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"Non ho visto nessuno." Ma come?! Due negazioni nella stessa frase? In matematica meno per meno fa più… ma in italiano funziona così? E soprattutto: è giusto o è un errore? La doppia negazione è uno di quegli argomenti che separano chi "studia" l'italiano da chi lo parla davvero come un madrelingua. Scopriamo insieme le 8 trappole più comuni e come puoi evitarle. Smettila di Dire "NON MAI VADO" In italiano la doppia negazione non è un errore: è correttissima e spesso addirittura obbligatoria. Tra gli errori più comuni in italiano, quelli sulla doppia negazione sono tra i più diffusi. Vediamo prima la regola d'oro e poi gli 8 errori classici che devi assolutamente evitare. Le Parole Negative dell'Italiano In italiano abbiamo un piccolo gruppo di parole negative, che devi tenere sempre a mente: niente, nulla, nessuno, mai, né… né, neanche, nemmeno, neppure, affatto, mica (e anche più, nel senso di "non più", che si comporta in modo un po' speciale). La regola che le governa è una sola e si basa sulla posizione: Se la parola negativa viene dopo il verbo → ti serve anche "non" prima del verbo. Ecco la doppia negazione! → "Non ho visto nessuno." Se la parola negativa viene prima del verbo → "non" sparisce. Negazione singola! → "Nessuno è venuto." Questa regola funziona alla perfezione con nessuno, niente/nulla, mai, né… né, neanche/nemmeno/neppure. Tienila a mente, perché i primi errori che vedremo nascono proprio da qui. Un'unica regola, e già un sacco di modi diversi di sbagliarla. Piccole Eccezioni: "Più" e "Ancora" La parola più (nel senso di "non più") vuole quasi sempre il "non" e non si mette mai prima del verbo per negare: non dici "Più ti amo", ma "Non ti amo più". Fai attenzione anche a ancora: da sola non è una parola negativa (in "ho ancora tempo" è positiva!), ma quando significa "not yet" vuole il "non" anche quando sta prima del verbo → "Ancora non ho finito". Sono le due piccole ribelli che non seguono del tutto la regola dell'anteposizione. Curiosità Linguistica: la Concordanza Negativa Questo fenomeno ha un nome tecnico: si chiama concordanza negativa. Significa che le negazioni, invece di annullarsi a vicenda, "collaborano" e rinforzano insieme il significato negativo. Non è una stranezza solo dell'italiano: anche lo spagnolo ("No vi a nadie") e il francese ("Je ne vois personne") funzionano allo stesso modo. È una caratteristica di famiglia delle lingue romanze. Anzi, per gran parte della storia delle lingue europee questa è stata la norma, e l'idea che "due negazioni si annullano" è un'imposizione relativamente recente della logica e della matematica sulla lingua di tutti i giorni. Errore n°1 — Dimenticare il "Non" È l'errore numero uno degli anglofoni. In inglese si dice "I saw nobody": una sola negazione. Quindi è naturale tradurre parola per parola e dire "Ho visto nessuno". Ma in italiano, se "nessuno" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Da evitareCorretto"Capisco niente""Non capisco niente""Vado mai in palestra""Non vado mai in palestra""Vedo nessuno""Non vedo nessuno" Perché succede? Perché a scuola, agli studenti di lingua inglese, insegnano che "two negatives make a positive", cioè che due negazioni si annullano. Ma rilassati: l'italiano non è una lezione di matematica. Qui le due negazioni non si annullano (vedi? Anche questa è una doppia negazione perfetta!), anzi, più ne metti, più la frase è negativa. Trabocchetto Collegato: "Qualcuno/Qualcosa" al Posto di "Nessuno/Niente" C'è un secondo modo, più nascosto, di cadere in questo errore. Molti studenti, per "salvare" la frase, evitano la parola negativa e usano qualcuno o qualcosa. Per approfondire questo punto, puoi consultare la guida sugli aggettivi indefiniti in italiano. Da evitareCorretto"Non ho visto qualcuno""Non ho visto nessuno""Non ho mangiato qualcosa""Non ho mangiato niente" Nelle frasi negative devi usare nessuno e niente, non qualcuno e qualcosa (che restano per le frasi affermative e per le domande: "Hai visto qualcuno?"). Tienilo a mente, perché è un errore subdolo che fanno anche studenti di livello avanzato. Errore n°2 — Mettere il "Non" quando NON Serve Questo è l'errore opposto, quello dello "studente bravo che ha imparato fin troppo bene la regola precedente". Quando la parola negativa è prima del verbo, il "non" diventa di troppo. Da evitareCorretto"Nessuno non è venuto alla festa""Nessuno è venuto alla festa""Niente non è cambiato""Niente è cambiato" La cosa interessante è che puoi dire la stessa identica cosa in due modi diversi, semplicemente spostando la parola negativa: "Non è venuto nessuno" ("nessuno" dopo il verbo → c'è "non") "Nessuno è venuto" ("nessuno" prima del verbo → niente "non") Stesso significato, due strutture diverse. Regola pratica da ricordare: o "non", o la parola negativa davanti al verbo. Mai tutti e due insieme. Una Differenza di "Sapore" Le due strutture non sono identiche al 100% nell'uso reale. Quando metti la negazione prima del verbo ("Nessuno è venuto", "Niente è cambiato"), la frase suona un po' più solenne, letteraria, da titolo di giornale. Quando invece usi la doppia negazione con "non" ("Non è venuto nessuno"), suona più naturale e quotidiana: è quella che useresti parlando con un amico al bar. Entrambe sono corrette, ma sapere questa sfumatura ti aiuta a scegliere il registro giusto. Errore n°3 — Sbagliare la Posizione di "Mai" con i Tempi Composti Questo è un errore sottile ma frequentissimo. Con i tempi composti, come il passato prossimo, la posizione naturale di mai, più, ancora, nemmeno non è alla fine della frase, ma tra l'ausiliare e il participio. Per ripassare la formazione di questo tempo, puoi consultare la guida sul passato prossimo e il participio passato. Da evitareNaturale"Non ho visto mai un film così bello""Non ho mai visto un film così bello" Altri esempi: "Non ho più avuto sue notizie." "Non è ancora arrivato." "Non ho nemmeno iniziato." Il "non" resta sempre davanti all'ausiliare, mentre la parola negativa si "incastra" prima del participio. Una volta che ci hai fatto l'orecchio, ti verrà automatico. E con i Verbi Modali? Stessa logica: la negazione si infila vicino al verbo coniugato, non all'infinito. "Non voglio più vederti." "Non posso mai uscire la sera." Il "più" e il "mai" si appoggiano al modale (voglio, posso), non all'infinito. Piccolo dettaglio, grande differenza nel suono naturale della frase. Errore n°4 — Confondere "Né… Né" con "O… O" Quando vuoi negare due cose insieme, in italiano devi usare né… né (con l'accento sulla "é"!), non o… o. Per approfondire l'uso, puoi consultare la guida su tutte le congiunzioni italiane. Da evitareCorretto"Non mangio o carne o pesce""Non mangio né carne né pesce""Mangio né carne né pesce""Non mangio né carne né pesce" Vale sempre la regola della posizione: se "né… né" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Ma se "né… né" apre la frase, cioè sta prima del verbo, allora il "non" sparisce di nuovo (esattamente come nell'Errore n°2!): "Né Marco né Luca sono venuti." Dettaglio sull'accordo: quando il soggetto è "né X né Y", il verbo va quasi sempre al plurale ("Né Marco né Luca sono venuti"), anche se in altre lingue ti verrebbe naturale il singolare. Errore n°5 — Rispondere "Anch'io Non…" invece di "Neanch'io" Questo errore è subdolo, perché non è un errore di grammatica: "Anch'io non bevo caffè" è una frase corretta! Il problema è che come risposta di accordo a una frase negativa suona innaturale: nessun madrelingua risponde così. Per approfondire, puoi consultare la guida su come esprimere accordo e disaccordo in italiano. InnaturaleNaturale"Io non bevo caffè. – Anch'io non bevo caffè.""Io non bevo caffè. – Neanch'io!" Ricorda la differenza: anch'io risponde a una frase positiva → "Amo la pizza! – Anch'io!" neanch'io risponde a una frase negativa → "Non amo l'ananas sulla pizza. – Neanch'io!" Lo stesso vale con il complemento: "Non piace a me. – Neanche a me!" Estendiamo a Tutte le Persone Funziona uguale per tutti: "Lui non viene. – Neanche lei." "Non l'ho mai fatto. – Neanche noi." Nel parlato sentirai spessissimo espressioni colorite come "Neanche per sogno!" o "Neanche per idea!", che significano semplicemente "assolutamente no". Usale e suonerai subito più italiano. Errore n°6 — Sbagliare le Parole dopo "Senza" Ecco un errore che pochi insegnano. Dopo senza, in italiano si usano le parole negative niente e nessuno, NON qualcosa e qualcuno. Da evitareCorretto"È uscito senza dire qualcosa""È uscito senza dire niente""È partito senza salutare qualcuno""È partito senza salutare nessuno" E c'è un secondo trabocchetto, ancora più frequente: dopo senza NON devi aggiungere il "non"! Da evitareCorretto"È uscito senza non dire niente""È uscito senza dire niente" Perché? Perché senza è già di per sé una parola negativa: porta dentro di sé il concetto del "non avere / non fare". Per questo non ha bisogno di un altro "non" davanti. È un piccolo gioiello di logica della lingua: una volta che l'hai capito, non lo sbaglierai più. Errore n°7 — Fraintendere le Frasi tipo "Non Posso Non…" Ti ricordi che ti ho detto "in italiano le negazioni non si annullano"? Ebbene, c'è un caso magnifico in cui invece sì — e se non lo conosci, rischi di capire l'esatto contrario di quello che ti viene detto! "Non posso non ringraziarti" → significa "DEVO ringraziarti" (positivo!). "Non potevo non accorgermene" → "per forza me ne sono accorto". L'errore è proprio questo: senti "Non posso non aiutarti" e pensi "quindi non mi aiuta". Sbagliato! Qui le due negazioni cadono su due verbi diversi ("non posso" + "non ringraziare"), quindi seguono la logica matematica e si annullano, dando un senso affermativo. Nella concordanza negativa di prima, invece,...
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Forgione:"La coppia Giuntoli- Sarri parte in posizione di vantaggio" Carcano:"Gasperini- D'Amico partono in vantaggio. Di Bendetto"Yildiz vale più di 100 milioni
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Per vent'anni la partita digitale del turismo è stata di posizione: pagina uno, click, prenotazione. Oggi è di citazione: o sei dentro la risposta dell'AI, o non esisti. Episodio speciale dedicato a GEO e AEO, le due discipline che stanno riscrivendo come hotel, destinazioni e operatori vengono trovati nei motori generativi. Tre blocchi prima dell'intervista. Cosa sono davvero GEO (Generative Engine Optimization) e AEO, e perché AEO oggi ha due significati che convivono: Answer Engine Optimization, e la nuova accezione codificata da Addy Osmani l'11 aprile 2026 — Agentic Engine Optimization. Le notizie delle ultime tre settimane: Google riscrive le policy anti-spam contro la manipolazione di AI Overview, nasce la categoria delle AI Visibility Platform, e il caso simbolo che ha smosso parecchi reparti marketing — quando un'AI risponde a una query specifica su una proprietà Hyatt, la fonte più citata non è Hyatt. È NerdWallet, 13,6% contro 10,3%. Il 13 maggio 2026 Google Analytics 4 aggiunge un canale nativo per il traffico dagli AI Assistant. Poi conversazione con Davide Filiaggi, cofondatore di Rankwit.ai, startup italiana con sede a Catania e Firenze che ha lanciato Rankwit.ai/Travel, la prima suite AI Search costruita specificamente per l'industria del turismo. Multimodalità, long-tail query, risposte probabilistiche, monitoraggio come precondizione, generazione di brief contenuti con review umana. E un consiglio pratico per gli indipendenti: chi inizia adesso ha ancora molto margine da recuperare.Prima volta del podcast dopo un periodo di pausa. Buon ascolto.Fonti citate nell'episodio:Skift, "Hotels and Airlines vs. NerdWallet and Reddit: Who's Winning in AI Visibility" (17 aprile 2026): https://skift.com/2026/04/17/ai-visibility-hotels-flights-ota-travel-research/Aggarwal et al., "GEO: Generative Engine Optimization", KDD '24 (Princeton + IIT Delhi): https://arxiv.org/abs/2311.09735Addy Osmani, "Agentic Engine Optimization (AEO)" (11 aprile 2026): https://addyosmani.com/blog/agentic-engine-optimization/World Economic Forum, "New era of performance marketing: brands repositioning for agentic engine optimization": https://www.weforum.org/stories/2026/01/new-era-of-performance-marketing-how-brands-are-repositioning-for-agentic-engine-optimization/Conductor, "The State of AEO/GEO 2026": https://www.conductor.com/academy/state-of-aeo-geo-report/Search Engine Journal su Google: "AEO and GEO are still SEO": https://www.searchenginejournal.com/googles-new-ai-search-guide-calls-aeo-and-geo-still-seo/575026/Hospitality Net, "The Hotel Industry Has Been Waiting for AI to Save It From the OTAs": https://www.hospitalitynet.org/opinion/4132313/the-hotel-industry-has-been-waiting-for-ai-to-save-it-from-the-otasRankwit: https://www.rankwit.aiRankwit Travel: https://www.rankwit.ai/travel
