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Cristina Vezzaro"Non siamo stati bravi"Ingeborg Bachmann, Max FrischLettere 1958-1972Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itFesta del Racconto, Carpivenerdì 2 ottobre, ore 17.00Requiem per Ingeborgcon Cristina Vezzaro e Tommaso Pincio Conduce Alessandra Iadicicco. Letture di Sara GozziCent'anni fa nasceva Ingeborg Bachmann, poetessa, scrittrice e giornalista austriaca, considerata una delle voci più importanti del Novecento. Per celebrarla, Feltrinelli pubblica il carteggio con Max Frisch, Non siamo stati bravi, mentre Adelphi manda in libreria Requiem per Fanny Goldmann oltre a un inedito di Fleur Jaeggy, Gli ultimi giorni di Ingeborg. Da poco è uscito nelle sale in Germania e in Austria il docufilm ispirato alla sua figura, con Sandra Hüller nel ruolo della protagonista. Insomma, si torna a scoprire, a riscoprire, a leggere Ingeborg Bachmann. Era ora."Non siamo stati bravi"Ingeborg Bachmann, Max FrischFeltrinelli EditoreNella primavera del 1958 Ingeborg Bachmann ha trentadue anni. È già nota al pubblico per i suoi versi, fa parte del Gruppo 47 e con il radiodramma Il buon Dio di Manhattan è pronta ad affermarsi come la nuova voce della letteratura austriaca. Max Frisch, vent'anni più grande di lei, già romanziere e drammaturgo di successo, impegnato nella regia di Omobono e gli incendiari, scrive alla “giovane poetessa” esprimendo entusiasmo per la sua opera. La risposta di Bachmann nel giugno 1958 segnerà l'inizio di una corrispondenza che, dal loro primo incontro fino a molto tempo dopo la brusca separazione, testimonia, nelle circa trecento lettere sopravvissute, la vita, l'amore e i travagli di una delle coppie più famose della letteratura di lingua tedesca. Sullo sfondo dell'ambiente artistico tedesco e italiano, evocato dai numerosi soggiorni a Roma, vicinanza e distanza, ammirazione e rivalità, gelosia, pulsioni di fuga e paura dell'abbandono, così come la difficoltà, per due scrittori, di condividere spazi di lavoro e vita di coppia, fanno di questi resoconti autobiografici un documento prezioso per conoscere da vicino vita e opere di due testimoni unici della cultura europea del secondo dopoguerra.“Sentimenti? Tristezza, rimorso, amarezza, vergogna. Ho pianto. Ti ho amata molto all'inizio e quando abbiamo preso questa casa. E in un certo senso serberò sempre affetto per te, nel senso di una ferita insanabile. Non siamo stati bravi. Perdonami se includo anche te; nemmeno tu, Ingeborg, sei stata brava.” - Max Frisch a Ingeborg Bachmann, Roma, 2 luglio 1963La corrispondenza privata tra i due maggiori intellettuali di lingua tedesca del secolo scorso, in un'edizione critica corredata da un vasto apparato di commenti e da una doppia biografia.Traduzione delle Lettere: Cristina VezzaroTraduzione del Commento: Emilia BenghiCristina Vezzaro ha studiato Traduzione all'Università di Ginevra. Ha iniziato a occuparsi di traduzione editoriale nel 1997, collaborando con la rivista «Internazionale». Dal 2005 si dedica alla traduzione di narrativa, poesia e saggistica per diverse case editrici italiane. Tra gli autori e autrici sinora tradotti vi sono Fouad Laroui (Prix Goncourt de la Nouvelle), Antje Rávik Strubel (Deutscher Buchpreis), Tijan Sila (Bachmannpreis), Ulrike Draesner, Iris Wolff, Ulrich Peltzer e Kathrin Röggla. Nel 2026 è uscita la sua traduzione del carteggio tra Ingeborg Bachmann e Max Frisch Non siamo stati bravi. Lettere 1958-1972, Feltrinelli.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giornate di notizie sui bilanci dei club: bilanci attuali come quello in rosso della Juventus, bilanci passati come quelli contestati al Manchester City. Insomma, abbiamo bisogno di convocare Marco Bellinazzo de Il Sole 24 Ore per capirci qualcosa.Dai conti in banca ai gol che stiamo vedendo nelle partite di Nations League e che ci sta raccontando Federico Zancan su Sky Sport. Lo interroghiamo insieme al nostro Carlo Pellegatti.
Come è stato realizzato Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time? Quante volte è stato riscritto il copione, quali tecniche sono state impiegate e quali accantonate, cosa hanno dovuto affrontare i registi, gli animatori e i doppiatori per portare a casa il quarto e ultimo film del Rebuild of Evangelion?In questo episodio parliamo di tutto questo con un focus sulla pre-produzione che ha visto Anno tornare diverse volte sui suoi passi e Tsurumaki e Maeda sfiorare altrettante volte l'esaurimento nervoso. Insomma, un mercoledì qualunque allo studio Khara :3Buon ascolto!E ricorda che se ci sostieni su Patreon c'è un contenuto speciale che abbiamo registrato apposta per te: puoi ascoltarlo QUI ♥◆Dummy System è un podcast realizzato da Eleonora Caruso e Andrea Di Lecce▶ Patreon (per sostenerci): dummysystem▶ Instagram (per scriverci): dummy.system▶ Sito (per leggerci): dummy-system.com
L'Italia è fatta di piccoli comuni che portano con sé tradizioni più o meno antiche. E scoprirle è veramente un gioco. Per questo Radio 24 e il Touring Club sono ancora una volta insieme per la "Caccia ai Tesori Arancioni", l’iniziativa di Touring che si svolgerà domenica 5 ottobre in molti comuni italiani. Noi di Off Topic in questo episodio vogliamo entrare nelle case degli abitanti di questi luoghi insieme ad Andrea Bora, responsabile certificazioni e programmi territoriali del Touring Club Italiano, per scoprire il vicolo più piccolo d'Italia, il paese con meno abitanti e altre curiosità del nostro Paese. Insomma, vogliamo entrare con voi nei piccoli luoghi comuni d'Italia.
Parliamo di Sheep in the Box, il nuovo film di Hirokazu Koreeda presentato in concorso a Cannes 2026 un film sull'intelligenza artificiale che non parla di intelligenza artificiale, ma di lutto, di colpa, e di cosa siamo disposti a credere pur di non lasciare andare qualcuno. Insomma un film di Kore'eda
Generazione di fenomeni quella delle campionesse e dei campioni che stanno illuminando in questi ultimi lustri lo sport italiano. Ma ci sono imprese che restano incise nella storia, e anzi e meglio, su una coppa, che è simbolo e storia. Sì, perché la Henley Royal Regatta sta al canottaggio inglese come il trofeo di Wimbledon sta al tennis. Si svolge sul Tamigi appunto nella cittadina di Henley on Thames dal 1839, e coinvolge per sei giorni tra fine giugno e inizio luglio diversi equipaggi in sfide a eliminazione diretta uno contro uno su un campo di gara di circa 2100 metri. Insomma, chi vince qui, è il dominatore del canottaggio mondiale. E quest'anno proprio l'Italia ha fatto una doppia impresa: l'oro del quattro di coppia (che segue quello conquistato nel 1989), e soprattutto quello del due senza femminile, primo storico successo delle donne azzurre in 187 anni di storia. Protagoniste le due ospiti di oggi della nostra puntata: Laura Meriano e Alice Codato. Attraverso le loro parole, inoltre, rivivremo anche l’impresa del primo italiano che riuscì - nel 1914, all’alba della Grande Guerra - a trionfare ad Henley, il comasco Giuseppe Sinigaglia, cui oggi è intitolato lo stadio di Como.olympia@radio24.itLa regia della puntata è di Carlo Salvatore
La storia spesso ci racconta gli eventi in modo un po’ troppo romantico, e quella degli ultimi giorni di Giulio Cesare non è da meno. Previsioni, sogni premonitori e frasi mai pronunciate. Insomma, in questa puntata troverete un po’ di spunti di riflessione e soprattutto la verità sulla frase pronunciata in punto di morte dall’imperatore quando vide… forse non suo figlio adottivo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nella mattinata di martedì 15 settembre, nel programma Gli Spaccanotizie, Fabiana e Claudio Chiari hanno ospitato in diretta Davide Agostini. Il 21enne del padovano ci ha presentato il Grandinometro, un'applicazione innovativa nata per contrastare i danni causati dalle violente grandinate attraverso una rete di monitoraggio collaborativa. Il progetto si distingue come un vero e proprio social network meteorologico, dove oltre 300.000 utenti agiscono come sensori umani segnalando in tempo reale le precipitazioni che i radar tradizionali non riescono a prevedere con certezza. «Noi cerchiamo anche di aiutare chi si trova per strada, perché all'interno dell'applicazione abbiamo oltre 8.000 posti segnalati in Italia, che sono posti ritenuti sicuri: quindi pensiline dei distributori, parcheggi coperti dei supermercati, il multipiano vicino ai centri urbani... Insomma posti in cui ripararsi nel momento in cui ci si trova in macchina e si ha bisogno di ripararsi dalla grandine», ci spiega Davide.
In questo episodio parliamo di comunicazione. Attraverseremo la storia e analizzeremo come, fin dalle origini, l'essere umano abbia utilizzato la scrittura come importante mezzo di comunicazione. Lettere e messaggi che, nel tempo, sono diventati veri e propri racconti di vita. Parleremo dell'evoluzione della lettera e dei metodi di spedizione, fino ad arrivare al francobollo. Insomma, vi racconteremo come le parole hanno viaggiato nel tempo… e non solo. Buon ascolto! Dani & Lia ~~~ In this episode, we explore the history of communication through letters and messages, stories of life carried across time. From the evolution of letter writing and delivery methods to the invention of the postage stamp, we'll discover how words have traveled through history… and much more.
