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Il quadro di riferimento settimanale a cura del Team Advisory di Ersel per la settimana dell'8 giugno 2026. I principali temi:fuochi d'artificio tra le banche italianel'inflazione americana di maggio prevista per mercoledìil debutto di SpaceX in borsale nuove azioni di AlphabetRestate aggiornati e buon ascolto!l presente podcast è destinato esclusivamente a scopi informativi/ di marketing non sostituendosi al prospetto informativo o ad altri documenti legali di prodotti finanziari ivi eventualmente richiamati. Nel caso, si prega di consultare il prospetto dell'OICVM/documento informativo e il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KID) prima di prendere una decisione finale di investimento che può essere effettuata solo previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Solo la versione più recente del prospetto, dei regolamenti, del Documento chiave per gli investitori, delle relazioni annuali e semestrali del fondo può essere utilizzata come base per decisioni di investimento. Il presente podcast non costituisce né un'offerta né una sollecitazione all'acquisto, alla sottoscrizione o alla vendita di prodotti o strumenti finanziari o una sollecitazione all'effettuazione di investimenti. Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nel presente podcast e compiuto sforzi per garantire che il contenuto di questo podcast sia basato su informazioni e dati ottenuti da fonti affidabili, ma non garantisce della loro esattezza e completezza non assumendosi alcuna responsabilità. Ersel non si assume alcuna responsabilità circa le informazioni, le proiezioni o le opinioni contenute nel presente podcast e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Il presente podcast può fare riferimento alla performance passata degli investimenti: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli attuali o futuri. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione del presente podcast, non espressamente autorizzata.
Qual è oggi il ruolo del Brasile nei mercati finanziari? E quali opportunità può offrire a chi costruisce un portafoglio obbligazionario?In questo video Fabio Fabbi, Product Specialist di Ersel, insieme a Carlo Bodo, Responsabile Obbligazionario di Ersel Asset Management, approfondiscono i principali elementi che rendono il Brasile un Paese da osservare con attenzione: dimensione economica, risorse naturali, materie prime strategiche, autonomia energetica, contesto politico, inflazione, tassi di interesse, sostenibilità fiscale e caratteristiche del debito sovrano.Un focus dedicato al mercato obbligazionario brasiliano consente inoltre di analizzare differenze tra emissioni in valuta locale e in valuta forte, con l'obiettivo di offrire una lettura chiara delle potenzialità di diversificazione e dei rischi collegati.#comunicazionedimarketingIl presente podcast non intende in alcun modo promuovere la sottoscrizione di servizi e prodotti finanziari che può essere effettuata solo dopo aver preso visione dell'informativa precontrattuale e previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Il presente podcast non è un documento contrattualmente vincolante né un documento informativo necessario ai sensi di una disposizione legislativa e non è sufficiente per prendere una decisione di investimento.Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nella presente registrazione, ma non garantisce della loro esattezza e completezza, e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società nel presente video, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, del presente podcast, non espressamente autorizzata.
Il 2026 si conferma un anno complesso per gli investitori: mercati finanziari sui massimi storici e, allo stesso tempo, un contesto macroeconomico segnato da tensioni geopolitiche, inflazione e incertezza sui tassi.In questo scenario, quali sono i fattori che stanno sostenendo l'equity? Quali rischi emergono sul fronte obbligazionario? E soprattutto, come costruire portafogli efficaci in una fase così instabile? Nel video Federica De Giorgis, Team Advisory Ersel, e Fulvio Martina, Responsabile Gestioni Patrimoniali, analizzano:la dicotomia tra economia reale e mercati finanziari;il ruolo della crescita degli utili e dell'intelligenza artificiale;l'impatto di petrolio e inflazione sui bond governativi;perché il multiasset dinamico torna centrale nelle strategie di investimento.Dalle azioni alle obbligazioni, fino alle commodity, emerge con chiarezza un punto chiave: oggi più che mai, la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti di mercato rappresenta il vero valore aggiunto nella gestione dei portafogli.#comunicazionedimarketingIl presente podcast non intende in alcun modo promuovere la sottoscrizione di servizi e prodotti finanziari che può essere effettuata solo dopo aver preso visione dell'informativa precontrattuale e previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Il presente podcast non è un documento contrattualmente vincolante né un documento informativo necessario ai sensi di una disposizione legislativa e non è sufficiente per prendere una decisione di investimento.Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nella presente registrazione, ma non garantisce della loro esattezza e completezza, e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società nel presente video, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, del presente podcast, non espressamente autorizzata.
