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In questo episodio, vedremo come il gioco spontaneo e il malessere dei bambini e delle bambine sono correlati, evidenziando la crescente crisi della salute mentale infantile e il legame con la diminuzione del tempo dedicato al gioco libero.Analizzeremo ricerche e studi significativi, inclusi quelli di esperti come Peter Gray e Stuart Brown, per comprendere l'importanza del gioco nella crescita e nella salute mentale. Unisciti a noi per scoprire come il gioco libero possa fare la differenza nel benessere dei più piccoli.PER APPROFONDIRELa piramide dello sviluppo https://www.spreaker.com/episode/la-piramide-dell-apprendimento--60988043 Il gioco autodirettohttps://www.spreaker.com/episode/gioco-e-protagonismo-dei-bambini--63435948Webinar gratuito con Peter Grayhttps://percorsiformativi06.it/prodotto/il-gioco-spontaneo-e-leducazione-auto-diretta-una-conversazione-con-peter-gray/http://www.scholarpedia.org/article/Consequences_of_Play_Deprivationhttp://www.scholarpedia.org/article/Definitions_of_Play https://files.eric.ed.gov/fulltext/EJ985541.pdf https://www.jpeds.com/article/S0022-3476(23)00111-7/abstracthttps://www.researchgate.net/publication/265196016_The_Special_Value_of_Children's_Age-Mixed_Play https://cdn2.psychologytoday.com/assets/attachments/1195/play-h-g-social-existence-ajp.pdfhttps://cms.learningthroughplay.com/media/esriqz2x/role-of-play-in-childrens-development-review_web.pdf https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2824286https://news.feinberg.northwestern.edu/2025/06/06/youth-anxiety-and-depression-increasing-study-finds/https://www.researchgate.net/publication/318922871_Correlates_of_children's_independent_outdoor_play_Crosssectional_analyses_from_the_Millennium_Cohort_Study#:~:text=Independent%20outdoor%20play%20was%20associated,Younger%20children%2C%20those%20from%20ahttps://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0885200621001411https://mylittlescholars.com.au/the-benefits-of-mixing-ages-together-in-early-learning/https://play.wales/wp-content/uploads/2024/03/Play-deprivation-2024v2.pdf https://nifplay.org/ https://publications.aap.org/pediatrics/article/142/3/e20182058/38649/The-Power-of-Play-A-Pediatric-Role-in-Enhancing?autologincheck=redirected PER CONTINUARE A SEGUIRE PF06SITO www.percorsiformativi06.itINSTAGRAM https://www.instagram.com/percorsiformativi06/YOUTUBE https://www.youtube.com/c/SilviaIaccarinoPercorsiformativi06/videosFB https://www.facebook.com/percorsiformativi06GRUPPO FB https://www.facebook.com/groups/177748889440303/TELEGRAM https://t.me/percorsiformativi06NEWSLETTER https://percorsiformativi06.it/iscrizione-alla-newsletter/RIEPILOGO DEI NOSTRI CONTENUTI https://linktr.ee/pf06DISCLAIMER I contenuti dei podcast sono forniti a solo scopo educativo e informativo. Questi non intendono in alcun modo sostituire consulenze, diagnosi o trattamenti forniti da professionisti del settore medico, psicologico o di altre discipline specialistiche.I contenuti proposti non costituiscono consigli professionali personalizzati né possono essere considerati esaustivi o adattabili a specifiche esigenze individuali. Nulla di quanto offerto qui è inteso per essere utilizzato come strumento diagnostico o terapeutico.Percorsi Formativi 0-6 e i suoi formatori non si assumono alcuna responsabilità per l'uso improprio delle informazioni contenute in questo podcast. Ogni utente è invitato a rivolgersi a professionisti qualificati per consulenze mirate riguardanti la propria salute fisica o mentale. In caso di dubbi su eventuali diagnosi o trattamenti per problemi di salute, raccomandiamo di consultare sempre un medico, uno psicologo o altro operatore sanitario qualificato.
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Che forma assume l'acqua, nei videogiochi? Puntata rigorosamente registrata in assenza di Scibetta per evidenti motivi di conflitti idrogeologici.
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Gameromancer compie ufficialmente 10 anni. O meglio, li compiva due settimane fa, ma c'avevamo judo, e poi che minchia di numero era 249 per festeggiare? Vuoi mettere 250? Vuoi mettere richiamare quella merda di Antonino Lupo per una mezza reimpatriata e discutere sul passato e sul futuro dei giochini?
In questo episodio di Stivale Italiano leggiamo una delle storie vere più toccanti della cronaca recente. La lettera di Davide, un ragazzo di 22 anni aggredito a Milano, non è solo un racconto di dolore, ma una straordinaria lezione di forza di volontà, perdono e amore per la vita.Attraverso le parole potenti e autentiche di Davide, faremo un'intensa pratica di ascolto e comprensione per il livello B1 e B2. Come sempre, il nostro obiettivo non è solo ascoltare, ma imparare l'italiano in modo naturale. Analizzeremo le espressioni più utili e profonde usate in questa lettera. Un episodio perfetto per chi vuole imparare l'italiano attraverso storie vere, arricchendo il proprio vocabolario con espressioni quotidiane ed emotive.Pratica di ascolto (B1-B2): Comprensione di un testo emozionale e autentico.Nuovo Vocabolario: Analisi di parole legate alla sfera emotiva e fisica (es. incolumità, spasmi, compassione).Modi di dire italiani: Scopriamo insieme i "pezzi" della lingua usati dai madrelingua per esprimere concetti complessi.Cultura e società: Una finestra su un evento di cronaca avvenuto a Milano e le sue riflessioni profonde. Vuoi supportare il progetto e migliorare ancora di più il tuo italiano? Unisciti alla nostra community su Patreon e sblocca i materiali esclusivi:Diventa Esploratore per scaricare la trascrizione completa dell'episodio con il glossario del vocabolario più interessante.Sali al livello Esploratore esperto per metterti alla prova con esercizi pratici (cruciverba, test a buchi, caccia all'errore) basati su questa puntata.Scopri i vantaggi del livello Pioniere per avere sconti sui nostri corsi di conversazione e molto altro!
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Questo pezzo si chiama "Non capite un cazzo del medium che dite di adorare, miserabili poser mangiamerda che cercano solo di schiacciare più click possibili mentre state con il mignolino alzato" OK il titolo è provvisorio, ci devo lavorare. Mixtape nelle sue 3 ore e qualcosa ti offre piccoli momenti in cui anziché saltare alla "traccia successiva" puoi restare ad assaporare il momento. Ho passato un quarto d'ora a cercare il lancio perfetto di un sasso sul pelo dell'acqua, ho finto di essere un dinosauro mentre calpestavo un gigantesco diorama e mi sono messo a ruggire ad alta voce senza davvero nessun cazzo di motivo. "Perché sei un cretino" Sì vabbè, ditemi qualcosa che non so. Mi piace giocare solo per il gusto di farlo. Niente punteggi, niente numerini, niente trofei da guadagnare. E soprattutto Mixtape nel tempo di una musicassetta mostra più padronanza del medium del 90% delle corpo-stronzate che ci ingoiamo costantemente solo perché possiamo continuare a scoparcele per 100 ore di fila, poco importa che già dopo il tutorial diventi necrofilia. Se tra una marketta e l'altra trovi il tempo di spendere due parole su questa roba però, fallo per favore. Sempre che tu sia ancora in grado di ascoltare. Sempre che tu abbia davvero mai imparato a giocare.
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Quelli dello scandalo delle Reviewer's Guide si sono dimenticati di dirti una cosa fondamentale. Per ricevere Shadow of the Erdtree da Bandai devi firmare un accordo di non divulgazione. Nell'accordo c'è scritto che non puoi dire nulla della guida, pena: un sacco di soldi. Perché Bandai possiede il tuo culo. Se ti chiami Sabaku no Maiku la potenza di fuoco per dire a Bandai che non puoi accettare queste condizioni ce l'hai. E per quanto mi riguarda è tuo dovere farlo e se non lo fai sei parte del problema. Ma se scrivi su sito di merda per 20€ a recensione, non ti si incula manco tua zia e rischi di far finire in blacklist tutta la pubblicazione. E di far incazzare tutti i tuoi colleghi, di redazione o no, perché in Italia tutto il settore giochini si fonda sull'omertà. Il problema in questa storia sono i publisher che mandano i giochi sempre più a ridosso dell'uscita e quindi allegano sempre più spesso ‘ste guide non richieste. Tutto per controllare la narrazione attorno ai loro giochi. Il vero boss da sconfiggere sono loro. E le polemiche fatte a cazzo di cane li fanno diventare boss segreti, rendendo degli NPC il nemico di fine livello.
Inizia subito a preparare il tuo esame B2! Oggi mettiamo a confronto le due certificazioni di lingua italiana per stranieri più famose: il CELI 3 (Università per Stranieri di Perugia) e il CILS 2 (Università per Stranieri di Siena).Se vuoi studiare in un'università italiana o hai bisogno del livello B2 per lavoro, questo video ti aiuterà a capire quale esame si adatta meglio alle tue abilità. Esploreremo la struttura delle prove scritte e orali, i punteggi minimi, le differenze fondamentali (come il sistema di capitalizzazione) e vi daremo i nostri consigli pratici per superare il test senza stress.00:00 - Introduzione00:33 - Il livello B2 (QCER), che cosa significa e a cosa serve03:18 - Struttura dell'esame CELI 3 e punteggi14:42 - Struttura dell'esame CILS 2 e punteggi
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quante volte ti sei ritrovata a fine giornata con la sensazione di aver fatto tanto… ma di non aver davvero combinato niente?Questa puntata nasce da una domanda precisa: come si scelgono le priorità quando tutto sembra importante, tutto sembra urgente, e la testa è già piena ancora prima di iniziare?Ho risposto partendo da un percorso che ho fatto davvero, un cambiamento di prospettiva che ho attraversato nell'ultimo anno e che ha modificato in modo profondo il modo in cui uso il mio tempo, la mia energia e, a volte, anche il mio denaro.Il punto di partenza è un concetto che viene da un mondo apparentemente lontano, quello della filosofia lean e del modello Toyota, che ho poi messo in dialogo con qualcosa di più vicino: la domanda su cosa ha davvero valore nella nostra vita.Perché spesso il problema con le priorità non è pratico. Non è che non sai come organizzarti. È che non hai ancora un criterio chiaro per distinguere ciò che sposta davvero l'asticella da ciò che sembra urgente ma non lo è.In questo episodio riflettiamo su:perché viviamo spesso nella sensazione dell'urgenza, più che nell'urgenza realeil concetto di segnale vs rumore e perché distinguerli cambia tuttocome la filosofia lean può diventare uno strumento di vita personalechi è il "cliente" della tua vita e cosa significa per le scelte di ogni giornocome individuare i colli di bottiglia nella tua giornata e trasformarli in spazio di valoreperché cambiare le priorità non significa stravolgere tutto in una voltaSe senti spesso che tutto è urgente, che sei sempre di corsa ma non riesci a fare le cose che contano davvero, questo episodio è per te.Perché non è sempre una questione di fare di più. A volte si tratta solo di guardare con più onestà a dove stai mettendo quello che hai.Puntate citate nell'episodio:- Come iniziare davvero a gestire i tuoi soldi (senza paura e con chiarezza) — con Riccardo Spada - Capire i soldi senza essere esperti: 5 concetti di FINANZA PERSONALE da conoscere♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quante volte ti sei ritrovata a fine giornata con la sensazione di aver fatto tanto… ma di non aver davvero combinato niente?Questa puntata nasce da una domanda precisa: come si scelgono le priorità quando tutto sembra importante, tutto sembra urgente, e la testa è già piena ancora prima di iniziare?Ho risposto partendo da un percorso che ho fatto davvero, un cambiamento di prospettiva che ho attraversato nell'ultimo anno e che ha modificato in modo profondo il modo in cui uso il mio tempo, la mia energia e, a volte, anche il mio denaro.Il punto di partenza è un concetto che viene da un mondo apparentemente lontano, quello della filosofia lean e del modello Toyota, che ho poi messo in dialogo con qualcosa di più vicino: la domanda su cosa ha davvero valore nella nostra vita.Perché spesso il problema con le priorità non è pratico. Non è che non sai come organizzarti. È che non hai ancora un criterio chiaro per distinguere ciò che sposta davvero l'asticella da ciò che sembra urgente ma non lo è.In questo episodio riflettiamo su:perché viviamo spesso nella sensazione dell'urgenza, più che nell'urgenza realeil concetto di segnale vs rumore e perché distinguerli cambia tuttocome la filosofia lean può diventare uno strumento di vita personalechi è il "cliente" della tua vita e cosa significa per le scelte di ogni giornocome individuare i colli di bottiglia nella tua giornata e trasformarli in spazio di valoreperché cambiare le priorità non significa stravolgere tutto in una voltaSe senti spesso che tutto è urgente, che sei sempre di corsa ma non riesci a fare le cose che contano davvero, questo episodio è per te.Perché non è sempre una questione di fare di più. A volte si tratta solo di guardare con più onestà a dove stai mettendo quello che hai.Puntate citate nell'episodio:- Come iniziare davvero a gestire i tuoi soldi (senza paura e con chiarezza) — con Riccardo Spada - Capire i soldi senza essere esperti: 5 concetti di FINANZA PERSONALE da conoscere♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Lo combatteva Warren Robinett decidendo di creditarsi all'interno di Adventure a dispetto della politica di Atari che non voleva che gli autori si prendessero credito. Lo combatteva DOOM negli anni '90 abbracciando un modello come lo shareware e imponendosi come killer application senza i soldi di nessuna major. Ma sopratutto lo abbiamo combattuto noi in un sacco di giochini. Final Fantasy 7, Watch Dogs, perfino con roba che oggi non si ricorda più nessuno tipo Brink. Nessuno tranne Gameromancer. Che sta per parlarti di tutti quei giochini che vanno in culo ai regimi in un'oretta all'insegna del videoludicamente scorretto.
"Ce n'è... ma come fa a essere una frase vera? Sono solo tre vocali incollate insieme!"
