Podcasts about evidentemente

  • 424PODCASTS
  • 771EPISODES
  • 35mAVG DURATION
  • 5WEEKLY NEW EPISODES
  • Jan 4, 2023LATEST

POPULARITY

20152016201720182019202020212022

Categories



Best podcasts about evidentemente

Latest podcast episodes about evidentemente

El Primer Café
Undurraga: La mesa de seguridad son puros titulares; en vez de invitar a comer galletas a La Moneda, manden los proyectos

El Primer Café

Play Episode Listen Later Jan 4, 2023 65:52


Este miércoles compartimos El Primer Café junto a Francisco Undurraga, Paulina Vodanovic, Luis Pardo y Ernesto Moreno; El diputado Francisco Undurraga (Evópoli) defendió la decisión de Chile Vamos de bajarse de la mesa de negociación para alcanzar un Acuerdo Nacional de Seguridad, que encabeza la ministra del Interior, Carolina Tohá (PPD). "Se nos enrostra que nosotros salimos de una mesa de seguridad, y esa mesa de seguridad son puros titulares y ninguna bajada... Si el problema de la mesa no se gatilla ni explota sólo con el tema de los indultos; nosotros ya nos habíamos quejado, de forma reiterada, en relación a la poca sustancia que tenía", afirmó el parlamentario; "Evidentemente, los primeros días del año no han sido los que hubiéramos querido", dijo la timonel del Partido Socialista, Paulina Vodanovic, en medio de la controversia por los 13 indultos otorgados por el Presidente Gabriel Boric. El beneficio al exfrentista Jorge Mateluna, que siempre ha defendido que no participó en el asalto al Banco Santander por el cual se le condenó en 2013 y ha denunciado que fue enjuiciado con pruebas viciadas, es el que más polémica ha generado, en la que también se implicó la Corte Suprema después de que -el lunes- el Mandatario aludiera a presuntas irregularidades en el proceso. Conduce Cecilia Rovaretti.

BASTA BUGIE - Politica
Speranza attacca la Meloni sul covid

BASTA BUGIE - Politica

Play Episode Listen Later Jan 3, 2023 9:11


VIDEO: Gli inganni di Speranza ➜ https://www.youtube.com/watch?v=MtGFPoEYNq8&list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1UxpTESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7265SPERANZA ATTACCA LA MELONI SUL COVID di Ruben RazzanteTra gli auspici più ragionevoli e condivisi per il 2023 c'è senz'altro quello di non dover affrontare un'altra ondata letale di Covid. Ma c'è anche un auspicio nell'auspicio, e cioè che non si ripetano gli errori del passato nella gestione della pandemia. A prescindere da quella che sarà l'evoluzione dei nuovi casi di contagio, è davvero opportuno che le strumentalizzazioni politiche vengano messe da parte e che si aiutino le istituzioni a compiere le scelte migliori per il bene dei cittadini.Ecco perché suonano come particolarmente stonate le dichiarazioni di qualche giorno fa dell'ex ministro della salute, Roberto Speranza, che ha attaccato il governo in carica sentenziando che «la strategia di Meloni sul Covid è fallita». Per fortuna degli italiani in questo momento Speranza rappresenta solo se stesso, visto che il suo partito, Articolo Uno, è ridotto a percentuali da prefisso telefonico e non gode di buona fama (l'ex europarlamentare europeo Panzeri, coinvolto nel Qatargate, milita proprio in quel partito).Detto ciò, bisogna però stroncare sul nascere questi tentativi di manipolazione che esponenti dei precedenti governi stanno portando avanti (anche il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte ci sta provando) per impedire che si costituisca una Commissione d'inchiesta sulle responsabilità di chi ha gestito l'emergenza Covid per oltre due anni. Buttarla in caciara è evidentemente un tentativo disperato che Conte, Speranza e i loro accoliti stanno portando avanti per evitare che si faccia luce sul boicottaggio delle cure domiciliari, sullo spreco di denaro pubblico, sulla sottovalutazione iniziale dei pericoli per la salute pubblica, sulla disorganizzazione gestionale in ogni ambito, da quello delle mascherine a quello dei banchi a rotelle, solo per citare alcune delle criticità più disarmanti.Ma Speranza ha la necessità di far dimenticare anche qualcosa che riguarda lui in prima persona. In piena prima ondata, nella primavera 2020, l'ex ministro della salute aveva trovato il tempo di scrivere e pubblicare un libro intitolato Perché guariremo. Dai giorni più duri a una nuova idea di salute, poi repentinamente ritirato dagli scaffali delle librerie e mandato al macero dallo stesso autore, con una figuraccia internazionale che non ha precedenti nella storia dei governi di qualsiasi angolo della terra. Il diretto interessato, incalzato da un servizio de Le Iene, si era difeso dicendo che non aveva tempo di presentarlo. Diciamo invece che avrebbe fatto decisamente meglio a non scriverlo.L'OCCASIONE PER UNA NUOVA EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRALumi in proposito li offre Alfonso Guizzardi, che quel libro è riuscito a procurarselo e a leggerlo prima che venisse distrutto. «Tutti si sono chiesti - scrive Guizzardi, autore del volume Roberto Speranza disse - perché Speranza abbia ritirato il libro e l'abbia addirittura mandato al macero; leggendo questa nostra "critica al testo" vi chiederete invece: "Ma come diavolo gli è saltato in testa di scriverlo?" Bugie, omissioni, previsioni completamente sbagliate, retorica da comiziante, linguaggio ipocritamente vetero-marxista: tutto quel che serve per disegnare un personaggio che tutto avrebbe dovuto fare nella sua vita, tranne che occuparsi della nostra salute». Per Speranza la tragedia della pandemia sarebbe dovuta diventare l'«occasione per una nuova egemonia culturale della sinistra» (parole testuali presenti nello sfortunato volume).Anche Alvise Pedrotti, su Leoniblog, smonta le argomentazioni dell'ex ministro, che attaccava nel suo libro un non ben identificato "neoliberismo" e che nelle considerazioni successive dimostra di non conoscere a fondo neppure la struttura dello Stato che avrebbe dovuto contribuire a ben governare. Va ricordato che il 6 agosto 2020 la Fondazione Luigi Einaudi ha ottenuto la pubblicazione dei verbali secretati del Comitato tecnico-scientifico (Cts), da cui emerge come la politica abbia preso decisioni diverse rispetto a quelle suggerite dai tecnici, ma senza mai motivarle pubblicamente.Le palesi contraddizioni di Speranza sono anche altre. Mentre il suo saggio veniva dato alle stampe, nell'estate del 2020, l'ex ministro assicurava che «il potere di questo maledetto virus ha i mesi contati». Evidentemente non era così, visto che subito dopo ferragosto arrivò la seconda ondata con le chiusure e le restrizioni di libertà. Che cosa c'è di più dilettantesco per un politico se non lanciare proclami decisamente sganciati dalla realtà effettuale? Come se non bastasse, nei mesi scorsi Speranza ha insistito sulla necessità che non si faccia politica sul Coronavirus, dimenticando che lui in quel libro e nei tanti atti pubblici da ministro ha proprio fatto politica sul Coronavirus, dimostrandosi prigioniero di una ideologia vetero-marxista e statalista che tanti danni ha provocato nella storia dell'uomo.UNA CIRCOLARE PREVENTIVAVeniamo a oggi. Il ministero della salute ha diramato una circolare "preventiva", che intende dare indicazioni alla popolazione in caso di peggioramento della situazione epidemiologica: mascherine al chiuso, smart working e riduzione degli assembramenti. E poi, intensificazione delle quarte dosi di vaccino anti-Covid e di una dose aggiuntiva per alcune categorie a rischio.Il documento, intitolato Interventi in atto per la gestione della circolazione del SarsCoV2 nella stagione invernale 2022-23, contiene diverse indicazioni per «predisporre a livello regionale un rapido adattamento di azioni e servizi nel caso di aumentata richiesta assistenziale». Sebbene l'evoluzione della pandemia sia "imprevedibile", si legge nel testo del ministero, «il nostro Paese deve prepararsi ad affrontare un inverno in cui si potrebbe osservare un aumentato impatto assistenziale attribuibile a diverse malattie respiratorie acute», dall'influenza alle nuove varianti di SarsCoV2.Una circolare per certi aspetti inopportuna, perché genera panico e diffonde quel terrorismo che per anni ha contribuito ad avvelenare la società e a frenare l'economia. Tuttavia, le reazioni di Speranza sono davvero imbarazzanti. Ha detto che «la strategia di Meloni sul Covid è fallita». Ma quale strategia? E perché sarebbe eventualmente fallita? Il nuovo governo ha correttamente voltato pagina, puntando sugli elementi in grado di favorire la ripresa socio-economica, vista anche la crisi energetica, e dunque ha fatto benissimo a risparmiare all'opinione pubblica lo stillicidio quotidiano degli (inutili) dati su contagi e ricoveri, trattandosi di cifre del tutto irrilevanti e fisiologiche in una stagione invernale da sempre caratterizzata da una recrudescenza dei virus respiratori.L'ammissione dei propri errori dovrebbe essere il primo atto di onestà intellettuale di un politico. Dagli esponenti dei governi della scorsa legislatura non è arrivata neppure una parola di pentimento per tutte le cose sbagliate fatte per frenare la pandemia. Invece l'idea di bene comune non dovrebbe mai essere sganciata dal senso di responsabilità di chi gestisce o ha gestito la cosa pubblica.

Recomendados de la semana en iVoox.com Semana del 5 al 11 de julio del 2021

Hoy hablamos sobre los acontecimientos políticos, económicos y militares que han marcado el año 2022. Evidentemente, el evento geopolítico del año ha sido la guerra de Ucrania, aunque en el terreno internacional hemos visto a Lula derrocar a Bolsonaro, la situación en Perú y las convulsiones políticas de Reino Unido. En cuanto a la política española, hemos visto problemas del Gobierno de coalición y un comportamiento cada vez más extremado de la derecha, que ya ve golpes de Estado por todos lados. Este programa: golpe de Estado. Con José Luís Carretero, Pedro García-Bilbao y Antonio Dorado. Conduce Juan Carlos Barba.

Debate Directo
Lo que ha pasado en 2022 - Debate Directo

Debate Directo

Play Episode Listen Later Dec 30, 2022 104:06


Hoy hablamos sobre los acontecimientos políticos, económicos y militares que han marcado el año 2022. Evidentemente, el evento geopolítico del año ha sido la guerra de Ucrania, aunque en el terreno internacional hemos visto a Lula derrocar a Bolsonaro, la situación en Perú y las convulsiones políticas de Reino Unido. En cuanto a la política española, hemos visto problemas del Gobierno de coalición y un comportamiento cada vez más extremado de la derecha, que ya ve golpes de Estado por todos lados. Este programa: golpe de Estado. Con José Luís Carretero, Pedro García-Bilbao y Antonio Dorado. Conduce Juan Carlos Barba. Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

PROYECCIONES 2020 - EPISODIO 1
PROYECCIONES 2022 EP 567 Dólar hoy : la cotización libre sube a $355 y marca un nuevo récord nominal

PROYECCIONES 2020 - EPISODIO 1

Play Episode Listen Later Dec 27, 2022 31:29


TESTIMONIOS DE ALEJANDRO CATTERBERG: ANALISIS POLITICO ECONOMICO 2023 INFORME BLOOMBERG MERCADOS PERSPECTIVAS El dólar libre escala a 355 pesos El dólar libre encadena este martes la cuarta rueda operativa en alza en forma consecutiva. Evidentemente la demanda por el billete se incrementó en los últimos días y así alcanzó los $355 para la venta, un récord histórico nominal. Así, el dólar “blue” avanza nueve pesos o un 2,6% en el día. En lo que va de diciembre suma un incremento de 41 pesos o un 13 por ciento. En tanto, el billete informal amplía las ganancias acumuladas a lo largo de 2022 a 70,7%, aun por debajo de lo que fue la inflación del período. ólar libre supera a la inflación en el último mes del año. Los dólares bursátiles, en zona de máximos Las paridades del dólar que se obtienen en la Bolsa a través de la operatoria con bonos también se pactan con tendencia alcista, aunque algo moderada en comparación al dólar libre. El “contado con liquidación” a través del bono Global 2030 (GD30C) sube a $338, mientras que el dólar MEP con el Bonar 2030 (AL30D) se negocia en torno a $332. En ambos casos, cerca de sus valores máximos de loa última semana de julio. El ministro de Economía, Sergio Massa, enfrentará mañana la última licitación de deuda del año. Por el bajo monto de vencimientos remanente de este año, apenas unos $62.000 millones, la fecha no implica un desafío sino una oportunidad. Con un calendario de compromisos que arranca el primer día hábil del próximo año -el 2 de enero-, Economía podría apuntar a captar nuevos fondos y empezar a armar el colchón para el próximo año. El FMI aprobó la tercera revisión del programa con la Argentina y el Banco Central sumó USD 5.900 millones a sus reservas Esta tarde el organismo habilitó el último desembolso del año y ya impactó en las reservas del Banco Central VER NOTA Tras la operación de mediados de mes, en la que se coordinaron esfuerzos entre los bancos acreedores, el Banco Central y la propia Secretaría de Finanzas para obtener poco más de $785.000 millones, el programa financiero del año quedó cerrado. Sin embargo, no hay respiro para el financiamiento de las cuentas públicas y las obligaciones empezarán a apretar el zapato apenas horas después del brindis de Fin de Año. Lo primero a cancelar, señalan en Portfolio Personal Inversiones (PPI), son los cupones de dos títulos en pesos. “El Tesoro enfrentará la última licitación de pesos este miércoles. Los vencimientos en esta ocasión son muy bajos, dado que solo queda una Lelite emitida el 16 de diciembre, el remanente de la LEDE del 30 de diciembre (S30D2) y del TD26 (en manos públicas). Más allá de que el programa financiero ya esté cerrado, es una buena oportunidad para mejorar el financiamiento de cara al año que viene. Recordemos que en el primer día hábil de 2023 se deben pagar los cupones del DICP y CUAP que suman cerca de $46.000 millones”, afirmó ayer PPI en su panorama semanal.

Radio 5
Mario Aguerrido: "Evidentemente Lucio para su relación era un estorbo y lo que tenían que hacer era sacárselo de encima"

Radio 5

Play Episode Listen Later Dec 26, 2022 10:32


Mario Aguerrido, abogado de la familia Dupuy en el juicio por el brutal asesinato de Lucio Dupuy, pasó por el aire de Radio 5 para hablar sobre sus sensaciones y la actualidad de un caso que ya tuvo su primera instancia de juicio y que espera conocer la sentencia de responsabilidad por los hechos por los que fueron acusadas la progenitora y su pareja, el próximo 2 de febrero del 2023. "Es distinto sin dudas, teniendo en cuenta lo que se investigaba, las acusadas, la víctima y las características particulares del hecho, que son conmocionante y conmovedoras por igual. Para los alegatos tuvo que hacer una preparación especial para tratar de no quebrarme, porque era un tema que me quebraba y sobre todo algo increíble de concebir, teniendo en cuenta la historia del caso. Una mamá que pide el cuidado personal del hijo, que se lo entregaran en una situación absolutamente sensible para mi juicio y que después termina de esa manera. Algo inentendible porque si no quería al chico, o no podía criarlo o lo que fuera, había otras soluciones que pasaban por devolver el chico a la familia paterna en Pico, como fue hasta mediados del 2020. Sorprende mucho la falta de empatía y la falta de arrepentimiento sincero por parte de las dos acusadas por el hecho que estábamos investigando" explicó en su primer contacto en 5xSemana.

