Podcasts about cisgiordania

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SBS Italian - SBS in Italiano
Summit USA–Israele in Florida: scenari e incognite per il Medio Oriente

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Dec 31, 2025 9:41


Trump e Netanyahu si sono incontrati a Mar-a-Lago per discutere i principali dossier del Medio Oriente: da Gaza all'Iran, passando per Siria, Libano e Cisgiordania.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #114

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 31, 2025 1:45


Mar-a-Lago promette soluzioni rapide. Gaza misura soltanto procedure e macerie. Nelle ultime ventiquattro ore il racconto ufficiale è salito di tono: ultimatum, fasi, disarmo evocato come scorciatoia. Sul terreno, invece, il tempo resta amministrativo e decide chi vive e chi aspetta. Trump minaccia “l'inferno” se Hamas non consegna le armi, Netanyahu costruisce la cornice politica della fase due. A Gaza ogni fase coincide con la precedente. A Shuja'iyya, a est di Gaza City, continuano le demolizioni di edifici residenziali. Quartieri ridotti a planimetrie, case sbriciolate come pratica ordinaria. La morsa passa dagli uffici. Israele avvia revoche e mancati rinnovi di licenze per organizzazioni internazionali attive fra Cisgiordania e Striscia, motivando con registri e presunti legami. Il lessico è quello delle carte, l'effetto è quello dell'assedio: aiuti più fragili, corridoi più stretti, civili più esposti al ricatto del timbro. Intanto l'inverno entra nelle tende. Pioggia e freddo aggravano la vita degli sfollati, ammassati in campi improvvisati dove la protezione è una plastica tesa. Le immagini raccontano un'emergenza che scorre parallela ai comunicati, senza mai incrociarli. Fuori dalla Striscia, l'assedio cambia forma e resta sostanza. In Cisgiordania e a Gerusalemme gli arresti continuano a crescere, diventano statistica, includono giornalisti. Stessa logica di saturazione: controllo e normalizzazione della forza. Altrove, in Europa, si prova a incidere sulla normalità quotidiana, persino sul turismo legato agli insediamenti. Qui si discute di fasi. Gaza resta un luogo senza fasi, dove ogni giorno ricomincia dall'inizio, fra macerie, carte e freddo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Radio Bullets
26 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 26, 2025 21:44


Gaza, lauree tra le macerie: 170 nuovi medici all'ospedale Al Shifa. Cisgiordania, guerra agli ulivi: 7 milioni di dollari di danni in una settimanaNigeria: nel giorno di Natale, Trump bombarda l'Isis.Somalia al voto locale dopo 57 anni: Mogadiscio sotto massima sicurezza.Pyongyang accelera sulle armi: Kim ordina nuove fabbriche di munizioni.Ucraina–USA, spiragli di dialogo: Zelensky parla di “buone idee” per la pace.Russia, sei anni all'oppositore UdaltsovQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: Tecnologia e Scienza | Buone notizie 2025

Radio Bullets
25 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 25, 2025 23:39


Gaza e Cisgiordania, Natale sotto assedio. Addio al regista palestinese Mohammed Bakri. Honduras, vince le elezioni il presidente di destra Asfura con l'ombra di Washington. Afghanistan: demolito lo storico cinema Ariana a Kabul.Myanmar, elezioni sotto le armi.Thailandia e Cambogia, si torna a parlareTrump chiede a Babbo Natale che il comico Colbert venga messo a dormire per sempre.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: Natale: la tregua che non c'è

SBS Italian - SBS in Italiano
Tra tregua e crisi: il Natale in Terra Santa e nel Medio Oriente

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Dec 24, 2025 17:21


È il primo Natale dal 2022 senza una guerra ufficiale in Terra Santa, dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre. Le celebrazioni tornano con cautela, mentre prosegue l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania.

Laser
Donne di Israele

Laser

Play Episode Listen Later Dec 24, 2025 24:10


Durante l'ultimo conflitto, tra Israele e Hamas a Gaza, proprio nei giorni in cui veniva siglata una fragile tregua, siamo andati in Israele a incontrare tre donne israeliane. In una guerra in cui l'inizio e la fine sono stati decisi dagli uomini, ci siamo rivolte a tre donne che hanno avuto e continuano ad avere azioni e gesti di pace, senza risparmiare critiche al governo israeliano. A Tel Aviv, a due passi dalla piazza Dizengoff, dove la fontana è un sepolcro di volti di uomini (cfr. foto), donne e bambini uccisi il 7 ottobre, abbiamo incontrato Manuela Dviri, scrittrice e giornalista che nel 1998 ha perso il giovane figlio Yonathan che prestava servizio nell'esercito israeliano. A partire da questo lutto Dviri non ha mai smesso di criticare le azioni guerrafondaie del suo governo. E poi Ketty Bar, un'artista che ha fondato il movimento “Madri contro la violenza”, che conta 10mila donne in Israele e che mette al centro il ruolo delle madri nell'educare i figli alla non violenza. Ogni week end le “Madri contro la violenza” si recano in Cisgiordania per incontrare e sostenere le donne palestinesi. E, infine, proprio nei giorni in cui venivano restituiti gli ostaggi israeliani vivi e i prigionieri palestinesi, nella piazza degli ostaggi di Tel Aviv, abbiamo incontrato Efrat Machikawa, la nipote di una coppia che abitava nel kibbutz Nir Oz, un kibbutz prossimo alla striscia di Gaza, dove il 7 ottobre 2023 , 47 persone sono state uccise e 76 sono state prese in ostaggio. Lo zio di Efrat è stato rilasciato dopo 281 giorni di prigionia mentre la zia è stata uccisa.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #110

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 24, 2025 2:01


A Qabatiya, in Cisgiordania, un ragazzo di sedici anni viene ucciso durante un raid. L'esercito israeliano parla di un gesto minaccioso. Un video di sorveglianza racconta altro: Rayyan Mohammad Abu Mualla cammina, poi cade. Le immagini smentiscono la versione ufficiale. Succede spesso che la verità emerga per incidente, quando una telecamera resta accesa. Succede meno spesso a Gaza, dove lo sguardo viene sistematicamente respinto. Mentre un filmato incrina una dichiarazione, Gaza continua a vivere senza immagini sufficienti. La parola “tregua” circola nelle capitali, ma sul terreno resta una formula astratta. I negoziati promettono una seconda fase a inizio 2026, dicono i mediatori. È un calendario diplomatico. Intanto il tempo reale è quello dei raid che proseguono, dei corpi che non tornano, delle famiglie che aspettano. La tregua raccontata fuori è una pausa amministrativa. Dentro, Gaza è un luogo dove la scuola è sparita per centinaia di migliaia di bambini, al terzo anno senza istruzione formale. Dove le chiese diventano rifugi e il Natale si celebra sotto protezione armata, con la consapevolezza che basta poco perché la protezione svanisca. La normalità ridotta a eccezione. Ogni volta che un video smonta una versione ufficiale, il problema si sposta altrove: quante storie restano invisibili perché non c'è una telecamera, perché l'accesso è negato, perché il racconto arriva filtrato? L'assedio funziona anche così: comprimendo lo sguardo, rallentando la verifica, rendendo ogni morte una cifra. La politica internazionale continua a parlare di fasi, di tavoli, di date future. Gaza resta inchiodata al presente. Un presente fatto di fame, macerie e silenzio. Quando la tregua diventa una parola che non ferma i fatti, resta solo la cronaca dei dettagli che sfuggono. E ogni dettaglio, quando emerge, pesa come un atto d'accusa. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Radio Bullets
22 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 18:48


Israele approva altri 19 insediamenti in Cisgiordania. Stati Uniti–Venezuela, la guerra delle petroliere. Nigeria, liberati 130 studenti rapiti. Austria, svolta nei servizi segreti: una donna alla guida. Cina, la pesante eredità del figlio unico. I socialisti al governo in Spagna subiscono una sconfitta storica alle elezioni regionaliQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: Arrivano le buone notizie del 2025, oggi i progressi per le donne e la comunità lgbtq

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #108

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 2:03


Mentre la parola “tregua” continua a circolare nei palazzi, il terreno racconta altro. Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato diciannove nuovi insediamenti in Cisgiordania. Negli ultimi tre anni quelli autorizzati diventano sessantanove. Smotrich parla di mappa, di irreversibilità, di futuro già deciso. È una scelta di potere: occupare mentre si discute di stabilizzazione. A Gaza, intanto, l'assedio resta una pratica quotidiana. A Shujaiyya un drone colpisce un gruppo di civili: tre morti, feriti che arrivano in ospedale portati a mano. A Tufah altre persone colpite. A Sheikh Radwan una casa crolla di notte, tre donne uccise, due dispersi. Le agenzie scrivono “precedentemente bombardata”: il tempo lungo delle macerie che uccidono dopo, quando le telecamere si spostano. La sanità scivola verso il punto di rottura. L'ONU avverte che entro aprile oltre centomila bambini e trentasettemila donne incinte o che allattano rischiano la malnutrizione acuta. “Progressi fragili”, li chiamano. Fragili come un corridoio umanitario che apre e chiude, come le forniture che finiscono, come le sale operatorie che sospendono gli interventi per mancanza di materiali. Anche il racconto resta sotto assedio. La Corte suprema israeliana chiede al governo di spiegare perché l'accesso dei media internazionali a Gaza resta vietato. C'è una scadenza, il 4 gennaio. È una domanda semplice: chi può vedere, chi può testimoniare, chi può contare i morti. In Europa qualcosa si muove ai margini. La Slovenia dichiara Benjamin Netanyahu persona non gradita e gli chiude l'ingresso. Un gesto raro, isolato, che parla di diritto internazionale mentre altri governi preferiscono il silenzio operativo. La diplomazia continua a parlare di cornici. Sul terreno, invece, avanzano le colonie, volano i droni, crollano le case, si svuotano i magazzini. Chiamarla tregua serve a chi guarda da lontano. Qui resta un assedio che produce fatti, ogni giorno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il cacciatore di libri
Daria Bignardi e consigli di lettura

Il cacciatore di libri

Play Episode Listen Later Dec 20, 2025


"Nostra solitudine" di Daria Bignardi e consigli di lettura Che cos'è la solitudine? Chi ha diritto di sentirsi solo? La solitudine è un fatto privato o una questione collettiva? Intorno a queste domande si sviluppa il libro di Daria Bignardi "Nostra solitudine" (Mondadori). Tutto nasce con l'idea di abbandonare i social, che in genere sfruttano il senso di solitudine delle persone, ma l'autrice ammette subito di non poter fare a meno di Whatsapp. Nel libro ci sono diverse riflessioni sulla solitudine, spesso ancorate ad accadimenti: c'è un capodanno in Vietnam che Daria Bignardi trascorre con il figlio e lì pensa "Si sta bene soli anche se non si è soli", oppure c'è una missione umanitaria in Uganda, o ancora un viaggio in Cisgiordania per incontrare i progionieri palestinesi usciti dalle carceri israeliane. Le riflessioni sulla solitudine si intrecciano con quelle politiche e sociali, ma anche con le riflessioni sul femminile, sulla maternità, sulla necessità di essere sempre performanti.Nella seconda parte, in vista delle feste, una carrellata di consigli di lettura per tutti i gusti.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #105

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 18, 2025 2:05


freddo a Gaza è diventato una linea del fronte. Mohammed Khalil Abu al-Khair aveva due settimane. È morto di ipotermia dopo giorni di pioggia e vento, in una tenda che non proteggeva più. I medici parlano di altri casi simili, di bambini che arrivano negli ospedali con il corpo già freddo. Le forniture per i ripari entrano a singhiozzo, il maltempo fa il resto. L'assedio passa anche dalla temperatura. Mentre Gaza congela, il mondo si chiude. L'amministrazione Trump ha annunciato un'estensione del travel ban che colpisce anche i palestinesi titolari di documenti dell'Autorità nazionale. Dal primo gennaio, visti e ingressi diventano un privilegio revocabile. Viene chiamato “piano di pace”. È, più semplicemente, una frontiera spostata più avanti, lontano dalla Striscia, per impedire qualsiasi uscita, qualsiasi futuro. La stessa logica attraversa la Cisgiordania. Sei parlamentari canadesi sono stati respinti al valico, accusati di rappresentare un rischio per la “sicurezza”. Deputati eletti, fermati perché osservare, visitare, testimoniare viene trattato come una minaccia. La parola sicurezza continua a funzionare come un interruttore: spegne diritti, cancella diplomazia, normalizza l'isolamento. Dentro questo quadro, la Corte penale internazionale smette di essere una notizia e diventa un attrito. Il rigetto del ricorso israeliano non ha fermato la guerra, ma ha incrinato la strategia di congelare il diritto. Il procedimento resta aperto, il tempo giudiziario continua a scorrere mentre quello politico prova a serrarsi. È un dettaglio che pesa più delle dichiarazioni: qualcosa, fuori dal controllo militare, non si è fermato. Intanto a Gaza si annunciano nuove operazioni, demolizioni mirate, tunnel evocati come giustificazione permanente. Hamas parla di negoziati indiretti, di fasi future. Parole che galleggiano sopra le tende bagnate, sopra i neonati avvolti in coperte sottili. I piani hanno sempre nomi ambiziosi. Il freddo, invece, arriva senza annunci. E uccide. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

TG Luna
Ep. 820 | FinaziAria di festa - 17.12.25

TG Luna

Play Episode Listen Later Dec 17, 2025 11:39


di Alessandro Luna | Tra gli argomenti di oggi gli ultimi ritocchi alla manovra finanziaria, la capa di Gabinetto della Casa Bianca che dice che Trump si comporta come un alcolizzato e le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Urbinary
Manuale minimo di urbanistica coloniale (come si pianifica un'occupazione). Parte 2: Cisgiordania

Urbinary

Play Episode Listen Later Dec 15, 2025 38:04


La seconda parte approfondisce la dimensione territoriale del colonialismo d'insediamento in Cisgiordania, dove il controllo lascia la scala urbana per trasformarsi in un progetto capillare di riorganizzazione dello spazio. L'episodio ricostruisce le radici storiche del progetto sionista, la nascita degli insediamenti dopo il 1967 e l'evoluzione della colonizzazione attraverso kibbutz, città suburbane, comunità collinari e outpost illegali poi legalizzati. Le voci degli intervistati guidano l'ascoltatore dentro le logiche di pianificazione che istituzionalizzano l'esproprio: la trasformazione delle terre in “state land”, la costruzione sulle alture come strumento ottico di controllo, l'architettura panottica degli outpost e l'emergere di università nei territori occupati come infrastrutture permanenti della colonizzazione. L'episodio affronta anche il tema della temporalità sospesa dei campi profughi e del ruolo dell'arte e della memoria nel contrastare la cronopolitica dell'occupazione. Fonte inserti audio: https://www.youtube.com/watch?v=fxLDYkX7l9Ahttps://www.facebook.com/watch/?v=10156573118623487https://www.youtube.com/watch?v=FkXJwErm8DM https://www.youtube.com/watch?v=lrdldVhfbaU

Radiogiornali di Radio Vaticana
Radiogiornale Italiano ore 08.00 15.12.2025

Radiogiornali di Radio Vaticana

Play Episode Listen Later Dec 15, 2025 10:00


Strage in Australia: 15 morti e 40 feriti su una delle spiagge più belle di Sydney dove si stava celebrando la festa ebraica di Hanukkah Ancora tensioni in Medio Oriente. in Cisgiordania gli attacchi dei coloni hanno portato alla morte di due palestinesi e diversi feriti. All'Angelus nuovo appello del Papa per la Repubblica democratica del Congo: cessi ogni violenza nell'est del Paese, si cerchi un dialogo costruttivo

Il Mondo
Oggi sul Mondo cultura: Un romanzo d'amore, Jacques-Louis David al Louvre, un film palestinese, l'infanzia di Chico Buarque a Roma

Il Mondo

Play Episode Listen Later Dec 13, 2025 2:55


Cuore l'innamorato della scrittrice statunitense Lily King è una storia d'amore che trascende il genere romance per parlare di letteratura, di ambizioni e del passare del tempo. Il Louvre di Parigi dedica una grande retrospettiva al pittore neoclassico Jacques-Louis David in occasione del bicentenario della sua morte. The teacher della regista anglo-palestinese Farah Nabulsi è un ambizioso film drammatico che racconta la situazione della Cisgiordania attraverso diverse storie che s'intrecciano tra loro. Il musicista brasiliano Chico Buarque, negli anni cinquanta, visse per un periodo a Roma con la sua famiglia. In una sua nuova autobiografia romanzata, Bambino a Roma, ricostruisce quegli anni di meraviglia e di scoperta. CONValentina Pigmei, giornalista che collabora con InternazionaleGiuliano Milani, storico che cura la rubrica Non fiction su InternazionaleCatherine Cornet, giornalista e arabista che collabora con InternazionaleAlberto Riva, giornalista e scrittore che collabora con InternazionaleCuore l'innamorato: https://www.youtube.com/watch?v=FqNuOYAZUv0Jacques-Louis David: https://www.youtube.com/watch?v=FQB9zbsaWo8The teacher: https://theteacher.film/Chico Buarque: https://www.youtube.com/watch?v=-coyF73NBjgCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Radio Bullets
11 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 11, 2025 20:25


Gaza travolta dalle tempeste invernali: tra macerie e tende allagate, la crisi umanitaria peggiora.Ad Haiti, gli scontri tra bande fanno decine di vittime.L'Islanda si unisce al boicottaggio dell'Eurovision per protesta contro la partecipazione di Israele.A Oslo riappare María Corina Machado, la leader venezuelana in clandestinità da quasi un anno, mentre in India l'Unesco riconosce Diwali come patrimonio dell'umanità.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #96

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 9, 2025 2:08


Sharifa Qudeih è seduta su una sedia davanti a un terrapieno. Alle sue spalle i soldati israeliani avanzano. Racconta che la casa ad Abasan è stata demolita, che è stata percossa, usata come scudo umano nonostante l'età e le ferite, poi detenuta in condizioni dure. L'immagine riassume la grammatica di questa guerra: i civili sono cose da spostare. Mentre circola il video di Sharifa, la politica parla di “seconda fase”: Netanyahu dice che l'accordo è vicino, che lo scambio dell'ultimo ostaggio aprirà il capitolo del disarmo di Hamas, della smilitarizzazione di Gaza, di una forza internazionale e di un'autorità provvisoria. Hamas fa filtrare la disponibilità a discutere del destino delle armi. Intanto i numeri restano fermi: decine di migliaia di palestinesi uccisi dal 2023, centinaia anche dopo la tregua di ottobre. Le trattative cambiano nome, la realtà no. A Gerusalemme Est la polizia fa irruzione nel compound dell'Unrwa: sequestra computer, rimuove mobili, ammaina la bandiera dell'Onu e issa la propria. Lazzarini parla di una campagna di intimidazioni che dura da mesi, mentre la Knesset ha già bandito l'agenzia che la Corte internazionale di giustizia non ha mai trovato legata a Hamas. Le bandiere mostrano la direzione della forza prima ancora delle parole. In Italia arrivano 17 bambini palestinesi malati evacuati da Gaza: il totale sale a 232, il governo rivendica l'impegno umanitario. Nello stesso momento due deputati della maggioranza attaccano la relatrice Onu Francesca Albanese e chiedono di valutarne la “compatibilità” con il ruolo. Salvare i bambini, silenziare chi nomina il genocidio. A Gaza si festeggia la qualificazione della nazionale alla Coppa Araba. Un lampo di vita in una stanza stipata. Poi torna la notte: incursioni in Cisgiordania, arresti, la terra rossa attorno alla sedia di Sharifa. Le fasi cambiano nelle conferenze stampa, sul terreno resta la stessa scena. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #94

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 6, 2025 2:00


corpi arrivano prima delle parole. Aws Bani Harith, vent'anni, steso su un lettino con la pelle incisa come un terreno devastato: racconta la tortura dei coloni meglio di qualsiasi testimonianza. Jamal Shtiw, la testa bendata, ripete che erano più di trenta, armati di pietre, bastoni, spray, e che sua figlia urlava mentre gli incendiavano l'auto. Nour al-Din Dawood esce dal carcere irriconoscibile, un'ombra del ragazzo che era. In mezzo scorrono le raffiche dei droni su Gaza City est, quelle che nei video illuminano il buio come se cercassero di cancellarlo. Intorno ai volti c'è la mappa della violenza: nella Cisgiordania di queste ore i coloni entrano nei villaggi a est di Ramallah, bruciano veicoli, lasciano scritte sui muri, attraversano le strade come pattuglie autonome. I numeri delle agenzie non hanno più nulla di astratto: cinque attacchi al giorno dall'inizio dell'anno, uliveti devastati, famiglie spinte via con la certezza dell'impunità. In quelle statistiche c'è Aws, c'è Jamal, c'è chi non ha una telecamera accanto. E poi Gaza, dove i progetti sul “dopo” vengono annunciati mentre il “durante” non si arresta. La Casa Bianca parla di una nuova fase entro due settimane, un'architettura di sicurezza per la Gaza che verrà; intanto a Tuffah saltano case, a Maghazi si scava tra le macerie, a Khan Yunis continuano i colpi delle navi al largo. Le tregue future vivono separate dalle esplosioni presenti. Sul confine nord UNIFIL denuncia tre nuovi attacchi israeliani in Libano, un'altra violazione della 1701. In Europa si discute di boicottaggi, presepi che mettono Gaza al centro, gesti che sembrano minuscoli mentre tutto continua a franare. Resta la distanza tra ciò che si annuncia e ciò che accade. La diplomazia scrive il futuro, i corpi raccontano il presente. E nessuno dei due coincide con la parola “pace”. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

il posto delle parole
Sara Alberani "Material for an Exhibition"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Dec 5, 2025 19:42


Sara Alberani"Material for an Exhibition"Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal MediterraneoMuseo di Santa Giulia, BresciaEdizioni Skirawww.skira.net“Material for an Exhibition. Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo”, un importante volume edito da Skira che, attraverso una raccolta sistematica di opere provenienti da numerose zone di conflitto nel Mediterraneo – da Gaza, al Libano, alla Cisgiordania – evidenzia la capacità dell'arte di instaurare e difendere legami di solidarietà profondi fra le diverse realtà mediterranee, creando spazi di dialogo e confronto anche in contesti difficili come quello palestinese. A cura di Sara Alberani, il catalogo accompagna l'omonima mostra in corso fino al 22 febbraio 2026 presso il Museo di Santa Giulia di Brescia, che presenta le opere sopravvissute dell'Eltiqa Group for Contemporary Art di Gaza, dopo la distruzione causata da un bombardamento nel 2023. A partecipare all'ideale ricostruzione dello spazio artistico sono due dei fondatori del collettivo, gli artisti Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar, insieme all'artista libanese Haig Aivazian e alla palestinese Emily Jacir, Leone d'Oro a Venezia. Il titolo della mostra, Material for an Exhibition, rende omaggio all'opera Material for a Film di Emily Jacir, dedicata alla memoria del poeta palestinese Wael Zuaiter.Come accade nell'opera originale, anche in questo caso il termine material richiama le creazioni artistiche – installazioni, video, sculture, pittura, disegni e lavori su carta – e rimanda alle condizioni materiali in cui operano gli artisti provenienti da zone di conflitto. Elemento centrale è anche il rifiuto della cancellazione e della perdita delle opere, che spesso caratterizza tali contesti, in una riflessione sull'importanza dell'arte come archivio e memoria collettiva.In apertura del volume e della mostra spiccano le opere salvate degli artisti palestinesi Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar, co-fondatori di Eltiqa Group for Contemporary Art (“Eltiqa” in arabo “incontro”), una delle prime gallerie d'arte contemporanea nella Striscia di Gaza. Attraverso queste opere, che hanno viaggiato insieme agli artisti che le hanno prodotte, si mette in evidenza un altro volto di Gaza: quello della quotidianità, della cultura tramandata e dei luoghi della memoria, simbolo della volontà di un popolo che si rifiuta di scomparire. A seguire, una sezione dedicata alla ricerca dell'artista libanese Haig Aivazian riflette – attraverso sculture, installazioni, disegni e performance – sulle strutture di potere proprie della società contemporanea sullle dinamiche di controllo, sorveglianza e repressione dietro ai rapporti tra Medio Oriente e Occidente, indagando le dinamiche di controllo, sorveglianza e repressione.Il percorso si conclude con le creazioni dell'artista palestinese Emily Jacir, tra le voci più significative dell'arte contemporanea internazionale. La sua pratica attraversa un ampio repertorio di media – film, video, fotografia, scultura, installazione e performance – per indagare il modo in cu la memoria storica lascia il suo segno nel tempo, nelle geografie e nelle popolazioni della regione.             Le opere in mostra e raccolte nel volume provengono da importanti prestiti internazionali, da istituzioni newyorkesi, dal National Museum of Contemporary Art di Atene e della Sharjah Art Foundation di Sharjah. Si tratta di lavori realizzati nel corso di residenze artistiche e di alcune riproduzioni, di cui restano soltanto reperti digitali dopo la distruzione delle opere originali. Sara Alberani   Curatrice indipendente e attivista basata a Roma, esprime la sua ricerca curatoriale attraverso pratiche artistiche socialmente impegnate che coinvolgono comunità e spazi pubblici, concentrandosi sulle lotte di classe, la giustizia sociale e climatica attraverso progetti a lungo termine. Dal 2020 co-dirige LOCALES, una piattaforma curatoriale per la produzione di interventi site-specific e pratiche decoloniali nello spazio pubblico di Roma, nominata Miglior progetto curatoriale 2024 al Flash Art Italia Award. I suoi progetti sono stati presentati da numerose istituzioni. La sua ricerca curatoriale attuale indaga gli impatti dell'estrattivismo e del capitalismo sugli ecosistemi idrici nella sua regione d'origine, l'Emilia-Romagna, soprattutto alla luce delle alluvioni del 2023–2024, intendendo i corpi d'acqua come soggetti politici di insorgenza e resistenza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Radio Bullets
5 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 5, 2025 18:54


La tregua che non c'è: Israele bombarda Gaza e il Libano. E ruba cinque colonne bizantine in Cisgiordania.Spagna: Eurovision non è più una canzone, ma una condanna.Gli USA moderano un accordo di pace per Congo e Ruanda che includerà l'accesso ai minerali. L'esercito statunitense uccide quattro persone in un nuovo attacco contro una presunta nave adibita al trasporto della droga.Siria: i dossier di Damasco, anatomia di un regime.Myanmar: il maggior produttore di oppio.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: “L'eccezione americana: Israele, il prezzo del silenzio”

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #93

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 5, 2025 2:06


La foto della famiglia sterminata ieri a Gaza è l'ennesimo frammento di un archivio che cresce mentre il cessate il fuoco resta appeso a comunicati sempre più vuoti. Le squadre di recupero continuano a estrarre corpi da Khan Younis e Daeri, i coloni in Cisgiordania registrano nuovi assalti nella zona di Shilo, e l'ONU parla apertamente di una «pratica sistemica» che ignora ogni obbligo delle misure provvisorie della Corte internazionale di giustizia. Nelle stesse ore è arrivato il nuovo rapporto Don't Buy Into Occupation. Non parla più di “economia dell'occupazione”: adotta la definizione di «economia del genocidio» mutuata dal lavoro di Francesca Albanese. Dentro ci sono 104 aziende globali e più di 1.100 istituzioni finanziarie europee che alimentano la macchina militare israeliana, con oltre 1.500 miliardi di dollari di esposizione. Il capitolo italiano è nitido: Unicredit tra i primi creditori europei, Intesa Sanpaolo e Generali tra gli investitori, Leonardo ed ENI nella catena tecnologica e militare usata nelle operazioni su Gaza. Proprio su Leonardo otto associazioni e una cittadina palestinese hanno depositato un ricorso al tribunale civile di Roma. Chiedono di dichiarare illegittimi i contratti che forniscono componenti per F-35, sistemi radar, parti del Trophy installato sui Merkava. È il primo tentativo formale di forzare l'Italia a misurarsi con il proprio ruolo nella filiera che sostiene la guerra. Nel frattempo un'altra filiera scorre silenziosa: quella dei dati. L'inchiesta che coinvolge Microsoft e l'Unità 8200 apre un fronte europeo sul trattamento di materiale di sorveglianza raccolto nei territori palestinesi e archiviato su server Ue. Anche questo è parte dell'infrastruttura del conflitto. E mentre tutto questo si muove, in Parlamento il Pd presenta un disegno di legge che lega critica a Israele e antisemitismo. Una norma che arriva proprio quando l'ONU e DBIO documentano il contrario: la necessità di guardare in faccia la catena che rende possibile ciò che vediamo ogni giorno nelle macerie di Gaza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #91

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 3, 2025 1:52


L'immagine che apre la giornata non è un cratere, ma un ragazzo in smoking. Il videoreporter palestinese Mahmoud Wadi, ucciso da un drone israeliano a Khan Younis mentre filmava le rovine con lo stesso strumento con cui, fino a un anno fa, riprendeva matrimoni. La foto elegante accostata al giubbotto “PRESS” sul suo corpo ricomposto è il promemoria più crudele di cosa significhi raccontare Gaza. Nel resto della Striscia le agenzie contano altre vittime, mentre in Cisgiordania l'esercito fa esplodere la casa del detenuto Abdul Karim Sanoubar, evacuando tredici famiglie: una punizione collettiva che si aggiunge a un territorio ormai trasformato in un mosaico di demolizioni, retate, checkpoint. Ma oggi il centro politico arriva da Ginevra. Il Comitato ONU contro la tortura parla di una «politica di fatto di tortura organizzata e diffusa» da parte di Israele. Non più abusi isolati: una struttura. Nel rapporto compaiono pestaggi sistematici, attacchi con cani, waterboarding, elettroshock, violenze sessuali, amputazioni dovute a cure negate. E un dato che inchioda: almeno 98 palestinesi morti in custodia nell'ultimo anno, una mortalità che per gli esperti è “indicatore diretto” dell'uso della violenza negli interrogatori. Il dossier apre un fronte internazionale delicatissimo e rischia di spingere gli Stati membri verso indagini sui vertici politico-militari israeliani, mentre la Corte penale internazionale lavora su un fascicolo parallelo. Intanto l'Europa continua a chiedere de-escalation senza toccare i rapporti militari con Tel Aviv, e l'Italia tace anche davanti alla parola più pesante pronunciata dall'ONU: tortura come categoria strutturale. Per questo oggi lo smoking di Wadi pesa più di una statistica: ogni cronista che cade porta via un pezzo della verità che potrebbe finire davanti ai giudici. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

ANSA Voice Daily
PRIME PAGINE | Colloqui Usa-Ucraina a Miami. Trump: "Buone chance per un accordo con Mosca"

ANSA Voice Daily

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 16:45


Tre attivisti italiani feriti dai coloni in Cisgiordania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

News dal pianeta Terra
Sui tetti per fuggire dalla pioggia indonesiana

News dal pianeta Terra

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 10:15


Dopo giorni di fortissime inondazioni nel sud-est asiatico, sono quasi 1000 le persone rimaste uccise e altre 400 disperse tra Indonesia, Thailandia e Sri Lanka. A tutto questo, nelle Filippine si aggiunge la rabbia per la corruzione politica che ha disperso molti fondi che servivano nella prevenzione e adattamento climatico. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto la presidente Herzog la grazia per tutti i suoi processi per corruzione, partiti nel 2020 e che minano la sua carriera politica futura. Intanto proseguono gli attacchi a Gaza e in Cisgiordania, e anche 3 volontari italiani sono stati attaccati da coloni. Con oltre 100 kayak per bloccare navi che trasportano carbone: anche ieri si è ripetuta – un anno dopo – la protesta in Australia per mettere l'attenzione sull'impatto climatico del terzo esportatore di carbone al mondo. Puntata speciale “Il clima ha bisogno di una buona storia” con Marina Pierri e Severine Petite del Torino Film Lab  Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it. 

Io Non Mi Rassegno
Quel brutto pasticcio del governo sulle comunità energetiche - 1/12/2025

Io Non Mi Rassegno

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 26:10


Oggi proviamo a capire che cosa è successo davvero con il taglio improvviso ai fondi per le Comunità Energetiche: perché il governo ha ridotto di oltre la metà il budget, che ruolo ha giocato il GSE e cosa rischiano ora i progetti già avviati. In chiusura uno sguardo al mondo: Trump che “chiude” lo spazio aereo sopra il Venezuela, l'Ucraina che colpisce per la prima volta le petroliere della shadow fleet russa e Netanyahu che chiede la grazia mentre in Cisgiordania vengono aggrediti quattro attivisti, tra cui tre italiani.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:56 - Il pasticcio del governo sulle comunità energetiche00:22:53 - Altre notizie veloci dal mondoFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/governo-comunita-energetiche/Iscriviti alla newsletter: https://bit.ly/3ZcEwVuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #89

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 1:57


A Rafah è tornato a muoversi qualcosa che somiglia più a un'ombra che a un'esercitazione: l'Idf manda droni e pattuglie di ricognizione per “mappare” i tunnel attivi, mentre migliaia di sfollati provano a restare in piedi dentro una tregua che non protegge nessuno. Nel bollettino dell'Oms c'è l'altra verità della pausa armata: le infezioni respiratorie nei campi di Rafah e Deir al-Balah sono aumentate del dodici per cento in una settimana, i bambini respirano polvere, muffa, fuochi improvvisati. È la guerra che continua da dentro, anche senza bombe. A Gerusalemme rimbalza lo scontro tutto interno: Itamar Ben-Gvir accusa l'esercito di “cedere ai mediatori”, pretende di tornare all'offensiva larga senza condizioni. Dall'altra parte dell'oceano gli Stati Uniti fanno filtrare che non sosterranno alcuna ripresa se Netanyahu non mostra un piano politico per il dopo, come se il dopo non fosse già stato incendiato da quattordici mesi di devastazione. La tregua non arriva nemmeno in Cisgiordania. A Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, coloni mascherati hanno fatto irruzione nella casa dove dormivano volontari internazionali: tre italiani e un canadese feriti, telefoni rubati, una fuga nella notte. Erano lì per accompagnare pastori e bambini nei villaggi sotto assedio quotidiano. Il ministro Antonio Tajani parla di episodio “gravissimo”, ma intanto aggiunge che l'Italia dovrà “monitorare” gli aiuti umanitari per verificarne l'uso. Qui la parola “controllo” pesa più della condanna. Gaza resta sospesa tra tunnel e malattia, Israele litiga sul dopo senza vedere il presente, la Cisgiordania brucia nella notte mentre colpisce anche chi prova solo a proteggere. E l'Italia, che si dice presente per la pace, sembra soprattutto preoccupata di non disturbare nessuno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Ecovicentino.it - AudioNotizie
Tre italiani feriti in Cisgiordania da coloni israeliani. Malmenati e derubati ma non sono gravi

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later Nov 30, 2025 1:14


Tre italiani, volontari internazionali, sono stati vittime la scorsa notte di un'aggressione da parte di coloni israeliani presso i loro alloggi vicino Gerico, in Cisgiordania. Lo conferma la Farnesina in una nota sottolineando che non hanno ferite gravi.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #87

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Nov 29, 2025 2:12


Jenin è il punto da cui si deve partire oggi. Il video che circola da ieri mostra due uomini che escono da un garage con le mani alzate, la maglietta sollevata per mostrare il ventre nudo, nessuna minaccia. Poi li costringono a inginocchiarsi, li colpiscono, li trascinano qualche metro e li finiscono a terra. Le “indagini interne” annunciate da Israele valgono quanto valgono sempre: un tempo morto che serve a spegnere l'attenzione finché il silenzio torna utile. Intorno, la solita claque di ministri che chiama «eroi» i soldati e «terroristi» i cadaveri. Nelle stesse ore, in Cisgiordania, i blindati entrano e escono dai villaggi come fosse un diritto naturale. Arresti a decine, case perquisite, adolescenti portati via di notte. Da Tubas arrivano le immagini delle strade sfondate dai bulldozer e dei corpi feriti sulle barelle improvvisate. È la guerra che continua oltre la guerra, senza tregue ufficiali da sventolare. Fuori dalla Palestina il fronte non si allenta. Nel sud della Siria un raid ha colpito un edificio residenziale causando vittime civili, mentre nel sud del Libano le famiglie restano sospese sotto il rumore costante dei droni. Le mappe diplomatiche parlano di stabilizzazione; la geografia reale racconta un'altra storia, fatta di quartieri sventrati e funerali senza telecamere. E poi c'è la vicenda del sedicenne palestinese-americano liberato ieri dopo mesi di detenzione militare. Esce dimagrito, con la pelle segnata dalla scabbia, dopo un patteggiamento costruito sulle accuse di sempre. La versione ufficiale parla di “ordine pubblico”. Il suo corpo racconta un'altra definizione. Intanto la giornata politica si appunta sul viaggio del papa ad Ankara, sulle parole di Erdogan, sugli appelli alla pace. Belle cornici, ma fragili come carta bagnata se messe davanti alla sequenza di Jenin. È questo il paradosso delle ultime ore: mentre tutti rivendicano un ruolo da mediatori, l'unica immagine davvero nitida è quella di due uomini stesi a terra che non si rialzano più. E forse da lì bisogna ripartire, ogni giorno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #86

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Nov 28, 2025 2:10


Le agenzie raccontano che “la fase uno è chiusa”, che “le scuole riaprono” e che al Cairo si discute della “Gaza del futuro”. È la diplomazia che tenta di costruire una scenografia di normalità mentre sul terreno niente assomiglia a una tregua. Oggi Amnesty International rompe l'incantesimo: dice esplicitamente che il genocidio non si è fermato, nemmeno dopo il cessate il fuoco. Contano 327 palestinesi uccisi nelle ultime settimane, 136 sono bambini. E ricordano che un genocidio non è solo una strage: è negare le condizioni di vita. Lì dentro, dicono, questo continua. Le immagini che arrivano da Gaza confermano il resto. L'UNRWA parla di “spazi di apprendimento temporanei”: cortili senza muri, tende sfondate, bambini seduti su pietre circondati da edifici pericolanti. La normalità qui esiste solo nei comunicati stampa delle capitali europee. Intanto, il negoziato si inceppa perché il punto non è più lo scambio di ostaggi: è chi controllerà Gaza. Israele rifiuta ogni ipotesi di governance internazionale, rifiuta la forza multinazionale, rifiuta l'ANP. Senza quella risposta, dicono le stesse fonti del Cairo, la “fase due” resterà un titolo di giornale. E poi c'è la Cisgiordania, che racconta da sola come appare il presente mentre tutti parlano del futuro. A Masafer Yatta i coloni rubano il somaro a una famiglia palestinese. Un animale trascinato via da uomini armati, sotto lo sguardo dell'esercito. È la fotografia più sincera della regione: l'occupazione ridotta in gesto quotidiano, non in teoria diplomatica. L'ex soldato Avner Gvaryahu, in un'intervista tornata virale, parla del sistema dall'interno: mappe, target, case segnate come coordinate da colpire. Non la retorica della “moralità”, ma l'architettura della paura. La distanza tra ciò che raccontano i tavoli negoziali e ciò che accade davvero è tutta qui: mentre il mondo discute della Gaza che verrà, a Gaza e in Cisgiordania continua ciò che è sempre stato. Una violenza così ordinaria che molti, ormai, preferiscono non guardarla più. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Esteri
Esteri di martedì 25/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 25, 2025 27:27


1) 25 novembre, quando lo stupro è un'arma di guerra. Nel Sudan sconvolto dalla più grave crisi umanitaria al mondo, migliaia di donne e bambini sono vittime di violenza di genere. (Stefano Piziali - Cesvi) 2) Ucraina, mentre i negoziati per un accordo tra Mosca e Kiev continuano, il piano per la pace Statunitense spacca l'amministrazione americana. (Roberto Festa) 3) La peggiore crisi economica mai registrata. L'occupazione israeliana in Cisgiordania e la distruzione e Gaza hanno provocato un crollo senza precedenti nell'economia palestinese, riportando il paese indietro di decenni. (Allegra Pacheco - West Bank Protection Consortium) 4) “A Dankirque non si vive, si sopravvive”. Sulle coste francesi la situazione umanitaria delle persone migranti peggiora giorno dopo giorno e lo stato non si assume le sue responsabilità. (Veronica Gennari) 5)Lo scandalo di pedofilia che ha sconvolto il vescovo di Cadice è un caso senza precedenti nella chiesa spagnola. (Giulia Maria Piantedosi) 6) Rubrica sportiva. Dopo 52 anni, la nazionale di calcio di Haiti si qualifica per i mondiali. Un risultato storico e prezioso per un paese distrutto dalla violenza. (Luca Parena)

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #82

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Nov 24, 2025 1:38


Voi credereste a una tregua che ogni notte lascia nuovi morti? Nelle ultime ventiquattro ore le agenzie parlano di almeno 24 palestinesi uccisi nei raid israeliani su Rafah, Deir al-Balah, Gaza City. A Rimal un'auto colpita è diventata un cratere: secondo l'ospedale Shifa undici morti e oltre venti feriti, molti bambini. A Nuseirat un'unica esplosione ha cancellato tre generazioni della famiglia Abu Shawish. Voi credereste a una tregua mentre una delegazione di Hamas siede al Cairo per discutere la de-escalation e, nelle stesse ore, Netanyahu dichiara che «Hamas viola la tregua» e che Israele «agirà comunque»? È il consueto schema: la diplomazia parla, le bombe parlano più forte. Voi credereste a una tregua mentre all'ONU solo Stati Uniti, Israele e Argentina votano contro la risoluzione che chiede di prevenire tortura e trattamenti degradanti? Se il principio viene respinto, la pratica diventa più libera, più impunita. E mentre il mondo finge di vedere un cessate il fuoco, la Cisgiordania continua a scorrere fuori quadro: più di mille palestinesi uccisi dal 2023, 217 bambini, secondo B'Tselem. Nelle ultime ore Israele ha colpito anche Beirut, uccidendo un dirigente di Hezbollah in un raid che Washington dice di non aver autorizzato. Il fronte non si chiude: si allarga. Voi ci credereste a una tregua così? Ecco: non credeteci. Non chiamatela tregua, non permetteteglielo. E chiedete al mondo di alzare gli occhi su questo genocidio lento, lasciando perdere qualsiasi narrazione cosmetica. Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Esteri
Esteri di martedì 18/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 18, 2025 27:14


1) La vita in Cisgiordania occupata tra posti di blocco, la violenza dei coloni e dell'esercito e le umiliazioni quotidiani. La testimonianza della nostra inviata dalla zona di Hebron. 2) Stati Uniti – Arabia Saudita: in diretta dalla Casa Bianca gli affari miliardari tra Donald Trump e il Principe Bin Salman. 3) Ucraina. Zelensky oggi a Madrid. Rimane intatta la solidarietà del governo Sanchez con Kiev. 4) Casino Totale. Vertice all'Eliseo sul narcotraffico a Marsiglia. Il punto di Esteri 5) Diritto all' Asilo. Il copia incolla del governo laburista dei peggiori testi della destra britannica. 6) Rubrica sportiva. Nei paesi baschi partita storica e indimenticabile per Gaza e la Palestina. Oggi si replica in Catalogna.

Radio Bullets
14 novembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Nov 14, 2025 19:30


Raid in Cisgiordania, alle fiamme una moschea.  Venezuela: Operazione Southern Spear: l'ombra lunga della guerra nel continente.Africa, colera fuori controllo: l'epidemia peggiore degli ultimi 25 anni.Sarajevo, la caccia all'uomo: l'inchiesta sugli sniper italiani ‘turisti di guerra.La Corea del Sud si ferma per l'esame di ammissione all'università.Giappone: il primo parco a tema Pokémon diventa realtà. Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: La marea che sale: le voci degli sfollati climatici a COP30

Esteri
Esteri di giovedì 13/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 13, 2025 27:44


1) Cisgiordania occupata. I palestinesi non hanno nessuno su cui contare. Oggi l'esercito israeliano anon ha ucciso due bambini a Beit Ummar, a nord di Hebron. 2) Stati Uniti. Le mail di Epstein sempre di più una spina al fianco di Donald Trump. 3) Parigi, 13 novembre 2015. dieci anni fa l'attacco dell'Isis alla generazione Bataclan. 4) Belem2025. Nella prima bozza della Cop 30 una roadmap per l'uscita graduale dai combustibili fossili entro un decennio. (Alice Franchi intervista Sara Segantin) 5) World Music. “Diamanti neri“ il nuovo album della sudanese Amira Kheir.

Radio Bullets
13 novembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Nov 13, 2025 18:52


Donne e uomini palestinesi vittime di violenze sessuali e torture nelle carceri israeliane, Israele sotto accusa ONUTrump chiede la grazie per NetanyahuEpstein e Trump, nuove email riaccendono il casoGrecia, naufragio a sud di Gavdos: tre morti e oltre cinquanta sopravvissutiFrancia, l'Assemblea Nazionale sospende la riforma delle pensioni di Macron. Oggi la commemorazione per i dieci anni dall'attacco terroristico del BataclanBrasile, tensioni alla COP30 di Belém: indigeni bloccati fuori dalla Green ZoneSudan, lo stupro è un'arma di guerra deliberata: i racconti delle donne sopravvissute al massacro di Al-FashirRyanair dice addio alle carte d'imbarco stampate — e quasi 2.000 passeggeri non lo sapevano

Notizie a colazione
Mer 5 nov | Fuga di cervelli, la morte di Octav Stroici, gli ulivi della Cisgiordania

Notizie a colazione

Play Episode Listen Later Nov 5, 2025 9:47


Oggi parliamo della fuga di cervelli, della morte di operaio nel crollo della torre dei conti a Roma e infine degli ulivi della Cisgiordania. ... Per iscriverti al canale Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione Qui per provare MF GPT ... Gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Globally
Intervista alla Ministra degli Esteri palestinese

Globally

Play Episode Listen Later Oct 24, 2025 26:24


Abbiamo parlato con la ministra degli esteri della Palestina che ci ha raccontato cosa pensa della tregua, del futuro di Gaza e della Cisgiordania, della relazione con gli Stati Uniti e con noi. Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: ⁠https://shor.by/zQ5D⁠ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La variante Parenzo
Vance: no all'annessione della Cisgiordania - Sfratto a Bologna con scontri

La variante Parenzo

Play Episode Listen Later Oct 24, 2025


Vance: no all’annessione della Cisgiordania - Sfratto a Bologna con scontri

Corriere Daily
Le sanzioni di Trump. Il nodo Cisgiordania. Re Carlo da Papa Leone

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Oct 23, 2025 19:28


Federico Fubini spiega in che cosa consistono (e quanto potranno funzionare) le misure varate da The Donald contro le aziende petrolifere russe. Davide Frattini parla del viaggio del vicepresidente degli Stati Uniti a Gerusalemme, con il futuro della Cisgiordania tra i temi dei colloqui. Gian Guido Vecchi racconta la storica visita del sovrano britannico in Vaticano, che potrebbe portare alla ricomposizione dello scisma tra cattolici e anglicani.I link di corriere.it:Le sanzioni di Trump contro la Russia di Putin funzioneranno? Qual è la vera posta in gioco (e cosa farà la Cina)Netanyahu: «Non siamo vassalli degli Usa». Cisgiordania, primo sì all'annessionePapa Leone e re Carlo, perché la preghiera comune è l'inizio del percorso per ricomporre lo scisma anglicano

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
Le prime sanzioni di Trump alla Russia

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later Oct 23, 2025


Russia sotto il fuoco di sanzioni europee e americane (queste ultime le prime dall'insediamento di Donald Trump). Il segretario di Stato USA Rubio in Medio Oriente proprio mentre la Knesset vota a favore dell'annessione della Cisgiordania. Il commento di Marco Di Liddo, direttore del Centro Studi Internazionali. Appello di oltre 700 tra scienziati, personalità politiche, imprenditori e celebrità per fermare i lavori sullo sviluppo della cosiddetta superintelligenza artificiale. Intanto, Amazon sarebbe pronta a rinunciare a 600mila assunzioni nei prossimi otto anni preferendo le prestazioni dei robot. Ne parliamo con il nostro Enrico Pagliarini.

Effetto notte le notizie in 60 minuti
Zelensky incontra Trump: "Con il tuo aiuto possiamo fermare la guerra"

Effetto notte le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later Oct 17, 2025


Il Consiglio dei Ministri approva la Manovra. Ce la racconta Jean Marie Del Bo, Vicedirettore de Il Sole 24 Ore. Zelensky vola da Trump, al centro della discussione la fornitura dei missili Tomahawk ma non solo. Per il Presidente ucraina l'aiuto degli Stati Uniti può portare alla fine della guerra. Il presidente statunitense, fresco del dialogo telefonico di ieri con Vladimir Putin, sostiene che la Russia sia pronta alla pace. Parliamo di tutto questo con Alessandro Marrone, responsabile del programma "Difesa, sicurezza e spazio" dell'Istituto Affari Internazionali. Come ogni venerdì, il Reportage, questa volta firmato da Valentina Furlanetto, dal titolo "Cisgiordania, l'odissea dei bambini malati di cancro".Il meteo del fine settimana con Mattia Gussoni, de IlMeteo.it

Esteri
Esteri di mercoledì 15/10/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Oct 15, 2025 26:55


1) A Gaza il cessate il fuoco ha scatenato il caos. Un cittadino di Gaza in Esteri conferma la presenza di lotte intestine tra clan rivali. (Emanuele Valenti, Mohammed) 2) Per pace e sicurezza non servono commissariamenti. La storia insegna che Gaza ha bisogno di una leadership palestinese in grado di unificare. (Chawki Senouci) 3) Diario dalla West Bank. Le violenze su terre e persone dei coloni e la strategia statale per convincere i palestinesi a lasciare la Cisgiordania. (Samuele Pellecchia - Prospekt) 4) Stati Uniti. Alla corte suprema il caso sulla mappa elettorale del Lousiana, che potrebbe indebolire il Voting Rights Act (Roberto Festa) 5) Trump minaccia dazi alla Spagna per non voler aumentare la spesa militare. Da Madrid insistono: “Il 2% del pil per la Nato è sufficiente”. (Giulio Maria Piantedosi) 6) Grecia: "se 13 ore vi sembrano poche", la contestatissima riforma del lavoro del governo Mitsotakis arriva al voto in queste ore (Claudio Jampaglia) 7) Il pink washing di Xi Jinping. Il presidente cinese elogia i progressi fatti sui diritti delle donne, mentre reprime il movimento femminista. (Valeria Schroter)

SBS Italian - SBS in Italiano
(Quasi) tutti a casa, inizia la pace a Gaza

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Oct 14, 2025 22:04


Nel giorno delle ratifiche, delle firme e degli show trumpiani, Israele riabbraccia i 20 ostaggi ancora in vita, mentre nella Striscia e in Cisgiordania rientrano quasi duemila palestinesi detenuti da Israele. Il punto di Michele Giorgio.

Esteri
Esteri di venerdì 10/10/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Oct 10, 2025 26:15


1) “Vogliono tutti tornare a casa, anche se sono solo macerie”. Dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza migliaia di persone sono già in viaggio verso nord, mentre la tregua lascia la popolazione a fare i conti con le proprie ferite. (Rosa Mazzone - MSF) 2) Una guerra di cui nessuno parla. La lotta quotidiana dei palestinesi in Cisgiordania. Intervista all'attivista pacifista Issa Amro. (Samuele Pellecchia, Pietro Masturzo, Francesco Giusti - Agenzia Prospekt) 3) Il premio Nobel per la pace va a Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana. La sua figura, però, è molto controversa. (Alfredo Somoza) 4) Stati Uniti. Donald Trump intensifica la repressione interna. La procuratrice generale di New York, Letitia James, viene incriminata dopo essere stata messa nel mirino del presidente. (Roberto Festa) 5) Messico, il ruolo della DEA nella scomparsa dei 43 studenti di Ayotzinapa. L'agenzia anti droga statunitense sapeva e non ha fatto nulla. (Andrea Cegna) 6) “Le ultime dottoresse dell'Afghanistan”. Il podcast di Laura Cappon che racconta di un'emergenza nell'emergenza, in un paese dimenticato.

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
Nella Cisgiordania esclusa dal piano di pace

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later Oct 8, 2025


Proseguono i colloqui negoziali per la pace in Medio Oriente. Andiamo in Cisgiordania, regione esclusa nel piano Trump, dove c’è la nostra inviata Valentina Furlanetto. Premio Nobel 2025 per la Chimica a Kitagawa, Robson e Yaghi per gli studi sulle strutture metallo-organiche. Sentiamo il nostro Maurizio Melis. Lo spread francese raggiunge quello italiano, mentre il Governo è alle prese con la Manovra. Nuovo record dell’oro. Ne parliamo con Alberto Orioli, editorialista del Sole 24 Ore.

Effetto notte le notizie in 60 minuti

Il governo punta a chiudere la manovra entro metà ottobre e sono giorni intensi per definire cosa conterrà. Con noi per parlarne Alberto Orioli, editorialista de Il Sole 24 Ore. Torniamo poi in Israele, dove raggiungiamo la nostra Valentina Furlanetto, inviata di Radio 24 a Tel Aviv, che oggi ha visitato la Cisgiordania. Lecornu: "Sento che un cammino è ancora possibile". In che direzione andrà la Francia? Ne discutiamo insieme a Lorenzo De Sio, Professore ordinario di Scienza Politica alla Luiss e direttore del Cise Luiss (Centro Italiano Studi Elettorali) e di Telescope. Bonifico istantaneo: da domani stop al limite agli ordini. Ci spiega meglio Gianfranco Ursino, giornalista de Il Sole 24 Ore, Responsabile Plus 24.

24 Mattino - Le interviste
Avanza il piano Trump

24 Mattino - Le interviste

Play Episode Listen Later Oct 8, 2025


Filtra ottimismo da Sharm el-Sheikh dove sono in corso i negoziati indiretti tra Hamas ed Israele sul piano di pace degli Usa. Ne parliamo con Valentina Furlanetto, inviata di Radio 24 in Israele e Cisgiordania e Michele Valensise, presidente dello IAI (Istituto affari internazionali).

Esteri
Esteri di lunedì 22/09/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Sep 22, 2025 28:37


Puntata speciale dedicata quasi interamente alla giornata del riconoscimento della Palestina all'Onu, con Hani Gaber, console rappresentante per il Nord Italia dell'Autorità Nazionale Palestinese; Ahmad Odeh, cooperante palestinese che ci ha parlato da Jenin, in Cisgiordania, dove l'occupazione sta rosicchiando sempre più terra per scongiurare ogni possibilità di esistenza effettiva di uno stato palestinese; Emanuele Valenti; Chantal Meloni, professoressa di diritto internazionale alla Statale di Milano e Alfredo Somoza. Ma anche la scarcerazione dell'attivista anglo-egiziano Alaa Abdel Fattah con Riccardo Noury (Amnesty International) e l'effetto a catena scatenato dall'omicidio di Charlie Kirk nella politica statunitense (Roberto Festa)

SBS Italian - SBS in Italiano
Qatar, missili israeliani sul vertice di Hamas

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Sep 10, 2025 17:25


All'indomani dell'attentato di Gerusalemme, il governo Netanyahu ha bombardato Doha, dove era in corso un summit dell'organizzazione islamista. Colpita anche, secondo gli attivisti, un'imbarcazione della Global Sumud Flotilla in Tunisia. La preoccupazione degli analisti: "Quel che abbiamo visto a Gaza potrebbe ripetersi in Cisgiordania".

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Israele minaccia la Global Sumud Flotilla: “Li tratteremo come terroristi”

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Play Episode Listen Later Sep 4, 2025 16:21


Il ministro della sicurezza nazionale Ben Gvir alza i toni contro gli attivisti diretti a Gaza. Intanto, dopo Regno Unito, Francia e Australia, anche il Belgio riconoscerà lo Stato palestinese all'Assemblea generale dell'ONU. Sullo sfondo, la diserzione di 365 riservisti e le nuove misure di Netanyahu in Cisgiordania.