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Quando si pensa all'Italia, il caffè è tra le prime cose che vengono in mente. Ma come è arrivato in Italia? Perché gli italiani lo bevono così? E perché, se ordini «un caffè» in un bar italiano, ti arriva sempre e solo un espresso? In questo articolo scoprirai tutta la storia del caffè in Italia — dalle origini africane fino alla moka — e imparerai il vocabolario e le curiosità che ti faranno fare un'ottima figura con gli italiani. Non è italiano! Tutta la verità sul CAFFÈ 1. Le Origini del Caffè: un Viaggio Lunghissimo Oggi il caffè sembra italianissimo — quasi come se fosse nato tra le colline della Toscana o nei vicoli di Napoli. Ma la verità è un'altra: il caffè non è italiano, almeno non all'inizio. Le origini del caffè si trovano probabilmente in Etiopia, in Africa. Esiste una leggenda che racconta di un pastore di nome Kaldi, che un giorno notò qualcosa di strano: le sue capre, dopo aver mangiato alcune bacche rosse di una pianta particolare, non riuscivano più a dormire la notte — erano iperattive, quasi euforiche. Kaldi assaggiò quelle bacche, le portò a dei monaci, e da lì cominciò tutto. Dalla penisola arabica — soprattutto dallo Yemen — il caffè si diffuse rapidamente. Nel mondo arabo nacquero i primi luoghi pubblici dove si beveva caffè, si discuteva di politica, si facevano affari, si raccontavano storie: i precursori dei nostri bar. Il caffè era già un fatto sociale ancora prima di arrivare in Europa. 2. Il Caffè Arriva in Italia Il caffè arrivò in Italia intorno al XVI e XVII secolo, grazie ai commerci tra Venezia e l'Impero Ottomano. Venezia, in quel periodo, era uno dei centri commerciali più importanti d'Europa — la porta tra Oriente e Occidente. Ed è proprio da quella porta che entrò il caffè. Ma all'inizio non tutti erano contenti di questa novità. Alcune persone lo consideravano una bevanda sospetta, straniera, persino pericolosa. C'erano voci che lo definivano «la bevanda del diavolo». Secondo una storia molto popolare, fu Papa Clemente VIII a risolvere la questione: assaggiò il caffè, gli piacque molto, e lo "benedisse" ufficialmente. Da quel momento, nessuno poteva più dire che fosse una bevanda del diavolo — se lo beve il Papa, va bene per tutti. Nel Seicento aprirono le prime botteghe del caffè, che erano molto più di semplici bar: erano luoghi di incontro, di cultura, di discussione. Artisti, scrittori, filosofi, commercianti — tutti si ritrovavano lì per parlare, leggere, discutere. Bere caffè era già, da subito, un atto collettivo e sociale. 3. L'Italia Reinventa il Caffè: Nasce l'Espresso Fin qui, il caffè era semplicemente importato. Ma gli italiani non si accontentano: devono sempre migliorare le cose. Alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento, l'Italia fece qualcosa di rivoluzionario: inventò un modo completamente nuovo di preparare il caffè. Grazie all'uso della pressione del vapore, si riuscì a estrarre il caffè in pochi secondi, in modo rapido, concentrato, intenso. Nacque così l'espresso. L'espresso non è solo un tipo di caffè — è quasi una metafora dello stile di vita italiano: breve, intenso, e senza fronzoli. Si beve in piedi al banco, in trenta secondi, si chiacchiera un momento con il barista, e si torna alla vita. Se qualcuno offre un espresso, non bisogna aspettarsi di sedersi e sorseggiarlo per venti minuti come un tè inglese: l'espresso si beve subito, finché è ancora caldo. 4. La Moka: il Caffè Entra nelle Case Italiane Se l'espresso è il re del bar, la moka è la regina di casa. Nel 1933, un uomo di nome Alfonso Bialetti inventò un oggetto destinato a diventare iconico: la moka, quella piccola caffettiera ottagonale in alluminio che probabilmente si è vista mille volte. L'idea era geniale nella sua semplicità: l'acqua nella parte inferiore, il caffè macinato nel filtro nel mezzo, e la pressione del vapore che spinge l'acqua attraverso il caffè, facendolo salire nella parte superiore. Il risultato? Un caffè forte, profumato, fatto comodamente a casa. Con la moka, il rito del caffè entrò nelle cucine italiane. E con esso, entrarono anche tutti i momenti che ci girano intorno: aspettare che il caffè salga, sentire quel gorgoglio caratteristico, gridare in cucina «Il caffè è pronto!» Se l'espresso al bar è la pausa veloce, la moka è il momento lento — il caffè della domenica mattina, quello dopo pranzo in famiglia, quello che fa la nonna. C'è qualcosa di profondamente affettivo nella moka: non è solo uno strumento, è un oggetto carico di ricordi. Il suo nome, tra l'altro, deriva da Mokha, una città dello Yemen famosa per il commercio del caffè — un altro segno del lungo viaggio che il caffè ha fatto prima di arrivare nelle nostre case. 5. Quanti Tipi di Caffè Esistono in Italia? In Italia il caffè non è uno solo. Esistono tantissime varianti, e conoscerle permette di ordinare al bar come un vero italiano. Espresso — il caffè classico: corto, intenso, concentrato. Quando si ordina semplicemente «un caffè» in un bar italiano, arriva sempre questo. Caffè lungo — più acqua rispetto all'espresso, sapore meno concentrato. Adatto a chi preferisce un caffè meno intenso. Caffè ristretto — meno acqua dell'espresso normale, ancora più concentrato e intenso. Non è per tutti — ma chi lo ama non lo cambierebbe con niente. Caffè macchiato — un espresso con una piccola quantità di latte, solo una «macchia». Non è un cappuccino: è un espresso leggermente ammorbidito. Cappuccino — espresso con latte montato a schiuma. È il caffè tipico della colazione italiana. Attenzione: in Italia il cappuccino si beve al mattino, mai dopo pranzo. Ordinarlo nel pomeriggio o dopo cena è considerato una cosa da turisti. Marocchino — espresso con cacao in polvere e schiuma di latte. Una piccola coccola per chi ama la combinazione di caffè e cioccolato. Caffè corretto — espresso con l'aggiunta di un liquore: grappa, sambuca o brandy, a seconda dei gusti. Si dice che il liquore «corregga» il caffè — viene bevuto spesso la mattina da chi ama iniziare la giornata con un tocco in più. Caffè americano — espresso allungato con acqua calda. Più simile al caffè filtrato americano: più lungo e meno intenso rispetto all'espresso classico. Consiglio pratico: per fare colazione come un italiano, ordina un cappuccino e un cornetto. Siediti al banco, bevi veloce, e vai avanti con la giornata. Domande Frequenti Perché in Italia "Un Caffè" Significa Sempre Espresso? Perché l'espresso è diventato il caffè per antonomasia in Italia fin dalla sua invenzione a fine Ottocento. Quando si dice «un caffè» senza specificare altro, il barista capisce automaticamente che si vuole un espresso. Qualsiasi altra variante — lungo, macchiato, americano — va specificata esplicitamente. È Vero che il Cappuccino Non Si Beve dopo Pranzo in Italia? Sì, è una delle regole non scritte più radicate della cultura italiana. Gli italiani ritengono che il latte appesantisca la digestione, quindi il cappuccino — e in generale qualsiasi caffè con latte abbondante — si beve al mattino, a colazione. Dopo pranzo o cena si beve sempre e solo l'espresso. Ordinare un cappuccino nel pomeriggio non è un errore grammaticale, ma è un segnale infallibile che si è stranieri. Qual È la Differenza tra Caffè Macchiato e Cappuccino? La differenza principale sta nella quantità di latte. Il caffè macchiato è un espresso con una piccola «macchia» di latte — pochissimo, giusto per ammorbidire leggermente il sapore. Il cappuccino invece ha una quantità molto maggiore di latte montato a schiuma, che bilancia l'espresso in modo più deciso. In termini di volume, il cappuccino è circa tre volte più grande di un macchiato. Come Mai il Caffè Fu Chiamato "Bevanda del Diavolo"? Quando il caffè arrivò in Europa nel XVI e XVII secolo, era una bevanda completamente sconosciuta e di provenienza orientale. In un'epoca in cui tutto ciò che veniva dall'Oriente o che aveva effetti stimolanti era guardato con sospetto, alcuni ecclesiastici lo considerarono pericoloso e lo associarono al diavolo. Fu Papa Clemente VIII, secondo la tradizione, a eliminare questa diffidenza assaggiandolo personalmente e approvandolo — rendendo di fatto impossibile continuare a condannarlo. La Moka Si Usa Ancora nelle Case Italiane? Sì, moltissimo. Nonostante la diffusione delle macchine per il caffè in capsule, la moka rimane presente nella stragrande maggioranza delle cucine italiane. Ha un valore che va oltre il pratico: è un oggetto carico di significato affettivo e culturale, legato ai ricordi di famiglia, alle domeniche mattina, al caffè della nonna. Nel 2021 la moka Bialetti è stata addirittura inserita nella collezione permanente del MoMA di New York come esempio di design italiano iconico. La storia del caffè è lunga e ricca, così come la sua varietà. Scoprila nell'articolo dedicato a tutti i tipi di caffè. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Quiz sul Caffè nella Cultura Italiana", "description": "Quiz interattivo sul caffè italiano con 10 domande su storia, tradizioni, tipi di caffè e vocabolario per studenti di italiano.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Qual era la funzione principale delle prime botteghe del caffè in Italia nel Seicento?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Luogo di incontro culturale e politico" } }, { "@type": "Question", "name": "Secondo la tradizione, fu Papa Clemente VIII a far sì che il caffè fosse accettato in Italia dopo averlo assaggiato.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale caratteristica rende l'espresso diverso dagli altri modi di preparare il caffè?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...
All'interno del programma di Radio PNR “City Life”, condotto da Giampaolo Cacciatore, Francesco Piccolomini, Responsabile della Casa Artisti Milano, presenta “LA MUSICA RIBOLLE – Seconda Edizione”, un festival dedicato ai giovani talenti delle scuole superiori del Municipio 1 di Milano. L'evento si svolge il 9 e 10 maggio, dalle 19 alle 22, con due serate gratuite aperte al pubblico, all'insegna della musica dal vivo, della parola e della creatività, con oltre trenta band e solisti provenienti dalle scuole secondarie di secondo grado del Municipio 1.
con Massimo Di Lecce e Denise Cicchitti
con Massimo Di Lecce e Denise Cicchitti
Tässä jaksossa me käymme läpi eri artistien kuulumisia: Taylor Swiftin, Rayan ja Sombrin.Taylor ja Travis juhlivat iHeartRadio-palkintojuhlassa Taylorin viimeisimpiä onnistumisia. Me pohdimme Taylorin ja Travisin gaala-asujen mahdollisia viestejä ja Julia valoittaa kaksikon häämatkasuunnitelmia. Artisti Raya oli myös gaalassa mukana ja kertoi saaneensa meikkivinkkejä Taylorilta.Gen Z -sukupolven Sombr päätyi hiljattain kohun keskelle keikkakäytöksestään. Kohuun johti muun muassa Sombrin tyyli laittaa fanit haukkumaan keikoillaan. Artisti on kuitenkin pitänyt puoliaan ja käskenyt loukkaantujan elää elämää eteenpäin.
ne hanno parlato in onda Denise Cicchitti e Giuliano Gomez
All'interno del programma di Radio PNR: City Life, condotto da Giampaolo Cacciatore, Francesco Piccolomini, Manager partner di Casa degli Artisti Milano, ha presentato l'Open Call 2026 del Progetto 40Hz, un'iniziativa che unisce musica, neuroscienze e ascolto. Conclusa la Fase 1, Casa degli Artisti ha aperto la Fase 2 dal 5 marzo all'8 aprile.
18 novembre 2025 - Emanuela Cavallo e Marco Ferrari
Tangokuninkaana tutuksi tullut Pasi Flodström on myös kanttori ja nyt Vuoden kanttori, Marja soitteli Pasille Pookin iltapäivästä.
La protesta a parole (e non a martellate) degli artisti americani
The Last Touch: Why AI Will Never Be an ArtistI had one of those conversations... the kind where you're nodding along, then suddenly stop because someone just articulated something you've been feeling but couldn't quite name.Andrea Isoni is a Chief AI Officer. He builds and delivers AI solutions for a living. And yet, sitting across from him (virtually, but still), I heard something I rarely hear from people deep in the AI industry: a clear, unromantic take on what this technology actually is — and what it isn't.His argument is elegant in its simplicity. Think about Michelangelo. We picture him alone with a chisel, carving David from marble. But that's not how it worked. Michelangelo ran a workshop. He had apprentices — skilled craftspeople who did the bulk of the work. The master would look at a semi-finished piece, decide what needed refinement, and add the final touch.That final touch is everything.Andrea draws the same line with chefs. A Michelin-starred kitchen isn't one person cooking. It's a team executing the chef's vision. But the chef decides what's on the menu. The chef check the dish before it leaves. The chef adds that last adjustment that transforms good into memorable.AI, in this framework, is the newest apprentice. It can do the bulk work. It can generate drafts, produce code, create images. But it cannot — and here's the key — provide that final touch. Because that touch comes from somewhere AI doesn't have access to: lived experience, suffering, joy, the accumulated weight of being human in a particular time and place.This matters beyond art. Andrea calls it the "hacker economy" — a future where AI handles the volume, but humans handle the value. Think about code generation. Yes, AI can write software. But code with a bug doesn't work. Period. Someone has to fix that last bug. And in a world where AI produces most of the code, the value of fixing that one critical bug increases exponentially. The work becomes rarer but more valuable. Less frequent, but essential.We went somewhere unexpected in our conversation — to electricity. What does AI "need"? Not food. Not warmth. Electricity. So if AI ever developed something like feelings, they wouldn't be tied to hunger or cold or human vulnerability. They'd be tied to power supply. The most important being to an AI wouldn't be a human — it would be whoever controls the electricity grid.That's not a being we can relate to. And that's the point.Andrea brought up Guernica. Picasso's masterpiece isn't just innovative in style — it captures something society was feeling in 1937, the horror of the Spanish Civil War. Great art does two things: it innovates, and it expresses something the collective needs expressed. AI might be able to generate the first. It cannot do the second. It doesn't know what we feel. It doesn't know what moment we're living through. It doesn't have that weight of context.The research community calls this "world models" — the attempt to give AI some built-in understanding of reality. A dog doesn't need to be taught to swim; it's born knowing. Humans have similar innate knowledge, layered with everything we learn from family, culture, experience. AI starts from zero. Every time.Andrea put it simply: AI contextualization today is close to zero.I left the conversation thinking about what we protect when we acknowledge AI's limits. Not anti-technology. Not fear. Just clarity. The "last touch" isn't a romantic notion — it's what makes something resonate. And that resonance comes from us.Stay curious. Subscribe to the podcast. And if you have thoughts, drop them in the comments — I actually read them.Marco CiappelliSubscribe to the Redefining Society and Technology podcast. Stay curious. Stay human.> https://www.linkedin.com/newsletters/7079849705156870144/Marco Ciappelli: https://www.marcociappelli.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
ne ha parlato in onda Denise Cicchitti
con Massimo Di Lecce e Denise Cicchitti
ANSA - di Elisabetta Stefanelli. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dalle ceneri di uno studio storico nasce un nuovo progetto: la storia di Maurizio Casu, della RCM Records e di una comunità musicale che non ha mai smesso di crederci. La storia della RCM Records è una di quelle che parlano di passione, sacrificio e comunità. È la storia di Maurizio Casu, discografico e tecnico del suono, che ha dedicato la vita alla musica indipendente e alla crescita degli artisti, soprattutto in Sardegna. Fondata tra gli anni Ottanta e Novanta a Cagliari, la RCM – Registrazioni Casu Maurizio – è diventata nel tempo un punto di riferimento per chi cercava uno spazio libero, autentico e professionale dove registrare musica senza compromessi. Uno studio aperto agli artisti e alla sperimentazione Nei primi anni Duemila, la RCM Records ha vissuto una vera e propria seconda giovinezza. La nascita di un nuovo studio di registrazione ha permesso a Maurizio Casu di offrire gratuitamente uno spazio creativo agli artisti, favorendo produzioni innovative e collaborazioni trasversali. All'interno dello studio prendeva vita anche Disconotte, una trasmissione che ha contribuito a creare un ponte tra musica, radio e territorio. Nel tempo, tra quelle mura hanno registrato artisti provenienti da tutta Italia, compresi nomi di rilievo della scena hip hop e indipendente come Danno dei Colle der Fomento. L'incendio che ha cancellato vent'anni di lavoro All'inizio dell'anno, però, tutto si è fermato. Un incendio devastante, causato da un cortocircuito in un faretto, ha distrutto completamente lo studio. In pochi minuti, strumenti musicali, attrezzature professionali e archivi sonori sono andati perduti. I danni, superiori ai 100mila euro, hanno reso la struttura inagibile e destinata alla demolizione. Lo studio non era coperto da assicurazione. Fortunatamente, Maurizio Casu, suo figlio e alcuni amici musicisti presenti al momento del rogo sono riusciti a mettersi in salvo. La solidarietà che diventa nuovo progetto La notizia ha scosso profondamente la comunità musicale. Artisti, tecnici, musicisti di strada e appassionati si sono mobilitati spontaneamente per offrire aiuto concreto. Un'ondata di affetto che ha colpito profondamente Casu. In un video condiviso sui social, Maurizio ha raccontato il dolore per la perdita ma anche la gratitudine per la vicinanza ricevuta. Quelle parole hanno segnato un punto di svolta. Da tragedia personale, l'incendio si è trasformato in un momento di rinascita collettiva. La RCM Records guarda avanti Da questa energia è nato un nuovo progetto. Una campagna di crowdfunding è stata avviata per raccogliere fondi destinati alla ricostruzione dello studio e alla ripresa delle attività. Non si tratta solo di recuperare attrezzature, ma di restituire alla città un luogo di incontro, sperimentazione e libertà artistica. La RCM Records non è soltanto uno studio di registrazione. È un simbolo di resistenza culturale, di musica vissuta come condivisione e non come prodotto. La sua rinascita dimostra che, anche dalle ceneri, può nascere qualcosa di nuovo.
Un ritratto del percorso creativo di Gabriel Grazzini, in arte Varco, tra scrittura, ispirazioni quotidiane e sperimentazione sonora. Nell'universo della musica indipendente, Varco si muove con passo libero e curioso, lontano da formule precostituite e da traiettorie obbligate. Dietro questo progetto c'è Gabriel Grazzini, autore e musicista che costruisce la propria identità artistica attraverso un lavoro paziente di ascolto, osservazione e sperimentazione. La sua scrittura nasce da un contatto diretto con la realtà e con gli strumenti, in un equilibrio costante tra istinto e riflessione. Varco non rincorre un genere preciso: preferisce attraversarli, contaminarli, lasciando che siano le esigenze espressive del momento a guidare le scelte sonore. Per Varco, il processo creativo non segue un metodo fisso né una struttura rigida. Le idee possono arrivare in qualsiasi momento: durante una passeggiata, ascoltando un rumore urbano, leggendo una frase che risuona più del previsto. È una scrittura che accetta l'imprevisto e lo valorizza, trasformando ogni brano in un piccolo racconto aperto. I testi e le melodie non cercano una chiave di lettura univoca, ma invitano chi ascolta a entrarci dentro, a riconoscersi, a costruire un significato personale. In questo senso, la musica di Varco diventa uno spazio condiviso più che un messaggio chiuso. Le fonti dell'ispirazione quotidiana di Gabriel Grazzini affondano nella vita reale. Scene urbane, relazioni umane, silenzi carichi di senso, frammenti di conversazioni, letture occasionali: tutto può diventare materiale creativo. Anche l'ascolto ha un ruolo centrale. Artisti molto diversi tra loro, appartenenti a epoche e linguaggi lontani, contribuiscono a formare il suo immaginario sonoro. Come accade a molti musicisti contemporanei, l'identità di Varco si costruisce per stratificazione, attraverso un dialogo continuo tra ciò che si vive e ciò che si ascolta. Fondamentale è anche il rapporto con gli strumenti. Essere polistrumentista consente a Varco di cambiare prospettiva, di osservare la stessa idea da angolazioni diverse. Ogni strumento diventa un'estensione del pensiero: suggerisce una direzione, apre possibilità nuove, modifica il modo di scrivere. È proprio in questo dialogo tra mente, mani e suono che prende forma l'universo musicale di Varco, un luogo in costante evoluzione, attraversato da curiosità e ricerca.
Çdo mëngjes zgjohuni me “Wake Up”, programi i njëkohshëm radio-televiziv i “Top Channel” e “Top Albania Radio”, në thelb ka përcjelljen e informacionit më të nevojshëm për mëngjesin. Në “Wake Up” gjeni leximin e gazetave, analiza të ndryshme, informacione utilitare, këmbimin valuator, parashikimin e motit, biseda me të ftuarit në studio për tema të aktualitetit, nga jeta e përditshme urbane e deri tek arti dhe spektakli si dhe personazhe interesantë. Zgjimi në “Wake Up” është ritmik dhe me buzëqeshje. Gjatë tri orëve të transmetimit, na shoqëron edhe muzika më e mirë, e huaj dhe shqiptare.
Kozeta Kurti, një nga “pioneret” e para të radiove private në Shqipëri, që në fund të viteve ‘90-të, kthehet në Top Albania Radio pas 17 vjetësh me “Back to the Beginning”. Ky format e nisi rrugëtimin edhe në 2020-ën, fiks në të njëjtën periudhë me pandeminë globale “Covid 19”-të, por me sa duket kjo është koha e duhur.
Kozeta Kurti, një nga “pioneret” e para të radiove private në Shqipëri, që në fund të viteve ‘90-të, kthehet në Top Albania Radio pas 17 vjetësh me “Back to the Beginning”. Ky format e nisi rrugëtimin edhe në 2020-ën, fiks në të njëjtën periudhë me pandeminë globale “Covid 19”-të, por me sa duket kjo është koha e duhur.
In Irlanda gli artisti ricevono 325 € a settimana per dedicarsi alla creatività, senza vincoli di produzione.Il programma, nato dopo la pandemia, ha portato benefici sociali e fiscali, ma anche molte polemiche: è un investimento nel talento o un reddito di cittadinanza mascherato?In questo video analizziamo come funziona, cosa ha davvero prodotto e se un modello simile potrebbe mai funzionare in Italia.
Un'analisi che intreccia memoria personale, emergenze ambientali e responsabilità politiche, mostrando come la crisi climatica non sia mai un tema distante ma una realtà che attraversa città, comunità e persone, diventando materia urgente per istituzioni, informazione e cittadini consapevoli. Dal quartiere di Napoli Est alla consapevolezza ambientale Nel suo impegno narrativo e giornalistico, Stefania Divertito parte da un luogo molto preciso: Napoli Est, in particolare l'area di San Giovanni e San Lucio. È un territorio segnato da raffinerie, oleodotti e un mare che negli anni si trasformava in uno spazio non più vivibile. L'autrice ricorda come un incendio nella raffineria Agip negli anni Ottanta modificava radicalmente la percezione della città e dell'aria che respirava ogni giorno. L'evento costrinse molte famiglie a lasciare temporaneamente le proprie case. Il rapporto tra ambiente, salute e diritto diventa così parte centrale del suo percorso. La spinge a raccontare le ferite del territorio e la necessità di strumenti giuridici che permettano alle comunità di ottenere giustizia. Realtà come Unica Radio e associazioni impegnate sul territorio diventano punti di diffusione e confronto necessari. Il quadro più ampio, invece, riguarda la possibilità per i cittadini di rivendicare diritti attraverso istituzioni come la Corte europea dei diritti dell'uomo e movimenti che chiedono il riconoscimento del reato di ecocidio. Secondo Divertito, la responsabilità individuale e collettiva nasce dalla capacità di cambiare sguardo. Non si deve subire ciò che accade, ma interrogarsi sulle cause e sui soggetti responsabili. Solo così si può costruire un tessuto sociale più consapevole e più forte. Comunicare la crisi climatica tra Cop 30, scienza e attivismo Il tema della comunicazione ambientale occupa un posto centrale nelle riflessioni di Stefania Divertito. Questo risulta ancora più evidente in un periodo in cui vertici come la COP 30, ospitata a Belém in Brasile, riportano al centro la necessità di un linguaggio più efficace e meno catastrofista. Per l'autrice, la narrazione basata solo sul disastro rischia di paralizzare l'azione. Anche l'ottimismo a tutti i costi produce un effetto contrario, perché trasforma la crisi climatica in un fenomeno percepito come lontano o inevitabile. L'obiettivo diventa quindi raccontare ciò che accade oggi. Bisogna rendere i dati più vicini all'esperienza quotidiana dei cittadini e ricordare che anche le previsioni più dure dell'IPCC o dell'UNEP non escludono la possibilità di invertire la rotta attraverso politiche efficaci e scelte collettive. Secondo Divertito, la comunicazione deve restare chiara e accessibile. Deve coinvolgere comunità, istituzioni e mondi diversi, dalle associazioni territoriali ai festival culturali che uniscono arte, scienza e cittadinanza. In questo senso, piattaforme come Comune di Napoli o realtà culturali impegnate nella divulgazione assumono un ruolo chiave. Favoriscono un'alleanza tra linguaggi differenti e una sensibilità ambientale capace di attraversare generazioni e città. Alleanze, comunità e la forza collettiva Per Stefania Divertito, la prima forma di salvezza è il riconoscersi come comunità. Solo così cittadini, artisti, scienziati e scrittori possono unire forze e competenze per rispondere a una crisi che richiede partecipazione attiva. L'idea di comunità non è un concetto astratto. È un territorio concreto, fatto di persone che collaborano, condividono conoscenze e costruiscono reti solide. Artisti, istituzioni, associazioni e realtà civiche diventano quindi parte di un unico processo culturale e sociale. Questo processo si rafforza anche grazie a progetti e iniziative promosse in molte città italiane, dove la rigenerazione urbana incontra l'attivismo ambientale. L'alleanza tra arte, scienza e società rappresenta per l'autrice un passaggio imprescindibile. Solo attraverso un dialogo aperto è possibile affrontare la crisi climatica non come un destino ineluttabile, ma come un terreno d'azione collettiva. Ogni gesto culturale, politico o sociale contribuisce così alla costruzione di un futuro più responsabile.
con Massimo Di Lecce e Denise Cicchitti
Çdo mëngjes zgjohuni me “Wake Up”, programi i njëkohshëm radio-televiziv i “Top Channel” e “Top Albania Radio”, në thelb ka përcjelljen e informacionit më të nevojshëm për mëngjesin. Në “Wake Up” gjeni leximin e gazetave, analiza të ndryshme, informacione utilitare, këmbimin valuator, parashikimin e motit, biseda me të ftuarit në studio për tema të aktualitetit, nga jeta e përditshme urbane e deri tek arti dhe spektakli si dhe personazhe interesantë. Zgjimi në “Wake Up” është ritmik dhe me buzëqeshje. Gjatë tri orëve të transmetimit, na shoqëron edhe muzika më e mirë, e huaj dhe shqiptare.
Kozeta Kurti, një nga “pioneret” e para të radiove private në Shqipëri, që në fund të viteve ‘90-të, kthehet në Top Albania Radio pas 17 vjetësh me “Back to the Beginning”. Ky format e nisi rrugëtimin edhe në 2020-ën, fiks në të njëjtën periudhë me pandeminë globale “Covid 19”-të, por me sa duket kjo është koha e duhur.
È stata la meta di centinaia e centinaia di pittrici e pittori tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Artisti provenienti da tutto il mondo, alcuni dimenticati altri diventati famosissimi. L'hotel Spaander a Volendam, nel Paesi Bassi, li ha accolti e ha consentito loro di utilizzare questo villaggio di pescatori, a pochi chilometri da Amsterdam, come ispirazione per dipinti che hanno segnato la storia mondiale dell'arte.Lo scrittore olandese Jan Brokken ci aiuta a scoprire questo hotel e chi vi ha soggiornato. Ogni cliente ha lasciato storie e ricordi unici, ha contribuito a dare una identità irripetibile al piccolo centro e alla sua gente. E l'autore ci guida lungo le strade, le stanze, i protagonisti, trasformando le pagine in un museo originale e avvincente.
Come direbbero gli esperti: la bolla dei live sta per esplodere. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
“Podcasti “Flet” me Ilnisa Agolli në Top Channel do të jetë një hapësirë ku fjala takohet me njeriun. Me të ftuar nga fusha të ndryshme; nga politika, kultura, arti dhe jo vetëm. Çdo episod do të jetë një kombinim i diskutimeve interesante dhe konkrete, që e çojnë spektatorin përmes dialogut të thellë, nga fjala te përvoja dhe përjetimi njerëzor. Çdo i ftuar do të jetë aty për të rrëfyer hapësirën e tij të mendimit dhe ku çdo temë zbërthehet për të nxjerrë në pah lidhjet mes nesh dhe botës përreth, vetëm në “Flet”.
Kozeta Kurti, një nga “pioneret” e para të radiove private në Shqipëri, që në fund të viteve ‘90-të, kthehet në Top Albania Radio pas 17 vjetësh me “Back to the Beginning”. Ky format e nisi rrugëtimin edhe në 2020-ën, fiks në të njëjtën periudhë me pandeminë globale “Covid 19”-të, por me sa duket kjo është koha e duhur.
Pop art: caratteristiche e stile della corrente artistica che nacque in Inghilterra. Tra i suoi più noti esponenti ebbe Warhol, Roy Lichtenstein e Keith Haring.
Artisti, pittura, architettura e opere nella Roma del '600, la capitale dei papi e del Barocco.
Artisti, opere e pittura nell'Olanda del Seicento, età del secolo d'oro olandese. Contesto storico, movimento pittorico, il mercato dell'arte.
Flavio Caroli"La linea d'ombra dell'arte"Memoria Festival, Mirandolahttps://memoriafestival.it/evento/la-linea-dombra-dellarte/L'altra storia dell'arte. I vinti vincitoricon Flavio Caroli e Bruno Gambarottamercoledì, 28 maggio, ore 18:30Polo del '900 | Piazzetta Antonicelli, TorinoMemoria Festival, MirandolaVenerdì 6 giugno 2025, ore 17:30La linea d'ombra dell'arteCon Flavio CaroliTutti conosciamo i grandi artisti che hanno saputo scrivere con le loro opere la storia dell'arte. Ma per uno di loro quanti sono stati gli artisti incompresi dai contemporanei o dalla critica? Flavio Caroli propone una nuova storia, in cui trovano posto anche quegli artisti e mecenati meno “alla moda” ma che hanno comunque lasciato un segno nell'evoluzione del pensiero creativo.Flavio Caroli"L'altra storia dell'arte"I vinti vincitoriRizzoli Libri«Un'altra storia dell'arte è possibile: la storia dei vinti, le cui idee hanno alimentato e orientato il futuro.»La storia dell'arte è stata scritta dai vincitori, cioè dagli artisti che hanno avuto la possibilità di imporre la propria scala di valori. Ma certamente l'evoluzione degli eventi e delle idee non è stata determinata esclusivamente da questi, poiché, in realtà, la storia è stata spesso nutrita dal pensiero di coloro che, in qualche punto della loro vicenda terrena, sono stati ritenuti "vinti". A partire da questo assunto, attraverso una riscrittura di alcune vicende della storia dell'arte, l'autore indaga sugli artisti, i centri, i mecenati che, apparentemente vinti rispetto alla linea tradizionale, sono in realtà "vinti vincitori", perché le loro idee e le loro opere hanno nutrito e indirizzato l'evoluzione della disciplina. Artisti controversi, dimenticati o misconosciuti: Flavio Caroli ritorna a indagare la linea d'ombra dell'arte che da sempre lo interessa, di artisti come Lorenzo Lotto, Giuseppe Maria Crespi o Filippo de Pisis, incompresi dai contemporanei o dalla critica d'arte, di centri come la Mantova del Rinascimento o la Milano del primo Ottocento, messi in ombra da città più "alla moda", o delle alterne vicende di grandi mecenati come i Farnese. E racconta di come artisti e opere apparentemente vinti abbiano potuto comunque portare avanti la loro versione e creare idee tali da influenzare il futuro.Flavio Caroli storico dell'arte moderna e contemporanea, è nato a Ravenna nel 1945. Dopo gli studi, inizia la carriera accademica che lo porta a diventare docente di Storia dell'Arte Moderna prima presso l'Università di Salerno, poi a Firenze e infine al Politecnico di Milano e allo IULM. Ha dedicato i suoi studi alla linea introspettiva dell'arte occidentale, con molte pubblicazioni e mostre. Ha collaborato alle pagine culturali di numerose testate, tra cui il “Corriere della Sera” e il “Sole 24 Ore”. Fra i suoi libri: L'Anima e il Volto (1998), Il volto e l'anima della natura (2009), Il volto dell'amore (2011), Il volto dell'Occidente (2012), Anime e Volti. L'arte dalla Psicologia alla Psicoanalisi (2014), Il museo dei capricci. 200 quadri da rubare (2016). Nel 2023, per Solferino, ha pubblicato Storia sentimentale dell'arte. Un'educazione alla bellezza. Il suo ultimo libro è L'altra storia dell'arte (Rizzoli, 2024).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Storia, protagonisti e definizione del Rinascimento, il periodo storico compreso tra XV e XVI secolo. Caratteristiche di questo movimento artistico e culturale.
Çdo mëngjes zgjohuni me “Wake Up”, programi i njëkohshëm radio-televiziv i “Top Channel” e “Top Albania Radio”, në thelb ka përcjelljen e informacionit më të nevojshëm për mëngjesin. Në “Wake Up” gjeni leximin e gazetave, analiza të ndryshme, informacione utilitare, këmbimin valuator, parashikimin e motit, biseda me të ftuarit në studio për tema të aktualitetit, nga jeta e përditshme urbane e deri tek arti dhe spektakli si dhe personazhe interesantë. Zgjimi në “Wake Up” është ritmik dhe me buzëqeshje. Gjatë tri orëve të transmetimit, na shoqëron edhe muzika më e mirë, e huaj dhe shqiptare.
La riflessione di Andrea Candiani al ritorno dalla sua visita alla Cappella degli Scrovegni di Padova.
Sino e Dom tornano per un nuovo episodio tra foto in formato manga, artisti ed autori raggirati da aziende tech, metaverso, crisi del mondo del lavoro tra ingegneri e programmatori, sentirsi persi e senza scopo nella vita, trovare una direzione ed il giusto approccio, anedonia tra astensione ed eccesso e molto altro.Apri il link per sottoscrivere ad un piano Zencastr usufruendo dello sconto Expatriati del 30%https://zen.ai/u1PcslG4r8g7s1ZYsg35qw
Scommettere sul futuro della biodiversità, dal Trentino al Mar Glaciale Artico. Investire in oggetti preziosi del primo Novecento. Incontrare Michel Comte, uno dei più noti fotografi di moda, che oggi è in prima linea per l'ambiente. In questa puntata di Start weekend un viaggio a cavallo fra arte e natura.
Ginevra Cicatello e Marco Laudani sono due artisti cresciuti nel mondo della danza, due coreografi con radici in Italia e un progetto che li ha portati a lavorare insieme a Sydney, città che Ginevra ormai chiama casa.
I ftuar në emisionin “Back to the Beginning” në këtë episod ka qenë Sardi Strugaj. Artisti i njohur ka treguar më shumë detaje nga karriera e tij dhe suksesi në fushën e muzikës ndër vite. Si ka nisur gjithçka për Sardin? Një kthim pas në kohë që prej fillimit të rrugëtimit dhe deri më sot…
CASO GIORGIA, ELODIE, SANREMO 2025 Scusate l'audio ma l'ho registrato col cellulare, cosa che negli editoriali non faccio mai, però vi dico... Episodio che merita. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
I ftuar në emisionin “Big Brother Radio” me Elona Duro ka qenë G Bani. Artisti i mirënjohur dhe ish-banori i këtij edicioni, u përjashtua nga loja gjatë javës së kaluar duke përfunduar kështu rrugëtimin e tij në Big Brother. Ai bëri një analizë më të hollësishme rreth strategjisë së tij brenda shtëpisë, lojës së banorëve dhe për të dhënë mendimin për situatat më të spikatura gjatë ditëve të fundit në shtëpinë e BBV.
I ftuar në emisionin “Back to the Beginning” me Kozeta Kurtin në Top Albania Radio në këtë episod ka qenë një prej bashkëthemeluesve të grupit “Djemtë e Detit”, Valentin Markvukaj. Një prej gurpeve më të njohur të viteve ’90-të, që arritën që në atë kohë të ishin kaq ndryshe në muzikë, në performancë dhe në look. Artisti ka zbuluar gjithçka…
Çdo mëngjes zgjohuni me “Wake Up”, programi i njëkohshëm radio-televiziv i “Top Channel” e “Top Albania Radio”, në thelb ka përcjelljen e informacionit më të nevojshëm për mëngjesin. Në “Wake Up” gjeni leximin e gazetave, analiza të ndryshme, informacione utilitare, këmbimin valuator, parashikimin e motit, biseda me të ftuarit në studio për tema të aktualitetit, nga jeta e përditshme urbane e deri tek arti dhe spektakli si dhe personazhe interesantë. Zgjimi në “Wake Up” është ritmik dhe me buzëqeshje. Gjatë tri orëve të transmetimit, na shoqëron edhe muzika më e mirë, e huaj dhe shqiptare.
I ftuar në studion e “Live From Tirana” ka qenë artisti i tatuazheve Xhoni Drizaj. Ai ka folur më shumë për trendet e tatuazheve të 2024, por dhe çfarë të presim në 2025…
Nella Power 100, la graduatoria stilata annualmente dalla rivista di arte contemporanea fondata a Londra nel 1948, compaiono due australiani.
L'artista deve guidare il popolo, o deve limitarsi a fare la sua arte in modo imparziale? E cosa dire degli endorsement ai politici durante le elezioni? Parliamo del ruolo dell'arte e dell'artista in questo nuovo episodio del podcast di Italiano Avanzato.Per trascrizioni, video di approfondimento e contenuti aggiuntivi: PATREONPer informazioni sui corsi: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoÈ uscita la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!
Si avvicinano le school holidays: cosa far fare a piccoli e piccolissimi? Il COASIT di Melbourne terrà il 26 settembre un laboratorio condotto dall'artista italiana Gloria Sulli.