POPULARITY
Categories
Naviga in totale sicurezza con NordVPN https://nordvpn.com/thebull #adv Oggi parliamo di una delle convinzioni più radicate nella finanza personale: che l'oro sia il bene rifugio per eccellenza. Per anni ci siamo raccontati la stessa storia: oro come protezione contro inflazione, debito pubblico fuori controllo e crisi geopolitiche. Tra 2024 e 2025 questa narrativa ha spinto sempre più investitori su ETC ed ETF, trasformandolo nella posizione “più sicura” del portafoglio. Poi però è successo qualcosa di strano. Quando il rischio è diventato reale — tra tensioni geopolitiche e mercati in turbolenza — l'oro non ha fatto il suo lavoro. Anzi, ha perso terreno mentre asset “rischiosi” come l'azionario tenevano meglio del previsto.“Hai comprato l'oro per dormire la notte. E alla fine è stato proprio l'oro a tenerti sveglio.” Da qui nasce la domanda centrale di questo episodio: l'oro è ancora un bene rifugio o è diventato qualcos'altro? Novità assoluta a partire da questo episodio! Tutti i grafici che sono mostrati nei video saranno scaricabili in versione PDF con brevissimo commento di fianco a ciascuno, quindi se poi volete recuperarli li trovate tutti assieme.
Adelio Fusé"Souvenirs in continuum"Poesie 2003 - 2023Prefazione di Andrea RompianesiPostfazione di René CoronaBook Editorewww.bookeditore.itI souvenirs del titolo erano inizialmente previsti al singolare, con allusione ironica – vale la pena notare che a souvenir fonicamente ben si accompagna sourire – all'oggetto-ricordo che si porta in regalo da un viaggio e, di riflesso, a questa autoantologia, surrogato di un percorso idealmente destinato alle poche lettrici e ai pochi lettori su cui la poesia può fare affidamento. Quanto all'autore, l'occasione gli consente di dichiarare il proprio les jeux sont faits, almeno in riferimento a ciò che fin qui si è lasciato alle spalle ma con la prospettiva di aprire nuovi ‘giochi'.Lo slittamento dal singolare al plurale sposta l'accento sulle singole tappe (i souvenirs) che hanno preceduto la sintesi (l'antologia-souvenir), rendendola possibile. Tappe ‘mobili', in movimento costante, come quelle di un viaggio, appunto, costituite da sette libri (Il boomerang non torna, Orizzonti della clessidra distesa, Canti dello specchio bifronte, L'obliqua scacchiera, La veglia del sonnambulo, Tempo ventriloquo, Mosaico del viandante). Tappe, inoltre, in comunicazione tra loro, che via via, procedendo, si passano il testimone sino a formare due cicli – “Quadrilogia degli oggetti anomali”, “Trilogia dell'erranza” – sconfinanti l'uno nell'altro. Il continuum è la forma di confluenza che ne deriva.Nel loro succedersi le poesie del settetto costituiscono un teatro-mosaico di situazioni variabili e in progressione, dove l'esterno (l'alterità, i luoghi come fucine di storie) conta innegabilmente più dell'interno (il famigerato io o il ‘chiuso' di un rifugio). Di spostamento in spostamento ci si trova soprattutto en plein air – aree urbane e periferiche, monti e pianure, spiagge vuote e isole –, dentro un'esperienza in divenire che dal presente guarda al futuro riattualizzando il passato e che interseca verosimile e inverosimile, realtà e sogno. L'io è centrifugo, un personaggio tra i personaggi. Anzi, vero attore protagonista è il tu, imprescindibile figura di dialogo.Si è cominciato con un boomerang che non torna e prolunga il lancio, e si è giunti al mosaico di un viandante a cui mancherà sempre un tassello per potersi completare. L'erranza-continuum era già nell'avvio. Adelio Fusé (1958) è autore di saggi su Sade, Kafka, Sartre, Handke, Eno (Materiali Sonori-Auditorium, 1999) e dei romanzi North Rocks (Campanotto, 2001), L'astrazione non è la mia passione principale (Manni, 2018), Le direzioni dell'attesa (Manni, 2020), Di chi sono queste insonnie (Manni, 2025, candidato al premio “Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante”). I suoi libri di poesia, tutti pubblicati da Book Editore, hanno ottenuto riconoscimenti a diversi premi (“Lorenzo Montano”, “Camaiore-Francesco Belluomini”, “Bologna in Lettere”). Collabora con artisti, fotografi, musicisti e scrive per varie riviste.www.adeliofuse.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Le persecuzioni più subdole e pericolose che la Chiesa ha subìto e subisce ancora non sono quelle che manifestamente e con palese violenza l’avversano. Anzi, sin dall’inizio, illuminata dallo Spirito, la Chiesa ha compreso che il sangue dei martiri è il seme fecondo che fa germogliare i frutti migliori nel suo campo. Le trame nascoste, le insidie interne, i tradimenti compiuti nel segreto, l’infedeltà dei ministri e dei fedeli, le apostasie, gli abusi: sono queste le persecuzioni più pericolose perché, pur non causando spargimento di sangue e non mietendo vittime, creano disorientamento nel gregge di Cristo e causano la morte spirituale di tanti e tante. Gesù ha messo in guardia i suoi, prima ancora di inviarli a compiere la sua missione: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Oggi il Signore vuole fugare ogni paura e spegnere ogni timore nei suoi: “Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato”. Gesù vuole dirci che, momentaneamente, gli uomini, nella loro malvagità, potranno tentare anche di oscurare o stravolgere la verità, ma questa, di sua natura, perché sgorgata da Dio stesso, è destinata a trionfare, ad essere svelata: è un trionfo preannunciato. Occorre solo il coraggio, la fermezza di non desistere dinanzi alle umane opposizioni: la verità va gridata con tutta la nostra voce e con tutta la nostra vita: “Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti”. Già un salmista, cantando la gloria di Dio, con accenti profetici, asseriva: “Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola”. San Paolo, parlando del suo ministero, scrive: “Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale. Di modo che in noi opera la morte, ma in voi la vita”. Risuonano nelle parole dell’Apostolo quelle già proclamate da Cristo: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire l’anima e il corpo nella Geènna”. Ciò implica una sapiente valutazione dei valori che lo stesso Dio ci ha donato: siamo corpo e spirito; il corpo fisico è destinato a finire, l’anima è stata dotata di immortalità. Non siamo in grado di fare questa valutazione solo con la nostra ragione: occorrono la fede, la luce dello Spirito e l’esperienza quotidiana. Ci conforta la risurrezione di Cristo: egli è passato attraverso la passione e la croce, ma per quella via ha conseguito la vittoria. Noi non possiamo pretendere di percorrere una strada diversa dalla sua.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8537OMELIA XII DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 10, 26-33)di Giacomo Biffi Il brano evangelico che è offerto oggi alla nostra meditazione è, per così dire, "compilatorio"; si compone cioè di tre distinte frasi del Signore, che san Matteo ha raccolto nella medesima pagina. Non sono pensieri logicamente concatenati; è anzi verosimile che siano stati enunciati in occasioni diverse e in contesti non omogenei. Ma sono tre insegnamenti ugualmente preziosi: tutti e tre meritano la nostra attenta riflessione.1) PROCLAMARE APERTAMENTE IL VANGELOUn primo ammonimento riguarda la pubblicità da dare al messaggio cristiano.Se leggiamo con attenzione il Vangelo, notiamo che Gesù, specialmente nella prima parte del suo ministero, ha proposto il suo annuncio di salvezza con gradualità e talvolta perfino con circospezione, per non suscitare immediate reazioni negative che gli avrebbero impedito di proseguire la sua missione. Spesso parlava soltanto in parabole, riservando le spiegazioni esaurienti agli incontri privati con il gruppetto dei fedelissimi.Ma questa reticenza era soltanto una cautela legata agli inizi: non doveva diventare una caratteristica permanente. Dopo la mia risurrezione - così ci dice il Signore - ciò che io ho sussurrato all'interno delle abitazioni, voi lo ripeterete sui tetti, cioè sulle terrazze che coprono le vostre case; vale a dire, lo proclamerete pubblicamente. Perché non c'è nulla di quanto avete sentito in segreto, che non debba essere manifestato (cf. Mt 10,26).In altre parole, l'ideale di Cristo non è una Chiesa "sotterranea", che nel timore di apparire invadente e oppressiva si riduca a essere muta; il suo ideale è una Chiesa dalla voce chiara e forte, che si faccia udire da tutti. Egli non vagheggia una Chiesa che, per evitare il trionfalismo e l'ostentazione, si limiti a ripetere con discrezione i luoghi comuni, che già corrono sulle labbra di tutti, o gli slogan universalmente sbandierati; egli ha di mira una Chiesa che abbia il coraggio di proporre energicamente la novità del Vangelo senza attenuazioni e senza sconti.E se anche è contraddetta o disprezzata dai padroni del sapere e della comunicazione, non si rassegna mai al silenzio pavido o all'attitudine riverenziale di fronte alla cultura dominante. Anzi, non teme neppure di apparire retrograda o "stolta" agli occhi del mondo, perché sa che proprio con la stoltezza della predicazione è piaciuto a Dio di salvare i credenti (1 Cor 1,21).2) CONFIDARE NEL SIGNOREPoi il Signore ci dice: Non abbiate paura. Questa esortazione ci viene direttamente dalla mattina di Pasqua: l'angelo annunciatore della risurrezione la rivolge alle donne sbigottite, chiamate a diventare le prime testimoni dell'avvenimento centrale della storia.È un invito che è ripetuto anche a noi: Non abbiate paura.Certo, abbiamo mille ragioni per temere, noi che dobbiamo e vogliamo vivere da cittadini del Regno di Dio in una società che sembra ancora per molti aspetti sotto la tirannia del demonio, il Principe di questo mondo, per usare una parola di Gesù che siamo facili a censurare.Noi non siamo gente spavalda, che ha il gusto di sfidare le contrarietà e le incomprensioni; siamo solo gente che si sforza di vivere nella fede e nella speranza. Per questo, e solo per questo, affrontiamo con fiducia tutte le difficoltà dell'esistenza.Il cristiano sa che il suo destino vero, e tutto ciò che nella sua vita ha un'importanza reale e definitiva, è nelle mani del Padre; e questo gli basta. Quello che possono fargli gli uomini, concerne solo aspetti secondari e provvisori della sua avventura umana, e dunque non deve arrivare a turbarlo.Egli non si lascia né incantare dai personaggi di rilievo che pretendono il culto della loro personalità, né atterrire dai prepotenti che vogliono piegare gli altri ai loro voleri con l'intimidazione, perché il suo unico incantatore e il suo unico re è il Signore Gesù.Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, ha detto con una certa ruvidità il profeta Geremia. E Gesù aggiunge: Non abbiate paura di nessuno, neppure di quelli che uccidono il corpo.Questa è la forza cristiana. Il discepolo di Cristo cerca di essere per gli altri fonte di incoraggiamento; ma lui personalmente non appoggia mai sugli altri la sua sicurezza, ma sul suo Salvatore. Il discepolo di Cristo rifugge dalla violenza; ma nessuna violenza riesce davvero a intimorirlo.Naturalmente questo è solo un ideale: nella realtà noi conosciamo di essere da noi stessi deboli, pieni di ansie e di perplessità. È un ideale e un dono da chiedere nella preghiera: quello di essere sempre forti in colui che ci dà la forza (cf. Fil 4,13).3) LA CENTRALITÀ DI GESÙ CRISTOIl terzo insegnamento, che oggi ci viene impartito, è il più importante di tutti, e riguarda la centralità di Cristo e del suo mistero. Non su delle idee, non su dei "valori", non su dei sentimenti di solidarietà, di dialogo, di pace, si gioca davvero la nostra vita temporale e la nostra eternità.La nostra sorte e il nostro più autentico pregio dipendono dalla capacità di restare integralmente fedeli al Figlio di Dio, per noi morto e risorto, e di rendergli testimonianza davanti a tutti.Ecco che cosa è il cristianesimo: è rapporto totalizzante con un uomo che è vivo, che è Dio, che è Signore dell'universo; uno che può "riconoscerci" davanti al Padre, ma che prima vuol essere "riconosciuto".Gesù primariamente non ci ha proposto una dottrina da accogliere, ma una persona da amare. Non ha fondato una scuola di filosofia, un'organizzazione umanitaria o una società di mutuo soccorso: ha chiesto a noi e a tutti una decisione definitiva per lui. Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli (Mt 10,32).
