Podcasts about possiamo

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Pillole di Scienza
Come la produzione intensiva di cibo impatta l'ambiente e cosa possiamo fare?

Pillole di Scienza

Play Episode Listen Later Jun 12, 2026 2:48


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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Tutte le Alternative a “VA BENE” in Italiano

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later May 28, 2026 21:48


Quante volte al giorno si dice «va bene»? Per accordarsi, per accettare, per riempire il silenzio — sembra la soluzione per tutto. Il problema è che usare sempre la stessa espressione suona ripetitivo e artificioso. In italiano esistono alternative molto più naturali e precise, ognuna adatta a un contesto diverso. Smettila di Dire Sempre "Va Bene" Alternative per Esprimere Accordo e Conferma Quando qualcuno dice qualcosa e si è d'accordo, invece del solito «va bene» si può ricorrere a queste espressioni. 1. Certo! / Certamente! Si usa per confermare qualcosa in modo deciso e leggermente formale. È perfetto quando si vuole trasmettere sicurezza e professionalità. «Possiamo vederci alle tre?» — «Certo! Ti aspetto al bar.» «Hai capito le istruzioni?» — «Certamente, nessun problema.» 2. Esatto! / Esattamente! Perfetto quando qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto. È come dire: «hai centrato il punto». «Quindi dobbiamo prendere il treno delle otto?» — «Esatto! Quello è il più veloce.» «La riunione è stata spostata a venerdì?» — «Esattamente, hai capito bene.» 3. Giusto! / Già! Molto informale, tipico del parlato quotidiano. «Già» in particolare esprime un accordo quasi pensieroso, come se si stesse elaborando ciò che si è appena sentito. «Roma è la capitale d'Italia.» — «Giusto! Me lo ero dimenticato.» «Domani è lunedì.» — «Già... e ho ancora mille cose da fare.» 4. Senza Dubbio / Indubbiamente Più formale, usato per esprimere un accordo forte e convinto. In una conversazione tra amici può suonare eccessivamente serio — meglio riservarlo a contesti professionali o quando si vuole dare particolare peso alle proprie parole. «La pizza napoletana è la migliore del mondo.» — «Senza dubbio! Non si discute.» «Questo progetto richiede molto lavoro.» — «Indubbiamente, ma ne vale la pena.» Alternative per Accettare o Approvare Qualcosa Quando qualcuno propone qualcosa e si accetta, queste espressioni sono molto più efficaci del generico «va bene». 5. D'Accordo! La sostituzione più diretta e naturale di «va bene». Funziona in quasi tutti i contesti — formali e informali — ed è l'espressione che i madrelingua usano più spesso al suo posto. «Ci vediamo sabato per studiare insieme?» — «D'accordo! A che ora?» «Ti va di mangiare la pizza stasera?» — «D'accordo, ma la pago io questa volta!» 6. Perfetto! Quando non si accetta soltanto, ma si è anche soddisfatti della proposta. È come dire: «non si sarebbe potuto organizzare meglio». «Ho prenotato il ristorante per le otto.» — «Perfetto! Non vedo l'ora.» «Il documento è pronto, te lo mando adesso.» — «Perfetto, grazie mille.» 7. Ottimo! Simile a «perfetto», ma con un tono leggermente più formale o professionale. Si sente spesso in ufficio o in contesti accademici. «Ho finito il rapporto in anticipo.» — «Ottimo lavoro! Puoi mandarmelo?» «Ho trovato una soluzione al problema.» — «Ottimo! Spiegami tutto.» 8. Benissimo! Un po' più caloroso ed emotivo rispetto a «ottimo». È il superlativo di «bene» — trasmette calore e partecipazione genuina. «Ho superato l'esame d'italiano!» — «Benissimo! Lo sapevo che ce la facevi!» «Posso portare il dolce alla cena?» — «Benissimo, tutti ti adoreranno!» Alternative Entusiaste Quando «va bene» sarebbe troppo poco e si vuole esprimere vera soddisfazione o gioia. 9. Fantastico! / Magnifico! / Meraviglioso! Tre espressioni potentissime per trasmettere entusiasmo autentico. Attenzione però: usarle troppo spesso le svuota di significato. Meglio tenerle per i momenti davvero speciali. «Ti regalo un viaggio a Napoli per il tuo compleanno.» — «Fantastico! Quando si parte?» «Ho trovato i biglietti per il concerto.» — «Meraviglioso! Pensavo fossero esauriti.» 10. Che Bello! / Che Notizia! Più colloquiale, usato soprattutto quando si riceve una buona notizia inaspettata. È spontaneo e genuino — tipicamente italiano. «Mia sorella aspetta un bambino!» — «Che bello! Quando nasce?» «Ho trovato lavoro finalmente!» — «Che notizia! Sono così contenta per te!» 11. Evviva! / Finalmente! «Evviva» è una pura esclamazione di gioia — quasi un piccolo festeggiamento con le parole. «Finalmente» si usa invece quando si aspettava qualcosa da lungo tempo: si sente tutta la pazienza accumulata. «Domani non lavoro!» — «Evviva! Andiamo al mare?» «Hanno riaperto quel ristorante che amavamo.» — «Finalmente! Ci prenoto subito un tavolo.» Alternative con Rassegnazione o Pazienza Quando si accetta qualcosa senza esserne entusiasti, l'italiano offre espressioni molto efficaci — e a volte persino teatrali — per comunicarlo. 12. Se Non C'è Alternativa... / Se Non Si Può Fare Altrimenti... Per accettare qualcosa con rassegnazione elegante. Il tono comunica chiaramente: «non è quello che si voleva, ma cosa si può fare?» «Dobbiamo alzarci alle cinque di mattina per prendere il treno.» — «Se non c'è alternativa... metterò tre sveglie.» «La riunione è spostata a sabato mattina.» — «Se non si può fare altrimenti, ci sarò.» 13. Pazienza! / Poco Male! «Pazienza» si usa quando qualcosa non è come si vorrebbe, ma lo si accetta con serenità — quasi con filosofia. «Poco male» si usa invece quando il problema non è grave: è come dire «non è la fine del mondo». «Non riesco a venire alla tua festa, mi dispiace.» — «Pazienza! Ci vedremo un'altra volta.» «Il treno ha dieci minuti di ritardo.» — «Poco male, ho il mio libro.» 14. Dai, Va Bene lo Stesso / In Fondo Va Bene Per accettare qualcosa con un tono rilassato e senza drammi. «Dai» in apertura di frase ammorbidisce tutto — è una piccola concessione informale che segnala disponibilità senza entusiasmo. «Il caffè è finito, c'è solo il tè.» — «Dai, va bene lo stesso. Prendo il tè.» «Il ristorante era pieno, andiamo in pizzeria?» — «In fondo va bene — la pizza mi piace anche di più!» Riepilogo: Quando Usare Quale Espressione SituazioneEspressioni consigliateAccordo deciso o formaleCerto, Certamente, Senza dubbio, IndubbiamenteConfermare che qualcuno ha capito beneEsatto, Esattamente, GiustoAccordo informale e pensierosoGià, GiustoAccettare una propostaD'accordo, Perfetto, Ottimo, BenissimoEsprimere entusiasmo per una buona notiziaFantastico, Meraviglioso, Che bello, EvvivaSollievo dopo una lunga attesaFinalmenteAccettazione con rassegnazionePazienza, Poco male, Se non c'è alternativaAccettazione rilassata e informaleDai va bene lo stesso, In fondo va bene Domande Frequenti Qual È la Differenza tra "Perfetto" e "Ottimo"? Entrambe esprimono approvazione, ma «perfetto» ha un tono più personale e soddisfatto — si usa quando si è contenti di come stanno le cose. «Ottimo» è leggermente più formale e si sente spesso in contesti professionali o accademici, come risposta a un risultato o a una prestazione. Si Può Ancora Usare "Va Bene"? Sì, «va bene» è corretto e naturale — il problema nasce quando viene usato in modo automatico per qualsiasi situazione. Avere a disposizione alternative più precise permette di scegliere l'espressione più adatta al contesto, rendendo il proprio italiano più ricco e credibile. Quando Si Usa "Pazienza" e Quando "Poco Male"? «Pazienza» si usa quando si accetta qualcosa di spiacevole con serenità, spesso con una sfumatura di rassegnazione consapevole. «Poco male» si usa invece quando il problema è oggettivamente lieve — è come dire che non c'è motivo di preoccuparsi. Queste Espressioni Funzionano Sia nel Parlato che nello Scritto? La maggior parte funziona in entrambi i contesti. Alcune — come «già», «dai va bene lo stesso» o «evviva» — sono tipiche del parlato informale e suonerebbero fuori luogo in un testo scritto formale. Altre — come «certamente», «indubbiamente» o «d'accordo» — si adattano bene anche alla comunicazione scritta professionale. Se stai imparando a variare il tuo italiano, non fermarti qui — continua con l'articolo dedicato alle alternative a 'sono in ritardo'. Accedi a siti e contenuti italiani da qualsiasi parte del mondo e in totale sicurezza con NordVPN! Usa il codice coupon LEARNAMO per ricevere uno sconto speciale! { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Quiz: Alternative a 'Va Bene' in Italiano", "description": "Quiz interattivo sulle alternative all'espressione 'va bene' in italiano. 10 domande su accordo, approvazione, entusiasmo e rassegnazione nel parlato e nello scritto.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa per confermare che qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Esatto" } }, { "@type": "Question", "name": "In italiano, 'Già' può esprimere accordo pensieroso.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione è più adatta in un contesto professionale per approvare un risultato?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ottimo" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa quando si accetta qualcosa con rassegnazione perché non esiste altra scelta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se non c'è alternativa" } }, { "@type": "Question", "name": "'Benissimo' è il superlativo di quale parola?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "bene" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione trasmette che una situazione negativa non è grave e non merita preoccupazione?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Poco male" } }, { "@type": "Question", "name": "'Già' è adatta per un testo scritto formale.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...

Modem
Giochi dopati

Modem

Play Episode Listen Later May 20, 2026 29:13


I Giochi potenziati saranno realtà che piaccia o meno al Comitato olimpico! Parola di Aron D'Souza, l'ideatore degli Enhanced Games, i giochi potenziati (o Giochi per dopati) che si inaugurano il prossimo finesettimana a Las Vegas, con una quarantina di atleti protagonisti in 3 discipline (atletica, nuoto, sollevamento pesi), montepremi stellari, addirittura un premio di 1 milione di dollari qualora dovesse venir realizzato un nuovo record del mondo (ovviamente con aiutino). Il doping – sotto stretto controllo medico – viene dunque ammesso e incoraggiato, così da poter vedere e far vedere fin dove può spingersi il corpo umano...E allora stiamo parlando ancora di sport? Possiamo fare a meno dei principi etici che tanto decantiamo prima di una competizione sia essa professionistica o dilettante? Oppure la società in evoluzione fa evolvere anche il concetto stesso di sfida sportiva? Ne parliamo a Modem con Cristiano Valli, collaboratore RSI dalla costa ovest degli Stati Uniti Giulia Sesa, ricercatrice esperta in etica sportiva all'Università cattolica di Lovanio in Belgio Igor Nastic, ex nuotatore, oggi commentatore sportivo RSI, docente e formatore e anche preparatore atletico

Modem
Giochi dopati

Modem

Play Episode Listen Later May 20, 2026 29:13


I Giochi potenziati saranno realtà che piaccia o meno al Comitato olimpico! Parola di Aron D'Souza, l'ideatore degli Enhanced Games, i giochi potenziati (o Giochi per dopati) che si inaugurano il prossimo finesettimana a Las Vegas, con una quarantina di atleti protagonisti in 3 discipline (atletica, nuoto, sollevamento pesi), montepremi stellari, addirittura un premio di 1 milione di dollari qualora dovesse venir realizzato un nuovo record del mondo (ovviamente con aiutino). Il doping – sotto stretto controllo medico – viene dunque ammesso e incoraggiato, così da poter vedere e far vedere fin dove può spingersi il corpo umano...E allora stiamo parlando ancora di sport? Possiamo fare a meno dei principi etici che tanto decantiamo prima di una competizione sia essa professionistica o dilettante? Oppure la società in evoluzione fa evolvere anche il concetto stesso di sfida sportiva? Ne parliamo a Modem con Cristiano Valli, collaboratore RSI dalla costa ovest degli Stati Uniti Giulia Sesa, ricercatrice esperta in etica sportiva all'Università cattolica di Lovanio in Belgio Igor Nastic, ex nuotatore, oggi commentatore sportivo RSI, docente e formatore e anche preparatore atletico

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia Pentecoste - Anno A (Gv 20,19-23)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later May 19, 2026 7:13


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8549OMELIA PENTECOSTE - ANNO A (Gv 20,19-23)di Don Stefano Bimbi Nel giorno di Pentecoste la Chiesa contempla il compimento della Pasqua. Gesù non è soltanto risorto ed asceso al cielo, ma continua ad agire nella storia donando il suo Spirito Santo. Senza, il cristianesimo diventerebbe soltanto un insieme di idee, di ricordi o di regole morali. Con lo Spirito Santo, invece, Cristo vive dentro di noi e la Chiesa diventa realmente il suo Corpo vivente nel mondo.Gli Apostoli, prima della Pentecoste, erano uomini impauriti. Avevano visto il Risorto e ascoltato le sue parole, eppure rimanevano nel cenacolo con le porte sbarrate. Quante volte pure noi andiamo a Messa e preghiamo in famiglia, ma poi viviamo chiusi nella paura del futuro, di soffrire, del giudizio degli altri, di testimoniare la fede. Lo Spirito Santo entra proprio dentro queste porte chiuse.Gesù non aspetta che gli Apostoli diventino forti da soli, ma è lui a trasformarli soffiando su di essi dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo». Quel soffio richiama il gesto della creazione: Dio aveva plasmato Adamo dalla polvere e aveva soffiato in lui il respiro della vita. Ora Cristo risorto compie una nuova creazione. Lo Spirito Santo non migliora semplicemente l'uomo vecchio, ma crea l'uomo nuovo. Il cristiano non cerca soltanto di "comportarsi bene", ma lascia entrare Dio dentro di sé per trasformare la propria vita. Per questo è sbagliato ridurre la fede a uno sforzo personale. Siamo tentati di sforzarci di essere più pazienti, buoni e generosi, ma poi ci scoraggiamo perché vediamo sempre gli stessi difetti. Invece la Pentecoste ci insegna che la santità nasce anzitutto dalla presenza di Dio in noi, non dal nostro sforzo. È lo Spirito Santo che produce i suoi frutti nell'anima: pace, gioia, fortezza, dominio di sé, carità. Certo, è necessaria la nostra collaborazione, ma il protagonista è Dio.LA LAMPADINA E LA CORRENTEPensiamo ad una lampadina: può essere perfetta, ben costruita, elegante, ma senza corrente rimane spenta. Così è la nostra anima senza lo Spirito Santo. Possiamo avere cultura, capacità, perfino una certa religiosità esteriore, ma senza il soffio di Dio manca la luce vera. E questo si vede concretamente nella vita quotidiana. Una persona piena di Spirito Santo non è necessariamente straordinaria agli occhi del mondo, ma è una persona che porta pace. In famiglia non alimenta continuamente tensioni. Sul lavoro non vive di rivalità o orgoglio. Nelle difficoltà non cade nella disperazione e, anche quando soffre, conserva una sorprendente serenità.Per capire se lo Spirito Santo sta agendo in una determinata realtà bisogna considerare che la sua prima opera è unire. A Babele gli uomini, pieni di superbia, non si comprendono più e le differenti lingue manifestano tale divisione. A Pentecoste, invece, uomini di popoli diversi comprendono tutti il medesimo annuncio. Lo Spirito Santo crea comunione. Invece il demonio lavora sempre per dividere: all'interno della famiglia, nel gruppo di amici, nelle parrocchie, persino dentro il cuore dell'uomo, mettendolo continuamente in contraddizione con se stesso. Quando vediamo nascere pettegolezzi, fazioni, rancori ostinati, freddezza e sospetto, lì lo Spirito Santo è stato ignorato.È importante allora domandarsi: io costruisco comunione oppure semino divisione? Le mie parole portano pace oppure veleno? A volte basta poco per spegnere lo Spirito: una critica continua, un giudizio cattivo, un'ironia pungente, il gusto di parlare male degli altri. In tante occasioni il clima diventa pesante non per grandi tragedie, ma per piccole ferite ripetute ogni giorno.IL CORAGGIO DELLA TESTIMONIANZALa seconda opera dello Spirito Santo è il coraggio della testimonianza. Gli Apostoli escono dal cenacolo e annunciano Cristo senza vergogna. Oggi molti cristiani vivono una fede nascosta, quasi chiedendo scusa di credere. Si ha paura di apparire "troppo cattolici". Eppure il mondo non ha bisogno di cristiani timidi, ma di cristiani luminosi. Non aggressivi e fanatici, ma neppure muti. Un padre che insegna ai figli a pregare, una madre che perdona e incoraggia, un giovane che non si vergogna di difendere la Chiesa, una persona che difende la verità senza conformarsi al pensiero dominante: questi sono i segni concreti della Pentecoste.Infine il Vangelo collega il dono dello Spirito al perdono dei peccati. Non è un dettaglio secondario. Dove arriva lo Spirito Santo nasce la misericordia. L'uomo vecchio conserva rancore, mentre l'uomo nuovo impara a perdonare. A volte diciamo: "Io non ce la faccio". È vero. Da soli spesso non ce la facciamo. Ma lo Spirito Santo può rendere possibile anche ciò che umanamente sembra impossibile. Ci sono persone che per anni hanno vissuto nell'odio e poi, aprendosi alla grazia di Dio, hanno ritrovato pace e libertà.La Pentecoste allora non è soltanto il ricordo di un evento passato. È una domanda rivolta a ciascuno di noi: vuoi davvero lasciare entrare lo Spirito Santo nella tua vita? Perché non si impone, ma entra dove trova una porta aperta. E quando entra trasforma lentamente tutto: il modo di guardare, di parlare, di soffrire, di amare. Trasforma perfino le ferite in occasione di grazia.Chiediamo oggi al Signore di non essere cristiani spenti, abitudinari, stanchi, ma uomini e donne abitati dallo Spirito Santo. Perché il mondo non sarà convertito da strategie umane, ma dal fuoco di Dio che arde nel cuore dei santi.

Radio Next
Dipendenza tecnologica: il vero rischio per le imprese europee

Radio Next

Play Episode Listen Later May 8, 2026


La sovranità digitale non è più un concetto astratto confinato ai manuali di diritto, ma una leva concreta di potere economico, industriale e persino cognitivo. Nella conversazione con Mariarosaria Taddeo, docente di Etica Digitale e Defense Technologies all’Oxford Internet Institute, emerge con chiarezza una domanda che riguarda da vicino imprese e manager: chi controlla davvero le tecnologie che stiamo adottando ogni giorno? E soprattutto, siamo pronti a rinunciare a una parte della nostra autonomia strategica in cambio di velocità e innovazione?La riflessione parte da una definizione precisa: la sovranità digitale è capacità di controllo, ma anche condizione abilitante per agire. Non si tratta solo di infrastrutture o dati, ma di un ecosistema complesso che include supply chain tecnologiche, regolamentazione e persino la formazione dell’informazione e della conoscenza, quella che Mariarosaria Taddeo definisce “sovranità cognitiva”. In un contesto dominato da Stati Uniti e Cina, la narrazione dominante descrive un’Europa spettatrice.Ma è davvero così? Mariarosaria Taddeo invita a ribaltare il paradigma: innovazione non è solo invenzione, è adozione. E proprio nella fase di industrializzazione dell’intelligenza artificiale - dalle MLOps alla scalabilità nei contesti enterprise - l’Europa gioca ancora una partita rilevante. Germania e Francia, insieme a un tessuto diffuso di PMI tecnologiche, stanno costruendo un vantaggio competitivo meno visibile ma strategico. Il punto, allora, non è solo “chi crea i modelli”, ma “chi li rende utilizzabili su larga scala”.Tuttavia, i rischi restano concreti. La dipendenza da tecnologie esterne espone aziende e istituzioni a vulnerabilità geopolitiche: dalla sicurezza informatica alla gestione dei dati sensibili, fino alla possibilità - non teorica - di interruzioni o condizionamenti nei servizi. Siamo pronti a costruire intere filiere su LLM stranieri senza avere pieno controllo? La questione non è solo tecnica, ma di potere. E il potere, oggi, passa anche attraverso algoritmi e infrastrutture. La risposta proposta da Mariarosaria Taddeo è una triade chiara: governance, innovazione e protezione.La regolamentazione europea - spesso criticata - può diventare uno strumento di politica industriale, capace di proteggere mercati e favorire la crescita di startup e PMI. Ma serve coordinamento: parlare di “AI italiana” o “AI francese” rischia di essere miope. La vera scala è quella europea. Mettere a sistema risorse, supercomputer e ricerca potrebbe trasformare il ritardo in opportunità. Ma attenzione: non è una corsa a breve termine, è una strategia generazionale.E poi c’è il nodo culturale. L’intelligenza artificiale è già nelle mani di tutti, ma la comprensione del suo funzionamento è ancora limitata. Possiamo davvero affidarci a strumenti che non comprendiamo? L’educazione digitale diventa allora infrastruttura invisibile ma essenziale, simile a quella che negli ultimi anni ha trasformato il nostro approccio a sostenibilità e alimentazione. Ma Mariarosaria Taddeo lancia un avvertimento: non può essere solo responsabilità degli utenti. Anche le aziende tecnologiche devono fare la loro parte, rendendo trasparente la natura dei sistemi che offrono. In gioco non c’è solo competitività, ma autonomia. E forse la vera domanda è: vogliamo essere protagonisti o semplici utilizzatori della prossima rivoluzione tecnologica?

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali

"We can be HeroesJust for one day"Che cosa rende un eroe tale e perché il mondo ha bisogno di persone capaci di fare la differenza in positivo? Per se stessi ma soprattutto per il mondo intero?Possiamo cercare la risposta dove gli eroi diventano persino super ovvero tra le pagine dei fumetti!Chiunque può diventare un supereroe o una supereroina.Secondo Garth Ennis, letteralmente.E quindi "The Pro".

POV il podcast
#111 | Il concerto dei The Neighbourhood? 40 secondi

POV il podcast

Play Episode Listen Later May 6, 2026 103:21


Amo oggi un "AMO, CHE SUZZ?" in pieno mercoledì alle 17 te lo meritavi? Certo che si, chi siamo noi per privarti di un'ora e mezza di caos e commenti non richiesti su aneddoti random che non ti aspetti? Oggi prolisse come i canti greci ma di fretta come i Fenici perché, come sempre, sto facendo tardi a lavoro. Che poi perché mi sta bene scrivere greci con la minuscola ma sento il bisogno di scrivere Fenici con la maiuscola? Ci penserò tutto il pomeriggio. Intanto tu preparati perché oggi c'è un "GUARDALO CON SANDRO" che non potevi schivare perché si sa, le analisi filmiche della Iole ci lasciano prive di difese. Possiamo dire che Iole è la parte cinefila di Sandro? Amerei. Un film importante, che ha un nucleo narrativo più che famoso, strettamente legato a un caso di cronaca nera del 2020 che ci ha messo davanti a dalle domande nei confronti di situazioni di vita reale in cui facilmente possiamo esserci trovati. Poi con tutto il commento della Iole, che te lo dico a fare già solo per questo la puntata vale la pena di essere ascoltata; Io amò niente so stato co Zizzi ieri e l'altro ieri a Milano per il concerto dei vicini di casa, aka il Vicinato, e ti racconto un po' com'è stato, il tutto condito da due riflessioni personali e io che faccio trauma dumping con la tua psiche. Tvbxs ti aspettiamo dopo il play. ANNUNCI: - Per il "GUARDALO CON SANDRO" del mese di maggio ti tocca aspettà perché Iole non ha ancora deciso, troverai qui sotto degli sviluppi sulla scelta; LINK UTILI: - Email dove inviarci le storie da leggere la domenica: amochatpov@gmail.com - Email per collaborazioni:

Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

Possiamo dire che sia andata molto bene, anche se soprattutto la mia (Matteo) impressione della città è stata un po' difficile, ma a quanto pare solo per i primi giorni. Raffaele invece ha una parola per descrivere Vienna: "perfetta"! Eccessivo? E poi, ovviamente, il cibo! Quello ci ha impressionato positivamente, quasi tutto. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio How to Actually Speak Italian - https://www.youtube.com/watch?v=8FhsfjdJF1g Siamo a Vienna! O almeno, eravamo a Vienna, quando abbiamo registrato e abbiamo tante sorprese per voi anche nelle prossime puntate. Iniziamo con il raccontarvi come è andata, il mio viaggio in macchina con Katie, Antonella (la nostra amica videomaker che lavora con noi da qualche mese) e ovviamente Brody, il motivo principale per il quale abbiamo fatto questo viaggio in macchina. E poi tutto il team, ovviamente Raffaele e Mary con Pelin. Ma come è visitare una città mentre lavori? - Bè non è facile se si vuole visitare bene anche il centro città e i musei, ma come è andata? Cibo! La capitale europea del gelato, Vienna, e quindi cosa facciamo? Andiamo subito a provare un po' di gelati. Buoni! Anche se Raffaele non la pensa proprio così. A quanto pare il gelato non è perfetto come il resto della città. Consiglio a tutti quelli che cercano un buon gelato in Italia? Cercate gelaterie "artigianali" con tanti commenti positivi in italiano! E poi ovviamente la "cotoletta" o meglio la Wiener Schnitzel. Come era? Buona! E poi una esperienza da non fare, come l'errore che c'è nel nome del ristorante. Uno Momento (si dice "un momento"), ma questa cosa non ci ha fermato, siamo pazzi! Trascrizione Matteo: [0:00] E sta registrando… Ecco qua, ci siamo messi qui perché è una situazione un po' più tranquilla con meno rumori, hanno deciso esattamente alle nostre spalle di scaricare un carrello di stoviglie, a quanto pare. Raffaele: [0:39] Sì, bicchieri penso. Va bene, sopravviveremo. Capirete che i rumori che sentite, sono rumori di ambiente per farvi sentire anche voi parte dell'evento. Ce l'abbiamo fatta Matteo, finalmente siamo a Vienna. Matteo: [0:56] Siamo, oddio, finalmente, diciamo che tra poche ore parti... (Subito mi hai scoperto...) Scopertissimo! In realtà alla fine dell'evento, di un evento molto simpatico. Siamo negli spazi in cui si è svolto e si sta svolgendo l'evento, e devo dire che è tutto molto simpatico. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership

Educare con calma
267 - Il digitale è come un ospite | con Giulia Dall'Aglio

Educare con calma

Play Episode Listen Later May 1, 2026 7:07


In questo episodio di Educare con calma proviamo a guardare alla tecnologia con uno sguardo un pò diverso dal solito: lo faccio condividendo con voi un estratto di una diretta con Giulia Dall'Aglio, la nostra persona di riferimento per il benessere digitale.Giulia parte da un'immagine metaforica che mi è piaciuta tantissimo: quella del digitale come un «ospite» che entra nelle nostre case. Un ospite spesso piacevole e capace di offrirci tante opportunità, ma che allo stesso tempo ha bisogno di essere accolto con consapevolezza.Riflettiamo quindi su cosa significa portare il digitale in famiglia: come definire regole e confini e come accompagnare nostrǝ figliǝ e noi stessǝ in un uso più intenzionale.Possiamo allenarci a rimettere in discussione il nostro rapporto con la tecnologia: se basiamo tutto su controllo e divieti, diventa difficile educare davvero all'equilibrio digitale. Invece, una posizione più aperta e consapevole ci aiuta a scegliere con intenzionalità ciò che entra nel spazio digitale di famiglia.:: I punti salienti dell'episodio:00:00 Introduzione e benvenuto03:27 Tecnologia come scelta04:17 Gestire gli schermi in famiglia04:36 L'ospite che entra in casa05:33 Chiusura e riflessione finale:: Potete trovare Giulia:su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠percorso per Educare a Lungo termine⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠, comprando il mio libro «⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Cosa sarò da grande⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠», regalando ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠una carta regalo⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di

Ricominciodame podcast
Episodio 388 - Il segreto del benessere emotivo. Scopri come aumentarlo

