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Gli Aneddoti del Lunedì è una rubrica che prevede l'uscita di brevi podcast aneddoti il lunedì mattina alle 7, per cominciare la settimana bene ma non benissimo.Prodotta dall'Ass. Culturale Atelier.Scritta e realizzata da Alan Zamboni.Sound design: Matteo D'Alessandro (https://www.matteodalessandro.com)Per chi volesse info sul libro “L'atomo sfuggente” questo è il link al sito della casa editrice: https://www.mondadori.it/libri/latomo-sfuggente-alan-zamboni/Il romanzo è disponibile in tutte le librerie e gli store onlinePer sostenerci: https://associazioneatelier.it/Per sostenere il progetto dedicato alla scienza a Parigi:https://associazioneatelier.it/in10cities/Per contatti: associazioneatelier@gmail.comPer donare ad Atelier APS (iscritta al RUNTS - terzo settore) il 5 per mille: CF = 98181440177
Negli ultimi anni la ricerca sullo stoccaggio dell'idrogeno ha aperto un nuovo filone che chiama in causa i cosiddetti clatrati, composti molto simili a ghiaccio formati da una miscela di acqua e metano, stabili ad alta pressione e a bassa temperatura, ma che appena vengono riportati in superficie iniziano a liberare metano. Come spiegato nella puntata precedente, riuscire a fare qualcosa di analogo con l'idrogeno potrebbe rappresentare una soluzione al problema tutt'ora irrisolto di accumulare grandi quantitativi di idrogeno, per lungo tempo, in modo sicuro e a costi accettabili. Il progetto "Alternative Hydrogen Storage by Enclathration", finanziato con 2 milioni di euro dal Fondo Italiano per la Scienza 2022-2023, che tenterà di intrappolare l'idrogeno in una forma cristallina dell'acqua grazie a dei "gasi di aiuto", si inserisce proprio in questo filone di ricerca. Ne parliamo ancora con Federico Rossi, professore di Fisica Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi di Perugia, Laboratorio di Terni.
Lo stoccaggio dell'idrogeno rappresenta oggi uno dei punti più deboli della costruzione che vuole l'idrogeno nel ruolo di pivot del sistema energetico. E sebbene si lavori sullo stoccaggio sia di breve che di lungo termine, è soprattutto quando si parla di accumulare grandi quantitativi di idrogeno per lungo tempo che le soluzioni scarseggiano. È qui che la ricerca sta ora guardando ai cosiddetti clatrati, dei composti di cui c'è un esempio ben noto in natura: gli idrati di metano, conosciuti anche come "ghiaccio che brucia". Si tratta di un ghiaccio di acqua e metano, stabile alle alte pressioni e basse temperature che si trovano lungo le scarpate oceaniche, ma che una volta portato in superficie inizia a emettere metano tanto che lo si può accendere con un fiammifero. L'idea dei ricercatori è quella di riprodurre qualcosa di simile con l'idrogeno. Ne parliamo in questa e nella puntata successiva con Federico Rossi, professore di Fisica Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi di Perugia, Laboratorio di Terni.
Il piano di "idrogenizzazione" della linea Brescia Iseo Edolo prevede l'avvio nella prima metà del 2026. Ripercorriamo il perché è una cattiva idea con Ascanio Vitale, ingegnere e autore della newsletter pillole di sostenibilità. Prima come di consueto alcune notizie riguardo a quanto accaduto a Brescia e provincia, a cominciare da un saluto a Jean Luc Stote. E poi: gli aggiornamenti sul processo a Pietro Bisinella, il sondaggio sulla mobilità, la smentita della sindaca Castelletti riguardo alla raccolta porta a porta per utenze non domestiche, lo sgombero del picchetto dei lavoratori alla Sicpa di Verolanuova, i progetti per la Cittadella dell'Innovazione e i lavori alla caserma Gnutti.
Aprire la strada alla sperimentazione dell’idrogeno liquido come carburante per aerei: è quanto si propone il progetto europeo HASTA, finanziato con oltre 3 milioni di euro, che coinvolge un consorzio di 15 partner provenienti da 8 Paesi, tra cui molti provenienti dall’Italia: ENEA, Cnr, Sapienza Università di Roma e Università degli Studi Niccolò Cusano. HASTA ha tra i più importanti obiettivi la progettazione di un serbatoio per aerei adatto a gestire l’idrogeno liquido, risolvendo problemi come lo sloshing, il rimescolamento tumultuoso dell’idrogeno liquido che può avvenire durante il volo a causa di qualche sballottamento, rendendo difficile una fornitura regolare di carburante ai motori. Ce ne parla ancora Antonio Agresta, ricercatore del Laboratorio Idrogeno e Nuovi Vettori Energetici del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’ENEA.
L'idrogeno liquido è un carburante usato da decenni dall'industria aerospaziale, grazie alla sua leggerezza in rapporto alla sua capacità di fornire energia. Ora numerose compagnie aeree stanno studiando come applicarlo anche ai normali aeroplani al posto del cherosene, molto più impattante sia dal punto di vista climatico che ambientale. È un percorso ancora lungo, che passerà per l'introduzione graduale dell'idrogeno nell'ambiente aeroportuale, iniziando dalle operazioni come la movimentazione a terra. Ce ne parla Antonio Agresta, ricercatore del Laboratorio Idrogeno e Nuovi Vettori Energetici del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell'ENEA.
Trasformare in dual fuel i veicoli per gli autotrasporti pesanti, in modo che possano funzionare anche con un mix di idrogeno e gasolio, come già si fa con alcuni camion che funzionano con un mix di gasolio e metano (quando quest'ultimo è disponibile). Si tratta di una soluzione che numerose compagnie di trasporti in Europa, USA e Australia hanno sperimentato nel corso del 2025: non ottimale, ma semplice e che permette di decarbonizzare, in toto o in parte, i veicoli pesanti già esistenti, gradualmente e senza “strappi tecnologici”. Anche se il costo dell’idrogeno Green rimane una barriera non indifferente. Ne parliamo con Fernando Ortenzi, ricercatore ENEA e responsabile del progetto IPCEI H2 Technology per i veicoli pesanti.
Trasformare in dual fuel i veicoli per gli autotrasporti pesanti, in modo che possano funzionare anche con un mix di idrogeno e gasolio, come già si fa con alcuni camion che funzionano con un mix di gasolio e metano (quando quest'ultimo è disponibile). Si tratta di una soluzione che numerose compagnie di trasporti in Europa, USA e Australia hanno sperimentato nel corso del 2025: non ottimale, ma semplice e che permette di decarbonizzare, in toto o in parte, i veicoli pesanti già esistenti, gradualmente e senza “strappi tecnologici”. Anche se il costo dell'idrogeno Green rimane una barriera non indifferente. Ne parliamo con Fernando Ortenzi, ricercatore ENEA e responsabile del progetto IPCEI H2 Technology per i veicoli pesanti.
Da quasi dieci anni stiamo assistendo ad un profondo cambiamento del mondo dei social network e, in particolare, del lavoro degli “influencer”. Un cambiamento in atto da parecchi anni ma che solo nell'ultimo biennio e ancor più negli ultimi mesi ha subito un'accelerazione esponenziale, spinta dall'introduzione di nuove tecnologie nel campo dell'intelligenza artificiale generativa. In questa puntata analizziamo questo mutamento, approfondendo il tema degli AI Influencer: personaggi virtuali con migliaia o milioni di follower in grado di intrattenere il pubblico, sponsorizzare prodotti o creare campagne marketing, ma che non esistono nel mondo reale in quanto frutto di algoritmi.Nella sezione delle notizie parliamo di come alcune email possano ingannare l'IA di Gemini, del paradosso del compenso per copia privata in un'epoca dominata dallo streaming e infine dell'abbandono del progetto idrogeno da parte di Stellantis.--Indice--00:00 - Introduzione01:01 - Le email che riescono a ingannare Gemini (DDay.it, Luca Martinelli)02:38 - Il paradosso della copia privata SIAE (DDay.it, Davide Fasoli)04:01 - Stellantis chiude all'idrogeno (DMove.it, Matteo Gallo)05:45 - Con gli influencer virtuali si chiude l'era dell'umano? (Luca Martinelli)20:19 - Conclusione--Testo--Leggi la trascrizione: https://www.dentrolatecnologia.it/S7E29#testo--Contatti--• www.dentrolatecnologia.it• Instagram (@dentrolatecnologia)• Telegram (@dentrolatecnologia)• YouTube (@dentrolatecnologia)• redazione@dentrolatecnologia.it--Brani--• Ecstasy by Rabbit Theft• A New Adventure by JJD (feat. Molly Ann)
Lungamente invocato come ingrediente chiave della transizione energetica, l’idrogeno decarbonizzato, verde o blu, si sta rivelando un cliente difficile. Soprattutto, si sta rivelando più difficile del previsto il raggiungimento di una condizione di sostenibilità economica, senza la quale è difficile immaginare una forte espansione di questo vettore energetico. Dei primi progetti di produzione di idrogeno a basso tenore di CO2, che a livello mondiale stanno puntando a raggiungere una condizione di competitività si è discusso stamattina a NetZero Milan, una tre giorni di dibattiti e convegni che la città di Milano ospita in questi giorni, dedicata alla transizione energetica e caratterizzata da una particolare attenzione a competitività e sicurezza energetica. Per Smart city c’era Silvia Bandelloni che ha incontrato Stefano Campanari e Davide Bonalumi, docenti del Politecnico di Milano affiliati all’Hydrogen Joint Research Partnership.
