Canton of Switzerland
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È notizia degli ultimi giorni la crisi della Cremo in Romandia, l'equivalente della ormai ex LATI ticinese, ma in questo caso parliamo di un gigante della produzione lattiera-casearia. In realtà è però stato tutto l'inverno ad essere difficile per i produttori di latte svizzeri, e il Ticino non fa eccezione, anzi. Per i produttori ticinesi si aggiunge infatti il problema della chiusura della LATI: il latte ritirato dalla federazione ticinese dei produttori ora prende la via del nord delle Alpi, provocando ulteriori costi che pesano sul prezzo finale. Oltre alla “guerra dei caseifici” in salsa ticinese, sul tavolo per il settore restano anche tutta una serie di altri problemi: l'aumento dei prezzi di carburante, mangimi e fertilizzanti a causa delle tensioni internazionali, la presenza del lupo – in particolare per gli alpeggi –, il cambiamento climatico e infine – ma non per ordine di importanza – la concorrenza dei prodotti esteri. A Modem, dopo la trasmissione di un reportage dal territorio, ne discuteremo con: Omar Pedrini, allevatore e presidente dell'Unione contadini ticinesi Daniele Fumagalli, capo Sezione agricoltura Canton Ticino
In quanti Paesi del mondo si parla italiano? Se la risposta che ti viene in mente è "uno solo, l'Italia", preparati a una sorpresa. Potresti ordinare un cappuccino in italiano in Svizzera, in Croazia, addirittura in un piccolo angolo dell'Argentina o degli Stati Uniti. La nostra lingua viaggia molto più di quanto pensi e, quando va all'estero, lascia tracce sorprendenti nelle lingue locali. Paesi, Comunità e Curiosità L'italiano è una lingua molto più diffusa di quanto si immagini. Oltre a essere lingua ufficiale in diversi Paesi, è presente in tante comunità sparse per il mondo grazie alla storia e all'emigrazione. Scopriamo insieme dove si parla e che tracce ha lasciato. I Paesi dove l'Italiano è Lingua Ufficiale Partiamo dalle certezze. Oltre all'Italia, ci sono altri luoghi dove l'italiano è una lingua ufficiale, usata nella vita quotidiana e nei documenti amministrativi. La Svizzera La Svizzera ha quattro lingue nazionali: tedesco, francese, italiano e romancio. L'italiano è la lingua principale del Canton Ticino e di alcune valli del Canton Grigioni. A Lugano o a Bellinzona, cartelli, menu e conversazioni sono tutti in italiano, e persino le leggi e i documenti ufficiali della Confederazione vengono tradotti in italiano. L'italiano della Svizzera ha però tante parole "tutte sue", che in Italia non userebbe nessuno: si chiamano elvetismi. La macchina ha colorito questo italiano regionale in modo simpatico, come mostrano gli esempi qui sotto. ElvetismoSignificato in ItaliaNatelTelefono cellulareAzioneOfferta speciale, scontoSaccoZainoRiservarePrenotare (dal francese réserver) Se un ticinese ti dice "ti chiamo sul natel" o vedi al supermercato "questo prodotto è in azione", ora sai cosa significa. Sono proprio queste piccole differenze a rendere l'italiano svizzero unico. Per scoprire altre varietà dell'italiano standard e degli accenti, c'è una guida dedicata. San Marino San Marino è uno degli Stati più piccoli del mondo e si trova completamente dentro il territorio italiano: è quella che si chiama un'enclave. Qui l'italiano è la lingua ufficiale, quindi non avrai nessun problema di comunicazione. La Città del Vaticano Anche nella Città del Vaticano l'italiano è la lingua di uso quotidiano e amministrativo. La lingua ufficiale degli atti più solenni della Chiesa è il latino, ma nella vita di tutti i giorni si parla italiano. Anzi, l'italiano è diventato una specie di lingua franca del Vaticano: la lingua che persone di nazionalità diverse usano per capirsi tra loro. Slovenia e Croazia: la Regione dell'Istria L'italiano è lingua ufficiale anche fuori dall'Italia, in Slovenia e Croazia, precisamente nella regione dell'Istria. In Slovenia è co-ufficiale in alcuni comuni della costa, come Capodistria, Isola e Pirano; in Croazia è lingua ufficiale a livello della Regione Istriana, accanto al croato. Cosa significa co-ufficiale? Significa che una lingua convive con un'altra, alla pari. In Istria i cartelli stradali e i documenti pubblici sono scritti in due lingue, ed esiste anche una storica comunità italiana con scuole e giornali in italiano. Dove l'Italiano Non è Ufficiale, ma è di Casa Ci sono luoghi dove l'italiano non è una lingua ufficiale, eppure si sente eccome. Il motivo è uno solo: l'emigrazione. Tra la fine dell'Ottocento e il Novecento, milioni di italiani lasciarono il Paese in cerca di lavoro, portando con sé la valigia, i sogni e la lingua. L'Argentina e il Lunfardo Se c'è un Paese dove l'eredità italiana è fortissima, è l'Argentina: una grande parte della popolazione ha origini italiane. L'italiano ha influenzato persino il suono dello spagnolo locale: lo spagnolo di Buenos Aires ha un'intonazione molto "cantata", melodica, che ricorda il modo di parlare degli italiani. Nel dialetto locale di Buenos Aires, chiamato lunfardo, ci sono tantissime parole di origine italiana: Parola in lunfardoSignificatoOrigine italianaLaburarLavorareDa "lavorare"FiacaPigriziaDa "fiacca"MufaSfortuna, malumoreDa "muffa"MorfarMangiareDa espressioni gergali italiane In Argentina un orecchio attento riconoscerà sempre un pezzettino d'Italia in mezzo allo spagnolo. Il Brasile e il Talian Soprattutto nel sud del Brasile ci sono intere comunità di origine italiana. In alcune zone si parla addirittura il talian, una lingua nata dall'incontro tra il dialetto veneto degli emigranti e il portoghese. Per scoprire la ricchezza dei dialetti italiani, puoi consultare la guida dedicata. Il talian ha mantenuto la grammatica e il vocabolario del veneto: la sedia si dice ancora carega e la forchetta si dice piron, proprio come in Veneto. Ha però "preso in prestito" parole portoghesi per indicare le cose che gli emigranti non conoscevano: per dire "zoccolo", per esempio, si usa la parola portoghese tamanco. Oggi il talian è riconosciuto come patrimonio culturale del Brasile. C'è perfino un comune, chiamato Serafina Corrêa, dove il talian è lingua co-ufficiale insieme al portoghese. Le Curiosità Linguistiche più Sorprendenti L'italiano ha lasciato tracce in luoghi davvero lontani, dando vita a prestiti linguistici curiosi e a vere e proprie lingue ibride. Per altre curiosità sulla lingua italiana, c'è una guida dedicata. Stati Uniti, Canada e Australia In questi Paesi esistono grandi comunità italo-discendenti. Nelle grandi città americane ci sono ancora le famose "Little Italy", i quartieri italiani, dove l'italiano sopravvive nelle famiglie e nei ristoranti. Qui è nato un fenomeno linguistico curioso: una specie di italiano mescolato con l'inglese. Gli emigranti hanno italianizzato molte parole inglesi: Parola italianizzataOrigine ingleseItaliano correttoStoroStoreNegozioGiobbaJobLavoroBossoBossCapo Attenzione: non è italiano corretto e non va usato nei compiti. È però una testimonianza affascinante di come una lingua si adatta quando viaggia. Si tratta di un fenomeno simile a quello dei prestiti linguistici come anglicismi e francesismi presenti nell'italiano d'Italia. L'Eritrea e la Lingua Tigrina La curiosità più sorprendente porta l'italiano addirittura in Africa. In Eritrea, per ragioni storiche legate al passato coloniale, l'italiano ha lasciato un segno profondissimo. Tantissime parole italiane sono entrate nel tigrino, la lingua locale più parlata. Spesso si tratta di parole legate a oggetti, cibi e abbigliamento portati dagli italiani: Parola in tigrinoOrigine italianaMakinaMacchinaPastaPastaGonàGonna Un eritreo può quindi usare parole di origine italiana senza nemmeno saperlo. Dopo alcuni anni di interruzione, dal 2024 ad Asmara, la capitale, sono ripartiti i corsi di lingua e cultura italiana. Una Lingua Viva che Si Trasforma In tutti questi luoghi l'italiano non è rimasto "congelato": si è mescolato, ha cambiato forma, si è adattato. È proprio questo il bello delle lingue vive: viaggiano, incontrano altre lingue e si trasformano. Per capire meglio questi meccanismi, puoi leggere la guida sui misteri della lingua italiana. Tabella Riassuntiva: l'Italiano nel Mondo Ecco una tabella che riassume dove si parla italiano fuori dall'Italia e con quale status. Per approfondire le lingue ibride nate dall'italiano come il talian, c'è una guida dedicata. LuogoStatus dell'italianoNoteSvizzeraLingua ufficialeCanton Ticino e Grigioni; presenza di elvetismiSan MarinoLingua ufficialeEnclave nel territorio italianoCittà del VaticanoLingua di uso quotidianoLingua franca; latino per gli atti solenniSlovenia e CroaziaLingua co-ufficialeRegione dell'IstriaArgentinaNon ufficialeForte influenza nel lunfardoBrasileNon ufficiale (talian co-ufficiale a Serafina Corrêa)Talian dal dialetto venetoUSA, Canada, AustraliaNon ufficialeComunità italo-discendenti, "Little Italy"EritreaNon ufficialePrestiti nel tigrino; corsi ad Asmara dal 2024 Domande Frequenti In Quanti Paesi l'Italiano è Lingua Ufficiale? Oltre all'Italia, l'italiano è lingua ufficiale in Svizzera, San Marino e Città del Vaticano. È inoltre lingua co-ufficiale in alcune zone della Slovenia e della Croazia, nella regione dell'Istria. Cosa Sono gli Elvetismi? Gli elvetismi sono parole o espressioni tipiche dell'italiano parlato in Svizzera, che in Italia non si usano. Alcuni esempi sono natel (telefono cellulare), azione (offerta speciale) e riservare (prenotare). Che Cos'è il Talian? Il talian è una lingua parlata nel sud del Brasile, nata dall'incontro tra il dialetto veneto degli emigranti italiani e il portoghese. Oggi è riconosciuto come patrimonio culturale del Brasile. Perché in Argentina Ci Sono Tante Parole Italiane? A causa della grande emigrazione italiana tra Ottocento e Novecento. Una larga parte della popolazione argentina ha origini italiane, e questo ha influenzato sia il suono dello spagnolo locale sia il vocabolario del lunfardo, il dialetto di Buenos Aires. L'Italiano Si Parla Anche in Africa? Sì. In Eritrea, per ragioni storiche legate al passato coloniale, l'italiano ha lasciato molte parole nella lingua tigrina. Dal 2024, inoltre, ad Asmara sono ripartiti i corsi di lingua e cultura italiana. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sull'Italiano nel Mondo", "description": "Quiz interattivo sull'italiano nel mondo con 10 domande sui Paesi dove si parla italiano, gli elvetismi, il talian, il lunfardo e le curiosità linguistiche.", "educationalLevel": "Intermedio A2-B1", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "In quale di questi Stati l'italiano è una delle lingue ufficiali?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Svizzera" } }, { "@type": "Question", "name": "Come si chiamano le parole tipiche dell'italiano parlato in Svizzera che in Italia non si usano?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...