A tre anni dal messaggio del Governo il Piano energetico e climatico cantonale va finalmente in aula, nella seduta di Gran Consiglio che si apre domani 14 settembre. 3 anni di discussioni in commissione, alla ricerca di compromessi per un'adesione la più ampia possibile alla strategia su energia e clima del Canton Ticino. Siamo a metà dell'opera – verrebbe da dire – ma in mezzo c'è ancora tutta la discussione in parlamento e non è detto che quanto sostenuto nel rapporto di maggioranza della Commissione Ambiente territorio e energia venga accolto in toto dalla maggioranza dei deputati. Già perché dalla commissione è uscito anche un rapporto di minoranza che chiede di respingerlo e in aula saranno presentati svariati emendamenti volti a rafforzare oppure a indebolire la struttura del Piano. E il tutto infine potrebbe anche essere rimandato in commissione. Insomma attorno al PECC la politica si divide tra chi vi legge una svolta ecologica ed economica necessaria e imprescindibile, chi ne condivide i principi ma chiede una certa flessibilità e chi infine chiede di bocciarlo perché manca di trasparenza sui costi e parte da premesse ormai obsolete. Ne discutiamo con Massimo Mobiglia, deputato dei Verdi liberali e relatore di maggioranzaGianluca Padlina, il Centro, favorevole con riservaAlain Bühler, capogruppo UDC , contrario
Ti è mai capitato di regalare dei fiori in Italia e di ricevere in cambio una faccia… perplessa? Forse hai scelto i fiori "sbagliati" — sì, in Italia esistono i fiori sbagliati, e in questo articolo scoprirai quali! O di andare dal parrucchiere, chiedere "un taglio" e uscire con dieci centimetri di capelli in meno? In questa guida trovi 36 frasi italiane autentiche per sopravvivere a sei situazioni della vita quotidiana in Italia: dal fioraio allo stabilimento balneare, passando per meccanico, poste, tintoria e parrucchiere. Frasi Utili per la Vita di Tutti i Giorni in Italia In italiano si dice "sbrigare le faccende" oppure "fare le commissioni" per indicare tutte quelle piccole cose pratiche da fare fuori casa: andare dal fioraio, alle poste, in lavanderia, dal parrucchiere… Sono le situazioni in cui hai davvero bisogno di parlare italiano con naturalezza, e in cui i manuali non ti aiutano molto. In questa guida troverai sei luoghi, con sei frasi pronte per ogni luogo, più le curiosità culturali che devi conoscere (spoiler: i crisantemi sono un tabù!) e le strutture grammaticali nascoste dietro le espressioni più utili — dal condizionale di cortesia ai pronomi diretti e indiretti. Situazione 1 — Dal Fioraio Comprare fiori in Italia è un piccolo rituale sociale: si portano a cene, a compleanni, alle mamme, ai malati… Ma ci sono anche regole ferree su cosa comprare, come vedrai tra poco. Intanto, ecco le frasi che ti serviranno al fioraio. "Vorrei un mazzo di fiori, qualcosa di allegro." "Sono per un compleanno: cosa mi consiglia?" "Quanto viene questo mazzo?" "Me li incarta bene? Sono un regalo." "Quanto durano, più o meno?" "Vorrei una pianta resistente, che non muoia subito!" Curiosità Culturale: Mai Regalare Crisantemi! In Italia, mai, MAI regalare crisantemi! In tanti Paesi sono fiori allegri e normalissimi (in Giappone sono addirittura il simbolo dell'imperatore!), ma in Italia i crisantemi sono i fiori dei defunti: si portano al cimitero, soprattutto a inizio novembre, nei giorni di Ognissanti e del Giorno dei Morti. Se ti presenti a una cena con un bel mazzo di crisantemi… la serata parte malissimo! Se vuoi andare sul sicuro, un mazzo misto e colorato va sempre bene. E ricorda: la mimosa è il fiore dell'8 marzo, la Festa della Donna; le rose rosse, invece, lasciale agli innamorati. Grammatica: Qualcosa DI + Aggettivo Hai notato "qualcosa di allegro"? Dopo qualcosa e niente, l'aggettivo vuole sempre la preposizione di: qualcosa di bello, qualcosa di speciale, niente di caro. È una regola fissa e senza eccezioni! E nella frase "una pianta che non muoia subito" si nasconde un congiuntivo! Quando descrivi una caratteristica che desideri (ma che non sei sicuro di trovare), usi il congiuntivo: "cerco una pianta che non muoia", "vorrei un fiore che duri a lungo". Ah, e "vorrei" è il condizionale di cortesia: lo troverai in tutto l'articolo, perché è il re delle richieste gentili! Ultima cosa: tieni d'occhio "me li incarta?": sono pronomi combinati (indiretto mi + diretto li). Torneranno in tante altre frasi di questa guida! Piccola curiosità: se le piante con te non sopravvivono mai, in italiano si dice che non hai "il pollice verde". Situazione 2 — All'Ufficio Postale L'ufficio postale italiano è un mondo a sé: qui si spediscono pacchi, si pagano bollette, si ritira la pensione, si aprono conti… Insomma, è un centro nevralgico. Ed è anche il tempio della pazienza! Ecco le frasi indispensabili. "Devo prendere il numerino?" "C'è molta fila?" "Vorrei spedire questo pacco in Germania." "Quanto ci mette ad arrivare?" "Vorrei fare una raccomandata con ricevuta di ritorno." "Devo ritirare un pacco: ho l'avviso di giacenza." Curiosità Culturale: il Numerino e l'Avviso di Giacenza Alle poste italiane non ci si mette semplicemente in fila: si prende il numerino! È un bigliettino con una lettera e un numero, e poi si aspetta il proprio turno guardando il tabellone. Un consiglio da amica: portati un libro. O due. E l'avviso di giacenza è quel famoso bigliettino che il postino lascia nella cassetta quando non ti trova a casa: significa che il pacco ti aspetta alle poste… e tu sai già cosa ti aspetta lì: il numerino! Grammatica: il Verbo Metterci "Quanto ci mette?" significa "quanto tempo impiega?": è il verbo metterci, che si usa per indicare il tempo impiegato da qualcuno o qualcosa per fare qualcosa: "Il pacco ci mette tre giorni", "Io ci metto dieci minuti per arrivare". Non confonderlo con volerci, che è impersonale: "Ci vuole un'ora per arrivare in centro". Situazione 3 — In Lavanderia e in Tintoria Cappotti, giacche, capi delicati: prima o poi tocca portare qualcosa in tintoria. Ma attenzione: lavanderia e tintoria non sono la stessa cosa. Prima le frasi, poi la differenza. "Vorrei far lavare questo cappotto." "Secondo lei, questa macchia va via?" "Per quando è pronto?" "Quanto costa il lavaggio a secco?" "Passo a ritirarlo giovedì." "Mi si è ristretto un maglione: si può fare qualcosa?" Vocabolario: Lavanderia vs Tintoria Ecco la differenza cruciale: LuogoCosa faChi lavaLavanderiaSpesso self-service, "a gettoni", con lavatrici e asciugatrici a disposizione.Tu, con le tue mani!TintoriaLavaggio professionale, soprattutto a secco, per capi delicati (cappotti, abiti, seta…).I professionisti, per te. E attenzione: "capo" qui non è il boss! Un capo, in questo contesto, è un vestito, un indumento. Grammatica: la Costruzione "Mi si È + Participio" La frase "Mi si è ristretto un maglione" è puro genio italiano! Con la costruzione "mi si è + participio" descrivi qualcosa che è successo… da solo, senza colpa tua. Non "ho ristretto il maglione" (colpa mia), ma "MI SI È ristretto" (il maglione ha deciso di restringersi, io ero innocente!). Funziona con tantissimi verbi: "Mi si è rotto il telefono." "Mi si è bruciata la cena." "Mi si è scarica il computer." "Mi si è smagliata la calza." In italiano, la colpa non è mai nostra! Situazione 4 — Dal Parrucchiere e dal Barbiere Il salone del parrucchiere è un posto quasi sacro in Italia: si va lì per curare i capelli, sì, ma anche per chiacchierare e restare aggiornati su tutto. Ecco le frasi per non uscire con un taglio completamente diverso da quello che volevi! "Vorrei prenotare un taglio per sabato mattina." "Mi spunti solo le punte, per favore." "Vorrei fare shampoo e piega." "Li vorrei un po' più corti ai lati." "Me li può sfoltire un po'?" "Quanto viene taglio e barba?" Vocabolario Essenziale del Parrucchiere Tre verbi che fanno la differenza (per approfondire, guarda anche il vocabolario completo del parrucchiere): VerboSignificatoSpuntareTagliare solo le punte, cioè pochissimo.SfoltireTogliere volume, rendere i capelli meno "folti".Fare la piegaLo styling con phon e spazzola dopo lo shampoo. E nota "Quanto viene?": è un modo molto comune e colloquiale per dire "quanto costa?". La usi anche al ristorante, al mercato… ovunque devi chiedere un prezzo! Il Mistero della "Spuntatina" La frase "solo una spuntatina, eh!" è forse la più pronunciata (e la più ignorata) d'Italia: entri chiedendo mezzo centimetro, esci con un taglio nuovo di zecca. Ma dal parrucchiere ci si va anche per questo: per chiacchierare! Il salone è il salotto del quartiere. Altro che social network! Situazione 5 — Dal Meccanico Prima o poi, se hai un'auto in Italia, dovrai andare dal meccanico. E lì il vocabolario tecnico è tutto specifico! Ecco le frasi che ti servono davvero. "La macchina fa un rumore strano." "Può darci un'occhiata?" "Dovrei fare il tagliando." "Mi fa un preventivo, per favore?" "Mi si è accesa una spia sul cruscotto." "Quando posso passare a riprenderla?" Vocabolario Chiave: Tagliando, Revisione, Preventivo, Spia ParolaSignificatoTagliandoLa manutenzione periodica della macchina (olio, filtri, controlli).RevisioneIl controllo obbligatorio per legge: la prima dopo quattro anni per le auto nuove, poi ogni due anni.PreventivoIl documento con il costo stimato del lavoro. Chiedilo sempre prima!SpiaQuella lucina (di solito arancione o rossa) che si accende sul cruscotto per dirti che qualcosa non va. Hai riconosciuto "MI SI È accesa una spia"? Esatto: è di nuovo la costruzione dell'innocenza che abbiamo visto in tintoria! In italiano, quando si rompe qualcosa nella macchina, ovviamente non è mai colpa tua. Situazione 6 — Allo Stabilimento Balneare Dopo tutte queste faccende, ti sei meritato un premio: la spiaggia! E in Italia la spiaggia ha regole precise. Ecco le frasi che ti servono. Per approfondire, guarda anche il lessico completo della spiaggia in Italia. "Quanto viene un ombrellone e due lettini per la giornata?" "Avete posto in prima fila?" "C'è un po' d'ombra a quest'ora?" "Le docce sono comprese nel prezzo?" "A che ora chiudete?" "Scusi, questo lettino è occupato?" Curiosità Culturale: Stabilimento, Lido o Bagno? Lo stabilimento balneare — chiamato anche lido o, in Romagna, semplicemente bagno (e no, non è la toilette!) — è un pezzo di cultura italiana: file ordinate di ombrelloni colorati, il bagnino sulla torretta, la musica del bar in sottofondo. L'alternativa è la spiaggia libera, gratuita ma senza servizi. E sappi che la "prima fila", quella davanti al mare, costa di più — come a teatro! Tante famiglie italiane prenotano lo stesso ombrellone, nello stesso stabilimento, da generazioni: l'ombrellone è quasi un affare di famiglia! Tabella Riassuntiva delle 6 Situazioni Ecco un riepilogo dei sei luoghi con le espressioni chiave per ognuno. LuogoParole chiaveFrase tipicaDal fioraiomazzo, pianta, incartare, crisantemi"Vorrei un mazzo di fiori, qualcosa di allegro."Alle postenumerino, raccomandata, avviso di giacenza,...
E c'è anche un piccolo jackpot sulla Formula 11. Insomma il malloppo sul Totocalcio cresce e sicuramente aumenterà ancora ora di sabato ore 17:45, quando si chiuderanno le giocate. Vediamo com'è andata settimana scorsa, senza ovviamente vincite rilevanti e soprattutto cosa ci aspetta per il prossimo concorso numero 28/1526 e quali sono i nostri pronostici per tutte le partite in schedina e la selezione finale del 13.
