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In questo episodio ci occupiamo di una domanda che potrebbe sembrare assurda, ovvero: se sulla Terra ci fosse stata una civiltà tecnologica prima della nostra, sarebbe possibile trovarne le tracce nella storia geologica?
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8672A LOURDES IL PAPA TUONA CONTRO ABORTO ED EUTANASIAdi Nico Spuntoni Del viaggio di Leone XIV in Francia resterà soprattutto l'immagine della marea umana che sabato ha popolato gli Champs-Élysées per la Messa a Place de la Concorde. Una testimonianza della grande vitalità della fede in un Paese reduce da una stagione di forte secolarizzazione. L'opinione pubblica "laica" è rimasta colpita dalle file lungo il viale per confessarsi con uno dei tanti sacerdoti disponibili in concomitanza con la celebrazione papale.Lasciata Parigi, il Papa ha pregato nella grotta di Massabielle già sabato sera e poi, ieri mattina, si è recato nel santuario di Nostra Signora di Lourdes per l'incontro con i vescovi francesi ai quali ha parlato degli abusi su minori commessi da membri del clero. L'ha definita una «piaga», ma affrontata con «determinazione» e «misure coraggiose» e ha affermato che è «opportuno proseguire lungo la strada intrapresa, mantenendo la massima vigilanza». Agli abusi ha fatto cenno anche nell'omelia della Messa nella spianata del santuario invitando la Chiesa alla conversione «per guarire dalle ferite profonde, dalle infedeltà e dai dolorosi smarrimenti commessi al suo interno». «Riconoscere i nostri errori è indispensabile», ha detto il Papa nello stesso giorno in cui ha anche incontrato privatamente sette vittime.La difesa della vita umana è stata protagonista nella Messa di Lourdes di fronte a 150.000 fedeli, moltissimi malati. «Davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia, la grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana», ha detto il Papa nell'omelia aggiungendo che «questa terra di Francia scuote le nostre mentalità contemporanee» perché «qui nessuna fragilità viene respinta» e «le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli». Per Prevost «Lourdes è il luogo benedetto di una professione di fede nella bellezza e nella sacralità della vita». Un concetto ripreso e rafforzato nel suo saluto agli operatori e agli assistiti al Centro Accueil Notre-Dame di Lourdes, quando il Pontefice ha affermato che «la persona umana è degna per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l'eternità» e quindi «la sua dignità non si misura e non si discute».In un Paese che ha da poco promulgato una normativa sul suicidio assistito, Leone XIV è stato esplicito e rivolgendosi direttamente a malati e disabili ha detto che «la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta». Il Papa se l'è presa con quelle società che «tendono a distogliere lo sguardo o a chiudere gli occhi di fronte alla dignità della vita umana». Sempre rivolto ai malati, Leone ha ribadito che «nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità» perché «nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana» e «la medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata». E ancora: «non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa». Un discorso destinato a rimanere e a puntellare la posizione della Chiesa di sempre in materia di aborto ed eutanasia.Il Papa a Lourdes ha parlato anche di pace e ha chiesto che a ottobre si preghi il Rosario a questo scopo. Prima dell'incontro con le vittime, Leone ha anche visto privatamente le suore di clausura del monastero del Carmelo. Infine, in serata, la recita del Rosario e la processione con le fiaccole nel piazzale del santuario. Oggi la ripartenza da Lourdes per l'ultima giornata in Francia, a Metz.Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Il Papa e i cattolici francesi, un passo fuori dalle catacombe" parla del grande seguito di popolo che ha sorpreso la Francia secolarizzata durante la visita di Leone XIV.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 settembre 2026:Laicità francese e religione cattolica: conclusasi la visita di Leone XIV in terra di Francia si può dire chi delle due abbia vinto? Nessuno aveva parlato esplicitamente di "braccio di ferro", ma l'attenzione generale era concentrata proprio lì. La Francia secolarizzata e con il diritto di aborto in Costituzione, la Francia che si è appena dotata della legge sul suicidio assistito, la Francia che crea problemi alle scuole cattoliche, avrebbe retto l'urto di un cattolicesimo in ripresa, un cattolicesimo con il record di battesimi adulti, un cattolicesimo che, in vista della approvazione della legge suddetta, aveva lottato con un nuovo impegno? Con il viaggio del Papa, questo cattolicesimo avrebbe rivendicato anche un proprio posto nella vita sociale e politica?Un superamento della laicità alla francese è possibile quando alla religione cattolica viene riconosciuta la legittimità di una presenza pubblica e non solo privata, come Chiesa e non solo come singoli fedeli alla spicciolata. In Francia molti cattolici si accontenterebbero di essere trattati come gli altri cittadini, ma la logica del superamento della laicità alla francese non si ferma qui, perché richiede che il ruolo della religione cattolica nella storia della comunità sia considerato da parte dell'autorità politica come elemento importante per il bene comune. Il meglio sarebbe che fosse ritenuto anche indispensabile, ma evitiamo qui di spingerci verso una soglia oggi considerata in modo problematico dalla stessa Chiesa.Un primo aspetto del viaggio balza agli occhi. Si tratta della "invasione" numerica di piazze e boulevard come forse nessuno si era aspettato. Non può essere stato un fenomeno casuale o solo quantitativo. Il punto è che ad occupare strade e piazze erano fedeli presenti lì non "da cattolici", ma "in quanto cattolici", occupavano uno spazio pubblico e non per manifestare per qualche emergenza sociale del momento. Era presente la Chiesa, la fede, ci si confessava e si pregava. Era come un'uscita dalle catacombe alla luce del sole per rivendicare un ruolo da tempo dimenticato. Non si può prevedere come si evolverà questa esperienza di presenza pubblica, ma il suo carattere rappresentativo della attiva visibilità storica della Chiesa come popolo è stato molto forte.L'altra dimensione da considerare per il nostro discorso è la quantità di osservazioni e valutazioni fatte da Leone XIV a difesa della legge naturale. Le sue parole hanno colpito soprattutto a Lourdes, con riferimenti facilmente riconducibili alle politiche della Francia di Macron. Ma già nel discorso tenuto il primo giorno alle autorità e poi nella sede dell'Unesco, egli aveva parlato chiaramente di difesa della vita come riconoscimento della dignità umana, di tutela del diritto alla vita come fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano e aveva condannato manipolazioni genetiche, maternità surrogata, acquisto di organi ed eutanasia. Rivolgendosi ai giovani nel suo ultimo discorso pronunciato ieri a Metz, li ha invitati a difendere la dignità di ogni persona, dal primo istante nel seno della madre fino all'ultimo respiro.Per la Chiesa, rivendicare il proprio diritto/dovere di difendere la logica di bene contenuta nella creazione come qualcosa di rivolto a tutti e non solo alla "setta" dei cattolici è di fondamentale importanza per rivendicare la propria presenza in pubblico. Presenza "politica" si può anche dire, perché l'ambito del pubblico non è l'ambito dello Stato ma quello della costruzione della comunità con i criteri del bene comune.Un altro contesto di confronto con la laicità alla francese è consistito nel chiedere che i cattolici siano rispettati e ad essi venga riconosciuta la libertà di essere se stessi nella pubblica piazza e di contribuire a costruire la società. Anche questo è stato detto soprattutto nel discorso davanti alle autorità. Il Papa ha invitato a non considerare il cristiano coinvolto nella vita pubblica come una minaccia perché «la vera laicità non esclude la dimensione religiosa ma sa trarne vantaggio». «Una giusta laicità - ha continuato - non consiste quindi nell'escludere la religione dalla sfera pubblica o dall'istruzione, ma nell'impegnarsi affinché lo Stato e le istituzioni religiose dialoghino tra loro e uniscano le loro forze al servizio del bene comune».Che bilancio trarre quindi da questo viaggio circa i rapporti della Chiesa con la laicità francese? Possiamo dire che qualcosa sia cambiato in positivo, con una maggiore consapevolezza del popolo cattolico ad una presenza pubblica, ma anche che il livello raggiunto avrebbe bisogno, come si spera, di essere sviluppato. Il quadro generale rimane ancora quello dell'adesione allo schema della democrazia liberale, che impedisce che la Chiesa rivendichi fino in fondo quanto le spetta per natura. Nel discorso alle autorità Leone XIV ha attribuito all'Illuminismo la capacità della Francia di portare al mondo le proprie conquiste, tra le quali il riconoscimento dei diritti dell'uomo insiti nella natura della persona umana e in particolare la libertà religiosa. Si comprende che un breve discorso non può avere la profondità di un trattato di filosofia politica, ma con simili osservazioni è difficile vincere il "braccio di ferro" con la laicità alla francese, che proprio nella cultura qui elogiata trova la propria origine.
Le vacanze sono finite e magari ti ritrovi con qualche chilo in più, le abitudini un po' scombussolate e quella sensazione tipica di settembre che ti dice che è arrivato il momento di rimetterti in forma.Ed è proprio qui che spesso facciamo il primo errore. Vogliamo recuperare tutto e subito.Dopo settimane in cui magari abbiamo mangiato senza troppa attenzione, ci siamo mossi meno e abbiamo completamente perso la nostra routine, pretendiamo improvvisamente di passare all'estremo opposto: dieta rigidissima, palestra, camminate, corsa e mille nuove regole da seguire contemporaneamente. Sembra il modo migliore per ripartire. In realtà può essere il modo migliore per mollare tutto dopo poche settimane.In questo episodio di Vivere in Chetogenica voglio parlarti proprio di come affrontare correttamente la ripartenza dopo le vacanze, perché questo è uno dei momenti dell'anno in cui vedo contemporaneamente tantissima motivazione e tantissima fretta.E la fretta, quando parliamo di dimagrimento, può diventare un problema. Siamo circondati da messaggi che promettono risultati enormi in pochissimo tempo e questo finisce inevitabilmente per modificare le nostre aspettative.Arriviamo al punto in cui una persona può perdere anche 8, 10 o 12 chili e considerarsi comunque insoddisfatta perché nella sua testa avrebbe dovuto perderne ancora di più. Per questo il primo passo della ripartenza dovrebbe essere stabilire un obiettivo sensato.Da settembre al periodo natalizio abbiamo davanti circa tre mesi. È un periodo sufficientemente lungo per ottenere risultati importanti, ma non dobbiamo trasformarlo nell'ennesima corsa contro il tempo cercando di risolvere in poche settimane un problema che magari ci accompagna da anni. E soprattutto il nostro obiettivo non deve necessariamente riguardare soltanto il numero sulla bilancia.Possiamo lavorare sul peso e sui centimetri, certamente, ma possiamo anche utilizzare questo periodo per migliorare aspetti della nostra quotidianità e del nostro benessere sui quali l'alimentazione può avere un ruolo.C'è poi un secondo punto che per me è fondamentale. Se arrivi da un periodo completamente disordinato, non è detto che la cosa migliore sia passare immediatamente a una dieta rigidissima. Corpo e mente non amano particolarmente questi continui strattoni.Per questo può essere molto più intelligente utilizzare la prima settimana come una sorta di fase di transizione. Non significa continuare a mangiare come in vacanza. Significa iniziare semplicemente a rimettere ordine.Tornare a scegliere meglio gli alimenti, recuperare una certa regolarità nei pasti e nelle giornate e ricostruire gradualmente quelle abitudini che durante le vacanze abbiamo perso. In questo modo arriviamo alla settimana successiva già mentalmente preparati a seguire con maggiore precisione il programma, senza dover utilizzare tutta la nostra forza di volontà per passare violentemente dal completo disordine all'estremo controllo.Lo stesso ragionamento vale per l'attività fisica. Uno degli errori classici di settembre è voler cambiare contemporaneamente ogni aspetto della propria vita. Inizio la dieta, mi iscrivo in palestra, comincio a camminare tutte le mattine, magari aggiungo anche la corsa e improvvisamente riempio la mia giornata di comportamenti che fino alla settimana precedente non facevano parte della mia quotidianità.Per qualche giorno può funzionare benissimo. Quando la motivazione è alta siamo capaci di sostenere anche cambiamenti molto impegnativi. Il problema arriva dopo. Arriva quando la bilancia non ci dà esattamente il risultato che ci aspettavamo, quando abbiamo una settimana difficile al lavoro, quando arriva un problema familiare o semplicemente quando l'entusiasmo iniziale comincia inevitabilmente a diminuire.Se tutto quello che abbiamo costruito richiede continuamente uno sforzo enorme, basta un piccolo elemento esterno per far saltare l'intero sistema. Ed è proprio questo che voglio evitare. Non mi interessa che tu riesca a essere perfetto per tre settimane. Mi interessa molto di più che quello che inizi a fare oggi possa diventare progressivamente parte della tua vita normale.Per questo preferisco procedere per gradi: prima recuperiamo ordine e regolarità, poi rendiamo più precisa l'alimentazione e progressivamente inseriamo o riprendiamo anche l'attività fisica. La ripartenza di settembre è una grande opportunità proprio perché abbiamo davanti diversi mesi nei quali possiamo lavorare con continuità.Ma dobbiamo sfruttare quella motivazione per costruire nuove abitudini, non per sottoporci all'ennesimo periodo estremo che terminerà appena qualcosa andrà storto. Perché il corpo ama la regolarità molto più degli estremi. E l'obiettivo finale non dovrebbe essere semplicemente arrivare a Natale con qualche chilo in meno per poi ritrovarci, qualche mese dopo, a ricominciare ancora una volta da capo.L'obiettivo dovrebbe essere utilizzare questa ripartenza per costruire qualcosa di abbastanza sostenibile da accompagnarci anche oltre il dimagrimento. Quello che dico sempre ai miei pazienti è che vorrei aiutarli a fare la loro ultima dieta.Non perché da quel momento potranno dimenticarsi dell'alimentazione, ma perché avranno finalmente costruito abitudini abbastanza solide da arrivare al mantenimento e smettere di vivere continuamente tra periodi di dieta rigidissima e periodi di completo abbandono.Se sei appena tornato dalle vacanze e senti quella fortissima voglia di cambiare tutto da domani, ascolta questo episodio prima di partire.Perché questa volta l'obiettivo non dovrebbe essere ripartire più forte possibile. Dovrebbe essere ripartire in un modo che ti permetta di non fermarti di nuovo.Buon ascolto.
