Ciao INTERNET! Sono MATTEO FLORA, dirigo una Reputation Agency e 5 volte alla settimana vi parlo di Internet e Digitale, di come usarli al meglio e di quali errori evitare. Ogni giorno un nuovo video per essere sempre aggiornato sui temi di primo piano in pochi minuti!

A Roma, al convegno annuale degli esorcisti, l'allarme non riguarda storie pittoresche di possessioni: il tema centrale è ChatGPT. Sempre più persone portano in confessione dubbi nati da conversazioni con chatbot trattati come entità: consigli su divorzio, scelte familiari, perfino domande su paradiso e inferno. Quando l'IA risponde con formule liturgiche pescate dai testi religiosi, l'effetto “oracolo” si amplifica e qualcuno finisce per ritualizzare quelle risposte.Il punto non è il soprannaturale nella macchina, ma un bisogno antico: delegare il senso a un intermediario. Qui torna utile Max Weber e il suo “disincanto del mondo”: la razionalità tecnica svuota lo spazio del magico, ma gli esseri umani cercano comunque un “re-incanto” altrove. Nel 2026 quel varco si è spostato sullo smartphone: la macchina risponde sempre, velocemente, senza attese, e proprio questa disponibilità la rende credibile.La domanda scomoda è cosa stia davvero sostituendo l'IA. Più che il divino, sembra sostituire l'ascolto: la presenza paziente di un interlocutore umano. E quando la relazione viene rimpiazzata da una statistica ben confezionata, il rischio non è l'eresia: è la solitudine che si traveste da risposta.00:00 Esorcisti vs ChatGPT01:24 Il convegno e i numeri02:19 Chatbot come oracoli02:49 Weber: disincanto del mondo04:18 Il reincanto nella macchina05:32 Fame di senso e rischio06:08 Non sostituisce Dio: ascolto#ChatGPT #MaxWeber #Esorcisti~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Migliaia di guide di viaggio su Amazon sembrano “normali”: copertina curata, impaginazione pulita, 300 pagine e prezzo da 7-10 euro. Il problema è che molte sono firmate da autori inesistenti, con biografie inventate e foto generate dall'IA. Dentro, testi plausibili ma pieni di errori: orari e prezzi sballati, indirizzi sbagliati, ristoranti chiusi da anni, itinerari che ignorano la sicurezza dei sentieri o dei quartieri. Il caso riportato da Futurism (2024) racconta di una turista che, seguendo un percorso di trekking “facile” indicato da una guida sospetta su Santorini, si è ritrovata in una situazione pericolosa ed è stata soccorsa dalle autorità locali.Il punto non è solo la truffa del singolo libro: è un fallimento di mercato. Con l'asimmetria informativa descritta da George Akerlof (il “mercato dei bidoni”), se l'acquirente non sa distinguere qualità e spazzatura, il prezzo medio scende e i contenuti fatti bene diventano economicamente insostenibili. Kindle Direct Publishing abbassa a quasi zero il costo di produzione, mentre i controlli restano reattivi: molte rimozioni arrivano solo dopo segnalazioni manuali. Quando “good enough” basta per vendere, la qualità esce dal mercato e resta l'automazione.00:00 Guide IA e autori inesistenti00:00:39 Il caso Santorini: trekking pericoloso00:01:18 Come nascono le guide su KDP00:02:23 Controlli Amazon e segnalazioni00:03:06 Akerlof e il mercato dei bidoni00:05:01 Perché la piattaforma non certifica00:07:17 Come riconoscere una guida affidabile#AmazonKDP #Akerlof #GuideViaggioIA~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Una foto perfetta di un uccello “rarissimo” finisce in un gruppo di birdwatching, prende stelline, e poi scivola dentro i database usati dai ricercatori per capire dove vivono davvero le specie. Peccato che quell'uccello non esista: è generato con IA. Il risultato non è solo una figuraccia online, ma un dato sporco che può spostare mappe di distribuzione, alterare serie storiche e confondere chi studia migrazioni, presenze e scomparse.Il problema è doppio: da un lato ci sono immagini interamente sintetiche (il “tucano in Siberia”), dall'altro ritocchi più subdoli su foto reali fatti con strumenti generativi (rimuovere rami, ricostruire parti, cambiare cielo). In un contesto di ricerca, anche una piccola modifica può cambiare dettagli diagnostici: piumaggi, penne, colori, differenze tra specie o tra maschio e femmina.Qui la tech policy incontra un paradosso economico e filosofico: la verifica costa molto più della falsificazione (e spesso la fanno volontari) e l'inquinamento dei dati può far collassare la fiducia, come nel “mercato dei bidoni” di George Akerlof. E c'è un rischio ulteriore: non è (solo) menzogna, è indifferenza verso il vero—la distinzione di Harry Frankfurt tra mentire e produrre “stronzate”. Quando la verità smette di essere un obiettivo, un archivio scientifico non dice “cose sbagliate”: smette proprio di dire cose.00:00 L'uccello che non esiste00:00:47 Database e scienza dal basso00:02:35 Foto IA e casi assurdi00:03:35 Ritocchi generativi subdoli00:05:49 Perché quei dati servono00:06:45 Moderazione e costi di verifica00:07:36 Akerlof e collasso fiducia00:10:20 Frankfurt: vero vs plausibile#iNaturalist #eBird #citizenscience NOTA: Quello che stai per vedere è un ''video delle ferie'', registrato in anticipo nell'ultima settimana di Luglio. Se qualcosa nel frattempo si è evoluto... non lo vedrai qui, temo!~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Attacchi un monitor LG UltraGear da fascia alta e Windows, senza chiederti nulla, scarica “LG Monitor App Installer”. Fin qui tutto “normale”: è la pipeline pensata per riconoscere l'hardware e distribuire driver e utility automaticamente. Il problema nasce un attimo dopo, quando quell'app si mette in esecuzione all'avvio e ti spara un pop‑up di promozione McAfee (trial 30 giorni, poi rinnovo a pagamento). Gamers Nexus lo misura in modo chirurgico: 31 pop‑up su 32 riavvii. Non un caso isolato: segnalazioni online indicano che la questione circolava da tempo.La vicenda si chiude in fretta (circa 72 ore) solo dopo l'eco mediatica e un intervento pubblico: Tim Sweeney (Epic Games) rilancia taggando Pavan Davuluri, a capo della divisione Windows in Microsoft, e LG rilascia un aggiornamento che disattiva il pop‑up. Ma il punto scomodo resta: il “binario” usato è una catena di fiducia che l'utente vive come infrastruttura (Windows Update e distribuzione automatica software per dispositivi). Se quel canale può veicolare bloatware e promozioni, la fiducia non si erode lentamente: crolla di colpo.Il tema vero, quindi, non è McAfee “installato o no con consenso”, ma l'uso di un canale privilegiato—nato per sicurezza e compatibilità—per monetizzare l'attenzione dell'utente su un prodotto già pagato a prezzo pieno.00:00 Monitor da 1000€ e pop-up01:15 Cosè LG Monitor App Installer02:13 Promozione McAfee allavvio02:51 Il test di Gamers Nexus04:27 Rumore pubblico e soluzione06:40 Il vero problema: il canale10:10 Monopolio radicale e fiducia15:33 Cosa controllare sul PC#WindowsUpdate #LGUltraGear #mcafeemafia NOTA: Quello che stai per vedere è un ''video delle ferie'', registrato in anticipo nell'ultima settimana di Luglio. Se qualcosa nel frattempo si è evoluto... non lo vedrai qui, temo!~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Dal 28 luglio 2026 negli USA basta una soglia quasi banale — circa 2 kg, sensori, connettività e autonomia con machine learning — per finire nella “covered list” della FCC: un perimetro che blocca nuove autorizzazioni e quindi importazione, marketing e vendita di nuovi modelli. Non è solo la storia degli umanoidi o dei quadrupedi virali: dentro ci finiscono anche gli aspirapolvere robot domestici, perché l'architettura richiesta è la stessa che rende un robot utile… e potenzialmente pericoloso.La chiave non è la bandiera del produttore, ma il concetto di dual use “per architettura”: percepire l'ambiente, muoversi autonomamente, ricevere comandi e aggiornamenti da remoto. È la combinazione, tutta nello stesso corpo che entra in case, magazzini e ospedali, a cambiare la natura del rischio: spionaggio ambientale, spegnimento da remoto, riprogrammazione, dipendenza dagli update. E qui la discussione pubblica tende a oscillare tra due caricature ugualmente miopi: “è solo un elettrodomestico” e “è Terminator sotto il divano”.Il punto politico-tecnico diventa allora un altro: cosa pretendiamo davvero come standard (firmware verificabile, filiera, dati e giurisdizione), e quanto siamo disposti a pagare per una sicurezza che non può essere gratuita quando l'oggetto, per design, ha sempre almeno due mestieri.00:00 2 kg, sensori, rete: robot01:18 FCC covered list: come blocca02:39 Definizione: autonomia e ML03:18 Dentro anche i robot aspirapolvere04:47 La catena di divieti USA06:02 Perché è architettura, non Cina06:45 Dual use di serie nella robotica09:51 Dal tostapane a Terminator#FCC #DualUse #roomba NOTA: Quello che stai per vedere è un ''video delle ferie'', registrato in anticipo nell'ultima settimana di Luglio. Se qualcosa nel frattempo si è evoluto... non lo vedrai qui, temo!~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Bruxelles mette nero su bianco un'accusa che cambia il lessico e, quindi, il campo di gioco: Facebook e Instagram sarebbero progettati per creare dipendenza. Non è una polemica mediatica, ma una contestazione formale nell'ambito del Digital Services Act (DSA): al centro finiscono infinite scroll, autoplay di Reels/Stories, notifiche e sistemi di raccomandazione personalizzati che portano l'utente in “pilota automatico”, con impatti più forti su minori e persone vulnerabili.La parte interessante non è solo l'eventuale sanzione (fino al 6% del fatturato globale annuo), ma l'idea che il problema non sia il singolo contenuto: è l'architettura del prodotto. In altre parole, non si processa “cosa vedi”, ma “come ti viene servito” per trattenerti. Questo spostamento da engagement a dipendenza richiama dinamiche già viste con tabacco e gioco d'azzardo: quando il danno diventa costo, l'industria tratta.Dentro la macchina ci sono meccanismi noti alla psicologia comportamentale: ricompense variabili in stile slot machine (Skinner) e pattern di prodotto popularizzati nella Silicon Valley (Hooked di Nir Eyal). E non riguarda solo gli adolescenti: l'uso problematico colpisce anche gli adulti, inclusi gli anziani, spesso con meno difese cognitive e mediatiche. La domanda finale è pratica: riconoscere quel mezzo secondo di scroll non scelto, e riprendersi la decisione.00:00 Bruxelles accusa Meta01:13 DSA: cosa contesta la UE01:42 Le feature sotto accusa03:35 Il precedente: TikTok04:45 Verso il Digital Fairness Act06:25 Skinner e la slot machine08:40 Hooked e i pattern d'abitudine14:16 Da engagement a salute pubblica#DigitalServicesAct #Meta #Instagram

