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Iglesia Nueva Generacion Cristiana Rhode Island
PROTECCIÓN A BORDO | PR.HELIO GALVIS | VIVIENDO LO SOBRENATURAL

Iglesia Nueva Generacion Cristiana Rhode Island

Play Episode Listen Later Jan 11, 2026 44:45 Transcription Available


Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #115

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jan 1, 2026 2:00


Dal 1° gennaio 2026 Israele ha deciso che a Gaza si entra solo previa registrazione ideologica. Trentasette organizzazioni umanitarie internazionali vedranno scadere le licenze. Medici, infermieri, logisti, magazzini di farmaci e sacchi di farina finiscono sotto la stessa voce amministrativa: conformità. In mezzo a un disastro umanitario certificato da mesi, l'accesso agli aiuti viene trattato come una pratica sospetta. I nuovi requisiti chiariscono il punto. Alle ONG viene chiesto di consegnare elenchi dettagliati del personale, di dichiarare fedeltà politica, di prendere le distanze da boicottaggi, di accettare senza attrito le narrazioni ufficiali israeliane sul 7 ottobre. Chi cura deve prima dimostrare di non disturbare. Chi testimonia deve imparare a tacere. La neutralità umanitaria viene riscritta come atto di obbedienza. Dentro questa cornice finiscono anche Medici senza Frontiere, Oxfam, Azione contro la Fame. Le stesse organizzazioni che hanno denunciato la distruzione degli ospedali, la mancanza d'acqua, l'impossibilità di garantire cure basilari. Prima le accuse di faziosità, poi la risposta amministrativa. È una sequenza ordinata: delegittimazione, schedatura, espulsione. Nessun carro armato serve quando basta un modulo respinto. Le reazioni internazionali oscillano tra l'indignazione verbale e la cautela diplomatica. Amnesty parla di un ulteriore passo verso l'annientamento della popolazione civile. Alcuni governi esprimono “preoccupazione”. Altri cercano scappatoie giuridiche per restare. Intanto, a Gaza, la realtà resta identica: ospedali mutilati, acqua razionata, bambini senza anestesia. Da Tel Aviv il messaggio è lineare: tutto passa dalla sicurezza. Anche il cibo. Anche le flebo. Anche le ambulanze. La sicurezza diventa la parola che giustifica ogni vuoto. Alla fine resta una domanda sporca, senza diplomazia: quando chi porta aiuto viene trattato come un nemico, quanto manca a dichiarare illegittima anche la vita che quell'aiuto prova a salvare? #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #114

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 31, 2025 1:45


Mar-a-Lago promette soluzioni rapide. Gaza misura soltanto procedure e macerie. Nelle ultime ventiquattro ore il racconto ufficiale è salito di tono: ultimatum, fasi, disarmo evocato come scorciatoia. Sul terreno, invece, il tempo resta amministrativo e decide chi vive e chi aspetta. Trump minaccia “l'inferno” se Hamas non consegna le armi, Netanyahu costruisce la cornice politica della fase due. A Gaza ogni fase coincide con la precedente. A Shuja'iyya, a est di Gaza City, continuano le demolizioni di edifici residenziali. Quartieri ridotti a planimetrie, case sbriciolate come pratica ordinaria. La morsa passa dagli uffici. Israele avvia revoche e mancati rinnovi di licenze per organizzazioni internazionali attive fra Cisgiordania e Striscia, motivando con registri e presunti legami. Il lessico è quello delle carte, l'effetto è quello dell'assedio: aiuti più fragili, corridoi più stretti, civili più esposti al ricatto del timbro. Intanto l'inverno entra nelle tende. Pioggia e freddo aggravano la vita degli sfollati, ammassati in campi improvvisati dove la protezione è una plastica tesa. Le immagini raccontano un'emergenza che scorre parallela ai comunicati, senza mai incrociarli. Fuori dalla Striscia, l'assedio cambia forma e resta sostanza. In Cisgiordania e a Gerusalemme gli arresti continuano a crescere, diventano statistica, includono giornalisti. Stessa logica di saturazione: controllo e normalizzazione della forza. Altrove, in Europa, si prova a incidere sulla normalità quotidiana, persino sul turismo legato agli insediamenti. Qui si discute di fasi. Gaza resta un luogo senza fasi, dove ogni giorno ricomincia dall'inizio, fra macerie, carte e freddo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #113

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 30, 2025 2:07


Eccoci di nuovo sotto la pioggia. A Gaza piove davvero: acqua fredda che entra nelle tende, scende sui muri rimasti in piedi per inerzia, trasforma la sopravvivenza in una lotta contro l'umidità. Nelle ultime ore il ministero della Salute dell'enclave ha comunicato la morte di Arkan Firas Musleh, due mesi. Ipotermia. Terzo neonato ucciso dal freddo dall'inizio dell'inverno. Non da una bomba, dal freddo. In una Striscia dove vivere all'aperto è diventata una condizione strutturale, la pioggia è una sentenza. Mentre Gaza gela, la diplomazia posa. A Mar-a-Lago Netanyahu incontra Trump e le agenzie parlano di “seconda fase”, piani futuri, governance da definire. Parole sospese. Le stesse fonti americane ammettono il rischio di una ripresa delle operazioni militari e lo stallo sull'attuazione degli impegni. Il tempo dei vertici scorre in una dimensione parallela rispetto a quello dei civili che cercano una coperta asciutta. Sul terreno l'occupazione continua con il suo linguaggio quotidiano. In Cisgiordania, a Masafer Yatta, un video mostra un soldato israeliano che immobilizza e trascina un anziano palestinese amputato. Non è un'eccezione, è una pratica. Il controllo passa dai documenti ai corpi. In questo quadro circola anche una voce che va maneggiata con cautela: durante una discussione pubblica online, un analista vicino a importanti ambienti israeliani ha parlato di un'ipotesi di ricollocazione di massa dei palestinesi fuori da Gaza, citando presunte disponibilità di territori lontani, come il Somaliland. Affermazione priva, allo stato, di riscontri ufficiali. Ma il solo fatto che venga pronunciata dice molto sull'orizzonte immaginato da una parte del dibattito. Resta il dato più semplice. Secondo le Nazioni Unite, i fragili miglioramenti sul piano alimentare rischiano di saltare e decine di migliaia di bambini potrebbero trovarsi in malnutrizione acuta nei prossimi mesi. Pioggia, freddo, fame. Gaza continua a morire anche quando smette di fare notizia. E il silenzio, come l'acqua che entra nelle tende, fa il suo lavoro. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #112

