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Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #156

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 26, 2026 1:57


Le ruspe arrivano quando il rumore delle bombe smette di occupare i titoli. A Beit Liqya, a sud-ovest di Ramallah, i bulldozer israeliani entrano tra serre e abitazioni palestinesi e iniziano a demolire case e strutture agricole. Un'operazione registrata come intervento ordinario. La guerra, qui, assume la forma della gestione quotidiana del territorio. Mentre Gaza continua a vivere tra macerie e sfollamenti permanenti, la Cisgiordania cambia lentamente volto. Le demolizioni restringono spazio abitabile, interrompono economie familiari, trasformano villaggi in territori provvisori. Ogni muro abbattuto produce uno spostamento forzato che raramente diventa notizia internazionale. La violenza perde spettacolarità e diventa procedura. Nelle stesse ore emerge un dato che pesa più di molte dichiarazioni diplomatiche. Il Committee to Protect Journalists certifica che il 2025 è stato l'anno più letale mai registrato per l'informazione: 129 operatori dei media uccisi nel mondo, ottantasei collegati alla guerra di Gaza. Due terzi delle morti risultano attribuite alle operazioni israeliane. Raccontare questo conflitto resta una delle attività più pericolose esistenti, e ogni voce che scompare riduce ciò che il mondo riesce a vedere. La pressione sul racconto continua anche lontano dal fronte. Il ministero della Difesa israeliano dispone la chiusura di cinque piattaforme mediatiche palestinesi attive a Gerusalemme Est. Meno immagini circolano, meno testimonianze sopravvivono, più semplice diventa trasformare la guerra in narrazione controllata. Intanto, negli Stati Uniti, Donald Trump dichiara pubblicamente conclusa la guerra e sostiene che tutti gli ostaggi sarebbero tornati a casa. La giornata si richiude dove era iniziata: tra polvere e ruspe. Gaza resta sospesa dentro questa distanza crescente tra parole ufficiali e realtà che continua a consumarsi davanti agli occhi di chi riesce ancora a raccontarla. Poi Londra. Ai BAFTA 2026 la BBC trasmette l'evento in differita e taglia dal discorso del regista Akinola Davies Jr la frase “Free Palestine”. Nella stessa serata va in onda un insulto razziale urlato in platea. L'emittente si scusa il giorno dopo. I corpi restano, le parole spariscono. Anche questo entra nel diario. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #155

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 25, 2026 1:55


Il Ramadan in Cisgiordania si apre con un ragazzo di diciassette anni ucciso a Beit Furik, a est di Nablus. Mohammad Wahbi Hanani viene colpito alla testa durante un'incursione dell'esercito israeliano e muore all'ospedale di Rafidia. Nelle stesse ore, nel villaggio di Tell, vicino Nablus, viene incendiata la moschea Abu Bakr al Siddiq: secondo il ministero degli Esteri palestinese l'azione è opera di coloni che hanno lasciato scritte razziste sui muri. L'Autorità nazionale palestinese parla di responsabilità politica del governo israeliano. Intanto la Palestinian Prisoner Society riferisce di oltre cento arresti dall'inizio del mese sacro, tra cui donne e minori. La cornice diplomatica prova a inseguire i fatti. Diciannove Paesi, insieme alla Lega araba e all'Organizzazione della cooperazione islamica, firmano una dichiarazione che condanna l'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, cita il progetto E1 e richiama il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 2024. Parlano di annessione di fatto. Sul terreno, però, ruspe e raid proseguono. A Gaza una nuova indagine indipendente di Forensic Architecture ed Earshot ricostruisce l'attacco del 23 marzo 2025 contro soccorritori palestinesi alla periferia sud. Oltre novecento colpi esplosi in pochi minuti, veicoli identificabili con luci d'emergenza accese, quindici operatori uccisi. I corpi recuperati giorni dopo, alcuni sepolti in una fossa comune insieme ai mezzi distrutti. L'esercito israeliano aveva parlato di “minaccia”. L'inchiesta incrocia audio, video e immagini satellitari. Poi Londra. Ai BAFTA 2026 la BBC trasmette l'evento in differita e taglia dal discorso del regista Akinola Davies Jr la frase “Free Palestine”. Nella stessa serata va in onda un insulto razziale urlato in platea. L'emittente si scusa il giorno dopo. I corpi restano, le parole spariscono. Anche questo entra nel diario. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Radio Vaticana con voi
Radio Vaticana con Voi 23.02.2026

Radio Vaticana con voi

Play Episode Listen Later Feb 23, 2026 168:53


Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722. Con il nostro responsabile, Massimiliano Menichetti, siamo tornati alla giornata di ieri di Papa Leone: dal forte appello alla pace in Ucraina lanciato da Piazza San Pietro alla visita pastorale nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù. Alla vigilia del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina, il collegamento in diretta con il nostro inviato a Leopoli, Mario Galgano. Per la radiovisione in studio le testimonianze di due membri della comunità parrocchiale della Basilica di Santa Sofia, la chiesa nazionale degli ucraini greco-cattolici a Roma. La rubrica Spigolature di Gabriele Nicolò ci parla dell'arte del camminare in letteratura, con aneddoti che partono da Balzac e Rousseau per arrivare a Kant e Manzoni. La scorsa settimana per la prima volta dal 1967, il governo israeliano ha approvato l'apertura del processo di registrazione di terreni in Cisgiordania. Ne parliamo con Serena Baldini, presidente della ONG Vento di terra presente nell'Area C, in Cisgiordania. Gisella Molina, consigliere Nazionale e responsabile della comunicazione Unitalsi, ci racconta l'annuale incontro Nazionale formativo degli animatori tenutosi nella fine settimana ad Assisi, dedicato al tema del pellegrinaggio come esperienza spirituale, pastorale e di vita associativa, in preparazione al cammino verso Lourdes 2026. Debutterà ad Assisi il prossimo 5 marzo, nell'ambito delle celebrazioni per l'ottavo centenario della morte di San Francesco, "Fratello Sole Sorella Luna" messa in scena dalla sceneggiatura originale di Franco Zeffirelli per la regia di Piero Maccarinelli, nostro ospite quest'oggi. Autori e conduttori Andrea De Angelis e Stefania Ferretti Tecnici del suono Damiano Caprio e Daniele Giorgi

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #152

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 20, 2026 2:06


C'è una parola che oggi arriva con il timbro dell'ONU: “pulizia etnica”. L'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani, nel rapporto diffuso a Ginevra, parla di distruzione sistematica, trasferimenti forzati, blocco degli aiuti, detenzioni arbitrarie, torture, morti in custodia. Il lessico è quello dei crimini gravi. La sede è istituzionale. La data è di oggi. Mentre nei palazzi si discute di ricostruzione, l'OHCHR scrive che a Gaza e in Cisgiordania si consolidano pratiche che svuotano il diritto. A Roma, tra Palazzo Chigi e Farnesina, Amnesty International Italia e Greenpeace Italia hanno acceso un maxi schermo con le immagini dei bombardamenti successivi alla tregua di ottobre. Sotto scorre una cifra: seicento palestinesi uccisi in centotrenta giorni di cessate il fuoco. È una contabilità che entra in conflitto con la retorica della “fase nuova”. Le ONG chiedono lo stop all'invio di armi verso Israele. Le immagini scorrono in silenzio, davanti alle finestre del governo. Intanto il calendario segna Ramadan. A Gaza il mese del digiuno comincia dentro una tregua fragile, con gli aiuti che restano il vero varco da attraversare. I camion sono numeri, le razioni sono numeri, le cliniche sono numeri. Ogni cifra racconta un collo di bottiglia. La ricostruzione evocata nei consessi internazionali si scontra con la sopravvivenza quotidiana di chi aspetta un passaggio, un sacco di farina, una visita. In Cisgiordania, a Hebron, nell'area di Jabal Jalis, le forze israeliane conducono una vasta campagna di arresti. Le immagini che circolano mostrano rastrellamenti notturni. Fuori da Gaza, stesso clima di forza e controllo. La parola “processo” resta sospesa, mentre il rapporto ONU elenca fatti. A Washington si parla di tavoli e partecipazioni. L'Europa rivendica presenza “per Gaza”. Le istituzioni discutono architetture diplomatiche. L'OHCHR pubblica un allarme. A Roma le ONG proiettano i morti della tregua. Il diritto internazionale ha un lessico preciso. Oggi è stato usato. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Modem
Il Board of Peace al debutto

Modem

Play Episode Listen Later Feb 20, 2026 30:35


Si apre questo pomeriggio con la prima seduta ufficiale il Board of Peace – o Consiglio per la Pace voluto da Donald Trump e da quest'ultimo presieduto a vita. Si tratta di una sorta di organizzazione internazionale di tipo privato, la cui adesione è stata sottoscritta da una ventina di paesi lo scorso gennaio a margine del Wef di Davos. Una ventina di paesi tra i quali NON vi sono gli storici alleati occidentali di Washington – Australia, Francia, Germania e Regno Unito che hanno rifiutato l'invito – così come la gran parte degli altri stati europei (fatte salve Ungheria e Bulgaria). Nonostante questo la Commissione europea e varie cancellerie – Svizzera compresa – hanno inviato i loro emissari in veste di osservatori.Domani a Modem torniamo dunque sul Board of Peace e ci interrogheremo sull'opportunità o meno di sedere a questo tavolo, e guarderemo anche a quel che accade e continua ad accadere in Israele, a Gaza e in Cisgiordania in una situazione che è ancora lungi dall'essere definita pace.Nostri ospiti saranno:Andrea Vosti, corrispondente RSI da WashingtonAndrea Bianchi, Professore di Diritto internazionale al Graduate Institute di Ginevra Arturo Marzano, Docente di Storia contemporanea all'Università Roma 3 e autore del libro “Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti” 

Il Mondo
L'annessione israeliana della Cisgiordania è più vicina. In Francia l'omicidio di un militante di estrema destra diventa un caso politico.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Feb 19, 2026 27:39


Il governo israeliano ha approvato il 15 febbraio la ripresa della registrazione delle terre in Cisgiordania, soprattutto nell'Area C, che costituisce il 60 per cento della Cisgiordania palestinese e che gli accordi di Oslo assegnavano solo temporaneamente al controllo israeliano. Con Meron Rapoport, giornalista, da Tel Aviv. L'omicidio Quentin Deranque, il militante nazionalista morto a Lione il 12 febbraio dopo essere stato picchiato, è diventato un caso politico nazionale in Francia. Con Leonardo Bianchi, giornalista e autore del podcast Complotti.Oggi parliamo anche di:YouTube • Ciao Frusciante, sul canale di victorlaszlo88https://www.youtube.com/watch?v=DOzdzb33E3gCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Radio Bullets
19.02.2026 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Feb 19, 2026 27:28


Gaza, violenze e blocco sanitario a Rafa. Il Vaticano non parteciperà al Board of Peace. Intanto, Ministro israeliano chiede annessione della Cisgiordania e cancellazione degli Accordi di OsloCrisi Stati Uniti-Iran e chiusura dello Stretto di HormuzCina, esplode un negozio di fuochi d'artificio: dodici morti nella provincia di HubeiEuropa, un milione di cittadini europei chiedono accesso sicuro all'abortoSpagna, aumento del salario minimo: 518 euro in più l'anno per 2,5 milioni di lavoratoriStati Uniti, Hillary Clinton nega legami con Jeffrey Epstein e accusa l'amministrazione Trump di insabbiamentoEcuador, alluvioni a Guayaquil e allarme corruzione e crisi sanitariaBrasile, operazione della Polizia Federale su possibile fuga di dati di autorità pubbliche. Proclamata la vincitrice tra le scuole di samba per il CarnevaleQuesto e molto altro nel Notiziario Mondo di Radio Bullets - a cura di Stefania Cingia

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #151

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 19, 2026 2:02


Ottomila corpi restano sotto le macerie. Il numero lo ripete la Protezione civile della Striscia: edifici crollati, quartieri polverizzati, squadre senza mezzi sufficienti per scavare in profondità. Si vive sopra ciò che non è stato ancora sepolto. L'UNDP stima che, al ritmo attuale, serviranno anni per rimuovere le macerie. Anni per riportare alla luce case, scuole, persone. Il tempo tecnico della ricostruzione coincide con il tempo morale della sospensione. Intanto la vita quotidiana si misura in permessi sanitari. Dalla riapertura del valico di Rafah sono usciti poco più di duecento pazienti, a fronte di oltre diciottomila che avrebbero bisogno di cure fuori dalla Striscia. Ogni partenza è un'eccezione amministrativa. Gli altri restano in corsia, negli ospedali che funzionano a intermittenza, tra carenze di farmaci, generatori e personale. La selezione diventa criterio di sopravvivenza. Mentre Gaza resta una distesa di detriti, a Gerusalemme si parla di futuro territoriale. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato l'intenzione di promuovere la “migrazione” dei palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania e di estendere la sovranità israeliana su parti dei territori occupati. Nelle stesse ore, ottantacinque Stati membri delle Nazioni Unite hanno firmato una dichiarazione contro l'espansione degli insediamenti e contro ogni passo verso l'annessione. Due linguaggi si sovrappongono: quello della pianificazione politica e quello della condanna diplomatica. Sul terreno restano i corpi irraggiungibili e i pazienti in attesa. Le macerie non sono solo ciò che è crollato. Sono ciò che impedisce di contare fino in fondo le vittime e di restituire un nome a chi manca. Ogni giorno che passa consolida una normalità fatta di emergenza permanente. Gaza è un luogo in cui il tempo della rimozione è lento e quello delle decisioni è rapido. Nel mezzo, una popolazione che continua a vivere sopra ciò che non riesce ancora a seppellire. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #150

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 18, 2026 1:55


Mohammad Dhabban aveva una malattia rara. Servivano cure fuori dalla Striscia. Serviva un permesso. Non è arrivato. È morto così, dentro un territorio che trattiene anche chi dovrebbe soltanto attraversarlo per farsi curare. La restrizione alla mobilità diventa diagnosi. Il confine diventa cartella clinica. La sua storia scorre nelle stesse ore in cui Gaza continua a contare i vivi per sottrazione. A nord della Striscia, dopo più di quattrocentonovanta giorni, la protezione civile ha recuperato venti corpi dalle macerie della casa della famiglia Nasr. Altri restano sotto il cemento. Il tempo non alleggerisce nulla, cristallizza. Le bare allineate davanti ai parenti raccontano che la guerra sopravvive anche quando si parla di tregua. Il silenzio delle armi non coincide con la fine delle conseguenze. Le agenzie riferiscono dell'uccisione di un palestinese oltre la cosiddetta “linea gialla” e della scoperta di depositi d'armi tra Rafah e i tunnel. L'Idf rivendica operazioni mirate. Fonti locali parlano di un minore colpito a Jabalia e di un ferito. Le versioni divergono, i corpi restano. Ogni comunicato militare genera un contro-bollettino civile. Intanto la Cisgiordania entra nel lessico dell'annessione. Si parla di percentuali, di registrazioni di terre come “statali”. Otto Paesi arabi e islamici richiamano la risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza e il parere della Corte internazionale di giustizia. La geografia diventa pratica amministrativa. Mentre si scava per restituire un nome ai morti e per tentare di salvare chi chiede cure altrove, altrove si prepara un tavolo che si definisce pace. Qui l'uscita resta chiusa. Per i malati. Per chi attende sotto le macerie. Per una popolazione che aspetta un varco che sia reale. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

News dal pianeta Terra
Il passo in avanti della moda europea

News dal pianeta Terra

Play Episode Listen Later Feb 17, 2026 8:35


L'Unione Europea vieterà, da luglio 2026, di distruggere i vestiti invenduti o di scarto alle grandi aziende di moda, e qualche anno dopo alle aziende medie, per ridurre gli scarti, gli impatti ambientali e favorire l'economia circolare. Israele ha dichiarato che - per la prima volta dal 1967 - ricomincerà a registrare i terreni all'interno della Cisgiordania occupata, nell'area C, con l'obiettivo di sottrarli anche formalmente ai palestinesi che vi abitano. In provincia di Vicenza, il comune di Brendola ha iniziato a cercare 6 persone con buon olfatto per individuare gli odori sgradevoli provenienti dalle industrie circostanti.  A cura di Giovanni MoriMontaggio: Giorgio Baù Supervisione editoriale: Camilla Soldati Produzione: Giacomo De Poli e Marco Rip Musiche: Luca Tommasoni Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it. 

Radiogiornali di Radio Vaticana
Radiogiornale Italiano ore 08.00 17.02.2026

Radiogiornali di Radio Vaticana

Play Episode Listen Later Feb 17, 2026 10:00


Gli occhi del mondo puntati su Ginevra: oggi al via nuovo round di negoziati su Iran e Ucraina La comunità internazionale contesta la decisione di Israele di registrare i terreni in Cisgiordania come proprietà statale Il Papa: la salute in pericolo per le guerre, il più assurdo attentato contro la vita

Radio Bullets
16 febbraio 2026 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Feb 16, 2026 19:11


Cisgiordania: annessione di fatto, accusa l'Anp.Unione Europea e USA: scontro di narrazioni a Monaco.Sudan, dopo due anni la città di Dilling torna alla vita.Centinaia di migliaia di persone si uniscono alle proteste contro l'Iran in tutto il mondo.India: Vertice globale sull'Intelligenza artificiale.Colombia – Petro chiama le piazze sul salario minimo. Introduzione:  L'ordine mondiale sta cambiandoQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #146

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 12, 2026 1:51


La mano scava tra i calcinacci di Gaza City. Cerca ossa, brandelli di vestiti, tracce minime di una famiglia rimasta sotto il cemento dal 2023. La scena attraversa le agenzie e resta lì, sospesa. È il fotogramma delle ultime ventiquattro ore: un padre piegato a terra mentre sopra di lui passano dichiarazioni, vertici, comunicati. La tregua regge sulla carta. Sul terreno arrivano spari, raid mirati, accuse di violazioni reciproche. L'esercito israeliano parla di risposta a movimenti sospetti; da Gaza si contano altri corpi. La parola cessate il fuoco resta scritta nei briefing, intanto le ambulanze fanno la spola tra macerie e ospedali esausti. La Striscia vive dentro una pausa armata, fragile come il vetro. A Washington Benjamin Netanyahu incontra Donald Trump. Sul tavolo c'è l'Iran, con i colloqui indiretti in Oman e il nodo del programma nucleare. Gaza entra come capitolo collegato, pedina dentro un disegno più ampio. Le priorità si leggono nei tempi e nei sorrisi delle foto ufficiali: sicurezza regionale, deterrenza, equilibri strategici. La Striscia resta scenario. Da Bruxelles arriva una frase che pesa. L'Alta rappresentante Kaja Kallas definisce “controproducenti” e “incompatibili con il diritto internazionale” le ultime decisioni del gabinetto di sicurezza israeliano sulla Cisgiordania. È un richiamo formale, registrato nei verbali dell'Unione. Le parole europee fotografano l'espansione degli insediamenti e l'aumento delle operazioni nei campi profughi. Intanto a Torino tre bambini feriti di Gaza entrano al Regina Margherita. Vengono accolti nei reparti pediatrici, lontani dalle sirene. La guerra attraversa il Mediterraneo e prende posto in un corridoio d'ospedale. Restano la mano che scava e i letti bianchi. Tutto il resto gira intorno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

TG Luna
Ep. 852 | Lacrime da cowboy - 12.02.26

TG Luna

Play Episode Listen Later Feb 12, 2026 14:44


di Alessandro Luna | Tra gli argomenti di oggi il voto dei vannacciani che danno la fiducia a Meloni, Netanyahu che vuole annettere la Cisgiordania e il testo della canzone country dell'half time show Maga contro Bad Bunny. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Nessun luogo è lontano
Netanyahu a Washington: il nodo Iran

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later Feb 11, 2026


E' in corso un altro incontro, alla Casa Bianca, tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump. Stavolta Bibi cercherà di impedire un negoziato al ribasso fra Washington e Teheran ma non potrà ignorare l'alt posto da Trump sulla Cisgiordania. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.I progetti sugli Eurofighter di sesta generazione in Europa. Ne parliamo con Pasquale Preziosa, già capo di Stato maggiore dell'Areonautica militare, presidente dell'Osservatorio Eurispes sulla sicurezza.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #145

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 11, 2026 1:52


Il cessate il fuoco continua a produrre bollettini. Dall'11 ottobre, a Gaza, i morti contati dopo la firma dell'accordo sono 586, i feriti 1.558. I numeri arrivano mentre i raid proseguono a intermittenza nel centro della Striscia e a Rafah, sempre spiegati come “risposte a violazioni”. La tregua resta una formula, la realtà un referto. Intanto Israele sposta il baricentro. Mentre Gaza brucia a bassa intensità, la Cisgiordania viene riscritta per decreto. Il governo rafforza i poteri civili sui territori occupati, accelera procedure e acquisti, rende strutturale ciò che doveva restare provvisorio. Washington protesta a parole, Berlino registra “preoccupazione”, sul terreno cambia il perimetro del controllo. L'annessione smette di essere una minaccia e diventa prassi amministrativa. La guerra, però, entra anche in un'altra stanza. Quella del diritto penale. In Israele avanzano disegni di legge che reintroducono la pena di morte su base etnica, riservata ai palestinesi. Le Nazioni Unite e Amnesty parlano di violazione del diritto alla vita e di discriminazione istituzionalizzata. È il linguaggio della legge che normalizza la selezione. A Gaza, nello stesso tempo, emergono storie che non lasciano corpi. Un'inchiesta giornalistica ricostruisce migliaia di persone “evaporate”, senza resti identificabili, compatibili con l'uso di armi ad altissima temperatura. Famiglie che cercano nomi in registri vuoti. Anche questo è un effetto di guerra: l'impossibilità del lutto. E l'Italia. Gli aiuti umanitari restano bloccati oltre confine, in Giordania. Le opposizioni chiedono un'informativa urgente al ministro degli Esteri. Il governo prende tempo. Gaza continua a insegnare una lezione semplice e brutale: quando la politica rinvia, la violenza compila i moduli al posto suo. E li timbra ogni giorno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Nessun luogo è lontano
Cuba e Venezuela "cortili di casa"

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later Feb 10, 2026


Mentre Cuba si vede costretta a interrompere i collegamenti aerei per la mancanza di cherosene, ci si domanda cosa possa accadere adesso in Venezuela, sotto la guida di Dely Rodriguez. Ne parliamo con Baldo Sansò, ex consulente del governo venezuelano, e con Roberto Da Rin, giornalista de Il Sole 24Ore esperto di America Latina.Israele ha annunciato nuove misure unilaterali che rafforzano ulteriormente il suo controllo sulla Cisgiordania. Ne parliamo con Roberto Da Rin, inviato de Il Sole 24Ore a Gerusalemme.

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
Indice di percezione della corruzione, l'Italia peggiora

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later Feb 10, 2026


Classifica sulla percezione della corruzione di Transparency International: l'Italia continua a peggiorare. Con noi Giuseppe Busia, Presidente dell'ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione. Stretta di Israele in Cisgiordania, ma Trump si oppone all'annessione. Andiamo a Gerusalemme dove c'è Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24 ORE. Oggi il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle Foibe. Ci colleghiamo con Cristina Bonadei, nostra collaboratrice da Trieste.

Radiogiornali di Radio Vaticana
Radiogiornale Italiano ore 08.00 10.02.2026

Radiogiornali di Radio Vaticana

Play Episode Listen Later Feb 10, 2026 10:00


No degli Stati Uniti all'annessione della Cisgiordania a Israele. Previsto un incontro fra il presidente Usa Trump e il premier israeliano Natnyahu Il Giappone parteciperà all'acquisto di armamenti per l'Ucraina. In Nigeria ancora rapimenti ai danni di comunità cristiane Lettera di Leone ai 1500 preti partecipanti all'Assemblea presbiterale in corso a Madrid: siate configurati a Cristo, non siano compiti e risultati a definirvi

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #144

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 10, 2026 2:09


Rafah funziona a intermittenza. Due giorni di stop, poi un varco contingentato, poi di nuovo l'attesa. Le evacuazioni sanitarie passano “a tranche”, poche decine alla volta, mentre migliaia restano in lista. La tregua si misura così: con un cancello che decide chi respira e chi aspetta. È il quadro degli ultimi tre giorni, raccontato dalle agenzie e confermato sul terreno, dove l'uscita dalla Striscia resta un'eccezione amministrativa, non un diritto. Dentro questa cornice tornano i colpi “di contorno”. Fuoco su tende di sfollati a est di Gaza City. Un ventenne ucciso a Deir al-Balah. Segnalazioni di spari nel nord per il superamento di una linea “gialla” che cambia di giorno in giorno. Episodi presentati come incidenti, poi sommati in bollettino. La parola tregua resta in alto, la pratica resta bassa. E intanto l'imbuto sanitario si stringe: feriti cronici, dialisi, oncologici che dipendono da una finestra di poche ore. Sullo sfondo, la pace entra in calendario. A Washington prende forma un Board of Peace, investimenti annunciati, fase due, tavolo arabo. La diplomazia come evento, con date e foto. In Europa si discutono compatibilità statutarie, mentre sul terreno la normalità viene rinviata. La distanza tra i comunicati e i varchi è tutta qui. Il controcampo è la Cisgiordania. Raid notturni nei villaggi, case perquisite, giovani presi di mira. L'Unione europea annuncia fondi a UNRWA per Gaza e Cisgiordania insieme, riconoscendo che la linea è una sola anche quando si finge di spezzarla. Le famiglie dormono in abitazioni danneggiate, nella paura, mentre le operazioni “di sicurezza” producono paura come effetto collaterale. Rafah che apre e chiude, tende colpite, villaggi rastrellati, tavoli di pace apparecchiati. Negli ultimi tre giorni il conflitto ha mostrato la sua grammatica: la tregua come parola, la violenza come procedura, l'uscita come concessione. Finché questa resta la sintassi, ogni annuncio suona come un titolo senza testo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #141

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Feb 5, 2026 1:48


A Rafah anche oggi si entra e si esce a ore, Le evacuazioni mediche previste sono state annullate all'ultimo momento, con i pazienti già pronti e le ambulanze in attesa. Il collasso funziona così: la sopravvivenza diventa un permesso revocabile. L'Organizzazione mondiale della sanità parla di oltre 18.500 persone nella Striscia che necessitano di cure specialistiche indisponibili sul territorio. Il numero resta fermo mentre i giorni scorrono e le finestre di uscita si chiudono. Nelle stesse ore, lungo la Linea Gialla nel nord della Striscia, colpi d'arma da fuoco feriscono gravemente un riservista israeliano. La risposta è immediata: carri armati, raid aerei, bombardamenti. Il ministero della Salute di Gaza aggiorna il bilancio: almeno ventuno morti. Le agenzie annotano che la fonte non distingue tra civili e combattenti. Da Gaza arriva anche la voce del parroco della Sacra Famiglia, Gabriel Romanelli. Parla di una crisi umanitaria e sanitaria senza precedenti e avverte che l'idea di un conflitto in esaurimento è una rappresentazione lontana dalla realtà quotidiana. Intanto, in Cisgiordania, il governo israeliano accelera su un altro fronte. Il ministro della Difesa Israel Katz annuncia l'avanzamento della legalizzazione di 140 avamposti agricoli, con il sostegno di Netanyahu e Smotrich. Terra occupata che diventa autorizzata, violenza coloniale trasformata in atto amministrativo. E mentre sul terreno si decide chi può curarsi e chi perde casa, in Italia il dibattito scivola sulla punizione simbolica. Il senatore Maurizio Gasparri annuncia un'interrogazione contro Francesca Albanese per la sua iniziativa su Gaza alla Camera. Qui il confine si stringe sulle parole, là sui corpi. Il meccanismo resta riconoscibile. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #136

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jan 29, 2026 2:04


Rafah “riapre”, dicono. Ma la cronaca resta fuori. Israele ha ribadito davanti alla Corte Suprema che, anche con il valico operativo, i giornalisti stranieri non entreranno a Gaza. La motivazione è sempre la stessa: sicurezza. È una parola che funziona come un interruttore. Si accende per chiudere gli accessi, si spegne quando serve giustificare quello che accade sul terreno. Così la guerra continua a essere raccontata per delega. Comunicati militari, immagini filtrate, numeri che arrivano senza possibilità di verifica indipendente. Sedici mesi dopo l'inizio dell'offensiva, la richiesta della stampa internazionale resta sospesa, rinviata, congelata. Si discute di “fase due”, di corridoi umanitari, di governance futura, mentre l'unica decisione costante è impedire lo sguardo. Intanto, fuori da Gaza ma dentro lo stesso metodo, la violenza avanza in Cisgiordania. Il 27 gennaio, a Masafer Yatta, decine di coloni hanno attaccato i villaggi palestinesi di Al-Fukhait e Khirbet al-Halalawa: pietre, spray urticante, incendi, bestiame rubato. Le ambulanze della Mezzaluna Rossa Palestinese sono state prese di mira e bloccate. I soccorsi fermati. Le ferite lasciate a terra. Masafer Yatta è il luogo raccontato da No Other Land, premiato agli Oscar. È già un simbolo globale. Eppure continua a essere trattato come una zona franca della responsabilità, dove l'assenza di testimoni diventa parte integrante dell'operazione. Nella stessa giornata, a sud di Hebron, un ragazzo di vent'anni, Mohammad Rajeh Nasrallah, è morto dopo essere stato colpito durante un'operazione militare israeliana. Un altro nome che scivola nella statistica. A Gaza si chiudono i varchi della cronaca, in Cisgiordania si spezzano quelli del soccorso. È lo stesso disegno: controllo totale del visibile. Rafah come promessa, il silenzio come metodo. E mentre si discute di accessi “tecnici”, la realtà resta sequestrata. Non per mancanza di fatti, ma per eccesso di paura di chi li potrebbe raccontare. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #135

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jan 28, 2026 1:55


Hanno paura di una parola. Non di un gesto, non di una protesta, non di un disordine. Di una parola detta su un palco. La vicenda Ghali racconta l'Italia meglio di qualunque dichiarazione ufficiale: la censura preventiva elevata a valore civile, il silenzio imposto presentato come buona educazione. Il ministro Abodi parla di “rispetto”. Dice che la cerimonia d'apertura dei Giochi è costruita in modo da “azzerare i rischi di libera interpretazione”. Azzerare. Come se la libertà fosse un errore di sistema. Come se l'etica coincidesse con l'assenza di parole scomode. L'arte ammessa solo se decorativa, la cultura valida solo se muta. Poi arriva il paternalismo esplicito. L'idea che Ghali debba ricevere “indicazioni”, “linee guida”, capire “cosa deve fare” in quel momento. È il potere che si concede il diritto di decidere il perimetro del pensiero altrui. Un artista trattato come un funzionario da addestrare. Un microfono visto come una minaccia. Intanto Gaza continua a esistere. Mentre qui si discute di galateo istituzionale, l'artiglieria israeliana colpisce l'est di Gaza City. Mentre qui si invoca il rispetto, ministri del governo Netanyahu parlano di regime militare sulla Striscia. Mentre qui si sorvegliano le parole, in Cisgiordania le case vengono demolite. I fatti non hanno bisogno di interpretazione. Il cortocircuito è totale. La parola “Gaza” fa più paura dei bombardamenti. Una frase detta da un cantante spaventa più delle macerie. Per questo bisogna neutralizzarla prima che accada. Per questo si costruisce il silenzio come valore morale. Ma il rispetto e l'etica obbligano a parlare. L'arte e il pensiero sono liberi. E Gaza non è un'opinione: è un genocidio che si vorrebbe consumare senza disturbo, lontano dai palchi, lontano dalle cerimonie, lontano dalle coscienze. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Prima Pagina
27 gennaio: Crans, l'insulto svizzero; Anguillara, il sindaco tutore del figlio; Carabinieri in ostaggio;

Prima Pagina

Play Episode Listen Later Jan 27, 2026 22:34


E dopo le tensioni in Cisgiordania di cui troverete altri dettagli nel servizio di Marco Ventura, il commento di Mario Ajello ci porta in Svizzera dove la giustizia non è uguale per tutti, con Anna Guaita ci trasferiamo in America dove il caso Minneapolis potrebbe arrivare a una soluzione, restiamo in America con Angelo Paura per scoprire perché il prezzo dell'oro ha battuto ogni primato, quindi la pagina di cronaca con le inviate Camilla Mozzetti e Valeria di Corrado che per noi hanno seguito l'interrogatorio di Claudio Carlomagno, l'assassino di Anguillara, con l'inviata Claudia Guasco ci spostiamo a Milano dove un'operazione antidroga finita nel sangue diventa un caso politico, e chiudiamo con la storia di sport di Massimo Boccucci sui non pochi problemi del calcio italiano.

La variante Parenzo
Crisi Italia/Israele, Carabinieri minacciati in Cisgiordania - Istanza Signorini: Corona deve rimuovere gli audio

La variante Parenzo

Play Episode Listen Later Jan 27, 2026


Crisi Italia/Israele, Carabinieri minacciati in Cisgiordania - Istanza Signorini: Corona deve rimuovere gli audio

Non Stop News
Non Stop News: la Giornata della Memoria, i brani del Festival di Sanremo, Beppe Sala a tutto campo

Non Stop News

Play Episode Listen Later Jan 27, 2026 143:55


Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. La vittima uccisa a Milano Rogoredo da un poliziotto, i Carabinieri italiani minacciati in Cisgiordania, l'accordo UE India sui dazi delle nostre auto, le spese raddoppiate per le cure degli animali. Oggi ricorre la Giornata della Memoria, per commemorare tutte le vittime della Shoah e della persecuzione nazista. Ci ha raggiunto in diretta Emanuele Fiano, esponente del Partito Democratico, figlio di Nedo Fiano, unico sopravvissuto della sua famiglia al campo di concentramento di Auschwitz. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. In diretta con noi il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, tra l'altro in libreria da oggi con: "L'antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo" (Edito da Silvio Berlusconi Editore). Ieri Carlo Conti, insieme ai giornalisti hanno avuto la possibilità di ascoltare in anteprima i brani in gara al prossimo festival di Sanremo, e l'effetto è stato buono. Beppe Sala a tutto campo. In diretta con noi il sindaco di Milano Beppe Sala, a tutto campo, su quello che è successo al boschetto di Rogoredo, e la sicurezza in generale. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #132

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Jan 24, 2026 2:05


A Davos si costruisce il plastico. A Gaza si brucia plastica per scaldarsi. È il contrasto che regge tutta la giornata e rende superfluo ogni commento aggiuntivo. Mentre il Board of Peace si presenta come laboratorio del “dopo”, a Khan Younis le famiglie rovistano tra i rifiuti per accendere un fuoco che tolga il gelo dalle ossa. Lo raccontano le agenzie senza aggettivi, come se fosse un dato di contesto. È invece il centro della scena: la pace promessa in Svizzera e la sopravvivenza improvvisata nella Striscia stanno su due pianeti diversi. Il primo test concreto arriva da Rafah. Ali Shaath annuncia la riapertura del valico “in entrambe le direzioni” per la prossima settimana. Israele risponde con una formula sospesa, “valuteremo”. Il lato palestinese resta sotto controllo militare israeliano. In mezzo, la cronaca che smonta il palco. Tre giornalisti uccisi mentre viaggiavano in auto, tra loro un collaboratore dell'AFP. L'agenzia chiede un'indagine completa. Israele continua a impedire l'ingresso alla stampa internazionale, salvo visite accompagnate. Gaza viene raccontata da chi ci vive e ci muore, mentre la “pace” viene spiegata altrove. Sul piano politico europeo, la frattura è ormai esplicita. António Costa parla di “seri dubbi”. Pedro Sánchez si sfila. Ungheria e Bulgaria entrano. L'Italia resta in una terra di mezzo: Trump dice che Meloni “vuole unirsi”, Meloni evita di dirlo per iscritto. In Parlamento l'opposizione chiede conto, la Costituzione diventa improvvisamente un oggetto citato a corrente alternata. Intanto, lontano dai riflettori di Davos, la Cisgiordania continua a bruciare piano. A Hebron, operazione congiunta di esercito, Shin Bet e polizia: perquisizioni di massa, arresti, armi sequestrate. La “fase dopo” convive con la repressione quotidiana. Il filo che tiene insieme tutto è semplice e spietato. Si parla di pace senza guardare chi, oggi, deve bruciare immondizia per non morire di freddo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Radio Bullets
7 gennaio 2026 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Jan 7, 2026 18:56


Il mondo oggi 7 gennaio tra crisi politiche, repressioni e tensioni internazionali.In Venezuela, Rodriguez assume formalmente la presidenza mentre Maduro, a New York, si dichiara non colpevole. In Cisgiordania le forze israeliane fanno irruzione nell'Università di Birzeit. In Iran cresce il bilancio delle vittime delle proteste. Dall'Europa arriva una dichiarazione congiunta dei leader sulla Groenlandia. In Nepal, la Generazione Z torna in piazza contro il governo nato dalle proteste di settembre.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli.

SBS Italian - SBS in Italiano
Summit USA–Israele in Florida: scenari e incognite per il Medio Oriente

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Dec 31, 2025 9:41


Trump e Netanyahu si sono incontrati a Mar-a-Lago per discutere i principali dossier del Medio Oriente: da Gaza all'Iran, passando per Siria, Libano e Cisgiordania.

Radio Bullets
26 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 26, 2025 21:44


Gaza, lauree tra le macerie: 170 nuovi medici all'ospedale Al Shifa. Cisgiordania, guerra agli ulivi: 7 milioni di dollari di danni in una settimanaNigeria: nel giorno di Natale, Trump bombarda l'Isis.Somalia al voto locale dopo 57 anni: Mogadiscio sotto massima sicurezza.Pyongyang accelera sulle armi: Kim ordina nuove fabbriche di munizioni.Ucraina–USA, spiragli di dialogo: Zelensky parla di “buone idee” per la pace.Russia, sei anni all'oppositore UdaltsovQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: Tecnologia e Scienza | Buone notizie 2025

Radio Bullets
25 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 25, 2025 23:39


Gaza e Cisgiordania, Natale sotto assedio. Addio al regista palestinese Mohammed Bakri. Honduras, vince le elezioni il presidente di destra Asfura con l'ombra di Washington. Afghanistan: demolito lo storico cinema Ariana a Kabul.Myanmar, elezioni sotto le armi.Thailandia e Cambogia, si torna a parlareTrump chiede a Babbo Natale che il comico Colbert venga messo a dormire per sempre.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: Natale: la tregua che non c'è

SBS Italian - SBS in Italiano
Tra tregua e crisi: il Natale in Terra Santa e nel Medio Oriente

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Dec 24, 2025 17:21


È il primo Natale dal 2022 senza una guerra ufficiale in Terra Santa, dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre. Le celebrazioni tornano con cautela, mentre prosegue l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania.

Laser
Donne di Israele

Laser

Play Episode Listen Later Dec 24, 2025 24:10


Durante l'ultimo conflitto, tra Israele e Hamas a Gaza, proprio nei giorni in cui veniva siglata una fragile tregua, siamo andati in Israele a incontrare tre donne israeliane. In una guerra in cui l'inizio e la fine sono stati decisi dagli uomini, ci siamo rivolte a tre donne che hanno avuto e continuano ad avere azioni e gesti di pace, senza risparmiare critiche al governo israeliano. A Tel Aviv, a due passi dalla piazza Dizengoff, dove la fontana è un sepolcro di volti di uomini (cfr. foto), donne e bambini uccisi il 7 ottobre, abbiamo incontrato Manuela Dviri, scrittrice e giornalista che nel 1998 ha perso il giovane figlio Yonathan che prestava servizio nell'esercito israeliano. A partire da questo lutto Dviri non ha mai smesso di criticare le azioni guerrafondaie del suo governo. E poi Ketty Bar, un'artista che ha fondato il movimento “Madri contro la violenza”, che conta 10mila donne in Israele e che mette al centro il ruolo delle madri nell'educare i figli alla non violenza. Ogni week end le “Madri contro la violenza” si recano in Cisgiordania per incontrare e sostenere le donne palestinesi. E, infine, proprio nei giorni in cui venivano restituiti gli ostaggi israeliani vivi e i prigionieri palestinesi, nella piazza degli ostaggi di Tel Aviv, abbiamo incontrato Efrat Machikawa, la nipote di una coppia che abitava nel kibbutz Nir Oz, un kibbutz prossimo alla striscia di Gaza, dove il 7 ottobre 2023 , 47 persone sono state uccise e 76 sono state prese in ostaggio. Lo zio di Efrat è stato rilasciato dopo 281 giorni di prigionia mentre la zia è stata uccisa.

Radio Bullets
22 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 18:48


Israele approva altri 19 insediamenti in Cisgiordania. Stati Uniti–Venezuela, la guerra delle petroliere. Nigeria, liberati 130 studenti rapiti. Austria, svolta nei servizi segreti: una donna alla guida. Cina, la pesante eredità del figlio unico. I socialisti al governo in Spagna subiscono una sconfitta storica alle elezioni regionaliQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: Arrivano le buone notizie del 2025, oggi i progressi per le donne e la comunità lgbtq

Il cacciatore di libri
Daria Bignardi e consigli di lettura

Il cacciatore di libri

Play Episode Listen Later Dec 20, 2025


"Nostra solitudine" di Daria Bignardi e consigli di lettura Che cos'è la solitudine? Chi ha diritto di sentirsi solo? La solitudine è un fatto privato o una questione collettiva? Intorno a queste domande si sviluppa il libro di Daria Bignardi "Nostra solitudine" (Mondadori). Tutto nasce con l'idea di abbandonare i social, che in genere sfruttano il senso di solitudine delle persone, ma l'autrice ammette subito di non poter fare a meno di Whatsapp. Nel libro ci sono diverse riflessioni sulla solitudine, spesso ancorate ad accadimenti: c'è un capodanno in Vietnam che Daria Bignardi trascorre con il figlio e lì pensa "Si sta bene soli anche se non si è soli", oppure c'è una missione umanitaria in Uganda, o ancora un viaggio in Cisgiordania per incontrare i progionieri palestinesi usciti dalle carceri israeliane. Le riflessioni sulla solitudine si intrecciano con quelle politiche e sociali, ma anche con le riflessioni sul femminile, sulla maternità, sulla necessità di essere sempre performanti.Nella seconda parte, in vista delle feste, una carrellata di consigli di lettura per tutti i gusti.

Il Mondo
Oggi sul Mondo cultura: Un romanzo d'amore, Jacques-Louis David al Louvre, un film palestinese, l'infanzia di Chico Buarque a Roma

Il Mondo

Play Episode Listen Later Dec 13, 2025 2:55


Cuore l'innamorato della scrittrice statunitense Lily King è una storia d'amore che trascende il genere romance per parlare di letteratura, di ambizioni e del passare del tempo. Il Louvre di Parigi dedica una grande retrospettiva al pittore neoclassico Jacques-Louis David in occasione del bicentenario della sua morte. The teacher della regista anglo-palestinese Farah Nabulsi è un ambizioso film drammatico che racconta la situazione della Cisgiordania attraverso diverse storie che s'intrecciano tra loro. Il musicista brasiliano Chico Buarque, negli anni cinquanta, visse per un periodo a Roma con la sua famiglia. In una sua nuova autobiografia romanzata, Bambino a Roma, ricostruisce quegli anni di meraviglia e di scoperta. CONValentina Pigmei, giornalista che collabora con InternazionaleGiuliano Milani, storico che cura la rubrica Non fiction su InternazionaleCatherine Cornet, giornalista e arabista che collabora con InternazionaleAlberto Riva, giornalista e scrittore che collabora con InternazionaleCuore l'innamorato: https://www.youtube.com/watch?v=FqNuOYAZUv0Jacques-Louis David: https://www.youtube.com/watch?v=FQB9zbsaWo8The teacher: https://theteacher.film/Chico Buarque: https://www.youtube.com/watch?v=-coyF73NBjgCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Radio Bullets
11 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 11, 2025 20:25


Gaza travolta dalle tempeste invernali: tra macerie e tende allagate, la crisi umanitaria peggiora.Ad Haiti, gli scontri tra bande fanno decine di vittime.L'Islanda si unisce al boicottaggio dell'Eurovision per protesta contro la partecipazione di Israele.A Oslo riappare María Corina Machado, la leader venezuelana in clandestinità da quasi un anno, mentre in India l'Unesco riconosce Diwali come patrimonio dell'umanità.

Radio Bullets
5 dicembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Dec 5, 2025 18:54


La tregua che non c'è: Israele bombarda Gaza e il Libano. E ruba cinque colonne bizantine in Cisgiordania.Spagna: Eurovision non è più una canzone, ma una condanna.Gli USA moderano un accordo di pace per Congo e Ruanda che includerà l'accesso ai minerali. L'esercito statunitense uccide quattro persone in un nuovo attacco contro una presunta nave adibita al trasporto della droga.Siria: i dossier di Damasco, anatomia di un regime.Myanmar: il maggior produttore di oppio.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: “L'eccezione americana: Israele, il prezzo del silenzio”

il posto delle parole
Sara Alberani "Material for an Exhibition"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Dec 5, 2025 19:42


Sara Alberani"Material for an Exhibition"Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal MediterraneoMuseo di Santa Giulia, BresciaEdizioni Skirawww.skira.net“Material for an Exhibition. Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo”, un importante volume edito da Skira che, attraverso una raccolta sistematica di opere provenienti da numerose zone di conflitto nel Mediterraneo – da Gaza, al Libano, alla Cisgiordania – evidenzia la capacità dell'arte di instaurare e difendere legami di solidarietà profondi fra le diverse realtà mediterranee, creando spazi di dialogo e confronto anche in contesti difficili come quello palestinese. A cura di Sara Alberani, il catalogo accompagna l'omonima mostra in corso fino al 22 febbraio 2026 presso il Museo di Santa Giulia di Brescia, che presenta le opere sopravvissute dell'Eltiqa Group for Contemporary Art di Gaza, dopo la distruzione causata da un bombardamento nel 2023. A partecipare all'ideale ricostruzione dello spazio artistico sono due dei fondatori del collettivo, gli artisti Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar, insieme all'artista libanese Haig Aivazian e alla palestinese Emily Jacir, Leone d'Oro a Venezia. Il titolo della mostra, Material for an Exhibition, rende omaggio all'opera Material for a Film di Emily Jacir, dedicata alla memoria del poeta palestinese Wael Zuaiter.Come accade nell'opera originale, anche in questo caso il termine material richiama le creazioni artistiche – installazioni, video, sculture, pittura, disegni e lavori su carta – e rimanda alle condizioni materiali in cui operano gli artisti provenienti da zone di conflitto. Elemento centrale è anche il rifiuto della cancellazione e della perdita delle opere, che spesso caratterizza tali contesti, in una riflessione sull'importanza dell'arte come archivio e memoria collettiva.In apertura del volume e della mostra spiccano le opere salvate degli artisti palestinesi Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar, co-fondatori di Eltiqa Group for Contemporary Art (“Eltiqa” in arabo “incontro”), una delle prime gallerie d'arte contemporanea nella Striscia di Gaza. Attraverso queste opere, che hanno viaggiato insieme agli artisti che le hanno prodotte, si mette in evidenza un altro volto di Gaza: quello della quotidianità, della cultura tramandata e dei luoghi della memoria, simbolo della volontà di un popolo che si rifiuta di scomparire. A seguire, una sezione dedicata alla ricerca dell'artista libanese Haig Aivazian riflette – attraverso sculture, installazioni, disegni e performance – sulle strutture di potere proprie della società contemporanea sullle dinamiche di controllo, sorveglianza e repressione dietro ai rapporti tra Medio Oriente e Occidente, indagando le dinamiche di controllo, sorveglianza e repressione.Il percorso si conclude con le creazioni dell'artista palestinese Emily Jacir, tra le voci più significative dell'arte contemporanea internazionale. La sua pratica attraversa un ampio repertorio di media – film, video, fotografia, scultura, installazione e performance – per indagare il modo in cu la memoria storica lascia il suo segno nel tempo, nelle geografie e nelle popolazioni della regione.             Le opere in mostra e raccolte nel volume provengono da importanti prestiti internazionali, da istituzioni newyorkesi, dal National Museum of Contemporary Art di Atene e della Sharjah Art Foundation di Sharjah. Si tratta di lavori realizzati nel corso di residenze artistiche e di alcune riproduzioni, di cui restano soltanto reperti digitali dopo la distruzione delle opere originali. Sara Alberani   Curatrice indipendente e attivista basata a Roma, esprime la sua ricerca curatoriale attraverso pratiche artistiche socialmente impegnate che coinvolgono comunità e spazi pubblici, concentrandosi sulle lotte di classe, la giustizia sociale e climatica attraverso progetti a lungo termine. Dal 2020 co-dirige LOCALES, una piattaforma curatoriale per la produzione di interventi site-specific e pratiche decoloniali nello spazio pubblico di Roma, nominata Miglior progetto curatoriale 2024 al Flash Art Italia Award. I suoi progetti sono stati presentati da numerose istituzioni. La sua ricerca curatoriale attuale indaga gli impatti dell'estrattivismo e del capitalismo sugli ecosistemi idrici nella sua regione d'origine, l'Emilia-Romagna, soprattutto alla luce delle alluvioni del 2023–2024, intendendo i corpi d'acqua come soggetti politici di insorgenza e resistenza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

ANSA Voice Daily
PRIME PAGINE | Colloqui Usa-Ucraina a Miami. Trump: "Buone chance per un accordo con Mosca"

ANSA Voice Daily

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 16:45


Tre attivisti italiani feriti dai coloni in Cisgiordania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Esteri
Esteri di martedì 25/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 25, 2025 27:27


1) 25 novembre, quando lo stupro è un'arma di guerra. Nel Sudan sconvolto dalla più grave crisi umanitaria al mondo, migliaia di donne e bambini sono vittime di violenza di genere. (Stefano Piziali - Cesvi) 2) Ucraina, mentre i negoziati per un accordo tra Mosca e Kiev continuano, il piano per la pace Statunitense spacca l'amministrazione americana. (Roberto Festa) 3) La peggiore crisi economica mai registrata. L'occupazione israeliana in Cisgiordania e la distruzione e Gaza hanno provocato un crollo senza precedenti nell'economia palestinese, riportando il paese indietro di decenni. (Allegra Pacheco - West Bank Protection Consortium) 4) “A Dankirque non si vive, si sopravvive”. Sulle coste francesi la situazione umanitaria delle persone migranti peggiora giorno dopo giorno e lo stato non si assume le sue responsabilità. (Veronica Gennari) 5)Lo scandalo di pedofilia che ha sconvolto il vescovo di Cadice è un caso senza precedenti nella chiesa spagnola. (Giulia Maria Piantedosi) 6) Rubrica sportiva. Dopo 52 anni, la nazionale di calcio di Haiti si qualifica per i mondiali. Un risultato storico e prezioso per un paese distrutto dalla violenza. (Luca Parena)

Esteri
Esteri di martedì 18/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 18, 2025 27:14


1) La vita in Cisgiordania occupata tra posti di blocco, la violenza dei coloni e dell'esercito e le umiliazioni quotidiani. La testimonianza della nostra inviata dalla zona di Hebron. 2) Stati Uniti – Arabia Saudita: in diretta dalla Casa Bianca gli affari miliardari tra Donald Trump e il Principe Bin Salman. 3) Ucraina. Zelensky oggi a Madrid. Rimane intatta la solidarietà del governo Sanchez con Kiev. 4) Casino Totale. Vertice all'Eliseo sul narcotraffico a Marsiglia. Il punto di Esteri 5) Diritto all' Asilo. Il copia incolla del governo laburista dei peggiori testi della destra britannica. 6) Rubrica sportiva. Nei paesi baschi partita storica e indimenticabile per Gaza e la Palestina. Oggi si replica in Catalogna.

Radio Bullets
14 novembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Nov 14, 2025 19:30


Raid in Cisgiordania, alle fiamme una moschea.  Venezuela: Operazione Southern Spear: l'ombra lunga della guerra nel continente.Africa, colera fuori controllo: l'epidemia peggiore degli ultimi 25 anni.Sarajevo, la caccia all'uomo: l'inchiesta sugli sniper italiani ‘turisti di guerra.La Corea del Sud si ferma per l'esame di ammissione all'università.Giappone: il primo parco a tema Pokémon diventa realtà. Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: La marea che sale: le voci degli sfollati climatici a COP30

Esteri
Esteri di giovedì 13/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 13, 2025 27:44


1) Cisgiordania occupata. I palestinesi non hanno nessuno su cui contare. Oggi l'esercito israeliano anon ha ucciso due bambini a Beit Ummar, a nord di Hebron. 2) Stati Uniti. Le mail di Epstein sempre di più una spina al fianco di Donald Trump. 3) Parigi, 13 novembre 2015. dieci anni fa l'attacco dell'Isis alla generazione Bataclan. 4) Belem2025. Nella prima bozza della Cop 30 una roadmap per l'uscita graduale dai combustibili fossili entro un decennio. (Alice Franchi intervista Sara Segantin) 5) World Music. “Diamanti neri“ il nuovo album della sudanese Amira Kheir.

Radio Bullets
13 novembre 2025 - Notiziario Mondo

Radio Bullets

Play Episode Listen Later Nov 13, 2025 18:52


Donne e uomini palestinesi vittime di violenze sessuali e torture nelle carceri israeliane, Israele sotto accusa ONUTrump chiede la grazie per NetanyahuEpstein e Trump, nuove email riaccendono il casoGrecia, naufragio a sud di Gavdos: tre morti e oltre cinquanta sopravvissutiFrancia, l'Assemblea Nazionale sospende la riforma delle pensioni di Macron. Oggi la commemorazione per i dieci anni dall'attacco terroristico del BataclanBrasile, tensioni alla COP30 di Belém: indigeni bloccati fuori dalla Green ZoneSudan, lo stupro è un'arma di guerra deliberata: i racconti delle donne sopravvissute al massacro di Al-FashirRyanair dice addio alle carte d'imbarco stampate — e quasi 2.000 passeggeri non lo sapevano

Notizie a colazione
Mer 5 nov | Fuga di cervelli, la morte di Octav Stroici, gli ulivi della Cisgiordania

Notizie a colazione

Play Episode Listen Later Nov 5, 2025 9:47


Oggi parliamo della fuga di cervelli, della morte di operaio nel crollo della torre dei conti a Roma e infine degli ulivi della Cisgiordania. ... Per iscriverti al canale Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione Qui per provare MF GPT ... Gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Globally
Intervista alla Ministra degli Esteri palestinese

Globally

Play Episode Listen Later Oct 24, 2025 26:24


Abbiamo parlato con la ministra degli esteri della Palestina che ci ha raccontato cosa pensa della tregua, del futuro di Gaza e della Cisgiordania, della relazione con gli Stati Uniti e con noi. Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: ⁠https://shor.by/zQ5D⁠ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Corriere Daily
Le sanzioni di Trump. Il nodo Cisgiordania. Re Carlo da Papa Leone

Corriere Daily

Play Episode Listen Later Oct 23, 2025 19:28


Federico Fubini spiega in che cosa consistono (e quanto potranno funzionare) le misure varate da The Donald contro le aziende petrolifere russe. Davide Frattini parla del viaggio del vicepresidente degli Stati Uniti a Gerusalemme, con il futuro della Cisgiordania tra i temi dei colloqui. Gian Guido Vecchi racconta la storica visita del sovrano britannico in Vaticano, che potrebbe portare alla ricomposizione dello scisma tra cattolici e anglicani.I link di corriere.it:Le sanzioni di Trump contro la Russia di Putin funzioneranno? Qual è la vera posta in gioco (e cosa farà la Cina)Netanyahu: «Non siamo vassalli degli Usa». Cisgiordania, primo sì all'annessionePapa Leone e re Carlo, perché la preghiera comune è l'inizio del percorso per ricomporre lo scisma anglicano

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
Le prime sanzioni di Trump alla Russia

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later Oct 23, 2025


Russia sotto il fuoco di sanzioni europee e americane (queste ultime le prime dall'insediamento di Donald Trump). Il segretario di Stato USA Rubio in Medio Oriente proprio mentre la Knesset vota a favore dell'annessione della Cisgiordania. Il commento di Marco Di Liddo, direttore del Centro Studi Internazionali. Appello di oltre 700 tra scienziati, personalità politiche, imprenditori e celebrità per fermare i lavori sullo sviluppo della cosiddetta superintelligenza artificiale. Intanto, Amazon sarebbe pronta a rinunciare a 600mila assunzioni nei prossimi otto anni preferendo le prestazioni dei robot. Ne parliamo con il nostro Enrico Pagliarini.

SBS Italian - SBS in Italiano
(Quasi) tutti a casa, inizia la pace a Gaza

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Play Episode Listen Later Oct 14, 2025 22:04


Nel giorno delle ratifiche, delle firme e degli show trumpiani, Israele riabbraccia i 20 ostaggi ancora in vita, mentre nella Striscia e in Cisgiordania rientrano quasi duemila palestinesi detenuti da Israele. Il punto di Michele Giorgio.