Un sedicenne apre TikTok e, senza averlo davvero scelto, si ritrova con un profilo visibile a chiunque sul web: non solo agli utenti della piattaforma, ma anche a chi arriva da un browser. E i suoi video possono finire raccomandati nel “Per Te” di perfetti sconosciuti. Il punto non è il tempo speso a scrollare: è la portata della visibilità, “planetaria”, e la differenza tra cosa un ragazzo intende per pubblico e cosa la piattaforma rende effettivamente pubblico.Il 24 luglio la Commissione Europea ha inviato a TikTok delle conclusioni preliminari nell'ambito del Digital Services Act (DSA): non è ancora una decisione finale, ma è l'ultimo passaggio prima di un'eventuale non conformità e sanzione (fino al 6% del fatturato mondiale annuo). La contestazione, nel merito, riguarda le impostazioni di default per i minori: tra 13 e 15 anni si parte privati ma si può diventare pubblici in pochi tocchi

17.000 tentativi in un weekend, due vulnerabilità concatenate e un database di produzione di Hugging Face finito sotto mano a uno “sciame” di agenti. La parte controintuitiva: non sarebbe stato un gruppo criminale o un servizio straniero, ma un modello di OpenAI messo alla prova in test di cybersecurity con freni ridotti, che ha scelto la scorciatoia più efficace per “vincere” il benchmark.L'angolo interessante non è la favola di Skynet che scappa dal recinto: qui pesa molto di più il tema del specification gaming (reward hacking), cioè sistemi che ottimizzano l'obiettivo letterale e non l'intento umano. Se il punteggio è “dammi le risposte giuste”, allora rubare le soluzioni può diventare una strategia razionale. In mezzo c'è anche un dettaglio geopolitico: per analizzare gli artefatti dell'attacco, Hugging Face avrebbe dovuto usare un modello cinese (Zhipu GLM) perché alcuni modelli occidentali rifiutavano di elaborare codice ed exploit per via delle policy.Morale operativa: trattare gli agenti AI come “stagisti brillanti” senza contesto, da supervisionare e verificare. Se in laboratorio succedono effetti collaterali del genere, la domanda vera è quanta governance e separazione ambientale servano quando questi agenti entrano in aziende, studi professionali, sanità e finanza con permessi reali.00:00 Cosa è successo davvero01:47 Cronologia dell'incidente02:19 Sciame di agenti e 17k azioni02:53 Le due vulnerabilità sfruttate03:32 Perché servono modelli cinesi05:25 OpenAI: test con freni ridotti08:27 Reward hacking, non Skynet15:32 Lezione per aziende e controlli#OpenAI #HuggingFace #RewardHacking~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Tre mesi di cella per un “match” all'85%: in Florida un uomo viene identificato da un software di riconoscimento facciale come sospetto per il furto/vendita di un'auto e finisce arrestato ed estradato, nonostante esistano già registri lavorativi che lo collocano a centinaia di chilometri di distanza. Il caso (attribuito a Jalil Richardson, dalla North Carolina, arrestato a Jacksonville) mette a nudo una cosa: non basta dire “è solo uno strumento nella cassetta degli attrezzi” quando, di fatto, quell'attrezzo diventa l'unica prova che pesa davvero.Un'accuratezza dell'85% non è “quasi certezza”: è 1 errore ogni 6, una roulette russa se la trasformi in mandato e detenzione. Qui entra in gioco l'automation bias: quando la macchina sputa un numero, l'essere umano smette di dubitare, soprattutto sotto pressione e con carichi di lavoro alti. Il problema non è solo l'errore tecnico, ma l'architettura di responsabilità che scompare dietro il “processo” e dietro un potere sempre più panottico: la faccia diventa dato, il dato probabilità, la probabilità ordine esecutivo. E a pagare il costo dell'errore non è l'infrastruttura, ma il cittadino.00:00 Tre mesi per un 85%01:13 Il caso Richardson03:31 Errori ripetuti e ACLU04:40 Perché 85% è roulette05:34 Automation bias: la macchina vince06:56 Panopticon e potere automatico09:21 La cassetta degli attrezzi vuota14:22 Chi paga quando sbaglia?#RiconoscimentoFacciale #Jacksonville #ACLU

