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RSI - Radiotelevisione svizzera

“Millevoci” dedicato agli animali torna a occuparsi di fauna selvatica: al centro della puntata ci sarà però l'orso, tornato a far parlare di sé dopo un recente avvistamento in Valposchiavo. Chi è davvero questo grande mammifero? Qual è oggi la situazione sulle Alpi svizzere? Ospite Livio Costa, guardiano della selvaggina in Valposchiavo, che racconterà la sua esperienza diretta sul territorio e gli incontri ravvicinati con gli orsi osservati negli anni nei Grigioni. Di convivenza con l'uomo abbiamo poi parlato con Valentina Grignoli e Matteo Martelli, autori del reportage premiato allo Swiss Press Award Uomo e orso: prove di convivenza, dedicato alla realtà slovena, dove vivono circa mille orsi e tutto parte dall'insegnamento del “buon comportamento” ai bambini e alle bambine. Una puntata che ci porta dalla Valposchiavo alla Slovenia, passando anche dal nord delle Alpi, per capire meglio come stanno cambiando gli equilibri tra uomo e fauna selvatica. Nell'ultima parte della trasmissione spazio al procione, il cosiddetto “orsetto lavatore”, una specie invasiva in forte espansione anche in Svizzera. Con la biologa Nicole Santi cerchiamo di capire da dove arriva, perché si sta diffondendo così rapidamente e quali sfide pone alla biodiversità e alla gestione della fauna sul nostro territorio.

Sulla scena di un crimine, tra le tracce digitali di un' azienda o di un singolo cittadino, indagini sul corpo di una persona deceduta, o aggredita. Biologia chimica ingegneria, fisica psicologia e medicina, tutte discipline comprese nelle attività della Polizia Scientifica e nel lavoro dell' Istituto di Medicina Legale del Canton Ticino.Come e con quale regia, a profitto della Magistratura, ce lo spiegheranno il Commissario Capo della Polizia scientifica Ti Giancarlo Santacroce e la Dottoressa Rosa Maria Martinez, Direttrice dell'Istituto cantonale di medicina legale.

Ogni giorno l'Intelligenza Artificiale ci offre uno spunto: perché se ne parla così tanto e, soprattutto, perché l'IA ha un ruolo sempre più importante -potremmo dire un potere quasi invasivo e allargato- nel dibattito pubblico? Potremmo fare un passo indietro per riportare quanto scriveva, nei giorni scorsi, sul sito della RSI il collega della nostra redazione culturale Paolo Rodari: «Un gesto destinato a lasciare un segno nella storia della Chiesa e nel dibattito globale sull'intelligenza artificiale. Leone XIV presenta oggi -era lo scorso 25 maggio- “Magnifica Humanitas”, la sua prima Enciclica, firmata il 15 maggio nel 135° anniversario della “Rerum Novarum”. Come Paolo VI che, nel celebre discorso all'ONU del 4 ottobre 1965, evocò Terenzio dicendo che nulla di ciò che è umano poteva essergli estraneo, anche Leone compie di fatto lo stesso gesto. Ricorda che la Chiesa rimane esperta di umanità, chiamata a discernere ogni epoca a partire dall'uomo e per l'uomo. Si tratta di un testo che affronta la «custodia della persona umana nel tempo dell'IA» e che, per toni e contenuti, supera i confini dottrinali per entrare nel cuore delle tensioni geopolitiche contemporanee». Il messaggio è dunque chiaro: l'Enciclica, scrive ancora Rodari, «è un appello a orientare la tecnologia verso giustizia e comunione, rifiutando una logica puramente efficientista». Leone avverte che l'IA «non è moralmente neutra» e che la dignità della persona rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione. La tecnologia, scrive, «assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola», e per questo va guidata da criteri di corresponsabilità e sussidiarietà. Con la sua Enciclica sull'IA, Papa Leone XIV richiama la necessità di porre la tecnologia al servizio della dignità umana e del bene comune: si tratta di una nuova “questione sociale” capace di incidere sul lavoro, le relazioni, le decisioni pubbliche e politiche e i conflitti. L'appello è a non ridurre l'uomo a criteri di efficienza e calcolo e a “disarmare” l'Intelligenza Artificiale, sottraendola a logiche di dominio, guerra e esclusione. Partendo da questa importante presa di posizione geopolitica del Pontefice che commentiamo con un esperto teologo, oggi spaziamo e divaghiamo anche nell'universo dell'Intelligenza Artificiale dando un'occhiata ad alcune notizie delle ultime settimane. Ad esempio: i grafici sono preoccupati per l'appiattimento totale delle immagini: sempre più volantini promozionali e pubblicitari creati con l'IA non spiccano per originalità e creatività. Sono tutti molto simili e uguali, oramai omologati e standardizzati. Poi i media ci hanno riferito che molti giovani non apprezzano particolarmente l'Intelligenza Artificiale: per quali motivi? Un altro argomento di rilievo riguarda i consumi energetici enormi e gli impatti sulle emissioni di CO2 e sull'uso del territorio dell'Intelligenza Artificiale. L'intelligenza artificiale rischia di diventare un problema ambientale globale. Entro il 2030 consumerà l'acqua necessaria a 1,3 miliardi di persone (pari all'intera popolazione dell'Africa subsahariana), e 945 terawattora di elettricità (il triplo di quella usata da 650 milioni di persone tra Pakistan, Bangladesh e Nigeria). A lanciare l'allarme è il rapporto dell'ONU Costo ambientale del consumo energetico dell'IA: impronta di carbonio, acqua e suolo. Lo studio evidenzia come l'intera filiera dell'IA necessiti di linee guida: dalla costruzione dei data center all'uso quotidiano, fino ai rifiuti elettronici. Sono ospiti: Alessandro Longo, giornalista specializzato in nuove tecnologie e direttore di Agendadigitale.eu e Markus Krienke, professore ordinario di filosofia moderna ed etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano e direttore della Cattedra Rosmini.

Il nostro rapporto con gli animali non riguarda solo quelli domestici. A volte siamo noi ad invadere il territorio di animali selvatici, antropizzando il loro habitat. A volte loro tornano a riprenderselo. Con Lisa Signorile, biologa e divulgatrice scientifica -autrice di numerosi libri curiosi sugli animali- indaghiamo questa convivenza sotto diversi aspetti. E non ci facciamo mancare anche quello dell'affezione.

Riportare alla loro vita sociale lavorativa ed affettiva, persone che hanno subito importanti traumi al sistema neurovegetativo, scheletrico e cardiocircolatorio. Questo il compito non semplice delle Cliniche riabilitative che lavorano con pazienti curati in una prima fase di medicina interventistica e d'urgenza, per poi avviarsi al recupero delle funzioni psicomotorie e neurologiche. Tra tutte le specialità mediche , la riabilitazione è confrontata da sempre con la società in evoluzione e con l' evoluzione della personalizzazione delle cure. Capiremo come lavora una delle cliniche di riabilitazione svizzere, la Hildebrandt di Brissago, con il suo Direttore medico Dott. Paolo Rossi e con un prezioso Reportage.

Naima Chicherio, nostra collega della redazione Esteri, segue per la RSI il Medio Oriente: con lei oggi vogliamo capire cosa significa essere inviati in zone del mondo dove i conflitti contrassegnano la quotidianità di popolazioni che noi, spesso, conosciamo soltanto attraverso i racconti di chi, come Naima, si reca frequentemente in questi luoghi, per cercare di riportarci la quotidianità di chi è costretto a vivere in condizioni difficili, di povertà, di stenti, di devastazione, di carestie di ogni genere, di paura; in realtà dove i drammi, le tragedie, le vendette e le guerre sono all'ordine del giorno e dove la speranza -se c'è- è l'unica cosa che ti permette di aggrapparti a una vita che è sempre più in equilibrio.La nostra ospite, nei suoi numerosi viaggi sui fronti caldi, ci restituisce ciò che le ha detto la gente comune: sono storie spesso molto diverse, a seconda della città, della nazione e dell'etnia. Dai racconti emerge una rassegnazione frammista a sfiducia e sconforto, talvolta c'è pure la rabbia per un destino che appare ineluttabile. Proprio per non scordare e non scordarsi dei più sfortunati e di chi è nato, senza poter scegliere, “dalla parte sbagliata del mondo”, è fondamentale per chi fa l'inviato o il reporter esserci fisicamente, spostarsi fra zone spesso dimenticate o trascurate, capire, sentire, vedere e parlare con la gente. Il Medioriente è una polveriera: è una frase fatta, un luogo comune che però si sta sempre più convertendo in realtà. Ma perché siamo arrivati a questo punto, come se ne potrà uscire e come si viene accolti dalle stremate popolazioni locali?A Naima Chicherio il compito di rispondere a queste e ad altre domande. La voce di una brava collega che tramite il suo microfono porta nelle nostre case, mettendosi nei panni dei suoi interlocutori, un po' di Medio Oriente, descrivendolo grazie ai suoi lunghi viaggi di lavoro, fra equilibrio giornalistico ed emozioni personali, fra empatia e coraggio, fra sensibilità e senso del dovere in un'ottica che vuole provare a essere il più oggettiva possibile.

Oggi parliamo di cani addestrati a trovare le cimici del letto: un aiuto prezioso nelle ispezioni, grazie a un olfatto capace di rilevare anche segnali minimi, purché dietro ci siano addestramento serio e competenze specifiche. Con noi in studio un'educatrice cinofila diplomata e un'entomologa, per capire come funziona questo lavoro tra comportamento animale e scienza degli insetti.

Martedì 26 maggio Rete Uno vi accompagna in un “tappone” radiofonico lungo tutto il giorno: dalle 15.00 alle 18.00, in diretta dalla linea del traguardo a Carì, le emozioni del finale

È morto all'età di 76 anni, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Gastronomo, giornalista e scrittore, Petrini ha promosso un sistema alimentare sostenibile, basato sulla valorizzazione dei prodotti del territorio e contro le derive del progresso che alterano il gusto. Slow Food, nato nel 1986, si batte per il diritto a un cibo “buono, pulito e giusto” per tutti. Il movimento, pur avendo radici italiane, ha raggiunto una dimensione globale, con ramificazioni in oltre 160 paesi. Petrini ha dato dignità e centralità alla gastronomia. Lo ricordiamo con Rocco Bianchi, Fabrizio Casati e Alice Tognacci.

La bellezza, nel regno animale si manifesta in modi straordinariamente diversi, andando ben oltre l'apparenza per diventare espressione di sopravvivenza, evoluzione e connessione con l'ambiente. Le forme, i colori e i comportamenti degli animali non sono solo manifestazioni estetiche, ma strategie raffinate modellate dalla selezione naturale. Ne parliamo con Veronica Maglieri, etologa e divulgatrice scientifica.

La bellezza, nel regno animale si manifesta in modi straordinariamente diversi, andando ben oltre l'apparenza per diventare espressione di sopravvivenza, evoluzione e connessione con l'ambiente. Le forme, i colori e i comportamenti degli animali non sono solo manifestazioni estetiche, ma strategie raffinate modellate dalla selezione naturale. Ne parliamo con Veronica Maglieri, etologa e divulgatrice scientifica.

Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api, insetti impollinatori fondamentali per la biodiversità e per la nostra alimentazione. In questa data, nel 1734, nasceva il pioniere dell'apicoltura nell'impero austro-ungarico, lo sloveno Anton Jansa. L'occasione ci porta al Centro professionale del verde di Mezzana, a conoscere l'apiario didattico e il laboratorio annesso, per scoprire da vicino il mondo delle api e dell'apicoltura.

Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api, insetti impollinatori fondamentali per la biodiversità e per la nostra alimentazione. In questa data, nel 1734, nasceva il pioniere dell'apicoltura nell'impero austro-ungarico, lo sloveno Anton Jansa. L'occasione ci porta al Centro professionale del verde di Mezzana, a conoscere l'apiario didattico e il laboratorio annesso, per scoprire da vicino il mondo delle api e dell'apicoltura.

Il rinnovo della patente per gli “over 75” andrebbe regolato meglio a livello federale, magari con dei test obbligatori di aggiornamento e formazione? Ne parliamo oggi, partendo dall'invecchiamento demografico che ci indica che sono e saranno sempre di più in futuro le persone della terza e della quarta età che guideranno. Sappiamo che nel traffico coloro che appartengono alle fasce più anziane della popolazione sono particolarmente a rischio visto che sono più vulnerabili rispetto ai giovani e un incidente per loro può avere delle conseguenze molto gravi. Inoltre, la vecchiaia o una malattia possono rendere la guida più difficile. È tuttavia importante precisare che la maggior parte degli automobilisti anziani non provoca un pericolo superiore alla media per gli altri utenti della strada. In caso di incidente, le persone anziane al volante sono un rischio soprattutto per sé stesse. Al di là delle campagne informative che puntano sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione per gli automobilisti della terza e della quarta età, c'è chi vorrebbe più regole e più disposizioni restrittive per i cosiddetti conducenti seniores. Ricordiamo che a partire dai 75 anni, tutti i conducenti devono sottoporsi, ogni due anni, a un esame medico per poter continuare a guidare e mantenere così la loro patente. Questo esame è effettuato principalmente dai medici di famiglia, i quali possono ottenere l'accreditamento senza seguire una formazione. A proposito di visite mediche di idoneità, un recentissimo studio nazionale svizzero dimostra che i test di idoneità alla guida per gli over 75 e le persone con disturbi cognitivi non sono sufficientemente affidabili. Emerge inoltre che i medici possono autodichiarare la propria competenza per effettuare queste valutazioni senza seguire una formazione specifica. Il progetto nazionale Drive-check, che è stato avviato su richiesta dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) ed è stato realizzato nell'arco di tre anni da ricercatori di istituti come la Scuola universitaria professionale di lavoro sociale e sanità di Losanna (HETSL), il CHUV e le Scuole universitarie professionali di Berna (BFH) e Zurigo (ZHAW), raccomanda l'elaborazione di una strategia nazionale che permetterebbe di armonizzare le pratiche, sostenere i professionisti e informare meglio il pubblico. La maggior parte degli esperti del settore, maestri di scuola guida in primis, sostengono anche che occorrerebbero dei corsi obbligatori di aggiornamento e di formazione da effettuare a scadenze regolari e a partire da una certa età. Proprio sull'obbligatorietà dei test pratici, con la possibilità anche di prevedere un vero esame di guida da superare; sulle diverse procedure adottate dai Cantoni; e sull'eventuale formazione specifica dei medici che si occupano di stabilire l'idoneità alla guida delle persone anziane ci soffermiamo nella puntata odierna, focalizzandoci sulle conseguenze partiche e psicologiche per una persona anziana di poter continuare a guidare o, invece, di dover rinunciare -su indicazione medica o di un maestro di scuola guida- alla licenza di condurre.Sono ospiti il Dott. Davide Consolascio, specialista in medicina interna e fra i medici delegati per i test d'idoneità alla guida per gli anziani, Marco Doninelli, direttore dell'UPSA, l'Unione Professionale Svizzera dell'Automobile (Sezione Ticino), Nasir (Nasser) Dawood, maestro di scuola guida presso l'Autoscuola 2000 a Viganello e “Seniordrive coach” e Manuel Friedrich, maestro di scuola guida presso l'Autoscuola 2000 a Viganello.

Il rinnovo della patente per gli “over 75” andrebbe regolato meglio a livello federale, magari con dei test obbligatori di aggiornamento e formazione? Ne parliamo oggi, partendo dall'invecchiamento demografico che ci indica che sono e saranno sempre di più in futuro le persone della terza e della quarta età che guideranno. Sappiamo che nel traffico coloro che appartengono alle fasce più anziane della popolazione sono particolarmente a rischio visto che sono più vulnerabili rispetto ai giovani e un incidente per loro può avere delle conseguenze molto gravi. Inoltre, la vecchiaia o una malattia possono rendere la guida più difficile. È tuttavia importante precisare che la maggior parte degli automobilisti anziani non provoca un pericolo superiore alla media per gli altri utenti della strada. In caso di incidente, le persone anziane al volante sono un rischio soprattutto per sé stesse. Al di là delle campagne informative che puntano sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione per gli automobilisti della terza e della quarta età, c'è chi vorrebbe più regole e più disposizioni restrittive per i cosiddetti conducenti seniores. Ricordiamo che a partire dai 75 anni, tutti i conducenti devono sottoporsi, ogni due anni, a un esame medico per poter continuare a guidare e mantenere così la loro patente. Questo esame è effettuato principalmente dai medici di famiglia, i quali possono ottenere l'accreditamento senza seguire una formazione. A proposito di visite mediche di idoneità, un recentissimo studio nazionale svizzero dimostra che i test di idoneità alla guida per gli over 75 e le persone con disturbi cognitivi non sono sufficientemente affidabili. Emerge inoltre che i medici possono autodichiarare la propria competenza per effettuare queste valutazioni senza seguire una formazione specifica. Il progetto nazionale Drive-check, che è stato avviato su richiesta dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) ed è stato realizzato nell'arco di tre anni da ricercatori di istituti come la Scuola universitaria professionale di lavoro sociale e sanità di Losanna (HETSL), il CHUV e le Scuole universitarie professionali di Berna (BFH) e Zurigo (ZHAW), raccomanda l'elaborazione di una strategia nazionale che permetterebbe di armonizzare le pratiche, sostenere i professionisti e informare meglio il pubblico. La maggior parte degli esperti del settore, maestri di scuola guida in primis, sostengono anche che occorrerebbero dei corsi obbligatori di aggiornamento e di formazione da effettuare a scadenze regolari e a partire da una certa età. Proprio sull'obbligatorietà dei test pratici, con la possibilità anche di prevedere un vero esame di guida da superare; sulle diverse procedure adottate dai Cantoni; e sull'eventuale formazione specifica dei medici che si occupano di stabilire l'idoneità alla guida delle persone anziane ci soffermiamo nella puntata odierna, focalizzandoci sulle conseguenze partiche e psicologiche per una persona anziana di poter continuare a guidare o, invece, di dover rinunciare -su indicazione medica o di un maestro di scuola guida- alla licenza di condurre.Sono ospiti il Dott. Davide Consolascio, specialista in medicina interna e fra i medici delegati per i test d'idoneità alla guida per gli anziani, Marco Doninelli, direttore dell'UPSA, l'Unione Professionale Svizzera dell'Automobile (Sezione Ticino), Nasir (Nasser) Dawood, maestro di scuola guida presso l'Autoscuola 2000 a Viganello e “Seniordrive coach” e Manuel Friedrich, maestro di scuola guida presso l'Autoscuola 2000 a Viganello.

In questa puntata parliamo di natura, tutela del territorio e rispetto per gli animali insieme a ospiti che ogni giorno si impegnano concretamente su questi temi.Saremo in compagnia di Pietro Garzoli, in rappresentanza del Festival della Natura, per scoprire come questo appuntamento avvicina il pubblico alla ricchezza del nostro ambiente naturale e all'importanza di conoscerlo, proteggerlo e viverlo con maggiore consapevolezza.Con noi ci sarà anche Anna Maspoli dell'Alleanza Biodiversità, con cui approfondiremo il valore della biodiversità, le sfide che oggi minacciano gli ecosistemi e le azioni necessarie per preservare l'equilibrio tra uomo e natura.Infine, ascolteremo Dafne Jelmini per la Società Protezione Animali Locarno e Valli, che ci porterà dentro la realtà dell'accoglienza e della cura degli animali, raccontando il lavoro quotidiano svolto a favore dei cani e il significato profondo dell'adozione responsabile.Una puntata ricca di spunti, testimonianze e riflessioni, per capire meglio come ciascuno di noi possa contribuire, nel proprio piccolo, alla difesa della natura e al benessere animale.

In questa puntata parliamo di natura, tutela del territorio e rispetto per gli animali insieme a ospiti che ogni giorno si impegnano concretamente su questi temi.Saremo in compagnia di Pietro Garzoli, in rappresentanza del Festival della Natura, per scoprire come questo appuntamento avvicina il pubblico alla ricchezza del nostro ambiente naturale e all'importanza di conoscerlo, proteggerlo e viverlo con maggiore consapevolezza.Con noi ci sarà anche Anna Maspoli dell'Alleanza Biodiversità, con cui approfondiremo il valore della biodiversità, le sfide che oggi minacciano gli ecosistemi e le azioni necessarie per preservare l'equilibrio tra uomo e natura.Infine, ascolteremo Dafne Jelmini per la Società Protezione Animali Locarno e Valli, che ci porterà dentro la realtà dell'accoglienza e della cura degli animali, raccontando il lavoro quotidiano svolto a favore dei cani e il significato profondo dell'adozione responsabile.Una puntata ricca di spunti, testimonianze e riflessioni, per capire meglio come ciascuno di noi possa contribuire, nel proprio piccolo, alla difesa della natura e al benessere animale.

La Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa non è solo una data nel calendario, può anche essere l'occasione per ricordare che l'umanità, anche nei momenti più bui, ha saputo organizzarsi per prendersi cura degli altri. È il riconoscimento di milioni di volontari che ogni giorno scelgono di mettersi al servizio di chi è in difficoltà, spesso senza visibilità e senza riconoscimento. Come è cambiato il ruolo e la sicurezza degli operatori Croce Rossa Mezza luna Rossa nelle zone di crisi, nell' epoca delle violazioni del diritto internazionale umanitario dei conflitti che non rispettano il ruolo degli operatori della Croce Rossa, dell'assenza del multilateralismo e del potere di un organismo internazionale Forte? Ne parliamo con il portavoce della Federazione Internazionale Croce Rossa Mezza Luna Rossa Tommaso della Longa da Ginevra, di rientro da una missione speciale in Libano.

La Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa non è solo una data nel calendario, può anche essere l'occasione per ricordare che l'umanità, anche nei momenti più bui, ha saputo organizzarsi per prendersi cura degli altri. È il riconoscimento di milioni di volontari che ogni giorno scelgono di mettersi al servizio di chi è in difficoltà, spesso senza visibilità e senza riconoscimento. Come è cambiato il ruolo e la sicurezza degli operatori Croce Rossa Mezza luna Rossa nelle zone di crisi, nell' epoca delle violazioni del diritto internazionale umanitario dei conflitti che non rispettano il ruolo degli operatori della Croce Rossa, dell'assenza del multilateralismo e del potere di un organismo internazionale Forte? Ne parliamo con il portavoce della Federazione Internazionale Croce Rossa Mezza Luna Rossa Tommaso della Longa da Ginevra, di rientro da una missione speciale in Libano.

Un programma, un'applicazione, un'idea semplice: aiutare chi vive con un cane a farlo meglio, ogni giorno. E poi una tappa virtuale al Rifugio La Stampa di Canobbio, dove con Tania Bortolotti parleremo di animali accolti, curati e accompagnati verso una possibile adozione.

Un programma, un'applicazione, un'idea semplice: aiutare chi vive con un cane a farlo meglio, ogni giorno. E poi una tappa virtuale al Rifugio La Stampa di Canobbio, dove con Tania Bortolotti parleremo di animali accolti, curati e accompagnati verso una possibile adozione.

Le funzioni del sonno sono molteplici e non sono completamente chiarite. Essendo il sonno un fenomeno che riguarda principalmente il cervello, è probabile che la sua funzione fondamentale sia relativa al mantenimento della salute di questo organo e in particolare all'equilibrio, ovvero alla omeostasi, dei complessi processi che vi si svolgono. Una funzione cerebrale strettamente connessa con il sonno è la funzione cognitiva, un' alterazione del sonno potrebbe indurre disfunzioni, così come un buon sonno potrebbe essere una delle cure contro le malattie degenerative. Ne parleremo con il Prof Salvatore Galati Neurologo Neurocentro EOC e con la Professoressa Anna Castelnovo Neuro Psichiatra EOC.

Le funzioni del sonno sono molteplici e non sono completamente chiarite. Essendo il sonno un fenomeno che riguarda principalmente il cervello, è probabile che la sua funzione fondamentale sia relativa al mantenimento della salute di questo organo e in particolare all'equilibrio, ovvero alla omeostasi, dei complessi processi che vi si svolgono. Una funzione cerebrale strettamente connessa con il sonno è la funzione cognitiva, un' alterazione del sonno potrebbe indurre disfunzioni, così come un buon sonno potrebbe essere una delle cure contro le malattie degenerative. Ne parleremo con il Prof Salvatore Galati Neurologo Neurocentro EOC e con la Professoressa Anna Castelnovo Neuro Psichiatra EOC.

Con la Professoressa Eleonora Flacio, Ricercatrice senior e Responsabile Ecologia dei vettori presso l'Istituto di microbiologia della SUPSI, tratteremo dello Sviluppo di soluzioni innovative, sostenibili e scientificamente consolidate per il controllo della zanzara tigre, per ridurre il rischio sanitario e migliorare la qualità di vita della popolazione, sulla base di ricerche dell' istituto da lei diretto.

Con la Professoressa Eleonora Flacio, Ricercatrice senior e Responsabile Ecologia dei vettori presso l'Istituto di microbiologia della SUPSI, tratteremo dello Sviluppo di soluzioni innovative, sostenibili e scientificamente consolidate per il controllo della zanzara tigre, per ridurre il rischio sanitario e migliorare la qualità di vita della popolazione, sulla base di ricerche dell' istituto da lei diretto.

Intelligenza Artificiale, Informatica Applicata o anche, più semplicemente, “macchine che imparano”. Oltre all'utilità di quella che chiamiamo Intelligenza Artificiale, ci sono curiosità e informazioni meno note che ci fanno riflettere sul suo uso e sulla nostra consapevolezza nell'approccio a tali tecnologie. Ne abbiamo parlato con il nostro collega giornalista, informatico e cacciatore di bufale Paolo Attivissimo.

Intelligenza Artificiale, Informatica Applicata o anche, più semplicemente, “macchine che imparano”. Oltre all'utilità di quella che chiamiamo Intelligenza Artificiale, ci sono curiosità e informazioni meno note che ci fanno riflettere sul suo uso e sulla nostra consapevolezza nell'approccio a tali tecnologie. Ne abbiamo parlato con il nostro collega giornalista, informatico e cacciatore di bufale Paolo Attivissimo.

Nella puntata di oggi parleremo di un tema tanto affascinante quanto urgente: il mondo delle api e la minaccia rappresentata dal calabrone asiatico. Le api sono fondamentali per l'equilibrio degli ecosistemi e per la nostra alimentazione, perché svolgono un ruolo essenziale nell'impollinazione di moltissime piante. Eppure, negli ultimi anni, la loro sopravvivenza è messa a rischio da diversi fattori, tra cui cambiamenti climatici, pesticidi e specie invasive.Tra queste, il calabrone asiatico è diventato un problema sempre più serio anche in Europa. Questo insetto predatore attacca gli alveari, indebolisce le colonie e crea forti difficoltà agli apicoltori. Nel corso della trasmissione cercheremo di capire meglio come si sta diffondendo, quali danni provoca e quali strategie si possono adottare per contenere la sua presenza e proteggere le api.Sarà un'occasione per approfondire un tema che riguarda non solo chi si occupa di apicoltura, ma tutti noi, perché dalla salute delle api dipende una parte importante della biodiversità e della qualità del nostro ambiente.

Nella puntata di oggi parleremo di un tema tanto affascinante quanto urgente: il mondo delle api e la minaccia rappresentata dal calabrone asiatico. Le api sono fondamentali per l'equilibrio degli ecosistemi e per la nostra alimentazione, perché svolgono un ruolo essenziale nell'impollinazione di moltissime piante. Eppure, negli ultimi anni, la loro sopravvivenza è messa a rischio da diversi fattori, tra cui cambiamenti climatici, pesticidi e specie invasive.Tra queste, il calabrone asiatico è diventato un problema sempre più serio anche in Europa. Questo insetto predatore attacca gli alveari, indebolisce le colonie e crea forti difficoltà agli apicoltori. Nel corso della trasmissione cercheremo di capire meglio come si sta diffondendo, quali danni provoca e quali strategie si possono adottare per contenere la sua presenza e proteggere le api.Sarà un'occasione per approfondire un tema che riguarda non solo chi si occupa di apicoltura, ma tutti noi, perché dalla salute delle api dipende una parte importante della biodiversità e della qualità del nostro ambiente.

