POPULARITY
Probabilmente non mi vedrete mai davvero “in TV”
Come ogni estate, dedichiamo una puntata alle domande più curiose e inattese che avete inviato al podcast. Ci occupiamo di come si forma la sabbia nel deserto, di cosa fanno i detersivi per i piatti alla nostra salute, di energia “green” e dei colori che fanno venire caldo quando siamo al Sole. E per la prima volta ci aiutano diverse guest star dal mondo della divulgazione. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Leggi anche– 50 sfumature di pulito, Alessandro Mustazzolu, Gribaudo 2025 – Metterci lo zampino, Lorenza Polistena, Becco Giallo 2026 – Cattiva prevenzione, Roberta Villa, Chiarelettere 2025 – La scienza delle pulizie, Dario Bressanini, Gribaudo 2022 – Con la giusta energia, Simone Angioni, Gribaudi 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Oggi parleremo del profilo lipidico come predittore del rischio cardiovascolare con la dott.ssa Lambertini
In questo nuovo episodio di Purpose, il podcast di Ersel dedicato ai temi della sostenibilità e della responsabilità sociale d'impresa, Valeria Ferrero, Responsabile ESG Strategy di Ersel, incontra Maria Francesca Aceti, CEO di Deltha Pharma, PMI italiana specializzata nella nutraceutica e impegnata nello sviluppo di integratori alimentari naturali ad alto contenuto scientifico. Un dialogo che racconta come sostenibilità, innovazione e visione imprenditoriale possano diventare leve concrete di crescita e competitività.Nel corso dell'episodio approfondiamo:il ruolo dei fattori ESG e il loro impatto sull'accesso al credito;il percorso di certificazione di Deltha Pharma e i riconoscimenti ottenuti negli anni;l'innovazione digitale e il cambiamento organizzativo come strumenti per costruire il futuro.Un confronto ricco di spunti che mostra come avere un Purpose significhi assumersi responsabilità, prendere decisioni e generare un cambiamento positivo e duraturo. Ascolta l'episodio completo.#comunicazionedimarketingIl presente podcast è destinato esclusivamente a scopi informativi/ di marketing non sostituendosi al prospetto informativo o ad altri documenti legali di prodotti finanziari ivi eventualmente richiamati. Nel caso, si prega di consultare il prospetto dell'OICVM/documento informativo e il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KID) prima di prendere una decisione finale di investimento che può essere effettuata solo previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Solo la versione più recente del prospetto, dei regolamenti, del Documento chiave per gli investitori, delle relazioni annuali e semestrali del fondo può essere utilizzata come base per decisioni di investimento. Il presente podcast non costituisce né un'offerta né una sollecitazione all'acquisto, alla sottoscrizione o alla vendita di prodotti o strumenti finanziari o una sollecitazione all'effettuazione di investimenti. Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nel presente podcast e compiuto sforzi per garantire che il contenuto di questo podcast sia basato su informazioni e dati ottenuti da fonti affidabili, ma non garantisce della loro esattezza e completezza non assumendosi alcuna responsabilità. Ersel non si assume alcuna responsabilità circa le informazioni, le proiezioni o le opinioni contenute nel presente podcast e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Il presente podcast può fare riferimento alla performance passata degli investimenti: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli attuali o futuri. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione del presente podcast, non espressamente autorizzata.
Resistenza Cognitiva
E se esistesse davvero una “pillola” capace di ridurre in modo enorme il rischio di diabete, malattie cardiovascolari, tumori, ansia, depressione e perdita di anni di vita sana? Probabilmente la vorremmo tutti. Il punto è che questa medicina esiste già, solo che non si presenta come una pillola: si chiama stile di vita.In questo video parlo della Lifestyle Medicine come della più potente strategia preventiva che abbiamo a disposizione, ma anche del motivo per cui cambiare è così difficile. Perché spesso non stiamo combattendo solo contro la pigrizia o la mancanza di volontà, ma contro dipendenze nascoste, stress cronico, automatismi di compensazione e abitudini che il cervello usa per calmarci, anche quando lentamente compromettono la nostra salute.Cambiare stile di vita significa imparare a riconoscere questi meccanismi e lavorare sui 7 pilastri fondamentali del benessere psicofisico: alimentazione, attività fisica, sonno, depotenziamento delle dipendenze, gestione dello stress, relazioni e ottimizzazione dell'ambiente. Non per inseguire una perfezione impossibile, ma per costruire, giorno dopo giorno, una vita più lunga, più sana e soprattutto più consapevole.
Ogni giorno cerchiamo nuove strategie per stare meglio. Integratori, routine, trucchi, scorciatoie. Per Valerio Rosso il punto è molto più semplice: esistono poche abitudini che incidono davvero sulla nostra salute. E quasi tutti le conosciamo già. Il difficile non è scoprirle. È applicarle. Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/3ANrND9ThXz8lgKOoqlQj3?si=PzGDCYyPRjipKYPew6Kmow Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Negli ultimi mesi il mondo della nutrizione è cambiato più di quanto abbia fatto negli ultimi dieci anni.Ogni giorno compaiono nuovi metodi per dimagrire, nuove challenge da dieci giorni, reset metabolici, integratori miracolosi, farmaci presentati come soluzioni definitive e perfino finti medici e finti nutrizionisti creati con l'intelligenza artificiale che promettono risultati incredibili.Il problema è che tutto questo ha un unico obiettivo: convincerti che esista una scorciatoia. In questo episodio del podcast Vivere in Chetogenica, il Dott. Lorenzo Vieri prende una posizione molto chiara su quello che sta accadendo nel mondo della nutrizione e spiega perché questo tipo di comunicazione rischia di fare più danni che benefici.Parleremo di challenge estive, reset metabolici, promesse impossibili, pubblicità ingannevoli, utilizzo dell'intelligenza artificiale per creare falsi esperti e della continua ricerca della soluzione rapida che, nella maggior parte dei casi, porta soltanto a ricominciare da capo.Scoprirai perché perdere peso velocemente non significa risolvere il problema, perché il vero obiettivo dovrebbe essere mantenere i risultati nel tempo e perché nessun integratore, nessun farmaco e nessun percorso lampo potranno mai sostituire un autentico cambiamento dello stile di vita.Perché la domanda giusta non è: "Quanto peso perderò in dieci giorni?"La domanda giusta è: "Fra un anno sarò ancora così?" Se questo episodio ti farà mettere in discussione almeno una delle promesse che vedi ogni giorno sui social, avrà raggiunto il suo obiettivo.Buon ascolto.
Oggi parleremo della gestione nutrizionale nell'artrite reumatoide con la dott.ssa Guarino
In ogni cellula del tuo corpo avvengono 10.000 fratture del DNA ogni giorno. Vengono tutte riparate — finché i mitocondri funzionano. Quando smettono, l'invecchiamento accelera. Questo è il meccanismo. E quasi nessuno degli integratori che vendi compra in farmacia lo tocca davvero.→ La ricerca farmacologica sull'invecchiamento muscolare ha fallito per decenni perché puntava al target sbagliato: la massa muscolare non predice la perdita di mobilità, la forza sì. Una scoperta che ha cambiato completamente la direzione della ricerca — e che quasi nessuno nella comunità fitness ha ancora recepito→ Chi a 30-40 anni aveva una percezione positiva dell'invecchiamento aveva probabilità significativamente minori di sviluppare malattie cardiovascolari, declino cognitivo e demenza quarant'anni dopo. Non uno stile di vita — un atteggiamento mentale misurato prima che esistesse qualsiasi patologia→ La singola raccomandazione del direttore del NIA per invecchiare meglio: non fumare. La seconda — sorprendente — non è dimagrire: è non aumentare di peso nel corso della vita. La differenza tra i due obiettivi è enorme clinicamente, e quasi nessuno la spiega→ Gli integratori per migliorare la funzione mitocondriale disponibili oggi: "nella migliore delle ipotesi inutili, nella peggiore dannosi." Le molecole promettenti esistono — ma non sono ancora in farmaciaSe studi invecchiamento da sessant'anni e hai 400.000 citazioni accademiche, puoi permetterti di dire queste cose senza mezzi termini.
Oggi parleremo delle alterazioni sensoriali nei pazienti oncologici con la dott.ssa Romanelli
La creatina migliora davvero forza, potenza e recupero?La caffeina aiuta solo a sentirsi più svegli o può fare davvero la differenza nella performance?In questa puntata analizziamo in modo chiaro e concreto come agiscono creatina e caffeina, quando possono essere utili, quali effetti hanno su forza, sprint, resistenza, concentrazione e fatica percepita, e quali sono i principali errori da evitare.Parleremo anche di timing, modalità di assunzione, sicurezza, falsi miti e uso consapevole, con un approccio scientifico ma accessibile, pensato per atleti, professionisti e appassionati che vogliono capire davvero cosa funziona e cosa no.
ADHD, autismo, dislessia, Tourette e neurodivergenze non sono solo “etichette diagnostiche”
Alla fine, per il nostro benessere fisico e mentale, conta soprattutto una cosa: amare davvero ed essere amati davvero. Tutto il resto viene dopo. ❤️
Il corpo è la porta d'ingresso principale alla nostra mente
Se non controlli i tuoi impulsi, non controllerai mai davvero i tuoi soldi
ADHD nelle donne: invisibile... finché non è troppo tardi?
Ci sono famiglie che non si limitano a vivere il disagio… lo organizzano, lo trasmettono, lo fanno diventare quasi un clima emotivo stabile
Oggi parleremo del ruolo della nutrizione nell'amenorrea ipotalamica con la dott.ssa Tarallo
Ti svegli già stanca.Arrivi a metà mattina e senti di aver già dato tutto, anche se in realtà non hai fatto nulla di così impegnativo. La testa è lenta, il corpo pesa, e ogni cosa diventa più faticosa del necessario.E la cosa peggiore è questa: inizi a pensare che sia normale. Che sia colpa tua. Che sia pigrizia. Che “sei fatta così”. In realtà, quasi mai è così. Nella maggior parte dei casi, quella stanchezza costante è un segnale. Non un limite.Non un difetto. È il tuo corpo che ti sta dicendo che qualcosa, nel tuo modo di vivere ogni giorno, non sta funzionando⚠️ Il problema è che non è una sola cosa. Sono piccoli comportamenti ripetuti ogni giorno che, messi insieme, ti svuotano energia senza che tu te ne accorga. Un sonno che sembra sufficiente ma non lo è davvero.Una caffeina usata per tamponare invece che per aiutare. Un'alimentazione che crea continui alti e bassi. Stress costante, testa sempre accesa, zero pause. Tutto questo non si vede subito. Ma lo senti. In questo episodio il dottor Lorenzo Vieri parte da una domanda semplice, ma potentissima: perché sei sempre stanca?E da lì costruisce un percorso concreto per aiutarti a capire cosa sta succedendo davvero dentro la tua giornata. Non è teoria. È qualcosa che puoi iniziare a osservare da subito.Capisci la differenza tra una stanchezza fisiologica — quella normale, che arriva quando hai fatto qualcosa — e quella che invece non passa mai, che si trascina e ti accompagna anche quando non dovrebbe. E soprattutto arrivi a un punto chiave.Capire da dove arriva davvero la tua mancanza di energia. Perché senza questo passaggio, ogni soluzione diventa inutile. Integratori, cambi dieta, motivazione… non funzionano se la base è sbagliata. E qui entra la parte più interessante.Un protocollo semplice, concreto, di 72 ore. Tre giorni per iniziare a invertire la direzione. Tre giorni per capire se il tuo corpo risponde. Tre giorni per iniziare a sentire di nuovo lucidità, presenza, controllo
L'olio MCT è uno degli integratori più usati nella dieta chetogenica.Ma proprio per questo è anche uno dei più abusati.Dopo aver visto nella prima parte cosa sono e come funzionano a livello metabolico, in questo episodio entriamo nella parte più pratica… quella che fa davvero la differenza tra usarlo bene e usarlo a caso. Perché il problema non è l'MCT. Il problema è come viene utilizzato.Molti lo trattano come un acceleratore universale: più ne metto, più entro in chetosi, più dimagrisco. Sembra logico. Non lo è. A un certo punto smette di aiutarti e inizia a creare solo fastidi, soprattutto a livello digestivo⚠️ E poi c'è un errore ancora più banale… ma molto più pericoloso. Usarlo nel modo sbagliato in cucina. L'olio MCT ha un punto di fumo basso, e questo significa una cosa molto semplice: non va usato a caldo. Non è fatto per cucinare.Eppure viene fatto continuamente, senza sapere che così si perdono i benefici e si peggiora la qualità di quello che stai mangiando.Ma non è finita qui. In questo episodio smontiamo anche alcuni dei falsi miti più diffusi: l'idea che faccia dimagrire da solo, la confusione continua con l'olio di cocco, l'utilizzo come sostituto del pasto… tutte convinzioni che sembrano logiche ma che nel lungo periodo ti portano fuori strada. E poi arriviamo al punto centrale.Quando ha senso usarlo davvero. Perché inserito nel modo giusto può aiutarti a stabilizzare la chetosi, migliorare la concentrazione e rendere più sostenibile il tuo percorso
