteraria, bruscamente interrotta dalla tragica morte, scrivendo e pubblicando in pochissimi anni romanzi, drammi, poesie e racconti. «Quelle che restano oggi sono soltanto tragedie minori», dice un personaggio di un suo racconto. E sono infatti spesso «tragedie minori» quelle che Dagerman ci porta a esplorare, mo- menti in cui i protagonisti, quasi sempre adolescenti e bambini, sono costretti a riconoscere che l'ingiustizia del mondo si incarna nella loro piccola quotidianità.Stig DagermanAnarchico lucido e appassionato incapace di accontentarsi di verità ricevute, militante sempre in difesa degli umiliati, degli offesi e dell'inviolabilità dell'individuo, Stig Dagerman (1923-1954) appartiene alla famiglia dei Kafka e dei Camus e resta nella letteratura svedese una figura culto che non si smette mai di rileggere e riscoprire. Segnato da una drammatica infanzia, intraprende molto giovane una folgorante carriera letteraria bruscamente interrotta dalla tragica morte, lasciando quattro romanzi, quattro drammi, poesie, racconti e articoli che continuano a essere tradotti e ristampati. Iperborea ha pubblicato Il viaggiatore, Il nostro bisogno di consolazione, Bambino bruciato, I giochi della notte, Perché i bambini devono ubbidire?, La politica dell'impossibile, Autunno tedesco e Il serpente e la raccolta di poesie Breve è la vita di tutto quel che arde.Stig Dagerman"L'uomo che non voleva piangere"Traduzione di Fulvio FerrariIperboreawww.iperborea.comMaestro del racconto realistico ma anche visionario frequentatore del fantastico, erede della grande tradizione della narrativa sociale svedese e insieme originale ammiratore di Kafka: Stig Dagerman fu tutto questo. Sperimentatore e innovatore, nei suoi romanzi alterna l'adesione alla realtà a una poetica dell'assurdo dove gli universi narrativi assumono forti connotazioni simboliche. E questa versatilità emerge anche nei suoi numerosi racconti, che furono in parte pubblicati in vita e in parte raccolti solo dopo la prematura morte dello scrittore. Racconti tra loro assai diversi, e tuttavia in ciascuno ritornano i temi che caratterizzano nel complesso la sua scrittura: il terrore senza nome e senza apparente ragione che attanaglia il protagonista dei Vagoni rossi, la topografia onirica e gli ossessivi sensi di colpa nell'Uomo di Milesia, ma anche il flusso di coscienza in cui – in Dov'è il mio maglione islandese? – il narratore costruisce con un linguaggio duro, cattivo e disperato una versione menzognera e illusoria della propria esistenza per poi, reso confuso e inerme dall'ubriachezza, smontarla e rivelare tutta la propria infelicità, il proprio bisogno d'amore. Dagerman come sperimentatore, dunque, ma il suo sperimentare non è mai fine a se stesso: è piuttosto l'incessante ricerca di mezzi espressivi che permettano di presentare in modo vivo, quasi violento, le grandi questioni dell'esperienza umana. Anzitutto il senso della sofferenza e poi la costante ricerca di un amore che è allo stesso tempo indispensabile e irraggiungibile. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Teresa Lussone "Leggere, tradurre, amare Irène Némirovsky"

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Play Episode Listen Later Sep 23, 2025 21:22


Teresa LussoneLeggere, tradurre, amare Irène Némirovskyhttps://www.festadelracconto.it/Festa del Racconto, CarpiVenerdì 3 ottobre 2025, ore 17:00"Leggere, tradurre, amare Irène Némirovsky"con Cinzia Bigliosi e Teresa Lussoneconduce Gaia Manzini. Letture di Betti Pedrazzi«Quando abbiamo finito di leggere le due prime parti di Suite francese», scrive Pietro Citati, «resta in noi una strana sensazione di letizia. Non sappiamo se essa dipenda dalla gioia nascosta sotto le tragedie della vita; o dalla felicità fisica di raccontare senza fine». Pubblicato postumo in Francia nel 2004 e tradotto in italiano da Adelphi nel 2005, il romanzo incompiuto di Irène Némirovsky fu subito acclamato come un capolavoro e diede il via alla scoperta di una scrittrice straordinaria e amatissima. Accompagnate dalle letture di Betti Pedrazzi e guidate dalle curiosità di Gaia Manzini, Cinzia Bigliosi e Teresa Lussone, entrambe traduttrici e fini conoscitrici dell'opera della scrittrice francese di origine ucraina, raccontano la «loro» Némirovsky.Irène Némirovsky"Il carnevale di Nizza e altri racconti"Traduzione a cura di Teresa LussoneAdelphiwww.adelphi.itCome fa una giovane donna di appena trent'anni, qual era all'epoca Irène Némi­rovsky, a scavare così profondamente nel­l'animo umano? si chiese Bernard Grasset, il suo primo editore, leggendo questi racconti. Come fa a capire, e a descrivere in modo così empatico e al tempo stesso spietato, non solo le lusinghe e le illusioni della giovinezza, ma anche la nostalgia de­gli amori perduti, il rimpianto delle vite non vissute, l'acredine delle esistenze sba­gliate, le ferite dell'ambizione frustrata, l'angoscia della solitudine, lo sgomento per i segni che lascia sul corpo il passare degli anni, la ferocia che si annida nel cuore de­gli uomini? Le prove giovanili di Némi­rovsky continuano a riempirci di stupo­re non meno di quelle della maturità: le quattro «scenette», per cominciare, di sa­pore quasi lubitschiano, dove due aspiran­ti attricette di incantevole amoralità met­tono in opera comici e insieme patetici tentativi di trovare un uomo molto ricco che le mantenga; i tre «film parlati» – in realtà vere e proprie narrazioni, condotte con la mano sapiente di uno sceneggiato­re navigato, in grado di dare indicazioni su inquadrature, stacchi, dissolvenze, mon­taggio; gli struggenti Una colazione in settembre e Le rive felici; il truculento affresco finlandese dei Fumi del vino... Fino al sor­prendente I giardini di Tauride, che appa­re qui in volume per la prima volta, e che, costellato di appunti in cui Némirovsky ri­flette sulla forma stessa del racconto, ci consente di gettare un'occhiata indiscreta nel suo laboratorio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Immanuel Mifsud "Ti ho visto piangere"

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Play Episode Listen Later Sep 22, 2025 21:13


Immanuel Mifsud"Ti ho visto piangere"Traduzione di Andrea RussoBonfirraro Editorehttps://www.bonfirraroeditore.it/prodotto/ti-ho-visto-piangere/?srsltid=AfmBOorsdhRDWZykVNWry687opaXz9BhcKDctHkG9bd4y2DizFa0Lu25"Ti ho visto piangere": vincitore del Premio dell'Unione Europea per la letteratura 2011.Ti ho visto piangere è molto più di un semplice memoir: è un viaggio nel cuore oscuro della memoria e dell'identità. Attraverso una narrazione avvolgente e poetica, il libro esplora la complessità del rapporto tra padre e figlio, svelando dinamiche familiari difficili, ma universali. Il protagonista ripercorre la propria storia, intrecciando ricordi d'infanzia con riflessioni adulte sul significato della paternità, sul ruolo del padre e sull'ereditarietà del dolore e della forza.La storia inizia con il protagonista che trova un vecchio diario appartenente al padre, un veterano di guerra segnato dall'esperienza del conflitto e dalla durezza della vita. In quelle pagine ingiallite, il figlio rilegge la vita del padre attraverso la lente della sua stessa sofferenza e del rispetto misto a paura che ha sempre provato per lui. La voce del figlio, carica di emozione e onestà, si confronta con i silenzi del padre, con il peso delle aspettative e delle delusioni che hanno scandito la loro relazione.Ogni ricordo diventa un frammento di un mosaico più grande: dalle domeniche trascorse a giocare a palla, nonostante la zoppia del padre, alle dure lezioni di vita impartite con rigore e durezza. C'è una violenza silenziosa, ma persistente, che attraversa ogni pagina del libro, legata al desiderio del padre di plasmare il figlio secondo i propri ideali di virilità e onore. Tuttavia, c'è anche amore, anche se espresso in modi che sfuggono alla tenerezza tradizionale.Le tematiche della mascolinità, dell'autorità e del confronto con il passato emergono con forza, rendendo questa narrazione universale. Il libro ci pone di fronte a domande fondamentali: cosa significa essere uomini in un mondo che ci chiede sempre di essere forti? Come si può essere padri quando si è ancora figli? E, soprattutto, come si può trovare pace quando si è cresciuti in un ambiente dominato da aspettative opprimenti?Con uno stile poetico e a tratti struggente, Ti ho visto piangere scava nelle profondità dell'animo umano, portando a galla il dolore della perdita, della colpa e della speranza di riconciliazione. Questo libro non è solo una riflessione sul rapporto tra padri e figli, ma una meditazione sul tempo, sulla memoria e sul desiderio di trovare una propria strada nel mondo. Un'opera intensa, toccante, che lascia il lettore con la consapevolezza che, in fondo, la storia di ogni padre e di ogni figlio è una storia che ci riguarda tutti.Immanuel Mifsud (Malta, 1967) è uno scrittore e poeta pluripremiato. È stato il primo scrittore maltese a ricevere il Premio dell'Unione Europea per la Letteratura nel 2011 con il libro Ti ho visto piangere (The name of father and son), che a oggi è stato tradotto in dodici lingue. Inoltre, ha vinto due volte il Premio nazionale per la prosa e tre volte quello per la poesia. Gli sono stati commissionati anche brani per occasioni speciali, come la presidenza francese dell'UE (due volte) e il Commonwealth Day celebrato nell'Abbazia di Westminster nel 2017.Come riconoscimento per i suoi successi letterari a Malta e all'estero, nel 2014 la Repubblica di Malta gli ha conferito l'onorificenza di Membro dell'Ordine al Merito della Repubblica di Malta. Insegna letteratura contemporanea e teoria letteraria presso l'Università di Malta.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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Claudia Quadri "Babel Festival"

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Play Episode Listen Later Sep 8, 2025 12:16


Claudia Quadri"Babel Festival"Festival di Letteratura e TraduzioneBellinzona 11>14 Settembre 2025www.babelfestival.comBabel FestivalDomenica 14 SettembreClaudia Quadri"Infanzia e bestiario"Edizioni Casagrandewww.edizionicasagrande.comIn questo libro ci sono una bambina e un cane, la loro complicità, le loro esplorazioni nei boschi dietro casa e nel mondo complesso e indecifrabile degli adulti. Ci sono una giovane donna e poi una donna non più giovane e i suoi cani, la stessa complicità e le stesse esplorazioni in un mondo non meno complesso e indecifrabile. E ci sono tassi, tartarughe, cavalli, serpenti, falchi pellegrini, a volte portavoce di un ambiente minacciato, a volte messaggeri del regno dell'infanzia, Una familiarità e un'alterità che in Infanzia e bestiario (Casagrande 2022; Premio di letteratura svizzero 2024) Claudia Quadri ci restituisce con delicatezza, camminando in equilibrio tra racconto autobiografico e reportage narrativo, tra favola e cronaca. Con lei lo scrittore Dumenic Andry, che l'ha tradotta in romancio.Claudia Quadri vive a Lugano, dove è nata nel 1965. Ha lavorato come giornalista radiofonica e documentarista per la Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana. Dal 2000 Claudia Quadri ha pubblicato cinque romanzi e ha vinto diverse borse di studio e premi per la sua opera letteraria. Il suo libro Suona, Nora Blume (Edizioni Casagrande, 2013) ha vinto il Premio svizzero di letteratura 2015. Nel 2024 le è stato assegnato un secondo Premio svizzero di letteratura per Infanzia e bestiario (Casagrande).Nel 2025 Babel compie vent'anni e li festeggia con le lingue che lo hanno formato e ne hanno ispirato la ricerca nella traduzione e nel plurilinguismo: l'italiano – origine e approdo –, che diramandosi in Ticino raggiunge i suoi confini naturali e valicabili, e le altre lingue svizzere – francese, tedesco, romancio – con cui, sfiorandosi e compenetrandosi, disegna e ridisegna geografie linguistiche e letterarie dai caratteri unici e condivisi, fertili e aperte, in costante ridefinizione.Babel20! prova a tracciare una cartografia di questo paesaggio fluido dove ciascuna lingua è portata a straripare dal proprio corso abituale per mescolarsi con le altre, tra flussi e riflussi che sovvertono gerarchie sintattiche, confondono ritmi e sedimenti culturali, aprono varchi semantici inattesi, scavano nuovi alvei del pensiero.Per Babel20!, sul palco del Teatro Sociale di Bellinzona e nelle altre sedi del festival confluiscono scrittrici e scrittori italiani e svizzeri italiani con chi li traduce in francese e romancio, e scrittori e scrittrici della Svizzera francese e della Svizzera tedesca con chi li traduce in italiano. E insieme a loro attrici e musicisti, artiste e performer svizzeri e italiani.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Emanuela Anechoum "Babel Festival"

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Play Episode Listen Later Sep 7, 2025 12:08


Emanuela Anechoum"Babel Festival"Festival di letteratura e traduzioneBellinzona 11>14 settembre 2025https://www.babelfestival.com/Nel 2025 Babel compie vent'anni e li festeggia con le lingue che lo hanno formato e ne hanno ispirato la ricerca nella traduzione e nel plurilinguismo: l'italiano – origine e approdo –, che diramandosi in Ticino raggiunge i suoi confini naturali e valicabili, e le altre lingue svizzere – francese, tedesco, romancio – con cui, sfiorandosi e compenetrandosi, disegna e ridisegna geografie linguistiche e letterarie dai caratteri unici e condivisi, fertili e aperte, in costante ridefinizione.Babel20! prova a tracciare una cartografia di questo paesaggio fluido dove ciascuna lingua è portata a straripare dal proprio corso abituale per mescolarsi con le altre, tra flussi e riflussi che sovvertono gerarchie sintattiche, confondono ritmi e sedimenti culturali, aprono varchi semantici inattesi, scavano nuovi alvei del pensiero.Per Babel20!, sul palco del Teatro Sociale di Bellinzona e nelle altre sedi del festival confluiscono scrittrici e scrittori italiani e svizzeri italiani con chi li traduce in francese e romancio, e scrittori e scrittrici della Svizzera francese e della Svizzera tedesca con chi li traduce in italiano. E insieme a loro attrici e musicisti, artiste e performer svizzeri e italiani.Domenica 14 settembre, ore 17:00Bellinzona, Babel FestivalLingue che uniscono o che dividonoUbah Cristina Ali FarahEmanuela Anechoumintroducono: Lara Ricci e Anna SchlossbauerDue scrittrici italiane che narrano un'Italia sconosciuta ai più: Ubah Cristina Ali Farah, con la sua trilogia tra Roma e Mogadiscio, e Emanuela Anechoum, con la sua giovane protagonista calabrese che vive a Londra, ha un padre marocchino e non si sente a casa da nessuna parte. Storie di sradicamenti e attraversamenti alla ricerca di sé, storie per ripensare una cittadinanza capace di superare gli errori del passato. Ma anche l'occasione per parlare di lingue che uniscono o che dividono. Un incontro-ponte con la prossima edizione del festival. Introducono Anna Schlossbauer e Lara Ricci, al lavoro per Babel 2026.Emanuela Anechoum è nata a Reggio Calabria nel 1991 e vive a Roma. Dopo gli studi ha iniziato a lavorare nel mondo dell'editoria a Londra, e successivamente si è trasferita in Italia. Ha scritto per Vice, Doppiozero, Marvin Rivista. Tangerinn (edizioni e/o, 2024) è il suo primo romanzo, con cui ha vinto il Premio Mastercard Esordienti, il Premio Selezione Bancarella, il Premio Moncalieri, il Premio Lugnano e il Premio Speciale Mario La Cava dell'Associazione Rhegium Julii.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Stella Sacchini, Mirko Esposito "Le nuove traduzioni della saga del Mago di Oz"

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Play Episode Listen Later Aug 31, 2025 26:15


Stella Sacchini, Mirko EspositoLe nuove traduzioni dei libri dedicati al Mago di Oz.Gallucci Editorewww.galluccieditore.comL. Frank Baum definiva la sua saga una fiaba moderna, popolata da creature incantevoli capaci di affascinare adulti e fanciulli. Gallucci, per la prima volta in Italia, ha deciso di ritradurre tutti i 14 volumi originali in versione integrale. Un'operazione unica e imponente che mira a far conoscere il lavoro sapiente e rivoluzionario di Baum e a valorizzarne l'estrema creatività. Il Mago di Oz è una lettura ancora attuale che sottolinea questioni importanti, care alla contemporaneità: il ruolo del femminile e del maschile, i temi del genere e il desiderio di esserericonosciuti nella propria unicità.Il meraviglioso mago di Oz - pagg. 192, prezzo 7.90 euroTraduzione dall'inglese di Mirko ZilahyLa casa di Dorothy è spazzata via da un potente tornado e lei si ritrova per magia nel Paese di Oz. L'unico che può aiutarla a tornare nel Kansas è il misterioso e terribile sovrano di quel luogo, il Mago di Oz. Nell'avventuroso viaggio per incontrarlo, a Dorothy si affiancano lo Spaventapasseri, che intende chiedere al Mago un cervello, il Boscaiolo di Latta, che vuole a tutti i costi un cuore, e il Leone Codardo, a cui serve una buona dose di coraggio. Per realizzare i loro desideri i quattro dovranno affrontare la Perfida Strega dell'Ovest.Il fantastico paese di Oz - pagg. 224, prezzo 7.90 euroTraduzione dall'inglese di Stella Sacchini e Mirko EspositoIl piccolo Tip è prigioniero della perfida strega Mombi sin dalla nascita. Un giorno finalmente riesce a sfuggirle, liberando dalle sue grinfie anche Jack lo Zuccone, e subito si dirige verso la Città di Smeraldo in cerca di fortuna. Proprio al suo arrivo, però, una rivolta spodesta lo Spaventapasseri. Per aiutarlo a riottenere il trono, Tip dovrà condurlo al cospetto della Strega Buona del Sud.Ozma, la Regina di Ozpagg.208, 15x21 cm brossura con bandelle, prezzo 7.90 euroTraduzione dall'inglese di Stella Sacchini e Mirko EspositoLa nave su cui sta viaggiando Dorothy viene travolta da una tempesta dalla stramba Principessa Languidaria, che cambia testa come cambia idea. Al fianco di Ozma, la Regina del Paese di Oz, e dei suoi ritrovati compagni – il Boscaiolo di Latta, il Leone Codardo e lo Spaventapasseri –, Dorothy vivrà una nuova, indimenticabile avventura.Dorothy e il Mago nel Paese di Oz - pagg.224, prezzo 7.90 euroTraduzione dall'inglese di Stella Sacchini e Mirko EspositoDorothy e suo cugino Zeb chiacchierano allegramente, quando una scossa di terremoto fa precipitare nel cuore della Terra il calesse su cui stanno viaggiando. I due, con la gatta Eureka e il cavallo Jim, si rendono conto di essere atterrati nello strambo Paese dei Mangabù, i cui abitanti crescono come ortaggi sulle piante. Come tornare in superficie? Ma ecco che, ondeggiando lentamente giù dal cielo su una mongolfiera, arriva in loro aiuto una vecchia conoscenza: il Meraviglioso Mago di Oz!La strada per Oz - pagg.208, prezzo 7.90 euroTraduzione dall'inglese di Stella Sacchini e Mirko EspositoIl sole splende sul Kansas quando Dorothy, con il suo inseparabile cagnolino Toto, decide di accompagnare lo strambo Uomo di stracci per un tratto di strada. Il bivio che si trovano davanti, però, li trasporta in un'altra dimensione... Insieme al marinaretto Botton d'Oro e Policroma, la multicolore figlia dell'Arcobaleno, arriveranno a Volpopoli, la città delle volpi antropomorfe, e poi ad Asinaia, i cui abitanti, manco a dirlo, hanno le fattezze di asini. E da lì in poi si può solo proseguire, sulle ali della fantasia, alla volta del Regno fatato di Oz!La Città di Smeraldo di Oz - pagg.288, prezzo 10 euroTraduzione dall'inglese di Stella Sacchini e Mirko EspositoDorothy e i suoi zii stanno per cominciare una nuova vita nella splendida Città di Smeraldo, la capitale del magico Paese di Oz. Popolato da creature bizzarre e uniche – come i Pezzipazzi, iCatastrofetti, i Vanverini e molti altri – questo straordinario mondo sembra aver accolto al meglio i suoi nuovi cittadini… eppure una terribile minaccia è dietro l'angolo: il Re Nomo, il malvagio Roquat il Rosso, è deciso a distruggere il regno fatato con l'aiuto dei suoi crudeli alleati e a ridurre in schiavitù i suoi pacifici abitanti. Riusciranno Dorothy e i suoi amici a salvare Oz?Lyman Frank Baum (1856 - 1919) nacque a Chittenago, nello stato di New York. Figlio di un ricco petroliere, intraprese le carriere più disparate, finché raggiunse il successo con la saga del Mago di Oz, di cui Gallucci sta traducendo di nuovo e pubblicando tutti i 14 volumi.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Giusto Traina "La prima guerra mondiale della storia"

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Play Episode Listen Later Aug 26, 2025 30:26


Giusto Traina"La prima guerra mondiale della storia"Dall'assassinio di Cesare al suicidio di Antonio e Cleopatra (44-30 a.C.)Laterza Editoriwww.laterza.it"La prima guerra mondiale della storia"Traduzione di Immacolata EramoI 14 anni che segnarono la fine della Repubblica romana furono caratterizzati da una lotta epica e senza quartiere tra uomini che volevano imporre la propria egemonia: Cesare contro Pompeo, Ottaviano contro Antonio. Ma le cose sono andate davvero così o si è trattato piuttosto di un conflitto su scala mondiale, capace di coinvolgere e travolgere tutti i popoli allora conosciuti: traci e parti, galli e ispanici, armeni ed egizi?La fine della Repubblica romana è una storia che è stata raccontata tante volte da apparire pressoché scontata: chi non ricorda le Idi di Marzo e le guerre civili? La vittoria finale di Ottaviano? Eppure, di questi avvenimenti abbiamo sempre ascoltato soltanto un punto di vista, quello degli storici greci e romani, che hanno fornito una versione parziale della realtà politica e militare.Se ci allontaniamo da Roma e dall'Italia e allarghiamo lo sguardo all'insieme dell'imperium Romanum, ai territori delle province e dei regni alleati, senza trascurare i nemici esterni di Roma – a cominciare dall'impero partico –, scopriremo i veri comprimari di questo racconto storico.Familiarizzeremo con un caleidoscopio di popoli – africani, ispanici, galli, greci, traci, armeni, egizi – e di personaggi, dalla famosissima Cleopatra ai re Artawazd di Armenia e Bogud di Mauretania. Personaggi e popoli visti non più come semplici pedine, bensì come attori di un equilibrio geopolitico che fa delle guerre di questo periodo un insieme di conflitti che non è scorretto definire come una vera e propria guerra mondiale ante litteram.Giusto Traina insegna Storia romana a Sorbonne Université e all'Università del Salento. Si occupa attualmente di storia militare e geopolitica antica, in particolare dei rapporti tra Roma e l'Oriente. Per Laterza è autore, tra l'altro, di: La tecnica in Grecia e a Roma (1994); 428 dopo Cristo. Storia di un anno (2007); La resa di Roma. 9 giugno 53 a.C., battaglia a Carre (2010, vincitore del Premio Cherasco Storia 2011); Il piccolo Cesare nella collana per ragazzi “Celacanto” (2014); La storia speciale. Perché non possiamo fare a meno degli antichi romani (2020); Marco Antonio (edizione aggiornata 2022); I Greci e i Romani ci salveranno dalla barbarie (2023).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Sofia Tincani "Povera pazza" Chloé Delaume

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Play Episode Listen Later Aug 7, 2025 19:39


Sofia Tincani"Povera pazza"Perché in fondo le storie d'amore servono solo a guarire dall'infanziaChloé DelaumeMincione Edizioniwww.mincionedizioni.comTraduzione di "Povera pazza" a cura di Sofia TincaniDurante un viaggio in treno da Parigi a Heidelberg, Clotilde Mélisse, una scrittrice che ha l'abitudine di trasformare i suoi episodi e cicli esistenziali in libri, racconta un'intensa storia d'amore avuta con Guillaume, un uomo gay conosciuto durante una residenza a Villa Medici e che è tornato dopo dieci anni a turbare il suo equilibrio. Clotilde si chiede se è lei ad essere manipolata da un uomo o, al contrario, è lei che si comporta come un uomo, imponendo il suo desiderio. L'autrice, attraverso il suo alter ego, ci racconta la sua vita: la scoperta di poesie nella biblioteca di famiglia, il padre che uccise la madre davanti a lei prima di rivolgere la pistola contro di sé (la pietra miliare delle sue "memorie fondanti"), il lavoro come prostituta, la malattia mentale, le sue ossessioni e le sue relazioni amorose. Un'introspezione veloce e tragicomica. L'autrice Chloé Delaume, nata a Versailles il 10 marzo 1973, è una scrittrice francese. La sua opera letteraria, per lo più autobiografica, si concentra sulla letteratura sperimentale, sul femminismo e sull'autofiction.Così comincia il romanzo:La fine del mondo non ha per niente la forma prevista. Dal vetro appannato, Clotilde osserva la neve ammantare aprile; il treno attraversa foreste morte e prati avvelenati da torrenti fangosi. Guarda lo sfondo sfaldarsi lentamente; l'epoca in cui si trova si chiama Troppo tardi, lo sanno tutti, quindi per forza di cose si chiede come facciano tutte quelle bocche a pronunciare ancora seriamente la parola Futuro. Il vento urta la carrozza trascinando acqua sporca; i fiocchi sono grigi come le ceneri estive che cospargono le piscine mentre le persone ci nuotano dentro, circondate da incendi. Così, come tutti, Clotilde attraversa la prova: è difficile ammettere che vive e vivrà solo con l'ottica di aver superato una soglia, nell'incavo di uno strappo, e che la seconda parte della sua vita coincide col periodo della fine del mondo.Chloé Delaume, nata a Versailles il 10 marzo 1973, è una scrittrice francese. La sua opera letteraria, per lo più autobiografica, si concentra sulla letteratura sperimentale, sul femminismo e sull'autofiction. Per la Mincione Edizioni ha pubblicato "Povera pazza".Sofia Tincani, ha studiato lingue e letterature all'Università di Bologna e all'Université Paris Nanterre. Ha pubblicato articoli su diverse riviste accademiche come RIEF - Revue italienne d'études françaises. Per Crocetti Editore ha tradotto Essere qui è uno splendore di Marie Darrieussecq. Per la Mincione Edizioni ha tradotto "Povera pazza".IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Lorenza Di Lella "Proprietà privata" Julia Deck

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Play Episode Listen Later Aug 5, 2025 19:49


Lorenza Di Lella"Proprietà privata"Julia DeckPrehistorica Editorewww.prehistoricaeditore.ittraduzione "Proprietà privata" a cura di Francesca Scala e Lorenza Di LellaEva è un'urbanista parigina che lavora attorno alla “nozione di spazio incerto” che coltiva sul balcone del suo appartamento. Col marito Charles, professore universitario afflitto da depressione e che vive rinchiuso sedato nella sua camera, decide di lasciare Parigi per prendere casa in un ecoquartiere di periferia.“Era tempo di comprare. La nostra scelta cadde su un piccolo comune in pieno slancio, sicuri di fare un buon investimento. Già svariati mesi prima di traslocare avevamo preso le misure dei mobili. Non vedevamo l'ora di vivere finalmente a casa nostra. E forse avremmo potuto realizzare quel sogno se, una settimana dopo esserci insediati, i Lecoq non si fossero trasferiti dall'altra parte del muro.”Annabelle, del resto, è la vicina indesiderabile, quella che non conosce pudore, che prende in prestito lo zerbino, che ascolta e spia, e che provoca un po' tutti, soprattutto gli uomini. Con questa presenza invadente, unitamente a quella del gatto rosso dei Lecoq – che entra nella casa degli altri quando vuole – la vita che si preannunciava idilliaca diventa un vero incubo. Tanto che Charles Caradec, marito di Eva, la narratrice di questo romanzo crudele, non regge. Quando progetta di uccidere Pel di carota, la sua vita e quella di tutta la comunità degenera.Al di là del cinismo che attraversa queste pagine, del sorriso che suscita, si prova una sorta di terrore davanti a questo quadro iperrealista della nostra epoca. La penna appuntita di Julia Deck non fa sconti.Julia Deck, nasce a Parigi nel 1974 da padre francese, artista plastico, e madre britannica, traduttrice. Julia Deck ha studiato Lettere alla Sorbona, e la sua tesi verteva su La principessa di Cléves. Lavora per un anno nell'editoria a New York. Dopo essere stata responsabile della comunicazione in diversi gruppi editoriali, nel 2005 si dedica completamente alla scrittura. In Francia è pubblicata dalle leggendarie Edizioni di Minuit. Sigma è il suo secondo romanzo tradotto in Italiano, dopo Viviane Elisabeth Fauville recentemente pubblicato da Adelphi.Lorenza Di Lella, traduce dal francese romanzi, racconti e saggi. Ha tradotto, fra gli altri, a Georges Simenon, Emmanuel Carrère, Teresa Cremisi, Boileau e Narcejac, B. Quiriny, Michel Tremblay, Julia Deck. Nel 2012, insieme a G. G. Greco, ha ricevuto il premio Procida per la traduzione del Barone sanguinario di V. Pozner. È redattrice della collana «Gli Eccentrici» delle Edizioni Arcoiris di Salerno. Lorenza Di Lella insegna traduzione letteraria dal francese nei corsi dell'Agenzia Letteraria Herzog.Francesca Scala si è laureata all'Università di Bologna con una tesi in filologia romanza sul corpus del troviero Jehan de Renti, per poi specializzarsi a Firenze nel 2000 in traduzione letteraria alla SETL (Scuola Europea di Traduzione Letteraria). Ha tradotto per 20 anni, prevalentemente per Coconino Press-Fandango, romanzi a fumetti contribuendo a fare conoscere e apprezzare al pubblico italiano maestri della BD francese quali Jacques Tardi, Jacques de Loustal, Baru, David B. (Il grande male) e Manu Larcenet (Lo scontro quotidiano). Tra gli autori a cui ha dato voce in ambito saggistico, Thierry Fabre (Mesogea), Marc-Alain Ouaknin (Atlante) e Georges Simenon (Adelphi); in ambito narrativo-letterario, Julien Green (Vertigine, Nutrimenti, 2017, con Lorenza Di Lella, Giuseppe Girimonti Greco, Ezio Sinigaglia e Filippo Tuena, è stato vincitore del premio Bodini 2017), Linda Lê (Clichy), Lydie Salvayre (Prehistorica Editore), Teresa Cremisi, Georges Simenon, Emmanuel Carrère, Inès Cagnati, Boileau e Narcejac (Adelphi) e Dany Laferrière (Tutto si muove intorno a me, 66thand2nd, 2015, con G. Girimonti Greco, è stato finalista al premio Stendhal 2016). Nel 2024 ha curato per la Sala Borsa di Bologna la prima rassegna di incontri che la biblioteca abbia mai dedicato alla traduzione letteraria. È iscritta a Strade, Sindacato di Traduttrici e Traduttori Editoriali.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Cristiana Mennella "L'ultimo dei chiurli" Fred Bodsworth

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Play Episode Listen Later Aug 4, 2025 17:24


Cristiana Mennella"L'ultimo dei chiurli"Fred BodsworthAdelphi www.adelphi.itL'ammaliante, perigliosa odissea di un piccolo eroe tragico: uno degli ultimi esemplari di chiurlo eschimese.Traduzione di Cristiana MennellaIntorno alla metà del Novecento il chiurlo eschi­mese è stato dichiarato estinto. Questo piccolo, in­classificabile libro racconta l'odissea di uno degli ultimi esemplari, che a ogni primavera, mosso dal­l'istinto, dall'Antartide fa rotta verso l'Artide per accoppiarsi – e per garantire la sopravvivenza del­la specie. Una condizione tragica, la sua, giacché mai ha conosciuto i suoi simili, sterminati per pu­ro diletto a partire dall'Ottocento. L'ultimo dei chiurli parte così per un viaggio che ha del mira­coloso: Patagonia, Paraguay, Honduras, Messico, Stati Uniti, Canada... Supera catene montuose e vulcani, burrasche e tempeste di neve; copre mi­gliaia di chilometri in pochi giorni, senza riposare né sfamarsi; sorvola foreste, fiumi, laghi, paludi; si libra sull'oceano come sulle Ande e sulla pampa. Ma se finora ha sempre affrontato la spedizione da solo, questa volta ha la ventura di imbattersi in una femmina della sua specie, con cui involarsi verso il luogo da lui scelto per riprodursi: pochi conte­si metri di terreno spoglio nel Nord più estremo. Sempre che il Destino, nei panni esecrabili dell'uo­mo, non si metta di traverso. Al lettore non resterà allora che accompagnarli, complice e rapito, nella loro perigliosa, irrinunciabile missione, sull'ala di una prosa che per audacia, anelito e resilienza sa essere all'altezza di quel volo prodigioso.Fred Bodsworth è stato uno scrittore, giornlista e naturalista canadese. Ha collaborato con alcune testate giornalistiche importanti del suo Paese. Dal 1964 al 1967 è stato anche presidente della Federazione dei naturalisti dell'Ontario. Nel 2002 ha ricevuto il premio Matt Cohen per i suoi scritti.In Italia ricordiamo il libro L'ultimo dei chiurli, edito nel 2025 da Adelphi.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Nicola Verderame "Tutte le canzoni di Istanbul" Cemal Süreya

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Play Episode Listen Later Jul 31, 2025 23:31


Nicola Verderame"Tutte le canzoni di Istanbul"Cemal SüreyaBompiani Editorewww.bompiani.itIn Turchia la poesia dei maestri del Secondo Nuovo, l'avanguardia postmodernista, è stata riscoperta dalle generazioni più giovani solo con il passare degli anni. Cemal Süreya è un caso esemplare: se il suo linguaggio semplice e sensuale, anche se ricco di simboli e allusioni, ha stentato ad affermarsi mentre il poeta era ancora in vita, oggi alcuni suoi versi circolano nelle strade, scritti con pennarelli indelebili su muri e panchine, con l'hashtag #şiirsokakta (“poesia in strada”), e molti giovani li conoscono a memoria. Le sue poesie, cariche di eros e ironia, sono raffinate, mai leziose, e possiedono una forza comunicativa immediata: un classico moderno dal forte impegno, anche per la critica mossa dal poeta, di origini curde, alle politiche repressive dello stato turco.Cemal Süreya (1931-1990) Nacque nel Kurdistan turco da una famiglia curda zaza. Fondò e diresse tra il 1960 e il 1981 la rivista Papirüs, fondamentale per la letteratura turca del secondo Novecento, e fece parte del Secondo Nuovo, l'avanguardia postmodernista. È considerato in Turchia un vero e proprio classico contemporaneo.Nicola Verderame (1984) ha insegnato Lingua turca all'università del Salento e Filologia turca presso l'università “L'Orientale” di Napoli, dove si è laureato in Studi Islamici (2003-2008). Ha conseguito un Research Master in Turkish Studies all'università di Leiden (2011) e il PhD in Storia contemporanea alla Freie Universitaet Berlin (2018). Ha tradotto opere di narrativa dal turco per le case editrici nottetempo, E/O, Feltrinelli, Mondadori, Carbonio, e numerose traduzioni da poeti turchi viventi per le riviste Atelier, Testo a fronte, Poeti e Poesia. Nel 2016 ha curato e tradotto la raccolta di Tuğrul Tanyol Il vino dei giorni a venire – Poesie scelte 1971-2016 (Ladolfi ed.), insignita del Premio Benno Geiger 2017 e del Premio Nazionale di Traduzione del Ministero dei beni e delle attività culturali nel 2018. Nel 2020 ha pubblicato la raccolta di Haydar Ergülen La casa nella melagrana – Poesie scelte 1982-2018, prefazione di Milo de Angelis, Premio Ciampi, Valigie Rosse Edizioni.Attualmente cura la sezione “Versi” della rivista online Kaleydoskop – Turchia, cultura e società e il blog Defter – Poesia turca contemporanea.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

IELTS/Cambridge Exam Tips to Ensure Success with an Official Trainer/Examiner
Episode #62: Storia del Wizord of Oz in Inglese con la traduzione in Italiano

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Play Episode Listen Later Jul 29, 2025 11:46


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Davide Tortorella "La vita normale" Yasmina Reza

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Play Episode Listen Later Jul 29, 2025 19:46


Davide Tortorella"La vita normale"Yasmina RezaAdelphiwww.adelphi.it"La vita normale", traduzione a cura di Davide Tortorella.«Per me il tribunale è un luogo di osservazione come un altro, come la strada, o la mia camera da letto» ha risposto Yasmina Reza quando le è stato chiesto perché, da quindici anni, segua processi, oscuri o clamorosi, in giro per la Francia. «Colui che crediamo altro da noi non lo è» afferma Reza, che, lasciando ai cronisti giudiziari il loro mestiere e alla giustizia di cercare (invano?) un senso nel caos, preferisce fare un passo di lato – e ogni volta spiazza il lettore. Senza curarsi di proclamare verità universali e concentrandosi invece su «frammenti di umanità» – un gesto, una frase, una postura, un dettaglio dell'abbigliamento –, Reza riesce a cogliere, nelle esistenze degli imputati, dei testimoni e delle vittime, qualcosa che non di rado alla giustizia sfugge, e che a quelle esistenze ci accomuna. È «la vita normale», che segue come un'ombra la sua controparte assassina, sovrapponendosi continuamente a essa. Come nel caso della donna che, un mattino di novembre, «incalzata, spinta da una forza senza nome», esce di casa per andare su una spiaggia ad abbandonare sua figlia alle onde, e poi torna a chiudersi nell'opacità della sua esistenza, «presente senza esserlo, come a strapiombo su sé stessa». A lei e ad altri fantasmi è dedicato questo libro. Fantasmi che irrompono sulla scena accanto a quelli dell'autrice, che ha la capacità, propria solo dei grandi scrittori, di insinuarsi nella psiche del lettore senza lasciargli il tempo di comprendere ciò che ha appena letto.«Yasmina Reza appartiene senza alcun dubbio alla famiglia dei grandi ironisti, tra Kafka, Bellow e Bashevis Singer» («Livres Hebdo»).Yasmina RezaDrammaturga, scrittrice, attrice e sceneggiatrice francese, le cui opere teatrali sono state adattate e rappresentate in molti Paesi e hanno ricevuto svariati premi. Figlia di un ingegnere iraniano e di una violinista ungherese di origine ebraica, comincia la sua carriera teatrale come attrice, partecipando a rappresentazioni di opere contemporanee e di classici di Molière e Marivaux. La prima pièce da lei scritta, Conversations après un enterrement, rappresentata per la prima volta nel 1987, la vale il Premio Molière come miglior autore; La traversée de l'hiver vince invece il Molière come miglior spettacolo regionale.Il successo internazionale arriva con l'opera successiva, Art (1994; Einaudi 2006), tradotta e rappresentata in oltre trenta lingue, per cui la Reza viene nuovamente premiata con il Molière per il miglior autore, il Premio Laurence Olivier e l'Evening Standard Award come miglior commedia (1997) e il Tony Award per il miglior spettacolo (1998); il romanzo Babylone, pubblicato da Flemmarion, ha vinto invece il premio Renaudot (2016).Tra le sue pubblicazioni: Al di sopra delle cose (Archinto 2000), Una desolazione (Bompiani 2003), Uomini incapaci di farsi amare (Bompiani 2006), L'alba, la sera o la notte (Bompiani 2007), Il dio del massacro (Adelphi 2011), Da nessuna parte (Archinto 2012), Felici i felici (Adelphi 2013), Babilonia (Adelphi 2017), «Arte» (Adelphi 2018), Bella figura (Adelphi 2019), Anne-Marie la beltà (Adelphi 2021), Serge (Adelphi 2022), La vita normale (Adelphi 2025).Davide Tortorella è traduttore, editor e autore televisivo. Per la tivù ha curato molti programmi di varietà e intrattenimento tra cui la rubrica libraria A tutto volume. Ha tradotto dall'inglese e dal tedesco Kenneth Anger, Botho Strauss, Susan Sontag, Groucho Marx, Alan Bennett e Vladimir Nabokov, ed è stato editor per la casa editrice Leonardo.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Alessandra Iadicicco "Bracconieri" Reinhard Kaiser-Mühlecker

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Play Episode Listen Later Jul 15, 2025 19:21


Alessandra Iadicicco"Bracconieri"Rainer Kaiser-MüleckerCarbonio Editorewww.carbonioeditore.itTraduzione a cura di Alessandra Iadicicco.Jakob è un giovane agricoltore schivo e votato alla vita di campagna. Nel cuore dell'Alta Austria, lontano dalle lusinghe del mondo, la sua esistenza scorre dentro la ritualità silenziosa della fattoria di famiglia. Ma l'incontro con Katja, un'artista in fuga dalle nevrosi della città, segna l'inizio di un cambiamento inaspettato. Insieme avviano un allevamento biologico, si sposano e hanno un figlio, e Jakob sembra rinascere nell'intimità di un legame che gli promette una via d'uscita dalla solitudine. Tuttavia la ritrovata serenità è messa a dura prova dalle difficoltà quotidiane e dalle ferite invisibili che da sempre affliggono Jakob. I tratti oscuri del suo carattere riaffiorano senza sosta, i rancori mai sanati con la famiglia serpeggiano come ombre sotterranee, mentre i dubbi sulla sincerità di Katja non gli danno tregua.Con una prosa nitida e implacabile, che scandaglia i moti più intimi e l'aspra natura che fa da sfondo alle vicende umane, Reinhard Kaiser-Mühlecker mette a nudo l'animo tormentato dei suoi personaggi e la loro lotta silenziosa per resistere alla disillusione e rimanere fedeli a se stessi in un mondo che cambia vertiginosamente.Reinhard Kaiser-Mühlecker (1982) è cresciuto a Eberstalzell, in Alta Austria, dove tuttora gestisce l'azienda agricola di famiglia, affiancando l'attività di scrittore. Autore prolifico e pluripremiato, è considerato una delle voci più importanti della letteratura austriaca contemporanea. Con Bracconieri ha vinto il prestigioso Bayerischer Buchpreis nel 2022 ed è stato nominato al Deutscher Buchpreis e all'Österreichischer Buchpreis.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Cristina Dell'Acqua "Seneca, Ovidio, Cicerone, Plutarco: parole parlanti"

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Play Episode Listen Later Jul 9, 2025 18:07


Cristina Dell'AcquaRoi Edizioniwww.roiedizioni.itSeneca "Come vivere felici"Traduzione a cura di Alessandro BenziDe vita beata (Come vivere felici) è uno dei testi più incisivi della filosofia antica, che affronta una domanda eterna: che cos'è, davvero, la felicità? E come si raggiunge? Con uno stile limpido e tagliente, Seneca smonta false convinzioni e mode effimere – dalla corsa alla ricchezza all'ossessione per il piacere – per guidarci verso una vita fondata sulla ragione, sulla virtù e sull'autenticità. Perché, in fondo, la vita beata non è qualcosa da cercare lontano: è un modo di abitare il presente, con lucidità e coraggio.Ovidio "Come guarire dalle pene d'amore"Traduzione a cura di Roberta SevieriI Remedia amoris (Come guarire dalle pene d'amore) sono una tra le opere meno esplorate di Ovidio. Eppure bellissima. Un dialogo tra il poeta e Cupido, il dio dell'amore. Un'occasione per riflettere sul perché la vita amorosa, con tutte le sue regole, le sue convenzioni e i suoi effetti collaterali, sia così complicata, e talvolta anche dolorosa. In un mondo in cui tutti ci prendiamo terribilmente sul serio Ovidio può insegnarci ad avere sull'amore uno sguardo più disincantato e giocoso, non frivolo o superficiale, ma semplicemente più lucido.Cicerone "Il valore dell'amicizia"Traduzione a cura di Silvia PeruccaIl De amicitia (Il valore dell'amicizia) è una lettura preziosa in un'epoca in cui la quotidianità frenetica ci sottrae sempre più tempo per coltivare amicizie profonde. Il modo di intendere i rapporti sociali è cambiato, ma il dolore della solitudine rimane lo stesso lungo i millenni. Perché un amico è quella persona con cui desideriamo condividere la gioia di un successo così come la ferita di una delusione, e sarà proprio lui a renderci più lieve quest'ultima: parola di Cicerone, che non a caso ha scritto questo dialogo proprio nell'anno peggiore della sua vita.Plutarco "Come rispettare gli animali"Traduzione a cura di Marzia MortarinoBruta animalia ratione uti (Gli animali usano la ragione) e De esu carnium (Sul mangiar carne) fanno parte dei testi sugli animali di Plutarco. Il primo, un dialogo tra Ulisse e uno degli uomini trasformati in maiali da Circe, dimostra inconfutabilmente che la natura suina (e in generale quella animale) è superiore a quella umana. Il secondo, più tagliente, è dedicato alla crudeltà del mangiare carne. Quasi duemila anni fa, Plutarco sorprende con una visione rivoluzionaria e ci invita a riflettere sul nostro rapporto con gli altri esseri viventi, parlando al cuore (e alla coscienza) del lettore di oggi.Cristina Dell'Acqua, direttrice editoriale della collanaÈ laureata in greco all'Università degli studi di Milano.Insegnante di latino e greco al Collegio San Carlo di Milano è da sempre appassionata di sperimentazione didattica, con corsi di aggiornamento ad Annapolis, negli Stati Uniti.E' vicepreside dei licei del Collegio San Carlo con delega alle relazioni esterne e all'innovazione didattica. E' coautrice di “Il futuro è antico. L'uso del teatro classico nell'educazione e nella formazione”, di Paloalto editore. È autrice di Una spia per l'anima (Mondadori 2019), Il nodo magico (Mondadori 2021), La formula di Socrate (Mondadori 2023), IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Nicolas Crunchant "Il bracconiere pazzo"

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Play Episode Listen Later Jul 8, 2025 17:19


Nicolas Crunchant"Il bracconiere pazzo"Fusta Editorewww.fustaeditore.itChris Charlier, eccentrico ornitologo e professore in pensione, torna sulle Alte Alpi per rivedere Nolwenn Bersand, sua ex allieva e agente dell'Ufficio nazionale della caccia. Ma quella che doveva essere una tranquilla visita per ricordare i vecchi tempi si trasforma presto in un incubo: qualcuno sta sparando agli stambecchi, fauna protetta, senza rubarne i palchi o la carne, in quella che sembra la follia narcisistica di un cacciatore esperto che vuole mettersi in mostra. E che ora sembra aver messo gli occhi proprio su Nolwenn. Un'aggressione a colpi di carabina apre le porte a un mistero sempre più fitto, fatto di sparizioni, furti enigmatici e una verità che si annida tra le creste impervie delle Alpi. Mentre la leggenda del Bracconiere Pazzo infiamma i giornali locali, Chris, determinato a proteggere Nolwenn, si ritrova coinvolto in un'indagine pericolosa, in cui niente è come sembra. Chi si nasconde dietro quei colpi? È solo follia o esiste un piano più oscuro, legato a epidemie, interessi economici e gestione faunistica? Dalla morte inspiegabile di un fotografo alla lettera anonima che svela piste contorte, Chris è l'unico disposto a inseguire ogni indizio. Con la sua ostinazione da vecchio professore e l'esperienza maturata contro i trafficanti di rapaci, si muove tra silenzi ostili e confessioni segrete. Un giallo allo stesso tempo teso e ricco di calore, che intreccia legami profondi con la natura e le comunità delle Alpi.La conversazione con Nicolas Crunchant, ha la traduzione a cura di Manuela Vico.Classe 1971, è guida naturalistica oltre che scrittore e, dal 2020, anche sindaco del comune francese alle pendici del Monviso in cui vive e vicepresidente della riserva naturale che lo circonda. È autore di due serie di romanzi gialli pubblicate dalle Editions du Queyras: il ciclo delle inchieste del professor Charlier avviato con Le vol du faucon (2011) e proseguito con L'automne des bouquetins (2013) e La guerre de tétras (2017); le avventure di Franck Verbier narrate in Mortelle Traversette (2015), Hors sentier fatal (2018) e Les pilleurs du Viso (2019). Tra i suoi testi non d'invenzione, Fort Queyras, 700 ans d'histoire (Ed. du Queyras 2008) e J'ai écouté les Alpes. 1500 km à pied pour comprendre le cataclysme (Laperouse, 2020). Delitti alle Traversette (2020), Appuntamento fatale al Clot Sablé (2021) e I predatori del Monviso (2022) sono i suoi romanzi apparsi in Italia, con successo, per Fusta Editore. IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

Te lo spiega Studenti.it
DNA: scoperta, struttura e funzione

Te lo spiega Studenti.it

Play Episode Listen Later Jul 3, 2025 3:16


Il DNA: scoperta, struttura, definizione e funzione. Scopri cos'è il DNA, la molecola depositaria dell'informazione genetica alla base della trasmissione ereditaria dei caratteri.

Chiamate Roma Triuno Triuno
Arriva Google Meet con la traduzione simultanea

Chiamate Roma Triuno Triuno

Play Episode Listen Later Jun 13, 2025 4:58


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Chiara Correndo "Sul filo della lama" David Wojnarowicz

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Play Episode Listen Later Jun 13, 2025 21:02


Chiara Correndo"Sul filo della lama"Memorie della disintegrazioneDavid WojnarowiczMiraggi Edizioniwww.miraggiedizioni.itTraduzione di Chiara CorrendoPostfazione di Jonathan BazziIn questo memoir urgente e denso, David Wojnarowicz offre uno spaccato violento e caleidoscopico sulla diffusione dell'Hiv in America e su cosa significhi essere omosessuale in una società, quella bigotta reaganiana degli anni Ottanta, dove domina il modello eteronormato della “ famigliola felice ” e in cui si reprime a colpi di leggi, sentenze, arresti e pestaggi la voce di chi vive ai margini.Sul filo della lama è un trip acido nel dolore, una sbronza in un dive bar sull'Hudson, un roadtrip furioso nella polvere dell'American Dream, raccontato attraverso una costellazione di capitoli dal taglio ora onirico ora fortemente politico, frutto di una vita dedicata a lottare per il diritto alla salute e alla corretta informazione e per il diritto di amare oltre ogni laccio sociale.Un'opera di un'intensità che scorre a fior di pelle.«David fu una vittima – del padre, dell'omofobia, del capitalismo, della sierofobia –, ma decise molto presto di rispondere alle ferite. E non esclusivamente per sé, in forma privata: tutta la sua produzione è una risposta pubblica, e per certi versi corale, alle molte forme dell'abuso di potere, all'ingiustizia quotidiana, ordinaria, affinché nessun altro debba più espiare colpe inesistenti. Leggere Wojnarowicz oggi significa rendersi conto che il dolore personale può trovare nell'azione estetica condivisa un canale per rendere deflagrante e memorabile il proprio messaggio. Molti di noi credo se ne siano dimenticati, travolti come siamo dalla bidimensionalità propagandistica del dibattito mediatico, ma giustizia e bellezza sono sorelle. Dare al dissenso un sigillo formale potente cambia tutto.» Jonathan BazziDavid Wojnarowicz, attivista omosessuale per i diritti delle persone con Hiv/Aids, è una delle voci più potenti e incendiarie della vibrante scena artistica newyorkese degli anni Ottanta. Nato nel 1954 a Red Bank (New Jersey), Wojnarowicz trascorse un'infanzia fatta di abusi ed espedienti. La violenza di questi primi anni e la forte vicinanza, fisica e spirituale, con un intero cosmo di “ emarginati ” gli consentirono tuttavia di sviluppare una riflessione particolarmente viva e intensa sulla solitudine, sull'amore e sulla bellezza della diversità. Fotografo, perfomer, visual artist e autore di diversi cortometraggi e libri, Wojnarowicz è stato un artista prolifico e poliedrico e le sue opere di forte denuncia sociale sono state esposte in contesti prestigiosi e internazionali tra i quali il Museo Reina Sofia di Madrid e il MoMA di New York. Wojnarowicz morì nel 1992 a New York per complicazioni correlate all'Aids a soli 37 anni.Chiara Correndo è nata a Carmagnola nel 1988. È assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Giurisprudenza, dove insegna diritto hindu e lavora su questioni di genere e diritto di famiglia. Membro del comitato editoriale della rivista Daimon (diritto comparato delle religioni), è autrice di un volume su pluralismo giuridico e amministrazione locale della giustizia in India. Grande appassionata di letteratura, ha tradotto saggistica e, per la rivista letteraria Sud, la poesia “The Author” di Roger Salloch. Militante artistica, gattara e femminista, è “Fedele alla linea” da sempre.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Lia Ogno "Seguire una buca" Virginia Aguilar Bautista

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Play Episode Listen Later Jun 2, 2025 29:55


Lia Ogno"Seguire una buca"Virginia Aguilar BautistaInterno Poesiawww.internopoesialibri.comDalla prefazione di Lia Ogno che ha curato la traduzione: «La presente silloge segna l'esordio poetico di Virginia Aguilar Bautista (Málaga, 1977), una delle voci – uno degli sguardi – più sensibili e originali della poesia spagnola contemporanea. Di formazione giuridica (laurea in legge presso l'Università di Malaga e master in Urbanistica presso l'Università Rey Juan Carlos di Madrid), nel 2009, dopo differenti contributi su riviste, con la raccolta “Seguir un buzón” vince la decima edizione del prestigioso premio Andalucía Joven de Poesía. Il suo nome compare all'interno di diverse antologie. Di scrittura estremamente parca e misurata, il suo secondo e a oggi ultimo libro, “La escala de Bortle”, è solo del 2021. Avvocata di professione, la sua è una scrittura che si distingue per l'abilità nel cogliere l'essenza e il lato poetico di oggetti e situazioni apparentemente banali che, attraversati dal suo sguardo personalissimo, finiscono per illuminare aspetti insoliti della realtà quotidiana.»Virginia Aguilar Bautista (Málaga, 1977) è una delle voci – uno degli sguardi – più sensibili e originali della poesia spagnola contemporanea. Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Málaga e specializzata in Urbanistica presso l'Università Rey Juan Carlos di Madrid, nel 2009, con la raccolta Seguir un buzón, vince la decima edizione del Premio Andalucía Joven de Poesía, venendo a confermare altri riconoscimenti minori conseguiti. Il suo nome compare all'interno di diverse antologie. Di scrittura estremamente parca e misurata, il suo secondo e a oggi ultimo libro, La escala de Bortle, è del 2021.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Luca Stirpe "Senza ali per tornare" Du Fu

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Play Episode Listen Later Jun 2, 2025 39:28


Luca Stirpe"Senza ali per tornare"Orientalia Editricewww.orientalia-editrice.comTraduzione dal cinese a cura di Luca StirpeQuesto volume vuole essere una testimonianza e una riflessione sull'orrore della guerra attraverso i versi di Du Fu (712-770), uno dei più geniali poeti cinesi di tutti i tempi. Nei trentaquattro testi selezionati che coprono un arco di vent'anni, la maggior parte dei quali tradotti qui per la prima volta in lingua italiana, il poeta descrive la tragedia di un intero popolo, devastato dalla Rivolta di An Lushan che sconvolse la Cina dei Tang negli anni 755-763.Pur composte in un luogo e in un periodo determinati, in queste poesie spazio e tempo sembrano dissolversi: una guerra diventa ogni guerra, un tempo ogni tempo, un luogo ogni luogo in cui l'uomo venga privato della sua umanità.Il volume restituisce il ritratto di un poeta dalla profonda sensibilità sociale, che trovò nella poesia il mezzo più potente per esprimere il suo impegno civile e la sua critica politica.Un'opera imprescindibile per chiunque voglia comprendere la grandezza di Du Fu e la ricchezza della poesia cinese classica.Du FuPoeta cinese, nato a Tu-Ling nello Shensi il 712 d. C., morto a Lei-Yang nel Hu-Nan il 770. Fu poeta di corte dell'imperatore Süan-Tsung, ebbe varî uffici pubblici, ma conobbe anche la povertà e l'esilio; passò parte della sua vita, ritirato a vita privata, nella città di Ch'eng-Tu. È considerato, con Li-Tai-Pe, uno dei maggiori lirici cinesi, per quanto il carattere della sua poesia, dotta e meditativa, sia nell'intimo assai lontano dalla vivida limpidezza e ingenua gioia di vita della lirica di Li-Tai-Pe.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Anna Dalton "Non ti innamorare degli amanti"

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Play Episode Listen Later May 31, 2025 26:49


Anna Dalton"Non ti innamorare degli amanti"Bompiani Editorewww.bompiani.it“Quando si soffre non c'è tempo per stupirsi, per riflettere. Quando si soffre si soffre e basta.” E nulla sembra poterci salvare, nemmeno i libri: lo sa bene Eva Marsili, che sta lavorando a una nuova traduzione del Conte di Montecristo ma è continuamente distratta dalla sua fame d'amore, che la porta a cercare ciò che desidera nelle persone sbagliate. Quando si soffre si avrebbe bisogno di qualcuno che guidi, ascolti, protegga... Forse è per questo che quando lo incontra, una sera d'estate, nel parco di Villa Sciarra, Eva non ha dubbi: è un Angelo, ed è lì per lei. A differenza di tutti gli altri non vuole nulla se non ascoltarla, appassionarsi alla sua vita, esortarla a cercare, a volere di più. Le dà solo un consiglio, che suona come un ordine: non ti innamorare degli amanti. E lei, ovviamente, non sa rispettarlo... Perché Eva è una donna coraggiosa, disposta a percorrere le tappe del cammino che dall'inferno della dipendenza e della gelosia ci riporta alla cura di noi stessi. È un cammino difficile, ma l'Angelo ancora una volta le dà un consiglio prezioso: leggere poesia. “La poesia non giudica e concede spazio a tutti. La poesia si può comprenderla solo dopo che le cose si sono rotte. Prima no. Prima scivola. Ci vogliono le crepe per farla entrare.” In queste pagine Anna Dalton gioca con le parole e con gli archetipi, scrive un apologo lieve e affilato sul desiderio, sull'amore, sui nostri corpi dei quali non possiamo fare a meno e sulle nostre anime che nonostante tutto anelano a qualcosa di più grande. E mette in scena un Angelo che ha i tratti faustiani di un Lucifero innamorato, capace di salvare dalle onde del disamore la giovane donna che incontra perché “ci sono delle cose che un Angelo fa e che non sapevi si potessero fare. Le fa al tuo corpo ma anche alla tua anima e scopri che, forse, sono la stessa cosa.”Anna Dalton è una scrittrice e attrice italo-irlandese.Laureata in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, ha studiato poi all'Actors Centre di Londra, diventandone membro. Ha lavorato in teatro e televisione, partecipando a serie televisive di successo come  L'allieva, tratta dai romanzi di Alessia Gazzola. Ha esordito nella narrativa con L'apprendista geniale (Garzanti, 2018).Tra gli altri titoli, La ragazza con le parole in tasca (Garzanti, 2019), Tutto accade per una ragione (Garzanti, 2020), Non ti innamorare degli amanti (Bompiani, 2025).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Arturo Martone "Quann'uno aspett'a Dodò"

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Play Episode Listen Later May 28, 2025 30:25


Arturo MartoneQuann'uno aspett'a DodòSamuel Beckett Aspettando GodotCronopio Edizionihttp://www.shopcronopio.it/Anche se di traduzioni a stampa di Godot in napoletano non pare ce ne siano state sinora, c'era davvero bisogno di un ulteriore intervento traduttivo? La risposta è assolutamente no e assolutamente sì. Assolutamente no, perché il testo ha raggiunto una diffusione talmente capillare da poter essere considerato ormai translinguistico e transculturale, in linea con la fisionomia culturale del suo autore. Assolutamente sì, perché Beckett ha coltivato e dato prova di una competenza transculturale che sollecita al confronto con un testo ‘aperto' (cioè le presupposizioni culturali sono ridotte all'osso) le potenzialità di una lingua/dialetto come il napoletano, anch'esso virtualmente ‘aperto' ma quasi sempre resosi disponibile, di fatto, a un repertorio per così dire domestico, familiare, un repertorio da intra moenia che ha nondimeno attraversato confini e barriere culturali inimmaginabili per altre lingue/dialetti altrettanto domestici e familiari. Questa edizione di Aspettando Godot , con testo italiano a fronte, è ispirata liberamente alle lingue di partenza delle edizioni francese, inglese e italiana, e nasce dal tentativo di verificare le potenzialità espressive dei quattro personaggi della pièce (Pozzo, Lucky, Estragone e Vladimiro, qui chiamati rispettivamente Popó, Lulù, Gogó e Didì, mentre Godot diventa Dodó) e le trovate ‘filosofiche' delle tre lingue di partenza in quelle del napoletano.Arturo Martone ha insegnato per circa quarant'anni discipline filosofiche, prima all'università Federico II e poi all'Orientale di Napoli, occupandosi della filosofia fra XVIII e XX secolo e poi di filosofia del linguaggio e semiotica.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Dimitris Lyacos "Finché la vittima non sarà nostra"

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Play Episode Listen Later May 14, 2025 28:01


Dimitris Lyacos"Finché la vittima non sarà nostra"Traduzione di Viviana Sebastioil Saggiatorewww.ilsaggiatore.comSalone Internazionale del Libro di Torino"Finché la vittima non sarà nostra"Sabato 17 maggio 2025, ore 16.00Lingotto, Oval, Sala della Poesiacon Dimitris Lyacos e Alessandro Mezzena LonaIn collaborazione con: il Saggiatore e pordenonelegge.itFinché la vittima non sarà nostra è un'immersione nei più oscuri recessi dell'animo umano: il racconto di un mondo al confine del mondo, in cui ogni atto vitale è un atto di sopraffazione e in cui ogni confine tra vittima e carnefice si dissolve in una lotta primordiale. Protagonista di quest'opera è una città in cui la ferocia è l'unica legge. Al suo interno, utilizzando le voci di diversi personaggi, Lyacos segue le forme mutevoli della violenza nella sua progressione e trasformazione – dal cannibalismo all'omicidio religioso, dalla guerra all'esilio, dalla tortura alla macellazione, dal carcere al lavoro forzato. Da individuo a individuo la violenza si espande, cambia, si adatta alle sue vittime, passando dal dominio sul corpo a quello sulla mente; fino a quando non infligge nemmeno più il dolore ma anzi lo allevia. Trasformatasi in «medicina», è allora che diventa ancora più pericolosa, è allora che si apre alle rivelazioni ultime. Dimitris Lyacos racconta la civiltà occidentale come un luogo in cui il senso dell'esistenza è misurato solo dalla brutalità e in cui è il sangue sparso a definire lo spazio in cui ogni individuo si muove. Una riflessione narrativa e poetica sulla violenza e sugli abissi che essa spalanca. Su quella parte di vita che continua a risuonare all'interno dell'assordante crudeltà.Dimitris Lyacos (Atene, 1966) è scrittore, poeta e drammaturgo. Il Saggiatore ha pubblicato nel 2022 la trilogia Poena Damni, iniziata trent'anni fa e concepita come un eterno work in progress, arricchito da nuove aggiunte e contributi da altri media, che lo ha reso uno degli autori più significativi del nostro tempo.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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Mariolina Bertini "La gelosia di Charlus"

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Play Episode Listen Later May 13, 2025 25:31


Mariolina Bertini"La gelosia di Charlus"e altri scritti dai CahiersMariolina BertiniNuova Editrice Bertiwww.nuovaeditriceberti.itA cura di Mariolina BertiniPostfazione di Ezio SinigagliaNota bibliografica di Giuseppe Girimonti GrecoIl personaggio del barone di Charlus, omosessuale elegante e coltissimo, è tra i più riusciti e i più celebri del capolavoro proustiano.È anche uno dei pochi personaggi presenti da un capo all'altro della Ricerca: compare per la prima volta a Combray, quando Marcel bambino si sente da lui osservato con un'attenzione inquietante, e lo vediamo sullo sfondo dei più diversi scenari – nei salotti aristocratici, nella Balbec delle fanciulle in fiore, nella Parigi notturna del 1915 dove è “l'uomo in catene” che si fa flagellare. La sua ultima apparizione è straziante: il dandy orgoglioso si è trasformato in un re Lear canuto, impacciato nei movimenti e nella parola, che prende atto della scomparsa del mondo in cui ha vissuto.Percorrendo i Cahiers proustiani (i 75 quaderni manoscritti nei quali nasce la Ricerca conservati alla Biblioteca Nazionale di Parigi), ci si accorge che nella figura di quest'uomo costretto dalle convenzioni a nascondere la propria vera natura l'autore ha messo molto di sé stesso. I testi raccolti qui, ancora per la gran parte inediti in italiano, permettono di seguire la creazione della figura di Charlus e di coglierne la straordinaria complessità.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

Fuorisoglia
S06E12: Correre non è sempre facile, ma può essere bello (con Camila Mendes)

Fuorisoglia

Play Episode Listen Later Mar 8, 2025 36:46


In questo episodio speciale di Fuorisoglia abbiamo avuto l'opportunità di intervistare Camila Mendes, attrice e protagonista della nuova campagna adidas per le Supernova Rise 2. Famosa per il suo ruolo in Riverdale, Camila ci ha raccontato il suo rapporto con la corsa, tra sfida, benessere e la ricerca di equilibrio in una vita frenetica tra set cinematografici e allenamenti.Dall'importanza di togliere la pressione al trovare il proprio ritmo senza schemi imposti, la sua visione della corsa è autentica e vicina a quella di molti di noi. E, naturalmente, abbiamo parlato anche di comfort e prestazioni, scoprendo come le Supernova Rise 2 siano pensate per rendere la corsa più fluida e piacevole.Traduzione intervista:Sandro Siviero: Ciao Camila.Martino Pietropoli: Ciao Camila.Camila Mendes: Ciao. Cos'è questo? Un podcast?Sandro Siviero: Siamo molto felici di averti qui con noi a Fuorisoglia. Fuorisoglia è il nostro podcast. Come si traduce?Martino Pietropoli: Oltre la soglia, in termini sportivi.Sandro Siviero: Sì, ma non è un podcast molto specifico, perché parliamo anche di serie TV, cinema e di tutto ciò che si può fare anche quando non si corre.Martino Pietropoli: Entriamo subito nella prima domanda, quindi. Camila, ancora grazie per essere con noi. Sappiamo che la corsa fa parte della tua routine quotidiana di allenamento. Come influenza il tuo modo di affrontare la giornata? Quali benefici ne trai, sia fisicamente che mentalmente?Camila Mendes: Beh, al momento sto seguendo una routine di allenamento molto specifica perché mi sto preparando per il mio prossimo progetto. Quindi, il mio programma di fitness attuale è pensato in funzione di questo. Direi che la mia giornata inizia con l'allenamento per le scene d'azione, poi passo al sollevamento pesi e infine concludo con una corsa. Per me, è fondamentale terminare l'allenamento con una corsa, altrimenti ho la sensazione di non essermi allenata davvero. Anche se so che tecnicamente non è vero, mi fa salire il battito cardiaco e mi dà la sensazione di aver fatto davvero esercizio.Dal punto di vista fisico, la corsa è importante perché migliora la resistenza e la capacità cardiovascolare. Come dicevo, mi fa sentire in salute e piena di energia. È una sfida per il mio corpo, ma in un modo appagante—mi fa sudare e sentire un vero rilascio fisico.Dal punto di vista mentale, mi dà chiarezza mentale e mi fa sentire realizzata. È un modo per scaricare le energie accumulate. Io soffro di ansia, quindi quando corro ho la sensazione di liberarmi da molta di quella tensione.Sandro Siviero: Fantastico. Ti è mai capitato di affrontare sfide personali o decisioni difficili che la corsa ti ha aiutato a superare?Camila Mendes: Assolutamente. Sì, la corsa mi ha aiutato ad affrontare molte sfide personali. Mi piace trasformarla in un'esperienza spirituale in cui elaboro i miei problemi. Se ho della rabbia repressa per qualcosa, la corsa è il posto perfetto per affrontare quel sentimento e liberarmene.Mi piace collegare l'atto fisico della corsa a qualcosa di più profondo, quasi come se stessi schiacciando i miei problemi mentre corro, capisci?Sandro Siviero: Sì, lo conosciamo bene. In un certo senso, è una forma di meditazione, giusto?Camila Mendes: Assolutamente.Martino Pietropoli: Molto interessante. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere alle persone che vedranno questa campagna?Camila Mendes: Voglio che le persone si sentano meno sole nel loro rapporto altalenante con la corsa.Sai, è stato fatto uno studio secondo cui il 63% dei runner dice che la parte migliore della corsa è quando finisce. L'ho trovato affascinante e mi ci sono ritrovata molto.Mi piace l'idea di ammettere che correre non è sempre facile, ma che può essere piacevole. Ci sono modi per renderlo più bello e io ho voluto abbracciare questa mia relazione complessa con la corsa, perché non è semplice, e ammetterlo fa stare bene.Martino Pietropoli: Si potrebbe dire che invece di pensare alla corsa in sé, dovremmo concentrarci su ciò che viene dopo, sul beneficio finale.Camila Mendes: Esattamente! Il difficile è solo uscire dalla porta.Sandro Siviero: Un consiglio, in base alla tua esperienza, per qualcuno che vuole iniziare a correre ma non sa da dove cominciare?Camila Mendes: Credo che il consiglio più importante sia togliersi la pressione di dosso—ed è un consiglio che devo ricordare anche a me stessa.Il modo migliore per avvicinarsi alla corsa è costruire un rapporto personale con essa, senza farsi condizionare da un video visto online o da un articolo letto su internet. Devi fare quello che ti fa stare bene e imparare ad ascoltare il tuo corpo, perché se non è piacevole, non lo farai mai con costanza.Quindi, il trucco è trovare il modo di godersi la corsa, e il modo più veloce per farlo è semplicemente fare ciò che ti viene naturale.Martino Pietropoli: Oltre ad avere un'agenda fitta di impegni come artista, hai anche fondato Honor Roll, la tua casa di produzione. Come fai a bilanciare lavoro, fitness e benessere?Camila Mendes: Non lo so. Caspita, non è facile! Vorrei sapere la risposta. Sto ancora cercando di capirlo.È difficile dare una sola risposta su come riesco a gestire tutto, ma al momento sto approfittando del fuso orario. Sto girando a Londra, mentre il mio team è a Los Angeles—quindi sono parecchie ore indietro rispetto a me.In pratica, ho tutta la giornata per me qui a Londra, il che è fantastico. Poi, quando torno a casa, inizia la giornata lavorativa per tutti loro a Los Angeles, e la mia sera diventa il mio secondo turno di lavoro.Ma alla fine funziona, perché in questo modo riesco a fare entrambe le cose: girare e allenarmi di giorno, e dedicarmi alla produzione e agli altri impegni la sera.Sandro Siviero: Una domanda importante, perché ognuno ha la propria playlist o il proprio rituale prima di correre. Tu ne hai uno?Camila Mendes: Non ho un rituale vero e proprio prima di correre, ma mi piace organizzare le mie playlist mentre corro.Adoro creare playlist—ne ho una per ogni occasione. Ho anche una playlist specifica per la corsa, ma spesso metto la riproduzione casuale e cerco di sentire l'energia di ogni canzone.Se sento che una traccia non si adatta, la tolgo e la sposto da un'altra parte. Quindi sì, sono un po' maniaca del controllo—persino mentre corro!Sandro Siviero: Camila, grazie mille per il tuo tempo. È stato davvero un piacere averti con noi.Camila Mendes: È stato un piacere per me.Martino Pietropoli: Un vero onore.Sandro Siviero: Un grande piacere.Camila Mendes: Grazie mille, ragazzi.Martino Pietropoli: Grazie mille, Camila. A presto.Camila Mendes: Ciao ciao!