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In questo episodio:S&P 500, Nasdaq e semiconduttori hanno messo a segno un rally straordinario dai minimi di marzo (+17%, +27% e +65%), alimentato da flussi record di fondi sistematici, gamma squeeze e buyback, ma il rialzo resta concentrato su pochi nomi tech mentre il titolo medio è ancora il 13% sotto i massimi.L'intelligenza artificiale resta il vero motore del mercato: hyperscaler "sold out", capex AI atteso oltre gli 800 miliardi nel 2026 e una domanda di calcolo che cresce oltre l'80% annuo, ma emergono vincoli strutturali su energia, chip e memoria già esauriti fino al 2027.Stagione utili eccezionale — oltre l'80% delle società S&P ha battuto le attese con crescita EPS al +27% — ma sotto la superficie cresce la divergenza, con segnali di stress sul consumatore a basso reddito e l'AI che inizia a ridisegnare il mercato del lavoro.Lo shock energetico legato al Medio Oriente si sta aggravando: scorte globali in calo a ritmi da crisi, uscita degli Emirati dall'OPEC, benzina USA a +53% in dieci settimane e Treasury 30 anni sopra il 5%, con una Fed sempre più divisa.Cresce la divergenza USA-Europa e il rischio sottovalutato del "financial nationalism", con governi che iniziano a indirizzare i risparmi domestici verso investimenti interni, potenzialmente riducendo il supporto ai mercati americani.Il messaggio chiave è che il mercato appare resiliente ma fragile: sostenuto da utili solidi e dalla narrativa AI, si scontra però con vincoli reali su energia, infrastrutture e costo del capitale, creando un equilibrio sempre più delicato e un rischio crescente di volatilità nei prossimi mesi. Per saperne di più, ascolta il nuovo episodio della rubrica podcast Market Flash, a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
In questo episodio:S&P 500 e Nasdaq hanno messo a segno sette sedute positive consecutive e l'Europa il più forte rialzo giornaliero dal marzo 2022. Il rimbalzo è stato rapido, quasi a V, ma il contesto resta molto più fragile di quanto i prezzi suggeriscano.La tregua di due settimane appare più una pausa tattica che una soluzione: nessun obiettivo strategico raggiunto, nessun accordo sul nucleare, nessun ritorno alla normalità energetica. Il nodo centrale resta Hormuz: sulla carta si parla di riapertura, ma nella pratica il traffico è ancora fortemente ridotto. Il mercato sta prezzando la pace finanziaria molto prima di quella fisica, con gran parte delle buone notizie già nei prezzi.La crisi energetica è multi-fuel e potenzialmente più sistemica del 2022, con il tema dell'energy security che rilancia la domanda di metalli strategici. L'inflazione rischia di trasmettersi in modo più profondo, mentre la stagione delle trimestrali parte con attese di +12% EPS in un mercato guidato dal macro.Il messaggio chiave è di cautela lucida: è il momento di restare cauti e, quando serve, pensare anche da contrarian. Per saperne di più, ascolta il nuovo episodio della rubrica podcast Market Flash, a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
La buona tenuta dei mercati azionari e obbligazionari permette ai governi di contenere il costo del debito e non genera, se non in misura limitata, un effetto ricchezza negativo che comprimerebbe i consumi.
In questo episodio:Le ultime due settimane hanno segnato un'accelerazione netta: quello che era un mare mosso è diventato una vera tempesta. Marzo si chiude con una delle peggiori performance congiunte per azionario e obbligazionario dal 2022, con il Brent stabilmente sopra i 110 dollari, in rialzo di oltre il 60% dall'inizio del conflitto.Il mercato continua a raccontarsi una storia rassicurante, ma i segnali sotto la superficie suggeriscono che potremmo essere solo all'inizio di qualcosa di più profondo. Il parallelo che inizia a circolare non è più il 2022, ma il 2007–2008: i cuscinetti di allora oggi sono molto più sottili.Il vero salto di qualità della crisi è il gas. Il blocco di Hormuz e i danni in Qatar hanno fatto salire i prezzi del gas in Asia di oltre il 150% in poche settimane. L'energia diventa leva politica: gli Stati Uniti la usano come strumento negoziale con l'Europa, con accordi legati a circa 750 miliardi di dollari di forniture.Gli investitori stanno vendendo tutto insieme — azioni, obbligazioni e persino oro — rifugiandosi nella liquidità, ma da livelli di cash storicamente bassi. Il processo di de-risking potrebbe essere appena agli inizi, con il rischio concreto di entrare in uno scenario stagflazionistico che complica ulteriormente il mandato delle banche centrali.Il messaggio chiave è di grande lucidità: serve sangue freddo, disciplina e il coraggio di decidere con chiarezza, non con paura. Nei mercati, come in mare, non vince chi evita la tempesta, ma chi riesce ad attraversarla senza perdere la rotta.Per saperne di più, ascolta il nuovo episodio della rubrica podcast Market Flash, a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
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L'episodio affronta un tema centrale per chi investe: come gestire i ribassi dei mercati senza farsi travolgere emotivamente.Partendo dal messaggio ripetitivo dei big del risparmio gestito (“restare investiti”), si analizzano i limiti di questo approccio quando entra in gioco la paura reale degli investitori.Viene proposta una prospettiva diversa: le crisi non sono un'anomalia ma parte naturale dei mercati, e possono diventare un'occasione utile per fare ordine nei propri investimenti.L'episodio offre quindi una ricetta concreta e comportamentale per affrontare i momenti difficili, aiutando a costruire un portafoglio sostenibile non solo dal punto di vista finanziario, ma anche emotivo.
