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Today, I'm delighted to connect with Sara Hirsh Bordo, an autoimmune-diagnosed, 15-times award-winning documentary filmmaker, the founder and CEO of Women Rising, and the author of Autoimmunity and the Good Girls. I loved Sara's book, and I love her work! I believe her message will resonate deeply with listeners with concurrent autoimmune conditions, and those who have grown up as people pleasers or have subjugated themselves over the course of their lives. Autoimmune conditions often tend to flare or first present during major hormonal transitions like postpartum, perimenopause, or menopause. So it's important to understand the influence of chronic stress and how it intersects with our immune system function. In our conversation, Sara and I discuss how self-silencing makes us sick, and overgiving keeps us that way. We explore the influence of family and culture on our health and longevity, the effects of autoimmunity, people pleasing, good-girl conditioning, and authenticity versus dissociation. We also discuss Gabor Maté's book, The Myth of Normal, liberation, the fear of disappointment, Sara's research, her concept of the license to be sovereign, the act of receiving, the role of epigenetics and birth order, and Sara's framework of coherence, authenticity, epigenetics, and permission. Stay tuned for a wonderful conversation about autoimmunity, people-pleasing, authenticity, and permitting ourselves to be sovereign. Sarah's book, Autoimmunity and the Good Girls, will likely resonate deeply with many of you. IN THIS EPISODE, YOU WILL LEARN: How self-silencing, self-neglect, and self-betrayal can impact a woman's health The connection between chronic stress, suppressed feelings, good girl conditioning, and autoimmunity What it feels like to reclaim your authenticity and be more aligned with yourself How the fear of disappointing others can make it difficult for some women to claim their power What Sara discovered about adverse girlhood experiences, birth order, and the caretaker role when compiling the research for her book How becoming more sovereign can help women advocate for their own needs Why receiving can be difficult for women who are accustomed to giving How stillness and silence helped Sara identify her needs and wants How girlhood experiences, self-silencing, and self-compromise can become epigenetic inputs, and what women can do to create more supportive environments Why permission is a key part of Sara's framework for reclaiming authenticity Bio: Sara Hirsh Bordo Sara Hirsh Bordo (pronounced Bordeaux) is a 15-time award-winning filmmaker and Founder/CEO of Women Rising®, named "One of the Most Innovative, Interesting, and Purpose-Driven Women-Led Startups to Watch” by Inc. Magazine. Sara is currently directing short documentary films for Toyota and ESPN Women, and most recently, the executive producer of ConnectHer International Film Festival, consulting director for the Gates Foundation PitchFest Program, and the author and researcher behind the first proprietary quantitative survey at the intersection of female empowerment and health, Autoimmunity and the Good GirlsTM. Sara previously held positions in media and entertainment, including Executive Director of Interactive Marketing at Paramount Pictures, VP of Digital Marketing at MGM Studios, and CEO and Co-Founder of NowLive. Autoimmunity and the Good Girls is her first book. Connect with Cynthia Thurlow Follow on X, Instagram & LinkedIn Check out Cynthia's website. Submit your questions to support@cynthiathurlow.com Join other like-minded women in a supportive, nurturing community: The Midlife Pause/Cynthia Thurlow. Purchase Cynthia's book, The Menopause Gut. Cynthia's Intermittent Fasting Transformation Book The Midlife Pause Supplement Line Connect with Sara Hirsh Bordo Website Instagram Autoimmunity & The Good Girls Book
A fine luglio un litro di olio motore a Gaza costava più di 1.300 dollari, venti volte il prezzo di sei mesi prima. Lo scrive Medici Senza Frontiere in un comunicato del 12 agosto: da quel litro dipendono i generatori degli ospedali, le ambulanze, le pompe dell'acqua, le autocisterne. Le autorità israeliane continuano a limitarne l'ingresso, insieme ai pezzi di ricambio. Il 5 agosto un generatore dell'ospedale da campo di MSF a Deir al Balah si è guastato. Con il generatore di riserva la sala operatoria è rimasta accesa solo per i casi critici, e gli ustionati sono rimasti nel caldo senza aria condizionata. Da giugno il polo di desalinizzazione di MSF gira sette ore al giorno invece di dodici, e l'acqua potabile è scesa da 600.000 a 350.000 litri, oltre 40.000 persone in meno servite ogni giorno. «Oggi si tratta di olio motore e pezzi di ricambio. Domani sarà qualcos'altro», dice Filipe Ribeiro, capo missione di MSF in Palestina. L'11 agosto l'ufficio ONU per gli affari umanitari contava a Gaza oltre 1,3 milioni di persone sotto i sei litri d'acqua al giorno a testa, contro uno standard di emergenza di quindici. Nello stesso testo l'OCHA chiede "più permessi per portare dentro pezzi di ricambio", l'identica richiesta di MSF, che quel blocco lo colloca "nel contesto del genocidio perpetrato da Israele". A luglio la Commissione europea ha lanciato la Team Gaza Initiative, 883,6 milioni di euro per la ripresa di Gaza, con l'Italia fra i governi partecipanti, e la commissaria Dubravka Šuica ha annunciato progressi su due progetti idrici concordati con le autorità israeliane. Le sanzioni a Israele tornano sul tavolo dei ministri degli Esteri europei il primo settembre, e secondo Politico l'intesa resta improbabile prima del voto israeliano del 27 ottobre. Bruxelles conta in milioni di euro. A Gaza si conta al litro. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Un ordine firmato dal capo del Comando centrale israeliano ha chiuso Taybeh, ultimo villaggio interamente cristiano della Cisgiordania occupata. Al municipio non è mai arrivato: il sindaco Suleiman Khouria ha raccontato all'agenzia palestinese WAFA di averne saputo dai giornali. L'esercito lo ha confermato il 9 agosto, zona militare chiusa con ingresso vietato a israeliani e stranieri, esclusi i residenti palestinesi. Il portavoce militare l'ha motivata "a causa di alcuni attacchi violenti di israeliani nella regione". I giornalisti restano ammessi salvo che i soldati giudichino la loro presenza una minaccia. Khouria ha definito l'ordine «un tentativo di stringere ulteriormente il cappio attorno agli abitanti più che una misura per proteggerli», e ha ricordato che un villaggio si protegge fermando chi lo attacca. Nel 2026 il ministero della Salute di Ramallah conta 87 palestinesi uccisi da coloni o soldati. Il 24 luglio a Tell, a sud-ovest di Nablus, quattro uomini della stessa famiglia sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco. In un solo fine settimana gli esperti delle Procedure speciali dell'ONU hanno registrato oltre venti pogrom in Cisgiordania, e il 10 agosto hanno scritto che "il terrore dei coloni non è spontaneo: opera con la protezione, e spesso con la partecipazione, delle forze di occupazione israeliane". Srinivasan Muralidhar, presidente della Commissione d'inchiesta dell'ONU sui territori palestinesi occupati, ha contato davanti al Consiglio dei diritti umani quindici palestinesi uccisi e 1.296 feriti dai coloni fra il primo gennaio 2025 e il 30 aprile 2026. Il rapporto parla della scomparsa di fatto della distinzione fra coloni e soldati. Il 10 giugno Amnesty International ha chiamato lo sfollamento dei palestinesi in Cisgiordania una campagna di pulizia etnica autorizzata dallo Stato. L'ordine che chiude Taybeh porta la firma del comando che quei soldati dispiega. A Taybeh non è arrivato. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Le case mobili restano fuori da Gaza almeno fino a novembre 2026. Cioè dopo le elezioni israeliane. Lo ha riferito il 9 agosto la radio dell'esercito, nel servizio che ha rivelato il cantiere: due settimane fa Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno autorizzato senza annuncio i lavori infrastrutturali di "Rafah verde", a est di Rafah, dentro la Linea Gialla. È stata spianata e bonificata, e adesso è vuota. L'ufficio del primo ministro ha replicato che il servizio "distorce i fatti e ricicla informazioni vecchie" e che si tratta di un progetto pilota emiratino per alloggi temporanei "liberi" dal dominio di Hamas. Le reti di elettricità, acqua e fognature non saranno posate da imprese di Gaza e resteranno sotto supervisione militare israeliana. Gli operai sarebbero palestinesi di Gaza sotto vaglio dello Shin Bet, e serve un nulla osta dei servizi israeliani per scavare le fondamenta delle case in cui altri palestinesi andranno ad abitare. A gennaio Netanyahu aveva insistito sul fatto che la ricostruzione sarebbe stata consentita solo dopo il disarmo di Hamas. Il disarmo non è cominciato e il cantiere sì. Lo stesso 9 agosto il premier ha respinto in consiglio dei ministri il documento in 15 punti del Board of Peace, il cui punto 15 affida la ricostruzione al Board e al comitato palestinese di amministrazione. L'8 e il 9 agosto, mentre la notizia del cantiere usciva, l'artiglieria israeliana bombardava il campo profughi di Bureij e i carri armati colpivano al-Shakush, a nord di Rafah. Lo riferiscono l'agenzia palestinese Palinfo e Al Jazeera, riprese da ANSA e AGI. Il 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che la presenza israeliana nei territori palestinesi occupati è illecita e va fatta cessare al più presto. Dentro la linea tracciata da quella presenza si costruiscono case su un terreno che l'emittente militare definisce bonificato. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Cento metri per centoventi. Sono le misure del primo cantiere aperto dal Board of Peace nella Striscia di Gaza, un avamposto militare per centocinquanta soldati marocchini che ruoterebbero da una base dentro Israele. Il contratto, ancora da finalizzare, è andato ad Arkel International, società della Louisiana che ha già lavorato per il governo statunitense in Iraq, riferisce il Guardian del 6 agosto. L'avamposto sorgerebbe dentro il 60 per cento della Striscia che l'esercito israeliano controlla in modo diretto, a un chilometro e mezzo dal confine, e avrebbe una "via di estrazione rapida" in caso di attacco. È la prima tappa di una base da cinquemila uomini. Nei piani visti dal giornale la fase iniziale sono tende, brande, bagni chimici e lavamani, qualificati così: "questo è quanto considereremmo abitabile". A gennaio Jared Kushner aveva presentato il piano per la "New Gaza", una città di torri sul lungomare. Sette mesi dopo il primo contratto edilizio della ricostruzione è una caserma con la via di fuga già disegnata, mentre l'80 per cento degli edifici resta danneggiato o distrutto. Lo stesso 6 agosto l'Unicef ha diffuso da Amman un altro conto. Almeno 300 bambini uccisi nei 300 giorni dall'annuncio del cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, uno al giorno di media, con le famiglie ridotte a un terzo della superficie fra macerie e rifiuti. «Un cessate il fuoco che lascia in media un bambino morto ogni singolo giorno sta venendo meno alla sua funzione», ha detto il direttore regionale Edouard Beigbeder. Nelle stesse ore il Consiglio dell'Unione europea ha accolto con favore l'accordo sul "ritiro completo delle forze israeliane da Gaza". Due giorni prima Benjamin Netanyahu aveva detto in video che le truppe resteranno sulle linee attuali finché Hamas non sarà disarmato. Di abitabile, a Gaza, c'è un accampamento di tende per soldati stranieri con l'uscita di sicurezza già prevista. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Frame Fatale es un podcast de películas ¿no canónicas? hecho con amor por Santiago Calori, Axel Kuschevatzky y Sebastián Rotstein.En el centésimo septuagésimo noveno episodio nos ocupamos de Terror a bordo (Dead Calm, 1988) de Phillip Noyce.Podés comentar este episodio o agregar una pregunta que nada que ver enviándonos un correo electrónico a nolahepodidover@gmail.com.Quizás sea una pegada total suscribirte en donde sea que escuches tus podcasts y tener la primicia, algo que, de todas maneras, y ya explicamos varias veces, es lo menos importante.
