Podcasts about senti

  • 582PODCASTS
  • 1,554EPISODES
  • 35mAVG DURATION
  • 5WEEKLY NEW EPISODES
  • Feb 25, 2026LATEST

POPULARITY

20192020202120222023202420252026

Categories



Best podcasts about senti

Latest podcast episodes about senti

Un passo al giorno
563 - Hai iniziato un nuovo progetto o lavoro e ti senti indietro? Stai misurando la cosa sbagliata

Un passo al giorno

Play Episode Listen Later Feb 25, 2026 11:37


Iscriviti al periodo di prova ad un euro al mese su shopify.it Hai iniziato un nuovo progetto o sei cresciuta nel lavoro e ti senti indietro o insicura? Con questa puntata capirai che non è un problema di capacità, ma di obiettivi: stai chiedendo risultati quando sei ancora in fase di apprendimento. In questa puntata parliamo di progetto nel cassetto, nuove responsabilità, confronto con gli altri e di come costruire competenza senza sentirti inadeguata.

Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ep. 241 - Perché non riesco mai a rilassarmi

Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 16:41


Vuoi rilassarti ma non ci riesci mai? Senti che devi sempre fare, dimostrare, produrre... Se vorresti essere più spensierata, più leggera, ma ti senti sempre in tensione, questo episodio è per te! Oggi parliamo di uno schema invisibile che blocca tante donne, e che per anni ha tenuto ferma anche me: la ricerca di validazione attraverso la performance. Quella vocina che ti dice che vali solo se sei produttiva, impeccabile, sempre sul pezzo. Che ti fa sentire in colpa quando ti fermi, che trasforma una pausa in pigrizia e il riposo in qualcosa da meritare. Ti racconto perché non è un tuo difetto, ma un condizionamento che abbiamo imparato presto, quando siamo state apprezzate più per quello che facevamo che per chi eravamo. E soprattutto cosa puoi fare, concretamente, per separare il tuo valore da quello che fai, lavorando su mindset, dialogo interiore e abitudini. Perché la spensieratezza non arriva quando hai finito tutto, arriva quando smetti di dimostrare. Se vuoi fare questo lavoro in profondità, trovi le info su Academy qui: https://www.healthybusylife.com/academy Intanto ascolta l'episodio e inizia a osservarti: cosa stai cercando di dimostrare, e a chi?

il posto delle parole
Emilio Jona "Quattro donne"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 33:50


Emilio Jona"Quattro donne"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità che hanno finora cercato di mantenere rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità; ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Fidarsi può risultare fatale e gli Jona non possono contare che su di un manipolo di persone. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo.Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. Teresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa. Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia. L'ultima, ma non per importanza, è Delfina, l'impiegata dello studio dell'avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza. In questo inno polifonico all'eroismo gentile, etico e lirico insieme, Emilio Jona ci mostra, con una scrittura sorvegliatissima, le vite di donne dal coraggio silenzioso e spontaneo, protagoniste di una vicenda privata che si fa racconto universale.Solo ora, spinto dalle circostanze, mi decido a scrutare un poco dentro la sua vita, oltre la sua riservatezza, a sottrarla alla fitta rete di dimenticanza o di omissioni che la nascondono. Delfina è stata per venti mesi il cordone ombelicale che ci ha mantenuto in vita; se fosse stata arrestata, se avesse parlato, se fosse morta, noi tutti saremmo scomparsi con lei. Partendo da questa stanza pulita e anonima dove sta naufragando la sua vecchiaia, vorrei allora provare a fare un po' di luce, a sbocconcellare a morsi un poco del suo passato e tradurlo in scrittura, in memoria.Emilio Jona (Biella, 1927) è avvocato, poeta, narratore, librettista, saggista. Tra i suoi libri: di cultura popolare, Cantacronache. Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta (Scriptorium-Paravia 1995, con M.L. Straniero), di cui fu anche uno dei protagonisti, e Senti le rane che cantano. Canzoni e vissuti popolari della risaia (Donzelli 2005, con F. Castelli e A. Lovatto, Premio Nigra 2006); di poesia, La cattura dello splendore (Scheiwiller 1998, finalista al Premio Viareggio, vincitore del Premio Catanzaro 1999); di teatro, Il 29 luglio del 1900. Vita e morte dell'anarchico Gaetano Bresci (Sipario n. 321, 1973, con S. Liberovici, Premio Riccione 1972). Presso Neri Pozza sono usciti Al rombo del cannon. Grande Guerra e canto popolare (Neri Pozza 2018, con F. Castelli e A. Lovatto), i romanzi Il celeste scolaro (finalista al Premio Bottari Lattes 2016) e Il fregio della vita (2018), la raccolta di saggi Essere altrove. Scritti sull'ebraismo (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Então, deixa eu falar
#EP 01 - Por que criar conteúdo pra gente é tão difícil?

Então, deixa eu falar

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 11:49


HEEEEEEY, volteiiii hein?Senti tanta falta desse espaço! Muuuita coisa mudou, mas calmem que ainda vou contar tudo que aconteceu de lá pra cá!

Conversas de Fim de Tarde
Daniela Ruah: “No início, nos EUA, senti-me sozinha e perdida. Não fazia parte de lado nenhum”

Conversas de Fim de Tarde

Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 48:14


A viver nos Estados Unidos há quase duas décadas, Daniela Ruah descreve um país “dentro da lama” e um mundo dominado pelo ruído e pelo sensacionalismo. A atriz fala da solidão dos primeiros anos, da escolha consciente de não acordar zangada todos os dias e da responsabilidade de educar filhos privilegiados numa realidade que não é igual para todos.See omnystudio.com/listener for privacy information.

Daily Cogito
Ti senti FALLITO a 20/40/60 anni? L'Oriente ti dice perché ti stai sbagliando

Daily Cogito

Play Episode Listen Later Feb 16, 2026 16:39


Costruisci il tuo futuro finanziario, prova Scalable Capital

Psicologia Cognitiva Applicata
29 | Perché senti vibrare il telefono (anche se è spento)

Psicologia Cognitiva Applicata

Play Episode Listen Later Feb 16, 2026 9:00


Stai camminando per strada e senti un ronzio inconfondibile contro la coscia. Estrai il telefono, ma lo schermo è nero: nessuna notifica, nessuna chiamata. Se ti è successo, fai parte del 90% della popolazione che soffre della Sindrome della Vibrazione Fantasma.In questa puntata analizziamo perché il tuo cervello ha deciso di inventare sensazioni fisiche inesistenti pur di non farti sentire isolato dal mondo digitale.In questo episodio scoprirai:Teoria della Rilevazione del Segnale: perché il tuo sistema nervoso preferisce generare cento "falsi allarmi" piuttosto che rischiare di perdere una singola notifica reale.Ipervigilanza Digitale: come lo stato di allerta perenne trasforma il fruscio dei vestiti o un piccolo tic muscolare in un segnale sociale d'emergenza.L'Arto Fantasma: la plasticità dello schema corporeo e il motivo per cui, per i tuoi neuroni, lo smartphone non è un oggetto esterno ma una vera e propria estensione biologica del tuo corpo.Ringxiety: l'ansia da squillo e il bisogno viscerale di conferma che si nasconde dietro ogni controllo compulsivo della tasca.Sentire la vibrazione quando non c'è non è un segno di follia, ma la prova di quanto la tecnologia sia entrata profondamente sotto la nostra pelle. È tempo di capire se siamo noi a usare il telefono o se siamo diventati terminali nervosi di un sistema che non dorme mai.

Radio Empire
Senti chi tagga 14 febbraio 2026

Radio Empire

Play Episode Listen Later Feb 14, 2026 54:53


Senti chi tagga 14 febbraio 2026 by Radio Empire Podcast

Un passo al giorno
553 - A cosa stai rinunciando non perché non sei capace, ma perché non ti senti autorizzata/o?

Un passo al giorno

Play Episode Listen Later Feb 11, 2026 12:26


Quante volte rinunci a qualcosa non perché non sei abbastanza brava, ma perché non ti senti legittimata a occupare quello spazio? In questo episodio parliamo di autorizzazione interiore, identità, ambizione e di come molte rinunce nascano non dall'incapacità, ma dal sentirsi “fuori posto”. Attraverso storie vere e una riflessione profonda, ti invito a riconoscere dove ti stai togliendo il permesso e cosa potrebbe cambiare se smettessi di farlo. Iscriviti al periodo di prova ad un euro al mese su shopify.it

Psicologia Cognitiva Applicata
26 | La Tirannia della notifica: Pavlov aveva ragione (e noi siamo i cani)

Psicologia Cognitiva Applicata

Play Episode Listen Later Feb 9, 2026 11:40


Sei a pranzo o in una riunione importante. Senti un breve "ding" o una vibrazione sul tavolo. Prima ancora di decidere razionalmente di guardare lo schermo, il tuo corpo ha già reagito: pupille dilatate, battito accelerato e una scarica di dopamina nel cervello.Perché è così difficile resistere alla chiamata del telefono?In questa puntata esploriamo come la tecnologia abbia hackerato i nostri riflessi più primordiali, trasformandoci in versioni moderne dei cani di Pavlov.

Laissez-vous Tenter
L'ÉMISSION - "Ils avaient déjà Sardou, alors ils se disaient une 2e voix à quoi ça sert ?" : Serge Lama raconte comment il s'est parfois senti rejeté par la profession

Laissez-vous Tenter

Play Episode Listen Later Feb 8, 2026 36:14


Le parcours hors norme de Serge Lama est au cœur d'un film documentaire qui arrive au cinéma. Le chanteur est notre invité en tête-à-tête : il s'est confié à Marie Gicquel. C'est la comédie de la semaine prochaine : "LOL 2.0", la suite de "LOL" 17 ans après. Stéphane Boudsocq a rencontré la réalisatrice Liza Azuelos. Arnaud Mulpas nous présente la bande dessinée RTL du mois, "Nos accords imparfaits" de Gilles Marchand et Cécile Dupuis. Ecoutez Laissez-vous tenter avec Anthony Martin du 08 février 2026.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.

Expresso - A Beleza das Pequenas Coisas
Mateus Solano (parte 2): “Quanto mais famoso me tornei, mais me senti figurante. As pessoas já não olhavam para mim, mas para a personagem que eu fazia na novela”

Expresso - A Beleza das Pequenas Coisas

Play Episode Listen Later Feb 7, 2026 42:49


Nesta segunda parte do podcast “A Beleza das Pequenas Coisas”, o ator brasileiro Mateus Solano dá conta das transformações e reflexões pessoais que a criação do monólogo “O Figurante” lhe trouxe, deixa o alerta de como a obsessão pelos ecrãs, redes sociais e tecnologia está a alienar a sociedade e depois revela qual o seu maior medo na vida. Mateus partilha ainda algumas das músicas que o acompanham, lê um texto da escritora, contista e jornalista Marina Colasanti, sobre como nos acostumamos a tanta coisa que nos desagrada e afasta de nós, e ainda revela os pequenos prazeres dos seus dias. Boas escutas! Músicas: “Alguém Cantando” - Caetano Veloso “Água & Vinho” - Egberto Gismonti “Sei de um Rio” - Camané “A Roda” - Gilberto Gil. Leitura: Texto de Marina Colasanti Podcast: “Elefantes na Neblina”, de Larry Go, Larry Be & Larry SnowSee omnystudio.com/listener for privacy information.