I mercati azionari globali arrancano da inizio anno. Federica De Giorgis e Mattia Rossetti, Responsabile Advisory di Ersel, analizzano:lo shock energetico su petrolio e gas naturale;i rischi di inflazione e stagflazione per le banche centrali;l'impatto della geopolitica (Medio Oriente, Russia, USA-Cina);le ripercussioni su equity, obbligazionario e oro;come costruire portafogli coerenti in un contesto di volatilità elevata;perché la diversificazione resta la chiave per navigare questa fase complessa.Un quadro chiaro e professionale per orientare le scelte d'investimento in uno scenario globale in rapido cambiamento.#comunicazionedimarketingIl presente podcast non intende in alcun modo promuovere la sottoscrizione di servizi e prodotti finanziari che può essere effettuata solo dopo aver preso visione dell'informativa precontrattuale e previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Il presente podcast non è un documento contrattualmente vincolante né un documento informativo necessario ai sensi di una disposizione legislativa e non è sufficiente per prendere una decisione di investimento.Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nella presente registrazione, ma non garantisce della loro esattezza e completezza, e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società nel presente video, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, del presente podcast, non espressamente autorizzata.
Non spendere subito tutto lo spendibile in protezione, ma attrezzarsi per un conflitto che potrebbe allungarsi e non avere necessariamente vincitori e vinti ben definiti
In questo episodio:Le ultime settimane hanno confermato un contesto di mercato sempre più complesso. Nonostante alcuni segnali di apparente distensione geopolitica, i mercati macro continuano a indicare una maggiore tensione rispetto a quanto riflettano gli indici azionari.Il petrolio resta vicino ai 100 dollari al barile, i rendimenti dei Treasury statunitensi sono saliti sensibilmente e gli indicatori di inflazione e credito mostrano un progressivo irrigidimento delle condizioni finanziarie. Gli indici azionari, tuttavia, rimangono relativamente vicini ai massimi, suggerendo che il mercato continui a scommettere su una crisi temporanea piuttosto che su un vero cambio di regime.Oltre all'energia, stanno emergendo vulnerabilità in diverse filiere strategiche, tra cui alluminio, carburanti raffinati come il jet fuel, gas industriali come l'elio — fondamentale per la produzione di semiconduttori — e fertilizzanti. Anche infrastrutture essenziali come gli impianti di desalinizzazione dell'acqua nel Golfo rappresentano potenziali punti di fragilità in uno scenario di conflitto prolungato.Questa combinazione di pressioni su energia, metalli e catene produttive aumenta il rischio di uno scenario macro più complesso, caratterizzato da inflazione persistente e crescita più fragile. Un contesto che complica il lavoro delle banche centrali, proprio mentre la European Central Bank si prepara alla prossima riunione in un quadro di elevata incertezza.Anche i mercati azionari riflettono questo clima più incerto. Gli indici principali mostrano ancora una certa tenuta, ma sotto la superficie emergono segnali di crescente nervosismo, con una rotazione settoriale che in Europa coinvolge comparti ciclici come lusso, costruzioni, banche e viaggi. In questo contesto, alcuni investitori stanno tornando a guardare con maggiore interesse alle grandi società tecnologiche statunitensi, percepite come business più resilienti in uno scenario geopolitico incerto.Il messaggio chiave resta prudente. In un mercato sempre più caratterizzato da incertezza e rotazioni rapide, flessibilità, disciplina e gestione del rischio diventano elementi centrali per navigare i prossimi mesi. Per saperne di più, ascolta il nuovo episodio della rubrica podcast Market Flash, a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
E' importante che i mercati mantengano la calma, ma non ci sarà pace finché il controllo di Hormuz rimarrà iranano. La pace potrebbe richiedere tempi lunghi e per ora.nella gestione dei portafogli, è opportuno rimanere sulla difensiva.
