Canton of Switzerland
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Dopo cinque mesi di ribassi in cui il prezzo della principale criptovaluta ha perso quasi il 50% dai massimi di ottobre si può ormai parlare ufficialmente di mercato ribassista. Il prezzo di mercato è finito anche sotto il costo che sostengono i miners per coniare nuovi Bitcoin. Questo cosa implica? In questa puntata Vito Lops ne discute con Matteo Stivanello, Responsabile Italia e Canton Ticino di CoinShares Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'arrivo della neve è atteso da molti, ma la coltre bianca ha pure un lato oscuro. In questi giorni nella Confederazione si sono purtroppo registrate delle vittime causate da valanghe, anche in Ticino e Grigioni, oltre a località evacuate con strade e ferrovie bloccate, soprattutto in Vallese. Un rischio neve che tocca chi sale in montagna per lo scialpinismo, ma appunto pure per le infrastrutture, con il deragliamento di un treno proprio in Vallese, senza dimenticare la minaccia per gli abitati e le vie di comunicazione. La “Gestione del pericolo di valanghe” dal 2018 è stata inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco con una candidatura sostenuta da Svizzera ed Austria, ma non per questo gli studi in materia si sono fermati, anche perché il cambiamento climatico porta ad un'evoluzione del fenomeno. A Modem ne parliamo con: Mattia Soldati, collaboratore della Sezione forestale del Canton Ticino e coordinatore del Gruppo cantonale valangheFilippo Sala, aspirante guida alpina e alpinista professionistaLuca Nisi, meteorologo presso MeteoSvizzera a Locarno-Monti
In queste settimane è stato portato in diversi teatri lo spettacolo di Lea Ferrari intitolato Valchera's: storie di donne con sullo sfondo l'emigrazione storica dal Ticino verso Londra. Le due attrici, interpreti della pièce, sono anche loro partite dal sud delle Alpi per cercare opportunità di lavoro a nord, in Inghilterra. Si emigrava in passato e ancora oggi tanti giovani cercano fuori cantone delle occasioni di impiego e crescita professionale. Ottocento giovani sotto i 30 anni che annualmente lasciano il Ticino. Spesso sono ragazzi preparati, nella cui formazione il Cantone investe a beneficio altrui, verrebbe da dire. E così scende ancora di più la temperatura di questo inverno demografico. Ma quale futuro ci aspetta se tanti giovani se ne vanno? Cosa non trovano in Ticino? E cosa può fare il Cantone per essere più attrattivo? Ne parliamo a Modem dagli studi di Bellinzona con:· Barbara Antonioli Mantegazzini, professoressa ordinaria in Economia pubblica alla SUPSI· Ivano Dandrea, economista, nonché CEO del Gruppo Multi · Christian Vitta, Consigliere di Stato, direttore del Dipartimento Finanze ed economia del Canton Ticino
Bisogna o non bisogna istituire la quarta Commissione parlamentare d'inchiesta nella storia del Canton Ticino? Lo decide domani il Gran Consiglio ticinese in relazione al cosiddetto “caso Hospita” e ai suoi addentellati istituzionali e politici, che vedono coinvolto tra altri il Consigliere di Stato ed ex coordinatore ad interim della Lega dei ticinesi Norman Gobbi. Sui banchi dei deputati, due rapporti: uno, a firma leghista, chiede che le indagini siano assegnate a un comitato di esperti apolitici; l'altro chiede l'istituzione di una Commissione parlamentare, eventualmente assistita da uno o più esperti. Tutto sembra indicare che il parlamento deciderà per quest'ultima. La Lega ed alcuni opinionisti già la bollano come una soluzione poco opportuna: l'istituzione di un “tribunale politico” a neanche un anno e mezzo dalle prossime legislative. Ne discutiamo con: Fabrizio Sirica, gran consigliere PS, presidente Commissione gestione e finanze, relatore del rapporto di maggioranza Daniele Piccaluga, gran consigliere Lega, coordinatore Lega, relatore del rapporto di minoranzaPaolo Ascierto, giornalista RSI
Flavio Stroppini"Una passeggiata artica"ediciclo editorewww.ediciclo.itUna passeggiata sopra il sessantottesimo parallelo Nord, dove è tutto bianco, silenzioso, vuoto. Almeno all'apparenza. Tra febbraio e marzo 2023 Flavio Stroppini ha percorso centinaia di chilometri nella Groenlandia occidentale. Era lassù per una residenza artistica, a bordo di una piccola nave, il Manguier, bloccata dal ghiaccio in un fiordo. Disconnesso dal mondo, in un altrove solitario e ricoperto di ghiaccio, ha ritrovato il presente. L'Artico ha riempito il vuoto della sua solitudine, ricalibrando le priorità e dando vita a nuove ispirazioni. Un reportage riflessivo e poetico dove il paesaggio scolora e i sensi si acuiscono.Flavio Stroppini è nato e vive nel Canton Ticino. Ha pubblicato reportage e romanzi. Scrive e dirige spettacoli teatrali. Ha scritto e diretto più di 300 radiodrammi, podcast e live per la Radiotelevisione Svizzera Italiana, di cui è regista. Sue sceneggiature sono state presentate in Festival internazionali e trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo. Ha insegnato alla Scuola Holden, al Master di Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali di Ca' Foscari (Venezia), al CISA – Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive – FILM Academy di Locarno.Il suo sito: www.flaviostroppini.comDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Per la città di Lugano e per la sua mobilità, pubblica e privata, è stata una notizia da “doccia fredda”. A recapitarla, all'inizio del 2026, il Tribunale federale di Losanna. Per la massima istanza giudiziaria svizzera la rotonda sul fiume Cassarate, snodo principale della viabilità del nuovo quartiere di Cornaredo, va ripensata. Accogliendo un ricorso presentato dalla sezione ticinese dell'Associazione Traffico e Ambiente, i giudici di Mon Repos ritengono che quella rotonda di 61 metri di diametro si scontri con i principi della Legge federale sulla protezione delle acque, legge che vieta la copertura anche parziale di fiumi e torrenti. Tocca ora al Tribunale amministrativo ticinese tornare ad affrontare il tema per capire se si possano percorrere vie alternative, in deroga a quel principio di legge. Nella sua sentenza il Tribunale federale non ha risparmiato critiche al Dipartimento ticinese del territorio, che nelle diverse tappe di questa lunga procedura, iniziata nel 2017, non ha interpellato l'Ufficio federale dell'ambiente, proprio in merito alla realizzazione della contestata rotonda e al rispetto delle norme in materia. Il progetto ora è bloccato, e con esso lo è anche la pianificazione della viabilità che ruota attorno al Polo sportivo degli eventi. In altri termini, tra pochi mesi Lugano avrà il suo nuovo stadio ma dovrà fare i conti con una struttura viaria e una rete di trasporti pubblici tutte da ripensare, partendo proprio dal no dei giudici federali.La grande rotonda sul Cassarate continua dunque ad essere un rompicapo per Lugano e per il Canton Ticino, un tema che affronteremo con:- Claudio Zali, Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento del territorio - Filippo Lombardi, municipale di Lugano e direttore del Dicastero sviluppo territoriale- Chiara Lepori Abächerli, vice-presidente ATA Ticino- Matthias Schmidt, membro di comitato dei Verdi di Lugano
Andrea Moser"Luce muta"Manni Editoriwww.mannieditori.itLe poesie di questa raccolta segnano un cammino teso a sondare ciò che ci rende umani, la nostra libertà e la nostra condanna. Lungo un filo che dalla preistoria si dipana fino ai viaggi interspaziali, si incontrano la malattia e la sofferenza che innescano un percorso in luoghi inesplorati, dove la ragione si confronta con una realtà che lambisce la follia, intrecciandosi con il dolore di una vita che precipita in un gorgo inaccessibile ai sani. Solo la poesia, forse, può tentare di dare voce a questa oscura distanza, soprattutto quando si comprende che il linguaggio medico non riesce a dire ciò che provano e vedono coloro che accompagnano il malato là dove la luce è muta. I versi diventano così il controcanto di un'esistenza scivolata nell'afasia, e che le parole provano a contrastare, affinché qualcosa resti, rifiutando la caduta nell'oblio.Andrea MoserÈ nato nel 1969 a Sorengo, nel Canton Ticino, vive a Lugano. Insegna Lettere in un istituto superiore e collabora alle pagine culturali di “laRegione”. Nel 2022 ha pubblicato le raccolte poetiche Poemetto del drago e Morte del drago. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Partiamo dalla globofobia per arrivare alle più strane paure che albergano nel Canton Ticino.Gli Amici In Affitto con La Marghe e Maxi B ci portanno in un mondo tutto da scoprire.Buon ascolto.
In vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che sarà celebrata martedì prossimo 25 novembre, noi oggi desideriamo riflettere su un tema che purtroppo rimane sempre, soprattutto osservando il numero di casi, di drammatica attualità. Consapevoli di quanto continua a capitare, le autorità politiche si attivano, a scadenze regolari, con iniziative per sensibilizzare e con nuovi strumenti di aiuto e di sostegno.Lo scorso 11 novembre 2025, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha dato il via alla prima campagna nazionale di prevenzione della violenza domestica, sessuale e di genere. Elaborata dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, in collaborazione con la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e numerose organizzazioni della società civile, la campagna mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e si rivolge a diversi destinatari. Avrà una durata pluriennale. In Svizzera, la violenza domestica, sessuale e di genere causa ogni giorno enormi sofferenze con conseguenze negative per le persone coinvolte e per l'intera società. Con questa prima campagna nazionale, la Confederazione intende rafforzare la prevenzione di queste forme di violenza, ancora molto diffuse. Nel 2024 in Svizzera sono stati registrati 21'127 reati di violenza domestica: un aumento del 6% rispetto al 2023 (19'918). La maggior parte dei casi riguarda partner (46.3%) o ex partner (26.6%), e le vittime sono per il 69.8% donne. Si stima che 27'000 bambini siano esposti ogni anno alla violenza nella coppia genitoriale, con gravi conseguenze sul loro benessere. Tra gli anziani, oltre il 20% delle vittime di femminicidio familiare negli ultimi dieci anni era in età pensionabile, ma questa fascia ricorre meno ai servizi di aiuto. Le consulenze alle vittime sono salite a 51'547 nel 2024 (73% donne), e le Case protette hanno accolto 2'676 donne e bambini per 130'460 pernottamenti. Le strutture per uomini, come l'associazione Zwüschenhalt, hanno registrato 2'843 pernottamenti (inclusi 7 bambini). Più della metà degli omicidi commessi in Svizzera avviene nell'ambito domestico. Secondo i dati delle ONG, nel 2025 il numero dei femminicidi è in aumento. Per quanto riguarda il Ticino, nel 2024 sono state registrate 600 infrazioni di violenza domestica (in calo rispetto alle 629 del 2023), perlopiù lesioni semplici, minacce e ingiurie. La maggior parte dei casi ha riguardato coniugi o partner (52.3%), seguiti da ex partner (22.9%) e altri legami familiari (24.8%). La Polizia cantonale ha effettuato 982 interventi legati a disagi familiari (-5%), riscontrando 162 reati d'ufficio, mentre gli allontanamenti di Polizia sono stati 60 (-24%) e quelli volontari 142 (-29%). Uno degli obiettivi principali di questa campagna nazionale di prevenzione che si estenderà su più anni è quello di offrire un concreto sostegno ai diversi gruppi di persone coinvolte. In una prima fase, la campagna è destinata anzitutto alle vittime, in una seconda fase alle persone loro vicine e in una terza fase alle persone violente o potenzialmente violente.undefinedLe persone interessate possono trovare informazioni, consigli e offerte di sostegno adatte alla loro situazione sul sito www.senza-violenza.ch. Non appena il numero nazionale per l'assistenza alle vittime 142 sarà operativo, nel maggio del 2026, la campagna ne promuoverà la diffusione. Questo numero unico nazionale permetterà infatti a ogni persona coinvolta di ricevere facilmente e in qualsiasi momento un sostegno.Intanto, come ogni anno, dal 25 novembre al 10 dicembre, il Cantone Ticino si unisce alla campagna internazionale contro la violenza di genere. Un periodo dedicato alla riflessione e alla sensibilizzazione, con iniziative promosse dalle istituzioni e dalla società civile. Assieme alla violenza di genere, la violenza domestica è riconosciuta quale problema di salute pubblica trasversale e, secondo la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all'interno della famiglia o del nucleo familiare, o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l'autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima. La violenza nel contesto familiare coinvolge chiunque, indipendentemente dall'età, dal genere, dall'estrazione sociale o dall'origine culturale: occorre prima quindi riconoscerla e comprenderla, per poi reagire. È ovvio che di fronte alla portata di questo fenomeno la prevenzione è e sarà sempre più di fondamentale importanza: a questo proposito diamo anche ampio spazio all'approccio adottato e alle nuove strategie per promuovere l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole ticinesi dell'obbligo e del post obbligo, un'educazione intesa non soltanto come trasmissione di conoscenze, ma come strumento –adattato in base all'età delle allieve e degli allievi– che presta attenzione agli aspetti affettivi, emotivi, relazionali e fisici, in particolare legati alla salute sessuale, per sviluppare consapevolezza, rispetto e capacità relazionali. In concreto cosa, come e quanto si sta facendo? Chi sono i docenti abilitati all'insegnamento? Di violenza domestica e sulle donne e di educazione affettiva e sessuale nelle scuole parliamo con due esperte nella puntata odierna.undefinedSono ospiti Paola Iametti, psicologa ed esperta e consulente di educazione sessuale e affettiva nelle scuole dell'obbligo ticinesi e Myriam Proce, da tre anni coordinatrice istituzionale per la violenza domestica presso la Divisione giustizia del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino.
In vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che sarà celebrata martedì prossimo 25 novembre, noi oggi desideriamo riflettere su un tema che purtroppo rimane sempre, soprattutto osservando il numero di casi, di drammatica attualità. Consapevoli di quanto continua a capitare, le autorità politiche si attivano, a scadenze regolari, con iniziative per sensibilizzare e con nuovi strumenti di aiuto e di sostegno.Lo scorso 11 novembre 2025, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha dato il via alla prima campagna nazionale di prevenzione della violenza domestica, sessuale e di genere. Elaborata dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, in collaborazione con la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e numerose organizzazioni della società civile, la campagna mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e si rivolge a diversi destinatari. Avrà una durata pluriennale. In Svizzera, la violenza domestica, sessuale e di genere causa ogni giorno enormi sofferenze con conseguenze negative per le persone coinvolte e per l'intera società. Con questa prima campagna nazionale, la Confederazione intende rafforzare la prevenzione di queste forme di violenza, ancora molto diffuse. Nel 2024 in Svizzera sono stati registrati 21'127 reati di violenza domestica: un aumento del 6% rispetto al 2023 (19'918). La maggior parte dei casi riguarda partner (46.3%) o ex partner (26.6%), e le vittime sono per il 69.8% donne. Si stima che 27'000 bambini siano esposti ogni anno alla violenza nella coppia genitoriale, con gravi conseguenze sul loro benessere. Tra gli anziani, oltre il 20% delle vittime di femminicidio familiare negli ultimi dieci anni era in età pensionabile, ma questa fascia ricorre meno ai servizi di aiuto. Le consulenze alle vittime sono salite a 51'547 nel 2024 (73% donne), e le Case protette hanno accolto 2'676 donne e bambini per 130'460 pernottamenti. Le strutture per uomini, come l'associazione Zwüschenhalt, hanno registrato 2'843 pernottamenti (inclusi 7 bambini). Più della metà degli omicidi commessi in Svizzera avviene nell'ambito domestico. Secondo i dati delle ONG, nel 2025 il numero dei femminicidi è in aumento. Per quanto riguarda il Ticino, nel 2024 sono state registrate 600 infrazioni di violenza domestica (in calo rispetto alle 629 del 2023), perlopiù lesioni semplici, minacce e ingiurie. La maggior parte dei casi ha riguardato coniugi o partner (52.3%), seguiti da ex partner (22.9%) e altri legami familiari (24.8%). La Polizia cantonale ha effettuato 982 interventi legati a disagi familiari (-5%), riscontrando 162 reati d'ufficio, mentre gli allontanamenti di Polizia sono stati 60 (-24%) e quelli volontari 142 (-29%). Uno degli obiettivi principali di questa campagna nazionale di prevenzione che si estenderà su più anni è quello di offrire un concreto sostegno ai diversi gruppi di persone coinvolte. In una prima fase, la campagna è destinata anzitutto alle vittime, in una seconda fase alle persone loro vicine e in una terza fase alle persone violente o potenzialmente violente.undefinedLe persone interessate possono trovare informazioni, consigli e offerte di sostegno adatte alla loro situazione sul sito www.senza-violenza.ch. Non appena il numero nazionale per l'assistenza alle vittime 142 sarà operativo, nel maggio del 2026, la campagna ne promuoverà la diffusione. Questo numero unico nazionale permetterà infatti a ogni persona coinvolta di ricevere facilmente e in qualsiasi momento un sostegno.Intanto, come ogni anno, dal 25 novembre al 10 dicembre, il Cantone Ticino si unisce alla campagna internazionale contro la violenza di genere. Un periodo dedicato alla riflessione e alla sensibilizzazione, con iniziative promosse dalle istituzioni e dalla società civile. Assieme alla violenza di genere, la violenza domestica è riconosciuta quale problema di salute pubblica trasversale e, secondo la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all'interno della famiglia o del nucleo familiare, o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l'autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima. La violenza nel contesto familiare coinvolge chiunque, indipendentemente dall'età, dal genere, dall'estrazione sociale o dall'origine culturale: occorre prima quindi riconoscerla e comprenderla, per poi reagire. È ovvio che di fronte alla portata di questo fenomeno la prevenzione è e sarà sempre più di fondamentale importanza: a questo proposito diamo anche ampio spazio all'approccio adottato e alle nuove strategie per promuovere l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole ticinesi dell'obbligo e del post obbligo, un'educazione intesa non soltanto come trasmissione di conoscenze, ma come strumento –adattato in base all'età delle allieve e degli allievi– che presta attenzione agli aspetti affettivi, emotivi, relazionali e fisici, in particolare legati alla salute sessuale, per sviluppare consapevolezza, rispetto e capacità relazionali. In concreto cosa, come e quanto si sta facendo? Chi sono i docenti abilitati all'insegnamento? Di violenza domestica e sulle donne e di educazione affettiva e sessuale nelle scuole parliamo con due esperte nella puntata odierna.undefinedSono ospiti Paola Iametti, psicologa ed esperta e consulente di educazione sessuale e affettiva nelle scuole dell'obbligo ticinesi e Myriam Proce, da tre anni coordinatrice istituzionale per la violenza domestica presso la Divisione giustizia del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino.
Ad Amici In Affitto con La Marghe e Maxi B oggi c'è Mattia Casarin, il numerologo più amato del Canton Ticino.Ci farà scoprire il nostro Anno Emblematico e come calcolarlo.Buon Ascolto.
Fulrad e Stefano II lavorano alacremente a ricostruire l'Italia ad immagine e somiglianza dell'alleanza franco-papale. I Longobardi non possono far altro che accettare l'inevitabile. Oppure no? --- Il 26 novembre a Milano e il 28 novembre in Canton Ticino farò uno spettacolo inedito, segnatevi le date! --- Per acquistare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Versione cartacea: Libro Versione ebook: Ebook --- Per acquistare gli altri miei libri: IL MIGLIOR NEMICO DI ROMA: https://amzn.to/3DG9FG5 PER UN PUGNO DI BARBARI: https://amzn.to/3l79z3u FUMETTO "AMMIANO": https://www.nubes.live/prodotto/ammianus-vesper-mundi/ Iscriviti alla mia mailing list: Link: https://italiastoria.voxmail.it/user/register Ti piace il podcast? sostienilo, accedendo all'episodio premium, al canale su telegram, alla citazione nel podcast, alle première degli episodi e molto altro ancora: Patreon: https://www.patreon.com/italiastoria Tipeee: https://en.tipeee.com/italiastoria Altri modi per donare (anche una tantum): https://italiastoria.com/come-sostenere-il-podcast/ Altri link utili: Tutti i link su Linktree: https://linktr.ee/italiastoria Sito con trascrizioni episodi, mappe, recensioni, genealogie: https://italiastoria.com/ Pagina Facebook: https://www.facebook.com/italiastoria Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/italiastoria Instagram: https://www.instagram.com/italiastoria/ Twitter: https://twitter.com/ItaliaStoria YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCzPIENUr6-S0UMJzREn9U5Q Musiche di Riccardo Santato: https://www.youtube.com/user/sanric77 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Le realtà alpestri e contadine ticinesi considerano a rischio il futuro di molti alpeggi in Ticino e delle attività economiche legate agli alpeggi (per esempio la produzione di formaggio). Domani manifestano a Bellinzona per chiedere un sostegno finanziario migliore e, soprattutto, l'abbattimento di un maggior numero di esemplari. In Ticino ci sono sette branchi, per un totale di circa 40 esemplari, ai quali vanno aggiunti i lupi in transito sul territorio cantonale. Da inizio anno e fino al 30 settembre 184 animali sono morti a causa del lupo, un numero in aumento rispetto al 2024.Un reportage di Roberto Porta ci farà conoscere due diverse aziende agricole - una in valle Maggia, l'altra in valle di Blenio - che affrontano i rischi legati alle predazioni in modo completamente diverso. Metteremo poi a confronto mondo agricolo e Cantone con: - Omar Pedrini, allevatore e presidente dell'Unione Contadini Ticinesi - Alex Farinelli, consigliere nazionale e presidente della Società Ticinese di Economia Alpestre - Tiziano Putelli, capo Ufficio Caccia e Pesca del Canton Ticino - Stefano Rizzi, direttore Divisione Economia del Canton Ticino
®La galleria ferroviaria di Alptransit ha rivoluzionato la mobilità fra il Canton Ticino e il resto della Svizzera, creando nuove forme di pendolarismo. Negli ultimi anni decine e decine di Ticinesi scelgono di prendere il treno ogni mattina per andare a lavorare… ad Altdorf, in Canton Uri.Non Zurigo. Non Lucerna. Altdorf: la prima fermata dopo il Gottardo, patria di Guglielmo Tell, una sparuta cittadina in mezzo alle Alpi di soli 10'000 abitanti. Un quarto della popolazione di Bellinzona, un sesto di quella di Lugano. Eppure, grazie ad Alptransit e al fabbisogno di professionisti specializzati, Altdorf è diventata per molti la nuova El Dorado, una terra di opportunità lavorative raggiungibile dal Ticino in soli 30-50 minuti. El Doraltdorf è un reportage su rotaia – non un on the road, bensì un on the rail! – per conoscere le storie di chi ad Altdorf ha trovato salari più alti, una migliore cultura del lavoro e, sì, anche la felicità.Con Francesco (da Massagno) e Jacopo (da Bellinzona), docenti di matematica al Liceo di Altdorf; Malte (da Giubiasco), specialista in trasporti per la Emil Gisler di Seedorf; Kathrin (da Bosco Luganese) e Pamela (da Bellinzona) tecniche di radiologia al Kantonsspital Uri; Roberto (da Ponte Tresa), parrucchiere frontaliere nel centro storico di Altdorf; Laura (da Massagno), bioingegnera e ricercatrice presso la Dätwyler, una delle maggiori aziende dell'industria urana. Con la partecipazione del sindaco di Altdorf Sebastian Züst. Prima emissione 3 marzo 2025
®Questo documentario interroga la questione della migrazione attraverso la lente della salute mentale, restituendo un racconto polifonico fatto di voci professionali e testimonianze dirette.Con l'etnologopedista Francine Rosenbaum, esploriamo del linguaggio della lingua materna, mentre la psicoterapeuta Elia Carenzio Sala – laureata in etnopsichiatria che anche lei ha lavorato per oltre trent'anni nelle strutture pubbliche del Canton Ticino – riflette sulle sfide dell'accoglienza terapeutica in contesti multiculturali.Ad affiancarle, le parole di don Giusto, parroco di Rebbio a Como che collabora con le associazioni del Ticino che da assistenza a persone migranti tutti i giorni. Un viaggio tra psiche e confini, per ascoltare ciò che spesso rimane inascoltato.Prima emissione: 16 maggio 2025
Il Mendrisiotto e tre parole per descriverlo: il verde, la bellezza e la luce. Sono gli spunti di partenza dell'ultimo libro In cerca della luce, Storie di artisti venuti in Ticino, Edizioni Casagrande, freschissimo di stampa, del poeta e scrittore Aberto Nessi che, alla vigilia del suo 85esimo compleanno, ci regala una raccolta di ritratti di artisti arrivati in Ticino in cerca di luce e di un'arte nuova. Nove racconti che possono essere letti come nove tentativi di avvicinamento al mistero della creazione. Nessi ha sempre amato la pittura in particolare quella legata ai suoi luoghi di vita. E questo libro nasce proprio da questo legame biografico e affettivo. In questa cornice si trovano soprattutto dei personaggi umili, defilati o ai margini che l'autore scruta e descrive sempre da una posizione discosta. L'empatia verso questi artisti spesso sofferenti e con vite tormentate evidenziano quella sensibilità e quell'attenzione di Nessi per le sfumature d'ombra che fanno, nella sua prosa e nelle sue poesie, da contraltare alle luci: lo scrittore si immedesima nei personaggi che continuano a vivere nelle loro opere e gli succede spesso di partire con la mente insieme a loro. All'inizio del Novecento, un corteo di artisti arriva nel Canton Ticino. La loro venuta non è concertata: si direbbero attratti da una forza misteriosa che c'entra forse con i paesaggi e la luce. Giovani, anticonformisti, appassionati, scelgono di vivere – spesso poveramente – in piccoli paesi come Castel San Pietro, Ligornetto, Coldrerio, Montagnola, Ascona. Presto questi luoghi si ritagliano uno spazio nelle loro opere, diventando parte integrante della ricerca che li accomuna: quella di un'arte nuova. Nei racconti che compongono In cerca della luce, Alberto Nessi narra queste vite d'artisti. Ci sono le gesta dei sodali Albert Müller, Hermann Scherer e Paul Camenisch, che in Ticino fondano il Gruppo Rot-Blau; c'è l'ombroso «Johannes» Robert Schürch, che vive con la madre in una baracca isolata nei boschi; c'è l'esule russa Marianne Werefkin, con la sua mistica arte del colore; c'è «l'uomo dagli occhiali neri», Guido Gonzato; c'è Jean Corty, che nonostante gli internamenti in manicomio non smette di dipingere; c'è Hermann Hesse, dedito tanto alla scrittura quanto alla pittura ad acquarello; e ci sono tanti altri uomini e donne venuti a Sud in cerca della luce del Ticino. Dietro le loro storie pulsa una domanda: cosa significa essere artisti? E in effetti questi racconti possono essere letti anche così: come nove tentativi di avvicinarsi al mistero della creazione e alla faccia luminosa del mondo. Sono ospiti: Alberto Nessi, scrittore e poeta e Barbara Paltenghi Malacrida, direttrice del Museo d'Arte di Mendrisio.
La Disco Music nasce negli Stati Uniti all'inizio degli anni Settanta e presto trova nella discoteca il suo spazio d'espressione ideale. Attorno a questa musica si raccolgono dapprima soprattutto neri, altre minoranze etniche, femministe e omosessuali, mescolando divertimento e rivendicazioni; ma poi grazie a film come “La febbre del sabato sera” (1977) la Disco diventa un fenomeno di massa esteso a tutte le classi sociali, in tutto il mondo. La musica da discoteca lascia intravedere anche una nuova idea di società, del corpo, delle relazioni tra i sessi. Trasmessa ossessivamente da centinaia di radio private, declinata da famosi DJ, è la colonna sonora di una società in profonda e rapida trasformazione, decisa a lasciarsi alle spalle la Guerra fredda, l'austerità e il terrorismo. Paolo Morando ha sottolineato criticamente la profonda mutazione sociale in corso in quegli anni, mentre Enrico Petrilli ne ha difeso il contenuto progressivo. Infine Roberto Raineri-Seith racconta quando e come la nuova musica si affacciò anche in Canton Ticino. È quasi inevitabile chiedersi poi quanto siano cambiate da allora le forme del divertimento e, in forma ancora più radicale e forse nostalgica, se sappiamo ancora divertirci come negli anni Ottanta.
In burocratese viene chiamata “realizzazione del nodo intermodale alla stazione FFS di Locarno-Muralto”, nel concreto si tratta di dare una nuova fruibilità all'intero comparto, che rappresenta pur sempre il terminale di Alptransit nel Locarnese. Ogni giorno vi transitano circa 17mila500 passeggeri e 20mila veicoli privati.Numeri che pesano sempre più sulla stazione ferroviaria e sulla viabilità di questo quartiere, situato in territorio di Muralto ma a due passi dal lago Verbano e dal centro storico di Locarno, una delle maggiori mete turistiche del Canton Ticino. Dopo discussioni, petizioni e progetti, che si protraggono ormai da oltre dieci anni, il Gran Consiglio ha deciso lo scorso mese di settembre di dare il proprio via libera alla realizzazione di questo nuovo nodo intermodale, voluto anche per facilitare ancor più l'utilizzo dei mezzi pubblici. Un progetto che prevede un investimento totale di 16 milioni di franchi - 7 versati dal Canton Ticino mentre oltre 5 giungeranno dalla Confederazione - contro cui però è stato lanciato un referendum dal comitato “Salviamo Viale Cattori”. Quasi 10mila le firme raccolte da chi ritiene che questo progetto sia troppo “impattante e penalizzante per territorio, ambiente e sicurezza”.Si voterà il tutto il Ticino, il prossimo 15 di giugno. Noi ne discuteremo con:- Renza De Dea, prima coordinatrice del comitato “Salviamo Viale Cattori” - Cristina Zanini Barzaghi, gran consigliera e co-presidente del comitato “Sì alla porta d'accesso del Locarnese” undefined
Questo documentario interroga la questione della migrazione attraverso la lente della salute mentale, restituendo un racconto polifonico fatto di voci professionali e testimonianze dirette.Con l'etnologopedista Francine Rosenbaum, esploriamo del linguaggio della lingua materna, mentre la psicoterapeuta Elia Carenzio Sala – laureata in etnopsichiatria che anche lei ha lavorato per oltre trent'anni nelle strutture pubbliche del Canton Ticino – riflette sulle sfide dell'accoglienza terapeutica in contesti multiculturali.Ad affiancarle, le parole di don Giusto, parroco di Rebbio a Como che collabora con le associazioni del Ticino che da assistenza a persone migranti tutti i giorni. Un viaggio tra psiche e confini, per ascoltare ciò che spesso rimane inascoltato.
C'è chi dice che un'elezione del genere a Lugano non si era mai vista. Lunedì sera tra i banchi del Consiglio comunale in gioco c'era la composizione futura del Consiglio di amministrazione delle AIL, le Aziende industriali di Lugano. Con un nome contestato: quello del municipale Marco Chiesa. Un nome che giovedì scorso era stato scartato dal Municipio cittadino, che a maggioranza aveva preferito riconfermare il capo-dicastero ambiente e energia, Filippo Lombardi, come unico rappresentante dell'esecutivo nel CdA delle AIL. Una bocciatura a cui Chiesa ha replicato con una contromossa, una sua nuova candidatura, questa volta davanti al Consiglio comunale, al posto di Tiziano Galeazzi, fino a quel momento unico candidato in casa UDC.Il Legislativo si è così ritrovato davanti a quella che molti in aula hanno chiamato una “forzatura”, con Chiesa che alla fine è riuscito a raggiungere il suo obiettivo, ma solo dopo due votazioni e con appena 15 voti a suo favore. E con parecchie polemiche attorno al suo nome e più in generale a questo tipo di nomine. Cosa significa tutto questo per la prima città del Canton Ticino? Quali le tensioni politiche che la stanno attraversando? E cosa dire del fatto che la città sta discutendo da ben 13 anni di un nuovo regolamento per la gestione delle aziende partecipate, come appunto AIL, senza nessun risultato concreto?Ne discutono nella puntata di Modem cinque consiglieri comunali:· Raide Bassi, UDC· Natalia Ferrara, PLR· Maruska Ortelli, Lega dei Ticinesi· Lorenzo Beretta-Piccoli, Centro· Carlo Zoppi, La Sinistra
In Svizzera le persone musulmane rappresentano il 6% della popolazione residente (500'000 persone, di cui 6'800 in Ticino). Una presenza che per molti aspetti è sottorappresentata nello spazio pubblico e nel dibattito politico e mediatico, il quale invece d'altra parte dà grande visibilità ad alcuni temi sensibili (radicalizzazione, terrorismo, il dibattito intorno al velo), contribuendo a riprodurre una certa rappresentazione dell'Islam ed alimentare sentimenti o atteggiamenti negativi verso le persone musulmane, in aumento secondo gli ultimi dati statistici della Confederazione.Di Islam nel contesto svizzero, fra invisibilità e visibilità, parliamo l'imam di Giubiasco Luan Aftmataj, guida spirituale della comunità musulmana sopracenerina del Canton Ticino, e con Federico Biasca, ricercatore presso il Centro Svizzero Islam e Società dell'Università di Friburgo che ha appena pubblicato, su incarico della Confederazione, il più ampio studio mai realizzato sul Razzismo antimusulmano in Svizzera.Nell'ultima mezz'ora presentiamo il podcast Voci al femminile creato e condotto da un gruppo di donne ticinesi musulmane. Avremo ospiti Medina Hassani e Greta, due delle sue autrici.
La memoria audiovisiva racconta la storia del nostro Paese da una prospettiva insolita, quella degli ultimi due secoli, quando la tecnologia ci ha permesso di realizzare video o fotografie e di registrare i suoni. Naturalmente numerosi documenti sono già conservati in archivi pubblici, biblioteche e musei. Ma molto resta ancora da scoprire, magari nascosto in cantine e solai, dunque esposto al rischio di andare perduto. Per questo l'associazione Memoriav, diretta da Cécile Vilas, ha promosso un Censimento del patrimonio audiovisivo in collaborazione con i diversi Cantoni, per scoprire, proteggere e valorizzare nuovi fondi. La risposta del Canton Ticino, come spiega Roland Hochstrasser, capo dell'Ufficio dell'analisi e del patrimonio culturale digitale, è stata entusiasta, con centinaia di segnalazioni da parte di enti pubblici, aziende e privati. Restando nell'ambito della memoria audiovisiva, ricordiamo poi che a Lugano ha sede anche la Fonoteca Nazionale Svizzera, l'archivio sonoro della Confederazione; il direttore Günther Giovannoni ci guida nell'ascolto dei suoni più interessanti conservati nei loro archivi.
Quell'albergo non s'ha da abitare. Almeno non così. E' la risposta del Comune di Val Mara al Canton Ticino, che da parte sua aveva trovato un accordo con il proprietario del Park Hotel di Rovio in disuso da quattro anni per alloggiare provvisoriamente una quarantina di persone la cui domanda d'asilo è stata accolta. Una soluzione congelata, quella dell'albergo rosa. Un Comune arrabbiato per non esser stato informato in tempi ragionevoli. Una popolazione che martedì sera ha espresso tutto il suo malcontento di principio in un'affollata riunione pubblica: lo stabile è fatiscente, Rovio è lontana da tutto, 40 arrivi per una popolazione di 800 anime sono troppi, l'autopostale si riempirebbe di migranti e nessuno andrebbe più al negozietto del paese. Fra paure, reclami, polemiche e bisogni concreti, Modem fa il punto e allarga lo sguardo al tema dell'accoglienza in Ticino con: RENZO ZANINI – capo Ufficio cantonale TI richiedenti l'asilo e rifugiatiJGOR ZOCCHETTI - sindaco di Val MaraDEBORA BANCHINI FERSINI – dir. Croce Rossa Svizzera SottoceneriWILLY LUBRINI - Mendrisiotto Regione Aperta
Il Console onorario in Canton Ticino di El Salvador Giacomo Zucco ci raggiunge al BIPSHOW per raccontarci tutto, ma proprio tutto, sull'accordo tra lo Stato e il Fondo Monetario Internazionale. Ne sentirete delle belle!Inoltre: Dataroom di Milena Gabanelli parla di Bitcoin in maniera stranamente corretta, l'Europa annuncia l'Euro digitale, e arriva la riserva strategica USA voluta da Donald Trump.It's showtime!
La galleria ferroviaria di Alptransit ha rivoluzionato la mobilità fra il Canton Ticino e il resto della Svizzera, creando nuove forme di pendolarismo. Negli ultimi anni decine e decine di Ticinesi scelgono di prendere il treno ogni mattina per andare a lavorare… ad Altdorf, in Canton Uri.Non Zurigo. Non Lucerna. Altdorf: la prima fermata dopo il Gottardo, patria di Guglielmo Tell, una sparuta cittadina in mezzo alle Alpi di soli 10'000 abitanti. Un quarto della popolazione di Bellinzona, un sesto di quella di Lugano. Eppure, grazie ad Alptransit e al fabbisogno di professionisti specializzati, Altdorf è diventata per molti la nuova El Dorado, una terra di opportunità lavorative raggiungibile dal Ticino in soli 30-50 minuti. El Doraltdorf è un reportage su rotaia – non un on the road, bensì un on the rail! – per conoscere le storie di chi ad Altdorf ha trovato salari più alti, una migliore cultura del lavoro e, sì, anche la felicità.Con Francesco (da Massagno) e Jacopo (da Bellinzona), docenti di matematica al Liceo di Altdorf; Malte (da Giubiasco), specialista in trasporti per la Emil Gisler di Seedorf; Kathrin (da Bosco Luganese) e Pamela (da Bellinzona) tecniche di radiologia al Kantonsspital Uri; Roberto (da Ponte Tresa), parrucchiere frontaliere nel centro storico di Altdorf; Laura (da Massagno), bioingegnera e ricercatrice presso la Dätwyler, una delle maggiori aziende dell'industria urana. Con la partecipazione del sindaco di Altdorf Sebastian Züst.
Una vera e propria data di inizio non c'è, ma era il dicembre del 2019 quando si cominciò a parlare della diffusione di una polmonite atipica nella zona di Wuhan in Cina. Di lì a poco, il 23 gennaio 2020, di fronte alla diffusione di un virus ancora sconosciuto, le autorità di Wuhan decretarono la chiusura totale della città e sette giorni dopo, l'Organizzazione mondiale della sanità dichiarò una “emergenza di salute pubblica di portata internazionale” a causa della rapida diffusione di quello che nel frattempo si era scoperto essere un virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus.A fine gennaio la malattia polmonare raggiunse l'Europa e in Svizzera, il primo caso Di Covid-19 fu confermato il 25 febbraio 2020 nel Canton Ticino: la persona infetta, un settantenne, aveva contratto il virus durante una riunione a Milano.Chi di noi non ha un'immagine legata a quei primi mesi del 2020? Tutti abbiamo un ricordo legato alla pandemia: Notizie confuse, spaesamento, discussioni su come affrontare quello che stava accadendo e poi… il confinamento, i dati sui contagi, i vaccini… e nuove parole con cui abbiamo iniziato a convivere, come “spillover”, “infodemia”, “vaccini mRNA”,”long Covid”…A cinque anni dall'inizio della pandemia da Covid 19 Alessandra Bonzi e Fabio Meliciani, tornano a quei primi mesi del 2020 e, insieme ai loro ospiti, analizzeranno ciò che è successo e ciò che la pandemia ci ha lasciato in eredità: cosa abbiamo imparato? Quali progressi scientifici abbiamo fatto? E quali errori abbiamo commesso? Ma soprattutto, come possiamo, in futuro, far tesoro di quello che abbiamo imparato. Guarderemo alla pandemia da una prospettiva scientifica assieme a chi la pandemia l'ha vissuta in prima persona e chi la sta ancora studiando: il medico cantonale Giorgio Merlani, Roberto De Vogli, professore associato in salute globale e Psicologia presso il Dipartimento dello Sviluppo e Socializzazione dell'Università di Padova, Sara Rubinelli, professoressa in scienze della salute all'Università di Lucerna, Alessandro Vespignani, fisico, direttore e fondatore del Northeastern Network Science Institute presso la Northeastern University di Boston e Sabrina Locatelli, virologa e primatologa, attiva in Laos.
Buon Natale buon 2025. Dal 23 dicembre al 6 gennaio Landexplorer si ferma per le festività natalizie... In un 2024 pieno di attività e di grande lavoro che ripercorriamo assieme! Turismo delle radici. La nascita di Italea Piemonte ed una particolare forma di turismo dalle grandi opportunità... Vi racconto qualche iniziativa e come sono finito sul palco di TEDx Verbania! (link: https://italeapiemonte.com/) Interreg TRA.ME (Tracce di Meraviglia) 43 comuni coinvolti tra Novara-VCO e Canton Ticino alla scoperta di un cammino con gli occhi ed il gusto grazie a Maestro Martino (link al servizio giornalistico: https://www.vcoazzurratv.it/omegna-presentato-il-progetto-interreg-tra-me-per-la-valorizzazione-turistica-del-cusio/informazione/) Smart Villages nella valli valdesi e nel biellese. In quest'ultimo caso anche grazie al progetto futuri dentro finanziato da Fondazione Cariplo (link a smart villages: https://www.newsbiella.it/2024/07/29/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/smart-villages-valle-elvo-e-serra-dal-primo-incontro-spunti-su-scuola-turismo-ed-inclusione.html) e (link: a futuri dentro: https://www.linkedin.com/pulse/futuri-dentro-il-futuro-come-spazio-del-possibile-un-progetto-ftlef/) Montagne condivise il nuovo progetto e spin off di "futuri dentro" grazie all'impresa sociale socialfare e sempre con il supporto di Fondazione Cariplo (link: https://www.unionemontanaaltaossola.it/it-it/appuntamenti/montagne-condivise-108135-1-2009594e67976c3cc2d56c074ba4ec34) #marketingterritoriale #landexplorer #marketingturistico #destinationmanager #turismo #progettista #travel #lavoro
La salute e i suoi costi sono da anni fra le principali preoccupazioni degli svizzeri. La votazione di questo finesettimana mostra che le riforme sono possibili, ma che tutti dovranno dare il loro contributo se si vuole cambiare la dinamica dell'aumento dei costi del settore sanitario. Fra i progetti pilota quello del “Résaux de l'Arc” nel Giura Bernese, una società che ha come soci il gruppo di cliniche private Swiss Medical Network, il Canton Berna e l'assicuratore Visana. Un modello di rete di cura integrata in cui l'assicurato fa capo a medici convenzionati e che opera con il sistema della capitazione. Vale a dire che il “Réseau de l'Arc” riceve e gestisce una cifra forfettaria per ogni assicurato. Un modello che dal prossimo anno sarà disponibile anche in Ticino e che mira a far scendere i costi della salute attraverso la prevenzione e una miglior coordinazione delle cure limitando le opzioni per gli assicurati. Per discutere del tema sono ospiti di Modem:Michela Pfyffer, direttrice della Clinica Sant'Anna di Sorengo parte del gruppo Swiss Medical Network Christian Garzoni, medico e presidente della rete di medici di famiglia mediX ticinoBruno Cereghetti, consulente nel settore della sanità, già capo dell'Ufficio Assicurazione Malattia del Canton Ticino
Un titolo evocativo che rimanda al mondo delle fiabe. Il nostro regno è l'utlimo lavoro letterario di Linda Ferri: scrittrice e sceneggiatrice che porta sulla pagina, con tenerezza, profondità ed eleganza, la storia della madre. Un caleidoscopio di immagini, specchio deformato di ricordi d'infanzia e mermorie lontane. Resteremo ancora prigionieri di un regno incantato conoscendo meglio le passioni di chi ha scelto i libri come professione: Stefano Vassere, direttore del Sistema bibliotecario del Canton Ticino, si racconta attraverso i libri amati, quelli detestati e i molti che condivide nelle serate pubbliche, organizzate dalle biblioteche ticinesi. Infine ancora un regno, misterioso e a volte inaccessibile: quello animale frequentato e difeso dalla scrittrice Susanna Tamaro che al microfono di Paolo Rodari, ci porterà nella sua allegra fattoria nella quale convivono cani e gatti, pappagalli e asini. undefinedundefinedundefined
L'Italia è pronta ad alzare le aliquote sulle plusvalenze da cripto. Oltreconfine il quadro è decisamente diverso
L'Italia è pronta ad alzare le aliquote sulle plusvalenze da cripto. Oltreconfine il quadro è decisamente diverso
Ben due partiti, il PLR e l'UDC, hanno di questi tempi deciso di fare della lotta contro la scuola inclusiva uno dei loro principali cavalli di battaglia. Lo fanno entrambi con una serie di raccomandazioni a livello nazionale, nel tentativo di poterle poi concretizzare nei singoli cantoni del nostro Paese. A indispettire questi due partiti borghesi è in particolare il fatto che l'inclusione “senza eccezioni”, come viene da loro definita, non ostacola soltanto il percorso formativo degli allievi che dispongono di buone capacità di apprendimento. A loro dire l'inclusione penalizza anche chi deve fare i conti con difficoltà scolastiche di vario tipo. Il sostegno individuale, in classi speciali e separate, andrebbe quindi ripristinato. Non la vede in questo modo invece chi da decenni promuove la scuola inclusiva, una scelta pedagogica difesa anche dal Canton Ticino, considerato una pioniere a livello nazionale per quanto riguarda questo approccio formativo. Un modo di intendere la missione della scuola che viene regolarmente premiato anche dalle analisi PISA effettuate dall'OCSE, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico.Dove va la scuola inclusiva? è davvero in una situazione di così grave disagio? Interrogativi e argomenti che affronteremo con :Marina Carobbio, Consigliera di Stato e direttrice del Dipartimento Educazione, Cultura e Sport Alessandro Speziali, presidente del PLR in Ticino Pierfranco Longo, presidente della Conferenza cantonale dei genitori E con un'intervista registrata a Paolo Pamini, consigliere nazionale UDC/TI
Da una parte, la manifestazione sindacale di protesta di mercoledì sera a Bellinzona contro i tagli previsti nel preventivo del Canton Ticino, tagli che riguardano pure il personale pubblico. Dall'altra l'iniziativa lanciata due settimane fa per ridurre il numero dei dipendenti cantonali di circa 580 unità. Un confronto fra chi è preoccupato per le condizioni d'impiego nel settore pubblico e chi chiede allo stato misure concrete per migliorare la propria efficienza. Fra i risparmi proposti dalla politica e le proteste sindacali, il clima sembra meno teso rispetto all'anno scorso, ma la situazione potrebbe cambiare quando il Gran Consiglio comincerà a discutere le misure di risparmio necessarie per fra quadrare i conti del Canton Ticino.Un dialogo complicato dal dover tener conto della situazione finanziaria di partenza e delle diverse priorità delle parti coinvolte. A Modem ne discutono:Davina Fitas, sindacalista OCSTCristina Maderni, vicepresidente della Camera di Commercio del Canton Ticino e Gran consigliera PLRStefano Modenini, direttore Associazione industrie ticinesiGiulia Petralli, sindacalista VPOD e Gran consigliera per i Verdi
Michael, Danny e Ruben 3 polli nel cestello di una mongolfiera che sorvola il Canton Ticino. Farsi cullare dal vento che ti porta all'avventura con un pallone alimentato ad aria calda. Il meraviglioso mondo delle mongolfiere con l'allievo Aeronauta Matteo Cortesi.