Les grands entretiens
Georges Aperghis, dans l'instant de la musique 2/5 : "En arrivant en France, je me suis senti vraiment étranger"

Les grands entretiens

Play Episode Listen Later Feb 3, 2026 26:56


durée : 00:26:56 - Georges Aperghis, compositeur (2/5) - par : Anne Montaron - Lorsque Georges Aperghis arrive en France en 1963, au gré de rencontres, il approche des musiciens très différents, de Boulez à Xenakis en passant par Pierre Dervaux. Cette année importante et intense à la fois lui permet de découvrir des chemins et des styles de musiques très riches. - réalisé par : Marie Grout Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.

Radio Empire
Senti chi tagga del 31 gennaio 2026

Radio Empire

Play Episode Listen Later Jan 31, 2026 56:24


Conducono Carolina e Nat

História de Imigrante
161. Vale a Pena Trocar de Marido?

História de Imigrante

Play Episode Listen Later Jan 29, 2026 20:48


➡️ Link para votar no prêmio: Estrela do Atlântico https://dashboard.premioestreladoatlantico.com➡️ Quero saber sobre trâmites em Portugal, Alemanhã, Austria, Polônia e Hungria:https://bit.ly/hiportugal ➡️ Quero saber sobre trâmites na Itália:https://bit.ly/hiitalia➡️Terminou de ouvir? Então corre para o nosso grupo no telegram:https://t.me/historiadeimigrante➡️Sobre o episódio 161. Vale a Pena Trocar de Marido?Luna é casada há 15 anos, mãe de dois filhos e vive um casamento estável, porém vazio. Entediada e carente, ela se envolve virtualmente com um médico sírio que vive na Alemanha. O que começa como passatempo vira paixão, encontro real e uma escolha impossível: ficar com a família ou arriscar tudo por um amor incerto.➡️Se gostou dessa história vai se divertir também com essas...135. Senti e fui

Pharma Intelligence Podcasts
How Senti Bio's Programmable Cell Therapy Tackles AML's Toxicity Problem

Pharma Intelligence Podcasts

Play Episode Listen Later Jan 27, 2026 33:14


Tim Lu, CEO of Senti Bio, joins In Vivo to discuss how programmable cell therapies are solving oncology's targeting problem. Lu explains the logic-gated approach behind SENTI-202, an allogeneic CAR-NK therapy for relapsed/refractory AML that achieved 50% response rates in Phase 1 while avoiding the dose-limiting toxicities that have plagued other AML cell therapies. We cover the Phase 1 ASH 2025 data showing 39% complete remission rates (all MRD-negative) with 7.6-month median duration, the rationale for using NK cells over T cells, and why synthetic biology's three-target logic gates can distinguish cancer from healthy bone marrow cells. Lu also discusses plans for pivotal trials following RMAT designation, expansion into solid tumors, and where biotech innovation is accelerating versus where clinical translation bottlenecks remain. For biopharma professionals tracking cell therapy innovation, synthetic biology applications, and AML treatment advances.

Devocionais Pão Diário
DEVOCIONAL PÃO DIÁRIO | RAPIDEZ PARA OUVIR

Devocionais Pão Diário

Play Episode Listen Later Jan 24, 2026 2:31


Leitura Bíblica Do Dia: TIAGO 1:18-20 Plano De Leitura Anual: ÊXODO 9–11; MATEUS 15:21-39  Já fez seu devocional hoje? Aproveite e marque um amigo para fazer junto com você! Confira:  Meu batimento cardíaco acelerou quando abri a boca para refutar acusações que uma amiga querida fazia contra mim. O que eu postara on-line não tinha relação com ela, como ela insinuava. Mas antes de respondê-la, orei. Acalmei-me e ouvi o que ela dizia, e senti sua dor por trás das palavras. Ficou claro que era algo mais profundo do que a superfície aparentava. Minha amiga sofria, e a necessidade de me defender dissolveu-se ao escolher ajudá-la a lidar com a sua dor. Logo, entendi a exortação de Tiago: “estejam todos prontos para ouvir, mas não se apressem em falar nem em se irar” (1:19). Ouvir pode nos ajudar a entender o que há por trás das palavras, evitando a “ira humana [que] não produz a justiça divina” (v.20). Ouvir nos permite entender o coração. Senti que parar e orar me ajudou a lidar com minha amiga. Tornei-me sensível às palavras dela e deixei de lado a minha ira. Talvez se eu não tivesse orado, teria rebatido os pensamentos e compartilhado como me sentia ofendida. Mesmo nem sempre entendendo corretamente as instruções de Tiago, naquele dia, entendi. Parar para orar antes de permitir que a raiva e a ofensa tomassem conta de mim foi a chave para ouvir primeiro e falar depois. Oro para que Deus me dê sabedoria para fazer isso com mais frequência (PROVÉRBIOS 19:11).  Por: KATARA PATTON 

Arauto Repórter UNISC
No tempo do troco errado

Arauto Repórter UNISC

Play Episode Listen Later Jan 21, 2026 4:45


Na minha infância, nos finais de semana, íamos à casa de nossos avós para uma visita. Enquanto o pai ouvia as histórias do vô e a mãe ajudava a vó a passar o café, meu irmão e eu nos deliciávamos com o bolo mais saboroso do mundo. Mas a nossa grande expectativa era o que vinha depois do lanche: as moedinhas que o vô nos dava para comprar doces no mercadinho da esquina.Uma vez, voltei radiante após uma compra em que as moedas, misteriosamente, se multiplicaram: as balas não cabiam na mão. Mas meu avô, muito sério, me levou de volta ao bar para saber o que tinha acontecido.Trinta anos depois, estava eu, há vinte minutos, procurando uma vaga em um estacionamento lotado. Entrei para um local distante e fui caminhando até a entrada do shopping. Vi uma moça manobrar seu carro em uma vaga reservada para idosos. Ela estava junto com uma criança, e fiquei pensando no futuro adulto que aquela mãe está criando (talvez alguém que não dará valor para o que é certo e o que é errado).A moça passou por mim, em seu mundinho pequeno, enquanto um enorme desânimo me abateu. Se eu tivesse parado em uma das vagas reservadas para idosos (muitas estavam vazias), provavelmente já teria pago a minha conta e teria tido tempo de almoçar antes de voltar para o trabalho. Senti raiva. Também me senti uma tolo. Por fim, senti vergonha de mim mesmo e senti falta do meu avô.Certa vez, li uma citação do filósofo e escritor Mário Sergio Cortella que diz: “Falar sobre ética não é falar sobre alguém. É falar sobre nós”. Por isso, é preciso prestar mais atenção aos exemplos que estamos passando aos nossos filhos, amigos e até desconhecidos. Caso contrário, nos perderemos na sensação de que a falta de ética é normal.Ao me ensinar a devolver as balas que vieram a mais pelo erro do vendedor, meu avô me deu uma lição que nunca mais esqueci. Nas minhas lembranças de neto, além do seu jeito engraçado de fumar o cigarro de palha e do seu perfume exagerado após o banho, também carrego a saudade do velhinho que me ensinou a fazer o que é certo – mesmo quando parece difícil (e amargo) ter que me desfazer de vantagens (e doces) que a mim não pertencem.

Assunto Nosso
No tempo do troco errado

Assunto Nosso

Play Episode Listen Later Jan 21, 2026 4:45


Na minha infância, nos finais de semana, íamos à casa de nossos avós para uma visita. Enquanto o pai ouvia as histórias do vô e a mãe ajudava a vó a passar o café, meu irmão e eu nos deliciávamos com o bolo mais saboroso do mundo. Mas a nossa grande expectativa era o que vinha depois do lanche: as moedinhas que o vô nos dava para comprar doces no mercadinho da esquina.Uma vez, voltei radiante após uma compra em que as moedas, misteriosamente, se multiplicaram: as balas não cabiam na mão. Mas meu avô, muito sério, me levou de volta ao bar para saber o que tinha acontecido.Trinta anos depois, estava eu, há vinte minutos, procurando uma vaga em um estacionamento lotado. Entrei para um local distante e fui caminhando até a entrada do shopping. Vi uma moça manobrar seu carro em uma vaga reservada para idosos. Ela estava junto com uma criança, e fiquei pensando no futuro adulto que aquela mãe está criando (talvez alguém que não dará valor para o que é certo e o que é errado).A moça passou por mim, em seu mundinho pequeno, enquanto um enorme desânimo me abateu. Se eu tivesse parado em uma das vagas reservadas para idosos (muitas estavam vazias), provavelmente já teria pago a minha conta e teria tido tempo de almoçar antes de voltar para o trabalho. Senti raiva. Também me senti uma tolo. Por fim, senti vergonha de mim mesmo e senti falta do meu avô.Certa vez, li uma citação do filósofo e escritor Mário Sergio Cortella que diz: “Falar sobre ética não é falar sobre alguém. É falar sobre nós”. Por isso, é preciso prestar mais atenção aos exemplos que estamos passando aos nossos filhos, amigos e até desconhecidos. Caso contrário, nos perderemos na sensação de que a falta de ética é normal.Ao me ensinar a devolver as balas que vieram a mais pelo erro do vendedor, meu avô me deu uma lição que nunca mais esqueci. Nas minhas lembranças de neto, além do seu jeito engraçado de fumar o cigarro de palha e do seu perfume exagerado após o banho, também carrego a saudade do velhinho que me ensinou a fazer o que é certo – mesmo quando parece difícil (e amargo) ter que me desfazer de vantagens (e doces) que a mim não pertencem.

Verde Menta
42. Como tornar um dia mais mágico

Verde Menta

Play Episode Listen Later Jan 19, 2026 48:29


Senti que estávamos todos a precisar de mais magia no nosso dia a dia, por isso aqui vão uns pózinhos de perlimpimpim. Espero que gostem!

Psicologia Cognitiva Applicata
12 | L'IA ti ha appena fatto cambiare idea (e non te ne sei accorto)

Psicologia Cognitiva Applicata

Play Episode Listen Later Jan 19, 2026 6:56


Ti piace avere ragione online, vero? Senti quella scarica di adrenalina quando stai per smentire qualcuno con la logica e i fatti. Premi invio e ti senti invincibile. Ma immagina che dall'altra parte dello schermo non ci sia un umano che si stanca o si arrabbia. Immagina un'IA che ti ha "stalkerato" digitalmente per anni, che conosce le tue paure e i tuoi orgogli. Un'IA che non usa queste informazioni per attaccarti, ma per sedurti. Benvenuti nell'era dello "specchio algoritmico", dove non sai più se le tue opinioni sono davvero tue.

