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Devi pensare ad un colpo solo. E' tutto lì. One shot. La precisione. L'attesa. La scelta del momento. Se ci pensate in ogni gara c'è un punto di svolta. E l'occasione molto spesso non la dà il talento da solo. Ricordate la frase ‘è solo un punto'. Federer la pronunciò spiegando che in carriera aveva vinto quasi l'80% delle partite, ma solo il 54% dei punti giocati. In altre parole, anche i più grandi perdono quasi un punto su due. La differenza è che non si lasciano condizionare dall'errore precedente. O dalle cadute. O dai malanni."I migliori del mondo non sono i migliori perché vincono ogni punto. Lo sono perché sanno che perderanno ancora e ancora, e hanno imparato a gestirlo”, la famosa considerazione del tennista svizzero.Vi fa venire in mente qualcosa? A noi sembra la filosofia di Marquez. Ma non la filosofia di sempre: quella che ha scelto di seguire da quando, dopo il 2020, una incredibile successione di incidenti gli ha tolto parte di quella capacità che aveva di sovvertire i limiti della fisica.Leggete il seguito QUI ed ascoltate la puntata dell'ultima, incredibile, vittoria di Marquez e della squalifica di Bezzecchi, la politica Aprilia dietro ad alcune decisioni del team, commetate da Carletto, Marco e il Decano.
Settant'anni fa, nel 1956, il mondo visse uno dei momenti più drammatici del dopoguerra. Due eventi, verificatisi a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro, segnarono profondamente quell'anno: la rivolta contro il regime comunista in Ungheria, il 23 ottobre, e lo scoppio della guerra arabo-israeliana, con la crisi di Suez il 29 dello stesso mese. Questi avvenimenti, e in particolare le immagini della resistenza anticomunista ungherese, suscitarono una profonda emozione nell'opinione pubblica e spinsero il Papa Pio XII a rivolgere al mondo intero tre brevi ma importanti encicliche.Con la prima, Luctuosissimi eventus del 28 ottobre, il Pontefice, indisse pubbliche preghiere affinché al popolo ungherese oppresso dal comunismo fosse concessa una pace fondata sulla giustizia. Con la seconda, Laetamur admodum, del 1° novembre, il Papa espresse la sua preoccupazione anche per l'altro conflitto armato che nel frattempo era scoppiato in Medio Oriente, non lontano dalla Terra Santa. Nella terza enciclica, Datis nuperrime, del 5 novembre, dopo la tragica repressione dell'insurrezione ungherese da parte dell'Armata Rossa, Pio XII affermò solennemente che “il sangue del popolo ungherese grida al Signore, il quale, come giusto giudice, se punisce spesso i peccati dei privati soltanto dopo la morte, tuttavia colpisce talora i governanti e le nazioni stesse anche in questa vita, per le loro ingiustizie, come la storia ci insegna.”Il 10 novembre il Pontefice, nel radiomessaggio Per la libertà e la pace, elevò un nuovo accorato appello in favore del popolo ungherese. Ma l'intervento più impegnativo fu il Radiomessaggio natalizio del 23 dicembre in cui Pio XII rivelò di avere pensato alla possibilità di bandire una crociata per difendere l'Ungheria oppressa. Queste le sue parole: “Noi da parte Nostra, come Capo della Chiesa, abbiamo evitato al presente, come in casi precedenti, di chiamare la Cristianità ad una crociata”. Il Papa dunque rivendica il diritto dei Capi della Chiesa di promulgare una crociata e, anche se egli ha deciso di non farlo, ha seriamente valutato questa ipotesi. Aggiunge poi: “Possiamo però richiedere piena comprensione del fatto che, dove la religione è un vivo retaggio degli antenati, gli uomini concepiscano la lotta, che viene loro dal nemico ingiustamente imposta, anche come una crociata”. La crociata è più di una guerra giusta, è una guerra santa, e secondo Pio XII, è lecito concepirla, dove la religione di un popolo è ancora viva, quando è in gioco una causa che tocchi, quelli che egli definisce “i valori assoluti dell'uomo e della società”. “Per la Nostra grave responsabilità - continua il Papa - non possiamo lasciare che questo si nasconda nella nebbia degli equivoci”. Infatti spiega: “Con profondo rammarico dobbiamo a tal proposito lamentare l'appoggio prestato da alcuni cattolici, ecclesiastici e laici, alla tattica dell'annebbiamento, per ottenere un effetto da essi stessi non voluto. Come si può ancora non vedere che questo è lo scopo di tutto quell'insincero agitarsi, che va sotto il nome di «colloqui» ed «incontri»? A che scopo, del resto, ragionare senza un comune linguaggio, o com'è possibile d'incontrarsi, se le vie divergono, se cioè da una delle parti ostinatamente si respingono e si negano i comuni valori assoluti, rendendo quindi inattuabile ogni «coesistenza nella verità»? Già per il rispetto del nome cristiano si deve desistere dal prestarsi a quelle tattiche, poiché, come ammonisce l'Apostolo, è inconciliabile il volersi assidere alla mensa di Dio e a quella dei suoi nemici (cfr. 1 Cor. 10, 21)”. L'appello ai colloqui, agli incontri, alle negoziazioni diviene non solo inutile, ma nocivo, di fronte a un nemico che si serve di questi mezzi come tattica dilatoria per fiaccare lo spirito dei cristiani. Dice Pio XII: “Se la triste realtà Ci costringe a stabilire con chiaro linguaggio i termini della lotta, nessuno può onestamente muoverCi il rimprovero quasi di favorire l'irrigidimento dei fronti opposti, e ancor meno di esserCi in qualche modo allontanati da quella missione di pace che deriva dal Nostro Apostolico Officio. Se tacessimo, ben più dovremmo temere il giudizio di Dio. Rimaniamo fermamente legati alla causa della pace, e Dio solo sa quanto brameremmo di poterla annunziare pienamente e lietamente con gli Angeli del Natale. Ma appunto per salvarla dalle presenti minacce, dobbiamo indicare dove si cela il pericolo, quali sono le tattiche dei suoi nemici e ciò che li addita per tali”. Infatti, “di fronte ad un nemico risoluto ad imporre, in un modo o nell'altro, a tutti i popoli una particolare e intollerabile forma di vita, soltanto l'unanime e forte contegno di tutti gli amanti della verità e del bene può salvare la pace, e la salverà. Sarebbe un fatale errore ripetere ciò che in una simile contingenza avvenne negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale, quando ognuna delle nazioni minacciate, e non soltanto le più piccole, cercò di salvarsi a spese delle altre, quasi facendosene scudo, e anzi cercando di trarre dalla altrui angustia vantaggi economici e politici assai discutibili. L'epilogo fu che tutte insieme vennero travolte nella conflagrazione”.Pio XII condanna con tutta chiarezza il cosiddetto spirito di Monaco, ovvero l'atteggiamento delle nazioni occidentali che nel 1938, di fronte all'espansionismo di Hitler si illusero di evitare la guerra, cedendo alle pretese del dittatore nazista: “L'epilogo fu che tutte insieme vennero travolte nella conflagrazione”.Lo scrittore francese Jean Madiran in un editoriale apparso sulla rivista “Itinéraires” del febbraio 1957, a commento del Radiomessaggio di Pio XII lo sottolineava bene: la prima ragione per la quale il Papa non ha chiamato la Cristianità a una crociata non sta nel fatto che si dovrebbe dialogare, venire a patti, intendersi con il comunismo: questa prima ragione sta nel fatto che si può e si deve evitare la guerra mondiale, non con il cedimento però, ma grazie ad una ferma e unanime resistenza alle iniziative, alle manovre, alle infiltrazioni dei sovietici. Il comunismo è un nemico della civiltà cristiana e contro di esso non servono compromessi o dialoghi illusori, ma una resistenza morale, politica e spirituale fondata sulla tradizione religiosa dell'Occidente. II messaggio che Pio XII ci affida è chiaro: sarebbe una grande disgrazia se la guerra mondiale divenisse inevitabile. Ma vi sarebbe una disgrazia ancora peggiore: il silenzio e l'abbandono della lotta di fronte al nemico che attacca. Chi cede per non perdere, è spesso travolto dalla sconfitta e dalla vergogna. A chi combatte per la verità e la giustizia, non manca mai la vittoria. (Roberto de Mattei) Questo episodio include contenuti generati dall'IA.
Dalla fragile intesa tra Stati Uniti e Iran che promette di ridisegnare il Medio Oriente alla guerra che continua in Libano e Gaza nonostante gli annunci di pace.Parliamo della detenzione del medico palestinese Hussam Abu Safiya, delle tensioni tra Trump e Netanyahu, delle proteste in Albania contro il resort di Ivanka Trump e Jared Kushner, della crisi umanitaria ad Haiti, delle morti nei centri per migranti negli Stati Uniti e delle ultime notizie da Sudan, Ecuador, Nepal, Cina e Brasile. Un viaggio nel mondo per capire cosa si muove dietro i titoli e chi continua a pagarne il prezzo più alto. Questo è il notiziario di Radio Bullets, a cura di Barara Schiavulli
Podcast 13.06.2026 Marco Rossi CT Ungheria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'Aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo per l approvazione del Dl lavoro, nel testo identico a quello licenziato dalla commissione Lavoro, con 165 voti favorevoli. L Assemblea procederà quindi all esame dei relativi 77 ordini del giorno per passare al voto finale tra la serata di oggi , mercoledì 10 giugno e il pomeriggio di domani. Il provvedimento stanzia circa 1 miliardo e interviene su diversi aspetti, dall introduzione del salario giusto al pacchetto incentivi.Il pacchetto lavoro punta sulla stabilizzazione dei contratti a termine con un nuovo incentivo: esonero contributivo del 100% per 24 mesi, fino a 500 euro mensili per ogni dipendente trasformato a tempo indeterminato, purché under 35, mai stabilizzato prima e con contratto a termine non oltre i 12 mesi, convertito tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. Viene inoltre prorogato fino a fine anno il bonus per le assunzioni stabili di giovani under 35 svantaggiati , sempre con sgravio totale fino a 500 euro (650 nelle regioni Zes Unica), per 24 mesi o 12 in alcuni casi. Per le donne disoccupate o inoccupate, di qualsiasi età, è previsto uno sconto contributivo di 24 mesi fino a 650 euro, che sale a 800 nelle Zes Unica; anche qui valgono i vincoli di incremento occupazionale netto e assenza di licenziamenti nei sei mesi precedenti.Sul fronte conciliazione vita lavoro, l esonero fino all 1% dei contributi, nel limite di 50mila euro l anno per azienda, sarà operativo nel triennio 2026 2028. Il salario giusto viene ancorato al trattamento economico complessivo dei Ccnl delle parti più rappresentative, includendo tutte le voci fisse, le mensilità aggiuntive e il welfare contrattuale: parametro chiave per accedere ai nuovi bonus per giovani, donne e assunzioni nelle Zes. Sui rinnovi contrattuali scatta un meccanismo di adeguamento automatico: entro nove mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono rivalutate del 50% dell IPCA NEI, salvo eccezioni per turismo e sanità dove decide la contrattazione.Arrivano anche nuove regole per tirocini extracurriculari (massimo 12 mesi per gruppo di imprese) e per i rider: quando emergono elementi di direzione e controllo, anche tramite algoritmi, il rapporto si presume di lavoro subordinato salvo prova contraria. In previdenza complementare, la quota di capitale riscattabile al pensionamento torna dal 60% al 50% del montante e viene rinviata a ottobre l operatività del pagamento frazionato; si limita inoltre a due mandati consecutivi la durata degli organi dei fondi negoziali. Sullo staff leasing, i lavoratori assunti a tempo indeterminato dalle agenzie potranno essere inviati in missione a termine fino a 36 mesi complessivi presso lo stesso utilizzatore, con divieto di clausole che impediscano l assunzione diretta. Infine, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2029, viene sbloccato il distacco lavorativo anche tra aziende di settori e Ccnl diversi, previo accordo sindacale, con l obiettivo dichiarato di salvaguardare occupazione e continuità produttiva.Il commento di Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.Perché nell'industria dell'auto il modello asiatico supera quello occidentaleRecensione di Paolo Bricco della Scorsa settimana: Il libro di Francesco Zirpoli, Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile (Laterza, pagg. 234, 16), evidenzia la (attuale) superiorità del modello asiatico sul modello occidentale.Non lo fa in maniera ideologica e prescrittiva. Lo fa descrivendo soprattutto i deficit e i ripiegamenti di quello occidentale. Scrive Zirpoli, il più accreditato economista italiano di impronta organizzativista specializzato in automotive industry: «La superiorità tecnologica dei produttori asiatici e la conseguente capacità di offrire al mercato auto di piccole dimensioni rendono lo scenario di rivitalizzazione dell'endotermico inutile al fine di salvare il declino europeo. I produttori europei non riusciranno a fermare con l'edulcorazione degli obiettivi ambientali della regolamentazione l'avanzata di marchi come MG (che fa capo al gigante statale cinese SAIC) o BYD (impresa privata cinese che produce ibride molto avanzate e che recentemente ha aperto stabilimenti in Ungheria e Turchia), i quali saranno sempre più popolari sul mercato europeo, così come non argineranno Toyota e Hyundai-Kia, che continueranno ad avanzare forti di una base produttiva in Europa già molto sviluppata».La sua considerazione, che dalla analisi dei prodotti si proietta sugli equilibri geopolitici, ha due sottostanti:Il primo, condivisibile, è la natura analogica dell'auto occidentale, rispetto a una auto asiatica ormai pienamente digitalizzata. Zirpoli ricorda come, entro i prossimi cinque anni, oltre il 40% del valore di una macchina sarà determinato dalla sua componente software. Su questo Zirpoli ha ragione. Prima i giapponesi e i coreani e adesso i cinesi hanno fabbricato e fabbricano auto con una sostanza tecnologica e immateriale fin dal processo di ideazione concettuale, passando per l'accorciamento dei tempi di realizzazione e arrivando alla connettività, al grado di guida autonoma e all'esperienza di chi guida superiore rispetto alle auto europee e americane. Ha altrettanto ragione Zirpoli quando, in maniera precisa e informata, mostra come la variante peggiore di questa arcaicità dell'auto occidentale sia rappresentata dalla vecchia Fiat, di cui impietosamente Zirpoli identifica l'inizio del declino ingegneristico nella capitolazione di Vittorio Ghidella, l'ultimo vero car-guy italiano, a favore di Cesare Romiti.Il secondo sottostante alla considerazione geopolitica della (attuale) prevalenza del modello asiatico, che sembra trasparire dal libro di Zirpoli, è la ineluttabilità (o, meglio, la razionalità da efficienza sistemica) del destino dell'auto elettrica. Il corollario, non condivisibile, è il giudizio di arretratezza e di cecità assegnato da Zirpoli a chi, in Europa, ritiene che sia stato sbagliato affidare la transizione tecnologica in senso unitariamente eco-green, con policy calate dall'alto. Fa bene Zirpoli a ricordare che le case automobilistiche tedesche, in particolare Volkswagen, hanno sostenuto il Greendeal. Ma il loro errore di calcolo nella transizione e nei tempi non cambia la natura ottusamente dirigista di queste misure.Il commento di Francesco Zirpoli, professore ordinario di economia e gestione dell'innovazione e direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation (Cami) dell'Università Ca' Foscari VeneziaFedervini, export giù nel primo trimestre ma +8,7% gli spumanti in GdoPrimo trimestre in frenata per le esportazioni italiane di vino con un calo a valore del 13,3%; segno positivo, invece, per gli spiriti con 5,8% nei primi due mesi. Sul fronte interno salgono le vendite nel canale della Grande distribuzione organizzata di vini (+2,2%) e spumanti (+8,7%), mentre sui consumi fuori casa, pesa l'effetto dell'inflazione, tranne che nella ristorazione di fascia alta. È il quadro tracciato nel corso dell'assemblea generale di Federvini oggi a Roma, settore che si trova ad affrontare un pericoloso mix tra evoluzione dei consumi, tensioni commerciali, equilibri geopolitici e ridefinizione delle rotte commerciali. "Siamo portatori di un valore strategico-economico, culturale, identitario che nessun dazio può intaccare, anche se il 2025 ci ha messo alla prova - ha detto il presidente di Federvini Giacomo Ponti - le nostre imprese hanno dimostrato una capacità di adattamento straordinaria, ora è fondamentale che la ratifica dell'accordo Ue-Usa si concluda, visto che l'attuale regime al 10% in vigore fino al 24 luglio". E ha aggiunto, "non possiamo pensare di sostituire il mercato americano, dobbiamo invece diversificare, innovare, presidiare i tavoli europei". E i consumatori americani restano fedeli al made in Italy. Di fronte a una prospettiva di rincaro del 20%, secondo l'Osservatorio Federvini in collaborazione con Nomisma, la stragrande maggioranza dichiara che non modificherebbe le proprie abitudini d'acquisto, il principale driver di scelta resta l'alta qualità percepita associata ai vini italiani (47%), agli spirits (48%) e all'Aceto Balsamico di Modena Igp (42%). Tornando in Italia in Gdo, secondo l'Osservatorio, oltre a vino e spumanti, avanzano anche gli spiriti (+2,9% a volume), trainati dagli aperitivi alcolici e dai sodati; cresce anche il Gin, mentre la Grappa rimane in terreno negativo. Segno positivo, invece, per gli aceti, in crescita sia a valore (+2,4%) che a volume (+1%), trascinati dall'aceto di mele e dalla stabilità dell'Aceto Balsamico di Modena Igp.È intervenuto a Focus Economia Giacomo Ponti, presidente Federvini.
Pecco Bagnaia lo aveva detto: attenti a Marquez al Balaton Park! Aveva ragione ed anche se Marc si era schermito il 9 volte iridato ha dominato. Dopo la Sprint, il Gran Premio, sempre e solo con Pedro Acosta come degno avversario.La gara è stata caratterizzata dallo strike iniziale di Jorge Martin che oltre al suo compagno di squadra ha tirato in terra Diggia (che poi è ripartito), Raul Fernandez e Fermin Aldeguer, errore per il quale gli è stato comminato un doppio long lap penalty per il prossimo Gran Premio.Ora Marquez ha recuperato un bel po' di punti sui fuggitivi ma Bezzecchi è ancora saldamente in testa al campionato.Vedremo da Brno come proseguirà l'inseguimento. Se proseguirà. Ne parlato, Carletto, Matteo e Marco. Paolo chiude la Live entrando in ritardo, ma non a gamba tesa.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L'aggregazione delle banche, Zelensky a Londra per il vertice con i volonterosi, Cuba e l'illusione del socialismo. Formula1 a Montecarlo. Carlo Vanzini di Sky Sport F1 ha commentato la corsa che si è svolta ieri. Commenti e analisi sul Gp di Ungheria classe Motogp. Il punto di Max Biaggi. Spazio tennis. Massimo Caputi ha commentato la finale del Roland Garros tra Cobolli e Zverev. Si è concluso il Giro d'Italia Women. Il bilancio con le nostre inviate Ludovica Marafini e Valentina Iannicelli. Il membro dell'esecutivo della federazione italiana medici di medicina generale, Carlo Curatola, è intervenuto in diretta per parlare dello stop alla riforma dei medici di famiglia, in corso da tempo e il rischio anche le case di comunità. Il membro dell'assemblea permanente resistenza all'over turism, Federico Prestileo,e l'assessore al turismo del comune di Palermo, Alessandro Anello, sono intervenuti per parlare del matrimonio di Dua Lipa a Palermo, e le polemiche che si sono create. L'attualità economica , commentata dal prof. Carlo Cottarelli, economista. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
Iniziamo la puntata dall’Ungheria e dalla MotoGP. Cade subito Bezzecchi, vince Marquez. Sentiamo Carlo Pernat.Voliamo poi a Parigi per farci raccontare da Alex Nizegorodcew cosa sta succedendo nella finale del Roland Garros tra Zverev e Cobolli.Con Umberto Zapelloni invece andiamo a Montecarlo per celebrare la vittoria, l’ennesima, di Kimi Antonelli in Formula 1.Spazio anche al basket: con Guido Bagatta parliamo dell’eliminazione della Virtus Bologna arrivata ieri sera contro Venezia, ma anche della finale NBA, dove i New York Knicks conducono la serie per 2-0 contro i San Antonio Spurs.Iniziamo la seconda ora analizzando il momento difficile del Milan, ancora a caccia di dirigenti e allenatore dopo la mancata qualificazione Champions. Convocato Massimo Ferrari, DG di We Build.Ci spostiamo poi a Belluno, dove il nostro Carlo Genta è stato raggiunto dall’ex arbitro Paolo Casarin per discutere delle novità arbitrali introdotte nel prossimo Mondiale.A seguire parliamo di Nazionale: Marco Nosotti di Sky ci racconta le ultimissime in vista della sfida in Grecia di questa sera.In coda torniamo sulla finale del Roland Garros per un aggiornamento sulla sfida con Vincenzo Martucci.
A sorpresa (per lui) ma non per gli avversari nella Sprint del Balaton Ring abbiamo assisitito al dominio di Marc Marquez, davanti a Pedro Acosta e Marco Bezzecchi.Un confronto durato appena due giri, visto che il 9 volte iridato in appena due tornate ha archiviato la pratica.Ma insomma, Marquez è tornato o no, e cosa dobbiamo aspettarci dal Gran Premio visto che la sua spalla non è ancora in condizioni perfette?Ne parlano Carlo, Paolo e Matteo che dall'Ungheria offre un inside della situazione fra Ducati e Aprilia. E si finisce per parlare dei pochi posti liberi nel mercato piloti e dei piloti che (quasi sicuramente) saranno costretti a lasciare la MotoGP.
MOTO3, DRAMMA SFIORATO IN UNGHERIA: MUNOZ CADE E VIENE TRAVOLTO ALL'ULTIMO GIROAttimi di paura nel Gran Premio d'Ungheria di Moto3. David Munoz finisce a terra durante la lotta per il podio e viene centrato dalle moto che sopraggiungono alle sue spalle. Gara interrotta con bandiera rossa, soccorsi immediati e trasporto in ospedale in elicottero. Le immagini dell'incidente hanno fatto il giro del web.#Moto3 #DavidMunoz #GPUngheria #BreakingNews
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Gli scenari di guerra e la chiusura di Putin a Zelensky, patrimoniale e opposizione divisa, Trump rilancia l'Ice. Il Giro d'Italia Women di cui RTL 102.5 è radio ufficiale. Abbiamo fatto il punto sulla tappa di ieri e abbiamo anticipato quella odierna con la nostra Ludovica Marafini. Spazio anche al racconto del territorio con Valentina Iannicelli. Tennis. La semifinale azzurra al Roland Garros di ieri, tra Arnaldi e Cobolli. Il commento del nostro Massimo Caputi. Motomondiale. Fine settimana dedicato al Gran Premio di Ungheria, classe MotoGp. Ci siamo collegati con il nostro inviato speciale Max Biaggi. L'attualità, commentata dal direttore di Adnkronos, Davide Desario. All'interno di Non Stop News, con Barbara Sala e Dario Vanacore.
Aprilia ha lavorato tanto e ha sfruttato al meglio le concessioni, questa la realtà: la RS-GP appare perfetta e ha piloti fortissimi. Ma, parallelamente, Ducati ha commesso qualche errore? La gara di Bagnaia, 13 giri in testa e poi gomme in crisi, dimostra che la GP16 è sbilanciata? Quando Diggia dice “lottiamo con le Aprilia ma anche con il nostro avantreno”, cosa intende? Con Renè al Mugello, con Bernardelle e Cadalora chiariremo la situazione. Comunque sia, grande Italia. Il dominio tecnico delle due case italiane è schiacciante, sabato la prima moto non-italiana è nona (e domenica è sesta): è la KTM di Acosta (“limitata” dopo i problemi tecnici?). Tra i promossi del Mugello c'è Pedro, poi Marc Marquez stoico al rientro, Aldeguer e Moreira. Honda in stallo e molto male Yamaha, con Quartararo dietro a Razga domenica e sempre più teso. Vietti secondo nella Moto2 di Gonzales dopo una gran rimonta; veloci ma intruppati gli italiani in Moto3, con Uriarte al primo successo e Quiles alla prima steccata. E Iannone mattatore nella Bagger Cup, che ritroveremo ad Assen. Ora la MotoGP va subito in Ungheria, al Balaton Park, per le rivincite.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dopogp-motogp-moto-it--4070022/support.
Roberto Ugliono ed Enrico Zambruno presentano la finale di Champions League tra PSG e Arsenal, di scena oggi alle 18 a Budapest.Potrero, dove tutto ha inizio. Un podcast sul calcio italiano e internazionale.Su Como TV (https://tv.comofootball.com) nel 2026 potete seguire in diretta le partite della Saudi Pro League, Saudi King's Cup, Supercoppa d'Arabia, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Liga Profesional Argentina, Trofeo de Campeones argentino, Eredivisie, Coppa di Francia, Scottish Premiership, Coppa di Scozia, Scottish League Cup, Scottish Championship, Coppa di Portogallo, Supercoppa di Portogallo, HNL croata e tutti i contenuti di calcio italiano e internazionale on demand.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/potrero--5761582/support.
Rassegna stampa economico-finanziaria del 29 Aprile 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali. Investimenti, mercati e macroeconomiaTestate: La Stampa / Il Sole 24 Ore / MF / Il Fatto Quotidiano / Il Foglio* CVC punta su Nexi: operazione indicata da 9 miliardi €, segnale di forte interesse del private equity su infrastrutture di pagamento italiane.* Deficit e crescita: MF evidenzia il problema del deficit al 3,1%; Il Fatto segnala rallentamento del PIL e possibile correzione nel 2027.* Patto di stabilità: Dombrovskis richiama l'Italia al rispetto dei parametri UE, escludendo stop al Patto. ( ma riceve nel suo paese massicci contributi dai fondi di coesione e dalla politica agricola comune PAC …) Lista paesi sotto procedura :
Federico Fubini spiega significato e conseguenze (teoriche) del dato Eurostat che certifica l'impossibilità per l'Italia di uscire dalla procedura d'infrazione prima del 2027. Francesca Basso parla del primo via libera ai 90 miliardi per l'Ucraina, sbloccati dal cambio di governo in Ungheria con conseguente cancellazione del veto. Giuseppe Guastella racconta l'inchiesta sul giro di prostituzione scoperto nel capoluogo lombardoDeficit/Pil al 3,1%, l'Italia fuori dalla procedura Ue solo nel 2027Ue, primo ok al prestito da 90 miliardi a Kiev e approvato il 20esimo pacchetto di sanzioni a MoscaL'inchiesta di Milano sulle escort dei 70 calciatori
Dopo le elezioni in Ungheria, la diplomazia europea non ha fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo che l'euroscettico e filorusso Rumen Radev ha conquistato la maggioranza assoluta in Bulgaria con oltre il 44,7% dei voti. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24.Il mondo intero guarda a Islamabad, dove sono attesi i colloqui tra le delegazioni statunitense e iraniana. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.
Come sempre, nella prima parte della trasmissione discutiamo di attualità. E oggi non fa eccezione. Il nostro primo tema riguarda le elezioni in Ungheria, dove il partito Tisza di Péter Magyar si è assicurato i due terzi del parlamento. I risultati elettorali mettono fine a 16 anni di governo del regime illiberale di Viktor Orbán e del suo partito Fidesz. L'argomento successivo riguarda un rapporto delle Nazioni Unite secondo cui la guerra in Iran potrebbe far precipitare 32 milioni di persone nella povertà. La rubrica scientifica di questa settimana è dedicata a un nuovo studio sul cancro che rivela che le persone che sono o sono state sposate hanno un rischio di ammalarsi di cancro inferiore rispetto a quelle che non si sono mai sposate. Concluderemo la prima parte della trasmissione celebrando la Giornata Mondiale dell'Arte. Ogni anno, questa giornata celebra la creazione artistica e il suo ruolo nell'educazione e nella diversità culturale, che sono elementi fondamentali per la cultura e il progresso. La seconda parte di questa puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è The indefinite adjectives: alcuni, parecchio, and certo Ne troverete diversi esempi nel dialogo dedicato a Gino Paoli, uno dei cantautori più celebri — e davvero indimenticabili — della musica leggera italiana. Nel finale ci soffermeremo sull'espressione idiomatica di oggi: Partire col piede sbagliato. La ritroverete nel dialogo dedicato alla proposta presentata al Consiglio comunale di Roma di vietare il fumo sulle spiagge di Ostia. Una scelta che può sembrare sensata, ma che allo stesso tempo solleva dubbi, interrogativi e anche qualche malcontento. - L'Ungheria dimostra che anche i regimi illiberali più solidi sono vulnerabili - L'ONU avverte che la guerra in Iran potrebbe far precipitare 32 milioni di persone nella povertà - Uno nuovo studio collega il matrimonio a un minor rischio di cancro - La Giornata mondiale dell'arte accende il dibattito sul declino dell'arte causato dall'intelligenza artificiale - Addio a Gino Paoli, la voce che ha raccontato l'amore - Roma verso il divieto di fumo sulle spiagge di Ostia
Dall'Oman, Greta Privitera racconta quello che succede nel passaggio di mare da cui passa il 20% del petrolio mondiale, in questo momento al centro dell'attenzione di tutti.Simone Canettieri parla della visita del presidente ucraino a Roma, la prima dopo la sconfitta di Viktor Orban in Ungheria che potrebbe cambiare molte cose.Lara Sirignano analizza i primi provvedimenti dell'inchiesta sulla frana che mette a rischio la cittadina sicilianaTeheran punta a spezzare il legame Europa-Usa: pedaggio a Hormuz e dossier Libano per creare una frattura con TrumpL'Iran ha usato satelliti cinesi per spiare le basi americane e colpirle con i missili: la rivelazione del Financial TimesFrana di Niscemi, 13 indagati per il disastro. Sotto accusa Musumeci, Schifani, Lombardo e Crocetta
Viktor Orbán ha perso le elezioni e non sarà più primo ministro dell'Ungheria. Non solo: le ha perse proprio male. Il suo avversario, Péter Magyar, avrà una maggioranza dei due terzi in parlamento, la possibilità di cambiare la Costituzione e di smontare le politiche autoritarie di Orbán, se lo vorrà. Per questo è meglio cominciare a capire chi è, questo Péter Magyar. Con Stefano Bottoni, docente di Storia dell'Europa orientale all'Università di Firenze. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Sul Post – Come Orbán ha perso l'Ungheria – L'Ungheria di Viktor Orbán – Diversi manifesti elettorali per due diverse idee di Ungheria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La vittoria schiacciante del partito Tisza coincide con la sparizione della sinistra dal parlamento ungherese: "Magyar è un conservatore, e anche sull'Ucraina nella Nato è decisamente prudente", ha sottolineato il giornalista Giuseppe D'Amato.
Per l'Ungheria si apre una nuova fase politica, ma smantellare le riforme che hanno cambiato l'assetto politico ungherese sarà un processo lungo e complicato. Con Cosimo Caridi, giornalista, da Budapest. Il Regno Unito ha deciso di sospendere la ratifica in parlamento dell'accordo per la restituzione a Mauritius delle isole Chagos, la sua ultima colonia nell'oceano Indiano. Con Francesca Sibani, editor di Africa di Internazionale. Oggi parliamo anche di:Brasile • "Sulla trecce dei popoli isolati" di Leão Servahttps://www.internazionale.it/magazine/leao-serva/2026/04/09/sulle-tracce-dei-popoli-isolatiRaiPlay • Dove va l'America di Furio Colombo e Ugo StilleCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Sino e Dom tornano dopo la pausa pasquale tra feste, vacanze, voli cancellati a causa del prezzo del petrolio, crisi e isterismi tra media e realtà, inflazione, Salis sindaca di Genova proposta come nuovo volto della sinistra e Orban che perde le elezioni in Ungheria dopo 16 anni.(00:00:00) Intro(00:05:39) Vacanze pasquali ed estive, paura carburante(00:06:54) Compagnie aeree cancellano migliaia di voli estivi a causa del costo del carburante(00:10:55) Accise(00:11:53) Notizie dal medio oriente e copertura mediatica del conflitto nel golfo(00:17:02) Il diritto internazionale a tratti alterni(00:24:08) Le questioni ancora irrisolte della guerra in Iran(00:27:31) Inflazione(00:39:20) Il sindaco di Genova come nuovo volto della sinistra italiana?(00:48:15) Nicole Minetti graziata da Mattarella(00:49:27) Orban perde le elezioni in Ungheria
Trump contro il Papa;Magyar vince in Ungheria: ottima occasione per Meloni.
I sondaggi in Ungheria davano Orbán per spacciato e i colloqui con l'Iran difficilmente si sarebbero potuti concludere con un accordo: in entrambi i casi Donald Trump ha scelto di inviare il suo vice, JD Vance, continuando una pratica non inedita tra i presidenti degli Stati Uniti.
Mentre il presidente Donald Trump si godeva un incontro di MMA a Miami, il knockout lo ha subito a Islamabad il vicepresidente JD Vance, dopo una serie di incontri con la controparte iraniana sfociati in un nulla di fatto. Ma al tappeto - quello di Donald Trump - stavolta ci è finito pure il pontefice Leone XIV, definito dal presidente "Debole e pessimo in politica estera". Insomma, pare ci sia nervosismo sul fronte americano e la ragione è sotto gli occhi di tutti: l'ostinazione dell'Iran e la strumentalizzazione dello Stretto di Hormuz. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dell'Istituto Affari Internazionali.Il popolo ungherese si è espresso alle urne mandando a casa Victor Orbán e premiando Péter Magyar. commentiamo con Sergio Nava, inviato di Radio 24 a Budapest, e con Eniko Gyori, europarlamentare ungherese del partito Fidesz.
Orban perde l’Ungheria dopo 16 anni. Ci colleghiamo con il nostro inviato a Budapest Sergio Nava. Trump attacca Papa Leone XIV: “Debole in politica estera”, “Senza di me non sarebbe stato eletto”. Ne parliamo con Lucio Caracciolo, direttore di Limes.
L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Insieme a Carolina De Stefano, docente di Storia e politica russa alla Luiss Guido Carli, commentiamo l'esito delle votazioni in Ungheria e i riflessi e le conseguenze che potrebbero esserci sul conflitto in Ucraina.
Uno scontro inimmaginabile quello che si sta consumando tra il Presidente degli Stati Uniti e Papa Leone XIV, che per Trump sarebbe “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera”. Secca la risposta del Pontefice che ha affermato di non aver paura dell’amministrazione statunitense. Cerchiamo di capire la portata di questa frattura insieme a Marco Politi, giornalista, per vent’anni vaticanista de La Repubblica, poi editorialista de Il Fatto Quotidiano, autore fra i vari di “La rivoluzione incompiuta. La Chiesa dopo Papa Francesco”.E sempre le dichiarazioni di Trump guidano un altro approfondimento di questa puntata, ovvero l’annuncio di un blocco navale su Hormuz. Sentiamo Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica e Capo di Stato Maggiore della Difesa.Ungheria: è finita l’era Orban. Ci racconta tutto Sergio Nava, inviato di Radio 24.Nel frattempo si accende la sfida per la successione di Gravina alla Figc. Tutti gli aggiornamenti da Giovanni Capuano.
In apertura, Paolo Mieli sfoglia i principali quotidiati italiani ed internazionali commentando i fatti più importanti.L'esito delle elezioni in Ungheria e i riflessi di questo importante appuntamento elettorale per il futuro dell'intera Europa ma anche della guerra nella vicina Ucraina. Ne parliamo con il nostro inviato a Budapest, Sergio Nava, e con Giovanni Orsina, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università Luiss.
E dopo la svolta ungherese di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio di Gabriele Rosana, con Anna Guaita ci spostiamo sul fronte iraniano per capire cosa ha in mente Trump dopo il fallimento dei colloqui, quindi la cronaca con l'inviata Michela Allegri e il caso dell'autista di ambulanze accusato di avere ucciso almeno 5 anziani malati perché soffrivano troppo, con Sonia Paglia e Luca Tomassoni ci spostiamo in Abruzzo dove è stato deciso se la mamma della famiglia del bosco può festeggiare con i figli il compleanno, per le vite allo specchio del Messaggero, Andrea Scarpa ci parla della sua intervista all'attore Francesco Arca, quindi l'ampia pagina di sport con Massimo Boccucci e la straordinaria vittoria di Jannik Sinner e la movimentata Parigi Roubaix beffa per il campione Pogacar, per poi chiudere con il Lunedì di Andrea Sorrentino lo sguardo irriverente alla serie A di calcio.
Ungheria: Il populista Victor Orban perde le elezioni.Stretta sull'Iran: gli Stati Uniti annunciano il blocco dei porti. Israele–Libano: negoziati sotto le bombe.Verso Gaza: riparte la flotilla civile contro il blocco.Haiti, strage alla Cittadella: almeno 30 morti in una calca.Perù al voto: 9 presidenti in 10 anni.Nigeria, raid aereo su un mercato: centinaia di vittime.Afghanistan, alluvioni devastanti: 179 morti.Australia, per la prima volta una donna alla guida dell'esercitoQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Le elezioni in Ungheria aprono le danze ma molte altre seguiranno. Il biennio 2026-2027 sarà infatti chiave per i destini politici dell'Europa e gli occhi sono puntati sui movimenti populisti di estrema destra, un tempo dati vicini alla Russia di Vladimir Putin e oggi inseriti nella galassia Maga di Donald Trump - le due cose spesso non si escludono. Dopo l'Ungheria tocca alla Bulgaria ma sono molte le tronate elettorali interessanti per il futuro dell'Unione.
Nel The Essential di lunedì 13 aprile, Chiara Piotto parla di: 00:00 Viktor Orban perde le elezioni dopo 16 anni al potere in Ungheria; 05:00 gli USA bloccano lo stretto di Hormuz dopo il fallimento dei negoziati con l'Iran. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Iniziamo la prima parte della puntata con una rassegna di attualità. Il nostro primo tema riguarda il futuro incerto della NATO. Il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran sta mettendo alla prova l'alleanza atlantica come mai prima d'ora. Parleremo, poi, di un'altra alleanza. Mosca e Washington si stanno unendo nel sostegno a Orbán in vista delle elezioni generali in Ungheria, previste per questa domenica. La nostra sezione scientifica è dedicata alla missione Artemis II della NASA, che segna un ritorno storico all'esplorazione lunare con equipaggio dopo oltre cinquant'anni. E concluderemo la prima parte della trasmissione con una nota più leggera. Parleremo di una nuova dittatura autoproclamata nota come The Republic of Slowjamastan. La seconda parte di questa puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è The indefinite adjectives Ogni and Ciascuno. Ne troverete diversi esempi nel dialogo dedicato al ricordo di Umberto Bossi, leader politico e fondatore della Lega, nonché uno dei protagonisti più influenti della politica italiana moderna. Nel finale ci soffermeremo sull' espressione idiomatica di oggi: Piovere sul bagnato e parleremo dell'inaugurazione di una nuova area pubblica davanti al Colosseo a Roma. Un progetto architettonico che prova a far dialogare passato e presente… lasciando la città divisa tra entusiasmo e nostalgia. - La guerra in Iran minaccia l'esistenza stessa della NATO - Mosca e Washington si uniscono a sostegno di Orbán in vista delle elezioni generali - Lo spettacolare lancio di Artemis II riporta la NASA e l'umanità sulla Luna - Una finta nazione guidata da un finto dittatore si è ritagliata uno spazio in California - Umberto Bossi: il politico tra rivoluzione e frattura - Roma, il nuovo volto di Piazza del Colosseo
Domenica 12 aprile l’Ungheria torna alle urne, ma più che un’alternanza politica sembra profilarsi una verifica di sistema. Da un lato Viktor Orbán, al potere da quindici anni. forte di un consenso solido nelle aree rurali. Dall’altro Péter Magyar, figura emersa dall’interno dello stesso universo politico, capace di intercettare il malcontento urbano e la domanda di cambiamento che sta crescendo nel Paese. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24.Mentre Israele continua a colpire il Libano, c'è grande attesa per i colloqui di pace di Islamabad. Commentiamo con Jacopo Mocchi, giornalista freelance a Beirut, e con Francesco Semprini, inviato di La Stampa a New York.
Nonostante la tregua tra Stati Uniti e Iran, Israele ha continuato a bombardare il Libano, lanciando l'offensiva aerea più estesa contro Hezbollah dall'inizio del conflitto. Con Giulia Della Michelina, giornalista, da Beirut.Domenica 12 aprile si terranno le elezioni parlamentari in Ungheria e il primo ministro Viktor Orbán, in carica ininterrottamente dal 2010, rischia per la prima volta di essere sconfitto. Con Peter Téchet, analista per l'Europa centro-orientale, da Budapest.Oggi parliamo anche di:Film • A cena con il dittatore di Manuel Gómez PereiraCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
SINOSSI: Silvia Boccardi, giornalista, e Francesco Rocchetti, direttore della nascente Europe's Futures Initative, parlano delle prossime elezioni in Ungheria e del perchè sono così importanti per l'Europa, gli Stati Uniti e la Russia. FONTI: Diario As, The Guardian, EU Made Simple, Centre for Eastern Studies (OSW) Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Netanyahu apre ad un accordo con il Libano, ma proseguono i bombardamenti. Ci colleghiamo con Marta Serafini, inviata del Corriere della Sera a Beirut. Domenica le elezioni in Ungheria, con Orban “sponsorizzato” da Trump. Ci avviciniamo all’appuntamento con il nostro Sergio Nava. In testa alla classifica delle buone notizie di questa settimana i progressi sulla riforestazione finanziata dal PNRR in Italia. Ne parliamo con Giorgio Vacchiano, professore di gestione e pianificazione forestale all'Università Statale di Milano.
Aci Europe, associazione degli aeroporti europei, lancia un allarme: se lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso il rischio è di esaurire le scorte di carburante entro le prossime tre settimane. Per capirne di più sentiamo Leonard Berberi, giornalista del Corriere della Sera, esperto di trasporto aereo.Incidente sul lavoro a Palermo: morti due operai. Ne parliamo con Antonio Di Franco, Segretario Generale Fillea CGIL.Come ogni venerdì, torna il Reportage a cura della redazione di Radio 24. Questa settimana Elezioni in Ungheria. Viktor Orban e la "democrazia illiberale”, del nostro Sergio Nava.Infine, il meteo del fine settimana Mattia Gussoni, de IlMeteo.it.
Nel The Essential di sabato 11 aprile, Chiara Piotto parla di: 00:00 le elezioni in Ungheria che potrebbero cambiare l'Europa; 05:28 Instagram Premium, servizio a pagamento che permette di "stalkerare" in app; 07:11 la nuova tecnologia "Ghost Murmure" che la CIA ha usato per ritrovare il soldato USA disperso in Iran. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Marta Serafini racconta da Beirut la drammatica situazione del Paese che continua a essere bersaglio di durissimi bombardamenti da parte di Israele, nonostante la tregua con l'Iran. Paola Di Caro riassume quello che ha detto la presidente del Consiglio nella sua informativa e ciò che hanno replicato le opposizioni. Alessandra Muglia presenta le elezioni in Ungheria, con il premier sovranista che potrebbe perdere il potere che detiene dal 2010Libano, Hezbollah ancora nel mirino. Israele colpisce anche un mezzo dell'Unifil: danni a un contingente italianoChe cosa ha detto Meloni nella sua informativa e le repliche dell'opposizioneElezioni in Ungheria, una strana alleanza Trump-Putin-Xi sostiene Orbán (che per la prima volta rischia di perdere)
Rassegna stampa economico-finanziaria del 9 Aprile 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali. Investimenti e MercatiTestate coinvolte: Corriere della Sera / la Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Il Messaggero / Domani / MF • Rimbalzo tecnico dei mercati su scenario di tregua, ma volatilità ancora elevata. La notizia ricorrente è la discesa simultanea di petrolio e gas, con Il Sole 24 Ore che quantifica un calo di circa il 15% per entrambe le commodity; il Corriere mostra anche il recupero dei listini europei: Ftse Mib +3,70%, Cac40 +4,49%, Dax +5,09%, Ftse 100 +2,31%. Resta però una lettura prudente: il rally di Borsa è descritto come legato alla scommessa su una de-escalation, non a una soluzione strutturale. • Prezzi energetici ancora su livelli elevati nonostante il ritracciamento. Nel dettaglio del Corriere, il WTI è indicato a 94,35 dollari (-16,3%) e il Brent a 94,7 dollari (-16,1%); sul fronte gas, il future europeo torna intorno a 77 euro/MWh. Il messaggio manageriale è che il sistema ha evitato il picco massimo, ma non è rientrato in area di normalità pre-crisi. • La logistica marittima resta il vero punto di rischio. Il Corriere parla di “mille navi bloccate” su Hormuz e segnala che il transito resta condizionato da premi assicurativi e possibili pedaggi; Repubblica e Messaggero confermano che il collo di bottiglia non è superato. Per imprese energivore, trasporti e filiere importatrici il rischio operativo resta quindi alto anche in presenza di mercati finanziari in recupero. • Carburanti, bollette e voli non beneficeranno subito del calo delle commodity. La Stampa e Il Messaggero convergono sul fatto che i ribassi di petrolio e gas non si trasferiranno rapidamente ai prezzi finali. In particolare, il Messaggero segnala che il caro-voli durerà ancora e che Ryanair taglia tratte in Europa, indicando un impatto ancora aperto sul travel retail e sul business travel. • KPI infrastrutturali ed energetici utili alla lettura del contesto italiano. Nel grafico del Corriere: consumo italiano di jet fuel/cherosene con importazioni per 2,73 milioni di tonnellate, consumi per 5,09 milioni e produzione per 2,36 milioni; durata delle riserve jet fuel: Francia 9 mesi, Irlanda 8, Italia 7, Germania 7, Danimarca 6, Ungheria 5, Portogallo 4, Regno Unito 1. Dato utile: la dipendenza italiana resta gestibile ma non bassa. Industria, Partecipate e DifesaTestate coinvolte: Corriere della Sera / la Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / MF / Tempo / Riformista • Giornata chiave per le partecipate pubbliche, con prevalenza della continuità. Il Corriere sintetizza così il quadro: Eni verso il quinto mandato di Claudio Descalzi, Enel con Flavio Cattaneo verso la conferma, Terna con partita ancora aperta, mentre alla GdF si va verso sei mesi in più per Andrea De Gennaro, fino alla fine del 2026. Si tratta di un segnale favorevole per la leggibilità della governance nei gruppi strategici. • Leonardo è il dossier più sensibile. Corriere, Repubblica, La Stampa, Tempo e Riformista convergono sulla fine della sintonia tra Roberto Cingolani e Palazzo Chigi e sull'emergere di un'alternativa per la guida del gruppo. Il Corriere ricorda che la capitalizzazione di Leonardo è salita di oltre il 37% nei mesi recenti, elemento che rende la scelta al vertice ancora più market-sensitive. • Impostazione prevalente: stabilità più che rottura. Da MF e Corriere emerge un orientamento a evitare scossoni nelle partecipate a controllo pubblico, con un trade-off chiaro: più continuità di esecuzione su energia, difesa e infrastrutture, meno rischio politico di mercato nel breve. Questo è un segnale costruttivo per investitori istituzionali e controparti industriali. Banche e CreditoTestate coinvolte: Corriere della Sera / MF • MPS: Caltagirone sale al 13,5%. Il Corriere evidenzia che Francesco Gaetano Caltagirone ha raggiunto il 13,5% del capitale in vista del voto per il consiglio, mentre il MEF non parteciperà all'assemblea. È un passaggio rilevante per gli equilibri azionari e per il profilo di mercato della banca. • Tassi: si allontana l'ipotesi di stretta. MF segnala un raffreddamento dello scenario restrittivo sui tassi. Per banche, imprese indebitate e comparto real estate il messaggio è moderatamente positivo: minore pressione immediata sul costo del capitale e sulla valutazione degli attivi.  Fisco, Normativa, Sanità e PNRRTestate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Il Messaggero / MF / La Notizia • Sanità integrativa: stop alla vigilanza COVIP. Il tema è ripreso da Sole 24 Ore, Messaggero e MF. La novità operativa più chiara è che i fondi sanitari dovranno pubblicare i bilanci sui siti. Per operatori, advisor e imprese con welfare aziendale il passaggio aumenta trasparenza documentale, ma ridisegna la catena dei controlli. • Edilizia: sul silenzio-assenso la prova diventa più facile. Il Sole 24 Ore segnala un allentamento pratico dell'onere probatorio. Per real estate, sviluppo immobiliare e studi tecnici il punto è positivo: minori attriti istruttori e maggiore difendibilità delle pratiche, con possibile riduzione dei tempi amministrativi. • PNRR/Welfare: revisione con taglio da 610 milioni. La Notizia riporta una nuova revisione al PNRR con -610 milioni al welfare. Il dato, pur provenendo da una singola testata nella rassegna, è quantitativamente rilevante e segnala pressione sulle priorità di spesa pubblica. Lavoro, Formazione e Capitale UmanoTestate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Foglio • Scuola: via libera ai trasferimenti di un anno per docenti con genitori over 65. Il Sole 24 Ore evidenzia la misura con due KPI chiari: durata di 1 anno e requisito familiare over 65. È una notizia micro, ma rilevante sul fronte organizzazione del lavoro pubblico e gestione della forza lavoro. • Innovazione e start-up: Bruxelles spinge il veicolo “EU Inc.” Il Sole 24 Ore riporta l'iniziativa europea come leva per favorire la crescita delle start-up innovative. Il segnale di fondo è favorevole: maggiore armonizzazione societaria e potenziale riduzione delle frizioni regolatorie per la scalabilità cross-border. • Messaggio culturale pro-crescita: più innovazione, meno spesa improduttiva. Nel Foglio emerge una linea editoriale favorevole a una riallocazione delle priorità verso produttività e giovani. Non è una notizia hard, ma è coerente con un clima di policy più aperto a misure pro-impresa e pro-innovazione. Energia e Geopolitica economicaTestate coinvolte: Corriere della Sera / la Repubblica / La Stampa / Avvenire / Il Messaggero / Domani / Foglio / Riformista • Hormuz resta il driver macro dominante. Le testate convergono su una tregua fragile: passaggi navali ancora intermittenti, pedaggi evocati dall'Iran, missione europea in preparazione secondo Repubblica. Per il business il punto è netto: il rischio geopolitico non è chiuso, è solo passato da “shock acuto” a “instabilità prolungata”. • Il fattore Cina cresce nella gestione delle crisi energetiche. Corriere, Messaggero, Repubblica e Domani leggono Pechino come mediatore credibile, capace di incidere sul dossier mediorientale. In chiave economica è un segnale importante: aumenta il peso della Cina non solo nelle catene del valore, ma anche come stabilizzatore diplomatico di rotte ed energia. • Torna il tema del nucleare come opzione strategica. Nel Riformista, l'intervista a Lupi collega esplicitamente la vulnerabilità del sistema alla necessità del nucleare. Non è policy esecutiva, ma conferma che il tema è rientrato nel perimetro del dibattito industriale ed energetico mainstream. Executive Takeaway• La pressione di mercato si è ridotta, ma il rischio non è rientrato: petrolio e gas giù di circa 15%, listini in forte recupero, ma Hormuz resta il punto di fragilità operativo. • Le partecipate vanno verso una linea di continuità, elemento positivo per investitori e stakeholder industriali; il vero nodo resta Leonardo. • MPS entra in una fase più contendibile, con Caltagirone al 13,5% e il MEF fuori dal voto: dossier da monitorare per governance e assetto del credito. • Sul fronte regolatorio prevalgono segnali pragmatici, tra semplificazione edilizia, nuova trasparenza per i fondi sanitari e minore pressione attesa sui tassi. • Il quadro generale resta impegnativo ma non negativo: la rassegna mostra che, accanto ai rischi geopolitici, stanno emergendo leve costruttive su governance, innovazione europea e stabilizzazione dei mercati.
Per adesso le minacce sembrano sventate. Il primo Ministro pakistano Sharif ha invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso in Medio Oriente a rispettare «un cessate il fuoco di due settimane». Il Governo sta studiando misure per far fronte alla crisi energetica. I super ricchi scappano da Dubai e arrivano a Milano e la visita di JD Vance a Orban prima delle elezioni per rimarcare l'appoggio americano Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Trump: “Un'intera civiltà morirà stanotte”, poi annuncia due settimane di cessate il fuoco. Catene umane di iraniani intorno alle sue infrastrutture.Israele d'accordo per la pausa contro l'Iran ma non contro il Libano.Stati Uniti: i bambini nelle mani dell'Ice.Iraq: Liberata la giornalista americana rapita.Rwanda: 32 anni dopo il genocidio.Brasile: una biblioteca pubblica digitale per tutti.Messico: minatore trovato vivo dopo 13 giorni in profondità. Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Trump ha confermato l'ultimatum che scatterà alle 2 italiane di domani. Domenica aveva minacciato violentissimi attacchi nel caso in cui l'Iran non avesse raggiunto un accordo e riaperto lo Stretto. Possibili scenari se finesse il carburante negli aereoporti. La legge sulla leva militare in Germania e le due novità della legge Pmi che entrano in vigore oggi che rigurdano il lavoro e trasparenza digitale Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
A Europa Europa, condotto da Gigi Donelli e in onda domenica alle 11,30, parliamo di ricerca con Marino Zerial (nella foto), direttore di Human Technopole. Lo spunto arriva da oltre oceano: le nuove politiche dell'amministrazione USA ha cancellato oltre 7.400 progetti di ricerca per 19 miliardi di dollari. I progetti cancellati sono di tutte le discipline e la notizia ha un versante europeo perché ci sono il programma Choose Europe lanciato dalla UE, le diverse misure prese dai paesi UE e il boom di candidature dei ricercatori USA ai finanziamenti dell'European Research Council. Rischio oppure opportunità? Nella prima parte come sempre la cronaca politica tra lo scontro interno in vista del voto in Ungheria e il grande accordo Europa-Australia chiuso in settimana.
Si apre oggi e prosegue fino a domenica 29 marzo la 57ª edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna, da oltre cinquant’anni evento di riferimento per le aziende e i professionisti della filiera cosmetica. Anche quest’anno Radio 24 è presente con la sua postazione nel Centro Servizi della manifestazione. L’evento si svolge nel quartiere fieristico del capoluogo emiliano, con BolognaFiere che nel 2025 ha registrato un fatturato record di 306,7 milioni di euro, confermandosi piattaforma internazionale di riferimento per il settore beauty. L’edizione 2026 conta 3.104 espositori da 68 Paesi, oltre 10mila brand rappresentati e una manifestazione sold-out, con oltre 250mila visitatori attesi. Forte la spinta internazionale: l’80% degli espositori arriva dall’estero e il 37% è rappresentato da nuovi partecipanti, con un aumento significativo di interesse da Stati Uniti, Medio Oriente, Asia e Africa. Sono presenti 33 collettive nazionali, incluse nuove partecipazioni da Arabia Saudita, Belgio, Portogallo, Ungheria e Uzbekistan. In questo contesto, il settore cosmetico italiano conferma la propria solidità: nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 18 miliardi di euro (+2,9%), trainato dalle esportazioni che superano gli 8,6 miliardi (+4,1%) e rappresentano circa la metà del totale. Il mercato interno vale 12,8 miliardi (+3,2%), con una crescita sostenuta da digitale e fragranze.Ci colleghiamo con Gianpiero Calzolari (nella foto a sinistra), presidente di BolognaFiere; Benedetto Lavino (nella foto a destra), presidente di Cosmetica Italia dai nostri studi a BolognaGiuria California, Meta e Google responsabili per dipendenza dai socialUna giuria di Los Angeles ha condannato Meta Platforms e Alphabet Inc. a risarcire una giovane donna per danni legati all’uso dei social media, segnando un nuovo passaggio nella crescente pressione legale sulle Big Tech. Il caso non è isolato: poche ore prima un’altra giuria, in New Mexico, aveva già sanzionato Meta per non aver protetto adeguatamente i minori, con una multa complessiva di 375 milioni di dollari. Le accuse riguardano meccanismi che favorirebbero dipendenza e problemi di salute mentale, in un contesto dominato da modelli di fruizione come lo scroll infinito e la cosiddetta “tiktokizzazione” dei contenuti, ormai diffusa anche su Instagram e YouTube. Gli esperti parlano di un possibile “momento Big Tobacco” per il settore tecnologico, con il rischio di una revisione profonda dei modelli di business. Intanto negli Stati Uniti cresce la pressione politica per introdurre nuove norme a tutela dei minori, mentre le aziende cercano un dialogo con l’amministrazione Trump. Il commento è di Biagio Simonetta, Il Sole 24 Ore.Crisi energetica e guerra in Medio OrienteLa crisi in Medio Oriente torna al centro del dibattito internazionale, con il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran che alimenta tensioni geopolitiche e timori economici globali. Al centro delle preoccupazioni anche lo stretto di Hormuz, snodo strategico per l’energia mondiale, il cui futuro resta incerto. Durante gli incontri dell’Aspen Institute a Venezia, gli analisti hanno sottolineato come il conflitto stia già producendo effetti sull’economia, tra aumento dei costi energetici, inflazione e rallentamento della crescita. L’Europa e l’Italia, pur avendo diversificato le fonti energetiche dopo la crisi del gas russo, restano esposte a nuove vulnerabilità. Sul piano geopolitico, qualsiasi evoluzione del conflitto rischia di lasciare un Medio Oriente ancora più instabile, mentre la Cina osserva e sul fronte diplomatico emergono timidi segnali di movimento. Il commento è di Giulio Tremonti, deputato (FdI) e presidente della commissione Affari esteri ed europei della Camera, Aspen Institute Italia.
Mentre a Cuba torna l'elettricità dopo un nuovo gigantesco blackout, l'amministrazione Trump sta facendo pressioni per ottenere le dimissioni del presidente Miguel Díaz-Canel, secondo il New York Times. Con Carla Vitantonio, scrittrice e attivista, dall'Avana.Il 12 aprile in Ungheria Magyar sfiderà l'attuale il primo ministro Viktor Orbán in un'elezione che potrebbe cambiare profondamente la traiettoria dell'Ungheria. Con Stefano Bottoni, docente di storia dell'Europa orientale all'Università di Firenze. Oggi parliamo anche di:Colombia • “I messaggeri del sole” di Fabián Mauricio Martínezhttps://www.internazionale.it/magazine/fabian-mauricio-martinez/2026/03/12/messaggeri-del-soleMusica • Play me di Kim GordonCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Anna Momigliano parla degli sviluppi del conflitto di Usa-Israele contro l'Iran, arrivato al dodicesimo giorno. Francesca Basso racconta il tentativo di mediazione da parte dell'Ue rispetto all'irritazione di Ungheria e Slovacchia verso l'Ucraina sulle forniture di petrolio russo tramite l'oleodotto Druzhba. Monica Guerzoni spiega il senso del discorso del capo dello Stato sui rischi dello strapotere in mano ad alcuni colossi di tecnologia e finanzaQuesta guerra non finirà presto, dice un consigliere di TrumpTrump e l'appuntamento con la Storia: perché ha deciso di attaccare ora (rischiando tutto)Mattarella a Firenze: «Non permettiamo che si realizzi una regressione a tirannide cesarista»