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La Bulgaria è la squadra rivelazione dei Mondiali del 1994, in cui termina al quarto posto, consacrando il fuoriclasse del Barcellona Hristo Stoichkov. È l'apice di un movimento rimasto a lungo nell'ombra, e che raggiunge il suo massimo splendore all'improvviso, nel momento più critico della storia recente del paese, disastrato alla crisi economica dell'epoca post-socialista.LE FONTI USATE PER QUESTO EPISODIO:- BORISOV Teodor, Football in Romania, Yugoslavia and Bulgaria during Stalinism (1944- 1953), Hiperboreea Journal- KORTZANOV Dinko, Football Politicized: CSKA Sofia as a tool for ideological hegemony in Socialist Bulgaria, University of Helsinki- MOGGIA Valerio, Asparuhov: il clamore e il silenzio, Pallonate in Faccia- WILSON Jonathan, Behind the Curtain: Travels in Eastern European Football, Orion Pub. Co.La musica è "Inspired" di Kevin MacLeod [incompetech.com] Licenza C.C. by 4.0Potete seguire Pallonate in Faccia ai seguenti link:https://pallonateinfaccia.com/https://www.facebook.com/pallonateinfacciabloghttps://twitter.com/pallonatefacciahttps://www.instagram.com/pallonateinfaccia/Per contattarmi: pallonateinfaccia@gmail.comIscrivetevi alla newsletter THE BEAUTIFUL SHAME!COME SOSTENERE PALLONATE IN FACCIA
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Tredici Pietro che debutta a Sanremo 2026 con il brano "Uomo che cade".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Tommaso Paradiso che debutta a Sanremo 2026 con il brano "I romantici".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Sayf che debutta a Sanremo 2026 con il brano "Tu mi piaci tanto".Emoji:
La protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Serena Brancale che torna a Sanremo 2026 con il brano "Qui con me".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Sal Da Vinci che torna a Sanremo 2026 con il brano "Per sempre sì".Emoji: ⚓ (L'Ancora)Sal Da Vinci rappresenta la stabilità di una tradizione millenaria (quella napoletana) che però non resta ferma sul fondo, ma permette alla nave della sua musica di affrontare qualsiasi tempesta pop o internazionale senza mai perdere la rotta. È l'ormeggio sicuro della melodia, ma con lo sguardo rivolto verso l'orizzonte di Sanremo 2026. "Per sempre sì" è il suo nuovo attracco nel cuore del pubblico.Iscrivetevi alla nostra Lega del Fantasanremo "I Conti stanno a 30": https://fantasanremo.com/league?id=69605101e5ed3f9cf964c11dDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/pillole-di--4800610/support.
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Samurai Jay che debutta a Sanremo 2026 con il brano "Ossessione".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Francesco Renga che torna a Sanremo 2026 con il brano "Il meglio di me".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Raf che torna a Sanremo 2026 con il brano "Ora e per sempre".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Nayt che debutta a Sanremo 2026 con il brano "Prima che".Emoji:
La protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Patty Pravo che torna a Sanremo 2026 con il brano "Opera".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Michele Bravi che torna a Sanremo 2026 con il brano "Prima o poi".Emoji:
I protagonisti di questa puntata di "Pillole di Sanremo" sono Maria Antonietta & Colombre che debuttano a Sanremo 2026 con il brano "La felicità e basta".Emoji:
La protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Malika Ayane che torna Sanremo 2026 con il brano "Animali notturni".Emoji:
La protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Mara Sattei che torna Sanremo 2026 con il brano "Le cose che non sai di me".Emoji: ✨ (Le Scintille)La voce di Mara è pura luce, elegante e brillante, ma capace di accendere fuochi emotivi profondi. Rappresenta quel tocco magico che trasforma ogni collaborazione in un successo e ogni testo in un'immagine vivida. "Le cose che non sai di me" promette di essere la scintilla più luminosa di questo Festival.Iscrivetevi alla nostra Lega del Fantasanremo "I Conti stanno a 30": https://fantasanremo.com/league?id=69605101e5ed3f9cf964c11dDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/pillole-di--4800610/support.