24.9 ore 21 - NUOVA LIVE GRATIS: giusivalentini.com/hdh-settembre26/ Anche io mi perdo. Anche dopo quasi 10 anni di lavoro nella crescita personale. Anche sapendo cosa mi fa stare bene. Anche conoscendo gli strumenti. Ci sono giorni in cui mi sveglio e la mia testa è già dieci passi avanti rispetto al mio corpo. Le cose da fare, i messaggi, il lavoro, gli appuntamenti. E senza quasi accorgermene penso: "Prima sistemo tutto questo. Poi penso a me." Il problema è che quel "poi" molto spesso non arriva. Per anni, quando perdevo una buona abitudine, pensavo che il problema fosse la mia disciplina. Dovevo impegnarmi di più. Essere più costante. Non saltare. Oggi ho capito che la costanza, per me, è un'altra cosa. Non significa fare la stessa cosa, nello stesso modo, ogni singolo giorno. Significa sapere come tornare. Ci sono mattine in cui posso dedicarmi una pratica lunga e altre in cui ho cinque minuti. Giorni in cui mi muovo per un'ora e altri in cui ho bisogno soltanto di chiudere gli occhi e respirare. E ci sono anche giorni in cui non faccio niente. La differenza è che non penso più di aver fallito. Torno. Perché forse non dobbiamo diventare bravissime a non fermarci mai. Possiamo diventare bravissime a ricominciare senza colpevolizzarci, senza aspettare il lunedì, il mese prossimo o quella vita perfettamente tranquilla che probabilmente non arriverà. Di questo parlo nella nuova puntata del podcast: di costanza, benessere, abitudini e soprattutto di come continuare a scegliere te stessa anche quando la vita si riempie. E se senti che questo è esattamente il punto in cui ti trovi in questo momento, il 24 settembre alle 21 ti aspetto alla mia Masterclass LIVE gratuita: ✨ Settembre: riprendi con costanza Lavoreremo insieme su come ritrovare serenità ed energia quando le giornate diventano intense, creare spazio per te senza sensi di colpa e costruire una costanza che possa funzionare nella tua vita vera. Non aggiungerla alla lista delle cose che farai "quando avrai tempo". Mettila in agenda. Proteggi quei 90 minuti. Consideralo già un primo appuntamento che scegli di mantenere con te stessa.
Nel 2025 i ghiacciai del pianeta hanno perso circa 408 miliardi di tonnellate di massa. Ma per capire se questo dato è davvero anomalo dobbiamo fare uno zoom-out di quasi 20.000 anni, tornare all'ultima glaciazione e capire dove siamo oggi nel ciclo climatico naturale della Terra. In questo video ricostruiamo lo stato globale dei ghiacciai, l'accelerazione della perdita di massa, le conseguenze su livello del mare e risorse idriche e i nuovi rischi nelle valli di montagna, dai GLOF alle valanghe di ghiaccio e roccia. E chiudiamo con la domanda più importante: cosa possiamo davvero fare? 00:00 Fusione dei ghiacciai: cosa succede e cosa possiamo fare 02:39 Lo stato dei ghiacciai: i dati 06:13 La curva dell'andamento della temperatura media globale 10:31 Le cause del ritiro dei ghiacciai 11:03 Quali sono le conseguenze della fusione 16:24 Cosa possiamo fare: ridurre le emissioni 18:19 La prevenzione: monitorare, non costruire e delocalizzare I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=mithqKA-ee0 https://www.youtube.com/watch?v=nCRYmQqs-yc #geopop #ghiacciaio #scioglimento Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Partiamo da una verità abbastanza banale, ma che secondo me ogni tanto ci dimentichiamo.Nella corsa non possiamo controllare tutto.E quindi, concentriamo la maggior parte delle nostre energie su ciò che è in nostro controllo.----------------------Supporta questo progetto tramite un contributo mensile su Patreon: https://www.patreon.com/da0a42In alternativa, puoi fare una donazione "una-tantum".PayPal: https://www.paypal.com/paypalme/lorenzomaggianiBuymeacoffee: https://www.buymeacoffee.com/da0a42Acquista il materiale ufficiale del podcast: https://da0a42.home.blog/shop/Iscriviti a "30 giorni da runner": https://da0a42.home.blog/30-giorni-da-runner/Seguimi!Canale Telegram: https://t.me/da0a42Instagram: https://www.instagram.com/da0a42/Profilo Strava: https://www.strava.com/athletes/37970087Club Strava: https://www.strava.com/clubs/da0a42Sito: https://da0a42.home.blogOppure contattami!https://da0a42.home.blog/contatti/I miei microfoni:- HyperX Quadcast: https://amzn.to/3bs06wC- Rode NT-USB: https://amzn.to/4cTfaAu----------------------Un grazie a tutti i miei sostenitori:Matteo Bombelli, Antonio Palma, George Caldarescu, Dorothea Cuccini, Alessandro Rizzo, Calogero Augusta, Mauro Del Quondam, Claudio Pittarello, Luca Felicetti, Andrea Borsetto, Massimo Ferretti, Andrea Pompini, Joseph Djeke, Luca Demartino, Laura Bernacca, Vincenzo Iannotta, Patty Bellia, Pasquale Castrilli, Laura Ravani, Xavier Fallico, Nicola Monachello, Gabriele Orazi, Matilde Bisighini, Carmine Cuccuru, Letizia Beoni, Giulia Rosaia, Marco Allaria, Gregorio Maggiani, Fabrizio Carbonara, Mattia Vasoli.----------------------Music credits: Feeling of Sunlight by Danosongs - https://danosongs.comDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/da-0-a-42-il-mio-podcast-sul-running--4063195/support.
AI - per una grande parete, un grande pennello, e tanti token …Possiamo far funzionare in locale, o in remoto, una interrogazione ad un documento di grandi dimensioni e sperare che una AI lo legga e analizzi correttamente ?Dipende.Poi se usiamo gli agenti … ecco gli effetti degli agenti …Buon ascolto, e non preoccupatevi - troppo - per la similitudine con informatici e poeti …
Commentiamo la prima giornata di Champions League, complicata per molte squadre italiane. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Hai mai pensato che un giorno potremmo essere noi mediterranei a insegnare agli inglesi come si fa un giardino?Qualche giorno fa ho visto una cosa curiosa: un prato inglese completamente marrone.Non in Toscana.Non in Sicilia.In Inghilterra.Caldo e siccità avevano messo in crisi prati e piante abituati a un clima diverso.E quella scena mi ha fatto pensare.Per anni abbiamo guardato ai giardini inglesi come a un modello da copiare: prati verdi, grandi bordure, ortensie, rose, vegetazione rigogliosa.Poi abbiamo provato a portare tutto questo anche da noi.E quando il clima non collaborava?Più acqua.Più concime.Più manutenzione.Più soldi.Forse, però, abbiamo fatto la domanda sbagliata.Non dovremmo chiederci: “Come posso avere questo giardino nonostante il mio clima?”La domanda potrebbe essere un'altra:“Quale giardino può diventare bellissimo proprio grazie al clima in cui vivo?”In questo episodio di Giardino Futuro parlo di prati inglesi che diventano mediterranei, di piante capaci di vivere con caldo e poca acqua e di un modo diverso di pensare il giardino.Un giardino che non deve stare attaccato alla flebo dell'irrigazione per tutta l'estate.Un giardino bello, vivo e profumato, ma anche più stabile e semplice da gestire.Perché forse il giardino del futuro non sarà quello che riesce a sopravvivere nonostante il clima.Sarà quello che avrà finalmente imparato a vivere insieme al clima.E se vuoi progettare o trasformare il tuo giardino partendo proprio da questo principio, puoi contattarmi per una consulenza.
Per me il vero Capodanno non è il primo gennaio. È il primo settembre.È quel momento dell'anno in cui ci viene voglia di ricominciare, di rimettere ordine, di cambiare abitudini, di fare progetti. E anche nella genitorialità settembre diventa facilmente il mese dei “da settembre”: da settembre una nuova routine, da settembre più pazienza, da settembre basta urla, da settembre mio figlio deve diventare più autonomo.Ma cosa succede quando quella pagina bianca invece di farci sentire liberi ci fa sentire sotto pressione?In questo episodio parliamo della sindrome della pagina bianca, di quella strana convinzione che ogni settembre dobbiamo ricominciare da zero e diventare una versione migliore di noi stessi.E forse, invece, non abbiamo bisogno di cancellare quello che c'è stato. Possiamo semplicemente chiederci cosa vogliamo portarci dietro.E vale anche per i nostri bambini: non tutto quello che succede a settembre deve essere aggiustato, accelerato o risolto. A volte abbiamo semplicemente bisogno di accompagnare un cambiamento.Se senti che questo settembre vorresti avere più strumenti per comprendere quello che succede nelle situazioni difficili con i tuoi figli, è aperta la lista d'attesa de La Dolce Guida.Puoi lasciare il tuo nome qui:Lista d'attesa La Dolce GuidaBuon Capodanno. E soprattutto, buon nuovo capitolo. ❤️
Answers:1. Perché molte attività quotidiane sono diventate più semplici grazie alla tecnologia.2. Possiamo fare la spesa, pagare le bollette, prenotare viaggi e parlare con persone lontane.3. Perché permette a molte persone di lavorare da casa e partecipare a riunioni online.4. Non è necessario andare in ufficio.5. Può essere difficile staccare dal lavoro, rilassarsi e dedicare tempo alle relazioni personali e alle attività all'aria aperta.6. Perché essere sempre connessi può mantenerci legati al lavoro.7. Possiamo dedicare meno tempo alle relazioni personali e alle attività all'aperto.8. Pensa che sia molto utile, ma che debba essere usata in modo equilibrato e consapevole.
Settembre porta con sé una promessa di ordine, ma anche una pressione sottile: recuperare, rimettersi in forma, essere più produttive, diventare finalmente costanti Ancora prima del rientro cominciamo a costruire liste, programmi e nuove versioni di noi stesse. E spesso, sotto il desiderio di ricominciare, si nasconde l'idea che così come siamo oggi non andiamo abbastanza bene. In questo episodio parlo dell'ansia del rientro, della fantasia di dover recuperare tutto e di ciò che accade quando un nuovo inizio parte dal disprezzo del presente. Ti racconto anche perché sto cambiando JoyFuel: non per chiederti di fare di più, ma per creare uno spazio più chiaro e guidato, nel quale corpo, mente ed emozioni possano incontrarsi senza farti sentire già in ritardo. Perché settembre non deve essere un esame. Possiamo ripartire senza correggerci. JoyFuel
Mi hanno rubato l'account Google attraverso un attacco di phishing. In pochi minuti hanno cambiato password, sistemi di autenticazione e informazioni di recupero, lasciandomi completamente fuori da un account che utilizzavo da oltre vent'anni e da tutti i servizi collegati: Gmail, Drive, Calendar, YouTube e molto altro.In questo episodio racconto tutta la vicenda, dalla falsa proposta di collaborazione al sito di phishing, fino al momento in cui ho capito di aver perso il controllo dell'account. Ma soprattutto racconto cosa ho fatto nelle prime ore, i tentativi di contattare l'assistenza Google, il supporto ricevuto tramite YouTube e la procedura che mi ha permesso, dopo diversi giorni, di recuperare finalmente l'account.Parliamo anche di cosa fare quando un account Google o YouTube viene rubato o hackerato, di denuncia alla Polizia Postale, password manager, backup, Google Takeout e di come ridurre i danni se qualcosa del genere dovesse succedere.Ma c'è anche un tema più ampio: perché possiamo cadere in un attacco di phishing anche quando conosciamo perfettamente le regole di sicurezza?Non basta dire “non cliccate sui link nelle email”. Il phishing e il social engineering funzionano costruendo una sequenza di eventi credibili e sfruttando contesto, fiducia, abitudini e attenzione. Possiamo riconoscere cento tentativi di phishing: a chi ci attacca basta che ne funzioni uno.Questa è la storia di quello che è successo a me, degli errori che ho commesso e di quello che ho imparato dopo essere riuscito a recuperare tutto.☞ SOCIAL ⤷ Instagram: https://www.instagram.com/wonderlandproduction/⤷ Facebook: https://www.facebook.com/WonderlandVideoProduction⤷ Sito: https://www.wonderlandproduction.com✉ info@wonderlandproduction.com
con Denise Cicchitti e Massimo Di Lecce
Esistono collaboratori giusti, quelli sbagliati. Possiamo poi noi, ad essere nel momento giusto, con la visione giusta, o.... presi dalla paura di fallire e impauriti dal futuro. Le situazioni possono essere molte, gli scenari molteplici, ma ci sono dei pattern che non puoi ignorare e che devi conoscere bene. Ti serviranno per funzionare bene e per far funzionare, con te, gli altri. Ascolta la puntata adesso e non aspettare più! Questo è il momento. Il TUO!
