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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8463IL LIBRO DI RAVAGNANI: LIBERTA' A PREZZO DI UN'INFEDELTA' di Andrea Zambrano Abbiamo letto il libro di (don) Alberto Ravagnani La Scelta. Andiamo al cuore della faccenda: è la prova che Dio esiste. Esiste, perché se è riuscito ad avvicinare alla conversione decine di giovani, servendosi di un prete sicuramente innamorato di Cristo, ma privo di strumenti spirituali, intellettuali e teologici di "base", allora vuol dire davvero che supplet Ecclesia, cioè la Chiesa supplisce anche di fronte all'eventuale claudicanza del pastore. Si sa, la Chiesa è andata avanti anche grazie a sacerdoti inadeguati, ma inseriti dentro la cornice giusta. «Fate quello che dicono e non fate quello che fanno». È un format rodato.Per il resto, sulla vicenda umana di Ravagnani e di quello che dice nel libro, anticipato allo sfinimento nei podcast, nelle interviste, nei reels e nei post sui social con un afflato di egocentrismo neanche tanto nascosto, bisogna avere rispetto, ma non serve dire molto di più, se non la sensazione di essere di fronte al déjà-vu di una crisi ecclesiale titanica, ma inavvertita dalle gerarchie ecclesiastiche. Lasciare il sacerdozio è un dramma, però reversibile, ma nelle pagine che scorrono manca decisamente il senso di questo dramma che ignora anche la responsabilità di un consacrato. Possibile che sia una scelta come un'altra, intercambiabile a seconda delle circostanze? Frutto di un cammino troppo veloce per uno che è sacerdote da appena 7 anni? Di sicuro nel libro non affiora.Il ragazzo scrive a flusso di coscienza, con realismo, non ci aspettavamo Honoré de Balzac, ma qualcosa di più del diario di sfogo ordinato dallo psicologo, francamente sì. Spiritualmente impalpabile, teologicamente confuso, umanamente povero, frutto, più che di discernimento, di molte sedute da uno psicologo. Lo si capisce da questa insistenza dominante del bravo bambino che fu Ravagnani, e poi bravo seminarista, bravo prete, in una sequenza di prese di coscienza psicologiche dove lo schema è quello del poveretto che deve sempre rispondere alle aspettative degli altri. E per questo non è libero. Che fuffa. Dov'è la virilità? Il valore? Dov'è la virtù che si coltiva abbandonando l'io bambino delle recriminazioni sul mondo che non cambia, sulla vita che non è come la vorrei io e sul fatto che è sempre colpa degli altri?INCAPACE DI UMILTÀIncapace di umiltà, prende a schiaffi la liturgia con le banalità dei primi ribelli anni '60. Una paccottiglia trita e ritrita sulla Chiesa che deve cambiare. Cieco di fronte all'evidenza che la fede si risveglia oggi, e soprattutto nei giovani, laddove la liturgia è vissuta come duro lavoro e stupore di sacro. Il formalismo stantio che lui le rimprovera è in realtà il formalismo figlio di questi anni di creatività liturgica a cui evidentemente anche lui aspira. Niente di nuovo e niente di più scontato e infruttifero.Non poteva mancare il pippotto in salsa gay friendly, di lui che a Parigi scopre che la Chiesa sbaglia sull'omosessualità, pratica o in tendenza che sia. E lo fa in un tête-à-tête con un gay conosciuto in un bistrot. Polacco, tra l'altro, il quale dice di essere scappato dalla patria perché perseguitato. Evidentemente il primo polacco gay perseguitato dai tempi di nazismo e comunismo. Ma siamo seri?Un piagnisteo continuo di lui che era un bravo bambino e di lui che ha fatto tante cose, con i social, con i giovani e la Chiesa che non lo capisce. E che Fraternità è stata osteggiata. Ma figlio mio: San Francesco è stato osteggiato, San Pio, San Josemaria Escrivà sono stati osteggiati. Cosa ti aspettavi? Che i frutti scendessero dall'albero dei reels così senza fatica? Non lo fanno neanche i fichi selvatici in agosto. Pensavi di farcela tu?E poi lui che cede di fronte alla sessualità e non può e quindi dà la colpa alla Chiesa, che non cambia la morale sessuale. E allora "dagli alla Chiesa" da Galileo fino ad oggi, con la Chiesa nella parte della cattiva che ha sbagliato tutto. Conoscenze storiche da bar, luoghi comuni e cliché triti e ritriti secondo lo schema dell'"io so io e la Chiesa nun capisce un..." insomma avete capito.VOGLIA DI LIBERTÀ ASSOLUTAE che vuole essere libero, ma questo abito non glielo permette. Che noia. Una lagna egocentrica, che sembra piuttosto nascondere fallimenti, giustificare peccati, aprirsi ad una libertà intesa non come adesione alla Verità.Ammette, Ravagnani, di non avere avuto amici veri, tra i confratelli che non lo capivano, e qui sta forse il cuore della vicenda perché si dovrebbe aprire il doloroso capitolo dei preti che se non sono sostenuti da una comunità di consacrati, che custodiscano dubbi e fatiche, si va poco lontano. E il più delle volte si sbanda. Così come stupisce nel racconto che il vescovo non sia mai nominato, come se non si fosse mai interessato a lui. I superiori sempre visti come arcigni, incapaci di capirlo. Possibile?E poi l'inno alla "somatolatria", al suo corpo palestrato, pompato a suon di crunch per farci credere che per evangelizzare siano utili anche gli integratori contro una Chiesa che ha sempre condannato il corpo e perciò deve cambiare.Un disprezzo verso la veste da prete che si è accorto di portare - dice - per coprire un ruolo e che non corrisponde più con la sua persona finalmente libera. Un'offesa a quei santi che per rimanere fedeli a quella veste perché rivestimento visibile di Cristo si sono fatti ammazzare. Come Rolando Rivi, il cui libro gli avevo regalato quando lo ospitai in casa mia e che credo non abbia mai letto. Ci speravo, perché avrebbe avuto un esempio davanti agli occhi di martirio. In fondo viene da chiedersi se più che un problema di vocazione, non sia un problema di fede. E come si possa alimentare se persino la preghiera è vista come qualcosa di fastidioso, noioso, ripetitivo.E i giovani? I tanto strombazzati giovani che lui ha seguito, che ha avvicinato alla fede? A loro non sono riservate risposte, eppure sono loro oggi che, seguendo le sue gesta alle prese con le interviste sulla Stampa, Repubblica, sui grandi media che ora lo coccolano e domani lo scaricheranno, si interrogano con sconcerto: ma allora a che cosa è servito? E che senso ha rimanere fedeli ad una scelta se poi questa fedeltà viene infranta come il vetro di un IPhone?Un consiglio e un augurio, sarà anche paternalistico, ma fa lo stesso: guarda a Pietro, che tradì, non pubblicò libri sulla sua infedeltà, ma si mise testa china al servizio di quella chiamata. Tuffandosi nella misericordia di Dio e dando la sua vita.
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722. Con il nostro responsabile, Massimiliano Menichetti, siamo tornati alla giornata di ieri di Papa Leone: dal forte appello alla pace in Ucraina lanciato da Piazza San Pietro alla visita pastorale nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù. Alla vigilia del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina, il collegamento in diretta con il nostro inviato a Leopoli, Mario Galgano. Per la radiovisione in studio le testimonianze di due membri della comunità parrocchiale della Basilica di Santa Sofia, la chiesa nazionale degli ucraini greco-cattolici a Roma. La rubrica Spigolature di Gabriele Nicolò ci parla dell'arte del camminare in letteratura, con aneddoti che partono da Balzac e Rousseau per arrivare a Kant e Manzoni. La scorsa settimana per la prima volta dal 1967, il governo israeliano ha approvato l'apertura del processo di registrazione di terreni in Cisgiordania. Ne parliamo con Serena Baldini, presidente della ONG Vento di terra presente nell'Area C, in Cisgiordania. Gisella Molina, consigliere Nazionale e responsabile della comunicazione Unitalsi, ci racconta l'annuale incontro Nazionale formativo degli animatori tenutosi nella fine settimana ad Assisi, dedicato al tema del pellegrinaggio come esperienza spirituale, pastorale e di vita associativa, in preparazione al cammino verso Lourdes 2026. Debutterà ad Assisi il prossimo 5 marzo, nell'ambito delle celebrazioni per l'ottavo centenario della morte di San Francesco, "Fratello Sole Sorella Luna" messa in scena dalla sceneggiatura originale di Franco Zeffirelli per la regia di Piero Maccarinelli, nostro ospite quest'oggi. Autori e conduttori Andrea De Angelis e Stefania Ferretti Tecnici del suono Damiano Caprio e Daniele Giorgi
Un genio (cit., Victor Hugo) che ha cambiato la storia del romanzo europeo. Ma anche molto altro come ci spiega Francesco Fiorentino autore del libro, Balzac, editore Laterza. Queste le altre citazioni e recensioni del programma: - André Maurois, Vita di George Sand, Luni editore- George Sand, Laura. Viaggio nel Cristallo, Franco Maria Ricci editore- Sidonie-Gabrielle Colette, La vagabonda, L'Orma editore- Sidonie-Gabrielle Colette, Gigi, L'Orma editore- Giulia Caminito, Amatissime, Bompiani- Massimo Bontempelli, La vita operosa, Utopia- Valeria Palumbo, La voce delle donne, Laterza- Benedetto Croce, Eleonora de Fonseca Pimental, AragnoIl confettino, i consigli di lettura per i più piccoli, di questa settimana:- Ernesto Ferrero, Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, Gallucci editore- Fulvio degl'Innocenti, La giara di Luigi Pirandello, Gallucci editore- Silvano Mezzavilla, Sandokan e la tigre di Mompracem di Emilio Salgari, Gallucci editore.
Luigi Bonanate"Progetto di Costituzione confederale europea ed internaDuccio Galimberti e Antonino Rèpacicon scritti di Luigi Bonanate, Gustavo Zagrebelsky, Lorenzo OrnaghiNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itNon soltanto in Italia, ma in tutta Europa si discute di Costituzione, da scrivere, ri-scrivere, modificare. Questo testo, che anticipa l'intera tematica, non è né una rarità né un documento smarrito e ritrovato, ma la prova emozionante dell'intuizione di due giovani intellettuali che, impegnati nella lotta di liberazione in Italia, immaginano un futuro di riscatto. Il loro Progetto di Costituzione avrebbe potuto continuare ad accumulare la polvere, ma nei tempi recenti i richiami alla Costituzione, ai suoi valori fondanti, alla difesa dei suoi principi essenziali, nonché all'esigenza (secondo alcuni, ma non tutti) di innovarla, ringiovanirla, correggerla si sono tanto moltiplicati che un ritorno alle origini, anzi alla preistoria del costituzionalismo repubblicano italiano, appare tutt'altro che inutile o privo di significato. Duccio Galimberti e Antonino Rèpaci ebbero, nello stesso momento di altri, la consapevolezza di quanto impervio e importante sarebbe stato il cammino ancora da compiere per dare vita a un'Italia e a un'Europa democratiche e pacificate. La loro riflessione corse allo strumento basilare di una Carta fondamentale, un insieme di principi generali, strutturati su 172 articoli, che da una prospettiva politico-internazionale fossero costituzionalisticamente significativi e politologicamente solidi: un testo che raccoglie indicazioni e spunti di straordinario interesse non soltanto per l'allora ma anche per il nostro oggi.Duccio (Tancredi) Galimberti nasce a Cuneo nel 1906. Dopo l'8 settembre costituisce la banda “Italia Libera”, dalla quale nasceranno le Brigate di Giustizia e Libertà. Catturato dai repubblichini, a Torino, viene portato a Cuneo, interrogato e ridotto in fin di vita dalle sevizie, ma non parla. Il mattino del 4 dicembre 1944, viene caricato su un camioncino, trasportato nei pressi di Centallo e abbattuto con una raffica alla schiena. A Galimberti vennero conferite la Medaglia d'oro della Resistenza e la Medaglia d'oro al Valor militare.Antonino Rèpaci nasce a Torino nel 1910, dove morirà nel 2005. Avvocato e poi magistrato a Cuneo, partecipa alla guerra partigiana nelle provincie di Cuneo e Savona. Pubblico ministero nel Tribunale di Cuneo, istruì il processo contro gli assassini di Duccio, al quale dedicherà un volume che resta il più importante di quelli dedicati a Galimberti.Luigi Bonanate è professore emerito nell'Università di Torino, socio dell'Accademia delle Scienze di Torino e Medaglia d'oro dei benemeriti della cultura e dell'arte. Ha insegnato Relazioni internazionali per più di 40 anni, e tiene corsi alla Scuola di studi superiori Ferdinando Rossi dell'Università di Torino, alla Facoltà di Scienze strategiche e a quella teologica dell'Italia settentrionale. Il suo primo libro era stato La politica della dissuasione (1972); i più recenti Anarchia o democrazia (2015) e Dipinger guerre (2016). Per i tipi di Aragno ha curato l'edizione di scritti di H. de Balzac, R. Rolland, R. Serra, D. Galimberti e L. Rèpaci, N. Revelli.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Cet épisode commence dans mon jardin, entre rafales et jonquilles, je parle de migraine, de coude fêlé et tisse un lien entre la mise sous cloche des femmes et la vie sous surveillance de mon invitée.Il se poursuit dans le studio de Folie Douce en compagnie de Charlotte Casiraghi. Elle vient de publier un premier livre, La Fêlure, qui m'a touchée car il est le geste d'une femme qui soulève la cloche pour se montrer - ou presque - telle qu'elle est. Elle accomplit ce geste en appelant à la rescousse Maya Angelou, Colette, George Sand, Balzac et Fitzgerald. Elle explique que « l'hospitalité du texte littéraire » lui a permis de se sentir « à l'abri des préjugés et des jugements ».Vous allez découvrir, à mon micro, une femme passionnée de soin en santé mentale. Elle raconte son engagement en milieu hospitalier auprès de jeunes femmes souffrant de troubles du comportement alimentaire et sa découverte de la difficulté à accompagner « l'individualité d'une souffrance ».Elle qui sous le masque médiatique cache des deuils précoces et violents, évoque « cette impression tirée de l'enfance que la mort est très réelle » et la solitude née de cette impression.Elle a depuis tissé des liens entre cette crainte originelle et « l'inquiétude maternelle », terme qu'elle emploie avec Julia Kristeva et d'autres psychanalystes féministes qui ont éclairé sa route et l'ont rendu moins seule, faisant de son histoire intime, en certains aspects si différente des autres, une histoire universelle.J'espère que cette écoute vous donnera envie de lire La Fêlure et de suivre les premiers pas de Charlotte Casiraghi en tant qu'autrice.Merci d'être là, merci d'écouter, merci de soutenir. N'hésitez pas à me faire tous vos retours ici, sur les réseaux sociaux ou sur votre plate-forme d'écoute !Photo : Astrid di CrollalanzaRetrouvez juste ici un formulaire pour m'aider à mieux vous connaître, communauté de Folie Douce !
Por Yaiza Santos Una vez más, dijo observando los casos del jefe de la Policía española y el príncipe Andrés de Inglaterra, queda claro lo que sucede, pero la política ¡y hasta la sanidad! se resisten: los hombres quieren más sexo del que tienen. Es urgente comenzar a tomar esto como lo que es, una debilidad insoslayable y, en los casos mencionados, una patología. La hombría de bien, como la llamaba su padre, no sería otra cosa que una forma de contención. El nuevo burning que comentaron vuelve a constatar la brecha, pero añade nuevas e interesantes aristas: en un contexto estable, las mujeres están no solo satisfechas, ¡sino mejor que los hombres!Oh, ese Sánchez y su cortesano Elordi Cué, desde la India, pidiendo una inteligencia artificial para el bien y no para el mal. Están muy lejos de entender que nada fue creado per se para lo segundo y que en cada uno de los actos hay siempre una cara B. Elogió las últimas columnas de Juan Diego Madueño y pidió, por favor, que alguien escriba el libro que tiene ese chava Rufián. Y fue así que Espada yiró. Bibliografía: -Juan Diego Madueño, "Antología del nuevo columnista" y "Rufián tiene miedo: la izquierda habla como Vox", EL MUNDO. - León Tolstoi, Guerra y paz. - Honoré de Balzac, Las ilusiones perdidas. - Guy de Maupassant, Bel Ami. - Gustave Flaubert, Diccionario de los lugares comunes. - Juan Marsé, Últimas tardes con Teresa. - El Ángel Azul. - Cuando Harry encontró a Sally. - Burning: Ashlyn Brady y otros, "Women Are Slightly More Sexually Satisfied in Their Romantic Relationships Than Men: An Integrative Data Analytic Approach", Archives of Sexual Behavior (2026) See omnystudio.com/listener for privacy information.
Qu'est-ce qui conduit deux jeunes hommes à quitter la Normandie qu'ils ont toujours connue pour combattre aux côtés des Kurdes en Syrie ? C'est sur cette question que se penche le dernier roman de François Bégaudeau, Désertion, publié aux éditions Verticales. Sur trois décennies, l'auteur suit deux frères issus de la classe moyenne, Steve et Mickaël, dont le parcours a priori sans grandes histoires finit par les mener au Rojava. RFI : Qu'est-ce qui vous a poussé à écrire sur ces deux frères qui partent tous les deux en Syrie, combattre avec les Kurdes ? François Bégaudeau : Ce sont des rencontres que j'ai pu faire, de gens qui sont partis en Syrie et notamment du côté des Kurdes. Parmi eux, il y avait des jeunes gens qui ressemblaient un peu à ceux qui allaient devenir mes personnages, Steve et Mickaël, et notamment à Steve. De fil en aiguille, plus je les écoutais, plus je me disais que ça ferait un matériau romanesque excellent. Le roman s'appelle Désertion. Cela peut être la désertion de là d'où ils viennent ; ça peut aussi être la désertion du terrain qu'ils finissent par quitter. De quelle désertion parle-t-on ? Je voulais que le titre soit très ouvert : chacun le rêvera comme il le voudra. Mais j'avais quand même dans l'idée de faire signe vers ce qu'on a appelé la désertion, récemment, de jeunes gens notamment qui désertent un peu les places économiques qui leur étaient promises pour essayer d'avoir une vie qu'ils vont juger plus équitable, plus vertueuse. Dans le cas de mes deux personnages, ils ne sont pas aussi politisés que ça, mais je pense qu'il y a chez eux, au bas mot, une sorte d'insatisfaction par rapport à la vie qui leur est offerte dans ce petit département de la France moyenne. Donc, il y a un appel d'air, et à la moindre occasion, en quelque sorte, ils vont prendre le large. C'est un livre qui, finalement, parle beaucoup de quête de sens. Mais il y a beaucoup de façons de trouver du sens aujourd'hui : le combat politique, écologiste, féministe. Pourquoi se tournent-ils vers ce sens-là ? Dans la vie, on est toujours un peu déterminé. On peut avoir un tronc commun, qui serait cette espèce d'aspiration à vivre autrement. Et puis après, on fait avec ce qui se présente. Et Steve et Mickaël vivent dans un milieu où ces propositions politiques-là n'existent pas. Donc ils font avec ce qu'ils ont trouvé. Et ce qu'ils ont trouvé, c'est plutôt partir à la guerre. La question du milieu social est très présente dans le livre. Est-ce l'histoire de deux jeunes qui partent en Syrie, ou est-ce plutôt l'histoire d'une classe sociale ? J'essaie toujours de maintenir une sorte de singularité à mes personnages, de faire en sorte que le personnage ne ressemble à personne d'autre et qu'il ne soit pas complètement un sociotype ou un archétype. Ceci dit, quand on regarde sérieusement la réalité des choses, on croise immédiatement des contextes sociaux qui sont quand même partie prenante de l'évolution d'un personnage. Donc moi, j'essaie d'être un peu précis sur le contexte dans lequel ils évoluent. Mais quand j'écris ce livre, j'essaie tout de même de m'affranchir des explications un peu trop faciles et de restituer la complexité d'un parcours. Sur 100 gamins qui auraient 18 ans dans le même contexte social que Steve, un seul part en Syrie. Cela veut bien dire qu'il y a un impondérable. C'est peut-être psychologique, peut-être le rapport aux parents, des circonstances peut-être... Steve, par exemple, est harcelé à l'école. Cela entraîne une déscolarisation, puis un fait de délinquance qui va le marginaliser. Et de fil en aiguille, on se retrouve à 3 000 bornes de chez soi. Donc, avec le déterminisme, il faut toujours être très précautionneux. Il faut toujours restituer la complexité des déterminations. À la fin du livre, Steve revient. Et on se dit que, finalement, il est revenu à ce qu'il était depuis le début, là où il était depuis le début, à quelques centaines de kilomètres près. Tout ça pour ça ? La vie, c'est toujours un peu : tout ça pour ça. La vie est totalement exaltante, c'est un cadeau au quotidien. Et en même temps... une vie se passe et, à la fin, qu'est-ce qu'on en a appris ? Il y a toujours un peu cette hypothèse — un peu pessimiste sans doute — qu'on n'apprend jamais rien de rien. Vous avez beau aller à 3 000 bornes, vous vous retrouvez presque dans le centre névralgique de la planète des années 2010. Au bout du compte, tout cela passe comme une espèce de tourbillon, une espèce de tempête à laquelle vous ne comprenez pas grand-chose. Et qu'est-ce que vous en tirez comme enseignement ? Pas grand-chose, si ce n'est qu'en fait, vous revenez un peu au statu quo. C'est difficile de rester enthousiasmé par les surprises de la vie, si c'est toujours « tout ça pour ça »... Comment ne pas devenir cynique ? J'ai ce sentiment que, la vie prise dans ses grandes lignes, ma foi, il n'y a pas grand-chose à en espérer. Mais c'est dans le détail que la vie est extraordinaire et très inventive. Moi, c'est ma joie de romancier que d'essayer de rendre compte de la bizarrerie, parfois très savoureuse, du vivant. La vie est un motif d'étonnement, de sourire aussi. Même quand elle est tragique, elle ne va pas sans drôlerie. Sur la forme, ce qui est frappant dans ce livre, c'est qu'il n'y a pas de chapitres, très peu de sauts de lignes, pas de lignes de dialogue séparées. Tout est dans une forme de continuité. Est-ce que c'était pour souligner le fait que, dans le parcours de ces deux frères, il n'y a précisément pas de rupture franche qui les décide à partir ? Dans mes romans, j'essaie d'aller toujours plus vers cette idée de « faire pénétrer tout dans tout. » Au départ, je m'astreignais à des organisations de la page et du récit, chapitrages, sauts de lignes. Mais peu à peu, il m'est apparu que ça ne correspondait pas au continuum de la vie. Les choses s'emmêlent, s'imbriquent, s'encastrent. Dans le travail du romancier, les phrases se succèdent. Or, il faudrait essayer de rendre compte, au contraire, d'une sorte de simultanéité de tout. C'est comme ça que je m'en sors. Dans le cas d'espèce de Steve et Mickaël, la dramaturgie qui consiste à dire « et ce jour-là, il décida que », cette phrase est fausse. Le départ de Steve, ce n'est pas du jour au lendemain. C'est toute sa vie qui vient se déposer dans ce départ. Il y a tout un système, un entrelacs d'événements, qui s'enroulent les uns dans les autres pour produire ce départ. Donc il m'a semblé que cette mise en page-là était la plus juste. Pour finir, François Bégaudeau, est-ce que, vous, vous avez déserté quelque chose ? C'est compliqué de déserter. Je suis très intéressé par toutes les trajectoires de vie qui, précisément, essaient de s'émanciper d'un certain nombre de modèles sociaux ou de modèles de vie. Moi, dans mon cas, déserter, cela voudrait dire continuer à écrire des livres, mais en étant de moins en moins tributaire de la chaîne économique dans laquelle je me trouve. Trouver un modèle économique qui me permette de ne plus avoir à composer avec un certain nombre de choses, de faire exactement ce que je veux comme écrivain. Pour moi, c'est tendanciel, la désertion. C'est un point à l'horizon vers lequel on tend. À lire aussi«Les Cailles en automne», un roman inédit de Naguib Mahfouz, le «Balzac arabe»
Qu'est-ce qui conduit deux jeunes hommes à quitter la Normandie qu'ils ont toujours connue pour combattre aux côtés des Kurdes en Syrie ? C'est sur cette question que se penche le dernier roman de François Bégaudeau, Désertion, publié aux éditions Verticales. Sur trois décennies, l'auteur suit deux frères issus de la classe moyenne, Steve et Mickaël, dont le parcours a priori sans grandes histoires finit par les mener au Rojava. RFI : Qu'est-ce qui vous a poussé à écrire sur ces deux frères qui partent tous les deux en Syrie, combattre avec les Kurdes ? François Bégaudeau : Ce sont des rencontres que j'ai pu faire, de gens qui sont partis en Syrie et notamment du côté des Kurdes. Parmi eux, il y avait des jeunes gens qui ressemblaient un peu à ceux qui allaient devenir mes personnages, Steve et Mickaël, et notamment à Steve. De fil en aiguille, plus je les écoutais, plus je me disais que ça ferait un matériau romanesque excellent. Le roman s'appelle Désertion. Cela peut être la désertion de là d'où ils viennent ; ça peut aussi être la désertion du terrain qu'ils finissent par quitter. De quelle désertion parle-t-on ? Je voulais que le titre soit très ouvert : chacun le rêvera comme il le voudra. Mais j'avais quand même dans l'idée de faire signe vers ce qu'on a appelé la désertion, récemment, de jeunes gens notamment qui désertent un peu les places économiques qui leur étaient promises pour essayer d'avoir une vie qu'ils vont juger plus équitable, plus vertueuse. Dans le cas de mes deux personnages, ils ne sont pas aussi politisés que ça, mais je pense qu'il y a chez eux, au bas mot, une sorte d'insatisfaction par rapport à la vie qui leur est offerte dans ce petit département de la France moyenne. Donc, il y a un appel d'air, et à la moindre occasion, en quelque sorte, ils vont prendre le large. C'est un livre qui, finalement, parle beaucoup de quête de sens. Mais il y a beaucoup de façons de trouver du sens aujourd'hui : le combat politique, écologiste, féministe. Pourquoi se tournent-ils vers ce sens-là ? Dans la vie, on est toujours un peu déterminé. On peut avoir un tronc commun, qui serait cette espèce d'aspiration à vivre autrement. Et puis après, on fait avec ce qui se présente. Et Steve et Mickaël vivent dans un milieu où ces propositions politiques-là n'existent pas. Donc ils font avec ce qu'ils ont trouvé. Et ce qu'ils ont trouvé, c'est plutôt partir à la guerre. La question du milieu social est très présente dans le livre. Est-ce l'histoire de deux jeunes qui partent en Syrie, ou est-ce plutôt l'histoire d'une classe sociale ? J'essaie toujours de maintenir une sorte de singularité à mes personnages, de faire en sorte que le personnage ne ressemble à personne d'autre et qu'il ne soit pas complètement un sociotype ou un archétype. Ceci dit, quand on regarde sérieusement la réalité des choses, on croise immédiatement des contextes sociaux qui sont quand même partie prenante de l'évolution d'un personnage. Donc moi, j'essaie d'être un peu précis sur le contexte dans lequel ils évoluent. Mais quand j'écris ce livre, j'essaie tout de même de m'affranchir des explications un peu trop faciles et de restituer la complexité d'un parcours. Sur 100 gamins qui auraient 18 ans dans le même contexte social que Steve, un seul part en Syrie. Cela veut bien dire qu'il y a un impondérable. C'est peut-être psychologique, peut-être le rapport aux parents, des circonstances peut-être... Steve, par exemple, est harcelé à l'école. Cela entraîne une déscolarisation, puis un fait de délinquance qui va le marginaliser. Et de fil en aiguille, on se retrouve à 3 000 bornes de chez soi. Donc, avec le déterminisme, il faut toujours être très précautionneux. Il faut toujours restituer la complexité des déterminations. À la fin du livre, Steve revient. Et on se dit que, finalement, il est revenu à ce qu'il était depuis le début, là où il était depuis le début, à quelques centaines de kilomètres près. Tout ça pour ça ? La vie, c'est toujours un peu : tout ça pour ça. La vie est totalement exaltante, c'est un cadeau au quotidien. Et en même temps... une vie se passe et, à la fin, qu'est-ce qu'on en a appris ? Il y a toujours un peu cette hypothèse — un peu pessimiste sans doute — qu'on n'apprend jamais rien de rien. Vous avez beau aller à 3 000 bornes, vous vous retrouvez presque dans le centre névralgique de la planète des années 2010. Au bout du compte, tout cela passe comme une espèce de tourbillon, une espèce de tempête à laquelle vous ne comprenez pas grand-chose. Et qu'est-ce que vous en tirez comme enseignement ? Pas grand-chose, si ce n'est qu'en fait, vous revenez un peu au statu quo. C'est difficile de rester enthousiasmé par les surprises de la vie, si c'est toujours « tout ça pour ça »... Comment ne pas devenir cynique ? J'ai ce sentiment que, la vie prise dans ses grandes lignes, ma foi, il n'y a pas grand-chose à en espérer. Mais c'est dans le détail que la vie est extraordinaire et très inventive. Moi, c'est ma joie de romancier que d'essayer de rendre compte de la bizarrerie, parfois très savoureuse, du vivant. La vie est un motif d'étonnement, de sourire aussi. Même quand elle est tragique, elle ne va pas sans drôlerie. Sur la forme, ce qui est frappant dans ce livre, c'est qu'il n'y a pas de chapitres, très peu de sauts de lignes, pas de lignes de dialogue séparées. Tout est dans une forme de continuité. Est-ce que c'était pour souligner le fait que, dans le parcours de ces deux frères, il n'y a précisément pas de rupture franche qui les décide à partir ? Dans mes romans, j'essaie d'aller toujours plus vers cette idée de « faire pénétrer tout dans tout. » Au départ, je m'astreignais à des organisations de la page et du récit, chapitrages, sauts de lignes. Mais peu à peu, il m'est apparu que ça ne correspondait pas au continuum de la vie. Les choses s'emmêlent, s'imbriquent, s'encastrent. Dans le travail du romancier, les phrases se succèdent. Or, il faudrait essayer de rendre compte, au contraire, d'une sorte de simultanéité de tout. C'est comme ça que je m'en sors. Dans le cas d'espèce de Steve et Mickaël, la dramaturgie qui consiste à dire « et ce jour-là, il décida que », cette phrase est fausse. Le départ de Steve, ce n'est pas du jour au lendemain. C'est toute sa vie qui vient se déposer dans ce départ. Il y a tout un système, un entrelacs d'événements, qui s'enroulent les uns dans les autres pour produire ce départ. Donc il m'a semblé que cette mise en page-là était la plus juste. Pour finir, François Bégaudeau, est-ce que, vous, vous avez déserté quelque chose ? C'est compliqué de déserter. Je suis très intéressé par toutes les trajectoires de vie qui, précisément, essaient de s'émanciper d'un certain nombre de modèles sociaux ou de modèles de vie. Moi, dans mon cas, déserter, cela voudrait dire continuer à écrire des livres, mais en étant de moins en moins tributaire de la chaîne économique dans laquelle je me trouve. Trouver un modèle économique qui me permette de ne plus avoir à composer avec un certain nombre de choses, de faire exactement ce que je veux comme écrivain. Pour moi, c'est tendanciel, la désertion. C'est un point à l'horizon vers lequel on tend. À lire aussi«Les Cailles en automne», un roman inédit de Naguib Mahfouz, le «Balzac arabe»
Hostia podcastu: Marcel Melicher, šéfredaktor vydavateľstva Ikar Jozef Banáš, spisovateľ Hana Zavřelová, moderátorka a bookloverka Robert Dyda, publicista a booklover S Marcelom Melicherom sa zhovárame o tom, prečo klasika stále letí, čo nás na nej priťahuje. Podľa čoho sa vyberajú autori a diela na vydanie; či ide o nové preklady alebo staršie, „oprášené“ a prečo majú také minimalistické obálky. Dávame tipy na tohtoročné novinky z edície Odeon, svetovú aj slovenskú klasiku, autorov a ich knihy...ale tiež jednu lahôdku, ktorá vyjde v druhom polroku 2026. Tolstoj, Dostojevskij, Hemingway, Pasternak, Salinger... Jozef Banáš má dva vzory – je to ruský autor L.N.Tolstoj a francúzsky spisovateľ Honoré de Balzac. Prečo podľa neho klasika láka aj dnes? Moderátorka Hanka Zavřelová miluje edíciu Odeon a ponúkne viacero svojich tipov. Aj jasný dôvod, prečo sa odeonky oplatia čítať. A napokon publicista Robert Dyda, ktorý má doma množstvo kníh svetových (aj slovenských) klasikov pridá zaujímavosti o dvoch svojich obľúbených autoroch: Borisovi Pasternakovi a jeho knihe Doktor Živago, ktorá vychádza v marci. A o Remarquovi, ku ktorému má osobitný vzťah... Podcast o klasike pripravil Milan Buno.
Balzac Billy Is A Fraud
durée : 01:01:48 - Toute une vie - par : Françoise Estèbe - "Je suis une femme enragée et agrippée " disait Louise Bourgeois. De sa jeunesse trahie lui venait cette rage existentielle qu'elle transforma inlassablement en une rage de créer," intense et productive". - réalisation : Ghislaine David - invités : Jacqueline Caux; Yves Gagneux Conservateur du patrimoine et directeur de la Maison de Balzac à Paris; Bruno Mathon Peintre et critique d'art.; Xavier Girard Essayiste, critique et historien d'art contemporain, auteur de l'ouvrage 'Les années Fitzgerald' (Assouline).; Marie-Laure Bernadac Conservatrice générale du patrimoine, chargée de l'art contemporain au Musée du Louvre de 2003 à 2013.
durée : 02:29:21 - Les Matins - par : Guillaume Erner, Yoann Duval - Ce matin sur France Culture à 7h40 et à 8h20, Guillaume Erner reçoit la réalisatrice Chloé Zhao pour son film Hamnet et l'écrivain Philippe Forest pour évoquer l'époque dans l'œil de Shakespeare. Et, à 7h17, le politologue Guillaume Beaud sur le rôle des Gardiens de la Révolution en Iran. - réalisation : Félicie Faugère
A personal guide from us - smaller, quieter museums we genuinely love, chosen for their intimacy and character rather than hype. None of these are in the top 15 most-visited museums in Paris. PS: The music from this episode is an original from Pres Maxson called Guimard's Abbesses. Here's the list of museums mentioned in the episode. For the full list with addresses, details, websites, etc, check out my website and Substack. 1. Musée Rodin 2. Musée des Archives Nationales 3. Maison de Balzac 4. Musée de la Chasse et de la Nature 5. Musée Yves Saint Laurent Paris (currently closed) 6. Musée Nissim de Camondo (currently closed) Future Bonus: Musée Hector Guimard (opening 2027ish) *********** The Earful Tower exists thanks to support from its members. For just $10 a month you can unlock almost endless extras including bonus podcast episodes, live video replays, special event invites, and our annually updated PDF guide to Paris. Membership takes only a minute to set up on Patreon, or Substack. Thank you for keeping this channel independent. For more from the Earful Tower, here are some handy links: Website Weekly newsletter Walking Tours
Honoré de Balzac, c'est le forçat du roman : caféine et nuits blanches, corrections frénétiques pour bâtir "La Comédie humaine", cette fresque monumentale de la société française post-napoléonienne. Ruiné, obsédé par la gloire et étouffé par les dettes, Balzac dissèque les banquiers, les nobles, les parvenus, les courtisanes avec une fièvre créatrice sans égale. Son œuvre colossale radiographie avec réalisme la nature humaine. Entrez dans le monde trépidant de cet ogre de la littérature. Crédits : Lorànt Deutsch, Vincent MottezHébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
durée : 00:20:02 - Lectures du soir - "— Aider Ernest ! s'écria Gobseck, non, non. Le malheur est notre plus grand maître, le malheur lui apprendra la valeur de l'argent, celle des hommes et celle des femmes. Qu'il navigue sur la mer parisienne ! quand il sera devenu bon pilote, nous lui donnerons un bâtiment." - réalisation : Cédric Aussir
Honoré de Balzac, c'est le forçat du roman : caféine et nuits blanches, corrections frénétiques pour bâtir "La Comédie humaine", cette fresque monumentale de la société française post-napoléonienne. Ruiné, obsédé par la gloire et étouffé par les dettes, Balzac dissèque les banquiers, les nobles, les parvenus, les courtisanes avec une fièvre créatrice sans égale. Son œuvre colossale radiographie avec réalisme la nature humaine. Entrez dans le monde trépidant de cet ogre de la littérature. Crédits : Lorànt Deutsch, Vincent MottezHébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
durée : 00:20:02 - Lectures du soir - "— Le comte serait mourant ? dis-je. — Possible, dit Gobseck. Vous aurez dans sa succession une affaire juteuse. — Expliquez-moi donc pourquoi nous sommes, le comte et moi, les seuls auxquels vous vous soyez intéressé ? — Parce que vous êtes les seuls qui vous soyez fiés à moi sans finasserie…" - réalisation : Cédric Aussir
durée : 00:19:57 - Lectures du soir - "La comtesse était plongée dans une stupeur dont je lui tenais compte, il me sembla qu'elle mesurait la profondeur du précipice où elle tombait. Il y avait encore des remords dans cette âme de femme, il ne fallait peut-être qu'un effort, une main charitablement tendue pour la sauver, je l'essayai." - réalisation : Cédric Aussir
durée : 00:20:07 - Lectures du soir - "Eh bien, reprit-il, croyez-vous que ce ne soit rien que de pénétrer ainsi dans les plus secrets replis du cœur humain, d'épouser la vie des autres, et de la voir à nu ? Des spectacles toujours variés : des plaies hideuses, des chagrins mortels, des scènes d'amour... " - réalisation : Cédric Aussir
durée : 00:20:05 - Lectures du soir - "Il me paraissait être plus indifférent qu'incrédule. Un soir j'entrai chez cet homme qui s'était fait or, et que, par antiphrase ou par raillerie, ses victimes, qu'il nommait ses clients, appelaient papa Gobseck. Je le trouvai sur son fauteuil immobile comme une statue." - réalisation : Cédric Aussir
Essentiel – Le rendez-vous culture de RCJ – présenté par Sandrine Sebbane. Elle reçoit Dan Franck pour « Le roman des Artistes » paru aux éditions Grasset. À propos du livre : « Le roman des Artistes » paru aux éditions Grasset Voici le deuxième volume de la tétralogie, Le roman des Artistes, qui raconte, de 1820 à 1885, la vie de tous les grands créateurs depuis la révolution romantique jusqu'aux pastels de l'impressionnisme. Le cadre historique de ce deuxième volume, qui court de 1847 à 1860, est rythmé par les révolutions de 1848 et les changements de régimes politiques qui déterminent la vie des artistes engagés, condamnés pour les uns à l'exil (Hugo réfugié à Bruxelles puis à Jersey, enfin à Guernesey), pour les autres à la censure (le procès de Flaubert pour Madame Bovary et de Baudelaire pour Les Fleurs du mal), tandis que d'autres encore jouent un rôle historique de premier plan (Lamartine proclame la Deuxième République en 1848, Tocqueville siège à l'Assemblée, Dumas, Balzac et Eugène Sue se présentent aux élections…) Les querelles esthétiques redoublent ici les révolutions politiques. On retrouve dans cette décennie les écrivains du premier tome (Dumas, Hugo, Balzac, Lamartine, Musset, Vigny, Mérimée, Nerval, George Sand, Théophile Gautier, Chateaubriand, Baudelaire, auxquels s'ajoutent Flaubert, les frères Goncourt, Louise Colet…). Côté peinture, Delacroix et Ingres sont rejoints par Corot, Millet, Courbet… Nadar incarne les débuts de la photographie… Autant de personnages de chair et de sang dont nous partageons les combats, les amitiés, les amours passionnées, les querelles, les brouilles et les réconciliations, le génie et les bassesses. Et voici que tous ces artistes qui sont devenus pour nous des « classiques » quittent la poussière des étagères et des bancs d'école pour s'ébrouer au grand vent de l'Histoire, dans un tourbillon palpitant où ils inventent la presse et la littérature modernes, se battent sur les barricades, publient des pamphlets dévastateurs… Écrivain, scénariste, Dan Franck est l'auteur d'une trentaine de livres, sans compter les huit volumes de la série Boro en collaboration avec Jean Vautrin. Il est lauréat de nombreux prix : Prix du premier roman pour Les Calendes grecques, prix Renaudot pour La Séparation, prix des romancières pour Les Enfants, Grand prix FIPA du meilleur scénario pour Jean Moulin, Prix du meilleur documentaire pour Les aventuriers de l'art moderne, EuroFipa d'honneur…
Le comptable le plus célèbre de France, la réputation sulfureuse de "Sin City" aux Etats-Unis, une aviatrice hors du commun... Découvrez le programme de la semaine du 5 au 9 janvier 2026. Chaque dimanche dans un podcast inédit, au micro de Chloé Lacrampe, Lorànt Deutsch présente le programme à venir dans "Entrez dans l'Histoire". Retrouvez l'émission du lundi au vendredi, de 15h à 15h30 sur RTL. Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Lala Sagna a commencé dans une classe de maternelle. Elle qui a été «professeure des écoles» ou plus simplement maitresse d'école, ce sont les mots d'enfants, leurs cadeaux, leurs questions avec lesquels elle a fait le sel de ce spectacle. Tout comme cette condition d'enseignante, elle est livrée à l'énergie débordante de 30 bambins de 3 ans, ainsi que parfois, à la bêtise de leurs parents. Ce spectacle, c'est «La Grande Classe». [Rediffusion de l'émission du 25 septembre 2025] Lala Sagna était l'invitée de Nathalie Amar sur RFI. ► Chronique Café Polar Catherine Fruchon-Toussaint nous parle de l'écrivain Hervé Jubert pour son roman «L'affaire Balzac» (La Manufacture de livres). L'auteur met en scène le célèbre auteur de «La Comédie Humaine» dans un récit policier. Suite à une erreur judiciaire où son oncle est accusé de meurtre, Balzac se lance corps et âme dans une enquête sur le terrain pour démêler cette ténébreuse affaire et retrouver le vrai coupable pour innocenter son parent. Histoire vraie ou fausse ? Vous le saurez en écoutant le Café Polar dans Sur le pont des arts. ► Playlist du jour Burna Boy – Buy your life Richard Bona feat John Legend – Please Don't Stop Oxmo Pucciono feat Tuerie – Magique.
Guy Savoy, né le 24 juillet 1953 à Nevers, est un célèbre chef cuisinier français. Depuis 2002, le restaurant Guy Savoy, situé 11 quai de Conti dans le VIè arrondissement de Paris, possède trois étoiles au Guide Michelin. Avec Anne Martinetti et Gilles Chesneau, il est l'auteur d'une série intitulée «Guy Savoy cuisine les écrivains», aux éditions Herscher où vient de paraitre le 4ème tome consacré aux auteurs du XIXè siècle. Le XIXè siècle fut celui de tous les appétits : littéraires et culinaires. Tandis que les grands écrivains révolutionnaient les lettres françaises, les cuisiniers transformaient l'art de la table. Dans ce quatrième volume de sa collection, Guy Savoy nous invite à un festin où se mêlent les saveurs d'une époque et les mots de ses plus illustres témoins. Des banquets parisiens décrits par Balzac aux repas bourgeois croqués par Maupassant, des dîners romantiques de George Sand aux festins populaires de Zola, le chef étoilé puise dans ce siècle gourmand une inspiration sans limites. Car les écrivains du XIXè siècle étaient aussi de fins gastronomes : Hugo collectionnait les recettes et Dumas père rédigeait son Grand Dictionnaire de cuisine... Avec la complicité d'Anne Martinetti et de Gilles Chesneau, Guy Savoy ressuscite ces saveurs oubliées et transforme les pages les plus savoureuses de notre patrimoine littéraire en recettes d'aujourd'hui. Une promenade unique où chaque plat raconte une histoire, où chaque bouchée fait revivre un auteur. Un voyage gourmand et littéraire qui régalera aussi bien les amoureux des belles-lettres que les passionnés de gastronomie. (Présentation des éditions Herscher)
durée : 00:58:27 - Le Book Club - par : Marie Richeux - Le Book Club inaugure une nouvelle série d'émissions pour rire en lisant ! Premier épisode avec un monstre sacré du réalisme : Balzac. Car l'auteur est aussi un maître du comique : caricatures, portraits acérés, situations grotesques et ironie mordante, avec la linguiste Laélia Véron. - réalisation : Vivien Demeyère - invités : Laélia Véron Enseignante-chercheuse en stylistique et langue française à l'université d'Orléans
durée : 01:25:02 - Les Nuits de France Culture - par : Albane Penaranda - Admirée de Balzac et de Verlaine, "grande soeur des romantiques, âme d'élite" pour Baudelaire, la poétesse Marceline Desbordes-Valmore a inspiré Rimbaud, Rilke, mais aussi de nos jours, Julien Clerc, Pascal Obispo et Benjamin Biolay. "Une Vie, Une Oeuvre" la réhabilitait en 1995. - réalisation : David Jacubowiez - invités : Georges-Emmanuel Clancier Écrivain français; Patrick Laupin; Marc Bertrand Professeur émérite
Nous avons eu le plaisir d’être accueilli au cinéma associatif le Balzac à Chateau Renault. Dans cette émission nous interrogeons Gisèle CHARMAISON, présidente et Jocelyne AMIRAULT, vice-présidente. L’association, forte d’une longévité de 38 ans, est le seul lieu culturel qui fonctionne 7j/7 à Château-Renault. Les invitées expliquent l’engagement des salariés et de l’équipe de 50 bénévoles dans la […] L'article SORTEZ! – CINÉMA LE BALZAC est apparu en premier sur Radio Campus Tours - 99.5 FM.
La seizième édition du Festival Les Traversées Mauritanides à Nouakchott, capitale de la Mauritanie et lieu de rendez-vous d'une vingtaine d'écrivains vient de s'ouvrir. Quatre émissions consacrées aux littératures et aux langues de Mauritanie à l'occasion de ces rencontres littéraires. Et une question essentielle pour commencer : quel est le panorama des littératures mauritaniennes aujourd'hui, un pays où cohabitent deux langues : le français et l'arabe ? On est dans un pays où les littératures se côtoient mais se rencontrent rarement, explique Mariem Derwich. Née avec l'indépendance du pays, dans les années 60, la littérature mauritanienne francophone occupe une place importante dans le patrimoine culturel mauritanien. Le roman est le genre dominant de la littérature même si la littérature mauritanienne est née avec la poésie ! Et bien que le français ait perdu son statut de langue officielle, la littérature mauritanienne francophone reste très importante. L'un des romanciers mauritaniens de langue française les plus connus est Beyrouk. Né en 1957 à Atar, il dit avoir rencontré la langue française «par hasard» et être tombé amoureux de cette langue en lisant «Les Misérables» de Victor Hugo. Il écrit en langue française «un véritable choix pour lui et un engagement». Son dernier roman Saara, publié aux éditions Elyzad en 2022 raconte l'histoire d'une héroïne qui se définit comme une «femme libre» qui refuse la pression sociale et religieuse. Son prochain roman s'intitulera «Le vieux fou et la petite fille qui n'était pas belle.» "J'essaye d'écrire les autres, de nous écrire et même de m'écrire". Beyrouck Marieme Derwich est chroniqueuse et poétesse et elle aussi écrit en français, sa langue maternelle. Une langue qui lui «a ouvert le monde», selon ses termes et dans laquelle elle «rêve». Elle a écrit pendant très longtemps dans l'hebdomadaire mauritanien Le Calame pour raconter le quotidien de la Mauritanie. En 2014, elle a publié le recueil de poèmes Mille et un Je. Elle estime que la littérature doit être dynamique. «Il faut qu'on raconte comment chaque Mauritanien est arrivé avec ses coutumes, ses ancêtres, ses langues. La littérature est vivante, on ne peut pas passer notre vie à pleurer quelque chose qui n'a pas existé !» Elle publiera les Nouvelles de Mauritanie, au printemps 2026, aux éditions Magellan. Quant à Ndiaye Sarr, il est enseignant en Lettres modernes francophones à l'Université de Nouakchott et spécialiste du roman mauritanien francophone. Il y enseigne essentiellement la littérature d'Afrique francophone. Il raconte que les littératures mauritaniennes ont beaucoup évolué car, selon lui, car les premiers romans pouvaient se définir comme «ethnographiques». La génération suivante a produit des romans qui interrogent les dynamiques de la société mauritanienne et ses chamboulements, et qui dénoncent les violences politiques, comme celles de 1999. «Mais chaque communauté a sa propre littérature», précise-t-il. Une littérature qui aborde souvent les problématiques liées à la Mauritanie contemporaine. Mais il existe également une littérature féminine avec des autrices comme Belinda Mohamed ou Safi Ba : une littérature qui dénonce l'oppression des femmes et qui ouvre le débat citoyennes. Le pays au million de poètes Enfin, les Mauritaniens, toutes ethnies confondues, sont très attachés à la poésie ; que ce soit la poésie amoureuse, la poésie religieuse ou la poésie guerrière. Dans notre émission également, un reportage à la librairie Vents du Sud à Nouakchott, une librairie créée en 1994, et la seule librairie francophone de Mauritanie. Elle est fréquentée par des francophones et des étudiants. On y trouve des auteurs classiques comme Victor Hugo, Racine ou Balzac, mais aussi des auteurs contemporains comme Emmanuel Carrère ou Marie Desplechin. Programmation musicale : L'artiste griotte Noura Mint Saymaly avec le titre Guéreh, extrait de son nouvel album.
