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«Ci sono soldati ora che si trovano a Gaza e in Libano affinché noi possiamo giocare qui. Ci sono persone che sono morte affinché noi potessimo giocare qui». Lo ha detto Nadav Zilberstein, allenatore della nazionale israeliana under 18, ai suoi giocatori minorenni, prima dell'esordio all'Europeo di categoria in corso fra Trento e Rovereto. Il video lo ha diffuso la Federazione cestistica israeliana. Nessuno gliel'ha rubato. Il conto dell'altra metà del campo il Comitato olimpico palestinese lo ha depositato alla Camera dei deputati il 13 febbraio 2026: 684 sportivi uccisi dall'ottobre 2023, di cui 178 fra i sei e i vent'anni, circa 290 impianti distrutti fra Gaza e Cisgiordania. Il primo marzo 2022 la Fiba ha escluso squadre e dirigenti russi da ogni competizione per la violazione della tregua olimpica. La stessa Fiba, il 29 giugno 2025 ai Mondiali under 19 di Losanna, ha assegnato a Israele la vittoria a tavolino sulla Giordania, che si era rifiutata di giocare. Nel rapporto del 16 settembre 2025 la Commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha qualificato come genocidio la condotta israeliana nella Striscia. Prima del torneo i sindaci di Trento e Rovereto, Franco Ianeselli e Giulia Robol, avevano scritto alla federazione israeliana che "il campo da gioco non è un mondo a parte e non è mai neutrale". Il 29 luglio Alleanza verdi e sinistra del Trentino ha chiamato quelle parole "un atto ignobile" che legittima il genocidio di un popolo. Quel giorno il ministero della Salute di Gaza contava 73.335 uccisi dall'ottobre 2023. La finale si gioca domenica 2 agosto. Fino ad allora resta agli atti la frase con cui una federazione europea ha spiegato a dei diciassettenni che il loro diritto di giocare in Italia si regge su chi muore a Gaza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Dalla base aerea di Nevatim, senza orario annunciato e senza giornalisti a bordo, il 27 luglio è decollato il Wing of Zion con Benjamin Netanyahu diretto a Washington. Poche ore dopo l'aereo era sopra l'Italia. Ynet, con la firma di Itamar Eichner, aggiunge la riga che sposta la vicenda: la rotta era stata concordata con Roma e Parigi, e i due governi avevano assicurato a Israele il passaggio sicuro. Sul primo ministro israeliano pende dal 21 novembre 2024 un mandato d'arresto della Corte penale internazionale che gli attribuisce anche il crimine di "affamamento come metodo di guerra", e nel dicembre 2025 la Camera d'appello ha respinto il ricorso con cui Israele chiedeva di cancellarlo. L'Italia è Stato parte dello Statuto di Roma. Quando un gruppo di legali chiese gli atti dei sorvoli precedenti, nell'ottobre 2025, la presidenza del Consiglio rispose per iscritto di "non avere agli atti la documentazione richiesta". Nelle stesse ore alla Farnesina si aprivano le sessioni tecniche dell'Alleanza globale per la soluzione a due Stati, con una trentina di delegazioni. Per il 29 luglio è previsto il segmento di alto livello copresieduto dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal saudita Faisal bin Farhan. A Rainews, il 28 luglio, Tajani ha chiesto che «il governo israeliano dopo la campagna elettorale abbia il coraggio di dire basta e fermare queste persone», i coloni. Il voto israeliano è il 27 ottobre, con tre mesi di attesa. L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nel rapporto del 23 luglio, conta 59 palestinesi uccisi e oltre centonovanta feriti fra il 15 e il 22 luglio. Dall'annuncio del cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, i morti sono 1.180. «Roma è capitale di pace», ha detto Tajani nella stessa intervista, «siamo stati scelti perché siamo in grado di interloquire con tutti». Il 27 luglio l'interlocuzione con Gerusalemme c'è stata, e ha riguardato un corridoio aereo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
I titoli: Victoria, riunione del partito laburista per decidere sulla leadership; Italia, Giorgia Meloni in Val di Susa, dopo l'attacco al cantiere dell'Alta Velocità; Cisgiordania, appello delle Nazioni Unite al ripristino dell'ordine. Sport, Calcio, si dimettono Maldini e Leonardo.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Le ricostruzioni di Gaza dopo le offensive del 2008-09, del 2014 e del 2021 sono costate insieme dieci miliardi di dollari a valori attuali. Il conto della quarta, presentato il 23 luglio da Oxfam con il Palestine Economic Policy Research Institute e il Palestine Trade Centre, è di 71,4 miliardi in dieci anni. Sette volte le tre precedenti sommate. Quel salto misura vent'anni di ricostruzioni impedite. Ogni piano è rimasto soffocato dal blocco e dall'offensiva successiva, arrivata prima della fine dei lavori. Chi aspettava di rientrare in casa dopo il 2014 non ci è mai tornato: quelle case sono andate in cenere nel 2023. Il rapporto, costruito su stime di Nazioni Unite, Unione europea e Banca mondiale, calcola 57,9 miliardi di danni e perdite e stima lo sviluppo umano arretrato di 77 anni in meno di tre. Prima che apra un cantiere vanno rimossi 66 milioni di tonnellate di macerie. Lo stesso giorno l'IPC ha diffuso la nuova analisi alimentare, rilanciata da FAO, UNICEF e Programma alimentare mondiale. Il titolo che ha fatto il giro del mondo dice che la carestia è finita. Le pagine sotto contano 1,4 milioni di persone in crisi alimentare o peggio, il 67% della popolazione, e 74 mila bambini che entro l'aprile 2027 avranno bisogno di cure per malnutrizione acuta. Il programma che li nutre non raggiunge tutti e i fondi finiscono. Un solo valico aperto, Kerem Shalom. Oltre il 70% dei terreni agricoli resta inaccessibile, e il documento precisa che lo è a prescindere dai danni. Utilizzabile il 3%. Il mare resta vietato. Quanto si mangia a Gaza e quanto costerà rialzarla dipendono dalla stessa variabile: il permesso. Nel settembre 2025 la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che Israele ha commesso un genocidio. Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, nomina gli Stati che hanno armato o coperto quella distruzione, Italia compresa: «devono contribuire alla riparazione dei danni». #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Dalla guerra tra Stati Uniti e Iran, con nuove minacce sullo Stretto di Hormuz e un conflitto sempre più vicino a colpire le infrastrutture civili, alla tragedia quotidiana di Gaza tra bombardamenti, carenza di farmaci e aborti spontanei.Poi il Libano, le accuse delle Nazioni Unite, il ruolo diplomatico dell'Italia, gli incendi in Algeria, le alluvioni in Cina, il Messico, Mauritius e le altre notizie dal mondo. Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli.
Come abbiamo trasformato l'UNESCO - l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura - in una farsa da osteria. Fonti: video “UNESCO History” pubblicato sul canale Youtube UNESCO il 16 giugno 2010; video “Ministro Lollobrigida: “La mozzarella di bufala Campana dop simbolo del made in Italy”” pubblicato sul canale Youtube Adnkronos il 24 settembre 2024; account Facebook Telearena, 2 luglio 2026. Scopri i corsi della New Media Academy, la scuola di podcasting e digital journalism di Chora e Will: https://newmediacademy.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Sta agli atti della Corte internazionale di giustizia dal 5 aprile 2024. È la dichiarazione con cui la Colombia è intervenuta, ai sensi dell'articolo 63 dello Statuto, nella causa che il Sudafrica ha aperto contro Israele per genocidio a Gaza. Nel testo Bogotá scrive di volere "la sicurezza e, di fatto, l'esistenza stessa del popolo palestinese". Il 16 luglio l'ufficio del presidente eletto Abelardo de la Espriella ha annunciato che quel documento verrà ritirato. Lo dice così: la Colombia "riprenderà una posizione seria e responsabile sulla scena internazionale, anche all'interno del sistema delle Nazioni Unite". L'insediamento è fissato al 7 agosto. A Washington il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha già incontrato il futuro omologo Omar Bula Escobar, e il conto è presto fatto: relazioni piene, visti aboliti, ambasciata a Gerusalemme. Sarebbe la nona, dopo Stati Uniti, Guatemala, Honduras, Kosovo, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Fiji e Somaliland. Gustavo Petro, che quel documento lo aveva voluto, ha scritto del successore: "Chi sostiene il genocidio ne è complice". Tre giorni prima, il 13 luglio, il Dipartimento di Stato americano aveva annunciato una campagna per "disabilitare sistematicamente" la Corte penale internazionale. Prevede telefonate ai 125 Stati parte perché escano dallo Statuto di Roma, revoche di visti al personale, sanzioni a chi collabora. Corti diverse, metodo identico. Nessuno dei due atti discute una prova, una perizia, un fatto. Si lavora sull'elenco dei presenti. Giovedì Tina Marinari, di Amnesty International Italia, è stata ascoltata dal Comitato permanente sui diritti umani della Camera. Le espressioni di preoccupazione degli Stati sono ormai «un cinico alibi», ha detto, e la loro inazione rientra fra gli elementi del genocidio in corso. Restano due frasi scritte dallo stesso Stato a ventisette mesi di distanza. Nella prima c'era l'esistenza del popolo palestinese. Nella seconda c'è la parola "responsabile". #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Tra le notizie di oggi: nuovo appello delle Nazioni Unite per la fine della guerra tra Iran e Stati Uniti, in Italia maggioranza ancora divisa sulla riforma elettorale, in Australia continuano le reazioni all'annuncio delle riforme sull'intelligenza artificiale del governo e per lo sport, l'Argentina batte l'Inghilterra e raggiunge la Spagna in finale ai Mondiali di calcio.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Il 16 luglio il segretario di Stato statunitense Marco Rubio riunirà a Washington i rappresentanti di più di sessanta paesi per una conferenza dedicata a quella che l'amministrazione Trump definisce la rinascita del terrorismo internazionale di estrema sinistra. Con Leonardo Bianchi, giornalistaLo stesso giorno le Nazioni Unite e la Corte penale internazionale hanno detto di aver raccolto informazioni importanti sui crimini di guerra commessi durante il conflitto in Sudan. Con Irene Panozzo, analista politicaOggi parliamo anche di:Francia • "Patriarcato in azione" di Eva Rammeloohttps://www.internazionale.it/magazine/eva-rammeloo/2026/07/09/patriarcato-in-azioneRaiPlay • Sora Lella, variazione sui peperoni, con Elena Fabrizi e Gigi Ballistahttps://www.raiplay.it/programmi/soralellavariazionesuipeperoniCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Il nostro primo argomento riguarda il futuro della NATO. Con gli Stati Uniti pronti a ridurre il proprio impegno militare, l'Europa sarà in grado di assumere un ruolo di primo piano nella propria difesa? La seconda notizia riguarda l'intreccio tra politica e sport. Parleremo delle polemiche che coinvolgono il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la FIFA. Proseguiremo con un allarme lanciato dalle Nazioni Unite sull'aggravarsi delle disuguaglianze a causa della rapida diffusione dell'intelligenza artificiale. Infine, concluderemo la prima parte del programma con una buona notizia che arriva da Parigi. Sabato scorso, la città ha riaperto la Senna alla balneazione pubblica. La seconda parte di questa puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è Comparatives Expressing Majority, che scopriremo attraverso la storia della vendita di Villa Certosa, la favolosa residenza estiva di Silvio Berlusconi in Sardegna, simbolo di un'epoca politica italiana ormai giunta al termine. Nel finale, poi, daremo spazio all'espressione idiomatica del giorno, Fare il bello e il cattivo tempo. La ritroveremo all'interno di un dialogo dedicato alla Vespa, il motoveicolo prodotto dalla Piaggio che, a ottant'anni dalla sua nascita, continua a essere uno dei simboli più riconoscibili del design italiano nel mondo. - L'Europa può guidare la NATO senza gli Stati Uniti? - Il Parlamento europeo chiede un'indagine sul Presidente della FIFA per la presunta influenza di Trump - Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite mette in guardia dall'aggravarsi delle disuguaglianze a causa della rapida diffusione dell'IA - Parigi riapre la Senna alla balneazione pubblica - Addio Villa Certosa, la casa dei fasti e degli scandali di Berlusconi - La Vespa compie ottant'anni
Qualcosa si è rotto nel mondo: ovunque si guardi, c'è un conflitto armato. Cominciamo dal Sudan, “la peggior crisi umanitaria in corso”, secondo le Nazioni Unite, conseguenza di una guerra civile entrata nel quarto anno di violenza, che ha già fatto 150 mila morti e minaccia oltre 13 milioni di persone. Lo raccontano da Khartoum Matteo D'Alonzo di Emergency e Philippe Kropf del Programma alimentare mondiale. Ma per questa prima speciale puntata del nuovo progetto di podcast settimanale della Redazione Esteri del Corriere della Sera, facciamo un ragionamento più ampio: sono in corso almeno 130 conflitti, nel conteggio del Comitato della Croce Rossa Internazionale; una tendenza in crescita negli anni Venti del Duemila, secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto di ricerca sulla pace di Oslo. Che sta succedendo? “Ci sentiamo assediati dai conflitti, così tanto che alla fine non vorremmo sentirli, e sicuramente non vorremmo reagire”, osserva Barbara Stefanelli, condirettrice del Corriere della Sera. “Ci sono momenti di attenzione vera, di struggimento anche, e poi seguono lunghe fasi di rimozione o anche più banalmente di distrazione”. Che fare, allora? “In questa fase storica l'onestà è un elemento fondamentale di come facciamo informazione”, continua, “l'onestà nell'esercizio del nostro lavoro, che resta quello di raccogliere notizie e riproporle con chiarezza, con la massima completezza possibile, per dimostrare che non c'è tutta questa distanza, che non c'è noi e loro, che non c'è noi e loro guardando al Sudan, che non c'è noi e loro guardando alle ragazze iraniane che somigliano tantissimo alle nostre ragazze, che non c'è noi e loro guardando la gente che è rimasta intrappolata per mesi, per anni a Gaza e che è molto più importante capire come aiutare la popolazione di Gaza che azzuffarci tra noi, con quello sdegno che ci riempie talmente tanto di compiacimento che poi non facciamo niente”.Dunque un podcast per ridisegnare la mappa di un mondo nel caos, come alle origini della cartografia, un tentativo di capirlo. E di reagire. “Dopo la caduta del muro di Berlino, negli anni '90, c'era questa idea che si andava verso un mondo più pacifico, più giusto, con più democrazia - interviene Marilisa Palumbo, capo della redazione Esteri del Corriere - che la globalizzazione sarebbe equivalsa a più diritti, più libertà ovunque. Invece non è stato così. O meglio, lo è stato fino a un certo punto, ma poi c'è stata questa involuzione”. Persino Internet, che sembrava veicolo di libertà, è diventato strumento di repressione nelle mani degli autocrati. “L'ordine liberale internazionale è entrato in crisi e siamo piombati in una sorta di età dell'impunità in cui gli Stati, ma anche attori non statali, possono fare delle cose inaudite senza pagarne le conseguenze”. Ne abbiamo parlato anche con la politologa Nathalie Tocci, docente di Relazioni Internazionali alla Johns Hopkins University. “Si sta rompendo l'ordine internazionale, e per ordine intendiamo istituzioni, norme e quindi diritto internazionale. E perciò vediamo guerre intrastato, che a differenza del passato, stanno acquisendo sempre più dimensioni regionali o dimensioni globali, e anche guerre tra gli Stati”. Che erano quasi scomparse. “Ci potevano essere, come dire, accordi e disaccordi su 1.000 questioni, ma su una cosa erano tutti d'accordo: che la base del diritto internazionale, integrità territoriale e sovranità, diciamo, non si toccava”Tutto saltato, tutto da rifare. Molto lavoro per questo podcast.
Un blocco di cemento giallo, piantato accanto alle tende, decide a Beit Lahia chi può restare. Nella notte fra il 23 e il 24 giugno i carri israeliani avanzano verso il bivio di Al Atatra, un quadricottero sgancia una munizione incendiaria e brucia tre tende, e quando i mezzi si ritirano sei famiglie restano sfollate: il blocco ormai segna il confine. Lo racconta l'ufficio ONU per gli affari umanitari, OCHA, nel bollettino del 26 giugno. È la stessa linea gialla nata a ottobre per fermare il fuoco, e che da allora si sposta a ovest. Il 1° luglio l'Humanitarian Country Team dei territori palestinesi occupati, i capi delle agenzie ONU e delle organizzazioni non governative, mette i numeri. Le aree ad accesso ristretto coprono ora il 65 per cento della superficie di Gaza, l'accesso via mare resta vietato, e fra il 10 ottobre e inizio aprile le Nazioni Unite hanno verificato 196 palestinesi uccisi vicino alle posizioni israeliane, fra loro 18 donne e 43 bambini. L'ufficio ONU per i diritti umani annota che lungo quella linea la forza letale è stata usata "spesso". Intanto Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, controlla il 60 per cento della Striscia e ha ordinato all'esercito di arrivare al 70. La mappa del cessate il fuoco di ottobre fissava quel controllo al 53 per cento. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir, il 7 dicembre, davanti ai soldati, l'aveva già detto senza giri: «La linea gialla è una nuova linea di confine, una linea difensiva avanzata per le comunità e una linea offensiva». Una "tregua" che si misura in metri conquistati. Del resto il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 lo scrive nero su bianco: l'occupazione israeliana è illegale, nessun territorio si acquisisce con la forza. Il blocco di cemento resta dov'è. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! In questa ultima puntata della stagione, curata e condotta da Francesco De Remigis e Silvia Giovanrosa, numerosi ospiti e, come ogni giorno, un filo diretto con gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243722 In studio, con Paola Simonetti, il punto sulle principali notizie dal Radiogiornale della Radio Vaticana. Gli approfondimenti con la lettura dei quotidiani italiani e dei principali siti di informazione internazionale. In collegamento telefonico, dal minuto 1:25:15, con Sergio Fabbrini, Professore emerito di Scienza politica e Relazioni internazionali e Intesa Sanpaolo Chair on European Governance, la prima cattedra istituita per studiare le trasformazioni dei sistemi decisionali dell'Unione europea presso la Luiss Guido Carli, autore del libro “Tsunami Trump” edito dal Il Sole 24 ore, siamo entrati nel merito della gestione delle relazioni internazionali basato sulla cooperazione, sul dialogo e sulla condivisione di regole vincolanti tra tra gli Stati, il multilateralismo, che di fronte alle crisi odierne, da Gaza all'Ucraina, è spesso messo alla prova. Abbiamo provato a capire come le Nazioni Unite, nelle scorse ore, abbiano affrontato la carenza di fondi ed il ruolo delle grandi potenze sullo scenario globale e nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Con Fabio Colagrande e la redazione podcast dei media vaticani, dal minuto 1:40:45, abbiamo presentato (in podcast) “Elle come Luana”, poemetto in versi e prosa scritto e interpretato da Ugo De Vita, con la collaborazione al testo di Emma Marrazzo, nel giorno del compleanno della giovane operaia Luana D'Orazio morta nel 2021. Un'opera di teatro civile che intreccia poesia e memoria, raccontando una vicenda simbolo delle morti sul lavoro e proponendo l'ascolto come spazio di responsabilità condivisa. Abbiamo chiesto a Francesco Ciaralli, Cri, Anti-trafficking Project Manager, Migration Unit, di illustrarci il progetto europeo PIHMAC (Prevention from Human Trafficking through Integrated Humanitarian Assistance to Migrants Arriving at Coastal and Island Regions of the European Union), un'iniziativa internazionale nata con l'obiettivo di proteggere i migranti in arrivo sulle coste europee dal rischio della tratta di esseri umani e dello sfruttamento. Croce Rossa Italiana, con il finanziamento della Commissione Europea tramite il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) in collaborazione con la Croce Rossa Spagnola, INTERSOS Hellas, IROKO Onlus e Weavers of Hope uniscono le forze nei punti di sbarco di Italia, Spagna e Grecia, territori dove il rischio di abuso sui migranti è più elevato. Lo abbiamo interpellato, dal minuto 1:54:39, alla vigilia della Visita Pastorale di Papa Leone a Lampedusa, che fa seguito al Viaggio Apostolico in Spagna compiuto dal 6 al 12 giugno in cui c'è stata anche una tappa alle isole Canarie dove il Pontefice si è soffermato in preghiera al porto di Arguineguin, a Las Palmas, recandosi poi a incontrare le persone migranti e gli operatori dei centri di accoglienza a Santa Cruz de Tenerife. In studio, dal minuto 2:14:25, con Beatrice Guarrera de L'Osservatore Romano, che ci ha presentato l'inserto Atlante curato dalla redazione "Mondo" del quotidiano, e Gabriella Ceraso della sezione multimedia del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede abbiamo parlato di come è cambiata la vita sulle coste di Lampedusa negli ultimi anni e di quali sono le sfide odierne collegate al percorso dei migranti sull'isola. Poi, dal minuto 2:29:05, una finestra sull'Ucraina, in diretta da Kyiv con Camilla Capasso, Focal point comunicazione Ucraina WeWorld, con cui abbiamo cercato di capire gli effetti del massiccio attacco russo sulla capitale nella notte tra mercoledì e giovedì. In chiusura, dal minuto 2:40:50, con Kristina Stoeckl, ordinario di Sociologia delle Religioni membro del comunicato scientifico organizzatore della IX edizione della conferenza internazionale EuARe 2026 (European Academy of Religion) che per la prima volta si è riunita a Roma, presso l'Università Luiss, con circa 1.300 partecipanti da tutto il mondo, abbiamo affrontato il tema della povertà, delle discriminazioni, disparità giuridiche e di genere: le disuguaglianze sociali al centro delle grandi sfide del nostro tempo.
Dieci persone, duramente colpite negli anni scorsi da eventi climatici estremi, hanno presentato un ricorso per danni climatici contro il governo australiano al Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Tra le notizie di oggi: aumenti al salario minimo in Australia, il governo respinge le raccomandazioni delle Nazioni Unite sull'innalzamento dell'età della responsabilità penale, lo ius soli confermato negli Stati Uniti dalla Corte Suprema irrita Trump. E nello sport, ai Mondiali di Calcio Norvegia e Francia passano agli ottavi e a Wimbledon entusiasmano Matteo Berrettini e Jasmine Paolini.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
In questa puntata di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice analizziamo una delle settimane più importanti degli ultimi mesi per l'infrastruttura dell'AI. OpenAI ha presentato Jalapeño, il suo primo chip sviluppato insieme a Broadcom per accelerare l'inferenza dei modelli e ridurre costi e tempi di risposta, segnando un nuovo passo nella strategia full-stack dell'azienda.Parliamo poi della richiesta dell'amministrazione Trump di controllare gli accessi anticipati a GPT-5.6, del nuovo appello delle Nazioni Unite per rendere trasparente l'impatto ambientale dei data center e del primo data center europeo costruito all'interno di una miniera ancora in attività, un progetto italiano che punta a coniugare Intelligenza Artificiale, sostenibilità e sovranità tecnologica. Come ogni settimana, analizziamo le notizie più importanti dal mondo dell'AI, spiegandone il contesto e le possibili conseguenze per aziende, professionisti e cittadini.Pasquale Viscanti e Giacinto Fiore ti guideranno alla scoperta di quello che sta accadendo grazie o a causa dell'Intelligenza Artificiale, spiegandola semplice.Puoi iscriverti anche alla newsletter su: https://www.iaspiegatasemplice.it
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata accolta dal presidente francese, Emmanuel Macron, a Villa Eilenroc a Cap d'Antibes, che ospita il 36esimo vertice intergovernativo tra Italia e Francia. Ne parliamo con Marc Lazar, titolare della cattedra Relazioni italo-francesi per l'Europa alla Luiss Guido Carli.Sale ad almeno 164 morti e quasi 1.000 feriti il bilancio provvisorio del sisma che ha colpito nella notte il Venezuela. La comunità internazionale si mobilita. Squadre di soccorso specializzate, coordinate dalle Nazioni Unite, sono in viaggio verso il Paese per aiutare nelle ricerche di sopravvissuti. Ne parliamo con Estefano Tamburrini, giornalista esperto di America Latina.
La Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sostiene che l'esercito israeliano ha ucciso deliberatamente i bambini palestinesi. Con Francesca Gnetti, editor di Medio Oriente di Internazionale Il 24 giugno tre politici sostenuti dal sindaco di New York Zohran Mamdani hanno vinto le primarie del partito democratico in cui si sceglievano i candidati alla camera dei deputati per le elezioni di novembre. Con Martino Mazzonis, giornalistaOggi parliamo anche di:YouTube • Attending the happiest funeral in the world su Yes TheoryCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Il commissario Chris Sidoti, a Ginevra il 23 giugno, ha raccontato di un quattordicenne colpito e lasciato a terra. Per quarantacinque minuti una compagnia di soldati israeliani chiacchierava e fumava intorno a lui mentre si dissanguava. La madre, che cercava di raggiungerlo, è stata presa a fucilate. Il racconto sta nel rapporto della Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, presentato lo stesso giorno dal presidente Srinivasan Muralidhar, dal titolo già una sentenza: "L'essenza dell'infanzia è stata distrutta". La Commissione scrive di aver trovato prove che le forze israeliane hanno colpito "deliberatamente" i bambini palestinesi, e che da qui si conferma la conclusione del settembre 2025: a Gaza è in corso un genocidio. I numeri: 20.179 bambini uccisi e 44.143 feriti in due anni, quasi un terzo delle vittime di Gaza. L'uccisione dei bambini, si legge, "faceva parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l'esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza". E dopo la tregua di ottobre i bambini hanno continuato a morire. Israele ha definito il rapporto "diffamatorio" e una "farsa calunniosa", accusando gli investigatori di ignorare l'uso dei bambini come scudi umani da parte di Hamas. «Anche se le bombe e i fucili tacessero», ha detto Muralidhar, «i bambini palestinesi non si riprenderebbero da un giorno all'altro». Colpire i bambini è colpire la capacità di un popolo di esistere e di scegliere il proprio futuro. Quel futuro lo rivendicava anche chi è partito via terra per Gaza. Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, con l'intera delegazione del convoglio Global Sumud fermata a Sirte il 24 maggio, sono rientrati in Italia il 24 giugno dopo un mese a Bengasi. Antonio Tajani parla di "liberazione". Il documento del ministero degli Esteri libico, visionato dal manifesto, parla di "espulsione": Haftar non ammette di averli mai trattenuti senza ragione. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Il mondo continua a muoversi tra fragili equilibri e nuove crisi. Apriamo con gli sviluppi dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, mentre Washington si divide sulla guerra e il Senato limita i poteri militari di Donald Trump.Poi il Libano, dove la tregua continua a essere violata, e Gaza, dove un rapporto delle Nazioni Unite accusa Israele di colpire deliberatamente i bambini.Parliamo anche della liberazione degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla detenuti in Libia, dei colloqui tra Unione Europea e talebani sui rimpatri degli afghani, della condanna all'ergastolo dell'attivista pakistana Mahrang Baloch, delle tensioni in Siria, della crisi delle carceri venezuelane, della stretta dell'Egitto contro il contrabbando d'oro al confine con il Sudan e delle altre principali notizie dal mondo.L'informazione internazionale, senza confini e senza rumore.A cura di Barbara Schiavulli
In questo episodio della serie "Storia Orale della Diplomazia Italiana" incontriamo l'Ambasciatore Roberto Mazzotta. Entrato in servizio nel 1967, il suo percorso si è snodato tra Consolati e Ambasciate di tre continenti: da New York, dove assistette all'ingresso della Cina alle Nazioni Unite, a Francoforte e Lugano, fino a Tunisi nel 1987, anno della transizione tra Bourguiba e Ben Ali.È stato Ambasciatore d'Italia a Islamabad tra il 2004 e il 2008, in un periodo segnato dalla lotta al terrorismo nella regione. Tra aneddoti, incontri internazionali e una costante apertura verso le culture e le comunità locali, racconta un mestiere vissuto come autentica vocazione.
Duemilaseicentosessantotto bambini palestinesi uccisi a Gaza dalle forze israeliane nel 2025, altri 4.588 ancora in fase di accertamento. Sono cifre che le Nazioni Unite dichiarano verificate. Il rapporto annuale dell'Onu sui bambini e i conflitti armati, firmato dal segretario generale António Guterres e diffuso questa settimana, conta 38.558 violazioni gravi nel mondo su 24.174 minori: il totale più alto da quando il monitoraggio esiste, dal 1996. Per la prima volta in trent'anni a guidare l'elenco dei responsabili sono le forze di uno Stato e non i gruppi armati. In testa c'è l'esercito israeliano con le sue forze di sicurezza, 12.445 violazioni, davanti a Congo, Myanmar e Somalia. L'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon ha risposto il 18 giugno definendo il documento «uno dei più grandi fallimenti morali nella storia delle Nazioni Unite» e accusando Guterres di confondere «uno Stato democratico che lotta per la sopravvivenza» con le organizzazioni terroristiche. Settimane prima lo stesso Guterres aveva inserito Israele in un'altra lista, quella sulla violenza sessuale nei conflitti, e il governo aveva minacciato di rompere ogni rapporto con lui. Il rapporto attribuisce ai coloni 326 violazioni gravi e avverte che nel 2026 potrebbero entrare anch'essi nell'elenco. Il 19 giugno il Consiglio europeo ha condannato "la continua e crescente violenza dei coloni contro i civili palestinesi" e chiesto misure contro i ministri estremisti. Per ora restano parole senza decisioni vincolanti. A Bengasi, dal 24 maggio, restano detenuti Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due italiani del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla: il procuratore libico ha prolungato le indagini di altri trenta giorni, senza fissare un'udienza. L'elenco delle Nazioni Unite esiste dal 1996. Per la prima volta il primo nome è quello di un esercito di Stato. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Nel quinto episodio di Te Tiriti per Italiani Miriam Sessa, Davide Castorina e Angelo Tedoldi parlano delle persone che materialmente redassero e tradussero Te Tiriti o Waitangi nel 1840. È importante capire che esistono due versioni del trattato: quella scritta in inglese e quella tradotta in Te Reo per i 503 Rangatira convenuti a Waitangi per discutere il trattato. Miriam spiega i contenuti del trattato che fu presentato con un preambolo orale per affermare l'indipendenza maori e promuovere idee di convivenza e coesistenza tra la popolazione maori e i sudditi britannici residenti e futuri. Miriam spiega i tre articoli + il quarto aggiuntivo che costituisco il trattato, come sono stati espressi in Te Reo nel febbraio 1840 e del loro significato all'interno della cultura maori. L'enfasi di questo episodio è di mettere in luce le differenze profonde tra la versione inglese e quella in Te Reo, con implicazioni significative anche per la realtà sociopolitica contemporanea. La versione in Te Reo è riconosciuta dall'ONU come l'accordo storico fondamentale per la protezione dei diritti dei Māori, in linea con la Dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni delle Nazioni Unite. Per il supporto alla realizzazione di questo programma, Ondazzurra ringrazia il Ministry of Ethnic Communities, che promuove la diversità ed inclusione in Aotearoa, e COGS Auckland City, che sostiene iniziative non-profit rivolte alla comunità. https://www.ethniccommunities.govt.nz/
In Cisgiordania tre anni hanno ucciso più dei diciassette anni precedenti. Tra il 2006 e il 2022 i civili palestinesi uccisi da esercito e coloni israeliani erano stati 1.036, tra cui 225 bambini. Dal 2023 sono 1.244, con 268 bambini. Lo certifica Oxfam l'11 giugno, sui dati delle Nazioni Unite, e il conto si rovescia. Negli stessi tre anni gli sfollati forzati sono oltre 46 mila, contro i 13 mila dei quattordici anni precedenti. Le barriere che bloccano la circolazione di tre milioni di palestinesi sono salite a 925, il 43% in più. Solo nei primi mesi del 2026 si contano oltre 540 attacchi dei coloni, 33 uccisi, più di 2.200 sfollati, 60 infrastrutture idriche distrutte, l'acqua compromessa per 32 comunità. "Mentre gli occhi del mondo erano puntati sul genocidio commesso da Israele a Gaza", dichiara Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, "in Cisgiordania si verificava un'ondata di violenza senza precedenti, ora sfociata in un piano sistematico di pulizia etnica". E la sequenza è scritta. A luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia stabilisce che gli Stati devono astenersi dai rapporti economici che sostengono l'occupazione illegale. Il 14 maggio 2026 i leader di opposizione Bonelli, Conte, Schlein e Fratoianni depositano alla Camera una legge per vietare l'import di beni e servizi dagli insediamenti. Da un mese è ferma. Intanto l'Italia continua a comprare da Israele circa un miliardo l'anno. A Bengasi Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati il 24 maggio, restano detenuti e in sciopero della fame; Amnesty il 10 giugno ne ha chiesto il rilascio. La contabilità della Cisgiordania ha già scritto quale numero cresce. La legge che dovrebbe fermarlo aspetta in un cassetto. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
La prima parte della trasmissione è dedicata alla discussione degli eventi di attualità. Inizieremo con un'analisi dei negoziati in Medio Oriente alla luce degli interessi divergenti dei leader degli Stati Uniti e di Israele. Proseguiremo con una conversazione sul riarmo della Germania e sull'aumento della sua spesa per la difesa, che, secondo alcune fonti, sta suscitando preoccupazione in Francia. Nella sezione dedicata alla scienza e alla tecnologia esamineremo un rapporto dell'Università delle Nazioni Unite che avverte come l'impatto ambientale dei data center sia ormai paragonabile a quello di alcuni dei principali Paesi del mondo. E, per concludere la parte del programma dedicata all'attualità, parleremo delle finali del Roland Garros. La seconda parte di questa puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è The Passive Voices in Various Tenses, che ritroveremo nel dialogo dedicato a una nuova misura approvata dal Comune di Bologna che tocca un tema molto concreto: il diritto di tutti ad accedere agli spazi della vita quotidiana, e la sfida di rendere le città storiche più inclusive senza ignorarne i limiti architettonici. Nel finale, poi, daremo spazio all'espressione idiomatica del giorno, Avere le carte in regola. La utilizzeremo all'interno di un dibattito dedicato a un nuovo modello di Ferrari che sta facendo discutere appassionati, esperti e investitori. Si chiama Luce ed è la prima Ferrari completamente elettrica della storia. - Gli interessi divergenti di Trump e Netanyahu complicano i negoziati in Medio Oriente - Il riarmo della Germania e l'aumento della spesa per la difesa suscitano preoccupazioni in Francia - I data center dell'intelligenza artificiale consumano energia a livelli paragonabili a quelli dei principali Paesi del mondo - L'Open di Francia 2026 ha riservato molte sorprese - Una Bologna senza barriere - La Ferrari elettrica che divide l'Italia
Mentre oggi per gli studenti italiani si chiude l'anno scolastico, tra i docenti è in corso una protesta contro alcune riforme introdotte dal ministro dell'istruzione Giuseppe Valditara. Con Christian Raimo, insegnante e scrittore, e Giulia Siviero, giornalistaLa scorsa settimana la Germania non è riuscita a ottenere un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.. Con Cosimo Caridi, giornalista, da BerlinoOggi parliamo anche di:Scienza • "Atmosfera di casa" di Leah Cranehttps://www.internazionale.it/magazine/leah-crane/2026/06/04/atmosfera-di-casaLibro • L'uomo elefante di Fredrick Treves (Adelphi)Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Anche le Nazioni Unite hanno dato l'allarme per le prossime settimane: è un fenomeno che conosciamo bene, ma che quest'anno sembra essere più forte del previsto. Ngli ultimi giorni ci sono state diverse proteste di Extinction Rebellion a Roma. L'Iran ha interrotto di nuovo i negoziati, vista l'insistenza di Israele nel bombardare il Libano, e questo avrebbe fatto molto arrabbiare Trump, con una chiamata di cui si è molto parlato. L'India sta provando a industrializzarsi usando principalmente l'energia solare, e riducendo il molto carbone che ancora usa. Ilaria Gibelli, avvocata e consulente Lgbtqia+, ci racconta la nuova possibilità a Genova di introdurre un'identità alias per consentire alle persone in transizione di genere di utilizzare il nome prescelto. Rassegna stampa: Cos'è El Niño e perché non c'entra nulla con il caldo estivo in Europa, Andrea Barolini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Gli Stati Uniti hanno deciso un nuovo pacchetto di sanzioni contro Cuba, mentre gli esperti delle Nazioni Unite hanno denunciato una "carestia energetica" provocata dal blocco dei rifornimenti di carburante cominciato a gennaio. Con Mariangela Paone, giornalista.Il 5 maggio sono state consegnate trecentomila firme raccolte dall'organizzazione “Stay Free Alberta” per aggiungere un quesito sulla secessione dal Canada a una serie di referendum statali già in programma per ottobre. Con Megan Williams, giornalistaOggi parliamo anche di:Scienze • "Un altro colpo al mito delle invasioni barbariche" di Ewen Callawayhttps://www.internazionale.it/magazine/ewen-callaway/2026/05/07/un-altro-colpo-al-mito-delle-invasioni-barbaricheLibro • Francesco Piccolo, Cosa sono le nuvole (Einaudi)Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Secondo un rapporto delle Nazioni Unite le condizioni igieniche tra la popolazione a Gaza restano gravi, con infestazioni di roditori e parassiti che contribuiscono a diffondere le malattie. Con Francesca Gnetti, editor di Medio Oriente di Internazionale. In Italia ha un impiego solo il 58,2 per cento delle madri con figli in età prescolare, mentre la differenza tra il tasso di occupazione maschile e femminile resta alta. Con Barbara Leda Kenny, Fondazione Giacomo Brodolini.Oggi parliamo anche di:Film • Manas di Marianna BrennandCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Giunta a conclusione nel 2022 dopo 6 stagioni e 62 episodi, la magnifica The Expanse (Prime Video) tutto è fuorché la classica space opera: certo, ci sono le astronavi, c'è lo spazio profondo, c'è l'avventura, che ritma una lunga saga ambientata nel nostro sistema solare - di qui a qualche secolo. Ma diventano elementi quasi accessori, connettivi, di un affresco possente e straordinariamente complesso che - nei confini di una storia profondamente corale - mescola noir, politica, sociologia, strategia e tattica militare.E persino forme di speculazione scientifica-tecnologica che sfocia nel misticismo, quando l'apparizione di una incomprensibile forma di vita aliena scuote il fragile equilibrio tra la vecchia potenza dominante delle Nazioni Unite di Terra e Luna, la militarista Repubblica Marziana e l'alleanza Cinturiana che raccoglie le ex colonie spaziali, oggi bassifondi in tumulto… “Nuovi classici”: il podcast a due voci di Mondoserie su show che diventano fenomeni immediati.Leggi l'articolo su The Expanse: https://www.mondoserie.it/the-expanse/ Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Libano: soldato israeliano mette in bocca ad una statua della Madonna una sigaretta.Usa contro Iran: il memo di una tregua. Etiopia: il Tigray torna sull'orlo della crisi.La Slovenia si unisce alla Spagna nell'esortare l'UE a proteggere l'indipendenza della Corte penale internazionale e delle Nazioni Unite sulla questione di Gaza.ONU: la consegna di aiuti della Flotilla, “non è un crimine”.Ghana dice no agli Stati Uniti sui dati sanitariQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Veronica ha 53 anni, vive a Milano e oggi insegna italiano agli stranieri. Ma prima di arrivare qui ha fatto molte vite. Figlia di «due poveri ma belli» - una madre dirigente bancaria che in casa gestiva tutto il denaro senza mai spiegarle come funzionava e un padre manager che con i soldi aveva un ottimo rapporto pur non essendo nato ricco - cresce con un mandato chiaro: le cose bisogna guadagnarsele.Dopo la laurea in Scienze Politiche entra in un'agenzia delle Nazioni Unite, poi passa al marketing. Giovane, brava, fa carriera in fretta. Fino al 2001, quando la multinazionale per cui lavora chiude la sede italiana. Così, apre la partita Iva e diventa freelance. Lo vive male, almeno all'inizio: «Era un fallimento personale. Mi sentivo sprecata». Ciò che Veronica capirà solo molti anni più tardi è di essere stata, suo malgrado, un'apripista. Una cavia della precarizzazione del lavoro qualificato, che ha anticipato di vent'anni quello che sarebbe diventato la normalità per tutti.Incinta del secondo figlio perde il committente principale. A Milano, metà anni Duemila, essere una mamma a casa significa sentirsi sole e invisibili. Una sera, dopo l'ennesima festa in cui si è sentita sottovalutata, apre un blog. È il 2008. Internet è ancora un posto in cui si scrive. Veronica diventa quella che lei stessa chiama «un'influencer della parola»: radio, convegni, un romanzo, riconoscimento. I soldi che entrano non sono molti, ma a Veronica non importa: è una mamma a tempo pieno con una quotidianità complicata e un marito in viaggio «trecento giorni l'anno».Poi arriva Instagram. Le aziende smettono di guardare ai contenuti e iniziano a contare i follower e per restare in gioco bisogna smettere di scrivere e cominciare a mostrarsi. Veronica, però, decide di fermarsi lì: «I miei figli erano più biondi dei figli della Ferragni, avrei potuto monetizzarli molto bene. E non ho mai voluto farlo». Una scelta che descrive come un lutto, ma anche come la più consapevole della sua vita professionale.Rimasta di nuovo senza lavoro, trova una porta laterale: insegnare italiano agli stranieri online. Mette insieme tutti i pezzi delle vite precedenti, e questa volta al riconoscimento del lavoro chiede anche quello economico: «Oggi i soldi sono molto più importanti, perché voglio dare valore a me stessa e alle mie competenze. Quando sei libera dai figli hai bisogno di vederti come persona indipendente. Per te stessa. Non moglie di, non mamma di. Sei tu che vendi te stessa. E quello che mi gratifica tanto è che, in un momento storico in cui puoi imparare la lingua con app e intelligenza artificiale, loro comprano me».
Come sempre, nella prima parte della trasmissione discutiamo di attualità. E oggi non fa eccezione. Il nostro primo tema riguarda le elezioni in Ungheria, dove il partito Tisza di Péter Magyar si è assicurato i due terzi del parlamento. I risultati elettorali mettono fine a 16 anni di governo del regime illiberale di Viktor Orbán e del suo partito Fidesz. L'argomento successivo riguarda un rapporto delle Nazioni Unite secondo cui la guerra in Iran potrebbe far precipitare 32 milioni di persone nella povertà. La rubrica scientifica di questa settimana è dedicata a un nuovo studio sul cancro che rivela che le persone che sono o sono state sposate hanno un rischio di ammalarsi di cancro inferiore rispetto a quelle che non si sono mai sposate. Concluderemo la prima parte della trasmissione celebrando la Giornata Mondiale dell'Arte. Ogni anno, questa giornata celebra la creazione artistica e il suo ruolo nell'educazione e nella diversità culturale, che sono elementi fondamentali per la cultura e il progresso. La seconda parte di questa puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è The indefinite adjectives: alcuni, parecchio, and certo Ne troverete diversi esempi nel dialogo dedicato a Gino Paoli, uno dei cantautori più celebri — e davvero indimenticabili — della musica leggera italiana. Nel finale ci soffermeremo sull'espressione idiomatica di oggi: Partire col piede sbagliato. La ritroverete nel dialogo dedicato alla proposta presentata al Consiglio comunale di Roma di vietare il fumo sulle spiagge di Ostia. Una scelta che può sembrare sensata, ma che allo stesso tempo solleva dubbi, interrogativi e anche qualche malcontento. - L'Ungheria dimostra che anche i regimi illiberali più solidi sono vulnerabili - L'ONU avverte che la guerra in Iran potrebbe far precipitare 32 milioni di persone nella povertà - Uno nuovo studio collega il matrimonio a un minor rischio di cancro - La Giornata mondiale dell'arte accende il dibattito sul declino dell'arte causato dall'intelligenza artificiale - Addio a Gino Paoli, la voce che ha raccontato l'amore - Roma verso il divieto di fumo sulle spiagge di Ostia
Milioni di TV anche in Italia non vengono usati alle massime prestazioni perché i consumatori scelgono (a volte inconsapevolmente) di non sottoscrivere i profili premium delle principali piattaforme in streaming. Col risultato che quasi tutte le novità tecnologiche lanciate negli ultimi anni dai produttori (finalizzate a migliorare la qualità di immagine per i contenuti in formato HDR e la risoluzione 4K) non vengono sfruttate. Ne parliamo con Paolo Centofanti, esperto di tecnologia della redazione di Dday.it.Attività di ispezione e monitoraggio in ambito industriale e della logistica effettuate in automatico da droni che possono operare, atterrare e ricaricarsi su basi aeree sospese e senza la supervisione umana. Ce ne parla Marco Ballerini, Ceo e cofondatore di Dronus, azienda che sviluppa sistemi aerei a pilotaggio remoto per l’acquisizione, la gestione e l’elaborazione di dati e immagini in tempo reale che ha appena raccolto investimenti del valore di 15 milioni di euro.A cosa serve e cosa fa l’Artificial Intelligence Advisory Body nelle Nazioni Unite? E a che punto è lo sviluppo degli agenti di AI? Sono alcune delle domande che Enrico Pagliarini ha fatto a Silvio Savarese, informatico specializzato in intelligenza artificiale, visione artificiale e robotica che fa parte del comitato dell’ONU e dopo aver insegnato Informatica all'Università Federico II di Napoli e Stanford è oggi responsabile scientifico di Salesforce.E come sempre in Digital News le notizie di innovazione e tecnologia più importanti della settimana.
Gaza: Oltre 1000 sportivi uccisi e 265 strutture distrutte. Il ministro degli Esteri iraniano incontra l'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite prima del secondo round di colloqui con gli Stati Uniti.CINA: Porte aperte (quasi) a Londra e Ottawa.Il leader ad interim del Bangladesh Yunus si dimette mentre il nuovo governo è pronto a prendere il potere.El Salvador: Processi di massa, famiglie in piazza.Somalia: Un milione di persone in Somalia rischia la fame graveIntroduzione: Damasco, la rivoluzione silenziosa dei libriQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Marco Felici"Città ipersostenibili"La rete di città lineari tridimensionali come infrastruttura per una nuova civiltàRosenberg & Sellierwww.rosenbergesellier.itCittà Ipersostenibili individua in un modello di infrastruttura urbana aperta, incrementale e condivisa, da applicare in scala planetaria, le potenzialità per promuovere la formazione di una nuova civiltà. Per analizzarle, conia il concetto di ipersostenibilità, e lo utilizza come target di una proposta pragmatica che, in un momento storico particolarmente delicato per il futuro del pianeta terra, mette in discussione l'attuale paradigma di civiltà e dialoga con quanto promosso dalla Nuova Agenda Urbana delle Nazioni Unite e con il modello della Città dei 15 minuti.Marco Felici (latina, 1970) dal 1999 svolge attività professionale conseguendo riconoscimenti e premi per opere di architettura e progetti urbani. È autore di numerosi saggi e contributi su riviste, cataloghi e convegni in ambiti specialistici trasversali alle discipline coinvolte nella sua ricerca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Prima Mandelson, poi McSweeney, infine Tim Allan. A Londra, i file Epstein si sono abbattuti sul governo facendo cadere alcuni degli uomini più vicini al primo ministro Keir Starmer. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista a Londra.Una scommessa vinta, una vittoria elettorale netta. La coalizione di governo della prima ministra giapponese Sanae Takaichi, in carica da ottobre, ha vinto con grandissimo margine le elezioni parlamentari anticipate. Ne parliamo con Giorgia Pompili, giornalista esteri de il Foglio e autrice della newsletter Katane.Non solo una crisi identitaria. Ora la crisi dell'Onu è anche finanziaria. In uno dei momenti più tesi e con più conflitti della storia, l'Organizzazione delle Nazioni Unite deve fare i conti anche con il bilancio in rosso. Commentiamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la ricerca dell'ISPI.
Se questo è un uomo | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello BIl Giorno della Memoria e un consiglio di lettura#cultura #italia #giornodellamemoria #primoleviBuongiorno cari amici e amanti dell'italiano e benvenuti al nuovo episodio di Tulip.Siamo a fine gennaio e siavvicina una data e una ricorrenza importante: il 27 gennaio, ovvero il Giorno della Memoria.In questo giorno si ricordano le vittime dell'Olocausto.L'Assemblea generale delle Nazioni Unite del primonovembre del 2005 decide di fissare questa data perchéproprio il 27 gennaio del 1945 le truppe dell'Armata Rossahanno liberato il campo di concentramento di Auschwitz.Anche in Italia si ricordano le vittime della Shoa, delleleggi razziali, emanate nel 1938, i deportati militari epolitici italiani nella Germania nazista, la persecuzione deicittadini ebrei, degli oppositori politici e di tutte quellepersone che hanno rischiato la vita nel tentativo di aiutare iperseguitati e hanno salvato altre vite ......- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
Il parlamento europeo ha approvato il rinvio alla corte di giustizia dell'Unione europea dell'accordo di libero scambio con il Mercosur. Con Alessando Lubello, editor di economia di Internazionale.Secondo un rapporto delle Nazioni Unite in molte aree del mondo l'acqua che si consuma ha cominciato a eccedere quella disponibile e questo sta facendo aumentare i conflitti e le migrazioni. Con Ferdinando Cotugno, giornalista.Oggi parliamo anche di:Film • Sentimental value di Joachim TrierCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Come sempre, apriamo la puntata con l'attualità. Dalla fine di dicembre, l'Iran è attraversato da grandi proteste in tutto il Paese. Ora il futuro dell'Iran dipende da chi riuscirà a resistere più a lungo: il governo o la popolazione. Con l'aumentare delle proteste, le opzioni a disposizione delle autorità iraniane si fanno sempre più limitate. Nella notizia successiva parleremo dell'apertura delle udienze presso il principale tribunale delle Nazioni Unite per stabilire se il Myanmar abbia commesso un genocidio contro i Rohingya. Il caso sostiene che le "operazioni di sgombero" condotte dall'esercito nel 2017 nello Stato di Rakhine abbiano violato la Convenzione sul genocidio del 1948. Il governo militare del Myanmar respinge le accuse. Questo procedimento rappresenta una fase cruciale di una lunga battaglia legale sul trattamento riservato alla popolazione Rohingya. Nella sezione scientifica discuteremo il significato di una recente estrazione di campioni di roccia dal sottosuolo della calotta glaciale della Groenlandia. L'analisi chimica indica che l'area era priva di ghiaccio circa 7.100 anni fa. E infine, parleremo della valanga di meme sui social media scatenata dalla tuta indossata da Nicolás Maduro. La seconda parte della puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è Adverbs of Place. Ne troverete diversi esempi nel dialogo dedicato alle Olimpiadi invernali, che si terranno il mese prossimo tra Milano, Cortina d'Ampezzo e altri luoghi di montagna del Nord Italia. Un evento molto atteso, capace di attirare l'attenzione internazionale, ma che in alcuni casi — come a Bormio — è vissuto con più dubbi che entusiasmo. Nel finale ci soffermeremo sull'espressione idiomatica di oggi: Bando alle ciance. La troverete all'interno del dialogo dedicato a un'opera d'arte allestita in piazza Maggiore, a Bologna, durante il periodo delle feste. Un'installazione lontana dall'immaginario tradizionale del Natale e che, proprio per questo, ha suscitato discussioni e opinioni contrastanti. - La più grande ondata di proteste in Iran minaccia il regime al potere - Il tribunale delle Nazioni Unite indaga sulle accuse di genocidio del Myanmar contro i Rohingya - Gli scienziati scoprono dati molto preoccupanti sullo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia - La tuta di Nicolás Maduro scatena una valanga di meme sui social - Bormio e le Olimpiadi invernali, più dubbi che festa - L'installazione che fa discutere Bologna
Dopo l'operazione militare statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, i venezuelani sperano in un futuro diverso. Con Rossana Miranda, scrittrice e giornalista. L'operazione statunitense in Venezuela, un attacco armato unilaterale senza autorizzazione delle Nazioni Unite, pone vari problemi di diritto internazionale. Con Micaela Frulli, docente di diritto internazionale all'Università di Firenze.Oggi parliamo anche di:Scienza • "L'età dell'infiammazione" di Amy K McLennanhttps://www.internazionale.it/magazine/amy-k-mclennan/2025/12/18/l-eta-dell-infiammazioneSerie tv • All her fault su SkyCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
L'Indonesia è stata la nazione più colpita dall'intensa tempesta tropicale, seguita dallo Sri Lanka, dalla Thailandia e dalla Malesia. L'entità totale della devastazione non è ancora chiara, e i funzionari delle Nazioni Unite affermano che i costi per la pulizia e la ricostruzione saranno ingenti.
Nonostante l'ottimismo iniziale la trentesima Conferenza sul clima delle Nazioni Unite è vista da molti come un grande insuccesso perché non ha portato a produrre nessun impegno significativo da parte dei quasi duecento paesi che hanno partecipato. Con Ferdinando Cotugno, giornalista, da Belém. La decisione dei giudici del tribunale per i minorenni dell'Aquila di allontanare tre bambini dai genitori con cui vivevano in una casa in un bosco in provincia di Chieti è diventata un caso politico. Con Christian Raimo, insegnante e scrittore.Oggi parliamo anche di:Giappone • "Una vita rubata dallo stato" di Moeka Iikahttps://www.internazionale.it/magazine/moeka-iida/2025/11/20/una-vita-rubata-dallo-statoYouTube • Carlo Borroni - 20 minuti a MilanoCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
L'abbandono dei combustibili fossili che in molti auspicavano non c'è stato: cosa ha prodotto quindi la Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, ospitata in Amazzonia a dieci anni dall'Accordo di Parigi?
Il 17 novembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato il piano di pace del presidente statunitense Donald Trump per la Striscia di Gaza, che prevede tra le altre cose l'invio di una forza internazionale. Con Paola Caridi, giornalista, presidente di Lettera22.Alcune dichiarazioni su Taiwan fatte dalla premier giapponese Sanae Takaichi hanno provocato una grave crisi diplomatica tra Cina e Giappone. Con Lorenzo Lamperti, giornalista, da Taipei.Oggi parliamo anche di:Video • “In Tanzania i safari e la caccia sportiva minacciano i masai” di Davide Lemmi, Marco Simoncelli e Khalifa Said.https://www.internazionale.it/video/2025/11/12/tanzania-safari-masaiPodcast • Bataclan - 10 anni dopo di Marta Brambilla Pisoni per OnePodcastCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Monica Guerzoni parla dello «stupore» espresso dalla presidenza della Repubblica per le parole del capogruppo di FdI, che aveva chiesto al Colle di smentire di far parte di un complotto anti-Meloni, come scritto da «La Verità». Marta Serafini commenta il via libera delle Nazioni Unite al piano di pace di Donald Trump. Marco Bonet presenta il voto del 23 e 24 ottobre, che chiude i 15 anni da presidente di Luca Zaia (ma lui non sparirà).I link di corriere.it:Bignami: «Piano del Quirinale contro Meloni?». La nota del Colle: «Stupore, sconfina nel ridicolo». E Fazzolari: «FdI e Chigi leali»Il via libera dell'Onu alla risoluzione su GazaElezioni regionali in Veneto, primi scontri in tv tra Stefani e Manildo: botta e risposta su Europa e legittima difesa
Prosegue a Belém in Brasile la trentesima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima. A dieci anni dall'edizione in cui il mondo si impegnò per contenere il riscaldamento globale, il contesto è oggi più problematico.
Nel caldo tropicale dell'Amazzonia brasiliana, i leader di tutto il mondo stanno per incontrarsi per la COP30, il vertice annuale delle Nazioni Unite sul clima.
Fiorenza Sarzanini parla del provvedimento emesso a Tripoli contro il generale accusato di torture contro i migranti, che era stato fermato in Italia su mandato della Cpi e poi rilasciato. Marilisa Palumbo racconta chi è il nuovo sindaco democratico e musulmano di New York, la cui vittoria ha fatto innervosire Trump. Sara Gandolfi presenta la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, anticipata in Brasile dal vertice dei capi di Stato e di governo.I link di corriere.it:Almasri è stato arrestato a Tripoli: «Torturò dei detenuti, uno di loro fino a farlo morire». Schlein e Conte: «Meloni chieda scusa agli italiani»L'onda di Mamdani, il risveglio di Obama (e il fattore che spaventa davvero Trump): i 3 messaggi del voto a New YorkCop30 in Brasile: il mondo volta le spalle al clima