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 29, 2025 1:43


Oggi a Gaza è successo poco.
È successo come ieri. Come l'altro ieri. Come domani. Le tende hanno continuato a riempirsi d'acqua, le coperte a perdere peso sotto la pioggia, i bambini a dormire con il freddo che entra dal basso. Le strade restano fango, le ambulanze rallentano, i corpi si spostano a mano. Nessun evento, nessuna svolta, nessuna notizia capace di interrompere il flusso. Gaza procede. Nel frattempo, fuori, il mondo funziona. I voli decollano, le mappe scorrono sugli schermi, i negoziati avanzano per fasi, con parole pulite: sicurezza, governance, stabilizzazione. Si discute di linee, di confini, di responsabilità future. Sul terreno, quelle stesse linee si muovono di pochi metri alla volta, abbastanza per cambiare una strada, una casa, una via di fuga. Succede senza rumore. Anche la verità ha trovato il suo posto. I giornalisti continuano a raccontare, quando possono. Le loro famiglie continuano a morire, quando serve. I numeri crescono, le cifre si assestano, la notizia si deposita. Diventa statistica. Non ferma nulla. Questa è la fase più avanzata dell'assedio: quando smette di apparire straordinario. Quando la violenza entra in regime ordinario, compatibile con tutto il resto. Con il calendario, con le festività, con l'agenda internazionale. Gaza diventa uno sfondo operativo, una condizione data, un luogo dove accade ciò che accade sempre. Oggi a Gaza è successo poco.
Ed è proprio questo che dovrebbe spaventare. Perché quando ogni giorno è uguale, la catastrofe ha già vinto: ha trovato il modo di esistere senza disturbare più nessuno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

César Sar - El Turista
1233. Cinco años alrededor del mundo: viajando a bordo del Beagle, tras los pasos de Charles Darwin

César Sar - El Turista

Play Episode Listen Later Dec 28, 2025 24:25


Cinco años dando la vuelta al mundo a bordo del Beagle. Viajamos tras los pasos de Charles Darwin y recorremos la ruta real que cambió su forma de mirar el planeta… y la nuestra.Gracias por estar aquí —¡ya superamos los 1,200 episodios y el millón de escuchas! Es pura magia gracias a ti, y me encanta compartirla.✈️ Recuerda, en mi web www.cesarsar.com propongo algunos viajes conmigo a diferentes lugares del mundo. Vámonos! Por qué este podcast es mío, pero también es tuyo, he creado una sección en mi web de descuentos donde he negociado con diversas empresas interesantes, beneficios para todos. Tanto en seguros de Viaje como en tarjetas eSIM y otros. Descuentos - César Sar | El Turistahttps://cesarsar.com/descuentos/⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Aún no monetizo automáticamente para no interrumpir nuestra charla, pero te pido una mano: dame 5 estrellas y una reseña rápida —¡30 segundos que me impulsan mucho!

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #111

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 25, 2025 2:18


A Gaza si continua a morire anche per sottrazione. Di sguardi, di parole, di accessi. La Knesset ha deciso di prorogare fino al 2027 la legge che consente la chiusura delle redazioni straniere, a partire da Al Jazeera. Ufficialmente è una misura di sicurezza. Nei fatti è una dichiarazione: questa guerra deve restare senza testimoni. Mustafa Barghouti lo ha detto senza giri di parole: paura del racconto, paura che la narrazione dei crimini e della sofferenza palestinese circoli fuori dal perimetro controllato. La stretta sull'informazione ha una geografia precisa. A Gerusalemme Est giornalisti sono stati colpiti con i lacrimogeni mentre documentavano le operazioni delle forze israeliane. A Qalandiya e Kafr Aqab, a nord della città, sono proseguite demolizioni, arresti, confische di veicoli. Scene note, ripetute, sempre meno raccontate. Anche qui, prima ancora delle ruspe, passa la censura. Dentro la Striscia la cronaca delle ultime ore è fatta di colpi che arrivano mentre il mondo discute di “fasi”. Bombardamenti a est di Gaza City e nel governatorato di Rafah. A Tuffah, un attacco ha colpito una scuola usata come rifugio durante un matrimonio: sei morti, secondo le autorità locali, molti dei quali bambini. Un edificio pensato per proteggere, trasformato in bersaglio. Una festa diventata funerale. Numeri che restano tali solo se nessuno li guarda troppo a lungo. Hamas accusa Israele di impedire il passaggio alla seconda fase dell'intesa, Ankara parla di attacchi che rendono impraticabile qualsiasi avanzamento e di aiuti ancora insufficienti. La tregua continua a esistere come parola, non come condizione. Intanto il ministro della Difesa israeliano rivendica una presenza militare prolungata a Gaza, mentre sul fronte giuridico il Belgio deposita il suo intervento alla Corte internazionale di giustizia nel procedimento avviato dal Sudafrica. È tutto qui il punto della giornata: mentre i tribunali iniziano a scrivere e i governi votano per chiudere microfoni, sul terreno la guerra prosegue identica a se stessa. A Gaza non manca solo il cessate il fuoco. Manca l'aria, e manca chi possa raccontare che manca. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #110

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 24, 2025 2:01


A Qabatiya, in Cisgiordania, un ragazzo di sedici anni viene ucciso durante un raid. L'esercito israeliano parla di un gesto minaccioso. Un video di sorveglianza racconta altro: Rayyan Mohammad Abu Mualla cammina, poi cade. Le immagini smentiscono la versione ufficiale. Succede spesso che la verità emerga per incidente, quando una telecamera resta accesa. Succede meno spesso a Gaza, dove lo sguardo viene sistematicamente respinto. Mentre un filmato incrina una dichiarazione, Gaza continua a vivere senza immagini sufficienti. La parola “tregua” circola nelle capitali, ma sul terreno resta una formula astratta. I negoziati promettono una seconda fase a inizio 2026, dicono i mediatori. È un calendario diplomatico. Intanto il tempo reale è quello dei raid che proseguono, dei corpi che non tornano, delle famiglie che aspettano. La tregua raccontata fuori è una pausa amministrativa. Dentro, Gaza è un luogo dove la scuola è sparita per centinaia di migliaia di bambini, al terzo anno senza istruzione formale. Dove le chiese diventano rifugi e il Natale si celebra sotto protezione armata, con la consapevolezza che basta poco perché la protezione svanisca. La normalità ridotta a eccezione. Ogni volta che un video smonta una versione ufficiale, il problema si sposta altrove: quante storie restano invisibili perché non c'è una telecamera, perché l'accesso è negato, perché il racconto arriva filtrato? L'assedio funziona anche così: comprimendo lo sguardo, rallentando la verifica, rendendo ogni morte una cifra. La politica internazionale continua a parlare di fasi, di tavoli, di date future. Gaza resta inchiodata al presente. Un presente fatto di fame, macerie e silenzio. Quando la tregua diventa una parola che non ferma i fatti, resta solo la cronaca dei dettagli che sfuggono. E ogni dettaglio, quando emerge, pesa come un atto d'accusa. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #109

