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Na série de conversas descontraídas com cientistas, chegou a vez da Professora, Pesquisadora, graduada em Economia, com Mestrado e Doutorado em Sociologia, atual Chefe do Grupo de Demografia da Universidade da Pensilvânia, Leticia Marteleto. Só vem! >> OUÇA (88min 57s) * Naruhodo! é o podcast pra quem tem fome de aprender. Ciência, senso comum, curiosidades, desafios e muito mais. Com o leigo curioso, Ken Fujioka, e o cientista PhD, Altay de Souza. Edição: Reginaldo Cursino (@reginaldocursino) Ilustração e Capa: Felipe Cruz (@felipecruzart) http://naruhodo.b9.com.br * Leticia Junqueira Marteleto possui graduação em Economia pela Universidade Federal de Minas Gerais (1995), mestrado em Sociologia com ênfase em Demografia pela Bowling Green State University (1997), mestrado em Metodologia de Survey pela University of Michigan (2000) e doutorado em Sociologia com ênfase em Demografia pela University of Michigan (2001). Foi pesquisadora associada e professora colaboradora dos Departamentos de Demografia/Cedeplar e Sociologia da Universidade Federal de Minas Gerais (2001-2004). Tem pós-doutorado pela University of Michigan (2004-2008), onde atuou também como pesquisadora do Institute for Social Research (ISR) e do Population Studies Center (PSC) e como professora do Departamento de Estudos Educacionais da Escola de Educação (2008-2009). Foi consultora residente da Divisão de População das Nações Unidas (2007-2008) em Fecundidade, tendo preparado relatórios sobre Adolescência e os Objetivos do Milênio. Foi professora associada (com tenure) do Departamento de Sociologia da University of Texas em Austin e pesquisadora associada do Population Research Center (PRC) e do Lozano Long Institute for Latin American Studies (LLILAS). Atualmente, é Professora Titular de Sociologia da Universidade da Pensilvânia, onde também é Chefe do Graduate Group in Demography (GGD). Atua nas áreas de demografia social, demografia da família, fecundidade, estudos educacionais, métodos quantitativos, desigualdades sociais e raciais com enfoque principalmente no Brasil, América Latina e África do Sul. É InvestigadoraPrincipal do projeto DZC, financiado pela NIH, o primeiro survey longitudinal sobre vida reprodutiva e fecundidade no Brasil. Site: https://web.sas.upenn.edu/leticia-marteleto/ * APOIE O NARUHODO! O Altay e eu temos duas mensagens pra você. A primeira é: muito, muito obrigado pela sua audiência. Sem ela, o Naruhodo sequer teria sentido de existir. Você nos ajuda demais não só quando ouve, mas também quando espalha episódios para familiares, amigos - e, por que não?, inimigos. A segunda mensagem é: existe uma outra forma de apoiar o Naruhodo, a ciência e o pensamento científico - apoiando financeiramente o nosso projeto de podcast semanal independente, que só descansa no recesso do fim de ano. Manter o Naruhodo tem custos e despesas: servidores, domínio, pesquisa, produção, edição, atendimento, tempo... Enfim, muitas coisas para cobrir - e, algumas delas, em dólar. A gente sabe que nem todo mundo pode apoiar financeiramente. E tá tudo bem. Tente mandar um episódio para alguém que você conhece e acha que vai gostar. A gente sabe que alguns podem, mas não mensalmente. E tá tudo bem também. Você pode apoiar quando puder e cancelar quando quiser. O apoio mínimo é de 15 reais e pode ser feito pela plataforma ORELO ou pela plataforma APOIA-SE. Para quem está fora do Brasil, temos até a plataforma PATREON. É isso, gente. Estamos enfrentando um momento importante e você pode ajudar a combater o negacionismo e manter a chama da ciência acesa. Então, fica aqui o nosso convite: apóie o Naruhodo como puder. bit.ly/naruhodo-no-orelo
Uma breve conversa sobre Religião, Estado e sociedade. Pix do Canal, para quem quiser contribuir professorrogerio84@gmail.com
Giulio Martini"Le omosessualità e il cinema"Ancora Editricewww.ancoralibri.itL'autore scandaglia l'intera storia del cinema (dal muto ai giorni nostri) e la cinematografia di tutto il mondo analizzando il rapporto tra le Omosessualità (al plurale) e la Settima Arte, cercando di rispondere a una serie di domande: il cinema ha affrontato, e in che modo, l‘argomento omosessualità? Qual è la presenza di gay, lesbiche e trans – o come oggi diremmo forse meglio, con un termine ombrello, queer – nel mondo ideativo e produttivo del cinema? Esistono un linguaggio e uno stile che svelino questa sensibilità nella cultura e nello spettacolo?Martiniaffronta un tema di grande attualità come l'identità di genere, ripercorrendo le tappe di un cambiamento che ha condotto dall'omertà, dalla vergogna, dallo sberleffo al disvelamento e infine all'orgoglio, analizzando il ruolo che vi ha svolto il grande schermo.A qualcuno piace caldo, splendido film del 1959 di Billy Wilder, si chiude con questo dialogo tra Daphne (in realtà Jerry, travestito da donna) e il suo spasimante Osgood. Questo libro parte idealmente da qui; l'ultima fulminante battuta – che suona per noi, oggi, come un invito all'inclusività e al rispetto delle diversità – dà l'avvio a un'indagine sistematica sul rapporto tra Omosessualità e Cinema. Attraverso il riferimento a centinaia di film, registi, sceneggiatori, attori Giulio Martini realizza un testo ricchissimo, fondamentale per una visione artistica e sociale da questa specifica prospettiva.Giulio Martini è nato nel 1949. Sposato da oltre cinquant'anni con Elisabetta, padre di tre figli e nonno di sei nipoti, si è laureato in Storia e critica del cinema nel 1972. Entrato in Rai per concorso pubblico nel 1978 come regista, è passato nel 1986 al Telegiornale, dove è diventato caporedattore alla cultura. Ha insegnato per quindici anni Cinema alla facoltà di Sociologia di Milano-Bicocca. Autore di una storia del cinema italiano in chiave regionale, Patchwork. 100 anni di Cinema (Finzioni, Milano 1987), ne ha curato con Guglielmina Morelli due aggiornamenti, Patchwork 2 e Patchwork 3. Tra gli altri volumi pubblicati: Ebraismo e Cinema, Buddismo e Cinema, Islam e Cinema, editi dal Centro Ambrosiano; per il Touring Club Italiano la guida I luoghi del cinema. Organizzatore di festival, rassegne, mostre sul cinema e la TV, ha fondato nel 1981 con gli amici del Centro Studi Cinematografici il più frequentato Cineclub di Milano, l'André Bazin, di cui è presidente da quarantacinque anni. Ha organizzato e organizza dal 2010 i primi sistematici «Viaggi-cine-turistici» in Italia e nel mondoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Carla Fiorentino"L'altrove è un cane bianco"Fandango Libriwww.fandangolibri.itVioletta detta Vetta, giornalista di viaggio romana, e Federico, l'uomo con cui divide il fardello dell'esistenza, hanno una nuova scusa per tornare nel loro altrove, Carloforte nel Sud Sardegna: l'inaugurazione del ristorante che la burbera Caterinetta ha deciso di aprire insieme alla laconica chef giapponese Misato, fondendo due culture culinarie misteriosamente simili.Entrambi hanno con l'Isola delle questioni in sospeso: Federico deve concludere l'acquisto della casa che ha promesso a Vetta come dimostrazione del suo amore; lei vuole reincontrare gli amici isolani, soprattutto Pietro, il bel sommozzatore di tonnara che non sente ormai da diversi mesi.Per uno strano incastro di coincidenze, questa volta, non saranno i soli a partire e la cosa non li rende troppo contenti.Ma il bello dell'altrove è che non è mai uguale a se stesso e anche questa volta Carloforte ha in serbo una sorpresa per la protagonista, che non resiste allo stimolo dell'ignoto ed è sempre pronta a mettere in discussione se stessa e le proprie relazioni con il mondo.Inevitabilmente ne uscirà cambiata, ma fino a che punto? Dopo I tonni non nuotano in scatola e Dallo scoglio si vede tutto, Carla Fiorentino ci riporta a Carloforte e tra una focaccia e un takoyaki, un bagno di notte e una scarpinata sulla falesia, ci ricorda che un sorriso al momento giusto non toglie il peso ai problemi, ma aiuta a vederli dal loro lato migliore (sempre che ce l'abbiano).Carla Fiorentino (Cagliari, 1979) a diciannove anni lascia la Sardegna per studiare a Roma, dove si laurea in Sociologia della Letteratura e inizia subito il suo viaggio nel mondo editoriale. Dal 2021 è la direttrice editoriale di Emons. Per Fandango Libri sono usciti Che cosa fanno i cucù nelle mezz'ore (2018), I tonni non nuotano in scatola (2020) e Dallo scoglio si vede tutto (2024). Nel 2020 ha realizzato Forty. Il podcast che ci rivela i superpoteri dei quarantenni (Emons Record) che è diventato un libro nel 2021. Nel 2025 per Emons è uscito il libro per ragazzi Anche il diavolo si stanca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Neste episódio, vamos falar sobre as perspectivas da educação pública para 2030. Nosso entrevistado é o historiador e analista político, Miguel Stédile, que é diretor da Faculdade Josué de Castro do Movimento Sem Terra e coordenador do departamento de História e Sociologia do Tricontinental Instituto de Pesquisa Social.