È possibile scegliere la propria vita? La vita è fatta di tante sfumature e, se da una parte c'è subire la vita e dall'altra c'è scegliere, in mezzo ci sono tantissime possibilità.Molto spesso noi sentiamo di subire la vita e viviamo giornate in cui ci sentiamo schiacciati dal fallimento. E ci sembra di cadere nella disperazione. Il modo in cui noi reagiamo ai fatti che accadono determina il modo in cui viviamo la nostra vita.Quindi il primo passo è partire dai fatti, dai dati di realtà. Quando noi raccontiamo una storia i dati spesso vengono messi da parte e perdendo il contatto con essi cambia il nostro modo di vedere e quindi di vivere la vita. Infatti quando non viviamo con consapevolezza, la vita sembra imposta da un destino avverso, ma è solo scritta dal nostro inconscio, la parte di noi che ancora non conosciamo.La vita infatti comunque la scegliamo; la domanda da farsi è: chi sta scegliendo? Tu, in modo consapevole o la tua parte inconscia? Quando accresce in noi la consapevolezza cambia il modo in cui guardiamo alle cose che ci accadono.In che modo possiamo crescere in consapevolezza? Possiamo iniziare a meditare quotidianamente su alcuni argomenti ogni giorno per poter fare scelte diverse per la nostra vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Le banconote dell'euro cambieranno nei prossimi anni, e la cosa più sorprendente è un'altra: il disegno si può votare. Raffaele e Matteo guardano i due temi in gara — i personaggi famosi della cultura europea oppure i fiumi e gli uccelli — e scoprono che sulle banconote di oggi non c'è nessun edificio vero. Nella seconda parte si scende a Genova, la tappa italiana della crociera: i caruggi, la Lanterna, una bomba che non è esplosa e un piatto di vetro verde che qualcuno chiama Santo Graal. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Parole della settimana il faccione — Una faccia grande. In italiano il suffisso -one rende le cose più grandi: da faccia nasce faccione. Si usa spesso per i ritratti grandi, quelli sui manifesti o, appunto, sui soldi. Nell'episodio è la posizione di Raffaele su come devono essere fatte le banconote: "sono vecchia scuola, sono abituato ad avere i faccioni delle persone sui soldi". English: a big face; here, a large portrait il sorteggio — Quando si sceglie a caso, senza decidere, per esempio con i bigliettini o con i numeri. Il verbo è sorteggiare, ma nell'episodio Raffaele usa anche estrarre e pescare. A Genova serviva per una cosa molto seria: decidere quale famiglia doveva ospitare un re o un papa. English: a draw, a drawing of lots Note dell'episodio È metà agosto e si sente: Raffaele ha le finestre spalancate in una città mezza vuota, Matteo si è chiuso in una stanza al piano di sopra perché a casa ci sono ospiti con bambini, e spera di non diventare "una pizza" con il sole che batte sui vetri. Prima di cominciare, una nota per Cristina: il suo messaggio vocale è arrivato ma non si sente niente, è un messaggio muto — e siccome il podcast è solo audio, non c'è modo di capirlo. Per favore, Cristina, rimandacelo. Poi si parla di soldi, con una precisazione subito corretta: "non parliamo dei nostri soldi... o meglio, parliamo dei nostri soldi. Dell'aspetto dei nostri soldi". Le banconote in euro cambieranno nei prossimi anni e la Banca Centrale Europea lascia votare il disegno. È questa la parte che stupisce Matteo: "sono stupefatto quasi dall'Unione Europea". I temi in gara sono due, e non è ancora stato scelto niente. Il primo sono i personaggi famosi della cultura europea. Il secondo è la natura, e in particolare i fiumi e gli uccelli: l'idea è bella, perché in Europa un fiume nasce in un Paese, ne attraversa altri e finisce in mare in un altro ancora, quindi unisce invece di dividere, e gli uccelli migratori fanno la stessa cosa. Raffaele però non riesce a immaginarseli nel portafoglio: gli uccelli si somigliano troppo, "sarebbe difficile dire 'il 5 euro è quello dove c'è il picchio, mentre invece il 10 euro è quello in cui c'è il martin pescatore'" — e Matteo, che è "pro uccelli", risponde che è un ottimo modo per imparare. Il rischio, dice Raffaele, è ripetere l'errore di adesso: sulle banconote di oggi ci sono archi e ponti in sei stili, dal classico all'Art Nouveau, e sono tutti edifici inventati, così nessun Paese poteva sentirsi escluso. Il risultato? "Se chiedi all'uomo della strada cosa è rappresentato sul 5 euro, ti dice 'boh, un edificio'". Se invece vincesse il primo tema, le facce sarebbero sei: Maria Callas sul 5, Beethoven sul 10, Marie Curie sul 20, Cervantes sul 50, Leonardo da Vinci sul 100 e, sul 200, un nome che i due non conoscevano: Bertha von Suttner. Tre donne e tre uomini, e quasi tutti appartengono a due Paesi insieme — Callas nasce cittadina americana da famiglia greca e diventa italiana, Curie è polacca naturalizzata francese, "più europea che francese o polacca". Von Suttner è stata la prima donna a vincere il Premio Nobel per la pace e ha scritto Giù le armi nel 1889: "non ha portato bene, perché dopo sono scoppiate due guerre mondiali". "Ci ha provato." Con Leonardo arriva anche un quiz sulla lira: su quale banconota era? Non sulle 1.000 — quello era Marco Polo, dice Raffaele, ma non ne è sicuro — e nemmeno sulle 10.000: era sulle 50.000. Le monete, invece, non cambiano: ne parleranno un'altra volta. Nella seconda parte si scende a Genova, la tappa italiana della crociera della settimana scorsa. Matteo ci è stato due volte e la trova molto simile a Napoli; il dispiacere è lo stesso per tutti e due, la strada sopraelevata davanti al mare, "come se ci fosse una cicatrice in mezzo", anche se nessuno dei due vuole girare il dito nella piaga dei genovesi. Poi però c'è tutto il resto: il porto industriale da una parte e dall'altra il porto antico rifatto da Renzo Piano, i palazzi con i portici, la Lanterna che è il simbolo della città, e i caruggi, cioè i vicoli stretti e pieni di vita del centro storico. Nella Cattedrale di San Lorenzo, a strisce bianche e nere, ci sono tre storie in una: le ceneri di San Giovanni Battista ("ce l'hanno tutti", commenta Matteo), il Sacro Catino, un piatto di vetro verde di duemila anni fa che secondo alcuni è il Santo Graal, e una bomba della Seconda Guerra Mondiale caduta lì dentro e mai esplosa — l'originale è stato disinnescato, dentro la chiesa c'è una copia. C'è anche la casa di Cristoforo Colombo, che era genovese. E si chiude con le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli, patrimonio UNESCO, costruiti tra Cinquecento e Seicento con i soldi dei mercanti: siccome non c'era un palazzo solo per gli ospiti importanti, le famiglie erano divise in categorie e quando arrivava un re, un imperatore o un papa se ne estraeva una a sorteggio. Da quel momento quella famiglia ospitava a nome di tutta la città. È anche il periodo in cui la Repubblica di Genova diventa quasi un'oligarchia. Nella sala VIP si continua con l'Acquario. Trascrizione Matteo: [0:24] Buongiorno. Raffaele: [0:26] Buongiorno a te, Matteo. Come stai e dove stai? Matteo: [0:30] Tutto bene e sono dove ero settimana scorsa, ma al piano di sopra. Raffaele: [0:39] Alla ricerca di un po d'aria fresca? Matteo: [0:42] No, non proprio: alla ricerca di uno spazio in cui posso registrare senza disturbare, mettiamola così, mettiamola al contrario. Raffaele: [0:52] O essere disturbato, dai, diciamola tutta. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8543OMELIA XVIII DOMENICA T.O. - ANNO A (Mt 14, 13-21)di Giacomo Biffi L'episodio della prima moltiplicazione dei pani e dei pesci è il solo fatto - di quanti sono accaduti nella vita di Gesù tra il battesimo nel Giordano e l'inizio della sua passione - che sia riferito da tutte e quattro le narrazioni evangeliche. Il che ci dice quanta importanza gli sia stata attribuita dalla comunità cristiana dei primi tempi, che concordemente riteneva questo episodio irrinunciabile nei suoi pur diversi programmi di insegnamento.IL PANE MATERIALE, SEGNO DEL PANE EUCARISTICODa che cosa era determinata questa singolare valutazione? Possiamo ritenere fondata l'ipotesi che la Chiesa apostolica abbia visto in questo prodigio una implicita proclamazione della divinità di Gesù di Nazaret e un chiaro preannuncio dell'eucaristia; e quindi abbia considerato la sua rilettura come una eccellente occasione per richiamare la verità più rilevante e più ardua del suo "Credo" e il gesto centrale e più caratterizzante della sua vita.Cristo che dà da mangiare alla folla appare come la raffigurazione efficace e la presenza attiva del Dio creatore, che riesce a sfamare tutti gli esseri viventi con l'annuale moltiplicazione delle sementi e dei frutti. È anche questo, della produzione agricola sempre ricorrente, un miracolo al quale pensiamo poco e che non ci sorprende, non perché sia meno grande e meno degno di ammirazione di quello del Signore che oggi stiamo rievocando, ma perché avviene ogni anno con immancabile puntualità.Cristo che alza gli occhi al cielo, pronuncia la benedizione, spezza i pani e li distribuisce, anticipa la scena che si svolgerà nell'ultima cena, e che si ripresenta davanti ai nostri occhi in ogni celebrazione eucaristica, quando il Signore moltiplica, per così dire, il suo corpo perché arrivi a nutrire la vita interiore di tutti i credenti. Con la stessa affettuosa attenzione dei primi discepoli, esaminiamo più da vicino il testo evangelico, soprattutto in alcune delle sue frasi.GESÙ HA COMPASSIONE DELLA NOSTRA FAME SPIRITUALESi ritirò in disparte in un luogo deserto. Il Vangelo di Marco ci riferisce anche la ragione di questo tentativo di Gesù di sfuggire all'assalto cordiale ma spossante della gente: vuole offrire a sé e agli apostoli un po' di riposo, introducendo una pausa nell'assillo del quotidiano lavoro. È insomma il desiderio di dare ai suoi collaboratori un po' di ferie; ed è un desiderio che appare molto apprezzabile anche a noi, in particolare di questa stagione. Anche un vescovo pieno di umanità e di buon senso come sant'Ambrogio scriveva alla sorella Marcellina: «Se vuoi fare una cosa a lungo, ogni tanto smetti di farla».Ma il tentativo di Gesù non riesce: la folla, facendo a piedi il giro del lago, che egli aveva attraversato con la barca, lo raggiunge e lo rinchiude nella sua morsa amichevole.Sentì compassione per loro. La compassione del Figlio di Dio per gli uomini, per la loro situazione di pecore che hanno smarrito il pastore e perciò hanno perso anche la strada, e anzi non sanno nemmeno più se ci sia per loro una strada, una mèta, una ragione di esistenza, è un sentimento che troviamo ripetutamente registrato dagli Evangeli.Qualche pagina prima il racconto di Matteo ci ha suggerito che da questa "compassione" di Cristo è venuta la decisione di mandare operai nella messe di Dio e quindi di istituire gli apostoli: da questa compassione è nato cioè il sacerdozio ministeriale. Oggi il medesimo evangelista sembra dirci che da questa stessa compassione nasce per noi il sacramento dell'eucaristia. In sintesi, possiamo affermare che dalla compassione di Gesù per la miseria umana e per la nostra condizione di disorientamento esistenziale e di debolezza è arrivato a noi il dono inestimabile della Chiesa.L'ONNIPOTENZA DIVINA COMPIE I SUOI PRODIGI ATTRAVERSO LA NOSTRA POCHEZZADate loro voi stessi da mangiare. È sempre lo stile di Gesù: sa che noi da soli siamo incapaci di bene, eppure vuole che ci si preoccupi e ci si sforzi di fare quel poco che si può. La sua grazia è sempre pronta a intervenire anche in forma eccezionale e straordinaria, ma egli richiede sempre anche la libera cooperazione dell'uomo.Date loro voi stessi da mangiare, dice Gesù agli apostoli, ai sacerdoti, a quanti attendono alla cura delle anime. Quasi a esortare: non affannatevi a cercare in ogni angolo della cultura mondana, nelle varie ideologie, nelle dottrine filosofiche e sociali che di volta in volta si presentano come affascinanti e risolutive il nutrimento di verità e di salvezza per voi e per i vostri fratelli; abbiate più fede nella vostra fede, nella parola di Dio che vi è stata comunicata, nel vostro ministero, nei poteri soprannaturali che vi sono stati affidati; non abbiate timore della vostra pochezza e della povertà dei vostri mezzi, perché la forza del Signore è con voi. Cinque pani e due pesci. L'evangelista Giovanni ci informa che appartenevano a un bambino. Era il vitto, non certo abbondante, che la madre di una famiglia povera aveva dato al suo ragazzo, probabilmente con la raccomandazione di non tornare più per quel giorno a cercare da mangiare. Era senza dubbio una razione insufficiente e quella donna nel metterla tra le mani del figlio avrà avuto un po' di stretta al cuore; ma insieme avrà pensato che i ragazzi, come i passeri, in un modo o nell'altro si arrangiano sempre a mettere qualcosa sotto i denti.Era una razione insufficiente per uno solo, ed è bastata per cinquemila persone. È ciò che avviene contro ogni previsione e ogni speranza, quando le nostre povere forze si incontrano con la potenza di Dio.
Nel suo speech, Paolo Ardoino espone la visione di Tether per invertire il caos: unire la forza di una moneta stabile (USD₮) a un'Intelligenza artificiale open-source e decentralizzata, facilitando l'inclusione finanziaria e il progresso tecnologico nei paesi in via di sviluppo. Episodio registrato live a The Last Question l'1 e 2 luglio 2026 a Roma. Iscriviti a Black Box Script, la nuova newsletter di Black Box: https://blackboxchora.substack.com/ Scopri i corsi della New Media Academy, la scuola di podcasting e digital journalism di Chora e Will: https://newmediacademy.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Scopri di più sul trading sistematico: Clicca qui per iscriverti alla Masterclass gratuita!L'Intelligenza Artificiale può scrivere codice, analizzare grandi quantità di informazioni e proporre idee in pochi secondi. Ma può anche creare un Trading System realmente affidabile e pronto per essere messo live? Oggi strumenti come ChatGPT, Claude e Gemini sembrano offrire possibilità enormi anche nel trading.Possiamo chiedere all'AI di sviluppare una strategia, scrivere il relativo codice e persino produrre i risultati di un backtest. Questo, però, non significa che i risultati ottenuti siano necessariamente corretti. In Unger Academy abbiamo testato l'Intelligenza Artificiale nello sviluppo di Trading System e strumenti di supporto al lavoro del trader.I risultati sono stati interessanti, ma hanno evidenziato anche alcuni limiti importanti. In uno dei primi test, per esempio, abbiamo chiesto all'AI di sviluppare una strategia intraday sul Crude Oil. Il sistema ha restituito dati e metriche apparentemente precisi. Analizzando il risultato, però, abbiamo scoperto che il backtest era stato realizzato utilizzando dati che non corrispondevano al reale andamento storico del mercato.Il problema è proprio questo: l'AI può produrre risposte convincenti anche quando le informazioni utilizzate non sono corrette. Nel trading, affidarsi a un risultato senza verificarlo può essere particolarmente pericoloso. Una strategia apparentemente profittevole potrebbe infatti essere basata su dati errati, condizioni operative irrealistiche o valutazioni che non tengono conto di commissioni, slippage e liquidità.Questo non significa che l'AI nel trading sia inutile. Al contrario, può diventare uno strumento estremamente potente per generare idee, scrivere e correggere codice, automatizzare alcune attività e accelerare lo sviluppo di nuovi strumenti.Per utilizzare l'AI nel trading correttamente, però, servono competenze che permettano di formulare le richieste giuste, controllare i risultati e riconoscere eventuali errori. Inoltre, un singolo Trading System, anche se valido, non rappresenta da solo la soluzione al trading. Per costruire un approccio più solido servono strategie diversificate, dati affidabili, test, validazione, gestione del rischio e un processo di sviluppo strutturato.L'Intelligenza Artificiale può quindi aiutare il trader e renderne il lavoro più efficiente, ma non può sostituire conoscenza, metodo ed esperienza. In questo video Andrea Unger, 4 volte Campione del Mondo di Trading, spiega cosa può fare oggi l'AI nel trading, quali sono i suoi principali limiti e come utilizzarla all'interno di un processo di sviluppo controllato e consapevole.Buon ascolto!
Zuppa di Porro dell'26 luglio 2026: rassegna stampa quotidiana
NON POSSIAMO FARE NIENTE? - FRANCO DEL MOROLibri FRANCO DEL MORO:https://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_franco_del_moro.php?pn=7672 Rivista Ellin Selae: https://www.ellinselae.org/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/border-nights--654467/support.
Sempre meno persone coltivano degli hobby, un fenomeno che dipende da diversi fattori: la tendenza a monetizzare il tempo libero vivendo le proprie passioni come delle performance, le ore di svago trascorse passivamente davanti allo schermo dello smartphone e l'aumento dei costi delle attività ricreative. In questo nuovo episodio di Specchio Giallo, Mia Ceran spiega perché nella nostra società sia sempre più raro dedicarsi a un vero e proprio hobby, approfondendo l'impatto del side hustle, dell'hobby inflation e dello smartphone usato come comodo sostituto. Scopriremo inoltre cosa accade al nostro cervello in mancanza di hobby secondo le neuroscienze e vedremo come fare per ricominciare a coltivare interessi e passioni. Ascolta NowWhat? il podcast di Mia Ceran: https://bit.ly/3Q1rdFc 00:00 Perché gli hobby stanno scomparendo 01:16 Cos'è davvero un hobby 02:43 Quanto tempo libero abbiamo davvero: i dati 03:38 Il mito del side hustle 04:41 L'effetto di sovragiustificazione 05:24 Hobby inflation: il tempo libero costa sempre di più 06:19 Il ruolo sociale: come creano comunità e inclusione 07:06 La tecnologia ci toglie energia per le nostre passioni 08:44 Possiamo ancora fare qualcosa di "inutile"? 09:13 Cosa succede nel cervello quando coltiviamo un hobby 11:22 Salute mentale e longevità:gli studi scientifici 12:34 4 consigli per vivere gli hobby senza ansia 13:54 Ritrovare il piacere di fare qualcosa per noi I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=UUkdab6HatQ https://www.youtube.com/watch?v=GStCoctQ8RU Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
A volte, processare dati sul cloud diventa un problema. Una soluzione potrebbe essere quella di avere sciami di dispositivi intelligenti che - comunicando tra loro - non hanno più bisogno di un unico controllore centrale. Ma come funzionano? Ne parliamo con Filippo Cugini, Responsabile di Settore di Ricerca presso il CNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni)
A volte, processare dati sul cloud diventa un problema. Una soluzione potrebbe essere quella di avere sciami di dispositivi intelligenti che - comunicando tra loro - non hanno più bisogno di un unico controllore centrale. Ma come funzionano? Ne parliamo con Filippo Cugini, Responsabile di Settore di Ricerca presso il CNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni)
Scopri di più sul trading sistematico: Clicca qui per iscriverti alla Masterclass gratuita!Che cosa accomuna alcuni dei trader più famosi e profittevoli della storia? Il talento? L'intuito? La capacità di prevedere il futuro dei mercati? La risposta è molto diversa da quella che potresti immaginare. Molti dei più grandi trader della storia hanno costruito i propri risultati seguendo regole precise, affidandosi al metodo piuttosto che alle emozioni e riducendo progressivamente la soggettività nelle proprie decisioni operative. È proprio questo percorso evolutivo che ha posto le basi non solo del trading meccanico ma anche di quello sistematico. Naturalmente non tutti lo hanno fatto nello stesso modo. Nicolas Darvas era un ballerino professionista che girava il mondo per motivi di lavoro. Ed Seykota è considerato uno dei pionieri del trading sistematico moderno. I Turtle Traders erano invece persone comuni selezionate per partecipare a uno degli esperimenti più celebri della storia del trading.Ciò che rende particolarmente interessanti le loro storie è che non operavano nello stesso modo. Operavano in epoche diverse, su mercati diversi e con strumenti e strategie differenti, eppure erano tutti accomunati dalla stessa filosofia: costruire un insieme di regole precise ed eliminare quanto più possibile la soggettività dal processo decisionale.È un principio che ancora oggi rappresenta uno dei pilastri del trading meccanico e del trading sistematico moderno.In questa clip, estratta dall'Unger Academy Summit Live 2026, Andrea ripercorre la storia di alcuni dei trader più celebri di sempre per mostrare come metodo, disciplina e gestione del rischio abbiano contribuito ai loro risultati straordinari. Buon ascolto!
Gli incendi sono tornati protagonisti delle cronache di tutto il mondo, Italia compresa. Come al solito cerchiamo di capire cosa sta succedendo ma anche cosa si potrebbe fare, realisticamente, per prevenirli, osservando metodi diversi. Nel Regno Unito Andy Burnham è il nuovo premier laburista, mentre il governo britannico vuole vietare ai minori le bevande energetiche più diffuse tra i giovani. È l'ultima di una serie di misure a tutela dell'adolescenza, forse vale la pena discutere.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:46 - Incendi e come prevenirli00:21:51 - Il nuovo premier britannico e la legge contro le bevande energeticheFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/incendi-giganti-europa-cosa-fare/5x1000: https://www.italiachecambia.org/5x1000/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Iscriviti alla newsletter: https://bit.ly/4v3UjDYVuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Le tasse di Trump sullo stretto di Hormuz, JP Morgan e gli investimenti in Italia, gli accordi per la legge elettorale, le zone economiche speciali, i tagli della Volkswagen. Spazio Starbene. Nel numero in edicola un approfondimento sul nostro rapporto con la guida tra insicurezze, ansie e nervosismo. Ne abbiamo parlato con la direttrice di Starbene Francesca Pietra. Pochi giorni fa il governo ha pubblicato il cosiddetto "Decreto Autovelox" che dovrebbe mettere ordine nell'intricata questione dell'omologazione degli autovelox. Ne abbiamo parlato con il giornalista del Corriere della Sera Alessio Ribaudo. La notizia di cronaca di questi giorni: un padre impone ai figli la dieta vegana e ora rischia 5 anni di carcere per maltrattamenti. Con noi l'avvocato Marco Melìti, presidente dell'associazione italiana di diritto e psicologia della famiglia. Spazio Mondiali. In collegamento la nostra squadra di Cronisti Mondiali. Con ognuno di loro abbiamo approfondito un tema. Oggi si giocano le semifinali. Possiamo dire che da adesso si fa davvero sul serio? lo abbiamo chiesto a Paolo Pacchioni. Stasera alle 21.00 la sfida tra Francia e Spagna. Le ultime sulla Francia, con Tommaso Angelini. Focus sulla Spagna, con Nicolò Pompei. Il comune di Assemini, cittadina dove, secondo le previsioni, giovedì si toccheranno i 43 gradi. Dovrebbe essere il luogo più caldo d'Italia in questa terza ondata di calore stagionale. Con noi il sindaco Mario Puddu. L'attualità, commentata dalla direttrice del Quotidiano Nazionale e dei quotidiani editi dal gruppo Monrif, Agnese Pini. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
Possiamo essere così concentrati sulla nostra destinazione da perderci le vittorie che fanno parte del nostro viaggio.
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Oggi possiamo fare tutto. Possiamo partire, organizzare, dire sì, riempire le nostre giornate di esperienze, occasioni, possibilità.E proprio per questo, spesso, sentiamo che dovremmo farlo.In questa riflessione entriamo dentro un paradosso molto attuale: il fatto che qualcosa sia possibile non significa che sia giusto per noi. Eppure, quando vediamo che gli altri lo fanno, quando sappiamo che potremmo farlo anche noi, diventa difficile fermarsi.Si crea una sensazione sottile ma costante: se non lo faccio, mi sto perdendo qualcosa.In questa riflessione parliamo di:come è cambiato nel tempo il nostro modo di scegliere e di vivere le esperienzeil paradosso della scelta: più opzioni abbiamo, più sentiamo la pressione di sfruttarle tuttela differenza tra ciò che è possibile e ciò che è davvero desideratoperché riempiamo le nostre giornate senza chiederci se ne vale davvero la penala sensazione di “perdere tempo” anche quando finalmente ci fermiamol'importanza di creare uno spazio prima di dire sì, per tornare a scegliere con intenzione♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Oggi possiamo fare tutto. Possiamo partire, organizzare, dire sì, riempire le nostre giornate di esperienze, occasioni, possibilità.E proprio per questo, spesso, sentiamo che dovremmo farlo.In questa riflessione entriamo dentro un paradosso molto attuale: il fatto che qualcosa sia possibile non significa che sia giusto per noi. Eppure, quando vediamo che gli altri lo fanno, quando sappiamo che potremmo farlo anche noi, diventa difficile fermarsi.Si crea una sensazione sottile ma costante: se non lo faccio, mi sto perdendo qualcosa.In questa riflessione parliamo di:come è cambiato nel tempo il nostro modo di scegliere e di vivere le esperienzeil paradosso della scelta: più opzioni abbiamo, più sentiamo la pressione di sfruttarle tuttela differenza tra ciò che è possibile e ciò che è davvero desideratoperché riempiamo le nostre giornate senza chiederci se ne vale davvero la penala sensazione di “perdere tempo” anche quando finalmente ci fermiamol'importanza di creare uno spazio prima di dire sì, per tornare a scegliere con intenzione♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Nella puntata n. 657 abbiamo visto le prime due domande suggerite dal consulente di innovazione Jason Clarke per trasformare ciò che esiste già, invece di ricominciare ogni volta da zero: possiamo cambiarne la dimensione? Possiamo cambiarne la forma? In questa puntata completiamo il percorso con altre due domande: possiamo cambiarne l'aspetto? Possiamo cambiarne l'uso? A volte un progetto, un'abitudine, una competenza o persino un errore, per ripartire con slancio, hanno solo bisogno di essere guardati e utilizzati in modo diverso Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
I verbi irregolari italiani spaventano molti studenti, ma in realtà sono i verbi più usati nella conversazione quotidiana. Per questo motivo, conoscerli bene è il segreto per parlare un italiano naturale e fluente. In questo articolo vedremo insieme la coniugazione completa di 23 verbi irregolari fondamentali al presente indicativo e al passato prossimo, con tante curiosità, esempi pratici e piccoli trucchi per ricordarli. 23 Verbi Irregolari = 50% di Italiano I verbi irregolari sono quei verbi che non seguono il modello standard di coniugazione delle tre coniugazioni italiane (-are, -ere, -ire). La loro radice cambia, e a volte anche la desinenza diventa imprevedibile. La buona notizia? La maggior parte di questi verbi appartiene al vocabolario di base: una volta imparati, li userai costantemente. Vediamoli ora uno per uno, con la coniugazione al presente, l'ausiliare giusto al passato prossimo (essere o avere) e il participio passato corretto. I Verbi Ausiliari: Essere e Avere 1. Essere Cominciamo dal verbo Essere, il primo fra tutti per importanza e che usiamo per parlare dell'identità ("Io sono Graziana"), della professione ("Lei è insegnante"), della provenienza ("Tu sei spagnolo?"), dello stato d'animo ("Siamo felici!") e tantissimo altro. È anche il verbo ausiliare per eccellenza nei tempi composti. PersonaPresentePassato Prossimoiosonosono stato/atuseisei stato/alui/leièè stato/anoisiamosiamo stati/evoisietesiete stati/elorosonosono stati/e Attenzione all'accento: è vs e Mi raccomando: è (verbo) ha l'accento grave e si scrive in modo diverso da e (congiunzione). Esempio: "Marco è italiano e parla italiano". È un errore piccolo ma molto comune anche tra gli italiani, soprattutto quando scrivono velocemente sui social. Curiosità: il participio passato di essere è "stato", lo stesso del verbo stare. Vuoi sapere quando usare l'uno o l'altro? Dai un'occhiata alla guida dedicata su essere vs stare. 2. Avere L'altro grande verbo ausiliare dell'italiano. La H all'inizio non si pronuncia, ma si scrive sempre! È fondamentale per non confondere ho (verbo) con o (congiunzione), hai con ai (preposizione articolata), o hanno con anno (l'unità di tempo). Sembrano dettagli, ma fanno la differenza. PersonaPresentePassato Prossimoiohoho avutotuhaihai avutolui/leihaha avutonoiabbiamoabbiamo avutovoiaveteavete avutolorohannohanno avuto Espressioni con "Avere" In italiano, avere si usa anche in tantissime espressioni dove altre lingue userebbero essere. Per esempio: "ho fame", "ho sete", "ho freddo", "ho caldo", "ho 30 anni", "ho ragione", "ho paura", "ho un mal di testa terribile".Quindi non dire mai "sono fame" o "sono 30 anni"! Verbi di Movimento: Andare, Stare, Venire, Uscire, Nascere 3. Andare PersonaPresentePassato Prossimoiovadosono andato/atuvaisei andato/alui/leivaè andato/anoiandiamosiamo andati/evoiandatesiete andati/elorovannosono andati/e Curiosità: il presente indicativo in italiano è un tempo verbale "multiuso". Lo usiamo per parlare del presente, ma anche del futuro. Basta aggiungere un'indicazione temporale: "Domani vado al cinema". Andare si usa in tantissime espressioni quotidiane: "andare a piedi", "andare in macchina", "andare al lavoro", "andare a scuola". E poi c'è la classica domanda italiana: "Come va?". Una conversazione tipica al bar in Italia inizia praticamente sempre così! 4. Stare PersonaPresentePassato Prossimoiostosono stato/atustaisei stato/alui/leistaè stato/anoistiamosiamo stati/evoistatesiete stati/elorostannosono stati/e Stare è un verbo che gli stranieri spesso confondono con essere, ma in italiano hanno usi diversi! Stare lo usiamo per indicare uno stato di salute ("Come stai? Sto bene"), una posizione o permanenza in un luogo ("Sto a casa di mia sorella per il weekend"), oppure in espressioni come "stare zitto", "stare attento", "stare calmo". C'è anche la forma "stare + gerundio" che è importantissima per parlare di azioni in corso: "Sto mangiando", "Stiamo studiando italiano". 5. Venire PersonaPresentePassato Prossimoiovengosono venuto/atuvienisei venuto/alui/leivieneè venuto/anoiveniamosiamo venuti/evoivenitesiete venuti/elorovengonosono venuti/e Attenzione a non confondere venire con andare! Venire indica un movimento verso chi parla, mentre andare indica un movimento verso un altro luogo. Per approfondire, leggi la guida su andare vs venire. Venire lo usiamo anche in espressioni come "venire in mente" ("Mi è venuta in mente una cosa"), "venire voglia" ("Mi viene voglia di gelato"), "venire bene/male" (parlando di una foto o una ricetta). 6. Uscire PersonaPresentePassato Prossimoioescosono uscito/atuescisei uscito/alui/leiesceè uscito/anoiusciamosiamo usciti/evoiuscitesiete usciti/eloroesconosono usciti/e Curiosità: la "u" che diventa "e" Nota che alla prima, seconda, terza persona singolare e alla terza plurale, la "u" diventa "e". Strano, vero? Ma è una caratteristica di alcuni verbi irregolari italiani. Uscire ha tanti significati: può significare "andare fuori di casa" ("Esco di casa alle 8"), ma anche "frequentare qualcuno romanticamente" ("Sto uscendo con Marco da tre mesi"), oppure "essere pubblicato" ("È uscito un nuovo libro di Ferrante"). 7. Nascere PersonaPresentePassato Prossimoionascosono nato/atunascisei nato/alui/leinasceè nato/anoinasciamosiamo nati/evoinascetesiete nati/eloronasconosono nati/e Le preposizioni con "nascere" In italiano si dice "sono nato A" + città (a Roma, a Milano, a Napoli) e "sono nato IN" + regione o paese (in Toscana, in Italia, in Spagna). Una piccola eccezione: con le isole grandi si usa "in" (in Sicilia, in Sardegna), ma con le isole piccole si usa "a" (a Capri, a Ischia).Ad esempio: "Sono nata a Bari, in Puglia, in Italia". I Verbi Modali: Dovere, Potere, Volere I verbi modali (dovere, potere, volere) sono particolari perché sono sempre seguiti da un altro verbo all'infinito. Esprimono obbligo, possibilità o volontà. Sono fondamentali per comunicare in italiano, ma nascondono diverse insidie! 8. Dovere PersonaPresentePassato Prossimoiodevoho dovutotudevihai dovutolui/leideveha dovutonoidobbiamoabbiamo dovutovoidoveteavete dovutolorodevonohanno dovuto Dovere esprime un obbligo o una necessità: "Devo studiare per l'esame", "Dobbiamo andare al lavoro". Può essere anche un sostantivo che significa "obbligo, responsabilità", ma soprattutto è il verbo che usiamo per parlare di debiti: "Ti devo 20 euro" significa "ho un debito di 20 euro con te". Quale ausiliare al passato prossimo? Quando dovere è seguito da un verbo che richiede essere come ausiliare, la regola tradizionale dice che bisogna usare essere. Quindi: "Sono dovuto andare al lavoro" è la forma più corretta secondo la grammatica. Nel parlato si sente spesso anche "Ho dovuto andare al lavoro": entrambe sono accettate, ma la prima è quella consigliata. 9. Potere PersonaPresentePassato Prossimoiopossoho potutotupuoihai potutolui/leipuòha potutonoipossiamoabbiamo potutovoipoteteavete potutoloropossonohanno potuto Attenzione all'accento: "può" si scrive con l'accento! È una di quelle piccole regole che fanno la differenza tra uno scritto da principiante e uno da esperto. Potere esprime la possibilità o il permesso: "Posso entrare?" (chiedo permesso), "Possiamo andare al cinema?" (suggerisco una possibilità). È utilissimo per le richieste cortesi: invece di dire "Mi dai un caffè?" è più educato dire "Mi puoi dare un caffè?". 10. Volere PersonaPresentePassato Prossimoiovoglioho volutotuvuoihai volutolui/leivuoleha volutonoivogliamoabbiamo volutovoivoleteavete volutolorovoglionohanno voluto Attenzione: in italiano dire semplicemente "voglio" senza altre formule può sembrare un po' brusco! Per essere educati, soprattutto al ristorante o al bar, è meglio usare il condizionale "vorrei" ("Vorrei un caffè, per favore") oppure aggiungere "per favore". Volere si usa anche in espressioni come "voler bene" ("Ti voglio bene" indica un affetto non romantico, e si usa con familiari e amici). E poi c'è "volerci", una forma derivata che si usa per esprimere il tempo o la quantità necessaria: per scoprire la differenza con metterci, leggi la guida su volerci e metterci. Sapere: il Verbo della Conoscenza 11. Sapere PersonaPresentePassato Prossimoiosoho saputotusaihai saputolui/leisaha saputonoisappiamoabbiamo saputovoisapeteavete saputolorosannohanno saputo Qui c'è un dilemma classico per gli studenti: sapere o conoscere? Entrambi si traducono spesso con "to know", ma in italiano si usano in modo diverso! Sapere si usa per fatti, informazioni e abilità ("So parlare italiano", "So che Roma è la capitale"). Conoscere si usa per persone, luoghi e cose con cui abbiamo familiarità ("Conosco Roma", "Conosco Marco"). Per approfondire, leggi la guida su potere, riuscire, sapere, conoscere. Curiosità: "sapere di" significa anche "avere il sapore o l'odore di qualcosa". Per esempio: "Questa pizza sa di formaggio", "Il vestito sa di fumo". Piccola sfumatura interessante: "ho saputo" al passato prossimo spesso significa "sono venuto a conoscenza di", cioè "ho scoperto". Esempio: "Ieri ho saputo che Marco si è sposato!". Verbi di Azione Quotidiana: Dare, Dire, Bere 12. Dare PersonaPresentePassato Prossimoiodoho datotudaihai datolui/leidàha datonoidiamoabbiamo datovoidateavete datolorodannohanno dato Attenzione: dà vs da La terza persona singolare "dà" si scrive con l'accento grave! Perché? Per non confonderla con la preposizione semplice "da". Quindi: "Maria dà un libro a Luigi" (verbo) vs "Vengo da Roma" (preposizione). Dare è un verbo super versatile in italiano. Lo usiamo in espressioni come "dare del tu/del lei" (per parlare in modo informale o formale), "dare una mano" (= aiutare), "dare fastidio" (= disturbare), "dare un esame" (= sostenere un esame all'università)....
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Viviamo in un momento storico in cui la libertà individuale è più ampia che mai. Possiamo scegliere come vivere, cosa fare, chi essere, senza i vincoli che hanno caratterizzato le generazioni precedenti.Eppure, insieme a questa libertà, stanno emergendo anche nuove fragilità: senso di vuoto, perdita di direzione, difficoltà a trovare un significato profondo nelle proprie scelte.In questa riflessione proviamo a guardare più da vicino cosa sta succedendo, partendo da un'idea semplice: quando i valori di una società cambiano molto velocemente, può diventare difficile capire cosa è davvero importante.In questa riflessione parliamo di:come i valori sociali si stanno spostando verso una maggiore centralità dell'individuoperché vivere solo nel presente può portare a perdere progettualità e direzioneil ruolo del sacrificio, della responsabilità e del futuro nella costruzione del significatocosa succede quando si riducono i legami, i gruppi e i contesti di appartenenzaperché aumentano solitudine, senso di inutilità e perdita di significatola difficoltà di orientarsi in una società in cui i riferimenti sono sempre più deboli♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Negli ultimi giorni si è verificata l'ondata di calore più potente mai registrata in Europa: caldo da record, temperature con picchi sui 40°, allerta meteo, bollino rosso in più di 20 città italiane e 1300 morti. 50 anni fa questo anticiclone africano sarebbe stato praticamente impossibile, ma oggi è diventato normale a causa della crisi climatica. Il problema in realtà non è tanto questo specifico evento meteorologico, ma il fatto che siamo solo all'inizio e che non finirà: davanti a noi si prevedono decenni in cui fenomeni estremi (caldo torrido, alluvioni, cicloni, temporali forti e grandinate estive) saranno sempre più probabili, intensi e lunghi. In questo video vedremo quali sono le conseguenze delle ondate di caldo anomalo, da cosa sono provocate, perché l'Italia è il Paese con più morti in Europa e cosa possiamo fare contro gli eventi meteorologici di questa portata Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Intro 00:54 L'ondata di caldo peggiore in Europa e la crisi climatica 02:65 I danni del caldo da record: isole di calore in città 04:00 L'Italia è il Paese con più morti da caldo 04:41 Le notti tropicali possono essere mitigate dal verde 05:20 Cosa fare contro gli eventi estremi: temporali, grandinate e caldo estremo 06:15 Il ruolo del cittadino: impatto ambientale del singolo e politica I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=tx7npzOUbSw https://www.youtube.com/watch?v=za7qd7dFF0k Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Possiamo trovare ispirazione ovunque, e anche i luoghi più familiari possono diventare straordinari.Nell'episodio di oggi ascoltiamo Vasco Brondi dal suo recente “Una cosa spirituale: non fare niente e altre forme d'arte”, edizioni Einaudi.Ricordiamoci che non c'è bisogno di viaggiare o di occasioni straordinarie per cogliere quello che di speciale c'è nei nostri giorni.Se trovi questo podcast interessante, parlane e condividilo con qualcuno a cui tieni. Ti auguro una buona giornata.A presto! Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro
Learn Italian phrases for ordering wine in Italy, plus cultural tips to help you choose, order and talk about wine like Italians do. Learn about our Online Italian School and get a free mini lesson every week: https://joyoflanguages.online/italian-school Subscribe to our new YouTube channel: https://www.youtube.com/@joyoflanguages.italian?sub_confirmation=1 Get the bonus materials for this episode: https://italian.joyoflanguages.com/podcast/Italian-phrases-for-ordering-wine Today's Italian words: Ordiniamo una bottiglia di vino? = Shall we order a bottle of wine? Prendiamo due calici? = Shall we get (lit. take) two glasses? Possiamo provare il vino della casa = We can try the house wine Con gli asparagi forse si abbina meglio il bianco = With asparagus maybe white pairs better
Quante volte al giorno si dice «va bene»? Per accordarsi, per accettare, per riempire il silenzio — sembra la soluzione per tutto. Il problema è che usare sempre la stessa espressione suona ripetitivo e artificioso. In italiano esistono alternative molto più naturali e precise, ognuna adatta a un contesto diverso. Smettila di Dire Sempre "Va Bene" Alternative per Esprimere Accordo e Conferma Quando qualcuno dice qualcosa e si è d'accordo, invece del solito «va bene» si può ricorrere a queste espressioni. 1. Certo! / Certamente! Si usa per confermare qualcosa in modo deciso e leggermente formale. È perfetto quando si vuole trasmettere sicurezza e professionalità. «Possiamo vederci alle tre?» — «Certo! Ti aspetto al bar.» «Hai capito le istruzioni?» — «Certamente, nessun problema.» 2. Esatto! / Esattamente! Perfetto quando qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto. È come dire: «hai centrato il punto». «Quindi dobbiamo prendere il treno delle otto?» — «Esatto! Quello è il più veloce.» «La riunione è stata spostata a venerdì?» — «Esattamente, hai capito bene.» 3. Giusto! / Già! Molto informale, tipico del parlato quotidiano. «Già» in particolare esprime un accordo quasi pensieroso, come se si stesse elaborando ciò che si è appena sentito. «Roma è la capitale d'Italia.» — «Giusto! Me lo ero dimenticato.» «Domani è lunedì.» — «Già... e ho ancora mille cose da fare.» 4. Senza Dubbio / Indubbiamente Più formale, usato per esprimere un accordo forte e convinto. In una conversazione tra amici può suonare eccessivamente serio — meglio riservarlo a contesti professionali o quando si vuole dare particolare peso alle proprie parole. «La pizza napoletana è la migliore del mondo.» — «Senza dubbio! Non si discute.» «Questo progetto richiede molto lavoro.» — «Indubbiamente, ma ne vale la pena.» Alternative per Accettare o Approvare Qualcosa Quando qualcuno propone qualcosa e si accetta, queste espressioni sono molto più efficaci del generico «va bene». 5. D'Accordo! La sostituzione più diretta e naturale di «va bene». Funziona in quasi tutti i contesti — formali e informali — ed è l'espressione che i madrelingua usano più spesso al suo posto. «Ci vediamo sabato per studiare insieme?» — «D'accordo! A che ora?» «Ti va di mangiare la pizza stasera?» — «D'accordo, ma la pago io questa volta!» 6. Perfetto! Quando non si accetta soltanto, ma si è anche soddisfatti della proposta. È come dire: «non si sarebbe potuto organizzare meglio». «Ho prenotato il ristorante per le otto.» — «Perfetto! Non vedo l'ora.» «Il documento è pronto, te lo mando adesso.» — «Perfetto, grazie mille.» 7. Ottimo! Simile a «perfetto», ma con un tono leggermente più formale o professionale. Si sente spesso in ufficio o in contesti accademici. «Ho finito il rapporto in anticipo.» — «Ottimo lavoro! Puoi mandarmelo?» «Ho trovato una soluzione al problema.» — «Ottimo! Spiegami tutto.» 8. Benissimo! Un po' più caloroso ed emotivo rispetto a «ottimo». È il superlativo di «bene» — trasmette calore e partecipazione genuina. «Ho superato l'esame d'italiano!» — «Benissimo! Lo sapevo che ce la facevi!» «Posso portare il dolce alla cena?» — «Benissimo, tutti ti adoreranno!» Alternative Entusiaste Quando «va bene» sarebbe troppo poco e si vuole esprimere vera soddisfazione o gioia. 9. Fantastico! / Magnifico! / Meraviglioso! Tre espressioni potentissime per trasmettere entusiasmo autentico. Attenzione però: usarle troppo spesso le svuota di significato. Meglio tenerle per i momenti davvero speciali. «Ti regalo un viaggio a Napoli per il tuo compleanno.» — «Fantastico! Quando si parte?» «Ho trovato i biglietti per il concerto.» — «Meraviglioso! Pensavo fossero esauriti.» 10. Che Bello! / Che Notizia! Più colloquiale, usato soprattutto quando si riceve una buona notizia inaspettata. È spontaneo e genuino — tipicamente italiano. «Mia sorella aspetta un bambino!» — «Che bello! Quando nasce?» «Ho trovato lavoro finalmente!» — «Che notizia! Sono così contenta per te!» 11. Evviva! / Finalmente! «Evviva» è una pura esclamazione di gioia — quasi un piccolo festeggiamento con le parole. «Finalmente» si usa invece quando si aspettava qualcosa da lungo tempo: si sente tutta la pazienza accumulata. «Domani non lavoro!» — «Evviva! Andiamo al mare?» «Hanno riaperto quel ristorante che amavamo.» — «Finalmente! Ci prenoto subito un tavolo.» Alternative con Rassegnazione o Pazienza Quando si accetta qualcosa senza esserne entusiasti, l'italiano offre espressioni molto efficaci — e a volte persino teatrali — per comunicarlo. 12. Se Non C'è Alternativa... / Se Non Si Può Fare Altrimenti... Per accettare qualcosa con rassegnazione elegante. Il tono comunica chiaramente: «non è quello che si voleva, ma cosa si può fare?» «Dobbiamo alzarci alle cinque di mattina per prendere il treno.» — «Se non c'è alternativa... metterò tre sveglie.» «La riunione è spostata a sabato mattina.» — «Se non si può fare altrimenti, ci sarò.» 13. Pazienza! / Poco Male! «Pazienza» si usa quando qualcosa non è come si vorrebbe, ma lo si accetta con serenità — quasi con filosofia. «Poco male» si usa invece quando il problema non è grave: è come dire «non è la fine del mondo». «Non riesco a venire alla tua festa, mi dispiace.» — «Pazienza! Ci vedremo un'altra volta.» «Il treno ha dieci minuti di ritardo.» — «Poco male, ho il mio libro.» 14. Dai, Va Bene lo Stesso / In Fondo Va Bene Per accettare qualcosa con un tono rilassato e senza drammi. «Dai» in apertura di frase ammorbidisce tutto — è una piccola concessione informale che segnala disponibilità senza entusiasmo. «Il caffè è finito, c'è solo il tè.» — «Dai, va bene lo stesso. Prendo il tè.» «Il ristorante era pieno, andiamo in pizzeria?» — «In fondo va bene — la pizza mi piace anche di più!» Riepilogo: Quando Usare Quale Espressione SituazioneEspressioni consigliateAccordo deciso o formaleCerto, Certamente, Senza dubbio, IndubbiamenteConfermare che qualcuno ha capito beneEsatto, Esattamente, GiustoAccordo informale e pensierosoGià, GiustoAccettare una propostaD'accordo, Perfetto, Ottimo, BenissimoEsprimere entusiasmo per una buona notiziaFantastico, Meraviglioso, Che bello, EvvivaSollievo dopo una lunga attesaFinalmenteAccettazione con rassegnazionePazienza, Poco male, Se non c'è alternativaAccettazione rilassata e informaleDai va bene lo stesso, In fondo va bene Domande Frequenti Qual È la Differenza tra "Perfetto" e "Ottimo"? Entrambe esprimono approvazione, ma «perfetto» ha un tono più personale e soddisfatto — si usa quando si è contenti di come stanno le cose. «Ottimo» è leggermente più formale e si sente spesso in contesti professionali o accademici, come risposta a un risultato o a una prestazione. Si Può Ancora Usare "Va Bene"? Sì, «va bene» è corretto e naturale — il problema nasce quando viene usato in modo automatico per qualsiasi situazione. Avere a disposizione alternative più precise permette di scegliere l'espressione più adatta al contesto, rendendo il proprio italiano più ricco e credibile. Quando Si Usa "Pazienza" e Quando "Poco Male"? «Pazienza» si usa quando si accetta qualcosa di spiacevole con serenità, spesso con una sfumatura di rassegnazione consapevole. «Poco male» si usa invece quando il problema è oggettivamente lieve — è come dire che non c'è motivo di preoccuparsi. Queste Espressioni Funzionano Sia nel Parlato che nello Scritto? La maggior parte funziona in entrambi i contesti. Alcune — come «già», «dai va bene lo stesso» o «evviva» — sono tipiche del parlato informale e suonerebbero fuori luogo in un testo scritto formale. Altre — come «certamente», «indubbiamente» o «d'accordo» — si adattano bene anche alla comunicazione scritta professionale. Se stai imparando a variare il tuo italiano, non fermarti qui — continua con l'articolo dedicato alle alternative a 'sono in ritardo'. Accedi a siti e contenuti italiani da qualsiasi parte del mondo e in totale sicurezza con NordVPN! Usa il codice coupon LEARNAMO per ricevere uno sconto speciale! { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Quiz: Alternative a 'Va Bene' in Italiano", "description": "Quiz interattivo sulle alternative all'espressione 'va bene' in italiano. 10 domande su accordo, approvazione, entusiasmo e rassegnazione nel parlato e nello scritto.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa per confermare che qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Esatto" } }, { "@type": "Question", "name": "In italiano, 'Già' può esprimere accordo pensieroso.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione è più adatta in un contesto professionale per approvare un risultato?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ottimo" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa quando si accetta qualcosa con rassegnazione perché non esiste altra scelta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se non c'è alternativa" } }, { "@type": "Question", "name": "'Benissimo' è il superlativo di quale parola?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "bene" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione trasmette che una situazione negativa non è grave e non merita preoccupazione?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Poco male" } }, { "@type": "Question", "name": "'Già' è adatta per un testo scritto formale.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Possiamo dire che sia andata molto bene, anche se soprattutto la mia (Matteo) impressione della città è stata un po' difficile, ma a quanto pare solo per i primi giorni. Raffaele invece ha una parola per descrivere Vienna: "perfetta"! Eccessivo? E poi, ovviamente, il cibo! Quello ci ha impressionato positivamente, quasi tutto. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio How to Actually Speak Italian - https://www.youtube.com/watch?v=8FhsfjdJF1g Siamo a Vienna! O almeno, eravamo a Vienna, quando abbiamo registrato e abbiamo tante sorprese per voi anche nelle prossime puntate. Iniziamo con il raccontarvi come è andata, il mio viaggio in macchina con Katie, Antonella (la nostra amica videomaker che lavora con noi da qualche mese) e ovviamente Brody, il motivo principale per il quale abbiamo fatto questo viaggio in macchina. E poi tutto il team, ovviamente Raffaele e Mary con Pelin. Ma come è visitare una città mentre lavori? - Bè non è facile se si vuole visitare bene anche il centro città e i musei, ma come è andata? Cibo! La capitale europea del gelato, Vienna, e quindi cosa facciamo? Andiamo subito a provare un po' di gelati. Buoni! Anche se Raffaele non la pensa proprio così. A quanto pare il gelato non è perfetto come il resto della città. Consiglio a tutti quelli che cercano un buon gelato in Italia? Cercate gelaterie "artigianali" con tanti commenti positivi in italiano! E poi ovviamente la "cotoletta" o meglio la Wiener Schnitzel. Come era? Buona! E poi una esperienza da non fare, come l'errore che c'è nel nome del ristorante. Uno Momento (si dice "un momento"), ma questa cosa non ci ha fermato, siamo pazzi! Trascrizione Matteo: [0:00] E sta registrando… Ecco qua, ci siamo messi qui perché è una situazione un po' più tranquilla con meno rumori, hanno deciso esattamente alle nostre spalle di scaricare un carrello di stoviglie, a quanto pare. Raffaele: [0:39] Sì, bicchieri penso. Va bene, sopravviveremo. Capirete che i rumori che sentite, sono rumori di ambiente per farvi sentire anche voi parte dell'evento. Ce l'abbiamo fatta Matteo, finalmente siamo a Vienna. Matteo: [0:56] Siamo, oddio, finalmente, diciamo che tra poche ore parti... (Subito mi hai scoperto...) Scopertissimo! In realtà alla fine dell'evento, di un evento molto simpatico. Siamo negli spazi in cui si è svolto e si sta svolgendo l'evento, e devo dire che è tutto molto simpatico. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
In questo episodio di Educare con calma proviamo a guardare alla tecnologia con uno sguardo un pò diverso dal solito: lo faccio condividendo con voi un estratto di una diretta con Giulia Dall'Aglio, la nostra persona di riferimento per il benessere digitale.Giulia parte da un'immagine metaforica che mi è piaciuta tantissimo: quella del digitale come un «ospite» che entra nelle nostre case. Un ospite spesso piacevole e capace di offrirci tante opportunità, ma che allo stesso tempo ha bisogno di essere accolto con consapevolezza.Riflettiamo quindi su cosa significa portare il digitale in famiglia: come definire regole e confini e come accompagnare nostrǝ figliǝ e noi stessǝ in un uso più intenzionale.Possiamo allenarci a rimettere in discussione il nostro rapporto con la tecnologia: se basiamo tutto su controllo e divieti, diventa difficile educare davvero all'equilibrio digitale. Invece, una posizione più aperta e consapevole ci aiuta a scegliere con intenzionalità ciò che entra nel spazio digitale di famiglia.:: I punti salienti dell'episodio:00:00 Introduzione e benvenuto03:27 Tecnologia come scelta04:17 Gestire gli schermi in famiglia04:36 L'ospite che entra in casa05:33 Chiusura e riflessione finale:: Potete trovare Giulia:su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
In questo episodio di Educare con calma condivido una riflessione semplice ma potente, che Karen Taranto ci ha offerto durante una diretta su La Tela, mentre esploravamo il tema dei litigi di coppia e io condividevo una mia fatica.Parlo della mia difficoltà a lasciare andare quando sono dentro un litigio e avverto un'ingiustizia, quando mi sembra che qualcosa per me fondamentale non sia stato riconosciuto o capito davvero.Karen ha ricordato cosa può nascondersi dietro questa reazione e, allo stesso tempo, ha introdotto un passaggio che cambia la prospettiva: la possibilità di scegliere se e quando lavorarci. Non tutto va affrontato subito, e non siamo necessariamente tenutǝ a fare ogni lavoro di consapevolezza ed evoluzione nel momento in cui lo intravediamo. Possiamo decidere cosa è importante affrontare ora e cosa può aspettare, senza sentirci in colpa.La crescita personale richiede energie, spazio e disponibilità, e non sempre abbiamo tutto questo: ci sono momenti in cui aggiungere altro lavoro non è sostenibile. Dare un nome a questa possibilità può alleggerire il modo in cui viviamo il nostro percorso.:: Nell'episodio menziono:Il servizio 1-a-1 su La TelaTrovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca. :: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Ti sei mai chiesto perché alcuni stranieri parlano italiano in modo così naturale e sofisticato da sembrare quasi madrelingua? Il segreto sta nella padronanza di alcuni argomenti grammaticali avanzati. Questi 10 argomenti ti permetteranno di esprimerti con la precisione e l'eleganza di un vero italiano! I 10 Argomenti C2 che Ti Faranno Parlare Come un Italiano 1. Congiuntivo vs Indicativo: La Scelta che Fa la Differenza Questa è la vera prova del fuoco: saper scegliere tra congiuntivo e indicativo ti farà sembrare un vero esperto della lingua italiana. La distinzione fondamentale sta nel grado di certezza che vuoi esprimere. L'Indicativo: Il Modo della Certezza L'indicativo è il modo della realtà, dei fatti concreti e delle certezze. Si usa quando vuoi esprimere qualcosa di oggettivo e verificabile. Esempi pratici: "So che Marco è a casa" → Ne sono certo! "È vero che piove" → È un fatto verificabile! "Vedo che hai studiato" → È evidente dai risultati! Il Congiuntivo: Il Modo del Dubbio Il congiuntivo è il modo delle opinioni, dei dubbi e delle ipotesi. Si usa quando vuoi esprimere qualcosa di soggettivo o incerto. Esempi pratici: "Penso che Marco sia a casa" → Ma non ne sono sicuro "Credo che piova" → È la mia opinione personale "Suppongo che abbia studiato" → È una supposizione Tabella Riepilogativa: Verbi che Richiedono Indicativo vs Congiuntivo Verbi + INDICATIVOVerbi + CONGIUNTIVOSapere: "So che è vero"Pensare, credere, supporre: "Penso che sia giusto"Essere sicuro: "Sono sicuro che viene"Sembrare, parere: "Sembra che abbia ragione"Vedere: "Vedo che è stanco"Dubitare: "Dubito che venga"È vero/certo/evidente che: "È vero che parla bene"Sperare, desiderare, volere: "Spero che tu stia bene"Ricordare: "Ricordo che era qui"Temere, avere paura: "Temo che sia tardi" Il Trucco per Non Sbagliare Mai Chiediti sempre: "È un fatto o un'opinione?" Se è un fatto verificabile, usa l'indicativo. Se è un'opinione, un dubbio o una speranza, usa il congiuntivo. Congiunzioni che Richiedono Sempre il Congiuntivo CongiunzioneEsempioBenché, sebbene, nonostante"Benché sia stanco, continuo a lavorare"Affinché, perché (scopo)"Studio affinché tu sia orgoglioso di me"Prima che"Esci prima che piova"Senza che"È partito senza che io lo sapessi"A meno che"Vengo a meno che tu non voglia" 2. La Forma di Cortesia: L'Eleganza Italiana In italiano, la cortesia non è solo questione di "per favore" e "grazie", ma è un sistema grammaticale completo che dimostra rispetto ed educazione. Padroneggiare la forma di cortesia ti farà apparire raffinato e rispettoso in qualsiasi contesto formale. Il Lei Formale Usiamo la terza persona singolare femminile per rivolgerci a persone che non conosciamo, anziani, superiori o in contesti formali come uffici, negozi eleganti e università. Trasformazione nei Tempi Verbali Tempo VerbaleInformale (Tu)Formale (Lei)Presente"Tu vai""Lei va"Presente"Tu hai""Lei ha"Presente"Tu sei""Lei è"Passato prossimo"Tu sei andato""Lei è andato/a"Imperfetto"Tu eri""Lei era"Futuro"Tu andrai""Lei andrà" Trasformazione con i Pronomi Tipo di PronomeInformale (Tu)Formale (Lei)Diretto"Ti vedo""La vedo"Indiretto"Ti telefono""Le telefono"Con i verbi"Ti do questo""Le do questo"Riflessivo"Ti siedi""Si siede" L'Imperativo Formale: Un Segreto Importante L'imperativo formale si forma usando il congiuntivo presente! Questo è un dettaglio che molti studenti ignorano. Imperativo Informale (Tu)Imperativo Formale (Lei)"Ascolta!""Ascolti!""Vieni qui!""Venga qui!""Dimmi!""Mi dica!""Siediti!""Si sieda!""Stai attento!""Stia attento!""Fa' presto!""Faccia presto!""Non parlare!""Non parli!""Non andare!""Non vada!" Quando Passare dal Lei al Tu In Italia, il passaggio dal Lei al tu è un momento sociale importante. Di solito la persona più anziana o il superiore propone il passaggio al tu. Puoi dire: "Possiamo darci del tu?" oppure "Diamoci del tu!" Curiosità culturale: In alcune regioni del sud Italia, si usa ancora il "Voi" di cortesia, soprattutto con gli anziani: "Voi come state? Voi avete bisogno di qualcosa?" Questo uso è molto formale e rispettoso, persino più del "Lei"! Errori da Evitare Assolutamente "Lei hai ragione" → Mescolare Lei con la seconda persona "Lei ha ragione" "La chiamo più tardi" → Quando si parla direttamente alla persona (pronome sbagliato) "Le telefono più tardi" 3. Il Si Impersonale: Parlare in Generale Il "si" impersonale è una costruzione tipicamente italiana che non ha un equivalente diretto in molte lingue! Padroneggiarlo rende il tuo italiano molto più naturale e meno "tradotto". Formazione Base SI + verbo alla terza persona singolare (o plurale) Quando Si Usa il Si Impersonale UsoEsempioSignificatoPer generalizzare"In Italia si mangia bene"= La gente mangia benePer dare istruzioni"Si prende il treno e si scende alla seconda fermata"= Tu prendi il treno...Per evitare "io" o "tu""Come si dice in italiano?"= Come dici/diciamo...?Nelle ricette"Si mescolano le uova con lo zucchero"= Mescola le uova...Nei cartelli"Non si fuma", "Si prega di non disturbare"= È vietato fumare La Regola Fondamentale dell'Accordo Tipo di VerboRegolaEsempioTransitivo + oggetto singolareVerbo singolare"Si vende casa"Transitivo + oggetto pluraleVerbo plurale"Si vendono case"IntransitivoSempre singolare"Si va al mare", "Si dorme bene qui" Il Si Impersonale con i Verbi Riflessivi Quando il verbo è già riflessivo, il "si" impersonale diventa "ci si": "Lavarsi" → "Ci si lava" (= la gente si lava) "Divertirsi" → "Ci si diverte" (= la gente si diverte) "Alzarsi" → "Ci si alza presto" (= la gente si alza presto) 4. Il Periodo Ipotetico: Tutte le Possibilità Il periodo ipotetico esprime situazioni ipotetiche, sogni, rimpianti o possibilità. È formato da due parti: la protasi (la condizione, introdotta da "se") e l'apodosi (la conseguenza). Ce ne sono tre tipi principali! I Tre Tipi di Periodo Ipotetico TipoSignificatoStrutturaEsempioPRIMO TIPORealtà (probabile che succeda)SE + indicativo presente → indicativo presente/futuro/imperativo"Se piove, prendo l'ombrello"; "Se studierai, passerai l'esame"SECONDO TIPOPossibilità (poco probabile)SE + congiuntivo imperfetto → condizionale presente"Se fossi ricco, comprerei una Ferrari"; "Se avessi tempo, verrei con te"TERZO TIPOImpossibilità (non è successo)SE + congiuntivo trapassato → condizionale passato"Se avessi studiato, avrei passato l'esame"; "Se fossi venuto, ti saresti divertito" L'Errore Più Comune da Evitare "Se avrei..." → MAI! Dopo SE non si usa mai il condizionale! "Se avessi..." → Sempre congiuntivo dopo SE! Il Periodo Ipotetico Misto Puoi mescolare passato e presente quando la causa è passata ma la conseguenza è presente. Formazione: SE + congiuntivo trapassato → condizionale presente "Se avessi studiato di più (passato), ora sarei più preparato (presente)" 5. Il Discorso Indiretto: Riportare le Parole Altrui Quando riporti quello che qualcuno ha detto, non puoi semplicemente ripetere le sue parole. Devi trasformare la frase seguendo regole precise. Questo si chiama "discorso indiretto" ed è essenziale per raccontare conversazioni, dare notizie o riferire informazioni. Discorso diretto: "Marco dice: 'Vado al cinema'" Discorso indiretto: "Marco dice che va al cinema" Cosa Cambia nel Discorso Indiretto ElementoDiscorso DirettoDiscorso IndirettoPronomi"Io""lui/lei"Possessivi"Mio""suo"Indicatori di tempo"Oggi""quel giorno"Indicatori di tempo"Domani""il giorno dopo"Indicatori di tempo"Ieri""il giorno prima"Indicatori di luogo"Qui""lì"Verbi (imperativo)"Vieni!""di venire" Trasformazione dei Tempi Verbali (con verbo principale al passato) Discorso DirettoDiscorso Indiretto"Marco ha detto: 'Vado al cinema'""Marco ha detto che andava al cinema""Marco ha detto: 'Sono andato'""Marco ha detto che era andato""Marco ha detto: 'Andrò'""Marco ha detto che sarebbe andato" 6. La Consecutio Temporum: La Concordanza dei Tempi La consecutio temporum (letteralmente "successione dei tempi") è l'arte di far concordare i tempi verbali nelle frasi complesse. È fondamentale quando nella frase c'è una proposizione principale e una subordinata, specialmente con il congiuntivo. Quando la Frase Principale è al Presente Rapporto TemporaleTempo da UsareEsempioContemporaneitàCongiuntivo presente"Penso che sia intelligente"AnterioritàCongiuntivo passato"Penso che sia stato bravo"PosterioritàFuturo o congiuntivo"Penso che sarà/sia bravo" Quando la Frase Principale è al Passato Rapporto TemporaleTempo da UsareEsempioContemporaneitàCongiuntivo imperfetto"Pensavo che fosse intelligente"AnterioritàCongiuntivo trapassato"Pensavo che fosse stato bravo"PosterioritàCondizionale passato"Pensavo che sarebbe stato bravo" Il Trucco per Non Sbagliare Sulla linea del tempo, dove si trova l'azione rispetto alla principale? Prima, contemporaneamente o dopo? La risposta ti guiderà nella scelta del tempo corretto. 7. Il Passato Remoto: Il Tempo dei Narratori Il passato remoto è il tempo della narrazione, della storia e della letteratura. È usato soprattutto nella narrazione scritta (libri, articoli giornalistici) e nel sud Italia anche nel parlato quotidiano. Al nord, invece, è quasi scomparso dalla lingua parlata. Formazione dei Verbi Regolari PersonaPARLARE (-ARE)VENDERE (-ERE)PARTIRE (-IRE)Ioparlaivendei/vendettipartiiTuparlastivendestipartistiLui/Leiparlòvendé/vendettepartìNoiparlammovendemmopartimmoVoiparlastevendestepartisteLoroparlaronovenderono/vendetteropartirono Verbi Irregolari Comuni VerboIoTuLui/LeiNoiVoiLoroESSEREfuifostifufummofostefuronoAVEREebbiavestiebbeavemmoavesteebberoFAREfecifacestifecefacemmofacestefeceroDAREdiedidestidiededemmodestediederoDIREdissidicestidisse
A una settimana da Pasqua, Tecnè per Federalberghi stima che saranno 10,6 milioni gli italiani che partiranno per godersi un soggiorno fuori di casa, principalmente in zone vicine alla propria regione, senza esagerare con le distanze. La maggioranza di essi, l 85%, resterà nel Belpaese, mentre solo il 15% opterà per destinazioni estere. Il tutto produrrà un giro di affari di 5,5 miliardi di euro.Se i numeri lasciano ben sperare non mancano i timori legati alla crisi internazionale che sta colpendo soprattuto il trasporto aereo. Possiamo parlare di un test positivo, diciamo di buona tenuta del settore, in attesa della stagione estiva. Ancora una volta gli italiani dimostrano amore per il proprio Paese, che viene percepito come sicuro ha dichiarato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, commentando a caldo l indagine Ma io inviterei alla prudenza, considerando il fatto che buona parte del campione ha mostrato una certa sensibilità proprio al tema della sicurezza . In questo momento, davvero non possiamo ignorare il contesto geopolitico in cui ci si trova, in Italia, in Europa e nel mondo. E poiché il turismo, proprio nella sua trasversalità, dialoga con tutte le realtà, senza limiti e senza confini, mi preme dire che i conflitti danneggiano il settore. Oggi, infatti, non è a rischio il turismo di prossimità, bensì è a rischio il turismo alto spendente che proviene dall altra parte dell Oceano .Secondo un monitoraggio di Confindustria Alberghi della scorsa settimana, il 62% delle strutture ricettive registra una contrazione delle prenotazioni accompagnata da un aumento delle cancellazioni, in particolare dai mercati extra-UE. Il fenomeno colpisce in modo asimmetrico, concentrandosi nelle aree e nei segmenti più esposti alla domanda internazionale. Le città d arte risultano le più vulnerabili, con un aumento delle cancellazioni in particolare nelle strutture lusso ed extra lusso (a Roma si attestano intorno all 80%). Anche Milano, pur sostenuta dalla componente business, registra un impatto significativo (76%). Sul fronte delle prenotazioni, i primi cali riguardano fino all 80% delle strutture a Torino e il 73% a Venezia. Il segmento più colpito è quello di fascia alta. Il 67% degli hotel a 5 stelle e il 65% dei 4 stelle segnalano un aumento delle cancellazioni.Sono intervenuti a Focus Economia Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria e Paolo Manca, vice presidente Federalberghi nazionale.AI in Italia 2025, crescita, sfide etiche e sostenibilitàNel 2025 il mercato dell AI in Italia ha raggiunto 1,8 miliardi di euro e secondo l Osservatorio AI del Politecnico di Milano si sentono gli effetti dell'intelligenza artificiale generativa (GenAI), ma è anche il momento di riflettere sulla sostenibilità finanziaria, sociale ed etica necessaria per una trasformazione strutturale e duratura del sistema Paese.La crescita dell'industria AI in Italia è trainata per il 46% da soluzioni di GenAI o progetti ibridi, mentre il restante 54% rimane legato a modelli di Machine Learning più tradizionali. La sostenibilità di questo settore dipende dalla capacità di passare da una fase di entusiasmo iniziale a percorsi di implementazione personalizzati e progressivi, che possano garantire benefici reali ed economici nel lungo periodo. Attualmente, mentre il 71% delle grandi imprese ha avviato progetti di AI, nelle piccole e medie imprese la percentuale scende drasticamente all 8%, evidenziando un divario che potrebbe minare la coesione e la sostenibilità del sistema produttivo nazionale.Ai microfoni di Sebastiano Barisoni, il commento di Cosimo Accoto, Filosofo delle nuove ingegnerie tecnologiche, AI research affiliate presso MIT di Boston e Teodoro Lio, AD Accenture Italia, una delle principali società di soluzioni e servizi che aiuta le organizzazioni a reinventarsi per generare valore rapidamente e su larga scala, con oltre 24mila dipendenti in Italia.
Fluent Fiction - Italian: Trevi Tale: A Heirloom's Journey Through Trastevere Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2026-03-19-22-34-01-it Story Transcript:It: La gelateria "Dolce Vita" era piena di vita quel pomeriggio di primavera.En: The ice cream shop "Dolce Vita" was full of life that spring afternoon.It: Le decorazioni per la Festa di San Giuseppe coloravano la piazza di Trastevere di un arcobaleno di luci e festoni.En: The decorations for the Festa di San Giuseppe colored the piazza of Trastevere with a rainbow of lights and banners.It: Il profumo dei cannoli e del gelato alla nocciola riempiva l'aria, mentre il suono di risate e musica si mischiava al chiacchiericcio delle persone.En: The fragrance of cannoli and hazelnut gelato filled the air, while the sound of laughter and music mixed with the chatter of people.It: Luca, un giovane cauto e legato alla famiglia, era più preoccupato del solito.En: Luca, a cautious young man devoted to his family, was more worried than usual.It: Al suo petto portava un ciondolo antico, un gioiello di famiglia di immenso valore.En: He wore an ancient pendant, a family heirloom of immense value, on his chest.It: Quel giorno, però, il destino sembrava avere altri piani.En: On that day, however, fate seemed to have other plans.It: Mentre Luca si affacciava al banco per ordinare un cono gelato al pistacchio, un uomo si avvicinò velocemente e, in uno scatto fulmineo, afferrò la catenina e sparì nella folla.En: As Luca approached the counter to order a pistachio gelato cone, a man quickly approached him and, with a lightning-fast move, snatched the necklace and disappeared into the crowd.It: Giulia, una ragazza dagli occhi attenti che si trovava vicino, notò tutto e corse verso Luca.En: Giulia, a keen-eyed girl who was nearby, noticed everything and ran towards Luca.It: "Ho visto tutto! Possiamo seguirlo!" disse con determinazione.En: "I saw everything! We can follow him!" she said with determination.It: Alessandro, un amico astuto di Luca che conosceva bene i vicoli di Roma, si aggiunse al piano.En: Alessandro, a clever friend of Luca who knew the alleys of Rome well, joined the plan.It: "Dobbiamo muoverci veloce," disse.En: "We need to move fast," he said.It: "Conosco dei posti dove potrebbe nascondersi."En: "I know places where he might hide."It: Insieme, i tre attraversarono la gelateria e le strade affollate.En: Together, the three crossed the ice cream shop and the crowded streets.It: Luca lottava contro i dubbi che lo assalivano.En: Luca struggled with the doubts that assailed him.It: "E se non riusciamo? E se perdo per sempre il gioiello?" pensava, mentre correvano verso una delle poche direzioni possibili nella piazza gremita.En: "What if we don't succeed? What if I lose the jewel forever?" he thought as they ran toward one of the few possible directions in the crowded piazza.It: La ricerca li portò fino alla fontana di Trevi, dove il ladro cercava di confondersi tra i turisti in festa.En: Their chase led them to the Trevi Fountain, where the thief was trying to blend in with the festive tourists.It: Alessandro riconobbe l'uomo e fece segno agli altri.En: Alessandro recognized the man and signaled to the others.It: Il momento era cruciale, e Luca sapeva di dover agire.En: The moment was crucial, and Luca knew he had to act.It: Con il cuore in gola, si avvicinò al ladro e con voce ferma disse, "Devi restituirmelo. È parte della mia famiglia."En: With his heart pounding, he approached the thief and said firmly, "You have to return it. It's part of my family."It: Il ladro esitò per un attimo, sorpreso dalla determinazione di Luca.En: The thief hesitated for a moment, surprised by Luca's determination.It: La folla intorno sembrò immobilizzarsi, come in attesa di un finale.En: The crowd around seemed to freeze, as if waiting for a finale.It: Con riluttanza, l'uomo lasciò cadere il gioiello nelle mani di Luca e sparì tra la gente.En: Reluctantly, the man let the jewel drop into Luca's hands and disappeared among the people.It: Tornati alla gelateria, accolti da un abbraccio di festa e sollievo, Luca si sentiva diverso.En: Back at the ice cream shop, welcomed by a hug of celebration and relief, Luca felt different.It: Aveva affrontato le sue paure e recuperato qualcosa di più di un semplice ciondolo.En: He had faced his fears and recovered something more than just a pendant.It: Aveva ritrovato fiducia in sé stesso.En: He had regained confidence in himself.It: Con il gioiello al sicuro e gli amici al suo fianco, Luca guardava le luci della festa.En: With the jewel secure and his friends by his side, Luca looked at the festival lights.It: Ora sapeva di poter portare avanti con orgoglio l'eredità della sua famiglia.En: Now he knew he could proudly carry on his family's legacy. Vocabulary Words:the ice cream shop: la gelateriafull of life: piena di vitathe decorations: le decorazionifragrance: profumohazelnut: la nocciolalaughter: le risatechatter: il chiacchiericciothe heirloom: il gioielloimmense: immensofate: il destinothe counter: il bancolightning-fast: fulmineosnatched: afferròthe necklace: la cateninakeen-eyed: dagli occhi attentidetermination: la determinazioneclever: astutoalleys: i vicolidoubts: i dubbiassailed: assalivanothe chase: la ricercablend in: confondersifestive: di festasignal: fece segnocrucial: crucialepounding: in golafirmly: con voce fermahesitated: esitòreluctantly: con riluttanzafreeze: immobilizzarsi
The Italian verb “potere” means “can”, but it doesn't always work the same way. Learn how to use it correctly and avoid common mistakes. Learn about our Online Italian School and get a free mini lesson every week: https://joyoflanguages.online/italian-school Subscribe to our new YouTube channel: https://www.youtube.com/@joyoflanguages.italian?sub_confirmation=1 Get the bonus materials for this episode: https://italian.joyoflanguages.com/podcast/Italian-verb-potere Today's Italian words: Posso? = Can I? / May I? Possiamo andare = We can go Puoi prenotare un tavolo per stasera = You can reserve a table for tonight (singular, informal) Potete lasciare le valigie qui= You can leave your luggage here (plural)
Sei anni fa abbiamo iniziato Made IT con un microfono, tanta curiosità e una missione:valorizzare il talento italiano e raccontare cosa si nasconde davvero dietro al successo. Non sapevamo esattamente dove ci avrebbe portato questo progetto. Ma sapevamo una cosa: se volevamo trasformarlo in qualcosa di solido e duraturo, prima o poi avremmo dovuto trovare il partner giusto con cui costruire nel tempo. Non solo uno sponsor. Ma qualcuno che credesse davvero in chi ogni giorno prova a costruire qualcosa: imprenditori, freelance, creator, partite IVA. Oggi sono molto felice di annunciare che Made IT ha firmato una partnership di un anno con ING Business Banking. Per noi significa poter continuare a fare quello che facciamo meglio:raccontare le storie di chi crea, rischia, cade e riparte per costruire qualcosa di grande. Nel video qui sotto racconto un pezzo della storia di Made IT, cosa significa trasformare una passione in un business, la legge del distacco (grazie Camilla Brossa) e tutto quello che è successo dietro le quinte di questa partnership. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
TRASCRIZIONE E VOCABOLARIOPuoi sostenere il mio lavoro con una donazione su Patreonhttps://www.patreon.com/italianosiPer €2 al mese riceverai le trascrizioni di tutti i PodcastPer €3 al mese riceverai, oltre alle trascrizioni, anche una lista dei vocaboli più difficili, con spiegazione in italiano e traduzione in inglese.L'ARGOMENTO DELLA PUNTATASì, parliamo ancora di verbi pronominali. Ma non solo pronominali. Oggi esploriamo le diverse sfumature di vedere, vedersi, vederci, sentire, sentirci... etc.TRASCRIZIONECiao a tutti e ciao a tutte, bentornati, bentornate. Ecco, cominciamo malissimo. Prima di iniziare ho pensato: "Chissà se oggi riesco ad avere abbastanza voce per parlare?". Ho provato a cantare un po' per riscaldare la voce e ho pensato: "Sì, dai, oggi riesco”. E... no, ho ancora raffreddore, mal di gola... ah, che disastro. Perdonatemi. Registrerò comunque questa puntata perché... perché parto. Sto per partire, fra una settimana e mezzo; quindi ho una decina di giorni ancora per registrare podcast, editare. Insomma, non è tanto tempo per me e dunque perdonatemi se ancora mi sentite raffreddata. Che non significa che sono fredda, ma ho il raffreddore, sono malata, sono raffreddata. Possiamo effettivamente anche usarlo per parlare di qualcosa di freddo, però nel senso- vi faccio un esempio:[...]MY YOUTUBE CHANNELSupport the show
L'italiano ama metterci alla prova con parole che sembrano gemelle ma sono cugine lontane. In questo articolo imparerete a distinguere e utilizzare correttamente 14 coppie di parole italiane che creano spesso confusione tra gli stranieri che studiano la nostra lingua.Padroneggiare queste distinzioni vi farà parlare italiano in modo più naturale e preciso, e vi eviterà qualche figuraccia imbarazzante! 30 Parole che Creano Confusione in Italiano 1. VIAGGIO - GITA Cominciamo con viaggio e gita, due parole legate al tema degli spostamenti. Entrambe significano che vi muovete da qualche parte, ma c'è una bella differenza! VIAGGIO si riferisce a uno spostamento generalmente lungo, che può durare diversi giorni o addirittura settimane. È un termine più formale e generico. Pensate a un viaggio come a qualcosa di importante, magari con valigie, prenotazioni d'hotel. GITA, invece, indica un'escursione breve, solitamente di un solo giorno, spesso con scopo ricreativo o educativo. La gita è sempre qualcosa di leggero e piacevole! Differenze Chiave tra Viaggio e Gita Il viaggio è lungo, la gita è breve Il viaggio può essere per lavoro o piacere, la gita è quasi sempre per divertimento Si dice "viaggio d'affari", ma "gita scolastica" Aspetto economico: un viaggio richiede generalmente un budget più alto con hotel, voli, ristoranti, mentre una gita è più economica Pianificazione: il viaggio richiede pianificazione anticipata (prenotazioni, itinerari), la gita può essere anche spontanea, decisa all'ultimo momento Bagagli: per un viaggio servono valigie pesanti e tanti vestiti, per una gita basta uno zaino leggero! Esempi pratici di utilizzo Viaggio: "Quest'estate farò un viaggio in Giappone di tre settimane." "Il viaggio in treno da Roma a Milano dura circa 3 ore." Gita: "Domenica organizziamo una gita al lago con i bambini." "La scuola ha organizzato una gita al museo di arte moderna." 2. TERRA - SUOLO - PAVIMENTO Ecco tre parole che si riferiscono tutte a "quello che calpestiamo", ma con differenze importanti! Preparatevi, perché qui le cose si fanno interessanti. TERRA indica il pianeta Terra, il terreno naturale fatto di rocce, sabbia, erba, o anche il suolo su cui si coltiva. È la parola più generale e versatile. SUOLO è un termine più tecnico e formale che si riferisce alla superficie terrestre o al terreno, soprattutto in contesti scientifici, agricoli o geografici. PAVIMENTO è la superficie artificiale che si trova all'interno degli edifici, fatta di piastrelle, legno, marmo e via dicendo. Come Distinguere Terra, Suolo e Pavimento Terra = naturale, all'esterno Suolo = termine tecnico per il terreno Pavimento = artificiale, all'interno Contesto d'uso: "Terra" si usa anche in tante espressioni idiomatiche come "avere i piedi per terra" (essere realisti), "cadere a terra", "toccare terra", mentre "suolo" e "pavimento" non hanno questi usi figurati Pulizia: Solo il pavimento si "lava" o "pulisce" con il mocio! La terra e il suolo non si puliscono (semmai si pulisce qualcosa "dal" pavimento) Esempi pratici di utilizzo Terra: "Gli astronauti sono tornati sulla Terra dopo sei mesi nello spazio." "Il bambino gioca con la terra in giardino." "Devi essere più realista e avere i piedi per terra!" (Espressione idiomatica!) Suolo: "Il suolo di questa regione è molto fertile e adatto alla coltivazione del grano." Pavimento: "Ho pulito il pavimento della cucina con il mocio." "Attento! Ho appena lavato il pavimento, è ancora bagnato!" 3. MURO - PARETE Queste due parole possono sembrare sinonimi perfetti, ma non lo sono! È una delle distinzioni che confondono anche qualche italiano, quindi non sentitevi male. MURO è una struttura esterna, spessa e robusta, fatta generalmente di mattoni, pietra o cemento. I muri separano edifici diversi o delimitano spazi esterni. Pensate ai muri come a qualcosa di solido e massiccio, difficile da buttare giù! PARETE è una struttura interna, più sottile, che divide le stanze all'interno di un edificio. Le pareti sono generalmente intonacate e dipinte, magari di un bel colore che avete scelto con cura. Differenze Fondamentali tra Muro e Parete Muro = esterno, spesso, strutturale Parete = interna, più sottile, divisoria Funzione strutturale: il muro è quasi sempre portante, cioè sostiene il peso dell'edificio, mentre la parete può essere solo divisoria, non strutturale Materiale: i muri sono sempre in muratura solida (mattoni, pietra, cemento), le pareti interne possono essere anche in cartongesso o altri materiali leggeri Demolizione: abbattere un muro richiede permessi edilizi perché è strutturale, spostare una parete divisoria è molto più semplice e spesso non serve nemmeno il permesso! Esempi pratici di utilizzo Muro: "Il muro di cinta del giardino è alto tre metri." "Il muro di Berlino fu abbattuto nel 1989." "Prima di abbattere quel muro, devi chiedere il permesso al comune perché è portante." Parete: "Voglio appendere questo quadro alla parete del soggiorno." "Le pareti di questa casa sono sottili, si sente tutto dai vicini!" 4. CONGELARE - SURGELARE Entrambe queste parole hanno a che fare con il freddo estremo, ma attenzione: NON sono intercambiabili! CONGELARE significa portare qualcosa a una temperatura molto bassa fino a quando diventa ghiaccio o si solidifica. Si usa anche in senso figurato quando avete così tanto freddo che vi sentite trasformare in un ghiacciolo umano! SURGELARE è un processo industriale specifico che porta gli alimenti a temperature bassissime molto rapidamente per conservarli a lungo mantenendo qualità e nutrienti. I prodotti surgelati sono quelli che trovate al supermercato nel reparto freezer. Differenze Principali tra Congelare e Surgelare Congelare = processo generico, può essere casalingo (anche voi stessi quando fa freddo) Surgelare = processo industriale specifico per alimenti (quello professionale) Temperatura: la surgelazione raggiunge temperature molto più basse (almeno -18°C) e molto rapidamente, mentre il congelamento casalingo è più lento e può essere meno freddo Cristalli di ghiaccio: la surgelazione rapida crea cristalli di ghiaccio molto più piccoli che preservano meglio la struttura, il sapore e i nutrienti dell'alimento. Il congelamento lento crea cristalli più grandi che possono danneggiare le cellule del cibo Uso casalingo vs industriale: a casa, nel vostro freezer, voi "congelate" gli alimenti. In fabbrica, con macchinari speciali, si "surgela" Esempi pratici di utilizzo Congelare: "L'acqua della fontana si è congelata a causa del freddo." "Sto congelando! Possiamo accendere il riscaldamento?" "Ho congelato gli avanzi della cena nel freezer." (Processo casalingo) Surgelare: "I piselli surgelati mantengono meglio le vitamine di quelli in scatola." "Quando faccio la spesa, compro sempre verdure surgelate perché sono più comode e durano di più." 5. SENTIRE - ASCOLTARE Qui abbiamo una distinzione fondamentale tra un'azione passiva e una attiva! È un po' come la differenza tra guardare passivamente la TV e veramente prestare attenzione a quello che succede. SENTIRE è un verbo che indica la percezione involontaria di suoni attraverso l'orecchio. Non richiede concentrazione o volontà. ASCOLTARE significa prestare attenzione volontariamente a qualcosa che si sente. Richiede concentrazione e interesse. È quello che fate quando mettete le cuffie e vi concentrate sulla vostra canzone preferita. Differenze Essenziali tra Sentire e Ascoltare Sentire = passivo, involontario Ascoltare = attivo, volontario Con altri sensi: "Sentire" si usa anche per l'olfatto ("sento un buon profumo di caffè"), il gusto ("sento un sapore strano") e le sensazioni fisiche ("sento caldo", "sento freddo", "sento dolore"). "Ascoltare" invece funziona SOLO con l'udito! Attenzione paradossale: potete ascoltare anche senza sentire bene (se il volume è troppo basso o c'è rumore), oppure sentire senza ascoltare (quando qualcuno vi parla ma voi state ignorando volontariamente quello che dice) Espressioni comuni: si dice "sentirsi male/bene" per indicare uno stato fisico o emotivo, ma non si dice mai "ascoltarsi male"! Altre espressioni possono essere: "sentire la mancanza di qualcuno", "non sentirsi apprezzato" Esempi pratici di utilizzo Sentire: "Ho sentito un rumore strano in giardino." "Sento la musica dei vicini, è troppo alta!" (La percepisco, anche se preferirei non farlo) "Sento un profumo delizioso! Cosa stai cucinando?" (Olfatto) "Non mi sento bene, ho mal di testa." (Stato fisico) Ascoltare: "Ogni sera ascolto un podcast in italiano per migliorare la lingua." "Ascoltami quando ti parlo!" "Ti ascolto, dimmi tutto!" (Sto prestando attenzione volontariamente) 6. SCONTRINO - RICEVUTA - FATTURA I documenti fiscali italiani rappresentano una delle aree più complesse della lingua, creando confusione anche tra i parlanti nativi. Comprendere le differenze tra questi tre termini è fondamentale per gestire correttamente le transazioni commerciali e amministrative. Vediamo le distinzioni nel dettaglio. SCONTRINO è il documento fiscale che ricevete quando fate un acquisto in un negozio, bar o ristorante. Viene stampato dalla cassa e contiene informazioni minime: prezzo, data, nome del negozio. RICEVUTA è un documento più dettagliato dello scontrino, che conferma il pagamento in modo più formale. Contiene più informazioni e può essere chiesta specificatamente quando lo scontrino non basta. FATTURA è il documento fiscale più completo e formale, obbligatorio per le aziende e i professionisti. Contiene tutti i dati fiscali del venditore e del compratore (nome, cognome, indirizzo,
In questo episodio di Educare con calma parlo delle bugie dei nostri figli partendo dalla condivisione della fatica di una genitrice sul Forum La Tela.Mi è sembrata davvero una bella occasione per offrirvi riflessioni un po' diverse su questo argomento e per aprire prospettive nuove su alcuni comportamenti scomodi dei nostri figli, che spesso siamo abituatǝ a leggere solo come problemi da correggere – e invece di solito rappresentano tutt'altro!Vi racconto di alcuni comportamenti che a noi adulti suonano come scuse o tentativi di ingannarci, e che per questo spesso accendono in noi un «allarme». Invece di chiederci come smascherare o correggere, vi propongo un cambio di sguardo: e se non fossero bugie, ma tentativi (a volte anche con grande capacità argomentativa) di raccontare una difficoltà, una paura o una frustrazione?Molte lamentele e bugie non sono strategie, ma richieste di essere vistǝ. Possiamo quindi partire dal credere a quello che bambinǝ ci dicono, e possiamo stare in relazione con queste «proteste creative» senza cedere né irrigidirci, facendo da interpretǝ, dando parole più semplici a quello che forse stanno cercando di dirci davvero.: Nell'episodio menzionoIl Forum della ComunitàTrovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di