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Giustizia dentro e fuori: credenti al servizio del prossimoTesto completoQuesta predicazione esplora il legame profondo tra fede e giustizia, mostrando come il Deuteronomio (dal capitolo 15 e 16) unisca amore per Dio e responsabilità verso il prossimo. La Parola non forma solo convinzioni interiori, ma una comunità chiamata a rendere visibile nel mondo il carattere giusto e misericordioso del suo Signore. Che cosa rivela il nostro atteggiamento verso i bisognosi sullo stato del nostro cuore? Possiamo dirci fedeli a Dio restando neutrali davanti all'ingiustizia? Alla luce di Cristo, questa riflessione invita a riscoprire l'unità tra grazia ricevuta e vita vissuta, lasciandoci interrogare su come la fede prende forma nella realtà quotidiana.
Guendalina Middei@professor X"Non rinnegare il cuore"Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengonoFeltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itGuendalina Middei torna a farci innamorare della letteratura, stavolta accompagnandoci nei segreti degli autori più amati di sempre. Dickinson, Hemingway, Calvino,ma anche Van Gogh, Bulgakov, Darwish e Deledda, sono i protagonisti di sette originalissimi racconti con cui Middei ci accompagna alla scoperta delle loro vite. Non semplici biografie, ma viaggi alla ricerca dell'anima di donne e uomini che con le loro esistenze, alle volte sofferte, gioiose, tristi, avventurose, ma sempre profondamente appassionate, hanno sfidato la società e cambiato la storia. E continuano a cambiarla tuttora.Chi meglio di Grazia Deledda, nata in un'epoca in cui nascere femmina era una disgrazia, può parlarci del coraggio e della tenacia dell'essere donna? Qual era il segreto di Emily Dickinson? Come fece Bulgakov a resistere alla censura spietata e al controllo oppressivo dal regime sovietico? Quante volte, poi, come Van Gogh, ci siamo sentiti schiacciati dalla timidezza, e vorremmo trovare come fece lui la forza per dire ciò che agita il nostro cuore?«Non rinnegare il cuore» non è soltanto un libro sui classici e i loro autori, ma è un invito a ritrovare la carica attraverso le storie di coloro che scelsero di non omologarsi e di sovvertire le regole. E riuscirono a trasformare il fallimento in coraggio, la sconfitta in forza, e il disprezzo del mondo in bellezza. Perché non per subire, ma per brillare, siamo nati. E per fare rumore.Possiamo ritrovare la voglia di rincorrere i nostri sogni seguendo le orme di Hemingway? Imparare ad andare contro corrente grazie a Emily Dickinson? E riscoprire il desiderio di volare liberi in un mondo di uomini-macchina?Guendalina Middei, alias Professor X, è nata a Roma nel 1992. Fin da adolescente coltiva la sua grande passione per la letteratura e la cultura classica. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere e un master in Giornalismo culturale, si è dedicata all'insegnamento nei licei e alla scrittura. Ha collaborato con diverse riviste letterarie e oggi firma una rubrica per l'“Indipendente”. Nel 2021 ha esordito nella narrativa con il romanzo storico Clodio, seguito nel 2023 da Intervista con un matto, editi da Navarra Editore.Con Feltrinelli ha pubblicato i saggi divulgativi Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera (2024), Sopravvivere al lunedì mattina con Lolita (2025) e Non rinnegare il cuore. Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengono (2026).Nei suoi incontri a teatro avvicina giovani e adulti al mondo meraviglioso e inesauribile dei classici. Nel 2019 ha aperto la pagina Facebook Professor X e nel 2022 il profilo Instagram, divenuti punti di riferimento per oltre mezzo milione di lettori appassionati o incuriositi dalla letteratura.