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Elio Fiorucci (1935-2015) è stato il primo stilista italiano a liberare, a partire dalla fine degli anni 60, la moda dall'atmosfera tradizionalista e un po' ingessata della haute couture dell'epoca e a farne qualcosa di pop. Di fatto, l'ha democratizzata, aprendola a tutte le istanze culturali provenienti dalla strada.
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8490IL LASCITO DI UMBERTO BOSSI E LA PROMESSA INCOMPIUTA DEL FEDERALISMOdi Ruben Razzante La morte di Umberto Bossi segna la fine di una stagione politica che ha inciso profondamente nella storia della Seconda Repubblica e lascia aperta una riflessione complessa sul suo lascito, fatto di intuizioni potenti, battaglie identitarie e scelte controverse. Bossi è stato, prima di tutto, un animale politico nel senso più pieno del termine, capace di intercettare un sentimento diffuso nelle regioni del Nord e di trasformarlo in una forza organizzata, identitaria e duratura.La nascita della Lega rappresentò una rottura radicale con i partiti tradizionali: non solo una protesta contro Roma e il centralismo, ma una narrazione alternativa del Paese, fondata sulla contrapposizione tra produttività settentrionale e inefficienza statale. Tuttavia, il percorso di Bossi non fu lineare e uno dei momenti più controversi resta il 1994, quando contribuì alla caduta del primo governo guidato da Silvio Berlusconi dopo appena sette mesi, finendo - secondo molti osservatori - nella trappola istituzionale del presidente Oscar Luigi Scalfaro. Quel ribaltone aprì la strada al governo tecnico di Lamberto Dini e successivamente alla vittoria del centrosinistra nel 1996, segnando una frattura profonda nei rapporti tra Lega e centrodestra. Eppure, proprio la capacità di ricucire strappi apparentemente insanabili rappresenta un altro tratto distintivo della leadership bossiana: dopo anni di tensioni e divisioni, la riappacificazione con Berlusconi portò alla nascita di una coalizione più solida, culminata nella vittoria del 2001 e in una legislatura che, fino al 2006, fu tra le più stabili della storia recente, caratterizzata da riforme e da un consolidamento dell'asse tra Lega e Forza Italia.IL FEDERALISMO NON SI È MAI REALIZZATOL'ictus che colpì Bossi nel 2004 segnò un punto di svolta personale e politico, riducendo progressivamente la presenza pubblica del leader della Lega, ma non cancellandone l'influenza simbolica, che rimase forte soprattutto tra gli iscritti e nella base militante. Il cuore del suo lascito risiede nella centralità attribuita agli interessi del Nord, un'intuizione che ha ridefinito il dibattito politico italiano per decenni: dalla secessione, inizialmente evocata come obiettivo radicale, al più pragmatico federalismo, Bossi seppe adattare la sua strategia alle condizioni reali del sistema, riconoscendo i limiti di un progetto indipendentista in un contesto istituzionale fortemente vincolato.Tuttavia, il federalismo spinto che immaginava non si è mai pienamente realizzato, rimanendo una promessa incompiuta della sua parabola politica. Negli ultimi anni, ormai figura più simbolica che operativa, Bossi non ha rinunciato a esprimere critiche anche dure nei confronti della trasformazione della Lega sotto la guida di Matteo Salvini, accusato di aver snaturato il partito, spostandone il baricentro verso una dimensione nazionale e verso il consenso nel Sud, a scapito della storica base settentrionale. La scelta di dichiarare il voto per Forza Italia e la nascita del Comitato per il Nord insieme a figure a lui vicine rappresentano il segnale di una frattura mai ricomposta, che riflette due visioni diverse del ruolo e dell'identità del Carroccio.LA DECADENZA E IL CALO DI CONSENSOIn questo contesto, la morte di Bossi potrebbe riaprire un dibattito interno profondo: da un lato la tentazione di recuperare le radici padane e rilanciare una politica fortemente ancorata agli interessi economici e produttivi del Nord, dall'altro la prosecuzione della linea nazional-populista che ha garantito alla Lega successi significativi negli anni recenti ma che oggi mostra segni di