Tempo de Refletir
Será honrado

Tempo de Refletir

Play Episode Listen Later Dec 21, 2022


Provérbios 13:18 – Pobreza e afronta sobrevêm ao que rejeita a instrução, mas o que guarda a repreensão será honrado. As duas palavras chaves no texto de hoje são “instrução” e “repreensão”. Não existe instrução sem repreensão. Evidentemente, Salomão está se referindo à instrução e à repreensão que vêm de Deus. Nós, seres humanos, estamos […] O post Será honrado apareceu primeiro em Rede Novo Tempo de Comunicação.

Convidado
"Memórias em Tempo de Amnésia", o mais recente livro de Álvaro Vasconcelos - Parte 1

Convidado

Play Episode Listen Later Dec 19, 2022 17:06


Álvaro Vasconcelos, antigo director do Instituto de Estudos de Segurança da União Europeia, cujas análises sobre Relações Internacionais são frequentemente ouvidas nas antenas da RFI acaba neste mês de Dezembro de publicar o seu mais recente livro, "Memórias em Tempo de Amnésia", um relato na primeira pessoa sobre o seu percurso de vida que nos primeiros anos passou por Moçambique e pela África do Sul. Dividido em dois volumes cujo primeiro é intitulado "Uma campa em África", este livro conta a vivência do autor na cidade da Beira onde chegou aos 9 anos em 1953 e onde residiu durante 12 anos, antes de ir estudar em Joanesburgo durante os anos 60. A violência da época colonial, os debates políticos e culturais que então alimentavam a sua geração estão no centro desta obra cujo objectivo é desconstruir narrativas como, por exemplo, o lusotropicalismo que continua ainda hoje a sustentar discursos políticos de negação do que foi o colonialismo português. Na entrevista concedida por Álvaro Vasconcelos que dividimos em 2 episódios, o estudioso começa por evocar o que o animou na escrita deste livro. RFI: O que o levou a escrever este livro? Álvaro Vasconcelos: Eu escrevi com a seguinte preocupação: vivemos uns tempos -sobre os quais aliás temos conversado- em que há a tentação de "alindar" o passado, esquecer todas as distopias, todos os crimes, toda a violência, toda a desigualdade do passado. Isto é uma realidade em Portugal em relação às colónias, em relação ao que foi o colonialismo, em relação ao que foi a ditadura salazarista. Quando eu vi a extrema-direita crescer um pouco pelo mundo inteiro, com essa narrativa que é uma "retrotopia", mas que é uma narrativa que no fundo sempre existiu em Portugal, de negar os crimes do colonialismo, eu pensei "eu que vivi essa geração, eu que vivi em África, eu que vi os crimes que foram cometidos, tenho um dever de memória". Eu chamo este livro "Memórias em Tempo de Amnésia", referindo-me a esta tentativa de esquecer o passado e de o embelezar, de novamente fazer do colonialismo português uma "obra civilizatória". RFI: No começo deste livro, fala de um episódio ao qual assistiu em Moçambique e que foi um pouco o mote para esta obra. Poderia contar-nos? Álvaro Vasconcelos: Foi um dia com muito sol. Dias de sol é o que havia mais na cidade da Beira onde eu vivia. Vinha do liceu, a caminho de casa e vejo um jovem negro rodeado por um grupo de homens brancos que o pontapeavam e chamavam-lhe todos os palavrões que sabiam acompanhados pela palavra "preto". Eu fiquei extremamente perturbado, senti-me impotente e de certa forma cobarde por não poder ir socorrer este jovem negro cujo único "crime" era ter respondido a um insulto. Cheguei a casa perturbadíssimo e disse ao meu pai, "ó pai, aconteceu isto, eu estava nervosíssimo". O meu pai diz "estás assim tão aflito, tão nervoso, porque tiveste um sentimento de impotência". Eu comecei a pensar sobre isso. Ou seja impotência, porquê? Porque aquele indivíduo que estava a ser brutalmente agredido e que tinha mais ou menos a minha idade, estava a ser agredido porque não tinha direitos. E quem não tem direitos, é vítima de todas as violências. RFI: Isto aconteceu numa altura em que estava a viver em Moçambique. Estamos a falar dos anos 50. Como recorda essa época? Álvaro Vasconcelos: Recordo sem nostalgia, sem pensar que foram os melhores anos da minha vida. Recordo como tendo vivido numa cidade que eram duas: uma cidade 'branca' onde eu vivia, havia acesso à cultura, havia acesso à vida fácil, e uma cidade 'negra' em que os negros viviam num sistema de trabalho forçado que se prolongou até praticamente à minha saída da Beira. Podemos dizer que o trabalho forçado era uma herança directa da escravatura. Aliás, o Bispo da Beira de então, Dom Sebastião Soares Resende, quando chegou à Beira nos anos 40 ele disse "na Beira há escravatura". Nos anos 50, voltou a dizer "na Beira há escravatura e muito dura". Ou seja, aquela qualidade de vida que os brancos tinham na sua "bolha" , tinha de ser sustentada nas costas de pessoas que eram obrigadas a trabalhar por um salário absolutamente miserável, que comiam farinha e peixe seco -quando muito- e que faziam iguarias para as pessoas das casas. Além disso, no exterior da Beira, fora da cidade, na indústria açucareira ou algodoeira, tudo aquilo era baseado em trabalho escravo, trabalho forçado. Havia aquilo que se chamava os "recrutadores" que eram homens que tinham como objectivo -com a ajuda da administração portuguesa- de "recrutar" pessoas para trabalhar. Muitas vezes eram apanhadas à força e levadas para os sítios onde iriam ser obrigados a trabalhar. Portanto era trabalho forçado, quase trabalho escravo. RFI: Como é que se vive essa ambivalência de ser equiparado ao grupo dos opressores e ao mesmo tempo sentir essa opressão? Álvaro Vasconcelos: É complexo. Acho que em parte vive-se porque se vive numa "bolha". Nós, os jovens brancos da Beira, que íamos descobrindo os valores da liberdade, que líamos a grande literatura da pós-segunda guerra mundial, que nos apaixonamos pelo existencialismo, Sartre, Camus, Simone de Beauvoir, despertávamos para o Humanismo. Víamos o grande cinema que se podia ver na Beira -porque na Beira havia mais liberdade de acesso à cultura do que no resto do império português- víamos o "Couraçado Potemkin" do Eisenstein, víamos o neo-realismo italiano, víamos muitos filmes que eram proibidos em Portugal e nós, nessa "bolha", íamos construindo uma cultura Humanista, mas de certa forma, não tirávamos todas as consequências políticas e humanas daquela cultura. O nosso objectivo passou a ser acabar com a ditadura em Portugal. E ao acabar com a ditadura em Portugal, pensávamos que se acabaria com o colonialismo. Portanto, é uma situação de uma grande ambiguidade que evidentemente cria angústia porque vivíamos uma situação de racismo extremo, de 'apartheid'. Depois vivi na África do Sul. O 'apartheid' na Beira não era fundamentalmente diferente daquele que se vivia na África do Sul porque, num banco de jardim em que nos sentássemos na Beira, nenhum negro se sentaria ao nosso lado. Na África do Sul, também não se sentava porque estava escrito no banco que ele não se podia sentar. Essa era a diferença fundamental. Penso hoje que se vivia com grande angústia nesses tempos em que éramos, de facto, agentes do colonialismo. Beneficiávamos dele. Todo o colono de certa forma é agente do colonialismo porque repercute a vontade do colonizador pelo menos no seu meio social. Mas nós vivíamos numa "bolha". Era isso que fazia com que pudéssemos sobreviver naquelas circunstâncias. RFI: Estava a falar da leitura que fez da sua vivência em Moçambique quando passou a viver na África do Sul. A certa altura do livro, diz que o facto de ser confrontado ao racismo totalmente assumido do 'apartheid' na África do Sul fez com que visse mais claramente o que se passava em Moçambique naquela época. Álvaro Vasconcelos: Sem dúvida, porque na África do Sul, o 'apartheid' era assumido como lei, era uma barbaridade absoluta como era em Moçambique, mas ali completamente assumido como lei, sem qualquer tentativa de esconder que se vivia num regime racista, herdeiro no fundo das teorias racistas que levaram ao poder Hitler na Alemanha e que dominaram a Europa no anos 30, que levaram à segunda guerra mundial e ao Holocausto... e portanto, na África do Sul, estas teorias eram aplicadas e eram defendidas. Evidentemente, com o acesso enorme que tínhamos na universidade a toda a informação, a toda a literatura, às grandes revistas internacionais, o ambiente de discussão sobre o 'apartheid' e sobre o racismo era muitíssimo mais aberto, mais profundo do que era em Moçambique, porque em Moçambique estas questões falavam-se, mas nós falávamos mais em Moçambique do que era a ditadura portuguesa, do que era a desigualdade e das questões mais sociais. Não tínhamos uma discussão profunda sobre o racismo. De certa forma, vivíamos naquele ambiente e assumir que vivíamos num ambiente de segregação racial brutal era pôr em causa a nós próprios, às nossas famílias, aos nossos pais. Isto era extremamente doloroso e difícil, apesar de nós em Moçambique, eu e os meus amigos, adoramos a poesia da Noémia de Sousa que dizia "deixem passar o meu povo", líamos a poesia de José Craveirinha que falava "eu sou carvão, carvão da usina do branco". Fizemos um filme de que falo no livro sobre os negros que eram obrigados a ir à esquadra levar palmatoadas por partirem um prato em casa. Essa violência extrema a que nós assistimos em Moçambique, nós condenávamos, mas não discutíamos a questão do racismo e a questão do racismo era central na África do Sul. Era a questão que era discutida por todo o lado, na universidade evidentemente. Era o que era contestado, era a lei do 'apartheid', não era só a violência, a desigualdade, tanto mais que na África do Sul, os brancos tinham determinados direitos e determinadas liberdades democráticas e os negros não tinham esses direitos. Portanto, essa discussão do racismo na África do Sul, de facto, tornou muito mais claro o racismo em Moçambique.

Convidado
"Memórias em Tempo de Amnésia", o mais recente livro de Álvaro Vasconcelos - Parte 2

Convidado

Play Episode Listen Later Dec 19, 2022 15:05


Álvaro Vasconcelos, antigo director do Instituto de Estudos de Segurança da União Europeia, cujas análises sobre Relações Internacionais são frequentemente ouvidas nas antenas da RFI acaba neste mês de Dezembro de publicar o seu mais recente livro, "Memórias em Tempo de Amnésia", um relato na primeira pessoa sobre o seu percurso de vida que nos primeiros anos passou por Moçambique e pela África do Sul. Dividido em dois volumes cujo primeiro é intitulado "Uma campa em África", este livro conta a vivência do autor na cidade da Beira onde chegou aos 9 anos em 1953 e onde residiu durante 12 anos, antes de ir estudar em Joanesburgo durante os anos 60. A violência da época colonial, os debates políticos e culturais que então alimentavam a sua geração estão no centro desta obra, para além da sua experiência pessoal, o autor fala muito dos livros que o marcaram. Na entrevista concedida por Álvaro Vasconcelos que dividimos em 2 episódios e cujo primeiro ouviram ontem, o estudioso aborda agora a presença muito forte da literatura na sua vida, nomeadamente na Beira, onde relata ter sentido menos a censura do que em Portugal, o que lhe permitiu conhecer os principais escritores europeus para, em seguida mergulhar na contra-cultura americana que conheceu quando foi estudar a Joanesburgo nos anos 60. RFI: "Memórias em Tempo de Amnésia" fala dos seus primeiros anos, em Portugal, em Moçambique e na África do Sul, mas fala também muito dos livros que o acompanharam naquela época. Álvaro Vasconcelos: É verdade que a literatura foi algo extremamente importante na minha vida. Foi pela literatura, sobretudo a literatura Europeia -e não só, também a literatura moçambicana- que eu fui descobrindo aquilo que eu chamei Humanismo radical, ou seja, o dever de se ter posição de se assumir um compromisso com a sociedade. O livro que mais me marcou na minha juventude foi a "Guerra e Paz" de Tolstoi. No fundo, comecei a identificar-me com o Pedro da "Guerra e Paz". Lia este livro todos os anos e o Pedro, para mim, era um herói, mas um herói que lutava pelos ideais da Revolução Francesa. É verdade que pensou que Napoleão representava esses ideais e depois compreendeu que as guerras napoleónicas eram guerras imperiais que nada tinham a ver com os ideais da Revolução Francesa. Mas a descoberta dos ideais da Revolução Francesa através de Victor Hugo, de Tolstoi em particular, tiveram uma grande influência para mim. Depois, comecei a ler a literatura que o meu pai lia, da segunda guerra mundial, de Erich Maria Remarque, Stefan Zweig, escritores alemães, austríacos, que falavam das circunstâncias da subida do Fascismo e do Nazismo. Isso evidentemente foi muito importante na minha formação. Depois, toda a literatura francesa ligada ao movimento existencialista. Nós na Beira, começamos a pensar que éramos existencialistas porque líamos Sartre, Camus, Roger Vailland, Simone de Beauvoir, mas fundamentalmente Sartre. Devo dizer que foi fundamentalmente Sartre que teve um grande impacto em nós. Ao dizer que "todo o homem nasce livre e é capaz de fazer a sua escolha, tem a liberdade de escolher", Sartre teve em nós uma grande influência. Passávamos horas nos cafés, no "Capri" (na Beira), a discutir sobre Roger Vailland, "A cabra cega", sobre o Sartre, "A náusea", "as mãos sujas", o Camus evidentemente, para nós era muito importante, toda a problemática da angústia. Tudo isto fez parte da nossa formação que era acompanhada -para grande sorte que tínhamos na Beira- de ter um cineclube que nos dava a conhecer o grande cinema europeu do pós-guerra, o neo-realismo italiano, a "Nouvelle Vague" francesa, o cinema soviético e evidentemente também os escritores americanos. Estou a lembrar-me, por exemplo, da importância de Steinbeck, das "Vinhas da ira". Ao nos dar uma perspectiva das questões sociais que estavam menos presentes nesta literatura que acabo de referir, que era uma literatura mais sobre a liberdade e sobre o perigo do nazismo, do fascismo, do racismo, Steinbeck conta-nos uma história da crise dos anos 30, da extraordinária desigualdade social, fala daqueles que não tinham voz. Tenho-me lembrado disso, quando Annie Ernaux recebeu o Prémio Nobel de Literatura que, no fundo, há aqui -e ela própria o diz- uma relação entre a sua literatura e esta literatura americana que eu lia quando estava na Beira. RFI: Na África do Sul, contacta mais com a contracultura americana que influencia muito o meio universitário de Joanesburgo. Álvaro Vasconcelos: Sem dúvida. Quando eu cheguei a África do Sul, era em 1966 e vivia-se o auge da contracultura americana, o movimento Hippie nos Estados Unidos, Bob Dylan, Joan Baez, da marcha sobre o Capitólio, os movimentos contra a guerra do Vietname e uma reflexão sobre os jovens, a juventude que dizia "não" e o pôr em causa a sociedade de consumo, Andy Warhol, o Pop Art, tudo isto estava muito presente na África do Sul. Eu mergulhei nessa contracultura americana e encontrei nela de facto uma resposta para muitas das minhas questões. No fundo, fui aprendendo a olhar o mundo num primeiro momento através da contracultura americana, das canções do Bob Dylan, da poesia da contracultura americana e tudo isto era absolutamente extraordinário no ambiente em que vivíamos na África do Sul. Por exemplo, a poesia do Allen Ginsberg -eu refiro isso no livro- "O peso do mundo é o amor, o peso que carregamos é o amor", jovens, como somos todos um pouco românticos, que nos sentíamos sós num mundo em que não revíamos, o mundo da guerra do Vietname, e as canções do Bob Dylan, as suas canções contra a bomba atómica, tudo isto batia completamente certo com aquilo que nós víamos. Depois, na África do Sul, líamos "Os condenados da Terra" de Frantz Fanon e eu que estava mergulhado naquele movimento da contracultura americana e no movimento Hippie pacifista, ao ler este livro e ver a razão pela qual as pessoas se revoltavam, tinham direito de se revoltar e tinham inclusivamente o direito de resistirem de armas na mão se fosse necessário às tropas coloniais, evidentemente ganhei uma consciência diferente. Fui-me aproximando daquilo que é o tema do segundo volume deste livro, que são os meus anos de exílio na Bélgica e em França em que me fui aproximando do marxismo, nessa mistura entre o marxismo e a contracultura americana que foram as ideias libertárias dos anos 70 na Europa. RFI: No epílogo deste livro, conta uma visita virtual que fez recentemente na Beira. Como foi este regresso virtual à cidade da Beira? Nunca tinha lá regressado? Álvaro Vasconcelos: Eu não tinha regressado à Beira. De certa forma, não me sentia bem. Achava que a Beira era uma cidade-fantasma. Já ninguém do meu tempo vivia lá. Só me fazia lembrar as coisas mais cruéis que vivi ou às quais assisti na minha juventude. Portanto, regressar à Beira, era como regressar a uma cidade-fantasma. Metia-me medo, provocava-me angústia. Portanto não fui à Beira quando fui a Moçambique depois da guerra civil (em 1992). Organizei uma série de seminários em Maputo sobre as transições democráticas que aliás também organizei na África do Sul, no fim do apartheid. Não fui à Beira, mas agora tinha pensado que como agora tinha finalmente decidido escrever sobre o período que tinha vivido na Beira, que devia ir lá. Mas como veio o covid, não pude ir à Beira. Então, imaginei uma visita guiada pelo Marcelino Francisco que é um famoso youtuber da Beira, uma viagem virtual em que eu visitasse a cidade. De facto, é extraordinário. Com o youtuber Marcelino Francisco, fui de facto à cidade da Beira. Evidentemente que não tinha os cheiros, não havia o calor que sentia quando vivia na Beira, tinha que imaginar, mas eu falava com as pessoas, entrava nas livrarias, entrava nos cafés, entrava nos clubes que tinha frequentado. Portanto, foi uma experiência muito interessante. RFI: Pensa que um dia vai regressar "em carne e osso" à cidade da Beira? Álvaro Vasconcelos: Penso regressar à Beira. Existe lá uma livraria que é a Fundza, que é a única livraria da cidade e que é a propriedade de um escritor, livreiro e editor. ele quer organizar lá uma apresentação do livro naquele espaço e eu estou a imaginar ir lá, voltar à Beira depois destes anos todos. Da Beira restam só da nossa passagem como de muitas famílias portuguesas, o túmulo da minha avó que foi morrer à Beira. Acho que isto também é uma característica do colonialismo. Deixou para trás túmulos. Túmulos de colonos, túmulos de soldados que morreram na guerra colonial e túmulos de africanos que foram mortos na guerra colonial. A herança do colonialismo, em grande parte, são túmulos. Por isso é que eu chamei o primeiro volume do meu livro "Uma campa em África", porque é a campa da minha avó, Amélia Clara Vasconcelos, que foi morrer à Beira porque já estava muito doente e foi ter connosco, morreu lá.