TUTAMÉIA entrevista o médico Ubiratan de Paula Santos, presidente do conselho superior da Fundação Escola de Sociologia e Política de São Paulo e um dos organizadores do livro "São Paulo 2025 - Riqueza e Desigualdades", lançado no cinquentenário da histórica radiografia da capital "São Paulo 1975 - Crescimento e Pobreza".Inscreva-se no TUTAMÉIA TV e visite o site TUTAMÉIA, https://tutameia.jor.br, serviço jornalístico criado por Eleonora de Lucena e Rodolfo Lucena.Acesse este link para entrar no grupo AMIG@S DO TUTAMÉIA, exclusivo para divulgação e distribuição de nossa produção jornalística: https://chat.whatsapp.com/Dn10GmZP6fV...
Lunedì Andy Burnham, del Partito Laburista, è diventato il nuovo primo ministro del Regno Unito: il settimo dal referendum su Brexit, nel 2016. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo, esperta di politica britannica.Mojtaba Khamenei è tornato a parlare. E nel messaggio scritto pubblicato su tutti i media nazionali, il segnale della Guida suprema iraniana è stato chiaro: l'accordo tra Teheran e Washington non esiste più. Ne parliamo con Riccardo Redaelli, professore di Storia e istituzioni dell'Asia all'Università Cattolica.L'ultimo pesante raid della Russia su Kiev è il primo che viene gestito senza il ministro Mychajlo Fedorov. Ne parliamo con Eleonora Tafuro, analista del Desk Russia, Caucaso e Asia Centrale dell’ISPI.
Venha visitar a nossa Loja:https://iconografia-da-historia-3.myshopify.com/?utm_medium=product_shelf&utm_source=youtubeSiga nosso canal de CORTES:https://www.youtube.com/@IconografiadaHistoria-cortesAJUDE-NOS A MANTER O CANAL ICONOGRAFIA DA HISTÓRIA: Considere apoiar nosso trabalho, participar de sorteios e garantir acesso ao nosso grupo de Whatsapp exclusivo: https://bit.ly/apoiaoidhSe preferir, faz um PIX: contato@iconografiadahistoria.comNos acompanhe no Spotify @iconocastSiga ICONOGRAFIA DA HISTÓRIA em todas as redes: https://linktr.ee/iconografiadahistoriaoficialSiga o JOEL PAVIOTTI: https://bit.ly/joelpaviottiApresentação: Joel PaviottiTexto e roteirização: Adriana de PaulaRevisão: Joel PaviottiCâmera e produção: Fernando ZenerattoEdição: Fernando ZenerattoDireção: Fernando Zeneratto / Joel Paviotti
Giovanni Semi"E' il capitalismo bellezza!"L'estetica all'assalto delle cittàEinaudi Editorewww.einaudi.itLungomare di Libri, Bariwww.lungomaredilibri.itDomenica 19 Luglio alle ore 21 Giovanni Semi presenta "E' il capitalismo bellezza!" a Lungomare di Libri, presso Largo Vito Maurogiovanni a Bari.Il nostro è un tempo in cui ormai tutto si è estetizzato, dalla politica alla vita quotidiana filtrata dai social e data in pasto ai follower, di modo che possano prima invidiarci per poi subito provare a emularci. Ogni nostra esperienza deve essere a misura dell'immagine di noi stessi che vogliamo dare: i ristoranti in cui andiamo, le case che abitiamo, gli oggetti che possediamo sono costruiti per restituirci un'atmosfera che diventa parte integrante del nostro essere, e che contribuisce in larga misura a definirlo.Siamo immersi in qualcosa che identifichiamo come realtà, ma che di fatto è irreale, completamente anestetizzata, fatta di spazi architettonici sapientemente costruiti per farci sentire al sicuro, protetti dalle ingiustizie e dalla violenza che invece sono sempre piú presenti attorno a noi. È l'evoluzione estetica del capitalismo, guidata dall'imperativo morale per cui ciò che è bello deve essere anche buono e giusto. Un'evoluzione che è andata di pari passo con la sparizione del futuro come orizzonte di conflitto e cambiamento. E le città sono il laboratorio privilegiato attraverso cui osservare questa mutazione.Dai nuovi quartieri pensati a misura di miliardari, sempre piú simili ad asettici rendering, alle scritte sui muri che si trasformano in murales finanziati dalla fondazione bancaria; dai parchi in cui spariscono le panchine o si trasformano per non permettere di sdraiarsi o per diventare attrazioni turistiche, ai centri storici ormai svuotati dei loro abitanti. Per arrivare alle periferie, che sono sempre luoghi orrendi, pericolosi e abitati da barbari; e che vanno civilizzate magari con un bel design district. Giovanni Semi ci mostra, in queste pagine caustiche e precise, quello che sta succedendo alle nostre città (e quindi al nostro mondo), che non sono piú nostre ma di chi le usa come bancomat. E ci spiega perché ciò che è bello per alcuni, per pochi, non è per niente buono e giusto per tutti gli altri.Giovanni Semi è sociologo e vive e lavora a Torino. Si è occupato di trasformazioni urbane, mutamento sociale e migrazioni. Ha pubblicato Gentrification. Tutte le città come Disneyland? (2015) e Breve manuale per una gentrificazione carina (2023). Per Einaudi ha pubblicato È il capitalismo, bellezza! L'estetica all'assalto delle città (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Matteo Lupoli"Ecologiaa e politica del turismo balneare"Natura e lavoro a buon mercato a Rimini e DurazzoOrthotes Editricewww.orthotes.comIl turismo è uno dei settori produttivi più rilevanti e in continua espansione dell'economia globale. Eppure, al di là delle cifre e delle retoriche promozionali, la sua crescita porta con sé contraddizioni che tendono a essere rappresentate come effetti collaterali inevitabili: la precarietà del lavoro, la privatizzazione degli spazi costieri, il consumo intensivo di suolo e risorse, la marginalizzazione delle comunità residenti. Questo volume si propone di mostrare come questi presunti effetti collaterali non siano affatto tali, ma costituiscano gli assi strutturali su cui si regge l'intera industria turistica. Prendendo come casi di studio Rimini e Durazzo, due coste e due momenti distinti di uno stesso processo storico, il libro analizza le condizioni materiali ed ecologiche che rendono possibile la vacanza balneare di massa, attraverso la prospettiva dell'ecologia-mondo arricchita dal dialogo con l'ecologia politica, la sociologia del turismo e le analisi della governamentalità neoliberale. Un futuro desiderabile potrebbe non coincidere con l'abolizione del turismo, né con il suo semplice rinverdimento, ma con la capacità di immaginarne uno sviluppo meno estrattivo e più equo.Matteo Lupoli è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia dell'Università di Bologna. Collabora stabilmente con il Cidospel (Centro internazionale di documentazione e studi sociologici sui problemi del lavoro) e si occupa principalmente dello studio delle relazioni tra trasformazioni del lavoro, degradazione ambientale e crisi ecologica. Attivista prima che ricercatore, ha scritto vari contributi per riviste, giornali e blogDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Tá nos ares +1 Maconhômetro Ciência, um projeto do Cannabis Monitor em parceria com o Núcleo de Pesquisas em Psicoativos e Cultura (PsicoCult/UFF), com a proposta de conversar com pesquisadores brasileiros que têm a maconha, as drogas e suas políticas como objeto de estudo. Nesse episódio, Marcos Veríssimo e Yuri Motta recebem o pesquisador, advogado e ativista Ricardo Nemer, queé mestre em Sociologia e Direito pela UFF e, atualmente, doutorando pelo mesmo programa. No mestrado, ele realizou uma pesquisa pioneira sobre o consumo de maconha nas favelas cariocas, mais especificamente olhando para uma prática de consumo específica que é o “balão”.O Ricardo também é cofundador e membro da Rede Jurídica pela Reforma da Política de Drogas (REFORMA) e, além disso, tem uma longa caminhada nessa luta pela transformação das políticas de drogas e da regulamentação da maconha no Brasil, sendo fundador e colaborador de diversas associações canábicas, representante jurídico da Marcha da Maconha e Marcha das Favelas na cidade do Rio de Janeiro e um dos idealizadores da estratégia jurídica dos Habeas Corpus preventivos para cultivo de cannabis no Brasil.Nesse papo sensacional, ele compartilha seu processo de pesquisa sobre a prática de fumar balão, muito disseminada na cultura de consumo de maconha das favelas cariocas, sua motivações, atravessamentos e desafios do tema, entre outras brisas... Confira e fique por dentro!---O PsicoCult é um grupo de pesquisa vinculado ao Instituto de Estudos Comparados em Administração de Conflitos da Universidade Federal Fluminense (INCT-InEAC) e você pode conhecer mais sobre ele, suas ações, projetos de pesquisa e pesquisadores em psicocult.uff.br ou no perfil do Instagram @psicocultuff.---O ep. Ciência #34 | A Prática de Fumar Balão, com Ricardo Nemer, contou com apresentação de Marcos Veríssimo (Psicocult) e Yuri Motta (Psicocult), direção e produção de Gustavo Maia (CM) e edição e finalização de Antonio Said (Pinzeiro).
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Eliminação da seleção brasileira pela Noruega Cabo Verde a maior torcida da Copa e favoritas ao titulo
L’attualità della settimana filtrata attraverso la rete analizzata insieme al co-conduttore d’eccezione Massimiliano Panarari, professore di Sociologia della Comunicazione all’Università di Modena e Reggio Emilia, alla Luiss e alla Bocconi. In questo periodo gli Hmatt sono alle prese con le reaction a Temptation Island su Twitch e YouTube. Ma è solo la punta dell’iceberg della loro incessante attività fatta di podcast, canali tematici e viaggi.
Fabrizio Denunzio"Informazione e proletariato"Un'interpretazione del giornalismo di MarxOrthotes Editricewww.orthotes.comL'attività giornalistica di Karl Marx è stata troppo spesso rubricata o tra i suoi scritti filosofici giovanili dominati dal confronto con Hegel, o tra le sue opere storiche ed economiche della maturità. Di sicuro, per quasi quarant'anni Marx ha lavorato come giornalista.La ricerca di Fabrizio Denunzio parte dallo stato attuale del giornalismo politico italiano e dal nuovo proletariato metropolitano, per restituire questo vasto segmento della produzione intellettuale marxiana, assunto come un continuum dai tempi della “Gazzetta renana” (1842) fino alle “Revue Socialiste” (1880), al campo sociologico: dei journalism studies per ciò che riguarda la riflessione sulla stampa e il ruolo politico del giornalista nella società capitalista; della concettualità sociologica per ciò che attiene alla nozione di classe povera e proletaria; della metodologia della ricerca sociale grazie all'analisi dettagliata del questionario formulato nell'Enquête Ouvriére.A venirne fuori è un giornalismo militante, anticolonialista e d'inchiesta, animato da una forte tensione verso la verità dell'informazione e la sete di giustizia per il proletariato.Fabrizio Denunzio è professore associato di Sociologia dei processi culturali presso l'Università degli Studi di Salerno dove insegna, tra l'altro, Sociologia e giornalismo d'inchiesta ambientale. Per Orthotes ha curato di A. Gramsci, Sul giornalismo (2017) e pubblicato la monografia L'inconscio coloniale delle scienze umane (2018). Più recente è il suo Ospitalità e spirito del capitalismo. Teorie, storie, istituzioni (Verona 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! In questa ultima puntata della stagione, curata e condotta da Francesco De Remigis e Silvia Giovanrosa, numerosi ospiti e, come ogni giorno, un filo diretto con gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243722 In studio, con Paola Simonetti, il punto sulle principali notizie dal Radiogiornale della Radio Vaticana. Gli approfondimenti con la lettura dei quotidiani italiani e dei principali siti di informazione internazionale. In collegamento telefonico, dal minuto 1:25:15, con Sergio Fabbrini, Professore emerito di Scienza politica e Relazioni internazionali e Intesa Sanpaolo Chair on European Governance, la prima cattedra istituita per studiare le trasformazioni dei sistemi decisionali dell'Unione europea presso la Luiss Guido Carli, autore del libro “Tsunami Trump” edito dal Il Sole 24 ore, siamo entrati nel merito della gestione delle relazioni internazionali basato sulla cooperazione, sul dialogo e sulla condivisione di regole vincolanti tra tra gli Stati, il multilateralismo, che di fronte alle crisi odierne, da Gaza all'Ucraina, è spesso messo alla prova. Abbiamo provato a capire come le Nazioni Unite, nelle scorse ore, abbiano affrontato la carenza di fondi ed il ruolo delle grandi potenze sullo scenario globale e nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Con Fabio Colagrande e la redazione podcast dei media vaticani, dal minuto 1:40:45, abbiamo presentato (in podcast) “Elle come Luana”, poemetto in versi e prosa scritto e interpretato da Ugo De Vita, con la collaborazione al testo di Emma Marrazzo, nel giorno del compleanno della giovane operaia Luana D'Orazio morta nel 2021. Un'opera di teatro civile che intreccia poesia e memoria, raccontando una vicenda simbolo delle morti sul lavoro e proponendo l'ascolto come spazio di responsabilità condivisa. Abbiamo chiesto a Francesco Ciaralli, Cri, Anti-trafficking Project Manager, Migration Unit, di illustrarci il progetto europeo PIHMAC (Prevention from Human Trafficking through Integrated Humanitarian Assistance to Migrants Arriving at Coastal and Island Regions of the European Union), un'iniziativa internazionale nata con l'obiettivo di proteggere i migranti in arrivo sulle coste europee dal rischio della tratta di esseri umani e dello sfruttamento. Croce Rossa Italiana, con il finanziamento della Commissione Europea tramite il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) in collaborazione con la Croce Rossa Spagnola, INTERSOS Hellas, IROKO Onlus e Weavers of Hope uniscono le forze nei punti di sbarco di Italia, Spagna e Grecia, territori dove il rischio di abuso sui migranti è più elevato. Lo abbiamo interpellato, dal minuto 1:54:39, alla vigilia della Visita Pastorale di Papa Leone a Lampedusa, che fa seguito al Viaggio Apostolico in Spagna compiuto dal 6 al 12 giugno in cui c'è stata anche una tappa alle isole Canarie dove il Pontefice si è soffermato in preghiera al porto di Arguineguin, a Las Palmas, recandosi poi a incontrare le persone migranti e gli operatori dei centri di accoglienza a Santa Cruz de Tenerife. In studio, dal minuto 2:14:25, con Beatrice Guarrera de L'Osservatore Romano, che ci ha presentato l'inserto Atlante curato dalla redazione "Mondo" del quotidiano, e Gabriella Ceraso della sezione multimedia del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede abbiamo parlato di come è cambiata la vita sulle coste di Lampedusa negli ultimi anni e di quali sono le sfide odierne collegate al percorso dei migranti sull'isola. Poi, dal minuto 2:29:05, una finestra sull'Ucraina, in diretta da Kyiv con Camilla Capasso, Focal point comunicazione Ucraina WeWorld, con cui abbiamo cercato di capire gli effetti del massiccio attacco russo sulla capitale nella notte tra mercoledì e giovedì. In chiusura, dal minuto 2:40:50, con Kristina Stoeckl, ordinario di Sociologia delle Religioni membro del comunicato scientifico organizzatore della IX edizione della conferenza internazionale EuARe 2026 (European Academy of Religion) che per la prima volta si è riunita a Roma, presso l'Università Luiss, con circa 1.300 partecipanti da tutto il mondo, abbiamo affrontato il tema della povertà, delle discriminazioni, disparità giuridiche e di genere: le disuguaglianze sociali al centro delle grandi sfide del nostro tempo.
✨ W33K: il Lunedì che fa la differenza!Sono tornato, sono vivo, e parliamo un po' di cosa è successo. Ma parliamo anche di odio...L'odio online non è (solo) una somma di individui cattivi: è un comportamento di branco che si forma, travolge un bersaglio e si scioglie, pronto a ricomporsi sul prossimo pretesto. Il singolo commento è personale nell'esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivo perché vedo migliaia di altri farlo e mi convinco di essere irrilevante, quindi innocente.Quando una persona diventa simbolo, smette di essere percepita come individuo: diventa una lavagna su cui proiettare un conflitto più grande. Qui entra il “disimpegno morale” (Albert Bandura): ci si racconta di stare punendo il Male, non infierendo su qualcuno che soffre. Girard (capro espiatorio) e Canetti (massa e potere) descrivevano già dinamiche simili: i social non cambiano la natura umana, ma abbassano il costo dell'aggressione, eliminano la chiusura rituale e soprattutto monetizzano l'engagement.Gli algoritmi non inventano l'odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibile la minoranza rumorosa e trasformano rabbia e indignazione in carburante. Il risultato è una società che perde spazi fisici di elaborazione del conflitto e delega alle piattaforme una liturgia continua: un bersaglio alla settimana, un linciaggio, poi il prossimo.00:00:00 Sigla e apertura00:03:22 Ritorno in live e saluti alla chat00:03:51 Racconto del grave incidente stradale in moto00:07:09 Spiegazione delle sigle musicali generate con intelligenza artificiale00:13:08 Festeggiamenti per il traguardo di 312.000 iscritti sul canale00:16:12 Novità sul corso e moduli multi-agente00:27:38 Introduzione del tema: l'odio online e il caso Roccella00:31:02 Sociologia del branco virtuale come massa transitoria e indeterminata00:33:05 Teoria dei ''Transit Dogpile Groups'' e gradiente della rabbia00:35:52 Trasformazione delle persone in simboli e bersagli senza colpa00:36:36 Il meccanismo psicologico del disimpegno morale di Albert Bandura00:39:39 Teorie classiche del capro espiatorio e della folla (Girard e Canetti)00:42:25 Effetto disinibizione online e crollo dell'empatia senza contatto visivo00:43:19 Modello economico dei social basato sulla monetizzazione dell'indignazione00:46:40 Algoritmi e viralità delle emozioni negative rispetto alla compassione00:50:41 Analisi dei dati della mappa delle intolleranze di Vox Diritti00:53:51 I premi intangibili del branco: appartenenza e superiorità morale01:00:35 La scomparsa degli spazi fisici di mediazione del conflitto sociale01:06:14 Analisi del caso fake news del falso gruppo Facebook antifemminista01:08:32 Manipolazione dei troll, gaslighting ed esibizionismo morale degli attivisti01:23:00 Chiusura della live, saluti finali
Keir Starmer non è più il primo ministro del Regno Unito. Il leader ha annunciato le sue dimissioni da capo del governo britannico e da leader del Partito laburista in un atteso discorso alla nazione davanti al 10 di Downing Street, a Londra. "Ho ereditato un partito politicamente, finanziariamente e moralmente fallito", ha detto. Starmer rimarrà formalmente in carica fino a quando il suo partito non avrà individuato il suo successore, per evitare un vuoto totale di potere. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo, esperta di politica britannica.