Sulla scena di un crimine, tra le tracce digitali di un' azienda o di un singolo cittadino, indagini sul corpo di una persona deceduta, o aggredita. Biologia chimica ingegneria, fisica psicologia e medicina, tutte discipline comprese nelle attività della Polizia Scientifica e nel lavoro dell' Istituto di Medicina Legale del Canton Ticino.Come e con quale regia, a profitto della Magistratura, ce lo spiegheranno il Commissario Capo della Polizia scientifica Ti Giancarlo Santacroce e la Dottoressa Rosa Maria Martinez, Direttrice dell'Istituto cantonale di medicina legale.
Dove comincia e dove finisce la scuola? Dove comincia, facile dirlo: con le lezioni, la didattica, la griglia oraria. Ma dove finisce? In quale misura la scuola deve farsi carico del doposcuola? In quale misura può, in questo modo, agire sulla sua “inclusività”, sulle opportunità per tutti gli allievi di riuscire nel loro percorso scolastico? Sui banchi del Gran Consiglio arriva domani un'iniziativa parlamentare Mps-Pop-Indipendenti che chiede un sostanzioso potenziamento del doposcuola in tutte le sedi di Scuola media del Canton Ticino. Ne discutiamo con: Alessandro Speziali, granconsigliere Plr, relatore del rapporto di maggioranza Massimiliano Ay, granconsigliere Partito comunista, relatore del rapporto di minoranzaPierfranco Longo, presidente della Conferenza cantonale dei genitori
Dove comincia e dove finisce la scuola? Dove comincia, facile dirlo: con le lezioni, la didattica, la griglia oraria. Ma dove finisce? In quale misura la scuola deve farsi carico del doposcuola? In quale misura può, in questo modo, agire sulla sua “inclusività”, sulle opportunità per tutti gli allievi di riuscire nel loro percorso scolastico? Sui banchi del Gran Consiglio arriva domani un'iniziativa parlamentare Mps-Pop-Indipendenti che chiede un sostanzioso potenziamento del doposcuola in tutte le sedi di Scuola media del Canton Ticino. Ne discutiamo con: Alessandro Speziali, granconsigliere Plr, relatore del rapporto di maggioranza Massimiliano Ay, granconsigliere Partito comunista, relatore del rapporto di minoranzaPierfranco Longo, presidente della Conferenza cantonale dei genitori
Passare dalla teoria alla pratica, anche per colmare il ritardo del Canton Ticino, che gli esperti stimano in 15-20 anni. Lo scorso giovedì si è tenuto a Bellinzona il settimo simposio Cantone-Comuni, quest'anno incentrato appunto sulle sfide del cambiamento climatico. L'obiettivo: fornire ai comuni il supporto necessario ad intraprendere le misure di mitigazione e adattamento necessarie, passando anche da proposte operative concrete. Pericoli naturali, qualità di acqua, aria e suoli, biodiversità, agricoltura, turismo, precipitazioni, calore e siccità sono così diventati i protagonisti di laboratori tematici rivolti proprio agli amministratori comunali.A Modem ci concentreremo però maggiormente sugli ambienti urbani, anche alla luce del dato che vede 9 ticinesi su 10 vivere proprio in questi contesti, confrontati soprattutto con il problema delle ondate di calore, anche se non solo con questo tipo di fenimeno. Ne parleremo con:· Marco Gaia, responsabile del settore previsioni e consulenza di Meteosvizzera· Michele Fasciana, a capo dell'Ufficio cantonale del clima e della decarbonizzazione· Francesca Frigerio, vicesindaca di Stabio· Mattia Lepori, responsabile del Dicastero territorio e mobilità di Bellinzona
Passare dalla teoria alla pratica, anche per colmare il ritardo del Canton Ticino, che gli esperti stimano in 15-20 anni. Lo scorso giovedì si è tenuto a Bellinzona il settimo simposio Cantone-Comuni, quest'anno incentrato appunto sulle sfide del cambiamento climatico. L'obiettivo: fornire ai comuni il supporto necessario ad intraprendere le misure di mitigazione e adattamento necessarie, passando anche da proposte operative concrete. Pericoli naturali, qualità di acqua, aria e suoli, biodiversità, agricoltura, turismo, precipitazioni, calore e siccità sono così diventati i protagonisti di laboratori tematici rivolti proprio agli amministratori comunali.A Modem ci concentreremo però maggiormente sugli ambienti urbani, anche alla luce del dato che vede 9 ticinesi su 10 vivere proprio in questi contesti, confrontati soprattutto con il problema delle ondate di calore, anche se non solo con questo tipo di fenimeno. Ne parleremo con:· Marco Gaia, responsabile del settore previsioni e consulenza di Meteosvizzera· Michele Fasciana, a capo dell'Ufficio cantonale del clima e della decarbonizzazione· Francesca Frigerio, vicesindaca di Stabio· Mattia Lepori, responsabile del Dicastero territorio e mobilità di Bellinzona
USI e SUPSI si vedranno togliere dal Canton Ticino fondi per quasi sette milioni di franchi. Questa è una delle misure proposte per finanziare l'applicazione delle iniziative popolari per ridurre il peso dei contributi di cassa malati sulla popolazione e che non piacciono alle rispettive dirigenze. Ma USI e SUPSI sono anche sotto tiro in un rapporto di minoranza che verrà discusso oggi in Gran consiglio a Bellinzona, a proposito della quota di studenti e di personale estero. Nel caso dell'USI poi, il rapporto di minoranza punta il dito sui problemi di gestione che hanno portato alla partenza anticipata di due rettori.A Modem ne discutono:Monica Duca Widmer, Presidente del Consiglio dell'Università dell'USI Luciana Vaccaro, presidente di Swissuniversities, la Conferenza delle Rettrici e dei Rettori delle scuole universitarie svizzere Andrea Giudici, granconsigliere ticinese UDC, membro Commissione speciale di controllo su USI e SUPSI
USI e SUPSI si vedranno togliere dal Canton Ticino fondi per quasi sette milioni di franchi. Questa è una delle misure proposte per finanziare l'applicazione delle iniziative popolari per ridurre il peso dei contributi di cassa malati sulla popolazione e che non piacciono alle rispettive dirigenze. Ma USI e SUPSI sono anche sotto tiro in un rapporto di minoranza che verrà discusso oggi in Gran consiglio a Bellinzona, a proposito della quota di studenti e di personale estero. Nel caso dell'USI poi, il rapporto di minoranza punta il dito sui problemi di gestione che hanno portato alla partenza anticipata di due rettori.A Modem ne discutono:Monica Duca Widmer, Presidente del Consiglio dell'Università dell'USI Luciana Vaccaro, presidente di Swissuniversities, la Conferenza delle Rettrici e dei Rettori delle scuole universitarie svizzere Andrea Giudici, granconsigliere ticinese UDC, membro Commissione speciale di controllo su USI e SUPSI
L'automobile, a 18 come a 80 anni, simbolo di indipendenza, scoperta e libertà! E se i giovani forse al giorno d'oggi prendono la patente un po' più tardi, sono gli anziani talvolta a non volervi rinunciare. Ma fino a quando è davvero opportuno mettersi alla guida? Quali requisiti deve avere e mantenere un buon conducente? Dopo una certa età è opportuno verificare nuovamente le proprie doti al volante magari non solo attraverso una visita medica ma anche con un vero e proprio esame di guida? Domande che inevitabilmente toccano le corde dell'autonomia personale ma anche della sicurezza collettiva sulle nostre strade, richiamataci anche dal recente tragico incidente di Sedrun nel Canton Grigioni dove un 87enne automobilista ha travolto una scolaresca, ferito gravemente due giovani e ucciso una donna. Ne discutiamo domani a modem con: Elia Arrigoni, Capo della Sezione della circolazione del Canton Ticino e presidente della commissione Strade SicureSimone Gianini presidente dell'Automobil Club SvizzeroPaola De Marchi Viri responsabile del centro diurno Associazione Generazione PiùWilliam Pertoldi, medico geriatra
L'automobile, a 18 come a 80 anni, simbolo di indipendenza, scoperta e libertà! E se i giovani forse al giorno d'oggi prendono la patente un po' più tardi, sono gli anziani talvolta a non volervi rinunciare. Ma fino a quando è davvero opportuno mettersi alla guida? Quali requisiti deve avere e mantenere un buon conducente? Dopo una certa età è opportuno verificare nuovamente le proprie doti al volante magari non solo attraverso una visita medica ma anche con un vero e proprio esame di guida? Domande che inevitabilmente toccano le corde dell'autonomia personale ma anche della sicurezza collettiva sulle nostre strade, richiamataci anche dal recente tragico incidente di Sedrun nel Canton Grigioni dove un 87enne automobilista ha travolto una scolaresca, ferito gravemente due giovani e ucciso una donna. Ne discutiamo domani a modem con: Elia Arrigoni, Capo della Sezione della circolazione del Canton Ticino e presidente della commissione Strade SicureSimone Gianini presidente dell'Automobil Club SvizzeroPaola De Marchi Viri responsabile del centro diurno Associazione Generazione PiùWilliam Pertoldi, medico geriatra
Chiacchierata con la capo Roberta La Terza, membro dello staff che coordina le attività della Comunità, tra le quali le Routes di Natale e Pasqua.La Route di Pasqua si svolgerà dal 1 al 4 Aprile, nella cornice paesaggistica delle Cinque Terre, a Soviore (il più antico Santuario mariano della Liguria - VIII sec.) e dintorni: quattro giorni indimenticabili, duri, graffianti, gioiosi insieme a scout di diverse associazioni, da tutta Italia e dal Canton Ticino: un'esperienza forte per andare al cuore della propria vita e del proprio Scautismo, aperta anche a Scout/Guide non più censiti ed agli "Amici degli Scout".Per informazioni scrivete utilizzando questa eMail: capocampo.soviore@gmail.comBuon ascolto e buona strada!
Ad Amici In Affitto con la Marghe e Maxi B, oggi vogliamo sapere quale cibo o bevanda tipica del Canton Ticino, fareste provare a chi vi viene a trovare dall'estero?Buon ascolto.
Parleremo di ristorni dei frontalieri e della minaccia in Ticino di bloccarli nuovamente, come chiede al governo cantonale una mozione inoltrata da Plr, Centro, Lega e Udc. Il malcontento a Palazzo delle Orsoline è doppio: da una parte non piacciono alcune misure introdotte in Italia o a cui si lavora per disincentivare o penalizzare il frontalierato (“tassa sulla salute, zone economiche speciali); dall'altra indispone l'immobilismo di Berna nel difendere gli interessi del Canton Ticino pur di salvaguardare i “buoni rapporti” con Roma. “Quando si parla di rapporti tra Svizzera e Italia a Berna e Roma dicono che è tutto ok, ma quando si passa al Ticino le prospettive cambiano e non poco”, ha sottolineato oggi il presidente del governo Ticinese Norman Gobbi al termine di un incontro con la deputazione a Berna. Come risolvere allora le vertenze con l'Italia e la Lombardia sui frontalieri e su altri aspetti che penalizzerebbero il Canton Ticino? E come fare sentire la propria voce a Berna?A Modem ne discutiamo con:Christian Vitta, consigliere di Stato, direttore del Dipartimento Finanze ed EconomiaMassimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali Regione LombardiaBruno Storni, consigliere nazionale PS e presidente deputazione ticinese
Parleremo di ristorni dei frontalieri e della minaccia in Ticino di bloccarli nuovamente, come chiede al governo cantonale una mozione inoltrata da Plr, Centro, Lega e Udc. Il malcontento a Palazzo delle Orsoline è doppio: da una parte non piacciono alcune misure introdotte in Italia o a cui si lavora per disincentivare o penalizzare il frontalierato (“tassa sulla salute, zone economiche speciali); dall'altra indispone l'immobilismo di Berna nel difendere gli interessi del Canton Ticino pur di salvaguardare i “buoni rapporti” con Roma. “Quando si parla di rapporti tra Svizzera e Italia a Berna e Roma dicono che è tutto ok, ma quando si passa al Ticino le prospettive cambiano e non poco”, ha sottolineato oggi il presidente del governo Ticinese Norman Gobbi al termine di un incontro con la deputazione a Berna. Come risolvere allora le vertenze con l'Italia e la Lombardia sui frontalieri e su altri aspetti che penalizzerebbero il Canton Ticino? E come fare sentire la propria voce a Berna?A Modem ne discutiamo con:
Dopo cinque mesi di ribassi in cui il prezzo della principale criptovaluta ha perso quasi il 50% dai massimi di ottobre si può ormai parlare ufficialmente di mercato ribassista. Il prezzo di mercato è finito anche sotto il costo che sostengono i miners per coniare nuovi Bitcoin. Questo cosa implica? In questa puntata Vito Lops ne discute con Matteo Stivanello, Responsabile Italia e Canton Ticino di CoinShares Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'arrivo della neve è atteso da molti, ma la coltre bianca ha pure un lato oscuro. In questi giorni nella Confederazione si sono purtroppo registrate delle vittime causate da valanghe, anche in Ticino e Grigioni, oltre a località evacuate con strade e ferrovie bloccate, soprattutto in Vallese. Un rischio neve che tocca chi sale in montagna per lo scialpinismo, ma appunto pure per le infrastrutture, con il deragliamento di un treno proprio in Vallese, senza dimenticare la minaccia per gli abitati e le vie di comunicazione. La “Gestione del pericolo di valanghe” dal 2018 è stata inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco con una candidatura sostenuta da Svizzera ed Austria, ma non per questo gli studi in materia si sono fermati, anche perché il cambiamento climatico porta ad un'evoluzione del fenomeno. A Modem ne parliamo con: Mattia Soldati, collaboratore della Sezione forestale del Canton Ticino e coordinatore del Gruppo cantonale valangheFilippo Sala, aspirante guida alpina e alpinista professionistaLuca Nisi, meteorologo presso MeteoSvizzera a Locarno-Monti
In queste settimane è stato portato in diversi teatri lo spettacolo di Lea Ferrari intitolato Valchera's: storie di donne con sullo sfondo l'emigrazione storica dal Ticino verso Londra. Le due attrici, interpreti della pièce, sono anche loro partite dal sud delle Alpi per cercare opportunità di lavoro a nord, in Inghilterra. Si emigrava in passato e ancora oggi tanti giovani cercano fuori cantone delle occasioni di impiego e crescita professionale. Ottocento giovani sotto i 30 anni che annualmente lasciano il Ticino. Spesso sono ragazzi preparati, nella cui formazione il Cantone investe a beneficio altrui, verrebbe da dire. E così scende ancora di più la temperatura di questo inverno demografico. Ma quale futuro ci aspetta se tanti giovani se ne vanno? Cosa non trovano in Ticino? E cosa può fare il Cantone per essere più attrattivo? Ne parliamo a Modem dagli studi di Bellinzona con:· Barbara Antonioli Mantegazzini, professoressa ordinaria in Economia pubblica alla SUPSI· Ivano Dandrea, economista, nonché CEO del Gruppo Multi · Christian Vitta, Consigliere di Stato, direttore del Dipartimento Finanze ed economia del Canton Ticino