Storia dei Carabinieri
Episodio 57. La federazione nazionale del Carabiniere Reale

Storia dei Carabinieri

Play Episode Listen Later Dec 14, 2022 12:24


L'associazionismo dei militari congedati e pensionati nasce, al pari di quello di altre categorie, allo scopo di sostenere gli associati e di garantire loro dei benefici, nonché il sostentamento dei propri cari in caso di morte. Si trattava delle società di mutuo soccorso. Anche i Carabinieri (congedati e pensionati) si diedero da fare su base locale, talvolta riuscendo ad espandersi anche a livello regionale dalla seconda metà dell'Ottocento sino al primo Dopoguerra. L'episodio, si concentra sulla nascita della federazione del Carabinieri Reale nel 1925 con lo scopo di aggregare sotto un'unica direzione le spinte associative pre-esistenti sin dalla fine del XIX secolo. Evidentemente non fu cosa facile, ma si riuscì. La federazione passò attraverso 3 presidenze, la prima del generale Luigi Morcaldi che cessò con la sua morte; la seconda piuttosto breve (due anni circa) nelle mani di Balduino Caprini e la terza, dalla fine del 1934, sapientemente guidata da Amedeo Ademollo. Questi fu nominato commissario straordinario; probabilmente sarebbe dovuto rimanere in carica poco tempo ma non fu così. Non solo portò avanti l'associazione con nuovo statuto e nome di Associazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo (1935), ma la guidò nel corso del secondo Conflitto Mondiale traghettandola nella Repubblica Italiana. Fonti consultate: Niccolà Mirenna, L'associazione nazionale Carabinieri e la sua storia, Roma, Stilgrafica, s.d. [ma 2006]; Laura Secchi, Il vessillo della Regina, in Notiziario Storico dell'Arma dei Carabinieri, a. I - 2016, n. 1 gennaio-febbraio, pp. 46-47. --- Send in a voice message: https://anchor.fm/storiadeicarabinieri/message

NARRACIONES desde el ABISMO
5 aniversario Audiolibros y Relatos. Especial JAMES BOND

NARRACIONES desde el ABISMO

Play Episode Listen Later Dec 12, 2022 82:08


Capítulo 13 de esta quinta temporada, 163 de Audiolibros y Relatos, un podcast literalmente literario. Hoy es un día muy muy especial tanto para este humilde podcast como para un servidor, ya que se cumple el quinto aniversario desde su nacimiento, un ya lejano 13 de diciembre de diciembre del año 2017. Y para esta efeméride tan especial te traigo por primera vez un relato de espionaje. Y quién mejor que su más icónico agente secreto para un relato de este género. Evidentemente me refiero a Bond, James Bond. Narrado por Xavi Villanueva !Nuevo episodio! Ya puedes disfrutar de 5 aniversario Audiolibros y Relatos. Especial JAMES BOND en ABISMOfm.

The Unlimited Spanish Podcast: Aprende español | Habla español | Learn Spanish | Speak Spanish | TPRS

Transcripción: He comprado un enchufe en la tienda. A ver si encuentro un buen puesto en una empresa importante. Mmmmm… Me parece que no entiendes cómo funciona esto… Escucha, escucha el episodio. ¡Hola! Soy Óscar. Gracias por acompañarme en un nuevo episodio del podcast de unlimitedspanish.com. En mi página web puedes suscribirte a los 5 Pilares para hablar español. Videos cortos con técnicas y reflexiones para mejorar tu fluidez. ¡Es gratis! Hoy: Hoy hablaré de los enchufes. Un tema que tiene cierta tradición en España. A continuación, escucharás un punto de vista para practicar tu gramática. Sin esfuerzo y sin memorización, claro. Y si quieres los cursos completos con horas de audio diseñados para desarrollar tu fluidez, no lo pienses más. Visita www.unlimitedspanish.com, sección productos. Hay varios niveles. Vale. Hoy hablo de enchufes. Un enchufe, en inglés socket, es una toma eléctrica donde conectas un aparato que consume electricidad. Por ejemplo, un televisor. Pero… No voy a hablar de esa clase de enchufes. Eso sería muy aburrido, ¿no crees? El episodio sería algo así: Enchufa el aparato para que funcione. Ya está, este es el final de este episodio. ¡Hasta la semana que viene! ¡Ah! ¡Y la música! ¡tin tin tin tin tin, …! Bueno, no me voy, continúo… Y ya veo que es mejor poner el audio normal que yo… cantando. Vale…Hablaré de otro tipo de enchufes que nada tienen que ver con la electricidad. Me refiero al hecho de conseguir un cargo, trabajo, posición, obtener favores, etc. gracias a la influencia de alguien. Normalmente no es merecido. Para referirse a esta situación, es muy habitual usar la expresión “tener enchufe”. Un ejemplo: García consiguió el puesto porque tiene enchufe. Es el sobrino del jefe. Como ves, García forma parte de la misma familia que el jefe de la empresa. El jefe contrata a su sobrino, García, para la empresa. Si García no hubiera sido el sobrino del jefe, entonces no conseguiría el puesto. Y, además, seguramente García tendría ciertos privilegios dentro de la empresa. Por ejemplo, un tipo de trabajo menos exigente o mejor sueldo. Evidentemente, este tipo de situaciones crean todo tipo de resentimiento por parte del resto de los empleados, y con razón. La expresión “Tener enchufe” es solo una manera de utilizar la palabra “enchufe”. Hay otras maneras. Por ejemplo, podrías decir: García está enchufado. O también: A García lo enchufaron. O incluso: García entró por enchufe. Todas estas expresiones significan lo mismo. Por cierto, me gustaría conocer a ese García. Seguro que tiene muy buenos amigos. Otras expresiones parecidas que puedes escuchar en América latina son: “Tener palancas” o “tener muñeca”. Aquí las vemos en una frase: El que tiene una buena palanca en este país, llega muy lejos. Ese de ahí tiene muñeca. Ya ha conseguido llegar a director general en solo tres meses. En España siempre ha existido cierta cultura del enchufe. De hecho, se calcula que la mitad del empleo se consigue por recomendación. Con un enchufe no siempre se valoran los méritos, el esfuerzo, las calificaciones académicas o la experiencia laboral al contratar a alguien. Y esto no solo pasa en el mundo laboral, sino también en la administración pública y en general en todas las organizaciones. En cierto sentido, la gente que tiene enchufe y se beneficia de ello puede incluso sentirse orgullosa. Es decir, no solamente no siente vergüenza, sino que ellos mismos se convencen de que, si están en ese puesto, es porque se lo merecen. A veces, las mismas empresas recurren a encontrar trabajadores por medio de la recomendación de otros trabajadores de la misma empresa. Algunas compañías piden a sus empleados si conocen a personas con determinado perfil profesional para cubrir ciertos puestos de trabajo. Esto pasa en ciertos sectores donde el perfil laboral es muy solicitado y cuesta encontrar ese tipo de trabajadores. Por ejemplo, actualmente en el sector de la instalación fotovoltaica existe muchísima demanda de trabajadores cualificados. Si consigues un trabajo de esta manera, yo no diría que es “tener enchufe”. Más bien utilizaría la expresión “tener contactos”, que es una manera de decir que conoces a cierta gente que puede ayudarte. Claro, aquí lo importante es que tú seas competente y tengas la formación y experiencia requerida para el puesto. Y tú… ¿Qué piensas? ¿Es mejor tener enchufe o contactos? Para mí, lo mejor es tener las dos cosas: enchufe y contactos. Entonces nunca te faltará el trabajo y además, podrás elegir. Consigue el texto completo en mi web: unlimitedspanish.com/podcasts/

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Un mercoledì di alta tensione? | 05/12/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Dec 5, 2022 2:22


A cura di Ferruccio Bovio Il 7 dicembre è in programma la Giornata nazionale degli studenti universitari iraniani: proprio la Giornata, quindi, di quei giovani che, da ormai oltre due mesi, stanno coraggiosamente guidando le manifestazioni popolari di protesta contro le sistematiche violazioni dei diritti umani che, ogni giorno, la repubblica islamica impone a tutta la società iraniana. E non a caso, in vista della prossima mobilitazione - che è stata indetta proprio per mercoledì 7 dicembre - un comunicato del Consiglio di sicurezza della nazione avverte che l'Iran incomincia a perdere la pazienza e a non poterne più dei propri oppositori interni. Pertanto, nel documento governativo, si legge testualmente che “le forze di sicurezza, con tutta la loro potenza e senza tolleranza, faranno fronte a ogni nuova rivolta, che finora è stata appoggiata dai servizi di intelligence stranieri”. Fino ad oggi, “la Repubblica islamica – sempre secondo il Consiglio di sicurezza - ha trattato i manifestanti con la massima tolleranza”, ma a partire dal 7 dicembre agirà con ben altra determinazione “per non permettere più ad alcuni facinorosi di mettere in pericolo la sicurezza pubblica”. Evidentemente, sul concetto di “massima tolleranza”, dalle parti di Teheran devono avere delle idee un po' confuse, visto che – stando a quanto registrato da organizzazioni come Human Rights – le vittime delle repressioni poliziesche hanno già raggiunto la luttuosa cifra di 462 unità, delle quali 64 sono, purtroppo, dei bambini o, comunque, dei minori. Naturalmente, tanto per cambiare, la colpa di tutto il male che sta funestando il Paese degli ayatollah non può che essere dell'Occidente, accusato ancora una volta da Teheran di orchestrare subdolamente la frequenza delle proteste. Tuttavia, per l'occasione, gli strali lanciati dal regime dei mullah non sono indirizzati soltanto verso gli Stati Uniti ed Israele (rispettivamente il “grande ed il piccolo Satana”), ma chiamano in causa anche l'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell'Unione Europea, Josep Borrell, poiché, come spiega una nota governativa iraniana, “gli obiettivi strategici dell'Unione Europea sono caduti vittima delle ambizioni di gruppi violenti e terroristici, che forniscono informazioni sbagliate ad alcuni politici europei estremisti”. Non ci resta, dunque, che aspettare la giornata di mercoledì 7 dicembre, sperando di non doverla in futuro ricordare come un tragico “Black Wednesday”.

Sospechosos Habituales
ATA 443 Securizar y homogeneizar la Raspberry

Sospechosos Habituales

Play Episode Listen Later Dec 5, 2022 22:45


Hace ya mas de tres años que publiqué un episodio del podcast dedicado a asegurar tu Raspberry. Evidentemente no se trataba tanto de hacerle un seguro a la Raspberry para un caso de accidente, como para evitar, …, mejor dicho, dificultar el acceso a tu Raspberry. La cuestión, es que desde ese episodio del podcast, hasta el día de hoy, han cambiado algunas cositas, y por supuesto, nosotros también, así que ha llegado el momento de hacer un nuevo episodio, aprovechando, que a principio de año, sacaste la Raspberry del cajón, con alguno de los proyectos que te comenté en ese momento. Ha llegado el momento de securizar la Raspberry. --- Más información en las notas del podcast sobre Securizar y homogeneizar la Raspberry

Atareao con Linux
ATA 443 Securizar y homogeneizar la Raspberry

Atareao con Linux

Play Episode Listen Later Dec 5, 2022 22:45


Hace ya mas de tres años que publiqué un episodio del podcast dedicado a asegurar tu Raspberry. Evidentemente no se trataba tanto de hacerle un seguro a la Raspberry para un caso de accidente, como para evitar, …, mejor dicho, dificultar el acceso a tu Raspberry. La cuestión, es que desde ese episodio del podcast, hasta el día de hoy, han cambiado algunas cositas, y por supuesto, nosotros también, así que ha llegado el momento de hacer un nuevo episodio, aprovechando, que a principio de año, sacaste la Raspberry del cajón, con alguno de los proyectos que te comenté en ese momento. Ha llegado el momento de securizar la Raspberry. --- Más información en las notas del podcast sobre Securizar y homogeneizar la Raspberry

Phil Hugo Fitness and Mindset Podcast ESPAÑA
PHFM116 Mis recomendaciones y estrategias nutricionales para embarazadas y lactantes

Phil Hugo Fitness and Mindset Podcast ESPAÑA

Play Episode Listen Later Dec 4, 2022 12:38


Muchos profesionales de la salud suelen recomendar a mujeres embarazadas o en período de lactancia, aumentar su consumo de carbohidratos, minimizar el ejercicio físico, entre otras estrategias con las cuales estoy de acuerdo, durante el embarazo y la lactancia, las mujeres suelen la gran mayoría de veces sufrir de diabetes estacional, resistencia a la insulina y sobre todo tienden a ganar grasa, sea debido al poco movimiento, al estado anímico u otros factores, con lo cual, la nutrición es un factor clave a cuidar. Evidentemente las mujeres en estos períodos pasan por cambios hormonales inevitables, pero podemos contrarrestar esto dependiendo de como enfoquemos su nutrición, movimiento y entrenamiento. No soy médico, endocrino ni nutricionista, en este episodio te dejo mi opinión personal, recomendaciones y experiencia.