In questo episodio:L'apparente stabilità dell'S&P 500 nasconde una realtà molto più complessa. Da inizio anno l'indice è rimasto intrappolato in un range ristretto tra 6.800 e 7.000 punti, ma sotto la superficie la dispersione ha raggiunto livelli estremi: la distanza tra i 50 migliori e i 50 peggiori titoli è ai massimi dal 2005. La volatilità dei singoli titoli è elevatissima, mentre quella dell'indice resta compressa. È un mercato diviso, sostenuto da flussi ancora robusti e dalla riattivazione dei buyback, che fungono da rete di protezione tecnica.L'epicentro della tensione si è concentrato su Nvidia: risultati solidi non sono bastati a sostenere il titolo, segnale che il mercato sta spostando il focus dalla crescita alla sostenibilità del capex e dei ritorni sul capitale. Parallelamente, l'S&P 500 Equal Weight Index sta sovraperformando la versione cap-weighted con il margine più ampio dal 1976, evidenziando un cambio di leadership e la progressiva erosione della concentrazione nelle mega-cap tecnologiche.Sul fronte geopolitico, l'escalation militare in Iran riporta al centro il rischio energetico: un eventuale shock sul petrolio potrebbe riaccendere le pressioni inflazionistiche e ridurre i margini di manovra della Fed. In parallelo, il dibattito sull'impatto dell'intelligenza artificiale si intensifica, con implicazioni potenzialmente rilevanti per occupazione, credito e sostenibilità dei modelli di business. Episodi di tensione nel private credit segnalano che il ciclo del credito sta entrando in una fase più delicata.Allargando lo sguardo, l'Europa mostra segnali di miglioramento macro e una stagione delle trimestrali costruttiva, mentre negli Stati Uniti la crescita degli utili si sta ampliando sotto la superficie, con il titolo mediano del Russell 3000 in espansione a doppia cifra. Tuttavia, il rallentamento della liquidità globale e la normalizzazione dei multipli suggeriscono un contesto meno indulgente verso asset affollati e narrative estreme.Il messaggio chiave è chiaro: non è uno scenario da crisi sistemica, ma un mercato entrato in una fase di dispersione e rotazione strutturale. In un contesto in cui la distanza tra vincitori e perdenti è ai massimi degli ultimi vent'anni, selettività, equilibrio e gestione del rischio diventano elementi centrali per navigare le prossime settimane. Per saperne di più, ascolta il nuovo episodio della rubrica podcast Market Flash, a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
Gli aspetti disinflazionistici dell'AI, la nuova Fed di Warsh, il raffreddamento dei consumi e la perdita di slancio dell'azionario favoriscono la parte lunga della curva americana. Ma è proprio vero che l'AI porta solo deflazione?
Sotto la superficie apparentemente immobile, l'azionario corregge gli eccessi e riporta ordine nei valori relativi. Saranno alla fine i bond e l'Asia a trarre vantaggio dall'AI?
Ripiegati su se stessi, i mercati mettono tutto in discussione. Tornano i dubbi sul dollaro, ma affiorano anche quelli sul debasement. Sottosopra la tecnologia. Succede quando le valutazioni sono elevate, ma non ci sono seri motivi per sgonfiarle.
Diversamente dal 2025, non è la stagflazione ma il surriscaldamento a tutti i costi a indurre i mercati a prendere le distanze dal dollaro. E in borsa ci sono di nuovo dubbi sull'eccezionalismo tecnologico americano.
Quali sono le opportunità di investimento nel mercato delle fusioni e acquisizioni (M&A) nel 2026? In questo video, Fabio Fabbi, Product Specialist di Ersel Asset Management, insieme ad Giorgio Nicola, Co-Responsabile del fondo Leadersel Event Driven, esplorano le complesse dinamiche del settore.#comunicazionedimarketingIl presente podcast non intende in alcun modo promuovere la sottoscrizione di servizi e prodotti finanziari che può essere effettuata solo dopo aver preso visione dell'informativa precontrattuale e previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Il presente podcast non è un documento contrattualmente vincolante né un documento informativo necessario ai sensi di una disposizione legislativa e non è sufficiente per prendere una decisione di investimento.Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nella presente registrazione, ma non garantisce della loro esattezza e completezza, e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società nel presente video, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, del presente podcast, non espressamente autorizzata.
Federica De Giorgis, Senior Consultant del Team Advisory di Ersel, intervista Andrea Nascè, Direttore Investimenti di Ersel, sulle previsioni economiche e geopolitiche per il 2026. Scoprirete come i mercati finanziari hanno reagito al 2025 e quali sono adesso le aspettative per il nuovo anno. Non perderti questo speciale approfondimento. Resta aggiornato e buon ascolto!#comunicazionedimarketingIl presente podcast non intende in alcun modo promuovere la sottoscrizione di servizi e prodotti finanziari che può essere effettuata solo dopo aver preso visione dell'informativa precontrattuale e previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Il presente podcast non è un documento contrattualmente vincolante né un documento informativo necessario ai sensi di una disposizione legislativa e non è sufficiente per prendere una decisione di investimento.Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nella presente registrazione, ma non garantisce della loro esattezza e completezza, e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società nel presente video, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, del presente podcast, non espressamente autorizzata.
Il 2026 si apre con le migliori premesse per l'inflazione e la crescita. Attenzione però alla geopolitica, ai disavanzi pubblici, alle politiche industriali sempre più invasive e alle valutazioni elevate. Rimanere investiti, ma controllare bene i rischi legati alla volatilità.
Dal 1950 scende la quota dei redditi da lavoro e sale il prezzo delle case. Sull'affordability si giocheranno le elezioni di mid.term. Tre strade per migliorarla, una sola percorribile. Trump la perseguirà con tutte le sue forze.
Il 2026 si apre con le migliori premesse per l'inflazione e la crescita. Attenzione però alla geopolitica, ai disavanzi pubblici, alle politiche industriali sempre più invasive e alle valutazioni elevate. Rimanere investiti, ma controllare bene i rischi legati alla volatilità.
I mercati mettono in discussione la solidità finanziaria dei progetti legati all'AI. Presto ne metteranno in discussione anche la redditività. Non è un addio al settore, ma un arrivederci. Nel frattempo c'è tutto un mondo su cui investire.
In questo episodio:Ci avviamo alla conclusione di un anno straordinario, guardando a un 2026 che sarà probabilmente più volatile ma potenzialmente ancora più ricco di opportunità, a condizione di adottare una gestione dei portafogli più dinamica e flessibile.Dopo uno degli avvii peggiori di sempre, con l'S&P 500 in calo di circa il 15% a inizio aprile, il mercato ha messo a segno un rimbalzo eccezionale: otto mesi consecutivi di rialzi e un recupero intorno al 37%, un movimento storicamente osservato quasi solo dopo grandi bear market.Il rally è stato trainato in modo schiacciante dall'intelligenza artificiale: circa l'80% della performance positiva è arrivata da soli 73 titoli, con Nvidia, Broadcom e Google che da sole hanno contribuito più di tutti gli altri settori non-AI messi insieme, evidenziando una concentrazione senza precedenti.Nelle ultime settimane, però, la partecipazione del mercato ha iniziato ad allargarsi, confermando che l'AI non è una bolla ma un tema entrato in una fase di redistribuzione, rotazioni settoriali e maggiore selettività, dinamiche destinate con ogni probabilità a rafforzarsi nel 2026, anche in un contesto di liquidità ridotta.Le commodity sono state tra le asset class migliori del 2025, ma stanno emergendo fratture profonde tra mercato fisico e cartaceo, alimentate da geopolitica, concentrazione dell'offerta e accumuli strategici da parte delle banche centrali.In un mondo in cui contano più la geografia che la geologia, più la politica che il prezzo e più il fisico che il derivato, questi cambiamenti rappresentano un elemento chiave per le allocazioni strategiche di portafoglio in vista del 2026. Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
La Fed lancia senza clamore una forma di Quantitative easing che dà sostegno a tutta la curva dei rendimenti e indebolisce il dollaro. Riparte intanto la rotazione azionaria dall'AI al resto del mondo.
L'anno grigio delle cripto fa crescere il distacco tra i Boomers, che hanno case e azioni, e i Millennials, che fanno sempre più fatica a risparmiare. Le implicazioni politiche e di mercato del conflitto intergenerazionale.
Dalla paura all'indifferenza sui dazi, dall'euforia all'ostilità e poi alla cautela sull'AI, dal pessimismo al prudente ottimismo sulla crescita. La ricerca dell'equilibrio comporta volatilità, ma non sarà un Natale come quello del 2018.
