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Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:"Greenwood si, giusto sacrificare Soulè" Braglia:"Carnevali vale Marotta e la Juve può dare filo da torcere all'Inter" De Paola:" Yildiz non vale 100 milioni però su di lui devi costruire la squadra"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:"Greenwood si, giusto sacrificare Soulè" Braglia:"Carnevali vale Marotta e la Juve può dare filo da torcere all'Inter" De Paola:" Yildiz non vale 100 milioni però su di lui devi costruire la squadra"
Oggi ad Amici In Affitto con la Marghe e Maxi B, ospite Eta Beta, esperto in tecnologia, ci racconta dell'applicazione Family Link.Che utilizzo ha? Giusto usarla per controllare i propri figli minorenni?Buon ascolto.
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Se lavori su di te da tempo ma l'ansia continua a tornare, potresti avere la sensazione che qualcosa non stia funzionando.Magari hai meditato, hai fatto percorsi, hai capito tante cose... eppure, in certi momenti, l'ansia è ancora lì. E quando succede, può emergere un dubbio sottile: "Ma allora a cosa serve tutto questo lavoro?"In questo episodio esploro la frustrazione che nasce quando il cambiamento non assomiglia a come ce lo aspettavamo.Ti parlerò di:- perché l'ansia può essere ancora presente anche dopo anni di lavoro su di sé- l'aspettativa nascosta che rende tutto più difficile- il senso di inadeguatezza che può emergere, anche in chi aiuta gli altri- cosa significa davvero stare meglio
In questo episodio di Gong ripercorriamo la cronistoria di Fable, partendo dal recente annuncio riguardo il rinvio del nuovo capitolo e andando a ritroso fino a Fable: The Journey, episodio sfortunato della serie approdato nel 2012.Scopri i nuovi Laptop della gamma Zephirus.- Zephirus Duo: https://it.rog.gg/zephyrusduo_r2.yt- Zephirus G14: https://it.rog.gg/g14_r2.ytCopilot + PC con Windows 11 e 2 mesi di Xbox Game Pass Inclusi #ASUS #ADV
Fri, May 29 3:58 AM → 4:29 AM This was a curious instance where the commercial structure was pending in Wilton and a medical aid came up in Herald. Dispatch put the responding medical aid unit onto the structure fire and that caused an alert to go off and ensuing confusion. Radio Systems: - Sacramento Regional Radio Communications System
Quante volte al giorno si dice «va bene»? Per accordarsi, per accettare, per riempire il silenzio — sembra la soluzione per tutto. Il problema è che usare sempre la stessa espressione suona ripetitivo e artificioso. In italiano esistono alternative molto più naturali e precise, ognuna adatta a un contesto diverso. Smettila di Dire Sempre "Va Bene" Alternative per Esprimere Accordo e Conferma Quando qualcuno dice qualcosa e si è d'accordo, invece del solito «va bene» si può ricorrere a queste espressioni. 1. Certo! / Certamente! Si usa per confermare qualcosa in modo deciso e leggermente formale. È perfetto quando si vuole trasmettere sicurezza e professionalità. «Possiamo vederci alle tre?» — «Certo! Ti aspetto al bar.» «Hai capito le istruzioni?» — «Certamente, nessun problema.» 2. Esatto! / Esattamente! Perfetto quando qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto. È come dire: «hai centrato il punto». «Quindi dobbiamo prendere il treno delle otto?» — «Esatto! Quello è il più veloce.» «La riunione è stata spostata a venerdì?» — «Esattamente, hai capito bene.» 3. Giusto! / Già! Molto informale, tipico del parlato quotidiano. «Già» in particolare esprime un accordo quasi pensieroso, come se si stesse elaborando ciò che si è appena sentito. «Roma è la capitale d'Italia.» — «Giusto! Me lo ero dimenticato.» «Domani è lunedì.» — «Già... e ho ancora mille cose da fare.» 4. Senza Dubbio / Indubbiamente Più formale, usato per esprimere un accordo forte e convinto. In una conversazione tra amici può suonare eccessivamente serio — meglio riservarlo a contesti professionali o quando si vuole dare particolare peso alle proprie parole. «La pizza napoletana è la migliore del mondo.» — «Senza dubbio! Non si discute.» «Questo progetto richiede molto lavoro.» — «Indubbiamente, ma ne vale la pena.» Alternative per Accettare o Approvare Qualcosa Quando qualcuno propone qualcosa e si accetta, queste espressioni sono molto più efficaci del generico «va bene». 5. D'Accordo! La sostituzione più diretta e naturale di «va bene». Funziona in quasi tutti i contesti — formali e informali — ed è l'espressione che i madrelingua usano più spesso al suo posto. «Ci vediamo sabato per studiare insieme?» — «D'accordo! A che ora?» «Ti va di mangiare la pizza stasera?» — «D'accordo, ma la pago io questa volta!» 6. Perfetto! Quando non si accetta soltanto, ma si è anche soddisfatti della proposta. È come dire: «non si sarebbe potuto organizzare meglio». «Ho prenotato il ristorante per le otto.» — «Perfetto! Non vedo l'ora.» «Il documento è pronto, te lo mando adesso.» — «Perfetto, grazie mille.» 7. Ottimo! Simile a «perfetto», ma con un tono leggermente più formale o professionale. Si sente spesso in ufficio o in contesti accademici. «Ho finito il rapporto in anticipo.» — «Ottimo lavoro! Puoi mandarmelo?» «Ho trovato una soluzione al problema.» — «Ottimo! Spiegami tutto.» 8. Benissimo! Un po' più caloroso ed emotivo rispetto a «ottimo». È il superlativo di «bene» — trasmette calore e partecipazione genuina. «Ho superato l'esame d'italiano!» — «Benissimo! Lo sapevo che ce la facevi!» «Posso portare il dolce alla cena?» — «Benissimo, tutti ti adoreranno!» Alternative Entusiaste Quando «va bene» sarebbe troppo poco e si vuole esprimere vera soddisfazione o gioia. 9. Fantastico! / Magnifico! / Meraviglioso! Tre espressioni potentissime per trasmettere entusiasmo autentico. Attenzione però: usarle troppo spesso le svuota di significato. Meglio tenerle per i momenti davvero speciali. «Ti regalo un viaggio a Napoli per il tuo compleanno.» — «Fantastico! Quando si parte?» «Ho trovato i biglietti per il concerto.» — «Meraviglioso! Pensavo fossero esauriti.» 10. Che Bello! / Che Notizia! Più colloquiale, usato soprattutto quando si riceve una buona notizia inaspettata. È spontaneo e genuino — tipicamente italiano. «Mia sorella aspetta un bambino!» — «Che bello! Quando nasce?» «Ho trovato lavoro finalmente!» — «Che notizia! Sono così contenta per te!» 11. Evviva! / Finalmente! «Evviva» è una pura esclamazione di gioia — quasi un piccolo festeggiamento con le parole. «Finalmente» si usa invece quando si aspettava qualcosa da lungo tempo: si sente tutta la pazienza accumulata. «Domani non lavoro!» — «Evviva! Andiamo al mare?» «Hanno riaperto quel ristorante che amavamo.» — «Finalmente! Ci prenoto subito un tavolo.» Alternative con Rassegnazione o Pazienza Quando si accetta qualcosa senza esserne entusiasti, l'italiano offre espressioni molto efficaci — e a volte persino teatrali — per comunicarlo. 12. Se Non C'è Alternativa... / Se Non Si Può Fare Altrimenti... Per accettare qualcosa con rassegnazione elegante. Il tono comunica chiaramente: «non è quello che si voleva, ma cosa si può fare?» «Dobbiamo alzarci alle cinque di mattina per prendere il treno.» — «Se non c'è alternativa... metterò tre sveglie.» «La riunione è spostata a sabato mattina.» — «Se non si può fare altrimenti, ci sarò.» 13. Pazienza! / Poco Male! «Pazienza» si usa quando qualcosa non è come si vorrebbe, ma lo si accetta con serenità — quasi con filosofia. «Poco male» si usa invece quando il problema non è grave: è come dire «non è la fine del mondo». «Non riesco a venire alla tua festa, mi dispiace.» — «Pazienza! Ci vedremo un'altra volta.» «Il treno ha dieci minuti di ritardo.» — «Poco male, ho il mio libro.» 14. Dai, Va Bene lo Stesso / In Fondo Va Bene Per accettare qualcosa con un tono rilassato e senza drammi. «Dai» in apertura di frase ammorbidisce tutto — è una piccola concessione informale che segnala disponibilità senza entusiasmo. «Il caffè è finito, c'è solo il tè.» — «Dai, va bene lo stesso. Prendo il tè.» «Il ristorante era pieno, andiamo in pizzeria?» — «In fondo va bene — la pizza mi piace anche di più!» Riepilogo: Quando Usare Quale Espressione SituazioneEspressioni consigliateAccordo deciso o formaleCerto, Certamente, Senza dubbio, IndubbiamenteConfermare che qualcuno ha capito beneEsatto, Esattamente, GiustoAccordo informale e pensierosoGià, GiustoAccettare una propostaD'accordo, Perfetto, Ottimo, BenissimoEsprimere entusiasmo per una buona notiziaFantastico, Meraviglioso, Che bello, EvvivaSollievo dopo una lunga attesaFinalmenteAccettazione con rassegnazionePazienza, Poco male, Se non c'è alternativaAccettazione rilassata e informaleDai va bene lo stesso, In fondo va bene Domande Frequenti Qual È la Differenza tra "Perfetto" e "Ottimo"? Entrambe esprimono approvazione, ma «perfetto» ha un tono più personale e soddisfatto — si usa quando si è contenti di come stanno le cose. «Ottimo» è leggermente più formale e si sente spesso in contesti professionali o accademici, come risposta a un risultato o a una prestazione. Si Può Ancora Usare "Va Bene"? Sì, «va bene» è corretto e naturale — il problema nasce quando viene usato in modo automatico per qualsiasi situazione. Avere a disposizione alternative più precise permette di scegliere l'espressione più adatta al contesto, rendendo il proprio italiano più ricco e credibile. Quando Si Usa "Pazienza" e Quando "Poco Male"? «Pazienza» si usa quando si accetta qualcosa di spiacevole con serenità, spesso con una sfumatura di rassegnazione consapevole. «Poco male» si usa invece quando il problema è oggettivamente lieve — è come dire che non c'è motivo di preoccuparsi. Queste Espressioni Funzionano Sia nel Parlato che nello Scritto? La maggior parte funziona in entrambi i contesti. Alcune — come «già», «dai va bene lo stesso» o «evviva» — sono tipiche del parlato informale e suonerebbero fuori luogo in un testo scritto formale. Altre — come «certamente», «indubbiamente» o «d'accordo» — si adattano bene anche alla comunicazione scritta professionale. Se stai imparando a variare il tuo italiano, non fermarti qui — continua con l'articolo dedicato alle alternative a 'sono in ritardo'. Accedi a siti e contenuti italiani da qualsiasi parte del mondo e in totale sicurezza con NordVPN! Usa il codice coupon LEARNAMO per ricevere uno sconto speciale! { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Quiz: Alternative a 'Va Bene' in Italiano", "description": "Quiz interattivo sulle alternative all'espressione 'va bene' in italiano. 10 domande su accordo, approvazione, entusiasmo e rassegnazione nel parlato e nello scritto.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa per confermare che qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Esatto" } }, { "@type": "Question", "name": "In italiano, 'Già' può esprimere accordo pensieroso.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione è più adatta in un contesto professionale per approvare un risultato?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ottimo" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa quando si accetta qualcosa con rassegnazione perché non esiste altra scelta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se non c'è alternativa" } }, { "@type": "Question", "name": "'Benissimo' è il superlativo di quale parola?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "bene" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione trasmette che una situazione negativa non è grave e non merita preoccupazione?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Poco male" } }, { "@type": "Question", "name": "'Già' è adatta per un testo scritto formale.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...
Partiamo da un dato: respiriamo 25.000 volte al giorno, ma senza cibo resistiamo tre settimane, senza acqua qualche giorno, senza respirare tre minuti. Eppure il respiro è l'unica di queste tre cose che nessuno ci ha mai insegnato a fare bene. E nove persone su dieci, a livello medico, hanno una respirazione disfunzionale senza saperlo.Leonardo Pelagotti ha scalato il Kilimangiaro in 24 ore, da 0 a 5900 metri, senza acclimatazione e con lo scotch sulla bocca. Respirando solo dal naso. Un record mondiale che però non gli interessa per il record: gli interessa per il messaggio. Il respiro è importante, e lo stiamo trascurando tutti.In questa puntata Leonardo spiega perché il naso ha più di trenta funzioni e la bocca zero, cosa succede al tuo corpo quando respiri male (sonno peggiore, più stress, più infiammazione, invecchiamento precoce), e perché la capacità respiratoria è uno dei due fattori più importanti di longevità.▫️ Analizza la tua bolletta di luce e gas con Tua Energia per scoprire come risparmiare e ottenere un preventivo gratuito → https://dub.sh/tua-enegia (Contenuto sponsorizzato da Tua Energia)▫️ Unisciti a oltre 200+ creativi nella nostra nuova community → https://dub.sh/mYVBDjU▫️ Approfondisci con gli Appunti (la nostra newsletter)→ https://dub.sh/rgUIhjq▫️ Per collaborazioni scrivi a info@hacking-creativity.com
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Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Se il primo Hades è l'esempio di come si dovrebbe fare un roguelike, Hades 2 è il ritratto di come si dovrebbe fare un sequel. Avrebbero potuto tranquillamente fare il compitino per casa e sbatterci sopra un cartellino "30€", avrebbe venduto le madonne ugualmente. Invece Supergiant ha preso una formula di gameplay che funzionava da dio, l'ha ampliata e l'ha resa ancora più figa e divertente. Roba che funziona anche e soprattutto perché dietro ci hanno scritto una storia e dei personaggi che non ti fanno pesare di schiattare a tre colpi dalla fine di una run, perché ogni partita ti serve per raccattare robe, scoprire rapporti e districare storie. In un modo talmente leggero ma accurato che chiunque voglia raccontare la mitologia dovrebbe prendere appunti, visto che ci imparati più sulla storia greca con due partite su Hades che in tre capitoli di God of War. E a proposito di storie, nonostante si prenda molto più sul serio di quanto non facesse Zagreus, Hades 2 riesce a parlarti di drammi familiari e personali in modo solenne, ma così leggero da non lasciarti mai troppo con l'amaro in bocca. Giusto un po', ma perché non avrebbe lo stesso sapore altrimenti. Hades 2 funziona di cristo perché hanno saputo ampliare senza storpiare, aggiungendo dove c'era da arricchire ma senza ingolfare. E anche se giocando hai una mezza sensazione di smarrimento ci pensano Melinoe e i suoi compagni a darti due dritte. È un gioco che ti sbatte in faccia che vuole farti "ammazzare il Tempo", invece te lo consuma. E lo fa senza farti pentire per più di mezzo secondo.
Un miliardo di euro per rilanciare l'occupazione tra bonus, incentivi e “salario giusto”: ma cosa cambia davvero per imprese e lavoratori? Gli incentivi stanno creando nuovo lavoro o stanno solo spostando risorse senza effetti reali? Il problema del mercato del lavoro italiano si risolve con bonus temporanei o servono riforme strutturali? ### ❤️ *Sostieni il progetto*
Il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) con l'introduzione del salario giusto affida alle parti sociali comparativamente più rappresentative la definizione del trattamento economico complessivo equo differenziato in base al settore, alle dimensioni dell'azienda e alla sua natura giuridica. L'approfondimento di Paolo Stern
Il governo italiano ha annunciato l'introduzione del "salario giusto", un incentivo legato ai contratti collettivi che è profondamente diverso da un salario minimo garantito per legge. Ma questo dibattito non nasce oggi: le sue radici affondano in un documento del Tesoro britannico del 1920, che svela la vera natura delle politiche economiche in cui viviamo. In questo video uniamo i puntini tra storia, economia e finanza personale, analizzando le tesi di quattro economisti fondamentali per capire perché il tuo stipendio è bloccato e come puoi proteggere il tuo futuro:
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto lavoro in vista del 1° maggio, che contiene misure sul salario giusto, sugli incentivi all'occupazione e sul contrasto al caporalato digitale.
Nel The Essential di mercoledì 29 aprile, Chiara Piotto parla di: 00:00 il decreto lavoro ha provato dal governo Meloni introduce il concetto di Salario giusto è una serie di novità su bonus assunzioni, stipendi e contratti; 06:52 gli Emirati arabi uniti usciranno dall'OPEC a partire dal 1 maggio, rendendo il mercato dei carburanti ancora più instabile e imprevedibile Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Iscriviti al periodo di prova ad un euro al mese su shopify.it Hai un sogno che continui a rimandare a un "momento perfetto" che non arriva mai? In questa puntata della nostra rubrica dedicata alle parole, esploriamo la parola SOGNO. Spesso pensiamo che per realizzare un desiderio servano grandi spazi di tempo o condizioni ideali, ma la verità è che il tempo non si trova: il tempo si crea. Aspettare di essere "pronti" è spesso un modo elegante per non affrontare la paura di metterci alla prova.✨ Il sogno come direzione (e perché aggrapparsi ai sogni, come scriveva Langston Hughes). ✨ Quando il sogno diventa un rifugio o un'illusione che ci tiene fermi. ✨ Perché i sogni sono indizi della nostra identità profonda.✨ Come dare spazio a ciò che conta con il metodo dei piccoli passi. Non serve una rivoluzione per onorare il proprio potenziale. Bastano 15 minuti al giorno per trasformare ciò che è immaginato in qualcosa di reale. E tu, qual è la cosa più piccola che farai oggi per il tuo sogno?
Il Messaggio di Oggi: "I PRINCIPI SI UMILIARONO E DISSERO: IL SIGNORE È GIUSTO" • Salmo 30 • 2 Cronache 12: 6 • 2 Cronache 12: 1 (2-14) • 1 Samuele 17: 11 • Romani 6: 14 • Romani 6: 13 • 1 Samuele 17 :24 • 1 Samuele 17: 46 • Atti 1: 8 • Atti 13 :22 • 1 Re 14 :22-24 • Matteo 11: 29 • Giacomo 4 :6 • 1 Pietro 5: 5 • Salmo 37: 4--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Lo scorso 11 marzo, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, nel parco del Monte Stella, sono stati onorati cinque nuovi Giusti che appartengono al passato e al presente. Il termine Giusto è tratto dal passo del Talmud che afferma che “chi salva una vita salva il mondo intero”, questo concetto è stato applicato per la prima volta allo Yad Vashem , il Museo della Shoah di Gerusalemme in riferimento a coloro che hanno salvato degli ebrei durante la persecuzione nazista in Europa. Della giornata dei Giusti, che ricorre il 6 marzo e dei Giusti ce ne parla Gabriele Nissim, presidente della Fondazione “Foresta dei Giusti”, Gariwo. Quest'anno i Giusti onorati sono stati cinque e il tema per l'onorificenza è stato: “I Giusti per la democrazia. Dialogo e non violenza per costruire la pace”, sono stati onorati il giurista Pietro Calamandrei, il pastore protestante, Martin Luther King, Vivian Silver, attivista israeliana, Reem Al Hajajreh, attivista palestinese e Aleksandra Skochilenko, dissidente russa. Ne parliamo, oltre che con il presidente di Gariwo, anche con Francesca Cenni, direttrice della biblioteca “Pietro Calamandrei” di Montepulciano e con Gianluca Briguglia, professore in Storia del pensiero politico alla Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Lo scorso 11 marzo, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, nel parco del Monte Stella, sono stati onorati cinque nuovi Giusti che appartengono al passato e al presente. Il termine Giusto è tratto dal passo del Talmud che afferma che “chi salva una vita salva il mondo intero”, questo concetto è stato applicato per la prima volta allo Yad Vashem , il Museo della Shoah di Gerusalemme in riferimento a coloro che hanno salvato degli ebrei durante la persecuzione nazista in Europa. Della giornata dei Giusti, che ricorre il 6 marzo e dei Giusti ce ne parla Gabriele Nissim, presidente della Fondazione “Foresta dei Giusti”, Gariwo. Quest'anno i Giusti onorati sono stati cinque e il tema per l'onorificenza è stato: “I Giusti per la democrazia. Dialogo e non violenza per costruire la pace”, sono stati onorati il giurista Pietro Calamandrei, il pastore protestante, Martin Luther King, Vivian Silver, attivista israeliana, Reem Al Hajajreh, attivista palestinese e Aleksandra Skochilenko, dissidente russa. Ne parliamo, oltre che con il presidente di Gariwo, anche con Francesca Cenni, direttrice della biblioteca “Pietro Calamandrei” di Montepulciano e con Gianluca Briguglia, professore in Storia del pensiero politico alla Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Il podcast della 3SC dell' Istituto D'Annunzio di Roma
The world of technology is moving at lightning speed, and while tech can be impressive, we have to be careful not to let it do the heavy lifting for us. As speakers, our value lies in being authentically ourselves and ensuring every presentation is deeply customized for the client. But that begs the question: where exactly does technology fit into a high-level speaking business? On this episode of The Wealthy Speaker Podcast, we're excited to welcome Sylvie diGiusto to the show to dive into some truly revolutionary ideas on how we present to our audiences. Highlights you won't want to miss: Integrating Technology into Your Speaking with Sylvie di Giusto 0:00 Fulfilling a life-long dream 2:00 How hard can it be? 6:00 The evolution takes time and patience 11:00 Learning in the trenches 16:00 Keeping the audience connection 22:30 Speaking is a gift 30:00 Tech isn't for everyone 36:00 See you next time 39:04 If you want to see some truly fresh ideas on how technology may be used to help you stay ahead of the curve, you simply can't afford to miss this episode! For access to FULL SHOW NOTES, including video and links, visit: https://www.speakerlauncher.com/category/podcast/
Qual è il luogo migliore per stimolare la nostra creatività?Scopriamolo ascoltando un brano tratto da “L'atto creativo. Un modo di essere” di Rick Rubin, edizioni Mondadori. "RESPIRO” è la rubrica giornaliera del podcast “Il Mondo Invisibile”, dedicata ad artisti, creativi e non solo.Se ti piace questo podcast, aiutami a farlo arrivare a chi può trovarlo interessante.Ti auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro
Eliminare le voci scomode servirà?Testo completo predicazioneIn questo mondo corrotto e decaduto la verità è odiata e soppressa, così come ogni voce che osi proclamarla. Come disse Stefano, primo martire cristiano: “Quale dei profeti non perseguitarono i vostri padri? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete stati i traditori e gli uccisori (Atti 7:52). Non denunciava però solo le autorità civili e religiose di quel tempo in Israele, ma tutti coloro che si illudono ancora oggi di mettere a tacere il Risorto dai morti. Non prevarranno.
Giunto in Australia 14 anni fa per sei mesi di svago e visita del continente, Stefano Massasso dopo tre giorni ha trovato lavoro e da allora non si è più fermato.
Maracanà con Marco Piccari. Ospiti: Rampulla:"Lukaku è un lavoratore e deve rispettare la società" Orlando:"Giusto confermare Retegui. Lukaku si prenderà la multa:" Bonfanti:"Io preferisco Pio con la Bosnia.Lukaku ha sgonfiato la cosa"
AI is changing how we work, lead, and make decisions. For many leaders, that shift brings uncertainty. Will AI replace roles? What skills will still matter? And how should leaders respond? In this episode of The Leadership Habit Podcast, Jenn DeWall sits down with Sylvie di Giusto to explore what it means to stay “Forever Human” in an AI-driven world. Their conversation challenges fear-based thinking and offers a practical path forward. AI is not something to compete with. It is something to understand, adapt to, and use with intention. Meet Sylvie di Giusto, CSP, Hall of Fame Speaker Sylvie di Giusto is an international keynote speaker, author, and leadership consultant who helps organizations lead better, sell faster, and influence with intention. With decades of corporate experience and a unique 3D holographic speaking style, she brings forward-thinking insights on leadership presence, perception, and human behavior. Her expertise has been integrated into Crestcom's curriculum for years, helping leaders around the world strengthen communication, emotional intelligence, and decision-making. AI Isn't the First Disruption—and It Won't Be the Last One of the most important takeaways from this conversation is perspective. AI may feel new, but disruption is not. Every major technological advancement has created uncertainty, fear, and resistance before eventually becoming part of everyday life. As Sylvie explains, “Humans have a tendency to fear and panic first and see everything as a threat rather than an opportunity.” From the printing press to the internet, leaders have always faced moments where they had to choose between resisting change and adapting to it. The same is true today. AI is not going away. The question is not whether it will impact your role, but how you will respond to that impact. Sylvie makes this clear when she explains that the real risk lies in choosing not to adapt. Leaders who ignore AI may eventually find themselves replaced, not because AI is inherently better, but because they chose not to evolve alongside it. Don't Compete with AI. Complement It. A central theme of this episode is a mindset shift that every leader must embrace. Many professionals are trying to compete with AI by working faster, producing more, or relying heavily on automation. But that approach misses the point. Sylvie puts it simply, “The goal was never to beat the machine. It is to build with it.” AI will always outperform humans in speed, data processing, and memory. Trying to compete in those areas is not sustainable. The real opportunity lies in focusing on what AI cannot do. Leadership in the AI era is about combining strengths. AI handles efficiency. Leaders bring judgment, context, and human understanding. When used together, the result is far more powerful than either alone. Where AI Wins—and Where Leaders Still Matter AI's strengths are undeniable. It can analyze data at scale, generate content instantly, and automate repetitive tasks. But leadership has never been defined by those capabilities alone. Take speed as an example. AI can respond instantly, but speed is not always the right answer. Sylvie advises the listeners that “AI will always win the race… but only humans know when actually you have to slow down.” Leaders understand timing. They recognize when a situation requires pause, reflection, or a more thoughtful approach. That level of discernment cannot be automated. The same is true for data. AI can retrieve information quickly, but it does not understand meaning. Leaders interpret data through experience, emotion, and context. They connect information to real-world impact, making decisions that go beyond what the data alone can suggest. And when it comes to relationships, AI falls even shorter. It can mimic tone, but it cannot build trust. As AI-generated communication becomes more common, leaders face a new challenge: ensuring authenticity remains intact. Sylvie highlights this shift clearly: “There is this new level of mistrust… people are not sure anymore what comes from the machine and what comes from the humans.” Because of this, transparency and authenticity are no longer optional. They are essential. Why Soft Skills Are Making a Comeback For years, organizations prioritized efficiency, technical skills, and productivity. But AI is now outperforming humans in many of those areas, shifting the value back to human-centered capabilities. Sylvie emphasizes that, “there will be a big comeback for soft skills because those are the skills that AI cannot replicate.” Skills like emotional intelligence, communication, adaptability, and critical thinking are becoming more valuable, not less. Leaders who invest in these areas will be better equipped to navigate complexity, build trust, and guide teams through change. This is a major opportunity. While AI handles the mechanical aspects of work, leaders can focus on what drives performance at a deeper level—people. Creativity Still Belongs to Humans AI can generate ideas quickly, but those ideas are based on existing data. It recombines what already exists rather than creating something entirely new. As Sylvie explains, “AI just sources ideas that already exist… it really can't invent something that has never existed before.” This reinforces the importance of human creativity. Innovation still depends on original thinking, curiosity, and the ability to challenge assumptions. Leaders who rely solely on AI for ideas risk producing predictable results. Those who combine AI insights with human creativity can push beyond what already exists and create something truly new. Ethics, Accountability, and Leadership Responsibility Perhaps the most critical leadership responsibility in an AI-driven world is accountability. AI can generate recommendations, but it cannot take responsibility for outcomes. Sylvie illustrates this point, saying, “AI might look into the performance data… and say you have to fire that person. But you as a human… have the ability to question why.” Leaders must consider context, circumstances, and human factors that AI cannot fully understand. They must apply judgment, empathy, and ethical reasoning to every decision. Equally important is resisting the temptation to shift blame. “You cannot allow yourself… to point at AI and say, ‘It wasn't me.'” No matter how advanced the tool, accountability remains with the leader. How AI Is Changing Leadership Behavior AI is not just changing how work gets done. It is changing how people think, communicate, and behave. Sylvie points to several shifts leaders must recognize. Focus is decreasing as distractions increase. At the same time, people are becoming more selective with their attention. “Attention is the new currency—and it's becoming very expensive.” This means leaders must communicate more clearly and concisely than ever before. If a message is not immediately relevant, it will be ignored. Patience is also declining. People expect faster responses and quicker outcomes. Leaders must balance this urgency with thoughtful decision-making, ensuring that speed does not come at the cost of quality. At the same time, communication itself is changing. AI tools make it easier to produce content quickly, but that efficiency can come at the expense of authenticity. Leaders must ensure their voice remains present in what they share. The Risk Leaders Aren't Talking About One of the more overlooked risks of AI is how freely people share information with it. In many cases, individuals are more comfortable asking AI questions than speaking with a colleague or leader. Sylvie warns that this behavior has consequences, “Whatever you share with AI creates… a shadow profile about you.” Over time, this data contributes to a broader digital footprint that may influence how information is generated and shared. Leaders must be intentional about what they input into AI systems and encourage their teams to do the same. Key Takeaways AI is not replacing leadership. It is reshaping it. The leaders who succeed will be the ones who adapt, not resist. They will understand where AI adds value and where human skills must take the lead. They will invest in emotional intelligence, communication, and critical thinking. They will remain accountable for decisions. And they will focus on building trust in a world where authenticity is increasingly important. Or, as Sylvie summarizes it best, “Don't compete with AI. Focus on what you do in the moments that matter most as a human being.” Where to Find More from Sylvie di Giusto To learn more from Sylvie, visit sylviedigiusto.com, connect with her on LinkedIn, or explore her keynote presentations and books focused on leadership, perception, and influence. Strengthen Your Leadership Skills AI will continue to evolve, but leadership will always remain human. The ability to communicate clearly, think critically, and lead with intention will only become more important. If you want to strengthen these skills within your organization, request a complimentary two-hour leadership workshop at crestcom.com/freeworkshop. The post AI and Leadership Responsibility with Sylvie di Giusto appeared first on Crestcom International.
La dirigenza del Milan è già al lavoro per assicurarsi uno dei miglioriparametri zero del calciomercato in circolazione, Leon GoretzkaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
In questo periodo mi scrivono in tanti per chiedermi quale teacher training di yoga scegliere.La verità è che non esiste una risposta giusta per tutti.In questa puntata parlo di cosa guardare davvero quando si sceglie una formazione: dal ruolo di Yoga Alliance alla cosa che, secondo la mia esperienza, manca ancora nella maggior parte dei teacher training. Ps. Ecco alcuni link utili: Accedi alla community di Yogi gratuita
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Beretta:"Se Yildiz vuole giocare giusto rischiare. Braglia:"La Juve può ribaltare la partita con il Bodo. Bucchioni:" L'Atalanta non deve sbagliare nulla.
Luca Marelli, in onda per DAZN nel post partita di Roma-Cremonese, hacommentato l'episodio di Loftus-Cheek in Milan-ParmaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Spazio alla posizione di uno dei comitati per il No al referendum sulla giustizia del prossimo marzo.Ne parliamo con Enrico Grosso, presidente onorario del comitato Giusto dire No dell'Anm.La diffusione recente dei file Epstein, con oltre 3 milioni di pagine, più di 2.000 video e immagini da parte del Dipartimento di Giustizia USA, potrà avere impatti significativi anche in Europa.Ne parliamo con Gregory Alegi, docente di Storia e politica Usa alla Luiss Guido Carli di Roma.
Zuppa di Porro del 27 gennaio 2026: rassegna stampa quotidiana
Zuppa di Porro dell'27 gennaio 2026: rassegna stampa quotidiana
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Iniziamo a pralare dei mitici libricini, e poi si passa alla musica, alle esperienze fatte e ovviamente... cibo! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Come scaricare la trascrizione Apri l'episodio in Transcript Player Scarica come HTML Scarica come PDF Vocabolario Scarica come text file Scarica come text file with semicolons (per app che utilizzano flashcard) Iscriviti usando il tuo feed RSS privatoper vedere la trascrizione e il vocab helper subito sulla tua applicazione per ascoltare i podcast sul tuo cellulare. Note dell'episodio The Most Beautiful Italian Word (according to Italians) - https://www.youtube.com/watch?v=rbKSArNUR_4 Con Fabio oggi parliamo della sua esperienza all'estero e poi del suo ritorno in Italia. Come è andata? Dove tornerebbe? Ma non solo, parliamo di libri, di musica e cibo. E di seguito per chi vuole sapere di più di Fabio: Tutti i link utili per sapere di più di Fabio: https://fabiocerpelloni.com/ Any Language You Want - https://a.co/d/f7dp9fU Tiny Book Author (Amazon link) - https://a.co/d/4tSF01G Trascrizione Raffaele: [0:23] Bello, eh, questo stacco di batteria? Bellissimo! Matteo: [0:27] E buongiorno a tutti e due, oggi siamo in tre già dall'inizio. Raffaele: [0:33] Siamo di nuovo in tre. ricordiamo per chi si fosse perso la produttiva precedente, andatevela a recuperare. E questo spiegherà perché in questa puntata siamo in tre. Matteo, ma dove eravamo rimasti? Matteo: [0:53] Beh, e dove eravamo rimasti? Raffaele: [0:55] Io lo chiedo a te e tu lo chiedi a me? Matteo: [0:58] Non lo so. Raffaele: [0:59] Eravamo rimasti alle lingue, no? Abbiamo parlato quasi per tutta la puntata precedente di lingue. In quest'altra puntata, con il nostro Fabio, proviamo a trattare altri argomenti. Però usiamo le lingue come ponte. E quindi io ho subito una domanda per te, Fabio. Ovvero, sei italiano, ma scrivi libri e anche articoli, di questo poi magari ne parliamo nell'after show, in inglese. Come hai raggiunto questo livello di fluency si dice in inglese, di competenza chiamiamola in italiano? Ma anche di fiducia in se stessi, perché in tanti non scriverebbero un libro nella loro lingua madre. Tu invece scrivi libri in una lingua che non è la tua lingua madre. Fabio: [1:42] Ok. Quindi... buongiorno a tutti. A me è sempre piaciuto scrivere, devo dire, anche quando ero alle scuole superiori superiori, scuole superiori e medie. I miei temi che ci facevano fare... diciamo che sono sempre andato bene nei temi. Mi piaceva scrivere, mi piace esprimermi in forma scritta. Formandomi come insegnante ho dovuto scrivere parecchio in inglese, perché c'erano i vari... adesso non so come si può dire... assignments. I vari... (Compiti.) Compiti, esatto, compiti o comunque test dove dovevi produrre un testo scritto. E già questa cosa a me piaceva, perché poi anche scrivendo, vedi, ti vengono in mente cose, ti viene in mente... dubbi. Ci va la virgola, ci va questa proposizione, quell'altra, come esprimo quest'idea, quali parole uso? Quindi è un continuo scoprire quando scrivi. Sia idee che hai, ma anche a livello di forma, quindi di capire come strutturare una frase, un testo, un paragrafo. È una cosa che mi è sempre piaciuta, la faccio anche nella mia attività da libero professionista. Come ho raggiunto questo livello? Scrivendo, ricevendo anche un feedback, un riscontro. Da me stesso più che altro, perché poi sono sempre stato io quello che andava a vedere se il testo andava bene, se non andava bene. Adesso con l'intelligenza artificiale è tutto molto più semplice, quindi per qualcuno che vuole scrivere hai un assistente diretto che ti può dire "guarda, qua ci va questo, perché bla bla bla..." Poi sull'intelligenza artificiale possiamo farci un... Matteo: [3:51] Una serie più che una puntata. Fabio: [3:55] Comunque sì, addirittura adesso, non per dire, però arrivo a scrivere in inglese e mi sono quasi dimenticato le regole di punteggiatura dell'italiano. Perché le virgole in italiano, ho sempre il dubbio dove vanno, come vanno, se ci vanno. Mentre in inglese, scrivendo solo in inglese, perché poi scrivo solo in inglese, sono molto più sicuro di quello che metto sulla pagina. Raffaele: [4:26] C'è sempre interferenza. Ma i tuoi libri hanno una caratteristica, qual è questa caratteristica? Fabio: [4:33] Che sono corti. Sono corti. Appunto io li chiamo tiny books, libricini, perché il mio primo libro, Any Language You Want, in realtà è stato quasi una sorpresa per me. Perché io non ho mai pensato di scrivere un libro, in realtà. Io ho sempre visto questa cosa dello scrivere un libro, pubblicare un libro come un obiettivo impossibile. Scrivere un libro? Quante cose devi dire? Come fai a pubblicarlo? E poi cosa scrivo? Questo era quello che pensavo. Poi ho letto un libricino di business che si chiama Anything You Want di Derek Sivers, che era, che è, è stato un imprenditore americano, dove lui semplicemente aveva pubblicato questo libricino. Ogni pagina, su ogni pagina, ogni due facciate raccontava una storia di come aveva costruito il suo business. Ed era un libricino di meno di 100 pagine, molto piccolo. Ho detto "wow, cavolo, 'sto libro qua ha detto molto di più, ho trovato molto di più in questo libro che in tanti altri che ho letto. Perché comunque leggo parecchio. E ho detto "Quasi quasi lo scrivo anch'io un libro così", un libro corto, storie corte, iniziano e finiscono, ogni capitolo è una storiella. Storiella vera poi, perché non scrivo mai di... cioè non scrivo romanzi o storie inventate. E allora ho detto "Wow, allora ci provo anch'io, quindi non devo pubblicare 300 pagine per diventare un autore." [È] così che ho scritto poi il mio primo e il mio secondo. Che poi il mio secondo è "come scrivere un libricino". (Un metalibro.) Un metalibro, esatto, sempre storie mie. Parlo sempre... cioè parlo sempre di me, non perché sono egocentrico ma perché vorrei far vedere quello che può funzionare. L'ho fatto col primo con language learning, e l'ho fatto col secondo con il self publishing, lo scrivere. Raffaele: [6:53] C'è un grande vantaggio dei libricini, che ho sentito tra l'altro da, come chiamarlo, da un linguista e esperto anche di business che dovresti conoscere, ma ne parliamo nell'after show. Che dice che il vantaggio dei libri piccolini, è quello che ti spingono poi all'azione più facilmente. Finisci il libro presto e sei subito portato all'azione. Mentre invece libri grandi tendono ad addormentarti per certi versi. Quindi leggi il libro, ma poi alla fine del libro ti sei dimenticato di farci qualcosa con il libro. Fabio: [7:26] Sì, ne ho letto uno, appunto, anzi più di uno in realtà, dove è un continuo dire sempre la stessa cosa, sempre il solito, due o tre concetti, i soliti due o tre concetti, e tu dici "ma ok, non mi serve un altro esempio di questo concetto". E a volte questa cosa è un po' dovuta anche all'industria del publishing che richiede poi... l'autore... "o scrivi 250 pagine oppure non possiamo pubblicarti perché magari il libro non si vede sullo scaffale". Mentre un libro piccolo è più funzionale, ti dà quello che ti dà, quello che ti deve dare e basta: è inutile diluire o comunque dilungarsi, ecco. Raffaele: [8:21] Matteo, hai sentito nella puntata precedente? Fabio ha vissuto a Londra. Matteo: [8:27] Fabio ha vissuto a Londra, esattamente, ma questo lo dovevi sentire tu, che sei il Londra lover... Raffaele: [8:35] Eh vabbè, ma ci hai vissuto più tu che io però, è un'altra cosa che ci accomuna. Matteo: [8:40] Ma io prima di andare a Londra, perché poi andiamo anche a Londra, volevo chiedere a proposito dei due libricini: ma c'è un due senza tre in arrivo? Fabio: [8:49] C'è, c'è il 3. C'è il 3, è ancora un'idea, c'è un elenco di cose che voglio mettere dentro. Però ci sarà, io voglio continuare a farlo, sì, sì. Matteo: [9:04] A quel punto la seconda domanda è: ma è per caso su Any Martial Art You Want? Fabio: [9:12] No, non è su martial arts. Mia cognata mi ha detto "ah, hai scritto un secondo libro su come scrivere il primo libro, quindi il tuo terzo cos'è? Scrivi un terzo libro su come scrivere un secondo libro? Cos'è, Inception?" No, non è Inception, è sempre un libro di storie. Allora, ho un po' di idee, però quella che più mi piace, perché poi sempre parlando poi di language learning, di apprendimento linguistico: se fai qualcosa che hai... passione, per la quale passione o comunque qualcosa che ti entusiasma, poi la cosa ti riesce meglio. E quindi sto pensando a un libro di storie mie personali, sempre, ovviamente, però con un messaggio più universale. Non ho ancora ben chiaro il progetto, però questa cosa a me entusiasma molto. Anche perché io nel podcast che avevo aperto nel 2021, tutti [i miei primi] episodi erano storie mie personali, che utilizzavo per insegnare inglese. Prendere quei contenuti, aggiustarli e scrivere una storia, come testo scritto, e racchiudere il tutto in un libro poi... non so, questo qua è un progetto che mi ispira molto. Quindi diciamo che [all']80% questo è il terzo libro. Raffaele: [10:43] In bocca al lupo. Fabio: [10:44] Grazie. Raffaele: [10:46] "Crepi" si dice! No "grazie"! Fabio: [10:47] Crepi, crepi, infatti! Matteo: [10:48] Sei vegetariano? Fabio: [10:50] Io? Sono vegano. Matteo: [10:53] Ah vedi allora per questo non ha detto "crepi"! Matteo: [10:56] Ce li abbiamo tutti e tre allora: l'onnivoro, il vegetariano e il vegano. Matteo: [11:00] Posso fare una domanda che vorrei fare poi a tutti i nostri futuri ospiti, per fare poi una raccolta? Ci dai una ricetta? Fabio: [11:13] Una ricetta vegana? Matteo: [11:15] Una ricetta. Una ricetta che ti piace, una ricetta ovviamente che ti piace e che mangeresti, quindi se sei vegano, vegana. Raffaele: [11:22] La domanda più difficile delle due puntate. Fabio: [11:23] Questa è difficile sì! Allora, la ricetta: riso saltato con le verdure. E come si fa? Prendi il riso, lo salti e ci metti le verdure. Matteo: [11:41] Andiamo un po' più... almeno dicci le verdure. Fabio: [11:46] Ci metti il peperone, ci metti la carota, il broccolo, salti tutto, un po' di salsa di soia, riso integrale ai minerali: è più nutriente. E lo salto. Guarda, questo è come mi ha conquistato la mia compagna, con un riso saltato con le verdure. Raffaele: [12:07] Ma mi sembra una ricetta più asiatica che non italiana. Fabio: [12:10] Sì, perché sia io che la mia compagna siamo innamorati del sud-est asiatico, ci abbiamo viaggiato per cinque mesi e mezzo quando eravamo di ritorno dalla Nuova Zelanda. Così, con lo zainetto, senza... abbiamo pianificato i primi due giorni a Bali e poi il resto non sapevamo in realtà, non avevamo un piano. Avevamo un piano che stavamo in giro con i soldi che avevamo guadagnato in Nuova Zelanda a farci un mega viaggio, con un budget ristretto comunque. Non è che abbiamo fatto hotel 5 stelle, resorts... nulla di tutto ciò. Ma, con l'Asia sì, soprattutto io col Vietnam: mi piace molto. Raffaele: [13:02] Fantastico. Fabio, ti devo interrompere a questo punto, perché io prima ho lanciato l'amo per Londra ma non avete abboccato. Poi tu adesso hai detto che sei stato in Nuova Zelanda. Ma hai vissuto in più posti in giro per il mondo. Ti va di raccontarci un po' di questi tuoi... non viaggi soltanto, ma proprio di esperienze di vita all'estero? Fabio: [13:21] Allora, io sono partito per Londra nel 2011, lavoravo per Pret a Manger, che è tipo Starbucks. E ho fatto lì i primi... facciamo un anno e mezzo. Un anno e mezzo. Ero con la mia ex compagna, a Londra esperienza formativa, però esperienza che mi ha tirato fuori dal guscio, dalla protezione di mamma e papà. Ero lì facendo un lavoro per il quale non avevo studiato, perché facevo panini e zuppe. E il mio inglese lì è migliorato, perché comunque stando a contatto, parlando con i miei colleghi, sono migliorato. Poi con la mia compagna dell'epoca ci siamo lasciati, e ho detto "dove vado?" E pensavo "vado in Canada, adesso me ne vado in Canada, voglio comunque andare in un altro paese dove parlano l'inglese, così vado avanti, imparo sempre di più, diventerò insegnante". Avevo visto che c'era qualcosa qui col visto che non poteva funzionare, ho detto "no, sai dove vado? Andiamo da un'altra parte del mondo!" E sono andato in Australia. In Australia sono atterrato ad Adelaide e l'Australia per me è stato il mio... ancora lo ricordo come i miei due anni più belli dei miei 38 anni. Perché ho conosciuto un sacco di persone, ho visto un sacco di bei posti, poi a me piace il deserto, ho conosciuto la mia compagna attuale, che è quella che mi ha conquistato col riso con le verdure. In realtà l'avevo conosciuta in Italia perché, adesso la storia un po' si complica, in Italia io insegnavo così amatorialmente lezioni di batteria e lei era una mia studentessa. Matteo: [15:21] Oh, quindi legati dall'amore non solo per il sud-est asiatico, ma anche per la batteria e la musica. Fabio: [15:33] Sì, esatto. Una settimana prima che io partissi per l'Australia, io e Aloha, che è la mia compagna, abbiamo iniziato la relazione. Quindi è stata davvero dura all'inizio, perché in Australia io all'inizio ero da solo i primi quattro mesi. Lei poi mi fece la sorpresa di dire "vengo giù anch'io". Ma io ero io ero cotto, innamorato perso, cotto. Quindi i primi quattro mesi a distanza, in realtà quelli sono stati più brutti secondo me. Raffaele: [16:04] E che distanza poi, non è esattamente Napoli-Milano. Fabio: [16:07] Esatto, esatto, poi dall'Australia lei mi ha raggiunto, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto, perché abbiamo comprato un van, abbiamo girato, lavoravamo nelle farm, nelle piantagioni e abbiamo fatto lì quei due anni. E da lì poi ho detto "ma dove andiamo? Il visto è scaduto!" Il paese più vicino è la Nuova Zelanda, facilissimo da entrarci per candidarsi per il visto, l'abbiamo preso ed è lì poi che io ho preso la mia prima certificazione per diventare insegnante, ho iniziato a insegnare nelle scuole di lingua ad Oakland, in una scuola di lingua inglese ad Oakland, ho fatto tutta la mia prima esperienza. E la mia... Aloha lavorava in pasticceria, perché lei... no pasticceria, era una... vabbè comunque lavorava in un posto dove facevano da mangiare. E abbiamo fatto due anni lì, poi prima di tornare in Italia appunto abbiamo detto "andiamo a vedere l'Asia". Perché poi in Australia e in Nuova Zelanda incontravamo tante persone che dicevano "sono stato in Vietnam, abbiamo visto la Malesia, e la Cambogia, di qua. di là..." Tante persone in viaggio, sentivamo che avevano appunto avuto queste esperienze. Matteo: [17:27] E quindi dicevate "ma dovremmo vederla anche noi". Giusto. Fabio: [17:31] Esatto. Quindi prima di tornare facciamo anche noi i backpackers, come già lo facevamo, e andiamo lì. Abbiamo fatto appunto questi cinque mesi e mezzo vagando con lo zainetto, bellissimo. Io vorrei andare lì in pensione. Raffaele: [17:54] E invece sei tornato in Italia? Matteo: [17:56] Infatti sì, stavo per dire, vi siete stufati di girare? Fabio: [18:00] Beh, più che stufati,sapevamo l'inizio del viaggio e la fine. In realtà siamo tornati perché il visto della Nuova Zelanda era scaduto, in Indonesia, [nel] sud-est asiatico non potevamo stare. Anche perché i servizi... noi ci lamentiamo magari dell'Italia magari, però ci sono posti dove i servizi sono molto scadenti. E quindi siamo tornati, siamo tornati. Io poi ho iniziato a lavorare al British Council. Matteo: [18:39] Lavori ancora? No, non lavori [più] al British Council. Fabio: [18:43] Al British Council sono... come si dice... collaboratore, insomma, freelance. Raffaele: [18:49] Com'è tornare in Italia dopo aver vissuto diversi anni all'estero? Fabio: [18:54] Ma all'inizio, quando tornavo, perché ogni tanto tornavamo, io non vedevo poi l'ora di andare via, perché comunque la mia routine era dall'altra parte, avevo i miei progetti in Australia, Nuova Zelanda. Poi quando siamo tornati in realtà non è stato poi così scioccante o che so, deprimente o magari... È stata un'esperienza normale, abbiamo preso una casa in affitto, poi abbiamo comprato casa. Shock culturale non c'è stato in realtà, perché fondamentalmente siamo italiani quindi sapevamo cosa trovavamo. In realtà è stato anche... dopo aver visto certe cose fuori dall'Italia, in realtà ci siamo resi conto che in realtà ci sono tante cose che funzionano nel nostro paese. Però siccome siamo qui, non te ne accorgi poi. Te ne accorgi quando non le hai. Raffaele: [19:59] Le dai per scontate. Fabio: [20:01] Esatto, le dai per scontate. E quindi è stato anche un po'... mi ha fatto apprezzare in realtà di più l'Italia, il tornare. Matteo: [20:10] Questo è interessante, molto interessante. Fabio: [20:13] Eh bisogna... per quello che quando si dice "viaggiare ti apre gli occhi, viaggiare..." cioè non è un cliché, è così. Logico: se viaggi... scusa. Matteo: [20:23] No no no, continua. Fabio: [20:24] No, dico, se viaggi in paesi magari dove la cultura è identica... però neanche tanto perché, per esempio in Australia abbiamo avuto un paio di episodi dove ci siamo trovati davvero male. Ora senza... io l'Australia la porto al top, numero uno. Qua non potete vedere, ma ho bandiere australiane appese, ho un didgeridoo, insomma un po' di cose. Però ci siamo trovati male un paio di volte con l'assistenza sanitaria, e ci siamo detti "cavolo, ma in Italia ci lamentiamo però sta cosa è inconcepibile, non ci è mai successa prima". Quindi adesso non voglio dire che il sistema, come si dice... il sistema healthcare dell'Australia non funziona, anzi. Però [ci sono] state un paio di cose che ho detto "mah, le cose..." Anche a Londra, ma in realtà ovunque, in realtà ovunque: trovi cose che qua non hai e viceversa. Matteo: [21:23] Sì, il fatto del viaggiare che ti apre a volte... automaticamente pensiamo sempre verso... guardando noi verso una direzione, guardiamo verso il luogo dove arriviamo e pensiamo sempre che l'apertura è verso nuove cose. Ma a volte, come spesso succede, ci si accorge che anche dietro di noi era una situazione diversa da come la vedevamo. Fabio: [21:53] Esatto. In Cambogia abbiamo visto persone in motorino con la flebo. Raffaele: [22:03] Cosa? Fabio: [22:04] Sì, perché la storia... la Cambogia ha avuto questo genocidio davvero deprimente negli anni '70 con Pol Pot, questo dittatore che aveva fatto fuori 3 milioni di cambogiani, soprattutto gli intellettuali. Cioè se avevi gli occhiali eri considerato intellettuale e quindi dovevi essere fatto fuori. E quindi c'è tutta una sorta di... non ci sono certe figure, tipo medici, ingegneri, intellettuali, che possono portare avanti il paese. Si stanno riprendendo... Questo me la raccontava una volontaria australiana che era lì, quindi magari da verificare questa cosa, però questo è quello che mi aveva detto lei. E quindi manca tutta quella fetta di società, di figure professionali lì, e sono quindi praticamente tutti contadini, pescatori, lavoranti, insomma nel settore agricolo. E la sanità? La sanità lì infatti eravamo in una situazione dove "cavolo, se qua cadiamo in motorino che si fa? Se abbiamo un incidente, se succede qualcosa?" Qua sei... devi poi andare in giro con la flebo attaccata in motorino, come ne abbiamo visti tanti. Persone in motorino con la flebo che uscivano da questa clinica, poi dici "vabbè..." Raffaele: [23:39] Pazzesco, molto Interessante però. Fabio, però il nostro tempo qui nella puntata aperta a tutti è finito. Quindi io ti faccio un'ultima domanda brevissima: come possono trovarti i nostri ascoltatori? Fabio: [23:51] Allora possono trovarmi sul mio sito fabiocerpelloni.com o mi potete trovare su YouTube, Fabio Cerpelloni. Vi mando lì. Ah scusate, un terzo canale è su Substack, che ho ed è chiamato Better Writers Matteo: [24:15] Benissimo. Allora inseriremo tutti questi link nelle show notes, così tutti quanti potete andare a fare un po' di stalking. Raffaele: [24:26] Matteo, però c'è un problema: io ho ancora delle domande per Fabio. Matteo: [24:29] E non c'è problema, in realtà noi abbiamo ancora un po' di tempo con Fabio e lo andiamo a passare di là. Io già so che Raffaele prende il caffè, Fabio la pizza, ho preparato tutto nella nostra saletta dell'aftershow. Quindi salutiamo tutti quanti e andiamo a mangiare pizza e bere caffè. Fabio: [24:53] Bel piano! Raffaele: [24:54] Ciao a tutti. Matteo: [24:56] Ciao. Fabio: [24:57] Ciao ciao!
In this episode of Speakernomics, host Kenneth Kinney, affectionately known as "Shark," embarks on a journey with a panel of international speaking experts including Ruby Newell Legner, CSP, Cavett Award; Sylvie di Giusto, CSP; Elias Kanaris; Stan Phelps; and more. Together, they explore the dynamics of becoming a successful international speaker and the nuances that distinguish it from occasional international engagements.In this session, the esteemed speakers will:* Explain how to adapt speeches culturally and contextually to match diverse global audiences, ensuring both relevance and resonance.* Argue the significance of building strong, service-oriented relationships with international clients, rather than focusing solely on sales intentions.* Outline strategies for defining a clear international speaking strategy by targeting specific regions or industries aligned with personal values and expertise. Become an NSA Member! https://nsaspeaker.org/join/#membership THRIVE 2026! You NEED to be here! https://thrive.nsaspeaker.org/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Stai imparando l'italiano e vuoi evitare di dire cose come "Io è fame" quando hai lo stomaco che brontola? Sei nel posto giusto! Questo test ti farà scoprire se riesci già a ordinare un caffè senza far alzare un sopracciglio al barista, o se rischi ancora di creare situazioni imbarazzanti. Spoiler: Alcune frasi sono corrette, altre... beh, meglio non dirle in giro! Trova tutti gli errori! I Verbi Italiani dal Livello Principiante al Livello Avanzato Come funziona? Per ogni frase, fermati un attimo e chiediti: "È corretta o no?", quindi scopri il tuo livello! Il tuo risultato: 0-6 punti: Principiante avventuroso - meglio ordinare al ristorante col dito sul menù! 7-14 punti: Intermedio promettente - inizi a capirci qualcosa, continua così! 15-20 punti: Avanzato impressionante - gli italiani ti scambiano per uno di loro! LIVELLO 1: SOPRAVVIVENZA IN ITALIA Esercizio 1 "Scusi, io è vegetariano. Nel menù c'è qualcosa senza carne?" ... AIUTO! ERRORE CRITICO! Cosa C'è Che Non Va? Al ristorante hai appena detto "io è vegetariano"... Il cameriere ti guarda perplesso! Il verbo "essere" alla prima persona singolare è "sono", non "è". Quella forma si usa per lui/lei. VERSIONE CORRETTA: "Scusi, io sono vegetariano. Nel menù c'è qualcosa senza carne?" Trucco: Pensa "io SONO / tu SEI / lui È" Esercizio 2 "Ragazzi, ieri sera la pizza da Gino mi ha piaciuto moltissimo!" ... ERRORE DOPPIO! ATTENZIONE! Cosa è andato storto? Qui ci sono ben due errori! Il verbo "piacere" al passato prossimo vuole sempre l'ausiliare ESSERE, NON "avere". Il participio passato deve accordarsi con il soggetto grammaticale (la pizza = femminile singolare), quindi "piaciuta" non "piaciuto". VERSIONE CORRETTA: "Ragazzi, ieri sera la pizza da Gino mi è piaciuta moltissimo!" La formula per "piacere": ESSERE (coniugato) + PIACIUTO/A/I/E (accordato con la cosa che piace) Altri esempi corretti: Il film mi è piaciuto La canzone ti è piaciuta? I dolci ci sono piaciuti Le foto vi sono piaciute Esercizio 3 "Ciao Marco! Tu sei andare alla festa di Lucia sabato scorso?" ... ATTENZIONE! ALLARME ROSSO! Cosa È Andato Storto? Hai praticamente detto "tu sei andare" invece di "sei andato"! Con il passato prossimo, dopo l'ausiliare (essere/avere) ci vuole il participio passato, non l'infinito."Andare" diventa "andato/a". VERSIONE CORRETTA: "Ciao Marco! Tu sei andato alla festa di Lucia sabato scorso?" Attenzione: Con "andare" usiamo sempre l'ausiliare ESSERE! Esercizio 4 "La mia famiglia abita a Milano da dieci anni e ci troviamo benissimo!" ... BRAVISSIMO! ITALIANO AL TOP! Cosa Rende Questa Frase Perfetta? Hai centrato la struttura italiana per azioni che durano ancora!Quando qualcosa è iniziato nel passato e continua ora, usiamo il presente (abita) + "da" + tempo. Ricorda: "Da dieci anni" = l'azione continua ancora adesso! Esercizio 5 "Guarda quelle ragazze! Loro mangia il gelato davanti alla Fontana di Trevi." ... ERRORE DA PRINCIPIANTE! Dove Hai Sbagliato? "Loro mangia"? No no no! "Loro" è plurale, quindi il verbo deve essere "mangiano". "Mangia" lo usi solo per lui/lei (terza persona singolare). VERSIONE CORRETTA: "Guarda quelle ragazze! Loro mangiano il gelato davanti alla Fontana di Trevi." Bonus: In Italia è più comune dire "prendere un gelato", non "mangiare". Esercizio 6 "Stamattina io è comprato i biglietti per il concerto dei Måneskin!" ... DOPPIO ERRORE! CIOÈ? Due Problemi da Risolvere: 1) Hai detto "io è" invece di "io ho". 2) "Comprare" vuole l'ausiliare AVERE, non "essere"! VERSIONE CORRETTA: "Stamattina io ho comprato i biglietti per il concerto dei Måneskin!" Regola d'oro: I verbi che indicano un'azione (comprare, mangiare, bere, studiare) vanno quasi sempre con AVERE! Esercizio 7 "Wow! Francesca canta come un angelo ieri al karaoke!" ... CONFUSIONE TEMPORALE! Qual È il Problema? Hai usato il presente "canta" ma poi hai detto "ieri"! Quando parli di ieri, devi usare il passato prossimo: "ha cantato". Il presente serve per cose abituali o che succedono ora. VERSIONE CORRETTA: "Wow! Francesca ha cantato come un angelo ieri al karaoke!" LIVELLO 2: TI STAI INTEGRANDO BENE! Esercizio 8 "A te interessi i film italiani? A me sì, molto!" ... ERRORE SUBDOLO! Cosa C'è Che Non Va? Verbi come "interessare", "piacere", "mancare", "servire" hanno una costruzione particolare in italiano! Il soggetto grammaticale NON è la persona, ma la cosa che piace o interessa. Nella frase "a te interessi" hai coniugato il verbo come se "tu" fosse il soggetto, ma in realtà il soggetto sono "i film" (plurale). VERSIONE CORRETTA: "A te interessano i film italiani? A me sì, molto!" La struttura corretta: Ti interessa la musica? Vi interessano i libri di storia? Regola d'oro: Con questi verbi, coniuga il verbo in base alla cosa che piace/interessa, non alla persona! Esercizio 9 "Eh, se io avrei più soldi, farei un viaggio in Costiera Amalfitana!" ... L'ERRORE PIÙ COMUNE ANCHE TRA GLI STUDENTI AVANZATI! Il Tranello del "SE": Mai, MAI usare il condizionale dopo "se"! È tentante perché in molte lingue si fa, ma in italiano è un errore grave. Dopo "se" ci vuole il CONGIUNTIVO IMPERFETTO, POI il condizionale. VERSIONE CORRETTA: "Eh, se io avessi più soldi, farei un viaggio in Costiera Amalfitana!" VIETATO: Se + condizionaleCORRETTO: Se + congiuntivo Esercizio 10 "Stavo studiando i verbi irregolari quando improvvisamente mi ha chiamato la mia amica italiana per fare aperitivo." ... ECCELLENTE! MAESTRIA TEMPORALE! Cosa Hai Fatto di Giusto? Hai combinato perfettamente due azioni passate: Imperfetto "stavo studiando" = azione in corso, lo sfondo della scena Passato prossimo "ha chiamato" = azione improvvisa che interrompe In Sintesi: l'imperfetto è la scena, il passato prossimo è l'evento che accade! Esercizio 11 "Oh no! Siamo partiti la valigia in hotel e ora siamo già in aeroporto!" ... COSTRUZIONE IMPOSSIBILE! Dove Sta l'Assurdità? "Partire la valigia"? Il verbo "partire" significa andare via, non lasciare qualcosa! Se vuoi dire che hai dimenticato la valigia, devi usare "lasciare" o "dimenticare" (che vogliono AVERE come ausiliare). VERSIONE CORRETTA: "Oh no! Abbiamo lasciato la valigia in hotel e ora siamo già in aeroporto!" Esercizio 12 "Hai visto le chiavi della macchina? Sì, le ho visto sul tavolo stamattina." ... ERRORE NASCOSTO! SCOPRIAMOLO! Perché È Sbagliato (Anche Se Suona Bene)? Questo è un tranello per studenti avanzati! Quando usiamo i pronomi diretti (lo, la, li, le) prima del verbo al passato prossimo, il participio passato si accorda con il pronome. "Le" si riferisce alle chiavi (femminile plurale), quindi il participio deve essere "viste". VERSIONE CORRETTA: "Hai visto le chiavi della macchina? Sì, le ho viste sul tavolo stamattina." Confronta: "Ho visto le chiavi" (nessun accordo senza pronome) "Le ho viste" (accordo con il pronome "le") "L'ho vista" (la = singolare femminile) "Li ho visti" (li = plurale maschile) Esercizio 13 "Per passare l'esame di italiano, è necessario che tu fai tanti esercizi di grammatica." ... CONGIUNTIVO MANCANTE! Cosa Manca? Dopo espressioni come "è necessario che", "è importante che", "bisogna che", DEVI usare il congiuntivo, NON l'indicativo! È una regola ferrea in italiano. VERSIONE CORRETTA: "Per passare l'esame di italiano, è necessario che tu faccia tanti esercizi di grammatica." Trigger words del congiuntivo: "È necessario/importante/giusto/possibile che..." Esercizio 14 "È sicuro che il prossimo weekend fa bel tempo e noi andremo al mare!" ... PERFETTO! SICUREZZA GRAMMATICALE! Perché È Giusto NON Usare il Congiuntivo? Ottima domanda! Quando esprimi certezza assoluta ("è sicuro che/so che/è chiaro che..."), devi usare l'indicativo.Il congiuntivo serve per dubbi, speranze, opinioni. Qui sei sicuro! Probabilmente hai visto le previsioni. La regola d'oro: CERTEZZA → Indicativo DUBBIO → Congiuntivo LIVELLO 3: SEI QUASI ITALIANO! Esercizio 15 "Pensavo che Luca fosse già arrivato alla stazione, ma poi ho scoperto che era in ritardo come sempre!" ... INCREDIBILE! CONCORDANZA DEI TEMPI PERFETTA! Cosa Hai Fatto di Straordinario? Hai usato il congiuntivo trapassato ("fosse arrivato") dopo un verbo al passato ("pensavo"). Questa è concordanza dei tempi da professionista!Il congiuntivo trapassato esprime un'azione che credevi fosse accaduta prima. Timeline mentale: Prima: Luca arriva (pensavi) Dopo: Tu pensi Realtà: Era in ritardo Formula avanzata: Pensavo/credevo/immaginavo + che + congiuntivo trapassato Esercizio 16 "Benché lui ha studiato il congiuntivo per settimane, continua a fare errori!" ... L'IRONIA! ERRORE SUL CONGIUNTIVO! Dov'è l'Ironia? Stai parlando del congiuntivo ma... hai dimenticato di usarlo! "Benché" è una congiunzione che richiede SEMPRE il congiuntivo. In questo caso, congiuntivo passato perché l'azione di studiare è terminata. VERSIONE CORRETTA: "Benché lui abbia studiato il congiuntivo per settimane, continua a fare errori!" Parole-spia del congiuntivo: "benché, sebbene, nonostante, affinché, prima che..." Esercizio 17 "Se avessi accettato quel lavoro a Roma tre anni fa, ora vivrei nella Città Eterna!" ... FANTASTICO! PERIODO IPOTETICO DA MANUALE! Perché È Perfetto? Hai costruito un perfetto periodo ipotetico del quarto tipo (misto): Protasi: "Se avessi accettato" (congiuntivo trapassato) Apodosi: "vivrei" (condizionale presente)
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Oggi siamo tradizionali, o almeno ci proviamo, a raccontare le tradizioni del Natale e del periodo natalizio in Italia, a Napoli ma soprattutto in casa di Matteo e in casa di Raffaele. Prego accomodatevi, arriviamo subito con un po' di panettone, o un leggerissima fettina di cassata siciliane. Giusto per iniziare. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Christmas Wishes from Easy Italian!
Sta facendo discutere nelle ultime ore la diatriba relativa all'annunciata presenza, all'interno dell'evento romano "Più Libri Più Liberi", dello stand di una piccola casa editrice di chiara ispirazione neofascista. Editori e autori hanno chiesto all'organizzazione dell'evento di negare l'ingresso, ottenendo in cambio un rifiuto in nome della pluralità del pensiero. Ma consentire la circolazione di idee liberticide può definirsi libertà? Ammettere posizioni violente è compatibile con il concetto di democrazia? In questo Instant Video ne parliamo, ricordando il celebre Paradosso della Tolleranza di Karl Popper che rappresenta ancor oggi un principio fondamentale.
In questo episodio di Educare con calma vi racconto cosa succede dentro di noi quando nostrǝ figliǝ pronuncia frasi che sembrano «ingrate» e che magari ci fanno pensare che sia viziatǝ.Parto proprio da quel pizzico di rabbia o frustrazione che potremmo avvertire sentendo loro parole, che in realtà rappresentano quasi sempre un campanello delle nostre emozioni più profonde: delusione, senso di colpa, tristezza, imbarazzo, vergogna. Queste emozioni a volte ci sorprendono e rispondiamo in modo impulsivo.Esploro poi in che modo possiamo cambiare prospettiva: i nostri figli non sono ingrati, stanno facendo i conti con emozioni che anche noi fatichiamo a gestire. E quando riusciamo a riconoscerci in ciò che provano diventa più semplice rispondere con empatia invece che con giudizio. Vi racconto anche come questa scelta, ripetuta nel tempo, diventa un vero esercizio di educazione a lungo termine (e in particolare, di costruzione della loro autostima): mostra ai nostri figli che ogni emozione può esistere, che non devono cambiarla per essere amati e che noi siamo un porto sicuro anche quando fanno fatica. Questo è proprio il modo attraverso cui possiamo aiutarlǝ ad accendere la fiducia in sé.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
What's on your mind? Let CX Passport know...Curiosity from the lab. Creativity from marketing. Transformation across a global pharma giant. Trina Di Giusto brings a scientist's discipline and a storyteller's instinct to CX. She explains how decentralized teams can still create harmony, why AI is tempting but rarely the fix, and what it takes for change to stick in a complex organization.5 Insights From This Episode • Scientific thinking becomes a CX advantage… methodical meets imaginative • Pharma customers span patients, providers, payers, and regulators • Delegation without orchestration leads to fragmentation • AI only works when the underlying process is healthy • Real change lasts when vision, skills, incentives, resources, and action alignCHAPTERS 00:00 Meet Trina from Basel 01:27 When science meets storytelling 03:47 Logic in a creative world 05:50 Blurring science and marketing 08:29 Defining CX in pharma 11:18 Delegation versus orchestration 13:57 First Class Lounge 18:01 Why tech is not the fix 22:51 What change management really requires 25:56 Lessons across six transformation cycles 28:06 Final takeaways and how to reach TrinaGuest Links LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/trinadigiusto/Listen, Watch, Newsletter Listen: https://www.cxpassport.com Watch: https://www.youtube.com/@cxpassport Newsletter: https://cxpassport.kit.com/signupI'm Rick Denton and I believe the best meals are served outside and require a passport.Disclaimer: This podcast is for informational and entertainment purposes only. The views and opinions expressed are those of the hosts and guests and should not be taken as legal, financial, or professional advice. Always consult with a qualified attorney, financial advisor, or other professional regarding your specific situation. The opinions expressed by guests are solely theirs and do not necessarily represent the views or positions of the host(s).
Sei nel POSTO/LAVORO/RAPPORTO...Giusto?!?
First impressions happen fast—and they stick. In this episode of Behind The Numbers With Dave Bookbinder, Dave talks with Sylvie DiGiusto, international keynote speaker and author of The Image of Leadership, about how leaders can shape powerful first impressions and build lasting influence. Sylvie breaks down her A-B-C-D-E framework—Appearance, Behavior, Communication, Digital footprint, and Environment—and explains how each element contributes to your executive presence. She also shares how she's using 3D immersive holographic technology to deliver presentations that leave a lasting impact. You'll hear practical strategies for: Understanding how unconscious bias affects first impressions Elevating your executive presence both online and offline Projecting confidence authentically, even if you're an introvert Bouncing back from a poor first impression Choosing a single “anchor word” that defines your personal brand Key takeaway: Be intentional about how you show up, prove your authenticity through consistent actions, and leverage what makes you unique. To see Sylvie's holographic presentations and learn more about her work, check her out online. Subscribe to Behind The Numbers With Dave Bookbinder on your favorite podcast platform so you never miss an episode. If you enjoyed this conversation, please share it with your network and leave a review—it helps more business owners and advisors discover the show! About Our Guest: International keynote speaker Sylvie di Giusto, CSP, brings decades of corporate expertise from Europe to every presentation.As a management consultant for Fortune 100 companies, the former head of a management academy and innovation hub,and Chief of Staff for the Human Resources Officer at Europe's largest retail and tourism group, Sylvie implemented online and in-person training programs, pioneered cutting-edge leadership development initiatives, and led group-wide human resources strategies. With two decades of working at the crossroads of business operations, strategy, and performance, She is the author of more than a dozen books, including The Image of Leadership and Discover Your Fair Advantage, as well asthe creator of the online learning lab How You Impress.By leveraging her five cornerstones of intentional decision-making—visual, behavioral, verbal, digital, and social intelligence—Sylvie transforms her audiences' decision-making skills, empowering them to excel as leaders, drive sales success, and enhance their organization's brand reputation. Whether through her signature interactive keynotes or her groundbreaking 3D holographic flagship presentations, Sylvie combines research-driven insights, captivating storytelling, and cutting-edge technology to take audiences on a thought-provoking journey through the brain and mind—from the unconscious to theconscious—and ultimately to the heights of personal, professional, and organizational success. Website: www.sylviedigiusto.com About the Host: Dave Bookbinder is known as an expert in business valuation and he is the person that business owners and entrepreneurs reach out to when they need to know what their most important assets are worth. Known as a collaborative adviser, Dave has served thousands of client companies of all sizes and industries. Dave is the author of two #1 best-selling books about the impact of human capital (PEOPLE!) on the valuation of a business enterprise called The NEW ROI: Return On Individuals & The NEW ROI: Going Behind The Numbers. He's on a mission to change the conversation about how the accounting world recognizes the value of people's contributions to a business enterprise, and to quantify what every CEO on the planet claims: “Our people are this company's most valuable asset.” Dave's book, A Valuation Toolbox for Business Owners and Their Advisors: Things Every Business Owner Should Know, was recognized as a top new release in Business and Valuation and is designed to provide practical insights and tools to help understand what really drives business value, how to prepare for an exit, and just make better decisions. He's also the host of the highly rated Behind The Numbers With Dave Bookbinder business podcast which is enjoyed in more than 100 countries.
Envíame un mensajeHoy nos acompaña Horacio Giusto para hablarnos del nuestro Raising Hope on Climate Change que se esta llevando a cabo en RomaSupport the show YouTube Facebook Telegram Instagram Tik Tok Twitter