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L'appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta.

RSI - Radiotelevisione svizzera


    • May 21, 2026 LATEST EPISODE
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    L'imposta sulla casa

    Play Episode Listen Later May 21, 2026 29:54


    A Modem, altro argomento in votazione il prossimo 14 giugno, questa volta uno dei due temi cantonali ticinesi: l'iniziativa popolare costituzionale “Sì alla neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima”. Lanciata e consegnata dall'UDC con 17 mila firme, è sostenuta da centro e destra e ha ottenuto l'avallo del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato. Per dettami federali, il valore delle stime immobiliari dovrà salire entro il 2035 al 70% del valore di marcato, contro il 55% attuale in Ticino. L'iniziativa chiede che questo aumento non si traduca automaticamente in un aumento delle imposte per i proprietari e non abbia nemmeno conseguenze automatiche a livello di prestazioni, aiuti e sussidi erogati con obiettivi sociali. La sinistra denuncia, tra altre cose, una difesa mascherata degli interessi dei grandi proprietari. Dibattito con:Roberta Soldati, deputata dell'UDC e firmataria del primo rapporto di maggioranza in Gran Consiglio, favorevole all'iniziativaIvo Durisch, capogruppo del PS in Gran Consiglio e primo firmatario del rapporto di minoranza, che si oppone all'iniziativaConduce: Marcello Ierace

    Giochi dopati

    Play Episode Listen Later May 20, 2026 29:13


    I Giochi potenziati saranno realtà che piaccia o meno al Comitato olimpico! Parola di Aron D'Souza, l'ideatore degli Enhanced Games, i giochi potenziati (o Giochi per dopati) che si inaugurano il prossimo finesettimana a Las Vegas, con una quarantina di atleti protagonisti in 3 discipline (atletica, nuoto, sollevamento pesi), montepremi stellari, addirittura un premio di 1 milione di dollari qualora dovesse venir realizzato un nuovo record del mondo (ovviamente con aiutino). Il doping – sotto stretto controllo medico – viene dunque ammesso e incoraggiato, così da poter vedere e far vedere fin dove può spingersi il corpo umano...E allora stiamo parlando ancora di sport? Possiamo fare a meno dei principi etici che tanto decantiamo prima di una competizione sia essa professionistica o dilettante? Oppure la società in evoluzione fa evolvere anche il concetto stesso di sfida sportiva? Ne parliamo a Modem con Cristiano Valli, collaboratore RSI dalla costa ovest degli Stati Uniti Giulia Sesa, ricercatrice esperta in etica sportiva all'Università cattolica di Lovanio in Belgio Igor Nastic, ex nuotatore, oggi commentatore sportivo RSI, docente e formatore e anche preparatore atletico

    I limiti della scuola

    Play Episode Listen Later May 19, 2026 30:44


    Dove comincia e dove finisce la scuola? Dove comincia, facile dirlo: con le lezioni, la didattica, la griglia oraria. Ma dove finisce? In quale misura la scuola deve farsi carico del doposcuola? In quale misura può, in questo modo, agire sulla sua “inclusività”, sulle opportunità per tutti gli allievi di riuscire nel loro percorso scolastico? Sui banchi del Gran Consiglio arriva domani un'iniziativa parlamentare Mps-Pop-Indipendenti che chiede un sostanzioso potenziamento del doposcuola in tutte le sedi di Scuola media del Canton Ticino. Ne discutiamo con: Alessandro Speziali, granconsigliere Plr, relatore del rapporto di maggioranza Massimiliano Ay, granconsigliere Partito comunista, relatore del rapporto di minoranzaPierfranco Longo, presidente della Conferenza cantonale dei genitori

    Regno dis-Unito

    Play Episode Listen Later May 18, 2026 29:38


    Dopo una disastrosa sconfitta nelle elezioni locali e regionali il partito laburista si avvia ad un regolamento di conti interno. Una situazione sorprendente se si pensa al chiaro mandato che Keir Starmer aveva ricevuto nelle elezioni nazionali del 2024 a spese dei Conservatori. Dalla disaffezione per la politica, agli strascichi della Brexit con l'irrisolta questione dell'immigrazione il Regno Unito è sempre meno governabile. Basti pensare che in meno di quattro anni si sono susseguiti quattro primi ministri, e che le ultime tre elezioni nazionali si sono svolte in modo anticipato. Modem cerca di capire le cause di questi sviluppi con gli interventi di:

    Il vertice “imperiale” tra Xi e Trump

    Play Episode Listen Later May 15, 2026 31:02


    Dopo nove anni, Donald Trump è tornato a Pechino in veste di presidente degli Stati Uniti. Ci era già stato nel 2017. Da allora la posizione degli Stati Uniti è però cambiata parecchio, a tal punto che ora la Cina considera il proprio rapporto con la prima potenza mondiale in termini sostanzialmente paritari. Il presidente cinese Xi Jinping sa che gli Stati Uniti, aprendo il conflitto con l'Iran, si sono messi nei pasticci da soli. Anche per questo ha chiesto a Trump un atteggiamento meno rigido in difesa dell'indipendenza di Taiwan, un'isola che dopo il vertice di questi ultimi due giorni guarda ora con accresciuta preoccupazione al proprio futuro. Ma nella due giorni di Pechino sono stati affrontati anche altri problemi: le rivalità commerciali, la questione delle terre rare, di cui la Cina detiene un quasi monopolio a livello mondiale, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le sfide legate alle nuove tecnologie.Ma cosa resta ora di questo vertice? E quali le possibili relazioni future tra le prime due potenze mondiali? Con quali conseguenze per gli equilibri internazionali? Questi alcuni degli interrogativi che affronteremo con:

    Assalto alla Fortezza

    Play Episode Listen Later May 13, 2026 30:30


    Un referendum all'ombra della “Fortezza”. Correva l'anno 2000 quando il mondo intero, per il tramite dell'UNESCO, riconosceva e iscriveva il patrimonio architettonico dei tre castelli, della Murata e della cinta muraria nella lista del Patrimonio dell'Umanità. Un riconoscimento straordinario. Eppure, a oltre venticinque anni di distanza, quei castelli accolgono ancora solo centomila visitatori l'anno, di cui meno della metà paganti.A marzo è così stato approvato dal Consiglio comunale un progetto da 19 milioni di franchi per trasformare i castelli — ribattezzati “Fortezza di Bellinzona” — in un polo culturale e turistico di respiro europeo. Mostre permanenti, tecnologie immersive, percorsi tematici e una governance professionale. Ma da quelle stesse mura, nel giro di poche settimane, è arrivata una risposta inattesa: oltre quattromila e seicento firme per un referendum popolare. No al nome, no al biglietto, no alla fondazione. No, dicono in molti, a toccare qualcosa che appartiene a tutti.A Modem ne discuteremo con:·        Mario Branda, sindaco di Bellinzona ·        Brenno Martignoni Polti, ex sindaco di Bellinzona e promotore del referendum ·        Intervista registrata allo storico Marino Viganò che ha preso parte all'indagine sulla Fortezza

    Quanto si sta stretti in Svizzera?