«Ci hanno inviato una bozza, non eravamo d'accordo. Non era la nostra bozza.» Benjamin Netanyahu lo ha detto in un video del 4 agosto, e il testo che disconosce è quello statunitense sul disarmo di Hamas, annunciato da Donald Trump come sblocco della tregua di ottobre. Le forze israeliane resteranno sulle linee attuali finché il disarmo non sarà completo, ha aggiunto. Quelle linee coprono circa il 60 per cento della Striscia, secondo l'Associated Press. Il giorno prima Nikolay Mladenov, alto rappresentante per Gaza del Board of Peace, gli aveva chiesto di fermare i raid, secondo due persone informate citate dall'agenzia. La risposta è arrivata in ventiquattro ore, ed è una condizione sospensiva: prima le armi, poi il ritiro. Dal cessate il fuoco di ottobre l'agenzia conta 1.252 palestinesi uccisi, dato del ministero della Salute di Gaza, e cinque soldati israeliani caduti. Il 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che Israele deve porre fine alla propria presenza illegale nei Territori palestinesi occupati "il più rapidamente possibile". Nel parere quell'obbligo arriva senza condizioni. Nel video del 4 agosto ne ha una, e la deve soddisfare qualcun altro. Nelle stesse ore la Farnesina diffondeva la nota del colloquio fra Antonio Tajani e Hakan Fidan. Il ministro italiano "ha sottolineato come sia ora essenziale che entrambe le parti approvino formalmente il percorso concordato", compreso il dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione "a seguito del ritiro israeliano". La nota indica poi il ruolo di Ankara "nell'incoraggiare Hamas a rispettare gli impegni". Entrambe le parti, scrive la Farnesina. Poi il documento ne incoraggia una sola, e non è quella che ha appena disconosciuto la bozza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Centotrentasei ore di scavo, per lo più a mani nude, per centododici corpi. È il conto della Protezione civile di Gaza per l'operazione chiusa sabato 1 agosto a Sabra, quartiere a sud di Gaza City: quaranta bambini, sette persone con disabilità. Sotto le stesse macerie restano centocinquantasette persone che le squadre non hanno raggiunto, dice il colonnello Mohammed Abu Dan. Secondo l'Associated Press erano parte degli oltre trecento uccisi il 22 novembre 2023, quando l'aviazione israeliana rase al suolo l'isolato. Il funerale collettivo era fissato per martedì 4 agosto. A mani nude è una descrizione tecnica. L'Ufficio Onu per gli affari umanitari ha registrato il 1 maggio il crollo della rimozione dei detriti, da venticinquemila a cinquemila tonnellate al giorno, per macchinari fermi e ricambi bloccati all'ingresso. Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha detto al Guardian che le richieste di far entrare escavatori sono state respinte. Chi ha prodotto le macerie tiene la chiave dei mezzi che potrebbero sollevarle. Martedì il Board of Peace ha messo per iscritto che "il ritiro delle Forze di difesa israeliane oltre la Linea gialla avverrà solo al termine del disarmo", e le macerie di Sabra restano così dentro un'area sotto controllo militare per un tempo che nessuno ha fissato. L'Italia ha un inviato speciale per la ricostruzione di Gaza, l'ambasciatore Bruno Archi, e un piano nazionale su sanità, istruzione e sicurezza alimentare. La prima operazione di ricostruzione possibile si fa con le mani. «Per più di due anni e mezzo migliaia di famiglie a Gaza hanno vissuto nel dolore e nell'incertezza», dice Amani Al Naouq, portavoce della Croce Rossa nella Striscia. Nel gennaio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha ordinato a Israele di prevenire atti di genocidio. Due anni dopo, restituire un corpo alla sua famiglia dipende da un permesso di transito per un escavatore. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Duemilacinquecentonovantasei spedizioni fra il 7 ottobre 2023 e il 30 novembre 2025. È il registro che Amnesty International ha pubblicato il 30 luglio nel rapporto "Made in India": almeno 390.516 parti per armi leggere e 564.970 parti di ordigni esplosivi partite da aziende indiane verso i fornitori diretti dell'esercito israeliano. Fra le forniture, testate per i droni SkyStriker simili a quelle trovate fra le macerie di Khan Younis. Nelle stesse ore Donald Trump ha annunciato l'accordo per il disarmo completo di Hamas. Il conteggio delle armi arrivate all'altra parte è uscito insieme all'annuncio. Il criterio con cui Amnesty misura la responsabilità va letto con calma. La Convenzione sul genocidio obbliga a prevenire, e l'obbligo scatta quando uno Stato sa. Dopo le misure cautelari della Corte internazionale di giustizia, scrive la segretaria generale Agnès Callamard, le autorità indiane "non possono credibilmente affermare di ignorare" il rischio di contribuire a quello che Amnesty definisce genocidio. Il registro italiano dice la stessa cosa con altri numeri. Nel 2025 Israele resta fuori dalle nuove autorizzazioni individuali, perché l'Uama le ha sospese. Intanto, secondo la Relazione dell'Agenzia delle Dogane letta dalla Rete italiana pace e disarmo, verso Israele sono partiti 228 trasferimenti definitivi e 296 riesportazioni. Oltre 22,6 milioni di euro di materiale militare, tutto su licenze rilasciate prima dello stop. Il 30 luglio, question time al Senato, Antonio Tajani ha risposto al senatore Peppe De Cristofaro che la sospensione anche parziale dell'accordo di associazione Ue-Israele «non sia per il momento la scelta giusta». Nella stessa seduta il ministro ha esibito l'altro registro: 95 civili evacuati da Gaza dal 28 febbraio, 89 dei quali studenti. Dopo fine febbraio, nessuna evacuazione sanitaria. I due registri li tiene lo stesso ministero. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
«Ci sono soldati ora che si trovano a Gaza e in Libano affinché noi possiamo giocare qui. Ci sono persone che sono morte affinché noi potessimo giocare qui». Lo ha detto Nadav Zilberstein, allenatore della nazionale israeliana under 18, ai suoi giocatori minorenni, prima dell'esordio all'Europeo di categoria in corso fra Trento e Rovereto. Il video lo ha diffuso la Federazione cestistica israeliana. Nessuno gliel'ha rubato. Il conto dell'altra metà del campo il Comitato olimpico palestinese lo ha depositato alla Camera dei deputati il 13 febbraio 2026: 684 sportivi uccisi dall'ottobre 2023, di cui 178 fra i sei e i vent'anni, circa 290 impianti distrutti fra Gaza e Cisgiordania. Il primo marzo 2022 la Fiba ha escluso squadre e dirigenti russi da ogni competizione per la violazione della tregua olimpica. La stessa Fiba, il 29 giugno 2025 ai Mondiali under 19 di Losanna, ha assegnato a Israele la vittoria a tavolino sulla Giordania, che si era rifiutata di giocare. Nel rapporto del 16 settembre 2025 la Commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha qualificato come genocidio la condotta israeliana nella Striscia. Prima del torneo i sindaci di Trento e Rovereto, Franco Ianeselli e Giulia Robol, avevano scritto alla federazione israeliana che "il campo da gioco non è un mondo a parte e non è mai neutrale". Il 29 luglio Alleanza verdi e sinistra del Trentino ha chiamato quelle parole "un atto ignobile" che legittima il genocidio di un popolo. Quel giorno il ministero della Salute di Gaza contava 73.335 uccisi dall'ottobre 2023. La finale si gioca domenica 2 agosto. Fino ad allora resta agli atti la frase con cui una federazione europea ha spiegato a dei diciassettenni che il loro diritto di giocare in Italia si regge su chi muore a Gaza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Diciottomila e cinquecento pazienti di Gaza aspettano cure che nella Striscia non esistono più, e circa quattromila sono bambini. Uno si chiamava Hussein, dieci anni, leucemia, morto mentre aspettava l'autorizzazione a raggiungere un ospedale a un'ora di strada. Lo ha ricordato in udienza l'avvocata Adi Lustigman, per Physicians for Human Rights Israel e altre quattro organizzazioni. La Corte suprema ha respinto il ricorso per riaprire il corridoio sanitario verso gli ospedali palestinesi di Cisgiordania e Gerusalemme Est. Michele Giorgio ne ha dato conto sul manifesto il 22 luglio. In aula lo Stato ha riconosciuto che le evacuazioni mediche sono scese a circa il dieci per cento del livello precedente l'ottobre 2023, e i giudici hanno suggerito di mandare i malati in paesi terzi. Nel luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia aveva dichiarato illegale l'occupazione israeliana dei territori palestinesi. A Londra la stessa parola cambia lingua. Il ministero dell'Interno blocca l'uscita di decine di donne e bambini mentre il Foreign Office si dichiara pronto a farli passare dalla Giordania. Ai legali del dottorando Bassem Abudagga, che descrivevano tende infestate e bombardamenti, il 15 luglio l'Home Office ha risposto che quelle condizioni "non sono considerate tali da costituire circostanze cogenti". In alcuni fascicoli i bambini risultano un rischio per la sicurezza perché vengono da un territorio "in cui operano terroristi". E l'Italia è il terzo capitolo. Il 28 luglio Autismo Abruzzo ha scritto alla Farnesina e al ministero per le Disabilità chiedendo un corridoio sanitario per Kenan, sei anni, autistico, famiglia registrata all'Unrwa. L'associazione segnala la disponibilità del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi ad accoglierla. La domanda è depositata. Hussein è morto aspettando e Kenan aspetta. Nel linguaggio degli atti che decidono chi esce da Gaza, morire di attesa resta una circostanza che non è considerata cogente. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Šodien, 29. jūlijā, ASV, dzimtajā Dienvidkarolīnas pavalstī zemes klēpī gulda senatoru Lindsiju Greiemu.„Prusaku Tautas partijas” jauda Indijā. Mežu ugunsgrēki ir jau ierasts vasaras tveices pavadonis Eiropā. Aktualitātes analizē Sandis Šrāders, Latvijas Ārpolitikas insitūtas vecākais pētnieks un RTU Aizsardzības tehnoloģiju centra direktors, un Paula Markusa, Latvijas Televīzijas Ziņu dienesta ārzemju ziņu redaktore. Lindsijam Greiemam aizejot Šodien, 29. jūlijā, ASV, dzimtajā Dienvidkarolīnas pavalstī zemes klēpī gulda Lindsiju Greiemu, senatoru, vienu no ietekmīgākajiem un ārpolitikas procesos ieinteresētākajiem ASV likumdevēja pārstāvjiem un, cita starpā, pārliecinātu prezidenta Donalda Trampa sabiedroto. Greiems šķīrās no dzīves pēkšņi 11. jūlijā, 71 gada vecumā, kā tiek vēstīts, no aortas plīsuma, ko izraisījusi hroniska sirds un asinsvadu aterosklerotiskā kaite. Pagātnē gan Krievijas, gan Irānas propagandas rupori devuši mājienu, ka viņu valsts attiecīgie dienesti varētu mēģināt Greiemu novākt, taču, saskaņā ar varas iestāžu pausto, senatora aiziešanai ir dabiski iemesli. Lindsijs Greiems absolvējis Dienvidkarolīnas Universitāti ar jurista diplomu un septiņus gadus dienējis ASV Gaisa spēku juridiskajā dienestā, tai skaitā kā Gaisa spēku galvenais prokurors Eiropā, sasniedzot pulkveža dienesta pakāpi. Saistība ar bruņotajiem spēkiem nepārprotami noteikusi arī senatora pastāvīgo interesi par militārās stratēģijas un drošības jautājumiem. 1994. gadā Greiems tika pirmoreiz ievēlēts ASV Kongresā, kur izpelnījās ievērību kā viens no toreizējā prezidenta Bila Klintona impīčmenta procesa virzītājiem. Kopš 2002. gada Lindsijs Greiems bija Senāta loceklis. Viņš bija plaši pazīstams kā aktīvs bruņošanās budžetu un amerikāņu globālās militārās klātbūtnes aizstāvis, pārliecināts NATO alianses piekritējs. Viņš bija arī viens no tiem tālredzīgajiem Rietumu politiķiem, kurš atdzimstošā Kremļa impēriskuma draudus saskatīja jau kopš Krievijas agresijas pret Gruziju 2008. gadā un uzstāja, ka Putina režīms ir jāapvalda no spēka pozīcijām. Izraēlā, Ukrainā, arī Baltijas valstīs Lindsiju Greiemu piemin kā šo valstu uzticamu draugu un atbalstītāju. Vērienīgākās atvadu ceremonijas vakar notika Vašingtonā – atvadīšanās Kapitolija ēkā un bēru dievkalpojums Vašingtonas Nacionālajā katedrālē. Katedrālē atvadu runu teica arī prezidents Tramps, nodēvēdams Greiemu par „leģendu” un „Senāta gigantu”. 2016. gada vēlēšanu kampaņas laikā Trampam nācās uzklausīt no aizgājēja daudz netīkama, taču vēlāk abi kļuva par ciešiem sabiedrotajiem. Atvadu ceremonijā Kapitolijā Senāta vairākuma frakcijas vadītājs Džons Tūns pauda, ka aizgājējs pret savu likumdevēja darbu izturējies tik nopietni kā neviens, taču bijis arī nepārspējams, radot ap sevi jautrības un atbrīvotības gaisotni. Atvadīties no Lindsija Greiema ieradušies, starp citiem, arī Ukrainas prezidents Volodimirs Zelenskis un Izraēlas premjerministrs Benjamins Netanjahu. Zelenskis vakar ticies ar Trampu Baltā nama Ovālajā kabinetā, un pēc šīs tikšanās vēlreiz izskanēja informācija par iespējamu pretgaisa aizsardzības sistēmas „Patriot”raķešu ražošanas licences piešķiršanu Ukrainai. Ar prusakiem nav joki Indijas politisko veidojumu „Prusaku Tautas partija” raksturo kā politiskās satīras kustību. Tā radās šī gada maijā, kad Indijas Augstākās tiesas priekšsēdētājs Surja Kants nievājoši izteicās par jauniem ļaudīm, kuri aktīvi pauž viedokli sociālajos tīklos un medijos, kā arī iesniedz attiecīgus pieprasījumus varas iestādēm. Kants pierakstīja šai jauno ļaužu kopībai sociālu parazītismu un salīdzināja viņus ar prusakiem. Neuzmanīgā frāze izraisīja plašu rezonansi, un šādā noskaņojumā tapa publiskās komunikācijas stratēģa Abidžīta Dipkes iniciatīva – soctīklu politiskā kustība „Prusaku Tautas partija”. Nosaukums nepārprotami kariķē premjerministra Nerendras Modi vadītā spēka – Indijas Tautas partijas nosaukumu. Jau mēnesi vēlāk „prusaki” parādīja konservatīvajai varai savu politisko jaudu. Par iemeslu kļuva maija sākumā notikušā centralizētā medicīnas studiju iestājpārbaudījuma rezultātu anulēšana. Šis iestājpārbaudījums ir vispieprasītākais Indijā, un rezultātu atcelšana atstāja neziņā miljoniem reflektantu. Kā tiek ziņots, 12 jaunieši psiholoģiskās spriedzes dēļ izdarījuši pašnāvību. Jūnija sākumā, „prusaku” kustības aicināti, Deli ielās izgāja pirmie protestētāji. Sākumā premjerministra Modi valdība nepievērsa tiem uzmanību, taču pulcēšanās nerima, līdz jūlijā sasniedza jau desmitus tūkstošu dalībnieku. Galvenās prasības bija izglītības ministra Dharmendras Pradhana demisija, nozīmīgas izglītības sistēmas reformas un kompensācijas tiem, kuriem nodarījis kaitējumu lēmums par pārbaudījuma rezultātu atcelšanu. Protestiem pieslēdzās vairākas studentu organizācijas un opozīcijas partijas. Kritiskais lūzuma punkts iestājās 20. jūlijā, kad policija galvaspilsētā Ņūdeli neļāva protestētāju gājienam pietuvoties parlamentam, laižot darbā nūjas un asaru gāzi. Protestētāji par atbildi apmētāja policistus ar akmeņiem. Vairāki desmiti protestētāju tika ievainoti, varas iestādes ziņo par cietušajiem arī policijas pusē. Policistu brutalitāte izraisīja pretēju efektu, un protesti tikai vērsās plašumā, aptverot arī citas pilsētas. Acīmredzot varas virsotnē saprata, ka ar „prusakiem” nav joki, un nolēma upurēt vienu no premjerministra uzticamajiem līdzgaitniekiem, izglītības ministru Pradhanu – 25. jūlijā viņš paziņoja par savu demisiju. Šis ir pirmais tāds gadījums divpadsmit gadus ilgajā premjerministra Modi un viņa partijas varas periodā. Diemžēl no vairākām Indijas pavalstīm pienāk ziņas, ka varasiestādes, par spīti agrāk solītajam, arestējušas vairākus desmitus protestu dalībnieku. Kustība piedraudējusi, ka var atkal aicināt jaunatni ielās. Sagatavoja Eduards Liniņš. Vasara kā nelaime Mežu ugunsgrēki ir jau ierasts vasaras tveices pavadonis Eiropā, un šomēnes tādi jau masveidā plosās vairākos Francijas un Spānijas reģionos. Francijā visvairāk cietis dienvidrietumos esošais Žirondas departaments, kur uguns pietuvojusies tā centram, Francijas devītajai lielākajai pilsētai Bordo. Uguns strauji izplatījusies, postot mežus un laukus Francijas slavenajā vīna reģionā, un mazāk nekā četrās dienās izdedzinājusi vairāk nekā 420 kvadrātkilometrus, kas aptuveni četras reizes pārsniedz Parīzes teritoriju. Savukārt Spānijā skarti centrālie un austrumu reģioni, tai skaitā Spānijas galvaspilsētas Madrides apkaime. Spāņu iestādes ziņo, ka atsevišķi mežu ugunsgrēki reģionos ārpus Madrides kopumā ir izpostījuši aptuveni 770 kvadrātkilometrus. Dažos reģionos fiksēta arī ugunsvētru veidošanās, kas ir ekstremāla parādība, kad ugunsgrēka radītais karstums izraisa spēcīgas gaisa plūsmas, kas uztur un pastiprina degšanu. Šādos apstākļos ugunsgrēki var kļūt ievērojami grūtāk kontrolējami, radot papildu apdraudējumu gan glābšanas dienestiem, gan apkārtējām apdzīvotajām vietām. Ugunsgrēku rezultātā ir pieaugušas bažas par gaisa kvalitāti blakusesošajos Spānijas un Francijas reģionos. Abas valstis ir izsludinājušas ārkārtas stāvokli un evakuējušas vairāk nekā 330 000 cilvēku; vairākos reģionos slēgti autoceļi un pārtraukta satiksme. Ugunsgrēku dzēšanā iesaistīti tūkstošiem ugunsdzēsēju, militārpersonu un brīvprātīgo. Francija un Spānija lūgušas palīdzību citām Eiropas Savienības dalībvalstīm, aktivizējot bloka civilās aizsardzības mehānismu. Šī mehānisma ietvaros uz skartajiem reģioniem nosūtītas specializētās ugunsdzēsības lidmašīnas un citu tehnika. Meteorologi norāda, ka ugunsgrēku izplatību veicina ilgstošais karstuma vilnis un sausums, kas pēdējos gados Eiropā vasarās novērojams arvien biežāk. Šī vasara tiek raksturota kā šai ziņā ekstrēma – jūnijs bijis karstākais novērojumu vēsturē. Tiek prognozēts, ka līdzīgi karsta būs arī atlikusī vasaras daļa. Eiropas Komisijas Apvienotais pētījumu centrs jau prognozējis, ka šīs vasaras klimatiskie apstākļi negatīvi ietekmēs graudaugu ražas apjomu. Sagatavoja Eduards Liniņš un Artis Tomsons.
Walter Camacho nos cuenta en primera persona cómo se vive la experiencia de viajar en nuestros grupos: compartir paisajes únicos, descubrir destinos juntos y disfrutar cada momento del viaje.Además, nos escapamos al Caribe más azul para recorrer esos rincones menos conocidos y playas con menor probabilidad de recibir sargazo, verdaderos refugios de aguas cristalinas, arena blanca, lugares que invitan a desconectarse y volver a soñar con unas vacaciones perfectas frente al mar. Por último, en Sabores del Mundo, viajamos a la Sierra Gaúcha para seguir los aromas y sabores que hacen única a esta región del sur de Brasil: chocolates artesanales, vinos, quesos y la tradición gastronómica que convierte cada comida en una vivencia especial.
Dalla base aerea di Nevatim, senza orario annunciato e senza giornalisti a bordo, il 27 luglio è decollato il Wing of Zion con Benjamin Netanyahu diretto a Washington. Poche ore dopo l'aereo era sopra l'Italia. Ynet, con la firma di Itamar Eichner, aggiunge la riga che sposta la vicenda: la rotta era stata concordata con Roma e Parigi, e i due governi avevano assicurato a Israele il passaggio sicuro. Sul primo ministro israeliano pende dal 21 novembre 2024 un mandato d'arresto della Corte penale internazionale che gli attribuisce anche il crimine di "affamamento come metodo di guerra", e nel dicembre 2025 la Camera d'appello ha respinto il ricorso con cui Israele chiedeva di cancellarlo. L'Italia è Stato parte dello Statuto di Roma. Quando un gruppo di legali chiese gli atti dei sorvoli precedenti, nell'ottobre 2025, la presidenza del Consiglio rispose per iscritto di "non avere agli atti la documentazione richiesta". Nelle stesse ore alla Farnesina si aprivano le sessioni tecniche dell'Alleanza globale per la soluzione a due Stati, con una trentina di delegazioni. Per il 29 luglio è previsto il segmento di alto livello copresieduto dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal saudita Faisal bin Farhan. A Rainews, il 28 luglio, Tajani ha chiesto che «il governo israeliano dopo la campagna elettorale abbia il coraggio di dire basta e fermare queste persone», i coloni. Il voto israeliano è il 27 ottobre, con tre mesi di attesa. L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nel rapporto del 23 luglio, conta 59 palestinesi uccisi e oltre centonovanta feriti fra il 15 e il 22 luglio. Dall'annuncio del cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, i morti sono 1.180. «Roma è capitale di pace», ha detto Tajani nella stessa intervista, «siamo stati scelti perché siamo in grado di interloquire con tutti». Il 27 luglio l'interlocuzione con Gerusalemme c'è stata, e ha riguardato un corridoio aereo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Si chiama legge israeliana sulle immunità delle organizzazioni internazionali. È il testo che da domenica dà esistenza giuridica alla Forza internazionale di stabilizzazione, il contingente che nel piano in venti punti dovrebbe subentrare all'esercito israeliano dentro la Striscia. Il gabinetto di sicurezza l'ha approvata il 26 luglio, con il voto contrario del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. Il resto della delibera è un elenco di permessi. Parteciperanno soltanto i Paesi che hanno relazioni diplomatiche con Israele e che non agiscono contro Israele nelle sedi internazionali, e il filtro esclude in partenza gli Stati intervenuti nel procedimento per genocidio aperto davanti alla Corte internazionale di giustizia. Ogni contingente resta soggetto all'approvazione personale del premier e dei ministri della Difesa e degli Esteri. Duecento uomini, per ora, da «Paesi amici come Uganda e Marocco». La stessa fonte che li ha contati al Times of Israel precisa che l'esercito resterà sulla Linea Gialla finché Hamas non sarà disarmato: circa il sessanta per cento della Striscia continua a stare sotto controllo militare. E nel progetto pilota di Rafah i palestinesi che vorranno abitare negli alloggi temporanei dovranno superare uno screening di sicurezza per entrare in una città palestinese. Lunedì mattina un drone ha ferito tre pescatori davanti al porto di Gaza City, riferisce l'Unione dei comitati dei pescatori. Quell'acqua la delibera di domenica la classifica come area fuori dal controllo israeliano. Torniamo al 17 novembre 2025, risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza: "man mano che la Isf stabilisce il controllo e la stabilità, le forze di difesa israeliane si ritireranno dalla Striscia di Gaza". Il punto sedici del piano è una riga sola: "Israele non occuperà né annetterà Gaza". Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Consiglio di pace, ha salutato la decisione come presa "in conformità con la risoluzione 2803". #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Prancūzijoje ir Ispanijoje pirmadienį ugniagesiams vėl tenka kovoti su milžiniškais gaisrais, niokojančiais miškus abiejose šalyse, o prognozuojama nauja karščio banga pietvakarių Prancūzijoje grasina dar labiau pagilinti krizę. Ypač paveikta pietvakarinė šalies dalis, kur liepsnos juda Bordo link. Laidoje – netoli Bordo gyvenanti lietuvė Snieguolė Breunterch.
Prancūzijos pietvakariuose toliau siaučiant gaisrams, situacija pasiekė kritinį pavojaus lygį. Ugnis sparčiai artėja link Bordo - gaisrai šiuo metu yra už maždaug 15-os kilometrų nuo beveik milijoną gyventojų turinčio miesto. Gelbėtojai sako, kad pastangas gesinti ugnį sunkina alinantis karštis.Kauno apygardos teismas atmetė Skvernelio advokato skundą: politikui teks toliau dėvėti apykoję.Institucijos tarėsi kaip užkardyti nepilnamečių smurtą.Per šeštadienio vakarą įvykusį išpuolį Berlyne žuvo viena moteris, o 29 žmonės buvo sužeisti. Išpuolis buvo įvykdytas automobiliu, o vėliau – aštriu ginklu, manoma, mačete. Įtariamasis, kurį policija nušovė, buvo 21 metų Vokietijoje gimęs islamistas ir „IS“ šalininkas. Ekspertai dabar svarsto, kad likus mažai laiko iki lemiamų rugsėjo mėnesio žemės parlamento rinkimų, dešinieji ekstremistai bandys pasinaudoti šiuo išpuoliu politiniais tikslais.Ar verta būstą pirkti dabar, ar palaukti? Dalis ekspertų mano, kad kainų šuolis jau pasiekė viršūnę ir rinka atvės, tačiau kiti atkreipia dėmesį į augančias statybų sąnaudas, kurios gali išlaikyti kainų augimą.Ved. Darius Matas
Le ricostruzioni di Gaza dopo le offensive del 2008-09, del 2014 e del 2021 sono costate insieme dieci miliardi di dollari a valori attuali. Il conto della quarta, presentato il 23 luglio da Oxfam con il Palestine Economic Policy Research Institute e il Palestine Trade Centre, è di 71,4 miliardi in dieci anni. Sette volte le tre precedenti sommate. Quel salto misura vent'anni di ricostruzioni impedite. Ogni piano è rimasto soffocato dal blocco e dall'offensiva successiva, arrivata prima della fine dei lavori. Chi aspettava di rientrare in casa dopo il 2014 non ci è mai tornato: quelle case sono andate in cenere nel 2023. Il rapporto, costruito su stime di Nazioni Unite, Unione europea e Banca mondiale, calcola 57,9 miliardi di danni e perdite e stima lo sviluppo umano arretrato di 77 anni in meno di tre. Prima che apra un cantiere vanno rimossi 66 milioni di tonnellate di macerie. Lo stesso giorno l'IPC ha diffuso la nuova analisi alimentare, rilanciata da FAO, UNICEF e Programma alimentare mondiale. Il titolo che ha fatto il giro del mondo dice che la carestia è finita. Le pagine sotto contano 1,4 milioni di persone in crisi alimentare o peggio, il 67% della popolazione, e 74 mila bambini che entro l'aprile 2027 avranno bisogno di cure per malnutrizione acuta. Il programma che li nutre non raggiunge tutti e i fondi finiscono. Un solo valico aperto, Kerem Shalom. Oltre il 70% dei terreni agricoli resta inaccessibile, e il documento precisa che lo è a prescindere dai danni. Utilizzabile il 3%. Il mare resta vietato. Quanto si mangia a Gaza e quanto costerà rialzarla dipendono dalla stessa variabile: il permesso. Nel settembre 2025 la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che Israele ha commesso un genocidio. Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, nomina gli Stati che hanno armato o coperto quella distruzione, Italia compresa: «devono contribuire alla riparazione dei danni». #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
A Gaza si cucina bruciando rifiuti e cartone. Il 20 luglio una squadra dell'Ufficio Onu per gli affari umanitari, l'Ocha, ha visitato due siti di sfollati a Gaza City. Ha trovato due tende danneggiate dal fuoco domestico, con dentro materassi, coperte e vestiti dei bambini bruciati. La ragione l'Ocha l'ha messa per iscritto: "Bombole di gas e fornelli da cucina non sono stati autorizzati a entrare a Gaza dall'escalation delle ostilità dell'ottobre 2023, e il gas da cucina è disponibile solo in quantità molto limitate e a prezzi altissimi". Nella seconda settimana di luglio, secondo la Camera di commercio di Gaza, il settore privato ha ritirato meno di ventiquattro camion di gas da cucina, il 2,5 per cento dei mezzi entrati nella Striscia. Negli stessi giorni le agenzie umanitarie hanno consegnato kit da cucina a circa tredicimila famiglie. Utensili senza fiamma. Il 21 luglio, a Ginevra, il portavoce dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani Thameen Al Kheetan ha registrato almeno 57 palestinesi uccisi dall'esercito israeliano fra il 13 e il 20 luglio, sei minori e otto donne. Trentaquattro erano lontani dalla Linea gialla. «L'intera Striscia di Gaza è sotto occupazione israeliana», ha detto, e da quella frase discende chi decide cosa entra. Il parere della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 lo aveva già scritto: quella presenza è illegale e va fatta cessare. A Cipro, intanto, attivisti italiani e internazionali recuperano le barche della Global Sumud Flotilla lasciate alla deriva dopo l'abbordaggio. Hanno ritrovato vele tagliate a coltellate e caffè versato nei serbatoi. L'Ocha chiude la nota con una richiesta che non nomina chi dovrebbe accoglierla: "Il gas da cucina deve poter entrare regolarmente nella Striscia". Nove mesi dopo l'annuncio della tregua il fuoco, a Gaza, lo accendono gli sfollati per mangiare e l'esercito israeliano lungo la linea di demarcazione, anche contro chi non è una minaccia immediata. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Imagina estar navegando por el Mediterráneo, disfrutando de un crucero de ensueño, cuando de repente conoces a alguien con quien la conexión es inmediata.
Un ragazzo con la maglietta "Unità israeliana" corre incontro a Gadi Eisenkot a braccia aperte, e all'ultimo l'ex capo di stato maggiore lo scansa per abbracciare il deputato arabo Mansour Abbas. Lo spot elettorale generato con l'intelligenza artificiale lo ha diffuso lunedì sera Benjamin Netanyahu. In molti hanno riconosciuto in quel ragazzo Gal Eisenkot, figlio del rivale, ucciso a Gaza nel dicembre 2023 mentre serviva da riservista in un'unità commando. Ai suoi funerali c'era anche Netanyahu. Sullo schermo la scritta chiude il ragionamento: "Eisenkot non ha un governo senza Yair Golan e i partiti arabi". Dopo le reazioni il Likud ha ritirato la figura del giovane e l'ha rimpiazzata con una donna. Netanyahu ha parlato di un "tentativo scioccante di elementi estremisti di creare false teorie del complotto". Il caduto esce dall'inquadratura, il messaggio resta. Einav Zangauker, madre di Matan tenuto ostaggio per 738 giorni, ha scritto che vedendo Eisenkot correre a braccia aperte aveva immaginato Gal andargli incontro. Quell'abbraccio, ha aggiunto, avrebbe scaldato il cuore. Il giorno dopo il presidente Isaac Herzog si è rivolto al Paese alla vigilia di Tisha b'Av: «le elezioni non sono una guerra civile». Ha chiesto ai candidati di non trasformare gli avversari in nemici e ha ammonito sulla responsabilità di ciò che si diffonde in rete. Nomi non ne ha fatti. Intanto la stessa offensiva che ha ucciso Gal Eisenkot ha ucciso oltre 73.000 palestinesi, secondo il Ministero della Salute di Gaza. Per quell'offensiva la Corte penale internazionale ha emesso nel novembre 2024 un mandato d'arresto contro Netanyahu, con l'accusa di "fame come metodo di guerra" e di attacchi intenzionali contro i civili. Quei morti non hanno un volto da aggiungere o togliere da un video. Restano una cifra, mentre un caduto israeliano diventa materiale da campagna e poi, appena conviene, torna invisibile. ta. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Ventitré chilometri di terrapieno tagliano oggi la Striscia di Gaza, e non li ha ordinati un tribunale. Le immagini satellitari di Planet Labs, verificate da Associated Press, mostrano l'esercito israeliano che cola nella terra un muro continuo lungo la Linea Gialla, per separare oltre il 50 per cento che controlla, ormai macerie svuotate, dal resto dell'enclave. Interpellato, l'Idf ha confermato di avere costruito la barriera. Nel solo tratto tra Rafah e Muwasi il rilevato è passato da 500 metri il primo luglio a 2,4 chilometri il 15. L'accordo in venti punti dell'ottobre 2025, avallato a novembre dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, descriveva quella linea come provvisoria, in attesa di un ritiro da fissare a una data "da determinare", e impegnava Israele a non annettere Gaza. A dicembre il capo di stato maggiore Eyal Zamir l'ha chiamata «nuovo confine». Da febbraio i bulldozer la scrivono nella terra. È quello che la Corte internazionale di giustizia, nel parere del 19 luglio 2024, definisce occupazione illegale: presenza e appropriazione che ogni giorno violano il diritto. Ciò che il terrapieno costruisce in silenzio, un corteo lo ha gridato. Il 19 luglio il movimento di coloni Nachala ha marciato verso il confine per «tornare a casa dopo 21 anni», dentro l'area che l'esercito aveva dichiarato zona militare chiusa. Il ministro dell'Economia Nir Barkat ha sfondato un posto di blocco con scarsa resistenza dei soldati; secondo gli organizzatori hanno sfilato 28 tra ministri e parlamentari. Itamar Ben Gvir ha rivendicato il controllo del 70 per cento del territorio e ha detto che Gaza appartiene a Israele. Dall'inizio della tregua il Ministero della Salute di Gaza conta 1.158 morti, la maggior parte lungo quella linea. Sulla carta la data del ritiro resta "da determinare". Sul terreno ha smesso di servire: la si legge nei ventitré chilometri di terra spostata. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
A Ramallah un benzinaio rifiuta le banconote di un cliente venuto a fare il pieno: la sua banca ha smesso di accettare contante in deposito perché i caveau sono pieni. In Cisgiordania occupata, quella che la Corte internazionale di giustizia nel luglio 2024 ha definito occupazione illegale, il denaro c'è e non si può spendere. Le banche palestinesi trattengono più shekel di quanti ne sappiano gestire. La Banca d'Israele fissa a 18 miliardi di shekel l'anno, 5,9 miliardi di dollari, il tetto del contante che possono restituire al sistema israeliano. Se ne accumulano circa 30, stima l'economista Moayad Afaneh, e il resto resta fermo, impossibile da convertire in moneta elettronica per pagare fornitori e bonifici. Mohammad Manasra, vicegovernatore dell'Autorità monetaria palestinese, la chiama «guerra economica». A Gaza lo stesso assedio ha prodotto l'effetto contrario, la penuria di contante, e sono due tecniche diverse per un solo esito, un'economia a cui è tolta la moneta come strumento di vita. Il meccanismo è deliberato. Dall'ottobre 2023 la Banca d'Israele non alza più la quota, come faceva prima per assorbire l'eccesso. Ad aprile 2024 il governo ha trattenuto le entrate fiscali dovute all'Autorità palestinese, che da allora paga metà degli stipendi pubblici. Da metà 2025 Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e con delega sulla Cisgiordania dentro il ministero della Difesa, esige la firma personale su quei trasferimenti. Uno studio del Fondo monetario del 2022 calcolava già un quinto di profitti bancari in meno. Oggi, dice Afaneh, molto di più. Torniamo a settembre 2025, sempre lui. Smotrich annuncia che userà «tutti gli strumenti» per impedire lo Stato palestinese, «strangolamento economico» compreso. Interpellato adesso dall'agenzia AP, il suo ufficio non risponde. Del resto la dichiarazione era già un programma, e il programma è in funzione. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Sta agli atti della Corte internazionale di giustizia dal 5 aprile 2024. È la dichiarazione con cui la Colombia è intervenuta, ai sensi dell'articolo 63 dello Statuto, nella causa che il Sudafrica ha aperto contro Israele per genocidio a Gaza. Nel testo Bogotá scrive di volere "la sicurezza e, di fatto, l'esistenza stessa del popolo palestinese". Il 16 luglio l'ufficio del presidente eletto Abelardo de la Espriella ha annunciato che quel documento verrà ritirato. Lo dice così: la Colombia "riprenderà una posizione seria e responsabile sulla scena internazionale, anche all'interno del sistema delle Nazioni Unite". L'insediamento è fissato al 7 agosto. A Washington il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha già incontrato il futuro omologo Omar Bula Escobar, e il conto è presto fatto: relazioni piene, visti aboliti, ambasciata a Gerusalemme. Sarebbe la nona, dopo Stati Uniti, Guatemala, Honduras, Kosovo, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Fiji e Somaliland. Gustavo Petro, che quel documento lo aveva voluto, ha scritto del successore: "Chi sostiene il genocidio ne è complice". Tre giorni prima, il 13 luglio, il Dipartimento di Stato americano aveva annunciato una campagna per "disabilitare sistematicamente" la Corte penale internazionale. Prevede telefonate ai 125 Stati parte perché escano dallo Statuto di Roma, revoche di visti al personale, sanzioni a chi collabora. Corti diverse, metodo identico. Nessuno dei due atti discute una prova, una perizia, un fatto. Si lavora sull'elenco dei presenti. Giovedì Tina Marinari, di Amnesty International Italia, è stata ascoltata dal Comitato permanente sui diritti umani della Camera. Le espressioni di preoccupazione degli Stati sono ormai «un cinico alibi», ha detto, e la loro inazione rientra fra gli elementi del genocidio in corso. Restano due frasi scritte dallo stesso Stato a ventisette mesi di distanza. Nella prima c'era l'esistenza del popolo palestinese. Nella seconda c'è la parola "responsabile". #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Dirigevano il traffico, pattugliavano strade e mercati. L'ufficio ONU per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati elenca così, nel comunicato del 3 giugno 2026, le attività durante le quali i poliziotti di Gaza vengono colpiti. Da gennaio almeno dodici attacchi contro la polizia, 53 morti, di cui 35 agenti, cinque bambini e una donna. Il 31 gennaio la stazione di Ash Sheikh Radwan, undici uccisi, fra loro detenuti e gente venuta a sbrigare una pratica. Poi c'è la riga che nessuno cita. Mayy El Sheikh, portavoce dell'ufficio, l'ha detta a UN News: «Israele in quanto potenza occupante ha l'obbligo, in base al diritto internazionale, di garantire l'ordine civile e pubblico per i palestinesi che vivono sotto l'occupazione». Quella dichiarata illegale dalla Corte internazionale di giustizia nel parere del luglio 2024. L'obbligo viaggia insieme al territorio. Martedì un raid ha colpito il commissariato di Jabaliya. Una donna e sei agenti uccisi, fra loro il colonnello Mohamad Marwan Salem, capo della stazione, secondo il ministero dell'Interno di Gaza citato da Associated Press. L'esercito israeliano ha dichiarato che quattro erano miliziani di Hamas e ha omesso le prove, e pure quali attività militari si svolgessero dentro quel commissariato. Dall'inizio del "cessate il fuoco" di ottobre i morti a Gaza sono 1.123. Il totale è 73.264. Ieri notte il ministro della Difesa Israel Katz ha parlato con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth. Il comunicato del suo ufficio, ripreso da Adnkronos alle 8.26 di stamattina, registra "la determinazione di Israele a rimanere nelle zone di sicurezza in Siria, a Gaza e in Libano al fine di proteggere i confini di Israele e le comunità situate vicino al confine". I confini di Israele. L'ordine dentro Gaza è la parte del mandato che dai verbali non risulta. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
«Vergogna», gli hanno gridato i deputati dell'opposizione quando è entrato in aula. Benjamin Netanyahu è uscito poco dopo e al voto non è tornato. Il 14 luglio la Knesset ha approvato per 58 voti contro 54 la legge che sospende arresti e procedimenti penali contro i renitenti alla leva ultraortodossi fino al 30 novembre. Riguarda circa 72.000 uomini finora perseguibili, secondo le cifre del procuratore generale. L'Israel Democracy Institute rileva che il termine cade nel periodo elettorale e slitta in automatico di quattro mesi. Sei, in tutto. Il giorno prima era passata 63 a 52 la Legge Fondamentale che iscrive lo studio della Torah fra i "valori fondanti" dello Stato. Nello stesso pacchetto la leva obbligatoria per tutti gli altri sale a 32 mesi. Si vota il 27 ottobre e i partiti haredi trattano. Il 13 luglio il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha scritto a Netanyahu, al ministro della Difesa Israel Katz e al capo della commissione Difesa Boaz Bismuth che il testo è "chiaramente e inequivocabilmente incoerente" con i bisogni dell'esercito. È "inconcepibile", ha aggiunto, che il sistema militare sotto il suo comando, "che chiede ai suoi un sacrificio senza precedenti", partecipi a esenzioni di massa dalla persecuzione penale. Insomma la necessità esistenziale, quella invocata per tenere aperto a Gaza ciò che la Commissione d'inchiesta dell'Onu ha qualificato nel 2025 come genocidio, si esenta a piacere quando servono voti. Intanto Benoit Vasseur, coordinatore di Medici Senza Frontiere nei Territori palestinesi, ha dichiarato il 14 luglio che dal 9 le sue squadre hanno soccorso quattro bambini colpiti da proiettili israeliani. Un quattordicenne colpito due volte vicino alla linea gialla, poi bambini di otto, nove e dieci anni. Il Ministero della Salute di Gaza conta 1.108 uccisi dall'ottobre 2025. Moshe Gafni, il deputato ultraortodosso che ha promosso la legge, l'ha definita «una bussola per i valori dello Stato». E indica esattamente dove. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Nello stesso palazzo di Bruxelles, lunedì, i ministri dei Ventisette hanno annunciato quasi un miliardo per ricostruire Gaza e lo stesso giorno hanno lasciato cadere l'unica misura che avrebbe toccato Israele. Il denaro ha un nome, Team Gaza Initiative: 883,6 milioni di euro annunciati al vertice dei donatori per la Palestina, con al tavolo il premier palestinese Mohammad Mustafa e 65 delegazioni. «L'Unione europea è il partner più affidabile e credibile del popolo palestinese», ha detto l'Alta rappresentante Kaja Kallas. La misura scomparsa è il divieto di importare i prodotti delle colonie illegali, quella che per Kallas ha raccolto «il maggior sostegno». Si è arenata su una lite di etichetta: se è sanzione serve l'unanimità dei Ventisette, se è atto commerciale basta la maggioranza qualificata. Antonio Tajani ha chiuso alla seconda strada: «Credo che debba essere approvata all'unanimità visto che si tratta di una scelta politica e non commerciale». Così il veto di un solo governo basta a fermare tutto. L'Europa è il primo partner commerciale di Israele, quasi 70 miliardi di interscambio nel 2024 secondo Eurostat. È più o meno quanto l'ONU stima per ricostruire Gaza. La leva c'è. Il parere della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024 dice che gli Stati sono obbligati a non sostenere con il commercio l'occupazione dei territori palestinesi. Intanto la Striscia. Il cessate il fuoco vige dal 10 ottobre e i raid tornano quasi ogni giorno: il 12 luglio l'Associated Press ha contato sei morti, una bambina di nove anni tra loro. Oxfam Italia stima oltre 73.000 uccisi, più di mille dal cessate il fuoco, due milioni schiacciati sul 35% del territorio, con meno di sei litri d'acqua al giorno. Dopo il mancato accordo la portavoce di Oxfam Bushra Khalidi lo ha messo per iscritto: "Il cessate il fuoco a Gaza esiste solo di nome". L'unanimità è il nome che l'Europa dà al proprio rifiuto. Il divieto, per la Corte dell'Aia, è già un obbligo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Venerdì 17 luglio la Knesset entra in pausa e il governo di Benjamin Netanyahu si trasforma in un esecutivo per gli affari correnti. Da quel giorno e fino al voto del 27 ottobre quasi ogni iniziativa politica si congela. Resta un'eccezione, scritta nelle regole: le esigenze di sicurezza. La data l'ha ufficializzata domenica la Commissione della Knesset. La consigliera giuridica Sagit Afik ha spiegato che la legislatura arriva intera alla scadenza fissata per legge, senza scioglimento anticipato. È la prima volta dal 1988 che Israele vota alla scadenza naturale, la prima dal 1973 che un governo completa l'intero mandato. La democrazia dell'occupante, in un territorio che la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato illegalmente occupato nel luglio 2024, funziona a orologeria. Intanto la Striscia non conosce recessi. Nello stesso fine settimana l'esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso due uomini di Hamas nel nord di Gaza. Un raid su una fonderia nel quartiere Sabra di Gaza City ha ucciso quattro persone. A ovest di Nuseirat una bambina di nove anni è morta sotto il fuoco, secondo l'agenzia palestinese Wafa. Dal cessate il fuoco dell'ottobre 2025 le autorità sanitarie di Gaza contano 1.098 morti. Oltre 73.000 dal 7 ottobre 2023. Nell'ultima settimana di lavori la coalizione corre a chiudere le sue leggi, tra cui lo scudo penale per i renitenti alla leva ultraortodossi. E poi il recesso, con poco più di cento giorni di campagna in cui, per statuto, l'occupazione resta l'unica pratica di governo autorizzata a procedere. Chiamano "affari correnti" ciò che un esecutivo può ancora fare quando tutto il resto si ferma. A Gaza l'affare corrente è uno solo, e non va mai in ferie. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
00:00 Intro DJ JuanPa05:36 escándalo de Nolan vs Influencers?24:10 Serpientes a Bordo!31:08 Mente Indomable!41:30 Superbad!!!50:10 Anécdota de un DJ58:00 despedida y agradecimientosGracias a Cinema San Pedro y por supuesto que a JuanPa que lo pueden encontrar en redes como @juanpavargas
Sara Hirsh Bordo is a 15-time award-winning filmmaker and Founder/CEO of Women Rising®, named "One of the Most Innovative, Interesting, and Purpose-Driven Women-Led Startups to Watch” by Inc. Magazine. She is currently directing short documentary films for Toyota and ESPN Women, and most recently executive producer of ConnectHer International Film Festival, consulting director for the Gates Foundation PitchFest Program, and the author and researcher behind the first proprietary quantitative survey at the intersection of female empowerment and health, Autoimmunity and the Good Girls™. Sara previously held positions in media and entertainment, including Executive Director of Interactive Marketing at Paramount Pictures, VP of Digital Marketing at MGM Studios, and CEO and Co-Founder of NowLive. Autoimmunity and the Good Girls: How Permission to Put Ourselves First Has the Power to Keep Us Well is her first book. To learn more about Sara Hirsh Bordo: Instagram: @sarahirshbordo . . . . This episode used the following music: Time to Shine by tubebackr & Popsicles https://soundcloud.com/tubebackr https://soundcloud.com/popsiclesmusic Creative Commons — Attribution-NoDerivs 3.0 Unported — CC BY-ND 3.0 Free Download / Stream: https://www.audiolibrary.com.co/tubebackr-and-popsicles/time-to-shine Music promoted by Audio Library https://youtu.be/Cvbjhx6X4ZY
What Fresh Hell: Laughing in the Face of Motherhood | Parenting Tips From Funny Moms
Why are autoimmune conditions so much more common in women? And does that have anything to do with the fact that those same conditions are misunderstood, under-researched, and accepted as things we just have to live with? Sara Hirsh Bordo, author of the new book AUTOIMMUNITY AND THE GOOD GIRLS, discusses the questions that led her to examine the connection between women's health, caregiving, stress, and identity. After receiving her own autoimmune diagnoses, Sara began noticing that her fellow sufferers shared similar life patterns: especially eldest daughters, caretakers, and women raised to prioritize everyone else's needs. That observation led her to fund original research exploring the relationship between girlhood experiences, cultural expectations, and autoimmune disease. Amy and Sara discuss: What autoimmune disease, means and why these conditions remain misunderstood Hypotheses on why autoimmune diagnoses disproportionately affect women The connection between caregiving roles, chronic stress, and the nervous system How our life experiences can shape our long-term health The difference between understanding mind-body connections and blaming ourselves when our bodies fail us Why learning to receive care can be just as important as giving it What it means to rewrite the stories that teach women to earn love through self-denial This conversation explores a question many women may recognize: What happens when being “good” means becoming disconnected from your own needs? Here's where you can find Sara: https://autoimmunityandthegoodgirls.com https://goodgirlsbook.com @sarahirshbordo on IG @sarahirshbordo on LinkedIn Buy AUTOIMMUNITY AND THE GOOD GIRLS: https://bookshop.org/a/12099/9780063450660 What Fresh Hell is co-hosted by Amy Wilson and Margaret Ables. We love the sponsors that make this show possible! You can always find all the special deals and codes for all our current sponsors on our website: https://www.whatfreshhellpodcast.com/p/promo-codes/ Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
Quem nunca quis viver uma aventura nos ares? Uma viagem noturna de avião e uma oportunidade única que não podia ser desperdiçada. O Marido adormeceu, e o passageiro ao lado aguçou todos os sentidos da mulher sedenta por prazer acima das nuvens. Agradando o passageiro e o marido ao mesmo tempo, aperta o play e viva essa aventura.Locução: @ouveamalu
A lot can change in just one year! In this episode, we look back on our first year of parenthood, sharing the lessons, challenges, and joyful moments that have shaped our journey with Santi. We talk about how our confidence as parents has grown, the reality of raising a bilingual child, and the cultural differences we experienced while celebrating Santi's first birthday in both Mexico and the United States. We also share some of our favorite milestones, from his first words and signs to walking, communicating, and developing his own unique personality.Key Takeaways:How parenting changes during the first year and the lessons we learned along the wayThe joys and challenges of raising a bilingual child in a bicultural familyCultural differences between birthday celebrations in Mexico and the United StatesLinks And Additional Resources:284 – Un Progenitor, Un Idioma | One Parent, One Language270 – Padres Primerizos – ¡Bienvenido, Santi! | First-time Parents – Welcome, Santi!263 – Lo Que Nadie Nos Dijo del Embarazo – Sorpresas, Retos y Momentos Reales | What No One Told Us About Pregnancy – Surprises, Challenges, and Real Moments253 – ¡Bebé a Bordo! | Baby on Board!138 – Las Mañanitas | The Little Mornings089 – El Curioso Origen de las Piñatas – The Curious Origins of Piñatas016 – Alternancia de Código | Code SwitchingJoin La Escala to practice Spanish, stay consistent, and connect with other learnersLevel up your Spanish with our Podcast MembershipGet the full transcript of each episode so you don't miss a wordListen to an extended breakdown section in English going over the most important words and phrasesTest your comprehension with a multiple choice quiz✈️ Join La Escala, our online Spanish and Go community for Spanish learners who want more practice, structure, and connection. Annual plans include 2 months free.
-Missed Opportunity- I love sharing conversations. Hosting requires show prep. My podcasting platforms feature thousands of guests. What you don't have access to are the missed opportunities. The show prep was completed. The conversation didn't happen. I keep all my notes! Paths will cross again. Let me explain Missed Opportunity. It's my questions and statements without their answers. I'm leaving open enough space at the end of each question hoping they'll download the talk and insert their answers.Missed Opportunity is a lost piece of history. Like a message in a bottle tossed out to sea. I hope to locate a destination… This week we're putting focus on my missed opportunity with singer songwriter and DJ Bordo. Missed Opportunity. A lost piece of history. You know the questions. Let's locate the reactions. The door is always open. If you are or know Bordo please reach out to me at arroec@gmail.com that's arroec@gmail.com Be brilliant!Become a supporter of this podcast: https://www.spreaker.com/podcast/arroe-collins-like-it-s-live--4113802/support.
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Aquí esta la historia escrita por M. Webster:https://www.reddit.com/r/nosleep/s/aCpRi1MikgTodas mis redes sociales en un link:https://linktr.ee/sebastianecheverri─────────────────────────────Créditos musicalesRepulsive, Thrll ─────────────────────────────Canción de la introVivek Abhishek - Voodoo#Creepypastas #CreepypastasenEspañol #NoSleep
Most apartment operators think they know who they're competing against. According to Jonas Bordo, they're probably missing the bigger picture.In the second half of Reid's conversation with the Dwellsy CEO, Jonas explains why renters don't think in traditional comp sets, how AI could soon replace apartment search as we know it, and why the future belongs to open platforms that connect renters, properties, and intelligent agents. It's an eye-opening conversation about technology, consumer behavior, and the forces reshaping housing.Whether you're in multifamily, proptech, marketing, or operations, Jonas offers a fresh perspective on where the industry is headed—and why the biggest changes may arrive much sooner than most people expect.
What if the pressure to be “good” is making women physically sick? In this eye-opening episode, Dr. Dan sits down with award-winning filmmaker, entrepreneur, and author Sara Hirsh Bordo to explore the powerful connection between autoimmune disease, trauma, people-pleasing, and self-abandonment as well as to discuss Sara's powerful new book Autoimmunity and the Good Girls: How Permission to Put Ourselves First Has the Power to Keep Us Well. After being diagnosed with multiple serious health conditions—including Hashimoto's thyroiditis, melanoma, tumors, Epstein-Barr, mold poisoning, and heavy metal toxicity—Sara began asking a life-changing question: What if years of self-betrayal were making her body turn against itself? Through deeply personal storytelling, groundbreaking research, and profound insight, Sara shares how decades of prioritizing others over herself created patterns that impacted both her emotional and physical well-being. Together, she and Dr. Dan unpack the “good girl” conditioning so many women experience, the hidden cost of chronic self-sacrifice, and how reclaiming authenticity may be one of the most important healing journeys of all. This conversation is compassionate, courageous, and transformative—for women, men, families, leaders, and anyone seeking deeper self-awareness and healing. For more information, www.autoimmunityandthegoodgirls.com and follow Sara Hirsh Bordo on Instagram. Please listen, follow, rate, and review Make It a Great One on Apple Podcasts, Spotify, or wherever you listen to podcasts. Follow @drdanpeters on social media. Visit Dr. Dan Peters Official Website and send your questions or guest pitches to podcast@drdanpeters.com. We have this moment, this day, and this life—let's make it a great one. – Dr. Dan # # # Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
Apartment search is overdue for a rebuild. In this episode, Reid sits down with Jonas Bordo, co-founder and CEO of Dwellsy, to unpack why the rental marketplace still struggles with stale listings, bad rent data, fraud, and outdated assumptions about how renters actually search. Jonas explains how final asking rent creates a more accurate picture of the market, why traditional comp sets are often hilariously wrong, and how Dwellsy is building a more open, comprehensive rental marketplace.The conversation also looks ahead to an agentic future, where renters may no longer scroll through endless listings at all. Instead, AI agents could search, compare, schedule tours, and even help negotiate leases on their behalf. For multifamily marketers, operators, and anyone still pretending apartment search works just fine, this episode is a very necessary wake-up call.
Why were Laetitia Casta and Aishwarya Rai criticized for their appearance at the 2026 Cannes Film Festival?What starts as celebrity gossip quickly becomes a much bigger conversation about beauty standards, aging, body image, and social media. Because the more I looked at the comments coming out of Cannes, the more one question kept nagging at me:Did the tabloids disappear—or did we become them?Are. You. Ready?****************Sources & References:Andrejevic, Mark. iSpy: Surveillance and Power in the Interactive Era. University Press of Kansas, 2007.Andrejevic, Mark. Reality TV: The Work of Being Watched. Rowman & Littlefield, 2004.Berger, John. Ways of Seeing. Penguin Books, 1972.Bordo, Susan. Unbearable Weight: Feminism, Western Culture, and the Body. University of California Press, 1993.Dyer, Richard. Stars. British Film Institute, 1979.Festinger, Leon. “A Theory of Social Comparison Processes.” Human Relations, vol. 7, no. 2, 1954, pp. 117–140.Foucault, Michel. Discipline and Punish: The Birth of the Prison. Translated by Alan Sheridan. Vintage Books, 1977.Gamson, Joshua. Claims to Fame: Celebrity in Contemporary America. University of California Press, 1994.Marwick, Alice E. Status Update: Celebrity, Publicity, and Branding in the Social Media Age. Yale University Press, 2013.Mulvey, Laura. “Visual Pleasure and Narrative Cinema.” Screen, vol. 16, no. 3, 1975, pp. 6–18.Senft, Theresa M. Camgirls: Celebrity and Community in the Age of Social Networks. Peter Lang, 2008.Wolf, Naomi. The Beauty Myth: How Images of Beauty Are Used Against Women. William Morrow, 1991.Articles & Reporting:Arieux, Chloe B. “Laetitia Casta : insultes, grossophobie… ce qui s'est passé à Cannes choque.” Public, 29 May 2026.Reporting and commentary covering public reactions to Laetitia Casta and Aishwarya Rai Bachchan during the 2026 Cannes Film Festival, including discussions of ageism, body shaming, beauty standards, and social media scrutiny.****************Leave Us a 5* Rating, it helps the show!Apple Podcast:https://podcasts.apple.com/us/podcast/beauty-unlocked-the-podcast/id1522636282Spotify Podcast:https://open.spotify.com/show/37MLxC8eRob1D0ZcgcCorA****************Follow Us on TikTok & Subscribe to our YouTube Channel!YouTube:@beautyunlockedspodcasthourTikTok:tiktok.com/@beautyunlockedthepod****************Intro/Outro Music:“Fame Inc” by Savvier — https://icons8.com/music
Michael Serva brings a rare combination of fine dining training, journeyman experience, and small-town insight into his work at Bordo in Marfa, Texas. His background spans San Francisco kitchens, mentorship under demanding chefs, and years of hands-on leadership in other operators' restaurants. That journey shapes the perspective he brings to running a compact, high-pressure operation in a remote location where consistency, resilience, and people skills matter as much as technical ability. In this episode, Michael talks about operational seasonality, staff development, quality standards, and guest experience systems as he explains how Bardo grew from a converted Airbnb into a destination with lines out the door. He describes learning by doing, making mistakes under someone else's roof, and the long process of developing judgment before opening his own place. He also explains how limited supply options, high-volume surges, and a tiny production space reinforced his commitment to craft, patience, and steady improvement. Michael also shares why he built a community-grounded service model in Marfa, how he aligned his concept with local expectations, and why overdelivering on hospitality is a daily practice rather than a marketing tactic. From hiring locally to expanding only when operations demanded it, he illustrates how intentional choices, humility, and genuine care can fuel strong word-of-mouth‑ growth even without traditional advertising.
Sara Hirsh Bordo is an award-winning documentary filmmaker of women and girls' stories. She is the Founder of a female empowerment production company called Women Rising® and a first-time author. Sara's book, Autoimmunity and the Good Girls, How Permission to Put Ourselves First Has the Power to Keep Us Well, is a personal transformation story that reminds women that their healing begins when they give themselves permission to speak up and take charge of their health. In this episode, Sara discusses her book… the DNA of a Good Girl… her experiences growing up as the eldest and only daughter in a large, Texan Lebanese family… how the birth of twin brothers, when she was three-and-a-half years old, was “also the birthplace of ‘Be a good girl and help mommy,' and ‘Be a good girl and help daddy,' and ‘Be a good girl and do this for yourself'… becoming the Good Girl character that her family needed, an archetype that she has since explored extensively in her research for Autoimmunity and the Good Girls… years of long work days, of championing female empowerment on screen and on stages, while caring for others and also encountering a series of her own serious health challenges and diagnoses… the exploration of choices that would help her restore her health… ancestral healing and the stories her family has told across generations… being married at 24 and the realizations that the end of that marriage sparked… being judged by family values that she had not chosen… a pyramid that she created and called The Identity Immunity Story, a tool that helps Good Girls understand the stories and rules they have allowed to govern their lives… rebellion against family rules and expectations that empower us to rewire Good Girl DNA and reprogram our immune system… the observation that we either live according to the rules that were given to us or we choose to write our own rules… and her closing reminder to us all–“The accepting of the invitation to be truer to you is done one step at a time.”
En 1516, el Juan Díaz de Solís exploró el Río de la Plata. Después de desembarcar con varios tripulantes en una isla, fue atacado y asesinado por indígenas que vivían en aquellas tierras. La tripulación, desolada, comenzó el regreso a España, con varios barcos a sus espaldas. Los barcos, liderados por el hermano de Solís, tampoco tuvieron un destino agradable. Uno de los barcos naufragó frente a las costas de Brasil. ¿Qué ocurrió realmente en esa travesía? ¿Qué se sabe de todo ello? En este reportaje recogemos todas las claves. Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals
En El Rincón de Lectura ojeamos el libro ¡Bienvenidos a bordo! Les escribe su comandante editado por GeoPlaneta y charlamos con su autor Ramón Vallès.
Las noticias que debes conocer esta tarde, con Aimar Bretos
Os quatro passageiros australianos e os dois neo-zelandeses, residentes na Austrália, deixarão o navio cruzeiro Hondius logo que esta tarde (hora das ilhas Canárias), o avião que os vai levar aterre no aeroporto de Tenerife Sul.
O Hondius, navio de expedição polar de luxo, segue para Espanha após um surto de hantavírus associado à morte de pelo menos três pessoas durante uma viagem pelo Atlântico Sul. Depois de Cabo Verde recusar o desembarque, cerca de 140 passageiros e tripulantes continuam confinados a bordo.
Labia fillers are one of those beauty trends that's quietly gaining traction- and chances are, you didn't even know it was something you were supposed to think about.In this episode, I break down what labia fillers actually are, why more people are getting them, and the beauty standards driving the demand. We're getting into the language, the marketing, and the bigger cultural shift behind this idea of "rejuvenation." If you've ever wondered how far beauty standards can go, this episode might change the way you see them.Are. You. Ready?****************Sources & References:Braun, V. (2009). Female genital cosmetic surgery: A critical review. Feminism & Psychology, 19(2), 139–159.Gill, R. (2007). Gender and the Media. Polity Press.Illich, I. (1976). Limits to Medicine: Medical Nemesis: The Expropriation of Health. Pantheon Books.Bordo, S. (1993). Unbearable Weight: Feminism, Western Culture, and the BodyLiao, L. M., Creighton, S. M., & Crouch, N. S. (2005). Female genital appearance: “Normality” unfolds. BJOG: An International Journal of Obstetrics and Gynaecology, 112(5), 643–646.Tiefer, L. (2008). Female Sexual Dysfunction: A Case Study of Disease Mongering. PLoS Medicine, 5(2), e32.American Society of Plastic Surgeons. (2023). Cosmetic Procedure Trends Report.Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. (2013). Ethical Considerations in Relation to Female Genital Cosmetic Surgery (FGCS).American Psychological Association. (2007). Report of the APA Task Force on the Sexualization of Girls.Smith, T. P. (2022). The Infantilization of Women and Pedophilic Beauty Standards in Western Culture: A Literature Review. Medium.Cleveland Clinic. (2023). Dermal Fillers: What to Know Before You Get Them.Mayo Clinic. (2023). Dermal Fillers Overview.****************Leave Us a 5* Rating, it helps the show!Apple Podcast:https://podcasts.apple.com/us/podcast/beauty-unlocked-the-podcast/id1522636282Spotify Podcast:https://open.spotify.com/show/37MLxC8eRob1D0ZcgcCorA****************Follow Us on TikTok & Subscribe to our YouTube Channel!YouTube:@beautyunlockedspodcasthourTikTok:tiktok.com/@beautyunlockedthepod****************Intro/Outro Music:“Fame Inc” by Savvier — https://icons8.com/music
The obsession with thinness didn't just appear out of nowhere-and it's not just about beauty, body image, or "health."In this episode, I'm unpacking the deeper history of diet culture, female body standards, and the social conditioning that taught women to shrink themselves-physically, emotionally, and culturally. From historical ideals of discipline and restraint to the racial roots of the modern thin ideal, we're digging into how thinness became tied to morality, self-control, and worth.This is a conversation about appetite, power, control, and the quiet rules women have been taught to follow without ever questioning them.So the real question is... when did thinness stop being about beauty-and start being about obedience?Are. You. Ready?****************Sources & References:Core Books & Foundational TextsWolf, Naomi. The Beauty Myth (1991)Bordo, Susan. Unbearable Weight: Feminism, Western Culture, and the Body (1993)Foucault, Michel. Discipline and Punish (1975)Strings, Sabrina. Fearing the Black Body: The Racial Origins of Fat Phobia (2019)Historical Context: Appetite, Religion & Discipline“Gluttony.” Encyclopaedia Britannica“How the Seven Deadly Sins Began as ‘Eight Evil Thoughts.'” History.comForcen, Fernando E. “The Practice of Holy Fasting in the Late Middle Ages.” Journal of Religion and Health (2015)Bynum, Caroline Walker. “The Religious Significance of Food to Medieval Women.”Victorian Femininity & Bodily ControlMurray, E. Food and Femininity in Victorian Literature (2022)Coar, L. “Sugar and Spice and All Things Nice: The Victorian Woman's All-Consuming Predicament.”Krondl, M. Fashioning Gendered Appetite in the Victorian Age (2022)“Did Corsets Harm Women's Health?” New York Academy of MedicineRacism, Fatphobia & the Thin IdealStrings, Sabrina. Fearing the Black Body (NYU Press)“How Racism Created the Thin Ideal.” UC Irvine School of Social SciencesReview of Fearing the Black Body. UCLA Center for the Study of WomenWeight Stigma & Social Bias“The Burden of Weight Stigma.” American Psychological Association (2022)“Weight Stigma.” National Eating Disorders AssociationGiel et al. “Weight Bias in Work Settings – A Qualitative Review.”National Academies / NCBI — Weight stigma and labor market outcomesSocial Media, Wellness Culture & Modern ThinnessMunro et al. “Diet Culture on TikTok” (2024)Davis et al. “#WhatIEatInADay on TikTok” (2023)Weber. “TikToxic Effects of ‘That Girl' Content” (2025)Germic. Digital Wellness Culture & Womanhood (2025)“Why ‘Skinny' Culture Is Back.” University of Colorado Anschutz (2026)****************Leave Us a 5* Rating, it helps the show!Apple Podcast:https://podcasts.apple.com/us/podcast/beauty-unlocked-the-podcast/id1522636282Spotify Podcast:https://open.spotify.com/show/37MLxC8eRob1D0ZcgcCorA****************Follow Us on TikTok & Subscribe to our YouTube Channel!YouTube:@beautyunlockedspodcasthourTikTok:tiktok.com/@beautyunlockedthepod****************Intro/Outro Music:“Fame Inc” by Savvier — https://icons8.com/music
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