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Oggi a Too Big To Fail, il podcast di finanza personale fatto da tre amici in un platonico bar, parliamo della storia della moneta, da 5000 anni fa fino al suo prossimo futuro, dal metallo sonate ai bit, dalle aspettative e fiducia alle aspettative e fiducia. I consigli di oggi:Nicola: Cityboy di Geraint Anderson: Vittorio: Love Is Blind Italia (Netflix)Alain: Il Cammino del Cretino (Canale YouTube)
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Di Chiara:" La Fiorentina deve battere il Pisa altrimenti rischia. Pizzi:"Cuesta fa giocare male tutte le squadre avversarie. Impallomeni:"Alisson Santos non è giocatore comune"
Oggi a Too Big To Fail, il podcast di finanza con 3 voci discordanti, parliamo di come si crea un ETF, e ne parliamo a fondo con uno che l'ha fatto! No, non è lo zio chad di Alain, è Gerd Kommer! I consigli di oggi:Nicola: Halt and Catch Fire (Serie TV) Vittorio: Una battaglia dopo l'altraAlain: Factotum di Charles Bukowski
Tutti noi abbiamo una visione interiore alla base della nostra esistenza: la visione, che crei tu. E quello che pensi, come interpreti le esperienze che incontri, quanto speri e quanto non speri, ciò in cui credi e ciò in cui non credi, tutto contribuisce a crearla. Giorno dopo giorno, la tua visione diventa la tua vita, se tu agisci perché ciò avvenga. Altrimenti, è la tua vita, a diventare la tua visione. La differenza è la realtà: quando è la tua visione, a guidare la tua vita, la tua vita ti corrisponde. Quando è la vita a influenzare la tua visione, te ne accorgi perché non sei soddisfatto, qualcosa manca, qualcosa è diverso, tu senti di non essere pienamente come vorresti. La pedagogia evolutiva® che fa parte del mio lavoro è una filosofia del vivere, esistenziale quanto pratica, una filosofia morale ed etica, di costruzione volontaria dell'esistenza. Volontaria, intenzionale, consapevole. La tua visione guida la tua vita. Scegliere una visione evolutiva vuol dire scegliere di progredire, sapere che puoi. “Una visione molto grande è necessaria e l'uomo che la sperimenta, deve seguirla come l'aquila cerca il blu più profondo del cielo” (Nativi americani)- Puoi leggere qui la trascrizione dell'audio: https://annarosapacini.com/pedagogia-evolutiva-visione/- E da questa pagina puoi iscriverti liberamente al mio podcast Comunicare per essere®: https://annarosapacini.com/podcast/ una filosofia di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda- Comunicazione valoriale, Relazioni, Professione, Benessere. Scrittura evolutiva®, grafologia evolutiva®, soluzioni e percorsi sempre e solo su misura. Per informazioni sul progetto, sui contenuti, sugli strumenti e sui percorsi attivabili scrivi a info@annarosapacini.com- Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi su Meta-Facebook e sul tuo social preferito, cerca “Annarosa Pacini”➡️ E non dimenticare di iscriverti al mio canale YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/515OMELIA MERCOLEDI' DELLE CENERI (Mt 6,1-6.16-18) di Don Stefano Bimbi Oggi iniziamo la Quaresima con un gesto sobrio e potentissimo: le ceneri sul capo. Non sono un simbolo triste, ma di rinnovamento. Ci dicono due cose: la vita passa e, proprio per questo, la vita è preziosa. Le ceneri smascherano le maschere. E ci chiedono: davanti a chi sto vivendo? Per chi sto facendo quello che faccio?Nel Vangelo Gesù ci consegna il cuore della Quaresima con una frase che suona come un allarme: "Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati."Non dice che elemosina, preghiera e digiuno siano inutili. Al contrario: sono indispensabili. Ma c'è un rischio sottile: fare cose sante per un motivo sbagliato. Cercare lo sguardo degli altri, l'applauso, la reputazione. Una religiosità "in vetrina".E allora Gesù ripete tre volte una parola che è la chiave: "nel segreto".L'elemosina nel segreto. La preghiera nel segreto. Il digiuno nel segreto.E tre volte promette: "il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà."1) ELEMOSINA: NON SOLO DARE, MA LIBERARE IL CUOREQuando Gesù parla di elemosina, non sta dicendo soltanto "fai una offerta ai poveri". Sta dicendo: rompi l'idolo del possesso. L'elemosina è la cura contro quel pensiero che ci stringe: "è mio, mi serve, non basta mai."Fare elemosina "nel segreto" significa: non la uso per sentirmi migliore, non la uso per costruirmi un'immagine. La faccio perché l'altro è mio fratello, perché Dio è Padre, perché ciò che ho l'ho ricevuto.Quaresima è un tempo buono per chiedersi: di chi mi sto dimenticando? chi sto lasciando solo? A volte l'elemosina più grande non è il denaro: è il tempo, l'ascolto, una visita, una telefonata, il perdono offerto.Esempi di impegni concreti per la Quaresima:- Una busta (o bonifico) quaresimale settimanale: scegliere una cifra fissa (anche piccola) e destinarla ogni settimana a Caritas/parrocchia/una famiglia in difficoltà, senza dirlo a nessuno.- Sostenere un bisogno reale di una persona che si conosce e non sta attraversando un buon periodo dal punto di vista dei soldi.- Tempo-dono: un pomeriggio alla settimana facciamo una visita a un anziano solo, un malato, o un servizio concreto in parrocchia o presso associazioni caritatevoli.- Carità in casa: spegnere una discussione sul nascere, chiedere scusa per primi, fare un atto di gentilezza senza farlo notare.2) PREGHIERA: ENTRA NELLA STANZA, RIENTRA IN TE STESSOGesù dice: "Quando preghi, entra nella tua camera e prega il Padre nel segreto".Non è un invito a disprezzare la preghiera comunitaria - che è fondamentale - ma a custodire la sorgente: l'incontro personale.La Quaresima non è anzitutto "fare di più", ma tornare a Dio. E tornare a Dio significa tornare alla verità del cuore. Nel segreto cadono le recite. Nel segreto si può dire: "Signore, tu mi conosci, eccomi come sono, aiutami a diventare quello che vuoi tu".Esempi di impegni concreti per la Quaresima:- dieci minuti di preghiera al giorno "non negoziabili" (cioè senza eccezioni, a meno di impedimenti gravi): stessa ora, stesso luogo. Meglio poco, ma fedele ogni giorno.- Un brano del Vangelo ogni giorno (potrebbe essere il Vangelo che si legge quel giorno alla Messa oppure la lettura continuata di un Vangelo): leggere, sottolineare una frase, portarla nel cuore durante la giornata, trasformarla in preghiera.- Preghiera breve, ma frequente: scegliere un'invocazione (es. "Gesù, confido in te", "Signore, abbi pietà di me peccatore", "Padre, sia fatta la tua volontà") e ripeterla spesso durante la giornata.- Una Via Crucis a settimana (preferibilmente in chiesa con la comunità).- Confessione programmata: decidere oggi una cadenza in Quaresima per confessarsi, senza rimandare "a quando avrò tempo". Ad esempio: ogni due settimane oppure ogni settimana.3) DIGIUNO: NON PER MOSTRARSI, MA PER CAMBIARE DAVVEROSul digiuno Gesù è molto concreto: "profùmati la testa e làvati il volto".Cioè: non farla pesare a nessuno. Non trasformare il sacrificio in teatro.Il digiuno è una medicina contro la schiavitù: quella di dover avere sempre, consumare sempre, riempirsi sempre.Il digiuno cristiano non è solo "togliere": è soprattutto fare spazio.Togli qualcosa perché torni a emergere l'essenziale. Digiuno per accorgermi di ciò che mi domina. Digiuno per riscoprire che il cuore ha fame non solo di pane, ma di senso, di amore, di pace.E qui possiamo capire il legame con le ceneri: oggi la Chiesa ci mette sul capo un segno che non si può esibire come un trofeo. È polvere. È fragilità. È verità. È come se ci dicesse: "Smettila di costruire un personaggio. Torna figlio".Esempi di impegni concreti per la Quaresima:- Digiuno "classico" con senso: un giorno a settimana con un pasto sobrio (o saltato), offrendo quella fame per qualcuno (una persona malata, una famiglia ferita, la pace con chi si è litigato). Ovviamente salvo restando il digiuno del mercoledì delle ceneri e del venerdì santo e l'astinenza dalle carni e dai cibi ricercati il venerdì.- Digiuno dagli acquisti: per tutta la Quaresima comprare solo l'essenziale; niente "sfizi" online. Mettere da parte il risparmio per la carità. Altrimenti se teniamo per noi il denaro risparmiato, la rinuncia è stato solo un attendere di poter usare quei soldi in un secondo momento.- Digiuno dalla lamentela: scegliere un giorno alla settimana in cui mi sforzo di non criticare, non mormorare, non parlare male. Di nessuno.- Digiuno dalle parole inutili: ridurre discussioni sterili (terminandole appena ci si accorge che non portano a nulla), eliminare risposte impulsive, ironie taglienti. Tutto questo per far spazio a una parola buona.- Digiuno dai social o dalle serie televisive: stabilire un limite (es. 30 minuti al giorno) e il tempo liberato va utilizzato per una maggiore presenza in famiglia, non solo fisica.- Digiuno "relazionale": rinunciare a "avere ragione" nei confronti di una persona concreta- Digiuno digitale: niente telefono nei primi 20 minuti del mattino (o dopo cena) e quel momento diventa tempo per la preghiera e lo stare con i familiari.Ovviamente tutti gli impegni quaresimali che desideriamo prendere vanno sottoposti al sapiente giudizio del Padre Spirituale per evitare eccessi, sia il troppo che il poco. Se non si ha il Padre Spirituale prendiamo l'impegno principale di trovare un sacerdote disponibile a seguirci nel cammino della vita.IL PADRE CHE VEDE NEL SEGRETOIn conclusione ricordiamo che la parola più consolante del Vangelo di oggi è questa: Dio vede. Vede le fatiche che nessuno riconosce. Vede le rinunce che nessuno nota. Vede le lacrime nascoste. Vede anche il bene piccolo e silenzioso.E la sua "ricompensa" non è un premio solo simbolico: è la reale comunione con Lui, una libertà nuova, un cuore più leggero, una gioia più pulita.Iniziamo questa Quaresima non con l'ansia di dimostrare qualcosa agli altri, e neanche a noi stessi, ma con il desiderio di ritornare al Padre.Prendiamo seriamente qualcuno tra gli impegni concreti visti sopra o altri simili. Riassumendo, questi saranno: scegliere una cosa da lasciare (un'abitudine che ci appesantisce), una cosa da fare (un gesto di carità reale), e una cosa da custodire (un tempo quotidiano di preghiera). Nel segreto. Per il Padre.
Oggi parliamo di AI generativa: come la usiamo, cosa abbiamo notato fin qui e come pensiamo che evolverà lei (sì, è una signora, abbiamo chiesto) ed il mercato che le ruota attorno. Dopo un po' perdiamo il filo e ci ritroviamo a discutere di polizze assicurative unit linked di dubbia qualità e videogiochi fenomenali.I consigli di oggi:Nicola: Benjamin su YouTubeVittorio: Fallout (Serie) su PrimeAlain: Fallout 1 (Videogame)
Nel corso di Degiornalist - Gli Spaccanotizie di oggi, 11 febbraio, è stato ospite dei nostri Fabiana e Claudio Chiari su Radio Number One Erich Bruno Ciapponi, inventore del celebre bombardino! Bevanda a base di panna, zabaione caldo, brandy e caffè. Ex direttore del rifugio Mottolino, nella zona di Livigno, Ciapponi ha cominciato a raccontare la storia del tanto bombardino: «Il nome è nato nell'inverno del 1972 durante una riunione fatta dai direttori delle stazioni invernali Mottolino-Livigno, è stato un dirigente toscano del Monte Amiata a proporre "bombardino", che come bevanda, però, è nata già tempo prima». È stato Aldo Del Bò, per essere precisi, il primo a raffreddare la bevanda con il whisky! Altrimenti non riusciva a bere il bombardino velocemente. Ne nascerà una versione analcolica? Erich Bruno Ciapponi ha detto questo: «Ci sono quattro-cinque distillerie in Inghilterra che stanno procudendo whisky analcolico, si cerca ora di trovare il sistema di pastorizzazione delle uova per poi creare un "bombardino zero", è un'idea nel cassetto da tempo».