Como criar meninos conscientes e empáticos quando eles são o alvo preferencial da machosfera? Como conseguir manter uma proximidade real com eles e ficar a par de que influências estão sobre eles quando estamos todos cada vez mais atarefados?“O quanto a gente está interessado e, de fato, está acompanhando essa criança e esse adolescente, que nem sempre é fácil de estar do lado, nem sempre está aberto também para dialogar com a gente?”, questiona a antropóloga Isabela Venturoza, entrevistada do Podcast da Semana sobre a formação das masculinidades em crianças e adolescentes.“É preciso saber o que ele está fazendo ali, nos conectar com ele cotidianamente — porque às vezes a gente está no capitalismo selvagem, às vezes a gente não está conectado nem consigo mesmo, porque está ali só sobrevivendo e entregando pauta, continuando cada dia de uma vez”, afirma.Doutora em Antropologia Social pela Unicamp e mestra pela USP, Venturoza é professora da pós-graduação na Fundação Escola de Sociologia e Política de São Paulo e pesquisadora do Núcleo de Estudos sobre Marcadores Sociais da Diferença da USP, além de coordenar o Núcleo de Estudos Interseccionais sobre Homens e Masculinidades (NUM). É ainda cofundadora do Instituto Feminista de Cuidado (IFC) e colunista da revista Azmina.Na conversa que você ouve abaixo e nas plataformas de áudio, ela fala sobre a importância de ouvir os meninos, de dar referências e de ter um cuidado próximo. Ela comenta sobre o crescimento e a difusão da ideologia masculinista e do movimento red pill na internet e até em cursos, um perigo real para meninos e meninas, e um grande negócio para muita gente.Roteiro e apresentação: Isabelle Moreira Lima
Çdo mëngjes zgjohuni me “Wake Up”, programi i njëkohshëm radio-televiziv i “Top Channel” e “Top Albania Radio”, në thelb ka përcjelljen e informacionit më të nevojshëm për mëngjesin. Në “Wake Up” gjeni leximin e gazetave, analiza të ndryshme, informacione utilitare, këmbimin valuator, parashikimin e motit, biseda me të ftuarit në studio për tema të aktualitetit, nga jeta e përditshme urbane e deri tek arti dhe spektakli si dhe personazhe interesantë. Zgjimi në “Wake Up” është ritmik dhe me buzëqeshje. Gjatë tri orëve të transmetimit, na shoqëron edhe muzika më e mirë, e huaj dhe shqiptare.
Fabrizio Pomes"Trovate la speranza o voi che entrate"Il carcere tra pena e possibilitàIntroduzione di Matteo Maria ZuppiPostfazione di Alessandro BergonzoniEdizioni Pendragonwww.pendragon.itIl carcere è uno dei luoghi più rimossi dallo spazio pubblico, raccontato quasi sempre per slogan, paura o emergenza, e molto più raramente nella sua realtà concreta. Eppure ciò che accade dietro le mura non riguarda soltanto chi vi è rinchiuso: riguarda tutti, perché chiama in causa l'idea di giustizia, di pena, di responsabilità e, soprattutto, la possibilità stessa del cambiamento. Questo libro nasce dall'esperienza diretta della detenzione e accompagna il lettore dentro un mondo complesso, segnato da sovraffollamento, carenze strutturali, solitudini profonde e fragilità quotidiane, ma anche attraversato da percorsi reali di lavoro, studio, cultura, fede e volontariato. Ne emerge un racconto che non assolve e non accusa, ma osserva, interroga, restituisce spessore umano a una realtà troppo spesso troppo semplificata. Ad arricchire queste pagine ci sono anche numerose testimonianze di operatori, politici e volontari, voci diverse ma accomunate dal confronto diretto con il problema del carcere, delle sue contraddizioni e delle sue possibilità. Il loro contributo amplia lo sguardo e mostra quanto la questione penitenziaria non sia marginale, ma profondamente intrecciata alla qualità civile di un Paese. Entrate. Leggete. Uscirete diversi.Fabrizio Pomes, un passato da politico e imprenditore nel sociale, laureato in Scienze Giuridiche, Economia e Sociologia, ha vissuto in prima persona l'esperienza della detenzione. Da quel passaggio complesso e trasformativo è nato un impegno civile che lo ha portato a dedicarsi al volontariato penitenziario. Partecipa a convegni, incontri pubblici e percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, portando testimonianze dirette e uno sguardo lucido sulle dinamiche del carcere. Attraverso il suo lavoro di divulgazione e ascolto, contribuisce a costruire un dialogo necessario tra il “dentro” e il “fuori”, promuovendo una cultura della dignità e della responsabilità condivisa. Trovate la speranza o voi che entrate (Pendragon, 2026) è il suo primo libro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Så här var det. USA:s militär flög in i Venezuela. Maduro grips. Med det började Robins vandring bakåt genom Latinamerikas 1900-tal. Alla juntor förtjänar eget fokus. Men vi börjar från början. I veckans avsnitt hamnar vi därför i Brasilien: militärkuppen 1964, generalernas rättsstatsmaskerad och den märkliga diktatur som både ville framstå som laglig och styra med våld.Men Brasilien är också berättelsen om ett ekonomiskt mirakel byggt på billig arbetskraft, utländskt kapital, rovdrift och enorma lån. Vi följer hur tillväxten exploderar, hur oljekriserna slår sönder modellen – och hur diktaturen till slut försöker avveckla sig själv... utan att helt försvinna?---Läslista:Chasteen, J.C. Latinamerikas historia. [Ny utg.]. (Historiska media, 2009).Retsö, D. Brasiliens historia. (Historiska media, 2011).Codato, Adriano Nervo. ‘A Political History of the Brazilian Transition from Military Dictatorship to Democracy', Revista de Sociologia e Política, specialnummer 2 (2006), s. 83–106.I'm Still Here. Regi: Walter Salles. 2024. Visad på SVT Play, åtkommen maj 2026.---Det här avsnittet presenteras i betalt samarbete med Klarna:Bli Klarna Premium- eller Max-medlem och få 30% rabatt under de tre första månaderna: https://l.klarna.com/22XC/historiepodden Erbjudandet gäller endast nya Premium- och Max-användare, utgår 31.7.26. Villkor gäller. Klarna-medlemskap erbjuds mot en månadsavgift. Avsluta när som helst i Klarna-appen. Undantag, villkor och begränsningar gäller för medlemskapsförmåner. Villkor för Klarna-medlemskap gäller: https://cdn.klarna.com/1.0/shared/content/legal/terms/sv-SE/tmp-klarna-membership-planFörsäkrings- och täckningsförmåner tillhandahålls av XCover, ett handelsnamn för Cover Genius Europe BV, och omfattas av försäkringens villkor och undantag. Se fullständiga uppgifter (https://cdn.klarna.com/1.0/shared/content/legal/terms/sv-SE/membership-rewards-benefits-summary#14) för täckningsinformation och begränsningar.Tjänsten ”Avbryt av valfri anledning” tillhandahålls av Klarna och är inte en försäkring. Villkor gäller: https://cdn.klarna.com/1.0/shared/content/legal/terms/sv-SE/membership-rewards-benefits-summary#15 Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Um dos mais importantes economistas brasileiros. Marxista, que teve uma carreira brilhante na academia, como professor da USP e da PUC em São Paulo. Houve um período em que teve que ficar afastado, por conta da ditadura militar no Brasil. Ele sempre teve uma militância política junto com a carreira acadêmica, e também como intelectual. Uma figura muito inquieta, no sentido de que ele não se acomodava a um determinado tema. Este foi Paul Singer, personagem do documentário que faz parte de uma série de documentários de não ficção realizados pelo diretor Ugo Giorgetti. Este terceiro episódio sobre a série teve a colaboração por meio de entrevistas com o ex-aluno de Singer, Marcos Barreto, a jornalista e pesquisadora Paula Quental, autora de uma dissertação de mestrado sobre a trajetória política e intelectual de Singer, e Marcelo Justo, diretor executivo do Instituto Paul Singer. Roteiro Liniane Brum: Paul Singer, uma utopia militante: esse episódio é o terceiro de uma série sobre os documentários e as peças de não ficção do diretor de cinema Ugo Giorgetti. Meu nome é Liniane Brum, sou doutora em teoria e crítica literária pela Unicamp e realizei a pesquisa de pós-doutorado “Contra o apagamento – o cinema de não ficção de Ugo Giorgetti” também na Unicamp, no Labjor, com o apoio da Fapesp. [Trilha musical] Liniane: A partir do ano de 2020, Ugo Giorgetti assina três documentários biográficos. São produções realizadas sob encomenda, que têm em comum a apresentação de homens que se destacaram em suas áreas de atuação e como pessoas também. São filmes que não partem de uma inquietação artística ou de uma necessidade intelectual. Ainda assim, são autorais. Estou falando dos filmes Paul Singer, uma utopia militante, produção de 2021, A invenção de Conrado Wessel, de 2024, e Alberto Dines – vínculos de liberdade, que saiu em 2026. Neste episódio vamos tratar de Paul Singer, uma utopia militante. Eu conversei com três pessoas sobre esse documentário. O economista, produtor do filme e ex-aluno de Singer, Marcos Barreto, que me ajudou a entender os bastidores da produção. A jornalista e