    Play Episode Listen Later May 12, 2026 30:48


    Crisi dell'alloggio, traffico incolonnato, trasporti pubblici sovraffollati, cementificazione del territorio, criminalità in aumento, salari, sistema sociale e sistema sanitario sotto pressione ... Tutti questi problemi hanno una causa principale secondo l'UDC: è l'immigrazione incontrollata. Negli ultimi 12 anni la popolazione in Svizzera è cresciuta di un milione di persone. Attualmente ogni anno arrivano nel nostro Paese oltre 100'000 persone in più; provenienti dall'Unione Europea, da Paesi terzi o tramite il sistema dell'asilo. Per l'UDC non si può andare avanti così. Con l'Iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti” o “per la sostenibilità” (in votazione il 14 giugno), propone di introdurre un nuovo articolo 73a nella Costituzione federale, secondo il quale la popolazione residente permanente non può superare 10 milioni di abitanti prima del 2050. Da lì in poi spetta al Consiglio federale decidere se innalzare ogni anno questo tetto massimo. In caso di superamento ripetuto, l'estremo rimedio sarebbe disdire l'Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione Europea.Per i contrari, l'immigrazione pone la Svizzera di fronte a delle sfide, ma la proposta dell'UDC - apparentemente semplice - in realtà non porta nessuna soluzione, al contrario crea molti nuovi problemi. E' un'iniziativa del caos, che minaccia i salari, gli impieghi, l'economia, la prosperità, la coesione sociale, la sicurezza.   La popolazione della Svizzera sta crescendo troppo velocemente? Dobbiamo mettere dei limiti? E con quali conseguenze sulla nostra vita e sul futuro del Paese? Ne parleremo con:Marco Chiesa, Consigliere agli Stati dell'UDC, promotore dell'iniziativa Greta Gysin, Consigliera Nazionale dei Verdi, contraria

    Meno servizio civile?

    Play Episode Listen Later May 11, 2026 31:29


    Dal 1996 chi non può conciliare il servizio militare con la propria coscienza può chiedere di prestare servizio civile. È in quella data che il rifiuto ha smesso di essere trattato come reato per diventare un diritto. Dal 2009 è inoltre stato abolito l'esame di coscienzaMa del diritto a non prestare servizio nell'esercito si starebbe approfittando troppo, secondo il Governo e la maggioranza del Parlamento, con conseguenze sull'operatività dell'esercito. Da qui sei misure che hanno come obiettivo quello di “correggere” il tiro. Misure che limiterebbero però eccessivamente la possibilità di optare per il servizio civile, per coloro – sinistra e varie organizzazioni della società civile – che hanno promosso il referendum contro la revisione della Legge sul servizio civile. Servizio civile che – sottolineano i referendisti – è indispensabile per il funzionamento di strutture come ospedali, case anziani etcDi pro e contro di questa revisione parliamo con Michele Moor, presidente della Società svizzera degli ufficialiNiccolò Mazzi-Damotti, membro direzione del PS Ticino

    Uno “spacchettamento” indigesto

    Play Episode Listen Later May 8, 2026 30:54


    Un problema, due iniziative per porvi rimedio e un'impasse tecnico e politico che rischia di mettere a dura prova i rapporti tra i partiti ma anche tra la politica e la cittadinanza. Stiamo parlando dell'implementazione delle due iniziative per fare fronte all'impennata dei costi della cassa malati in Ticino. Una leghista che promuove la deducibilità dei premi e l'altra socialista per contenere i premi entro il 10% del reddito, entrambe votate con solide maggioranze il 28 settembre dell'anno scorso. Negli ultimi giorni si sta facendo strada, nella Commissione della gestione del Gran Consiglio l'ipotesi “spacchettamento”, ovvero l'idea di separare i destini delle due iniziative e affrontarne il finanziamento in maniera separata, poiché in sostanza a nessuno piace il progetto Governativo di implementazione a tappe. Spacchettare le due iniziative è dunque una necessità pragmatica per affrontare due leggi diverse o una scelta politica che rischia di creare un'attuazione di Serie A e una di Serie B, tradendo lo spirito del voto del 28 settembre 2025?” Ne parliamo a Modem con Laura Riget, copresidente PSAlessandro Speziali, presidente PLRFiorenzo Dadò, presidente CentroDaniele Piccaluga, coordinatore Lega dei Ticinesi

    Decessi evitabili all'Ospedale Universitario di Zurigo

    Play Episode Listen Later May 7, 2026 29:51


    “Troppi pazienti sono stati sacrificati in nome dell'innovazione, mentre l'innovazione dovrebbe essere al servizio dei pazienti”. Parole del cardiochirurgo René Prêtre espresse durante la presentazione, martedì, dell'inchiesta indipendente commissionata dall'Ospedale Universitario di Zurigo sulla conduzione del reparto di cardiochirurgia nel periodo 2014-2020. Al timone allora c'era l'ex primario Francesco Maisano, poi sollevato dall'incarico. Troppi gli interventi chirurgici problematici, troppi i decessi forse evitabili a causa di manchevolezze nella gestione del reparto, ma anche di un possibile conflitto di interessi che avrebbe indotto all'utilizzo di impianti innovativi sviluppati da società a cui il medico era legato finanziariamente. Ma quali gli strumenti di controllo sulla ricerca clinica? Quali i paletti con cui diminuire i rischi e scongiurare abusi dovuti a competitività, ricerca di prestigio, interessi finanziari? E quali le protezioni di cui dispongono i pazienti nelle sperimentazioni mediche? Ne discutiamo con: Giovan Maria Zanini (presidente del Comitato etico cantonale in Ticino e presidente di Swissethics)Angelica Jäggli, presidente ACSI (Associazione consumatrici e consumatori Svizzera italiana) Franco Cavalli, oncologo, fondatore dello IOR, Istituto di ricerche oncologiche 

    “Lex UBS”

    Play Episode Listen Later May 6, 2026 30:49


    Condizioni più severe in vista per UBS, l'ultima banca di rilevanza sistemica con sede in Svizzera. Dopo la scomparsa di Credit Suisse, assorbita da UBS, tutti sono concordi nel chiedere regole più severe per le banche troppo grandi per fallire. Si discute però sul quanto restrittive devono essere queste nuove regole che, viste le importanti attività all'estero, toccano praticamente solo UBS e non a caso si parla ormai di una “Lex UBS”. Dopo che il Consiglio federale ha pubblicato le sue richieste, definite troppo severe da parte della grande banca, la palla è passata alla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati. Commissione che ha deciso di valutare anche altre varianti e alternative al disegno del Consiglio federale sulla copertura delle partecipazioni estere con capitale proprio di banche di rilevanza sistemica. Siamo perciò in una fase decisiva riguardo non solo al futuro di UBS, ma anche della piazza finanziaria svizzera che grazie alla presenza di una grande banca gode di alcuni vantaggi ma deve pure fare i conti con certi rischi. A Modem intervengono: 