In questa puntata parliamo del kink per antonomasia del millennial. Pamela Anderson? No no no. Topo Gigio? Quasi ma no. I Robo-Advisors! Adesso scusatemi che devo andare a farmi la barba.I consigli di oggi:Nicola: Documentario Netflix su Scotty JamesVittorio: Serie Netflix "CasHERO"Alain: Sta scherzando Mr Feynman e Che t'importa di ciò che dice la gente.
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Cliffhanger e videogiochi è un matrimonio del cazzo. Il finale che ti lascia lì appeso è una vera e propria tortura, prima di tutto perché non sai mai se vedrai il sequel di quella storia – chiedi un po' a The Order 1886 che se lo meritava, o a quella schifezza di Days Gone 2 che per fortuna abbiamo schivato ma intanto non sapremo mai com'è che il governo controlla gli zombie – e secondo poi perché tra un capitolo e l'altro possono passare secoli. Ho amato Gravity Rush nel 2012 su PS Vita, salvo poi rimanere appeso fino al gennaio 2017 perché la storia si interrompeva male ed è continuata solo 5 anni dopo su PS4. Mi è andata anche bene, perché se Sony non avesse deciso prima di rifare Gravity Rush 1 su home console e poi di dargli il sequel me la sarei presa bellamente nel culo. Posto che comunque quei 5 anni di attesa per poi trovarsi tra le mani un Gravity Rush 2 così ansioso di giustificare il prezzo pieno da infarcirsi di merda non è stato tutto sommato piacevole. I cliffhanger nei videogiochi funzionano bene solo se ti chiami Hideo Kojima e sei sicuro che ti lascino fare cose oppure se li usi internamente ad una storia che comunque di per sé è auto-conclusiva. Altrimenti sono solo una cazzo di tortura.
A novembre a San Paolo del Brasile nel 1963 e a ottobre a Buenos Aires in Argentina nel 1969. Altrimenti il Milan nella sua storia ha vissuto sfide con il mondo in palio, solo a dicembre. Il titolo iridato del ciclismo è estivo, se vogliamo come quello del tennis se lo identifichiamo nel mitologico torneo di Wimbledon. Ma il titolo mondiale del calcio per il Milan è sinonimo di dicembre o comunque autunnale e invernale. Nella nuova puntata del podcast riviviamo storie e aneddoti delle occasioni in cui i rossoneri hanno giocato per diventare Campioni del Mondo nell'ultimo mese dell'anno solare.Questo episodio include contenuti generati dall'IA.
Mariapia Veladiano"Dio della polvere"Guanda Editorewww.guanda.itVescovo, c'è un male, come dire, che c'è, ecco. Sempre capiterà che qualcuno faccia cose tremende a un altro o un'altra, questo è l'uomo. Ma c'è qualcosa che dipende da noi, proprio solo da noi, ed è rendere giustizia. Che vuol dire chiamare per nome e riconoscere quello che è capitato. E punire il colpevole. Altrimenti il male diventa un fiume.«Prego, si sieda dove preferisce» dice l'eccellenza monsignore senza alzare la testa dalle carte, senza immaginare che la donna che sta entrando nella stanza è lì per dare battaglia. Si apre così il nuovo romanzo di Mariapia Veladiano che vede Chiara, una donna di fede, professionista della cura, fisioterapista, di fronte a un vescovo, un uomo perbene, ma forse perbene non è abbastanza per un vescovo. Quell'incontro è solo il primo di una schermaglia che metterà in discussione le strutture del potere e l'inerzia che spesso è complice dell'omertà. Perché Chiara ha bussato alla porta del vescovado per una ragione: Luna, una ragazza giovanissima arrivata nel suo studio di fisioterapia, è stata vittima di una violenza, e anche se lei non ne vuole parlare, il suo corpo parla per lei. Né la donna né il vescovo vorrebbero trovarsi lì, in quella posizione scomoda, ma a volte il posto giusto è quello che una grazia del tutta laica, senza patria e appartenenza, ci costringe a occupare.Con la sua scrittura intensa e diretta, Mariapia Veladiano entra nel cuore del tema più scottante per la Chiesa cattolica, quello degli abusi spesso taciuti sui giovani e le donne. Lo fa con un romanzo scandaloso, profondamente umano, che ha il ritmo serrato e feroce di un dialogo in cui entrambi sono determinati a salvare ciò che hanno di più caro: la Chiesa, la vita di una ragazza. E al tempo stesso ci mostra come le lunghe storie di errori e di violenza non hanno necessariamente un finale già scritto; bisogna avere il coraggio di dire basta e di agire.Mariapia Veladiano, laureata in filosofia e teologia, ha lavorato per più di trent'anni nella scuola, prima come insegnante e poi come preside. Il suo primo romanzo, La vita accanto, ha vinto il Premio Calvino ed è arrivato secondo al Premio Strega nel 2011. Guanda ha pubblicato il suo saggio Parole di scuola e i romanzi Una storia quasi perfetta, Lei (su Maria di Nàzaret), Adesso che sei qui (vincitore del Premio Flaiano 2021), Quel che ci tiene vivi e Il tempo è un dio breve. Collabora con la Repubblica, Avvenire, L'Osservatore Romano e con la rivista Il Regno.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Le news settimanali sono talmente entusiasmanti che siamo finiti a resuscitare un evergreen che ci segue da 15 anni ormai. Possiamo ufficialmente sostituirlo alle news meme su Silksong, ora che è davvero uscito. Ma ci crediamo? BOH.Se volete possiamo anche deprimerci con altre news sull'IA che sta invadendo qualsiasi ambito dello sviluppo, oppure torniamo sui licenziamenti contro chi si sindacalizza, o addirittura cerchiamo di capire perché in una generazione piena di remake e remaster il popolo spende più per i primi rispetto ai secondi. Altrimenti possiamo parlarvi un po' di un gioco uscito da poco su cui uno di noi ha circa 900 ore. Qualcosa ci inventeremo.Per il #mustalk vi chiediamo: secondo voi in un mercato ormai in piena fase di saturazione, cosa deve inventarsi Half Life 3 per rispettare aspettative fuori da ogni logica e controllo? Ditecelo in un commento!LINKNuovo aggiornamento di Animal Crossing - https://tinyurl.com/2y2ne546Japan vs Open AI - https://tinyurl.com/2aqhmjoyPerché Agent non è uscito - https://tinyurl.com/2bq3s8etRockstar licenzia dev che volevano sindacalizzarsi - https://tinyurl.com/24ujfefmNintendo vince una causa contro la pirateria (questa volta decentemente) - https://tinyurl.com/2y2so7dcEA spinge l'AI nei suoi studi - https://tinyurl.com/2as89xxwSi avvicina Half Life 3? - https://tinyurl.com/2245g9e5Laggente spende più sui remake rispetto alle remaster? - https://tinyurl.com/29loczr8PAROLA DI BAFFOMouthwashing [Steam] - https://tinyurl.com/ykqk485eGame Dev Tycoon [Steam] - https://tinyurl.com/uf3st2jUNISCITI ALLA COMMUNITY❤️ Telegram: https://t.me/MustacchiLive Discord: https://discord.gg/QH92JWVfA5TUTTI I NOSTRI LINK
Comunicazione Non Violenta con Davide - Episodio s4-e07 TLDR In questa puntata Davide ci introduce alla Comunicazione Non Violenta (CNV), il metodo sviluppato da Marshall Rosenberg per costruire connessioni autentiche con noi stessi e con gli altri. Il cuore della CNV sono quattro passi: Osservare i fatti senza interpretazioni Riconoscere i propri sentimenti Identificare i bisogni sottostanti Formulare richieste concrete Emanuele e Francesco hanno lavorato su esempi concreti delle loro vite, e devo dire che è stato più difficile del previsto. Hanno scoperto che dietro la rabbia c’erano delusione e solitudine, e che bisogni di riconoscimento, supporto e complicità non venivano soddisfatti. Davide ci ha lasciato con un’immagine potente: la CNV è una zattera per attraversare il fiume del nostro retaggio culturale. Non è il punto di arrivo, ma lo strumento per raggiungere l’incontro vero con l’altro. In Sintesi Davide fa parte del gruppo Realmen dell’Emilia-Romagna e negli ultimi anni si è appassionato profondamente alla Comunicazione Non Violenta. Tutto è iniziato nel 2020 con un libro trovato sulla scrivania del fratello: Preferisci avere ragione o essere felice? di Marshall Rosenberg. Colpito dalla frase ogni azione umana nasce dal desiderio di soddisfare un bisogno, ha iniziato a studiare, fare corsi, leggere, e ora condivide questo strumento con altri. La struttura della CNV La Comunicazione Non Violenta si sviluppa su tre ambiti che formano un triangolo: Autoconnessione: la capacità di ascoltarsi e comprendere cosa accade dentro di sé Espressione onesta: condividere con l’altro quello che si sta vivendo Ascolto empatico: aiutare l’altro a rivelare cosa sta vivendo Per muoversi in questi tre ambiti Rosenberg ha identificato quattro passi: Osservazione, Sentimenti, Bisogni e Richieste. I quattro passi applicati Davide ci ha chiesto di condividere esempi concreti per lavorarci sopra. Manu ha raccontato di una dinamica tipica di casa sua: a fine pranzo quando si alza per fare il caffè non dice nulla, ma puntualmente la madre chiede “qualcuno mette sul caffè”? - è una cosa che lo infastidisce perché sente che il suo contributo e la sua iniziativa non vengono visti. Ho condiviso un episodio recente: ero fuori con degli amici, e uno di loro ha detto a mia moglie “tuo marito non conosce proprio il limite, esagera sempre”. E lei ha risposto “è proprio così, non conosce il limite”. Questo mi ha dato molto fastidio. Osservazione: distinguere i fatti dalle interpretazioni Il primo passo è descrivere quello che è successo oggettivamente, come se lo registrasse una videocamera. Nel mio caso: “Il mio amico ha detto a mia moglie ’tuo marito non conosce il limite, esagera’ e lei ha risposto ‘è proprio così, non conosce il limite’”. Davide è stato molto chiaro su questo: se avessi aggiunto “sbottando” o “con tono negativo” sarei già entrato nelle mie interpretazioni. L’osservazione deve rimanere pulita dai giudizi. Sentimenti: riconoscere le emozioni vere Qui è emersa una distinzione fondamentale. Quando ho detto che mi sentivo “offeso, sminuito, non compreso, calunniato”, Davide mi ha fermato. Questi non sono sentimenti veri, sono pseudo-sentimenti. Perché quando dico “mi sento offeso” sto implicitamente dicendo che qualcuno mi sta offendendo - sto dando la responsabilità all’altro. I sentimenti veri parlano di me, non dell’altro. Manu ha detto “infastidito, irritato” - quelli sì sono sentimenti. Io, andando più a fondo, ho riconosciuto che sotto c’erano delusione, rabbia, ma anche solitudine. Bisogni: identificare cosa manca I bisogni sono universali, presenti in ogni essere umano. Rosenberg li chiamava “la scintilla del divino” in noi. E qui viene il punto cruciale: i bisogni sono tutti ugualmente importanti. Non esistono bisogni di Serie A e bisogni di Serie B. Nel caso di Manu, i bisogni erano: fiducia, riconoscimento, essere visto nel suo contribuire. Nel mio caso, Davide ha identificato: bisogno di supporto, di complicità, di essere visto per chi sono davvero. E questo mi ha colpito, perché è vero. In quel momento mi sono sentito solo, volevo che mia moglie fosse dalla mia parte. Davide ha fatto anche un’osservazione importante: probabilmente mia moglie in quel momento aveva lo stesso bisogno - voleva supporto, voleva che io capissi le sue paure quando faccio cose che lei considera spericolate. Stesso bisogno, strategie completamente diverse. Richieste: il passo più difficile La richiesta deve essere concreta, misurabile, nel presente, e soprattutto aperta al “no”. Altrimenti non è una richiesta, è una pretesa. Manu avrebbe potuto chiedere a se stesso di comunicare prima (“metto su il caffè, chi lo vuole?”), oppure chiedere a sua madre: “Sei disposta la prossima volta ad aspettare qualche minuto prima di chiederlo?” Nel mio caso, la richiesta istintiva sarebbe stata “ma la smetti di rompere?” - che ovviamente non funziona perché chiedo all’altro di NON fare qualcosa. Le richieste devono essere positive, chiedere di fare qualcosa. Davide mi ha suggerito: “Tesoro, quello che hai detto mi ha toccato. Possiamo parlarne dopo? Voglio farti capire come mi sono sentito. Come ti senti quando ti dico questo?” La resistenza Devo essere onesto: in quel momento della conversazione ho realizzato che non ero disponibile a fare quella richiesta. Nella dinamica che ho con mia moglie, quella frase sarebbe stata un assist per aprire un altro conflitto. Lei mi avrebbe risposto che non accetto le critiche, che voglio essere perfetto ecc. Me ne sono uscito da questa conversazione sentendomi sconfitto. Non perché la CNV non sia valida, ma perché ho capito che quella montagna per me oggi è troppo ripida. Ho bisogno di gradualità, di partire da cose più semplici. La zattera e il fiume Davide ci ha lasciato con un’immagine bellissima. Immaginate un luogo sacro dall’altra parte di un fiume. Per arrivarci dovete attraversare il fiume, e per farlo usate una zattera. Ma una volta arrivati dall’altra parte, non ha senso continuare a portarvi la zattera sulle spalle. La CNV è quella zattera. Il fiume sono le acque del nostro retaggio culturale, del modo in cui siamo abituati a comunicare e che ci impedisce di arrivare all’incontro vero con l’altro e con Dio. La CNV non è il fine, è lo strumento. E come ogni strumento serio - lo studio, l’agricoltura, qualsiasi mestiere - richiede tempo, dedizione, pratica. Non si può improvvisare. Ma Davide ci ha convinti di una cosa: vale la pena provarci. Esercizio pratico Davide ci ha lasciato con un esercizio semplice ma potente: appena sveglio, quando pensi “oggi DEVO fare questa cosa”, fermati e sostituiscilo con “scelgo di fare questa cosa perché…”. La risposta a quel “perché” è un bisogno. E scoprirai che è sempre così - c’è sempre un bisogno dietro. O scoprirai che quella cosa proprio non la devi fare, e allora devi cambiare qualcosa nella tua vita. Buon lavoro! Fra Frasi più significative “Ogni azione che noi compiamo è mossa dal desiderio di soddisfare un bisogno, anche le più tragiche azioni che l’umanità compie.” - Davide citando Rosenberg “Il sentimento è quella spia che mi dice quando qualcosa funziona o non funziona, è il modo in cui il mio corpo mi comunica se a livello dei bisogni sono soddisfatto o non soddisfatto.” - Davide “C’è una differenza abissale tra dire ‘mi sento offeso’ e dire ‘sono deluso’. Dentro c’è questa delusione e questo parla di te, parla di Francesco in questo momento.” - Davide “In definitiva il bisogno profondo io lo riassumo nell’amare e nell’essere amato. E questa cosa del maschile è molto legata all’essere all’altezza.” - Manu Risorse aggiuntive Organizzazione ufficiale A chi piace andare dritto alla fonte, ad oggi nel mondo la CNV è portata avanti ufficialmente dal Center for Nonviolent Communication, l’organizzazione fondata da Marshall Rosenberg. Libri I libri sulla CNV li trovi su Centro Esserci. Il “manuale” di riferimento è “Le parole sono finestre oppure muri” di Marshall Rosenberg. Corsi e formazione in Italia Centro Esserci - Libri, corsi in presenza e online Connecting2Life - Corsi e percorsi di CNV Comunicazione Non Violenta Italia - Associazione italiana per la CNV Strumenti pratici Elenco di sentimenti e bisogni - Un elenco (tra i tanti) che aiuta a costruire un vocabolario per identificare sentimenti e bisogni nella pratica della CNV.
È NATO IL NUOVO PODCAST DI MARCELLO FORCINA... PER SEGUIRLO, CLICCA QUI SOTTO!
Il nuovo romanzo di Patrick Mancini, raccontato a Lolly Camèn.Prendete un po' di thriller, un po' di vissuto personale nelle vesti del DOC (disturbo ossessivo compulsivo), un po' di romanzo. Mescolate il tutto e potrete leggere la nuova bomba scritta da Patrick.Ascolta il suo podcast.
In tutta i Italia i tanto odiati autovelox sono a rischio di spegnimento dal prossimo ottobre se il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non farà un decreto attuativo entro il 19 agosto per avviare il censimento delle apparecchiature da parte di Comuni, Province e Regioni: successivamente avranno due mesi di tempo per inviare i dati a Mit.
Il terremoto della Kamchatka del 2025 ha scosso non solo l'Estremo Oriente russo, ma anche il mondo intero. Con una magnitudo di 8,8, è stato uno dei terremoti più potenti registrati nella storia recente. Ha provocato uno tsunami, l'attivazione del vulcano Klyuchevskoy e ha ricordato che il Pennacchio magmatico Siberiano sta dando segnali allarmanti. Ciò che fino a poco tempo fa era considerato una previsione scientifica, ora sta diventando realtà.Ma la Kamchatka è solo la punta dell'iceberg. Mentre l'attenzione dei media era concentrata sulle scosse sotterranee nell'Estremo Oriente, sul pianeta si verificavano altri eventi non meno allarmanti: – A Singapore, nel centro della città, si è improvvisamente formato un gigantesco cratere. – Nelle Filippine, il tifone "Co-Mai" ha costretto all'evacuazione di centinaia di migliaia di persone. – In Kazakistan e Russia, venti uragani hanno spazzato via tetti e linee elettriche. – In Bielorussia e Germania, i temporali hanno causato inondazioni e frane. – L'Europa meridionale è stata nuovamente colpita da incendi: Turchia, Grecia, Italia e Portogallo hanno dovuto affrontare incendi di vaste proporzioni.Tutti questi eventi sono anelli di una stessa catena. Assistiamo a un aumento dell'attività sismica, a tempeste estreme, inondazioni e incendi, ma continuiamo a ignorare fatti evidenti.Oggi più che mai è importante seguire i fatti, monitorare le tendenze e cercare soluzioni reali. Altrimenti, la prossima scossa potrebbe cogliere tutti di sorpresa.
Giorgia Meloni saluta “con grande soddisfazione” l'approvazione della Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Parole solenni, da capo di governo che onora il mestiere di chi racconta il mondo rischiando la vita. Eppure basta scorrere la cronaca di questi mesi per inciampare nella domanda che spezza la retorica: anche quelli uccisi a Gaza rientrano nella memoria istituzionale della premier Meloni? Dal 7 ottobre 2023, secondo i dati del Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ), almeno 238 giornalisti palestinesi sono stati uccisi sotto i bombardamenti israeliani mentre documentavano, fotografavano, testimoniavano. La strage silenziosa che accompagna il genocidio non trova spazio nei comunicati ufficiali del governo. Eppure erano giornalisti, esattamente come quelli celebrati dalla nuova legge italiana. Stavano facendo il loro lavoro. Esattamente come quelli di cui si onora il coraggio. Il dubbio non è retorico, è politico. Dopo il risveglio tardivo di Palazzo Chigi davanti alle bombe sulle chiese cristiane, ci si chiede se davvero ci sarà anche un secondo scatto di coscienza. Sarebbe un miracolo, di questi tempi. Riconoscere il sacrificio dei reporter palestinesi significherebbe smentire l'alleato Netanyahu, rompere la linea dell'equidistanza pavida, spezzare il silenzio complice. Ma la memoria, si sa, è un muscolo politico selettivo. Funziona bene quando non disturba i rapporti internazionali, meno quando nomina i carnefici. Così il governo che celebra i giornalisti uccisi, dovrebbe includere quelli fatti a pezzi dai suoi alleati. Altrimenti il rispetto per il giornalismo resta confinato ai comunicati stampa. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Maracanà con Marco Piccari Ospiti: Ceccarini:" Il Milan non è ritardo sul mercato ma ha le idee chiare. Sancho e Conceicao il doppio colpo della Juve. L'Inter per Calha vuole 30 milioni altrimenti rimane, questione lunga."
Maracanà con Marco Piccari Ospiti: Ceccarini:" Il Milan non è ritardo sul mercato ma ha le idee chiare. Sancho e Conceicao il doppio colpo della Juve. L'Inter per Calha vuole 30 milioni altrimenti rimane, questione lunga."
Sei alla ricerca di un'avventura che ti porti lontanodalla routine quotidiana, anche solo per un'ora? Gli escape game potrebberoessere la soluzione perfetta! Questi giochi offrono un'esperienza coinvolgente,stimolante e un'opportunità unica per mettere alla prova le tue abilità diproblem-solving con amici o familiari. Oggi, esploreremo Mini Escapes:Viaggio in Antartide, un gioco che promette di trasportarti nel freddo emisterioso continente antartico. E, vista la torrida estate che stiamo vivendo,è proprio perfetta … o forse no? Uno dei grandi vantaggi degli escape game è la lorocapacità di stimolare il pensiero critico e la collaborazione. Ogni enigmarisolto è una piccola vittoria condivisa, che rafforza lo spirito di squadra eregala momenti di pura soddisfazione. Inoltre, l'ambientazione e la trama bencostruite possono offrire una vera e propria fuga dalla realtà, immergendoti inmondi lontani e avvincenti. Tuttavia, Mini Escapes: Viaggio in Antartidepresenta alcune pecche che non possono essere ignorate. Ci sono errori neglienigmi e spiegazioni poco chiare che possono risultare frustranti. Questidifetti compromettono l'esperienza complessiva, interrompendo il flusso delgioco e talvolta lasciando i partecipanti confusi e demotivati. Quando glienigmi non sono ben strutturati o le istruzioni non sono precise, l'avventurarischia di trasformarsi in un'esperienza frustrante anziché divertente. In conclusione, mentre Mini Escapes: Viaggio inAntartide offre un'ambientazione interessante e un'opportunità per sfuggirealla realtà, è importante essere consapevoli delle sue limitazioni. Se volessisuperare qualche ostacolo inatteso, potresti comunque trovare in questo giocoun'esperienza piacevole. Altrimenti, potrebbe essere meglio scegliere un altroescape game che garantisca un'avventura più fluida e coinvolgente.
Puntata a cura di Untimoteo. Ispirata all'omonimo fumetto di Garth Ennis (The Boys), la serie Preacher parla di un anomalo predicatore texano in lotta con i propri demoni interiori. Letteralmente. In compagnia dell'imprevedibile fidanzata Tulip e del vampiro punk Cassidy, il nostro parte alla ricerca di Dio. Inseguito da redneck omofobi e razzisti, vecchie streghe, un assassino di santi, angeli, diavoli e una santa madre chiesa intenzionata a fare fuori tutti i rivali. Una storia piena di violenza, particolari disgustosi e colpi bassi: se non vi spaventa il politicamente scorretto, se non vi disturba vedere la religione messa alla berlina e se siete in cerca di un'avventura dissacrante, Preacher fa decisamente al caso vostro. Altrimenti statene alla larga!“1 classico in 2” è uno dei format del podcast di Mondoserie: conversazioni a due voci su serie che hanno segnato l'immaginario.Abbiamo parlato di The Boys qui: https://www.mondoserie.it/the-boys/ Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Per la dimensione di impresa strutturata che naviga le complessità del mercato attuale, fare innovazione digitale non è un'opzione, ma una necessità strategica per la sopravvivenza e la crescita nel 2025. Non si tratta semplicemente di adottare nuove tecnologie, ma di orchestrare una profonda trasformazione che coinvolge l'intera organizzazione, la sua cultura e il mindset collettivo. Molte delle riflessioni e delle strategie qui presentate traggono ispirazione e approfondimento dai temi discussi in questo episodio del podcast Digital Marketing Mentality. Questo articolo distilla cinque lezioni fondamentali, nate da esperienze dirette nel campo della consulenza, per guidare la tua azienda attraverso un percorso di innovazione digitale e organizzativa che sia sostenibile ed efficace. L'obiettivo è fornirti spunti concreti per fare innovazione nella tua azienda non come un'iniziativa isolata, ma come una capacità intrinseca e diffusa. Lezione 1: La Tecnologia è un Acceleratore, Non la Soluzione Unica per Fare Innovazione nella Tua Azienda. Nella tua organizzazione, l'impulso a investire massicciamente in tecnologie avanzate, come l'Intelligenza Artificiale, è forte e spesso giustificato dalla promessa di efficienze e nuovi vantaggi competitivi. Tuttavia, è cruciale comprendere che la tecnologia, per quanto potente, agisce primariamente come un acceleratore di processi e capacità esistenti. Non può, da sola, risolvere disfunzioni organizzative profonde, colmare lacune culturali o sostituire una strategia chiara per fare innovazione. Affinché l'innovazione digitale produca valore tangibile, deve essere innestata su un terreno fertile: processi ben definiti, una cultura aperta al cambiamento e persone formate e motivate. Altrimenti, il rischio è di implementare soluzioni costose che non vengono adottate o che, peggio, complicano ulteriormente le dinamiche operative. Per fare innovazione nella tua azienda in modo strategico, la tecnologia deve seguire, o al massimo accompagnare, una riflessione critica sulla struttura organizzativa e sulle reali esigenze. Molte iniziative per fare innovazione nelle aziende falliscono proprio per questa errata priorità. È necessario, quindi, stabilire delle "regole" interne per la valutazione e l'adozione tecnologica, sempre subordinate agli obiettivi di business e alla capacità organizzativa di assorbirle. Lezione 2: L'Ascolto Attivo del Tuo Ecosistema Interno: La Base per un'Innovazione Digitale Sostenibile. Prima di intraprendere qualsiasi percorso di innovazione digitale su larga scala, è imperativo che la tua impresa dedichi tempo e risorse all'ascolto attivo del proprio ecosistema interno. Questo significa andare oltre i sondaggi di routine e implementare meccanismi strutturati di audit interno, capaci di far emergere i veri "pain point" e le opportunità latenti ("gain point") a tutti i livelli dell'organizzazione. Nel caso di una consulenza presso una grande azienda B2B dell'area EMEA, un nuovo Sales Director aveva l'obiettivo di fare innovazione per rivitalizzare un team commerciale. L'analisi iniziale, però, rivelò criticità profonde: demotivazione diffusa, metodi di lavoro obsoleti risalenti a decenni prima, mancanza di collaborazione e persino una concorrenza interna dannosa. Questi non erano problemi risolvibili con un semplice innesto tecnologico. Solo attraverso un ascolto strutturato, coinvolgendo i manager di linea e le figure chiave, si è potuta ottenere una fotografia realistica, base indispensabile per qualsiasi strategia di innovazione digitale che miri a essere sostenibile. Per l'impresa strutturata, questo implica spesso superare silos dipartimentali e promuovere una comunicazione trasparente. Fare innovazione nella tua azienda richiede questa apertura e onestà intellettuale. La cultura dell'ascolto deve diventare una "regola" non scritta, ma praticata. È fondamentale fare innovazione nella tua azienda partendo da una solida compr...
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Tedeschi:" Per la Samp era prevedibile. Ricominciamo dai tifosi." Bonetti:" Ora non bisogna lasciare altrimenti la Samp rischia il fallimento." Paganini:"Alla Samp sono mancati i dirigenti. Serve Marino."
Penna e Calamai di Luca Calamai:" Su Baroni serve chiarezza. Conte e ADL devo progettare un futuro per alzare l'asticella altrimenti Conte va via. Inzaghi se non vince niente va confermato."
Il piano dell'AD: provare a non prendere nessuno come DS per mantenere il #milan nello status ideale per lui #acmilan #milannewsDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Emilio Radice"Oltre il confine della paura"Viaggio in moto nell'Afghanistan dei TalebaniNeos Edizioniwww.neosedizioni.it “In Afghanistan con la motocicletta. Era un sogno che avevo da quando ero ragazzo e ho capito che avrei potuto realizzarlo soltanto il 15 agosto del 2021, quando i talebani occuparono Kabul e gli americani furono costretti a una fuga convulsa”. Emilio Radice, giornalista, viaggiatore e motociclista di lungo corso, nell'aprile del 2023 decide di provare a entrare nel Paese in sella alla sua Aprilia Tuareg 660. Attraversa l'Anatolia, il Kurdistan iraniano, il Belucistan persiano, fino a Mashhad, alle porte con l'Afghanistan. Da qui, non senza difficoltà, ottiene il visto per accedere nel Paese dei talebani. In sella alla moto segue quello che resta della statale A1, l'unica strada afghana che permette oggi di attraversare un Paese reduce da quarant'anni di guerre e conflitti interni. Scoprendo, tappa dopo tappa, la storia e le bellezze millenarie di questa terra, crocevia tra cultura occidentale e orientale. Herat, con il suo castello e i minareti del Mosallah, quindi Kandahar, Bamiyan, Kabul, l'Hindukush.Nei piccoli villaggi Emilio Radice trova la povertà estrema, la discriminazione, il fondamentalismo, la diffidenza dei talebani, ma superati i primi ostacoli scopre una popolazione accogliente, mossa da una profonda dignità, un popolo orgoglioso e determinato a mostrare di sé una veste inedita.Il volume è corredato da un ampio album fotografico accessibile tramite Qrcode. Emilio Radice, romano, settantacinque anni, è stato giornalista a “Paese Sera” e poi a “La Repubblica”, attivo in specie sul sociale (manicomi, carceri, lotta alla droga). È autore di due programmi radiofonici Rai, Altrimenti insieme e Il triangolo d'oro, e ha pubblicato Rose al veleno (stalking) e Cocaparty per Bompiani. Come reporter per l'inserto “Viaggi di Repubblica” ha visitato molti Paesi del mondo, ma la sua passione sono i lunghi e solitari viaggi in motocicletta scegliendo il Medio Oriente e il Centro Asia come luoghi di predilezione. Senza tour operator e prenotazioni, fedele al principio che un buon viaggio si costruisce giorno per giorno, è stato fra l'altro nel Kurdistan iracheno, in Siria, Georgia, Armenia, Russia, Kazakhistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Azerbaijan, più volte in Iran e, in ultimo, in un Afghanistan appena uscito dalla guerra e dominato dai talebani. IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8145OMELIA II DOM. DI PASQUA - ANNO C (Gv 20,19-31) di Don Stefano Bimbi Oggi il Vangelo ci mette davanti a un'immagine potente: le porte chiuse. I discepoli sono chiusi in casa. Non per comodità, ma per paura. Paura dei Giudei di fare la fine di Gesù, paura forse anche di sé stessi, per essere scappati via ed aver abbandonato il Figlio di Dio. Potrebbe essere che anche noi ci sentiamo così. Chiusi in qualche stanza interiore. Bloccati da dubbi, da delusioni, da una fede che a volte non sentiamo più. Oppure feriti, scoraggiati, arrabbiati con Dio, o semplicemente stanchi. Ed è lì, esattamente lì, che Gesù entra. Non bussa. Non rimprovera. Non dice: "Ehi, dove eravate quando ero sulla croce?". Entra. Si mette in mezzo. E dice: "Pace a voi". È la prima parola del Risorto. Non un'accusa, ma un dono. Non un "vi siete comportati male", ma un "sono qui per voi".Iniziamo a farci delle domande profonde. Dove nella mia vita sto tenendo le porte chiuse a Gesù? Ho il coraggio di lasciarlo entrare nella mia paura, nella mia confusione?Gesù nel Cenacolo fa un gesto strano ma essenziale: mostra le mani e il fianco. Non nasconde le ferite. Le ferite sono testimonianza della Passione e trofei della Resurrezione. Sono la prova che l'amore è sempre unito al dolore. Se vogliamo amare realmente dobbiamo essere pronti a soffrire per la persona amata. Lo sa bene una mamma che va a partorire. Lo sa ogni padre di famiglia che si sacrifica ogni giorno per dare sicurezza e benessere ai suoi cari.IL PERDONO DEI PECCATI ATTRAVERSO LA CONFESSIONECristo poi invia gli apostoli: "Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Non dice: "Aspettate quando sarete più preparati e vi sentirete pronti". Li manda così come sono, ma pieni di Spirito Santo. La forza viene da Dio, non dalle capacità dei singoli apostoli. Tra l'altro la parola "apostolo" in greco significa "inviato". Per cosa Gesù invia gli apostoli nel mondo? Per portare la sua Parola e i sacramenti, segni efficaci della Grazia di Dio. Dice Gesù ai dodici: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati". Gesù dona lo Spirito Santo per rimettere i peccati. Da notare che il Signore stabilisce che il perdono dei peccati deve passare dalla Chiesa che, non a caso, è apostolica. E non dice: "A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, ci penserò io direttamente". Ma dice: "A coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati". L'insegnamento è chiaro. Chi vuole essere perdonato non può dire: "Non mi fido della Chiesa e poi i sacerdoti sono più peccatori di me, quindi io mi confesso direttamente da Gesù". Assolutamente no. No Chiesa? No confessione al sacerdote? Niente perdono dei peccati. Il Vangelo non poteva essere più chiaro di così!TOMMASO APOSTOLOPoi arriva Tommaso. Lui non era lì con gli altri la prima volta che è apparso Gesù risorto. Non ci sta a credere solo per sentito dire. Vuole toccare. Vuole vedere. E Gesù non si scandalizza. Anzi, otto giorni dopo torna, entra ancora a porte chiuse, e dice la stessa cosa: "Pace a voi". Poi si rivolge proprio a lui: "Metti qui il tuo dito... e non essere incredulo, ma credente". Gesù non ha paura del nostro dubbio. Lo incontra.Ciascuno di noi deve chiedersi se sta davvero cercando Dio, se approfondisce i temi della fede o è fermo a quello che ha imparato da piccolo. Avere un padre spirituale e fare un cammino di fede è essenziale per fare passi avanti. Altrimenti nella vita spirituale, se non si va avanti, si va indietro.Tommaso tocca, vede, e non dice: "Ah, ok, ora ho la prova, avevano ragione gli altri ora gli chiedo scusa". No, dice: "Mio Signore e mio Dio!". È un grido d'amore. È il momento in cui la Fede diventa un rapporto personale. Non più solo teoria. È relazione con Gesù.Dobbiamo chiederci se anche noi diciamo con Tommaso e nella verità: "Mio Signore e mio Dio". Oppure la nostra Fede è ancora solo una cosa esterna, fatta di abitudini?Il Vangelo di questa domenica in Albis ci chiama a fare pace con la nostra paura, a credere anche con le ferite addosso, a non avere vergogna dei nostri dubbi, ma soprattutto a fidarci di un Dio che continua a entrare, anche quando le porte sono chiuse.Beati noi - dice Gesù - se crediamo anche senza vedere. Beati noi se lo lasciamo entrare, ogni volta, anche nella penombra della vita di ogni giorno.SANT'IGNAZIO DI LOYOLAConcludiamo con una storia vera, di un uomo che non cercava affatto Dio, ma che lo ha incontrato proprio quando le speranze erano finite e tutto sembrava crollare.Il suo nome è Ignazio di Loyola. Da giovane non aveva nessuna intenzione di diventare santo. Era un nobile, un cavaliere. Gli interessavano la gloria, la fama, le armi e le donne. Voleva spaccare il mondo, essere ammirato, vincere battaglie. Non c'era spazio per la fede vera. Era cristiano di nome, come tanti oggi, ma il centro della sua vita era lui stesso. Poi, in una battaglia a Pamplona, fu gravemente ferito da una cannonata. Tutto crollò in un attimo. Costretto a letto per mesi, solo, immobile, con il futuro distrutto. Le sue "porte" erano chiuse: quelle dei sogni, della carriera, delle certezze. Ma lì, in quella stanza ferma, buia, noiosa, Ignazio cominciò a leggere. Cercava romanzi cavallereschi, ma trovò solo una Vita di Cristo e un libro sui Santi. All'inizio li leggeva per passare il tempo, poi… qualcosa cominciò a toccarlo.Ogni volta che immaginava le imprese dei cavalieri, si esaltava… ma poi gli restava dentro un vuoto. Ogni volta che pensava a vivere come San Francesco o come Sant'Agostino, invece, sentiva una pace nuova, più profonda. Fu il primo segnale.Non una visione, non un miracolo, ma un cambiamento dentro. Era Gesù che entrava, come nel Cenacolo, a porte chiuse. E da lì iniziò un cammino lungo, difficile, fatto anche di cadute, dubbi, lotte interiori. Ma quello che Ignazio cercava nel mondo, finalmente lo trovò in Cristo: la vera grandezza, la vera libertà, la vera gioia.E cosa disse alla fine della sua vita? "Prendete, Signore, e accettate tutta la mia libertà, la mia memoria, la mia intelligenza e tutta la mia volontà… a voi, Signore, restituisco tutto."Un uomo che voleva comandare su tutto, alla fine si consegna a Dio con tutto sé stesso. Questo è il potere dell'incontro. Questo è ciò che accade quando Cristo entra nonostante le porte chiuse.Anche noi, come Ignazio, abbiamo i nostri sogni, i nostri castelli, i nostri dubbi. Ma forse proprio lì, dove tutto sembra fermarsi, Cristo ci aspetta per cominciare qualcosa di nuovo. Oggi, se avremo il coraggio di dire come Tommaso: "Mio Signore e mio Dio", se ci fidiamo di quel "Pace a voi", anche noi possiamo cambiare rotta, ricominciare da dentro.Non è mai troppo tardi per incontrare Cristo. Lui entra anche se noi non lo stiamo cercando. Anzi, spesso entra proprio allora. Basta che noi lo riconosciamo come nostro unico salvatore!
I LeadEretici e le LeadEretiche sono persone un po' “strane”, ormai l'avete capito. Altrimenti dove sarebbe l'eresia se dicessero e facessero cose che fanno tutti?E il protagonista di questa puntata una cosa dal sapore eretico la fa: racconta fiabe. E voi direte: “ok, chi non ha mai raccontato una fiaba a un bambino?!”. Il punto è proprio questo, Claudio Tomaello le fiabe non le racconta ai bambini… ma agli adulti. E ne ha fatto un mestiere, che lo impegna moltissimo e lo porta ad attraversare l'Italia.“Le fiabe sono vere” scriveva Italo Calvino in Fiabe italiane. Offrono l'opportunità di scoprire nuove prospettive, approfondire la conoscenza di sé e lasciarsi ispirare da storie e insegnamenti che risuonano nel profondo.Grazie al potere delle parole e delle storie, strumenti millenari che parlano dell'essere umano e della sua evoluzione, Claudio – autore e narratore teatrale, che ama definirsi custode di Storie – mette la sua esperienza al servizio di chi desidera esplorare se stesso attraverso spettacoli teatrali, seminari e incontri. Ma in che senso racconta fiabe agli adulti? Perché e come lo fa? E che c'entra tutto questo con il lavoro, la leadership generativa e le organizzazioni? Lo raccontiamo in questa puntata.FOLLOW MELinkedIn: www.linkedin.com/in/robertofiorettoIG: www.instagram.com/leaderetici
In questo episodio di Dazebao, vi porto in Bosnia Erzegovina, un paese ai confini d'Europa dove cresce la tensione verso una possibile secessione. Mentre il mondo guarda ai colloqui tra russi e americani, a Sarajevo l'aria è pesante e Milorad Dodik sfida tutti, alimentando il sogno di separare la Republika Srpska. Ripercorriamo le radici del problema, dagli accordi di Dayton a oggi, e scopriamo come questa crisi potrebbe travolgere i Balcani e destabilizzare l'Unione Europea. Pronti per un salto nei Balcani? Ascoltate ora!Per un'analisi più approfondita, cercate Dazebao su Substack. E se vi va, scrivetemi su Instagram @dazebaopodcast o mandami un'email a dazebaopodcast@gmail.com. Altrimenti, ignorateci e passate avanti!
Di cosa si occupa il Professional Organizer?Che sintomi presenta "l'affanno collettivo"?Con Sara Mantovani (Professional Organizer, PR Consultant e Autrice) abbiamo esplorato questo mondo e questa figura professionale a partire dalla sua esperienza personale e imparato a conoscere meglio un potere che tutti possiamo coltivare: quello dell'organizzazione!Per approfondire
ROMA (ITALPRESS) - "È finito il mio lungo periodo in questa federazione, ed è finito in un momento in cui si stanno aprendo le candidature sia per il Cip che per il Coni. Personalmente ho un presidente, che si chiama Giovanni Malagò, e spero che continui a esserlo. Qualora non fosse il mio presidente, il mio prescelto rimane Luca Pancalli, nel caso si candidasse". È questo il pensiero espresso dall'ormai ex presidente della Fitarco, Mario Scarzella, in vista delle prossime elezioni per la presidenza del Coni.spf/gm
Ci sono poche certezze nella vita, e una di queste è che i genitori italiani dicono sempre le stesse cose. Non importa l'anno, la città o la situazione: certe frasi si tramandano di generazione in generazione, come un vecchio disco che non smette mai di suonare. Dalla tavola all'ufficio postale, dai viaggi al supermercato, ecco un viaggio nelle espressioni che tutti abbiamo sentito (e che, prima o poi, forse, finiremo per ripetere). Le Espressioni dei Genitori più comuni ... In Ogni Contesto! Ecco una raccolta delle frasi più iconiche che ogni genitore italiano ha pronunciato almeno una volta. Se ne riconoscete qualcuna… beh, siete cresciuti bene! Al Supermercato "Siamo venuti solo per il latte, eh!" (Mezz'ora dopo, il carrello è pieno). "Ti giuro che la prossima volta ti lascio a casa con la nonna!" (Spoiler: non succede mai). "Non toccare niente che poi si rompe e ce lo fanno pagare!" "No, la marca del supermercato è uguale, fidati, è solo senza pubblicità." "Niente merendine con il pupazzetto dentro ho detto!" "Lascia stare il carrello, che lo spingi sempre addosso alla gente! Così ci arrestano" "Perché i commessi cambiano sempre il posto di quello che mi serve? È una cospirazione!" "Dai, vai tu a prendere il latte! E non tornare dopo mezz'ora con le mani vuote perché non l'hai trovato!" "Perché le uova costano più di una cena fuori? A questo punto faccio prima ad allevarla io una gallina!" In Spiaggia 1. Sotto l'ombrellone: "Mettiti la crema! Ti vuoi bruciare come un peperone?" "Non stare sempre attaccato al telefono, guarda che bel mare!" (Sempre colpa del cellulare, vero?) "Questo vento porta via tutto, tra un po' voliamo anche noi!" "Bambini, potete andare un po' più in là a giocare con la palla? Altrimenti qui arriva tutta la sabbia!" 2. Al mare: "Non andare troppo lontano! Ti ho detto di stare dove tocchi!" "Esci subito dall'acqua, hai appena mangiato! Almeno tre ore, altrimenti ti si blocca la digestione!" "Attento alle onde! Non è che poi devo venire io a ripescarti?" 3. Con il cibo: "Non mangiare troppa anguria, che poi ti gonfi come un pallone!" "Ho fatto le cotolette, la pasta fredda e la parmigiana, perché in spiaggia si deve mangiare leggero!" "Non bere quell'acqua della bottiglia, è calda come una tisana!" 4. Con i bambini: "Raccogli i tuoi giochi, che mica siamo a casa!" "Ti ho detto di non lanciare la sabbia, finisce sempre negli occhi di qualcuno!" "L'estate prossima restiamo a casa!" 5. Il momento di andare via: "Dai, raccogliamo tutto… No, non puoi fare l'ultimo bagno, ne hai fatti già dieci!" "Aiutami a portare qualcosa, che non sono un mulo da soma!" Alle Poste "Speriamo che non ci sia fila..." (Entra, vede la folla, sospira rassegnato.) "Ma questi numeri li chiamano o li collezionano?" (Dopo aver aspettato 40 minuti senza progressi.) "Mi serviva solo un francobollo, mica un mutuo!" (Dopo aver impiegato mezz'ora per un'operazione banale.) "Ma come, apre solo uno sportello su cinque?!" (Dubbio esistenziale di ogni cliente delle Poste.) "Dove si ritira il pacco? Chiedo per il mio pronipote, che forse farà in tempo a riceverlo." "Signora, il bollettino si paga lì in fondo." "Mi scusi, dovrei ritirare una raccomandata." "No ma io ormai lo so... Quando vengo qui, non prendo altri impegni perché so già che passerò qui l'intera giornata" "Amore, vai a prendere il numerino... e pure un caffè, che tanto abbiamo tempo." "Eh ma ai tempi miei, almeno i postini consegnavano..." (Momento nostalgia inevitabile.) Al mercato "Questi pomodori sono italiani?" (Interrogatorio al fruttivendolo.) "Signora mia, ormai la verdura costa più dell'oro!" (Mentre compra 3 kg di zucchine perché “fanno bene”.) "Mi raccomando, niente pesche dure come sassi!" (Segue selezione tattile di ogni singolo frutto.)
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impalloemni:"Motta mi sembra spento." De Paola:" Conte ha offerto una soluzione a Kvara. Non vedo contraccolpi per l'Inter." Orlando:" Motta deve vincere il derby altrimenti sono guai." Braglia:" Leao deve diventare un grande giocatore oggi non lo è."
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: Il vero discepolo di Gesu'16 Gesù allora gli raccontò questa parabola: «Un uomo preparò un gran pranzo e invitò molta gente.17 Quando tutto fu pronto, mandò uno dei suoi servi ad avvertire gli ospiti che era tempo di presentarsi. 18 Ma tutti cominciarono a trovare delle scuse. Uno disse che aveva appena comprato un terreno e voleva andare a vederlo, perciò chiese di essere scusato se non accettava lʼinvito. 19 Un altro disse che aveva appena comprato cinque paia di buoi e voleva provarli. 20 Un terzo si era appena sposato e anche questa era unʼaltra buona ragione per non partecipare al banchetto.21 Il servo tornò dal suo padrone e riferì tutto ciò che gli avevano detto. Allora il padrone, adirato, gli ordinò di andare in fretta per le piazze e i vicoli della città ad invitare i mendicanti, i mutilati, gli zoppi e i ciechi. 22 Più tardi, il servo tornò e disse al padrone: “Signore, ho fatto come tu hai ordinato, ma cʼè ancora posto!”23 “Bene!” disse il padrone. “Allora esci di nuovo e vai per i viottoli di campagna e lungo le siepi, e costringi a venire tutti quelli che trovi, così la mia casa sarà piena. 24 Nessuno di quelli che avevo invitato dapprincipio assaggerà anche un solo boccone di ciò che ho preparato!”»25 Unʼimmensa folla seguiva Gesù. Egli si voltò e disse: 26 «Chi vuole seguirmi deve amarmi più di quanto ami suo padre, sua madre, sua moglie, i suoi figli, i suoi fratelli o le sue sorelle. Deve amarmi più della sua stessa vita, altrimenti non può essere mio discepolo! 27 E nessuno può essere mio discepolo, se non porta la sua croce e mi segue.28 Voi certo non cominciate a costruire una casa senza averne prima calcolato la spesa. Infatti, chi si accingerebbe ad una tale impresa, prima di aver fatto i preventivi ed essersi accertato di aver denaro sufficiente per pagare? 29 Altrimenti potrebbe riuscire a completare soltanto le fondamenta e poi uscire dai costi. Allora sì che tutti riderebbero di lui!30 “Vedete quello là?” direbbero con scherno. “Aveva cominciato quella costruzione, ma ha finito i soldi, prima di completare i lavori!”31 Oppure, quale re penserebbe mai di fare una guerra, senza averne prima parlato con i suoi consiglieri e aver discusso con loro se il suo esercito di diecimila uomini sia abbastanza forte da sconfiggere quello di ventimila del nemico, che gli sta marciando contro?32 Se vede che è impossibile, allora, mentre le truppe nemiche sono ancora lontane, il re manderà una delegazione, per discutere le condizioni di pace. 33 Allo stesso modo, nessuno può diventare mio discepolo, se prima non fa un attento calcolo di ciò che ha, e poi rinuncia a tutto per me.34 A che serve il sale se diventa insipido? 35 Se non è salato, non serve a niente, neppure come concime. Non vale niente e devʼessere gettato via. Ascoltate bene, se volete capire ciò che voglio dire!Support the Show.lascia un commentoSupport the Show.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Braglia:" Gasperini poteva andare solo alla Juve altrimenti meglio rimanere all'Atalanta:" De Paola:" !00 Milioni per Kvara sono irrinunciabili. ADL ha fatto un disastro unico." Orlando:" Ora l'Atalanta de vuole tenere Gasp deve comprare 3 giocatori e mantenere gli altri." Impallomeni:" L'Atalanta il prossimo anno deve lottare per lo scudetto."
In un mondo che corre veloce, dove il ticchettio dell'orologio scandisce i ritmi frenetici della vita quotidiana, la cultura italiana ci offre un ricco repertorio di espressioni che invitano al relax, per ricordarci l'importanza di trovare momenti di pausa e di piacere tra gli impegni di tutti i giorni. Come Esprimere il Relax in italiano 1. STACCARE LA SPINA Cosa succede quando si stacca la spina a un elettrodomestico? Smette di funzionare, e “si riposa”, no? Bene, la stessa cosa vale anche per noi esseri umani, in senso figurato. Questa espressione indica la sensazione di relax in cui è possibile estraniarsi e allontanarsi dal mondo esterno e ricaricare le proprie batterie e la propria energia. Esempio: Ogni volta che ho bisogno di staccare la spina, vado in montagna. 2. RICARICARE LE PILE Questa espressione significa fare una pausa per recuperare le energie perse. Come si fa con le pile scariche, che si attaccano alla corrente per dar loro nuova energia. Esempio: Questi ultimi mesi sono stati davvero stressanti. Adesso ho bisogno di ricaricare le pile prima di cominciare di nuovo! 3. FARE UNA PENNICHELLA La pennichella è il riposo che si fa nelle prime ore del pomeriggio (chiamato anche “pisolino”), dopo pranzo, generalmente di breve durata. Si può usare l'espressione “fare una pennichella” anche per altri momenti della giornata, ogni volta che si ha bisogno di qualche minuto con gli occhi chiusi per recuperare le forze. Esempio: Quando mi sento sopraffatta dal lavoro, faccio una pennichella e mi riprendo subito! 4. PRENDERSELA COMODA Questa espressione indica il fare tutto con molta calma, senza fretta, procrastinando il più possibile e riducendo al minimo lo stress. Esempio: Abbiamo chiuso l'affare con i nuovi clienti e abbiamo guadagnato un bel po'… Adesso possiamo prendercela comoda per qualche settimana. 5. RELAX TOTALE! Questa espressione enfatizza una sensazione di profondo relax, durante la quale non si vuole fare proprio nulla. Esempio: Finalmente sono arrivate le ferie! Da domani relax totale! Si dorme tutto il giorno e non si pensa al lavoro! 6. PERDERE LA COGNIZIONE DEL TEMPO Questa espressione indica l'essere in uno stato di tale rilassamento che provoca un disorientamento momentaneo: non ci si rende conto di che ore siano e di quanto tempo sia passato dall'ultima volta che un'attività è stata svolta. Esempio: L'altro giorno, nel pomeriggio, ho dormito così tanto che quando mi sono svegliata avevo perso proprio la cognizione del tempo. Pensavo che fosse già la mattina dopo! 7. ESSERE SULLE/TRA LE NUVOLE Guardare le nuvole da vicino provoca sicuramente una sensazione di relax, ad esempio quando siamo su un aereo. Questa espressione indica la sensazione di profondo relax in cui si è completamente lontani dal mondo e non ci si rende conto della realtà circostante. Come se non si vivesse più sulla Terra ma, appunto, tra le nuvole. Esempio: Sveglia! Ti sto parlando ma sembra che tu sia tra le nuvole! 8. MERITATO RIPOSO ! Questa è un'esclamazione usata quando si viene fuori da una situazione pesante e stancante e ci si sente di meritare del buon relax. Esempio: Aaaah! Finalmente abbiamo finito il video! Meritato riposo! 9. LASCIARSI ANDARE Questa espressione indica il “rilassarsi” nel senso di non pensare più a niente e cadere in una sensazione di abbandono totale. Esempio: Sei troppo tesa: lasciati andare per una volta! Vedrai che le cose si sistemeranno! 10. ANDARCI PIANO Questa espressione significa fare tutto con calma per non ritrovarsi stressati o, se lo si è, per ridurre al minimo lo stress. “Andarci piano con qualcosa” significa “procedere con moderazione”, “comportarsi con cautela”. Esempio: Ti stai preoccupando troppo in questo periodo… Vacci piano! Altrimenti la tua salute ne risente!
Analizziamo la giornata della politica italiana, partendo dalla mozione di sfiducia respinta nei confronti della ministra Daniela Santanchè, insieme a Barbara Fiammeri, commentatrice politica de Il Sole 24 Ore.Dalla Conferenza delle Regioni arriva una richiesta chiara al governo: abrogazione del titolo 1 comma 13 del dl Pnrr che taglia 1,2 miliardi di euro alle Regioni relativi a opere per la sicurezza sismica delle strutture ospedaliere, o un impegno formale per la reintegrazione dei fondi. Altrimenti le Regioni sono pronte a ricorre alla Corte Costituzionale. Con noi Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana. In Puglia un presunto caso di voto di scambio costringe alle dimissioni l'assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia. Gli aggiornamenti da Onofrio D’Alesio, corrispondente per Radio 24 dalla Puglia e giornalista di Cronache Tv.Ciclismo, brutta caduta per Vingegaard nella tappa dei Paesi Baschi. Ci racconta tutto il nostro Giovanni Capuano.
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: “Che passi questo calice da me”Gesù prega36 Allora Gesù li portò in un orto, detto Getsemani, e disse loro di sedere ed aspettare mentre andava avanti a pregare. 37 Prese con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, e cominciò a sentirsi angosciato e disperato.38 Poi disse loro: «La mia anima è oppressa dallʼorrore e dalla tristezza della morte… Restate qui… restate svegli con me!…»39 Li precedette di poco, poi cadde a faccia in terra e pregò: «Padre mio! Se è possibile, allontana da me questo calice di dolore! Ma sia fatta la tua volontà, non la mia».40 Poi tornò dai tre discepoli e li trovò addormentati. «Pietro», disse Gesù, «non siete neppure capaci di rimanere svegli con me per unʼora? 41 State svegli e pregate! Altrimenti sarete sopraffatti dalla tentazione. Perché senza dubbio lo spirito è pronto, ma il corpo è tanto debole!»42 Li lasciò di nuovo e tornò a pregare: «Padre mio! Se questo calice non può essere allontanato da me finché non lo abbia bevuto completamente, sia fatta la tua volontà!»43 Poi tornò dai discepoli e di nuovo li trovò addormentati, perché non erano riusciti a tenere gli occhi aperti.44 Così se ne ritornò a pregare da solo per la terza volta, ripetendo le stesse parole.45 Poi si avvicinò ai discepoli e disse: «Dormite pure e riposatevi. Ormai è giunta lʼora! Sono tradito e consegnato a degli uomini malvagi. 46 Su, andiamo. Ecco che arriva lʼuomo che mi tradisce!Support the showSupport the show
Carmelo Greco"La strada di Miriam"Scatole Parlantiwww.scatoleparlanti.it“Erano i sassi con cui si costruivano i viadotti. Nei rapporti familiari servivano talvolta ad affossare il tracciato, talaltra a renderlo sicuro per poggiarci i piedi. L'importante era che ci fosse riservato un tempo abbastanza lungo per trasformare l'incomprensione del passato nel perdono dell'oggi. Altrimenti non avremmo avuto nulla a contrasto del senso di colpa che, anzi, sarebbe aumentato insieme alla nostra età”.È Miriam a sostenerlo nella storia che lei racconta in prima persona. Una storia che si snoda in momenti digressivi e progressivi spiazzanti di cui, insieme a lei, protagonista è la strada. Non una strada qualunque, perché Miriam si muove in un mondo devastato da una apocalisse dove quello che conta, nel contesto pandemico che ha stravolto l'ordine morale e naturale delle cose, è la memoria e il suo unico punto di positività incarnato dal nonno. Sulla strada gli altri protagonisti sono le persone, il cui incontro determina un moto ad anello nel quale tutto sembra collegato e mai propaggine senza senso del disastro di un universo dove, in apparenza, avanza soltanto il deserto. Carmelo Greco è nato a Catania nel 1966. Laureato in Lettere moderne, è giornalista professionista e attualmente collabora come freelance per conto di testate che si occupano di tecnologia e digital economy. Ha scritto alcune opere teatrali rappresentate nell'Istituto Penitenziario di Siracusa, di cui tre confluite nella raccolta L'Italia e altre commedie (Edizioni di Pagina, 2016). È autore dei romanzi Le stagioni di Cavabella (Libromania, 2016) e Focara di Sangue (Fogliodivia, 2020), nonché della storia d'impresa Sui banchi del Salento (Rubbettino, 2019).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Utilizzare i taxi in Italia è un'esperienza conveniente e affidabile per spostarsi comodamente in città. In questa guida scoprirete come chiamare un taxi, cosa dire all'autista e come comportarsi durante il viaggio. Cosa dire e cosa fare quando si prende un taxi in Italia Se durante il vostro soggiorno in Italia vi serve un taxi, potete cercarlo in vari modi. 1 - Chiamare i numeri dedicati (basta cercare su Google) 2 - Usare una delle app dedicate 3 - Recarvi alle fermate dedicate, riconoscibili attraverso un cartello arancione Se siete in un albergo o un ristorante, potete chiedere a chi è in struttura di chiamare un taxi per voi, dicendo: Può chiamare un taxi (per me/noi) per favore? Se invece dovete chiamare voi, niente panico! L'importante è prepararsi prima: magari potreste memorizzare frasi fatte, come quelle che vedremo tra poco, o addirittura potreste scriverle, così da non dimenticarle! Per esempio, se vi serve un taxi subito, potete dire: Avrei bisogno di un taxi il prima possibile. Quando sarebbe possibile avere un taxi? Potrebbe mandare un taxi il prima possibile? Ovviamente, la persona dall'altro lato vorrà sapere più informazioni su dove siete: Mi trovo in via… (Roma, 9) / presso piazza… (San Carlo) / al ristorante… (Sfizio) a… (Napoli). Spesso non è necessario specificare la città. Generalmente non serve dire al telefono qual è la vostra destinazione. Però, se si tratta di una destinazione “facile” (come la stazione o l'aeroporto), potete aggiungerla. Per esempio: Salve, avrei bisogno di un taxi per l'aeroporto il prima possibile. Mi trovo in via Dante n 8. Se avete molta fretta, potete chiedere: Quanto tempo ci mette ad arrivare più o meno? Saprebbe dirmi all'incirca tra quanto tempo arriva? C'è molto da aspettare? Se invece volete prenotare un taxi per un giorno e un orario fissati, potete dire: Posso prenotare un taxi per il giorno … alle ore …? Vorrei prenotare un taxi per il giorno … alle ore … Ho bisogno di un taxi per il giorno … alle ore … Una volta che siete nel vostro taxi, dovrete dire all'autista dove volete andare: Mi può portare a… (alla stazione) / in via… (Roma), per favore? Mi porti a… (all'aeroporto) / in via… (dei Faggi numero 165), per favore. Vado / Devo andare / Ho bisogno di andare a… (al Colosseo) / in… (Piazza Navona), grazie. Se la vostra destinazione è un po' generica (come una piazza), avrete bisogno, una volta arrivati, di dare indicazioni al tassista su dove volete esattamente scendere: Scendo qui, grazie. Mi lasci qui, per favore. È proprio qui che devo andare, grazie. E infine, è il momento di pagare: Quanto le devo? Qual è il costo della corsa? (corsa = percorso di un mezzo pubblico) Posso pagare con carta / in contanti? La pago in contanti / con carta. Va bene? In Italia, poi, non è necessario, ma se volete, potete anche aggiungere la mancia per il tassista: Ecco la mancia! Tenga pure il resto (come mancia)! Detto questo, vediamo alcuni consigli su cosa fare e come comportarsi quando si deve prendere un taxi in Italia: 1. È possibile sapere in anticipo quanto pagherò la corsa? Non sempre. Ci sono delle tariffe fisse, ma di solito sono valide per percorsi specifici, come dalla stazione all'aeroporto o dal centro allo stadio. Altrimenti, potete chiedere al tassista: Quanto costa andare… (in centro / al Colosseo / al centro commerciale X) ? Qual è la tariffa per la corsa da qui a… ? (tariffa = prezzo fisso per un determinato servizio) Ha un'idea di quanto mi verrebbe a costare la corsa per… ? 2. L'indirizzo Se non vi sentite completamente a vostro agio con il vostro italiano, vi consiglio di preparare l'indirizzo in anticipo. Cercate di perfezionare la pronuncia il più possibile, così che sia chiaro al tassista quando glielo dite. E non dimenticate di imparare i numeri!
Abbiamo un problema: non siamo capaci di accettare, gestire e affrontare l'incertezza. Eppure, essa è un ingrediente essenziale della vita. ⬇⬇⬇SE VUOI CONOSCERCI MEGLIO⬇⬇ Abbonati al canale da 0,99 al mese ➤➤➤ https://bit.ly/memberdufer Spettacoli e conferenze in tutta Italia ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/eventi La CogitoLetter quotidiana ➤➤➤ http://eepurl.com/c-LKfz Il videocorso per parlare bene ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/video-corso/ Il videocorso tra filosofia e psicologia ➤➤➤ https://psinel.com/psicostoici-sp/ Tutti i miei libri ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/libri/ Canale Discord (chat per abbonati) ➤➤➤ https://discord.gg/pSVdzMB Il negozio (felpe, tazze, maglie e altro) ➤➤➤ https://www.dailycogito.org/ #incertezza #filosofia #rickdufer INSTAGRAM: https://instagram.com/rickdufer INSTAGRAM di Daily Cogito: https://instagram.com/dailycogito TELEGRAM: http://bit.ly/DuFerTelegram FACEBOOK: http://bit.ly/duferfb LINKEDIN: https://www.linkedin.com/pub/riccardo-dal-ferro/31/845/b14 -------------------------------------------------------------------------------------------- Chi sono io: https://www.dailycogito.com/rick-dufer/ -------------------------------------------------------------------------------------------- La musica della sigla è tratta da Epidemic Sound (Ace-High, "Splasher"): https://login.epidemicsound.com/ - la voce della sigla è di ELIO BIFFI Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In un'intervista concessa a Nicoletta Picchio a Il Sole 24 Ore, Giovanni Baroni, presidente della Piccola industria di Confindustria, ha ricordato che: "È fondamentale investire in innovazione e formazione, due aspetti che vanno di pari passo. È quell Industria 5.0 che mette al centro le persone e su cui stiamo insistendo. Altrimenti c è il rischio reale che le nostre imprese, in particolare le pmi, perdano competitività e finiscano fuori dalle catene di fornitura". Giovanni Baroni, presidente della Piccola industria di Confindustria.Fonti Mef, "meglio vecchio Patto che penalizzazione deficit"Si è tenuto il Consiglio Ecofin a Bruxelles. La Spagna presenterà una proposta sulla riforma del Patto di stabilità. Il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni ha avvertito che se non si raggiungerà un accordo sulle nuove regole fiscali torneranno in vigore quelle precedenti. A tal proposito, l'Ansa fa sapere dopo aver sentito fonti del Mef, l'Italia non teme il ritorno alle regole fiscali attualmente sospese con la clausola di salvaguardia, rispetto a ipotesi di revisione penalizzanti e che prevedano ulteriori parametri di calo del deficit sotto il 3% del Pil. Roma non teme invece l'idea che vengano inserite delle salvaguardie per il calo medio annuo del debito, purché siano su valori sostenibili e credibili.In queste ore si tornerà a parlare anche del Mes, ieri sera il direttore generale del Mes Pierre Gramegna nella conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo, ha dichiarato: "È davvero fondamentale che entro la fine dell'anno tutti i Paesi abbiano ratificato il trattato modificato del Mes in modo che il backstop comune possa entrare in vigore all'inizio del prossimo anno. La discussione sul backstop fu menzionata per la prima volta circa 10 anni fa nell'Eurogruppo". "Ora è davvero il momento in cui dobbiamo realizzare e garantire che in questi tempi incerti e di volatilità abbiamo questo ulteriore livello di protezione e sarebbe un peccato perdere questa opportunità". Ospite Adriana Cerretelli, editorialista Sole 24 Ore Bruxelles.
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: Il vero discepolo di Gesu'16 Gesù allora gli raccontò questa parabola: «Un uomo preparò un gran pranzo e invitò molta gente.17 Quando tutto fu pronto, mandò uno dei suoi servi ad avvertire gli ospiti che era tempo di presentarsi. 18 Ma tutti cominciarono a trovare delle scuse. Uno disse che aveva appena comprato un terreno e voleva andare a vederlo, perciò chiese di essere scusato se non accettava lʼinvito. 19 Un altro disse che aveva appena comprato cinque paia di buoi e voleva provarli. 20 Un terzo si era appena sposato e anche questa era unʼaltra buona ragione per non partecipare al banchetto.21 Il servo tornò dal suo padrone e riferì tutto ciò che gli avevano detto. Allora il padrone, adirato, gli ordinò di andare in fretta per le piazze e i vicoli della città ad invitare i mendicanti, i mutilati, gli zoppi e i ciechi. 22 Più tardi, il servo tornò e disse al padrone: “Signore, ho fatto come tu hai ordinato, ma cʼè ancora posto!”23 “Bene!” disse il padrone. “Allora esci di nuovo e vai per i viottoli di campagna e lungo le siepi, e costringi a venire tutti quelli che trovi, così la mia casa sarà piena. 24 Nessuno di quelli che avevo invitato dapprincipio assaggerà anche un solo boccone di ciò che ho preparato!”»25 Unʼimmensa folla seguiva Gesù. Egli si voltò e disse: 26 «Chi vuole seguirmi deve amarmi più di quanto ami suo padre, sua madre, sua moglie, i suoi figli, i suoi fratelli o le sue sorelle. Deve amarmi più della sua stessa vita, altrimenti non può essere mio discepolo! 27 E nessuno può essere mio discepolo, se non porta la sua croce e mi segue.28 Voi certo non cominciate a costruire una casa senza averne prima calcolato la spesa. Infatti, chi si accingerebbe ad una tale impresa, prima di aver fatto i preventivi ed essersi accertato di aver denaro sufficiente per pagare? 29 Altrimenti potrebbe riuscire a completare soltanto le fondamenta e poi uscire dai costi. Allora sì che tutti riderebbero di lui!30 “Vedete quello là?” direbbero con scherno. “Aveva cominciato quella costruzione, ma ha finito i soldi, prima di completare i lavori!”31 Oppure, quale re penserebbe mai di fare una guerra, senza averne prima parlato con i suoi consiglieri e aver discusso con loro se il suo esercito di diecimila uomini sia abbastanza forte da sconfiggere quello di ventimila del nemico, che gli sta marciando contro?32 Se vede che è impossibile, allora, mentre le truppe nemiche sono ancora lontane, il re manderà una delegazione, per discutere le condizioni di pace. 33 Allo stesso modo, nessuno può diventare mio discepolo, se prima non fa un attento calcolo di ciò che ha, e poi rinuncia a tutto per me.34 A che serve il sale se diventa insipido? 35 Se non è salato, non serve a niente, neppure come concime. Non vale niente e devʼessere gettato via. Ascoltate bene, se volete capire ciò che voglio dire!Support the show
Il calciomercato vive i giorni dell'attesa: prima di comprare bisogna vendere, lo sa bene l'Inter. I sauditi non hanno di questi problemi. Qualificazioni Europee: si profilano almeno due clamorose novità
Le espressioni facciali sono importanti nella comunicazione, in quanto ci permettono di aggiungere delle sfumature a ciò che stiamo dicendo con le parole. Anzi, spesso ci tradiscono! E rivelano la verità che è nei nostri pensieri e che non osavamo dire a parole. Ho notato, parlando con i miei studenti, che spesso mancano proprio le parole o le frasi per descrivere tutte queste espressioni facciali. Perciò, in questo articolo ve le darò tutte! O almeno… quelle per le espressioni più comuni! E non pensate che non vi serviranno mai! Pensate solo a tutte le volte che compaiono nei libri! I VERBI più COMUNI per le ESPRESSIONI FACCIALI 1 - Accigliarsi/Corrucciarsi/Aggrottare le sopracciglia Consiste nel muovere i muscoli del viso avvicinando tra loro le sopracciglia, contraendo così anche la fronte. Può essere un segno di concentrazione, preoccupazione, rabbia, e talvolta anche dispiacere. Insomma, è molto spesso sul nostro volto. 2 - Fare l'occhiolino/Strizzare l'occhio Consiste nel chiudere per un breve periodo uno dei due occhi, lasciando l'altro aperto. Questo lo facciamo tutti tanto spesso. È generalmente usato come un segno d'intesa, un momento di contatto visivo tra due persone che invia o fa intuire un messaggio che altri non possono sapere. Si usa anche solo per far capire a qualcuno che si sta scherzando. Altrimenti, può essere un segno di ammiccamento, quando si vuole provare a sedurre o conquistare qualcuno. Qualche volta si usa l'espressione “fare l'occhiolino” in senso figurato, ma sempre per indicare una certa intesa tra le parti. 3 - Sgranare gli occhi Spalancare gli occhi, aprirli tanto, per sorpresa o terrore, facendoli quasi uscire dalle orbite. Vi starete forse chiedendo perché le persone spaventate o sorprese aprano così tanto gli occhi. Sembrerebbe che sia perché in quel modo riescono a vedere meglio, che può essere utile in situazioni d'allarme per capire bene il pericolo. 4 - Fulminare con lo sguardo A chi non è mai successo di trovarsi in una situazione in cui un amico sta parlando un po' troppo, magari raccontando cose imbarazzanti che avete fatto insieme, e che voi non vorreste venissero fuori. Bene, in quei casi, ci sono tante cose che vorremmo fargli o dirgli, ma forse la cosa più discreta (ma efficace!) da fare è “fulminarlo con lo sguardo”. Lanciare un'occhiata parecchio cattiva e aggressiva a una persona per comunicarle che farebbe bene a tacere o a smettere di fare quello che sta facendo se vuole evitare la nostra ira. 5 - Mettere/Tenere il broncio Quando si aggrottano le sopracciglia e si acciglia l'intero viso per mostrare a una persona che si è arrabbiati con lei. Con il broncio si può comunicare anche che ci si è offesi in qualche modo e che non si ha intenzione di parlarne. Spesso si tende anche a incrociare le braccia quando si tiene il broncio. È usato molto dai bambini o dagli adulti in modo un po' scherzoso… Forse! 6 - Fare la linguaccia Anche questa è generalmente una cosa che fanno i bambini, quando si offendono e quindi, per dispetto, tirano fuori la lingua. Quasi a dire “Ah sì? Mi rimproveri? E io ti rispondo così!” Tirare fuori la lingua, come gesto infantile o come una forma di scherno, fatta in modo scherzoso. Non è mai da prendere troppo sul serio. È un po' come se si dicesse “ha ha ha io ce l'ho fatta e tu no”, ma chiaramente con ironia. Per esempio, se mangio l'ultimo pezzo di torta al cioccolato e a mio fratello non rimane niente, posso fargli una linguaccia! 7 - Fare una smorfia Questa non indica un'espressione ben definita e precisa. Fare una smorfia consiste nel muovere la bocca e in generale la faccia per esprimere sentimenti come dolore, disgusto, avversione, noia, sconcerto, confusione. Non si fa riferimento a un'espressione facciale ben definita. Se mangio una cosa che non mi piace, se qualcuno fa un discorso noioso, se qualcuno mi dice una cosa strana.
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: “Che passi questo calice da me” Gesù prega36 Allora Gesù li portò in un orto, detto Getsemani, e disse loro di sedere ed aspettare mentre andava avanti a pregare. 37 Prese con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, e cominciò a sentirsi angosciato e disperato.38 Poi disse loro: «La mia anima è oppressa dallʼorrore e dalla tristezza della morte… Restate qui… restate svegli con me!…»39 Li precedette di poco, poi cadde a faccia in terra e pregò: «Padre mio! Se è possibile, allontana da me questo calice di dolore! Ma sia fatta la tua volontà, non la mia».40 Poi tornò dai tre discepoli e li trovò addormentati. «Pietro», disse Gesù, «non siete neppure capaci di rimanere svegli con me per unʼora? 41 State svegli e pregate! Altrimenti sarete sopraffatti dalla tentazione. Perché senza dubbio lo spirito è pronto, ma il corpo è tanto debole!»42 Li lasciò di nuovo e tornò a pregare: «Padre mio! Se questo calice non può essere allontanato da me finché non lo abbia bevuto completamente, sia fatta la tua volontà!»43 Poi tornò dai discepoli e di nuovo li trovò addormentati, perché non erano riusciti a tenere gli occhi aperti.44 Così se ne ritornò a pregare da solo per la terza volta, ripetendo le stesse parole.45 Poi si avvicinò ai discepoli e disse: «Dormite pure e riposatevi. Ormai è giunta lʼora! Sono tradito e consegnato a degli uomini malvagi. 46 Su, andiamo. Ecco che arriva lʼuomo che mi tradisce!Support the show
Uno studio sulla 'rivoluzione dell'automotive', presentato da Federmanager e Aiee (associazione degli economisti dell'energia) oggi con un convegno, "analizza le ricadute sul sistema industriale italiano della transizione in corso nel settore auto, considerandone i quattro principali fattori: nuovi modelli di mobilità, guida autonoma, digitalizzazione ed elettrificazione" sottolineando "una visione critica". E calcola: la stima è di un "crollo degli investimenti per il passaggio all'elettrico: -25% in 10 anni", con "solo nella componentistica, 500 imprese a rischio chiusura, 60.000 posti in meno". Nei giorni scorsi Bruno Dalla Chiara, professore ordinario in Trasporti al Politecnico di Torino, ha fatto notare un'altra criticità della transizione verso l'elettrico: "Da un'analisi che abbiamo fatto di recente, su circa 40 milioni e oltre di veicoli che ci sono in circolazione in Italia, i posti auto censiti da catasto sono circa 15,7 milioni. Quindi solo una quota parte della popolazione, ammesso e non concesso che questi posti auto siano facilmente equipaggiabili e anche economicamente sostenibili con una postazione di ricarica, potrebbe effettuare le ricariche a domicilio mentre gran parte avverrebbe sul suo suolo pubblico". Ne parliamo con Mario Cardoni, direttore generale Federmanager, e con Bruno Dalla Chiara, professore ordinario in Trasporti al Politecnico di Torino. Imprese dispositivi medici, cancellare payback o è fallimento "Cancellare il payback", che impone alle aziende fornitrici di dispositivi medici di adempiere all'obbligo di ripiano del superamento del tetto di spesa, "e trovare insieme altre soluzioni per il sostegno del Servizio sanitario nazionale". Altrimenti è il rischio del fallimento non solo di tantissime imprese italiane ma anche di una mancanza di forniture negli ospedali. Questo l'appello che arriva dal convegno "Dispositivi medici. Ricerca, innovazione e governance per il futuro del SSN. Il caso del payback", organizzato da Gutenberg a Roma lo scorso 21 febbraio. Dalle protesi acustiche a quelle mammarie, sono 4.449 imprese che producono dispositivi medici in Italia, hanno un fatturato di 11,6 miliardi annui e occupano quasi 119.000 addetti. L'80% delle imprese del settore, secondo Confindustria Dispositivi Medici, rischia la chiusura con il payback, parliamo di 100 mila posti di lavoro a rischio. Oggi è stato approvato il decreto legge Milleproroghe che proroga il saldo da parte delle aziende di dispositivi medici del ripiano dello sforamento per il 2015-2018 fino al 30 aprile 2023. Una soluzione ponte che però non soddisfa Confindustria Dispositivi Medici, secondo la quale è necessario cancellare del tutto la misura, considerata del tutto iniqua. Negli ultimi mesi sono stati istituiti due tavoli tecnici, uno al Mef e uno al Ministero della salute, sul payback si è riunito solo quello a Mef che dovrebbe provare a recuperare risorse. Approfondiamo il tema con Massimiliano Boggetti, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici. Tim. Domani il cda. Due diligence ed esclusiva i nodi con Kkr L'avvio della due diligence e delle relative negoziazioni sul prezzo di offerta, ma anche il nodo dell esclusività che con ogni probabilità non sarà concessa. Sono questi i due temi che finiranno domani sul tavolo del consiglio di amministrazione di Tim, chiamato a esprimersi sull opportunità o meno di avviare un dialogo con gli americani di Kkr sulla proposta di acquisto di Netco. L'appuntamento con il board arriva dopo che, martedì 21 febbraio, il fondo americano Kkr ha formalizzato una richiesta di proroga dell'offerta non vincolante sulla rete, la cui validità iniziale era di 4 settimane (al 28 febbraio, prorogato ora al 24 marzo). Ne parliamo con Andrea Biondi, de Il Sole 24 Ore.
In italiano la preposizione semplice SU è utilizzata in parecchie espressioni verbali e in molti modi di dire utilizzati nella quotidianità dai madrelingua. In questa lezione potrai conoscerli tutti e imparare a parlare in modo più naturale e spontaneo in italiano. 10 Espressioni italiane con la preposizione SU da ricordare Ti presento ora 10 espressioni con la preposizione semplice SU, molto gettonate dai madrelingua italiani nell'uso scritto e soprattutto orale. Gli esempi riportati vi faranno scoprire quanti utilizzi diversi può avere una piccola preposizione semplice. Pronti a scoprirli? Su misura È un'espressione che può essere utilizzata in contesti differenti: -per riferirsi ad un capo di abbigliamento cucito e tagliato in base alle misure di una determinata persona, che dovrà indossarlo Non posso prestarti questo vestito perché è fatto su misura e le nostre taglie sono diverse!); -per riferirsi a qualcosa che si adatta perfettamente alle caratteristiche di qualcuno Sono sicura che non avrai problemi! Si tratta di un lavoro fatto su misura per te). Sul serio Possiamo utilizzare questa espressione al posto di “veramente/per davvero/senza scherzi” Sto pensando sul serio di comprare una villa in campagna e lasciare lo stress della città. o in domande retoriche per esprimere dubbio o meraviglia. Sul serio?! Hai organizzato tutto questo solo per lei? Spesso la troviamo accompagnata dal verbo “fare”, per dire “impegnarsi veramente/non scherzare” Smettila di mettermi dubbi, io faccio sul serio con questo nuovo lavoro! e dal verbo “prendere”, per intendere “affrontare con grande impegno e serietà qualcosa o qualcuno”. Prendevamo sul serio le nostre promesse, perciò non abbiamo mai deluso nessuno. Su due piedi Per riferirsi ad un'azione fatta o una decisione presa senza esitazione, all'improvviso, senza pensarci su. Quello che ci chiedi è complesso: non possiamo risponderti così su due piedi. Abbiamo bisogno di consultare i nostri avvocati. Su per giù (suppergiù) È un'espressione utilizzata al posto di “all'incirca/pressappoco/più o meno”. Viviamo in questa casa su per giù da 5 anni. Sul colpo Possiamo utilizzare “sul colpo” per riferirci ad un'azione che si svolge “immediatamente/subito”. Molto spesso la ritroviamo nella famosa espressione “morire sul colpo”. Sembra che la vittima sia morta sul colpo: non ha sofferto molto. Nero su bianco È un'espressione utilizzata per stabilire in modo definitivo una situazione o mettere per iscritto qualcosa. Quindi, il “nero” rappresenta l'inchiostro della penna che scrive sulla carta, che è di colore “bianco”. Spesso ritroviamo questa espressione accompagnata dal verbo “mettere”. Potremo collaborare insieme solo quando deciderai di mettere le cose nero su bianco. Altrimenti, non mi fido. Sulla ventina/trentina/quarantina… È un'espressione che possiamo usare quando facciamo una supposizione sull'età di una persona. Significa “circa vent'anni/trent'anni/quarant'anni…”. Mentre venivo qui, un uomo sulla quarantina mi ha chiesto che ora fosse. Su richiesta È un'espressione utilizzata per esprimere un'azione non obbligatoria/facoltativa. Il pullman per Milano fa 5 fermate più altre 3 solo su richiesta. Possiamo anche trovare l'espressione “su richiesta di”, che significa “in seguito alla domanda di…” Vi lascio i suoi documenti a richiesta dell'ispettore. Sulle spine È un'espressione utilizzata quando si è in uno stato di ansia, di preoccupazione. Spesso è preceduta dai verbi “stare” o “tenere”. Mi ha tenuto sulle spine per tutta la sera e poi finalmente mi ha rivelato il suo segreto. Sul filo del rasoio È un'espressione utilizzata in situazioni di pericolo o di rischio. La possiamo trovare con i verbi “stare” o “essere”. Dopo tutto quello che hai fatto, per quanto mi riguarda,