Programmi giornalistici di contatto
RSI - Radiotelevisione svizzera

Fino a dove si sta spingendo, in Svizzera e in Ticino, la crisi del mercato degli alloggi? È l'interrogativo dal quale partiamo nella puntata odierna nella quale facciamo il punto alla situazione, cercando di capire cosa sta succedendo nel nostro Paese nel quale è sempre più difficile trovare degli appartamenti liberi e con affitti abbordabili. Intanto, per arginare la carenza di alloggi, la Confederazione continuerà a promuovere l'edilizia residenziale di utilità pubblica, ma per molte persone cercare attualmente degli appartamenti da affittare diventa sempre più una gara a ostacoli. Quello che finora era un fenomeno prevalentemente urbano e limitato alle regioni turistiche si sta diffondendo sempre più in Svizzera anche alle zone periferiche e di montagna. Tra il 2020 e il 2025 il tasso di appartamenti sfitti in tutta la Svizzera è sceso dall'1,72% all'1% e al momento non si prevede un'inversione di tendenza: insomma, l'attività edilizia continua a essere in ritardo rispetto alla domanda. Dagli ultimi sondaggi è emerso che la ricerca di un'abitazione e la paura di una disdetta sono fra le preoccupazioni principali della popolazione elvetica. Per alcuni esperti del settore, il problema non è solo la scarsità di appartamenti, ma il fatto che il mercato si sia trasformato e se prima si produceva per alloggiare, adesso si produce per poter utilizzare il capitale immobiliare: la casa, dunque, è anche considerata come un bene o un prodotto economico che deve generare un profitto. La logica del rendimento avrebbe preso il sopravvento su quella del bisogno abitativo e la politica federale avrebbe fatto troppo poco per proteggere gli inquilini. E in questo ambito si pensa alla promozione di strumenti come il controllo delle pigioni, al rafforzamento delle cooperative e al diritto di prelazione per i Comuni, così da sottrarre almeno una parte dei terreni alle operazioni speculative. Vi è poi anche chi sostiene che la crescita della popolazione e, in particolare, l'immigrazione rendono ancor più complicato il problema in un mercato nel quale la mancanza e la penuria di alloggi spinge anche a un rialzo generale degli affitti. Va anche poi ricordato il grande e crescente numero di case e palazzi vecchi che necessitano di lavori di riattazione e di restauri e che spesso vengono demoliti per far spazio a nuovi immobili con appartamenti che hanno dei costi d'acquisto o di pigioni inaccessibili per la maggior parte della popolazione. Della carenza di abitazioni; di affitti alle stelle; di ostacoli e di vincoli legali alla costruzione; di un mercato dell'alloggio che inquieta sempre più una popolazione che sta invecchiando e che è in continua crescita; e di una politica che fatica a offrire dei validi rimedi e delle soluzioni sostenibili che consentirebbero di rispondere, tempestivamente, ai bisogni e ai diritti dei cittadini, confrontati con un serissimo problema economico e sociale, ci occupiamo nella puntata odierna di “Millevoci”.Sono ospiti: Alberto Montorfani, fiduciario immobiliarista e Monique Bosco-von Allmen, presidente delle Cooperative d'abitazione Svizzera presso l'Associazione regionale Svizzera italiana.

Oggi parliamo di cavalli, salute e relazione con l'essere umano insieme a due veterinari che dedicano il loro lavoro al benessere equino. Con loro approfondiremo i principali aspetti della cura del cavallo, dalla prevenzione alle terapie più utilizzate, fino ad arrivare al tema dell'ippoterapia, un approccio in cui il cavallo diventa anche prezioso compagno in percorsi terapeutici e riabilitativi. Una puntata pensata per scoprire quanto il mondo equino possa unire medicina, sensibilità e qualità della vita.

Nella giornata mondiale dell'arte “Millevoci scienza e ricerca” prende al volo l'occasione per riflettere sul rapporto tra l'essere umano, l'arte, la scienza. Dimensioni intrecciate che ci aiutano a comprendere la realtà e a immaginare nuove prospettive. Ospite: Guido Emilio Tonelli, fisico al CERN, divulgatore scientifico e saggista. Ci parla di scienza e arte e naturalmente delle ultime novità al CERN di Ginevra, dove è riconosciuto come uno dei padri della scoperta del bosone di Higgs.E poi Artemis II, al rientro della missione lunare NASA tutti i dettagli con Paolo Attivissimo.

Nel suo nuovo libro, Vittorio Gallese esplora il cuore di una mutazione antropologica in atto. In un tempo in cui l'intelligenza artificiale è in grado di generare volti, voci e presenze capaci di simulare empatia, Il sé digitale affronta una trasformazione profonda del nostro modo di essere al mondo. Neuroscienziato tra i più autorevoli a livello internazionale e tra gli studiosi che hanno contribuito alla scoperta dei neuroni specchio – Gallese esplora come cambiano identità, relazioni ed esperienza quando una parte crescente della nostra vita passa attraverso schermi, dispositivi digitali e intelligenze artificiali.Muovendo dalle neuroscienze dell'embodiment e dalla teoria della simulazione incarnata, l'autore propone una rilettura del sé come realtà corporea e relazionale: nel digitale il corpo non scompare, ma viene riconfigurato. Intrecciando neuroscienze, filosofia e cultura contemporanea, queste pagine riflettono su ciò che resta umano in un mondo sempre più governato da interfacce e algoritmi, e sull'urgenza di tornare a pensare il corpo come condizione generativa del futuro.Di questi temi Vittorio Gallese parlerà venerdì 8 maggio alle 18:30, aprendo la ventesima edizione di ChiassoLetteraria, in dialogo con l'economista Christian Marazzi, per esplorare l'identità nell'era dell'intelligenza artificiale.

Gianluca Grossi su suo ultimo romanzo Una trascurabile inquietudine

Incontriamo il pediatra Andreas Wechsler per parlare di sviluppo, di ascolto, di sonno, dell'essere genitori. Uomo di scienza e di ascolto, ha scelto di mettere radici in Ticino, dopo un lungo viaggio tra le università americane e le esperienze cliniche più avanzate. Il suo poliambulatorio Cresci e cresci bene, è un ecosistema che osserva il bambino nella sua interezza.

Lo psichiatra e psicoterapeuta Graziano Martignoni torna nei nostri studi. Lo spunto è la pubblicazione Flessibilità dell'anima: forza nascosta della gentilezza, l'ultima pubblicazione corale all'interno della comunità del Parco San Rocco, laboratorio umano in cui la gentilezza diventa pratica quotidiana e terreno d'incontro.

I livelli A e B delle Scuole Medie che scompariranno; il mondo economico che vorrebbe una scuola competitiva ed efficace e che fa pressioni su una scuola che deve già puntare su profili in grado di essere poi subito pronti ed efficienti una volta attivi nel mondo del lavoro; il settore dell'apprendistato confrontato con difficoltà di vario tipo; e i salari futuri di coloro che scelgono una formazione professionale che non sembrano particolarmente incentivare i giovani che devono scegliere il loro mestiere: cosa faranno allora da grandi coloro che concludono la scuola dell'obbligo? Quali sono le scelte migliori per i giovani? Quali reali prospettive hanno i giovani? Ne parliamo nella puntata odierna, soffermandoci e riflettendo sui percorsi formativi per gli apprendisti (in quali settori, con quali motivazioni e con quali concreti scenari professionali e salariali); sulle aspettative dei loro genitori e del loro contesto familiare; e sulle crescenti pressioni ed esigenze del mondo imprenditoriale. Poi ancora i diversi interrogativi che ruotano dento e attorno il mondo della formazione come quello degli apprendisti e dei frequenti abbandoni durante il percorso di tirocinio, fra posto di lavoro da cercare e da mantenere e salari inadeguati: come siamo messi? La scuola e le pressioni del mondo economico-imprenditoriale: quanto stanno cambiando la società e i giovani che, contrariamente alle esigenze immediate delle imprese, necessitano di tempi lunghi per apprendere e per formarsi? C'è chi sostiene che rispetto al passato, oggi i giovani siano svogliati, pigri e poco motivati nell'attitudine verso il lavoro: è vero oppure è un grande e gratuito pregiudizio? Per quali motivi, spesso, le aziende faticano a trovare i/le lavoratori/trici di cui necessitano? La Divisione della formazione professionale del DECS, al di là del costante e prezioso dialogo con i vari interlocutori, riesce davvero a captare quelli che sono i bisogni, le esigenze e le necessità dei giovani, delle aziende e di una società che cambia velocemente? A queste e ad altre domande rispondono gli ospiti di Millevoci.Sono ospiti:Oscar Gonzalez, aggiunto al direttore della Divisione della formazione professionale presso il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sportOliviero Pesenti, imprenditore e già presidente dell'AITI (Associazione industrie ticinesi)Sara Rossini-Monighetti, da oltre trent'anni attiva nella formazione professionale fra aziende, scuole e famiglie, è direttrice di Fill-up, organizzazione che si occupa di programmi di coaching per gli apprendisti e per le aziende formatriciIlario Lodi, responsabile per la Svizzera italiana di Pro Juventute Svizzera

“Millevoci” dedicato agli animali vi porta nel mondo “Cane e bambino” un progetto nato per insegnare ai bambini il giusto approccio con i cani. Progetto approvato e riconosciuto ufficialmente sia dal DECS che dall'Ufficio del Veterinario Cantonale. Denise Servalli e Silvia Faré Foglia, sono due mamme, ma sono anche due istruttrici cinofile che si sono conosciute durante la scuola per ottenere il Diploma cantonale alla SSMT di Locarno. Dopo la formazione, scambiandosi pareri e opinioni inerenti il lavoro di istruttore cinofilo, si sono trovate a discutere in merito alle difficoltà dei proprietari a gestire l'esuberanza dei bambini nei confronti dei loro cani.Da quello spunto è nata la voglia di lavorare con i bambini più piccoli per insegnare loro innanzitutto cosa è un cane, e non da ultimo come approcciarsi a lui nel modo più corretto, soprattutto per evitare incidenti indesiderati.Putata ricca di ospiti, perché a partire dalle 11.00 si parla anche di Interventi Assistiti con Animali, insieme a Cristina Longo, operatrice sociale che vanta una lunga esperienza nel campo della Pet Therapy. In studio anche la veterinaria, Kris Rezzonico, che dopo anni di “nomadismo”, ha aperto il suo studio per la cura e la degenza di animali domestici, da reddito e da compagnia… una veterinaria che vive in una fattoria, attorniata da centinaia di capre.

La malattia di Parkinson è un disturbo degenerativo lentamente progressivo di aree specifiche del cervello. Come si manifesta? E come si cura? Quali sono le terapie all'avanguardia e su cosa si sta orientando la ricerca? Ne parliamo in vista della giornata mondiale del Parkinson, che a Lugano prevede conferenze pubbliche e attività ricreative. Senza tralasciare l'importanza che anche la musica sta avendo in questo ambito.La seconda parte della puntata la dedichiamo alla nostra quotidianità, a ciò che facciamo nella routine casalinga e che insospettabilmente ci richiede di applicare regole scientifiche. Ci dice come farlo al meglio il chimico e divulgatore Dario Bressanini.

I tempi lunghi di attesa per i collaudi e per gli esami pratici di guida hanno rilanciato in Ticino il tema dell'elevato numero di automobili, della mobilità su due e quattro ruote, della sicurezza odierna dei veicoli e dal rapporto dei giovani con la macchina. Spesso l'opinione pubblica si interroga sull'organizzazione, sulla pianificazione, sugli effettivi, sulle procedure, sui compiti e sull'attività dell'Ufficio tecnico della Sezione della circolazione, in particolare per quanto riguarda l'iter dei collaudi. Per fare il punto e per spiegare cosa implica collaudare un veicolo (tempi, personale qualificato, modalità, tipologia e età delle automobili, partner e richieste tecniche), Christian Cattaneo, capo dell'Ufficio tecnico della Sezione della circolazione del DI, risponde alle nostre domande.

In evidenza i futuri e importanti cambiamenti nella Scuola Media ticinese con il Consiglio di Stato che ha approvato il Messaggio “Generalizzazione del superamento dei corsi attitudinali A e base B nella scuola media”. Il Messaggio presenta i risultati della sperimentazione sul superamento dei corsi attitudinali e base (“corsi A e B”) e, tenuto conto degli esiti della stessa e della valutazione del gruppo di accompagnamento, come richiesto dal Gran Consiglio, ne propone la generalizzazione a tutta la scuola media. In tal modo sarà possibile superare i limiti dell'attuale sistema dei corsi A e B e rafforzare il benessere di allieve e allievi in ambito scolastico. Il 13 marzo 2023 il Gran Consiglio aveva dato il proprio avallo all'avvio di una sperimentazione per il superamento dell'attuale sistema di differenziazione strutturale caratterizzato dai corsi A e B in matematica e tedesco in III e IV media. Una sperimentazione ritenuta indispensabile per valutare l'efficacia delle modalità individuate per superare i corsi A e B e che ha portato il Consiglio di Stato, tenuto conto degli esiti della stessa e della valutazione del gruppo di accompagnamento, a “fare i passi necessari per la modifica della base legislativa che elimina il sistema dei livelli”, come richiesto dal Gran Consiglio con l'approvazione del Rapporto parziale di maggioranza del 30 gennaio 2023. La sperimentazione si è svolta durante gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025 in sei istituti di scuola media: Chiasso, Massagno, Caslano, Bellinzona 2, Ambrì e Acquarossa. In questi istituti l'insegnamento della matematica e del tedesco è avvenuto in classi eterogenee, applicando forme diverse, ma complementari, di codocenza (codocenza in tutte le unità didattiche, parziale o a gruppi ridotti). Limitatamente alla IV media, in due delle sei sedi (Acquarossa e Caslano), si è sperimentata anche l'applicazione che prevedeva di proporre percorsi didattici a scopo orientativo denominati “indirizzi opzionali”. La proposta prevede di estendere l'implementazione del superamento dei corsi A e B a partire dal 2027/2028 nell'arco di 6 anni scolastici. Ciò consentirebbe di raggiungere la piena generalizzazione del superamento dei corsi A e B a tutti gli istituti di scuola media entro l'anno scolastico 2032/2033. L'implementazione scaglionata consentirebbe un solido accompagnamento, sarebbe finanziariamente sostenibile, e permetterebbe di adottare aggiustamenti e correttivi in base all'accumularsi di nuove esperienze. Il Consiglio di Stato ritiene che questo investimento nella qualità e nell'equità della scuola dell'obbligo ticinese, in continuità con la storia della scuola media unica, dove una suddivisione strutturale non esiste già più in tutte le altre materie (come pure in matematica e tedesco, nel primo biennio), sia opportuno e sostenibile. Quanto proposto permetterebbe un ulteriore rafforzamento qualitativo della già buona scuola ticinese, andando a diretto beneficio di migliaia di allieve e allievi. Su questo addio ai livelli 1 e 2 (dei corsi A e corsi B), sui suoi vantaggi e svantaggi -con eventuali criticità- e sulla presenza di due docenti per classe, la cosiddetta doppia docenza, si sofferma Tiziana Zaninelli, presidente del Gruppo di accompagnamento e direttrice della Sezione dell'insegnamento medio.

La sezione del Sottoceneri di Croce Rossa Svizzera organizza domenica 29 marzo 2026 al cinema Lux di Massagno una serata sul tema delle migrazioni: il programma della manifestazione prevede la proiezione del lungometraggio di Matteo Garrone “Io capitano”, selezionato nella cinquina delle opere candidate al premio Oscar quale miglior film internazionale nel 2024, che sarà seguita da una discussione in sala con Amara Fofana, il giovane guineano oggi residente in Belgio la cui vicenda ha ispirato il regista italiano, e con Alessandra Morelli, per oltre 30 anni delegata dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'ONU (UNHCR). L'evento si aprirà alle 16.00; il film, della durata di 120' senza pausa, inizierà alle 16.45 mentre la discussione con gli ospiti si protrarrà sino alle 20.00.Nella puntata odierna, agganciandoci al lungometraggio, spazio quindi ai diversi temi migratori; alla loro narrazione (come vengono proposti e raccontati); all'informazione da parte dei media e delle autorità; e alle attività e ai compiti della Croce Rossa Svizzera sezione del Sottoceneri. È ospite Debora Banchini Fersini, direttrice di CRS.

Il nostro ambiente è sempre più sotto pressione e gli scenari si sono ulteriormente aggravati: il clima mondiale sta in effetti vivendo una fase di emergenza ambientale senza precedenti, con la Terra spinta ormai oltre i suoi limiti naturali. A dircelo sono degli indicatori climatici che misurano lo squilibrio energetico della Terra e che tengono conto della velocità con cui l'energia entra ed esce dal sistema del pianeta. In un clima stabile, la quantità di energia solare in entrata è all'incirca uguale alla quantità di energia in uscita. Ma questo equilibrio è alterato dalle crescenti concentrazioni di gas serra (Co2, metano e protossido di azoto), che stanno causando un continuo riscaldamento dell'atmosfera e dei mari (Oceani in primis), nonché lo scioglimento dei ghiacciai e dei ghiacci. Il recentissimo rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), l'agenzia dell'ONU che si occupa di meteorologia, indica che la quantità di calore accumulata dalla Terra ha raggiunto un livello record nel 2025, con conseguenze da temere per centinaia se non migliaia di anni. Cosa ci spiega di nuovo questo rapporto e perché gli studi sul surriscaldamento climatico ci presentano, a scadenze regolari, uno stato di salute sempre peggiore del nostro ambiente naturale? Ne parliamo con Marco Gaia, responsabile del settore “Previsioni e Consulenze” di Meteo Svizzera.

Con l'arrivo della primavera non si risvegliano solo piante e fiori, ma anche i rettili: serpenti, lucertole e altri ospiti silenziosi dei nostri prati e boschi. In questa puntata parleremo del loro “risveglio”, di cosa succede quando escono dal letargo, di quali specie vivono vicino a noi – tra innocue e velenose – e di come convivere con loro in sicurezza, sfatando paure e falsi miti. Un viaggio alla scoperta di animali fondamentali per gli ecosistemi, ma spesso fraintesi.

Alcune recenti ricerche hanno fatto scalpore negli ambienti scientifici: in media, riusciamo a mantenere la concentrazione su un singolo compito per soli 47 secondi prima che la nostra mente vaghi altrove. Ma cosa succede davvero nel nostro cervello quando perdiamo il filo? E soprattutto, possiamo fare qualcosa per combattere questa apparente “condanna” neurologica?Ne parliamo con il Dott Prof Alain Kaelin Direttore medico e scientifico del Neurocentro Svizzera Italiana.

23 marzo 1956: settant'anni fa esatti usciva il primo 33 giri di Elvis Presley, destinato a dare una nuova rotta alla storia della musica. Da quel giorno niente sarà più lo stesso: quel ventenne di Memphis, già noto a livello locale per le sue interpretazioni, per le sue movenze e per il suo carisma, darà un altro ingrediente al mondo: il suo talento. Su Rete Uno celebriamo lui e questo disco in uno speciale dalle 10:00 alle 11:00, in Millevoci.undefined

Quali sono le priorità odierna dell'Associazione delle consumatrici e dei consumatori della Svizzera italiana – l'ACSI – che è un'associazione autonoma e indipendente, che difende i diritti dei consumatori e dei pazienti, senza perseguire scopo di lucro? Fondata nel 1974, l'ACSI ha rilevato nel 2010 l'Associazione pazienti della Svizzera italiana. È membro attivo della Commissione federale del consumo (CFC) e della Federazione delle associazioni svizzere dei pazienti (FASP – DVSP). Collabora inoltre con le organizzazioni svizzere ed europee che difendono i consumatori e/o i pazienti. Quanto sono cambiate nel corso degli anni le “battaglie” in favore delle consumatrici e dei consumatori e quali sono le loro esigenze e richieste? Ne parliamo con Antonella Crüzer da quasi quattro anni segretaria generale dell'ACSI.

Il compito della magistratura dei minorenni, in Ticino più che mai sollecitata dall'aumento dei casi e dei reati compiuti da ragazzi sempre più giovani, non è mai solo punitivo. Anzi, alle misure sanzionatorie, vanno accompagnate anche quelle educative, protettive e d'accompagnamento dei giovani, con lo scopo prioritario di assicurare il sostegno a chi si trova in una fase molto delicata della sua vita.Come si riesce allora a trovare un giusto equilibrio fra prevenzione, protezione e repressione? Lo chiediamo alla magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa, ospite di “Millevoci”, con la quale facciamo il punto sul lavoro e sull'attività della Magistratura dei minorenni, sulle risorse, sugli effettivi e sulle strutture attualmente esistenti in Ticino, spiegando nel contempo le ragioni per cui l'età degli autori dei reati si è abbassata negli ultimi anni. I giovani sono spesso fragili, confusi e disorientati e non hanno sempre la percezione di quanto hanno commesso: come valutano allora il loro agire e la loro colpevolezza? C'è la consapevolezza della gravità e dell'illegalità di un determinato comportamento? I/le ragazzi/e, messi di fronte alle proprie responsabilità, tendono a banalizzare? Si rendono conto della portata delle loro azioni? E i loro genitori quale atteggiamento hanno e come si confrontano con le autorità? Come e quando avvengono gli incontri fra i papà e le mamme di coloro che commettono dei reati e la Magistratura dei minorenni? Quali sono i reati più comuni e quali sono quelli che negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa? Qual è l'età media di chi commette dei reati?A queste e ad altre domande risponde Fabiola Gnesa.

Come nel resto dell'Europa, anche in Svizzera è ritornato d'attualità il dibattito sull'energia nucleare dopo che il Consiglio degli Stati, lo scorso 11 marzo, ha accolto il controprogetto all'iniziativa “Stop al blackout” con 26 voti a 12 e 3 astenuti. In futuro, quindi, potrebbero venire realizzate in Svizzera nuove centrali nucleari, malgrado il divieto di nuovi impianti introdotto, dopo il referendum e in votazione popolare nel 2017, dopo la catastrofe di Fukushima. L'iniziativa è stata invece respinta con 33 voti contrari, 8 favorevoli e una astensione. Il dossier passerà ora al Consiglio nazionale che, tenuto conto delle forze in campo, dovrebbe seguire gli Stati. Ad ogni modo, già al momento della presentazione del controprogetto indiretto da parte del Consiglio federale, gli ambienti ecologisti - cui dovrebbero aggiungersi PS e Verdi - hanno minacciato il referendum. Un passo indietro dunque che fa discutere: in seguito all'incidente nucleare di Fukushima, cui quest'anno ricorre il 15esimo anniversario, nel 2011 la Svizzera aveva deciso di abbandonare progressivamente l'energia atomica. Nel 2017, la popolazione ha votato a favore di questa strategia e per vietare l'edificazione di nuove centrali. L'iniziativa popolare federale “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)“ chiede di rivedere tale divieto, anche se nella proposta di modifica costituzionale gli impianti nucleari non sono esplicitamente menzionati. L'iniziativa prevede in primo luogo che l'energia elettrica venga prodotta nel rispetto dell'ambiente e del clima. Pertanto, sarebbero ammissibili tutti i tipi di produzione di energia elettrica rispettosi dell'ambiente. Nella modifica costituzionale - lanciata dal Club Energia Svizzera, un'alleanza di ambienti borghesi - il Consiglio federale intravvede però l'eventuale revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari, un punto ritenuto fondamentale per l'Esecutivo, il quale intende mantenere aperte tutte le opzioni per l'approvvigionamento energetico dei prossimi anni. Poiché a tale proposito non sarebbe necessaria alcuna modifica costituzionale, il Governo propone invece un adeguamento della legge federale sull'energia nucleare sotto forma di controprogetto indiretto. In aula, UDC, Centro e PLR, con qualche defezione, hanno fatto quadrato attorno alla proposta del Consiglio federale di abrogare l'attuale divieto iscritto all'articolo 12a della Legge sull'energia nucleare. Il dibattito di queste settimane attorno all'atomo ha quindi assunto una dimensione geopolitica, economica, tecnologica, ambientale e ideologica, con sullo sfondo le annose e inevitabili questioni legate alla sicurezza, ai tempi di costruzione e al costo degli impianti nucleari; allo smaltimento delle scorie altamente radioattive; al presente e al futuro delle fonti e delle energie rinnovabili (idroelettrico, solare ed eolico) e al rispetto della Strategia energetica 2050; alla dipendenza dall'estero per coprire l'approvvigionamento energetico dei prossimi anni; e ai futuri consumi di energia, probabilmente in aumento alla luce della crescente elettrificazione dei riscaldamenti, della mobilità e dell'industria. La Svizzera potrà diminuire la dipendenza dalle energie fossili importate, rafforzando nel contempo le energie rinnovabili indigene e creando così anche dei posti di lavoro e degli investimenti in Svizzera? Le domande sono parecchie e toccano diversi ambiti. Intanto fra i fautori e i contrari il dibattito si è riacceso con spunti e considerazioni di vario tipo, fra chi sostiene l'energia nucleare come integrazione alle fonti rinnovabili e chi vi si oppone fermamente: nella puntata di Millevoci facciamo il punto sul fabbisogno e sui possibili scenari energetici futuri.Sono ospiti:Prof.ssa Annalisa Manera, docente di sicurezza nucleare al Politecnico di ZurigoIng. Claudio Boër, Senior Advisor Swissnex China e già vicepresidente del Consiglio della SUPSIClaudio Cereghetti, presidente del Consiglio d'amministrazione dell'AET (Azienda Elettrica Ticinese)

Insieme al Presidente di Ficedula Roberto Lardelli e all'ornitologa di Ficedula Chiara Scandolara, scopriamo tutti i nuovi progetti che concernano la rondine. Scopriamo anche la passione di Ilaria Cattaneo per la fotografia naturalistica.

Per una puntata a triplo tema che dalle neuroscienze ci porterà dritti alla geologia, passando per la tecnologia.Quali i meccanismi che governano il senso dell'olfatto e quali gli incidenti che possono farlo perdere. Come funziona la memoria olfattiva e perché ricordiamo certi odori ed altri no. A guidarci scientificamente, nel complesso mondo delle percezioni olfattive, la Dottoressa in Neuroscienze Anna D'Errico.A svelarci i nuovi segreti del Parco delle Gole della Breggia ci sarà Andrea Stella Direttore di un'area geologicamente e storicamente unica, un parco che si può scoprire capovolto o attraverso un podcast che da voce alle rocce, oltre che visitandolo a piedi.Non mancheranno le news dal mondo della Scienza.

Primavera boreale: Il 20 marzo l'equinozio dà il via alla stagione dei risvegli. Giornate più lunghe, fiori e canti; gli uccelli tornano, gli animali escono dal letargo. Tra questi, il riccio, affamato dopo mesi di sonno. Ne parliamo con due biologi in studio, in diretta a “Millevoci”.

Per parlare dell' evoluzione della chirurgia viscerale negli ultimi 40 anni, dettati dall' impiego di strumenti sempre più performanti a beneficio di pazienti che possono riprendersi più rapidamente dopo interventi chirurgici all' addome all' intestino e ad altri organi interni. Come si lavora come ci si forma e come si interviene in casi urgenti, sono solo alcuni dei tremi che approfondiremo con i nostri ospiti:- Prof. Dimitrios Christoforidis, Primario del servizio di chirurgia generale e viscerale dell'EOC;- Dr.ssa Alice Vanoni-Colombo, specialista in chirurgia viscerale;- Prof. Thomas Greuter, primario del Servizio di Gastroenterologia ed Epatologia dell'Ospedale Regionale di Lugano EOC;- Dr. Davide Demagistri medico Urgentista.

Il conflitto mediorientale sta rapidamente assumendo una dimensione regionale. A sei giorni dall'inizio, la guerra e i suoi effetti si sono già estesi dall'Iran a tutta la regione del Golfo e al Medio Oriente nel suo complesso, fino a toccare, con tangibili conseguenze, il mondo intero: quali sono le ripercussioni e le prospettive geopolitiche per la popolazione iraniana e per i Paesi coinvolti? È bastato un fine settimana -lo scorso- per far ripiombare il Medio Oriente e la regione del Golfo in un conflitto potenzialmente più devastante e dalla portata più ampia di quelli vissuti finora. Ma sarebbe riduttivo considerare l'attuale crisi scatenata dall'intervento unilaterale di Stati Uniti e Israele contro l'Iran -Paese le cui forze di sicurezza avevano appena represso una sollevazione popolare provocando decine di migliaia di vittime– come l'ennesima guerra “regionale”. L'attacco, sferrato fra venerdì e sabato scorsi, ha ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei e decapitato buona parte dei vertici della Repubblica islamica, provocando l'immediata reazione di Teheran e un'estensione del confronto ben oltre i confini iraniani. Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Oman, Arabia Saudita e Kuwait: nessuno finora è stato risparmiato da un coinvolgimento che si è tradotto anche nella peggiore interruzione delle comunicazioni internazionali aeree della storia. Sui molti interrogativi che si sono aperti dopo l'inizio delle ostilità, vi sono poche, pochissime, risposte e certezze, soprattutto su quanto sia diventato più debole il regime e se un cambio di potere in Iran sarà possibile. Intanto sappiamo che con la ritorsione della Repubblica islamica in tutta la regione e il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz la situazione si è ulteriormente complicata e aggravata. Tutti sono si sono ritrovati dentro un conflitto dagli esiti sempre più inquietanti, soprattutto per le popolazioni toccate, i diretti interessati, le monarchie del Golfo, l'Asia e l'Europa. E mentre la guerra infiamma il Medio Oriente, l'incertezza si diffonde nei mercati, a partire da quelli energetici. Quali sono i veri obiettivi di Tel Aviv e soprattutto di Washington in questa operazione? Il regime teocratico iraniano è giunto al capolinea oppure l'intervento del nemico straniero lo ricompatterà? Quanto è elevato il rischio che gli attuali bombardamenti su Teheran potrebbero rafforzare il regime? Come sta vivendo la diaspora iraniana questo momento? Chi si oppone a questi “aiuti esterni” all'Iran quali soluzioni propone per trovare una via d'uscita in grado di portare libertà e stabilità? Qual è la reale situazione delle donne iraniane? Ne parliamo con vari ospiti nella puntata odierna di Millevoci.

Il conflitto mediorientale sta rapidamente assumendo una dimensione regionale. A sei giorni dall'inizio, la guerra e i suoi effetti si sono già estesi dall'Iran a tutta la regione del Golfo e al Medio Oriente nel suo complesso, fino a toccare, con tangibili conseguenze, il mondo intero: quali sono le ripercussioni e le prospettive geopolitiche per la popolazione iraniana e per i Paesi coinvolti? È bastato un fine settimana -lo scorso- per far ripiombare il Medio Oriente e la regione del Golfo in un conflitto potenzialmente più devastante e dalla portata più ampia di quelli vissuti finora. Ma sarebbe riduttivo considerare l'attuale crisi scatenata dall'intervento unilaterale di Stati Uniti e Israele contro l'Iran -Paese le cui forze di sicurezza avevano appena represso una sollevazione popolare provocando decine di migliaia di vittime– come l'ennesima guerra “regionale”. L'attacco, sferrato fra venerdì e sabato scorsi, ha ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei e decapitato buona parte dei vertici della Repubblica islamica, provocando l'immediata reazione di Teheran e un'estensione del confronto ben oltre i confini iraniani. Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Oman, Arabia Saudita e Kuwait: nessuno finora è stato risparmiato da un coinvolgimento che si è tradotto anche nella peggiore interruzione delle comunicazioni internazionali aeree della storia. Sui molti interrogativi che si sono aperti dopo l'inizio delle ostilità, vi sono poche, pochissime, risposte e certezze, soprattutto su quanto sia diventato più debole il regime e se un cambio di potere in Iran sarà possibile. Intanto sappiamo che con la ritorsione della Repubblica islamica in tutta la regione e il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz la situazione si è ulteriormente complicata e aggravata. Tutti sono si sono ritrovati dentro un conflitto dagli esiti sempre più inquietanti, soprattutto per le popolazioni toccate, i diretti interessati, le monarchie del Golfo, l'Asia e l'Europa. E mentre la guerra infiamma il Medio Oriente, l'incertezza si diffonde nei mercati, a partire da quelli energetici. Quali sono i veri obiettivi di Tel Aviv e soprattutto di Washington in questa operazione? Il regime teocratico iraniano è giunto al capolinea oppure l'intervento del nemico straniero lo ricompatterà? Quanto è elevato il rischio che gli attuali bombardamenti su Teheran potrebbero rafforzare il regime? Come sta vivendo la diaspora iraniana questo momento? Chi si oppone a questi “aiuti esterni” all'Iran quali soluzioni propone per trovare una via d'uscita in grado di portare libertà e stabilità? Qual è la reale situazione delle donne iraniane? Ne parliamo con vari ospiti nella puntata odierna di Millevoci. Sono ospiti: Thomas Paggini, giornalista e inviato della RSI a Tel Aviv; Luigi Toninelli, ricercatore dell'Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) specializzato nel contesto iraniano; Sara Hejazi, antropologa, docente e ricercatrice presso la Fondazione di ricerca Bruno Kessler di Trento; Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia dei Paesi Islamici all'Università di Berkeley e Trento ed esperto di politica internazionale e Medio Oriente; Majid Aflaki, cittadino iraniano abitante in Ticino; Negar Alavinejad, cittadina iraniana abitante in Ticino

La lunga e silenziosa marcia verso i luoghi di deposizione di rane, rospi e tritoni. Un cammino pieno di insidie. Ne parleremo con la biologa Nicole Santi, del Karch, Il Centro di coordinamento per la conservazione degli anfibi e dei rettili in Svizzera.

In Svizzera il 43% della popolazione adulta è in sovrappeso e il 12% è affetto da obesità. Come in altri paesi del mondo, sovrappeso e obesità sono molto diffusi, tanto che il tema ha la sua giornata mondiale, che cade proprio oggi, mercoledì 4 Marzo.Il tema dell'obesità rappresenta una sfida importante per il sistema sanitario sociale e per i singoli individui affetti da questa complessa patologia. Come lavorare in fase di prevenzione come curare sovrappeso ed obesità. Ne parliamo con il Dottor Massimo Quarenghi specialista in medicina interna e nutrizione clinica, Capo Servizio Obesità EOC.

Il tema della povertà e della precarietà in Ticino, purtroppo, negli ultimi anni è diventato sempre più d'attualità tanto che nelle scorse settimane anche due quotidiani svizzeri, il Blick e Le Courrier hanno rilanciato l'argomento, parlando di livelli allarmanti, con il 23 per cento della popolazione a rischio e di un Cantone che sta diventando “il rifugio dei poveri della Svizzera a causa degli elevati premi di cassa malati e della vicinanza con l'Italia”. I numeri sono eloquenti e indicano chiaramente che la situazione fra tassi di povertà reali e rischi di povertà reddituale è preoccupante, soprattutto alle nostre latitudini. In Svizzera 8 persone su 100 sono povere, mentre in Ticino la percentuale raddoppia arrivando al 16,5%. Lo mostrano i dati del 2024 pubblicati nelle scorse settimane dall'Ufficio federale di statistica. A essere particolarmente colpite sono le famiglie monoparentali, una tipologia che in Ticino rappresenta un quinto delle famiglie.Nella puntata odierna, cerchiamo quindi di fotografare la realtà della povertà, andando dentro e oltre delle cifre con le quali non è sempre facile confrontarsi e orientarsi, considerando la varietà statistica dei parametri e dei criteri presi in considerazione. Spazio quindi sia alla dimensione numerica del fenomeno sia agli interventi, ai sussidi e alle prestazioni sociali di uno Stato sempre più sollecitato da coloro che beneficiano, avendone diritto, degli aiuti pubblici. La pressione sul sistema delle assicurazioni e delle prestazioni sociali è quindi continua e la costante crescita dei sussidi pubblici è anche dettata dall'attuale fragile congiuntura economica. Lo sguardo poi va anche su due importanti realtà di sostegno presenti sul territorio: Caritas Ticino e l'Associazione Ticinese Famiglie Monoparentali e Ricostituite che quotidianamente sono attive e si impegnano a favore di persone e famiglie con difficoltà di vario genere (povertà reddituale ed economica; emarginazione e relative patologie; disoccupazione; solitudine; indebitamento; frammentazione delle entrate; problemi nell'affrontare determinate procedure amministrative complesse e articolate e nella compilazione di formulari e moduli cartacei e digitali; ricerca di abitazioni a pigione moderata; ecc.).Sono ospiti: Sergio Montorfani, direttore dell'Istituto cantonale delle Assicurazioni sociali (IAS), Pau Origoni, direttore dell'Ufficio di statistica cantonale (Ustat), Alessia Di Dio, coordinatrice dell'Associazione Ticinese Famiglie Monoparentali e Ricostituite (ATFMR), Marco Fantoni, vicedirettore di Caritas Ticino.

Ospite di “Millevoci” sarà la Dottoressa Christine Castellitto, medico veterinario e medico chirurgo, ricercatrice scientifica e libera professionista. Insieme a lei parleremo del cuore. Il cuore degli animali.

La crisi del mercato dell'automobile prosegue sulla sua strada in salita… piena di ostacoli e di incognite: il settore delle quattro ruote, sia sul piano nazionale sia su quello internazionale, continua a soffrire e a confrontarsi con difficoltà e problemi vari, soprattutto perché le vendite di veicoli nuovi sono in costante calo in Europa. I motivi? Sicuramente i rincari e il costo della vita che inducono i consumatori a rinviare e a posticipare l'acquisto della vettura. Nel 2025, il numero d'immatricolazioni di nuovi veicoli in Ticino è diminuito del 4,5% rispetto all'anno precedente. Se da una parte le auto a combustione sono meno vendute, dall'altra, crescono però le auto elettriche ma meno rispetto al resto della Svizzera dove le automobili a zero emissioni che viaggiano sulle nostre strade hanno superato il 20%, mentre in Ticino la percentuale oscilla tra il 10 e il 15%. Proprio la mobilità elettrica è ancora molto distante dagli obiettivi che si erano prefissati le autorità federali e il settore elettrico che puntavano a raggiungere il 50% di veicoli entro il 2025. A prevalere sono talvolta un diffuso scetticismo, dei prezzi non sempre concorrenziali e delle infrastrutture (colonne di ricarica) non ancora in grado di rispondere alle esigenze e alle richieste di tutta la popolazione. Per quanto riguarda i dati più aggiornati, il mese di gennaio di quest'anno sembra ricalcare la tendenza negativa del calo di immatricolazioni: 805 sono state le nuove automobili acquistate in Ticino, meno rispetto al gennaio del 2025. Inoltre, da segnalare -ed è un altro fattore interessante su cui riflettere- che soltanto 45 vetture sono state comprate da giovani al di sotto dei 30 anni. L'auto, quindi, sembra attirare meno la clientela più giovane: è una questione di costi e di prezzi oppure di cambiamento di abitudini e di scelte che vanno sempre di più verso i trasporti pubblici o altri mezzi? Va ancora aggiunto che il parco veicoli non è complessivamente diminuito, ma è diventato più vecchio: se qualche anno fa l'età media di un'automobile era di 7 anni, oggi siamo arrivati a quasi 10 anni d'invecchiamento della propria quattro ruote prima di eventualmente sostituirla. Sulle cause e sui motivi della crisi del mercato automobilistico e sulle prospettive future delle vetture a benzina, diesel, ibride ed elettriche, ci soffermiamo nella puntata odierna, allargando il discorso al design e alla nostalgia per le vecchie auto meno tecnologiche ma che necessitano di una regolare manutenzione e di costanti collaudi. Sono ospiti Marco Doninelli, direttore dell'Unione professionale svizzera dell'automobile (UPSA) e Gian Luca Pellegrini, direttore editoriale della rivista Quattroruote.

La mattina si sentono già cantare, ma chi sono? Perché cantano anche se siamo ancora in pieno inverno? Gli uccelli migratori annunciano la primavera. Le diverse specie si spostano secondo un calendario preciso. In generale, le specie di uccelli che svernano nel bacino mediterraneo e che devono percorrere un piccolo tragitto, arrivano prima rispetto a quelli che tornano dall'Africa tropicale.Le condizioni meteorologiche possono modificare il piano di volo degli uccelli migratori di qualche giorno ma non lo cambiano in maniera sostanziale. Viceversa, i cambiamenti climatici portano diverse specie a tornare in Svizzera qualche giorno in anticipo rispetto al passato. Ne parleremo con un'ornitologa esperta di Ficedula.

Milano, sono le 17.30 del 17 febbraio 1992. Il proprietario di una ditta di pulizia, Luca Magni, mette 7 milioni di vecchie lire nelle mani di Mario Chiesa, dirigente socialista e presidente del Pio Albergo Trivulzio, una delle case di riposo pubbliche più grande d'Italia. La polizia, preavvertita, lo becca mentre incassa la tangente. Potrebbe essere un singolo caso di cronaca, diventerà la più rande inchiesta per corruzione degli ultimi decenni. L'episodio singolo che mostra la corruzione del sistema. In questa puntata di Millevoci abbiamo ripercorso i due anni che hanno cambiato l'Italia (e un po' anche la Svizzera).

Il 13 febbraio si celebra la Giornata Mondiale della Radio, istituita dalle Nazioni Unite nel 2012. La radio è presente nella vita di milioni di persone, è in continua evoluzione, esiste e resiste fra diversi mezzi e strumenti di comunicazione. Nel corso degli anni si era immaginato un suo naturale declino, eppure la radio si mantiene sempre e ancora al passo con i tempi. La radio, insomma, è più viva che mai ed è stata brillantemente capace di superare, adeguandosi, aggiornandosi e trasformandosi, tutte le rivoluzioni tecnologiche e massmediatiche che hanno trasformato il nostro mondo e la nostra società. Insomma, siamo sempre ascoltati e chi ci segue lo può fare dappertutto, utilizzando non soltanto la classica radio, ma oggi anche diversi altri supporti come il telefonino, il PC o un qualsiasi altro dispositivo tecnologico connesso. Quali sono, secondo voi, i segreti della sua eterna giovinezza e del suo costante successo? Ne parliamo nella puntata odierna con Renato Ramazzina, presidente dell'Associazione Museo della Radio al Monte Ceneri, con il quale ripercorriamo la storia della radio, dalla sua nascita con Guglielmo Marconi alla fine dell'Ottocento fino all'evoluzione tecnologica che l'ha mantenuta attuale e affascinante in un lungo e altrettanto affascinante viaggio fra passato, presente e futuro di un mezzo di comunicazione intramontabile. La radio: la storia di una voce, le voci di una storia.undefined

Il sovraffollamento nelle carceri svizzere sta occupando e preoccupando le autorità politiche del nostro Paese confrontate con situazioni che pongono inevitabili interrogativi e con un sistema che ha raggiunto il suo limite: ma cosa significa in concreto? E perché si è arrivati a questo punto? Secondo i dati del Monitoraggio della privazione della libertà, nel mese di dicembre dello scorso anno quasi metà dei penitenziari erano occupati oltre il 90%; negli istituti penitenziari ticinesi non ci sono più posti liberi a disposizione e in alcuni casi per la carcerazione preventiva si è dovuto ricorrere a delle celle adibite ad altri scopi. Anche nel Canton Grigioni i penitenziari cantonali presentano alti tassi d'occupazione. Le autorità vogliono trovare delle misure che non siano solo temporanee in un contesto in cui devono essere rispettati anche gli standard e le convenzioni internazionali in materia di detenzione. Per quanto riguarda il Ticino i dati e le cifre relativi al tasso di occupazione del carcere penale La Stampa e del carcere giudiziario e preventivo La Farera indicano che urgono delle soluzioni idonee e al passo con i tempi: non è una novità, il problema era noto e si sapeva che lo spazio a disposizione non è più sufficiente ma, nelle ultime settimane, si è raggiunto il record di presenze. In alcuni casi è ed è stato necessario, ma non auspicabile, l'utilizzo delle celle di fermo della polizia come celle di detenzione preventiva. Partendo dalla carenza di spazi e dal sovraffollamento, nella puntata odierna facciamo il punto alla situazione, soffermandoci sui detenuti e sulla loro provenienza; sugli agenti di custodia; sullo Stampino, la sezione aperta del carcere penale; sulla tipologia dei reati, sulle (troppe?) condanne detentive e sul vero o presunto aumento della criminalità; sulle scarcerazioni, sulle collaborazioni fra Cantoni e sulle eventuali estradizioni; sui supporti tecnologici di sorveglianza all'interno delle carceri; e sulla tenuta del Penitenziario cantonale della Stampa a Cadro a quasi 60 anni dalla sua realizzazione. Negli ultimi anni non sono mancate le riflessioni sul futuro di una struttura che oggi necessita di un'importante ristrutturazione e di un completo restauro: cosa conviene fare? Un carcere nuovo o riattare l'attuale? Voltaire, nel diciottesimo secolo, affermava che «Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri»: cosa occorre allora fare per migliorare? Dove e come intervenire? Quali e quanti investimenti devono essere fatti? È ospite: Stefano Laffranchini, direttore delle strutture carcerarie ticinesi.

I ricercatori si affidano sempre più al calcolo ad alte prestazioni in molte discipline scientifiche. I supercomputer vengono utilizzati per modellare nuovi materiali, per le previsioni meteorologiche, consentono la valutazione del rischio per calamità naturali. E ancora: le simulazioni sono utili anche nelle scienze sociali e in medicina. Tutto questo -e altro- fanno anche le macchine che si trovano al CSCS, il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico, fiore all'occhiello per la ricerca scientifica in Svizzera. Un centro dotato di una delle macchine di calcolo più performanti al mondo. È Maria Grazia Giuffreda, Direttrice Associata del CSCS, a guidarci tra supercomputer e intelligenza artificiale. E ci dà anche l'occasione per celebrare la Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza.

Il suo passato di apprezzato giornalista e arguto editorialista al quotidiano laRegione gli ha permesso di farsi un nome in ambito giornalistico tanto che ancora oggi il grande pubblico lo considera fra le migliori e più interessanti penne della stampa della Svizzera italiana; dal primo ottobre del 2023 Lorenzo Erroi è il responsabile del Dipartimento Cultura e Società della RSI, un grande e importante settore che contiene gli archivi, le teche audiovisive, la musica, la Rete Due, la cultura radiotelevisiva e digitale, l'arte, la letteratura, il teatro, il cinema, la documentaristica, la società e l'intrattenimento della nostra azienda. Dopo oltre due anni, Lorenzo Erroi racconta e si racconta ai microfoni di Millevoci, facendo il punto sugli spazi, sulla diffusione, sull'immagine e sulla promozione della cultura in una società in cui l'abbondante offerta dei media e dei social media spesso disorienta, confonde e non aiuta chi cerca punti di riferimento e appigli solidi, credibili e di qualità. La RSI e la cultura: come, quanto, perché e cosa si fa per rispondere, sui diversi vettori, alle aspettative e alle richieste del pubblico? La consapevolezza del valore inestimabile della cultura e i vari modi per proporla, in chiave moderna e anche critica, in ambito multimediale: ne parliamo nella puntata odierna.

Ultime ore di test per la missione lunare Artemis II. Il lancio, inizialmente previsto per il 6 febbraio, è ora pianificato per non prima del 9 febbraio. La seconda missione NASA del programma Artemis porterà quattro astronauti in un “flyby lunare” di circa dieci giorni, senza allunaggio. Un volo orbitale molto atteso per la NASA, che con la prossima missione -Artemis III- prevede di riportare gli esseri umani sul nostro satellite dopo oltre 50 anni dall'ultima volta. O ci arriveranno prima i cinesi? Obiettivi scientifici della missione, aspettative e prospettive; ne parliamo con il giornalista e divulgatore scientifico Paolo Attivissimo, che ha da poco pubblicato per Apogeo: Ritorno sulla luna. Dal sogno dell'Apollo alla sfida di Artemis.

Batterista di altissimo livello, frontman e voce iconica dei Genesis, una carriera solista colossale da 100 milioni di dischi venduti, una vita privata in sordina ma che ha condizionato molta parte della sua carriera, un corpo alla lunga logorato dal lavoro.Da una postazione dietro ai tamburi a pop star globale: festeggiamo i 75 anni di Phil Collins.undefined

La Fondazione romanda per cani guida per ciechi contribuisce all'indipendenza e alla mobilità delle persone cieche o ipovedenti. Attraversi l'allevamento e con la formazione d'eccellenti cani guida, le persone affette da un handicap visivo di spostarsi rapidamente e in sicurezza. Conosceremo un istruttore che ogni giorno lavora con questi animali e capiremo quanto lavoro si nasconde dietro ad ogni storia di amore

Roy Garré, ospite della puntata, da quest'anno è, per un biennio, il nuovo presidente del Tribunale penale federale che è un tribunale della Confederazione con sede, dalla sua entrata in funzione risalente al 1° aprile 2004, a Bellinzona. È oggi composto da tre corti: la Corte penale, la Corte dei reclami penali e la Corte d'appello. Ma a cosa serve; come funziona; come è strutturato; quali casi e reati giudica; e chi si rivolge a questo tribunale? Ne parliamo nella puntata odierna con Roy Garré, con il quale ci soffermiamo anche sulla legislazione, sul funzionamento e sull'organizzazione della giustizia in Svizzera; sul diritto internazionale pubblico e privato; sul diritto migratorio e umanitario; sui compiti delle procure e dei magistrati cantonali e federali; e sui rapporti fra il diritto penale e il federalismo.