In quanti Paesi del mondo si parla italiano? Se la risposta che ti viene in mente è "uno solo, l'Italia", preparati a una sorpresa. Potresti ordinare un cappuccino in italiano in Svizzera, in Croazia, addirittura in un piccolo angolo dell'Argentina o degli Stati Uniti. La nostra lingua viaggia molto più di quanto pensi e, quando va all'estero, lascia tracce sorprendenti nelle lingue locali. Paesi, Comunità e Curiosità L'italiano è una lingua molto più diffusa di quanto si immagini. Oltre a essere lingua ufficiale in diversi Paesi, è presente in tante comunità sparse per il mondo grazie alla storia e all'emigrazione. Scopriamo insieme dove si parla e che tracce ha lasciato. I Paesi dove l'Italiano è Lingua Ufficiale Partiamo dalle certezze. Oltre all'Italia, ci sono altri luoghi dove l'italiano è una lingua ufficiale, usata nella vita quotidiana e nei documenti amministrativi. La Svizzera La Svizzera ha quattro lingue nazionali: tedesco, francese, italiano e romancio. L'italiano è la lingua principale del Canton Ticino e di alcune valli del Canton Grigioni. A Lugano o a Bellinzona, cartelli, menu e conversazioni sono tutti in italiano, e persino le leggi e i documenti ufficiali della Confederazione vengono tradotti in italiano. L'italiano della Svizzera ha però tante parole "tutte sue", che in Italia non userebbe nessuno: si chiamano elvetismi. La macchina ha colorito questo italiano regionale in modo simpatico, come mostrano gli esempi qui sotto. ElvetismoSignificato in ItaliaNatelTelefono cellulareAzioneOfferta speciale, scontoSaccoZainoRiservarePrenotare (dal francese réserver) Se un ticinese ti dice "ti chiamo sul natel" o vedi al supermercato "questo prodotto è in azione", ora sai cosa significa. Sono proprio queste piccole differenze a rendere l'italiano svizzero unico. Per scoprire altre varietà dell'italiano standard e degli accenti, c'è una guida dedicata. San Marino San Marino è uno degli Stati più piccoli del mondo e si trova completamente dentro il territorio italiano: è quella che si chiama un'enclave. Qui l'italiano è la lingua ufficiale, quindi non avrai nessun problema di comunicazione. La Città del Vaticano Anche nella Città del Vaticano l'italiano è la lingua di uso quotidiano e amministrativo. La lingua ufficiale degli atti più solenni della Chiesa è il latino, ma nella vita di tutti i giorni si parla italiano. Anzi, l'italiano è diventato una specie di lingua franca del Vaticano: la lingua che persone di nazionalità diverse usano per capirsi tra loro. Slovenia e Croazia: la Regione dell'Istria L'italiano è lingua ufficiale anche fuori dall'Italia, in Slovenia e Croazia, precisamente nella regione dell'Istria. In Slovenia è co-ufficiale in alcuni comuni della costa, come Capodistria, Isola e Pirano; in Croazia è lingua ufficiale a livello della Regione Istriana, accanto al croato. Cosa significa co-ufficiale? Significa che una lingua convive con un'altra, alla pari. In Istria i cartelli stradali e i documenti pubblici sono scritti in due lingue, ed esiste anche una storica comunità italiana con scuole e giornali in italiano. Dove l'Italiano Non è Ufficiale, ma è di Casa Ci sono luoghi dove l'italiano non è una lingua ufficiale, eppure si sente eccome. Il motivo è uno solo: l'emigrazione. Tra la fine dell'Ottocento e il Novecento, milioni di italiani lasciarono il Paese in cerca di lavoro, portando con sé la valigia, i sogni e la lingua. L'Argentina e il Lunfardo Se c'è un Paese dove l'eredità italiana è fortissima, è l'Argentina: una grande parte della popolazione ha origini italiane. L'italiano ha influenzato persino il suono dello spagnolo locale: lo spagnolo di Buenos Aires ha un'intonazione molto "cantata", melodica, che ricorda il modo di parlare degli italiani. Nel dialetto locale di Buenos Aires, chiamato lunfardo, ci sono tantissime parole di origine italiana: Parola in lunfardoSignificatoOrigine italianaLaburarLavorareDa "lavorare"FiacaPigriziaDa "fiacca"MufaSfortuna, malumoreDa "muffa"MorfarMangiareDa espressioni gergali italiane In Argentina un orecchio attento riconoscerà sempre un pezzettino d'Italia in mezzo allo spagnolo. Il Brasile e il Talian Soprattutto nel sud del Brasile ci sono intere comunità di origine italiana. In alcune zone si parla addirittura il talian, una lingua nata dall'incontro tra il dialetto veneto degli emigranti e il portoghese. Per scoprire la ricchezza dei dialetti italiani, puoi consultare la guida dedicata. Il talian ha mantenuto la grammatica e il vocabolario del veneto: la sedia si dice ancora carega e la forchetta si dice piron, proprio come in Veneto. Ha però "preso in prestito" parole portoghesi per indicare le cose che gli emigranti non conoscevano: per dire "zoccolo", per esempio, si usa la parola portoghese tamanco. Oggi il talian è riconosciuto come patrimonio culturale del Brasile. C'è perfino un comune, chiamato Serafina Corrêa, dove il talian è lingua co-ufficiale insieme al portoghese. Le Curiosità Linguistiche più Sorprendenti L'italiano ha lasciato tracce in luoghi davvero lontani, dando vita a prestiti linguistici curiosi e a vere e proprie lingue ibride. Per altre curiosità sulla lingua italiana, c'è una guida dedicata. Stati Uniti, Canada e Australia In questi Paesi esistono grandi comunità italo-discendenti. Nelle grandi città americane ci sono ancora le famose "Little Italy", i quartieri italiani, dove l'italiano sopravvive nelle famiglie e nei ristoranti. Qui è nato un fenomeno linguistico curioso: una specie di italiano mescolato con l'inglese. Gli emigranti hanno italianizzato molte parole inglesi: Parola italianizzataOrigine ingleseItaliano correttoStoroStoreNegozioGiobbaJobLavoroBossoBossCapo Attenzione: non è italiano corretto e non va usato nei compiti. È però una testimonianza affascinante di come una lingua si adatta quando viaggia. Si tratta di un fenomeno simile a quello dei prestiti linguistici come anglicismi e francesismi presenti nell'italiano d'Italia. L'Eritrea e la Lingua Tigrina La curiosità più sorprendente porta l'italiano addirittura in Africa. In Eritrea, per ragioni storiche legate al passato coloniale, l'italiano ha lasciato un segno profondissimo. Tantissime parole italiane sono entrate nel tigrino, la lingua locale più parlata. Spesso si tratta di parole legate a oggetti, cibi e abbigliamento portati dagli italiani: Parola in tigrinoOrigine italianaMakinaMacchinaPastaPastaGonàGonna Un eritreo può quindi usare parole di origine italiana senza nemmeno saperlo. Dopo alcuni anni di interruzione, dal 2024 ad Asmara, la capitale, sono ripartiti i corsi di lingua e cultura italiana. Una Lingua Viva che Si Trasforma In tutti questi luoghi l'italiano non è rimasto "congelato": si è mescolato, ha cambiato forma, si è adattato. È proprio questo il bello delle lingue vive: viaggiano, incontrano altre lingue e si trasformano. Per capire meglio questi meccanismi, puoi leggere la guida sui misteri della lingua italiana. Tabella Riassuntiva: l'Italiano nel Mondo Ecco una tabella che riassume dove si parla italiano fuori dall'Italia e con quale status. Per approfondire le lingue ibride nate dall'italiano come il talian, c'è una guida dedicata. LuogoStatus dell'italianoNoteSvizzeraLingua ufficialeCanton Ticino e Grigioni; presenza di elvetismiSan MarinoLingua ufficialeEnclave nel territorio italianoCittà del VaticanoLingua di uso quotidianoLingua franca; latino per gli atti solenniSlovenia e CroaziaLingua co-ufficialeRegione dell'IstriaArgentinaNon ufficialeForte influenza nel lunfardoBrasileNon ufficiale (talian co-ufficiale a Serafina Corrêa)Talian dal dialetto venetoUSA, Canada, AustraliaNon ufficialeComunità italo-discendenti, "Little Italy"EritreaNon ufficialePrestiti nel tigrino; corsi ad Asmara dal 2024 Domande Frequenti In Quanti Paesi l'Italiano è Lingua Ufficiale? Oltre all'Italia, l'italiano è lingua ufficiale in Svizzera, San Marino e Città del Vaticano. È inoltre lingua co-ufficiale in alcune zone della Slovenia e della Croazia, nella regione dell'Istria. Cosa Sono gli Elvetismi? Gli elvetismi sono parole o espressioni tipiche dell'italiano parlato in Svizzera, che in Italia non si usano. Alcuni esempi sono natel (telefono cellulare), azione (offerta speciale) e riservare (prenotare). Che Cos'è il Talian? Il talian è una lingua parlata nel sud del Brasile, nata dall'incontro tra il dialetto veneto degli emigranti italiani e il portoghese. Oggi è riconosciuto come patrimonio culturale del Brasile. Perché in Argentina Ci Sono Tante Parole Italiane? A causa della grande emigrazione italiana tra Ottocento e Novecento. Una larga parte della popolazione argentina ha origini italiane, e questo ha influenzato sia il suono dello spagnolo locale sia il vocabolario del lunfardo, il dialetto di Buenos Aires. L'Italiano Si Parla Anche in Africa? Sì. In Eritrea, per ragioni storiche legate al passato coloniale, l'italiano ha lasciato molte parole nella lingua tigrina. Dal 2024, inoltre, ad Asmara sono ripartiti i corsi di lingua e cultura italiana. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sull'Italiano nel Mondo", "description": "Quiz interattivo sull'italiano nel mondo con 10 domande sui Paesi dove si parla italiano, gli elvetismi, il talian, il lunfardo e le curiosità linguistiche.", "educationalLevel": "Intermedio A2-B1", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "In quale di questi Stati l'italiano è una delle lingue ufficiali?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Svizzera" } }, { "@type": "Question", "name": "Come si chiamano le parole tipiche dell'italiano parlato in Svizzera che in Italia non si usano?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Oggi la Parola di Dio richiama la nostra attenzione sull’esistenza della violenza nella società. La prepotenza messa in atto da Acab, coadiuvato dall’animo crudele della moglie Gezabele, miete anche oggi vittime inermi e indifese come Nabot. Non sono solo episodi di bullismo, commessi nel mondo dei giovani. L’innata bramosia di ricchezza, di potere, di prestigio continua ad armare la mano di tanti Caino contro i fratelli Abele. Fatti di violenza e di ingiustizia, notizie raccapriccianti dei telegiornali quasi d’ogni giorno, turbano la vita di quanti vorrebbero vivere nella serenità: figli che si levano contro i genitori e i nonni per carpire quattro soldi; ladri che derubano e, a volte, incrudeliscono contro poveri anziani indifesi; i prepotenti che avanzano nei pubblici impieghi, nei posti di comando e meglio rimunerati mediante sotterfugi e inganni, mortificando chi ha più talento e capacità. Che dire poi delle mafie in genere? Una catena di violenza e di delitti che incute terrore. Dinanzi a queste ingiustizie viene naturale la reazione, la spinta alla vendetta. La Parola di Dio frena il nostro sdegno e ci invita a ragionare. La legge ebraica aveva messo un limite alle rivendicazioni con la norma: “Occhio per occhio, dente per dente”. Non vuol essere un invito, ma stabilire la misura: non puoi fare al tuo nemico un danno maggiore di quello che tu hai ricevuto. La legge evangelica ci chiede ancora di più. Non opporsi al malvagio, ma cedere: “Anzi, se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra”. Quanto cammino dobbiamo ancora fare per raggiungere quel controllo di noi stessi e quella mansuetudine che ci permettano di imitare il nostro Maestro e Salvatore! Se la Parola del Signore ci sorprende in lite con qualcuno, con la coscienza che ci ammonisce di torti e ingiustizie che magari stiamo perpetrando, prestiamo ascolto alla voce di richiamo. Ricordiamo: “Ascoltate oggi la sua voce, non indurite il vostro cuore!”.