Alta Definição
Carlos M. Cunha: “Quando não tens nada, não tens nada a perder. Foi quando me senti mais livre, não ser escravo de coisa nenhuma. Esse foi o maior ensinamento que tive”

Alta Definição

Play Episode Listen Later Jan 17, 2026 57:48


Ator e improvisador, Carlos Cunha é convidado de Daniel Oliveira neste Alta Definição em podcast, onde revisita a sua história pessoal, fala da infância vivida no meio rural, marcada pela liberdade, pela natureza e por uma forte ligação à família. Nesta longa conversa intimista, Carlos Cunha destaca a educação exigente da mãe, a influência determinante dos mais velhos e os valores de honestidade, trabalho e perseverança que o moldaram desde cedo. O ator recorda a escola como espaço de descoberta, mas também de confronto, e explica como percebeu cedo que teria de construir o seu próprio caminho. Fala do medo de falhar, da responsabilidade de formar família e da relação profunda com a filha, que assume como referência pessoal. Ao longo da conversa com Daniel Oliveira, emitida na SIC a 17 de janeiro, Carlos Cunha sublinha a importância da resiliência, da curiosidade e da capacidade de adaptação, traçando o retrato de um percurso feito de escolhas difíceis, trabalho persistente e fidelidade às origens.See omnystudio.com/listener for privacy information.

il posto delle parole
Lauretana Satta "Parola di Cane"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Jan 17, 2026 24:12


Lauretana Satta, Sara De Cristofaro"Parola di Cane"I segreti della straordinaria relazione umano-caninaBaldini + Castoldiwww.baldinicastoldi.itI Cani sono affascinanti e una fonte continua di scoperte e sorprese. Pensiamo di avere accanto esseri spelanti e abbaianti che annusano cose orrende e per una polpetta venderebbero l'anima, ma quella pelliccia è un sistema di termoregolamentazione che fa invidia ai nostri tessuti più sviluppati, quell'abbaio è una comunicazione con decine di significati, quel naso che si infila negli angoli più disgustosi è un prodigio sensoriale che rileva anche ormoni, feromoni e fonti di calore, e la destrezza con cui rubano il cibo rivela capacità cognitive molto sviluppate. I Cani sono animali straordinari e molto più speciali di quello che si immagina. Abbiamo il dovere di cercare di capirli sempre di più e sempre meglio per poter dare loro quello di cui hanno veramente bisogno. Aprirsi alla relazione con il Cane ci fa vivere un'esperienza emotiva indescrivibile, ma quel magnifico legame è «solo» uno straordinario potenziale che per realizzarsi ha bisogno di comprensione, comunicazione, pazienza, flessibilità, accettazione, dedizione che sono anche fatica. Questo libro racconta il Cane nei suoi aspetti noti e meno noti, si sofferma sulla relazione con gli umani, sfata alcuni miti, offre suggerimenti per prevenire difficoltà e su come affrontarle nel caso ci fossero, e vuole essere un incoraggiamento e una conferma: scoprire chi è veramente il Cane e dedicarsi al Cane vale veramente la pena.Lauretana Satta è autrice e blogger. Dopo diversi anni dedicati alle relazioni internazionali e allo sport ha deciso di aprire il suo blog, «Dogdeliver», per condividere la sua esperienza con altri proprietari, futuri proprietari e chiunque sia interessato ai Cani.Sara De Cristofaro (Milano, 1979) è educatrice cinofila. Tante le esperienze con cani di canile, in allevamento e in campi di addestramento, seguiti da formazione continua attraverso seminari e corsi di specializzazione, dall'ambito sportivo (agility) a quello comportamentale. Con la Fondazione Prossimo Mio dona la formazione di cani da assistenza medica a persone con patologie croniche e, nel 2020, diventa preparatrice di cani allerta diabete. Con Lauretana Satta ha scritto Senti chi abbaia (2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Radio Empire
Senti chi tagga del 17 gennaio 2026

Radio Empire

Play Episode Listen Later Jan 17, 2026 55:55


Conduce Carolina Foti

Destino Saudade
T4, Ep. 19 | João V. Pinto: «Senti na pele a degradação do Benfica»

Destino Saudade

Play Episode Listen Later Jan 15, 2026 70:21


O Menino de Ouro dos anos 90 chama-se João Vieira Pinto e é especialíssimo convidado do DESTINO: SAUDADE. Há a noite de 14 de maio de 1994 em Alvalade, prova metafísica da perfeição num relvado de futebol, mas o génio não se esgota aí. JVP é bicampeão mundial de sub20 e o homem que atravessa o Vietname benfiquista com a equipa ao colo. Na primeira parte da conversa, o menino do Bairro do Falcão fala do aparecimento no Boavista, do falhanço em Madrid ao lado de Paulo Futre e da relação eterna com os seus antigos colegas da geração de Riade-89 e Lisboa-91.

Radio Empire
Senti chi Tagga del 10 gennaio 2026

Radio Empire

Play Episode Listen Later Jan 10, 2026 57:14


Conducono Carolina e Nat

Un passo al giorno
530 - Perché senti di non concludere mai niente?

Un passo al giorno

Play Episode Listen Later Jan 9, 2026 15:24


Ti capita di arrivare a fine giornata stanco, ma con la sensazione di non aver concluso nulla? In questa puntata parliamo di perché essere sempre occupati non significa davvero avanzare, e di come la sensazione di incompletezza non dipenda dalla quantità di lavoro, ma dalla mancanza di direzione. Se lavori in proprio, hai un progetto che fatica a prendere forma o senti di fare tanto senza vedere progresso, questo episodio ti aiuterà a cambiare prospettiva: dalle cose da fare a ciò che conta davvero.

Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ep. 233 - Come rendere il tuo anno straordinario (anche se oggi ti senti bloccata)

Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta

Play Episode Listen Later Dec 29, 2025 24:29


Come puoi rendere il tuo anno straordinario anche se oggi ti senti bloccata? In questo episodio ti accompagno dentro ciò che fa davvero la differenza tra un anno che passa e un anno che ti trasforma, anche quando ti senti stanca, confusa o senza motivazione. Se desideri un cambiamento reale, non fatto di buoni propositi che, appunto, restano solo propositi, ma di allineamento profondo, qui trovi 3 passaggi chiave di crescita personale che cambiano il modo in cui costruisci la tua vita. Condividerò anche una parte vera della mia storia, uno di quei momenti in cui continuavo ad andare avanti ignorando i segnali interiori, per mostrarti cosa succede quando smetti di spingere e inizi ad ascoltarti davvero. Scoprirai perché non serve fare di più, ma fare in modo diverso, e come piccoli passi identitari possono rendere il tuo anno straordinario anche se oggi non ti sembra possibile.

Spot Lyte On...
Bryan Senti: Strings, Migration, and Finding Home

Spot Lyte On...

Play Episode Listen Later Dec 28, 2025 47:22


Today we're putting The Tonearm's needle on violinist and composer Bryan Senti.Bryan Senti won a BAFTA for scoring the BBC series Mood. He's composed for films since 2015 and worked with artists like Regina Spektor and Mark Ronson. But his new album La Marea tells a different story—his father's story.La Marea takes Cuban migration and turns it into sound. His previous album, Manu, honored his Colombian mother through short violin pieces. This time, Bryan recorded with the Czech National Symphony Orchestra. The result mixes classical precision with Latin American folk traditions and ambient textures. He recorded it specifically for Dolby Atmos. 800 tracks of strings, all acoustic, creating what he calls the feeling of being adrift at sea.In this conversation, I talk with Bryan about rediscovering the violin as an adult, how techno influenced a string orchestra album, and what it means to honor family stories through music.(The musical excerpts heard in the interview are from Bryan Senti's album La Marea)–Dig DeeperVisit Bryan Senti at bryansenti.comFollow Bryan Senti on Instagram, Facebook, Bluesky, and YouTubePurchase Bryan Senti's La Marea from Bandcamp or Qobuz and listen on your streaming platform of choiceBryan Senti's previous album ManuDustin O'Halloran - composer and collaboratorFrancesco Donadello - mixer, Synecdoche Music ResearchJustin Moshkevich - co-producer, Igloo MusicSpencer Zahn - bassist, 'Quiet in a World Full of Noise'Noah Hoffeld - cellistRrose - techno artistCzech National Symphony OrchestraAndrea Franco - video directorDig into this episode's complete show notes at podcast.thetonearm.com–• Did you enjoy this episode? Please share it with a friend! You can also rate The Tonearm ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ and leave a review on Apple Podcasts.• Subscribe! Be the first to check out each new episode of The Tonearm in your podcast app of choice.• Looking for more? Visit podcast.thetonearm.com for bonus content, web-only interviews + features, and the Talk Of The Tonearm email newsletter. You can also follow us on Bluesky, Mastodon, YouTube, and LinkedIn.• Be sure to bookmark our online magazine, The Tonearm! → thetonearm.com Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

Spotlight On
Bryan Senti: Strings, Migration, and Finding Home

Spotlight On

Play Episode Listen Later Dec 28, 2025 47:22


Today we're putting The Tonearm's needle on violinist and composer Bryan Senti.Bryan Senti won a BAFTA for scoring the BBC series Mood. He's composed for films since 2015 and worked with artists like Regina Spektor and Mark Ronson. But his new album La Marea tells a different story—his father's story.La Marea takes Cuban migration and turns it into sound. His previous album, Manu, honored his Colombian mother through short violin pieces. This time, Bryan recorded with the Czech National Symphony Orchestra. The result mixes classical precision with Latin American folk traditions and ambient textures. He recorded it specifically for Dolby Atmos. 800 tracks of strings, all acoustic, creating what he calls the feeling of being adrift at sea.In this conversation, I talk with Bryan about rediscovering the violin as an adult, how techno influenced a string orchestra album, and what it means to honor family stories through music.(The musical excerpts heard in the interview are from Bryan Senti's album La Marea)–Dig DeeperVisit Bryan Senti at bryansenti.comFollow Bryan Senti on Instagram, Facebook, Bluesky, and YouTubePurchase Bryan Senti's La Marea from Bandcamp or Qobuz and listen on your streaming platform of choiceBryan Senti's previous album ManuDustin O'Halloran - composer and collaboratorFrancesco Donadello - mixer, Synecdoche Music ResearchJustin Moshkevich - co-producer, Igloo MusicSpencer Zahn - bassist, 'Quiet in a World Full of Noise'Noah Hoffeld - cellistRrose - techno artistCzech National Symphony OrchestraAndrea Franco - video directorDig into this episode's complete show notes at podcast.thetonearm.com–• Did you enjoy this episode? Please share it with a friend! You can also rate The Tonearm ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ and leave a review on Apple Podcasts.• Subscribe! Be the first to check out each new episode of The Tonearm in your podcast app of choice.• Looking for more? Visit podcast.thetonearm.com for bonus content, web-only interviews + features, and the Talk Of The Tonearm email newsletter. You can also follow us on Bluesky, Mastodon, YouTube, and LinkedIn.• Be sure to bookmark our online magazine, The Tonearm! → thetonearm.com Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

Leggendo Miracoli
378. Se non ti senti abbastanza, ti manca un pezzo, di verità.