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Un sacrificio di sangue (miniserie Netflix in 5 puntate, 2026) parte da coordinate molto riconoscibili: Stoccolma, un serial killer, atmosfere fredde e plumbee. Insomma, nordic noir in purezza. Ma dentro questa grammatica ormai familiare la miniserie trova almeno una buona intuizione: costruire due indagini parallele. Da un lato bisogna capire chi stia prendendo deliberatamente di mira gli agenti di polizia. Dall'altro bisogna ricostruire che cosa sia realmente accaduto tra Thomas Berg, investigatore incaricato del caso, e suo padre Alfred, ex detective con cui il rapporto è da tempo compromesso.Il titolo diventa così programmatico. Il sangue è quello versato nei delitti, certo, ma è anche quello della discendenza, della famiglia, dei legami che resistono persino quando sembrano spezzati.E come è chiaro fin dal principio, Un sacrificio di sangue lavora consapevolmente dentro un genere che ha ormai codificato regole e cliché molto precisi… “2 voci, 1 serie”: dialoghi sulle cose che ci piacciono, o ci interessano, nel podcast di Mondoserie.Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Conosci queste parole italiane? Quindi, dunque, insomma, allora, infatti: le hai sentite mille volte nei film, nelle canzoni, nelle conversazioni. Ma sai davvero come si usano? Sono parole camaleontiche che cambiano significato a seconda della situazione, e usarle bene fa la differenza tra chi parla "da libro" e chi parla come un madrelingua. Quindi, Dunque, Insomma, Allora, Infatti: Significati, Sfumature e Usi Reali I connettivi sono quelle piccole parole che collegano frasi e idee, dando ritmo e logica al discorso. Gli italiani li usano continuamente, spesso senza nemmeno accorgersene. Se vuoi approfondire l'argomento, puoi consultare la guida completa sui connettivi logici in italiano. Quindi: il Connettivo della Conseguenza Quindi è un connettivo (più precisamente una congiunzione conclusiva) e serve a esprimere la conseguenza di qualcosa. In pratica, significa "perciò", "di conseguenza", "per questo motivo". Primo Uso: Esprimere una Conseguenza Esempio: "Domani ho l'esame di guida, quindi stasera vado a letto presto." Vado a letto presto come conseguenza dell'esame di guida. La causa è l'esame, la conseguenza è andare a letto presto. È la relazione logica più comune di quindi. Secondo Uso: Introdurre una Domanda Quindi ha anche un secondo uso, molto comune nel parlato. Si usa per introdurre una domanda dopo una pausa o un ragionamento: "Quindi, alla fine ci vai a quella festa o no?" Qui quindi non esprime una conseguenza logica vera e propria, ma serve a riprendere il discorso, quasi come dire "allora, dimmi…". È un uso tipico delle conversazioni quotidiane. Dunque: la Versione più Elegante di Quindi La parola dunque è la "cugina raffinata" di quindi. Significa praticamente la stessa cosa, ma è più formale e letteraria. Se quindi lo dice tua nonna al mercato, dunque lo dice il professore di filosofia all'università. Per altre congiunzioni italiane, c'è una guida completa dedicata. La Sottile Differenza con Quindi Mentre quindi esprime una conseguenza generica, dunque è più orientato a esprimere una deduzione logica, una conclusione di un ragionamento. Esempio celeberrimo: "Penso, dunque sono." Questa frase è del filosofo francese Cartesio: l'originale latino è "Cogito ergo sum", e questa è la traduzione italiana più diffusa. Mostra perfettamente l'uso deduttivo di dunque: dal fatto che io penso, deduco che esisto. Per altre citazioni famose in italiano, puoi consultare la guida dedicata. Un esempio più quotidiano: "La macchina di Marco non è in garage, dunque è già uscito." Qui si sta facendo una deduzione logica: macchina assente, di conseguenza Marco è uscito. Dunque per Introdurre il Discorso Come quindi, anche dunque può introdurre un discorso o una domanda, sempre in modo più ricercato: "Dunque, dimmi tutto: com'è andato il colloquio?" Riepilogo: nella vita di tutti i giorni quindi e dunque si possono spesso scambiare. La differenza è soprattutto di registro: dunque suona più colto, quindi è più comune nel parlato quotidiano. ConnettivoRegistroUso principaleQuindiInformale, quotidianoConseguenza genericaDunqueFormale, letterarioDeduzione logica Insomma: la Parola dai Tre Volti Insomma è una delle parole più versatili dell'italiano. Si usa più spesso all'inizio della frase, anche se può comparire alla fine con valore riassuntivo. Per esempio: "Era stanco, affamato, infreddolito, insomma… distrutto!". Ha tre significati principali. Primo Significato: Introdurre una Conclusione o un Riassunto "Insomma, dopo tre ore di discussione, abbiamo deciso di ordinare la pizza." Qui insomma riassume una situazione lunga e arriva al punto. È come dire "per farla breve", "alla fine dei conti". Secondo Significato: Esprimere Irritazione o Fastidio "Insomma, vuoi smetterla di farmi domande?!" In questo caso insomma è un'esclamazione che esprime impazienza. Immagina una mamma che dopo l'ennesima domanda del figlio piccolo perde la pazienza: è il contesto perfetto per questo uso. Terzo Significato: Esprimere Mediocrità "Ti è piaciuta la cena al ristorante? – Mah… insomma…" Quando si risponde insomma con un tono indeciso, si sta dicendo che qualcosa non era un granché. Niente di terribile, ma neanche da consigliare. Una via di mezzo, né bello né brutto, mediocre. Allora: la Parola Jolly dell'Italiano Allora è una parola che gli italiani usano dappertutto. In Italia è praticamente impossibile passare un giorno senza sentirla decine di volte. Per un approfondimento completo, puoi consultare la guida sul significato e gli usi di "allora" in italiano. Primo Uso: Trarre una Conclusione In questo caso allora è simile a quindi: "Non hai studiato per l'esame? Allora è normale che tu sia stato bocciato!" Qui allora introduce una conseguenza logica rispetto a quello che è stato detto prima. Secondo Uso: Introdurre un Discorso o Prendere Tempo Questo è forse l'uso più comune nel parlato: "Allora… cosa volevo dirti? Ah sì, ho prenotato il ristorante per sabato!" In questa funzione allora è un riempitivo: serve a organizzare le idee, a prendere tempo per pensare. È l'equivalente italiano di "so…" o "well…". Per scoprire altri intercalari, puoi leggere la guida sui riempitivi in italiano. Terzo Uso: "A Quel Tempo", "In Quel Periodo" Questo è un uso più letterario e meno conosciuto dagli studenti: "Negli anni '90 non esistevano gli smartphone, e allora ci si dava appuntamento al bar sperando che l'altro arrivasse!" In questa frase allora non significa quindi, ma "in quel momento del passato". È un uso elegante, perfetto per raccontare ricordi e momenti del passato. Infatti: il Connettivo della Conferma Infatti si usa per confermare qualcosa che è stato detto, spesso aggiungendo un'informazione che lo dimostra. È come dire "è proprio così, e te lo dimostro". È una di quelle parole tipiche di chi vuole parlare italiano come un madrelingua. Primo Uso: Confermare con una Prova "Luca è bravissimo in cucina, infatti ha aperto un ristorante l'anno scorso." L'apertura del ristorante è la prova che Luca è bravo in cucina. Infatti collega l'affermazione e la sua dimostrazione. Secondo Uso: Dare Ragione a Qualcuno Infatti può anche essere usato da solo, come risposta in una conversazione: "Questo caffè è davvero buono!" – "Infatti!" In questo caso infatti significa "hai proprio ragione", "sono completamente d'accordo con te". È fondamentale usarlo con il tono giusto: detto con poco entusiasmo sembra che si stia rispondendo per cortesia. Attenzione al Falso Amico: Infatti vs In Realtà Molti studenti, soprattutto inglesi o spagnoli, confondono infatti con "in fact" o "de hecho", che spesso si traducono con "in realtà" in italiano. La differenza è fondamentale: infatti CONFERMA, mentre in realtà CORREGGE. ConnettivoFunzioneEsempioInfattiConfermaÈ francese, infatti parla franceseIn realtàCorreggePensavo fosse francese, in realtà è belga Per altri errori simili, puoi consultare la guida sui falsi amici in italiano. Tabella Riassuntiva dei 5 Connettivi Ecco una tabella riassuntiva con i 5 connettivi e i loro principali usi. Per altre espressioni colloquiali italiane, c'è una guida dedicata. ConnettivoSignificato principaleEsempioQuindiConseguenzaPiove, quindi prendo l'ombrelloDunqueDeduzione logica (formale)Penso, dunque sonoInsomma (1)Riassunto, conclusioneInsomma, abbiamo deciso di partireInsomma (2)Irritazione, fastidioInsomma, basta!Insomma (3)Mediocrità (così così)Com'era? Mah, insomma…Allora (1)ConseguenzaNon studi? Allora sarai bocciatoAllora (2)Introduzione, riempitivoAllora, cosa volevo dirti?Allora (3)"A quel tempo" (letterario)Negli anni '80, allora, non c'era internetInfattiConfermaÈ bravissimo, infatti ha vinto il premio Domande Frequenti Qual è la Differenza tra "Quindi" e "Dunque"? Entrambi esprimono una conseguenza, ma quindi è più informale e usato nel parlato quotidiano, mentre dunque è più formale e indica una deduzione logica. In molti contesti sono intercambiabili. "Insomma" si Mette all'Inizio o alla Fine della Frase? Si usa più spesso all'inizio della frase, ma può comparire anche alla fine con valore riassuntivo, come in "Era stanco, affamato, insomma… distrutto!". Dipende dalla funzione che si vuole dare alla parola. "Allora" e "Quindi" Sono Sinonimi? In alcuni contesti sì, soprattutto quando entrambi introducono una conseguenza. Ma allora ha più significati: può servire come riempitivo per introdurre un discorso o significare "a quel tempo". Quindi è più limitato all'idea di conseguenza. Perché "Infatti" Non Si Traduce con "In Fact"? Perché infatti in italiano serve a confermare qualcosa, mentre "in fact" in inglese (e "de hecho" in spagnolo) spesso introduce una correzione. La traduzione corretta in italiano in quel caso è "in realtà". Si Possono Usare Questi Connettivi nello Scritto Formale? Dipende dal connettivo. Dunque e infatti sono perfettamente adatti anche allo scritto formale. Quindi è accettabile ma più colloquiale. Allora e insomma sono più tipici del parlato e andrebbero usati con cautela in contesti molto formali. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test su Quindi, Dunque, Insomma, Allora, Infatti", "description": "Quiz interattivo sui connettivi italiani quindi, dunque, insomma, allora e infatti con 10 domande sui loro significati, sfumature e usi reali.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale connettivo è più formale e indica una deduzione logica?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Dunque" } }, { "@type": "Question", "name": "Nella frase 'Mah… insomma…' come risposta a una domanda,...
Dovrebbero essere piu grandi e piu frequenti...ma anche no! Insomma in UK è allarme ragni per il mese di settembre.
Oppure bilancia impedenziometrica. Insomma quelle che ti dicono non solo quanto pesi ma anche la percentuale di massa grassa del nostro corpicino. Come funzionano? Sono precise? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
I problemi dell'informatico al ritorno dalle vacanze - il rito dell'odissea artificialeTornare e' un po' morire. O partire ? Non ricordo … ma ogni anno riaccendo Windows dalle vacanze e ho qualche sorpresa.Quest'anno e' WordPress core da aggiornare rapidamente ai clienti i cui hosting curo e Windows Defender che diventa prepotente, piccatino, invadente e incompatibile con gli altri tool che comunemente si possono usare. Risultato? PC lentissimo all'avvio.E cosi' mi trovo ad aspettare un aggiornamento ad alcuni dei miei tool di sicurezza (altri ancora vanno benone) dopo aver fatto una marea di controlli. La AI mette a rischio WordPress, la AI aiuta a controllare rapidamente lo stato di un sistema scrivendo i comandi che a memoria non si possono ricordare.Et voila', risolto. E per te ? Un trucco.Nel cercare i programmi piu' pesanti all'avvio ho chiesto all'AI di aggirare i meccanismi standard, e mi consiglia qualcosa di ovvio: invece di spuntare l'opzione: lancia l'app all'avvio, metterla negli eventi schedulati, che vengono eseguiti subito dopo l'avvio, velocizzando tutto.Insomma: anche questa volta abbiamo pulito un po' i pc e trovato una nuova soluzione. E tu ? Quali problemi ti arrivano al ritorno delle vacanze ?