I protagonisti di questa puntata di "Pillole di Sanremo" sono LDA & Aka7even che tornano a Sanremo 2026 con il brano "Poesie clandestine".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Luché che debutta Sanremo 2026 con il brano "Labirinto".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Leo Gassmann che torna a Sanremo 2026 con il brano "Naturale".Emoji:
La protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Levante che torna a Sanremo 2026 con il brano "Sei tu".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è J-Ax che torna a Sanremo 2026 con il brano "Italia starter pack".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Fulminacci che torna a Sanremo 2026 con il brano "Stupida sfortuna".Emoji:
Quelli del 1994 sono i primi Mondiali della storia del calcio a tenersi in un paese senza una grande tradizione calcistica, e diventeranno il simbolo del nuovo corso di questo sport, sempre più orientato al business e al marketing. Ma saranno anche un modo per la FIFA di provare a conquistare attivamente una nuova frontiera, che fino a quel momento aveva sempre resistito al fascino del soccer.LE FONTI USATE PER QUESTO EPISODIO:ARMEN GRAHAM Bryan, USA 94: The World Cup That Distracted Americans from Oprah and OJ, The GuardianBERKOWITZ Steve, How the U.S. Won the World Cup, The Washington PostWANGERIN David, Soccer in a Football World: The Story of America's Forgotten Game, When Saturday Comes LtdLa musica è "Inspired" di Kevin MacLeod [incompetech.com] Licenza C.C. by 4.0Potete seguire Pallonate in Faccia ai seguenti link:https://pallonateinfaccia.com/https://www.facebook.com/pallonateinfacciabloghttps://twitter.com/pallonatefacciahttps://www.instagram.com/pallonateinfaccia/Per contattarmi: pallonateinfaccia@gmail.comIscrivetevi alla newsletter THE BEAUTIFUL SHAME!COME SOSTENERE PALLONATE IN FACCIA
I protagonisti di questa puntata di "Pillole di Sanremo" sono Fedez & Marco Masini che tornano a Sanremo 2026 con il brano "Male necessario".Emoji: ⚡
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Ermal Meta che torna a Sanremo 2026 con il brano "Stella stellina".Emoji:
La protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Elettra Lamborghini che torna a Sanremo 2026 con il brano "Voilà".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Enrico Nigiotti che torna a Sanremo 2026 con il brano "Ogni volta che non so volare".Emoji: ⚓ (L'Ancora)Simboleggia la sua Livorno e il suo legame profondo con il mare, ma rappresenta soprattutto la sua natura: Enrico è un artista "ancorato" ai valori veri, alla famiglia e alle radici. In un mondo musicale che corre veloce, lui resta fermo sui suoi principi, portando una musica che dà sicurezza e stabilità a chi la ascolta.Iscrivetevi alla nostra Lega del Fantasanremo "I Conti stanno a 30": https://fantasanremo.com/league?id=69605101e5ed3f9cf964c11dDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/pillole-di--4800610/support.
La protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Ditonellapiaga che torna a Sanremo 2026 con il brano "Che fastidio".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Eddie Brock che debutta a Sanremo 2026 con il brano "Avvoltoi".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Chiello che debuttano a Sanremo 2026 con il brano "Ti penso sempre".Emoji:
Il protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Dargen D'Amico che torna a Sanremo 2026 con il brano "Ai Ai".Emoji:
La protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" è Arisa che torna a Sanremo 2026 con il brano "Magica Favola".Emoji:
Le protagonista di questa puntata di "Pillole di Sanremo" sono Bambole di Pezza che debuttano a Sanremo 2026 con il brano "Resta con me".Emoji:
Finalmente pronto il nostro MusicArena per vievere insieme le emozioni del Festival di Sanremo. Seguici su www.allthebest-radio.com