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Brennan Lee Mulligan è considerato da molti il miglior Dungeon Master al mondo. Ma perché? Non è per le regole, non è per le mappe, e non è solo perché è un attore professionista. La risposta è più interessante di così, e in questo episodio la analizziamo nel dettaglio per capire cosa possiamo imparare dal suo stile e portare ai nostri tavoli.In questo episodio di Due Draghi al Microfono, Emilio e Giada esplorano cosa rende Brennan Lee Mulligan un DM così speciale: dalla sua gestione della narrazione al rapporto con i giocatori, passando per il suo arrivo a Critical Role e il confronto con lo stile di Matt Mercer.**Patreon**: https://patreon.com/DueDraghiPlus**Due Draghi al Microfono**: https://open.spotify.com/show/1xUd7hMLVjCUcvDDtqyP5q**Storie di Vapore**: [https://open.spotify.com/show/5tExscuC59ILdVBHxDF2kz](https://open.spotify.com/show/5tExscuC59ILdVBHxDF2kz?si=a31f6fd06637498c)**Due Draghi al Tavolo**: [https://open.spotify.com/show/78Db3i2bBJd5MFtdOxSyr1](https://open.spotify.com/show/78Db3i2bBJd5MFtdOxSyr1?si=4f73b62770624ecb)**Travels&Dragons**: https://travelsanddragons.it/
L'italiano ama metterci alla prova con parole che sembrano gemelle ma sono cugine lontane. In questo articolo imparerete a distinguere e utilizzare correttamente 14 coppie di parole italiane che creano spesso confusione tra gli stranieri che studiano la nostra lingua.Padroneggiare queste distinzioni vi farà parlare italiano in modo più naturale e preciso, e vi eviterà qualche figuraccia imbarazzante! 30 Parole che Creano Confusione in Italiano 1. VIAGGIO - GITA Cominciamo con viaggio e gita, due parole legate al tema degli spostamenti. Entrambe significano che vi muovete da qualche parte, ma c'è una bella differenza! VIAGGIO si riferisce a uno spostamento generalmente lungo, che può durare diversi giorni o addirittura settimane. È un termine più formale e generico. Pensate a un viaggio come a qualcosa di importante, magari con valigie, prenotazioni d'hotel. GITA, invece, indica un'escursione breve, solitamente di un solo giorno, spesso con scopo ricreativo o educativo. La gita è sempre qualcosa di leggero e piacevole! Differenze Chiave tra Viaggio e Gita Il viaggio è lungo, la gita è breve Il viaggio può essere per lavoro o piacere, la gita è quasi sempre per divertimento Si dice "viaggio d'affari", ma "gita scolastica" Aspetto economico: un viaggio richiede generalmente un budget più alto con hotel, voli, ristoranti, mentre una gita è più economica Pianificazione: il viaggio richiede pianificazione anticipata (prenotazioni, itinerari), la gita può essere anche spontanea, decisa all'ultimo momento Bagagli: per un viaggio servono valigie pesanti e tanti vestiti, per una gita basta uno zaino leggero! Esempi pratici di utilizzo Viaggio: "Quest'estate farò un viaggio in Giappone di tre settimane." "Il viaggio in treno da Roma a Milano dura circa 3 ore." Gita: "Domenica organizziamo una gita al lago con i bambini." "La scuola ha organizzato una gita al museo di arte moderna." 2. TERRA - SUOLO - PAVIMENTO Ecco tre parole che si riferiscono tutte a "quello che calpestiamo", ma con differenze importanti! Preparatevi, perché qui le cose si fanno interessanti. TERRA indica il pianeta Terra, il terreno naturale fatto di rocce, sabbia, erba, o anche il suolo su cui si coltiva. È la parola più generale e versatile. SUOLO è un termine più tecnico e formale che si riferisce alla superficie terrestre o al terreno, soprattutto in contesti scientifici, agricoli o geografici. PAVIMENTO è la superficie artificiale che si trova all'interno degli edifici, fatta di piastrelle, legno, marmo e via dicendo. Come Distinguere Terra, Suolo e Pavimento Terra = naturale, all'esterno Suolo = termine tecnico per il terreno Pavimento = artificiale, all'interno Contesto d'uso: "Terra" si usa anche in tante espressioni idiomatiche come "avere i piedi per terra" (essere realisti), "cadere a terra", "toccare terra", mentre "suolo" e "pavimento" non hanno questi usi figurati Pulizia: Solo il pavimento si "lava" o "pulisce" con il mocio! La terra e il suolo non si puliscono (semmai si pulisce qualcosa "dal" pavimento) Esempi pratici di utilizzo Terra: "Gli astronauti sono tornati sulla Terra dopo sei mesi nello spazio." "Il bambino gioca con la terra in giardino." "Devi essere più realista e avere i piedi per terra!" (Espressione idiomatica!) Suolo: "Il suolo di questa regione è molto fertile e adatto alla coltivazione del grano." Pavimento: "Ho pulito il pavimento della cucina con il mocio." "Attento! Ho appena lavato il pavimento, è ancora bagnato!" 