Podcasts about certamente

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WGospel.com
Atenção: Perigo! Não toque!

WGospel.com

Play Episode Listen Later Jun 10, 2026 4:43


TEMPO DE REFLETIR 01791 – 10 de junho de 2026 Salmo 27:1 – O Senhor é a minha luz e a minha salvação; de quem terei medo? Ao bater o ponto para o turno da noite, um funcionário da expedição de uma fábrica foi alertado sobre uma pequena caixa que fora deixada na plataforma de embarque de mercadorias. Nela estavam escritas as palavras “Perigo! Não toque!” Todos foram instruídos para ficar distantes do pacote até que a gerência pudesse verificar a situação. Quando um funcionário da equipe de segurança abriu a caixa, descobriu que dentro dela havia 25 pequenos cartazes que diziam: “Perigo! Não toque!” Imagine todo o estresse que aquela misteriosa caixa causou àqueles funcionários. Eles perderam tempo imaginando que terríveis componentes tóxicos ela podia conter. Ela se tornou um fardo de ansiedade. Muitas vezes, ao analisar nossos problemas, percebemos que são muito parecidos com ela. Parecem ameaçadores, mas não são. Há muitas coisas que podem desencadear nosso mecanismo do medo. Podemos senti-lo, por exemplo, quando descobrimos um nódulo na axila, quando enfrentamos alturas não costumeiras, fortes tormentas, turbulência ou velocidade excessiva. Embora todos fiquemos atemorizados em algum momento, a vida de algumas pessoas é dominada pelo medo. Certamente, Deus não é o autor do medo. Paulo deixa isso claro: “Porque Deus não nos tem dado espírito de covardia, mas de poder, de amor e de moderação” (2Tm 1:7). O medo excessivo ou constante não é saudável. Deus planeja o melhor para nós. Ele é capaz de tomar cada experiência da nossa vida e transformá-la para nosso bem. Sozinho no deserto, fugitivo e temeroso de morrer nas mãos de Saul, Davi escreveu: “Busquei o Senhor, e Ele me acolheu; livrou-me de todos os meus temores” (Sl 34:4). Entregue a Deus seus temores. Leve ao Senhor tudo aquilo que o perturba. Ele vai substituir seu medo pela fé; sua ansiedade pela segurança; suas preocupações pela sabedoria. Sim, Ele vai substituir seus pesares pelo Seu suave toque. Você vai se sentir mais feliz. Faça isso agora. Ore comigo: Por favor, Pai, tome conta dos meus medos; tome conta de todas as coisas em minha vida. Eu Te entrego o meu coração. Em nome de Jesus, amém! Saiba como receber as mensagens diárias do Tempo de Refletir: -> No celular, instale o aplicativo MANAH. -> Para ver/ouvir no YouTube, inscreva-se neste Canal: youtube.com/AmiltonMenezes7 -> Tenha os nossos aplicativos em seu celular: https://www.wgospel.com/aplicativos -> Para receber pelo WhatsApp, adicione 41 99893-2056 e mande um recadinho pedindo os áudios. -> Participe do nosso canal no TELEGRAM: TELEGRAM AMILTON MENEZES . -> Participe do nosso canal no WhatsApp: WHATSAPP CHANNEL Amilton Menezes . -> Instagram: https://www.instagram.com/amiltonmenezes7/ -> Threads: https://www.threads.net/@amiltonmenezes7 -> X (Antigo Twitter): https://x.com/AmiltonMenezes -> Facebook: facebook.com/AmiltonMenezes

ScuolaNonScuola Podcast- incontri con Pier Giorgio Caselli

In una breve, e bellissima, storia sufi si racconta di un fiume che, dopo un percorso fatto di tante anse, giunge a un deserto dal quale verrà assorbito, ma questo è percepito come l'ennesimo ostacolo. Come in altre storie sufi e zen, anche in questa è contenuta un'indicazione pratica per ognuno di noi: le difficoltà che incontriamo nella nostra esperienza, e che vorremmo istintivamente evitare, possono essere anch'esse portatrici di un insegnamento? Certamente nel lavoro che svolgiamo e negli aspetti concreti del quotidiano, i problemi vanno affrontati e risolti; questa storia, fa notare Pier Giorgio, ci parla però di un livello più profondo dell'Esistenza. I sufi, attraverso la metafora del fiume, ci vogliono preparare a delle dinamiche in cui tutti incorriamo quando si scopre Dio (o in qualsiasi modo lo si voglia definire); quando anche solo si sfiora il contatto con quell'Amore, che percepiamo come folle, incondizionato, gratuito, che scardina la logica consueta della mente, possono manifestarsi delle resistenze in noi, sottoforma di obiezioni o di senso di inadeguatezza per ciò che percepiamo come difficoltà, che in questo caso, non va superata, ma accolta e ascoltata.

Dia a dia com a Palavra
Você é do tipo que gosta de estabelecer metas para a sua vida?

Dia a dia com a Palavra

Play Episode Listen Later Jun 4, 2026 1:06


Para algumas pessoas, as metas ajudam a funcionar bem no dia a dia. Pode não ser assim com você e está tudo bem quanto a isso.Veja o que diz o Salmo 77 no verso 12: "Meditarei em todas as tuas obras e pensarei em todos os teus feitos poderosos."A proposta do salmista é ousada demais e suas metas são impressionantes. Ele deseja meditar em TODAS as obras do Senhor e refletir em TODOS os feitos do Senhor.Humanamente essa meta do salmista é impossível. Se você dedicasse 24h do seu dia para alcançá-la, passaria a vida inteira e não concluiria nem 1%.Mas ao mesmo tempo que essa meta é inalcançável, ela é de extrema importância. O que está em jogo aqui não é a quantidade, mas a disposição para aprender mais do Senhor.Em geral, as pessoas gostam do que é fácil. E você? Toparia implementar uma meta exigente e difícil pra você em seu relacionamento com Deus? Tome essa decisão. Certamente você será muito abençoado.

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Tutte le Alternative a “VA BENE” in Italiano

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later May 28, 2026 21:48


Quante volte al giorno si dice «va bene»? Per accordarsi, per accettare, per riempire il silenzio — sembra la soluzione per tutto. Il problema è che usare sempre la stessa espressione suona ripetitivo e artificioso. In italiano esistono alternative molto più naturali e precise, ognuna adatta a un contesto diverso. Smettila di Dire Sempre "Va Bene" Alternative per Esprimere Accordo e Conferma Quando qualcuno dice qualcosa e si è d'accordo, invece del solito «va bene» si può ricorrere a queste espressioni. 1. Certo! / Certamente! Si usa per confermare qualcosa in modo deciso e leggermente formale. È perfetto quando si vuole trasmettere sicurezza e professionalità. «Possiamo vederci alle tre?» — «Certo! Ti aspetto al bar.» «Hai capito le istruzioni?» — «Certamente, nessun problema.» 2. Esatto! / Esattamente! Perfetto quando qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto. È come dire: «hai centrato il punto». «Quindi dobbiamo prendere il treno delle otto?» — «Esatto! Quello è il più veloce.» «La riunione è stata spostata a venerdì?» — «Esattamente, hai capito bene.» 3. Giusto! / Già! Molto informale, tipico del parlato quotidiano. «Già» in particolare esprime un accordo quasi pensieroso, come se si stesse elaborando ciò che si è appena sentito. «Roma è la capitale d'Italia.» — «Giusto! Me lo ero dimenticato.» «Domani è lunedì.» — «Già... e ho ancora mille cose da fare.» 4. Senza Dubbio / Indubbiamente Più formale, usato per esprimere un accordo forte e convinto. In una conversazione tra amici può suonare eccessivamente serio — meglio riservarlo a contesti professionali o quando si vuole dare particolare peso alle proprie parole. «La pizza napoletana è la migliore del mondo.» — «Senza dubbio! Non si discute.» «Questo progetto richiede molto lavoro.» — «Indubbiamente, ma ne vale la pena.» Alternative per Accettare o Approvare Qualcosa Quando qualcuno propone qualcosa e si accetta, queste espressioni sono molto più efficaci del generico «va bene». 5. D'Accordo! La sostituzione più diretta e naturale di «va bene». Funziona in quasi tutti i contesti — formali e informali — ed è l'espressione che i madrelingua usano più spesso al suo posto. «Ci vediamo sabato per studiare insieme?» — «D'accordo! A che ora?» «Ti va di mangiare la pizza stasera?» — «D'accordo, ma la pago io questa volta!» 6. Perfetto! Quando non si accetta soltanto, ma si è anche soddisfatti della proposta. È come dire: «non si sarebbe potuto organizzare meglio». «Ho prenotato il ristorante per le otto.» — «Perfetto! Non vedo l'ora.» «Il documento è pronto, te lo mando adesso.» — «Perfetto, grazie mille.» 7. Ottimo! Simile a «perfetto», ma con un tono leggermente più formale o professionale. Si sente spesso in ufficio o in contesti accademici. «Ho finito il rapporto in anticipo.» — «Ottimo lavoro! Puoi mandarmelo?» «Ho trovato una soluzione al problema.» — «Ottimo! Spiegami tutto.» 8. Benissimo! Un po' più caloroso ed emotivo rispetto a «ottimo». È il superlativo di «bene» — trasmette calore e partecipazione genuina. «Ho superato l'esame d'italiano!» — «Benissimo! Lo sapevo che ce la facevi!» «Posso portare il dolce alla cena?» — «Benissimo, tutti ti adoreranno!» Alternative Entusiaste Quando «va bene» sarebbe troppo poco e si vuole esprimere vera soddisfazione o gioia. 9. Fantastico! / Magnifico! / Meraviglioso! Tre espressioni potentissime per trasmettere entusiasmo autentico. Attenzione però: usarle troppo spesso le svuota di significato. Meglio tenerle per i momenti davvero speciali. «Ti regalo un viaggio a Napoli per il tuo compleanno.» — «Fantastico! Quando si parte?» «Ho trovato i biglietti per il concerto.» — «Meraviglioso! Pensavo fossero esauriti.» 10. Che Bello! / Che Notizia! Più colloquiale, usato soprattutto quando si riceve una buona notizia inaspettata. È spontaneo e genuino — tipicamente italiano. «Mia sorella aspetta un bambino!» — «Che bello! Quando nasce?» «Ho trovato lavoro finalmente!» — «Che notizia! Sono così contenta per te!» 11. Evviva! / Finalmente! «Evviva» è una pura esclamazione di gioia — quasi un piccolo festeggiamento con le parole. «Finalmente» si usa invece quando si aspettava qualcosa da lungo tempo: si sente tutta la pazienza accumulata. «Domani non lavoro!» — «Evviva! Andiamo al mare?» «Hanno riaperto quel ristorante che amavamo.» — «Finalmente! Ci prenoto subito un tavolo.» Alternative con Rassegnazione o Pazienza Quando si accetta qualcosa senza esserne entusiasti, l'italiano offre espressioni molto efficaci — e a volte persino teatrali — per comunicarlo. 12. Se Non C'è Alternativa... / Se Non Si Può Fare Altrimenti... Per accettare qualcosa con rassegnazione elegante. Il tono comunica chiaramente: «non è quello che si voleva, ma cosa si può fare?» «Dobbiamo alzarci alle cinque di mattina per prendere il treno.» — «Se non c'è alternativa... metterò tre sveglie.» «La riunione è spostata a sabato mattina.» — «Se non si può fare altrimenti, ci sarò.» 13. Pazienza! / Poco Male! «Pazienza» si usa quando qualcosa non è come si vorrebbe, ma lo si accetta con serenità — quasi con filosofia. «Poco male» si usa invece quando il problema non è grave: è come dire «non è la fine del mondo». «Non riesco a venire alla tua festa, mi dispiace.» — «Pazienza! Ci vedremo un'altra volta.» «Il treno ha dieci minuti di ritardo.» — «Poco male, ho il mio libro.» 14. Dai, Va Bene lo Stesso / In Fondo Va Bene Per accettare qualcosa con un tono rilassato e senza drammi. «Dai» in apertura di frase ammorbidisce tutto — è una piccola concessione informale che segnala disponibilità senza entusiasmo. «Il caffè è finito, c'è solo il tè.» — «Dai, va bene lo stesso. Prendo il tè.» «Il ristorante era pieno, andiamo in pizzeria?» — «In fondo va bene — la pizza mi piace anche di più!» Riepilogo: Quando Usare Quale Espressione SituazioneEspressioni consigliateAccordo deciso o formaleCerto, Certamente, Senza dubbio, IndubbiamenteConfermare che qualcuno ha capito beneEsatto, Esattamente, GiustoAccordo informale e pensierosoGià, GiustoAccettare una propostaD'accordo, Perfetto, Ottimo, BenissimoEsprimere entusiasmo per una buona notiziaFantastico, Meraviglioso, Che bello, EvvivaSollievo dopo una lunga attesaFinalmenteAccettazione con rassegnazionePazienza, Poco male, Se non c'è alternativaAccettazione rilassata e informaleDai va bene lo stesso, In fondo va bene Domande Frequenti Qual È la Differenza tra "Perfetto" e "Ottimo"? Entrambe esprimono approvazione, ma «perfetto» ha un tono più personale e soddisfatto — si usa quando si è contenti di come stanno le cose. «Ottimo» è leggermente più formale e si sente spesso in contesti professionali o accademici, come risposta a un risultato o a una prestazione. Si Può Ancora Usare "Va Bene"? Sì, «va bene» è corretto e naturale — il problema nasce quando viene usato in modo automatico per qualsiasi situazione. Avere a disposizione alternative più precise permette di scegliere l'espressione più adatta al contesto, rendendo il proprio italiano più ricco e credibile. Quando Si Usa "Pazienza" e Quando "Poco Male"? «Pazienza» si usa quando si accetta qualcosa di spiacevole con serenità, spesso con una sfumatura di rassegnazione consapevole. «Poco male» si usa invece quando il problema è oggettivamente lieve — è come dire che non c'è motivo di preoccuparsi. Queste Espressioni Funzionano Sia nel Parlato che nello Scritto? La maggior parte funziona in entrambi i contesti. Alcune — come «già», «dai va bene lo stesso» o «evviva» — sono tipiche del parlato informale e suonerebbero fuori luogo in un testo scritto formale. Altre — come «certamente», «indubbiamente» o «d'accordo» — si adattano bene anche alla comunicazione scritta professionale. Se stai imparando a variare il tuo italiano, non fermarti qui — continua con l'articolo dedicato alle alternative a 'sono in ritardo'. Accedi a siti e contenuti italiani da qualsiasi parte del mondo e in totale sicurezza con NordVPN! Usa il codice coupon LEARNAMO per ricevere uno sconto speciale! { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Quiz: Alternative a 'Va Bene' in Italiano", "description": "Quiz interattivo sulle alternative all'espressione 'va bene' in italiano. 10 domande su accordo, approvazione, entusiasmo e rassegnazione nel parlato e nello scritto.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa per confermare che qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Esatto" } }, { "@type": "Question", "name": "In italiano, 'Già' può esprimere accordo pensieroso.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione è più adatta in un contesto professionale per approvare un risultato?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ottimo" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa quando si accetta qualcosa con rassegnazione perché non esiste altra scelta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se non c'è alternativa" } }, { "@type": "Question", "name": "'Benissimo' è il superlativo di quale parola?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "bene" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione trasmette che una situazione negativa non è grave e non merita preoccupazione?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Poco male" } }, { "@type": "Question", "name": "'Già' è adatta per un testo scritto formale.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia Santissima Trinità - Anno A (Gv 3,16-18)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later May 26, 2026 7:09


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8553OMELIA SANTISSIMA TRINITA' - ANNO A (Gv 3,16-18)di Don Stefano Bimbi La solennità della Santissima Trinità ci mette davanti al mistero più grande della nostra fede: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono tre dèi, ma un solo Dio in tre Persone distinte, unite da un amore perfetto ed eterno. Dio non è una solitudine, ma una comunione di amore. Ogni volta che facciamo il segno della croce entriamo dentro questo mistero. Lo facciamo spesso in modo distratto, quasi meccanico, e invece stiamo pronunciando il nome stesso di Dio, il cuore della fede cristiana.Il Vangelo di oggi ci porta al centro del mistero della Trinità attraverso una frase che forse conosciamo troppo bene e che rischiamo di ascoltare senza stupore: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16). Qui Gesù ci svela il vero volto di Dio che non è un padrone freddo e lontano, ma un Padre che ama fino al dono totale. Ama così tanto il mondo da donare il Figlio. E Lui accetta liberamente di venire nel mondo, di caricarsi dei nostri peccati, di morire sulla croce per salvarci. Dietro tutta la storia della salvezza c'è questo amore infinito che unisce il Padre e il Figlio nello Spirito Santo.Gesù però ci mette anche davanti a una verità seria: «Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato» (Gv 3,18). Non significa che Dio gode nel condannare qualcuno. Significa che l'uomo può sottrarsi all'amore di Dio. La condanna nasce dal rifiuto della luce. È come una persona che sta per morire e, pur avendo davanti una medicina capace di guarirla, si ostina a non prenderla. Cristo è la salvezza del mondo, ma Dio non costringe nessuno ad accogliere il suo amore.UN'IMMAGINE... ILLUMINANTEA questo punto occorre chiederci: cosa significa concretamente dire che Dio è uno e trino? Significa che Dio è un'unica natura divina, un unico Dio, ma in tre Persone realmente distinte. Il Padre non è il Figlio, il Figlio non è lo Spirito Santo, eppure ciascuno è pienamente Dio. Il Padre genera eternamente il Figlio; il Figlio è eternamente generato dal Padre; lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio come vincolo di amore eterno. Non ci sono tre volontà contrapposte o tre divinità separate. C'è una perfetta unità di amore e di vita.Naturalmente questo supera la nostra intelligenza. Se Dio fosse completamente comprensibile alla nostra mente, non sarebbe Dio. Però possiamo avvicinarci al mistero con alcune immagini che ci aiutano. La Trinità assomiglia a una candela accesa: ci sono la cera, lo stoppino e la fiamma. Sono realtà distinte, ma formano un'unica candela. La cera rappresenta il Padre, l'origine e la sostanza da cui tutto ha inizio. Lo stoppino rappresenta il Figlio (Gesù), generato dalla cera, che incarna la sostanza e si offre per far risplendere la luce. La fiamma rappresenta lo Spirito Santo, il calore e la luce che scaturiscono continuamente dall'unione tra la cera e lo stoppino.Certamente ogni esempio è limitato e non riesce a spiegare perfettamente Dio, ma serve a capire che distinzione e unità possono stare insieme senza contraddizione. La Trinità non è un rompicapo teologico per specialisti. È la verità che illumina tutta la nostra vita. Se Dio è comunione di amore, allora anche noi siamo fatti per amare e per vivere relazioni vere. Ecco perché il peccato mortale è sempre una rottura della comunione: con Dio, con gli altri e persino con noi stessi.LA TRINITÀ ILLUMINA LA VITA CRISTIANALa Trinità illumina anche la famiglia. Quando in una casa ciascuno pensa solo a sé stesso, quando si vive di orgoglio, ripicche e silenzi pieni di rancore, quella casa si spegne. Quando invece ci si ascolta, ci si perdona, ci si dona tempo e pazienza, allora quella famiglia diventa un piccolo riflesso della vita di Dio. Nessuna famiglia è perfetta, ma ogni famiglia può diventare scuola di comunione.Anche nella vita quotidiana spesso viviamo come se Dio fosse una entità generica e lontana da noi. Ci basiamo solo sui nostri calcoli, ci affidiamo solo alle nostre forze. Invece il cristiano vive immerso nella Trinità. Il Padre ci custodisce con la sua Provvidenza anche quando non comprendiamo tutto. Il Figlio cammina accanto a noi nelle fatiche e nelle croci. Lo Spirito Santo ci dà luce nei momenti di confusione e forza quando siamo stanchi o tentati.Pensiamo a quante volte nella giornata abbiamo bisogno della presenza di Dio: quando dobbiamo trattenere una parola cattiva, quando occorre pazienza con una persona difficile, quando ci sentiamo scoraggiati, quando dobbiamo prendere una decisione importante. Invocare e affidarsi alla Trinità non è una devozione astratta. È entrare nella sorgente dell'amore e della pace.I santi avevano una familiarità profonda con questo mistero. Non pretendevano di capire tutto con la ragione, ma adoravano con umiltà. Il vero problema oggi non è che Dio sia troppo misterioso; il problema è che spesso abbiamo perso il senso dell'adorazione. Viviamo in un mondo che vuole spiegare e controllare tutto. Ma davanti alla Trinità impariamo che Dio non si possiede, ma si contempla e si ama.Per questo la Chiesa oggi non ci invita tanto a "capire" la Trinità, quanto a vivere della Trinità. Ogni Messa inizia e finisce nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ogni battesimo ci immerge nella Trinità. Ogni preghiera autentica nasce dallo Spirito, passa attraverso il Figlio e sale al Padre. E allora oggi possiamo chiederci con sincerità: la mia fede è soltanto un'abitudine oppure una relazione viva con Dio? Quando faccio il segno della croce lo faccio con profondo rispetto oppure in fretta? La mia vita assomiglia almeno un poco alla comunione e all'amore che esistono in Dio?La Santissima Trinità ci ricorda che all'origine di tutto non c'è il caso, ma un Dio che ci ama di un amore eterno. E il destino ultimo della nostra vita non è il nulla, ma entrare per sempre dentro quell'amore infinito del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Recensioni CaRfatiche
Recensioni CaRfatiche - Tenente Kojak il caso Nelson è suo (Joseph Sargent 1973)

Recensioni CaRfatiche

Play Episode Listen Later May 25, 2026 31:42


Ispirato ad un vero caso di cronaca nera, questo film per la televisione costituisce l'episodio pilota della popolare serie televisiva interpretata da Telly Savalas, in uno dei ruoli iconici della sua carriera.Il tenente di polizia Theo Kojak indaga sul brutale assassinio di due ragazze nel loro appartamento. Crimine per il quale viene accusato un giovane afroamericano. Ma nulla è come sembra e il ragazzo sembra sia stato costretto a confessare proprio dalla polizia. Kojak dovrà muoversi in un clima di corruzione e pregiudizio, ma la sua tenacia lo porterà a scoprire tutta la verità.Un poliziesco/noir vecchio stile che un gigante come Savalas interpreta alla perfezione, coadiuvato da un cast di comprimari di lusso. Un'ottima e robusta pellicola, che sviluppa temi importanti e mette in scena egregiamente un protagonista disilluso, ma ancora determinato a far rispettare la legge e andare contro le regole, se necessario.Certamente, un piccolo gioiello da recuperare.