Ricominciodame podcast

Play Episode Listen Later May 1, 2026 60:05


Tutti vogliamo stare bene e ognuno cerca delle strategie per poter accrescere il proprio benessere emotivo. Ma da dove possiamo partire? Quali sono i passaggi per fare una valutazione sul nostro stato emotivo?Prestare attenzione alle proprie emozioni e comprendere come valutare il proprio stato emotivo è di fondamentale importanza. Il benessere emotivo non consiste nell' essere sempre felici, ma nel saper gestire efficacemente le diverse emozioni che si provano.Per valutare il benessere emotivo possiamo iniziare con l'identificazione delle emozioni provate e la valutazione dell'intensità da 1 a 10 in situazioni specifiche. Possiamo, per esempio, valutare diverse situazioni come la frustrazione, il conflitto e la rinuncia alla gratificazione e le emozioni provate in tali contesti. E' importante essere onesti con se stessi nella valutazione del proprio benessere emotivo e prestare attenzione al fatto che valori elevati di emozioni negative possono richiedere un lavoro di gestione e miglioramento.Ma quali sono i sintomi legati al malessere emotivo a cui prestare attenzione?In primo luogo, il pensiero dicotomico, ossia la tendenza a vedere le situazioni in modo polarizzato, con la necessità di dimostrare di avere ragione o di considerare gli altri come nemici. Questo può generare reattività e tensioni nelle relazioni interpersonali.In secondo luogo, il pensiero catastrofico, che consiste nella tendenza a immaginare scenari negativi e catastrofici anche di fronte a situazioni di minore entità. Questo tipo di pensiero può alimentare ansia e preoccupazione costante.Inoltre, la personalizzazione, ovvero la tendenza a personalizzare situazioni ed eventi, come se il mondo girasse intorno a noi.Infine la difficoltà di gestire le emozioni di secondo livello, ovvero quelle generate dalla mente, riflettendo sulle situazioni che scatenano queste emozioni e a registrando quando si verificano, per poter lavorare sulla comprensione delle situazioni e dei pensieri associati, al fine di modificare la percezione e le reazioni emotive. L'obiettivo è sviluppare una migliore gestione delle emozioni.Cosa possiamo fare? Osservare e riconoscere le proprie emozioni, attraversarle senza paura e smettere di giudicarle. Fare un check-up delle situazioni che attivano le emozioni e valutare l'intensità di sintomi come la rabbia, la paura o la tristezza. Praticare la meditazione per osservare e riconoscere i propri pensieri, senza cercare di zittire la mente. Questi sono solo alcuni esempi di strategie da utilizzare per iniziare a lavorare con le proprie emozioni e aumentare il proprio benessere emotivo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
We can be heroes!: Superman-Diritto di nascita

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali

Play Episode Listen Later Apr 30, 2026 15:51


"We can be HeroesJust for one day"Che cosa rende un eroe tale e perché il mondo ha bisogno di persone capaci di fare la differenza in positivo? Per se stessi ma soprattutto per il mondo intero?Possiamo cercare la risposta dove gli eroi diventano persino super ovvero tra le pagine dei fumetti!E' un uccello? E' un aereo? No! E' un'altra storia delle origini di Superman!Non ne avevamo già troppe, vero? Probabile ma se a firmare una storia come "Superman: Diritto di nascita" è un professionista come Mark Waid...beh, allora qualche sorpresa si trova dietro l'angolo.

Psicologia e Vita - Roberto Ausilio
Perché tanti giovani oggi stanno male? Tecnostress, disagio invisibile e cosa possiamo fare

Psicologia e Vita - Roberto Ausilio

Play Episode Listen Later Apr 28, 2026 51:09


Perché tanti giovani oggi stanno male?Ansia, solitudine, iperconnessione, tecnostress, perdita di senso.In questa conversazione profonda con il giornalista e sociologo Angelo Palmieri esploriamo il disagio giovanile contemporaneo con uno sguardo sociologico e psicologico, cercando di capire non solo cosa sta succedendo ai ragazzi oggi, ma soprattutto cosa possiamo fare per aiutarli.Parliamo di:✔ disagio giovanile e segnali da riconoscere✔ tecnostress e impatto di social e iperconnessione✔ ansia, ritiro, burnout precoce e vuoto esistenziale✔ fragilità o sovraccarico generazionale?✔ il ruolo di genitori, educatori e adulti significativi✔ strumenti concreti per prevenire e affrontare il malessereUn dialogo che mette in relazione due prospettive complementari, a partire da due libri:

Caffe 2.0
3872 Lo SBOM, lo strumento per tracciare il software in fase di sviluppo (e facilitare gli update)

Caffe 2.0

Play Episode Listen Later Apr 28, 2026 7:06


Lo SBOM, lo strumento per tracciare il software in fase di sviluppo (e facilitare gli update)C'era una volta la complessità. E c'e' ancora. Ma ora cerchiamo di gestirla sempre di piu'. Possiamo farlo, magari mancano ancora tutti i dati, ma si e' iniziato a elencare tutto quello che c'e' dentro, superando le feature di git.Buon ascolto

Roma Tre Radio Podcast
CHÁOS. Incontri tra filosofia e arte - Da Vienna a Roma: sulle tracce degli Asburgo con Karl Popper

Roma Tre Radio Podcast

Play Episode Listen Later Apr 27, 2026 36:15


Che cos'è una verità scientifica? Possiamo fidarci di ciò che non viene mai messo in discussione? In questa puntata di Cháos, Carlotta e Vincenzo ci portano dalla Vienna degli Asburgo alla Roma di oggi passando per Karl Popper, intrecciando filosofia e arte tra verità e falsificabilità, fino alla mostra a Palazzo Cipolla. Interviene il dottor Stefano Zuffi, storico dell'arte.

Border Nights
QUELLO CHE NOI POSSIAMO FARE - FAUSTO CAROTENUTO

Border Nights

Play Episode Listen Later Apr 26, 2026 61:42


QUELLO CHE NOI POSSIAMO FARE - FAUSTO CAROTENUTODiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/border-nights--654467/support.

Black Box
Veronica De Romanis: "L'economia della paura è un lusso che non possiamo più permetterci”

Black Box

Play Episode Listen Later Apr 24, 2026 61:51


L'Italia è ostaggio dell'“economia della paura”: un sistema che usa nemici immaginari e bonus a pioggia per frenare il declino, rinunciando a crescita e riforme. Tra sprechi del PNRR, crisi demografica e il miraggio della stabilità, la sfida è investire sul capitale umano e sulle donne per invertire la rotta. Ne parlano Veronica De Romanis, Guido Brera e Raffaele Coriglione. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Tutto Connesso
Possiamo sabotare Internet tagliando un cavo nel mare? Con Pierpaolo Boffi

Tutto Connesso

Play Episode Listen Later Apr 24, 2026 17:53


Ogni video che guardiamo, ogni messaggio che spediamo dall'altra parte del mondo viaggia sotto il mare, dentro cavi di fibre ottiche che costano milioni di dollari. Quei cavi sono l'infrastruttura più importante di Internet e oggi sono a rischio di sabotaggio. Ne parliamo con Pierapolo Boffi, docente di telecomunicazioni al Politecnico di Milano.

Radio Next
Brand contro piattaforme: chi controlla il cliente?

Radio Next

Play Episode Listen Later Apr 24, 2026


L'economia dell'attenzione non è più una teoria: è l'infrastruttura invisibile che regge il web contemporaneo e ridisegna le strategie di brand, media e piattaforme. Nella conversazione con Alessandra Di Lorenzo, manager, docente, ex executive di grandi player digitali ed autrice del volume Pubblicità oggi, emerge un quadro netto: siamo immersi in un ecosistema dove il vero asset non è il contenuto, ma il tempo che riusciamo a trattenere davanti a uno schermo.E allora la domanda diventa inevitabile: siamo davvero consapevoli del valore della nostra attenzione? I numeri citati sono disarmanti: oltre il 50% degli italiani non comprende come funzionano gli algoritmi e passiamo in media quasi sei ore al giorno online. In questo scenario, l'attenzione non è solo una metrica, ma una valuta che viene raccolta, analizzata e monetizzata lungo tutto il ciclo di vita dell'utente.Le piattaforme lo sanno bene e ottimizzano ogni interazione per massimizzare il cosiddetto lifetime value: agganciare utenti sempre più giovani significa garantirsi anni di dati, comportamenti e ricavi. Ma cosa succede quando il web smette di essere un sistema informativo e diventa un sistema di persuasione? La risposta sta nelle “bolle algoritmiche”: micro-ambienti costruiti in pochi secondi sulla base dei nostri comportamenti e di quelli di milioni di utenti simili a noi.È qui che si gioca la vera partita per i brand. Perché oggi il gatekeeper non è più il media planner, ma l'algoritmo. E ignorarlo significa sparire. Quante campagne “perfette” non performano semplicemente perché non sono progettate per dialogare con queste logiche? Il risultato è un appiattimento della creatività e una progressiva perdita di centralità del brand, schiacciato da un sistema in cui il canale domina sul messaggio.Eppure, paradossalmente, proprio questa crisi apre una nuova opportunità: tornare a costruire relazione diretta con il consumatore, fuori dal perimetro delle piattaforme. Community locali, esperienze offline, canali proprietari: segnali di un'inversione che molti brand stanno già esplorando.Ma è sufficiente? Nel frattempo, il modello economico del web scricchiola. Oggi il 60% delle ricerche online si chiude senza clic: le risposte arrivano direttamente dai motori, spesso alimentati da intelligenza artificiale. Meno traffico ai siti significa meno ricavi pubblicitari e quindi meno contenuti di qualità.Un circolo che rischia di impoverire l'intero ecosistema informativo. E allora, quale futuro per il marketing digitale? La sfida è duplice: da un lato comprendere a fondo le logiche algoritmiche per restare rilevanti, dall'altro ricostruire un valore di marca che vada oltre la dipendenza dalle piattaforme. In questo equilibrio fragile, emerge anche una responsabilità individuale: capire che il dato personale ha un valore economico e che ogni “accetta” è una scelta commerciale.Possiamo davvero sottrarci? Forse no del tutto. Ma possiamo diventare più consapevoli. Perché, come sottolinea Di Lorenzo, il web non è gratuito: lo paghiamo ogni giorno con la nostra attenzione.

5G e Oltre: Tutto Connesso
Possiamo sabotare Internet tagliando un cavo nel mare? Con Pierpaolo Boffi

5G e Oltre: Tutto Connesso

Play Episode Listen Later Apr 24, 2026 17:52


Ogni video che guardiamo, ogni messaggio che spediamo dall'altra parte del mondo viaggia sotto il mare, dentro cavi di fibre ottiche che costano milioni di dollari. Quei cavi sono l'infrastruttura più importante di Internet e oggi sono a rischio di sabotaggio. Ne parliamo con Pierapolo Boffi, docente di telecomunicazioni al Politecnico di Milano.

La mia vita spaziale
Dopo la morte cosa accade? Cosa possiamo dire?

La mia vita spaziale

Play Episode Listen Later Apr 24, 2026 16:48


Non tutte le risposte arrivano dai laboratori. Quando chiediamo cosa rimane di noi dopo la morte, non cerchiamo prove scientifiche: cerchiamo senso. In questa puntata esploro tre linguaggi legittimi per affrontare la domanda delle domande secondo Faggin, l'antropologia e il cristianesimo. Nessuno conosce la risposta definitiva, ma questo non significa che non abbiamo niente da dire. Riporto in equilibrio una conversazione che la cultura dominante vuole ridurre a silenzio.Ascolta "La mia vita spaziale": Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcastGuarda il video completo: https://youtu.be/g5CAb3oMWAUCommenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegramLascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stellinecoscienza, morte, FagginDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
We can be heroes!: Superman-Alieno Americano

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali

Play Episode Listen Later Apr 23, 2026 11:21


"We can be HeroesJust for one day"Che cosa rende un eroe tale e perché il mondo ha bisogno di persone capaci di fare la differenza in positivo? Per se stessi ma soprattutto per il mondo intero?Possiamo cercare la risposta dove gli eroi diventano persino super ovvero tra le pagine dei fumetti!Superman è il faro dell'umanità, il difensore della giustizia, l'uomo d'acciaio...ma, a conti fatti, non è altro che un alieno."Alieno Americano" è una storia che vuole riflettere proprio su questo, narrando i primi passi di Clark Kent in un grande mondo di Dei e Mostri.

Esoterica Academy
Il tempo qui e ora, non esiste!

Esoterica Academy

Play Episode Listen Later Apr 22, 2026 9:46 Transcription Available


QUI E ORA Non esiste il qui e ora come ce lo racconta la new age. È una formula comoda, ma la mia esperienza dice altro: il presente è già un ritorno, un'eco del passato che si ripresenta. Allo stesso modo il futuro è il ritorno di un'onda già passata. Quello che chiamiamo tempo è l'intervallo tra futuro e passato. Il “qui” che crediamo di vivere è in realtà questo intervallo, e in fondo non esiste. Ma allora come si determinano gli eventi che chiamiamo presenti? Perché non riusciamo a incidere davvero su quel momento? Prendiamo un esempio concreto. Vedo una ciotola che mi piace, non mi serve ora, eppure qualcosa mi spinge a comprarla. Passano mesi, arriva un cane e quella ciotola diventa esattamente ciò che serve. È come se il cane avesse già saputo della ciotola e avesse determinato quell'acquisto. La ciotola non era per me: era per lui. Eppure il cane non era ancora nato quando ho comprato la ciotola. Il futuro, insomma, si era già descritto. Il cervello vive nel passato, mai nel presente e mai nel futuro. Ricordo la mia esistenza fin da quando ero nella placenta. Quando sei feto non stai solo crescendo come corpo biologico: esiste una coscienza, potremmo chiamarla di gruppo o multidimensionale, che lavora per creare il tuo corpo sottile. Questa coscienza progetta il tuo tempo dopo la nascita. Non immaginate l'ego: è una coscienza che opera su più dimensioni e determina micro eventi che vengono accettati o rifiutati mentre ancora non sei nato. Potresti anche non nascere se quei micro eventi non si allineano correttamente, oppure potresti nascere con patologie. Si determinano condizioni di vita e ambientali come si scelgono i pezzi di un puzzle. Questo lavoro avviene in un tempo zero che si proietta in avanti, diciamo fino ai sei mesi successivi alla nascita. Dopo la nascita si crea il primo passo post parto: il neonato vive ciò che è già stato determinato mentre era nella pancia. Nei primi sei mesi la coscienza non è ancora egoica, non ha sviluppato l'io. Potrebbe scegliere di non continuare a determinare il tempo, rifiutando quella realtà. Se lo fa, è perché qualcosa non si è allineato: l'assemblaggio non è andato bene. Non c'è colpa, solo un errore di campo o una scelta di non entrare nel campo. Questa visione cambia radicalmente il modo in cui la coscienza egoica percepisce il proprio esserci nell'intervallo che chiamiamo vita. La vita non è l'onda del tempo che percepiamo come tempo. Esiste da sempre nella ipercoscienza perché è multidimensionale. Possiamo collocarla ai margini tra materia densa e materia sottile, come se fosse un'unione tra 3D e altro. Il senso del vivere è il punto di assemblaggio, non il prodotto finito: non è il corpo che abbiamo. Quando qualcosa è compiuto, inizia a morire, entra in entropia. Immaginate una cipolla a strati: quando è completa comincia a sfaldarsi. Nel punto di assemblaggio sono presenti tutte le possibilità temporali. Puoi non scegliere il puzzle già programmato, puoi costruire un nuovo programma sulla base biologica con piccole modifiche, oppure spostare la coscienza altrove. Ricordate che esistono esseri multidimensionali: la scelta del puzzle non è mai del tutto individuale. Ogni pezzo influenza il nostro stile di vita multidimensionale. Il corpo biologico è la radice, la base che dà o toglie nutrimento all'intero sistema, l'albero. La radice non gestisce direttamente i frutti o la fioritura, ma fornisce energia. La radice può essere dormiente o può svegliarsi e pretendere coscienza delle sue componenti. Quando la radice si risveglia, il quadro della vita emerge: lo scopo, che non è solo individuale ma multidimensionale, prende forma. La radice egoica viene tenuta passiva perché crea interferenza. Sta a un livello base che non è indispensabile, perché ogni frutto dell'albero può muoversi anche senza la radice attiva. Ma la radice fornisce potere ed energia, quindi ha valore. ...Become a supporter of this podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/support.https://www.spreaker.com/podcast/spazio-rinascita--3297425/supporthttps://www.amazon.it/s?k=valentin+p.+elli&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss

Ecovicentino.it - AudioNotizie
Cottarelli al Fonato: “Sfide globali e nessuna ricetta facile. Ma non possiamo smettere di provarci”

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later Apr 20, 2026 1:21


Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 246: aPokélisse – perché i videogiochi sognano la fine del mondo?

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

Play Episode Listen Later Apr 20, 2026 53:15


Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Pokopia e Monster Hunter Stories 3 sono la fine del mondo. In senso letterale. Anche se nessuno gliel'ha chiesto entrambi i giochini del momento su Switch 2 parlano dell'apocalisse climatica. E non lo fanno in un modo facilone dicendo "umani = merda". Anzi. Ai pokémon manchiamo. Più volte in Pokopia i mostri parlano di quanto fossero forti quegli umani che hanno sognato i razzi, anche se non sapevano volare. Omega Force poteva limitarsi a reskinnare Dragon Quest Builders e saremmo stati tutti contenti. Capcom poteva cagare il sequel pedissequo di Monster Hunter Stories 2, magari strizzando l'occhio ai JRPG classiconi di cui un sacco di gente è orfana. E anche qui, saremmo stati contenti. E invece hanno sentito il bisogno di usare le Proprietà Intellettuali del Padrone per esorcizzare la paura di quello che stiamo facendo al pianeta. Per ribadirci che, in fondo, Sephiroth era un minchione. Non siamo solo un tumore per la Terra, siamo in grado di essere anche la soluzione. Possiamo fare meraviglie, quando non cediamo alla cupidigia. Pokopia e Monster Hunter Stories 3 parlano di APokélisse. Tu c'eri dall'altra parte del controller ad ascoltare?

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Il diacono Stefano è pieno di grazia e compie grandi prodigi e miracoli. Il popolo è colmo di ammirazione per lui e molti aderiscono alla fede in Cristo. I nemici, gli irriducibili nemici di Cristo e dei suoi seguaci, non resistono alla sua sapienza ispirata. Allora scatta in essi la malefica molla della gelosia, dell’orgoglio e della vendetta. Possiamo ben dire, invece, che la luce del Cristo risorto splende intensamente su questo santo discepolo, splende sulla Chiesa nascente che è sgorgata dal Redentore come sacramento universale di salvezza. Ancora una volta, per accusare il fedele diacono e poterlo condannare alla lapidazione, come hanno fatto con il Signore Gesù, devono ricorrere alla menzogna. Non sanno però, nella loro cecità, che sin dal martirio di Cristo in poi tutti coloro che, come Lui, offrono la vita per difendere la fede e la verità danno ulteriore forza e nuova vitalità alla comunità dei credenti e più vigore a tutta la Chiesa. I persecutori ignorano la fecondità del martirio. “Il sangue dei martiri - diceva Tertulliano - è seme di nuovi cristiani”. Nella pericope evangelica invece ci è dato di vederne con evidenza gli effetti: una folla è alla ricerca di Gesù e quasi lo insegue, inizialmente anche per la meraviglia del grande miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma poi perché sempre più affascinata da una dottrina nuova annunciata con autorità. Il Signore, infatti, indica un modo più intimo e radicale per sfamarsi non soltanto nel corpo: “Procuratevi - egli afferma - non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà”. Il cibo che sazia l’anima e non perisce è la Parola di Dio incarnata nel Pane di vita, il nutrimento divino che consente, guidati e sorretti dalla fede, di compiere con tutte le forze e con tutta la vita le opere di Dio. È la via della nostra personale santificazione. È l’interiore illuminazione dello Spirito che ci garantisce la fedeltà alla nostra vocazione fino alla fine, fino al martirio, come ha saputo fare santo Stefano e, dopo di lui, la schiera innumerevole dei martiri di tutti i tempi e di tutti coloro che hanno vissuto in modo eroico le virtù cristiane.

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali

"We can be HeroesJust for one day"Che cosa rende un eroe tale e perché il mondo ha bisogno di persone capaci di fare la differenza in positivo? Per se stessi ma soprattutto per il mondo intero?Possiamo cercare la risposta dove gli eroi diventano persino super ovvero tra le pagine dei fumetti!In un mondo di miserabili e disperati, solo il gruppo TNT ci rimane come baluardo della giustizia. Dove sono i supereroi quando servono?!Ed è quello che si chiese, a suo tempo, Max Bunker mentre scriveva le storie di Alan Ford, portandolo alla creazione di Superciuk! Un superuomo alcolizzato e deciso a rubare ai poveri per proteggere i ricchi!

Sabaoth Church RC Podcast
Radicati nell'amore - P. Ilenia

Sabaoth Church RC Podcast

Play Episode Listen Later Apr 15, 2026 35:34


La rivelazione dell'amore di Dio per noi ci trasforma L'amore di Dio fa sì che Lui non veda il peccato ma veda figliPer compiere miracoli dobbiamo avere l'unzione Il prezzo dell'unzione è la consacrazione Dio ci chiama a rimanere saldi nel processo sottomettendo i nostri pensieriLa nostra volontà deve camminare insieme alla volontà del cieloL'amore di Gesù ci ha accolto, per questo noi siamo chiamati ad amare e ad accogliere gli altri Possiamo scegliere di credere, ma l'amore è un comandamentoPast Ilenia Falzea

BASTA BUGIE - Omelie
Omelia III Dom. di Pasqua - Anno A (Lc 24,13-35)

BASTA BUGIE - Omelie

Play Episode Listen Later Apr 14, 2026 7:02


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8499OMELIA III DOM. DI PASQUA - ANNO A (Lc 24,13-35)di Giacomo Biffi Siamo alla sera del giorno in cui il Signore è risorto, press'a poco alla stessa ora che oggi ci vede qui radunati. Sulla strada che da Gerusalemme conduce a Emmaus avviene un incontro, semplice in apparenza e straordinario nella sua verità; un incontro che san Luca descrive in una pagina davvero ammirevole per la sapienza della costruzione letteraria, per il tono di calda umanità che la pervade, per la vivezza della fede che tutta la ispira: una fede che trova all'inizio difficoltà a irradiarsi ma che conquista a poco a poco i cuori.È una pagina ricca di luce, che domanderebbe una meditazione tranquilla e prolungata, mentre nel breve spazio di un'omelia ci è consentita soltanto qualche veloce annotazione.In cammino (Lc 24,13). I personaggi dell'episodio sono tutti viandanti.I due, che l'evangelista definisce «discepoli», avanzano sì materialmente sul loro percorso, ma l'amarezza che hanno in cuore impedisce ogni reale progresso dell'anima: discorrono e discutono, ma da soli non arrivano a nessuna conclusione rasserenante. Esteriormente hanno una mèta precisa, che è il villaggio dove sono diretti (Lc 24,28), ma di dentro sono del tutto disorientati e persi.Possiamo vedervi l'immagine eloquente dell'uomo che è pellegrino sulla terra, che trascorre fatalmente da un'età all'altra della vita senza potersi arrestare e senza diventare più saggio, all'oscuro di dove potranno portarlo mai i suoi passi stentati.Quella di indagare, di farsi infinite domande che rimangono senza risposta, di muoversi da un dubbio all'altro e da un'ipotesi all'altra, di lasciarsi incantare or dall' una or dall' altra delle varie dottrine che via via si affacciano e tramontano sulla ribalta della moda culturale, è un po' la sorte quasi inevitabile dei figli di Adamo e il peso quasi connaturale della loro esistenza: È questa - dice il Libro sacro - un'occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perché in essa fatichino (Qo 1,13).Questo uomo inquieto, sempre scontento di sé e delle vicende in cui si trova coinvolto, sempre frastornato da mille problemi irresolubili, ha bisogno - un bisogno estremo e assoluto, anche se spesso inconsapevole o addirittura negato - di qualcuno che gli dia delle certezze cui aggrappare il suo destino, delle risposte che nessuna critica possa scalzare, delle verità che costituiscano l'approdo del suo travaglio.Ebbene, questo qualcuno c'è, ed è il Signore risorto. Questo è il messaggio sostanziale della festa di Pasqua.Il brano evangelico ci notifica anche il fatto consolante e commovente che il Vincitore della morte è un Signore accondiscendente, capace di farsi pellegrino con noi e di accompagnarsi a noi sui sentieri polverosi della vita: Gesù in persona si accostò e camminava con loro (Lc 24,15). È un Signore che, per non abbagliarci, vela la sua gloria pasquale e si presenta con un'apparenza senza splendore. È un Signore che per toccarci il cuore sceglie il metodo paziente e lungo di dialogare con noi e di rischiararci a poco a poco con la sua luce.Speravamo (Lc 24,31). Speravano: dunque ormai questi uomini non sperano più. Sono delusi e non si attendono più niente dall'avventura di Gesù di Nazaret, che pure un tempo li aveva affascinati.Sembrano convinti - come molti nostri contemporanei - che ormai è cominciata l'epoca, per così dire, post-cristiana. Non si rendono conto che il Figlio di Dio crocifisso e risorto riempie di sé l'intera storia del mondo, è l'ultima e definitiva parola del Padre, è l'avvenimento finale nel quale tutte le vicissitudini delle creature si inverano e si concludono: Gesù Cristo e lo stesso ieri, oggi e sempre! (Eb 13,8).Come càpita a qualche acculturato dei nostri giorni, i due viaggiatori credevano di essere «post-cristiani» ed erano invece appena «pre-cristiani»: l'assimilazione all'evento pasquale, nel quale tutta la verità del Vangelo si compendia, era ancora davanti a loro; e ancora essi dovevano percepirlo per lasciarsene trasformare.I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo (Lc 24,16). Gesù era già accanto a loro, eppure essi non arrivavano ad avvedersene. Perché?Erano rimasti turbati e scandalizzati dalla scena spaventosa del Golgota, che probabilmente essi avevano seguito da lontano. La ragione oggettiva, per cui è difficile anche a noi accogliere il disegno di salvezza, è che esso è sì tutto teso a realizzare la felicità e la sublimazione dell'uomo, ma prevede come percorso obbligato il cammino della croce; e questo è insopportabile se non ci si arrende senza riserve alla volontà del Padre nostro che è nei cieli.È duro e ostico anche a noi ciò che era duro e ostico ai discepoli di Emmaus, e cioè l'accettare, con tutte le sue conseguenze per la nostra esistenza, che bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria (Lc 24,26). Lo riconobbero (Lc 24,31). Quando i loro occhi sì aprono ed essi riconoscono il Signore risorto, nostra vita (cf. Col 3,4), giudice dei vivi e dei morti (At 10,43), cioè pietra di paragone e misura di ogni atto e di ogni creatura? Quando, invece di discorrere e di discutere (cf. Lc 24,15), si pongono docilmente alla scuola delle divine Scritture con la convinzione che tutte parlano di Cristo e della sua Pasqua.Accostarsi alla parola di Dio è indispensabile, ma ancora non basta: il momento proprio del riconoscimento, ci ha detto il Vangelo, è nello spezzare il pane (Lc 24,35). La lettura, lo studio, la meditazione della Bibbia costituiscono il mezzo privilegiato per farci diventare intelligenti ascoltatori del Signore risorto. Ma perché si possa veramente ed esistenzialmente incontrare il Salvatore è decisiva l'esperienza ecclesiale e l'umile partecipazione all'affetto e alla fattiva donazione a Cristo della sua Sposa.E poiché il mistero della Chiesa si risolve nel mistero dell'Eucaristia (che è, per così dire, la Chiesa in boccio) e il mistero dell'Eucaristia è già in sintesi tutto il mistero della Chiesa (che è l'Eucaristia sbocciata), si capisce perché la bella pagina evangelica, che ci è stata proposta, ci insegna che il Signore, protagonista dell'evento pasquale, deve essere conosciuto e riconosciuto primariamente ed essenzialmente «nella frazione del pane».

La Voce del Pastore
“Se non siamo nati di nuovo non possiamo vedere” • 11 Aprile 2026

La Voce del Pastore

Play Episode Listen Later Apr 11, 2026 71:04


Il Messaggio di Oggi: “SE NON SIAMO NATI DI NUOVO NON POSSIAMO VEDERE” • Giovanni 3 :3 • Giovanni 3: 16 • 1 Pietro 1: 12 • Giacomo 1 :18 • Ebrei 1 :14 • Giovanni 1: 12 • 1 Giovanni 4 :8 • Salmo 127: 3 • Salmo 113 :9 • 1 Pietro 1: 3 • 1 Pietro 1: 23 • Efesini 1: 13 • Giovanni 3 :34 • Efesini 1: 14 • Giudici 14 :6 • Atti 2: 2 • Matteo 4 :17 • Isaia 55: 7 • Atti 2 :38 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio

Educare con calma
264. Non sei tenuta a farlo: quando ho «scoperto» che potevo alleggerire l'evoluzione personale

Educare con calma

Play Episode Listen Later Apr 10, 2026 7:48


In questo episodio di Educare con calma condivido una riflessione semplice ma potente, che Karen Taranto ci ha offerto durante una diretta su La Tela, mentre esploravamo il tema dei litigi di coppia e io condividevo una mia fatica.Parlo della mia difficoltà a lasciare andare quando sono dentro un litigio e avverto un'ingiustizia, quando mi sembra che qualcosa per me fondamentale non sia stato riconosciuto o capito davvero.Karen ha ricordato cosa può nascondersi dietro questa reazione e, allo stesso tempo, ha introdotto un passaggio che cambia la prospettiva: la possibilità di scegliere se e quando lavorarci. Non tutto va affrontato subito, e non siamo necessariamente tenutǝ a fare ogni lavoro di consapevolezza ed evoluzione nel momento in cui lo intravediamo. Possiamo decidere cosa è importante affrontare ora e cosa può aspettare, senza sentirci in colpa.La crescita personale richiede energie, spazio e disponibilità, e non sempre abbiamo tutto questo: ci sono momenti in cui aggiungere altro lavoro non è sostenibile. Dare un nome a questa possibilità può alleggerire il modo in cui viviamo il nostro percorso.:: Nell'episodio menziono:Il servizio 1-a-1 su La TelaTrovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca. :: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠percorso per Educare a Lungo termine⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠, comprando il mio libro «⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Cosa sarò da grande⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠», regalando ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠una carta regalo⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di

Ricominciodame podcast
Episodio 385 - Il segreto del benessere emotivo. Scopri come aumentarlo

Ricominciodame podcast

Play Episode Listen Later Apr 10, 2026 60:06


Tutti vogliamo stare bene e ognuno cerca delle strategie per poter accrescere il proprio benessere emotivo. Ma da dove possiamo partire? Quali sono i passaggi per fare una valutazione sul nostro stato emotivo?Prestare attenzione alle proprie emozioni e comprendere come valutare il proprio stato emotivo è di fondamentale importanza. Il benessere emotivo non consiste nell' essere sempre felici, ma nel saper gestire efficacemente le diverse emozioni che si provano.Per valutare il benessere emotivo possiamo iniziare con l'identificazione delle emozioni provate e la valutazione dell'intensità da 1 a 10 in situazioni specifiche. Possiamo, per esempio, valutare diverse situazioni come la frustrazione, il conflitto e la rinuncia alla gratificazione e le emozioni provate in tali contesti.E' importante essere onesti con se stessi nella valutazione del proprio benessere emotivo e prestare attenzione al fatto che valori elevati di emozioni negative possono richiedere un lavoro di gestione e miglioramento.Ma quali sono i sintomi legati al malessere emotivo a cui prestare attenzione?In primo luogo, il pensiero dicotomico, ossia la tendenza a vedere le situazioni in modo polarizzato, con la necessità di dimostrare di avere ragione o di considerare gli altri come nemici. Questo può generare reattività e tensioni nelle relazioni interpersonali.In secondo luogo, il pensiero catastrofico, che consiste nella tendenza a immaginare scenari negativi e catastrofici anche di fronte a situazioni di minore entità. Questo tipo di pensiero può alimentare ansia e preoccupazione costante.Inoltre, la personalizzazione, ovvero la tendenza a personalizzare situazioni ed eventi, come se il mondo girasse intorno a noi.Infine la difficoltà di gestire le emozioni di secondo livello, ovvero quelle generate dalla mente, riflettendo sulle situazioni che scatenano queste emozioni e a registrando quando si verificano, per poter lavorare sulla comprensione delle situazioni e dei pensieri associati, al fine di modificare la percezione e le reazioni emotive. L'obiettivo è sviluppare una migliore gestione delle emozioni.Cosa possiamo fare? Osservare e riconoscere le proprie emozioni, attraversarle senza paura e smettere di giudicarle. Fare un check-up delle situazioni che attivano le emozioni e valutare l'intensità di sintomi come la rabbia, la paura o la tristezza. Praticare la meditazione per osservare e riconoscere i propri pensieri, senza cercare di zittire la mente.Questi sono solo alcuni esempi di strategie da utilizzare per iniziare a lavorare con le proprie emozioni e aumentare il proprio benessere emotivo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

Timbuctu
Ep. 439 – Trump, Pat Garrett e Billy the Kid

Timbuctu

Play Episode Listen Later Apr 8, 2026 11:13


Possiamo capire qualcosa della violenza verbale e materiale del Presidente degli Stati Uniti di oggi risalendo a un periodo cruciale della storia di quel paese, quando violenza e libertà erano inestricabilmente legate e i confini della legge erano incerti come quelli del territorio? Qualche indizio prezioso sta nella storia del bandito che diventa forza dell'ordine e dell'amico che invece rimane bandito (e ragazzo) per sempre. Fino allo scontro finale da cui comincia una Storia nuova. Gli orfani. Una storia di Billy the Kid di Éric Vuillard, edizioni e/o Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 29 novembre 2025 sulla percezione di sé come donatore

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

Play Episode Listen Later Apr 5, 2026 2:05


Riflessioni di Ajahn Jayasaro. La percezione di sé come persona in grado di donare è stimolante. Vedere se stessi come donatori - come qualcuno che dona, quindi che ha qualcosa da offrire, come qualcuno che può fare una differenza positiva, anche se minima, nella vita altrui - pone solide basi per una buona salute mentale. Ci sono talmente tante cose che possiamo donare, per esempio: * Possiamo offrire sostegno materiale, oggetti concreti. * Possiamo offrire cura. * Possiamo offrire protezione. * Possiamo offrire il nostro tempo. * Possiamo offrire rispetto. * Possiamo offrire alle persone la conoscenza che non hanno. * Possiamo offrire opportunità e seconde possibilità. * Possiamo offrire incoraggiamento. * Possiamo dare sicurezza agli altri, osservando i precetti. * Possiamo offrire agli altri i meriti della nostra pratica. Anziché essere praticanti che si sforzano e si concentrano, possiamo donare il nostro impegno alla pratica del Dhamma, e prestare attenzione al nostro oggetto di meditazione. Quando inquadriamo le cose in termini di “dono”, troviamo gioia ed energia nel cammino. Ajahn Jayasāro, 29 Novembre 2025

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Se Conosci Queste 10 Regole, il Tuo Livello è AVANZATO

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later Apr 2, 2026 50:11


Ti sei mai chiesto perché alcuni stranieri parlano italiano in modo così naturale e sofisticato da sembrare quasi madrelingua? Il segreto sta nella padronanza di alcuni argomenti grammaticali avanzati. Questi 10 argomenti ti permetteranno di esprimerti con la precisione e l'eleganza di un vero italiano! I 10 Argomenti C2 che Ti Faranno Parlare Come un Italiano 1. Congiuntivo vs Indicativo: La Scelta che Fa la Differenza Questa è la vera prova del fuoco: saper scegliere tra congiuntivo e indicativo ti farà sembrare un vero esperto della lingua italiana. La distinzione fondamentale sta nel grado di certezza che vuoi esprimere. L'Indicativo: Il Modo della Certezza L'indicativo è il modo della realtà, dei fatti concreti e delle certezze. Si usa quando vuoi esprimere qualcosa di oggettivo e verificabile. Esempi pratici: "So che Marco è a casa" → Ne sono certo! "È vero che piove" → È un fatto verificabile! "Vedo che hai studiato" → È evidente dai risultati! Il Congiuntivo: Il Modo del Dubbio Il congiuntivo è il modo delle opinioni, dei dubbi e delle ipotesi. Si usa quando vuoi esprimere qualcosa di soggettivo o incerto. Esempi pratici: "Penso che Marco sia a casa" → Ma non ne sono sicuro "Credo che piova" → È la mia opinione personale "Suppongo che abbia studiato" → È una supposizione Tabella Riepilogativa: Verbi che Richiedono Indicativo vs Congiuntivo Verbi + INDICATIVOVerbi + CONGIUNTIVOSapere: "So che è vero"Pensare, credere, supporre: "Penso che sia giusto"Essere sicuro: "Sono sicuro che viene"Sembrare, parere: "Sembra che abbia ragione"Vedere: "Vedo che è stanco"Dubitare: "Dubito che venga"È vero/certo/evidente che: "È vero che parla bene"Sperare, desiderare, volere: "Spero che tu stia bene"Ricordare: "Ricordo che era qui"Temere, avere paura: "Temo che sia tardi" Il Trucco per Non Sbagliare Mai Chiediti sempre: "È un fatto o un'opinione?" Se è un fatto verificabile, usa l'indicativo. Se è un'opinione, un dubbio o una speranza, usa il congiuntivo. Congiunzioni che Richiedono Sempre il Congiuntivo CongiunzioneEsempioBenché, sebbene, nonostante"Benché sia stanco, continuo a lavorare"Affinché, perché (scopo)"Studio affinché tu sia orgoglioso di me"Prima che"Esci prima che piova"Senza che"È partito senza che io lo sapessi"A meno che"Vengo a meno che tu non voglia" 2. La Forma di Cortesia: L'Eleganza Italiana In italiano, la cortesia non è solo questione di "per favore" e "grazie", ma è un sistema grammaticale completo che dimostra rispetto ed educazione. Padroneggiare la forma di cortesia ti farà apparire raffinato e rispettoso in qualsiasi contesto formale. Il Lei Formale Usiamo la terza persona singolare femminile per rivolgerci a persone che non conosciamo, anziani, superiori o in contesti formali come uffici, negozi eleganti e università. Trasformazione nei Tempi Verbali Tempo VerbaleInformale (Tu)Formale (Lei)Presente"Tu vai""Lei va"Presente"Tu hai""Lei ha"Presente"Tu sei""Lei è"Passato prossimo"Tu sei andato""Lei è andato/a"Imperfetto"Tu eri""Lei era"Futuro"Tu andrai""Lei andrà" Trasformazione con i Pronomi Tipo di PronomeInformale (Tu)Formale (Lei)Diretto"Ti vedo""La vedo"Indiretto"Ti telefono""Le telefono"Con i verbi"Ti do questo""Le do questo"Riflessivo"Ti siedi""Si siede" L'Imperativo Formale: Un Segreto Importante L'imperativo formale si forma usando il congiuntivo presente! Questo è un dettaglio che molti studenti ignorano. Imperativo Informale (Tu)Imperativo Formale (Lei)"Ascolta!""Ascolti!""Vieni qui!""Venga qui!""Dimmi!""Mi dica!""Siediti!""Si sieda!""Stai attento!""Stia attento!""Fa' presto!""Faccia presto!""Non parlare!""Non parli!""Non andare!""Non vada!" Quando Passare dal Lei al Tu In Italia, il passaggio dal Lei al tu è un momento sociale importante. Di solito la persona più anziana o il superiore propone il passaggio al tu. Puoi dire: "Possiamo darci del tu?" oppure "Diamoci del tu!" Curiosità culturale: In alcune regioni del sud Italia, si usa ancora il "Voi" di cortesia, soprattutto con gli anziani: "Voi come state? Voi avete bisogno di qualcosa?" Questo uso è molto formale e rispettoso, persino più del "Lei"! Errori da Evitare Assolutamente "Lei hai ragione" → Mescolare Lei con la seconda persona "Lei ha ragione" "La chiamo più tardi" → Quando si parla direttamente alla persona (pronome sbagliato) "Le telefono più tardi" 3. Il Si Impersonale: Parlare in Generale Il "si" impersonale è una costruzione tipicamente italiana che non ha un equivalente diretto in molte lingue! Padroneggiarlo rende il tuo italiano molto più naturale e meno "tradotto". Formazione Base SI + verbo alla terza persona singolare (o plurale) Quando Si Usa il Si Impersonale UsoEsempioSignificatoPer generalizzare"In Italia si mangia bene"= La gente mangia benePer dare istruzioni"Si prende il treno e si scende alla seconda fermata"= Tu prendi il treno...Per evitare "io" o "tu""Come si dice in italiano?"= Come dici/diciamo...?Nelle ricette"Si mescolano le uova con lo zucchero"= Mescola le uova...Nei cartelli"Non si fuma", "Si prega di non disturbare"= È vietato fumare La Regola Fondamentale dell'Accordo Tipo di VerboRegolaEsempioTransitivo + oggetto singolareVerbo singolare"Si vende casa"Transitivo + oggetto pluraleVerbo plurale"Si vendono case"IntransitivoSempre singolare"Si va al mare", "Si dorme bene qui" Il Si Impersonale con i Verbi Riflessivi Quando il verbo è già riflessivo, il "si" impersonale diventa "ci si": "Lavarsi" → "Ci si lava" (= la gente si lava) "Divertirsi" → "Ci si diverte" (= la gente si diverte) "Alzarsi" → "Ci si alza presto" (= la gente si alza presto) 4. Il Periodo Ipotetico: Tutte le Possibilità Il periodo ipotetico esprime situazioni ipotetiche, sogni, rimpianti o possibilità. È formato da due parti: la protasi (la condizione, introdotta da "se") e l'apodosi (la conseguenza). Ce ne sono tre tipi principali! I Tre Tipi di Periodo Ipotetico TipoSignificatoStrutturaEsempioPRIMO TIPORealtà (probabile che succeda)SE + indicativo presente → indicativo presente/futuro/imperativo"Se piove, prendo l'ombrello"; "Se studierai, passerai l'esame"SECONDO TIPOPossibilità (poco probabile)SE + congiuntivo imperfetto → condizionale presente"Se fossi ricco, comprerei una Ferrari"; "Se avessi tempo, verrei con te"TERZO TIPOImpossibilità (non è successo)SE + congiuntivo trapassato → condizionale passato"Se avessi studiato, avrei passato l'esame"; "Se fossi venuto, ti saresti divertito" L'Errore Più Comune da Evitare "Se avrei..." → MAI! Dopo SE non si usa mai il condizionale! "Se avessi..." → Sempre congiuntivo dopo SE! Il Periodo Ipotetico Misto Puoi mescolare passato e presente quando la causa è passata ma la conseguenza è presente. Formazione: SE + congiuntivo trapassato → condizionale presente "Se avessi studiato di più (passato), ora sarei più preparato (presente)" 5. Il Discorso Indiretto: Riportare le Parole Altrui Quando riporti quello che qualcuno ha detto, non puoi semplicemente ripetere le sue parole. Devi trasformare la frase seguendo regole precise. Questo si chiama "discorso indiretto" ed è essenziale per raccontare conversazioni, dare notizie o riferire informazioni. Discorso diretto: "Marco dice: 'Vado al cinema'" Discorso indiretto: "Marco dice che va al cinema" Cosa Cambia nel Discorso Indiretto ElementoDiscorso DirettoDiscorso IndirettoPronomi"Io""lui/lei"Possessivi"Mio""suo"Indicatori di tempo"Oggi""quel giorno"Indicatori di tempo"Domani""il giorno dopo"Indicatori di tempo"Ieri""il giorno prima"Indicatori di luogo"Qui""lì"Verbi (imperativo)"Vieni!""di venire" Trasformazione dei Tempi Verbali (con verbo principale al passato) Discorso DirettoDiscorso Indiretto"Marco ha detto: 'Vado al cinema'""Marco ha detto che andava al cinema""Marco ha detto: 'Sono andato'""Marco ha detto che era andato""Marco ha detto: 'Andrò'""Marco ha detto che sarebbe andato" 6. La Consecutio Temporum: La Concordanza dei Tempi La consecutio temporum (letteralmente "successione dei tempi") è l'arte di far concordare i tempi verbali nelle frasi complesse. È fondamentale quando nella frase c'è una proposizione principale e una subordinata, specialmente con il congiuntivo. Quando la Frase Principale è al Presente Rapporto TemporaleTempo da UsareEsempioContemporaneitàCongiuntivo presente"Penso che sia intelligente"AnterioritàCongiuntivo passato"Penso che sia stato bravo"PosterioritàFuturo o congiuntivo"Penso che sarà/sia bravo" Quando la Frase Principale è al Passato Rapporto TemporaleTempo da UsareEsempioContemporaneitàCongiuntivo imperfetto"Pensavo che fosse intelligente"AnterioritàCongiuntivo trapassato"Pensavo che fosse stato bravo"PosterioritàCondizionale passato"Pensavo che sarebbe stato bravo" Il Trucco per Non Sbagliare Sulla linea del tempo, dove si trova l'azione rispetto alla principale? Prima, contemporaneamente o dopo? La risposta ti guiderà nella scelta del tempo corretto. 7. Il Passato Remoto: Il Tempo dei Narratori Il passato remoto è il tempo della narrazione, della storia e della letteratura. È usato soprattutto nella narrazione scritta (libri, articoli giornalistici) e nel sud Italia anche nel parlato quotidiano. Al nord, invece, è quasi scomparso dalla lingua parlata. Formazione dei Verbi Regolari PersonaPARLARE (-ARE)VENDERE (-ERE)PARTIRE (-IRE)Ioparlaivendei/vendettipartiiTuparlastivendestipartistiLui/Leiparlòvendé/vendettepartìNoiparlammovendemmopartimmoVoiparlastevendestepartisteLoroparlaronovenderono/vendetteropartirono Verbi Irregolari Comuni VerboIoTuLui/LeiNoiVoiLoroESSEREfuifostifufummofostefuronoAVEREebbiavestiebbeavemmoavesteebberoFAREfecifacestifecefacemmofacestefeceroDAREdiedidestidiededemmodestediederoDIREdissidicestidisse

Focus economia
Turismo, Pasqua alle porte. Come impatta la crisi in Medio Oriente?

Focus economia

Play Episode Listen Later Mar 27, 2026


A una settimana da Pasqua, Tecnè per Federalberghi stima che saranno 10,6 milioni gli italiani che partiranno per godersi un soggiorno fuori di casa, principalmente in zone vicine alla propria regione, senza esagerare con le distanze. La maggioranza di essi, l 85%, resterà nel Belpaese, mentre solo il 15% opterà per destinazioni estere. Il tutto produrrà un giro di affari di 5,5 miliardi di euro.Se i numeri lasciano ben sperare non mancano i timori legati alla crisi internazionale che sta colpendo soprattuto il trasporto aereo. Possiamo parlare di un test positivo, diciamo di buona tenuta del settore, in attesa della stagione estiva. Ancora una volta gli italiani dimostrano amore per il proprio Paese, che viene percepito come sicuro ha dichiarato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, commentando a caldo l indagine Ma io inviterei alla prudenza, considerando il fatto che buona parte del campione ha mostrato una certa sensibilità proprio al tema della sicurezza . In questo momento, davvero non possiamo ignorare il contesto geopolitico in cui ci si trova, in Italia, in Europa e nel mondo. E poiché il turismo, proprio nella sua trasversalità, dialoga con tutte le realtà, senza limiti e senza confini, mi preme dire che i conflitti danneggiano il settore. Oggi, infatti, non è a rischio il turismo di prossimità, bensì è a rischio il turismo alto spendente che proviene dall altra parte dell Oceano .Secondo un monitoraggio di Confindustria Alberghi della scorsa settimana, il 62% delle strutture ricettive registra una contrazione delle prenotazioni accompagnata da un aumento delle cancellazioni, in particolare dai mercati extra-UE. Il fenomeno colpisce in modo asimmetrico, concentrandosi nelle aree e nei segmenti più esposti alla domanda internazionale. Le città d arte risultano le più vulnerabili, con un aumento delle cancellazioni in particolare nelle strutture lusso ed extra lusso (a Roma si attestano intorno all 80%). Anche Milano, pur sostenuta dalla componente business, registra un impatto significativo (76%). Sul fronte delle prenotazioni, i primi cali riguardano fino all 80% delle strutture a Torino e il 73% a Venezia. Il segmento più colpito è quello di fascia alta. Il 67% degli hotel a 5 stelle e il 65% dei 4 stelle segnalano un aumento delle cancellazioni.Sono intervenuti a Focus Economia Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria e Paolo Manca, vice presidente Federalberghi nazionale.AI in Italia 2025, crescita, sfide etiche e sostenibilitàNel 2025 il mercato dell AI in Italia ha raggiunto 1,8 miliardi di euro e secondo l Osservatorio AI del Politecnico di Milano si sentono gli effetti dell'intelligenza artificiale generativa (GenAI), ma è anche il momento di riflettere sulla sostenibilità finanziaria, sociale ed etica necessaria per una trasformazione strutturale e duratura del sistema Paese.La crescita dell'industria AI in Italia è trainata per il 46% da soluzioni di GenAI o progetti ibridi, mentre il restante 54% rimane legato a modelli di Machine Learning più tradizionali. La sostenibilità di questo settore dipende dalla capacità di passare da una fase di entusiasmo iniziale a percorsi di implementazione personalizzati e progressivi, che possano garantire benefici reali ed economici nel lungo periodo. Attualmente, mentre il 71% delle grandi imprese ha avviato progetti di AI, nelle piccole e medie imprese la percentuale scende drasticamente all 8%, evidenziando un divario che potrebbe minare la coesione e la sostenibilità del sistema produttivo nazionale.Ai microfoni di Sebastiano Barisoni, il commento di Cosimo Accoto, Filosofo delle nuove ingegnerie tecnologiche, AI research affiliate presso MIT di Boston e Teodoro Lio, AD Accenture Italia, una delle principali società di soluzioni e servizi che aiuta le organizzazioni a reinventarsi per generare valore rapidamente e su larga scala, con oltre 24mila dipendenti in Italia.

Fluent Fiction - Italian
Trevi Tale: A Heirloom's Journey Through Trastevere

Fluent Fiction - Italian

Play Episode Listen Later Mar 19, 2026 16:43 Transcription Available


Fluent Fiction - Italian: Trevi Tale: A Heirloom's Journey Through Trastevere Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2026-03-19-22-34-01-it Story Transcript:It: La gelateria "Dolce Vita" era piena di vita quel pomeriggio di primavera.En: The ice cream shop "Dolce Vita" was full of life that spring afternoon.It: Le decorazioni per la Festa di San Giuseppe coloravano la piazza di Trastevere di un arcobaleno di luci e festoni.En: The decorations for the Festa di San Giuseppe colored the piazza of Trastevere with a rainbow of lights and banners.It: Il profumo dei cannoli e del gelato alla nocciola riempiva l'aria, mentre il suono di risate e musica si mischiava al chiacchiericcio delle persone.En: The fragrance of cannoli and hazelnut gelato filled the air, while the sound of laughter and music mixed with the chatter of people.It: Luca, un giovane cauto e legato alla famiglia, era più preoccupato del solito.En: Luca, a cautious young man devoted to his family, was more worried than usual.It: Al suo petto portava un ciondolo antico, un gioiello di famiglia di immenso valore.En: He wore an ancient pendant, a family heirloom of immense value, on his chest.It: Quel giorno, però, il destino sembrava avere altri piani.En: On that day, however, fate seemed to have other plans.It: Mentre Luca si affacciava al banco per ordinare un cono gelato al pistacchio, un uomo si avvicinò velocemente e, in uno scatto fulmineo, afferrò la catenina e sparì nella folla.En: As Luca approached the counter to order a pistachio gelato cone, a man quickly approached him and, with a lightning-fast move, snatched the necklace and disappeared into the crowd.It: Giulia, una ragazza dagli occhi attenti che si trovava vicino, notò tutto e corse verso Luca.En: Giulia, a keen-eyed girl who was nearby, noticed everything and ran towards Luca.It: "Ho visto tutto! Possiamo seguirlo!" disse con determinazione.En: "I saw everything! We can follow him!" she said with determination.It: Alessandro, un amico astuto di Luca che conosceva bene i vicoli di Roma, si aggiunse al piano.En: Alessandro, a clever friend of Luca who knew the alleys of Rome well, joined the plan.It: "Dobbiamo muoverci veloce," disse.En: "We need to move fast," he said.It: "Conosco dei posti dove potrebbe nascondersi."En: "I know places where he might hide."It: Insieme, i tre attraversarono la gelateria e le strade affollate.En: Together, the three crossed the ice cream shop and the crowded streets.It: Luca lottava contro i dubbi che lo assalivano.En: Luca struggled with the doubts that assailed him.It: "E se non riusciamo? E se perdo per sempre il gioiello?" pensava, mentre correvano verso una delle poche direzioni possibili nella piazza gremita.En: "What if we don't succeed? What if I lose the jewel forever?" he thought as they ran toward one of the few possible directions in the crowded piazza.It: La ricerca li portò fino alla fontana di Trevi, dove il ladro cercava di confondersi tra i turisti in festa.En: Their chase led them to the Trevi Fountain, where the thief was trying to blend in with the festive tourists.It: Alessandro riconobbe l'uomo e fece segno agli altri.En: Alessandro recognized the man and signaled to the others.It: Il momento era cruciale, e Luca sapeva di dover agire.En: The moment was crucial, and Luca knew he had to act.It: Con il cuore in gola, si avvicinò al ladro e con voce ferma disse, "Devi restituirmelo. È parte della mia famiglia."En: With his heart pounding, he approached the thief and said firmly, "You have to return it. It's part of my family."It: Il ladro esitò per un attimo, sorpreso dalla determinazione di Luca.En: The thief hesitated for a moment, surprised by Luca's determination.It: La folla intorno sembrò immobilizzarsi, come in attesa di un finale.En: The crowd around seemed to freeze, as if waiting for a finale.It: Con riluttanza, l'uomo lasciò cadere il gioiello nelle mani di Luca e sparì tra la gente.En: Reluctantly, the man let the jewel drop into Luca's hands and disappeared among the people.It: Tornati alla gelateria, accolti da un abbraccio di festa e sollievo, Luca si sentiva diverso.En: Back at the ice cream shop, welcomed by a hug of celebration and relief, Luca felt different.It: Aveva affrontato le sue paure e recuperato qualcosa di più di un semplice ciondolo.En: He had faced his fears and recovered something more than just a pendant.It: Aveva ritrovato fiducia in sé stesso.En: He had regained confidence in himself.It: Con il gioiello al sicuro e gli amici al suo fianco, Luca guardava le luci della festa.En: With the jewel secure and his friends by his side, Luca looked at the festival lights.It: Ora sapeva di poter portare avanti con orgoglio l'eredità della sua famiglia.En: Now he knew he could proudly carry on his family's legacy. Vocabulary Words:the ice cream shop: la gelateriafull of life: piena di vitathe decorations: le decorazionifragrance: profumohazelnut: la nocciolalaughter: le risatechatter: il chiacchiericciothe heirloom: il gioielloimmense: immensofate: il destinothe counter: il bancolightning-fast: fulmineosnatched: afferròthe necklace: la cateninakeen-eyed: dagli occhi attentidetermination: la determinazioneclever: astutoalleys: i vicolidoubts: i dubbiassailed: assalivanothe chase: la ricercablend in: confondersifestive: di festasignal: fece segnocrucial: crucialepounding: in golafirmly: con voce fermahesitated: esitòreluctantly: con riluttanzafreeze: immobilizzarsi

5 Minute Italian
221: Italian Verb Potere: How to Use It When in Italy

5 Minute Italian

Play Episode Listen Later Mar 17, 2026 19:46


The Italian verb “potere” means “can”, but it doesn't always work the same way. Learn how to use it correctly and avoid common mistakes. Learn about our Online Italian School and get a free mini lesson every week: https://joyoflanguages.online/italian-school Subscribe to our new YouTube channel: https://www.youtube.com/@joyoflanguages.italian?sub_confirmation=1 Get the bonus materials for this episode: https://italian.joyoflanguages.com/podcast/Italian-verb-potere Today's Italian words: Posso? = Can I? / May I? Possiamo andare = We can go Puoi prenotare un tavolo per stasera = You can reserve a table for tonight (singular, informal) Potete lasciare le valigie qui= You can leave your luggage here (plural)

Made IT
FINALMENTE possiamo dirvelo

Made IT

Play Episode Listen Later Mar 10, 2026 6:40


Sei anni fa abbiamo iniziato Made IT con un microfono, tanta curiosità e una missione:valorizzare il talento italiano e raccontare cosa si nasconde davvero dietro al successo. Non sapevamo esattamente dove ci avrebbe portato questo progetto. Ma sapevamo una cosa: se volevamo trasformarlo in qualcosa di solido e duraturo, prima o poi avremmo dovuto trovare il partner giusto con cui costruire nel tempo. Non solo uno sponsor. Ma qualcuno che credesse davvero in chi ogni giorno prova a costruire qualcosa: imprenditori, freelance, creator, partite IVA. Oggi sono molto felice di annunciare che Made IT ha firmato una partnership di un anno con ING Business Banking. Per noi significa poter continuare a fare quello che facciamo meglio:raccontare le storie di chi crea, rischia, cade e riparte per costruire qualcosa di grande. Nel video qui sotto racconto un pezzo della storia di Made IT, cosa significa trasformare una passione in un business, la legge del distacco (grazie Camilla Brossa) e tutto quello che è successo dietro le quinte di questa partnership. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Italiano sì
114 - Di sentirci bene e vederci male

Italiano sì

Play Episode Listen Later Mar 10, 2026 21:30


TRASCRIZIONE E VOCABOLARIOPuoi sostenere il mio lavoro con una donazione su Patreonhttps://www.patreon.com/italianosiPer €2 al mese riceverai le trascrizioni di tutti i PodcastPer €3 al mese riceverai, oltre alle trascrizioni, anche una lista dei vocaboli più difficili, con spiegazione in italiano e traduzione in inglese.L'ARGOMENTO DELLA PUNTATASì, parliamo ancora di verbi pronominali. Ma non solo pronominali. Oggi esploriamo le diverse sfumature di vedere, vedersi, vederci, sentire, sentirci... etc.TRASCRIZIONECiao a tutti e ciao a tutte, bentornati, bentornate. Ecco, cominciamo malissimo. Prima di iniziare ho pensato: "Chissà se oggi riesco ad avere abbastanza voce per parlare?". Ho provato a cantare un po' per riscaldare la voce e ho pensato: "Sì, dai, oggi riesco”. E... no, ho ancora raffreddore, mal di gola... ah, che disastro. Perdonatemi. Registrerò comunque questa puntata perché... perché parto. Sto per partire, fra una settimana e mezzo; quindi ho una decina di giorni ancora per registrare podcast, editare. Insomma, non è tanto tempo per me e dunque perdonatemi se ancora mi sentite raffreddata. Che non significa che sono fredda, ma ho il raffreddore, sono malata, sono raffreddata. Possiamo effettivamente anche usarlo per parlare di qualcosa di freddo, però nel senso- vi faccio un esempio:[...]MY YOUTUBE CHANNELSupport the show

il posto delle parole
Alberto Frigo "Di arte si vive"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Mar 6, 2026 26:10


Alberto Frigo"Di arte si vive"Come la pittura resiste al tempo, e il potere che ha su di noiAnders Solferinowww.solferinolibri.itViviamo sommersi da immagini, che scorrono via velocemente e che teniamo a distanza negli schermi dei telefoni e dei pc. Eppure, i quadri restano fermi e chiedono a gran voce la nostra attenzione e la nostra presenza in carne e ossa. Possiamo assistere in streaming a un concerto, a una conferenza, a una messa, a uno spettacolo teatrale. Però un quadro ammirato dal vivo è diverso da un quadro visto sullo schermo di un cellulare o di un computer.Capire come mai un'opera d'arte abbia questo privilegio non è per niente semplice e Alberto Frigo, filosofo e pittore, prova a farlo stando da entrambi i lati del cavalletto, perché parlare della pittura senza averla praticata è come parlare delle nuvole senza averci mai volato sopra. Che qualità deve avere un dipinto per resistere appeso alle pareti di casa, tenendo quotidianamente testa ai nostri sguardi? È qualcosa che non ha a che fare né con le teorie del bello, né con la passione (o il feticismo) per l'antico conservato nei musei, ma con una filosofia dell'arte più attenta a come le opere nascono e a come possono entrare nelle nostre vite, accompagnandole per anni, reclamando sempre lo stesso sguardo attento, stupefatto, curioso.Alberto Frigo insegna Storia della filosofia moderna all'Università Statale di Milano ed è stato visiting professor all'Università Sorbona e al Collegium de Lyon – Institut d'Études Avancées. Si è occupato in particolare di Pascal, ha curato varie edizioni di testi di Montaigne e prepara attualmente una nuova traduzione italiana dei Saggi per i Meridiani Mondadori. Scrive di storia dell'arte per «Le Figaro magazine» e per diverse testate italiane e internazionali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

il posto delle parole
Guendalina Middei "Non rinnegare il cuore"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Feb 19, 2026 15:32


Guendalina Middei@professor X"Non rinnegare il cuore"Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengonoFeltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itGuendalina Middei torna a farci innamorare della letteratura, stavolta accompagnandoci nei segreti degli autori più amati di sempre. Dickinson, Hemingway, Calvino,ma anche Van Gogh, Bulgakov, Darwish e Deledda, sono i protagonisti di sette originalissimi racconti con cui Middei ci accompagna alla scoperta delle loro vite. Non semplici biografie, ma viaggi alla ricerca dell'anima di donne e uomini che con le loro esistenze, alle volte sofferte, gioiose, tristi, avventurose, ma sempre profondamente appassionate, hanno sfidato la società e cambiato la storia. E continuano a cambiarla tuttora.Chi meglio di Grazia Deledda, nata in un'epoca in cui nascere femmina era una disgrazia, può parlarci del coraggio e della tenacia dell'essere donna? Qual era il segreto di Emily Dickinson? Come fece Bulgakov a resistere alla censura spietata e al controllo oppressivo dal regime sovietico? Quante volte, poi, come Van Gogh, ci siamo sentiti schiacciati dalla timidezza, e vorremmo trovare come fece lui la forza per dire ciò che agita il nostro cuore?«Non rinnegare il cuore» non è soltanto un libro sui classici e i loro autori, ma è un invito a ritrovare la carica attraverso le storie di coloro che scelsero di non omologarsi e di sovvertire le regole. E riuscirono a trasformare il fallimento in coraggio, la sconfitta in forza, e il disprezzo del mondo in bellezza. Perché non per subire, ma per brillare, siamo nati. E per fare rumore.Possiamo ritrovare la voglia di rincorrere i nostri sogni seguendo le orme di Hemingway? Imparare ad andare contro corrente grazie a Emily Dickinson? E riscoprire il desiderio di volare liberi in un mondo di uomini-macchina?Guendalina Middei, alias Professor X, è nata a Roma nel 1992. Fin da adolescente coltiva la sua grande passione per la letteratura e la cultura classica. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere e un master in Giornalismo culturale, si è dedicata all'insegnamento nei licei e alla scrittura. Ha collaborato con diverse riviste letterarie e oggi firma una rubrica per l'“Indipendente”. Nel 2021 ha esordito nella narrativa con il romanzo storico Clodio, seguito nel 2023 da Intervista con un matto, editi da Navarra Editore.Con Feltrinelli ha pubblicato i saggi divulgativi Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera (2024), Sopravvivere al lunedì mattina con Lolita (2025) e Non rinnegare il cuore. Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengono (2026).Nei suoi incontri a teatro avvicina giovani e adulti al mondo meraviglioso e inesauribile dei classici. Nel 2019 ha aperto la pagina Facebook Professor X e nel 2022 il profilo Instagram, divenuti punti di riferimento per oltre mezzo milione di lettori appassionati o incuriositi dalla letteratura.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
14 Coppie di Parole Italiane che CONFONDONO Anche i Madrelingua

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later Feb 8, 2026 34:30


L'italiano ama metterci alla prova con parole che sembrano gemelle ma sono cugine lontane. In questo articolo imparerete a distinguere e utilizzare correttamente 14 coppie di parole italiane che creano spesso confusione tra gli stranieri che studiano la nostra lingua.Padroneggiare queste distinzioni vi farà parlare italiano in modo più naturale e preciso, e vi eviterà qualche figuraccia imbarazzante! 30 Parole che Creano Confusione in Italiano 1. VIAGGIO - GITA Cominciamo con viaggio e gita, due parole legate al tema degli spostamenti. Entrambe significano che vi muovete da qualche parte, ma c'è una bella differenza! VIAGGIO si riferisce a uno spostamento generalmente lungo, che può durare diversi giorni o addirittura settimane. È un termine più formale e generico. Pensate a un viaggio come a qualcosa di importante, magari con valigie, prenotazioni d'hotel. GITA, invece, indica un'escursione breve, solitamente di un solo giorno, spesso con scopo ricreativo o educativo. La gita è sempre qualcosa di leggero e piacevole! Differenze Chiave tra Viaggio e Gita Il viaggio è lungo, la gita è breve Il viaggio può essere per lavoro o piacere, la gita è quasi sempre per divertimento Si dice "viaggio d'affari", ma "gita scolastica" Aspetto economico: un viaggio richiede generalmente un budget più alto con hotel, voli, ristoranti, mentre una gita è più economica Pianificazione: il viaggio richiede pianificazione anticipata (prenotazioni, itinerari), la gita può essere anche spontanea, decisa all'ultimo momento Bagagli: per un viaggio servono valigie pesanti e tanti vestiti, per una gita basta uno zaino leggero! Esempi pratici di utilizzo Viaggio: "Quest'estate farò un viaggio in Giappone di tre settimane." "Il viaggio in treno da Roma a Milano dura circa 3 ore." Gita: "Domenica organizziamo una gita al lago con i bambini." "La scuola ha organizzato una gita al museo di arte moderna." 2. TERRA - SUOLO - PAVIMENTO Ecco tre parole che si riferiscono tutte a "quello che calpestiamo", ma con differenze importanti! Preparatevi, perché qui le cose si fanno interessanti. TERRA indica il pianeta Terra, il terreno naturale fatto di rocce, sabbia, erba, o anche il suolo su cui si coltiva. È la parola più generale e versatile. SUOLO è un termine più tecnico e formale che si riferisce alla superficie terrestre o al terreno, soprattutto in contesti scientifici, agricoli o geografici. PAVIMENTO è la superficie artificiale che si trova all'interno degli edifici, fatta di piastrelle, legno, marmo e via dicendo. Come Distinguere Terra, Suolo e Pavimento Terra = naturale, all'esterno Suolo = termine tecnico per il terreno Pavimento = artificiale, all'interno Contesto d'uso: "Terra" si usa anche in tante espressioni idiomatiche come "avere i piedi per terra" (essere realisti), "cadere a terra", "toccare terra", mentre "suolo" e "pavimento" non hanno questi usi figurati Pulizia: Solo il pavimento si "lava" o "pulisce" con il mocio! La terra e il suolo non si puliscono (semmai si pulisce qualcosa "dal" pavimento) Esempi pratici di utilizzo Terra: "Gli astronauti sono tornati sulla Terra dopo sei mesi nello spazio." "Il bambino gioca con la terra in giardino." "Devi essere più realista e avere i piedi per terra!" (Espressione idiomatica!) Suolo: "Il suolo di questa regione è molto fertile e adatto alla coltivazione del grano." Pavimento: "Ho pulito il pavimento della cucina con il mocio." "Attento! Ho appena lavato il pavimento, è ancora bagnato!" 3. MURO - PARETE Queste due parole possono sembrare sinonimi perfetti, ma non lo sono! È una delle distinzioni che confondono anche qualche italiano, quindi non sentitevi male. MURO è una struttura esterna, spessa e robusta, fatta generalmente di mattoni, pietra o cemento. I muri separano edifici diversi o delimitano spazi esterni. Pensate ai muri come a qualcosa di solido e massiccio, difficile da buttare giù! PARETE è una struttura interna, più sottile, che divide le stanze all'interno di un edificio. Le pareti sono generalmente intonacate e dipinte, magari di un bel colore che avete scelto con cura. Differenze Fondamentali tra Muro e Parete Muro = esterno, spesso, strutturale Parete = interna, più sottile, divisoria Funzione strutturale: il muro è quasi sempre portante, cioè sostiene il peso dell'edificio, mentre la parete può essere solo divisoria, non strutturale Materiale: i muri sono sempre in muratura solida (mattoni, pietra, cemento), le pareti interne possono essere anche in cartongesso o altri materiali leggeri Demolizione: abbattere un muro richiede permessi edilizi perché è strutturale, spostare una parete divisoria è molto più semplice e spesso non serve nemmeno il permesso! Esempi pratici di utilizzo Muro: "Il muro di cinta del giardino è alto tre metri." "Il muro di Berlino fu abbattuto nel 1989." "Prima di abbattere quel muro, devi chiedere il permesso al comune perché è portante." Parete: "Voglio appendere questo quadro alla parete del soggiorno." "Le pareti di questa casa sono sottili, si sente tutto dai vicini!" 4. CONGELARE - SURGELARE Entrambe queste parole hanno a che fare con il freddo estremo, ma attenzione: NON sono intercambiabili! CONGELARE significa portare qualcosa a una temperatura molto bassa fino a quando diventa ghiaccio o si solidifica. Si usa anche in senso figurato quando avete così tanto freddo che vi sentite trasformare in un ghiacciolo umano! SURGELARE è un processo industriale specifico che porta gli alimenti a temperature bassissime molto rapidamente per conservarli a lungo mantenendo qualità e nutrienti. I prodotti surgelati sono quelli che trovate al supermercato nel reparto freezer. Differenze Principali tra Congelare e Surgelare Congelare = processo generico, può essere casalingo (anche voi stessi quando fa freddo) Surgelare = processo industriale specifico per alimenti (quello professionale) Temperatura: la surgelazione raggiunge temperature molto più basse (almeno -18°C) e molto rapidamente, mentre il congelamento casalingo è più lento e può essere meno freddo Cristalli di ghiaccio: la surgelazione rapida crea cristalli di ghiaccio molto più piccoli che preservano meglio la struttura, il sapore e i nutrienti dell'alimento. Il congelamento lento crea cristalli più grandi che possono danneggiare le cellule del cibo Uso casalingo vs industriale: a casa, nel vostro freezer, voi "congelate" gli alimenti. In fabbrica, con macchinari speciali, si "surgela" Esempi pratici di utilizzo Congelare: "L'acqua della fontana si è congelata a causa del freddo." "Sto congelando! Possiamo accendere il riscaldamento?" "Ho congelato gli avanzi della cena nel freezer." (Processo casalingo) Surgelare: "I piselli surgelati mantengono meglio le vitamine di quelli in scatola." "Quando faccio la spesa, compro sempre verdure surgelate perché sono più comode e durano di più." 5. SENTIRE - ASCOLTARE Qui abbiamo una distinzione fondamentale tra un'azione passiva e una attiva! È un po' come la differenza tra guardare passivamente la TV e veramente prestare attenzione a quello che succede. SENTIRE è un verbo che indica la percezione involontaria di suoni attraverso l'orecchio. Non richiede concentrazione o volontà. ASCOLTARE significa prestare attenzione volontariamente a qualcosa che si sente. Richiede concentrazione e interesse. È quello che fate quando mettete le cuffie e vi concentrate sulla vostra canzone preferita. Differenze Essenziali tra Sentire e Ascoltare Sentire = passivo, involontario Ascoltare = attivo, volontario Con altri sensi: "Sentire" si usa anche per l'olfatto ("sento un buon profumo di caffè"), il gusto ("sento un sapore strano") e le sensazioni fisiche ("sento caldo", "sento freddo", "sento dolore"). "Ascoltare" invece funziona SOLO con l'udito! Attenzione paradossale: potete ascoltare anche senza sentire bene (se il volume è troppo basso o c'è rumore), oppure sentire senza ascoltare (quando qualcuno vi parla ma voi state ignorando volontariamente quello che dice) Espressioni comuni: si dice "sentirsi male/bene" per indicare uno stato fisico o emotivo, ma non si dice mai "ascoltarsi male"! Altre espressioni possono essere: "sentire la mancanza di qualcuno", "non sentirsi apprezzato" Esempi pratici di utilizzo Sentire: "Ho sentito un rumore strano in giardino." "Sento la musica dei vicini, è troppo alta!" (La percepisco, anche se preferirei non farlo) "Sento un profumo delizioso! Cosa stai cucinando?" (Olfatto) "Non mi sento bene, ho mal di testa." (Stato fisico) Ascoltare: "Ogni sera ascolto un podcast in italiano per migliorare la lingua." "Ascoltami quando ti parlo!" "Ti ascolto, dimmi tutto!" (Sto prestando attenzione volontariamente) 6. SCONTRINO - RICEVUTA - FATTURA I documenti fiscali italiani rappresentano una delle aree più complesse della lingua, creando confusione anche tra i parlanti nativi. Comprendere le differenze tra questi tre termini è fondamentale per gestire correttamente le transazioni commerciali e amministrative. Vediamo le distinzioni nel dettaglio. SCONTRINO è il documento fiscale che ricevete quando fate un acquisto in un negozio, bar o ristorante. Viene stampato dalla cassa e contiene informazioni minime: prezzo, data, nome del negozio. RICEVUTA è un documento più dettagliato dello scontrino, che conferma il pagamento in modo più formale. Contiene più informazioni e può essere chiesta specificatamente quando lo scontrino non basta. FATTURA è il documento fiscale più completo e formale, obbligatorio per le aziende e i professionisti. Contiene tutti i dati fiscali del venditore e del compratore (nome, cognome, indirizzo,

Educare con calma
253. Bugie: mi sembrano tutte scuse! (dal Forum de La Tela)

Educare con calma

Play Episode Listen Later Jan 23, 2026 15:02


In questo episodio di Educare con calma parlo delle bugie dei nostri figli partendo dalla condivisione della fatica di una genitrice sul Forum La Tela.Mi è sembrata davvero una bella occasione per offrirvi riflessioni un po' diverse su questo argomento e per aprire prospettive nuove su alcuni comportamenti scomodi dei nostri figli, che spesso siamo abituatǝ a leggere solo come problemi da correggere – e invece di solito rappresentano tutt'altro!Vi racconto di alcuni comportamenti che a noi adulti suonano come scuse o tentativi di ingannarci, e che per questo spesso accendono in noi un «allarme». Invece di chiederci come smascherare o correggere, vi propongo un cambio di sguardo: e se non fossero bugie, ma tentativi (a volte anche con grande capacità argomentativa) di raccontare una difficoltà, una paura o una frustrazione?Molte lamentele e bugie non sono strategie, ma richieste di essere vistǝ. Possiamo quindi partire dal credere a quello che bambinǝ ci dicono, e possiamo stare in relazione con queste «proteste creative» senza cedere né irrigidirci, facendo da interpretǝ, dando parole più semplici a quello che forse stanno cercando di dirci davvero.: Nell'episodio menziono⁠⁠⁠Il Forum della Comunità⁠⁠⁠Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠percorso per Educare a Lungo termine⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠, comprando il mio libro «⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Cosa sarò da grande⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠», regalando ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠una carta regalo⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di

Storie Sotto Le Stelle Podcast
La Gatta Giannina | Scritta da Lucia & Marco Ciappelli (Versione in Italiano) | Storie Sotto Le Stelle Podcast | Storie Brevi Per Bambini E Sognatori Di Ogni Età

Storie Sotto Le Stelle Podcast

Play Episode Listen Later Jan 18, 2026 11:26


La Gatta GianninaLa gatta Giannina viveva in una casa con il giardino. Il muro di cinta confinava da un lato con un parco dove i bambini si ritrovavano per giocare. Il paese era piccolo ma grazioso — dai davanzali delle case, vasi di gerani e di petunie scendevano come cascate colorate.La sua padrona, la Signora Mafalda, la portava spesso in giro per il centro abitato. Tutti i bambini la conoscevano e appena la vedevano le correvano incontro facendole feste a non finire.Giannina era una grande giocherellona. Durante la giornata si divertiva a rincorrere lucertole, cacciare insetti, farfalle e tutto ciò che si muoveva. Per riposarsi si sdraiava al sole sulle pietre calde e poi andava a rinfrescarsi tra i fili d'erba. Nel giardino, tra il melograno, il limone e l'ulivo dalle foglie argentate, lei e Mafalda passavano i pomeriggi a giocare insieme.Ma un giorno Mafalda iniziò a notare qualcosa di strano. Giannina saltava per cacciare, ma sbagliava la mira e finiva tra i cespugli di rose. "Ohi, ohi, ohi! Mi sono bucata e la mia coda è impigliata fra i rami!" miagolava. Scansava per miracolo gli alberi dove prima saliva con sicurezza. Raggiungeva le ciotole dell'acqua e del cibo con andatura incerta.Preoccupata, Mafalda la portò dal Veterinario.Dopo aver ascoltato le strane avventure della micina, il Dottore sorrise e con aria saggia diede la sua sentenza: "Questa gattina non ci vede bene. Ha bisogno degli occhiali."Detto fatto, in quattro e quattr'otto il veterinario cercò in una vetrina piena di montature per animali domestici e, trovata quella perfetta, esclamò: "Ecco qua un paio di occhiali da signora elegante!"Appena poggiati sul musetto simpatico di Giannina, la gatta si guardò intorno meravigliata. Vedeva tutto più chiaro! Si strofinò alle gambe del Veterinario e saltò fra le braccia di Mafalda come per ringraziarla.Il Dottore, colpito dalla sua dolcezza, le fece un regalo speciale: una catenella dorata con al centro una piccola perla che brillava di luce propria. Sussurrando, le disse: "Se chiudi gli occhi e sfiori questa perla con il nasino, entrerai in possesso di poteri magici che solo tu avrai. Serviranno per aiutare gli altri."Giannina pensò che forse quel Veterinario era anche un Mago, ma non disse niente a Mafalda. Era un segreto fra lei e lo strano Dottore.Sulla strada di ritorno, qualcuno si girava a guardarla pensando: quella gatta sembra misteriosa, c'è qualcosa che luccica intorno a lei.A casa, il primo desiderio di Giannina fu di salire su una sedia e mettersi a guardare dalla finestra. I fiori brillavano nei loro colori e perfino l'erba era di un verde lucente come coperta di rugiada. Sorrideva felice come non mai.Mafalda, partecipe della sua gioia, decise di portarla al parco.Arrivarono in un baleno. Gli scoiattoli sgambettavano sugli alberi, gli uccellini cantando volavano da un ramo all'altro. Piccoli animali sbucavano da ogni parte e i bambini li seguivano curiosi — correvano con le lucertole, saltavano con le farfalle che danzavano nell'aria, mentre le rosse coccinelle si posavano sulla loro pelle come portafortuna.Dopo rincorse, scivolate e girotondi, i bambini si sedettero sul prato per la merenda. Dagli zainetti colorati uscirono spuntini appetitosi.Fu allora che arrivarono."Vriiip! Vriiip! Vriiip!"A tutta birra, un plotone di formiche sfrecciava su micromoto rombanti. Portavano mini caschi lucidi in testa, occhialini tondi sugli occhi e stivaletti minuscoli alle zampette. Frenarono di colpo davanti ai bambini, sollevando nuvolette di polvere."Pista! Ci siamo anche noi!" gridò la formica capo, alzando la visiera del casco. "Possiamo raccogliere le briciole?"I bambini risero a crepapelle. "Sì, sì! Sgranocchiate quante briciole volete!"Le formiche parcheggiarono le micromoto in fila ordinata, si tolsero i caschi con gesti teatrali, e si misero al lavoro trasportando briciole grandi il doppio di loro, cantando una canzoncina di marcia.In questa atmosfera gioiosa, Giannina e Mafalda camminavano sui vialetti. E improvvisamente, al loro passaggio, gli alberi piegarono i rami come in un inchino e le foglie frusciarono in segno di saluto. Le rose nelle aiuole schiusero le loro corolle e iniziarono a cantare. Le lucertole batterono le code sul terreno come su un tamburo: "Rattatatà! Rattatatà!" E i millepiedi si misero a ballare il tip tap al ritmo allegro."Oh cielo, questa è una grande baraonda!" esclamò Giannina, che iniziava a sentire un'aura misteriosa intorno a sé.Non poté fare a meno di pensare al Veterinario Mago. Quali potevano essere i poteri magici di cui era in possesso? E cosa sarebbe successo toccando la perla con il nasino?Lo disse a Mafalda, che portava un libro di favole sotto il braccio. Si guardarono e, capendosi al volo, presero la palla al balzo.Giannina riunì i bambini in un girotondo. Alcuni arrivarono velocemente, altri più timidi si unirono con calma. Anche le formiche, con la pancia piena, indossarono di nuovo i mini caschi, fecero un ultimo giro rombante sulle micromoto, poi scesero e si avvicinarono al gruppo.Era il momento giusto.Giannina chiuse gli occhi e sfiorò la perla magica con il nasino. Una scintilla dorata brillò nell'aria. Prese il libro dalle mani di Mafalda, lo aprì, e scelse la favola che sembrava attenderla, luccicando tra le pagine.Con voce dolce, iniziò a leggere."C'era una volta un coniglietto che viveva nel bosco. Inciampava nelle radici sporgenti degli alberi e nei sassolini. A scuola sbagliava a leggere le lettere e i numeri, così non voleva più andarci. Quando la maestra vedeva i suoi disegni gli diceva: 'Bravo!' Lo stesso facevano la mamma e il babbo: 'Bravo!' Ma a lui i colori sembravano sbiaditi. La verità era che non ci vedeva bene, ma invece di dirlo, scappava via e si nascondeva in una tana sotto un albero parlante. E l'albero, con il fruscio delle foglie, gli sussurrò un segreto: parla con i tuoi genitori. Così fece, e loro lo aiutarono a mettersi gli occhiali. E il mondo tornò bellissimo."Giannina chiuse il libro. Aveva capito: con la perla magica poteva leggere nel cuore dei bambini, scoprendo emozioni e segreti da portare alla luce."Sapete," disse ai piccoli ascoltatori, "anch'io fino a poco tempo fa non ci vedevo bene. Ma ho messo questi occhiali e puff! Il mondo è diventato più chiaro e bellissimo."Un bambino le si avvicinò, quasi vergognandosi, e le sussurrò all'orecchio: "Forse anch'io ne ho bisogno, come te."Giannina lo accarezzò dolcemente. "Io ti ho aiutato ad aprire il tuo cuore. Ora parla con i tuoi genitori, e tutto sarà risolto."Fu allora che un coniglietto apparve all'improvviso tra i cespugli. Si avvicinò a Giannina, la abbracciò e le disse: "Tu sei magicamente magica!"E — non ci credereste — quel coniglietto portava un bel paio di occhialini colorati.Da quel giorno Giannina prese per mano i bambini del paese, insegnando loro a credere in se stessi e ad avere fiducia. Diventò la mascotte con gli occhiali magici, e tutti volevano indossarli come lei.Ma la vera meraviglia era come ora vedeva il mondo dalla finestra: più luminoso, più colorato, più vivo. E ogni sera, prima di addormentarsi, sfiorava la perla con il nasino e sorrideva, sapendo che il giorno dopo avrebbe aiutato qualcun altro a vedere il mondo con occhi nuovi.Sembrava quasi fosse stato un sogno. Ma si sa, realtà e fantasia si prendono spesso per mano.— Scritta da Lucia & Marco Ciappelli Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.

Hopera Podcast - Roma
Come possiamo amare e servire la nostra città | Brandon Jacobs | Hopera

Hopera Podcast - Roma

Play Episode Listen Later Jan 5, 2026 20:38


Dio chiamò gli Israeliti a cercare il bene della città in cui erano stati portati. Lo stesso invito fa a noi oggi: amare e servire la città in cui viviamo.

Daily Cogito
Bondi Beach, tra TERRORE e SPERANZA: cosa possiamo imparare da Sydney

Daily Cogito

Play Episode Listen Later Dec 16, 2025 17:25


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Educare con calma
245. Paure che altrǝ riversano su di te: restituiscile e crea la tua narrazione

Educare con calma

Play Episode Listen Later Nov 28, 2025 14:03


In questo episodio di Educare con calma parlo di quando le altre persone riversano su di noi paure che (se scegliamo di farle nostre) possono condizionarci: in viaggio, nella genitorialità e nella vita di tutti i giorni. Parto da un aneddoto del nostro viaggio in Centro America – quando abbiamo quasi cambiato rotta solo perché qualcuno ci aveva trasmesso la sua paura della stagione delle piogge – e condivido come, scegliendo di non farci condizionare, abbiamo vissuto esperienze preziose allargando la nostra zona di comfort. In viaggio, come nella vita, le persone a volte tendono a proiettare sugli altri le proprie paure. «Non andare lì perché è pericoloso», «Non crescere tua figlia così, altrimenti ti metterà i piedi in testa»: sono solo alcune delle paure altrui che possiamo imparare a riconoscere come non nostre e a restituire, con gentilezza ma con fermezza.Possiamo evitare che la paura degli altri diventi la nostra bussola. Possiamo ascoltarla, capire da dove arriva e poi scegliere consapevolmente la nostra narrazione, quella che rispecchia chi siamo e la vita che vogliamo costruire.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠percorso per Educare a Lungo termine⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠, comprando il mio libro «⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Cosa sarò da grande⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠», regalando ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠una carta regalo⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di

Il Mondo
L'Iraq in un fragile equilibro tra Iran e Stati Uniti. Come possiamo riprendere il controllo della tecnologia.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Nov 17, 2025 26:55


L'11 novembre la coalizione guidata dal premier Mohammed Shia Al Sudani ha vinto le elezioni parlamentari in Iraq. Con Laura Silvia Battaglia, giornalista.Lo scrittore norvegese Karl Ove Knausgård è l'autore di L'incantesimo della tecnologia. Riflessioni sul mondo digitale, il secondo volume della collana Extra Large di Internazionale. Con Pierfrancesco Romano, caporedattore di Internazionale.Oggi parliamo anche di:Scienza • “Come essere meno acidi” di Graham Lawtonhttps://www.internazionale.it/magazine/graham-lawton/2025/11/13/come-essere-meno-acidiLibro • Ecoemozioni di Alice Facchini e Matteo Innocenti, illustrazioni di Iris Biaso (Erikson)Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti