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Per molte persone l'intelligenza artificiale è una cosa recente.È ChatGPT, è l'AI slop che si vede in giro.In realtà questa tecnologia fa parte delle nostre vite da decenni. Anzi, potrei dire che migliora le nostre vite da decenni.Solo che non lo sappiamo, perché è invisibile. Funziona e basta.Oggi ti racconto 10 esempi di AI nella vita quotidiana, che forse non sapevi.P.S. Prendi il biglietto per AIWEEK con il 20% di sconto: vai su https://aiweek.it/ e usa il codice GAITO20 - Ci vediamo a Milano!
Uno dei molti capolavori di Hans Christian Andersen. una storia ironica, simbolica, toccante, in cui si mostra anche la profonda dimensione religiosa e spirituale che lo accompagnò per tutta la vita. Lettura integrale e adattamento di Valter Carignano. Altre storie di Andersen ➡️ VUOI OFFRIRMI UN CAFFÈ? In tutta sicurezza da 2 euro qui su PayPal➡️ VUOI SCRIVERE FAVOLE E FIABE? Comincia da qui Andersen fu un grande scrittore e un maestro della fiaba, ma non tutto ciò che scrisse apparteneva a questo genere.Anzi, veramente, davvero poche sono le cose che lui intendeva come fiabe. Si tratta di racconti rivolti a tutti, molti più agli adulti che ai bambini, con una dimensione fantastica a volte simbolica e a volte ironica, o entrambe insieme. Storie tradizionali, favole e fiabe, leggende popolari. Progetto Favolandia https://loperarinata.com/favolandia-favole-e-fiabe ©Tutte le fiabe, favole, storie e tutti i contenuti di questo canale sono registrate, depositate e protetti dal diritto d'autore in tutti i Paesi. #fiabetradizionali #fiabe #audiolibri #andersen #hanschristianandersen #letteratura #fiabeclassiche #storieperdormire #audiolibro #kidsandfamily #fairytalesSee omnystudio.com/listener for privacy information.
“Silvia, com'è possibile? Io sono riuscita a rimanere calmissima, niente urla e niente crisi, ma mio figlio si è arrabbiato ancora di più.”Questa mamma si sentiva la versione zen di Superwoman.Anzi no, Hulk al contrario, tutta calma e tutta controllo, ma il bambino era sempre più carico e arrabbiatissimo.E la domanda che arriva è:“Perché la calma non funziona?“Oggi parliamo proprio di questo, del perché a volte facciamo tutto giusto, ma non sembra servire a nulla.
Compri l'oggetto o l'offerta? Questa è la domanda che potrebbe cambiare il saldo del tuo conto in banca Quante volte hai comprato qualcosa solo perché era scontato del 50%? Il problema non è lo sconto in sé: è che stai comprando l'emozione dell'affare, non l'oggetto.In questo episodio ti svelo i meccanismi inconsci che ti portano a spendere soldi che altrimenti non avresti speso, e soprattutto ti do strategie pratiche per uscirne. Perché la vera abbondanza non è comprare tutto quello che è in offerta: è comprare solo quello che ami davvero, quando lo ami davvero.In questo episodio parlo di:Cosa succede nel tuo cervello quando vedi un'offerta (e perché il tuo cervello si eccita per lo sconto, non per l'oggetto)Il meccanismo della scarsità artificiale e come il marketing gioca con le tue paure La domanda magica che cambia tutto4 strategie pratiche per smettere di comprare le offerteCos'è la vera abbondanza"Se quella cosa non ti serviva a prezzo pieno, non hai guadagnato nulla. Anzi, hai perso 25€ per qualcosa che altrimenti non avresti mai comprato.""La vera libertà economica non è comprare tutto quello che è scontato. È comprare solo quello che aggiunge davvero valore reale alla tua vita."Risorse menzionate nel podcast Il bootcamp dell'abbondanza: il percorso intensivo per sbloccare i meccanismi inconsci che ti fregano con i soldi - silvialanfranchi.it/bootcamp-abbondanzaVuoi supporto concreto per sbloccarti su comunicazione, vendita e mindset? Ecco dove trovarmi:Instagram: @silvialanfranchi.coachYouTube: silvialanfranchiNewsletter: Iscriviti qui per ricevere strategie concrete ogni settimana Sito web: silvialanfranchi.it
"Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie" (1 Cor 12, 22)In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi riflette sulla potente immagine del "corpo di Cristo" usata dall'apostolo Paolo per descrivere la comunità. In un tempo segnato da un forte individualismo, dalla dispersione e dalla tentazione dell'isolamento, la Parola di Dio ci richiama a essere un corpo solo, dove ogni membro è fondamentale e nessuno può dirsi autosufficiente.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/KUSzFc-y-Xw
Il docente universitario Vincenzo Mauro racconta su Unica Radio come matematica e statistica possano diventare strumenti quotidiani, accessibili e critici grazie alla divulgazione sui social Vincenzo Mauro è stato ospite di Unica Radio per raccontare un modo diverso di parlare dei numeri. Docente universitario di statistica, Mauro è noto sui social per il format “3minuticolprof”. L'idea nasce quasi per caso. Le sue lezioni, già fuori dagli schemi, incuriosiscono gli studenti. Sono loro a spingerlo verso i social. All'inizio lui dubita. Poi arriva il riscontro. Anche temi percepiti come ostici trovano spazio e pubblico. Il fascino nascosto di matematica e statistica Per Vincenzo Mauro la matematica non è fredda né distante. Anzi, è una materia ricca di meraviglie. Il problema nasce spesso dall'approccio. Molti crescono convinti di “non essere portati”. Un'idea ingiusta, secondo il docente. Se si entra dalla porta giusta, i numeri parlano. Raccontano storie. Offrono chiavi di lettura del mondo. È questo il messaggio che Mauro porta avanti, sia in aula sia online. Superare la paura dei numeri Una delle difficoltà principali è l'astrazione. Spesso viene confusa con il rigore. Vincenzo Mauro prova a ribaltare il paradigma. Collega la statistica alla vita quotidiana. Usa esempi concreti. Parla di dati che riguardano tutti. In questo modo, la distanza si riduce. Inoltre, combatte il mito del “DNA negato per la matematica”. Secondo Mauro non esiste. Esiste solo il bisogno di trovare il linguaggio giusto. Cultura statistica e senso critico Oggi i dati sono ovunque. Notizie, social, economia, sanità. Tuttavia, senza strumenti adeguati, restano numeri vuoti. Vincenzo Mauro insiste su un punto chiave. La cultura statistica serve per difendersi. Aiuta a leggere una notizia. Permette di farsi un'opinione. In un contesto polarizzato, saper interpretare i dati diventa un valore enorme. Non per avere ragione, ma per pensare in modo autonomo. Social, divulgazione e responsabilità Il format “3minuticolprof” nasce per incuriosire. Mauro non segue ossessivamente le logiche della viralità. Preferisce l'onestà intellettuale. A volte sceglie temi sociali forti. Dal gioco d'azzardo alla violenza di genere. Sempre partendo dai numeri. L'obiettivo non è convincere. È fornire strumenti. La sua community cresce così. Critica, attenta, capace di discutere. Università e social, due mondi che dialogano Tra aula e piattaforme digitali, Vincenzo Mauro mantiene un equilibrio. Il linguaggio cambia poco. Il pubblico è simile. Giovani tra i 18 e i 24 anni. Le contaminazioni esistono. Gli studenti lo riconoscono. A volte chiedono video o foto. Tuttavia, il confine resta chiaro. E forse proprio questa doppia dimensione rende l'insegnamento più efficace. Un messaggio per chi odia la matematica Il messaggio finale di Vincenzo Mauro è diretto. Chi pensa di non essere portato è stato convinto di qualcosa di falso. Spesso la colpa non è dello studente. Ma di un sistema rigido. Esiste un altro modo di insegnare e imparare. Basta cambiare prospettiva. Le interviste complete sono disponibili su https://www.unicaradio.it e sulle piattaforme https://open.spotify.com e https://www.amazon.it/Amazon-Music
Gloria Vellini"Sulla Francigena"Racconti in viaggioNeos Edizioniwww.neosedizioni.itIl sole batteva sulla campagna, e la via si stendeva davanti a lui come una cicatrice viva, una ferita, di cui lui e le formiche erano il sangue. Zaino leggero, vecchi scarponi rotti, nessun supporto digitale: solo una cartina, il tracciato GPS su carta e un nome scritto in cima: Grüber. Biologo. Terrorista. Visionario. Nessuno sapeva con certezza. Il cielo era pulito, il vento portava odore di finocchietto e foglie secche. Nessuna distruzione. Nessuna invasione visibile. Solo la strada, gli insetti, e un uomo da raggiungere. Ogni tanto lungo il cammino si fermava, per tenere traccia sul diario dei segni della contaminazione: piccole colonie di formiche giganti, buche scavate nel terreno lunghe quasi due centimetri. Le ore si ripetevano come le preghiere durante un rosario: il cammino, le formiche, il vento che cullava le foglie e i pensieri. La via si apriva in silenzio davanti a lui, lasciando spazio alle riflessioni, alle congetture, alle tante domande senza risposta. E, più camminava, più qualcosa sembrava cambiare. Non c'erano città soffocate dalla vegetazione. Non c'erano morti. Anzi, lungo il cammino la vita tornava.A cura di Gloria VelliniRacconti di Martina Alberici, Luca De Mattia, Elisa Domini, Rachele Donnini, Alberto Drago, Lisa Faggian, Gea Gonnella, Giovanni Iannucci, Viola Labate, Maria Chiara Logullo, Carolina Vittoria Ostini, Lorenzo Riggio, Emma Roggeri, Sofia Sansone.Molto più di un cammino: un viaggio di scoperta e narrazione. Giovani talenti trasformano in storie l'esperienza vissuta lungo il tratto piemontese della Via Francigena, dando nuova voce a un percorso antico che vive nel presente e si proietta nel futuro.Al centro di questo progetto d'antologia nato dalla collaborazione fra l'Associazione Europea delle Vie Francigene e un gruppo di studenti della Scuola Holden, c'è appunto la Via Francigena, un itinerario europeo che unisce paesaggi, culture e generazioni di viandanti. I giovani narratori hanno percorso il tratto piemontese e trasformato le sensazioni in racconti di generi diversi, facendo tesoro della lentezza, del ritmo, dell'ascolto, dell'attenzione per i dettagli: tutto materiale che apre svariate prospettive letterarie. Ogni testo esplora la Francigena con uno sguardo originale, riflettendo paesaggio e profondità del cammino: tra dialoghi, introspezione, misteri o memoria, il viaggio diventa fucina di storie che coniugano l'oggi con la tradizione, restituendo autenticità a un patrimonio millenario. La Francigena trova così un senso rinnovato: occasione di incontro, consapevolezza ambientale, cultura narrata dai giovani, seme per la memoria del territorio, laboratorio di linguaggi preziosi per la valorizzazione di tutte le vie di cammino.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8418OMELIA IV DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 5,1-12) di Giacomo BiffiIl Signore propone oggi alla nostra meditazione una delle pagine più celebri del Vangelo. Nella narrazione di Matteo il proclama delle Beatitudini apre il grande Discorso della Montagna, il quale offre ai discepoli di Gesù quasi una nuova legge di vita.Quella delle Beatitudini non era una forma letteraria ignota al mondo antico. L'uso di chiamare "beati" alcuni stati esistenziali si ritrova tanto tra i greci quanto tra gli ebrei.«Beato colui che ha buona fama», dice Pindaro. E Bacchilide: «Beato colui al quale un dio ha elargito in sorte dei beni e la possibilità di condurre una vita agiata». Insomma: beati i ricchi, beati i fortunati, beati gli uomini famosi e onorati. Questa era la mentalità antica, questa è, ancora oggi, la nostra mentalità.Come si vede, siamo agli antipodi delle beatitudini evangeliche, che appaiono dunque al confronto chiaramente rivoluzionarie.L'Antico Testamento rivela una visione spiritualmente più ricca e più religiosa, ma sempre molto lontana dalla "rivoluzione evangelica".Un esempio:Nove situazioni io ritengo felici nel mio cuore, la decima la dirò con le parole:un uomo allietato dai figli,chi vede da vivo la caduta dei suoi nemici; felice chi vive con una moglie assennata, colui che non ara con un bue e un asino, colui che non pecca con la sua lingua,chi non deve servire a uno indegno di lui; fortunato chi ha trovato la prudenza,chi si rivolge a orecchi attenti;quanto è grande chi ha trovato la sapienza,ma nessuno supera chi teme il Signore (Sir 25,7-10).Da questi testi si può misurare tutta l'ampiezza della "novità" portataci da Cristo.Tuttavia non dobbiamo farci illusioni: noi portiamo dentro di noi ancora molto della mentalità "greca" (cioè pagana) e della mentalità ebraica (cioè veterotestamentaria). La "evangelizzazione di noi stessi" è opera sempre in atto, sempre incompiuta, sempre da ricominciare.IN VISTA DI BENI SPIRITUALI ED ETERNINella pagina delle beatitudini c'è una struttura intrinseca che va colta. Tentiamo di farlo con alcune annotazioni semplicissime, che si direbbero addirittura grammaticali.Ciò che è indicato da Gesù come presente, come proprio dei suoi discepoli che vivono in questo mondo, è qualcosa di penoso, di duro, di aspro: povertà, afflizione, fame, persecuzione, insulti. Gesù non si è mai impegnato (anche se ce lo dimentichiamo regolarmente) a darci tranquillità, prosperità, successo, trionfo.Ciò che esprime possesso, ricompensa, godimento, è da lui messo al futuro: "saranno consolati, erediteranno, troveranno, vedranno". Quasi a dirci che ci sono garantiti beni grandi e ineffabili, ma non per il mondo di oggi, bensì per quello futuro e definitivo. Contrariamente alla saggezza mondana, Gesù ritiene che dobbiamo preferire la gallina di domani all'uovo di oggi.L'unico possesso presente è il Regno di Dio: "Vostro è il Regno dei cieli", perché nella rinascita battesimale già ci è stata donata la "vita eterna".Però la bella parola che scandisce tutto il testo: "Beati!", si riferisce al presente. I poveri, gli afflitti, i miti, i misericordiosi, i puri di cuore sono beati fin da adesso. La gioia non è dunque incompatibile col "presente cristiano"; anzi è la caratteristica del "presente cristiano".Anche se a prima vista può sfuggire, la ricompensa di cui si parla qui è sempre la stessa, ed è "escatologica", cioè posta oltre la fine della storia mondana. Il "Regno dei cieli", la "terra", la "consolazione", la "visione di Dio" ecc. indicano tutti la felicità ultra terrena.Non c'è nulla di più fuorviante di una "applicazione sociale" delle beatitudini. La giustizia sociale è un'idea che è doveroso perseguire (e questo appare da altre parti del messaggio evangelico); ma qui non c'entra niente.Anzi una lettura "sociale" delle beatitudini darebbe come risultato una loro interpretazione reazionaria: i poveri dovrebbero restare poveri, gli afflitti dovrebbero continuare a piangere, gli emarginati dovrebbero continuare ad aver fame e sete di giustizia, perché solo così essi sono "beati". E non ci sarebbe niente di più contrario al pensiero di Cristo.GESÙ CRISTO PER PRIMO VIVE LA LOGICA DELLE BEATITUDINIMa proprio la riflessione su questo messaggio originale e rivoluzionario ci permette di socchiudere un poco alla nostra comprensione l'enigma più grande e tragico dell'universo e il senso autentico del nostro pellegrinaggio terreno.Noi spesso ci chiediamo: perché l'esistenza umana è, in se stessa, così povera e sventurata, tanto che si conclude immancabilmente con una catastrofe? Perché ha così largo spazio la sofferenza? Perché l'uomo onesto è troppe volte sopraffatto? Perché i discepoli di Cristo devono sperimentare nella più parte dei casi la sconfitta? Perché ci deve essere tanta fame e tanta sete di giustizia?La risposta è misteriosa come il Dio che sta all'origine delle cose, e come lui trascende e sconcerta la nostra piccola logica.Si tratta di riuscire a capire che il disegno di salvezza, che è stato pensato per noi, ha al suo centro proprio il Figlio di Dio che per primo si è sottoposto alla legge delle beatitudini, il Figlio di Dio umiliato e schiacciato dalle forze del male (ma dalle sue lividure noi siamo stati sanati); il Giusto condannato dai malfattori (ma così noi abbiamo meritato di essere assolti); il Signore del cielo e della terra che offre preghiere e suppliche con forti grida e lacrime (Eb 5,7) (e così abbiamo avuto speranza di essere esauditi); colui che è mite e umile di cuore, ed è stato avvilito dai superbi (e così siamo stati salvati dalle rovine del nostro orgoglio); colui che ha provato, più che quella del pane, la fame del suo cibo, che la volontà del Padre; colui che è misericordioso e non ha trovato misericordia; colui che è venuto a portare la vera pace, e ha scatenato contro di sé la guerra delle forze del male, colui che è la vita e si è sottomesso alla morte (ma così anche noi abbiamo ricevuto in sorte un destino di risurrezione e di gioia eterna).Se il disegno di Dio è questo, chi si conforma allacondizione di Cristo e rivive i suoi misteri è beato, perché si colloca al cuore del divino progetto, compie con lui il suo "passaggio" dalla sconfitta alla vittoria, dal dolore alla gioia, dalla morte alla vita, e con lui si fa principio della salvezza del mondo.
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
"Il mio umorismo prende forma solo quando disegno o animo un film. Comunque l'umorismo serve a rendere più facile la vita, a smussare gli angoli, a farti capire che le cose importanti nella vita sono veramente poche, due o tre… e noi stiamo invece a discutere ed arrabbiarci sulle altre diciotto, ventimila…"Una rassegna dedicata alla carriera e all'arte del grande Bruno Bozzetto, maestro dell'animazione che ha saputo parlare della vita, la morte, i vizi e i (pochi) pregi degli esseri umani. Una vita a cartoni animati...ma nemmeno troppo.Cominciamo con il lungometraggio d'esordio di Bozzetto ovvero il delizioso ed esilarante "West and Soda", western comico con protagonista un pistolero solitario che dovrà salvare una fattoria dalle mire di un cattivo. Anzi, Cattivissimo!01. Text link alla HomepageeREADERhttps://www.awin1.com/cread.php?awinmid=9777&awinaffid=2619870&campaign=&ued=https%3A%2F%2Fwww.ibs.it%2Fofferte-libri%2Fcoperta-in-regalo-con-due-tascabili-feltrinelli
La guerra civile in Siria, finita poco più di un anno fa, non è stata una guerra di religione, e nemmeno una guerra etnica. Ma le divisioni etnico-religiose hanno avuto un ruolo importante, così come lo avevano avuto nei decenni precedenti, durante la lunga dittatura della famiglia Assad. Il vecchio regime aveva garantito una serie di privilegi alla sua comunità di riferimento, gli alauiti, che controllavano le forze di sicurezza, i servizi segreti, l'apparato statale. La repressione prima e durante la guerra civile era quindi decisa e attuata da esponenti della minoranza aluita, nella maggior parte dei casi nei confronti di esponenti della maggioranza sunnita. Non per la loro identità etnico-religiosa ma in quanto membri di quella parte di società discriminata e a un certo punto costretta a ribellarsi. Con la fine della guerra i rapporti si sono ribaltati e il potere è stato preso da esponenti della comunità sunnita. Il nuovo governo ha sempre detto che governerà per tutti, che proteggerà tutte le comunità, a prescindere dalla loro identità etnico-religiosa: sunniti, alauiti, curdi, cristiani, drusi. Nell'ultimo anno però ci sono state violenze e scontri che hanno mostrato molto chiaramente come la convivenza tra i diversi gruppi che compongono la società siriana non sia per nulla scontata. Anzi. Il fatto più grave è stato il massacro degli alauiti nel marzo del 2025. Questo audio documentario, prodotto in Siria nelle scorse settimane, parte proprio da lì.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8409OMELIA III DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 4,12-23) di Giacomo Biffi Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce, abbiamo ascoltato dalle profezie di Isaia.Questo popolo siamo noi che, lasciati a noi stessi, in balia dei nostri pensieri e delle nostre bravure, non sapremo mai infrangere l'oscurità che avvolge la nostra vita, il nostro destino, la concreta possibilità di avere una speranza che non sia presto smentita. Siamo noi il popolo che dimora in una terra dove si proietta su tutto l'ombra invincibile delle morte e dove la prepotenza degli egoismi sembra regnare su tutti i rapporti umani. Siamo noi il popolo che però ha visto una grande luce: la luce del Figlio di Dio, che è venuto a ridare significato alla nostra esistenza, a rivelarci il destino di felicità che ci è stato preparato, a ridonarci la consolazione di poter sempre sperare oltre ogni delusione e ogni pena. Siamo noi il popolo che è stato raggiunto dalla salvezza di Cristo crocifisso e risorto, che ci ha riaperto le porte della vita senza tramonto. Siamo noi il popolo che ha ricevuto, nell'annunzio evangelico, la legge nuova e rinnovatrice dell'amore.A questo pensiero il nostro cuore si gonfia di gioia e di gratitudine per questa grande misericordia di cui siamo stati fatti oggetto. Ma al tempo stesso vogliamocercare di attuare sempre più compiutamente nella nostra condotta le condizioni necessarie per entrare fruttuosamente in questo splendido gioco del Dio che ci salva.IL PENTIMENTO COME ATTEGGIAMENTO PERMANENTELa condizione prima e più necessaria, ci ricorda oggi la parola di Gesù, è la "conversione": Convertitevi perché il Regno dei cieli è vicino (Mt 4,17).Convertirsi significa staccarsi da ciò che nel nostro comportamento e nella nostra personalità non è conforme alla volontà del Signore, per aderire pienamente alla proposta di Cristo; anzi, per aderire a Cristo stesso, come al solo punto di riferimento dell'esistenza, all'unico modello di uomo che vale sempre e per tutti, a colui che si identifica personalmente con la verità, con la giustizia, con ogni autentico e intramontabile valore.Convertitevi: da questa parola prende l'avvio l'insegnamento pubblico di Gesù, perché proprio da questa esperienza deve partire ogni serio impegno religioso. Nella via del Vangelo se non si comincia di qui, non si comincia affatto. Ogni discorso cristiano che non inizia da questa doverosa autocontestazione è senza fondamento e alla fine si dimostra ingannevole. Ma attenzione: il pentimento, nei riguardi di ciò che di sbagliato in qualche misura troviamo sempre nei nostri atti, non contrassegna solo gli inizi: è un atteggiamento che resta essenziale sempre, in tutti i momenti della vita cristiana. Non per niente la Chiesa da un'esortazione al pentimento fa iniziare ogni celebrazione eucaristica, e non si stanca di proporre il sacramento della penitenza (cioè del pentimento) a tutti coloro che vogliono essere discepoli di Gesù non solo a parole.Il pentimento è una risoluzione dello spirito intrinsecamente difficile, perché si tratta di rinnegare qualcosa che ci appartiene, anzi qualcosa di noi stessi: le nostre azioni e le nostre inclinazioni cattive. Ma nell'epoca attuale è diventato ancora più difficile, perché la cultura dominante ci sollecita continuamente a rivendicare i nostri diritti e i nostri meriti, non a pentirci del male compiuto o desiderato. Anzi alcuni tentano di trasformare i più disordinati desideri in aspirazioni lecite cui lo Stato dovrebbe dare un riconoscimento pubblico.Il pentimento e il rinnegamento di sé non ci conducono a una pura e infeconda disperazione, che è un sentimento abbastanza frequente tra gli uomini, ma che non è affatto salvifico. Ci conducono piuttosto a consegnarci integralmente al nostro Maestro e Salvatore, Gesù.La prospettiva di mutare le proprie abitudini ingiuste è così sgradevole all'uomo da riuscire impossibile se presa per se stessa. Diventa impresa fattibile e persino facile, se percepita entro l'adesione esistenziale a Gesù Cristo quale unico principio di salvezza. Senza l'esperienza di un amore personale per lui, la strada del ravvedimento è sempre necessaria ma è impercorribile. Se invece ci si innamora del Figlio amato dal Padre, allora si fa naturale staccarsi da ciò che è difforme dal suo esempio e dalla sua volontà.Senza dubbio la conversione vera include un certo indolenzimento dell'anima; è un sentirsi gettati a terra, che ci toglie il desiderio di impartire lezioni agli altri e di discutere, e ci fa preferire il silenzio. Ma senza farci perdere la grande serenità di chi non dimentica mai di essere guidato, sorretto, continuamente rianimato, anche su questa strada penosa dell'autocontestazione, dalla fedeltà di un Salvatore che ci ama e non ci abbandona. È perciò un cammino tormentato e faticoso, ma non è mai senza gioia; è la gioia propria di chi sa di avere finalmente trovato la sua giusta strada.IL MINISTERO APOSTOLICO, PREZIOSO AIUTO PER RAGGIUNGERE IL REGNOLa pagina evangelica odierna ci dice che Gesù, per aiutare tutti a raggiungere, col pentimento, il Regno di Dio, istituisce nella Chiesa il ministero apostolico: chiama cioè degli uomini che, per la sua ispirazione e con la sua grazia, si sottraggono alle condizioni normali di lavoro e di famiglia (Lasciate le reti... lasciata la barca e il padre) per porsi in modo particolarmente impegnativo alla sua sequela, e così diventano per specifica missione pescatori di uomini; cioè sono chiamati a spendere tutte le loro forze e il loro tempo a cercare di portare i fratelli sulla via della conversione e dell'incontro trasformante con Cristo.Oggi tra le nostre preghiere salga anche la supplica perché questi pescatori di uomini non manchino mai nel popolo cristiano, e siano anzi sempre numerosi e generosi, al servizio della venuta tra noi del Regno di Dio.
15mila chilometri, almeno, ogni anno. E' questo il singolare primato di Flavio Bertoldo che da una decina d'anni ha letteralmente parcheggiato l'auto in garage e ha scelto di utilizzare esclusivamente la bicicletta. Anzi ha fatto di più: dopo un incidente occorso alla compagna nella quale la macchina è andata irrimediabilmente distrutta, le ha donato la sua, ormai stanca di prendere polvere e di non "mordere" l'asfalto.
#407 - New Influencer = Meta-CuratorSe oggi provi a “diventare autorevole” scrivendo l'ennesimo post brillante, lucidissimo, perfetto… ti stai mettendo a gareggiare in un campionato dove ormai giocano anche i robot. E vincono pure.E allora la domanda vera è: come ti guadagni fiducia quando contenuti ce ne sono troppi, tutti simili, tutti “ben scritti”?Io credo che la risposta sia un'altra: il nuovo influencer non è uno che scrive. È uno che cura. Anzi: uno che cura i curatori. E questa roba ha un nome: meta-curation.Quando ho iniziato a pubblicare online, nel 2000… giuro… non avevo la minima idea di quello che stavo facendo. Zero. Mi guidava solo una cosa: l'eccitazione. Quella sensazione da “wow, posso pubblicare e la gente mi legge”. Solo che c'era un problema: tutti stavano aprendo “l'ennesimo blog”. E io mi dissi una frase che mi ricordo ancora bene: “Io non voglio essere un'altra voce tra mille. Voglio costruire un posto dove si trova il meglio.” E lì ho scelto una strada diversa: non “scrivere di più”. Ma curare il meglio. Ho iniziato quindi a fare tre cose molto precise:scoprire roba utile per chi mi seguiva,mettere in evidenza il lavoro migliore di altri,creare collezioni, cataloghi, librerie che restassero utili nel tempo.E sai che cosa è successo? Che quel progetto, quel non-blog — MasterNewMedia — è diventato una rivista in più lingue, con milioni di lettori, e ottimi ritorni. Per anni. Poi… mi sono fatto fregare. Perché quando arriva il “successo”, arrivano anche i numeri, i soldi, la voglia di “ancora di più”. E lì ho iniziato a inseguire risultati senza mettere la stessa qualità, la stessa intenzione iniziale. Ho smesso di fare la guida… ho iniziato a inseguire il traffico. E il progetto, piano piano, è andato a remengo. Quella esperienza però mi ha lasciato una convinzione chiarissima: costruire autorevolezza e fiducia con la curation oggi ha ancora più senso di allora.La cosa ancor più interessante che condivido oggi, e che in pochissimi realizzano è che ci sono DUE LIVELLI distinti di CURATION. Livello 1: i “curatori primari”.Quelli che trovano cose interessanti e le condividono. Link, thread, newsletter, post, raccolte.Livello 2: i meta-curatori.Quelli che selezionano e contestualizzano il meglio preso dai curatori primari, per aiutarti a capire cosa conta davvero.In altre parole:Livello 1 = fontiLivello 2 = guide di fiduciaE questa idea, già nel 2009, John Udell la chiamava proprio “meta-curation”. Ascolta tutto l'episodio per scoprire cosa comporta tutto ciò per chi vuole conquistare visibilità e autorevolezza online essendo un esperto di settore. _______________Info Utili• Sostieni questo podcast:Entra in contatto con me, ottieni feedback, ricevi consigli sul tuo progetto onlinehttps://Patreon.com/Robin_Good• Musica di questa puntata:"Let's Go Surfing" by Joakim Karud• Nella foto di copertina:Tramonto guardando l'isola di Sao Jorge. Azzorre (PT). 2017.• Ascolta e condividi questo podcast:https://www.spreaker.com/show/dabrandafriend• Archivio del podcast organizzato per temi:https://start.me/p/kxENzk/da-brand-a-friend-archivio-podcast• Seguimi su Telegram:https://t.me/RobinGoodItalia• Newsletter in Inglese:https://robingood.substack.comFuoco su costruire fiducia per chi fa l'imprenditore online.
Dal primo ascolto dei Daft Punk allo studio di registrazione, il produttore e tecnico del suono racconta formazione, collaborazioni e il passaggio naturale dalla musica al mondo dei podcast. Riccardo Cappai è uno di quei profili che lavorano spesso dietro le quinte, ma senza i quali la musica – e oggi anche il podcast – non suonerebbe allo stesso modo. Produttore musicale e tecnico del suono, si è raccontato ai microfoni di UniCa Radio ripercorrendo un cammino fatto di ascolto, studio e curiosità costante per l'audio in tutte le sue forme. Riccardo Cappai e l'inizio come ascoltatore Il percorso di Riccardo Cappai nasce in modo semplice: dall'ascolto. Prima da fruitore attento, poi con il desiderio di esprimersi in prima persona. L'incontro con la musica elettronica, in particolare con l'universo dei Daft Punk, segna una svolta. La scoperta dei primi software di produzione, grazie anche al fratello maggiore, diventa l'inizio di un apprendimento continuo, portato avanti passo dopo passo, senza più fermarsi. Dall'elettronica al rap: le prime collaborazioni Le prime produzioni restano inizialmente chiuse nel computer, ma il passaggio decisivo arriva con il lavoro per i Royal Ismi e, soprattutto, con Ecri. È la prima volta che qualcuno canta su un suo beat. Un momento chiave, sia dal punto di vista musicale che umano. Un rapporto che si trasforma in amicizia e che contribuisce a definire un metodo di lavoro basato sul confronto e sulla fiducia reciproca. Studio e live: due mondi opposti Per Riccardo Cappai, studio e live sono universi quasi opposti. In studio il lavoro è introspettivo, un dialogo continuo con se stessi. Dal vivo, invece, tutto cambia. Come DJ bisogna osservare, leggere il pubblico, capirne i gusti. È un lavoro di ascolto diverso, più immediato, che richiede sensibilità e capacità di adattamento. La soddisfazione arriva quando la pista risponde. Collaborare significa discutere Nel confronto con altri artisti, Cappai non cerca una formula precisa. Anzi, trova stimolanti proprio le divergenze. Il disaccordo apre nuovi orizzonti e spesso porta a soluzioni migliori. È nel contrasto che nasce la crescita artistica, anche quando si tratta di rivedere un suono o un'idea data per scontata. Tra creatività e artigianato del suono Essere produttore e tecnico del suono significa bilanciare istinto e precisione. Nella produzione c'è spazio per l'imperfezione espressiva. Nel mix e nel master, invece, il ruolo cambia. Qui Riccardo si definisce più artigiano che artista: l'obiettivo è valorizzare il lavoro altrui senza snaturarlo. Podcast e futuro in studio L'approdo al mondo dei podcast nasce, ancora una volta, da ascoltatore. Il lavoro sul parlato rafforza il legame con il suono puro, centrale in questo linguaggio. Oggi Riccardo guarda soprattutto allo studio, concentrandosi su mix e master e collaborando con diverse realtà. La soddisfazione più grande resta una: sentire un artista dire che il suo brano, grazie al suono, è diventato esattamente ciò che immaginava.
Hai studiato italiano per mesi, forse anni, ma quando parli con un italiano vero ti senti perso? Il problema spesso non è la grammatica, ma quelle piccole parole che gli italiani infilano ovunque e che nei libri di testo non si trovano mai. Se vuoi capire l'italiano vero, quello parlato per strada, queste cinque parole sono assolutamente fondamentali! 5 Parole Italiane che DEVI Conoscere per Parlare come un Madrelingua 1. Mica Cominciamo con una parola che gli stranieri quasi mai conoscono, ma che gli italiani usano in continuazione: "mica". Definizione e Origine "Mica" è un avverbio che deriva dal latino "mica", che significava "briciola" — quindi originariamente indicava qualcosa di molto piccolo, quasi niente. Oggi si usa principalmente per rafforzare una negazione, per negare qualcosa da sola, o nelle domande con il significato di "per caso". È una parola tipica del registro informale e colloquiale, quindi la sentirai soprattutto nel parlato quotidiano. A seconda del contesto, può essere sostituita da sinonimi come "per niente", "affatto" o "per caso". A) Rafforzare una Negazione Quando vuoi dare più forza a una frase negativa, usa la struttura "non + verbo + mica". In questo caso, "mica" significa "per niente", "assolutamente". EsempioSignificatoQuesto esercizio non è mica difficile!Non è per niente difficile, è facilissimo!Marco non è mica stupido, sa quello che fa.Marco non è assolutamente stupido.Non ho mica tempo per queste sciocchezze!Non ho assolutamente tempo. B) Sostituire la Negazione "non" A volte "mica" può stare da solo, senza "non", e funziona come una negazione completa, davanti alla parola da negare. EsempioSignificatoTi è piaciuto il film? — Mica tanto.Non tanto, non molto.Com'è il nuovo ristorante? — Mica male!Non male, abbastanza buono!Mica ho capito cosa vuoi dire.Non ho capito. C) Nelle Domande con Significato di "Per Caso" Quando usi "mica" in una domanda, stai chiedendo qualcosa in modo gentile, come dire "per caso". EsempioSignificatoNon avresti mica un caricatore per il telefono?Per caso hai un caricatore?Hai mica sentito che ore sono?Per caso sai che ore sono? 2. Addirittura Passiamo alla seconda parola, una delle più espressive della lingua italiana: "addirittura". Definizione e Caratteristiche "Addirittura" è un avverbio che serve a sottolineare qualcosa di sorprendente, inaspettato o estremo. Quando lo usi, vuoi comunicare che l'informazione che stai dando va oltre le aspettative normali. Può essere usato all'interno di una frase o da solo come esclamazione di stupore. È un avverbio di registro neutro, quindi puoi usarlo tranquillamente sia nel parlato che nello scritto. Presenta alcuni sinonimi utili da conoscere, come "perfino", "persino" o "nientemeno". A) Per Introdurre Informazioni Straordinarie EsempioSignificatoLaura ha studiato tanto e ha addirittura preso 30 e lode all'esame!Non solo ha passato l'esame, ma ha preso il voto massimo! Incredibile!Ieri ho cucinato per la prima volta e mia madre ha addirittura chiesto il bis!Mia madre ha chiesto di mangiare ancora! Pazzesco!Il mio gatto ha addirittura imparato ad aprire le porte.Perfino questo ha imparato! B) Come Esclamazione (da Sola) Puoi usare "addirittura!" da sola per esprimere sorpresa e stupore. Funziona sia in contesti positivi che negativi. ContestoEsempioSorpresa positivaHo vinto 1000 euro alla lotteria! — Addirittura! Che fortuna!Sorpresa negativaIl volo è stato cancellato e dovrò aspettare 8 ore. — Addirittura! Che sfortuna! 3. Ormai Terza parola: "ormai". Preparati, perché questa la sentirai almeno dieci volte al giorno in Italia! Definizione e Caratteristiche "Ormai" è un avverbio di tempo che indica un punto di non ritorno, un momento in cui le cose sono cambiate in modo definitivo. Esprime l'idea che siamo arrivati a una certa situazione e non possiamo (o non ha senso) tornare indietro. Spesso porta con sé una sfumatura di rassegnazione o accettazione, ma non sempre è negativo. È un avverbio di registro neutro, molto comune sia nel parlato che nello scritto. Esiste anche una forma alternativa, "oramai", che significa esattamente la stessa cosa. A seconda del contesto, può essere sostituito da espressioni come "a questo punto", "già" o "quasi". A) Per Indicare che È Troppo Tardi per Cambiare Qualcosa Spesso "ormai" esprime una certa rassegnazione, l'idea che non possiamo più fare nulla. EsempioSignificatoVolevo comprare i biglietti per il concerto, ma ormai sono finiti.È troppo tardi, non posso più comprarli.Avrei voluto studiare medicina, ma ormai ho 50 anni.A questo punto della mia vita, è tardi per ricominciare.Il treno parte tra 2 minuti, ormai non ce la faccio.È inutile correre, non arrivo in tempo. B) Senza Connotazione Negativa Non sempre "ormai" è negativo! Può semplicemente indicare che siamo arrivati a un certo punto di evoluzione o cambiamento. EsempioSignificatoAll'inizio il caffè italiano mi sembrava troppo forte, ma ormai mi piace tantissimo!Adesso, a questo punto, mi sono abituato/a.Ormai conosco Roma come le mie tasche.A questo punto, dopo tanto tempo, la conosco benissimo. C) Con il Significato di "Già" EsempioSignificatoSono ormai tre mesi che studio italiano.Sono già passati tre mesi.È ormai un anno che non vedo i miei genitori.È già passato un anno. D) Con il Significato di "Quasi" EsempioSignificatoLa cena è ormai pronta, mancano solo cinque minuti.La cena è quasi pronta. 4. Anzi Quarta parola: "anzi". Questa è fantastica perché ti salva ogni volta che dici qualcosa e poi cambi idea! Definizione e Caratteristiche "Anzi" è una congiunzione avversativa che serve principalmente a contrapporre due idee o a correggere quello che si è appena detto. Il suo significato base è "al contrario", ma può anche significare "o meglio" quando vuoi rettificare o precisare qualcosa. È una parola molto versatile e frequentissima, di registro neutro, quindi la troverai sia nelle conversazioni informali che nei testi scritti. Tra i suoi sinonimi più comuni ci sono "al contrario", "o meglio" e "invece". A) Significa "Al Contrario" (Dopo una Frase Negativa) Usa "anzi" per dire l'opposto di quello che hai appena detto. EsempioSignificatoQuesto libro non è noioso, anzi, è appassionante!Al contrario, è molto interessante.Non sono arrabbiato con te, anzi, ti ringrazio per la tua sincerità.Al contrario, sono grato.La grammatica italiana non è impossibile, anzi!Al contrario, si può imparare! B) Per Correggersi (Significa "O Meglio") Quando dici qualcosa e vuoi modificarlo, usa "anzi". Spesso si aggiunge "no" (se la frase precedente era affermativa) o "sì" (se era negativa). EsempioSignificatoPrendo un tè, anzi no, preferisco un caffè.Mi correggo, voglio un caffè.Non voglio uscire stasera. Anzi sì, dai, usciamo!Ho cambiato idea, usciamo.Ci vediamo alle 8, anzi, facciamo alle 8 e mezza.Mi correggo, meglio alle 8:30. C) Per Enfatizzare "Anzi" può anche essere usato per rafforzare e intensificare quello che hai appena detto. EsempioSignificatoQuesto tiramisù è buono, anzi buonissimo!Non è solo buono, è eccezionale!Marco è intelligente, anzi è un genio!Non solo intelligente, molto di più! 5. Piuttosto E arriviamo all'ultima parola: "piuttosto". Questa è la più complicata delle cinque, quindi concentrazione massima! Definizione e Caratteristiche "Piuttosto" è un avverbio molto versatile con diversi significati a seconda del contesto. Può indicare una quantità moderata (come "abbastanza"), può servire per cambiare argomento, può esprimere una preferenza, o può essere usato per correggersi. È una parola di registro neutro, comune sia nel parlato che nello scritto, ma richiede un po' di attenzione perché cambia significato in base a come viene usata nella frase. A seconda del contesto, può essere sostituita da "abbastanza", "parecchio", "invece di", "preferibilmente" o "o meglio". A) Significa "Abbastanza", "Parecchio" Si usa principalmente con aggettivi e avverbi. EsempioSignificatoL'esame di oggi era piuttosto difficile.Era abbastanza difficile.Questa borsa è piuttosto cara.È parecchio costosa.Il film è finito piuttosto tardi.È finito abbastanza tardi. Attenzione! Non si usa con sostantivi o verbi da soli. Non puoi dire "c'è piuttosto gente" ❌, ma "c'è parecchia gente" ✓. Non puoi dire "ho mangiato piuttosto" ❌, ma "ho mangiato abbastanza" ✓. B) Per Cambiare Argomento "Piuttosto" è utilissimo quando vuoi spostare la conversazione su un altro tema. EsempioSignificatoVa bene, ho capito cosa è successo. Piuttosto, hai parlato con Luca?Cambiando discorso...Ok, lasciamo perdere questo argomento. Piuttosto, cosa facciamo stasera?Cambiando argomento... C) "Piuttosto che" = Invece di, Anziché Si usa per indicare l'opzione che NON preferiamo. EsempioSignificatoPiuttosto che prendere l'autobus, preferisco camminare.Invece di prendere l'autobus...Piuttosto che litigare, è meglio parlare con calma.Invece di litigare... D) Per Esprimere una Forte Preferenza In questo caso, "piuttosto" esprime che faresti qualsiasi altra cosa pur di evitare qualcosa. EsempioSignificatoNon sopporto il caldo. Piuttosto vado in vacanza in montagna!Preferisco di gran lunga la montagna.Mangeresti gli insetti? — Piuttosto!Piuttosto che mangiare insetti, farei qualsiasi altra cosa! E) "O Piuttosto" = O Meglio (Per Correggersi) EsempioSignificatoParlo bene l'inglese. O piuttosto, me la cavo.O meglio, non parlo benissimo ma mi arrangio. Tabella Riassuntiva delle 5 Parole ParolaCategoriaSignificati PrincipaliSinonimiMicaAvverbioRafforza negazione; sostituisce "non"; significa "per caso" nelle domandePer niente, affatto, per casoAddiritturaAvverbioEsprime sorpresa, qualcosa di inaspettato o estremoPerfino, persino,
Dovreste essere grati agli esibizionisti!Anzi in parte li apprezzate, forse possiamo dire che siete classisti (anche) con gli esibizionisti.No? Sicuri? Mi fai vedere la tua cronologia…? Grazie a quale esibizionista ti sei procurato/a l'ultimo orgasmo? …ma non è mica solo questione di p*rno: gli attori delle vostre serie preferite cosa credete che facciano? Indossano su un palco le emozioni che proviamo tutti, introversi completi!Quindi, vi scongiuro: siate grati al malcelato esibizionismo di Roberta Sparacello (al mio ci avrete già fatto l'abitudine), perché è solo grazie a quello che avrete l'occasione di affrontare la morte.Io personalmente vi giuro che il suo coraggio non ce l'ho e il suo urticante ottimismo mi fa girare le pal*e… eppure che vi devo dire? Le sono grato…Solo per voi, in esclusiva su YouTube e Spotify, sorge la puntata più profonda (nonostante la confezione) di EGOriferiti.
Il perfezionismo non è voler fare bene le cose. È una lente che aumenta pressione, stress e procrastinazione e che spesso consuma tempo ed energia invece di migliorare i risultati. In questa puntata di Un passo al giorno parliamo di perfezionismo e obiettivi per capire perché essere perfezionisti non significa avere più successo. Anzi, spesso significa vivere con più ansia e meno benessere. Scoprirai i tre tipi di perfezionismo: perfezionismo orientato su sé stessi perfezionismo socialmente prescritto perfezionismo orientato verso gli altri Capire in quale ti riconosci è il primo passo per ridurre la procrastinazione, abbassare lo stress e lavorare con più lucidità, senza rinunciare alla qualità. Un passo al giorno è il podcast che ti accompagna, giorno dopo giorno, a restare costante su ciò che è importante per te. Sono Stefania Brucini, ideatrice di Simple Tiny Shifts®, il metodo dei piccoli e semplici cambiamenti per smettere di procrastinare.
C'è una guerra in Europa. Anzi, ormai è chiaro che c'è una guerra all'Europa, o almeno una critica radicale al suo modello. Da est e da ovest, da Putin e Trump. Ma esiste un modello europeo, proprio mentre i valori proclamati (accoglienza, diritti, libertà) sono in discussione, insidiati dall'interno oltre che assediati dall'esterno? Il nostro tempo. Narrare un'Europa di Luigi Zoja, Bollati Boringhieri Ci sono anche altri podcast del Post: la rassegna stampa Morning, le Altre Indagini di Stefano Nazzi, gli approfondimenti di Francesco Costa su Wilson, e molti altri che parlano di scienza, esteri, linguaggio. E poi c'è quello su Sanremo. Sono i podcast dedicati a chi ha un abbonamento al Post, che a Natale puoi regalare, o farti regalare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nell'ultimo episodio parliamo di contatto. Come sarebbe? Anzi, è già avvenuto forse? Una civiltà molto più avanzata di noi potrebbe avere delle intenzioni che non riusciamo nemmeno ad immaginare ... Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Message us here!A mother, a son, and a community caught between love and stigma: the new movie "Rosemead" (produced by Lucy Liu) hits like a quiet earthquake. After watching the early screening, I ugly-cried when I found out that it was based on a true story. Because the story tackles the complexities of loving someone with mental illness, I just had to talk about it here. In this episode, I sit down with "Rosemead" actor Anzi De Benedetto to unpack how a true story about schizophrenia, grief, and culture moves beyond clichés and into the messy details of real life. What does support look like when friends don't have the right language? How does a family navigate care when stigma and “face” loom over every choice?Anzi shares his path to the role of Stan, a well-intentioned friend whose lighthearted validation brings comfort, but only to a certain level. We explore the line between empathy and minimization, the moment when a “pep talk” must give way to professional help, and why understanding psychosis as an ongoing condition, not just a singular event. The conversation expands into the cultural dynamics inside Chinese American communities depicted in the film.Still reeling from the emotional impact of the movie, I had to ask Anzi about his journey with acting that brought him to "Rosemead." He offers a rare look into the acting craft as emotional science: breathwork, body cues, and set safety over mythology, mirroring the same regulation skills I also teach. If Rosemead is screening near you, go see it and tell us what you think. Fair warning- it's not for the faint of heart. Bring tissues. Resources:Follow Anzi on his Instagram: @its_anziGet updates on "Rosemead": @rosemeadfilmSupport the showIf you're navigating someone's mental health or emotional issues, join KulaMind, our community and support platform. In KulaMind, we'll help you set healthy boundaries, advocate for yourself, and support your loved one. Follow @kulamind on Instagram for podcast updates and science-backed insights on staying sane while loving someone emotionally explosive. For more info about this podcast, check out: www.alittlehelpforourfriends.com
Una storia scritta del maestro Hans Christian Andersen, molto godibile, avventurosa ma anche piena di significati nascosti. Lettura e adattamento di Valter Carignano.Qui altre storie di Andersen ➡️ VUOI OFFRIRMI UN CAFFÈ? In tutta sicurezza da 2 euro in su, nessun abbonamento. VAI SU PAYPAL➡️ VUOI SCRIVERE FAVOLE E FIABE? VAI QUI➡️ I MIGLIORI PRODOTTI PER TE O I TUOI AMICI ANIMALI? Vai sul nostro Shop Amazon Andersen fu un grande scrittore e un maestro della fiaba, ma non tutto ciò che scrisse apparteneva a questo genere. Anzi, tutte le sue storie sono molto profonde e con molti significati nascosti sotto la veste di una narrazione fantastica..Storie tradizionali, favole e fiabe, leggende popolari.©Tutte le fiabe, favole, storie e tutti i contenuti di questo canale sono registrate, depositate e protetti dal diritto d'autore in tutti i Paesi.#favole #fiabe #audiolibri #norway #letteratura #favolandiapodcast #storieperdormire #audiolibri #fiabetradizionali #fiabesonore #kidsandfamily #fairytales Fiabe, storie tradizionali e leggende narrate da una voce autentica. Un canale dedicato a chi ama ascoltare racconti senza tempo. Se vuoi scoprire storia, significati, simboli,delle fiabe allora vai sul CANALE YOUTUBE playlist DENTRO LA FIABA per non perdere le nuove pubblicazioni e gli approfondimenti. VUOI SOSTENERMI? BASTA UN CAFFÈ! Puoi fare una donazione da 2 euro in su sulla piattafroma sicura PayPal, nessun abbonamento e nessun ricarico successivo.DONA QUI https://paypal.me/valtercarignano?country.x=IT&locale.x=it_IT ➡️ FAVOLANDIA è stato selezionato come Amazon Influencer, per te è gratis e così ci aiuti. Per tutti i tuoi acquisti vai su Amazon da questo link https://www.amazon.it/shop/favolandia-favolefiabestorietradizionaliProgetto Favolandia https://loperarinata.com/favolandia-favole-e-fiabe/
Milan-Como difficilmente si giocherà in Australia: l'ipotesi Perth è frenata da vincoli dell'Asian Football Confederation e della Football Australia. Il Milan ora valuta uno stadio alternativo in Italia, vista l'indisponibilità di San Siro per le Olimpiadi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Amedeo Bologna"Alla locanda della stella rossa"Neos Edizioniwww.neosedizioni.itUna storia fallita significa necessariamente una storia “sbagliata”? La Storia non è forse fatta da persone con i loro sentimenti, debolezze e fragilità?Torino, lunedì 10 agosto 2011. Lamberto Ricossi, il “Compagno Lamberto”, ha custodito per oltre trent'anni un covo brigatista, un covo “freddo”, ovvero mai utilizzato. Dopo lo smantellamento della colonna torinese delle BR, si era fatto carico di quell'alloggio, lo teneva in ordine, pagava le bollette. Si erano tutti dimenticati di lui ma il “Compagno Lamberto” era rimasto sempre in attesa di ordini, fedele al suo ruolo di addetto alla logistica, poco più di un fiancheggiatore. A custodire un qualcosa che non doveva più esistere, come l'ultimo soldato giapponese rimasto a presidiare un'isola. «All'inizio pensò che quella “dimenticanza” fosse un gran colpo di fortuna, ma poi, col passare del tempo, fu assalito da un pesantissimo senso di irrilevanza, dalla sensazione cioè di non contare e di non avere mai contato granché».Ma quel giorno d'estate il “Compagno Lamberto” entra nell'androne del palazzo di via Principi d'Acaja. È venuto il momento di chiudere. Anzi, di rimettere in moto la Storia. Si dirige in bagno, mette il tappo nello scarico della vasca e apre i rubinetti. Guarda l'acqua scrosciare e se ne va. L'alloggio si allaga, arrivano i vigili del fuoco, quindi la polizia. Il covo è scoperto. Il giorno dopo, il “Compagno Lamberto”, latitante fuori tempo massimo, prende l'auto, direzione Liguria, per raggiungere un posto chiamato la Locanda della Stella Rossa.Nel mentre, Brenno Bisanzi, compagno di gioventù di Lamberto, con il quale aveva frequentato l'istituto per periti chimici industriali “Luigi Casale” di Torino, stanco di una vita asfittica, decide di fuggire dai suoi fallimenti personali. A pochi giorni dal suo sessantesimo compleanno, imbocca una strada provinciale che lo porta nell'entroterra ligure, dalle parti di Ventimiglia, e tra tornanti, ulivi e muretti a secco, “dove il salmastro si sposa a umori di terra riarsa”, arriva in un posto chiamato la Locanda della Stella Rossa.Mentre al commissario Giacomo Cremona e al vicecommissario Massimo Glisenti i conti non tornano (perché far scoprire quel covo dopo tanti anni? Perché Lamberto Ricossi ha continuato ad occuparsi di quell'alloggio? Perché quella latitanza illogica e velleitaria?), il caso, o la misteriosa tendenza che certe storie hanno di ricongiungersi, porta i due vecchi compagni di scuola e di amicizia ad approdare in un posto davvero bizzarro, popolato da personaggi altrettanto bizzarri: un oste che pare un pirata in disarmo, un pittore chiamato Modì, un'affascinante pianista jazz, un Passeur. “Un luogo ad alta densità di storie andate in malora”, una vera e propria comunità di allegri falliti, dove ci si faceva beffe del destino con ironia e leggerezza, perché la Locanda della Stella Rossa, più che un luogo fisico, è una condizione mentale. Esistenze che un tempo avevano sognato di cambiare il mondo ed ora erano finite in un limbo, oppure costrette a fare i conti con la memoria. I loro percorsi andranno ad incrociarsi con quelli di una giovane giornalista free lance (nonché musicista), di un libraio di altri tempi, di un ex brigatista fuggito in Francia, di un ex infiltrato, di un commissario dal passato ambiguo.Passato e presente si specchiano, si rincorrono e si interrogano in un romanzo che alterna suspense e introspezione, thriller psicologico e racconto di un'epoca, realismo e lirismo.Spiega Amedeo Bologna: «Quando fatti e vicende vissute in prima persona si allontanano dal presente per entrare nella Storia con la esse maiuscola, ci si rende conto di come il passaggio dai ricordi ai “manuali” comporti spesso la drastica bipartizione tra buoni e cattivi, santi e demoni, vittime innocenti e carnefici, azzerando la complessità di quanto accaduto. L'argomento centrale del romanzo è proprio la rivisitazione dei tanti e diversi universi che avevano animato il periodo più che decennale del così detto “Sessantotto” per recuperare l'umanità dei personaggi che ne avevano fatto parte e che, a mio avviso, andavano sottratti alla visione manichea che, trascurando le complessità di quel lontano e complicato periodo, ne alteravano il senso. “La Locanda della Stella Rossa” è il luogo immaginato per ospitare proprio gli sconfitti di quelle vicende, mai comunque piegati alla marginalità a cui il trascorrere del tempo vorrebbe destinarli. E in quel luogo particolare e discosto si intrecciano i destini di persone la cui vita è stata segnata da quei lontani eventi… In parte si tratta di vicende da me vissute in prima persona, in parte in modo indiretto, ma anche del tutto inventate, com'è normale nella stesura di qualsiasi romanzo che non sia dichiaratamente un'autobiografia». Amedeo Bologna, a partire dal 1998, con il racconto Settenni, ha iniziato a pubblicare presso piccoli editori operanti in Valle d'Aosta. Oltre ai racconti editi in Patate e champagne, Nera Baltea, Joà, Voci da una collezione, con Edizioni Vida sono anche usciti due suoi romanzi: Il gatto di Majakovskij nel 2014 e Il suono di una mano sola nel 2016. Suoi racconti sono inoltre presenti nelle antologie di Neos Edizioni Natale in Valle d'Aosta (2021), Natale in Valle d'Aosta. Racconti sul filo dell'acqua (2022) e Natale in Valle d'Aosta. Quindici storie fra leggende e tradizioni (2024, di cui è anche curatore, insieme a Carlotta Marricco).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8376LA BAMBINA TRANS DI NATIONAL GEOGRAPHIC ORA DICE: ''MI HANNO ROVINATO LA VITA'' Forse ricorderete Avery Jackson, il volto simbolo dell'ideologia gender infantile. E ricorderete quando, a nove anni, finì sulla copertina del National Geographic come "prima bambina transgender". Oggi, a diciassette anni - secondo quanto riportato su X dall'attivista Diana Alastair, femminista "old school" e "gender critical", impegnata da anni a difendere spazi, sport e istituzioni riservati alle donne - Avery avrebbe annunciato di identificarsi come non binario e asessuale, ma senza nessun risvolto positivo. Anzi. Avery Jackson, infatti, avrebbe dichiarato di non provare più alcuna attrazione sessuale verso nessuno ed è - tra l'altro - una condizione che non sorprende chi conosce gli effetti del Lupron, il farmaco usato per bloccare la pubertà e che negli Stati Uniti viene somministrato anche ai minori che si "dichiarano" trans.Avery ha ricevuto il cosiddetto "gold standard" delle cure di affermazione di genere: ovvero iniezioni di Lupron, lo stesso principio attivo impiegato per castrare chimicamente i criminali sessuali. Un modus operandi sui bambini che definire drammatico è poco, se pensiamo anche alle parole della presidente della WPATH (la World Professional Association for Transgender Health), il chirurgo transgender Marci Bowers che ha ammesso pubblicamente che questi "bloccanti" provocano una castrazione chimica, impedendo per sempre le capacità sessuali. Nei delinquenti adulti l'effetto è reversibile, nei bambini e adolescenti no. Il farmaco, infatti, ha fermato la crescita ossea, lo sviluppo cerebrale e la maturazione emotiva di Avery, rendendolo sterile e privandolo di un'intera fase della vita. Lui stesso ha dichiarato che la transizione «ha rovinato la mia vita», parole che pesano come un macigno su chi ha celebrato la sua storia come esempio di "liberazione".Su questo tema si sta muovendo drasticamente il Regno Unito, anche se bisogna sottolineare come il pericolo di trasformare i minori in "cavie" sia sempre dietro l'angolo. Il paese d'Oltremanica, infatti, ha già annunciato e ha già limitato drasticamente i bloccanti della pubertà per i danni irreversibili documentati su fertilità, funzione sessuale e sviluppo cognitivo. Allo stesso tempo è stato annunciato uno studio che dovrebbe coinvolgere almeno 220 bambini, anche di soli 11 anni, per il quale la dottoressa Hilary Cass ha dichiarato: siccome «clinici, bambini e famiglie credono con passione» ai benefici dell'approccio affermativo, serve uno studio per chiarire e avere evidenze scientifiche. L'intera vicenda - soprattutto la storia di Avery Jackson - conferma quanto possa essere pericolosa un'ideologia quando viene vista quasi come una "fede", più solida delle evidenze scientifiche e mediche. La prova, insomma, che l'industria della transizione infantile non si ferma davanti a nulla, nemmeno davanti al dolore di chi, come Avery, oggi porta sulle spalle una vita spezzata e ingannata.
Long - I puntini che si uniscono sono 3, anzi 4 - da Carlo Verdone, Paola Cortellesi a GoPuntata particolarissima. Secondo me epocale. Potrebbe descrivere quel nuovo modo di imparare che tutti adottiamo inconsapevolmente e che viene spento dall'educazione ufficiale.Vediamo un po' dove vado a finire.Che puntata !Trascrizione, sintesi e concetti chiave per i membri in caffe20.it/membri
Immaginate un grande cimitero dall'aspetto gotico in Gran Bretagna. Quale scenario migliore per una caccia al fantasma? Anzi, più di un fantasma: addirittura un vampiro… alto due metri e con i denti d'acciaio! Possibile? È l'incredibile storia che prende in ostaggio una folla di ragazzini per due intere giornate nel 1954: ma che cosa è accaduto realmente quella volta a Glasgow?SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!
Organic maps come Google maps ?Perche' no.Anzi, secondo me sta succedendo.
È terminata in sordina, come era iniziata, a Belem in Brasile, la trentesima conferenza Onu sul clima. Lo scorso week-end i lavori si sono chiusi con qualche nuova promessa, ma non con quel passaggio all'azione che il presidente brasiliano Lula aveva auspicato. E soprattutto, anche a Belem è fallito l'ennesimo tentativo di tracciare una strada, un calendario, per l'abbandono delle energie fossili. Anzi, da qualche anno l' “oil & gas” sembra aver trovato un nuovo vigore. Che ruolo giocano le compagnie petrolifere in una transizione energetica tanto ineluttabile quanto incapace di seguire il ritmo dettato dalla crisi climatica? Ne discutiamo con : Demostenes Floros, ricercatore senior al Centro Europa Ricerche di Roma, economista, si occupa di geopolitica dell'energia Laura Greco, presidente dell'Ong “A Sud”, ha partecipato alla Cop30 Antonio Bontempi, ricercatore all'Università autonoma di Barcellona, ingegnere e geografo, si occupa di economia ambientale
La visita del principe saudita arriva in uno dei momenti più delicati del secondo mandato del tycoon, con gli indici di gradimento in calo e l'irritazione della base Maga per la sua gestione del caso Epstein alle stelle. Il presidente è comunque riuscito ad incassare quello che auspicava dalla visita: la rassicurazione da parte di bin Salman che ci saranno gli investimenti negli Stati Uniti promessi nel loro incontro a maggio. Anzi, il principe ereditario ha rilanciato, annunciando che Riad è pronta a salire da 600 a 1.000 miliardi. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente a Sciences Po, e con Emily Tasinato, visiting fellow Fondazione CSF.
Giovanni ZuccaBoualem Sansal"Vivere"Neri Pozzawww.neripozza.itBoualem Sansal, nato in Algeria, ma con il cuore diviso tra due sponde del Mediterraneo, Boualem Sansal ha costruito la sua carriera letteraria su un coraggio raro: quello di denunciare l'autoritarismo, l'islamismo radicale e le ipocrisie del potere. Romanzi come Il villaggio del tedesco o 2084. La fine del mondo sono veri e propri manifesti di libertà intellettuale. E non è un caso che siano stati accolti con entusiasmo in Europa e con sospetto, se non con ostilità, nel suo Paese natale.Nel novembre 2024, Sansal viene arrestato all'aeroporto di Algeri, di ritorno da Parigi. L'accusa? “Attentato all'unità nazionale”, un capo d'imputazione che in Algeria spesso serve a imbavagliare le voci dissidenti. Il processo, basato sull'articolo 87 del codice penale – lo stesso usato per reprimere il dissenso sotto la bandiera della lotta al terrorismo – si conclude con una condanna a cinque anni di carcere.Ma la storia non finisce lì. Anzi, si complica. Le sue dichiarazioni pubbliche in Francia, in cui Boualem Sansal critica la gestione della memoria coloniale e accenna alla questione del Sahara Occidentale, vengono interpretate ad Algeri come un tradimento. La Francia protesta, ma è la Germania a muoversi con decisione.Il 12 novembre 2025, dopo un anno di carcere e una salute sempre più fragile, arriva la svolta: il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune concede la grazia a Sansal, su richiesta del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. Un gesto umanitario, certo, ma anche un capolavoro di diplomazia: Berlino riesce dove Parigi aveva fallito, e Boualem Sansal vola a Berlino per ricevere cure mediche. La Francia applaude, l'Algeria detta le regole, e la letteratura – ancora una volta – si dimostra più potente delle sbarre.La liberazione di Sansal è stata accolta con entusiasmo anche in Italia. Il Salone del Libro di Torino, che nei mesi scorsi aveva organizzato una staffetta di parole in suo sostegno, ha celebrato la notizia come una vittoria della libertà di espressione. Perché Boualem Sansal oltre che scrittore è un simbolo. Di resistenza, di lucidità, di coraggio.Ora che è di nuovo libero, c'è da scommettere che la sua penna tornerà a graffiare. Perché, come ha scritto lui stesso, “la verità è un dovere, anche quando fa male”."Vivere"Neri Pozzatraduzione di Giovanni Zucca«La Terra sta per scomparire, punto, e l'umanità sarà evacuata da un'astronave inviata in suo soccorso da un'entità sconosciuta». Poche parole per andare al cuore di questo romanzo di Boualem Sansal, “il Voltaire algerino”, che affida a una distopia caustica e disperata il tentativo di decifrare i fallimenti della nostra epoca ma anche un'intensa riflessione sulla natura umana. Paolo ha quarant'anni, e da diciotto giorni nella sua testa si svolge un conto alla rovescia: fra l'una e le due di notte ha sperimentato una visita aliena, o forse uno stato di premorte. Ricorda solo l'ultimatum: il mondo finirà fra 780 giorni. Paolo fa parte di un piccolo gruppo di uomini e donne, i Chiamati, che hanno ricevuto la medesima visione e dovranno approfittare di quella finestra temporale per decidere chi potrà partecipare, molto lontano dalla Terra, alla creazione di una nuova società. Come e chi scegliere, tuttavia, è il problema che si spalanca subito loro di fronte; come sbarazzarsi di dittatori, usurpatori, mafiosi, mascalzoni e contemporaneamente costituire un gruppo che risponda ancora alla definizione misteriosa e labile di “umanità”? Con la prosa vertiginosa che gli appartiene, Sansal ci regala un romanzo abbagliante – parte racconto filosofico, parte favola onirica –, un inno insolente e generoso a indipendenza e libertà.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Miti si prepara a sferrare un colpo bassissimo a tutti i milanesi del mondo. Quelli che fanno le call mentre scrivono una mail e mentre producono le slide per il management review coi KPI dell’ultimo quarter. Ahimé, la neuroscienza ha dimostrato in tutte le salse che anche i lavoratori più smart con lo zainone fatturone non siano multitasking. Anzi, dovrebbero prendere esempio da Bluma Zeigarnik.See omnystudio.com/listener for privacy information.
àn-zi Significato Invece, al contrario; per dare enfasi a quanto detto in precedenza; o piuttosto; prima Etimologia dal latino ante ‘prima', probabilmente attraverso l'ipotetico comparativo antius.
Il Fintech italiano non è solo a Milano. Anzi, già da qualche tempo vediamo molta attività anche nelle regioni del Sud. E un recente report Rapporto presentato al Sud Innovation Summit, uno dei principali hub nazionali dedicati all'innovazione, ha fornito dei dati molto interessanti che dimostrano questa impressione. Abbiamo approfondito questo trend con Roberto Ruggeri, Fondatore del Movimento Sud Innovation.
(ADV) NordVPN: http://nordvpn.com/crimeandcomedy Thomas Neill Cream pensa di essere un luminare, un medico che ha deciso di scagliarsi contro i medici negligenti. Ma non è che fosse proprio il miglior medico della fine del 1800 in Inghilterra. Ma nemmeno in Canada o in America era uno dei migliori medici. Anzi. Però a Londra dà il meglio di sé, con un piano strampalato per diventare ricco e una scia di morti sospette attribuite al famigerato Avvelenatore di Lambeth. Ma c'è altro, Thomas Neill Cream è Jack lo Squartatore? --------- Patreon: https://www.patreon.com/crimeandcomedy Instagram: https://www.instagram.com/crimeandcomedy.podcast/ Telegram: https://t.me/crimeandcomedy Sito: https://www.crimeandcomedy.it Instagram: Clara Campi: https://www.instagram.com/claracampicomedy/ Marco Champier: https://www.instagram.com/mrchreddy/ Editing - Ilaria Giangrande: https://www.instagram.com/ilaria.giangrande/ Caricature - Giorgio Brambilla: https://www.instagram.com/giorgio_brambilla_bookscomedy/ Tutti i Podcast: https://link.chtbl.com/CrimeandComedy Capitoli: (00:00:00) | Intro (00:00:28) | Sigla (00:00:42) | Ringraziamenti Patreon (00:04:50) | Thomas Neill Cream una passione per la medicina, fin dall'università (00:12:11) | NordVPN (00:13:12) | Thomas neill Cream e una strana scia di vittime (00:42:24) | Dopo un ergastolo molto breve e Thomas Neill Cream cerca il successo a Londra (01:15:42) | L'Avvelenatore di Lambeth e Jack lo Squartatore sono davvero Thomas Neill Cream? (01:37:26) | I nostri Patreon Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ottobre dedicato al podcasting e all'AI.Ma 4 incontri hanno riguardato la divulgazione di Linux direttamente ai curiosi, insieme a Marco Crotta.Abbiamo parlato di distribuzioni italiane ma soprattutto abbiamo fatto usare e abbiamo installato Linux anche sulle macchine piu' pazzesche e recalcitranti.Grandissima esperienza, e già arrivano richieste. Info per seguire i prossimi eventi su https://www.caffe20.it/linux con newsletter, gruppo di discussione e materiali.
Spoiler. NON dalla Spagna. Anzi, in un certo senso viene da un furto, almeno dal punto di vista del marketing. Con buona pace del buon Giobatta. #PanDiSpagna #FoodHistory #ScienceInTheKitchen #EuropeanDesserts #StoriaCibo #FoodPodcast #CakeStory #Pasticceria #EpocaModerna #CiboPop #CoseMoltoUmane #SEOfood #StoriaDolci #TortaSoffice Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
I fattori socioculturali, la familiarità e l'esposizione a determinati cibi hanno un ruolo centrale nella costruzione delle preferenze alimentari. Come ci insegna la celebre espressione “buono da pensare” dell'antropologo Claude Lévi-Strauss, il cibo non è solo nutrimento, ma oggetto di elaborazione culturale e simbolica. Andiamo allora alla scoperta del concetto – molto variabile – di “disgusto” a tavola.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Questa puntata esce ad Halloween, ma non ha niente di pauroso, a parte la recensione della prima puntata di Welcome to Derry.Anzi, direi che ci si può rallegrare per diversi finali di stagione pregevoli, anche se quello che sta per arrivare questa settimana è... mah, insomma, vedete voi, però non è che ci sia tutto sto entusiasmo preventivo.E mi piace pensare a un me stesso del futuro che tornerà a leggere questa introduzione dicendo "caspita se ti sbagliavi su quella serie, che poi ha fatto il record di Emmy".Che ci volete fare, sono un ottimista.Serie in arrivoDomenica 2 novembre-I Love LA new series (HBO)-Robin Hood (MGM+)Lunedì 3 novembre-Crutch (Paramount+)Martedì 4 novembre-All's Fair (Disney+)-Squid Game: The Challenge Stagione 2 (Netflix)Giovedì 6 novembre-All Her Fault (Peacock)-Death by Lightning (Netflix)Abbiamo visto (senza spoiler)-Down Cemetery Road (Apple Tv+)-Nobody Wants This Seconda Stagione (Netflix)Abbiamo visto (con spoiler)-Slow Horses 5x06 (Apple Tv+)-Only Murders in the Building 5x10 (Disney+)-Chad Powers 1x06 (Disney+)-It: Welcome to Derry 1x01 (HBO / Sky e NOW)
Quando smettiamo di resistere a una realtà indesiderata e decidiamo di accoglierla così com'è, possiamo trovare pace e serenità anche nelle situazioni più difficili. Accettare non significa essere deboli, e neanche arrendersi. Anzi, quando questo accade, qualcosa dentro di noi si scioglie e torniamo a respirare. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
Cos'è davvero il Made in Italy? Un marchio di prestigio che il mondo ci invidia… o un mito che sta lentamente crollando? Un tempo sinonimo di eccellenza, qualità e creatività, oggi il Made in Italy sembra attraversare una crisi profonda: produzione che si sposta all'estero, concorrenza globale spietata, marchi storici che finiscono in mani straniere. Ma allora, cosa rimane davvero di quell'identità che ha reso l'Italia un simbolo di stile e perfezione? Ne parliamo in questo articolo. Il Made in Italy sta morendo? La Grande Paura Italiana Ogni mattina, milioni di italiani si svegliano con la stessa preoccupazione: "E se il Made in Italy stesse davvero morendo?" Mentre sorseggiano il loro espresso rigorosamente italiano (ma fatto con una macchinetta cinese), si chiedono se la tradizione italiana sia destinata a scomparire come i dinosauri o la loro capacità di arrivare puntuali agli appuntamenti. I Sintomi della "Malattia" I segnali di questo presunto declino sono ovunque, secondo i più pessimisti. Vediamo i settori più colpiti da questa presunta crisi identitaria italiana. La Moda in Crisi di Identità Gucci è di proprietà francese, Bulgari è sotto l'ombrello LVMH, e persino alcuni stilisti famosi preferiscono produrre all'estero. "Ma come è possibile?" si lamenta la signora Maria dal parrucchiere, "I nostri vestiti dovrebbero essere cuciti dalle nonne italiane, non dalle macchine asiatiche!" Esempio: La parola ombrello qui non significa l'oggetto per la pioggia! È usata in senso figurato per indicare "controllo" o "protezione". Esempi: "L'azienda è sotto l'ombrello del gruppo internazionale" oppure "Questa organizzazione lavora sotto l'ombrello dell'ONU". Il Cibo e l'Invasione Straniera McDonald's ha più ristoranti in Italia della catena di pizzerie napoletane, e sempre più giovani preferiscono il sushi alla pasta. Il trauma nazionale è tale che alcuni politici hanno proposto di vietare l'ananas sulla pizza per legge (proposta ancora in discussione al Parlamento). Questo fenomeno rappresenta un vero shock culturale per un paese che considera la cucina parte integrante della propria identità nazionale. Vedere un giovane italiano ordinare un poke bowl invece di un piatto di spaghetti alla carbonara può causare sincere preoccupazioni esistenziali nei genitori. La Tecnologia Perduta Olivetti, un tempo gigante dell'informatica, è solo un ricordo, mentre tutti usiamo smartphone coreani e computer americani. L'unica consolazione è che almeno li usiamo per guardare video di nonne che fanno la pasta fatta in casa. Questo settore rappresenta forse la ferita più profonda per l'orgoglio tecnologico italiano. L'Olivetti era considerata un simbolo di eccellenza mondiale, e la sua scomparsa dal panorama tecnologico globale è vista da molti come una metafora del declino industriale italiano. La Realtà dei Numeri Ma fermiamoci un momento. I dati raccontano una storia completamente diversa da quella narrata dai pessimisti più accaniti. SettorePosizione Italia in EuropaValore di MercatoManifatturiero2° posto€680 miliardiSettore LussoLeader mondiale€90+ miliardiFood & BeverageCrescita costante€140 miliardiEsportazioni TotaliLivelli record€590+ miliardi Insomma, forse il paziente non è poi così malato come sembra. Anzi, potrebbe essere più in forma di quanto pensiamo! L'Evoluzione, Non l'Estinzione Il Made in Italy di oggi non è quello di cinquant'anni fa, e questo non è necessariamente un male. Come un buon vino, anche le tradizioni devono evolversi per non diventare aceto. Esempio: L'espressione diventare aceto è metaforica. Il vino, se non conservato bene, diventa aceto (inacidisce). Qui significa che le tradizioni, se non si adattano ai tempi, diventano obsolete e inutili. Innovazione nella Tradizione Aziende come Ferrari continuano a produrre auto da sogno, ma ora includono anche motori ibridi ed elettrici.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
- Premere il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:«Lo Spirito del Signore è sopra di me;per questo mi ha consacrato con l'unzionee mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,a proclamare ai prigionieri la liberazionee ai ciechi la vista;a rimettere in libertà gli oppressie proclamare l'anno di grazia del Signore».Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.Parola del Signore.
Il sindaco di Milano, al centro di un'indagine monstre della magistratura, ha parlato in consiglio comunale e ha deciso di continuare "con ancora maggior forza". Il punto di Carlo Fusi.
Non era affatto scontato che Marc Marquez potesse dominare così al Mugello. Anzi, era improbabile. E' vero, già nella Sprint aveva fatto capire di avere passo e velocità, ma il Gran Premio è anche tattica, resistenza, aggressione.Bagnaia ha dimostrato di poter stare con i fratelli Marquez nei primi, infuocati, giri di gara, ma poi quando ha capito di non poter andare in fuga, si è progressivamente spento, tanto da cedere poi di schianto quando è stato raggiunto e supoerato anche da Fabio Di Giannantonio, autore di una bella rimonta.Un Gran Premio decisamente bollente. Lo raccontano il Decano, Matteo e Paolone Beltrano che augurano una pronta ripresa a Carletto Pernat che in settimana dovrebbe essere di nuovo a casa!
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Oggi con Matteo e Raffaele facciamo un po' il giro, non tanto dell'Italia, ma delle notizie. Una di queste potrebbe far arrabbiare molto gli studenti al rientro dalla pausa estiva. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Come scaricare la trascrizione Apri l'episodio in Transcript Player (https://play.easyitalian.fm/episodes/e7e34c2tz24rx7674cub0) Scarica come HTML (https://www.dropbox.com/scl/fi/e7e34c2tz24rx7674cub0/easyitalianpodcast174_transcript.html?rlkey=jnedhmeocmf9bbhxddar19bjd&st=0vyu2d0o&dl=1) Scarica come PDF (https://www.dropbox.com/scl/fi/ygd5waux20l48e42woccj/easyitalianpodcast174_transcript.pdf?rlkey=m54d4pn3d9ev81m4n74rj78da&st=ct3uqpdi&dl=1) Vocabolario Scarica come text file (https://www.dropbox.com/scl/fi/o2eys39fwx9et526k44dp/easyitalianpodcast174_vocab.txt?rlkey=2af4qp3h4n3o5sosqhbhh6j1m&st=is741sm7&dl=1) Scarica come text file with semicolons (https://www.dropbox.com/scl/fi/brz1xeg8ro058kitfbw3p/easyitalianpodcast174_vocab-semicolon.txt?rlkey=215zpcfpiz8u0areqtxphqu51&st=1jwdqp5g&dl=1) (per app che utilizzano flashcard) Iscriviti usando il tuo feed RSS privatoper vedere la trascrizione e il vocab helper subito sulla tua applicazione per ascoltare i podcast sul tuo cellulare. Note dell'episodio What Italians Really Think About Their Politics - https://www.youtube.com/watch?v=BT7IvwSEUHE&t=7s Oggi si inizia dai banchi di scuola. Ma attenzione! Vietati i cellulari! Cosa ne pensate? Matteo e Raffaele ne parlano, e cercano di capire come funzionera'. Ma abbiamo proprio bisogno di avere sempre con noi il cellulare, e soprattutto, serve agli studenti? Il turista anonimo continua a colpire. Questa volta si sono seduti su una sedia. Quindi? Poveri turisti non possono nemmeno riposarsi un attimo tra un monumento ed un altro? Beh certo, possono riposarsi, ma non su una sedia di... Finiamo tutti a mare! Quest'anno le coste italiane sono apparentemente molto pulite, e c'e' una regione che ha vinto per essere la regione con il mare piu' pulito! Curiosi? Vi possiamo dare un indizio: Confina con Campania e Calabria. Indovinato? Trascrizione Raffaele: [0:23] Buongiorno Matteo. Matteo: [0:25] Buongiorno, come va? Raffaele: [0:28] Settimana scorsa avevo il fiatone perché avevo fatto le scale a piedi, attività fisica. Questa settimana ho il fiatone stando fermo. Matteo: [0:39] No, è arrivato il caldo. Raffaele: [0:42] 31 gradi, sopra il 60 per cento di umidità: si suda da fermi, si soffre maledettamente. Matteo: [0:54] Mannaggia. Speriamo che questa cosa non continui. Raffaele: [0:57] Sei andato via giusto in tempo. Il problema che mi pongo io, Matteo, è che se a giugno, a metà giugno, fa così caldo e si soffre così tanto, cosa succede a luglio e agosto? Cioè dove andiamo a finire? Matteo: [1:16] E dove andiamo a finire? Raffaele: [1:18] E pensa che ci sta ancora chi è sui banchi di scuola a studiare con questo caldo. Matteo: [1:29] La vita in Italia in questo momento è calda. Raffaele: [1:32] È molto molto calda. Tu, Matteo, ricordi quando hai fatto l'esame di maturità? La data. Matteo: [1:41] Era giugno, le prime due settimane di giugno. Raffaele: [1:45] Grosso modo di questi tempi. (Sì sì.) Io invece ebbi la sfortuna... il mio cognome inizia con la T, quando si selezionò la lettera per decidere da dove iniziare per fare gli esami orali, giustamente uscì proprio la A. Estratta a sorte la A, e quindi io ero l'ultimo di tutta la classe a fare l'esame. L'ho fatto, se non ricordo male, il 4 luglio. E sono andato a fare l'esame di maturità, non so se te l'ho mai raccontato, col costumino. Cioè il costume e sopra il pantalone: finito l'esame, la prova orale dell'esame di maturità, siamo andati direttamente al mare a festeggiare. Ma si può studiare con questo caldo? Si può stare sui libri a scuola con questo caldo? Matteo: [2:35] No, sicuramente no. Fortunatamente tutte le scuole, a parte gli esami, sono chiuse e riapriranno a settembre. Raffaele: [2:47] Sì, generalmente chiudono intorno al 10 giugno, ma già molto prima ci sono tanti studenti che, finite le interrogazioni, finiti i test, i compiti in classe, come si chiamano, lasciano la scuola generalmente verso la fine di maggio. E ha senso proprio per questo discorso del caldo, considera che non siamo neanche ancora in estate ma già fa così caldo. Quando rientreranno a scuola gli studenti, probabilmente troveranno una novità. Bello o brutta? Non lo so, bisogna chiederlo a loro. Matteo: [3:26] Ah, e che novità troveranno? Poveri studenti, poveri studenti. Raffaele: [3:31] Poveri. A partire da settembre 2025 il cellulare in classe sarà vietato anche agli studenti delle scuole superiori. Matteo: [3:42] E questa è una cosa interessante, è un approccio molto... non dittatoriale, mi sembra un po'... dittatoriale mi sembra troppo, però non me lo aspettavo. Raffaele: [3:55] È un approccio forte, no? È stato fatto l'esperimento con le scuole inferiori, chiamiamole così, quindi le scuole elementari, le scuole medie, e poi adesso si è deciso di espandere questo divieto alle scuole superiori. Alle scuole elementari è stato facilissimo: forse nessun bambino alle scuole elementari ha il cellulare. Anzi mi correggo: io conosco tanti bambini che hanno il cellulare in quarta o quinta elementare ma non lo portano proprio a scuola. Alle medie già comincia ad essere complicato perché un po' tutti hanno il cellulare. Al liceo, alle scuole superiori sarà complicato far rispettare questo divieto. Matteo: [4:44] È una cosa interessante anche perché sto cercando di pensare, cercando di empatizzare il più possibile con i ragazzi e i genitori, per quanto posso ovviamente, e non trovo un motivo per andare contro questa decisione: è giusto che tu non puoi usare il cellulare in classe. Raffaele: [5:12] Eh, siamo sempre nel discorso del libero arbitrio, no? In teoria gli studenti dovrebbero capire che non è il caso di utilizzare il cellulare durante la lezione. Spieghiamo un attimo bene come funziona a partire da settembre: praticamente all'ingresso in classe ci sarà una cassettina oppure si utilizzerà semplicemente il cassetto della cattedra dell'insegnante. E ogni studente che entra in classe, oppure quando entra il professore, i ragazzi devono consegnare il cellulare, mettere il cellulare in questa cassettina o nel cassetto, in modalità non disturbare, di modo che vibrazioni e suonerie non diano fastidio. E recuperare il cellulare in teoria alla fine della giornata ma in pratica quando il professore uscirà di classe, i ragazzi andranno a controllarsi le notifiche, salvo poi rimettere il cellulare a posto quando entra il professore dell'ora successiva. Ha senso così? Cioè alla fine è solo un togliere il cellulare agli alunni durante la lezione? Matteo: [6:27] Allora la questione è che abbiamo a che fare con ragazzi giovani che per una questione anche fisica hanno dei seri problemi a comportarsi in maniera logica. Perché si stanno ancora sviluppando e quindi hanno bisogno di avere a che fare con delle regole e con dei divieti, secondo me. Cioè non puoi basarti sempre e solo sulla logicità, e il ragionamento che dovrebbero fare gli studenti, che sono giovani. Raffaele: [7:14] Eh lo so, ma dirgli proprio "lasciate il cellulare qua, spegnete il cellulare, consegnatelo"... Potresti anche dire "spegnetelo però tenetelo voi, ci fidiamo." Perché poi alla fine è quello un po' il discorso. Tu dici: " Non mi fido." Matteo: [7:28] No, il discorso è proprio quello, il discorso è: si può arrivare a quello dopo una... è un po' come nelle disintossicazioni forti, tu mi insegni... No anche tu, se tu vuoi prendere meno caffè, sei arrivato in una situazione in cui ne stai prendendo tanto, non è che inizi a prenderne di meno. Vai un po' drastico i primi periodi. Raffaele: [7:55] Eh non lo so, non lo so, ci sono diversi approcci, per questo non è così semplice la questione, perché tu dici: il cellulare in classe è un male, quindi la soluzione è togliamo il cellulare. Matteo: [8:11] Ma in realtà il cellulare in classe è un male. Raffaele: [8:14] Dipende da cosa ci fai. Matteo: [8:16] Ma in questo momento lasciando stare il "vorrei che fosse", però se eliminiamo il "come vorrei che fosse la classe ideale oggi", il cellulare e l'uso del cellulare in classe distrae solamente. Raffaele: [8:40] Allora voglio chiarire un po' la mia posizione: io fondamentalmente sono d'accordo con te, nel senso che sono d'accordo che dire ad un tredicenne "tieni il cellulare acceso sul banco durante la lezione" è un invito a nozze per lui. E invece di sentirsi il professore di storia e filosofia, aprirà TikTok e si guarderà i video silenziosamente facendo finta di seguire. Quindi diciamo che è un modo per togliere questa distrazione. Idealmente non sarebbe necessario. Idealmente la lezione dovrebbe essere coinvolgente, e ti dirò di più, dovrebbe trovare un modo per coinvolgere i ragazzi attivamente. E perché non coinvolgere anche con l'uso del cellulare? Cioè per me la scuola dovrebbe andare verso una digitalizzazione massiccia, forte, soprattutto in Italia dove invece su questo siamo un po' indietro. Non ci sono abbastanza computer per tutti gli allievi, non ci sono i tablet per tutti e consentire l'utilizzo del cellulare, in maniera coordinata con l'insegnante eh, attenzione... può essere invece un modo per sopperire a questa mancanza. Idealmente, eh... Matteo: [10:03] Sono d'accordo con te. Idealmente. Ma poi basta che... ricordo le mie lezioni di informatica, e non so se tu hai mai fatto lezioni in aula computer in cui c'erano questi grandi computer, dietro i quali... erano così grandi che ti potevi nascondere dietro il monitor. E lo studente, il suo primo obiettivo quando... non il suo primo obiettivo nel senso che si sveglia e pensa che vuole fare questo.... Ma il cervello ha costanti, dà costanti impulsi per distrarti, sempre. E al primo momento noi, anche senza cellulari, perché entrambi abbiamo fatto i nostri studi durante un periodo in cui non c'era proprio il cellulare... Raffaele: [10:58] Usciva, ti dico la verità, si mandavano gli sms. Matteo: [11:01] Sì, vabbè, però, insomma, era così, non... oltretutto era vietato, non potevi metterti col cellulare sul banco. Raffaele: [11:15] Però mi ricordo che già all'ultimo anno di liceo noi avevamo quasi tutti il cellulare e ci mandavamo i messaggini, quindi già si presentava il problema. Non potevi, chiaro che non potevi, però nessuno ti sequestrava nulla. Matteo: [11:28] Eh no, però la questione è che adesso non solo puoi mandare messaggini ma per esempio puoi compromettere un compito in classe, certo probabilmente ci saranno delle metodologie per i quali se c'è il compito in classe il cellulare viene tolto o comunque viene spento o non lo so. Però già la maggior parte degli studenti è ignorante... Ma buttiamoli proprio i cellulari... Cioè secondo me il cellulare genericamente dovrebbe essere iniziato ad usare a 20 anni, perché crea una serie di problemi. A meno che non si inizi a scuola a fare educazione digitale, che può essere anche fatta con carta e penna, però ti iniziano ad educare a come usare i social, come comportarsi, cosa fare, cosa non fare, cosa evitare. Raffaele: [12:31] E qui convergiamo, Matteo: hai detto una cosa bellissima, esattamente quello che proporrei di fare io, perché il problema secondo me non è la distrazione del cellulare sul banco. Certo le elimini, non hai più la distrazione. Ma non educhi a gestire il cellulare, e secondo me il problema di tanti ragazzi di oggi è proprio quello. Pensa che la proposta successiva di questo governo è: niente social media sotto i 15 anni. E di questo poi ne riparliamo magari in un'altra puntata. Però è per dire che secondo me anche questo divieto non è per non far distrarre gli studenti, è per evitare che magari anche gli episodi di bullismo in classe vengano ripresi con i cellulari, poi questi video girino nelle chat, sui social media e creino problemi poi giganteschi. Il problema è proprio quello. Il problema è cosa ci fanno i ragazzi col cellulare. E quindi dovrebbero essere educati all'utilizzo consapevole del cellulare. Secondo me a partire dalla scuola, quindi non sequestrando i cellulari, ma insegnando come usare i cellulari in maniera utile e non fare danni con i cellulari. E poi chiaramente c'è l'altra faccia della medaglia, ovvero una volta usciti da scuola non è che "cellulare libero per tutti, tutta la giornata". Perché attualmente è così, no? La scuola dice "vi vieto il cellulare a scuola, a casa decideranno i genitori, fate quello che volete." Il problema è poi che in questa altra metà della giornata, anche i genitori, anche la famiglia deve continuare con questa educazione all'utilizzo della tecnologia. Matteo: [14:19] Sì sì sì sì, purtroppo l'educazione è un grande problema. Raffaele: [14:33] Dove eravamo rimasti? Ma inteso settimana scorsa? A Roma con i turisti che si rubavano le statue e le basi delle colonne: è successo di nuovo? Non dirmi che è successo di nuovo... Matteo: [14:49] È successo, più o meno. Niente monopattini, niente basi di colonne, ma a quanto pare dei turisti hanno fatto un guaio. Raffaele: [14:59] Un guaio bello grosso e bello caro, molto caro. Parliamo ancora di comportamenti sbagliati nei musei. Questa volta siamo a Verona, un museo che si chiama Palazzo Maffei, che ospita delle opere d'arte. In particolare un'opera d'arte di un artista contemporaneo italiano che si chiama Nicola Bolla, che ha riprodotto una sedia ispirata a uno dei quadri più famosi di Van Gogh. E l'ha riprodotta totalmente fatta di cristallo e Swarovski, quindi uno degli oggetti più fragili per definizione. Raffaele: [15:48] Ebbene, durante una visita a questo museo, una coppia quasi anziana, adesso non sappiamo molti dati, vediamo soltanto le immagini dei video di sorveglianza. Questa coppia di signori anziani, aspetta l'uscita della guardia poi si avvicina furtivamente alla sedia, che si chiama proprio "la sedia di Van Gogh". Fin lì tutto bene, puoi avvicinarti, puoi fare le tue foto. Solo che a un certo punto lui si china e si siede, si appoggia sull'opera d'arte. Adesso, secondo te: è fatta di cristallo, come può andare a finire? (Malissimo. In frantumi.) Esatto. La sedia si è immediatamente spaccata. E, tu dirai: i due mortificati avranno informato la guardia che stava poco distante in qualche altra sala. "Guardate, è successo questo, non volevo, l'ho urtata e si è rotta." Invece i furbastri sono scappati via, hanno fatto finta di nulla, hanno lasciato il museo e si sono dileguati. Le guardie del museo si sono accorte del danno troppo tardi, perché sono uscite dal museo per provare a rintracciare i colpevoli ma non li hanno potuti trovare. E quindi il museo ha fatto una denuncia contro ignoti, si dice in questo caso: è una cosa che è possibile fare quando non sai chi ha fatto il danno, il furto, fai una denuncia contro ignoti. E i carabinieri in questo caso si sono attivati, hanno preso la situazione molto seriamente, dal video sono riconoscibili in volto i due, si vede per bene l'abbigliamento, gli oggetti che portano con sé. E quindi per adesso non l'hanno trovati, ma chissà che non li troveranno a breve. Matteo: [17:55] Beh, ci sono spera... speriamo, ma non tanto per una questione di, come dire: "Voglio punirli". Però non vorrei che iniziasse questo nuovo sport di "fa il danno e poi scappa". Raffaele: [18:15] Sì, no, non va bene. Il danno, tra l'altro, la sedia vale tra i 15.000 e i 50.000 euro, quindi non parliamo di milioni di euro, però comunque è un danno non da poco. E hanno contattato l'artista: fortunatamente l'artista, dopo aver constatato i danni ha detto "ok, sì, la possiamo sistemare." Tra l'altro l'artista è stato intervistato dai giornali e l'ha presa sul filosofico, diciamo così. Ha detto "No, non ci sono rimasto male anzi ci ho visto qualcosa di ironico e positivo, mi è sembrata quasi una performance di arte moderna". Matteo: [19:00] Vabbè certo, è stata registrata, l'ha vista forse. Raffaele: [19:04] Eh, si sarà fatto una risata e ha detto "Mi ha dato persino lo spunto per la prossima opera da realizzare". Matteo: [19:11] Ah, incredibile. Raffaele: [19:13] "Sedia spezzata con turista immortalato accovacciato", chissà. Secondo me questo è il calore. Troppo caldo sta dando alla testa. Hai un antidoto per tutto questo caldo? Matteo: [19:26] Eh certo: andate a mare! Raffaele: [19:35] Eh vabbè ma il mare in Italia... Cioè l'Italia è tutta mare, è una penisola, c'è talmente tanto di quel mare che non sai dove andare. Dove andare a mare? Matteo: [19:48] Possiamo chiederlo ai mitici della bandiera blu. Raffaele: [19:55] La bandiera blu è uno degli strumenti che si utilizza in Italia per identificare le condizioni del mare delle spiagge italiane. Dare una bandiera blu ad una spiaggia vuol dire che lì l'acqua è pulita e bella, è l'idea di massima. Quest'anno in Italia, nel 2025, abbiamo 246 bandiere blu, quindi abbiamo almeno 246 posti da scegliere per avere l'acqua eccellente e addirittura recentemente c'è stato uno studio dei laboratori delle agenzie ambientali che hanno fatto una statistica e hanno visto che la regione con l'acqua più pulita, inteso meno inquinata in tutta Italia, è la Puglia. Il 99,7% delle acque è eccellente, ha una qualità eccellente, quindi l'acqua meno inquinata, praticamente 99,7% vuol dire che è perfetta. (Non male.) Più nello specifico, Matteo, tra l'altro le bandiere blu confermano questo trend e anche il maggior numero di bandiere blu in tutta Italia ce l'hanno Liguria, Puglia e Calabria, quindi si conferma la Puglia tra le migliori destinazioni. Tu sei stato in Puglia, sei stato al mare, ricordi qualche spiaggia, ti va di consigliarmi quella che secondo te è la spiaggia più bella d'Italia o la spiaggia più bella in cui sei stato in Italia? Matteo: [21:40] Allora, io sono stato in Puglia sì. Sono stato nel Gargano. Quindi la parte vicino al tallone dello stivale. E poi sono stato al confine con la Puglia, nel Molise, più verso nord. Siamo andati ogni tanto, siamo sconfinati in Puglia, spiagge un po' più sabbiose. Non sono andato ma dicono che un posto meraviglioso sono le isole Tremiti. Raffaele: [22:18] Eh sì. Matteo: [22:20] Che sono di fronte la Puglia e il Molise. Raffaele: [22:23] Esatto, sono un po' bistrattate, vuol dire maltrattate, spesso dimenticate quando si parla di isole italiane perché pensano tutti quanti alle isole della Sicilia. Mentre invece le Tremiti in Puglia sono una destinazione turistica bella, bella, bella. Matteo: [22:45] Sì. Raffaele: [22:46] Io sono stato in Puglia, non sono stato a mare in Puglia, perché sono stato in inverno, anche nei luoghi insomma che poi d'estate sono belli affollati. Però non ho avuto la possibilità di godere della spiaggia quando sono stato in Puglia. Quindi la mia selezione varia un po' tra Lazio e Campania soprattutto. Ed in particolare ti voglio raccomandare in Campania Marina d'Ascea, anche qui Bandiera Blu, una bella spiaggia ampia, mare molto pulito. Ma non solo, ce ne sono tante. C'è Palinuro. C'è un posto adesso non mi ricordo neanche più come... insomma, in quale zona specificamente si trova. Quando eravamo più ragazzini con la famiglia andavamo in un posto che si chiama "lo scoglio della tartaruga". E si trova a Vico Equense, in provincia di Napoli, non troppo lontano da Sorrento. Ed era un posto fantastico perché tu arrivavi, poi dovevi prendere la barchetta e la barchetta ti portava in questa spiaggia. Si chiama scoglio della tartaruga perché ci sono dei sassi poco distante dalla spiaggia che hanno proprio la forma di una tartaruga. E c'era l'abitudine, adesso non penso sia più consentito, di arrampicarsi su questa tartaruga e tuffarsi dalla testa o dal guscio della tartaruga. Non ci sei mai stato? Non ne hai mai sentito parlare? Matteo: [24:27] No, ricordo vagamente. A Vico Equense ci sono stato spesso quando ero piccolo e tutta quella parte lì è fantastica, ci sono delle spiagge e dei panorami e dei profumi bellissimi. Pino, mi ricordo sempre questo profumo di pino, l'albero e il mare che assieme creano un... Guarda, mi sento a mare adesso solo a pensarci. Raffaele: [25:01] Eh, ma io... infatti questo è un esercizio psicologico. Se penso alla spiaggia e al mare, automaticamente mi rinfresco. Nel Lazio ti consiglio una spiaggia che si chiama Serapo. Tecnicamente la zona, la cittadina a cui appartiene si chiama Gaeta, quindi siamo tra Napoli e Roma, non troppo lontano da Terracina che menziono sempre. Ed è insomma una bella bella spiaggia. Occhio al traffico, non facilissima da raggiungere, bisogna parcheggiare, poi fare delle scalinate... però insomma merita. Secondo alcuni la spiaggia più bella in Italia invece è la spiaggia dei conigli a Lampedusa. Matteo: [25:46] Non ci sono mai stato, è molto famosa tant'è vero che ne ho sentito già parlare. Raffaele: [25:52] Eh sì, effettivamente guardare le foto... sembra di guardare i Caraibi o addirittura le Maldive o la Polinesia. Matteo: [26:02] Ce ne sono tantissime che ricordo in Sardegna. Raffaele: [26:06] Esatto, volevo dire questo. Cioè che ognuno può avere la sua preferita, io non sono mai stato in Sardegna, però secondo tanti le spiagge più belle in Italia sono proprio in Sardegna. Secondo posto forse per la Sicilia e poi Puglia ed altre. Però grosso modo l'idea collettiva è questa: le spiagge più belle in Italia sono in Sardegna. Sei mai stato a mare in Sardegna? Matteo: [26:36] Sì, sono stato a mare in Sardegna per un paio d'anni da giovane, liceale, sono andato con gli amici, ed è stato, penso, il mare più bello che abbia mai visto in vita mia: bellissimo. Limpidissimo. Raffaele: [26:59] Facciamo così: me ne parli un poco nel nostro after show, ci spostiamo di là e approfondiamo questo argomento, e anche qua parliamo di qualche altra cosa. Matteo: [27:12] È vero perché ho fatto qualcosa. Raffaele: [27:15] Cosa hai fatto? Matteo: [27:16] Mistero? Raffaele: [27:17] Mistero: se volete sapere cosa ha combinato Matteo dovete seguirci nel nostro after show. Ricordate che è uno dei nostri bonus per i sostenitori, i membri della nostra comunità. Quindi non perdete tempo, cliccate sul link nelle show notes, diventate sostenitori di Easy Italian, riceverete l'after show, la trascrizione integrale interattiva della puntata, la traduzione multilingue, ed il Vocab Helper che mostra a schermo fino a 10 tra le parole più importanti o più difficili minuto per minuto. E che vuoi di più dalla vita? Matteo: [27:55] Una spiaggia e del mare. Raffaele: [27:59] Io stavo per dire un Lucano... Matteo: [28:01] Ciao. Ciao.
Romina Casagrande"I quattro inverni"Garzanti Editorewww.garzanti.itImmaginate di scoprire che tutto ciò che sapete della vostra infanzia è falso. È quanto accade a Maia: cresciuta con genitori adottivi che l'hanno colmata d'amore, non si è mai fatta troppe domande sulle sue origini. Anzi, non ha mai voluto saperne nulla. Ma ora Maia è incinta e, per proteggere il futuro della bambina che porta in grembo, ha bisogno di conoscere il proprio passato. Nella soffitta di casa c'è un baule che si è sempre guardata dall'aprire. Adesso, però, decide di farlo. Al suo interno, trova fogli scarabocchiati, articoli e qualche fotografia. Sono i primi indizi che deve mettere insieme, i tasselli del grande puzzle della sua infanzia. Ci sono porte che, una volta aperte, non possono più essere richiuse. Quei documenti non le lasciano dubbi: deve partire. E così, senza chiedere il permesso a nessuno, si mette in viaggio verso il Trentino Alto Adige. Lì, ricostruisce a poco a poco la sua storia. La storia di sua madre. La storia delle donne e dei bambini con cui viveva segregata in una fattoria nascosta tra le montagne. Maia pensa di cercare il proprio passato, ma si sbaglia. È il passato che sta cercando lei. La sta chiamando a gran voce. E così impara che non tutte le famiglie sono sicure e affettuose come quella in cui è cresciuta. Alcune possono nascondere pericoli oscura.Con la sua scrittura inconfondibile, intensa e suggestiva, Romina Casagrande torna con un romanzo che intreccia passato e presente. Un racconto capace di toccare le corde più profonde dell'anima grazie alla sua autenticità. I quattro inverni è un viaggio tra le Dolomiti, con i loro paesaggi maestosi e atmosfere cariche di mistero. Tra queste montagne si nascondono segreti di famiglia e verità inconfessabili. Storie rimaste sepolte nel tempo, ma pronte a riemergere con forza. Un libro imperdibile per chi ama i romanzi che scavano nell'anima. Per chi cerca emozioni vere. Per chi desidera lasciarsi sorprendere, pagina dopo pagina.Romina Casagrande vive e insegna a Merano, in provincia di Bolzano. Laureata in lettere classiche e appassionata di storia, ha collaborato con alcuni musei, realizzando percorsi didattici interdisciplinari. Ama la natura, la montagna e condivide la sua casa con tre pappagalli, due cani e un marito. Con Garzanti ha pubblicato anche I bambini di Svevia (2020), I bambini del bosco (2021), L'eredità di Villa Freiberg (2023).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
In questo episodio ti porto con me dietro le quinte di alcuni momenti bui della mia genitorialità.Quei giorni in cui ho perso la pazienza, urlato, detto cose che non volevo dire. Momenti in cui non sono stata la madre che volevo essere.Ma non è un episodio per commiserarmi o farti sentire in colpa. Anzi. È per mostrarti che proprio lì, nel buio delle nostre reazioni peggiori, può iniziare il cambiamento.Parliamo di come spezzare il ciclo colpa–vergogna–autosabotaggio.Parliamo di cosa succede quando il nostro critico interiore prende il volante.E soprattutto, di come la gentilezza verso noi stessi in quei momenti di grande vergogna non sia debolezza, ma la chiave per crescere davvero, come persone e come genitori.Se anche tu hai mai pensato “i miei figli starebbero meglio senza di me”, ascolta questo episodio.Lascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito che diffonde il respectful parenting e supporta la genitorialità.*** Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/ Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
Trasformare la Mindfulness da pratica confinata a momenti di meditazione formale in atteggiamento che permea ogni aspetto della quotidianità, è possibile. Anzi, è auspicabile. Anche se talvolta ci dimentichiamo ancora di essere presenti, andiamo di fretta e tendiamo a pensare troppo. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
In questo podcast ti parlo con sincerità delle 5 cose in cui continuo a fallire, nonostante tutti gli sforzi. Perché sì, anche chi lavora sulla crescita personale ogni giorno cade, si rialza e riprova. Condividerò le mie difficoltà e le lezioni che ho imparato ogni volta che ho dovuto ricominciare da capo.Questo podcast è per te se ti senti bloccato, se ti sembra di non fare progressi o se pensi di essere l'unico a fallire: non sei solo. Anzi, fallire può essere un'opportunità per conoscere meglio noi stessi e costruire forza interiore.Capitoli del podcast:00:00 – Introduzione1:59 - Gli Allenamenti, La Salute E Il Cibo In Generale5:12 - Le Routine Del Mattino8:10 - Troppi Hobby, Troppi Passatempo12:24 - Troppi Pochi Hobby, Troppi Pochi Passatempo14:56 - La Tecnologia E Burocrazia Legata A Italiano Automatico17:22 - Conclusione
_You need Italian words like "allora" and "anche" in most everyday conversations. You'll see how they work so you can use them and speak more naturally. _ Learn about our Online Italian School and get a free mini lesson every week: https://joyoflanguages.online/italian-school Subscribe to our new YouTube channel: https://www.youtube.com/@joyoflanguages.italian?sub_confirmation=1 Get the bonus materials for this episode: https://italian.joyoflanguages.com/podcast/Little-Italian-Words Today's Italian words: Per fare il tour prima devi prenotare = To do the tour, first you have to book Vorrei una pizza come la tua = I'd like a pizza like yours Prima vado in bagno = First I'll go to the bathroom Devo anche mandare un'email = I also have to send an email Poi mi preparo = Then I'll get ready Allora… sono di Napoli, ma vivo a Roma = So… I'm from Naples, but I live in Rome Vorrei un cappuccino. Anzi, due = I'd like a cappuccino. Actually, two Parlo italiano e anche francese = I speak Italian and also French
Sei pronto a mettere alla prova il tuo italiano? Fai subito il QUIZ: https://bit.ly/4k9uNYtTi sei mai chiesto quale sia la differenza tra invece, anzi e anziché? Se studi italiano, probabilmente ti sei trovato a esitare su quale parola usare! In questo podcast ti spiego in modo semplice e chiaro:- Il significato di "invece", "anzi" e "anziché" - Quando e come usarli correttamente - Esempi pratici per non sbagliare!Capitoli del podcast:0:00 Introduzione1:38 Invece4:26 Anzi6:46 Anziché8:36 Conclusione