Sergio Della Sala"Perché dimentichiamo"Una scienza dell'oblioFeltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itFestival lungo l'Oglio17 giugno 2026, ore 21:00Sergio Della Sala"Perché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio"Basilica di San Lorenzo Martire, Verolanuova (Brescia)www.festivallungologlio.itDimentichiamo. Tutti. Sempre. Anche le cose importanti. E il più delle volte ci sentiamo in colpa: come abbiamo potuto smarrire quel ricordo, quella parola, quel nome che era lì – e adesso non c'è più? Ma dimenticare non è una colpa. È un'arte. Anzi, è una necessità biologica, una strategia evolutiva e, se vogliamo, una benedizione.Sergio Della Sala – neuroscienziato tra i più prestigiosi al mondo e autore di raro equilibrio tra rigore scientifico e talento narrativo – ci invita a capovolgere la prospettiva. Non siamo creature difettose che perdono i pezzi: siamo esseri che ricordano proprio perché sanno dimenticare.Questo non è un libro sul miglioramento personale. Non vi insegnerà a “ricordare di più”. Ma vi farà capire, con chiarezza e leggerezza, perché ricordare tutto sarebbe un disastro evolutivo e una tortura quotidiana. E perché, invece, l'oblio – tanto quanto la memoria – è una conquista della mente, un raffinato strumento di sopravvivenza, pensiero e libertà.Con una scrittura luminosa, capace di accostare Pico della Mirandola, Borges, Harry Potter e le cellule neuronali, Della Sala esplora le forme della dimenticanza: quelle fisiologiche e quelle patologiche, quelle comiche, tragiche o involontarie. E ci regala un elogio dell'oblio. Perché dimenticare non è solo umano. È – finalmente – intelligente.“Ciò che sappiamo del mondo è ciò che rimane dopo che abbiamo dimenticato.”Un elogio dell'oblio come funzione nobile, necessaria e creativa. E se fosse proprio questa imperfezione a renderci intelligenti?Sergio Della Sala è medico e Professore di Neuroscienze Cognitive presso l'Università di Edimburgo. Ha lavorato a Milano e Abeerdeen (UK). È stato visiting scientist all'Università di Berkeley, California, all'Applied Psychology Unit, Cambridge (UK), e visiting professor all'University of Perth (Australia). Il suo ambito di ricerca è la relazione tra cervello e comportamento umano. Ha dedicato particolare attenzione ai fenomeni della memoria e della amnesia, ai deficit cognitivi legati a lesioni cerebrali e a malattie come il morbo di Alzheimer, oltre che allo studio dei processi cognitivi attraverso dati sperimentali e clinici. È membro della Royal Society di Edimburgo, della Royal Society of Arts di Londra e dell British Psychological Society, editor-in-chief della rivista di neuroscienze «Cortex», presidente emerito del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e ha ricevuto il primo «Premio Tam Dalyell» per Excellence in Engaging the Public with Science.Ha pubblicato oltre 700 lavori sperimentali in riviste peer-reviewed oltre a numerosi libri specialistici e divulgativi. Per i lettori italiani si ricordano: Il cervello ferito (con N. Beschin), Giunti Editore 2006; Mai fidarsi della mente. N+1 esperimenti per capire come ci inganna e perchè (con M. Dewar), Editori Laterza 2010; Le neuroscienze a scuola, Giunti Editore 2016. È sua la curatela Miti della mente, Monduzzi Editore 2006. Tra le sue più recenti pubblicazioni si segnala: Perché dimentichiamo. Una scienza dell'oblio, Feltrinelli 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
C'era una volta un paese in cui innamorarsi era inevitabile. Anzi, c'è ancora, e lì l'amore trova tutti... o quasi. Se vivi in una tenuta di campagna e fai di tutto per difenderla da chi vorrebbe venderla per costruirci un campo da golf, potrebbe essere più difficile. Eppure, anche in questo caso, non è poi così impossibile. Questa è la storia di Elisa e Michele, interpretati da Matilde Gioli e Cristiano Caccamo, protagonisti del film tratto dal romanzo bestseller di Felicia Kingsley.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nome da diva d'altri tempi, una laurea in filosofia e una passione insospettabile per i trattori: Matilde Gioli si racconta senza filtri. Dalle origini casuali del debutto con Virzì alla neurobiologia dell'empatia, dal drammatico infortunio a 16 anni fino al vero dramma: non poter andare a San Siro a tifare la sua Inter. Tra l'impegno per la crioconservazione e i segreti della vita bucolica, la filosofia si intreccia alla leggerezza come solo lei sa fare. Questo è il meglio di Matilde Gioli al PoretCast! Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8567OMELIA CORPUS DOMINI - ANNO A (Gv 6,51-58)di Don Stefano Bimbi Dopo aver riflettuto e celebrato domenica scorsa il mistero della Santissima Trinità, oggi è la volta del Corpus Domini, la solennità del Corpo e del Sangue di Cristo. Non ricordiamo soltanto un gesto compiuto da Gesù duemila anni fa durante l'Ultima Cena che anticipava il sacrificio della croce. Oggi adoriamo una presenza: Gesù Cristo è realmente presente nell'Eucaristia con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità.Nel Vangelo abbiamo ascoltato parole che scandalizzarono molti ascoltatori di Gesù: «La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda» (Gv 6,55). Quasi tutti i discepoli, dopo averle sentite, se ne andarono. Se Gesù avesse voluto parlare soltanto in senso simbolico, avrebbe avuto l'occasione perfetta per spiegarsi meglio e richiamarli indietro, ma non lo fece. Anzi lasciò che se ne andassero, perché stava annunciando una verità fondamentale della fede: nell'Eucaristia non riceviamo un simbolo, ma riceviamo Lui stesso.Per comprendere la grandezza di questo dono dobbiamo ricordare una verità che spesso dimentichiamo. Noi abbiamo bisogno di nutrire il corpo per vivere, ma abbiamo bisogno di nutrire anche l'anima. Quando una persona trascura il cibo per molti giorni, il corpo si indebolisce. Allo stesso modo, quando trascura l'Eucaristia, l'anima perde forza spirituale. Si continua magari a respirare fisicamente, ma si diventa sempre più fragili davanti alle tentazioni, sempre meno capaci di pregare, di perdonare, di amare.Nella prima lettura Mosè ricorda al popolo d'Israele il lungo cammino nel deserto e la manna che Dio fece scendere dal cielo. Quella manna era un segno che preparava un dono infinitamente più grande. La manna sosteneva la vita del corpo per qualche giorno, mentre l'Eucaristia sostiene la vita soprannaturale e prepara alla vita eterna. Per questo Gesù dice: «Chi mangia questo pane vivrà in eterno» (Gv 6,58).Pensiamo adesso a quanto sia sorprendente il modo scelto da Dio per restare con noi. Avrebbe potuto scrivere un libro come hanno fatto i grandi filosofi del passato, ma non lo ha fatto: ha scelto invece di farsi cibo. L'amore tende sempre all'unione: una madre desidera stare vicino al figlio piccolo, due sposi desiderano vivere insieme nell'intimità. Gesù ha trovato nell'Eucaristia il modo più intimo possibile per unirsi a noi.Proprio perché crediamo che nell'Ostia consacrata sia realmente presente il Signore dell'universo, dobbiamo interrogarci anche sul modo in cui ci accostiamo alla Santa Comunione. La Chiesa oggi permette di ricevere l'Eucaristia anche sulla mano nonostante questo rimanga un abuso liturgico. Infatti per molti secoli i cristiani hanno ricevuto il Signore esclusivamente sulla lingua, proprio per evidenziare che l'Eucaristia non è un pane qualsiasi. Ricevere la Comunione sulla lingua manifesta nel modo più eloquente possibile che non siamo noi a prendere Cristo, ma è Cristo che si dona a noi. E come una mamma imbocca il suo piccolo, così fa con noi la Chiesa, nostra madre. Inoltre ogni Ostia consacrata può lasciare piccoli frammenti che, per quanto minuscoli, contengono realmente Gesù Cristo. Quando si riceve la Comunione sulla lingua si riduce al minimo il rischio che questi frammenti rimangano sulle mani o cadano a terra. Se crediamo veramente alla Presenza Reale, anche il più piccolo frammento merita il massimo rispetto e la massima attenzione. Proprio per questo la Chiesa, per ridurre a zero il rischio della perdita di frammenti, ha reso obbligatorio l'uso del piattino tutt'ora in vigore.Anche la postura del corpo ha la sua importanza. Il corpo educa l'anima e manifesta ciò che crediamo. Per questo la tradizione della Chiesa ha sempre considerato particolarmente significativa la Comunione ricevuta in ginocchio. Non perché Dio voglia umiliarci, ma perché siamo noi ad avere bisogno di esprimere umiltà e adorazione. Quando un uomo si inginocchia riconosce che davanti a lui c'è qualcuno più grande.Pensiamo ai giapponesi che si inginocchiano davanti al loro imperatore come segno di rispetto. Se gli uomini mostrano tanta riverenza davanti a un'autorità terrena, quanto più dovremmo mostrarla davanti a Gesù Cristo, Re dei re e Signore dei signori, realmente presente nell'Ostia consacrata. In ginocchio davanti all'Eucaristia non perdiamo la nostra dignità, ma semplicemente riconosciamo la verità: Dio è Dio e noi siamo sue creature amate. È diritto del fedele ricevere la Comunione sulla lingua e in ginocchio, mentre il sacerdote potrebbe rifiutarsi di darla in mano se pensasse che c'è il rischio di profanazione. In questo la Chiesa dimostra la sua preferenza per la comunione ricevuta sulla lingua e in ginocchio.Inoltre se crediamo davvero che Gesù è presente nel tabernacolo, allora non possiamo considerare la chiesa come un luogo qualsiasi. All'ingresso e quando si passa davanti al tabernacolo occorre fare la genuflessione che, tra l'altro, è obbligatoria. Il ginocchio destro a terra dimostra di aver capito che «nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra» (Fil 2,10).Detto tutto questo non bisogna però dimenticare che l'Eucaristia produce i suoi frutti soltanto se viene accolta con fede e con umiltà. Non basta fare la Comunione materialmente e con rispetto esteriore. Ricevere correttamente il corpo di Cristo non autorizza a ritenersi superiori agli altri o a criticare il sacerdote, a rischio di scadere nella superbia.Per ricevere il Corpo di Cristo occorre non solo un corretto comportamento esteriore, ma soprattutto avere un'anima preparata. Per questo la Chiesa ci insegna la necessità della Confessione quando siamo consapevoli di aver commesso un peccato mortale. Nessuno si presenterebbe a un ricevimento importante con vestiti sporchi e trasandati. Quanto più dobbiamo presentarci con il cuore purificato quando andiamo incontro al Re dell'universo.L'Eucaristia poi non termina quando finisce la Messa. Gesù che riceviamo sull'altare deve trasformare la nostra vita quotidiana. Se ci nutriamo di Cristo, dobbiamo imparare a ragionare, parlare ed amare come Lui. Una persona che riceve la Comunione e poi conserva rancori per anni, sparla continuamente degli altri o vive nell'egoismo assomiglia a un malato che prende la medicina, ma rifiuta di seguire le altre prescrizioni del medico.Il Signore vuole trasformarci dall'interno per sostenerci nel cammino della vita. Pensiamo a una madre stanca che continua a servire la propria famiglia con amore o un marito che sopporta con pazienza un momento difficile nel matrimonio. Oppure a un giovane che rinuncia a un peccato per restare fedele al Vangelo o un anziano che offre le proprie sofferenze senza lamentarsi continuamente. In tutte queste situazioni l'Eucaristia diventa forza concreta per vivere cristianamente.La festa di oggi ci invita anche a riscoprire l'adorazione eucaristica. Molti cristiani hanno trovato davanti al Santissimo la luce per le decisioni difficili, la forza nelle prove e la pace nelle sofferenze. San Giovanni Maria Vianney raccontava che un contadino passava ore davanti al tabernacolo. Quando gli chiese cosa facesse tutto quel tempo, rispose semplicemente: "Io guardo Lui e Lui guarda me".Questa è la fede che la Chiesa ci invita a rinnovare oggi: davanti all'Eucaristia non vediamo una cosa, un ricordo o un simbolo, ma adoriamo una Persona viva che è Dio stesso.Chiediamo allora al Signore la grazia di partecipare alla Messa con più fede e attenzione, di accostarci al Corpo di Cristo con tutta la riverenza possibile e di sostare più spesso in adorazione davanti al tabernacolo. Quanto più ci avvicineremo all'Eucaristia, tanto più Cristo vivrà in noi. E quando Cristo abita in noi la nostra vita cambia davvero ed è allora che possiamo dire con San Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20).
L'Islanda non è solo la terra del ghiaccio e del fuoco, e gli agenti che l'hanno plasmata non sono solo le forze naturali. Anzi, quasi tutto quello che vedete nel paesaggio islandese è praticamente stato plasmato dall'arrivo dei Norreni, dodici secoli fa. Per introdurre la storia che un tempo si diceva "vichinga", vi intervisto una persona d'eccezione: un grande medievista che è anche diventato un divulgatore sovraffino della sua terra d'elezione. Link di Roberto Luigi Pagani Un italiano in Islanda: https://amzn.to/3QsQ4SD Facebook: https://www.facebook.com/unitalianoinislanda/ --- Tutti i link di "Storia d'Italia": sito, libri, guerre incivili, patreon, tipeee... https://linktr.ee/italiastoria --- Per comprare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Amazon libro: https://amzn.to/4gR4tzG Amazon ebook: https://amzn.to/4hWFn36 Altre opere letterarie: Per comprare "Ammiano": acquista fumetto Per comprare "Per un pugno di barbari":https://amzn.to/3rniBwd Per comprare "Il miglior nemico di Roma": https://amzn.to/3Zgzy8w --- Per supportarmi: www.patreon.com/italiastoria https://it.tipeee.com/italiastoria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Hai mai notato che il 2 giugno in Italia è tutto chiuso? Niente scuola, niente uffici, banche serrate e, per le strade delle grandi città, militari in alta uniforme, bande musicali e perfino aerei che lasciano scie tricolori nel cielo. Ma cosa si celebra esattamente in questa data? In questo articolo scoprirai la storia della Festa della Repubblica, il vocabolario legato alla storia italiana e qualche curiosità sorprendente. La Festa della Repubblica Spiegata Bene Il 2 giugno è una delle date più importanti del calendario italiano: è la Festa della Repubblica. Ma dietro questa giornata festiva c'è una storia affascinante, fatta di re, referendum e momenti che hanno cambiato per sempre il volto del Paese. L'Italia Prima del 1946: un Paese Ferito Per capire cosa è successo il 2 giugno 1946, bisogna fare un passo indietro. Anzi, parecchi passi indietro, fino al momento della nascita del Paese. Un'Italia Monarchica Dal 1861, l'anno dell'Unità d'Italia, fino al 1946, l'Italia era una monarchia. Questo significa che il capo dello Stato non era un presidente eletto dal popolo, ma un re. La famiglia reale era quella dei Savoia, una dinastia molto antica che aveva governato il Piemonte per secoli. Nota linguistica: in italiano si dice "i Savoia" usando il cognome al plurale per indicare l'intera famiglia. Funziona così anche con altre famiglie famose: "i Medici", "i Borgia", "i Visconti". Se invece si dice "la famiglia Rossi", si usa "Rossi" al singolare. Il Ventennio Fascista e la Guerra Nel 1922 sale al potere Benito Mussolini e inizia il ventennio fascista. Il re dell'epoca, Vittorio Emanuele III, invece di opporsi a Mussolini, gli affida il governo. Mussolini porta l'Italia nella Seconda Guerra Mondiale a fianco della Germania nazista. Il risultato è un disastro totale: città bombardate, milioni di morti, fame, distruzione. L'Italia esce dalla guerra in ginocchio, e molti italiani si chiedono se la colpa sia anche del re, che non ha fermato Mussolini. Espressione utile: quando un Paese è "in ginocchio", significa che si trova in una situazione drammatica, di grande debolezza. Si può usare anche per le persone: "Dopo quel periodo difficile, era in ginocchio". L'Abdicazione di Vittorio Emanuele III A maggio del 1946, sentendo che il vento sta cambiando, Vittorio Emanuele III decide di abdicare, cioè di rinunciare al trono, a favore di suo figlio Umberto II. Spera così di salvare la monarchia, dando un volto nuovo e meno compromesso al regno. Come vedremo, però, non funzionerà. Il Referendum del 2 Giugno 1946: Monarchia o Repubblica? Si arriva così alla data chiave. Il 2 giugno 1946 (e in realtà anche il 3 giugno, perché si votò per due giorni) gli italiani vengono chiamati alle urne per decidere una questione fondamentale: continuare con la monarchia o diventare una repubblica? Che Cos'è un Referendum Questo tipo di votazione si chiama referendum, e in italiano si pronuncia proprio come si scrive: re-fe-rén-dum. È una parola latina che significa letteralmente "cose da riferire", cioè "cose da chiedere al popolo". I Risultati del Voto La Repubblica vince con circa il 54% dei voti, contro il 46% della monarchia. Non un trionfo schiacciante, ma una vittoria chiara: circa 12,7 milioni di voti contro 10,7 milioni. OpzionePercentualeVotiRepubblicaCirca 54%≈ 12,7 milioniMonarchiaCirca 46%≈ 10,7 milioni Il 13 giugno 1946 Umberto II lascia l'Italia e parte in esilio per il Portogallo, dove si stabilirà nella cittadina di Cascais e dove vivrà fino alla morte, senza mai più rimettere piede in Italia. Suo padre Vittorio Emanuele III, invece, era già andato in esilio in Egitto subito dopo l'abdicazione di maggio. Curiosità: Umberto II è stato re per soli 34 giorni. Proprio per questo viene ricordato con il soprannome di "il Re di Maggio". Un'Italia Spaccata in Due Il voto rivelò un'Italia divisa geograficamente. Il Nord votò massicciamente per la Repubblica, mentre il Sud preferì la monarchia. A Napoli, addirittura, la monarchia prese quasi l'80% dei voti. Da quel giorno nacque anche la famosa espressione "Regno del Sud", usata scherzosamente per indicare le regioni meridionali più affezionate alla corona. La Grande Novità: le Donne Votano alle Elezioni Politiche C'è un aspetto fondamentale che spesso viene dimenticato: il 2 giugno 1946 è stata la prima volta nella storia d'Italia in cui le donne hanno potuto votare in un'elezione nazionale e politica. Quasi un Secolo Senza Diritto di Voto Per quasi un secolo dall'Unità d'Italia, le donne italiane non avevano avuto diritto di voto: metà della popolazione non poteva decidere nulla del proprio Paese. In realtà, le donne italiane avevano già votato qualche mese prima, il 10 marzo 1946, ma alle elezioni amministrative, cioè per scegliere i sindaci dei loro comuni. Il 2 giugno, però, fu la prima volta che parteciparono a una consultazione nazionale. E parteciparono in massa: circa 13 milioni di donne andarono a votare. Per scoprire le figure femminili che hanno segnato la storia del Paese, puoi leggere la guida sulle donne italiane importanti. La Curiosità del Rossetto In vista del voto, alle donne fu raccomandato di non mettere il rossetto. Il motivo? La scheda elettorale doveva essere chiusa con la saliva, un po' come si fa con le buste delle lettere. Le autorità temevano che il rossetto potesse lasciare tracce sulla scheda, e qualsiasi segno di riconoscimento l'avrebbe resa nulla, cioè non valida. Il Corriere della Sera pubblicò addirittura un articolo intitolato "Senza rossetto nella cabina elettorale", consigliando alle donne di portare con sé il rossetto e di metterlo solo dopo aver votato. Come Si Festeggia Oggi il 2 Giugno Il 2 giugno in Italia è festa nazionale: scuole chiuse, uffici chiusi, e molte persone ne approfittano per fare un ponte. Questa giornata è strettamente legata al funzionamento delle istituzioni: per approfondire, puoi consultare la guida sul sistema politico italiano. Vocabolario utile: "fare un ponte" non significa costruire un ponte, ma collegare un giorno festivo al weekend per prendersi più giorni di vacanza. Per esempio: "Il 2 giugno è di mercoledì? Allora prendo le ferie giovedì e venerdì e mi faccio un ponte fino a domenica!". La Parata Militare ai Fori Imperiali L'evento più importante si svolge a Roma, lungo i Fori Imperiali. C'è una grande parata militare alla presenza del Presidente della Repubblica, dei membri del Governo e di tante autorità. Sfilano i militari, i carabinieri, la polizia, i vigili del fuoco e la protezione civile. Le Frecce Tricolori Il momento più spettacolare e fotografato è quello delle Frecce Tricolori: aerei militari che disegnano nel cielo le tre strisce della bandiera italiana, verde, bianca e rossa. Inoltre, quel giorno è possibile visitare gratuitamente i Giardini del Quirinale, cioè i giardini della residenza ufficiale del Presidente della Repubblica. Un'occasione unica, perché di solito sono chiusi al pubblico. Per altre informazioni di questo tipo, puoi consultare la guida sulle curiosità sull'Italia. Vocabolario della Storia e della Politica Ecco una tabella con il vocabolario chiave incontrato in questo articolo, utile per parlare di eventi storici e politici in italiano. ParolaSignificatoMonarchiaForma di governo guidata da un re o una reginaRepubblicaForma di governo con un capo di Stato elettoReferendumVotazione popolare su una questione specificaAbdicareRinunciare al tronoEsilioAllontanamento forzato dal proprio PaeseScheda nullaScheda elettorale non validaFare un ponteUnire un giorno festivo al weekendEssere in ginocchioTrovarsi in una situazione di grande debolezza Domande Frequenti Cosa Si Celebra Esattamente il 2 Giugno? Si celebra la Festa della Repubblica, che ricorda il referendum del 2 giugno 1946 con cui gli italiani scelsero di trasformare l'Italia da monarchia a repubblica. Chi È Stato l'Ultimo Re d'Italia? L'ultimo re d'Italia è stato Umberto II, soprannominato "il Re di Maggio" perché regnò per soli 34 giorni. Dopo il referendum andò in esilio in Portogallo, dove visse fino alla morte. È Vero che le Donne Votarono per la Prima Volta il 2 Giugno 1946? Per quanto riguarda le elezioni nazionali, sì: il 2 giugno 1946 fu la prima volta. Le donne italiane avevano però già votato il 10 marzo 1946 alle elezioni amministrative locali, per scegliere i sindaci dei comuni. Perché alle Donne Fu Consigliato di Non Mettere il Rossetto? Perché la scheda elettorale andava chiusa con la saliva. Il rossetto avrebbe potuto lasciare un segno sulla scheda, e qualsiasi segno di riconoscimento l'avrebbe resa nulla, cioè non valida. Come Si Festeggia Oggi il 2 Giugno? Con una grande parata militare a Roma, lungo i Fori Imperiali, alla presenza del Presidente della Repubblica. Il momento più spettacolare è il sorvolo delle Frecce Tricolori, che colorano il cielo di verde, bianco e rosso. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sulla Festa della Repubblica Italiana", "description": "Quiz interattivo sulla Festa della Repubblica del 2 giugno con 10 domande sulla storia italiana e sul vocabolario della politica.", "educationalLevel": "Principiante A1-A2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Che cosa si celebra in Italia il 2 giugno?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "La nascita della Repubblica" } }, { "@type": "Question", "name": "In una monarchia, chi guida lo Stato?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Un re o una regina" } }, { "@type": "Question", "name": "Che cosa significa il verbo abdicare?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Rinunciare al trono" } }, { "@type": "Question",...
Numeri. Classifiche. Algoritmi. Engagement. Oggi fare musica significa convivere continuamente anche con tutto questo. Ne abbiamo parlato al BSMT con chi ha sempre scelto di non basare il rapporto con la sua musica sulle aspettative del mercato discografico. Anzi. Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/6UjTwzVYQcHyq1rbT93XGj?si=rqlm01Z_SBGi7XoIMyGR_g Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Accordo sì, accordo no. Teheran parla di una bozza approvata, gli Usa smentiscono. Un aggiornamento sul conflitto che sta investendo il canale di Hormuz e l'approfondimento sul posizionamento della Cina al riguardo. Prima però, in compagnia della filosofa e scrittrice Michela Marzana, partiamo dalla notizia del ricovero di Belen e della sua malattia mentale per riflettere sul dolore spiattellato in piazza con poco rispetto se coinvolge persone famose
Nicola Brunialti"Luce del mio occhio"Illustrazioni di Francesco FagnaniEdizioni Lapiswww.edizionilapis.itIn un'isola sperduta poco lontano dalla Sicilia vivono i ciclopi: giganti rozzi e rumorosi, convinti da sempre che le donne vadano scelte, rapite e sposate. È una regola antica, che nessuno ha mai messo in discussione.Nemmeno Fileno, il più piccolo e maldestro tra loro, cresciuto con le stesse certezze degli altri.Finché un errore cambia tutto.Durante una spedizione in Grecia, suo fratello torna con il bottino sbagliato: non una futura sposa, ma Antea, una bambina amazzone. Determinata, combattiva e indomabile, Antea non ha alcuna intenzione di adattarsi alle regole dei ciclopi. Anzi, è pronta a sfidarle.Costretti a convivere, Fileno e Antea si osservano, si scontrano e si mettono continuamente alla prova. Tra litigi, dispetti e momenti esilaranti, il loro incontro diventa l'occasione per guardare il mondo da un'altra prospettiva.Con uno stile brillante e ricco di humour, Nicola Brunialti costruisce un'avventura coinvolgente che ribalta i miti e manda all'aria le certezze di sempre.Perché a volte basta una voce fuori posto per far vacillare anche le idee più radicate.Età di lettura dagli 8 anniNicola BrunialtiPubblicitario e scrittore. Dopo aver firmato campagne pubblicitarie cult come quella di "Paradiso Lavazza", dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura per ragazzi pubblicando romanzi di successo. È stato tra gli autori del programma TV “Chi ha incastrato Peter Pan?”, ha scritto “Dormono tutti”, una ninna nanna per Renato Zero ed è coautore con Simone Cristicchi della canzone “Abbi cura di me”. Incontra ogni anno i suoi numerosi e affezionatissimi lettori in festival letterari e scuole.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Dopo l'ennesima stagione fallimentare, Cardinale decide di azzerare tutto: via Furlani, Allegri, Tare e Moncada. L'unico a restare è Ibrahimovic, incaricato di guidare la rivoluzione del Milan. Ma con quale ruolo e quale legittimazione?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
E non tutti gli abitanti del paesino sono contenti della scelta dei pavoni. Ma non solo uccelli dai mille colori. Parliamo anche di cibo, o almeno, parliamo di dove si mangia il cibo e dove poi quindi si paga! A quanto pare in Italia ci sono non pochi problemi con "coperto" e "servizio", ma per fortuna c'e' Raffaele! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Do Italians Actually Cook Every Day? - https://www.youtube.com/watch?v=4uZDDVBQmgg&t=4s Iniziamo a Punta Marina! Ma dove siamo? Punta Marina e' un piccolo paese sul mare, in provincia di Ravenna. Punta Marina https://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Marina_Terme Ravenna e' una citta' molto bella e piena di storia e meraviglie, e si trova in Emilia Romagna. https://it.wikipedia.org/wiki/Ravenna Ma cosa succede a Punta Marina? A quanto pare la piccola cittadina e' stata invasa dai PAVONI! https://www.bluewin.ch/it/attualita/diversi/punta-marina-e-invasa-dai-pavoni-ma-ecco-come-si-e-arrivati-a-questa-situazione-3242248.html Andiamo poi a Roma, ma non per visitare i suoi monumenti. Andiamo al ristorante! In Italia ci sono cose che confondono un po' i turisti. Parliamo di "Coperto". Oggi Raffaele cerca di spiegare a tutti noi, compreso me (Matteo) come funziona, cosa e' e come funziona. Spoiler, non e' sempre semplice! Anzi cambia a seconda delle regioni e spesso delle citta'! Curiosi di sapere la parola "coperto" a cosa si riferisce in partricolare? https://it.wikipedia.org/wiki/Coperto Concludiamo con l'angolo dell'italiano. Parliamo di un modo di dire molto particolare: "Piantare in asso". Raffaele ci racconta tutte le teorie e le ipotesi. Da dove viene e a cosa si riferisce "l'asso"? Forse Naxos, o forse l'asso delle carte? Ma poi perche' Naxos?? Trascrizione Matteo: [0:09] Sempre in giro. Raffaele: [0:23] Eccoci, bentornati. Matteo: [0:27] Bentornati. Sono molto confuso, perché io sto per partire di nuovo. Raffaele: [0:35] Io so che tu sei appena tornato a Milano. Matteo: [0:38] Sì. Raffaele: [0:38] E in che senso stai per ripartire di nuovo? Matteo: [0:41] Eh, dopo aver registrato questo podcast, dopo aver mangiato ovviamente, partirò, partiremo insieme tutti per Treviso di nuovo. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Quando sentite la parola “Gorgonzola” pensate al comune in provincia di Milano o al formaggio? Probabilmente dipende tanto da dove abitate, ma sappiate che se pensate che a Gorgonzola si faccia il Gorgonzola vi sbagliate. Anzi, si fa praticamente ovunque tranne che qui. E come mai? Scopriamolo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
L'Islanda non è solo la terra del ghiaccio e del fuoco, e gli agenti che l'hanno plasmata non sono solo le forze naturali. Anzi, quasi tutto quello che vedete nel paesaggio islandese è praticamente stato plasmato dall'arrivo dei Norreni, dodici secoli fa. Per introdurre la storia che un tempo si diceva "vichinga", vi intervisto una persona d'eccezione: un grande medievista che è anche diventato un divulgatore sovraffino della sua terra d'elezione. Link di Roberto Luigi Pagani Un italiano in Islanda: https://amzn.to/3QsQ4SD Facebook: https://www.facebook.com/unitalianoinislanda/ --- Tutti i link di "Storia d'Italia": sito, libri, guerre incivili, patreon, tipeee... https://linktr.ee/italiastoria --- Per comprare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Amazon libro: https://amzn.to/4gR4tzG Amazon ebook: https://amzn.to/4hWFn36 Altre opere letterarie: Per comprare "Ammiano": acquista fumetto Per comprare "Per un pugno di barbari":https://amzn.to/3rniBwd Per comprare "Il miglior nemico di Roma": https://amzn.to/3Zgzy8w --- Per supportarmi: www.patreon.com/italiastoria https://it.tipeee.com/italiastoria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Oggi iniziamo bene, dolci ma non troppo, con un buon equilibrio tra crema e biscotti. Biscotti ovviamente che devono essere bagnati bene, non troppo e non troppo poco. Insomma, questo dolce è molto molto difficile ma è il dolce più mangiato, al mondo? Di cosa sto parlando? Anzi, di quale dolce sto parlando? Mettetevi comodi, stiamo per iniziare. E visto che siete lì, portate anche un cucchiaino! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Do Italians Actually Say "Mamma Mia?" - https://www.youtube.com/watch?v=OCXuTQV3j58 Oggi abbiamo iniziato con il cibo! Dovevamo un po' recuparare la nostra italianità, e abbiamo deciso subito di parlare di tiramisù. Sono (Matteo) andato a Treviso qualche settimana fa e ovviamente ho mangiato tanti tiramisù. https://it.wikipedia.org/wiki/Tiramis%C3%B9 Ma la notizia non è che sono andato a Treviso, ne che ho mangiato il tiramisù tutti i giorni. La notizia è che a quanto pare hanno fatto il tiramisù più lungo del mondo! Dove? A Londra. Ma perché a Londra? E poi? Dal titolo e dalla sintesi avrete capito che c'è stata una rapina. Ma dove? A Napoli. Ma dove precisamente? In una banca. Per tutti gli altri dettagli, e sono veramente tanti e molto molto interessanti, dovete ascoltare l'episodio. Vi dico solo che tra quello che è successo realmente a Napoli ed un film il passo è molto breve. Ma abbiamo citato la banca del buco, _Una banda di furfanti, il cui capo è chiamato il "Morbidone", rapina, con varia fortuna, banche e gioiellerie col sistema del "buco". _ https://it.wikipedia.org/wiki/La_banda_del_buco Vi anticipo solo che oltre ad un buco c'è anche una serie di tunnel, il più famoso? La galleria borbonica https://it.wikipedia.org/wiki/Galleria_Borbonica Trascrizione Matteo: [0:10] Bentornati! Raffaele: [0:23] Ah Matteo, casa dolce casa! Matteo: [0:27] Che bello essere di nuovo a casa, un po', sì, sì. Raffaele: [0:32] No, un po' sì, tanto sì, cioè è bello viaggiare, è un po'... le due anime degli italiani. Soprattutto noi: ci piace tanto viaggiare ma ci piace anche tanto tornare nella nostra casetta. La vita ideale sarebbe 50% girando e 50% godendosi i comfort di casa. Io ci ho messo, Matteo, un'ora e venti per rientrare da Vienna a Napoli. Tu quanto ci hai messo? ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
La differenza principale tra il saggio e il romanzo, è che nel romanzo le idee sono funzionali alla narrazione, mentre nel saggio è la narrazione ad essere al servizio delle idee. È uno dei tanti concetti sviluppati intorno al genere del saggio letterario, che ritroviamo nella grande antologia “Saggisti italiani del Novecento”, curata da Alfonso Berardinelli e Matteo Marchesini e pubblicata da Quodlibet. Un'opera che non solo raccoglie e sistematizza decine e decine di scritti e di autori, ma che fornisce anche delle fondamentali chiavi di lettura del saggio come genere letterario. Anzi: del saggio come strumento indispensabile (soprattutto oggi) di trasmissione delle idee, e degli effetti che quelle idee hanno sugli individui. Dopo una settimana di Dossier dedicato al saggio nelle sue varie forme, passate e presenti, Moby Dick parte da qui: dalla funzione sociale del saggio alla sua capacità di rinnovarsi, dalle difficoltà che incontra questo genere nel presente alle sue sorprendenti doti di adattabilità al mutato panorama culturale. Ad aiutarci in questa riflessione saranno la scrittrice e traduttrice Claudia Durastanti, che si occupa di letteratura e critica culturale per varie testate e dal 2021 è curatrice della casa editrice La Tartaruga; e Gianluca Didino, scrittore, saggista e traduttore, autore del recente “La figura umana. Friedrich, il contagio romantico e l'apocalisse”, Edizioni Tlon, 2024.
La differenza principale tra il saggio e il romanzo, è che nel romanzo le idee sono funzionali alla narrazione, mentre nel saggio è la narrazione ad essere al servizio delle idee. È uno dei tanti concetti sviluppati intorno al genere del saggio letterario, che ritroviamo nella grande antologia “Saggisti italiani del Novecento”, curata da Alfonso Berardinelli e Matteo Marchesini e pubblicata da Quodlibet. Un'opera che non solo raccoglie e sistematizza decine e decine di scritti e di autori, ma che fornisce anche delle fondamentali chiavi di lettura del saggio come genere letterario. Anzi: del saggio come strumento indispensabile (soprattutto oggi) di trasmissione delle idee, e degli effetti che quelle idee hanno sugli individui. Dopo una settimana di Dossier dedicato al saggio nelle sue varie forme, passate e presenti, Moby Dick parte da qui: dalla funzione sociale del saggio alla sua capacità di rinnovarsi, dalle difficoltà che incontra questo genere nel presente alle sue sorprendenti doti di adattabilità al mutato panorama culturale. Ad aiutarci in questa riflessione saranno la scrittrice e traduttrice Claudia Durastanti, che si occupa di letteratura e critica culturale per varie testate e dal 2021 è curatrice della casa editrice La Tartaruga; e Gianluca Didino, scrittore, saggista e traduttore, autore del recente “La figura umana. Friedrich, il contagio romantico e l'apocalisse”, Edizioni Tlon, 2024.
Le pubblicità più chiacchierate del momento non sembrano nuove. Anzi, sembrano ricordi. E forse il vero target non siamo noi… ma la nostra nostalgia.
In questo episodio di Giardino Futuro ti porto dentro una delle mie passioni più vecchie e più vive: l'orto.Sono più di trentacinque anni che, in un modo o nell'altro, metto qualche piantina nella terra. Pomodori, zucchine, peperoni, melanzane, basilico, insalate, aromatiche, fragole… ogni anno cambia qualcosa, ma l'orto torna sempre. E ogni volta mi ricorda una cosa semplice: coltivare non significa solo raccogliere cibo.Certo, il sapore di un pomodoro maturo, caldo di sole, raccolto al momento giusto, resta una delle piccole grandi meraviglie della vita. Ma l'orto ti insegna anche altro. Ti insegna la pazienza, il rispetto dei tempi naturali, l'umiltà di non poter controllare tutto, la capacità di osservare prima di intervenire.Perché un orto vivo non è un distributore automatico.Non basta mettere acqua, concime e fatica per ottenere pomodori perfetti.L'orto è una relazione.Tu prepari, osservi, accompagni.Poi la Natura fa la sua parte.In questa puntata parlo anche di orto sostenibile: terreno coperto, compost, pacciamatura, biodiversità, insetti utili, piccoli equilibri da favorire senza trasformare ogni problema in una guerra.Qualche foglia mangiata non è la fine del mondo.Anzi, spesso è il segno che lì dentro c'è vita.Se hai già un orto, qualche vaso sul balcone o un piccolo angolo in giardino, forse ti ritroverai in molte cose.Se invece vorresti iniziare, il mio consiglio è semplice: parti in piccolo.Tre piante di pomodoro, un vaso di basilico, due aromatiche, qualche insalata.Non devi dimostrare niente a nessuno.L'orto non è un esame.È un modo concreto per tornare a contatto con la terra, con il cibo, con le stagioni e forse anche con una parte di noi che nella vita di tutti i giorni lasciamo un po' indietro.E se ti va, scrivimi a robertomassai@giardinofuturo.it mi piacerebbe sapere cosa hai piantato quest'anno, cosa stai coltivando o da dove vorresti cominciare.
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Giovanni +In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: "Dove vai?". Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».Parola del Signore.
Tutto comunica, e tutto è comunicazione. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola detta, ogni parola non detta, il silenzio, come l'eccesso di parole. Ma puoi raggiungere davvero chi hai davanti, puoi esprimere davvero ciò che hai dentro di te, solo se sai cosa racconta il linguaggio del tuo corpo. Non devi conoscerne i segreti, né pensarlo come una tecnica. Anzi, il contrario: il linguaggio del corpo esiste a prescindere dalla tua volontà. Quello vero, esprime ciò che pensi davvero, ciò che davvero provi. Così, il miglior modo di utilizzare il linguaggio del corpo, come tuo alleato e sostegno, è quello di creare armonia tra le tue parole e le tue emozioni, tra i tuoi sentimenti e le tue azioni. La verità, nella comunicazione, e in ogni relazione, è la via maestra per vite in cui l'umanità è accolta e compresa, prezioso valore di ogni relazione autentica e profonda. “Se ti limiti a comunicare, puoi cavartela, ma se comunichi in maniera efficace, puoi fare miracoli” (J. Rohn) - Leggi/ascolta: https://annarosapacini.com/la-pelle-parla-con-le-tue-emozioni/ - Qui puoi iscriverti a “Comunicare per essere®”: https://annarosapacini.com/podcast/ una via di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda - Counselcoaching, comunicazione, relazioni, professione, benessere. Scrittura evolutiva®, grafologia evolutiva®, soluzioni e percorsi sempre su misura. Per informazioni https://annarosapacini.com/contatti/ - YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini - Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi sul tuo social preferito, cerca @AnnarosaPacini
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Gesù, durante l’Ultima Cena, apre completamente il suo cuore ai suoi apostoli. È una comunione intensa e profonda. Vi leggiamo esortazioni che riguardano tutta l’esistenza. Non sono comandi dettati da una volontà di dimostrare in modo arrogante la propria superiorità, ma la volontà di farci partecipi dei misteri della vita di Dio. Il comandamento di Gesù è il comandamento dell’amore: è l’attuazione di una promessa ed è la possibilità di cambiare completamente la nostra esistenza. Gesù non ci vuole servi, ma amici. Inaugura con noi relazioni nuove; il compimento della sua missione è proprio la realizzazione di questa nuova vita nell’amore di Dio. Le esperienze delle prime comunità cristiane sono la realizzazione di questo comandamento dell’amore: lo leggiamo negli Atti degli Apostoli. Vi sono importanti testimonianze storiche che riguardano soprattutto la vita della comunità di Gerusalemme; anche scrittori non cristiani, appartenenti al mondo pagano di Roma, concordano su questa testimonianza. È storia vera l’amore che animava le comunità cristiane dei primi secoli. E questa storia può diventare ancora cronaca dei nostri giorni: non può essere soltanto la lettura di un passato che non ci appartiene più. Anzi, proprio qui affondano le nostre vere radici. Gesù ci insegna come realizzare tutto questo: se faremo ciò che Egli ci chiede. Le debolezze umane, presenti nella storia, non possono essere vincoli che impediscono il diffondersi di questo amore. I nostri atti saranno allora vera testimonianza se riconosciuti con umiltà come possibilità di conversione, in un atteggiamento di sincero perdono.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8526BEATRICE VENEZI LICENZIATA DALLA FENICE PER NON ESSERE DI SINISTRAdi Federica Di Vito Siamo giunti all'atto finale del rapporto tra Beatrice Venezi e il Teatro La Fenice. O meglio, è arrivata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo da tempo. «La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi», si legge infatti in una nota diffusa dal teatro per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi. Decisione «maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenica e della sua orchestra», prosegue. Intanto, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, «prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia».Le polemiche esplose i giorni scorsi riguardano l'intervista che il maestro d'orchestra Venezi aveva rilasciato al quotidiano argentino La Nacion il 23 aprile, nella quale aveva imputato all'orchestra di «tramandare le posizioni praticamente di padre in figlio». La Venezi, forte di collaborazioni estere, commentando la notizia del suo "licenziamento", ha spiegato che all'estero «si chiedono come sia possibile che una Fondazione finanziata con fondi pubblici possa essere in mano ai sindacati, gestito in un contesto totalmente anarchico».Già lo scorso ottobre il Telegraph aveva titolato le reazioni della sinistra alla nomina della Venezi: «Il contraccolpo di sinistra contro questo affascinante direttore d'orchestra italiano, puzza di sessismo». Definito nell'articolo «uno scandalo tutto italiano» rende l'idea di come la «cupola» dominante del nostro Paese, per dirla con le parole di Marcello Veneziani, ci tenga a epurare i suoi ambienti (artistici, editoriali, culturali) da qualsiasi estraneo che simpatizzi minimamente con l'area conservatrice. Idea che ha ben espresso Alfredo Antoniozzi, esponente di Fratelli d'Italia commentando la vicenda: «L'amara verità è che l'Italia ancora oggi è come quella che descrisse Montanelli cinquant'anni fa: regna il centrodestra ma governa la sinistra nei posti chiave della cultura».Già dall'esordio il rapporto tra La Fenice e Beatrice Venezi era apparso teso. Il 22 settembre scorso, appena resa pubblica la sua nomina a direttore musicale, tutti gli orchestrali del teatro La Fenice si erano ribellati, ritenendo le sue competenze inadeguate per un teatro prestigioso come quello di Venezia. Protesta che è durata ben sette mesi durante i quali abbiamo assistito a episodi quanto meno sconvenienti: durante la prima della Venezi prevista per il 17 ottobre le maestranze avevano scelto di incrociare le braccia e tenere un concerto gratuito in Campo Sant'Angelo. Poi è arrivata la minaccia di non rinnovo degli abbonati qualora fosse stata confermata la direzione della Venezi.Altre proteste al concerto di Capodanno fino ad arrivare alla festosa messinscena fuori dal teatro o agli applausi durante l'intervallo dell'opera di Wagner dopo l'annuncio della fine della collaborazione. A noi risulta troppo palese la colpa principale della Venezi, quella di essere troppo vicina al governo e di non averne mai fatto mistero. L'anno prima aveva partecipato a Sanremo chiedendo di essere chiamata «direttore» al maschile, l'invito ad Atreju e la nomina a consigliere musicale del ministero della Cultura. Una lunga lista di cose imperdonabili.Beatrice Venezi è stata rimossa per aver espresso un'opinione legittima (ma di un certo peso per il ruolo ricoperto) e perché è culturalmente di destra. A chi ancora sostiene la sua presunta inadeguatezza rammentiamo qualche altro ruolo pubblico. Che la giovanissima (23 anni) vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop, non abbia un curriculum all'altezza del ruolo (difficile da maturare anche solo per la giovane età) poco importa. Anzi, era stata applaudita come un segno di maturità e di speranza verso i giovani, peccato che gli stessi che esultavano svilivano l'età troppo giovane della Venezi - che comunque un curriculum di tutto rispetto con tanto di carriera internazionale per lo meno ce l'ha.Per non parlare dell'astro nascente progressista Silvia Salis che ieri sera ha compiuto il rito d'iniziazione catodica da Fabio Fazio. Da atletica, passando per qualche ruolo dirigenziale in ambito sportivo, è stata subito lanciata dalla politica a sindaco di una città capoluogo di regione. In fondo è proprio la sindaca che il 25 aprile l'ha detto a gran voce, «la Liberazione non è di tutti». Così anche ruoli come la direzione d'orchestra, e non c'è curriculum che tenga, non sono di tutti.
Se, al primo date, la tua crush inizia a snocciolarti i suoi millemila viaggi che l'hanno aiutata ad avere una visione più plastica del mondo e di sé stessa, ricordale che dicono che il viaggiare allarghi la mente, ma è necessario possederla una mente. No, non dirglielo! Anzi, fingi di essere anche tu cittadino del mondo, raccontandole che nella creazione della meravigliosa San Pietroburgo da cui è appena tornata c'è stato lo zampino di un sacco di artisti italianissimi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Tito Livraghi"Sangue nero azzurro"Delitti a San SiroMeravigli Edizioniwww.meravigliedizioni.itIl noto medico scrittore milanese Tito Livraghi ci sorprende con un nuovo romanzo… giallo! Anzi, per la precisione: due “gialli” in uno, con tanto di serial killer e uccisioni destinate a rimanere insolute se non fosse per la caparbietà di un ispettore della Squadra Omicidi di Milano che ama dipanare le matasse particolarmente ingarbugliate. Siamo nel 2010: lo stadio di San Siro è teatro di assassinî apparentemente inspiegabili, che poi però si verificano anche in altre parti della città. Ma nella trama, che tiene col fiato sospeso, c'è spazio anche per una storia d'amore, per gustose digressioni gastronomiche, per passeggiate tra i luoghi della memoria milanese oltre che in montagna, per conoscere il mondo delle farfalle…Tito Livraghi (Milano, 1942), medico di fama internazionale nel campo della radiologia interventistica, è un appassionato cultore della storia di Milano. Ha al suo attivo svariati volumi fotografici. Con Meravigli ha pubblicato la trilogia di romanzi storiciLa Riviera di Milano(Premio Letterario Brianza 2017),All'Osteria del FalconeeGiulia Samoyloff La Leonessa di Milano;Il romanzo di Milano; i volumiMilano La città e la sua storia,Milano nasce celtica,l'album illustratoMilano dipinta – Viaggio pittorico(che fa parte anche del cofanettoMilano Viaggio pittorico, assieme al volumeI Navigli di Milano – Viaggio pittoricodi Edo Bricchetti),Milano in 52 oggetti; l'album fotograficoGuerra e Pace Milano 1940-1945, per ricordare l'80° anniversario della Liberazione; il gialloSangue neroazzurro – Delitti a San Siro. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In questo podcast, tratto da un incontro a Milano, Pier Giorgio ci conduce ad osservare, ognuno nella propria esperienza, come spesso capita di avvicinarsi alla meditazione cercando qualcosa, maggiore benessere e tranquillità ad esempio. Anche nelle relazioni è spesso l'attrazione fisica ad essere il principio della frequentazione. Tutto questo non ha niente di sbagliato. Anzi, può rappresentare l'occasione iniziale di approccio e se viene trascesa, senza rimanerne attaccati, può portare a scoprire qualcosa di ben più grande. Questo sia nelle relazioni che nella meditazione.
Ospite: 4uarto Fiamma Nera! Anzi no! PIZZICOTTO! Autore e voce: Alessandro Renzi Editor e voce: Matteo Manoni Patreon.com/sotterraneiedragoni ko-fi.com/sotterraneiedragoni Instagram: @sotterraneiedragoni www.sotterraneiedragoni.com Musiche della parte esplicativa: Allegramente Drammatica Un podcast su Dungeons & Dragon, o D&D per gli amici, e sul gioco di ruolo in generale. Questo podcast fa parte dell'universo di VOIS. Per scoprire di più, segui @vois.fm su Instagram o visita il sito https://vois.fm Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Pokopia e Monster Hunter Stories 3 sono la fine del mondo. In senso letterale. Anche se nessuno gliel'ha chiesto entrambi i giochini del momento su Switch 2 parlano dell'apocalisse climatica. E non lo fanno in un modo facilone dicendo "umani = merda". Anzi. Ai pokémon manchiamo. Più volte in Pokopia i mostri parlano di quanto fossero forti quegli umani che hanno sognato i razzi, anche se non sapevano volare. Omega Force poteva limitarsi a reskinnare Dragon Quest Builders e saremmo stati tutti contenti. Capcom poteva cagare il sequel pedissequo di Monster Hunter Stories 2, magari strizzando l'occhio ai JRPG classiconi di cui un sacco di gente è orfana. E anche qui, saremmo stati contenti. E invece hanno sentito il bisogno di usare le Proprietà Intellettuali del Padrone per esorcizzare la paura di quello che stiamo facendo al pianeta. Per ribadirci che, in fondo, Sephiroth era un minchione. Non siamo solo un tumore per la Terra, siamo in grado di essere anche la soluzione. Possiamo fare meraviglie, quando non cediamo alla cupidigia. Pokopia e Monster Hunter Stories 3 parlano di APokélisse. Tu c'eri dall'altra parte del controller ad ascoltare?
Da dove viene il galateo e perché “si serve prima la signora”? Raccontiamo le origini del Galateo di Giovanni Della Casa e di come le buone maniere a tavola, compresa la precedenza alle donne, nascano da cavalleria e gerarchie sociali più che da parità di genere. ANZI. Vai su Klarna e ottieni flessibilità e cashback, tutto in un'unica app per pagamenti, premi, shopping intelligente e controllo delle tue finanze. #galateo #buonemaniere #GiovanniDellaCasa #galateoatavola #primaLedonne #storiadelgalateo #etichetta #bonTon #CoseMoltoUmane #podcastitaliano Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Una storia poco nota di Andersen, molto ironica e divertente, in cui si intrecciano i ricordi dei suoi viaggi giovanili attraverso l'Europa e temi più profondi come la felicità e la natura umana. Lettura integrale e adattamento di Valter Carignano.Altre storie di Andersen ➡️ CANALE TELEGRAM di FIABE E SIMBOLI. Ogni giorno approfondimenti e curiosità, iscriviti qui: https://t.me/fiabesimboli ➡️ VUOI OFFRIRMI UN CAFFÈ? In tutta sicurezza da 2 euro su PayPalhttps://paypal.me/valtercarignano?country.x=IT&locale.x=it_IT Andersen fu un grande scrittore e un maestro della fiaba, ma non tutto ciò che scrisse apparteneva a questo genere. Anzi, veramente, davvero poche sono le cose che lui intendeva come fiabe. Si tratta di racconti rivolti a tutti, molti più agli adulti che ai bambini, con una dimensione fantastica a volte simbolica e a volte ironica, o entrambe insieme. Storie tradizionali, favole e fiabe, leggende popolari. https://loperarinata.com/fiabe-e-simboli/ ©Tutte le fiabe, favole, storie e tutti i contenuti di questo canale sono registrate, depositate e protetti dal diritto d'autore in tutti i Paesi. #fiabetradizionali #fiabe #audiolibri #andersen #hanschristianandersen #letteratura #fiabeclassiche #storieperdormire #audiolibro #fairytales #umorismo #ironiaSee omnystudio.com/listener for privacy information.
#419 - Lo Strato MancanteC'è uno spazio invisibile — una specie di “strato mancante” — tra l'essere competente… e l'essere considerato una fonte fidata. E la cosa più controintuitiva? Scrivere di più… non lo riempie. Anzi, a volte lo peggiora. Perché continui a fare meglio una cosa… che non è quella giusta.La soluzione non è produrre di più. È cambiare ruolo. Smettere di essere solo una “fonte”e diventare una guida.Invece di creare sempre contenuti nuovi…inizi a fare qualcosa di molto più potente:→ selezioni→ organizzi→ spieghi→ colleghiquello che già esiste.Questa è ciò che si chiama curation. E quindi… cosa serve davvero? Non più contenuto. Ma qualcuno che ti dica:“Questo sì. Questo no. Questo conta. Questo no.” Servono guide. Non altre voci.Morale della favola:Se vuoi diventare una fonte fidata:smetti di cercare idee da creareinizia a cercare cose da capirescegli cosa vale davverospiegalo con la tua lentefallo con continuità___________________________________________________Diventa il Punto di Riferimento nel Tuo SettoreVisibile, credibile, autorevole. Una guida fidata.Costruisciti una reputazione da esperto imparando a organizzare ciò che già c'è là fuori, invece che tentando di diventare lo scrittore che non sei mai stato. Percorso di affiancamento con Robin Good(Apr-Giu 2026)-> riempi questo modulo (3 domande)-> verrai ricontattato/a entro 24 ore-> https://forms.gle/s2erEDJMkYynEES4A__________________________________________________________________Info Utili• Sostieni questo podcast:Entra in contatto con me, ottieni feedback, ricevi consigli sul tuo progetto onlinehttps://Patreon.com/Robin_Good• Musica di questa puntata:"Soft Focus" by Birocratic disponibile su Bandcamp• Nella foto di copertina:Bosco naturale. Altares. Isola di Terceira (PT). April, 2020. • Ascolta e condividi questo podcast:https://www.spreaker.com/show/dabrandafriend• Archivio del podcast organizzato per temi:https://start.me/p/kxENzk/da-brand-a-friend-archivio-podcast• Seguimi su Telegram:https://t.me/RobinGoodItalia• Newsletter in Italiano:https://robingooditalia.substack.comEssere riconosciuti come punti di riferimento fidati curando invece che creando.• Newsletter in Inglese:https://robingood.substack.comHow to be recognized as top trusted influencers by becoming top sector curators. .
Che valore può avere un gol, nella storia di un intero Paese? Anzi di due, col secondo che dal colonia del primo diviene uno Stato libero e indipendente? La parabola umana e calcistica di Rachid Mekhloufi - che vi raccontiamo oggi a Olympia, prima unisce, poi divide, poi riunisce ancora Algeria (terra d'origine della stella del Saint Etienne degli anni Cinquanta e Sessanta) e Francia (sua patria d'adozione). Alla vigilia dei Mondiali del 1958 (poi dominati dal 17enne brasiliano Pelé), Mekhloufi sceglie di lasciare la nazionale francese per unirsi alla squadra del Fronte di Liberazione algerino, braccio sportivo del movimento che in quegli anni combatte per l'indipendenza di Algeri da Parigi. Una volta ottenuta l'indipendenza stessa, Mekhloufi tornerà a giocare, da algerino, nel Saint Etienne, contribuendo ai successi di quella che vent'anni dopo sarà la squadra di un certo Michel Platini... Furio Zara, volto de La Domenica Sportiva e penna de La Gazzetta dello Sport, ci guida alla scoperta di vita e carriera di Rachid Mekhloufi, mentre nella seconda parte della puntata il collega Alex Cizmic ci aiuta a scoprire ambizioni e potenzialità dell'Africa del calcio (forte di ben dieci squadre qualificate!) verso i Mondiali 2026olympia@radio24.itLa regia della puntata è a cura di Martin Garramone
Non sempre ci pensiamo ma gran parte di quello che sappiamo dei Paesi più lontani è il frutto del lavoro dei fotografi. Anzi, spesso in passato, laddove il racconto dei politici era edulcorato o parziale, l'apporto delle fotografie è stato decisivo affinché i cittadini avessero un quadro davvero veritiero dei principali conflitti nel mondo. Parliamo del lavoro del fotoreporter, dell'approccio alla realtà da raccontare e delle sfide e difficoltà che questo mestiere implica con i professionisti Franco Pagetti, Alessandro Gandolfi, Loris Savino e Alessandro Di Gaetano.
Rosella Postorino"Storia di Anna Drei"Milena MilaniEdizioni Cliquotwww.cliquot.itL'incontro davanti al cinema Barberini di Roma, nelle prime righe del romanzo, pare frutto di mera casualità; eppure, la relazione che sboccia subito tra la narratrice – non conosceremo mai il suo nome – e la sfuggente figura di Anna Drei fa già intuire il destino ineluttabile che incatenerà le due giovani donne l'una all'altra.Non è attrazione sessuale, e neppure fiorirà col tempo un'amicizia profonda fra due esistenze affini. Anzi, forse l'opposto: sarà un'intesa rarefatta, straniante, aspra; priva di quella materialità che invece è attributo della violenza (o dell'inconsistenza) maschile.E così, mentre la storia di Anna Drei lentamente si svela, tra un presente disordinato e un passato di verità e immaginazione custodito fra le pagine di un diario, la narratrice può entrare crudamente in contatto con il proprio mondo interiore, addentrarsi nei luoghi più sacri e oscuri di sé, dove il suo doppio la conduce.Storia di Anna Drei, uscito nel 1947 e vincitore della prima edizione del premio Mondadori, è il romanzo d'esordio di Milena Milani, ed è considerato un modello di Esistenzialismo italiano.Postfazione di Rosella Postorino.Illustrazione di copertina di Silvia Franchini.Milena Milani (Savona, 1917-2013), figura poliedrica, ha attraversato il Novecento tra letteratura e arte contemporanea. Dalla frequentazione del gruppo di intellettuali che si riuniva al Caffè Aragno di Roma seguì il suo esordio, nel 1944, con una raccolta di poesie. Del 1947 è il suo primo romanzo, Storia di Anna Drei, con cui vinse la prima edizione del premio Mondadori. La sua opera più nota è invece La ragazza di nome Giulio (Longanesi, 1964), che fu oggetto di processo per oscenità. Nel campo delle arti visive, collaborò con Carlo Cardazzo alla Galleria del Naviglio, del Cavallino e Selecta e aderì allo Spazialismo di Lucio Fontana, firmandone tutti i Manifesti. Attiva promotrice culturale, ricevette nel 1988 l'onorificenza di Grande ufficiale al merito della Repubblica italiana. Oggi la sua opera è curata dalla Fondazione Museo di arte contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo, con sede a Savona.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La vicenda della famiglia della Casa nel bosco non ha ancora trovato una soluzione che metta d'accordo tutti. Anzi, dopo l'allontanamento della madre dalla casa famiglia per comportamenti oppositivi, si sono moltiplicate le polemiche, sempre più polarizzate ed ideologiche Interviene il criminologo forense Francesco Paolo Esposito.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.Parola del Signore.
Lo sponsor di questo episodio è Shopify! Prova adesso Shopify per 1 euro al mese: www.shopify.it/mitologia Cosa significa essere responsabile della morte di chi ti ha seguito fedelmente? Odisseo non è un eroe invincibile. È un uomo che porta sulle spalle il peso delle proprie decisioni. Anche di quelle giuste. Anzi: soprattutto di quelle giuste. Otto anni dopo, nella sala del re dei Feaci, ancora non riesce a guardare le proprie mani senza ricordare... .-.-. Vuoi saperne di più sull'episodio? Vai qui e leggi gli approfondimenti: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/news .-.-. Per avere informazioni su come puoi supportare questo podcast vai qui: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/ Se ti va di dare un'occhiata al libro “Il Re degli Dei”, ecco qui un link (affiliato: a te non costa nulla a me dà un piccolissimo aiuto): https://amzn.to/3Q50uFR Se ti va di dare un'occhiata al libro “Eracle, la via dell'eroe”, ecco qui un link: https://amzn.to/46dAFYZ Altri link affiliati: Lista dei libri che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3Q3ZYI9 Lista dei film che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3DoqTa7 Lista hardware che consiglio per chi è curioso del mondo per podcast (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/44TYKTW Uso plugin audio da questa Software House: Waves. Se vuoi dare un'occhiata, anche questo è un link affiliato: https://www.waves.com/r/1196474 Ami musiche rilassanti e i suoni della natura? Iscriviti a questo meraviglioso canale https://www.youtube.com/channel/UCbRZLgwT37437fYK4YYKhXQ?sub_confirmation=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Gloria Vellini"Sulla Francigena"Racconti in viaggioNeos Edizioniwww.neosedizioni.itIl sole batteva sulla campagna, e la via si stendeva davanti a lui come una cicatrice viva, una ferita, di cui lui e le formiche erano il sangue. Zaino leggero, vecchi scarponi rotti, nessun supporto digitale: solo una cartina, il tracciato GPS su carta e un nome scritto in cima: Grüber. Biologo. Terrorista. Visionario. Nessuno sapeva con certezza. Il cielo era pulito, il vento portava odore di finocchietto e foglie secche. Nessuna distruzione. Nessuna invasione visibile. Solo la strada, gli insetti, e un uomo da raggiungere. Ogni tanto lungo il cammino si fermava, per tenere traccia sul diario dei segni della contaminazione: piccole colonie di formiche giganti, buche scavate nel terreno lunghe quasi due centimetri. Le ore si ripetevano come le preghiere durante un rosario: il cammino, le formiche, il vento che cullava le foglie e i pensieri. La via si apriva in silenzio davanti a lui, lasciando spazio alle riflessioni, alle congetture, alle tante domande senza risposta. E, più camminava, più qualcosa sembrava cambiare. Non c'erano città soffocate dalla vegetazione. Non c'erano morti. Anzi, lungo il cammino la vita tornava.A cura di Gloria VelliniRacconti di Martina Alberici, Luca De Mattia, Elisa Domini, Rachele Donnini, Alberto Drago, Lisa Faggian, Gea Gonnella, Giovanni Iannucci, Viola Labate, Maria Chiara Logullo, Carolina Vittoria Ostini, Lorenzo Riggio, Emma Roggeri, Sofia Sansone.Molto più di un cammino: un viaggio di scoperta e narrazione. Giovani talenti trasformano in storie l'esperienza vissuta lungo il tratto piemontese della Via Francigena, dando nuova voce a un percorso antico che vive nel presente e si proietta nel futuro.Al centro di questo progetto d'antologia nato dalla collaborazione fra l'Associazione Europea delle Vie Francigene e un gruppo di studenti della Scuola Holden, c'è appunto la Via Francigena, un itinerario europeo che unisce paesaggi, culture e generazioni di viandanti. I giovani narratori hanno percorso il tratto piemontese e trasformato le sensazioni in racconti di generi diversi, facendo tesoro della lentezza, del ritmo, dell'ascolto, dell'attenzione per i dettagli: tutto materiale che apre svariate prospettive letterarie. Ogni testo esplora la Francigena con uno sguardo originale, riflettendo paesaggio e profondità del cammino: tra dialoghi, introspezione, misteri o memoria, il viaggio diventa fucina di storie che coniugano l'oggi con la tradizione, restituendo autenticità a un patrimonio millenario. La Francigena trova così un senso rinnovato: occasione di incontro, consapevolezza ambientale, cultura narrata dai giovani, seme per la memoria del territorio, laboratorio di linguaggi preziosi per la valorizzazione di tutte le vie di cammino.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La guerra civile in Siria, finita poco più di un anno fa, non è stata una guerra di religione, e nemmeno una guerra etnica. Ma le divisioni etnico-religiose hanno avuto un ruolo importante, così come lo avevano avuto nei decenni precedenti, durante la lunga dittatura della famiglia Assad. Il vecchio regime aveva garantito una serie di privilegi alla sua comunità di riferimento, gli alauiti, che controllavano le forze di sicurezza, i servizi segreti, l'apparato statale. La repressione prima e durante la guerra civile era quindi decisa e attuata da esponenti della minoranza aluita, nella maggior parte dei casi nei confronti di esponenti della maggioranza sunnita. Non per la loro identità etnico-religiosa ma in quanto membri di quella parte di società discriminata e a un certo punto costretta a ribellarsi. Con la fine della guerra i rapporti si sono ribaltati e il potere è stato preso da esponenti della comunità sunnita. Il nuovo governo ha sempre detto che governerà per tutti, che proteggerà tutte le comunità, a prescindere dalla loro identità etnico-religiosa: sunniti, alauiti, curdi, cristiani, drusi. Nell'ultimo anno però ci sono state violenze e scontri che hanno mostrato molto chiaramente come la convivenza tra i diversi gruppi che compongono la società siriana non sia per nulla scontata. Anzi. Il fatto più grave è stato il massacro degli alauiti nel marzo del 2025. Questo audio documentario, prodotto in Siria nelle scorse settimane, parte proprio da lì.
La guerra civile in Siria, finita poco più di un anno fa, non è stata una guerra di religione, e nemmeno una guerra etnica. Ma le divisioni etnico-religiose hanno avuto un ruolo importante, così come lo avevano avuto nei decenni precedenti, durante la lunga dittatura della famiglia Assad. Il vecchio regime aveva garantito una serie di privilegi alla sua comunità di riferimento, gli alauiti, che controllavano le forze di sicurezza, i servizi segreti, l'apparato statale. La repressione prima e durante la guerra civile era quindi decisa e attuata da esponenti della minoranza aluita, nella maggior parte dei casi nei confronti di esponenti della maggioranza sunnita. Non per la loro identità etnico-religiosa ma in quanto membri di quella parte di società discriminata e a un certo punto costretta a ribellarsi. Con la fine della guerra i rapporti si sono ribaltati e il potere è stato preso da esponenti della comunità sunnita. Il nuovo governo ha sempre detto che governerà per tutti, che proteggerà tutte le comunità, a prescindere dalla loro identità etnico-religiosa: sunniti, alauiti, curdi, cristiani, drusi. Nell'ultimo anno però ci sono state violenze e scontri che hanno mostrato molto chiaramente come la convivenza tra i diversi gruppi che compongono la società siriana non sia per nulla scontata. Anzi. Il fatto più grave è stato il massacro degli alauiti nel marzo del 2025. Questo audio documentario, prodotto in Siria nelle scorse settimane, parte proprio da lì.
Hai studiato italiano per mesi, forse anni, ma quando parli con un italiano vero ti senti perso? Il problema spesso non è la grammatica, ma quelle piccole parole che gli italiani infilano ovunque e che nei libri di testo non si trovano mai. Se vuoi capire l'italiano vero, quello parlato per strada, queste cinque parole sono assolutamente fondamentali! 5 Parole Italiane che DEVI Conoscere per Parlare come un Madrelingua 1. Mica Cominciamo con una parola che gli stranieri quasi mai conoscono, ma che gli italiani usano in continuazione: "mica". Definizione e Origine "Mica" è un avverbio che deriva dal latino "mica", che significava "briciola" — quindi originariamente indicava qualcosa di molto piccolo, quasi niente. Oggi si usa principalmente per rafforzare una negazione, per negare qualcosa da sola, o nelle domande con il significato di "per caso". È una parola tipica del registro informale e colloquiale, quindi la sentirai soprattutto nel parlato quotidiano. A seconda del contesto, può essere sostituita da sinonimi come "per niente", "affatto" o "per caso". A) Rafforzare una Negazione Quando vuoi dare più forza a una frase negativa, usa la struttura "non + verbo + mica". In questo caso, "mica" significa "per niente", "assolutamente". EsempioSignificatoQuesto esercizio non è mica difficile!Non è per niente difficile, è facilissimo!Marco non è mica stupido, sa quello che fa.Marco non è assolutamente stupido.Non ho mica tempo per queste sciocchezze!Non ho assolutamente tempo. B) Sostituire la Negazione "non" A volte "mica" può stare da solo, senza "non", e funziona come una negazione completa, davanti alla parola da negare. EsempioSignificatoTi è piaciuto il film? — Mica tanto.Non tanto, non molto.Com'è il nuovo ristorante? — Mica male!Non male, abbastanza buono!Mica ho capito cosa vuoi dire.Non ho capito. C) Nelle Domande con Significato di "Per Caso" Quando usi "mica" in una domanda, stai chiedendo qualcosa in modo gentile, come dire "per caso". EsempioSignificatoNon avresti mica un caricatore per il telefono?Per caso hai un caricatore?Hai mica sentito che ore sono?Per caso sai che ore sono? 2. Addirittura Passiamo alla seconda parola, una delle più espressive della lingua italiana: "addirittura". Definizione e Caratteristiche "Addirittura" è un avverbio che serve a sottolineare qualcosa di sorprendente, inaspettato o estremo. Quando lo usi, vuoi comunicare che l'informazione che stai dando va oltre le aspettative normali. Può essere usato all'interno di una frase o da solo come esclamazione di stupore. È un avverbio di registro neutro, quindi puoi usarlo tranquillamente sia nel parlato che nello scritto. Presenta alcuni sinonimi utili da conoscere, come "perfino", "persino" o "nientemeno". A) Per Introdurre Informazioni Straordinarie EsempioSignificatoLaura ha studiato tanto e ha addirittura preso 30 e lode all'esame!Non solo ha passato l'esame, ma ha preso il voto massimo! Incredibile!Ieri ho cucinato per la prima volta e mia madre ha addirittura chiesto il bis!Mia madre ha chiesto di mangiare ancora! Pazzesco!Il mio gatto ha addirittura imparato ad aprire le porte.Perfino questo ha imparato! B) Come Esclamazione (da Sola) Puoi usare "addirittura!" da sola per esprimere sorpresa e stupore. Funziona sia in contesti positivi che negativi. ContestoEsempioSorpresa positivaHo vinto 1000 euro alla lotteria! — Addirittura! Che fortuna!Sorpresa negativaIl volo è stato cancellato e dovrò aspettare 8 ore. — Addirittura! Che sfortuna! 3. Ormai Terza parola: "ormai". Preparati, perché questa la sentirai almeno dieci volte al giorno in Italia! Definizione e Caratteristiche "Ormai" è un avverbio di tempo che indica un punto di non ritorno, un momento in cui le cose sono cambiate in modo definitivo. Esprime l'idea che siamo arrivati a una certa situazione e non possiamo (o non ha senso) tornare indietro. Spesso porta con sé una sfumatura di rassegnazione o accettazione, ma non sempre è negativo. È un avverbio di registro neutro, molto comune sia nel parlato che nello scritto. Esiste anche una forma alternativa, "oramai", che significa esattamente la stessa cosa. A seconda del contesto, può essere sostituito da espressioni come "a questo punto", "già" o "quasi". A) Per Indicare che È Troppo Tardi per Cambiare Qualcosa Spesso "ormai" esprime una certa rassegnazione, l'idea che non possiamo più fare nulla. EsempioSignificatoVolevo comprare i biglietti per il concerto, ma ormai sono finiti.È troppo tardi, non posso più comprarli.Avrei voluto studiare medicina, ma ormai ho 50 anni.A questo punto della mia vita, è tardi per ricominciare.Il treno parte tra 2 minuti, ormai non ce la faccio.È inutile correre, non arrivo in tempo. B) Senza Connotazione Negativa Non sempre "ormai" è negativo! Può semplicemente indicare che siamo arrivati a un certo punto di evoluzione o cambiamento. EsempioSignificatoAll'inizio il caffè italiano mi sembrava troppo forte, ma ormai mi piace tantissimo!Adesso, a questo punto, mi sono abituato/a.Ormai conosco Roma come le mie tasche.A questo punto, dopo tanto tempo, la conosco benissimo. C) Con il Significato di "Già" EsempioSignificatoSono ormai tre mesi che studio italiano.Sono già passati tre mesi.È ormai un anno che non vedo i miei genitori.È già passato un anno. D) Con il Significato di "Quasi" EsempioSignificatoLa cena è ormai pronta, mancano solo cinque minuti.La cena è quasi pronta. 4. Anzi Quarta parola: "anzi". Questa è fantastica perché ti salva ogni volta che dici qualcosa e poi cambi idea! Definizione e Caratteristiche "Anzi" è una congiunzione avversativa che serve principalmente a contrapporre due idee o a correggere quello che si è appena detto. Il suo significato base è "al contrario", ma può anche significare "o meglio" quando vuoi rettificare o precisare qualcosa. È una parola molto versatile e frequentissima, di registro neutro, quindi la troverai sia nelle conversazioni informali che nei testi scritti. Tra i suoi sinonimi più comuni ci sono "al contrario", "o meglio" e "invece". A) Significa "Al Contrario" (Dopo una Frase Negativa) Usa "anzi" per dire l'opposto di quello che hai appena detto. EsempioSignificatoQuesto libro non è noioso, anzi, è appassionante!Al contrario, è molto interessante.Non sono arrabbiato con te, anzi, ti ringrazio per la tua sincerità.Al contrario, sono grato.La grammatica italiana non è impossibile, anzi!Al contrario, si può imparare! B) Per Correggersi (Significa "O Meglio") Quando dici qualcosa e vuoi modificarlo, usa "anzi". Spesso si aggiunge "no" (se la frase precedente era affermativa) o "sì" (se era negativa). EsempioSignificatoPrendo un tè, anzi no, preferisco un caffè.Mi correggo, voglio un caffè.Non voglio uscire stasera. Anzi sì, dai, usciamo!Ho cambiato idea, usciamo.Ci vediamo alle 8, anzi, facciamo alle 8 e mezza.Mi correggo, meglio alle 8:30. C) Per Enfatizzare "Anzi" può anche essere usato per rafforzare e intensificare quello che hai appena detto. EsempioSignificatoQuesto tiramisù è buono, anzi buonissimo!Non è solo buono, è eccezionale!Marco è intelligente, anzi è un genio!Non solo intelligente, molto di più! 5. Piuttosto E arriviamo all'ultima parola: "piuttosto". Questa è la più complicata delle cinque, quindi concentrazione massima! Definizione e Caratteristiche "Piuttosto" è un avverbio molto versatile con diversi significati a seconda del contesto. Può indicare una quantità moderata (come "abbastanza"), può servire per cambiare argomento, può esprimere una preferenza, o può essere usato per correggersi. È una parola di registro neutro, comune sia nel parlato che nello scritto, ma richiede un po' di attenzione perché cambia significato in base a come viene usata nella frase. A seconda del contesto, può essere sostituita da "abbastanza", "parecchio", "invece di", "preferibilmente" o "o meglio". A) Significa "Abbastanza", "Parecchio" Si usa principalmente con aggettivi e avverbi. EsempioSignificatoL'esame di oggi era piuttosto difficile.Era abbastanza difficile.Questa borsa è piuttosto cara.È parecchio costosa.Il film è finito piuttosto tardi.È finito abbastanza tardi. Attenzione! Non si usa con sostantivi o verbi da soli. Non puoi dire "c'è piuttosto gente" ❌, ma "c'è parecchia gente" ✓. Non puoi dire "ho mangiato piuttosto" ❌, ma "ho mangiato abbastanza" ✓. B) Per Cambiare Argomento "Piuttosto" è utilissimo quando vuoi spostare la conversazione su un altro tema. EsempioSignificatoVa bene, ho capito cosa è successo. Piuttosto, hai parlato con Luca?Cambiando discorso...Ok, lasciamo perdere questo argomento. Piuttosto, cosa facciamo stasera?Cambiando argomento... C) "Piuttosto che" = Invece di, Anziché Si usa per indicare l'opzione che NON preferiamo. EsempioSignificatoPiuttosto che prendere l'autobus, preferisco camminare.Invece di prendere l'autobus...Piuttosto che litigare, è meglio parlare con calma.Invece di litigare... D) Per Esprimere una Forte Preferenza In questo caso, "piuttosto" esprime che faresti qualsiasi altra cosa pur di evitare qualcosa. EsempioSignificatoNon sopporto il caldo. Piuttosto vado in vacanza in montagna!Preferisco di gran lunga la montagna.Mangeresti gli insetti? — Piuttosto!Piuttosto che mangiare insetti, farei qualsiasi altra cosa! E) "O Piuttosto" = O Meglio (Per Correggersi) EsempioSignificatoParlo bene l'inglese. O piuttosto, me la cavo.O meglio, non parlo benissimo ma mi arrangio. Tabella Riassuntiva delle 5 Parole ParolaCategoriaSignificati PrincipaliSinonimiMicaAvverbioRafforza negazione; sostituisce "non"; significa "per caso" nelle domandePer niente, affatto, per casoAddiritturaAvverbioEsprime sorpresa, qualcosa di inaspettato o estremoPerfino, persino,
Message us here!A mother, a son, and a community caught between love and stigma: the new movie "Rosemead" (produced by Lucy Liu) hits like a quiet earthquake. After watching the early screening, I ugly-cried when I found out that it was based on a true story. Because the story tackles the complexities of loving someone with mental illness, I just had to talk about it here. In this episode, I sit down with "Rosemead" actor Anzi De Benedetto to unpack how a true story about schizophrenia, grief, and culture moves beyond clichés and into the messy details of real life. What does support look like when friends don't have the right language? How does a family navigate care when stigma and “face” loom over every choice?Anzi shares his path to the role of Stan, a well-intentioned friend whose lighthearted validation brings comfort, but only to a certain level. We explore the line between empathy and minimization, the moment when a “pep talk” must give way to professional help, and why understanding psychosis as an ongoing condition, not just a singular event. The conversation expands into the cultural dynamics inside Chinese American communities depicted in the film.Still reeling from the emotional impact of the movie, I had to ask Anzi about his journey with acting that brought him to "Rosemead." He offers a rare look into the acting craft as emotional science: breathwork, body cues, and set safety over mythology, mirroring the same regulation skills I also teach. If Rosemead is screening near you, go see it and tell us what you think. Fair warning- it's not for the faint of heart. Bring tissues. Resources:Follow Anzi on his Instagram: @its_anziGet updates on "Rosemead": @rosemeadfilmSupport the showIf you're navigating someone's mental health or emotional issues, join KulaMind, our community and support platform. In KulaMind, we'll help you set healthy boundaries, advocate for yourself, and support your loved one. Follow @kulamind on Instagram for podcast updates and science-backed insights on staying sane while loving someone emotionally explosive. For more info about this podcast, check out: www.alittlehelpforourfriends.com
La visita del principe saudita arriva in uno dei momenti più delicati del secondo mandato del tycoon, con gli indici di gradimento in calo e l'irritazione della base Maga per la sua gestione del caso Epstein alle stelle. Il presidente è comunque riuscito ad incassare quello che auspicava dalla visita: la rassicurazione da parte di bin Salman che ci saranno gli investimenti negli Stati Uniti promessi nel loro incontro a maggio. Anzi, il principe ereditario ha rilanciato, annunciando che Riad è pronta a salire da 600 a 1.000 miliardi. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente a Sciences Po, e con Emily Tasinato, visiting fellow Fondazione CSF.