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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8594LA BUFALA DI GIOVANNA D'ARCO COME PRIMA FEMMINISTA DELLA STORIAdi Cristina Siccardi L'Unione Europea e i media "griffati" invitano spesso e volentieri ad essere solleciti nel verificare le notizie per non cadere nella trappola delle fake news, quando poi sono loro stessi a propinarle in gran quantità. L'ultima, in ordine di tempo, è quella lanciata dall'Agenzia Stampa AGI con l'articolo del 28 maggio u.s. con l'articolo intitolato Giovanna d'Arco, la prima femminista della Storia. Sia ben chiaro e scritto a chiare lettere: non solo nessuna santa della Chiesa Cattolica può essere etichettata come femminista, ma neppure nessuna donna, che si professa cattolica, può essere una femminista. Il modello per ogni donna credente nella Santissima Trinità ha come modello e stella polare Maria Santissima, che non può avere nulla a che vedere con una ideologia che non solo va contro le leggi di Dio, ma anche contro le leggi di natura. Il femminismo è una patologia politica e cultura iniziata sì in Francia, ma tre secoli dopo Jeanne d'Arc, sotto la Rivoluzione francese.Di fronte a queste menzogne paganeggianti che strumentalizzano, per scopi ideologici, figure come quelle dei santi, non si può far altro che, con fonti storiche alla mano, ricordare chi sono state realmente. Nessuna interpretazione, ma solo fatti e date. La memoria liturgica della cosiddetta Pulzella d'Orléans cade il 30 di maggio, giorno del suo dies natalis. Fin da quando aveva tredici anni fu eletta ed investita da Dio per una missione religiosa e politica di altissima responsabilità: liberare la Francia dalla prepotenza inglese in nome di Dio.La Chiesa, in quel periodo, viveva la profonda crisi del grande scisma d'Occidente, durato quasi 40 anni. Quando Caterina da Siena (1347-1380) morì c'erano un Papa e un antipapa; quando Giovanna nacque, nel gennaio del 1412 (si dice il giorno dell'Epifania, ma la cronologia è incerta), c'erano un Papa e due antipapi. Insieme a questa lacerazione all'interno della Chiesa, vi erano continue lotte fratricide fra i popoli europei, la più drammatica delle quali fu la «Guerra dei cent'anni» tra Francia e Inghilterra, iniziata nel 1337 e conclusasi, con pause intermedie, nel 1453.Guerre, carestie, pestilenze, eresie prostrarono l'Europa. Era il tempo degli incubi, dove nell'immaginario collettivo le autentiche manifestazioni mistiche si intrecciavano con le magie e le stregonerie, il mondo reale della sofferenza e della morte cruenta si sovrapponeva alle fantasie demoniache popolate di mostri e di balli macabri. In questo clima di sopraffazione, di congiure e di usurpatori, di confusione nella Chiesa e nelle nazioni, l'analfabeta Jeanne, nata a Domrémy (oggi Domrémy-la-Pucelle), nei Vosgi, nella regione della Lorena, scrive una lettera di fuoco e di grazia il 22 marzo 1429, martedì della Settimana Santa:LA PULZELLA INVIATA DA DIO«Gesù, Maria! Re d'Inghilterra e voi duca di Bedford che vi dite reggente del regno di Francia, voi Guglielmo di La Poule, conte di Suffolk, Giovanni sire di Talbot, e voi Tommaso sire di Scales, che vi dite luogotenenti del duca di Bedford, rendete giustizia al Re del cielo. Restituite alla Pulzella che qui è stata inviata da Dio, il Re del cielo, le chiavi di tutte le buone città da voi prese e violate in Francia. Ella è venuta qui da parte di Dio per implorare il sangue reale. Ella è pronta a far pace, se volete renderle giustizia, a patto che le restituiate la Francia e paghiate per averla tenuta. E fra voi, arcieri compagni di guerra e voi altri che siete sotto la città di Orléans, andatevene nel vostro paese in nome di Dio; e se non lo fate attendete notizie della Pulzella che ben presto vi vedrà in grandissime disgrazie. Re d'Inghilterra, se così non fate, io sono condottiero e in qualunque luogo attenderò in Francia le vostre genti, volenti o nolenti le caccerò via. E se non vogliono obbedire, tutte le farò uccidere; sono qui inviata da parte di Dio, Re del cielo, corpo a corpo, per espellervi da tutta quanta Francia. E se vogliono obbedire saranno nelle mie grazie. E non pensate altrimenti, perché non otterrete il regno di Francia da Dio, il Re del cielo, figlio di Santa Maria, ma l'avrà re Carlo, il vero erede, perché Dio, il Re del cielo, lo vuole [...]» (AA.VV., Storia dei Santi e della santità cristiana, a cura di André Vauchez, Università di Parigi X - Nanterre, vol. VII, p. 145).Jeanne, la cui vita, consumatasi in 19 anni, fu un mistero di ineffabile gioia e di inesplicabile dolore, era la minore dei cinque figli di Jacques d'Arc e di Isabelle Romée, agiati contadini. Nell'estate del 1425, all'età di 13 anni, nel giardino di casa, sente una voce... è quella di san Michele Arcangelo, che le dice di far sua la causa della Francia. Udrà la voce ancora molte volte e ad essa si uniranno quelle delle vergini e martiri santa Margherita D'Antiochia (275 - 290) e di santa Caterina d'Alessandria (287-305). L'incalzante invito era accompagnato a quello di far consacrare Carlo di Valois (1403-1461) quale re di Francia. Ma come era possibile? Giovanna fece resistenza: era una semplice ragazza adolescente, come avrebbe potuto ottemperare a quella richiesta? Ma il Signore rende possibile l'umanamente impossibile.IL VOTO DI VERGINITÀDomrémy si trovava ai confini del regno, nella valle della Mosa che divideva la Francia dall'Impero Romano-Germanico. Gli Anglo-Borgognoni nel 1428 si impadronirono di tutte le piazze della Mosa rimaste fedeli al Delfino di Francia: Domrémy fu devastata; ciò decise il capitano di Vaucouleurs, Robert de Baudricourt (ca. 1400-1454), che in un primo tempo aveva considerato Jeanne d'Arc una pazza, di inviarla alla missione da lei richiesta: salvare Orléans; far consacrare il Re; cacciare gli Inglesi dalla Francia; liberare il duca d'Orléans.Jeanne, che aveva fatto voto di verginità per amore di Gesù Cristo, indossati abiti maschili e tagliati i capelli, non per farsi maschio e rivaleggiare con i maschi, ma per nascondere prudenzialmente il più possibile la sua identità femminile per non essere oggetto di interesse in mezzo a tutti quegli uomini, venne armata di tutto punto e sul suo stendardo venne dipinto Cristo Re, affiancato da due angeli, con le parole «Jesus-Maria». Nessuna spada in mano, dunque (come invece certe letture femministe farneticano), ma sempre e solo il vessillo di Fede.Il nome di Gesù comparirà sempre nell'intestazione delle sue lettere, sul suo anello e morirà pronunciandolo più volte a gran voce. La Pulzella si unì ad un esercito d'appoggio che proteggeva un convoglio di approvvigionamento e riuscì ad arrivare ad Orléans dalla riva sinistra. L'8 maggio 1429 gli inglesi assedianti furono sconfitti. Da qui si susseguirono una battaglia dopo l'altra e in queste circostanze il coraggio soprannaturale della giovane santa ricorda la tempra dei condottieri dell'antico Testamento, garantiti dal Dominus Deus sabaoth (Signore Dio degli eserciti).Il 17 luglio dello stesso anno, Carlo VII venne incoronato a Reims alla sua presenza. Il successo la consacrò eroina inviata dal Cielo: la gente voleva toccare i suoi abiti, il suo cavallo, l'avvicinavano per conoscere il futuro, per richiedere grazie e guarigioni...Jeanne d'Arc vinse il dominio straniero per volontà di Dio e riuscì ad infondere audacia e speranza nell'esercito regio; ma gli storici oggettivi concordano anche nel riconoscerle il merito di aver allontanato con il nemico anche il Protestantesimo, che altrimenti si sarebbe innestato in Francia. Tuttavia le truppe inglesi la fecero prigioniera a Compiègne il 23 maggio 1430. Dopo due giorni dalla cattura, l'Università di Parigi chiese che l'Inquisizione la giudicasse come una strega. Questa soluzione piacque molto al duca di Bedford in quanto gli consentiva di screditare Carlo VII, che sarebbe apparso come colui che doveva la conquista del trono alle potenze infernali.L'INIQUO PROCESSO DI IDOLATRIA, SCISMA E APOSTASIAIl 9 gennaio 1431 il vescovo Pierre Cauchon (1371-1442) aprì il processo presso Rouen nel castello di Le Bouvreuil, fortezza di Richard Beauchamp (1382-1439) che, conte di Warwich e governatore della città dal 1427, aveva precise consegne dal sovrano Enrico VI (1421-1471). Fra gli assessori convocati, sei provenivano dall'Università di Parigi, inoltre erano presenti circa sessanta prelati ed avvocati ecclesiastici, fra cui il Vescovo di Norwich e, al di sopra del Collegio Giudicante, il Cardinale di Winchester, Henry Beaufort (ca. 1374-1447), prozio e cancelliere di Enrico VI.L'iniquo processo durò dal 20 febbraio al 24 marzo 1431. L'imputata era accusata di idolatria, scisma e apostasia. Durante il processo le venne chiesto se era in grazia di Dio ed ella rispose: «Se non ci sono, voglia Dio mettermici, e se ci sono voglia Dio tenermici». I suoi interrogatori furono un capolavoro di determinazione e perseveranza nella sola fede cattolica. Fu abbandonata al braccio secolare. Il 30 maggio 1431 Giovanna venne arsa viva sulla piazza del Vieux-Marché di Rouen. Morì contemplando una grande croce astile che frate Isembard de la Pierre aveva portato per lei.Nel 1456 fu solennemente proclamata la sua riabilitazione; sarà beatificata da san Pio X (1835-1914) nel 1910 e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV (1854-1922). Una sua statua è stata posta nella cattedrale di Winchester, dinnanzi alla tomba del Cardinale Beaufort, colui che ebbe un ruolo decisivo nel tragico e infausto processo.La martire francese resta personalità unica e straordinaria e rivela tangibilmente la potente presenza di Dio nella Storia; così come la sua limpida testimonianza dimostra gli errori che gl
L'investimento immobiliare, per gli amici mattone, è incontestabilmente uno dei pallini più radicati negli italiani. Ma fa bene alla nostra economia? Secondo Bloomberg, no. Quindi dissiamo Bloomberg.I consigli di oggi:Nicola: Full Swing su NetflixVittorio: Nuova stagione Machos Alpha su NetflixAlain: Adventures Unpacked con Beau Miles.
L'instabilità di Trump e la divisione europea, i problemi economici e morali italiani, e le due strade del protestantesimo che si separano
Il sacerdozio universale è un principio centrale del Protestantesimo. Non è altro che l'annuncio di una buona notizia: tutti noi possiamo accostarci a Dio, tutti possiamo pregare, intercedere, lodare, tutti siamo invitati ad annunciare le sue opere. Il sacerdozio riguarda tutti i credenti ed è un dono che diventa impegno. Su questi elementi si basa la meditazione biblica proposta dal pastore Paolo de Pertris, che commenta un passo della Prima Lettera di Pietro.A Gorizia, in una terra di confine teatro di passati conflitti, a inizio novembre si è svolto il Festival del dialogo interreligioso “Terre di pace. Oltre i confini il futuro”. Tra i soggetti coinvolti, anche la locale Chiesa evangelica metodista, con il suo pastore Jens Hansen. Il documento finale di questa iniziativa interreligiosa – che si è svolta nell'ambito di “Gorizia, città europea della cultura 2025” -, sottolinea la necessità di coltivare la pace e il dialogo, anche nella vita quotidiana, e di promuovere azioni concrete per la protezione dell'ambiente: è necessario un percorso verso la pace, per il creato e per i popoli.
Il sacerdozio universale è un principio centrale del Protestantesimo. Non è altro che l'annuncio di una buona notizia: tutti noi possiamo accostarci a Dio, tutti possiamo pregare, intercedere, lodare, tutti siamo invitati ad annunciare le sue opere. Il sacerdozio riguarda tutti i credenti ed è un dono che diventa impegno. Su questi elementi si basa la meditazione biblica proposta dal pastore Paolo de Pertris, che commenta un passo della Prima Lettera di Pietro.A Gorizia, in una terra di confine teatro di passati conflitti, a inizio novembre si è svolto il Festival del dialogo interreligioso “Terre di pace. Oltre i confini il futuro”. Tra i soggetti coinvolti, anche la locale Chiesa evangelica metodista, con il suo pastore Jens Hansen. Il documento finale di questa iniziativa interreligiosa – che si è svolta nell'ambito di “Gorizia, città europea della cultura 2025” -, sottolinea la necessità di coltivare la pace e il dialogo, anche nella vita quotidiana, e di promuovere azioni concrete per la protezione dell'ambiente: è necessario un percorso verso la pace, per il creato e per i popoli.
Domenico Segna"Le onde radio"Anima Mundi Edizioniwww.animamundiedizioni.com“Nella sua bella blusa bluil mare scrive cartoline.Le invia a pochi amici.Su ognuna di essaun granello di sale,un pesce fa da francobollo.Non le firma mai.”I versi di Segna sono come onde radio su cui sintonizzarsi, tra il riemergere di memorie familiari e una continua interrogazione su Dio intrecciata ai gesti e alle vicende della vita quotidiana.Con ironia e toni surreali, affiorano come “spettri”, “graffiti” urbani o personaggi di una “graphic novel”, figure della propria infanzia e presenze come quella di Lutero, di una santa semisconosciuta o dello stesso Gesù, colto dopo cena davanti alla televisione.Una poesia di coraggiosa e autoironica ricerca della propria identità, della frequenza in cui la vita possa darsi, oltre i vuoti e gli strappi, nella sua compiutezza.Domenico Segna è giornalista, docente di Protestantesimo ed esperto di dialogo ecumenico. Ha curato la trilogia luterana per Garzanti (2016-2017) e ha pubblicato Il secolo conteso. Lineamenti del pensiero teologico protestante del Cinquecento (EDB 2017). È caporedattore della rivista «I Martedì», collabora con «Il Regno», «Mondoperaio» e «Protestantesimo. Rivista della Facoltà Valdese di Teologia». Ha inoltre pubblicato i seguenti volumi di poesie: Libro, che contiene una nota di Roberto Roversi (Pendragon 2007), e Le chiese scomparse (Con-fine 2014).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Maria I Tudor, figlia di Enrico VIII, fu detta "la Sanguinaria" per aver perseguitato i protestanti durante il suo regno in Inghilterra.
Protestantesimo - Rai 3 (6/08/23) --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/vito-rodolfo-albano7/message
Brunetto Salvarani"Senza Chiesa e senza Dio"Presente e futuro dell'Occidente post-cristianoLaterza Editorihttps://laterza.it"La Chiesa è in crisi.Anzi, le chiese si trovano come sospese tra affanno e depressione, soprattutto nei paesi europei, e la loro appare a tutti gli effetti una crisi epocale: al cuore delle comunità cristiane affiora un vistoso disagio, che viene da lontano, ha molteplici motivazioni e si manifesta in modi diversi. C'è chi preferisce, al termine crisi, quello di declino, riferendosi – nel tentativo di limitare i danni – all'esaurimento di una determinata forma storica di cristianesimo coniugata in chiave di religione, ma la sostanza non cambia.Sì, la Chiesa è in crisi: una non-notizia, ormai, di fronte alla quale una buona porzione dell'opinione pubblica nazionale – probabilmente – trova di che rallegrarsi, reagendo semmai, a mezza voce, con un “finalmente!” che riemerge da antichi e mai del tutto sopiti furori anticlericali. In realtà, la novità di questi due o tre ultimi decenni è che la reazione media alle conclamate difficoltà che il cristianesimo sta trovando, nel suo sforzo di trasmettersi alle nuove generazioni in territori di antica tradizione e di presentarsi come parola credibile e autorevole nello spazio pubblico, corrisponde per lo più a un'alzata di spalle, a un disinteresse trasparente ed endemico. Il fatto che le chiese annaspino quale più quale meno in un vistoso dissesto etico, fra scandali sessuali e disastri finanziari, e che parole chiave nell'universo di senso cristiano come salvezza o redenzione non dicano più nulla a una quota crescente della popolazione, produce indifferenza e non preoccupa nessuno, o quasi. Forse, gli addetti ai lavori, alla fine pochi intimi. Forse... Del resto, a ben vedere, oggi il senso di Dio – inteso come percezione diffusa di una rilevanza vitale della sua presenza o assenza – si presenta, con rare eccezioni, del tutto esterno all'attuale paesaggio culturale occidentale, non solo italiano. Al contrario, ben più percepibile, vivace e socialmente allarmante è la questione delle conseguenze del comportamento collettivo dei fedeli legati alle diverse religioni (del loro fan club, sorriderebbe Woody Allen: “Non ho niente contro Dio, è il suo fan club che mi spaventa...”). A dispetto di tanti tragici conflitti che le hanno viste in qualche misura protagoniste dirette o almeno ispiratrici indirette, in un passato lontano ma anche più di recente, le tradizioni religiose – nonostante i loro buoni propositi – stentano ancora a incontrarsi realmente, a ideare un linguaggio comune, a ospitarsi reciprocamente nel loro vissuto quotidiano: il che accade, probabilmente, perché difettano di una speranza e una responsabilità corali. Con ogni evidenza, esse si mostrano quanto meno carenti della forza generatrice di comunione universale di quel Dio che pure ogni giorno, più volte al giorno, pregano, sperano e proclamano al mondo."Brunetto Salvarani, teologo, giornalista, scrittore e conduttore radiofonico, è docente di Missiologia e Teologia del dialogo presso la Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna di Bologna e presso gli Istituti di Scienze Religiose di Bologna, Modena e Rimini. Dirige la rivista “QOL”, fa parte della redazione della trasmissione Protestantesimo di Rai 2 ed è presidente dell'Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Dell'umana fratellanza e altri dubbi(con A. Mokrani, Terra Santa 2021), Fino a farsi fratello di tutti. Charles de Foucauld e papa Francesco(Cittadella 2022) e Guardare alla teologia del futuro (a cura di, con M. Perroni, Claudiana 2022). Per Laterza è autore di Teologia per tempi incerti (2018), Dopo. Le religioni e l'aldilà (2020) e Senza Chiesa e senza Dio. Presente e futuro dell'Occidente post-cristiano (2023).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
Lutero non fu l'unico riformatore ad emergere nell'Europa del Cinquecento: accanto a lui, e a volte in rivalità con lui, sorsero Zwingli, Calvino e altri ancora.
Martin Lutero, il padre della riforma protestante, portò una profonda critica al sistema cattolico, non solo dal punto di vista comportamentale ma anche dottrinale.
http://www.fedecultura.com/le-tempistiche-della-rivoluzioneLa Rivoluzione è un processo storico e filosofico molto lento. Essa ci ha impiegato secoli per funzionare. Ma quali sono state le loro tempistiche? E cosa insegnano a noi cattolici circa la rivoluzione contraria da perseguire, cioè appunto la Contro-Rivoluzione?
"Spirito di pace, guarisci il mondo": il culto di Pentecoste di domenica 5 maggio in eurovisione sarà trasmesso da Pinerolo. La regia è curata, come sempre, da Protestantesimo.Un culto speciale e un po' diverso dal solito, come ci spiega Gianni Genre, pastore della chiesa valdese di Pinerolo, pensato anche a livello ecumenico. La chiesa cattolica di Pinerolo è stata coinvolta in questo progetto, che avrà dei momenti di scambio tra le due realtà religiose valdese e cattolica. Un progetto che intende sottolineare una testimonianza comune in un mondo segnato dall'egoismo e dalla violenza.Il culto andrà in onda domenica 5 giugno dalle 10 alle 11 su Raidue e anche in Francia, Svizzera di lingua francese, Olanda, Belgio.
Quello di Lutero non rimase un caso isolato. Presto altri riformatori, inizialmente soprattutto nell'attuale Svizzera, cominciarono a proporre cambiamenti. Tra questi vale la pena di soffermarsi su Zwingli e Calvino.
A inizio '500 la cristianità fu scossa dalla riforma proposta inizialmente da un monaco tedesco di nome Martin Lutero. Ma da dove arrivava quella polemica? Quali erano i problemi della Chiesa? E cos'erano queste fantomatiche indulgenze?
- Anabattisti - Zwingliani - Calvinisti - Etica protestante e spirito del capitalismo - Il comportamento del puritano
- Giustificazione per sola fede - Riforma protestante e classi sociali - Luteranesimo e prospettive economiche - Protestantesimo e democrazia
- Rinascimento, idillio, edonismo, antropocentrismo - Martin Lutero e la cultura rinascimentale - Sacerdozio universale - Giustificazione per sola fede - Dottrina della predestinazione
La riforma luterana - seconda parte - Lutero: la dottrina
24 marzo 2021 - Letizia Tomassone - Pastora della chiesa valdese dal 1984, attualmente presso la chiesa valdese di Firenze. Ha studiato teologia protestante a Roma, Montpellier e Berkeley (Ca). Docente di “Studi femministi e di genere” presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma. Fa parte del Coordinamento delle Teologhe in Italia, di cui è socia fondatrice. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Donne di Parola. Pastore, diacone e predicatrici nel protestantesimo italiano, (a cura di L. Tomassone) Nerbini, Firenze 2020; Bibbia, Donne, Profezia (a cura di) L. Tomassone e A. Valerio, Nerbini, Firenze 2018; Dialogo interreligioso e femminismi, Protestantesimo vol 72 n.4, 2017, p.369-377; Crisi ambientale ed etica. Un nuovo clima di giustizia, Claudiana, Torino 2015.
Filosofia, scienza, società e comprensione: la live su Max Weber! Ogni giorno due live qui ➤➤➤ https://www.twitch.tv/dailycogitoIl canale Youtube ➤➤➤ https://www.youtube.com/c/RiccardoDalFerroTutti i prossimi eventi (online e non) ➤➤➤ https://rickdufer.com/eventi/La Community di Patreon ➤➤➤ https://www.patreon.com/rickduferLa chat di Discord ➤➤➤ https://discord.gg/vs3reA2kInstagram ➤➤➤ https://www.instagram.com/rickdufer/Tutti i miei libri ➤➤➤ http://bit.ly/libduferIl nostro negozio ➤➤➤ http://bit.ly/storeduferBIBLIOGRAFIAL'etica protestante e lo spirito del capitalismo: https://amzn.to/3pCJFSW La scienza come professione: https://amzn.to/3pG1yQL -Economia e società: https://amzn.to/36KBpI1 Storia economica: https://amzn.to/35FeTkrDaily Cogito si fa in tre:ogni giorno in Live su Twitch, alle 7 in podcast e la sera sul canale YouTube,Per combattere la zombificazione.La voce della sigla è di Marco Benedetti.La musica è "Shake Down" di Jules Gaia, da Epidemic Sound.
La troupe televisiva di Protestantesimo ha realizzato una doppia puntata della trasmissione dedicata ai "protestanti in Italia". Dal 7 al 25 luglio la troupe si è spostata dal centro Italia al Sud, per poi nuovamente risalire verso Nord e arrivare alle valli del Pinerolese.Con il regista Paolo Emilio Landi e i tecnici video e audio era presenta anche il pastore emerito Giuseppe Platone, che ci racconta le emozioni e le scoperte di questo viaggio durato 20 giorni."Il progetto nato nel mese di giugno - spiega Platone - abbiamo avuto poco tempo per allestirlo, ma questa era anche la volontà del regista, cioè non fare una cosa troppo preparata. Volevamo vedere se i protestanti ci sono ancora e soprattutto cosa fanno, cosa dicono, dove sono presenti. Abbiamo disegnato un itinerario con varie tappe e ci siamo presentati alle realtà facendo raccontare le loro iniziative, i progetti futuri. Siamo partiti da Roma, Porta Pia, ricordando la "breccia" del 20 settembre del 1870 e riprendendo i temi dell'ondata risorgimentale che portò in quegli anni alla nascita di numerose nostre chiese protestanti".Ascolta la prima parte del racconto di Giuseppe Platone
Prosegue il viaggio alla scoperta della presenza protestante in Italia, delle attività di centri, strutture, chiese, comunità, enti culturali.Insieme al pastore Giuseppe Platone che ha partecipato a questo lungo viaggio insieme alla troupe di Protestantesimo, ripartiamo da Roma per risalire verso Nord.Abbiamo concluso il viaggio al Bagnou, vicino al colle della Vaccera e ricco di simboli legati all'antifascismo e all'accoglienza, dove abbiamo piantumato due faggi.L'esempio di questa casa abbattuta nella guerra e poi ricostruita, però, dimostra che si può ricostruire in modo nuovo, diverso, aggiornato. Il virus del Covid ha distrutto tante cose, vite, relazioni, ma dobbiamo guardar all'oggi con resilienza, ricostruendo meglio di prima, mantenere viva la speranza. Nei posti dove siamo andati non abbiamo trovato lamenti, frustrazioni. Abbiamo invece trovato grande voglia di ripartire. Siamo coscienti di essere pochi, ma anche il poco, come il sale, può dare gusto".
Paola Cavallari"Non sono la costola di nessuno"Letture sul peccato di Evaprefazione di Lilia SebastianiGabrielli Editorihttps://www.gabriellieditori.it/Contributi di: Gianpaolo Anderlini – Carlo Bolpin – Paola Cavallari – Lidia Maggi – Paolo Ricca – Brunetto Salvarani – Letizia TomassoneIl mito di Eva, secondo una lettura stereotipata di Genesi 2 e 3, indica un archetipo che condiziona in modo poderoso paradigmi culturali e pregiudizi del nostro tempo in materia di sessi/generi. Lo stereotipo descrive un'Eva causa di ogni male e un Adamo trascinato dalle sue trame diaboliche; rappresenta inoltre un'Eva derivata dal “marito” fin dall'origine, quindi inferiore per disegno divino. Grammatiche laiche istituite sulla discriminazione e il pregiudizio trovano così una loro “sacra” fondazione e legittimazione.È possibile sottrarre il mito genesiaco di Eva alle letture dominanti che hanno interpretato la figura della prima donna? Scardinare il monopolio della costruzione religiosa ed antropologica dell'archetipo femminile per eccellenza? Anche nel mondo secolarizzato, Eva ha rappresentato la fonte prima dei pregiudizi sulla minorità femminile. Si tratta di una costruzione che la cultura patriarcale – teologica e non solo – ha elaborato e puntellato come una fortezza, pur facendola passare come dato “naturale” o disegno divino?Questo libro raccoglie contributi diversi di uomini e donne che, in spirito ecumenico e in un'ottica di differenza sessuale, hanno ascoltato le parole di Genesi in un orizzonte di senso teso a “rendere giustizia”: essi scoprono che all'origine era stata posta non la sottomissione di un sesso/genere sull'altro, ma l'alleanza e la parità, nelle differenze. Secondo una lettura del testo biblico che, come suggerisce la tradizione ebraica, disigilla ancora una volta nuove scintille di significato, ognuna nel dono di sé all'altra.Gli autori del libro “Non sono la costola di nessuno. Letture sul peccato di Eva”Gianpaolo Anderlini si dedica da oltre trent'anni a studi sull'ebraismo e in particolare ha focalizzato il suo interesse sull'interpretazione ebraica dei Salmi. È redattore della rivista QOL che si occupa del dialogo ebraico-cristiano. Tra i libri pubblicati si segnalano: Parole di vita (Giuntina, 2009), Ebraismo (EMI, 2012), I quindici gradini. Un commento ai Salmi 120-134 (Giuntina, 2012), Per favore non portateli ad Auschwitz (Wingsbert, 2015), Qabbalàt Shabbàt. Meditazione sui salmi del Sabato (Aliberti, 2017).Carlo Bolpin. Presidente dell'Associazione ESODO, che pubblica la Rivista con lo stesso nome, e dell'Associazione Nuovi Ponti,che opera per l'accoglienza delle persone migranti e per la diffusione della cultura dell'interrelazione. Fa parte del Direttivo nazionale dell'Associazione Divisione ACQUI. Si è sempre occupato di educazione degli adulti, di cooperazione internazionale e di attività nel sociale.Paola Cavallari, ha insegnato filosofia e storia nei licei. Ha conseguito il magistero in scienze religiose. Da più di vent'anni è redattrice della rivista ESODO (quadrimestrale di dialogo tra uomini e donne in ricerca nel campo spirituale, filosofico e politico), dove è confluita la maggior parte dei suoi saggi, i primi dei quali sono apparsi invece su riviste femministe. Collabora inoltre alla rivista Adista. Socia del Coordinamento Teologhe Italiane, è impegnata nei Gruppi donne delle Comunità cristiane di base.Lidia Maggi, pastora battista. Appartiene cioè ad una confessione cristiana di tradizione riformata. A lei è stato affidato un ministero biblico che la porta in giro per l'Italia per far conoscere le scritture. Si occupa di formazione e di dialogo ecumenico. Collabora con diverse riviste cattoliche (Rocca, Mosaico di pace, matrimonio, Servitium, Esodo, Parola Spirito e Vita, Messaggero Cappuccino…) e protestanti (Riforma, Protestantesimo).Paolo Ricca. È stato pastore per 16 anni (1960-1976) e professore di Storia della Chiesa ed Ecumenismo per 26 (1976-2002) presso la Facoltà Valdese di Teologia, nonché professore ospite presso il Pontificio Ateneo Sant'Anselmo di Roma. Ha ricevuto un Dottorato honoris causa dall'Università di Heidelberg, dopo averne ottenuto uno a Basilea con Oscar Cullmann. È sposato con Stella Girolami e padre di una figlia e un figlio (Laura e Alberto). Collabora regolarmente al SAE (Segretariato Attività Ecumeniche). Dirige per l'Editrice Claudiana di Torino la Collana “Martin Lutero Opere scelte”.Brunetto Salvarani Teologo, giornalista, scrittore e conduttore radiofonico. Dirige la rivista QOL. Docente di Missiologia e Teologia del dialogo presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna di Bologna e presso gli Istituti di Scienze religiose di Modena, Forlì e Rimini, fa parte della redazione della trasmissione RAI 2 Protestantesimo ed è presidente dell'Associazione degli Amici di Nevè Shalom – Waahat as-Salaam. È fra i conduttori della trasmissione radiofonica di Radio 3 RAI Uomini e Profeti.Lilia Sebastiani, dopo la laurea in Lettere moderne all'Università di Roma “La Sapienza”, ha compiuto gli studi teologici, conseguendo nel 1986 il dottorato in Teologia morale all'Accademia Alfonsiana, Istituto superiore di Teologia morale dell'Università Lateranense. Si occupa in particolare di temi di etica-spiritualità biblica e a quelli riguardanti il rapporto tra femminilità e sfera religiosa.Letizia Tomassone, pastora della chiesa valdese e teologa. È socia fondatrice del Coordinamento delle Teologhe in Italia. È stata vicepresidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, incaricata delle relazioni ecumeniche e interreligiose. Dal 2010, presiede l'incarico di docenza e coordinamento dei corsi di “Studi femministi e di genere” presso la Facoltà Valdese di Teologia.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il 4 aprile 1508 nasce a Ferrara Ercole II d'Este. Figlio di Lucrezia Borgia e Alfonso I, sarà il quarto duca della città. Ricordandone la tolleranza in materia religiosa, che tanto gli rese nemico il Papato, e le imprese militari, ripercorreremo assieme la sua vicenda biografica e il contesto storico e culturale della Ferrara dell'epoca.
La gloriosa e tragica storia di un popolo fiero nelle sue tradizioni e saldamente vincolato nella fedeltà alla Chiesa di Roma.
Il 1517, l’inizio dello scisma protestante, è – ben più della scoperta dell’America nel 1492 – lo spartiacque tra Medioevo e Modernità. L’Occidente attuale è figlio del Protestantesimo. Quella di Lutero non fu solo una rivoluzione religiosa, fu anche una rivoluzione gnostica integrale.
Il Papa domenicano che lottò contro il Protestantesimo e l'islamizzazione d'Europa
Il Papa domenicano che lottò contro il Protestantesimo e l’islamizzazione d’Europa
La Fede cattolica, come viene presentata oggi, possiede una certa somiglianza a Protestantesimo, Umanesimo e Ateismo non per qualche caratteristica particolare, bensì per una caratteristica che tutti condividono, cioè il soggettivismo.
I Vescovi tedeschi: niente veti alla Comunione ai protestantiL’VIII vertice delle Americhe fa sua l’Agenda 2030 dell’OnuImpennata nel numero dei cristiani perseguitati in CinaMarocchino cristiano arrestato per proselitismo
Lunedì 16 aprile si terrà a Firenze presso l'Istituto Gould il convegno Protestantesimo e Islam. Strade di dialogo: questo rappresenta una ripartenza di un percorso già avviato in passato, in campo politico dalla scorsa legislatura.Il concetto di dialogo sarà al centro del convegno. Un dialogo con diverse coniugazioni e diversi interrogativi: dialogo perché, con chi, come, dove e soprattutto cosa significa dialogo.L'incontro si propone come momento per creare un terreno comune per affermare principii e idee comuni, creando esperienze condivise. L'operazione decisiva andrà poi svolta sul piano sociale: occorre capire il contesto plurale italiano per creare coesione nella società.Ne parla Paolo Naso, politologo, docente all'Università La Sapienza di Roma e membro della Fcei.
Lunedì 16 aprile si terrà a Firenze presso l'Istituto Gould il convegno Protestantesimo e Islam. Strade di dialogo: questo rappresenta una ripartenza di un percorso già avviato in passato, in campo politico dalla scorsa legislatura.Il concetto di dialogo sarà al centro del convegno. Un dialogo con diverse coniugazioni e diversi interrogativi: dialogo perché, con chi, come, dove e soprattutto cosa significa dialogo.L'incontro si propone come momento per creare un terreno comune per affermare principii e idee comuni, creando esperienze condivise. L'operazione decisiva andrà poi svolta sul piano sociale: occorre capire il contesto plurale italiano per creare coesione nella società.Ne parla Paolo Naso, politologo, docente all'Università La Sapienza di Roma e membro della Fcei.
Il vescovo Reig Pla: “Il gender, struttura di peccato”Francia: un deputato massone a capo del gruppo “Fine vita”Ufficiale: Comunione dai Vescovi tedeschi ai protestanti
La santa Messa viene offerta a Dio come è e come è stato rivelato dal Verbo Incarnato: Iddio Padre, la Santissima Trinità. Gli innovatori invece sopprimono riferimenti a Dio Padre e alla Santissima Trinità e Lo sostituiscono col ‘Dio dell’Universo’.
Paragoniamo ora la teologia della Messa del Rito romano antico e di quello nuovo, dapprima come espressa nei documenti ufficiali della Chiesa ed, in seguito, come espressa nei riti stessi.
Abbiamo parlato della rassegna Cinema e Protestantesimo che stasera continua a Comune di Pomaretto, e ce l'ha presentata il pastore valdese a Pomaretto Sergio Manna.Poi abbiamo parlato di ambiente. E' nata la campagna #AdessoBasta per limitare gli incentivi statali alle centraline idroelettriche sui fiumi. Capiremo la questione con Legambiente e il responsabile dei fiumi, Edoardo Zanchini. Dalle 17,30 alle 19 l'approfondimento dalla Regione Piemonte con Diego Meggiolaro e Matteo Chiarenza.
Intorno a questo luogo sacro di Gerusalemme, chiamato Monte del Tempio dagli ebrei, si gioca una partita molto più grande, che sembra non avere orizzonti di risoluzione. L'intervista a Lucia Cuocci, giornalista esperta della questione israelo-palestinese e collaboratrice di Protestantesimo e Rsi
Intorno a questo luogo sacro di Gerusalemme, chiamato Monte del Tempio dagli ebrei, si gioca una partita molto più grande, che sembra non avere orizzonti di risoluzione. L'intervista a Lucia Cuocci, giornalista esperta della questione israelo-palestinese e collaboratrice di Protestantesimo e Rsi
La crisi religiosa del Cinquecento La divisione fra Cattolicesimo e Protestantesimo