Leggendo Miracoli

Play Episode Listen Later Dec 28, 2025 10:29


Soffriamo perché pensiamo che il mondo abbia il potere di ferirci, giudicarci, definirci.Ci sentiamo inferiori, non abbastanza rispetto agli altri, alle circostanze, alle (nostre) aspettative.Questo episodio è qui per ricordarti la tua interezza e il tuo successo, non con il significato che conosci tu. È qui per ricordarti che il senso di tutto è da un'altra parte, esiste senza in tuo sforzo e anche se tu non lo vedi, riconosci o approvi. È per ricordarti che tu non sai cosa sia davvero giusto per te: lasciati sorprendere.Buon ascolto

Senti un po'
Senti un po' di sabato 27/12/2025

Senti un po'

Play Episode Listen Later Dec 27, 2025 58:49


Senti un po' è un programma della redazione musicale di Radio Popolare, curata e condotta da Niccolò Vecchia, che da vent'anni si occupa di novità musicali su queste frequenze. Ospiti, interviste, minilive, ma anche tanta tanta musica nuova. 50 minuti (circa…) con cui orientarsi tra le ultime uscite italiane e internazionali. Da ascoltare anche in Podcast (e su Spotify con le playlist della settimana). Senti un po'. Una trasmissione di Niccolò Vecchia In onda il sabato dalle 18.30 alle 19.30.

Mamma Superhero
Ep. 335: Se oggi ti senti un po' sopraffatta, questo è per te

Mamma Superhero

Play Episode Listen Later Dec 25, 2025 7:39


Le emozioni non seguono il calendario. Forse per te il Natale porta gioia e serenità, o forse porta rabbia e tristezza. Le tue emozioni sono valide, indipendentemente dal giorno rosso sul calendario.In questo episodio ti porto alcune riflessioni per normalizzare qualsiasi cosa tu stia provando.Buon Natale Lascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito che diffonde il respectful parenting e supporta la genitorialità.*** Seguimi sui socialInstagram:  https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook:  https://www.facebook.com/mammasuperhero

Dear Alice
Vuoi di più ma ti senti in colpa? Il paradosso che sabota la tua crescita

Dear Alice

Play Episode Listen Later Dec 23, 2025 17:26


Ti sei mai chiesta se volere di più significhi essere insoddisfatta?O se essere grata per ciò che hai voglia dire smettere di crescere?In questo episodio ti accompagno dentro uno dei paradossi più profondi della crescita personale: tenere insieme il desiderio di migliorare e la gratitudine per il presente, senza scegliere uno a scapito dell'altro.– Perché volere di più non è sempre sinonimo di insoddisfazione– Come smettere di rimandare la felicità a un “quando andrà meglio”– La trappola del vivere sempre nel futuro e perché non funziona– In che modo puoi coltivare sogni e progettualità senza perdere il presente– Come creare una tensione sana tra ciò che è e ciò che può diventareForse la crescita non sta nello scegliere tra gratitudine e ambizione, ma nell'imparare a farle convivere.Se questo episodio ti è stato utile, condividilo e lascia una recensione.

The Ugandan Boy Talk Show
He Quit His 9–5 to Open a Ugandan Restaurant in America

The Ugandan Boy Talk Show

Play Episode Listen Later Dec 19, 2025 69:20


Senteza “Sentie” Kironde is a Ugandan chef, entrepreneur, and founder of Senti's Kitchen — a Ugandan restaurant in the United States promoting culture through food and music.In this powerful episode of The Ugandan Boy Talk Show, Sentie opens up about his journey from growing up in Uganda to moving to America, earning a Business degree and MBA from Babson College, working in finance, and ultimately quitting his 9–5 job to pursue his true calling in the culinary arts.We talk about starting to cook at just nine years old, the influence of his father — renowned chef Apollo Kadumukasa Kironde II — the challenges of life in the diaspora, and the risks that come with choosing purpose over comfort.This conversation dives deep into Ugandan cuisine, cultural identity, entrepreneurship, family, and what it really takes to build something meaningful abroad while staying connected to home.

Julien Cazarre
L'ARCOM DU COM : Pipo Genin et Greg Paisley sur Bein Sports qui ont bien senti le coup sur le but de Kvara – 17/12

Julien Cazarre

Play Episode Listen Later Dec 18, 2025 3:30


Nouveaux pilotes, un brin déjantés, à bord de la Libre Antenne sur RMC ! Jean-Christophe Drouet et Julien Cazarre prennent le relais. Après les grands matchs, quand la lumière reste allumée pour les vrais passionnés, place à la Libre Antenne : un espace à part, entre passion, humour et dérision, débats enflammés, franc-parler et second degré. Un rendez-vous nocturne à la Cazarre, où l'on parle foot bien sûr, mais aussi mauvaise foi, vannes, imitations et grands moments de radio imprévisibles !

Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ep. 231 - Perché la tua vita non cambia (quello che devi sapere)

Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta

Play Episode Listen Later Dec 15, 2025 13:56


Senti di sapere cosa vuoi cambiare e lo desideri davvero eppure c'è qualcosa che, inevitabilmente, ti riporta sempre indietro! Non è mancanza di forza di volontà e non nemmeno una questione di sole abitudini. Allora che cos'è? È che stai ancora scegliendo con le paure, le priorità e le etichette della tua vecchia identità. Ogni volta che provi a cambiare, quella parte di te cerca di proteggerti riportandoti verso ciò che è familiare, non verso ciò che è giusto per te oggi. E questo rende il cambiamento faticoso e difficile al punto che ti fa mollare. Ma c'è qualcosa che puoi fare, fin da subito, per smettere di restare bloccata e far brillare quella versione di te che tanto desideri e che è già pronta per una vita più autentica. Te lo racconto in questo episodio! Non te lo perdere!

WGospel.com
Ficar longe da zona proibida

WGospel.com

Play Episode Listen Later Dec 13, 2025 5:10


TEMPO DE REFLETIR 01612 – 13 de dezembro de 2025 I Pedro 5:8 – Estejam alerta e vigiem. O diabo, o inimigo de vocês, anda ao redor como leão, rugindo e procurando a quem possa devorar. Na revista Seleções, Jim Grant conta a história de um homem de negócios com excesso de peso que decidiu que estava na hora de perder uns bons quilos. Levava a sério sua dieta, chegando mesmo a mudar de rota para evitar a doceria favorita. Certa manhã, entretanto, ele apareceu no trabalho com um bolo gigante de chocolate. Os colegas de escritório começaram a zombar dele, mas ele permanecia impassível com seu sorriso. “Este é um bolo especial”, disse. “Acidentalmente, tive que passar em frente à doceria nesta manhã e ali, na vitrine, havia grande quantidade de bolos. Senti que não era tão acidental assim, e orei: ‘Senhor, se é de Tua vontade que eu compre um destes bolos de chocolate, que haja um lugar para estacionar em frente da porta da doceria'. Depois de oito voltas na quadra, apareceu o lugar.” A tentação vem. Não importa se é um pedaço de bolo, ou alguma coisa que você não deve ter, algo que você não deve fazer, ou um lugar onde não deve ir. O aviso é: “Fique longe da zona de perigo!” Paulo diz: “Fujam da imoralidade” (1Co 6:18). Quer dizer, corra na direção contrária. Se você tem problemas com bebida alcoólica, não passe em frente ao bar. Se gosta de dançar, não vá aonde possa escutar o som da “balada”. Em outras palavras, não fique nadando nem brincando ao redor da isca, muito menos olhando para ela. Quão perto posso me aproximar do fogo e não me queimar? E se eu sair quando sentir cheiro de fumaça? A preocupação deve ser: Como posso ficar o mais longe possível do pecado? O diabo pode dizer: “Tire uma folga espiritual neste fim de semana. Só hoje à noite. Só uma hora. Afinal, é só uma visita à zona proibida. Você é maduro e sabe que não vai ficar lá.” Por ocasião do lançamento do filme A Paixão de Cristo, Mel Gibson esteve presente a uma grande concentração de pastores na cidade de Chicago. Perguntaram-lhe por que tinha colocado uma mulher com véu para representar o mal. “O mal toma a forma de beleza, é quase bonito… ele se disfarça e se mascara, mas se as antenas de vocês estiverem ligadas, vão identificá-lo.” Pedro adverte: “Cuidado, há um leão predador pronto para saltar sobre a presa. Nada de cochilar!” Através do poder da graça de Deus, você experimentará vitória sobre a tentação. Reflita sobre isso no dia de hoje e ore comigo agora: Obrigado, Pai, por toda a orientação que tens dado a nós, Teus filhos, sobre a tentação e as trágicas consequências do pecado. Por favor, fica sempre ao nosso lado! Em nome de Jesus, amém! Saiba como receber as mensagens diárias do Tempo de Refletir: -> No celular, instale o aplicativo MANAH. -> Para ver/ouvir no YouTube, inscreva-se neste Canal: youtube.com/AmiltonMenezes7 -> Tenha os nossos aplicativos em seu celular: https://www.wgospel.com/aplicativos -> Para receber pelo WhatsApp, adicione 41 99893-2056 e mande um recadinho pedindo os áudios. -> Participe do nosso canal no TELEGRAM: TELEGRAM AMILTON MENEZES . -> Participe do nosso canal no WhatsApp: WHATSAPP CHANNEL Amilton Menezes . -> Instagram: https://www.instagram.com/amiltonmenezes7/ -> Threads: https://www.threads.net/@amiltonmenezes7 -> X (Antigo Twitter): https://x.com/AmiltonMenezes -> Facebook: facebook.com/AmiltonMenezes

City Cast Pittsburgh
How 2015 Shaped Pittsburgh's Food Scene

City Cast Pittsburgh

Play Episode Listen Later Dec 9, 2025 40:29


Some of our favorite restaurants are celebrating their 10th anniversaries! That includes places like Driftwood Oven (home of the ever-popular sourdough pizza) and Butterwood Bake Consortium (known for its late night cakes). What was happening a decade ago that allowed these restaurants to flourish — and how did they change Pittsburgh's food scene? Post-Gazette dining critic Hal B. Klein joins host Megan Harris to discuss his Class of 2015 series and share how spots like Senti and Scratch & Co. totally rocked our local dining scene. Get more from City Cast Pittsburgh when you become a City Cast Pittsburgh Neighbor. You'll enjoy perks like ad-free listening, invitations to members only events and more. Join now at https://membership.citycast.fm or gift a membership at https://membership.citycast.fm/gifts. Learn more about the sponsors of this December 9th episode: Fulton Commons Babbel - Get up to 55% off at Babbel.com/CITYCAST Aura Frames - Get $35 off the Carver Mat frame with Promo Code CITYCAST Want more Pittsburgh news?  Sign up for our daily morning Hey Pittsburgh newsletter. We're on Instagram @CityCastPgh. Text or leave us a voicemail at 412-212-8893. Interested in advertising with City Cast? Find more info here. 