3. MURO - PARETE Queste due parole possono sembrare sinonimi perfetti, ma non lo sono! È una delle distinzioni che confondono anche qualche italiano, quindi non sentitevi male. MURO è una struttura esterna, spessa e robusta, fatta generalmente di mattoni, pietra o cemento. I muri separano edifici diversi o delimitano spazi esterni. Pensate ai muri come a qualcosa di solido e massiccio, difficile da buttare giù! PARETE è una struttura interna, più sottile, che divide le stanze all'interno di un edificio. Le pareti sono generalmente intonacate e dipinte, magari di un bel colore che avete scelto con cura. Differenze Fondamentali tra Muro e Parete Muro = esterno, spesso, strutturale Parete = interna, più sottile, divisoria Funzione strutturale: il muro è quasi sempre portante, cioè sostiene il peso dell'edificio, mentre la parete può essere solo divisoria, non strutturale Materiale: i muri sono sempre in muratura solida (mattoni, pietra, cemento), le pareti interne possono essere anche in cartongesso o altri materiali leggeri Demolizione: abbattere un muro richiede permessi edilizi perché è strutturale, spostare una parete divisoria è molto più semplice e spesso non serve nemmeno il permesso! Esempi pratici di utilizzo Muro: "Il muro di cinta del giardino è alto tre metri." "Il muro di Berlino fu abbattuto nel 1989." "Prima di abbattere quel muro, devi chiedere il permesso al comune perché è portante." Parete: "Voglio appendere questo quadro alla parete del soggiorno." "Le pareti di questa casa sono sottili, si sente tutto dai vicini!" 4. CONGELARE - SURGELARE Entrambe queste parole hanno a che fare con il freddo estremo, ma attenzione: NON sono intercambiabili! CONGELARE significa portare qualcosa a una temperatura molto bassa fino a quando diventa ghiaccio o si solidifica. Si usa anche in senso figurato quando avete così tanto freddo che vi sentite trasformare in un ghiacciolo umano! SURGELARE è un processo industriale specifico che porta gli alimenti a temperature bassissime molto rapidamente per conservarli a lungo mantenendo qualità e nutrienti. I prodotti surgelati sono quelli che trovate al supermercato nel reparto freezer. Differenze Principali tra Congelare e Surgelare Congelare = processo generico, può essere casalingo (anche voi stessi quando fa freddo) Surgelare = processo industriale specifico per alimenti (quello professionale) Temperatura: la surgelazione raggiunge temperature molto più basse (almeno -18°C) e molto rapidamente, mentre il congelamento casalingo è più lento e può essere meno freddo Cristalli di ghiaccio: la surgelazione rapida crea cristalli di ghiaccio molto più piccoli che preservano meglio la struttura, il sapore e i nutrienti dell'alimento. Il congelamento lento crea cristalli più grandi che possono danneggiare le cellule del cibo Uso casalingo vs industriale: a casa, nel vostro freezer, voi "congelate" gli alimenti. In fabbrica, con macchinari speciali, si "surgela" Esempi pratici di utilizzo Congelare: "L'acqua della fontana si è congelata a causa del freddo." "Sto congelando! Possiamo accendere il riscaldamento?" "Ho congelato gli avanzi della cena nel freezer." (Processo casalingo) Surgelare: "I piselli surgelati mantengono meglio le vitamine di quelli in scatola." "Quando faccio la spesa, compro sempre verdure surgelate perché sono più comode e durano di più." 5. SENTIRE - ASCOLTARE Qui abbiamo una distinzione fondamentale tra un'azione passiva e una attiva! È un po' come la differenza tra guardare passivamente la TV e veramente prestare attenzione a quello che succede. SENTIRE è un verbo che indica la percezione involontaria di suoni attraverso l'orecchio. Non richiede concentrazione o volontà. ASCOLTARE significa prestare attenzione