    Il nodo di Hormuz

    Play Episode Listen Later May 5, 2026 31:38


    Si chiama “Project Freedom”, è scattato ieri e ha come obiettivo quello di riaprire lo stretto di Hormuz al traffico marino. Secondo le intenzioni di Donald Trump, le forze armate americane dovrebbero forzare il blocco navale imposto dall'Iran dopo l'attacco del 28 febbraio di Usa e Israele, e “guidare le navi dei Paesi non direttamente coinvolti nella guerra, fuori dallo Stretto”. Un'azione i cui risultati sono poco chiari: nelle scorse ore è stato un susseguirsi di dichiarazioni e smentite. L'Iran ha annunciato che due loro missili avrebbero colpito una fregata della Marina Usa, dopo che la nave avrebbe tentato di entrare nello Stretto. Gli Stati Uniti hanno smentito la notizia per poi rilanciare che due mercantili battenti bandiera statunitense avrebbero attraversato con successo lo Stretto – informazione negata da Teheran – e annunciare: “Abbiamo il controllo, stiamo riaprendo il passaggio”. Anche qui è subito arrivata la smentita iraniana… Insomma, al momento su cosa stia accadendo, davvero, c'è grande confusione, confusione che regna anche sull'attuale stato delle trattative per trovare una soluzione al conflitto. Ne parliamo con: Andrea Vosti, corrispondente radio da WashintonNima Baheli, analista geopolitico italo-iraniano, esperto di intelligence e relazioni internazionaliFrancesca Caferri, giornalista di la Repubblica, esperta di Medio Oriente e Paesi del Golfo

    Un arresto in odore di mafia

    Play Episode Listen Later May 4, 2026 31:56


    La settimana scorsa sono scattate le manette ai polsi di un funzionario della Polizia federale, l'accusa è quella di aver trasmesso, lasciandosi corrompere, informazioni sensibili ad un membro di un'organizzazione criminale, che si muove nell'ambito del traffico di droga. Per la Fedpol si tratta di un duro colpo, come ha fatto notare la direttrice della stessa, Eva Wildi Cortès. Mai finora nella storia delle nostre istituzioni di difesa s'era verificato un caso simile, una sospetta infiltrazione di un'organizzazione mafiosa. Alta è dunque la preoccupazione nell'amministrazione pubblica, anche perché c'è chi ritiene, tra gli esperti di mafia, che si possa trattare soltanto della “punta di un iceberg”, il primo indizio di un tentativo più esteso di infiltrazioni malavitose dentro l'apparato statale del nostro Paese. Il Ministero pubblico della Confederazione ha ora aperto un'inchiesta, anche per chiarire eventuali responsabilità di altri funzionari della Polizia federale. Cosa vuol dire questo arresto per il nostro Paese e cosa ci dice sulla presenza delle mafie in Svizzera? Quale il legame in particolare con il traffico di droga? Alla luce anche di questo dato: ogni anno si stima che dentro i nostri confini nazionali vengano consumate circa 5 tonnellate di cocaina.Interrogativi e argomenti che affronteremo con:- Annamaria Astrologo, professoressa titolare di diritto all'USI, responsabile scientifica dell'Osservatorio Ticinese sulla criminalità organizzata - Nando dalla Chiesa, sociologo della criminalità organizzata, dirige alla Statale di Milano l'Osservatorio che si occupa di questo fenomeno malavitoso - Rosa Maria Cappa, avvocata ed ex procuratrice federale

    “Né sfruttati, né divisi: lavoro e dignità senza confini”

    Play Episode Listen Later May 1, 2026 30:27


    Primo maggio, Festa dei lavoratori. Una data che in Svizzera e in Ticino non passa mai inosservata. Perché mentre sfilano i cortei e si tengono i discorsi, i dati ci ricordano che ci sono aspetti del mondo del lavoro che continuano a far discutere e a creare contrapposizione. “Né sfruttati, né divisi: lavoro e dignità senza confini” è lo slogan dell'Unione sindacale svizzera scelto per la festa odierna e, tra i temi al centro delle rivendicazioni, c'è anche quello della sicurezza sul lavoro, tema su cui noi oggi ci concentreremo.Il mondo sindacale mette l'accento anche sulla precarizzazione del mondo del lavoro, un altro argomento che toccheremo concentrandoci sul grande boom – seppure con un rallentamento in tempi più recenti – del lavoro interinale, tanto in Svizzera quanto in Ticino. Sicurezza e precarietà sono tra l'altro due argomenti che si incrociano, visto che gli interinali si infortunano il 50% in più della media. Senza dimenticare la salute mentale: in Svizzera oggi la metà delle nuove rendite d'invalidità è riconducibile a malattie psichiche. Numeri e dati che pongono domande. A chi lavora, a chi fa le leggi, a chi rappresenta le imprese.A Modem ne parleremo con:·        Giangiorgio Gargantini, segretario regionale del sindacato UNIA·        Paolo Locatelli, vice segretario del sindacato OCST·        Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari costruttori in Ticino

    Si riparla di naturalizzazioni

    Play Episode Listen Later Apr 30, 2026 30:22


    Poter chiedere il passaporto rossocrociato già dopo cinque anni di residenza invece di dieci e stabilire a livello federale le condizioni necessarie per far valere questo diritto. Questi i punti principali dell'iniziativa popolare “Per un diritto di cittadinanza moderno”, detta Iniziativa per la democrazia. Iniziativa in discussione oggi a Palazzo federale con Consiglio federale e la maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale che invitano a respingerla. Per i contrari verrebbero naturalizzate persone con uno statuto di residenza meno consolidato, riducendo pure i criteri sull'integrazione. Senza dimenticare che verrebbero abolite le competenze cantonali in materia di naturalizzazione. Per i favorevoli invece le naturalizzazioni vanno favorite così da garantire una maggiore integrazione e partecipazione alla vita politica di quel quarto di popolazione che non è di nazionalità svizzera. Criteri di naturalizzazione che inoltre non devono poter variare da un cantone all'altro. Sul tema intervengono a Modem:Tamara Funiciello, consigliera nazionale bernese del PSSimone Gianini, consigliere nazionale ticinese del PRL e relatore per la maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche

    La Russia è in difficoltà?

    Play Episode Listen Later Apr 29, 2026 32:07


    Capita sempre più frequentemente che i servizi segreti interni russi mettano un bavaglio ad Internet e alla piattaforma Telegram, molto popolare in tutta la Russia, in particolare nelle grandi città, considerate tra le più interconnesse al mondo. Un bavaglio digitale che si abbatte sulla società civile e che il Cremlino giustifica con ragioni legate alla sicurezza e alla difesa nazionale. Motivazioni che non bastano a fermare un'ondata di malcontento, anche tra chi finora si è sempre schierato a fianco di Putin e a sostegno di quella che ufficialmente viene ancora chiamata “operazione militare speciale” contro l'Ucraina. E così dall'inizio di questa guerra, ormai più di quattro anni fa, il potere di Putin sembra attraversare una fase di oggettiva difficoltà, proprio a causa di questa opposizione interna e anche delle notizie che arrivano dal fronte, dove, e lo dicono persino alcuni blogger russi un tempo vicini a Putin, scarseggiano i soldati. A tal punto che il regime, spesso con l'inganno, va a reclutarli sempre di più in Paesi lontani, in Asia e in Africa. Giovani del tutto ignari di quello che li aspetta e destinati a morte praticamente certa. Anche di questo parliamo con:Anna Zafesova, giornalista de la Stampa di origini russe Ulrich Schmid, professore di studi sull'Europa orientale all'università di San Gallo Luciano Pollichieni, analista geo-politico, esperto di questioni africane

    Una professione da curare

    Play Episode Listen Later Apr 28, 2026 29:59


    Erano i tempi della pandemia, quelli nei quali gli infermieri ricevevano applausi: nel 2021 l'iniziativa popolare “Per cure infermieristiche forti” fu approvata alle urne con ampia maggioranza. Chiedeva di rispondere alla carenza di personale curante in una società nella quale gli anziani aumentano e con essi malattie e bisogno di cure. Tra le misure rivendicate, la valorizzazione delle professioni di infermiere e di assistente di cura e il miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Anche per ridurre tassi di abbandono decisamente alti. Le proposte del Consiglio federale sono discusse martedì dal Consiglio nazionale. Saranno efficaci? Sufficienti? Troppo costose? Consentiranno di realizzare quanto auspicato e votato dal popolo? Ne discutiamo con: Alex Farinelli, consigliere nazionale PLRGreta Gysin, consigliera nazionale VerdiAnnette Biegger, membro di direzione EOC, capa dell'area infermieristica e medico-tecnica Dante Cheda, membro del comitato centrale di Alliance Care e co-responsabile cantonale per il Ticino

    Cambiamenti climatici, tocca anche ai comuni

    Play Episode Listen Later Apr 27, 2026 30:29


    Passare dalla teoria alla pratica, anche per colmare il ritardo del Canton Ticino, che gli esperti stimano in 15-20 anni. Lo scorso giovedì si è tenuto a Bellinzona il settimo simposio Cantone-Comuni, quest'anno incentrato appunto sulle sfide del cambiamento climatico. L'obiettivo: fornire ai comuni il supporto necessario ad intraprendere le misure di mitigazione e adattamento necessarie, passando anche da proposte operative concrete. Pericoli naturali, qualità di acqua, aria e suoli, biodiversità, agricoltura, turismo, precipitazioni, calore e siccità sono così diventati i protagonisti di laboratori tematici rivolti proprio agli amministratori comunali.A Modem ci concentreremo però maggiormente sugli ambienti urbani, anche alla luce del dato che vede 9 ticinesi su 10 vivere proprio in questi contesti, confrontati soprattutto con il problema delle ondate di calore, anche se non solo con questo tipo di fenimeno. Ne parleremo con:·        Marco Gaia, responsabile del settore previsioni e consulenza di Meteosvizzera·        Michele Fasciana, a capo dell'Ufficio cantonale del clima e della decarbonizzazione·        Francesca Frigerio, vicesindaca di Stabio·        Mattia Lepori, responsabile del Dicastero territorio e mobilità di Bellinzona

    La demografia ticinese sotto la lente 

    Play Episode Listen Later Apr 24, 2026 54:42


    Il Ticino fa meno figli di quasi tutta Europa. I suoi giovani migliori partono e solo la metà torna. La popolazione invecchia più in fretta di qualsiasi altro cantone svizzero. Tre tendenze che si conoscono da anni, che i dati confermano puntualmente, e che tuttavia non hanno ancora prodotto risposte politiche all'altezza. Oggi proviamo a capire perché e soprattutto cosa si può ancora fare. Modem, come ogni anno, si sposta presso l'Università di San Gallo in occasione del Ticino Day, organizzato dall'associazione studentesca ticinese SGOC. Un dibattito di un'ora svolto proprio davanti a una platea di studenti ticinesi che sono, al tempo stesso, il cuore del problema, ma forse anche la sua possibile soluzione. Per discutere di demografia, fuga dei cervelli e previdenza vecchiaia, avremo con noi:

    Sovranità digitale

    Play Episode Listen Later Apr 23, 2026 30:55


    Un paio di settimane fa ad iniziare per davvero a correre ai ripari è stata la Francia. Un articolo della NZZ am Sonntag ha ricordato domenica che qualcosa si muove anche in Svizzera. La sovranità digitale dei Paesi europei preoccupa. Il controllo sulle tecnologie informatiche dalle quali dipendono risulta insufficiente, se non nullo. Il rischio che qualcosa sfugga di mano diventa eccessivo. Tra i principali indiziati c'è la dipendenza quasi assoluta di molte amministrazioni pubbliche da una e una sola Big Tech statunitense e dai suoi prodotti: Microsfot, con Windows e Office. Dipendere in simile modo da una sola multinazionale per ogni Stato è già di per sé un problema; per un Paese europeo lo diventa ancora di più se l'alleanza atlantica vacilla e a Washington nascono simpatie inedite tra mondo politico (la presidenza) ed economia digitale (i nuovi oligarchi). Ma ci sono alternative? Se sì quali? I paesi europei hanno la capacità tecnologica, finanziaria e politica di compiere il passo?Ne discutiamo con: ·        Angelo Consoli, docente-ricercatore, responsabile dell'area Sicurezza informatica alla SUPSI·        Stefano Quintarelli, imprenditore nel ramo delle nuove tecnologie, tra molte altre cose già membro del gruppo di esperti di alto livello per l'IA della Commissione europea