Oxigênio
#207 – Especial: A cobertura jornalística na COP30

Oxigênio

Play Episode Listen Later Dec 9, 2025 38:16


No episódio de hoje, você escuta uma conversa um pouco diferente: um bate-papo com as pesquisadoras Germana Barata e Sabine Righetti, ambas do Laboratório de Estudos Avançados em Jornalismo (Labjor). Elas estiveram na COP30 e conversaram com Mayra Trinca sobre a experiência de cobrir um evento ambiental tão relevante e sobre quais foram os pontos fortes da presença da imprensa independente.  __________________________________________________________________________________ TRANSCRIÇÃO [música] Mayra: Olá, eu sou a Mayra, você já deve me conhecer aqui do Oxigênio. Hoje a gente vai fazer uma coisa um pouquinho diferente do que vocês estão acostumados. E eu trouxe aqui duas pesquisadoras do LabJor pra contar um pouquinho da experiência delas na COP30, que rolou agora em novembro. Então vai ser um episódio um pouco mais bate-papo, mas eu prometo que vai ficar legal. Vou pedir pra elas se apresentarem e a gente já começa a conversar. Então eu estou com a Germana Barata e a Sabine Righetti, que são pesquisadoras aqui do Labjor. Germana, se apresenta pra gente, por favor. Germana: Olá, pessoal, eu sou a Germana. Obrigada, Maíra, pelo convite pra estar aqui com vocês no Oxigênio. Eu sou pesquisadora do LabJor, do aula também por aqui, e tenho coordenado aí uma rede de comunicação sobre o oceano, que é a Ressou Oceano, que é o motivo da minha ida pra COP30.Então a gente vai ter a oportunidade de contar um pouquinho do que foi essa aventura na COP30. Mayra: Agora, Sabine, se apresenta pra gente, por favor. Sabine: Oi, pessoal, um prazer estar aqui. Sou pesquisadora aqui no LabJor, ouvinte do Oxigênio, e trabalho entendendo como que o conhecimento científico é produzido e circula na sociedade, sobretudo pela imprensa. Então esse foi um assunto central na COP lá em Belém. [vinheta]  Mayra: Eu trouxe a Sabine e a Germana, porque, bom, são pesquisadoras do Labjor que foram pra COP, mas pra gente conhecer um pouquinho o porquê que elas foram até lá a partir das linhas de interesse e de pesquisa. Então, meninas, contem pra gente por que vocês resolveram ir até a COP e o que isso está relacionado com as linhas de trabalho de vocês. Germana: Bom, acho que uma COP no Brasil, no coração da Amazônia, é imperdível por si.  Sabine: Não tinha como não ir.  Germana: Não, não tinha. E como eu atuo nessa área da comunicação sobre o oceano pra sociedade, esse é um tema que a comunidade que luta pela saúde do oceano tem trabalhado com muito afinco para que o oceano tenha mais visibilidade nos debates sobre mudanças climáticas. Então esse foi o motivo que eu percebi que era impossível não participar dessa grande reunião. Enfim, também numa terra onde eu tenho família, Belém do Pará é a terra do meu pai, e uma terra muito especial, uma cidade muito especial, eu acho que por tantos motivos era imperdível realmente essa experiência na COP. Sabine: Voltamos todas apaixonadas por Belém. O pessoal extremamente acolhedor, a cidade incrível, foi maravilhoso. Eu trabalho tentando compreender como a ciência, conhecimento científico, as evidências circulam na sociedade, na sociedade organizada. Então entre jornalistas, entre tomadores de decisão, entre grupos específicos. E no meu entendimento a COP é um espaço, é um grande laboratório sobre isso, porque a ciência já mostrou o que está acontecendo, a ciência já apontou, aliás faz tempo que os cientistas alertam, e que o consenso científico é muito claro sobre as mudanças climáticas. Então o que falta agora é essa informação chegar nos grupos organizados, nos tomadores de decisão, nas políticas públicas, e quem pode realmente bater o martelo e alterar o curso das mudanças climáticas. Claro que a gente precisa de mais ciência, mas a gente já sabe o que está acontecendo. Então me interessou muito circular e entender como que a ciência estava ou não. Porque muitos ambientes, as negociações, os debates, eles traziam mais desinformação ou falsa controvérsia do que a ciência em si. Germana: E é a primeira vez que a COP abrigou um pavilhão de cientistas. Então acho que esse é um marco, tanto para cientistas quanto outros pavilhões, outras presenças que foram inéditas ou muito fortes na COP, como dos povos indígenas ou comunidades tradicionais, mas também de cientistas, que antes, claro, os cientistas sempre foram para as COPs, mas iam como individualmente, vamos dizer assim. Sabine: Para a gente entender, quem não tem familiaridade com COP, os pavilhões, e isso eu aprendi lá, porque eu nunca tinha participado de uma COP, os pavilhões são como se fossem grandes estandes que têm uma programação própria e acontecem debates e manifestações, eventos diversos, culturais, enfim. Então a zona azul, que a gente chama, que é a área central da COP, onde tem as discussões, as tomadas de decisão, tem um conjunto de pavilhões. Pavilhões de países, pavilhões de temas. Oceanos também foi a primeira vez, né? Germana: Não foi a primeira vez, foi o terceiro ano, a terceira COP, mas estava enorme, sim, para marcar a presença. Mayra: O Oceano foi a primeira vez que estava na Blue Zone ou antes ele já estava na zona azul também? Germana: Ele já estava na Blue Zone, já estava na zona azul, é a terceira vez que o Oceano está presente como pavilhão, mas é a primeira vez que o Oceano realmente ocupou, transbordou, digamos assim, os debates, e os debates, incluindo o Oceano, acabaram ocupando, inclusive, dois dias oficiais de COP, que foram os dias 17 e 18, na programação oficial das reuniões, dos debates. Então é a primeira vez que eu acho que ganha um pouco mais de protagonismo, digamos assim. Mayra: E vocês participaram de quais pavilhões? Porque a gente tem o pavilhão dos Oceanos, tinha um pavilhão das universidades, que inclusive foi organizado por pesquisadores da Unicamp, não necessariamente aqui do Labjor, mas da Unicamp como um todo, e eu queria saber por quais pavilhões vocês passaram. Germana, com certeza, passou pelo do Oceano, mas além do Oceano, quais outros? Vocês passaram por esse das universidades? Como é que foi? Sabine: Eu apresentei um trabalho nesse contexto dos pavilhões, como espaço de discussão e de apresentações, eu apresentei um resultado de um trabalho que foi um levantamento de dados sobre ponto de não retorno da Amazônia com ajuda de inteligência artificial. Eu tenho trabalhado com isso, com leitura sistemática de artigos científicos com ajuda de inteligência artificial e tenho refletido como a gente consegue transformar isso numa informação palatável, por exemplo, para um tomador de decisão que não vai ler um artigo, muito menos um conjunto de artigos, e a gente está falando de milhares. Eu apresentei no pavilhão que a gente chamava de pavilhão das universidades que tinha um nome em inglês que era basicamente a Educação Superior para a Justiça Climática. Ele foi organizado institucionalmente pela Unicamp e pela Universidade de Monterrey, no México, e contou com falas e debates de vários cientistas do mundo todo, mas esse não era o pavilhão da ciência. Tinha o pavilhão da ciência e tinha os pavilhões dos países, os pavilhões temáticos, caso de oceanos, que a gente comentou. Então, assim, eu circulei em todos, basicamente. Me chamou muita atenção o dos oceanos, que de fato estava com uma presença importante, e o pavilhão da China, que era o maior dos pavilhões, a maior delegação, os melhores brindes. Era impressionante a presença da China e as ausências. Os Estados Unidos, por exemplo, não estava, não tinha o pavilhão dos Estados Unidos. Então, as presenças e as ausências também chamam a atenção.  Mayra: Tinha o pavilhão do Brasil?  Sabine: Tinha. Germana: Tinha um pavilhão maravilhoso.  Sabine: Maravilhoso e com ótimo café. Germana: É, exatamente.  Sabine: Fui lá várias vezes tomar um café.  Germana: Inclusive vendendo a ideia do Brasil como um país com produtos de qualidade,né, que é uma oportunidade de você divulgar o seu país para vários participantes de outros países do mundo. E acho que é importante a gente falar que isso, que a Sabine está falando dos pavilhões, era zona azul, ou seja, para pessoas credenciadas. Então, a programação oficial da COP, onde as grandes decisões são tomadas, são ali.  Mas tinha a zona verde, que também tem pavilhões, também tinha pavilhão de alguns países, mas, sobretudo, Brasil, do Estado do Pará, de universidades etc., que estava belíssimo, aberta ao público, e também com uma programação muito rica para pessoas que não necessariamente estão engajadas com a questão das mudanças… Sabine: Muito terceiro setor.  Germana: Exatamente.  Sabine: Movimentos sociais. Germana: E fora a cidade inteira que estava, acho que não tem um belenense que vai dizer o que aconteceu aqui essas semanas, porque realmente os ônibus, os táxis, o Teatro da Paz, que é o Teatro Central de Belém, todos os lugares ligados a eventos, mercados, as docas… Sabine: Museus com programação. Germana: Todo mundo muito focado com programação, até a grande sorveteria maravilhosa Cairu, que está pensando inclusive de expandir aqui para São Paulo, espero que em breve, tinha um sabor lá, a COP30. Muito legal, porque realmente a coisa chegou no nível para todos.  Mayra: O que era o sabor COP30? Fiquei curiosa.  Sabine: O de chocolate era pistache.  Germana: Acho que era cupuaçu, pistache, mais alguma coisa. Sabine: Por causa do verde. É que tinha bombom COP30 e tinha o sorvete COP30, que tinha pistache, mas acho que tinha cupuaçu também. Era muito bom. Germana: Sim, tinha cupuaçu. Muito bom! Mayra: Fiquei tentada com esse sorvete agora. Só na próxima COP do Brasil.  [música] Mayra: E para além de trabalho, experiências pessoais, o que mais chamou a atenção de vocês? O que foi mais legal de participar da COP? Germana: Eu já conheci a Belém, já fui algumas vezes para lá, mas fazia muitos anos que eu não ia. E é incrível ver o quanto a cidade foi transformada em relação à COP. Então, a COP deixa um legado para os paraenses. E assim, como a Sabine tinha dito no começo, é uma população que recebeu todos de braços abertos, e eu acho que eu estava quase ali como uma pessoa que nunca tinha ido para Belém. Então, lógico que a culinária local chama muito a atenção, o jeito dos paraenses, a música, que é maravilhosa, não só o carimbó, as mangueiras dando frutos na cidade, que é algo que acho que chama a atenção de todo mundo, aquelas mangas caindo pela rua. Tem o lado ruim, mas a gente estava vendo ali o lado maravilhoso de inclusive segurar a temperatura, porque é uma cidade muito quente. Mas acho que teve todo esse encanto da cultura muito presente numa reunião que, há muitos anos atrás, era muito diplomática, política e elitizada. Para mim, acho que esse é um comentário geral, que é uma COP que foi muito aberta a muitas vozes, e a cultura paraense entrou ali naturalmente por muitos lugares. Então, isso foi muito impressionante. Sabine: Concordo totalmente com a Germana, é uma cidade incrível. Posso exemplificar isso com uma coisa que aconteceu comigo, que acho que resume bem. Eu estava parada na calçada esperando um carro de transporte, pensando na vida, e aí uma senhora estava dirigindo para o carro e falou: “Você é da COP? Você está precisando de alguma coisa?” No meio da rua do centro de Belém. Olhei para ela e falei, Moça, não estou acostumada a ter esse tipo de tratamento, porque é impressionante. O acolhimento foi uma coisa chocante, muito positiva. E isso era um comentário geral. Mas acho que tem um aspecto que, para além do que estávamos falando aqui, da zona azul, da zona verde, da área oficial da COP, como a Germana disse, tinha programação na cidade inteira. No caso da COP de Belém, acho que aconteceu algo que nenhuma outra COP conseguiu proporcionar. Por exemplo, participei de um evento completamente lateral do terceiro setor para discutir fomento para projetos de jornalismo ligados à divulgação científica. Esse evento foi no barco, no rio Guamá que fala, né? Guamá. E foi um passeio de barco no pôr do sol, com comida local, com banda local, com músicos locais, com discussão local, e no rio. É uma coisa muito impressionante como realmente você sente a cidade. E aquilo tem uma outra… Não é uma sala fechada.Estamos no meio de um rio com toda a cultura que Belém oferece. Eu nunca vou esquecer desse momento, dessa discussão. Foi muito marcante. Totalmente fora da programação da COP. Uma coisa de aproveitar todo mundo que está na COP para juntar atores sociais, que a gente fala, por uma causa comum, que é a causa ambiental. Mayra: Eu vou abrir um parênteses e até fugir um pouco do script que a gente tinha pensado aqui, mas porque ouvindo vocês falarem, eu fiquei pensando numa coisa. Eu estava essa semana conversando com uma outra professora aqui do Labjor, que é a professora Suzana. Ouvintes, aguardem, vem aí esse episódio. E a gente estava falando justamente sobre como é importante trazer mais emoção para falar de mudanças climáticas. Enfim, cobertura ambiental, etc. Mas principalmente com relação a mudanças climáticas.  E eu fiquei pensando nisso quando vocês estavam falando. Vocês acham que trazer esse evento para Belém, para a Amazônia, que foi uma coisa que no começo foi muito criticada por questões de infraestrutura, pode ter tido um efeito maior nessa linha de trazer mais encanto, de trazer mais afeto para a negociação. Germana: Ah, sem dúvida.  Mayra: E ter um impacto que em outros lugares a gente não teria. Germana: A gente tem que lembrar que até os brasileiros desconhecem a Amazônia. E eu acho que teve toda essa questão da dificuldade, porque esses grandes eventos a gente sempre quer mostrar para o mundo que a gente é organizado, desenvolvido, enfim. E eu acho que foi perfeita a escolha. Porque o Brasil é um país desigual, riquíssimo, incrível, e que as coisas podem acontecer. Então a COP, nesse sentido, eu acho que foi também um sucesso, mesmo a questão das reformas e tudo o que aconteceu, no tempo que tinha que acontecer, mas também deu um tom diferente para os debates da COP30. Não só porque em alguns momentos da primeira semana a Zona Azul estava super quente, e eu acho que é importante quem é do norte global entender do que a gente está falando, de ter um calor que não é o calor deles, é um outro calor, que uma mudança de um grau e meio, dois graus, ela vai impactar, e ela já está impactando o mundo, mas também a presença dos povos indígenas eu acho que foi muito marcante. Eu vi colegas emocionados de falar, eu nunca vi tantas etnias juntas e populações muito organizadas, articuladas e preparadas para um debate de qualidade, qualificado. Então eu acho que Belém deu um outro tom, eu não consigo nem imaginar a COP30 em São Paulo. E ali teve um sentido tanto de esperança, no sentido de você ver quanto a gente está envolvida, trabalhando em prol de frear essas mudanças climáticas, o aquecimento, de tentar brecar realmente um grau e meio o aquecimento global. Mas eu acho que deu um outro tom. Sabine: Pegou de fato no coração, isso eu não tenho a menor dúvida. E é interessante você trazer isso, porque eu tenho dito muito que a gente só consegue colar mensagem científica, evidência, se a gente pegar no coração. Se a gente ficar mostrando gráfico, dado, numa sala chata e feia e fechada, ninguém vai se emocionar. Mas quando a gente sente a informação, isso a COP30 foi realmente única, histórica, para conseguir trazer esse tipo de informação emocional mesmo. [música] Mayra: E com relação a encontros, para gente ir nossa segunda parte, vocês encontraram muita gente conhecida daqui do Labjor, ou de outros lugares. O que vocês perceberam que as pessoas estavam buscando na COP e pensando agora em cobertura de imprensa? Porque, inclusive, vocês foram, são pesquisadoras, mas foram também junto com veículos de imprensa. Germana: Eu fui numa parceria com o jornal (o) eco, que a gente já tem essa parceria há mais de dois anos. A Ressou Oceano tem uma coluna no (o) eco. Portanto, a gente tem um espaço reservado para tratar do tema oceano. Então, isso para a gente é muito importante, porque a gente não tem um canal próprio, mas a gente estabeleça parcerias com outras revistas também. E o nosso objetivo realmente era fazer mais ou menos uma cobertura, estou falando mais ou menos, porque a programação era extremamente rica, intensa, e você acaba escolhendo temas onde você vai se debruçar e tratar. Mas, comparando com a impressão, eu tive na COP da biodiversidade, em 2006, em Curitiba, eu ainda era uma estudante de mestrado, e uma coisa que me chamou muito a atenção na época, considerando o tema biodiversidade, era a ausência de jornalistas do norte do Brasil. E, para mim, isso eu escrevi na época para o Observatório de Imprensa, falando dessa ausência, que, de novo, quem ia escrever sobre a Amazônia ia ser o Sudeste, e que, para mim, isso era preocupante, e baixa presença de jornalistas brasileiros também, na época.  Então, comparativamente, essa COP, para mim, foi muito impressionante ver o tamanho da sala de imprensa, de ver, colegas, os vários estúdios, porque passávamos pelos vários estúdios de TV, de várias redes locais, estaduais e nacionais. Então, isso foi muito legal de ver como um tema que normalmente é coberto por poucos jornalistas especializados, de repente, dando o exemplo do André Trigueiro, da Rede Globo, que é um especialista, ele consegue debater com grandes cientistas sobre esse tema, e, de repente, tinha uma equipe gigantesca, levaram a abertura dos grandes jornais para dentro da COP. Isso muda, mostra a relevância que o evento adquiriu. Também pela mídia, e mídia internacional, com certeza.  Então, posso falar depois de uma avaliação que fizemos dessa cobertura, mas, a princípio, achei muito positivo ver uma quantidade muito grande de colegas, jornalistas, e que chegou a quase 3 mil, foram 2.900 jornalistas presentes, credenciados. Sabine: E uma presença, os veículos grandes, que a Germana mencionou, internacionais, uma presença também muito forte de veículos independentes. O Brasil tem um ecossistema de jornalismo independente muito forte, que é impressionante, e, inclusive, com espaços consideráveis. Novamente, para entender graficamente, a sala de imprensa é gigantesca em um evento desse, e tem alguns espaços, algumas salas reservadas para alguns veículos. Então, veículos que estão com uma equipe muito grande têm uma sala reservada, além dos estúdios, de onde a Globo entrava ao vivo, a Andréia Sadi entrava ao vivo lá, fazendo o estúdio i direto da COP, enfim. Mas, dentro da sala de imprensa, tem salas reservadas, e algumas dessas salas, para mencionar, a Amazônia Vox estava com uma sala, que é um veículo da região norte de jornalismo independente, o Sumaúma estava com uma sala, o Sumaúma com 40 jornalistas, nessa cobertura, que também… O Sumaúma é bastante espalhado, mas a Eliane Brum, que é jornalista cofundadora do Sumaúma, fica sediada em Altamira, no Pará. Então, é um veículo nortista, mas com cobertura no país todo e, claro, com olhar muito para a região amazônica. Então, isso foi, na minha perspectiva, de quem olha para como o jornalismo é produzido, foi muito legal ver a força do jornalismo independente nessa COP, que certamente foi muito diferente. Estava lá o jornalismo grande, comercial, tradicional, mas o independente com muita força, inclusive alguns egressos nossos no jornalismo tradicional, mas também no jornalismo independente. Estamos falando desde o jornalista que estava lá pela Superinteressante, que foi nossa aluna na especialização, até o pessoal do Ciência Suja, que é um podcast de jornalismo independente, nosso primo aqui do Oxigênio, que também estava lá com um olhar muito específico na cobertura, olhando as controvérsias, as falsas soluções. Não era uma cobertura factual. Cada jornalista olha para aquilo tudo com uma lente muito diferente. O jornalismo independente, o pequeno, o local, o grande, o internacional, cada um está olhando para uma coisa diferente que está acontecendo lá, naquele espaço em que acontece muita coisa. [som de chamada]  Tássia: Olá, eu sou a Tássia, bióloga e jornalista científica. Estou aqui na COP30, em Belém do Pará, para representar e dar voz à pauta que eu trabalho há mais de 10 anos, que é o Oceano.  Meghie: Oi, gente, tudo bem? Meu nome é Meghie Rodrigues, eu sou jornalista freelancer, fui aluna do Labjor. Estamos aqui na COP30, cobrindo adaptação. Estou colaborando com a Info Amazônia, com Ciência Suja. Pedro: Oi, pessoal, tudo bem? Eu sou Pedro Belo, sou do podcast Ciência Suja, sou egresso do LabJor, da turma de especialização. E a gente veio para cobrir um recorte específico nosso, porque a gente não vai ficar tanto em cima do factual ali, do hard news, das negociações. A gente veio buscar coisas que, enfim, picaretagens, coisas que estão aí, falsas soluções para a crise climática. Paula: Eu sou Paula Drummond, eu sou bióloga e eu fiz jornalismo científico. Trabalho nessa interface, que é a que eu sempre procurei, de ciência tomada de decisão, escrevendo policy briefs. [música]  Mayra: Acho que esse é um ponto forte para tratarmos aqui, que vai ser o nosso encerramento, falar um pouco da importância desses veículos independentes na COP, tanto do ponto de vista de expandir a cobertura como um todo, da presença mesmo de um grande número de jornalistas, quanto das coberturas especializadas. Então, eu queria saber qual é a avaliação que vocês fizeram disso, se vocês acham que funcionou, porque a gente teve muita crítica com relação à hospedagem, isso e aquilo. Então, ainda tivemos um sucesso de cobertura de imprensa na COP? Isso é uma pergunta. E por que é importante o papel desses veículos independentes de cobertura? Germana: Eu, falando por nós, da Ressoa Oceano, o Oceano é ainda pouco coberto pela mídia, mas a gente já vê um interesse crescente em relação às questões específicas de oceano, e quem nunca ouviu falar de branqueamento de corais, de aquecimento das águas, elevação do nível do oceano? Enfim, eu acho que essas questões estão entrando, mas são questões que não devem interessar apenas o jornalista especializado, que cobre meio ambiente, que cobre essas questões de mudanças climáticas, mas que são relevantes para qualquer seção do jornal. Então, generalistas, por exemplo, que cobrem cidades, essa questão das mudanças climáticas, de impactos etc., precisam se interessar em relação a isso.  