pesquisadora Paula Quental, autora de uma dissertação de mestrado sobre a trajetória política e intelectual de Singer, e Marcelo Justo, diretor executivo do Instituto Paul Singer. [Vinheta Oxigênio] Liniane: Antes de mais nada, pedi a eles que apresentassem quem foi Paul Singer. Paula Quental: Ele era de uma família judia, assimilada, como se diz, não era religiosa. Ele vinha da Áustria, a mãe percebeu para onde caminhava a coisa do nazismo. Ele conta, inclusive tá na dissertação, que ele descobriu que era judeu, aos seis anos de idade, quando a Áustria foi anexada por Hitler. Aí, chegaram os amiguinhos dele do colégio, com aquelas bandeirinhas nazistas, com a suástica, e ele queria sair junto (com os meninos) com aquela bandeirinha. Aí, a mãe dele vira para ele e diz: “mas, Paul, você é judeu”. Marcos Barreto: É um dos mais importantes economistas brasileiros, marxista e veio com sete anos fugindo do nazismo, com a mãe, o pai já havia falecido, ele veio com a mãe para São Paulo, e ele faz um curso técnico primeiro, ele começa a trabalhar como metalúrgico, só depois ele vai fazer faculdade. E vai fazer faculdade por conta de uma militância política dele, porque o sindicato, o movimento, achava, o mesmo movimento operário, que eles deveriam se qualificar as lideranças, e sugerem que ele vai fazer economia, e ele faz economia, ele se forma já com quase 30 anos, e ele depois tem uma carreira brilhante na academia, professor da USP, foi professor da PUC em São Paulo também, no período que teve que ficar afastado por conta da ditadura militar no Brasil. Ele sempre teve uma militância política junto com a carreira acadêmica, e também como intelectual, uma figura muito inquieta, no sentido de que ele não se acomodava a um determinado tema. Paula Quental: Quando ele entrou na USP, ele já tinha lido o Capital, Trotsky, Lenin, Rosa Luxemburgo, que é muito da tradição dele, ele se considerava um luxemburguista. Então, é uma história de alguém que foi mergulhando nos clássicos e foi desenvolvendo um trabalho muito original, porque ele acabou indo para uma vertente, digamos, herética do marxismo, não convencional, heterodoxa, porque ele criticava, por exemplo, a União Soviética, ele criticava o centralismo da economia, ele defendia que deveria vir da base, da economia solidária, das cooperativas. Então, ele era um crítico da Revolução de 17 de outubro, da Revolução Bolchevique. Marcos Barreto: Depois, já mais nos últimos 20 anos da vida dele, ele se dedica a um tema muito importante, que é a economia solidária, então ali ele encontra talvez o assunto dos quais ele estudou, que mais ele pôde misturar uma militância política com um saber acadêmico, e colocou em prática, ele foi secretário de economia solidária no governo Lula e Dilma, até o impeachment da Dilma, praticamente ele ficou em Brasília coordenando essa Secretaria. Liniane: Esta apresentação foi feita pela Paula e pelo Marcos. E por aí a gente já consegue ver uma trajetória bem particular, que mistura prática militante e teoria, o que já o difere de muitos intelectuais. Faltou o destaque que o Marcelo Justo fez do nosso protagonista, que trago agora. Marcelo Justo: Tem um marco na vida do Singer, tanto pessoal quanto como militante, que é trabalhar em grupo. Ele se destaca como intelectual e parece que o intelectual é uma figura sozinha, isolada, mas ele só tem essa força que ele tem pela capacidade de estar em grupo e de se conectar o Singer é o que a gente chama mais contemporaneamente de um articulador de redes, ele está sempre mantendo redes de amigos e de militantes juntos, que caminham juntos. Liniane: Marcos, como surge a ideia de um filme sobre ele, ou seja, quem fala: “olha, agora tem que ser feito um documentário sobre o Paul Singer”. Marcos Barreto: Quando ele falece, um grupo de amigos, de pessoas que gostavam muito do professor, dizem, bom, a gente precisa fazer alguma coisa pra contar essa história dele, precisamos registrar isso de alguma forma, fazemos um livro, fazemos o que? Não, vamos fazer um filme e aí a gente faz então uma campanha de crowdfunding, pra conseguir o recurso pra fazer o filme. O primeiro passo foi esse: nós não tínhamos diretor, nós não sabíamos exatamente que filme seria, mas a gente resolve fazer algo que tem muito a ver com a economia solidária, uma grande vaquinha, em todos os 27 estados do Brasil, no Distrito Federal, há pessoas que contribuíram pra que o filme fosse feito. E aí ficamos, então, pensando que diretor pode fazer esse filme, ou diretora? Quebramos a cabeça até que eu sugeri que fosse o Ugo Giorgetti. Liniane: Por que Ugo Giorgetti? Marcos Barreto: Porque, entre várias coisas, o Paul Singer escolheu a cidade de São Paulo, quer dizer, ele veio criança, ele não escolheu propriamente, foi a mãe dele que veio, porque já haviam familiares em São Paulo. Mas ele acaba vindo pra São Paulo e adota a cidade como a cidade dele. Ele era um apaixonado por São Paulo, falava isso várias vezes, ele voltava às vezes pra Europa, ia fazer palestra, dizendo que não tem nada como São Paulo. Liniane: Assistindo o documentário, a gente percebe que Ugo Giorgetti traduz o Singer múltiplo. Os entrevistados comentam o olhar do diretor sobre suas conexões com figuras importantes da política, do campo da educação e mesmo e seu papel na difusão de O Capital, de Marx no Brasil. Foi ele quem primeiro traduziu o livro para o português. Paula Quental: Teve uma passagem no documentário do Ugo Giorgetti, em que ele entrevista o Paul Singer, porque ele fez ainda várias entrevistas com o Paul Singer, em que o Singer lembra da época que ele dividiu o secretariado da Erundina com Paulo Freire. E ele fala que aprendeu muito com o Freire, que se sente extremamente influenciado pelo Freire. E isso até me estimulou a escrever uma sessão na minha dissertação, chamada Dois Paulos, em que eu analiso justamente o aspecto pedagógico da obra do Paul Singer, que ele próprio se coloca como muito influenciado pelo Freire. Marcos Barreto: Com essa amplitude que tem a vida do professor, as pessoas podiam conhecer um lado, mas pouca gente conhecia o todo, e o filme permite esse registro. E do ponto de vista acadêmico, é um registro interessante também, mais uma vez, sem ser algo cansativo, extenuante, chato, ou mais maçante, vamos dizer assim, porque ele está ali, o registro da vida intelectual, de uma forma leve, de uma forma que você compreende e fala nossa, ele fez tudo isso, nossa, foi ele então que traduziu o Capital. Liniane: No final dos anos 1950, professores da Faculdade de Filosofia, Letras e Ciências Humanas da USP, dentre os quais José Arthur Gianotti, Fernando Henrique Cardoso e Ruth Cardoso, organizaram um grupo para fazer a leitura de O Capital. Paul Singer integra esse grupo com a missão de traduzir o livro diretamente do alemão. Não custa lembrar que se trata de uma obra canônica no campo das ciências humanas. E que naquele momento Paul Singer ainda não era o economista, intelectual destacado e homem público da alta burocracia governamental. Aqui, as falas de Marcelo, Marcos e depois a Paula. Marcelo Justo: Isso é um marco né? é um marco, acho que para o Singer, é um marco na esquerda brasileira também, porque é um primeiro momento falando pelos relatos deles, que vão se debruçar sobre a obra do Marx de uma forma sistemática, durante muitos anos, – que é interrompido com o golpe de 64, mas começa, se eu não me engano, em 58, 59 e aí vão para outros autores, não só Karl Marx, que aí vão pegar o Singer como um leitor, desde criança, do alemão. Então ele integra o grupo como quem vai ler, trazer a versão original do alemão, mas é que eles vão comparando também a tradução. Então tem a leitura em alemão, tem a leitura em francês, a leitura do que existia em português. Isso depois vai servir também como base para o Singer depois fazer a tradução, a primeira tradução original em alemão do Capital, aí já nos anos 80. A partir desse grupo sai a tese de doutorado do Fernando Henrique Cardoso, então acho que tem todos esses marcos. O professor Roberto Schwarz até hoje também se refere a esse momento, o professor Michael Löwy, que é conselheiro do nosso instituto, que foi muito amigo do Singer, também se refere até hoje como um marco na vida dele, esse momento de leitura do Capital. Marcos Barreto: E depois tem um segundo momento, que é muito rico também, quando ele é convidado por um grupo de jovens que diz assim: “poxa, a gente queria fazer uma leitura do Capital”. E aí veio a ideia de fazer uma leitura no Teatro de Arena. Então já pensou o que era isso? Você reunia no Teatro de Arena, já na ditadura militar – aí nós estamos falando de um Brasil já fechado do ponto de vista político – e esse grupo se reunia sábado de manhã para fazer a leitura do Capital com a coordenação do professor Paul Singer. Então isso é um marco também, e desta leitura ele também aproveitou, como bom acadêmico, e fez um livro sobre essa experiência. Paula Quental: Eu ouvi do Lincoln Seco, professor de História da USP, que ouviu do Florestan Fernandes, que ele é a pessoa que mais conheceu O Capital no Brasil. Ele editou uma edição da Abril Cultural do Capital, uma edição famosa do início dos anos 1980, que a editora Ubu agora reeditou. E ele lia no original, ele mergulhou, e desde uma externa idade. Liniane: Eu selecionei um trecho do documentário em que o próprio Paul Singer fala sobre Marx. Ele integra o segmento intitulado por Ugo Giorgetti “Um autodidata na USP”. Ouve só: [Trecho do documentário] Paul Singer: Marx, em primeiro lugar, deu uma visão do capitalismo que ninguém havia dado antes, e que agora se mostra inteiramente verdadeira. Marx está sendo ressuscitado por não marxistas, exatamente como coincide, eu diria, de uma forma ultra surpreendente com este capitalismo extremamente em crises, crises que se repetem etc. porque ele entendeu, uma das coisas que tem Marx, a contribuição dele, é só dele, não é de outros, é que os economistas clássicos, tipo Ricardo, Adam Smith e tantos outros, que não eram reacionários, não, eles não eram de direita, mas eles jamais lembrariam em analisar a economia através de lutas de classes, isso é Marx. [Efeito Sonoro] (Voz de Paul Singer bem baixinha) [Silêncio prolongado] [Trilha incidental] Liniane: Marcelo, o Instituto Paul Singer e o documentário nascem praticamente ao mesmo tempo e se dedicam à difusão do legado do professor. Em que medida essa coincidência influencia o trabalho da entidade? Marcelo Justo: O Instituto, ele começa em 2021, a organização dele. No final do ano é que ele se formaliza com o CNPJ, e em 2022 é lançado, tornado público o Instituto. Ele é uma iniciativa dos familiares do Paul Singer, basicamente eu e a Helena Singer, que é a minha esposa, filha dele. É uma associação sem fins lucrativos que tem como missão preservar e reinventar esse legado. Um legado que tem esse histórico de uma luta pela democracia, pela solidariedade, a luta contra todas as formas de injustiça e desigualdade. Marcelo Justo: O nosso principal desafio é a difusão, é a divulgação das ideias e obras do Singer. Então, um documentário como esse é muito importante, ajuda muito nisso em 50, 40 e poucos minutos, assim, você tem a trajetória inteira dele, da história de vida, as principais ideias e algumas das polêmicas enfrentadas na trajetória, na vida dele. Então, para a gente, é um material muito importante, muito rico para divulgar. Liniane: É fato: documentário e Instituto convergem em objetivo e se fortalecem mutuamente. Porém, Marcos Barreto me explicou que o filme foi feito a partir de entrevistas realizadas em momentos diferentes. Na primeira, de 2015, Paul Singer é entrevistado pelo grupo que viria a produzir o documentário. A segunda é feita por Giorgetti, em 2018, antes do falecimento do professor. Já o Instituto, como Marcelo me contou, e formalizado em 2022. Marcos Barreto: O professor, no final da vida, já nos últimos anos, tinha alguns fatores de memória, algumas coisas que estavam começando a falhar. E a gente identificou isso, e a família, e a gente falou, bom, vamos gravar, vamos colocar o Paul Singer falando sobre a vida dele, sobre coisas que ele fez na vida que são marcantes, sobre passagens importantes, vamos quase que fazer uma entrevista com ele. E a gente fez duas sessões grandes com o professor, foi o Fernando Kleyman quem organizou isso, em Brasília. E ele então, por duas sessões de quase três, quatro horas, falou um monte, o que foi ótimo, porque quando a gente conseguiu resolver o dinheiro para fazer o filme, escolher o Ugo, etc, o professor havia já avançado na doença, já tinha dificuldade, o Ugo chegou a conversar com ele ainda em vida, o filme é lançado depois que o professor já faleceu. Liniane: O documentário foi divulgado na imprensa como uma produção que praticou a Economia Solidária. O que significaria essa afirmação, Marcelo? Marcelo Justo: Então, na economia solidária, democracia e autogestão são sinônimos, praticamente, nos escritos dele. Então, o que é isso? As pessoas se organizarem para produzir juntos, sem patrão e sem empregado. Todo mundo é cooperado. Não é à toa que o documentário tem o nome da utopia militante, que esse é o título do livro dele, que ele se coloca a isso, né? A questão da utopia como uma militância. A militância dele é por essa utopia, que é uma utopia de construir um socialismo que seja democrático, que não seja a experiência do chamado socialismo real, que é uma ditadura de esquerda. Liniane: Marcos também comentou sobre o termo utopia que está no título do documentário. E destacou, mais uma vez, a multiplicidade de papeis de Singer nos vários espaços em que atuou. Marcos Barreto: Esse título é tão forte e também resume tanto do que é o professor, porque justamente reúne essas duas facetas, que é uma pessoa que é um intelectual brilhante, professor titular da USP, com um militante que nunca deixou de ser militante. Ele foi estudar economia porque ele era um militante, e ele termina a vida como alguém que está pensando a economia solidária, que é algo prático, então ele não tava sendo um teórico da economia solidária, só que aí no meio desse percurso, já nessa última década da vida, nas últimas duas décadas, ele escreve esse livro, que é uma utopia militante, então ele assume ali o quê? Que ao mesmo tempo que ele está defendendo algo que é utópico, que é um desejo do que ele gostaria de ver acontecer, ele assume que aquilo só vai acontecer se tiver militância, ou seja, talvez aí, diferente do socialismo científico, que parte da ideia de que há uma evolução natural da história que vai ligar o socialismo, e que é algo que aliás o Singer não acreditava. Então o título, na verdade, quem escolheu foi o professor Paulo Singer, para o livro, e a gente quando viu, quando foi pensar no título do filme, a gente falou, putz, difícil achar um nome melhor do que Utopia Militante. Liniane: O documentário estreou no Festival Internacional É Tudo Verdade, em 2021, em um momento em que a letalidade do coronavírus alcançava um dos seus picos. Ele foi exibido de modo on-line, mediante a distribuição de duas mil senhas, que se esgotaram em poucos minutos. [Efeito sonoro] Liniane: “A trajetória política e intelectual de Paul Singer: da crítica marxista à Economia Solidária” é o título da dissertação de mestrado defendida por Paula Quental no Instituto de Estudos Brasileiros, o IEB, da USP, a Universidade de São Paulo, em 2024. Marcelo Justo, que é doutor em geografia pela mesma universidade, organizou o livro “Urbanização e Desenvolvimento”, uma coletânea de textos de Paul Singer. O volume foi editado pela Autêntica em parceria com a Fundação Perseu Abramo. Marcos Barreto é hoje Diretor Geral do Instituto Equipe Educação, Cultura e Cidadania e Vice-Diretor Geral da Fundação Escola de Sociologia e Política de São Paulo (FESPSP), e segue engajado com a divulgação do legado de Singer. [Vinheta de encerramento Oxigênio] Esse trabalho de divulgação sobre a obra de não ficção do cineasta Ugo Giorgetti é realizado no âmbito do Programa Mídia Ciência, do Labjor, com supervisão da Simone Pallone. As entrevistas, o roteiro e a narração desse episódio foram feitos por mim, Liniane Brum. A revisão do roteiro é da Simone Pallone. A edição é do Guilherme Lopes, estagiário da Coordenadoria de Centros e Núcleos Interdisciplinares da Unicamp, a Cocen. A vinheta do Oxigênio é do Elias Mendez. As trilhas usadas no podcast são de Blue Dot Sessions, tiradas do Free Music Archive. A gente vai deixar a ficha técnica do filme na descrição do episódio. As reportagens referentes à divulgação da obra de não ficção de Ugo Giorgetti foram publicadas no dossiê “Ugo Giorgetti” da Revista ComCiência. Este episódio conta com o suporte da Diretoria Executiva de Apoio e Permanência, da Unicamp e da Fundação de Amparo à Pesquisa do Estado de São Paulo, a FAPESP, por meio de bolsas, e também da Secretaria Executiva de Comunicação da Unicamp. Você encontra a gente no site oxigenio.comciencia.br, no Instagram e no Facebook, basta procurar por Oxigênio Podcast. Se você gostou do conteúdo, deixe seu like e compartilhe com seus amigos.
Dopo l'attacco di Israele a Beirut, mossa sconsigliata da Donald Trump, anche l'Iran ha ripreso gli attacchi verso Israele. Il presidente Pezeshkian ha assicurato che l'Iran non si ritirerà dai negoziati e anche Donald Trump invita a seguire il percorso della diplomazia già avviato. Ne parliamo con Minoo Mirshahvalad, ricercatrice in Sociologia all'Università di Copenhagen, Sissi Bellomo, giornalista de Il Sole 24Ore, Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole 24Ore inviato in Libano, e con Laura Silvia Battaglia, autrice di “I partigiani di Allah. Dall'Iran all'Arabia Saudita, la lotta per il controllo del Medio Oriente” (Mondadori).
E ftuar në “Live From Tirana” me Ronaldo Sharkën, ka qenë sociologia Eva Sinanaj. Ajo ka folur më shumë për festën e fëmijëve 1 Qershorin dhe si është prindërimi sot…
Si fa presto a dire Comunità Energetica, ma ciò che la rende davvero viva è la partecipazione attiva dei suoi membri. Senza il coinvolgimento delle persone, infatti, una comunità energetica non può davvero esistere. Eppure, abituati ai tradizionali gestori energetici “tuttofare”, molti cittadini si trovano impreparati di fronte a un modello che richiede condivisione, consapevolezza e collaborazione. In questa puntata proviamo ad approfondire proprio questo aspetto, raccontando anche alcune realtà che sono riuscite a trasformare questa sfida in un’esperienza concreta e funzionante.Gli ospiti di oggi:Laura Borsieri - Coordinatrice del gruppo di Comunità Energetiche Rinnovabili Confcooperative Consumo e UtenzaSara Capuzzo - Direttrice, Responsabile Advocacy e Innovazione e già presidente di ènostra e Membro del direttivo di RESCoopNatalia Magnani - Professoressa Associata di Sociologia dell'ambiente presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Trento
Vladimir Putin arriva oggi a Pechino per un incontro con Xi Jinping. Secondo una nota del Cremlino, il presidente russo e quello cinese discuteranno di come "rafforzare ulteriormente" il partenariato strategico. Ne parliamo con Antonella Scott del Sole24Ore e con Filippo Fasulo, Co-head dell'Osservatorio Geoeconomia dell'Ispi.Trump ha sospeso un attacco programmato contro l'Iran per le pressioni di Arabia Saudita, Emirati arabi e Qatar. Ne parliamo con Minoo Mirshahvalad, professoressa all'Università di Copenhagen, esperta di Sociologia dell'Islam.
No episódio, Ana Frazão conversa com Christian LynchDoutor em Ciência Política (Ciência Política e Sociologia) pelo Instituto Universitário de Pesquisas do Rio de Janeiro (IUPERJ), Professor Associado do Programa de Pós-Graduação em Ciência Política do Instituto de Estudos Políticos e Sociais da Universidade do Estado do Rio de Janeiro (IESP-UERJ) e Pesquisador da Fundaçao Casa de Ruy Barbosa sobre o seu novo livro “Fundações do pensamento político brasileiro”. O autor aborda desde a metodologia da pesquisa, explorando o papel da história e da historiografia para a compreensão dos fenômenos políticos, assim como a nova historiografia e como fazer as adaptações para o contexto periférico. Ao tratar dos principais achados do livro, o autor explica como foi a construção intelectual do Estado no Brasil independente e como se deu a a passagem do mundo colonial para o Império. Aborda igualmente os aspectos mais importantes da construção intelectual do estado português e quais as suas principais reverberações no Brasil, as principais características do pensamento politico ibero-americano, as repercussões do seu maior sentido prático e da centralidade da retórica e a crítica que faz a Raymundo Faoro no livro “Os donos do poder”.
Ep. 01 | João de Jesus Paes Loureiro — A Lenda como Utopia Social O que acontece quando a Boiúna, o Boto e o Tambatajá chegam à Sorbonne? João de Jesus Paes Loureiro passou a vida provando que o imaginário amazônico não é folclore, é epistemologia. É uma forma legítima de conhecer e de resistir. Nascido em Abaetetuba, no Pará, Paes Loureiro é poeta, ensaísta e professor, doutor em Sociologia da Cultura pela Sorbonne, com a obra fundadora Cultura Amazônica: uma poética do imaginário. No livro Utopias Amazônicas, assina o artigo A Lenda como Utopia Social: uma rapsódia teórica. Neste episódio, conversamos sobre lenda, utopia, encantamento e o canto do Uirapuru que a queimada ameaça apagar.
Daniele Marini"Quello che i giovani (non) dicono. E gli adulti (non) capiscono"Guerini e Associatiwww.guerini.itI giovani vanno considerati al plurale e le definizioni che in un passato recente gli sono state affibbiate (choosy, spiaggiati o bamboccioni) non rendono giustizia della diversificazione presente al loro interno. Ciò non di meno, una parte rilevante fra loro è portatrice di una «rivoluzione silenziosa» dei valori e, soprattutto, del posto che il lavoro occupa nella loro vita: è ancora una dimensione fondamentale, ma si deve abbinare con altri aspetti di valore ritenuti altrettanto importanti. Alla ricerca di nuovi equilibri tra la sfera personale e l'impegno lavorativo. Per comprenderli è necessario dotarsi di strumenti di interpretazione di ciò che i giovani (spesso non) dicono oppure fanno intendere attraverso «segnali deboli», poco visibili. E cercare di dare agli adulti uno spunto di riflessione per tentare di (evitare di non) capire quello che ci comunicano.Daniele Marini è professore di Sociologia dei Processi Economici all'Università di Padova. Direttore scientifico della divisione Research&Analysis di Community. Per le nostre edizioni ha pubblicato Il futuro è il presente. I giovani visti con la lente della formazione professionale (a cura di, 2025), Transformer. Le metamorfosi digitali delle imprese del Nord Est (con F. Setiffi, 2021) e ha curato (con F. Setiffi) Una grammatica della digitalizzazione. Interpretare le metamorfosi di società, economia e organizzazioni (2020). Fra le sue opere più recenti sul lavoro: Il posto del lavoro. La rivoluzione dei valori della GenZ (con I. Lovato Menin, Milano, 2024) e Light working. Come cambiano lavoro, lavoratori e imprese (in collaborazione con I. Lovato Menin, Venezia, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Continua il racconto di Giampaolo Musumeci dal Libano, dove i raid israeliani hanno fatto salire il numero dei morti a 2.759, come annuncia il ministerio della Salute, con un aumento di 32 decessi nelle ultime 24 ore. Nel Regno Unito le elezioni locali hanno evidenziato una forte disaffezione verso il partito laburista e un'impennata di Reform UK e dei Verdi. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo.La parata del 9 maggio a Mosca e la visita di Marco Rubio a Roma. Ne parliamo con Antonella Scott de Il Sole24Ore e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.
A polarização afetiva, fenômeno em que divergências de opinião se transformam em rejeição ao outro, ajuda a entender por que pessoas comuns, como um colega de trabalho ou até um familiar, passam a ser vistas como inimigas, levando até ao rompimento de relações. Há saída para essa intolerância?No Opinião desta semana, vamos discutir esse tipo de polarização e o que ela revela sobre a forma como nos relacionamos, convivemos e lidamos com as diferenças nos dias de hoje. Recebemos o filósofo Pablo Ortellado, professor de Gestão de Políticas Públicas na EACH-USP e o analista político Beto Vasques, professor de Comunicação Política da Fundação Escola de Sociologia e Política de São Paulo.
Alberto Mingardi"Guerra e propaganda"Piccolo manuale di controinformazioneVilfredo ParetoEdizioni Settecoloriwww.settecolori.itSiamo nel 1918. Vilfredo Pareto osserva il conflitto che sta devastando l'Europa dalla sua casa di Céligny, sul lago di Ginevra. Ha settant'anni ed è stato testimone di tutte le speranze e di tutte le delusioni del suo tempo. Legge le cronache dei giornali italiani e francesi, esamina i dispacci dei governi, annota le dichiarazioni di ministri e capi politici. A beneficio di Mirrina e Timoteo, due dei suoi gatti d'Angora e suoi unici «lettori», comincia a tenere un diario. È il diario di un disilluso. Il sociologo trova, negli eventi e nella rappresentazione che ne danno i politici, la conferma della tesi centrale della sua Sociologia: la politica è il regno dell'irrazionale. Ma la guerra è anche un'orgia di retorica, nella quale futuri vincitori e futuri vinti si gettano con l'entusiasmo più forsennato. Se sul campo di battaglia la logica della forza almeno ha il pregio della chiarezza, le parole del conflitto sono tutte fuori posto: ogni bussola è persa, non c'è più spazio per altro che la propaganda. Scritto in francese, tradotto in italiano più di mezzo secolo fa e da allora mai più ristampato, questo diario è una testimonianza in presa diretta non solo della prima grande guerra moderna, ma anche della prima guerra della propaganda moderna. Il lettore vi troverà non poche assonanze con cose lette e sentite in altri conflitti, e in tempi a noi più vicini.Vilfredo Pareto (1848-1923) è considerato uno dei più noti esponenti della sociologia italiana. Di formazione iniziale ingegnere, nel 1892 iniziò a insegnare Economia politica all'Università di Losanna e nel 1912 comincia a occuparsi di sociologia. Tra le sue opere più celebri: Il mito virtuista e la letteratura immorale (1910); il Trattato di sociologia generale (1916-1919); Lettere a Maffeo Pantaleoni (Voll. I, II, III, 1890-1923).Alberto Mingardi è professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all'Università Iulm di Milano e dirige l'Istituto Bruno Leoni. Ha curato edizioni critiche di Richard Cobden, Elie Kedourie, Vilfredo Pareto e Herbert Spencer. Per il Mulino ha pubblicato Capitalismo (2023) e Libertà contro libertà (con E. Felice, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il Governo è pronto per il varo di un provvedimento sulla casa. Prevede un piano per l’edilizia sociale ed un intervento sulle case popolari oltre ad alcune misure sugli sfratti.Ne parliamo con Marianna Filandri, docente di Sociologia delle disuguaglianze economiche e sociali e Analisi dei dati per la ricerca applicata e la valutazione delle politiche all'università di Torino e Beatrice Rubini, executive director di Crif.
Estados Unidos lideram a guerra cibernética? - Sérgio Amadeu - Programa 20 Minutos
Autora entrevistada: Dra. Ana Sofia Ferreira, Instituto de Sociologia, Universidade do Porto, Portugal. ORCID: https://https//orcid.org/0000-0002-5521-4191 Artículo: Revolução nos campos do sul: A participação das mulheres na reforma agrária em Portugal, 1974-1976. ARevolução do 25 de Abril de 1974, nos campos do sul ficou marcada por um amplo movimento de ocupações de terras, que consubstanciaram a reforma agrária. A análise da documentação oficial revela-nos um afastamento dasmulheres do mundo do trabalho rural da época, Porém, as entrevistas realizadas a mulheres no distrito de Beja mostram-nos uma outra realidade. O que pretendemos com este artigo é analisar o papel das mulheres na reforma agrária, procurando compreender como estas criaram mecanismos de emancipação feminina numa sociedaderural conservadora e onde ainda se fazia sentir marcas ideológicas da ditadura que remetiam a mulher para o lar e lhe negavam um espaço público, económico e político. Publicado en Revista Historia Agraria, número 96. Entrevista realizada por: Bárbara Direito, Instituto de História Contemporânea, Universidade Nova de Lisboa, Portugal. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Em um Brasil que se ergueu baseado em tantas desigualdades, a busca por uma sociedade mais igualitária passa obrigatoriamente pela atuação presente do Estado. Mas quais os avanços, as políticas, o presente, as ações e o futuro da igualdade racial no Brasil? Em busca de respostas, Cynthia Martins conversa com a nova Ministra da Igualdade Racial, Rachel Barros. Rachel, que assume o mistério em 1 de abril de 2026, é Doutora em Sociologia pela Universidade do Estado do Rio de Janeiro (UERJ) e ativista dos Direitos Humanos. Ela, que já era secretária-executiva do Ministério, responde perguntas cruciais como o enfrentamento à morte de jovens negros e como ministério está tratando o feminicídio, que atinge em sua maioria mulheres negras no Brasil.Cynthia Martins convida você a conhecer a história repleta de reviravoltas e resistência de Rachel Barros.Apresentação: Cynthia MartinsGravação: Gustavo Santos Edição: Gabrielli SoaresSonorização: José Antonio de Araújo
La pregunta la fa el doctor en Sociologia i mestre zen Antonio Lozano, per a qui t
Debate da Super Manhã: A violência contra a mulher não começa no ato extremo. Ela se constrói no cotidiano, em pequenas permissões sociais. O feminicídio é, muitas vezes, o último capítulo de uma longa história de silenciamento, medo e impunidade uma crise estrutural, persistente e profundamente enraizada: uma verdadeira epidemia. No debate desta quinta-feira (2), a comunicadora Natalia Ribeiro conversa com convidados sobre as causas da violência de gênero, o machismo ainda presente na sociedade e o papel de todos no combate à escalada da violência contra a mulher. Participam a médica psiquiatra, Adriana Figueira, a especialista em gênero e equidade racial, Regina Célia, e o doutor em Sociologia da Saúde, pesquisador e membro do Comitê de Ética em Pesquisa da UNIFAFIRE, Wagner Arandas.
Un giovane di 17 anni è stato arrestato ed altri minorenni indagati per i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Nei confronti dell'arrestato è emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School (20 aprile 1999), seguita dal proprio suicidio.Ne parliamo con Manuela Caiani, professoressa di Scienza politica presso la Scuola Normale Superiore, dove fa parte del gruppo di ricerca COSMOS (Centre on Social Movement Studies) e Marco Lombardi, ordinario di Sociologia e direttore di ITSTIME - Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies della Cattolica.
Nel pescarese un 17enne arrestato per aver pianificato una strage a scuola. Il minore frequentava chat suprematiste su Telegram. Ne parliamo con Arije Antinori, professore di Criminologia e Sociologia del Dissenso all'Università di Roma La Sapienza, esperto dell'EU Knowledge Hub on Prevention of Radicalisation. Il "caso Pizzaballa" segna un nadir nelle relazioni tra Israele e cattolici? Con noi Franco Garelli, professore emerito di Sociologia delle Religioni all'Università di Torino.
Neste episódio do Ladoa!, Madeleine Lacsko recebe o sociólogo Richard Miskolci para discutir a "selva digital" e o fenômeno do Brain Rot, o esgotamento mental causado pelo excesso de algoritmos.O professor analisa como a preferência por comunicações "editadas" nas redes sociais substituiu a espontaneidade das conversas reais, gerando um isolamento disfarçado de controle.A conversa explora ainda os limites da Inteligência Artificial frente à sensibilidade humana e o perigo das bolhas que destroem o diálogo e alimentam a desinformação. Miskolci reforça a urgência de resgatarmos a curadoria e o convívio presencial como antídotos para a exaustão de um mundo hiperconectado, onde a opinião individual muitas vezes tenta atropelar os fatos.Apoie o jornalismo independente. Assine O Antagonista e Crusoé com 10% via Pix ou Google Pay: https://assine.oantagonista.com.br/ Se você busca informação com credibilidade, inscreva-se agora para não perder nenhuma atualização!
Padova, 15 gennaio 2016 – Isabella Noventa è un'impiegata di 55 anni, conosciuta per il suo carattere riservato e una vita semplice. Una sera d'inverno esce per cena con un uomo che ha frequentato a lungo, il suo ex compagno Freddy Sorgato, ma non farà più ritorno a casa. Le indagini si aprono su un'apparente sparizione, ma ben presto emergono dettagli inquietanti: un video di sorveglianza mostra una figura incappucciata che si aggira per il centro di Padova, con indosso un piumino bianco identico a quello di Isabella. Da lì, prende forma una vicenda torbida, tra triangoli sentimentali, bugie incrociate e una rete di relazioni segnate da rancore e ossessioni. A rendere il tutto ancora più misterioso: un corpo che nessuno riesce a trovare, versioni dei fatti che si contraddicono e una serie di indizi lasciati come in una messinscena. Ma che fine ha fatto davvero Isabella Noventa? Proviamo a scoprirlo assieme a Valentina Schifilliti: laureata in Sociologia con indirizzo crimininologico ed autrice del podcast “Hannibal Fletcher”.Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
"Apra Hormuz in 48 ore o colpiremo le centrali nucleari". Dopo aver lanciato quest'ultimatum all'Iran, Donald Trump, nella giornata di ieri, è tornato sui suoi passi rinviando gli attacchi per via di "colloqui buoni e produttivi" in corso. L'Iran però avrebbe smentito qualsiasi tipo di contatto con l'amministrazione americana. Ne parliamo con Minoo Mirshavalad, ricercatrice in Sociologia all'Università di Copenhagen, Lazar Berman, giornalista di The Times of Israel, Michael Milshtein, responsabile del Centro per gli studi palestinesi del Dayan Center dell'Università di Tel Aviv, Brian Katulis, Senior Fellow del Middle East Institute di Washington.
I luoghi comuni sui ragazzi della Generazione Z sono tanti, dalla scarsa propensione al sacrificio alla demitizzazione del lavoro, alla dipendenza da smartphone. Uno studio ha analizzato le convinzioni dei ventenni universitari su temi legati alla diversità con risultati tutt'altro che scontati. Ce ne parla Aher Colombo, Professore Ordinario di Sociologia al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali all'Università di Bologna, e Presidente dell'Istituto Cattaneo di Bologna.
Donald Trump pensava di applicare all'Iran la sua logica fatta di pragmatismo e soluzioni veloci. Eppure, l'Iran resiste e da filo da torcere agli avversari, nonostante gli attacchi praticamente ininterrotti da giorni. Secondo alcune fonti della Reuters, alcuni report redatti dall'intelligence americana parlerebbero di una "leadership iraniana ancora sostanzialmente intatta, che non rischia di crollare nell'immediato". Ne parliamo con Francesco Semprini, inviato a Erbil, lavora con La Stampa, Federica D'Andrea, operatrice WeWorld in Libano, e con Minoo Mirshahvalad, ricercatrice in Sociologia, Università di Copenhagen.
Afghanistan e Pakistan sono di nuovo allo scontro armato. I bombardamenti sono ripresi, dopo l'escalation dello scorso ottobre e l'annunciato accordo per un cessate il fuoco più fragile che mai. Su X il ministro della Difesa di Islamabad, Khawaja Asif, ha scritto che "la pazienza è finita" ed è "guerra aperta" all'Afghanistan in cui dal 2021 sono di nuovo al potere i Talebani. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole24Ore dall'Asia Meridionale.Il Green Party of England and Wales ha vinto un'elezione suppletiva parlamentare in Inghilterra, ottenendo un risultato storico che rafforza il piccolo partito ambientalista e rappresenta un duro colpo per il primo ministro Keir Starmer, con il suo Labour Party relegato al terzo posto. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo.
Hoje temos Juliano Costa, que vem lá da periferia de Maceió para se transformar num executivo com mais de 20 anos de experiência em gestão estratégica de operações, com forte atuação em redes de ensino, produtos educacionais e transformação digital. Especialista em reestruturação, expansão e inovação, liderou equipes de alta performance e implantou soluções pedagógicas e plataformas digitais. Nos últimos anos, atua como consultor para grandes grupos educacionais, como Cultura Inglesa, Maple Bear e Grupo Positivo. Também é docente de História, Filosofia e Sociologia no Grupo SEB e no Colégio Contato Maceió.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Hoje temos Juliano Costa, que vem lá da periferia de Maceió para se transformar num executivo com mais de 20 anos de experiência em gestão estratégica de operações, com forte atuação em redes de ensino, produtos educacionais e transformação digital. Especialista em reestruturação, expansão e inovação, liderou equipes de alta performance e implantou soluções pedagógicas e plataformas digitais. Nos últimos anos, atua como consultor para grandes grupos educacionais, como Cultura Inglesa, Maple Bear e Grupo Positivo. Também é docente de História, Filosofia e Sociologia no Grupo SEB e no Colégio Contato Maceió.See omnystudio.com/listener for privacy information.