volontariamente a qualcosa che si sente. Richiede concentrazione e interesse. È quello che fate quando mettete le cuffie e vi concentrate sulla vostra canzone preferita. Differenze Essenziali tra Sentire e Ascoltare Sentire = passivo, involontario Ascoltare = attivo, volontario Con altri sensi: "Sentire" si usa anche per l'olfatto ("sento un buon profumo di caffè"), il gusto ("sento un sapore strano") e le sensazioni fisiche ("sento caldo", "sento freddo", "sento dolore"). "Ascoltare" invece funziona SOLO con l'udito! Attenzione paradossale: potete ascoltare anche senza sentire bene (se il volume è troppo basso o c'è rumore), oppure sentire senza ascoltare (quando qualcuno vi parla ma voi state ignorando volontariamente quello che dice) Espressioni comuni: si dice "sentirsi male/bene" per indicare uno stato fisico o emotivo, ma non si dice mai "ascoltarsi male"! Altre espressioni possono essere: "sentire la mancanza di qualcuno", "non sentirsi apprezzato" Esempi pratici di utilizzo Sentire: "Ho sentito un rumore strano in giardino." "Sento la musica dei vicini, è troppo alta!" (La percepisco, anche se preferirei non farlo) "Sento un profumo delizioso! Cosa stai cucinando?" (Olfatto) "Non mi sento bene, ho mal di testa." (Stato fisico) Ascoltare: "Ogni sera ascolto un podcast in italiano per migliorare la lingua." "Ascoltami quando ti parlo!" "Ti ascolto, dimmi tutto!" (Sto prestando attenzione volontariamente) 6. SCONTRINO - RICEVUTA - FATTURA I documenti fiscali italiani rappresentano una delle aree più complesse della lingua, creando confusione anche tra i parlanti nativi. Comprendere le differenze tra questi tre termini è fondamentale per gestire correttamente le transazioni commerciali e amministrative. Vediamo le distinzioni nel dettaglio. SCONTRINO è il documento fiscale che ricevete quando fate un acquisto in un negozio, bar o ristorante. Viene stampato dalla cassa e contiene informazioni minime: prezzo, data, nome del negozio. RICEVUTA è un documento più dettagliato dello scontrino, che conferma il pagamento in modo più formale. Contiene più informazioni e può essere chiesta specificatamente quando lo scontrino non basta. FATTURA è il documento fiscale più completo e formale, obbligatorio per le aziende e i professionisti. Contiene tutti i dati fiscali del venditore e del compratore (nome, cognome, indirizzo,
Farsi rispettare è importantissimo.Cosa è il rispetto? Come farsi rispettare?Il termine rispetto etimologicamente deriva dal latino 'respicere' e può essere tradotto con guardare indietro. Possiamo dare due interpretazioni a questo “guardare indietro”: per aver rispetto dobbiamo sapere guardarci indietro, ma può voler dire anche sguardo che ci torna dall'altro, ovvero come l'altro mi guarda. Per comprendere cosa sia per noi il rispetto dobbiamo partire dal tipo di linguaggio che associamo al concetto di rispetto, soprattutto ai verbi che usiamo per parlare di rispetto. Esigere rispetto, pretendere, ottenere, guadagnare, dare, concedere il rispetto: questo linguaggio è figlio di una cultura deformata al livello relazionale. Il linguaggio poi diventa un modo di pensare e di agire. Rispetto non è sottomissione, non è paura. Non è un oggetto da scambiare da dare o ricevere.Allora cosa è? Qual è il linguaggio giusto da utilizzare quando parliamo di rispetto?È creare. Creare rispetto. È un valore relazionale che si crea, appunto, in una relazione.Come si crea una relazione di rispetto? 4 modi per farsi rispettare, o meglio, per creare rispetto:1) Costruisco trasparenza: quando sono congruente e trasparente creo rispetto nella relazione: conosco i miei bisogni, ma per conoscerli bisogna che io mi ascolti. 