Então, o que eu vejo, a gente ainda não fez uma análise total de como os grandes veículos cobriram em relação ao jornalismo independente, que é algo que a gente está terminando de fazer ainda, mas em relação ao oceano. Mas o que a gente vê é que as questões mais políticas, e a grande mídia está mais interessada em que acordo foi fechado, os documentos finais da COP, se deu certo ou não, o incêndio que aconteceu, se está caro ou não está caro, hospedagem etc., e que são pautas que acabam sendo reproduzidas, o interesse é quase o mesmo por vários veículos. O jornalismo independente traz esse olhar, que a Sabine estava falando, inclusive dos nossos alunos, que são olhares específicos e muito relevantes que nos ajudam a entender outras camadas, inclusive de debates, discussões e acordos que estavam ocorrendo na COP30. Então, a gente vê, do ponto de vista quase oficial da impressão geral que as pessoas têm da COP, que foi um desastre no final, porque o petróleo não apareceu nos documentos finais, na declaração de Belém, por exemplo, que acho que várias pessoas leram sobre isso. Mas, quando a gente olha a complexidade de um debate do nível da COP30, e os veículos independentes conseguem mostrar essas camadas, é mostrar que há muitos acordos e iniciativas que não necessitam de acordos consensuais das Nações Unidas, mas foram acordos quase voluntários, paralelos a esse debate oficial, e que foram muito importantes e muito relevantes, e que trouxeram definições que marcaram e que a gente vê com muito otimismo para o avanço mesmo das decisões em relação, por exemplo, ao mapa do caminho, que a gente viu que não estava no documento final, mas que já tem um acordo entre Colômbia e Holanda de hospedar, de ter uma conferência em abril na Colômbia para decidir isso com os países que queiram e estejam prontos para tomar uma decisão. Então, esse é um exemplo de algo que foi paralelo à COP, mas que trouxe muitos avanços e nos mostra outras camadas que o jornalismo independente é capaz de mostrar. Sabine: A cobertura jornalística de um evento como a COP é muito, muito difícil. Para o trabalho do jornalista, é difícil porque são longas horas por dia, de domingo a domingo, são duas semanas seguidas, é muito desgastante, mas, sobretudo, porque é muita coisa acontecendo ao mesmo tempo e é difícil entender para onde você vai. Novamente, ilustrando, na sala de imprensa tem, e todo grande evento com esse caráter costuma ter isso, umas televisões com anúncios. Vai ter tal coletiva de imprensa do presidente da COP, tal horário. Então, nessa perspectiva, dá para se organizar. Eu vou aqui, eu vou ali. Às vezes, é hora de almoço, e, na hora de almoço, o jornalista já vai, sem almoçar, escrever o texto, e, quando vê, já é a noite. Mas você vai se organizando. Só que tem coisas que não estão lá na televisão. Então, por exemplo, passou o governador da Califórnia por lá. Não foi anunciado que ele estava. Ele estava andando no corredor. Para um jornalista de um grande veículo, se ele não viu que o governador da Califórnia estava lá, mas o seu concorrente viu, isso, falo no lugar de quem já trabalhou num veículo jornalístico grande comercial, isso pode levar a uma demissão. Você não pode não ver uma coisa importante. Você não pode perder uma declaração de um chefe de Estado. Você não pode não ver que, de repente, a Marina parou no meio do corredor em um quebra-queixo e falou, a Marina Silva, que estava muito lá circulando, e falou alguma coisa. Então, a cobertura vai muito além do que está lá na programação da sala de imprensa e do que está nos debates, nos pavilhões que a gente mencionava. Então, o jornalista, como a Germana disse, jornalista dos veículos, está correndo atrás disso. E, muitas vezes, por essa característica, acaba se perdendo, entre grandes aspas, nesses acontecimentos. Por exemplo, o que ficou muito marcante para mim na COP foi a declaração do primeiro-ministro da Alemanha, que foi uma declaração desastrosa, mas que tomou pelo menos um dia inteiro da cobertura, porque acompanhei na sala de imprensa os colegas jornalistas tentando repercutir aquela fala. Então, tentando falar com o governo do Brasil, com o presidente da COP, com outros alemães, com a delegação da Alemanha, com o cientista da Alemanha, porque eles precisavam fomentar aquilo e repercutir aquilo. E foi um dia inteiro, pelo menos, um dia inteiro, diria que uns dois dias ou mais, porque até a gente voltar, ainda se falava disso, vai pedir desculpa ou não. Para quem não lembra, foi o primeiro-ministro que falou que ainda bem que a gente saiu daquele lugar, que era Belém, que ele estava com um grupo de jornalistas da Alemanha, que ninguém queria ficar lá. Enfim, um depoimento desastroso que tomou muito tempo de cobertura. Então, os jornalistas independentes não estavam nem aí para a declaração do primeiro-ministro da Alemanha. Eles queriam saber outras coisas.  Então, por isso, reforço a necessidade e a importância da diversidade na cobertura. Mas é importante a gente entender como funciona esse jornalismo comercial, que é uma pressão e é um trabalho brutal e, muitas vezes, de jornalistas que não são especializados em ambiente, que estão lá, a Germana mencionou, na cobertura de cidades e são deslocados para um evento tipo a COP30. Então, é difícil até entender para onde se começa. É um trabalhão. [música]  Mayra: E aí, para encerrar, porque o nosso tempo está acabando, alguma coisa que a gente ainda não falou, que vocês acham que é importante, que vocês pensaram enquanto a gente estava conversando de destacar sobre a participação e a cobertura da COP? Germana: Tem algo que, para mim, marcou na questão da reflexão mesmo de uma conferência como essa para o jornalismo científico ou para os divulgadores científicos. Embora a gente tenha encontrado com vários egressos do Labjor, que me deixou super orgulhosa e cada um fazendo numa missão diferente ali, eu acho que a divulgação científica ainda não acha que um evento como esse merece a cobertura da divulgação científica.  Explico, porque esse é um evento que tem muitos atores sociais. São debates políticos, as ONGs estão lá, os ambientalistas estão lá, o movimento social, jovem, indígena, de comunidades tradicionais, os grandes empresários, a indústria, enfim, prefeitos, governadores, ministros de vários países estão lá. Eu acho que a divulgação científica ainda está muito focada no cientista, na cientista, nas instituições de pesquisa e ensino, e ainda não enxerga essas outras vozes como tão relevantes para o debate científico como a gente vê esses personagens. Então, eu gostaria de ter visto outras pessoas lá, outros influenciadores, outros divulgadores, ainda mais porque foi no Brasil, na nossa casa, com um tema tão importante no meio da Amazônia, que as mudanças climáticas estão muito centradas na floresta ainda. Então, isso, eu tenho um estranhamento ainda e talvez um pedido de chamar atenção para os meus colegas divulgadores de ciência de que está na hora de olharmos para incluir outras vozes, outras formas de conhecimento. E as mudanças climáticas e outras questões tão complexas exigem uma complexidade no debate, que vai muito além do meio científico. Sabine: Não tinha pensado nisso, mas concordo totalmente com a Germana. Eu realmente não… senti a ausência. Eu estava falando sobre as ausências. Senti a ausência dos divulgadores de ciência produzindo informação sobre algo que não necessariamente é o resultado de um paper, mas sobre algo que estava sendo discutido lá. Mas eu voltei da COP com uma reflexão que é quase num sentido diferente do que a Germana trouxe, que a Germana falou agora dos divulgadores de ciência, que é um nicho bem específico. E eu voltei muito pensando que não dá para nós, no jornalismo, encaixar uma COP ou um assunto de mudanças climáticas em uma caixinha só, em uma caixinha ambiental. E isso não estou falando, tenho que dar os devidos créditos. Eu participei de um debate ouvindo Eliane Brum em que, novamente a cito aqui no podcast, em que ela disse assim que a Sumaúma não tem editorias jornalísticas, como o jornalismo tradicional, porque isso foi uma invenção do jornalismo tradicional que é cartesiano. Então tem a editoria de ambiente, a editoria de política, a editoria de economia. E que ela, ao criar a Sumaúma, se despiu dessas editorias e ela fala de questões ambientais, ponto, de uma maneira investigativa, que passam por ciência, passam por ambiente, passam por política, passam por cidade, passam por tudo. E aí eu fiquei pensando muito nisso, no quanto a gente, jornalismo, não está preparado para esse tipo de cobertura, porque a gente segue no jornalismo tradicional colocando os temas em caixinhas e isso não dá conta de um tema como esse. Então a minha reflexão foi muito no sentido de a gente precisar sair dessas caixinhas para a gente conseguir reportar o que está acontecendo no jornalismo. E precisa juntar forças, ou seja, sair do excesso de especialização, do excesso de entrevista política, eu só entrevisto cientista. Mas eu só entrevisto cientista, não falo com política e vice-versa, que o jornalismo fica nessas caixinhas. E acho que a gente precisa mudar completamente o jeito que a gente produz informação. [música]  Mayra: Isso, muito bom, gostei muito, queria agradecer a presença de vocês no Oxigênio nesse episódio, agradecer a disponibilidade para conversar sobre a COP, eu tenho achado muito legal conversar com vocês sobre isso, tem sido muito interessante mesmo, espero que vocês tenham gostado também desse episódio especial com as pesquisadoras aqui sobre a COP e é isso, até a próxima! Sabine: Uma honra! Germana: Obrigada, Mayra, e obrigada a quem estiver nos ouvindo, um prazer! Mayra: Obrigada, gente, até mais!  [música]  Mayra: Esse episódio foi gravado e editado por mim, Mayra Trinca, como parte dos trabalhos da Bolsa Mídia Ciência com o apoio da FAPESP. O Oxigênio também conta com o apoio da Secretaria Executiva de Comunicação da Unicamp. A trilha sonora é do Freesound e da Blue Dot Sessions. [vinheta de encerramento] 