Presto vedremo in circolazione il primo treno a idrogeno, un traguardo importante che ci porta a riflettere sulla produzione di idrogeno come risorsa per l'energia rinnovabile. Ma è davvero così semplice produrlo? Quali potrebbero essere le conseguenze per i territori in cui verrà sviluppato?Gli ospiti di oggi:Alessandro Abbotto - Professore di Chimica Organica e Materiali per le Energie Rinnovabili presso l'Università di Milano-Bicocca, esperto del tema idrogeno, a cui ha dedicato diversi libri.Isabella Guerrini Claire - Consulente e ricercatrice esperta di economia circolare, collabora con startup, aziende pubbliche e private, e il terzo settore per ripensare e innovare i modelli economici. Membro della coalizione TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione).Francesco Sassi - Ricercatore in geopolitica dell'energia e sicurezza energetica presso RIE - Ricerche Industriali ed Energetiche.
MILANO (ITALPRESS) - In merito al disegno di legge delega sul nucleare prossimo all'arrivo sul tavolo del Consiglio dei Ministri, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana si è dichiarato "favorevole che si utilizzi anche questa possibilità energetica. Bisognerà cercare di valutare le potenzialità di tutte le opportunità che ci vengono offerte dalla scienza e dalla tecnologia: biocarburanti, l'idrogeno, l'elettrico, il nucleare". Lo ha detto a margine dell'insediamento del Forum Giovani a Palazzo Lombardia. xh7/trl/gsl
MILANO (ITALPRESS) - In merito al disegno di legge delega sul nucleare prossimo all'arrivo sul tavolo del Consiglio dei Ministri, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana si è dichiarato "favorevole che si utilizzi anche questa possibilità energetica. Bisognerà cercare di valutare le potenzialità di tutte le opportunità che ci vengono offerte dalla scienza e dalla tecnologia: biocarburanti, l'idrogeno, l'elettrico, il nucleare". Lo ha detto a margine dell'insediamento del Forum Giovani a Palazzo Lombardia. xh7/trl/gsl
ROMA (ITALPRESS) - "Questi sono 3.300 km del Corridoio Sud, riguardano il percorso per una nuova energia, l'idrogeno, che sarà green, se prodotta solo con energia elettrica, ma può essere naturalmente blu, prodotta dal gas. Blu però significa con la cattura del CO2 e noi stiamo sperimentando la cattura della CO2 e quindi lo stoccaggio, che è un meccanismo moderno che permette la decarbonizzazione utilizzando il gas". Lo dice il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a margine della ministeriale sul Corridoio Sud dell'Idrogeno a Villa Madamaxi2/mgg/mrv
ROMA (ITALPRESS) - "Questi sono 3.300 km del Corridoio Sud, riguardano il percorso per una nuova energia, l'idrogeno, che sarà green, se prodotta solo con energia elettrica, ma può essere naturalmente blu, prodotta dal gas. Blu però significa con la cattura del CO2 e noi stiamo sperimentando la cattura della CO2 e quindi lo stoccaggio, che è un meccanismo moderno che permette la decarbonizzazione utilizzando il gas". Lo dice il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a margine della ministeriale sul Corridoio Sud dell'Idrogeno a Villa Madamaxi2/mgg/mrv
In gergo viene chiamato Idrogeno turchese. Se ne parla poco, ma molti ritegono che rappresenti la strada maestra per rendere disponibile sul mercato idrogeno decarbonizzato a un costo accessibile: non così economico come l’idrogeno grigio (prodotto da combustibili fossili con forti emissioni di CO2), ma ben più economico dell’idrogeno verde (prodotto da energia elettrica rinnovabile a partire dall’acqua). La produzione di idrogeno turchese si basa sulla separazione di idrogeno e carbonio negli idrocarburi. Ma anziché utilizzare il solito processo steam reforming, che genera come sottoprodotto moltissima CO2, in questo caso il carbonio prodotto sarebbe solido, evitando quindi di andare in atmosfera e trovando altre applicazioni come materia prima. Ne parliamo con Pere Margalèf, Director of Decarbonization Technologies di Snam.
RIAD (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) - "A Riad ho incontrato il ministro dell'Industria e delle Miniere dell'Arabia Saudita durante i lavori del Future Minerals Forum (FMF). Nel bilaterale abbiamo messo a punto i nostri rapporti per quanto riguarda la ricerca e il futuro dei minerali critici, con l'impegno europeo e quello italiano, la mappatura dell'Italia e quella che è la nostra esperienza sul riciclo. Successivamente ho firmato con il Ministro dell'energia un memorandum che prevede un percorso di collaborazione tra i nostri Ministeri, Governi, imprese e Università in vista dell'obiettivo comune di crescita, utilizzando tutti i percorsi possibili per la decarbonizzazione: dall'idrogeno, alle rinnovabili ordinarie, al CCS per la cattura del CO2. Lo afferma il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.sat/gtr(Fonte video: Ministero dell'Ambiente e Sicurezza Energetica)
RIAD (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) - "A Riad ho incontrato il ministro dell'Industria e delle Miniere dell'Arabia Saudita durante i lavori del Future Minerals Forum (FMF). Nel bilaterale abbiamo messo a punto i nostri rapporti per quanto riguarda la ricerca e il futuro dei minerali critici, con l'impegno europeo e quello italiano, la mappatura dell'Italia e quella che è la nostra esperienza sul riciclo. Successivamente ho firmato con il Ministro dell'energia un memorandum che prevede un percorso di collaborazione tra i nostri Ministeri, Governi, imprese e Università in vista dell'obiettivo comune di crescita, utilizzando tutti i percorsi possibili per la decarbonizzazione: dall'idrogeno, alle rinnovabili ordinarie, al CCS per la cattura del CO2. Lo afferma il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.sat/gtr(Fonte video: Ministero dell'Ambiente e Sicurezza Energetica)
RIAD (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) - "A Riad ho incontrato il ministro dell'Industria e delle Miniere dell'Arabia Saudita durante i lavori del Future Minerals Forum (FMF). Nel bilaterale abbiamo messo a punto i nostri rapporti per quanto riguarda la ricerca e il futuro dei minerali critici, con l'impegno europeo e quello italiano, la mappatura dell'Italia e quella che è la nostra esperienza sul riciclo. Successivamente ho firmato con il Ministro dell'energia un memorandum che prevede un percorso di collaborazione tra i nostri Ministeri, Governi, imprese e Università in vista dell'obiettivo comune di crescita, utilizzando tutti i percorsi possibili per la decarbonizzazione: dall'idrogeno, alle rinnovabili ordinarie, al CCS per la cattura del CO2. Lo afferma il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.sat/gtr(Fonte video: Ministero dell'Ambiente e Sicurezza Energetica)
Nelle scorse settimane, in Italia è stata presentata la Strategia nazionale per la diffusione dell’idrogeno. Il piano, realizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, delinea tre scenari a breve, medio e lungo termine.L’idrogeno a cui punta la strategia è quello verde particolarmente importante per ridurre le emissioni di C02 dell'industria pesante e del trasporto merci.In questa puntata di Container, Massimo De Donato ne parla con Cristina Maggi, direttrice di H2IT, l’Associazione italiana della filiera, analizzando tutte le caratteristiche di questo vettore e le opportunità per il mondo dei trasporti.
Cosa succede ad alcune stelle quando giungono alla fine della loro vita? Lo scopriamo nella seconda tappa sull'affascinante mondo dei buchi neri.Buchi Neri è una serie di 5 video ideata da Curiuss e prodotta dall'Ass. Culturale Atelier. Scritta e realizzata da Alan Zamboni. Sound design: Matteo D'Alessandro.Per sostenerci: https://associazioneatelier.it/Per contatti: associazioneatelier@gmail.comPer donare ad Atelier APS il 5 per mille: CF = 98181440177
ROMA (ITALPRESS) - "L'idrogeno è un importante vettore energetico fondamentale per la strategia di decarbonizzazione a lungo termine, secondo il principio della neutralità tecnologica". Così il presidente del Gse, Paolo Arrigoni, a margine della presentazione Strategia nazionale sull'idrogeno.xb1/ads
ROMA (ITALPRESS) - "L'idrogeno è un importante vettore energetico fondamentale per la strategia di decarbonizzazione a lungo termine, secondo il principio della neutralità tecnologica". Così il presidente del Gse, Paolo Arrigoni, a margine della presentazione Strategia nazionale sull'idrogeno.xb1/ads
Costi troppo alti nonostante gli incentivi bloccano la transizione verso il combustibile alternativo
Costi troppo alti nonostante gli incentivi bloccano la transizione verso il combustibile alternativo
Il professore Fausto Arpino e la dottoressa Sarah Sibilia parlano del loro progetto di modellazione a calcolatore di sistemi di conversione dell'energia e della ricerca sul tema dell'idrogeno verde e altre fonti rinnovabili. Un podcast di Matteo Cavezzali e Gianni Gozzoli, prodotto da Emanuela Favata e con la direzione scientifica di Marta Perrotta.
MILANO (ITALPRESS) - “Pensiamo di aver vinto anche noi oggi perché la nostra tecnologia è presente in tutte le macchine finaliste di Auto Europa 2025. Siamo contenti che alla fine sia l'innovazione a essere premiata e che è stata ben rappresentata da queste auto finaliste e dalle vincitrici. Quindi grande soddisfazione anche per noi”, ha commentato Maurizia Bagnato, Sales and Innovation Director Bosch Mobility a margine della premiazione di Auto Europa 2025 di Uiga. Ogni vettura finalista ha però invitato con la sua storia a riflettere sulle sfide dell'innovazione che attendono il mondo dell'automotive. ”Ci sono diverse soluzioni: sicurezza, funzionalità di guida assistita, guida autonoma e diverse soluzioni in ambito powertrain - ha spiegato Bagnato - Per esempio oltre che sull'elettrificazione, noi stiamo puntando moltissimo anche sull'idrogeno. Noi stiamo investendo tantissimo e contiamo che comunque le soluzioni a idrogeno, sia se parliamo di celle a combustibili che motori a idrogeno, rappresentino una soluzione interessante per alcune applicazioni nel futuro”.xh7/tvi/gtr
MILANO (ITALPRESS) - “Pensiamo di aver vinto anche noi oggi perché la nostra tecnologia è presente in tutte le macchine finaliste di Auto Europa 2025. Siamo contenti che alla fine sia l'innovazione a essere premiata e che è stata ben rappresentata da queste auto finaliste e dalle vincitrici. Quindi grande soddisfazione anche per noi”, ha commentato Maurizia Bagnato, Sales and Innovation Director Bosch Mobility a margine della premiazione di Auto Europa 2025 di Uiga. Ogni vettura finalista ha però invitato con la sua storia a riflettere sulle sfide dell'innovazione che attendono il mondo dell'automotive. ”Ci sono diverse soluzioni: sicurezza, funzionalità di guida assistita, guida autonoma e diverse soluzioni in ambito powertrain - ha spiegato Bagnato - Per esempio oltre che sull'elettrificazione, noi stiamo puntando moltissimo anche sull'idrogeno. Noi stiamo investendo tantissimo e contiamo che comunque le soluzioni a idrogeno, sia se parliamo di celle a combustibili che motori a idrogeno, rappresentino una soluzione interessante per alcune applicazioni nel futuro”.xh7/tvi/gtr