I Certificati sono un pilastro per la diversificazione intelligente, ma come integrano al meglio le asset class tradizionali? In questo episodio, approfondiamo il loro ruolo cruciale nella strategia d'investimento.Federica De Georgis e Catia Lippolis dell'Area Advisory di Ersel Banca Privata guidano l'ascoltatore alla scoperta della doppia funzione strategica dei Certificati:Modulazione del rischio-rendimento: Come sfruttare la componente derivata per la protezione del capitale e l'ottenimento di flussi cedolari.Potenziamento della diversificazione: Accedere a sottostanti e mercati globali per costruire un portafoglio più robusto e resiliente.Scoprirai perché i Certificati devono essere trattati come un'asset class autonoma, l'importanza di combinare diverse strutture e sottostanti (azionari, indici, materie prime) e quali strutture si adattano meglio alle diverse fasi di mercato.Un ascolto essenziale per comprendere come utilizzare i Certificati con intelligenza strategica e coerenza rispetto al proprio profilo di rischio.#comunicazionedimarketingIl presente podcast non intende in alcun modo promuovere la sottoscrizione di servizi e prodotti finanziari che può essere effettuata solo dopo aver preso visione dell'informativa precontrattuale e previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Il presente podcast non è un documento contrattualmente vincolante né un documento informativo necessario ai sensi di una disposizione legislativa e non è sufficiente per prendere una decisione di investimento.Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nella presente registrazione, ma non garantisce della loro esattezza e completezza, e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società nel presente video, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, del presente podcast, non espressamente autorizzata.
In questo episodio:Dopo settimane di segnali di insofferenza, è arrivata una correzione violenta concentrata sui temi più affollati:Il fattore Momentum perde il 25% dai massimi e Bitcoin cancella tutto il rialzo dell'anno, mentre la liquidità di mercato si prosciuga e gli investitori sono costretti a ridurre rapidamente le esposizioni.La volatilità non nasce dal panico ma dall'eccesso di leva: fondi sistematici ai massimi, retail sovraesposti con ETF e derivati, livelli di cassa degli asset manager ai minimi da vent'anni.Il nodo cruciale è l'AI: pilastro della crescita USA e dell'S&P 500, ma oggi sotto esame per la dipendenza dal credito, la sostenibilità dei cash flow e la “circular financing”; i numeri di Nvidia alimentano timori sulla maturità del ciclo.L'economia globale si muove a velocità diverse: l'Europa resta debole con una Germania in stagnazione strutturale, mentre negli USA la domanda aggregata nasconde una frattura in stile “curva a K” tra top spenders e famiglie con risparmi in calo.Nonostante le tensioni, la stagione degli utili è solida con una crescita del 15% e un allargamento della partecipazione settoriale: una condizione favorevole per rotazioni più sane e per un mercato meno dipendente da pochi titoli.In una fase di transizione, prudenza e resilienza restano centrali, ma la correzione crea nuove opportunità: la volatilità può diventare un'occasione per costruire posizioni su un listino finalmente più ampio ed equilibrato. Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
Dalla paura all'indifferenza sui dazi, dall'euforia all'ostilità e poi alla cautela sull'AI, dal pessimismo al prudente ottimismo sulla crescita. La ricerca dell'equilibrio comporta volatilità, ma non sarà un Natale come quello del 2018.
Crescita sostenuta, ma anche inflazione. Bolle, ma anche profitti record. Differenziare non solo per settori o geografie, ma anche per stili di investimento permetterà di attraversare meglio la prossima fase.
In questo episodio:Siamo entrati nell'ultima parte di un anno eccezionale, ma i segnali di cambiamento si moltiplicano. Dopo sei mesi consecutivi di rialzi, l'S&P 500 mostra le prime crepe: la concentrazione estrema sui “Magnificent 7” e la recente debolezza del settore AI segnalano l'inizio di una fase più selettiva.Le valutazioni elevate e i primi profit warning nelle consumer companies riflettono un'economia americana polarizzata, dove la solidità dei più ricchi convive con la fragilità dei redditi medi.Sullo sfondo, la tregua USA–Cina conferma che la vera partita resta quella tecnologica, mentre l'automazione accelera e ridisegna il mercato del lavoro.In un contesto di volatilità crescente e rotazioni settoriali, è tempo di tornare alla ricerca del valore reale: prudenza, stock picking e portafogli resilienti saranno le chiavi dei prossimi mesi. Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
L'euforia lascia il posto a una visione più equilibrata. I rischi non sono solo nelle valutazioni di borsa, ma anche sulla tecnologia e sull'economicità dell'AI generativa. Le condizioni al contorno sono comunque positive e limiteranno la portata di un'eventuale correzione.
I dazi di Trump stanno raccogliendo più soldi del previsto. Ridimensionarli servirà a ottenere in cambio concessioni strategiche ed economiche dai partner commerciali e a contenere l'inflazione nel 2026, un anno elettorale.
In questo episodio: il mercato resta solido ma più selettivo, con la volatilità in aumento che costringe diversi fondi a ridurre l'esposizione tramite ETF. Negli Stati Uniti emergono segnali di tensione nel private credit e tra le banche regionali, mentre i retail continuano a dominare con strategie di “buy the dip” e short squeeze spettacolari.Il comparto cripto vive una fase di shock sulle altcoin, mentre l'oro corregge dopo un eccesso di leva. In arrivo la prova del nove per l'AI con le trimestrali dei grandi player, tra cui OpenAI, che lancia le prime funzioni “agentiche”.Sullo sfondo, lo shutdown federale entra nella quarta settimana e pesa sulla fiducia. Con metà delle società dell'S&P 500 pronte a pubblicare i conti, si apre una stagione in cui lo stock picking torna centrale.Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
Protezionismo e sanzioni non hanno finora frenato la crescita dell'economia e del commercio globali, ma il livello dello scontro potrebbe continuare a salire. Meno efficienza e più adrenalina, con i mercati orientati a guardare più ai fatti che alle minacce.
Il rialzo dell'oro del 1980 fu il gran finale della stagflazione e coincise con l'inizio del superciclo di disinflazione. Quello di oggi, insieme al bull market azionario, vede invece davanti a sé una lunga fase di surriscaldamento controllato. Podcast registrato in data 17 ottobre 2025.
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Settimana da montagne russe sui mercati e in particolare a Wall Street dove il nuovo scontro tra USA e Cina fa deragliare l'azionario soprattutto tech e il mercato delle criptovalute. Un promemoria potente sul rischio di scommettere con la leva e con un orizzonte temporale limitato mentre la geopolitica torna a dominare le Borse.Scopri perché la dura partita a scacchi tra Trump e Xi Jinping si combatte su fronti inaspettati come le terre rare, le batterie e persino la soia, con implicazioni dirette e indirette su tutti i mercati.Stiamo avvicinandoci alla data ultimatum (fine ottobre) fissata fra Stati Uniti e Cina per definire i dazi reciproci e l'atmosfera (come la volatilità) si sta decisamente surriscaldando come i colpi bassi fra Washington e Pechino per arrivare alla trattativa su posizioni di forza.Abbiamo ricostruito cosa sta succedendo e le implicazioni: un ascolto essenziale per capire perché la geopolitica è diventata un rischio che non si può ignorare e cosa assolutamente non fare quando si investe in un mondo sempre più complesso e imprevedibile.
In questo episodio:Settembre ha sorpreso con la migliore performance dell'S&P 500 degli ultimi quindici anni: sei mesi consecutivi di rialzo e un mercato in pieno melt-up, sostenuto da volumi forti, flussi record su ETF a leva e opzioni call. Anche i comparti rimasti indietro, come biotech e non-profitable tech, sono tornati protagonisti.Nel frattempo, lo shutdown negli Stati Uniti riaccende i timori su deficit e spesa pubblica, mentre i metalli preziosi volano: oro oltre i 4.000 dollari, argento sopra i 50, platino e palladio in forte accelerazione. Una corsa che riflette insieme euforia, liquidità e la ricerca di protezione.L'intelligenza artificiale resta il filo conduttore, ma entra in una “fase due”: meno hype, più esecuzione. I grandi player consolidano un ecosistema circolare e puntano su software e applicazioni integrate, mentre cresce il dibattito su ritorni reali e sostenibilità degli investimenti.In Europa, l'Eurostoxx 50 rompe finalmente al rialzo, guidato da pharma, lusso e miners, mentre Germania e Francia restano i punti di debolezza. Riflettori puntati anche sul comparto auto, stretto tra margini in calo, rischi di credito e vulnerabilità operative dopo il cyber-attacco a Jaguar Land Rover.Il quadro resta affascinante ma complesso: entusiasmo e prudenza si bilanciano in un mercato tirato ai limiti. Il focus va su tre pilastri — liquidità, AI e politica economica — da cui dipenderà l'equilibrio dei prossimi mesi.Per saperne di più ascolta il nuovo episodio della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
Il mondo ha tre priorità non negoziabili in concorrenza tra loro. Il loro variabile riallineamento può produrre risultati originali, come il grande rimbalzo in borsa delle energie pulite.
Tra riarmo generalizzato e possibili accordi la fase attuale è molto fluida. Perché, tra le tante ipotesi e i grandi rischi, è possibile anche pensare a scenari non negativi per i mercati, almeno nel breve periodo.
In questo episodio:L'MSCI World chiude settembre in rialzo del +35% dai minimi di aprile, trainato dal boom AI che ha spinto colossi come Intel, Nvidia, Micron e Alibaba. I “Magnificent 7” pesano ormai oltre il 40% dell'S&P 500, ma dietro la calma degli indici si nasconde una volatilità record sui singoli titoli.La Fed resta al centro: dopo segnali accomodanti, il mercato valuta se i due tagli ai tassi previsti entro fine anno arriveranno davvero. Intanto, mutui e settori ciclici mostrano segnali di risveglio.L'oro brilla (+43% YTD, +130% in tre anni) spinto da banche centrali e investitori retail, mentre il rame vola dopo l'incidente in Indonesia, confermandosi metallo chiave della transizione energetica.L'economia USA appare ancora solida grazie agli investimenti in AI e ai consumi del top 10% della popolazione, ma le disuguaglianze si ampliano.Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
Non c'è fuga dall'America e non c'è l'ombra di recessione. L'intelligenza artificiale è il fattore di traino della crescita ma anche il suo punto di vulnerabilità. Il taglio dei tassi tra rischi di surriscaldamento e assicurazione contro battute a vuoto dell'IA.
Altro che recessione. Con i tagli dei tassi e il dollaro più debole, l'economia americana non avrà problemi e rischierà quel surriscaldamento che Trump dice di volere. E' uno scenario ancora positivo per le borse, più incerto per i bond lunghi
In questo episodio:L'S&P 500 continua la sua corsa con un +30% in cinque mesi, sostenuto dal boom dell'intelligenza artificiale e da acquisti “meccanici” come buyback e fondi sistematici. Oracle ha sorpreso con un +36% in un giorno, portando l'AI a rappresentare ormai il 40% della capitalizzazione dell'indice.Sul fronte macro, emergono segnali di rallentamento del lavoro negli Stati Uniti, con revisioni negative ai Payrolls e disoccupazione in crescita, mentre la Fed prosegue con i tagli ai tassi.In Europa il quadro resta fragile: inflazione più ostinata del previsto, Francia in crisi politica e spread ai massimi da anni. Intanto, sul fronte geopolitico, aumentano le tensioni con la Russia e prende forma un asse tra Cina, Russia e India.Più che inseguire il rally, il tema ora è capire se la forza dei mercati poggi su basi solide o su dinamiche eccezionali. Il motto resta chiaro: non combattere AI e Fed, ma serve cautela di fronte a un consenso così unidirezionale.Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
Non si può costruire una rete infinita di ferrovie. Si può però sognare un'espansione senza limiti dell'Intelligenza Artificiale. Per questo la bolla sull'AI ha più spazio, soprattutto se è accompagnata da una Fed ammorbidita e da un'inflazione per ora contenuta.
Borsa italiana e borse europee: scopri in questo podcast come operano, cosa le muove e perché sono fondamentali per economia e investimenti.
Scopri il DOCUMENTO SEGRETO delle Banche (che ti farà guadagnare tantissimi soldi): https://bit.ly/3XhKiVm----BIl ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti apre a diversi scenari per i mercati finanziari e per l'economia.Quali saranno le conseguenze più importanti?Quali mercati beneficeranno delle politiche annunciate da Trump e quali ne usciranno ridimensionati?Cosa succederà a livello geopolitico? E l'Italia?Ne parliamo in questo talk in compagnia di Gabriele Del Mese, co-fondatore di MoneyViz e membro del Centro Studi e Ricerche di Affari Miei.Nello specifico vedremo:Perché ha vinto Trump?I mercati l'hanno presa bene...Il settore greenAnche il mondo delle criptovalute ha accolto positivamente l'elezione di TrumpIl rapporto degli USA con la CinaL'inflazione ha deciso le elezioni americaneIl rapporto di Trump con l'EuropaL'export italiano negli USAUna riflessione sull'automotive- Per approfondire MoneyViz: https://www.youtube.com/@MoneyvizCosa ne pensi?Prenota una sessione gratuita con il team di Affari Miei, ti guideremo nella scelta delle soluzioni più adatte a te: https://bit.ly/3ZHtAg2—
Scopri il DOCUMENTO SEGRETO delle Banche (che ti farà guadagnare tantissimi soldi): https://bit.ly/3XhKiVm----Quando arriverà il fatidico momento in cui disinvestire tutto e goderci i profitti dei nostri investimenti?Si tratta di una domanda che tendono a farsi moltissime persone e per questo oggi cercheremo di trovare una risposta mediante alcune riflessioni che faremo insieme.Nello specifico vedremo:Soldi veloci VS Soldi lentiObiettivi: questi sconosciutiAllora non bisogna disinvestire mai?Cosa ne pensi?Prenota una sessione gratuita con il team di Affari Miei, ti guideremo nella scelta delle soluzioni più adatte a te: https://bit.ly/3ZHtAg2—