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Cosa vedere sui canali televisivi SBS? Ecco i nostri consigli per la settimana dal 12 al 18 giugno. In Australia, potete anche guardare il vostro programma preferito o recuperarlo su SBS On Demand.
Jung Chang è una delle autrici cinesi più note e lette al mondo. Il suo primo libro, Cigni selvatici, è uscito negli anni Novanta e ha venduto milioni di copie raccontando la storia della Cina tramite la storia della sua famiglia. Quest'anno è uscito il seguito: si intitola Il volo dei cigni selvatici (Longanesi) e parla del rapporto profondo tra Jung Chang, che da decenni vive a Londra, e sua madre, rimasta in Cina. Leggi Il volo dei cigni selvatici Una puntata di Globo che spiega la Rivoluzione culturale in Cina Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Francesco Maria Chelli, docente ordinario di Statistica e presidente dell'ISTAT, l'Istituto nazionale di statistica, ha pronunciato il suo intervento il 27 marzo 2026 nell'Aula Magna di Santa Lucia in occasione della Cerimonia di inaugurazione del 938° anno accademico dell'Università di Bologna. Il video completo è disponibile sul canale YouTube di Ateneo: https://youtube.com/live/BzEh_NrfTFc
ne ha parlato in onda Denise Cicchitti
Bentornati su Snap!Grazie all'idea degli Imperfetti nasce questa puntata di Universi Imperfetti di festeggiamento del traguardo dei trecentocinquanta episodi di Snap.Come se fossimo al bar, ci raccontiamo le disavventure dei sistemi operativi usati, della musica che si ascolta mentre si lavora, dei videogiochi di altri tempi, dei mezzi utilizzati da giovani e dell'inevitabile confronto tra generazioni, senza dimenticare gli esperimenti fatti con l'AI.Una puntata da non perdere!Co-host Mariano Di Benedetto:Profilo Instagram: https://www.instagram.com/mariano_dibenedetto/Sito professionale: http://marianodibenedetto.itCo-host Michele Bondanelli:Profilo Instagram: https://www.instagram.com/outofbim/Sito professionale: [https://www.mbaa.it](https://www.mbaa.it/)Co-host Daniele Borghi:Profilo Instagram: https://www.instagram.com/fokewulf/Blog: [https://fokewulf.substack.com](https://fokewulf.substack.com/)—>
Spesso pensiamo alla postura come a una semplice questione di muscoli e ossa, ma la verità è molto più profonda: la nostra postura è il tempio dell'anima.È un universo di informazioni che narra chi siamo, come ci sentiamo e come abitiamo il mondo. Siamo un ecosistema interconnesso dove la pelle non è solo un confine, ma un organo sensibile che media lo scambio tra il nostro interno e l'ambiente circostante.Sotto di essa, un intreccio di fasce, membrane e organi lavora in una danza chimica costante. Persino ciò che mangiamo definisce il nostro equilibrio: un'infiammazione gastrica non è solo un malessere localizzato, ma un segnale che modifica il nostro assetto nello spazio.La postura è un'eredità antica. Inizia ben prima dei nostri primi passi; affonda le radici nel concepimento e nel vissuto di almeno tre generazioni prima di noi. È il risultato dei nostri bisogni d'infanzia e del nostro stato psichico attuale.Conoscere la propria postura significa, in ultima analisi, conoscere se stessi. Perché il modo in cui ti muovi nello spazio è, inevitabilmente, il modo in cui ti muovi nella vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
L'attualità dall'UE di RTR: spazio, digitale, lavoro green e giovani, tra innovazione e sfide sociali.
Davide e Golia, Chuck Norris e Bruce Lee, Batman e Superman, Godzilla e mia nonnaQuesti sono solo alcuni dei più grandi scontri della storia, e a questa lunga lista, non si aggiungerà anche questo videoCosa pensavate? Che si sarebbero scannati? Ma assolutamente no, anzi!Al tavolo del Pistone si diventa tutti amici e i chiacchiera di Passione che se ci si trovasse al barQuindi, dopo questa fantastica introduzione, che altro dirvi se non...Buon ascolto!CONTATTI: pistone.podcast@gmail.com
Giuliano Petrarulo ci racconta la comunità di Ballarat di cui fa parte: una storia che parte da lontano per arrivare alle nuove famiglie di italiani che scelgono la provincia.
C'è un dato che cambia completamente il modo in cui guardi ai tuoi soldi: i giovani italiani hanno circa l'86% in meno di potere d'acquisto rispetto alle generazioni precedenti alla stessa età. Non è una percezione, non è una lamentela generazionale, è matematica. Ed è il risultato di un sistema che negli ultimi 50 anni ha trasferito ricchezza in modo silenzioso, progressivo e strutturale. Questa dinamica non nasce da un complotto, ma da scelte economiche precise: un sistema pensionistico a ripartizione sempre più sbilanciato, un debito pubblico che supera i 3000 miliardi, un mercato immobiliare che ha premiato chi era già dentro e un mondo del lavoro completamente diverso rispetto a quello di 30 o 40 anni fa. Il risultato è che oggi lavorare non basta più: senza asset, il potere d'acquisto tende a ridursi nel tempo. Capire questo passaggio è fondamentale, perché cambia completamente il modo in cui devi guardare al risparmio, agli investimenti e alla costruzione del tuo futuro finanziario. Non si tratta di dare la colpa a una generazione, ma di comprendere il meccanismo reale che sta dietro alla crescita della disuguaglianza e alla concentrazione della ricchezza. Se vuoi proteggere il tuo capitale e costruire qualcosa nel lungo periodo, devi iniziare da qui: capire come funziona davvero il sistema e da che parte stare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Per quelli a cui piacciono i libri molto citabili, eccone due. Mattia Insolia nel suo La vita giovane (Mondadori) scrive cose come: «Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo? In macchina, stasera, mi raccontano della loro quotidianità e io, che li conosco, tesso la trama del sottotesto, che loro tacciono».Fabiano Alborghetti, tra le pagine di Il movimento elementare (Gabriele capelli Editore): «Quasi ogni giorno / c'è una nuova campana che suona / si legge di novità, ed è quasi alienante, è fin troppo / accecante. Il medio raggio decade, ora c'è l'infinito / è galvanizzante / è il sogno che nientemeno ora sogna sé stesso. / Se si diventa grandi quando s'allungano / le notti, e brevi i giorni / ecco ci sono dentro / si sarà detto mio padre».Sono romanzi densi e molto distanti tra loro – non solo perché quello di Alborghetti è scritto in versi. Tuttavia, a metterli uno di fianco all'altro, terminata la lettura, appaiono incredibilmente complementari: raccontano due generazioni di ragazzi italiani, nate a metà e alla fine del ventesimo secolo, e mostrano come quei cinquant'anni coincidano con la più accelerata evoluzione della storia. Fabiano Alborghetti racconta direttamente la storia di suo padre nei Cinquanta, Sessanta, Settanta; Mattia Insolia quella di un ragazzo dei Novanta, Duemila e oltre, che a tratti gli somiglia (pur se, beninteso, non è autofiction). Tra una generazione e l'altra, si passa da esistenze difficili a comode, eppure allo stesso tempo gli orizzonti sembrano diventare angusti, e il futuro farsi più cupo. Ed è – si dice in giro – generazionale anche il romanzo al centro del consiglio di lettura della settimana che arriva da Giuliana Altamura: La coppia felice (Edizioni di Atlantide) racconta, in effetti, una coppia dei nostri tempi, che però – perdonate quello che ormai tutti chiamiamo spoiler – felice non è. L'ha scritto una delle voci più interessanti della nuova letteratura anglosassone, l'irlandese Naoise Dolan (che sarà ospite della Casa della letteratura il prossimo sabato 21 marzo nell'ambito degli Eventi letterari Monte Verità).
Per quelli a cui piacciono i libri molto citabili, eccone due. Mattia Insolia nel suo La vita giovane (Mondadori) scrive cose come: «Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo? In macchina, stasera, mi raccontano della loro quotidianità e io, che li conosco, tesso la trama del sottotesto, che loro tacciono».undefinedFabiano Alborghetti, tra le pagine di Il movimento elementare (Gabriele capelli Editore): «Quasi ogni giorno / c'è una nuova campana che suona / si legge di novità, ed è quasi alienante, è fin troppo / accecante. Il medio raggio decade, ora c'è l'infinito / è galvanizzante / è il sogno che nientemeno ora sogna sé stesso. / Se si diventa grandi quando s'allungano / le notti, e brevi i giorni / ecco ci sono dentro / si sarà detto mio padre».undefinedSono romanzi densi e molto distanti tra loro – non solo perché quello di Alborghetti è scritto in versi. Tuttavia, a metterli uno di fianco all'altro, terminata la lettura, appaiono incredibilmente complementari: raccontano due generazioni di ragazzi italiani, nate a metà e alla fine del ventesimo secolo, e mostrano come quei cinquant'anni coincidano con la più accelerata evoluzione della storia. Fabiano Alborghetti racconta direttamente la storia di suo padre nei Cinquanta, Sessanta, Settanta; Mattia Insolia quella di un ragazzo dei Novanta, Duemila e oltre, che a tratti gli somiglia (pur se, beninteso, non è autofiction). Tra una generazione e l'altra, si passa da esistenze difficili a comode, eppure allo stesso tempo gli orizzonti sembrano diventare angusti, e il futuro farsi più cupo. Ed è – si dice in giro – generazionale anche il romanzo al centro del consiglio di lettura della settimana che arriva da Giuliana Altamura: La coppia felice (Edizioni di Atlantide) racconta, in effetti, una coppia dei nostri tempi, che però – perdonate quello che ormai tutti chiamiamo spoiler – felice non è. L'ha scritto una delle voci più interessanti della nuova letteratura anglosassone, l'irlandese Naoise Dolan (che sarà ospite della Casa della letteratura il prossimo sabato 21 marzo nell'ambito degli Eventi letterari Monte Verità).undefined
♂️ Perché non esiste un solo modo di pensare il maschile?
Nella puntata di The Essential Conversation di sabato 7 marzo, Chiara Piotto parla dell'impatto dell'IA sulle nuove generazioni con Antonella Inverno, capo dipartimento Ricerca, Analisi e Formazione di Save The Children Italia. Come convivere in modo funzionale con questa nuova tecnologia, limitando i potenziali danni e cogliendo le opportunità? Da lavoro e sviluppo della creatività, al confronto con scuola e famiglia, un “atlante” che riguarda non solo i più giovani ma tutti noi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Quanto si conserva la lingua dei genitori tra i figli e i nipoti dei migranti in Australia? E quali differenze emergono tra la comunità italiana e quella tedesca?
➰Perché il valore delle relazioni rimane un caposaldo in un'epoca di iperconnessioni ?
Insieme a Maddalena Zanoni, Ceo & founder Feral Drinks, parliamo di come le nuove generazioni siano meno attratte dalle bevande alcoliche e di come il mercato si stia evolvendo di conseguenza, con un'offerta di bevande più diversificata. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
[PENSIERO E GENERAZIONI]
[PENSIERO E GENERAZIONI]
[PENSIERO E GENERAZIONI]
[PENSIERO E GENERAZIONI]
Michelle ha 44 anni ed è cresciuta a Salerno in un palazzo “bene”, abitato da avvocati, notai e professori universitari, in uno dei quartieri più facoltosi della città. La sua realtà quotidiana, però, è di tutt'altro genere. I soldi, in casa sua, non bastano mai. Il padre passa da un lavoro all'altro, la madre—francese, senza rete né lingua—resta a casa. Per Michelle bambina, la sensazione è quella di vivere sempre un passo indietro. «Le mie amiche andavano tutte a danza o in palestra, ma io non potevo. Mi bastava accompagnarle fino alla porta per sentirmi un po' parte di quell'universo. Poi, quando mi chiudevano la porta della palestra in faccia — perché giustamente dovevano ballare o allenarsi — sentivo davvero quel senso di solitudine. I soldi hanno sempre rappresentato la linea di demarcazione tra me e loro».Quando la famiglia si trasferisce in provincia, a Bellizzi, la distanza sociale si attenua e Michelle ritrova un po' di equilibrio. Finito il liceo, si iscrive a Scienze della Comunicazione con il sogno di diventare giornalista. Il suo obiettivo è semplice: riscattare quella sensazione di svantaggio che la accompagna dall'infanzia. Ma presto arriva la realtà del Sud post-universitario a spegnere le sue ambizioni: accantona il sogno giornalistico e inanella una serie di lavori precari, l'ultimo dei quali dura tre anni, in Feltrinelli. E termina con un licenziamento. Ogni volta che pensa di essersi stabilizzata, qualcosa cede. È il suo “copione finanziario”, come direbbe lo studioso Brad Klontz: un'eredità emotiva che ti dice che la stabilità è provvisoria.Intanto Michelle si sposa, diventa madre, e nel 2012 tenta la strada imprenditoriale. Apre un bistrot letterario assieme a due socie, con un finanziamento pubblico: un luogo vibrante, pieno di eventi, ma dove lei guadagna 600 euro al mese lavorando 13 ore al giorno. Dopo cinque anni lascia l'attività. A quel punto intraprende un dottorato triennale in moda e digital transformation. Ma di nuovo la strada si restringe: l'Italia abolisce gli assegni di ricerca ma non finanzia i nuovi contratti, lasciando centinaia di ricercatori in un limbo retribuito a malapena.Oggi Michelle attende l'esito di un progetto di ricerca finanziato dall'Europa e, nel frattempo, ha aperto la Partita Iva e si occupa di formazione aziendale. Sa di valere, lo vede nel lavoro, nello studio, nella costanza con cui si è reinventata, ma fatica ancora a conciliare questo valore con un'incertezza economica che continua a pesare sulla sua vita. «Vivere nella precarietà economica mi fa soffrire, perché è qualcosa che non merito, soprattutto per le capacità e le competenze che ho maturato».
[PENSIERO E GENERAZIONI] φ Tra Settecento e Ottocento nasce un'idea nuova: la gioventù non è più una fase di passaggio, ma una forza vitale, una categoria storica, una possibilità di rivoluzione.
[PENSIERO E GENERAZIONI]
In questo episodio di "Arte di Parte", il direttore di BlackArtProjects Andrea Candiani ci parla della storia de "L'isola dei morti", una serie di cinque quadri realizzati da Arnold Böcklin tra il 1880 e il 1886.
Gli Azzurri del volley conquistano il secondo titolo mondiale consecutivo, mentre i Brisbane Lions si confermano campioni dell'AFL e, in Ruanda, Pogačar bissa il titolo iridato su strada.
In passato gli artisti hanno documentato eventi drammatici importanti per le generazioni future, commenta il direttore di BlackArt Projects Andrea Candiani, citando ad esempio Giotto con la Cappella degli Scrovegni. E chiede: Attualmente qual'è il ruolo dell'arte?