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 23, 2025 2:03


A Gerusalemme Est la polvere arriva prima delle parole. A Silwan un edificio residenziale viene abbattuto, decine di persone costrette a lasciare casa, ruspe e agenti a fare da cornice. È una scena che sembra periferica rispetto a Gaza e invece la spiega. L'assedio esce dalla Striscia e diventa metodo: demolire, spostare, registrare, revocare. Tutto con moduli, ordinanze, comunicati. Nelle stesse ore, a Gaza, l'emergenza umanitaria viene ricondotta a una questione amministrativa. Medici Senza Frontiere avverte che le nuove regole di registrazione imposte da Israele mettono a rischio la presenza delle ONG dal primo gennaio. Senza licenza, senza accesso. Senza accesso, senza cure. Sembra un dettaglio tecnico, produce amputazioni, infezioni, reparti chiusi. Intanto le agenzie ONU rilanciano un dato che pesa come una sentenza: oltre centomila bambini rischiano la malnutrizione acuta nei prossimi mesi. La fame come effetto collaterale di una firma. Il controllo passa anche dai corpi. Dal carcere di Damon arrivano denunce sulle detenute palestinesi: perquisizioni violente, umiliazioni, rimozione forzata dell'hijab. La disciplina si fa gesto fisico, esposizione pubblica, punizione simbolica. Casa e corpo, la stessa grammatica. A Silwan si rade al suolo un edificio, a Damon si spezza una persona. Cambia il luogo, resta il dispositivo. Sul fondo, la regione trattiene il respiro. Israele informa Washington di possibili mosse iraniane mascherate da esercitazioni militari. La tensione sale, i vertici parlano di deterrenza, di scenari. È il rumore geopolitico che copre tutto il resto e rende normale l'anomalia: mentre si invocano equilibri regionali, l'assedio quotidiano procede senza ostacoli. Si continua a discutere di fasi, di tregue, di calendari. Sulla carta. Sul terreno avanza un'altra fase, già operativa: demolizioni, permessi revocati, aiuti condizionati, carceri come laboratori di controllo. Oggi la notizia sta qui. La tregua resta una bozza, l'assedio resta un sistema. E la polvere di Silwan arriva prima delle spiegazioni. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #108

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 2:03


Mentre la parola “tregua” continua a circolare nei palazzi, il terreno racconta altro. Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato diciannove nuovi insediamenti in Cisgiordania. Negli ultimi tre anni quelli autorizzati diventano sessantanove. Smotrich parla di mappa, di irreversibilità, di futuro già deciso. È una scelta di potere: occupare mentre si discute di stabilizzazione. A Gaza, intanto, l'assedio resta una pratica quotidiana. A Shujaiyya un drone colpisce un gruppo di civili: tre morti, feriti che arrivano in ospedale portati a mano. A Tufah altre persone colpite. A Sheikh Radwan una casa crolla di notte, tre donne uccise, due dispersi. Le agenzie scrivono “precedentemente bombardata”: il tempo lungo delle macerie che uccidono dopo, quando le telecamere si spostano. La sanità scivola verso il punto di rottura. L'ONU avverte che entro aprile oltre centomila bambini e trentasettemila donne incinte o che allattano rischiano la malnutrizione acuta. “Progressi fragili”, li chiamano. Fragili come un corridoio umanitario che apre e chiude, come le forniture che finiscono, come le sale operatorie che sospendono gli interventi per mancanza di materiali. Anche il racconto resta sotto assedio. La Corte suprema israeliana chiede al governo di spiegare perché l'accesso dei media internazionali a Gaza resta vietato. C'è una scadenza, il 4 gennaio. È una domanda semplice: chi può vedere, chi può testimoniare, chi può contare i morti. In Europa qualcosa si muove ai margini. La Slovenia dichiara Benjamin Netanyahu persona non gradita e gli chiude l'ingresso. Un gesto raro, isolato, che parla di diritto internazionale mentre altri governi preferiscono il silenzio operativo. La diplomazia continua a parlare di cornici. Sul terreno, invece, avanzano le colonie, volano i droni, crollano le case, si svuotano i magazzini. Chiamarla tregua serve a chi guarda da lontano. Qui resta un assedio che produce fatti, ogni giorno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #107

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 20, 2025 1:47


Oggi Gaza entra nelle notizie in punta di piedi. Una riga, un aggiornamento, un dato incastrato fra altro. Nessun titolo grande. Nessuna parola nuova. È il segno più chiaro di ciò che è diventata: un luogo dove l'orrore ha smesso di sorprendere. Nelle ultime ventiquattr'ore arrivano notizie che un tempo avrebbero imposto silenzio. Pazienti che attendono evacuazioni che restano sulla carta. Ospedali che continuano a funzionare per inerzia, finché regge il carburante rimasto. Valichi che rallentano, poi si fermano, poi forse riaprono. Tutto raccontato con il tono dell'aggiornamento tecnico, come se fosse manutenzione ordinaria. Gaza scorre così, come un bollettino amministrativo. La trasformazione è compiuta quando la tragedia diventa sfondo. Le cifre smettono di essere scandalo e diventano contesto. Le parole si accorciano, si asciugano, perdono attrito morale. Si parla di “fasi”, di “meccanismi”, di “attese”. La fame resta fame, il dolore resta dolore, ma il linguaggio lo addomestica. L'assedio continua, però entra nel lessico della normalità. Questa assuefazione riguarda chi decide, chi racconta, chi legge. Riguarda tutti. Quando ogni giorno somiglia al precedente, il presente perde urgenza. Gaza viene percepita come una crisi stabile, una sofferenza gestibile, un problema cronico. In questo spazio anestetizzato l'eccezione scompare. Restano vite sospese, senza scatto, senza svolta, senza rottura. Oggi, a Gaza, accade esattamente questo: nulla interrompe il flusso. Ed è proprio questa continuità a fare più paura. Perché un orrore che scorre senza più fare rumore diventa parte dell'arredo del mondo. E quando succede, guardare smette di bastare. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #106

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 19, 2025 1:57


A Gaza l'assedio oggi passa dal freddo. A Khan Yunis un neonato di un mese è morto nella notte, nelle tende di Al-Mawasi sferzate dal vento e dalla pioggia. Le autorità sanitarie locali parlano di tredici morti legati all'ondata di maltempo e alla mancanza di ripari adeguati. La linea del fronte si è spostata nella sopravvivenza elementare: scaldarsi, asciugarsi, restare vivi. Il cessate il fuoco continua a reggere come dispositivo di controllo. Sulla carta. Sul terreno si stringe il rubinetto degli aiuti. Israele ha respinto la registrazione a quattordici organizzazioni non governative, imponendo una scadenza operativa che equivale a un ritiro forzato. L'effetto pratico è misurabile: l'accordo del 10 ottobre parlava di 600 camion al giorno; Ong e Nazioni Unite contano flussi reali che oscillano tra 100 e 300, con una quota rilevante di beni commerciali. La fame e il freddo hanno una grammatica amministrativa. Intanto il lessico bellico lava le mani. Un colpo “mancato” finisce tra i civili, feriti inclusi; parte un'indagine interna. Errore, deviazione, accertamenti. La “linea gialla” che separa e autorizza resta una linea mobile: chi passa, chi resta, chi paga l'errore. Sul lato israeliano, il potere prova a governare anche la memoria. Benjamin Netanyahu tenta di mettere mano all'inchiesta sul 7 ottobre; le famiglie delle vittime e l'opposizione parlano di conflitto di interessi e di un insulto alla verità. È la stessa architettura che si vede a sud: controllo delle procedure, gestione delle responsabilità, dilazione delle risposte. Le Nazioni Unite e oltre duecento organizzazioni avvertono che, tra deregistrazioni e scadenze fissate, le operazioni umanitarie rischiano il collasso. La seconda fase dei negoziati resta ostaggio di una prima fase che seleziona chi può stare, chi può curare, chi può distribuire, chi può scaldarsi. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #105

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 18, 2025 2:05


freddo a Gaza è diventato una linea del fronte. Mohammed Khalil Abu al-Khair aveva due settimane. È morto di ipotermia dopo giorni di pioggia e vento, in una tenda che non proteggeva più. I medici parlano di altri casi simili, di bambini che arrivano negli ospedali con il corpo già freddo. Le forniture per i ripari entrano a singhiozzo, il maltempo fa il resto. L'assedio passa anche dalla temperatura. Mentre Gaza congela, il mondo si chiude. L'amministrazione Trump ha annunciato un'estensione del travel ban che colpisce anche i palestinesi titolari di documenti dell'Autorità nazionale. Dal primo gennaio, visti e ingressi diventano un privilegio revocabile. Viene chiamato “piano di pace”. È, più semplicemente, una frontiera spostata più avanti, lontano dalla Striscia, per impedire qualsiasi uscita, qualsiasi futuro. La stessa logica attraversa la Cisgiordania. Sei parlamentari canadesi sono stati respinti al valico, accusati di rappresentare un rischio per la “sicurezza”. Deputati eletti, fermati perché osservare, visitare, testimoniare viene trattato come una minaccia. La parola sicurezza continua a funzionare come un interruttore: spegne diritti, cancella diplomazia, normalizza l'isolamento. Dentro questo quadro, la Corte penale internazionale smette di essere una notizia e diventa un attrito. Il rigetto del ricorso israeliano non ha fermato la guerra, ma ha incrinato la strategia di congelare il diritto. Il procedimento resta aperto, il tempo giudiziario continua a scorrere mentre quello politico prova a serrarsi. È un dettaglio che pesa più delle dichiarazioni: qualcosa, fuori dal controllo militare, non si è fermato. Intanto a Gaza si annunciano nuove operazioni, demolizioni mirate, tunnel evocati come giustificazione permanente. Hamas parla di negoziati indiretti, di fasi future. Parole che galleggiano sopra le tende bagnate, sopra i neonati avvolti in coperte sottili. I piani hanno sempre nomi ambiziosi. Il freddo, invece, arriva senza annunci. E uccide. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

SIN MIEDO OmarCrew
Terror a Bordo PODCAST EP-3 OmarCrew ft. Humberto Garza

SIN MIEDO OmarCrew

Play Episode Listen Later Dec 17, 2025 53:49


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Antena Historia
KURSK - Acceso anticipado - Episodio exclusivo para mecenas

Antena Historia

Play Episode Listen Later Dec 17, 2025 37:22


Agradece a este podcast tantas horas de entretenimiento y disfruta de episodios exclusivos como éste. ¡Apóyale en iVoox! La película Kursk, dirigida por Thomas Vinterberg, está basada en el desastre real del submarino nuclear ruso K-141 Kursk en agosto del año 2000, durante un ejercicio naval en el Mar de Barents. La trama se divide en dos frentes angustiosos: A Bordo del Submarino: Tras una explosión a bordo, un grupo de marineros, liderados por el oficial Mikhail Kalekov (interpretado por Matthias Schoenaerts), luchan desesperadamente por sobrevivir en los compartimentos inundados del submarino hundido. Se enfrentan al frío, a la oscuridad y a la disminución del oxígeno, manteniendo la esperanza de ser rescatados. En Tierra: Las familias de los tripulantes, especialmente la esposa de Mikhail, Dasha (Léa Seydoux), viven una agonizante espera. Se ven obligadas a luchar contra la negligencia gubernamental y los obstáculos políticos y burocráticos de las autoridades rusas, que dificultan la aceptación de ayuda internacional que podría salvar a los hombres atrapados. La película es un relato de heroísmo, camaradería y supervivencia en las profundidades, contrastado con la burocracia, la frialdad política y el dolor de las familias que luchan contra las ínfimas probabilidades de que sus seres queridos regresen a casa. Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #104

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 17, 2025 1:59


La pioggia arriva quando le bombe rallentano. A ovest di Gaza City le tende degli sfollati si allagano, diventano pozzanghere abitate. All'ospedale Al Shifa l'acqua filtra nei corridoi dell'accoglienza e del pronto soccorso, già ridotti al minimo dopo mesi di assedio. Il cessate il fuoco promette sollievo, il meteo lo smentisce. La guerra continua anche così: freddo, fango, infezioni. Le agenzie raccontano famiglie che scavano canali con le mani, bambini avvolti nella plastica perché le coperte non bastano. I convogli entrano a intermittenza: il novantaquattresimo dall'Egitto passa da Rafah, viene ispezionato a Kerem Abu Salem e poi avanza. Le tende arrivano, ma costano cifre proibitive. L'emergenza diventa mercato, il mercato seleziona chi può restare asciutto. La tregua resta fragile anche sul piano politico. Da Washington filtra irritazione verso Netanyahu per un raid nel fine settimana, l'uccisione di Raed Saad pesa come una violazione dell'accordo mediato dagli Stati Uniti mentre si discute la fase successiva. A Doha venticinque Paesi parlano di una forza internazionale di stabilizzazione, catene di comando, risoluzioni ONU. Sopra le teste dei civili si disegnano mappe. Sul piano giuridico, intanto, la Corte penale internazionale respinge il ricorso israeliano che chiedeva di bloccare l'indagine sui crimini commessi a Gaza. La giurisdizione resta confermata, il percorso giudiziario resta aperto. È una decisione che non ferma la pioggia, ma tiene accesa la questione delle responsabilità. In questo clima si inserisce anche l'annuncio della Hind Rajab Foundation, che deposita in Italia una denuncia contro un soldato israeliano, invocando le Convenzioni di Ginevra e lo Statuto di Roma. È un segnale, ancora da verificare nei suoi passaggi formali, di una giustizia cercata altrove mentre la politica prende tempo. A Gaza l'acqua sale. Nei palazzi si discute il futuro, sotto le tende si prova a sopravvivere al presente. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

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La película Kursk, dirigida por Thomas Vinterberg, está basada en el desastre real del submarino nuclear ruso K-141 Kursk en agosto del año 2000, durante un ejercicio naval en el Mar de Barents. La trama se divide en dos frentes angustiosos: A Bordo del Submarino: Tras una explosión a bordo, un grupo de marineros, liderados por el oficial Mikhail Kalekov (interpretado por Matthias Schoenaerts), luchan desesperadamente por sobrevivir en los compartimentos inundados del submarino hundido. Se enfrentan al frío, a la oscuridad y a la disminución del oxígeno, manteniendo la esperanza de ser rescatados. En Tierra: Las familias de los tripulantes, especialmente la esposa de Mikhail, Dasha (Léa Seydoux), viven una agonizante espera. Se ven obligadas a luchar contra la negligencia gubernamental y los obstáculos políticos y burocráticos de las autoridades rusas, que dificultan la aceptación de ayuda internacional que podría salvar a los hombres atrapados. La película es un relato de heroísmo, camaradería y supervivencia en las profundidades, contrastado con la burocracia, la frialdad política y el dolor de las familias que luchan contra las ínfimas probabilidades de que sus seres queridos regresen a casa. Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

RFM - Ninguém POD comigo
Best Of | Odeio Profissões: Assistentes de Bordo

RFM - Ninguém POD comigo

Play Episode Listen Later Dec 16, 2025 8:00


Mais um ódio a profissões! Os visados foram as Assistentes e os Comissários de Bordo!

Las caras del mar
Navidad a bordo del Clara Campoamor

Las caras del mar

Play Episode Listen Later Dec 16, 2025 60:14


Este episodio es muy especial. No sólo porque sea el último del año, o porque hablamos de la Navidad, sino porque lo hacemos desde el buque Clara Campoamor de Salvamento Marítimo. Subimos a bordo y conocemos con todo detalle, de la mano de su capitán, su cocinero o su jefa de máquinas, cómo es vivir en el buque y cómo celebran la Navidad sus tripulantes. Las Caras del Mar, con Carmen Lorente, Maite Cabrerizo y José Manuel Aljarilla. 

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #103

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 16, 2025 2:00


A Gaza le squadre della protezione civile scavano tra le macerie delle case colpite, recuperano i resti di famiglie sepolte sotto muri che avevano ancora un indirizzo. La casa degli Abu Ramadan, che ospitava decine di persone, è diventata un cumulo di cemento e silenzio. È il lessico della fine che convive con l'annuncio della pausa. Intanto la mappa si allarga. A nord-est di Qalqilya, a Jayyous, bulldozer e mezzi militari abbattono serre e strutture agricole. Plastica strappata, colture schiacciate, un'economia domestica cancellata in poche ore. La Cisgiordania entra nel racconto come un fronte parallelo, dove la guerra prende la forma dell'amministrazione della terra e della punizione collettiva. A Gaza si discute di “fasi”, di condizioni, di disarmo e di garanzie. Le parti si accusano a vicenda di violazioni, si contano i morti, si annunciano funerali e nuove nomine militari. La tregua diventa un campo di battaglia semantico: dichiarata, contestata, sospesa. Nel frattempo Rafah resta strozzata, i valichi diventano argomento di scontro diplomatico, la vita quotidiana rimane appesa a decisioni prese altrove. Sul tavolo internazionale scorrono cifre che fanno tremare: quartieri distrutti, infrastrutture annientate, decine di miliardi stimati per una ricostruzione che ancora non ha un perimetro politico. Mentre si scavano le macerie, altrove si preparano dossier, proposte, appetiti. La guerra produce rovine e, insieme, opportunità. Dall'Italia arrivano appelli alla de-escalation, rivendicazioni di aiuti, corridoi umanitari, disponibilità dentro cornici multilaterali. Parole necessarie, che però faticano a tenere il passo con le immagini di oggi. Perché la tregua, quando esiste davvero, smette di essere un annuncio e diventa una pratica. Qui, per ora, restano le pale, i bulldozer e la polvere. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

RFM - Ninguém POD comigo
Best Of | Odeio Profissões: Assistentes de Bordo

RFM - Ninguém POD comigo

Play Episode Listen Later Dec 15, 2025 8:18


Mais um ódio a profissões! Os visados foram as Assistentes e os Comissários de Bordo!

Lampi di Tesla
RoboTaxi senza Safety Monitor a bordo!!! Versione definitiva del CyberCab ⚡️Lampi di Tesla 929

Lampi di Tesla

Play Episode Listen Later Dec 15, 2025 13:08


Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #102

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 15, 2025 2:09


La tregua entra nella sua zona più fragile. Benjamin Netanyahu annuncia che la fine della “prima fase” è vicina e ribadisce che sarà Israele a decidere tempi e modalità delle mosse successive. È un messaggio politico prima che militare: l'accordo regge, il controllo resta unilaterale. Sul terreno, la tregua vive delle sue eccezioni. L'esercito israeliano uccide un miliziano nel nord della Striscia dopo il superamento della “linea gialla”, parlando di minaccia immediata. Un confine operativo che continua a produrre morti mentre il cessate il fuoco resta formalmente in piedi. Hamas conferma l'uccisione di Raed Saad, indicato da Israele come figura centrale nella produzione di armi e nella pianificazione del 7 ottobre. L'attacco, lungo la strada costiera Rashid, viene raccontato come mirato; i media palestinesi parlano di altre vittime. La leadership militare viene colpita mentre si discute il passaggio alla fase due. Fuori da Gaza, uno stanco Abu Mazen prova a rimettere paletti sempre più deboli: no alla divisione della Striscia, no a nuovi confini interni, ricostruzione sotto sovranità palestinese. È la partita che si apre dietro la tregua, ma senza forza politica reale. In Cisgiordania la pressione resta costante: incursioni e arresti, anche a Hebron, ricordano che la tregua è geografica solo sulla carta. Poi c'è Sydney. L'attentato è antisemitismo. Persone colpite per ciò che sono, durante una celebrazione religiosa. Su questo non esistono ambiguità. Ma subito dopo Netanyahu accusa il governo australiano di aver “incoraggiato” l'antisemitismo, attribuendo una responsabilità politica diretta all'esecutivo. Trasformare un crimine d'odio in un'arma narrativa è una scelta. La stessa operazione si ripete anche in Italia, dove c'è chi mescola chi chiede giustizia per Gaza con i terroristi di Sydney. Una confusione deliberata, utile a delegittimare le piazze. Resta un fatto che disturba la propaganda: l'uomo che ha disarmato il terrorista a Sydney è un immigrato musulmano. I fatti, messi in fila, continuano a smentire lo scontro di identità. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #101

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 14, 2025 2:00


La pioggia è arrivata quando tutto era già rotto. A Gaza la tempesta Byron ha trasformato tende e macerie in trappole. Case sventrate dai bombardamenti sono crollate sotto l'acqua, gli accampamenti degli sfollati si sono allagati, il freddo ha fatto il resto. Nelle ultime ventiquattr'ore, secondo le autorità locali citate dalle agenzie, almeno dieci persone sono morte per le conseguenze dirette del maltempo. L'Organizzazione mondiale della sanità segnala decessi di neonati e bambini piccoli per ipotermia. La guerra continua anche quando smette di sparare. Mentre l'acqua invade le tende, l'esercito israeliano rivendica un'operazione “mirata” a Gaza City. Un drone colpisce un veicolo all'incrocio di Nabulsi. L'obiettivo, secondo le Idf, è Raad Saad, indicato come figura chiave nella ricostruzione e fabbricazione di armi per Hamas. Le agenzie parlano di vittime sul posto. È la simultaneità che conta: il raid e la pioggia, il comunicato militare e il fango che inghiotte tutto, nello stesso giorno. Il sistema sanitario resta il contatore più spietato del collasso. L'Oms conferma che solo 18 ospedali su 36 risultano parzialmente funzionanti. I centri di assistenza primaria operano al 43 per cento. Mancano farmaci, reagenti, materiali di base, spesso bloccati perché classificati “a duplice uso”. Quando piove e crolla una casa, la domanda diventa immediata: dove si va con i feriti, dove si muore di freddo. Sul tavolo internazionale, intanto, si disegna un futuro astratto. Le Nazioni Unite lavorano a una forza di stabilizzazione che potrebbe arrivare già dal prossimo mese. Secondo le anticipazioni, non combatterà Hamas. A Doha si tengono consultazioni con Stati Uniti e decine di Paesi per definire numeri, comando, regole d'ingaggio. Documenti, riunioni, promesse. A Gaza, oggi, la distanza tra le parole e il terreno si misura in tende allagate, bambini infreddoliti e ospedali a metà. La tempesta non aspetta i mandati Onu. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #100

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 13, 2025 2:10


Il crollo avviene all'alba, nella parte orientale della Striscia. Un edificio già lesionato cede sotto la pioggia battente. Il fronte di cemento si accartoccia, schiaccia le tende sistemate ai piedi, inghiotte chi ci dormiva dentro perché altrove non c'era spazio. Le immagini mostrano persone che scavano con le mani nel fango, senza mezzi, senza tempo. Nelle ultime ore le agenzie contano almeno undici morti legati al maltempo: tra loro bambini e un neonato, uccisi dal cedimento di strutture fragili e dal freddo. Non è cronaca meteo. È la fotografia di una vulnerabilità costruita. Gli edifici colpiti nei mesi scorsi vengono riabitati perché l'alternativa è il nulla; le tende sorgono accanto a muri instabili perché non esistono zone sicure. La pioggia entra nelle crepe già aperte dalla guerra e completa il lavoro. Le Nazioni Unite segnalano che teloni, coperte termiche e tende non reggono alle inondazioni; materiali più solidi restano bloccati o arrivano a intermittenza. Il risultato è visibile: famiglie che cercano di proteggere i figli con ciò che trovano, mentre l'acqua sale. Intanto i valichi seguono il calendario. Chiusure “ordinarie”, camion in attesa, aiuti che si fermano davanti ai cancelli. Il giorno prima ne sono passati alcuni, il giorno dopo forse altri. Nel mezzo ci sono feriti, malati, sfollati che aspettano autorizzazioni. La pioggia cade senza permessi, i soccorsi no. Ogni ritardo pesa come una scelta. Sul piano politico, nelle stesse ore rimbalza l'ultimatum sul futuro della Striscia: o una forza internazionale entra sul terreno, oppure l'esercito israeliano resta. È una frase che arriva mentre si contano crolli e ipotermie. Il “dopo” diventa leva negoziale, il presente resta scoperto. Anche in Israele la stessa tempesta provoca vittime e soccorsi. Stessa pioggia, esiti diversi. La differenza sta nelle infrastrutture, nella protezione, nella continuità dei servizi. Diario di bordo numero cento. La tregua regge nei comunicati. I muri no. E quando crollano, il fango rende tutto più chiaro. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #98

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 11, 2025 2:01


La pioggia è entrata prima del mattino, scavando solchi di fango tra le tende e trasformando i campi degli sfollati in vasche d'acqua sporca. A Gaza City le immagini rimbalzano ovunque: l'acqua sale fin dentro i rifugi, le famiglie provano a sollevare materassi ormai fradici, i bambini camminano scalzi in una miscela di pioggia e liquami. La tempesta che ieri era allerta oggi è realtà. La Protezione civile avverte che le prossime ore sono «pericolose»: le tende rischiano di cedere, il vento strappa le coperture, l'acqua si accumula dove le fogne non esistono più. spiegano che il municipio non ha mezzi per intervenire: le pompe non funzionano, le reti sono distrutte, resta solo il tentativo disperato di deviare l'acqua con attrezzature private, vecchie, insufficienti. I numeri delle Nazioni Unite danno la misura del disastro. Oltre ottocentomila sfollati vivono in 761 siti classificati ad alto rischio di alluvione; in 219 campi l'acqua ha già travolto tutto, mettendo in pericolo più di centomila persone. Qui la meteorologia diventa materia politica: dove non c'è più infrastruttura, la pioggia si comporta come un assedio. La tempesta ha chiuso quattro centri per l'infanzia su otto e gli altri non sono raggiungibili. Save the Children denuncia che non entrano neanche pali, legname e strumenti per rinforzare le tende: materiali considerati “a duplice uso”. Così i più piccoli dormono su coperte bagnate mentre le restrizioni continuano a dettare la forma della loro sopravvivenza. Intanto la tregua resta un confine immaginario. Hamas segnala altri due morti nelle ultime ventiquattr'ore; dall'inizio del cessate il fuoco il conto è salito a 379. Meshaal dice che Gaza deve «guarire», ma oggi la città è un mosaico d'acqua sporca che trascina via ciò che resta. Guarire, qui, è un verbo sospeso sopra un terreno che non smette di sprofondare. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #99

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 11, 2025 1:43


«Il genocidio continua». Amnesty International rompe gli indugi e consegna al presente una parola che in questi mesi è stata contesa, negata, sminuita. Mentre l'organizzazione pubblica il nuovo dossier, a Khan Younis il freddo si prende la vita di Rahaf Abu Jazar, nove mesi, morta nella tenda che avrebbe dovuto proteggerla dall'inverno. La scena del padre che la stringe in braccio diventa il contrappunto più feroce all'idea che esista ancora un margine di normalità. La tempesta Byron ha allagato i campi, il vento ha strappato i teli, l'acqua si è mescolata al fango. L'UNRWA parla di sofferenze «senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale» e definisce Gaza «inadatta alla vita». Nelle stesse ore il ministero della Salute aggiorna il conteggio: 70.369 morti. La statistica sale e il lessico umanitario si assottiglia mentre gli ospedali improvvisati contano i casi di ipotermia tra bambini e anziani. Gli aiuti non seguono la curva dell'emergenza. I camion restano sotto le promesse dell'accordo, Kerem Shalom apre a singhiozzo, le banche riaccendono le luci con poco contante, abbastanza per un'illusione di routine. La distanza tra le dichiarazioni di intento e la realtà del terreno si misura nella cronaca di una bambina che muore per il gelo dentro una tenda. Dall'alto del teatro diplomatico, Trump convoca per il 2026 il suo Board of Peace e prepara l'incontro con Netanyahu. È un calendario remoto che scorre mentre l'inverno avanza e avvolge gli sfollati. Se Amnesty dice che il genocidio continua, le morti del freddo non sono effetti collaterali. Sono un'altra forma dell'assedio. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #97

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 10, 2025 1:53


Sessantasette giornalisti uccisi in un anno, ventinove a Gaza, tutti colpiti mentre lavoravano. Reporters sans frontières fotografa il paradosso: l'esercito israeliano è oggi il principale pericolo per chi prova a raccontare la Striscia, responsabile del quarantatré per cento dei reporter ammazzati nel mondo. Zittire la cronaca è il primo modo per riscrivere la guerra. Intanto Gaza affoga sotto sessantotto milioni di tonnellate di macerie, l'equivalente di centottantasei Empire State Building. L'ottanta per cento degli edifici è distrutto o ferito, sotto i detriti restano corpi senza nome che nessuno riesce nemmeno a contare. Per ripulire tutto, ammesso che Israele lo permetta, serviranno anni. Ogni giorno che passa rende la verità un po' più irraggiungibile. Fuori dalla Striscia la geografia della repressione è la stessa. I blindati entrano all'università di Al-Quds ad Abu Dis, studentati trasformati in zona militare. A Masafer Yatta un colono armato caccia i contadini dal campo mentre il trattore è ancora acceso. A Gerusalemme Est la polizia fa irruzione nelle sedi dell'Unrwa sfidando i richiami di Madrid e delle Nazioni Unite. Scuole, terra, agenzie umanitarie: tutto ciò che può tenere in vita un popolo diventa un obiettivo. A Gerusalemme, alla Knesset, il ministro Itamar Ben-Gvir si presenta con una spilla gialla a forma di cappio per sostenere la legge sulla pena di morte per i palestinesi accusati di terrorismo. In Europa intanto esplode l'inchiesta sugli appalti Nato truccati a favore di Elbit, il gigante israeliano delle armi. Le immagini dicono che la guerra contro Gaza passa dai bombardamenti, dall'occupazione dei luoghi di studio, dall'intimidazione dei contadini, dai cappi appuntati sulla giacca di chi governa e dal denaro che circola attorno alle macerie. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

SIN MIEDO OmarCrew
Terror a Bordo PODCAST EP-2 OmarCrew ft. Jesús Garza “El Burro”

SIN MIEDO OmarCrew

Play Episode Listen Later Dec 9, 2025 52:23


Distribuido por Genuina Media Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See https://pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.

Programa Cujo Nome Estamos Legalmente Impedidos de Dizer
Livros da semana: Oriente, BD, biografia e algoritmo

Programa Cujo Nome Estamos Legalmente Impedidos de Dizer

Play Episode Listen Later Dec 6, 2025 6:21


Esta semana, na estante, temos “Ó-Yone e Ko-Haru”, de Wenceslau de Moraes, o mais recente título do catálogo de uma editora exclusivamente dedicada a temas orientais: a Livros de Bordo; temos “Corpo de Cristo”, de Bea Lema, BD desenhada e bordada; há também “Uma biografia” de Jane Austen, da autoria de Claire Tomalin; e os segredos dos algoritmos e suas consequências em “Algoritmocracia”, de Adolfo Mesquita Nunes.See omnystudio.com/listener for privacy information.

SIN MIEDO OmarCrew
Terror a Bordo PODCAST EP-1 OmarCrew ft. Sra Católica

SIN MIEDO OmarCrew

Play Episode Listen Later Dec 4, 2025 83:15


Distribuido por Genuina Media Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See https://pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.

Penitencia
161. Me fabricaron 3 secuestros: nunca encontraron nada pero valgo un bono | Raúl Tirado

Penitencia

Play Episode Listen Later Nov 25, 2025 80:35


Jorge Raúl Tirado Ambriz lleva casi cinco años en el penal de Bordo por tres secuestros que no cometió. Comerciante de material eléctrico durante 32 años, hijo del boxeador Raúl Tirado Fernández, padre de tres hijos.La única prueba en su contra: una comparación de voz con un audio de 1994, cuando tenía 16 años. Las víctimas jamás lo reconocieron. Los policías que lo detuvieron le dijeron: "Nunca te encontramos nada, pero ahora te toca a ti, échale ganas". Fue sentenciado a 50 años.En este episodio escuchamos a Raúl y a sus tres hermanas: Jafet, Suri y Alin. Hablan del padre con Parkinson que perdió a su mano derecha, de los abuelos de 98 y 99 años esperando verlo libre, de una familia medicada psiquiátricamente que se releva para resistir, y del hijo de 8 años que hace listas de "cosas que haré con papá cuando salga".Saskia conversa sobre cómo la Fiscalía otorga bonos a policías por detenciones, cómo se fabrican expedientes, y cómo en México hay personas inocentes pagando condenas porque "son números, son bonos, son aumentos de sueldo".Una historia sobre la injusticia institucionalizada y una familia que no se rinde.Para ver episodios exclusivos, entra aquí: https://www.patreon.com/Penitencia_mx¿Quieres ver los episodios antes que nadie? Obtén acceso 24 horas antes aquí: https://www.youtube.com/channel/UC6rh4_O86hGLVPdUhwroxtw/joinVisita penitencia.comSíguenos en:https://instagram.com/penitencia_mx  https://tiktok.com/@penitencia_mx  https://facebook.com/penitencia.mx  https://x.com/penitencia_mx  Spotify: https://spotify.link/jFvOuTtseDbApple: https://podcasts.apple.com/mx/podcast/penitencia/id1707298050Amazon: https://music.amazon.com.mx/podcasts/860c4127-6a3b-4e8f-a5fd-b61258de9643/penitenciaRedes Saskia:https://www.youtube.com/@saskiandr - suscríbete a su canalhttps://instagram.com/saskianino  https://tiktok.com/@saskianino  https://x.com/saskianino

Il Terzo Incomodo
11 cartelli stradali col bordo colorato di prossimo utilizzo

Il Terzo Incomodo

Play Episode Listen Later Nov 24, 2025 3:10


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Nuestro insólito universo
Nuestro Insólito Universo ¦¦ Fantasma a Bordo

Nuestro insólito universo

Play Episode Listen Later Nov 20, 2025 6:20


Nuestro Insólito Universo ¦¦ Fantasma a Bordo , En los cinco minutos de duración que tiene este programa se narran historias asombrosas referentes a cualquier tema.La primera transmisión de este programa se realizó por la RadioNacional de Venezuela el 4 de agosto de 1969 y su éxito fue tal que, posteriormente, fue transmitido también por Radio Capital y, actualmente, se mantiene en la Radio Nacional (AM) y en los circuitos Éxitos y Onda, de Unión Radio (FM), lo cual le otorga una tribuna de red AM y FM que cubren todo el país, uno de los programas radiales más premiados y de mayor duración en la historia de la radio de Venezuela.

ESPN Racing
¡HA VUELTO! Checo Pérez a bordo de un F1

ESPN Racing

Play Episode Listen Later Nov 19, 2025 53:08


Sergio “Checo” Pérez regresa a la acción y se sube al Ferrari SF-23 en pruebas para Cadillac Racing desde Imola, mientras el mundo de la F1 se prepara para el Gran Premio más vibrante del año en Las Vegas. Javier Trejo, Alex Pombo y José Antonio Cortés debaten los movimientos, rumores y todo lo que NO te puedes perder del circo de la velocidad. Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices

Daily Easy Spanish
El misterio del avión que llegó a Sudáfrica con decenas de palestinos a bordo

Daily Easy Spanish

Play Episode Listen Later Nov 14, 2025 20:36


Un avión trasladó a 153 palestinos a Sudáfrica. Al menos 23 de ellos ya se fueron a otros destinos, según las autoridades.

Bate Pé
Assalto a comissária de bordo, Lava-loiça ou pia, Usar truque da sedução, Amizades forcadas, Viver em piloto automático, Esperar pouco de super ricos

Bate Pé

Play Episode Listen Later Nov 2, 2025 42:29


Começamos a falar de estar em piloto automático e acabámos a discutir pias, brunchs, scams de saladas e truques de voo duvidosos. Algumas teorias sem fundamento obviamente e ainda a OPINIÃO DE RUI sobre um dos temas da semana. Aquelas opiniões que têm mesmo de ouvir mesmo com som de obras por trás. A grande questão que queremos a vossa resposta: pia ou lava-loiça?REDES SOCIAISMafalda Castro: https://www.instagram.com/mafaldacastroRui Simões: https://www.instagram.com/ruisimoes10Bate Pé instagram: https://www.instagram.com/batepeclipsBate Pé Tiktok: https://www.tiktok.com/@bate.peEste podcast tem o apoio do ActivoBank

Así las cosas
Frente a Sinaloa rescatan a 27 menores de edad y un joven de 18 años a bordo de una embarcación en altamar

Así las cosas

Play Episode Listen Later Oct 31, 2025 8:05


DIÁRIO DE BORDO
HALLOWEEN DE BORDO

DIÁRIO DE BORDO

Play Episode Listen Later Oct 31, 2025 27:16


Siga a gente emhttp://youtube.com/@diariodebordopod

DIÁRIO DE BORDO
EXTRA: Halloween de Bordo

DIÁRIO DE BORDO

Play Episode Listen Later Oct 31, 2025 14:50


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Radio Cádiz
Reportaje: El último atardecer de Dédalo - Así es la vida a bordo del buque Galicia de la Armada

Radio Cádiz

Play Episode Listen Later Oct 31, 2025 29:12


Radio Cádiz ha convivido durante casi 24 horas con la dotación del buque anfibio 'Galicia', de la Armada española, en el último día del despliegue Dédalo 25-3. Un reportaje en el que se escucha cómo es la vida a bordo a través de sus protagonistas, la dotación del barco. 

Radio Cádiz
El último atardecer de Dédalo - Reportaje a bordo del buque Galicia de la Armada

Radio Cádiz

Play Episode Listen Later Oct 30, 2025 29:37


Radio Cádiz ha convivido durante casi 24 horas con la dotación del buque anfibio 'Galicia', de la Armada española, en el último día del despliegue Dédalo 25-3. Un reportaje en el que se escucha cómo es la vida a bordo a través de sus protagonistas, la dotación del barco. 

MELOG Il piacere del dubbio
Auto senza computer di bordo

MELOG Il piacere del dubbio

Play Episode Listen Later Oct 24, 2025


La Panda, la gloriosa auto che ha fatto la storia delle utilitarie, cambia nome, e del resto da tempo i nuovi modelli non conservano nulla di quelli degli anni '70, quando l'elettronica non esisteva, non c'erano telecamere e sistemi di sicurezza sofisticati. Rievochiamo con i nostri ascoltatori l'universo "esperenziale" delle vecchie auto analogiche.

Más de uno
Lentejas con chorizo ‘Icon legend' a bordo de un ballenero del siglo XVI

Más de uno

Play Episode Listen Later Oct 10, 2025 35:02


A Robin Food le han ofrecido un nuevo puesto de trabajo, pero no se le ve demasiado convencido porque tendra que abandonar los bosques para adentrarse en alta mar al borde de la nao San Juan, una recreacion de una nave homonima del s. XVI en la que tendra que cocinar con lo mas basico y saber de marineria.

The Tudor Chest - The Podcast
The Creation of Anne Boleyn with Susan Bordo

The Tudor Chest - The Podcast

Play Episode Listen Later Oct 8, 2025 77:45


From films to television, plays to musicals and hundreds and hundreds of books, Anne Boleyn has been portrayed in many different ways. Her story and the mythology around her has been a constant source of inspiration for the big and small screen, but how much of an impact has it had on the way we perceive Anne? Well to discuss this, I am pleased to welcome Susan Bordo onto the podcast for a discussion based around her book, The Creation of Anne Boleyn, In Search of the Tudor's Most Notorious Queen. In the episode Susan and I discuss the different portrayals of Anne, what parts of Anne's story she would find amusing or baffling and also, which I am sure many people will be very excited to hear, what happened when Susan was able to spend three whole hours talking face to face with none other than Natalie Dormer herself!

Noticentro
DEA captura a 670 integrantes del CJNG en mega operativo

Noticentro

Play Episode Listen Later Sep 29, 2025 1:41


Gobierno mexicano reporta afectación de 706 mdp al crimen organizado  Detectan fuga de aguas negras en el Bordo de Xochiaca tras lluvias  Los conejos no son roedores, sino lagomorfos, aquí te contamosMás información en nuestro podcast