El Multimedio Nuevo Diario - Radio LV11
Bagli "La suba del combustible evidentemente va a impactar, aunque no en gran medida"

El Multimedio Nuevo Diario - Radio LV11

Play Episode Listen Later Dec 2, 2022 1:18


El politólogo charló hoy con "La Radio de los Santiagueños". --- Support this podcast: https://anchor.fm/radiolv11/support

RADIOGRAFÍA
Padres de familia evidentemente también han fracasado. Ha fracasado el gobierno de Cortizo

RADIOGRAFÍA

Play Episode Listen Later Dec 2, 2022 12:09


Poder Entrevista
Perda com ICMS pode ser de R$ 2 bilhões no Ceará, diz Elmano

Poder Entrevista

Play Episode Listen Later Dec 1, 2022 32:10


O governador eleito do Ceará, Elmano de Freitas (PT), disse que o Estado pode perder até R$ 2 bilhões em receita por causa do projeto de lei que limita o ICMS (Imposto sobre Circulação de Mercadorias e Serviços) sobre combustíveis, energia elétrica, comunicações e transportes coletivos. Para compensar a perda, disse que buscará uma solução para a arrecadação junto ao governo Lula. O presidente Jair Bolsonaro (PL) sancionou a lei 194/2022 em junho deste ano, com o objetivo de baixar o preço dos combustíveis. Na ocasião, o chefe do Executivo vetou dispositivos que previam compensação financeira para os Estados. O texto aprovado limita cobrança do imposto sobre esses itens à alíquota geral de ICMS, de cerca de 17%.“Evidentemente que compromete a minha capacidade de investimento e a lei prevê uma compensação para os Estados, mas nós precisamos clarear quando e como será feita a compensação pela União. São discussões que nós queremos poder realizar com o governo do presidente Lula porque efetivamente foi feito uma retirada de receita dos Estados de maneira abrupta, comprometendo claramente os nossos planos plurianuais e nossas leis orçamentárias”, disse o governador eleito em entrevista ao Poder360.

Negocios Televisión
“La subida de tipos de interés va a tener unos efectos inevitables sobre el desempleo en Europa”

Negocios Televisión

Play Episode Listen Later Nov 28, 2022 7:36


“La subida de tipos de interés va a tener unos efectos inevitables sobre el desempleo en Europa”“La inflación sigue estando ahí. Evidentemente, en un mercado bajo como el actual en EEUU y en buena parte de Europa, es muy complicado acabar con este periodo inflacionista”, dice Jaime Garcia-Legaz, Economista Del Estado. “El escenario dibujado por el BCE sigue siendo difícil, las previsiones son difíciles para 2023”.“En el caso de Europa, el BCE va a tener muchas previsiones para no tocar los tipos de interés. Es inevitable que una caida de la actividad económica como la que estamos presenciando en Europa va a tener unos efectos sobre el empleo y el desempleo”, asegura.#desempleo #crisiseuropa #tiposdeinteres #subidadetipos #bce #subidadetiposbce #tiposdeinteresbce #empleoeuropa #desempleoeuropa #inflacioneuropa #recesioneuropa #inflacion #europa #crisiseconomicaeuropa Si quieres entrar en la Academia de Negocios TV, este es el enlace: https://www.youtube.com/channel/UCwd8Byi93KbnsYmCcKLExvQ/join Síguenos en directo ➡️ https://bit.ly/2Ts9V3pSuscríbete a nuestro canal: https://bit.ly/3jsMzp2Visita Negocios TV https://bit.ly/2Ts9V3pMás vídeos de Negocios TV en Youtube: https://bit.ly/3edxt61Síguenos en Telegram: https://t.me/negociostvSíguenos en Instagram: https://bit.ly/3oytWndTwitter: https://bit.ly/3jz6LptFacebook: https://bit.ly/3e3kIuy

Noticias de América
Representante de la ONU para Colombia destaca avances en Acuerdo de Paz durante Gobierno de Petro

Noticias de América

Play Episode Listen Later Nov 27, 2022 4:18


Seis años han pasado desde que Colombia firmo el Acuerdo de Paz con las fuerzas guerrilleras de las FARC. El pasado 26 de noviembre diversas actividades de conmemoración se realizaron desde el actual gobierno y en comunidades que se vieron afectadas por esta larga etapa de violencia. Nuestra enviada especial a Colombia, Angélica Pérez conversó en exclusiva con Carlos Ruiz Massieu, representante especial del Secretario General y jefe de la Misión de Verificación de las Naciones Unidas en Colombia, quien hizo un balance de estos años de paz y del trabajo que aún queda por realizar para consolidar este periodo de calma. Asimismo, destacó la voluntad política del gobierno del presidente Gustavo Petro por extender el dialogo hacia otras guerrillas como ELN (Ejército de Liberación Nacional). ¿Usted hace un balance positivo de la implementación del Acuerdo? Es un balance positivo, ha habido importantes elementos que ya se han consolidado, el tránsito de una guerrilla a un partido político que participa activamente en las instituciones democráticas del país. Se mantienen más del 90% de los ex combatientes en el proceso de reincorporación, cerca del 70% están vinculados o han estado vinculados a un proyecto productivo. Más del 50 % de los acuerdos de paz no llegan a un sexto año. Entonces es un motivo de celebración. ¿Cuáles son los retos que aún quedan de este acuerdo? Evidentemente también hay muchos retos. Sobre todo, en las áreas más transformadoras del acuerdo:  la reforma rural, la reforma política, el capítulo étnico, temas de género. La arquitectura del acuerdo ha avanzado mucho, tanto los órganos derivados del acuerdo, como el sistema transicional que ha sido también una piedra angular en estos años. La comisión de la verdad termino sus funciones quedo un comité para darle seguimiento a las recomendaciones de la comisión, la unidad de búsqueda ha tenido resultados importantes y obviamente la jurisdicción especial para la paz donde también ya han avanzado muchos de sus casos, ha habido audiencias públicas muy importantes en las cuales se ha llegado a resultados históricos como el reconocimiento público de crímenes de guerra, crímenes de lesa humanidad tanto por los ex combatientes como por la fuerza pública. También nos anima mucho que el actual gobierno tiene en sus prioridades la implementación del acuerdo dentro de su política de paz, que el presidente Petro se encuentra impulsando. ¿En estos tres meses de gobierno cuanto se ha avanzado en la implementación del acuerdo de paz? En estos 100 días hemos visto avances muy importantes y resultados concretos. Lo primero es la voluntad política expresada por el gobierno de tener una consolidación de la paz en toda Colombia. El acuerdo de paz y su implementación es una piedra angular.  En la parte legislativa han avanzado, primero, la propia ley, en un proyecto para que la política de paz sea una política de Estado.  También en materia agraria, en materia rural han avanzado proyectos y  en materia de reforma política. La comisión de seguimiento impulso y verificación del propio acuerdo entre las partes se ha reactivado, también se ha reactivado la comisión de garantías de seguridad, el mandato es muy importante porque tiene que derivar en una política pública de desmantelamiento de organizaciones criminales. Ya se reactivó el consejo nacional de reincorporación de ex combatientes para también hacerla sostenible, para poder seguir avanzando en temas de tierras y viviendas para ex combatientes de dar asesoría técnica de garantizar acceso al mercado. ¿Qué otra iniciativa destaca del gobierno? Adicionalmente medidas de seguridad que se han generado primero un plan de choque que se hizo en los primeros días del gobierno además de la política de paz que tiene otras iniciativas que son importantes para la consolidación de la paz y en general para la reducción de violencia. También hay una clara intención de avanzar en los temas profundos del acuerdo de paz como reforma rural, capitulo étnico, al punto que se han solicitado a la Misión de Verificación la verificación del avance de estos temas y eso es lo que denota la voluntad política de este gobierno. Junto con otras iniciativas como diálogos con el ELN, diálogos como para explorar tanto sometimiento, como acogimiento a la legislación.  Estas medidas esperamos que si puedan reducir la violencia en las comunidades. Sin duda, existen muchos desafíos, pero confiamos que, a través del tiempo, se puedan seguir tomando medidas concretas para que este acuerdo siga siendo un ejemplo para el mundo como lo ha sido hasta ahora y aunado a otras iniciativas de paz, puedan consolidar la paz en todo el territorio colombiano.

Noticias de América
Representante de la ONU para Colombia destaca avances en Acuerdo de Paz durante Gobierno de Petro

Noticias de América

Play Episode Listen Later Nov 27, 2022 4:18


Seis años han pasado desde que Colombia firmo el Acuerdo de Paz con las fuerzas guerrilleras de las FARC. El pasado 26 de noviembre diversas actividades de conmemoración se realizaron desde el actual gobierno y en comunidades que se vieron afectadas por esta larga etapa de violencia. Nuestra enviada especial a Colombia, Angélica Pérez conversó en exclusiva con Carlos Ruiz Massieu, representante especial del Secretario General y jefe de la Misión de Verificación de las Naciones Unidas en Colombia, quien hizo un balance de estos años de paz y del trabajo que aún queda por realizar para consolidar este periodo de calma. Asimismo, destacó la voluntad política del gobierno del presidente Gustavo Petro por extender el dialogo hacia otras guerrillas como ELN (Ejército de Liberación Nacional). ¿Usted hace un balance positivo de la implementación del Acuerdo? Es un balance positivo, ha habido importantes elementos que ya se han consolidado, el tránsito de una guerrilla a un partido político que participa activamente en las instituciones democráticas del país. Se mantienen más del 90% de los ex combatientes en el proceso de reincorporación, cerca del 70% están vinculados o han estado vinculados a un proyecto productivo. Más del 50 % de los acuerdos de paz no llegan a un sexto año. Entonces es un motivo de celebración. ¿Cuáles son los retos que aún quedan de este acuerdo? Evidentemente también hay muchos retos. Sobre todo, en las áreas más transformadoras del acuerdo:  la reforma rural, la reforma política, el capítulo étnico, temas de género. La arquitectura del acuerdo ha avanzado mucho, tanto los órganos derivados del acuerdo, como el sistema transicional que ha sido también una piedra angular en estos años. La comisión de la verdad termino sus funciones quedo un comité para darle seguimiento a las recomendaciones de la comisión, la unidad de búsqueda ha tenido resultados importantes y obviamente la jurisdicción especial para la paz donde también ya han avanzado muchos de sus casos, ha habido audiencias públicas muy importantes en las cuales se ha llegado a resultados históricos como el reconocimiento público de crímenes de guerra, crímenes de lesa humanidad tanto por los ex combatientes como por la fuerza pública. También nos anima mucho que el actual gobierno tiene en sus prioridades la implementación del acuerdo dentro de su política de paz, que el presidente Petro se encuentra impulsando. ¿En estos tres meses de gobierno cuanto se ha avanzado en la implementación del acuerdo de paz? En estos 100 días hemos visto avances muy importantes y resultados concretos. Lo primero es la voluntad política expresada por el gobierno de tener una consolidación de la paz en toda Colombia. El acuerdo de paz y su implementación es una piedra angular.  En la parte legislativa han avanzado, primero, la propia ley, en un proyecto para que la política de paz sea una política de Estado.  También en materia agraria, en materia rural han avanzado proyectos y  en materia de reforma política. La comisión de seguimiento impulso y verificación del propio acuerdo entre las partes se ha reactivado, también se ha reactivado la comisión de garantías de seguridad, el mandato es muy importante porque tiene que derivar en una política pública de desmantelamiento de organizaciones criminales. Ya se reactivó el consejo nacional de reincorporación de ex combatientes para también hacerla sostenible, para poder seguir avanzando en temas de tierras y viviendas para ex combatientes de dar asesoría técnica de garantizar acceso al mercado. ¿Qué otra iniciativa destaca del gobierno? Adicionalmente medidas de seguridad que se han generado primero un plan de choque que se hizo en los primeros días del gobierno además de la política de paz que tiene otras iniciativas que son importantes para la consolidación de la paz y en general para la reducción de violencia. También hay una clara intención de avanzar en los temas profundos del acuerdo de paz como reforma rural, capitulo étnico, al punto que se han solicitado a la Misión de Verificación la verificación del avance de estos temas y eso es lo que denota la voluntad política de este gobierno. Junto con otras iniciativas como diálogos con el ELN, diálogos como para explorar tanto sometimiento, como acogimiento a la legislación.  Estas medidas esperamos que si puedan reducir la violencia en las comunidades. Sin duda, existen muchos desafíos, pero confiamos que, a través del tiempo, se puedan seguir tomando medidas concretas para que este acuerdo siga siendo un ejemplo para el mundo como lo ha sido hasta ahora y aunado a otras iniciativas de paz, puedan consolidar la paz en todo el territorio colombiano.

Daniel Ramos' Podcast
Episode 368: 27 de Noviembre del 2022 - Devoción matutina para adolescentes - ¨Un salto en el tiempo¨

Daniel Ramos' Podcast

Play Episode Listen Later Nov 26, 2022 4:55


================================================== ==SUSCRIBETEhttps://www.youtube.com/channel/UCNpffyr-7_zP1x1lS89ByaQ?sub_confirmation=1================================================== == DEVOCIÓN MATUTINA PARA ADOLESCENTES 2022“UN SALTO EN EL TIEMPO”Narrado por: DORIANY SÁNCHEZDesde: PERÚUna cortesía de DR'Ministries y Canaan Seventh-Day Adventist Church 27 DE NOVIEMBREEL PRESIDENTE GORDO«¿O ignoráis que vuestro cuerpo es templo del Espíritu Santo, el cual está en vosotros, el cual habéis recibido de Dios y que no sois vuestros?» (1 Corintios 6: 19, RV95).Muchas personas se interesan por lo que les sucede a las celebridades, y siguen sus vidas en la televisión, la prensa, la radio o en lo que comparten los blogueros en línea. Los medios de comunicación desentierran los trapos sucios de los deportistas, los actores de cine, cantantes y otros famosos, e incluso del presidente de los Estados Unidos. Parece que los chismes sobre lo que ocurre en la Casa Blanca «se venden bien». Algunos periódicos y revistas se dedican a husmear en la vida privada del presidente o de su familia, y los cómicos y presentadores de televisión se divierten mucho burlándose de los políticos.Esto no es nada nuevo. Ocurre desde hace mucho tiempo, incluso desde antes de que la television y la radio sirvan para informar de las noticias. Evidentemente, la prensa de la época del presidente Taft también disfrutó obteniendo la información que pudiera sobre los políticos de su época y estaba dispuesta a pagar por ello. Un ama de llaves de la Casa Blanca llamada Elizabeth Jaffray sabía mucho sobre el vigésimo séptimo presidente de los Estados Unidos. Según la Asociación Histórica de la Casa Blanca, el 27 de noviembre de 1911 escribió en su diario que pensaba que el presidente Taft estaba demasiado gordo. Y aunque el presidente no quisiera admitirlo, con 161 kilos (355 libras), probablemente lo estaba.Según sus biógrafos, el presidente Taft tenía que dejarse atar los zapatos por un ayudante. Y normalmente se necesitan dos (o más) hombres para ayudar a salir de la bañera. En una ocasión, cuando visitó al zar de Rusia, sus pantalones se rompieron mientras salía de un carruaje.Pero el peso de Taft no le impidió cumplir un mandato completo como presidente. Tampoco le impidió convertirse en presidente del Tribunal Supremo una vez finalizado su mandato como presidente del gobierno. Fue el primer y único presidente que ocupó ambos cargos.Taft fue un hombre muy exitoso, pero aun así debe ser duro escuchar a la gente hacer bromas sobre él. Incluso todo un presidente de país puede sentirse ofendido. En el versículo de hoy, Pablo parece tener una respuesta para los que se sintieron ofendidos: «No sois vuestros, porque han sido comprados por un precio>. Todos valemos más de lo que podemos imaginar, porque Jesús dio su vida por nosotros.

