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Debutta giovedì 19 febbraio la quinta edizione dell'Europa! Europa Film Festival. Spiro Economopulos, direttore artistico del festival, ci ha presentato brevemente alcuni dei film italiani in programma.
Vertice dei 27 sulla competitività, venerdì in Belgio. "Il contesto economico peggiora: è urgente agire", avverte l'ex capo della Bce Draghi. Meloni assicura che "il motore italo-tedesco" non è contro qualcun altro, ma Madrid protesta formalmente con Roma per la riunione ristretta convocata con Berlino prima del summit. Nella seconda parte di Europa Europa, condotto da Gigi Donelli e in onda domenica alle 11,30. il nostro ospite Olivier Assayas, regista de "Il Mago del Cremlino", trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Giuliano da Empoli sull'ascesa politica di Vladimir Putin, raccontata dal punto di vista del suo spin doctor.
Torna il festival dedicato al cinema europeo contemporaneo, con 43 film provenienti da 22 Paesi europei. Ne abbiamo parlato con il direttore artistico Spiro Economopulos.
Il futuro dell'Europa è incerto e gli attacchi - diretti e indiretti - al modello sociale che abbiamo costruito nel dopoguerra arrivano ormai tanto dai tradizionali avversari quanto dai tradizionali alleati. Che l'Europa debba cambiare pare ormai chiaro a tutti, come farlo è una questione da decidere. In questa puntata di Europa Europa, condotta da Gigi Donelli e in onda domenica alle 11,30, partiamo dalle parole di Mario Draghi all'Università di Lovanio. Seguendo il filo della ricerca di una indispensabile autonomia tecnologica, con Filomena Greco, facciamo il punto sulle fibrillazioni dell'industria automobilistica. A Beda Romano, corrispondente de Il Sole24Ore da Bruxelles, chiediamo poi le ragioni di un secondo vertice informale in poche settimana previsto per la prossima settimana.
Now that we’re well in to this new year, we're starting to see the return of some of our favourite film festivals and we were excited to take a closer look at the fifth edition of the Europa! Europa Film Festival which is back in cinemas across Australia and New Zealand from February 19 to March 19. To take a deep dive in to the program, we welcomed back the festival’s Artistic Director Spiro Economopoulos to tell us more about the 43 films on offer and some of his personal recommendations too. We also reviewed one of the highlights of this year’s program called ‘Maspalomas’, a beautiful Spanish film that tells the story of Vicente who came out as gay at the age of 50, leaving his wife and daughter back home in San Sebastián, to enjoy the sun-drenched gay resort town of Maspalomas in the Canary Islands After recently splitting up with his partner Esteban in his mid-seventies, Vicente is making the most of his newly single life until one night he suffers a stroke and ending up in a coma. Upon waking up, Vicente finds that he's been moved to a care home by his estranged daughter and to make matters worse, he finds himself back “in the closet”, since he hasn't told anyone at the home about his sexual identity. We ended the show with a recap on the recent award nomination announcements for the GLAAD Media Awards, the 98th Academy Awards and the BAFTA’s including some of the LGBTQIA+ nominees we’re hoping to see pick up a win this award season. The post 2026 Europa! Europa Film Festival appeared first on Out Takes.
Il 26 gennaio scorso la Commissione europea ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sul social network X, di proprietà di Elon Musk, legata alle false immagini di persone reali denudate create da Grok, il suo chatbot d'intelligenza artificiale. Ma non solo. Sono state avanzate richieste di indagine anche per altre presunte violazioni del diritto dell'UE, tra cui antisemitismo. Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica alle 11:30. Spazio anche alla guerra del gelo: collegamento dalla capitale Ucraina con Piero Meda di WeWorld. Alessandro Arona ci fa il punto sull'accordo commerciale tra Unione europea e India.
Una settimana segnata da Davos e poi la trattativa si muove nella capitale degli Emirati arabi uniti Abu Dhabi. I Grigioni svizzeri per una settimana sono stati al centro della scena mondiale con l'arrivo mercoledì scorso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Poi Zelensky che non nasconde la frustrazione nei confronti dell'Europa e delle sue divisioni. Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica alle 11:30.Sulla Groenlandia lo scontro Usa-Ue viene rimandato: l'intesa per la Groenlandia prevede che "possiamo fare tutto quello che vogliamo" dicono alla casa Bianca. "Nessuno può concludere accordi sull'isola tranne noi e la Danimarca", replica il governo di Nuuk (capitale della Groenlandia). Trump sfida con lo stesso tono anche l'Onu, firmando la fondazione del Board of Peace su Gaza: una cerimonia a Davos con i 20 rappresentanti dei paesi che hanno aderito tra i quali Orban e Milei. Muro dell'Ue, col tycoon che ricorda però la disponibilità di Roma e Varsavia. In studio con Gigi Donelli ci sono Piero Meda (capomissione Ucraina- Kyiv WeWorld) Beda Romano, corrispondente de Il Sole24Ore a Bruxelles e dall'Ucraina orientale Doriana Somma responsabile progetti di Missione Calcutta.
«Ci troviamo di fronte a una crisi geopolitica e, se in questo momento dobbiamo scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca, scegliamo la Danimarca». Lo ha affermato Il primo ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, durante una conferenza stampa in occasione di una visita a Copenaghen. All'incontro era presente anche la prima ministra danese Mette Frederiksen che ha sottolineato come non sia stato facile resistere a quella che ha definito una «pressione del tutto inaccettabile da parte del nostro alleato più vicino». Ne parliamo domenica alle 11,30 a Europa Europa: spazio anche all'accordo Europa-Mercosur e all'ingresso della Bulgaria nell'euro.
Il meglio di Europa Europa - parte 3
Il meglio di Europa Europa - parte 2
Dalla libertà di stampa alla situazione delle carceri in Italia e in Europa. Dalle sfide per l'Europa dell'intelligenza artificiale alla memoria di un passato ingombrante come quello del genocidio di Srebrenica. In questa puntata di Europa Europa ripercorriamo alcuni dei dossier che hanno tenuto banco in questo 2025.
Una battaglia aperta prima e durante il Consiglio dell'Unione per definire la posizione europea sulla guerra in Ucraina. Nei confronti della Russia, certo, ma anche degli Stati Uniti e delle profonde divisioni interne che attraversano il consiglio, luogo di rappresentanza dei governi degli stati membri. Fallita la linea sostenuta da Von der Leyn e dalla Germania di attingere agli assett russi congelati in Europa, passa però quella del sostegno finanziario da 90 miliardi all'Ucraina. "Una decisione che favorisce la resileinza del paese ha commentato il presidente Zelensky. Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenca alle 11:30. Tra gli ospiti lo storico dell'Università Cattolica di Leopoli Yaroslav Hritsak, estensore e firmatario del manifesto degli intellettuali per la resistenza democratica. Nelle stesse ore è stata rinviata la firma dell'Accordo di Libero scambio Europa-America Latina: ne parliamo con Antonella Mori, specialista di economia sudamericana Responsabile del Programma America Latina dell'ISPI.
Due tempi in questo appuntamento di Europa Europa in onda domenica alle 11,30. Nella prima parte il prof. Marco Balboni (Univwersità di Bologna) ci spiega i contenuti della "svolta" sulle politiche migratorie dal Consiglio europeo per gli Affari interni. Nella seconda parte la prof.ssa Ksenia Kostantinenko ci introdue a "La Cura della Bellezza" un saggio dedicato alla cultura ucraina nel Novecento descritta attraverso la alcune straordinarie figure femminili.
L'aeroporto internazionale di Vilnius è stato costretto a cancellare 320 voli a causa dell'apparizione nella sua area operativa di droni e palloni aerostatici. Parte da qui la puntata di Europa Europa in onda domenica alle 11,30 e condotta da Gigi Donelli. Un evento in apparenza marginale che sollecita una domanda drammatica. L'Europa rischia di restare schiacciata tra Stati Uniti e Russia? Ipotesi fantascientifica solamente qualche anno fa, oggi acquisisce consistenza. Donald Trump dialoga con Mosca - direttamente o indirettamente - più di quanto non lo faccia con Bruxelles: accetta di buon grado l'anticamera del suo inviato Kellogs al Cremlino e cancella il passaggio a Kiev in favore di un incontro in Florida. L'Europa messa ai margini della Storia? Il terremoto geopolitico scatenato da Putin in Ucraina quattro anni fa scuote alle fondamenta un'Unione (quella europea) che si scopre colta nel guado della trasformazione istituzionale, e che resta pericolosamente divisa al suo interno sulle risposte da dare agli eventi che incalzano.
Il Piano per la Pace americano in 28 punti per mettere fine a quasi 4 anni di guerra in Ucraina ha avuto vita breve. È stato sostituito da un piano in 19 punti, poi da uno a 21. La trattativa prosegue, la guerra anche. A Europa Europa, in onda domenica alle 11,30 parla l'ex vicepremier ucraina Irina Vereshuck: "per la popolazione civile il quadro è drammatico. Talvolta persino peggio di quello che accade ai militari". Nella seconda parte parliamo di infrastrutture e trasformazione: a Reggio Calabria abbiamo seguito "Connessioni Mediterranee", un convegno dedicato al ruolo dell'Europa nel futuro del Mezzogiorno.
Volodymyr Zelensky si è rivolto agli ucraini in merito al piano di pace degli Stati Uniti. "Siamo ora in uno dei momenti più difficili della nostra storia. La pressione sull'Ucraina è al suo massimo. L'Ucraina potrebbe ora trovarsi di fronte a una scelta molto difficile: o la perdita della sua dignità o il rischio di perdere un partner chiave", ha affermato il presidente in un discorso alla nazione. Ne parliamo a Europa Europa, domenica alle 11,30. Nella seconda parte completiamo il nostro viaggio nell'allarme casa che agita gran parte delle città europee.
"Il dato di intelligence è un valore che non viene condiviso, o che viene condiviso solo con i più stretti alleati" Carlo Biffani, esperto di sicurezza, intelligence e terrorismo riflette sulla strage del Bataclan (13 novembre 2015) e su come quella tragica vicenda abbia ha reso più attivo l'antiterrorismo europeo, senza però cambiarlo nei meccanismi fondamentali. Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica a partire dalle 11,30. Tra gli ospiti anche Abbas Gallyamov, già speechwriters di Putin che parla della strategia anti Ue del Cremlino attraverso l'Ucraina. E poi torniamo a parlare dell'emergenza casa, un tema italiano ma alcontemo europeo.
Il Consiglio ha mantenuto l'obiettivo vincolante di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra entro il 2040, però ha apportato alcune modifiche concretizzando le indicazioni del Consiglio europeo del 23 ottobre scorso. Sono stati estesi gli ambiti della flessibilità per raggiungere il target. Nel parliamo a Europa Europa, condotto da Gigi Donelli, in onda domenica alle 11,30. Parliamo anche di casa e della crisi abitativa europea, della guerra in Ucraina, di ambiente. Nostri ospiti questa settimana sono Francesca Zirstein, Direttore Generale, Scenari Immobiliari; Abbas Gallyamov, ex speechwriter di Vladimir Putin; Andrea Barbabella, Fondazione sviluppo sostenibile e coordinatore Italy 4 climate.
Un confine lungo 1.340 chilometri tra Finlandia e Russia, e un mare quello di Barents teatro di imponenti esercitazioni militari da parte di Mosca, fanno dei Paesi scandinavi la prima linea europea quando si tratta di preparazione alle minacce esterne. Questa settimana a Stoccolma nuovo appuntamento del Nordic Council, il Consiglio che ambisce a fare della spazio compreso tra Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca e Islanda (ma anche i territori autononi di Groenlandia, isole FarOer e isole Aland) un'avanguardia europea nell'integrazione. Nella seconda parte di Europa Europa, in onda domenica alle 11,30, andiamo nell'estremo nord della Finlandia: ci guida la nostra ospite, Petra Rautiainen: nel suo "Terra di neve e cenere" (ed.Marisilio) il racconto di un'Europa remota dove, a dispetto dell'apparente serenità, i contrasti covano pericolosamente sotto la cenere.
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Tra vertice Nato e le trattative per la creazione di Air Defence Shield, e naturalmente gli incontri americani con il bilaterale a Washington Trump-Zelensky, la guerra in Europa continua a segnare l'agenda europea. Comunque sia il riarmo degli Stati membri dell'Unione imporrà grandi investimenti, che inevitabilmente andranno a scapito di altre spese, che ci sembrano decisamente preferibili: la sanità, l'educazione, la lotta alla povertà, la riforma delle politiche abitative. La Commissione europea è evidentemente convinta che non si possa fare a meno di ricostruire o costruire una nuova capacità di difesa comune: è la "Defence Readiness Roadmap", il programma volto a raggiungere la prontezza per la difesa entro il 2030. Perché, afferma il capo della Commissione, "solo ciò che viene misurato viene effettivamente fatto". Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica alle 11:30, con le voci dei protagonisti raccolte attraverso la rete radiofonica europea EuranetPlus.
Puntata registrata a Strasburgo in occasione della Plenaria del parlamento europeo. Molti i temi affrontati: approvato il testo che chiede una risposta unitaria alle provocazioni russe e condanna le violazioni dello spazio aereo e gli attacchi con droni contro Paesi e infrastrutture dell'Ue. Gli eurodeputati della Lega e del Movimento 5 Stelle sono stati gli unici rappresentanti italiani a Strasburgo a votare contro. In questa puntata di Europa Europa, in onda domenica alle 11,30, facciamo il punto sulla cronaca europea nei giorni della plenaria e, nella seconda parte, approfondiamo il quadro del voto nella Repubblica Ceca. Jirí Pehe, analista politico, già consigliere politico del presidente Václav Havel, ci parla della vittoria di Andrej Babiš e di come Praga potrebbe chiedere un cambio di rotta della politica Ue.
Dal voto in Moldova, alla riunione europea di Copenaghen che ha visto la premier danese Mette Fredriksen avvertire Mosca: "abbiamo il mandato per abbatterli". Ancora una settimana europea segnata dalla tensione tra Bruxelles e Mosca, mentre continuano gli attacchi russi al territorio ucraino e gli scontri verbali con le istituzioni europee. A Europa Europa, in onda domenica alle 11,30, vi raccontiamo cosa emerge dal vertice dei leader Ue a Copenaghen, dove i dossier droni e riarmo sono stati centrali. "I confini dell'alleanza sono estesissimi, non dobbiamo dimenticarci il fianco sud", la posizione dell'Italia espressa da Giorgia Meloni. Bruxelles insiste poi sull'uso degli asset russi congelati per aiutare Kiev: 'C'è un consenso crescente', fa sapere von der Leyen.
Trent'anni dopo l'eccidio di bosgnacchi nel sud della Bosnia, a Europa Europa parliamo di quello che resta e di come quegli eventi tragici abbiano o non abbiano cambiato l'opinione pubblica locale e internazionale. Da Srebrenica Roberta Biagiarelli, attrice e scrittrice che da tre decenni frequenta la regione e ne descrivi il cambiamento. Da Belgrado Christian Eccher, professore universitario e giornalista che ci spiega perché "i combustibile" che ha alimentato l'incendio tanti anni fa non sembra affatto disinnescato.
Ricostruzione in tempo di guerra, un ossimoro solo apparente. A Roma si è svolta la due giorni dedicata alla ricostruzione dell'Ucraina ed è stato ribadito il concetto che la ricostruzione non può attendere la pace perché come ha detto il vicepremier Kuleba "Non possiamo riprenderci come Paese se le nostre città sono vuote". Ne parliamo a Europa Europa dove diamo spazio anche al terzo settore italiano con la partecipazione di Doriana Somma, della Ong Fondazione Calcutta. parliamo del voto sulla Commissione von der Leyen, del nuovo obiettivo climatico presentato proprio in questi giorni, e inevitabilmente di dazi. Ci aiuta a districare la matassa di Trump Claudio Colacurcio di Prometeia.
Mette Frederiksen prøvede i denne uge at forklare Europa-Parlamentet, at man godt kan være en EU-begejstret socialdemokrat og samtidig gå ind for stram udlændingepolitik. Podcasten var med i Strasbourg – og vi ser på, hvordan det gik.Vært og tilrettelægger: Thomas Lauritzen, Altingets Europa-analytikerGæst: Peter Ingemann Nielsen, EU-korrespondentHør også: Statsminister Mette Frederiksen (S) og EU-parlamentarikerne Per Clausen (EL), Henrik Dahl (LA), Stine Bosse (M), Anders Vistisen (DF) og Kristoffer Storm (DD)Producer: Emma Klitnæs, podcastassistent Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Gigi Donelli conduce questa puntata di Europa Europa, in diretta dallo studio di piazza Cesare Battisti di Trento nelle ore conclusive del Festival dell'Economia. Con Alessandro Schirano come sempre in assistenza sarà l'occasione per fare i conti con l'attualità. Tra l'operazione israeliana contro Hamas a Gaza, diventata ormai da tempo una vera e propria guerra, e gli sviluppi del conflitto in Ucraina entrato ormai nel 39esimo mese dall'invasione russa del paese. L'Europa del voto in Romania e Polonia, delle divisioni e del fronte comune alle iniziative sovraniste di Donald Trump. Nostro ospite in studio sarà il prof. Vincent Della Sala, ordinario di sociologia e ricerca sociale all'università di Trento.
L'Europa celebra la fine della Seconda guerra Mondiale mentre per il quarto anno consecutivo la guerra si combatte sul territorio europeo. Una circostanza drammatica in un tempo di grandi cambiamenti. Nella settimana del primo papa americano, il Cancelliere tedesco Merz entrato in piena operatività sceglie Parigi per la sua prima missione. Putin celebra a Mosca il "Den Pobedy" rilanciando le accuse nei confronti di Kyiv e dei suoi alleati europei, che infatti scelgono la capitale ucraina per celebrare la memoria di 80 anni fa. Intanto, la Romania si prepara al ballottaggio delle presidenziali: un voto destinato a pesare sulla bilancia degli equilibri europei. Ne parliamo a Europa Europa, domenica alle ore 11,30.
La celebrazione della librazione dal nazifascismo è un valore che il nostro paese ancora discuta. Perché non tutti gli danno lo stesso peso, perché l'Italia di ieri e quella di oggi, sono "la stessa cosa 80 anni dopo". Proviamo a dare attualità alla festa, e a rendere omaggio a chi ha rischiato e dato tutto tutto contro i totalitarismi. A Europa Europa parliamo di libertà nel presente: con il racconto di Yarina Grusha su Viktoria Amelina (Guardando le donne guardare la guerra, ed ) e poi con l'esperienza di Patrice Schneider, a capo di una ONG (MDIF) impegnata sul fronte della libertà di espressione, che il nostro tempo mette in discussione, anche all'interno dell'Europa.
Giorgia Meloni a Washington per l'Italia e per l'Europa. Così la premier italiana nel suo messaggio al presidente Trump, che apre dopo settimane di dichiarazioni antieuropee ad un incontro con i vertici dell'Unione europea. Un confronto che sarà l'inizio di un "disgelo" tra Washington e Bruxelles? O sarà invece un precedente pericoloso per l'identità stessa ed il ruolo dell'Unione europea? Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica alle 11,30. Nella seconda parte facciamo invece tappa a Istanbul, la città senza tempo tra Europa e Asia, accompagnati da Marta Ottaviani e dal suo "Istanbul. Cronache graffianti dalla città degli imperatori".
L'Unione europea ha presentato la sua nuova strategia per la sicurezza interna, volta ad aiutare l'Unione a superare le acque agitate che la attendono nei prossimi cinque anni. Con lo pseudonimo di ProtectEU, questa strategia individua numerosi ambiti d'azione. Tra questi, il potenziamento della condivisione di intelligence, il rafforzamento della resilienza alle minacce ibride da parte di "Stati stranieri ostili e attori sponsorizzati da Stati" e la lotta alla criminalità organizzata, alla criminalità informatica, al terrorismo e all'estremismo violento. Ne parliamo a Europa Europa spingendo lo sguardo ai tentativi falliti di rendere più sicura l'Europa. Ospite di questa settimana è Maurizio Serra, diplomatico e scrittore, autore di "Scacco alla Pace - Monaco 1938" (Neri Pozza Editore). Il racconto di quando sperando di salvare la pace, Gran Bretagna e Francia, con la mediazione di Mussolini, cedettero a Hitler i Sudeti, non accorgendosi di compiere il passo decisivo verso l'abisso della Seconda guerra mondiale.
Nella settimana di "Liberation Day" e dei dazi di Donald Trump parliamo con un ospite che progetta "piccole isole di coerenza". Patrice Schneider con MDIF applica all'editoria gli studi del premio Nobel Ilya Prigojin. Il chimico belga di origine russa aveva dimostrato che persino in un sistema caotico una "piccola isola di coerenza" può avviare la trasformazione dell'intero sistema. Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica alle 11,30 con Patrice Schneider, già reporter nella guerra afgana, oggi guida MDIF (Media Development Investment Fund), una Ong che interviene nel mondo per sostenere e rafforzare la stampa indipendente. "È proprio quello che cerchiamo di fare nel campo della libertà di espressione, attraverso il sostegno all'editoria: dal Guatemala, allo Zimbabwe, da Myanmar all'Ucraina".
Un'Europa scroccona e patetica, che ha sempre bisogno dell'aiuto degli Stati Uniti per risolvere i problemi e che non è mai disposta a fare la sua parte. È questa l'immagine che emerge dalla chat di alcuni dei membri chiave dell'amministrazione americana. Lo scambio di messaggi è stato reso pubblico per il clamoroso errore di avere inserito nel gruppo anche un giornalista americano. A oltre due mesi dall'insediamento di Trump la distanza tra Europa e Stati Uniti aumenta ancora. Ne parliamo a Europa Europa, domenica alle 11,30 con noi Gianluca Pastori, professore di Storia e specialista di rapporti transatlantici alla Cattolica di Milano.
In Sonnenplätze, a complex family story unfolds against the impressive backdrop of Lanzarote about a father whose charade collapses before the eyes of the children. Director Aaron Arens talks about the personal inspirations behind the script, the development of authentic characters and the particular dynamics of working with the actors. The discussion is about the challenges of writing together, the balance between drama and humor, and the influence of film awards and festivals. - In Sonnenplätze entfaltet sich eine vielschichtige Familiengeschichte vor der beeindruckenden Kulisse Lanzarotes um einen Vater, dessen Scharade vor den Augen der Kinder zusammenfällt. Regisseur Aaron Arens spricht über die persönlichen Inspirationen hinter dem Drehbuch, die Entwicklung authentischer Figuren und die besondere Dynamik der Zusammenarbeit mit den Schauspieler*innen. Im Gespräch geht es um die Herausforderungen des gemeinsamen Schreibens, die Balance zwischen Drama und Humor sowie den Einfluss von Filmpreisen und Festivals.
German cinema in Australia? Again, this year's Europa! Europa Festival strives to present the best of the European film scene, including Alireza Golafshan's comedy Everything is Fifty Fifty, which had its Australian premiere in Melbourne and Sydney last week. - Deutsches Kino in Australien? Das bietet wieder das Europa! Europa Festival mit seinem diesjährigen Programm und bemüht sich, das Beste aus der europäischen Filmszene zu präsentieren. Darunter Alireza Golafshans Komödie Alles Fifty Fifty, die letzte Woche in Melbourne und Sydney ihre australische Premiere gefeiert hat.
La storica alleanza transatlantica è scossa nei giorni che vedono il presidente degli Stati Uniti impegnato a imporre "l'ortodossia trumpiana" ai principali dossier internazionali, mettendo persino mano alla storia recente. L'Unione europea reagisce alla decisione di Washington di mettere il veto sui documenti di Onu e G7 sull'Ucraina: lunedì i vertici Ue saranno a Kiev per rinnovare il sostegno al paese in occasione dei tre anni dell'invasione. In questa puntata di Europa Europa, in onda domenica alle 11,30 seguiamo anche il voto del fine settimana in Germania, una sfida al centro dei prossimi equilibri europei. Parliamo anche di Praga e Bratislava, capitali protagoniste negli anni '90 di un raro caso di divorzio consensuale tra stati, che ora si vedono contrapposte nei rispettivi interessi.
Applausi sparuti, per lo più dalla delegazione americana, e facce attonite. È stata questa la reazione della maggior parte dei leader europei presenti alla Conferenza di Monaco alla lunga invettiva del vicepresidente statunitense JD Vance contro l'Europa, accusata di aver represso la libertà di parola e di allontanarsi dai "valori comuni" con gli Usa. In un discorso che doveva affrontare i temi della sicurezza, Vance ha fatto solo un breve accenno sull'Ucraina mentre ha stilato un elenco di risposte europee eccessivamente repressive a visioni politiche non ortodosse. Replica della Germania e delle istituzioni europee. Ne parliamo a Europa Europa, domenica dalle 11,30. Ospite nella seconda parte Sylvie Goulard, politica, funzionaria e saggista francese.
Director and screenwriter Alireza Golafshan talks about his new film Everything Fifty Fifty, a summery educational comedy with depth. In an interview, he reflects on the origins, personal inspirations and the challenge of balancing humor and seriousness. He shares insights into the choice of setting, working with the cast and the significance of international film festivals such as the Europa Festival. He also discusses the role of comedy as a means of making universal issues such as divorce, parenting and cultural differences tangible — and whether Iranian cinema has influenced his work. - Regisseur und Drehbuchautor Alireza Golafshan spricht über seinen neuen Film Alles Fifty Fifty, eine sommerleichte Erziehungskomödie mit Tiefgang. Im Interview reflektiert er über die Entstehungsgeschichte, persönliche Inspirationen und die Herausforderung, Humor und Ernsthaftigkeit in Balance zu bringen. Er teilt Einblicke in die Wahl des Settings, die Arbeit mit dem Cast und die Bedeutung internationaler Filmfestivals wie dem Europa Europa Festival. Zudem diskutiert er die Rolle der Komödie als Mittel, um universelle Themen wie Scheidung, Elternschaft und kulturelle Unterschiede greifbar zu machen – und ob das iranische Kino seine Arbeit beeinflusst hat.
It's no secret that we love highlighting local film festivals and the talent behind it and for this Out Takes we were delighted to welcome back Artistic Director Spiro Economopoulos... LEARN MORE The post Europa Europa Film Festival plus reviews, reviews, reviews! appeared first on Out Takes.
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lancia la Bussola per la competitività, una comunicazione che delinea la "roadmap" del lavoro legislativo previsto nei prossimi cinque anni, sulla scia delle raccomandazioni del rapporto redatto da Mario Draghi, presentato nel settembre scorso. Ne parliamo a Europa Europa dove diamo spazio anche a quanto accade in queste settimana in Serbia, con il racconto della protesta di un paese che non fa parte dell'Unione, ma che contribuisce a determinarne il futuro.
L'ingresso in scena di Donald Trump ora nel pieno dei suoi poteri, le opzioni in mano a Vladimir Putin e le prospettive di Volodimir Zelensky. A Europa Europa, a partire dalle 11,30, Gigi Donelli ne parla con Pier Francesco Zazo, l'ambasciatore italiano che forte della sua esperienza a Mosca e poi a Kiev negli anni della guerra riflette sugli sviluppi promessi dal presidente americano, che si è detto certo di poter mettere fine alla guerra in poche ore attraverso un accordo diretto con il Cremlino.Pier Francesco Zazo (nella foto), nato a Benevento nel 1959, è entra in diplomazia e nel 1986 viene nominato Segretario di Legazione al Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo. Zazo parla tedesco, inglese, russo, francese e spagnolo e percorre tutte le tappe della carriera diplomatica tra Seul, Stoccolma e Kiev, dove arriva per la prima volta nel 1999 con il ruolo di Primo Consigliere. Tre anni dopo diventa Consigliere commerciale a Mosca, nel 2003 diventa Consigliere di ambasciata e successivamente Primo Consigliere Commerciale. Nel 2010 diventa Ministro Plenipotenziario e Ambasciatore a Canberra. Torna in Ucraina con la moglie e i due figli nel gennaio del 2021 come Ambasciatore d'Italia, poco prima dell'inizio dell'ostilità. Termina l'incarico in Ucraina nel 2024 quando la guerra infuria da oltre due anni. Un diplomatico di grande esperienza ed un profondo conoscitore dell'Europa orientale. In collaborazione con Euranet Plus
Se il 2024 è stato un anno di profondi cambiamenti, alcuni attesi - come le elezioni europee e americane - e altri del tutto imprevisti, come il collasso del regime di Assad in Siria, il 2025 si annuncia come l'anno in cui i grandi attori mondiali saranno chiamati alla prova dei fatti. A trasformare insomma piani, promesse e ambizioni in azioni concrete. In Europa, il 2025 sarà la prova dei fatti innanzitutto per la nuova Commissione europea. A livello globale il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca solleva tanti interrogativi? Ne parliamo a Europa Europa con Paolo Magri, direttore Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).In collaborazione con Euranet Plus
Alla vigilia di Natale la nuova squadra europea entrata formalmente in carica a inizio mese ha riunito nuovi e vecchi leader dell'Unione europea. La guerra in Ucraina e il ruolo dell'Unione europea nel Mondo sono i capitoli trattati dall'ultimo Consiglio Ue dell'anno, il primo che ha schierato la nuova dirigenza dell'Unione. Ne parliamo a Europa Europa, dove nella seconda parte facciamo il punto sul 2024 europeo con Claudio Martinelli, professore di diritto pubblico comparato all'università Bicocca di Milano.In collaborazione con Euranet Plus
Colpo di scena in Romania dove il voto per le presidenziali è stato di fatto congelato venerdì dall'Alta Corte di Bucarest sulla base di una sospetta minaccia alla sicurezza nazionale. L'annullamento del primo turno delle presidenziali, tenutosi il 24 novembre scorso, è avvenuto dopo la desecretazione di documenti riservati sulla sicurezza, relativi a presunte ingerenze straniere, in primis della Russia, sulla campagna elettorale condotta su TikTok da Calin Georgescu, il candidato indipendente di estrema destra vincitore a sorpresa del primo turno. Nelle stesse ore via libera da Montevideo al contestato (soprattutto da Parigi e Roma) accordo Europa-Mercosur. Ne parliamo con tutta la cronaca europea a Europa Europa, in onda domenica alle 11:30.
Il via libera ai nomi proposti da Ursula von der Leyen per il prossimo consiglio dei commissari europei in primo piano questa settima con il racconto del corrispondete da Bruxelles, Beda Romano. Una fumata bianca che si contrappone agli sviluppi in corso in Europa centrorientale, dove la Russia prosegue l'avanzata in territorio ucraino. A Varsavia si sono riunioni a inizio settimana i ministri degli Esteri dei "5 grandi dell'Unione" per ragionare di difesa e migrazione in vista del prossimo semestre Ue che - dopo la tormentata guida di Budapest - spetta con la nuova commissione in campo alla Polonia di Donald Tusk. Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica alle 11:30, con Tomasz Orlowski, già viceministro degli Esteri, ambasciatore di Varsavia a Parigi e poi a Roma.
L'invasione dell'Ucraina lanciata il 24 febbraio del 2022 compie 1000 giorni. L'"operazione speciale" del Cremlino si trascina lasciandosi alle spalle distruzione e morte. Con la vittoria di Donald Trump e l'imminente trasloco alla Casa Bianca ci si interroga sul futuro della resistenza incarnata in questi mesi da Volodymyr Zelensky, proprio mentre Mosca getta nella mischia migliaia di unità arrivate dalla Corea del Nord. Con poche eccezioni l'Europa appare muta, le priorità stanno altrove. Ne parliamo in questa puntata di Europa Europa in onda domenica alle 11,30. Con la dottoressa Mariana Bukhaievska, pediatra e psicologa di Kharkiv che opera all'interno della rete di sostegno Voice of Children. Ci ha raccontato il suo lavoro, e la sua grande paura per quella che teme possa essere una generazione perduta. Nella seconda parte sarà nostra ospite Yarina Grusha, professoressa universitaria e scrittrice. Ci parla di Colori spenti, la mostra che si apre lunedì 18 allo spazio Brera di Milano e che racconta la resistenza culturale ucraina alla devastazione russa.In collaborazione con Euranet Plus
Dal vertice della Comunità Politica europea al Consiglio informale, l'appuntamento resta a Budapest nei giorni in cui l'Europa si prepara al cambiò della guardia alla Casa Bianca. I rapporti transatlantici, ma anche la guerra in Ucraina e le azioni urgenti sul fronte della competitività sono al centro degli incontri di cui facciamo il punto a Europa Europa con Beda Romano. Nella seconda parte, con l'aiuto di Christian Eccher e Tatjana Dordevic punto sull'allargamento con focus sulla Serbia, un paese che ha chiesto di entrare nell'Unione oltre dieci anni fa, e che oggi attende, mentre fa i conti con la tragedia di Novi Sad e con le sue implicazioni politiche.
La crisi dell'auto colpisce duro l'Italia ed il suo indotto. Nel guado del passaggio tra motori endotermici ed elettrici, l'industria fa i conti con l'onda lunga di una politica che mettere in discussione l'orientamento dato dalla prima Commissione Von der Leyen. Dobbiamo interrompere la transizione? Dobbiamo solo rallentarla? Dobbiamo invece insistere proprio adesso che le tecnologie ma anche gli stili di vita individuali cambiano? È l'effetto di lungo termine di un declino che colpisce l'intero continente. Fa scalpore in questi giorni la chiusura decisa da Volkswagen di 3 impianti tedeschi. Germania, Francia, Regno Unito e poi l'Italia sono secondo i dati dell'ACEA (Associazione Costruttori Europei) i principali azionisti di un sistema produttivo che contempla poco più di 100 stabilimenti. Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica alle 11,30, ascoltando le opinioni degli specialisti europei che percorrono la catena del valore di un'industria centrale per i nostri paese alle prese con una trasformazione epocale che non sembra in grado di governare.
Il voto popolare di un piccolo paese ai confini dell'Unione europea ha catturato l'attenzione di chi segue con attenzione gli affari europei. La Moldova - vale anche Moldavia ma la popolazione locale preferisce la prima - ha scelto di ancorare l'adesione all'Unione europea nella sua Costituzione. Lo ha fatto approvando a strettissima maggioranza un quesito referendario in questo senso. Ne parliamo a Europa Europa, in onda domenica alle 11,30. Nella seconda parte spazio ai rapporti Euro-Atlantici, a 10 giorni dal voto presidenziali americano. Tra gli ospiti il prof. Antonio Zotti dell'Università Cattolica di Milano.
In the Fall 2024 issue of Liberties Quarterly, managing editor Celeste Marcus writes about the great Polish movie director Agnieszka Holland. Marcus argues that the 75 year-old Holland - best known for her 1990 movie Europa Europa - remains as relevant as ever because of her focus on what she calls the “terrifying contingency” of social breakdown. Linking Holland's latest film, Green Border, a movie about the the plight of east European migrants with Donald Trump's dehumanization of American migrants, Marcus argues that “no human hates like the human.” And the very worst humans, Marcus reminds us, with a barely concealed reference to Trump and Putin, “do not live under beds or in our imaginations; they sit in paneled offices behind mahogany desks, signing bills into law, raising and razing cities with the same hand.”Celeste Marcus is the managing editor of Liberties Journal of Culture and Politics and the co-host of “The DC Salon” podcast. She is at work on a biography of the artist Chaim Soutine.Named as one of the "100 most connected men" by GQ magazine, Andrew Keen is amongst the world's best known broadcasters and commentators. In addition to presenting KEEN ON, he is the host of the long-running How To Fix Democracy show. He is also the author of four prescient books about digital technology: CULT OF THE AMATEUR, DIGITAL VERTIGO, THE INTERNET IS NOT THE ANSWER and HOW TO FIX THE FUTURE. Andrew lives in San Francisco, is married to Cassandra Knight, Google's VP of Litigation & Discovery, and has two grown children.Keen On is a reader-supported publication. To receive new posts and support my work, consider becoming a free or paid subscriber. This is a public episode. If you'd like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit keenon.substack.com/subscribe