POPULARITY
Tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, la bicicletta fu il simbolo più popolare della modernità. Permise a milioni di operai, contadini e artigiani di spostarsi più rapidamente, allargare il proprio orizzonte e conquistare una libertà fino ad allora impensabile. Così nacque il ciclismo e il grande racconto epico dell'Italia popolare. La rivalità tra Gino Bartali e Fausto Coppi incendiò le passioni dell'Italia uscita a pezzi dalla guerra. Diversi per carattere, stile e immagine pubblica, finirono presto per rappresentare qualcosa che andava oltre lo sport. Bartali, cattolico praticante e iscritto all'Azione Cattolica, divenne il simbolo di un'Italia legata alla tradizione. Coppi, innovatore e protagonista di una vita privata che sfidava le convenzioni del tempo, apparve invece come l'emblema di un Paese che guardava al futuro. Erano gli anni della Guerra fredda, quando il mondo era diviso in due blocchi contrapposti e anche gli italiani erano chiamati quotidianamente a scegliere da che parte stare. Stati Uniti e Unione Sovietica, Democrazia cristiana e Partito comunista, Don Camillo e Peppone... In quel clima perfino il ciclismo finì per diventare una metafora della grande divisione del Novecento. Così Bartali e Coppi vennero trasformati, quasi loro malgrado, nei protagonisti italiani di quella contrapposizione. La leggenda del Bartali cattolico e del Coppi comunista era in gran parte una semplificazione, ma milioni di italiani si riconobbero nell'uno o nell'altro come se scegliessero una parte del Paese. La nuova puntata dell'«Ombelico di un mondo» racconta come due corridori siano diventati il simbolo su due ruote di un mondo diviso. Sullo sfondo scorrono la fotografia della borraccia al Tour del 1952, il mito della vittoria di Bartali dopo l'attentato a Togliatti, la vicenda della Dama Bianca e la morte prematura di Coppi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it Nemmeno tre settimane dopo la nascita della Repubblica Italiana attraverso il referendum, il nuovo Stato emana una normativa destinata a far discutere. Il Guardasigilli Palmiro Togliatti, che di lì a poco cederà il posto di ministro, firma una amnistia completata da indulto tesa a ridurre gli effetti penali delle condanne e dei provvedimenti istruttori in corso per migliaia di ex fascisti, collaborazionisti e persino di partigiani che si erano vendicati delle violenze del regime e della RSI. Il provvedimento normativo bypassa la necessità di una "Norimberga italiana" e reimmette in servizio funzionari, magistrati, poliziotti, militari precedentemente collusi col fascismo. Tra volontà di riappacificazione nazionale ed errori commessi, oggi analizziamo la storia di una amnistia che continua a far discutere.
"Il vestito di mia madre" di Sara Rattaro e "L'altro Garibaldi" di Virman CusenzaTeresa Mattei è stata una delle 21 donne che hanno contribuito a scrivere la Costituzione italiana fra il 1946 e il 1947 (gli altri 556 erano uomini). Era la più giovane della Costituente, aveva 25 anni, ma già un passato ricco di impegno e di lotta antifascista. Cresciuta in una famiglia numerosa, tutta impegnata contro il fascismo, Teresa Mattei divenne staffetta partigiana e si unì poi ai Gap, i gruppi di azione patriottica creati dal Partito Comunista, operativi con azioni e attentati fra il '43 e il '45. Una donna coraggiosa, che ha pagato pesantemente le sue scelte e che si è sempre battuta per la libertà, anche quando criticò Togliatti e lasciò il Partito Comunista per le sue posizioni su Stalin, considerando dunque quel partito una gabbia che impediva l'affermazione della sua libertà. La sua storia viene ricostruita nel romanzo "Il vestito di mia madre" scritto da Sara Rattaro (Piemme). Un romanzo che inevitabilmente intreccia fatti reali e storici con una parte di fantasia: dove non ci sono i documenti, la scrittrice ha dovuto ipotizzare situazioni ed emozioni.Nella seconda parte parliamo di un libro che fornisce uno sguardo inedito su un altro personaggio storico, Garibaldi, visto non come l'eroe dei due mondi, ma come un uomo che sceglie l'isola di Caprera come laboratorio agricolo, politico e umano. "L'altro Garibaldi - I diari di Caprera" scritto da Virman Cusenza (Mondadori) racconta cosa fa Giuseppe Garibaldi quando non combatte. L'autore parte dai diari agricoli, documenti poco noti, potenzialmente anche noiosi perché riportano tutti dettagli molto precisi sulle cure dei campi, per svelare un Garibaldi contadino, allevatore e imprenditore agricolo. A Caprera crea un'azienda agricola: importa macchinari d'avanguardia, costruisce un mulino innovativo, impianta viti. Uno sguardo sull'uomo, sull'imprenditore agricolo, che nella sua tenuta amava sperimentare e innovare. Una biografia narrativa, potremmo definirla, un racconto intimo sul Garibaldi privato.
Per molti italiani, la vita pubblica di Licio Gelli inizia nel marzo del 1981 quando le perquisizioni della Guardia di Finanza scoperchiano il vaso della P2. Ma chi era davvero Gelli prima di diventare il burattinaio più celebre nella storia della Repubblica? L'infanzia turbolenta a Pistoia, l'espulsione da scuola, l'avventura da legionario in Spagna (dove muore il fratello maggiore), il ritorno da eroe e il perdono del regime, l'ingresso nel GUF, gli incarichi bellici, il doppio gioco con i partigiani, il controverso episodio delle Ville Sbertoli, l'amnistia Togliatti, il lavoro da portaborse per l'onorevole DC Romolo Diecidue, l'incarico alla Permaflex, l'incontro con Giulio Andreotti e Giordano Gamberini: tutto ciò rappresenta il lungo prologo della vita dell'uomo più temuto, custode di mille misteri.
Raccontare la biografia di uno scrittore o di un poeta, intrecciandola alla propria vita e soprattutto alle emozioni che quelle letture hanno suscitato, è diventata la caratteristica di Paolo Nori. Era già successo con Dostoevskij in "Sanguina ancora" e poi con la poeta Anna Achamatova in "Vi avverto che vivo per l'ultima volta". Accade ora con il poeta Raffaello Baldini nel romanzo "Chiudo la porta e urlo" (Mondadori). L'opera di Baldini, poeta che scriveva nel dialetto di Santarcangelo di Romagna e poi traduceva lui stesso in italiano, emerge attraverso la vita e le riflessioni di Paolo Nori. Ci sono come sempre Togliatti, ossia la madre di sua figlia soprannominata Battaglia, c'è la nonna Carmela, c'è il ricordo delle due volte in cui Nori ha rischiato di morire, c'è la passione per la lingua e la letteratura russa e ci sono le riflessioni esistenziali in alcuni casi suscitate proprio dalle poesie di Raffaello Baldini.
Matteo Speroni"Mussolini deve morire"Gigi SperoniDicembre 1944 quando Giovanni Pesce tentò di uccidere il ducePrefazione di Antonio ScuratiPostfazione di Matteo SperoniMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itDicembre 1944. Milano è una città piegata dai bombardamenti, avvolta dal gelo di un inverno spietato, affamata di pane e di speranza. Il fascismo, ormai agli sgoccioli, si arrocca nell'illusione di un ultimo colpo di coda capace di ribaltare le sorti di un conflitto già deciso. In questo scenario, Mussolini, ormai commissariato dai nazisti, compie un gesto disperato: lascia il rifugio sicuro sul lago di Garda e torna nel cuore della città. La sua apparizione al teatro Lirico, tra una folla sorpresa e smarrita, ha il sapore di un'ultima, vana messinscena. Ma la storia ha già scritto il finale. Il suo colpo di teatro è solo l'ultimo atto prima della fine. Pochi mesi dopo, Hitler si suiciderà nel bunker di Berlino e lui sarà catturato e fucilato a Dongo, nell'aprile del 1945. Eppure, il destino avrebbe potuto prendere un'altra piega. Giovanni Pesce, nome di battaglia “Visone”, comandante dei Gruppi di Azione Patriottica, aveva progettato di colpirlo proprio a Milano, in quei giorni d'inverno. E cosa sarebbe successo se l'attentato fosse riuscito? Questa è la cronaca di un'azione mai compiuta, immersa nel contesto feroce e lacerato in cui maturò: un mondo di spie, doppiogiochisti e traditori, ma anche di uomini e donne pronti a morire per un ideale.Gigi Speroni, scrittore e giornalista, ha fatto parte delle redazioni de “La Notte” e del “Corriere della Sera”. È stato direttore dei programmi Rizzoli Tv, capo ufficio stampa di Rizzoli Libri, direttore dei servizi giornalistici e delle relazioni esterne di EuroTv, coautore con Enzo Tortora (“Portobello” e “Giallo” per Rai2), consulente della Radiotelevisione Svizzera Italiana. Nel 2004 ha ricevuto l'Ambrogino d'Oro. Tra le sue pubblicazioni: L'attentato a Togliatti (2022); Il duca degli Abruzzi (2015); L'onorevole ricatto (2006).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Claudio Caprara"Fischiava il vento"Una storia sentimentale del comunismo italianoBompiani Editorewww.bompiani.itPassaggi Festival, FanoMer 25 Giugno 2025 – Orario: 18:15 - 19:15 – Luogo: Fano – Piazza MarcoliniCLAUDIO CAPRARA, “Fischiava il vento. Una storia sentimentale del comunismo italiano” (Bompiani, 2025)Conversa con Marino Sinibaldi (Saggista), Nando dalla Chiesa (Sociologo, Presidente Com. Scientifico Passaggi)“Senza un istante di sosta per guardare dentro di sé, tutta presa dal combattimento senza nulla di personale”: così nell'estate del 1946 Palmiro Togliatti descrive la propria vita a Nilde Iotti, il cui amore gli ha restituito il desiderio di tenere qualcosa per sé, salvandolo dalla dedizione assoluta al partito. Quella di Togliatti e Iotti è solo una delle tante vicende di una straordinaria storia collettiva che ha segnato il nostro Novecento: quella del Pci e dei suoi militanti. Il comunismo italiano è stato un'esperienza unica, capace di interpretare gli aspetti più autentici e carichi di speranza rivoluzionaria della sua ideologia fondativa senza doverne sperimentare le tragiche degenerazioni. Una causa a cui una moltitudine di donne e uomini si è votata con passione assoluta. Dalle origini, quando socialismo, comunismo e fascismo per un fatale istante si sfiorano, alle figure più e meno note di Antonio Gramsci e Anselmo e Andrea Marabini, Nicola Bombacci e Veraldo Vespignani; dal biennio rosso del 1919-20 e la nascita del Partito comunista d'Italia nel 1921 fino alla morte di Berlinguer nel 1984. E ancora: la scuola delle Frattocchie e le feste dell'Unità, gli amori e i tradimenti, la propaganda e i funerali. Claudio Caprara – nato in una sezione di partito nella rossa Imola – evoca in queste pagine i luoghi, i miti, i riti che hanno reso quella del comunismo italiano una stagione irripetibile e ci regala un viaggio per istantanee nella storia di un partito che ha lasciato un'impronta profonda nella vita del nostro paese.Claudio Caprara è nato il 21 gennaio (la stessa data della fondazione del PCI) quarant'anni prima del 2000, in una sezione del Partito comunista italiano. Ha lavorato per la FGCI (Federazione giovanile comunista italiana) a livello locale, regionale e nazionale. Ha diretto un settimanale a Imola e ne ha fondato un altro a Faenza. Ha collaborato con Massimo D'Alema in via delle Botteghe Oscure e a Palazzo Chigi. In seguito si è occupato del primo motore di ricerca italiano, poi di televisione. Ama fare fotografie. Dal 2004 è membro del cda di Cinemovel Foundation, un'organizzazione che porta il cinema nelle zone dove non c'è più o dove non è mai arrivato. Nel 2009 ha lavorato con Luca Sofri alla costituzione della società Il Post srl e, dal 2010, ne è consigliere di amministrazione.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Alla fine della Seconda guerra mondiale, l'Europa fu attraversata da un'ondata di violenze e omicidi illegali. L'intensità e le modalità variarono da paese a paese, ma ovunque lasciarono un segno profondo. In Italia si contarono circa 8.000 vittime, anche se una stima precisa è difficile da fare. Nelle prime settimane dopo la Liberazione regnava l'incertezza: il PCI non aveva ancora una linea chiara su come affrontare le tante esecuzioni sommarie che si moltiplicavano. Ma non furono solo i comunisti a farsi giustizia da soli: anche i socialisti e i partigiani di Giustizia e Libertà furono coinvolti in queste dinamiche. L'amnistia voluta dal ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti, coprì molti reati politici commessi fino al 31 luglio 1945, e segnò un tentativo di pacificazione nazionale e di mettere fine alle vendette e agli episodi di violenza illegale. Tuttavia, il clima restò teso a lungo. Dopo l'attentato a Togliatti del 14 luglio 1948, iniziò una repressione sistematica contro chi aveva fatto parte della Resistenza: presero il via i grandi processi contro i partigiani e si aprì una lunga stagione di epurazioni nelle fabbriche e arresti dei militanti comunisti con un tentativo di mettere fuori legge il PCI. Quando si parla degli omicidi avvenuti in Italia dopo il 25 aprile 1945, si usa spesso – per convenzione – l'espressione “Triangolo della morte” o “Triangolo rosso” per indicare quanto accadde nelle province di Reggio Emilia, Modena e Bologna. Non perché tutto si sia limitato a quelle zone, ma perché è lì che si concentrarono i casi più controversi e meglio documentati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Alla fine della Seconda guerra mondiale, l'Europa fu attraversata da un'ondata di violenze e omicidi illegali. L'intensità e le modalità variarono da paese a paese, ma ovunque lasciarono un segno profondo. In Italia si contarono circa 8.000 vittime, anche se una stima precisa è difficile da fare. Nelle prime settimane dopo la Liberazione regnava l'incertezza: il PCI non aveva ancora una linea chiara su come affrontare le tante esecuzioni sommarie che si moltiplicavano. Ma non furono solo i comunisti a farsi giustizia da soli: anche i socialisti e i partigiani di Giustizia e Libertà furono coinvolti in queste dinamiche. L'amnistia voluta dal ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti, coprì molti reati politici commessi fino al 31 luglio 1945, e segnò un tentativo di pacificazione nazionale e di mettere fine alle vendette e agli episodi di violenza illegale. Tuttavia, il clima restò teso a lungo. Dopo l'attentato a Togliatti del 14 luglio 1948, iniziò una repressione sistematica contro chi aveva fatto parte della Resistenza: presero il via i grandi processi contro i partigiani e si aprì una lunga stagione di epurazioni nelle fabbriche e arresti dei militanti comunisti con un tentativo di mettere fuori legge il PCI. Quando si parla degli omicidi avvenuti in Italia dopo il 25 aprile 1945, si usa spesso – per convenzione – l'espressione “Triangolo della morte” o “Triangolo rosso” per indicare quanto accadde nelle province di Reggio Emilia, Modena e Bologna. Non perché tutto si sia limitato a quelle zone, ma perché è lì che si concentrarono i casi più controversi e meglio documentati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. "Circo Massimo - Lo spettacolo della politica" lo puoi ascoltare sull'app di One Podcast, sull'app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Le vicende dal 1943 al 1948 che hanno traghettato l'Italia dalla dittatura fascista alla democrazia portando infine alla nascita della repubblica.
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. “Circo Massimo - Lo spettacolo della politica“ lo puoi ascoltare sull’app di One Podcast, sull’app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La rassegna stampa di oggi, mercoledì 5 marzo 2025, è a cura di Miriam Aly.Servirebbero 95mila entro il 2035 per evitare il tracollo della crisi abitativa verso le fasce più deboli. Giubileo: parliamo di affitti brevi e delle case che sempre di più mancano, su RomaToday. Su Fanpage.it, la storia del consultorio in protesta alla Garbatella.Tanti i titoli sulle testate romane: alcuni approfondimenti, dall'occupazione al Liceo Virgilio al nuovo regolamento per i ristoranti. Sul Tempo di oggi, tra mobilità e green: non arrivano i nuovi bus, ma iniziano i lavori per la nuova Tramvia che attraverserà la Togliatti.Poi, nuovi licenziamenti dalla discarica di Malagrotta per mancanza di fondi.Foto di Luca Dammicco.Sveja è un progetto sostenuto da Periferiacapitale, il programma per Roma della Fondazione Charlemagne.Questo e tanto altro sul nostro sito: www.sveja.it
Nello speciale di oggi Alessandro Capriccioli parte dalla drammatica situazione delle carceri, e dall'appello lanciato per chiedere un'amnistia che possa deflazionare il sistema, per riflettere sulla storia dei provvedimenti di clemenza nel nostro paese, dall'amnistia Togliatti del 1946 all'ultimo indulto del 2006, con i contributi di Luigi Manconi e Stefano Anastasia.Sveja è un progetto indipendente sostenuto da Periferiacapitale, il programma per Roma della fondazione Charlemagne.
Dopo un'ottobrata infinita, Roma si prepara finalmente al freddo e al Giubileo, tra luminarie natalizie e l'immancabile ritorno di Spelacchio. Il Sindaco Gualtieri celebra il suo terzo Rapporto alla città in perfetto stile "Oscar del Campidoglio": cantieri chiusi, promesse aperte e un pizzico di Amadeus.In questa puntata, vi raccontiamo l'evento più autocelebrativo della Capitale insieme ad alcuni amici e chiacchieriamo del restauro della Fontana di Trevi (con passerella della discordia inclusa), del nuovo tram sulla Togliatti e ovviamente del caos dei cantieri del Giubileo.Contributi audio nella puntata di Roberto Tomassi (Diario Romano), Emiliano Pretto (Agenzia Dire e Repubblica) e Carlo Tortorelli (Odissea Quotidiana). FONTI• Report, puntata “Ora et labora” del 24 novembre 2024 (Raiplay)• 3° Rapporto alla città del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri (Pagina facebook di Gualtieri)• Video sullo Street Control e sul tram Togliatti (pagine social di Gualtieri)• Biascica “Apri tutto” dalla serie Boris (canale youtube di Simone Marzolino)
ROMA (ITALPRESS) - “È una grande giornata, perché parte un cantiere importantissimo” esordisce così il Sindaco Roberto Gualtieri a margine dell'inaugurazione del nuovo cantiere sulla Via Palmiro Togliatti dove si realizzerà “La prima tramvia a Roma dopo tantissimi anni" che finanziata con il Pnrr “collegherà tre municipi da Ponte Mammolo a Subaugusta. Sarà una linea modernissima che ridurrà traffico e inquinamento e potenzierà il trasporto pubblico di Roma. Il cantiere si concluderà nel 2026”.xl5/pc/gsl
ROMA (ITALPRESS) - “È una grande giornata, perché parte un cantiere importantissimo” esordisce così il Sindaco Roberto Gualtieri a margine dell'inaugurazione del nuovo cantiere sulla Via Palmiro Togliatti dove si realizzerà “La prima tramvia a Roma dopo tantissimi anni" che finanziata con il Pnrr “collegherà tre municipi da Ponte Mammolo a Subaugusta. Sarà una linea modernissima che ridurrà traffico e inquinamento e potenzierà il trasporto pubblico di Roma. Il cantiere si concluderà nel 2026”.xl5/pc/gsl
Sin dalla nascita della Repubblica, e anche da prima, le amanti e gli amanti hanno avuto un ruolo, a volte secondario a volte centrale, ma la questione è come sempre come si esercita il proprio ruolo e non con chi si decide di avere una relazione.
L’INTERVISTA“Il costruttore. Le cinque lezioni di De Gasperi ai politici d’oggi” (Mondadori, 204 p., € 19,00)RECENSIONI“Ombre. La verità sui casi De Gasperi e Togliatti”, di Enrico Mannucci (Neri Pozza, 318 pp., € 20,00)“L’ultimo dei politici, perché con Joe Biden finisce un’epoca” di Franklin Foer, trad. di Paolo Lucca (Longanesi 448 pp., € 24,00) “Le nostre verità” di Kamala Harris, trad. di Giovanni Agnoloni (La nave di Teseo, 378 pp. ill., € 20,00)“Elegia americana”, di James David Vance (Garzanti 255 pp., € 18,00)“Hard rain falling” di Don Carpenter (Edizioni clichy, 448 pp., € 22,00)“Vita tra i giganti” di Bill Roorbach, trad. di Nicola Mannuppelli (Mattioli 1885, 432 pp., € 21,00)IL CONFETTINO“Il bambino e il pesce” di Max Velthuijs (Edizioni EL, 40 pp. ill., € 14,50)
Riccardo Nencini"Muoio per te"Mondadori Editorewww.mondadori.itL'amore è come la guerra, trova sempre un modo per uccidere. Che sia l'amore sentimentale, o l'amore per un'idea capace di smuovere passioni così radicali da far precipitare in un abisso oppure al centro della vita.Il 10 giugno 2024 cadono i cento anni dal delitto Matteotti: celebriamo il coraggio di un uomo politico unico, il primo vero nemico di Mussolini, con un romanzo che lo vede protagonista insieme alla moglie Velia e ad altre celebri coppie della politica di quegli anni tormentati e cruciali.È Velia, l'amatissima moglie, a rendere invulnerabile l'intransigenza morale di Giacomo Matteotti quando gli scrive: “Non ti è più concessa nessuna viltà, dovesse costarti la vita”. Una vita d'inferno, un amore sconfinato. Una vedova bianca che non condivide con lui la passione politica e tuttavia resta al suo fianco.Un altro grande di quegli anni, Antonio Gramsci, soffre per la lontananza da Giulia Schucht, che aspetta un figlio da lui. Antonio è a Roma, Giulia a Mosca.Anna Kuliscioff e Filippo Turati si scambiano consigli, idee, suggestioni sul dramma scatenato dall'assassinio di Matteotti, a seguito del quale la storia si inerpica lungo crinali imprevisti. Finalmente le opposizioni al fascismo condividono un percorso comune, il regime vacilla, tra giugno e dicembre Mussolini rischia davvero di cadere. E si affida al telefono per confessare le sue paure a Margherita Sarfatti. È solo, il volto di un pallore che acceca, per la prima volta nella sua vita sbanda, sbatte la testa come un metronomo sulla poltrona nell'ombra al piano nobile di palazzo Chigi. Non sa che è intercettato.Le donne che furono accanto ai protagonisti della storia che ha cambiato l'Italia sono state cancellate, dimenticate, eppure condivisero coi loro uomini una stagione drammatica. Soffrirono, amarono, suggerirono soluzioni, crebbero i figli. Quattro uomini, quattro donne, e poi Amendola, De Gasperi, Nenni, Einaudi, Gobetti, Rosselli, Togliatti. L'Italia fascista dei nonni, l'Italia repubblicana dei padri. L'Italia che ha disegnato anche il nostro carattere. Uomini e donne in carne e ossa che scelsero di stare fuori dal coro ripudiando facili strade in pianura pur sapendo di mettere a rischio la vita.Riccardo Nencini è nato a Barberino di Mugello nel 1959. È autore di diversi saggi e romanzi tra cui Il giallo e il rosa (Giunti, 1998, premio Selezione Bancarella Sport), L'imperfetto assoluto (Mauro Pagliai Editore, 2009, finalista al premio Acqui Storia), Il fuoco dentro. Oriana e Firenze (Mauro Pagliai Editore, 2016), Dopo l'apocalisse. Ipotesi per una rinascita (con Franco Cardini, La Vela, 2020). Il romanzo Solo è uscito con Mondadori nel 2021. È il presidente del Gabinetto Vieusseux.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=705E' MORTO IL SEGRETARIO DI PALMIRO TOGLIATTI di Massimo CapraraEsiste solo qualche parola, o forse nessuna, come la parola ideologia che abbia dominato, anzi oppresso, il nostro tempo: il secolo appena passato "delle idee assassine". Di esse non vi parlo come uno storico di professione, perché tale non sono. Vi parlo della concretezza, del mio vissuto, vi reco una testimonianza che alimenta e nutre una riflessione critica. Non è quindi la Storia, ma la mia storia: la storia di un ideale che degenera in ideologia, di come un ideale si trasforma, si corrompe, si separa dall'esperienza e diviene un sistema dogmatico, una corazza di false verità totalizzanti e assolute.IDEOLOGIA, NON SUCCEDE MAI NIENTE DI IMPREVISTOIn questo senso, ideologia è contrario della realtà, contrario del Vero, suo pregiudizio, sua contrapposizione, suo non pensare. Nell'ideologia ogni passaggio è scontato. Essa è incurante dell'evidenza, è tempo senza tempo, incapacità di cercare il Vero, di riconoscerlo, di volerlo, di amarlo, ma capace solo di esecrarlo e negarlo. In uno dei maggiori suoi teorici, l'ideologia è «potere di una classe organizzata per opprimerne un'altra». Così Karl Marx nei Manoscritti economici - filosofici del 1844 e nell'Ideologia tedesca del 1846, descrive l'intrinseca violenza, prevedibile e prevista, che è la sostanza dell'ideologia. [...]Se parlo con durezza, con ostinazione e contrarietà, se parlo così di Ideologia non è certo per metafisica accademica. Parlo della mia vita. Ho vissuto per oltre 25 anni all'interno di una Ideologia, in una delle sue versioni più drammatiche, attivistiche, dottrinarie. Dal 1948 al 1968 ho fatto parte del Partito comunista italiano, del suo massimo pensatoio e dirigenza ossia della Nomenklatura comunista, nella sua confessione togliattiana. Sono stato membro del suo Comitato centrale, Sindaco di Portici, Deputato alla Camera per vent'anni. In quella ideologia ho militato con convinzione, allora con calore e ardore. Ho visto da vicino, ogni giorno, il volto e la maschera di una cultura e di una Ideologia autoritaria e costrittiva, che non può essere obliterata e che lascia un segno di memoria e di trauma. Ho vissuto il male dell'Ideologia sino in fondo. Ma proprio dal fondo dell'errore, ho ricevuto una spinta, un recupero, un desiderio del bene e della Verità, ho sentito, se così posso dire, il profumo della Bellezza.Di questo passato, io non mi assolvo. Ne vedo gli errori, le responsabilità personali e collettive, ne porto il peso materiale e morale. Non mi assolvo, ma neppure mi fustigo sterilmente. Di tutti i diritti di cui disponiamo, io non posso avere il diritto di tacere. Scrivo libri, ragiono, discuto, mi confronto per capire e giudicare, per suggerire i temi di un dialogo liberatorio, necessario e durevole.UN PASSATO FALLITO. E CHE MINACCIA IL PRESENTEPerché l'ideologia, in particolare e soprattutto quella comunista, è contraria alla Verità? Lo è per l'egualitarismo che contraddice e sopprime la libertà personale. Lo è per il totalitarismo che concentra in pochi il destino di molti. Ne vincola l'intera vita sociale, stermina il dissenso e lo reprime come inammissibile e imperdonabile. Lo è in quanto derivazione perversa e contraddittoria dal settecentesco Secolo dei Lumi. L'ideologia comunista comincia con il finto amore per l'Uomo, ma esso, nell'intelletto e nella pratica, finisce con l'orrore della vita. Io ho vissuto nel Partito impraticabili, estranianti ideali, io ho vissuto l'ideologia dell'avversione all'uomo. Mi sforzo di indurre gli altri a fare i conti con un passato che è praticamente fallito, ma non è morto. Mi batto perché esso non venga rimosso senza essere stato affrontato criticamente e senza una contestazione civile, ma implacabile. Parlo perché altri non cadano nell'errore mio e di una intera generazione. La mia rottura con l'Ideologia è stata difficile, forse lenta, sicuramente sofferta. Lottare contro l'ideologia è lottare contro la solitudine, la violenza, l'inganno. Significa prepararsi a cogliere il vero Ideale della Bellezza: la presenza irresistibile di Dio.
Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.Gianni Oliva"45 milioni di antifascisti"Il voltafaccia di una nazione che non ha fatto i conti con il ventennioMondadori Editorewww.mondadori.it«In Italia sino al 25 luglio c'erano 45 milioni di fascisti; dal giorno dopo, 45 milioni di antifascisti. Ma non mi risulta che l'Italia abbia 90 milioni di abitanti»: la frase attribuita a Winston Churchill fotografa con la forza del sarcasmo la condizione di un paese che nel 1940 è entrato in guerra inneggiando all'aggressività fascista e tre anni dopo se ne è prontamente dimenticato.Dopo la Conferenza di Pace di Parigi del 1946, tutte le responsabilità della disfatta vengono infatti attribuite esclusivamente a Mussolini, ai gerarchi e a Vittorio Emanuele III. Una volta eliminati i primi a Dongo e in piazzale Loreto ed esautorata la monarchia con il referendum del 2 giugno, l'Italia può riacquistare la sua presunta integrità politica e morale usando la Resistenza, opera di una minoranza, come alibi per assolversi dalle responsabilità del Ventennio.Quando i perdenti salgono sul carro dei vincitori la memoria storica viene spazzata via e ha inizio una nuova stagione. Per eliminare una classe dirigente bisogna però averne un'altra a disposizione: come defascistizzare tutto e tutti se in quegli anni pressoché tutto e tutti erano stati fascisti?La rottura con il passato si rivela così un brusco e disarmante riciclo senza pudore di uomini, di strutture e di apparati: come nel caso eclatante di Gaetano Azzariti che, da presidente del Tribunale della Razza, massimo organismo dell'aberrazione razziale, diventa vent'anni dopo presidente della Corte costituzionale, massimo organismo di garanzia della democrazia, senza che nessuno gli abbia chiesto di ritrattare, né il monarchico Badoglio, né il comunista Togliatti, né il democristiano Gronchi.Gianni Oliva ci costringe, ancora una volta, a guardare alla storia con onestà, facendo luce su quanto i «conti non fatti sul passato» pesino ancora sul presente.Gianni Oliva, docente di Storia delle istituzioni militari, ha dedicato molti studi al periodo 1940-45. Da Mondadori ha pubblicato, tra gli altri, I vinti e i liberati, Foibe, «Si ammazza troppo poco», Soldati e ufficiali, Il tesoro dei vinti, Gli ultimi giorni della Monarchia, La guerra fascista, La bella morte, Il purgatorio dei vinti. È presidente del conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.it
Le recenti manifestazioni pubbliche di gruppi che si ispirano direttamente al ventennio fascista dividono la politica tra richieste di scioglimento di Forza Nuova e Casapound, misure di rigore e imbarazzanti silenzi. Prima i saluti romani alla commemorazione dell'assassinio di tre missini in via Acca Larentia il 7 gennaio 1978. Poi ancora i saluti romani alla manifestazione in memoria di Alberto Giaquinto, ucciso il 10 gennaio 1979. Infine la gazzarra avvenuta prima del derby Lazio-Roma, quando un gruppo di tifosi biancocelesti a Ponte Milvio ha anche intonato un canto ungherese degli anni '50 contro la dittatura sovietica. La segretaria del Pd Elly Schlein alla Camera chiede al ministro Matteo Piantedosi di punire chi esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo. Anpi presenta una denuncia nei confronti dei partecipanti all'adunata di Acca Larentia e la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche italiane, Noemi Di Segni, parla di nostalgia pericolosa. Risponde il responsabile del Viminale: eravate al Governo, perchè non lo avete mai fatto? In Fratelli d'Italia l'imbarazzo è evidente e si misura nel silenzio della premier Giorgia Meloni impegnata ad aprire la presidenza del G7, nei distinguo di Tommaso Foti e di Giovanni Donzelli, nella richiesta del presidente del Senato Ignazio La Russa che i saluti romani non vengano sanzionati, ma anche dalla condanna del ministro Guido Crosetto. Ma il fascisismo in Italia non è tornato, semplicemente non se n'è mai andato. Dalla mancata epurazione del dopoguerra all'amnistia di Togliatti, allo sdoganamento degli eredi del Msi da parte di Silvio Berlusconi, fino a oggi. Più che lo scioglimento dei gruppi, servirebbe l'applicazione dei principi scritti nella nostra Costituzione che si ispira direttamente ai valori dell'antifascismo. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
Le recenti manifestazioni pubbliche di gruppi che si ispirano direttamente al ventennio fascista dividono la politica tra richieste di scioglimento di Forza Nuova e Casapound, misure di rigore e imbarazzanti silenzi. Prima i saluti romani alla commemorazione dell'assassinio di tre missini in via Acca Larentia il 7 gennaio 1978. Poi ancora i saluti romani alla manifestazione in memoria di Alberto Giaquinto, ucciso il 10 gennaio 1979. Infine la gazzarra avvenuta prima del derby Lazio-Roma, quando un gruppo di tifosi biancocelesti a Ponte Milvio ha anche intonato un canto ungherese degli anni '50 contro la dittatura sovietica. La segretaria del Pd Elly Schlein alla Camera chiede al ministro Matteo Piantedosi di punire chi esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo. Anpi presenta una denuncia nei confronti dei partecipanti all'adunata di Acca Larentia e la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche italiane, Noemi Di Segni, parla di nostalgia pericolosa. Risponde il responsabile del Viminale: eravate al Governo, perchè non lo avete mai fatto? In Fratelli d'Italia l'imbarazzo è evidente e si misura nel silenzio della premier Giorgia Meloni impegnata ad aprire la presidenza del G7, nei distinguo di Tommaso Foti e di Giovanni Donzelli, nella richiesta del presidente del Senato Ignazio La Russa che i saluti romani non vengano sanzionati, ma anche dalla condanna del ministro Guido Crosetto. Ma il fascisismo in Italia non è tornato, semplicemente non se n'è mai andato. Dalla mancata epurazione del dopoguerra all'amnistia di Togliatti, allo sdoganamento degli eredi del Msi da parte di Silvio Berlusconi, fino a oggi. Più che lo scioglimento dei gruppi, servirebbe l'applicazione dei principi scritti nella nostra Costituzione che si ispira direttamente ai valori dell'antifascismo. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
Venerdì 5 gennaio 2023 i giornali sono letti da Cecilia Ferrara giornalista free lanceI titoli dei giornali oggi riguardano ancora la situazione di Termini dopo l'aggressione ad una lavoratrice di 51 anni, che per 400 euro si alza tutti i giorni alle 3 di notte per andare a lavorare all'Eur. Ma quello che fa sensazione non è il lavoro sfruttato ma il racconto esotico della stazione di Roma e, su Repubblica, si affida il commento sociologico a Simone Cicalone. Nessuno che intervisti chi Termini la frequenta e l'ascolta come Mama Termini, Sant'Egidio, Casa Famiglia Ludovico Pavoni e molti altri. Per la cronaca si parla anche della presunta intimidazione nei confronti di Don Coluccia il cosiddetto prete anti pusher di San Basilio, che a Tor Bella Monaca aveva un incontro con gli scout. Il Museo della Resistenza di via Tasso è da settembre con il CdA scaduto, il presidente uscente Antonio Parisiella resiste e continua ad aprire al pubblico. L' emergenza Covid affolla i pronto soccorso e i medici suggeriscono di indossare la mascherina.Sulla mobilità tre notizie: lo sciopero dei tassisti contro le nuove regole dell'amminstrazione, aggiudicato l'appalto per la nuova tranvia sulla Togliatti e i cicloattivisti si mettono a ridisegnare le piste ciclabili ormai scolorite. Foto di Miriam Ali Sveja, è un progetto di comunicazione indipendente con il sostegno di Periferiacapitale, il programma per Roma della fondazione Charlemagne
Paolo Caroli's book Transitional Justice in Italy and the Crimes of Fascism and Nazism (Routledge, 2022) presents a comprehensive analysis of the Italian experience of transitional justice examining how the crimes of Fascism and World War II have been dealt with from a comparative perspective. Applying an interdisciplinary and comparative methodology, the book offers a detailed reconstruction of the prosecution of the crimes of Fascism and the Italian Social Republic as well as crimes committed by Nazi soldiers against Italian civilians and those of the Italian army against foreign populations. It also explores the legal qualification and prosecution of the actions of the Resistance. Particular focus is given to the Togliatti amnesty, the major turning point, through comparisons to the wider European post-WWII transitional scenario and other relevant transitional amnesties, allowing consideration of the intense debate on the legitimacy of amnesties under international law. The book evaluates the Italian experience and provides an ideal framework to assess the complexity of the interdependencies between time, historical memory and the use of criminal law. In a historical moment marked by the resurgence of racism, neo-Fascism, falsifications of the past, as well as the desire to amend the faults of the past, the Italian unfinished experience of dealing with the Fascist era can help move the discussion forward. The book will be an essential reading for students, researchers and academics in International Criminal Law, Transitional Justice, History, Memory Studies and Political Science. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices Support our show by becoming a premium member! https://newbooksnetwork.supportingcast.fm/history
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Paolo Caroli's book Transitional Justice in Italy and the Crimes of Fascism and Nazism (Routledge, 2022) presents a comprehensive analysis of the Italian experience of transitional justice examining how the crimes of Fascism and World War II have been dealt with from a comparative perspective. Applying an interdisciplinary and comparative methodology, the book offers a detailed reconstruction of the prosecution of the crimes of Fascism and the Italian Social Republic as well as crimes committed by Nazi soldiers against Italian civilians and those of the Italian army against foreign populations. It also explores the legal qualification and prosecution of the actions of the Resistance. Particular focus is given to the Togliatti amnesty, the major turning point, through comparisons to the wider European post-WWII transitional scenario and other relevant transitional amnesties, allowing consideration of the intense debate on the legitimacy of amnesties under international law. The book evaluates the Italian experience and provides an ideal framework to assess the complexity of the interdependencies between time, historical memory and the use of criminal law. In a historical moment marked by the resurgence of racism, neo-Fascism, falsifications of the past, as well as the desire to amend the faults of the past, the Italian unfinished experience of dealing with the Fascist era can help move the discussion forward. The book will be an essential reading for students, researchers and academics in International Criminal Law, Transitional Justice, History, Memory Studies and Political Science. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'ardore, la grinta, lo spirito di squadra e di sacrificio. Le componenti psicologiche spesso prevalgono su quelle tattiche, e la Salernitana che ha sconfitto la Lazio ne è la prova.
Pietro Secchia era senza dubbio il numero 2 del Partito Comunista Italiano. Il posto di potere se lo era guadagnato in oltre vent'anni di clandestinità, di lavoro nelle riunioni carbonare nelle cantine, nelle case di campagna, facendo politica braccato dalla polizia politica. Era una delle anime del partito: quella rivoluzionaria. Lui sognava la lotta armata e ha lavorato affinché la prospettiva di una rivoluzione vincente nelle piazze fosse la prospettiva di tutto il partito. BIBLIOGRAFIA Massimo Caprara, Quando le botteghe erano oscure Gianni Cervetti, L'oro di Mosca Cesare Catananti, La scomunica ai comunisti. Protagonisti e retroscena nelle carte desecretate del Sant'Offizio Miriam Mafai, L'uomo che sognava la lotta armata. La storia di Pietro Secchia Miriam Mafai, Botteghe oscure, addio: com'eravamo comunisti Giorgio Amendola, Lettere a Milano Giorgio Bocca, Palmiro Togliatti Paolo Spriano, Storia del Partito Comunista italiano. Vol. 1: Gli anni della clandestinità Il Quaderno dell'Attivista, a cura di Marcello Flores d'Arcais Giancarlo Pajetta, Le crisi che ho vissuto Pietro Secchia, La guerriglia in Italia Marco Albeltaro, Le rivoluzioni non cadono dal cielo. Pietro Secchia, una vita di parte Armando Cossutta con Gianni Montesano, Una storia comunista Giulio Seniga, Togliatti e Stalin. Contributo alla storia del Pci con il testo integrale nella stesura autografa di Pietro Secchia del documento che anticipa di tre anni la svolta del Rapporto Kruscev. I documenti pubblicati in questo libro sono gran parte di quelli trafugati durante la fuga di Seniga del luglio del 1954. Giulio Seniga, Credevo nel partito, A cura di Maria Antonietta Serci e Martino Seniga Carlo Feltrinelli, Senior service Giorgio Bocca, Togliatti Vindice Lecis, Il nemico Maurizio Caprara, Lavoro riservato. I cassetti segreti del PCI Franco Giannantoni e Ibio Paolucci, Giovanni Pesce «Visone» un comunista che ha fatto l'Italia Donald Sassoon, Togliatti e il partito di massa. Il PCI dal 1944 al 1964 Concetto Marchesi, Perché sono comunista Santo Peli, Storie di Gap. Terrorismo urbano e Resistenza Stefano Zurlo, Quattro colpi per Togliatti. Antonio Pallante e l'attentato che sconvolse l'Italia Arturo Colombi, Nelle mani del nemico Paolo Spriano, Storia del Partito Comunista Italiano. Vol. 3: I fronti popolari, Stalin, la guerra Paolo Spriano, Storia del Partito Comunista Italiano. Vol. 5: La resistenza, Togliatti e il partito nuovo Pietro Secchia, Il Partito Comunista Italiano E La Guerra Di Liberazione 1943-1945 Alessandro Portelli, L'ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita FILMOGRAFIA Senso è un film di Luchino Visconti uscito nel 1955, interpretato da Alida Valli e Farley Granger, ispirato da un racconto di Camillo Boito. Aiuto regista furono anche Francesco Rosi e Franco Zeffirelli. In questo film qualcuno ha voluto leggere maliziosamente la trasposizione dell'amore tra Pietro Secchia e Giulio Seniga. Il dottor Zivago è un film del 1965 diretto da David Lean, con Omar Sharif, Julie Christie e Geraldine Chaplin. Il film è tratto dal romanzo di Boris Pasternak, pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Feltrinelli. Vinse cinque Golden Globe e cinque Oscar. Alcune scene furono girate all'Hotel Metropol di Mosca. Il Maestro e Margherita è un film realizzato in coproduzione italo-jugoslava del 1972. Interpretato da Ugo Tognazzi è stato diretto da Aleksandar Petrović. Fu ispirato dall'omonimo romanzo di Michail Bulgakov. Per scriverci opinioni o consigli, ricevere la bibliografia, commentare la puntata, avere l'elenco delle canzoni: ombelico@ilpost.it Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Part 3 of our four-part podcast series on the Italian resistance to fascism in conversation with anti-fascist partisans themselves.In this episode, we look at the question of 'the resistance betrayed': the Togliatti amnesty, what happened to fascists and anti-fascists immediately after the war, and how Italy's fascist movement was allowed to rebuild itself.Our podcast is brought to you by our patreon supporters. Our supporters fund our work, and in return get exclusive early access to podcast episodes, ad-free episodes, bonus episodes, free and discounted merchandise and other content. Join us or find out more at patreon.com/workingclasshistoryGet Italian resistance merchAcknowledgementsThanks to our patreon supporters for making this podcast possible. Special thanks to Jazz Hands, Jamison D. Saltsman and Fernando López Ojeda.Edited by Tyler HillEpisode graphic: public domain.Our theme tune is Bella Ciao, thanks for permission to use it from Dischi del Sole. You can purchase it here or stream it here.Show notes, along with sources, photos, further reading, and a transcript on the webpage for this episode: https://workingclasshistory.com/podcast/e77-80-italian-resistance/This show is part of the Spreaker Prime Network, if you are interested in advertising on this podcast, contact us at https://www.spreaker.com/show/5711490/advertisement
durée : 00:19:54 - Journal de 18h - Vladimir Poutine qualifie d' "acte barbare de Kiev" la destruction du barrage de Kakhovka, dans le sud de l'Ukraine. La Russie rend aussi l'Ukraine responsable de l'explosion d'un pipeline reliant la ville russe de Togliatti au port d'Odessa.
durée : 00:19:54 - Journal de 18h - Vladimir Poutine qualifie d' "acte barbare de Kiev" la destruction du barrage de Kakhovka, dans le sud de l'Ukraine. La Russie rend aussi l'Ukraine responsable de l'explosion d'un pipeline reliant la ville russe de Togliatti au port d'Odessa.
Umírněný pragmatik a zároveň kovaný stalinista. Tak hodnotí historik Jan Adamec dlouholetého vůdce italských komunistů Palmira Togliattiho. Bylo možné spojit takové protiklady v jedné osobě? Bylo: jako umírněný vystupoval Togliatti doma v Itálii, jako stalinista v Moskvě.Všechny díly podcastu Portréty můžete pohodlně poslouchat v mobilní aplikaci mujRozhlas pro Android a iOS nebo na webu mujRozhlas.cz.
Carla Ammannati"Sotto l'erba allunghiamo le dita"Manni Editorihttps://mannieditori.itValdo, che ormai novantenne racconta alla giovane amica di quando era Maro, il partigiano; la parabola della solitudine di Aldo, figlio di Togliatti, cresciuto in urss e finito in una clinica psichiatrica di Modena; la malinconia e la passione del giurista Piero Calamandrei; lo strano caso di un militare che s'innamora mentre lo stanno trasportando in un lager nazista; la prigionia di Gramsci raccontata attraverso il rapporto epistolare con la moglie e, soprattutto, con la cognata.E ancora, personaggi della letteratura: Amos Oz, Fabrizia Ramondino, Alice Munro, Marguerite Yourcenar, Patrick Modiano e Marilynne Robinson.Donne e uomini eccezionali eppur ordinari, figure che hanno lasciato il segno, nella storia piccola o grande.Un libro tra biografie e fiction, una raccolta di racconti che ci trasportano in un Novecento costellato di personaggi grandiosi nel loro intimo rapportarsi agli altri.Carla AmmannatiÈ nata nel 1951 a Empoli, vive a Firenze. Ha insegnato materie letterarie nella scuola superiore. È stata due volte finalista al Premio Calvino. Ha pubblicato i romanzi Relazione sul nascere (ExCogita, 2003) e La guaritrice di Ventotene (Meridiano zero, 2008) e racconti su riviste e nell'antologia Racconta/2 (La Tartaruga, 1993). Collabora con “Il Ponte” e “L'Indice”.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
Filippo Maria Battaglia"Nonostante tutte"Einaudi Editorehttps://www.einaudi.it/#fuoriluogo festival letterario di BiellaSabato 3 Settembre 2022, ore 11:00Filippo Maria Battaglia presenta "Nonostante tutte"https://www.fuoriluogobiella.it/«Un corteo di donne che cercano, per una di loro, il posto in un universo maschile».Il primo romanzo della collana Unici è un libro sulle donne diverso da tutti gli altri. Il suo gesto rivoluzionario è questo: al posto di parlare dell'oggi resta avvinghiato alle radici, al Novecento, e fa parlare i documenti senza aggiungere un commento. Accosta delle voci vere e lascia fare a loro. La protagonista di Nonostante tutte si chiama Nina ma potrebbe chiamarsi con oltre cento nomi differenti. La sua storia è immaginaria, il suo racconto no: è affidato alle parole di chi ha lasciato una traccia di sé in una pagina fuggita all'oblio. È attraverso questi frammenti di voci, scelti dall'autore tra migliaia e poi assemblati come tessere di un mosaico, che la protagonista di questo romanzo prende vita. Come se quelle centodiciannove donne si passassero in una staffetta senza fine il testimone e la parola per raccontare un'unica storia con un brillio diverso. L'infanzia incantata e spaccata, il desiderio di una vita differente, il sesso, il lavoro, il matrimonio, la maternità, la malattia, l'amicizia, l'impegno civile, la vecchiaia… Esperienze individuali irriducibili, certo, eppure collettive. Per questo il romanzo dalla struttura originalissima a cui dà vita Filippo Maria Battaglia può dirsi anche un romanzo politico. L'emozione nasce da lí: nel vedere, nel sentire, ciò che è simile e ciò che invece resta legato a una vita, a quella vita. Nell'accostare le storie alla Storia, senza mai rinunciare alle zone d'ombra. Perché le parole possono essere anche cicatrici e «a questo – dice Nina – devono servirmi le mie, a ricordare»Filippo Maria Battaglia (Palermo, 1984), giornalista di «Sky TG24», vive a Milano. Con Bollati Boringhieri ha pubblicato: Lei non sa chi ero io! La nascita della Casta in Italia (2014), Stai zitta e va' in cucina. Breve storia del maschilismo in politica da Togliatti a Grillo (2015),Bisogna saper perdere. Sconfi tte, congiure e tradimenti in politica da De Gasperi a Renzi (con P. Volterra, 2016) e Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana (2017). Ha curato diverse antologie giornalistiche, tra cui Professione reporter. Il giornalismo d'inchiesta nell'Italia del dopoguerra (con B. Benvenuto, Rizzoli 2008) e Scusi, lei si sente italiano? (con P. Di Paolo, Laterza 2010). Con Einaudi ha pubblicato Nonostante tutte (2022).IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
References Gerard Alexander, The Sources of Democratic Consolidation. Ithaca: Cornell University Press, 2002. Jeffrey Bale, The Darkest Sides of Politics: Postwar Fascism, Covert Operations, and Terrorism. London: Routledge 2018. Gianni Barbacetto, Il grande vecchio. Milano: Rizzoli, 2010. Sandro Bassetti, Terni. Tre lager per Fascisti. Milan: Lampi di Stampa, 2009. Anna Cento Bull, Italian neofascism: The strategy of tension and the politics of nonreconciliation. New York: Berghahn Books, 2008. Gianni Flamini, Il partito del golpe: Le strategie della tensione e del terrore dal primo centrosinistra organico al sequestro Moro, 1964-1968, Vol. 1. Ferrara: Italo Bovelenta, 1981. Gianni Flamini, Il partito del golpe: Le strategie della tensione e del terrore dal primo centrosinistra organico al sequestro Moro, 1968-1970, Vol. 2. Ferrara: Italo Bovelenta, 1982. Gianni Flamini, Il partito del golpe: Le strategie della tensione e del terrore dal primo centrosinistra organico al sequestro Moro, 1971-1973, Vol. 3. Ferrara: Italo Bovelenta, 1983. Aldo Giannuli, Bombe a inchiostro. Milan: Rizzoli, 2008. Aldo Giannuli, Elia Rosati, Storia di ordine nuovo. Milan: Mimesis, 2017. La Civiltà cattolica, Anno 99, 1948, Vol 2, Quaderno 2347, Roma Frédéric Laurent, L'orchestre noir: Enquête sur les réseaux néo-fascistes. Paris: Nouveau Monde, 2016. Vindice Lecis, Togliatti deve morire. Il luglio rosso della democrazia. Torino: Robin, 2005. merkur-online.de, Geübter Provokateur in Ost und West, Jun 12, 2003, found in https://archive.ph/20130510204514/http://www.merkur-online.de/regionenalt/oberbayern/art497,144017.html. Kurt Tauber, Beyond Eagle and Swastika. Middletown: Wesleyan University Press, 1967. Senato Della Repubblica, Commissione Parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, "Audizione Dottor Salvini," 35th Seduta, Rome: November 15, 1995. Senti Le Rani Che Canto. https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/cronologia L'Italia coloniale, "Zaccardo l'Alpino cavaliere del cielo. Cinque guerre e innumerevoli medaglie," January 14, 2021, found at https://italiacoloniale.com/2021/01/14/zaccardo-lalpino-cavaliere-del-cielo-quattro-guerre-e-innumerevoli-medaglie/.
L'incendio degli autodemolitori di sabato 9 luglio è il quarto grande rogo in un mese. Giuseppe Di Piazza spiega quello che sappiamo (e che non sappiamo) sulla scia di incendi che secondo il sindaco Gualtieri hanno un'origine dolosa. Mentre incuria, rifiuti e malavita aggravano la situazione di una città che, racconta lo scrittore Emanuele Trevi, sta sviluppando un «egoismo bestiale».Per altri approfondimenti:- Incendio Roma, fiamme intorno al parco Centocelle lungo viale Togliatti: il fumo visibile dal Circo Massimo https://bit.ly/3AMHzb2- Incendio a Roma, i sospetti: «C'è la mano dell'uomo». A Torre Spaccata fiamme «troppo veloci» https://bit.ly/3o1BsZ2- Incendio Roma, il parroco di Torre Spaccata: «Firme contro gli autodemolitori 18 mesi fa, ora una manifestazione» https://bit.ly/3Rv3idy
Furgo Naro, dopo la ventennale esperienza a prostitute sulla Togliatti, racconta quanto accade sulla nota strada romana. Michela Morellato, in studio, dà la linea alle giovani ragazze: "Datela!" Il predicatore evangelico Alessio Lizzio, rinato in Cristo, si appella agli omosessuali per la redenzione. Marcella da Roma, animalista putiniana, si batte con Parenzo nonostante il vivavoce. L'esperto di geopolitica e analista finanziaria, Gian Marco Landi ritiene che il "bombardamento" delle Guide Stones sia una vittoria in quanto tavole della legge del New World Order. Il chirurgo Stefano da Modena denuncia oggetti rimasti nell'ano dei pazienti, interviene anche l'urologo Nicola Macchione che conferma la tesi. Macchione parla anche degli scroti che "fischiano".
Il Partito Comunista Italiano ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo della repubblica italiana. Tra passioni, lotte e contraddizioni.Gli iscritti alla newsletter ricevono la trascrizione dell'episodio direttamente via mail. Per iscriversi: http://eepurl.com/hrMwC1Per l'archivio delle trascrizioni, visita il sito salvatoreracconta.comTesto e voce di Salvatore GrecoSullo sfondo:Run – Oak Studios – Licenza Creative Commons CC BY 4.0Into the light – Oak Studios – Licenza Creative Commons CC BY 4.0Clouds – Oak Studios - Licenza Creative Commons Attribution ND 4.0Every little thing – Oak Studios - Licenza Creative Commons Attribution ND 4.0
Alors que Kiev et Moscou ont confirmé le 1er mai en fin de journée l'évacuation d'une centaine de personnes de Marioupol, le journal Le Monde s'intéresse à des rescapés de cette même ville martyre qui sont arrivés en Estonie et qui racontent être passés auparavant par des camps. Notamment à Togliatti, en Russie. Si le premier groupe d'hommes décrit cela comme une option gratuite qui leur a été proposée par des soldats plutôt amicaux et estiment que « ça s'est bien passé » durant les trois semaines dans ce camp, un autre assure être en contact avec un de ses anciens voisins qui s'y trouve toujours et pour lui « ça ressemble à du travail forcé. D'après ce qu'il dit, il n'y a pas de garde, mais on lui a pris ses documents, et donc il ne peut pas partir ». Quelques pages plus loin, une série de photos, dans le Donbass cette fois. On y voit une femme âgée ayant fui les combats, fichu gris sur les cheveux, elle essuie une larme sur son visage. Une autre photo présente des personnes âgées là aussi, allongées dans une camionnette pour être évacuées. Une image qui résonne étrangement avec celle plus bas, deux corps dans des cercueils dont on n'aperçoit que les chevelures blanches et grises. Dans son édito, Libération détaille : « Notre envoyé spécial a pu constater la férocité des combats et la ténacité des défenseurs ukrainiens, bien conscients que de minute en minute, de bombardement en bombardement et de mort en mort, leur défaite semble inévitable. Seuls les Ukrainiens devront décider s'ils rendent les armes au Donbass ou s'ils continuent de résister ». L'armement en question justement dans les pages du Parisien/Aujourd'hui en France qui s'interroge sur les risques de « déclencher la troisième guerre mondiale » en livrant des armes à l'Ukraine. « Le fait de financer, d'équiper ou d'entraîner des forces armées ne suffit pas à faire entraîner un État dans un conflit armé », tempère une chercheuse à l'Inserm. Pour sa part, La Croix insiste sur l'importance de « documenter l'horreur en espérant juger les crimes de guerre ». La politique française aussi à la Une : on a appris dans la nuit qu'un accord avait été conclu entre Europe Écologie Les Verts et La France Insoumise en vue des législatives. Cette union, c'était un « devoir » pour le journal L'Humanité qui en fait sa Une et qui développe : « La gauche ne peut plus se diviser pour laisser Macron mieux régner (…) Tous considèrent que la gauche a devant elle une fenêtre historique ». L'Opinion y voit plutôt « une inexorable soumission de la gauche à Mélenchon » tandis que dans son édito Le Figaro critique l'attitude du chef de file de LFI le 1er mai : « Habité par un moral de vainqueur, le troisième homme de la présidentielle ne se refuse rien : pas même de détourner le traditionnel 1er mai syndical en un meeting politique. » Les discussions, on le sait, se poursuivent avec le Parti socialiste et le Parti communiste. Et Le Parisien/Aujourd'hui en France diagnostique déjà « la fin du PS », tout en s'interrogeant sur les causes : « Cette déliquescence est-elle due à l'absence de travail de l'appareil du parti face à la vision centrée sur la bataille écologique défendue par les Verts et au programme de rupture des Insoumis ? La machine, en perte de vitesse, s'est-elle grippée sous la pression des courants contraires, les uns de centre gauche, les autres plus radicaux, avant d'être fragilisée par le ralliement à Emmanuel Macron (..) ? » Une autre disparition, celle d'une figure des nuits parisiennes : Régine Chanteuse et comédienne, qui est ensuite devenue femme d'affaires dans le monde de la nuit, elle est décédée hier, elle avait 92 ans. « Une éclipse de plumes » résume avec poésie Libération en Une, en dessous d'un portrait photo de la diva, boa au cou. On la retrouve quelques pages plus tard sous une pluie de confettis. « Frenchie belle au bois dormant le jour ; boys, plumes et strass à la tombée d'une nuit », elle en était la reine. Alors « Gouaille Save The Queen » implore le journal. Une ribambelle de jeux de mots dans la presse ce matin : « l'arène de la nuit est en deuil » pour L'Humanité. Le Parisien/Aujourd'hui en France revient sur son parcours, de sa naissance en Belgique de parents juifs polonais, son enfance délaissée, son arrivée à Paris et puis finalement la réussite. Le journal conclut : « Régine était plus que la reine de la nuit, c'était la reine de la vie ».
Les 40 000 employés de l'usine Renault/Avtovaz à Togliatti, au sud-est de Moscou, doivent prendre ce lundi leurs trois semaines de congés d'été. Une décision prise par le premier constructeur automobile du pays en raison d'une pénurie de composants due aux sanctions occidentales. Quelques jours après, le groupe annonçait l'arrêt de son usine de Moscou et l'évaluation « des options possibles concernant sa participation dans Avtovaz ». De notre envoyée spéciale à Togliatti, C'est une ville de 700 000 habitants aux bords de la Volga faite pour la voiture avec ses larges routes à plusieurs voies, construite grâce à la voiture et notamment aux célèbres Lada. On retrouve le journaliste local Pavel Kaledin dans un café qui surplombe la cité ouvrière. « Ici, nous nous trouvons dans une zone où absolument tout a été construit par Avtovaz. Jusqu'à l'arrivée de Renault-Nissan, 450 000 personnes vivaient encore ici. C'était comme une grande ville dans la ville. Il y a aussi deux autres zones à Togliatti où vivent 250 000 personnes et où, comme ici, écoles, jardins d'enfants, installations sportives, tout a été fait par Avtovaz. C'était comme ça à l'époque soviétique. L'usine a en quelque sorte construit la ville, et construit et entretenu également toutes les infrastructures sociales, ajoute le journaliste. Les gens qui sont nés et ont grandi à cette époque se souviennent de tout ce qu'Avtovaz a mis en place et entretenu. Avtovaz était en quelque sorte aussi le propriétaire de la ville. Dans les années 90, l'entreprise choisissait même le maire. Pas officiellement évidemment, mais c'était le cas. » Impact des sanctions C'est dans cette usine qu'en 1986 Mikhaïl Gorbatchev est venu prononcer pour la première fois le mot « Perestroïka ». Trente ans après la chute de l'Union soviétique, la privatisation et la mondialisation, les sanctions sont pour les ouvriers comme un nouveau saut dans l'inconnu. Seule certitude pour Maxim, syndicaliste à l'usine Avotvaz : ce sera difficile. « Quoi qu'on en dise, les sanctions nous affectent. L'économie est la base de tout, le reste n'est qu'un complément. C'est la vie des gens qui est en cause. Bien sûr, nous devrons faire avec. Ce n'est pas comme si on avait le choix. Nous devrons survivre, explique Maxim. Qu'on soit d'accord avec ce qu'il se passe actuellement ou non, nous devrons survivre. Mais oui, les sanctions vont avoir un impact négatif. Pour moi, pour ma famille. Nous allons peut-être devoir affronter une énorme montée du chômage. » Assis en face de lui à la table en toile cirée du local du syndicat, Nikolaï, lui, en est sûr : quoi que que réserve l'avenir, il est possible de s'en sortir. « Bien sûr, cela va changer les choses, les rémunérations vont être plus basses, il y aura des tensions. Nous allons devoir réduire nos besoins, arrêter de travailler. Mais nous sommes russes, alors vous savez, tout le monde sait se débrouiller pour avoir une petite ferme dans sa datcha ou quelque part ailleurs, avec un jardin à cultiver, des poules. Moi-même j'ai environ 50-60 animaux : des cochons, des bœufs, des veaux. Environ 40 poulets. Mes parents m'ont appris toute ma vie que si c'est difficile, il faut savoir se débrouiller quand même. C'est ce que j'essaie de faire. »
Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC-Idufifk1hamoBzkZngr1wProduzione, Editing e Sound Design - Matteo D'Alessandro: https://www.instagram.com/unclemattprod/Volete far parte della community e discutere con tanti appassionati come voi? Venite sul nostro gruppo Facebook : https://www.facebook.com/groups/624562554783646/Se volete chiaccherare o giocare con noi, unitevi al server Discord : https://discord.gg/muGgVsXMBWIl nostro Instagram per essere sempre aggiornati sulle novità : https://www.instagram.com/bibliotecadialessandria/?hl=itGruppo Telegram : https://t.me/joinchat/Flt9O0AWYfCUVsqrTAzVcg
Conversazione sul Pci (seconda puntata, ieri la prima). Cent'anni fa nasceva il Partito Comunista d'Italia e trent'anni fa il Pci decideva di sciogliersi. Una storia lunga che ha riguardato milioni e milioni di persone in Italia. Una storia che è un pezzo fondamentale della biografia civile e politica di questo paese nel corso di settant'anni. I suoi leader, tutti uomini, sono stati Bordiga e Gramsci, Togliatti e Longo, Berlinguer e Natta fino all'ultimo segretario Occhetto. Il Pci, il partito dell'antifascismo, della Costituzione repubblicana e poi della via italiana al socialismo. Il partito che ha vacillato di fronte ai fatti di Ungheria e Praga. Il partito del compromesso storico e delle lotte per i diritti, il partito della questione morale. Il conflitto con i movimenti e gli intellettuali. Fino al crollo del Muro di Berlino, la Bolognina, la Cosa, lo scioglimento nel congresso del febbraio 1991, a pochi mesi dalla dissoluzione dell'Urss. Una lunga storia che Memos ha cercato di ripercorrere in buona parte con lo storico Angelo D'Orsi, allievo di Norberto Bobbio e biografo di Antonio Gramsci.
Conversazione sul Pci. Cent'anni fa nasceva il Partito Comunista d'Italia e trent'anni fa il Pci decideva di sciogliersi. Una storia lunga che ha riguardato milioni e milioni di persone in Italia. Una storia che è un pezzo fondamentale della biografia civile e politica di questo paese nel corso di settant'anni. I suoi leader, tutti uomini, sono stati Bordiga e Gramsci, Togliatti e Longo, Berlinguer e Natta fino all'ultimo segretario Occhetto. Il Pci, il partito dell'antifascismo, della Costituzione repubblicana e poi della via italiana al socialismo. Il partito che ha vacillato di fronte ai fatti di Ungheria e Praga. Il partito del compromesso storico e delle lotte per i diritti, il partito della questione morale. Il conflitto con i movimenti e gli intellettuali. Fino al crollo del Muro di Berlino, la Bolognina, la Cosa, lo scioglimento nel congresso del febbraio 1991, a pochi mesi dalla dissoluzione dell'Urss. Una lunga storia che Memos ha cercato di ripercorrere in buona parte con lo storico Angelo D'Orsi, allievo di Norberto Bobbio e biografo di Antonio Gramsci. Quella di oggi è la prima di due puntate. La seconda, domani.