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Marco Galli presenta l'esclusivo podcast di Tutto Esaurito
Luces, tradiciones y celebraciones… pero también estrés y expectativas. En este episodio hablamos de cómo vivir la Navidad con gratitud, paz en el hogar y una conexión real con Dios, sin perder lo que de verdad importa en medio del ruido. Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See https://pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
Ospite di UniCa Radio, Iosonouncane riflette su nome, percorso artistico, sperimentazione, produzione e colonne sonore, raccontando una visione musicale libera, artigianale e in continua evoluzione. Iosonouncane è stato ospite oggi ai microfoni di UniCa Radio per un'intervista densa e sincera, capace di restituire il percorso umano e artistico di uno dei musicisti più lucidi e radicali della scena italiana contemporanea. Fin dalle prime battute, emerge una riflessione profonda sull'identità, sulla sperimentazione e sul senso stesso del fare musica oggi. Iosonouncane e il peso di un nome Il nome Iosonouncane nasce dall'unione tra il brano Io sono uno di Luigi Tenco e il suo cognome Incani. Una scelta legata a un momento preciso della vita dell'artista. Jacopo Incani racconta come oggi guardi a quel nome con una certa distanza critica. Non lo rinnega, ma lo riconosce come il frutto di un'urgenza giovanile. All'origine c'era l'idea di un disco sociale, ma rivolto verso sé stessi. Non un dito puntato all'esterno, bensì un atto di esposizione. La figura del “cane” diventava così una maschera per stare dentro le contraddizioni raccontate, senza sottrarsi. Dal gruppo al progetto solista Il progetto Iosonouncane prende forma nel 2008, dopo lo scioglimento degli Adharma. La strada solista non nasce da una scelta romantica, ma da una necessità concreta. Incani lavora con ciò che ha a disposizione. Tra questi strumenti c'è una groovebox Roland acquistata quasi per errore. Nei primi anni, la tecnologia influenza il suono. Col tempo, però, l'approccio cambia. Con DIE arriva una consapevolezza diversa. La scrittura non è più legata allo strumento, ma a un'idea musicale più ampia. Un'evoluzione senza rinnegare il passato Dal debutto con La macarena su Roma fino a IRA, il percorso appare frammentato solo in superficie. Iosonouncane rivendica ogni fase del suo lavoro. Anche i brani da cui oggi si sente lontano restano parte della sua storia. L'approccio resta artigianale, ma evolve. Scrivere oggi come nel 2010 sarebbe difficile. Suonare come allora, quasi impossibile. Eppure nulla viene escluso in astratto. Sperimentazione e forma canzone La sperimentazione, per Iosonouncane, non è un'etichetta. È una condizione necessaria dell'arte. Senza ricerca, i linguaggi si fermano. Anche il pop, da sempre, si nutre di esperienze nate ai margini. Dai Beatles ai Radiohead, la forma canzone è stata messa in discussione molte volte. Per questo Incani non vede una frattura netta tra canzone e destrutturazione. Il suo lavoro si colloca dentro un'idea ampia di pop, più vicina a quella degli anni Sessanta che alle definizioni attuali. Produzione e confronto con gli altri Oltre al lavoro solista, Iosonouncane produce altri artisti solo quando nasce un coinvolgimento emotivo totale. Collaborare significa condividere metodo, tempo e intensità. È un'esperienza diversa rispetto ai propri dischi, che restano il luogo di un'espressione totale. Ma è anche una grande occasione di crescita, umana e "artigianale". Musica per immagini e futuro Scrivere colonne sonore cambia radicalmente il processo creativo. La musica non cerca un “bello assoluto”. Deve funzionare sulle immagini. Il giudizio finale non spetta al compositore. È un lavoro di servizio, ma anche di grande arricchimento. Guardando al futuro, Iosonouncane non parla di ripartenze da zero. Non ci crede. Preferisce continuare a scrivere, a cercare, a trasformare ciò che già esiste.
Mettere alla prova dei megatrend il calcio (come sport, industria e fenomeno culturale) è come analizzare il punto di collisione tra tradizione e forze dirompenti. Guardando al 2050, il "gioco più bello del mondo" non sarà solo trasformato dalla tecnologia, ma sfidato profondamente dal clima, dalla demografia e da una polarizzazione globale che va oltre il campo da gioco.https://the-future-of.it/
Mettere alla prova dei megatrend un'infrastruttura storica come la ferrovia e le sue stazioni non significa solo guardare ai treni ad alta velocità, ma immergersi in un futuro complesso, dove tecnologia, demografia e clima riscriveranno il concetto stesso di viaggio. Guardando all'orizzonte del 2050, l'evoluzione di "treni e stazioni" sarà il barometro della nostra capacità di bilanciare sostenibilità, inclusione e innovazione. Andiamo a vedere tre scenari per il 2050.https://the-future-of.it/
En el episodio de hoy nos adentramos en el mundo de Meta. Tenemos la oportunidad de acceder a sus oficinas en España y entrevistar a la responsable de asuntos públicos Helene Verbrugghe que nos habla de las características de las cuentas para adolescentes de Instagram.Conocer el mundo de los jóvenes es esencial para dar una buena base de uso responsable sobre las tecnologías y en este caso, las redes sociales. Por lo que esta entrevista nos da a conocer las herramientas que la propia plataforma de Instagram tiene para proteger a los menores que la usan. Algo que muchos padres desconocen y que Helene nos explica para estar un poco más al corriente de lo que sucede en el mundo de nuestros jóvenes.RECUERDA:Puedes ayudarme a seguir creciendo con un
Un viaggio nella vita artistica di Tiziana Martucci, tra debutti inattesi, teatro come identità, anni di ricerca, collaborazioni internazionali e nuovi progetti che uniscono voce, corpo e sperimentazione musicale. Tiziana Martucci: una vita in scena tra ricerca, identità e nuovi linguaggi Il percorso artistico di Tiziana Martucci non nasce da un piano, ma da un incontro fortuito, uno di quelli che spostano il baricentro della vita. Studentessa di ingegneria, timida e convinta che il palcoscenico non facesse per lei, viene spronata a tentare. Un piccolo corso al Crogiolo con Mario Faticoni e Rita Zeri diventa l'inizio di una strada lunga trent'anni. Un debutto inatteso che diventa destino Il primo ruolo con Acroama, assegnato da Lelio Lecis e Alice Capitanio, segna l'avvio di un percorso intenso. Ogni spettacolo, racconta Tiziana, “mi regala una parte nuova di me”, perché recitare significa trasformarsi, crescere, esporsi. Tra le produzioni più importanti di oggi, spicca “Come vent'anni fa”, un monologo che intreccia una commessa contemporanea con la tragica figura di Ecuba. Il risultato è un'alternanza scenica complessa, dove l'enfasi della tragedia classica lascia spazio alla naturalezza cinematografica del presente. Il pubblico come centro del teatro Per Martucci, il teatro vive nel rapporto con il pubblico. A differenza del cinema, dove tutto è frammentato, sulla scena l'interprete respira con la platea, ne avverte i silenzi, le tensioni, le emozioni. È questo scambio che rende ogni replica unica e irripetibile. Acroama: una famiglia artistica In quasi trent'anni, Acroama è diventata per lei una casa, una famiglia scelta. Una compagnia che costruisce spettacoli essenziali e visionari, dove la scena si fonda sul corpo dell'attore, sulle luci e sui suoni più che sulla scenografia. Un teatro poetico, rarefatto, che deve molto all'impronta estetica di Lelio Lecis e che Tiziana ha imparato ad amare anche dopo numerosi studi con maestri internazionali, da Jean-Paul Denizon a Emma Dante. Anche il teatro per ragazzi fa parte di questa dimensione: tra i prossimi impegni, un divertente spettacolo natalizio diretto da Elisabetta Podda, dove interpreterà una strega cattiva “più convincente di quanto si pensi”. Formazione e contaminazioni La crescita artistica non si è mai fermata: workshop, regie, collaborazioni con il Ctb di Braga e spettacoli come “Spettri” di Ibsen hanno arricchito la sua visione e affinato la sua sensibilità scenica. Tra teatro e musica: nuove strade Parallelamente al teatro, Martucci porta avanti un progetto musicale con i Black Solanas, collettivo guidato da Valentino Murru. Qui esplora lo spoken word, una forma di narrazione vocale che definisce “come dipingere con la voce”. Prodotto da un'importante etichetta tedesca, il progetto ha già pubblicato due EP e continua a evolversi, fondendo elettronica, parola e ricerca sonora. Guardando al futuro Tra tournée, nuovi spettacoli e collaborazioni internazionali, Tiziana continua a navigare fra linguaggi diversi, mossa da quella curiosità creativa che da sempre la guida. Una vita in scena che si rinnova continuamente, dove la ricerca è l'unica vera direzione.
Guardando questo film, firmato da Noah Baumbach, viene spontaneo chiedersi: sta parlando di Jay Kelly, il protagonista della pellicola, o del suo interprete George Clooney? Kelly è un famoso attore di Hollywood che sta attraversando una crisi di mezza età. Accanto a lui, in un viaggio attraverso l'Europa, c'è il suo braccio destro Ron, interpretato da uno straordinario Adam Sandler. Un film in concorso per il Leone d'oro a Venezia 2025.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Evento online 11 de diciembre
In questo episodio scopri come usare i film per migliorare il tuo italiano in modo naturale, efficace e anche divertente. Parliamo di come scegliere il film giusto, del metodo in tre fasi per allenare ascolto e pronuncia, e di esercizi pratici che puoi fare subito. Perfetto per chi vuole trasformare Netflix in una vera palestra linguistica.14 Day Italian Movie Listening Challenge: https://italiancoach.gumroad.com/l/QesgsSupport the podcast and get the transcripts: https://ko-fi.com/theitaliancoach
En este episodio, entrevistamos a Susana Villacampa, especialista en dificultades de aprendizaje, para hablar sobre los desafíos que enfrentan muchos niños y adolescentes en el proceso de lectoescritura. Exploramos cómo identificar señales de alerta, qué apoyos pueden marcar la diferencia y cómo acompañar desde casa sin caer en la frustración. Una conversación clara y cercana para entender más y juzgar menos.RECUERDA:Puedes ayudarme a seguir creciendo con un
Manuel Herrera • Proverbs 4:20–4:27 • Grace en Español
Manuel Herrera • Proverbs 4:20–4:27
Sud Innovazione non nasce come un'ennesima conferenza, ma come infrastruttura: un rapporto che misura, una competition che seleziona eccellenze, un summit che collega imprese, università e istituzioni. È questo il messaggio che Roberto Ruggeri porta ai microfoni di RadioNext: il Mezzogiorno non va più trattato come periferia da assistere, ma come piattaforma competitiva dove qualità della vita, creatività e talenti internazionali attraggono imprese e investimenti. Siamo davvero pronti a riscrivere la mappa dell'innovazione italiana?I segnali ci sono: atenei meridionali con corsi attrattivi anche per l'estero (l'Università di Messina conta migliaia di iscritti stranieri), poli di big tech e deep tech già operativi (Cosenza per NTT Data, Catania per STMicroelectronics), una base di ricerca sull'AI capace di richiamare professori di livello internazionale. Per i manager il tema non è "se" guardare al Sud, ma "come" inserirlo in una strategia di diversificazione: costo dei fattori mediamente inferiore del 25-30%, bacini di talento meno saturi, mercati emergenti e, soprattutto, un arbitraggio competitivo possibile tra qualità della vita e produttività. Ma non basta aprire un ufficio: serve una regia. Oggi le politiche regionali funzionano a macchia di leopardo (Puglia docet), mentre il sistema avrebbe bisogno di una cabina interregionale che renda immediatamente "leggibile" il Mezzogiorno alle corporate del Nord e agli investitori esteri. Chi deve fare il primo passo? Le imprese possono attivare accordi con gli atenei - veri nodi di competenze e network globali - usando il Rapporto Sud Innovation come bussola per ridurre il rischio percepito grazie a un indicatore proprietario di competitività. Le istituzioni, dal canto loro, dovrebbero collegare gli incentivi e standardizzare percorsi, perché i silos territoriali sono il vero freno. E l'orizzonte? L'AI accelera tutto e impone una rotta chiara: riportare l'uomo al centro. È qui che il Sud può giocare una partita identitaria - una "risposta mediterranea" alla Silicon Valley - valorizzando umanesimo, creatività e contaminazione con i mercati del bacino. La traiettoria è ambiziosa: estendere rapporto, competition e summit al Mediterraneo, catalizzando capitali e progetti cross-border.Allora la domanda vera diventa: stiamo costruendo un ecosistema capace di far tornare i talenti e far crescere le imprese, o ci accontentiamo di un'arena di eventi? Se la misurazione guida le decisioni, la competizione fa emergere i migliori e il summit connette chi decide, il Sud può passare dal "potenziale inespresso" alla pipeline di innovazione dell'Italia. E per chi deve scegliere dove investire le prossime risorse, l'invito è pragmatico: mappa dei talenti con le università, partnership operative con i campioni locali, governance interregionale. Il resto è execution.
In studio virtuale per la puntata 587 di Scientificast abbiamo Kuna e Leonardo. Iniziamo ricordando la vita accademica e l'eredità di James Watson, fatta di grandi intuizioni, fortuna e alcune infelici uscite, approfittandone per chiarire la questione della "foto rubata" che non è così semplice come la si racconta. Per approfondire: www.nature.com/articles/d41586-025-03380-2 (e i link citati all'interno dell'articolo)L'adroterapia è una forma avanzata di radioterapia che utilizza fasci di particelle cariche, come protoni o ioni carbonio, per colpire in modo preciso le cellule tumorali. Grazie alla sua elevata efficacia e al minimo danno ai tessuti sani circostanti, rappresenta una soluzione innovativa per tumori difficili da trattare. È particolarmente indicata per neoplasie localizzate vicino a organi sensibili o resistenti alla radioterapia convenzionale. Questa tecnologia unisce fisica, medicina e ingegneria per offrire cure più mirate e sicure.fonti: fondazionecnao.it/, web.infn.it/footInfine, dopo una barza brutta nuova fiammante, Leonardo parla di come si fa a misurare l'intelligenza dell'intelligenza artificiale. Guardando i test a cui vengono sottoposti i large langiage model cerchiamo di capire se l'IA é solo un pappagallo stocastico. Link al survey: arxiv.org/abs/2504.18838Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
Hoy quiero recordarte algo que cambió mi manera de vivir: no tienes que poder con todo, solo con una cosa a la vez.Guardando el salmo 121 en el corazón recordarás que aunque La vida es difícil, Dios nunca prometió que sería fácil, pero sí prometió que con Él todo sería posible.A veces el peso de los planes, las responsabilidades, el cansancio o el desorden mental nos hacen sentir que no avanzamos, pero este devocional es una pausa para el alma.Hoy vamos a recordar juntas que la vida se construye un día a la vez, ladrillo a ladrillo, con gracia, con gozo y con intención.Voy a enseñarte cómo identificar el ruido mental, cómo dejar de procrastinar y cómo volver a enfocarte en lo que realmente importa: tu salud, tu paz y tu relación con Dios.Únete a mi comunidad GRATIS para bajar de peso
En este episodio, charlamos con Geny Diego, coach especializada en adolescentes y crianza consciente, sobre cómo las heridas emocionales no resueltas de nuestra infancia influyen en la manera en que criamos a nuestros hijos. Hablamos de culpa, repeticiones inconscientes, y del poder de sanar para educar desde un lugar más libre y amoroso. Una conversación profunda y transformadora que te invita a mirar hacia adentro para construir vínculos más sanos con tus hijos.RECUERDA:Puedes ayudarme a seguir creciendo con un