La seizième édition du Festival Les Traversées Mauritanides à Nouakchott, capitale de la Mauritanie et lieu de rendez-vous d'une vingtaine d'écrivains vient de s'ouvrir. Quatre émissions consacrées aux littératures et aux langues de Mauritanie à l'occasion de ces rencontres littéraires. Et une question essentielle pour commencer : quel est le panorama des littératures mauritaniennes aujourd'hui, un pays où cohabitent deux langues : le français et l'arabe ? On est dans un pays où les littératures se côtoient mais se rencontrent rarement, explique Mariem Derwich. Née avec l'indépendance du pays, dans les années 60, la littérature mauritanienne francophone occupe une place importante dans le patrimoine culturel mauritanien. Le roman est le genre dominant de la littérature même si la littérature mauritanienne est née avec la poésie ! Et bien que le français ait perdu son statut de langue officielle, la littérature mauritanienne francophone reste très importante. L'un des romanciers mauritaniens de langue française les plus connus est Beyrouk. Né en 1957 à Atar, il dit avoir rencontré la langue française «par hasard» et être tombé amoureux de cette langue en lisant «Les Misérables» de Victor Hugo. Il écrit en langue française «un véritable choix pour lui et un engagement». Son dernier roman Saara, publié aux éditions Elyzad en 2022 raconte l'histoire d'une héroïne qui se définit comme une «femme libre» qui refuse la pression sociale et religieuse. Son prochain roman s'intitulera «Le vieux fou et la petite fille qui n'était pas belle.» "J'essaye d'écrire les autres, de nous écrire et même de m'écrire". Beyrouck Marieme Derwich est chroniqueuse et poétesse et elle aussi écrit en français, sa langue maternelle. Une langue qui lui «a ouvert le monde», selon ses termes et dans laquelle elle «rêve». Elle a écrit pendant très longtemps dans l'hebdomadaire mauritanien Le Calame pour raconter le quotidien de la Mauritanie. En 2014, elle a publié le recueil de poèmes Mille et un Je. Elle estime que la littérature doit être dynamique. «Il faut qu'on raconte comment chaque Mauritanien est arrivé avec ses coutumes, ses ancêtres, ses langues. La littérature est vivante, on ne peut pas passer notre vie à pleurer quelque chose qui n'a pas existé !» Elle publiera les Nouvelles de Mauritanie, au printemps 2026, aux éditions Magellan. Quant à Ndiaye Sarr, il est enseignant en Lettres modernes francophones à l'Université de Nouakchott et spécialiste du roman mauritanien francophone. Il y enseigne essentiellement la littérature d'Afrique francophone. Il raconte que les littératures mauritaniennes ont beaucoup évolué car, selon lui, car les premiers romans pouvaient se définir comme «ethnographiques». La génération suivante a produit des romans qui interrogent les dynamiques de la société mauritanienne et ses chamboulements, et qui dénoncent les violences politiques, comme celles de 1999. «Mais chaque communauté a sa propre littérature», précise-t-il. Une littérature qui aborde souvent les problématiques liées à la Mauritanie contemporaine. Mais il existe également une littérature féminine avec des autrices comme Belinda Mohamed ou Safi Ba : une littérature qui dénonce l'oppression des femmes et qui ouvre le débat citoyennes. Le pays au million de poètes Enfin, les Mauritaniens, toutes ethnies confondues, sont très attachés à la poésie ; que ce soit la poésie amoureuse, la poésie religieuse ou la poésie guerrière. Dans notre émission également, un reportage à la librairie Vents du Sud à Nouakchott, une librairie créée en 1994, et la seule librairie francophone de Mauritanie. Elle est fréquentée par des francophones et des étudiants. On y trouve des auteurs classiques comme Victor Hugo, Racine ou Balzac, mais aussi des auteurs contemporains comme Emmanuel Carrère ou Marie Desplechin. Programmation musicale : L'artiste griotte Noura Mint Saymaly avec le titre Guéreh, extrait de son nouvel album.
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Hey! This episode is one of eight older episodes from 2020-2021 that I am re-uploading to this channel. They are episodes from back when I first got into podcasting, when I called my podcast 'Metaphor & Reality', instead of 'About Reality'. You'll see the older cover art for the 'Metaphor & Reality' version of the podcast uploaded with these eight episodes to tell them apart. I always liked these episodes, and have had them saved on my computer since discontinuing the older podcast. You'll notice these older episodes feature writers from a range of disicplines, not explicitly to do with philosophy. Moving forward I want to continue diagraming the influence I've always drawn from the broader range of human inquiry over the years, and I'm reposting these older episodes wherein I don't think twice whether the idea I want to elaborate comes from a work of fiction, poetry, history, politics, etc. Hope you find the ideas in these eight episodes are worth sticking around for, and that you like them as I do, and can forgive them their faults!
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Balzac'ın Tılsımlı Deri (La Peau de Chagrin) kitabı üzerinden bir yolculuğa çıkıyoruz. Paris'in sokaklarında dolaşan umutsuz bir genç adamın, Raphaël'in hayatına bir tılsımlı deri giriyor… Ve o andan itibaren her dileği gerçek oluyor. Ama bir şartla: Ömründen eksiliyor.Peki ya biz?Bugün bizler de her şeyi istemiyor muyuz?Peki ya bu istekler bizi tüketiyorsa?Bu bölümde bir kitap anlatımı değil; bir yüzleşme, bir dostça konuşma var.Raphaël'in yanında ben de vardım. Onu anlamaya, dinlemeye ve ayetlerle, hadislerle gerçek huzurun adresini göstermeye çalıştım.
O que faz uma adaptação ser boa? A fidelidade absoluta ao livro ou a coragem de reinventar uma história para o cinema? No Podcast Cinem(ação #624, Rafael Arinelli, Alan Alves, Domenica Mendes e Rodrigo Basso se reúnem para discutir o eterno dilema das adaptações literárias e o que realmente define o sucesso de uma transposição do papel para as telas.O episódio questiona a ideia de que uma boa adaptação depende de ser “idêntica” ao material original. Nossos hosts lembram que cada mídia tem sua linguagem, e que mudar não é trair, mas traduzir. Exemplos como Drácula de Bram Stoker (Coppola) e a nova série da Netflix baseada em Cem Anos de Solidão mostram como ajustes narrativos podem revelar novos sentidos e respeitar a essência do livro sem repeti-la.A conversa também aborda o impacto econômico das adaptações: cerca de 72% dos vencedores do Oscar de Melhor Filme vieram de livros. Afinal, adaptar uma obra consagrada é um investimento seguro - uma história já testada e com público fiel. Ainda assim, o desafio continua o mesmo: fazer cinema, e não apenas ilustrar literatura.O debate vai além da técnica e entra na liberdade artística: até que ponto uma adaptação pode subverter a obra original - mudando personagens, etnias ou pontos de vista - sem perder sua alma?Em tempos de Fast Entertainment, o episódio reflete sobre como o consumo acelerado e a dispersão das plataformas afetam a forma como nos conectamos com as histórias.Será que, às vezes, o filme pode ser melhor que o livro?Dá o play e descubra o que realmente importa quando as páginas viram imagem.• 03m19: Pauta Principal• 1h22m29: Plano Detalhe• 1h41m03: EncerramentoOuça nosso Podcast também no:• Spotify: https://cinemacao.short.gy/spotify• Apple Podcast: https://cinemacao.short.gy/apple• Android: https://cinemacao.short.gy/android• Deezer: https://cinemacao.short.gy/deezer• Amazon Music: https://cinemacao.short.gy/amazonAgradecimentos aos padrinhos: • Bruna Mercer• Charles Calisto Souza• Daniel Barbosa da Silva Feijó• Diego Alves Lima• Eloi Xavier• Flavia Sanches• Gabriela Pastori Marino• Guilherme S. Arinelli• Thiago Custodio Coquelet• William SaitoFale Conosco:• Email: contato@cinemacao.com• X: https://cinemacao.short.gy/x-cinemacao• BlueSky: https://cinemacao.short.gy/bsky-cinemacao• Facebook: https://cinemacao.short.gy/face-cinemacao• Instagram: https://cinemacao.short.gy/insta-cinemacao• Tiktok: https://cinemacao.short.gy/tiktok-cinemacao• Youtube: https://cinemacao.short.gy/yt-cinemacaoApoie o Cinem(ação)!Apoie o Cinem(ação) e faça parte de um seleto clube de ouvintes privilegiados, desfrutando de inúmeros benefícios! Com uma assinatura a partir de R$30,00, você terá acesso a conteúdo exclusivo e muito mais! Não perca mais tempo, torne-se um apoiador especial do nosso canal! Junte-se a nós para uma experiência cinematográfica única!Plano Detalhe:• (Domenica): FIlme: V/H/S/ Halloween• (Domenica): FIlme: Família Adams• (Rodrigo): Série: O Dia do Chacal• (Alan): Série: Caçador de Marajás• (Alan): Livro: Gilberto Braga, o Balzac da Globo• (Alan): Newsletter: Simplificando Cinema• (Rafa): Filme: O Sobrevivente• (Rafa): Podcast: Collor vs Collor• (Rafa): Série: Monstro: A História de Ed GeinEdição: ISSOaí
你听到的是跳岛「读懂金钱」付费系列节目的第四期试听片段,「读懂金钱」付费专题目前只在小宇宙app和网易云音乐上线。如果你对我们的内容感兴趣,欢迎你在这两个平台付费支持我们! 你有没有关注过女装的口袋? 研究显示,女装口袋平均只有男装口袋的一半大小,很多裙子甚至根本没有口袋。这一个历史遗留问题:在传统社会,女性被认为没有随身携带钱物的必要,因为她们的生活理所当然地依附于男性。没有口袋,意味着没有独立支配金钱的空间;而没有钱包,就没有经济自主权。 本期节目,文学研究者、作家张秋子将带领我们追溯19世纪文学中三个关于钱包的细节——从《包法利夫人》中那个潘多拉魔盒般的画中钱包,到女性主义文学经典《黄色墙纸》作者夏洛特·吉尔曼笔下象征着独立的口袋,以及伍尔夫《达洛维夫人》中可以暂时安放婚戒的荷包。钱包在她们的手中,是金钱的容器,也是权力与自由的隐喻。 但今天,当“全职女儿”成为流行词汇,当年轻女性因就业困境退回家庭、失去收入来源,理想躺平生活的表象背后,是依附与寄生之间愈加模糊的界限。正如金爱烂《滔滔生活》中那个觉得自己在“吞咽母亲”的女孩——文学让我们看见,女性的寄生困境从未远去。关于金钱、劳动与女性独立的沉重议题,还在延续。 【本期主播】 张秋子 云南昆明人,云南师范大学文学院教师、写作者,南开大学比较文学与世界文学博士,著有《小说榫卯》《与达洛维夫人共度一天》《堂吉诃德的眼镜》等。 【时间轴】 00:00 什么是“全职女儿”?“全职女儿”背后的女性困境 07:27 作为“奖品”的女性形象:《荷马史诗》里的女奴与童话中的公主 16:33 《包法利夫人》:画中少女的钱包,何以成为艾玛宿命的诅咒? 23:00 《如果我是一个男人》:没有口袋的裙子,如何装下金钱与自由 28:00 《达洛维夫人》:痛苦时,可以把婚戒放进钱包 32:25 成为“全职女儿”真的是一种解脱吗? 41:30 儿子享受蜜月时,女儿在清理母亲的排泄物 51:53 金爱烂:“每吞下一个饺子,都感觉是在吞咽妈妈” 54:00 为什么越中产的父母,被寄生后越焦虑? 61:00 文学无法开处方,但能让模糊的痛苦现形 【节目中提到的人名和作品】 人物 伊塔洛·卡尔维诺(Italo Calvino):意大利当代作家。主要作品有小说《分成两半的子爵》《树上的男爵》《不存在的骑士》《命运交叉的城堡》等。 尼古拉·果戈理(Nikolai Gogol):俄国批判主义作家,代表作有《死魂灵》《钦差大臣》。节目中提到的《圣诞节前夜》《鼻子》为其短篇小说作品。 伊娃·易洛思(Eva Illouz):法国社会学家,巴黎社会科学高等研究学院研究主任,耶路撒冷希伯来大学社会学和人类学教授。曾被德国《时代周刊》评选为世界上最有影响力的 12 位思想家之一。著有《爱,为什么痛?》《冷亲密》《爱的终结》等。 简·奥斯丁(Jane Austen):英国小说家,代表作《傲慢与偏见》《理智与情感》。她的小说表面是爱情故事,核心却是经济安排,揭示了金钱、婚姻与阶层的紧密勾连。 居斯塔夫·福楼拜(Gustave Flauber):法国小说家,现实主义文学代表人物,著有《包法利夫人》《情感教育》。 巴尔扎克(Honoré de Balzac):法国小说家、剧作家、评论家与记者,欧洲现实主义文学奠基人。 夏洛特·吉尔曼(Charlotte Gilman):美国作家、女性主义先锋。著有《黄色墙纸》《她的国》。 弗吉尼亚·伍尔夫(Virginia Woolf):英国作家,二十世纪现实主义文学、意识流文学与女性主义文学先锋。著有《达洛卫夫人》《到灯塔去》《奥兰多》《海浪》《一间自己的房间》。 皮埃尔·布尔迪厄(Pierre Bourdieu):法国哲学家、社会学家、人类学家,著有《区分:判断力的社会批判》《世界的苦难》。 林雪虹:马来西亚作家,现居中国。代表作《林门郑氏》《别处的月光》。 克莱尔·吉根(Claire Keegan):爱尔兰短篇小说家。以精致动人的短篇小说见长,代表作有《南极》《走在蓝色的田野上》《寄养》。节目中提到的《唱歌的收银员》收录于短篇小说集《水最深的地方》。 金爱烂:韩国作家。作品反映了当代韩国青年生活处境,代表作有《你的夏天还好吗》《外面是夏天》《滔滔生活》。 书籍 《荷马史诗》《见树又见林》《爱,为什么痛?》《包法利夫人》《保尔和维吉尼》《云朵的道路》《黄色墙纸》《达洛卫夫人》《大学生》《林门郑氏》《水最深的地方》《滔滔生活》 出品方 | 中信书店 出品人|李楠 策划人|蔡欣 制作人 | 何润哲 广岛乱 运营编辑 | 黄鱼 运营支持|李坪芳 设计|王尊一 后期剪辑 | KIMIU 公众号:跳岛FM Talking Literature 跳到更多:即刻|微博|豆瓣|小红书
你听到的是跳岛「读懂金钱」付费系列节目的第二期试听片段,「读懂金钱」付费专题目前只在小宇宙app和网易云音乐上线。如果你对我们的内容感兴趣,欢迎你在这两个平台付费支持我们! 19世纪的英国,一个新的概念悄然兴起——“经济学人”,也就是以完全追求物质利益为目的而进行经济活动的人。这一永远理性、终极利己的形象,很快成为了庞大经济理论中的基础假设。 很少有人提到的是,几乎与此同时,同样是在英国,现代小说也从上天入地、刀山火海的骑士传奇中分化出来,坠入账单、婚嫁、租房、还贷的现实世界。 这是巧合吗?浪漫故事中的纯爱少女们怎么就成为要面包不要爱情的经济主体了?本期节目,美国布朗大学比较文学博士、英国文学研究者肖一之将从《鲁滨逊漂流记》《傲慢与偏见》《名利场》等经典作品入手,解析“经济学人”如何登上历史舞台,如何演变,又如何反映出我们所处时代的困境。 当理性计算逐渐成为时代主流,小说家们发现自己越来越难以构想替代性的叙事。或许,重温这些故事,也是在提醒我们思考一个难以回避的问题:在一个拜金的世界里,除了成为经济学人,我们还有别的活法吗? 【本期主播】 肖一之 译者、文学研究者,上海外国语大学英语学院讲师,美国布朗大学比较文学博士。 主要研究19世纪与20世纪早期英国文学、比较文学、全球思想史、文学与科学。译有英国作家福特·马多克斯·福特著“队列之末”四部曲后两部、美国作家 E.B.怀特散文集《论希望》、英国作家马丁·艾米斯短篇小说集《爱因斯坦的怪兽》等作品。 【时间轴】 02:00 罗曼史 vs 小说:从浪漫骑士传奇到账单、进货、租房子 08:09 小说是堕落世界的圣歌,被上帝抛弃的世界的史诗 10:00 理性?算计?利己?到底什么是经济学人? 16:00 《鲁滨逊漂流记》:真不好意思承认,被困荒岛后还是想搞钱 22:00 《傲慢与偏见》:闺蜜嫁给了被我拒绝的相亲丑男? 37:50 《名利场》:怎样一毛钱不花,过上一年好日子? 50:00 《米德尔马契》:如果能继承一大笔遗产,谁还想努力呢? 63:00 《我们共同的朋友》:当英国霸道总裁冒充保镖爱上做保洁的我 75:42 19世纪纯爱战士狄更斯的高呼:光有理性是没用的,真爱拯救世界! 78:20 《新寒士街》:不把文化理想当生意,还能活下去吗? 91:00 《霍华德庄园》:站在金钱之岛,双脚才能不被生活的海浪拖走 104:44 来自弗吉尼亚·伍尔夫的辩白:为什么要想谈文学反而更应该谈钱? 【节目中提到的人名和作品】 人物 拜伦(Lord Byron):英国浪漫主义诗人、革命家,代表作《唐璜》。 安妮·伊莎贝拉·米尔班克(Anne Isabella Milbanke):英国教育改革家和慈善家,诗人拜伦之妻,人称拜伦夫人。 埃达·洛夫莱斯(Ada Lovelace):英国数学家,作家,诗人拜伦的唯一婚生子女。她是第一位主张计算机不只可以用来算数的人,也发表了第一段分析机用的算法,被公认为世界上第一位程序员。 简·奥斯丁(Jane Austen):英国现实主义小说家,以《傲慢与偏见》《理智与情感》闻名,描绘女性在金钱与爱情之间的理性抉择。 格奥尔格·卢卡奇(György Lukács):匈牙利马克思主义哲学家和文学理论家,代表作《历史与阶级意识》《小说理论》,提出“小说是被上帝抛弃的世界的史诗”。 黑格尔(G. W. F. Hegel):德国哲学家,提出“世界的散文”概念,强调现代生活的矛盾与复杂性。 约翰·斯图亚特·密尔(John Stuart Mill):英国哲学家、经济学家,代表作《论自由》《政治经济学原理》,提出“经济学人”(economic man/homo economicus)概念。 莱昂内尔·罗宾斯(Lionel Charles Robbins):英国经济学家,罗宾斯对确定经济学的意义方面产生重要影响,他认为“经济学是一门研究人类在有限的资源情况下作出选择的科学”。 玛丽·普维(Mary Poovey):美国文化史学家与文学评论家,代表作《小说作为想象秩序》,研究女性写作的发展、小说与经济学的历史交织,提出小说与现代市场经济的兴起有密不可分的关系。 丹尼尔·笛福(Daniel Defoe):英国作家,代表作《鲁滨逊漂流记》,被视为现代小说的奠基人。 W.H.奥登(W.H. Auden):英国诗人,凭长诗《焦虑的年代》获得普利策诗歌奖,被认为是20世纪最重要的诗人之一。写过《致拜伦爵士的信》,称奥斯丁“比乔伊斯更令人震惊”。 詹姆斯·乔伊斯(James Joyce):爱尔兰诗人、小说家,著有《都柏林人》《尤利西斯》《芬尼根的守灵夜》,以意识流写作著称。 威廉·梅克比斯·萨克雷(W. M. Thackeray):英国讽刺小说家,著有《名利场》,其标题灵感来源于约翰·班扬的《天路历程》中描写的“浮华集市”(Vanity Fair)。 约翰·班杨(John Bunyan):英国基督教作家、布道家,其著作《天路历程》是最著名的基督教寓言文学。 乔治·艾略特(George Eliot,本名Mary Ann Evans):英国小说家,著有《米德尔马契》,擅写理性与道德的冲突。 查尔斯·狄更斯(Charles Dickens):英国维多利亚时期最具影响力的小说家,代表作《雾都孤儿》《双城记》《远大前程》等。《我们共同的朋友》是其晚期代表作。 乔治·吉辛(George Gissing):英国小说家,著有《新寒士街》,描绘知识分子在资本社会的困境。 塞缪尔·约翰逊(Samuel Johnson):英国诗人、剧作家、散文家、评论家、伦理学家、布道者、传记作家与辞典编撰家,花九年时间独力编出的《约翰逊字典》,为他赢得了“博士”头衔。 巴尔扎克(Honoré de Balzac):法国小说家、剧作家、评论家与记者,欧洲现实主义文学奠基人。 E·M·福斯特(Edward Morgan Forster):英国小说家、散文家,著有《霍华德庄园》《看得见风景的房间》等。 书籍 《堂吉诃德》《傲慢与偏见》《政治经济学原理》《鲁滨逊漂流记》《名利场》《米德尔马契》《我们共同的朋友》《新寒士街》《天路历程》《致拜伦爵士的一封信》《尤利西斯》《霍华德庄园》 音乐 《谈钞票伤感情 谈感情又伤钞票又伤感情》(顶楼的马戏团,2013) 出品方 | 中信书店 出品人|李楠 策划人|蔡欣 制作人 | 何润哲 广岛乱 运营编辑 | 黄鱼 运营支持|李坪芳 设计|王尊一 后期剪辑 | 崔崔 公众号:跳岛FM Talking Literature 跳到更多:即刻|微博|豆瓣|小红书
Nous sommes entre juillet et novembre 1836. Honoré de Balzac entreprend la rédaction de ce qui deviendra « Illusions perdues ». Roman de l'ambition, de la vocation artistique, du cynisme du monde littéraire et journalistique, de la fracture sociale et géographique. L'accueil réservé par les contemporains de l'auteur du « Père Goriot » pour ce qui allait devenir un classique de la littérature ne fut pas toujours enthousiaste. Ainsi, l'homme de lettres que fut Eusèbe Girault de Saint-Fargeau n'y voit qu'une « longue et lourde diatribe contre la province », « un roman sans action et sans intérêt ». Dans « Le Corsaire », journal des spectacles, de la littérature, des arts et des modes, il ajoute : « Ce livre, dans lequel on n'entre que comme dans un égout, ce livre tout plein de descriptions fétides, ce livre dégoûtant et cynique, est tout simplement une vengeance de M. de Balzac contre la presse ». Eusèbe était sans doute … excessif… Il n'empêche que cet ouvrage de Balzac sera assez peu réédité dans la seconde moitié du siècle, contrairement à d'autres de ses romans comme « La Peau de chagrin » ou « Eugénie Grandet ». Alors pourquoi devrions-nous lire ou relire, aujourd'hui « Illusions perdues » ? En quoi cette histoire est-elle actuelle ? C'est ce que nous allons tenter de comprendre… Invitée: Valérie André, directrice de recherche FNRS, professeure et conseillère pour la recherche en sciences humaines à l'ULB, membre de l'Académie royale de Belgique Sujets traités : Honoré de Balzac, Illusions perdues, Illusions perdues Père Goriot, littérature, classique, Eusèbe Girault de Saint-Fargeau, La Peau de chagrin, Merci pour votre écoute Un Jour dans l'Histoire, c'est également en direct tous les jours de la semaine de 13h15 à 14h30 sur www.rtbf.be/lapremiere Retrouvez tous les épisodes d'Un Jour dans l'Histoire sur notre plateforme Auvio.be :https://auvio.rtbf.be/emission/5936 Intéressés par l'histoire ? Vous pourriez également aimer nos autres podcasts : L'Histoire Continue: https://audmns.com/kSbpELwL'heure H : https://audmns.com/YagLLiKEt sa version à écouter en famille : La Mini Heure H https://audmns.com/YagLLiKAinsi que nos séries historiques :Chili, le Pays de mes Histoires : https://audmns.com/XHbnevhD-Day : https://audmns.com/JWRdPYIJoséphine Baker : https://audmns.com/wCfhoEwLa folle histoire de l'aviation : https://audmns.com/xAWjyWCLes Jeux Olympiques, l'étonnant miroir de notre Histoire : https://audmns.com/ZEIihzZMarguerite, la Voix d'une Résistante : https://audmns.com/zFDehnENapoléon, le crépuscule de l'Aigle : https://audmns.com/DcdnIUnUn Jour dans le Sport : https://audmns.com/xXlkHMHSous le sable des Pyramides : https://audmns.com/rXfVppvN'oubliez pas de vous y abonner pour ne rien manquer.Et si vous avez apprécié ce podcast, n'hésitez pas à nous donner des étoiles ou des commentaires, cela nous aide à le faire connaître plus largement. Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Je vous raconte mes dernières nouvelles, les livres que je lis en ce moment, les derniers articles qui m'ont marquée et enfin je vous fais une liste de recos podcasts !Les articles dont je parle :"Inside the Secret Machine That Shapes Your Opinion of Celebrities" (GQ)"The Florida Divorcée's Guide to Murder" (Vanity Fair)Podcasts américains :Good NoticingsBinchtopiaShamelessIf Books Could KillMaintenance PhaseGiggly SquadBerner PhoneSearch EngineOtherworldThe SporkfulPodcasts français :TchatcheuseCalmosDe l'amour et du seum300 % plaisir4 quarts d'heureSéries limitées américaines :SerialS-TownNice White ParentsWind of ChangeThe Other Latif (Radiolab)1619California CityPour envoyer une histoire ou un vocal, allez sur le site du Love GangAbonnez-vous à la newsletter du Love Gang : tous les mois, un podcast de récap culturel (livres, films, articles...) et un texte sur l'amour ! C'est 5 euros et un super moyen de me soutenir.La musique est de Timothy Infinite, remixée par Nahaa. Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.
We'll hear from a series called The World's Best on this week's episode. From August 18, 1941, here's The Room Without A Door, based on a story by Honore de Balzac. https://traffic.libsyn.com/forcedn/e55e1c7a-e213-4a20-8701-21862bdf1f8a/StrangeTales822.mp3 Download StrangeTales822 | Subscribe | Spotify | Support Strange Tales Relic Radio is funded solely by listener donations. If you would like to help support it, visit Donate.RelicRadio.com for more information. [...]
durée : 00:12:25 - Les Nuits de France Culture - par : Albane Penaranda, Mathias Le Gargasson, Antoine Dhulster - Au 19e siècle, toute la littérature française du romantisme au symbolisme est traversée par une fascination pour les sciences occultes. En 1949, ce cinquième volet de la série "Occultisme et littérature française" étudie deux écrivains des plus singuliers : Honoré de Balzac et Gérard de Nerval. - réalisation : Rafik Zénine, Vincent Abouchar, Emily Vallat
•Klassiker• Der junge, schöne Dichter Lucien wächst in der französischen Provinz auf. Baron du Châtelet führt ihn in den Adel ein. Doch wegen einer Liebe zwischen Lucien und einer Dame, schmiedet Châtelet ein Komplott gegen Lucien. Von Honoré de Balzac HR/WDR 1971 www.wdr.de/k/hoerspiel-newsletter Von Honoré de Balzac.
•Klassiker• Die Aristokratie wird durch Châtelet gegen Lucien aufgestachelt. Der Dichter kommt nach Paris und versucht, sich den Codes des Adels anzupassen. Von Honoré de Balzac HR/WDR 1971 www.wdr.de/k/hoerspiel-newsletter Von Honoré de Balzac.
•Klassiker• Lucien, inzwischen fast mittellos, mietet eine Dachkammer und überarbeitet seinen Roman. Von den Verlegern erhält er jedoch nur Absagen. Dann macht er die Bekanntschaft des Journalisten Etienne Lousteau. Von Honoré de Balzac HR/WDR 1971 www.wdr.de/k/hoerspiel-newsletter Von Honoré de Balzac.
•Klassiker• Lucien wird in die Zeitungswelt eingeführt und macht sich einen Namen als Kritiker. Er versucht einen gewagten journalistischen Schachzug, um Dauriat dazu zu bringen, seinen Roman zu verlegen. Von Honoré de Balzac HR/WDR 1971 www.wdr.de/k/hoerspiel-newsletter Von Honoré de Balzac.
•Klassiker• Es läuft prächtig für Lucien, der inzwischen ein gefürchteter Kritiker ist. Doch der unbedarfte junge Mann ahnt nicht, dass er sich inzwischen allerhand Feinde gemacht hat. Von Honoré de Balzac HR/WDR 1971 www.wdr.de/k/hoerspiel-newsletter Von Honoré de Balzac.
•Klassiker• Lucien wechselt von seinem links gerichteten Blatt zu einer royalistischen Zeitung. Ein Komplott gegen ihn nimmt seinen Lauf. Er sieht sich Spott, Hohn und einer Erpressung ausgesetzt. Von Honoré de Balzac HR/WDR 1971 www.wdr.de/k/hoerspiel-newsletter Von Honoré de Balzac.
Startin' off with Balzac. Predator: Badlands trailer 2 https://www.youtube.com/watch?v=dfqpH4QMXNQ Good Fortune (redband) https://www.youtube.com/watch?v=x2jmKN24mRY Avatar 3: Fire and Ash https://www.youtube.com/watch?v=nwf6Izfajxc Starfleet Academy https://www.youtube.com/watch?v=VkBU8lvXm7M Spinal Tap II: The End Continues https://www.youtube.com/watch?v=70DDf9OXsFA Percy Jackson & the Olympians s2 https://www.youtube.com/watch?v=1phSFCYZD60 Zootopia 2 https://www.youtube.com/watch?v=BjkIOU5PhyQ Fallout s2 https://www.youtube.com/watch?v=7TsP09cZA7o Anaconda https://www.youtube.com/watch?v=az8M5Mai0X4 The Chair Company (redband) https://youtu.be/b0lDMHAGDnU?si=zz2sekQHasfL6Ih6 Now You See Me: now you don't https://youtu.be/-E3lMRx7HRQ?si=H_tPBWN-Mhd8a2th The Mandalorian & Grogu https://youtu.be/M2Ei4KF8VHA?si=VuOf4sOJmZ-Dz_Cg Wolverine game https://youtu.be/s3pDMUWlA6I?si=jGkQIeROX7klEsLg Greenland 2 https://youtu.be/H8ieN10lX40?si=FFHRb0S2nl_42shq
durée : 00:28:56 - Les Nuits de France Culture - par : Albane Penaranda, Mathias Le Gargasson, Antoine Dhulster - Pour le penseur Georg Lukács, les écrivains Balzac, Dickens ou Tolstoï sont avant tout des observateurs de la société. Pierre Barbéris et Jacques Brun éclairent la pensée du théoricien marxiste dans le 3e volet de cette série de Jacques Munier dans "Les Chemins de la connaissance", en 1985. - réalisation : Massimo Bellini, Vincent Abouchar
For years, listeners have been requesting an episode devoted to the French novelist, journalist, playwright, and public intellectual Émile Zola (1840-1902). In this episode, Jacke talks to author Robert Lethbridge, whose new book Émile Zola: A Determined Life presents a comprehensive exploration of the life, work, and times of the celebrated French literary polymath. PLUS Jacke takes a look at some news that a ghost story by Graham Greene - perhaps the only one he ever wrote - has recently emerged from the literary graveyard. AND FINALLY Russian-American poet and co-editor of The Penguin Book of Russian Poetry Irina Mashinski stops by to discuss her choice for the last book she will ever read. Additional listening: 501 The Naked World (with Irina Mashinski) 420 Honoré de Balzac 390 Victor Hugo The music in this episode is by Gabriel Ruiz-Bernal. Learn more at gabrielruizbernal.com . "Two Butterflies" performed by Gabriel Ruiz-Bernal and Allison Hughes. Help support the show at patreon.com/literature or historyofliterature.com/donate . The History of Literature Podcast is a member of Lit Hub Radio and the Podglomerate Network. Learn more at thepodglomerate.com/historyofliterature . Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices