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Il Corsivo di Daniele Biacchessi
La rivalutazione delle pensioni, i vincitori e i vinti | 25/11/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Nov 25, 2022 2:40


A cura di Daniele Biacchessi Nella manovra economica del Governo viene riformata la rivalutazione delle pensioni di milioni di italiani, ovvero l'adeguamento dei cedolini all'inflazione che ha raggiunto ad ottobre 2022 quota +11,8%. La rivalutazione viene fissata al 7,3%, scatta dal 1 gennaio 2023, ma non vale per tutti. E anche qui, come nella parte fiscale della legge di bilancio che riguarda la cosiddetta flat tax, ci sono vincitori e vinti. E quelli che stanno a guardare senza toccare palla. Il nuovo meccanismo è diviso su sei fasce e premia le pensioni minime che nel 2023 beneficeranno di un aumento di 46 euro netti. Per gli assegni fino a circa 2.100 euro lordi al mese l'indicizzazione resterà piena: a 2.000 euro l'importo mensile salirà di 100 euro netti. Sopra questa soglia scatta la stretta: un trattamento lordo da 3.500 euro crescerà di 128 euro lordi con perdita di 108 euro lordi rispetto allo schema attuale. A 5.500 euro il taglio sarà di 206 euro lordi al mese (circa 2.675 euro l'anno, tredicesima compresa). In campagna elettorale tutti i leader del centrodestra avevano promesso un aumento delle pensioni minime. Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi si era sbilanciato fino a mille euro al mese. Anche Fratelli d'Italia parlava di innalzamento dell'importo delle pensioni minime e sociali, nonché di un adeguamento della pensione di invalidità strutturale e progressivo. La Lega chiedeva la rivalutazione delle pensioni sulla base dell'indice Istat registrato al 31 dicembre 2021. Nulla di ciò che è stato detto agli elettori è stato al momento mantenuto. Dal prossimo anno il “minimo” sarà incrementato dell'1,5% nel 2023 e del 2,7% nel 2024. Tenendo conto dell'indicizzazione del 7,3%, gli assegni più bassi dovrebbero arrivare a poco più di 570 euro nel 2023 e a circa 580 nel 2024, con buona pace per 2 milioni 254 mila titolari di pensioni minime che non sempre si vanno a sommare a pensioni di reversibilità, di invalidità e altro.

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Il Governo stretto tra promesse elettorali e pochi fondi a disposizione | 27/10/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Oct 27, 2022 2:25


A cura di Daniele Biacchessi Nel suo discorso programmatico, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha citato varie volte la parola "gradualità", separando i sogni immediati suoi e dei suoi alleati con la situazione economica disastrosa, dove tutti i dati di previsioni sono negativi (recessione, pil, giudizio delle agenzie di rating), con un debito pubblico da record. Meloni offre anche nel dibattito al Senato di ieri, come in quello della Camera di martedì, il quadro delle priorità per affrontare le emergenze. Al primo posto compare la necessità di destinare gran parte delle risorse disponibili a un nuovo intervento per contenere l'impennata dei costi dell'energia e dell'inflazione. 10 miliardi provengono dagli incassi del fisco, sono molti, ma non bastano. Per la riforma previdenziale il Governo riparte da Ape sociale e Opzione donna, ma per la misura più consistente sul piano finanziario, Quota 102, la partita tra Meloni e Salvini e i loro tecnici è tutta aperta. Mancano le coperture. La Lega deposita un progetto di legge per alzare il tetto del contante dagli attuali 2mila a 10mila euro. Segue a ruota Fratelli d'Italia che annuncia l'idea nella legge di bilancio, ma l'Unione Europea avverte: "come Commissione, preferiremmo dei massimali più bassi possibili". Come dire, ogni Stato decide per conto proprio perché non c'è al momento una legge d'insieme, ma la misura non ci piace. Nella sostanza, con la fiducia ottenuta alla Camera e al Senato, il Governo inizia il suo percorso stretto tra le promesse fatte in campagna elettorale e il pragmatismo obbligato da una crisi energetica senza precedenti. I sogni raccontati agli italiani potrebbero rimanere solo chimere che si infrangono nella dura realtà.

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Il Governo stretto tra promesse elettorali e pochi fondi a disposizione | 27/10/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Oct 27, 2022 2:25


A cura di Daniele Biacchessi Nel suo discorso programmatico, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha citato varie volte la parola "gradualità", separando i sogni immediati suoi e dei suoi alleati con la situazione economica disastrosa, dove tutti i dati di previsioni sono negativi (recessione, pil, giudizio delle agenzie di rating), con un debito pubblico da record. Meloni offre anche nel dibattito al Senato di ieri, come in quello della Camera di martedì, il quadro delle priorità per affrontare le emergenze. Al primo posto compare la necessità di destinare gran parte delle risorse disponibili a un nuovo intervento per contenere l'impennata dei costi dell'energia e dell'inflazione. 10 miliardi provengono dagli incassi del fisco, sono molti, ma non bastano. Per la riforma previdenziale il Governo riparte da Ape sociale e Opzione donna, ma per la misura più consistente sul piano finanziario, Quota 102, la partita tra Meloni e Salvini e i loro tecnici è tutta aperta. Mancano le coperture. La Lega deposita un progetto di legge per alzare il tetto del contante dagli attuali 2mila a 10mila euro. Segue a ruota Fratelli d'Italia che annuncia l'idea nella legge di bilancio, ma l'Unione Europea avverte: "come Commissione, preferiremmo dei massimali più bassi possibili". Come dire, ogni Stato decide per conto proprio perché non c'è al momento una legge d'insieme, ma la misura non ci piace. Nella sostanza, con la fiducia ottenuta alla Camera e al Senato, il Governo inizia il suo percorso stretto tra le promesse fatte in campagna elettorale e il pragmatismo obbligato da una crisi energetica senza precedenti. I sogni raccontati agli italiani potrebbero rimanere solo chimere che si infrangono nella dura realtà.

Notizie a colazione
Gio 27 ott | Tetto al contante, la Lega lo vuole a 10mila euro; I poteri di Salvini sull'immigrazione; Per l'inverno non avremo un tetto al prezzo del gas

Notizie a colazione

Play Episode Listen Later Oct 27, 2022 16:35


Focus economia
Lega chiede di alzare il tetto ai contanti a 10mila euro

Focus economia

Play Episode Listen Later Oct 26, 2022


La Lega ha depositato un progetto di legge per alzare il tetto del contante dagli attuali 2mila a 10mila euro. Proposta sposata sito dal principale azionista della maggioranza, Fratelli d'Italia, che con Giovanbattista Fazzolari sottolinea come la misura «è da sempre nel programma di FdI, del centrodestra» e annuncia: «Lo faremo già nella prima legge di bilancio». Immediate le critiche da parte dell opposizione, per il responsabile economico del Pd Antonio Misiani: "È una proposta che non condividiamo in alcun modo, è in totale controtendenza con quanto deciso in questi anni in Italia e in gran parte dei Paesi europei per ridurre progressivamente l uso del contante e spingere la tracciabilità dei pagamenti e la lotta all economia sommersa". Giuseppe Conte ricorda che "uno studio di Bankitalia certifica che alzare il tetto del contante aiuta l evasione fiscale. Ci opporremo fortemente a questa misura". Interviene sull'argomento anche il vicepresidente della commissione Ue Valdis Dombrovskis: "avevamo proposto dei tetti a livello Ue ma non ci sono accordi per ora, tocca agli Stati membri decidere. I tetti variano molto, si va dai 500 euro della Grecia a Paesi che non ce l hanno. Come Commissione, preferiremmo dei massimali più bassi possibili". Difende la proposta Salvini che su Facebook scrive: "è una proposta di buonsenso della Lega, in linea col programma del centrodestra e con altri paesi europei: meno burocrazia, più libertà". Approfondiamo il tema con Jean Marie Del Bo, Vicedirettore Il Sole 24 Ore.Le nuove fabbriche di microchip per ridurre la dipendenza dalla Cina. È possibile una "sovranità tecnologica"? Durante il discorso per la fiducia alla Camera, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando di transizione digitale, ha sostenuto la necessità di una "sovranità tecnologica" per evitare dipendenze strategiche. Al momento la produzione mondiale di semiconduttori è un monopolio quasi del tutto asiatico (80%) del totale. La Cina controlla il 90% delle miniere globali di terre rare, fondamentali nei settori della tecnologia avanzata e delle energie rinnovabili. In Italia negli ultimi anni si sta cercando di correre ai ripari investendo nella produzione di chip. Il gruppo franco italiano StMicroelectronics (Stm) sta ultimando un nuovo stabilimento per wafer di silicio ad Agrate Brianza, e a Catania realizzerà un nuovo impianto da 700 addetti per ampliare le produzioni nel carburo di silicio, il semiconduttore che sta rivoluzionando l'auto elettrica. L'azienda di microchip statunitense Intel, invece, ha selezionato Vigasio come sito preferito per la costruzione di una fabbrica di semiconduttori. L investimento iniziale coperto per il 40% da fondi pubblici del governo sarà di 4,5 miliardi e si stima che il progetto, che dovrebbe essere completato tra il 2025 e il 2027, creerà 1.500 posti di lavoro diretti e 3.500 indiretti. Ne parliamo conPaolo Trucco, docente di impianti industriali e sicurezza al Politecnico di Milano.Autotrasporto:in Ue mancano 400mila autisti, in Italia 20mila Dall'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio e dallo studio realizzato da Ispi, presentato oggi al settimo forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio, emerge che nell'autotrasporto, in Europa, mancano circa 400mila autisti, con punte massime nel Regno Unito (-100mila) e in Polonia (-80mila). In Germania ne mancano 80mila, in Francia 34mila, in Italia circa 20mila. Tuttavia emergono anche dati "incoraggianti", infatti il numero delle nuove patenti per guidare i Tir (CQC) rilasciate in Italia è in crescita costante. L'emergenza autisti però potrebbe essere attenuata dalla recente istituzione del Bonus patente (che può essere richiesto fino al 31 dicembre 2026), che mette a disposizione fino a 2.500 euro per i giovani che vogliono lavorare come autista. È previsto infatti un rimborso dell'80 per cento della spesa sostenuta per conseguire la patente per trasporto di merci e persone ai giovani di età tra i 18 e i 35 anni anni. Approfondiamo il tema con Pasquale Russo, segretario generale di Conftransporto.

Fratelli di Crozza
Crozza: "Se potesse, la Lega manderebbe Salvini in orbita con la Cristoforetti…"

Fratelli di Crozza

Play Episode Listen Later Oct 10, 2022 1:14


Il monologo di Maurizio Crozza su Salvini, Zaia e non solo in occasione di una puntata di Fratelli di Crozza. Guarda Fratelli di Crozza senza pubblicità qui: https://bit.ly/3gS5JXwSee omnystudio.com/listener for privacy information.

Ultim'ora
Autonomia, Fontana “Ministero fondamentale per la Lega”

Ultim'ora

Play Episode Listen Later Oct 10, 2022 0:52


"Il ministero agli Affari regionali e Autonomia deve andare alla Lega? Credo che sia fondamentale nel senso che è una battaglia che da sempre stiamo portando avanti". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine di un evento a Palazzo Pirelli a Milano.xb5/pc/gtr

Ultim'ora
Autonomia, Fontana “Ministero fondamentale per la Lega”

Ultim'ora

Play Episode Listen Later Oct 10, 2022 0:52


"Il ministero agli Affari regionali e Autonomia deve andare alla Lega? Credo che sia fondamentale nel senso che è una battaglia che da sempre stiamo portando avanti". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine di un evento a Palazzo Pirelli a Milano.xb5/pc/gtr

Ascolta la Notizia
Borghi (Lega): «Non fare flat tax e tenersi la Fornero? No grazie»

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Play Episode Listen Later Oct 4, 2022 0:42


«Non fare flat tax e tenersi la Fornero? No grazie. Prima ancora della partenza del prossimo governo già arrivano gli inviti a non fare quello per cui i cittadini ci hanno votato». Così il parlamentare della Lega Claudio Borghi commentando le parole del presidente di Confindustria. «Ringraziamo Confindustria per la sua opinione sempre gradita e siamo dispostissimi ad ascoltare suggerimenti e idee per migliorare questi provvedimenti. La Lega ha tanti difetti ma ha un pregio: quando prende un impegno con i cittadini prima di un'elezione poi proverà in ogni modo a mantenerlo», ha aggiunto Borghi.

The Majority Report with Sam Seder
2935 - Winning Rural Voters Back; The Far-Right Rises in Italy w/ Sen. Chloe Maxmin, Canyon Woodward, & Ruth Ben-Ghiat

The Majority Report with Sam Seder

Play Episode Listen Later Sep 29, 2022 62:29


Emma hosts State Senator Chloe Maxmin of Maine's 13th District and political activist Canyon Woodward to discuss their recent book Dirt Road Revival: How to Rebuild Rural Politics and Why Our Future Depends On It. Then, Emma is joined by Ruth Ben-Ghiat, professor of history and Italian studies at New York University, to discuss the recent Italian election results and what they mean for Europe and the rest of the world. First, Emma runs through updates on Hurricane Ian's path of devastation, Schumer's Continuing Resolution, the White House finally waiving the Jones Act, the DoD joining the DHS and Secret Service in covering up 1/6 texts, and more, before diving into Ron DeSantis' comments on ANOTHER “once in a century” disaster hitting Florida. Then, she's joined by Senator Chloe Maxim and Canyon Woodward as they dive into their roots in rural organizing, with Maxim growing up in Maine and Woodward in North Carolina, and meeting during the inception of the Fossil Fuel Divestment Movement at Harvard, moving from there to running Maxim's progressive campaigns (first for Maine Statehouse then State Senate) with a focus on grassroots rural organizing. Maxim and Woodward then dive into the tactics that grounded their victories in Maine, with a focus on tailoring their discussions and policy focuses to the interest of the community they were representing, including having strong disagreements with her constituents and working to understand where it comes from, and grounding her programs (such as establishing a Green New Deal for Maine) in the tackling the anxieties and pressures that most concern them (farming, fishing infrastructure, etc). Wrapping up, they tackle how the Democrats lost their foothold on rural voters over the last three decades, with complete disinvestment from the communities, and Democratic leadership (particularly in the wake of the 2010 midterms) shifting any electoral focus to exclusively urban and suburban areas, and exploring what we can learn about Maine (and Maine's rural voters) from Sarah Giddeon's loss to Susan Collins. Ruth Ben-Ghiat and Emma then tackle the rise of Giorgia Meloni through Italy's fascist remnants in the 20th Century and to the top of the new Alt-Right neofascist party Fratelli d'Italia. They tackle the difference between her politics and that of other Italian far-right parties such as La Lega and Forza Italia, Meloni's history of anti-Semitic neonazi conspiracy theory, and the greater hyper-nationalist yet transnational movement of the far right today, where Meloni sees the GOP as central to the project. They also explore where Meloni's reign is likely to go next, and what institutional elements of Italian politics can do to fight back. And in the Fun Half: Emma is joined by Matt and Binder as they tackle the Right Wing reaction to Meloni's victory, with Jimmy Dore aligning himself with Hillary Clinton and Dave Rubin attempting to put the rise of fascism at the feet of queer people, exploring the uniting features of fascism and the GOP that are preoccupation with (white) community “decline” and an obsession with victimhood. In keeping with right-wing-reactionary insanity, they also touch on reactions from Ben Shaprio and Pedro Gonzalez to Lizzo's humiliation of the founding fathers by… playing the flute. Sandy from Ontario calls in to discuss the rise of Pierre Poilievre on the Canadian right, plus, your calls and IMs! Check out Sen. Maxmin and Canyon's book here: https://www.penguinrandomhouse.com/books/691154/dirt-road-revival-by-chloe-maxmin-and-canyon-woodward/ Check out the upcoming movie "Rural Runners" that features Sen. Maxmin and Canyon's campaign here: https://vimeo.com/663434221/cc2be85c42 Check out Ruth on Twitter here: https://twitter.com/ruthbenghiat?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Eauthor Become a member at JoinTheMajorityReport.com: https://fans.fm/majority/join Subscribe to the AMQuickie newsletter here: https://am-quickie.ghost.io/ Join the Majority Report Discord! http://majoritydiscord.com/ Get all your MR merch at our store: https://shop.majorityreportradio.com/ Get the free Majority Report App!: http://majority.fm/app Follow the Majority Report crew on Twitter: @SamSeder @EmmaVigeland @MattBinder @MattLech @BF1nn @BradKAlsop Check out Matt's show, Left Reckoning, on Youtube, and subscribe on Patreon! https://www.patreon.com/leftreckoning Subscribe to Discourse Blog, a newsletter and website for progressive essays and related fun partly run by AM Quickie writer Jack Crosbie. https://discourseblog.com/ Check out Matt Binder's YouTube channel: https://www.youtube.com/mattbinder Subscribe to Brandon's show The Discourse on Patreon! https://www.patreon.com/ExpandTheDiscourse Check out Ava Raiza's music here! https://avaraiza.bandcamp.com/ The Majority Report with Sam Seder - https://majorityreportradio.com/

24 Mattino - Le interviste
PD-Lega, i grandi sconfitti

24 Mattino - Le interviste

Play Episode Listen Later Sep 27, 2022


In apertura di terza parte, l'analisi dell'attualità e della politica italiana ed internazionale con il nostro Paolo Mieli. Enrico Lettasarà il traghettatore del Partito Democratico verso il nuovo congresso dove non si ricandiderà come segretario. Lo ha annunciato ieri nella conferenza stampa di analisi del voto in cui ha ammesso la sconfitta chiara della coalizione di centrosinistra. E ora chi al suo posto? Lo chiediamo a Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci del PD, che rumors vorrebbero come candidato alla segreteria del Partito Democratico. La Lega può festeggiare la vittoria della coalizione di centrodestra, ma per Salvini il 9% rappresenta un punto molto basso della sua segreteria. Per adesso, il "capitano" resiste e rilancia ma i governatori del nord della Lega non sono soddisfatti e, ora, non nascondono il malcontento per i risultati ottenuti dalla Lega in queste elezioni politiche. Ne parliamo con Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera uscente delle Lega.

Il Morning Show di Gottardo, Pirri e Alunni
La Lega è morta? La Madonna la salverà? (27 Settembre 2022)

Il Morning Show di Gottardo, Pirri e Alunni

Play Episode Listen Later Sep 27, 2022 91:16


Il Morning Show Martedi 27 Settembre 2022

La ContraCrónica
Italia gira a la derecha

La ContraCrónica

Play Episode Listen Later Sep 26, 2022 38:06


Los tres grandes partidos del centro-derecha ganaron este domingo las elecciones legislativas italianas. La coalición formada por Frattelli d’Italia, la Lega y Forza Italia obtuvo el 44% de los votos frente al 26% de la coalición de centro-izquierda liderada por el Partido Democrático. El gran triunfador fue Frattelli d’Italia, un partido de derecha identitaria acaudillado por Giorgia Meloni. Frattelli d’Italia, que en las elecciones de 2018 se quedó en quinto puesto con un 4,4% de los votos, es ahora la primera fuerza política del país con un 26% de los votos, es decir, lo mismo que todo el bloque de centro-izquierda. El partido de Meloni ha crecido a costa de sus aliados y del derrumbe del Movimiento 5 estrellas, que fue el más votado en las últimas elecciones legislativas. La Lega de Matteo Salvini se ha desplomado y no ha conseguido llegar ni al 9% y Forza Italia se ha quedado un poco por encima del 8%. La derecha italiana, que durante más de dos décadas ha tenido a Silvio Berlusconi como guía y referente político, electoral y hasta cultural, tiene ahora un nuevo liderazgo. En el extremo opuesto, el Partido Democrático de Enrico Letta ha crecido con respecto a las últimas elecciones, pero muy poco, ha pasado del 18% al 19% quedando por debajo del umbral psicológico del 20%, lo que supone para ellos una auténtica catástrofe. El Movimiento 5 estrellas, por su parte, ha perdido más de la mitad de los apoyos, en 2018 obtuvo el 32% y esta vez se ha quedado en el 15%. Con estos resultados parece fuera de toda duda que se formará un ejecutivo de centro-derecha que gobernará con una abrumadora mayoría parlamentaria, pero tendrán que hacerlo en coalición repartiéndose las carteras ministeriales. La pregunta que todos se hacen ahora es quien será el primer ministro. Debería serlo Meloni, pero en Italia las cosas no siempre son lo que parecen. En 2018 el ganador indiscutible de las elecciones fue el Movimiento 5 estrellas, pero su candidato, Luigi di Maio, no fue elegido primer ministro. Su partido alcanzó un acuerdo de gobierno con la Lega de Salvini pero, como eran dos formaciones con programas muy distintos, buscaron un hombre de consenso, Giuseppe Conte, que ocupó el cargo entre 2018 y 2021. Ese Gobierno se deshizo hace año y medio y fue entonces cuando emergió Mario Draghi como salvador del país tras el impacto de la pandemia. Esta vez Meloni tiene argumentos de peso para exigir a sus socios que la voten a ella como primera ministra ya que no sólo es el partido más votado de la coalición, sino que tanto Forza Italia como la Lega se han dejado la mitad de sus votos con respecto a la última cita electoral. Si eso sucediese Giorgia Meloni sería la primera mujer que en ocupar el despacho del primer ministro en la historia de Italia y la que más a la derecha está situada. Para dentro de algo más de un mes, ya en noviembre, está previsto el traspaso de poderes entre Mario Draghi y el nuevo ejecutivo. La derecha italiana, que no gana unas elecciones desde 2008, se hará cargo de un país en crisis en un momento muy complicado, en plena crisis energética, con la inflación por la nubes y una deuda elevadísima. A Meloni y sus socios les harán falta grandes dosis de realismo y una hoja de ruta clara. En La ContraRéplica: - Putin y el engaño - Italia y la extrema derecha · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #Italia #giorgiameloni Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals

Prima Pagina
Elezioni, la reazione di Bruxelles; più caro-bollette e meno Pil: 26 settembre di Italo Carmignani

Prima Pagina

Play Episode Listen Later Sep 26, 2022 14:22


La Lega crolla, Fratelli d'Italia vola, Pd sotto il 20 per cento @mauroevangelisti; Meloni premier, la reazione di Bruxellese @gabrielerosana; le bollette più care e Pil al ribasso, i nodi dell'economia @andreabassi; uccisa la “ragazza della coda” Hadith Najafi @cristianamangani

Ascolta la Notizia
Salvini: «Se la Russia ha pagato il Pd, è giusto che si sappia»

Ascolta la Notizia

Play Episode Listen Later Sep 14, 2022 0:49


«Gli unici che hanno preso soldi dalla Russia in passato sono stati i comunisti e qualche quotidiano italiano. Liberi di farlo. Io non ho mai chiesto soldi e non ho mai preso soldi. La Lega querela? Ci credo». Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a Cartabianca, su Rai 3. «L'emergenza di chi è davanti al televisore sono le bollette... Dicano nomi e cognomi: chi hanno pagato? Se la Russia ha pagato il Pd, è giusto che si sappia. L'unico paese straniero che nella mia attività politica mi ha offerto un viaggio tutto pagato e spesato, che poi non feci, furono gli Stati Uniti. Io non ci andai, altri ci andarono pagati dal governo americano, liberi di farlo», ha aggiunto.

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Per un pugno di voti. Centrodestra, diviso su tutto | 05/09/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Sep 5, 2022 2:35


A cura di Daniele Biacchessi Tutti gli analisti sono concordi sulla vittoria del centrodestra alle elezioni del 25 settembre. Sul piano numerico, Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia sarebbero ad un passo da una maggioranza che potrebbe persino cambiare la nostra Costituzione, ma sotto il profilo politico sono uniti? Stando alle ultime polemiche sulle sanzioni russe parrebbe prevalga la divisione su gran parte dei punti inseriti nel programma comune. La Lega perde consensi da mesi: da poco sotto il 18% ottenuto alle elezioni del 2018, il partito di Matteo Salvini è stimato oggi tra il 12 e il 13%, in calo costante. Dove andrebbero a finire i voti in uscita dalla Lega? Nella quasi totalità i voti dei leghisti scontenti passano a Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, passato dal 4,35% del 2018 alla rilevazione attuale che supera il 24%, primo partito. I numeri parlano e raccontano di una corsa travolgente della Meloni ai danni di Salvini. Il numero uno della Lega è in difficoltà e tenta di posizionarsi riprendendo i cavalli di battaglia di sempre: immigrazione, blocco dei porti alle navi dei clandestini, abolizione della legge della Fornero, flat tax, stop alla spedizione delle cartelle esattoriali. Prendiamo come esempio le sanzioni italiane ed europee contro la Russia. Salvini ha chiesto la fine delle sanzioni contro Mosca. “Molti imprenditori mi stanno chiedendo di rivedere le sanzioni alla Russia, perché è l'unico caso al mondo in cui le sanzioni, volute per fermare la guerra e colpire un regime, danneggiano non i sanzionati ma coloro che sanzionano”. Poi si è rimangiato la parola dopo la netta opposizione di Fratelli d'Italia. "La linea del governo a guida Meloni non avrà esitazioni, sarà coerente e concordata con quella degli alleati occidentali", ha detto il senatore di Fdi, Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma del partito. Si potrebbe andare avanti per ore: dal blocco navale contro l'immigrazione clandestina alla fedeltà alla Nato, alle politiche sul lavoro, alla lotta contro la povertà. Per un pugno di voti in più nel centrodestra la divisione è visibile a tutti. Cosa accadrà dopo il 25 settembre? Quanto peseranno queste divisioni nella formazione di un Governo credibile, duraturo e stabile? Credits: Agenzia Fotogramma

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Per un pugno di voti. Centrodestra, diviso su tutto | 05/09/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Sep 5, 2022 2:35


A cura di Daniele Biacchessi Tutti gli analisti sono concordi sulla vittoria del centrodestra alle elezioni del 25 settembre. Sul piano numerico, Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia sarebbero ad un passo da una maggioranza che potrebbe persino cambiare la nostra Costituzione, ma sotto il profilo politico sono uniti? Stando alle ultime polemiche sulle sanzioni russe parrebbe prevalga la divisione su gran parte dei punti inseriti nel programma comune. La Lega perde consensi da mesi: da poco sotto il 18% ottenuto alle elezioni del 2018, il partito di Matteo Salvini è stimato oggi tra il 12 e il 13%, in calo costante. Dove andrebbero a finire i voti in uscita dalla Lega? Nella quasi totalità i voti dei leghisti scontenti passano a Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, passato dal 4,35% del 2018 alla rilevazione attuale che supera il 24%, primo partito. I numeri parlano e raccontano di una corsa travolgente della Meloni ai danni di Salvini. Il numero uno della Lega è in difficoltà e tenta di posizionarsi riprendendo i cavalli di battaglia di sempre: immigrazione, blocco dei porti alle navi dei clandestini, abolizione della legge della Fornero, flat tax, stop alla spedizione delle cartelle esattoriali. Prendiamo come esempio le sanzioni italiane ed europee contro la Russia. Salvini ha chiesto la fine delle sanzioni contro Mosca. “Molti imprenditori mi stanno chiedendo di rivedere le sanzioni alla Russia, perché è l'unico caso al mondo in cui le sanzioni, volute per fermare la guerra e colpire un regime, danneggiano non i sanzionati ma coloro che sanzionano”. Poi si è rimangiato la parola dopo la netta opposizione di Fratelli d'Italia. "La linea del governo a guida Meloni non avrà esitazioni, sarà coerente e concordata con quella degli alleati occidentali", ha detto il senatore di Fdi, Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma del partito. Si potrebbe andare avanti per ore: dal blocco navale contro l'immigrazione clandestina alla fedeltà alla Nato, alle politiche sul lavoro, alla lotta contro la povertà. Per un pugno di voti in più nel centrodestra la divisione è visibile a tutti. Cosa accadrà dopo il 25 settembre? Quanto peseranno queste divisioni nella formazione di un Governo credibile, duraturo e stabile? Credits: Agenzia Fotogramma

Ultim'ora
Energia, Salvini "L'emergenza è adesso non tra sei mesi"

Ultim'ora

Play Episode Listen Later Sep 1, 2022 1:15


“L'emergenza è adesso. Tra sei mesi molte fabbriche non ci saranno più e molti operai saranno a casa. La Lega dice che è meglio spendere 30 miliardi adesso per salvare aziende e negozi piuttosto che spenderne 100 tra 6 mesi per pagare disoccupazioni e casse integrazioni". Così il leader della Lega Matteo Salvini durante un punto stampa a Milano.xa1/pc/gsl

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Energia, Salvini "L'emergenza è adesso non tra sei mesi"

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Play Episode Listen Later Sep 1, 2022 1:15


“L'emergenza è adesso. Tra sei mesi molte fabbriche non ci saranno più e molti operai saranno a casa. La Lega dice che è meglio spendere 30 miliardi adesso per salvare aziende e negozi piuttosto che spenderne 100 tra 6 mesi per pagare disoccupazioni e casse integrazioni". Così il leader della Lega Matteo Salvini durante un punto stampa a Milano.xa1/pc/gsl

Ecovicentino.it - AudioNotizie
Elezioni, la Lega lancia Bizzotto e ricandida Stefani e Pretto. In corsa anche Castaman (Viacqua)

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later Aug 25, 2022 2:25


Ecovicentino.it - AudioNotizie
Elezioni 2022, la Lega ufficializza le liste. Attesa per Fi e Fdi. Scontro Letta – Meloni

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later Aug 20, 2022 1:33


Countdown finale per le liste elettorali del centrodestra. Se la Lega ha già ufficializzato alla stampa i suoi candidati agli uninominali di Camera e Senato, ricandidando tutti i vertici del partito, gli alleati, ossia Fdi e Forza Italia, mancano ancora all'appello.

Ultim'ora
Salvini "Chiederemo che si voti anche il 26 settembre"

Ultim'ora

Play Episode Listen Later Aug 3, 2022 1:49


"La Lega e tutto il centrodestra chiederanno che si voti anche il 26 settembre. Mi sembra un furto di democrazia negare il diritto al voto anche il lunedì mattina". Così il segretario della Lega Matteo Salvini .xa2/fil/gsl

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Nella sfida tra Pd e Fratelli d'Italia non ci sarà pareggio | 27/07/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Jul 27, 2022 2:06


A cura di Daniele Biacchessi Nella sfida tra Pd e Fratelli d'Italia non ci sarà pareggio, assicura Enrico Letta alla direzione nazionale. Ma quelli che sembrano dai sondaggi i partiti più forti non godono di buoni rapporti con le sigle a loro vicine e le alleanze, al momento, risultano per lo più sfilacciate. Giorgia Meloni chiede alla sua coalizione di stabilire subito le regole per definire il futuro premier. La Lega pensa che chi prende più voti alle elezioni debba indicare il Presidente del Consiglio. Stessa cosa dice il centrista Maurizio Lupi. E Berlusconi assiste alla lite tra leader attendendo una convocazione, anche se Forza Italia si assottiglia giorno dopo giorno a causa dell'abbandono di numerosi deputati e senatori. Nel centro sinistra le acque sono agitate. Matteo Renzi si sfila da un possibile avvicinamento con il Pd e annuncia la sua corsa solitaria. Il patto repubblicano non va oltre l'accordo tra Carlo Calenda ed Emma Bonino. Il M5s guarda a sinistra del Pd, tra quei gruppi e sigle che non hanno appoggiato Mario Draghi. In questa frammentazione totale, tipica però delle prime battute della campagna elettorale, la possibilità che dal nuovo Parlamento esca una situazione di caos e ingovernabilità è altissima. La concentrazione su due o tre poli è ancora lontana, ma non ci sarà un pareggio. Intanto Mario Draghi avverte: sarà un autunno complesso, tutti devono essere coinvolti in questa fase di emergenza, "per fronteggiare la flessione dell'economia". Vuol dire disponibilità ad andare oltre la guida di un Governo degli affari correnti? Credits: Agenzia Fotogramma

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Nella sfida tra Pd e Fratelli d'Italia non ci sarà pareggio | 27/07/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Jul 27, 2022 2:06


A cura di Daniele Biacchessi Nella sfida tra Pd e Fratelli d'Italia non ci sarà pareggio, assicura Enrico Letta alla direzione nazionale. Ma quelli che sembrano dai sondaggi i partiti più forti non godono di buoni rapporti con le sigle a loro vicine e le alleanze, al momento, risultano per lo più sfilacciate. Giorgia Meloni chiede alla sua coalizione di stabilire subito le regole per definire il futuro premier. La Lega pensa che chi prende più voti alle elezioni debba indicare il Presidente del Consiglio. Stessa cosa dice il centrista Maurizio Lupi. E Berlusconi assiste alla lite tra leader attendendo una convocazione, anche se Forza Italia si assottiglia giorno dopo giorno a causa dell'abbandono di numerosi deputati e senatori. Nel centro sinistra le acque sono agitate. Matteo Renzi si sfila da un possibile avvicinamento con il Pd e annuncia la sua corsa solitaria. Il patto repubblicano non va oltre l'accordo tra Carlo Calenda ed Emma Bonino. Il M5s guarda a sinistra del Pd, tra quei gruppi e sigle che non hanno appoggiato Mario Draghi. In questa frammentazione totale, tipica però delle prime battute della campagna elettorale, la possibilità che dal nuovo Parlamento esca una situazione di caos e ingovernabilità è altissima. La concentrazione su due o tre poli è ancora lontana, ma non ci sarà un pareggio. Intanto Mario Draghi avverte: sarà un autunno complesso, tutti devono essere coinvolti in questa fase di emergenza, "per fronteggiare la flessione dell'economia". Vuol dire disponibilità ad andare oltre la guida di un Governo degli affari correnti? Credits: Agenzia Fotogramma

Ultim'ora
Governo, Molinari "Lega indisponibile ad andare avanti con M5S"

Ultim'ora

Play Episode Listen Later Jul 19, 2022 0:31


“La Lega conferma che non è disponibile ad andare avanti in questa esperienza di governo con il M5S". Così il capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari, al termine della riunione di Matteo Salvini con i ministri e i sottosegretari del partito. xb1/sat/gsl

La Miniera
Il DEPUTATO ROMANO (PD) ATTACCA la LEGA e VIRGINIA RAGGI in DIRETTA

La Miniera

Play Episode Listen Later Jul 16, 2022 50:52


Seguimi live tutti i giorni su Twitch alle 13.30 e alle 22.30! - https://twitch.tv/ivan_grieco---Iscriviti al canale e attiva la campanella - https://bit.ly/3nIb6ZO---Link per codice sconto Cuffie ASTRO 5% : http://astro.family/rampageEMEA ---Instagram ►https://instagram.com/ivangriecoTwitter ► https://twitter.com/RampageInTheBox

La Miniera
LA LEGA VOLEVA AFFOSSARE il REFERENDUM CANN4BlS + 150 STREAMER DENUNClATl per RICICLAGGIO

La Miniera

Play Episode Listen Later Jul 16, 2022 8:03


LA LEGA VOLEVA AFFOSSARE il REFERENDUM CANNABlS + 150 STREAMER DENUNCIATI per RICICLAGGIOSeguimi live tutti i giorni su Twitch alle 12.00 e alle 18.30 (o 22.30 in IRL) - https://twitch.tv/ivan_grieco---Iscriviti al canale e attiva la campanella - https://bit.ly/3nIb6ZO---Link per codice sconto Cuffie ASTRO 5% : http://astro.family/rampageEMEA ---Instagram ►https://instagram.com/ivangriecoTwitter ► https://twitter.com/RampageInTheBox

Fratelli di Crozza
Crozza: "La Lega ora vuole più immigrati, è il mondo che si capovolge…"

Fratelli di Crozza

Play Episode Listen Later Jul 11, 2022 3:58


Il monologo di Maurizio Crozza sul lavoro e non solo in occasione di una puntata di Fratelli di Crozza. Guarda Fratelli di Crozza senza pubblicità qui: https://bit.ly/3gS5JXwSee omnystudio.com/listener for privacy information.

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Draghi e la tenuta della sua maggioranza | 01/07/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Jul 1, 2022 2:16


A cura di Daniele Biacchessi La maggioranza che sostiene il Governo tecnico a guida Mario Draghi è ormai ai ferri corti e la possibilità di una crisi politica è elevatissima. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, accusa il premier Mario Draghi di aver chiesto a Beppe Grillo di rimuoverlo dal Movimento ("un'intromissione grave"), e chiede un chiarimento politico. Conte è salito al Colle per un colloquio con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Draghi, intanto, smentisce le pressioni sul Movimento, ma deve lasciare in anticipo il vertice Nato organizzato nella capitale spagnola per tornare a Roma e riferire l'evoluzione della situazione politica al Presidente della Repubblica. Ma il M5s non è il solo partito in fibrillazione nella maggioranza. La Lega ha aperto anche un nuovo fronte nella maggioranza: "Insistendo su ius scholae o cannabis la sinistra mette in difficoltà Draghi. Il governo pensi al caro gasolio o sarà difficile restare". Il leader del Pd Enrico Letta prosegue nel suo cammino a difesa dei diritti civili. "Non subiremo ricatti sulla testa di queste famiglie, di questi ragazzi". La situazione si è incartata ogni tema apre un fronte di trattativa, di discussione, di tensione. Tutti, almeno a parole, auspicano la tenuta della maggioranza, ma ormai si riducono i motivi di restare appesi alle sorti di un Governo tecnico che tra qualche mese scivolerà verso il termine naturale del mandato. A meno che le spinte centrifughe accelerino la conclusione dell'esperienza di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Credits: Agenzia Fotogramma

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Draghi e la tenuta della sua maggioranza | 01/07/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Jul 1, 2022 2:15


A cura di Daniele Biacchessi La maggioranza che sostiene il Governo tecnico a guida Mario Draghi è ormai ai ferri corti e la possibilità di una crisi politica è elevatissima. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, accusa il premier Mario Draghi di aver chiesto a Beppe Grillo di rimuoverlo dal Movimento ("un'intromissione grave"), e chiede un chiarimento politico. Conte è salito al Colle per un colloquio con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Draghi, intanto, smentisce le pressioni sul Movimento, ma deve lasciare in anticipo il vertice Nato organizzato nella capitale spagnola per tornare a Roma e riferire l'evoluzione della situazione politica al Presidente della Repubblica. Ma il M5s non è il solo partito in fibrillazione nella maggioranza. La Lega ha aperto anche un nuovo fronte nella maggioranza: "Insistendo su ius scholae o cannabis la sinistra mette in difficoltà Draghi. Il governo pensi al caro gasolio o sarà difficile restare". Il leader del Pd Enrico Letta prosegue nel suo cammino a difesa dei diritti civili. "Non subiremo ricatti sulla testa di queste famiglie, di questi ragazzi". La situazione si è incartata ogni tema apre un fronte di trattativa, di discussione, di tensione. Tutti, almeno a parole, auspicano la tenuta della maggioranza, ma ormai si riducono i motivi di restare appesi alle sorti di un Governo tecnico che tra qualche mese scivolerà verso il termine naturale del mandato. A meno che le spinte centrifughe accelerino la conclusione dell'esperienza di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Credits: Agenzia Fotogramma

Stroncature
“La Lega. Una storia. Nodi dell'Italia contemporanea” di Paolo Barcella

Stroncature

Play Episode Listen Later Jun 23, 2022 91:35


Lo scorso 22 giugno, Stroncature ha ospitato la presentazione di “La Lega. Una storia. Nodi dell'Italia contemporanea” di Paolo Barcella (Carocci, 2022). Con l'autore dialoga Elena Bacchin e Tommaso Baris.

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Fdi si afferma nel Nord e batte ovunque la Lega | 15/06/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Jun 15, 2022 2:33


A cura di Daniele Biacchessi Ci sono due vincitori (Fratelli d'Italia e il Pd) e due sconfitti (Lega e M5s), nel test elettorale amministrativo di domenica. Ora che i dati reali di sindaci e liste sono tutti disponibili, risulta più chiara l'analisi del voto che ha coinvolto 971 comuni e quasi 9 milioni di italiani. Facciamo alcuni esempi. A Genova, Fdi è al 9,3% (nella scorsa tornata amministrativa nel 2017 era al 5,3%) contro il 6,8% del Carroccio (cinque anni fa al 13%). La stessa tendenza si registra a La Spezia con il partito della Meloni al 9,8% contro il 7,9% del Carroccio. Ma se si sposta lo sguardo in Piemonte lo scenario non cambia. Ad Alessandria Fdi è primo partito della coalizione di centrodestra con il 14,8%, mentre il Carroccio si ferma all'10,5%. La Lega brinda alla vittoria al primo turno del sindaco uscente di Asti, Maurizio Rasero. Ma nel voto di lista (5,6%) è dietro Fdi (7,7%). A Verona Fdi, partito del sindaco uscente Federico Sboarina, è avanti nel voto di lista con l'11,9%. Doppiato il Carroccio al 6,6%.Sorpasso anche a Padova dove Fratelli d'Italia è all'8,3% contro il 7,3% della Lega. M5s non ha presentato la lista in città importanti come Parma e Verona. In Sicilia, storico granaio di voti per il movimento, i 5 Stelle hanno presentato la lista in coalizione con il Pd solo in 3 Comuni su 120 (Palermo, Messina e Scordia in provincia di Catania). Ovunque i pentastellati restano sotto il 5%. Nel complesso la lista più votata alle Comunali è il Pd con il 17,2%, davanti a Fratelli d'Italia al 10,3%, Lega al 6,7% e Fi al 4,6%. M5s, raccoglie solo il 2,1%. Anche se non ci saranno ripercussioni sulla maggioranza che sostiene Draghi, cambiano però i bilanciamenti nelle due coalizioni con Fdi che prevale sulla Lega e Forza Italia e il Pd che domina la coalizione del centrosinistra, ma senza un apporto importante sul piano elettorale del M5s. Credits: Agenzia Fotogramma

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Fdi si afferma nel Nord e batte ovunque la Lega | 15/06/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Jun 15, 2022 2:32


A cura di Daniele Biacchessi Ci sono due vincitori (Fratelli d'Italia e il Pd) e due sconfitti (Lega e M5s), nel test elettorale amministrativo di domenica. Ora che i dati reali di sindaci e liste sono tutti disponibili, risulta più chiara l'analisi del voto che ha coinvolto 971 comuni e quasi 9 milioni di italiani. Facciamo alcuni esempi. A Genova, Fdi è al 9,3% (nella scorsa tornata amministrativa nel 2017 era al 5,3%) contro il 6,8% del Carroccio (cinque anni fa al 13%). La stessa tendenza si registra a La Spezia con il partito della Meloni al 9,8% contro il 7,9% del Carroccio. Ma se si sposta lo sguardo in Piemonte lo scenario non cambia. Ad Alessandria Fdi è primo partito della coalizione di centrodestra con il 14,8%, mentre il Carroccio si ferma all'10,5%. La Lega brinda alla vittoria al primo turno del sindaco uscente di Asti, Maurizio Rasero. Ma nel voto di lista (5,6%) è dietro Fdi (7,7%). A Verona Fdi, partito del sindaco uscente Federico Sboarina, è avanti nel voto di lista con l'11,9%. Doppiato il Carroccio al 6,6%.Sorpasso anche a Padova dove Fratelli d'Italia è all'8,3% contro il 7,3% della Lega. M5s non ha presentato la lista in città importanti come Parma e Verona. In Sicilia, storico granaio di voti per il movimento, i 5 Stelle hanno presentato la lista in coalizione con il Pd solo in 3 Comuni su 120 (Palermo, Messina e Scordia in provincia di Catania). Ovunque i pentastellati restano sotto il 5%. Nel complesso la lista più votata alle Comunali è il Pd con il 17,2%, davanti a Fratelli d'Italia al 10,3%, Lega al 6,7% e Fi al 4,6%. M5s, raccoglie solo il 2,1%. Anche se non ci saranno ripercussioni sulla maggioranza che sostiene Draghi, cambiano però i bilanciamenti nelle due coalizioni con Fdi che prevale sulla Lega e Forza Italia e il Pd che domina la coalizione del centrosinistra, ma senza un apporto importante sul piano elettorale del M5s. Credits: Agenzia Fotogramma

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Il centrodestra vince a Palermo, Genova, L'Aquila. Fdl supera la Lega a Parma e Verona dove è in testa il centrosinistra | 14/06/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Jun 14, 2022 2:20


A cura di Daniele Biacchessi Anche i dati reali confermano le tendenze espresse dagli exit poll sull'esito delle amministrative comunali. Il centrodestra si afferma a Palermo, Genova, L'Aquila, Catanzazo. A Parma e Verona è in testa il centrosinistra e Fdl supera la Lega. Il centrodestra unito, con prevalenza Fdl, indica la tendenza dei sondaggi nazionali anche su scala locale. La coalizione PD/M5s risulta debole in larga parte del paese. In particolare, il primo turno delle amministrative riguardava 971 comuni, di cui 829 con popolazione pari o inferiore a 15mila abitanti e 142 sopra i 15mila abitanti. In questi ultimi il sistema elettorale prevede il ballottaggio nel caso in cui nessun candidato superi il 50% dei voti al primo turno. Sono stati chiamati al voto 22 capoluoghi di provincia e 4 di regione: 16 avevano una amministrazione uscente di centrodestra, in larga parte riconfermata, 4 di centrosinistra. Già così si capisce molto dell'appuntamento elettorale che, nonostante abbia coinvolto oltre 9 milioni di italiani, non avrà ripercussioni immediate sulla tenuta della maggioranza e del Governo a guida Mario Draghi. Le vere rese dei conti si faranno all'interno dei partiti. In primis nella Lega dove la leadership di Matteo Salvini è in bilico dopo il disastro dei referendum sulla giustizia e il ribaltamento degli equilibri politici all'interno della coalizione di centrodestra. Problemi permangono all'interno del M5s. Nei prossimi giorni si assisterà certamente ad un chiarimento generale e a un ripensamento della formula referendaria. Credits: Agenzia Fotogramma

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
Il centrodestra vince a Palermo, Genova, L'Aquila. Fdl supera la Lega a Parma e Verona dove è in testa il centrosinistra | 14/06/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later Jun 14, 2022 2:19


A cura di Daniele Biacchessi Anche i dati reali confermano le tendenze espresse dagli exit poll sull'esito delle amministrative comunali. Il centrodestra si afferma a Palermo, Genova, L'Aquila, Catanzazo. A Parma e Verona è in testa il centrosinistra e Fdl supera la Lega. Il centrodestra unito, con prevalenza Fdl, indica la tendenza dei sondaggi nazionali anche su scala locale. La coalizione PD/M5s risulta debole in larga parte del paese. In particolare, il primo turno delle amministrative riguardava 971 comuni, di cui 829 con popolazione pari o inferiore a 15mila abitanti e 142 sopra i 15mila abitanti. In questi ultimi il sistema elettorale prevede il ballottaggio nel caso in cui nessun candidato superi il 50% dei voti al primo turno. Sono stati chiamati al voto 22 capoluoghi di provincia e 4 di regione: 16 avevano una amministrazione uscente di centrodestra, in larga parte riconfermata, 4 di centrosinistra. Già così si capisce molto dell'appuntamento elettorale che, nonostante abbia coinvolto oltre 9 milioni di italiani, non avrà ripercussioni immediate sulla tenuta della maggioranza e del Governo a guida Mario Draghi. Le vere rese dei conti si faranno all'interno dei partiti. In primis nella Lega dove la leadership di Matteo Salvini è in bilico dopo il disastro dei referendum sulla giustizia e il ribaltamento degli equilibri politici all'interno della coalizione di centrodestra. Problemi permangono all'interno del M5s. Nei prossimi giorni si assisterà certamente ad un chiarimento generale e a un ripensamento della formula referendaria. Credits: Agenzia Fotogramma

I podcast di Radio SA
Il servizio territoriale e la lega del filo d'oro - L'ospite che Sa (la voce dell'associazionismo)

I podcast di Radio SA

Play Episode Listen Later May 13, 2022 9:35


Viviana, assistente sociale del servizio territoriale ci spiega le differenze tra il servizio territoriale e le attività svolte dalla lega del filo d'oro entrambi a favore dei bambini e adulti sordo ciechi e pluri minorati psicosensoriali. "L'Ospite che Sa" è in onda su Radio SA dal lunedi al venerdi alle 15:00 e in replica alle 21:00.

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
La posizione del Governo italiano sulla guerra tra Russia e Ucraina | 12/05/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later May 12, 2022 2:24


A cura di Daniele Biacchessi Qual'è la linea politica della maggioranza che sostiene il Governo di Mario Draghi sulla guerra tra Russia e Ucraina? Fino a poche settimane fa frasi come "cessate il fuoco", "piano di pace", "favorire i negoziati", sembravano bandite. Il Pd di Enrico Letta ha assunto fin dall'inizio del conflitto una posizione oltranzista, dettata per lo più dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini che però in queste ultime ore manda a dire che l'impegno dell'Italia a fornire armi all'Ucraina non può essere disgiunto dal lavoro compiuto insieme agli altri Stati europei, uno sforzo diplomatico per il cessate il fuoco e per avviare i negoziati. La Lega di Matteo Salvini che nelle fasi della guerra aveva assecondato l'invio di armi in Ucraina, oggi si smarca e si allinea a Giuseppe Conte del M5s profondamente contrario al riarmo del nostro Paese. Forza Italia mette in campo giudizi più sfumati e ora detta dichiarazioni a favore del cessate il fuoco. Guerini dice che il Parlamento ha dato il via libera all'invio di armi, finalizzato a consentire all'Ucraina di difendersi e di difendere la propria popolazione dall'aggressione russa. Dunque per Guerini non c'è un innalzamento dell'impegno italiano con la nuova fornitura di armi, ma «la prosecuzione del nostro impegno, così come indicato dal Parlamento». Le tensioni politiche nella maggioranza durano da settimane. Con ogni probabilità si vanno ad incrinare sempre più i rapporti tra Pd e il M5s, come confermato da Giuseppe Conte che non arretra di un millimetro la propria posizione. Draghi e Biden sottolineano il loro impegno per il perseguimento della pace, sostenendo l'Ucraina ed imponendo costi alla Russia. Ma di iniziative di pace italiane non se ne vedono tracce. Ciò che emerge è la mancanza di una visione autonoma e una posizione assolutamente subalterna agli Stati Uniti. Nel passato non fu sempre così con Craxi, Andreotti, con Berlusconi. Non vorremmo un giorno rimpiangere i tempi andati. Credits: Agenzia Fotogramma

Il Corsivo di Daniele Biacchessi
La posizione del Governo italiano sulla guerra tra Russia e Ucraina | 12/05/2022 | Il Corsivo

Il Corsivo di Daniele Biacchessi

Play Episode Listen Later May 12, 2022 2:24


A cura di Daniele Biacchessi Qual'è la linea politica della maggioranza che sostiene il Governo di Mario Draghi sulla guerra tra Russia e Ucraina? Fino a poche settimane fa frasi come "cessate il fuoco", "piano di pace", "favorire i negoziati", sembravano bandite. Il Pd di Enrico Letta ha assunto fin dall'inizio del conflitto una posizione oltranzista, dettata per lo più dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini che però in queste ultime ore manda a dire che l'impegno dell'Italia a fornire armi all'Ucraina non può essere disgiunto dal lavoro compiuto insieme agli altri Stati europei, uno sforzo diplomatico per il cessate il fuoco e per avviare i negoziati. La Lega di Matteo Salvini che nelle fasi della guerra aveva assecondato l'invio di armi in Ucraina, oggi si smarca e si allinea a Giuseppe Conte del M5s profondamente contrario al riarmo del nostro Paese. Forza Italia mette in campo giudizi più sfumati e ora detta dichiarazioni a favore del cessate il fuoco. Guerini dice che il Parlamento ha dato il via libera all'invio di armi, finalizzato a consentire all'Ucraina di difendersi e di difendere la propria popolazione dall'aggressione russa. Dunque per Guerini non c'è un innalzamento dell'impegno italiano con la nuova fornitura di armi, ma «la prosecuzione del nostro impegno, così come indicato dal Parlamento». Le tensioni politiche nella maggioranza durano da settimane. Con ogni probabilità si vanno ad incrinare sempre più i rapporti tra Pd e il M5s, come confermato da Giuseppe Conte che non arretra di un millimetro la propria posizione. Draghi e Biden sottolineano il loro impegno per il perseguimento della pace, sostenendo l'Ucraina ed imponendo costi alla Russia. Ma di iniziative di pace italiane non se ne vedono tracce. Ciò che emerge è la mancanza di una visione autonoma e una posizione assolutamente subalterna agli Stati Uniti. Nel passato non fu sempre così con Craxi, Andreotti, con Berlusconi. Non vorremmo un giorno rimpiangere i tempi andati. Credits: Agenzia Fotogramma

Sì e No - Rassegna Stampa Cannabis
Ep. 20 // La Lega punta a fermare le leggi su fine vita e cannabis

Sì e No - Rassegna Stampa Cannabis

Play Episode Listen Later May 1, 2022 29:35


Rassegna stampa su ciò che si muove intorno al mondo della cannabis e alla liberazione di questa pianta. Podcast condotto da Matteo Mainardi per Agenda Podcast, piattaforma dell'Associazione Luca Coscioni.

Deejay Chiama Italia
Puntata del 10/03/2022

Deejay Chiama Italia

Play Episode Listen Later Mar 10, 2022 93:16


La Lega ha scoperto che il dialetto lombardo non è una lingua. La Russia richiede indietro i suoi quadri. La Maschella di Caino, il libro dove devi scoprire chi sono gli assassini e le vittime. I ragazzi del Dynamo ci raccontano la loro esperienza.

InterNational
Rattrapé par ses déclarations passées sur Poutine, l'Italien Matteo Salvini humilié en Pologne

InterNational

Play Episode Listen Later Mar 9, 2022 3:07


durée : 00:03:07 - La chronique d'Anthony Bellanger - par : Anthony BELLANGER - Le chef de La Lega, le parti populiste d'extrême-droite italien, a voulu rendre visite aux réfugiés ukrainiens dans un camp d'accueil à la frontière ukraino-polonaise. Mal lui en a pris.

Histoires du monde
Rattrapé par ses déclarations passées sur Poutine, l'Italien Matteo Salvini humilié en Pologne

Histoires du monde

Play Episode Listen Later Mar 9, 2022 3:07


durée : 00:03:07 - La chronique d'Anthony Bellanger - par : Anthony BELLANGER - Le chef de La Lega, le parti populiste d'extrême-droite italien, a voulu rendre visite aux réfugiés ukrainiens dans un camp d'accueil à la frontière ukraino-polonaise. Mal lui en a pris.

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
Referendum: la Lega gioisce, i Radicali no

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later Feb 17, 2022


Dopo la decisione della Corte Costituzionale che ha giudicato ammissibili alcuni referendum sulla Giustizia, Salvini lancia l'election day con amministrative e referendum. I Radicali, invece, giudicano "irrispettoso" il comportamento del Presidente della Corte Amato, a seguito della bocciatura del quesito sulla depenalizzazione della cannabis. Ne parliamo con Giovanni Nigro, Il Sole 24 Ore. La Scala di Milano non andrà in tournée in Egitto e Medio Oriente. Lo ha fatto sapere il Teatro spiegando che la decisione arriva per "diverse ragioni" tra cui anche il caso Regeni sollevato dai sindacati. Nostro ospite Francesco Aufieri, Segretario Generale SLC-CGIL Milano (Sindaco Lavoratori della Comunicazione CGIL). Ponte Morandi. Devono andare tutti a processo . È questa la richiesta avanzata dai pubblici ministeri Massimo TerrileeWalter Cotugno nei confronti dei vertici Aspi (Autostrade per l'Italia) e Atlantia (la holding che deteneva il controllo di Aspi), tra cui l ex amministratore delegato di Aspi e Atlantia Giovanni Castellucci e altri 58 imputati. Ci colleghiamo con Genova dal nostro Andrea Ferro, che ha intervistato per noi Egle Possetti, Presidente del Comitato per il ricordo delle vittime del Ponte Morandi.

Storia medievale
Federico Barbarossa e la Lega Lombarda lo scontro fra Comuni e Impero

Storia medievale

Play Episode Listen Later Feb 8, 2022 62:58


BASTA BUGIE - Politica
Quale presidente dopo i disastri di Mattarella?

BASTA BUGIE - Politica

Play Episode Listen Later Jan 25, 2022 14:46


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6885QUALE PRESIDENTE DOPO I DISASTRI DI MATTARELLA? di Stefano FontanaRisulta impossibile separare l'elezione del Presidente della Repubblica dalla valutazione di due anni di politiche anti-pandemiche. Come al solito ci dicono che il problema è "istituzionale" e che serve una "figura di alto profilo", ma si tratta delle solite bugie della politica di palazzo. L'elezione del nuovo Presidente va vista alla luce di una valutazione (negativa) da dare all'epoca Napolitano-Mattarella [come è già stato osservato] ma anche alla luce di una valutazione (anche questa negativa) della politica italiana nel biennio Conte-Draghi.Un italiano su tre o è contrario o è infastidito dalla politica di questo triste biennio, che considera un fallimento. Non si tratta solo del parere di chi non si è ancora vaccinato, ma anche dei tanti che sono stati costretti a vaccinarsi col ricatto del lavoro, dei tanti che hanno dovuto sopportare le mille cervellotiche e contraddittorie restrizioni, dei tanti che non hanno potuto visitare i familiari in fin di vita all'ospedale, che hanno dovuto chiudere il loro esercizio commerciale e che temono per i loro bambini nuovo obiettivo del vaccinismo e così via procedendo nelle varie tipologie degli scontenti. Alle prossime elezioni politiche [a meno che il Covid di Stato non sospenda anche questo appuntamento per motivi di "igiene pubblica"] questo terzo di italiani non starà a casa, come alle ultime elezioni amministrative, ma andrà a votare perché dopo questo lungo periodo di voluto blocco della democrazia vorrà dire la sua e la dirà in modo chiaro e antisistema. Tutte le forze politiche che avranno macchiato la propria immagine partecipando a questo fallimento della politica verranno penalizzate. Per molte di loro la votazione per il Presidente è l'ultimo appuntamento per non perdere la faccia e, poi, perdere le elezioni. [...]QUANDO LA POLITICA FALLISCE E SI COPRE PURE DI RIDICOLOIn questi due anni la politica governativa non solo ha fallito, ma si è anche coperta di ridicolo. Le vaccinazioni non hanno prodotto risultati, i vaccinati hanno continuato a contagiare più dei non vaccinati e sono stati costretti a tamponarsi ugualmente, Paesi europei senza Green Pass sono nella stessa situazione dell'Italia che invece ha sposato come un dogma la causa della certificazione verde, non sono state preparate cure domiciliari e i medici di base consigliano ancora la tachipirina, è continuata la propaganda allarmista per impaurire e perfino la fiction RAI "Doc" si è incaricata di questa missione, si è continuato a fornire dati assoluti e non contestualizzati che non informano ma allarmano, ci si è abbassati a dare le multe di 100 euro e a segregare agli arresti domiciliari chi non si vaccina identificandoli come il "nemico assoluto". Quante risorse sono state spese per vaccini e tamponi? Quanti soldi ha pagato lo Stato italiano alle industrie farmaceutiche, scegliendo dogmaticamente per il vaccino e non per le cure? Di quanto ci siamo indebitati e quanti decenni serviranno per pagare questo debito? Quanti sono gli alberghi e i ristoranti acquistati a prezzo irrisorio da avvoltoi e avventurieri? Quale è stato il prezzo di aver parlato per due anni solo di Covid trascurando tutti gli altri aspetti della vita degli italiani? Per non parlare del costo umano e sanitario di aver trascurato tutti i reparti sanitari che non siano Covid. Per arrivare infine all'ultimo Dpcm: un vero e proprio arrogante accanimento sia contro le persone interessate sia contro il Paese, che langue e si impoverisce. Nel frattempo nessuna ripresa si vede all'orizzonte, l'inflazione, spinta dal rincaro delle materie prime, comincia a colpire le fasce deboli e medie e il governo interviene con ridicole calmierizzazioni delle mascherine FFP2.UNA MINA PERICOLOSA PER IL SISTEMACertamente, oltre al terzo di italiani profondamente scontenti, ci sono anche gli altri due terzi che sembrano condividere - almeno sulla carta - la falsa sicurezza garantita dai governi Conte e Draghi. Ciò nonostante un terzo di italiani con le idee chiare è, politicamente parlando, una mina pericolosa per il sistema. Fratelli d'Italia può vantare di non essere entrato in maggioranza e senz'altro farà fruttare questa sua scelta, anche se, in generale, si è comunque trattato di una opposizione molto debole e frammentaria. C'era una "piazza" da interpretare e Fratelli d'Italia non l'ha interpretata. La Lega si trova in una situazione molto difficile e ad essa spetta ora di smarcarsi con decisione per non essere completamente accusata di concordismo col governo Draghi. La votazione per il nuovo Presidente è per questo partito l'ultima possibilità di tirarsi fuori da un periodo politico ignominioso. E forse è già troppo tardi. Significativa ma anche tardiva, la polemica assenza del ministro Giorgetti alla riunione del governo che decretava la segregazione dei non vaccinati. Anche i 5stelle, e perfino il Partito democratico, non hanno interesse a continuare con il criterio politico della situazione di eccezione anche nella nuova Presidenza della Repubblica, ma qui siamo in un ambito politico che difficilmente può rinnegare il proprio recente passato senza pagare prezzi troppo alti, anche se magari lo vorrebbe.Se i partiti penseranno alle prossime elezioni politiche e non solo all'elezione del Presidente della Repubblica potremmo vederne delle belle, che non saranno né Draghi né Casini. Se no, no.Nota di BastaBugie: Rino Cammilleri nel suo Antidoti mette in risalto la differenza tra le elezioni del presidente degli Stati Uniti e di quello italitano citando un articolo di Bisignani. Ecco il piccolo, ma succoso estratto.«In un rapporto riservato del Dipartimento di Stato Usa, sulla base di un dispaccio dell'ambasciata di Via Veneto, riguardo all'elezione al Colle si legge: "Il metodo non consente una conoscenza ed un dibattito preventivo sui programmi dei candidati, che del resto ufficialmente non ci sono, tanto più che il diritto di voto appartiene a mille grandi elettori sconosciuti e prescelti oltre cinque anni fa, che fanno riferimento a non più di dieci super grandi elettori"» (L. Bisignani, Il Tempo, 23.1.22).NAPOLITANO-MATTARELLA, UNA CONTINUITÀ DEVASTANTE PER L'ITALIAL'autore dell'articolo sui disastri di Mattarella, Stefano Fontana, nell'articolo seguente dal titolo "Dopo Napolitano-Mattarella serve un cambio di rotta" spiega che con Napolitano e Mattarella, il Colle si è messo a fare politica diretta, adottando principi tipici del neo-globalismo. Colpisce l'univocità di discorso dei due ultimi presidenti, con la spinta sui "nuovi diritti" e il silenzio su famiglia naturale e vita fin dal concepimento. Serve discontinuità al Quirinale, per il bene dell'Italia. Ecco perché noi siamo quasi sicuri che invece anche chi sarà eletto si metterà sul solco dei predecessori. Quando il sistema è malato non si può sperare che gli uomini riescano a cambiare proprio il sistema che li ha scelti.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 18 gennaio 2022:Le manovre per il Quirinale sono in fase conclusiva e si apre il periodo decisivo. I politici, quando devono intrecciare accordi, dicono sempre lo stesso: non si tratta di nomi ma di programmi, prima mettiamoci d'accordo sulle idee e poi troveremo il nome giusto per incarnarle. So bene che il nome giusto ognuno di loro ce l'ha già in tasca, ma tutti si attengono al gioco di "prima le idee e poi il nome". In questo momento, però, i partiti non sono in gran forma per produrre molte idee e quindi la situazione, mentre ci si avvicina al conto alla rovescia per il Quirinale, è piuttosto confusa, col pericolo che alla fine vinca chi punta sul piatto preconfezionato di Draghi. Proviamo però almeno noi a fare un ragionamento e a produrre un quadro di valutazione politica.Ogni considerazione sul futuro inquilino del Quirinale va preceduta da una riflessione sul Quirinale. Abbiamo trascorso una lunga fase buia, quella dell'era Napolitano-Mattarella. Lo dico ben sapendo che l'opinione corrente largamente diffusa e fatta propria dai media dominanti è contraria: l'epoca Napolitano-Mattarella sarebbe stata caratterizzata dallo stato di salute delle istituzioni repubblicane. Ma questa è la concezione degli apparati del potere ma non di tutti gli italiani.In questi sedici anni - Napolitano governò per sette anni + due perché i partiti in ginocchio gli chiesero di rimanere dopo le elezioni del 2013 - il Quirinale si è messo a fare politica diretta, anche se da dietro le quinte. Il caso più evidente fu quando, alla fine del 2011, Napolitano impose agli italiani il governo Monti. Lo spread con i bund tedeschi saliva alle stelle, tutti parlavano di collasso imminente, Berlusconi fu costretto a dimettersi, Merkel e Sarkozy sogghignavano, Napolitano nominò Monti in sordina senatore a vita e poi lo incaricò di formare il nuovo governo. Non fu un governo tecnico, fu un governo pesantemente politico. Ci sono prove che l'aumento vertiginoso dei bund tedeschi era frutto di manovre finanziarie ed europee. La regia di Napolitano era stata pressoché perfetta, essa partiva dal Quirinale ma raggiungeva Palazzo Chigi.

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00:00 Tutto sull’attentato di Kabul. Due i punti centrali, quanto c’è di responsabilità dei talebani e quanto conta la pippagine di Biden. Il resto è cronaca, triste cronaca. 11:00 Giuliano […]

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00:00 Per ribellarci al coprifuoco lancio, insieme a voi, l'hashtag #ioil22nonlovoglio, scrivetelo ai vostri parlamentari. 01:30 La follia del coprifuoco darà la mazzata finale a tutti: giovani, meno giovani, attività […]