Carlo Bogliotti"Osterie d'Italia 2026"Sussidiario del mangiarbere all'italianaSlow Food Editorewww.slowfoodeditore.itL'edizione 2026: l'osteria come modello In continuità con l'anno scorso, la crescita del numero dei locali segnalati indica che l'osteria è quanto mai viva ed è sempre più il principale punto di riferimento quando si parla di ristorazione in Italia, anche se un solo modello e una sola definizione di osteria non ci sono. Nella guida 2026 si trovano infatti molte tipologie di locali, tutte meritorie di far parte della selezione a prescindere dalla forma che hanno assunto o sempre avuto. Trentasei anni fa, con la sua nascita, il sussidiario del mangiarbere all'italiana stabiliva tre capisaldi che hanno ridefinito il modello di osteria e che non sono mai cambiati: cucina locale nel suo contesto autentico, uso di prodotti di qualità e del territorio, prezzi accessibili ai più. Queste tre linee guida sono rimaste tali negli anni e hanno anzi accompagnato un'evoluzione che ha riportato l'attenzione su questo modello di ristorazione a partire dagli anni ‘90, senza tuttavia uniformare una diversità di proposte che invece è parte fondamentale dello spirito della guida. Perché la diversità che ci contraddistingue come italiani e che riguarda anche l'aspetto culinario del nostro Buonpaese − non esiste infatti una “vera” cucina italiana codificata −, questo insieme multiforme di diversità che mutano nel tempo, è l'aspetto che da sempre ha contribuito a costruire la nostra identità: ed è qui che la Guida manifesta la sua importanza e diventa libro mastro, ovvero il nostro codice, quello che ci permette di riconoscere la cucina non solo come cibo, ma come un insieme di pratiche sociali, riti e gestualità basati sui saperi locali, che rappresentano l'identità e la cultura italiana. E chissà che intanto, a dicembre, non arrivi dall'Unesco il riconoscimento alla cucina italiana come patrimonio immateriale dell'umanità. Come qualche anno fa l'ha definita il critico letterario – e buongustaio − Antonio D'Orrico, la guida alle Osterie d'Italia va letta come un vero e proprio romanzo italiano perché ogni edizione racconta l'Italia e lo fa attraverso le diverse cucine regionali − e tutte le persone che animano quelle cucine −, ma anche attraverso la rete di oltre 250 collaboratori sparsi in tutta Italia, che nel corso di tutto l'anno visitano in anonimato tantissimi locali e ne ricavano le segnalazioni e le recensioni che compongono le 1000 e più pagine del volume. 1980 sono i locali segnalati nell'edizione 2026: e accanto alle osterie, ai ristoranti, alle enoteche con cucina e agli agriturismi, ci sono anche quest'anno i Locali Quotidiani – sezione inaugurata nell'edizione 2025, che raggruppa tutte quelle tipologie ristorative alternative come pastifici, gastronomie, enoteche con cucina e altre realtà più informali, in cui sia primaria l'attenzione allo stare bene, al territorio e al piacere della tavola. L'anno scorso i Locali Quotidiani erano 134, quest'anno il loro numero è salito a 161. Dei 1980 locali segnalati nella guida, sono 337 i locali premiati con il massimo riconoscimento, ovvero la Chiocciola, che viene attribuita a quelle insegne che si contraddistinguono per l'eccellente proposta e per l'ambiente, la cucina e l'accoglienza in sintonia con i valori di Slow Food. Guardando alle regioni, quelle con più osterie segnalate sono il Piemonte (187), e subito dietro Campania (169) e Toscana (163), mentre diverso è l'ordine se si guarda al numero delle Chiocciole, che vede la Campania in testa con 39 locali chiocciolati, la Toscana in seconda posizione con 30 e subito a ridosso il Piemonte con 29. Non mancano gli inserti con gli indirizzi dove provare altre forme di ristorazione popolare: si va dagli arrosticini abruzzesi ai supplì romani, alle pizze napoletane ai tegamini piemontesi, dai bacari veneziani ai buffet triestini senza trascurare le osmize sul Carso, dai fornelli pugliesi ai trippai fiorentini, dalle malghe trentine alle focacce e liguri, una mappa dei luoghi, anche i più remoti, dove trovare tutte le specialità più golose che la tradizione di ciascun territorio, da nord a sud, può offrire. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
L'attore, regista e insegnante cagliaritano racconta il suo percorso artistico, dalla formazione itinerante ai progetti futuri. Tra passione, sperimentazione e amore per il teatro come luogo d'incontro e crescita. Per Fabrizio Congia, il teatro è più di una professione. È una scelta di vita, fatta di incontri, studio e continua ricerca. La sua formazione è nata attraverso workshop in tutta Italia, un percorso itinerante che ha lasciato un segno profondo nel suo modo di lavorare. “Viaggiare e imparare in contesti diversi mi ha cambiato”, spiega Congia. “Ogni esperienza è una lezione. Inoltre, ogni persona che incontri sul palco o dietro le quinte ti aiuta a crescere”. Nel corso degli anni, ha portato i suoi spettacoli fuori dalla Sardegna, arrivando anche all'estero. “In Spagna ho scoperto un pubblico diretto, sincero. Quell'esperienza mi ha fatto capire che il teatro è davvero universale. Infatti, le emozioni non hanno lingua”. Congia si divide tra due ruoli: attore e regista. Due mondi diversi ma complementari. “Recitare significa essere nel momento, sentire il ritmo del pubblico. Dirigere, invece, vuol dire creare una visione. Tuttavia, entrambe le esperienze mi completano. Non potrei scegliere una sola parte di me”. Oggi, oltre a calcare le scene, è anche insegnante di recitazione a Talenti Stravaganti. “Cerco di trasmettere ai miei allievi l'amore per la verità del gesto e della parola. Allo stesso tempo, loro mi restituiscono entusiasmo e freschezza. È uno scambio continuo, ed è questo che rende viva la scuola”. Talenti Stravaganti unisce teatro comico, tragedia, musical e commedia sarda. “Mi sento a casa nella commedia”, racconta Congia. “È un linguaggio diretto e sincero. Ti permette di far ridere e pensare allo stesso tempo. Così il pubblico si riconosce e riflette”. Guardando alla scena teatrale cagliaritana, Congia vede nuove energie. “Ci sono giovani che credono nel teatro e vogliono restare in Sardegna. Questo mi dà speranza. Quindi, penso che il futuro sia nelle mani di chi osa”. Infine, anticipa i suoi prossimi progetti. “Sto lavorando a una nuova regia e a un laboratorio dove parola, musica e movimento dialogano tra loro. Perché il teatro, in fondo, è un viaggio. E io non ho alcuna intenzione di fermarmi”.
L'attore, regista e insegnante cagliaritano racconta il suo percorso artistico, dalla formazione itinerante ai progetti futuri. Tra passione, sperimentazione e amore per il teatro come luogo d'incontro e crescita. Per Fabrizio Congia, il teatro è più di una professione. È una scelta di vita, fatta di incontri, studio e continua ricerca. La sua formazione è nata attraverso workshop in tutta Italia, un percorso itinerante che ha lasciato un segno profondo nel suo modo di lavorare. “Viaggiare e imparare in contesti diversi mi ha cambiato”, spiega Congia. “Ogni esperienza è una lezione. Inoltre, ogni persona che incontri sul palco o dietro le quinte ti aiuta a crescere”. Nel corso degli anni, ha portato i suoi spettacoli fuori dalla Sardegna, arrivando anche all'estero. “In Spagna ho scoperto un pubblico diretto, sincero. Quell'esperienza mi ha fatto capire che il teatro è davvero universale. Infatti, le emozioni non hanno lingua”. Congia si divide tra due ruoli: attore e regista. Due mondi diversi ma complementari. “Recitare significa essere nel momento, sentire il ritmo del pubblico. Dirigere, invece, vuol dire creare una visione. Tuttavia, entrambe le esperienze mi completano. Non potrei scegliere una sola parte di me”. Oggi, oltre a calcare le scene, è anche insegnante di recitazione a Talenti Stravaganti. “Cerco di trasmettere ai miei allievi l'amore per la verità del gesto e della parola. Allo stesso tempo, loro mi restituiscono entusiasmo e freschezza. È uno scambio continuo, ed è questo che rende viva la scuola”. Talenti Stravaganti unisce teatro comico, tragedia, musical e commedia sarda. “Mi sento a casa nella commedia”, racconta Congia. “È un linguaggio diretto e sincero. Ti permette di far ridere e pensare allo stesso tempo. Così il pubblico si riconosce e riflette”. Guardando alla scena teatrale cagliaritana, Congia vede nuove energie. “Ci sono giovani che credono nel teatro e vogliono restare in Sardegna. Questo mi dà speranza. Quindi, penso che il futuro sia nelle mani di chi osa”. Infine, anticipa i suoi prossimi progetti. “Sto lavorando a una nuova regia e a un laboratorio dove parola, musica e movimento dialogano tra loro. Perché il teatro, in fondo, è un viaggio. E io non ho alcuna intenzione di fermarmi”.
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Nata come risposta concreta ai bisogni del territorio, Mesa Noa è oggi un punto di riferimento per oltre 400 soci che condividono valori di mutualismo, sostenibilità e partecipazione attiva alla vita comunitaria. L'idea di Mesa Noa nasce dal desiderio di creare un luogo di acquisto consapevole e accessibile. Il progetto risponde ai bisogni di una comunità in cerca di alternative al consumo di massa. Fin dall'inizio, l'obiettivo è stato quello di valorizzare i produttori locali e offrire prodotti etici e di qualità. Un emporio autogestito dai soci Mesa Noa è un emporio cooperativo autogestito. Ogni socio partecipa attivamente alla vita dell'emporio, contribuendo con tempo, idee e competenze. Questa forma di gestione condivisa crea senso di appartenenza e fiducia reciproca. L'autogestione rafforza la comunità e riduce i costi di gestione, garantendo prezzi equi per tutti. Oltre 400 soci: una comunità in crescita Oggi Mesa Noa conta più di 400 soci. Le persone scelgono di aderire per partecipare a un modello economico solidale, che mette al centro la relazione umana. Entrare in Mesa Noa significa condividere un progetto collettivo, basato su responsabilità, cooperazione e rispetto del territorio. Scelta dei fornitori e dei prodotti I fornitori vengono selezionati secondo criteri di sostenibilità, trasparenza e rispetto del lavoro. Mesa Noa promuove filiere corte e relazioni dirette con i produttori. Così garantisce qualità, prezzi accessibili e un giusto compenso a chi produce. Mesa Noa nel quartiere: impatto sociale e inclusione Situata in un quartiere popolare, Mesa Noa è diventata un punto di incontro e di mutuo aiuto. Lo spazio favorisce la socialità, il confronto e la solidarietà tra le persone. Cultura, educazione e futuro Oltre alla vendita, l'emporio organizza eventi e incontri culturali. L'aspetto educativo è centrale: promuove una nuova consapevolezza sui temi del consumo e dell'ambiente. Guardando al futuro, Mesa Noa punta a rafforzare la rete di consumo responsabile in tutta la Sardegna, creando nuove collaborazioni e progetti di comunità.
Programa de cinema e audiovisual da Rádio UESC, apresentado por Maria Eduarda Ferreira, Maria Clara Lima e Samara Maria. Ouça ao vivo toda sexta-feira, às 10h
En este episodio, conversamos con Ane Lujanbio, educadora especializada en neurociencia aplicada a la enseñanza, sobre cómo adaptar el proceso educativo a las necesidades reales de cada adolescente. Hablamos de ritmos, motivación, atención y emociones, y de cómo el conocimiento del cerebro nos permite enseñar de forma más eficaz, humana y respetuosa. Una charla inspiradora para familias y docentes que quieren educar desde la comprensión, no desde la exigencia.RECUERDA:Puedes ayudarme a seguir creciendo con un
“Intrecci d'Arte” è un progetto culturale innovativo che unisce letteratura, musica, teatro, danza e arti visive, creando eventi in cui il pubblico vive un'esperienza immersiva e condivisa tra parole, suoni e immagini. L'idea nasce dal desiderio di superare i confini tra le discipline artistiche. Gli ideatori volevano creare un format in cui la parola scritta potesse dialogare con la musica, la luce, il corpo e la scena. “Intrecci d'Arte” è nato così: come un laboratorio di contaminazione creativa, dove la letteratura diventa il punto di partenza per un viaggio sensoriale e collettivo. Il significato dell'intreccio tra arti Il concetto di “intreccio” non è solo simbolico, ma pratico. Ogni progetto coinvolge scrittori, artisti visivi, musicisti, attori e tecnici in un lavoro corale. Le idee si fondono, le competenze si sovrappongono e ogni partecipante contribuisce alla costruzione di un'unica narrazione. È un processo artigianale, fatto di ascolto, dialogo e sperimentazione. La scelta delle opere letterarie e degli artisti Ogni evento ruota attorno a un libro diverso. La selezione nasce da temi universali, capaci di toccare corde profonde: la memoria, il viaggio, l'identità. Gli artisti vengono scelti in base alla loro sensibilità e alla capacità di reinterpretare il testo con linguaggi visivi o sonori complementari. L'obiettivo è sempre uno: dare vita a una nuova forma di racconto collettivo. Il ruolo del Teatro Houdini Il Teatro Houdini, con la sua atmosfera intima e visionaria, amplifica l'esperienza. Le luci, gli spazi e la vicinanza con il pubblico creano un contatto diretto, quasi magico. È un luogo che respira insieme agli artisti e rende ogni serata unica. L'evento “Bagaglio a mano per altre vite” Quest'ultimo appuntamento ha toccato il tema della reincarnazione e della memoria. Il pubblico ha reagito con emozione e introspezione, lasciandosi coinvolgere da musica e parole che evocavano vite passate e futuri possibili. Le sfide e il futuro di Intrecci d'Arte Coordinare tante forme d'arte richiede armonia e precisione. La sfida più grande è mantenere equilibrio tra estetica e racconto. Guardando al futuro, il progetto mira a nuove collaborazioni e format itineranti, per portare “Intrecci d'Arte” oltre il palcoscenico e farlo diventare un'esperienza diffusa e condivisa.
“Intrecci d'Arte” è un progetto culturale innovativo che unisce letteratura, musica, teatro, danza e arti visive, creando eventi in cui il pubblico vive un'esperienza immersiva e condivisa tra parole, suoni e immagini. L'idea nasce dal desiderio di superare i confini tra le discipline artistiche. Gli ideatori volevano creare un format in cui la parola scritta potesse dialogare con la musica, la luce, il corpo e la scena. “Intrecci d'Arte” è nato così: come un laboratorio di contaminazione creativa, dove la letteratura diventa il punto di partenza per un viaggio sensoriale e collettivo. Il significato dell'intreccio tra arti Il concetto di “intreccio” non è solo simbolico, ma pratico. Ogni progetto coinvolge scrittori, artisti visivi, musicisti, attori e tecnici in un lavoro corale. Le idee si fondono, le competenze si sovrappongono e ogni partecipante contribuisce alla costruzione di un'unica narrazione. È un processo artigianale, fatto di ascolto, dialogo e sperimentazione. La scelta delle opere letterarie e degli artisti Ogni evento ruota attorno a un libro diverso. La selezione nasce da temi universali, capaci di toccare corde profonde: la memoria, il viaggio, l'identità. Gli artisti vengono scelti in base alla loro sensibilità e alla capacità di reinterpretare il testo con linguaggi visivi o sonori complementari. L'obiettivo è sempre uno: dare vita a una nuova forma di racconto collettivo. Il ruolo del Teatro Houdini Il Teatro Houdini, con la sua atmosfera intima e visionaria, amplifica l'esperienza. Le luci, gli spazi e la vicinanza con il pubblico creano un contatto diretto, quasi magico. È un luogo che respira insieme agli artisti e rende ogni serata unica. L'evento “Bagaglio a mano per altre vite” Quest'ultimo appuntamento ha toccato il tema della reincarnazione e della memoria. Il pubblico ha reagito con emozione e introspezione, lasciandosi coinvolgere da musica e parole che evocavano vite passate e futuri possibili. Le sfide e il futuro di Intrecci d'Arte Coordinare tante forme d'arte richiede armonia e precisione. La sfida più grande è mantenere equilibrio tra estetica e racconto. Guardando al futuro, il progetto mira a nuove collaborazioni e format itineranti, per portare “Intrecci d'Arte” oltre il palcoscenico e farlo diventare un'esperienza diffusa e condivisa.
En este episodio, charlamos con Alba Salas, psicóloga, sexóloga y creadora de la plataforma @Sexorientando, sobre cómo hablar de sexualidad con nuestros hijos sin miedo, vergüenza ni tabúes. Abordamos por qué es tan importante una educación sexual clara, cercana y respetuosa desde casa, y cómo podemos acompañar a nuestros adolescentes en este aspecto tan clave de su desarrollo. Una conversación honesta y necesaria para construir confianza, romper silencios y educar en libertad.RECUERDA:Puedes ayudarme a seguir creciendo con un
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Registro Masterclass Motivación
Você já pensou em como lidamos com pessoas que pensam diferente de nós em assuntos secundários da fé? Em Romanos 14, Paulo nos ensina a viver com consideração, tratando outros crentes com um espírito de renúncia, com apoio espiritual e com cuidado. Nesta mensagem, Stephen Davey nos convida a proteger com zelo aquilo que Deus considera valioso: a vida e o crescimento espiritual de nossos irmãos. Como você pode edificar em vez de destruir? Aprenda a desenvolver relacionamentos que refletem o amor e a paciência de Cristo.Para acessar recursos adicionais, visite sabedoriaportugues.org. Para mais ensinamentos bíblicos, visite nosso site: https://www.wisdomonline.org/?lang=Portuguese
Circulo armonía familiar
Protagonisti di questa puntata sono due protagonisti della protesta civile. Nella prima parte Oleg Orlov, 72 anni biologo, impegnato nei movimenti per i diritti umani in Russia, tra i fondatori di Memorial, associazione premiata nel 2022 con il Nobel per la Pace. Per aver criticato l'invasione dell'Ucraina del 2022, Orlov è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione nel febbraio 2024 per il reato di "discredito delle forze armate". Sei mesi dopo è stato rilasciato in uno scambio di prigionieri con gli Stati Uniti ed esiliato. Nella seconda parte Yarina Grusha, docente di lingue e cultura ucraina e scrittrice ci introduce la figura di Victoria Amelina, giornalista e ricercatrice ucraina, e del suo ultimo lavoro: "Guardando le donne guardare la guerra" (ed.Guanda).
En entrevista para MVS Noticias con Luis Cárdenas, Juan Javier Roldán, activista y periodista de Veracruz, habló sobre la confirmación de la SSP de Veracruz respecto a siete muertos por el motín en el penal de Tuxpan.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Un appuntamento speciale della nostra rubrica del mercoledì, abitualmente dedicata al mondo del lavoro. Ci dedichiamo ad opportunità e forme di sostegno economico per chi inizia il percorso post-diploma.INPS: oltre 470 borse di studio per gli studenti che saranno ammessi ai Collegi Universitari di MeritoPubblicato il bando per l'anno accademico 2025-2026 che prevede contributi da 10.000 a 13.000 euro per gli studenti universitari, figli e orfani di dipendenti e pensionati pubblici, che saranno ammessi nei 57 Collegi Universitari di Merito in Italia.Interviene don Emanuele Meconcelli - componente del consiglio direttivo della CCUM Conferenza dei Collegi Universitari di Merito.Il dopo maturità: le agevolazioni economiche per continuare a studiareLa scelta di un'università (o di un ITS, gratuito), la possibilità di ottenere una borsa di studio, un prestito studentesco, sgravi fiscali, sconti per chi si iscrive con voti di maturità elevati e strumenti come la "Carta del merito". Facciamo un riepilogo delle possibili strade da percorrere confrontandoci con le esperienze degli ascoltatori.Ne parliamo con Daniele Grassucci - direttore Skuola.net
La vez pasada empezamos a hablar de la exhortación que el apóstol Pablonos hace para guardar la unidad del Espíritu lo cual es clave para estarfirmes en los últimos tiempos antes del regreso de Jesús; el diablo estatratando de separarnos para destruirnos. Pablo afirma las característicasfundamentales para esta unidad: humildad y mansedumbre; que nos llevana soportarnos con paciencia los unos a los otros en amor para así serdiligentes en este propósito del Espíritu Santo de mantenernos unidos.
Tommaso Lisa"Il grande libro dei tarli"Exòrma Edizioniwww.exormaedizioni.comTutte le forme viventi lasciano tracce fantasmatiche, labili impronte dotate di codici, di sistemi di regole. E dunque, mentre Tommaso Lisa sprofonda, come Alice nel paese delle meraviglie, in una dimensione altra, nel complesso reticolo di micorrize, nell'humus del sottobosco, i minimi tarli qui scrivono da soli la loro opera. Non saremmo più noi a fare letteratura con la natura, bensì la natura a scrivere il suo poema.La scrittura entomologica di Tommaso Lisa rende porosa e indefinita la frontiera che ci separa dagli altri esseri viventi. Lo scrittore procede come un rabdomante attratto dalla parte selvatica e il demone del tarlo lo aiuta a ricucire le sue due anime di entomologo autodidatta e di poeta e critico letterario.Irriducibili alla logica del senso e ai valori umani, gli insetti e i loro mondi, avvicinati in punta di penna, impongono un diverso modo di considerare la vita e le molteplici relazioni che li legano alle forme della natura e dell'arte.Guardando le gallerie scavate dai tarli nel legno si ha la sensazione straniante di vivere altri mondi in cui ciascuna vita si esprime creando orme, cunicoli, realizzando architetture, segni archetipici e scritture; la natura stessa scrive con frammenti di opere poetiche create dagli insetti. Gli scavi labirintici si mostrano come esperimenti grafici ludici e combinatori; e ogni specie di Scolitide ha il suo stile.La trama filosofica del libro lo rende un notevole esempio di ecoletteratura: mentre Homo sapiens progetta la sua estinzione, procrastinando colpevolmente le azioni che il cambiamento climatico impone, come un'orchestra i tarli accordano i loro strumenti nella cassa armonica del legno, si adattano in cerca di piante da attaccare, tanto da indurre noi a incendiare le foreste per distruggerne le colonie: un sintomo dell'Antropocene.Calarsi nella dimensione del tarlo fino a immedesimarsi con lui offre la possibilità di assumere punti di vista diversi da quello umano e antropocentrico. Un rapporto empatico col coleottero è possibile, così come immaginare una nuova visione del futuro.Tommaso Lisa è nato nel 1977 a Firenze, dove vive e lavora.Appassionato entomologo, nel 2001 ha pubblicato per l'associazione francese “r.a.r.e.” il catalogo ragionato sui Cicindelidi della regione del Mediterraneo.È dottore di ricerca in Lettere. I suoi studi di estetica si sono concentrati sulla “poetica dell'oggetto” del filosofo Luciano Anceschi, nella poesia italiana nella seconda metà del Novecento, da Montale alla nuova avanguardia. Ha scritto libri di critica letteraria su Edoardo Sanguineti e Valerio Magrelli.Ha pubblicato Coleotteri rossi e altri insetti dello stesso colore (Danaus, 2021) e, con Exorma: Memorie dal sottobosco (2021), Insetti delle tenebre (2022), Il carabo di Napoleone (2023).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Teléfono de contacto: +34 623 607144En este episodio, conversamos con el Dr. Javier Quintero, psiquiatra experto en salud mental infantojuvenil, sobre los desafíos y particularidades de la llamada “Generación Click”: adolescentes que han crecido en un mundo digital, inmediato y sobreestimulado. Hablamos sobre cómo afecta esto a su desarrollo emocional, su capacidad de atención, sus vínculos y su salud mental. Una charla reveladora para entender mejor a nuestros hijos y acompañarlos con conciencia en el mundo que les ha tocado vivir.RECUERDA:Puedes ayudarme a seguir creciendo con un
Juego "Quick stop family"
Reto "No soy la Roomba de mi hijo"
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Programa Círculo de la armonía familiar
Masterclass "Límites que educan"
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En este episodio, entrevistamos al psiquiatra Luis Gutiérrez Rojas para entender por qué los adolescentes se comportan como… bueno, como adolescentes. Hablamos sobre los cambios emocionales, cerebrales y sociales que atraviesan en esta etapa, y cómo los padres pueden acompañarlos sin perder la paciencia (ni el humor). Una conversación cercana, reveladora y llena de claves para comprender mejor a nuestros hijos.RECUERDA:Puedes ayudarme a seguir creciendo con un
Jesús se retiraba a lugares apartados y hacía oración. ¿Por qué apartados? Porque ahí se facilita el silencio. Solo ahí, en el silencio, somos verdaderamente nosotros mismos. Y es en medio del silencio donde percibimos la voz de Dios. Un alma que no tiene silencio es como una ciudad sin protección, acosada por ladrones. Guardando silencio podremos oír el rumor de los ángeles.
Taller CNV aquí
Taller CNV aquíEn este episodio, exploramos todas las dudas, miedos y consideraciones que surgen cuando un hijo adolescente pide una moto. Hablamos sobre cómo valorar la madurez del adolescente, los riesgos reales, las medidas de seguridad imprescindibles y cómo llegar a una decisión consciente que combine protección, responsabilidad y confianza. Un episodio para acompañarte en esta decisión tan importante.RECUERDA:Puedes ayudarme a seguir creciendo con un
¿Guardando resentimiento? ¡Aprende como la Palabra de Dios puede marcar la diferencia en tu vida, tus relaciones, y disfruta de un nuevo comienzo! Mira este episodio de Disfrutando la Vida Diaria con Joyce Meyer.