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Quante volte ti è capitato di discutere con qualcuno e avere la sensazione di parlare due lingue completamente diverse?Magari il tema sembra semplice (“non mi ascolti”, “non ci sei mai”) ma la conversazione si trasforma velocemente in un confronto su chi ha ragione e chi ha torto. E più si va avanti, più la distanza aumenta, perché entrambi siete convinti di vedere chiaramente la realtà.Oggi insieme parliamo proprio di questo: dei fraintendimenti nelle relazioni, di come nascono e di quanto spesso siano il vero motivo dietro ai conflitti che viviamo.Perché molto spesso non stiamo davvero discutendo della stessa cosa, anche se usiamo le stesse parole.In particolare, riflettiamo su:perché lo stesso concetto (come “esserci” o “ascoltare”) può avere significati completamente diversicome i fraintendimenti trasformano una conversazione in una lotta su chi ha ragionela domanda che può cambiare tutto: “cosa intendi davvero?”cosa succede quando smettiamo di reagire e iniziamo a comprendere il punto di vista dell'altroperché è fondamentale imparare a non prendere sul personale ciò che ci viene dettoUn episodio che sposta completamente il modo in cui guardiamo ai conflitti e ci aiuta a costruire relazioni più lucide, più aperte e più profonde.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Quante volte ti è capitato di discutere con qualcuno e avere la sensazione di parlare due lingue completamente diverse?Magari il tema sembra semplice (“non mi ascolti”, “non ci sei mai”) ma la conversazione si trasforma velocemente in un confronto su chi ha ragione e chi ha torto. E più si va avanti, più la distanza aumenta, perché entrambi siete convinti di vedere chiaramente la realtà.Oggi insieme parliamo proprio di questo: dei fraintendimenti nelle relazioni, di come nascono e di quanto spesso siano il vero motivo dietro ai conflitti che viviamo.Perché molto spesso non stiamo davvero discutendo della stessa cosa, anche se usiamo le stesse parole.In particolare, riflettiamo su:perché lo stesso concetto (come “esserci” o “ascoltare”) può avere significati completamente diversicome i fraintendimenti trasformano una conversazione in una lotta su chi ha ragionela domanda che può cambiare tutto: “cosa intendi davvero?”cosa succede quando smettiamo di reagire e iniziamo a comprendere il punto di vista dell'altroperché è fondamentale imparare a non prendere sul personale ciò che ci viene dettoUn episodio che sposta completamente il modo in cui guardiamo ai conflitti e ci aiuta a costruire relazioni più lucide, più aperte e più profonde.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Se il primo Hades è l'esempio di come si dovrebbe fare un roguelike, Hades 2 è il ritratto di come si dovrebbe fare un sequel. Avrebbero potuto tranquillamente fare il compitino per casa e sbatterci sopra un cartellino "30€", avrebbe venduto le madonne ugualmente. Invece Supergiant ha preso una formula di gameplay che funzionava da dio, l'ha ampliata e l'ha resa ancora più figa e divertente. Roba che funziona anche e soprattutto perché dietro ci hanno scritto una storia e dei personaggi che non ti fanno pesare di schiattare a tre colpi dalla fine di una run, perché ogni partita ti serve per raccattare robe, scoprire rapporti e districare storie. In un modo talmente leggero ma accurato che chiunque voglia raccontare la mitologia dovrebbe prendere appunti, visto che ci imparati più sulla storia greca con due partite su Hades che in tre capitoli di God of War. E a proposito di storie, nonostante si prenda molto più sul serio di quanto non facesse Zagreus, Hades 2 riesce a parlarti di drammi familiari e personali in modo solenne, ma così leggero da non lasciarti mai troppo con l'amaro in bocca. Giusto un po', ma perché non avrebbe lo stesso sapore altrimenti. Hades 2 funziona di cristo perché hanno saputo ampliare senza storpiare, aggiungendo dove c'era da arricchire ma senza ingolfare. E anche se giocando hai una mezza sensazione di smarrimento ci pensano Melinoe e i suoi compagni a darti due dritte. È un gioco che ti sbatte in faccia che vuole farti "ammazzare il Tempo", invece te lo consuma. E lo fa senza farti pentire per più di mezzo secondo.
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ci sono momenti in cui ti rendi conto che la vita che stai vivendo non è più quella che senti tua. Anche se l'hai scelta tu, anche se ci hai creduto davvero.Questo episodio nasce da una conversazione con Alberto Ravagnani, ex sacerdote, oggi una delle voci più riconoscibili sui social quando si parla di fede, cambiamento e ricerca di sé.Una persona che ha avuto il coraggio di compiere una delle scelte più difficili che esistano: lasciare un percorso costruito negli anni, pieno di senso, pieno di identità, e ricominciare quasi da zero.La sua storia potrebbe sembrarti lontana. Eppure, mentre parlavamo, mi sono resa conto che dentro c'era qualcosa di profondamente familiare.Perché chi di noi non ha mai vissuto quella sensazione? Il momento in cui senti che qualcosa non ti corrisponde più, ma non riesci ancora a capire se è una fase o un segnale vero. Il peso delle aspettative degli altri. La paura di chi sarai quando ti togli un'identità che hai indossato così a lungo.In questa conversazione esploriamo il suo percorso: dal discernimento alla scelta, dalla paura di deludere alla fatica di reinventarsi, fino alla scoperta che cambiare non significa tradire chi si era prima.In questo episodio riflettiamo su:cosa significa prendere una scelta di vita e poi rimettere tutto in discussionecome si attraversa il senso di colpa di deludere chi ci vuole benela differenza tra una crisi passeggera e un cambiamento che viene da dentrocosa vuol dire ricostruire un'identità quando quella che avevi non ti appartiene piùperché essere fedeli a sé stessi è spesso la cosa più coraggiosa e più difficileSe stai attraversando un momento di dubbio o se senti che qualcosa nella tua vita ha bisogno di essere guardato con più onestà, questa puntata è per te.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ci sono momenti in cui ti rendi conto che la vita che stai vivendo non è più quella che senti tua. Anche se l'hai scelta tu. Anche se ci hai creduto davvero.Questo episodio nasce da una conversazione con Alberto Ravagnani, ex sacerdote, oggi una delle voci più riconoscibili sui social quando si parla di fede, cambiamento e ricerca di sé.Una persona che ha avuto il coraggio di compiere una delle scelte più difficili che esistano: lasciare un percorso costruito negli anni, pieno di senso, pieno di identità, e ricominciare quasi da zero.La sua storia potrebbe sembrarti lontana. Eppure, mentre parlavamo, mi sono resa conto che dentro c'era qualcosa di profondamente familiare.Perché chi di noi non ha mai vissuto quella sensazione? Il momento in cui senti che qualcosa non ti corrisponde più, ma non riesci ancora a capire se è una fase o un segnale vero. Il peso delle aspettative degli altri. La paura di chi sarai quando ti togli un'identità che hai indossato così a lungo.In questa conversazione esploriamo il suo percorso: dal discernimento alla scelta, dalla paura di deludere alla fatica di reinventarsi, fino alla scoperta che cambiare non significa tradire chi si era prima.In questo episodio riflettiamo su:cosa significa prendere una scelta di vita e poi rimettere tutto in discussionecome si attraversa il senso di colpa di deludere chi ci vuole benela differenza tra una crisi passeggera e un cambiamento che viene da dentrocosa vuol dire ricostruire un'identità quando quella che avevi non ti appartiene piùperché essere fedeli a sé stessi è spesso la cosa più coraggiosa e più difficileSe stai attraversando un momento di dubbio o se senti che qualcosa nella tua vita ha bisogno di essere guardato con più onestà, questa puntata è per te.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Un paio di Milan Games Week fa è successo che abbiamo beccato Handmancers nell'Indie Dungeon. Eravamo nel pieno di una febbre di SlayTheInspired che non c'è mai passata, e quindi ovviamente abbiam fatto carte false per provare la demo. [citazione testo="Piccolo problema: Fra ha scassato la build lì in fiera costringendo i dev a fixarla nottetempo per essere a prova di DAMS il giorno dopo"] In ogni caso ci segniamo il nome del giochino perché sembra una roba di cui poi all'uscita vorremo parlare. Io inizio a sperare che i dev – 58Blades – non si segnino il nostro, di nome, in modo da non finire sul loro libro delle vendette dello scorpione. I dev sicuramente si fanno il segno della croce ogni qualvolta vedranno Fra nell'Indie Dungeon di qualche fiera, ma se sviluppi i giochini è un rischio che sai di dover correre. Poi succede che Handmancers esce in accesso anticipato e viene fuori che i dev in effetti si erano segnati il nostro nome. Ma per auto-invitarsi in podcast, perché evidentemente non hanno capito che farsi intervistare da Gameromancer implica una serie di domande imbarazzanti che ti fanno rivalutare tutte le tue scelte di vita. Domande imbarazzanti che ovviamente abbiamo registrato. E mo ti stai per ascoltare. Ah, pare brutto non fare i nomi. Ospiti della puntata Samuele Bertani, Game Director dello studio, e Gianmarco Albertini, il Game Designer.
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ci sono momenti in cui fai tutto "giusto".Ti impegni, sei costante, ci metti energia… eppure i risultati non arrivano come vorresti..E lì, piano piano, qualcosa si muove dentro. Inizi a dubitare del percorso, delle scelte che hai fatto, a volte anche di te.Questa puntata nasce proprio da qui e da una domanda che mi è arrivata dalla community, che ho sentito mia fin dal primo ascolto: come si fa a fidarsi del processo quando i risultati tardano ad arrivare?Perché "trust the process" è una frase che sentiamo spesso nella crescita personale, ma cosa significa davvero, nella vita reale? E soprattutto: come si fa a non trasformarla in testardaggine cieca o, al contrario, a non cambiare strada ogni settimana?In questo episodio riflettiamo su:perché "trust the process" è molto più di un mantra e cosa significa davvero metterlo in praticale 3 condizioni fondamentali perché un processo abbia senso per teil ruolo del tempo come variabile passiva che spesso ignoriamo (e che può fare tutta la differenza )come darsi un orizzonte temporale concreto e arbitrario per finalmente misurare i propri risultatiForse il punto non è fare di più e forse non è nemmeno trovare il metodo perfetto. Forse il punto è restare abbastanza a lungo nello stesso processo… da permettere ai risultati di emergere davvero.E questa, spesso, è la parte più difficile.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ci sono momenti in cui fai tutto "giusto".Ti impegni, sei costante, ci metti energia… eppure i risultati non arrivano come vorresti..E lì, piano piano, qualcosa si muove dentro. Inizi a dubitare del percorso, delle scelte che hai fatto, a volte anche di te.Questa puntata nasce proprio da qui e da una domanda che mi è arrivata dalla community, che ho sentito mia fin dal primo ascolto: come si fa a fidarsi del processo quando i risultati tardano ad arrivare?Perché "trust the process" è una frase che sentiamo spesso nella crescita personale, ma cosa significa davvero, nella vita reale? E soprattutto: come si fa a non trasformarla in testardaggine cieca o, al contrario, a non cambiare strada ogni settimana?In questo episodio riflettiamo su:perché "trust the process" è molto più di un mantra e cosa significa davvero metterlo in praticale 3 condizioni fondamentali perché un processo abbia senso per teil ruolo del tempo come variabile passiva che spesso ignoriamo (e che può fare tutta la differenza )come darsi un orizzonte temporale concreto e arbitrario per finalmente misurare i propri risultatiForse il punto non è fare di più e forse non è nemmeno trovare il metodo perfetto. Forse il punto è restare abbastanza a lungo nello stesso processo… da permettere ai risultati di emergere davvero.E questa, spesso, è la parte più difficile.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Il metabolismo è rallentato, ma facciamo ancora indiegestione. Non con la frequenza che ci piacerebbe, ma i giochini piccini continuiamo a giocarli per poi proporteli sul menu dopo che li abbiamo digeriti noi, in modo da farti venire l'acquolina in bocca o l'intossicazione alimentare. I giochini di questa tornata sono: Darwin's Paradox Dave the Diver Death Howl (di cui c'è anche il videino su Patreon) Sea of Stars (a suo tempo protagonista pure di una newsletter) Replaced Darwin's Paradox e Replaced sono stati peraltro pagati con i tuoi soldi. Forse. Perché è stato usato il fondocassa di Patreon per fare contento il bimbo interiore di Andrea Scibetta. Se vuoi contribuire, trovi i link un po' ovunque..
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quella sul benessere digitale è una puntata che sentivo di dover fare da tempo.Il tema degli schermi, dell'attenzione frammentata, del rapporto con lo smartphone è entrato nella conversazione pubblica come se fosse qualcosa di nuovo. Ma chi se ne occupa davvero sa che i segnali erano già tutti lì, molto prima che iniziassimo a parlarne.In questa conversazione ho incontrato Alessio Carciofi - divulgatore, professore universitario, autore e direttore artistico del Digital Detox Festival - che studia il digital wellbeing da oltre 12 anni.Abbiamo parlato di schermi, dipendenza da smartphone e attenzione. Ma anche di intelligenza artificiale, di delega emotiva e di quello che succede quando smettiamo di abitare davvero la nostra vita.È stata una conversazione che ha preso una direzione inaspettata. Emotiva, umana.In questo episodio riflettiamo su:perché la frammentazione dell'attenzione ci esaurisce più del lavoro stessocosa nasconde davvero il nostro attaccamento allo smartphoneil legame tra benessere digitale, sonno e infiammazione emotivacosa sta cambiando con l'intelligenza artificiale e dove rischiamo di delegare troppoperché il silenzio, oggi, è diventato quasi un atto di curacome iniziare a ritrovare equilibrio senza dover stravolgere tuttoPerché stare bene nel digitale non significa usare meno la tecnologia.Significa tornare a guidare, invece di lasciarsi portare.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quella sul benessere digitale è una puntata che sentivo di dover fare da tempo.Il tema degli schermi, dell'attenzione frammentata, del rapporto con lo smartphone è entrato nella conversazione pubblica come se fosse qualcosa di nuovo. Ma chi se ne occupa davvero sa che i segnali erano già tutti lì, molto prima che iniziassimo a parlarne.In questa conversazione ho incontrato Alessio Carciofi - divulgatore, professore universitario, autore e direttore artistico del Digital Detox Festival - che studia il digital wellbeing da oltre 12 anni.Abbiamo parlato di schermi, dipendenza da smartphone e attenzione. Ma anche di intelligenza artificiale, di delega emotiva e di quello che succede quando smettiamo di abitare davvero la nostra vita.È stata una conversazione che ha preso una direzione inaspettata. Emotiva, umana.In questo episodio riflettiamo su:perché la frammentazione dell'attenzione ci esaurisce più del lavoro stessocosa nasconde davvero il nostro attaccamento allo smartphoneil legame tra benessere digitale, sonno e infiammazione emotivacosa sta cambiando con l'intelligenza artificiale e dove rischiamo di delegare troppoperché il silenzio, oggi, è diventato quasi un atto di curacome iniziare a ritrovare equilibrio senza dover stravolgere tuttoPerché stare bene nel digitale non significa usare meno la tecnologia.Significa tornare a guidare, invece di lasciarsi portare.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
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Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Cos'è l'agency nei giochini? Per dirla in due parole, è la possibilità che il gioco ci lascia di influenzare quello che succede dall'altra parte dello schermo. Però non è chiarissimo dove sia il confine tra cosa lo è e cosa no e ci siamo scannati un'oretta per colpa di David Cage.
LeoniFiles - Amenta, Sileoni & Stagnaro (Istituto Bruno Leoni)
In questa puntata speciale di LeoniFiles Dossier, torniamo al 26 aprile 1986 per analizzare una delle date spartiacque della storia occidentale: il disastro di Chernobyl.Ospite di oggi è Lorenzo Pinna, giornalista scientifico, divulgatore e storico autore di Quark e Superquark fin dalla loro fondazione.Insieme a lui, ripercorriamo la vicenda dell'irresponsabilità dell'apparato sovietico in cui le logiche di carriera hanno prevalso sulla sicurezza delle persone, ma per indagare un risvolto diverso della tragedia, da un punto di vista più particolare: quello dell'impatto duraturo sull'opinione pubblica italiana sui temi del nucleare civile e, forse, della fiducia degli italiani nella scienza. Unisciti a noi in un viaggio tra storia, economia e sociologia della scienza per capire come Chernobyl ha segnato l'inizio di una crisi di fiducia nel sapere tecnico che ancora oggi influenza il dibattito su progresso e innovazione.Preferisci seguire su YouTube?
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ogni tanto mi piace fermarmi e fare una cosa semplice, ma molto utile: guardare indietro e chiedermi quali sono state le cose che, davvero, mi hanno cambiata.Non le grandi teorie.Non le frasi belle da salvare.Ma quei click interiori che, quando arrivano, poi iniziano a spostare il modo in cui vivi, reagisci, scegli, lasci andare.In questa puntata condivido 5 lezioni di crescita personale che mi hanno accompagnata nell'ultimo anno e che, in modi diversi, mi hanno resa più lucida, più libera e anche più forte.Parlo dello stupore che ti blocca quando gli altri fanno qualcosa che non riesci a concepire.Di quanto sia ancora stigmatizzata la malattia mentale, anche in un'epoca che si racconta aperta e consapevole.Di quanto spesso aspettiamo l'emozione giusta per agire, quando invece è proprio l'azione a generare quel cambiamento che stiamo aspettando.Parlo anche del giudizio degli altri, che oggi non è più solo giudizio, ma spesso è spettacolo, polarizzazione, consenso.E infine di una cosa che per me è stata enorme: imparare a non dover risolvere tutto subito per stare bene.In particolare, in questa puntata parliamo di:perché non devi capire tutto degli altri per poter superare una delusionequanto la malattia mentale sia ancora giudicata, minimizzata o trattata con leggerezzaperché non serve aspettare di sentirti “bene” per iniziare a fare qualcosacosa succede quando il giudizio degli altri diventa status e spettacolarizzazioneperché lasciare aperto qualcosa, a volte, è molto più sano che forzare una chiusuracosa significa convivere con l'irrisolto senza andare in ansiacome riconoscere quei piccoli click che, nel tempo, cambiano davvero una vitaÈ una puntata molto vera, molto poco perfettina, e forse anche per questo mi piace.Se la ascolti, poi raccontami: qual è una consapevolezza che ti ha cambiato davvero nell'ultimo periodo?♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ogni tanto mi piace fermarmi e fare una cosa semplice, ma molto utile: guardare indietro e chiedermi quali sono state le cose che, davvero, mi hanno cambiata.Non le grandi teorie.Non le frasi belle da salvare.Ma quei click interiori che, quando arrivano, poi iniziano a spostare il modo in cui vivi, reagisci, scegli, lasci andare.In questa puntata condivido 5 lezioni di crescita personale che mi hanno accompagnata nell'ultimo anno e che, in modi diversi, mi hanno resa più lucida, più libera e anche più forte.Parlo dello stupore che ti blocca quando gli altri fanno qualcosa che non riesci a concepire.Di quanto sia ancora stigmatizzata la malattia mentale, anche in un'epoca che si racconta aperta e consapevole.Di quanto spesso aspettiamo l'emozione giusta per agire, quando invece è proprio l'azione a generare quel cambiamento che stiamo aspettando.Parlo anche del giudizio degli altri, che oggi non è più solo giudizio, ma spesso è spettacolo, polarizzazione, consenso.E infine di una cosa che per me è stata enorme: imparare a non dover risolvere tutto subito per stare bene.In particolare, in questa puntata parliamo di:perché non devi capire tutto degli altri per poter superare una delusionequanto la malattia mentale sia ancora giudicata, minimizzata o trattata con leggerezzaperché non serve aspettare di sentirti “bene” per iniziare a fare qualcosacosa succede quando il giudizio degli altri diventa status e spettacolarizzazioneperché lasciare aperto qualcosa, a volte, è molto più sano che forzare una chiusuracosa significa convivere con l'irrisolto senza andare in ansiacome riconoscere quei piccoli click che, nel tempo, cambiano davvero una vitaÈ una puntata molto vera, molto poco perfettina, e forse anche per questo mi piace.Se la ascolti, poi raccontami: qual è una consapevolezza che ti ha cambiato davvero nell'ultimo periodo?♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Unisciti alla community: https://corsi.mammasuperhero.com/msh-membershipFare il genitore oggi è davvero più difficile. O è solo la lente con cui lo stiamo guardando?In questo episodio ti propongo un cambio di prospettiva che può alleggerire, ma anche scuotere. Partiamo da una domanda semplice — e scomoda — e attraversiamo insieme ciò che le generazioni prima di noi non avevano: informazioni, strumenti, consapevolezza sul mondo emotivo dei bambini.Parliamo di crisi, capricci, sistema nervoso, ma anche di solitudine, pressione e senso di inadeguatezza. E soprattutto di quello che oggi è davvero diverso: la possibilità di capire, scegliere e fare qualcosa di nuovo, anche quando è difficile.Questo episodio è per te se senti che stai facendo tanto, ma spesso ti sembra di non riuscire a portarlo nella vita quotidiana. Se sei stanca di sentirti sbagliata, ma non vuoi nemmeno raccontarti che “va tutto bene così”.Ascoltalo fino alla fine: potrebbe cambiare il modo in cui guardi te stessa e il momento storico in cui stai crescendo tuo figlio.**La membership delle Mamme Superhero è un percorso pratico per allenare la maturità emotiva, con strumenti concreti, incontri live e il supporto di altre mamme che stanno facendo lo stesso lavoro.Scopri di più qui: https://corsi.mammasuperhero.com/msh-membership
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quella sulla gratitudine è una di quelle cose di cui si parla tantissimo.È una di quelle pratiche che, a un certo punto, entrano un po' ovunque: nei libri, nei podcast, nei percorsi di crescita personale.E in teoria è tutto molto chiaro: fermarsi, apprezzare, riconoscere quello che abbiamo.Il punto è che, nella pratica, spesso non funziona così.Perché puoi anche essere grata, puoi anche vedere tutto quello che c'è nella tua vita… e allo stesso tempo sentire che vuoi di più.E quando succede, si crea una tensione strana: da una parte pensi “dovrei essere soddisfatta”, dall'altra senti che non ti basta, ti senti tirata da qualcosa di più grande.E lì, molto spesso, arriva il senso di colpa.In questo episodio partiamo proprio da qui, da questa sensazione che è molto più comune di quello che pensiamo.Perché forse il problema non è che vuoi di più.E forse non è nemmeno un problema di gratitudine.Forse il punto è un altro, e riguarda molto di più da dove nasce quel desiderio.In particolare riflettiamo su:perché gratitudine e desiderio non sono due opposti, anche se siamo abituati a viverli cosìcosa succede quando il “volere di più” nasce da un senso di mancanzala differenza tra crescita come espressione e crescita come bisogno di dimostrare o riempire qualcosaperché la gratitudine, da sola, non riesce a colmare alcuni vuoticosa significa davvero sentirsi “abbastanza” e perché non è la stessa cosa che accontentarsiÈ una puntata che prova a rimetterla nel posto giusto, senza darle un ruolo che non può avere.Perché ci sono cose che non si risolvono aggiungendo una pratica di crescita personale in più, ma iniziando a guardare in modo diverso e con onesta quello che succede dentro.Puntata citata nell'episodio:https://open.spotify.com/episode/0bqoOZ6O6Vg8Lq0btYF2Wd♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quella sulla salute del cervello è un tema che, oggi come mai, riguarda ognuno di noi ma di cui parliamo ancora troppo poco.Siamo abituati a pensare alla prevenzione come a qualcosa che riguarda il corpo, il peso, l'alimentazione ma raramente includiamo in questa conversazione il cervello, anche se è l'organo che più di tutti determina chi siamo, come pensiamo, come ricordiamo, come viviamo.Ed è qui il problema: non ce ne occupiamo finché non iniziano a comparire i primi segnali.In questo episodio, insieme alla dottoressa Miryam Cannizzaro neurologa specializzata in malattie cerebrovascolari e prevenzione, portiamo fuori dal contesto medico un tema cruciale della nostra salute: cosa significa davvero prendersi cura del proprio cervello, e perché la prevenzione, in questo caso, inizia molto prima di quanto immaginiamo.In particolare toccheremo temi come:perché le malattie neurodegenerative iniziano molto prima dei sintomiperché parlare di “demenza senile” è spesso riduttivo e fuorvianteil concetto di riserva cognitiva e perché può fare una grande differenza nel tempol'impatto del nostro stile di vita sulla prevenzione della salute del cervello (alimentazione, sonno, stress, attenzione)il ruolo dell'infiammazione cronica nella salute del cervelloconcentrazione, lucidità mentale, device e igiene del sonnoNon è una puntata che vuole spaventare, ma una conversazione che invita a spostare lo sguardo e a calare nella nostra quotidianità un aspetto della salute che, oggi come mai, ha bisogno di tornare centrale.Perché il cervello che avremo tra molti anni non si costruisce all'improvviso ma prende forma, lentamente, nelle scelte di ogni giorno.E forse iniziare a vederlo può cambiare il modo in cui ci prendiamo cura di noi.Puoi approfondire questi ed altri temi dedicati alla salute del cervello e dell'organismo nel podcast Brain Care della dottoressa Miryam Cannizzaro: https://open.spotify.com/show/1enqmyFz71wieptRwcoR8o?si=11d6456af30b44edTrovi la dottoressa anche su Instagram: @_brainbyte♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
In questo episodio di Stivale Italiano, rendiamo omaggio a uno dei pilastri della cultura musicale del Bel Paese: Gino Paoli. Recentemente scomparso, Paoli non è stato solo un cantante, ma un vero poeta che ha cambiato per sempre il volto della musica leggera italiana.Questo episodio è progettato specificamente per studenti di livello intermedio (B1-B2). Utilizziamo un linguaggio autentico ma accessibile, ideale per espandere il tuo vocabolario su temi come le emozioni, la biografia e la critica musicale. #ImparareItaliano #ItalianPodcast #GinoPaoli #Genova #CulturaItaliana #MusicaItaliana #ScuolaGenovese #Sanremo #SaporeDiSale #LinguaItaliana #ItalianoB2 #StivaleItalianoInfo corsi : info@stivaleitaliano.com
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Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quante volte iniziamo un progetto, partiamo carichi a molla… e poi ci ritroviamo spompati, privi di motivazione, con un senso di noia e resistenza che prima non c'era?In quei momenti la prima conclusione a cui arriviamo è quasi sempre la stessa: mi manca disciplina, non ho abbastanza forza di volontà, forse non sono fatta per questa cosa.Ma spesso il problema non è quello.La perdita di motivazione non è sempre qualcosa da combattere o da forzare.Molto spesso è un segnale. Un sintomo che ci sta dicendo che sotto la superficie sta succedendo qualcos'altro.In questo episodio esploriamo cosa può nascondersi davvero dietro quei momenti in cui l'entusiasmo iniziale svanisce e iniziamo a chiederci se ha senso continuare oppure no.In particolare riflettiamo su:perché la motivazione non è una bussola ma un sintomole tre cause più comuni dietro la perdita di motivazione: stanchezza, pressione e perdita di significatocome distinguere tra noia, frustrazione e saturazione quando portiamo avanti un progettocosa fare quando la pressione del giudizio o dei risultati inizia a spegnere l'entusiasmocome capire se il problema è solo un momento di stanchezza… o se qualcosa non è più allineato con noiUna riflessione per imparare a leggere meglio quei momenti in cui sembra che qualcosa dentro si sia spento… e capire cosa farne.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quella sull'amicizia è una puntata che ho rimandato a lungo.Per molto tempo è stato un argomento difficile per me: uno di quelli che non trattiamo facilmente quando non abbiamo ancora trovato un modo chiaro per guardarlo.Negli anni mi sono fatta molte domande sulle amicizie: perché alcune relazioni che sembravano fondamentali cambiano, si allontanano o finiscono? Perché io non ho quel gruppo di amici “da sempre e per sempre” che la società sembra considerare la normalità?Sono io quella sbagliata?In questo episodio parto dalla mia esperienza personale per rispondere ad uno dei topic più richiesti e riflettere su come stanno cambiando le amicizie oggi e su cosa significa costruire relazioni significative nell'età adulta.In particolare riflettiamo su:perché alcune amicizie che sembravano fondamentali smettono di corrispondercicosa succede quando tra due persone nasce uno sfasamento di vita, valori o prioritàcome vivere gli allontanamenti senza leggerli solo come abbandoniperché l'idea romantica dell'amicizia “per sempre” può diventare una trappolacosa rende così difficile fare amicizia nell'età adultail ruolo della prossimità, del tempo e dell'intenzione nel costruire nuove relazioniperché oggi l'amicizia ha bisogno di essere coltivata in modo più consapevoleForse l'amicizia non è qualcosa di statico.Forse, come spesso accade nella vita, alcune persone arrivano per una ragione, altre per una stagione, e altre ancora restano davvero per sempre.E imparare a riconoscere queste differenze può aiutarci a vivere le relazioni con più maturità, più apertura e meno senso di colpa.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ci sono momenti in cui la vita diventa semplicemente troppo.Momenti in cui il dolore arriva forte, oppure in cui tante difficoltà si accumulano fino a farci sentire schiacciati. Momenti in cui le energie si abbassano, la mente corre e diventa difficile capire come attraversare tutto questo senza sentirsi travolti.Una persona della community mi ha scritto proprio di questo: dei momenti bui, dei periodi in cui i problemi della vita sembrano pesare più del solito, e della domanda che prima o poi tutti ci facciamo: come si attraversa il dolore senza perdere stabilità?Ma anche di un'altra domanda molto interessante: si può essere grati anche nei momenti bui?Perché ci sono persone che, anche davanti a difficoltà enormi, riescono a ritrovare una certa pace… mentre altre si sentono completamente travolte?Questa domanda apre in realtà un tema molto più grande: il modo in cui viviamo il dolore, la sofferenza e il senso di fatica nella nostra vita.In particolare, riflettiamo su:la differenza tra dolore e sofferenzail concetto di accettazione radicale e perché può alleggerire il peso delle situazioni difficiliil perimetro della responsabilità e cosa succede quando viviamo nell'iper-responsabilitàquanta energia perdiamo cercando di controllare ciò che non è in nostro potereun modo più concreto e meno “romantico” di vivere la gratitudineil ridimensionamento: riportare le difficoltà nel momento presente invece di proiettarle in un futuro infinitoCon questa puntata voglio offrirti una chiave per portare più stabilità nella tua vita. Non per negare le difficoltà o far finta che il dolore non esista, ma per imparare a distinguere tra ciò che accade davvero e la storia che iniziamo a raccontarci su ciò che accade. Per tornare un po' di più al timone della nostra vita.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Cosa fai se ti ammali mentre sei in viaggio o vivi in Italia? Niente panico! In questo video esploriamo a fondo il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) per darti una vera e propria guida di sopravvivenza.Dalla scelta del medico di base al pronto soccorso, fino ai segreti della Tessera Sanitaria e delle farmacie, scopriamo come funziona la sanità pubblica italiana. Ma soprattutto, esploriamo le espressioni esatte da usare con il dottore o in farmacia a seconda di quanto stai male.
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Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Se ti stai guardando intorno e pensi: “Ho costruito tutto… eppure qualcosa dentro di me vuole cambiare” … non stai attraversando una crisi ☺️In questo episodio mi espongo tanto, perché questo passaggio lo sto vivendo anche io. Quel momento in cui inizi a mettere in discussione la vita che hai costruito, non perché hai fallito, ma perché sei cambiata tu. E quello che ci hanno insegnato a chiamare “crisi di mezza età” spesso non è una crisi: è una fase evolutiva (proprio come quella che si vive durante l'infanzia o l'adolescenza) solo che nessuno ci ha mai spiegato come attraversarla.Partiamo dalla domanda di Lucia e apriamo un capitolo enorme: il cambiamento nella seconda fase della vita adulta. Cosa succede quando la vita che hai costruito fuori non è più perfettamente allineata con ciò che senti dentro? E come si attraversa questo passaggio senza distruggere tutto, senza sentirsi sbagliati, senza vivere ogni dubbio come un fallimento?In questo episodio condivido 5 passi per affrontare questo momento con consapevolezza, mentre provo anch'io a stare dentro alle domande che porta con sé.In questo episodio riflettiamo su:perché la “crisi di mezza età” spesso è un'etichetta sbagliata (e cosa dice davvero la psicologia dello sviluppo dell'adulto)cosa succede quando passiamo dal costruire un'identità esterna al cercare un'identità più interna e allineatacome distinguere un desiderio di cambiamento che nasce dalla fuga da uno che nasce dall'evoluzioneperché sperimentare prima di stravolgere tutto può essere un atto di responsabilità, non di pauracosa significa confrontarsi davvero con la perdita di status, sicurezza e riconoscimento quando si cambia direzionecome reinventarsi senza cancellare ciò che si è stati, ma integrandolo in una versione più ampia di séSe ti senti confusa, in bilico, o con la sensazione che la tua vita abbia bisogno di essere aggiornata… questo episodio è per te.Perché forse non stai distruggendo quello che hai costruito.Forse lo stai evolvendo.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
La preadolescenza è un momento sfidante sia per i nostri figli che per noi genitori. Ci troviamo a dover gestire il loro cambiamento, ma anche il nostro in funzione del loro. Ecco quindi che questo periodo può diventare uno specchio di chi siamo veramente e aprire tante domande, anche scomode. In questo episodio ho invitato Giada Vettorato, parent coach ed esperta di preadolescenza, per parlare di quello che succede tra i 9 e i 14 anni, non solo nei nostri figli, ma in noi. Perché questa fase mette a nudo i pattern familiari che ci portiamo dietro, il controllo che usiamo per tenere a bada la paura, e la difficoltà di concederci libertà e scelte quando siamo le prime a non concederle a noi stesse. Se hai figli in questa età questo episodio ti darà strumenti concreti. Ma anche se i tuoi figli sono ancora piccoli, le domande che emergono ti riguardano comunque.
Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 si sono appena concluse, lasciando spazio alle paraolimpiadi .Ma cosa si nasconde dietro i riflettori di questo grande evento internazionale? Dalle metropoli lombarde fino alle vette innevate del Veneto e delle Dolomiti, analizziamo l'impatto reale dei Giochi Olimpici italiani.In questo episodio di Stivale Italiano, esploriamo un tema di grande attualità, bilanciando i vantaggi economici e turistici con le sfide ambientali, le proteste e i ritardi infrastrutturali. Un dibattito perfetto per ascoltatori di livello intermedio-avanzato (B2, C1, C2) che vogliono perfezionare la comprensione dell'italiano reale.Vuoi approfondire l'episodio di oggi? Unisciti alla nostra community su Patreon per trasformare l'ascolto in uno studio attivo:
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Vuoi rilassarti ma non ci riesci mai? Senti che devi sempre fare, dimostrare, produrre... Se vorresti essere più spensierata, più leggera, ma ti senti sempre in tensione, questo episodio è per te! Oggi parliamo di uno schema invisibile che blocca tante donne, e che per anni ha tenuto ferma anche me: la ricerca di validazione attraverso la performance. Quella vocina che ti dice che vali solo se sei produttiva, impeccabile, sempre sul pezzo. Che ti fa sentire in colpa quando ti fermi, che trasforma una pausa in pigrizia e il riposo in qualcosa da meritare. Ti racconto perché non è un tuo difetto, ma un condizionamento che abbiamo imparato presto, quando siamo state apprezzate più per quello che facevamo che per chi eravamo. E soprattutto cosa puoi fare, concretamente, per separare il tuo valore da quello che fai, lavorando su mindset, dialogo interiore e abitudini. Perché la spensieratezza non arriva quando hai finito tutto, arriva quando smetti di dimostrare. Se vuoi fare questo lavoro in profondità, trovi le info su Academy qui: https://www.healthybusylife.com/academy Intanto ascolta l'episodio e inizia a osservarti: cosa stai cercando di dimostrare, e a chi?
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Se dovessi ricominciare da zero il mio percorso di crescita personale, inizierei da qui.Me lo chiedete spesso: da dove si comincia davvero quando si decide di lavorare su di sé? I libri non fanno il lavoro al posto tuo, ma possono aiutarti a cambiare prospettiva e a rimettere in movimento qualcosa che era fermo. In questo episodio ti racconto i tre libri di crescita personale che consiglierei a me stessa se fossi all'inizio. Libri che mi hanno aiutata a focalizzarmi, a costruire abitudini sostenibili, a lavorare sull'identità e a sciogliere uno dei blocchi più comuni: il perfezionismo. Temi che tornano ogni volta che il cambiamento fatica a diventare reale. Se stai leggendo molto ma senti che fai fatica a passare all'azione, questo episodio ti aiuterà a capire da dove partire e come farlo senza disperdere energie.
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Fare il pane con il lievito madre è iniziato come un esperimento in cucina e si è trasformato in una lezione profonda di crescita personale. Tra attese, tentativi sbagliati e impasti che non venivano, mi sono ritrovata a riconoscere gli stessi meccanismi che incontro ogni volta che lavoro con donne che provoano davvero a cambiare qualcosa nella loro vita. In questo episodio ti porto dentro questa esperienza concreta e ti racconto cosa mi ha insegnato sul cambiamento reale, quello che non è lineare e non arriva quando lo decidi, ma quando smetti di mollare. Parliamo di pazienza, ripetizione, metodo, guida e degli strumenti giusti, quelli che spesso non sappiamo nemmeno di dover cercare. Se ti sei sentita sbagliata perché il cambiamento non arrivava abbastanza in fretta, questo episodio è per te. È un invito a leggere il processo in modo diverso e a smettere di scambiare la fatica per un fallimento.
"Mi sono dovuto alzare" o "Ho dovuto alzarmi"? Se questa domanda ti tormenta, sei nel posto giusto.In questo episodio analizziamo i verbi modali (Dovere, Potere, Volere) da una prospettiva pratica. Non la solita lezione di grammatica noiosa, ma 4 consigli strategici per sbloccare la tua fluidità.Cosa imparerai oggi:Il "segreto" della posizione dei pronomi.Perché a volte usiamo l'imperfetto e altre il passato prossimo.Come non sbagliare mai più l'ausiliario con i riflessivi.Ascolta l'episodio e poi corri a metterti alla prova con gli esercizi dedicati che trovi nella nostra community.CAPITOLI01:10 La grammatica come una lasagna02:00 La posizione dei pronomi con i verbi modali04:30 Passato prossimo o imperfetto? Cosa cambia08:00 Essere o avere con i verbi modali12:33 Essere o avere con i modali e i riflessivi
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Se ti è capitato di sentirti in competizione con altre donne, anche quando avresti voluto solo trovare sostegno e ,sentirti vista e accolta, questo episodio nasce proprio da lì. Nasce da quelle amicizie in cui qualcosa si incrina, da frasi che ridimensionano e da quella sensazione sottile di doverti trattenere per non dare fastidio, per non sembrare troppo, per non attivare confronto o invidia. In questo episodio ti porto in una parte molto personale della mia storia, rileggendo i diari dell'adolescenza, e da lì apro una conversazione profonda su come la competizione tra donne non sia un fallimento individuale, ma il risultato di un condizionamento culturale che ci accompagna da sempre. Racconto cosa succede quando il valore personale passa attraverso il confronto, e quanto questo renda difficile sentirsi davvero libere nelle relazioni femminili. In questo episodio ti parlo di cosa cambia quando scegliamo consapevolmente un linguaggio diverso, quando iniziamo a trasformare l'invidia in informazione e a creare relazioni in cui c'è spazio anche per la fragilità, la confusione e il non sapere. Se senti che queste parole ti toccano, questo episodio può accompagnarti.
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Negli ultimi giorni, parlando di come ho liberato spazio nella mia vita, mi sono sentita dire spesso: “Facile per te, se puoi permetterti di delegare”. Ecco, è arrivato il momento di aprire una conversazione scomoda, ma necessaria. Quello spazio non me lo sono presa perché già c'era, ma perché ad un certo punto ho deciso di farne una priorità e di costruirlo, pochi minuti alla volta, quando le risorse non erano abbondanti e il tempo era frammentato. In questo episodio parliamo di carico mentale, delega e privilegio e di cosa c'è davvero dietro quella frase: frustrazione, confronto, ruoli interiorizzati, e del perché spesso usiamo ciò che non abbiamo per spiegarci perché non possiamo cambiare. È una riflessione onesta su scelte difficili, responsabilità personale, risorse reali, e su cosa succede quando smetti di chiederti perché qualcun'altra può e inizi a chiederti: con le risorse che hai oggi, da dove posso partire io?
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Negli ultimi anni la crescita personale è diventata una parola che senti ovunque. Libri, podcast, corsi, frasi motivazionali. Sembra quasi una moda, ma non lo è. Non è nemmeno un lusso per chi ha tempo e una vita meno complicata. È spesso ciò che arriva quando smetti di riconoscerti nella vita che stai vivendo e non vuoi più andare avanti in automatico. Quando capisci che continuare a correre non ti sta portando più lontano, ma solo più stanca. In questo episodio ti racconto la mia storia con la crescita personale, cosa mi ha portata a iniziare e cosa significa davvero fare un salto di livello, non cambiando chi sei, ma diventando più intenzionale, più presente e più allineata nelle scelte che fai oggi. Parliamo di disagio, quello silenzioso che ti svuota e quello più scomodo che però ti restituisce presenza, potere e verità. E del perché la crescita personale non elimina la fatica, ma ti aiuta a scegliere quale fatica vale la pena attraversare. Se ti senti piena di responsabilità ma vuota dentro, se pensi spesso che non sia il momento giusto, se senti una resistenza che assomiglia molto a un desiderio, questo episodio è per te. Ascolta fino alla fine e chiediti con onestà: che tipo di vita sto scegliendo ogni giorno? Se senti che è tempo di fare un passo diverso, io sono qui. E se senti che non vuoi più farlo da sola, Academy è aperta. C'è una promo dedicata attiva SOLO fino al 23 gennaio. Inizia sul serio!
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Non ti manca tempo, ti manca una scelta chiara. Se senti che il tempo per te viene sempre “dopo”, che è sempre rimandato, sempre sacrificabile questa puntata è proprio quello che ti serve ascoltare! E se continui a dirti che ora è impossibile, qui scoprirai perché non è tutta la verità. Parliamo di una verità scomoda ma liberatoria: il problema non è quanto tempo hai, ma da dove stai decidendo come usarlo. Il tempo non mente, racconta cosa metti al primo posto e cosa invece decidi di sacrificare. In questo episodio troverai riflessioni che cambieranno il modo in cui pensi al tempo e come lo usi: chiarezza sulle priorità, confini, conversazioni difficili, scuse da lasciare andare e un cambio di identità necessario per smettere di "sopravvivere" alle tue settimane. Se vuoi che il 2026 non sia la copia del 2025, questo è il punto di partenza! Ascolta ora. E se senti che non vuoi più farlo da sola, Academy è aperta. Questa settimana c'è una promo dedicata. Inizia sul serio!
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
La costanza non è disciplina, è identità. Se ti sei detta mille volte “non sono costante”, questo episodio ribalta tutto quello che pensi di sapere sulla costanza e ti mostra perché non sei sbagliata. Esploreremo insieme i 5 pilastri della costanza reale, quella che funziona nel tempo e non ti fa sentire inadeguata: una definizione di costanza più umana, che non ha nulla a che vedere con la perfezione; strategie costruite su come funzioni tu davvero, non su modelli standard; routine che si adattano alla tua fase di vita senza trasformarsi in una fuga; il legame profondo tra costanza e identità; il ruolo decisivo del dialogo interiore e delle aspettative che usi contro di te; In questo episodio parliamo di crescita personale vera, quella che ti aiuta a smettere di ricominciare da capo ogni volta e a costruire continuità anche quando la vita cambia, l'energia cala e la motivazione non c'è.
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Come puoi rendere il tuo anno straordinario anche se oggi ti senti bloccata? In questo episodio ti accompagno dentro ciò che fa davvero la differenza tra un anno che passa e un anno che ti trasforma, anche quando ti senti stanca, confusa o senza motivazione. Se desideri un cambiamento reale, non fatto di buoni propositi che, appunto, restano solo propositi, ma di allineamento profondo, qui trovi 3 passaggi chiave di crescita personale che cambiano il modo in cui costruisci la tua vita. Condividerò anche una parte vera della mia storia, uno di quei momenti in cui continuavo ad andare avanti ignorando i segnali interiori, per mostrarti cosa succede quando smetti di spingere e inizi ad ascoltarti davvero. Scoprirai perché non serve fare di più, ma fare in modo diverso, e come piccoli passi identitari possono rendere il tuo anno straordinario anche se oggi non ti sembra possibile.