Cos'è l'effetto serra? Cosa c'è dopo la troposfera? Tra pionieri dell'aria e scopritori di gas continuiamo il nostro viaggio al centro dell'atmosfera.Formula: PV=nRT conosciuta come equazione di stato dei gas perfetti (dove P è la pressione, V il volume, T la temperatura, n è la quantità di sostanza e R la costante universale dei gas)Viaggio al centro della atmosfera è una serie di 4 video ideata da Curiuss e prodotta dall'Ass. Culturale Atelier. Scritta e realizzata da Alan Zamboni. Sound design: Matteo d'Alessandro.Brani citati:Nel blu dipinto di blu (D. Modugno)Le traiettorie delle mongolfiere (G. Testa)I due LiocorniSalirò (D. Silvestri)Per sostenerci: https://associazioneatelier.it/Per contatti e preventivi per incontri dal vivo: associazioneatelier@gmail.com
È andato al progetto europeo SWITCH l'Hydrogen TCP Award of Excellence 2024, il prestigioso premio della International Energy Agency. Coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler, il progetto ha portato allo sviluppo di un particolare tipo di cella a combustibile capace di operare secondo due modalità distinte: come un elettrolizzatore, producendo idrogeno dall'acqua, e come una cella a combustibile, producendo calore, elettricità e idrogeno a partire da idrocarburi quali il metano, meglio se bio, naturalmente. Così facendo, è possibile garantire a chi adotti questa tecnologia una fornitura di idrogeno a basso tenore di CO2, indipendentemente dalla discontinuità di fonti come il sole e il vento. Ne parliamo con Matteo Testi, coordinatore del progetto e responsabile dell'unità HyRES presso il centro Sustainable Energy di Fondazione Bruno Kessler.
Quanto è potente la Bomba Zar? Perché è stata creata? Il 30 ottobre 1961, l'URSS detonò questo ordigno all'idrogeno sull'isola di Novaja Zemlja, liberando un'energia 1.570 volte superiore a quella della bomba di Hiroshima. In questo episodio, ricostruiamo l'esplosione della Tsar Bomba, il suo funzionamento e il motivo della sua creazione. Analizziamo l'impatto e le conseguenze del test nucleare sul mondo e le sue implicazioni durante la Guerra Fredda. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
5 operai sono morti nelle fognature di Casteldaccia, inprovincia di Palermo, a causa dell'intossicazione daidrogeno solforato, un gas tossico e infiammabile cheodora di uova marce (in basse concentrazioni).L'idrogeno solforato, conosciuto anche come acidosolfidrico e solfuro di diidrogeno, è un gas asfissianteche viene prodotto da batteri anaerobi e che ènaturalmente presente nei luoghi dove si trovanoanimali e vegetali in decomposizione, come fogne,pozzi e serbatoi. Ma di cosatratta esattamente?Perché si trovava nelle fogne di Casteldaccia? E qualisono gli effetti sul corpo? In questo episodio vi spieghiamocos'è l'idrogeno solforato (formula chimica H₂S),quanto è pericoloso e come possiamo proteggerci. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Arriva dall’Australia uno studio comparativo che mette a confronto camion elettrici e a idrogeno, le due soluzioni più gettonate - in prospettiva - per abbattere le emissioni di CO2 del trasporto pesante. Il lavoro dei ricercatori australiani parte dal presupposto che sia l’energia elettrica sia l’idrogeno sono prodotti per il 90% da fonti rinnovabili; e tiene conto non solo del consumo energetico nell’uso dei mezzi, ma anche delle emissioni legate alla loro fabbricazione, allo smaltimento, e alla sostituzione delle batterie o delle celle a combustibile, che periodicamente si rende necessaria nell’arco della vita di questi mezzi. Con l'aiuto di Massimo Ceraolo, Professore di Mobilità Elettrica e a Idrogeno dell’Università di Pisa, parliamo dei risultati che vedono in vantaggio la motorizzazione elettrica a battere.
Lo hanno chiamato NiGraf ed è un nuovo materiale a base di nichel e grafene, che ha dimostrato di essere altamente efficiente nel promuovere la scissione della molecola d’acqua in idrogeno e ossigeno. La notizia si inserisce nel filone di ricerche volte a dar vita alla cosiddetta economia dell’idrogeno, poco praticata nella transizione energetica. Le barriere alla diffusione dell’idrogeno verde come vettore energetico, infatti, sono di diversa natura e rimangono ancora oggi elevate. La principale è però il costo, che vede più di 5 dollari al chilo. Per ridurlo, la prima cosa da fare è rendere il processo di produzione dell’idrogeno più efficiente e meno dipendente dall’uso di materiali rari e preziosi, come quelli usati finora. Una necessità che i ricercatori del CNR hanno colto appieno con il loro lavoro sul Nigraf. Ce ne parla Mario Pagliaro, Ricercatore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Arriva da Genova una nuova tecnologia di elettrolisi, descritta in due articoli consecutivi su Nature Communications e sul Journal of the American Chemical Society, che consente di produrre idrogeno dall’acqua. Messa a punto dal gruppo di Nanochimica dell’IIT, è un mix di vecchio e nuovo. La tecnologia di base è decisamente vintage, e per questo anche molto economica e consolidata, ma grazie a un nuovo catalizzatore progettato dai ricercatori genovesi, la sua resa è stata aumentata drasticamente, permettendo di eguagliare quella di sistemi più sofisticati e assai più costosi. Il lavoro potrebbe quindi rappresentare un importante passo in avanti nella difficile ricerca di una via economicamente sostenibile per l’idrogeno verde. Ne parliamo con Michele Ferri, ricercatore del gruppo di Nanochimica dell’IIT di Genova.
Nella prima puntata del 2024, Luca e Giorgio ripercorrono le notizie scientifiche dell'anno appena passato.Facendo riferimento a un articolo di Science si parlerà di farmaci contro l'obesità, vaccini contro la malaria e farmaci contro la Sindrome di Alzheimer.Ma non potevano mancare le notizie IgNobel del 2023 che, come sempre, prima ci strappano un sorriso e poi ci fanno riflettere. Quest'anno, oltre a quelle citate nelle altre puntate, abbiamo: l'influenza delle acciughe sulle correnti marine, gente che guarda verso l'alto, parole ripetute, elorap la oriartnoc, ma soprattutto... peli del naso.Non potevamo non fare polemica appena iniziato il 2024 quindi, sempre basandosi sull'articolo di Science, si parlerà di idrogeno estratto dal sottosuolo e dell'uso dell'intelligenza artificiale un po' ovunque.Finita la carrellata di notizie passate, concentriamoci sul futuro. L'unico modo per prevederlo è l'oroscopo di Scientificast!! Quest'anno gli astri ci hanno parlato per mezzo degli imperatori romani. Quindi ecco il vostro imperiale futuro raccontato dalla nostra redazione.Buon Anno!!
È il primo primo trattore portuale per movimento merci che funziona a idrogeno. Presentato pochi giorni fa al porto di Valencia in Spagna, è stato testato per la prima volta nel terminal ro-ro dello scalo spagnolo dal Gruppo Grimaldi, nell’ambito del progetto europeo H2Ports del valore di 4 milioni di euro. Ma è stato sviluppato da un team tutto italiano composto da consorzio ATENA, ENEA, Università di Napoli ‘Parthenope’ e Cantieri del Mediterraneo. Il mezzo è capace di recuperare energia durante l’abbassamento dei carichi, e 12 kg di idrogeno gli garantiscono un’autonomia di circa 6 ore, pari a un turno di lavoro completo. Ne parliamo con Viviana Cigolotti, responsabile laboratorio Accumulo di energia, batterie e tecnologie per la produzione e l’uso dell’idrogeno dell’ENEA.
Elettrico o a idrogeno? Se il trasporto leggero del futuro sembra ormai aver preso una direzione precisa coi veicoli a batteria, per il trasporto pesante e il trasporto pubblico c’è maggiore incertezza. In questo contesto, i ricercatori dell’Eurac Research Institute for Renewable Energy hanno analizzato e fornito un set di dati empirici concreti, relativi ad autobus a zero emissioni utilizzati nelle Alpi italiane. Seppure le simulazioni non manchino, la disponibilità di dati comparativi raccolti sul campo rappresenta una novità. I risultati dello studio, pubblicati sul Journal of Energy Storage e riportati da Hydrogen Insight, hanno rivelato che i bus a idrogeno utilizzati dalla Società Autobus Servizi di Area della Provincia di Bolzano, hanno costi operativi 2,3 volte superiori rispetto ai mezzi a batteria gestiti dalla stessa azienda. Un dato che rafforza l’ipotesi elettrica anche per i mezzi del trasporto pubblico. Ce lo racconta Wolfram Sparber, coautore dello studio e direttore dell’Institute for Renewable Energy.
Oggi l'idrogeno è ampiamente utilizzato nell'industria perché facile sia da trasportare che da stoccare. Ma a che punto siamo con il suo impiego nella transizione energetica? L'idrogeno è il primo elemento chimico della tavola periodica, nonché il più leggero e abbondante, con numero atomico 1 e simbolo H. Fu Antoine Lavoisier ad assegnare a questo elemento il nome "Idrogeno" la cui etimologia deriva dal greco Hydor, che significa acqua, e la radice Ghen- «generare». In questo episodio vi spieghiamo cos'è l'idrogeno, perché è il combustibile ideale per la transizione energetica, come si produce e quali sono i pro e contro del suo utilizzo nella transizione energetica. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Molti progetti, pochi investimenti: perché l'Europa rischia di perdere il treno dell'idrogeno
Molti progetti, pochi investimenti: perché l'Europa rischia di perdere il treno dell'idrogeno
Attualmente l'idrogeno prodotto dall'idrolisi dell'acqua (verde) è ancora molto costoso: oltre 5$ al chilo contro 1/1.5 $ dell'idrogeno (grigio) prodotto a partire dal carbone o dal metano, che diventano 3 se la CO2 liberata in questo processo viene stoccata nel sottosuolo (idrogeno blu). Ma c'è anche un'altra possibilità, e cioè l'idrogeno da biomassa. Il processo produttivo non sarebbe molto diverso da quello utilizzato oggi per produrre idrogeno industrialmente, ma le emissioni di CO2 sarebbero trascurabili e il costo competitivo con quello dell'idrogeno blu. Ce lo racconta Franco Cotana, professore di Fisica Tecnica Industriale all'Università di Perugia e Direttore del Centro Nazionale di Ricerca sulle Biomasse.
Parto dalle decisioni della BCE. Provo a vederle in prospettiva, guardando ai mutui. Finisco con l'idrogeno e su come sia un modo giusto per affrancarci dalla dipendenza nei confronti di altri Paesi e rialzare la testa. Buon ascolto, vi aspetto.
Produrre idrogeno a buon prezzo e utilizzarlo in modo efficiente non basta. Serve anche poterne immagazzinare grandi quantità. Una ricerca del Leibniz institute per lo studio della catalisi sembra aver aperto una strada percorribile, che chiama in causa l'utilizzo di sali di bicarbonato, con l'aggiunta di ingredienti come il manganese e l'acido glutammico, tutti composti facilmente reperibili. Ospite Alberto Giaconia, Ricercatore del Dipartimento di Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell'ENEA
Solcare i mari senza emettere CO2? Il prototipo di Enea spiega come. Ascolta Technomondo, la rubrica dedicata alla tecnologia di Raffaella Quadri
Solcare i mari senza emettere CO2? Il prototipo di Enea spiega come. Ascolta Technomondo, la rubrica dedicata alla tecnologia di Raffaella Quadri
Entro poco più di un anno prenderanno servizio sei treni a idrogeno prodotti dal gruppo Alstom in Piemonte che collegheranno Brescia con il lago d'Iseo e la Val Camonica. Google aggiorna l'algoritmo per evitare fake news e link-esca poco affini alle ricerche degli utenti. Attenzione ad installare finte telecamere di videosorveglianza: c'è il rischio di azioni risarcitorie per falso affidamento.
: Entro poco più di un anno prenderanno servizio sei treni a idrogeno prodotti dal gruppo Alstom in Piemonte che collegheranno Brescia con il lago d'Iseo e la Val Camonica. Google aggiorna l'algoritmo per evitare fake news e link-esca poco affini alle ricerche degli utenti. Attenzione ad installare finte telecamere di videosorveglianza: c'è il rischio di azioni risarcitorie per falso affidamento.
Presso il centro di ricerca di Roma ENEA un gruppo di ricercatori italiani sta testando metodi per produrre fonti di energia più pulite per sostituire le tecnologie energetiche esistenti.