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Immagina la tua vita come una ruota di una bicicletta.Quella ruota è composta da tanti raggi. Ogni raggio rappresenta un'area della tua esistenza.In questo episodio approfondirò il concetto di ruota della vita, uno strumento di crescita personale: se tutti i raggi sono solidi, della stessa lunghezza, ben distribuiti, la ruota gira fluida.Se invece alcuni sono deboli, storti o spezzati, la ruota traballa.Tutto questo serve per fermarsi un attimo e guardare la propria vita nel suo insieme.Buon ascolto!--------------------------------------Scarica Switcho e inizia subito a vedere se puoi risparmiare su una o più offerte di servizi che già utilizzi:https://bit.ly/Switcho-LuceGas-FedericoSormani--------------------------------------Scarica gratuitamente il foglio excel per analizzare la tua pianificazione finanziaria:https://bit.ly/corretta-pianificazione-finanziariaScarica gratuitamente il foglio excel col calcolatore dell'interesse composto: https://bit.ly/calcolatore-interesse-compsoto-PACvsPICScarica gratuitamente il foglio excel per calcolare il tuo stato patrimoniale: https://bit.ly/calcola-il-tuo-stato-patrimonialeScarica gratuitamente la mappa concettuale sintetica su come superare la paura di investire:https://bit.ly/Come-superare-la-paura-di-investire--------------------------------------Se vuoi, puoi entrare a fare parte del mio progetto finanziandolo e ottenendo in cambio ulteriori servizi e vantaggi: https://bit.ly/tipeee-federicosormaniUn ringraziamento personale ai miei tippers: Noemi Cenni, Marina Manzoni, Gabriele Contini, Paola Sormani, Giovanni Pianigiani, Edoardo Tofi, Jacopo Fumanti Petrini, Francois Mickel, Aldo Sandroni, Daniele Cogoni.--------------------------------------Per metterti in contatto con me (feedback/consigli/critiche/interviste/collaborazioni):untoldmoney.podcast@gmail.comhttps://bit.ly/linkedin-federicosormaniDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/federico-sormani-podcast--6069932/support.
Buon Lunedì a tutti Amici e buon inizio settimana! Ci avviciniamo all'Equinozio di Primavera, quindi perché non studiarne i Riti e le Tradizioni con Ostara a cura di Davide Marrè, che va ad aggiungersi alla collana di Phanes Publishing dedicata alla Ruota dell'anno
Gerry Scotti con una nuova puntata della "Ruota della fortuna": oggi partecipa Roberta, che non sembra essere troppo convinta.
IL “Diavolo” non è il nemico. È il Creatore del mondo materiale.“Gli zingari non vedevano il Diavolo come il male, ma come il Creatore della materia. Quando scoprirono l'Arcano XV capirono subito che non era un gioco: era il patrono dei 21 Arcani. Nei loro sortilegi mettevano la Ruota della Fortuna sopra il Diavolo per creare il ‘Diavolo indiavolato', un simbolo di potenza in movimento. È la stessa ruota di Ixion, il mito del destino che gira senza fermarsi".Become a supporter of this podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/support.https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/supporthttps://www.amazon.it/s?k=valentin+p.+elli&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss
200mila euro è il colpaccio finale, ma Nicola Z., vicentino residente a Carrè, torna a casa con un bottino di 214mila 300 euro. E' letteralmente travolto dalle emozioni oltre che dalle telefonate il 36enne impiegato alla logistica che proprio l'ultimo giorno dell'anno, da campione al popolare programma di Canale 5 La Ruota della Fortuna, si è aggiudicato la busta più ambita.
Il gameshow preferito degli italiani, la Ruota della fortuna (e il nuovo format dedicato agli ascoltatori). Il Mago Forest in onda su Ciao Belli per la Battaglia dei Comici a Spoleto.
«Sono fiero dello sviluppo della città, ma certe notizie mi fanno arrabbiare» — (integrale su cdtlink.ch/ex-sindaco con tanto di videointervista) — L'ex sindaco di Locarno, Alain Scherrer, a tutto campo dopo un periodo di silenzio «per avere il giusto distacco»: dalle aggregazioni al Film Festival che chiede di cambiare le date, al ricorso sui concerti estivi — «Seguo la politica e preferisco farlo con un certo distacco, perché voglio rispettare le scelte della compagine che ha preso posto a Palazzo Marcacci». «Sì, ora accetto con grande piacere il vostro invito, prima mi pareva prematuro». Alain Scherrer è in formissima e ha scelto Palazzo Marcacci come luogo simbolo per ambientare un'intervista a tutto campo da rilasciare in esclusiva al Corriere del Ticino. «Sono stati gentili, abbiamo la possibilità di starcene nientemeno che nella sala del Municipio, dove ho lasciato un pezzo del mio cuore», afferma carico d'entusiasmo con il suo immancabile sorriso, salutando la ragazza allo sportello della cancelleria. «Credo sia passato il tempo necessario per poter rispondere alle vostre domande senza voler apparire invadente», aggiunge mentre sale le scale a passo spedito verso la stanza dove per lungo tempo ha retto il timone della Città di Locarno. Una volta entrato, si guarda in giro e indica con emozione il suo posto, «a capotavola». Sono passati quasi due anni dalle elezioni comunali del 14 aprile 2024, dalle quali è scaturita la nuova composizione dell'Esecutivo, rinnovato per quattro settimi. Il nostro interlocutore, all'epoca, aveva annunciato con largo anticipo di non volersi ricandidare.«Il nuovo Municipio? Mi piace questa squadra. Conosco molti di loro: chi ha già vissuto questa casa e chi ora vi entra con entusiasmo. Hanno visione, competenza, e soprattutto il mio successore ha un vero senso dello Stato, orientamento strategico, conoscenza profonda delle tematiche e il suo saper fare è lucido e concreto. Li vedo lavorare con serietà, e ho fiducia. È un sentimento raro, e me lo tengo stretto». Il neo sessantenne («Ma non mi sento vecchio, eh? Facciamo solo... meno giovane di prima, dai») riavvolge il nastro del tempo: «Ho cominciato a fare il sindaco proprio il giorno del mio cinquantesimo compleanno. Nove anni intensi. E se ci mettiamo anche i tempi in Municipio, sono quasi vent'anni. Vent'anni passati dentro queste stanze: riunioni interminabili, notti di scelte pesanti, migliaia di pomeriggi spesi per la Città. E, credetemi, ogni ora è stata viva».Si apre, tuttavia, una nuova fase. Più «distaccata», se si può definire così: «Sto molto bene, ho tempo per me e per la famiglia. Quando sei immerso in un ruolo istituzionale così in vista, non ti rendi conto di quanto sia totalizzante. Solo quando ti fermi capisci quanto correvi. Sono orgoglioso della mia Città. Leggo i giornali, mi rallegro quando trovo belle notizie e m'arrabbio per quelle negative, che però adesso vivo in modo differente. Oggi le decisioni sono in mano alla nuova compagine e il mio auspicio è che le sue scelte siano sempre guidate dal bene per la popolazione e non da speculazioni elettorali», esclama, citando i progetti principali che contribuiranno al rilancio di Locarno, come la riqualifica di piazza Grande e Largo Zorzi, il centro congressuale, la Rotonda, il Castello e il Museo di storia naturale. «Mi rendo conto che abbiamo avviato tanti progetti, forse troppi pensando alla forza finanziaria della Città e ciò non rende facile il lavoro a chi siede oggi nell'Esecutivo».E, a proposito di «arrabbiature», sul tavolo di Bellinzona era stata consegnata, ancora nella precedente legislatura, l'istanza di aggregazione con Lavertezzo, insieme alla collega Tamara Bettazza. Qualche settimana fa - dopo il «cambio della guardia» primaverile che ha portato Andrea Berri alla guida del piccolo Comune - colpo di scena: questi appare in foto con l'omologo Damiano Vignuta, di Gordola, voltando le spalle al «matrimonio» previsto con Locarno e avviando un altro tra i loro due Comuni. «Con tutto il rispetto per i protagonisti, questa fotografia mi ha fatto male», dice con rammarico.«Ad ogni modo il merito è stato di riaprire il dialogo, soprattutto con Losone e Minusio, che sono interlocutori preziosi. Altri, invece, sembrano solo approfittare della centralità di Locarno, rivendicano autonomia ma poi non sono capaci di gestire i progetti importanti, come è accaduto a Muralto con il nodo intermodale alla stazione. La fusione degli enti locali attorno al nucleo dell'agglomerato urbano è a mio avviso inevitabile, dato che la frammentazione rallenta lo sviluppo». Note più positive (letteralmente) per un altro capitolo importante nella vita dell'intervistato. Da due decenni, infatti, canta nel complesso «Vasco Jam». «La musica, il palco: è la mia seconda famiglia. Il gruppo ha 41 anni ed è probabilmente la cover band di Vasco più longeva di sempre. È casa mia. Noi sul palco ci divertiamo, e la gente lo sente».Sempre in ambito musicale, ecco spuntare un ulteriore tasto dolente: il ricorso di un esercente di piazza Grande contro i concerti estivi: «Mi rattrista vedere chi antepone interessi personali all'estate di Locarno. Piazza Grande è un simbolo potente. Qui sono passati nomi che hanno lasciato memoria nel mondo. Non possiamo rischiare che qualcuno rovini tutto per egoismi». L'altro pilastro della bella stagione è il Festival, la manifestazione culturale più importante a livello nazionale. Che vorrebbe anticipare la programmazione. Un'opportunità da cogliere? «La questione è delicata. Capisco l'industria cinematografica, ma anche il turismo vive di equilibri delicati. Il calendario è un incastro prezioso. Il Festival è un pilastro: Locarno grazie a questa manifestazione vive di cultura».Infine, la politica. Perché è proprio il «suo» PLR ad aver perso il quarto seggio del distretto in Gran consiglio. «Sì, anni fa avrei voluto fare un'esperienza a livello cantonale. Ma oggi non ne sono più attratto. La politica, parlo in generale, non dialoga più con la vita reale. È incompatibile con il mio modo di intendere il servizio pubblico. Manca il cuore. Manca il coraggio. Manca la coerenza. Manca la concretezza. Si preferisce apparire invece di agire, inseguire consenso invece di assumersi responsabilità. È un mondo che si racconta, ma non costruisce più. Io non ci sto. Voglio continuare a fare del bene, ma non accanto ai giochi di potere. Non come sindaco, voglio farlo come uomo. E le persone, non i ruoli, fanno la differenza».
Intervista di Adrien #rabiot dove racconta tutto del suo arrivo, dello #scudetto, di #leao e del rapporto con #allegri al #milanDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Oggi nella puntata della "Ruota della fortuna sprint" si gioca con Alessio, dalla Calabria
Commentiamo la giornata della politica italiana insieme a Barbara Fiammeri, commentatrice politica de Il Sole 24 Ore.Oggi il Vertice Nato a Bruxelles: scopriamo come è andato insieme a Riccardo Alcaro, responsabile del programma “Attori globali” dell’Istituto Affari Internazionali.Autovelox, due sentenze della cassazione si contraddicono e aumentano la confusione. Cerchiamo di fare chiarezza insieme a Luigi Altamura, comandante della polizia stradale di Verona e componente del coordinamento sicurezza stradale dell’ANCI.
La Ruota di Falkirk o (Falkirk Wheel), è un ascensore idraulico ruotante per imbarcazioni unico al mondo e collega il Forth and Clyde Canal e l'Union Canal in Scozia, superando un dislivello di 24 metri in meno di 10 minuti. Ma cos'è e come funziona questa straordinaria opera di ingegneria? In questo episodio analizziamo com'è stata progettata la Ruota di Falkirk e com'è fatto il suo sistema di ingranaggi, spiegando perché è un esempio perfetto di equilibrio tra peso ed energia utilizzata. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ultimo giro e ultima corsa per il podcast più facinoroso del circus, che all'indomani dell'ultimo Gp di Abu Dhabi, e dei relativi verdetti, torna per commentare il finale di stagione, e dare i voti a tutti ma proprio tutti i protagonisti del Mondiale 2024. Si tirano le somme anche nella gara dei boeri, con una chiusura scoppiettante che rimette tutto in discussione, mentre lo sguardo già si proietta al 2025 e alle tante novità che vedremo in pista.
Le parole di #moncada, dt del #milan alla vigilia di #milanjuventus su rinnovi di contratto, Theo Hernandez, Mike Maignan, Fonseca, scouting e moneyballDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Dopo lunghissima assenza, torna il podcast più aerodinamico della pit lane, con qualche pensiero in libertà sugli ultimi 3 Gran Premi. Tanti i casi da analizzare, tra storie che si chiudono (la lotta per il mondiale piloti) e questioni che rimangono aperte, a cominciare dal misterioso rendimento altalenante di tanti team e tante scuderie. Poche discussioni su chi sia invece il re indiscusso di "Scommetto un boero", mentre la frase celebre della puntata porta a qualche riflessione su come non sia sempre facile dar prova del proprio talento in Formula 1.
Diventare grandi senza tradire se stessi è possibile? Ruota attorno a questa domanda il nuovo libro di Chiara Gamberale, “Dimmi di te”: l'autrice si tuffa nel passato, alla ricerca delle persone della sua adolescenza, per chiedere loro come hanno fatto a crescere.
Reduci dalle 2 gare in Azerbaijan e a Singapore, il podcast più irrequieto del paddock torna con una puntata speciale e un sorprendente schieramento a 4 voci. Ai soliti 3 fin troppo noti, si aggiunge infatti un ospite d'eccezione: Riccardo Patrese, fresco di pubblicazione del suo libro F1 Backstage. Commenti e riflessioni sull'attualità del Mondiale si intrecciano così, ancor più del solito, agli aneddoti di un'epoca d'oro del motorsport, tra Senna e Newey, passando per un misterioso episodio a Monza con Bernie Ecclestone. Misterioso quasi quanto quello che succede nel dietro le quinte di "Scommetto un boero"...
Puntata scateneta del podcast più sbrilluccicante del Circus, per celebrare la grande festa rossa di Monza. Una gara leggendaria di Leclerc, cui fanno da contraltare i troppi errori e incertezze in casa McLaren, e i misteri della crisi Red Bull. Poi commenti sparsi su Colapinto e Antonelli, Briatore e Magnussen, e una menzione d'onore per Kubica... Ma le leggende non sono solo in pista: una, oggi, è anche ai nostri microfoni, dopo un passato in pista che l'ha visto protagonista anche all'Autodromo, e approfitta della ripartenza del Mondiale per dire la sua ella classifica dei boeri.
Due Gran Premi filati, Ungheria e Belgio, per un Mondiale sempre più imprevedibile, e per una nuova puntata del podcast più scoppiettante della Pit Lane.Tanti i temi sul tavolo, forse troppi, ma non per i nostri tre alfieri: la gestione McLaren in Ungheria, gli errori di Norris, il nervosismo di Verstappen che comunque non molla niente, la crescita di Piastri, l'incredibile rinascita Mercedes e Hamilton, le difficoltà Ferrari evidenziate dalle dichiarazioni contrastanti di piloti e manager. E Perez? Tenerlo o sostituirlo?Poi solita scorpacciata di boeri, con Giorgio sempre più ingordo e Stefano ancora a digiuno, parole famose e piloti misteriosi, prima di chiudere con il tradizionale bilancio di metà stagione: promossi, bocciati e rimandati, in una pagellina volante con cui auguriamo a tutti voi buona estate, e buone vacanze a chi le fa.
Il ritorno al successo di Lewis Hamilton è il punto di partenza della nuova puntata del podcast più birichino del paddock, che si dilunga poi ad analizzare la crisi di una Ferrari sempre più in bambola, in pista e fuori, e dedica qualche riflessione a Lando Norris, tornando anche sui fatti d'Austria. C'è pure chi va peggio del cavallino: Stefano nel gioco dei boeri, ad esempio, in cui si registra anche il ribaltone in testa alla classifica. A seguire, ricordoli sparsi da Ungheria e Belgio, frasi famose e piloti scomparsi da rintracciare, e un'escursione di pista nel mondo endurance. Con un grande interrogativo: riuscirà Pino a prendere il traghetto? Buon ascolto, e fate del vostro meglio!
Succede di tutto e di più in Canada, in un Gran Premio che dopo pochi giri si trasforma in una lotteria imprevedibile, da cui esce però vincitore ancora lui, Max. Il podcast più immarcescibile del motorsport passa in rassegna i fatti salienti di Montreal, con un focus più lungo del solito sui Boeri per celebrare il talento di Nicoli nei pronostici. Poi si passa in Spagna, per una sequenza di Ricordoli legati al circuito di Barcellona, tra visioni metafisiche e incidenti misteriosi. Mai misteriosi però quanto il vero enigma di questa puntata: come ci è finito Pino, nel ruolo di modello, sulle pagine di Vogue?
Tante notizie in arrivo da Monaco, di cui discutere nel settimo appuntamento del podcast più indolente del circus: su tutte, il ritorno alla vittoria di Leclerc, al primo successo sulla pista di casa; la ritrovata verve di Piastri, su una McLaren sempre più in palla; e i segnali di crisi di Red Bull, che forse ci consegnano un Mondiale più aperto del previsto. Tutti elementi da verificare nei prossimi Gran Premi, a cominciare da Montreal. Un luogo che, tra i tanti ricordi, riporta alla memoria anche un pilota e personaggio unico, rimpianto da noi e, crediamo, da molti altri appassionati.
Altro giro, e nuovo colpo di scena in un Mondiale (forse) meno scontato del previsto. Dopo 110 gare e 15 podi, finalmente è arrivato Norris, al primo successo in carriera. Una rara sconfitta in pista per Verstappen e la Red Bull, e un'occasione persa per la Ferrari, in un weekend segnato anche dall'addio di Newey (con tanto di boero speciale sul suo futuro) e dalle gesta del magico Magnussen. Fatti i conti con l'attualità, il podcast più sfolgorante del paddock si lancia poi verso Imola, tra qualche ulteriore riflessione su Senna e altri ricordi a 4 e 2 ruote.
Parte come sempre dall'attualità il nuovo giro di pista del podcast più marpioncello del Circus. Parte con i fatti della Cina: Verstappen sempre più marziano, le storie tese in casa Ferrari, le mattane di Alonso, le difficoltà di molti a centro gruppo...Ma l'attualità è anche l'anniversario dell'evento che più di tutti ha segnato la storia recente della F1. Senna, basta la parola. Soprattutto se a parlarne ci sono Giorgio e Pino, interrogati dal bravo presentatore Stefano. Buon ascolto.