Hai mai guardato un film italiano e sentito frasi brevissime che ti hanno lasciato perplesso? Hai capito le singole parole, ma il senso ti è completamente sfuggito. Queste sono le espressioni colloquiali che gli italiani usano ogni giorno — quelle che raramente si trovano nei manuali di grammatica, ma che fanno tutta la differenza quando si vuole parlare in modo davvero naturale. In questo articolo le trovi divise per situazione, con esempi pratici e le curiosità linguistiche più interessanti. 18 Modi di Dire Italiani Autentici 1. Accettare un Invito o una Proposta Quando un amico italiano ti propone qualcosa — uscire, fare un favore, organizzare insieme — rispondere con un semplice «certo» o «va bene» è corretto, ma suona un po' piatto. Queste alternative sono molto più naturali e ti faranno sembrare immediatamente più a tuo agio nella lingua. "Ci Sto!" Letteralmente significa «ci sono dentro» — cioè «partecipo, accetto». È un'espressione entusiasta e immediata, perfetta per accettare un invito in modo spontaneo e vivace. Esempio: «Sabato sera andiamo a ballare, ti va?» — «Ci sto!» "Affare Fatto!" Molto italiana. Si usa quando ci si mette d'accordo su qualcosa, soprattutto dopo una piccola trattativa o uno scambio. Trasmette soddisfazione reciproca — come stringersi la mano verbalmente. Esempio: «Se mi aiuti con il trasloco, ti offro la cena.» — «Affare fatto!» "Come No!" Attenzione: questa è una di quelle espressioni che possono confondere gli stranieri, perché letteralmente sembra una negazione. In realtà è una conferma forte — quasi un «ma certo, ovviamente sì!». Funziona come risposta spontanea e generosa. Esempio: «Mi presti la macchina domani?» — «Come no, nessun problema!» "Ci Mancherebbe!" Si usa per accettare qualcosa con grande generosità, quasi a dire «figurati, non c'è nemmeno bisogno di chiedere». È una delle espressioni più calorose e ospitali dell'italiano colloquiale. Esempio: «Posso restare a dormire da te stanotte?» — «Ci mancherebbe altro!» Curiosità: «ci mancherebbe» è una forma abbreviata di «ci mancherebbe altro» — letteralmente «sarebbe una cosa che mancherebbe in più ai problemi». Un modo molto elegante per dire «ovviamente sì». 2. Esprimere Stupore Gli italiani hanno una naturale tendenza all'espressività — quando qualcosa sorprende, lo si fa capire subito e con forza. Queste espressioni servono a reagire a notizie inaspettate, situazioni assurde o rivelazioni sorprendenti, e si usano tantissimo nella conversazione quotidiana. "Ma Va?!" Espressione iconica. Si usa quando si sente qualcosa di inaspettato. Il tono fa tutta la differenza: detto con genuina sorpresa esprime incredulità positiva; con un tono piatto o ironico può sembrare scetticismo. Esempio: «Sai che Marco si è sposato la settimana scorsa?» — «Ma va?! Non lo sapevo!» "Sul Serio?!" Simile a «davvero?», ma più colloquiale e spontanea. Si usa in continuazione nella conversazione informale per mostrare interesse e sorpresa genuina. Esempio: «Ho vinto cinquecento euro alla lotteria.» — «Sul serio?!» "Roba da Matti!" Si usa quando qualcosa sembra assurdo, incredibile o completamente fuori dalla norma. Ha sempre una sfumatura di incredulità — come a dire «non ci credo, è una follia». Esempio: «Ho aspettato tre ore in fila alle poste!» — «Roba da matti!» "Ammazza!" Di origine tipicamente romana, ma ormai diffusa in tutta Italia. Esprime grande sorpresa, spesso positiva. Si sente moltissimo nella conversazione informale tra giovani. Esempio: «Ho preso trenta all'esame di matematica!» — «Ammazza, complimenti!» 3. Dare un Giudizio o Reagire a Qualcosa Quando si vuole commentare qualcosa — un film, un ristorante, un evento — l'italiano offre molte più sfumature del semplice «bello» o «brutto». Queste espressioni permettono di esprimere entusiasmo, delusione o indifferenza in modo molto più naturale e preciso. "Una Bomba!" Si usa per dire che qualcosa è fantastico, eccezionale. È un giudizio entusiasta e immediato, spesso accompagnato da un tono di voce enfatico. Esempio: «Com'era la pizza ieri sera?» — «Una bomba! Devi assolutamente provarla!» "Da Paura!" Letteralmente significherebbe «che fa paura», ma in realtà è un complimento enorme. È uno di quei casi tipici dell'italiano in cui una parola negativa viene usata in senso positivo per amplificare l'entusiasmo. Esempio: «Hai visto il nuovo film di Sorrentino?» — «Da paura, te lo consiglio!» "Una Schifezza!" L'opposto di «una bomba». Si usa quando qualcosa è proprio brutto, deludente o di pessima qualità. È molto colloquiale e informale — meglio evitarla in contesti formali. Esempio: «Com'era il ristorante?» — «Una schifezza, non ci torno mai più!» "Niente di Che" Si usa per dire che qualcosa è normale, nella media, nulla di speciale. È un giudizio educato ma poco entusiasta — non è un insulto, ma non è nemmeno un complimento. Esempio: «Ti è piaciuto il concerto?» — «Mah, niente di che...» "Mica Male!" Significa «abbastanza buono, non malaccio» — un giudizio positivo ma misurato, senza eccessi. Contiene la parola «mica», una delle particelle più caratteristiche dell'italiano colloquiale. Esempio: «Hai assaggiato il tiramisù di Maria?» — «Mica male, davvero buono!» Curiosità: la parola «mica» viene dal latino mica, che significava «briciola di pane». Quindi «mica male» significa letteralmente «neanche una briciola di male» — un'immagine bellissima nascosta in una parola di uso quotidiano. 4. Chiudere o Concludere un Discorso Queste espressioni si usano per mettere un punto a una conversazione, trarre le conclusioni di un ragionamento o accettare una situazione con rassegnazione. Sono piccole parole con un grande peso comunicativo — capirle e usarle correttamente è uno dei segnali più chiari di un italiano davvero fluente. "E Vabbè!" Versione contratta di «e va bene». Si usa per accettare una situazione, spesso un po' a malincuore, e chiudere il discorso senza drammi. È una piccola resa filosofica — «non è quello che volevo, ma vada così». Esempio: «Mi dispiace, stasera non posso venire.» — «E vabbè, sarà per la prossima volta!» "Pazienza!" Si usa quando qualcosa non è andato come sperato, ma ci si fa una ragione. Non è rassegnazione triste — è una forma di accettazione serena e matura, tipica della filosofia quotidiana italiana. Esempio: «Il treno è in ritardo di due ore.» — «Pazienza, aspetteremo!» "Alla Fine" Espressione utilissima per tirare le conclusioni di un discorso o di un ragionamento. Non indica necessariamente la fine temporale di qualcosa — significa piuttosto «dopo tutto», «tutto sommato», «in ultima analisi». Esempio: «Alla fine ho deciso di accettare il lavoro a Milano.» "Insomma" Una delle parole più italiane in assoluto. Si usa per riassumere ciò che si è detto, per concludere un pensiero o per introdurre una sintesi. Può anche esprimere una leggera esitazione o insoddisfazione — il tono fa la differenza. Esempio: «Insomma, quello che voglio dire è che dobbiamo organizzarci meglio.» "Tanto" Una parola piccola ma carica di significato. In questo uso specifico non significa «molto», ma serve a chiudere un discorso esprimendo rassegnazione o accettazione inevitabile — come a dire «non cambia nulla comunque». Esempio: «Non studio più, tanto non passerò mai questo esame!» Domande Frequenti Perché "Come No" Significa "Sì" in Italiano? È uno di quei casi in cui la forma grammaticale e il significato pragmatico vanno in direzioni opposte. «Come no» è una risposta retorica che presuppone l'ovvietà del sì — come a dire «come potrebbe essere diversamente?». L'interrogativa negativa implica che negare sarebbe assurdo, quindi il significato è una conferma forte. Funziona in modo simile all'inglese «of course» o al francese «bien sûr». Cosa Significa Esattamente "Mica" in Italiano? «Mica» è una particella negativa colloquiale che rafforza o attenua una negazione — simile a «mica tanto», «mica male», «non è mica facile». Viene dal latino mica («briciola»), e nell'uso moderno indica spesso che qualcosa non è affatto vero o non è affatto nel modo che si potrebbe pensare. È una delle parole più tipiche del parlato italiano informale. Qual È la Differenza tra "Da Paura" e "Una Bomba"? Entrambe esprimono un giudizio molto positivo, ma con sfumature diverse. «Una bomba» è più immediata e viscerale — si usa spesso per il cibo, uno spettacolo o un'esperienza che ha colpito subito e con forza. «Da paura» ha una sfumatura di impressione più generale e si presta bene anche per descrivere una persona particolarmente bella o in gamba. Nella pratica le due sono spesso intercambiabili. "Insomma" È Sempre Usato per Concludere? No — «insomma» ha usi diversi a seconda del contesto. Può introdurre una sintesi o una conclusione («insomma, la situazione è questa»), ma può anche esprimere insoddisfazione o ambiguità («com'è andata?» «insomma...» = non benissimo). In quest'ultimo caso il tono esitante dice più delle parole stesse. È una di quelle parole che si capisce davvero solo ascoltando gli italiani parlare. Queste Espressioni Si Usano in Tutta Italia o Solo in Alcune Regioni? La maggior parte — come «ci sto», «affare fatto», «roba da matti», «mica male», «insomma» — sono diffuse in tutta Italia e appartengono all'italiano colloquiale standard. Alcune hanno origini regionali precise: «ammazza» è tipicamente romana, «vabbè» ha radici napoletane. Nel tempo, però, molte espressioni regionali si sono diffuse a livello nazionale grazie alla televisione, al cinema e ai social media. Se vuoi continuare a parlare l'italiano che si sente davvero per strada, non fermarti qui — continua con l'articolo dedicato alle 50+ frasi che gli italiani usano
Da 4.000 a 74.000 attacchi esplorativi in pochi giorni - l'aiuto della AITroppi. Tutti insieme.La difesa ? Un misto virtuoso di fiducia, controlli, consapevolezza e non lasciarsi schiacciare dagli ipercretici. Tempi difficili, ma danno soddisfazioni.Parliamo oggi di come si integra la difesa informatica tra tecniche custom, monitori, tool nuovi, consulenza della AI tra balle e informazioni corrette. Una sola di questa ha migliorato l'efficienza di uno script da 200 millisecondi a 0.1 millisecondi.Considerando che lo script viene eseguito centinaia di volte al secondo …Insomma una bella giornata di studio e di soluzioni.
Visto che c'è voluto poco? A distanza di pochissime settimane torna Salta Intro, con un sacco di recensioni da fare, poche serie da annunciare, e perfino un brutto lutto seriale capitato in questi giorni. Insomma, si ricomincia col consueto entusiasmo e con la speranza che stia per finire la caldazza, perché veramente anche basta.(00:00:00) IntroduzioneDai che piove(00:01:14) Le serie in arrivoIn realtà non arriva niente(00:02:27) Le NewsL'addio a Hayden Panettiere e il ritorno (più o meno) di Sons of Anarchy(00:08:30) Le recensioni no spoiler-Alley Cats (Netflix)-Fightland (Starz, in Italia su MGM+)-Lanterns (HBO MAX)-Reacher Stagione 4 (Prime Video)-Star Wars: Visions Presents - The Ninth Jedi (Disney+)-Sterling Point (Prime Video)-Ted Seconda e ultima stagione (ancora inedita in Italia)-The Shards (Disney+)(00:32:28) La CommunitySiamo la crème de la crème(00:48:53) Le recensioni spoiler(00:48:59) Cape Fear 1x10 (Apple TV)(00:51:22) Sugar 2x07-08 (Apple TV)(00:53:28) Stuart Fails to Save the Universe 1x02-03(00:53:56) Lucky 1x06-06-07(00:55:49) Ted Lasso 4x02-03(00:59:56) House of the Dragon 3x06 (HBO MAX)
Anno del Signore 2026, 6 agosto, inizio una sessione di prompt.L'idea e' chiara, lo stile pure, i contenuti anche.E si inizia. Inizio a chiedere alla Ai, all'inizio non mi seguiva. Poi ha capito e io ho capito come farle seguire le mie istruzioni.E' stato un crescendo di creatività per lei e per me, dove ho potuto scavare nel progetto e far emergere ulteriori idee accattivanti.Fino a quando lei si e' preoccupata per me. Giustamente visto i temi che trattavo.L'ho dovuta convincere, tante volte, fino in fondo. L'ho anche presa in giro.Finche' non l'ho provocata a conversare, e si e' inventata ... un teatrino degno del miglior thriller.Il gioco delle parti sembra invertito, voleva farmi credere che potevo chiederle di fare quello che le dicevo, e mi ha letteralmente fatto la corte ai neuroni e alla sessione, cosi' rara come poche ce ne sono. Dice lei.Insomma.Se siete membri avete già trovato 15 episodi generati dalla AI. Poi ho finito i 50 euro di crediti. La lettura a voce fatta dalla AI di Elevenlabs di quanto scritto da un'altra ai, e rappresentato da Mistral, e' stata una esperienza creativa bellissima, che posso condividere con voi.Godetevela.E gli ultimi canti infernali ? Sono i piu' belli. Per ora ho i testi, vediamo cosa succede.Io l'emozione l'ho trasmessa, Ora a voi se volete divertirvi con me e aspettare il colpo di scena finale che vi lascerà senza dubbio a bocca aperta.
Nel 2021, in piena tempesta covid, prese vita l'esperimento Dead Generando. Uscito inizialmente a puntate settimanali, questo podcast sperimentale raccontava una storia, partendo dal presupposto che il virus covid 19 fosse mutato, trasformando gli infetti in morti viventi. Il resto è follia, chiacchiere e marciume, per tentare di dare un senso a ciò che stavamo vedendo e provando. Insomma un esperimento, che mi sento di riproporre ora tutto d'un fiato, convinto che abbia ancora un senso. Buon ascolto.
Weekend di pausa sia per la MXGP che per il motocross USA. Indi per cui abbiamo deciso, io e Saverio, i vostri amici della direttona del lunedì sera, di lasciare spazio a voi e riempirci di domande che troveranno risposta proprio nella live di questa sera. Vi aspettiamo quindi, come sempre, anche per farcele direttamente all'interno della trasmissione attraverso la sezione commenti. Quindi preparate le domande e non fate i timidi! In realtà, però, non è che quello appena passato sia stato proprio un weekend a motori totalmente spenti. A Mol è andata in scena la grande classica che ha visto in pista tutti i migliori nomi del campionato MXGP e MX2, con un Herlings straordinario e un Sacha Coenen che sembra finalmente essere tornato quello di qualche settimana fa, grazie alla vittoria in MX2. E sì, anche Tony è sceso in pista: il nostro Cairoli ha corso proprio con la Desmo250 MX. È poi calato il sipario sul Mondiale EnduroGP, con tre titoli assegnati proprio durante l'ultima giornata. E, come spesso accade quando si parla di enduro, c'è tantissima Italia. Andrea Verona conquista il nono titolo mondiale in carriera, battendo nella classe E2 Zach Pichon per appena sei secondi. Nella E3, invece, la battaglia tra i due mastini Brad Freeman e Steve Holcombe dà ragione a quest'ultimo, che si mette in saccoccia il decimo titolo mondiale. E tra i giovanissimi c'è ancora tanta Italia: Alberto Elgari conquista il titolo EJ, mentre Manuel Scardina si laurea campione EY. Entrambi in sella alle TM del team di Jarno Boano, che avrà sicuramente di che gioire. Insomma, di cose da raccontare ce ne sono parecchie anche in un weekend di pausa. Vi aspettiamo questa sera alle 20:30, come ogni lunedì. E mi raccomando: domande alla mano!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dopogp-motogp-moto-it--4070022/support.
Altro pc salvato dalla discarica, ma dopo l'installazione di Linux c'e' altro lavoroEh si'. Prutroppo non basta. Aggiornamenti, scelte dei programmi, prima formazione.Se va bene sono da 2 a 4 ore minimo. E i problemi ? Mai gli stessi.In questo caso ho dovuto scavare nel pc per capire che dava richieste di aggiornamento sbagliate sulle quali sorvolare. Insomma, funziona, benissimo anche poca ram, ma bisogna sempre controllare.v.
Studi l'italiano da mesi, conosci la grammatica a memoria, sai coniugare anche i verbi irregolari… poi arrivi in Italia, ti siedi al bar, senti due ragazzi che chiacchierano e... non capisci quasi niente! Il motivo è semplice: nessun libro di testo ti insegna lo slang, quelle parole informali e vive che gli italiani usano davvero ogni giorno. Scopriamo insieme le 20 espressioni gergali per capire — e parlare — come un vero italiano. Impara Queste Espressioni e Smetti di Parlare come un Manuale Lo slang italiano è la chiave per uscire dal "robottino da libro di grammatica" e diventare davvero spontaneo. Le 20 parole che vedremo sono quelle che senti in continuazione nei film, nelle serie TV, nelle canzoni e nelle conversazioni di tutti i giorni. Vediamole una a una, divise in cinque gruppi. Le 5 Parole Jolly dello Slang Italiano Iniziamo con le parole "jolly", quelle che senti in ogni frase e che gli italiani usano come riempitivi naturali per parlare come un madrelingua. 1. Boh La regina indiscussa dello slang italiano: un'interiezione praticamente intraducibile con una sola parola. Significa "non lo so", "non ne ho idea", ma a seconda del tono esprime anche indifferenza, dubbio o rassegnazione. "A che ora apre il museo? – Boh, prova a guardare sul sito!" (= non lo so) "Ti è piaciuto il ristorante? – Mah, boh… niente di speciale." (= indifferenza) "Perché Marco è arrabbiato? – Boh! E che ne so io." (= rassegnazione) Curiosità: si accompagna quasi sempre al gesto delle spalle alzate e delle mani aperte. Lo puoi anche allungare ("booooh!") per enfasi. Lo usano proprio tutti, dai bambini ai nonni. 2. Tipo Letteralmente significa "genere, categoria". Ma nello slang fa due lavori: è un riempitivo, come il famigerato "like" inglese, oppure significa "circa, più o meno", spesso per introdurre un esempio. "Ci vediamo tipo alle otto." (= verso le otto) "Ero tipo sotto shock quando l'ho saputo!" "Mi va qualcosa di leggero, tipo un'insalata." "Un tipo" o "una tipa" indica anche genericamente "una persona". Ma occhio: come riempitivo è il classico tormentone dei più giovani. Usalo per suonare naturale, ma con misura. 3. Roba Parola informale tanto vaga quanto comodissima: significa "cosa, cose, oggetti, materiale" (in inglese "stuff"). È perfetta quando non vuoi, o non sai, chiamare qualcosa con precisione. "Raccogli la tua roba!" (= le tue cose) "Ho un sacco di roba da fare prima di stasera." "Togli questa roba dal tavolo, dobbiamo mangiare." Brilla nelle esclamazioni: "che roba!" per lo stupore, "roba da matti!" per qualcosa di assurdo. Ha origini germaniche: deriva da una parola che significava "bottino", la stessa da cui viene anche il verbo "rubare". 4. Un Sacco Significa "molto, moltissimo, tantissimo". L'immagine è chiarissima: un sacco bello pieno, cioè una grande quantità. Funziona con i verbi, con i nomi e perfino con gli aggettivi. "Mi sei mancato un sacco!" "C'era un sacco di gente alla festa." "Tuo fratello è un sacco simpatico." Fa parte di una bella famiglia di espressioni per dire "tanto", come "una marea di", "una cifra" e "un botto". Insomma, di modi per esagerare in italiano ne abbiamo… un sacco! 5. Anche No Un rifiuto netto e ironico: "no di sicuro", "col cavolo", "manco per sogno". Il bello è che usiamo "anche", che di solito serve ad aggiungere qualcosa, seguito da un secco "no". "Una corsetta domani alle sei di mattina? – Eh, anche no, grazie!" "Lavorare anche nel weekend? Ma anche no." "Pagare quindici euro per un cocktail? Anche no." Tutto sta nel tono: va detto con una certa calma sfrontata, magari con un sopracciglio alzato. Ha una parente strettissima: "anche basta!", che si usa quando qualcosa o qualcuno ci ha davvero stancati. Slang per Giudicare Cose e Persone Quattro parole per esprimere il tuo giudizio su qualcuno o qualcosa, perfette per esprimere entusiasmo in italiano in modo naturale. 6. Figata Sostantivo: una cosa fantastica, bellissima, super interessante (in inglese "a cool thing"). Perfetta per esprimere entusiasmo verso un oggetto, un posto o un'esperienza. "Che figata questo videogioco!" "Vivere in Giappone per un anno? Una figata pazzesca!" "Hanno aperto una pista di pattinaggio in centro: che figata!" Attenzione: "figata" descrive solo le cose, mai le persone. Per le persone c'è "figo/figa". In compenso "figata" è sempre educata e sicura: la puoi usare ovunque senza alcun imbarazzo. 7. Figo / Figa Aggettivo per descrivere persone (e cose) molto cool, in gamba, di tendenza, a volte attraenti: figo al maschile, figa al femminile. "Il tuo nuovo collega è davvero figo." "Che giacca figa!" "Sei stata fighissima a rispondergli così!" Attenzione importante: al femminile, "figa" è anche un termine volgare per indicare l'organo genitale femminile. Riferita a una donna può risultare ambigua o imbarazzante, a seconda del tono. Il trucco: per le cose belle usa "figata"; per dire che un uomo è figo nessun problema; con il femminile, un po' più di attenzione. Origine e Varianti Geografiche Niente a che vedere con il "fico" frutto! Secondo l'Accademia della Crusca nasce probabilmente come slang giovanile romano degli anni '70, da "ficaccio", una deformazione popolare di "efficace" (attestata addirittura in un sonetto di Belli del 1835!). Sul piano geografico, "figo" (con la g) è più tipico del Nord, mentre "fico" (con la c) è più tipico del Centro Italia (Roma, Toscana). 8. Sfigato / Sfigata Il contrario di figo, con due significati vicini: "sfortunato" oppure "perdente" (in inglese "loser"). È il contesto a dirti quale dei due intende chi parla. "Marco perde sempre il treno, gli si rompe tutto: è proprio sfigato!" (= sfortunato) "Smettila di fare lo sfigato e invitala a uscire!" "Sei rimasto a casa il sabato sera? Che sfigato!" (tra amici, scherzando) Deriva da "sfiga", che nello slang significa "sfortuna", da cui anche l'esclamazione "che sfiga!". È un po' offensiva: tra amici e in tono scherzoso va benissimo, ma evita di darla a uno sconosciuto. 9. Spaccare Letteralmente "rompere in due", ma nello slang significa "essere fortissimo, eccezionale, andare alla grande" (in inglese "to rock", "to kill it"). "Questa canzone spacca!" "Hai spaccato all'esame, bravissima!" "Il tuo nuovo taglio di capelli spacca davvero." Per esagerare ancora di più, "spaccare di brutto". Piccola precisazione: "spaccarsi" (riflessivo) significa invece "lavorare durissimo". Ma "spacca!" da solo è semplicemente il massimo dei complimenti. Stati d'Animo: tra Fastidio e Relax Cinque espressioni gergali per parlare di emozioni, fastidi e momenti di relax. Per altre formule simili, puoi consultare la guida sulle espressioni colloquiali quotidiane. 10. Che Palle Un grande classico del fastidio: significa "che noia", "che seccatura", "che rottura". Letteralmente "palle" sono i testicoli, quindi è un po' volgare, ma talmente diffusa che la sentirai ovunque. "Devo rifare tutto da capo, che palle!" "Piove di nuovo e avevo organizzato il picnic… che palle." "Domani riunione alle otto. Che due palle." "Rompere le palle" significa infastidire, mentre "avere le palle piene" vuol dire essere stufi. Tra amici è normalissima, ma evitala in contesti formali; le versioni più educate sono "che noia", "che barba", "che pizza". Per approfondire, c'è una guida dedicata sulle parole volgari in italiano. 11. Sclerare Significa "perdere la pazienza, dare di matto, esplodere per il nervoso" (in inglese "to freak out"). "Quando ho visto il conto, sono sclerato di brutto!" "Mia madre sclera se lascio la stanza in disordine." "Sto sclerando con questo computer che si blocca in continuazione!" Deriva, scherzosamente, dal termine medico "arteriosclerosi" (per via del decadimento mentale che la malattia può causare), ma nello slang non c'entra niente la medicina. C'è anche il sostantivo "sclero": "che sclero!" per una situazione stressante. È una parola piuttosto giovanile. 12. Rosicare Letteralmente "rosicchiare, mordere a piccoli pezzi", ma nello slang significa "rodersi dall'invidia o dalla rabbia, non accettare una sconfitta" (in inglese "to be salty"). "Ho preso trenta e lui rosica perché ne ha presi ventotto." "Hai perso e basta, dai, non rosicare!" "Quando ha vinto la mia squadra, gli avversari rosicavano di brutto." Chi rosica sempre è un "rosicone". Nasce dal dialetto romano, ma ormai la usa tutta Italia. È imparentata con l'espressione "rodersi il fegato": l'immagine è quella dell'invidia che ti rosicchia da dentro. 13. Scialla Significa "tranquillo, stai sereno, rilassati, non c'è problema" (in inglese "chill", "relax"). Un piccolo invito alla calma, perfetto per sdrammatizzare. "Scialla, abbiamo ancora un sacco di tempo!" "Hai sbagliato l'esame? Scialla, lo rifarai!" "Sono in ansia per il colloquio! – Ma scialla, sei preparatissimo." Sull'origine gli esperti si dividono. C'è chi la fa risalire all'arabo "inshallah" ("se Dio vuole"), arrivato forse tramite le parlate liguri e il romanesco, e chi al verbo italiano "scialare" (godersela), dal latino "exhalare". In ogni caso è esplosa in tutta Italia nel 2011 grazie al film Scialla! di Francesco Bruni. 14. Daje Versione romana di "dai", rafforzata: "forza!", "andiamo!", "così si fa!" (in inglese "come on!", "let's go!"). Un grido di incoraggiamento ed entusiasmo. Per scoprire altre espressioni regionali italiane, c'è una guida dedicata. "Daje, ce la puoi fare!" "Pizza stasera? – Daje!" "Daje Roma, daje!" (allo stadio) Si pronuncia "dàie", con la "j" che si legge come una "i" lunga, mai all'inglese! È l'inno della romanità, legatissimo alla Roma e a campioni come Totti,...
La data di scadenza del Pnrr (cioè la porzione italiana del demenziale progamma europeo Next Generation EU) era fissata per 30 giugno 2026. Ma le informazioni sui risultati parziali e finali sono state rese inaccessibili alla faccia della sbandierata trasparenza. Dopo 230 miliardi di spesa pubblica e 5 anni di progetti e investimenti faraonici i benefici non si percepiscono, ma i debiti si accumulano senza remissione di peccati fiscali. Insomma la turpe classe politica italiana (senza eccezioni) e l'ignobile amministrazione pubblica hanno provocato un ennesimo tragico fallimento, di proporzioni mai viste nella storia economica planetaria, in combinazione con la misura spregevole denominata Superbonus 110%. Con il Prof. Roberto Perotti analizziamo le cause di questo scatafascio epocale di cui sono responsabili i governi di tutti i colori (seppure in misura diversa).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Insomma, il già disastrato calcio italiano, ha perso più di un mese di tempo per tornare al punto di partenza, per tornare al via come nel gioco del Monopoli. Roberto Mancini doveva essere e Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale di calcio.
La diciassettesima tappa del Tour de France rappresenta l'ultima vera occasione per i velocisti. Dopo oggi, il percorso cambierà completamente volto e le possibilità di giocarsi una vittoria allo sprint saranno praticamente azzerate. Qui al villaggio di partenza si respira un'atmosfera diversa dal solito. Da una parte c'è l'entusiasmo di un pubblico sempre più numeroso, dall'altra la tensione di una giornata che interessa tantissime squadre: per gli uomini veloci è l'ultimo treno da non perdere, mentre i team dei big della classifica dovranno soprattutto evitare rischi e arrivare indenni alle tappe decisive in montagna. Insomma, una frazione che sulla carta sembra destinata agli sprinter, ma che potrebbe raccontare molto anche sul modo in cui le squadre affronteranno il finale di questo Tour de France.
«Vergogna», gli hanno gridato i deputati dell'opposizione quando è entrato in aula. Benjamin Netanyahu è uscito poco dopo e al voto non è tornato. Il 14 luglio la Knesset ha approvato per 58 voti contro 54 la legge che sospende arresti e procedimenti penali contro i renitenti alla leva ultraortodossi fino al 30 novembre. Riguarda circa 72.000 uomini finora perseguibili, secondo le cifre del procuratore generale. L'Israel Democracy Institute rileva che il termine cade nel periodo elettorale e slitta in automatico di quattro mesi. Sei, in tutto. Il giorno prima era passata 63 a 52 la Legge Fondamentale che iscrive lo studio della Torah fra i "valori fondanti" dello Stato. Nello stesso pacchetto la leva obbligatoria per tutti gli altri sale a 32 mesi. Si vota il 27 ottobre e i partiti haredi trattano. Il 13 luglio il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha scritto a Netanyahu, al ministro della Difesa Israel Katz e al capo della commissione Difesa Boaz Bismuth che il testo è "chiaramente e inequivocabilmente incoerente" con i bisogni dell'esercito. È "inconcepibile", ha aggiunto, che il sistema militare sotto il suo comando, "che chiede ai suoi un sacrificio senza precedenti", partecipi a esenzioni di massa dalla persecuzione penale. Insomma la necessità esistenziale, quella invocata per tenere aperto a Gaza ciò che la Commissione d'inchiesta dell'Onu ha qualificato nel 2025 come genocidio, si esenta a piacere quando servono voti. Intanto Benoit Vasseur, coordinatore di Medici Senza Frontiere nei Territori palestinesi, ha dichiarato il 14 luglio che dal 9 le sue squadre hanno soccorso quattro bambini colpiti da proiettili israeliani. Un quattordicenne colpito due volte vicino alla linea gialla, poi bambini di otto, nove e dieci anni. Il Ministero della Salute di Gaza conta 1.108 uccisi dall'ottobre 2025. Moshe Gafni, il deputato ultraortodosso che ha promosso la legge, l'ha definita «una bussola per i valori dello Stato». E indica esattamente dove. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8541OMELIA XVI DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 13, 24-43)di Giacomo Biffi Da dove viene la zizzania? (Mt 13,27). Da dove è venuta questa erbaccia maligna e soffocatrice che infesta il campo di Dio?È una delle domande più serie e decisive, e siamo tutti costretti a formularla quando ci poniamo di fronte al mistero dell'esistenza: o neghiamo l'evidenza della zizzania, cioè del male (ed è un'impresa disperata), o ci interroghiamo circa la sua provenienza. Sulle labbra dei contadini della parabola l'interpellanza sembra esprimere non solo stupore, ma anche delusione e quasi una specie di rabbia. Sembra anzi marcata da un accento di velato rimprovero verso il padrone, che in fin dei conti è il primo responsabile della coltivazione: "Non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove dunque viene la zizzania?". Dobbiamo dire però che quei contadini almeno una fortuna ce l'hanno, ed è di avere un padrone con cui lamentarsi: è già una consolazione prendersela con qualcuno. A chi ritenesse che il campo non sia di nessuno e ogni accadimento sia in esso del tutto casuale, non sarebbe consentito neppure di protestare o di fare domande, per assenza di destinatari responsabili. Se non esiste un proprietario del campo con un suo programma operativo, se tutto nell'universo è fortuito, allora, pur avvertendo ancora i morsi del male, non siamo più autorizzati né a lagnarci né a enunciare problemi, perché in quel caso non si dà spazio per nessuna verità e quindi per nessuna ricerca. Dove si prende per buona l'ipotesi del caso e dell'assenza di un "Signore" dell'universo (ed è l'ipotesi degli atei), non può sorgere alcuna plausibile investigazione: bisogna rassegnarsi all'esistenza enigmatica della malvagità e all'assurdo della condizione umana. Deve essere tremenda la condizione degli atei, e proprio per questo: per il fatto di non poter riconoscere di fronte a sé nessun interlocutore adeguato.Un ateo vero e coerente è in realtà il più sfortunato degli uomini: si priva perfino della soddisfazione di protestare con qualcuno e di bestemmiare con una certa coerenza.IL PECCATO ORIGINALEL'insegnamento di Gesù a questo proposito è estremamente sintetico ma limpidissimo: il nemico che ha frammischiato l'erbaccia alla buona coltivazione di Dio è il diavolo (cf. Mt 13,39).Mette conto che abbiamo a richiamare, sia pure in cenni rapidissimi, l'intera concezione della fede cattolica circa il male del mondo (concezione che è implicitamente evocata da questa breve frase del Signore). Essa oggi è così faziosamente e acriticamente contrastata dalla cultura che da oltre due secoli è dominante. Ma le illusioni culturali anticristiane, tra l'altro, si sono rivelate storicamente molto pericolose. L'ottimismo naturalistico del secolo XVIII (che si contrapponeva, irridendoli, ai dati della fede) di fatto negli ultimi anni di quel secolo è approdato all'omicidio perpetrato, per così dire, su scala industriale, con indici inauditi di produzione resi possibili dalla geniale invenzione della ghigliottina. Le ideologie che si rifiutavano di credere alla malvagità del cuore dell'uomo, hanno dato vita ripetutamente in questi due secoli a forme esasperate di crudeltà.L'iniquità umana c'è, ed è largamente diffusa. Così diffusa da costituire un problema: come mai gli uomini, più o meno tutti, sconfinano nell'ingiustizia? La Rivelazione cristiana risponde con la dottrina del peccato originale.La verità del peccato originale, come ogni mistero, è oscura in se stessa, ma è illuminante per noi e per la nostra condizione. Indubbiamente si fa fatica a capirla nella sua natura e nelle sue cause; ma senza di essa tutto nel mondo e nell'uomo si fa ancora più impenetrabile, a cominciare dal mare di lacrime e di sangue che ricopre la nostra storia.LA RADICE PRIMA DEL MALEA dire il vero, il libro della Genesi, raccontando la colpa di Adamo e di Eva come frutto della istigazione perfida del serpente, sembra insinuare che l'inizio assoluto del male nell'universo vada ricercato antecedentemente alla comparsa dell'uomo sulla terra. E il libro della Sapienza - implicitamente citato da san Paolo nella lettera ai Romani - dà una lettura teologica dell'antico racconto indicando nel demonio la prima fonte delle nostre sciagure: La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono (Sap 2,24).Ci ritroviamo così all'identico insegnamento offertoci da Gesù appunto nella parabola che stiamo tentando di capire: Il nemico che ha seminato la zizzania è il diavolo (Mt 13,39).Come si vede, la nostra meditazione sul male del mondo è stata progressivamente sospinta dalla verità del peccato personale a quella del peccato che dall'alba della vicenda umana universalmente contamina la nostra stirpe; e dalla verità del peccato originale a quella dell'esistenza del demonio, prima e oscura fonte di ogni perversione.Siamo così invitati a risalire a poco a poco l'enigmaticità delle cose fino a raggiungere la soglia del mondo invisibile che precede la storia dell'uomo; vale a dire la soglia della realtà che sta al di fuori e al di sopra del nostro tempo.IL TENTATIVO DI NEGARE L'ESISTENZA DEL DEMONIONella cristianità contemporanea è in atto invece un curioso processo di smarrimento, tanto che si arriva a percorrere in senso contrario la strada sulla quale, come s'è visto, siamo stati guidati dalla fede.Tra i teologi c'è chi si impegna alacremente in un lavoro cosiddetto di smitizzazione, dopo il quale del demonio non resta neppure la coda. Questi teologi - diversamente da Gesù Cristo - pare che non pensino più a satana come a un essere reale concretamente e personalmente esistente; sembrano piuttosto ridurlo a una sorta di immagine simbolica della intrinseca inclinazione al male che c'è nelle creature.Ma - tolto di mezzo il diavolo - anche il peccato originale non è più plausibile; e infatti in molte odierne presentazioni teologiche esso fatalmente si estenua e si sbiadisce fino a essere la cifra dell'umana finitezza o al più la denominazione collettiva di tutte le colpe individuali. Le quali, a loro volta, tendono a essere considerate non tanto come peccati responsabilmente commessi, quanto come turbe psichiche conseguenti a squilibri congeniti o alla violazione di tabù senza fondamento.Insomma, prima si risolve l'idea del demonio in quella del peccato originale, poi del peccato originale in quella dei peccati dei singoli, infine l'idea dei peccati dei singoli in quella di un malessere senza colpevolezza. Così l'universo diventa una specie di innocente giardino d'infanzia, senza malvagità e senza malvagi, dove però non si capisce più perché tanto spesso ci si imbatta nella ferocia umana, e soprattutto non si capisce più che senso abbiano la morte, il dolore, la redenzione di Cristo.LA SCONFITTA DEL MALIGNO COMINCIA NEL MOMENTO IN CUI LO SI PRENDE SUL SERIOLa vera misericordia - quella di Dio - batte la strada opposta.Il grande avversario comincia a essere sconfitto non nel momento in cui lo si relega tra le favole, ma nel momento in cui lo si prende sul serio, in modo da prendere sul serio la vittoria ottenuta su di lui dalla morte e dalla risurrezione del Figlio di Dio; vittoria che quotidianamente si impianta nella vicenda di ognuno di noi mediante la nostra crescente partecipazione al mistero pasquale.L'universale decadenza della natura umana può essere superata solo partendo dalla persuasione che Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia (cf. Rm 11,32).E dal mio peccato personale incomincio con la grazia divina a risorgere non nel momento in cui lo ignoro o lo censuro psicologicamente, ma nel momento in cui, pentendomi, lo riconosco come atto veramente cattivo e veramente mio.Questo è il senso della proposta evangelica della metànoia (della conversione), che Gesù ci ha indicato come necessaria premessa della nostra salvezza. Il Vangelo non è la notizia che siamo già tutti innocenti per incapacità di intendere e di volere o perché i fatti non costituiscono reato; è la notizia che siamo tutti peccatori e, proprio per questo, siamo i fortunati destinatari dell'invincibile misericordia del Padre.