Nel running si parla tantissimo di nutrizione.Carboidrati.Gel.Integratori.Strategie sempre più complesse.Ma la domanda è semplice:
Oggi parleremo di Linee guida ESPEN in ambito chirurgico pubblicate nel 2025
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8463IL LIBRO DI RAVAGNANI: LIBERTA' A PREZZO DI UN'INFEDELTA' di Andrea Zambrano Abbiamo letto il libro di (don) Alberto Ravagnani La Scelta. Andiamo al cuore della faccenda: è la prova che Dio esiste. Esiste, perché se è riuscito ad avvicinare alla conversione decine di giovani, servendosi di un prete sicuramente innamorato di Cristo, ma privo di strumenti spirituali, intellettuali e teologici di "base", allora vuol dire davvero che supplet Ecclesia, cioè la Chiesa supplisce anche di fronte all'eventuale claudicanza del pastore. Si sa, la Chiesa è andata avanti anche grazie a sacerdoti inadeguati, ma inseriti dentro la cornice giusta. «Fate quello che dicono e non fate quello che fanno». È un format rodato.Per il resto, sulla vicenda umana di Ravagnani e di quello che dice nel libro, anticipato allo sfinimento nei podcast, nelle interviste, nei reels e nei post sui social con un afflato di egocentrismo neanche tanto nascosto, bisogna avere rispetto, ma non serve dire molto di più, se non la sensazione di essere di fronte al déjà-vu di una crisi ecclesiale titanica, ma inavvertita dalle gerarchie ecclesiastiche. Lasciare il sacerdozio è un dramma, però reversibile, ma nelle pagine che scorrono manca decisamente il senso di questo dramma che ignora anche la responsabilità di un consacrato. Possibile che sia una scelta come un'altra, intercambiabile a seconda delle circostanze? Frutto di un cammino troppo veloce per uno che è sacerdote da appena 7 anni? Di sicuro nel libro non affiora.Il ragazzo scrive a flusso di coscienza, con realismo, non ci aspettavamo Honoré de Balzac, ma qualcosa di più del diario di sfogo ordinato dallo psicologo, francamente sì. Spiritualmente impalpabile, teologicamente confuso, umanamente povero, frutto, più che di discernimento, di molte sedute da uno psicologo. Lo si capisce da questa insistenza dominante del bravo bambino che fu Ravagnani, e poi bravo seminarista, bravo prete, in una sequenza di prese di coscienza psicologiche dove lo schema è quello del poveretto che deve sempre rispondere alle aspettative degli altri. E per questo non è libero. Che fuffa. Dov'è la virilità? Il valore? Dov'è la virtù che si coltiva abbandonando l'io bambino delle recriminazioni sul mondo che non cambia, sulla vita che non è come la vorrei io e sul fatto che è sempre colpa degli altri?INCAPACE DI UMILTÀIncapace di umiltà, prende a schiaffi la liturgia con le banalità dei primi ribelli anni '60. Una paccottiglia trita e ritrita sulla Chiesa che deve cambiare. Cieco di fronte all'evidenza che la fede si risveglia oggi, e soprattutto nei giovani, laddove la liturgia è vissuta come duro lavoro e stupore di sacro. Il formalismo stantio che lui le rimprovera è in realtà il formalismo figlio di questi anni di creatività liturgica a cui evidentemente anche lui aspira. Niente di nuovo e niente di più scontato e infruttifero.Non poteva mancare il pippotto in salsa gay friendly, di lui che a Parigi scopre che la Chiesa sbaglia sull'omosessualità, pratica o in tendenza che sia. E lo fa in un tête-à-tête con un gay conosciuto in un bistrot. Polacco, tra l'altro, il quale dice di essere scappato dalla patria perché perseguitato. Evidentemente il primo polacco gay perseguitato dai tempi di nazismo e comunismo. Ma siamo seri?Un piagnisteo continuo di lui che era un bravo bambino e di lui che ha fatto tante cose, con i social, con i giovani e la Chiesa che non lo capisce. E che Fraternità è stata osteggiata. Ma figlio mio: San Francesco è stato osteggiato, San Pio, San Josemaria Escrivà sono stati osteggiati. Cosa ti aspettavi? Che i frutti scendessero dall'albero dei reels così senza fatica? Non lo fanno neanche i fichi selvatici in agosto. Pensavi di farcela tu?E poi lui che cede di fronte alla sessualità e non può e quindi dà la colpa alla Chiesa, che non cambia la morale sessuale. E allora "dagli alla Chiesa" da Galileo fino ad oggi, con la Chiesa nella parte della cattiva che ha sbagliato tutto. Conoscenze storiche da bar, luoghi comuni e cliché triti e ritriti secondo lo schema dell'"io so io e la Chiesa nun capisce un..." insomma avete capito.VOGLIA DI LIBERTÀ ASSOLUTAE che vuole essere libero, ma questo abito non glielo permette. Che noia. Una lagna egocentrica, che sembra piuttosto nascondere fallimenti, giustificare peccati, aprirsi ad una libertà intesa non come adesione alla Verità.Ammette, Ravagnani, di non avere avuto amici veri, tra i confratelli che non lo capivano, e qui sta forse il cuore della vicenda perché si dovrebbe aprire il doloroso capitolo dei preti che se non sono sostenuti da una comunità di consacrati, che custodiscano dubbi e fatiche, si va poco lontano. E il più delle volte si sbanda. Così come stupisce nel racconto che il vescovo non sia mai nominato, come se non si fosse mai interessato a lui. I superiori sempre visti come arcigni, incapaci di capirlo. Possibile?E poi l'inno alla "somatolatria", al suo corpo palestrato, pompato a suon di crunch per farci credere che per evangelizzare siano utili anche gli integratori contro una Chiesa che ha sempre condannato il corpo e perciò deve cambiare.Un disprezzo verso la veste da prete che si è accorto di portare - dice - per coprire un ruolo e che non corrisponde più con la sua persona finalmente libera. Un'offesa a quei santi che per rimanere fedeli a quella veste perché rivestimento visibile di Cristo si sono fatti ammazzare. Come Rolando Rivi, il cui libro gli avevo regalato quando lo ospitai in casa mia e che credo non abbia mai letto. Ci speravo, perché avrebbe avuto un esempio davanti agli occhi di martirio. In fondo viene da chiedersi se più che un problema di vocazione, non sia un problema di fede. E come si possa alimentare se persino la preghiera è vista come qualcosa di fastidioso, noioso, ripetitivo.E i giovani? I tanto strombazzati giovani che lui ha seguito, che ha avvicinato alla fede? A loro non sono riservate risposte, eppure sono loro oggi che, seguendo le sue gesta alle prese con le interviste sulla Stampa, Repubblica, sui grandi media che ora lo coccolano e domani lo scaricheranno, si interrogano con sconcerto: ma allora a che cosa è servito? E che senso ha rimanere fedeli ad una scelta se poi questa fedeltà viene infranta come il vetro di un IPhone?Un consiglio e un augurio, sarà anche paternalistico, ma fa lo stesso: guarda a Pietro, che tradì, non pubblicò libri sulla sua infedeltà, ma si mise testa china al servizio di quella chiamata. Tuffandosi nella misericordia di Dio e dando la sua vita.
Oggi parleremo di alimentazione e healthy aging con la dott.ssa Concetta Destro Mignino
Il recupero dopo l'esercizio fisico è un processo complesso che coinvolge una molteplicità di meccanismi fisiologici: rigenerazione muscolare, ristoro energetico, modulazione infiammatoria e reidratazione. In questo contesto, l'integrazione nutrizionale rappresenta una strategia essenziale per ottimizzare la risposta dell'organismo e prevenire l'affaticamento cronico. Ma quanto conta il “quando”? Una recente revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata su Frontiers in Nutrition, ha affrontato in modo rigoroso questa domanda, cercando di chiarire l'effetto del momento di assunzione dei supplementi sulla qualità del recupero.
Hai mai pensato che una semplice combinazione di 20 g di caseina prima di dormire e un mix di probiotici possa trasformare le tue performance atletiche? Un nuovo studio randomizzato rivela che questa combinazione non solo potenzia la forza, ma migliora anche la potenza anaerobica nei test sprint. Il segreto? Una sinergia che parte dall'intestino e arriva fino al muscolo, ottimizzando il recupero mentre dormi.