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Quante volte si sente qualcuno dire «se verrei» o «se avevo»? È uno degli errori più diffusi nell'italiano parlato — e non lo fanno solo gli stranieri: molti italiani cadono nella stessa trappola. Dopo il SE in italiano ci vuole sempre il congiuntivo? Ho un trucchetto che può aiutarvi a fare chiarezza una volta per tutte. Trucco per Non Sbagliare il Congiuntivo Il Problema: Dove Va il Congiuntivo? Osserva queste tre frasi e prova a individuare quale è corretta: A) «Se avrei più soldi, viaggerei di più.» B) «Se avessi più soldi, viaggerei di più.» C) «Se avessi più soldi, viaggiassi di più.» La risposta corretta è la B. Ma perché le altre due sono sbagliate? La A è sbagliata perché dopo «se» non si usa mai il condizionale — in nessun caso, anche quando può sembrare logico. È uno degli errori più comuni in assoluto, ma in italiano corretto è assolutamente da evitare. La C è sbagliata perché usa il congiuntivo in entrambe le parti della frase: il secondo verbo non segue «se», quindi non deve essere al congiuntivo. Il problema di fondo è sempre lo stesso: non sapere dove mettere cosa. Ed è esattamente quello che questo articolo chiarisce. Il Secondo Periodo Ipotetico La frase «Se avessi più soldi, viaggerei di più» è un esempio di secondo periodo ipotetico: descrive una situazione ipotetica e poco probabile, ma non impossibile. Non si hanno molti soldi in questo momento, ma la situazione potrebbe cambiare in futuro. Questo tipo di frase segue una regola fissa, senza eccezioni: congiuntivo imperfetto + condizionale presente Il problema è che molti conoscono questa regola a memoria, ma nel momento in cui devono applicarla arriva il dubbio: «Quale dei due va dopo 'se'? E quale va nell'altra parte?» Ed è qui che entra in gioco il trucco. Il Trucco: "SE Vuole SS" Il trucco è questo: "SE vuole SS". La parola «se» vuole sempre vicino a sé il verbo con la doppia S — cioè il congiuntivo imperfetto. La S di «se» richiama le due S del congiuntivo. È quasi un gioco di parole, ma funziona sempre. Ogni volta che si costruisce una frase ipotetica, basta seguire tre passi: Individuare il «se». Mettere subito dopo il verbo con la doppia S (congiuntivo imperfetto). Nell'altra parte della frase mettere il condizionale presente. Le Coniugazioni da Conoscere Il Congiuntivo Imperfetto Il congiuntivo imperfetto ha sempre la doppia S — con una sola eccezione, come si vedrà a breve. PersonaAMARELEGGERECAPIREioamassileggessicapissituamassileggessicapissilui/leiamasseleggessecapissenoiamassimoleggessimocapissimovoiamasteleggestecapisteloroamasseroleggesserocapissero Attenzione alla forma "voi": amaste, leggeste, capiste — non ha la doppia S. È l'unica eccezione alla regola. Quando si incontra una frase con «se» seguito da un verbo alla seconda persona plurale senza doppia S, si tratta comunque di congiuntivo imperfetto. I verbi irregolari più importanti da ricordare sono i seguenti: ESSERE → fossi, fosse, fossimo, fossero AVERE → avessi, avesse, avessimo, avessero FARE → facessi, facesse, facessimo, facessero STARE → stessi, stesse, stessimo, stessero VOLERE → volessi, volesse, volessimo, volessero. Vale la pena notare che tutti i verbi irregolari all'imperfetto indicativo mantengono la stessa radice irregolare anche al congiuntivo imperfetto: conoscere già l'imperfetto significa essere già a metà strada. Il Condizionale Presente PersonaPARLAREPRENDERESENTIREioparlereiprendereisentireituparlerestiprenderestisentirestilui/leiparlerebbeprenderebbesentirebbenoiparleremmoprenderemmosentiremmovoiparleresteprenderestesentiresteloroparlerebberoprenderebberosentirebbero Attenzione alla forma "noi": il condizionale presente vuole la doppia M — parleremmo. Il futuro invece ha una M sola: parleremo. Sembrano identici nel parlato veloce, ma nello scritto quella M in più cambia completamente il significato. Il Trucco in Azione: Esempi Pratici In ciascuno degli esempi seguenti, il «se» è sempre affiancato dal verbo con la doppia S — il congiuntivo imperfetto — mentre l'altra parte della frase porta il condizionale presente. «Se cambiassi città, troverei nuove opportunità di lavoro.» «Se non fossero così timidi, farebbero nuove amicizie facilmente.» «Se dessimo più attenzione ai dettagli, commetteremmo meno errori.» «Se tu traducessi questo testo, aiuteresti molte persone.» «Se non facesse così tardi, uscireste ancora un po'?» Il trucco funziona anche quando la frase è invertita — cioè quando il condizionale viene prima. Il congiuntivo rimane sempre vicino al «se», indipendentemente dall'ordine: «Mangereste meglio se sceglieste ingredienti più freschi.» «Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente.» «Sarebbe tutto più semplice se le persone ascoltassero di più.» Gli Errori Più Comuni da Evitare Errore 1: Il Condizionale Dopo "Se" «Se avrei più tempo, studierei di più.» «Se avessi più tempo, studierei di più.» Dopo «se» il condizionale non si usa mai — anche quando sembra logico, anche quando lo si sente nell'italiano parlato informale. In italiano corretto è sempre sbagliato. Il trucco "SE vuole SS" è proprio il modo più efficace per non dimenticarlo. Errore 2: Il Congiuntivo in Entrambe le Parti della Frase «Se parlassi meglio l'italiano, trovassi più facilmente lavoro.» «Se parlassi meglio l'italiano, troveresti più facilmente lavoro.» Il congiuntivo appartiene esclusivamente alla parte della frase introdotta da «se». Nell'altra parte ci vuole sempre il condizionale presente. Errore 3: Confondere Secondo e Terzo Periodo Ipotetico Questo è un errore più sottile, ma importante. Considera queste due frasi: «Se studiassi di più, prenderesti voti migliori.» → secondo periodo ipotetico: la situazione è improbabile ma ancora possibile. «Se avessi studiato di più, avresti preso voti migliori.» → terzo periodo ipotetico: la situazione appartiene al passato e non può più cambiare. La differenza è fondamentale: nel secondo periodo ipotetico la situazione può ancora cambiare; nel terzo si parla di qualcosa di definitivamente passato. I tempi verbali cambiano di conseguenza: Secondo: congiuntivo imperfetto + condizionale presente Terzo: congiuntivo trapassato + condizionale passato Domande Frequenti Come Faccio a Ricordare Quale Tempo Va Dove? Con il trucco "SE vuole SS": la parola «se» vuole sempre accanto a sé il verbo con la doppia S, cioè il congiuntivo imperfetto. Nell'altra parte della frase va il condizionale presente. L'ordine delle due parti può variare, ma questa distribuzione rimane sempre invariata. Cosa Succede Se la Frase È Invertita? Il trucco funziona lo stesso. Anche quando il condizionale compare nella prima parte della frase, il congiuntivo rimane sempre vicino al «se». Per esempio: «Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente.» Qual È la Differenza tra Secondo e Terzo Periodo Ipotetico? Il secondo periodo ipotetico descrive una situazione improbabile ma ancora possibile nel presente o nel futuro, e usa congiuntivo imperfetto + condizionale presente. Il terzo periodo ipotetico si riferisce invece a una situazione passata e irreversibile, e usa congiuntivo trapassato + condizionale passato. Vuoi fare lezioni di italiano con i nostri insegnanti madrelingua qualificati? Acquista il tuo pacchetto di Italiano Intensivo! Il trucco ti ha aiutato, ma vuoi capire davvero quando usarlo? L'articolo dedicato a quando usare e quando non usare il congiuntivo fa proprio al caso tuo. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul Secondo Periodo Ipotetico", "description": "Quiz interattivo sul secondo periodo ipotetico in italiano: congiuntivo imperfetto e condizionale presente nelle frasi con 'se'.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale tempo verbale si usa dopo 'se' nel secondo periodo ipotetico?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il congiuntivo imperfetto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste frasi è corretta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se avessi più tempo, studierei di più." } }, { "@type": "Question", "name": "Nel secondo periodo ipotetico, dopo 'se' si può usare il condizionale.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la forma corretta del congiuntivo imperfetto di 'essere' per 'loro'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "fossero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma è quella giusta: 'Se parlaste' o 'Se parlasste'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se parlaste" } }, { "@type": "Question", "name": "Nella frase 'Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente', qual è il condizionale?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Capirei" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la differenza tra 'parleremmo' e 'parleremo'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "parleremmo è condizionale presente, parleremo è futuro semplice" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale periodo ipotetico si usa per situazioni passate e irreversibili?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il terzo periodo ipotetico" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è il congiuntivo imperfetto di 'fare' per 'noi'? 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La pronuncia è spesso l'aspetto più trascurato nello studio dell'italiano — eppure è la prima cosa che un madrelingua nota. Esistono errori legati a caratteristiche dell'italiano che non esistono in molte altre lingue: quasi tutti gli studenti li commettono, ma una volta riconosciuti è possibile correggerli. Non Commettere Questi Errori di Pronuncia in Italiano Errore 1: L'Accento Sbagliato nella Terza Persona Plurale In italiano, l'accento tonico — cioè la sillaba su cui cade il "peso" della parola — cade di norma sulla penultima sillaba. Esiste però una grande eccezione: le terze persone plurali dei verbi, cioè le forme con "loro". Molti studenti, seguendo la regola della penultima sillaba, pronunciano: «loro scrivono» con accento su -vo- → scri-VO-no «loro leggono» con accento su -go- → leg-GO-no La pronuncia corretta è invece: «loro SCRIvono» → accento sulla terzultima sillaba «loro LEGgono» → accento sulla terzultima sillaba La regola: nelle terze persone plurali, l'accento non cade mai sulla penultima sillaba, ma sempre sulla terzultima — o anche prima. Il Trucco: Pensa alla Prima Persona Singolare L'accento nella terza persona plurale cade esattamente nella stessa posizione della prima persona singolare (io): «io SCRIvo» → «loro SCRIvono» «io LEGgo» → «loro LEGgono» «io DORmo» → «loro DORmono» «io PARlo» → «loro PARlano» Esistono anche verbi in cui l'accento alla prima persona singolare cade sulla terzultima sillaba o ancora prima. In questi casi il plurale segue la stessa posizione: «io Àbito» → «loro Àbitano» — non «a-bi-TA-no» «io co-MÙ-ni-co» → «loro co-MÙ-ni-ca-no» — non «co-mu-ni-CA-no» «io DÌ-men-ti-co» → «loro DÌ-men-ti-ca-no» — non «di-men-ti-CA-no» Poiché in italiano non si scrive l'accento grafico su queste parole, non esiste una regola visiva di supporto. L'unico modo per interiorizzare questi accenti è ascoltare tanto italiano e abituare l'orecchio nel tempo. Errore 2: La Lettera Z — Due Suoni in una Sola Lettera La lettera Z è la più imprevedibile dell'alfabeto italiano: può avere due suoni completamente diversi. Z "dura": è la combinazione TS pronunciata in modo fuso, rapidamente — come se T e S diventassero un suono unico. Le corde vocali non vibrano. Z "morbida": è la combinazione DZ pronunciata in modo fuso. Qui le corde vocali vibrano. Per distinguerle, si può appoggiare la mano alla gola: con la Z "morbida" si sente una vibrazione, con la Z "dura" no. È la stessa differenza che esiste tra F (nessuna vibrazione) e V (vibrazione). Esempi con la Z "Dura" (TS fusi) «pizza» → pi-TZa «stazione» → sta-TZIO-ne «grazie» → GRA-tzie «silenzio» → si-LEN-tzio «pazienza» → pa-TZIEN-tza Esempi con la Z "Morbida" (DZ fusi) «zaino» → DZai-no «zero» → DZe-ro «mezzo» → MED-dzo «realizzare» → rea-li-DZZA-re «zona» → DZO-na Regole Utili per Orientarsi Quando la Z è all'inizio di parola, nella maggior parte dei casi è Z "morbida": «zero, zona, zaino, zucchero, zio». Il suffisso -zione vuole sempre la Z "dura": «situazione, conversazione, attenzione, nazione». La sequenza Z + I + vocale vuole la Z "dura": «grazie, pulizia, agenzia, silenzio, anziano». Il suffisso -izzare e tutte le sue forme coniugate vogliono la Z "morbida": «realizzare → io realizzo, lui realizza, loro realizzano» — Z "morbida" in tutte le forme. Eccezione importante: la parola «azienda» sembra seguire la regola della sequenza Z+I+vocale — e quindi dovrebbe avere la Z "dura". Invece no: azienda ha la Z "morbida" → a-DZIEN-da. È un'eccezione da memorizzare a parte. Curiosità: moltissimi stranieri pronunciano «pizza» con la Z "morbida", come «pi-DDZA». La pronuncia corretta è invece «pi-TTZA», con la Z "dura". Anche la parola più famosa d'Italia viene pronunciata male nel mondo intero. Errore 3: Le Lettere che Si Scrivono ma Non Si Pronunciano Uno degli aspetti più insidiosi dell'italiano è la presenza di lettere che si scrivono ma sono completamente mute. Molti studenti le pronunciano perché le vedono scritte — ma si tratta di un errore. I Gruppi CIA/CIO/CIU e GIA/GIO/GIU Nei gruppi CIA, CIO, CIU e GIA, GIO, GIU, la I non si pronuncia. La sua unica funzione è segnalare che la C o la G si pronunciano con suono morbido — come la CH di «cheese» o la J di «jump» in inglese. La I è solo un segnale visivo. «ciao» → si pronuncia CHAO — la I non si sente «cioccolato» → CIOC-co-la-to, con suono morbido CH — I muta «giacca» → JAC-ca — I muta «gioco» → JO-co — I muta «Giovanni» → Jo-VAN-ni — I muta Il Gruppo SCIA/SCIO/SCIU Stesso discorso per SCIA, SCIO, SCIU: la I è muta e serve solo a far pronunciare SC con il suono SH — come «she» o «shower» in inglese. «sciarpa» → SHAR-pa — la I non si pronuncia «sciocco» → SHOC-co — I muta «asciugare» → a-SHU-ga-re — I muta Le I "Storiche" — il Caso Più Insidioso In alcune parole la I si scrive per ragioni storiche: nella parola latina originale si pronunciava, ma in italiano moderno è completamente muta. Non esiste una regola visiva di supporto — bisogna semplicemente saperlo. «scienza» → si pronuncia SHÈN-tza, non SHIÈN-tza — la I non si sente «coscienza» → co-SHÈN-tza — I muta «società» → so-che-TÀ — I muta «igiene» → i-JÈ-ne — I muta «specie» → SPÈ-che — I muta Curiosità: la parola «conoscenza» non ha nessuna I, eppure si pronuncia esattamente come la parte finale di «coscienza». Questo dimostra che quella I in «coscienza» è inutile dal punto di vista della pronuncia — esiste solo per ragioni storiche. Un Caso Speciale: i Plurali in -CIE e -GIE Il plurale di «camicia» è «camicie» — con la I. Quello di «valigia» è «valigie» — ancora con la I. Questa I si pronuncia? No, è muta anche qui. Ma allora perché si scrive? Per una regola ortografica precisa: si scrive la I se la sillaba precedente finisce per vocale. «va-LI-gia» → la sillaba -li- finisce per vocale → plurale: «va-LI-gie» (I scritta, ma muta) «ca-MI-cia» → la sillaba -mi- finisce per vocale → plurale: «ca-MI-cie» (I scritta, ma muta) «a-RAN-cia» → la sillaba -ran- finisce per consonante → plurale: «a-RAN-ce» (senza I) «TOR-cia» → la sillaba -tor- finisce per consonante → plurale: «TOR-ce» (senza I) Questa regola riguarda solo la scrittura, non la pronuncia — ma è utile anche per evitare errori ortografici. Errore 4: I Gruppi GL e GN — Suoni che Non Esistono in Molte Lingue Il Gruppo "GLI" Il gruppo GLI non si pronuncia come G + L + I separatamente: è un unico suono prodotto con la lingua premuta contro il palato. A seconda della propria lingua madre, si può avvicinare a questo suono in modi diversi: Spagnolo castigliano: simile alla LL di «llegar» o «llamar» Portoghese: simile alla LH di «filho» Inglese: il suono centrale di «million» — quel «ly» nel mezzo è molto vicino al GLI italiano Esempi pratici: «figlio» → fi-LYO (lingua sul palato) «famiglia» → fa-MI-lya «aglio» → A-lyo «voglio» → VO-lyo «meglio» → ME-lyo Errore comune: molti pronunciano «figlio» separando le lettere — «fig-lio», con G e L distinte. Il suono deve essere invece unico e fluido. Il Gruppo "GN" Anche GN è un suono unico. Per avvicinarsi a questo suono a partire da diverse lingue: Spagnolo: identico alla Ñ di «mañana» Francese: come la GN di «champagne» Inglese: il suono «ny» nel mezzo di «canyon» Esempi pratici: «gnocchi» → NYOc-chi «bagno» → BA-nyo «signore» → si-NYO-re «cognome» → co-NYO-me «montagna» → mon-TA-nya GN è sempre un suono solo — mai G + N separati. Errore 5: Le Consonanti Doppie In molte lingue, come l'inglese, le lettere doppie si scrivono ma non cambiano il suono. In italiano invece la doppia allunga fisicamente il suono della consonante — e questo non è solo una questione fonetica: la doppia può cambiare completamente il significato della parola. SingolaSignificatoDoppiaSignificatonononumero ordinale 9°nonnopadre del proprio padrepenatristezza, dolorepennastrumento per scriveresetevoglia di beresetteil numero 7caroamato, o costosocarroveicolo trainato da animalicapelloun singolo pelo della testacappellocopricapo La doppia si pronuncia semplicemente allungando il suono della consonante — come se ci fosse una piccola pressione su quella consonante prima di continuare: «pena» → N normale | «penna» → N allungata: pen...na «sete» → T normale | «sette» → T allungata: set...te «caro» → R normale | «carro» → R allungata: car...ro Nota: quando gli italiani parlano velocemente, le doppie si sentono meno. Questo può rendere difficile riconoscerle all'ascolto. Nel parlare, però, è sempre meglio pronunciarle con chiarezza: un madrelingua preferirà sentirle leggermente esagerate piuttosto che non sentirle affatto. Domande Frequenti Come Faccio a Sapere Dove Cade l'Accento nella Terza Persona Plurale? Il modo più efficace è pensare alla prima persona singolare (io): l'accento cade nella stessa posizione. Per esempio, se si sa che si dice «io PARlo», si può dedurre che la forma corretta è «loro PARlano» e non «loro parLAno». Per i verbi meno comuni, l'unica strategia affidabile è ascoltare tanto italiano parlato. Esiste una Regola per Distinguere la Z "Dura" dalla Z "Morbida"? Sì, esistono alcune indicazioni utili: la Z all'inizio di parola è quasi sempre "morbida"; il suffisso -zione vuole sempre la Z "dura"; la sequenza Z+I+vocale vuole la Z "dura"; il suffisso -izzare e tutte le sue forme vogliono la Z "morbida". Fanno eccezione alcune parole come «azienda», che va memorizzata a parte. Perché Alcune I Si Scrivono ma Non Si Pronunciano? Per due motivi diversi. In alcuni casi — come in «ciao» o «gioco» — la I serve come segnale visivo per indicare che la C o la G si pronunciano con suono morbido....
Trailer - il rapporto tra errore e soluzioni nei tempi delle conversazioni con le AIPer corsi di formazione: info@caffe20.it o spataro@iusondemand.comSegue elaborazione human gen ai:- Nome del podcast: Caffè 2.0Conduttore: Valentino SpataroAnno di lancio: 2008Accesso gratuito: anteprime e episodi senza pubblicità disponibili per tuttiArea riservata: iscrizione su www.caffè20.it /membriTema principale: rivalutare il percorso di apprendimento trasformando gli errori in soluzioniCritica all'IA: velocità ma frequente imprecisione; risposte errate derivano da domande mal formulateCultura dell'errore: assenza di studio sul ruolo dell'errore come chiave per raggiungere una soluzioneEsempio matematico: 2 + 3 = 5 nasce da errori ripetuti che hanno portato alla costruzione di una teoria e di calcolatrici automaticheDifferenze culturali nell'insegnamento: metodo italiano vs. metodo indiano (senso fisico e materiale dei numeri)Interazione con l'IA: risposte dipendono dalla qualità della domanda; domande “cavolo” generano confusioneIterazione IA‑umano: l'IA può correggersi quando l'uomo fornisce nuovi input, trasformando un errore iniziale in una soluzione correttaEsperienza pratica: l'autore utilizza l'IA per lo sviluppo di codice da mesi, non in un giorno, con approccio strategicoApplicabilità: l'IA può essere usata non solo per il coding, ma anche per qualsiasi forma di conversazioneCosto dell'abbonamento: 5 € al mese (equivalente a un gelato a Milano)Valore offerto: accesso anticipato, senza pubblicità e contenuti esclusivi per i membri.
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In questo episodio, Judith Wade dialoga con Armando Pizzoni Ardemani, proprietario e custode del Giardino Monumentale di Valsanzibio, una vera e propria opera d'arte vivente. L'intervista offre un approfondimento sul compito della famiglia Pizzoni Ardemani, impegnata da tre generazioni nella tutela e nella valorizzazione di questo patrimonio di eccezionale valore storico e botanico, appartenente idealmente all'umanità intera.Il podcast ripercorre le tappe fondamentali della nascita e dell'evoluzione del complesso monumentale, basandosi sulle memorie storiche e documentali della proprietà:Le origini e il voto solenne: Il giardino venne realizzato nella seconda metà del Seicento per volontà del nobile veneziano Zuane Francesco Barbarigo e di suo figlio Antonio. L'opera nacque a seguito di un solenne voto pronunciato nel 1631 per invocare la salvezza della famiglia dalla drammatica epidemia di peste del 1630/31.L'itinerario allegorico e filosofico: L'impianto monumentale, ispirato dal primogenito Gregorio (cardinale e futuro santo), fu tradotto in architettura dal fontaniere pontificio Luigi Bernini. Il percorso rappresenta un cammino di purificazione e perfezione spirituale che guida l'uomo dall'Errore alla Verità, e dall'Ignoranza alla Rivelazione.Architettura e idraulica: L'itinerario salvifico si snoda attraverso tappe altamente simboliche: dal Portale di Diana alla Peschiera dei Fiumi e dei Venti, passando per il Labirinto di bossi, la Grotta dell'Eremita, l'Isola dei Conigli, il Monumento al Tempo e la Fontana delle Insidie fino a raggiungere il Piazzale delle Rivelazioni. Il complesso vanta oltre sessanta statue (in gran parte attribuite al Merengo) e un sofisticato sistema idraulico originariamente composto da 33 punti d'acqua.Ricerca scientifica e restauro conservativo: Nella puntata si analizza la storia recente della proprietà, passata nel 1929 ai Nobili Pizzoni dei Conti Ardemani, i quali hanno affrontato importanti interventi di restauro per riparare i gravi danni subiti dalla proprietà durante l'ultimo conflitto mondiale e ripristinare il sistema idrico compromesso da decenni di impoverimento sorgivo. Il Giardino Monumentale di Valsanzibio (Valsanzibio di Galzignano Terme, PD) è parte della rete d'eccellenza dei Grandi Giardini Italiani dal 2004.
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Oggi I TRE TENORI, tra una polpetta e l'altra, hanno rivolto al pubblico la domanda "Quale errore non rifaresti". Il risultato è stato sorprendente perché quasi all'unanimità gli ascoltatori hanno risposto: sposarmi.Ascolta il podcast
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8572I TRE MOTIVI PER CUI I SACERDOTI LASCIANO IL MINISTEROdi Giuseppe Forlai Da sempre i preti abbandonano il ministero, i coniugi si separano, le monache lasciano la clausura, i frati il convento. I motivi sono i più diversi, le cause profonde che portano a determinate scelte spesso insondabili. Sembra assurdo dirlo, ma tant'è: non tutti sanno precisamente perché cambiano vita; più che altro "sentono" che qualcosa si è rotto dentro, mettendo tutto in discussione. Quando un prete abbandona non bisogna scandalizzarsi, piuttosto chiedersi con molta umiltà e sapienza: «Perché io rimango?». Si narra che dei monaci egiziani incontrarono lungo il sentiero un anziano abbà rannicchiato con la testa tra le mani che versava lacrime abbondanti. Domandarono: «Padre, perché piangi? Cosa ti è mai successo?». Egli rispose: «Ho visto pocanzi un monaco cadere in un grande peccato». Stupefatti i giovani esclamarono: «E dunque, perché questa spropositata disperazione?». E l'anziano: «Oggi lui, domani io». Attenzione a puntare il dito. Senza fare le pulci a chi lascia, è utile condurre una disamina delle varie storie di vita, almeno nel tentativo di rimanere lucidi e farsi un esame di coscienza. Giudicare no, vigilare sì. Le cause degli abbandoni si rimpallano da anni, e le più "quotate" sono conosciute. C'è chi parla di crisi del celibato, di una formazione seminaristica lontana dalla realtà (questa motivazione va sempre molto di moda, soprattutto in chi non ha mai fatto il formatore); c'è poi chi denuncia la solitudine del prete o il logoramento pastorale, oppure la scarsa cura di taluni vescovi verso sacerdoti. In questi ultimi anni è poi aumentato il fenomeno dei preti adulti che lasciano, e l'abbandono non sembra più essere appannaggio dei giovani o della famigerata crisi del settimo anno. Si lascia il ministero anche a sessant'anni (come d'altra parte si divorzia perfino in età matura). Comunque i dati sociologici esistono e non vale la pena riproporli. Chi scrive fa l'eremita, non l'esperto, quindi non azzardo analisi. Posso però condividere alcune costanti che ho registrato accompagnando i consacrati.ALCUNE COSTANTILa prima cosa che mi colpisce è come nei preti in crisi l'emozione del momento abbia la forza di cancellare un'intera biografia: esperienze, scelte, valori, convinzioni di fede vengono quasi azzerate da un fallimento, un innamoramento, una delusione. Come se l'identità personale non si distendesse più sul corso del tempo vissuto, ma si contraesse improvvisamente, appiattendosi sul disagio dell'oggi; non esiste più nulla al di fuori del sentirsi male, e il rinchiudersi interamente nel disagio - cassando la memoria - sembra essere l'unica maniera per sentirsi liberi. Avviene come se di un romanzo di mille pagine ne restassero solo dieci, e da queste si pretendesse di conoscere tutta la trama.La seconda cosa che mi colpisce - e che segue sovente la scomparsa della biografia personale - è che nelle storie di abbandono il senso della comunità e la responsabilità verso il prossimo decadono rapidamente. I volti delle persone che hanno accompagnato il cammino sbiadiscono, le persone affidate, il popolo di Dio - che sembrava prima la ragione precipua di ogni dedizione - improvvisamente non hanno più alcun posto nella coscienza di sé. Dopo anni di discernimento comunitario fatto per diventare prete, coinvolgendo superiori, formatori, parroci di pastorale e popolo di Dio, per scegliere di lasciare non serve più nessuno... se non lo psicologo, che finalmente «mi fa sentire me stesso». Questo, devo dire, mi ha fatto sempre molto pensare.La terza cosa che constato è la discriminante del fattore fede. Ossia il prete che entra in una crisi destabilizzante con una lettura provvidenziale della sua storia, vive il tempo della prova non come una messa in discussione di tutto, ma come un'occasione. Posso essere interiormente lacerato e per lungo tempo, ma a seconda del fatto che io abbia o meno un'esperienza viva di Cristo e dei sacramenti la crisi sboccherà in esiti sensibilmente diversi. La maggior parte dei preti che ho conosciuto e che per motivi personali hanno lasciato il ministero, si sono anche allontanati del tutto o in parte dal credo della Chiesa, a favore di una religiosità cucita addosso in maniera individualistica. In questo caso si comprende come le crisi vocazionali - specie nei giovani preti che hanno ricevuto da ragazzi una formazione cristiana meramente aggregativa sentimentale - possano essere interpretate come crisi di fede.Le cause remote degli abbandoni non tocca a me stabilirle, ma gli stessi preti che incontro ogni tanto ne elencano qualcuna, che riporto di seguito.TRE CAUSE RICORRENTI1) La fatica a essere onestiEssere sinceri ed essere autentici sono due cose molto diverse. I formatori non sempre sanno operare tale distinzione nei seminaristi: un candidato che tutto racconta non significa che sia autentico. Si è sinceri quando si manifesta ciò che si sente, si è autentici quando si rivela ciò che si è e si desidera davvero. Non è la stessa cosa. Si può essere gravemente narcisisti e contemporaneamente sinceri, solo per fare un esempio.2) Il mito dell'infaticabilità senza equilibrioIl bravo prete/seminarista - si pensa - è quello che si dà tanto da fare. Anche qui si rischia di confondere il vero lavoro con la dispersione. Un prete che corre dalla mattina alla sera senza rispettare i suoi limiti fisici e spirituali, non è uno che lavora, bensì più semplicemente un uomo disordinato. E questo affannarsi (che è una forma di accidia) è un ottimo alibi per occultare i "draghi": vuoti da non sentire, intemperanze nel celibato da occultare, legami morbosi da non ammettere.3) La fragilità del cammino di fedeCrescere nell'amore del Signore è ciò che di meno scontato si possa registrare nella vita presbiterale. Perdere la fede è un attimo che può scoccare senza avvedersene. Il prete può non accorgersi di rimanere fermo nella sequela: il contatto quotidiano e frequente con "le cose di Dio" può dare l'illusione di essere intimo con il Signore. Errore fatale. Non basta essere stati ordinati per diventare dei credenti. Il grande domenicano francese Henri-Dominique Lacordaire (+ 1861) diceva che se un prete ha la donna, beve, è attaccato ai soldi e non sa perché è prete, prima o poi si perde; se un prete ha la donna, beve, è attaccato al denaro, ma sa perché e per chi è prete, allora tutto cambia, tutto è recuperabile. «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna» (Gv 6,68).
Indursi il vomito non sempre è una grande idea, ma il modo in cui lo si fa funziona per tutti: due dita in gola e arriva subito un conato. Ma come mai? Errore di progettazione o utile hack evolutivo? E perché a volte basta pensare qualcosa di disgustoso per rimettere immediatamente? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Dal Vangelo secondo MarcoIn quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c'è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».
Il 63% delle persone che iniziano a investire molla a un passo dai risultati perché punta al traguardo sbagliato: il milione. La verità è che la vita cambia molto prima, in tre tappe precise: 10.000€, 100.000€ e 500.000€. La ricchezza non è una linea retta, ma una scala asimmetrica dove a ogni gradino cambiano le regole del gioco. In questo video di 15 minuti vediamo come superare la "linea piatta" dei primi 10k, come far spingere la macchina da sola arrivati a 100k e come sbloccare la vera libertà a mezzo milione. In più, scoprirai un trucco fiscale tutto italiano per accelerare la salita senza guadagnare un euro in più. Cosa scoprirai in questo video:
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Loredana Errore si racconta nel Salotto di Domanipress diretto da Simone Intermite.LEGGI https://www.domanipress.it/interviste/
L'Agenzia delle Entrate ha messo fine ai dubbi sulla detraibilità delle spese sostenute per i general contractor nell'ambito del superbonus. L'approfondimento di Saverio Cinieri
Ogni bambino che nasce azzera completamente il proprio orologio biologico. L'evoluzione ha già risolto il problema dell'invecchiamento — lo fa da 3,5 miliardi di anni, ad ogni riproduzione. La domanda è: possiamo prendere in prestito quel meccanismo per ringiovanire cellule che non si riproducono?→ ERA — Epigenetic Reprogramming of Aging: la tecnologia sviluppata a Stanford che ringiovanisce le cellule di 10-30 anni epigeneticamente senza alterarne l'identità. Una cellula del sangue vecchia rimane cellula del sangue, ma funziona come se avesse trent'anni di meno→ Ritardare la menopausa di un solo anno riduce mortalità e malattie del 2% — lo stesso impatto che avrebbe eliminare completamente tutti i tumori. L'ovaio è l'organo-chiave da cui potrebbe partire il ringiovanimento sistemico→ La pillola anti-invecchiamento universale è un errore concettuale: il ringiovanimento non funzionerà su tutto il corpo in contemporanea, ma su organi-hub che mandano segnali di giovinezza ai tessuti circostanti→ Collagene +200%, senescenza cellulare -25%: i risultati del trattamento mRNA su cellule umane, e perché il ciclo "ringiovanisci di 10 anni, aspetta, ripeti" potrebbe essere la vera strategia per la longevità estrema.Questa è forse la puntata più tecnica di LifeX. Ascoltala due volte.
Iscriviti al periodo di prova ad un euro al mese su shopify.it Ti capita mai di sapere esattamente cosa dovresti fare, ma di ritrovarti a fare tutt'altro? Rimandare non è sempre mancanza di volontà o pigrizia. Spesso è un conflitto interiore tra il sollievo immediato e un obiettivo che conta davvero. Vediamo come scardinare il meccanismo che ci tiene fermi. Non si tratta solo di "pensare positivo", ma di bilanciare due forze fondamentali: l'autoefficacia (sentirsi capaci) e l'autocontrollo (scegliere il proprio "te futuro"). Cosa scoprirai in questa puntata: ✨ Perché il tuo cervello sceglie il sollievo immediato rispetto a un beneficio lontano. ✨ Il ruolo dell'autoefficacia come ammortizzatore psicologico contro la fatica. ✨ Perché l'autodisciplina non è rigidità, ma la capacità di stare nella resistenza. ✨ Strategie pratiche: rendere visibile il futuro e definire micro-obiettivi concreti. ✨ Le differenze (curiose!) tra come uomini e donne vivono questo equilibrio.Smettere di procrastinare significa smettere di giudicarsi e iniziare a lavorare sulle leve giuste: chiarezza, riduzione dell'attrito e piccoli passi costanti. Iscriviti al nuovo workshop online gratuito: “Da Sogno a Progetto”
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Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Immagina di essere a cena con la tua famiglia. Tua sorella racconta un aneddoto d'infanzia: voi due chiusi fuori casa durante un temporale. Nella tua mente si accende un proiettore: vedi la scena, senti la pioggia, ricordi perfino il colore della tua maglietta. Poi, tua madre interrompe: "Tu quel giorno non c'eri, eri in colonia".In quel preciso istante, un ricordo che credevi solido si sfalda come cenere.La tua mente ha fabbricato un'intera esperienza sensoriale partendo da racconti o vecchi video.In questa puntata di Psicologia Cognitiva Applicata, Amedeo Draghi ci guida nel labirinto del Reality Monitoring (il monitoraggio della realtà), il processo cognitivo studiato da Marcia Johnson che ci permette di distinguere i fatti accaduti dalle fantasie generate internamente.Esploreremo come, nel 2026, questo sistema di sicurezza stia collassando a causa della tecnologia:Deepfake e Immagini Sintetiche: perché l'input digitale ad alta fedeltà inganna l'ippocampo, eliminando la "firma" dello sforzo cognitivo dell'immaginazione.Errore di Monitoraggio della Sorgente: come finiamo per "ricordare" eventi mai vissuti solo perché abbiamo visto foto sintetiche, portandoci alla "confabulazione assistita dalla tecnologia".Il Ruolo delle Emozioni: perché gli algoritmi progettati per scioccarci fissano i falsi ricordi come se fossero verità scolpite nella pietra.
Quando usi i pronomi combinati in italiano, ti senti come se stessi risolvendo un puzzle impossibile? Ti trovi lì a pensare: "La mi dice? Mi la dice? Glielo? Glilo?" I pronomi combinati sono uno degli argomenti che mettono in difficoltà quasi tutti gli studenti di italiano, ma dopo questa guida imparerai a evitare i 5 errori più comuni e il tuo italiano sembrerà molto più naturale e fluente. Pronomi Combinati: Tutto Quello che Devi Sapere Errore #1 — L'Ordine Sbagliato: il Pronome Indiretto va SEMPRE Prima Partiamo dall'errore forse più frequente in assoluto. Quando si usano due pronomi insieme — uno diretto e uno indiretto — l'ordine non è libero. C'è una regola precisa che devi sempre tenere a mente: Prima il pronome indiretto, poi il pronome diretto. Facile da ricordare così: INdiretto = INizio. Quindi, se vuoi dire "[Lei] dice [questo] a me", devi prima capire quali pronomi usare: questo/quello diventa lo (pronome diretto) e a me rimane me (pronome indiretto). Rispettando l'ordine — prima l'indiretto, poi il diretto — il risultato è: LA MI dice → SBAGLIATO ME LO dice → GIUSTO Ma perché me lo e non mi la? Perché quando i pronomi si combinano, non restano uguali: cambiano forma! Ed è esattamente questo il secondo errore che vediamo. Errore #2 — Scrivere i Pronomi Separati: gli/le + lo/la/li/le Diventano una Parola Sola Quando il pronome indiretto è mi, ti, ci, vi, la combinazione segue una logica abbastanza regolare: la vocale finale del pronome cambia, adattandosi al pronome diretto che segue. Indiretto+ lo+ la+ li+ le+ nemime lome lame lime leme netite lote late lite lete necice loce lace lice lece nevive love lave live leve ne Abbastanza logico, vero? La -i finale diventa -e e si crea una combinazione armoniosa. Ma ora arriva la parte che fa impazzire tutti: i pronomi gli e le della terza persona singolare. Quando gli o le si combinano con lo, la, li, le, ne, NON si scrivono separati. Si fondono completamente in un'unica parola che inizia sempre con GLIE-: Indiretto+ lo+ la+ li+ le+ negli / leglieloglielaglieliglielegliene Esempi pratici: Le lo diamo → SBAGLIATO Glielo diamo → GIUSTO (= Lo diamo a lui / Lo diamo a lei) Gli la mando → SBAGLIATO Gliela mando → GIUSTO (= La mando a lui / La mando a lei) Attenzione a un dettaglio importantissimo: glielo, gliela ecc. funzionano sia per il maschile (a lui) che per il femminile (a lei) — la forma è identica in entrambi i casi! Quindi "Glielo dico" può significare sia "Lo dico a lui" che "Lo dico a lei". Il contesto della conversazione ti aiuterà a capire di chi si parla. Errore #3 — Il Plurale: gli o loro? Per la terza persona plurale — cioè a loro — si usa gli o loro? La risposta è: entrambe le forme sono corrette! Ma c'è una differenza importante nella posizione all'interno della frase. GLI si mette prima del verbo e si combina normalmente con i pronomi diretti, formando un'unica parola:Glielo do. (= Lo do a loro) LORO si mette dopo il verbo, e in questo caso i due pronomi rimangono separati — non si fondono:Lo do loro. Quindi entrambe queste frasi sono perfettamente corrette:Glielo do.Lo do loro. Nella lingua parlata e informale di tutti i giorni, gli è di gran lunga più comune — gli italiani lo usano quasi sempre, per tutti. Loro in questa funzione è più formale, più letterario, lo trovi spesso nei testi scritti o in contesti molto eleganti. Quindi se vuoi parlare come un italiano vero, usa pure gli per tutto, senza paura! Errore #4 — I Casi Particolari: Imperativo, Infinito e Gerundio Finora abbiamo visto i pronomi combinati con i verbi "normali" — cioè i verbi coniugati. In questi casi i pronomi vanno prima del verbo. Ma ci sono tre forme verbali in cui le regole cambiano completamente: l'imperativo, l'infinito e il gerundio. Con queste tre forme, i pronomi NON si mettono prima del verbo: si attaccano dopo, formando una parola sola. Imperativo L'imperativo è la forma che usi per dare ordini o fare richieste dirette. Lo portami! → SBAGLIATO Portamelo! → GIUSTO Attenzione! Con le forme brevi dell'imperativo — fa', da', di', sta', va' — la consonante iniziale del primo pronome che si attacca si raddoppia, qualunque essa sia. È una regola fonetica dell'italiano per mantenere il ritmo della parola. Ecco alcuni esempi: Fa' + me + lo → Fammelo! Da' + me + lo → Dammelo! Di' + me + lo → Dimmelo! Dà' + gli + la → Dagliela! Nota: la consonante iniziale del pronome si raddoppia sempre — con me si raddoppia la m (fammelo, dammelo, dimmelo), con gli si raddoppia la g, anche se in questo caso il raddoppio non si vede nella scrittura ma si sente nella pronuncia: si dice dag-gliela, con la g rafforzata. Infinito Con l'infinito, i pronomi si attaccano in fondo al verbo, dopo aver eliminato la -e finale: Voglio dire questo a te → Voglio dirtelo. È importante dare questo a lui subito → È importante darglielo subito. La -e dell'infinito cade e i pronomi prendono il suo posto. Gerundio Stessa logica con il gerundio: i pronomi si attaccano direttamente dopo, senza spazio: Stavo dicendo questo a lui proprio adesso → Stavo dicendoglielo proprio adesso. Stavo parlando di questo a lui con calma → Stavo parlandogliene con calma. Il gerundio con i pronomi combinati può sembrare lungo e complicato, ma la regola è sempre la stessa: pronomi attaccati dopo. Errore #5 — L'Infinito con i Verbi Modali: Due Opzioni, Tutte e Due Corrette! Ultimo errore, ma assolutamente da non sottovalutare. Quando usi un verbo modale (potere, dovere, volere) + infinito, hai due opzioni per posizionare i pronomi combinati — e non tutti gli studenti lo sanno, quindi spesso scelgono una posizione sbagliata per esclusione! Guarda questo esempio: come si dice "Can you give it to me?" in italiano? Opzione A — I pronomi si mettono prima del verbo modale:Me lo puoi dare? Opzione B — I pronomi si attaccano all'infinito (eliminando la -e finale):Puoi darmelo? Entrambe le frasi sono corrette e assolutamente naturali! È solo una questione di stile e preferenza personale. Puoi me lo dare? → SBAGLIATO! Non puoi "spezzare" il verbo modale e l'infinito mettendo i pronomi in mezzo. O si mettono prima di tutto (me lo puoi dare) o si attaccano all'infinito (puoi darmelo). In mezzo no. Ecco un riepilogo chiaro: SbagliatoOpzione 1Opzione 2Puoi me lo dare?Me lo puoi dare?Puoi darmelo?Devo glielo dire?Glielo devo dire?Devo dirglielo?Vuoi me lo mandare?Me lo vuoi mandare?Vuoi mandarmelo? Riepilogo dei 5 Errori da Evitare #ErroreRegola da Ricordare1Ordine sbagliato dei pronomiIl pronome indiretto va sempre prima del diretto2Scrivere gli/le + pronome separatigli/le + lo/la/li/le/ne diventano una parola sola con GLIE-3Confusione tra gli e loro al pluraleGli va prima del verbo; loro va dopo il verbo4Pronomi prima dell'imperativo, infinito, gerundioCon queste forme i pronomi si attaccano dopo il verbo5Pronomi "in mezzo" al modale + infinitoO prima del modale, o attaccati all'infinito: mai in mezzo Domande Frequenti Qual È la Differenza tra Pronome Diretto e Pronome Indiretto? Il pronome diretto (lo, la, li, le) sostituisce il complemento oggetto — risponde alla domanda "cosa?" o "chi?". Il pronome indiretto (mi, ti, gli, le, ci, vi) sostituisce il complemento di termine — risponde alla domanda "a chi?". Nei pronomi combinati, l'indiretto viene sempre prima. "Glielo" Vale sia per Lui che per Lei? Sì! In italiano moderno, glielo, gliela, glieli, gliele, gliene funzionano sia per il maschile (a lui) che per il femminile (a lei). Il gli ha "assorbito" il le nella lingua d'uso. Il contesto della conversazione chiarirà di chi si parla. Con i Verbi Riflessivi si Usano anche i Pronomi Combinati? Sì, anche con i verbi riflessivi si possono usare i pronomi combinati. Il pronome riflessivo prende il posto del pronome indiretto e segue le stesse regole di trasformazione: mi → me, ti → te, si → se, ecc. Esempio: "Me lo metto" (= Metto [questo] su di me). I Pronomi Combinati si Usano anche nei Tempi Composti? Sì, e nei tempi composti (come il passato prossimo) i pronomi combinati vanno prima del verbo ausiliare: "Me lo hai detto" → "Me l'hai detto" (con elisione del pronome diretto lo davanti alla vocale). Attenzione: il participio passato concorda con il pronome diretto quando questo precede il verbo. Capire i pronomi combinati è un grande passo, ma per andare ancora più in profondità, leggi l'articolo dedicato alla guida sui pronomi. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo:“Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sui Pronomi Combinati Italiani", "description": "Quiz interattivo sui pronomi combinati italiani con 10 domande su ordine, forma, posizione e usi speciali.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quando si usano due pronomi insieme, quale va sempre al primo posto?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il pronome indiretto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma è corretta per 'Lo dico a lei'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Glielo dico" } }, { "@type": "Question", "name": "Con l'imperativo, dove si mettono i pronomi combinati?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Dopo il verbo, attaccati" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste combinazioni è scritta correttamente?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "glielo" } },
Google e il diritto all'oblio dell'assolto. Inoltre, privacy, errore inescusabile e negligenza organizzativa (Garante Privacy n. 87/2026), minori e conflittualità tra genitori (Cassazione n. 32576/2025), cosa fare in caso di volo cancellato a causa della guerra in Iran.>> Leggi anche l'articolo: https://tinyurl.com/27r5ykx9>> Scopri tutti i podcast di Altalex: https://bit.ly/2NpEc3w
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L'anello mancante esiste davvero? È una domanda semplice, ma potentissima. Talmente potente da avere condizionato per decenni il modo in cui abbiamo immaginato l'evoluzione umana: come se fosse una catena lineare, una scala che dalla scimmia porta dritta fino a noi. Ma funziona davvero così? La scoperta dell'Uomo di Piltdown, nel 1912, sembrava confermarlo, ma come si dice: non è sempre oro quello che luccica. E oggi andremo alla scoperta della più celebre beffa della paleoantropologia, una lezione fondamentale su come nascono gli errori scientifici, su come funziona il metodo della scienza… e su quanto sia facile, anche per le menti migliori, farsi ingannare da una bella storia.SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!
Nel 1960 uscì un 45 giri di Mina. La casa discografica puntava su "La nonna Magdalena" che fu stampata sul lato A. "Il cielo in una stanza" fu, di conseguenza, stampato sul lato B.Le radio iniziarono a trasmettere con sempre maggiore frequenza il lato B, mentre la canzone sul lato A fu facilmente dimenticata.
Seconda sconfitta in #seriea per il #milan in casa contro il #parma . Ma l'1-0 dei Ducali è stato viziato dall'ennesimo errore arbitrale in questa stagione: chiamata al #var eccessiva e per un "non" chiaro ed evidente errore.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
LA RAI HA PERSO LA TESTA: butta via Giletti e 1 MILIONE di telespettatori per un errore da dilettantiHanno sbagliato i conti e ora chiudono uno dei programmi più visti. La RAI colpisce ancora — e questa volta lo scandalo è totale. Clicca e scopri tutto.#ScandaloRAI #MassimoGiletti #LoStatoDelleCose
L'italiano per stranieri nasconde delle piccole insidie, specialmente all'inizio del percorso! In questo nuovo episodio della serie "Se li conosci li eviti", analizziamo 4 errori di grammatica molto comuni tra gli studenti di livello principiante.In questa lezione di Stivale Italiano vedremo:1️⃣ L'articolo LO e GLI: la regola definitiva per non confonderli più.2️⃣ I Verbi Riflessivi: come usare i pronomi senza impazzire.3️⃣ Gli Aggettivi Possessivi: il grande dilemma della famiglia (con o senza articolo?).4️⃣ I Sostantivi Invariabili al plurale: le parole "nemiche" che non cambiano mai.0:42 Errore 1: Quando usare LO e GLI3:58 Errore 2: I verbi riflessivi8:11 Errore 3: I possessivi con i nomi di famiglia13.46 Errore 4: I nomi che non cambiano al plurale
Penna e Calamai con Luca Calamai: "Marotta ha perso un'occasione il riferimento a Cuadrado non ha senso, dichiarazioni banali. La Penna grave errore. Bastoni niente Nazionale a questo giro. Bentornato Fagioli."
E dopo i confortanti dati dell'Istat commentati sul Messaggero da Marco Fortis, torniamo ancora alla tragedia di Crans Montana con il commento di Mario Ajello e il servizio in esclusiva dell'inviata Laura Pace che ha intervistato la mamma di una delle giovani vittime, quindi ci spostiamo in America prima con Anna Guaita e la battaglia navale per le navi con petrolio venezuelano quindi con Angelo Paura che ci spiega come mai l'intelligenza artificiale è l'investimento più proficuo del futuro, quindi andiamo a Saint Tropez con l'inviata Gloria Satta per i funerali di Brigitte Bardot con la polemica sull'eredità, per la cronaca ci spostiamo a Milano con l'inviata Claudia Guasco e la scoperta sconvolgente che l'uomo accusato di avere ucciso Aurora era libero per un errore e chiudiamo con Massimo Boccucci e la storia di sport che oggi ci porta sulle nevi dei giochi olimpici Milano-Cortina
Per approfondire gli argomenti della puntata: Altre pillole dall'età contemporanea : https://www.youtube.com/watch?v=vfSB5rwk8to&list=PLpMrMjMIcOklAamXwkzlub85zjR3Eh74B&index=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ti è mai capitato di chiederti perché diciamo "imbiancare" e non semplicemente "biancare"? O perché esiste il verbo "allargare" ma non "largare"?I verbi parasintetici sono un argomento che probabilmente non hai mai studiato a scuola, ma che usi tutti i giorni senza saperlo. Imparerai come si formano, come riconoscerli e, soprattutto, perché sono così importanti per arricchire il tuo italiano e parlare in modo più naturale e preciso. I VERBI PARASINTETICI: abbellire, irrobustire, arrossire... Che Cos'è un Verbo Parasintetico? I verbi parasintetici sono verbi che si formano aggiungendo contemporaneamente un prefisso all'inizio e un suffisso alla fine di una parola base, che può essere un nome o un aggettivo. La parola chiave è proprio "contemporaneamente": significa che né la parola con solo il prefisso, né la parola con solo il suffisso esistono in italiano. Entrambi gli elementi devono essere aggiunti insieme perché il verbo abbia senso. Facciamo un esempio pratico con il verbo "imbiancare": Partiamo dall'aggettivo "bianco" Aggiungiamo il prefisso "in-" (che diventa "im-" davanti a B) + il suffisso "-are" Otteniamo: imbiancare Ma attenzione! In italiano non esistono né "biancare" (solo suffisso) né "imbianco" come verbo (solo prefisso). Devono esserci entrambi! Ecco perché si chiama "parasintetico" – dal greco "para" (accanto) e "synthesis" (composizione): gli elementi si aggiungono insieme, accanto! Come Si Formano i Verbi Parasintetici? Pensa ai verbi parasintetici come a un panino completo: hai bisogno del pane sopra, del pane sotto e del ripieno in mezzo. Senza uno di questi elementi, non hai un panino completo! La formula è questa: PREFISSO + PAROLA BASE (nome o aggettivo) + SUFFISSO VERBALE (-are, -ire, -ificare) I Prefissi Più Comuni I prefissi più utilizzati nella formazione dei verbi parasintetici sono: a-: avvicinare, arrossare, abbellire in-/im-/il-/ir-: imbiancare, indebolire, illuminare, irrobustire (questo prefisso cambia forma come un camaleonte davanti a diverse lettere, ma rimane sempre lo stesso!) s-: spaventare, svenare, sbiancare dis-: disgelare ri-: riempire (anche se alcuni linguisti discutono ancora se sia davvero parasintetico) I Suffissi Più Frequenti I suffissi verbali che completano la formazione dei verbi parasintetici sono: -are: imbiancare, allargare, accorciare (il classico della prima coniugazione) -ire: arrossire, indebolire, impazzire (per chi preferisce la terza coniugazione) -ificare: identificare (il suffisso più elaborato della famiglia) Tipi di Verbi Parasintetici con Esempi Pratici I verbi parasintetici si possono classificare in diverse categorie in base al tipo di cambiamento o azione che indicano. Vediamoli in dettaglio con numerosi esempi! Verbi che Indicano un Cambiamento di Colore Questi verbi descrivono tutte le trasformazioni cromatiche possibili e immaginabili. Sono particolarmente utili per descrivere fenomeni naturali e cambiamenti fisici: Imbiancare (in- + bianco + -are) = diventare bianco o rendere qualcosa bianco "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." "Domani devo imbiancare le pareti della cucina." Arrossare/Arrossire (a- + rosso + -are/-ire) = diventare rosso "Maria arrossisce sempre quando le faccio un complimento!" Ingiallire (in- + giallo + -ire) = diventare giallo "Le pagine di questo vecchio libro sono ingiallite con il tempo." Annerire (a-/in- + nero + -ire) = diventare nero "Il fumo ha annerito il soffitto della cucina." Inverdire (in- + verde + -ire) = diventare verde "In primavera i prati inverdiscono rapidamente." Verbi che Indicano un Cambiamento di Dimensione Questi verbi sono utilissimi quando qualcosa è troppo grande, troppo piccolo, troppo lungo o troppo corto. Permettono di esprimere con precisione le modifiche dimensionali: Allargare (a- + largo + -are) = rendere più largo "Devo allargare questi pantaloni, sono troppo stretti!" Accorciare (a- + corto + -are) = rendere più corto "Il sarto ha accorciato la gonna di due centimetri." Allungare (a- + lungo + -are) = rendere più lungo "Puoi allungare il brodo con un po' d'acqua?" Rimpicciolire (ri- + piccolo + -ire) = rendere più piccolo "Questa giacca si è rimpicciolita in lavatrice!" Ingrandire (in- + grande + -ire) = rendere più grande "Potresti ingrandire questa foto? Non si vede bene." Verbi che Indicano un Cambiamento di Qualità o Stato Questa categoria comprende verbi per le trasformazioni più significative che riguardano caratteristiche fisiche, mentali o economiche: Indebolire (in- + debole + -ire) = rendere debole "L'influenza mi ha indebolito molto." Irrobustire (ir- + robusto + -ire) = rendere robusto "L'allenamento in palestra mi ha irrobustito." Abbellire (a- + bello + -ire) = rendere bello "Hanno abbellito la piazza con nuove fontane." Impazzire (in- + pazzo + -ire) = diventare pazzo "Sto impazzendo con tutti questi compiti da fare!" "I tifosi sono impazziti quando la squadra ha segnato!" Arricchire (a- + ricco + -ire) = rendere ricco "Leggere libri arricchisce la mente." "Si è arricchito vendendo immobili." Impoverire (in- + povero + -ire) = rendere povero "La crisi economica ha impoverito molte famiglie." Verbi che Indicano Movimenti o Azioni Specifiche Questi verbi descrivono azioni dinamiche che implicano spostamenti nello spazio o cambiamenti di posizione: Avvicinare (a- + vicino + -are) = rendere vicino, portare vicino "Avvicina la sedia al tavolo, per favore." Allontanare (a- + lontano + -are) = rendere lontano, portare lontano "Il cane ha allontanato il gatto dal giardino." Atterrare (a- + terra + -are) = toccare terra "L'aereo atterrerà tra dieci minuti." Affondare (a- + fondo + -are) = andare a fondo "Il Titanic affondò nell'Oceano Atlantico." Sbarcare (s- + barca + -are) = scendere dalla barca "I turisti sono sbarcati sul molo." Verbi che Indicano Emozioni o Stati Psicologici Questa categoria comprende verbi che esprimono stati emotivi intensi e le loro manifestazioni: Spaventare (s- + pavento [paura] + -are) = causare paura "Non spaventare il bambino con quelle storie!" Rattristare (r- + triste + -are) = rendere triste "Questa notizia mi ha rattristato molto." Inferocire (in- + feroce + -ire) = rendere feroce, arrabbiare molto "Il suo comportamento mi ha inferocito!" Come Riconoscere un Verbo Parasintetico Ecco il metodo infallibile per identificare un verbo parasintetico: togli mentalmente il prefisso o il suffisso dal verbo. Se la parola che rimane non esiste come verbo in italiano, hai trovato un verbo parasintetico! È come un gioco di detective linguistico. Esempio pratico: Imbiancare → Tolgo il prefisso e il suffisso → "biancare"Esiste "biancare"? NO! → È PARASINTETICO! Rileggere → Tolgo il prefisso → "leggere"Esiste "leggere"? SÌ! → NON è parasintetico Vedi? È semplicissimo! Basta applicare questa regola pratica e saprai sempre distinguere i verbi parasintetici dagli altri verbi. Curiosità Linguistiche sui Verbi Parasintetici La Forma Riflessiva Molti verbi parasintetici hanno anche una forma riflessiva. Ad esempio, "arrossare" diventa "arrossarsi", "avvicinare" diventa "avvicinarsi". La differenza è significativa: Forma transitiva: "Ho arrossato le guance del bambino" (io ho fatto diventare rosse le sue guance – quindi io → lui) Forma riflessiva: "Mi sono arrossato per l'imbarazzo" (io stesso sono diventato rosso – quindi io → io) Verbi Parasintetici Nascosti nel Linguaggio Quotidiano Alcuni verbi parasintetici sono così comuni che non ci rendiamo nemmeno conto che lo sono! Pensa a "atterrare" – lo senti ogni volta che prendi l'aereo negli annunci: "Signore e signori, stiamo per atterrare..." Eppure nessuno si è mai fermato a pensare: "Ma come mai non diciamo 'terrare'?" Perché non esiste! È un verbo parasintetico sotto copertura! Variazioni Dialettali In alcuni dialetti italiani esistono verbi parasintetici che non esistono nell'italiano standard. È come se ogni regione avesse i suoi superpoteri linguistici segreti! Questa ricchezza linguistica dimostra la creatività e la vitalità della lingua italiana in tutte le sue varianti regionali. Il Doppio Significato di "Imbiancare" Il verbo "imbiancare" è particolarmente interessante perché ha un doppio significato: Dipingere le pareti di bianco: "Domani devo imbiancare il salone." Diventare bianco (riferito ai capelli): "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." Questo dimostra la versatilità e la ricchezza semantica dei verbi parasintetici! Errori Comuni da Evitare Anche gli studenti avanzati commettono alcuni errori tipici quando usano i verbi parasintetici. Ecco i più comuni e come evitarli: Errore 1: Confondere Verbi Parasintetici con Verbi Prefissati Normali Questo è l'errore più frequente: Sbagliato: Pensare che "rivedere" sia parasintetico Corretto: "Rivedere" NON è parasintetico perché "vedere" esiste già come verbo! È solo un verbo con un prefisso aggiunto. È come pensare che una pizza con ingredienti extra sia un piatto completamente nuovo. No! È sempre una pizza, solo più riempita! Errore 2: Dimenticare che Servono ENTRAMBI gli Elementi Gli studenti spesso cercano di semplificare, ma l'italiano richiede sia il prefisso che il suffisso: Sbagliato: "Io bianco le pareti" Corretto: "Io imbianco le pareti" Ricorda il panino? Non puoi mangiare solo il pane o solo il ripieno! Dovete avere tutto insieme! Errore 3: Usare il Prefisso Sbagliato La creatività è bella, ma con i verbi dobbiamo essere precisi: Sbagliato: "Disbiancare" (quando si intende diventare bianco) Corretto: "Imbiancare"
Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Torino, 1916 la Grande Guerra imperversa sui confini, mentre un uomo in un palazzo deve combattere per qualcosa di più importante della Patria: il suo amore. Kappa non racconta solo la storia di un marchio ma anche l'avventura di una serie di uomini brillanti che hanno cambiato i costumi di questo paese. Tutto è nato da un errore provvidenziale. Grazie a Kappa per aver reso possibile questo episodio. Canale Instagram: https://www.instagram.com/storiedibrand/ Canale Telegram: https://t.me/storiedibrand - Copertina realizzata da Damiano Stingone: Sound design: Antonio Mezzadra Supporto autoriale: Francesco Marchi Voci: Francesco Marchi, Laura Moretti Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo articolo parliamo di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: gli errori più comuni che sento fare spesso da chi studia l'italiano. E sapete una cosa? Anche molti italiani madrelingua cadono in questi tranelli! È arrivato il momento di sistemarli una volta per tutte. Preparate carta e penna per prendere appunti: perché stiamo per analizzare i 5 errori che potrebbero farvi sembrare un po' meno fluenti di quello che siete davvero! Scopriamoli insieme e impariamo come evitarli definitivamente. Non commettere più questi 5 ERRORI IN ITALIANO! Errore #1: "FA SENSO" - L'Influenza dell'Inglese ❌ SBAGLIATO: "Questo fa senso"✅ CORRETTO: "Questo ha senso" Perché è sbagliato? La confusione nasce dall'influenza dell'inglese "it makes sense". Molti studenti traducono letteralmente questa espressione, ma in italiano il verbo corretto è AVERE: "avere senso", che significa essere logico, ragionevole, comprensibile. Esempi corretti nell'uso quotidiano: "La tua spiegazione ha senso, ora capisco meglio" "Non ha senso arrabbiarsi per così poco" "Ha senso partire presto per evitare il traffico" "Il suo discorso non ha alcun senso" Curiosità linguistica importante: "Fare senso" in italiano esiste, ma significa "disgustare", "provocare nausea". Quindi se dite "questo cibo fa senso", state dicendo che vi fa schifo! Non proprio quello che volevate esprimere, vero? Questa differenza è cruciale per evitare malintesi imbarazzanti. Altri esempi con "fare senso" (nel significato corretto): "Quell'odore mi fa senso" (mi disgusta) "Non riesco a guardare quel film dell'horror, mi fa troppo senso" Errore #2: "GUIDO/VOLO/CAMMINO A CASA" - La Questione del Focus ❌ SBAGLIATO: "Guido a casa", "Volo a Roma", "Cammino al lavoro"✅ CORRETTO: "Vado a casa in macchina", "Vado a Roma in aereo", "Vado al lavoro a piedi" Perché è problematico? I verbi GUIDARE, VOLARE e CAMMINARE mettono l'enfasi sull'azione stessa (cosa sto facendo), a differenza di verbi come ANDARE, TORNARE, PARTIRE, che mettono l'enfasi sulla destinazione (quale luogo devo raggiungere). Dal punto di vista grammaticale queste espressioni sono tecnicamente accettabili, ma dal punto di vista semantico e dell'uso naturale della lingua, suonano innaturali agli orecchi di un madrelingua italiano. La regola pratica: Quando il focus è sulla destinazione: "Vado/Torno/Parto + destinazione + mezzo di trasporto" Quando il focus è sull'azione: "Guido/Cammino/Volo + complemento di tempo/modo/compagnia" Esempi corretti con focus sulla destinazione: "Vado a casa in macchina" (invece di "Guido a casa") "Torno in ufficio a piedi" (invece di "Cammino in ufficio") "Parto per Milano in aereo" (invece di "Volo a Milano") Esempi corretti con focus sull'azione: "Guido da tre ore senza sosta" "Cammino ogni mattina per mantenermi in forma" "Volo spesso per lavoro" Errore #3: "FORSE TU ABBIA RAGIONE" - Il Congiuntivo Mal Utilizzato ❌ SBAGLIATO: "Forse tu abbia ragione", "Probabilmente lui sia arrivato"✅ CORRETTO: "Forse tu hai ragione", "Probabilmente lui è arrivato" Perché è sbagliato? "Forse" è un avverbio di dubbio, ma non richiede il congiuntivo perché il congiuntivo si usa solo dopo espressioni che contengono un verbo principale (credo che, penso che, è possibile che, può darsi che...). La regola d'oro per non sbagliare mai: FORSE/PROBABILMENTE/SECONDO ME + INDICATIVO: "Forse piove domani", "Probabilmente arriva tardi" ESPRESSIONI DI DUBBIO (con verbi) + CONGIUNTIVO: "Può darsi che piova", "È possibile che tu abbia ragione", "Credo che sia giusto" Altri esempi corretti con avverbi: "Forse Maria arriva tardi" "Probabilmente hanno sbagliato strada" "Forse è meglio aspettare" "Secondo me dovremmo partire ora" Esempi corretti con espressioni verbali: "È probabile che Maria arrivi tardi" "Può darsi che abbiano sbagliato strada"
Le ultime su #juventusmilan di #seriea e il futuro di #maignan Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
in Australia la banca Anz si è dovuta scusare perché alcuni dipendenti hanno ricevuto una mail scoprendo di essere licenziati in anticipo rispetto all'ufficialità. Poi una novità importante per bar e ristoranti italiani: le commissioni sui buoni pasto scendono al 5%, con effetti positivi sulla filiera e sui consumatori. Infine, i prezzi dei carburanti in Italia continuano a scendere. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ti sei mai sentita sbagliata dopo un errore? Non solo colpevole… ma inadatta, inaffidabile, non all'altezza? In questo episodio ti porto dentro una storia vera, personale e recente: un errore enorme, un clic sbagliato, e un saldo negativo da un milione di dollari. Ma il punto non è l'errore. È ciò che è emerso dopo. In questa puntata parliamo di vergogna – quella sensazione che ti chiude, ti fa sentire sola e in difetto. Insieme esploriamo cosa la innesca davvero, come si manifesta nel quotidiano e perché, se impari ad ascoltarla, può dirti molto di più su chi sei e su cosa ti sta a cuore. Un episodio profondo, concreto e necessario per chi vuole smettere di definirsi attraverso i propri sbagli e iniziare a scegliere una narrativa più gentile, potente e consapevole.
Un "errore", secondo quanto dichiarato dall'esercito israeliano, che ha provocato tre vittime e il ferimento di almeno 11 persone.
Nel nuovo episodio del podcast, ti porto dentro uno dei bias più comuni ma anche più subdoli del nostro cervello: quello che ti fa valutare la tua vita come una media aritmetica. Purtroppo ci caschiamo tutti…Clicca qui per approfondire (link attivo dalle 5:00 AM del 16/06/25) https://psinel.com/tirare-le-somme-della-vita-errore-principale/Sei Psicologa/o? Stiamo creando una squadra di professionisti partecipa al Sondaggio https://newmanspirit.typeform.com/to/cq3TyGC1Mindfitness è il nostro percorso gratuito per sviluppare il legame tra energia mentale e fisica. L'ho fatto insieme ad un grande professinista il dott. Valerio Rosso (medico psichiatra). Iscriviti gratis cliccando quiSe ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS- Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/- Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/- Test sull'Ansia: https://psinel.com/test-ansia-ig-pd/I NOSTRI PERCORSI:- Dall'Ansia alla Serenità: https://psinel.com/ansia-serenita-sp/- Emotional Freedom: https://psinel.com/emotional-freedom-sp/- Self-Kindness: https://psinel.com/self-kindness-sp/- MMA (Master in Meditazione Avanzata): https://psinel.com/master-meditazione-avanzata-sp/- Scrivi la Tua Storia: https://psinel.com/scrivi-la-tua-storia-sp/- Self-Love: https://psinel.com/self-love-sp/Credits (traccia audio): https://www.bensound.com
Jeffrey Goldberg, direttore di "The Atlantic", rivista critica verso l'amministrazione Trump, è stato inserito per errore in una chat riservata del governo statunitense in cui si pianificava un attacco in Yemen. Nella conversazione anche commenti polemici sugli alleati europei.