2) Mi rispetto e rispetto l'altro: se non ti rispetti gli altri si sentiranno autorizzati ad avere atteggiamenti poco rispettosi. Come posso rispettarmi? Innanzitutto imparando a conoscermi, imparando ad amarmi, a prendermi cura di me stesso.3) Mostro i miei bisogni all'altro: nella relazione indago i miei bisogni e quelli dell'altro, e non li giudico, li rispetto. Come mostriamo i nostri bisogni? Li mostriamo o li lasciamo intuire? Che linguaggio utilizziamo? Con la pretesa? Con la lamentela? Con l'accusa? Come accogliamo i bisogni dell'altro?4) Stabilisco confini chiari: se un confine non è chiaro, in che modo si può rispettarlo? È impossibile rispettare un confine quando non è ben definito. È necessario, nelle relazioni, chiarire i confini a noi stessi e chiarirli con l'altro. E saperli difendere.Poiché non sappiamo definire in modo chiaro i nostri confini e a volte non sappiamo comunicarli, rischiamo di incorrere in questi due errori:1) Pretendo: accumulo rabbia senza esprimere i miei bisogni o stabilire i miei confini e quindi arrivo al punto di pretendere il rispetto. 2) Mendico: accumulo tristezza, cercando di ottenere il rispetto compiacendo l'altro. Entrambe queste strategie sono fallimentari, poiché essendo il rispetto un bene relazionale, può essere soltanto costruito, non preteso o mendicato.Farsi rispettare è fondamentale ma come farlo è la vera chiave.E tu, quali strategie utilizzi per farti rispettare? In che modo crei il rispetto nelle relazioni?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Dal Vangelo secondo MarcoIn quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male».Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.Commento di don Federico, sacerdote della Diocesi di MondovìPodcast che fa parte dell'aggregatore Bar Abba: www.bar-abba
In questo episodio di Educare con calma parlo delle bugie dei nostri figli partendo dalla condivisione della fatica di una genitrice sul Forum La Tela.Mi è sembrata davvero una bella occasione per offrirvi riflessioni un po' diverse su questo argomento e per aprire prospettive nuove su alcuni comportamenti scomodi dei nostri figli, che spesso siamo abituatǝ a leggere solo come problemi da correggere – e invece di solito rappresentano tutt'altro!Vi racconto di alcuni comportamenti che a noi adulti suonano come scuse o tentativi di ingannarci, e che per questo spesso accendono in noi un «allarme». Invece di chiederci come smascherare o correggere, vi propongo un cambio di sguardo: e se non fossero bugie, ma tentativi (a volte anche con grande capacità argomentativa) di raccontare una difficoltà, una paura o una frustrazione?Molte lamentele e bugie non sono strategie, ma richieste di essere vistǝ. Possiamo quindi partire dal credere a quello che bambinǝ ci dicono, e possiamo stare in relazione con queste «proteste creative» senza cedere né irrigidirci, facendo da interpretǝ, dando parole più semplici a quello che forse stanno cercando di dirci davvero.: Nell'episodio menzionoIl Forum della ComunitàTrovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Siamo sicuri di conoscere davvero la dieta mediterranea? Cosa si trova alla base di tutto, ancora più dei vegetali? Possiamo mangiare serenamente la pasta? Perché la dieta mediterranea è diventata riconosciuta UNESCO? Ma davvero tutti gli italiani seguono questa dieta o è solo una percezione? In questa puntata speciale registrata live al ristorante Miscusi di Milano Cadorna, ne parliamo con Marcello Accanto, fondatore di Prevenzione A Tavola, e la nutrizionista Daniela Biserni, referente scientifica di Prevenzione a tavola. Abbiamo risposto a molte delle domande che abbiamo su come mangiare al meglio, come distinguere e dosare i carboidrati buoni, i 4 pilastri per un regime equilibrato e i segreti per vivere più a lungo e - soprattutto - in salute. A cura di Giovanni MoriMontaggio: Giorgio Baù Supervisione editoriale: Camilla Soldati Produzione: Giacomo De Poli e Marco Rip Musiche: Luca Tommasoni Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it.
Verso la tua direzione #2 - Past. Mirko RonchiRuth 2:1-23 - Dio riscatta e riscrive le storie più difficili. Dio non guida la nostra vita solo con avvenimenti soprannaturali ma anche in modo silenzioso e impercettibile ma sempre nel suo controllo e sovranità. Possiamo farci guidare da Dio se lo amiamo, se apparteniamo alla Sua chiesa, e viviamo in azione.