BASTA BUGIE - Politica
L'Italia è schiava di un'ideologia contro la vita, la famiglia e la fede cattolica

BASTA BUGIE - Politica

Play Episode Listen Later Nov 22, 2022 13:43


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7217L'ITALIA E' SCHIAVA DI UN'IDEOLOGIA CONTRO LA VITA, LA FAMIGLIA E LA FEDE CATTOLICA di Mauro FaverzaniSecondo l'art. 21 della Costituzione italiana, tutti avrebbero «diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione». Ma è proprio così? O anche in Italia serpeggia un «mainstream» sostanzialmente, magari subdolamente avverso alla cultura ed anche alla sola presenza cattolica nel sociale? O anche qui si cerca di mettere il bavaglio a chiunque non voglia uniformarsi al coro e preferisca ragionare con la propria testa, col proprio cuore e con la propria fede? Possibile che quelle censure, quei boicottaggi, quelle aggressioni, di cui tante volte diamo conto su Corrispondenza Romana, non avvengano soltanto all'estero, bensì anche qui, nella democraticissima, civilissima, "cattolicissima" Italia?Quanto accaduto negli ultimi anni indurrebbe a risponder di sì a questa serie di interrogativi, inquietanti certo, ma corroborati dai fatti.LA MARCIA NAZIONALE PER LA VITA (2014)Ciò che disturba molto è la presenza nel sociale del mondo e dei valori cattolici, specie quando significativa. Come dimenticare quando nel 2014, a Roma, la giunta di Centrosinistra dell'allora sindaco Ignazio Marino, che pur si definiva cattolico, negò la richiesta di patrocinio alla Marcia nazionale per la Vita col risibile pretesto della mancanza di fondi...? Niente wc chimici, niente volontari della Protezione Civile e neanche la distribuzione di bottigliette d'acqua ai partecipanti, che anzi han dovuto ripulire le strade dopo l'evento. Solo poche settimane dopo lo stesso primo cittadino accordò invece il patrocinio al Gay Pride tenutosi nella Capitale e partecipò anche personalmente alla manifestazione, facendo esporre in Campidoglio ed in tutte le sedi municipali le bandiere arcobaleno. Due pesi e due misure vergognosamente ideologiche, ignobili ed inaccettabili.E che dire dell'edizione 2019 sempre della Marcia nazionale per la Vita, seguita in diretta dall'emittente americana Ewtn, ma ignorata totalmente dalla televisione di Stato, la Rai? Si trattò di una censura scandalosa contro il maggior evento pro-life italiano, che pur fu in grado di richiamare a Roma migliaia di persone. Questo provocò il lancio di una petizione online di protesta, dimostratasi in grado di raccogliere in pochi giorni migliaia di adesioni.Nel 2015 nuovo episodio di boicottaggio: niente patrocinio del Comune di Mogliano e niente comunicazione ai genitori degli alunni da parte dei dirigenti scolastici in merito ad un dibattito promosso dall'A.Ge.-Associazione Genitori sul tema dell'educazione all'affettività nelle scuole. Evidentemente c'è chi è convinto di poter infischiarsene di regole e regolamenti, quando si tratti di ostacolare e discriminare i fautori del no all'ideologia gender.ASSOCIAZIONE MEDICI CATTOLICI ITALIANI (2016) E MANIFESTI CONTRO LA PILLOLA RU486 (2020)Nel 2016 nel mirino è finito il diritto all'obiezione di coscienza all'aborto: il Consiglio d'Europa ha accolto il ricorso presentato in merito dalla Cgil, atto definito «sconcertante» ed «assolutamente intollerabile» dall'Associazione Medici Cattolici Italiani e dalla Federazione europea delle Associazioni mediche cattoliche: «È intollerabile che la democrazia diventi demagogia - hanno scritto in una memorabile nota - L'obiezione di coscienza è un diritto lecito e doveroso. Il medico non può compiere, contro la propria coscienza, azioni di soppressione della vita. Occorre ricordare che nessuna autorità politica può imporre ai medici ed agli operatori della Sanità azioni ritenute non necessarie e dannose; tanto meno nessuna legge può imporre loro di compiere azioni non condivise. Gli operatori sanitari sono chiamati dalla professione e dalla propria deontologia a curare e sostenere la vita sin dal concepimento e pretendono di essere rispettati nella propria autonomia. L'obiezione di coscienza è un diritto fondamentale della persona, costituzionalmente tutelato dall'art. 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, per cui l'intervento del Consiglio d'Europa si configura palesemente come violazione di una norma costituzionale e merita censura da parte dei cittadini europei».V'è poi tutta l'azione di censura operata nel 2020 con la rimozione dei manifesti contro la pillola Ru486 già regolarmente affissi a Ravenna, a Milano e a Bergamo (circa quest'ultima, da due anni il sindaco, Giorgio Gori, non risponde all'interrogazione, presentata in merito dal consigliere comunale orobico Filippo Bianchi, che definisce tale prolungato ed ingiustificato silenzio «un'omissione di atti d'ufficio»).UNPLANNED, LA VERA STORIA DI ABBY JOHNSON (2022)Passiamo al mondo dei media: inutile soffermarci sulla derisione, sullo scherno, sull'aggressione, sull'ostilità, di cui nei talk show ed in molti programmi "d'informazione" presunta sono oggetto e bersaglio la morale ed i valori cattolici, poiché gli esempi sono per quantità, qualità e frequenza tanto numerosi, da non necessitare nemmeno di spiegazioni: a chiunque, accendendo il televisore, sarà prima o poi capitato d'imbattersi in casi di questo tipo. Ma anche nel cinema, benché ambiente più composto ed ovattato, non sono un mistero le difficoltà incontrate da due pellicole in particolare ovvero la prima nel 2013, Cristiada, sulle violente persecuzioni patite negli Anni Venti del secolo scorso dai cattolici messicani a causa del governo anticlericale e massonico del presidente Plutarco Elías Calles e la seconda nel 2021, Unplanned, che racconta la vera storia di Abby Johnson, ex- dipendente di una delle cliniche della multinazionale Planned Parenthood, divenuta pro-life convinta dopo aver scoperto cosa realmente accada, al di là delle menzogne, durante un aborto. Entrambi i film, pur potendo contare su cast d'eccezione e sull'impatto emotivo di vicende autentiche, benché "scomode", sono state rifiutate, boicottate, ignorate in molti, troppi casi, nelle sale e sulla stampa. Ad Unplanned, oltre tutto, il Ministero dei Beni Culturali ha inflitto un'assurda censura, vietandone la visione ai minori di 14 anni, negli stessi giorni in cui al Festival di Venezia veniva premiata col Leone d'Oro una pellicola filo-abortista, assolutamente frutto di fantasia. A 14 anni, a quanto pare, in Italia si può abortire, ma non guardare un film, che spieghi cosa sia davvero l'aborto e quali le sue conseguenze.UNIVERSITARI PER LA VITA (2022)Venendo ai nostri giorni è possibile annoverare tra i fatti di (triste) cronaca la Sala della Promoteca in Campidoglio negata a fine ottobre ai promotori pro-family di un convegno sui temi della disforia di genere e della riassegnazione sessuale; la vile aggressione perpetrata lo scorso 20 ottobre da una ventina di membri del Collettivo femminista di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza di Roma ai danni di cinque studenti dell'associazione Universitari per la Vita, "rei" soltanto di aver volantinato contro l'aborto nel piazzale antistante l'ingresso dell'Ateneo, peraltro con regolare autorizzazione della Questura (riprovevole episodio, che fa il bis con quanto avvenuto nell'ottobre del 2018 nella medesima Università); l'esclusione dell'associazione ProVita&Famiglia onlus dal Consiglio delle Donne di Bergamo, organo consultivo del consiglio comunale. La sua richiesta di adesione è stata bocciata con 11 no, 6 sì e 16 astensioni: un fatto senza precedenti, un esito fortemente voluto dalle Sinistre, una decisione «molto grave - come ha commentato Filippo Bianchi, consigliere comunale di Fratelli d'Italia - Il Consiglio delle Donne, presieduto e partecipato a maggioranza dalle Sinistre, si dimostra ancora una volta strumento politico di censura, che non tollera il confronto ed il pluralismo, ma soprattutto discriminatorio nei confronti dei soggetti e delle iniziative a difesa dei valori della vita e della famiglia». Già nel febbraio 2019, però, sempre a Bergamo, all'ultimo minuto, il Consiglio delle Donne con un solo voto in più (16 sì, 15 no, 1 astenuto) escluse il presidente di FederVita Lombardia, Paolo Picco, dal novero dei relatori al convegno «Nascere a Bergamo: presente e prospettive future» con una motivazione, a dir poco, discriminatoria e aberrante: per non rendere cioè «il Consiglio delle Donne ostaggio dell'azione di conservatori e anti-abortisti, portatori di una visione retrograda e svilente della donna e dei suoi diritti», come dichiarato dalle ultrafemministe di Non una di meno, sigla che peraltro non faceva nemmeno parte di detto organismo consultivo del consiglio comunale orobico, da cui si dimisero a quel punto, prendendone le distanze, molti membri, non condividendo più il modo di procedere, dichiaratamente ideologico.Patrocini e spazi negati, norme e regolamenti ignorati, manifesti strappati, eventi "silenziati", film censurati, boicottaggi, aggressioni, relatori "scomodi" cancellati, organismi pubblici vietati contro qualsiasi regola, zero copertura massmediatica... I casi sono due: o in Italia la democrazia è schiava di un'ideologia contraria alla vita, alla famiglia ed alla fede cattolica, il che sarebbe molto grave, configurando una situazione di dittatura de facto, di odio etico e religioso: oppure è la democrazia in quanto tale ad essere malata, avvelenata, corrotta dal cancro di un'ideologia onnipervasiva, il che sarebbe ancora più grave, ponendo un serio problema istituzionale. In entrambi i casi, possiamo davvero dire che in Italia morale, valori ed ideali cattolici non siano vittime di una persecuzione reale, sia pur fatta coi guanti di velluto (ovviamente rosso...)?

Puedes Hacerlo
198. La Mejor Manera de Cambiar un Hábito

Puedes Hacerlo

Play Episode Listen Later Nov 21, 2022 27:26


En este episodio comparto lo que en mi experiencia personal y como coach considero que es la mejor manera de realmente cambiar un hábito.  Específicamente comparto 4 tips y un bono de los cuales te invito a tomar nota y acción, porque puedes aplicarlos desde ya. Este tema es el resumen de una clase que compartí un día antes de dar arranque al reto que hicimos en el mes de noviembre titulado Tu Mejor Tú. Este reto ha dado  frutos, realmente espectaculares. Se han soltado muchísimos kilos/libras y ademas, la experiencia que hemos vivido al seguir el camino de este reto ha sido transformacional. Evidentemente el camino de este reto provoca el renacimiento de un nuevo brillo en quien lo vive. Este reto es un camino de 21 días en donde nos planteamos una intención muy enfocada con el tema del peso, de la relación que tenemos con nuestro cuerpo, con la comida. Ademas nos enfocamos en dedicar este reto a una parte especifica de nuestro cuerpo. Cada una elige cual, yo las invito a elegir la parte del cuerpo de la que menos orgullosas se han sentido y también nos enfocamos en adoptar un nuevo hábito y eliminar un hábito. Y en este episodio escucharás la repetición del enfoque con el que nos disponemos a hacer este cambio de hábitos. Revisa los tips que comparto y mantente alerta del bono que ofrezco y gózalo porque con muchísima emoción lo comparto contigo.   Primero que nada, quiero partir invitándote a que te cuestiones en qué te enfocas cuando quieres cambiar un hábito.  Ante esta pregunta, lo que solemos tener en mente es la idea de buscar cambiar ciertas acciones. Acciones como tomar más agua, buscando convertirlo en hábito. Comer más verduras, dormir más, todas estas acciones podemos verlas como hábitos a cambiar, que pueden generarnos el resultado final que estamos buscando lograr, como puede ser el bajar de peso. Evidentemente los hábitos son acciones que tomamos, sin embargo mi propuesta es que veamos estos hábitos si como acciones, pero que sobre todo reflexionemos en lo que hay detrás de esas acciones, lo que hace que seamos capaces o incapaces de ejecutar esas específicas acciones.  Enfocarnos en lo que realmente nos mueve a tomar esas acciones es la mejor manera de hacer vida esos habitos que tanto deseamos..    La mejor manera de cambiar un hábito Tip1 Asegúrate de no plantearte hacer ese cambio movida por el desprecio por quien eres hoy.  La mejor manera es plantearte y disponerte a hacer ese cambio que tanto deseas a partir de recordar que “hoy eres suficiente”. Tus hábitos no definen tu valor, no vales por lo que haces, tu simplemente eres invaluable.    TIp 2 Asegúrate de no plantearte hacer ese cambio movida por el miedo. Si nos dejamos llevar por el miedo, entonces solo buscaremos inconscientemente refugiarnos en la comodidad. La mejor manera es plantearte y disponerte a hacer ese cambio que tanto deseas a partir de clarificar con confianza lo que tú quieres lograr. Esto te permitirá que tu confianza sea más fuerte que el deseo de quedarte en tu zona de confort.  Movernos por el miedo, puede parecer motivador, lo cierto es que es muy desgastante y poco sustentable.    Tip 3 Asegúrate de no plantearte hacer ese cambio movida por la prisa y la impaciencia. Esto solo hace que nos desenfoquemos, que queramos hacer muchos cambios a la vez, lo cual es también desgastante e ineficiente.  La mejor manera es plantearte y disponerse a hacer ese cambio que tanto deseas a partir de la paciencia, enfocarte pacientemente en hacer un cambio a la vez. Aunque parezcan cambios pequeños, lograr crear un hábito nuevo, es una grandiosa victoria. Lo alucinante es que cuando nos enfocamos en un solo cambio muy puntual, solemos entrar en un espacio en donde se detonan otros más.    Tip 4 Asegúrate de no plantearte hacer ese cambio movida por la comparación con alguien más. Si bien compararnos puede ser normal, buscar cambiar hábitos por compararnos es injusto y es un hacerlo sin enfoque y sin claridad. No tiene sentido hacerlo por compararnos.  La mejor manera es plantearte y disponerte a hacer ese cambio que tanto deseas a partir de disfrutar genuinamente saberme y reconocerme única. Somos únicas, nuestras metas son únicas y el camino en el que nos planteamos ir hacia nuestra meta es único, ¿por qué habría de ser eficiente compararme?   Específicamente te propongo enlistar 7 hábitos que te serviría hacer vida para lograr tu meta 7 hábitos que te serviría eliminar de tu vida para lograr tu meta   Elige uno de cada lista y a este par de hábitos ubícalo como la “acción heróica” que te vas a enfocar en practicar. Hazlo por 21 días seguidos, si un día no lo haces, vuelve a empezar. Disponte a disfrutar tu camino, recordando que tu valor como persona no depende de lo que haces, recuerda que tu eres única y eres espectacular. Ten presente que tu puedes lograr lo que te propongas.    Al completar los 21 días, decide que esta acción heroica es simplemente parte de ti, y sigue practicándola, gozando los frutos y el círculo benéfico que te va generando tu “acción heróica”. Cuando te sientas determinada por seguir haciendo vida nuevos hábitos, elige otro set de tu lista, un hábito que quieras hacer vida para lograr tu meta y uno que serviría eliminar de tu vida para lograr tu meta. Repite el proceso, recordando que no “tienes que hacerlo”, que lo haces solo porque “quieres hacerlo” y es parte de seguir creando la version de ti que te sientes llamada a vivir,    Y a continuación el BONO:   Para ti que no tuviste la oportunidad de participar en nuestro reto Tu Mejor Tú, Quiero decirte que tu puedes  vivir la experiencia cuando tu quieras. Dale click

Los Dioses del Marketing
Emprendedor ¿se nace o se hace?: Héctor Blanco, COO de Reservándonos.

