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Ti è mai capitato di restare bloccata per ore dopo un commento che non ti aspettavi, magari scritto da una persona che non è nemmeno tua cliente?In questo episodio parliamo di feedback, di quelli che ti fanno dubitare di tutto quello che stai costruendo. Scopriamo perché il giudizio degli altri pesa così tanto e come iniziare a guardarlo in un modo completamente diverso, così che smetta di tenerti ferma prima di pubblicare, lanciare o chiedere il prezzo che ti meriti.In questo episodio parlo di:Come distinguere un feedback strategico da un parere che non ti è utilePerché alcune critiche ti restano incollate addosso e altre noCome lo shift sul feedback è anche una questione di strategia di business, non solo di mindsetVuoi supporto concreto per sbloccarti su comunicazione, vendita e mindset? Ecco dove trovarmi:Instagram → https://www.instagram.com/silvialanfranchi.coach/YouTube → https://www.youtube.com/@silvialanfranchiNewsletter: Iscriviti qui per ricevere strategie concrete ogni settimana → https://silvialanfranchi.myflodesk.com/newsletterSito web→ https://silvialanfranchi.it
Passiamo la vita a parlare con noi stessi, ma quasi sempre lo facciamo in "pilota automatico".Imparare a guidare il proprio dialogo interno significa scegliere consapevolmente dove direzionare i propri pensieri. Ma cos'è davvero il dialogo interno?Pensare significa fondamentalmente tre cose: parlare a se stessi, evocare immagini o ascoltare sensazioni corporee (come quando ci soffermiamo su uno stato d'animo). La nostra mente è costantemente in funzione: abbiamo sempre una voce in testa e non possiamo smettere di pensare.La vera differenza sta nel modo in cui ci mettiamo in relazione con questi pensieri, muovendoci tra due stati principali:Lo stato identificativo (Il pensiero automatico) In questo stato ci identifichiamo completamente con la voce nella testa, scambiando i pensieri per la realtà oggettiva. È una sorta di "mente torturatrice" che commenta senza sosta tutto ciò che accade. Le caratteristiche: I pensieri automatici sono ripetitivi, involontari e quasi sempre negativi. Non ci rendiamo conto che sono solo singole parti di noi che parlano. Ci limitiamo a subire il flusso.2. Lo stato consapevole (Il vero dialogo interno) Passare al vero dialogo interno significa spostarsi da una reazione automatica a un pensiero consapevole. È un colloquio attivo e lucido tra le varie parti che ci compongono. Quando emergono queste voci interiori, tendiamo a cadere in due estremi sbagliati che generano conflitto interno: la compiacenza (assecondare passivamente la voce negativa e crederle senza riserve) e l'opposizione (cercare di combattere, soffocare o annientare quella voce).Entrambi gli approcci portano allo scontro. Il dialogo, al contrario, è un processo di cooperazione: significa collaborare con le proprie parti interiori per costruire una nuova realtà e una maggiore serenità. Come praticare il dialogo interno? Il primo passo fondamentale per trasformare la mente torturatrice in un'alleata è la presenza: quando senti una voce nella testa, fermati ad ascoltarla senza giudicarla.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8617GIULIANA FALCONIERI, LA SANTA FONDATRICE DELLE MANTELLATEdi Antonio Tarallo Il legame con la sua Firenze: è più che necessario iniziare da questo tema se si vuole parlare della biografia di santa Giuliana Falconieri (c. 1270-1341) di cui oggi ricorre la memoria liturgica. Firenze e la sua bellezza artistica. Firenze, culla dell'arte e della letteratura non solo italiana ma mondiale. Quella Firenze che segnerà un'epoca e che ancora oggi rappresenta uno dei luoghi più conosciuti e visitati al mondo. Ed è proprio dal capoluogo toscano che inizia il nostro viaggio nella vita della santa, fondatrice delle Mantellate del Terz'ordine dei Servi di Maria, donna "eucaristica" e sublime anima rivolta al Signore. Ma per iniziare questo viaggio dobbiamo spostare le lancette del tempo al 1700 e viaggiare (almeno idealmente) in una Firenze in cui ancora vivevano gli echi dei fasti rinascimentali. Un grande libro, l'Officina delle Notitie fiorentine (1736-1765), ci introduce nei festeggiamenti che la città fece in onore della sua canonizzazione avvenuta il 16 giugno 1737, sotto il pontificato di un altro fiorentino, Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini. Una canonizzazione, tra l'altro, che gettò la città in un grandissimo fermento registrato nelle pagine dell'Officina. Si fa riferimento ai festeggiamenti in onore della "nuova" santa: «In primo luogo sei mazzieri a cavallo, ed indi gli due stendardi, che uno della Metropolitana e l'altro di Badia, e successivamente il segno, cioè il crocifisso della compagnia di San Filippo di su la piazza della Nonziata con dieci fratelli in cappa e incenso». La descrizione continua con dovizia di particolari. Spiritualità e municipalità si intrecciavano per festeggiare la nuova santa fiorentina.IL MEDIOEVO FIORENTINOMa perché questo legame profondo della città toscana con la santa? La risposta non è da trovarsi solamente nel luogo della sua nascita, appunto Firenze. È qualcosa che va al di là del semplice dato anagrafico. E per comprendere ciò, dobbiamo ancora una volta fare un passo indietro nel tempo: dobbiamo comprendere la società fiorentina nella quale è nata la bellissima e affascinante (così la descrivono i suoi contemporanei) Giuliana. Il panorama culturale e sociale nel quale Giuliana visse rimane davvero sorprendente: è il Medioevo fiorentino del grande Dante Alighieri. Poi, vi è tutta la lotta, che lo stesso Alighieri vive e racconta, tra Guelfi e Ghibellini, mentre incominciava ad esserci una spinta "dal basso" che cercava di farsi sempre più strada: quella dei commercianti, la classe "imprenditoriale". E la famiglia di Giuliana faceva parte proprio di questa schiera, anche se la sua origine era già nobile: una famiglia, in sintesi, che comprendeva i segni dei tempi. Il cognome di Giuliana non era un cognome qualsiasi, Falconieri.La sua famiglia non solo viveva in agiatezza per i beni materiali, ma aveva anche a cuore quelli spirituali: annoverava, infatti, uno dei sette fondatori dei Servi di Maria, Alessio Falconieri, fratello del papà di Giuliana. Un seme nella famiglia che fece germogliare, proprio nell'anima di Giuliana, l'amore per il Signore. Le notizie che abbiamo della sua vita si devono principalmente a due opuscoli redatti da fra Paolo Attavanti nella seconda metà del XV secolo: il Dialogo sull'origine dell'Ordine dei Servi e un suo quaresimale incompiuto dal titolo Paulina praedicabilis. Due testi che, con lo sguardo poi della canonizzazione avvenuta sotto il pontificato di Clemente XII, potrebbero considerarsi una sorta di positio. Il cammino spirituale della giovane Giuliana, come si apprende da queste cronache, iniziò sentendo parlare lo zio Alessio (zio santo, assieme agli altri fondatori dei Servi di Maria) sul tema del Giudizio di Dio. «Giuliana, nobile, assai bella e ricca, della famiglia fiorentina dei Falconieri di discendenza romana, a quindici anni aveva sentito predicare sul giudizio il suo zio paterno Alessio», così scrive fra Attavanti nelle sue pagine. Giuliana, dunque, rimase colpita da quelle parole dello zio, tanto da decidere di dedicarsi alla preghiera, a vivere il messaggio del Vangelo. E per approfondire il nuovo cammino, cominciò sempre più a frequentare la Famiglia dei Servi di Maria.I PRETENDENTI ALLA SUA MANOQuesto suo interessarsi alle "cose di Dio" non era del tutto ben visto dalla famiglia: erano, infatti, molti i pretendenti alla sua mano, data anche la sua bellezza. Ma, alla fine, la famiglia accettò la strada che il Signore le aveva tracciato. Giuliana, in questo periodo, vestiva lo stesso abito dei Servi di Maria: un mantello scuro. Cominciò a radunare vicino a sé altre ragazze che condividevano lo stesso progetto di vita: servire le sorelle e i fratelli bisognosi, servire Dio. Si chiamarono, poi, "Mantellate", proprio per il mantello che indossavano: era l'inizio del ramo femminile dei Servi di Maria. Preghiera costante e carità continua in mezzo alle strade. Ogni mercoledì e venerdì, strettissimo digiuno: non toccavano cibo. E il sabato, solo pane e acqua. Tutta questa restrizione, questa penitenza era un'offerta al Signore, per chiedergli il dono della pace in una Firenze devastata dalle divisioni.Santa Giuliana Falconieri è nota soprattutto per un episodio miracoloso che accadde proprio il giorno della sua nascita al Cielo, il 19 giugno 1341. Ormai da tempo, era impossibilitata ad alimentarsi per via di un grande male allo stomaco. Nessun cibo poteva entrare dalla sua bocca senza procurarle lancinanti dolori. Neanche il pane più prezioso per lei, l'Eucaristia. E fu così che, come era consuetudine per i malati del tempo, le venne appoggiata sul petto un'Ostia consacrata. In quel momento accadde qualcosa di straordinario: l'Ostia sparì. Solo allora poteva lasciare la terra, Giuliana, mentre sul cuore si palesava una macchia viola, come se l'Ostia si fosse impressa sul suo corpo. L'Eucaristia e Giuliana erano diventate un'unica cosa: per lei un dono da parte del Signore. Per la Chiesa il dono di una nuova santa.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Braglia:" Il Como a mio giudizio punta allo scudetto" De Paola:"Sarri ha trovato il clima ideale per il rilancio. Adani lasciatelo fare"
Quanta parte della tua estate passi davvero dentro il tuo corpo e quanta, invece, a guardarti dall'esterno? A controllare come cade il costume, se si vede la pancia, come appaiono le cosce, se il vestito segna troppo. A sistemarti, trattenerti, correggerti. A volte è come vivere con una telecamera invisibile sempre puntata addosso. In questo episodio di Happy Daily parliamo dello sguardo che molte donne hanno imparato a rivolgere al proprio corpo: uno sguardo spesso critico, giudicante, interiorizzato così profondamente da sembrarci nostro. Ma lo è davvero? Partendo dalla mia esperienza personale tra Italia, Germania e Brasile, ti racconto cosa ho imparato osservando modi molto diversi di vivere la nudità, la sensualità e la libertà nel corpo. E perché una donna che abita pienamente se stessa può essere molto più magnetica di un corpo apparentemente "perfetto", ma continuamente controllato. Non voglio parlarti della solita body positivity né dirti semplicemente di "amarti di più". Voglio invitarti a spostare la domanda. Non più: come appaio? Ma: cosa sento? Nel corso dell'episodio ti accompagno anche attraverso alcuni impulsi pratici legati ai quattro pilastri del mio metodo — mente, corpo, respiro ed emozioni — per iniziare a riconoscere lo sguardo che ti porti addosso e tornare, poco alla volta, ad abitarti. Perché forse la libertà non è arrivare finalmente ad avere un corpo che non giudicherai più. Forse è smettere di perdere la tua vita mentre cerchi continuamente di controllarlo. E se senti che è arrivato il momento di attraversare più profondamente il rapporto con il tuo corpo, la tua sensualità e i permessi che ancora non riesci a darti, dal 10 al 13 settembre 2026 ti aspetto in Emilia per Wild Woman, il mio ritiro dedicato al corpo e alla sessualità. Sono rimasti solo gli ultimi 2 posti e la partecipazione è su candidatura. Qui puoi mandare la tua: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScD02uqrRx35D2wk2SvrDMbKF5vJpaNSOtMSYkIUjOC3ZF6dQ/viewform?pli=1
Nel The Essential di martedì 7 luglio, Chiara Piotto parla di: 00:00 il giorno decisivo per il futuro politico della candidata della destra francese Marine Le Pen, e perché influenzerà le presidenziali 2027 in Francia; 05:49 il lobbying da parte di Trump per far rimuovere il cartellino rosso ai mondiali a un attaccante della nazionale statunitense; 09:40 il mistero delle sfere aliene sulle spiagge australiane non è più un mistero. Da qualche settimana sono aperte le iscrizioni ai corsi per la nuova edizione nostra New Media Academy, la scuola di Will e Chora dedicata a podcast, new media e digital journalism. giovedì 9 luglio, dalle 13:30 alle 14:30, abbiamo organizzato un Open Day online gratuito per conoscere meglio la nostra offerta formativa, che va dalla creazione di podcast fino all'ideazione di progetti editoriali A raccontarvelo ci sarà Francesca Berardi, autrice e voce di molti podcast di Chora. Per partecipare, potete iscrivervi gratuitamente su newmediacademy.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La decisione è stata comunicata dal primo cittadino in occasione del consiglio comunale straordinario svoltosi nella serata di ieri, venerdì 26 giugno. Parisotto ha aggiunto che si costituiranno anche la Provincia di Vicenza, Ato Bacchiglione, Viacqua e AcegasApsAmga.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Steven Spielberg torna a parlare di alieni, UFO, governi che nascondono la verità e umanità costretta a confrontarsi con qualcosa di più grande di sé. Disclosure Day non è solo il nuovo film di fantascienza di Spielberg: è un ritorno dentro un immaginario che passa inevitabilmente da Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T., La guerra dei mondi e, in modo meno diretto ma comunque percepibile, anche Minority Report. In questa recensione di Spin-Off – Un Podcast di Recenserie, Federico analizza il nuovo film scritto da David Koepp e interpretato da Emily Blunt, Josh O'Connor, Colin Firth, Eve Hewson e Colman Domingo. Al centro della storia c'è il giorno della rivelazione: il momento in cui la prova dell'esistenza degli alieni smette di essere un segreto custodito da governi, corporation e apparati militari, diventando una verità impossibile da nascondere. Disclosure Day funziona come thriller cospirativo, film sugli UFO, riflessione sulla fede, racconto sull'empatia e discorso sulla verità nell'epoca della disinformazione. Non tutto arriva con la stessa forza, alcuni passaggi sono fin troppo esplicativi e il finale può dividere, ma il film resta un blockbuster adulto, ambizioso e sinceramente spielbergiano. Prima parte spoiler free, seconda parte con spoiler e spiegazione del finale. (00:00) Intro e presentazione del film (01:50) Racconto della trama spoiler free (03:49) MOMENTO SPOILER: analisi sul finale e sul significato del film (06:24) Alcune curiosità sul film (07:23) Giudizio finale sul film e consigli per la visione Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questa lezione affronto lo spinoso tema sul giudizio critico/musicologico dell'opera di Ennio Morricone.
Alle Sezioni Unite l’inutilizzabilità delle prove illegittime nel giudizio tributario, arredi e suppellettili dell'appartamento non si trasferiscono con l'abitazione in quanto non pertinenziali, in consultazione la bozza della nuova versione del principio contabile OIC 10 sul rendiconto finanziario. A cura di Ludovica Lopetti
Nella notte tra il 4 e il 5 giugno 2025 divampa un incendio in un condominio di viale Abruzzi, a Milano. Per salvarsi dalle fiamme, Sueli Leal Barbosa prova ad aggrapparsi alla ringhiera del balconcino della sua finestra, ma precipita e muore. Poco dopo, il suo compagno verrà accusato di aver appiccato quell'incendio, e rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio volontario aggravato e incendio aggravato. Ricorda il mio nome - Processo per femminicidio è lo speciale che vi accompagna attraverso la cronaca giudiziaria di un caso di femminicidio. Questo è il primo episodio: Giudizio immediato. MUSICHE A sad piano - Music_For_Videos Classical Melancholic Relaxation Reflective - Top-Flow Sad Documentary Music Background - SigmaMusicArt Ambient Cinematic - Grand_Project Historical History Background Music - SigmaMusicArt Emotional Piano Background Music - DELOSound Dark Suspense Crime Background (30s) - Universfield 190923 - sad scene piano music / cinematic - WELC0MEИ0 Instagram: @ricordailmionome_podcast Puoi scriverci all’indirizzo mail: ricordailmionome.podcast@gmail.comSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
Isaia 66 è il capitolo conclusivo del libro del profeta Isaia. Un testo potente che unisce giudizio e consolazione: Dio ricorda che il cielo è il suo trono e la terra lo sgabello dei suoi piedi, denuncia il culto ipocrita, ma promette la creazione di nuovi cieli e nuova terra, la consolazione di Gerusalemme come una madre, la gioia per i suoi servi e il giudizio finale su tutti i popoli. In questa puntata Spirito 425 (commento su Isaia) analizziamo versetto per versetto il capitolo finale, il suo messaggio escatologico e il legame con il Nuovo Testamento e l'Apocalisse.
“Sin pedirle permiso al que dirán”, senza chiedere il permesso a ciò che gli altri diranno. È quella vocina che ci fa dire che forse qualcosa non va, che non siamo abbastanza. Succede spesso a chi si occupa di flamenco, ma è normale per tutti nella vita. Il flamenco significa non aver paura di essere ciò che si è, da ogni punto di vista.Se ti filtri attraverso il timore del giudizio altrui (che spesso è il nostro, mascherato perché più facile da accettare), alla persona che ti osserva arriverà una sensazione di “conti che non tornano”: una versione di te purificata e sterilizzata. Il flamenco fa da sempre questo in modo terapeutico, pur senza saperlo.I circuiti cerebrali legati al senso di esclusione sociale e al rilevamento della possibilità di venire esclusi dal gruppo sono gli stessi del dolore fisico. Lo abbiamo sperimentato tutti: l'essere umano è disegnato da Madre Natura per vivere in società. Le zone sollecitate — corteccia cingolata anteriore dorsale, insula, amigdala — elaborano un dolore legato alla nostra stessa sopravvivenza.Il flamenco, nella sua saggezza, sa quanto sia curativo riconoscersi in ciò che si è: sentire che la comunità ci accetta nell'unicità è un vero farmaco neurologico. Nasce storicamente fra persone senza un ruolo sociale da proteggere: gitani, gente di spettacolo, persone che non godevano di buona reputazione. L'urgenza era esprimere ciò che si aveva da dire, senza necessità di compiacere canoni esterni. Fin dall'inizio, ha avuto un ruolo di ribellione e denuncia.Lo scrittore Caballero Bonald definiva la cultura del flamenco come “una protesta senza destinatario”, che esprime il dolore senza chiedere permesso, accettandolo. È un processo che ha profondamente a che fare con l'accettazione e l'integrazione di sé.Il flamenco nasce da una creatività irrefrenabile, ma a un certo punto ha prodotto categorie precise, costituendo una afición. Per garantirne la proliferazione, negli anni 50 Antonio Mairena diede canoni molto rigidi. Mairena influenzò tutti i cantaores a venire, ma alcuni artisti storici dalle voci bellissime si stavano perdendo (grazie alla Sociedad Pizarras per il lavoro di recupero).Nel baile, due figure definirono i canoni: Matilde Coral, che teorizzò per la donna movimenti sinuosi ed eleganti della parte superiore del corpo, e Vicente Escudero, che pubblicò un decalogo per l'uomo (sobrietà, niente fianchi), salvo poi ammettere di non aver mai visto nessuno aderirvi totalmente. Tentarono di salvaguardare una forma d'arte che per natura evolve e si contamina. Questa ricerca di purezza generò però la tendenza a irrigidire: come si fa a “pulire” il flamenco con canoni del balletto classico, che si basa su altro? Il flamenco deve nascere dalle emozioni, non anelare alla perfezione.Queste regole fecero guardare con sospetto innovatori come Paco de Lucía o Camarón, inizialmente considerati traditori. La condanna colpì anche chi rese il flamenco accessibile, come i Ketama, i Pata Negra o oggi Rosalía. In realtà, grazie a loro, il flamenco si è espanso nel mondo.Il flamenco produce appartenenza alla comunità nelle juergas attraverso il jaleo, i segnali di apprezzamento per ciò che è “vero”. Quando non posso essere me stesso ho una zavorra che impedisce di volare: solo quando lo sono mi sento sereno e felice.Sono Sabina Todaro, mi occupo dal 1985 di flamenco e musiche del mondo arabo. Dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance. Mi occupo anche di psicologia, neurologia e neuroscienze, e mi incuriosisce collegare il flamenco a tutto questo. Il concetto del “que dirán” mi accompagna sempre: nata lontano dal suo territorio d'origine, chi mi dà il diritto di insegnarlo? Me ne occupo da 41 anni, non ricordo la mia vita precedente: forse ho guadagnato il diritto di dire che è una seconda natura. Dal 2010 è patrimonio dell'umanità Unesco, che ne salvaguarda lo sviluppo. Nessuno dice che sia lombardo o della Camargue (anche se in minima parte lo è).Il flamenco non ha mai chiesto il permesso di esistere, specialmente di fronte al dolore. È la presenza totale di ciò che si è, sin pedirle permiso al que dirán. Pensarlo aiuta a non occuparsi di quello che la gente potrebbe dire. Sarà, tutto sommato, un problema loro.
Quante volte ci siamo chiesti cosa ci fosse di sbagliato in noi? Quante energie abbiamo speso cercando di "aggiustarci", di limare i bordi, di diventare la versione accettabile di qualcun altro? La verità è più semplice di così: non c'è niente da sistemare! Il passaggio da un'esistenza vissuta secondo aspettative altrui a una vita autentica rappresenta una delle sfide umane più complesse. Molte persone trascorrono decenni immerse in contesti sociali, familiari o ideologici totalizzanti, che impongono modelli di comportamento rigidi. In questi scenari, l'individuo finisce per percepire la propria unicità non come un valore, ma come un errore di sistema, alimentando un profondo senso di inadeguatezza. Questo ci fa entrare in crisi. Il momento della crisi spesso coincide con la perdita totale di identità. Quando il divario tra ciò che si è realmente e ciò che si "deve" essere diventa incolmabile, ci si ritrova davanti a un bivio: soccombere al senso di fallimento o intraprendere un viaggio interiore. Questo salto verso l'interno, sebbene spaventoso, segna l'inizio della trasformazione, trasformando il dolore in una spinta verso la ricerca della propria verità. L'evoluzione personale non consiste nell'aggiungere nuove competenze o titoli, ma in un processo di sottrazione e in alcuni passaggi fondamentali:Rimozione delle etichette: guarire significa staccare progressivamente le maschere e i ruoli imposti, un'operazione spesso dolorosa perché queste "incrostazioni" sono state confuse per lungo tempo con l'identità stessa.L'integrazione delle parti: il percorso richiede di accogliere ogni aspetto del proprio vissuto — le ferite, le ombre, il bambino interiore — smettendo di combatterle.Il rispetto dei tempi: ogni evoluzione ha una sua stagione naturale; non può essere forzata o accelerata da logiche di efficienza esterna.Il punto di arrivo di questo viaggio non è la perfezione, ma la consapevolezza. Le esperienze traumatiche e le ferite del passato, una volta elaborate, non sono più segni di vergogna ma diventano punti di forza. Come nell'antica arte di riparare oggetti con l'oro, le fragilità valorizzate diventano il mezzo attraverso cui l'individuo riconosce la propria bellezza e, di riflesso, impara a riconoscerla e onorarla negli altri.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Puntata #370 - Giovedì 23 Aprile 2026 In questa nuova puntata del podcast rispondo alle seguenti domande ricevute via email: Meditazione vs Fuga: Quando la meditazione smette di essere uno strumento di presenza e diventa una forma di "bypass spirituale" per evitare i problemi della vita? Il Destino è Scritto? Esplorando testi come la Devi Bhagavatam, è possibile riscrivere il proprio destino con la saggezza o siamo soggetti a leggi cosmiche immutabili? L'Inadeguatezza del Cercatore: Come superare la paura del giudizio e il senso di autocritica che spesso bloccano chi inizia un percorso spirituale? CONTINUATE A SCRIVERMI e a mandarmi le vostre domande! Email: info@carlodorofatti.com Per informazioni: www.carlodorofatti.com
Aspiranti Café | La vita attraverso la fotografia | Il podcast di Aspiranti Fotografi
Ti sei mai chiesto perché, a volte, esplodi prima ancora di aver capito cosa sia successo davvero? In questo settimo episodio di OLTRE LE PAROLE, entriamo nella biomeccanica della nostra anima per smontare il ciclo O.R.G.I. di Edgar Schein. Scopriremo insieme come l'Osservazione, la Reazione, il Giudizio e l'Intervento si intreccino in millisecondi, trasformando un semplice fatto in una condanna senza appello. Spesso chiamiamo "spontaneità" quella che è solo schiavitù verso un software arcaico progettato per la savana. Relazionarsi in modo eroico significa invece imparare l'arte della risposta consapevole, creando quel "dosso" necessario tra l'impulso biologico e la parola che pronunciamo. In questo episodio esploreremo: Perché il nostro cervello detesta l'incertezza e preferisce inventare colpe inesistenti. Come disinquinare il ciclo dei nostri impulsi per tornare a vedere la realtà. La forza della vulnerabilità come strumento per costruire ponti invece di trincee. La responsabilità di non essere più sudditi delle proprie emozioni. Smettere di essere prevedibili e mollare l'alibi del "sono fatto così" è l'unico modo per essere finalmente liberi e offrire agli altri la stessa libertà. Buon cammino.
Tre segnalazioni - Gafam tracciano sempre e le chat con le AI usate in giudizioDifenderci troppo o troppo poco: ecco alcuni consigli. E la terza … ? Buon ascolto :)Ecco le fonti:https://www.punto-informatico.it/google-microsoft-meta-ci-tracciano-anche-se-diciamo-no/https://www.reuters.com/legal/government/ai-ruling-prompts-warnings-us-lawyers-your-chats-could-be-used-against-you-2026-04-15/
In un contesto in cui l'intelligenza artificiale sta comprimendo vantaggi competitivi, riducendo le barriere all'ingresso e trasformando competenze un tempo distintive in semplici prerequisiti, cambia il criterio con cui si valuta la leadership.Non è più sufficiente comprendere la tecnologia.La vera discriminante è la capacità di governarla.Governarla nelle decisioni.Governarla nei processi.Governarla nel modo in cui un'organizzazione evolve, si adatta, compete.In questa conversazione con Federico Santoro, Partner di Amrop, emerge con chiarezza come stia cambiando il profilo dell'amministratore delegato che il mercato ricerca oggi.Non il tecnico puro.Non il gestore prudente.Non il profilo rassicurante costruito su percorsi lineari.Ma una figura capace di integrare execution, visione strategica, comprensione tecnologica e, soprattutto, capacità di leggere contesti complessi e ambigui, dove la macchina può supportare ma non decidere.Un passaggio chiave riguarda anche il modo in cui fondi di private equity, imprenditori e consigli di amministrazione selezionano i leader.Esperienza reale, adattabilità, capacità di attraversare fasi di discontinuità iniziano a pesare più delle traiettorie perfette.E mentre alcune competenze diventano rapidamente commodity, il confine del talento si sposta.Verso ciò che non è replicabile.Giudizio, sensibilità, capacità di interpretare il momento.Un episodio che offre una chiave di lettura concreta per chi guida un'azienda, per chi seleziona leadership e per chi sta cercando di capire come posizionarsi in una fase di trasformazione che non è più rinviabile.Questo è un episodio della serie Game Changers Italia, condotta da Marco Mizzau, già CEO di aziende complesse e oggi Senior Advisor per fondi di private equity e banche d'affari, investitore e business fixer.Inside Finance è anche una piattaforma di contenuti e produzioni multimediali per aziende.Realizziamo podcast, video AI e format editoriali per valorizzare la comunicazione.Per proposte o collaborazioni: segreteria@zeroin.itBuon ascolto.
Conoscere se stessi non è un semplice esercizio intellettuale, ma l'atto di giungere alla radice del proprio essere. Secondo le guide del Cerchio Firenze 77, la nostra presenza nel mondo non è casuale, ma rappresenta l'espressione di un preciso grado di consapevolezza. Noi siamo, nella nostra essenza, della stessa sostanza della Coscienza Assoluta. Quest'ultima si manifesta nella nostra realtà attraverso la "coscienza relativa". Tuttavia, raramente percepiamo questa natura divina a causa di una serie di filtri che offuscano la nostra visione:Abitudini consolidate.Convinzioni limitanti.Opinioni e pregiudizi sul mondo.Questi filtri condizionano il nostro modo di relazionarci con l'esterno, facendoci perdere il contatto con la scintilla divina che risiede in ognuno di noi. Perché viviamo questa separazione? Esiste un fine evolutivo: dobbiamo essere pienamente immersi nella condizione umana per compiere un'esperienza specifica. Ogni vita è un tassello di un più ampio percorso di crescita. La nostra attuale inconsapevolezza è, in un certo senso, funzionale al viaggio che stiamo compiendo. Spinti dai "falsi bisogni" dell'ego — come la ricerca di riconoscimento o l'affermazione personale — costruiamo relazioni basate su dinamiche di cui spesso non siamo consci. Alla base di tutto ciò vi è il sentimento di separatività: l'illusione di essere distinti e isolati dagli altri e dal Tutto. L'obiettivo finale della nostra evoluzione è il superamento di questa barriera. Il percorso di auto-conoscenza serve a:Riconoscere i meccanismi dell'io che ci tengono isolati.Passare dall'interesse esclusivo per se stessi alla protesi verso l'altro.Approdare alla dimensione della fusione e dell'amore universale.In sintesi: Conoscere se stessi significa lavorare attivamente per abbattere i filtri della mente e riscoprire l'unità sottostante, trasformando la separazione in un atto di amore consapevole.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Nella scorsa diretta abbiamo visto come spesso quello che crediamo sia aiuto in realtà cela una forma di controllo che niente ha a che fare con l'amore. Spesso ciò che chiamiamo "aiuto" non nasce dall'altruismo, ma dalla paura e dal bisogno di placare la nostra ansia.Quando cerchiamo di "salvare" o "aggiustare" gli altri, stiamo spesso usando l'altro come un regolatore emotivo per non sentire il nostro senso di impotenza o per confermare il nostro valore. L'aiuto vero non invade e non crea dipendenza; è un atto di presenza che lascia l'altro libero di scegliere, intervenendo senza sostituirsi alla sua volontà.Spesso possiamo confondere un consiglio con una condivisione, ma c'è una differenza:Il Consiglio (Direttivo): È spesso un tentativo inconscio di proiettare i propri valori e le proprie soluzioni sulla vita degli altri. Chi consiglia dice implicitamente: "Se fossi in te, farei così", annullando di fatto l'identità dell'altro e cercando di "aggiustare" una situazione che ci mette a disagio.La Condivisione (Orizzontale): Significa offrire il proprio vissuto come uno specchio. Non si dice all'altro cosa fare, ma si mette in comune un'esperienza: "In una situazione simile, io ho provato questo...". La condivisione non restringe il campo, ma moltiplica le opzioni a disposizione dell'altro, lasciandogli la responsabilità della scelta. L'aiuto autentico si riconosce dalla sua finalità: deve rendere l'altro capace di fare a meno di noi.Aiutare non significa fare le cose al posto di qualcuno. Quando ci sostituiamo all'altro, gli sottraiamo l'opportunità di imparare e di sentirsi competente. Il vero aiuto è un ponte, non una gabbia. Se l'intervento crea dipendenza o un senso di debito morale, non è altruismo, è una forma di controllo che indebolisce chi riceve. Una delle paure più comuni è: "Se aspetto che l'altro chieda, rischio di non aiutare nessuno?". La risposta sta nel concetto di presenza vigile.Aiutare non significa necessariamente aspettare una richiesta formale verbale, ma imparare a leggere i bisogni senza invadere. L'aiuto migliore non è quello che risolve il problema, ma quello che restituisce alla persona la forza e gli strumenti per risolverlo da sé.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Il Maxi Processo a Cosa Nostra rappresenta un momento epocale nella lotta alla mafia siciliana. Ispirato dalle rivelazioni dei pentiti Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno, il procedimento coinvolse 475 imputati per reati come omicidi, traffico di droga, estorsioni e associazione mafiosa e venne celebrato - dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre 1987 - nell'aula bunker costruita accanto al carcere palermitano dell'Ucciardone. La costruzione dell'aula bunker fu un evento storico: non c'erano precedenti di quelle dimensioni, e nemmeno c'erano piani architettonici su cui basarsi. L'architetto Francesco Martuscelli racconta in questo reportage gli aneddoti e le particolarità di questa struttura, che oggi è in fase di ristrutturazione ma che abbiamo potuto visitare guidati dal funzionario giudiziario Rosario Zarcone.Un'altra delle voci che ricorderà cosa fu il maxiprocesso contro Cosa Nostra è quella di Giuseppe Ayala, che vestì i panni della pubblica accusa. L'esito di quel processo furono 19 ergastoli, 342 condanne per un totale di 2 mila 265 anni di reclusione. La sentenza venne confermata dalla Cassazione il 30 gennaio 1992.
Il Maxi Processo a Cosa Nostra rappresenta un momento epocale nella lotta alla mafia siciliana. Ispirato dalle rivelazioni dei pentiti Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno, il procedimento coinvolse 475 imputati per reati come omicidi, traffico di droga, estorsioni e associazione mafiosa e venne celebrato - dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre 1987 - nell'aula bunker costruita accanto al carcere palermitano dell'Ucciardone. La costruzione dell'aula bunker fu un evento storico: non c'erano precedenti di quelle dimensioni, e nemmeno c'erano piani architettonici su cui basarsi. L'architetto Francesco Martuscelli racconta in questo reportage gli aneddoti e le particolarità di questa struttura, che oggi è in fase di ristrutturazione ma che abbiamo potuto visitare guidati dal funzionario giudiziario Rosario Zarcone.undefinedUn'altra delle voci che ricorderà cosa fu il maxiprocesso contro Cosa Nostra è quella di Giuseppe Ayala, che vestì i panni della pubblica accusa. L'esito di quel processo furono 19 ergastoli, 342 condanne per un totale di 2 mila 265 anni di reclusione. La sentenza venne confermata dalla Cassazione il 30 gennaio 1992. undefinedundefinedundefined
Hai mai sentito un italiano arrabbiarsi e pensato: "Ma cosa sta dicendo?!" In questa guida scoprirai le parolacce italiane più comuni, capirai quando vengono usate e imparerai a sostituirle con alternative educate perfette per contesti formali, lavorativi o semplicemente quando vuoi essere più gentile. 5 Espressioni Volgari Italiane Comuni e i loro Eufemismi 1. Cazzo - La Più Versatile Partiamo dalla più versatile di tutte: "cazzo". Questa parola si riferisce letteralmente all'organo sessuale maschile, ma nella pratica quotidiana ha perso quasi completamente questo significato e viene usata come esclamazione universale in moltissime situazioni diverse. Quando Si Usa? Sorpresa: "Cazzo! Non ci credo!" — Esprime stupore di fronte a qualcosa di inaspettato. Dolore: Quando ti fai male al piede → "Cazzo!" — Una reazione istintiva al dolore fisico. Frustrazione: "Ma che cazzo sta succedendo?" — Esprime confusione e irritazione. Ammirazione: "Cazzo, che bella macchina!" — Paradossalmente, può esprimere entusiasmo positivo. Rabbia: "Ma che cazzo vuoi?!" — Usata per respingere qualcuno con irritazione. Come vedi, è un vero e proprio "coltellino svizzero" delle parolacce: si adatta praticamente a ogni emozione! Le Alternative Cortesi AlternativaLivello di FormalitàNoteCavolo!UniversaleLa più comune e sicura in ogni contestoAccidenti!Formale/InformalePerfetta in ogni situazioneAccipicchia!InformaleUn po' antiquata, ma simpaticaCapperi!InformaleUsata soprattutto al Centro-NordPerbacco!FormaleMolto elegante, quasi letterariaMannaggia!InformaleTipica del Sud Italia, molto espressivaCribbio!RegionaleUsata in Emilia-RomagnaCacchio!InformaleVicinissima all'originale, ma meno volgareDiamine!FormaleRaffinata e appropriataUrca!InformaleInformale ma innocuaPorca miseria!UniversaleMolto comune e socialmente accettata Consiglio: "Cavolo" è la tua scelta più sicura. Funziona sempre, ovunque e con chiunque! 2. Vaffanculo - L'Espressione Italiana Più Famosa al Mondo La famosa espressione che tutto il mondo conosce grazie ai film italiani: "Vaffanculo" è una contrazione di "va' a fare in culo", un invito molto esplicito e volgare. Nonostante la sua volgarità, è diventata quasi un simbolo dell'italiano arrabbiato nella cultura popolare internazionale. Quando Si Usa? Per mandare via qualcuno in modo aggressivo: "Vaffanculo, lasciami in pace!" — Esprime il desiderio di allontanare qualcuno in modo deciso. Come risposta a un'offesa: Qualcuno ti insulta → "Ma vaffanculo!" — Una reazione difensiva immediata. Per esprimere totale disprezzo: "Lui e le sue idee possono andare a fanculo" — Manifesta rifiuto totale. Tra amici, scherzosamente: "Ahah, ma vaffanculo!" — Sì, tra amici intimi può essere sorprendentemente affettuoso! Le Alternative Cortesi AlternativaSignificato/UsoNoteVai a quel paese!Allontanati!Il classico sostituto, capito da tuttiVai a farti benedire!Vai via!Ironicamente religiosoVai a quel posto!Allontanati!Versione abbreviata e discretaLevati dai piedi!Togliti di mezzo!Focus sull'allontanamento fisicoSparisci!Vai via!Diretto ma non volgareVai a stendere!Vai a fare altro!Come se dovesse stendere i panniVai a fare un giro!Allontanati!Apparentemente innocuoMa vai via!Lasciami stare!Semplice ed efficaceE togliti di mezzo!Non disturbare!Quando qualcuno dà fastidioVai a dar via i ciclisti!Vai a fare altro!Espressione toscana, colorita ma non volgareVai a farti friggere!Vai via!Divertente e innocua Curiosità: In alcune regioni d'Italia, "vai a quel paese" viene abbreviato in "vattene a..." e basta. Il gesto della mano che indica "via" completa il messaggio! 3. Stronzo/Stronza - L'Insulto Personale "Stronzo" significa letteralmente "escremento", ma viene usato quasi esclusivamente per descrivere una persona cattiva, meschina o che si comporta male. È uno degli insulti personali più comuni in italiano. Quando Si Usa? Per descrivere una persona cattiva o meschina: "Il mio ex è uno stronzo" — Giudizio negativo su una persona. Per qualcuno che si comporta male: "Non fare lo stronzo!" — Un rimprovero per un comportamento scorretto. Come insulto diretto: "Sei proprio uno stronzo!" — Attacco frontale alla persona. Per descrivere un'azione scorretta: "È stata una mossa da stronzo" — Critica a un'azione specifica. Le Alternative Cortesi AlternativaSfumaturaNoteMascalzonePersona disonestaClassico, quasi da film d'avventuraFarabuttoPersona ingannatriceElegante nella sua cattiveriaCafonePersona rozzaSottolinea la mancanza di educazioneMaleducatoSenza maniereNeutro e descrittivoVillanoPersona rozzaUn po' antiquato ma efficaceScreanzatoSenza creanzaPersona senza educazioneZoticoRozzo e sgradevoleForte ma appropriatoPoco di buonoPersona inaffidabileGenerico ma chiaroFetentePersona spregevoleUsato molto al SudCarognaPersona cattivaForte, ma non una parolacciaPersona spregevoleIndividuo deprecabileQuando vuoi essere formale ma durissimo Nota importante: "Stronzo/a" ha una versione femminile regolarmente usata. Anche le alternative seguono lo stesso schema: mascalzone → mascalzona, cafone → cafona, ecc. 4. Merda - L'Esclamazione di Frustrazione "Merda" significa letteralmente "escremento" o "feci", ma il suo uso nella lingua parlata va ben oltre il significato letterale. È una delle esclamazioni più versatili per esprimere frustrazione, disappunto o, sorprendentemente, anche buona fortuna. Quando Si Usa? Quando qualcosa va male: "Che merda!" / "Merda, ho perso il treno!" — Esprime frustrazione immediata. Per descrivere qualcosa di pessima qualità: "Questo film è una merda" — Giudizio molto negativo. Come esclamazione di frustrazione: Rovesci il caffè → "Merda!" — Reazione istintiva a un incidente. Per situazioni sfortunate: "Sono nella merda" (= nei guai) — Descrive una situazione difficile. Per augurare buona fortuna (!): "Merda!" — Soprattutto nel mondo del teatro! Curiosità Teatrale Nel mondo dello spettacolo italiano, dire "merda" prima di uno show porta fortuna! Questa tradizione deriva dalla Francia: più carrozze c'erano fuori dal teatro (e quindi più escrementi di cavallo per strada), più pubblico c'era dentro. Quindi "merda" = tanto pubblico = successo! Le Alternative Cortesi AlternativaContestoNoteAccidenti!UniversaleSempre appropriatoMannaggia!InformaleEsprime frustrazione in modo coloritoPorca miseria!UniversaleMolto comuneChe sfortuna!FormaleNeutro e descrittivoChe disastro!UniversalePer situazioni catastroficheChe rabbia!InformaleEsprime il sentimento direttamenteMa dai!InformaleEsclamazione di incredulitàNon ci posso credere!UniversalePer sorpresa negativaChe disdetta!FormaleUn po' formale ma efficaceMaledizione!DrammaticoDrammatico ma non volgarePer tutti i diavoli!TeatraleTeatrale e divertente Alternative per Descrivere Qualcosa di Pessima Qualità Invece di dire "Questo è una merda", puoi usare: "Questo film è una schifezza" — Esprime disgusto per la qualità. "Questa pizza è orribile" — Giudizio negativo diretto. "Che porcheria!" — Espressione di disapprovazione forte. "È fatto proprio con i piedi" — Espressione idiomatica che significa "fatto malissimo". 5. Coglione - L'Insulto per la Stupidità "Coglione" si riferisce letteralmente ai testicoli, ma viene usato quasi esclusivamente per descrivere una persona stupida o che ha fatto qualcosa di particolarmente sciocco. È uno degli insulti più comuni per criticare l'intelligenza o il giudizio di qualcuno. Quando Si Usa? Per definire qualcuno stupido: "Quello è proprio un coglione" — Giudizio sulla mancanza di intelligenza. Per descrivere un'azione stupida: "Ho fatto una coglionata" — Ammissione di un errore sciocco. Autoironico, per sé stessi: "Sono stato un coglione a fidarmi" — Autocritica per una decisione sbagliata. Per prendere in giro qualcuno: "Non fare il coglione!" — Invito a comportarsi seriamente. Per descrivere qualcuno che si fa ingannare: "Mi hanno preso per il culo come un coglione" — Descrive l'essere stati ingannati. Le Alternative Cortesi AlternativaSfumaturaNoteScioccoPoco intelligenteClassico e innocuoStupidoPoco intelligenteDiretto ma non volgareTontoLento di comprendonioSimpatico, quasi affettuosoFessoIngenuo/stupidoMolto usato, specialmente al SudBabbeoScioccoSuona quasi comicoCitrulloStupidottoBuffo e non offensivoGrulloScioccoTipico toscanoIngenuoTroppo fiduciosoQuando la "stupidità" è più innocenzaGonzoCredulonePersona che si fa facilmente ingannareAlloccoPoco sveglioCome l'uccello notturnoPolloIngenuo/creduloneMolto comune: "Non fare il pollo!" Alternative per "Coglionata" (Azione Stupida) Invece di dire "Ho fatto una coglionata", puoi usare: "Ho fatto una sciocchezza" — Ammissione neutra di un errore. "Ho fatto una stupidaggine" — Simile, leggermente più forte. "Ho fatto una fesseria" — Versione informale ma accettabile. "Ho combinato un pasticcio" — Enfatizza il disordine causato dall'errore. Tabella Riassuntiva: Parolacce e Alternative ParolacciaUso PrincipaleAlternativa MiglioreAlternativa FormaleCazzo!Esclamazione universaleCavolo!Accidenti! / Perbacco!Vaffanculo!Mandare via qualcunoVai a quel paese!Vai a farti benedire!Stronzo/aPersona cattivaCafone/aPersona spregevoleMerda!FrustrazioneMannaggia!Che disdetta!CoglionePersona stupidaFessoSciocco / Ingenuo Domande Frequenti È Importante Conoscere le Parolacce Italiane Anche Se Non le Uso? Assolutamente sì! Conoscere le parolacce è fondamentale per comprendere il vero italiano parlato. Nei film, nelle serie TV, nelle conversazioni quotidiane e persino nei libri contemporanei, queste espressioni sono molto comuni. Capirle ti permetterà di interpretare correttamente il tono e le emozioni di chi parla, anche se scegli di non usarle tu stesso.
Cosa vuol dire lasciare andare? Quali sono i passaggi necessari a lasciare andare? Perché lasciare andare? Lasciar andare richiede calma, apertura e disponibilità. Generalmente lasciare andare produce dentro di noi la paura per qualcosa che non conosciamo. Lasciare andare vuol dire anche fare spazio. Vorremmo qualcosa di nuovo, ma non abbiamo spazio interno, perché siamo aggrappati a quello che abbiamo. Per questo non riusciamo a lasciare andare. Tutto ciò che non è più utile, funzionale, che non ci fa bene, che è di ingombro, occupa solo spazio ed è fondamentale imparare a lasciarlo andare. Può capitare che ci ripetiamo che non ci riusciamo; ma qui entra in gioco la nostra volontà: lasciar andare richiede un atto di volontà da parte nostra. Quali sono i passaggi per imparare a lasciare andare? 1) Riconoscere gli attaccamenti: se non sappiamo quali sono i nostri attaccamenti, non sappiamo cosa lasciare andare; sentiamo la sensazione di pesantezza, di insoddisfazione, debolezza, ci sentiamo sfiancati, ma non sappiamo cosa è che ci fa stare così. Per rintracciare i nostri attaccamenti, chiediamoci: a cosa sto restando attaccato? A cosa penso spesso? Su cosa la mia mente va in automatico? Quali sono i pensieri che emergono automatici durante la giornata? 2) Rintracciare il vantaggio: Noi siamo fatti di parti, qual è la parte che vuole lasciare andare? Quali sono invece le altre parti che non vogliono lasciare andare? Molte parti di noi si aggrappano a qualcuno o qualcosa, perché ogni parte vede in un determinato modo e le parti di noi che non vogliono mollare, vedono un vantaggio nel non farlo. Chiediamoci, dunque, quali sono i nostri vantaggi nel non mollare? Restare attaccato alla storia, alla persona, al pensiero o alla convinzione che vantaggio mi da? Restare attaccati ci da sicurezza e lasciare andare richiede responsabilità, rischio, paura e noi tendiamo sempre al beneficio, a quello che ci sembra una cosa buona per noi. 3) Fare spazio per accogliere: la paura nel mollare è paura del vuoto. Modificando questa visione, cioè se lascio andare sento il vuoto, noi ci focalizziamo solo sulla mancanza di qualcosa, sullo spazio da riempire. E il vuoto ci fa paura: resta un buco. Modificare il linguaggio dicendo “faccio spazio”, “lascio andare per fare spazio, per accogliere” ci fa concentrare sul nuovo, sull'accogliere la novità. Cambia completamente la visione e la percezione delle cose. Chiediamoci: che cosa è ingombrante dentro di me? Cosa è che oggi è inutile a cui dedico energia, pensieri? 4) Imparare ad affidarci: abbiamo paura perché abbiamo il bisogno di controllare. Non riusciamo ad affidarci alla vita. Per lasciare andare è necessario fare un atto di fede, provare fiducia. Fare piccole cose senza avere il controllo di tutto. 5) Accettare e accogliere: spesso l'attaccamento a qualcosa o qualcuno è perché non riusciamo ad accettare che è passata, che una cosa è finita. Non riusciamo ad accettare che l'impermanenza è una legge fondamentale della vita: tutto cambia. Come si fa ad accettare? Accettare è un atto di volontà. Accettare si fa accettando. Accettare vuol dire accontentarsi, nel senso di essere contento, di farsi contento di ciò che c'è. Quali sono le resistenze che ti impediscono di lasciare andare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Quando una relazione può essere considerata una relazione di Amore? Cosa è l'amore? E cosa distingue le relazioni di Amore da quelle che non lo sono? Dialoghiamo, in questo video, con domande e risposte, sul tema fondamentale delle relazioni. Le relazioni sono il cuore della nostra vita. Siamo sempre in relazione con tutto ciò che ci circonda. È fondamentale chiedersi, allora, che tipo di relazioni abbiamo. Le nostre relazioni sono nutrienti? Viviamo relazioni costruttive? Le relazioni che abbiamo sono evolutive? Sono relazioni di Amore? Le relazioni evolutive sono quelle relazioni in cui noi siamo disposti in prima persona a metterci in gioco, a guardare a noi stessi, alle nostre reattività, alle nostre parti egoiche, e abbiamo la voglia di impegnarci a generare dialogo. Stiamo parlando di relazioni di Amore, con la A maiuscola, dell'amore che nasce ed è un bisogno del sè superiore. Quali sono le sue caratteristiche? Innanzitutto è un AMORE che richiede conoscenza, cura responsabilità e dono. L'amore frutto del nostro piccolo ego è, invece, un amore infantile: si basa, infatti, sulle aspettative (non esplicitate), sul potere sull'altro, sul controllo e sul risentimento. Come possiamo sostanzialmente distinguerli? Guardando alla comunicazione, al tipo di comunicazione che utilizziamo. Se parliamo di Amore la comunicazione sarà di questo tipo: è la comunicazione tra chi ascolta, esplicita, parla di sé. Se parliamo di amore, allora la comunicazione sarà egoica: è la comunicazione tra chi accusa, recrimina, chiede la ragione (vuole aver ragione). E', inoltre, importante considerare che quando siamo in relazione, entrano in gioco sia il nostro se superiore che il nostro ego: si intrecciano tra di loro e si manifestano nella relazione con l'altro, che, a sua volta, entra in relazione con noi con il suo ego e la sua anima intrecciati. Nelle relazioni evolutive, quello che fa la differenza è l'osservazione di questi nostre parti interne che entrano in relazione tra di loro e con l'altro. Osservazione con l'occhio pulito dal giudizio che ci consente di accogliere ed accettare quello che osserviamo, ovvero la parte animica e la parte egoica, mia e dell'altro. E tu, che relazioni hai?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Nella società attuale siamo abituati al tutto e subito e vorremmo il benessere immediato ed istantaneo. Non esiste, però, la pozione magica per risolvere i problemi, avere benessere e stare bene. Arrivare al benessere è un processo: non è istantaneo, non è per sempre, poiché ogni cosa è impermanente, ed è tangibile e reale, a patto che venga coltivato.Ma come si può coltivare benessere? Ecco 5 passi:Primo passo: prepara il terreno. Cosa rende il terreno incoltivabile? La rigidità. Tutto ciò che è rigido ci impedisce di fiorire. Ci sono tanti comportamenti, atteggiamenti che accrescono le nostre rigidità; ciò che possiamo chiederci è: perché non fiorisce la vita dentro di me? Cosa impedisce la vita dentro di me? Trova le tue rigidità! Rendere il terreno pronto vuol dire imparare ad essere recettivi e flessibili.Passo due: scegli cosa piantare. Spesso noi non pratichiamo questo verbo: il verbo scegliere. È la prima responsabilità che la vita ci mette davanti; noi giudichiamo e pensiamo di scegliere, ma giudicare non è piantare. Per poter scegliere è necessario impegnarci e mettere energia nel discernimento, vedere le cose per come sono. Da dove si parte? Dal chiedersi: che cosa mi fa bene? Spesso questo non coincide con quello che ci piace.Terzo passo: impara come coltivare il seme scelto. Abbiamo bisogno di conoscere cosa uccide il seme e cosa lo nutre e imparare a discernere.Quarto passo: cura terreno e seme. Curare vuol dire essere attenti ai nostri nemici interni ed esterni: pensieri intrusivi, le svalutazioni, la convinzioni limitanti, etc… Bisogna saperle tenere d'occhio. E per farlo possiamo chiederci: che cosa è che mina il mio progetto di benessere? Prendersi cura vuol dire anche saper mettere e mantenere i confini.Quinto passo: goditi la pianta e i frutti. Molto spesso abbiamo incapacità a godere del nostro benessere e non sappiamo provare piacere. Appena raggiungiamo un risultato, appena stiamo bene, la mente ci proietta in un prossimo obiettivo e temiamo lo stare nel piacere quasi come quanto lo stare nel dolore. Anche il benessere non ce lo sappiamo godere. Quali sono i frutti del benessere? Più sto bene e più ho possibilità relazionali con me e con gli altri. Quando il benessere fiorisce i frutti sono maggiori possibilità di scegliere, di donare, di prendere, di vivere pienamente la vita che siamo.Su quale di questi passi pensi di dover lavorare di più?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
In questo episodio di Spirito 406, esploriamo la potentissima e drammatica profezia sulla caduta di Babilonia. Isaia descrive la superbia della "Signora dei regni" che, convinta di essere inattaccabile ("Io e nessun altro!"), subisce il giudizio divino per la sua crudeltà e il suo orgoglio. Analizzeremo come la giustizia di Dio si manifesta contro l'arroganza terrena e come l'affidamento alle magie e alle divinazioni (occultismo) sia vano di fronte alla sua potenza. Una riflessione attuale sui temi della hybris e della redenzione.Punti salienti:Introduzione alla profezia di Isaia 47.L'arroganza di Babilonia: "Io e nessun altro fuori di me".Il destino dei Caldei e l'imminenza del giudizio.La vanità della magia e dell'astrologia.Applicazioni spirituali per la vita di oggi.Ascolta e condividi questa riflessione. Iscriviti al canale Spirito 406 per non perdere i prossimi commenti biblici.
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Se stai trattenendo parti importanti della tua vita, dei tuoi progetti o della tua crescita perché temi cosa penseranno gli altri, questo episodio è il tuo turning point.Ti porto in una prospettiva nuova, concreta, liberatoria, che ti fa rientrare nella tua arena con più forza, identità e chiarezza. In questo episodio scopri come funziona veramente la paura del giudizio, perché riaffiora proprio quando stai crescendo, e come trasformarla da gabbia a bussola. Parliamo di autenticità, identità, autostima, coraggio, confini e di come selezionare le voci che meritano spazio nella tua mente. Ti mostro come capire da chi accogliere opinioni, come riconoscere le parti di te che stanno emergendo e come tornare a sentirti padrona della tua verità, anche quando il mondo fuori è rumoroso. Se senti che è arrivato il momento di smettere di rimpicciolirti e iniziare a camminare con più fiducia, questo episodio è per te.
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è stato rinviato a giudizio dal gup di Roma per falso in bilancio in relazioni agli esercizi 2019, 2020 e 2021. Lo riporta l'ANSA.
Acquista il mio nuovo libro, “Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva”: https://amzn.to/3wPZfmCChe cos'è il bello, secondo Kant? Cosa ha a che vedere con l'a-priori? Proviamo a rispondere a queste domande.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-filosofia--4778244/support.
Acquista il mio nuovo libro, “Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva”: https://amzn.to/3wPZfmCIniziamo a parlare della terza grande critica kantiana, dedicata al bello e all'estetica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-filosofia--4778244/support.
Fare cassa e concentrare il patrimonio nell unica partecipazione che conta, EssilorLuxottica. Sarebbe questa, secondo quanto risulta a Il Sole24 Ore, la richiesta avanzata da diversi azionisti di Delfin, la capogruppo a capo dell impero costruito da Leonardo Del Vecchio. Un sistema che, oltre al 32% detenuto nel gigante degli occhiali, conta quote di peso in Mediobanca (20%), Generali (10%), Unicredit (2,7%), Mps (9%). Ne parliamo con Marigia Mangano de il Sole 24 OreCorte dei conti: "Nella sanità liste d'attesa vergognose"Oggi la Corte dei conti ha presentato il Giudizio di parificazione per l esercizio finanziario 2024. Molti i temi emersi, dalla stima del Pil ai balneari, passando per la Sanità. E, a tal proposito il il procuratore generale della Corte dei Conti Pio Silvestri ha dichiarato: "È necessario rimettere al centro del villaggio salute il professionista sanitario (il medico e l infermiere) in modo che, adeguatamente remunerato, possa essere determinante nei processi decisionali e di gestione delle strutture deputate alla cura. La rivalutazione del capitale umano risulterebbe anche funzionale all abbattimento del vergognoso, per un Paese civile, fenomeno delle liste di attesa". Approfondiamo il tema con Gianni Trovati de il Sole 24 Ore.Il Pil americano nettamente al di sotto delle stimeSecondo quanto appena pubblicato dal dipartimento del Commercio, il Prodotto interno lordo statunitense è diminuito dello 0,5% nel primo trimestre 2025, quello dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, in base alla terza lettura del dato, ovvero quella finale, in peggioramento rispetto al -0,2% in seconda lettura e il -0,3% in prima lettura. Le attese erano per un -0,2%. Male anche le richieste di sussidi di disoccupazione che sono scese meno del previsto (-10.000 a 236.000 unità, contro stime per 244.000). Gli ordini di beni durevoli sono invece saliti del 16,4%, contro il +7,5% previsto. Ne parliamo con Domenico Lombardi, direttore del Policy Observatory della School of Government della Luiss.
Analisi e spiegazione della Critica della Ragion Pratica e della Critica del Giudizio in Immanuel Kant, filosofo esponente dell'Illuminismo tedesco.
Maria Giulia Bernardini"Judith Butler"Carocci Editorewww.carocci.itIcona della teoria femminista, queer e nonviolenta, Judith Butler è una delle voci più influenti del panorama internazionale contemporaneo. Il volume, concepito come un'agile introduzione alla sua figura e alla sua prospettiva politica, ne intreccia il percorso biografico con l'itinerario intellettuale, soffermandosi su alcuni degli aspetti più rilevanti di un pensiero in continuo movimento e in costante dialogo con gli avvenimenti dei nostri giorni, di cui fornisce chiavi di lettura originali e spesso provocatorie. Attraverso le proprie riflessioni sulla performatività del genere, sulla vulnerabilità e sulla violenza, Butler incrina infatti alcune delle nostre granitiche certezze ponendo domande sempre più radicali, che ci spingono a chiederci se questo, in fin dei conti, sia davvero il mondo in cui vogliamo vivere.Maria Giulia BernardiniInsegna Diritto e genere, Teorie dei diritti umani, Bioetica e tecnologie emergenti e Cliniche legali all'Università degli Studi di Ferrara. I suoi principali interessi di ricerca vertono sulle teorie critiche del diritto, con particolare riferimento a Disability, Elder, Feminist e Gender Studies. Tra le sue pubblicazioni: Disabilità, giustizia, diritto (Giappichelli, 2016), La capacità vulnerabile (Jovene, 2021); con Orsetta Giolo ha curato Le teorie critiche del diritto (Pacini, 2017), Abitare i diritti (Pacini, 2021) e Giudizio e pregiudizio (Giappichelli, 2024).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Giovanni Barreca è accusato di avere sterminato la sua famiglia.Support this podcast at — https://redcircle.com/storia/donationsAdvertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Meloni: vado avanti. Bongiorno legale del governo.
Nel giorno dell'insediamento di Donal Trump alla Casa Bianca, tracciamo un bilancio dei quattro anni di presidenza Biden: la sua - scrive l'Ispi - è un'eredità di luci e ombre. Intanto torniamo indietro a venerdì con il rinvio a giudizio della ministra del Turismo Daniela Santanchè. ... Qui il link per iscriversi al canale Whatsapp di Notizie a colazione: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione ... Qui gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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In questo video analizziamo i principali passaggi da affrontare per creare un business online nel 2024, in particolare: Come Ragiona un Imprenditore: Rischi, Difficoltà, Giudizio, Ostacoli Cosa Vendere: Prodotto, Fisico, Digitale o Servizio Modelli di business (i 7 principali) Come Avere un'Idea Come testare un'Idea Come decidere il prezzo del tuo Prodotto/Servizio Prodotto: gli Strumenti Necessari di cui hai bisogno A cosa devi fare attenzione prima di partire (Finance/Legal) Operations: la parte operativa e burocratica del tuo progetto Cosa che devi sapere del Marketing
Oggi vi portiamo una chiacchierata tra di noi in cui parliamo di tanti argomenti importanti: dalla gestione del tempo, a diventare genitori, gestire i problemi, trovare la propria strada a liberarsi del giudizio altrui ! NEWSLETTER Iscriviti a Il Digestivo: https://ildigestivo.substack.com/ SPONSOR Serenis è una piattaforma digitale per il benessere mentale. Seguendo il link: www.serenis.it troverai un questionario da riempire e da lì, tramite un algoritmo proprietario, la piattaforma ti connetterà con il terapeuta più adatto a te. Le sedute sono online e se il terapeuta selezionato non ti convince, puoi facilmente cambiare. Serenis ha deciso di offrire un codice sconto per tutti gli ascoltatori di Made IT. Con il codice MADEIT7 avrai un colloquio gratuito e un'agevolazione di 7 euro sulle successive 3 sedute. SOCIAL MEDIA Se vi piace il podcast, il modo migliore per dircelo o per darci un feedback (e quello che ci aiuta di più a farlo diffondere) è semplicemente lasciare una recensione a 5 stelle o un commento su Spotify o l'app di Apple Podcast. Ci ha aiuta davvero tantissimo, quindi non esitate :) Se volete farci delle domande o seguirci, potete farlo qui: Instagram @madeit.podcast LinkedIn @madeitpodcast
Il rischio cinese: Italia il Messico d'Europa?Giudizio positivo del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, della due giorni dedicata al Forum di dialogo Imprenditoriale Italia-Cina con il collega del Commercio cinese, Wang Wentao (oggi presso Veronafiere ieri all'università Ca' Foscari di Venezia). "Sono stati due giorni proficui - ha sottolineato - perchè sono stati raggiunti una serie di obiettivi, di decisioni concrete e poi anche perchè c'è l'appoggio dei governi. Abbiamo deciso anche di allargare gli incontri, di stabilizzare le riunioni". Tajani ha ricordato che questo rapporto è solido da 20 anni durante i quali sono state fatte 15 riunioni e in prospettiva ce ne sarà una ogni anno e "ogni 6 mesi invece un incontro fra piccole e medie imprese. L'intenzione è di rafforzare la piattaforma di informazioni tra le Pmi per fare business. Abbiamo deciso - ha rilevato - di allargare anche i temi della Commissione, la questione della tecnologia agricola, il nostro saper fare, soprattutto nelle aree a grande siccità. Ed è positivo il fatto che da parte cinese ci sia la disponibilità ad aiutare le nostre Pmi per farle entrare nel mercato del paese asiatico". "Ho chiesto - ha ricordato Tajani - che ci sia il rispetto, le pari opportunità per le imprese italiane che operano lì e viceversa. Ci sono ancora degli angoli da smussare, alcune barriere e ostacoli da superare in Cina, e questi business forum, servono proprio per trovare delle soluzioni. Il ruolo dell'Ice - ha concluso - è importante essendo parte della rappresentanza diplomatica italiana". Le guerre commerciali, analogamente a quelle militari, si combattono su più fronti e con armi spesso non convenzionali. Quella tra Usa e Cina, iniziata in modo dirompente durante la Presidenza Trump, era partita con fragorose bordate di dazi e misure punitive. Biden l'ha inasprita con l'embargo sui microchip di ultima generazione e l'Inflation reduction act. [...] Il ventre molle della fortezza America è il Messico, dove le aziende cinesi stanno sfruttando l'accordo di libero scambio tra Usa, Messico e Canada (Usmca) entrato in vigore nel 2020. Nel 2023, il Messico è assurto a primo partner commerciale degli Stati Uniti superando la Cina. Quanto all'Italia, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha riferito in Parlamento che il governo ha intavolato delle trattative con aziende automotive cinesi per installare fabbriche in Italia. I sovranisti aspirano a fare dell'Italia il Messico d'Europa.Ne parliamo con Fabio Scacciavillani, economista, editorialista Sole24 Ore, e Riccardo Monti, Presidente del Gruppo Triboo.
Oggi: Non onorare con le labbra mentre il cuore e' lontanoI farisei e la tradizione15 Allora vennero a Gesù da Gerusalemme dei farisei e degli scribi, e gli dissero[a]: 2 «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo». 3 Ma egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? 4 Dio, infatti, ha detto[b]: “Onora tuo padre e tua madre”[c]; e: “Chi maledice padre o madre sia punito con la morte”[d]. 5 Voi, invece, dite: “Se uno dice a suo padre o a sua madre: ‘Quello con cui potrei assisterti è dato in offerta a Dio', 6 egli non è più obbligato a onorare suo padre [o sua madre]”. Così avete annullato la parola di Dio[e] a motivo della vostra tradizione. 7 Ipocriti! Ben profetizzò Isaia di voi quando disse:8 “Questo popolo [si accosta a me con la bocca e] mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me.9 Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti d'uomini”[f]».Giudizio sul cuore umano10 Chiamata a sé la folla, disse loro: «Ascoltate e intendete: 11 non quello che entra nella bocca contamina l'uomo; ma è quello che esce dalla bocca che contamina l'uomo!»12 Allora i [suoi] discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Sai che i farisei, quando hanno udito questo discorso, ne sono rimasti scandalizzati?» 13 Egli rispose: «Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata. 14 Lasciateli; sono guide cieche {di ciechi}; ora se un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso».15 Pietro allora gli disse: «Spiegaci la parabola[g]». 16 E [Gesù] disse: «Anche voi siete ancora incapaci di comprendere? 17 Non capite [ancora] che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è poi espulso nella latrina? 18 Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo. 19 Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni[h]. 20 Queste sono le cose che contaminano l'uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l'uomo».Support the show