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Lunedì il tribunale di Roma ha condannato 3 agenti dei servizi segreti egiziani nella prima sentenza dopo 10 anni legata al caso di Giulio Regeni. I familiari della vittima si sono detti soddisfatti …. ma il governo ha voluto subito precisare che la condanna non riguarda il governo egiziano. Anche se è evidentemente falso. Ma come mai l'Egitto è così importante per il governo Meloni? Anzi per tutti gli ultimi governi italiani? La risposta tira in ballo alcune delle più grandi e controverse aziende italiane come Eni e Leonardo, i flussi migratori e altre cose ancora che proviamo a ricostruire in questa puntata speciale sul caso Giulio Regeni.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:58 - Tutto sul caso RegeniFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/tutto-quello-che-ce-da-sapere-caso-regeni/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Iscriviti alla newsletter: https://bit.ly/4v3UjDYVuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8676NELLA BATTAGLIA TRA DIOCESI E RISTORANTI PERDONO I SACRAMENTIdi Don Stefano Bimbi A Palermo è scoppiata una singolare battaglia intorno alla Prima Comunione. Da una parte l'arcidiocesi, dall'altra ristoratori, fotografi, fiorai, negozi di abbigliamento e altri operatori economici che vivono anche delle feste legate ai sacramenti.Il nuovo Progetto catechistico diocesano avviato nel 2024 prevede un itinerario di cinque anni, normalmente dai sette ai dodici anni di età. Nei primi tre non vengono celebrati sacramenti; nel quarto e nel quinto sono collocate Cresima, Prima Comunione e Confessione. La stampa ha poi sintetizzato la riforma come "Comunione e Cresima insieme". Per questo i ristoratori temono che venga loro tolta la possibilità di guadagnare ad ogni sacramento.L'intenzione dichiarata dalla diocesi è, in realtà, quella di superare un catechismo concepito semplicemente come preparazione immediata al sacramento e di coinvolgere nel cammino anche le famiglie. Intenzioni certamente comprensibili. Chi fa il parroco conosce benissimo il problema: bambini iscritti al catechismo soltanto perché «devono fare la Comunione», famiglie che compaiono in chiesa in occasione del sacramento e poi spariscono, ragazzi che dopo la Cresima salutano parroco, catechisti e parrocchia. La stessa diocesi di Palermo presenta la propria riforma come il tentativo di trasformare la preparazione ai sacramenti in un vero itinerario di maturazione cristiana e ha respinto l'ipotesi di corsi intensivi che ne accorcino i tempi.Il problema, però, è un altro: siamo sicuri che modificare tempi e successione dei sacramenti risolva davvero qualcosa? Ho seri dubbi. Da decenni assistiamo a continue riforme della catechesi. Cambiano i sussidi, cambiano i metodi, cambiano le denominazioni, cambiano le età, aumentano gli incontri con i genitori, nascono nuovi «percorsi». Eppure i problemi fondamentali rimangono pressoché gli stessi.Abbiamo ragazzi che dopo anni di catechismo ignorano spesso persino gli elementi fondamentali della dottrina cattolica. Talvolta questa debolezza riguarda anche chi dovrebbe trasmettere loro la fede. Si trascorrono molte ore insieme, ma si rischia di parlare moltissimo di esperienze, emozioni, relazioni e buoni sentimenti e assai meno di chi è Dio, della Trinità, dell'Incarnazione, del peccato, della grazia, dei sacramenti, dei comandamenti, del giudizio particolare e universale, della vita eterna.UN POTENTE INDOTTRINAMENTONel frattempo quei ragazzi ricevono quotidianamente un potentissimo indottrinamento nella scuola, nei social network, nelle serie televisive e in internet. Su molti temi decisivi della vita imparano a pensare esattamente come pensa il mondo che, lui sì, ha imparato a "catechizzare" le nuove generazioni. E noi immaginiamo di contrastare tutto questo spostando di un anno la Cresima o aggiungendo qualche incontro familiare?Il coinvolgimento dei genitori non può essere ottenuto semplicemente obbligandoli a partecipare a riunioni. Una famiglia lontana dalla fede non viene evangelizzata perché le si impongono cinque o dieci incontri. Anzi, le persone già poco motivate possono percepire l'intero percorso come una ulteriore fatica da sopportare pur di consentire al figlio di ricevere il sacramento.Occorre poi avere il coraggio di porre anche una domanda sulla liturgia. Se un bambino viene catechizzato per cinque anni, ma alla Messa incontra celebrazioni incapaci di comunicargli il senso del sacro, del mistero e della presenza reale di Cristo, magari infarcite invece di canti non appropriati, cartelloni e stravaganze varie, abbiamo davvero risolto il problema aumentando gli anni di catechismo?Ed eccoci ai ristoratori. È facile liquidare la loro protesta dicendo: ecco la prova che Comunione e Cresima sono diventate soltanto occasioni per mangiare al ristorante. Il pericolo esiste, naturalmente, e infatti qualcuno non fa ricevere la Comunione al figlio per non buttare via soldi per i pranzi che, per le spese sproporzionate, somigliano sempre più alle feste per matrimoni. Sarebbe meglio tornare ad una sobrietà ormai perduta. Giusto festeggiare, ma senza esagerare con le spese. Ma tornando alle ragioni dei commercianti, questi muovono un'obiezione molto concreta. Dietro ristoranti, pasticcerie, fotografi, fiorai e negozi ci sono lavoratori e famiglie che vivono del proprio mestiere. Confimprese Palermo ha denunciato perdite molto rilevanti nel settore e ha chiesto almeno una soluzione transitoria per i bambini già più grandi. Anche un gruppo di genitori ha promosso una petizione chiedendo un percorso straordinario per i bambini che nel 2026 compiono dieci anni. Pure il sindaco è intervenuto nella questione invitando a trovare un compromesso che possa soddisfare le richieste dei commercianti.A dire il vero non vedo la necessità di contrapporre sprezzantemente la fede cattolica agli interessi economici. Che la fede venga prima del profitto è ovvio per un cristiano. Ma anche il lavoro con cui un padre mantiene la propria famiglia è una realtà seria.QUALCOSA DI PARADOSSALEC'è anzi qualcosa di paradossale in questa vicenda: i ristoratori pongono un problema concreto e chiedono una soluzione concreta. La risposta ecclesiale propone invece una grande riforma pastorale alla quale viene attribuito il compito di affrontare problemi enormi che da decenni nessuna modifica organizzativa è riuscita a risolvere.Resta poi una questione ancora più propriamente cattolica: l'età della Prima Comunione. San Pio X volle anticiparla all'età dell'uso della ragione, cioè intorno ai sette anni. Benedetto XVI ricordò questa decisione parlando dell'importanza attribuita da Pio X alla frequente ricezione dell'Eucaristia. E il vigente Codice di diritto canonico nel canone 914 stabilisce che genitori e parroco devono provvedere affinché i bambini giunti all'uso di ragione siano convenientemente preparati e, dopo la confessione sacramentale, vengano nutriti «quanto prima» dell'Eucaristia. Rimandare sistematicamente l'accesso all'Eucaristia nell'ambito di percorsi sempre più lunghi merita almeno una seria riflessione. Il sacramento non è il premio finale per chi ha terminato un corso. È anzitutto grazia, alimento della vita cristiana, aiuto per crescere nella santità.Per la Cresima, invece, l'idea di anticiparla rispetto a quanto siamo abituati o addirittura anteporla alla Comunione significa tornare a cento anni fa. Se nel tempo i parroci l'hanno sempre più posticipata ci sarà un motivo. Non sacramentale, ma pratico. Trattenere i giovani più a lungo possibile in parrocchia. Dimenticare questa scelta pastorale abbastanza diffusa, vuol dire cambiare, ma non necessariamente migliorare la situazione attuale.Ecco allora il punto. Non abbiamo bisogno di sconvolgere le date della catechesi. C'è bisogno di tornare a insegnare con chiarezza la fede cattolica, formare seriamente i catechisti, aiutare i genitori a riscoprire la propria responsabilità nell'educazione cristiana dei figli, celebrare liturgie che facciano percepire che ci troviamo davanti a Dio, insegnare ai bambini a confessarsi, pregare, partecipare alla Messa e vivere in grazia di Dio con lo sguardo rivolto al cielo.Poi si potrà discutere se la Comunione sia meglio a nove, dieci o undici anni e se la Cresima debba venire prima o dopo. Ma se manca tutto il resto, possiamo spostare caselle per altri vent'anni senza ottenere alcun risultato. Il rischio è quello di cambiare tutto per non cambiare niente.E, alla fine, forse i ristoratori - che almeno hanno individuato con precisione il loro problema e proposto la relativa ed efficace soluzione - mostrano più sano realismo di un certo mondo ecclesiale che pretende di risolvere la crisi della trasmissione della fede semplicemente ridisegnando un percorso.
Tu cerchi di educare senza urla e punizioni, ma tuo marito non è d'accordo. Anzi, magari pensa che il respectful parenting sia proprio il motivo per cui vostro figlio non ascolta.E allora che si fa? Ha senso continuare a lavorare sul proprio modo di essere genitore quando dall'altra parte c'è qualcuno che reagisce in maniera completamente diversa? E soprattutto, come si prendono decisioni insieme quando il disaccordo riguarda qualcosa che per te non è affatto secondario?Prima o poi quasi tutti i genitori si scontrano su come educare i figli. Ma forse essere “allineati” non significa pensarla allo stesso modo. In questo episodio partiamo da punizioni, conseguenze e conflitti educativi per arrivare a una domanda che può cambiare completamente il modo in cui affrontiamo questi scontri.Cresci con il respectful parenting: https://corsi.mammasuperhero.com/cresci**Iscrizioni aperte fino al 30 settembre 2026
Quante volte entri in giardino e, prima ancora di osservare con attenzione, hai già deciso cosa tagliare, strappare o annaffiare?Prendersi cura di un giardino non significa necessariamente intervenire di continuo.Anzi, molti problemi nascono proprio da azioni compiute troppo presto, troppo spesso o senza aver capito che cosa stia realmente accadendo.In questo episodio ti invito a fermarti per qualche istante e a guardare il tuo spazio verde con occhi diversi.Parliamo di potature inutili, irrigazioni eccessive, terreno lasciato nudo e piante spontanee eliminate automaticamente soltanto perché crescono nel posto sbagliato.Ti racconto perché una pianta afflosciata non ha sempre bisogno d'acqua, perché una crescita vigorosa non è necessariamente un problema e perché quelle che chiamiamo “erbacce” possono proteggere il suolo, resistere alla siccità e offrire cibo e rifugio agli insetti. Questo non significa abbandonare il giardino o lasciare crescere tutto senza criterio.Significa imparare a distinguere ciò che richiede davvero il tuo intervento da ciò che può essere osservato, contenuto o semplicemente accettato.Fare meno, infatti, non vuol dire avere meno cura.Vuol dire scegliere con maggiore precisione, rispettare i processi naturali e progettare uno spazio adatto al tempo che puoi realmente dedicargli.Se il tuo giardino ti sembra sempre più faticoso e ogni intervento genera nuovo lavoro, forse non devi impegnarti ancora di più.Potresti aver bisogno di cambiare strategia.In questa puntata scoprirai come ridurre la manutenzione senza rinunciare alla bellezza, come trovare un equilibrio tra ordine e spontaneità e perché, a volte, il gesto più utile consiste nel lasciare gli attrezzi al loro posto e osservare.Perché il giardino sostenibile non è quello in cui non accade mai nulla senza il tuo permesso. È quello che impari a leggere, accompagnare e, poco alla volta, lasciare collaborare con te.
Cosa c’è da sapere: dal lunedì al venerdì, alle 7, l’appuntamento con le notizie scelte da Laura Pertici. Ascolta il podcast anche su Spotify, Apple Podcasts e Amazon Music.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Ti è mai capitato di parlare in italiano e di sentirti un po'… un robot? "Io mangio. Io bevo. Io studio. Io dormo." Frasi corte, staccate, tutte una dietro l'altra, come i vagoni di un trenino. Se vuoi che il tuo italiano suoni finalmente fluido, naturale e da vero madrelingua, esiste una categoria di paroline magiche che devi assolutamente conoscere. Sono piccole, spesso lunghe una o due sillabe, ma tengono in piedi tutto il discorso: sono le congiunzioni. In questo articolo le vediamo tutte, sia coordinanti sia subordinanti, e scoprirai anche quali di loro nascondono dentro di sé il temutissimo congiuntivo. La Guida Definitiva alle Congiunzioni Italiane La parola "congiunzione" viene dal verbo congiungere, che significa "unire", "collegare". E infatti le congiunzioni servono esattamente a questo: sono quelle parole invariabili — cioè che non cambiano mai forma — che collegano tra loro due parole oppure due frasi. Un esempio semplicissimo: "Mangio la pizza. Bevo la birra." → due frasi separate, un po' rigide. "Mangio la pizza E bevo la birra." → una frase sola, molto più fluida. Visto? Le congiunzioni sono come la colla della lingua italiana. Senza di loro, tutto si sbriciola. Ora, le congiunzioni si dividono in due grandi famiglie: Le congiunzioni COORDINANTI, che collegano due elementi dello stesso livello, cioè due elementi "alla pari". Le congiunzioni SUBORDINANTI, che invece collegano due frasi mettendone una al servizio dell'altra: una frase principale e una frase secondaria che dipende da lei. Le Congiunzioni Coordinanti Le coordinanti uniscono due parole o due frasi che hanno la stessa importanza: nessuna comanda sull'altra, sono colleghe. Ne esistono di vari tipi. Vediamoli uno per uno. 1. Copulative Servono ad aggiungere, a sommare. Le principali: e, anche, pure, inoltre, né, neanche, nemmeno, neppure. Ho comprato il pane E il latte. Non è venuto Marco e NEMMENO Luca. Non mangio la carne NÉ il pesce. Curiosità grammaticale: il "né" è una doppia negazione… ma è corretta! In tante lingue la doppia negazione è vietata. In italiano no: con "né… né" la doppia negazione è addirittura obbligatoria. Si dice "Non mangio né carne né pesce". Se togli il "non", la frase suona sbagliata! Curiosità — La "d eufonica": quando la "e" si trova davanti a un'altra parola che comincia anch'essa per "e", spesso diventa "ed", per rendere il suono più scorrevole. Si chiama proprio "d eufonica", dal greco euphonía, "suono piacevole". Quindi dirai "Italia ED Europa", non "Italia e Europa". Lo stesso vale per la "a", che davanti a un'altra "a" diventa "ad": "L'ho detto AD Anna". La regola moderna consiglia di usare questa "d" soprattutto davanti alla stessa vocale; restano però comuni alcune espressioni fisse come "ad esempio". 2. Disgiuntive Indicano un'alternativa, una scelta, un'esclusione. Le principali: o, oppure, altrimenti. Preferisci il tè O il caffè? Sbrigati, ALTRIMENTI perderemo il treno! 3. Avversative Esprimono un contrasto, un'opposizione. Le principali: ma, però, tuttavia, anzi, eppure, bensì. Vorrei uscire, MA piove. Non sono arrabbiata, ANZI, sono felicissima! ("anzi" rovescia completamente il senso: significa "al contrario".) Studio tanto, EPPURE non ricordo niente! La congiunzione preferita da chi non ha voglia di fare le cose è, senza dubbio, "però": "Vorrei studiare l'italiano… PERÒ oggi fa troppo caldo. PERÒ domani ho da fare. PERÒ magari la settimana prossima…". 4. Esplicative Introducono una spiegazione, un chiarimento. Le principali: cioè, infatti, ossia, vale a dire. Torno tra un attimo, CIOÈ tra cinque minuti. Aveva ragione: INFATTI è andata proprio come diceva lui. 5. Conclusive Introducono una conclusione o una conseguenza. Le principali: quindi, dunque, perciò, pertanto, allora. Piove, QUINDI prendo l'ombrello. "Penso, DUNQUE sono." (la famosissima frase del filosofo Cartesio!) 6. Correlative Vanno sempre in coppia, si "richiamano" a distanza. Le principali: sia… sia, o… o, né… né, non solo… ma anche. SIA io SIA mia sorella parliamo italiano. NON SOLO è bello, MA ANCHE simpatico. Tabella Riassuntiva delle Congiunzioni Coordinanti TipoFunzioneEsempiCopulativeAggiungere, sommaree, anche, pure, inoltre, né, neancheDisgiuntiveIndicare un'alternativao, oppure, altrimentiAvversativeEsprimere un contrastoma, però, tuttavia, anzi, eppure, bensìDichiarativeIntrodurre una spiegazionecioè, infatti, ossia, vale a direConclusiveIntrodurre una conclusionequindi, dunque, perciò, pertanto, alloraCorrelativeAndare in coppiasia… sia, o… o, né… né, non solo… ma anche Le Congiunzioni Subordinanti Ora arriva la parte un pochino più impegnativa. Le congiunzioni subordinanti collegano due frasi, ma non "alla pari": una delle due (la subordinata) dipende dall'altra (la principale). La subordinata, da sola, di solito non ha senso compiuto. Esempio: "Sono felice PERCHÉ ho superato l'esame." "Sono felice" → frase principale, sta in piedi da sola. "perché ho superato l'esame" → frase subordinata: da sola resta appesa, incompleta. Anche le subordinanti hanno tantissimi tipi, in base al significato che aggiungono. Vediamo i più importanti. 1. Causali Indicano la CAUSA, il motivo. Le principali: perché, poiché, siccome, dato che, visto che, dal momento che, giacché. Non esco PERCHÉ sono stanca. SICCOME piove, resto a casa. Curiosità utilissima: "siccome" si mette quasi sempre all'inizio della frase, mentre "perché" di solito va in mezzo. Quindi dirai "Siccome piove, resto a casa" oppure "Resto a casa perché piove", ma NON "Resto a casa siccome piove". 2. Finali Indicano lo SCOPO, l'obiettivo (per quale fine?). Le principali: affinché, perché. Reggono il congiuntivo! Ti scrivo tutto AFFINCHÉ tu non dimentichi. Parla piano PERCHÉ tutti possano capire. Il doppio volto di "perché": hai notato che "perché" è comparso due volte, tra le causali E tra le finali? Non è un errore! "Perché" è una congiunzione furba, che fa due lavori: Quando è CAUSALE (risponde a "per quale motivo?"), vuole l'indicativo: "Studio perché mi PIACE." Quando è FINALE (risponde a "per quale scopo?"), vuole il congiuntivo: "Te lo spiego perché tu CAPISCA." Un solo "perché", due significati e persino due modi verbali diversi! 3. Temporali Indicano il TEMPO. Le principali: quando, mentre, appena, non appena, prima che, dopo che, finché, ogni volta che. MENTRE cucino, ascolto la musica. Ti chiamo APPENA arrivo. Sbrigati PRIMA CHE il negozio chiuda. (+ congiuntivo!) 4. Concessive Indicano una CONCESSIONE, cioè un ostacolo che però non ferma l'azione (nonostante qualcosa). Le principali: benché, sebbene, nonostante, malgrado, anche se, per quanto. ANCHE SE piove, esco lo stesso. (+ indicativo) SEBBENE piova, esco lo stesso. (+ congiuntivo!) Attenzione a questa coppia insidiosa! "Anche se" e "sebbene / benché" significano quasi la stessa cosa. MA: "anche se" vuole l'indicativo, mentre "sebbene", "benché", "nonostante", "malgrado" vogliono il congiuntivo. Errore classico da evitare! 5. Condizionali Indicano una CONDIZIONE (solo a una certa condizione succede qualcosa). Le principali: se, qualora, purché, a patto che, a condizione che, nel caso in cui. Per approfondire, puoi consultare la guida sul periodo ipotetico italiano. SE studi, imparerai. Ti presto la macchina PURCHÉ tu guidi piano. (+ congiuntivo!) 6. Consecutive Indicano una CONSEGUENZA. Le principali: così… che, tanto… che, cosicché, al punto che, in modo che. Ero COSÌ stanca CHE mi sono addormentata sul divano. Ha mangiato TANTO CHE è quasi scoppiato (per modo di dire, eh!). 7. Modali e Comparative Indicano il modo o il confronto. Modali (come, come se): Fai COME ti ho detto. / Si comporta COME SE fosse il capo. (+ congiuntivo!) Comparative (più… che, meno… di, (così)… come, (tanto)… quanto): È più simpatico CHE intelligente. 8. Dichiarative La reginetta di tutte, che (e a volte come). La congiunzione "che" è probabilmente la più usata in assoluto: la trovi davvero dappertutto. Penso CHE tu abbia ragione. (+ congiuntivo!) So CHE sei bravo. (+ indicativo) 9. Eccettuative / Esclusive Le principali: a meno che (non), tranne che, salvo che, senza che. Vengo alla festa, A MENO CHE NON piova. (+ congiuntivo!) Curiosità curiosa: in "a meno che NON piova", quel "non" non è una vera negazione: è "pleonastico", cioè decorativo. La frase significa "vengo, tranne nel caso in cui piova". Sembra strano, ma è così! Tabella Riassuntiva delle Congiunzioni Subordinanti TipoFunzioneModo verbaleCausaliIndicare la causaIndicativoFinaliIndicare lo scopoCongiuntivoTemporaliIndicare il tempoIndicativo (o congiuntivo con "prima che")ConcessiveIndicare una concessioneCongiuntivo (indicativo con "anche se")CondizionaliIndicare una condizioneCongiuntivo (indicativo con "se")ConsecutiveIndicare una conseguenzaIndicativoModali / ComparativeIndicare il modo o il confrontoIndicativo (congiuntivo con "come se")DichiarativeIntrodurre una dichiarazioneIndicativo o congiuntivoEccettuativeIndicare un'eccezioneCongiuntivo Quali Congiunzioni Vogliono il Congiuntivo? Il Riassunto Salvavita Per molti studenti il vero incubo non è la congiunzione in sé, ma il fatto che alcune congiunzioni obbligano a usare il congiuntivo. Ecco un mini-riassunto da tenere sempre a portata di mano. Chiedono il congiuntivo soprattutto: Le finali: affinché (e perché quando è finale). Le concessive: benché, sebbene, nonostante, malgrado, per quanto. Le condizionali del tipo: purché, qualora, a patto che, a condizione che, nel caso in cui. Alcune particolari: prima che, a meno che (non), senza che, come se. Piccolo trucco (con avviso!...
Nel precedente episodio ti ho detto una cosa molto chiara: IN CHETOGENICA GLI ALIMENTI VANNO PESATI. E oggi voglio dirti una cosa che apparentemente potrebbe sembrare l'esatto contrario: NON VOGLIO CHE TU DEBBA PESARE QUELLO CHE MANGI PER TUTTA LA VITA. Non è una contraddizione. Anzi, sono due parti dello stesso percorso. Quando inizi una dieta chetogenica devi imparare a conoscere le quantità che stai realmente mangiando, perché non basta sapere COSA mettere nel piatto. Devi sapere anche QUANTO ne stai mettendo. Proteine, carboidrati e grassi devono rispettare determinate proporzioni. Pensare di poter gestire completamente a caso le quantità significa perdere uno degli elementi fondamentali della chetogenica. Ma c'è un problema... Non viviamo con una bilancia da cucina in tasca. Andiamo al ristorante. Viaggiamo. Mangiamo fuori casa. Ci troviamo in situazioni nelle quali pesare quello che abbiamo davanti è semplicemente impossibile. Ed è qui che entra in gioco una capacità che faccio sviluppare anche ai miei pazienti: ALLENARE L'OCCHIO ALLE PORZIONI. In questo episodio di Vivere in Chetogenica ti spiego come utilizzare la bilancia non soltanto per pesare ciò che mangi, ma per insegnare progressivamente al tuo cervello a riconoscere le quantità. Il principio è molto semplice. Se il tuo piano prevede, per esempio, 150 grammi di pollo, prima di guardare il numero sulla bilancia prova a osservare quella porzione. Guardala. Memorizzala. Cerca di capire visivamente quanto spazio occupa, quali sono le sue dimensioni e come appare nel piatto. Poi pesala. All'inizio probabilmente sbaglierai. Magari anche parecchio. Ed è assolutamente normale. Ma se ripeti questo piccolo esercizio ogni volta che prepari un pasto, dopo qualche settimana inizierai a costruire una vera memoria visiva delle quantità. E da quel momento succede qualcosa di importante: LA DIETA DIVENTA PIÙ SEMPLICE DA VIVERE. Non devi andare al ristorante con la bilancia. Non devi rinunciare a un viaggio perché non puoi pesare il piatto. Non devi essere perfetto al grammo. Devi aver costruito abbastanza esperienza da riuscire a capire, con una buona approssimazione, quanto stai mangiando. Nel podcast vedremo anche un passaggio ancora più interessante: IMPARARE A OSSERVARE GLI ALIMENTI PRIMA E DOPO LA COTTURA. Perché 200 grammi di una determinata verdura cruda possono apparire completamente diversi una volta cotti. Lo stesso vale per carne e altri alimenti. Allenare anche questa associazione ti permette di diventare ancora più autonomo quando mangi qualcosa che ti viene servito già pronto. Ma attenzione. L'occhio si può anche STARARE. Dopo aver imparato ad andare a occhio non significa che la bilancia debba sparire per sempre. Ogni tanto è utile fare una verifica: guarda una porzione; stimane il peso; poi mettila sulla bilancia e controlla quanto ti sei avvicinato. Perché lentamente potresti iniziare a sovrastimare o sottostimare quello che hai nel piatto senza nemmeno rendertene conto. E questa capacità diventa ancora più importante quando arriverai al mantenimento e inizierai eventualmente a reinserire alimenti che durante la fase chetogenica non utilizzavi. A quel punto il processo ricomincia: PESARE. OSSERVARE. IMPARARE. E poi tornare progressivamente a fidarti del tuo occhio. Perché la bilancia è uno strumento di apprendimento. NON dovrebbe diventare una condanna a vita. L'obiettivo è conoscere abbastanza bene ciò che mangi da poter gestire la tua alimentazione anche quando la vita reale non ti permette di essere perfetto. Ed è proprio questa autonomia che trasforma progressivamente una dieta in qualcosa di molto più vicino a uno stile di vita. Buon ascolto.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8661BAMBOLE TRANS PER BIMBI DI 4 ANNIdi Giuliano Guzzo La buona notizia è che l'ideologia gender risulta effettivamente in frenata. Dopo aver sposato le battaglie arcobaleno molti marchi hanno incassato batoste economiche, diverse produzioni televisive estere pro Lgbt ultimamente non sono state rinnovate e l'identità transgender, negli Usa dove tante tendenze hanno inizio, risulta in calo. Tuttavia, chi sposa l'antropologia fluida - questa è la cattiva notizia - non si arrende. Anzi, rilancia con nuove trovate davanti alle quali è difficile non restare perplessi. Ne è un esempio un progetto dell'Università del Minnesota per la creazione di bambole transgender «terapeutiche» destinate a bambini a partire dai 4 anni. Si tratta di prodotti pensati «per bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni» dei quali abbiamo solo delle prime bozze grafiche, ma che comunque - pare - verranno lanciati ufficialmente quest'anno. In effetti, esiste un sito - eloquente fin dal nome, Mygenderdolls.com - che esplicitamente invita «ad iscriversi alla lista d'attesa» dato il «lancio previsto nel 2026».Da quanto è dato sapere, queste bambole - che dalle prime bozze mostrano davvero un aspetto inquietante, altro che «terapeutiche» - sono l'esito, come si diceva, di un progetto universitario; per l'esattezza di un progetto pluriennale portato avanti dai docenti dell'Eli Coleman Institute for Sexual and Gender Health dell'università. Alcuni link sul sito non funzionano ancora e c'è chi ha provato a contattare il portale, come il sito Collegefix.com, per il momento senza ottenere ulteriori chiarimenti su questi giocattoli che è difficile non giudicare sconvolgenti; e non solo per l'estetica, come già detto, tutt'altro che gradevole. Quel che infatti più colpisce di questo progetto sono le finalità sottese, vale a dire, anzitutto, quella di attribuire un'identità fluida o incerta a bimbi di appena 4 anni; e in secondo luogo, quella più in generale di diffondere l'idea - perfino tra i piccoli che si sentono maschi o femmine - che non si è solo maschi o femmine, ma possano esistere «terze identità», per così dire. Quentin Van Meter, presidente uscente dell'American College of Pediatricians, avvicinato da Collegefix.com, ha affermato che minori di età compresa tra i 3 e i 7 anni che venissero persuasi a credere che il sesso possa essere cambiato diventeranno «confusi» e «vulnerabili all'ansia». Difficile dubitarne.A ciò si aggiunga che queste bambole (udite udite) «pensate per medici o per educatori» rappresentano uno strumento chiaramente favorevole all'«affermazione di genere», in un periodo storico non solo di ripensamento internazionale sulla transizione dei minori ma anche di pubblicazioni scientifiche che ne evidenziano i rischi. Come quelli richiamati in uno studio scientifico pubblicato ad aprile sulla rivista Acta Paediatrica - esito di un'analisi di oltre 2.000 persone monitorate per un lasso di tempo di 23 anni, tra il 1996 e il 2019 - ha messo in luce come la transizione peggiori, anziché migliorarla, la salute dei giovani con disforia. Non è finita. A fine maggio anche un altro lavoro pubblicato sull'European Journal of Developmental Psychology aveva sollevato forti perplessità sul cosiddetto «protocollo olandese», che è il modello terapeutico secondo cui - quando il disallineamento fra genere percepito e biologico, che a volte insorge nella prima infanzia, persiste - si può interrompere lo sviluppo bloccando la pubertà sin dalla fase iniziale, per «guadagnare tempo», e poter quindi decidere con calma la propria identità di genere, senza «l'ostacolo» del corpo in crescita.Chiaro che in un contesto simile le bambole transgender siano qualcosa non solo di inopportuno, ma perfino potenzialmente pericoloso. Non pare infine inutile ribadire un ultimo aspetto. Veniamo da anni nei quali ai giocattoli sessualmente tipizzati - quelli cioè considerati «tipicamente maschili» o «tipicamente femminili» - è stata fatta quasi una guerra, esortando i genitori ad acquistare il più possibile giocattoli neutri se non addirittura a regalare giocattoli «maschili» alle bambine e «femminili» ai bambini; e tutto questo per scardinare i temibili stereotipi di genere dei quali anche una bambola rosa sarebbe effigie e megafono. Bene, ma allora come la mettiamo con le bambole transgender? Non è forse anche questo un modo - ammesso e non concesso possa esserci qualche insidia, nel regalare ai piccoli la bambola rosa o la navicella spaziale blu - per veicolare stereotipi, oltre che per rendere dei bambini «confusi» e «vulnerabili all'ansia»? Sarebbe interessante capirlo. Perché secondo un certo modo di guardare il tema dell'identità sessuale e dei ruoli, esisterebbero solo gli stereotipi di genere; mentre quelli pro gender, chissà perché, andrebbero benissimo.
Anzi avevamo già noi stessi pronunciata la nostra sentenza di morte, affinché non confidassimo in noi stessi, ma in Dio che risuscita i morti.2 Corinzi 1:9
Investi con Scalable https://partner.scalable-capital.de/go.cgi?pid=576&wmid=301&cpid=4&prid=13&subid=&target=Broker-Online È troppo tardi per entrare? Con i mercati ai massimi, l'AI al centro di una gigantesca corsa agli investimenti e i giornali pieni di allarmi su bolle e valutazioni, la domanda è inevitabile: quanto manca al prossimo crollo? In questo episodio mettiamo in fila 5 rischi concreti che potrebbero far scendere i mercati da un momento all'altro: dalla concentrazione dell'S&P 500 e dal finanziamento del boom dell'AI, fino all'inflazione, ai tassi e all'effetto ricchezza. Ma conoscere i rischi non significa prevedere il futuro. Anzi: una lista di preoccupazioni è la condizione normale di un mercato ai massimi. Il punto, quindi, non è capire quando arriverà il prossimo crollo, ma imparare a prepararsi senza cercare di prevederlo. Perché se ogni nuova paura porta a vendere o a non investire, il problema potrebbe non essere l'informazione, ma l'allocazione e la pianificazione. Scopri The Bull Academy: il percorso pratico per mettere ordine nelle tue finanze, investire con metodo e costruire un portafoglio coerente con i tuoi obiettivi.
Emanuel Cassiano, in arte Tikkiz Shelby, in questo episodio della serie podcast «L'ospite», porta il pubblico del Corriere del Ticino alla scoperta dell'album collaborativo «Locarnage» al quale hanno lavorato nomi emergenti ma anche storici della scena rap/hip hop di Locarno. In particolare, Cassiamo si sofferma sulla traccia realizzata insieme a un altro artista, Astro (che non ha mai visto di persona e del quale si sa poco o nulla), intitolata appunto «Locarno meravigliao».
Domenica 13 settembre, ad Adro, in provincia di Brescia, è in programma la seconda edizione della Walk and Run by Carrara, una manifestazione sportiva che invita atleti e famiglie a esplorare il suggestivo paesaggio della Franciacorta. Il nostro Claudio Chiari ha incontrato l'organizzatore Sebastiano Carrara: «L'idea è proprio far conoscere la Franciacorta anche a chi non la vive tutti i giorni. Anzi, quest'anno abbiamo introdotto anche alcuni passaggi in scorci molto caratteristici, alcune cantine, alcuni monumenti che caratterizzano proprio il nostro territorio». L'evento è molto inclusivo, aperto sia a corridori esperti sia a chi desidera una semplice passeggiata all'aria aperta, promuovendo il turismo locale e il benessere fisico.
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:«Lo Spirito del Signore è sopra di me;per questo mi ha consacrato con l'unzionee mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,a proclamare ai prigionieri la liberazionee ai ciechi la vista;a rimettere in libertà gli oppressie proclamare l'anno di grazia del Signore».Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.Commento del Vangelo - Don Mattia della diocesi di Cuneo-Fossano
Il 26 agosto 2026 Meta ha chiuso il processo più grande mai intentato contro un social network per la sicurezza dei minori, accettando un accordo con 48 stati americani. Nei titoli è passata una cifra tonda e comoda: 18 miliardi di dollari. Ma quanto di quella cifra è davvero garantito, e quanto dipende da scelte che TikTok e YouTube non hanno ancora preso? E soprattutto: un'azienda accusata di aver progettato Facebook e Instagram per creare dipendenza nei ragazzi, di aver minimizzato i rischi per la loro salute mentale e di averne raccolto i dati senza consenso, se la cava così?In questa puntata ricostruiamo il processo, le accuse, la difesa di Meta (che non ammette alcuna colpa), cosa cambia davvero per i minorenni su Facebook e Instagram, e un dettaglio poco raccontato: la clausola che, secondo un'analisi di TechCrunch, concederebbe a Meta un lasciapassare legale proprio sui dati dei più piccoli.La precedente Insalata Mista citata nel podcast la trovate qui: https://open.spotify.com/episode/3fvt5CK7lFKspMmfasJezk?si=9da4d06147294321Leggi la newsletter completa su insalatamista.blog
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:«Lo Spirito del Signore è sopra di me;per questo mi ha consacrato con l'unzionee mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,a proclamare ai prigionieri la liberazionee ai ciechi la vista;a rimettere in libertà gli oppressi,a proclamare l'anno di grazia del Signore».Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!"». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.Parola del Signore.
Ho acceso il microfono senza copione e ho registrato a caldo alcune considerazioni fatte sull'aereo di ritorno Miami-Cleveland.Attendiamo le vacanze tutto l'anno, e quando arrivano vorremmo semplicemente goderci il momento. Ma ci scontriamo contro alcuni “nemici” che vorrebbero derubarci: la tecnologia, il comportamento dei nostri figli e il modo in cui noi stessi reagiamo agli imprevisti.Per noi, sono stati giorni bellissimi ma, di certo, non senza fatica, litigi, stanchezza ed emozioni intense, che non vanno in vacanza neanche in estate. Anzi! Molto spesso, è proprio quando passiamo più tempo insieme che emergono dinamiche, incomprensioni e piccole verità che durante l'anno restano sullo sfondo.In questo episodio condivido con te tre riflessioni nate durante e dopo le nostre vacanze in crociera. Non sono consigli da seguire né regole da applicare, ma cambi di prospettiva che mi hanno fatto guardare con occhi diversi il modo in cui vivo la quotidianità, le relazioni e me stessa.Buon ascolto!*** Spesso condivido riflessioni e storie personali nella mia newsletter. Iscriviti qui gratuitamente: https://corsi.mammasuperhero.com/iscrizione-MSH-newsletterLascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e di condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito a supporto della genitorialità consapevole. Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
E' giunto il turno di un regista che ha fatto poco eppure tanto allo stesso tempo. Un uomo interessato a parlare del Male che ci circonda, trasmettendoci per davvero l'orrore della vita e la benedizione della morte. Ecco a voi il terrificante cinema di Oz Perkins.Esistono racconti dell'orrore più efficaci delle fiabe della buonanotte?Certo che no e Oz Perkins lo sa fin troppo bene e qui si cimenta con una delle più note e famigerate ovvero il tenebroso e macabro racconto di Hansel e Gretel.Anzi! Di "Gretel e Hansel" e del loro mondo dominato dal patriarcato e il Male onnipresente.
"Non ho visto nessuno." Ma come?! Due negazioni nella stessa frase? In matematica meno per meno fa più… ma in italiano funziona così? E soprattutto: è giusto o è un errore? La doppia negazione è uno di quegli argomenti che separano chi "studia" l'italiano da chi lo parla davvero come un madrelingua. Scopriamo insieme le 8 trappole più comuni e come puoi evitarle. Smettila di Dire "NON MAI VADO" In italiano la doppia negazione non è un errore: è correttissima e spesso addirittura obbligatoria. Tra gli errori più comuni in italiano, quelli sulla doppia negazione sono tra i più diffusi. Vediamo prima la regola d'oro e poi gli 8 errori classici che devi assolutamente evitare. Le Parole Negative dell'Italiano In italiano abbiamo un piccolo gruppo di parole negative, che devi tenere sempre a mente: niente, nulla, nessuno, mai, né… né, neanche, nemmeno, neppure, affatto, mica (e anche più, nel senso di "non più", che si comporta in modo un po' speciale). La regola che le governa è una sola e si basa sulla posizione: Se la parola negativa viene dopo il verbo → ti serve anche "non" prima del verbo. Ecco la doppia negazione! → "Non ho visto nessuno." Se la parola negativa viene prima del verbo → "non" sparisce. Negazione singola! → "Nessuno è venuto." Questa regola funziona alla perfezione con nessuno, niente/nulla, mai, né… né, neanche/nemmeno/neppure. Tienila a mente, perché i primi errori che vedremo nascono proprio da qui. Un'unica regola, e già un sacco di modi diversi di sbagliarla. Piccole Eccezioni: "Più" e "Ancora" La parola più (nel senso di "non più") vuole quasi sempre il "non" e non si mette mai prima del verbo per negare: non dici "Più ti amo", ma "Non ti amo più". Fai attenzione anche a ancora: da sola non è una parola negativa (in "ho ancora tempo" è positiva!), ma quando significa "not yet" vuole il "non" anche quando sta prima del verbo → "Ancora non ho finito". Sono le due piccole ribelli che non seguono del tutto la regola dell'anteposizione. Curiosità Linguistica: la Concordanza Negativa Questo fenomeno ha un nome tecnico: si chiama concordanza negativa. Significa che le negazioni, invece di annullarsi a vicenda, "collaborano" e rinforzano insieme il significato negativo. Non è una stranezza solo dell'italiano: anche lo spagnolo ("No vi a nadie") e il francese ("Je ne vois personne") funzionano allo stesso modo. È una caratteristica di famiglia delle lingue romanze. Anzi, per gran parte della storia delle lingue europee questa è stata la norma, e l'idea che "due negazioni si annullano" è un'imposizione relativamente recente della logica e della matematica sulla lingua di tutti i giorni. Errore n°1 — Dimenticare il "Non" È l'errore numero uno degli anglofoni. In inglese si dice "I saw nobody": una sola negazione. Quindi è naturale tradurre parola per parola e dire "Ho visto nessuno". Ma in italiano, se "nessuno" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Da evitareCorretto"Capisco niente""Non capisco niente""Vado mai in palestra""Non vado mai in palestra""Vedo nessuno""Non vedo nessuno" Perché succede? Perché a scuola, agli studenti di lingua inglese, insegnano che "two negatives make a positive", cioè che due negazioni si annullano. Ma rilassati: l'italiano non è una lezione di matematica. Qui le due negazioni non si annullano (vedi? Anche questa è una doppia negazione perfetta!), anzi, più ne metti, più la frase è negativa. Trabocchetto Collegato: "Qualcuno/Qualcosa" al Posto di "Nessuno/Niente" C'è un secondo modo, più nascosto, di cadere in questo errore. Molti studenti, per "salvare" la frase, evitano la parola negativa e usano qualcuno o qualcosa. Per approfondire questo punto, puoi consultare la guida sugli aggettivi indefiniti in italiano. Da evitareCorretto"Non ho visto qualcuno""Non ho visto nessuno""Non ho mangiato qualcosa""Non ho mangiato niente" Nelle frasi negative devi usare nessuno e niente, non qualcuno e qualcosa (che restano per le frasi affermative e per le domande: "Hai visto qualcuno?"). Tienilo a mente, perché è un errore subdolo che fanno anche studenti di livello avanzato. Errore n°2 — Mettere il "Non" quando NON Serve Questo è l'errore opposto, quello dello "studente bravo che ha imparato fin troppo bene la regola precedente". Quando la parola negativa è prima del verbo, il "non" diventa di troppo. Da evitareCorretto"Nessuno non è venuto alla festa""Nessuno è venuto alla festa""Niente non è cambiato""Niente è cambiato" La cosa interessante è che puoi dire la stessa identica cosa in due modi diversi, semplicemente spostando la parola negativa: "Non è venuto nessuno" ("nessuno" dopo il verbo → c'è "non") "Nessuno è venuto" ("nessuno" prima del verbo → niente "non") Stesso significato, due strutture diverse. Regola pratica da ricordare: o "non", o la parola negativa davanti al verbo. Mai tutti e due insieme. Una Differenza di "Sapore" Le due strutture non sono identiche al 100% nell'uso reale. Quando metti la negazione prima del verbo ("Nessuno è venuto", "Niente è cambiato"), la frase suona un po' più solenne, letteraria, da titolo di giornale. Quando invece usi la doppia negazione con "non" ("Non è venuto nessuno"), suona più naturale e quotidiana: è quella che useresti parlando con un amico al bar. Entrambe sono corrette, ma sapere questa sfumatura ti aiuta a scegliere il registro giusto. Errore n°3 — Sbagliare la Posizione di "Mai" con i Tempi Composti Questo è un errore sottile ma frequentissimo. Con i tempi composti, come il passato prossimo, la posizione naturale di mai, più, ancora, nemmeno non è alla fine della frase, ma tra l'ausiliare e il participio. Per ripassare la formazione di questo tempo, puoi consultare la guida sul passato prossimo e il participio passato. Da evitareNaturale"Non ho visto mai un film così bello""Non ho mai visto un film così bello" Altri esempi: "Non ho più avuto sue notizie." "Non è ancora arrivato." "Non ho nemmeno iniziato." Il "non" resta sempre davanti all'ausiliare, mentre la parola negativa si "incastra" prima del participio. Una volta che ci hai fatto l'orecchio, ti verrà automatico. E con i Verbi Modali? Stessa logica: la negazione si infila vicino al verbo coniugato, non all'infinito. "Non voglio più vederti." "Non posso mai uscire la sera." Il "più" e il "mai" si appoggiano al modale (voglio, posso), non all'infinito. Piccolo dettaglio, grande differenza nel suono naturale della frase. Errore n°4 — Confondere "Né… Né" con "O… O" Quando vuoi negare due cose insieme, in italiano devi usare né… né (con l'accento sulla "é"!), non o… o. Per approfondire l'uso, puoi consultare la guida su tutte le congiunzioni italiane. Da evitareCorretto"Non mangio o carne o pesce""Non mangio né carne né pesce""Mangio né carne né pesce""Non mangio né carne né pesce" Vale sempre la regola della posizione: se "né… né" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Ma se "né… né" apre la frase, cioè sta prima del verbo, allora il "non" sparisce di nuovo (esattamente come nell'Errore n°2!): "Né Marco né Luca sono venuti." Dettaglio sull'accordo: quando il soggetto è "né X né Y", il verbo va quasi sempre al plurale ("Né Marco né Luca sono venuti"), anche se in altre lingue ti verrebbe naturale il singolare. Errore n°5 — Rispondere "Anch'io Non…" invece di "Neanch'io" Questo errore è subdolo, perché non è un errore di grammatica: "Anch'io non bevo caffè" è una frase corretta! Il problema è che come risposta di accordo a una frase negativa suona innaturale: nessun madrelingua risponde così. Per approfondire, puoi consultare la guida su come esprimere accordo e disaccordo in italiano. InnaturaleNaturale"Io non bevo caffè. – Anch'io non bevo caffè.""Io non bevo caffè. – Neanch'io!" Ricorda la differenza: anch'io risponde a una frase positiva → "Amo la pizza! – Anch'io!" neanch'io risponde a una frase negativa → "Non amo l'ananas sulla pizza. – Neanch'io!" Lo stesso vale con il complemento: "Non piace a me. – Neanche a me!" Estendiamo a Tutte le Persone Funziona uguale per tutti: "Lui non viene. – Neanche lei." "Non l'ho mai fatto. – Neanche noi." Nel parlato sentirai spessissimo espressioni colorite come "Neanche per sogno!" o "Neanche per idea!", che significano semplicemente "assolutamente no". Usale e suonerai subito più italiano. Errore n°6 — Sbagliare le Parole dopo "Senza" Ecco un errore che pochi insegnano. Dopo senza, in italiano si usano le parole negative niente e nessuno, NON qualcosa e qualcuno. Da evitareCorretto"È uscito senza dire qualcosa""È uscito senza dire niente""È partito senza salutare qualcuno""È partito senza salutare nessuno" E c'è un secondo trabocchetto, ancora più frequente: dopo senza NON devi aggiungere il "non"! Da evitareCorretto"È uscito senza non dire niente""È uscito senza dire niente" Perché? Perché senza è già di per sé una parola negativa: porta dentro di sé il concetto del "non avere / non fare". Per questo non ha bisogno di un altro "non" davanti. È un piccolo gioiello di logica della lingua: una volta che l'hai capito, non lo sbaglierai più. Errore n°7 — Fraintendere le Frasi tipo "Non Posso Non…" Ti ricordi che ti ho detto "in italiano le negazioni non si annullano"? Ebbene, c'è un caso magnifico in cui invece sì — e se non lo conosci, rischi di capire l'esatto contrario di quello che ti viene detto! "Non posso non ringraziarti" → significa "DEVO ringraziarti" (positivo!). "Non potevo non accorgermene" → "per forza me ne sono accorto". L'errore è proprio questo: senti "Non posso non aiutarti" e pensi "quindi non mi aiuta". Sbagliato! Qui le due negazioni cadono su due verbi diversi ("non posso" + "non ringraziare"), quindi seguono la logica matematica e si annullano, dando un senso affermativo. Nella concordanza negativa di prima, invece,...
Sorpresa! Avevate perso le speranze, vero? Dopo più di un anno, rieccomi con una nuova puntata e un microfono nuovo-nuovissimo! Prima, vi avviso, chiacchieriamo un po'. Poi però si torna seri, con una storia che lascia senza parole. E sì, anche con parecchia rabbia. Una puntata che probabilmente non piacerà a chi sente il bisogno di precisare “non tutti gli uomini”. Amen! Perché oggi vi racconto di un professore stimato che, ironia della sorte, voleva solo dare una lezione. Un uomo “perbene”. Anzi, un uomo “meraviglioso” che amava. E che, in una notte qualunque, aveva predisposto un set. Aveva acceso una telecamera. E aveva registrato tutto. Un uomo che ha scritto: “Questa serata sembra uscita dal peggiore incubo che la mente umana possa concepire.” Spoiler: aveva ragione. Solo che l'incubo non era il suo, ma quello che avrebbe inflitto mesi dopo. In questa puntata di Casi Umani parliamo di Anastasia Shakurova, di Biagio Buonomo e di Stefano Perale. E di quanto sia pericoloso continuare a chiamare “amore” ciò che amore non è. Chi è il Caso Umano di oggi? Scopriamolo insieme! (Su Instagram le foto dei protagonisti) Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Una delle fiabe lunghe più affascinanti di Hans Christian Andersen. Il protagonista subisce un grave lutto, che però lo porta a scoprire il mondo del visibile e dell'invisibile. Arriverà fino a scontrarsi con le potenze oscure dell'inferno per poter esaudire il proprio sogno d'amore.Una storia di amicizia, gratitudine e coraggio, nella quale il bene ricevuto ritorna quando meno ce lo aspettiamo e il viaggio diventa un percorso di trasformazione. IIn origine fu intitolato l compagno di viaggio (Reisekammeraten), è In questo video puoi ascoltare la lettura integrale della fiaba, destinata a un pubblico adulto interessato alla narrazione, al folklore e al significato simbolico delle storie tradizionali. Iscriviti a Fiabe e Simboli per ascoltare altre fiabe, leggende e racconti della tradizione popolare. Lettura integrale e adattamento di Valter Carignano.Altre storie di Andersen ➡️ CANALE TELEGRAM di FIABE E SIMBOLI. Ogni giorno approfondimenti e curiosità, iscriviti qui: https://t.me/fiabesimboli➡️ VUOI OFFRIRMI UN CAFFÈ? In tutta sicurezza da 2 euro su PayPalhttps://paypal.me/valtercarignano?country.x=IT&locale.x=it_IT Andersen fu un grande scrittore e un maestro della fiaba, ma non tutto ciò che scrisse apparteneva a questo genere. Anzi, veramente, davvero poche sono le cose che lui intendeva come fiabe. Si tratta di racconti rivolti a tutti, molti più agli adulti che ai bambini, con una dimensione fantastica a volte simbolica e a volte ironica, o entrambe insieme. Storie tradizionali, favole e fiabe, leggende popolari. https://loperarinata.com/fiabe-e-simboli/ ©Tutte le fiabe, favole, storie e tutti i contenuti di questo canale sono registrate, depositate e protetti dal diritto d'autore in tutti i Paesi. #fiabetradizionali #fiabe #audiolibri #andersen #hanschristianandersen #letteratura #fiabeclassiche #audiolibro #fairytales #narrazione #folkloreSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Dietro le quarte. Il lavoro sui libri raccontato da chi li fa
Nella quarta stagione di Dietro le Quarte esploriamo i generi letterari. E da cosa iniziare, se non dal romance? Anzi, dal new romance, il fenomeno editoriale che negli ultimi anni ha conquistato lettrici e classifiche, ridefinendo il modo di raccontare le relazioni. Ne parliamo con Martina Donati, Direttrice editoriale narrativa di Sperling&Kupfer, Frassinelli e Piemme, per capire come un genere di così grande successo continui a faticare nel vedersi riconosciuta una piena dignità letteraria. Ma il new romance è solo un fenomeno editoriale o può essere considerato anche una nuova forma di educazione sentimentale?
Tantissimi i temi in discussione, molti anche politici, tante interpellanze e mozioni, e le ratifiche di bilancio. Nello spazio condotto da Brocks descrive i temi la presidente del consiglio comunale Teresa Mantero
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Nel Vangelo di oggi troviamo due termini familiari: ascoltare e fare la volontà. Se, nell’atteggiamento di ascolto, tutto il nostro essere si apre fiducioso verso l’altro, anche il fare la volontà, sia di Dio sia di un’altra persona, a prima vista non ci sembra così positivo. Anzi, sappiamo, grazie alle scienze psicologiche, quanti meccanismi perversi possono nascondersi dietro questo atteggiamento. Ma l’ascolto è propedeutico al «fare la volontà»; anzi, questa si manifesta in pienezza quanto più si è capaci di tendere l’orecchio del proprio cuore per scrutare i segni della presenza di Dio. In tal modo, il compiere la volontà divina non è un mero sottomettersi a qualcosa o a qualcuno più grande e potente di noi. Sarebbe una sorta di fatalismo che ci ridurrebbe a essere infelici. È, invece, un gesto profetico che ci fa cogliere l’essenza stessa della realtà. Così riconosciamo che ci sono legami che vanno ben al di là della carne e del sangue, che ci sono valori che superano le mode e che la nostra contingenza può essere essere superata volgendo lo sguardo verso l’Assoluto. E poi… «Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui».
Natascia Chiarlo"Anima Festival 2026"www.animafestival.netL'Anima Festival, giunta alla sua undicesima edizione, si sta rivelando ancora una volta come una delle rassegne estive più amate del Piemonte, per la sua proposta artistica e per la cornice meravigliosa dell'Anfiteatro dell'Anima, un palcoscenico naturale visivamente abbracciato dalla cerchia delle Alpi, col Monviso da un lato e i dolci declivi delle colline langarole dall'altro. Dopo aver annunciato per l'estate del 2026 i concerti di Emma, Madame, Serena Brancale, Luca Carboni, Sal da Vinci e Riccardo Cocciante, oltre la serata comica con Max Angioni, la direzione artistica del Festival ha annunciato a sorpresa una grande novità. Sabato 5 settembre il palcoscenico piemontese ospiterà Alberto Angela, con la presentazione del suo nuovo libro, edito Mondadori, “CESARE. La conquista dell'eternità”. La serata doveva essere quella del concerto di Claudio Baglioni, che ha rimandato il tour al 2027 per problemi di salute. Ma la data non resterà vuota. Anzi. Ci sarà l'amatissimo e stimatissimo Angela. Paleontologo, naturalista, giornalista, divulgatore scientifico, scrittore e conduttore di numerosi programmi di successo trasmessi dalla RAI, racconta: “Immaginate di partire assieme a Giulio Cesare e alle sue legioni. È il 58 a.C., la Gallia è una terra lontana, abitata da popolazioni bellicose, mai dome, che hanno già inflitto dolorose sconfitte ai Romani. Ma è anche una terra ricca e prospera. Giulio Cesare vuole conquistarla, per sé e per Roma, e per farlo è disposto ad affrontare ogni avversità: estenuanti marce nella neve e battaglie sanguinose, intrighi di palazzo e tradimenti, ponti da costruire e flotte da creare da zero, foreste che si dicono stregate e santuari con scheletri decapitati. Sarà un viaggio avventuroso e pieno di scoperte, che Cesare guiderà con il coraggio e la curiosità di Ulisse. Ma sarà anche un viaggio interiore, a fianco di un uomo implacabile e geniale, carismatico e instancabile, eppure non privo di dubbi e paure recondite. Un condottiero con i suoi lati oscuri e violenti, ma anche un fine pensatore e un grande scrittore, che ama con passione, tradisce ed è tradito, che è fidanzato, marito, padre, amante, vedovo, eterosessuale, bisessuale… E sullo sfondo del racconto, a completare il vasto affresco di quell'epoca cruciale per il destino di Roma e dell'Europa, ecco comparire Cicerone e Catullo, Cleopatra e Marco Antonio, Crasso e Pompeo, Calpurnia, la dolce moglie di Cesare, e Giulia, la sua amata figlia. Alberto Angela torna in libreria con un'opera unica e grandiosa, che prende spunto dal De bello Gallico per trascinarci in un'avventura senza pari. Le pagine si susseguono con il ritmo e le atmosfere dei film e delle serie tv più avvincenti, e al tempo stesso arricchiscono il lettore di scoperte, curiosità e riflessioni sul mondo romano. Le ricostruzioni dei volti, delle scene di battaglia e di vita quotidiana, realizzate grazie al supporto dell'intelligenza artificiale, consentono inoltre di rivedere, come fossero attuali, fotogrammi di vita andati perduti. Tutto concorre a farci immergere nella Storia come raramente un libro era riuscito prima, permettendoci di sentirla così vicina e così viva.” Sabato 5 settembre l'Anfiteatro dell'Anima aprirà già alle ore 19, per consentire al pubblico di arrivare con tutta calma, usufruendo dell'ampio parcheggio e dell'attrezzata zona ristoro. La presentazione del libro avrà inizio alle ore 21 e avrà durata di circa un'ora. Angela dialogherà con Alberto Infelise, giornalista de La Stampa. I posti saranno numerati e disponibili sul sito www.ticketone.it da lunedì 13 luglio 2026 alla cifra simbolica di sei euro (più diritti di prevendita) o direttamente al botteghino della location la sera stessa. Al termine della presentazione Angela sarà disponibile per un firmacopie per le prime trecento persone che si iscriveranno a un link presto disponibile sul sito ufficiale www.animafestival.net Natascia e Ivan Chiarlo dichiarano sull'evento: “Inseguivamo da anni il sogno di poter ospitare nel nostro anfiteatro un luminare della cultura come Alberto Angela. Siamo molto felici di essere riusciti nel nostro intento, che è un primo assaggio dell'ampliamento dell'offerta dell'Anima Festival. La direzione che vogliamo dare è infatti quella di costruire, anno dopo anno, un luogo di cultura a trecentosessanta gradi. I nomi e i cartelloni cambiano, le stagioni passano, il pubblico si rinnova e si amplia, ma il focus rimane quello di fare vivere al pubblico un'esperienza, facendo portare a casa un ricordo speciale che rimane nel tempo. È un luogo che continua a crescere, senza smarrire – ça va sans dire – la sua anima.”Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Lo sappiamo, fa caldo. Anzi, troppo caldo. Non è un'anomalia, ma una nuova normalità al quale dovremmo abituarci. Per l'afa in Francia sono state spente diverse centrali nucleari. Partiamo da questa storia per capire insieme le reali ed effettive misure che possiamo intraprendere con le rinnovabili, per affrontare un inverno più "indipendente" a livello energetico.Gli ospiti di oggi:Mariano Tarantino - Responsabile del Dipartimenti Sistemi Nucleari per l'energia di ENEAGiulia Monteleone - Direttrice del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEAGiorgio Boneschi - Direttore Generale di Elettricità FuturaSergio Yahya Pallavicini - Presidente di EuLeMa - "European Muslim Leaders' Majlis". (Majlis significa Consiglio in Arabo)Ascolta ancheStorie dal socialeRicostruire
Naviga in totale sicurezza con NordVPN https://nordvpn.com/thebull #adv Oggi parliamo di una delle convinzioni più radicate nella finanza personale: che l'oro sia il bene rifugio per eccellenza. Per anni ci siamo raccontati la stessa storia: oro come protezione contro inflazione, debito pubblico fuori controllo e crisi geopolitiche. Tra 2024 e 2025 questa narrativa ha spinto sempre più investitori su ETC ed ETF, trasformandolo nella posizione “più sicura” del portafoglio. Poi però è successo qualcosa di strano. Quando il rischio è diventato reale — tra tensioni geopolitiche e mercati in turbolenza — l'oro non ha fatto il suo lavoro. Anzi, ha perso terreno mentre asset “rischiosi” come l'azionario tenevano meglio del previsto.“Hai comprato l'oro per dormire la notte. E alla fine è stato proprio l'oro a tenerti sveglio.” Da qui nasce la domanda centrale di questo episodio: l'oro è ancora un bene rifugio o è diventato qualcos'altro? Novità assoluta a partire da questo episodio! Tutti i grafici che sono mostrati nei video saranno scaricabili in versione PDF con brevissimo commento di fianco a ciascuno, quindi se poi volete recuperarli li trovate tutti assieme.
Adelio Fusé"Souvenirs in continuum"Poesie 2003 - 2023Prefazione di Andrea RompianesiPostfazione di René CoronaBook Editorewww.bookeditore.itI souvenirs del titolo erano inizialmente previsti al singolare, con allusione ironica – vale la pena notare che a souvenir fonicamente ben si accompagna sourire – all'oggetto-ricordo che si porta in regalo da un viaggio e, di riflesso, a questa autoantologia, surrogato di un percorso idealmente destinato alle poche lettrici e ai pochi lettori su cui la poesia può fare affidamento. Quanto all'autore, l'occasione gli consente di dichiarare il proprio les jeux sont faits, almeno in riferimento a ciò che fin qui si è lasciato alle spalle ma con la prospettiva di aprire nuovi ‘giochi'.Lo slittamento dal singolare al plurale sposta l'accento sulle singole tappe (i souvenirs) che hanno preceduto la sintesi (l'antologia-souvenir), rendendola possibile. Tappe ‘mobili', in movimento costante, come quelle di un viaggio, appunto, costituite da sette libri (Il boomerang non torna, Orizzonti della clessidra distesa, Canti dello specchio bifronte, L'obliqua scacchiera, La veglia del sonnambulo, Tempo ventriloquo, Mosaico del viandante). Tappe, inoltre, in comunicazione tra loro, che via via, procedendo, si passano il testimone sino a formare due cicli – “Quadrilogia degli oggetti anomali”, “Trilogia dell'erranza” – sconfinanti l'uno nell'altro. Il continuum è la forma di confluenza che ne deriva.Nel loro succedersi le poesie del settetto costituiscono un teatro-mosaico di situazioni variabili e in progressione, dove l'esterno (l'alterità, i luoghi come fucine di storie) conta innegabilmente più dell'interno (il famigerato io o il ‘chiuso' di un rifugio). Di spostamento in spostamento ci si trova soprattutto en plein air – aree urbane e periferiche, monti e pianure, spiagge vuote e isole –, dentro un'esperienza in divenire che dal presente guarda al futuro riattualizzando il passato e che interseca verosimile e inverosimile, realtà e sogno. L'io è centrifugo, un personaggio tra i personaggi. Anzi, vero attore protagonista è il tu, imprescindibile figura di dialogo.Si è cominciato con un boomerang che non torna e prolunga il lancio, e si è giunti al mosaico di un viandante a cui mancherà sempre un tassello per potersi completare. L'erranza-continuum era già nell'avvio. Adelio Fusé (1958) è autore di saggi su Sade, Kafka, Sartre, Handke, Eno (Materiali Sonori-Auditorium, 1999) e dei romanzi North Rocks (Campanotto, 2001), L'astrazione non è la mia passione principale (Manni, 2018), Le direzioni dell'attesa (Manni, 2020), Di chi sono queste insonnie (Manni, 2025, candidato al premio “Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante”). I suoi libri di poesia, tutti pubblicati da Book Editore, hanno ottenuto riconoscimenti a diversi premi (“Lorenzo Montano”, “Camaiore-Francesco Belluomini”, “Bologna in Lettere”). Collabora con artisti, fotografi, musicisti e scrive per varie riviste.www.adeliofuse.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In quanti Paesi del mondo si parla italiano? Se la risposta che ti viene in mente è "uno solo, l'Italia", preparati a una sorpresa. Potresti ordinare un cappuccino in italiano in Svizzera, in Croazia, addirittura in un piccolo angolo dell'Argentina o degli Stati Uniti. La nostra lingua viaggia molto più di quanto pensi e, quando va all'estero, lascia tracce sorprendenti nelle lingue locali. Paesi, Comunità e Curiosità L'italiano è una lingua molto più diffusa di quanto si immagini. Oltre a essere lingua ufficiale in diversi Paesi, è presente in tante comunità sparse per il mondo grazie alla storia e all'emigrazione. Scopriamo insieme dove si parla e che tracce ha lasciato. I Paesi dove l'Italiano è Lingua Ufficiale Partiamo dalle certezze. Oltre all'Italia, ci sono altri luoghi dove l'italiano è una lingua ufficiale, usata nella vita quotidiana e nei documenti amministrativi. La Svizzera La Svizzera ha quattro lingue nazionali: tedesco, francese, italiano e romancio. L'italiano è la lingua principale del Canton Ticino e di alcune valli del Canton Grigioni. A Lugano o a Bellinzona, cartelli, menu e conversazioni sono tutti in italiano, e persino le leggi e i documenti ufficiali della Confederazione vengono tradotti in italiano. L'italiano della Svizzera ha però tante parole "tutte sue", che in Italia non userebbe nessuno: si chiamano elvetismi. La macchina ha colorito questo italiano regionale in modo simpatico, come mostrano gli esempi qui sotto. ElvetismoSignificato in ItaliaNatelTelefono cellulareAzioneOfferta speciale, scontoSaccoZainoRiservarePrenotare (dal francese réserver) Se un ticinese ti dice "ti chiamo sul natel" o vedi al supermercato "questo prodotto è in azione", ora sai cosa significa. Sono proprio queste piccole differenze a rendere l'italiano svizzero unico. Per scoprire altre varietà dell'italiano standard e degli accenti, c'è una guida dedicata. San Marino San Marino è uno degli Stati più piccoli del mondo e si trova completamente dentro il territorio italiano: è quella che si chiama un'enclave. Qui l'italiano è la lingua ufficiale, quindi non avrai nessun problema di comunicazione. La Città del Vaticano Anche nella Città del Vaticano l'italiano è la lingua di uso quotidiano e amministrativo. La lingua ufficiale degli atti più solenni della Chiesa è il latino, ma nella vita di tutti i giorni si parla italiano. Anzi, l'italiano è diventato una specie di lingua franca del Vaticano: la lingua che persone di nazionalità diverse usano per capirsi tra loro. Slovenia e Croazia: la Regione dell'Istria L'italiano è lingua ufficiale anche fuori dall'Italia, in Slovenia e Croazia, precisamente nella regione dell'Istria. In Slovenia è co-ufficiale in alcuni comuni della costa, come Capodistria, Isola e Pirano; in Croazia è lingua ufficiale a livello della Regione Istriana, accanto al croato. Cosa significa co-ufficiale? Significa che una lingua convive con un'altra, alla pari. In Istria i cartelli stradali e i documenti pubblici sono scritti in due lingue, ed esiste anche una storica comunità italiana con scuole e giornali in italiano. Dove l'Italiano Non è Ufficiale, ma è di Casa Ci sono luoghi dove l'italiano non è una lingua ufficiale, eppure si sente eccome. Il motivo è uno solo: l'emigrazione. Tra la fine dell'Ottocento e il Novecento, milioni di italiani lasciarono il Paese in cerca di lavoro, portando con sé la valigia, i sogni e la lingua. L'Argentina e il Lunfardo Se c'è un Paese dove l'eredità italiana è fortissima, è l'Argentina: una grande parte della popolazione ha origini italiane. L'italiano ha influenzato persino il suono dello spagnolo locale: lo spagnolo di Buenos Aires ha un'intonazione molto "cantata", melodica, che ricorda il modo di parlare degli italiani. Nel dialetto locale di Buenos Aires, chiamato lunfardo, ci sono tantissime parole di origine italiana: Parola in lunfardoSignificatoOrigine italianaLaburarLavorareDa "lavorare"FiacaPigriziaDa "fiacca"MufaSfortuna, malumoreDa "muffa"MorfarMangiareDa espressioni gergali italiane In Argentina un orecchio attento riconoscerà sempre un pezzettino d'Italia in mezzo allo spagnolo. Il Brasile e il Talian Soprattutto nel sud del Brasile ci sono intere comunità di origine italiana. In alcune zone si parla addirittura il talian, una lingua nata dall'incontro tra il dialetto veneto degli emigranti e il portoghese. Per scoprire la ricchezza dei dialetti italiani, puoi consultare la guida dedicata. Il talian ha mantenuto la grammatica e il vocabolario del veneto: la sedia si dice ancora carega e la forchetta si dice piron, proprio come in Veneto. Ha però "preso in prestito" parole portoghesi per indicare le cose che gli emigranti non conoscevano: per dire "zoccolo", per esempio, si usa la parola portoghese tamanco. Oggi il talian è riconosciuto come patrimonio culturale del Brasile. C'è perfino un comune, chiamato Serafina Corrêa, dove il talian è lingua co-ufficiale insieme al portoghese. Le Curiosità Linguistiche più Sorprendenti L'italiano ha lasciato tracce in luoghi davvero lontani, dando vita a prestiti linguistici curiosi e a vere e proprie lingue ibride. Per altre curiosità sulla lingua italiana, c'è una guida dedicata. Stati Uniti, Canada e Australia In questi Paesi esistono grandi comunità italo-discendenti. Nelle grandi città americane ci sono ancora le famose "Little Italy", i quartieri italiani, dove l'italiano sopravvive nelle famiglie e nei ristoranti. Qui è nato un fenomeno linguistico curioso: una specie di italiano mescolato con l'inglese. Gli emigranti hanno italianizzato molte parole inglesi: Parola italianizzataOrigine ingleseItaliano correttoStoroStoreNegozioGiobbaJobLavoroBossoBossCapo Attenzione: non è italiano corretto e non va usato nei compiti. È però una testimonianza affascinante di come una lingua si adatta quando viaggia. Si tratta di un fenomeno simile a quello dei prestiti linguistici come anglicismi e francesismi presenti nell'italiano d'Italia. L'Eritrea e la Lingua Tigrina La curiosità più sorprendente porta l'italiano addirittura in Africa. In Eritrea, per ragioni storiche legate al passato coloniale, l'italiano ha lasciato un segno profondissimo. Tantissime parole italiane sono entrate nel tigrino, la lingua locale più parlata. Spesso si tratta di parole legate a oggetti, cibi e abbigliamento portati dagli italiani: Parola in tigrinoOrigine italianaMakinaMacchinaPastaPastaGonàGonna Un eritreo può quindi usare parole di origine italiana senza nemmeno saperlo. Dopo alcuni anni di interruzione, dal 2024 ad Asmara, la capitale, sono ripartiti i corsi di lingua e cultura italiana. Una Lingua Viva che Si Trasforma In tutti questi luoghi l'italiano non è rimasto "congelato": si è mescolato, ha cambiato forma, si è adattato. È proprio questo il bello delle lingue vive: viaggiano, incontrano altre lingue e si trasformano. Per capire meglio questi meccanismi, puoi leggere la guida sui misteri della lingua italiana. Tabella Riassuntiva: l'Italiano nel Mondo Ecco una tabella che riassume dove si parla italiano fuori dall'Italia e con quale status. Per approfondire le lingue ibride nate dall'italiano come il talian, c'è una guida dedicata. LuogoStatus dell'italianoNoteSvizzeraLingua ufficialeCanton Ticino e Grigioni; presenza di elvetismiSan MarinoLingua ufficialeEnclave nel territorio italianoCittà del VaticanoLingua di uso quotidianoLingua franca; latino per gli atti solenniSlovenia e CroaziaLingua co-ufficialeRegione dell'IstriaArgentinaNon ufficialeForte influenza nel lunfardoBrasileNon ufficiale (talian co-ufficiale a Serafina Corrêa)Talian dal dialetto venetoUSA, Canada, AustraliaNon ufficialeComunità italo-discendenti, "Little Italy"EritreaNon ufficialePrestiti nel tigrino; corsi ad Asmara dal 2024 Domande Frequenti In Quanti Paesi l'Italiano è Lingua Ufficiale? Oltre all'Italia, l'italiano è lingua ufficiale in Svizzera, San Marino e Città del Vaticano. È inoltre lingua co-ufficiale in alcune zone della Slovenia e della Croazia, nella regione dell'Istria. Cosa Sono gli Elvetismi? Gli elvetismi sono parole o espressioni tipiche dell'italiano parlato in Svizzera, che in Italia non si usano. Alcuni esempi sono natel (telefono cellulare), azione (offerta speciale) e riservare (prenotare). Che Cos'è il Talian? Il talian è una lingua parlata nel sud del Brasile, nata dall'incontro tra il dialetto veneto degli emigranti italiani e il portoghese. Oggi è riconosciuto come patrimonio culturale del Brasile. Perché in Argentina Ci Sono Tante Parole Italiane? A causa della grande emigrazione italiana tra Ottocento e Novecento. Una larga parte della popolazione argentina ha origini italiane, e questo ha influenzato sia il suono dello spagnolo locale sia il vocabolario del lunfardo, il dialetto di Buenos Aires. L'Italiano Si Parla Anche in Africa? Sì. In Eritrea, per ragioni storiche legate al passato coloniale, l'italiano ha lasciato molte parole nella lingua tigrina. Dal 2024, inoltre, ad Asmara sono ripartiti i corsi di lingua e cultura italiana. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sull'Italiano nel Mondo", "description": "Quiz interattivo sull'italiano nel mondo con 10 domande sui Paesi dove si parla italiano, gli elvetismi, il talian, il lunfardo e le curiosità linguistiche.", "educationalLevel": "Intermedio A2-B1", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "In quale di questi Stati l'italiano è una delle lingue ufficiali?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Svizzera" } }, { "@type": "Question", "name": "Come si chiamano le parole tipiche dell'italiano parlato in Svizzera che in Italia non si usano?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...
Sergio Della Sala"Perché dimentichiamo"Una scienza dell'oblioFeltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itFestival lungo l'Oglio17 giugno 2026, ore 21:00Sergio Della Sala"Perché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio"Basilica di San Lorenzo Martire, Verolanuova (Brescia)www.festivallungologlio.itDimentichiamo. Tutti. Sempre. Anche le cose importanti. E il più delle volte ci sentiamo in colpa: come abbiamo potuto smarrire quel ricordo, quella parola, quel nome che era lì – e adesso non c'è più? Ma dimenticare non è una colpa. È un'arte. Anzi, è una necessità biologica, una strategia evolutiva e, se vogliamo, una benedizione.Sergio Della Sala – neuroscienziato tra i più prestigiosi al mondo e autore di raro equilibrio tra rigore scientifico e talento narrativo – ci invita a capovolgere la prospettiva. Non siamo creature difettose che perdono i pezzi: siamo esseri che ricordano proprio perché sanno dimenticare.Questo non è un libro sul miglioramento personale. Non vi insegnerà a “ricordare di più”. Ma vi farà capire, con chiarezza e leggerezza, perché ricordare tutto sarebbe un disastro evolutivo e una tortura quotidiana. E perché, invece, l'oblio – tanto quanto la memoria – è una conquista della mente, un raffinato strumento di sopravvivenza, pensiero e libertà.Con una scrittura luminosa, capace di accostare Pico della Mirandola, Borges, Harry Potter e le cellule neuronali, Della Sala esplora le forme della dimenticanza: quelle fisiologiche e quelle patologiche, quelle comiche, tragiche o involontarie. E ci regala un elogio dell'oblio. Perché dimenticare non è solo umano. È – finalmente – intelligente.“Ciò che sappiamo del mondo è ciò che rimane dopo che abbiamo dimenticato.”Un elogio dell'oblio come funzione nobile, necessaria e creativa. E se fosse proprio questa imperfezione a renderci intelligenti?Sergio Della Sala è medico e Professore di Neuroscienze Cognitive presso l'Università di Edimburgo. Ha lavorato a Milano e Abeerdeen (UK). È stato visiting scientist all'Università di Berkeley, California, all'Applied Psychology Unit, Cambridge (UK), e visiting professor all'University of Perth (Australia). Il suo ambito di ricerca è la relazione tra cervello e comportamento umano. Ha dedicato particolare attenzione ai fenomeni della memoria e della amnesia, ai deficit cognitivi legati a lesioni cerebrali e a malattie come il morbo di Alzheimer, oltre che allo studio dei processi cognitivi attraverso dati sperimentali e clinici. È membro della Royal Society di Edimburgo, della Royal Society of Arts di Londra e dell British Psychological Society, editor-in-chief della rivista di neuroscienze «Cortex», presidente emerito del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e ha ricevuto il primo «Premio Tam Dalyell» per Excellence in Engaging the Public with Science.Ha pubblicato oltre 700 lavori sperimentali in riviste peer-reviewed oltre a numerosi libri specialistici e divulgativi. Per i lettori italiani si ricordano: Il cervello ferito (con N. Beschin), Giunti Editore 2006; Mai fidarsi della mente. N+1 esperimenti per capire come ci inganna e perchè (con M. Dewar), Editori Laterza 2010; Le neuroscienze a scuola, Giunti Editore 2016. È sua la curatela Miti della mente, Monduzzi Editore 2006. Tra le sue più recenti pubblicazioni si segnala: Perché dimentichiamo. Una scienza dell'oblio, Feltrinelli 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Nome da diva d'altri tempi, una laurea in filosofia e una passione insospettabile per i trattori: Matilde Gioli si racconta senza filtri. Dalle origini casuali del debutto con Virzì alla neurobiologia dell'empatia, dal drammatico infortunio a 16 anni fino al vero dramma: non poter andare a San Siro a tifare la sua Inter. Tra l'impegno per la crioconservazione e i segreti della vita bucolica, la filosofia si intreccia alla leggerezza come solo lei sa fare. Questo è il meglio di Matilde Gioli al PoretCast! Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'Islanda non è solo la terra del ghiaccio e del fuoco, e gli agenti che l'hanno plasmata non sono solo le forze naturali. Anzi, quasi tutto quello che vedete nel paesaggio islandese è praticamente stato plasmato dall'arrivo dei Norreni, dodici secoli fa. Per introdurre la storia che un tempo si diceva "vichinga", vi intervisto una persona d'eccezione: un grande medievista che è anche diventato un divulgatore sovraffino della sua terra d'elezione. Link di Roberto Luigi Pagani Un italiano in Islanda: https://amzn.to/3QsQ4SD Facebook: https://www.facebook.com/unitalianoinislanda/ --- Tutti i link di "Storia d'Italia": sito, libri, guerre incivili, patreon, tipeee... https://linktr.ee/italiastoria --- Per comprare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Amazon libro: https://amzn.to/4gR4tzG Amazon ebook: https://amzn.to/4hWFn36 Altre opere letterarie: Per comprare "Ammiano": acquista fumetto Per comprare "Per un pugno di barbari":https://amzn.to/3rniBwd Per comprare "Il miglior nemico di Roma": https://amzn.to/3Zgzy8w --- Per supportarmi: www.patreon.com/italiastoria https://it.tipeee.com/italiastoria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Hai mai notato che il 2 giugno in Italia è tutto chiuso? Niente scuola, niente uffici, banche serrate e, per le strade delle grandi città, militari in alta uniforme, bande musicali e perfino aerei che lasciano scie tricolori nel cielo. Ma cosa si celebra esattamente in questa data? In questo articolo scoprirai la storia della Festa della Repubblica, il vocabolario legato alla storia italiana e qualche curiosità sorprendente. La Festa della Repubblica Spiegata Bene Il 2 giugno è una delle date più importanti del calendario italiano: è la Festa della Repubblica. Ma dietro questa giornata festiva c'è una storia affascinante, fatta di re, referendum e momenti che hanno cambiato per sempre il volto del Paese. L'Italia Prima del 1946: un Paese Ferito Per capire cosa è successo il 2 giugno 1946, bisogna fare un passo indietro. Anzi, parecchi passi indietro, fino al momento della nascita del Paese. Un'Italia Monarchica Dal 1861, l'anno dell'Unità d'Italia, fino al 1946, l'Italia era una monarchia. Questo significa che il capo dello Stato non era un presidente eletto dal popolo, ma un re. La famiglia reale era quella dei Savoia, una dinastia molto antica che aveva governato il Piemonte per secoli. Nota linguistica: in italiano si dice "i Savoia" usando il cognome al plurale per indicare l'intera famiglia. Funziona così anche con altre famiglie famose: "i Medici", "i Borgia", "i Visconti". Se invece si dice "la famiglia Rossi", si usa "Rossi" al singolare. Il Ventennio Fascista e la Guerra Nel 1922 sale al potere Benito Mussolini e inizia il ventennio fascista. Il re dell'epoca, Vittorio Emanuele III, invece di opporsi a Mussolini, gli affida il governo. Mussolini porta l'Italia nella Seconda Guerra Mondiale a fianco della Germania nazista. Il risultato è un disastro totale: città bombardate, milioni di morti, fame, distruzione. L'Italia esce dalla guerra in ginocchio, e molti italiani si chiedono se la colpa sia anche del re, che non ha fermato Mussolini. Espressione utile: quando un Paese è "in ginocchio", significa che si trova in una situazione drammatica, di grande debolezza. Si può usare anche per le persone: "Dopo quel periodo difficile, era in ginocchio". L'Abdicazione di Vittorio Emanuele III A maggio del 1946, sentendo che il vento sta cambiando, Vittorio Emanuele III decide di abdicare, cioè di rinunciare al trono, a favore di suo figlio Umberto II. Spera così di salvare la monarchia, dando un volto nuovo e meno compromesso al regno. Come vedremo, però, non funzionerà. Il Referendum del 2 Giugno 1946: Monarchia o Repubblica? Si arriva così alla data chiave. Il 2 giugno 1946 (e in realtà anche il 3 giugno, perché si votò per due giorni) gli italiani vengono chiamati alle urne per decidere una questione fondamentale: continuare con la monarchia o diventare una repubblica? Che Cos'è un Referendum Questo tipo di votazione si chiama referendum, e in italiano si pronuncia proprio come si scrive: re-fe-rén-dum. È una parola latina che significa letteralmente "cose da riferire", cioè "cose da chiedere al popolo". I Risultati del Voto La Repubblica vince con circa il 54% dei voti, contro il 46% della monarchia. Non un trionfo schiacciante, ma una vittoria chiara: circa 12,7 milioni di voti contro 10,7 milioni. OpzionePercentualeVotiRepubblicaCirca 54%≈ 12,7 milioniMonarchiaCirca 46%≈ 10,7 milioni Il 13 giugno 1946 Umberto II lascia l'Italia e parte in esilio per il Portogallo, dove si stabilirà nella cittadina di Cascais e dove vivrà fino alla morte, senza mai più rimettere piede in Italia. Suo padre Vittorio Emanuele III, invece, era già andato in esilio in Egitto subito dopo l'abdicazione di maggio. Curiosità: Umberto II è stato re per soli 34 giorni. Proprio per questo viene ricordato con il soprannome di "il Re di Maggio". Un'Italia Spaccata in Due Il voto rivelò un'Italia divisa geograficamente. Il Nord votò massicciamente per la Repubblica, mentre il Sud preferì la monarchia. A Napoli, addirittura, la monarchia prese quasi l'80% dei voti. Da quel giorno nacque anche la famosa espressione "Regno del Sud", usata scherzosamente per indicare le regioni meridionali più affezionate alla corona. La Grande Novità: le Donne Votano alle Elezioni Politiche C'è un aspetto fondamentale che spesso viene dimenticato: il 2 giugno 1946 è stata la prima volta nella storia d'Italia in cui le donne hanno potuto votare in un'elezione nazionale e politica. Quasi un Secolo Senza Diritto di Voto Per quasi un secolo dall'Unità d'Italia, le donne italiane non avevano avuto diritto di voto: metà della popolazione non poteva decidere nulla del proprio Paese. In realtà, le donne italiane avevano già votato qualche mese prima, il 10 marzo 1946, ma alle elezioni amministrative, cioè per scegliere i sindaci dei loro comuni. Il 2 giugno, però, fu la prima volta che parteciparono a una consultazione nazionale. E parteciparono in massa: circa 13 milioni di donne andarono a votare. Per scoprire le figure femminili che hanno segnato la storia del Paese, puoi leggere la guida sulle donne italiane importanti. La Curiosità del Rossetto In vista del voto, alle donne fu raccomandato di non mettere il rossetto. Il motivo? La scheda elettorale doveva essere chiusa con la saliva, un po' come si fa con le buste delle lettere. Le autorità temevano che il rossetto potesse lasciare tracce sulla scheda, e qualsiasi segno di riconoscimento l'avrebbe resa nulla, cioè non valida. Il Corriere della Sera pubblicò addirittura un articolo intitolato "Senza rossetto nella cabina elettorale", consigliando alle donne di portare con sé il rossetto e di metterlo solo dopo aver votato. Come Si Festeggia Oggi il 2 Giugno Il 2 giugno in Italia è festa nazionale: scuole chiuse, uffici chiusi, e molte persone ne approfittano per fare un ponte. Questa giornata è strettamente legata al funzionamento delle istituzioni: per approfondire, puoi consultare la guida sul sistema politico italiano. Vocabolario utile: "fare un ponte" non significa costruire un ponte, ma collegare un giorno festivo al weekend per prendersi più giorni di vacanza. Per esempio: "Il 2 giugno è di mercoledì? Allora prendo le ferie giovedì e venerdì e mi faccio un ponte fino a domenica!". La Parata Militare ai Fori Imperiali L'evento più importante si svolge a Roma, lungo i Fori Imperiali. C'è una grande parata militare alla presenza del Presidente della Repubblica, dei membri del Governo e di tante autorità. Sfilano i militari, i carabinieri, la polizia, i vigili del fuoco e la protezione civile. Le Frecce Tricolori Il momento più spettacolare e fotografato è quello delle Frecce Tricolori: aerei militari che disegnano nel cielo le tre strisce della bandiera italiana, verde, bianca e rossa. Inoltre, quel giorno è possibile visitare gratuitamente i Giardini del Quirinale, cioè i giardini della residenza ufficiale del Presidente della Repubblica. Un'occasione unica, perché di solito sono chiusi al pubblico. Per altre informazioni di questo tipo, puoi consultare la guida sulle curiosità sull'Italia. Vocabolario della Storia e della Politica Ecco una tabella con il vocabolario chiave incontrato in questo articolo, utile per parlare di eventi storici e politici in italiano. ParolaSignificatoMonarchiaForma di governo guidata da un re o una reginaRepubblicaForma di governo con un capo di Stato elettoReferendumVotazione popolare su una questione specificaAbdicareRinunciare al tronoEsilioAllontanamento forzato dal proprio PaeseScheda nullaScheda elettorale non validaFare un ponteUnire un giorno festivo al weekendEssere in ginocchioTrovarsi in una situazione di grande debolezza Domande Frequenti Cosa Si Celebra Esattamente il 2 Giugno? Si celebra la Festa della Repubblica, che ricorda il referendum del 2 giugno 1946 con cui gli italiani scelsero di trasformare l'Italia da monarchia a repubblica. Chi È Stato l'Ultimo Re d'Italia? L'ultimo re d'Italia è stato Umberto II, soprannominato "il Re di Maggio" perché regnò per soli 34 giorni. Dopo il referendum andò in esilio in Portogallo, dove visse fino alla morte. È Vero che le Donne Votarono per la Prima Volta il 2 Giugno 1946? Per quanto riguarda le elezioni nazionali, sì: il 2 giugno 1946 fu la prima volta. Le donne italiane avevano però già votato il 10 marzo 1946 alle elezioni amministrative locali, per scegliere i sindaci dei comuni. Perché alle Donne Fu Consigliato di Non Mettere il Rossetto? Perché la scheda elettorale andava chiusa con la saliva. Il rossetto avrebbe potuto lasciare un segno sulla scheda, e qualsiasi segno di riconoscimento l'avrebbe resa nulla, cioè non valida. Come Si Festeggia Oggi il 2 Giugno? Con una grande parata militare a Roma, lungo i Fori Imperiali, alla presenza del Presidente della Repubblica. Il momento più spettacolare è il sorvolo delle Frecce Tricolori, che colorano il cielo di verde, bianco e rosso. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sulla Festa della Repubblica Italiana", "description": "Quiz interattivo sulla Festa della Repubblica del 2 giugno con 10 domande sulla storia italiana e sul vocabolario della politica.", "educationalLevel": "Principiante A1-A2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Che cosa si celebra in Italia il 2 giugno?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "La nascita della Repubblica" } }, { "@type": "Question", "name": "In una monarchia, chi guida lo Stato?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Un re o una regina" } }, { "@type": "Question", "name": "Che cosa significa il verbo abdicare?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Rinunciare al trono" } }, { "@type": "Question",...
Numeri. Classifiche. Algoritmi. Engagement. Oggi fare musica significa convivere continuamente anche con tutto questo. Ne abbiamo parlato al BSMT con chi ha sempre scelto di non basare il rapporto con la sua musica sulle aspettative del mercato discografico. Anzi. Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/6UjTwzVYQcHyq1rbT93XGj?si=rqlm01Z_SBGi7XoIMyGR_g Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Accordo sì, accordo no. Teheran parla di una bozza approvata, gli Usa smentiscono. Un aggiornamento sul conflitto che sta investendo il canale di Hormuz e l'approfondimento sul posizionamento della Cina al riguardo. Prima però, in compagnia della filosofa e scrittrice Michela Marzana, partiamo dalla notizia del ricovero di Belen e della sua malattia mentale per riflettere sul dolore spiattellato in piazza con poco rispetto se coinvolge persone famose
Nicola Brunialti"Luce del mio occhio"Illustrazioni di Francesco FagnaniEdizioni Lapiswww.edizionilapis.itIn un'isola sperduta poco lontano dalla Sicilia vivono i ciclopi: giganti rozzi e rumorosi, convinti da sempre che le donne vadano scelte, rapite e sposate. È una regola antica, che nessuno ha mai messo in discussione.Nemmeno Fileno, il più piccolo e maldestro tra loro, cresciuto con le stesse certezze degli altri.Finché un errore cambia tutto.Durante una spedizione in Grecia, suo fratello torna con il bottino sbagliato: non una futura sposa, ma Antea, una bambina amazzone. Determinata, combattiva e indomabile, Antea non ha alcuna intenzione di adattarsi alle regole dei ciclopi. Anzi, è pronta a sfidarle.Costretti a convivere, Fileno e Antea si osservano, si scontrano e si mettono continuamente alla prova. Tra litigi, dispetti e momenti esilaranti, il loro incontro diventa l'occasione per guardare il mondo da un'altra prospettiva.Con uno stile brillante e ricco di humour, Nicola Brunialti costruisce un'avventura coinvolgente che ribalta i miti e manda all'aria le certezze di sempre.Perché a volte basta una voce fuori posto per far vacillare anche le idee più radicate.Età di lettura dagli 8 anniNicola BrunialtiPubblicitario e scrittore. Dopo aver firmato campagne pubblicitarie cult come quella di "Paradiso Lavazza", dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura per ragazzi pubblicando romanzi di successo. È stato tra gli autori del programma TV “Chi ha incastrato Peter Pan?”, ha scritto “Dormono tutti”, una ninna nanna per Renato Zero ed è coautore con Simone Cristicchi della canzone “Abbi cura di me”. Incontra ogni anno i suoi numerosi e affezionatissimi lettori in festival letterari e scuole.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Dopo l'ennesima stagione fallimentare, Cardinale decide di azzerare tutto: via Furlani, Allegri, Tare e Moncada. L'unico a restare è Ibrahimovic, incaricato di guidare la rivoluzione del Milan. Ma con quale ruolo e quale legittimazione?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
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E non tutti gli abitanti del paesino sono contenti della scelta dei pavoni. Ma non solo uccelli dai mille colori. Parliamo anche di cibo, o almeno, parliamo di dove si mangia il cibo e dove poi quindi si paga! A quanto pare in Italia ci sono non pochi problemi con "coperto" e "servizio", ma per fortuna c'e' Raffaele! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Do Italians Actually Cook Every Day? - https://www.youtube.com/watch?v=4uZDDVBQmgg&t=4s Iniziamo a Punta Marina! Ma dove siamo? Punta Marina e' un piccolo paese sul mare, in provincia di Ravenna. Punta Marina https://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Marina_Terme Ravenna e' una citta' molto bella e piena di storia e meraviglie, e si trova in Emilia Romagna. https://it.wikipedia.org/wiki/Ravenna Ma cosa succede a Punta Marina? A quanto pare la piccola cittadina e' stata invasa dai PAVONI! https://www.bluewin.ch/it/attualita/diversi/punta-marina-e-invasa-dai-pavoni-ma-ecco-come-si-e-arrivati-a-questa-situazione-3242248.html Andiamo poi a Roma, ma non per visitare i suoi monumenti. Andiamo al ristorante! In Italia ci sono cose che confondono un po' i turisti. Parliamo di "Coperto". Oggi Raffaele cerca di spiegare a tutti noi, compreso me (Matteo) come funziona, cosa e' e come funziona. Spoiler, non e' sempre semplice! Anzi cambia a seconda delle regioni e spesso delle citta'! Curiosi di sapere la parola "coperto" a cosa si riferisce in partricolare? https://it.wikipedia.org/wiki/Coperto Concludiamo con l'angolo dell'italiano. Parliamo di un modo di dire molto particolare: "Piantare in asso". Raffaele ci racconta tutte le teorie e le ipotesi. Da dove viene e a cosa si riferisce "l'asso"? Forse Naxos, o forse l'asso delle carte? Ma poi perche' Naxos?? Trascrizione Matteo: [0:09] Sempre in giro. Raffaele: [0:23] Eccoci, bentornati. Matteo: [0:27] Bentornati. Sono molto confuso, perché io sto per partire di nuovo. Raffaele: [0:35] Io so che tu sei appena tornato a Milano. Matteo: [0:38] Sì. Raffaele: [0:38] E in che senso stai per ripartire di nuovo? Matteo: [0:41] Eh, dopo aver registrato questo podcast, dopo aver mangiato ovviamente, partirò, partiremo insieme tutti per Treviso di nuovo. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
L'Islanda non è solo la terra del ghiaccio e del fuoco, e gli agenti che l'hanno plasmata non sono solo le forze naturali. Anzi, quasi tutto quello che vedete nel paesaggio islandese è praticamente stato plasmato dall'arrivo dei Norreni, dodici secoli fa. Per introdurre la storia che un tempo si diceva "vichinga", vi intervisto una persona d'eccezione: un grande medievista che è anche diventato un divulgatore sovraffino della sua terra d'elezione. Link di Roberto Luigi Pagani Un italiano in Islanda: https://amzn.to/3QsQ4SD Facebook: https://www.facebook.com/unitalianoinislanda/ --- Tutti i link di "Storia d'Italia": sito, libri, guerre incivili, patreon, tipeee... https://linktr.ee/italiastoria --- Per comprare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Amazon libro: https://amzn.to/4gR4tzG Amazon ebook: https://amzn.to/4hWFn36 Altre opere letterarie: Per comprare "Ammiano": acquista fumetto Per comprare "Per un pugno di barbari":https://amzn.to/3rniBwd Per comprare "Il miglior nemico di Roma": https://amzn.to/3Zgzy8w --- Per supportarmi: www.patreon.com/italiastoria https://it.tipeee.com/italiastoria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Oggi iniziamo bene, dolci ma non troppo, con un buon equilibrio tra crema e biscotti. Biscotti ovviamente che devono essere bagnati bene, non troppo e non troppo poco. Insomma, questo dolce è molto molto difficile ma è il dolce più mangiato, al mondo? Di cosa sto parlando? Anzi, di quale dolce sto parlando? Mettetevi comodi, stiamo per iniziare. E visto che siete lì, portate anche un cucchiaino! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Do Italians Actually Say "Mamma Mia?" - https://www.youtube.com/watch?v=OCXuTQV3j58 Oggi abbiamo iniziato con il cibo! Dovevamo un po' recuparare la nostra italianità, e abbiamo deciso subito di parlare di tiramisù. Sono (Matteo) andato a Treviso qualche settimana fa e ovviamente ho mangiato tanti tiramisù. https://it.wikipedia.org/wiki/Tiramis%C3%B9 Ma la notizia non è che sono andato a Treviso, ne che ho mangiato il tiramisù tutti i giorni. La notizia è che a quanto pare hanno fatto il tiramisù più lungo del mondo! Dove? A Londra. Ma perché a Londra? E poi? Dal titolo e dalla sintesi avrete capito che c'è stata una rapina. Ma dove? A Napoli. Ma dove precisamente? In una banca. Per tutti gli altri dettagli, e sono veramente tanti e molto molto interessanti, dovete ascoltare l'episodio. Vi dico solo che tra quello che è successo realmente a Napoli ed un film il passo è molto breve. Ma abbiamo citato la banca del buco, _Una banda di furfanti, il cui capo è chiamato il "Morbidone", rapina, con varia fortuna, banche e gioiellerie col sistema del "buco". _ https://it.wikipedia.org/wiki/La_banda_del_buco Vi anticipo solo che oltre ad un buco c'è anche una serie di tunnel, il più famoso? La galleria borbonica https://it.wikipedia.org/wiki/Galleria_Borbonica Trascrizione Matteo: [0:10] Bentornati! Raffaele: [0:23] Ah Matteo, casa dolce casa! Matteo: [0:27] Che bello essere di nuovo a casa, un po', sì, sì. Raffaele: [0:32] No, un po' sì, tanto sì, cioè è bello viaggiare, è un po'... le due anime degli italiani. Soprattutto noi: ci piace tanto viaggiare ma ci piace anche tanto tornare nella nostra casetta. La vita ideale sarebbe 50% girando e 50% godendosi i comfort di casa. Io ci ho messo, Matteo, un'ora e venti per rientrare da Vienna a Napoli. Tu quanto ci hai messo? ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
In questo episodio di Giardino Futuro ti porto dentro una delle mie passioni più vecchie e più vive: l'orto.Sono più di trentacinque anni che, in un modo o nell'altro, metto qualche piantina nella terra. Pomodori, zucchine, peperoni, melanzane, basilico, insalate, aromatiche, fragole… ogni anno cambia qualcosa, ma l'orto torna sempre. E ogni volta mi ricorda una cosa semplice: coltivare non significa solo raccogliere cibo.Certo, il sapore di un pomodoro maturo, caldo di sole, raccolto al momento giusto, resta una delle piccole grandi meraviglie della vita. Ma l'orto ti insegna anche altro. Ti insegna la pazienza, il rispetto dei tempi naturali, l'umiltà di non poter controllare tutto, la capacità di osservare prima di intervenire.Perché un orto vivo non è un distributore automatico.Non basta mettere acqua, concime e fatica per ottenere pomodori perfetti.L'orto è una relazione.Tu prepari, osservi, accompagni.Poi la Natura fa la sua parte.In questa puntata parlo anche di orto sostenibile: terreno coperto, compost, pacciamatura, biodiversità, insetti utili, piccoli equilibri da favorire senza trasformare ogni problema in una guerra.Qualche foglia mangiata non è la fine del mondo.Anzi, spesso è il segno che lì dentro c'è vita.Se hai già un orto, qualche vaso sul balcone o un piccolo angolo in giardino, forse ti ritroverai in molte cose.Se invece vorresti iniziare, il mio consiglio è semplice: parti in piccolo.Tre piante di pomodoro, un vaso di basilico, due aromatiche, qualche insalata.Non devi dimostrare niente a nessuno.L'orto non è un esame.È un modo concreto per tornare a contatto con la terra, con il cibo, con le stagioni e forse anche con una parte di noi che nella vita di tutti i giorni lasciamo un po' indietro.E se ti va, scrivimi a robertomassai@giardinofuturo.it mi piacerebbe sapere cosa hai piantato quest'anno, cosa stai coltivando o da dove vorresti cominciare.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Giovanni +In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: "Dove vai?". Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».Parola del Signore.
Tito Livraghi"Sangue nero azzurro"Delitti a San SiroMeravigli Edizioniwww.meravigliedizioni.itIl noto medico scrittore milanese Tito Livraghi ci sorprende con un nuovo romanzo… giallo! Anzi, per la precisione: due “gialli” in uno, con tanto di serial killer e uccisioni destinate a rimanere insolute se non fosse per la caparbietà di un ispettore della Squadra Omicidi di Milano che ama dipanare le matasse particolarmente ingarbugliate. Siamo nel 2010: lo stadio di San Siro è teatro di assassinî apparentemente inspiegabili, che poi però si verificano anche in altre parti della città. Ma nella trama, che tiene col fiato sospeso, c'è spazio anche per una storia d'amore, per gustose digressioni gastronomiche, per passeggiate tra i luoghi della memoria milanese oltre che in montagna, per conoscere il mondo delle farfalle…Tito Livraghi (Milano, 1942), medico di fama internazionale nel campo della radiologia interventistica, è un appassionato cultore della storia di Milano. Ha al suo attivo svariati volumi fotografici. Con Meravigli ha pubblicato la trilogia di romanzi storiciLa Riviera di Milano(Premio Letterario Brianza 2017),All'Osteria del FalconeeGiulia Samoyloff La Leonessa di Milano;Il romanzo di Milano; i volumiMilano La città e la sua storia,Milano nasce celtica,l'album illustratoMilano dipinta – Viaggio pittorico(che fa parte anche del cofanettoMilano Viaggio pittorico, assieme al volumeI Navigli di Milano – Viaggio pittoricodi Edo Bricchetti),Milano in 52 oggetti; l'album fotograficoGuerra e Pace Milano 1940-1945, per ricordare l'80° anniversario della Liberazione; il gialloSangue neroazzurro – Delitti a San Siro. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Non sempre ci pensiamo ma gran parte di quello che sappiamo dei Paesi più lontani è il frutto del lavoro dei fotografi. Anzi, spesso in passato, laddove il racconto dei politici era edulcorato o parziale, l'apporto delle fotografie è stato decisivo affinché i cittadini avessero un quadro davvero veritiero dei principali conflitti nel mondo. Parliamo del lavoro del fotoreporter, dell'approccio alla realtà da raccontare e delle sfide e difficoltà che questo mestiere implica con i professionisti Franco Pagetti, Alessandro Gandolfi, Loris Savino e Alessandro Di Gaetano.
La vicenda della famiglia della Casa nel bosco non ha ancora trovato una soluzione che metta d'accordo tutti. Anzi, dopo l'allontanamento della madre dalla casa famiglia per comportamenti oppositivi, si sono moltiplicate le polemiche, sempre più polarizzate ed ideologiche Interviene il criminologo forense Francesco Paolo Esposito.
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Lo sponsor di questo episodio è Shopify! Prova adesso Shopify per 1 euro al mese: www.shopify.it/mitologia Cosa significa essere responsabile della morte di chi ti ha seguito fedelmente? Odisseo non è un eroe invincibile. È un uomo che porta sulle spalle il peso delle proprie decisioni. Anche di quelle giuste. Anzi: soprattutto di quelle giuste. Otto anni dopo, nella sala del re dei Feaci, ancora non riesce a guardare le proprie mani senza ricordare... .-.-. Vuoi saperne di più sull'episodio? Vai qui e leggi gli approfondimenti: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/news .-.-. Per avere informazioni su come puoi supportare questo podcast vai qui: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/ Se ti va di dare un'occhiata al libro “Il Re degli Dei”, ecco qui un link (affiliato: a te non costa nulla a me dà un piccolissimo aiuto): https://amzn.to/3Q50uFR Se ti va di dare un'occhiata al libro “Eracle, la via dell'eroe”, ecco qui un link: https://amzn.to/46dAFYZ Altri link affiliati: Lista dei libri che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3Q3ZYI9 Lista dei film che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3DoqTa7 Lista hardware che consiglio per chi è curioso del mondo per podcast (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/44TYKTW Uso plugin audio da questa Software House: Waves. Se vuoi dare un'occhiata, anche questo è un link affiliato: https://www.waves.com/r/1196474 Ami musiche rilassanti e i suoni della natura? Iscriviti a questo meraviglioso canale https://www.youtube.com/channel/UCbRZLgwT37437fYK4YYKhXQ?sub_confirmation=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Message us here!A mother, a son, and a community caught between love and stigma: the new movie "Rosemead" (produced by Lucy Liu) hits like a quiet earthquake. After watching the early screening, I ugly-cried when I found out that it was based on a true story. Because the story tackles the complexities of loving someone with mental illness, I just had to talk about it here. In this episode, I sit down with "Rosemead" actor Anzi De Benedetto to unpack how a true story about schizophrenia, grief, and culture moves beyond clichés and into the messy details of real life. What does support look like when friends don't have the right language? How does a family navigate care when stigma and “face” loom over every choice?Anzi shares his path to the role of Stan, a well-intentioned friend whose lighthearted validation brings comfort, but only to a certain level. We explore the line between empathy and minimization, the moment when a “pep talk” must give way to professional help, and why understanding psychosis as an ongoing condition, not just a singular event. The conversation expands into the cultural dynamics inside Chinese American communities depicted in the film.Still reeling from the emotional impact of the movie, I had to ask Anzi about his journey with acting that brought him to "Rosemead." He offers a rare look into the acting craft as emotional science: breathwork, body cues, and set safety over mythology, mirroring the same regulation skills I also teach. If Rosemead is screening near you, go see it and tell us what you think. Fair warning- it's not for the faint of heart. Bring tissues. Resources:Follow Anzi on his Instagram: @its_anziGet updates on "Rosemead": @rosemeadfilmSupport the showIf you're navigating someone's mental health or emotional issues, join KulaMind, our community and support platform. In KulaMind, we'll help you set healthy boundaries, advocate for yourself, and support your loved one. Follow @kulamind on Instagram for podcast updates and science-backed insights on staying sane while loving someone emotionally explosive. For more info about this podcast, check out: www.alittlehelpforourfriends.com