POPULARITY
Categories
1323. El feedback de febrero viene cargado de videopodcast, IA y comunidad. Toca cerrar el mes como se merece, echando la vista atrás y respondiendo a todo lo que me habéis ido dejando por correo, Telegram, LinkedIn, Bluesky, Spotify o incluso en episodios de hace cinco años. Voy a empezar a llamar a estos capítulos feedloopback, ya que es el feedback de vuelta a vuestro feedback. Arranco con algo que para mí vale su peso en oro: un mail. Sí, un correo electrónico de Daniel Iván Reyes a raíz del episodio 1299 sobre descargas y estadísticas. Ese tipo de mensajes que demuestran que al otro lado del micrófono hay alguien escuchando con atención. También en Telegram, Luis Alberto se definía como “uno de los oyentes web”, que oye, me hizo especial ilusión ya que para eso está la propia plataforma web. El episodio 1300 dedicado a Mónica de la Fuente trajo movimiento en LinkedIn, con la propia Mónica agradeciendo la charla y comentarios de compañeros como Bernat o David Bernad, que prometió escucharlo… y cumplió. Hubo también rescates del pasado, como el comentario de Piero en Spotify en un episodio de hace cinco años sobre bancos de sonidos y foley. Una muestra de que el archivo histórico de un podcast es evergreen y que sigue vivo. Y hablando de técnica, Abraham de Felina Estudio me planteó dudas sobre RSS, vídeo en Spotify y cómo gestionan estos detalles plataformas como YouTube. El capítulo sobre el podcast con IA del Washington Post abrió un debate más allá del que yo mismo planteé inicialmente. Kitsune, Luis y Andrés aportaron contexto sobre Jeff Bezos, despidos y la voracidad de los grandes conglomerados. Me recordó que el podcasting no vive aislado: está atravesado por los mismos movimientos económicos y tecnológicos que afectan al periodismo. También hubo guiños más ligeros, como el episodio sobre Tenerife, con comentarios que sabían a papas arrugadas con mojo, o el huevo de pascua que escondí en el formulario de Escuchad y que Víctor Manuel detectó (me encanta cuando encontráis esos detalles y me respondéis para demostrar que lo habéis hecho). Y cómo no, el debate sobre el videopodcast. Kitsune, Nidia, Benjamin o Pablo coincidían en algo: el riesgo de que el vídeo termine desplazando la esencia del audio y dejando fuera a quienes no tienen recursos. Ahí hay conversación para rato. Cada episodio de feedback es una prueba más de que este metapodcast no se construye en solitario. Se construye con cada mensaje, cada crítica y cada aportación que me hacéis llegar. Y eso, creedme, es lo que le da sentido a seguir cada día al otro lado del micrófono.Gracias a todos/as._____________Consigue tu entrada para el directo de 'Contando Kilómetros Podcast' el 28 de marzo en las Podnights Madrid a través de Eventbritehttps://www.eventbrite.es/e/1980175107050?aff=oddtdtcreator_____________ ¡Gracias por pasarte 'Al otro lado del micrófono' un día más para seguir aprendiendo sobre podcasting! Si quieres descubrir cómo puedes unirte a la comunidad o a los diferentes canales donde está presente este podcast, te invito a visitar https://alotroladodelmicrofono.com/unete Además, puedes apoyar el proyecto mediante un pequeño impulso mensual, desde un granito de café mensual hasta un brunch digital. Descubre las diferentes opciones entrando en: https://alotroladodelmicrofono.com/cafe. También puedes apoyar el proyecto a través de tus compras en Amazon mediante mi enlace de afiliados https://alotroladodelmicrofono.com/amazon La voz que puedes escuchar en la intro del podcast es de Juan Navarro Torelló (PoniendoVoces) y el diseño visual es de Antonio Poveda. La dirección, grabación y locución corre a cargo de Jorge Marín. La sintonía que puedes escuchar en cada capítulo ha sido creada por Jason Show y se titula: 2 Above Zero. 'Al otro lado del micrófono' es una creación de EOVE Productora.
Alessandro Angelini"Roma Seicento"La sculturaOfficina Librariawww.officinalibraria.netQuando si pensa alla scultura del Seicento a Roma vengono subito in mente le celebri opere di Gian Lorenzo Bernini: dall'Estasi di Santa Teresa in Santa Maria della Vittoria alle celebri opere della Galleria Borghese, Apollo e Dafne, il David, il Ratto di Proserpina... Il concetto stesso di Barocco romano s'identifica con il suo nome, ma altri grandi scultori contribuirono a rendere estremamente sfaccettato e complesso il panorama straordinario della statuaria a Roma di quegli anni. Il percorso prende le mosse dalla produzione scultorea dei primi decenni del secolo, rappresentata da diverse personalità e da un accentuato cosmopolitismo, che tende poco dopo a polarizzarsi attorno alle figure di Bernini, Alessandro Algardi e François Duquesnoy. A un nuovo modo di confrontarsi con l'antico si accompagna una vigorosa tendenza al colorismo di matrice veneziana e una ricerca di effetti e toni di sorprendente originalità, analizzate attentamente in una lunga introduzione al volume che ambisce a essere una vera e propria guida della città. Questo libro espone, in modo lineare e secondo una serrata successione cronologica, quei fatti storico-artistici grazie a numerose tavole a colori, aggiornati apparati e una mappa di Roma in cui ritrovare le opere dettagliatamente analizzate in agili schede di approfondimento.Alessandro Angelini (Siena, 1958), laureatosi con Giovanni Previtali, è professore ordinario in Storia dell'arte moderna all'Università degli Studi di Siena. I suoi interessi si sono concentrati per lo più sulla pittura del Rinascimento a Siena e in Toscana e sulla scultura del Seicento a Roma. Tra le sue pubblicazioni Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Roma e Siena (1998); Bernini (1999); Pio II e le arti. La riscoperta dell'antico da Federighi a Michelangelo (2005); Piero della Francesca (2014). Nel 2022 ha co-curato la mostra urbinate su Federico da Montefeltro e Francesco di Giorgio: Urbino crocevia delle arti. Fa parte della redazione della rivista «Prospettiva». Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Carlo Ginzburg"Il vincolo della vergogna"Letture obliqueAdelphi www.adelphi.it«Il paese al quale apparteniamo non è, come vuole la retorica, quello che si ama, ma quello di cui ci si vergogna, o di cui ci si può vergognare»: questa frase, tratta dal saggio che dà il titolo al nuovo libro di Carlo Ginzburg, ha suscitato, dopo un attimo di sconcerto, il consenso delle persone più diverse, anche se il peso della vergogna cambia a seconda dei tempi, e da paese a paese. Ma il vincolo che deriva dalla vergogna ci invita a riflettere sui limiti della nozione stessa di individuo: il filo conduttore dei saggi qui raccolti, che affrontano in maniera obliqua un autore, un libro, un'immagine, una frase, addirittura una parola. L'analisi approfondita di casi particolari apre la strada a una serie di generalizzazioni, a risposte che provocano altre domande. Parlare di microstoria, a proposito di questa strategia cognitiva, sembra legittimo: ma i risultati sono più importanti delle etichette. Chi legge è invitato a condividere la gioia della ricerca, e l'incontro con l'inaspettato.Carlo Ginzburg (1939) ha insegnato all'Università di Bologna, a UCLA, alla Scuola Normale di Pisa. Tra i suoi libri, tradotti in più di venti lingue: I benandanti (1966, nuova ed. 2020); Il formaggio e i vermi (1976, nuova ed. 2019); Miti emblemi spie (1986); Storia notturna (1989, nuova ed. 2015); Il giudice e lo storico (1991); Rapporti di forza (1990); Occhiacci di legno (1998, nuova ed. 2019); Nessuna isola è un'isola (2002); Il filo e le tracce. Vero falso finto (2006), Paura reverenza terrore (2015); Nondimanco. Machiavelli, Pascal (2018); La lettera uccide (2021). Apparso nel 1981 e arricchito di quattro Appendici nel 1994, Indagini su Piero è uscito ora presso Adelphi, accompagnato da un'inedita Postfazione, I formaggi e i vermi (2019), I benandanti (2020), Miti emblemi spie (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sei pronto a metterti alla prova? Fai subito il QUIZ: https://bit.ly/3ZpFld2In questo podcast scopriamo insieme la storia di una delle famiglie più ricche, potenti e influenti di sempre: i Medici di Firenze. Dalle origini nel Mugello fino al dominio sulla Toscana, passando per la banca più potente d'Europa, il Rinascimento, l'arte e il potere della Chiesa.Parleremo di personaggi fondamentali come Giovanni de' Medici, Cosimo il Vecchio, Lorenzo il Magnifico, dei papi Medici e della fine della dinastia, senza dimenticare il celebre Patto di Famiglia, grazie al quale oggi possiamo ancora ammirare i capolavori di Firenze.Capitoli del podcast:0:00 - Introduzione2:38 - Le origini e Giovanni De' Medici3:34 - Cosimo De' Medici4:56 - Piero e Lorenzo De' Medici6:10 - Il declino della banca e il potere della Chiesa7:02 - La fine della dinastia7:50 - Conclusione
durée : 00:19:11 - Disques de légende du mercredi 04 février 2026 - Pas la plus connue des œuvres de Bohuslav Martinů, "Les Fresques de Piero della Francesca" est pourtant l'une des œuvres orchestrales les plus foisonnantes du XXe siècle, composée en hommage aux fresques "La Légende de la Vraie Croix" de ce peintre italien du XVe siècle. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
durée : 00:19:11 - Disques de légende du mercredi 04 février 2026 - Pas la plus connue des œuvres de Bohuslav Martinů, "Les Fresques de Piero della Francesca" est pourtant l'une des œuvres orchestrales les plus foisonnantes du XXe siècle, composée en hommage aux fresques "La Légende de la Vraie Croix" de ce peintre italien du XVe siècle. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
I was joined by Peter Schiff, Piero Coen, Skot at Plan B Elsalvador as we discussed Gold vs Bitcoin, AI & a multipolar world, Bitcoin as freedom money for Latinos and open-source mining decentralizing Bitcoin.Takeaways:
Piero Calamandrei è stato testimone e partecipe degli avvenimenti più significativi del Novecento italiano, dalla Prima guerra mondiale all'avvento del fascismo, fino alla Resistenza di cui è stato cantore e alla creazione della Costituzione Repubblicana a cui ha contribuito attivamente. Una storia di resistenza culturale alle prevaricazioni totalitarie, che ci lascia oggi alcuni tra i più grandi insegnamenti per la partecipazione alla cosa pubblica: la lotta all'indifferenza e la consapevolezza che la società può essere migliore se tutti contribuiscono a eliminare le disuguaglianze. Proprio come dice la nostra Costituzione.Ospiti: Silvia Calamandrei, Giulio Donzelli e Paolo Borgna
In questa nuova puntata viene reso omaggio a Giorgio Jano, figura singolare e straordinaria del panorama fotografico torinese, scomparso nell’estate del 2024. A condurre l’intervista è Carola Allemandi che dialoga con Piero Ottaviano, fotografo, amico fraterno di Jano e oggi curatore del suo archivio. La conversazione ripercorre la vita e l’opera di un fotografo definito un “outsider”, noto per il suo approccio sperimentale e ingegneristico. Jano, infatti, non si limitava a scattare, ma progettava e costruiva personalmente le sue macchine fotografiche, spesso panoramiche e rotanti, assemblando pezzi di recupero trovati nei mercatini con ottiche di altissima qualità. Un lavoro artigianale che univa una profonda competenza matematica e ottica a una visione artistica unica. Durante l’episodio vengono toccati numerosi temi fondamentali per comprendere la sua poetica. Si parte dal sodalizio professionale e umano tra Jano e Ottaviano, nato grazie a una comune visione della fotografia panoramica e sfociato nel libro “50 fotografie senza mirino”, un progetto a quattro mani che ha messo a confronto le architetture di Milano e Torino. Ampio spazio è dedicato all’analisi di “La Danseuse”, un’opera monumentale del 1999 esposta recentemente a Torino: una stampa su un unico foglio di 11 metri per 80 centimetri, realizzata grazie a un ingranditore motorizzato costruito dallo stesso Jano. L’opera inverte i ruoli tradizionali della fotografia panoramica: qui è il soggetto (la ballerina) a ruotare in sincronia con la pellicola, mentre la macchina resta ferma, creando un effetto di continuità infinita. L’intervista esplora anche il delicato lavoro di riordino dell’archivio, che ha portato alla luce negativi inediti raffiguranti nature morte di ingranaggi, orologi e meccanismi, svelando un’estetica geometrica finora poco conosciuta. Viene inoltre raccontato l’ultimo progetto incompiuto di Jano sul Parco dei Mostri di Bomarzo, che è stato portato a termine postumo da Piero Ottaviano insieme alla regista Sara Tamburro, trasformandosi in un documentario. Non mancano infine riferimenti al lato più intimo dell’autore, dai suoi scritti poetici recentemente donati a Carola Allemandi, fino agli aneddoti personali che restituiscono l’immagine di un uomo colto, ironico e infaticabile sperimentatore. Buon ascolto! Leggi gli articoli del nostro Magazine: https://magazine.discorsifotografici.itSeguici su Facebook: https://www.facebook.com/discorsifotograficiSeguici su Instagram: https://www.instagram.com/discorsifotografici/Scrivici a: info@discorsifotografici.it
San Piero Patti è un piccolo paesino delle Sicilia dove potrai vivere una vita semplice in Italia parlando italiano tutti i giorni con il supporto deelle tue insegnanti, Valeria e Giulia. Scopri San Piero Patti e la sua storia, sogna con noi e vieni a vedere la Sicilia autentica.La newsletter di Valeria: https://valeriapao.substack.com/Il suo sito: https://vitasempliceinitalia.com/Se ti interessa il viaggio di studio linguisitco in Sicilia, scrivi a info@italiantimezone.com e chiedi la brochure.Supporta il podcast:Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/italian-time-zone-l-italiano-con-la-storia--5159377/support.
Piero HINCAPIE and Riccardo CALAFIORI are BACK! Major Arsenal Injury Boosts as Arteta Addresses Man United Clash
Pirelli CTO Piero Misani
Via uno e subito un altro: Piero "sontuosopiero" non vedeva l'ora di presentarci la propria Top10 in modo da farci conoscere anche i suoi gusti ludici. Cosa ne penseranno sava73 e ODK? Regia: volmay
Profile of Piero: https://www.instagram.com/pieromenor/Profile of the Professional Footgolf Tour: https://www.instagram.com/professionalfootgolftour/In this captivating second installment of our series on the Professional FootGolf Tournament, host Chris Erthel sits down with the accomplished Piero Menor to trace his journey as a professional FootGolf athlete. Together, they delve into the dedication and resilience required to rise through the ranks of this new sport, exploring the pivotal moments that defined Piero's path to the elite level and his life as a FootGolf Influencer and his vision for this amazing sport!!
No segundo episódio da série “Reparos de um Ataque – 8 de Janeiro”, Aurélio Pena, Marcos Ferreira e Rogério Bordini contam como é o delicado processo de restauro de obras de arte danificadas. É um trabalho minucioso que envolve vários experimentos, alguns deles realizados no Centro Nacional de Pesquisa em Energia e Materiais (CNPEM), usando as linhas de luz do acelerador de partícula Sirius. Eles também te contam como o restauro das obras danificadas nos ataques golpistas é um sinal de fortalecimento dos símbolos da democracia brasileira. _____________________________________________________________________ ROTEIRO “Série – Reparos de um Ataque – 8 de Janeiro” – Ep.2 Mãos à Obra Presidente Lula: Hoje, é dia de dizermos em alto e bom som, ainda estamos aqui, ao contrário do que planejávamos golpistas de 8 de janeiro de 2023. Se essas obras de arte estão aqui de volta, restauradas com esmero por homens e mulheres que a elas dedicaram mais de 1.760 horas de suas vidas, é porque a democracia venceu. Muito obrigado, companheiros. Aurélio: Este é o segundo episódio da série sobre a restauração das obras vandalizadas no 8 de janeiro de 2023. Se você ainda não escutou o episódio anterior, dá uma olhadinha nele e aí volta pra cá, porque hoje nós vamos nos aprofundar em toda a ciência do restauro de uma obra rara e também pensar sobre o atual cenário da democracia brasileira. Marcos: Eu sou o Marcos Ferreira, um dos apresentadores dessa série. Aurélio: E eu sou o Aurélio Pena, e você está ouvindo o Podcast Oxigênio. Aurélio: Uma das obras mais famosas entre as restaurações é o mural Mulatas à Mesa, de Di Cavalcanti, parte do acervo do Palácio da Alvorada. Natural da cidade do Rio de Janeiro, Di Cavalcanti viveu entre 1897 e 1976. O artista modernista produziu principalmente pinturas, desenhos, murais e caricaturas. Suas reconhecidas cores vibrantes e temas tipicamente brasileiros o tornaram um dos grandes nomes da pintura e do modernismo do Brasil. Marcos: A obra, produzida em 1962, mostra uma cena na qual predominam figuras femininas, as chamadas mulatas, retratadas com curvas voluptuosas, pele morena e uma postura que mistura sensualidade e introspecção. Elas aparecem em um ambiente descontraído, cercadas por elementos tropicais, como frutas e flores, que evocam a exuberância e o calor do Brasil. A pintura é de grande importância porque reflete a valorização da cultura e da identidade nacional, exaltando a miscigenação como um elemento central do Brasil. Di Cavalcanti buscou celebrar a mulher brasileira, representando não apenas a sua beleza, mas também como um símbolo da força e do espírito nacional. Foi essa obra que levou sete facadas. Aurélio: A cultura japonesa tem um tipo de arte chamado Kintsugi. Nela as rachaduras e avarias de um objeto são mantidas e valorizadas, normalmente com ouro. Essas imperfeições contam a história desses objetos. Marcos: Uma lógica parecida com a do Kintsugi foi utilizada na restauração da Mulatas à Mesa, como nos contou a coordenadora do projeto de restauro, a professora Andréia Bachettini, que você também ouviu no primeiro episódio desta série. Andréia Bachettini: Quando eu desembrulhei ela lá no início, em setembro de 23, eu fiquei muito impactada assim com a brutalidade que ela foi agredida. E o processo de restauração foi muito pensado assim, como que a gente vai não tirar o valor dessa obra, mas também a gente não podia esconder essas marcas que ela sofreu, essas sete perfurações que ela sofreu. Então a gente optou por remover esse reentelamento, o reentelamento, para os leigos, é colar uma tela para dar sustentabilidade à tela original. Então ela já tinha essa tela, ela tem a tela original, e colada a ela um outro linho que era um tecido bem resistente. Esses dois tecidos foram rasgados, inclusive a sustentação dela é feita com um bastidor em madeira que também foi quebrado, os montantes, as travas desse bastidor foram quebradas. Então a gente teve que fazer uma substituição de travas do bastidor, e aí optamos então por fazer um reentelamento com o tecido de poliéster de vela de barco, de vela, que é transparente assim, e não esconderia então as cicatrizes por trás da obra. Pela frente ela ficou imperceptível, a gente fez a restauração com a técnica de pontilhismo, que são sobreposição de pontinhos na cor, dando a ilusão de ótica da cor na superfície. Então ela fica imperceptível pela frente, mas pelo verso as marcas dessa restauração estão evidenciadas. Aurélio: Ao destacar a figura da mulata, que frequentemente é marginalizada na sociedade brasileira, a obra também provoca reflexões sobre questões sociais, como a posição da mulher negra e mestiça no Brasil. Assim, vai além da mera representação de uma imagem, tornando-se um manifesto visual da busca por uma identidade cultural, nacional e autêntica no contexto modernista. Marcos: O restauro de uma obra é extremamente sofisticado, e envolve profissionais de áreas das quais normalmente nem imaginamos. Um exemplo disso é que parte do projeto exigiu um estudo das tintas e vernizes utilizadas nos quadros danificados, feita por cientistas de materiais. Andréia Bachettini: Falando um pouquinho do ofício, hoje a conservação e restauração não é só um artesanato, só o fazer, a habilidade manual. Claro que existe a necessidade de ter habilidade manual para interferir em uma obra, mas por trás de tudo isso, tem muita ciência, muito estudo. A gente tem que conhecer os materiais que foram feitos nessas obras. É um trabalho multidisciplinar, envolve profissionais da química, da biologia, da arquitetura, da física, da história da arte, da conservação e restauração, da museologia. Pensar como essa obra vai ficar exposta depois. Então são muitos profissionais envolvidos na restauração hoje. Aurélio: Compreender com precisão a composição dessas tintas é uma etapa importante, pois permite aos restauradores recriar os materiais que serão utilizados para recuperar as obras, garantindo que elas fiquem quase como se fossem tocadas. Essa tarefa não é simples, já que muitas vezes as tintas usadas no passado são bem diferentes das que nós temos hoje. Além disso, é comum que artistas misturem diversos meios e pigmentos para conseguir os efeitos desejados. Em alguns casos, faziam as próprias tintas, sem deixar registro sobre esse processo. Marcos: Para entender um pouco mais sobre como o estudo dos vernizes e tintas foi feito, conversamos com dois professores da Universidade Federal de Pelotas, o Bruno Nuremberg e o Mateus Ferrer, que atuaram nas análises químicas das obras danificadas pelos golpistas. Aurélio: Bruno, você pode contar um pouquinho pra gente como se deu esse estudo? Bruno Nuremberg: Em janeiro de 2024, a gente já estava montando o laboratório lá em Brasília para realizar esse projeto de restauro. Claro que a base dele é a parte do restauro dessas obras, mas ele também contou com várias ações pontuais, dentre elas a que eu e o Mateus a gente está desenvolvendo até agora, que seria o quê? Seria a pesquisa dos materiais presentes nesses bens culturais para fazer toda uma parte de documentação, um estudo dos materiais utilizados pelo artista, tentar descobrir novas informações. Aurélio: E por que é feito um estudo dos materiais presentes nas obras? Bruno Nuremberg: Então a gente pode utilizar essas técnicas na parte do pré-restauro. Por exemplo, eu tenho um quadro e nesse quadro eu preciso remover o verniz dele porque ele passou por um processo de oxidação. Marcos: A oxidação que o professor Bruno mencionou é uma reação química que acontece com o oxigênio do ar e que acaba desgastando um material. Bruno Nuremberg: Então se eu tiver conhecimento do material que compõe esse meu verniz, ou seja, do aglutinante, do polímero, eu vou conseguir estar direcionando um solvente muito mais adequado para ser aplicado nesse processo de remoção desse verniz. Outro ponto muito importante é que conhecendo esses materiais a gente também consegue direcionar mais corretamente, digamos assim, quais materiais devem ser utilizados no processo de restauração, no processo de intervenção. Então todo material que eu vou aplicar numa obra de arte, ele não pode ser exatamente da mesma composição. Ele tem que ter a mesma característica estética, mas a parte química dele tem que ser diferente. Por que isso? Porque daqui a 15, 20 anos um novo restaurador vai trabalhar em cima dessa tela e ele tem que distinguir os materiais que foram aplicados ali naquela intervenção. Eles têm que ser quimicamente diferentes. Então no futuro, daqui a 50, 100 anos, quando essa obra precisar passar por um processo de limpeza ou de reintegração pictórica, que seria o processo de repintar perdas, as pessoas já vão ter essas informações ali, quais materiais foram utilizados, vão ter, enfim, tudo caracterizado quimicamente, dados robustos e confiáveis do que aquela obra presença de materialidade. Então se eu tenho, por exemplo, uma pintura a óleo e eu vou fazer uma reintegração com óleo, se eu precisar retirar no futuro essa intervenção que eu fiz, eu vou estar causando um dano na pintura original que também era a base de óleo Marcos: E Bruno, quais são os desafios na caracterização dos componentes químicos dessas obras de arte? Bruno Nuremberg: Quando a gente se depara com esse tipo de amostra, a gente encontra desafios que, digamos assim, na pesquisa tradicional de engenharia de materiais, da química, a gente não tem. O número de amostras que a gente pode coletar de uma obra de arte, ele não é ilimitado. Então a gente tem que ter uma série de autorizações, a gente tem que ver, tem vários critérios que a gente tem que seguir para poder realizar essas amostragens. As amostras que a gente coleta tem em torno de um milímetro quadrado, digamos assim. Então são amostras super pequenas. Então a gente tem numa pintura, por exemplo, tu vai encontrar aglutinantes de vernizes, tu vai encontrar cargas, tu vai encontrar aditivos, tu vai encontrar pigmentos, tu vai encontrar dois, três tipos de aglutinantes. Então essa sopa química dentro desse universo microscópico é o que a gente tem que realizar de caracterização. Aurélio: Esse tal aglutinante de verniz que o Bruno mencionou é também conhecido como ligante. Ele é o componente essencial que atua como base da formulação e é responsável por unir todos os outros ingredientes, como pigmentos e aditivos das tintas, e por formar uma película na superfície da obra que protege ela. Marcos: Nós conversamos também com o professor Mateus Ferrer, que também