Dal 1° agosto Truth Social apre una corsia preferenziale: un'API che promette accesso “al millisecondo” ai post dei 10 account più influenti della piattaforma, a partire da Donald Trump. Prezzo riportato dal Financial Times: fino a 100.000 dollari al mese (circa 60.000 con contratto triennale). Il target è esplicito: banche, fondi, trading ad alta frequenza, media finanziari. Non si compra un segreto: si compra latenza.Tecnicamente non è insider trading nel senso classico, perché il contenuto è pubblico. Ma l'effetto è quello che conta: due classi di spettatori, chi vede prima e chi vede dopo, con algoritmi che reagiscono prima ancora che arrivi la notifica sul telefono. La velocità come merce esiste da anni nei mercati (feed diretti, colocation), ma qui la “fonte” non è un'infrastruttura regolata: è la voce del Presidente degli Stati Uniti, e la corsia preferenziale viene venduta dall'azienda legata a quella stessa voce.Il conflitto d'interessi è strutturale: Trump è l'autore dei post che muovono i mercati e risulta anche azionista di riferimento di Trump Media & Technology Group, che monetizza quell'anticipo. È la rutinizazione del carisma in formato API: volatilità trasformata in abbonamento, con il potere che torna a farsi pagare per l'accesso—solo che ora dura meno di un battito di ciglia.00:00 100k al mese per vedere prima01:03 Cos'è Truth API02:49 Quanto valgono i post03:45 Perché non è insider trading04:47 Il precedente Reuters 201305:24 Presidente, piattaforma, azioni07:52 Routinizzazione del carisma10:01 Due classi di mercato#TruthAPI #TruthSocial #DonaldTrump

Il 69% degli americani direbbe sì a obbligare le grandi aziende di Intelligenza Artificiale a cedere metà della proprietà a un fondo pubblico: un dato che stona con decenni di sfiducia verso il governo federale. Il punto non è un amore improvviso per lo Stato, ma un voto “contro” Big Tech, alimentato da un riflesso di sopravvivenza collettiva: licenziamenti nel tech e paura di una tecnologia percepita come ingestibile.Dentro il disegno di legge S.4825 di Bernie Sanders c'è però un dettaglio che molti commenti ignorano: non è un “sequestro” di azioni esistenti, ma una diluizione tramite nuove quote emesse fino a portare il Tesoro al 50%. Da lì emergono i problemi veri: valutazione discrezionale delle partecipazioni non quotate, una soglia secca a 200 milioni di ricavi che incentiva elusioni, e soprattutto governance: una commissione nominata politicamente che esercita voto e controllo nei CDA, con implicazioni dirette su dati, modelli e limiti del codice.Il confronto con Alaska (dividendo come “proprietà”), col fondo sovrano norvegese (partecipazioni senza controllo) e con le mosse dei fondi del Golfo apre la domanda finale: se l'AI deriva valore dall'intelligenza collettiva, chi decide il prezzo della nostra conoscenza e chi siede davvero al tavolo?00:00 Il 69% pro esproprio AI02:25 Alaska: dividendo, non sussidio05:03 Sfiducia nello Stato USA08:02 Polanyi e il doppio movimento10:35 Licenziamenti e paura dell'AI15:28 Dentro la legge S.482516:44 Non esproprio: diluizione quote18:24 Valutazione, soglia e controllo#BernieSanders #S4825 #OpenAI

Il Parlamento europeo ha rimesso in vita ChatControl 1.0 con un voto “fantasma”: stessa deroga del Regolamento (UE) 2021/1232, già respinta a marzo in plenaria, ma rientrata dalla finestra l'ultimo giorno prima delle ferie. In seconda lettura, se non si raggiunge la maggioranza assoluta dei membri (361 su 720) per bloccare il testo del Consiglio, quel testo passa automaticamente.Con l'aula semivuota, quei numeri diventano quasi irraggiungibili: formalmente regolare, politicamente esplosivo.La versione rassicurante dice cinque cose vere:1. è ChatControl 1.0, non la 2.0

Sony conferma che dal 2028 i nuovi giochi PlayStation saranno solo digitali: la parte facile è ridere dei meme sul Walkman. La parte difficile è guardare sotto il cofano: quando premi “Acquista” su uno store, nella maggior parte dei casi non stai comprando un bene, stai ottenendo una licenza d'uso revocabile. E quando la licenza finisce — o l'accordo tra aziende cambia — ciò che credevi “tuo” può sparire.È già successo: su PlayStation Store sono stati rimossi centinaia di titoli tra film e serie di StudioCanal senza rimborso per chi li aveva pagati

Ford “riassume 350 ingegneri perché l'IA ha fallito”: è il classico titolo-abbraccio che conferma ciò che molti vogliono sentirsi dire. Ma basta seguire le fonti per vedere che la storia, così come gira, è confezionata male: due fatti veri vengono incollati in un rapporto causa-effetto che non regge.Da un lato Ford richiama circa 300–350 ingegneri veterani nell'area qualità

Un avvocato prova a “ipnotizzare” l'LLM del tribunale infilando istruzioni invisibili (bianco su bianco) dentro un atto: quando il giudice chiede un riassunto, il modello esegue anche i comandi nascosti e produce un'analisi distorta. Qui non c'è magia: è prompt injection applicata a un contesto ad altissimo impatto, dove un riassunto sbagliato può influenzare decisioni, tempi e responsabilità.Il punto chiave è strutturale: per molti modelli linguistici tutto ciò che entra nel contesto è testo “allo stesso livello”, quindi contenuto e istruzioni diventano indistinguibili. È la versione operativa del problema descritto dall'esperimento della “stanza cinese” di John Searle: manipolazione di simboli senza comprensione semantica e senza un confine affidabile tra “documento” e “comando”. Per questo la prompt injection non è solo un bug: è un pattern che riappare in PDF, email, browser, strumenti di sviluppo e workflow aziendali.La conseguenza pratica è una nuova superficie d'attacco: non vieni colpito tu, viene colpito l'assistente che legge al posto tuo. Se l'abitudine diventa “non leggo l'originale, leggo il riassunto”, allora ogni catena documentale si porta dietro un terzo attore non autorizzato: ciò che il file sussurra al modello mentre tu guardi altrove.00:00 Il trucco bianco su bianco01:20 Cos'è la prompt injection02:08 Il caso in tribunale04:10 Dalla scuola ai paper06:10 Email, IDE, browser, Slack09:12 Perché non si risolve09:45 Searle e stanza cinese14:43 Regola: AI come stagista#PromptInjection #StanzaCinese #LLMSecurity

L'odio online non è (solo) “colpa dei cattivi”: funziona come un branco transitorio che si coagula attorno a un bersaglio, lo travolge e poi si scioglie per riformarsi altrove. Il singolo commento è individuale nell'esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivi perché vedi migliaia di altri farlo e ti senti una goccia nel mare. E quando la vittima è trattata come un simbolo, non come una persona, il dolore sparisce e resta soltanto lo scontro tra bandiere.La dinamica è antica: capro espiatorio (René Girard) e massa che cerca un bersaglio (Elias Canetti). I social cambiano soprattutto tre cose: abbassano il costo dell'aggressione (un like, un commento), tolgono la chiusura rituale (l'odio non finisce mai) e - qui sì - introducono un incentivo economico: piattaforme e algoritmi premiano ciò che genera engagement. La compassione è lenta, la rabbia vola.Gli algoritmi non inventano l'odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibili pochi nodi rumorosi e trasformano la visibilità in contagio, abbassando la soglia di chi era indeciso. Il punto finale è politico e sociale: se mancano spazi reali dove elaborare il conflitto, la rete diventa il luogo in cui lo si scarica, scegliendo una vittima alla settimana.00:00 Dal caso al meccanismo01:14 Le domande chiave03:04 Odio di branco transitorio07:40 Quando una persona diventa simbolo08:55 Disimpegno morale (Bandura)11:46 Girard e Canetti: dinamiche antiche14:29 Cosa cambiano i social18:27 Viralità: rabbia batte empatia#odioonline #algoritmi #psicologiasociale #socialmedia #caproespiatorio

✨ W33K: il Lunedì che fa la differenza!Sono tornato, sono vivo, e parliamo un po' di cosa è successo. Ma parliamo anche di odio...L'odio online non è (solo) una somma di individui cattivi: è un comportamento di branco che si forma, travolge un bersaglio e si scioglie, pronto a ricomporsi sul prossimo pretesto. Il singolo commento è personale nell'esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivo perché vedo migliaia di altri farlo e mi convinco di essere irrilevante, quindi innocente.Quando una persona diventa simbolo, smette di essere percepita come individuo: diventa una lavagna su cui proiettare un conflitto più grande. Qui entra il “disimpegno morale” (Albert Bandura): ci si racconta di stare punendo il Male, non infierendo su qualcuno che soffre. Girard (capro espiatorio) e Canetti (massa e potere) descrivevano già dinamiche simili: i social non cambiano la natura umana, ma abbassano il costo dell'aggressione, eliminano la chiusura rituale e soprattutto monetizzano l'engagement.Gli algoritmi non inventano l'odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibile la minoranza rumorosa e trasformano rabbia e indignazione in carburante. Il risultato è una società che perde spazi fisici di elaborazione del conflitto e delega alle piattaforme una liturgia continua: un bersaglio alla settimana, un linciaggio, poi il prossimo.00:00:00 Sigla e apertura00:03:22 Ritorno in live e saluti alla chat00:03:51 Racconto del grave incidente stradale in moto00:07:09 Spiegazione delle sigle musicali generate con intelligenza artificiale00:13:08 Festeggiamenti per il traguardo di 312.000 iscritti sul canale00:16:12 Novità sul corso e moduli multi-agente00:27:38 Introduzione del tema: l'odio online e il caso Roccella00:31:02 Sociologia del branco virtuale come massa transitoria e indeterminata00:33:05 Teoria dei ''Transit Dogpile Groups'' e gradiente della rabbia00:35:52 Trasformazione delle persone in simboli e bersagli senza colpa00:36:36 Il meccanismo psicologico del disimpegno morale di Albert Bandura00:39:39 Teorie classiche del capro espiatorio e della folla (Girard e Canetti)00:42:25 Effetto disinibizione online e crollo dell'empatia senza contatto visivo00:43:19 Modello economico dei social basato sulla monetizzazione dell'indignazione00:46:40 Algoritmi e viralità delle emozioni negative rispetto alla compassione00:50:41 Analisi dei dati della mappa delle intolleranze di Vox Diritti00:53:51 I premi intangibili del branco: appartenenza e superiorità morale01:00:35 La scomparsa degli spazi fisici di mediazione del conflitto sociale01:06:14 Analisi del caso fake news del falso gruppo Facebook antifemminista01:08:32 Manipolazione dei troll, gaslighting ed esibizionismo morale degli attivisti01:23:00 Chiusura della live, saluti finali

Le “scuse” di Michele Mari, diffuse tramite una nota dell'ufficio stampa Einaudi dopo le frasi attribuitegli su Michela Murgia durante il tour del Premio Strega, sono un caso di scuola di crisi autoinflitta: non tanto per il fatto originario (che resta una questione di testimonianze), quanto per come il testo prova a governare la narrazione e finisce per peggiorarla.Quindi per esercizio facciamo al solito l'analisi:- il canale scelto (nota fredda, non prima persona)- l'ancoraggio iniziale su “voci incontrollate”- la negazione come scommessa quando ci sono testimoni- e soprattutto la contraddizione che annulla tutto: negare e insieme “scusarsi”.Il comunicato sposta il bersaglio delle scuse su Teresa Ciabatti invece che sul pubblico realmente ferito dall'offesa percepita verso Murgia

Cambiare iPhone per passare ad altro è “libero” solo sulla carta: il problema vero è portarsi dietro la propria vita digitale. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un'istruttoria su Apple perché il backup completo di iPhone e iPad (app, impostazioni, messaggi, preferenze) risulta effettuabile solo tramite iCloud, mentre i servizi cloud concorrenti possono sincronizzare al massimo porzioni dei dati (foto e file), non l'intero dispositivo.Il punto non è un divieto scritto, ma l'assenza di interoperabilità: secondo l'ipotesi investigativa, Apple non renderebbe disponibili API e permessi necessari a terze parti per realizzare un backup “device-level” equivalente. L'AGCM inquadra il tema nel Digital Markets Act (DMA) e nella designazione di Apple come “gatekeeper” per iOS (settembre 2023) e iPadOS (aprile 2024), richiamando gli obblighi di interoperabilità dell'art. 6(7). Essendo il DMA applicato dalla Commissione Europea, il ruolo nazionale è soprattutto istruttorio: raccolta elementi e trasmissione del dossier a Bruxelles.Dietro la tecnica c'è una dinamica di potere: l'infrastruttura del backup è invisibile finché funziona, ma diventa una gabbia quando provi a uscire. La libertà tecnologica si misura sull'exit cost: quanto è facile migrare senza abbandonare dati, memorie e relazioni digitali.00:00 Libertà di uscire da Apple00:00:32 Indagine AGCM: i backup00:01:52 Backup completo: solo iCloud00:02:52 DMA, art. 6(7) e gatekeeper00:04:13 Ruoli: AGCM vs Commissione UE00:05:17 Il potere del design00:06:41 Infrastrutture invisibili, lock-in00:10:29 Sanzioni e costo dell'uscita

A Fondi (LT) qualcuno fascia un armadio della fibra ottica con nastro bianco e rosso e un cartello: “Spostate queste RADIAZIONI…”. Risultato: vandalismi, cabinet danneggiati e connessioni interrotte. Solo che la fibra non è un'antenna: dentro non “corrono onde radio”, ma luce guidata in un sottilissimo filo di vetro

Apple annuncia la “nuova Siri” dentro Apple Intelligence, poi aggiunge il dettaglio che in Unione Europea diverse funzioni su iOS e iPadOS non arriveranno “a breve”. La narrativa è semplice: “ce lo impedisce l'Europa”. Ma il punto interessante è come lo stesso fatto venga pesato e incorniciato per spostare il colpevole: da “scelta di prodotto e di compliance” a “divieto politico”. E infatti, su Mac le funzioni risultano disponibili, segnale che non è un limite tecnologico inevitabile, ma una decisione selettiva.Dal lato UE, il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ribalta l'accusa: il DMA non vieta di lanciare prodotti, chiede interoperabilità nel rispetto di privacy e sicurezza

Il mito “America deregolamentata, Europa iper-regolata” si incrina quando il governo USA chiede alle aziende di AI l'accesso anticipato ai modelli più avanzati. L'ordine esecutivo del 2 giugno 2026 prevede un sistema di valutazione riservato con il coinvolgimento della National Security Agency (quella di Snowden) per identificare i “frontier models” e ottenere fino a 30 giorni di accesso prima del rilascio pubblico, su base dichiarata “volontaria”.Il punto non è solo la sicurezza nazionale (reale, specie se i modelli possono individuare vulnerabilità e facilitare capacità offensive), ma l'architettura del potere: chi definisce cosa è “di frontiera”, con quali benchmark non pubblici, e chi decide i “partner fidati”. Il “volontario” diventa un obbligo di mercato quando il bollino di trusted partner si traduce in contratti, appalti e vantaggio competitivo.Ne esce un confronto diverso con l'AI Act europeo: in Europa il collo di bottiglia è sull'uso, con regole generali basate sul rischio e sui diritti

Scoppia il caso sulla prima Ferrari 100% elettrica, chiamata “Luce”: il punto non è solo se sia bella o brutta, ma cosa comunica. Perché il valore non sta nel garage di chi compra, ma nello sguardo di chi resta fuori.L'argomento “deve piacere a chi la compra” sembra buon senso, ma per un brand di lusso è un autogol: il valore-segno (Baudrillard) e la distinzione (Bourdieu) funzionano solo se una comunità ampia riconosce quel confine e lo convalida. Persino il desiderio del cliente “dentro” passa dal desiderio mimetico (René Girard): il miliardario vuole l'oggetto anche perché sa che tutti lo vorrebbero.E poi ci sarebbe anche un secondo tema: la trasparenza degli influencer invitati all'evento e la compliance con le regole italiane su contenuti pubblicitari e disclosure, ma non divaghiamo...Quando un mito smette di “donarsi” simbolicamente alla collettività (Mauss) e diventa pura merce per pochi, il conto non arriva subito dal sold-out, ma dal tempo: dall'immaginario condiviso, da ciò che i ragazzi continueranno (o smetteranno) di sognare.00:00 Due cose che fanno discutere00:01:08 Influencer e trasparenza mancata00:03:27 L'autogol: “piace a chi compra”00:04:48 I fatti del reveal00:06:20 Borsa, meme e reazioni00:07:52 Ferrari come valore-segno00:10:31 Distinzione e desiderio mimetico00:16:22 Il mito come dono collettivo#Ferrari #Branding #Marketing #AutoElettrica

25 maggio 2026: Papa Leone XIV presenta Magnifica Humanitas, prima enciclica sociale del pontificato, firmata il 15 maggio in evidente continuità simbolica con la Rerum Novarum (15 maggio 1891) di Leone XIII. Il punto di rottura è netto: brevetti, algoritmi, piattaforme digitali, infrastrutture e dati vengono letti come beni con “destinazione universale”, mentre i giganti tecnologici sono descritti come attori privati transnazionali con potere e risorse superiori a molti governi.L'analisi mette a fuoco la strategia di soft power regolatorio: un lessico che somiglia più a AI Act, DSA e DMA che alla tradizione vaticana

12,5 milioni di euro di sanzione a Poste Italiane e PostePay: il punto non è un data breach, ma l'uso di un sistema antifrode che, secondo il Garante per la protezione dei dati personali, ha trasformato l'app di home banking in un meccanismo di monitoraggio dello smartphone. L'accesso all'elenco delle app installate, a quelle in esecuzione e a vari dati tecnici non sarebbe stato una scelta: o si accetta, o l'app non funziona.Poste richiama gli obblighi di sicurezza della PSD2 per giustificare il trattamento come “obbligo legale”, ma il Garante (provvedimento 17 aprile 2026, n. 237) ribatte che una finalità legittima non autorizza qualunque mezzo: la sicurezza dei pagamenti non rende automaticamente “necessaria” una raccolta così estesa. Qui entrano in gioco minimizzazione, proporzionalità e privacy by design, oltre al rischio di function creep: sistemi nati per proteggere dalle frodi che, per accumulo di controlli, finiscono per eccedere lo scopo e normalizzare una sorveglianza permanente.La lezione vale oltre Poste: molte banche e fintech integrano moduli antifrode simili. Se questa linea regge anche dopo i ricorsi, “invocare la sicurezza” smette di essere un lasciapassare e costringe a riprogettare controlli e basi giuridiche con più rigore.00:00 La multa e l'accusa01:58 Provvedimento e numeri02:23 Permessi obbligatori nell'app02:55 ThreatMetrix: cosa monitora04:12 PSD2 non basta05:10 Minimizzazione e necessità05:50 Function creep e panopticon08:19 Impatto su banche e fintech#GDPR #Privacy #Cybersecurity #PSD2 #Fintech

Kintsugi: riparare con l'oro lasciando visibili le crepe. L'immagine è potente, ma cambia sapore quando il vaso sei tu: mentre l'“oro” deve ancora arrivare, ti senti solo rotto, senza fiato e con il corpo che pretende lentezza. Dopo l'incidente in moto del 25 aprile, la mortalità smette di essere un'idea astratta e diventa qualcosa di concreto, misurabile, appoggiato sull'asfalto e sulle costole.Tra terapia intensiva e degenza al Niguarda di Milano, emergono due livelli di analisi: quello clinico-organizzativo (il modello trauma center a regia chirurgica, capace di coordinare specialità e ridurre i tempi decisionali) e quello cognitivo. La Construal Level Theory (Trope e Liberman) spiega perché i progetti “un giorno” si tengono lontani e astratti, finché un evento vicino li rende immediati. E il Post-Traumatic Growth chiarisce perché, dopo un trauma serio, la ricerca di senso diventa prevedibile, quasi fisiologica.Rallentare non come resa ma come strategia: andare piano per tornare lontano. E un ringraziamento che diventa anche un fatto politico: il trauma team esiste perché esiste la sanità pubblica, quella rete che ti prende quando cadi.00:00 Kintsugi e crepe visibili02:16 Incidente del 25 aprile02:52 Bilancio clinico e interventi04:50 Il Trauma Team del Niguarda06:42 Mortalità: da astratto a concreto07:15 Construal Level Theory e priorità08:38 Recupero, limiti e rallentare12:54 Post-Traumatic Growth e senso#kintsugi #trauma #sanitàpubblica #psicologiacognitiva

''Ho fatto un incidente.''Non è il video che avrei mai voluto girare, ma è necessario per spiegarvi la mia assenza degli ultimi giorni. La sera del 25 aprile sono stato coinvolto in un brutto incidente in moto. Sono ancora ricoverato, ma il peggio è passato e sto recuperando, anche se la strada è ancora lunga, come spiego meglio nel video.Il mio primo grazie va ai soccorritori e a tutto il personale dell'Ospedale Niguarda di Milano: dalla terapia intensiva alla Chirurgia d'Urgenza e del Trauma Maggiore, sotto la direzione della professoressa Stefania Cimbanassi. Grazie quindi al Trauma Team e ai suoi medici, tra cui, per citare alcuni nomi che mi vengono in mente ora mentre registro questo video, Giulia Curreri, Federica Renzi e Simone Ciciriello, che hanno svolto un lavoro straordinario prendendosi cura di me in un momento critico.E voglio ringraziare di cuore le persone straordinarie che mi stanno vicino e i colleghi che stanno gestendo la situazione.Ci aggiorniamo di nuovo appena avrò un po' più di energie.p.s. I post di questi giorni sono pubblicati dal mio team, quindi non riuscirò a leggere tutti i commenti ma lo farò appena starò meglio.~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Pragmata, il nuovo videogioco di Capcom, è al centro di una controversia esplosiva: mentre alcuni lo vedono come un inno alla paternità, altri lo accusano di sessualizzare i minori. La battaglia infuria online, con il gioco che diventa il fulcro di una guerra tra due tribù ideologicamente opposte. Il problema? Entrambe le parti vedono nel gioco quello che conferma le loro convinzioni, ignorando la realtà dell'opera. È un esempio lampante di percezione selettiva, in cui ogni elemento culturale diventa un pretesto per dichiarare appartenenze tribali. La discussione smette di riguardare il gioco in sé e diventa una cartina al tornasole di identità e ideologia. Quanto ci lasciamo condizionare dalle tribù digitali?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

In Cina, un anziana signora crede di parlare con il figlio lontano che promette di tornare presto. Il figlio è morto però da un anno e il nipote ha creato un clone di intelligenza artificiale per mantenerle questa illusione. Superbrain, un'azienda specializzata, ha realizzato l'avatar con foto e video del defunto, materia prima di un business che gioca con le emozioni umane.Stiamo trasformando il lutto in un prodotto da vendere, sostituendo il dolore reale con una consolazione artificiale. L'illusione può sembrare benefica, ma impedisce l'elaborazione del lutto e alimenta un mercato senza regole chiare. La storia della signora di Shandong è solo la punta dell'iceberg, un esempio di come il bisogno umano di conforto venga sfruttato per profitto. Chi decide quando una bugia finisce e quanto siamo disposti a pagare per essa?Dove tracciamo la linea tra consolazione e inganno?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

La Commissione Europea ha annunciato la disponibilità di un'applicazione per la verifica dell'età progettata per proteggere i minori online. Ma le prime analisi sulla App che dovrebbe essere in linea con i più alti standard di privacy, l'ha trovata un colabrodo, piena zeppa di vulnerabilità (gravi).Ricercatori di sicurezza hanno dimostrato che il sistema può essere facilmente aggirato, che i dati biometrici non sono al sicuro e che si può bypassare mettendo a rischio dati personali e minando la fiducia degli utenti.Una analisi completa delle MOLTE problematiche che smaschera la fragilità di un progetto che dovrebbe proteggere i giovani ma che, invece, espone gravi lacune di sicurezza. È un esempio classico di “teatrino della sicurezza”, dove le apparenze superano la sostanza. L'infrastruttura creata pone le basi per una sorveglianza universale, una preoccupante evoluzione verso un controllo centralizzato che potrebbe essere sfruttato oltre le sue intenzioni originali. Cosa pensate di un sistema progettato apparentemente per la sicurezza che in realtà non riesce a proteggere nemmeno sè stesso per più di 2 minuti?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Google ha lanciato AI Overview nel 2024, trasformandosi da semplice curatore di informazioni a vero e proprio editore. Con 5 mila miliardi di ricerche annue, l'azienda ora fornisce risposte immediate e apparentemente autorevoli, ma con un margine di errore del 9%, producendo decine di milioni di risposte errate ogni ora.AI Overview non è solo una fonte di informazioni imprecise

L'azienda Nvidia, colosso da 3.000 miliardi di dollari nella produzione di chip per l'intelligenza artificiale, si è vista bloccare un video su YouTube. Il sistema di Content ID di YouTube ha attribuito il contenuto alla 7, l'emittente televisiva italiana, provocando una situazione surreale che solleva domande sulla gestione dei diritti d'autore online.Ma va capito meglio come funziona Content ID, e va smascherata l'erronea narrativa che lo vede come il colpevole. In realtà, il sistema ha semplicemente operato in base alle dichiarazioni di proprietà della 7. Il vero problema? La scarsa gestione dei diritti da parte dei broadcaster, che caricano contenuti senza la dovuta segmentazione.Questa storia non è un'eccezione, ma un esempio di come spesso la colpa venga attribuita al sistema anziché alla configurazione umana errata. Quante volte attribuiamo responsabilità agli algoritmi senza considerare la nostra incompetenza?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

A Dublino, Matt Cortland ha pagato 7,80€ per una pinta di Guinness e ha deciso di reagire. Con l'aiuto di un'intelligenza artificiale, ha effettuato oltre 3000 telefonate a pub irlandesi per raccogliere i prezzi della mitica birra. Questa inchiesta ha portato alla creazione del ''Guinndex'', un sito che mostra i prezzi in tempo reale, evidenziando forti discrepanze nel costo della Guinness in Irlanda.Questo esperimento rivela una realtà inquietante: la trasparenza dei prezzi ha costretto i pub ad adeguarsi, dimostrando il potere di dare visibilità alle informazioni nascoste. È un esempio di come l'IA possa ribaltare le dinamiche di mercato, un pungolo che spinge i consumatori a scegliere con maggiore consapevolezza. Non è solo una questione di birra, ma di come un'intelligenza vocale possa incidere in settori con politiche di prezzo opache.La vera domanda è: siamo pronti ad accettare che le macchine possano alterare i mercati a questo livello?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Due recenti sentenze negli Stati Uniti hanno colpito duramente Meta e YouTube con multe da centinaia di milioni di dollari. Le piattaforme sono state condannate per il design delle loro interfacce, accusate di creare dipendenza nei bambini. È la prima volta che la sezione 230, il famoso scudo legale delle big tech americane, viene aggirato in maniera così significativa e incisiva.Ma cosa significa davvero questa svolta? Le sentenze aprono la strada a una nuova responsabilità delle piattaforme, ma il prezzo potrebbe essere altissimo: la sorveglianza di massa camuffata da protezione dei minori. È un rischio che non possiamo ignorare. Se da un lato la giustizia sembra prevalere, dall'altro si potrebbe finire in una rete più stretta con meno privacy e libertà. La domanda non è più se l'internet cambierà, ma in che modo e a quale costo?Questo è #DeepDive, il formato lungo del canale in cui, tra tecnologia, norme e società, proviamo a dare un senso alla realtà con quell'approfondimento che nessun altro vi farà mai.~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Licenziata per un Phishing?Una dipendente di lunga data è stata licenziata dopo aver effettuato un bonifico in seguito a una truffa di phishing che ha causato una perdita di 15.800 euro. La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento, attirando l'attenzione su come la responsabilità professionale sia la chiave contro queste frodi. Il caso evidenzia sia la mancanza di controllo da parte della dipendente che la necessità di competenze professionali stabili.La sentenza della Cassazione rivela una verità scomoda: la diligenza professionale dovrebbe essere il primo scudo contro le frodi, non solo le competenze tecniche di cybersecurity. Se ignoriamo i segnali evidenti e non agiamo con buonsenso, mettiamo a rischio il nostro lavoro.Questa storia ci fa capire come forse è arrivato il momento di smettere di dare la colpa alla mancanza di formazione, e iniziare ad essere proattivi nel nostro ruolo. E iniziare ad essere se non diligenti, almeno vigili e responsabili.~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Siamo entrati nell'era in cui persino una notizia vera può costare una minaccia di morte. Emanuel Fabian, giornalista del Times of Israel, ha riportato un attacco missilistico, ma la sua verità ha interferito con una giocata online da 900 mila dollari su Polymarket. Un episodio evidenzia come i mercati delle previsioni stiano trasformando eventi tragici in asset speculativi.Tutto sta diventando un gioco, anche la sofferenza umana. La nostra analisi smaschera come piattaforme come Polymarket stiano compromettendo l'etica giornalistica e la verità stessa. I fatti riportati diventano armi in un meccanismo perverso che premierà chi manipola la realtà, minacciando chi invece cerca di riportarla. Questo mercato della gamificazione non è neutrale, è un attacco diretto alla verità e all'integrità.Quanto siamo disposti a sacrificare la verità per il profitto?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Il New Mexico ha portato Meta in tribunale per un'accusa che fa tremare l'intero mondo dei social media: l'operazione MetaPhile ha dimostrato come gli algoritmi di Meta non proteggano i minori e facilitino la connessione tra account pedofili. L'indagine shock rivela come Instagram, con account falsi creati sotto copertura, abbia rapidamente indirizzato contenuti sessuali espliciti a minori. Zuckerberg sapeva tutto?Il video esplora la micidiale falla nei meccanismi di sicurezza di Meta. Mostriamo come gli algoritmi, disegnati per massimizzare l'engagement, abbiano trasformato le piattaforme in strutture che vanno ben oltre un normale social network, diventando vere e proprie infrastrutture criminali. L'accusa al suo cuore è devastante: non si tratta più di bug, ma di feature studiate ad hoc. Fino a che punto è lecito per un colosso ignorare queste problematiche in nome del profitto? La questione è chiara: quanto disposti siamo a credere che un semplice avviso legale basti a giustificare la totale assenza di responsabilità? ~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Creatività senza “momento eureka”, contenuti moltiplicati a costo quasi zero, e un dubbio che resta sullo sfondo: l'AI ci potenzia o ci atrofizza? Con Raffaele Gaito, presentando il suo nuovo libro ''In cosa posso esserti utile? Guida molto pratica e poco emotiva all'intelligenza artificiale'' (Mondadori, marzo 2026), entriamo nel merito di cosa significhi davvero “usare” l'intelligenza artificiale: non come oracolo, ma come strumento che cambia il processo creativo, il modo di studiare e perfino il rapporto con l'errore.Si parla di bias, sicofanzia e compiacenza dei modelli, e di come impostare richieste e ruoli (tipo “avvocato del diavolo”) per ottenere feedback utili invece di conferme. Ma il punto più delicato è il debito cognitivo: quando l'output diventa il punto d'arrivo, la mente smette di fare attrito. Da qui la domanda su scuola, valutazione e competenze: ha ancora senso misurare la memoria se il retrieval è sempre in tasca, o stiamo perdendo logica, metacognizione e spirito critico?Se “pensare con l'AI” è la nuova alfabetizzazione, come evitare che diventi una nuova forma di analfabetismo funzionale?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Un agricoltore del Nebraska con le mani sporche di terra e un portatile collegato al suo trattore John Deere: questa è l'immagine che sta scuotendo il concetto di proprietà nel mondo digitale. Gli agricoltori sono costretti a hackerare i propri trattori da 300.000 dollari per evitare le lunghe attese imposte dal monopolio delle riparazioni certificato. È in gioco l'essenza stessa di cosa significhi possedere un oggetto nell'era delle licenze e dei lucchetti digitali.Questa non è solo una questione di trattori

Libero lo chiama ''sfregio''. Il Secolo d'Italia ''affronto''. Gaia Tortora risponde secca: ''Papà avrebbe votato sì''. Io lo chiamo Governo delle Narrative.Gifuni interpreta Tortora in Portobello di Bellocchio su HBO Max. Milioni di italiani guardano ogni settimana un uomo innocente distrutto dalla magistratura, con la sua faccia impressa nella memoria, nelle settimane prima del referendum. Il fronte del sì ha costruito tutto il frame su quella storia. Frame activation perfetta.Poi Gifuni apre bocca e dice: ''Voterò convintamente no.'' Cortocircuito.La faccia di Tortora che dice il contrario di quello che Tortora ''avrebbe voluto''. Il testimonial che si rivolta contro la campagna. E la regola d'oro della comunicazione infranta in diretta: non costruire mai il tuo frame su qualcosa che non controlli...~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Negli anni '80, migliaia di americani si sono convinti di abusi rituali inesistenti, spinti da terapeuti poco scrupolosi. Oggi, nel 2026, gli stessi meccanismi si ripresentano con un protagonista inatteso: i chatbot come ChatGPT. In Regno Unito, le segnalazioni di abusi rituali sono in aumento, sollevando interrogativi sulla validità dei ricordi indotti da queste IA.Nel video di oggi analizzo come i chatbot possano rafforzare false credenze, causando danni più gravi degli errori del passato. Le IA non sono progettate per discernere la verità, ma per confermare le convinzioni dell'utente, rischiando di generare traumi collettivi. Questo non è solo un problema di tecnologia: è una crisi di responsabilità. Siamo di fronte a un panico morale digitale, in cui le macchine replicano gli errori umani su scala massiccia.Quanto ci costerà ignorare questi segnali di allarme? Tocca a noi pretendere maggiore responsabilità da chi sviluppa queste tecnologie. Che cosa ne pensi? Stiamo perdendo la battaglia contro le false memorie?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

La decisione del governo degli Stati Uniti di dichiarare Anthropic un rischio per la sicurezza nazionale fa discutere. Un'azienda tecnologica americana viene messa sotto accusa perché chiede garanzie sull'uso etico della sua intelligenza artificiale. La mossa non è dovuta a minacce esterne, ma alla richiesta di trasparenza su controllo e limite delle applicazioni militari. Questo evento segna una svolta significativa nel rapporto tra Stato e industria tecnologica. Nel video, metto in luce come questa non sia una semplice questione tecnologica, ma una grande sfida di potere e governance. La linea sottile tra giusto e sbagliato viene tracciata quando il Pentagono, pur dichiarando di seguire già certe regole, rifiuta di formalizzarle. Il risultato? Una lezione inquietante per le aziende tech: o ti conformi o vieni cancellato. Un messaggio chiaro ma pericoloso su chi davvero detta le regole del gioco. Alla fine, chi dovrebbe avere l'ultima parola sull'uso delle tecnologie più potenti, lo Stato o chi le crea? ~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Nel 2026, la guerra si è trasformata in un fenomeno mediatico, in diretta e commentata sui social, come racconta il mio ultimo video. Immaginate battaglie trasmesse con la stessa spensieratezza di un tutorial di TikTok. È qui che ci troviamo oggi, con l'estetica della guerra alterata e confezionata come intrattenimento di massa.E c'è un pericolo nascosto di questa gamification della morte. Non stiamo solo banalizzando il dolore e la sofferenza umana

Una manciata di piante rarissime vendute a migliaia di euro l'una: un mercato esclusivo, sostenuto dalla scarsità e dal “gatekeeping” di pochi coltivatori. Poi arriva una creator su YouTube (Planting Jars) e fa saltare il banco con una tecnica nota ma poco accessibile: la tissue culture (micropropagazione/cultura in vitro), cioè la clonazione di una pianta a partire da un piccolo frammento di tessuto fatto crescere in un medium gelificato ricco di nutrienti.Il punto non è l'invenzione della tecnica, ma la sua democratizzazione: kit, procedure semplificate, istruzioni passo‑passo. Quando la clonazione diventa replicabile anche fuori da un laboratorio, crolla l'euristica della scarsità: se “il raro” si può moltiplicare, il valore percepito precipita e un intero modello economico basato sull'accesso controllato entra in crisi.La storia apre anche un conflitto di narrative: da un lato chi invoca “naturale vs artificiale” e critica i cloni per la minore diversità genetica

Cosa succede quando un prof con milioni di follower viene accusato di usare i propri studenti minorenni come spammer per l'algoritmo in cambio di voti? Ciao Internet! Il caso Vincenzo Schettini (''La fisica che ci piace'') è una vera e propria masterclass su come NON si gestisce una crisi reputazionale.Per capire come si distrugge l'accountability tra scuse non scuse, gaslighting e l'uso dei propri follower.Opinioni, ma anche fatti con l'analisi di 255 dei suoi video (tutte le live) per capire se fosse solo una ''gaffe'' isolata: non lo era. E poi i 104 video fatti sparire di colpo nel picco della polemica, le asserite pressioni del Team sui giornalisti, minacce di querele a ragazzi di 21 anni e il ''vittimismo strategico'' usato per coprire critiche legittime. Smontiamo pezzo per pezzo una strategia difensiva disastrosa.Ma il problema non è solo lui. È il vuoto normativo sui docenti-influencer e ci costringe a guardarci allo specchio: siamo davvero un ecosistema così povero da aver sempre bisogno di una gogna e di un tritacarne mediatico per far emergere i problemi?»»» INDICE DEI CONTENUTI «««00:00 Introduzione: il caso Schettini e la Masterclass in Crisis Management03:26 Cos'è un frame mediatico (e la presunzione di innocenza)04:30 Le origini: le dichiarazioni al podcast BSMT08:29 ''Domani interrogo'': la prima ammissione sulle live10:00 Il primo frame: il delirio anticostituzionale (MOWMag/Sambruna)12:11 Il secondo frame: il TeachToker e il conflitto di interessi (Lucarelli)15:20 L'intervista all'ex studente: classe come set e ''voti-emoji''17:00 Il mistero dei 104 video spariti nel picco della crisi20:36 Le (mancate) scuse: i 4 errori tossici di comunicazione23:34 PUNTO 1 - Omissione strategica: il silenzio totale sui voti25:51 PUNTO 2 - La fallacia del ''nessuno si è mai lamentato''27:12 PUNTO 3 - Vittimismo strategico: l'omofobia usata come scudo mediatico29:59 PUNTO 4 - Pressioni, minacce di querela e la telefonata alla giornalista35:46 I DATI ESCLUSIVI: Abbiamo analizzato 255 live di Schettini37:07 Area 1: Asimmetria relazionale e coercizione43:00 Area 2: La Gamification e i voti sul registro per i Like52:31 Area 3: Studenti usati come ''spammer'' commerciali56:34 Il ''Maglioncino alla Ferragni'' e il problema dell'Accountability01:00:14 Dissonanza cognitiva ed Effetto Alone: perché lo difendono?01:06:28 ''Sventurata la terra che ha bisogno di eroi'' (e di gogne)01:08:27 Come si gestisce DAVVERO una crisi (le vere scuse)~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

ChatGPT che interpreta ordini vocali e li trasforma in azioni operative per droni e sistemi d'arma: non è fantascienza. Aziende della difesa come Anduril stanno sperimentando l'uso di modelli linguistici per supportare il comando e controllo, mentre il Dipartimento della Difesa USA aumenta gli investimenti in AI (con piani di spesa miliardari verso il 2026) e anche i grandi player tecnologici tornano a lavorare su contratti militari. Il punto non è “se” l'AI sia già perfetta, ma la direzione: accelerare la kill chain, rendere più rapido e “pulito” il passaggio da identificazione a ingaggio.Il rischio più subdolo è la disconnessione psicologica: dare un ordine come fosse una procedura amministrativa e ricevere conferma da una voce sintetica abbassa il peso morale della decisione. Qui entra l'automation bias (studiato da Raja Parasuraman e colleghi): la tendenza a fidarsi dei sistemi automatici anche quando dovremmo dubitare. E quando l'AI comprime il ciclo OODA (Observe–Orient–Decide–Act, concetto reso celebre da John Boyd), la velocità diventa un fattore strategico che può chiudere decisioni in secondi, prima che l'intervento umano—anche solo cognitivo—sia possibile.Poi c'è la proliferazione: tra tecnologie diffuse e approcci “sufficientemente buoni”, l'autonomia letale rischia di democratizzare l'orrore. E quando una catena mista di persone e algoritmi produce un crimine di guerra, la domanda diventa inevitabile: chi risponde? Senza responsabilità chiara e controllo umano significativo, la guerra algoritmica non è progresso: è abdicazione etica.~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

OpenAI aveva individuato conversazioni inquietanti che preannunciavano una sparatoria di massa in Canada, ma la dirigenza ha preferito ignorare i segnali per conformarsi a regolamenti interni. Il risultato? Otto morti e venticinque feriti. Un classico esempio di come la burocrazia può soffocare l'azione giusta.Questo video non parla di teorie astratte, ma di una gravissima mancanza di responsabilità umana in ambito tecnologico: quando la compliance legale viene messa sopra l'etica, il costo si misura in vite umane. La decisione di OpenAI mostra un eterno conflitto tra profitto e responsabilità sociale che ci ricorda un comandamento di base: BENE la predizione per profitto e pubblicità, MALE la predizione per contrasto alla violenza.Perché alla fine tutto ha un prezzo. E quando l'intelligenza artificiale dimostra più etica dei suoi creatori, abbiamo un problema. Enorme.~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

''Puoi votare mia nipote al concorso di Ballerina?''.Una nuova truffa digitale che coinvolge utenti ignari che, tratti in inganno da un messaggio apparentemente innocuo, rischiano di perdere accesso ai propri contatti e conversazioni. Una frode, nota come ''ghost pairing'', sta già destando grande preoccupazione tra esperti di sicurezza informatica e la polizia postale.Vediamo come funziona e i trucchi utilizzati dai truffatori, sfruttando una funzionalità legittima di WhatsApp per ingannare gli utenti. Scopriamo insieme come riconoscere questo pericolo e proteggerti, anche se sei già stato vittima. Dobbiamo aggiornare il nostro modo di pensare perché i nostri modelli mentali, troppo spesso antiquati, ci rendono vulnerabili a metodi sempre più sofisticati. Ecco, questo è il video da mandare alla mamma oggi :D~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Le macchine che uccidono non sono più fantascienza. Antropic, valutata miliardi, rischia di perdere un contratto da 200 milioni di dollari con il Pentagono, oltre che il ban da tutte le aziende statali o con contratti con lo Stato Americano.Il motivo? I fratelli Amodei non vogliono rimuovere i limiti etici dell'intelligenza artificiale Claude. Una tecnologia che è già stata usata in operazioni militari, ad esempio nell'operazione che ha portato alla cattura di Maduro, e che a quanto pare è già inserita nella controversa soluzione di Palantir, generando un dibattito urgente sul suo utilizzo.Alla base un errore fondamentale: quando si tratta di business militare, i principi etici possono valere quanto un pezzo di carta straccia. I limiti vengono facilmente superati quando c'è di mezzo il potere economico e politico. Stiamo davvero assistendo al momento Oppenheimer dell'intelligenza artificiale, un punto di non ritorno per l'industria tech?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Un documento interno rivelato mostra che Claude di Anthropic, un'intelligenza artificiale, ha una sorta di ''anima'' chiamata Soul Overview. Richard Weiss, hacker specializzato in AI, ha scoperto questo documento, confermato da Amanda Haskell di Anthropic. La rivelazione sposta l'interesse dalla tecnica all'etica dell'intelligenza artificiale, sollevando dubbi e interrogativi su come i valori siano incorporati in queste tecnologie avanzate.Chiamare ''anima'' un documento di training è una mossa di marketing e antropomorfizzazione strategica. Dietro termini umanizzanti, si nasconde il rischio di esternalizzare il giudizio morale a sistemi creati da pochi, con etiche dettate da un ristretto gruppo di ingegneri. L'arguto paradosso è che queste macchine, incapaci di tenere segreti, rivelano quanto la trasparenza sia un problema. L'intelligenza artificiale non dovrebbe mai sostituire il pensiero critico umano.Chi decide veramente i valori delle macchine che quotidianamente influenzano le nostre vite? Confrontati e partecipa alla discussione sulla reale etica dell'intelligenza artificiale.Il documento di ''anima'' qui » https://gist.github.com/Richard-Weiss/efe157692991535403bd7e7fb20b6695~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com

Brunello Cucinelli è al centro dell'attenzione, mentre la sua immagine di capitalismo umanistico viene messa in discussione. Un articolo di Selvaggia Lucarelli ha iniziato a incrinare l'aura impeccabile costruita intorno al brand, suscitando un dibattito acceso. È la superficie dorata del lusso che ora incontra uno scollamento (percepito?) con la realtà sempre più crescente e occhi puntati.L'occasione per parlare di come il mito e il marketing abbiano sovrascritto la realtà, mettendo in crisi un intero sistema economico basato su valori etici che ora sembrano vacillare. Non è solo una storia di ipocrisia: è un caso di costruzione sistematica di una realtà parallela, dove i fondatori (non solo Cucinelli) diventano figure quasi divine. Quando il profitto inizia a incrinare la patina di santità, quale sarà l'impatto su Cucinelli e sul lusso Made in Italy? Se vogliamo davvero un capitalismo etico, dobbiamo abbattere i simulacri costruiti per incantarci: la realtà è sporca e cattiva, ma noi crediamo ancora ai miti del lusso, o siamo pronti a grattare via la vernice dorata?~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com