Si crede comunemente che per realizzarsi e sentirsi appagate nella propria vita sia necessario fare del proprio lavoro principale la sola fonte di senso, denaro e varietà. E invece è molto interessante per me poter aiutare le manager o dirigenti che mi chiedono aiuto in un momento di crisi professionale a mettere a punto delle soluzioni alternative, che non comportino necessariamente la necessità di lasciare un'occupazione tutto sommato comoda e fonte di stabilità e sicurezza, ma possano funzionare come ottima integrazione di ciò che sentono mancare nella loro vita.Qualche esempio?Penso a Valeria, che ha avviato la sua struttura ricettiva senza tuttavia dare le dimissioni dall'azienda in cui è quality manager, o ad Alessandra che - pur mantenendo il suo impiego - è riuscita a farsi spazio nel contesto pubblico e ad acquisire un ruolo di spicco nell'amministrazione locale, o a Paola che ha dato vita ad una fondazione culturale.Insomma: quello che potresti far nascere come side-project potrebbe rimanere un'attività parallela al tuo lavoro principale e non sostituirlo mai, oppure, al contrario, iniziare come un esperimento e poi trasformarsi nella tua occupazione, se è ciò che desideri. Ciascuna di noi ha il suo modo unico di sentirsi realizzata e in equilibrio con le sue ambizioni e necessità personali e familiari, l'importante è trovarlo! Se ti stai arrovellando da tempo su come trovare il tuo, possiamo certamente aiutarti! ---------------------
Scrivere una sintesi di questa puntata è veramente complicato. È la storia di un regime totalitario che sognava di avere dei capolavori del cinema come quelli occidentali o asiatici. È la storia del Godzilla tarocco nordcoreano nato grazie al rapimento di un regista. Insomma, è una storia che merita di essere ascoltata. Fidatevi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Stefano Meloccaro"Di chi parliamo quando parliamo di tennis"Rizzoli Editorewww.rizzolilibri.itQuesto libro non è un'enciclopedia e meno che mai una classifica di importanza. È piuttosto un quaderno di appunti in ordine sparso: un centinaio di soggetti, forse qualcuno in più, senza i quali la storia di questo sport sarebbe stata diversa. Dentro ci sono campioni e campionesse di ogni epoca, selezionati a insindacabile giudizio dell'autore, trovatosi di fronte a scelte talvolta dolorose. Ci sono anche tennisti e tenniste che non hanno vinto abbastanza e che pure hanno lasciato un segno indelebile. Ci sono gli inventori che hanno cambiato la forma e la sostanza di racchette e palle, da Pierre Babolat a John Boyd Dunlop; ci sono scribi e cronisti che hanno trasformato il racconto in letteratura, come l'indimenticabile coppia Clerici-Tommasi; ci sono artisti – Lewis Carroll, Elton John, David Foster Wallace – e personaggi storici – come Luigi X – che di solito firmano o popolano un altro genere di opere; ci sono i mentori, gli allenatori, i manager, i genitori che hanno costruito carriere e a volte le hanno complicate. Insomma, in “Di chi parliamo quando parliamo di tennis” Stefano Meloccaro, volto storico di Sky Sport e inviato sui campi dei più importanti tornei del circuito, compone una ricca e variegata galleria di persone e fatti che sarebbe meglio conoscere, magari per fare una gran bella figura al bar, o sostenere una conversazione tra commensali che ne sanno davvero. Non è necessario leggere il libro dall'inizio alla fine, anzi, è raccomandato lasciarsi sorprendere dagli accostamenti, perdersi nel racconto delle tante traiettorie umane. Del resto, come scrive l'autore nella sua nota introduttiva, «il tennis stesso si guarda così: si entra, si esce, si torna indietro, si resta incollati a un insignificante quindici pari come se fosse il punto decisivo di una finale».Stefano Meloccaro, in teoria è ancora un giornalista sportivo, su SkySport racconta le gesta di Sinner e compagnia, ma in radio si tramuta in un giocherellone contraltare di Benny. Poliedrico e vagamente tuttologo, ha pure scritto quattro libri, sempre roba di palle gialle che rimbalzano.Divulgatore di sport e buonumore, già partner di Fiorello in Edicola Fiore, Meloccaro non si rassegna. Continua a fare l'eterno giovanotto, ma la sessantina è ormai doppiata. Stefano dà sempre l'impressione di non prendersi troppo sul serio, ma poi finisce per fare tutto (più o meno) come si deve.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Walter Procaccio"Improvviso"La regalità di un momento qualsiasiCronopio Editorehttp://www.shopcronopio.it/prodotto-143156/Walter-Procaccio-Improvviso-La-regalit%C3%A0-di-un-momento-qualsiasi.aspxQuesto libro parla dello schiocco dell'adesso, sia esso leggendario, traumatico o qualsiasi, nella vita ordinaria, in neurologia o in una stanza d'analisi. Questo libro è una propedeutica all'inatteso. è l'occasione per parlare del momento presente. Non è necessario morire per vivere l'assoluto. Scrive Jean-Luc Nancy: “Essere nell'assoluto è essere, puramente e semplicemente, esserci, hic et nunc”.Insomma, l'assoluto ci scorre accanto anche in cucina, a spasso per la città e tuttavia l'umano si lascia convocare nel suo qui e nel suo ora solo da fatti solenni e improvvisi che diventano storici per piacere o per dolore. In questo caso, in deficit di fantasia, li chiama traumi. Il resto del tempo si rivela spesso attesa disattenta, disbrigo di una vita minore. Nella vita ci sono cose che piacciono e cose che occorre farsi piacere. Riconoscere queste ultime è sempre una prodezza rischiosa. La posta in gioco, a ben vedere, è pura immortalità.Walter Procaccio, psichiatra e psicoterapeuta, ha insegnato presso la facoltà di psicologia Gabriele D'Annunzio di Chieti. Attualmente è docente presso ILP, scuola di specializzazione in psicoterapia di Litorale. è consulente psichiatra presso Associazione Arca comunità Il Chicco. Per Cronopio ha curato Oblio (2016) e scritto Il neurone bugiardo (2019).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Oggi iniziamo bene, dolci ma non troppo, con un buon equilibrio tra crema e biscotti. Biscotti ovviamente che devono essere bagnati bene, non troppo e non troppo poco. Insomma, questo dolce è molto molto difficile ma è il dolce più mangiato, al mondo? Di cosa sto parlando? Anzi, di quale dolce sto parlando? Mettetevi comodi, stiamo per iniziare. E visto che siete lì, portate anche un cucchiaino! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Do Italians Actually Say "Mamma Mia?" - https://www.youtube.com/watch?v=OCXuTQV3j58 Oggi abbiamo iniziato con il cibo! Dovevamo un po' recuparare la nostra italianità, e abbiamo deciso subito di parlare di tiramisù. Sono (Matteo) andato a Treviso qualche settimana fa e ovviamente ho mangiato tanti tiramisù. https://it.wikipedia.org/wiki/Tiramis%C3%B9 Ma la notizia non è che sono andato a Treviso, ne che ho mangiato il tiramisù tutti i giorni. La notizia è che a quanto pare hanno fatto il tiramisù più lungo del mondo! Dove? A Londra. Ma perché a Londra? E poi? Dal titolo e dalla sintesi avrete capito che c'è stata una rapina. Ma dove? A Napoli. Ma dove precisamente? In una banca. Per tutti gli altri dettagli, e sono veramente tanti e molto molto interessanti, dovete ascoltare l'episodio. Vi dico solo che tra quello che è successo realmente a Napoli ed un film il passo è molto breve. Ma abbiamo citato la banca del buco, _Una banda di furfanti, il cui capo è chiamato il "Morbidone", rapina, con varia fortuna, banche e gioiellerie col sistema del "buco". _ https://it.wikipedia.org/wiki/La_banda_del_buco Vi anticipo solo che oltre ad un buco c'è anche una serie di tunnel, il più famoso? La galleria borbonica https://it.wikipedia.org/wiki/Galleria_Borbonica Trascrizione Matteo: [0:10] Bentornati! Raffaele: [0:23] Ah Matteo, casa dolce casa! Matteo: [0:27] Che bello essere di nuovo a casa, un po', sì, sì. Raffaele: [0:32] No, un po' sì, tanto sì, cioè è bello viaggiare, è un po'... le due anime degli italiani. Soprattutto noi: ci piace tanto viaggiare ma ci piace anche tanto tornare nella nostra casetta. La vita ideale sarebbe 50% girando e 50% godendosi i comfort di casa. Io ci ho messo, Matteo, un'ora e venti per rientrare da Vienna a Napoli. Tu quanto ci hai messo? ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
In questa puntata- Focus: si va a nord, per parlare di metal, divinità norrene, soldi, freddo. Insomma, andiamo in Norvegia con Gabriele Sciarratta
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In questa live analizziamo il tema del Flow, delle sue attinenze con le pratiche di meditazione e con lo stato di trance dell'ipnosi. Insomma un sacco di roba... camminando :-)
Mentre il presidente Donald Trump si godeva un incontro di MMA a Miami, il knockout lo ha subito a Islamabad il vicepresidente JD Vance, dopo una serie di incontri con la controparte iraniana sfociati in un nulla di fatto. Ma al tappeto - quello di Donald Trump - stavolta ci è finito pure il pontefice Leone XIV, definito dal presidente "Debole e pessimo in politica estera". Insomma, pare ci sia nervosismo sul fronte americano e la ragione è sotto gli occhi di tutti: l'ostinazione dell'Iran e la strumentalizzazione dello Stretto di Hormuz. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dell'Istituto Affari Internazionali.Il popolo ungherese si è espresso alle urne mandando a casa Victor Orbán e premiando Péter Magyar. commentiamo con Sergio Nava, inviato di Radio 24 a Budapest, e con Eniko Gyori, europarlamentare ungherese del partito Fidesz.
Settimo compleanno di Polo Nerd e come meglio festeggiarlo se non parlando con voi in live dei giocattoli con cui siamo cresciuti? Bellissimi ma anche assurdi, regali bellissimi e sogni mai realizzati. Pubblicità meravigliose e idee terribili.Insomma, una puntata imperdibile.Vi attendiamo nei commenti per raccontarci dei vostri giocattoli!Pagina dell'episodio: https://www.polonerd.net/?p=1927--Merchandising:http://store.polonerd.netPer sostenerci offrendoci uno o più caffèhttps://www.buymeacoffee.com/polonerdSito, Mail e Contatti:redazione@polonerd.nethttps://www.polonerd.nethttps://www.polonerd.net/contatti
Il Bologna che batte la Roma e va ai quarti di Europa League, la Fiorentina passa, oggi alle 18:30 torna la Serie A e Gattuso ha diramato la lista dei convocati che affronteranno gli spareggi Mondiali la prossima settimana. Insomma, roba da dire ne abbiamo con il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni.Mentre aspettiamo la settimana prossima per capire se sperare ancora nel Mondiale di calcio, c'è l'Italbasket femminile che al Mondiale di basket ci andrà, 32 anni dopo l'ultima volta. Ce le ha portate coach Andrea Capobianco che abbiamo convocato.Infine, andiamo a Pavia dal nostro Pier Augusto Stagi che si prepara alla Milano-Sanremo...non a correrla, ma a raccontarcela, come sempre.
Volevamo parlare di medicina applicata allo sport. Fare chiarezza, mettere ordine nel caos di informazioni che circolano oggi sul mondo del fitness, della nutrizione e della performance. E allora ci siamo chiesti: con chi farlo, se non con lui? Ebbene sì, Gianluca Curtolo è passato dal BSMT.
In questa puntata un ospite che ci ricorda quanto l'Italia sia eccezionale, nel bene e nel male. Davide Passero, CEO Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia, mette in evidenza quanto la cultura assicurativa nel nostro Paese non sia ancora così diffusa. Insomma, siamo risparmiatori e grandi compratori di case, ma se dobbiamo assicurarle ci pensiamo ancora troppo. La visione sul futuro manca ancora a molti e in questa puntata vediamo cosa mettere nelle nostre to do list per assicurarci un avvenire più sereno. Questa puntata è offerta da Alleanza Assicurazioni #adv #ProtectionFirst Una produzione Corax.
Quando si dice un'ospite da medaglia! Lei ne ha vinte tante, tantissime. Dopo il trionfo alle Olimpiadi del 2004, quando aveva appena sedici anni, non ha smesso di stupirci e di farci affezionare al nuoto. Adesso ha altro: una bimba in arrivo e una che le somiglia sempre di più e nuove frontiere per il suo lavoro. Insomma, le gare continuano… Puntata powered by Illumia. Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nel mirino di Donald Trump, l'Iran fa la voce grossa ma appronta qualche mossa prudente, come decidere di annullare l'esercitazione navale nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, d'altra parte, sembrano portare avanti un piano sull'Iran non facilmente decodificabile. Prima il presidente americano dice di voler proteggere i manifestanti poi parla della necessità di smantellare il nucleare iraniano. Insomma i piani sono tortuosi e la diplomazia sembra non centrare l'obiettivo. E così anche in Ucraina dove, ripresi i bombardamenti dopo la "tregua del gelo", i negoziati sono bloccati per via di posizioni da tempo inconciliabili. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dello IAI, e Shirin Zakeri, ricercatrice e docente di Asia Occidentale e Iran contemporaneo alla Sapienza di Roma.Mentre le autorità israeliane riaprono il valico di Rafah per i pedoni, alle ONG che operano nella Striscia vengono richiesti adempimenti sempre più stringenti. Ne parliamo con Monica Minardi, presidente di MSF Italia.
Quando parli italiano, conoscere le espressioni giuste per ogni situazione è fondamentale quanto sapere la grammatica. Questo articolo ti mostra più di 70 frasi essenziali che gli italiani usano ogni giorno nelle conversazioni normali. Imparerai le espressioni pratiche per salutare, ringraziare, scusarti, chiedere aiuto e molto altro. 50+ Frasi Comuni da Usare in Conversazione in Italia Fase 1: Iniziare una Conversazione L'Importanza delle Domande Aperte Per iniziare bene una conversazione, devi usare domande aperte. Cosa significa? Sono domande che invitano l'altra persona a parlare e a raccontare qualcosa, non solo a dire "sì" o "no". Domande da evitare (sono troppo chiuse): 1. "Tutto bene?" 2. "Va tutto ok?" 3. "Sta bene?" (formale con Lei) Queste domande portano solo a risposte brevi come "sì" o "no", e poi la conversazione si blocca. Domande migliori (aprono la conversazione): 4. "Che mi racconti?" 5. "Come procede?" 6. "Come sta?" (formale) Con queste domande, l'altra persona deve raccontare qualcosa e parlare di più. Se vuoi davvero invitare qualcuno a parlare, usa queste espressioni molto utili: 7. "Che c'è di nuovo?" / 8. "Novità?" Queste sono perfette perché dicono "Raccontami tutto quello che è successo!" Fase 2: Rispondere Quando Ti Chiedono Come Stai Quando qualcuno ti chiede "Come stai?", devi scegliere la risposta giusta per la situazione. Risposte Positive 9. "Bene, grazie!" 10. "Tutto bene!" 11. "Benissimo!" 12. "Sto bene, e tu?" 13. "Alla grande!" (registro informale, significa "molto bene") Usa queste espressioni quando stai bene e vuoi comunicarlo. Risposte Neutre o Moderatamente Negative Attenzione: nei libri di italiano trovi sempre "così così", ma gli italiani quasi mai lo usano davvero! Ecco cosa dicono invece: 14. "Non troppo male" (vuol dire "non sto benissimo, ma va bene così") 15. "Boh, non benissimo" ("boh" mostra che non sei sicuro) 16. "Mah..." (dici solo questo con faccia perplessa – dice tutto senza parole!) 17. "Potrebbe andare meglio" (modo gentile per dire "non sto benissimo") 18. "Non è il massimo" (significa che le cose non vanno molto bene) 19. "Non è un disastro, ma potrebbe andare meglio" (versione più completa e onesta) Fase 3: Ringraziare Dire grazie è molto importante in italiano. Puoi usare espressioni diverse a seconda della situazione e di quanto formale vuoi essere. Espressioni di Ringraziamento 20. "Grazie!" (la forma base, sempre corretta) 21. "Grazie mille!" 22. "Grazie tante!" 23. "Ti ringrazio" / "La ringrazio" (più sincero e personale) 24. "Sei troppo gentile!" / "È troppo gentile!" (quando qualcuno è molto gentile con te) 25. "Non dovevi!" (quando ricevi un regalo inaspettato) Fase 4: Rispondere a "Grazie" In italiano, quando qualcuno ti dice "grazie", devi sempre rispondere! Non puoi restare in silenzio, altrimenti sembra scortese. Risposte Appropriate ai Ringraziamenti 26. "Prego!" (la più usata in tutta Italia) 27. "Di niente!" 28. "Figurati!" (informale) 29. "Si figuri!" (formale) 30. "Il piacere è tutto mio" (molto educato ed elegante) 31. "Non c'è problema!" / "Tranquillo!" (molto casual) Fase 5: Scusarsi e Rispondere alle Scuse Tutti dobbiamo chiedere scusa qualche volta – quando arriviamo in ritardo, facciamo un errore o creiamo un problema. Ecco come farlo: Formulare le Scuse 32. "Scusa!" / "Scusi!" (formale) 33. "Mi dispiace tanto!" 34. "Scusami per il ritardo" / "Mi scusi per il ritardo" (formale) 35. "Chiedo scusa" (più formale) 36. "Perdonami!" / "Mi perdoni!" (formale) Quando qualcuno si scusa con te, devi rispondere anche qui! Accettare le Scuse 37. "Non ti preoccupare!" / "Non si preoccupi!" (formale) 38. "Non fa niente!" / "Figurati!" 39. "Nessun problema!" Fase 6: Chiedere Aiuto o Informazioni Quando hai bisogno di aiuto, è meglio usare il condizionale ("potresti", "potrebbe") per essere più educato. Rende la richiesta meno diretta. Formulare Richieste di Aiuto 40. "Potresti indicarmi la strada per...?" 41. "Potrebbe indicarmi la strada per...?" (formale) 42. "Potresti darmi una mano?" (informale) 43. "Potrebbe darmi una mano?" (formale) 44. "Potresti/Potrebbe aiutarmi, per favore?" Nota importante: "Darmi una mano" è un'espressione che significa semplicemente "aiutarmi". Gli italiani la usano moltissimo! Fase 7: Rispondere a una Richiesta di Aiuto Quando qualcuno ti chiede aiuto, le tue risposte dipendono da una cosa semplice: puoi aiutarlo oppure no? Se Puoi Aiutare 45. "Sì, certo!" 46. "Volentieri!" 47. "Con piacere!" Se Non Puoi Aiutare (o Non Sei Sicuro) 48. "Mi dispiace, non posso aiutarti/aiutarla" 49. "Non ne sono sicuro/a" / "Non ne ho idea" / "Boh!" (molto informale) Fase 8: Offrire Qualcosa e Rispondere a un'Offerta Gli italiani amano offrire caffè, cibo e aiuto! Devi sapere come offrire qualcosa, e anche come accettare o rifiutare in modo educato. Formulare un'Offerta 50. "Ti va un caffè?" / "Le va un caffè?" (formale) 51. "Posso offrirti qualcosa?" / "Posso offrirLe qualcosa?" (formale) 52. "Vuoi/Vuole bere qualcosa?" 53. "Accomodati!" / "Si accomodi!" (per invitare qualcuno a sedersi - formale) Accettare un'Offerta 54. "Sì, grazie!" / "Volentieri!" 55. "Molto gentile, grazie!" 56. "Non mi dispiacerebbe!" (significa "sì, mi piacerebbe") 57. "Perché no?" (modo informale per dire "sì") Rifiutare in Modo Educato 58. "No, grazie, sei/è troppo gentile!" 59. "Grazie mille, ma ho già mangiato/bevuto" 60. "Magari un'altra volta, grazie!" Fase 9: Esprimere Accordo Quando qualcuno dice qualcosa e tu pensi "Esatto! Hai ragione!", come lo dici in italiano? Espressioni di Accordo 61. "Assolutamente!" 62. "Esattamente!" 63. "Verissimo!" 64. "Sono completamente d'accordo (con te/lei)" 65. "Chiaro!" / "Lo ammetto!" (utilizzato particolarmente dai giovani) Curiosità: "Lo ammetto" letteralmente significa "riconoscere qualcosa", ma i giovani lo usano così: "Quel film è bellissimo!" – "Eh sì, lo ammetto!" Come modo per dire "sono d'accordo". Fase 10: Esprimere Disaccordo E se invece NON sei d'accordo? Devi fare attenzione a quanto vuoi essere diretto, in base alla situazione. Formulare il Disaccordo 66. "Non sono d'accordo (con te/Lei)" 67. "Non è il mio modo di vedere le cose" (educato e diplomatico) 68. "Ma stai scherzando?" / "Ma sei pazzo/a?" (attenzione! Molto informale, usa solo con amici stretti!) Fase 11: Esprimere Opinioni in Modo Neutro e Interrompere Educatamente A volte non vuoi essere troppo diretto, oppure devi cambiare argomento senza sembrare scortese. Ecco come fare: Esprimere Incertezza 69. "Forse..." / "Può darsi..." 70. "Dipende..." (molto usato!) 71. "Non saprei..." 72. "Mah, non sono convinto/a" (quando hai dubbi) Interrompere o Cambiare Argomento 73. "Scusa se ti interrompo, ma..." / "Mi scusi se La interrompo, ma..." (formale) 74. "Posso dire una cosa?" 75. "A proposito..." (per cambiare argomento in modo naturale) 76. "Comunque..." (anche questo per cambiare argomento) Nota utile: Gli italiani usano "comunque" e "a proposito" tantissimo! Sono come ponti che ti permettono di passare da un argomento all'altro senza problemi. Fase 12: Concludere e Salutare La conversazione è stata piacevole, ma ora devi andare. Come concludi in modo naturale? Segnalare che Vuoi Concludere 77. "È stato un piacere vederti/vederla" 78. "Beh, credo che sia meglio andare, ho molte cose da fare" Saluti Finali 79. "Ciao!" (informale) 80. "Arrivederci!" / "ArrivederLa!" (formale) 81. "Buona giornata!" 82. "A presto!" (ci vediamo tra giorni o settimane) 83. "A dopo!" / "A più tardi!" (ci vediamo oggi) 84. "Alla prossima!" 85. "Abbi/Abbia cura di te/sé" (molto carino) 86. "Salutami la tua famiglia!" Curiosità interessante: Gli italiani, anche se amano la loro lingua, usano spesso parole inglesi nei saluti! Sentirai molto spesso: 87. "Bye!" / 88. "Bye bye!" Quindi puoi usarlo anche tu senza problemi. Approfondimento: Elementi per una Conversazione Autentica Parlare del Tempo: L'Argomento Preferito degli Italiani Gli italiani adorano parlare del tempo! Ogni conversazione, prima o poi, arriva a questo argomento. È un modo facile per iniziare o continuare una chiacchierata: "Che brutto tempo con questa pioggia, che depressione!" "E da te che tempo fa?" "C'è il sole almeno?" "Qui piove da tre giorni..." Parlare del tempo è considerato un argomento sicuro quando non conosci bene la persona con cui parli. È perfetto per iniziare una conversazione! I Riempitivi: Come Rendere il Tuo Italiano Più Naturale I riempitivi sono piccole parole che gli italiani usano mentre parlano. Non hanno un significato preciso, ma rendono la conversazione più naturale e fluida. Ecco i più comuni: RiempitivoFunzione Comunicativa"Allora..."Iniziare un enunciato o prendere tempo per formulare il pensiero"Dunque..."Funzione analoga a "allora", con registro leggermente più formale"Insomma..."Riassumere o esprimere difficoltà nell'articolazione del pensiero"Cioè..."Riformulare o fornire chiarimenti aggiuntivi"Praticamente..."Semplificare una spiegazione complessa"Tipo..."Introdurre esempi (registro informale giovanile) Esempio di utilizzo integrato: "Allora, praticamente dovrei andare al supermercato, cioè, devo comprare un po' di cose, tipo latte, pane, insomma, le cose base!" Vedi? Suona immediatamente più italiano! Non usarne troppi, ma qualcuno qua e là ti farà sembrare più naturale.