La Gatta GianninaLa gatta Giannina viveva in una casa con il giardino. Il muro di cinta confinava da un lato con un parco dove i bambini si ritrovavano per giocare. Il paese era piccolo ma grazioso — dai davanzali delle case, vasi di gerani e di petunie scendevano come cascate colorate.La sua padrona, la Signora Mafalda, la portava spesso in giro per il centro abitato. Tutti i bambini la conoscevano e appena la vedevano le correvano incontro facendole feste a non finire.Giannina era una grande giocherellona. Durante la giornata si divertiva a rincorrere lucertole, cacciare insetti, farfalle e tutto ciò che si muoveva. Per riposarsi si sdraiava al sole sulle pietre calde e poi andava a rinfrescarsi tra i fili d'erba. Nel giardino, tra il melograno, il limone e l'ulivo dalle foglie argentate, lei e Mafalda passavano i pomeriggi a giocare insieme.Ma un giorno Mafalda iniziò a notare qualcosa di strano. Giannina saltava per cacciare, ma sbagliava la mira e finiva tra i cespugli di rose. "Ohi, ohi, ohi! Mi sono bucata e la mia coda è impigliata fra i rami!" miagolava. Scansava per miracolo gli alberi dove prima saliva con sicurezza. Raggiungeva le ciotole dell'acqua e del cibo con andatura incerta.Preoccupata, Mafalda la portò dal Veterinario.Dopo aver ascoltato le strane avventure della micina, il Dottore sorrise e con aria saggia diede la sua sentenza: "Questa gattina non ci vede bene. Ha bisogno degli occhiali."Detto fatto, in quattro e quattr'otto il veterinario cercò in una vetrina piena di montature per animali domestici e, trovata quella perfetta, esclamò: "Ecco qua un paio di occhiali da signora elegante!"Appena poggiati sul musetto simpatico di Giannina, la gatta si guardò intorno meravigliata. Vedeva tutto più chiaro! Si strofinò alle gambe del Veterinario e saltò fra le braccia di Mafalda come per ringraziarla.Il Dottore, colpito dalla sua dolcezza, le fece un regalo speciale: una catenella dorata con al centro una piccola perla che brillava di luce propria. Sussurrando, le disse: "Se chiudi gli occhi e sfiori questa perla con il nasino, entrerai in possesso di poteri magici che solo tu avrai. Serviranno per aiutare gli altri."Giannina pensò che forse quel Veterinario era anche un Mago, ma non disse niente a Mafalda. Era un segreto fra lei e lo strano Dottore.Sulla strada di ritorno, qualcuno si girava a guardarla pensando: quella gatta sembra misteriosa, c'è qualcosa che luccica intorno a lei.A casa, il primo desiderio di Giannina fu di salire su una sedia e mettersi a guardare dalla finestra. I fiori brillavano nei loro colori e perfino l'erba era di un verde lucente come coperta di rugiada. Sorrideva felice come non mai.Mafalda, partecipe della sua gioia, decise di portarla al parco.Arrivarono in un baleno. Gli scoiattoli sgambettavano sugli alberi, gli uccellini cantando volavano da un ramo all'altro. Piccoli animali sbucavano da ogni parte e i bambini li seguivano curiosi — correvano con le lucertole, saltavano con le farfalle che danzavano nell'aria, mentre le rosse coccinelle si posavano sulla loro pelle come portafortuna.Dopo rincorse, scivolate e girotondi, i bambini si sedettero sul prato per la merenda. Dagli zainetti colorati uscirono spuntini appetitosi.Fu allora che arrivarono."Vriiip! Vriiip! Vriiip!"A tutta birra, un plotone di formiche sfrecciava su micromoto rombanti. Portavano mini caschi lucidi in testa, occhialini tondi sugli occhi e stivaletti minuscoli alle zampette. Frenarono di colpo davanti ai bambini, sollevando nuvolette di polvere."Pista! Ci siamo anche noi!" gridò la formica capo, alzando la visiera del casco. "Possiamo raccogliere le briciole?"I bambini risero a crepapelle. "Sì, sì! Sgranocchiate quante briciole volete!"Le formiche parcheggiarono le micromoto in fila ordinata, si tolsero i caschi con gesti teatrali, e si misero al lavoro trasportando briciole grandi il doppio di loro, cantando una canzoncina di marcia.In questa atmosfera gioiosa, Giannina e Mafalda camminavano sui vialetti. E