affaticamento proprio nelle sue roccaforti storiche.Il calo di consenso nelle regioni settentrionali, a fronte di una maggiore attenzione a temi come il ponte sullo Stretto, evidenzia una tensione strategica non ancora risolta. La domanda che si apre è se il "culto padano", mai del tutto scomparso, possa tornare a essere un elemento mobilitante oppure se appartenga definitivamente a una fase storica irripetibile. In ogni caso, il lascito di Bossi resta quello di aver imposto una questione territoriale che continua a condizionare la politica italiana, costringendo alleanze e governi a confrontarsi con le istanze di autonomia, efficienza e rappresentanza provenienti dal Nord, anche quando queste non trovano piena traduzione istituzionale, come nel governo Meloni, fortemente sbilanciato in favore degli interessi del sud a scapito della valorizzazione delle eccellenze economiche e produttive settentrionali.Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Bossi, buone intuizioni ma senza una visione culturale" analizza l'azione politica dello storico segretario della Lega Nord.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 21 marzo 2026: Ad uno sguardo retrospettivo sintetico sulla sua vita politica risulta che Umberto Bossi ha espresso intuizioni di potenziale interesse, ma né lui né la Lega sono riusciti a configurarle in una visione culturale chiara. Gli spunti legati alla situazione di un momento possono dare ossigeno immediato e fare da propulsore per uno sviluppo politico anche significativo, ma hanno bisogno di essere sostenuti da una coerenza di quadro che in questo caso non c'è stata. I bisogni e le richieste di un momento, fosse anche per una intera macroregione come il Nord d'Italia, sono fondamentali perché la gente si mobiliti all'inizio e per un periodo, ma non riescono a mobilitarla a lungo. Per questo servono principi chiaramente coagulati in una consistente cultura politica.Le intuizioni politiche di Bossi avevano una dimensione legata al suo tempo, ma contenevano anche valori solidi e potenzialmente duraturi, se coltivati con consapevolezza. Quelle del primo tipo riguardavano l'insoddisfazione e il fastidio delle categorie produttive del Settentrione davanti al centralismo statalista, alla burocrazia partitica e sindacale, ad una "casta", come si diceva allora, che si autoalimentava e che faceva pagare i costi del sistema alle regioni del Nord.Quelle del secondo tipo riguardavano la famiglia, la terra, la comunità locale, il popolo, la propria storia, le culture dei cento campanili, la dimensione reale della vita sotto le artificiosità della politica di professione. Questi principi e valori non erano solo legati alle insoddisfazioni espresse sinteticamente nello slogan "Roma ladrona", non esprimevano solo un fastidio per un fisco oppressivo o per politiche che facevano pagare ad una parte dell'Italia l'assistenzialismo dell'altra. Essi avevano una loro consistenza oltre la contingenza.Il punto è proprio questo: quanta chiarezza c'era nelle prospettive di Bossi e della sua Lega su questi valori? Nelle regioni del Nord, dove la Lega si sviluppò, era evidente il nesso tra i valori che abbiamo elencato sopra e lo stesso sviluppo economico. La centralità della famiglia e della religione cattolica come molle di questo sviluppo erano accertati. Ma fino a che punto Bossi e la Lega chiarirono questo rapporto? Puntare su imprese che volevano meno tasse, ipotizzare una qualche identità etnica propria della Padania, inventarsi il "dio Po", recuperare in Alberto da Giussano le proprie origini, rinverdire il giuramento di Pontida... non erano sufficienti, nella loro confusione strumentale, a supportare a lungo un partito che volesse essere anche un movimento culturale.Tornando ai valori citati sopra, essi richiamano un concetto di fondo che avrebbe potuto fare da collante, chiaro e propositivo, della cultura politica della Lega: la sussidiarietà. La famiglia, il municipio, la regione avrebbero potuto venire intese come "società naturali" che, giustamente erano pronte a lottare contro uno Stato accentratore e irrispettoso non delle autonomie in generale, ma delle