In queste settimane è stato portato in diversi teatri lo spettacolo di Lea Ferrari intitolato Valchera's: storie di donne con sullo sfondo l'emigrazione storica dal Ticino verso Londra. Le due attrici, interpreti della pièce, sono anche loro partite dal sud delle Alpi per cercare opportunità di lavoro a nord, in Inghilterra. Si emigrava in passato e ancora oggi tanti giovani cercano fuori cantone delle occasioni di impiego e crescita professionale. Ottocento giovani sotto i 30 anni che annualmente lasciano il Ticino. Spesso sono ragazzi preparati, nella cui formazione il Cantone investe a beneficio altrui, verrebbe da dire. E così scende ancora di più la temperatura di questo inverno demografico. Ma quale futuro ci aspetta se tanti giovani se ne vanno? Cosa non trovano in Ticino? E cosa può fare il Cantone per essere più attrattivo? Ne parliamo a Modem dagli studi di Bellinzona con:· Barbara Antonioli Mantegazzini, professoressa ordinaria in Economia pubblica alla SUPSI· Ivano Dandrea, economista, nonché CEO del Gruppo Multi · Christian Vitta, Consigliere di Stato, direttore del Dipartimento Finanze ed economia del Canton Ticino
Bisogna o non bisogna istituire la quarta Commissione parlamentare d'inchiesta nella storia del Canton Ticino? Lo decide domani il Gran Consiglio ticinese in relazione al cosiddetto “caso Hospita” e ai suoi addentellati istituzionali e politici, che vedono coinvolto tra altri il Consigliere di Stato ed ex coordinatore ad interim della Lega dei ticinesi Norman Gobbi. Sui banchi dei deputati, due rapporti: uno, a firma leghista, chiede che le indagini siano assegnate a un comitato di esperti apolitici; l'altro chiede l'istituzione di una Commissione parlamentare, eventualmente assistita da uno o più esperti. Tutto sembra indicare che il parlamento deciderà per quest'ultima. La Lega ed alcuni opinionisti già la bollano come una soluzione poco opportuna: l'istituzione di un “tribunale politico” a neanche un anno e mezzo dalle prossime legislative. Ne discutiamo con: Fabrizio Sirica, gran consigliere PS, presidente Commissione gestione e finanze, relatore del rapporto di maggioranza Daniele Piccaluga, gran consigliere Lega, coordinatore Lega, relatore del rapporto di minoranzaPaolo Ascierto, giornalista RSI
Bisogna o non bisogna istituire la quarta Commissione parlamentare d'inchiesta nella storia del Canton Ticino? Lo decide domani il Gran Consiglio ticinese in relazione al cosiddetto “caso Hospita” e ai suoi addentellati istituzionali e politici, che vedono coinvolto tra altri il Consigliere di Stato ed ex coordinatore ad interim della Lega dei ticinesi Norman Gobbi. Sui banchi dei deputati, due rapporti: uno, a firma leghista, chiede che le indagini siano assegnate a un comitato di esperti apolitici; l'altro chiede l'istituzione di una Commissione parlamentare, eventualmente assistita da uno o più esperti. Tutto sembra indicare che il parlamento deciderà per quest'ultima. La Lega ed alcuni opinionisti già la bollano come una soluzione poco opportuna: l'istituzione di un “tribunale politico” a neanche un anno e mezzo dalle prossime legislative. Ne discutiamo con: Fabrizio Sirica, gran consigliere PS, presidente Commissione gestione e finanze, relatore del rapporto di maggioranza Daniele Piccaluga, gran consigliere Lega, coordinatore Lega, relatore del rapporto di minoranzaPaolo Ascierto, giornalista RSI
Flavio Stroppini"Una passeggiata artica"ediciclo editorewww.ediciclo.itUna passeggiata sopra il sessantottesimo parallelo Nord, dove è tutto bianco, silenzioso, vuoto. Almeno all'apparenza. Tra febbraio e marzo 2023 Flavio Stroppini ha percorso centinaia di chilometri nella Groenlandia occidentale. Era lassù per una residenza artistica, a bordo di una piccola nave, il Manguier, bloccata dal ghiaccio in un fiordo. Disconnesso dal mondo, in un altrove solitario e ricoperto di ghiaccio, ha ritrovato il presente. L'Artico ha riempito il vuoto della sua solitudine, ricalibrando le priorità e dando vita a nuove ispirazioni. Un reportage riflessivo e poetico dove il paesaggio scolora e i sensi si acuiscono.Flavio Stroppini è nato e vive nel Canton Ticino. Ha pubblicato reportage e romanzi. Scrive e dirige spettacoli teatrali. Ha scritto e diretto più di 300 radiodrammi, podcast e live per la Radiotelevisione Svizzera Italiana, di cui è regista. Sue sceneggiature sono state presentate in Festival internazionali e trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo. Ha insegnato alla Scuola Holden, al Master di Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali di Ca' Foscari (Venezia), al CISA – Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive – FILM Academy di Locarno.Il suo sito: www.flaviostroppini.comDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Per la città di Lugano e per la sua mobilità, pubblica e privata, è stata una notizia da “doccia fredda”. A recapitarla, all'inizio del 2026, il Tribunale federale di Losanna. Per la massima istanza giudiziaria svizzera la rotonda sul fiume Cassarate, snodo principale della viabilità del nuovo quartiere di Cornaredo, va ripensata. Accogliendo un ricorso presentato dalla sezione ticinese dell'Associazione Traffico e Ambiente, i giudici di Mon Repos ritengono che quella rotonda di 61 metri di diametro si scontri con i principi della Legge federale sulla protezione delle acque, legge che vieta la copertura anche parziale di fiumi e torrenti. Tocca ora al Tribunale amministrativo ticinese tornare ad affrontare il tema per capire se si possano percorrere vie alternative, in deroga a quel principio di legge. Nella sua sentenza il Tribunale federale non ha risparmiato critiche al Dipartimento ticinese del territorio, che nelle diverse tappe di questa lunga procedura, iniziata nel 2017, non ha interpellato l'Ufficio federale dell'ambiente, proprio in merito alla realizzazione della contestata rotonda e al rispetto delle norme in materia. Il progetto ora è bloccato, e con esso lo è anche la pianificazione della viabilità che ruota attorno al Polo sportivo degli eventi. In altri termini, tra pochi mesi Lugano avrà il suo nuovo stadio ma dovrà fare i conti con una struttura viaria e una rete di trasporti pubblici tutte da ripensare, partendo proprio dal no dei giudici federali.La grande rotonda sul Cassarate continua dunque ad essere un rompicapo per Lugano e per il Canton Ticino, un tema che affronteremo con:- Claudio Zali, Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento del territorio - Filippo Lombardi, municipale di Lugano e direttore del Dicastero sviluppo territoriale- Chiara Lepori Abächerli, vice-presidente ATA Ticino- Matthias Schmidt, membro di comitato dei Verdi di Lugano
Andrea Moser"Luce muta"Manni Editoriwww.mannieditori.itLe poesie di questa raccolta segnano un cammino teso a sondare ciò che ci rende umani, la nostra libertà e la nostra condanna. Lungo un filo che dalla preistoria si dipana fino ai viaggi interspaziali, si incontrano la malattia e la sofferenza che innescano un percorso in luoghi inesplorati, dove la ragione si confronta con una realtà che lambisce la follia, intrecciandosi con il dolore di una vita che precipita in un gorgo inaccessibile ai sani. Solo la poesia, forse, può tentare di dare voce a questa oscura distanza, soprattutto quando si comprende che il linguaggio medico non riesce a dire ciò che provano e vedono coloro che accompagnano il malato là dove la luce è muta. I versi diventano così il controcanto di un'esistenza scivolata nell'afasia, e che le parole provano a contrastare, affinché qualcosa resti, rifiutando la caduta nell'oblio.Andrea MoserÈ nato nel 1969 a Sorengo, nel Canton Ticino, vive a Lugano. Insegna Lettere in un istituto superiore e collabora alle pagine culturali di “laRegione”. Nel 2022 ha pubblicato le raccolte poetiche Poemetto del drago e Morte del drago. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Partiamo dalla globofobia per arrivare alle più strane paure che albergano nel Canton Ticino.Gli Amici In Affitto con La Marghe e Maxi B ci portanno in un mondo tutto da scoprire.Buon ascolto.
In vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che sarà celebrata martedì prossimo 25 novembre, noi oggi desideriamo riflettere su un tema che purtroppo rimane sempre, soprattutto osservando il numero di casi, di drammatica attualità. Consapevoli di quanto continua a capitare, le autorità politiche si attivano, a scadenze regolari, con iniziative per sensibilizzare e con nuovi strumenti di aiuto e di sostegno.Lo scorso 11 novembre 2025, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha dato il via alla prima campagna nazionale di prevenzione della violenza domestica, sessuale e di genere. Elaborata dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, in collaborazione con la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e numerose organizzazioni della società civile, la campagna mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e si rivolge a diversi destinatari. Avrà una durata pluriennale. In Svizzera, la violenza domestica, sessuale e di genere causa ogni giorno enormi sofferenze con conseguenze negative per le persone coinvolte e per l'intera società. Con questa prima campagna nazionale, la Confederazione intende rafforzare la prevenzione di queste forme di violenza, ancora molto diffuse. Nel 2024 in Svizzera sono stati registrati 21'127 reati di violenza domestica: un aumento del 6% rispetto al 2023 (19'918). La maggior parte dei casi riguarda partner (46.3%) o ex partner (26.6%), e le vittime sono per il 69.8% donne. Si stima che 27'000 bambini siano esposti ogni anno alla violenza nella coppia genitoriale, con gravi conseguenze sul loro benessere. Tra gli anziani, oltre il 20% delle vittime di femminicidio familiare negli ultimi dieci anni era in età pensionabile, ma questa fascia ricorre meno ai servizi di aiuto. Le consulenze alle vittime sono salite a 51'547 nel 2024 (73% donne), e le Case protette hanno accolto 2'676 donne e bambini per 130'460 pernottamenti. Le strutture per uomini, come l'associazione Zwüschenhalt, hanno registrato 2'843 pernottamenti (inclusi 7 bambini). Più della metà degli omicidi commessi in Svizzera avviene nell'ambito domestico. Secondo i dati delle ONG, nel 2025 il numero dei femminicidi è in aumento. Per quanto riguarda il Ticino, nel 2024 sono state registrate 600 infrazioni di violenza domestica (in calo rispetto alle 629 del 2023), perlopiù lesioni semplici, minacce e ingiurie. La maggior parte dei casi ha riguardato coniugi o partner (52.3%), seguiti da ex partner (22.9%) e altri legami familiari (24.8%). La Polizia cantonale ha effettuato 982 interventi legati a disagi familiari (-5%), riscontrando 162 reati d'ufficio, mentre gli allontanamenti di Polizia sono stati 60 (-24%) e quelli volontari 142 (-29%). Uno degli obiettivi principali di questa campagna nazionale di prevenzione che si estenderà su più anni è quello di offrire un concreto sostegno ai diversi gruppi di persone coinvolte. In una prima fase, la campagna è destinata anzitutto alle vittime, in una seconda fase alle persone loro vicine e in una terza fase alle persone violente o potenzialmente violente.undefinedLe persone interessate possono trovare informazioni, consigli e offerte di sostegno adatte alla loro situazione sul sito www.senza-violenza.ch. Non appena il numero nazionale per l'assistenza alle vittime 142 sarà operativo, nel maggio del 2026, la campagna ne promuoverà la diffusione. Questo numero unico nazionale permetterà infatti a ogni persona coinvolta di ricevere facilmente e in qualsiasi momento un sostegno.Intanto, come ogni anno, dal 25 novembre al 10 dicembre, il Cantone Ticino si unisce alla campagna internazionale contro la violenza di genere. Un periodo dedicato alla riflessione e alla sensibilizzazione, con iniziative promosse dalle istituzioni e dalla società civile. Assieme alla violenza di genere, la violenza domestica è riconosciuta quale problema di salute pubblica trasversale e, secondo la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all'interno della famiglia o del nucleo familiare, o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l'autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima. La violenza nel contesto familiare coinvolge chiunque, indipendentemente dall'età, dal genere, dall'estrazione sociale o dall'origine culturale: occorre prima quindi riconoscerla e comprenderla, per poi reagire. È ovvio che di fronte alla portata di questo fenomeno la prevenzione è e sarà sempre più di fondamentale importanza: a questo proposito diamo anche ampio spazio all'approccio adottato e alle nuove strategie per promuovere l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole ticinesi dell'obbligo e del post obbligo, un'educazione intesa non soltanto come trasmissione di conoscenze, ma come strumento –adattato in base all'età delle allieve e degli allievi– che presta attenzione agli aspetti affettivi, emotivi, relazionali e fisici, in particolare legati alla salute sessuale, per sviluppare consapevolezza, rispetto e capacità relazionali. In concreto cosa, come e quanto si sta facendo? Chi sono i docenti abilitati all'insegnamento? Di violenza domestica e sulle donne e di educazione affettiva e sessuale nelle scuole parliamo con due esperte nella puntata odierna.undefinedSono ospiti Paola Iametti, psicologa ed esperta e consulente di educazione sessuale e affettiva nelle scuole dell'obbligo ticinesi e Myriam Proce, da tre anni coordinatrice istituzionale per la violenza domestica presso la Divisione giustizia del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino.
In vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che sarà celebrata martedì prossimo 25 novembre, noi oggi desideriamo riflettere su un tema che purtroppo rimane sempre, soprattutto osservando il numero di casi, di drammatica attualità. Consapevoli di quanto continua a capitare, le autorità politiche si attivano, a scadenze regolari, con iniziative per sensibilizzare e con nuovi strumenti di aiuto e di sostegno.Lo scorso 11 novembre 2025, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha dato il via alla prima campagna nazionale di prevenzione della violenza domestica, sessuale e di genere. Elaborata dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, in collaborazione con la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e numerose organizzazioni della società civile, la campagna mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e si rivolge a diversi destinatari. Avrà una durata pluriennale. In Svizzera, la violenza domestica, sessuale e di genere causa ogni giorno enormi sofferenze con conseguenze negative per le persone coinvolte e per l'intera società. Con questa prima campagna nazionale, la Confederazione intende rafforzare la prevenzione di queste forme di violenza, ancora molto diffuse. Nel 2024 in Svizzera sono stati registrati 21'127 reati di violenza domestica: un aumento del 6% rispetto al 2023 (19'918). La maggior parte dei casi riguarda partner (46.3%) o ex partner (26.6%), e le vittime sono per il 69.8% donne. Si stima che 27'000 bambini siano esposti ogni anno alla violenza nella coppia genitoriale, con gravi conseguenze sul loro benessere. Tra gli anziani, oltre il 20% delle vittime di femminicidio familiare negli ultimi dieci anni era in età pensionabile, ma questa fascia ricorre meno ai servizi di aiuto. Le consulenze alle vittime sono salite a 51'547 nel 2024 (73% donne), e le Case protette hanno accolto 2'676 donne e bambini per 130'460 pernottamenti. Le strutture per uomini, come l'associazione Zwüschenhalt, hanno registrato 2'843 pernottamenti (inclusi 7 bambini). Più della metà degli omicidi commessi in Svizzera avviene nell'ambito domestico. Secondo i dati delle ONG, nel 2025 il numero dei femminicidi è in aumento. Per quanto riguarda il Ticino, nel 2024 sono state registrate 600 infrazioni di violenza domestica (in calo rispetto alle 629 del 2023), perlopiù lesioni semplici, minacce e ingiurie. La maggior parte dei casi ha riguardato coniugi o partner (52.3%), seguiti da ex partner (22.9%) e altri legami familiari (24.8%). La Polizia cantonale ha effettuato 982 interventi legati a disagi familiari (-5%), riscontrando 162 reati d'ufficio, mentre gli allontanamenti di Polizia sono stati 60 (-24%) e quelli volontari 142 (-29%). Uno degli obiettivi principali di questa campagna nazionale di prevenzione che si estenderà su più anni è quello di offrire un concreto sostegno ai diversi gruppi di persone coinvolte. In una prima fase, la campagna è destinata anzitutto alle vittime, in una seconda fase alle persone loro vicine e in una terza fase alle persone violente o potenzialmente violente.Le persone interessate possono trovare informazioni, consigli e offerte di sostegno adatte alla loro situazione sul sito www.senza-violenza.ch. Non appena il numero nazionale per l'assistenza alle vittime 142 sarà operativo, nel maggio del 2026, la campagna ne promuoverà la diffusione. Questo numero unico nazionale permetterà infatti a ogni persona coinvolta di ricevere facilmente e in qualsiasi momento un sostegno.Intanto, come ogni anno, dal 25 novembre al 10 dicembre, il Cantone Ticino si unisce alla campagna internazionale contro la violenza di genere. Un periodo dedicato alla riflessione e alla sensibilizzazione, con iniziative promosse dalle istituzioni e dalla società civile. Assieme alla violenza di genere, la violenza domestica è riconosciuta quale problema di salute pubblica trasversale e, secondo la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all'interno della famiglia o del nucleo familiare, o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l'autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima. La violenza nel contesto familiare coinvolge chiunque, indipendentemente dall'età, dal genere, dall'estrazione sociale o dall'origine culturale: occorre prima quindi riconoscerla e comprenderla, per poi reagire. È ovvio che di fronte alla portata di questo fenomeno la prevenzione è e sarà sempre più di fondamentale importanza: a questo proposito diamo anche ampio spazio all'approccio adottato e alle nuove strategie per promuovere l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole ticinesi dell'obbligo e del post obbligo, un'educazione intesa non soltanto come trasmissione di conoscenze, ma come strumento –adattato in base all'età delle allieve e degli allievi– che presta attenzione agli aspetti affettivi, emotivi, relazionali e fisici, in particolare legati alla salute sessuale, per sviluppare consapevolezza, rispetto e capacità relazionali. In concreto cosa, come e quanto si sta facendo? Chi sono i docenti abilitati all'insegnamento? Di violenza domestica e sulle donne e di educazione affettiva e sessuale nelle scuole parliamo con due esperte nella puntata odierna.Sono ospiti Paola Iametti, psicologa ed esperta e consulente di educazione sessuale e affettiva nelle scuole dell'obbligo ticinesi e Myriam Proce, da tre anni coordinatrice istituzionale per la violenza domestica presso la Divisione giustizia del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino.
In vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che sarà celebrata martedì prossimo 25 novembre, noi oggi desideriamo riflettere su un tema che purtroppo rimane sempre, soprattutto osservando il numero di casi, di drammatica attualità. Consapevoli di quanto continua a capitare, le autorità politiche si attivano, a scadenze regolari, con iniziative per sensibilizzare e con nuovi strumenti di aiuto e di sostegno.Lo scorso 11 novembre 2025, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha dato il via alla prima campagna nazionale di prevenzione della violenza domestica, sessuale e di genere. Elaborata dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, in collaborazione con la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e numerose organizzazioni della società civile, la campagna mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e si rivolge a diversi destinatari. Avrà una durata pluriennale. In Svizzera, la violenza domestica, sessuale e di genere causa ogni giorno enormi sofferenze con conseguenze negative per le persone coinvolte e per l'intera società. Con questa prima campagna nazionale, la Confederazione intende rafforzare la prevenzione di queste forme di violenza, ancora molto diffuse. Nel 2024 in Svizzera sono stati registrati 21'127 reati di violenza domestica: un aumento del 6% rispetto al 2023 (19'918). La maggior parte dei casi riguarda partner (46.3%) o ex partner (26.6%), e le vittime sono per il 69.8% donne. Si stima che 27'000 bambini siano esposti ogni anno alla violenza nella coppia genitoriale, con gravi conseguenze sul loro benessere. Tra gli anziani, oltre il 20% delle vittime di femminicidio familiare negli ultimi dieci anni era in età pensionabile, ma questa fascia ricorre meno ai servizi di aiuto. Le consulenze alle vittime sono salite a 51'547 nel 2024 (73% donne), e le Case protette hanno accolto 2'676 donne e bambini per 130'460 pernottamenti. Le strutture per uomini, come l'associazione Zwüschenhalt, hanno registrato 2'843 pernottamenti (inclusi 7 bambini). Più della metà degli omicidi commessi in Svizzera avviene nell'ambito domestico. Secondo i dati delle ONG, nel 2025 il numero dei femminicidi è in aumento. Per quanto riguarda il Ticino, nel 2024 sono state registrate 600 infrazioni di violenza domestica (in calo rispetto alle 629 del 2023), perlopiù lesioni semplici, minacce e ingiurie. La maggior parte dei casi ha riguardato coniugi o partner (52.3%), seguiti da ex partner (22.9%) e altri legami familiari (24.8%). La Polizia cantonale ha effettuato 982 interventi legati a disagi familiari (-5%), riscontrando 162 reati d'ufficio, mentre gli allontanamenti di Polizia sono stati 60 (-24%) e quelli volontari 142 (-29%). Uno degli obiettivi principali di questa campagna nazionale di prevenzione che si estenderà su più anni è quello di offrire un concreto sostegno ai diversi gruppi di persone coinvolte. In una prima fase, la campagna è destinata anzitutto alle vittime, in una seconda fase alle persone loro vicine e in una terza fase alle persone violente o potenzialmente violente.undefinedLe persone interessate possono trovare informazioni, consigli e offerte di sostegno adatte alla loro situazione sul sito www.senza-violenza.ch. Non appena il numero nazionale per l'assistenza alle vittime 142 sarà operativo, nel maggio del 2026, la campagna ne promuoverà la diffusione. Questo numero unico nazionale permetterà infatti a ogni persona coinvolta di ricevere facilmente e in qualsiasi momento un sostegno.Intanto, come ogni anno, dal 25 novembre al 10 dicembre, il Cantone Ticino si unisce alla campagna internazionale contro la violenza di genere. Un periodo dedicato alla riflessione e alla sensibilizzazione, con iniziative promosse dalle istituzioni e dalla società civile. Assieme alla violenza di genere, la violenza domestica è riconosciuta quale problema di salute pubblica trasversale e, secondo la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all'interno della famiglia o del nucleo familiare, o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l'autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima. La violenza nel contesto familiare coinvolge chiunque, indipendentemente dall'età, dal genere, dall'estrazione sociale o dall'origine culturale: occorre prima quindi riconoscerla e comprenderla, per poi reagire. È ovvio che di fronte alla portata di questo fenomeno la prevenzione è e sarà sempre più di fondamentale importanza: a questo proposito diamo anche ampio spazio all'approccio adottato e alle nuove strategie per promuovere l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole ticinesi dell'obbligo e del post obbligo, un'educazione intesa non soltanto come trasmissione di conoscenze, ma come strumento –adattato in base all'età delle allieve e degli allievi– che presta attenzione agli aspetti affettivi, emotivi, relazionali e fisici, in particolare legati alla salute sessuale, per sviluppare consapevolezza, rispetto e capacità relazionali. In concreto cosa, come e quanto si sta facendo? Chi sono i docenti abilitati all'insegnamento? Di violenza domestica e sulle donne e di educazione affettiva e sessuale nelle scuole parliamo con due esperte nella puntata odierna.undefinedSono ospiti Paola Iametti, psicologa ed esperta e consulente di educazione sessuale e affettiva nelle scuole dell'obbligo ticinesi e Myriam Proce, da tre anni coordinatrice istituzionale per la violenza domestica presso la Divisione giustizia del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino.
Ad Amici In Affitto con La Marghe e Maxi B oggi c'è Mattia Casarin, il numerologo più amato del Canton Ticino.Ci farà scoprire il nostro Anno Emblematico e come calcolarlo.Buon Ascolto.
Fulrad e Stefano II lavorano alacremente a ricostruire l'Italia ad immagine e somiglianza dell'alleanza franco-papale. I Longobardi non possono far altro che accettare l'inevitabile. Oppure no? --- Il 26 novembre a Milano e il 28 novembre in Canton Ticino farò uno spettacolo inedito, segnatevi le date! --- Per acquistare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Versione cartacea: Libro Versione ebook: Ebook --- Per acquistare gli altri miei libri: IL MIGLIOR NEMICO DI ROMA: https://amzn.to/3DG9FG5 PER UN PUGNO DI BARBARI: https://amzn.to/3l79z3u FUMETTO "AMMIANO": https://www.nubes.live/prodotto/ammianus-vesper-mundi/ Iscriviti alla mia mailing list: Link: https://italiastoria.voxmail.it/user/register Ti piace il podcast? sostienilo, accedendo all'episodio premium, al canale su telegram, alla citazione nel podcast, alle première degli episodi e molto altro ancora: Patreon: https://www.patreon.com/italiastoria Tipeee: https://en.tipeee.com/italiastoria Altri modi per donare (anche una tantum): https://italiastoria.com/come-sostenere-il-podcast/ Altri link utili: Tutti i link su Linktree: https://linktr.ee/italiastoria Sito con trascrizioni episodi, mappe, recensioni, genealogie: https://italiastoria.com/ Pagina Facebook: https://www.facebook.com/italiastoria Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/italiastoria Instagram: https://www.instagram.com/italiastoria/ Twitter: https://twitter.com/ItaliaStoria YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCzPIENUr6-S0UMJzREn9U5Q Musiche di Riccardo Santato: https://www.youtube.com/user/sanric77 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Le realtà alpestri e contadine ticinesi considerano a rischio il futuro di molti alpeggi in Ticino e delle attività economiche legate agli alpeggi (per esempio la produzione di formaggio). Domani manifestano a Bellinzona per chiedere un sostegno finanziario migliore e, soprattutto, l'abbattimento di un maggior numero di esemplari. In Ticino ci sono sette branchi, per un totale di circa 40 esemplari, ai quali vanno aggiunti i lupi in transito sul territorio cantonale. Da inizio anno e fino al 30 settembre 184 animali sono morti a causa del lupo, un numero in aumento rispetto al 2024.Un reportage di Roberto Porta ci farà conoscere due diverse aziende agricole - una in valle Maggia, l'altra in valle di Blenio - che affrontano i rischi legati alle predazioni in modo completamente diverso. Metteremo poi a confronto mondo agricolo e Cantone con: - Omar Pedrini, allevatore e presidente dell'Unione Contadini Ticinesi - Alex Farinelli, consigliere nazionale e presidente della Società Ticinese di Economia Alpestre - Tiziano Putelli, capo Ufficio Caccia e Pesca del Canton Ticino - Stefano Rizzi, direttore Divisione Economia del Canton Ticino
®La galleria ferroviaria di Alptransit ha rivoluzionato la mobilità fra il Canton Ticino e il resto della Svizzera, creando nuove forme di pendolarismo. Negli ultimi anni decine e decine di Ticinesi scelgono di prendere il treno ogni mattina per andare a lavorare… ad Altdorf, in Canton Uri.Non Zurigo. Non Lucerna. Altdorf: la prima fermata dopo il Gottardo, patria di Guglielmo Tell, una sparuta cittadina in mezzo alle Alpi di soli 10'000 abitanti. Un quarto della popolazione di Bellinzona, un sesto di quella di Lugano. Eppure, grazie ad Alptransit e al fabbisogno di professionisti specializzati, Altdorf è diventata per molti la nuova El Dorado, una terra di opportunità lavorative raggiungibile dal Ticino in soli 30-50 minuti. El Doraltdorf è un reportage su rotaia – non un on the road, bensì un on the rail! – per conoscere le storie di chi ad Altdorf ha trovato salari più alti, una migliore cultura del lavoro e, sì, anche la felicità.Con Francesco (da Massagno) e Jacopo (da Bellinzona), docenti di matematica al Liceo di Altdorf; Malte (da Giubiasco), specialista in trasporti per la Emil Gisler di Seedorf; Kathrin (da Bosco Luganese) e Pamela (da Bellinzona) tecniche di radiologia al Kantonsspital Uri; Roberto (da Ponte Tresa), parrucchiere frontaliere nel centro storico di Altdorf; Laura (da Massagno), bioingegnera e ricercatrice presso la Dätwyler, una delle maggiori aziende dell'industria urana. Con la partecipazione del sindaco di Altdorf Sebastian Züst. Prima emissione 3 marzo 2025
®Questo documentario interroga la questione della migrazione attraverso la lente della salute mentale, restituendo un racconto polifonico fatto di voci professionali e testimonianze dirette.Con l'etnologopedista Francine Rosenbaum, esploriamo del linguaggio della lingua materna, mentre la psicoterapeuta Elia Carenzio Sala – laureata in etnopsichiatria che anche lei ha lavorato per oltre trent'anni nelle strutture pubbliche del Canton Ticino – riflette sulle sfide dell'accoglienza terapeutica in contesti multiculturali.Ad affiancarle, le parole di don Giusto, parroco di Rebbio a Como che collabora con le associazioni del Ticino che da assistenza a persone migranti tutti i giorni. Un viaggio tra psiche e confini, per ascoltare ciò che spesso rimane inascoltato.Prima emissione: 16 maggio 2025
Il Mendrisiotto e tre parole per descriverlo: il verde, la bellezza e la luce. Sono gli spunti di partenza dell'ultimo libro In cerca della luce, Storie di artisti venuti in Ticino, Edizioni Casagrande, freschissimo di stampa, del poeta e scrittore Aberto Nessi che, alla vigilia del suo 85esimo compleanno, ci regala una raccolta di ritratti di artisti arrivati in Ticino in cerca di luce e di un'arte nuova. Nove racconti che possono essere letti come nove tentativi di avvicinamento al mistero della creazione. Nessi ha sempre amato la pittura in particolare quella legata ai suoi luoghi di vita. E questo libro nasce proprio da questo legame biografico e affettivo. In questa cornice si trovano soprattutto dei personaggi umili, defilati o ai margini che l'autore scruta e descrive sempre da una posizione discosta. L'empatia verso questi artisti spesso sofferenti e con vite tormentate evidenziano quella sensibilità e quell'attenzione di Nessi per le sfumature d'ombra che fanno, nella sua prosa e nelle sue poesie, da contraltare alle luci: lo scrittore si immedesima nei personaggi che continuano a vivere nelle loro opere e gli succede spesso di partire con la mente insieme a loro. All'inizio del Novecento, un corteo di artisti arriva nel Canton Ticino. La loro venuta non è concertata: si direbbero attratti da una forza misteriosa che c'entra forse con i paesaggi e la luce. Giovani, anticonformisti, appassionati, scelgono di vivere – spesso poveramente – in piccoli paesi come Castel San Pietro, Ligornetto, Coldrerio, Montagnola, Ascona. Presto questi luoghi si ritagliano uno spazio nelle loro opere, diventando parte integrante della ricerca che li accomuna: quella di un'arte nuova. Nei racconti che compongono In cerca della luce, Alberto Nessi narra queste vite d'artisti. Ci sono le gesta dei sodali Albert Müller, Hermann Scherer e Paul Camenisch, che in Ticino fondano il Gruppo Rot-Blau; c'è l'ombroso «Johannes» Robert Schürch, che vive con la madre in una baracca isolata nei boschi; c'è l'esule russa Marianne Werefkin, con la sua mistica arte del colore; c'è «l'uomo dagli occhiali neri», Guido Gonzato; c'è Jean Corty, che nonostante gli internamenti in manicomio non smette di dipingere; c'è Hermann Hesse, dedito tanto alla scrittura quanto alla pittura ad acquarello; e ci sono tanti altri uomini e donne venuti a Sud in cerca della luce del Ticino. Dietro le loro storie pulsa una domanda: cosa significa essere artisti? E in effetti questi racconti possono essere letti anche così: come nove tentativi di avvicinarsi al mistero della creazione e alla faccia luminosa del mondo. Sono ospiti: Alberto Nessi, scrittore e poeta e Barbara Paltenghi Malacrida, direttrice del Museo d'Arte di Mendrisio.
La Disco Music nasce negli Stati Uniti all'inizio degli anni Settanta e presto trova nella discoteca il suo spazio d'espressione ideale. Attorno a questa musica si raccolgono dapprima soprattutto neri, altre minoranze etniche, femministe e omosessuali, mescolando divertimento e rivendicazioni; ma poi grazie a film come “La febbre del sabato sera” (1977) la Disco diventa un fenomeno di massa esteso a tutte le classi sociali, in tutto il mondo. La musica da discoteca lascia intravedere anche una nuova idea di società, del corpo, delle relazioni tra i sessi. Trasmessa ossessivamente da centinaia di radio private, declinata da famosi DJ, è la colonna sonora di una società in profonda e rapida trasformazione, decisa a lasciarsi alle spalle la Guerra fredda, l'austerità e il terrorismo. Paolo Morando ha sottolineato criticamente la profonda mutazione sociale in corso in quegli anni, mentre Enrico Petrilli ne ha difeso il contenuto progressivo. Infine Roberto Raineri-Seith racconta quando e come la nuova musica si affacciò anche in Canton Ticino. È quasi inevitabile chiedersi poi quanto siano cambiate da allora le forme del divertimento e, in forma ancora più radicale e forse nostalgica, se sappiamo ancora divertirci come negli anni Ottanta.
Questo documentario interroga la questione della migrazione attraverso la lente della salute mentale, restituendo un racconto polifonico fatto di voci professionali e testimonianze dirette.Con l'etnologopedista Francine Rosenbaum, esploriamo del linguaggio della lingua materna, mentre la psicoterapeuta Elia Carenzio Sala – laureata in etnopsichiatria che anche lei ha lavorato per oltre trent'anni nelle strutture pubbliche del Canton Ticino – riflette sulle sfide dell'accoglienza terapeutica in contesti multiculturali.Ad affiancarle, le parole di don Giusto, parroco di Rebbio a Como che collabora con le associazioni del Ticino che da assistenza a persone migranti tutti i giorni. Un viaggio tra psiche e confini, per ascoltare ciò che spesso rimane inascoltato.
La memoria audiovisiva racconta la storia del nostro Paese da una prospettiva insolita, quella degli ultimi due secoli, quando la tecnologia ci ha permesso di realizzare video o fotografie e di registrare i suoni. Naturalmente numerosi documenti sono già conservati in archivi pubblici, biblioteche e musei. Ma molto resta ancora da scoprire, magari nascosto in cantine e solai, dunque esposto al rischio di andare perduto. Per questo l'associazione Memoriav, diretta da Cécile Vilas, ha promosso un Censimento del patrimonio audiovisivo in collaborazione con i diversi Cantoni, per scoprire, proteggere e valorizzare nuovi fondi. La risposta del Canton Ticino, come spiega Roland Hochstrasser, capo dell'Ufficio dell'analisi e del patrimonio culturale digitale, è stata entusiasta, con centinaia di segnalazioni da parte di enti pubblici, aziende e privati. Restando nell'ambito della memoria audiovisiva, ricordiamo poi che a Lugano ha sede anche la Fonoteca Nazionale Svizzera, l'archivio sonoro della Confederazione; il direttore Günther Giovannoni ci guida nell'ascolto dei suoni più interessanti conservati nei loro archivi.
Il Console onorario in Canton Ticino di El Salvador Giacomo Zucco ci raggiunge al BIPSHOW per raccontarci tutto, ma proprio tutto, sull'accordo tra lo Stato e il Fondo Monetario Internazionale. Ne sentirete delle belle!Inoltre: Dataroom di Milena Gabanelli parla di Bitcoin in maniera stranamente corretta, l'Europa annuncia l'Euro digitale, e arriva la riserva strategica USA voluta da Donald Trump.It's showtime!
La galleria ferroviaria di Alptransit ha rivoluzionato la mobilità fra il Canton Ticino e il resto della Svizzera, creando nuove forme di pendolarismo. Negli ultimi anni decine e decine di Ticinesi scelgono di prendere il treno ogni mattina per andare a lavorare… ad Altdorf, in Canton Uri.Non Zurigo. Non Lucerna. Altdorf: la prima fermata dopo il Gottardo, patria di Guglielmo Tell, una sparuta cittadina in mezzo alle Alpi di soli 10'000 abitanti. Un quarto della popolazione di Bellinzona, un sesto di quella di Lugano. Eppure, grazie ad Alptransit e al fabbisogno di professionisti specializzati, Altdorf è diventata per molti la nuova El Dorado, una terra di opportunità lavorative raggiungibile dal Ticino in soli 30-50 minuti. El Doraltdorf è un reportage su rotaia – non un on the road, bensì un on the rail! – per conoscere le storie di chi ad Altdorf ha trovato salari più alti, una migliore cultura del lavoro e, sì, anche la felicità.Con Francesco (da Massagno) e Jacopo (da Bellinzona), docenti di matematica al Liceo di Altdorf; Malte (da Giubiasco), specialista in trasporti per la Emil Gisler di Seedorf; Kathrin (da Bosco Luganese) e Pamela (da Bellinzona) tecniche di radiologia al Kantonsspital Uri; Roberto (da Ponte Tresa), parrucchiere frontaliere nel centro storico di Altdorf; Laura (da Massagno), bioingegnera e ricercatrice presso la Dätwyler, una delle maggiori aziende dell'industria urana. Con la partecipazione del sindaco di Altdorf Sebastian Züst.
L'Italia è pronta ad alzare le aliquote sulle plusvalenze da cripto. Oltreconfine il quadro è decisamente diverso
L'Italia è pronta ad alzare le aliquote sulle plusvalenze da cripto. Oltreconfine il quadro è decisamente diverso
Michael, Danny e Ruben 3 polli nel cestello di una mongolfiera che sorvola il Canton Ticino. Farsi cullare dal vento che ti porta all'avventura con un pallone alimentato ad aria calda. Il meraviglioso mondo delle mongolfiere con l'allievo Aeronauta Matteo Cortesi.
Per comprendere come si arriva nel 1524 all'unione delle Tre Leghe (Lega Caddea, delle Dieci Giurisdizioni e Lega Grigia), bisogna fare un passo ancora più indietro nel tempo e quindi parlare di nobiltà. Una sineddoche è ben rappresentata dalla famiglia De Sacco, che per tre secoli dominò la Mesolcina. In questa edizione diamo uno sguardo su quel periodo, cercando di capire quale fosse il ruolo dei De Sacco, o Von Sax che dir si voglia. Una vicenda conclusasi in modo poco glorioso per il casato, con la vendita della valle nel 1480 a Gian Giacomo Trivulzio, ma che ha portato a costruire una fisionomia duratura in termini di costruzione comunitaria.Nostro ospite è Paolo Ostinelli, direttore del Centro di dialettologia ed etnografia del Canton Ticino, professore di storia medievale all'Università di Zurigo e docente all'Università della Svizzera italiana.
Per comprendere come si arriva nel 1524 all'unione delle Tre Leghe (Lega Caddea, delle Dieci Giurisdizioni e Lega Grigia), bisogna andare indietro nel tempo e parlare di nobiltà. Una sineddoche è ben rappresentata dalla famiglia De Sacco, che per tre secoli dominò la Mesolcina. In questa edizione diamo uno sguardo a quel periodo, cercando di capire quale fosse il ruolo dei De Sacco, o Von Sax, che dir si voglia. Una vicenda conclusasi in modo poco glorioso per il casato, con la vendita della valle nel 1480 a Gian Giacomo Trivulzio, ma che ha portato a costruire una fisionomia duratura in termini di costruzione comunitaria.Nostro ospite è Paolo Ostinelli, direttore del Centro di dialettologia ed etnografia del Canton Ticino, professore di storia medievale all'Università di Zurigo e docente all'Università della Svizzera italiana.
Partiti gli esami, vediamo in dettaglio le tracce. Il tifo in Canton Ticino e le bandiere vietate. Le Olimpiadi arrivano a Montecarlo.
Il 10 giugno 1924, esattamente un secolo fa, una squadra della polizia segreta fascista rapisce e uccide il deputato socialista Giacomo Matteotti.Il gesto efferato provoca indignazione e commozione, tanto che lo stesso Benito Mussolini, a capo del governo e sospettato di essere il mandante, affronta il periodo più difficile nella sua ascesa verso il potere. Anzi proprio superando la crisi aperta dall'omicidio Matteotti Mussolini supera le ultime riserve legalitarie e stabilisce un regime a partito unico. Anche per questo il fascismo cercò sin dal primo momento di cancellare il ricordo di Matteotti, ma la sua memoria rimase viva tra il popolo, che vedeva in lui un eroe, un martire, un apostolo. Questa immagine, ripetuta nelle celebrazioni, lascia tuttavia in ombra la complessa personalità di Matteotti, il suo spessore politico e il ruolo nella storia del socialismo riformista, come spiega Giovanni Scirocco. Invece Mauro Canali, il più importante biografo di Matteotti, ribadisce la responsabilità diretta di Mussolini quale mandante dell'omicidio e getta nuova luce su altri aspetti della vicenda sin qui poco conosciuti, in particolare gli episodi di corruzione documentati nelle carte sottratte a Matteotti nel giorno del rapimento. Infine Pasquale Genasci approfondisce le relazioni internazionali di Matteotti, tra Gran Bretagna, Svizzera e Canton Ticino.
Nell'ambito della Settimana della Formazione Svizzera, ospitiamo Matteo Crivelli dell'Ufficio dell'orientamento scolastico e professionale del Canton Ticino.Parliamo di riqualifica professionale degli adulti.
Francesca Baldereschi"Guida agli extravergini 2024"Slow Food EditoreLa guida agli extravergini da ventiquattro anni è un importante strumento per orientarsi nella produzione olivicola italiana e saper scegliere il prodotto giusto da portare in tavola.Sfogliando queste pagine vi immergerete in un mondo tutto da scoprire, apprezzare e assaggiare: territori vocati, aziende virtuose, uomini e donne appassionati, varietà e profumi unici.686 aziende recensite tra frantoi, aziende agricole e oleifici1071 oli assaggiati e raccontati dai nostri collaboratori in tutta la penisola184 riconoscimenti che testimoniano la qualità dell'extravergine italiano, eccellenza del Mediterraneo43 chiocciole, ovvero aziende che interpretano al meglio i valori di Slow Food207 oli riconosciuti come Presidio Slow Food79 novità assolute in guidaDa 24 anni, grazie a una rete di 125 collaboratori, che non sono solo esperti degustatori, ma persone presenti sul territorio, che conoscono le aziende dall'oliveto alla bottiglia, la Guida offre uno spaccato dell'Italia dell'olio completo e ricco di particolari. Nell'edizione 2024 sono raccontate 686 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici (79 novità a testimonianza di un settore molto vivace), recensiti 1071 oli tra gli oltre 1300 assaggiati. Cresce il numero delle aziende che certificano in biologico l'intera filiera (483 oli certificati) e aumentano i produttori (191 per 207 oli) che hanno aderito al Presidio Slow Food degli Olivi secolari, il progetto che promuove il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico dell'olivo e dei suoi prodotti, che tutela oliveti antichi, cultivar autoctone e raggruppa produttori che non fanno ricorso a fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici.Non mancano riconoscimenti assegnati ogni anno dai curatori della guida: la Chiocciolasegnala le aziende (43) che si distinguono per il modo in cui interpretano i valori produttivi (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia Slow Food; il Grande Olio(80) è attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar. A queste caratteristiche, il premio Grande Olio Slow (104) aggiunge il riconoscimento dedicato alle pratiche agronomiche sostenibili applicate. La Guida cerca anche di essere un invito a visitare queste realtà per incontrare i produttori e scoprire il patrimonio olivicolo: per questo segnala le aziende che offrono ristorazione (102) e quelle con possibilità di pernottamento (144).Due curiosità che si possono trovare tra le pagine della Guida: per la prima volta sono recensite aziende del Piemonte; in due occasioni superiamo i confini nazionali per provare a capire che cosa succede nelle vicine zone del Canton Ticino, in Svizzera, e della Slovenia.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
In questa intervista faccio due chiacchiere con Gabriele Chierici, insegnante di italiano cresciuto nel Canton Ticino, regione della Svizzera dove si parla italiano. Scopriremo con Gabriele com'è crescere nel Ticino, quali sono le differenze con l'Italia, come convivono gli svizzeri dei vari cantoni e molto altro. Buon ascolto!Trascrizione (Podcast Italiano Club - Livello Oro)Scarica l'ebook: 'Come raggiungere il livello avanzato in italiano'Altri link e risorse utili:Fonetica Italiana Semplice, il mio corso di pronuncia italianaIl mio ebook gratuito, '50 modi di dire per parlare come un italiano'Fai una lezione di italiano su Italki e ricevi 10 $ in crediti Il mio canale YouTube Dai un'occhiata al merchandiseInstagramFacebook
In this episode, Anna speaks about her latest trip to Canton Ticino, a special region in Switzerland where Italian is spoken! You can read an interactive transcript of this episode (which highlights the words as they're spoken) whilst listening: https://languatalk.com/blog/podcast/italian?via=italianpod. Looking to learn Italian fast with a tutor? Meet a tutor (like Anna) for a trial session here: https://languatalk.com/italian-tutors-online?via=italianpod