é da UFPel, que trabalhou junto com o Bruno no estudo desses materiais das obras raras. Ele nos contou um pouquinho de como isso foi feito. Mateus Ferrer: Primeiro que ali não são somente pinturas, não são somente telas. Nós temos diversos tipos de obras, inclusive materiais cerâmicos, telas de várias épocas, pintores diferentes, com técnicas e materiais diferentes. Então isso gera uma complexidade e a gente nota uma complexidade até mesmo na literatura. Marcos: Para determinar com alta precisão os constituintes de amostras muito pequenas das telas, os professores Bruno e Mateus utilizaram diversas técnicas avançadas de análise. Algumas foram realizadas na própria universidade, enquanto outras foram feitas em instalações abertas para toda a comunidade científica, no CNPEM, o Centro Nacional de Pesquisa em Energia e Materiais, que fica em Campinas/SP. Uma delas é a técnica de espectroscopia de infravermelho, que permite identificar e medir quais substâncias estão presentes nas obras do acervo nacional. Mateus Ferrer: Então a gente tem o que a gente encontra na literatura, de forma muito vaga, e tem o nosso conhecimento do nosso grupo, que de fato a gente está explorando, buscando novas técnicas, buscando ferramentas, buscando laboratórios parceiros, buscando projetos como o caso do Sirius, que esse foi o primeiro projeto e não será o único, haverão outros projetos que a gente precisa de super laboratórios e equipamentos que a gente não tem na nossa estrutura. Aurélio: Isso só é possível porque existe uma interação entre o infravermelho e as substâncias estudadas, mais especificamente, quando as moléculas das tintas ou dos vernizes conseguem interagir com a luz infravermelha. O nome disso é atividade do infravermelho. Dessa maneira, parte dessa luz interage com a amostra, podendo ser absorvida por ela, sendo isso detectado e medido pelo equipamento. Marcos: É interessante destacar que a infraestrutura de estudos com o infravermelho beneficia toda a comunidade científica brasileira, estando disponível na linha de luz Imbuia, uma das linhas de luz do Sirius, um acelerador de partículas de última geração e o mais famoso equipamento do CNPEM. A nossa Imbuia é a única linha de luz infravermelha em um equipamento desse tipo no mundo todo, mostrando para a comunidade científica internacional que o Brasil é, sim, líder em ciência de ponta. Bruno Nuremberg: A gente consegue obter informações a respeito dos pigmentos pela espectroscopia Raman, a espectroscopia infravermelho, para a gente identificar especialmente a parte orgânica, então quais são os polímeros que compõem essa tinta, quais são os polímeros que compõem os vernizes, e a parte de microscopia eletrônica de varredura e espectroscopia de fluorescência para fazer a identificação de elementos, elementos químicos. Então, essas três técnicas aplicadas, a gente geralmente consegue informações bem completas, essas informações se complementam para a gente montar o quebra-cabeça de cada uma dessas micro amostras. Aurélio: A espectroscopia Raman é uma técnica de análise que utiliza a interação da luz com a amostra para obter informações sobre a sua estrutura molecular e a composição química. Marcos: Já a microscopia eletrônica de varredura, mencionada pelo Bruno, é uma técnica para gerar imagens de alta resolução da superfície de uma amostra. Isso acontece ao se varrer cada ponto da superfície da amostra com um feixe de elétrons bem pequeno e focado. Bruno Nuremberg: O projeto que foi submetido lá foi para utilizar o micro-FTIR, na linha Imbuia-micro. O nosso objetivo lá, então, era fazer o mapeamento químico da fração orgânica da obra do Di Cavalcanti, intitulada Mulatas à Mesa. Então, o nosso objetivo, na verdade, era identificar quais compostos orgânicos estavam presentes dentro de cada uma das camadinhas que compõem a nossa tela. A gente teve, além da utilização do equipamento, toda uma parte de preparo de amostras que foi bem complexa. Aurélio: O professor Mateus também explicou que, para conseguir analisar essas amostras, que em geral são bem complexas, foi muito importante a ajuda da equipe científica do CNPEM, para que algumas dificuldades fossem superadas. Mateus Ferrer: Além do pessoal da Imbuia, incluindo o cientista de linha, que foi o Bruno, o pessoal da LCRIO (Laboratório de Preparações Criogênicas), a gente teve muita dificuldade ali com essas obras. Cada uma tinha um tipo de densidade, um tipo de dureza, e junto também com a pesquisadora Juliana, do nosso grupo também, que se dedicou bastante nos cortes ali. Eu acredito que esse foi um dos grandes desafios, que a gente tinha pouquíssima amostra, quase a gente não enxergava as amostras, então a gente tinha que preparar essas amostras e para depois fazer o infravermelho com diversas formas que a gente usou ali. Mas eu acho que o grande diferencial que a gente teve ali foi realmente o mapeamento, o infravermelho acoplado com o mapeamento, que a gente conseguia encontrar as composições e as regiões daquele determinado material que a gente enxergava. Então a gente conseguia ver as camadas, mais a quantidade de materiais ali que faziam parte daquelas amostras. Marcos: Professor Mateus, conta para a gente como o estudo químico dos materiais usados nas obras de arte pode também resultar em novos conhecimentos artísticos e históricos. Mateus Ferrer: Quando a gente começa a entrar nesse mundo de entender o material, a gente começa a ver e comprovar de fato que a arte é um reflexo da história. Lógico que a gente tem obras também nacionais e de artistas de fora do Brasil, mas a gente começa a entender um pouquinho da história da forma como nunca ninguém viu. Eu sei que tem pessoas que criticam quando a gente quer olhar a obra de uma forma mais lógica, de uma forma científica, mas a gente começa também a pegar uma essência que não está diretamente impressa ali na obra. A gente começa a entender qual o material que aquela pessoa utilizava, a gente começa a ver discrepâncias, por exemplo, uma pessoa de classe média acima usava e uma pessoa de classe inferior usava. Então, a gente começa a entender a história e também extrair algum tipo de sentimento ali entendendo o material que foi utilizado naquela obra. São pistas para a gente, para que a gente possa entender naquela época qual era o tipo de pigmento, qual era o tipo de resina, no caso pega uma composição da tinta no geral ali ou no verniz que se utilizava, por que tal pintor utilizava materiais totalmente diferentes do que era dessa época. É dessa época mesmo? Então são questões aí que a gente, são pistas, é um processo investigativo realmente que a gente tem que ir aí se apoiando também na história. Presidente Lula: Se essas obras de arte estão aqui de volta é porque a democracia venceu, caso contrário estariam destruídas para sempre e tantas outras obras inestimáveis teriam o mesmo destino da tela de Di Cavalcanti, vítima do ódio daqueles que sabem que a arte e a cultura carregam a história e a memória de um povo. A arte e a cultura que as ditaduras odeiam, a história e a memória que sempre tentaram apagar. Estamos aqui porque é preciso lembrar para que ninguém esqueça, para que nunca mais aconteça. Aurélio: Em janeiro de 2025, em um evento comemorativo da finalização do processo de restauro das obras em Brasília, o presidente Lula discursou sobre a importância do reestabelecimento do acervo nacional e também da nossa democracia. Marcos: A fala de Lula sobre a finalização do projeto é um exemplo claro de como a manutenção da cultura e história de um país é também o restauro da democracia brasileira. Não é possível uma democracia saudável existir sem um patrimônio material, mantido em bom estado e celebrado nos espaços públicos, acessíveis para todas as gerações, por meio dos aparelhos de cultura. Aurélio: Sobre isso, o professor Mateus comenta sobre a falta de incentivos para áreas como as artes, os estudos museológicos, a manutenção e o restauro dos nossos acervos históricos. Mateus Ferrer: É muito difícil a gente pensar em incentivos na parte de restauro e proteção quando a gente vê que a gente não dá valor às nossas obras. Então como é que a gente está pensando em incentivos, em proteger algo que a gente não valoriza? Então a gente precisa pensar realmente de incentivos na arte como um todo, dos nossos artistas, das obras que a gente tem, dos legados já que foram deixados aí e lógico isso vai vir também um incentivo na proteção desse patrimônio material que é tão precioso e tão fantástico e diversificado aqui no nosso país. Aurélio: Agora que já temos as obras restauradas e os golpistas que as danificaram vêm sendo julgados e punidos, o que o futuro promete? A democracia voltou à sua normalidade ou ainda se encontra ameaçada? Jornalista 1: Um protesto pela anistia aos envolvidos nos atos de 8 de janeiro reuniu milhares de pessoas na Avenida Paulista em São Paulo. Jornalista 2: O ex-presidente Jair Bolsonaro e sete governadores participaram da manifestação. Bolsonaro: O movimento aqui hoje é pela anistia, pela liberdade das pessoas de bem que nunca pegaram arma na sua vida, tanto é aquele dos condenados que estão respondendo o processo, não achei ninguém com qualquer passagem pela polícia. Música (Marcelo Crivella): A anistia chegou, é a justiça mais ampla. Aurélio: Fizemos essa pergunta para o cientista político e professor da Universidade Federal de São Carlos, Piero Leiner, que você já deve ter ouvido no episódio anterior. Piero Leiner: Diante desse cenário, os problemas para a democracia foram tão profundos no Brasil e tão pouco solucionados que a gente só está vivendo, assim como aquele corredor que começa tropeçando e não consegue reestabelecer o equilíbrio. A restituição do nosso processo democrático está demorando demais para acontecer, porque a máquina está ocupada em lidar com esse excesso de ruído que essas coisas todas vinculadas ao Bolsonaro e ao bolsonarismo criaram durante esses últimos anos. O bolsonarismo radicaliza cada vez mais para a extrema direita e agora com o Trump, então, isso vai escalar muito mais e o Lula acaba indo também no vácuo disso para o campo do centro-centro-direita, o que é um problema. Agora, o que vai ser nos próximos dois anos? Bom, eu acho que isso ainda está incerto, não dá para saber exatamente o que vai rolar, mas tem pesquisas mostrando um Lula muito pouco competitivo hoje já. Marcos: O professor Piero também nos contou sobre como Bolsonaro, de certa maneira, sempre buscou se vender como antissistêmico, por mais que antes da presidência, ele e a sua família já estivessem no sistema político brasileiro há décadas. Piero Leiner: Eu acho que muita gente está com uma espécie de ideia fixa na ideia de uma espécie de utopia regressiva, de que a gente vive numa sociedade extremamente desorganizada e que é uma sociedade cujos pilares são estabelecidos por uns poucos agentes que controlam a ordem das coisas a partir de uma espécie de sala secreta. É um pouco uma espécie de visão conspiratória tá? Que começa daquela percepção muito comum, muito do senso comum, de que os políticos são uma casta que só trabalha em benefício próprio, que conseguem produzir um sistema que beneficia a eles e que a sociedade é alguma coisa completamente separada ou apartada desse sistema. E a partir de um determinado momento, as pessoas passaram a botar na cabeça a ideia de que precisaria vir uma espécie de agente antissistêmico ou antissistema para fazer uma reviravolta na vida social. Quando, na verdade, isso é um engodo, uma mega farsa. Como é possível um cara ser liberal e antissistêmico ao mesmo tempo? Então, essa rebelião brasileira é uma rebelião profundamente auto-enganada, porque eles procuram justamente os agentes da ordem e da ordem que cria a própria desordem para fazer o seu movimento de rebelião. Ou seja, já é uma rebelião que nasce equivocada do começo. Me parece que tem como grande tarefa esvaziar aí sim o potencial de transformador que poderia estar ancorado a um campo popular de esquerda, etc., e tal. Marcos: Chegamos ao final do nosso episódio. Se você gostou, não se esqueça de deixar cinco estrelas para o nosso podcast. Isso nos ajuda muito a chegar em mais ouvintes e também compartilhe o Oxigênio com os seus amigos em suas redes sociais. Aurélio: Esse episódio foi produzido por Marcos Vinícius Ribeiro Ferreira, Aurélio Bianco Pena e Rogério Bordini. Foram utilizados trechos de áudios de matérias jornalísticas disponíveis na internet. Marcos: Agradecemos a todos os especialistas que conversaram com a gente neste episódio. Também agradecemos ao Laboratório de Estudos Avançados em Jornalismo da Universidade Estadual de Campinas, o Labjor da Unicamp, em especial a coordenadora do Oxigênio, a professora Simone Pallone de Figueiredo, e a doutoranda Mayra Trinca. Um grande abraço e até mais! Vinheta: Você ouviu Oxigênio, um programa de jornalismo científico-cultural produzido pelo Laboratório de Estudos Avançados em Jornalismo, LabJor da Unicamp. – Roteiro, produção e pesquisa: Marcos Vinícius Ribeiro Ferreira, Aurélio Bianco Pena e Rogério Bordini. Narração: Marcos Vinícius Ribeiro Ferreira e Aurélio Bianco Pena. Capa do episódio: Andréa Lacerda Bachettini trabalhando na restauração do quadro ‘As mulatas', de Di Cavalcanti. A obra levou sete cortes nos ataques do em 8 de janeiro — Foto: Nauro Júnior/UFPel. Revisão: Mayra Trinca, Livia Mendes e Simone Pallone. Entrevistados: professores da Universidade Federal de Pelotas: Andréa Lacerda Bachettini, Bruno Noremberg, Mateus Ferrer e, Piero Leirner, da Universidade Federal de São Carlos. Edição: Rogério Bordini. Vinheta: Elias Mendez Músicas: Youtube Audio Library (sem atribuição necessária) e “A Anistia Chegou” de Marcelo Crivella. Para saber mais: Reportagem “Entre Tintas, Vernizes e Facadas” | Revista ComCiência: https://www.comciencia.br/entre-tintas-vernizes-e-facadas/ Documentário “8 de Janeiro: Memória, Restauração e Democracia” (Iphan): https://youtu.be/CphWjNxQyRk?si=xcIdb26wQTyTmS5m
The Story of London takes a brief break from the usual narrative, to examine the sudden spate of cross-dressing women who appeared in the records of the early Tudor London courts. Who were these women who dressed as men? Why did they do this? What insights does it give us into the mindset (and the sex lives) of London and Londoners? A fascinating slice of Tudor London's life…Cover art includes a section of ‘Portrait of a boy' by Piero di Cosimo, painted sometime in the 1490's.
Información al día de EL COMERCIO, este lunes 12 de enero de 2026. Manifestaciones a favor del gobierno en Irán en medio de protestas por la crisis económica; alerta en Ecuador por el nivel del embalse Mazar y ajustes en el sistema eléctrico; fecha confirmada para la reactivación de los servicios en línea de la AMT; Mario Godoy anuncia su comparecencia por el juicio político en la Asamblea; preocupación por la lesión de Piero Hincapié en la Premier League; y la serie Adolescencia arrasa en los Golden Globes 2026.Gracias por escuchar este podcast, un producto de EL COMERCIO.
Can Kenan Yildiz beat Alessandro Del Piero's Record? Has football declined? What is AC Milan's Worst XI of all time? This is an extended clip from this week's Q & A episode of The Italian Football Podcast only available to members on YouTube or Patreon. If you want to support The Italian Football Podcast and get every episode, simply become a member on Patreon.com/TIFP OR Spotify OR YouTube Memberships. Your support makes The Italian Football Podcast possible. Follow us: Twitter, Facebook, Instagram, YouTube, TikTok Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
Send us a textBakotunes welcomes Piero F. Giunti, creator and curator of "A Great Day in East L.A.: Celebrando the Eastside Sound" exhibition running now through August 23, 2026 at La Plaza de Culturas y Artes 501 N Main St. Los Angeles, CA 90012. Piero F. Giunti is also an award-winning photographer, filmmaker, musician and podcast host who's worked with Ice Cube, Public Enemy, Los Lobos, Becky G and many more. Get to know Piero, learn about the exhibition and make plans to visit! Episode contains music by Los Lobos, The Brat, Ozomatli, Rage Against The Machine, Lalo Guerrero, Cheech & Chong, wil.i.am and Taboo (Black Eyed Peas), The Bags, Thee Midniters, Tierra. *Recorded 12-20-25. Related Links:https://agreatdayineastla.org https://lapca.org/exhibition/a-great-day-in-east/https://pierofgiunti.portfoliobox.net/https://lapca.org/-----------------------Fair Use NoticeThis site and its episodes may contain copyrighted material, the use of which has not always been specifically authorized by the copyright owner. Such material is made available for purposes including criticism, commentary, news reporting, teaching, scholarship, and research.We believe this constitutes a fair use of any such copyrighted material as provided for in Section 107 of the U.S. Copyright Act. The material is presented for educational and informational purposes and is not intended to infringe upon the rights of the copyright holder. We make every effort to limit the use of copyrighted content to the amount reasonably necessary to achieve these purposes and to ensure that such use does not adversely affect the market value of the original work.For more information on fair use, please see Section 107 of the Copyright Act: https://www.copyright.gov/title17/92chap1.html#107Support the showSponsored by Chain Cohn Clark - Kern County's leading accident, injury, and workers' compensation law firm. Subscribe to Bakotunes at all podcast outlets and follow our socials!Instagram / More LinksContact: mattomunoz@gmail.com
No primeiro episódio do ano, Aurélio Pena, Marcos Ferreira e Rogério Bordini retomam os eventos do 8 de janeiro de 2023 para pensar como a destruição de obras de arte reflete a forma de pensar que motivaram as ações golpistas nesse dia. E depois, como o restauro dessas obras pode ajudar a elaborar a reconstrução da democracia no país? No episódio, você escuta pesquisadores que explicam os impactos dos atos golpistas e também como foi o processo de restauro das obras danificadas. _________________________________________________________________________________________________ ROTEIRO “Série – Reparos de um Ataque – 8 de Janeiro” – Ep.1 Restauros de um golpe Golpistas: Quebra tudo. Vamos entrar e tomar o que é nosso. Chega de palhaçada. Marcos: Quebradeira, gritaria e confusão. Ouvindo essa baderna, pode-se imaginar que estamos falando de um cenário de guerra. Mas esse foi o som ouvido durante os ataques antidemocráticos do 8 de janeiro de 2023 em Brasília. Golpistas: Entremos no Palácio dos Três Poderes. Telejornalista: Milhares de pessoas invadiram a sede dos três poderes em 8 de janeiro de 2023. Elas não aceitavam a derrota de Jair Bolsonaro e pediam um golpe de Estado. Golpistas: Intervenção federal. Intervenção federal. Telejornalista: De lá pra cá, investigações da Polícia Federal descobriram que a tentativa de golpe começou meses antes. Políticos e militares alinhados a Bolsonaro se reuniram e elaboraram planos para permanecer no poder. Para eles, era importante que os manifestantes se mantivessem exaltados. Aurélio: Durante o atentado, os golpistas danificaram diversas obras de arte do Acervo Nacional, sendo elas de valor inestimável para a cultura, memória e história do nosso país. Quadros como o Mulatas à Mesa, do pintor Emiliano di Cavalcanti, o retrato de Duque de Caxias, do artista Oswaldo Teixeira e o Relógio de Baltasar Martinot são apenas alguns dos itens danificados e destruídos. Marcos: Os escombros de toda essa devastação não foram simplesmente abandonados. Hoje, tais obras estão restauradas, quase como se nada tivesse acontecido naquele dia fatídico. E é isso que a gente vai contar pra você nesta série, com dois episódios. No episódio de hoje, vamos rememorar como foi o dia da invasão à Brasília. Vamos também conhecer um pouco sobre as etapas do processo de restauro das obras que pertencem ao nosso Acervo Nacional, que você já consegue visitar novamente. E no próximo episódio, vamos explorar mais detalhes dos desafios técnicos e científicos em se estudar e restaurar as obras raras no Brasil, de forma mais aprofundada. Aurélio: Eu sou Aurélio Pena. Marcos: E eu sou o Marcos Ferreira. Aurélio: Nosso editor é Rogério Bordini. E este é o podcast Oxigênio. Vinheta: Você está ouvindo Oxigênio. Aurélio: Para entender a importância desse restauro, primeiro a gente precisa saber um pouquinho sobre o que foi o 8 de janeiro. Marcos: A mudança do ano de 2022 para 2023 foi o período de troca entre governos presidenciais no Brasil. Em 2022, o atual presidente Lula foi eleito com 50,9% dos votos contra 49,1% para o agora ex-presidente Bolsonaro, durante o segundo turno das eleições. Essa disputa acirradíssima representa uma enorme divisão política no Brasil, como nunca tivemos antes na nossa história. Aurélio: O cenário era de tensão. Durante anos, Bolsonaro vinha questionando a legitimidade das eleições e dando declarações favoráveis a um golpe de Estado, caso não vencesse as eleições. Bolsonaro: Nós sabemos que se a gente reagir depois das eleições vai ter um caos no Brasil, vai virar uma grande guerrilha, uma fogueira. Nós não podemos, pessoal, deixar chegar as eleições, acontecer o que tá pintado, tá pintado. Eu parei de falar em votos, em eleições há umas três semanas… Cês tão vendo agora que acho que chegaram à conclusão, a gente vai ter que fazer alguma coisa antes. Aurélio: Dessa forma, quando o ex-presidente foi derrotado nas urnas, ele já havia plantado as sementes de uma revolta antidemocrática que explodiu nos ataques do 8 de janeiro de 2023. Marcos: Vale ressaltar que as inúmeras alegações de fraude eleitoral feitas por Bolsonaro nunca foram confirmadas. Pelo contrário, segundo um relatório encomendado pelo TSE, o Tribunal Superior Eleitoral, que contou com uma análise de nove organizações internacionais independentes, o sistema eleitoral brasileiro é, abre aspas, ”seguro, confiável, transparente, eficaz, e as urnas eletrônicas são uma fortaleza da democracia”, fecha aspas. E ainda mais, o próprio ex-presidente nunca forneceu evidências que suportassem essas alegações. Aurélio: Em 8 de janeiro de 2023, uma semana após a posse de Lula, alguns grupos alinhados ao bolsonarismo, insatisfeitos com o resultado da eleição e, claro, influenciados por discursos de contestação ao processo eleitoral, organizaram as manifestações que culminaram na invasão de prédios dos três poderes da república na cidade de Brasília. Trajados de verde e amarelo, os golpistas invadiram o Congresso Nacional, o Palácio do Planalto, que é a sede do Executivo, e o Supremo Tribunal Federal, que a gente conhece como STF. Esses edifícios são símbolos da democracia brasileira e abrigam as principais instituições políticas do nosso país. Marcos: Durante os ataques, os golpistas destruíram janelas, móveis, obras de arte históricas, documentos e equipamentos. Além disso, realizaram pichações, roubaram objetos e tentaram impor sua insatisfação por meio de atos de vandalismo e intimidação. Hoje sabemos que uma parcela das Forças Armadas foi conivente com os atos antidemocráticos e, por conta disso, a devastação causada pelos bolsonaristas foi imensa, principalmente ao acervo histórico e cultural nacional. Aurélio: No próprio dia desses ataques, centenas de manifestantes foram detidos e investigações subsequentes foram e vêm sendo conduzidas para identificar os organizadores e os financiadores dessas ações. Marcos: Em março de 2025, Bolsonaro se tornou réu em ação penal sobre a acusação dos crimes: Organização criminosa armada; Tentativa de abolição violenta do Estado Democrático de Direito; Golpe de Estad; Dano qualificado pela violência e grave ameaça contra o patrimônio da União; Deterioração de patrimônio tombado. E em novembro de 2025, o ex-presidente foi condenado pelo ministro do Supremo, Alexandre de Moraes, a 27 anos e 3 meses de cumprimento de pena em regime fechado, tornando Bolsonaro inelegível até 2060. Pelo menos essas são as últimas informações até a gravação deste episódio. Aurélio: Para ter uma maior noção do significado político dos atos do 8 de janeiro, conversamos com o Leirner, professor do Departamento de Ciências Sociais da Universidade Federal de São Carlos. Ele fez uma análise desse crescente cenário antidemocrático desde o ano de 2013 até hoje. Marcos: Professor Piero, como a nossa democracia chegou ao ponto de termos vivenciado esses atos golpistas no 8 de janeiro de 2023? Piero: Esse é um ponto que eu acho que talvez divirja um pouco de algumas leituras, porque eu acho que o fenômeno Bolsonaro é secundário em relação ao fenômeno do desajuste institucional que a gente começou a viver no pós-2013. Após junho de 2013, houve uma espécie de janela de oportunidade, uma condição para que certos atores institucionais promovessem uma desorganização desses parâmetros que a gente está entendendo como parâmetros da democracia. Basicamente, esses atores são muitos e estão ramificados pela sociedade como um todo, mas me interessa, sobretudo, quem foram os atores estatais que produziram esse desarranjo, lembrando que eles são atores que têm muito poder. Basicamente, eu acho que esses atores estatais vieram de dois campos, o judiciário de um lado e os militares de outro. Ambos contribuíram de maneira absolutamente problemática para esse desarranjo institucional. Marcos: As investigações relacionadas à invasão de Brasília, realizadas pelo STF, responsabilizaram cerca de 900 pessoas por participação nos ataques. Os crimes realizados pelos golpistas estão nas categorias de: Associação criminosa; Abolição à violência do Estado Democrático de Direito; e danos ao patrimônio público. Aurélio: Além de Bolsonaro, outros dois grandes envolvidos na trama golpista chegaram a ser presos. O Tenente-Coronel Mauro Cid, em março de 2024, por coordenar financiadores privados dos ataques e manifestações golpistas. E o General Walter Braga Neto, preso em dezembro de 2024, por dar suporte estratégico aos golpistas, fornecendo estrutura para que eles não fossem interceptados. Piero: Eu não quero tirar, evidentemente, o caráter golpista do que aconteceu no dia 8 de janeiro de 23, mas eu queria chamar a atenção para um aspecto que eu só vi considerado nas reflexões de um livro chamado “Oito de Janeiro, A Rebelião dos Manés”. Eu acho que eles trabalham um lado, que é um lado que é bastante interessante, do ponto de vista de quem está pensando a questão simbólica do que foi a conquista do Palácio. E do fato desse grupo ter sequestrado todo o potencial antissistêmico e iconoclasta, que é, vamos dizer assim, tradicionalmente, um potencial atribuído àquilo que a gente pode entender como, vamos dizer assim, a potência virtual da massa revolucionária da esquerda. Há muito tempo a gente vê essa ideia da direita sequestrando, primeiro, a ideia de linguagem antissistêmica. Aurélio: Conforme nos conta Piero, a destruição do acervo nacional possui também um aspecto simbólico de destruição da democracia e da cultura por uma massa que se imagina antissistema. Marcos: Meses após a triste destruição do acervo nacional em Brasília, o Instituto do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional, o Iphan, junto com instituições parceiras, iniciou o projeto de recuperação das obras danificadas. Aurélio: A equipe do projeto contou com diversos restauradores profissionais, da Universidade Federal de Pelotas, a UFPel, que hoje é uma das instituições com grande tradição em formar restauradores no nosso país. O projeto durou cerca de 10 meses, sendo que todos os restauros foram entregues em janeiro de 2025. Marcos: E para entender como é realizado esse processo de resgatar um patrimônio vandalizado, a gente conversou com uma especialista que coordenou esse enorme desafio. Andréa: Bem, eu sou a professora Andréa Lacerda Bachettini, sou professora do departamento de museologia, conservação e restauro do Instituto de Ciências Humanas da Universidade Federal de Pelotas, na qual também sou vice-diretora do Instituto do ICH. E atualmente eu coordeno esse projeto que se chama LACORP, Laboratório Aberto de Conservação e Restauração de Pintura, que coordenou então as restaurações das obras vandalizadas no 8 de janeiro do Palácio do Planalto, em Brasília. Contando um pouquinho a história desse projeto, ele começa justamente lá no 8 de janeiro de 23, quando aconteceu o ataque às instituições em Brasília. O nosso grupo de professores ficou muito estarrecido com tudo que a gente estava acompanhando nas mídias e nas redes sociais e pela televisão ao vivo, a destruição das praças e das instituições dos três poderes. Marcos: E Andréa, como que foi o início desse processo e o seu primeiro contato com as obras danificadas? Andréa: Inicialmente a gente recebeu um dossiê de 20 obras danificadas no 8 de janeiro, muito minucioso, com detalhamento enorme do estado de degradação que elas se encontravam. E aí foi nessa oportunidade que a gente viu as obras pessoalmente. Eu fico emocionada e arrepiada até hoje quando eu lembro da gente ver, por exemplo, a obra do Flautista do Bruno Jorge, que é uma obra em metal, ela é um bronze, e ela tem uns 2,8 metros de altura, e ela tem uma barra de ferro maciça por dentro, e ela estava fraturada em quatro pedaços. Aurélio: Conforme nos contou Andréa, a equipe de restauração realmente fez um trabalho bem impressionante, que demandou construir um laboratório todo lá em Brasília para conseguir trabalhar com as obras. Andréa: Então, o projeto tinha inicialmente cinco metas, a meta 1, que era a restauração das obras de arte, das 20 obras, com também a montagem de um laboratório em Brasília. Por que a montagem de um laboratório em Brasília? Pelo custo do seguro dessas obras de arte. O seguro das obras de arte inviabilizaria o projeto, levando essas obras para a Pelotas. Até porque, para vocês terem uma ideia, o laboratório foi montado, então, dentro do Palácio do Alvorada, que é a residência do presidente da República, e nós tivemos que levar uma série de equipamentos, produtos solventes, reagentes químicos, que são usados até para outras substâncias, fazer bombas, então a gente tinha que ter uma série de autorizações para poder entrar com esses insumos dentro da casa do presidente. Então, era uma rotina de trabalho bem difícil logo no início, até por questões de segurança mesmo da presidência, por causa desse atentado. E hoje a gente descobre que existiam até outros planos de assassinato do presidente, vice-presidente… Então, hoje a gente fica pensando, ainda bem que existiu toda essa segurança no início. Marcos: E você pode contar para a gente como se deu a finalização desse projeto? Nós ficamos sabendo que vocês estiveram em Brasília com o presidente Lula. Como foi isso? Andréa: Na finalização do projeto, agora no dia 8 de janeiro de 25, lá em Brasília, a gente então presenteou os alunos das escolas que participaram de oficinas, presentearam o presidente Lula com uma réplica da miniânfora e também a releitura da obra do Di Cavalcanti. Tudo foi muito gratificante, tudo muito emocional, a gente montou uma exposição na sede do Iphan em Brasília, em agosto, quando a gente fez também um seminário para apresentar as nossas etapas da restauração e todos os colegas, o desenvolvimento do projeto como um todo, foi aberto ao público, foi transmitido também pelos canais do Iphan, pelo YouTube, para nossos alunos em Pelotas também poderem acompanhar. Eu nunca imaginei que hoje, depois de 16 anos, a gente ia fazer um trabalho tão lindo, tão maravilhoso. Para a carreira da gente é muito bacana, mas como cidadã apaixonada pelo patrimônio cultural, pela arte, eu fico muito realizada, estou muito feliz. Aurélio: É muito lindo ver a paixão que a Andréa tem pelas obras e pela cultura brasileira, mas infelizmente a gente percebe que há muito descaso com a conservação do nosso patrimônio material. Pensando nisso, professora, qual é a importância da conservação e do restauro de acervos artísticos e culturais no Brasil? Andréa: A importância dessas obras restauradas é extremamente importante para a preservação da nossa memória, da nossa cultura, da nossa identidade. Pensar por que essas obras foram vitimizadas, foram violentadas. É importante também a democratização dessas obras, que as pessoas tenham acesso, que elas tenham representatividade. Muitas pessoas não conheciam essas obras, porque elas também ficam dentro de gabinetes. Como é importante a valorização da arte, do nosso patrimônio cultural, para a preservação da memória do nosso povo. E, sem isso, a gente não é um povo civilizado, porque isso é a barbárie que a gente passou. Eu fico pensando, a gente está devolvendo agora para a população brasileira essas obras que foram muito violentadas, dentro da sua integridade física, com uma pesquisa que mostra também a força das universidades, que foram também muito atacadas. Então, é a valorização disso tudo, da ciência, da arte, da cultura, do povo brasileiro. E mostrando que a gente tem resiliência, que a gente é forte, que a gente resiste. Que não é só uma tela rasgada, ela representa a brasilidade, a história da arte do nosso país. Marcos: Chegamos ao final do nosso primeiro episódio. No próximo, vamos nos aprofundar ainda mais nos inúmeros desafios enfrentados pela equipe de restauradores, e refletir sobre o estado da nossa democracia. Se você gostou, não se esqueça de deixar 5 estrelas para o nosso podcast. Isso nos ajuda muito a chegar em mais ouvintes. E também, compartilhe Oxigênio com seus amigos e em suas redes sociais. Aurélio: Esse episódio foi produzido por Marcos Vinícius Ribeiro Ferreira, Aurélio Bianco Pena e Rogério Bordini. Foram utilizados trechos de áudios de matérias jornalísticas da internet. Marcos: Agradecemos a todos os especialistas que conversaram com a gente neste episódio. Também agradecemos ao Laboratório de Estudos Avançados em Jornalismo da Universidade Estadual de Campinas, LabJor da Unicamp. Em especial, a professora Simone Pallone de Figueiredo e a doutoranda Mayra Trinca. Um grande abraço e até o próximo episódio! Vinheta: Você ouviu Oxigênio, um programa de jornalismo científico-cultural produzido pelo Laboratório de Estudos Avançados em Jornalismo, LabJor da Unicamp. – Roteiro, produção e pesquisa: Marcos Vinícius Ribeiro Ferreira, Aurélio Bianco Pena e Rogério Bordini. Narração: Marcos Vinícius Ribeiro Ferreira e Aurélio Bianco Pena. Capa do episódio: Andréa Lacerda Bachettini trabalhando na restauração do quadro ‘As mulatas', de Di Cavalcanti. A obra levou sete cortes nos ataques do em 8 de janeiro — Foto: Nauro Júnior/UFPel. Revisão: Mayra Trinca, Livia Mendes e Simone Pallone. Entrevistados: Piero de Camargo Leirner, Andréa Lacerda Bachettini. Edição: Rogério Bordini. Vinheta: Elias Mendez Para saber mais: Reportagem “Entre Tintas, Vernizes e Facadas” | Revista ComCiência: https://www.comciencia.br/entre-tintas-vernizes-e-facadas/ Documentário “8 de Janeiro: Memória, Restauração e Democracia” (Iphan): https://youtu.be/CphWjNxQyRk?si=xcIdb26wQTyTmS5m
Waka poetry was all the rage in tenth-century, courtly Japan. Every educated person composed it, emperors and consorts sponsored it, and societal interest in it was at an all-time high. Poets, Patrons, and the Public: Poetry as Cultural Phenomenon in Courtly Japan (Brill, 2025) offers an unprecedentedly broad and vivid portrayal of this season of literary flourishing, revealing the multitude of factors that contributed to it, as well as the social, political, and cultural reasons behind waka's rise.Deftly combining sociological theory and social and intellectual history with insightful readings of a wealth of primary texts—some never before discussed in English—the book is both a history of waka in the Heian period and a study of Heian court society through the lens of waka. Gian Piero Persiani is Assistant Professor at University of Illinois Urbana-Champaign. Dr. Jingyi Li is an assistant professor of Japanese Studies at Occidental College, Los Angeles. She is a cultural historian of nineteenth-century Japan. She researches about early modern Japan, literati, and commercial publishing. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices Support our show by becoming a premium member! https://newbooksnetwork.supportingcast.fm/new-books-network
Waka poetry was all the rage in tenth-century, courtly Japan. Every educated person composed it, emperors and consorts sponsored it, and societal interest in it was at an all-time high. Poets, Patrons, and the Public: Poetry as Cultural Phenomenon in Courtly Japan (Brill, 2025) offers an unprecedentedly broad and vivid portrayal of this season of literary flourishing, revealing the multitude of factors that contributed to it, as well as the social, political, and cultural reasons behind waka's rise.Deftly combining sociological theory and social and intellectual history with insightful readings of a wealth of primary texts—some never before discussed in English—the book is both a history of waka in the Heian period and a study of Heian court society through the lens of waka. Gian Piero Persiani is Assistant Professor at University of Illinois Urbana-Champaign. Dr. Jingyi Li is an assistant professor of Japanese Studies at Occidental College, Los Angeles. She is a cultural historian of nineteenth-century Japan. She researches about early modern Japan, literati, and commercial publishing. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices Support our show by becoming a premium member! https://newbooksnetwork.supportingcast.fm/east-asian-studies
Waka poetry was all the rage in tenth-century, courtly Japan. Every educated person composed it, emperors and consorts sponsored it, and societal interest in it was at an all-time high. Poets, Patrons, and the Public: Poetry as Cultural Phenomenon in Courtly Japan (Brill, 2025) offers an unprecedentedly broad and vivid portrayal of this season of literary flourishing, revealing the multitude of factors that contributed to it, as well as the social, political, and cultural reasons behind waka's rise.Deftly combining sociological theory and social and intellectual history with insightful readings of a wealth of primary texts—some never before discussed in English—the book is both a history of waka in the Heian period and a study of Heian court society through the lens of waka. Gian Piero Persiani is Assistant Professor at University of Illinois Urbana-Champaign. Dr. Jingyi Li is an assistant professor of Japanese Studies at Occidental College, Los Angeles. She is a cultural historian of nineteenth-century Japan. She researches about early modern Japan, literati, and commercial publishing. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices Support our show by becoming a premium member! https://newbooksnetwork.supportingcast.fm/literary-studies
Waka poetry was all the rage in tenth-century, courtly Japan. Every educated person composed it, emperors and consorts sponsored it, and societal interest in it was at an all-time high. Poets, Patrons, and the Public: Poetry as Cultural Phenomenon in Courtly Japan (Brill, 2025) offers an unprecedentedly broad and vivid portrayal of this season of literary flourishing, revealing the multitude of factors that contributed to it, as well as the social, political, and cultural reasons behind waka's rise.Deftly combining sociological theory and social and intellectual history with insightful readings of a wealth of primary texts—some never before discussed in English—the book is both a history of waka in the Heian period and a study of Heian court society through the lens of waka. Gian Piero Persiani is Assistant Professor at University of Illinois Urbana-Champaign. Dr. Jingyi Li is an assistant professor of Japanese Studies at Occidental College, Los Angeles. She is a cultural historian of nineteenth-century Japan. She researches about early modern Japan, literati, and commercial publishing. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices Support our show by becoming a premium member! https://newbooksnetwork.supportingcast.fm/poetry
Waka poetry was all the rage in tenth-century, courtly Japan. Every educated person composed it, emperors and consorts sponsored it, and societal interest in it was at an all-time high. Poets, Patrons, and the Public: Poetry as Cultural Phenomenon in Courtly Japan (Brill, 2025) offers an unprecedentedly broad and vivid portrayal of this season of literary flourishing, revealing the multitude of factors that contributed to it, as well as the social, political, and cultural reasons behind waka's rise.Deftly combining sociological theory and social and intellectual history with insightful readings of a wealth of primary texts—some never before discussed in English—the book is both a history of waka in the Heian period and a study of Heian court society through the lens of waka. Gian Piero Persiani is Assistant Professor at University of Illinois Urbana-Champaign. Dr. Jingyi Li is an assistant professor of Japanese Studies at Occidental College, Los Angeles. She is a cultural historian of nineteenth-century Japan. She researches about early modern Japan, literati, and commercial publishing. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices Support our show by becoming a premium member! https://newbooksnetwork.supportingcast.fm/japanese-studies
Waka poetry was all the rage in tenth-century, courtly Japan. Every educated person composed it, emperors and consorts sponsored it, and societal interest in it was at an all-time high. Poets, Patrons, and the Public: Poetry as Cultural Phenomenon in Courtly Japan (Brill, 2025) offers an unprecedentedly broad and vivid portrayal of this season of literary flourishing, revealing the multitude of factors that contributed to it, as well as the social, political, and cultural reasons behind waka's rise.Deftly combining sociological theory and social and intellectual history with insightful readings of a wealth of primary texts—some never before discussed in English—the book is both a history of waka in the Heian period and a study of Heian court society through the lens of waka. Gian Piero Persiani is Assistant Professor at University of Illinois Urbana-Champaign. Dr. Jingyi Li is an assistant professor of Japanese Studies at Occidental College, Los Angeles. She is a cultural historian of nineteenth-century Japan. She researches about early modern Japan, literati, and commercial publishing. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Step into the story of LA's culinary evolution with Wine Talks, where conversations are poured as generously as the wine. In this episode, I welcomes legendary restaurateur Piero Selvaggio—a man whose career spans the golden age of Los Angeles dining, and whose philosophy on food and wine has inspired chefs, winemakers, and bon vivants the world over. Wine Talks isn't just about swirling glasses and describing bouquets—it's about the unforgettable people behind the bottle, and the moments that shape the table. Imagine LA in the early 1970s, when Italian cuisine meant little more than checkered cloths and spaghetti. Into this world, Piero Selvaggio arrived with little more than $5,000 and a vision—an immigrant's drive, sharpened by honesty and the hunger for authenticity. Through his iconic restaurant Valentino, Piero Selvaggio became both a host and a bridge—introducing LA to the wonders of Italian food beyond the basics, and to wines that would soon rewrite world history. The cast is rich with characters: Jim Barrett of Chateau Montelena, the quiet revolutionary behind the Judgment of Paris; Wolfang Puck and Michael McCarty, friends and culinary disruptors; and a procession of winemakers, chefs, and critics who together transformed LA's dining scene from backwater to beacon. But at the heart of the story is Piero Selvaggio's enduring message: passion and curiosity are what make the journey worthwhile. He shares how a well-timed piece of honest criticism set him on a path of discovery, how the bonds between food, wine, and people mean more than accolades, and how restaurants aren't just businesses—they're places of memory, inspiration, and celebration. As Paul Kalemkiarian and Piero Selvaggio unfold the tale, you'll hear about earthquakes that shatter cellars but never friendships, about the pursuit of true ingredients, and about the resilience behind the glamour—especially in times of uncertainty. The conversation is a tribute to tradition, innovation, and the spirit that keeps us gathering, toasting, and tasting no matter what. Listen to Wine Talks for a seat at the table of LA's great culinary adventure, and find yourself inspired not just to drink, but to savor the story in every glass. winepodcast, LArestauranthistory, Italiancuisine, PieroSelvaggio, PaulKalemkiarian, Valentinorestaurant, winecollecting, JudgmentofParis, Californiawines, foodandwinepairing, restaurantbusiness, Michelinguide, chefculture, winedistributors, winelistcuration, pandemicrestaurants, culinaryinnovation, sommelierstories, finedining, wineeducation, neighborhoodrestaurants
A teen is charged as a fourth suspect in the Piero's explosion case. Plus, a new ad is urging parents to teach their kids about e-bike and e-scooter safety. And, a long-running Las Vegas Strip headliner will be playing at a new venue in 2026. You can watch 7@7 weekdays on any of your favorite streaming platforms.
durée : 00:59:58 - Uh Huh - par : Nathalie Piolé -
Flamingo is celebrating its 80th anniversary early with a few upgrades to the casino. Plus, one of the suspects in the Piero's explosion investigation pleads not guilty. And, CCSD is introducing AI into its classrooms this year. You can watch 7@7 weekdays on any of your favorite streaming platforms.
Is Kenan Yıldız the true heir to the Juventus legacy? In this episode, we break down the explosive emergence of the Turkish sensation who is taking Serie A by storm. From breaking Alessandro Del Piero's Champions League scoring record to his heroics in the Derby d'Italia, we analyze Yıldız's versatile playing style, his "clutch" mentality, and his journey from the Bayern Munich academy to the world stage. Join us as we discuss his breakthrough season, his future with the Turkish National Team, and why he is considered one of the most exciting young talents in global football.Kenan Yıldız, Juventus FC, Turkish National Team, Serie A wonderkids, Alessandro Del Piero comparisons
My Other Half by Piero by 826 Valencia
On today's episode of Eat. Talk. Repeat. we're serving up a full spread of Vegas food news… and some absolute chaos.
Venice is a museum without walls — but behind her doors, each palace tells a different story.In this episode, Monica takes you through the city's most fascinating museums — places where beauty, history, and imagination still breathe.In this episode:
Piero San Giorgio is one of Switzerland's best selling authors. After 20 years as an executive in the software business, Piero decided to write essays about the future. His first book Survive —The Economic Collapse was in the top-50 best selling books of 2012 in France and has sold over 200,000 copies, with translations into English, Italian, Russian, Arabic, Romanian, Polish, Turkish etc. and has a foreword by JHKunstler. His other books are , CBRN (How to Survive Nuclear, Radiological, Biological,and Chemical events), and Giuseppe: A Survival Story, a biographical novel about his grandfather's ordeals in WW2. The KunstlerCast theme music is the beautiful Two Rivers Waltz written and performed by Larry Unger
Beim Deutschen Karikaturenpreis hat Piero Masztalerz Gold gewonnen: für seine Karikatur „Abwarten“, mit der er Naivität und Untätigkeit beim Verteidigen der Demokratie anprangert. Von der Auszeichnung wurde er völlig überrascht, erzählt er. Müller, Paulus www.deutschlandfunk.de, Corso
The leftist podcast about Steven Soderbergh movies has finally arrived at CHE, Soderbergh's two-part biopic of (Argentine) Cuban Revolutionary hero Ernesto "Che" Guevara. Joining us to provide the kind of deep historical context you know we go crazy for is historian of Cuba and scholar of Latin American and Caribbean history Andrés Pertierra! We have never read more in preparation for an episode, folks, so we hope you dig this one as much as we did. Hasta la victoria siempre, amigos. Further Reading (direct from Andrés!): Anderson, John Lee. Che: A Revolutionary Life. Grove, 1997. "The Cuban Exodus" by Andrés Pertierra The great (Pulitzer Prize!) winning intro text: Ferrer, Ada. Cuba: An American History. Scribner, 2021. Some relevant books on Cuban Revolution and other countries: Gleijeses, Piero. Conflicting Missions: Havana, Washington, and Africa, 1959-1976. University of North Carolina Press, 2002. Schoultz, Lars. That Infernal Little Cuban Republic: The United States and the Cuban Revolution. University of North Carolina Press, 2009. Yordanov, Radoslav. Our Comrades in Havana: Cuba, the Soviet Union, & Eastern Europe, 1959-1991. Cold War International History Project. Stanford University Press, 2024. Key texts for context on what's happening internally: Guerra, Lillian. Visions of Power in Cuba: Revolution, Redemption, and Resistance, 1959-1971. University of North Carolina Press, 2012. Mesa-Lago, Carmelo. Cuba in the 1970s: Pragmatism and Institutionalization. University of New Mexico Press, 1978. Further Viewing (shout out to Andrés for these, too!): THE MOTORCYCLE DIARIES (Salles, 2004) CONDUCTA IMPROPRIA (Almendros & Jiménez Leal, 1984) CHE and the Digital Cinema Revolution! Soderbergh getting heckled at Q&A FRESA Y CHOCOLATE (Gutiérrez Alea & Carlos Tabío, 1984) END OF A REVOLUTION (Moser, 1967) Follow Andrés: https://x.com/ASPertierra https://bsky.app/profile/andrespertierra.bsky.social https://originesacubanhistorypodcast.libsyn.com/ Follow Pod Casty For Me: https://www.podcastyforme.com/ https://twitter.com/podcastyforme https://www.instagram.com/podcastyforme/ https://www.youtube.com/@podcastyforme Support us on Patreon: https://www.patreon.com/PodCastyForMe Artwork by Jeremy Allison: https://www.instagram.com/jeremyallisonart
Located in Milan, Italy, and inaugurated on Napoleon's birthday on August 15, 1812, the Pinacoteca di Brera (Brera Art Gallery) contains one of the world's most important collections of Italian Renaissance painting. This second episode explores masterpieces by Piero della Francesca, Raphael, and Caravaggio.
What if the biggest sustainability challenge in tech isn't hardware or cloud emissions, but the invisible mountain of unused data sitting in storage? That's the question driving my conversation with Piero Gallucci, Vice President and General Manager for NetApp UK and Ireland, as we discuss how single-use data is quietly shaping the environmental and financial footprint of enterprise IT. Piero explains that 38 percent of stored data is never used again, yet it continues to consume energy and resources indefinitely. He describes how this digital hoarding—often driven by regulatory caution and the overvaluation of data—has become one of the most overlooked contributors to emissions in modern infrastructure. With the rise of AI accelerating data growth by an estimated 50 percent, the challenge is no longer simply about capacity but responsibility. Through examples such as Aston Martin Formula One and the NFL, Piero outlines how NetApp is helping organizations identify unused data, automate lifecycle policies, and design intelligent, energy-efficient infrastructure that supports both innovation and sustainability. We also explore the tension between AI adoption and environmental impact. As enterprises rush to train new models, Piero argues that smarter data governance, not bigger datasets, is the key to sustainable AI. He highlights the importance of educating teams on the true cost of data—both financial and environmental—and why leaders must build intentional strategies that align performance with purpose. NetApp's vision is clear: make data management as sustainable as it is powerful. But as AI reshapes how we store and use information, can the tech industry finally balance digital growth with environmental stewardship? And what would your company look like if every byte of data had to justify its existence? Share your thoughts after the episode.
ACABOU DE SAIR O JOGO DE TABULEIRO DO HISTÓRIA EM MEIA HORA!Garanta o seu através do apoia.se/imperialismoamericaSepare trinta minutos do seu dia e aprenda com o professor Vítor Soares (@profvitorsoares) -Se você quiser ter acesso a episódios exclusivos e quiser ajudar o História em Meia Hora a continuar de pé, clique no link: www.apoia.se/historiaemmeiahoraConheça o meu canal no YouTube e assista o História em Dez Minutos!https://www.youtube.com/@profvitorsoaresConheça meu outro canal: História e Cinema!https://www.youtube.com/@canalhistoriaecinemaOuça "Reinaldo Jaqueline", meu podcast de humor sobre cinema e TV:https://open.spotify.com/show/2MsTGRXkgN5k0gBBRDV4okCompre o livro "História em Meia Hora - Grandes Civilizações"!https://a.co/d/47ogz6QCompre meu primeiro livro-jogo de história do Brasil "O Porão":https://amzn.to/4a4HCO8PIX e contato: historiaemmeiahora@gmail.comApresentação: Prof. Vítor Soares.Roteiro: Prof. Vítor Soares e Prof. Victor Alexandre (@profvictoralexandre)REFERÊNCIAS USADAS:- CHOMSKY, Noam. Hegemonia ou sobrevivência: a estratégia imperialista dos Estados Unidos. Rio de Janeiro: Bertrand Brasil, 2004.- GLEIJESES, Piero. Conflicting Missions: Havana, Washington, and Africa, 1959–1976. Chapel Hill: University of North Carolina Press, 2002.- JONES, Howard. The Bay of Pigs. Oxford: Oxford University Press, 2008.- KORNBLUH, Peter. Bay of Pigs Declassified: The Secret CIA Report on the Invasion of Cuba. New York: The New Press, 1998.- PÉREZ JR., Louis A. Cuba: Between Reform and Revolution. 5. ed. New York: Oxford University Press, 2014.- PATERSON, Thomas G. Contestando a Guerra Fria: ideias e política externa dos EUA. Rio de Janeiro: Jorge Zahar Editor, 1997.- RABE, Stephen G. A Era das Intervenções: a América Latina e os Estados Unidos. São Paulo: Paz e Terra, 2005.- ROHDEN, João Francisco. A Revolução Cubana. São Paulo: Editora Contexto, 2015.
CLICK HERE! To send us a message! Ask us a Question or just let us know what you think!SummaryThis conversation delves into the historical context and cultural landscape of New York City during the 1970s, particularly focusing on the infamous Son of Sam murders committed by David Berkowitz. The hosts explore the societal reactions, the police investigations, and the psychological implications of the killings, while also discussing the media's role in shaping public perception. The discussion highlights the chaotic environment of New York at the time, marked by financial crises, cultural shifts, and a growing fear of a serial killer on the loose.TakeawaysChris became interested in the Son of Sam during the pandemic.The 1970s in New York was a chaotic time.There was a mix of rich and poor in New York neighborhoods.The police were not sharing information effectively.The first murder was not initially linked to a serial killer.Witness testimonies were often inconsistent.The media played a significant role in public panic.Berkowitz's letters to the media heightened fear.The cultural landscape influenced the perception of crime.There are theories suggesting Berkowitz may not have acted alone.Sound bites"It was a crazy time for her.""It was a total culture shock.""He shot through the book."Chapters00:00 Introduction to the Son of Sam Era02:42 Life in 1970s New York City05:43 The Cultural Landscape of New York08:25 The Emergence of the Son of Sam11:15 The First Attacks and Initial Reactions13:58 The Growing Fear and Public Awareness16:32 The Investigation Begins18:59 Linking the Attacks21:21 The Impact on Victims and Society23:44 The Serial Killer Profile Emerges26:14 The Turning Point in the Investigation27:45 The Unfolding Mystery of the Murders28:13 The Vosgarichian Murder: A Turning Point30:57 The Rising Panic: Public Reaction and Police Response32:30 The Infamous Letters: Berkowitz's Taunts35:20 The Search Intensifies: A City on Edge37:16 The Last Victims: Confusion and Witness Accounts40:43 The Capture of Berkowitz: A Twist of Fate44:33 The Carr Family Connection: Unraveling the Mystery47:21 The Layers of Deception: Investigating the Evidence50:05 The Psychological Profile: Understanding the Killer
Fluent Fiction - Italian: Autumn Sunsets and Serendipitous Encounters in Piazza Navona Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2025-10-04-07-38-20-it Story Transcript:It: Il sole autunnale brillava sopra Piazza Navona, tingendo tutto di una luce dorata.En: The autumn sun shone above Piazza Navona, tinting everything with a golden light.It: Le foglie cadevano danzando leggere al vento, mentre le bancarelle di artisti riempivano la piazza.En: The leaves fell, dancing lightly in the wind, while artists' stalls filled the square.It: I turisti e gli abitanti locali passeggiavano, ammirando le opere d'arte esposte.En: Tourists and locals strolled, admiring the artworks on display.It: Tra la folla, Giulia si sentiva un po' persa.En: Among the crowd, Giulia felt a bit lost.It: Si era trasferita a Roma da poco e la città le sembrava ancora un enigma da risolvere.En: She had recently moved to Rome and the city still seemed like a puzzle to solve.It: Nonostante la sua timidezza, Giulia era irrimediabilmente attratta dalle opere d'arte.En: Despite her shyness, Giulia was irresistibly drawn to the artworks.It: Studiava con attenzione un dipinto ad olio che raffigurava un elegante paesaggio rinascimentale.En: She carefully studied an oil painting depicting an elegant Renaissance landscape.It: Il colore caldo del dipinto le ricordava i suoi studi universitari e un'ondata di nostalgia la travolse.En: The warm color of the painting reminded her of her university studies, and a wave of nostalgia swept over her.It: Accanto a lei c'era un giovane con i capelli ricci e una giacca scolorita.En: Next to her was a young man with curly hair and a faded jacket.It: Anche lui sembrava preso dalla stessa opera.En: He too seemed captivated by the same piece.It: Davide, infatti, era il pittore del quadro che stavano ammirando.En: Davide, in fact, was the painter of the picture they were admiring.It: Da settimane si preparava per il festival, sperando di vendere almeno un quadro.En: For weeks, he had been preparing for the festival, hoping to sell at least one painting.It: Ma la mattina era ormai passata senza alcuna vendita e Davide si sentiva un po' scoraggiato.En: But the morning had passed without any sales, and Davide felt a bit discouraged.It: Tuttavia, quando notò l'attenzione di Giulia, decise di cogliere l'occasione.En: However, when he noticed Giulia's interest, he decided to seize the moment.It: "Ti piace il mio dipinto?"En: "Do you like my painting?"It: chiese Davide con un sorriso timido.En: asked Davide with a shy smile.It: Giulia alzò lo sguardo, sorpresa.En: Giulia looked up, surprised.It: "Oh, sì!En: "Oh, yes!It: È tuo?En: Is it yours?It: È magnifico!En: It's magnificent!It: Mi ricorda il lavoro di Piero della Francesca."En: It reminds me of the work of Piero della Francesca."It: Gli occhi di Davide si illuminarono.En: Davide's eyes lit up.It: "Anche tu ami Piero?En: "Do you love Piero too?It: È uno dei miei preferiti!En: He's one of my favorites!It: Ho cercato di catturare la sua luce."En: I tried to capture his light."It: Inaspettatamente, una conversazione fluida e naturale nacque tra di loro.En: Unexpectedly, a fluid and natural conversation arose between them.It: Parlarono delle linee del dipinto, della profondità dei colori, e delle sfide di vivere in una città nuova e competitiva.En: They talked about the lines of the painting, the depth of the colors, and the challenges of living in a new and competitive city.It: Davide raccontò a Giulia dei suoi tentativi di farsi un nome a Roma, mentre Giulia condivise la sua passione per l'arte storica e il suo recente trasferimento.En: Davide told Giulia about his attempts to make a name for himself in Rome, while Giulia shared her passion for historical art and her recent move.It: Mentre parlavano, Luca, amico di Davide e proprietario di una galleria d'arte, si avvicinò a loro.En: As they talked, Luca, a friend of Davide and owner of an art gallery, approached them.It: "Vedo che il tuo lavoro sta facendo colpo, Davide!En: "I see your work is making an impression, Davide!"It: ", disse con una risata cordial.En: he said with a cordial laugh.It: "Vi lascio al vostro dibattito artistico."En: "I'll leave you to your artistic debate."It: Dopo ancora qualche minuto di scambio, Giulia e Davide si resero conto che la folla attorno a loro era diminuita.En: After a few more minutes of exchange, Giulia and Davide realized that the crowd around them had diminished.It: La luce del sole iniziava a calare e la vibrazione della piazza si addolciva.En: The sunlight began to fade, and the vibration of the square softened.It: "Sarebbe bello continuare questa conversazione un'altra volta," propose Davide, speranzoso.En: "It would be nice to continue this conversation another time," proposed Davide, hopefully.It: "Sì, mi piacerebbe," rispose Giulia.En: "Yes, I would like that," replied Giulia.It: "Perché non ci scambiamo i contatti?"En: "Why don't we exchange contacts?"It: Con un sorriso complice, si scambiarono numeri di telefono.En: With a knowing smile, they exchanged phone numbers.It: Mentre Giulia si allontanava, sentiva crescere dentro di sé una nuova fiducia.En: As Giulia walked away, she felt a new confidence growing inside her.It: La città non sembrava più così estranea, e un nuovo capitolo iniziava a prendere forma.En: The city no longer seemed so foreign, and a new chapter was beginning to take shape.It: Per Davide, quel giorno segnava una nuova speranza e l'energia di continuare a dipingere e inseguire i suoi sogni.En: For Davide, that day marked new hope and the energy to continue painting and pursuing his dreams.It: Così, mentre il sole tramontava su Piazza Navona, con i colori della sera che avvolgevano tutto in una morbida pace, sia Giulia che Davide sapevano che quel momento era l'inizio di qualcosa di promettente e speciale.En: Thus, as the sun set over Piazza Navona, with the evening colors enveloping everything in a soft peace, both Giulia and Davide knew that this moment was the beginning of something promising and special. Vocabulary Words:the autumn: l'autunnothe light: la luceto tint: tingereto stroll: passeggiarethe stall: la bancarellato admire: ammirarethe shyness: la timidezzato depict: raffigurarethe painting: il dipintothe nostalgia: la nostalgiato sweep over: travolgerethe jacket: la giaccato captivate: prenderethe sales: la venditato seize: cogliereto capture: catturarethe challenge: la sfidathe gallery: la galleriato diminish: diminuireto fade: calarethe exchange: lo scambioto propose: proporreto reply: risponderethe confidence: la fiduciato begin: iniziareto shape: prendere formathe hope: la speranzato pursue: inseguirethe sunset: il tramontoto envelop: avvolgere
The Arsenal News Show EP649 - Piero Hincapie Sit-Rep? Mikel Arteta Press Conference & Edu
In the last couple of blogs, we looked at the National Investigations Committee on Aerial Phenomena 1978 UFO Chronology, which was unusual for the large number of humanoid reports with space suits, helmets and antennas in the descriptions. We also noted that there seemed to have been a flap in Italy in December and that one case listed that month is worthy of individual attention. The principal witness/experiencer was Piero Fortunato Zanfretta, and his story was investigated by Italian journalist Rino Di Stefano, who wrote a book about it that he published in 2014 titled The Zanfretta Case. Read more →
In the last blog, we looked at the first two UFO and occupant encounters reported by Italian security guard Piero Fortunato Zanfretta. The case was investigated by the Carabinieri (Italian Military Police) and evidence was found in the form of possible landing traces in the first and second instances with the addition of huge footprints in the second. In conscious recall, Zanfretta described encountering “an enormous green, ugly and frightful creature, with undulating skin, no less than ten feet tall.” Under hypnosis after the first instance, he said he was taken to a bright, hot place and examined by “monsters about 10 feet tall, with hairy green skin, yellow triangular eyes and red veins across the forehead” (he also described them having metal strips over their mouths) that told him they were from the “third galaxy,” wanted to talk to the people of Earth, and would return soon in greater numbers. Italian journalist Rino Di Stefano became interested in the case, stuck with it, and wrote a book about it titled The Zanfretta Case, first published in Italian in 1984 and then in English in 2014. The reader can refer to his website promoting the book for most of the information. Read more →
This is the last of a three-part series of blogs covering the case of an Italian security guard (with the company Val Bisagno), Piero Fortunato Zanfretta, who reported a number of encounters with UFOs and their occupants. After the first incident, he described in conscious recall being confronted by “an enormous green, ugly and frightful creature, with undulating skin, no less than ten feet tall.” Under hypnosis the story came out that he was taken up into a craft where he was interrogated and examined by as many as ten creatures “about 10 feet tall, with hairy green skin, yellow triangular eyes and red veins across the forehead” with metal strips over their mouths. He said they told him they were from the “third galaxy,” wanted to talk to the people of Earth, and would return soon in greater numbers. Italian journalist Rino Di Stefano became interested in the case, stuck with it, and wrote a book about it titled The Zanfretta Case, first published in Italian in 1984 and then in English in 2014. The reader can refer to his website promoting the book for most of the information. What makes this case unique is that there is corroborating evidence in the form of possible landing traces, giant footprints, witness testimony from his co-workers, and observations made during the investigation by the Italian military police known there as the Carabinieri. Read more →
The Arsenal Transfer Show EP647 - Piero Hincapie, Havertz Boost, Champions League Draw & More!
Become a paid member of our Substack or Youtube channel to listen to the full episode. The conversation delves into the current transfer news surrounding Piero Hincapie and Bayer Leverkusen, discussing the implications of player departures and the challenges faced by the team under new management. The speakers analyze Arsenal's interest in Hincapie, the financial aspects of the transfer, and the overall dynamics within Leverkusen as they navigate a significant turnover in their squad.TakeawaysLeverkusen is experiencing a significant turnover of players.Piero Hincapie is a highly sought-after player in the transfer market.Arsenal is negotiating to acquire Hincapie but faces financial hurdles.The release clause for Hincapie is set at 60 million euros.Leverkusen's defensive lineup is undergoing major changes.Hincapie's fitness and injury history raise concerns for potential buyers.The impact of a new head coach on team dynamics is critical.Squad chemistry is challenged by the influx of new players.The financial strategy of clubs affects their transfer dealings.The conversation highlights the complexities of modern football transfers. Listen to the show for free: https://tinyurl.com/2e6brkh8 Listen to the show ad-free + two bonus shows a week: https://tinyurl.com/jh6up2ee Read our newsletter: https://tinyurl.com/2tac23p9 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Harry Symeou reacts to the breaking news Arsenal are working on a deal to sign Bayer Leverkusen defender Piero Hincapie. #arsenal #news #transfers Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
FAIR News Weekly | 8/25/2025