autonomie delle società naturali appunto. La lotta avrebbe potuto essere tra natura e artificio e allora sì che avrebbe assunto un respiro lungimirante.Come è noto da quando Matteo Salvini ha spinto le cose per trasformare la Lega in un partito nazionale elettoralmente ci fu un momento nel quale l'idea ebbe successo. Da allora nella Lega si sono fronteggiate due linee, nonostante l'apparente unanimismo di convenienza. Ma la linea di chi contestava l'apertura nazionale rimaneva impigliata nei piccoli rapporti di potere locali e non pensava a valorizzare le grandi potenzialità della sussidiarietà correttamente intesa. Le intuizioni di Bossi avevano una potenzialità di cui Bossi non era a conoscenza. Si spiega così anche il difficile rapporto con Gianfranco Miglio, il politologo del federalismo, il quale cercò di rinforzare il quadro culturale della Lega senza riuscirci.Ripartire dal basso, questo era il grande messaggio rivoluzionario della Lega, la rivendicazione di una priorità politica delle società naturali rispetto allo Stato che dovevano riprendersi con la lotta la propria originaria autonomia. Non per fuggire dalle tasse, dalla burocrazia o dell'ipertrofia legislativa, ma per riordinare in modo naturale tutta la politica, liberandola dalle ideologie e riconducendola alla realtà.Una prova piuttosto evidente che questo tipo di chiarezza non c'era o era difettosa è che durante i governi leghisti delle regioni settentrionali quei valori non sono stati promossi. Chi scrive queste righe ha una conoscenza maggiore del Veneto e del Friuli Venezia Giulia più che di Lombardia o Piemonte. Ora, in quelle due regioni, non si riescono a individuare nel governo leghista
TL;DR La competizione, quando è vissuta nel modo giusto, non ci allontana da noi stessi: ci costringe a capire chi siamo, cosa vogliamo e fin dove siamo disposti a spingerci. Non serve per schiacciare gli altri, ma per uscire dalla mediocrità, misurarci con la realtà e imparare a stare dentro una tensione sana. Ecco alcuni punti emersi nell'episodio Competere ci mette davanti alla verità Ci sono contesti in cui possiamo restare vaghi, proteggerci, raccontarci che va bene tutto. La competizione rompe questa nebbia, perché ci obbliga a prendere posizione. Quando c'è qualcosa in gioco, viene fuori il nostro atteggiamento reale: quanto siamo presenti, quanto siamo molli, quanto siamo solidi. Per questo può diventare uno specchio potente, capace di mostrarci limiti, fragilità e risorse che nella vita ordinaria restano nascoste. Dare il massimo non significa vivere ossessionati C'è una differenza netta tra il voler vincere e il vivere consumati dall'ansia di prevalere. Il punto non è trasformare tutto in una guerra, ma entrare nelle sfide con decisione, senza quel tono spento da chi parte già in difesa. Quando ci mettiamo davvero in gioco, tiriamo fuori energia, concentrazione e disciplina. E proprio lì scopriamo che una tensione sana non ci chiude: ci rende più vivi, più presenti, più responsabili. La competizione sana non distrugge la fraternità Uno degli aspetti più interessanti è che si può lottare seriamente senza perdere il rispetto per l'altro. Anzi, spesso è proprio l'avversario a permetterci di salire di livello, perché ci costringe a misurarci con qualcosa di reale. Questo vale nello sport, ma anche nel lavoro e nella vita concreta: gli altri non sono per forza un ostacolo da abbattere, possono diventare il banco di prova che ci spinge a crescere con più lucidità e più spessore. Puntare in alto ci obbliga a uscire dalla mediocrità Smettere di accontentarsi non vuol dire raggiungere qualsiasi cosa, ma pensare e tracciare una nuova strada. Vuol dire lasciare i sentieri battuti per seguire ciò che senti vivo nel tuo cuore. Non sempre arriveremo dove immaginiamo, ma il fatto stesso di orientarci verso qualcosa di grande cambia il nostro standard, il nostro lavoro quotidiano e il modo in cui affrontiamo le sconfitte. È questo processo che ti da l’opportunità per emergere nella tua unicità. La vera sfida non è evitare il confronto, ma imparare a usarlo per diventare uomini più saldi, più lucidi e più veri. Buon ascolto!
Puntare su una produzione particolare e, grazie a investimenti in ricerca e sviluppo, innovare l'offerta andando incontro a nuove esigenze e nuovi mercati. È la strategia imprenditoriale seguita dalle tre aziende protagoniste della puntata di oggi. Aziende selezionate nel corso della tappa di Padova di "Imprese Vincenti", il tour tra i territori promosso da Intesa Sanpaolo per mettere in luce testimonianze di successo tra le Pmi. Sono: "Aresline", arredamento e design; "Spanesi", attrezzature per la carrozzeria ed impianti di verniciatura industriale per l'automotive; "Dial Funghi", lavorazione di funghi secchi.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Carcano:"L'Atalanta può puntare più al 4 posto che al passaggio del turno." Marangio:"Yildiz deve giocare anche con il Gala. Palladino meglio di De Zerbi" Impallomeni:" Con il Gala la Juve deve preparare la partita con la Roma"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Carcano:"L'Atalanta può puntare più al 4 posto che al passaggio del turno." Marangio:"Yildiz deve giocare anche con il Gala. Palladino meglio di De Zerbi" Impallomeni:" Con il Gala la Juve deve preparare la partita con la Roma"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: De Paola:" La Juve deve puntare tutto sullo scudetto. Orlando:" Vlahovic deve giocare sempre in questa Juve." Braglia:"Il derby può essere un viatico importante per la Juve"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: De Paola:" La Juve deve puntare tutto sullo scudetto. Orlando:" Vlahovic deve giocare sempre in questa Juve." Braglia:"Il derby può essere un viatico importante per la Juve"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Andreone: Brambati:"Il mercato del Napoli al momento non ha reso e i big spero abbiano ancora fame. Spalletti andava preso prima e non puntare di Tudor"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Andreone: Brambati:"Il mercato del Napoli al momento non ha reso e i big spero abbiano ancora fame. Spalletti andava preso prima e non puntare di Tudor"
In questa diretta rispondiamo alla domanda se l'oro protegge davvero il tuo patrimonio.Vuoi scoprire opportunità e rischi dell'investimento in oro? Guarda il webinar gratuito su https://www.pianofinanziario.it/oro
Ho qualcosa da dire sul famoso modo di dire : " Punta alla luna...."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:" Nelle ultime due partite Inzaghi deve puntare alle rotazioni." Buscaglia:"Il peggiore avversario del Napoli è il Napoli stesso." Donati:"La prossima giornata incroci decisivi." Iori:" L'Atalanta deve partire con l'idea di vincere lo scudetto."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:" Se la Fiorentina batte l'Atalanta può puntare al 4 posto" J.Galbaiti:" Il passaggio del turno in coppa ha dato forza alla Fiorentina." Nicoletti:" Dopo l 3-0 mi aspettavo l'esonero di Motta."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:" Se la Fiorentina batte l'Atalanta può puntare al 4 posto" J.Galbaiti:" Il passaggio del turno in coppa ha dato forza alla Fiorentina." Nicoletti:" Dopo l 3-0 mi aspettavo l'esonero di Motta."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Calisti:" La Lazio deve puntare su 4 posto e Europa League." Romondini:"Non accetto l'errore di Hummels e Dovbyk atteggiamento sbagliato." Garbo:" La rosa della Lazio è corta, ma non può scegliere. Impalomeni:" Forse la Roma poteva fare di più anche in 10."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Brambati:"Conte in tre anni rimette a posto la Juve." Impallomeni:"Il Milan deve puntare su J. Felix. Ederson il cervello della Dea."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Brambati:"Conte in tre anni rimette a posto la Juve." Impallomeni:"Il Milan deve puntare su J. Felix. Ederson il cervello della Dea."
ROMA (ITALPRESS) - Debutta una nuova sezione del sito suzuki.it dedicata alla sostenibilità. A fare da filo conduttore sono i ciliegi sakura, i cui fiori sono per la cultura tradizionale giapponese un simbolo di benessere e di armonia con il mondo che ci circonda. Questa sezione racconta e condivide i temi cari al marchio giapponese come l'impegno a favore dell'ambiente e della Corporate Social Responsability, una responsabilità assunta negli ultimi anni in Italia così come su scala globale. In un mondo di equilibri fragili, l'obiettivo di Suzuki è quello di assumere comportamenti virtuosi e sensibilizzare clienti, dipendenti e partner a seguire buoni esempi, piccoli gesti quotidiani nelle scelte d'acquisto e nell'assunzione di stili di vita attivi e in simbiosi con la natura. Sono tre i punti cardine dell'impegno di Suzuki: Sviluppare prodotti di valore superiore focalizzandosi sul cliente; Creare un'azienda stimolante e innovativa grazie al lavoro di squadra; Puntare all'eccellenza individuale attraverso il miglioramento continuo.tvi/mrv
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
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In un contesto geopolitico sempre più complesso, con Trump che cerca di ridurre la presenza militare USA all'estero e la Russia che persegue con le armi le proprie mire espansionistiche il settore della difesa sta vivendo un momento di grande attenzione. L'aumento delle spese militari soprattutto in Europa, potrebbe rappresentare un fattore positivo per alcune aziende che nella produzione di armamenti e sistemi di difesa. Vi ricordo che trovate l'azione del mese di febbraio 2025 nel podcast e nella newsletter dedicati.I contenuti del podcast e della newsletter non vanno intesi in nessun caso come raccomandazioni di investimento o consulenza finanziaria.Per il mese di febbraio 2025 ho scelto un'azione che appartiene a un settore che è stato messo alla prova nei mesi precedenti a causa di alcune circostanze inaspettate. Lo utilizzo per ribadire che, investendo in ottica di lungo periodo, possiamo affrontare serenamente anche gli “scossoni” che talvolta colpiscono anche i titoli difensivi. Vi ricordo che in questa newsletter riassumo tutte le azioni di cui ho parlato in passato.Per una formazione personalizzata c'è il programma Financial Coach (per info srivete a mfamularoblog@gmail.com) che includeProfilazione individuale per ottimizzare il primo corso gratuitaPrimo corso di 45 minuti gratuito per tuttiCosto annuo di 300 euro (riducibili a 150) che include domande via email per 12 mesi e un corso da 90 minuti divisibile anche in più sessioniPossibilità di corsi gratuiti per studentiVi ricordo che potete porre domande nei commenti ai video youtube e riceverete risposte nella rubrica Money Flash.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-finanza-in-soldoni--4367617/support.
Il quintetto orange è pronto a raggiungere la Inalpi Arena di Torino, dove da ieri ha preso il via la kermesse che assegnerà i trofei di serie A1 maschile e femminile. A puntare al bis di Coppa Italia è la detentrice Schio, che dovrà affrontare venerdì alle 20.30 in semifinale le molisane del Magnolia. Poi, in caso di vittoria, si prospetta il derby con Venezia come un anno fa.
ROMA (ITALPRESS) - "Questo è un anno importantissimo, non solo per il Giubileo, stiamo accogliendo milioni di pellegrini, ma perché credo possa anche essere una tappa di una strategia che punta ad un turismo di qualità, che significa un turismo non mordi e fuggi e che apprezza la varietà che Roma e tutta la regione possono offrire, un turismo che arriva tutto l'anno e non si concentra solo in alcuni momenti". Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine del primo Forum del Turismo, promosso dalla Regione Lazio.f07/sat/gsl
ROMA (ITALPRESS) - "Questo è un anno importantissimo, non solo per il Giubileo, stiamo accogliendo milioni di pellegrini, ma perché credo possa anche essere una tappa di una strategia che punta ad un turismo di qualità, che significa un turismo non mordi e fuggi e che apprezza la varietà che Roma e tutta la regione possono offrire, un turismo che arriva tutto l'anno e non si concentra solo in alcuni momenti". Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine del primo Forum del Turismo, promosso dalla Regione Lazio.f07/sat/gsl
ROMA (ITALPRESS) - "Questo è un anno importantissimo, non solo per il Giubileo, stiamo accogliendo milioni di pellegrini, ma perché credo possa anche essere una tappa di una strategia che punta ad un turismo di qualità, che significa un turismo non mordi e fuggi e che apprezza la varietà che Roma e tutta la regione possono offrire, un turismo che arriva tutto l'anno e non si concentra solo in alcuni momenti". Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine del primo Forum del Turismo, promosso dalla Regione Lazio.f07/sat/gsl
La tecnologia, nonostante le alte valutazione, è un comparto imprescindibile per i gestori. Bene anche il comparto healthcare. Da evitare auto e infrastrutture
La tecnologia, nonostante le alte valutazione, è un comparto imprescindibile per i gestori. Bene anche il comparto healthcare. Da evitare auto e infrastrutture
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:" Alla Lazio a gennaio servono due pezzi. La Roma si è sbloccata." Repice:" La Lazio può puntare anche al titolo. La Roma ora sembra una squadra." Garbo:" La Lazio può andare in Champions. Con De Rossi la Roma avrebbe avuto 25PT" Cucciari:" La Roma ha migliorato le soluzioni offensive."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:" Alla Lazio a gennaio servono due pezzi. La Roma si è sbloccata." Repice:" La Lazio può puntare anche al titolo. La Roma ora sembra una squadra." Garbo:" La Lazio può andare in Champions. Con De Rossi la Roma avrebbe avuto 25PT" Cucciari:" La Roma ha migliorato le soluzioni offensive."
Michele Dalla Tezza ha 49 anni ed è sia imprenditore sia dipendente di una multinazionale nel settore marketing. Nato e cresciuto in provincia di Varese, uno dei quadretti familiari impressi nella sua memoria ritrae il padre artigiano e la mamma impiegata intenti a parlare di soldi. «Mia mamma teneva la contabilità della ditta di mio papà, e gli chiedeva i prezzi per poter fare le fatture ai clienti». Michele, nel suo piccolo, replica la stessa ritualità della madre, e con la paghetta mensile che riceve, compila un quaderno delle entrate e delle uscite. Abitudine che perde una volta adulto, quando si accomoda dentro il lavoro dipendente Michele approda in una grande multinazionale, dove costruisce una solida carriera e raggiunge una posizione di rilievo. Un giorno però, a causa di una ristrutturazione, gli viene chiesto o di accettare un nuovo ruolo, o di andarsene con una buona uscita. Nonostante la forte responsabilità che sente nei confronti del mantenimento della famiglia, e nonostante i calcoli economici gli suggeriscano di mantenere il posto dipendente, Michele decide di fare il salto nel vuoto, e di accettare la buonuscita: «La proposta che avevo ricevuto metteva in luce il fatto che, evidentemente, non ero più indispensabile». A quel punto, la prima domanda che si fa è: «Ma quanto posso vivere e mantenere la famiglia senza trovare un lavoro?». Questa domanda lo spinge a riprendere l'abitudine che aveva ai tempi dell'oratorio: fare un'analisi dettagliata delle sue entrate e uscite, e grazie a questo piccolo rituale riscopre il valore di avere il pieno controllo delle proprie finanze, al punto da concedersi più piaceri di prima. In quel periodo di piacevole scoperta, Michele si avventura nel mondo degli investimenti, appassionandosi ai temi delle entrate passive e del cash flow. Ed è proprio girando intorno a questi due concetti che decide di lanciarsi nelle locazioni del settore immobiliare e con un socio fonda una società immobiliare per gestirle. Nel frattempo, trova un altro lavoro in un'azienda, che però prende con tutt'altra mentalità rispetto al passato: «Devo dire che dà molta sicurezza avere il piano B, ti dà più leggerezza. Non investi tutto nel lavoro dipendente che può finire da un momento all'altro». Michele oggi ha trovato l'equilibrio tra attività imprenditoriale e attività dipendente e, anche grazie al percorso di Rame, ha dato risposta a una domanda che non si era mai posto, e cioè, quali sono i suoi obiettivi finanziari.
Investi con Scalable, fino al 02/12/2024 Prime+ gratis per i nuovi clienti. Puntare sul mercato più performante del mondo o diversificare per non farsi cogliere impreparati da scenari futuri? In quest'episodio parliamo di cosa è successo a Novembre, il mese migliore dell'anno per l'azionario americano e proviamo a ragionare su pro e contro della diversificazione internazionale. Seguiteci anche su Instagram! =============================================== Migliaia di audiolibri riassunti in 15 minuti con 4Books. L'Assicurazione sulla Vita semplice e conveniente: Turtleneck. I link sono sponsorizzati e l'Autore potrebbe percepire una commissione. =============================================== ATTENZIONE: nessun contenuto di questo podcast deve essere inteso come una raccomandazione di investimento. La citazione di determinati ETF è a mero scopo esemplificativo e non deve essere intesa in alcun modo come una sollecitazione all'acquisto di specifici prodotti finanziari. L'autore non è un consulente finanziario e non intende presentarsi come tale. Investire comporta dei rischi. Affidatevi sempre a dei professionisti e/o assicuratevi sempre di aver compreso pienamente il funzionamento, le implicazioni e i rischi di ciascun prodotto finanziario prima di investirvi del denaro. L'autore non è inoltre affiliato ad alcuna società emittente di prodotti di investimento. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Se andiamo nella "preistoria degli investimenti", scopriamo che il famoso tesoro del tempio di cui parlano le tavolette di argilla dei sumeri può essere considerato una sorta di investimento etico, con un valore comunitario, in quanto "scorta" per le carestie. Puntare il faro sul mondo pre-monetario, e sulla sua maniera comunitaria di gestire il risparmio, ci apre lo sguardo a una possibilità che poi, con l'avvento dell'economia di mercato, sparisce dai nostri radar. Nel senso che oggi, «se guardiamo le motivazioni dell'investitore contemporaneo, ne scoviamo fondamentale una sola: fare profitto» spiega Edoardo Lozza, professore ordinario di psicologia economica all'università Cattolica di Milano e ospite di questa terza puntata de La nuova veste. Investire eticamente, secondo il prototipo di homo oeconomicus che troviamo in tutti i libri di economia, è una sorta di ossimoro. Ma le cose iniziano a cambiare. «Negli ultimi 15 anni, la crisi economica e finanziaria che si è avviata nel 2008, insieme alla crisi ambientale, che è una conseguenza anche di un modello di sviluppo volto alla crescita costante, non sostenibile in un pianeta finito, hanno innescato una nuova sensibilità per il consumo sostenibile, che indubbiamente apre delle opportunità anche nel mondo degli investimenti», continua Lozza. A complicare le cose, quando si parla di investire in modo etico, c'è anche la scarsa conoscenza in materia. «Perché quando chiedi che cos'è un fondo Esg, non dico che ci sia il vuoto però le persone ne sanno pochissimo», conclude Lozza. E allora se uno degli elementi che può fare la differenza è la conoscenza, in questa puntata abbiamo provato a spiegare con chiarezza cosa sono questi investimenti etici assieme a Francesca Colombo, responsabile Area Analisi e Ricerca di Etica Sgr. Questo podcast è realizzato in collaborazione con Etica Sgr, società di gestione del Gruppo Banca Etica, specializzata in investimenti etici e responsabili.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Manfredini."Nell'Atalanta c'è una struttura che può puntare allo scudetto" Impallomeni:"Kvara non è più quello di Spalletti." Orlando:" Lookman fenomeno vero. Zaniolo farà fatica a ritrovarsi."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Manfredini."Nell'Atalanta c'è una struttura che può puntare allo scudetto" Impallomeni:"Kvara non è più quello di Spalletti." Orlando:" Lookman fenomeno vero. Zaniolo farà fatica a ritrovarsi."
Nel nuovo episodio del podcast di Cineguru, Davide Dellacasa e Robert Bernocchi commentano il weekend cinematografico appena concluso, in cui sul podio troviamo le new entry Venom: The Last Dance e Parthenope, seguiti da Il Robot Selvaggio. Anche i dati di Smile 2 e Megalopolis si sono rivelati molto interessanti, in un weekend in cui è difficile trovare note negative.Guardando al futuro, novembre si prospetta come un mese ricco di titoli importanti, con l'arrivo di Oceania 2 e Il Gladiatore 2.Tuttavia, sappiamo già che il confronto con lo scorso anno sarà complesso, dato che tutti questi titoli dovranno competere con l'enorme successo di C'è Ancora Domani.Oltreoceano, meritano attenzione i risultati ottenuti da titoli come Conclave e We Live in Time. Per quanto riguarda lo streaming, si discute delle ultime novità targate Amazon.Quali sono i piani per il futuro? Puntare a portare più film in sala, una strategia che si affianca a quella di distribuire i film anche sui canali broadcast.Cosa indicano queste mosse per il settore?
Palma:" Hato difensore olandese su cui puntare. Dele Bashiru da disciplinare tatticamente. Stengs alti e bassi carattere fumantino. Piervincenzi:" Inzaghi preferisci giocatori pronti."Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Montevino:" Conte può ridurre subito la distanza dall'Inter." Orlando:" Kvara difronte ad una cifra importante si può cedere e magari puntare su Chiesa." Bezzi:" Su Conte mi conservo un dubbio. Al Napoli serve una rivoluzione." Impallomeni:" Conte può far crescere ma dipende dal mercato."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:" Conte sorprenderà con effetti speciali al Napoli." DI Gennaro:" Alla Juve servono 6 o 7 giocatori. L'Atalanta deve puntare allo scudetto il prossimo anno." Orlando:" La Juve deve intervenire prima di tutto a centrocampo, serve qualità." Giuliani:" Secondo me parte Chiesa. A Frosinone suicidio tattico."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Radice:"Nell'Inter bisognerà capire le nuove strategie. Orlando:" L'Atalanta deve puntare allo scudetto con Gasperini." De Paola:" Finalmente i conti verranno controllati.
NUOVO SU AFFARI MIEI? Scopri 3 ETF a ZERO COMMISSIONI su Cui Investire: https://bit.ly/3w2k7mG----Ha veramente senso investire per i dividendi?Si tratta di una domanda molto gettonata, ma vi è ancora molta confusione su questo tema.Per questo motivo cercheremo di capire cosa sono i dividendi, cosa significa "neutralità" dei dividendi e soprattutto vedremo quali sono i pro e quali sono i contro di un investimento in questo senso.Ecco i punti salienti:Cosa sono i dividendi?La neutralità degli investimenti - Teorema di Miller e ModiglianiVediamo nella pratica...La diversificazioneLe aziende innovative vogliono espandersiLe azioni che danno maggiori dividendi valgono di più?Un bias comportamentale importante...Cosa ne pensi?Sei Interessato ai nostri servizi?Prenota una sessione gratuita con il team di Affari Miei, ti guideremo nella scelta delle soluzioni più adatte a te: https://bit.ly/3ZHtAg2—
Braglia:" Un grande club italiano dovrebbe puntare su De Zerbi." Impallomeni:" Nel Milan e Juve momento di attesa per gli allenatori." Orlando:" De Zerbi deve dimostrare. Leao non è un problema." Brambati:" Nel Milan situazione societaria traballante. Pioli ha responsabilità." Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni
"Non puntare ad essere il migliore. Punta a essere l'unico."
Se sei una coach o un'imprenditrice alla prime armi, probabilmente la tua situazione è la seguente.Ti stai avventurando nel mondo del marketing e non sai ancora come fare per distinguerti dalla concorrenza.Ouch! Argomento spinoso, lo so. Su cosa puntare in questi casi? Lascia che te lo sveli in questa puntata.===============Nelle puntate di Shine parliamo di coaching per l'anima, crescita personale, spiritualità e mindset imprenditoriale.===============Trovi le puntate anche su YouTube: https://www.youtube.com/c/AnhLUNAScuoladiCoachingPreferisci leggere? Dai un'occhiata al blog: https://lunascuoladicoaching.com/blog/Vuoi raggiungerci per parlarne insieme? Iscriviti gratis al gruppo Shine su Facebook: https://www.facebook.com/groups/anh.coachE nel frattempo, se desideri fare del coaching il tuo mestiere o integrarlo nella tua attività, fai il LUNA QUIZ per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri: https://www.anhcoach.com/lunaquiz===============Vieni a trovarci su:Instagram - https://www.instagram.com/lunascuoladicoaching/Facebook - https://www.facebook.com/anh.coachAnh la trovi su:Instagram - https://www.instagram.com/anh.coach/
"Si dovrà pure superare quella logica assurda per cui in Italia, qualunque opera si decide di fare, si innesca puntualmente un conflitto tra le istituzioni centrali e le comunità locali. Io, forse in controtendenza, mi ritrovo da un anno a chiedere al governo un Dpcm per autorizzare il rigassificatore di Gioia Tauro". Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in una recente intervista. La scorsa settimana il governatore ha spiegato: "Ho parlato con più ministri non con la presidente Meloni: mi è bastato quello che ha detto al Senato. Ne ho parlato con Pichetto. Ora è necessario che sia la presidente del Consiglio a prendere in mano questo dossier. Peraltro, l'impianto si farebbe con risorse Sorgenia e Iren, non dello Stato". Ne parliamo proprio con Roberto Occhiuto, presidente Regione Calabria.Puntare sul risparmio per tornare a crescere. Tendenze e preferenze di famiglie imprese e giovaniIntesa Sanpaolo e Centro Einaudi hanno presentato l'Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2022. La ricerca analizza il rapporto degli italiani con il risparmio in un momento particolarmente complesso, in cui le conseguenze della pandemia si intrecciano con gli effetti del conflitto russo-ucraino e della crisi energetica. Al questionario generale, somministrato tra marzo e aprile 2022 (oltre 1.000 interviste) sono affiancati due focus: il primo sugli imprenditori e il secondo sui giovani (in entrambi oki casi circa 200 interviste). Approfondiamo il tema con Gregorio De Felice, Chief Economist di Banca Intesa.
Vediamo che ragionamenti possiamo fare relativamente a chi sono i supertop per la prossima stqagione fantacalcistica ormai alle porte.