Criminels
Justice Ordinaire #10 - « À partir du moment où je me suis senti attaqué, j'ai préféré le gazer au lieu que ça parte en cacahuète »

Criminels

Play Episode Listen Later Nov 27, 2025 17:14


Agent de sécurité sous tension - Affaire jugée au Tribunal correctionnel de Mont-de-Marsan.À travers un tour de France des tribunaux, Justice en direct rend compte sans artifice, ni commentaire, au plus près de la réalité, du déroulement des audiences correctionnelles qui représentent l'essentiel de l'activité judiciaire. Trafics de stupéfiants, vols, violences conjugales, mise en danger de la vie d'autrui… autant de délits qui racontent le quotidien des tribunaux correctionnels. Exceptionnellement, l'enregistrement des audiences que vous allez entendre a été autorisé. Justice en direct est un podcast co-produit par Initial Studio et Morgane Production, adapté de la série documentaire audiovisuelle « En direct du tribunal », produite par Morgane Production. Cet épisode a été écrit et réalisé par Samuel Luret et Anne Lorrière.Bonne écoute ! Pour découvrir nos autres podcasts, suivez Initial Studio sur Instagram et Facebook. Crédits du podcastProduction exécutive : Initial StudioProduction éditoriale : Sarah Koskievic assistée de Louise Nguyen Montage : Victor Benhamou Musique : La Grande Table Illustration : Paul Grelet Avec la voix de Pauline Josse[Entre 2010 et 2013, Morgane Production a bénéficié d'une autorisation exceptionnelle pour filmer des procès devant des tribunaux correctionnels. Une collection de 45 documentaires a ainsi pu être réalisée dans différentes juridictions françaises, retraçant dans leur temporalité et de manière brute, sans commentaire ni intervention, les audiencements d'une centaine d'affaires. Ce sont ces audiences correctionnelles que restituent aujourd'hui Justice en Direct sous forme de podcasts. Morgane Production et Initial Studio précisent que les lois en vigueur entre 2010 et 2013 sont susceptibles d'avoir évoluées. Les jugements prononcés à l'époque par les tribunaux correctionnels pourraient ainsi ne plus refléter la réalité juridique d'aujourd'hui.] Hébergé par Audion. Visitez https://www.audion.fm/fr/privacy-policy pour plus d'informations.

Corriere Daily
Senti chi sparla: l'Ammazzacaffè di Massimo Gramellini

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Nov 21, 2025 14:58


Nuovo appuntamento con il sabato di «Giorno per giorno»: l'editorialista torna sugli argomenti di cui ha scritto durante la settimana nella sua rubrica «Il Caffè», integrandoli con i commenti nel frattempo ricevuti dai lettori.I link di corriere.it:Garofani, accusato del piano contro Meloni: «Amareggiato perché erano chiacchiere tra amici. Il presidente Mattarella mi ha rassicurato»I partecipanti alla cena dei romanisti, dove nessuno ha sentito le parole di Garofani: «La spia? Non sono io». «Il mio udito è scarso...»Le gemelle Kessler non saranno sepolte insieme: in Baviera è vietato mischiare le ceneri

Obiettivo Salute - Risveglio
Acufeni: quel suono che senti solo tu, ma oggi qualcosa sta cambiando

Obiettivo Salute - Risveglio

Play Episode Listen Later Nov 10, 2025


Un fischio, un ronzio, un suono che arriva quando tutto intorno è silenzio. Gli acufeni colpiscono milioni di persone e, spesso, restano un fastidio invisibile e difficile da spiegare. Ma oggi qualcosa sta cambiando. A Obiettivo Salute Risveglio, con il dottor Andrea Franzetti, primario di Otorinolaringoiatria all'Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, tracciamo la "carta d'identità" degli acufeni e scopriamo insieme cosa succede davvero nel nostro orecchio - e nel nostro cervello - quando quel suono si accende. E soprattutto con l'esperto parliamo delle novità per chi ne soffre.

Alta Definição
Bonga: “Nós, africanos, celebramos tudo. Quando morrer, porque não celebrar? Cantem as minhas músicas, as músicas do cantor da alegria”

Alta Definição

Play Episode Listen Later Nov 8, 2025 44:46


Bonga foi o primeiro artista africano a conquistar um disco de ouro e de platina em Portugal. Neste episódio de ‘Alta Definição’, recorda a infância em Angola que moldou a sua música e o levou ao sucesso internacional. Conta que o som fazia parte do seu quotidiano — em casa, com o pai a tocar acordeão e concertina, ou nas ruas, onde a alegria se espalhava em batuques improvisados. “Se não somos nós a pôr música, é o vizinho. Até pedimos para aumentar. Ao contrário do que acontece cá nas europas, onde chamam a polícia”, diz logo na abertura da entrevista. A falta de música não foi a única coisa que Bonga estranhou nas “europas”. “Quando cheguei a Portugal, quis ir embora no dia seguinte. Senti que era cada um por si, as pessoas não falavam, na rua ninguém se cumprimentava”, desabafa. Ao longo da conversa com Daniel Oliveira, o músico partilha várias confidências sobre a dureza de ser imigrante. Esteve também na Holanda, onde lavou pratos e fez biscates, e em França, onde finalmente começou a gravar as suas primeiras músicas com reconhecimento. Bonga fala ainda da força dos laços familiares, da busca por justiça social e do orgulho em ser pai e avô. “A coisa mais importante que podemos passar aos nossos filhos é uma vivência verdadeira, com disciplina. Mas não é a regra da escola, da igreja, da política ou do vício. É aquele swing, aquilo que sentes”, garante. Sobre a companheira mais nova, com quem recentemente teve gémeos, reforça que, para si, mais do que a idade, “o que interessa é o respeito e o carinho”. No final do programa, depois de revisitar toda a sua história de vida, deixa um pedido para quando chegar a sua hora: “Nós, africanos, celebramos tudo. Quando morrer, porque não celebrar? Cantem as minhas músicas, as músicas do cantor da alegria.” Conheça aqui a sua história com a versão podcast do programa ‘Alta Definição’. Este episódio foi emitido a 8 de novembro na SIC e a sinopse foi criada com o apoio de IA. Saiba mais sobre a aplicação de Inteligência Artificial nas Redações da Impresa.See omnystudio.com/listener for privacy information.

PoretCast di Giacomo Poretti
EXTRA PORETCAST - “Senti che cervello” con Matteo Saudino, Licia Grazzi e Giuseppe Lauria Pinter

PoretCast di Giacomo Poretti

Play Episode Listen Later Oct 25, 2025 86:57


Il cervello guida i nostri pensieri, emozioni, sogni. Coordina il corpo, custodisce la memoria e ci fa immaginare il futuro. Ed è proprio questo organo meraviglioso ad essere protagonista di una puntata speciale del PoretCast dal titolo “Senti che cervello”. Un viaggio alla scoperta del cervello tra filosofia e scienza, un dialogo tra il divulgatore filosofico BarbaSophia e gli esperti dell'Istituto Neurologico Carlo Besta: Prof. Giuseppe Lauria Pinter, Direttore Scientifico del Besta e la Dott.ssa Licia Grazzi, Responsabile SS Centro Cefalee dell'Istituto Besta. La puntata è stata promossa da CBDIN ODV, con il coordinamento scientifico e con il patrocinio dell'Istituto Neurologico Carlo Besta, con il patrocinio di Regione Lombardia e Rete Città sane OMS, ed è realizzato con il contributo non condizionato di Lundbeck Italia. Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Daily Cogito
La Vita come AVVENTURA: perché ti senti fuori posto, angosciato, miserabile

Daily Cogito

Play Episode Listen Later Oct 15, 2025 18:18


Il nostro podcast è sostenuto da NordVPN ➤➤➤ https://nordvpn.com/dufer ⬇⬇⬇SOTTO TROVI INFORMAZIONI IMPORTANTI⬇⬇⬇ Abbonati per live e contenuti esclusivi ➤➤➤ https://bit.ly/memberdufer Leggi Daily Cogito su Substack ➤➤➤ https://dailycogito.substack.com/ I prossimi eventi dal vivo ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/eventi Scopri la nostra scuola di filosofia ➤➤➤ https://www.cogitoacademy.it/ Racconta storie di successo con RISPIRA ➤➤➤ https://cogitoacademy.it/rispira/ Impara ad argomentare bene ➤➤➤ https://bit.ly/3Pgepqz Prendi in mano la tua vita grazie a PsicoStoici ➤➤➤ https://bit.ly/45JbmxX Tutti i miei libri ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/libri/ Il nostro podcast è sostenuto da NordVPN ➤➤➤ https://nordvpn.com/dufer #rickdufer #vita #mitologia INSTAGRAM: https://instagram.com/rickdufer INSTAGRAM di Daily Cogito: https://instagram.com/dailycogito TELEGRAM: http://bit.ly/DuFerTelegram FACEBOOK: http://bit.ly/duferfb LINKEDIN: https://www.linkedin.com/pub/riccardo-dal-ferro/31/845/b14 -------------------------------------------------------------------------------------------- Chi sono io: https://www.dailycogito.com/rick-dufer/ -------------------------------------------------------------------------------------------- La musica della sigla è tratta da Epidemic Sound (author: Jules Gaia): https://epidemicsound.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Radio Rossonera
Milan, senti Camarda: “Sono sulla bocca di tanti, ma non ascolto neanche i complimenti”

Radio Rossonera

Play Episode Listen Later Oct 15, 2025 1:55


Le dichiarazioni di Francesco Camarda sulla sua crescita al Milane al Lecce dopo la doppietta con la maglia dell'Italia U21Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.

Forum of Passion
FOP 152- Senti

Forum of Passion

Play Episode Listen Later Aug 15, 2025 76:11


Interview with Senti of Balmora, Ephyra Records, and x Clock Towerx.Support the show

Opus Dei
1-08. Me sentía un hombre feliz | Abancay. Un obispo en los Andes peruanos

Opus Dei

Play Episode Listen Later Jul 31, 2025 4:34


El obispo gerundense Enric Pèlach explica en un libro, a sus 88 años, recuerdos de su tarea pastoral en los Andes peruanos.

História de Imigrante
135. Senti e Fui

História de Imigrante

Play Episode Listen Later Jul 31, 2025 24:25


É imigrante e tem história pra contar? Então manda pra gente.Whats app: +1 650.834.9209Instagram: @historiadeimigranteE-mail: historiadeimigrante@gmail.com