Una puntata dedicata al “nuovo ospedale del cuore”, la nuova struttura del Cardiocentro di Lugano che sarà inaugurata lunedì 4 maggio. 3 piani in più, grazie ai quali sarà possibile offrire più servizi e cure migliori. Ne parliamo con Massimo Manserra, Direttore Istituto Cardiocentro Ticino; il Prof. Dr. med. Marco Valgimigli Primario di cardiologia Istituto Cardiocentro Ticino; e l'Ing. Fabio Scardino, Responsabile Servizio Sicurezza, Area infrastrutture & Operations, Direzione Generale EOC.Nella seconda parte curiosiamo tra le attività de L'ideatorio, il “laboratorio delle idee” dell'USI, che propone sempre attività scientifiche interessanti, tra cui una conferenza sull'IA di cui ci parla il responsabile Giovanni Pellegri.

Una puntata dedicata al “nuovo ospedale del cuore”, la nuova struttura del Cardiocentro di Lugano che sarà inaugurata lunedì 4 maggio. 3 piani in più, grazie ai quali sarà possibile offrire più servizi e cure migliori. Ne parliamo con Massimo Manserra, Direttore Istituto Cardiocentro Ticino; il Prof. Dr. med. Marco Valgimigli Primario di cardiologia Istituto Cardiocentro Ticino; e l'Ing. Fabio Scardino, Responsabile Servizio Sicurezza, Area infrastrutture & Operations, Direzione Generale EOC.Nella seconda parte curiosiamo tra le attività de L'ideatorio, il “laboratorio delle idee” dell'USI, che propone sempre attività scientifiche interessanti, tra cui una conferenza sull'IA di cui ci parla il responsabile Giovanni Pellegri.

La carenza e l'invecchiamento dei medici in Svizzera e l'accesso degli studenti -numerus clausus permettendo- nelle Facoltà di medicina delle Università del nostro Paese: ne parliamo oggi partendo da un significativo dato di fatto emerso ancora recentemente. In Svizzera nel settore della sanità è forte la dipendenza da medici formati all'estero. Più di 4 medici su 10 in attività nel 2025 hanno infatti conseguito le loro qualifiche oltreconfine. È quanto emerge dalle ultime statistiche, presentate nelle scorse settimane, dalla Federazione dei medici svizzeri (FMH). Più nel dettaglio, è salita al 43% la quota dei medici con una formazione in altri Paesi. Inoltre, sempre lo scorso anno, il 52% di 1'132 qualifiche federali come specialisti è stato assegnato a titolari di diplomi esteri. Vanno poi considerate 1'533 qualifiche di specialisti stranieri, che nello stesso anno sono stati riconosciuti. Più in generale, nel 2025, esercitavano la loro professione in Svizzera 44'612 medici: una cifra che in un anno ha segnato una crescita del 5%. Questo incremento, tuttavia, non è sufficiente per stare al passo con l'invecchiamento demografico e della stessa categoria: un quarto dei medici praticanti ha infatti 60 anni o più. Fra tutte le discipline, la densità di medici in Svizzera è pari a 4,2 capacità a tempo pieno per 1'000 abitanti: un dato comparabile a quello dei Paesi vicini. Ma la situazione è assai più difficile nella medicina di base, con 0,9 capacità. La FMH, quindi, ha sottolineato che a non accettare più nuovi pazienti è un terzo degli ambulatori di medici di famiglia. Per far fronte a questi problemi, l'organizzazione chiede l'adozione di nuove e maggiori misure, fra le quali un aumento dei posti di studio e dei posti di formazione dopo la laurea presso gli ambulatori e gli studi medici. Chiede inoltre migliori condizioni di lavoro, attraverso una riduzione degli oneri amministrativi, e modelli di orari più equilibrati. Queste proposte basteranno per far fronte alla penuria e all'invecchiamento dei medici in Svizzera e alla conseguente dipendenza dai dottori e dagli specialisti formati all'estero, considerando che le soluzioni temporanee non sono più sufficienti?È ospite: Prof. Giovanni Pedrazzini, Decano della Facoltà di scienze biomediche all'USI (Università della Svizzera italiana) e fra coloro che hanno dato un impulso decisivo e determinante allo sviluppo della Cardiologia sin dalla nascita del Cardiocentro (1999). Il Prof. Pedrazzini ha ricoperto la funzione di co-primario a partire dal 2016 e quindi di primario dal 2020; collabora con l'EOC come medico consulente a tempo parziale.

La carenza e l'invecchiamento dei medici in Svizzera e l'accesso degli studenti -numerus clausus permettendo- nelle Facoltà di medicina delle Università del nostro Paese: ne parliamo oggi partendo da un significativo dato di fatto emerso ancora recentemente. In Svizzera nel settore della sanità è forte la dipendenza da medici formati all'estero. Più di 4 medici su 10 in attività nel 2025 hanno infatti conseguito le loro qualifiche oltreconfine. È quanto emerge dalle ultime statistiche, presentate nelle scorse settimane, dalla Federazione dei medici svizzeri (FMH). Più nel dettaglio, è salita al 43% la quota dei medici con una formazione in altri Paesi. Inoltre, sempre lo scorso anno, il 52% di 1'132 qualifiche federali come specialisti è stato assegnato a titolari di diplomi esteri. Vanno poi considerate 1'533 qualifiche di specialisti stranieri, che nello stesso anno sono stati riconosciuti. Più in generale, nel 2025, esercitavano la loro professione in Svizzera 44'612 medici: una cifra che in un anno ha segnato una crescita del 5%. Questo incremento, tuttavia, non è sufficiente per stare al passo con l'invecchiamento demografico e della stessa categoria: un quarto dei medici praticanti ha infatti 60 anni o più. Fra tutte le discipline, la densità di medici in Svizzera è pari a 4,2 capacità a tempo pieno per 1'000 abitanti: un dato comparabile a quello dei Paesi vicini. Ma la situazione è assai più difficile nella medicina di base, con 0,9 capacità. La FMH, quindi, ha sottolineato che a non accettare più nuovi pazienti è un terzo degli ambulatori di medici di famiglia. Per far fronte a questi problemi, l'organizzazione chiede l'adozione di nuove e maggiori misure, fra le quali un aumento dei posti di studio e dei posti di formazione dopo la laurea presso gli ambulatori e gli studi medici. Chiede inoltre migliori condizioni di lavoro, attraverso una riduzione degli oneri amministrativi, e modelli di orari più equilibrati. Queste proposte basteranno per far fronte alla penuria e all'invecchiamento dei medici in Svizzera e alla conseguente dipendenza dai dottori e dagli specialisti formati all'estero, considerando che le soluzioni temporanee non sono più sufficienti?È ospite: Prof. Giovanni Pedrazzini, Decano della Facoltà di scienze biomediche all'USI (Università della Svizzera italiana) e fra coloro che hanno dato un impulso decisivo e determinante allo sviluppo della Cardiologia sin dalla nascita del Cardiocentro (1999). Il Prof. Pedrazzini ha ricoperto la funzione di co-primario a partire dal 2016 e quindi di primario dal 2020; collabora con l'EOC come medico consulente a tempo parziale.

La storia di Riccardo Braglia è radicalmente cambiata il 16 dicembre 2021. Facciamo un passo indietro, ricordando che lui è un imprenditore e un manager di successo, un uomo anche molto generoso, riconoscente verso gli altri e con uno spirito solidale, con oltre quaranta anni di esperienza internazionale nel mondo farmaceutico e negli investimenti scientifici. Dirige dal 2002, come presidente e CEO, il gruppo Helsinn, un gruppo familiare, fondato nel 1976 e attivo nelle terapie di supporto oncologico e nell'oncologia, con sedi in Svizzera -quella centrale è a Lugano-Pazzallo- e con filiali in altri Paesi. Sostiene attivamente dei progetti filantropici a favore della ricerca oncologica, della sanità e dell'istruzione in Africa ed è cofondatore della Fondazione Nuovo Fiore in Africa. Ebbene, dopo un'esistenza trascorsa a sviluppare terapie per gli altri, per la prima volta è lo stesso Braglia a essere paziente, a conoscere la paura della morte, l'isolamento, il bisogno di speranza. Ma è proprio in questo percorso, in questa terra di mezzo apparentemente desolata, che Riccardo trova una sorgente inattesa, un nuovo modo di guardare alle cose: la possibilità di fermarsi, di sentirsi davvero; di confrontarsi con l'immenso valore degli affetti familiari e della fede come compagna di vita; e di ripensare a una nuova forma di leadership, più umana, più lenta, più autentica per il futuro. Il suo “prima”, il suo “durante” e il suo “dopo” li ha raccontato in un libro denso di emozioni, riflessioni e aneddoti, note, appunti e incontri che si susseguono giorno dopo giorno, per dare un senso a questa esperienza comune a tanti, eppure così personale per chi la vive. Il cammino nel deserto. Dalla malattia alla rinascita, tra fede e leadership imprenditoriale (Edizioni Piemme) nasce quindi da questo momento sospeso ed è il diario di un attraversamento fisico, emotivo e spirituale, il racconto in presa diretta della malattia. Riccardo Braglia racconta e si racconta anche a “Millevoci”, ricordandoci che il deserto non è solo sabbia e silenzio, ma è anche luce, ricerca, respiro e rinascita.

La storia di Riccardo Braglia è radicalmente cambiata il 16 dicembre 2021. Facciamo un passo indietro, ricordando che lui è un imprenditore e un manager di successo, un uomo anche molto generoso, riconoscente verso gli altri e con uno spirito solidale, con oltre quaranta anni di esperienza internazionale nel mondo farmaceutico e negli investimenti scientifici. Dirige dal 2002, come presidente e CEO, il gruppo Helsinn, un gruppo familiare, fondato nel 1976 e attivo nelle terapie di supporto oncologico e nell'oncologia, con sedi in Svizzera -quella centrale è a Lugano-Pazzallo- e con filiali in altri Paesi. Sostiene attivamente dei progetti filantropici a favore della ricerca oncologica, della sanità e dell'istruzione in Africa ed è cofondatore della Fondazione Nuovo Fiore in Africa. Ebbene, dopo un'esistenza trascorsa a sviluppare terapie per gli altri, per la prima volta è lo stesso Braglia a essere paziente, a conoscere la paura della morte, l'isolamento, il bisogno di speranza. Ma è proprio in questo percorso, in questa terra di mezzo apparentemente desolata, che Riccardo trova una sorgente inattesa, un nuovo modo di guardare alle cose: la possibilità di fermarsi, di sentirsi davvero; di confrontarsi con l'immenso valore degli affetti familiari e della fede come compagna di vita; e di ripensare a una nuova forma di leadership, più umana, più lenta, più autentica per il futuro. Il suo “prima”, il suo “durante” e il suo “dopo” li ha raccontato in un libro denso di emozioni, riflessioni e aneddoti, note, appunti e incontri che si susseguono giorno dopo giorno, per dare un senso a questa esperienza comune a tanti, eppure così personale per chi la vive. Il cammino nel deserto. Dalla malattia alla rinascita, tra fede e leadership imprenditoriale (Edizioni Piemme) nasce quindi da questo momento sospeso ed è il diario di un attraversamento fisico, emotivo e spirituale, il racconto in presa diretta della malattia. Riccardo Braglia racconta e si racconta anche a “Millevoci”, ricordandoci che il deserto non è solo sabbia e silenzio, ma è anche luce, ricerca, respiro e rinascita.

“Millevoci” vi porta nel mondo dei conigli, animali intelligenti, sociali e pieni di sfumature spesso poco conosciute. Insieme scopriremo curiosità, comportamenti e caratteristiche di questi piccoli lagomorfi, dalle loro abitudini di gruppo al loro linguaggio fatto di movimenti, attenzione e vivacità. Un viaggio leggero ma affascinante per conoscere più da vicino creature tenere solo in apparenza, ma in realtà ricche di personalità.

“Millevoci” vi porta nel mondo dei conigli, animali intelligenti, sociali e pieni di sfumature spesso poco conosciute. Insieme scopriremo curiosità, comportamenti e caratteristiche di questi piccoli lagomorfi, dalle loro abitudini di gruppo al loro linguaggio fatto di movimenti, attenzione e vivacità. Un viaggio leggero ma affascinante per conoscere più da vicino creature tenere solo in apparenza, ma in realtà ricche di personalità.

Nella giornata mondiale della Terra ci interroghiamo sull'impatto dei cambiamenti climatici e sulle possibili soluzioni, proposte da studiosi del mondo scientifico e umanistico. Con il Prof. Matteo Vegetti, autore di parecchi saggi e promotore della manifestazione Emergenza Terra. E Francesca Cellina, dell'Istituto sostenibilità applicata all'ambiente costruito della SUPSI, responsabile del Settore sostenibilità e società, in preparazione a un nuovo bachelor SUPSI.E poi, con Andrea Foglia di USI Transfer, entriamo nel mondo della proprietà intellettuale e del legame tra ricerca, scienza e applicazioni produttive industriali.

Nella giornata mondiale della Terra ci interroghiamo sull'impatto dei cambiamenti climatici e sulle possibili soluzioni, proposte da studiosi del mondo scientifico e umanistico. Con il Prof. Matteo Vegetti, autore di parecchi saggi e promotore della manifestazione Emergenza Terra. E Francesca Cellina, dell'Istituto sostenibilità applicata all'ambiente costruito della SUPSI, responsabile del Settore sostenibilità e società, in preparazione a un nuovo bachelor SUPSI.E poi, con Andrea Foglia di USI Transfer, entriamo nel mondo della proprietà intellettuale e del legame tra ricerca, scienza e applicazioni produttive industriali.

Il tema della puntata è l'economia circolare, che va oltre il comportamento del singolo cittadino. Con gli ospiti Anna Juda e Alessandro Fontana di Circular Economy Switzerland abbiamo analizzato il lavoro orientato ad aziende e edilizia.

Il tema della puntata è l'economia circolare, che va oltre il comportamento del singolo cittadino. Con gli ospiti Anna Juda e Alessandro Fontana di Circular Economy Switzerland abbiamo analizzato il lavoro orientato ad aziende e edilizia.

Nella puntata odierna diamo spazio a due interessanti appuntamenti che ci permettono di scavare nel nostro passato, fra tradizioni popolari, fede, manufatti, testimonianze materiali e artistiche, viaggi e pellegrinaggi.Con Francesca Luisoni, storica e collaboratrice scientifica del Centro di dialettologia e di etnografia, parliamo di una nuova serie di escursioni nelle valli del Ticino, organizzata dal Centro di dialettologia e di etnografia, a margine della pubblicazione del volume “Sguardi divini. Cappelle e dipinti murali devozionali del Sopraceneri”. Le cappelle e i dipinti murali devozionali sono fra le testimonianze culturali che più caratterizzano le valli ticinesi, ma siamo a tal punto abituati alla loro presenza che quasi non le percepiamo più. Eppure, nel solo Sopraceneri oggi se ne contano ancora 3'621! Le edicole e gli affreschi sono perlopiù segni materiali di devozione, voluti da individui, famiglie o gruppi per invocare la protezione divina. Sono posti negli abitati e lungo le vie che li collegano ai campi, ai pascoli e ai maggenghi, e non di rado si collocano in posizioni ben visibili fin da grandi distanze.Con Lavinia Galli, storica dell'arte e curatrice della mostra “Meraviglie del Grand Tour”, ci occupiamo invece di questa esposizione che è visitabile presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano fino al 4 maggio 2026 e che ha dato lo spunto per una interessante conferenza, che si terrà il 22 aprile prossimo e che è intitolata “Alle radici dell'Occidente, fra Europa e Svizzera”, promossa dall'ASASI, l'Associazione delle storiche e degli storici d'arte della Svizzera italiana, nella quale si parlerà del celebre itinerario del Grand Tour, il celebre viaggio di formazione che a partire dalla fine del XVI secolo portò numerosi viaggiatori a scoprire l'arte e la cultura europee. Il Grand Tour non era soltanto una forma di turismo dell'epoca, ma una pratica di viaggio che portava giovani aristocratici e intellettuali, fossero essi inglesi, tedeschi, scandinavi o d'altrove, attraverso le capitali dell'arte e della civiltà continentale. Si trattava di un percorso che segnava il gusto estetico e la formazione culturale delle classi dirigenti europee, un pellegrinaggio verso le radici dell'Occidente, passando dal nostro Paese. In questo affascinante itinerario, la Svizzera, in effetti, occupava un ruolo tutt'altro che marginale. Porta naturale verso il Sud attraverso i grandi valichi alpini — il Sempione, il San Gottardo e il Gran San Bernardo — la Confederazione era una tappa obbligata per i viaggiatori. Le città svizzere offrivano ospitalità, contatti intellettuali e paesaggi sublimi che cominciavano ad alimentare la nascente sensibilità romantica per la montagna. La conferenza di Lugano offrirà l'occasione per esplorare anche questo ruolo della Svizzera nelle rotte e nell'immaginario del Grand Tour.