Il linguaggio inclusivo in italiano è uno degli argomenti più discussi e controversi della lingua italiana contemporanea. Lo si incontra nei giornali, nelle università, sui social media — e al centro del dibattito c'è spesso un simbolo insolito, lo schwa, che la maggior parte delle persone non ha mai visto prima di imbattersi in questo tema. Parlare Includendo Tutti in Italiano Cos'è il Linguaggio Inclusivo e Perché Se Ne Parla in Italiano? Il linguaggio inclusivo è un approccio all'uso della lingua che mira a non escludere nessuno — in particolare, a non rendere invisibili le persone che non si identificano nel genere maschile o femminile, o che si identificano come non binarie. Il tema è particolarmente sentito in italiano per una ragione strutturale: l'italiano è una lingua con una forte marcatura di genere. Quasi tutti i sostantivi e gli aggettivi hanno un genere grammaticale — maschile o femminile — e non esiste un vero neutro, come invece accade in inglese con il pronome "they" o in tedesco con "es". Tradizionalmente, quando ci si riferisce a un gruppo misto di persone, in italiano si usa il maschile plurale come forma generica. Per esempio: «I ragazzi sono arrivati» — anche se nel gruppo ci sono donne. «Gli studenti devono consegnare il compito» — anche se ci si sta rivolgendo anche a studentesse. Questo fenomeno si chiama maschile sovraesteso o maschile generico. Per molte persone rappresenta un problema, perché rende le donne e le persone non binarie linguisticamente invisibili. Ed è proprio da questa riflessione che nasce il dibattito su come intervenire. Le Soluzioni Proposte Nel corso degli anni — specialmente nell'ultimo decennio — sono state proposte diverse soluzioni per rendere l'italiano più inclusivo. Eccole nel dettaglio. A) Il Doppio Genere (o "Sdoppiamento" / "Reduplicazione Retorica") La soluzione più tradizionale consiste nel citare entrambe le forme — maschile e femminile — all'interno dello stesso testo o discorso. Per esempio: «Cari ragazzi e care ragazze...» oppure «Gli studenti e le studentesse devono consegnare il compito.» Pro: è grammaticalmente corretta e non richiede alcuna innovazione linguistica. Contro: diventa rapidamente lunga e ripetitiva, soprattutto nei testi formali. Una frase come «tutti i cittadini e tutte le cittadine, tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici...» appesantisce notevolmente la lettura. B) La Barra (/) Molto diffusa nello scritto, la barra obliqua viene inserita tra la desinenza maschile e quella femminile. Per esempio: «Caro/a studente/studentessa...» oppure «I/le ragazzi/e sono arrivati/e.» Pro: compatta e visivamente chiara nel testo scritto. Contro: inutilizzabile nel parlato e poco pratica quando le forme maschile e femminile differiscono molto tra loro — come nel caso di "studente" e "studentessa". Inoltre, non contempla chi non si identifica in nessuno dei due generi. C) L'Asterisco (*) e il Simbolo Chiocciola (@) Per includere esplicitamente anche le persone non binarie, alcune comunità hanno adottato l'asterisco o la chiocciola al posto delle desinenze di genere. Per esempio: «Car* student*...» oppure «Amic@ mi@...» Pro: segnala visivamente l'intenzione di includere più generi. Contro: come la barra, funziona solo nello scritto, risultando impossibile da pronunciare. Non offre quindi alcuna soluzione per il linguaggio orale. D) Lo Schwa: La Proposta Più Discussa La proposta che ha generato il dibattito più acceso è quella dello schwa (simbolo: ə, plurale ɜ). Si tratta di una vocale centrale neutra già presente in fonetica internazionale, indicata con il simbolo ə dell'Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA). Il nome "schwa" deriva dall'ebraico scevà, un dettaglio poco noto anche agli addetti ai lavori. In inglese, questo suono è presente nella "a" di «about» (/əˈbaʊt/) o nella "e" di «the» (/ðə/): è un suono vago, neutro, indistinto — e proprio questa neutralità ne ha fatto il simbolo scelto per rappresentare un genere grammaticale non marcato. In italiano, la proposta è di usare lo schwa al posto delle desinenze di genere, sia nel parlato che nello scritto. Al posto di bambino (maschile) o bambina (femminile), si userebbe bambinə. Al plurale si ricorre invece a ɜ (lo "schwa lungo"): «Cari studentɜ» in luogo di «cari studenti» o «care studentesse». Chi Ha Proposto lo Schwa in Italiano? C'è spesso confusione sull'origine di questa proposta. Lo schwa applicato all'italiano è stato introdotto per la prima volta nel 2016 da Luca Boschetto, attraverso il sito Italiano Inclusivo. Ha raggiunto una diffusione molto più ampia nel 2019, quando la sociolinguista Vera Gheno ne ha trattato nel suo libro Femminili singolari (ed. effequ). La stessa Gheno ha però sempre chiarito di non essere l'autrice originale della proposta, e che il suo intento era in parte provocatorio: aprire una discussione pubblica, non dettare una nuova norma grammaticale. Vale la pena precisare che alcune persone hanno erroneamente associato questa proposta all'Accademia della Crusca, che ha invece smentito categoricamente qualsiasi coinvolgimento. Come Si Pronuncia lo Schwa? Il suono /ə/ non fa parte della fonologia standard dell'italiano. I sostenitori della proposta fanno però notare che suoni molto simili esistono già in alcune varietà dialettali del Sud Italia: nel napoletano e nel siciliano, molte vocali finali tendono a neutralizzarsi in un suono vicino allo schwa. Un esempio è la parola napoletana Nàpulə, in cui la vocale finale indistinta corrisponde proprio a questo suono. Chi Usa lo Schwa? L'uso dello schwa è diffuso principalmente in certi ambienti universitari e accademici, nelle comunità LGBTQ+, in alcuni contesti giornalistici progressisti e sui social media, dove è più comune tra i giovani. Un Limite Tecnico Importante Lo schwa presenta un problema grafico rilevante: non esiste una versione maiuscola standard del simbolo ə. Nei contesti in cui si scrive in maiuscolo — titoli, intestazioni, documenti ufficiali — il simbolo crea difficoltà pratiche. A questo si aggiunge il fatto che non è presente sulle tastiere standard, rendendo la scrittura quotidiana meno immediata. E) Altre Soluzioni: La "U" Inclusiva Una proposta rimasta piuttosto marginale è quella di usare la "u" finale come desinenza neutra: «Caru amicu» al posto di «Car* amic*». Il problema è che in molti dialetti italiani — come il siciliano — la "-u" finale è già una desinenza tipicamente maschile, il che la rende paradossalmente meno inclusiva del maschile generico stesso. Come Funziona nella Pratica: Esempi Concreti La tabella seguente mostra come cambierebbero alcune frasi comuni applicando lo schwa al posto delle desinenze di genere tradizionali. Forma tradizionaleCon lo schwaCaro studente / Cara studentessaCarə studentəTutti gli studentiTuttɜ gli studentɜSei bellissimo / bellissimaSei bellissiməI miei amiciI miei amicɜBenvenuti / BenvenuteBenvenutɜ Lo schwa sostituisce la vocale finale che marca il genere: -o (maschile) o -a (femminile) diventano -ə al singolare, mentre -i (maschile) o -e (femminile) diventano -ɜ al plurale. Gli articoli vengono generalmente lasciati invariati, poiché modificare anche quelli comporterebbe una ristrutturazione grammaticale ancora più profonda. Le Critiche al Linguaggio Inclusivo Il linguaggio inclusivo non è privo di critiche, anche da parte di chi ne condivide le intenzioni di fondo. Le obiezioni più ricorrenti riguardano cinque aspetti principali. «L'italiano ha già un maschile generico.» Molti linguisti tradizionalisti sostengono che il maschile plurale non sia davvero "maschile" in senso biologico, ma una forma non marcata — usata per convenzione grammaticale quando il genere non è rilevante, e quindi già inclusiva per definizione. «Lo schwa crea problemi di accessibilità.» Un punto concreto e spesso trascurato: lo schwa può rendere la lettura significativamente più difficile per le persone con dislessia o altri disturbi dell'apprendimento. «Non si sa come pronunciarlo.» Per molti italiani — e a maggior ragione per chi studia l'italiano come lingua straniera — il suono /ə/ è insolito e difficile da produrre in modo naturale. «Non esiste il maiuscolo.» Come già accennato, l'assenza di una versione maiuscola standard del simbolo ə crea difficoltà concrete nei testi formali. «Non è democratico: lo capiscono solo in pochi.» La lingua è prima di tutto uno strumento di comunicazione. Modificarla in modo che risulti oscura a una parte dei parlanti rischia di produrre l'effetto opposto a quello desiderato: escludere invece di includere. L'Opinione dell'Accademia della Crusca Sul tema del linguaggio inclusivo si è espressa anche l'Accademia della Crusca, la più antica istituzione linguistica d'Europa dedicata all'italiano, fondata a Firenze nel 1583 e ancora oggi considerata l'autorità di riferimento sulla lingua italiana. La sua posizione è chiara e motivata. La Crusca ha dichiarato che schwa e asterisco non devono essere utilizzati, in quanto segni grafici privi di corrispondenza nel parlato italiano standard. Sul piano grafico, ha sottolineato che lo schwa è un simbolo dell'Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA), non una lettera dell'alfabeto italiano: usarlo nei testi equivale a importare un segno tecnico in un contesto per cui non è stato concepito. La Crusca ha espresso parere negativo anche sull'uso di pronomi alternativi a lui/lei, sul recupero del neutro per riferirsi a persone non binarie e sulla cosiddetta "reduplicazione retorica" — ossia il doppio riferimento ai due generi, come «lavoratrici e lavoratori» — ritenendola una soluzione scomoda e non necessaria. La soluzione raccomandata è invece il ricorso a forme neutre o generiche già presenti nella lingua: per esempio «persona» al posto di «uomo»,...
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Kickoff di Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Ceccarini:"Io l'impressione che Gasperini sia nella posizione dominante" Garbo:"La società secondo me sceglierà Gasperini" Impallomeni:"La situazione Wesley è la notizia. Bonanni:"Gasp accusa anche lo staff medico.
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I Paesi europei hanno reagito in modo diverso allo scoppio della guerra in Medio Oriente, soprattutto in merito al supporto a Stati Uniti e Israele. Nel frattempo il conflitto si intensifica.
Nella puntata di Nessuno escluso del 4 marzo, con Chiara Piotto, Pietro Forti e Carlo Notarpietro, abbiamo parlato del conflitto in Medio Oriente e della posizione del Governo italiano, a confronto con quelle spagnola e francese. Abbiamo poi commentato la proposta per la nuova legge elettorale depositata in Parlamento, il nuovo ddl sull'antisemitismo e il referendum sulla magistratura del 22/23 marzo.In studio con Simone Leoni (segretario FORZA ITALIA giovani). Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Fabrizio Romano, in un video sul proprio canale YouTube, ha parlato delfuturo di Mario Gila, obiettivo di calciomercato del MilanDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Qual è la differenza tra ESSERE e STARE? Questi due verbi sembrano simili, ma hanno funzioni e significati molto diversi. In questa guida completa imparerai a distinguerli e a usarli correttamente, con tantissimi esempi pratici, espressioni idiomatiche e gli errori più comuni da evitare. ESSERE vs STARE: Come e Quando Usarli? Quando Usi il Verbo ESSERE Il verbo ESSERE è molto più frequente in italiano rispetto a STARE. Lo utilizzi in tantissime situazioni diverse e rappresenta il verbo principale per descrivere stati, condizioni e caratteristiche. 1. Esistenza Quando vuoi comunicare che qualcosa o qualcuno esiste in un determinato luogo, usi ESSERE nelle forme c'è (per il singolare) e ci sono (per il plurale). EsempioSpiegazioneC'è un problema con il computer.Esiste un problema (singolare)Ci sono molti turisti in piazza.Esistono molti turisti (plurale)Non c'è nessuno in casa.Non esiste nessuna persona 2. Possesso Quando vuoi indicare che qualcosa appartiene a qualcuno, usi ESSERE. EsempioSpiegazioneQuesta borsa è mia.La borsa appartiene a meQuei libri sono di Marco.I libri appartengono a MarcoDi chi è questo ombrello?Domanda sul possesso 3. Origine e Nazionalità Quando vuoi esprimere da dove viene una persona o qual è la sua nazionalità, usi ESSERE seguito da un aggettivo di nazionalità o dalla preposizione "di" + luogo. EsempioStrutturaLaura è italiana.ESSERE + aggettivo di nazionalitàI miei nonni sono messicani.ESSERE + aggettivo di nazionalitàSono di Roma, e tu?ESSERE + di + città/luogo 4. Professione Quando vuoi indicare il lavoro o l'occupazione di una persona, usi ESSERE seguito direttamente dalla professione. Attenzione: in italiano non si usa l'articolo prima della professione! Corretto Errato Mio padre è architetto.Mio padre è un architetto.Siamo studenti universitari.Siamo degli studenti universitari.Da grande voglio essere veterinaria.Da grande voglio essere una veterinaria. 5. Descrizione di Qualità Quando vuoi descrivere le caratteristiche di una persona, un oggetto, un luogo o qualsiasi altra cosa (aspetto fisico, carattere, sapore, temperatura...), usi ESSERE. EsempioTipo di DescrizioneMarco è simpaticissimo.CarattereQuesta pizza è deliziosa!SaporeIl film è noioso.QualitàL'acqua è fredda.TemperaturaLa tua casa è enorme!Dimensione 6. Emozioni e Stati d'Animo Quando vuoi esprimere come ti senti emotivamente o descrivere lo stato d'animo di qualcuno, usi ESSERE. Questo è un punto fondamentale che spesso confonde gli studenti ispanofoni! EsempioEmozione/Stato d'AnimoSono felice di vederti!FelicitàPerché sei così nervoso oggi?NervosismoSiamo preoccupati per l'esame.PreoccupazioneEra triste perché il suo gatto era malato.Tristezza 7. Stato di Luoghi e Oggetti Quando vuoi descrivere la condizione in cui si trova un luogo o un oggetto (aperto/chiuso, acceso/spento, pieno/vuoto...), usi ESSERE. La porta è aperta o chiusa? Il supermercato è chiuso la domenica. La strada è buia, accendi i fari! Il ristorante era pieno, non c'era neanche un tavolo libero. 8. Posizione Ecco un punto cruciale! Quando vuoi indicare dove si trova qualcosa o qualcuno, in italiano standard usi ESSERE. EsempioContestoDove sei? — Sono in ufficio.Posizione di una personaRoma è nel Lazio.Posizione geograficaLe chiavi sono sul tavolo.Posizione di un oggettoIl bagno è in fondo al corridoio.IndicazioniScusa, sai dov'è la fermata dell'autobus?Richiesta di informazioni Quando Usi il Verbo STARE Il verbo STARE ha usi più specifici e limitati rispetto a ESSERE. È fondamentale conoscerli per evitare errori comuni. 1. Salute e Condizione Generale Quando vuoi chiedere o rispondere riguardo alla salute o alla condizione generale di una persona, usi STARE. Questa è probabilmente una delle prime cose che impari in italiano! DomandaRispostaCome stai?Sto bene, grazie!Come sta tua madre?Sta meglio, grazie.Come state?Non sto molto bene oggi, ho mal di testa. 2. Posizione Fisica del Corpo Quando vuoi descrivere la posizione fisica che il corpo di una persona sta assumendo (seduto, in piedi, sdraiato...), puoi usare STARE. Sto seduta da tre ore, ho mal di schiena! Il dottore mi ha detto di stare sdraiato. Preferisco stare in piedi, grazie. La Sfumatura tra "Sono Seduto" e "Sto Seduto" Puoi dire sia sono seduto sia sto seduto, ma con una piccola differenza importante: FormaSignificatoEsempioSono sedutoDescrivi semplicemente la tua posizione, una condizioneSono seduto sulla panchina.Sto sedutoÈ una scelta attiva, un'azione volontariaSto seduto perché mi fanno male le gambe. Immagina questa scena: sei sull'autobus, vedi una signora anziana e le offri il posto. Lei risponde: "No, grazie, sto in piedi perché scendo tra poco." In questo caso, lei sta scegliendo di rimanere in piedi, non sta semplicemente descrivendo la sua posizione. 3. Permanenza in un Luogo Quando vuoi esprimere che qualcuno rimane o trascorre del tempo in un determinato luogo, usi STARE come sinonimo di RIMANERE o RESTARE. EsempioSignificatoStasera sto a casa, sono stanca.= resto a casaQuest'estate stiamo in montagna per due settimane.= restiamo in montagnaQuanto tempo state in Italia?= quanto tempo rimanete La Differenza Fondamentale tra "Sono a Casa" e "Sto a Casa" Se un'amica ti chiama e dice: FraseSignificato"Sono a casa di mia sorella."Semplicemente si trova lì in quel momento (posizione)"Sto a casa di mia sorella."Sta trascorrendo del tempo lì, magari è ospite per il weekend 4. Comportamento (Imperativo) Quando vuoi dire a qualcuno come deve comportarsi o invitarlo ad assumere un certo atteggiamento, usi STARE, soprattutto nella forma imperativa. EsempioContestoStai zitto!Ordine di tacere (un po' maleducato!)State attenti quando attraversate!Invito alla prudenzaSta' calmo, risolviamo tutto.Invito a mantenere la calmaBambini, state buoni!Richiesta di comportarsi bene 5. Adattamento e Vestibilità Quando vuoi esprimere che un vestito, un colore o un accessorio è adatto a qualcuno o gli dona, usi STARE. EsempioSignificatoQuel colore ti sta benissimo!Il colore ti dona moltoQuesti pantaloni mi stanno stretti.I pantaloni non hanno la taglia giustaCome mi sta questo cappello?Domanda sull'adattamentoQuella giacca non ti sta bene, provane un'altra.La giacca non è adatta 6. Capacità e Contenimento Un uso che molti studenti non conoscono! Quando vuoi indicare che c'è spazio sufficiente per contenere qualcosa o qualcuno, usi STARE. EsempioContestoIn questa macchina ci stanno cinque persone.Capacità di un veicoloTutti questi vestiti non ci stanno nella valigia!Spazio insufficienteNel frigorifero non ci sta più nulla, è strapieno!Capacità esauritaQuante persone ci stanno in questo ascensore?Domanda sulla capacità 7. Le Due Strutture Grammaticali Fondamentali con STARE Il verbo STARE è fondamentale in due costruzioni grammaticali molto usate in italiano. STARE + GERUNDIO (Presente Progressivo) Usi questa struttura quando vuoi indicare un'azione in corso di svolgimento, qualcosa che sta succedendo proprio in questo momento. Funziona anche al passato! TempoEsempioPresenteCosa stai facendo? — Sto cucinando.PresenteNon posso parlare, sto guidando.PresenteShhh! Il bambino sta dormendo.Passato (imperfetto)Cosa stavi facendo quando ti ho chiamato? — Stavo dormendo! STARE PER + INFINITO (Futuro Imminente) Usi questa struttura quando vuoi indicare un'azione che succederà tra pochissimo tempo. EsempioSignificatoIl treno sta per partire, corri!Il treno partirà tra pochissimoSto per addormentarmi, sono esausto.Mi addormenterò da un momento all'altroSta per piovere, prendi l'ombrello!Pioverà tra poco ESSERE o STARE con lo Stesso Aggettivo? Ci sono alcuni aggettivi che puoi usare sia con ESSERE che con STARE, ma il significato cambia. Vediamo i casi più comuni e le sfumature di significato. Tranquillo FormaSignificatoMarco è tranquillo. Marco è una persona calma di carattere, è una sua qualità permanenteStai tranquillo!Calmati! Non preoccuparti! È un invito a comportarsi in un certo modo Attento FormaSignificatoLucia è molto attenta.Lucia è una persona attenta in generale, è una sua caratteristicaSta' attento!Fai attenzione adesso! Stai per fare qualcosa di pericoloso! Zitto FormaSignificatoPerché sei così zitto oggi?Perché non parli? Sei silenzioso (descrizione)Stai zitto!Smetti di parlare! Taci! (ordine sul comportamento) Fermo FormaSignificatoLa macchina è ferma.La macchina non si muove, descrivo il suo statoStai fermo!Non muoverti! (ordine) Pronto Questo caso è particolarmente interessante! FormaSignificatoEsempio ContestualizzatoSono pronto.Ho finito di prepararmi, descrivo la mia condizione attuale"Sei pronto?" — "Sì, sono pronto, possiamo andare."Stai pronto!Preparati! Sta per succedere qualcosa! È un avvertimento"Stai pronto che arrivo!" (giocando a nascondino) ESSERE e STARE al Passato Come funzionano questi verbi al passato? Ecco una cosa interessante: al passato prossimo, ESSERE e STARE condividono lo stesso participio passato: "stato"! Questo può creare confusione, ma le differenze di significato rimangono. ESSERE al Passato Usi ESSERE al passato per descrivere condizioni, stati ed emozioni nel passato. EsempioTempo VerbaleUsoIeri ero molto stanco.ImperfettoDescrizione di uno statoLa festa è stata bellissima!Passato prossimoGiudizio su un eventoQuando ero piccola, ero molto timida.ImperfettoCaratteristica nel passato STARE al Passato Usi STARE al passato per indicare la salute, la permanenza in un luogo, o il comportamento nel passato. EsempioSignificatoCome sei stato alla festa?Come ti sei trovato? Ti sei divertito?Ieri sono stato a casa tutto il giorno.
(00:00) Intro (03:41) La posizione dell'Italia sull'utilizzo degli asset russi congelati per sostenere l'Ucraina (10:25) Che fine ha fatto il piano casa del governo Meloni?
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Ceccarini:"La posizione di Vanoli è sotto osservazione. Bonanni:"Sarri - Lazio grande prova. L'Inter può scappare" Impallomeni:"Alla Fiorentina serve Sabatini" Garbo:"Scamacca ha tutto per essere un grande attaccante. Bentornato!!"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Ceccarini:"La posizione di Vanoli è sotto osservazione. Bonanni:"Sarri - Lazio grande prova. L'Inter può scappare" Impallomeni:"Alla Fiorentina serve Sabatini" Garbo:"Scamacca ha tutto per essere un grande attaccante. Bentornato!!"
Ti sei mai chiesto perché gli italiani dicono: "Ma che mi combini?" invece di "Ma che combini?"; "Mangia tutta la pasta, a mamma" invece di "Mangia tutta la pasta"Con questa guida imparerai finalmente a capire e usare il DATIVO ETICO, una struttura grammaticale colloquiale tipicamente italiana che renderà il tuo italiano molto più naturale e autentico. Il Dativo Etico in Italiano: cos'è e come funziona Cos'è il Dativo Etico? Il dativo etico è un pronome personale (mi, ti, ci, vi) che viene aggiunto a una frase NON per indicare chi riceve l'azione, ma per esprimere la partecipazione emotiva di chi parla o di chi ascolta. Esempio: "Ma che combini?" = domanda neutra "Ma che mi combini?" = domanda con coinvolgimento emotivo (sono preoccupato/a) Perché si Chiama "Dativo Etico"? DATIVO: Nella grammatica latina, il dativo era il caso usato per il complemento di termine (a chi? per chi?). In italiano, anche se non abbiamo più i casi latini, usiamo ancora questo termine per alcuni pronomi che indicano "a chi" o "per chi" avviene l'azione. ETICO: Dal greco "ethikos" (relativo al carattere, ai sentimenti), esprime proprio questo: un coinvolgimento emotivo, affettivo, psicologico. Non ha una funzione grammaticale vera e propria, ma una funzione emotiva! Ricorda: È come se aggiungessi un pezzettino di cuore alla frase! La Struttura Grammaticale Il dativo etico si forma usando questi pronomi atoni: PronomePersonaFunzioneEsempiomi1ª singolareEsprime la partecipazione emotiva di chi parlaNon mi sbagliare l'esame questa volta!ti2ª singolareCoinvolge l'interlocutore nell'azioneStavo camminando e indovina chi ti incontro?ci1ª pluraleEsprime la partecipazione emotiva di chi parla (plurale)Stacci bene!vi2ª pluraleCoinvolge gli interlocutori nell'azioneTua madre vi arriva domani? ATTENZIONE! Non esistono le forme "gli", "le" o "loro" per il dativo etico. Si usano solo questi quattro pronomi! Posizione del Pronome Modo VerbalePosizioneEsempioModi finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale)Prima del verboChe mi combini?ImperativoDopo il verbo (unito)Mangiatemi tutto!InfinitoDopo il verbo (unito)Non farmi sciocchezze!GerundioDopo il verbo (unito)Studiandomi bene, otterrai buoni risultati Gli Usi Principali del Dativo Etico 1. Esprimere Preoccupazione o Interesse Affettivo Questo è l'uso più comune! Si usa per mostrare che chi parla è emotivamente coinvolto nell'azione. Esempi: "Non mi prendere freddo!" (una madre preoccupata per il figlio) "Studiatemi bene per l'esame!" (un professore che tiene ai suoi studenti) In questi casi, chi parla non riceve l'azione, ma esprime il proprio coinvolgimento emotivo. 2. Esprimere Sorpresa o Disapprovazione Il dativo etico si usa anche per esprimere stupore, meraviglia o disapprovazione: Esempi: "E adesso cosa mi hai inventato?" (cosa ti viene in mente?!) "Mi è diventato un ribelle!" (mio figlio è cambiato e io sono sorpreso) 3. Enfatizzare un Comando o una Richiesta Quando vuoi rendere un imperativo più forte o più affettuoso, aggiungi il dativo etico: Confronto: Senza dativo eticoCon dativo etico"Non prendere freddo!""Non prendermi freddo eh!" (più enfatico)"State attenti!""Statemi attenti in classe!" (più personale) 4. Esprimere Fastidio o Impazienza A volte si usa il dativo etico per esprimere irritazione: Esempi: "Non mi toccare niente!" (sono infastidito) "Che mi avete combinato?" (sono seccato) "Non mi fate rumore!" (sono impaziente) La Costruzione Affettuosa con "A Nonna", "A Mamma", "A Papà" Questa è una costruzione DOLCISSIMA e TIPICISSIMA dell'italiano colloquiale che confonde moltissimi stranieri! Avrai sicuramente sentito, specialmente dalle nonne italiane, frasi come: "Mangia, a nonna!" "Dormi, a mamma!" "Studia, a papà!" "Sta' buono, a nonno!" Cosa Significa Esattamente? Quando una nonna dice "Mangia, a nonna!", NON sta chiedendo al bambino di farla mangiare! Sta dicendo: "Mangia per far contenta la nonna" "Mangia, fallo per la nonna" "Mangia, così la nonna è felice" È un modo tenerissimo di esprimere che l'azione del bambino influenza emotivamente la nonna. È come dire: "Se tu mangi, io sono contenta. Se tu non mangi, io sono triste e preoccupata." La Struttura Formula: Imperativo/Verbo + virgola + "a" + nome familiareFraseSignificato"Dormi, a mamma!"Dormi per far stare tranquilla la mamma"Guarisci presto, a nonna!"Guarisci presto, così la nonna smette di preoccuparsi"Sta' attento, a papà!"Sta' attento, per far stare tranquillo il papà"Finisci i compiti, a zia!"Finisci i compiti, per rendere felice la zia"Non piangere, a nonno!"Non piangere, perché il nonno soffre a vederti così Perché gli Italiani (Specialmente i Nonni) lo Usano? RagioneSpiegazioneEsprimere affetto profondoÈ un modo per dire "Mi importa tantissimo di te e di quello che fai"Motivare con dolcezzaInvece di dare un ordine secco, si fa appello ai sentimenti del bambinoCreare un legame emotivoSi fa capire al bambino che le sue azioni hanno un impatto sui sentimenti della persona caraTradizione generazionaleÈ una formula che si tramanda di generazione in generazione, parte del linguaggio tipico dei nonni italiani Quando Si Usa? Questa costruzione si usa principalmente: In famiglia: specialmente con i bambini piccoli Da parte di persone anziane: nonne e nonni lo usano moltissimo! In situazioni molto affettuose: per esprimere tenerezza e preoccupazione Per incoraggiare o consolare: "Mangia, a nonna!" quando il bambino non ha appetito IMPORTANTE: Questa costruzione si usa quasi esclusivamente con: nonna/nonno, mamma/papà (anche se meno frequente), zia/zio (occasionalmente). NON si usa con amici, colleghi, o in situazioni formali. Sarebbe strano dire "Studia, al professore!" o "Lavora, al capo!". Questa è una formula riservata agli affetti familiari più stretti! Differenze Regionali RegioneFrequenza d'UsoCentro-Sud ItaliaUsatissima, parte del linguaggio quotidiano delle famiglieIsole (Sicilia, Sardegna)Molto comune, sentita come naturale e affettuosaNord ItaliaPresente, ma leggermente meno frequente Questa costruzione è ancora più comune nelle generazioni più anziane. I nonni italiani la usano tantissimo! Un Confronto Interessante TipoFraseTonoNeutro"Mangia la minestra"Ordine sempliceCon dativo etico standard"Mangiami la minestra"Io sono coinvolto emotivamenteCon "a nonna""Mangia, a nonna!"Fallo per me, per rendermi felice (il più dolce e affettuoso!) Differenze con Altri Pronomi È importante distinguere il dativo etico da altri usi dei pronomi. Vediamo alcune differenze fondamentali: Dativo Etico vs. Complemento di Termine TipoEsempioSpiegazioneTestComplemento di termine"Dammi il libro!"Il libro viene dato A ME, io lo ricevo"Dai il libro?" ✗ (manca l'informazione: a chi?)Dativo etico"Mangiami la pasta"Io non mangio, ma sono emotivamente coinvolto"Mangia la pasta" ✓ (ha senso, quindi è dativo etico) Come distinguerli? Se puoi togliere il pronome e la frase ha ancora senso logico completo, probabilmente è un dativo etico! Dativo Etico vs. Pronome Riflessivo TipoEsempioSpiegazioneRiflessivo"Mi lavo le mani"Io lavo le MIE maniDativo etico"Lavami le mani prima di mangiare!"Una mamma che dice al figlio di lavarsi le mani, con coinvolgimento emotivo Quando NON Usare il Dativo Etico SituazioneEsempio SBAGLIATOEsempio CORRETTOSituazioni molto formali"Presidente, mi ascolti attentamente""Presidente, ascolti attentamente"Testi scritti formaliDocumenti ufficiali, lettere formali, articoli scientifici con dativo eticoEvita completamente il dativo eticoCon persone sconosciute"Mi studi bene!" (a uno sconosciuto)"Studi bene!"Costruzione "a nonna/mamma" fuori famiglia"Lavora bene, al capo!"Non usare mai questa forma fuori dal contesto familiare! RICORDA: Quando la frase diventa ambigua, a volte aggiungere il pronome può creare confusione, quindi meglio essere chiari! Esempi Pratici per Esercitarti Analizza queste frasi e identifica se c'è un DATIVO ETICO (e di che tipo), oppure NO (e in quel caso, che funzione hanno i pronomi). Esempio 1: "Mi Hanno Rubato il Portafoglio!" Analisi: In questo caso "mi" è un complemento di termine: hanno rubato IL PORTAFOGLIO A ME. Io sono la persona a cui è stato rubato.Conclusione: NON è un dativo etico!Test: Se togliamo il "mi", la frase non ha senso: "Hanno rubato il portafoglio" (a chi? manca l'informazione essenziale). Esempio 2: "Non Mi Fare Sciocchezze!" Analisi: Chi parla non fa le sciocchezze, ma esprime preoccupazione per l'altra persona.Conclusione: DATIVO ETICO standard!Test: Se togliamo il "mi", la frase ha ancora senso: "Non fare sciocchezze!". Il "mi" aggiunge solo coinvolgimento emotivo. Esempio 3: "Dormi, a Mamma!" Analisi: La mamma non dorme, ma chiede al bambino di dormire per farla stare tranquilla.Conclusione: Costruzione affettuosa con "a mamma"!Significato: "Dormi, per far contenta la mamma" o "Dormi, così la mamma è serena". È tipicissima del linguaggio familiare, specialmente usata con i bambini! Esempio 4: "Studiatemi Bene Questa Lezione!" Analisi: L'insegnante non riceve lo studio, ma esprime il suo interesse e la sua preoccupazione affinché gli studenti studino bene.Conclusione: DATIVO ETICO standard!Test: Possiamo dire "Studiate bene questa lezione" e la frase ha senso completo. Esempio 5: "Mangia Tutta la Minestra, a Nonna!" Analisi: La nonna non mangia la minestra, ma sta chiedendo al nipotino di mangiarla per renderla felice.Conclusione: Costruzione dolcissima con "a nonna"!Significato: "Mangia tutta la minestra, così la nonna è contenta".
(00:00) Intro (03:39) Oggi il ministro Crosetto ha presentato il piano per la difesa in parlamento, ma il governo ha rimandato il decreto Ucraina (09:13) Le parole del presidente La Russa sulle carceri, la richiesta di mini indulto e lo stop del governo
Si attende lo sviluppo di calciomercato per Mateta: il giocatore vuoleprovare una nuova esperienza e il Milan resta alla finestraDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
La situazione è di estrema difficoltà, l'inerzia rischia di fare chiudere un'azienda di primo piano. La posizione del Partito Democratico di Novi Ligure con il segretario Daniele Mascia, nello spazio condotto da Stefano Brocks su Radio Pnr.
Tre punti che hanno ispirato una riflessione che si riassume in una vecchia frase di Griffith: Ognuno ha le sue ragioni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Un sostegno all'occupazione di Gaza riferito da alcuni media israeliani, la "guerra" dei dazi e l'ottantesimo anniversario del lancio dell'atomica su Hiroshima: in questo podcast facciamo il punto sul ruolo degli Stati Uniti con l'ex direttore dell'ANSA Giampiero Gramaglia.
Oggi parliamo di due concetti chiave che ogni investitore dovrebbe conoscere: la posizione lunga e la posizione corta. “L'investitore individuale dovrebbe agire coerentemente come un investitore, e non come uno speculatore.” Benjamin Graham Sigla di Eric Buffat Per chi vuole acquistare i libri, il cui ricavato andrà totalmente in beneficenza: https://www.amazon.it/kindle-dbs/entity/author/B08FF1ZFV9 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ieri si è riunita a Parigi la cosiddetta Europa dei volenterosi. Obiettivo: definire le basi che garantiscano la sicurezza dell'Ucraina dopo la fine della guerra con la Russia. Le modalità però non sono condivise da tutti, Italia compresa. Intanto approfondiamo la lettera inviata dal ministro della Salute per richiamare le Regioni in merito alla gestione della lunga attesa per esami e visite in ospedali e ambulatori. ... Clicca qui per la promo primavera ... Qui il link per iscriversi al canale Whatsapp di Notizie a colazione: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione ... Qui gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
(00:00) Intro (02:43) Che cosa ha detto Giorgia Meloni al Consiglio europeo (10:23) La giornata della Memoria e dell'Impegno per le vittime innocenti di mafia (19:50) Le 5 storie mitologiche della settimana Closer è realizzato grazie al supporto delle persone iscritte alla membership di Will. Con il codice CLOSER15 hai uno sconto del 15% sui piani annuali: clicca qui per sostenerci.
Sapete che, cambiando la posizione dell'aggettivo, cambia il significato?Ascolta questo episodio per saperne di più!Support the show
Dopo 14 tentativi, ieri mattina il Parlamento in seduta comune è riuscito ad eleggere i i quattro componenti mancanti della Corte Costituzionale. Intanto secondo i calcoli della Fondazione Gimbe la migrazione sanitaria da sud a nord costa alle regioni meridionali 5 miliardi di euro l'anno, mentre gli Stati Uniti hanno messo in chiaro qual è la loro posizione nei confronti dell'Ucraina. ... Qui il link per iscriversi al canale Whatsapp di Notizie a colazione: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione ... Qui gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Gli aggettivi sono una parte fondamentale della lingua italiana, ma spesso anche i parlanti più esperti possono incorrere in errori. In questo articolo analizzeremo gli errori più comuni commessi da chi sta imparando l'italiano (e non solo!). Scopri come evitare questi scivoloni e migliorare il tuo uso degli aggettivi. Cos'è un Aggettivo? L'aggettivo è una parte variabile del discorso che si unisce a un nome per determinare o specificare caratteristiche o proprietà. Esempi: Un cane nero Una casa grande Una battuta divertente Molti pensano che gli aggettivi siano facili da imparare, soprattutto perché vengono introdotti fin dal livello principiante. Tuttavia, gli errori sono molto frequenti, anche tra gli italiani! Di seguito esploreremo quelli più comuni. Gli Aggettivi: Errori Comuni 1. Aggettivi in -CIA e -GIA al Plurale Ti sei mai chiesto se scrivere maglie grigie o maglie grige? Non sei solo! Questo è uno degli errori più frequenti. La regola è semplice: Se la lettera che precede -cia/-gia è una vocale (fradicia, grigia), la "i" si conserva al plurale (fradicie, grigie). Se la lettera che precede -cia/-gia è una consonante (liscia, saggia), la "i" si rimuove al plurale (lisce, sagge). Ricorda: Non andare a caso! Segui questa regola per evitare errori. 2. Errori di Concordanza La concordanza tra nome e aggettivo è essenziale, ma può causare confusione. Alcuni errori comuni includono: La casa granda (corretto: la casa grande) Il libro tristo (corretto: il libro triste) Le ragazze intelligente (corretto: le ragazze intelligenti) Altri errori includono: Aggettivi come "incinta": al plurale, diventa "incinte" (non "incinta"). Aggettivi in -ista: rimangono invariati al singolare, ma cambiano al plurale. Esempio: una donna altruista, un uomo altruista / due donne altruiste, due uomini altruisti Quando l'aggettivo si riferisce a più nomi di genere diverso, segui queste regole: Per persone, usa il plurale maschile: La mamma e il papà sono simpatici. Per cose, usa di solito il plurale maschile, ma se l'ultimo nome è femminile plurale, puoi concordare al femminile: Un armadio e due sedie neri / Un armadio e due sedie nere. 3. Aggettivi con Nomi Collettivi I nomi collettivi come "folla", "famiglia" o "squadra" richiedono che l'aggettivo sia al singolare. Esempi: Una folla furiosa Una famiglia felice 4. Errori di Ortografia Alcuni aggettivi possono creare dubbi sull'ortografia. Ecco alcune regole da tenere a mente: Con i o senza i? Ingegnoso (non ingegnioso) Cosciente (non coscente) Scemo (non sciemo) Cieco (persona che non vede) MA ceco (abitante della Repubblica Ceca) Con c o con q? Innocuo (non innoquo) Proficuo (non profiquo) Iniquo (e non inicuo) Ricorda: gli aggettivi derivati dalla parola "acqua" usano cq (esempi: acquatico, acquoso). 5. Posizione dell'Aggettivo La posizione dell'aggettivo può cambiare il significato. Ecco alcuni esempi: Un alto dirigente (dirigente con carica di livello superiore) VS un dirigente alto (di statura) Un vecchio amico (amico di lunga data) VS un amico vecchio (anziano) L'italiano è abbastanza flessibile sulla posizione dell'aggettivo, ma fai attenzione a questi casi! 6. Troppo pochi o troppi pochi? Questa distinzione è spesso fonte di errore. Ecco la regola: Troppo pochi: avverbio Troppi: aggettivo La frase corretta è: I miei libri sono troppo pochi. Oppure: I miei libri sono troppi. 7. Falsi Amici: Attenzione al Significato! Alcuni aggettivi possono sembrare legati a una parola, ma il loro significato è completamente diverso: Cinofilo: riguarda i cani, non il cinema. Fragrante: si riferisce a un profumo, non alle fragole. Accattivante: significa attraente, non cattivo. 8. Mai dire "più migliore"! "Migliore" è già un comparativo, quindi non aggiungere "più".
Le laureate italiane guadagnano la metà dei colleghi maschi, il che porta l'Italia ad avere il più grande divario di genere all'interno dell'area Ocse. Guardiamo i dati, mentre cerchiamo di capire come mai una sentenza della Corte di giustizie Ue impone ad Apple di pagare 13 miliardi di tasse arretrate all'Irlanda e Google viene condannata per abuso di posizione dominante. ... Qui il link per iscriversi al canale Whatsapp di Notizie a colazione: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione ... Qui gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Oggi parliamo della posizione di Trump sui paesi NATO nel caso di invasione della Russia e della storia delle Foibe e del “Giorno del ricordo”. ... Qui il link per iscriversi al canale Whatsapp di Notizie a colazione: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione ... Qui gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'ultimo capitolo del lungo conflitto israelo-palestinese ha portato a una delle più gravi escalation degli ultimi decenni, con centinaia di vittime civili e tensioni internazionali che si fanno sempre più tese. Il bilancio dei morti continua a salire mentre il mondo osserva con crescente preoccupazione.