All'inizio degli anni Novanta, i diritti tv del calcio emergono come la gallina dalle uova d'oro per i club professionistici. Nel 1992, le società della First Division inglese decidono una storica rottura con la Football League proprio per aumentare i loro guadagni televisivi, e verranno presto imitati nel resto d'Europa. Contemporaneamente, però, anche la UEFA decide di riformare la sua principale competizione: la Coppa dei Campioni cede il posto alla Champions League.LE FONTI USATE PER QUESTO EPISODIO:BOSE Mihir, Game Changer: How the English Premier League Came to Dominate the World, Marshall Cavendish InternationalCONN David, How the FA betrayed their own game, The GuardianKING Anthony, New Directors, Customers, and Fans: The Transformation of English Football in the 1990s, Sociology of Sports JournalSCELLES Nicolas, DERMIT-RICHARD Nadine, HAYNES Richard, What drives sports TV rights? A comparative analysis of their evolution in English and French men's football first divisions, 1980–2020, Soccer & SocietyLa musica è "Inspired" di Kevin MacLeod [incompetech.com] Licenza C.C. by 4.0Potete seguire Pallonate in Faccia ai seguenti link:https://pallonateinfaccia.com/https://www.facebook.com/pallonateinfacciabloghttps://twitter.com/pallonatefacciahttps://www.instagram.com/pallonateinfaccia/Per contattarmi: pallonateinfaccia@gmail.comIscrivetevi alla newsletter THE BEAUTIFUL SHAME!COME SOSTENERE PALLONATE IN FACCIA
L'Unione Sovietica è stata una delle principali potenze del calcio del dopoguerra, ma negli anni Ottanta ha dovuto adottare una serie di riforme radicali, volte a rinnovarne il movimento sportivo. Invece, tra il 1989 e il 1991 l'intero paese avrebbe finito per dissolversi, sull'onda della caduta del Comunismo nell'Europa dell'Est.LE FONTI USATE PER QUESTO EPISODIO:MOGGIA Valerio, Dall'Est all'Ovest: Storia dei campioni del calcio comunista oltre la Cortina di Ferro, Pallonate in FacciaMOGGIA Valerio, JuventURSS, Pallonate in FacciaRIORDAN J. W., The development of football in Russia and the USSR, New Zealand Slavonic JournalVETH Karl Manuel, Selling the People's Game: Football's Transition from Communism to Capitalism in the Soviet Union and its Successor States, King's College LondonLa musica è "Inspired" di Kevin MacLeod [incompetech.com] Licenza C.C. by 4.0Potete seguire Pallonate in Faccia ai seguenti link:https://pallonateinfaccia.com/https://www.facebook.com/pallonateinfacciabloghttps://twitter.com/pallonatefacciahttps://www.instagram.com/pallonateinfaccia/Per contattarmi: pallonateinfaccia@gmail.comIscrivetevi alla newsletter THE BEAUTIFUL SHAME!COME SOSTENERE PALLONATE IN FACCIA
Nel The Essential di lunedì 5 gennaio, Chiara Piotto parla di: 00:00 i principali dubbi e scenari dopo l'operazione statunitense in Venezuela e la cattura di Nicolas Maduro, con la presidenza ad interim affidata alla vice Delcy Rodriguez; 07:46 le indagini per omicidio colposo per la strage di Capodanno a Crans Montana in Svizzera. Il 13 gennaio parte il primo talk live di Will Media, "Nessuno escluso", condotto da Chiara Piotto. Iscrivetevi al canale YouTube di Will Media per seguirlo in diretta e inviare le vostre domande, a cui risponderemo live. E seguite i canali Instagram e TikTok del programma (@nessunoescluso_will) per tutti gli aggiornamenti! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiSiena, 18 maggio 2011, nona giornata del seminario «Il lavoro culturale» organizzato dall'associazione «Level Five. Centro studi Marco Dinoi». Presentazione del libro di Miguel Gotor «Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l'anatomia del potere italiano». Intervento iniziale e moderazione del dibattito a cura di Francesco Zucconi. Tra gli argomenti toccati da Gotor: a) i tre «pilastri» di un lavoro complesso: l'intrigo del caso Moro, le dinamiche di funzionamento del potere italiano, il taglio e la riflessione di carattere generazionale; b) che cos'è il memoriale Moro? Dal carattere di «memoria difensiva» al valore «testamentario o testimoniale»; c) la genesi del libro e il rapporto con le lettere dalla prigionia; d) «non mi limito a raccontare» cosa c'è scritto nel memoriale, «ma come questi testi sono arrivati fino a noi»; e) un memoriale «che non esiste in originale» e che «compare in due diversi momenti nel tempo»; f) 1 ottobre 1978. L'irruzione dei carabinieri in via Monte Nevoso, a Milano; g) il secondo «ritrovamento» del 1990; h) la polemica della «manina» e della «manona» tra Craxi e Andreotti; i) un problema metodologico. Il tema e il ruolo delle note all'interno di un'opera a carattere storico; l) il concetto di verità storica; m) il tentativo di far sì che la ricerca sia un momento di formazione dell'opinione pubblica; n) lo studio sul come funzionino le istituzioni democratiche sotto l'attacco del terrorismo politico; o) le fotocopie di manoscritto «osservate, censurate e ricollocate» al loro posto; p) una prova storica e logica; q) «gli originali degli scritti? Le Br se ne sono privati»; r) «un ostaggio che muore e gli originali delle sue carte che scompaiono»; s) il pianto di Bonisoli durante «La notte della Repubblica»; t) «un deserto attraversato da una intera generazione»
Nel 1991 viene organizzato per la prima volta un Mondiale FIFA di calcio femminile: è il punto di arrivo di un percorso lungo e tortuoso, iniziato a fine Ottocento. Ma a partire dagli anni Sessanta, le donne nel calcio hanno iniziato a diventare sempre più rilevanti, soprattutto in Italia, primo grande epicentro di questo fenomeno.LE FONTI USATE PER QUESTO EPISODIO:ERSKINE James, RAMSAY Rachel, Copa 71 [film documentario]TACCHI Francesca, Calciatrici malgrado tutto. L'altra metà del pallone nell'Italia repubblicana, Passato e PresenteWILLIAMS Jean, The History of Women's Football, Pen and Sword HistoryLa musica è "Inspired" di Kevin MacLeod [incompetech.com] Licenza C.C. by 4.0Potete seguire Pallonate in Faccia ai seguenti link:https://pallonateinfaccia.com/https://www.facebook.com/pallonateinfacciabloghttps://twitter.com/pallonatefacciahttps://www.instagram.com/pallonateinfaccia/Per contattarmi: pallonateinfaccia@gmail.comIscrivetevi alla newsletter THE BEAUTIFUL SHAME!COME SOSTENERE PALLONATE IN FACCIA
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCon il presente contributo proponiamo due deposizioni processuali e un'intervista radiofonica. Le deposizioni (Padova, 1983) sono riferibili alle brigatiste Emanuela Frascella ed Emilia Libéra, chiamate a ricostruire la propria versione dei fatti in relazione al blitz del NOCS che, il 28 gennaio 1982, portò alla liberazione del generale statunitense James Lee Dozier e all'arresto dei militanti B.R. coinvolti nel sequestro. L'intervista radiofonica, trasmessa nel 2011 su Radio Onda Rossa, è invece a Paolo Persichetti, saggista ed ex militante dell'Unione dei Comunisti Combattenti.1) «Volevano sapere nomi di battaglia e identità»; 2) «Sentivo gli altri urlare"; 3) «L'accento di chi picchiava? Secondo me era romano»; 4) «Ci minacciavano che ci avrebbero ammazzati»; 5) «Dicevano che Ciucci era morto»; 6) «Spesso riuscivo a identificare le voci degli altri»; 7) «I maltrattamenti? Hanno inciso su dei problemi che già c'erano rispetto alla linea politica dell'organizzazione»;8) «Le domande? Erano inutili, perché sapevano chi eravamo»; 9) «Sentivo la Frascella urlare»;10) Poliziotto «buono» e poliziotto «cattivo»; 11) «Savasta? M'era preso un mezzo attacco isterico»;12) Sul «professor De Tormentis»; 13) Sui «divulgatori della tortura moderna».
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCol presente contributo presentiamo cinque deposizioni di Massimo Carminati. Nel primo estratto (Roma, 1996) Carminati depone nel corso di un'udienza del processo alla Banda della Magliana, affermando di aver conosciuto in maniera approfondita soltanto Franco Giuseppucci, di non aver partecipato all'agguato Marchesi-Parenti e di non sapere nulla delle armi custodite al Ministero della Sanità.Nel secondo estratto, ancora nel corso del processo alla Banda della Magliana, Carminati si confronta in aula con Maurizio Abbatino, che lo accusa di aver preso parte all'agguato Marchesi-Parenti (nell'ambito della faida per vendicare la morte di Giuseppucci) e aver avuto accesso a un deposito di armi presso il Ministero della Sanità. Carminati nega ogni addebito e verrà assolto dall'accusa del tentato omicidio Marchesi-Parenti grazie all'alibi del suo ricovero presso l'Ospedale Militare Celio.Tra i temi toccati durante le deposizioni: 1) «Mi ricordo di aver conosciuto abbastanza bene esclusivamente Giuseppucci. I rapporti erano personali, non di gruppo»; 2) «Avevamo amicizie e interessi differenti»; 3) «L'accusa di far parte dei servizi segreti deviati? E' quella che mi fa più male»; 4) «Sicilia e Abbatino? Li ho conosciuti dopo l'81 o 82, in carcere»; 5) «De Pedis? Può essere che l'ho incontrato da qualche parte in carcere»; 6) «Maragnoli? Era una frequentazione di bar"; 7) «Banda della Magliana? E' una definizione giornalistica»; 8) «I rapporti con De Tomasi? La mia famiglia vendette una gioielleria. Fu acquistata nell'89-90 dal cognato o nipote»; 9) «Droga? Non l'ho mai trattata»; 10) «Negli ultimi anni, tra ricoveri ospedalieri e altro, non ho proprio avuto lo spazio fisico per una attività lavorativa»; 11) «Le condizioni economiche della mia famiglia? Agiate»; 12) «Tu hai venduto carne a peso»; 13) «Il nero di Romanzo criminale? Mi prendevano in giro. Sono diventato una macchietta»; 14) «La katana che mi hanno regalato? Serve a sfilettare i tonni»; 15) L'analisi della «katana» regalata a Carminati; 16) «Sono un vecchio fascista degli anni Settanta»; 17) «Sono sempre stato ostile al traffico di stupefacenti»; 18) «E' più facile che trovino droga nelle tasche di chi mi pedina, che nelle mie»; 19) «Scamarcio e Romanzo Criminale? Chi mi conosceva, sapeva che quello era un argomento che non andava toccato»; 20) «Michele Senese? Lo conosco benissimo. Ci ho fatto tre o quattro anni a Rebibbia. E quando esce, lo vado a salutare».
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCol presente contributo, proponiamo due deposizioni di Adriana Faranda. La prima è riconducibile a una udienza del maxiprocesso alle Br per insurrezione (anno 1989). La seconda, al processo Moro quinquies (anno 1996) nella quale l'ex brigatista parla dell'uccisione dell'onorevole Aldo Moro. Classe 1950, originaria di Tortorici (Messina), dopo un primo percorso in gruppi della sinistra armata, attivi a Roma, nella prima metà degli anni Settanta, Faranda entra nelle Brigate rosse, assieme a Valerio Morucci, nell'estate del 1976. I due svolgono un ruolo importante e controverso durante i drammatici giorni del sequestro Moro, per poi abbandonare l'organizzazione nelle prime settimane del 1979 ed essere arrestati nel maggio dello stesso anno. In qualità di dissociata, Faranda beneficerà in seguito degli sgravi di pena previsti dalla legislazione premiale antiterrorismo introdotta in Italia negli anni Ottanta. Tra i temi toccati durante le deposizioni: 1) «Partecipando a Potere operaio ritengo di avere perseguito un fine rivoluzionario così come tutti gli appartenenti ai gruppi extraparlamentari nati attorno al 68-69»; 2) Dall'impegno «politico effettivo come militante» al «proponimento di lotta armata»; 3) «I progetti rivoluzionari nati alla sinistra del Pci? Non vennero mai sostanziati»; 4) «Non ho mai fatto parte di strutture direttive, in Potere operaio»; 5) «Il fine delle Br? Sovvertire lo Stato e instaurare una dittatura del proletariato come detto e ripetuto in tutti i documenti brigatisti»; 6) «L'insurrezione in una società capitalistica avanzata? E' impensabile e illusoria»; 7) La lotta armata «come unica strada possibile»; 8) Sul superamento della «propaganda armata»; 9) «A un certo punto si cominciò a portare avanti delle azioni armate per la sopravvivenza stessa della organizzazione»; 10) «Era ovvio che se fosse andata male tutta l'operazione, Moro sarebbe stato ucciso. Però era una eventualità che si tendeva a evitare»; 11) «L'8 maggio, in una riunione in via Chiabrera, venne detto da Moretti che sarebbe stato ucciso nel garage di via Montalcini»; 12) «Mi assumo io la responsabilità», disse Moretti; 13) «L'uomo di copertura? Si decise sarebbe stato il quarto uomo, Maccari»; 14) Sul «trasbordo"» e l'arrivo nei pressi «di piazza del Gesù»; 15) «Era previsto l'uso della Skorpion silenziata. Venne detto che era più sicura, perché a raffica»; 16) «Di copertura? Una calibro 9, silenziata».
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCol presente contributo, di quasi quattro ore e mezza complessive, proponiamo un approfondito focus sul disastro del Moby Prince, avvenuto il 10 aprile 1991, davanti al porto di Livorno. La prima registrazione, risalente al 25 luglio 2019, Senato della Repubblica, Palazzo della Minerva, documenta la presentazione del volume «Il caso Moby Prince. La strage impunita», di Francesco Sanna e Gabriele Bardazza.La seconda registrazione, risalente al 31 marzo 2016, documenta una seduta della Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince e reca l'Audizione di Enrico Fedrighini, giornalista e autore del volume «Moby Prince: un caso ancora aperto». La terza e ultima registrazione, risalente al 24 gennaio 2018, Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, documenta la Presentazione della relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta (2015-2018) sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince. Tra gli altri, segnaliamo gli interventi di Angelo Chessa e Loris Rispoli, in rappresentanza dei parenti delle vittime del disastro.Tra gli argomenti toccati durante la prima registrazione: 1) Il tema delle «cose non vere» dette e scritte sul caso Moby Prince; 2) «Che cosa avvenne di inconfessabile nella rada di Livorno» quel 10 aprile 1991?; 3) Un caso «volutamente nascosto dai più importanti media»; 4) Il lavoro di una Commissione «che ha storicamente ribaltato il caso Moby Prince»; 6) «Non è vero che fu la nebbia la causa della collisione»; 7) «Non è vero che fu colpa dell'equipaggio e del comandante Chessa»; 8) «Non è vero che le persone» all'interno della nave «morirono tutte nell'arco di trenta minuti»; 9) Il tema del disinteresse, anche attuale, mostrato dai grandi media sulla vicenda e i lavori della Commissione; 10) «Perché i soccorsi non partirono per tempo?»; 11) «Lì c'è stata una omissione di soccorso»; 12) «L'equipaggio distratto dalla partita? Una post-verità nazionalpopolare abilmente costruita»; 13) «Arriverà qualche querela? Macché...»; 14) «Com'è possibile che uno Stato abbia abdicato alle sue funzioni di sicurezza e all'accertamento della verità?»; 15) Le parole «tombali» contenute nella richiesta di archiviazione della Procura di Livorno (2010); 16) Il tema delle navi militarizzate americane che «non aiutarono i soccorsi»Tra i temi toccati durante la seconda registrazione: 1) «Nessuno sapeva, quella sera, di essere registrato»; 2) «La nebbia? Non c'era, né prima né dopo» il disastro; 3) «Al momento della collisione la visibilità era perfetta»; 4) Le testimonianze degli ufficiali Thermes e Olivieri; 5) «Non è stato adottato alcun piano di soccorso». Il caso del capitano Roffi; 6) Il «canale riservato»; 7) «La prima cosa che succede» in rada a Livorno «è la fuga dal punto in cui c'è stata la collisione»; 8) La «misteriosa» nave Theresa; 9) «Le registrazioni radar? Nemmeno un banco di triglie sarebbe passato inosservato quella sera»; 10) «Querele? Non ho mai avuto alcun tipo di problema»; 11) «Difficile pensare a errori a catena che vanno tutti in una direzione specifica»; 12) Il «video Canu» e «il taglio-giunzione fatto in modo non professionale»; 13) Il tema dei mancati soccorsi; 14) Sulla «troppa fretta» usata per chiudere la vicendaTra gli argomenti toccati durante la terza registrazione: 1) Un puzzle da scomporre e ricomporre aggiungendo le (tante) tessere mancanti; 2) «La nebbia non c'era. Tutte le persone audite dalla Commissione, presenti prima dell'impatto, sulla costa e in mare, non confermano minimamente la nebbia»; 3) Sulla posizione della petroliera Agip Abruzzo; 4) «Se non è stata la nebbia, cos'è stato a generare l'impatto?»; 5) I video Canu e D'Alesio; 6) «Quella notte potevano esserci delle bettoline in giro»; 7) Il tema del «timone bloccato a 30°»; 8) «Le navi sono rimaste incastrate per più di cinque minuti»; 9) «La petroliera? Ha richiamato su di sé i soccorsi»; 10) L'emergenza a bordo; 11) «La Moby Prince non è stata cercata, è stata trovata casualmente»; 12) Quando la nave è stata trovata «non c'è stata una azione» per tentare «di spegnere il fuoco, si è subito rinunciato»; 13) Il tema della sopravvivenza a bordo. «Non è scientificamente possibile dire che siano morti tutti nel giro di mezz'ora»; 14) «La perizia medico-legale? Fu fatta solo per riconoscere le vittime, non per analizzare le cause della morte»; 15) Il superstite; 16) La provenienza della petroliera; 17) «Il carico della petroliera? L'ispezione non è stata permessa»; 18) Il tema degli accordi assicurativi; 19) Il percorso giudiziario; 20) «Non condividiamo le sentenze»Senato della Repubblica, reperto rilasciato con licenza Creative Commons 3.0
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCol presente contributo pubblichiamo tre distinte deposizioni dell'ex terrorista NAR, e collaboratore di giustizia, Walter Sordi. Romano, classe 1961, militante, da giovanissimo, nella organizzazione di estrema destra denominata "Terza Posizione", Sordi è stato parte attiva di un gruppo i cui punti di riferimento sono stati Luigi Ciavardini, Giorgio Vale, Stefano Soderini, Pasquale Belsito e altri, poi tutti passati, con alterne vicende, nei cosiddetti "Nuclei armati rivoluzionari". Nella prima deposizione (Roma, 17 marzo 1993), Sordi depone nel corso di un'udienza del processo alla P2. Nella seconda deposizione, parla dei suoi rapporti con Avanguardia Nazionale, davanti ai giudici di Bologna, durante il processo per la strage del 2 agosto 1980.Nella terza deposizione, Sordi, ancora nel corso di un'udienza del processo per la strage di Bologna, parla dell'addestramento militare in Libano (al fianco delle milizie cristiane) al quale presero parte vari militanti italiani di estrema destra tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta.Si ringrazia Radio radicale per la condivisione dei reperti.
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiRoma, 5 giugno 2001. Processo sui depistaggi relativi al caso Ustica. Depone Roberto Bruschina, maresciallo dell'aeronautica militare in servizio a Ciampino la sera del 27 giugno 1980.Tra i principali temi toccati durante la deposizione: 1) «I turni di servizio? Spesso, per questioni di servizio, si facevano 24 ore di fila»; 2) «Entrò un civile, che lavorava al radar. Mi disse di trasmettere a Martina Franca che, sul luogo dell'incidente, c'era un forte traffico militare»; 3) «La mia deduzione è che fosse americano, di una portaerei»; 4) «Il civile? L'avevo visto molte volte lì»; 5) Civile o militare?;6) «Non sono mai stato interessato a capire. Per me era un incidente come gli altri»; 7) La registrazione della telefonata; 8) «Il traffico poteva esserci sia al momento dell'incidente» sia al momento dei soccorsi in zona; 9) Quale ruolo dell'ambasciata americana? 10) Differenze fra trascrizione e audio della telefonata.
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiDeposizione del dottor Alfredo Fiorelli, già funzionario Sisde e capo della Dia di Roma, nel corso del processo Pecorelli. L'anno di registrazione è il 1998. Tra gli argomenti toccati, i possibili rapporti di Danilo Abbruciati con uomini dei Servizi e della Massoneria. Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto. 1) «Rapporti di Abbruciati con la massoneria? Con alcuni esponenti, per esempio Flavio Carboni, emersero dei rapporti»; 2) Su un possibile incontro Abbruciati-Pazienza; 3) Le dichiarazioni di Mancini su un incontro Abbruciati-Ortolani;4) «A Milano ho accompagnato più volte Abbruciati. Aspettava una persona che lo avrebbe dovuto portare a incontrare Ortolani»; 5) «I riferimenti dati da Mancini? Generici»;6) «La morte di Danilo? Un agguato, non una disgrazia»; 7) Sulla cosiddetta «riunione di Acilia».
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiBologna, 7 febbraio 2005. Nel corso di un'udienza del processo per l'omicidio, da parte delle cosiddette «Nuove brigate rosse», del giuslavorista Marco Biagi, l'imputata Nadia Desdemona Lioce legge un comunicato in aula. Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.Tra gli argomenti toccati durante l'udienza: 1) «L'azione dello Stato non si è mai fermata al solo piano militare della neutralizzazione delle avanguardie combattenti»;2) Sugli «schemi di guerra psicologica»;3) La «spettacolarizzazione della forza militare dello Stato»; 4) Sul «rilancio della strategia della lotta armata»; 5) «Il duplice processo controrivoluzionario» degli anni 80 e 90;6) «L'imperialismo» dopo l'11 settembre;7) «Non riconosciamo alcuna legittimità a giudicarci alle corti che, dello Stato, sono i tramiti».
Il tema della violenza dei tifosi diventa centrale nel calcio, a partire dagli anni Ottanta e in particolare dopo la tragedia dell'Heysel. Il governo britannico, sotto la guida di Margareth Thatcher, è il primo ad affrontare la questione da un punto di vista politico, con risultati in realtà molto contraddittori, ma di lì poco anche in altri paesi ci si troverà a discutere di come comportarsi con i tifosi negli stadi.Per parlare di questo argomento, è stato invitato il giornalista e scrittore Indro Pajaro.LE FONTI USATE PER QUESTO EPISODIO:LOUIS Sébastien, Ultras. Gli altri protagonisti del calcio, MeltemiPAJARO Indro, Hooligan. Storia violenta del tifo inglese, Ultra SportPAJARO Indro, No, non dobbiamo fare come la Thatcher, l'Ultimo UomoRICCA Jacopo, RUSSO Gabriele, Heysel - Finale maledetta, RaiPlay SoundTARGIA Emilia, Dentro l'Heysel, Mondadori StudiosLa musica è "Inspired" di Kevin MacLeod [incompetech.com] Licenza C.C. by 4.0Potete seguire Pallonate in Faccia ai seguenti link:https://pallonateinfaccia.com/https://www.facebook.com/pallonateinfacciabloghttps://twitter.com/pallonatefacciahttps://www.instagram.com/pallonateinfaccia/Per contattarmi: pallonateinfaccia@gmail.comIscrivetevi alla newsletter THE BEAUTIFUL SHAME!COME SOSTENERE PALLONATE IN FACCIA
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiRoma, 28 febbraio 1978. Aldo Moro interviene nel corso della riunione dei gruppi parlamentari della Democrazia cristiana. Si tratta del suo ultimo discorso pubblico.Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.Tra gli argomenti toccati durante il discorso: 1) «Parecchi amici pensano, a torto, che io abbia la chiave per il superamento delle nostre comuni difficoltà»; 2) Una vita «spesa al servizio del partito»; 3) Il tema degli «interrogativi angosciosi» e della «fiducia nella Democrazia cristiana»; 4) «Qualche cosa, da anni, s'è arruginito nel normale meccanismo della vita politica italiana»; 5) «Il Paese, in un soprassalto di consapevolezza, ci ha riconfermato nel ruolo di primo partito italiano»; 6) Sulla Dc «non più in grado di aggregare una maggioranza politica»; 7) «I due vincitori» alle politiche del 1976. Il tema del mancato scioglimento delle Camere dopo il risultato elettorale; 8) Sulla «abitudine di addebitare tutti i mali alla Democrazia cristiana»; 9) Sull'approfondimento di una linea «di contatto reciprocamente istruttivo» con il Pci; 10) Sul «contributo» del Partito comunista «in forma di astensione»; 11) Un accordo «sulle cose da fare» e «per un certo tempo»; 12) Il «nervosismo di base» nel Pci; 13) «Noi abbiamo saputo cambiare quando era necessario e possibile»; 14) «La nostra flessibilità ha salvato la democrazia» in Italia; 15) Un «terreno nuovo e più esposto»; 16) «Io temo l'emergenza, sul terreno economico sociale. Perché so che c'è»; 17) Sulla «forma di anarchismo dilagante»; 18) La necessità di «avere un certo respiro» per il 1978; 19) «Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità»; 20) Sulla importanza di «preservare l'unità della Democrazia cristiana».
31 ottobre - Italiano in Podcast Il Sindaco è tornato dopo qualche giorno di malattia e di brutto tempo. Episodio più lungo per raccontarvi un bel po' di cose accadute in questi giorni. Qualche notizia interessante e come sempre la frase celebre dell'episodio. Iscrivetevi su tutti i canali di iSpeakItaliano e seguitemi domenica in diretta su Twitch, YouTUbe e Facebook. A presto con il prossimo episodio e grazie a tutti per seguire Italiano in Podcast!“Non discutere più di come debba essere l'uomo per bene, ma siilo.”- Marco Aurelio -Il link del canale di iSpeakItaliano su Twitchhttps://www.twitch.tv/ispeakitalianoAbbonati per dare un contributo e ascoltare gli episodi speciali di Italiano in Podcast https://anchor.fm/ispeakitaliano/subscribe
Ecco la nostra nuova puntata speciale su Bitcoin e Cryptovalute, ma accidenti! questo non è il Supporters Club! quindi vi tocca solo un teaser di 3 minuti :-)Iscrivetevi al supporters club per ascoltare tutta la puntata e le prossime in anteprima!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.