Rádio Cruz de Malta FM 89,9
Treviso vai construir 15 novos abrigos de passageiros para reforçar segurança e conforto da população

Rádio Cruz de Malta FM 89,9

Play Episode Listen Later May 20, 2026 14:06


Uma antiga reivindicação dos moradores de Treviso começou a se tornar realidade nesta semana. O prefeito Luciano Miotelli (MDB) assinou a ordem de serviço para a construção de 15 novos abrigos de passageiros em diferentes pontos do município, em uma iniciativa que busca oferecer mais segurança, conforto e proteção à população que utiliza o transporte escolar e coletivo. O projeto prevê investimento total de R$ 149.700,00, com recursos garantidos por meio de uma emenda parlamentar destinada pelo deputado estadual Tiago Zilli, através de convênio simplificado com o Governo do Estado. Conforme a administração municipal, a obra não terá qualquer custo ou contrapartida financeira por parte da prefeitura. Inicialmente orçado em cerca de R$ 180 mil, o projeto teve redução de quase 20% no valor após o processo licitatório, garantindo economia aos cofres públicos e viabilizando a execução das melhorias previstas. Em entrevista à Rádio Cruz de Malta FM, o prefeito destacou que a ação atende uma necessidade histórica da cidade, principalmente diante da chegada do inverno e da exposição diária de estudantes às condições climáticas. “Nós estamos adentrando no inverno, que tende a ser rigoroso, e há um fator de El Niño bastante anunciado. Certamente esses abrigos vêm trazer um pouco mais de conforto e segurança às nossas crianças”, afirmou Miotelli. Segundo o chefe do Executivo, muitas crianças aguardavam o transporte escolar sem qualquer tipo de proteção contra chuva, frio ou sol intenso, realidade que motivou a prioridade dada ao projeto pela administração municipal. A definição dos locais contemplados foi realizada pela Secretaria de Educação, que promoveu um levantamento técnico considerando os pontos com maior fluxo de estudantes e trabalhadores. Quase todas as comunidades do interior de Treviso devem receber ao menos uma estrutura, além de pontos estratégicos na região central da cidade. O prefeito reconheceu que a medida ainda não resolve toda a demanda existente no município, mas classificou a iniciativa como um avanço histórico para Treviso. “É algo que nunca aconteceu antes no nosso município e a gente agora tem um olhar especial com a segurança e o conforto dos nossos jovens”, ressaltou. Com os recursos já depositados nas contas da prefeitura e a ordem de serviço oficialmente assinada, a expectativa é de que as obras tenham início já nos próximos dias. A empresa vencedora da licitação deve começar a preparação dos terrenos e a execução das bases de concreto no início da próxima semana, dando início à implantação dos novos abrigos que prometem transformar a rotina do transporte local.

Naruhodo
Naruhodo #466 - O que são sociedades individualistas e coletivistas?

Naruhodo

Play Episode Listen Later May 18, 2026 59:24


Certamente você já ouviu - inclusive aqui no Naruhodo - que algumas sociedades são organizadas de forma mais individualista e outras por meio de uma abordagem mais coletivista. Afinal, como a ciência define essas diferenças? E quais as consequências de cada tipo? Confira o papo entre o leigo curioso, Ken Fujioka, e o cientista PhD, Altay de Souza. >> OUÇA (59min 25s) * Naruhodo! é o podcast pra quem tem fome de aprender. Ciência, senso comum, curiosidades, desafios e muito mais. Com o leigo curioso, Ken Fujioka, e o cientista PhD, Altay de Souza. Edição: Reginaldo Cursino. http://naruhodo.b9.com.br * APOIO: INSIDER Já estamos em maio e a rotina já está a todo vapor. Nesse momento, sua roupa não pode te atrapalhar. Roupa que incomoda. Roupa que limita. Roupa que exige esforço. A Insider entra como solução para isso: reduzir o atrito da rotina. Afinal, INSIDER é roupa que: - Não precisa passar - Desamassa no corpo - Mantém conforto térmico - Evita mau cheiro - Funciona em qualquer contexto Clientes recorrentes têm 10% de desconto. Clientes estreando têm 15% de desconto. E, pagando no PIX no dia 05/05, você ainda tem 10% OFF adicional. Então, você já sabe: use o endereço a seguir pra ter o cupom NARUHODO aplicado ao seu carrinho de compras. >>> creators.insiderstore.com.br/NARUHODO Ou clique no link que está na descrição deste episódio. INSIDER: inteligência em cada escolha. #InsiderStore * REFERÊNCIAS Kinship and Behavior in Primates https://books.google.com.br/books? id=w4jHg1SkcaIC&pg=PA478&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false O arco e o Cesto https://edisciplinas.usp.br/pluginfile.php/8891625/mod_resource/content/1/Pierre%20Clastres%20-%20O%20Arco%20e%20o%20Cesto.pdf Does culture influence what and how we think? Effects of priming individualism and collectivism. https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2F0033-2909.134.2.311 Cultural Psychology: Beyond East and West  https://www.annualreviews.org/content/journals/10.1146/annurev-psych-021723-063333; Cultural bias and cultural alignment of large language models  https://academic.oup.com/pnasnexus/article/3/9/pgae346/7756548?guestAccessKey= The weirdest people in the world? https://www.cambridge.org/core/journals/behavioral-and-brain-sciences/article/abs/weirdest-people-inthe-world/BF84F7517D56AFF7B7EB58411A554C17 Autonomy-supportive teaching: Its malleability, benefits, and potential to improve educational practice  https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/00461520.2020.1862657 Social anxiety and social norms in individualistic and collectivistic countries https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3058376/ Collectivism predicts mask use during COVID-19 https://www.pnas.org/doi/abs/10.1073/pnas.2021793118 A meta-analysis of basic human values in Brazil: observed differences within the country  https://pepsic.bvsalud.org/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S1984-66572015000100009 Adaptation of a Cultural Measure in Brazil – Developing a Short Version of the Individualism–Collectivism Vertical–Horizontal Scale https://econtent.hogrefe.com/doi/10.1027/2698-1866/a000068 Large-Scale Psychological Differences Within China Explained by Rice Versus Wheat Agriculture https://www.science.org/doi/abs/10.1126/science.1246850 The Psychology of Radicalization and Deradicalization: How Significance Quest Impacts Violent Extremism https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/pops.12163 Living in a multicultural world: Intergroup ideologies and the societal context of intergroup relations https://www.taylorfrancis.com/chapters/edit/10.4324/9781315094267-5/living-multicultural-world-intergroup-ideologies-societal-context-intergroup-relations-serge-guimond-roxane-de-la-sablonni%C3%A8re-armelle-nugier Accepting Inequality Deters Responsibility: How Power Distance Decreases Charitable Behavior  https://academic.oup.com/jcr/article-abstract/41/2/274/2907548 Measuring Culture Outside the Head: A Meta-Analysis of Individualism—Collectivism in Cultural Products https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1088868308318260 Global Increases in Individualism https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/0956797617700622 Existential Isolation and Suicide Ideation Among Chinese College Students: A Moderated Mediation Model https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/00221678221106916 Maya Folk Botany and Knowledge Devolution: Modernization and Intra‐Community Variability in the Acquisition of Folkbotanical Knowledge  https://www.researchgate.net/publication/230311740_Maya_Folk_Botany_and_Knowledge_Devolution_Modernization_and_Intra-Community_Variability_in_the_Acquisition_of_Folkbotanical_Knowledge Measuring Hofstede's Five Dimensions of Cultural Values at the Individual Level: Development and Validation of CVSCALE  https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/08961530.2011.578059 Da solidão ao extremismo: análise fenomenológica existencial do isolamento social na adolescência https://www.revistajrg.com/index.php/jrg/article/view/2491 Spontaneous self-descriptions and ethnic identities in individualistic and collectivistic cultures. https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2F0022-3514.69.1.142 Naruhodo #446 - O que é transfuga de classe? https://www.youtube.com/watch?v=HQQyT1sawZo Naruhodo #462 - Por que gostamos do que gostamos? https://www.youtube.com/watch?v=2CmoDe1vU98 Naruhodo #98 - Por que precisamos falar sobre suicídio? https://www.youtube.com/watch?v=Yow-FP77YHY Naruhodo #387 - Somos bons (ou maus) por natureza? - Parte 1 de 2 https://www.youtube.com/watch?v=Fx37e0PUgY4 Naruhodo #388 - Somos bons (ou maus) por natureza? - Parte 2 de 2 https://www.youtube.com/watch?v=xwAEaMyfm0Q Naruhodo #220 - Existe causa para a depressão? - Parte 1 de 2 https://www.youtube.com/watch?v=cFo8GFwyuR0 Naruhodo #221 - Existe causa para a depressão? - Parte 2 de 2 https://www.youtube.com/watch?v=5peXBmG43lU Naruhodo #406 - As fases do luto têm validade científica? https://www.youtube.com/watch?v=VltGGsSfNsI

Devocionais Diarias
16 DE MAIO DE 2026| DEVOCIONAL DIÁRIO| REV PAULO ADRIANO.

Devocionais Diarias

Play Episode Listen Later May 16, 2026 3:37


Graça e Paz sejam com todos !Eis que vem com as nuvens, e todo olho O verá, até quantos O traspassaram. E todas as tribos da terra se lamentarão sobre Ele. Certamente. Amém!Apocalipse 1:7Primeira Igreja Presbiteriana da Arniqueira www.1ipar.com Entre em contato conosco 1iparniqueiras@gmail.com Faça nos uma visita SHA Conjunto 3 Chácara 47A Arniqueira Brasília DF maps.app.goo.gl/iQSRtWrk9Hy6eaUT6YouTube https://youtube.com/@primeiraigrejapresbiterian1958Contribua Ore e ajude esta obra! Pix 40222748 000153 (CNPJ)Banco do Brasil Conta Corrente 51214-1Agência 2901-7Que Deus abençoe você!Porque de tal manera amó Dios al mundo, que ha dado á su Hijo unigénito, para que todo aquel que en él cree, no se pierda, mas tenga vida eterna. Juan 3:16For God so loved the world, that he gave his only begotten Son, that whoever believes in him should not perish, but have everlasting life. John 3:16¹⁶ Ибо так возлюбил Бог мир , что отдал Сына Своего Единородного , дабы всякий верующий в Него , не погиб , но имел жизнь вечную . João 3:16Car Dieu a tellement aimé le monde, qu'il a donné son Fils unique; afin que tout homme qui croit en lui ne périsse point, mais qu'il ait la vie éternelle. João 3:16¹⁶ Want so lief het God die wêreld gehad, dat Hy sy eniggebore Seun gegee het, sodat elkeen wat in Hom glo, nie verlore mag gaan nie, maar die ewige lewe kan hê. João 3:16¹⁶ 하나님이 세상을 이처럼 사랑하사 독생자를 주셨으니 이는 저를 믿는 자마다 멸망치 않고 영생을 얻게 하려 하심이니라 João 3:16¹⁷ Tanrı, Oğlunu dünyayı yargılamak için göndermedi, dünya Onun aracılığıyla kurtulsun diye gönderdi. João 3:17

Tutti Convocati
Un Doblete a Roma

Tutti Convocati

Play Episode Listen Later May 14, 2026


Mentre il match di Darderi è durato fino alle 2 di notte, Lazio-Inter è finita presto e Chivu ha conquistato il suo primo Doblete. Non è finita, invece, la confusione sui calendari. Ne parliamo con Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport.Certamente anche il Giro d'Italia non ha fatto mancare nulla allo spettacolo con la tappa di ieri Praia a Mare-Potenza con pioggia, cadute e strade sbagliate. Si sarà divertito anche il nostro corrispondente dal Giro Pier Augusto Stagi.Ci mettiamo alle spalle la 6h di Spa con la BMW che ha fatto il pieno e ora manca un mese alla 24h di Le Mans. Il punto su quello che fino ad ora ci ha detto il WEC con Gionata Ferroni e Giorgio Sernagiotto, coach del team Cetilar Racing.

Betlehem Podcast
Espírito, Alma e Corpo, quem é que manda aqui? - Parte B

Betlehem Podcast

Play Episode Listen Later May 13, 2026 6:48


Imagina a tua alma como um campo de batalha.De um lado, a carne, os impulsos, o jeito desse mundo pensar e viver.Do outro, o Espírito Santo, querendo conduzir teu espírito, teus pensamentos, tuas escolhas, tua história.Essa é a guerra que todos nós estamos vivendo por dentro.Romanos 12.1–2 mostra o convite de Deus pra esse tempo:“Apresentem o corpo de vocês como SACRIFÍCIO VIVO, santo e agradável a Deus…e não se conformem com este século, mas sejam transformados pela renovação da mente…”Deus não quer sacrifício morto.Ele não quer que você “se mate espiritualmente”, se anule, se destrua.Ele quer você VIVO. Mas vivo pra Ele.Morto para a velha vida sem Deus, pra que Cristo VIVA em você, pense em você, ame através de você.Hebreus 3 fala de dois caminhos dentro do coração:– incredulidade, que ouve a Palavra e não obedece;– confiança, que ouve a Voz de Deus HOJE e responde com obediência.E Paulo é bem direto: a nossa luta é real.A carne e o Espírito LUTAM entre si.Carne aqui não é só corpo, é a nossa natureza caída, esse “eu” que quer tudo do seu jeito, na sua hora, sem Deus.Gálatas 5 descreve assim:“ANDAI no Espírito e JAMAIS satisfareis os desejos da carne.Porque a carne milita contra o Espírito e o Espírito contra a carne…”Ele mostra as OBRAS DA CARNE:– área sexual: prostituição, impureza, lascívia (aqui entra pornografia, sensualidade sem freio);– área espiritual: idolatria, feitiçaria, envolvimentos ocultos, confiar em qualquer coisa no lugar de Deus;– área dos relacionamentos: inimizades, brigas, ciúmes, iras, facções, invejas;– área dos vícios e excessos: bebedices, drogas, compulsões, glutonarias.E depois, o FRUTO DO ESPÍRITO:amor, alegria, paz, paciência, bondade, fidelidade, mansidão, domínio próprio.A grande verdade é simples:O QUE VOCÊ MAIS ALIMENTA É O QUE MAIS MANDA EM VOCÊ.Alimentar a carne é:– encher a mente de conteúdo sujo, conversas tóxicas, ódio, fofoca;– se expor a coisas que você sabe que te derrubam;– cultivar ressentimento, orgulho, preguiça espiritual.Alimentar o Espírito é:– Palavra, oração, louvor;– comunhão saudável na igreja;– obediência, renúncia por amor a Deus;– buscar a presença do Senhor de coração sincero.Romanos 8.5–6 explica assim:“Os que se inclinam para a carne pensam nas coisas da carne;os que se inclinam para o Espírito, nas coisas do Espírito. A inclinação da carne dá pra MORTE,mas a do Espírito, pra VIDA e PAZ.”Se vivemos entregues à carne, caminhamos para destruição.Mas se, pelo Espírito, MATAMOS os feitos do corpo, CERTAMENTE viveremos.Boa notícia: Se o Espírito de Deus habita em você, o mesmo Deus que ressuscitou Jesus dentre os mortos pode vivificar também o teu corpo mortal. Ou seja: até os desejos e inclinações começam a ser transformados por dentro.No fundo, a pergunta prática é essa: “Isso aqui que eu estou vendo, ouvindo, curtindo, escolhendo…fortalece o QUÊ em mim? A carne ou o Espírito?”E aí entra algo importantíssimo: Obedecer MESMO quando a alma não está afim.Tem dia que você não sente vontade de orar, de perdoar, de se guardar, de dizer não pro pecado.Mas quem manda não pode ser a emoção do momento. Quem manda precisa ser o Espírito Santo, através da Palavra.Hebreus 4.12 diz que a Palavra de Deus é viva e eficaz e separa ALMA e ESPÍRITO. Ela mostra o que é só impulso, trauma, sentimento…e o que é direção verdadeira de Deus.E o desejo de Deus pra nós está em 1 Tessalonicenses 5.23:“Que o Deus da paz vos santifique em TUDO;e o vosso espírito, ALMA e CORPO sejam conservados íntegros até a vinda de Jesus.Fiel é o que vos chama, o qual também o fará.”Deus quer governar TUDO em você:– teu espírito (tua conexão com Ele),– tua alma (pensamentos, emoções, decisões),– teu corpo (o que você faz, vê, toca, busca).Ele não veio só pra te tirar do inferno um dia.Ele veio pra reinar AGORA dentro de você.Continua

Meu tempo com Deus
Amor Tipo o de Mãe

Meu tempo com Deus

Play Episode Listen Later May 11, 2026 6:19


Sexta-feira, 8 de maio de 2015O AMOR - TIPO O DE MÃEE nós conhecemos, e cremos no amor que Deus nos tem. Deus é amor; e quem está em amor está em Deus, e Deus nele. 1 João 4:16Aquele que não ama não conhece a Deus; porque Deus é amor. 1 João 4:8Não consigo mais escrever, se não tem amor. Hoje as vésperas de comemorarmos mais um dia das mães, dia este intitulado pela sociedade, percebo que a cada dia temos que voltar ao primeiro amor. Aquele amor que Deus nos dá, aquele amor que Cristo demonstrou por nós ali na cruz e também aquele amor de mãe.O titulo hoje do post é amor - tipo o de mãe, sabe porque?PORQUE Assim como Deus nos amou tanto e por isso criou o ser humano, assim também Jesus demonstrou um amor sem igual por nós para trazer vida eterna, o Amor de mãe tem características do amor de Deus para com o ser humano e De Cristo para com o pecador.A mãe é a única capaz de fazer gerar um bebê, sem o útero materno é impossível trazer ao mundo alguém, nesse ponto a mãe tem um pouquinho do amor de Deus no que diz respeito ao gerar!A mãe é capaz de morrer pelo seu filho, assim como Jesus morreu por todos os pecadores para lhes trazer vida eterna.Certamente que Deus ao permitir a mulher essa tão honrosa, laborosa e prazerosa vocação lhe concedeu esses traços de amor TIPO O DO PAI ETERNO.Lógico que não se pode comparar o amor que DEUS tem por nós, mas para que pudéssemos crescer a cada dia mais, Ele nos concede uma mãe para nos ensinar a viver e a amar! OLHE PARA SUA MÃE, ADMIRE E SE INSPIRE!Ela é com toda certeza uma benção de Deus para sua vida, Ela quem te trouxe a esse mundo por isso a honre, e você viverá muitos anos, é o primeiro mandamento com promessa da bíblia!Ame a sua mãe de tal forma a nunca se esquecer que Ela é capaz de dar a vida por você! VALORIZE A PRIMEIRA MULHER QUE TE AMOU E A ÚNICA QUE VAI TE AMAR COMO NENHUMA OUTRA IRÁ!Por fim: A maior lição que Deus nos dá ao nos conceder mães é que precisamos todo dia amar mais o próximo, todo dia precisamos olhar para nossas mães e lembrar que se ela teve paciência conosco, porque não ter com o próximo?Seja gentil, ame seu próximo, é isso que Deus quer de você!A todas as progenitoras desejo um feliz dia das mães!!!Em especial quero deixar aqui eu meu muito obrigado, e todo o meu desvelo e amor, aquela quem me deu o primeiro sorriso, a primeira lição a minha amada MÃE, Te amo, obrigado por ser essa pessoa tão amorosa que és, que nesse domingo e em todos os outros dias você se lembre que é o seu dia! Parabéns e Feliz dia das Mães!!!MAS filhos, NÃO SE ESQUEÇAM, TODOS OS DIAS SÃO DIAS DA SUA MÃE, CUIDE DELA E A AME TODOS OS DIAS E O PRESENTE SERÁ SEMPRE UM MERO DETALHE, POIS O PRINCIPAL VOCÊ JÁ FEZ, AMOU!QUE, o amor de mãe nutra em nós esse desejo de amor e ser cordial!Que o amor de Deus esteja nos corações de todos aqueles que o buscam!!!Érico Fathi https://20minutoscomdeus.blogspot.com/2015/05/o-amor-tipo-o-de-mae.html

Café com Tulipa
CT 3730 - Instrução Para Seu Bem

Café com Tulipa

Play Episode Listen Later May 7, 2026 2:44


Certamente você evitaria muitas dores se desse mais ouvidos ao que o Senhor, nosso Deus e Pai, nos diz em sua Palavra. Entretanto, muitas vezes, somos como filhos rebeldes que não dão ouvidos aos seus pais e preferimos seguir nosso caminho, como se soubéssemos, sempre, qual é o melhor caminho para nossa vida. Precisamos ser sábios e não agir com rebeldia ou indiferença. Nosso Pai quer nos conduzir por melhores caminhos, quer nos livrar de muitas dores. Toda a instrução que o Senhor nos dá é para o seu bem, para o nosso bem. Ouça e viva melhor, pois viver sob a direção de nosso Pai Celestial sempre será a melhor opção.

Dia a dia com a Palavra
"É impossível, mas Deus pode" - já ouviu essa expressão?

Dia a dia com a Palavra

Play Episode Listen Later Apr 27, 2026 1:13


Eu a considero muito interessante. Primeiro pela ideia do impossível. O impossível pra nós refere-se àquilo que não tem solução. É a doença sem cura, o problema sem solução.Dizer que Deus pode mesmo diante desse quadro, é reconhecer que a intervenção divina anula a lógica, quebra as leis naturais que conhecemos e transforma a realidade, por mais inacreditável que isso possa parecer.Veja o que diz o Salmo 68 no verso 6: "‭Deus faz com que o solitário more em família; liberta os cativos e lhes dá prosperidade; só os rebeldes habitam em terra estéril."O salmista dá dois exemplos: a constituição de uma família para aquele que está sozinho, e a transformação de escravos em senhores de suas próprias vidas. Dois aspectos completamente diferentes, mas que atingem o "impossível" na cabeça do salmista.O salmista fala a partir de sua própria experiência. Certamente ele já observou outros casos "impossíveis" serem resolvidos. E a partir disso ele acredita que o impossível não seja algo difícil ou improvável.E você? Já viu o impossível se tornar possível? Para Deus, não há impossíveis.

Devocionais Pão Diário
DEVOCIONAL PÃO DIÁRIO | A AMARGURA DOS DOCES ROUBADOS

Devocionais Pão Diário

Play Episode Listen Later Apr 21, 2026 3:08


Leitura Bíblica Do Dia: PROVÉRBIOS 20:11-17 Plano De Leitura Anual:  2 SAMUEL 12–13; LUCAS 16  Já fez seu devocional hoje? Aproveite e marque um amigo para fazer junto com você! Confira:  Na Alemanha, ladrões roubaram a carreta refrigerada de um caminhão com mais de 20 toneladas de doces. O valor estimado do roubo foi de 429 mil reais. A polícia pediu que qualquer pessoa que soubesse de grandes quantidades de choco late disponíveis de maneira não convencional denunciasse imediatamente. Certamente os que roubaram a enorme quantia de doces enfrentarão consequências amargas e insatisfatórias se forem pegos e processados! O livro de Provérbios confirma este princípio: “Pão roubado tem sabor doce, mas depois será como areia na boca” (20:17). As coisas que adquirimos enganosamente ou injustamente podem parecer doces a princípio, temperadas com euforia e prazer temporários. Mas esse sabor passa e nosso engano nos deixa em apuros. As consequências amargas da culpa, do medo e do pecado podem arruinar nossa vida e reputação. “Até crianças mostram quem são, por sua conduta, se agem de modo puro e correto” (v.11). Que nossas palavras e ações revelem um coração puro para Deus, e não a amargura de desejos egoístas. Quando somos tentados a pecar, oremos a Deus pedindo que nos fortaleça e ajude a sermos fiéis a Ele. O Senhor pode nos aju dar a olhar além da “doçura” de curto prazo de ceder ao pecado e orientar-nos a considerar cuidadosamente as consequências de nossas escolhas a longo prazo.  Por: MARVIN WILLIAMS 

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia IV Domenica di Pasqua - Anno A (Gv 10,1-10)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Apr 21, 2026 14:13


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8510OMELIA IV DOMENICA PASQUA - ANNO A (Gv 10,1-10)di Don Stefano Bimbi Questo Vangelo ci mette davanti a una delle immagini più consolanti e più forti di tutto il Vangelo: Gesù come pastore e come porta. Non sono semplici immagini poetiche. È una rivelazione precisa su chi è Cristo, e su come si entra davvero nella salvezza. Gesù comincia contrapponendo due figure: da una parte il pastore vero, dall'altra il ladro e il brigante. Non tutte le guide meritano di essere seguite. Ci sono alcuni che promettono felicità, autonomia, successo, piacere, affermazione di sé, e invece svuotano l'anima, dividono la famiglia, rovinano la coscienza, allontanano da Dio. Il ladro, dice Gesù, viene per rubare, uccidere e distruggere. Il demonio agisce così. Il mondo agisce così. E anche la tentazione, all'inizio, si presenta come una piccola scorciatoia, ma poi ruba la pace, fa perdere la Grazia di Dio e distrugge lentamente la persona.Quando Gesù parla di ladri e briganti, non si riferisce soltanto a nemici esterni in senso generico, ma anche a tutte quelle persone che nella vita concreta si presentano come guide e invece portano lontano da Lui. Sono cattivi maestri tutti coloro che parlano all'uomo senza condurlo alla verità di Cristo e alla comunione con la sua Chiesa. È ladro e brigante chi insegna ai giovani che la purezza è inutile, che la castità è impossibile, che l'importante è provare tutto e seguire l'istinto. È ladro e brigante chi dentro una scuola, un gruppo di amici, un ambiente di lavoro o perfino nella stessa famiglia, ridicolizza un ragazzo perché vuole vivere da cristiano sul serio, oppure insinua che per essere moderni bisogna prendere le distanze dalla Chiesa. O magari chi presenta il peccato come una forma di libertà e l'obbedienza a Dio come una schiavitù.Ci sono anche cattivi maestri più sottili, più eleganti, apparentemente rispettabili, che parlano con linguaggio colto e rassicurante, ma svuotano la fede dall'interno. Sono quelli che dicono che tutte le religioni si equivalgono, i dogmi sono sorpassati, il Vangelo deve adattarsi al mondo, l'inferno non esiste, il demonio è solo un simbolo, la convivenza, l'impurità, l'aborto, l'eutanasia o i rapporti contro natura in fondo non separano da Dio se uno "si sente a posto con la coscienza". Questi non aprono la porta che è Cristo: scavano un passaggio falso, una via larga, comoda, applaudita dal mondo, ma che non conduce alla salvezza. Anche gli influencer, i personaggi pubblici, i cantanti, gli opinionisti, i falsi esperti dell'anima, quando normalizzano il male, deridono la fede cattolica o insegnano a vivere come se Dio non esistesse, diventano concretamente ladri e briganti, perché rubano alle anime il senso del peccato, il desiderio della Grazia e la fiducia nella Chiesa.SE UNO ENTRA ATTRAVERSO DI ME, SARÀ SALVATOPer questo un cristiano non può essere ingenuo. Non basta chiedersi se una persona parla bene, è simpatica e convincente, se è seguita da molti. Bisogna chiedersi: questa voce mi porta più vicino a Cristo o più lontano? Mi fa amare di più la preghiera, i sacramenti, la purezza, l'umiltà, l'obbedienza alla verità cattolica oppure mi rende più mondano, confuso, orgoglioso, indulgente verso il peccato? Perché il criterio vero non è il successo di chi parla, ma la direzione in cui conduce. E chi non conduce a Cristo, anche se affascina, commuove e seduce, alla fine sta derubando l'anima.Gesù invece non ruba nulla, ma dona tutto. Non inganna, seduce e manipola. Egli entra dalla porta, cioè si presenta nella verità. E la cosa bellissima è che il Vangelo dice che chiama le sue pecore ciascuna per nome. Questo vuol dire che per Dio noi non siamo una folla indistinta. Gesù conosce personalmente ogni anima. Conosce le ferite, le paure, i peccati combattuti, le umiliazioni nascoste che non diciamo a nessuno. Infatti la fede cristiana non è adesione a un'idea, ma rapporto vivo con una Persona. Noi non siamo salvati da una teoria morale o da una filosofia religiosa, ma dal Figlio di Dio fatto uomo, morto e risorto per noi. Per questo Gesù non dice: "Vi mostro la porta", ma dice: "Io sono la porta". Non si entra nella salvezza scegliendo un proprio cammino spirituale arbitrario aggirando Cristo e inventandosi una religione comoda. Si entra attraverso Gesù, cioè attraverso la fede vera, i sacramenti, la conversione, l'obbedienza alla sua parola, la comunione con la sua Chiesa.Tutto questo va ribadito con chiarezza, perché oggi molti pensano che basti "essere buoni a modo proprio" oppure "credere in qualcosa" oppure "seguire il cuore". Ma il Vangelo non dice questo. Cristo è la porta e una porta, per sua natura, non è un dettaglio secondario: è il passaggio necessario. Se uno rifiuta la porta, resta fuori. Non perché Dio sia cattivo, ma perché la salvezza passa attraverso il suo Figlio. E quella porta è aperta per tutti. Ma bisogna voler entrare.ENTRERÀ E USCIRÀ E TROVERÀ PASCOLOInfatti la salvezza non consiste semplicemente nell'avere una vita più ordinata o più serena, ma consiste nell'essere strappati dal peccato e dal potere del demonio. E questa salvezza comincia già ora. Infatti Gesù aggiunge: "Entrerà e uscirà e troverà pascolo". Dove c'è Cristo, lì c'è il vero pascolo dell'uomo: la verità per l'intelligenza, la grazia per l'anima, la forza per combattere, il perdono per rialzarsi, il Pane eucaristico per nutrirsi.Ma noi riconosciamo davvero la voce del Pastore? Perché il problema della vita spirituale è tutto qui. Le pecore seguono il pastore perché conoscono la sua voce. Il cristiano maturo non è semplicemente uno che sa tante cose religiose. È uno che ha educato il cuore a distinguere la voce di Cristo dalle voci estranee. E questa capacità si forma con la preghiera, con il silenzio, con la confessione frequente, con la lettura del Vangelo, con l'ascolto docile dell'insegnamento della Chiesa.Nella vita quotidiana un ragazzo deve scegliere se vivere la purezza o lasciarsi trascinare da ciò che tutti fanno. Una madre o un padre devono scegliere se educare i figli secondo il Vangelo o secondo la mentalità del mondo. Un lavoratore deve decidere se essere onesto o fare il furbo. Un sacerdote deve capire se sta annunciando il Vangelo oppure se sta cercando il consenso e una vita tranquilla. In tutti questi casi ci sono due voci. Una promette vantaggio immediato, comodità, approvazione degli altri. L'altra magari chiede sacrificio, coerenza, rinuncia, fedeltà. Eppure la voce di Cristo, anche quando costa, porta pace; invece la voce estranea, anche quando lusinga, lascia inquietudine.Pensiamo, per esempio, a una persona che vive da tempo in una situazione di peccato e sente nel cuore l'invito a confessarsi bene, a tagliare con certe occasioni, a cambiare vita. Quella è la voce del Pastore. Ma subito arriva un'altra voce: "Esageri, non è così grave, più avanti ci penserai, tutti fanno così". Quella è la voce estranea. Oppure pensiamo a chi in famiglia dovrebbe fare il primo passo per chiedere scusa, ma l'orgoglio suggerisce: "Aspetta che sia l'altro". Cristo invece dice dentro: "Umiliati, perdona, ricomincia". Il Pastore conduce alla vita; l'orgoglio alla solitudine. Oppure pensiamo a un giovane che sente nascere in sé una vocazione, oppure sente il desiderio sincero di vivere più seriamente la fede, e si trova circondato da amici o familiari che lo prendono in giro e gli dicono che sta esagerando, che si sta rovinando la giovinezza. Anche lì si gioca il combattimento tra la voce del Pastore e quella degli estranei.IO SONO VENUTO PERCHÉ ABBIANO LA VITA E L'ABBIANO IN ABBONDANZAGesù dice anche che il pastore cammina davanti alle pecore. Cristo infatti non ci manda dove Lui non sia già passato. Se ci chiede di portare la croce, è perché Lui l'ha portata per primo. Se ci chiede purezza, obbedienza, fedeltà, sacrificio, è perché Lui ha vissuto tutto questo in pienezza. Nessuno può dire: Dio non capisce la mia fatica. E poi c'è l'ultima grande parola di questo brano: "Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza". Qui crolla una menzogna molto diffusa: l'idea che stare con Cristo significhi avere una vita più triste. Chi si allontana da Cristo non si gode la vita, la spreca. Chi si consegna al peccato non guadagna libertà, la perde. La vera abbondanza della vita non è fare tutto ciò che si vuole, ma ricevere tutto ciò per cui si è stati creati. E l'uomo è creato per Dio. Quando vive in grazia, anche nella prova, possiede una pienezza che il mondo non può dare. E bisogna aggiungere un'ultima cosa molto importante. Per ascoltare davvero la voce di Cristo non basta dire in modo generico: io prego, leggo il Vangelo, e così sono a posto davanti a Dio. Certamente la preghiera e la meditazione della parola di Dio sono indispensabili, perché senza di esse il cuore si inaridisce e non impara più a riconoscere la voce del Pastore grande delle pecore. Ma ordinariamente il Signore, nella sua sapienza, non ci guida soltanto in modo interiore. Ci guida anche attraverso pastori concreti, visibili, reali, che Egli stesso ha posto nella sua Chiesa. Gesù continua a parlare e a guidare anche attraverso i sacerdoti a Lui fedeli, attraverso il parroco nella vita concreta della parrocchia, attraverso un padre spirituale che conosce l'anima, la accompagna, la corregge e la aiuta a discernere la volontà di Dio nelle scelte concrete.LE PECORE ASCOLTANO LA SUA VOCEQuesto è molto importante soprattutto oggi, in un tempo in cui tanti vogliono un rapporto con Dio senza mediazioni, senza obbedienza a un padre spirituale o consultando il sacerdote solo per sentire un parere tra i tanti. Così però si rischia che sia sol

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 14 febbraio 2026 sul musicista celeste Pañcasikha

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

Play Episode Listen Later Apr 19, 2026 2:40


Riflessioni di Ajahn Jayasaro. Uno dei passaggi più sorprendenti dei sutta si trova nel Sakkapañha Sutta (DN21*). In esso, un musicista celeste (gandhabba) chiamato Pañcasikha si avvicina alla grotta dove risiede il Buddha e, accompagnato dalle note del suo liuto giallo, canta versi che esaltano il Buddha, il Dhamma, gli Arahant e l'amore. I versi che canta sono, in realtà, piuttosto osé e sono quasi tutti dedicati al desiderio sensuale che prova per la sua amata. Certamente non il tipo di cose che si riterrebbero adatte alle orecchie del Buddha. I suoi riferimenti buddhisti, quando compaiono, servono solo a illustrare il suo amore. "Deliziosa come la brezza per chi suda, o come una bevanda rinfrescante per chi ha sete; la tua radiosa bellezza mi è cara come il Dhamma è caro agli arahant, … Il mio desiderio era lieve all'inizio, o fanciulla dai capelli ondulati, ma è cresciuto rapidamente, come crescono i doni che ricevono gli arahant". Ci si potrebbe aspettare che alla fine della canzone il Buddha gli rivolga un severo rimprovero. Niente affatto. Egli dice: "Pañcasikha, il suono delle tue corde si fonde così bene con il tuo canto, e il tuo canto con le corde, che nessuno dei due prevale eccessivamente sull'altro". La contemplazione di questo passaggio nel corso degli anni mi ha portato alla conclusione che il Buddha sapeva che rimproverare un gandhabba per un verso musicale sensuale sarebbe stato come rimproverare un gatto per aver fatto le fusa. Invece, spinto dalla compassione e attingendo ai ricordi della sua giovinezza nel palazzo, il Buddha si rivolse con gentilezza ai meriti musicali. Ajahn Jayasāro, 14 febbraio 2026 '* Il Digha Nikaya è la "Raccolta di lunghi discorsi" del Sutta Pitaka, una antologia fondamentale del Canone Pali buddhista Theravada [NdT].

Enterrados no Jardim
A intensidade dos condenados. Uma conversa com Victor Barros

Enterrados no Jardim

Play Episode Listen Later Apr 17, 2026 230:50


Desta vez, tivemos de nos ficar pelos trabalhos preparatórios, já que este texto, que costuma ser redigido depois, teve de ser apressado, vindo antes, e a previsão é que Victor Barros (cabo-verdiano, historiador doutorado pela Universidade de Coimbra, com uma tese sobre a construção da memória do império português nas colónias em África, investigador do Instituto de História Contemporânea da Universidade Nova de Lisboa e autor de vários artigos sobre Amílcar Cabral) se tenha juntado a nós para discutirmos as questões do colonialismo, o papel de Cabral como figura sediciosa decisiva para aquele enredo revoltoso que viria a encorajar a nossa própria luta de libertação, fazendo estalar o regime desde as colónias portuguesas até à metrópole, permitindo um raro momento de combate político em que chegou a supor-se que Portugal pudesse ser uma responsabilidade comum, e não um assunto decidido por muito poucos, com uma cultura reservada à contemplação dos seus interesses. Mas agora, aqui, e para os efeitos deste exercício, que nunca se quis ficar por um descritivo dos episódios, antes uma contribuição acessória, um devaneio ulterior, desta vez, e para permitir uma leitura das linhas de tensão que organizam, hoje, a única verdadeira fractura no nosso campo político, vamo-nos ficar por um exercício de colagem de dois textos. Começamos pelo longo excerto de um ensaio de Vivian Abenshushan, em Escritos para Desocupados, quando recorda que no Génesis, Adão e Eva tentaram repartir de modo equitativo a penitência da chamada divisão do trabalho – entre os seus filhos: Caim obteria a propriedade de toda a terra; Abel seria dono de todo o gado. Um deles dedicar-se-ia ao cultivo; o outro, à pastorícia. É provável que os irmãos tivessem pouco tempo livre para pregarem partidas e brincarem juntos na encosta do vasto campo, algo que a longo prazo teria ajudado a criar um vínculo entre eles, evitando assim o desenlace fratricida. Um dia, Abel e Caim fizeram as suas oferendas a Deus (um deles sacrificou um carneiro; o outro ofereceu um fruto da terra), mas Deus, sempre insondável, só aceitou a oferenda de Abel. Furioso, Caim matou, como toda a gente sabe, o seu irmão. As interpretações deste episódio sangrento não se fizeram esperar. De entre todas elas, há uma que aponta para o nascimento de um antagonismo ancestral: aquele que existe entre trabalhadores e ociosos. Assim o indicam as raízes dos seus nomes: Caim (do árabe gain, «o ferreiro») poderia ser identificado com o homo faber, o homem que fabrica ferramentas, aquele que exerce a sua vontade transformadora sobre a matéria. Ele forja o arado para lavrar e também o martelo para acertar o golpe. Tem uma mão equipada, uma mão presa ao trabalho, uma mão plena. Raras vezes essa mão se põe a tamborilar. Ela é puro músculo: abre sulcos, aplana a terra, subjuga brotos, edifica. É a mão do trabalhador. Graças à ferramenta, essa extensão incisiva do corpo, Caim e os seus descendentes conseguem dominar as vastidões selvagens e criar um novo mundo artificial. São os construtores das primeiras cidades, mais tarde associadas à corrupção e à perda de sentido espiritual. A alma de Caim é sedentária; enraíza-se na terra que cultiva, funda os costumes, adquire direitos sobre o solo. Assim o expressa outra raiz do seu nome, a proveniente do verbo hebraico kanah: adquirir, subjugar. Caim é, então, obter, possuir e, portanto, governar ou o proprietário, o que possui, e também o praticante das artes da tecnologia necessárias para abrir caminhos e conquistar. Nele, convergem as forças contraditórias da civilização: a ferramenta e a arma, a invenção criadora e a violência. Abel, do hebraico hebel: alento, sopro, nada, pertence, por seu turno, à estirpe dos nómadas, dos que se deslocam continuamente como o ar. Em vez de assentar como o agricultor, move-se por onde o seu rebanho o leva. Abel não depende de nenhum lugar concreto, pois o seu sustento vai com ele para toda a parte. E multiplica-se sem necessidade de trabalhar! Na primeira repartição laboral da humanidade, coube ao pastor o lado menos áspero, menos sujeito aos rigores do clima e ao esforço físico da vida agrária. Talvez por isso, contrariamente a Caim, Abel não se extenue. É mais livre, mais leve e tem muito tempo para a ociosidade. Sempre que os seus animais encontram o sítio exacto para se alimentarem, ele descobre-se no meio de um tempo vazio, distendido, o tempo que o homo ludens dedica aos seus jogos e meditações. Ei-lo auto-absorto à sombra das árvores, vendo as horas a passar como se não existissem. Opõe-se totalmente ao tempo programado de Caim, tempo associado à produção, ao cultivo e ao trabalho, um tempo útil em torno do qual a vida se ordena. Abel é um habitante natural do ócio, ser tranquilo e errabundo, cioso da sua autonomia, alheio às hierarquias da aldeia. Nele, não germinou a vontade de domínio, nem a ambição de poder. (E quiçá por isso que São João e Cristo o consideram «um justo».) Como não lhe interessa deixar marca – ele é apenas um sopro, efémero como a própria vida –, a sua existência alijou propósitos e a sua única ocupação é ver. Enquanto escuta o adejar do vento ou observa o cortejo dos pássaros, Abel vigia o seu rebanho. Necessita de abrir bem os olhos e compreende que isso é outrossim contemplação: habitar o mundo com o olhar. Essa destreza ocular, treinada sem esforço nas tardes do seu tempo livre, torna-se numa forma de observação distinta, o nascimento da especulação intelectual e do temperamento artístico. Abel sentou-se a pensar pela sua própria cabeça; o seu ócio é uma forma de reflexão e, talvez, também de melancolia. E não havia sido este o pecado dos seus progenitores, o desejo de saber? Ah, o ócio, mãe de todos os vícios! Certamente, Caim também sentiria uma inveja secreta pelo ocioso. Por que razão, ao contrário dele, o pastor de ovelhas evidencia tanto prazer enquanto realiza as suas actividades diárias? Quiçá porque, na sua transumância, Abel se mantenha longe do fardo da civilização e dos seus múltiplos artifícios. Na cidade de Caim, cada edifício se faz acompanhar de novas tarefas, a correria quotidiana duplica-se, o peso das cargas triplica e o suplício dos escravos não tem fim. «Raça de Caim» – escreveu Baudelaire –, «a tua tarefa ainda não se cumpriu o bastante». A grande calamidade das cidades é que nelas nunca deixa de se trabalhar. Merece a busca pelo conforto tanta inquietação, tanto esgotamento? Se o ócio é o propósito final do trabalho, porque não se entregar a ele simplesmente, sem remorsos? É isso o que faz Abel, uma vez satisfeitas as suas necessidades primárias. Abel poderia ser o símbolo de toda a uma estirpe amante da simplicidade, refractária à fama ou à riqueza, esses fardos da vida oficial. Sendo nómada, leva dentro de si a sua choça e as suas posses; não acumula, não se deixa prender ao peso da vida material; ele prefere flutuar, como o fazem os seus pensamentos ao entardecer. Algo dessa leveza, uma leveza malquista segundo a estirpe de Caim, sobrevive no luftmensch, palavra iídiche que designa pejorativamente o vagabundo, o homem improdutivo, sem trabalho nem salário fixo, dedicado a perder tempo e a fazer conjecturas. Perdido entre livros e divagações, o luftmensch é literalmente um «homem dos ares», «um homem flutuante». A que aspira? Para onde se dirige? Como Abel, este ocioso não tem planos nem projectos, é um filho errante que angustia sempre a sua mãe. Se Caim representa a técnica e a responsabilidade da idade adulta, o seu irmão, por sua vez, é um tratante, um adolescente livre de deveres. Caim é pragmático; Abel, gárrulo. Um ama a pachorrice; o outro crê na diligência como profissão de fé. Em tudo parecem espíritos contrários. E as duas formas de habitar o espaço a que deram origem, sedentários e nómadas, representam duas formas, talvez irreconciliáveis, de encarar os dilemas da sobrevivência: sucumbir ao peso do trabalho em nome do progresso, ou aprender a viver em nome da própria vida. É curioso que Deus tenha desdenhado de Caim precisamente porque, no seu sacrifício, procedia por simples apego ao dever, em vez de o fazer por generosidade, por amor genuíno, como Abel. (Se considerarmos a explicação de São João, Deus procurava os homens e não as coisas que eles faziam com as mãos, do mesmo modo que preferia o que crescia naturalmente em lugar daquilo que se obtinha através de impulsos gananciosos, como o arado com que se obriga a terra a germinar para logo lucrar com o seu fruto.) Quanta ira terá palpitado nas têmporas do agricultor ao ver, ao fim do dia de trabalho, o seu irmão, o ocioso, a ser premiado! Aquilo era, de facto, razão para o matar. E, assim, num assomo de fúria destrutiva, o homo faber liquida de vez o homo ludens. Que temos aqui? A forma como o trabalho reprime enfim a propensão para o lúdico, inclinação que só pode causar intranquilidade e desconfiança num mundo que levou a sua loucura ao ponto de considerar a própria existência como um castigo. Num mundo assim, a penitência termina com o jogo; a obrigação, com o prazer. E a esquiva possibilidade de fazer do trabalho uma coisa alegre, ou, pelo menos, passageira – após a qual o homem poderia dedicar-se ao que bem lhe aprouvesse –, tornou-se inviável para a grande massa de pessoas sobre as quais recaíram as funções mais servis e rotineiras. É uma pena que tenha sido a estirpe de Caim a servir de inspiração a numerosas gerações posteriores dedicadas ao trabalho compulsivo, chegando até Benjamin Franklin, que definiu o homem, no século XVIII, precisamente como «o animal que fabrica ferramentas», tendo banido da sua agenda a possibilidade de descansar. «Não perder tempo; manter-se sempre ocupado com algo útil; suprimir todas as acções desnecessárias», eram tais as notas mais altas do seu hino, o hino do homo faber, que fez do tempo o principal recurso a administrar: «Pensa que tempo é dinheiro. Quem puder ganhar diariamente dez xelins com o seu trabalho, e se tiver dedicado metade do dia a passear ou a bocejar no seu quarto, embora apenas dedique seis pence às suas diversões, na verdade gastou, ou melhor, desbaratou, mais cinco xelins.» Quanta razão tinha Vaneigem quando escreveu: «As necessidades da economia ajustam-se ao lúdico. Nas transacções financeiras, tudo é sério; não se brinca com o dinheiro.» É neste ponto em que estamos. Somos todos da raça de Caim, e se de algum modo ainda nos é possível assinalar que nem tudo está perdido, é só na medida em que nos restam os bárbaros. A redenção que nos resta está na hostilidade. O difícil é manter-se leal a esta, recolher-se em si mesmo para recuperar essa voltagem direccionada contra o mundo que fez de nós seres que vivem para as suas medições, para contabilizar, fazer os seus ganhos, e obterem algum tipo de purificação por meio do consumo. Hoje, é este que nos consome. Eis, por fim, o predador inescapável. Esse estado de embotamento, a razão trocada pela frivolidade publicitária, as almas baixando o preço, vendendo-se por atacado, indistinguíveis de toda essa mercadoria desesperada e amiúde obscena a que nos entregamos sem reservas, com os nossos anseios dominados pela promoção de uma cultura homogénea ao seu nível mais rasteiro, e esse desprezo subliminar pelo pensamento e pela escrita, num ambiente asfixiante e cheio de falsas pretensões, cada um disputando o seu quinhão neste deserto mediatizado, rendidos ao “monstruoso dispositivo da distracção” (Adorno). E seria interessante pensar como o fascismo se impõe dentro desta disciplina do trabalho, à medida que aquelas pessoas que se reconhecem inúteis, são chamadas a colocar-se ao serviço da violência sistemática e persecutória do Estado. Assim emerge, como Ryszard Kapuscinski notou, em Andanças com Heródoto, uma substância pouco definida, fluida, que forma bairros inteiros de pessoas sem uma posição, uma classificação ou um destino bem definido. Em qualquer momento aquela gente pode formar uma multidão, turba, que tem opinião sobre tudo, tem tempo para tudo, quer participar em algo, significar algo, mas ninguém lhes liga, nem ninguém precisa deles. Toda a ditadura parasita sobre esse magma anónimo. Nem precisa de manter um dispendioso exército de polícias profissionais. Basta procurar aquela gente que anda em busca de qualquer coisita na vida. Dar-lhes a ilusão de que podem ser úteis para alguma coisa, que alguém conta com eles, que foram seleccionados, que podem significar algo. As duas partes tiram proveito dessa relação: o homem da rua, ao servir a ditadura, identifica-se com o poder, sentindo-se alguém sério e importante, e como geralmente tem no cadastro alguns roubos, brigas, burlas agora sente-se impune. A ditadura, pelo seu lado, tem nele um agente-tentáculo barato, quase gratuito e, ao mesmo tempo, dedicado e omnipresente. Muitas vezes até seria difícil chamá-lo agente, já que é só alguém que quer ser visto pelas autoridades e zela por que isso aconteça, É sempre prestável, assinalando assim a sua existência.

Dia a dia com a Palavra
Você tem medo de escorregar?

Dia a dia com a Palavra

Play Episode Listen Later Apr 17, 2026 1:24


Um pequeno escorregão pode render altas risadas, mas também pode machucar de verdade. Cair nunca é legal. De engraçado não tem nada, embora tenha gente que acabe rindo de nervoso.Escorregar é uma coisa interessante de se analisar. Uma hora você está bem, completamente em pé e seguro da situação. Na outra você está com a cara no chão, completamente vulnerável. Mas ninguém cai do nada ou por nada. É preciso que algo tire o seu equilíbrio.Veja o que diz ‭o Salmo 66 no verso 9: "É ele quem preserva com vida a nossa alma e não permite que resvalem os nossos pés."O salmista fala que Deus não permite que nossos pés escorreguem, que é a ideia por trás do "resvalem nossos pés". Mas como assim? E as vezes que eu já escorreguei e caí? Certamente o salmista não está falando de um piso com água e sabão. Sua conversa é mais profunda, ele fala da nossa própria existência.O salmista deixa claro que a nossa vida só existe porque Deus é quem a sustenta. Nada pode tirar a nossa vida sem a autorização expressa do próprio Deus. Estamos seguros e protegidos! Como disse o pregador George Whitefield: "somos imortais até que a nossa obra neste mundo esteja completa".Coisas e pessoas podem tentar tirar a sua vida. Mas não se preocupe. Maior é aquele que te guarda!

Dia a dia com a Palavra
Você precisa ver para acreditar?

Dia a dia com a Palavra

Play Episode Listen Later Apr 16, 2026 1:20


Lembro da passagem bíblica que relata o encontro de Jesus com seus discípulos logo após a ressurreição. Eles estavam apavorados, escondidos em uma casa trancada, e Jesus apareceu diante deles. O susto foi tremendo, mas a alegria de ver o mestre foi muito maior.Naquele momento Tomé não estava com eles e ao ouvir a história da boca de seus companheiros de caminhada, ele simplesmente não acreditou. Ele disse que precisava ver e tocar nas mãos e no lado de Jesus, pois seriam as provas de que era mesmo Jesus.Jesus foi muito misericordioso com Tomé e apareceu novamente aos discípulos, mostrando as marcas que Tomé tanto desejava ver. Tomé creu, mas a exortação dada a ele por Jesus foi que nós precisamos crer, sem ver.Veja o que diz o Salmo 66 no verso 5: ‭"Venham e vejam as obras de Deus: tremendos feitos para com os filhos dos homens!"Tem um monte de gente por aí que não acredita na história de Jesus. Precisam ver alguma coisa, precisam de provas ou de argumentos. Tudo bem quanto a isso! O texto diz: "venham e vejam".Feliz é aquele que não precisou ver alguma coisa para crer, mas se você precisa ver, Jesus também tem misericórdia de você, como teve com Tomé.17/04Você tem medo de escorregar?Um pequeno escorregão pode render altas risadas, mas também pode machucar de verdade. Cair nunca é legal. De engraçado não tem nada, embora tenha gente que acabe rindo de nervoso.Escorregar é uma coisa interessante de se analisar. Uma hora você está bem, completamente em pé e seguro da situação. Na outra você está com a cara no chão, completamente vulnerável. Mas ninguém cai do nada ou por nada. É preciso que algo tire o seu equilíbrio.Veja o que diz ‭o Salmo 66 no verso 9: "É ele quem preserva com vida a nossa alma e não permite que resvalem os nossos pés."O salmista fala que Deus não permite que nossos pés escorreguem, que é a ideia por trás do "resvalem nossos pés". Mas como assim? E as vezes que eu já escorreguei e caí? Certamente o salmista não está falando de um piso com água e sabão. Sua conversa é mais profunda, ele fala da nossa própria existência.O salmista deixa claro que a nossa vida só existe porque Deus é quem a sustenta. Nada pode tirar a nossa vida sem a autorização expressa do próprio Deus. Estamos seguros e protegidos! Como disse o pregador George Whitefield: "somos imortais até que a nossa obra neste mundo esteja completa".Coisas e pessoas podem tentar tirar a sua vida. Mas não se preocupe. Maior é aquele que te guarda!Postagem 17/04 • Gravação: Talita

Cultura
Fios do agreste: irmãs Petuba apresentam arte da memória em exposição em Paris

Cultura

Play Episode Listen Later Apr 10, 2026 5:23


Entre tecidos, bordados e pequenas bonecas de pano, a obra das irmãs Petuba, do agreste de Alagoas, chega a Paris como um convite à travessia estética, cultural e simbólica. Em exposição no centro cultural Halle Saint-Pierre, no bairro de Montmartre, o trabalho das artistas brasileiras confronta categorias europeias como “arte bruta” e propõe um deslocamento de olhar: da racionalidade à imaginação, da padronização à singularidade, da escassez material à abundância criativa. A presença das artistas no circuito europeu nasceu de um encontro inesperado. “Toda essa exposição começa por um curador de arte bruta que visitou a nossa galeria no Rio para conhecer os trabalhos”, conta Isabela Carpena, pesquisadora e diretora da galeria carioca Nau Cultural, especializada em arte popular brasileira. O contato com o curador abriu “uma porta totalmente nova”, diz, ao colocá-los diante de conceitos “completamente diferentes dos nossos”. Foi nesse diálogo que o trabalho das irmãs Petuba chamou atenção imediata. Ainda assim, ela relativiza as classificações: “Na nossa galeria, a gente está num limite entre naïf, folk art e arte bruta, porque há várias nuances entre essas categorias”. Entre categorias europeias e identidade brasileira Se na França o enquadramento tende a passar pela arte naïf ou bruta, no Brasil a leitura é outra. “Lá a gente traz esse conceito de arte popular”, explica Felipe Pithan, que dirige a galeria junto com Carpena. “São pessoas do povo, trabalhadores, muitas vezes de locais afastados, que não passam por formação formal. É uma educação cultural transmitida dentro das comunidades.” Para ele, o trabalho das irmãs Petuba expressa algo mais profundo. “É uma arte que traz o espírito do povo mesmo.” Nos painéis, diz, estão presentes memórias das tradições artesanais do Nordeste: “Os potes de barro feitos à mão, o cordel cantado”. Mais do que representação, trata-se de um gesto de preservação. “Há uma preocupação muito grande em compartilhar e eternizar essa memória.” Essa dimensão ganha ainda mais força no contraste com o presente. “Num mundo em que tudo é acelerado e padronizado, vejo esse trabalho como um convite a valorizar outro tempo, outra forma de viver e produzir”, afirma Pithan. Do sertão à capital francesa: uma travessia estética Levar essa produção a Paris, no entanto, não é um gesto neutro para os organizadores. “Certamente é um desafio”, reconhece Felipe. “Aqui a gente vê uma cidade com cores muito similares. Quando você entra e vê esse multicolor, isso põe em xeque a própria forma como a cidade se constrói.” Ele levanta uma dúvida que atravessa a recepção da exposição: “Será que o parisiense vai entrar aqui e achar que isso é uma arte válida?” Para o pesquisador, o impacto está justamente nesse deslocamento. “A gente propõe isso como uma travessia. A pessoa tem que sair de uma margem e ir para outra.” Essa travessia também passa pela recusa de certos rótulos. “A arte delas não se vê como periferia”, afirma. “É o agreste, o Nordeste, a cultura delas no centro da imagem.” Ao fazer isso, ele acredita que o trabalho desafia “valores mais convencionais” do circuito europeu. Viagem e "apaixonamento" O encontro com as artistas foi resultado de uma longa jornada. Em 2019, pouco antes da pandemia, Isabela e Felipe percorreram mais de 8 mil quilômetros pelo Nordeste em uma Kombi, em busca de núcleos de arte popular. “As irmãs Petuba eram um sonho antigo”, lembra Isabela. “A gente conhecia o trabalho por livros.” Quando finalmente chegaram até elas, o impacto foi imediato. “Ficamos completamente apaixonados”, diz. “É um suporte totalmente singular, um trabalho autêntico, cheio de camadas e significados.” Felipe reforça que o encantamento ultrapassou a obra. “Foi um apaixonamento não só pela arte, mas pela personalidade. As três são figuras únicas. Vai demorar para nascer outras iguais.”  Técnica, memória e invenção A singularidade do trabalho começa pelo processo criativo. “Elas são muito intuitivas, não planejam”, explica Isabela Carpena. “Vão construindo a paisagem a partir do encontro com os materiais.” Os tecidos variam – seda, brim, malha – e recebem bordados que “pontilham” as imagens. Um dos elementos mais marcantes são as pequenas bonecas de pano, que criam relevo nas obras, segundo a também pesquisadora de arte popular brasileira. “Elas têm uma conexão direta com a vida das artistas, porque a mãe produzia essas bonecas e elas brincavam com elas”, diz Isabela. “Os quadros têm muitas camadas de memória.” Essa memória aparece tanto no conteúdo quanto na técnica. “A própria forma como elas inventaram essa estética já é uma composição de memórias”, afirma. Arte como resistência e imaginação Do ponto de vista técnico, Felipe Pithan descreve o trabalho como “costuras aplicadas”, feitas a partir de retalhos. Mas insiste que o essencial está em outro lugar. “A imagem é sempre aquilo que elas querem. Elas não se submetem a outros imaginários.” Esse imaginário é profundamente enraizado no território. “É o Nordeste, o agreste, esse emaranhado cultural formado por mouros, ibéricos, ciganos, povos originários e afrodiáspóricos”, explica. “O agreste é uma encruzilhada cultural.” Nesse sentido, a obra das irmãs Petuba também é política, segundo os diretores da Nau Cultural. “É um projeto que combate o apagamento dessas narrativas”, afirma Felipe. “Uma fronte contra um mundo de desencantamento.” Ao revisitar a memória pela arte, ele conclui, o trabalho transforma o documental em algo vivo: “ganha ares de ficção, é renovado pela imaginação”. "Reencantamento" Para a Nau Cultural, levar esse trabalho ao exterior também é um gesto consciente. “A gente tem uma pegada decolonial ao fazer uma exposição assim, de trazer essa arte viva brasileira”, diz Isabela. “É o que move o nosso trabalho.” Ela vê nesse movimento uma resposta histórica. “Todo esse processo colonial apagou, maltratou, tirou o poder de muitos povos. Agora é o momento de trazer esses povos de volta. Esses frutos rebrotaram – parecia que a árvore tinha morrido, mas não morreu.” No caso das irmãs Petuba, esse gesto aparece na própria obra. “O trabalho delas é um manifesto decolonial”, afirma. “A região onde vivem ficou muito mais tempo isolada da globalização. A modernidade chegou tarde, e ainda está chegando lentamente.” Isso permitiu a preservação de múltiplas matrizes culturais. “A gente consegue enxergar ali um Brasil pré-colonial, até medieval”, diz. “É um grande caldeirão cultural que o Nordeste representa, uma realidade singular, de outro tempo.” Felipe Pithan recorre a um poema para sintetizar essa perspectiva. Ele cita Nego Bispo: “Quando nós falamos tagarelando e escrevemos mal ortografado, quando nós cantamos desafinando e dançamos descompassado, quando nós estamos borrando e desenhamos enviesado, não é porque estamos errando, é porque não fomos colonizados.”

Convidado
Tiago Rodrigues: “É imperativo sonhar” e questionar o mundo a partir de Avignon

Convidado

Play Episode Listen Later Apr 9, 2026 15:57


A 80ª edição do Festival de Avignon decorre de 4 a 25 de Julho e tem, no cartaz, um enorme ponto de interrogação para destacar a importância de questionar o mundo através da arte. O tema acabou por surgir "de uma forma bastante livre", conta Tiago Rodrigues, o director do festival, que apresentou, esta quinta-feira, a programação no Théâtre du Rond-Point, em Paris. Foi aí que conversámos com o encenador e dramaturgo português sobre os nomes que preenchem uma edição em que, mais do que nunca, “é imperativo sonhar num mundo onde parecemos cercados por uma tremenda e terrível má notícia a cada dia”. Tiago Rodrigues é o artista português que dirige um dos mais prestigiados festivais de teatro do mundo e que este ano cumpre a 80ª edição. Desta vez, a linha de força de Avignon está estampada no cartaz do evento: de um fundo amarelo solar sobressai um enorme ponto de interrogação. A força das dúvidas e dos questionamentos talvez seja a chave para entrar no espírito de Avignon, a cidade-teatro que abre portas para o mundo durante os dias do festival. Tiago Rodrigues assume que “o questionamento” acabou por se impor como um tema natural desta edição porque todos os espectáculos e eventos programados deixam no ar perguntas que são antídotos contra as “respostas simplistas” que “criam a violência” dos tempos que correm. O encenador e dramaturgo sublinha que juntar pessoas no mesmo espaço para fazerem perguntas através da arte “é uma coisa absolutamente essencial e cheia de futuro”. Talvez por isso, o teatro é hoje ainda mais urgente e “claro que não está em vias de extinção”, avisa. Aos comandos do festival desde 2023 e reconduzido para um segundo mandato até 2030, Tiago Rodrigues alerta que “é imperativo sonhar num mundo onde parecemos cercados por uma tremenda e terrível má notícia a cada dia”, exemplificando com o medo que o assola quando vê artistas como o libanês Ali Chahrour a viver sob bombardeamentos em Beirute. Mas vamos à programação do festival, que divulgámos esta quarta-feira depois da apresentação no espaço La FabricA, em Avignon. Um dia depois, Tiago Rodrigues foi ao Théâtre du Rond-Point, em Paris, para a conferência de imprensa do lançamento desta edição e a RFI teve a oportunidade de falar com ele. Começámos por abordar os nomes lusófonos e o director do festival apontou, desde logo, a artista brasileira Carolina Bianchi como “a grande revelação nos últimos anos no teatro mundial”, lembrando que ela foi a grande aposta de Avignon em 2023 (o primeiro ano programado por Tiago Rodrigues). A encenadora, actriz e escritora vai estrear em Avignon o terceiro capítulo da trilogia "Cadela Força", três anos depois de ali ter apresentado o primeiro capítulo, “A Noiva e o Boa Noite Cinderela”, que ganhou o Leão de Prata da Bienal de Veneza. Por outro lado, haverá dois dias de maratona teatral de 10 horas em que as três peças poderão ser vistas de seguida: “A Noiva e o Boa Noite Cinderela”, “The Brotherhood” e “Uma Luz Cordial”. Sobre os também brasileiros Christiane Jatahy e Wagner Moura, que vão apresentar “Um Julgamento – Depois do Inimigo do Povo”, Tiago Rodrigues lembra que “Christiane Jatahy é uma artista muito amada pelo público do festival” e que, pela primeira vez, trabalha com Wagner Moura, “neste momento, o actor brasileiro mais conhecido no mundo” e que regressa ao teatro 16 anos depois “com essa vontade de quem regressa à essência do trabalho de actor”. Nesta edição, acabam por ser poucos os artistas lusófonos, mas fica a promessa que, depois de portugueses, cabo-verdianos e brasileiros terem estado em edições anteriores, “os artistas moçambicanos, angolanos e guineenses” também merecem ter o seu palco em Avignon. Continuando o seu projecto de convidar línguas para o festival, depois do inglês, espanhol e árabe, Tiago Rodrigues justifica a escolha, este ano, da língua coreana como “uma vontade de viajar até longe”. Daí que um quarto da programação seja constituída por artistas da Coreia do Sul e uma das convidadas de honra, que inspira dois espectáculos, é a Nobel da Literatura Han Kang. De resto, mais de metade dos projectos são dominados por artistas mulheres com “propostas absolutamente extraordinárias”. Na entrevista, o director do Festival de Avignon mostrou-se, ainda, muito “preocupado com o que está a acontecer em Portugal, nomeadamente em Lisboa”, algo que descreveu como “uma espécie de cerco à liberdade de criação” e “um grande abandono da verdadeira democratização” do acesso às artes e à criação. RFI: Na apresentação da programação, o Tiago Rodrigues falou na vontade de que o festival seja uma “festa de questionamentos” e o cartaz apresenta um grande ponto de interrogação. Quais são as linhas de força que cosem as entrelinhas desta edição e até que ponto o questionamento é uma delas? Tiago Rodrigues: “O questionamento foi uma forma bastante livre de darmos um tema a este festival, de relembrarmos ao público que este festival - que faz muito trabalho sobre a sua história, sobre o seu arquivo - ao chegar à 80ª edição, queria estar muito concentrado também no presente e no futuro, perguntar o que é que vamos fazer nos próximos 80 anos de festival. Hoje, quando defendemos a importância das artes, do teatro, da dança na vida das pessoas, muitas vezes dão-nos a entender que estamos a defender qualquer coisa que está em vias de extinção ou qualquer coisa que é antiga e que estamos a tentar ainda fazer sobreviver não se sabe bem porquê, quando o que nós defendemos é uma coisa absolutamente essencial e cheia de futuro que é a possibilidade de nos reunirmos em sociedade, pessoas juntas fisicamente no mesmo espaço para fazer perguntas juntos, mas fazer perguntas através da arte. E é isso que o festival faz há 80 edições e queríamos relembrar-nos a nós, os artistas, mas também ao público, que é isso que nós fazemos aqui. Num mundo onde estamos cheios de más respostas - poucas respostas mas más na maioria dos casos - respostas violentas, respostas simplistas, respostas pouco informadas, nós queremos colocar as boas perguntas. Perguntas às vezes complexas, perguntas também com prazer, perguntas com dúvida, perguntas que permitam o debate em vez de respostas que criam a violência. Eu acho que as artes podem ter esta função e certamente um festival onde vêm pessoas do mundo inteiro e se reúnem numa cidade que duplica a sua população no momento do festival para acolher o mundo inteiro que a visita, esse é o momento em que podemos fazer perguntas juntos.” Há três artistas brasileiros em destaque nesta edição: Carolina Bianchi, Christiane Jatahy e Wagner Moura. Comecemos por Carolina Bianchi, que foi revelada no primeiro ano de Tiago Rodrigues à frente do Festival de Avignon, em 2023. O que nos traz Carolina Bianchi? “Carolina Bianchi foi uma aposta do festival em 2023, na primeira edição que eu programei, porque acreditava que seria um grande acontecimento para o teatro europeu e mundial descobrir o trabalho de Carolina Bianchi que era um trabalho que estava muito discretamente escondido na cidade de São Paulo, que não rodava muito, que não era muito conhecido mesmo no Brasil. Tivemos a oportunidade de a desafiar a começar um projecto, uma trilogia. Ela sonhava fazer uma trilogia com três espectáculos consagrados à questão da violência e, sobretudo, a violência sobre as mulheres. O primeiro episódio é consagrado a essa violência na história da arte e na performance. O segundo no teatro e o terceiro na literatura mas como também a escrita pode ser uma forma de libertação, de emancipação. Ao ouvir essa ideia, dissemos imediatamente: ‘Vem fazer o primeiro espectáculo no Festival de Avignon'. O que aconteceu a seguir é do conhecimento geral. Carolina Bianchi, depois desse espectáculo, ganha o Leão de Prata da Bienal de Veneza, torna-se uma artista que faz todas as cenas europeias e mundiais, é revelada por esse festival. Criou o segundo capítulo entretanto, “Brotherhood”, e nós tínhamos combinado há muito que ela encerraria esta trilogia de novo em Avignon. A grande sorte que temos é que encerra com um espectáculo que será absolutamente fenomenal, “Uma Luz Cordial”, mas também conseguimos preparar, pela primeira vez, a hipótese de ver a trilogia seguida. São dez horas de teatro, uma grande aventura que tem ocupado esta artista durante quase cinco ou seis anos da sua vida e vamos poder ver não só a estreia mundial do último capítulo da trilogia, mas também, pela primeira vez, toda a trilogia seguida no Festival de Avignon, com cerca de 20 intérpretes brasileiros liderados por esta grande artista. É uma grande revelação dos últimos anos no teatro mundial.” E em relação a Christiane Jatahy, que já esteve em Avignon, e Wagner Moura, o que é que eles trazem ao festival? “Christiane Jatahy é já uma artista muito amada pelo público do festival, muito conhecida em França, uma encenadora que também é muito conhecida do público lusófono, seja no Brasil, seja em Portugal, que tem marcado as cenas europeias nos últimos anos, com as suas adaptações de repertório e desta vez, pela primeira vez, trabalha com Wagner Moura, que decide voltar ao teatro 16 anos depois. Ele tem vivido a sua aventura cinematográfica, televisiva, neste momento é, sobretudo, talvez o actor brasileiro mais conhecido no mundo com a nomeação ao Oscar, com o Globo de Ouro que ganhou e com a Palma de Ouro em Cannes que ganhou pelo filme “O Agente Secreto”. E é muito comovente ver Wagner Moura regressar ao teatro com essa vontade de quem regressa à essência do trabalho de actor. Aqui, Christiane Jatahy e Wagner Moura escreveram juntos, inspiraram-se no “Inimigo do Povo”, de Henrik Ibsen, autor norueguês, e pegando na história do “Inimigo do Povo”, onde o protagonista acabou de anunciar que as águas de uma vila termal estão contaminadas e, portanto, ao salvar a saúde das pessoas, condenou economicamente essa cidade, ele é acusado de ser inimigo do povo. O que vemos nesta peça é que imediatamente a seguir a esta história há um julgamento e nesse julgamento há vários testemunhos, nomeadamente o do Dr. Stockmann, interpretado por Wagner Moura e escrito por Wagner Moura com Christiane Jatahy, que defende que não é inimigo do povo, pelo contrário, enquanto outros defendem que ele é inimigo do povo. Será o público a decidir o resultado deste julgamento e o espectáculo tem dois finais em função da decisão do público.” Em termos de lusofonia, não há muitos mais nomes lusófonos. Porquê? “Porque o Festival de Avignon é uma página em branco onde nós tentamos responder às mesmas questões com respostas diferentes todos os anos. Evidentemente, a língua portuguesa, nem que seja pela minha presença na direcção do festival, tem estado mais presente do que no passado na história do Festival de Avignon, com artistas portugueses, cabo-verdianos e brasileiros também. Este ano, a presença da língua portuguesa está defendida por duas grandes artistas brasileiras e no futuro voltará a estar defendida por, não sei, artistas angolanos, moçambicanos, guineenses, porque não? Portanto, a língua portuguesa tem essa riqueza de poder ter artistas, nomeadamente no teatro e na dança, que merecem ser descobertos e mostrados no Festival de Avignon. Certamente que a cena lusófona - e não só lusófona, também a cena especificamente portuguesa - continuará a ter presença no Festival de Avignon. Este ano não tem, porque nem todos os países podem estar todos os anos no festival. Há países, por exemplo, como a Coreia do Sul, que, através do convite à língua coreana como língua convidada, este ano regressa ao Festival de Avignon depois de 25 anos de ausência. Há 25 anos que não havia um artista coreano no festival. O mundo é grande, o festival também é muito grande, mas não é tão grande como o mundo. E, portanto, embora gostássemos de fazer um festival que tivesse artistas de todos os países do mundo todos os verões, esse sonho terá que ficar para mais tarde. Por agora, queremos ter todos os artistas do mundo, mas um festival de cada vez.” Até porque o Tiago Rodrigues foi reconduzido até 2030 na direcção do festival, não é? “Tenho a grande sorte de ter sido reconduzido para um segundo mandato que começará após este festival. Este é o meu último festival do primeiro mandato, mas estou já a preparar os próximos quatro festivais até 2030. Sem dúvida que até 2030 não faltarão artistas de língua portuguesa.” O que é que o incitou a convidar a língua coreana? “A vontade de viajar até longe esteve na origem deste convite à língua coreana. É a quarta língua que convidamos para o Festival de Avignon. Começámos com o inglês, depois com o espanhol, duas línguas globais, mas de origem europeia. A terceira língua foi o árabe, uma língua de origem não europeia, mas muito presente na Europa e muito presente em França, onde é a segunda língua mais falada. Portanto, estas três línguas, por serem globais e também, por uma certa proximidade, por serem línguas que nos dizem coisas quando somos público do Festival de Avignon, que é um público maioritariamente francês, e o internacional que é maioritariamente europeu, merecia ser provocado pela distância. Então, começámos a procurar as línguas asiáticas que poderia ser interessante propor e percebemos que a língua coreana, sendo uma língua que só é falada numa península, é também uma espécie de 'soft power' através do K-pop, da música popular, através do 'K-drama', as séries televisivas coreanas que são muito populares no mundo inteiro...” Da Prémio Nobel da Literatura... “Da Prémio Nobel da Literatura. Mas por trás dessa presença global, há um grande desconhecimento, por exemplo, do teatro e da dança da Coreia, portanto, fomos pesquisar. Fomos muitas vezes à Coreia do Sul, a várias cidades, descobrimos muitos artistas e compusemos aquilo que corresponde a um quarto da programação do festival, com artistas coreanos. Há muito teatro, muito teatro documentário, muita dança, muitas formas tradicionais como o pansori ou outras formas populares de circo, de música, de teatro, de dança, mas actualizadas com uma leitura contemporânea. E também a literatura porque Han Kang [Prémio Nobel da Literatura] estará no Festival de Avignon, será uma das figuras centrais do festival. Haverá uma grande leitura de partes do seu romance, dirigida por Julie Deliquet, pela actriz Isabelle Huppert e pela actriz coreana Hyeyoung Lee, que juntas lerão, em francês e em coreano, partes do romance de Han Kang em presença da própria Han Kang. Haverá espectáculos que adaptam outros romances de Han Kang. E haverá também encontros e entrevistas públicas com a Prémio Nobel e ela será uma das grandes presenças da língua convidada.” Há uma artista lusodescendente, percussionista da cena electro-pop francesa Lucie Antunes, que faz um espectáculo com Mathilde Monnier, uma presença conhecida em Avignon. São duas mulheres fortes, "guerreiras", como o nome de um dos álbuns de Lucie Antunes. Também está programada Rébecca Chaillon, que faz igualmente espectáculos muito fortes. Nesta edição, há mais mulheres a dirigirem projectos do que homens. Qual é a mensagem subjacente? “É a mensagem natural de que não é difícil fazer uma programação que eu considero de grande, grande, grande qualidade, tendo uma grande maioria de mulheres à frente dos projectos. Não queremos passar outra mensagem que aquela de dizer que deveria ser perfeitamente normal haver muitas programações em muitos festivais do mundo onde há uma maioria de mulheres, porque há enormemente artistas mulheres que fazem projectos absolutamente extraordinários. A mensagem termina aí e depois as conclusões são tiradas pelas pessoas. Foi sem esforço que chegámos a uma programação maioritariamente feminina e por pura paixão pelo trabalho proposto por estas artistas. Quando fomos fazer as contas no final, porque gostamos sempre de poder perceber até que ponto é que estamos a respeitar a nossa vontade de paridade, percebemos que estávamos muito para lá da paridade. E ainda bem que sim, porque artistas como por exemplo Lucie Antunes e Mathilde Monnier, que vão colaborar nesse espectáculo “Silence”, são grandes artistas. Uma vem pela primeira vez ao Festival de Avignon, a Lucie, e a Mathilde Monnier é a artista - depois do fundador do festival Jean Vilar - que mais vezes se apresentou no Festival de Avignon. Mas temos também toda uma geração de grandes encenadoras francesas, como Rébecca Chaillon, Jeanne Candel, Marion Siéfert, Tiphaine Raffier, que vêm marcar presença no festival e mostrar como uma boa parte da pujança, da qualidade e da diversidade do teatro francês passa pelas encenadoras.” No seu primeiro ano na direcção do Festival de Avignon, em 2023, disse-nos que quando se vem a Avignon pela primeira vez, sai-se transformado. Que utopias ainda faltam cumprir em Avignon? No mundo tão complicado em que vivemos hoje, ainda é possível sonhar? “Não só é possível, como é imperativo sonhar num mundo onde parecemos cercados por uma tremenda e terrível má notícia a cada dia. Eu hoje, nesta apresentação, pude mencionar o choque com que vi as mensagens expressas por Ali Chahrour, um artista libanês que esteve no ano passado no festival e que está neste momento em Beirute sob bombardeamentos, e pude exprimir a minha perplexidade, o meu medo, o meu choque e, ao mesmo tempo, perante isto, é absolutamente imperativo sonhar, concretizar os sonhos e propor sonhar a outros. É por isso que nós falamos desta ideia de questões no festival. Questões podiam ser aqui um sinónimo de sonho. No Festival de Avignon eu diria que há ainda muitas coisas que eu gostaria de conseguir fazer até 2030. A batalha essencial, que é aquela que dá sentido ao facto de acompanharmos a criação artística, de defendermos a liberdade artística, de procurarmos meios para os artistas poderem trabalhar, é de conseguir completar, aperfeiçoar, prolongar a aventura do acesso democrático às artes. A democratização do acesso à criação continua a ser a enorme aventura não só em Avignon, mas no mundo inteiro e - porque estou a falar em português - preocupa-me muito o que está a acontecer em Portugal, em muitas cidades, nomeadamente em Lisboa, onde é completamente inesperado o que é uma espécie de cerco à liberdade de criação, ingerências políticas, mas também um grande abandono da verdadeira democratização. O acesso democrático às artes não é um exercício populista, uma flor que se põe na lapela nos dias de festa. É um trabalho quotidiano que deve permitir o acesso fácil à criação exigente, criação de grande qualidade feita em liberdade e à qual todas e todos devem ter acesso. Se fosse fácil, não era um serviço público. A cultura é um serviço público porque não é fácil de fazer. É preciso tempo, é preciso investimento e é preciso sonhar.”

Focus economia
Targhe alterne, lavoro agile, limiti alla velocità: gli antidoti al caro energia

Focus economia

Play Episode Listen Later Apr 8, 2026


Con un cessate il fuoco che traballa il governo si prepara a misure straordinarie anche se per ora non scatterà alcuna misura. Il messaggio che filtra dal Governo e che sarà reiterato dalla premier Giorgia Meloni giovedì nell informativa alle Camere al momento è uno: «Lavoriamo per essere pronti a gestire l emergenza, ma senza allarmismi». Perché le scorte di gas sono al 44%, contro una media europea di poco superiore al 20 per cento.Ieri il ministro dell Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha riunito al Mase i tecnici per aggiornare il «Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale» che risale al 2023 (un anno dopo l invasione russa dell Ucraina) e il «Piano di azione preventivo per il sistema italiano del gas», che contemplava tra gli scenari disordini in diverse aree del pianeta, dalla Libia all Azerbaijan fino alla Turchia, ma non in Iran e nel Golfo persico.Alla base del lavoro, che sarà trasmesso a Meloni con il quadro e le previsioni sugli stoccaggi, c è il decalogo stilato il 20 marzo scorso dall Agenzia internazionale per l energia (Iea), Sheltering from oil stocks , che riconosce come la guerra in Medio Oriente scatenata da Stati Uniti e Israele abbia prodotto la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero globale, a causa della paralisi della navigazione nello Stretto di Hormuz.Tra le dieci misure raccomandate per reagire allo shock - richiamate dal Commissario Ue all Energia, Dan Jørgensen, nella lettera ai Ventisette inviata a fine marzo - ci sono targhe alterne, smart working, spinta all uso dei mezzi pubblici, car sharing, riduzione di almeno 10 chilometri orari dei limiti di velocità in autostrada (che potrebbe abbattere dal 5 al 10% il consumo , guida efficiente per i veicoli commerciali e per la consegna delle merci, riduzione dell uso del Gpl dal settore dei trasporti. E ancora: evitare i viaggi aerei laddove esistano alternative, passare a soluzioni di cottura elettriche o alternative al gas, dare priorità alla lavorazione delle materie prime petrolifere con maggiori disponibilità di volumi.Nulla di tutto questo, sostengono dall Esecutivo, è per ora alle viste, neppure il ricorso al lavoro agile. Men che mai l ipotesi di un ritorno alla didattica a distanza (Dad) nelle scuole in quest ultimo scorcio di anno scolastico. «Non è contemplata», ha tagliato corto il ministro Giuseppe Valditara. Ma l allarme potrebbe scattare da fine mese, quando lo stop alle forniture annunciato da QatarEnergy per i danni subiti dai missili iraniani all impianto di Ras Laffan potrebbe cominciare a farsi sentire. Per questo, l ipotesi che campeggia in cima alla lista degli interventi più probabili riguarda una razionalizzazione dell uso dei condizionatori in estate: attraverso il taglio di un grado oppure di un ora. Interviene Manuela Perrone, Il Sole 24 ORE.Autotrasporto, allarme sul caro gasolio: ANITA chiede un bonus rafforzato. Le misure non bastanoLa crisi del settore dell autotrasporto torna al centro del dibattito parlamentare. In audizione al Senato, ieri, sul decreto carburanti, le principali associazioni della logistica tra cui ANITA hanno chiesto un rafforzamento immediato delle misure di sostegno, a partire da un credito d imposta più incisivo sul gasolio. Il punto sollevato dalle imprese è chiaro: il prezzo del carburante, ormai stabilmente sopra i due euro al litro, ha già assorbito gli effetti del taglio delle accise, riducendo drasticamente i benefici previsti dal decreto e comprimendo i margini in un settore che già opera con livelli di redditività molto bassi. Secondo ANITA, le misure adottate dal governo, pur intervenendo correttamente sul fronte fiscale, finiscono per ridurre indirettamente il beneficio complessivo riconosciuto alle imprese. La diminuzione delle accise, infatti, abbassa anche la base di calcolo del rimborso spettante agli autotrasportatori, con il risultato che il vantaggio reale si riduce sensibilmente proprio mentre i costi continuano a crescere. A questo si aggiungono tempi di rimborso ancora troppo lunghi e difficoltà persistenti nel trasferire gli aumenti lungo la filiera logistica, dove spesso gli adeguamenti tariffari non vengono riconosciuti con sufficiente rapidità. L associazione propone quindi un intervento più strutturato per questa fase di emergenza, chiedendo l introduzione di un credito d imposta parametrato ai consumi di gasolio pari a 200 euro per mille litri, una misura che garantirebbe la normale gestione del bonus riconosciuto ai Tir che a fronte del taglio delle accise sono passati da 269 euro di credito di imposta per 1000 litri di carburante a soli 69 euro, come spiega Anita. Sul nodo dei rimborsi, poi, per l associazione è necessario emanare subito un atto di indirizzo del Mef rivolto all Agenzia delle dogane per velocizzare il versamento dei benefici alle imprese, così da compensare la perdita di beneficio generata dal taglio delle accise. Le richieste del settore si inseriscono in un quadro in cui il governo è già intervenuto con una serie di misure emergenziali. Il decreto-legge n. 33 del 2026 ha introdotto un credito d imposta straordinario per l autotrasporto, un taglio temporaneo delle accise sui carburanti e un rafforzamento delle attività di controllo sui prezzi, con l obiettivo di contenere gli effetti inflattivi lungo la filiera. A queste misure si è aggiunta una proroga della riduzione delle accise fino all inizio di maggio. Secondo le associazioni, però si tratta di interventi che agiscono nel breve periodo ma che non riescono a compensare un aumento dei costi che sta assumendo carattere strutturale. Il caro gasolio, alimentato dalle tensioni geopolitiche e dall instabilità dei mercati energetici, continua infatti a incidere direttamente sui costi operativi e sulla sostenibilità economica delle imprese. Ne parliamo con Elio Schettino, Vicesegretario Generale ANITA.Apertura su deroga al Patto di stabilitàDopo le chiusure dei giorni scorsi, oggi è arrivata la prima apertura. Non ho mandato" per parlare di evetuali deroghe o meno al patto di stabilità "ma il messaggio di fondo che posso trasmettere qui e che ho potuto trasmettere alla stampa italiana è che la Commissione europea non lascia sprofondare le proprie imprese, la propria industria, abbiamo sempre dimostrato che c'è un margine di flessibilità che si può dare in caso di crisi sistemiche". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Stephane Séjourné, in audizione presso ,le Commissioni Ambiente, Attività produttive e Politiche Ue della Camera e le Commissioni Industria e Politiche Ue del Senato. Ieri in un editoriale sul Sole il professor Piga ha ricordato come l'Italia sia un Paese economicamente immobilizzato, come emerge inequivocabilmente dai dati OCSE, che indicano una crescita dello 0,4% nel 2026, l anno in cui il PNRR dovrebbe dare la sua spinta maggiore, certificando non solo come grazie ad esso si sia evitata la recessione, ma anche come si sia tornati ormai stabilmente alle consuete e ben magre performance sotto la media UE. Nel biennio 2025-26, ci dice infatti l OCSE, l Italia sarà cresciuta metà dell area dell euro, che a sua volta sarà cresciuta metà di Spagna o Stati Uniti, le due sole eccezioni dinamiche del mondo occidentale.Siamo quindi stati "quelli del doppio zero" (spread e crescita ai minimi), come la Germania, mentre avremo potuto essere come la Spagna, con alta crescita economica e debito-PIL in declino, grazie a consumi pubblici fortemente in espansione (non limitandosi invece ad aumentare la sola spesa per la difesa, priva nell'attuale contesto di moltiplicatore in quanto diretta solo verso fornitori esteri).La strada dell'austerità, saldamente mantenuta anche con la legge di bilancio per il 2026, viene oggi messa in dubbio dallo stesso Ministero dell'Economia e delle Finanze che, nonostante abbia spinto a votare in extremis in Europa la riforma "scellerata" del Patto stesso, ne chiede ora un'ennesima sospensione, ricevendo subito dalla Commissione risposta negativa, a chiara testimonianza di quanto anche le istituzioni di Bruxelles soffrano e causino immobilismo.Che fare oggi dunque? Certamente sospendere il Patto, evitando però di sperperare le risorse in mancette a questa o quella lobby elettorale: ci penserebbero quei giovani che vogliono un Paese migliore a riconoscere il trucco e, rivotando, a dire nuovamente no . C è quindi enorme bisogno di garanzie serie che accompagnino una spesa efficace, per mitigare gli effetti della tempesta perfetta attualmente in corso nel mondo: e quindi non solo di quantità ma anche di qualità. Le garanzie stanno sempre dove le abbiamo da anni indicate: in una spending review volta a rassicurare i nostri partner europei sul fatto che, quando spendiamo, spendiamo bene. Senza tagli lineari alla spesa buona, con investimenti immediati in capitale umano, per migliorare la qualità delle nostre stazioni appaltanti, con un eventuale supporto, stile PNRR , della Commissione europea, per garantire la buona qualità degli acquisti pubblici e dei crediti alle imprese. Poi si vedrà chi vincerà le elezioni: ma a questa coalizione spetta oggi, di salvare il Paese, non solo sé stessa. Il commento è di Gustavo Piga, docente politiche economiche università di Roma Tor Vergata, editorialista Sole 24 OreCome si stanno muovendo i mercati dopo l'annuncio di cessate il fuocoIl mercato sta smaltendo un "premio di guerra" dopo l annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. La reazione è stata immediata: i prezzi del petrolio sono iniziati a scendere, si sono ridotti i timori per l inflazione e, almeno nel breve, è diminuita la probabilità di una crescita trainata dall energia. È quello che gli operatori definiscono un rally di sollievo , più legato alla distensione geopolitica che a un reale cambiamento strutturale del quadro economico. Per capire questa dinamica bisogna guardare a quello che è successo nelle ore precedenti. I mercati hanno vissuto una giornata in altalena, in balia di indiscrezioni, rumors e dichiarazioni , con le Borse prima in rialzo e poi in calo dopo le parole più dure del presidente Donald Trump e le notizie su trattative interrotte. Il petrolio aveva reagito con forza, arrivando a toccare punte fino a oltre 111 dollari al barile per il Brent, mentre il WTI si era spinto ancora più in alto, riflettendo il rischio concreto di un escalation e di uno shock energetico globale. Il nodo centrale era ed è il rischio legato alle rotte energetiche e in particolare allo Stretto di Hormuz.Una possibile escalation avrebbe avuto un impatto consistente sull economia globale, aggravando la crisi energetica e alimentando nuove pressioni inflazionistiche. Non a caso gli scenari delineati dagli analisti andavano da una normalizzazione sotto i 95 dollari in caso di apertura diplomatica, fino a oltre 160 dollari nello scenario peggiore di escalation totale. È proprio questo contesto che spiega il movimento attuale: con il cessate il fuoco, il mercato sta semplicemente scaricando quel premio di guerra che aveva incorporato nei prezzi del greggio nelle fasi più tese. Da qui il calo del petrolio e il rimbalzo dei mercati azionari. Ma il punto, come sottolineano gli analisti, è che non si tratta di una svolta definitiva. Più che una rivalutazione strutturale, è una reazione di breve periodo a una minore tensione geopolitica. Per questo l indicazione che arriva dagli operatori è di non dichiarare ancora vittoria . A fare davvero la differenza nelle prossime settimane non saranno tanto le dichiarazioni politiche, quanto gli indicatori reali: l andamento dei prezzi del greggio, il traffico delle navi cisterna e le condizioni delle principali rotte marittime. In altre parole, i mercati restano estremamente sensibili agli sviluppi geopolitici e pronti a cambiare direzione rapidamente, in un equilibrio ancora fragile. Sentiamo l'analisi di Morya Longo, Il Sole 24 Ore.

Podcast Cerebrando by IBRACE.ORG
T5E6 | CANETAS EMAGRECEDORAS NO CÉREBRO, JÁ OUVIU FALAR?

Podcast Cerebrando by IBRACE.ORG

Play Episode Listen Later Apr 6, 2026 54:38


E aí, cérebros inteligentíssimos, tudo certo por aí?

Recensioni CaRfatiche
Recensioni CaRfatiche - Ti uccideranno (Kirill Sokolov 2026)

Recensioni CaRfatiche

Play Episode Listen Later Apr 3, 2026 29:28


Asia si finge cameriera e fa il suo ingresso al Virgil, un hotel di lusso nel centro di New York, alla ricerca della sorella che non vede da dieci anni.In realtà, l'edificio è un tempio centenario dedicato a Satana, dove gli ospiti hanno stretto un patto con il Maligno, che in cambio dona potere, ricchezza e immortalità.Trovare la sorella e uscire da quel luogo, prima di essere sacrificata, sarà per Asia una battaglia all'ultimo sangue.Pellicola adrenalinica e splatterosa, che coniuga perfettamente horror, azione e black humor. Certamente derivativo, ma anche molto ben girato e interpretato.Una storia che intrattiene e convince, anche se è necessario essere a bordo sin dall'inizio.

Café com Tulipa
CT 3694 - Discípulo Verdadeiro

Café com Tulipa

Play Episode Listen Later Apr 1, 2026 2:53


Como você espera ser conhecido como discípulo de Jesus? Certamente não o será apenas por suas palavras, ou por suas convicções teológicas. Os verdadeiros discípulos de Jesus são aqueles que agem como o virão agir e como aprenderam de seus ensinos. Os discípulos são conhecidos por suas ações que refletem a vida de seu Mestre. Um discípulo é um imitador de Jesus e nada menos que isso nos identifica e qualifica. Não se contente com palavras ou com conhecimento a respeito de Jesus, viva como ele e, assim, apegado à sua palavra você será visto como seu discípulo.

Mensagens do Meeting Point
31 A Caminho com Jesus

Mensagens do Meeting Point

Play Episode Listen Later Mar 25, 2026 1:56


Devocional Quaresma O oficial romano e os soldados que estavam de guarda a Jesus, ao sentirem o tremor de terra e tudo o mais que aconteceu, ficaram cheios de medo e diziam: «Este homem era realmente o Filho de Deus!» Mateus 27:54 A magnitude da crucificação de Jesus refletiu-se na natureza. A escuridão cobriu a terra, o solo tremeu violentamente, as rochas quebraram-se. Alguém que testemunhou isso não consideraria todos estes sinais como uma mera coincidência. A natureza ecoava a devastação total do momento. O centurião e os seus companheiros ficaram aterrorizados, finalmente reconhecendo que Jesus era o Filho de Deus. Mas reconhecer esse facto e colocar a sua fé em Jesus são duas coisas totalmente diferentes. Na verdade, até Satanás reconhece que Jesus é o Filho de Deus. O que se faz com esse reconhecimento é o que determina a nossa vida aqui e para sempre. A natureza testemunha o glorioso poder de Deus. Em Romanos 1, Paulo escreve: «Pois desde a criação do mundo, as qualidades invisíveis de Deus — o seu poder eterno e natureza divina — têm sido claramente vistas, sendo compreendidas a partir do que foi feito, de modo que as pessoas não têm desculpa.» Não nos limitemos a exclamar: «Certamente, ele era o Filho de Deus». Digamos com alegria que certamente Ele é o meu Deus. A caminho de casa
 O que estou a fazer com o que sei sobre Deus? Isso está a mudar a maneira como vivo? Oração
 Deus misericordioso, às vezes fico preso ao conhecimento intelectual. Ele não se traduz em conhecimento do coração. Não permito que a Tua verdade me transforme. Perdoa-me por ser insensível e descuidado com a Tua Palavra. Amém. Neste tempo, abrando o passo. Escolho caminhar com Jesus, mesmo quando o caminho aperta. Escuto o que Ele diz. Observo o que Ele faz. Entrego-Lhe as minhas resistências e os meus medos. Pergunto: onde preciso de parar hoje para caminhar contigo? O que preciso de largar para Te seguir mais de perto?

Dia a dia com a Palavra
Já ouviu alguém dizer que se pudesse, sumiria do mapa para ninguém encontrá-lo mais?

Dia a dia com a Palavra

Play Episode Listen Later Mar 15, 2026 1:07


O mundo está cheio de pressão por todos os lados. Vivemos numa sociedade muito estressante. Ao mesmo tempo que você tem inúmeras fontes de entretenimento, parece que elas só existem para fingir que está tudo bem, quando não está. Parece que todo mundo está prestes a explodir.Muita gente encontra motivos para sumir e sem dúvidas, são motivos justos. Não quero pensar aqui nas razões que levam as pessoas a fazerem isso. Quero pensar em outra perspectiva e assim perguntar a você: pra onde você fugiria?Olha o que diz o Salmo 55, versos 5 e 6: "Temor e tremor me sobrevêm, e o horror se apodera de mim. Então eu disse: “Quem me dera ter asas como a pomba! Voaria e acharia descanso."Parece que existe um lugar no mundo onde o tempo para e nada te perturba. Lá não há pressão, estresse e nem muito menos correria. Que lugar é esse? Certamente está junto de Deus e Davi já o havia descrito: "‭Ele me faz repousar em pastos verdejantes. Leva-me para junto das águas de descanso" (Salmo 23:2).Não quero impedir que você deseje fugir. Mas quero orientá-lo a fazer isso corretamente. Se a pressão do mundo está grande, corra pra perto de Deus, se esconda Nele. É o único lugar em que você encontrará paz.

Uma palavra no seu caminho
IV Domingo da Quaresma

Uma palavra no seu caminho

Play Episode Listen Later Mar 15, 2026 8:57


O Evangelho de hoje causa-nos alguma impressão. Impressiona-nos, antes de mais, o milagre: um homem que era cego começa a ver. Mas impressiona-nos também o diálogo entre esse homem, agora curado, e os judeus. Há aqui uma tensão muito forte. Por um lado, vemos a dinâmica interior que acontece na vida daquele homem: tocado pela misericórdia de Deus, chega ao ponto de dizer: «Eu creio, Senhor.» Por outro lado, vemos a resistência dos judeus, tão presos aos seus esquemas mentais, aos seus preconceitos e à sua forma fechada de olhar a realidade, que se tornam incapazes de reconhecer a novidade de Deus no meio deles.Por isso, esta página do Evangelho é também um apelo para nós: termos um coração aberto e desperto para acolher Deus. E acolher Deus implica deixar que o Senhor ilumine a nossa vida. Aqui estamos a falar da luz. A luz é um fenómeno muito interessante: não faz barulho, não tem peso, não tem volume, e contudo tem uma característica única: permite ver, identificar e conhecer. Jesus apresenta-Se, assim, como Aquele que nos abre os olhos, Aquele que nos dá luz. E, iluminados pela sua graça, pelos seus ensinamentos e pela sua sabedoria, somos convidados a ver o mundo de maneira nova.É precisamente isso que a segunda leitura nos desafia a viver. Ser iluminado por Deus e viver como batizado é, no fundo, a mesma coisa, porque o batismo é iluminação. Não se trata apenas de procurar a luz, mas de reconhecer que, em Cristo, já não somos trevas: agora somos luz. E isto é decisivo. Não basta uma atitude passiva de quem se deixa iluminar. Isso é importante, mas não chega. É necessário também ser luz no mundo. Somos chamados a ser como candeeiros, como faróis, que ajudam a iluminar a realidade e a compreendê-la de forma esperançosa.Mas como é que se é luz? São Paulo dá-nos critérios muito concretos: «o fruto da luz está em toda a bondade, justiça e verdade.» Viver como filhos da luz é viver na bondade, na justiça e na verdade. É olhar o mundo com os olhos de Deus. E isso não de modo superficial, como quem apenas cumpre um ritual ou executa uma prática exterior, mas como alguém que foi iluminado por dentro e, por isso, já não consegue viver de outra maneira.Ora, isto é belo, mas também exigente. Porque, diante da injustiça, do erro e da falsidade, nós, que somos batizados e iluminados por Cristo, não podemos ficar indiferentes. Somos chamados a olhar o mundo com atenção e a pensá-lo segundo os critérios de Deus. Não apenas segundo o que eu acho, o que eu sinto ou o que me parece, mas segundo aquilo que, pela graça de Deus, foi purificado, moldado e convertido em nós.A primeira leitura, com a eleição de David, mostra-nos bem a diferença entre os critérios do mundo e os critérios de Deus. Samuel, ao ver um dos filhos de Jessé, pensa imediatamente: «Certamente é este o ungido do Senhor.» Mas Deus responde: «Não te deixes impressionar pela aparência nem pela elevada estatura.» Deus não olha as aparências; Deus olha o coração. E é por isso que o escolhido acaba por ser aquele que nem sequer estava entre os primeiros nomes da lista, o mais novo, aquele em quem ninguém pensava.Isto acontece muitas vezes também connosco. Quantas vezes a pessoa de quem menos esperamos é aquela que traz mais luz, mais paz, mais solução, mais harmonia para a nossa vida? Para Deus, não há pessoas de primeira nem de segunda. Há pessoas. E cada pessoa é um filho amado, digno do maior cuidado, da maior estima e da maior consideração.Talvez este seja, para nós, o grande desafio desta semana: olhar a vida, o mundo e as pessoas que estão à nossa volta como homens e mulheres iluminados por Cristo, e agir com todos segundo a bondade, a justiça e a verdade. Na medida em que tivermos com cada pessoa atitudes de bondade, justiça e verdade, seremos verdadeiramente luzeiros que iluminam a vida, a história e o mundo com a luz de Deus.

Café com Tulipa
CT 3671 - Verdade Inabalável

Café com Tulipa

Play Episode Listen Later Mar 9, 2026 3:14


Cada dia está mais difícil saber em que ou quem acreditar, milhares de informações falsas, manipulações, narrativas. O que é confiável? Certamente podemos confiar na Palavra de Deus, em Jesus, o Salvador, entregar a ele todo nosso coração, pois sua palavra é a verdade, suas promessas são fieis e sua obra é perfeita. Podemos confiar em Deus, podemos crer nele de todo nosso coração, podemos e devemos segui-lo com todo nosso coração. Jesus é a verdade inabalável em que encontramos vida nova e esperança.

Caffe 2.0
3812 Cosa accade se ChatGpt Perplexity Claude Mistral etc etc perdono tutti i nostri prompt ? Non solo me lo sono chiesto: ho cancellato tu

Caffe 2.0

Play Episode Listen Later Feb 27, 2026 6:49


Cosa accade se ChatGpt Perplexity Claude Mistral etc etc perdono tutti i nostri prompt ?Non solo me lo sono chiesto: ho cancellato tutto. Quello che mi serve l'ho tenuto separatamente.Ma il risultato e' stato incredibile, e spiega perche' cosi' tanti hanno allucinazioni incredibili ed io non ho le stesse.Incredibile ? Forse no. Certamente inaspettato in questa misura.

Mensagem do dia!
20260226 Ep 1015 - Declare Favor

Mensagem do dia!

Play Episode Listen Later Feb 26, 2026 2:34


Bom dia! Vamos para mais uma #MensagemDoDia (https://open.spotify.com/show/29PiZmu44AHH8f93syYSqH)A escritura de hoje está no Salmo 23:6, "Sei que a bondade e a fidelidade me acompanharão todos os dias da minha vida..."Declare FavorNa escritura de hoje, a palavra "bondade" refere-se diretamente ao favor de Deus. Quando Davi escreveu isso, ele estava declarando: "Certamente o favor me seguirá por toda a minha vida".Davi não apenas pensava sobre isso; ele falava sobre o favor em sua vida. Ele estava liberando sua fé através das suas palavras. E não é de se admirar que o profeta Samuel o tenha encontrado para ungi-lo como rei. Não é de se admirar que ele tenha derrotado um gigante com o dobro do seu tamanho ou que o Rei Saul não tenha conseguido lhe fazer mal.Você pode aumentar o nível de favor na sua vida. Quando você está constantemente falando sobre o favor de Deus e testemunhando a Sua bondade, você chega a lugares que nunca alcançaria sozinho. Você supera obstáculos que pareciam impossíveis.Se você está passando por lutas, comece a declarar: "O favor de Deus está trazendo cura, crescimento e promoção. O favor de Deus está abrindo portas que eu não posso abrir sozinho". Quanto mais você agradece a Deus por isso e quanto mais você declara, mais favor você verá se manifestar!Vamos fazer uma oraçãoPai, obrigado porque o Teu favor me acompanha todos os dias da minha vida.Obrigado porque a Tua bondade me faz destacar, me ajuda a superar obstáculos e a receber novas oportunidades. Eu declaro que o Teu favor está me levando a lugares que eu jamais alcançaria por mim mesmo.Em nome de Jesus, Amém.

WGospel.com
Era linda e corajosa!

WGospel.com

Play Episode Listen Later Feb 25, 2026 4:59


TEMPO DE REFLETIR 01686 – 25 de fevereiro de 2026 Ester 4:16 – Irei ter com o rei, ainda que é contra a lei; se perecer, pereci. Você já se lamentou pelas suas origens? Você já desejou que sua infância tivesse sido diferente? Já se sentiu em desvantagem? Certamente, Ester podia sentir tudo isso. Ela ficou órfã ainda pequena, tendo sido criada pelo seu primo, Mordecai. Ester nunca conheceu seus pais. Ela era uma judia em uma terra estranha, criada em um ambiente hostil como parte de uma minoria desprezada. Quando Vasti, a esposa do rei persa, Assuero, o deixou envergonhado, Ester foi uma das muitas moças trazidas ao harém e colocadas sob a custódia do eunuco do rei. O estilo de vida palaciano corrompido dos tempos antigos dificilmente seria vantajoso para a fé de Ester. Mordecai a vigiava, até mesmo no palácio do rei. Ele a incentivava a manter oculta sua etnia. Por um ano, Ester foi treinada na vida do harém. Quando, finalmente, ela apareceu diante do rei, ele “amou a Ester mais do que a todas as mulheres, e ela alcançou perante ele favor e benevolência mais do que todas as virgens” (Et 2:17). Enamorado por sua beleza, equilíbrio e caráter, Assuero a escolheu como rainha. Em tudo isso, qual era a estratégia de Deus? Por que Ester foi elevada a esta posição tão crucial? Hamã, um dos príncipes do rei, elaborou um plano para destruir Mordecai e os judeus. Todos os judeus deviam ser mortos. Mordecai ouviu falar sobre a conspiração e apelou para que Ester se manifestasse sobre isso, dizendo: “Quem sabe se para conjuntura como esta é que foste elevada a rainha?” (Et 4:14). Ela enfrentou o desafio, e Deus respondeu. Graças a sua atitude corajosa, o povo de Deus foi poupado. No divino drama do destino, Deus colocou você no mundo para um momento como este. Não escolhemos viver no começo do século 21. Isto é obra de Deus. Como Ester, fomos chamados para o reino para uma conjuntura como esta. Deus nos convida a sermos fiéis. Não importa nossas origens, Ele quer que sejamos leais a Ele. Ester fez uma poderosa diferença no seu mundo. Nós também podemos fazer diferença. Enfrente este dia com coragem. Você é um homem de Deus, uma mulher de Deus, destinado(a) a viver neste tempo, neste dia, para fazer diferença por Ele. Vamos orar? Pai, ajuda-nos em nossa caminha cristã. Que sejamos leais e comprometidos com a missão que recebemos de Ti. Ajuda-nos a fazermos a diferença positiva em toda e qualquer situação. Em nome de Jesus, amém! Saiba como receber as mensagens diárias do Tempo de Refletir: -> No celular, instale o aplicativo MANAH. -> Para ver/ouvir no YouTube, inscreva-se neste Canal: youtube.com/AmiltonMenezes7 -> Tenha os nossos aplicativos em seu celular: https://www.wgospel.com/aplicativos -> Para receber pelo WhatsApp, adicione 41 99893-2056 e mande um recadinho pedindo os áudios. -> Participe do nosso canal no TELEGRAM: TELEGRAM AMILTON MENEZES . -> Participe do nosso canal no WhatsApp: WHATSAPP CHANNEL Amilton Menezes . -> Instagram: https://www.instagram.com/amiltonmenezes7/ -> Threads: https://www.threads.net/@amiltonmenezes7 -> X (Antigo Twitter): https://x.com/AmiltonMenezes -> Facebook: facebook.com/AmiltonMenezes

Convidado
Angola: “Quem detém o poder está mais preocupado com o património do que com a vida do cidadão”

Convidado

Play Episode Listen Later Feb 25, 2026 8:12


A liberdade de expressão, a participação cívica e política e os direitos humanos estão a ser cada vez mais reprimidos em Angola. As conclusões constam do relatório semestral das organizações não-governamentais Movimento Cívico MUDEI, Associação Handeka e Mizangala Tu Yenu Kupolo, que acusam as forças de segurança de acções ilegais -nomeadamente em Julho de 2025, durante a greve dos táxis, marcada por episódios de violência que provocaram 22 mortos, incluindo três menores. Em entrevista à RFI, Jaime Mussinda, jurista do MUDEI, afirma que quem detém o poder em Angola nada faz para levar justiça às vítimas destas atrocidades. Quais são as conclusões deste relatório? O relatório do Movimento Cívico MUDEI, agora tornado público, visa apresentar as violações sistemáticas de direitos humanos que ocorreram, sobretudo com maior incidência, nos dias 27, 28 e 29 de Julho de 2025. No entanto, trata-se de um relatório semestral, no qual conseguimos compilar todos os tipos de atrocidades e violações ocorridas nos primeiros seis meses do ano de 2025. No país, continua o encerramento do espaço cívico e as liberdades estão cada vez mais reprimidas. A participação cívica, política e até cultural continua a ser problemática. Registamos, com preocupação, um crescimento gritante das violações de direitos humanos. Em cada relatório apresentamos recomendações e documentamos as vítimas. Mas, pelo que parece, quem detém o poder político e os órgãos que deveriam auxiliar na investigação destas violações pouco ou nada fazem. A repressão não se limita apenas aos activistas. Quem são as vítimas destas práticas repressivas, tendo em conta que falam em 22 mortos, incluindo três menores? As vítimas desta brutalidade policial são cidadãos que podem ser activistas, jornalistas ou moto-taxistas. Vimos crianças serem executadas, sobretudo na província da Huíla. Vimos também uma mãe que saiu de casa à procura do filho, que se encontrava na rua, e que foi alvejada pelas costas. As vítimas desta brutalidade policial são todos os cidadãos que, em algum momento, se sintam encurralados ao exercer o seu direito de circulação. As organizações não-governamentais criticam a actuação das forças de segurança e, passo a citar, “frequentemente à margem da lei, revelando um padrão de impunidade e de instrumentalização do aparelho de Estado para fins de controlo social e silenciamento de vozes críticas”. Qual é a responsabilidade do aparelho de Estado nestas práticas violentas? Nos termos da Constituição da República de Angola e da legislação em vigor, a polícia tem como missão manter a ordem e a tranquilidade públicas e proteger o cidadão. Os serviços de investigação criminal, nos termos dos estatutos orgânicos do Ministério do Interior, têm como finalidade a investigação do crime. No entanto, infelizmente, as organizações não-governamentais em Angola, apesar de demonstrarem vontade de investigar e apurar os factos relativos a cada violação de direitos humanos, não têm tido essa possibilidade. São reprimidas e rotuladas. Os relatórios trimestrais e sequenciais que temos publicado são, de certo modo, actos de resistência. Mas quem investiga, neste caso, o agente da polícia que alvejou uma senhora que carregava o filho? É a própria polícia.... Qual é a resposta do Governo angolano a estes relatórios? O Governo angolano nunca respondeu. Temos dito que os nossos relatórios são lidos em França, em Inglaterra, em Portugal e noutras partes do mundo, mas nunca fomos ouvidos ou levados em consideração pelos órgãos de direito em Angola. Pediram para ser recebidos pelas autoridades angolanas? Não. Utilizamos os canais de comunicação que chegam à Índia, à América e à Europa, e temos plena certeza de que esses mesmos canais chegam ao Palácio da Justiça e ao ministro da Justiça. Contudo, estamos a falar de um ministro que é um órgão político e não uma entidade equidistante de quem detém o poder. Sempre que as violações de direitos humanos tenham como pano de fundo a protecção de quem detém o poder político, não podemos esperar imparcialidade de um ministro político, sobretudo quando não dispomos de instituições verdadeiramente independentes. Após aquelas atrocidades [a greve dos táxis que ocorreu em Julho de 2025] o Governo angolano disponibilizou 500 mil milhões de kwanzas para reparar os supermercados que tinham sido vandalizados nesse período. Todavia, até ao momento, nenhuma das vítimas mortais foi indemnizada. Quem detém o poder político parece mais preocupado com bens patrimoniais e recursos do que com a vida e a dignidade do cidadão. A seu ver, o que revela este silêncio dos responsáveis? Revela falta de compromisso com a nação e com a dignidade da pessoa humana. Não há outra explicação. Temos o caso de uma menina de 13 anos que foi alvejada e perdeu a sensibilidade nos membros inferiores. Até hoje, não teve assistência médica, nem medicamentosa adequada num hospital público. Foi necessário que activistas cívicos e cidadãos comuns se solidarizassem para comprar uma cadeira de rodas, garantindo-lhe o mínimo de condições. Foram membros do Movimento Cívico Mulheres que tiveram de a levar para um hospital noutra província, fora de Luanda, porque, sempre que recorriam a hospitais em Luanda, enfrentavam situações de tratamento indigno, como se a menina fosse uma vândala. Trata-se de uma criança de 13 anos que estava no local errado, à hora errada. É uma criança. Quais são as recomendações deste relatório? Pedimos uma investigação clara e aprofundada, despida de qualquer interferência política, sobre as violações de direitos humanos referidas no relatório. Exigimos igualmente a responsabilização criminal e civil dos agentes que alvejaram cidadãos indefesos. Pedem o reforço das garantias processuais e o respeito pelos direitos fundamentais… Certamente. Defendemos a responsabilização dos agentes envolvidos, desde o comandante-geral da Polícia ao ministro do Interior e, inclusivamente, ao comandante-em-chefe. Queremos também a responsabilização dos meios de comunicação social públicos que difundiram informações falsas antes, durante e depois destas atrocidades ocorridas em Julho 2025. Exigem ainda a libertação dos detidos arbitrariamente. Está marcada para o dia 28 de Março uma manifestação para protestar contra a prisão de Serrote de Oliveira, conhecido como "General Nila", André Miranda, e de Osvaldo Caholo. O que se pode esperar dessa manifestação? Vamos exigir a libertação do companheiro BuKa, que se encontra detido, acusado de terrorismo sem que tenha sido apresentada qualquer prova. O mesmo sucede com Osvaldo Caholo, detido por ter divulgado um vídeo nas redes sociais antes de uma manifestação em Junho de 2025. Até ao momento, não foi julgado. Há também o caso do "general Nila", Serrote de Oliveira; que, no dia da manifestação, saiu para filmar um acto que decorria na comunidade. Ele está impedido de ver a família ou um advogado… Os contactos estão severamente limitados. Embora residam em Luanda, foram colocados numa penitenciária de Calombololoca, na província de Ícolo e Bengo. Há múltiplas violações de direitos num único acto. Mesmo quando um indivíduo está detido, o único direito que lhe é retirado é o direito de circulação -o direito de ir e vir. Todos os demais direitos fundamentais: direito à vida, à integridade, ao lazer e ao contacto com a família e com os seus representantes legais devem ser mantidos. Não se compreende como é possível negar-lhes o contacto com advogados e familiares. É isto que está a mobilizar a sociedade a sair à rua para exigir, no mínimo, a libertação imediata e a responsabilização daqueles que desencadearam estas acções ou que pretendem encarcerar cidadãos por criticarem ou se oporem ao modus vivendi e operandi do poder. A RFI tentou contactar o ministro da Justiça de Angola, Marcy Lopes, para reagir às conclusões deste relatório, mas, até ao momento, não obteve resposta.

Mensagens do Meeting Point
04 A Caminho com Jesus 

Mensagens do Meeting Point

Play Episode Listen Later Feb 21, 2026 2:27


Devocional Quaresma Ao cair da noite, Jesus sentou-se à mesa com os doze discípulos. Enquanto comiam afirmou solenemente: «Um de vós vai atraiçoar-me.» Eles ficaram muito tristes e começaram a perguntar-lhe um por um: «Serei eu, porventura, Senhor?» Jesus respondeu: «Aquele que molhou o pão no prato juntamente comigo, esse é quem me vai atraiçoar. Na verdade o Filho do Homem vai partir, tal como é dito na Escritura a respeito dele, mas ai daquele por quem o Filho do Homem vai ser atraiçoado. Seria melhor para esse homem não ter nascido!» Então Judas, o traidor, perguntou assim: «Serei eu, porventura, Mestre?» E Jesus respondeu: «Tu o disseste!»  Mateus 26:20-25 Eu consigo imaginar a cena. Na verdade, a maioria de nós consegue vê-la claramente, pois a Última Ceia é uma obra de arte frequentemente reproduzida em muitos lares cristãos. Os homens na pintura têm barbas, taças de vinho e vestem túnicas. Um deles parece mais malévolo do que os outros. É claro que o homem malvado não é outro senão Judas. Jesus partilhou aquela última refeição com o Seu traidor. Ele deu a Judas todas as oportunidades para se arrepender. Na verdade, Jesus chamou a atenção para o seu pecado sem amenizar nada. Mas Judas permaneceu de coração duro e sem se arrepender. Ele evitou a culpa com as palavras: «Certamente não te referes a mim, Rabi?» Judas recusou-se a reconhecer o seu pecado. Ele recusou-se a permitir que a culpa penetrasse nas camadas da sua orgulhosa autopreservação. Talvez não traiamos Deus intencionalmente, mas persistimos em alguns padrões pecaminosos? Permitimos que a convicção do pecado nos quebre? A caminho de casa
 Em que é que  Deus está a convencer-me? Em que áreas da minha vida estou a inventar desculpas e não permitindo que a Sua voz de convicção me transforme? Oração
 Pai Celestial, mostra-me as áreas em que o meu pecado é habitual, onde passou despercebido por causa de anos inventando desculpas. Dá-me o poder de mudar. Dá-me um coração que seja suave, flexível e aberto à Tua convicção. Amém. Neste tempo, abrando o passo. Escolho caminhar com Jesus, mesmo quando o caminho aperta. Escuto o que Ele diz. Observo o que Ele faz. Entrego-Lhe as minhas resistências e os meus medos. Pergunto: onde preciso de parar hoje para caminhar contigo? O que preciso de largar para Te seguir mais de perto?

Dia a dia com a Palavra
Quem está jogando no seu time?

Dia a dia com a Palavra

Play Episode Listen Later Feb 18, 2026 1:18


Certamente você já viu as crianças brincando de futebol na rua. Tudo é uma disputa, eles jogam como se estivesse valendo um campeonato mundial. E essa disputa já começa na escolha do time.Montar o time exige raciocínio e bastante esperteza. É preciso escolher os melhores jogadores rapidamente e assim a vitória parecerá certa.É engraçado porque quando um time fica forte demais todo mundo reclama, mas ninguém é doido de tirar o time de novo. Isso é impensável. A alegria da criançada é ganhar.Veja o que diz o Salmo 46 no verso 7: "O Senhor dos Exércitos está conosco; o Deus de Jacó é o nosso refúgio."O salmista diz com todas as letras: o Senhor dos Exércitos está no nosso time. Bora ganhar essa partida! Tá bom, eu sei que não foi com essas palavras, mas foi exatamente isso que ele quis dizer.Se Deus está jogando no seu time, se Ele é seu amigo e não seu adversário, por que temer tanto? Basta jogar a bola pra Ele e Ele fará um golaço! Não seja fominha tentando resolver tudo sozinho. Deus está no seu time. Não esqueça disso!

Dia a dia com a Palavra
Que experiências com Deus você pode contar?

Dia a dia com a Palavra

Play Episode Listen Later Feb 17, 2026 1:18


A experiência não é tudo, mas é uma parte super importante da vida. A partir dela nós conseguimos lidar com diversas situações, por mais difíceis e exigentes que elas sejam ou pareçam ser.Lembro de uma família que vi no shopping lidando com uma criança com vários aparelhos médicos conectados ao seu corpo, mas a mãe manuseava tudo com muita tranquilidade. Me perguntei: como ela consegue? Tudo parecia tão natural.Certamente nos primeiros dias aquela família teve tanto medo quanto eu. Mas o tempo e a prática deixaram a família mais tranquila.Veja o que diz o Salmo 46 nos versos 2 e 3: "Portanto, não temeremos, ainda que a terra se transtorne e os montes se abalem no seio dos mares; ainda que as águas tumultuem e espumejem e na sua fúria os montes estremeçam."O salmista tinha não apenas a experiência com situações difíceis, mas em livramentos, e livramentos providenciados pelo Senhor. Ele percebeu que não precisava temer, por mais caótico que o cenário pudesse parecer.Nossas experiências fortalecem a nossa caminhada, trazendo paz e tranquilidade, e abençoam a vida de outras pessoas. Compartilhe suas experiências com Deus. Não se envergonhe de fazer isso.

Amorosidade Estrela da Manhã
É CERTO QUE O CERTO CERTAMENTE ACERTARÁ A SI MESMO, QUANDO ARREMESSAR O BUMERANGUE DA “VERDADE” HORIZONTALMENTE, PARA QUE NÃO VOLTE, E SIM SÓ ATINJA O OUTRO. E DEUS VENDO ISSO, ESSA INTENÇÃO, ...

Amorosidade Estrela da Manhã

Play Episode Listen Later Feb 8, 2026 7:20


Devocionais Diarias
4 DE FEVEREIRO DE 2026| DEVOCIONAL DIÁRIO| REV PAULO ADRIANO.

Devocionais Diarias

Play Episode Listen Later Feb 4, 2026 2:27


Graça e Paz sejam com todos! Certamente que a bondade e a misericórdia me seguirão todos os dias da minha vida; e habitarei na Casa do SENHOR por longos dias. Salmo 23:6Primeira Igreja Presbiteriana da Arniqueira www.1ipar.com Entre em contato conosco 1iparniqueiras@gmail.com Faça nos uma visita SHA Conjunto 3 Chácara 47A Arniqueira Brasília DF maps.app.goo.gl/iQSRtWrk9Hy6eaUT6YouTube https://youtube.com/@primeiraigrejapresbiterian1958Contribua Ore e ajude esta obra! Pix 40222748 000153 (CNPJ)Banco do Brasil Conta Corrente 51214-1Agência 2901-7Que Deus abençoe você!Porque de tal manera amó Dios al mundo, que ha dado á su Hijo unigénito, para que todo aquel que en él cree, no se pierda, mas tenga vida eterna. Juan 3:16For God so loved the world, that he gave his only begotten Son, that whoever believes in him should not perish, but have everlasting life. John 3:16¹⁶ Ибо так возлюбил Бог мир , что отдал Сына Своего Единородного , дабы всякий верующий в Него , не погиб , но имел жизнь вечную . João 3:16Car Dieu a tellement aimé le monde, qu'il a donné son Fils unique; afin que tout homme qui croit en lui ne périsse point, mais qu'il ait la vie éternelle. João 3:16¹⁶ Want so lief het God die wêreld gehad, dat Hy sy eniggebore Seun gegee het, sodat elkeen wat in Hom glo, nie verlore mag gaan nie, maar die ewige lewe kan hê. João 3:16

Fábrica de Crimes
161. Louise Ogborn x McDonald's

Fábrica de Crimes

Play Episode Listen Later Jan 15, 2026 41:02


>> Quer desbloquear episódios EXTRAS? Então, acesse a nossa outra página aqui no Spotify:⁠ ⁠Fábrica de Crimes Horas Extras⁠⁠Ou você também pode apoiar e entrar no nosso grupo secreto do Telegram pelo Apoia.se,⁠ ⁠clicando aqui.⁠⁠Se quiser apoiar pela Orelo, ⁠⁠clique aqui.⁠⁠>> Essa história escancara uma verdade bizarra: o quanto uma autoridade, com poder e legitimidade, pode suprimir o julgamento individual? Afinal, quem teria coragem de contrariar um comando policial, né? Certamente, Donna e Walter não desobedeceram. O que aconteceu numa pequena franquia do McDonald's chocou o mundo inteiro pelo absurdo vivido pela jovem Louise.>> E a INSIDER continua por aqui apoiando o FC. Vale lembrar que é uma parceria que faz ainda mais sentido agora em janeiro. Afinal, esse é o mês das férias, momento em que  muita gente está arrumando as malas e se preparando para viajar. E é justamente aqui que a @insiderstore faz a diferença: ela otimiza a sua mala.Se você gosta de roupas tecnológicas, com proteção UV, controle de odores, que não amassam, você precisa conhecer a Insider. Isso significa que você leva menos peças, ocupa menos espaço e continua bem vestida em qualquer situação.Lembrando que você pode utilizar o nosso CUPOM de desconto, o FABRICADECRIMES, tudo junto, na hora de boletar as roupas no carrinho ou pode comprar diretamente nesse link: ⁠https://creators.insiderstore.com.br/FABRICADECRIMES⁠>> Quer aparecer em um episódio do Fabrica? É muito fácil!Basta mandar uma mensagem de voz por direct no Instagram ⁠⁠@podcastfabricadecrimes⁠ ⁠nós só publicaremos com a sua autorização. Vamos AMAR ter você por aqui :)Hosts: ⁠ ⁠Mari⁠ e ⁠RobEditor: ⁠Victor Assis⁠Aviso: O Fábrica aborda casos reais de crimes, contendo temas sensíveis para algumas pessoas. O conteúdo tem caráter exclusivamente informativo e é baseado em fontes públicas, respeitando a memória das vítimas e de seus familiares. As eventuais opiniões expressas no podcast são de responsabilidade exclusiva das hosts e não refletem necessariamente o posicionamento de instituições, veículos ou entidades mencionadas. Caso você tenha alguma objeção a alguma informação contida nesse episódio, entre em contato com: contato@fabricadecrimes.com.br Fontes: JUSTIA: MCDONALD'S CORPORATION VS. OGBORN (LOUISE), ET AL. ⁠Disponível aqui. CASE LAW: McDONALD CORPORATION v. OGBORN (2009). ⁠Disponível aqui. DESERET NEWS: Woman awarded $6.1M in hoax. ⁠Disponível aqui. COURIER JOURNAL: 'Don't Pick Up the Phone': Here's what to know about the McDonald's strip-search hoax. Disponível aqui. CTV NEWS: Ex-McDonald's worker wins lawsuit over strip search. Disponível aqui.

Capital Projects Podcast
Episódio #215 – Crise na Liderança! Como praticar uma liderança humanizada e de resultados

Capital Projects Podcast

Play Episode Listen Later Jan 14, 2026 52:20


Seguimos com a série especial gravada diretamente do 17° Congresso de Gestão, Projetos e Liderança do PMI MG, em Belo Horizonte, que contou com o apoio da BVP Engenharia, do Capítulo PMI MG e da Stecla Engenharia.E nesse sexto episódio, eu converso com Leonardo Fabel, Fundador da Fabel Treinamento e Mentoria. Fabel já esteve no Capital Projects Podcast no episódio #123, falando sobre Negociação – um dos episódios mais reproduzidos daquela temporada!Nessa nova conversa, Fabel mergulha no desafio da Liderança, discutindo o balanço entre uma Gestão Humanizada e a busca por resultados! Certamente um episódio obrigatório para todos os profissionais de projetos, que trabalham em um ambiente de alta pressão e poucos recursos!Dê um play e vamos juntos!Para essa série, o Capital Projects Podcast contou com o apoio:BVP Engenharia - https://bvp.eng.br/ PMI MG - https://pmimg.org.br/ Stecla Engenharia - https://stecla.com.br/Não perca a chance de cursar as Masterclasses – aulas focadas em desafios específicos, gravadas em estúdio, para você alcance resultados de excelência em seus projetos! Inscrições aqui:- Como Agilizar o Desenvolvimento do Projeto: https://chk.eduzz.com/KW8K28ZR01 - Definição e Gestão do Escopo no FEL: https://chk.eduzz.com/2150870 - Estratégias de Contratação e FEL: https://chk.eduzz.com/2288994 Quer continuar acompanhando conteúdos relevantes aqui no nosso canal? Considere fazer parte dos apoiadores do canal e do Capital Projects Podcast! Acesse aqui e veja os planos disponíveis: https://www.catarse.me/capital_projects_podcast_3c1e?ref=project_linkQuer entrar no grupo VIP para ter acesso a conteúdos exclusivos e benefícios? Acesse: https://chat.whatsapp.com/II5qid3UiN5JUclPSDQxXp

GameFM » Debug Mode – Podcast
RETROSPECTIVA GAMER 2025 - Debug Mode #566 - Podcast

GameFM » Debug Mode – Podcast

Play Episode Listen Later Jan 8, 2026 325:54


Chegou o momento de nosso episódio tradicional de retrospectiva do ano que passou. Acompanhe conosco tudo o que aconteceu em 2025 no mundo gamer. Das surpresas às piores polêmicas. Certamente foi um ano recheado de tretas e vai entrar para a história por muitos motivos. Confira!

WGospel.com
Pai sempre em ação para salvar

WGospel.com

Play Episode Listen Later Dec 30, 2025 5:26


TEMPO DE REFLETIR 01629 – 30 de dezembro de 2025 Lucas 15:31 – Então lhe respondeu o pai. Meu filho, tu sempre estás comigo, tudo o que é meu é teu. Em extremos opostos, os dois filhos preocupavam o pai. Um, tão franco e amante da brincadeira, do divertimento; o outro, retraído e astuto. Como poderia ele ajudá-los a descobrir valores que tivessem importância? Que fizessem o mais novo se preocupar com os outros? Como poderia o mais velho ver-se como totalmente egocêntrico e calculista? O mais novo veio tropeçando pelo caminho em farrapos. O pai tinha cogitado esse momento, mas isto estava além dos seus piores sonhos. Para onde tinha ido a alegria do jovem? Quem havia posto o temor naqueles olhos? Seu coração clamava por esse rapaz triste, em retorno de uma amarga lição sobre a vida. “Correu para ele”. Teve compaixão. Posteriormente ele regozijou-se com o filho que não sabia ser conivente e astuto, contudo, veio com o que imaginava ser um plano astuto. Enganar seu pai pedindo para ser um servo? O pai o leu antes mesmo que ele pronunciasse as palavras. Ele não necessitava de um emprego necessitava de amor e restauração. Não tinha nenhum plano à mão para lidar com o jovem mais velho. Como poderia ter predito a arrogante e furiosa reação? Como poderia aquela mente soberba ir tão longe a ponto de rejeitar a irmandade? Não via que se não tivesse nenhum irmão também não teria nenhum pai? Antes que o jovem irado abaixasse o seu dedo acusador, o pai fez tudo o que ele sabia. Suplicou-lhe, lembrando-lhe do que ele era, do que estava guardado para ele. “Filho, não necessitas de um cabrito. Nunca tiveste um para uma festa e amigos. O que necessitas é do meu amor. Certamente isto deve ser suficiente”. Quando as barreiras sobem, que pode Deus fazer? Ele pode ver a necessidade. Conhece os pensamentos sinuosos. Compreende as tristes justificativas. Repele os esquemas de retribuição ou serviço para pacificar o premente senso de culpa. Tem a resposta para eles. Deixe-Me dar, diz Ele. Não tente dar ainda. Deixe-Me ser o Doador. Para aqueles que não têm nada da celebração do amor de Deus, a tarefa se torna mais difícil. O Pai suplica e continua suplicando. “Tudo o que Eu tenho é teu”, diz Ele. “Não estou mais pobre porque odeia teu irmão. Fico mais rico dando Meu amor. Não queres tomar tua parte?” Reflita sobre isso no dia de hoje e ore comigo agora: Pai, que lições preciosas podemos tirar desta parábola do filho pródigo. Muitas vezes somos o filho mais velho, enciumado e orgulhoso; em outras, somos o filho mais novo, querendo desfrutar de um mundo que não tem nada para oferecer. Ajuda-nos, por favor! Em nome de Jesus, amém! Saiba como receber as mensagens diárias do Tempo de Refletir: -> No celular, instale o aplicativo MANAH. -> Para ver/ouvir no YouTube, inscreva-se neste Canal: youtube.com/AmiltonMenezes7 -> Tenha os nossos aplicativos em seu celular: https://www.wgospel.com/aplicativos -> Para receber pelo WhatsApp, adicione 41 99893-2056 e mande um recadinho pedindo os áudios. -> Participe do nosso canal no TELEGRAM: TELEGRAM AMILTON MENEZES . -> Participe do nosso canal no WhatsApp: WHATSAPP CHANNEL Amilton Menezes . -> Instagram: https://www.instagram.com/amiltonmenezes7/ -> Threads: https://www.threads.net/@amiltonmenezes7 -> X (Antigo Twitter): https://x.com/AmiltonMenezes -> Facebook: facebook.com/AmiltonMenezes

NEPE Paulo de Tarso
Certamente cedo venho - Artur Valadares

NEPE Paulo de Tarso

Play Episode Listen Later Dec 26, 2025 55:57


Palestra realizada no dia 07/12/2024 no Centro Espírita João, O Evangelista, em Fortaleza/CE.

Notícia no Seu Tempo
Trump infiltra a CIA e cogita ataque por terra na Venezuela

Notícia no Seu Tempo

Play Episode Listen Later Oct 16, 2025 8:27


No podcast ‘Notícia No Seu Tempo’, confira em áudio as principais notícias da edição impressa do jornal ‘O Estado de S.Paulo’ desta quinta-feira (16/10/2025): O presidente Donald Trump autorizou ontem a CIA a agir dentro da Venezuela. O reconhecimento, incomum entre presidentes americanos, apesar da documentada ação de agentes na América Latina, foi acompanhado de uma ameaça de ataque por terra: “Certamente, estamos pensando agora (em ir) por terra, porque já temos sob controle o mar”, disse Trump. Desde setembro, militares americanos vêm afundando barcos no Mar do Caribe, em águas internacionais perto da costa venezuelana. Os bombardeios já mataram 27. Trump alega que a ditadura de Nicolás Maduro envia criminosos para os EUA e não combate o narcotráfico. A estratégia desenvolvida pelo secretário de Estado, Marco Rubio, com a ajuda de John Ratcliffe, diretor da CIA, é tirar Maduro do poder. E mais: Internacional: Maduro faz exercício militar em favelas Economia: Correios terão empréstimo de R$ 20 bi e falam em lucro só em 2027 Política: Governo demite indicados do Centrão, mas mantém aliado de Lira na Caixa Cultura: Pianista Dom Salvador faz shows no 6º Sesc Jazz ao lado de Amaro FreitasSee omnystudio.com/listener for privacy information.

Pinocchio
Il vetro certamente autopulente

Pinocchio

Play Episode Listen Later Oct 15, 2025 3:42


Freud Que Eu Te Escuto
Carta a Theodor Reik

Freud Que Eu Te Escuto

Play Episode Listen Later Oct 8, 2025 4:17


Neste episódio, apresento a leitura da Carta a Theodor Reik, escrita por Freud em 14 de abril de 1929. Trata-se de um documento curto, mas revelador, em que Freud deixa transparecer tanto sua relutância em escrever quanto suas percepções críticas a respeito da ética, da psicanálise e até mesmo de Dostoiévski.Ele reconhece a natureza provisória e até “descuidada” do texto, confessando: “Agora só escrevo com relutância. Certamente você notou essa característica.” Ainda assim, a carta oferece passagens valiosas sobre a luta contra a masturbação, o sentimento de culpa e o vínculo entre neurose e compulsão.Freud também faz observações pessoais e incisivas, como quando afirma: “Com toda a minha admiração pela intensidade e superioridade, eu não gosto de Dostoiévski. Minha paciência com naturezas patológicas se esgota na análise delas.”Além disso, dialoga com Reik sobre visões da ética — a objetiva e a subjetiva — e sobre sua postura diante do futuro da humanidade. Apesar de reconhecer o pessimismo de seu interlocutor, Freud mantém uma réstia de abertura: “Apenas a pesquisa científica deve ser isenta de pressupostos. Nos outros tipos de reflexão, não se pode evitar a escolha de ponto de vista.”Um texto breve, mas carregado de densidade, que mostra um Freud humano, crítico e, de certo modo, cansado.

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
riflessioni sul Vangelo di Lunedì 1 Settembre 2025 (Lc 4, 16-30) - Apostola Tiziana

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

Play Episode Listen Later Aug 31, 2025 7:55


- Premere il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:«Lo Spirito del Signore è sopra di me;per questo mi ha consacrato con l'unzionee mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,a proclamare ai prigionieri la liberazionee ai ciechi la vista;a rimettere in libertà gli oppressie proclamare l'anno di grazia del Signore».Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.Parola del Signore.

Frango Fino
FRANGO FINO 543 | CINEMA 2005: FILMES QUE O RAFA CERTAMENTE ASSISTIU

Frango Fino

Play Episode Listen Later Aug 20, 2025 104:08


No Frango Fino dessa semana, Doug Bezerra, Doug Lira e Rafa Louzada batem um papo nostálgico sobre filmes que estrearam 20 anos atrás.⁠CLÁSSICO COM VANTAGEM: COMPRE NA INSIDER E GANHE BRINDES EXCLUSIVOS – USE O CUPOM FRANGOFINO E GARANTA 15% OFF + PRESENTE NA FAIXA!⁠⁠⁠⁠CUIDADO, ESTILO E AUTOESTIMA: ATÉ 30% OFF NO QUILOMBO HAIR — CLIQUE E GARANTA O SEU! ✂️✊

Naruhodo
Naruhodo #441 - Existe crise da meia idade?

Naruhodo

Play Episode Listen Later May 5, 2025 52:53


Certamente você já passou ou viu alguém passar por aquele momento, geralmente perto dos 40 anos, ou mais, que se convencionou chamar de crise da meia idade. Mas há evidências científicas de que ela existe?Confira o papo entre o leigo curioso, Ken Fujioka, e o cientista PhD, Altay de Souza.>> OUÇA (52min 54s)*Naruhodo! é o podcast pra quem tem fome de aprender. Ciência, senso comum, curiosidades, desafios e muito mais. Com o leigo curioso, Ken Fujioka, e o cientista PhD, Altay de Souza.Edição: Reginaldo Cursino.http://naruhodo.b9.com.br*REFERÊNCIASReported sleep duration reveals segmentation of the adult life-course into three phaseshttps://www.nature.com/articles/s41467-022-34624-8Why do Middle-Aged Adults Report Worse Mental Health and Wellbeing than Younger Adults? An Exploratory Network Analysis of the Swiss Household Panel Datahttps://link.springer.com/article/10.1007/s11482-024-10274-4Tracing the origins of midlife despair: association of psychopathology during adolescence with a syndrome of despair-related maladies at midlifehttps://www.cambridge.org/core/journals/psychological-medicine/article/tracing-the-origins-of-midlife-despair-association-of-psychopathology-during-adolescence-with-a-syndrome-of-despairrelated-maladies-at-midlife/1346C3D69255A9D397C73DE1D5005D92Depression and Loneliness among the Elderly in Low- and Middle-Income Countrieshttps://www.aeaweb.org/articles?id=10.1257/jep.37.2.179The Intrinsic Estimator for Age-Period-Cohort Analysis: What It Is and How to Use It1 https://www.researchgate.net/publication/228375044_The_Intrinsic_Estimator_for_Age-Period-Cohort_Analysis_What_It_Is_and_How_to_Use_It1Stress, coping, and health at midlife: A developmental perspective.https://psycnet.apa.org/record/2001-06209-003Awareness of Aging Processeshttps://oxfordre.com/psychology/display/10.1093/acrefore/9780190236557.001.0001/acrefore-9780190236557-e-397Ageism in undergraduate psychology texts.https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2F0003-066X.45.10.1127Expanding the Role Repertoire While Aging: A Drama Therapy Model https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2021.635975/fullAge-gender differences in the relationships between physical and mental healthhttps://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0277953623007049Up, not down: The age curve in happiness from early adulthood to midlife in two longitudinal studies.https://psycnet.apa.org/record/2015-40630-001The U Shape of Happiness Across the Life Course: Expanding the Discussionhttps://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1745691620902428?casa_token=qVqMk5ULOeMAAAAA%3ADqbgy9YTcxhb7uMMTw89uQe-NRpcj6bTbdB9vTX9Cn3cIIjfaqYMUObUT4849KlGh3SCNa9ccNPBThe U Shape of Happiness: A Responsehttps://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1745691620984393?casa_token=cFy7jBagC68AAAAA%3AExOQbJCKYpB3PWQZtqfr-8c1U4TLHUnt9Mdi_Sa3VsPxFcX8fd2b2rJGiY88L8x8YMSl1RUMTyE-Is happiness U-shaped everywhere? Age and subjective well-being in 145 countrieshttps://link.springer.com/article/10.1007/s00148-020-00797-z?fbclid=IwAR1ydl84G_57su-LF_OG9U1Nq2t6oO0i6uttHQmf1VlUQP5FdWFOyLACt0AResearchers replace midlife myths with factshttps://www.apa.org/monitor/apr03/researchersA Conception of Adult Developmenthttps://psycnet.apa.org/fulltext/1986-19674-001.html?casa_token=ZSJ-EPzs2Y8AAAAA:2Zzt43zXJW0E00MZPeCLmVqkVKoi8QOUqqUE2iILMXFJH_KB1PBiOUr9-twMbFwelcZA1QHdXZKlFrXw2fGXyPQA theory of generativity and its assessment through self-report, behavioral acts, and narrative themes in autobiography.https://psycnet.apa.org/record/1992-33565-001The challenge of eco-generativity. Embracing a positive mindset beyond eco-anxiety: a research agenda https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2024.1173303/fullNaruhodo #369 - É mais difícil fazer amigos quando envelhecemos?https://www.youtube.com/watch?v=e7yl-9-T6xcNaruhodo #261 - O que a solidão pode causar nas pessoas?https://www.youtube.com/watch?v=02dPRPGcqVsNaruhodo #220- Existe causa para a depressão? - Parte 1 de 2https://www.b9.com.br/shows/naruhodo/naruhodo-220-existe-causa-para-a-depressao-parte-1-de-2/Naruhodo #221- Existe causa para a depressão? - Parte 2 de 2https://www.b9.com.br/shows/naruhodo/naruhodo-221-existe-causa-para-a-depressao-parte-2-de-2/Naruhodo #415 - Subir escadas pode ajudar pessoas com transtornos psiquiátricos?https://www.youtube.com/watch?v=jqhtO6W03CcNaruhodo #437 - O termo "macho alfa" faz sentido? - Parte 1 de 2https://www.youtube.com/watch?v=Qx1z1R_He_cNaruhodo #438 - O termo "macho alfa" faz sentido? - Parte 2 de 2https://www.youtube.com/watch?v=UNKh0Zd3h_kNaruhodo #348 - Sentir medo e ansiedade é algo ruim?https://www.youtube.com/watch?v=u30dN7ACvE4Naruhodo #395 - O que é força de vontade?https://www.youtube.com/watch?v=5bR1RNVo7kMNaruhodo #340 - Como se constrói a auto-estima?https://www.youtube.com/watch?v=0ULx-CXmh7wNaruhodo #259 - Por que as coisas parecem óbvias depois que passamos por elas? - Parte 1 de 2https://www.youtube.com/watch?v=fsgAdq_iu-ANaruhodo #260 - Por que as coisas parecem óbvias depois que passamos por elas? - Parte 2 de 2https://www.youtube.com/watch?v=jWTaLWjT-ZU*APOIE O NARUHODO!O Altay e eu temos duas mensagens pra você.A primeira é: muito, muito obrigado pela sua audiência. Sem ela, o Naruhodo sequer teria sentido de existir. Você nos ajuda demais não só quando ouve, mas também quando espalha episódios para familiares, amigos - e, por que não?, inimigos.A segunda mensagem é: existe uma outra forma de apoiar o Naruhodo, a ciência e o pensamento científico - apoiando financeiramente o nosso projeto de podcast semanal independente, que só descansa no recesso do fim de ano.Manter o Naruhodo tem custos e despesas: servidores, domínio, pesquisa, produção, edição, atendimento, tempo... Enfim, muitas coisas para cobrir - e, algumas delas, em dólar.A gente sabe que nem todo mundo pode apoiar financeiramente. E tá tudo bem. Tente mandar um episódio para alguém que você conhece e acha que vai gostar.A gente sabe que alguns podem, mas não mensalmente. E tá tudo bem também. Você pode apoiar quando puder e cancelar quando quiser. O apoio mínimo é de 15 reais e pode ser feito pela plataforma ORELO ou pela plataforma APOIA-SE. 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