    Il ruggito di Leone XIV

    Play Episode Listen Later Apr 22, 2026 30:37


    Un anno fa moriva Papa Francesco e stava per essere eletto alla sua successione Robert Prevost, il primo statunitense alla guida della Chiesa cattolica. Dodici mesi in cui Leone XIV si è preso il tempo di imparare a fare il Papa. Un periodo in cui nel nuovo Pontefice hanno prevalso discrezione e prudenza nel guardare ai fatti del mondo e allo sconquasso degli equilibri internazionali in cui ci ritroviamo a vivere. A tal punto che non sono mancate voci critiche nei suoi confronti. È bastato però un suo monito a Trump, quell'”inaccettabile” rivolto ai piani del presidente USA di cancellare l'Iran in una sola notte per scatenare la reazione dello stesso Trump e per porre Papa Prevost al centro dell'attenzione mondiale, come (quasi) unica voce pronta a tenergli testa, con quel suo “non ho paura dell'amministrazione Trump”. Leone XIV però non si è fermato, nel suo lungo viaggio in Africa ha ammonito tiranni e venditori d'armi, sollecitato i giovani a forgiare il loro futuro e chiesto più spazio alla diplomazia vaticana nella ricerca della pace. Cosa dire dunque di questo Papa dall'apparenza così discreta e come definire i suoi rapporti con Trump, che ama rappresentarsi vestito come Gesù e che un anno fa si era messo in mostra con la tonaca di un Pontefice? E quali possono essere le conseguenze di questa sfida a distanza sulle sorti politiche dello stesso Trump, ormai in piena campagna in vista delle elezioni di mid-term del prossimo mese di novembre?Argomenti e interrogativi che affronteremo con:Matteo Matzuzzi, vaticanista del quotidiano Il FoglioLuca Ozzano, docente di scienza politica all'università di Torino, autore del libro: “Politica e religione nel mondo contemporaneo”Bruno Boccaletti, responsabile dell'informazione religiosa alla RSI

    Un salario meno minimo

    Play Episode Listen Later Apr 21, 2026 30:45


    Il salario minimo in Ticino sarà aumentato di due franchi all'ora, gradualmente, da qui al 2029, benefit inclusi. Dovrebbe prevalere inoltre sui contratti collettivi di lavoro, anche se sono previste delle eccezioni, in caso di situazioni particolarmente difficili e con l'accordo della Commissione cantonale tripartita. Il Gran Consiglio ha approvato ieri il compromesso raggiunto dalla gran parte dei partiti presenti in parlamento e che dovrebbe evitare un ritorno alle urne su questa questione. L'aumento del salario minimo dovrebbe migliorare il potere d'acquisto dei lavoratori più sfavoriti in Ticino, ma sarà davvero così? O siamo di fronte a un cerotto che non risolve il problema del dumping salariale e degli stipendi che non permettono di vivere in modo dignitoso? Ne discutiamo con: Giangiorgio Gargantini, Segretario regionale UniaAndrea Gehri, presidente Camera di Commercio TIAmalia Mirante, economista e gran consigliera

    USI e SUPSI sotto la lente

    Play Episode Listen Later Apr 20, 2026 30:08


    USI e SUPSI si vedranno togliere dal Canton Ticino fondi per quasi sette milioni di franchi. Questa è una delle misure proposte per finanziare l'applicazione delle iniziative popolari per ridurre il peso dei contributi di cassa malati sulla popolazione e che non piacciono alle rispettive dirigenze. Ma USI e SUPSI sono anche sotto tiro in un rapporto di minoranza che verrà discusso oggi in Gran consiglio a Bellinzona, a proposito della quota di studenti e di personale estero. Nel caso dell'USI poi, il rapporto di minoranza punta il dito sui problemi di gestione che hanno portato alla partenza anticipata di due rettori.A Modem ne discutono:Monica Duca Widmer, Presidente del Consiglio dell'Università dell'USI Luciana Vaccaro, presidente di Swissuniversities, la Conferenza delle Rettrici e dei Rettori delle scuole universitarie svizzere Andrea Giudici, granconsigliere ticinese UDC, membro Commissione speciale di controllo su USI e SUPSI

    Noi e la guerra

    Play Episode Listen Later Apr 17, 2026 30:33


    Si apre oggi al pubblico, al Landesmuseum di Zurigo, l'esposizione “Noi e la guerra”. Un tema di strettissima attualità per riflettere della relazione fra la Svizzera e la guerra - ieri e oggi - e del concetto di neutralità. Neutralità concepita non come un dogma statico, ma come uno strumento di politica estera in continua tensione tra basi giuridiche centenarie, necessità economiche e nuove realtà geopolitiche.Attraverso l'esposizione il visitatore comprende come la guerra sia un tratto distintivo della storia svizzera. Storia che ci racconta anche di come il principio della neutralità elvetica sia stato messo alla prova dai fatti contingenti, in passato esattamente come oggi. E questo anche se si tiene conto dei grandi profitti in Svizzera legati alla guerra: dal commercio di armi al mercenariato, fino al tema dell'adesione del Paese alle sanzioni internazionali contro alcuni Paesi in guerra.A Modem partiamo quindi da questa mostra, aperta fino a metà gennaio 2027, per discutere di queste tematiche. Lo facciamo con noi tre ospiti:Denise Tonella, direttrice del LandesmuseumSacha Zala, direttore del centro di ricerca Documenti diplomatici svizzeri e professore di storia svizzera e storia moderna all'Università di BernaKatja Gentinetta, Filosofa politica, insegna alle Università di Lucerna e Zurigo

    Iniziative casse malati, ecco la prima tappa

    Play Episode Listen Later Apr 16, 2026 31:02


    Il Consiglio di Stato ha presentato il messaggio sull'applicazione delle due iniziative popolari sulle casse malati. Un'applicazione che avviene per tappe e che ha cercato un compromesso tra volontà popolare e un quadro finanziario che lascia pochi margini.La proposta presentata di sicuro scontenta i promotori delle due iniziative, ossia quella per fissare un tetto massimo del 10% del reddito disponibile per i premi di cassa malati (PS) e quella per la deducibilità fiscale integrale dei costi sostenuti per i premi di cassa malati (Lega). A Modem ne discuteremo con:

    La Cina, il Golfo, le guerre

    Play Episode Listen Later Apr 15, 2026 31:09


    La Cina, a seguito delle azioni di Donald Trump, si trova sempre più in una posizione diplomatica che mette l'accento sul rispetto delle regole internazionali e sulla stabilità. Una situazione che influenza la sua politica estera e cambia lo sguardo che molti paesi hanno su Pekino. Ma a ben guardare, i valori che guidano la seconda potenza mondiale variano in funzione degli interessi in gioco e determinano, per esempio, posizionamenti non necessariamente uniformi o coerenti nei confronti dei due principali conflitti internazionali di questo momento: quello fra Russia ed Ucraina e quello nel Golfo Persico. La Cina, allora: attore internazionale affidabile? O forse neanche poi tanto? Ne discutiamo con: Francesca Caferri, giornalista di Repubblica che segue da vicino i paesi del Golfo PersicoJean-Philippe Béja, politologo e sinologoAurelio Insisa, responsabile di ricerca per l'Asia gramma “Attori globali” dell'Istituto Affari Internazionali

    Il Sudan martoriato dopo tre anni di guerra

    Play Episode Listen Later Apr 14, 2026 30:05


    Il 15 aprile il Sudan entrerà nel 4° anno di una sanguinosa guerra di cui quasi nessuno parla. E a poco o nulla sono valsi gli appelli delle Nazioni Unite per scongiurare quella che ad oggi è considerata la più grave Crisi umanitaria del pianeta. Tre anni fa le strade di Khartoum si sono trasformate in un campo di battaglia. La lotta di potere tra due generali, Abdel Fattah al-Burhan, a capo dell'esercito regolare, e il suo vice Mohamed “Hemetti” Dagalo, al comando delle milizie RSF, è degenerata in una guerra totale che ha fatto precipitare il Sudan nell'abisso, più della metà della popolazione è alla fame, e il sistema sanitario non esiste più, gli ospedali vengono bombardati. Una catastrofe alimentata da interessi esterni e dall'indifferenza globale. Quasi 200mila morti, 14 milioni di persone tra rifugiati e sfollati interni; ma la mancanza di prospettive e l'incertezza sulla fine di una guerra che dura da 3 anni non promette nulla di buono nemmeno per chi dal Sudan riesce a fuggire, anche perché le ripercussioni si fanno sentire su buona parte degli Stati circostanti – Ciad, Sud Sudan, Etiopia, Kenya – in un clima di instabilità crescente. A Modem ne parliamo con:

    Addio Orban

    Play Episode Listen Later Apr 13, 2026 30:47


    L'era Orban è finita. O almeno questo è quello che hanno chiesto gli ungheresi che domenica si sono recati in massa (con percentuali da record, vicine all'80 per cento degli aventi diritto) al voto, consegnando la vittoria, una grande vittoria, alle elezioni parlamentari, al leader dell'opposizione Peter Magyar. Ma per passare dai risultati alle urne, ai fatti, in Ungheria, ci vorrà tempo. Non sarà facile superare l'eredità di 16 anni di potere incontrastato del fondatore e leader di FideszI sondaggi alla vigilia del voto lo davano in vantaggio, nella realtà il nuovo leader ungherese, Peter Magyar con il suo partito Rispetto e Libertà Tisza ha conquistato anche la cosiddetta “supermaggioranza”, vale a dire i due terzi dei seggi in Parlamento che gli consentiranno di modificare la Costituzione senza l'appoggio di altre formazioni. Da qui comincerà quindi il suo lavoro per cambiare il Paese che Orban, al potere dal 2010, ha trasformato in una democrazia illiberale, ispirandosi a Russia, Cina e Turchia.Ma chi è Peter Magyar, come ha fatto a vincere e cosa aspettarsi – davvero – dal nuovo governo ungherese? Ne parliamo con tre ospiti:Stefano Bottoni, prof. Università di Firenze, ex ricercatore presso l'istituto di storia dell'Accademia ungherese delle scienzeDaniel Bochsler, politologo presso l'Università dell'Europa Centrale e all'Università di Belgrado, è ricercatore Associato presso il Centro per la democrazia di Aarau Andrea Ostinelli, corrispondente RSI da Bruxelles

    Lo stretto di Hormuz e una tregua in bilico

    Play Episode Listen Later Apr 10, 2026 30:28


    Prima dell'inizio della guerra vi transitavano circa 130 grandi navi al giorno, che trasportavano soprattutto greggio, gas e fertilizzanti per il mercato di tutto il mondo. Anche dopo l'annuncio della tregua tra Stati Uniti e Iran il numero dei transiti non è aumentato, oggi si contano sulle dita di una mano. Nello stretto transita comunque quella che viene chiamata anche una “flotta ombra” che si sposta con i geo-localizzatori spenti. Bastimenti che molto spesso trasportano petrolio iraniano destinato alla Cina. L'Iran continua ad affermare di voler mantenere il controllo dei passaggi anche in futuro, e di voler imporre anche dei pedaggi. Da numerose cancellerie è però giunta una replica di segno opposto, la navigazione del mare è un bene pubblico, il diritto internazionale garantisce un passaggio libero e senza imposizione di dazi o pedaggi. Donald Trump invece fiuta l'affare ed è pronto a gestire il canale in “joint venture” con gli Iraniani. Cosa succede nello stretto? quanto peserà questo nodo nei colloqui di pace che dovrebbero scattare sabato a Islamabad, con la mediazione del Pakistan. E cosa significa gestire oggi il commercio di questi prodotti? in un contesto economico sempre più in affanno a causa della guerra – e della fragile tregua - nel Golfo?Argomenti che affronteremo con:- Vicenzo Romeo, amministratore delegato di Nova Marine Holding di Lugano- Alberto Salsiccia, Ceo di Petraco Oil Company, con sede a Lugano- Edoardo Beretta, docente di macroeconomia internazionale all'USI di Lugano

    Tregua e guerra

    Play Episode Listen Later Apr 9, 2026 30:36


    Per oltre due anni, in risposta al massacro del 7 ottobre ad opera di Hamas, Israele ha bombardato la Striscia di Gaza, uccidendo – così riferiscono l'ONU e le Ong sul posto –almeno 72 mila persone, per la stragrande maggioranza civili. Insieme agli Stati Uniti, cinque settimane fa ha attaccato l'Iran e il Libano meridionale E l'altro ieri notte – appena annunciata dal presidente americano Donald Trump la tregua di due settimane con l'Iran – il primo ministro israeliano Netanyahu si è affrettato a precisare che questo non significava la fine dell'offensiva in Libano. Come a dire: Israele va avanti per la sua strada, tracciata dall'idea che dopo il 7 ottobre la migliore e forse l'unica valida difesa contro i suoi nemici sia l'attacco, e possibilmente l'annientamento. Con quali prospettive? Ne parliamo a Modem con:GIANLUCA PASTORI professore associato di Storia delle relazioni internazionali, Università Cattolica di MilanoMARIA CHIARA RIOLI, professoressa associata in Storia contemporanea all'Università di Modena e Reggio Emilia DANIEL BETTINI responsabile redazione esteri di Yediot Ahronot, Tel Aviv

    Stati Uniti, Israele e Iran: l'ora dell'ultimatum

    Play Episode Listen Later Apr 8, 2026 30:09


    Dopo i propositi verbali infuocati degli ultimi giorni, e un ultimatum che scadeva alle 2 di questa notte, Donald Trump ha accettato poco dopo la mezzanotte un cessate il fuoco bilaterale della durata di due settimane.  Gli Stati Uniti sospendono i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran, sulla base di un accordo in 10 punti presentato ieri dalla Repubblica islamica. Per il presidente Trump vale una condizione su tutte: l'apertura - citiamo – completa, immediata e sicura dello stretto di Hormuz, il canale da cui normalmente transita il 20% del petrolio a livello mondiale.   Gli Stati Uniti parlano di vittoria, l'Iran invece di umiliante ritirata di Trump dalla retorica anti-iraniana. Anche per Teheran dunque è un successo. Da venerdì scatteranno delle trattative per consolidare questo cessate il fuoco, tra i temi centrali - da chiarire - la questione del nucleare iraniano. Questi negoziati si svolgeranno a Islamabad, capitale del Pakistan, Paese che ha avuto un ruolo centrale nella mediazione tra i due Paesi. Di questo ultimatum, degli eventuali risvolti militari e di quali carte rimangono ancora da giocare sul tavolo della diplomazia discuteremo a Modem con:

    Il modello Orban al vaglio delle urne

    Play Episode Listen Later Apr 7, 2026 31:13


    In Ungheria, ultima settimana di campagna elettorale, poi domenica elezioni legislative che non pochi osservatori considerano determinanti per i destini dell'Europa. In gioco c'è il quinto mandato consecutivo per il premier Viktor Orban, spina nel fianco “illiberale” nell'Unione europea, simbolo e modello delle realtà sovraniste ed euroscettiche, in questo momento forse soprattutto tenace avversario del sostegno all'Ucraina di fronte all'aggressione russa. I sondaggi danno Orban in svantaggio nei confronti dell'avversario Peter Magyar, che denuncia il sistema di clientelismo e corruzione messo in piedi in Ungheria e promette di riaprire il dialogo con l'Unione europea senza per questo stravolgere lo sguardo di Budapest sulle dinamiche europee o sulla guerra in Ucraina. Tra i due, i giochi restano più che aperti. Con quali prospettive? E cosa dire di questa campagna elettorale? Ne discutiamo con: Andrea Ostinelli, corrispondente RSI a Bruxelles Stefano Bottoni, professore di storia dell'Europa orientale, Università Firenze Bela Szomraky, giornalista e traduttore, già responsabile del radiogiornale presso la Radio pubblica ungherese

    Libano, un Paese al collasso

    Play Episode Listen Later Apr 3, 2026 30:38


    Oggi a Modem focus su quanto accade in Libano - paese in cui la situazione umanitaria, già al limite prima dell'attuale offensiva militare israeliana - si fa sempre più drammatica, e sulla cui parte Sud, dov'è più radicata la milizia sciita Hezbollah, Israele non intende mollare la presa.Solo una settimana fa il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di voler estendere la zona di sicurezza nel sud del Libano fino al fiume Litani e anche oltre.Centinaia di migliaia di sfollati hanno lasciato le loro case ma sono tanti quelli che rimangono al sud o al sud ci vogliono tornare, per recuperare i propri beni, per cercare di salvare le proprie case con il rischio di rimanere intrappolati e con pochissime possibilità di ricevere assistenza umanitaria. Sullo sfondo la minaccia di far diventare quell'area delLibano “una nuova Gaza”.Ne parliamo con Naima Chicherio, collega della redazione esteri, più volte inviata in Libano  Paolo Pezzati, portavoce dell'Organizzazione non governativa Oxfam Italia Andrea Tenenti, analista e già portavoce della missione ONU in Libano UNIFIL

    Contadini cercasi

    Play Episode Listen Later Apr 2, 2026 30:48


    Nei prossimi 15 anni metà delle persone che gestiscono aziende agricole in Svizzera andrà in pensione. Quanto basta per farci capire che anche in questo settore, forse più che in altri, si pone la sfida del ricambio generazionale. In particolare, per quelle aziende che all'orizzonte non conosceranno una successione familiare. A Tenero ieri è stata presentata una piattaforma internet per favorire i contatti tra aziende in cerca di acquirenti e giovani agricoltori desiderosi di avviare una propria attività. Occasione, per noi, per affrontare questo argomento. Con: ·        Sophie Hodler, associazione piccoli contadini·        Sem Genini, segretario Unione Contadini TicinesiE la testimonianza dei diretti interessati

    Spitex, ma quando mi costi!

    Play Episode Listen Later Apr 1, 2026 31:38


    Dal primo aprile, in Ticino, chi riceve cure a domicilio paga. Cinquanta centesimi ogni cinque minuti di assistenza infermieristica, fino a un massimo di quindici franchi al giorno. Una misura approvata dal Gran Consiglio lo scorso dicembre, nell'ambito del Preventivo, per contenere una spesa che negli ultimi anni è cresciuta in modo significativo. Il Governo dice che è necessaria, che la media effettiva sarà di cinque franchi al giorno, e che chi ha diritto alle prestazioni complementari potrà essere rimborsato. Nel frattempo però proprio oggi la Commissione della Gestione del Gran Consiglio ha espresso, in modo unanime, forti critiche nei confronti dell'applicazione di queste misure, chiedendo un incontro con il Governo la prossima settimana per chiarimenti.Una decisione probabilmente figlia anche della reazione dal territorio, che è stata immediata e forte. Una petizione ha raccolto oltre dodicimila firme in poche ore ed è stata consegnata ieri con le sottoscrizioni che hanno superato quota 20mila. Sindacati, associazioni di anziani e partiti di sinistra hanno infatti chiesto a gran voce la sospensione. Lo Spitex pubblico del Locarnese aveva persino deciso di non applicare la misura per sei mesi, pagando di tasca propria il mancato incasso. Il nodo vero non è solo quanto si paga. È chi paga, chi è esonerato, e soprattutto chi controlla un settore che in Ticino è cresciuto in modo disordinato. A Modem ne parliamo con: • Ivo Durisch, granconsigliere e capogruppo PS • Alessandro Mazzoleni, granconsigliere della Lega membro della Commissione sanità e sicurezza sociale• Stefano Gilardi, presidente spitex pubblico di Locarnese e Vallemaggia • Alain Melchionda, giornalista RSI Intervista registrata a Paola Lavagetti, Associazione svizzera degli spitex privati

    Il disagio psichico e la Gen Z

    Play Episode Listen Later Mar 31, 2026 55:48


    “Paura di essere debole”, “sfiducia nel mondo adulto”, “il futuro non è più una promessa”. Sono alcune delle affermazioni da cui Sabina Zanini partirà per questa discussione con gli studenti della 3EB del Centro Professionale Commerciale di Chiasso, sul tema scelto proprio da loro: il disagio psichico e la salute mentale. Secondo uno studio del 2024, promosso in tutta la Svizzera dall'assicuratore malattia CSS, quasi la metà degli intervistati fra i 18 e i 35 anni dichiara di “non sentirsi un granché bene o addirittura male a livello psichico” perché si sente sotto pressione. E oltre il 75% del campione soffre di ansia da prestazione, per la sensazione di dover essere sempre sano, efficiente e performante. Sono alcune delle tante cifre che potremmo citare e che raccontano del problema più sentito di questa generazione e di questa epoca. Affronteremo la tematica in questa puntata speciale di Modem con: Maura Gancitano, filosofa e saggista, co-autrice de “La Società della Performace” Nicolas Pons Vignon, professore al Centro competenze Lavoro, Welfare e Società della SUPSI Giacomo Jelmini, psicologo e psicoterapeuta al Laboratorio di psicopatologia del lavoro La seconda parte di Modem Evento Giovani, sempre con gli studenti della 3EB della CPC di Chiasso si concentrerà invece sul ruolo delle famiglie con: Martina Flury, pedagoga e collaboratrice dell'Associazione Progetto GenitoriPierre Kahn, psicologo e psicoterapeuta

    Ritorno sulla luna 

    Play Episode Listen Later Mar 30, 2026 29:26


    Dopo i giorni di gloria delle missioni Apollo l'agenzia spaziale statunitense NASA mette ora in campo Artemide, la sorella gemella di Apollo. A oltre 50 anni dall'ultima missione lunare Artemis è destinata non solo a riportare degli astronauti sulla luna, ma pure a preparare il terreno per una base permanente sul nostro satellite. Anche se per intanto Artemis II si limiterà a sorvolare la luna, ben due sbarchi sono previsti entro il 2028. E fra Apollo e Artemis il divario temporale e tecnologico è enorme, pensiamo poi anche all'entrata in forze di attori privati. Per parlare di Artemis, degli obiettivi delle nuove missioni sulla luna e magari oltre e di quello che è oggi il settore spaziale sono ospiti di Modem: 

    La scuola media oltre i livelli

    Play Episode Listen Later Mar 27, 2026 30:50


    Nel lungo, annoso e sicuramente tortuoso cammino verso l'abolizione dei livelli A e B a tedesco e matematica nelle scuole medie, si apre da oggi un nuovo capitolo: quello che porterà la politica – la competenza è del Gran Consiglio – a decidere se la Scuola media ticinese abbandonerà questo sistema, introdotto con la sua creazione a metà anni '70, e non prevederà più, in nessuna materia, una differenziazione curriculare tra allievi, in base al rendimento scolasticoOggi sono infatti stati presentati i risultati della sperimentazione in sei sedi di scuola media di alcune varianti di insegnamento delle due materie, senza il sistema dei livelliRisultati ritenuti dal Dipartimento dell'educazione, dal DECS, positivi ma che – appunto - costituiscono non un punto di arrivo, bensì una tappa. Bisognerà ora decidere se implementare questo sistema a livello generale, in tutte le scuole medie del Cantone – come propone il Dipartimento dell'educazione - e se così, come e con quali modalità.A Modem ne parliamo con:

    Anziani al volante

    Play Episode Listen Later Mar 26, 2026 30:58


    L'automobile, a 18 come a 80 anni, simbolo di indipendenza, scoperta e libertà! E se i giovani forse al giorno d'oggi prendono la patente un po' più tardi, sono gli anziani talvolta a non volervi rinunciare. Ma fino a quando è davvero opportuno mettersi alla guida? Quali requisiti deve avere e mantenere un buon conducente? Dopo una certa età è opportuno verificare nuovamente le proprie doti al volante magari non solo attraverso una visita medica ma anche con un vero e proprio esame di guida? Domande che inevitabilmente toccano le corde dell'autonomia personale ma anche della sicurezza collettiva sulle nostre strade, richiamataci anche dal recente tragico incidente di Sedrun nel Canton Grigioni dove un 87enne automobilista ha travolto una scolaresca, ferito gravemente due giovani e ucciso una donna. Ne discutiamo domani a modem con: Elia Arrigoni, Capo della Sezione della circolazione del Canton Ticino e presidente della commissione Strade SicureSimone Gianini presidente dell'Automobil Club SvizzeroPaola De Marchi Viri responsabile del centro diurno Associazione Generazione PiùWilliam Pertoldi, medico geriatra

    La prima vera sconfitta di Giorgia Meloni 

    Play Episode Listen Later Mar 25, 2026 31:13


    In Italia il No ha vinto il referendum costituzionale sulla Riforma della giustizia. Gli italiani hanno infatti bocciato la riforma che prevedeva la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura in due consigli distinti e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare autonoma. Si tratta di una sconfitta per il governo Meloni, che aveva fortemente voluto la revisione costituzionale approvata dal Parlamento. I risultati definitivi fotografano la vittoria del No con il 53,74% contro il 46,26% dei voti per il Sì, mentre l'affluenza sfiora il 59% - un dato che supera nettamente le aspettative. I numeri sembrano insomma raccontare qualcosa di più di una semplice battaglia legale sulla magistratura: Cosa cambia davvero ora? Le grandi riforme - premierato e autonomia regionale su tutte - restano in piedi? Le opposizioni trarranno davvero vantaggio dalla sconfitta? E cosa dice questo voto sullo stato della democrazia italiana?A Modem ne parliamo con:  ·        Marco Tarchi, professore di scienze politiche all'Università di Firenze ·        Marco Valbruzzi, professore di scienze politiche all'Università di Napoli Federico II ·        Francesca Torrani, corrispondente radio RSI da Roma

    Scuola ticinese: nomine, riforme e polemiche

    Play Episode Listen Later Mar 24, 2026 32:31


    Botta e risposta in Gran consiglio a Bellinzona sulla questione delle nomine alla guida della scuola media superiore in Ticino. Due nomine bocciate due volte dal Tribunale amministrativo cantonale. Un doppio rifiuto che ha spinto diversi parlamentari a presentare interrogazioni e interpellanze. Domande di chiarimento a cui la responsabile del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport Marina Carobbio ha dato una risposta in aula. Una replica molto amministrativa e procedurale in cui è stata ripercorsa l'intera vicenda ma in cui la Consigliera di Stato ha voluto anche portare delle rassicurazioni sulla gestione dei futuri concorsi all'interno del suo Dipartimento, non escludendo neppure l'intervento di una commissione esterna di esperti. Per la direzione della sezione dell'insegnamento medio superiore andrà ora aperto un nuovo concorso e occorrerà anche recuperare il tempo perso in questi ultimi due anni, anche perché c'è da impostare la riforma dell'insegnamento nei licei ticinesi. Un grande cantiere a cui manca al momento una vera e propria guida. Un argomento che Modem affronta con quattro granconsiglieri:- Maruska Ortelli, Lega dei Ticinesi, presidente della Commissione Formazione e Cultura- Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino&Lavoro - Pino Sergi, Movimento per il Socialismo - Maurizio Canetta, Partito socialista, membro della Commissione Formazione e Cultura

    Francia: consultazione test

    Play Episode Listen Later Mar 23, 2026 31:02


    In Francia oggi il secondo turno delle elezioni municipali, ultima consultazione “test” prima delle presidenziali del prossimo anno. Si vota in oltre 1500 comuni, tra i quali la capitale Parigi e le principali altre grandi città. Il primo turno aveva segnato una progressione degli estremi: France insoumise a sinistra, Rassemblement national a destra. Le trattative per il secondo turno hanno poi visto incrinarsi quel “fronte repubblicano” che fino a ieri aveva favorito il ritiro dei candidati più deboli per consentire alleanze in grado di sbarrare la strada all'estrema destra. Con quali prospettive? Ne discuteremo con: Annalisa Cappellini, collaboratrice RSI da ParigiPaolo Modugno, politologoYves Mény, politologo

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