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Il Liceo Classico è dentro o fuori dal mondo contemporaneo? Carta e calamai hanno ancora ragione d’essere? In questo mondo sempre più ingegnerizzato, attento alle nuove tecnologie, al digitale e all’IA, perché passare ore sui classici? Hanno ancora lezioni da darci? E scendendo di grado scolastico: perché insegnare ancora ai bambini il corsivo? Ora che tutti scriviamo su tablet e PC, perché è necessario imparare a tenere una penna in mano?Simone Beta - professore ordinario di Lingua e letteratura greca all'Università di SienaDaniela Chieffo - Professoressa di psicologia generale Università Cattolica Sacro Cuore e Direttrice unità di psicologia clinica Policlinico GemelliCristina Pendola - Docente di Filosofia e Scienze Umane e Pedagogista
In questa puntata:OSINT e intelligenza artificiale: Insieme a Gianluigi Bonanomi e Gianluca Boccacci, autori del libro "Il nuovo petrolio online", scopriamo come utilizzare i dati pubblici per generare conoscenza e il ruolo fondamentale dell'ethical hacking oggi. Strategie cloud e modernizzazione: Giovanni Carraro di Kyndryl ci spiega l'importanza delle alleanze strategiche e come liberare i dati "intrappolati" nei sistemi legacy.Piattaforme e sovranità dei dati: Con Albert Zammar di Nutanix, approfondiamo il concetto di piattaforma ibrida, la gestione dei carichi di lavoro e la crescente importanza del cloud sovrano.Networking professionale: Andrea Failli di BizzyNow racconta come un'app può trasformare un momento solitario (come una cena in trasferta) in un'opportunità di business grazie al matching intelligente.Tecnologia einclusione: Ernesto Di Iorio di (Vection Technologies) presenta un incredibile avatar capace di dialogare nella Lingua dei Segni (LIS), rendendo servizi come trasporti e sanità finalmente accessibili a tutti.Contattami per moderazioni, speech e consulenze: https://www.businesscommunity.it/gigi/contattami.php
Stephanie Molan ha studiato l'italiano per molti anni e ha partecipato a ben tre scambi nel Bel Paese. Una passione per l'Italia che continua a coltivare ancora oggi, mantenendo vivo il legame con la lingua, la cultura e la cucina italiane.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Il 24 maggio il Teatro Massimo accoglie il debutto nazionale degli Artisti Fuori Posto, tra lingua sarda, inglese, memoria collettiva, futuro distopico e interrogativi etici sul nostro presente contemporaneo vivo. Nosus apre una distopia sulla lingua Nosus debutta il 24 maggio 2026 alle ore 20:30 al Teatro Massimo di Cagliari, nella Sala M2. Lo spettacolo degli Artisti Fuori Posto arriva in scena nell'ambito della rassegna On Stage 2026 e porta con sé una domanda semplice solo in apparenza: una lingua può salvare una vita? L'appuntamento è indicato nel programma della rassegna e nella scheda del Teatro Massimo dedicata alla produzione. La risposta prende forma in un futuro cupo. La pace esiste, ma ha chiesto un prezzo altissimo. Le lingue sono state cancellate. Le memorie sono state sepolte. Un'intelligenza artificiale decide, fin dalla nascita, chi potrà vivere liberamente e chi resterà prigioniero di una scelta altrui. Dentro questo scenario, tre uomini entrano in una sala interrogatori. Lì non si gioca solo il loro destino. Si gioca il senso stesso dell'identità. Lingua sarda e inglese in scena Il nuovo lavoro nasce da un soggetto condiviso da Filippo Salaris, Piero Murenu e Alessandro Pani. La sceneggiatura originale porta la firma di Pani, che ha scritto il testo direttamente in lingua sarda e in inglese. Non si tratta di un dettaglio formale. Le due lingue convivono fin dall'origine della drammaturgia e diventano materia viva del conflitto scenico. Lo spettacolo prevede sottotitoli in italiano. Questa scelta apre la visione a pubblici diversi, senza togliere forza alle lingue presenti sul palco. Il sardo non appare come reperto. L'inglese non resta semplice codice internazionale. Entrambi diventano strumenti di attrito, memoria e resistenza. La parola, in questo caso, non spiega soltanto. Protegge. Ferisce. Ricorda. Gli Artisti Fuori Posto e l'attore-regista Gli Artisti Fuori Posto costruiscono il lavoro attraverso una regia condivisa. Il processo segue il principio dell'attore-regista elaborato da Juri Alschitz. La scena nasce quindi dal corpo dei performer, dalla loro esperienza e dalla relazione diretta con il testo. Questa impostazione rende il debutto più vicino a un rito che a una semplice rappresentazione. Ogni gesto parte da una necessità interna. Ogni pausa pesa. La sala interrogatori diventa un luogo mentale, oltre che fisico. In quello spazio chiuso, i personaggi devono misurare ciò che resta di loro. Il controllo tecnologico incombe, ma la vera tensione riguarda la libertà. Quanto si può perdere prima di smettere di riconoscersi? Sardegna arcaica e futuro digitale Nosus non usa la Sardegna come sfondo folkloristico. Al centro entra uno spirito arcaico, riletto in chiave futuristica. Lo spettacolo guarda alla tradizione di Ottana e alle figure dei Boes e Merdules, maschere centrali dell'immaginario sardo. La tradizione ottanese è legata a maschere originali e a un universo simbolico molto forte, ancora oggi riconosciuto come parte della cultura isolana. L'Associazione Boes e Merdules di Ottana ha aperto i propri archivi e ha messo a disposizione le maschere originali. Piero Murenu le ha poi reinterpretate in chiave distopica, mentre l'artigiano digitale Andrea Cincotti le ha trasformate attraverso la stampa 3D. Il risultato non cancella il rito. Lo sposta avanti nel tempo. L'antico non viene travestito da moderno. Continua invece a parlare, anche dentro un futuro do
Parliamo di Milano, dei suoi segreti e delle nostre esperienze con @italiantimezone Sito di Giulia: https://www.italiantimezone.com/aboutPotete comprare il libro di Giulia qui: https://www.amazon.it/dp/047377447XPodcast di Giulia: https://www.italiantimezone.com/podcastContenuti BONUS su PATREONPer informazioni sui corsi di italiano: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoScopri la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!
In questo episodio vi portiamo nel mondo della lingua italiana e dei diversi dialetti presenti nel nostro Bel Paese!Support the show
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: Altre pillole sulle invenzioni : https://www.youtube.com/watch?v=UJ-HPPFroXk&list=PLpMrMjMIcOklfudQj9zquSxvM1xMQsmTF&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La nostra rubrica dedicata a chi ama e studia la nostra lingua ci porta a Brisbane, a conoscere un'italofila diventata insegnante di italiano, lingua che tiene in allenamento anche attraverso lo yoga.
The positive feedback to the project from the Deaf community in the United States has reached Australia, with advocates here hoping that it represents a positive step toward inclusion. - Il riscontro positivo che il progetto ha ricevuto dalla comunità dei non udenti negli Stati Uniti è giunto anche in Australia, dove gli attivisti sperano che questo rappresenti un passo avanti verso l'inclusione.
Come si festeggia il compleanno in Italia? Un confronto con gli altri Paesi (a partire dalla torta!), il rito della “pizzata" e alcune curiosità sui regali e sugli auguri. Impara l'italiano con questo podcast che ti racconta storie autentiche e ti fornisce una trascizione con lista di parole difficili sul blog di OnlineItalianClasses.com/Birthday traditions in Italy: A comparison with other countries, the 'pizzata' custom, and curious facts about gifts and greetings. Learn Italian with this podcast featuring authentic stories, including full transcripts and vocabulary lists on the OnlineItalianClasses.com blog.Transcriptions: https://onlineitalianclasses.com/blogEvery Week Italian - Membership : https://barbarabassi.substack.com/subscribeTry an online Italian class: https://onlineitalianclasses.com/product/1-online-italian-lesson-trial/
LRT OPUS laidos „Be filtro“ svečiai – naują albumą „Lingua“ pristatanti grupė „Lazy Diamond“. Ved. Ramūnas Zilnys.
Ho visto il documentario "The Contestant", e questa è l'incredibile storia di Nasubi e di "Susunu! Denpa Shōnen", uno dei primissimi reality show dell'epoca moderna che ci aiuterà molto anche a riflettere sulla società di oggi.Contenuti BONUS su PATREONPer informazioni sui corsi di italiano: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoScopri la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!
Termino, anmeldarsi o altre parole fantasiose nate dal tedesco: sono alcuni degli esempi che ci avete citato per spiegarci come la vita in Germania stia cambiando il vostro italiano. Un fenomeno studiato dal progetto Movit - fra l'altro con una app gratuita a cui tutti noi possiamo contribuire. Ne parla Benedetta Piceni dell'università di Berna con Luciana Caglioti. Ma come coltivare e aggiornare il nostro italiano da expat? Alcune idee arrivano da Cristina Giordano. Avete domande o suggerimenti? Volete ascoltare un podcast su un tema particolare? Scriveteci a cosmoitaliano@wdr.de Seguiteci anche su Facebook: Cosmo italiano E qui trovate tutti i nostri temi: https://www1.wdr.de/radio/cosmo/sprachen/italiano/index.html Von Luciana Caglioti.
Sejam muito bem-vindos ao Podcast da Zion Lisboa! Aqui encontrarão as mensagens compartilhadas na nossa igreja! Descubram mais em https://linktr.ee/zionlisboa . segue a nossas paginas instagram : https://www.instagram.com/zionlisboa/ YouTube: https://www.youtube.com/@ZionLisboa
Al di là del conosciuto è finalmente uscito ed è in tutte le librerie! Lo trovi anche online su Amazon a questo link https://amzn.eu/d/fd93JU3 e su tutti gli altri negozi online di libri. Affrontiamo la scienza di confine in modo serio ma anche con la voglia di scoprire e sorprenderci! Unione Sovietica: un gruppo di escursionisti esperti parte per raggiungere il monte Otorten ma non farà più ritorno a casa. Tempo dopo vengono trovati i loro corpi in condizioni enigmatiche: vestiti leggeri e non adatti alle temperature rigide del luogo, in alcuni casi assenza della lingua e, secondo fonti più speculative, alti livelli di radiazioni. Cosa è successo davvero? Un fenomeno ignoto oppure c'è una spiegazione più razionale? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Parliamo di cittadinanza italiana con un'intervista a tre esperte che mi hanno fatto e ti faranno scoprire qualcosa che forse non conoscevi.Let's talk about Italian citizenship through an interview with three experts who made me and will help you discover something you may not know yet.Fast Track Italian Citizenship: DISCOUNT CODE: https://onlineitalianclasses.com/wp-content/uploads/2026/02/FTIC-Services-1.pdf You can contact FastrackItalianCitizenship also via email (can you please mention you come from this podcast?): ciao@fastrackitaliancitizenship.com B1 Preparation Course for Italian Citizenship: https://onlineitalianclasses.com/product/cils-b1-cittadinanza-one-to-one/ Transcriptions: https://onlineitalianclasses.com/blogEvery Week Italian - Membership : https://barbarabassi.substack.com/subscribeTry an online Italian class: https://onlineitalianclasses.com/product/1-online-italian-lesson-trial/
Il gergo generazionale è davvero una minaccia per la lingua o semplicemente una delle sue tante forme? In questa puntata di Radio CICAP, ne parliamo con Vera Gheno, sociolinguista, autrice di podcast e saggi, ricercatrice, e Beatrice Cristalli, linguista, formatrice e collabora da tanti anni con Treccani, esplorando come nascono e si trasformano le parole tra generazioni.Dai neologismi ai linguaggi digitali, passando per emoji, meme e influenze dell'informatica, emerge un quadro dinamico: la lingua cambia perché cambia il contesto in cui la si usa. Il gergo, più che un'eccezione, è parte integrante del sistema linguistico e risponde a bisogni concreti, come costruire identità e appartenenza. Tra scuola, media e comunicazione quotidiana, la sfida è quella di imparare a muoversi tra registri diversi.Ospiti: Vera Gheno e Beatrice CristalliRedazione: Elisa Baioni, Clarissa Esposti, Manuela Gialanella, Diego Martin, Matteo Melchiori, Giuseppe Molle, Alex Ordiner, Dasara Shullani, Matilde Spagnolo, Cristiano Ursella, Chiara Vitaloni, Enrico ZabeoAltri riferimenti:[https://www.instagram.com/beacristallireal/ Beatrice Cristalli]]https://www.instagram.com/a_wandering_sociolinguist/ Vera Gheno][https://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Radtke Edgar Radtke][https://www.topolino.it/news/e-arrivato-il-vocabolario-di-topolino/ Il Vocabolario di Topolino][https://www.rizzolilibri.it/libri/dizionario-per-boomer/ Dizionario per boomer][https://www.utetlibri.it/libri/nessun-e-normale/ Nessunə è normale]Musiche: [https://www.epidemicsound.com/ Epidemic Sound]Seguiteci sui profili social del CICAP:Facebook: https://www.facebook.com/@cicap.orgInstagram: https://www.instagram.com/cicap_it/Newsletter: https://eepurl.com/ihPeWL
La "madre delle lingue" si riferisce all'ipotetica protolingua eurasiatica, un'antica forma di comunicazione da cui si pensa derivino almeno 400 lingue umane conosciute, tra le quali la nostra. Sebbene la linguistica storica moderna si concentri su famiglie linguistiche più ristrette, la ricerca di un'origine comune è un tema affascinante che collega evoluzione umana e linguaggio. Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica alle 11,30 e condotta da Gigi Donelli con Laura Spinney, autrice de "La madre delle lingue. Storia e avventure delle lingue che ci uniscono" (ed. Marsilio Nodi). Spazio come sempre anche all'attualità in una settimana che ci avvicina al delicato voto ungherese del 12 aprile.
C'è chi, durante una cerimonia religiosa, si alza, chiude gli occhi e comincia a parlare una lingua che nessuno riconosce. Non è balbettio, non è improvvisazione: per chi assiste è un segno potente, il “dono delle lingue”, la prova che qualcosa di più grande sta parlando attraverso quella persona. Ma che cos'è davvero la “glossolalia”? Intervento soprannaturale? Illusione collettiva? O un fenomeno umano che possiamo capire meglio studiando la mente, il linguaggio e le emozioni estreme? È quello che scopriremo oggi, insieme, a Strane Storie.SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!
Ecco alcuni segreti che solo le persone che amano osservare possono apprezzare. ISCRIZIONI APERTE PER IL CLUB DEL LIBROContenuti BONUS su PATREONPer informazioni sui corsi di italiano: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoScopri la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!
Lingua Italiana | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello #A1 #B2 - #storia #history #lingua #latinOggi vi voglio parlare della nostra bella lingua e da dove ha origine. Vedremo anche perché il nostro Paese si chiama Italia e da dove deriva il nome della capitale Roma. Allora, cominciamo col dire che la storia della nascita e dell'evoluzione dell'italiano è complessa e la nostra lingua è stata influenzata da molti altri popoli. È vero che l'Italia si trova dove tra il 27 a.C. e il 476 d.C. c'era l'Impero Romano dove la lingua ufficiale era il latino. Non dovete pensare però che la gente comune parlasse il latino dei poeti classici Catullo, Virgilio o Orazio.Il popolo parlava una lingua più facile, conosciuta come latino volgare. Il latino volgare aveva delle influenze locali, cioè a seconda di dove la gente viveva, aveva delle parole o delle inflessioni tipiche di quel territorio. Quindi possiamo dire che c'erano due tipi di lingua latina: il latino letterario, usato dalle persone colte, dotte e il latino volgare, la lingua parlata dal volgo, cioè dal popolo. ...- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
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Massimo Giuliani"La disputa messianica"Farisei, sadducei e la morte di GesùIsrael KnohlTraduzione di Margherita PepoliEdizioni Adelphiwww.adelphi.itUna secolare tradizione iconografica e una vasta letteratura si sono diffusamente interrogate sulla sequenza centrale del processo a Gesù: il «faccia a faccia» con Ponzio Pilato e con le istituzioni degli occupanti romani, le sole tenute a eseguire la sentenza. Pressoché sconosciuta, invece, è la sequenza precedente, cioè la disputa tra farisei e sadducei intorno all'identità di Cristo come Messia. Una sequenza che ora Israel Knohl restituisce in modo magistrale, seguendo in un percorso inedito lo sviluppo millenario di due correnti contrapposte del pensiero biblico, messianica e antimessianica, che collidono drammaticamente nel processo a Gesù. Portatori di una visione «popolare», i farisei credono alla venuta di una «figura eccelsa» in grado di restaurare «la grandezza della Casa di Davide», e pur non riconoscendo in Gesù quella figura, abbracciano la posizione filomessianica. All'opposto, è l'idea stessa di messianismo a risultare blasfema per i sadducei, che ne rigettano le ragioni ultime, dalla resurrezione dei morti ai concetti di premio e castigo. Alfa e omega di questa radicalità dottrinaria, la distanza incolmabile tra il divino e l'umano, a sua volta riconducibile a un'interpretazione severa della Torah. Nel rimarcare come il giudizio su Gesù spettasse proprio ai sadducei – egemoni nel Sinedrio –, Knohl smantella con la sua avvincente narrazione una serie di stereotipi e pregiudizi consolidati: dimostra come le radici teologiche del processo a Gesù siano da ricercarsi in un conflitto interno al giudaismo, non tra giudaismo e (proto)cristianesimo; e come le responsabilità della sua morte non si possano in alcun modo ascrivere al «popolo ebraico nel suo complesso» (Concilio Vaticano II), come vuole l'adagio «deicida» a lungo impresso quale marchio indelebile su un'intera comunità.Israel Knohl è un eminente biblista e storico israeliano, già professore alla Hebrew University e senior fellow allo Shalom Hartman Institute. Le sue ricerche si concentrano sulle origini dell'ebraismo, la formazione della Bibbia ebraica e le figure messianiche, analizzando l'evoluzione delle credenze ebraiche con un approccio interdisciplinare.Massimo Giuliani è professore di Pensiero ebraico presso l'Università di Trento. Studioso dell'ebraismo moderno e contemporaneo, nonché del rapporto tra filosofia e pensiero ebraico, ha approfondito i temi legati alla Shoah, il giudaismo conservative americano e il dialogo ebraico-cristiano, non mancando di svolgere attività di comunicazione pubblica anche su quotidiani e riviste. Curatore dell'edizione italiana di alcune opere di Maimonide, Mosheh Hayyim Luzzatto e Gershom Scholem, ha pubblicato di recente: La giustizia seguirai. Etica e halakhà nel pensiero rabbinico (Firenze 2016); La filosofia ebraica (Brescia 2017); Il Rabbi di Asti. Su Paolo De Benedetti (Brescia 2019); Le terze tavole. La Shoah alla luce del Sinai (Bologna 2019); Il dizionarietto di ebraico. Lingua divina sulle labbra degli uomini (et al., Brescia 2019); Le corone della Torà. Logica e midrash nell'ermeneutica ebraica (Firenze 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ti racconto le peculiarità della radio italiana con l'aiuto di Francesca, che in radio fa un lavoro piuttosto curioso.I'll tell you about the peculiarities of Italian radio with the help of Francesca, who does a rather curious job in radio.Francesca's website: https://francescapinna.info/ Francesca's newsletter: https://francescapinna.substack.com/Contenuti da panico: https://open.spotify.com/show/1AQMvhqkHpPTRJKQICs61BYou can contact Francesca Pinna also via email (can you please mention you come from this podcast?): francpinna@gmail.comTranscriptions: https://onlineitalianclasses.com/blogEvery Week Italian - Membership : https://barbarabassi.substack.com/subscribeTry an online Italian class: https://onlineitalianclasses.com/product/1-online-italian-lesson-trial/
Ti sei mai chiesto come è nata la lingua italiana? La storia dell'italiano è un viaggio affascinante lungo circa 3000 anni, che parte da un piccolo popolo di pastori nel Lazio e arriva fino alla lingua studiata e amata in tutto il mondo. Capire da dove viene l'italiano ti aiuterà a comprendere meglio la grammatica, il vocabolario e a scoprire perché l'italiano è fatto così com'è. Come Nasce l'Italiano? La Storia della Lingua Italiana Le Origini: Prima di Roma Un Mosaico di Lingue nella Penisola (Prima del 753 a.C.) Immagina l'Italia di circa 3000 anni fa, intorno al 1000 a.C. Non c'era nessuna "Italia" come la conosciamo oggi. La penisola era un mosaico di popoli diversi, ognuno con la propria lingua e la propria cultura. Al nord c'erano i Celti (o Galli), che parlavano lingue celtiche — sì, le stesse lingue imparentate con l'irlandese e il gallese di oggi. Al centro c'erano gli Etruschi, un popolo misterioso e affascinante. La loro lingua non è ancora stata completamente decifrata: sappiamo leggere le loro lettere, ma non sempre capiamo il significato delle parole. Nel sud e in Sicilia c'erano i Greci, che avevano fondato colonie così importanti che quella zona si chiamava Magna Grecia, cioè "Grande Grecia". Città come Napoli (Neapolis, "città nuova" in greco), Siracusa e Taranto erano città greche. E poi, nel centro della penisola, nella zona del Lazio, c'era un piccolo popolo di pastori e agricoltori: i Latini. Parlavano una lingua indoeuropea che oggi chiamiamo latino. PopoloZona geograficaLingua parlataCelti (Galli)Nord ItaliaLingue celticheEtruschiCentro Italia (Toscana, Umbria, Lazio)Etrusco (non completamente decifrato)GreciSud Italia e Sicilia (Magna Grecia)Greco anticoLatiniLazioLatino (lingua indoeuropea) Curiosità: La parola "Italia" probabilmente viene dalla parola Italói, un termine usato dai Greci per indicare le popolazioni del sud della penisola. Potrebbe derivare dalla parola víteliú, che significava "terra dei vitelli". Quindi "Italia" potrebbe significare "terra dei vitelli". Roma e il Latino (753 a.C. – 476 d.C.) La Nascita e l'Espansione di Roma Secondo la leggenda, Roma fu fondata nel 753 a.C. da Romolo e Remo, due gemelli allattati da una lupa. Nella realtà la fondazione fu un processo graduale, ma quello che è certo è che Roma, da piccolo villaggio, diventò piano piano una potenza enorme, conquistando prima il resto dell'Italia e poi tutto il Mediterraneo: Spagna, Francia (che i Romani chiamavano "Gallia"), parte della Gran Bretagna, il Nord Africa, la Grecia, il Medio Oriente... E con le conquiste romane, si diffuse anche il latino. Due Versioni del Latino: Classico e Volgare Esistevano, in pratica, due "versioni" del latino, ed è fondamentale capire la differenza tra di esse per comprendere la nascita dell'italiano. Il latino classico (o letterario) era quello che usavano gli scrittori, i poeti, i filosofi come Cicerone, Virgilio e Ovidio. Era una lingua elegante, complessa, con regole grammaticali molto precise. Era la lingua dei libri, dei discorsi ufficiali, dei documenti. Il latino volgare (dal latino vulgus = "popolo") era invece il latino parlato dalla gente comune, dai soldati, dai commercianti. Era più semplice, più diretto, e cambiava continuamente a seconda del luogo e del periodo. La parola "volgare" in questo contesto non significa "brutto" o "maleducato" come in italiano moderno, ma semplicemente "del popolo". Ed è proprio dal latino volgare, non da quello classico, che nasceranno tutte le lingue romanze: italiano, spagnolo, francese, portoghese, rumeno, catalano e tante altre. Esempi Concreti: dal Latino Volgare alle Lingue Romanze SignificatoLatino classicoLatino volgareItalianoSpagnoloFranceseCavalloequuscaballuscavallocaballochevalMangiareederemanducaremangiaremanjar (antico)manger Come puoi notare, le parole italiane, spagnole e francesi derivano dalla forma volgare, non da quella classica. Il latino classico ha comunque lasciato tracce nell'italiano colto: da equus derivano parole come "equestre" e "equitazione". La Caduta dell'Impero Romano e la Frammentazione Linguistica (476 d.C. – IX secolo) Il Crollo dell'Unità Linguistica Nel 476 d.C. cade l'Impero Romano d'Occidente. Le invasioni dei popoli germanici — Goti, Longobardi, Franchi, Vandali — cambiano completamente la situazione. Senza l'unità politica di Roma, senza le strade romane efficienti, senza l'amministrazione centralizzata, il latino volgare parlato nelle diverse regioni comincia a evolversi in direzioni diverse. Immagina un grande fiume che si divide in tanti piccoli fiumi: è esattamente quello che succede alla lingua. In Francia, il latino volgare diventa piano piano il francese antico. In Spagna, diventa il castigliano antico. In Italia, diventa non "l'italiano", ma tanti volgari diversi: il volgare toscano, il volgare siciliano, il volgare veneziano, il volgare napoletano, e così via. L'Influenza dei Popoli Germanici sulla Lingua I popoli germanici che si stabiliscono in Italia lasciano tracce importantissime nella lingua. I Longobardi, per esempio (che dominano gran parte dell'Italia dal 568 d.C.), ci regalano parole che usiamo ancora oggi. Parola italianaOrigine longobardaSignificato originaleguanciawankjaguanciaschienaskinastinco, ossostincoskinkagambastampastampfjanpestarepancabankapancaguerrawerra (germanico)mischia, confusione La parola "guerra", che oggi usiamo quotidianamente, non viene dal latino! In latino classico, "guerra" si diceva bellum (da cui l'aggettivo "bellico"). La nostra parola "guerra" viene invece dal germanico werra, e arrivò in italiano probabilmente attraverso i Franchi o i Longobardi. Dalla stessa radice germanica deriva anche l'inglese war. Curiosità: durante questo periodo, le persone comuni non sapevano più il latino classico, ma la Chiesa continuava a usarlo. Questo creava situazioni curiose: la gente andava a messa e non capiva quasi niente di quello che diceva il prete! Perfino la parola "Italia" come entità geografica sopravvive durante questo periodo, anche se politicamente la penisola è divisa in mille pezzi. La Lombardia, per esempio, prende il nome proprio dai Longobardi. I Primi Documenti in Volgare Italiano (IX – XII secolo) Il Placito Capuano (960 d.C.) Il documento più famoso tra i primi testi in volgare è il cosiddetto Placito Capuano (o Placito di Capua), del 960 d.C. Si tratta di un documento legale scritto a Capua, vicino a Napoli. È una testimonianza in un processo riguardante delle terre contese tra un monastero e un proprietario terriero. La frase chiave, pronunciata dai testimoni, è: "Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti." Che significa: "So che quelle terre, entro quei confini che qui si descrivono, le ha possedute per trent'anni la parte (il monastero) di San Benedetto." Guarda questa frase: sao (so), kelle (quelle), terre (terre), possette (possedette/possedé). Non è latino, non è ancora italiano moderno, ma ci stiamo avvicinando. È come vedere una fotografia sfocata che piano piano diventa nitida. L'Indovinello Veronese (Fine VIII – Inizio IX Secolo) In realtà, c'è un documento ancora più antico del Placito Capuano. È il famoso Indovinello Veronese, scritto tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo, trovato nella Biblioteca Capitolare di Verona: "Se pareba boves, alba pratalia araba, albo versorio teneba, negro semen seminaba." È un indovinello che significa: "Spingeva avanti i buoi, arava prati bianchi, teneva un aratro bianco, seminava seme nero." La soluzione? Le dita che scrivono! I "buoi" sono le dita, i "prati bianchi" sono il foglio, l'"aratro bianco" è la penna d'oca, e il "seme nero" è l'inchiostro. Questo testo è un misto tra latino e volgare e ci mostra esattamente il momento di transizione tra le due lingue. La Scuola Siciliana e i Primi Poeti (XIII secolo) La Corte di Federico II e la Nascita della Poesia in Volgare Nel XIII secolo, alla corte dell'imperatore Federico II di Svevia, a Palermo, succede qualcosa di rivoluzionario: un gruppo di poeti e intellettuali comincia a scrivere poesia in volgare invece che in latino o in provenzale (che era la lingua della poesia per eccellenza in quel periodo). Questi poeti formano la cosiddetta Scuola Siciliana (o Scuola poetica siciliana). Tra i più importanti c'è Jacopo da Lentini, che è considerato l'inventore del sonetto — sì, quella forma poetica di 14 versi che poi userà anche Shakespeare. Un'invenzione italiana, nata in Sicilia! La Diffusione del Volgare Toscano Quando le poesie siciliane si diffondono nel resto d'Italia, vengono copiate da scribi toscani che le "traducono" nel loro volgare. Questo significa che il volgare toscano comincia ad assorbire e rielaborare la tradizione letteraria siciliana. È un primo passo verso la centralità del toscano. Nel frattempo, in altre parti d'Italia fioriscono altre tradizioni letterarie: a Bologna, il poeta Guido Guinizzelli fonda il cosiddetto Dolce Stil Novo, una corrente poetica che parla dell'amore in modo nuovo e raffinato. Ma il volgare toscano comincia a emergere come il più prestigioso tra i volgari italiani. Dante, Petrarca e Boccaccio: i "Tre Padri" dell'Italiano (XIV secolo) Ed eccoci al momento più importante di tutta la storia della lingua italiana. Tre uomini, tutti toscani, tutti geniali, cambiano tutto per sempre. Dante Alighieri (1265–1321) Dante è il padre della lingua italiana. Senza Dante, l'italiano come lo conosciamo probabilmente non esisterebbe. La sua opera più famosa è la Divina Commedia (che lui chiamava semplicemente Commedia; l'aggettivo "Divina" fu aggiunto dopo da Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante).È un poema di circa 14.233 versi in cui Dante viaggia attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Esta semana, na estante, temos a poesia de Elisa Costa Pinto em “Contra Corvos”; “A Sabedoria dos Clássicos”, de José Rincón e Núria Solsona; uma colectânea de contos de Luísa Costa Gomes intitulada “Triunfo do Triunfo”; e “À Flor da Língua”, de Gregório Duvivier.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Due parole sulla frase "Dio benedica l'America" e sul perché non mi fa impazzire.Contenuti BONUS su PATREONPer informazioni sui corsi di italiano: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoScopri la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!
Roberta Martinelli conversa com Lucas Santtana sobre o novo disco “Brasiliano”, música e a nossa lingua.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Esta semana traemos a historia de John Quijada, un home estadounidense que, disposto a corrixir os erros das linguas modernas, crea o ithkuil, sen saber as escuras consecuencias que isto implicaría. A maior de todas elas? O mal rato que pasa Malva escoitando a súa historia.
Nonostante i suoi nonni siano italiani, per Marshall Grande il rapporto con la nostra lingua era quasi inesistente, fino alla decisione di trascorrere gli ultimi due anni di scuole superiori a Bologna.
Quanto si conserva la lingua dei genitori tra i figli e i nipoti dei migranti in Australia? E quali differenze emergono tra la comunità italiana e quella tedesca?
Francesca Thellung di Courtelary"L'opera delle streghe"Giunti Editorewww.giunti.itParigi, 1536. Mentre i roghi infiammano le piazze e l'Inquisizione dilaga, due giovani orfani, Michel e Jeanne, crescono in un istituto dove l'abuso di potere e dei corpi viene mascherato da obbedienza. Forti del legame indissolubile che li unisce, fuggono dalla città per inseguire libertà e conoscenza. Lui diventa medico e allievo di Andrea Vesalio, il genio che osa sfidare i dogmi sezionando i corpi alla ricerca della verità. Lei, disegnatrice segreta, trova la luce del progresso nella forza misteriosa dell'arte. A Venezia, intanto, l'ombra dell'Inquisizione si fa sempre più minacciosa. Padre Bartolomeo Spina, ossessionato dal male e da una strega che lo ha maledetto, scatena contro i due giovani una caccia senza tregua per raggiungere Vesalio. Tra intrighi, colpi di scena e tradimenti, la fuga di Michel e Jeanne diventa un viaggio vertiginoso attraverso il cuore feroce dell'Europa, dove ogni scoperta può diventare un'accusa di eresia e la ragione è l'unico atto di resistenza possibile. Dopo il grande successo de Il medico di Istanbul, Francesca Thellung di Courtelary scrive un altro grande romanzo sul potere, la paura e la libertà. Un affresco potente di passione e coraggio, in cui la vera stregoneria è la luce che resiste alle fiamme dell'oscurantismo.Francesca Thellung di CourtelaryNata a Roma nel 1962, si laurea in Storia della Lingua italiana con il professor Luca Serianni alla Sapienza Università di Roma, e insegna materie umanistiche al liceo. Ha pubblicato saggi a carattere storico e linguistico per i cataloghi di mostre curate dal Ministero dei Beni Culturali e ha collaborato per oltre dieci anni con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani. È da sempre appassionata di storia della medicina. Il medico di Istanbul (2023) è il suo romanzo d'esordio a cui ha fatto seguito L'opera delle streghe (2026), entrambi pubblicati da GiuntiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In this episode, Jeanne shares her inspiring journey of moving from the United States to Portugal with her family. After a year of planning, including selling their home and navigating the complexities of moving abroad, they settled in Caldas da Rainha, a town known for its artistic community and proximity to Lisbon. Jeanne also delves into her experiences with the Portuguese language, sharing the challenges and triumphs of learning it through classes and a study group. She highlights the significance of language in building relationships and feeling at home in a new country. Additionally, she introduces her innovative language game, "Catch the Lingua," designed to make learning Portuguese fun and engaging. Throughout the conversation, Jeanne offers valuable insights and encouragement for anyone considering a similar move, emphasizing the importance of embracing discomfort and seeking community support.1. Etsyhttps://catchthelingua.etsy.com/listing/4411925829/catch-the-lingua2.Facebookhttps://www.facebook.com/CatchtheLingua/3. Youtubehttps://www.youtube.com/@CatchtheLíngua
Ad Amici In Affitto con la Marghe e Maxi B, ci è passata a trovare Sara Vaccaro, interprete LIS (Lingua Dei Segni Italiana) di Frequenze LIS. Ci ha parlato di molte cose che riguardano la lingua dei segni e ci invita ad uno spettacolo teatrale, Parle plus fort, che andrà in scena al Teatro sociale di Bellinzona il 4 marzo e al CineTeatro di Chiasso.Buon ascolto.
Nato e cresciuto a Melbourne, Paris ha 23 anni e da un anno e mezzo vive in Veneto, dove si è trasferito con un obiettivo preciso: imparare l'italiano.
In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre abbiamo invitato i nostri ascoltatori a riflettere sulla loro lingua madre, su come la usano e sul legame con la cultura in cui si riconoscono.
Quante volte hai sentito dire che l'italiano è la lingua più bella del mondo? O che è particolarmente difficile, con un vocabolario più ricco delle altre? In questo articolo scoprirai la verità su alcune caratteristiche dell'italiano che molti considerano esclusive, distinguendo i fatti reali dai semplici luoghi comuni. L'Italiano È Davvero la Lingua più Bella del Mondo? Il Mito del Congiuntivo Cos'È il Congiuntivo? Il congiuntivo è un modo verbale che si usa per esprimere dubbi, desideri, opinioni e possibilità. Si tratta di una forma verbale che permette di comunicare sfumature di significato che l'indicativo non è in grado di trasmettere. Ecco alcuni esempi pratici del suo utilizzo: Tipo di espressioneEsempio con congiuntivoSignificatoSperanza"Spero che tu stia bene"Esprime un desiderioOpinione"Credo che lui sia simpatico"Indica un'opinione personaleDesiderio"Vorrei che tu venissi con me"Comunica un desiderioDubbio"Non sono sicuro che abbia capito"Esprime incertezza Il Rapporto degli Italiani con il Congiuntivo Gli italiani hanno un rapporto particolare con questo modo verbale. L'errore nel congiuntivo viene spesso percepito come segno di scarsa cultura o mancanza di istruzione. Ma il congiuntivo è davvero una caratteristica esclusiva dell'italiano? La Verità sul Congiuntivo nelle Altre Lingue Assolutamente no. Se conosci un'altra lingua romanza — spagnolo, francese, portoghese, rumeno — sai bene che anche queste lingue hanno un congiuntivo. Un aspetto interessante è che solo gli italiani attribuiscono tanta importanza a questo modo verbale. Gli spagnoli e i francesi hanno un atteggiamento più rilassato sull'argomento. E l'inglese? Molti italiani pensano che l'inglese non abbia il congiuntivo, considerandolo per questo una lingua "inferiore". Ma non è corretto. Anche l'inglese conserva tracce del congiuntivo. Per esempio, nella frase "I suggest that he be present at the meeting", quel "be" è un congiuntivo. Si tratta del cosiddetto subjunctive mood, che esiste tuttora nella grammatica inglese, anche se viene usato meno frequentemente rispetto all'italiano. Quindi no, il congiuntivo non è qualcosa di esclusivamente italiano. Le Consonanti Doppie: una Caratteristica Italiana? Cosa Sono le Consonanti Doppie o "Geminate" Passiamo ora a un'altra caratteristica che sembra tipicamente italiana: le consonanti doppie, chiamate anche "geminate" nel linguaggio tecnico della linguistica. Si tratta di consonanti che vengono pronunciate più a lungo, con più intensità. In italiano si scrivono raddoppiando la lettera: "mamma", "pizza", "cappuccino", "bellissimo". L'italiano usa effettivamente le doppie in modo molto più esteso rispetto ad altre lingue. Considera una frase come: "Quell'uomo basso con gli occhiali era simpaticissimo: ogni volta che passavo mi salutava con affetto." Le consonanti doppie presenti sono numerose, e questo è tipico dell'italiano, che fa un uso pervasivo di questo fenomeno fonetico. Le Consonanti Doppie nelle Altre Lingue Tuttavia, le consonanti doppie non esistono solo in italiano. Ecco alcuni esempi da altre lingue: LinguaEsempi di parole con doppieNoteSpagnolo"innovación", "perenne"La doppia si può pronunciareCatalano"novel·la" (romanzo), "cel·la" (cella)Consonanti geminate evidentiFranceseAlcuni casi foneticiDoppie a livello foneticoGiapponese"kitte" (francobollo), "nippon"Consonanti geminate distintiveFinlandese"kukka" (fiore), "kissa" (gatto)Uso sistematico delle doppie La Differenza Fondamentale: il Valore Fonologico La differenza sostanziale è questa: in italiano le doppie hanno un valore fonologico, cioè cambiano il significato delle parole. La distinzione tra consonante semplice e doppia è quindi essenziale per la comunicazione. Consonante sempliceConsonante doppiaDifferenza di significatopalapallaStrumento vs oggetto sfericocarocarroAggettivo vs veicolonotenotteAppunti vs periodo buiocasacassaAbitazione vs contenitoresetesetteBisogno di bere vs numerofatofattoDestino vs participio passato In altre lingue, invece, le doppie sono spesso solo fonetiche, senza impatto sul significato. L'uso estensivo delle consonanti doppie con valore distintivo è quindi una caratteristica abbastanza peculiare dell'italiano, almeno tra le grandi lingue romanze. Alcune Strutture Grammaticali Particolari dell'Italiano Esistono altre caratteristiche interessanti che rendono l'italiano diverso dalle altre lingue. Analizziamole nel dettaglio. Gli Articoli Determinativi Maschili Gli articoli determinativi sono quelle piccole parole che si mettono davanti ai nomi per indicare qualcosa di specifico: "il", "lo", "la", "i", "gli", "le". L'italiano presenta una particolarità: possiede due forme per l'articolo determinativo maschile singolare: "il" e "lo". E al plurale: "i" e "gli". L'uso dipende dalla lettera con cui inizia la parola successiva: Articolo singolareArticolo pluraleQuando si usaEsempiiliDavanti a consonante sempliceil libro → i librilogliDavanti a s+consonante, z, gn, ps, x, ylo zaino → gli zainilogliDavanti a gruppi consonantici complessilo psicologo → gli psicologil'gliDavanti a vocale (maschile)l'amico → gli amici Questa doppia forma è abbastanza particolare rispetto ad altre lingue romanze, dove generalmente esiste un solo articolo determinativo maschile (come "el" in spagnolo o "le" in francese). Il Congiuntivo con le Opinioni Affermative Un altro aspetto interessante: in italiano si usa il congiuntivo dopo espressioni come "penso che", "credo che", "mi sembra che". Per esempio: "Penso che Marco sia intelligente." In spagnolo, francese e portoghese, invece, si usa l'indicativo in questi casi: LinguaFraseModo verbaleItaliano"Penso che Marco sia intelligente"CongiuntivoSpagnolo"Creo que Marco es inteligente"IndicativoFrancese"Je pense que Marco est intelligent"IndicativoPortoghese"Acho que Marco é inteligente"Indicativo Questo è un uso del congiuntivo che risulta tipico dell'italiano. L'Italiano Non Usa Sempre "Più" Congiuntivo Questo non significa che l'italiano sia "più raffinato". Esistono altri casi in cui le altre lingue usano il congiuntivo e l'italiano no: LinguaFraseModo verbaleSpagnolo"Cuando llegues, llámame"CongiuntivoItaliano"Quando arrivi, chiamami"Indicativo L'uso del congiuntivo non è quindi uniforme tra le lingue: ogni lingua ha le sue regole specifiche. Il Mito del Lessico Più Ricco Cos'È il Lessico? L'italiano ha davvero più parole delle altre lingue? Prima di rispondere, è necessario chiarire cosa si intende per "lessico". Il lessico è semplicemente l'insieme di tutte le parole di una lingua, includendo sostantivi, verbi, aggettivi, avverbi, preposizioni e tutte le altre categorie grammaticali. Il Problema del Conteggio delle Parole Molti italiani credono che l'italiano abbia un vocabolario più ricco, specialmente rispetto all'inglese. Tuttavia, contare le parole di una lingua è molto complicato. Prima di tutto: cos'è una parola? "Mangio", "mangi", "mangiamo"... sono tre parole diverse o forme della stessa parola? I pronomi come "lo", "la", "gli" sono parole indipendenti? Queste domande dimostrano quanto sia difficile stabilire criteri oggettivi per il conteggio. I Numeri a Confronto LinguaStima del numero di paroleNoteItaliano215.000 - 270.000Secondo alcuni calcoliInglese~170.000Secondo alcuni dizionari Questi numeri variano considerevolmente a seconda del dizionario utilizzato e dei criteri di conteggio. Non esiste un metodo universalmente accettato per determinare la "ricchezza" lessicale di una lingua. Il Vocabolario di Base: Quello che Conta Davvero In realtà, quello che conta davvero è il vocabolario di base, cioè le parole usate nella vita quotidiana: Tipo di vocabolarioNumero di parolePercentuale d'usoVocabolario di base italiano~6.500 parole98% delle frasi quotidianeVocabolario di un madrelingua medio15.000 - 20.000 paroleVariabile Il vocabolario conosciuto da un madrelingua dipende molto dal livello di istruzione e dalle abitudini di lettura. L'Italiano È Davvero una Lingua Difficile? Molti sostengono che l'italiano sia una lingua "difficile". Ma rispetto a cosa? Confronto con le Lingue Romanze Se si paragona l'italiano alle altre lingue romanze, la complessità grammaticale risulta molto simile: LinguaCaratteristiche grammaticaliSpagnoloStessi tempi e modi verbali dell'italianoFranceseMorfologia altrettanto complessaPortoghesePiù tempi verbali dell'italiano Confronto con Altre Lingue del Mondo Guardando alle lingue del mondo, ne esistono molte con grammatiche decisamente più complesse: Tipo di linguaEsempiCaratteristica complessaLingue con i casiRusso, tedesco, finlandeseDeclinazione dei sostantivi (fino a 15 casi nel finlandese)Lingue tonaliCinese mandarino, vietnamita, thaiIl tono cambia il significato della parolaLingue agglutinantiTurco, ungherese, giapponeseParole molto lunghe composte da molti suffissiLingue polisinteticheInuktitut, mohawkUna sola parola può esprimere un'intera frase Rispetto a queste lingue, l'italiano appare in realtà relativamente accessibile. Quindi, l'Italiano È Speciale? La risposta corretta è: sì e no. Perché "No": i Miti da Sfatare No, l'italiano non ha caratteristiche uniche che lo rendono "superiore" alle altre lingue: MitoRealtàIl congiuntivo esiste solo in italianoEsiste in molte lingue romanze e anche in ingleseLe consonanti doppie sono esclusiveEsistono anche in altre lingue (catalano, finlandese, giapponese...)L'italiano ha il vocabolario più riccoNon è possibile stabilirlo oggettivamenteL'italiano è la lingua più difficileEsistono lingue con grammatiche molto più complesse Perché "Sì": Ogni Lingua È Unica Sì, l'italiano è speciale, come ogni lingua è speciale.
Katja Hrobat Virloget"Esodo. Il silenzio di chi resta"Traduzione Lucia Gaja ScuteriBottega Errante Edizioniwww.bottegaerranteedizioni.itIo avevo chiesto a casa, avevo fatto delle domande, me lo ricordo, nel '54, '55, perché in prima elementare eravamo in quarantatré, ma ogni giorno mancava qualcuno. E io tornavo a casa e dicevo: “Mamma, non c'è questo e questo, non c'è Vinicio, non c'è Lucio, non c'è più Maria, ma dove sono andati?”. “Ah, sì” mi diceva “vedrai che torneranno”. Ma io ero piccola, vivevamo molto isolati… Guardi, ora le dirò una cosa: io l'esodo l'ho scoperto soltanto quando ho letto i libri di Tomizza. E questo all'Università di Belgrado! Non se ne parlava, ecco.Un'antropologa e ricercatrice indaga le memorie dei rimasti dopo l'esodo: uomini e donne che nei turbolenti anni del secondo dopoguerra non hanno lasciato l'Istria assieme a gran parte della comunità italiana per raggiungere l'Italia; persone che sono rimaste in Jugoslavia e da maggioranza sono diventate minoranza. Voci scomode sia per chi vorrebbe raccontare l'esodo solo come migrazione di vittime sia per chi invece lo intende solo come opzione di scelta. Voci ridotte al silenzio per decenni che finalmente raccontano la propria storia.Nel complesso mosaico di ciò che è stato l'esodo giuliano-dalmata, si inserisce ora un tassello mancante: il racconto dei destini delle persone comuni che rimasero, che si adattarono, che ricostruirono una società assieme a coloro che arrivarono dall'interno della Jugoslavia a colonizzare il “selvaggio West” istriano.Un racconto composto da testimonianze toccanti, raccolte in dieci anni con rigoroso metodo antropologico nell'area litoranea slovena e con un obiettivo principale: abbandonare gli stereotipi e lasciare finalmente parlare il silenzio.Katja Hrobat Virloget (Koper/Capodistria, 1976) Professoressa ordinaria e direttrice del dipartimento di Antropologia e Studi culturali della facoltà di Studi umanistici dell'Università del Litorale di Koper/Capodistria. Nelle sue ricerche, spesso di carattere interdisciplinare, si occupa di migrazioni e movimenti della popolazione, memoria, identità, patrimonio, folklore e mitologia.Lucia Gaja Scuteri (Lubiana, 1985) Traduttrice freelance e mediatrice culturale. Dopo la laurea in Lingua e letteratura slovena presso l'Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”, consegue il dottorato in Storia contemporanea e Linguistica slovena presso l'Università del Litorale di Koper/Capodistria. Si occupa di promozione della letteratura slovena in Italia e all'estero. Per Bottega Errante Edizioni ha tradotto Bestiario di confine di Primož Sturman. Vive tra Napoli, Slovenia e Irlanda.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alessandra Golisano ripercorre gli anni della giovinezza, la passione per la moda e per le lingue, e la decisione di partire per l'Australia negli anni Sessanta. Un viaggio fatto di lavori duri e di incontri decisivi, che ha segnato l'inizio di un nuovo percorso, ma che non hai reciso il suo legame con l'Italia.
Khaby Lame, il tiktoker più seguito al mondo con più di 160 milioni di follower solo su tiktok, creerà un proprio clone digitale animato dall'IA per creare contenuti.Contenuti BONUS su PATREONPer informazioni sui corsi di italiano: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoScopri la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!
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La Coalizione intende rafforzare i requisiti relativi alla conoscenza della lingua inglese e all'adesione ai “valori australiani” per chi desidera entrare in Australia: cosa cambierebbe con la proposta liberale?
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Mentre Anthony Albanese diventa il primo capo di Stato a sposarsi da primo ministro, la Coalizione accende il dibattito sull'immigrazione in Australia.
Questo episodio, sia per il contenuto sia per l'italiano, è un po' più difficile del solito: prendila come una sfida linguistica!In questo podcast parliamo di Andrea Camilleri, lo scrittore più amato dagli italiani! I libri di Camilleri ci portano in Sicilia, a scoprire le origini del Commissario Montalbano e di una nuova lingua.