Los Dioses del Marketing

Play Episode Listen Later Nov 11, 2022 12:45


Envía tus preguntas a dioses@genio.fm Hoy nos acompaña un verdadero emprendedor: Héctor Blanco, co-founder y Chief Operations Officer de Reservándonos. Así que, si tienes un restaurante, este es el medio para llegar a más gente y llenar tu lugar. Ahora hablamos de cómo llego de España a México. ¿Hay oportunidades para todos? Evidentemente sí. Nos habla de como inició como emprendedor ¿viajó en metro? ¿en micro? O…¿dejó trabajos porque “estaban lejos”? ¿Cómo iniciar un emprendimiento? ¿Es necesario buscar una incubadora? Además, todo el mundo habla de “levantar capital”…¿cuánto es “levantar capital”? Lo más importante…¿le das a la primera? ¿en qué momento empezar? Síganos en nuestras redes para más consejos: YouTube: Los Dioses del Marketing Instagram: @losdiosesdelmkt Twitter: @losdiosesdelmkt LinkedIn: @LosDiosesdelMKT Facebook: Los Dioses del Marketing Los Dioses del marketing es una producción de Genio.soy

El club de la Fórmula 1
Previo del GP de Brasil y el futuro del podcast

El club de la Fórmula 1

Play Episode Listen Later Nov 10, 2022 19:49


Este será el último previo de GP en esta temporada y por eso, quiero hacer balance del año y comentaros que va a ser del podcast en el futuro. Evidentemente, también trato temas relacionados con este GP para que no os perdáis nada.

Nómada digital
209. Construyendo un Sueño en Costa Rica

Nómada digital

Play Episode Listen Later Nov 9, 2022 22:52


Construyendo un sueño Así me siento. Acabo de grabar el episodio 209 del podcast Nómada Digital, en el que, por fin, explico sin tapujos qué es lo que estoy haciendo en Costa Rica. Estoy aquí para construir un sueño, una base para mi vida de Nómada Digital en un lugar paradisíaco que además sea un sustento económico de la misma. Llevo ya mucho tiempo viajando, trabajando y dándole vueltas a este proyecto y ahora lo estoy materializando. No lo hago en solitario. Kike y Santi, amigos y socios de Stockeros.com, han querido apuntarse a esta aventura. Lo que estamos haciendo, exactamente, lo cuento en el episodio 209, que puedes escuchar aquí. Crear este episodio y preparar este correo, me ha hecho reflexionar en algo que creo que es mucho más trascendental. ¿No deberíamos sentirnos siempre así? En mi vida me he sentido en varias ocasiones así, construyendo un sueño. Muchos me han catalogado de “loco”, yo también me he sentido muchas veces “siendo un loco”. Pero es que no entiendo la cordura como una vida insípida. ¿Qué sentido tiene? Me flipa la sensación de construir sueños. Es extremadamente motivante, no solo eso, es un aliciente necesario para la felicidad. Creo que si no viviera siempre “en construcción de mis sueños”, moriría de aburrimiento, me deprimiría. Evidentemente, mis sueños son realizables, aunque a veces no lo parezcan, aunque cambien por el camino. Son cosas de las que me siento capaz. Y esa capacidad me da la energía necesaria para tratar de llevarlos a cabo. Recuerda esto: "El primer paso hacia la libertad es saberte capaz de conseguirla. El segundo, no aceptar otra cosa." Quiero que se convierta en un mantra, no solo para mí. No me he tatuado esta frase -todavía- porque me pareció más apropiada la de aceptar la responsabilidad “Només tu decideixes el teu camí.” Pero ambas aplicarían igualmente a una vida consciente y consecuente. Mira, no voy a decirte “sigue tus sueños”. Porque muchos son irrealizables y pueden tener consecuencias complicadas, no quiero esa responsabilidad. Los sueños hay que meditarlos, analizarlos y generar la estrategia necesaria para cumplirlos. Pero sí que te diré algo que puedo constatar: “siguiendo tus sueños, se vive mejor”. Construyéndolos, aunque a veces sea difícil, y realizándolos, aunque a veces no se conviertan en lo que habíamos soñado. Consideradme loco y sabré que estoy en el camino correcto. Consideradme cuerdo y seguiré sabiendo que estoy en el camino correcto. El único camino correcto, es el propio. ¡Un abrazo! Carles. PD: Ya metimos la excavadora a remover tierra y rellenar el terreno. Iré subiendo más contenido del proceso de la construcción en la newsletter y en Instagram en @vivedistintocom y @carles_na Suscribete en https://vivedistinto.com

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Morir d'amore (e di inganno) | 05/11/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Nov 5, 2022 2:55


A cura di Ferruccio Bovio Si chiamava Daniele e si è ucciso a 24 anni dopo aver capito che la sua storia d'amore iniziata su Facebok era, purtroppo, un beffardo raggiro e che la splendida ragazza con la quale aveva progettato di costruire un futuro comune, in realtà era un uomo di 64 anni che – spinto da chissà quali deviazioni mentali – si era preso gioco di lui, manipolandolo ed approfittando cinicamente dei suoi sentimenti. Il dramma è avvenuto a Forlì dove i genitori hanno trovato il proprio figlio impiccato nella soffitta della loro abitazione con uno straziante messaggio di addio. L'uomo incontrato sul web si firmava Irene ed aveva attirato le attenzioni della sua sventurata vittima, postando le fotografie di una donna bellissima (ma inesistente), che aveva cominciato ad illudere il ragazzo promettendogli matrimonio, figli e felicità per sempre. Sono circa ottomila i messaggi d'amore che il povero Daniele ed il suo aguzzino si sono scambiati, restando, una volta, a contatto virtuale addirittura per diciassette ore consecutive. Poi, improvvisamente, un giorno la bella fiaba si conclude, ma non ha certamente un lieto fine: il giovane si imbatte, infatti, su un altro sito internet, in immagini della sua promessa sposa Irene ed incomincia a chiederle spiegazioni. A quel punto, il 64enne, messo in difficoltà dalle domande del ragazzo, decide di scaricarlo in modo cinico e sbrigativo. Daniele comprende allora che per lui non ci sarà più un “e vissero felici e contenti” e prende così la sua disperata decisione. Ma, in questa vicenda, c'è anche un altro aspetto sconcertante ed è quello legato alle conseguenze penali per l'autore del tragico inganno, al quale la Procura della Repubblica ha contestato soltanto il reato di “sostituzione di persona”. Non essendoci, infatti, stata alcuna estorsione di denaro, la Procura stessa si è, appunto, limitata a chiedere per il 64enne un decreto penale di condanna per sostituzione di persona, con una sanzione pecuniaria di 825 euro. Ovviamente, la famiglia di Daniele ha presentato opposizione. Intanto, l'uomo nega di avere avuto particolari responsabilità, sostenendo che “se quel ragazzo era uno squilibrato” non era certo colpa sua...e poi “era uno scherzo” e non pensava proprio che potesse finire così….e, comunque, è stanco perché “gli stanno rovinando la vita”. Non sapremo mai cosa sia passato per la testa di Daniele negli ultimi minuti della sua esistenza, ma non possiamo fare a meno di chiederci come sia stato possibile che un ragazzo di ventiquattro anni abbia rinunciato alla sua vita reale, solo perché si è sentito tradito da quella virtuale. Evidentemente, giunto ad un certo punto di questa sua incredibile storia, ha finito per smarrire – come del resto capitato anche ad altri - il confine fra la realtà effettiva e quella – apparentemente molto più lieta - che stava, invece, vivendo dietro allo schermo di un computer.

En Perspectiva
Entrevista Liliam Kechichián - Coordinadores de bancada trataron filtración del Plan de Inteligencia

En Perspectiva

Play Episode Listen Later Nov 4, 2022 22:32


Coordinadores de bancada de los partidos con representación en el Parlamento se reunieron ayer a raíz de la denuncia que presentó ante fiscalía el Secretario de Inteligencia Álvaro Garcé, señalando que información confidencial sobre el Plan de Inteligencia Estratégica del Estado se filtró de una sesión secreta de una comisión especial del Poder Legislativo. A la investigación que comenzará en Fiscalía se sumó la reunión de ayer, donde la vicepresidenta Beatriz Argimón entregó un “informe de Jurídica” del Parlamento en el que se detallan las consecuencias que podría enfrentar quien haya filtrado la información.  La situación se desató luego de que TV Ciudad publicara información presuntamente filtrada de una sesión secreta realizada en el Parlamento el 24 de octubre, señalando que el secretario de Inteligencia, Álvaro Garcé, había dado la orden de que la Policía investigara a las organizaciones posiblemente violentas en el país. La historia empieza con información publicada por TV Ciudad en MVD Noticias. Concretamente allí se dio cuenta del trabajo de la Secretaría de Inteligencia con varios organismos del Estado para llevar a cabo distintas actividades de inteligencia. Se señala que se encarga a la Policía, Cancillería, Aduanas y Defensa Nacional la recolección de información sobre actividades precursoras de acciones terroristas; así como a los organismos encargados de investigar el lavado de activos, el estudio de las posibles vías de financiamiento del terrorismo. También se indicó que las organizaciones administradoras del Río de la Plata y el Río Uruguay, tienen encargado brindar información sobre ciudadanos o residentes con el país en relación con el narcotráfico, tráfico de armas o personas, crimen organizado y actividades terroristas. Esto será coordinado por Cancillería. Defensa deberá informar sobre actividades de fuerzas militares de países vecinos y sus actividades en la frontera. En otro de los incisos, MVD Noticias señaló que el plan habilita a la Policía a recolectar información sobre grupos o personas que inciten a la violencia y a la usurpación de espacios públicos o privados; así como los bloqueos y cortes ilícitos de la circulación de personas, bienes o servicios. Para Argimón se trató de un "hecho gravísimo". "Evidentemente hay alguien o algunos que no estuvieron a la altura de lo que es el mandato", advirtió. Conversamos En Perspectiva con la senadora Liliam Kechichian, coordinadora de bancada del Frente Amplio.

Daniel Ramos' Podcast
Episode 365: 03 de Noviembre del 2022 - Devoción matutina para adolescentes - ¨Un salto en el tiempo¨

Daniel Ramos' Podcast

Play Episode Listen Later Nov 2, 2022 4:36


================================================== ==SUSCRIBETEhttps://www.youtube.com/channel/UCNpffyr-7_zP1x1lS89ByaQ?sub_confirmation=1================================================== == DEVOCIÓN MATUTINA PARA ADOLESCENTES 2022“UN SALTO EN EL TIEMPO”Narrado por: DORIANY SÁNCHEZDesde: PERÚUna cortesía de DR'Ministries y Canaan Seventh-Day Adventist Church 03 DE NOVIEMBREEL ATAQUE A PEARL HARBOUR.«Entonces hubo una guerra en el cielo: Miguel y sus ángeles lucharon contra el dragón. Luchaban el dragón y sus ángeles, pero no prevalecieron ni se halló ya lugar para ellos en el cielo» (Apocalipsis 12:7, 8, R195).Hace unos años, se hizo popular la película Pearl Harbor, y de nuevo todos es cuchamos la historia del bombardeo de la Segunda Guerra Mundial a la base naval de los Estados Unidos en Hawái. Los aviones de combate Zero japoneses se abalanzaron sobre una base militar desprevenida en medio del Pacífico, y casi 3.000 soldados y marineros perdieron la vida en el ataque. Cientos más se filmó en héroes después, al demostrar su valor y carácter.Fue un día terrible en la historia de los Estados Unidos, y algunos se preguntan si los japoneses tuvieron tanta suerte al golpear donde más dolía. Los ocho barcos de combate de la Flota del Pacífico de los EE. UU. fueron hundidos o gravemente danados, y 350 aviones quedaron destrozados.El ataque no fue un accidente. El 3 de noviembre de 1941 se dio la orden de bombardear Pearl Harbor, un mes antes del ataque real. Dirigida a la flota japonesa y titulada «Orden secreta no 1», decía: «Dentro de 34 días Pearl Harbor será bombardeado, junto con Mayala, las Indias Orientales Holandesas y las Filipinas».Las relaciones diplomáticas entre Japón y los Estados Unidos tuvieron casi un año en declive, y las cosas no mejoraron. A causa de los ataques de Japón en el Pacífico, Estados Unidos confisco todo el dinero japonés en los bancos estadounidenses y cerró el Canal de Panamá a la navegación japonesa. El presidente Roosevelt amenazó a los japoneses con la guerra si atacaban un solo objetivo más en el sudeste asiático o en el Pacífico Sur.Evidentemente, los japoneses estaban cansados ​​de que otras naciones les dijeran lo que tenían que hacer, y desde Tokio llegó la orden de asestar el primer golpe a los Estados Unidos: bombardear Pearl Harbor. Japón había atacado China y las islas del Pacífico, y ahora declaraba la guerra a Occidente.Al igual que el ataque a Pearl Harbor, la guerra entre el bien y el mal no ocurrió por accidente: fue orquestada por Satanás, el dragón que había estado en el cielo. ¿Quién habría pensado que el que había sido el querubín protector de Dios podría idear un plan semejante? Pero, alabado sea Dios, no había lugar en el cielo para el diablo y su ejército. Y sus días en la tierra también están contados. ¿No te alegras?

Perpetuum Mobile
Perpetuum Mobile #259 Trascender a la música

Perpetuum Mobile

Play Episode Listen Later Oct 30, 2022 121:07


¿Puede la música electrónica crear algo que sea más que música, trascender a su propia forma? Evidentemente, sí. Las siete piezas que forman el programa de esta semana lo demuestran. Escucharemos: Jean-Michel Jarre - Epica Jean-Michel Jarre - Sonic Land Nils Frahm - Briefly A Winged Victory For The Sullen - Atomos I Johannes Schmoelling - Mementos Kubusschnitt - Galactic Flow Jon Hopkins - Everything Connected

Horizontes: Reflexão e Devoção para vida
| Onde o CULTO deve NOS LEVAR? [Série POVO & CULTO: Torne sua Igreja melhor! - Ep10]

Horizontes: Reflexão e Devoção para vida

Play Episode Listen Later Oct 29, 2022 35:49


Na vida há lugares em que a gente vai para buscar coisas que precisamos e outros em que a gente vai pra levar alguma coisa. Por exemplo: Se você vai ao cinema, vai buscar um tempo de entretenimento; ao supermercado vai buscar alimentos que você precisa; ao shopping buscar uma roupa que você deseja; ao restaurante comer uma comida que está com vontade... Desses lugares você sempre leva algo – ainda que seja a sua satisfação pessoal! Mas se você vai à um lar de idosos, vai levar carinho; à uma festa de criança, vai levar um presente; visitar uma pessoa doente vai levar esperança; se vai à construção da casa do amigo vai levar sua ajuda, seu esforço, seu tempo... Para esses lugares você leva algo! O culto da Igreja é um lugar aonde é possível buscar o que precisamos e também levar algo para oferecer... Evidentemente, a ideia de prestar culto a Deus, tanto no Antigo Testamento quanto no Novo Testamento, está muito mais ligada ao ato de “oferecer” do que à ação de “obter”! A consciência bíblica está permeada de uma dupla convicção: A. O não merecimento do ser humano diante de um Deus tão amoroso! B. A necessidade de voltar-se para Deus e prestar culto à Ele como expressão de gratidão! Por isso, ainda que saibamos que “ganhamos” muito prestando culto a Deus, é preciso que haja um esforço em nós para manter essas 2 convicções: Não merecemos ser alvos de tanto amor e precisamos agradecê-lo por meio do culto! Isso nos manterá muito mais focados em oferecer algo por meio do culto do que obter qualquer coisa... Desse modo, é importante refletir não no que levamos do culto, mas onde o culto nos leva? - não se trata do que podemos extrair do culto, mas do que pode ser extraído de nósenquanto mantemos nossos cultos de acordo com as prescrições bíblicas. --- Support this podcast: https://anchor.fm/lazarinineto/support

Negocios Televisión
Ganar dinero en este entorno es difícil, por eso hay que perder el menos posible . Carlos Gutiérrez

Negocios Televisión

Play Episode Listen Later Oct 24, 2022 7:01


Carlos Gutiérrez: "Ganar dinero en este entorno es difícil, por eso hay que perder el menos posible"Contamos en Negocios TV con Carlos Gutiérrez, Director de Renta Variable de Dunas Capital Asset Management.Nadie puede estar contento en este tipo de mercados. Entramos en este año con duraciones negativas, apenas sin crédito y con poca bolsa. Ganar mucho dinero es difícil en este entorno, lo que hay que hacer es perder el menos posible.Creemos que los mercados de renta variable lo que han hecho ha sido ajustar las subidas de tipos de interés, pero todavía no reflejan el descenso de los beneficios. Creemos que eso va contra el accionista, y que todavía debe materializarse una bajada de las expectativas de los beneficios.Evidentemente, va a haber volatilidad, pero para un inversor de medio y largo plazo, creemos que no es momento para tomar riesgos en renta variable. A nivel general, creemos que hay que esperar.#rentavariable #bolsa #mercadosfinancieros #mercados #analisismercados #subidasdetipos #acciones #accionista #volatilidad #inversores #inversion #beneficios #entrevista #carlosgutierrez#dunascapitalam Si quieres entrar en la Academia de Negocios TV, este es el enlace: https://www.youtube.com/channel/UCwd8Byi93KbnsYmCcKLExvQ/joinSíguenos en directo ➡️ https://bit.ly/2Ts9V3pSuscríbete a nuestro canal: https://bit.ly/3jsMzp2Visita Negocios TV https://bit.ly/2Ts9V3pMás vídeos de Negocios TV en Youtube: https://bit.ly/3edxt61Síguenos en Telegram: https://t.me/negociostvSíguenos en Instagram: https://bit.ly/3oytWndTwitter: https://bit.ly/3jz6LptFacebook: https://bit.ly/3e3kIuy

En Perspectiva
La Mesa de los Viernes - Parte 1 21.10.2022

En Perspectiva

Play Episode Listen Later Oct 21, 2022 30:10


Enrique Pées Boz, director de UTE en representación de Cabildo Abierto, se distanció ayer de la política de inversiones en energías renovables que lleva adelante la empresa y sugirió considerar la energía atómica dentro del menú de fuentes de aprovisionamiento. En una entrevista con el semanario Búsqueda, el jerarca puso en duda los planes que anunció la presidenta de UTE, Silvia Emaldi, en cuanto a adelantar inversiones en parques solares y en energía eólica. Péez Booz reiteró algunos cuestionamientos que ya había hecho respecto a inversiones en energías renovables que se hicieron durante los gobiernos del Frente Amplio. En particular, cuestionó la modalidad de contratos con los parques eólicos porque entiende que implican un costo fijo para UTE de 500 millones de dólares anuales, que se termina reflejando en las tarifas de los clientes de la empresa. Criticó también que debido a la inversión alta que se hizo en este sector, la producción mediante fuentes renovables no coincide con la demanda del mercado y, por lo tanto, provoca que haya “excedentes”. Pero además, sostuvo que, pese a las elevadas inversiones en energía renovables, UTE nunca “podrá sacarse de arriba” las centrales térmicas, que operan en base a combustibles fósiles, porque funcionan como “regulador” del sistema, ya que “de noche no hay sol” y el viento en “muchos momentos” no es el suficiente para producir electricidad. Las fuentes renovables son “inestables”. La hidráulica, en cambio, tiene “continuidad”, salvo en momentos de sequía, sostuvo. “El viento y el sol son inestables, lo que no se dice, porque todo el mundo empuja estas cosas. Hay dos fuentes que son estables: la hidroeléctrica y —lo digo bajito porque suena raro— la nuclear. Son las únicas que son estables. Las nuevas renovables no son estables”, señaló el director. Consultado sobre si habría que invertir en energía nuclear, Pées Boz dijo: “En el vecindario todos tienen. Nosotros no tenemos y debe ser un problema de fundamentación ideológica. Si Uruguay no quiere ingresar al campo nuclear, es una posición de Estado”. “Lo que digo es: otra fuente estable es la energía nuclear, que está dentro del menú de posibilidades. El tema es que tiene mala prensa y en los últimos años la solar y la eólica tienen entusiasmo desde la prensa. Evidentemente juega en desventaja”, consideró. La Tertulia de los Viernes con Alejandro Abal, Marcia Collazo, Juan Grompone y Gonzalo Pérez del Castillo.

PQU Podcast
Episódio #212 - Vai um cafezinho?

PQU Podcast

Play Episode Listen Later Oct 19, 2022 24:19


No episódio 212 do PQU Podcast apresentamos excelente revisão sistemática com metanálise de ensaios clínicos controlados comparando administração aguda de cafeína e placebo na indução de ataques de pânico em pacientes com transtornos de pânico e em voluntários sãos, cujos resultados são bastante úteis no encaminhamento terapêutico de pacientes com transtornos de ansiedade na prática clínica cotidiana. Evidentemente, fomos além do lugar-comum: fornecemos também informações atualizadas sobre a farmacologia da cafeína e os possíveis impactos de seu uso na vida das pessoas.

Monologato Podcast
DIO IN UNA LACRIMA #4 - La bellezza e la chimica

Monologato Podcast

Play Episode Listen Later Oct 11, 2022 12:48


Il mondo non è fatto per i giusti, e con questo termine intendo le persone che cercando di andare verso il miglioramento interiore, ovviamente senza riuscirci ma con il desiderio di provarci, tra un inevitabile fallimento e l'altro.  Sta diventando impossibile darsi la possibilità di conoscersi, le società gira attorno all'egocentrismo sfrenato di ognuno come una ruota che non può fermarsi, cambia solo postazione. L'unica logica che la maggior parte delle persone è quella del piacersi sotto un aspetto chimicamente rassicurante, anche se tutto il resto è ricoperto da disgrazia. Non importa se io possa essere giusto per te, intendo che io posso agevolare le zone di luce, conta solo che la mia bellezza sia di tuo gradimento. Conta che ti piacciano le smorfie, il modo in cui ti guardo, il ruolo che recito. Non sono mai riuscito ad avere un rapporto sincero con qualcuno mentre ero qualcosa che di più simile si avvicinasse a me stesso, a meno che non si trattasse di certi amici. Finisci per perderti e poi ritrovarti. Poi riperderti e ancora ritrovarti. Proviamo quello che abbiamo bisogno di provare, sentiamo quello che abbiamo bisogno di sentire. Facendo la fila per il bagno, mi sono ritrovato a condividere il silenzio con una ragazza un po' istrionica. Non ho detto nulla, ho ascoltato i suoi tentativi di attirare attenzione a sé e mi sembrava strano, visto che era dotata di una bellezza estetica di qualità. Percepisco che potrei piacerle, sento del feeling nell'aria, non accade spesso, non sono uno che si fa illusioni e se sento delle cose me le tengo per me.  Finita la cena la vedo col suo fidanzato. Mi lancia uno sguardo e mi fa tipo una battuta, io mi limito a fare una smorfia e con poca sorpresa mi rendo conto che il suo fidanzato è molto simile a me a livello fisico. Abbiamo lo stesso look. Evidentemente le piacciono i ragazzi rasati con la barba e con quell'attitudine lì che mi accumuna a quel ragazzo.  Tutto quà.  Ho aspetti molto più interessanti del mio aspetto fisico. Non mi sto screditando, mi piaccio molto, da adolescente ero un narcisista sfegatato, poi chiaramente ho dovuto fare i conti con la perdita dei capelli e anche se ho sempre affrontato la cosa a testa alta, senza mentirmi, in qualche modo l'uso che facevo del mio cuoio capelluto era il centro del mio stile e questo ha influenzato non poco il mio giudizio personale sulla mia estetica. In ambienti molto giovanili ad esempio mi sento oggettivamente brutto, anche quando sono in forma. Gioco sul fascino, ma è una carta che non sempre mi va di forzare.  Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Puedes Hacerlo
192. Suelta el juicio. Desenmascara antojos

Puedes Hacerlo

Play Episode Listen Later Oct 10, 2022 13:27


Con el título de este episodio notarás cual es la propuesta que te ofrezco hoy, suelta el juicio desenmascara antojos. Esto es algo que te permitirá soltar kilos extras y disfrutar más plenamente tu vida. De entrada te cuento que dentro de la membresía de Puedes Hacerlo Espectacular, cada mes hacemos retos de 21 días, con diferentes temas. Todos enfocados en el logro del peso ideal de manera definitiva a partir del amor, de la auto aceptación y de la creación de nuevos hábitos. Con lo cual, mientras las participantes van siguiendo su camino, accesando a sus clases, a sus herramientas que las van llevando a crear la más espectacular transformación, van haciendo estos retos que no solo les permite reforzar los conceptos que van aprendiendo, sino les da este sentido de estar acompañadas y de ser parte de la comunidad de mujeres más inspiradora, espectacular y bella del mundo. Este mes estamos dedicando 21 días a desenmascarar antojos y en este podcast compartiré un poco de lo que nos hemos estado empapando.  El tema de los antojos es algo que nos puede llevar a un sin fin de descubrimientos, lo interesante es que el juicio, la etiqueta que les hemos puesto, esa carga de negatividad con los que los tenemos relacionados a muchas de nosotras nos ha limitado de poder aprender de ellos, más bien nos ha llevado a sentir rechazo por ellos y sobretodo sentir un gran deseo de que desaparezcan de nuestras vidas.  “Cambia tu manera de pensar y cambiará tu manera de vivir” es el principio fundamental de nuestro movimiento Puedes Hacerlo y en este episodio vengo esta es la propuesta:   Primero: la invitación a considerar a dejar de ver esto de la búsqueda del peso ideal como una lucha, y verlo simplemente como un camino que si quieres, puedes recorrer.   Segundo: la invitación a abrimos a pensar que los antojos realmente no son malos. ¿Y si pensamos diferente acerca de ellos?¿Qué tal si nos abrimos a pensar que no son nuestros enemigos?, ni que estamos descompuestas por tenerlos, ni tampoco que eres la peor del mundo porque muchas veces te has dejado llevar por ellos. ¿Y si los antojos no tienen que desaparecer? ¿Y si podemos hacer la paz con ellos? ¿Y si aprendemos a darles una respuesta diferente? ¿Y si podemos aprender de ellos? Pensar diferente nos lleva a nuevas posibilidades.    Hoy la propuesta es básicamente, soltar ese juicio que le hemos puesto a los antojos e indaguemos, descubramos qué es lo que hay detrás de ellos. Pasa que el juicio no nos deja explorar, el juicio anula la curiosidad, bloquea totalmente todo lo que pueda llevarnos a escuchar las necesidades de nuestro cuerpo. Por supuesto el juicio también nos priva de la oportunidad de ser autocompasivas.    Yo he contado que algo que por mucho tiempo me tuvo con peso extra y además estancada en ese peso, era que comía de más. Específicamente snackeaba mucho, picaba mucho. Comía por ansiedad. Esto que puede ser simplemente tachado de malo, a mi tacharme de débil, antojada, comelona. Por supuesto, yo pensaba que algo estaba mal conmigo porque  no era capaz de apegarme a seguir las raciones de las dietas que trataba de hacer para bajar de peso, al menos a largo plazo.Y lo que gracias al coaching pude descubrir fue que mis antojos esa necesidad de picar y picar, era una necesidad de llenar un vacío, e incertidumbre por circunstancias de mi vida. Esa necesidad de tener algo en mi boca era una respuesta para desconectarme, para no sentir mis miedos, mis vacíos, que luego se convirtió en una costumbre.  ¿Cómo podemos ver estas necesidades que tenemos, esto que nuestro ser nos grita, si no dejamos de juzgarnos? Hoy mismo, cuando me veo con esta urgencia de picar, de comer cuando no tengo hambre, he aprendido a verlo más que como un motivo para juzgarme de comelona, como una oportunidad para preguntarme ¿qué es lo que estoy necesitando? Evidentemente, juzgarme no es lo que necesito. El juicio nadie lo necesita.    La propuesta de hoy, suelta el juicio desenmascara antojos.    Quienes como yo también, de pronto nos acostumbramos a comer muy aprisa y con ello comer de más, podemos simplemente juzgarnos de aceleradas, o podemos soltar el juicio y descubrir que quizá nos acostumbramos a comer de prisa porque en ciertos momentos de nuestra vida teníamos poco tiempo para comer. O quizá nos acostumbramos a comer a prisa porque llegamos a pensar que si comíamos rápido nos podían luego servir más y queríamos apurarnos para que no se acabara la comida que nos gustaba. Quizá nos acostumbramos a dejar el plato limpio porque eso era motivo de que nos hicieran fiesta o quizá porque hicimos muchas dietas y nos acostumbramos a comer hasta la última migaja.  Quienes comen más en entornos sociales y no se lo explican y solo se juzgan y quieren evitar a toda costa los eventos sociales, puede ser que soltando el juicio puedan explorar qué hay detrás de ese querer comer de más en eventos sociales. Quizá mas que un ser antojada y débil, es un reflejo de timidez, búsqueda de aceptación. ¿Cómo saberlo y cómo transformarlo si no es con curiosidad, con autocompasión y soltando el juicio. Quienes tienen antojos nocturnos, quienes comen por ansiedad, por estrés, antojos por alimentos específicos como chocolates por ejemplo: es búsqueda de felicidad. explosión de serotonina. Exploremos todo lo que podemos descubrir si  soltamos el juicio.    Hay mucho en el tema de la psicología de los alimentos, esta información es tan extensa y aplica en cada persona tan peculiarmente. Dentro de nuestra membresía estaré compartiendo más profundamente de todo esto, en las dinámicas de nuestro reto y en nuestras sesiones de coaching. Si este tema te engancha. Únete a nuestra membresía aplicando en

O Antagonista
Cortes do Talks - "Quem fundou e ressuscitou o bolsonarismo foi Lula", diz Ciro Gomes

O Antagonista

Play Episode Listen Later Sep 22, 2022 1:18


Em entrevista ao Claudio Dantas Talks, podcast de O Antagonista, Ciro Gomes (foto) afirmou há pouco que Lula foi responsável por fundar e ressuscitar o bolsonarismo. O candidato do PDT ao Planalto disse que, para melhorar sua popularidade e se salvar, Jair Bolsonaro criou o auxílio emergencial com ajuda do PT. "É indisfarçável que o Bolsonaro, para se salvar, [...] inventou a emenda de emergência para fazer o socorro de 600 reais e o PT deixou a oposição pendurada na brocha e foi lá toda a favor. Para quem acha pouco, a emenda de relator, que é uma escandalosa regularização a nível constitucional do mensalão, criado e praticado pelo lulopetismo, sabe quem deu o voto definitivo em favor da emenda de relator e de toda a esculhambação? O senador do Sergipe que faz o serviço de Lula no Senado", afirmou Ciro, se referindo ao petista Rogério Carvalho. "Evidentemente, o Bolsonaro ajuda, porque é um bruto, um grosseiro, um fascista, etc, mas quem fundou o bolsonarismo e o ressuscitou, para servir de espantalho e não deixar que o Brasil se liberte disso se chama Luís Inácio Lula da Silva", acrescentou o presidenciável. Inscreva-se e receba a newsletter: https://bit.ly/2Gl9AdL​ Confira mais notícias em nosso site: https://www.oantagonista.com​ Acompanhe nossas redes sociais: https://www.fb.com/oantagonista​ https://www.twitter.com/o_antagonista​ https://www.instagram.com/o_antagonista No Youtube deixe seu like e se inscreva no canal: https://www.youtube.com/c/OAntagonista

idearVlog
Te explico tu desilusión / iPhone 14 + Gopro 11 + Osmo Action 3

idearVlog

Play Episode Listen Later Sep 17, 2022 13:30


En este episodio viajamos en el tiempo desde 2017 y revisamos el "Momentum Tecnológico" recordamos episodios que explicaban hace casi 4 años lo que lanzaron en 2022.Evidentemente no hay innovación, ni mejoras, ni algo revolucionario, recorre conmigo este análisis y participa comentando.https://www.youtube.com/watch?v=VJi_0cravkg&ab_channel=idearVloghttps://www.youtube.com/watch?v=tafzQKo3_hw&ab_channel=idearVloghttps://www.youtube.com/watch?v=_Yvi4X0S3VU&ab_channel=idearVlogY no te olvides de VER y disfrutar de todo esto en el canal!! Te dejo el link de IDEARVLOG

The Unlimited Spanish Podcast: Aprende español | Habla español | Learn Spanish | Speak Spanish | TPRS

En un ascensor: ¿Subes o bajas? ¿No sabes quién soy yo? Soy la energía. Siempre subo. ¡Hola! Soy Óscar. Gracias por acompañarme en un nuevo episodio del pódcast de unlimitedspanish.com. En mi página web puedes suscribirte a los 5 pilares para hablar español. Videos cortos con técnicas y reflexiones para mejorar tu fluidez. ¡Es gratis! Hoy: Voy a comentar un aspecto de la actualidad que preocupa a mucha gente: La subida del precio de la energía. En la segunda parte, te contaré una pequeña mini-historia con el contenido de la primera parte. Vamos a incrementar poco a poco tu facilidad para hablar. Es un buen objetivo, ¿no? Y si quieres los cursos completos con horas de audio diseñados para desarrollar tu fluidez, no lo piensas más. Visita www.unlimitedspanish.com, sección productos. Hay varios niveles. Bien, empecemos con el tema de hoy. De vez en cuando me gusta comentar cuestiones de actualidad, porque así puedes practicar vocabulario y expresiones específicas y además puedes tener algo de que hablar con nativos en español, y por supuesto, ¡estar al día! Esta expresión, “estar al día”, significa, en este caso, que estás informado de cosas sobre la actualidad. En el episodio número 277 con título “Los precios suben y suben” hablé del aumento desmesurado de precios. Te lo recomiendo por si quieres repasar el tema. Hoy me centraré más en la subida del coste de la energía, ya que es una de las cosas que más está preocupando a los españoles últimamente. Esta subida está siendo muy comentada en los medios de comunicación. Es una situación que, además, parece que será peor durante el invierno. Con energía, me refiero principalmente a la electricidad y el gas, aunque también ha subido el precio del carburante. Por cierto, una expresión muy común para referirse a la energía eléctrica es “la luz”. Así, por ejemplo, puedes decir que “el mes pasado la luz subió un 10%”. Esta subida de la energía está afectando no solo a las familias, sino a muchos pequeños comercios que, debido a su actividad, necesitan consumir mucha energía. Por ejemplo, una pastelería necesita hornos eléctricos o de gas, máquinas de amasar y cámaras frigoríficas. El consumo eléctrico es enorme e incluso pequeños incrementos afectan significativamente. Muchos de estos comercios han cerrado o están a punto de hacerlo. Voy a mencionar algunos de los factores que contribuyen a estas subidas. El precio de la energía en España se calcula a través de multitud de variables. Hay quien dice que es imposible de comprender, ya que es demasiado enrevesado, demasiado difícil, y creo que tiene razón. Algunos de los factores más importantes de estas subidas son: El coste del gas, que ha aumentado. Hay una relación directa entre el precio de la luz y el coste de esta materia prima, porque el gas se utiliza para generar electricidad. A nivel geopolítico, la guerra en Ucrania y las restricciones impuestas, ha provocado aumentos desmesurados del precio gas. Aumento de la demanda de los consumidores. Este verano ha sido extremadamente caluroso, con múltiples olas de calor. Esto ha hecho aumentar el consumo de la electricidad. Coste de las emisiones de CO₂. El gobierno impone una tasa a las centrales eléctricas que usan métodos de producción que emiten CO₂. Evidentemente, esto afecta al precio final de la electricidad consumida por el usuario final. Poco peso de las renovables. En teoría, el coste de generación de electricidad usando las renovables es relativamente bajo. Existe un complejo sistema de cálculo en el mercado regulado que hace que las renovables tengan poca incidencia en el precio final. No me preguntes el porqué esto pasa así, pero a veces tienes que pensar mal. Limitación del precio del gas. Hace un par de meses el gobierno decidió limitar de forma temporal el precio máximo del gas. Claro, el gobierno tiene que compensar a las compañías del gas y lo hace… Añadiendo un coste extra a la luz. De esta manera, los usuarios del gas no se verán demasiado afectados, pero la población general tendrá que pagar un extra por la luz. En fin, todo esto es muy complicado y si te digo la verdad, yo tampoco lo entiendo mucho. Leí hace poco que más del 50 % del coste de la energía son impuestos. Así que… Quizás deberían pensar en como reducir esa parte, también. Una de las mejores decisiones que he hecho en mi vida es instalar placas solares. Esto lo hice el año pasado, justo antes de toda esta locura. La verdad es que estoy contento, porque ahora casi no me afectan todas estas subidas e incertidumbre y vivo más tranquilo. El sol, de momento, es gratis. A ver si durante el 2023 las cosas mejoran. Consigue el texto en mi web: https://SpeakEnglishPodcast.com/podcast

Daniel Ramos' Podcast
Episode 361: 14 de Septiembre del 2022 - Devoción matutina para Adultos - ¨Nuestro maravilloso Dios¨

Daniel Ramos' Podcast

Play Episode Listen Later Sep 13, 2022 4:40


================================================== ==SUSCRIBETEhttps://www.youtube.com/channel/UCNpffyr-7_zP1x1lS89ByaQ?sub_confirmation=1================================================== == DEVOCIÓN MATUTINA PARA ADULTOS 2022“NUESTRO MARAVILLOSO DIOS”Narrado por: Roberto NavarroDesde: Chiapas, MéxicoUna cortesía de DR'Ministries y Canaan Seventh-Day Adventist Church 14 DE SEPTIEMBREGRANDEZA Y HUMILDAD: UNA RARA COMBINACIÓN«Grande es el Señor, y digno de toda alabanza; su grandeza es insondable. I…) Se hablará del poder de tus portentos, y yo anunciare la grandeza de tus obras». Salmos 145: 3,6CUENTA UN RELATO QUE EN UNA OCASIÓN George Washington Carver (1864-1943), el destacado botánico y científico de la raza negra, se encontró hospedado en un hotel donde daría una charla a una distinguida concurrencia. Un día un negociante le habló.- ¡Oye, tú! -le dijo—. ¡Lleva mis maletas al vehículo!Evidentemente, el hombre había confundido a Carver con el portero. Durante unos segundos, la gente descubrió con interés para ver qué haría el eminente investigador. Entonces, sin decir una sola palabra, Carver tomó el equipaje, lo llevó al vehículo y luego se dirigió al auditorio para dar su charla. *¡Qué interesante! Para el momento de este incidente, ya George Washington Carver era reconocido como un campeón de la educación agrícola. Gracias a sus experimentos, había logrado crear un sistema de rotación de cultivos que permitía a los productores de algodón sacar el mayor provecho a la tierra. Había desarrollado, además, centenarios de productos derivados del maní y de la batata o papa dulce.Para reconocer su aporte a la humanidad, el gobierno de los Estados Unidos, bajo la presidencia de Franklin Delano Roosevelt, creó en 1943 el Parque Nacional George Washington Carver, en Misuri; el primer monumento de esta naturaleza creado en honor a un afroamericano. En dos ocasiones --1948 y 1998— han circulado estampillas en su honor. Además, el Congreso designó el 5 de enero como el Día de Reconocimiento a la Memoria de George Washington Carver.¿Cómo pudo este hombre de ciencias evitar que sus logros «se le subieran a la cabeza»? Porque nunca perdio de vista a Dios de la creacion. Según escribe John Hudson Tiner, Carver concebía la obra de Dios como «un gigantesco megafono por medio del cual Dios nos habla a cada minuto, si solo logramos mantenernos en sintonía». Más importante aún, Carver siempre tuvo presente que solo Dios era digno de recibir el crédito por sus descubrimientos: «Estos no son mis inventos -decía de sus productos—. Dios los puso en la naturaleza, y ahí los encontré yo». ¡Con razón se llamó a sí mismo «un químico de hornilla»! **Y tú, ¿quieres ser grande, sin que tus logros se te suban a la cabeza? Entonces, como dice nuestro texto de hoy, reconoce que solo Dios es «digno de toda alabanza»; y, por medio de tus talentos, anuncia la grandeza de sus obras. «La medida del éxito es el servicio al prójimo» (George Washington Carver).Padre celestial, alabo tu nombre porque solo tú eres digno de toda alabanza. Mientras viva, quiero usar mis talentos para anunciar la grandeza de tus obras.*B. Russell Holt, El fin del peregrinaje, APIA, 1987, p. 51. **John Hudson Tiner, Para aquellos que se atreven: 101 cristianos y cómo cambiaron el mundo, Master Books, 2002, pp. 236-237.

Misterios Cotidianos con Ángel Martín y José Lozan
Cringe mistery VII (capítulo que da grima) - Capítulo 32 para fans - Episodio exclusivo para mecenas

Misterios Cotidianos con Ángel Martín y José Lozan

Play Episode Listen Later Sep 5, 2022 36:03


Agradece a este podcast tantas horas de entretenimiento y disfruta de episodios exclusivos como éste. ¡Apóyale en iVoox! Episodio 32 para la zona premium donde está la gente a la que queremos un poco más porque paga (Al resto también os queremos, pero algo menos). Hoy el capítulo siete de Cringe mistery. Este si que creemos que es el definitivo, de verdad de verdad de la buena. Además, este programa premium está dedicado a la única persona que paga paga 9,99 de premium. Evidentemente tu ya sabes quién eres. En el programa la hemos cagado y hemos dicho 5, pero era diez. Tb hay much@s que pagáis cinco, gracias tb... bueno, que cojones, gracias a tod@s paguéis lo que paguéis. Venga va, dedicado a tod@s pero un pelín más a la persona de los 9,99 :) Escucha este episodio completo y accede a todo el contenido exclusivo de Misterios Cotidianos (Con Ángel Martín y José L. Descubre antes que nadie los nuevos episodios, y participa en la comunidad exclusiva de oyentes en https://go.ivoox.com/sq/915010

Técnica Fórmula 1 · Podcast de F1
Episodio 580 · El análisis del GP de Bélgica

Técnica Fórmula 1 · Podcast de F1

Play Episode Listen Later Aug 30, 2022 73:53


Tras la primera carrera de Fórmula 1 tras el parón veraniego, los chicos del Podcast Técnica Fórmula 1 se preparan y nos preparan para otra semana más de Gran Premio, esta vez dentro de un triplete. En este primer episodio de la semana, analizan todo lo sucedido en Spa-Francorchamps, que fue tremendo… y nada halagüeño. Verstappen aplasta a sus rivales. Lo que se vio en la carrera, no muy entretenida, por otra parte, asusta bastante: Verstappen aplastó a todos sus rivales, incluido su compañero e equipo, con un coche que está hecho a su imagen y semejanza, llegando a casi 27 segundos del primer Ferrari y a casi 18 de Sergio Pérez. Está claro que Red Bull le ha dado lo que ha pedido y lo ha apostado, muy por encima de su compañero, todo a Verstappen. Además, en Spa entraba en vigor la nueva normativa de porpoising que, a simple vista, no ha cambiado nada, salvo el hecho de que Red Bull parece aún más fuerte, mientras Ferrari y Mercedes han perdido ritmo. Podría ser que fuera sólo en este circuito, la próxima semana se verá. Por lo demás, la carrera estuvo llena de adelantamientos y maniobras, pero fue poco divertida, pues estaba muy claro cuál iba a ser el final, al menos con los tres primeros. Aún así, hay que destacar el doble adelantamiento de Ocon a Stroll y Gasly. Un final más que previsible. Después de lo ocurrido el sábado, en clasificación, con Verstappen logrando la Pole por 6 décimas por encima del mejor Ferrari (Sainz, que tuvo rebufo de su compañero) y con Pérez en tercer lugar, posiciones que luego quedarían modificadas con las sanciones por cambios de motor, estaba claro que Red Bull era más fuerte que Ferrari. La salida de Sainz, con blandos, fue muy buena, como la de Alonso, que salía 3º. No así la de Pérez, que perdió muchas posiciones. Ya en la primera vuelta, Hamilton se tocó con Alonso, lo que provocó el abandono del de Mercedes, unas controvertidas declaraciones de Alonso en radio y un safety car. En la vuelta 4, aún con safety car, Leclerc tuvo que pasar por boxes: un tear off de Verstappen obstruía uno de sus conductos de frenos. En ese momento Ferrari le cambió a medios. Y en la relanzada hubo lucha entre Russell, Pérez y Alonso, que quedaría, detrás de sus rivales. También le pasaría Verstappen, que había salido 14º, en la vuelta 7, por la cuarta posición. Y el holandés no se conformó: pasó a Russell en la vuelta 12 y pedía paso a su compañero para ocupar la segunda posición. Y en ese mismo giro consiguió no la 2ª, sino la primera posición, pues Sainz entró a cambiar gomas, por la alta degradación. Evidentemente, la diferencia de temperatura con días anteriores fue la clave de esa degradación que hizo que las previsiones de dos paradas de Pirelli se cumplieran. Ferrari no pudo con Red Bull. En la vuelta 16 paraba Verstappen. Sainz volvía a ocupar la primera plaza, pero poco le duró, pues el holandés ya le había pasado en la vuelta 18, firmando la vuelta rápida. Y en la vuelta 21 era Pérez el que pasaba al español, que comenzó a tener problemas con Russell, que venía muy rápido. Quizás por la nueva normativa sobre porpoising, quizás por que están sabiendo evolucionar el coche mucho mejor que Ferrari, está claro que Red Bull ha vuelto muy fuerte de las vacaciones. Además, Ferrari no termina de funcionar como equipo. Prueba de ello es que, en la vuelta 26, con la carrera ya en modo aburrimiento, llegó la parada de Sainz, y le montaron duros, lo que hizo que su ritmo fuera peor y tuviera que luchar y defenderse de Russell. Por no hablar de la idea de meter a Leclerc para luchar por la vuelta rápida en el penúltimo giro: salió detrás de Alonso, lo adelantó, este se la devolvió, volvió a adelantar al asturiano y no consiguió la vuelta rápida. Y perdió la posición con Alonso por sanción, al haber superado la velocidad en el pit-lane. Así está el Campeonato. Esperemos que las carreras que quedan nos den más alegrías y luchas, más igualdad entre pilotos y monoplazas, pero ahora mismo, tenemos a los dos Red Bull ocupando las dos primeras posiciones en el Mundial de pilotos, y a los Ferrari justo detrás. Tras ellos, los dos Mercedes, con Russell pisando los talones a Sainz. Norris es 7º, seguido de los dos Alpine. Bottas completa la 10ª posición de la tabla en el Campeonato de Pilotos. En cuanto al Mundial de Equipos, por el que Ferrari debe luchar a toda costa, Red Bull aventaja ya por más de 100 puntos a Ferrari (475 frente a 357 puntos). Mercedes ocupa la tercera posición, no muy lejos de Ferrari (316 puntos). En otra liga están Alpine (115) y McLaren (95), que luchan por ser cuartos. Y tras ellos Alfa Romeo (51), Haas (34), AlphaTauri (29), Aston Martin (24) y Williams (4). Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals