Municipality in Tolima Department, Colombia
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Trump e Netanyahu si sono incontrati a Mar-a-Lago per discutere i principali dossier del Medio Oriente: da Gaza all'Iran, passando per Siria, Libano e Cisgiordania.
La lettura di due poesie di Mahvash Sabet, poeta iraniana in carcere a Teheran, si unisce alle nostre esplorazioni musicali al chiaro di luna. Qui il link per l'ascolto della playlist musicale >> https://open.spotify.com/playlist/79HDZyPtnI8zXMz0qu010c?si=sKtvrJSDTkeDWrvjx6y-7w&pi=MUpIag_3QgaRsAlcune tracce della playlist non sono presenti su Spotify.Roisin Murphy - Non CredereMa-Beyn, Sabine Salamé & SHLTF - ARD-- Mahvash Sabet - La Stella w/ Sabine Salamé & Munma - Ana KhalasMondocane - Rik the Freak-- Mahvash Sabet - Speranza w/ RAMZi - Bird AgainTomat - BladfaldZebra Katz - In In InOvermono - Arla FearnYeah You - PaceLea Bertucci ft. Quartetto Maurice - VapoursHyper Duo - Sometimes VoicesDeena Abdelwahed - ComplainPhilipp Johann Thimm, Apparat - Land of PlentyPopulous - Objetos Enterrados
Daniela Finocchi"Lingua Madre. Duemilaventicinque"Racconti di donne non più straniere in italiaEdizioni Seb27www.seb27.itwww.lingua-madre.itQuella di Leyla è una ferita che profuma, che unisce il Libano immaginato e quello reale. La voce di Loranda è la sua casa, vibra di radici, anche se l'albanese è un'eco distante. Sayaka e Nancy Jissel percorrono la stessa linea genealogica femminile, poco importa se in Giappone o in Ecuador. Lidija fa del rosso ajvar l'emblema dell'identità balcanica che viaggia nelle valigie di chi vive altrove. Memorie, suggestioni, cura, macerie si mescolano in questi racconti con una sensibilità che produce talora turbamento. La complessità vissuta da chi è migrante, ma anche non più straniera, spesso non ottiene riconoscimento. Senza retorica, le autrici affrontano i temi connessi a famiglia, tradizioni, carriera, malattia, rinascita. Rendono omaggio alla profondità e al senso della relazione fra donne, allo scambio generato dall'immersione nel mondo dell'altra, anche attraverso la mediazione del linguaggio, che può veicolare comprensione, amore, persino inattesi capovolgimenti esistenziali.Le autrici e i racconti: Giulia Amanze, L'addio che apre le porte; Alessia Amharai, Radici e nuvole; Graciela Bautista Capador, Vale la pena di sognare; Cristiana Borella, Fine della favola; Débora Karenine Bovo Mendes Lacerda Arnaud, Un ponte tra due mondi; Rosa Calì, Il segreto (راز) ; Casa di Ramia, Uccelli; Liliana Amancay Paz Casas, Nahuelito; Sofia Chiappara, La venditrice di matrioske; Yuleisy Cruz Lezcano, Immagini che parlano; Jiuliana de Angelis, Soledad; Loranda Domi, La mia voce è casa; Emanuela Donos, La mamma e io; Nawa Dosso e Sandra Manzella, Confidenza; Luz Elsy Duarte Zapata, La mia scarpa del cuore; Franca Dumano, Gerusalemme; Abir Elsayed e Renata Pieroni, La felicità è oltre il mare (السعادة وراء البحر); Leila Ghafourian, Ho imparato a sognare; Elisa Gheba e Francesca Volatili, I sussurri dei ricordi; Ginevra Giacomin, La mano del diavolo; Stefania Granata, Gettare il cuore oltre l'ostacolo; Nourelhouda Haffari, Un tè tra due cieli; Emily Halitska, Nostalgia; Leyla Khalil, Piangere per l'abbattimento di un albero; Jihen Khardani, Il viaggio; Malak Lamrabat, Oltre i limiti: l'arte di accettarsi; Maria Adele Limongelli, Tra segni e parole; Sanja Lucic, La ragazza del quartiere Isola; Ariana Marandici, Due cuori; Claudia Matera, L'identità dell'altra; Fortune Cheryle Matoukam, Per un'identità italiana; Rebeka Ionela Mihalescu, Un posto nel mondo; Sonia Cristina Miquelin, Cuori migranti; Sayaka Miyamoto, Oppai; Clio Monaco, Marialuz; Anna Monteccone, 猫 = Gatto; Mélanie Ntsa, Piccoli passi… Grandi passi; Madjana Nuredini, Al di là del mare; Lidija Pisker, Barattoli; Wania Qureshi, Questa sono io…; Rosalvina Rodas Enciso De Ortiz, Estranea a me stessa; Malak Sahili, Io e le mie origini; Gulala Salih e Erika Mattio, Miriam e il bicchiere scheggiato; Yvette Samnick, La nera; Taisnara Cristina Santos Ferreira, Stagioni; Houda Sboui, Beya, la regina…; Scuola delle mamme Cespi, Raccontare per raccontarsi; Maral Shams, Verde speranza; Gloria Silva Quispe e Nadia Ricci, Lei e io, io e lei; Diana Sinigaglia, Parole; Nancy Jissel Solis Realpe, Il fiore di smeraldo; Maria-Luisa Stepanek, Sangeetha; Marilene Valeriano da Silva, Pane quotidiano: bussola per la terra promessa; Anna Volkova, Nostalgia; Jasemina Zeqiraj, Le tre generazioni e un sogno!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il Consiglio federale, dopo aver consultato un gruppo di esperti, ha deciso in linea di principio di porre fine alle adozioni internazionali. La decisione è stata presa dopo aver riconosciuto irregolarità e deplorato il fatto che le autorità non abbiano assunto le proprie responsabilità su migliaia di adozioni avvenute tra gli anni Settanta e Novanta segnate da pratiche illegali. Una realtà emersa da un rapporto commissionato dal Consiglio federale e realizzato dall'Università di Scienze Applicate di Zurigo, diffuso nel 2023. Questa indagine si è concentrata sull'adozione di bambini e bambine provenienti da Bangladesh, Brasile, Cile, Guatemala, India, Colombia, Corea, Libano, Perù e Romania. La decisione di vietare le adozioni internazionali non è stata condivisa dal Parlamento e una petizione intitolata “Salviamo le adozioni internazionali” è stata depositata in Cancelleria federale, sostenuta da più di 10mila firme. Una delle questioni cruciali affrontate dal gruppo di esperti è l'importanza per le persone adottate di ottenere informazioni sulla propria famiglia d'origine.Ne abbiamo parlato in questa puntata con Rahel Bühler, docente e ricercatrice della ZHAW, Università delle Scienze Applicate di Zurigo, Maryse Javaux Vena, collaboratrice scientifica del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), Tristana Martinetti, presidente dell'associazione ticinese “Gruppo adozione e famiglie Svizzera (GAFS)” e la giornalista Melania Petriello, autrice del libro “La strada di casa. Figli in cerca delle origini” (Round Robin editrice, 2025), un reportage che racconta le storie di figli che in Italia cercano la propria origine biologica.
El sorteo del Mundial de 2026 sigue dando que hablar. A las novedades desveladas en las reuniones posteriores al propio sorteo se suman los nuevos tiempos muertos, la incorporacion de camaras POV en las retransmisiones, las normas del VAR que se estrenaran durante el torneo y las previsiones logisticas de una cita que se disputara en tres paises de enorme extension como Mexico, Estados Unidos y Canada. Todo ello, de la mano del hombre de Onda Cero en Washington, Rafa Fernandez.En el Vino Caliente de Especialidad con Miguel Venegas verificamos el vuelco a la parte de arriba de la tabla de la Serie A con tropiezos ilustres, la desgracia que se ceba con el peor colista de Europa, el Wolverhampton, y la reivindicacion de los aficionados del Sunderland tras tantos anos a la sombra de sus vecinos del Newcastle.Viajamos hasta Libano para charlar con Paco Araujo, formador de futbolistas en Beirut durante mas de una decada. Con el analizamos la evolucion del futbol en Oriente Proximo y Oriente Medio, con selecciones como Jordania o Catar aspirando a ser protagonistas en Estados Unidos, Mexico y Canada.Cerramos con el Curso de Historia Futbolistica 2025/26 de Victor Gomez Muniz, que explica por que la FIFA quiere obligar a Uruguay a lucir solo dos estrellas, y no cuatro, en su proxima camiseta mundialista.
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCol presente contributo pubblichiamo tre distinte deposizioni dell'ex terrorista NAR, e collaboratore di giustizia, Walter Sordi. Romano, classe 1961, militante, da giovanissimo, nella organizzazione di estrema destra denominata "Terza Posizione", Sordi è stato parte attiva di un gruppo i cui punti di riferimento sono stati Luigi Ciavardini, Giorgio Vale, Stefano Soderini, Pasquale Belsito e altri, poi tutti passati, con alterne vicende, nei cosiddetti "Nuclei armati rivoluzionari". Nella prima deposizione (Roma, 17 marzo 1993), Sordi depone nel corso di un'udienza del processo alla P2. Nella seconda deposizione, parla dei suoi rapporti con Avanguardia Nazionale, davanti ai giudici di Bologna, durante il processo per la strage del 2 agosto 1980.Nella terza deposizione, Sordi, ancora nel corso di un'udienza del processo per la strage di Bologna, parla dell'addestramento militare in Libano (al fianco delle milizie cristiane) al quale presero parte vari militanti italiani di estrema destra tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta.Si ringrazia Radio radicale per la condivisione dei reperti.
corpi arrivano prima delle parole. Aws Bani Harith, vent'anni, steso su un lettino con la pelle incisa come un terreno devastato: racconta la tortura dei coloni meglio di qualsiasi testimonianza. Jamal Shtiw, la testa bendata, ripete che erano più di trenta, armati di pietre, bastoni, spray, e che sua figlia urlava mentre gli incendiavano l'auto. Nour al-Din Dawood esce dal carcere irriconoscibile, un'ombra del ragazzo che era. In mezzo scorrono le raffiche dei droni su Gaza City est, quelle che nei video illuminano il buio come se cercassero di cancellarlo. Intorno ai volti c'è la mappa della violenza: nella Cisgiordania di queste ore i coloni entrano nei villaggi a est di Ramallah, bruciano veicoli, lasciano scritte sui muri, attraversano le strade come pattuglie autonome. I numeri delle agenzie non hanno più nulla di astratto: cinque attacchi al giorno dall'inizio dell'anno, uliveti devastati, famiglie spinte via con la certezza dell'impunità. In quelle statistiche c'è Aws, c'è Jamal, c'è chi non ha una telecamera accanto. E poi Gaza, dove i progetti sul “dopo” vengono annunciati mentre il “durante” non si arresta. La Casa Bianca parla di una nuova fase entro due settimane, un'architettura di sicurezza per la Gaza che verrà; intanto a Tuffah saltano case, a Maghazi si scava tra le macerie, a Khan Yunis continuano i colpi delle navi al largo. Le tregue future vivono separate dalle esplosioni presenti. Sul confine nord UNIFIL denuncia tre nuovi attacchi israeliani in Libano, un'altra violazione della 1701. In Europa si discute di boicottaggi, presepi che mettono Gaza al centro, gesti che sembrano minuscoli mentre tutto continua a franare. Resta la distanza tra ciò che si annuncia e ciò che accade. La diplomazia scrive il futuro, i corpi raccontano il presente. E nessuno dei due coincide con la parola “pace”. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
La tregua che non c'è: Israele bombarda Gaza e il Libano. E ruba cinque colonne bizantine in Cisgiordania.Spagna: Eurovision non è più una canzone, ma una condanna.Gli USA moderano un accordo di pace per Congo e Ruanda che includerà l'accesso ai minerali. L'esercito statunitense uccide quattro persone in un nuovo attacco contro una presunta nave adibita al trasporto della droga.Siria: i dossier di Damasco, anatomia di un regime.Myanmar: il maggior produttore di oppio.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: “L'eccezione americana: Israele, il prezzo del silenzio”
Sara Alberani"Material for an Exhibition"Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal MediterraneoMuseo di Santa Giulia, BresciaEdizioni Skirawww.skira.net“Material for an Exhibition. Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo”, un importante volume edito da Skira che, attraverso una raccolta sistematica di opere provenienti da numerose zone di conflitto nel Mediterraneo – da Gaza, al Libano, alla Cisgiordania – evidenzia la capacità dell'arte di instaurare e difendere legami di solidarietà profondi fra le diverse realtà mediterranee, creando spazi di dialogo e confronto anche in contesti difficili come quello palestinese. A cura di Sara Alberani, il catalogo accompagna l'omonima mostra in corso fino al 22 febbraio 2026 presso il Museo di Santa Giulia di Brescia, che presenta le opere sopravvissute dell'Eltiqa Group for Contemporary Art di Gaza, dopo la distruzione causata da un bombardamento nel 2023. A partecipare all'ideale ricostruzione dello spazio artistico sono due dei fondatori del collettivo, gli artisti Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar, insieme all'artista libanese Haig Aivazian e alla palestinese Emily Jacir, Leone d'Oro a Venezia. Il titolo della mostra, Material for an Exhibition, rende omaggio all'opera Material for a Film di Emily Jacir, dedicata alla memoria del poeta palestinese Wael Zuaiter.Come accade nell'opera originale, anche in questo caso il termine material richiama le creazioni artistiche – installazioni, video, sculture, pittura, disegni e lavori su carta – e rimanda alle condizioni materiali in cui operano gli artisti provenienti da zone di conflitto. Elemento centrale è anche il rifiuto della cancellazione e della perdita delle opere, che spesso caratterizza tali contesti, in una riflessione sull'importanza dell'arte come archivio e memoria collettiva.In apertura del volume e della mostra spiccano le opere salvate degli artisti palestinesi Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar, co-fondatori di Eltiqa Group for Contemporary Art (“Eltiqa” in arabo “incontro”), una delle prime gallerie d'arte contemporanea nella Striscia di Gaza. Attraverso queste opere, che hanno viaggiato insieme agli artisti che le hanno prodotte, si mette in evidenza un altro volto di Gaza: quello della quotidianità, della cultura tramandata e dei luoghi della memoria, simbolo della volontà di un popolo che si rifiuta di scomparire. A seguire, una sezione dedicata alla ricerca dell'artista libanese Haig Aivazian riflette – attraverso sculture, installazioni, disegni e performance – sulle strutture di potere proprie della società contemporanea sullle dinamiche di controllo, sorveglianza e repressione dietro ai rapporti tra Medio Oriente e Occidente, indagando le dinamiche di controllo, sorveglianza e repressione.Il percorso si conclude con le creazioni dell'artista palestinese Emily Jacir, tra le voci più significative dell'arte contemporanea internazionale. La sua pratica attraversa un ampio repertorio di media – film, video, fotografia, scultura, installazione e performance – per indagare il modo in cu la memoria storica lascia il suo segno nel tempo, nelle geografie e nelle popolazioni della regione. Le opere in mostra e raccolte nel volume provengono da importanti prestiti internazionali, da istituzioni newyorkesi, dal National Museum of Contemporary Art di Atene e della Sharjah Art Foundation di Sharjah. Si tratta di lavori realizzati nel corso di residenze artistiche e di alcune riproduzioni, di cui restano soltanto reperti digitali dopo la distruzione delle opere originali. Sara Alberani Curatrice indipendente e attivista basata a Roma, esprime la sua ricerca curatoriale attraverso pratiche artistiche socialmente impegnate che coinvolgono comunità e spazi pubblici, concentrandosi sulle lotte di classe, la giustizia sociale e climatica attraverso progetti a lungo termine. Dal 2020 co-dirige LOCALES, una piattaforma curatoriale per la produzione di interventi site-specific e pratiche decoloniali nello spazio pubblico di Roma, nominata Miglior progetto curatoriale 2024 al Flash Art Italia Award. I suoi progetti sono stati presentati da numerose istituzioni. La sua ricerca curatoriale attuale indaga gli impatti dell'estrattivismo e del capitalismo sugli ecosistemi idrici nella sua regione d'origine, l'Emilia-Romagna, soprattutto alla luce delle alluvioni del 2023–2024, intendendo i corpi d'acqua come soggetti politici di insorgenza e resistenza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il Papa di ritorno da Turchia e Libano: pensavo di andare in pensione, invece mi sono arreso a Dio Ucraina: saltato a Bruxelles l'incontro tra Zelensky e la delegazione americana. Giornata internazionale delle persone con disabilità: l'Italia riconosce la sordocecità come condizione unica e specifica
I titoli: - Papa Leone ai giornalisti sul volo di ritorno dal Libano: la Santa Sede lavora "dietro le quinte" alle trattative di pace affinché le parti lascino le armi - Ucraina, colloquio di cinque ore tra gli inviati americani Witkoff e Kuchner e il presidente russo Putin. Manca l'accordo sui territorI. Oggi l'incontro fra Zelensky e la delegazione Usa - Alluvioni nel Sudest asiatico: 1.300 morti tra Sri Lanka, Indonesia, Thailandia. Chiese cristiane e templi ospitano centinaia di sfollati In conduzione: Francesco De Remigis In regia: Alberto Giovannetti
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Oggi puntata speciale, in cui abbiamo ripercorso insieme il primo viaggio apostolico di Papa Leone in Turchia e Libano. Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243 722 Gli ospiti di oggi in ordine di presenza: Alessandro Gisotti, vicedirettore dei media vaticani Don Flaviano Timperi, della Pastorale Familiare della basilica della Santa Casa a Loreto Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Monsignor Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia Polykarpos, metropolita d'Italia ed esarca dell'Europa Meridionale, Patrizia Coletta, direttrice della Fondazione Toscana Spettacolo Chiara Costa, membro del direttivo della Caritas Valli di Lanzo Conducono Marina Tomarro e Stefania Ferretti A cura di Marina Tomarro e Stefania Ferretti Hanno collaborato i colleghi: Francesco De Remigis, Bianca Fraccalvieri, Christine Suisse Tecnico del suono: Damiano Caprio e Luca Rossi
Prima la visita all'ospedale psichiatrico de la Croix, poi la preghiera al porto di Beirut. Infine la messa al Beirut Waterfront, prima del suo ritorno a Roma.
I titoli Leone XIV in volo verso Fiumicino, nell'ultimo discorso in Libano cita san Giovanni Paolo II: non siete solo un Paese, ma un messaggio Il Papa ai leader politici: ascoltate il grido dei popoli che invocano pace In mattinata la visita del Pontefice nell'ospedale psichiatrico di Beirut: voi malati siete nel cuore di Dio Conduce: Gianmarco Murroni In regia: Daniele Giorgi
Si conclude oggi il primo viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Turchia e Libano. Il pontefice in visita ora all'ospedale “de la croix” di Beirut, poi l'attesa Celebrazione Eucaristica al porto della capitale libanese, già affollato da migliaia di persone Ieri l'incontro di Papa Leone con i giovani libanesi: “Avete il dono del tempo, usatelo per sognare e costruire la pace” E sempre ieri nell'incontro ecumenico e interreligioso il richiamo del Papa a contrastare l'intolleranza, superare la violenza, bandire l'esclusione
Mentre il caso corruzione esplode nei palazzi del potere di Kiev, Zelensky vola a Parigi per incontrare il presidente Macron e il mediatore americano, Steve Witkoff, si appresta a raggiungere Putin a Mosca. Gli ingranaggi della diplomazia si stanno muovendo dunque. Li analizziamo con Davide Maria De Luca, giornalista per Il Domani a Kiev, e con Danilo Ceccarelli, nostro collaboratore a Parigi.Il Papa arriva in Libano. Il senso della visita di Leone XIV con Carlo Marroni, vaticanista de Il Sole 24Ore.
Siate operatori di pace uniti per superare ferite e ingiustizia, così il Papa nel suo primo discorso alle autorità in Libano Questa mattina il Papa sarà al monastero di San Maroun e poi al Santuario di Nostra Signora del Libano, ieri sul volo da Istanbul ai giornalisti ha detto la Turchia ha un ruolo importante per la pace in Medio Oriente e Ucraina Diplomazia ancora a lavoro per la tregua in Ucraina. Ieri l'incontro fra Washington e Kyiv. Oggi Witkoff a Mosca
Maria Luisa Fantappiè, Responsabile del Programma Mediterraneo, Medioriente e Africa dello IAI, è intervenuta a Il Vicino Oriente, la trasmissione di Radio Radicale condotta da Francesco De Leo. Fantappiè analizza la visita di Papa Leone XIV in Libano e la situazione nella regione.
Leone XIV alla Chiesa libanese: tra le macerie del mondo offrite strade di rinascita Il Papa: prega sulla tomba di San Charbel: protegga il Libano e il suo popolo Prosegue il cammino diplomatico sul piano di pace in Ucraina. Domani l'incontro fra Stati Uniti e Russia.
Questa mattina al termine della Liturgia Divina, presieduta dal Patriarca Bartolomeo I, nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio, a Istanbul, Papa Leone XIV ha citato le sfide che le due Chiese devono affrontare, anche in merito all'uso delle nuove tecnologie, specialmente nel campo della comunicazione e ha parlato poi della minacciosa crisi ecologica.
Jenin è il punto da cui si deve partire oggi. Il video che circola da ieri mostra due uomini che escono da un garage con le mani alzate, la maglietta sollevata per mostrare il ventre nudo, nessuna minaccia. Poi li costringono a inginocchiarsi, li colpiscono, li trascinano qualche metro e li finiscono a terra. Le “indagini interne” annunciate da Israele valgono quanto valgono sempre: un tempo morto che serve a spegnere l'attenzione finché il silenzio torna utile. Intorno, la solita claque di ministri che chiama «eroi» i soldati e «terroristi» i cadaveri. Nelle stesse ore, in Cisgiordania, i blindati entrano e escono dai villaggi come fosse un diritto naturale. Arresti a decine, case perquisite, adolescenti portati via di notte. Da Tubas arrivano le immagini delle strade sfondate dai bulldozer e dei corpi feriti sulle barelle improvvisate. È la guerra che continua oltre la guerra, senza tregue ufficiali da sventolare. Fuori dalla Palestina il fronte non si allenta. Nel sud della Siria un raid ha colpito un edificio residenziale causando vittime civili, mentre nel sud del Libano le famiglie restano sospese sotto il rumore costante dei droni. Le mappe diplomatiche parlano di stabilizzazione; la geografia reale racconta un'altra storia, fatta di quartieri sventrati e funerali senza telecamere. E poi c'è la vicenda del sedicenne palestinese-americano liberato ieri dopo mesi di detenzione militare. Esce dimagrito, con la pelle segnata dalla scabbia, dopo un patteggiamento costruito sulle accuse di sempre. La versione ufficiale parla di “ordine pubblico”. Il suo corpo racconta un'altra definizione. Intanto la giornata politica si appunta sul viaggio del papa ad Ankara, sulle parole di Erdogan, sugli appelli alla pace. Belle cornici, ma fragili come carta bagnata se messe davanti alla sequenza di Jenin. È questo il paradosso delle ultime ore: mentre tutti rivendicano un ruolo da mediatori, l'unica immagine davvero nitida è quella di due uomini stesi a terra che non si rialzano più. E forse da lì bisogna ripartire, ogni giorno. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Dialogo e unità tra i cristiani di tutte le confessioni e poi il tema della pace. Queste le cifre del primo viaggio apostolico di Papa Leone in occasione del 1700° anniversario del Concilio di Nicea. In questa puntata speciale di Radio Vaticana con Voi, precedeuta dalla radiocronaca dell'incontro di preghiera nella Basilica del Santo Spirito ad Istanbul, curata da Rosario Tronnolone, abbiamo seguito la seconda giornata assieme agli ascoltatori e ai loro messaggi, con numerosi ospiti. In ordine di presenza, sono intervenuti: Suor Irene Camilleri, Piccole Sorelle dei Poveri Paolo Pugliese, delegato dei frati cappuccini a Istanbul In radiovisione: Andrea Iacomini, Portavoce Unicef Italia Emmanuel Albano, Coordinatore dell'Istituto Ecumenico "San Nicola" della Facoltà Teologica Pugliese Hanno collaborato i colleghi: Fabio Colagrande, Andrea De Angelis, Pierluigi Morelli, Giulia Zaccardelli, Marco Guerra In conduzione: Silvia Giovanrosa e Francesco De Remigis Tecnici del suono: Damiano Caprio, Daniele Giorgi, Alberto Giovannetti
I dati parlano chiaro: la parità di genere non è ancora stata raggiunta in nessun Paese del mondo e nei contesti difficili, di emergenza e di guerra, le differenze tra uomini e donne si amplificano ulteriormente. In occasione del lancio dell'Atlas "Claiming Space" di WeWorld ne discutiamo con Martina Albini, coordinatrice del Centro studi WeWorld.È denso di contenuti e appuntamenti il viaggio di Papa Leone XIV in Turchia e in Libano. Un primo viaggio ecumenico che si colloca nel solco del lavoro fatto da Papa Francesco, con l'auspicio di un avvicinamento tra Occidente e Oriente. Ne parliamo con Matteo Matzuzzi de Il Foglio e con Carlo Marroni, vaticanista de Il Sole 24Ore.La guerra civile in Sudan tra l'esercito governativo e le milizie RSF del generale Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemeti, prosegue senza esclusione di colpi. I combattimenti più intensi si concentrano nelle regioni del sud e nord Kordofan, nel Darfur e nelle aree di confine con la Libia. Ne parliamo con Vittorio Oppizzi, responsabile dei programmi di Medici senza frontiere in Sudan e Sud Sudan.
I titoli: Il papa in viaggio per la Turchia (Türkiye), il 5° pontefice in visita nel Paese. Poi la tappa in Libano, in un percorso di promozione di pace e unità. I “cristiani nei contesti di conflitto”. Questo il tema al centro delle intenzioni di preghiera di Leone XIV per il mese di dicembre. Tavolo diplomatico ancora al lavoro per perfezionale il piano di pace statunitense per risolvere il conflitto in Ucraina. Sul campo ancora vittime. Conduce: Paola Simonetti In regia: Alberto Giovannetti
I titoli: Il Papa è in Turchia. Ankara la prima tappa, poi andra' in Libano. Attentato a Washington. Trump: "E' terrorismo”. Altri 500 militari nella Capitale A Roma la quinta edizione degli Stati generali della natalità. Mattarella: "tema vitale per Italia e Europa" Luca Collodi
Il 23 novembre Israele ha ucciso il capo militare di Hezbollah in un attacco a un edificio alla periferia sud di Beirut, che secondo le autorità libanesi ha causato cinque morti. Con Cyrille Nême, giornalista, da Beirut. ll 20 novembre il procuratore generale spagnolo Álvaro García Ortiz è stato condannato dalla corte suprema a due anni d'interdizione dai pubblici uffici per rivelazione di segreto d'ufficio. Con Mariangela Paone, giornalistaOggi parliamo anche di:Ucraina • "Rifugiati sottoterra" di Vadym Petrasjukhttps://www.internazionale.it/magazine/vadym-petrasjuk/2025/11/20/rifugiati-sottoterraDisco • Víkingur Ólafsson, Opus 109 (Beethoven, Bach, Schubert)Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Gaza, la pioggia allaga le tende degli sfollati. L'Onu parla di collasso senza precedenti. La papamobile di Papa Francesco diventa una clinica mobile per i bambini di GazaUSA e Russia trattano sul piano di pace in Ucraina, che passa da 28 a 19 puntiBrasile, Bolsonaro inizia la pena: 27 anni di carcere per il tentato colpo di StatoStati Uniti, il gruppo venezuelano Cartel de los Soles designato come organizzazione terroristica. Anche alcune sezioni della Fratellanza Musulmana in Libano, Egitto e Giordania verso la stessa classificazioneSudan, nuovi scontri mentre gli Stati Uniti spingono per una tregua umanitariaEtiopia, l'eruzione vicino all'Erta Ale provoca disagi ai voli, ma avrà un impatto minimo sul clima globaleCina, avvertimento a Stati Uniti e Giappone sulla questione TaiwanTaiwan, il presidente annuncia 40 miliardi di dollari in più per la difesaPakistan scivola verso l'autocraziaQuesto e molto altro nel Notiziario Mondo - a cura di Stefania Cingia
I titoli: - Il Papa all'Udienza generale: Dio sostiene l'umanità anche quando si piega a guerre e discriminazioni. Necessario impegnarsi per un'economia solidale e la cura del Creato - Turchia e Libano attendono il Pontefice per il suo primo viaggio apostolico. Parolin ai media vaticani: in Medio Oriente Leone XIV sarà messaggero di concordia dialogo e pace - Cautela di Mosca sulle proposte di Trump alla pace in Ucraina: aspetti positivi ma alcuni punti richiedono una discussione. Intanto il nuovo piano incassa il sì di Zelensky
A Nicea un messaggio di unità per i cristiani, in Libano per la pace, così Papa Leone descrive il suo primo viaggio apostolico che inizia domani. E parlando con i giornalisti a castel Gandolfo, Il Pontefice lancia un nuovo appello per il cessate il fuoco in Ucraina La nostra intervista al cardinale Parolin: in Medio Oriente il Papa messaggero di concordia e dialogo In Nigeria liberate 24 studentesse rapite nei giorni scorsi. Il grido dei vescovi locali: “Fermare la violenza che devasta il Paese”
La Dottrina della Fede pubblica la nota Una caro: la monogamia non è un limite, sposarsi è promessa di infinit Presentato il primo viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Turchia e Libano: un evento dalla forte impronta ecumenica Ucraina e Stati Uniti trattano sul piano per la pace in 19 punti: Zelensky chiede un incontro con Trump entro novembre
Israele e la tregua che non c'è: colpisce Beirut, ucciso capo militare di Hezbollah mentre muoiono a Gaza in media due bambini al giorno dal cessate il fuoco.Ginevra, pace o resa? Il piano Trump che divide l'Ucraina e l'Occidente.Camerun, l'oppositore in fuga: Issa Tchiroma chiede asilo in Gambia.Nigeria, rapiti oltre 300 studenti: cinquanta riescono a fuggire.Brasile: COP30, il compromesso che brucia: il mondo non rinuncia al petrolio. Il mondo senza Washington: il G20 va avanti.Malesia: stop ai social per i minori di 16 anni. Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: l prezzo della pace, l'Occidente davanti allo specchio della propria coscienza.
combustibili fossili o la riduzione della deforestazione e con grande delusione rispetto alle aspettative iniziali. Piccoli passi in avanti sulla giusta transizione e interesse per una nuova iniziativa che si terrà in Colombia con tutti i paesi che sostengono l'uscita dai combustibili fossili. Per la prima volta si è tenuto un vertice del G20 in Africa, ospitato dal Sudafrica, con un focus sulle disuguaglianze economiche e gli aiuti per la transizione energetica. Israele ha bombardato di nuovo la capitale libanese Beirut uccidendo l'attuale capo militare di Hezbollah, le milizie di cui avevano già ucciso il leader Nasrallah un anno fa. Il cessate il fuoco con il Libano – come quello a Gaza - è decisamente poco rispettato. Ascolta la puntata speciale appena uscita: Alle Seychelles per far accoppiare i coralli Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it. Rassegna stampa: Cop30, nell'ultima bozza di accordo non si cita l'uscita delle fonti fossili, Andrea Barolini
In questo episodio di Voci che non tremano attraversiamo Gaza, la Cisgiordania, il Libano e Sarajevo per raccontare ciò che la retorica internazionale continua a chiamare “conflitto”, ma che resta un genocidio documentato ogni giorno da droni, testimonianze e rapporti indipendenti.Dalle piogge devastanti che allagano tende e rifugi, agli aiuti umanitari bloccati nonostante un cessate il fuoco che non cessa; dal muro che Israele sta costruendo al confine col Libano, fino ai coloni in Cisgiordania che avanzano come strumento strategico di occupazione.Parliamo dell'inchiesta su Sarajevo: del turismo macabro durante la guerra bosniaca, dei “cecchini per un giorno”, e del modo in cui lo sguardo occidentale continua a feticizzare la sofferenza altrui, allora come oggi.Una puntata politica, diretta, senza neutralità... perché la neutralità, davanti alle violazioni, non è un'opzione.Con una testimonianza audio da Gaza e un focus sulle responsabilità storiche e contemporanee.Perché raccontare è già resistere.LINK UTILI:Piogge e devastazione a GazaRisoluzione Onu su GazaCisgiordaniaTemporary International force in GazaInchiesta sarajevoLibano e il muro oltre la linea bluReport General Assembly UN 07/2025Episodio Scanner Valerio Nicolosi
Accorato appello di Leone XIV al termine dell'angelus: siano liberati subito gli ostaggi rapiti in Nigeria e Camerun Pubblicata la lettera apostolica “In unitate fidei”, Papa incoraggia un rinnovato slancio nell'unità della fede “Costruttivi”, così sono stati definiti i colloqui tra le delegazioni americana e ucraina, svoltisi a Ginevra nel weekend. In Medio Oriente raid israeliani sul Libano, ucciso il capo di Stato Maggiore di Hezbollah
Mara Gergolet racconta com'è andato il vertice fra Usa, Ue e una rappresentanza di Kiev a Ginevra, dove è stata presentata una proposta alternativa per la pace a quella elaborata da Mosca e Washington. Sara Gandolfi spiega che cosa c'è (e soprattutto che cosa manca) nel documento finale della Conferenza Onu sul clima di Belém. Marta Serafini parla della nuova azione militare dell'Idf, che ha ucciso il numero 2 di Hezbollah.I link di corriere.it:Ecco i 24 punti della controproposta Ue al piano di pace di Trump: «Cessate il fuoco, trattativa che parte dalla linea di contatto, nessuna riduzione della difesa di Kiev»Cop30, cosa prevede la Global Mutirão Decision punto per puntoRaid israeliano a Beirut: ucciso il numero due di Hezbollah
Dos niños son asesinados por Israel cada día en Gaza pese al alto el fuego. El plan de paz de Ucrania debe respetar su integridad territorial, dice el Secretario General de la ONU. Un incendio y los combustibles fósiles complican las negociaciones finales de la cumbre del clima.
L'Onu approva il piano di Trump per Gaza. Israele promette di bloccare qualsiasi percorso verso uno Stato palestinese.Libano: raid israeliano su campo profughi, 13 morti.Trump assolve MBS sul caso Khashoggi e sigla maxi-accordi con Riyad.COP30 al bivio: il mondo spinge per uscire dai combustibili fossili. ONU: Cuba primo Paese al mondo per detenzioni arbitrarie Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: Prigioni occulte: le vite spezzate nel silenzio dell'occupazione
16 novembre. A Gaza l'inverno entra dalle fessure. Le tende degli sfollati affondano sotto la pioggia, i bambini raccolgono l'acqua con le mani, l'Unrwa ripete che i rifornimenti per il freddo restano fermi ai valichi e che le restrizioni israeliane violano il diritto internazionale. La tregua sembra un telo bagnato che non regge. A New York si prepara il voto sul piano americano per il dopo-Gaza, mentre la Russia rilancia un testo alternativo che cancella l'autorità di transizione immaginata dagli Usa. In parallelo, l'esercito israeliano lavora già all'ipotesi di un collasso della tregua: un dettaglio che vale più di molte dichiarazioni. Sul fronte nord il Libano porta all'Onu il reclamo contro il muro costruito da Israele, definito una ferita alla propria sovranità. È il segno che la “calma” non ha smesso di scricchiolare. La contabilità dei corpi continua a scorrere su due lati: a Tel Aviv le famiglie tornano in piazza per chiedere il rientro degli ultimi tre ostaggi; a Gaza arrivano altre quindici salme, una lista che supera le trecento e che resta in gran parte senza nome. Lo stesso giorno Abu Mazen compie novant'anni, icona di un'Autorità palestinese che partecipa ai colloqui sulla “fase successiva” da una posizione sempre più laterale. In Italia Tajani ripete la formula del «rafforzare la tregua» e guarda al voto di lunedì, legando l'esito alle scelte di Cina e Russia. La Cisl consegna 553mila euro alla Croce Rossa e richiama l'unico orizzonte possibile, «due popoli, due Stati», mentre nelle città italiane restano i gesti minimi: i ventimila nomi dei bambini di Gaza scritti dai loro coetanei a Brescia; una madre e un bimbo accolti in parrocchia; un blitz per ricordare che il silenzio consuma. L'ambasciatore israeliano in Italia dice che il problema non è il governo, ma l'opinione pubblica. A Gaza, sotto l'acqua, il problema ha un altro nome: sopravvivere alla tregua. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiNel primo contributo proponiamo la deposizione di Marco Donat Cattin, ex dirigente dell'organizzazione armata Prima Linea, nel corso di una udienza del processo alla rivista Metropoli (Roma, 21 ottobre 1986). Nel secondo contributo, l'ex Prima Linea Roberto Sandalo parla in qualità di collaboratore di giustizia nel corso di un'udienza del Processo 7 Aprile (1983). Nel terzo e ultimo contributo, il collaboratore di giustizia, ed ex Prima Linea, Michele Viscardi, noto alla stampa come «il killer dagli occhi di ghiaccio», risponde alle domande della Corte nell'ambito di un'udienza del processo 7 Aprile (1984). Si ringrazia Radio radicale per la condivisione dei reperti. Tra i principali temi toccati durante le deposizioni: 1) «Il sequestro Moro? Ci siamo meravigliati dell'impresa e abbiamo cercato di prendere contatti con le Br»; 2) «Dicemmo che non avremmo appoggiato l'operazione Moro»; 3) Sul «comando unificato» Prima linea-Formazioni comuniste combattenti; 4) «La colonna romana? La consideravamo la più movimentista e per questo la più vicina a noi»; 5) Il primo incontro a Roma col bierre Seghetti; 6) Il secondo incontro a Roma con Seghetti e Gallinari; 7) Sulle «difficoltà di comprensione» delle rispettive «terminologie»; 8) Sull'ipotesi di un «aggancio-comune» Br-PL; 9) Sulla rivista Metropoli e il ruolo di Oreste Scalzone; 10) «I Comitati comunisti rivoluzionari? Ci offrirono alcune armi provenienti dal Libano»; 11) L'interesse per la Fiat di Cassino e Napoli; 12) «I primi contatti coi brigatisti? All'inizio del '77, a Torino»; 13) «Prima Linea? Nel '79 ebbe un bilancio di oltre un miliardo di lire»; 14) Sul ruolo delle rapine di autofinanziamento e il reperimento di armi; 15) «Il fine? Era quello di scatenare la guerra civile in Italia»; 16) «Abbiamo confuso il malcontento con la disponibilità di prendere un mitra in mano»; 17) Il corteo del 1° maggio 1977 a Milano; 18) La «ricerca» di un dirigente della Magneti Marelli per sparargli alle gambe; 19) «Oggi mi sono reso conto del nulla che c'era dietro la lotta armata»; 20) «Alessandrini? E' stata una operazione difensivistica»;
Perfino la cosiddetta tregua ha un suono di metallo. Nella notte Gaza City ha sentito i droni, Khan Younis i colpi d'artiglieria: l'agenzia Wafa segnala demolizioni nel quartiere di Zeitoun e mezzi israeliani che sparano a est della città, mentre sulla fascia occidentale i sorvoli non si sono fermati. È un cessate il fuoco che non smette di essere guerra, solo più amministrata e meno dichiarata. I numeri lo confermano. In Egitto è stato annunciato l'allestimento di 16 campi destinati a ospitare fino a 100 mila famiglie palestinesi: uno schema che stabilizza lo sfollamento invece di preparare il ritorno. Dentro Gaza, nuove aree di tende sono state montate nel complesso dei ministeri, oltre 400 strutture aggiuntive, mentre tre convogli di aiuti (circa 50, 30 e 40 camion) hanno raggiunto il nord. È soccorso di sopravvivenza senza un progetto politico di rientro, ricostruzione, autodeterminazione. La “forza di stabilizzazione” che dovrebbe gestire il dopo continua a svuotarsi. Gli Emirati hanno fatto sapere che «probabilmente» non parteciperanno perché manca un quadro chiaro: niente mandato, niente regole d'ingaggio, niente definizione su responsabilità e catena di comando. Non si mandano truppe dentro un vuoto. È un messaggio che vale per tutti i Paesi che finora hanno annunciato, esposto bandiere e poi rimesso le mani in tasca. A nord la situazione resta tesa: nelle ultime ore un'auto è stata colpita nei pressi di Sidone, nel sud del Libano, e a Houla alcuni edifici sono stati distrutti da esplosioni dopo colpi di artiglieria. Il confine resta una frontiera instabile che può riaccendere tutto. Tregua fragile, sfollamento normalizzato, missione senza pilastri: la guerra non scompare, cambia forma e si sposta di stanza in stanza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Il leader dell'autorità nazionale palestinese Abu Mazen è in Italia, e dopo l'incontro di ieri con Papa Leone XIV, oggi i vertici con la Premier Giorgia Meloni e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alle Nazioni Unite sono invece cominciate le discussioni informali sulla bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti, mentre Israele attacca il Sud del Libano. Parliamo di tutto questo insieme a Marco Di Liddo, Direttore del Centro Studi Internazionali. In testa alla classifica delle buone notizie di questa settimana l'impegno dei comuni nella lotta al cambiamento climatico: sono stati piantati tre milioni di nuovi alberi in Italia, mai così tanti. A questo si aggiunge il vertice mondiale dei sindaci di Rio, a cui ha partecipato anche Stefano Lo Russo, sindaco di Torino e Vicepresidente Anci, che sentiamo.
I titoli: Lunedì al via in Brasile la Cop30, Conferenza Onu sui cambiamenti climatici. Ieri pre vertice a Belem dei capi di Stato e di governo. All'Onu pronta la bozza Usa di risoluzione per il futuro di Gaza Chiesta una forza internazionale con il compito di disarmare Hamas. Nuovi attacchi di Israele in Libano. Incontro ieri in Vaticano fra Papa Leone e il presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas. Al centro del colloquio gli sforzi per la fine del conflitto nella Striscia. Conduce: Paola Simonetti In studio: Daniele Giorgi
Lama Tauk è una regista, antropologa visiva, musicista, scrittrice e attivista libanese.Profondamente impegnata in questioni sociali, il suo lavoro esplora la classe sociale, la cultura e le complesse intersezioni tra antropologia, politica, economia e ambiente libanesi. Attraverso il cinema e la musica, cerca di sfidare le ingiustizie, reimmaginando al contempo le narrazioni di identità e resistenza in Libano e in Medio Oriente.Dal 24 al 26 ottobre 2025 ha partecipato al film festival organizzato dall'associazione studentesca universitaria “Femminismi Contemporanei” chiamato “Specchi Radicali”. Un festival dedicato alla proiezione e discussione di opere audiovisive autoprodotte – documentari e videoarte – realizzate da donne, persone LGBTQIA+ e soggettività queer. Il festival nasce con l'intento di dare spazio a voci emergenti e sperimentali, a produzioni dal basso che si distinguono per approcci radicali, decoloniali, transfemministi e queer.Durante il festival, Lama ha portato due dei suoi film: “That May or May Never Be” (30 mins) and “Train Stations; A Loner Journal” (7 mins). In particolare, il primo è èarte di un progetto più ampio per la sua tesi magistrale, che si concentra sulla riscrittura e la reinterpretazione della memoria collettiva libanese, delle storie frammentate del suo passato in nuove narrazioni identitarie plasmate dalle nuove generazioni.
La tregua che prometteva silenzio oggi parla con la voce dei feriti. Nella scuola Al-Zahra, trasformata in rifugio, un matrimonio si è concluso tra le urla: quattro bambini colpiti da schegge, dicono i medici locali. Al largo, cinque pescatori sono stati sequestrati, tre di loro fratelli. Accade dentro quella che Israele chiama «yellow line», la fascia che dovrebbe garantire sicurezza ai civili. Ogni giorno ne ride la realtà. A New York, intanto, si scrive il dopo. Gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione Onu che prevede una forza internazionale di stabilizzazione per Gaza, con mandato di due anni e obiettivo dichiarato di demilitarizzazione. Un «Consiglio di pace» gestirebbe sicurezza e ricostruzione insieme a Egitto, Israele e partner regionali. Nomi già sul tavolo: Indonesia, Azerbaigian, Turchia, Egitto. Ankara avverte che tutto dipenderà dal calendario del ritiro israeliano. La pace, ancora una volta, viene progettata fuori dal luogo in cui dovrebbe vivere. Israele ha consegnato quarantacinque corpi di palestinesi il giorno dopo la restituzione dei resti di tre soldati israeliani. A Kiryat Gat la direttrice dell'intelligence Usa Tulsi Gabbard supervisiona la «fase due» della tregua: Washington come garante, Tel Aviv come custode armata. Sullo sfondo, il parlamento israeliano discute la pena di morte per i terroristi, mentre nel Sud del Libano un'abitazione salta in aria e a Teheran migliaia di persone marciano contro Israele e Stati Uniti. Si chiama “stabilizzazione”, ma odora di commissariamento. A Gaza le bombe si fermano solo per il tempo necessario a cambiare il lessico della guerra. La tregua, come la chiamano nei palazzi, qui resta un verbo al futuro. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Israele e Palestina: Trump minaccia Hamas: “Se non si disarma, li uccideremo”. Yemen: ucciso il capo di stato maggiore degli Houthi in un raid israeliano.Kenya: caos e morti ai funerali di Raila Odinga.Perù: un morto e decine di feriti nelle proteste contro il nuovo presidente Jeri.Trump e Putin verso un vertice a Budapest per fermare la guerra in Ucraina, ucciso un giornalista. Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli e con Elena Pasquini in collegamento dal Libano. Introduzione: Quando il mare tace, la verità continua a navigare
Madagascar, la rivolta dei giovani rovescia Rajoelina: il presidente in fuga dopo il golpe militare.Israele e Palestina: Hamas riafferma il controllo nella caotica Gaza.Venezuela e Stati Uniti: nuovo attacco in mare, sei morti.Nuovi scontri a fuoco tra eserciti di Pakistan e Afghanistan.Messico, il fiume inghiotte i villaggi: almeno 64 morti e centinaia di migliaia di sfollati nel cuore del Paese Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli con Elena Pasquini in collegamento dal LibanoIntroduzione: Gaza: il marketing della pace
Desde el inicio de la guerra, 151 niños han perdido la vida en la Franja de Gaza debido a la desnutrición aguda. Entre ellos estaba Jana, una niña de 9 años. Al menos 103 civiles han muerto en ataques israelíes en Líbano desde el alto el fuego. “Si los Estados miembros quieren que la ONU funcione deben pagar” sus cuotas, dice la presidenta de la Asamblea General
Andrea Nicastro parla delle reazioni (nazionali e internazionali) dopo l'attacco di droni contro la Forza di interposizione dell'Onu in Libano, attualmente guidata dall'Italia. Stefano Montefiori presenta il nuovo vertice della coalizione, incentrato sulle garanzie di sicurezza per l'Ucraina in caso di cessate il fuoco. Michela Rovelli spiega la sentenza di un giudice federale Usa che non costringerà il gigante del tech a vendere Chrome.I link di corriere.it:Droni israeliani attaccano i caschi blu dell'Unifil in LibanoI Volonterosi si riuniscono a Parigi: «Pronti ad assumerci le nostre responsabilità, aspettiamo gli Usa»Google non deve vendere Chrome, ma dovrà condividere i dati di ricerca con la concorrenza
E dopo la drammatica situazione in Ucraina parliamo di politica e di accordi per le elezioni amministrative con l'analisi di Andrea Bulleri, quindi andiamo a Libano con l'inviato Lorenzo Vita e lo scenario dopo il ritiro delle truppe Onu, per le storie di sport ci spostiamo in Olanda con Massimo Boccucci.