improvvisamente, al loro passaggio, gli alberi piegarono i rami come in un inchino e le foglie frusciarono in segno di saluto. Le rose nelle aiuole schiusero le loro corolle e iniziarono a cantare. Le lucertole batterono le code sul terreno come su un tamburo: "Rattatatà! Rattatatà!" E i millepiedi si misero a ballare il tip tap al ritmo allegro."Oh cielo, questa è una grande baraonda!" esclamò Giannina, che iniziava a sentire un'aura misteriosa intorno a sé.Non poté fare a meno di pensare al Veterinario Mago. Quali potevano essere i poteri magici di cui era in possesso? E cosa sarebbe successo toccando la perla con il nasino?Lo disse a Mafalda, che portava un libro di favole sotto il braccio. Si guardarono e, capendosi al volo, presero la palla al balzo.Giannina riunì i bambini in un girotondo. Alcuni arrivarono velocemente, altri più timidi si unirono con calma. Anche le formiche, con la pancia piena, indossarono di nuovo i mini caschi, fecero un ultimo giro rombante sulle micromoto, poi scesero e si avvicinarono al gruppo.Era il momento giusto.Giannina chiuse gli occhi e sfiorò la perla magica con il nasino. Una scintilla dorata brillò nell'aria. Prese il libro dalle mani di Mafalda, lo aprì, e scelse la favola che sembrava attenderla, luccicando tra le pagine.Con voce dolce, iniziò a leggere."C'era una volta un coniglietto che viveva nel bosco. Inciampava nelle radici sporgenti degli alberi e nei sassolini. A scuola sbagliava a leggere le lettere e i numeri, così non voleva più andarci. Quando la maestra vedeva i suoi disegni gli diceva: 'Bravo!' Lo stesso facevano la mamma e il babbo: 'Bravo!' Ma a lui i colori sembravano sbiaditi. La verità era che non ci vedeva bene, ma invece di dirlo, scappava via e si nascondeva in una tana sotto un albero parlante. E l'albero, con il fruscio delle foglie, gli sussurrò un segreto: parla con i tuoi genitori. Così fece, e loro lo aiutarono a mettersi gli occhiali. E il mondo tornò bellissimo."Giannina chiuse il libro. Aveva capito: con la perla magica poteva leggere nel cuore dei bambini, scoprendo emozioni e segreti da portare alla luce."Sapete," disse ai piccoli ascoltatori, "anch'io fino a poco tempo fa non ci vedevo bene. Ma ho messo questi occhiali e puff! Il mondo è diventato più chiaro e bellissimo."Un bambino le si avvicinò, quasi vergognandosi, e le sussurrò all'orecchio: "Forse anch'io ne ho bisogno, come te."Giannina lo accarezzò dolcemente. "Io ti ho aiutato ad aprire il tuo cuore. Ora parla con i tuoi genitori, e tutto sarà risolto."Fu allora che un coniglietto apparve all'improvviso tra i cespugli. Si avvicinò a Giannina, la abbracciò e le disse: "Tu sei magicamente magica!"E — non ci credereste — quel coniglietto portava un bel paio di occhialini colorati.Da quel giorno Giannina prese per mano i bambini del paese, insegnando loro a credere in se stessi e ad avere fiducia. Diventò la mascotte con gli occhiali magici, e tutti volevano indossarli come lei.Ma la vera meraviglia era come ora vedeva il mondo dalla finestra: più luminoso, più colorato, più vivo. E ogni sera, prima di addormentarsi, sfiorava la perla con il nasino e sorrideva, sapendo che il giorno dopo avrebbe aiutato qualcun altro a vedere il mondo con occhi nuovi.Sembrava quasi fosse stato un sogno. Ma si sa, realtà e fantasia si prendono spesso per mano.— Scritta da Lucia & Marco Ciappelli Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
Vediamo la vecchiaia, la malattia, la morte intorno a noi, ma spesso non ci fanno effetto. Poi un giorno qualcosa ci colpisce come una legnata sulla testa e il senso delle cose cambia. Questa urgenza, chiamata saṃvega, non è paura da evitare: è energia da trasformare in pratica. Come la rugiada che brilla al mattino e poi svanisce, anche la nostra vita è breve. Possiamo farci spaventare dai messaggeri, per poi usare quello scuotimento verso la pace del cuore. Riflessioni di Dharma registrate da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 16 gennaio 2026. