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In questa nuova puntata di Millevoci Animali parliamo della migrazione delle rondini, che tra poco lasceranno i nidi della Svizzera italiana per raggiungere l'Africa.Le rondini sono pronte a ripartire lungo le rotte migratorie che attraversano il Mediterraneo e il Sahara, per svernare nell'Africa subsahariana – alcune addirittura fino al Sudafrica – e faranno ritorno da noi nella primavera del 2027.Le rondini ticinesi sono tra gli uccelli migratori meglio studiati in Svizzera, grazie ai progetti coordinati da Ficedula, l'associazione per lo studio e la conservazione degli uccelli nel Canton Ticino, e dalla Fondazione Bolle di Magadino.Con noi in studio Chiara Scandolara, ornitologa di Ficedula, che segue il Progetto Rondine sin dall'inizio.Ma come sta il Rondone pallido (Apus pallidus)? Questa specie mediterranea, rara e prioritaria per la conservazione in Ticino e in Svizzera, viene studiata proprio a Locarno, dove nidifica.In studio con noi Roberto Lardelli, che si occupa del monitoraggio del Rondone pallido.Infine, in Ticino parte oggi la raccolta centralizzata delle castagne. Ne parliamo con Marco Moretti, presidente del Consiglio di Fondazione delle Bolle di Magadino e ricercatore al WSL di Birmensdorf, per capire come uccelli e selve castanili si aiutano a vicenda.
Dopo una selezione di notizie scelte in apertura, dalle 10.30 approfondiremo il tema “Ricerca e Cura” per capire come una realtà ospedaliera legata ad un vitale ecosistema di ricerca possa offrire opportunità di cure forti e capire i legami tra ricerca di base ricerca traslazionale e ricerca clinica.Ci aiuteranno in questo percorso di comprensione i professori Greta Guarda Vice Decana per la Ricerca, Facoltà di scienze biomediche USI, Lugano e Direttrice del Laboratorio di Meccanismi del Sistema Immunitario dell'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) affiliato all'USI, nonché presidente della Società Svizzera di Allergologia e Immunologia (SSAI) fino al 2027, ed il Professor med. Anastasios Stathis, Responsabile Servizio Ricerca, Area Formazione medica e Ricerca, Direzione generale EOC, e Caposervizio di Ematologia, Istituto Oncologico della Svizzera Italiana, EOC, Bellinzona.Dalle 11.30 finestra aperta sulla scienza lavorata dal Giardino di Albert per parlare di protezione delle acque del sottosuolo e di apertura dell' Anno Accademico in svizzera, confrontato con l' impiego dell' IA da parte di studenti e di insegnanti, con Davide Conconi
Ne abbiamo parlato con Candida Mammoliti, presidente del Centro Ufologico della Svizzera Italiana.
Fabiano Alborghetti"Il movimento elementare"Romanzo in versiGabriele Capelli Editorewww.gabrielecapellieditore.comCosa resta della vita di un uomo? E come raccontare quella vita, se è quella del proprio padre?Fabiano Alborghetti torna a raccontare le vite dei fragili con un romanzo in versi potente e lancinante. Accogliendo la tradizione di Bertolucci, Pagliarani o Bellocchio e spingendola verso il memoir di Annie Ernaux, l'autore resta fedele alla sua vena civile più profonda attraversando una storia di famiglia, tanto privata quanto plurale.Dalle screpolature dei ricordi e dalla memoria umiliata, Alborghetti ricostruisce un affresco tragico e umanissimo di una vita fatta di dislivelli. La narrazione si spoglia del mimetismo, viene gettato il velo letterario della finzione: ciò che resta è l'inventario della fame e del desiderio di riscatto; il decalogo delle scelte sbagliate, di un matrimonio fallito, delle mani pesanti sui figli “perché si educa così”; e, infine, di una vita ricominciata quando è troppo tardi. Alborghetti scompone la biografia del proprio padre per guidare lo sguardo sia attraverso la storia personale che quella generale raccontando di un mondo che ha subito i cambiamenti più che accoglierli.Mio padremi guarda con occhi diversiora che sono operaiolui che poco ha studiato, eppure è arrivatomi guarda e vede il lavoro, il decoromi guarda e vede il denaroche te ne fai dello studiola dignità più sincera ha le mani sporche di grasso.La busta paga: è lei che cambia il passoma non c'è ancora nienteche possa cambiare lo sguardo.Parole poche, spiegazione nessunal'oggiè definitivo, è il sedativo.Gli equilibri alimentati (e alimentari) sono fatti così.Siamo una famiglia, ma di sconosciutiaccostati dal caso.Emerge, talvolta, qualcosa di buonouna quota assegnata di serenità. Eppure…La verità biologica non è bastantee chi cerca salvezza sarà un disertore.Fabiano Alborghetti (1970). Ha scritto di critica, fondato riviste, creato programmi radio, progetti in carceri, scuole e ospedali ed è promotore culturale. Collabora inoltre come consulente editoriale per case editrici e riviste sia in Svizzera che all'estero. È nella commissione di programmazione di diversi festival ed è presidente della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana. Nelle vesti di autore, rappresenta la lingua italiana e la Svizzera nel mondo su mandati ufficiali e traduzioni di sue poesie sono apparse in volume, riviste o antologie in più di 10 lingue. Ha pubblicato 6 raccolte di poesia tra le quali Maiser (Premio Svizzero di Letteratura 2018) poi prodotto integralmente come radiodramma dalla RSI Radiotelevisione della Svizzera Italiana. Dal 2017 è al lavoro per un romanzo in versi basato sulla comunità Walser (Borsa letteraria UBS Cultura e Borsa di creazione della Fondazione Landis & Gyr).www.fabianoalborghetti.chDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giovanni Pozzi è stato uno dei maggiori italianisti del secondo Novecento, filologo e critico letterario, e uno dei massimi studiosi della mistica e della religiosità popolare. Nato a Locarno nel 1923, ordinato sacerdote nell'Ordine dei Frati Cappuccini nel 1947, compie i suoi studi all'Università di Friburgo, dove diventa ordinario della cattedra di Letteratura italiano per quasi un trentennio, dal 1960 al 1988. E risale proprio al 1988, l'ultimo anno del suo insegnamento accademico, l'intervista che vi proponiamo oggi, tratta dagli Archivi RSI e realizzata nell'ambito della trasmissione televisiva “Carta bianca” . Una conversazione in cui Padre Pozzi tocca gli ambiti delle ricerche di cui si è occupato a lungo, come lo studio delle scritte delle mistiche cristiane, partendo dalla figura di Teresa di Lisieux; ne emerge la figura dello studioso capace di esercitare una “critica viva” non soltanto sui testi letterari, ma anche su temi quali l'italianità, l'insegnamento della letteratura italiana in Svizzera e la scuola ticinese. Riscopriamo il rigore e la pacatezza del grande filologo, ma anche la sua ironia sferzante.undefined
Giovanni Pozzi è stato uno dei maggiori italianisti del secondo Novecento, filologo e critico letterario, e uno dei massimi studiosi della mistica e della religiosità popolare. Nato a Locarno nel 1923, ordinato sacerdote nell'Ordine dei Frati Cappuccini nel 1947, compie i suoi studi all'Università di Friburgo, dove diventa ordinario della cattedra di Letteratura italiano per quasi un trentennio, dal 1960 al 1988. E risale proprio al 1988, l'ultimo anno del suo insegnamento accademico, l'intervista che vi proponiamo oggi, tratta dagli Archivi RSI e realizzata nell'ambito della trasmissione televisiva “Carta bianca” . Una conversazione in cui Padre Pozzi tocca gli ambiti delle ricerche di cui si è occupato a lungo, come lo studio delle scritte delle mistiche cristiane, partendo dalla figura di Teresa di Lisieux; ne emerge la figura dello studioso capace di esercitare una “critica viva” non soltanto sui testi letterari, ma anche su temi quali l'italianità, l'insegnamento della letteratura italiana in Svizzera e la scuola ticinese. Riscopriamo il rigore e la pacatezza del grande filologo, ma anche la sua ironia sferzante.
Il sistema nervoso enterico, spesso chiamato “secondo cervello” è costituito da una rete di neuroni che riveste il tratto gastrointestinale, ed è strettamente legato al cervello tramite il nervo vago. Detta così sembra semplice, ma il funzionamento e le alterazioni di questa complessa rete di comunicazione è sempre sotto la lente dei ricercatori.Dopo le news della settimana, approfondiremo il tema cervello intestino con il Primario di Neurochirurgia Istituto di Neuroscienze della Svizzera Italiana prof. Dott. Andrea Cardia.
Il sistema nervoso enterico, spesso chiamato “secondo cervello” è costituito da una rete di neuroni che riveste il tratto gastrointestinale, ed è strettamente legato al cervello tramite il nervo vago. Detta così sembra semplice, ma il funzionamento e le alterazioni di questa complessa rete di comunicazione è sempre sotto la lente dei ricercatori.Dopo le news della settimana, approfondiremo il tema cervello intestino con il Primario di Neurochirurgia Istituto di Neuroscienze della Svizzera Italiana prof. Dott. Andrea Cardia.
È appena partita la prima campagna nazionale di prevenzione e sensibilizzazione contro la violenza domestica, sessuale e di genere, e nell'odierna Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne Modem dedica la puntata a questo tema. A fare da sfondo, i 21'127 reati di violenza domestica registrati in Svizzera nel 2024, in crescita rispetto all'anno precedente, o i 27 femminicidi già perpetrati quest'anno, anch'essi in crescita. Violenza di genere che può essere fisica, sessuale, psicologica, anche economica. Una piaga sociale che colpisce perlopiù le donne, ma non solo, e si manifesta con preoccupante frequenza anche all'interno della famiglia, dell'economia domestica o di un rapporto di coppia esistente o sciolto. Intervengono: Giorgia Bazzuri, Responsabile della comunicazione per la Svizzera Italiana della campagna “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”Mia Wojcik, avvocata e nel Comitato dell'Associazione Consultorio e Casa delle DonneMarco Castoldi, Capo del Servizio Violenza Domestica della Polizia Cantonale Ticinese
L'Intelligenza Artificiale sta già rivoluzionando le scienze biomediche, le scoperte scientifiche cosi come la nostra vita quotidiana. Tra timori ed opportunità l'occasione per noi di mettere sul tavolo interrogativi cruciali; quali implicazioni etiche e normative dobbiamo considerare, quali soluzioni possono garantire un equilibrio tra innovazione e sicurezza? Come relazionarsi con intelligenze artificiali generative? Ci aiuterà nelle risposte il fisico e divulgatore scientifico Janos Cont che lavora per l'Università della Svizzera italiana e per l'Ideatorio della Svizzera Italiana.Con Le Prove di Paolo ragioneremo su come fare le domande giuste ai Robot di conversazione.
Un'ora buca colma di fascino e solarità quella in compagnia di Barbara Widmer, direttore artistico dell'Orchestra della Svizzera Italiana.Ascolta il podcast con Lolly Camèn e Ruben Bassi.
Fondata 30 anni fa a Lucerna con il contributo fondamentale di Jean-François Bergier, l'Associazione Internazionale per la Storia delle Alpi (AISA) riunisce storiche e storici provenienti da sei paesi che condividono lo spazio alpino: Austria, Francia, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera.L'Associazione si propone come uno spazio di incontro per quanti operano nelle università, negli archivi e nei musei, prefiggendosi lo scopo di migliorare la comunicazione tra territori, istituzioni, paesi, culture e discipline di ricerca, permettendo lo scambio delle conoscenze e facilitando le collaborazioni tra studiosi.Oltre ad organizzare convegni tematici, l'AISA pubblica con cadenza annuale “Histoire des Alpes - Storia delle Alpi - Geschichte der Alpen”, rivista plurilingue che accoglie studi attorno ad argomenti specifici legati al mondo alpino. Transito, migrazioni, storia naturale, ruolo del turismo, governo del territorio: sono solo alcune degli aspetti approfonditi in 29 edizioni della rivista. L'AISA ha anche creato, insieme all'Università della Svizzera Italiana, il Laboratorio di Storia delle Alpi, che oggi ha sede a Mendrisio.Poche settimane fa, l'Associazione Internazionale per la Storia delle Alpi ha celebrato il suo 30esimo anno di attività con un convegno ad Airolo, nel corso del quale conferenze, tavole rotonde ed incontri hanno esplorato le connessioni tra la storia alpina e le sfide, sempre più attuali, della sostenibilità.Attraverso le voci del suo presidente Aleksander Panjek e del segretario generale Luigi Lorenzetti, Laser ripercorre le origini dell'Associazione e il contributo dato in 30 anni allo sviluppo degli studi sulla storia delle Alpi. Con il ricercatore Roberto Leggero e la professoressa Simona Boscani Leoni approfondiamo lo stato attuale della ricerca, i collegamenti con il presente e le prospettive future per gli storici e le storiche che concentrano i loro interessi sull'Arco alpino.
Marcello Foa è l'autore di “La società del ricatto. E come difendersi” pubblicato da Guerini e Associati. Marcello Foa è giornalista, scrittore e docente universitario. Conduce “Giù la maschera” su Rai Radio1 e insegna comunicazione ai master ALMED dell'Università Cattolica e all'Università della Svizzera Italiana. Qualcosa non va nella nostra società, è come se un virus misterioso fosse entrato nel nostro corpo. È il virus del ricatto che contagia tutti i contesti dall'economia alla politica, dalle relazioni internazionali alle imprese, dal lavoro alle relazioni familiari. Si tratta di un virus pervasivo, subdolo, sistemico. Non ci uccide ma svuota i nostri valori e avvelena le nostre vite. Con questo libro, Marcello Foa, non si limita a una denuncia della cultura del ricatto ma si propone di suscitare una consapevolezza del problema che è necessaria per potersi difendere e alimentare il cambiamento. Un libro, il suo, che aspira al contagio delle coscienze.
Ma Leone XIV rappresenta veramente gli Stati Uniti o piuttosto le Americhe, come Francesco, viste le sue origini e la sua attività in Peru. Anche lui un Papa dei poveri, anche se rispetto al predecessore forse meno aperto sulle questioni dei diritti delle donne e degli omosessuali nella Chiesa. Delle implicazioni religiose, ma anche politiche della scelta fatta dai cardinali in Conclave si occupa Modem in una versione speciale di un'ora con ospiti: · Irene Becci, sociologa e antropologa, professoressa all'Istituto di scienze sociali delle religioni dell'Università di Losanna· Corinne Zaugg, giornalista e presidente dell'Unione femminile cattolica ticinese · Bruno Boccaletti, responsabile dei programmi religiosi della RSI· Joseph Maria Bonnemain, vescovo di Coira· Mario del Pero, professore di Storia degli Stati Uniti e della politica estera americana a Sciences Po, Parigi· Jean Luc Farine, parroco di Losone, presidente della conferenza Missionaria della Svizzera Italiana e del consiglio di fondazione di Missio Svizzera· Andrea Vosti, corrispondente RSI da Washington
La Svizzera italiana sta affrontando un'invasione silenziosa ma costante di specie aliene, tra cui il calabrone asiatico, nuovi uccelli esotici e una formica tropicale. A questi si aggiungono altre specie invasive già note, come i gamberi della Louisiana, i coleotteri giapponesi e le cozze quagghe, senza dimenticare la zanzara tigre, ormai onnipresente. Andiamo a scoprire alcune delle 197 specie invasive (su un totale di 1305 specie esotiche). Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, in Svizzera ci sono 197 specie invasive su un totale di 1305 specie esotiche. Chi sono? Come sono fatte? Dove sono? Perché sono arrivate? Se doveste incontrarle, segnalatelo al più presto alla Sezione della protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo (091 814 29 71).
I cambiamenti climatici stanno trasformando rapidamente il nostro mondo, e i boschi della Svizzera italiana non fanno eccezione. Con l'innalzamento delle temperature, la variazione delle precipitazioni e l'aumento degli eventi meteorologici estremi, i boschi ticinesi affrontano sfide senza precedenti che potrebbero compromettere la loro sopravvivenza e la biodiversità che li caratterizza.In risposta a questa crescente preoccupazione, questa puntata di “Laser” si interroga sui rischi a cui vanno incontro i nostri boschi e ha incontrato dei rappresentanti dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) di Cadenazzo, un'autorità riconosciuta a livello internazionale nella ricerca forestale e ambientale. Si è anche confrontata con la FAT Federazione Alpinistica Ticinese.Gli esperti del WSL hanno condiviso le loro conoscenze sugli impatti attuali dei cambiamenti climatici sui boschi della regione, le specie arboree più a rischio, e i fenomeni come la diffusione di parassiti e il rischio di incendi boschivi. Sentiamo in particolare: Matteo Giottonini, viticoltore e portavoce FAT; Boris Pezzatti, capo gruppo WLS di Cadenazzo; Patrik Krebs ricercatore WSL Cadenazzo; Marco Moretti ricercatore WSL esperto in biodiversità. Attraverso interviste e analisi questa puntata di “Laser” vuole esplorare le strategie che il WSL sta implementando per mitigare questi effetti e proteggere i boschi ticinesi.
In this episode of The Brave Enough Show, Dr. Sasha Shillcutt and Dr. Roxana Mehran discuss: Stress and the physiological risks that is places on our bodies How to process and remove the daily stress from your body How to decrease stress, anxiety and poor sleep as risk factors for cardiovascular disease How to reinvent yourself as a woman physician Roxana Mehran, MD, is an internationally renowned interventional cardiologist and clinical research expert in the field of cardiovascular disease. She leads a globally-respected academic research center focused on designing and implementing randomized clinical trials, outcomes research projects, and high impact academic publications. She has served as principal investigator for numerous global studies, developed risk scores for bleeding and acute kidney injury, participates regularly in developing clinical guidelines, and has authored >1,500 peer-reviewed articles. Dr. Mehran currently serving as a member of the American College of Cardiology (ACC) Board of Trustees. She is a founder and Chief Scientific Officer of the Cardiovascular Research Foundation (CRF). Dr. Mehran is named Director of the Women Heart and Vascular Center at Mount Sinai Fuster Heart Hospital, spearheading a new program that represents a collaboration across multiple disciplines and designed to meet the unique needs of women's cardiovascular health. She has been included for the past seven consecutive years in Clarivate Analytics: “Most Cited Researchers – Top 1%” as well as “The World's Most Influential Scientific Minds” (Thomson Reuters). Dr. Mehran has spoken and attended over 400 presentations, leading the Lancet Commission on Women's Cardiovascular Diseases, which has brought together leading researchers from around the world to identify and bridge gaps in scientific discovery, clinical trials, and care for women with cardiovascular disease. She was recently named Director of the Women Heart and Vascular Center at Mount Sinai Heart, spearheading a new program that represents a collaboration across multiple disciplines and designed to meet the unique needs of women's cardiovascular health. In 2019, she founded Women as One, dedicated to advancing opportunities for women in medicine. Dr Mehran is a recipient of several awards including the 2016 American College of Cardiology Bernadine Healy Leadership in CV disease award, the 2018 Nanette Wenger Award from Women's Heart for excellence in research and education, the 2019 Ellis Island Medal of Honor, and the 2019 ESC Silver Medal and Andreas Grüntzig Lecture plaque. In 2022, she received The Terry Ann Krulwich Physician-Scientist Alumni Award at Mount Sinai; the Linda Joy Pollin Heart Health Leadership Award from Cedar Sinai Medical Center; Doctor Honoris Causa Degree at Università della Svizzera Italiana; Women in Cardiology Mentoring Award from American Heart Association; and the Pulse-Setter Champion Award from The Cardiovascular Research Foundation. Lastly, in 2023, Dr. Mehran was awarded the Bahr Award of Excellence by the American College of Cardiology. Women as One Quote: “We all need coaches to help us understand that if you are doing your best, whatever you accomplish in life is enough.” - Dr. Mehran “Every time you are escalating and climbing the ladder as a woman, you have the responsibility to lift others in the process.” - Dr. Mehran Episode Links: BE24 Conference Invite Sasha to Speak Season 12 Sponsor - The Coach Firm The Coach Firm is a women-owned business that certifies life coaches in our signature method that focuses on mindset, coaching tools, and emotional regulation. Follow Brave Enough: WEBSITE | INSTAGRAM | FACEBOOK | TWITTER | LINKEDIN Join The Table, Brave Enough's community. The ONLY professional membership group that meets both the professional and personal needs of high-achieving women.
Piero Stefani, Davide Assael"Storia culturale degli ebrei.il Mulino Editorewww.mulino.itFin dall'antichità gli ebrei non sono stati una grande potenza, eppure, la loro storia ha influenzato il mondo intero. La millenaria cultura ebraica è comprensibile solo tenendo conto delle relazioni con altri popoli ed altri ambienti: minoranze e maggioranze si sono influenzate a vicenda, senza che ciò annullasse la peculiarità ebraica, intrinsecamente contraddistinta da una costante dialettica tra universale e particolare. Nel corso del tempo, sono sorte così ricche elaborazioni culturali: dalla Bibbia al giudeo-ellenismo, dalle molteplici correnti ebraiche del primo secolo al Talmud, dalla qabbalah al chassidismo, dal sionismo alla variegata e spesso drammatica realtà attuale costituita dai due poli fondamentali dello Stato d'Israele e dalla diaspora. Questo libro a due voci è un racconto inedito e potente di una storia unica, lunga trenta secoli che, seppur segnata da fratture e conflitti, è stata in grado di produrre valori universali.Piero Stefani insegna Diritto ebraico alla Facoltà di Teologia dell'Università della Svizzera Italiana ed è presidente di Biblia, Associazione laica di cultura biblica. Fra i suoi libri con il Mulino ricordiamo «Gli ebrei» (II ed. 2006), «L'Apocalisse» (2008), «Gesù» (2012) e «Il grande racconto della Bibbia» (2017). Davide Assael ha studiato filosofia teoretica a Milano e ha svolto attività di ricerca per importanti fondazioni italiane. Attualmente presiede l'Associazione Lech Lechà, è fra i conduttori della trasmissione di Rai Radio 3 «Uomini e profeti» ed è editorialista del quotidiano «Domani». Scrive sulla realtà israeliana per la rivista di geopolitica «Limes».IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/show/tracce-di-il-posto-delle-parole_1/support.
®Dal 2020 il numero di interventi per crisi al 147 (il numero di emergenza di Pro Juventute) è aumentato – nella Svizzera Italiana – quasi del 50% e nel resto della Svizzera i numeri non sono tanto diversi.La giovane generazione è in crisi e i motivi sono ancora da indagare: i giovani d'oggi non affrontano sfide solo a scuola, quando cercano un posto di apprendistato o quando fanno il loro ingresso nel mondo del lavoro… la crisi è globale: la crisi di una società che stiamo plasmando e che scricchiola, di genitori che affrontano sfide in passato sconosciute e di operatori del settore che si confrontano sempre più con quella che molti definiscono una “multicrisi”.Abbiamo incontrato Mara Foppoli psicologa e psicoterapeuta e responsabile della consulenza di Pro Juventute nella Svizzera italiana, la Dottoressa Sara Fumagalli, Direttrice Sanitaria della Clinica Santa Croce di Orselina e Daniele Garino, Capo clinica del Reparto “Contatto”. Con loro abbiamo cercato di indagare i motivi di questa sofferenza giovanile.
Chi è gentile alla guida sulle strade della Svizzera Italiana ?RadioSveglia propone il ''momento cortesia'.Questa mattina gradito ospite di Boris Piffaretti e Maxi B. il bravo Cricca che ci racconta il suo nuovo singolo Australia.
Vittorio Emanuele Parsi"Il posto della guerra"e il costo della libertàBompianihttps://www.bompiani.it/Circolo dei Lettori, TorinoLunedì 5 dicembre, ore 21:00Vittorio Emanuele Parsi con "Il posto della guerra"https://circololettori.it/Il punto non è fermare la guerra, il punto è salvare la democrazia.Dopo quasi ottant'anni la guerra è ricomparsa sul Vecchio Continente. L'aggressione scellerata che Vladimir Putin ha scatenato contro l'Ucraina il 24 febbraio 2022 ha rotto decenni di pace e ha fatto sì che l'Europa tornasse a essere ciò che per secoli era sempre stata fino alla conclusione del secondo conflitto mondiale: ‘il posto della guerra'. Come è potuto accadere uno scempio simile proprio nella ‘civile Europa'? Nel luogo che ha rappresentato un pilastro di quell'ordine liberale che ha trasformato il sistema internazionale stringendo attorno a sé una famiglia di democrazie affratellate e tessendo una fitta trama di istituzioni e trattati garanti della cooperazione e della pace? Se la pace, dunque, è stata infranta proprio dove le condizioni per mantenerla erano le migliori possibili, che speranza resta per evitare che la forza ricominci a essere la sola ‘regola del mondo'? La risposta a questa domanda passa per la consapevolezza che la possibilità di escludere la guerra come prospettiva deriva proprio dalla credibilità e dalla sopravvivenza di quell'ordine liberale che la guerra di Putin ha messo sotto attacco: l'invasione russa dell'Ucraina non è infatti solo una dichiarazione di ostilità mortale nei confronti di quel paese, ma è anche un'esplicita aggressione all'Occidente democratico e ai principi e alle regole su cui si fonda. Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, dopo l'Ucraina è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Perché se c'è una cosa che la fiera resistenza del popolo ucraino ci ha insegnato è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena vivere sono le stesse per cui vale la pena morire.Vittorio Emanuele Parsi è professore ordinario di Relazioni internazionali nella facoltà di Scienze politiche e sociali dell'Università Cattolica di Milano, dove insegna anche Studi strategici ed è direttore di aseri (Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali). Insegna inoltre presso l'Università della Svizzera Italiana. È socio della Società Italiana di Scienza Politica (sisp), membro fondatore della Società per lo Studio della Democrazia (ssd), membro dell'Advisory Board di lse ideas (Center for Diplomacy and Strategy at the London School of Economics) ed è stato presidente dello sgri (Standing Group di Relazioni Internazionali, 2013-2020). Editorialista del Messaggero, è ospite e animatore del dibattito in molte trasmissioni televisive e radiofoniche. È capitano di fregata della Marina Militare (ris.) dove ha servito fino a ottobre 2021. È autore di Titanic: naufragio o cambio di rotta per l'ordine liberale (Il Mulino, 2022).IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Jess is joined by Egyptian soprano, and former BBC Radio 3 New Generation Artist Fatma Said, for a listening party of the music they love the most, including Dhafer Youssef, Elliott Smith, Jane Morgan, Massenet and Haydn. Playlist: Ravel – Daphnis et Chloe, M. 57; Introduction [New York Philharmonic, Pierre Boulez] Ángel Gregorio Villoldos - Ad Ay Sa'ab (El Choclo) [Fatma Said, Quinteto Ángel] Elliott Smith - Between the Bars Massenet – Manon, Act 5: Ah des Grieux ! O Manon ! [Angela Gheorghiu (Manon), Roberto Alagna (Des Grieux), Orchestre Symphonique et Choeurs de la Monnaie, Antonio Pappano] Haydn - Symphony No. 44 in E minor, Hob.I.44 ‘Mourning'- IV. Finale (presto) [The English Concert, Trevor Pinnock] Jane Morgan – If Only I Could Live My Live Again Dhafer Youssef - Birds Canticum - "Birds Requiem" Suite Schumann - Piano Concerto in A minor, Op. 54; I. Allegro affettuoso [Martha Argerich (piano), Orchestra della Svizzera Italiana, Alexandre Rabinovitch-Barakovsky]
Welcome to the Film Comment Podcast! I'm Devika Girish, the Co-Deputy Editor of Film Comment. Recently, I was at the Locarno Film Festival in Switzerland, where I participated in a fascinating experimental event called The Future of Attention, curated by Rafael Dernbach, a researcher at the Universita della Svizzera Italiana. It was a continuous 24-hour live talk, moderated by 3 hosts—including yours truly—and involving a new guest each hour. The event began at noon on August 10, and went on all the way to noon on August 11, with attendees invited to sit, lounge, or even sleep in the audience when they wished. The idea was not just to discuss the workings of attention in contemporary film and media culture but also to actively experience and challenge the various ways in which we pay attention over a sustained period of time. We hope you've been following along the last two weeks as we've shared excerpts from Devika's hosting shift at the event, featuring conversations with filmmaker Helena Wittman, curator Giovanni Carmine, this year's Golden Leopard–winner Julia Murat, and others. Next up is a very exciting guest: artist, filmmaker, and critic, Hito Steyerl, who talks about teaching on Minecraft during the pandemic, maintaining techno-optimisim in very pessimistic times, and the distinction between attention and voyeurism.
At this year's Locarno Film Festival, Film Comment Co-Deputy Editor Devika Girish participated in a fascinating experimental event called “The Future of Attention”, curated by Rafael Dernbach, a researcher at the Universita della Svizzera Italiana. A continuous 24-hour live talk moderated by three hosts—including Devika—and involving a new guest each hour, the event began at noon on August 10 and went on all the way to noon on August 11. Attendees were invited to sit, lounge, or even sleep in the audience as and when they wished. The idea was to not just discuss the workings of attention in contemporary film and media culture, but also to actively experience and challenge the various forms our attention may take over a sustained period of time. Over the next two weeks, we'll be sharing excerpts from Devika's hosting shift at the event, which featured some exciting guests: filmmakers Helena Wittman and Kamal Aljafari; curator Giovanni Carmine; this year's Golden Leopard–winner, Julia Murat; artist Hito Steyerl; and scholars Kevin B. Lee and Noa Levin, among others. First up is Wittman, who talks about her new film, Human Flowers of Flesh, and the ways in which her practice is rooted in embodied and communal experiences of time and space. Check back here for our next episode from “The Future of Attention” at the Locarno Film Festival, featuring Kamal Aljafari.
Franco Gervasoni, direttore della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, spiega come funziona il modello di educazione superiore del Canton Ticino (legato al mondo del lavoro e con corsi in italiano)