Per comprendere come si arriva nel 1524 all'unione delle Tre Leghe (Lega Caddea, delle Dieci Giurisdizioni e Lega Grigia), bisogna fare un passo ancora più indietro nel tempo e quindi parlare di nobiltà. Una sineddoche è ben rappresentata dalla famiglia De Sacco, che per tre secoli dominò la Mesolcina. In questa edizione diamo uno sguardo su quel periodo, cercando di capire quale fosse il ruolo dei De Sacco, o Von Sax che dir si voglia. Una vicenda conclusasi in modo poco glorioso per il casato, con la vendita della valle nel 1480 a Gian Giacomo Trivulzio, ma che ha portato a costruire una fisionomia duratura in termini di costruzione comunitaria.Nostro ospite è Paolo Ostinelli, direttore del Centro di dialettologia ed etnografia del Canton Ticino, professore di storia medievale all'Università di Zurigo e docente all'Università della Svizzera italiana.
Partiti gli esami, vediamo in dettaglio le tracce. Il tifo in Canton Ticino e le bandiere vietate. Le Olimpiadi arrivano a Montecarlo.
Il 10 giugno 1924, esattamente un secolo fa, una squadra della polizia segreta fascista rapisce e uccide il deputato socialista Giacomo Matteotti.Il gesto efferato provoca indignazione e commozione, tanto che lo stesso Benito Mussolini, a capo del governo e sospettato di essere il mandante, affronta il periodo più difficile nella sua ascesa verso il potere. Anzi proprio superando la crisi aperta dall'omicidio Matteotti Mussolini supera le ultime riserve legalitarie e stabilisce un regime a partito unico. Anche per questo il fascismo cercò sin dal primo momento di cancellare il ricordo di Matteotti, ma la sua memoria rimase viva tra il popolo, che vedeva in lui un eroe, un martire, un apostolo. Questa immagine, ripetuta nelle celebrazioni, lascia tuttavia in ombra la complessa personalità di Matteotti, il suo spessore politico e il ruolo nella storia del socialismo riformista, come spiega Giovanni Scirocco. Invece Mauro Canali, il più importante biografo di Matteotti, ribadisce la responsabilità diretta di Mussolini quale mandante dell'omicidio e getta nuova luce su altri aspetti della vicenda sin qui poco conosciuti, in particolare gli episodi di corruzione documentati nelle carte sottratte a Matteotti nel giorno del rapimento. Infine Pasquale Genasci approfondisce le relazioni internazionali di Matteotti, tra Gran Bretagna, Svizzera e Canton Ticino.
Nell'ambito della Settimana della Formazione Svizzera, ospitiamo Matteo Crivelli dell'Ufficio dell'orientamento scolastico e professionale del Canton Ticino.Parliamo di riqualifica professionale degli adulti.
Francesca Baldereschi"Guida agli extravergini 2024"Slow Food EditoreLa guida agli extravergini da ventiquattro anni è un importante strumento per orientarsi nella produzione olivicola italiana e saper scegliere il prodotto giusto da portare in tavola.Sfogliando queste pagine vi immergerete in un mondo tutto da scoprire, apprezzare e assaggiare: territori vocati, aziende virtuose, uomini e donne appassionati, varietà e profumi unici.686 aziende recensite tra frantoi, aziende agricole e oleifici1071 oli assaggiati e raccontati dai nostri collaboratori in tutta la penisola184 riconoscimenti che testimoniano la qualità dell'extravergine italiano, eccellenza del Mediterraneo43 chiocciole, ovvero aziende che interpretano al meglio i valori di Slow Food207 oli riconosciuti come Presidio Slow Food79 novità assolute in guidaDa 24 anni, grazie a una rete di 125 collaboratori, che non sono solo esperti degustatori, ma persone presenti sul territorio, che conoscono le aziende dall'oliveto alla bottiglia, la Guida offre uno spaccato dell'Italia dell'olio completo e ricco di particolari. Nell'edizione 2024 sono raccontate 686 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici (79 novità a testimonianza di un settore molto vivace), recensiti 1071 oli tra gli oltre 1300 assaggiati. Cresce il numero delle aziende che certificano in biologico l'intera filiera (483 oli certificati) e aumentano i produttori (191 per 207 oli) che hanno aderito al Presidio Slow Food degli Olivi secolari, il progetto che promuove il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico dell'olivo e dei suoi prodotti, che tutela oliveti antichi, cultivar autoctone e raggruppa produttori che non fanno ricorso a fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici.Non mancano riconoscimenti assegnati ogni anno dai curatori della guida: la Chiocciolasegnala le aziende (43) che si distinguono per il modo in cui interpretano i valori produttivi (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia Slow Food; il Grande Olio(80) è attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar. A queste caratteristiche, il premio Grande Olio Slow (104) aggiunge il riconoscimento dedicato alle pratiche agronomiche sostenibili applicate. La Guida cerca anche di essere un invito a visitare queste realtà per incontrare i produttori e scoprire il patrimonio olivicolo: per questo segnala le aziende che offrono ristorazione (102) e quelle con possibilità di pernottamento (144).Due curiosità che si possono trovare tra le pagine della Guida: per la prima volta sono recensite aziende del Piemonte; in due occasioni superiamo i confini nazionali per provare a capire che cosa succede nelle vicine zone del Canton Ticino, in Svizzera, e della Slovenia.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Elisabetta Chiodini"Boldini, De Nittis et les italiens de Paris"Mostra d'Arte al Castello di Novara, fino al 7 aprile 2024www.ilcastellodinovara.itLa mostra al Castello di Novara "Boldini, De Nittis et Les Italiens de Paris" a cura della storica dell'arte Elisabetta Chiodini, che METS Percorsi d'Arte dedica ai celebri artisti italiani al lavoro nella Parigi di fine ‘800 e inizio ‘900, conosciuti internazionalmente come Les Italiens de Paris. Al Castello si possono ammirare, in un percorso di otto sale, opere di Giovanni Boldini, Giuseppe de Nittis, e ancora Vittorio Matteo Corcos, Antonio Mancini, Federico Zandomeneghi, e molti altri protagonisti di quella indimenticabile stagione. Otto sale all'interno del Castello di Novara ospitano novanta opere in un percorso che ci riporta idealmente nella Parigi di fine ‘800 e inizio ‘900, fra i lavori di alcuni degli artisti italiani più noti e amati dal grande pubblico, primi tra tutti il ferrarese Giovanni Boldini (1842-1931) e il barlettano Giuseppe de Nittis (1846-1884). Attraverso confronti dal ritmo serrato e stimolante, il visitatore può calarsi nello spirito dell'epoca e immaginarsi fra atelier e mostre nella città che, come è noto, fin dai primi anni Venti dell'Ottocento aveva attratto numerosi artisti italiani desiderosi di confrontarsi con la cultura figurativa d'Oltralpe e di ampliare il proprio mercato oltre confine. Con la nascita delle prime Esposizioni Universali, città come Londra e Parigi avevano attratto infatti milioni di visitatori da tutta Europa per diventare centri nevralgici del mercato internazionale dell'arte contemporanea. L'Exposition universelle del 1867, la prima strutturata interamente a padiglioni, confermò Parigi, parafrasando Walter Benjamin, capitale del lusso e delle mode, del progresso e della civiltà. In questo contesto, dunque, anche il mercato dell'arte non solo divenne florido ma anche in continua e rapida crescita. Sarà proprio dagli anni Sessanta che intraprendenti mercanti d'arte contemporanea, francesi, inglesi, tedeschi, olandesi faranno a gara per assicurarsi le opere di giovani artisti promettenti riuscendo, spesso, a convincerli a stipulare contratti “in esclusiva”, diventandone i diretti intermediari con i compratori e il loro gusto estetico. Tra i mercanti di maggior fama Adolphe Goupil, Friedrich Reitlinger, Thomas e William Agnew, Algernon Moses Marsden.Elisabetta ChiodiniStorico dell'arte indipendente, studiosa di arti figurative, di storia del costume e della moda, si occupa principalmente di arte italiana tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento.Saggista e curatrice di mostre collabora con istituzioni museali, enti pubblici e privati in Italia e all'estero. Dal 2019 è Vice Presidente dell'Associazione culturale METS Percorsi d'Arte. Tra le mostre che ha curato: La pittura del vero tra Lombardia e Canton Ticino (2008); Milano e lo stile di una città tra Settecento e Novecento. Abiti e dipinti dalle collezioni civiche (2010); Dettagli di Moda. Gli anni venti e trenta nella collezione Mangiameli (2010); Un mondo in trasformazione. L'Ottocento tra poesia rurale e realtà urbana (2013); Arte e arti. Pittura, incisione e fotografia nell'Ottocento (2019); Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale (2021).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
In questa intervista faccio due chiacchiere con Gabriele Chierici, insegnante di italiano cresciuto nel Canton Ticino, regione della Svizzera dove si parla italiano. Scopriremo con Gabriele com'è crescere nel Ticino, quali sono le differenze con l'Italia, come convivono gli svizzeri dei vari cantoni e molto altro. Buon ascolto!Trascrizione (Podcast Italiano Club - Livello Oro)Scarica l'ebook: 'Come raggiungere il livello avanzato in italiano'Altri link e risorse utili:Fonetica Italiana Semplice, il mio corso di pronuncia italianaIl mio ebook gratuito, '50 modi di dire per parlare come un italiano'Fai una lezione di italiano su Italki e ricevi 10 $ in crediti Il mio canale YouTube Dai un'occhiata al merchandiseInstagramFacebook
Una lunga intervista concessa nel 2006 a Raffaella Barazzoni quando Dick Marty era ancora “Senatore”, uno dei due rappresentanti del Canton Ticino al Consiglio degli Stati, a Berna.Sul sito della Rete Due è disponibile l'intero colloquio, diviso in cinque puntate.undefined
Una lunga intervista concessa nel 2006 a Raffaella Barazzoni quando Dick Marty era ancora “Senatore”, uno dei due rappresentanti del Canton Ticino al Consiglio degli Stati, a Berna.Sul sito della Rete Due è disponibile l'intero colloquio, diviso in cinque puntate.
Una lunga intervista concessa nel 2006 a Raffaella Barazzoni quando Dick Marty era ancora “Senatore”, uno dei due rappresentanti del Canton Ticino al Consiglio degli Stati, a Berna.Sul sito della Rete Due è disponibile l'intero colloquio, diviso in cinque puntate.
Una lunga intervista concessa nel 2006 a Raffaella Barazzoni quando Dick Marty era ancora “Senatore”, uno dei due rappresentanti del Canton Ticino al Consiglio degli Stati, a Berna.Sul sito della Rete Due è disponibile l'intero colloquio, diviso in cinque puntate.
Una lunga intervista concessa nel 2006 a Raffaella Barazzoni quando Dick Marty era ancora “Senatore”, uno dei due rappresentanti del Canton Ticino al Consiglio degli Stati, a Berna.Sul sito della Rete Due è disponibile l'intero colloquio, diviso in cinque puntate.
Una lunga intervista concessa nel 2006 a Raffaella Barazzoni quando Dick Marty era ancora “Senatore”, uno dei due rappresentanti del Canton Ticino al Consiglio degli Stati, a Berna.Sul sito della Rete Due è disponibile l'intero colloquio, diviso in cinque puntate.
Dalle colline della Svizzera alla consacrazione in Italia come showgirl e conduttrice di grandissimo successo. Ebbene sì, Michelle Hunziker è passata dal BSMT. Nata il 24 gennaio 1977 a Sorengo, piccolo comune svizzero del Canton Ticino, Michelle si è trasferita in Italia all'età di 17 anni, intraprendendo da lì la carriera che l'ha portata a diventare una delle donne più apprezzate del nostro paese, prima come modella e poi come conduttrice e attrice. Il primo successo è arrivato con la pubblicità di biancheria intima di Roberta ma è grazie alla tv che Michelle è riuscita a conquistare il pubblico. Da Paperissima Sprint a Colpo di fulmine, da Zelig, in coppia con Claudio Bisio e Love Bugs assieme a Fabio De Luigi, fino a Striscia La Notizia e Michelle Impossible, il suo show di grande successo nel palinsesto di Canale 5 dal 2022. Questi e moltissimi altri sono in contesti in cui è riuscita ha dimostrato tutto il suo talento, portando sorriso e spensieratezza nelle case di tutti gli italiani con la sua innata ironia ed energia. Una chiacchierata davvero speciale dove Michelle si è raccontata, dall'inizio alla fine, tra carriera e vita privata, sottolineando quanto anche per lei siano fondamentali sacrificio, focus e impegno per raggiungere i propri obiettivi e fare la differenza. Buona visione! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In this episode, Anna speaks about her latest trip to Canton Ticino, a special region in Switzerland where Italian is spoken! You can read an interactive transcript of this episode (which highlights the words as they're spoken) whilst listening: https://languatalk.com/blog/podcast/italian?via=italianpod. Looking to learn Italian fast with a tutor? Meet a tutor (like Anna) for a trial session here: https://languatalk.com/italian-tutors-online?via=italianpod
Franco Gervasoni, direttore della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, spiega come funziona il modello di educazione superiore del Canton Ticino (legato al mondo del lavoro e con corsi in italiano)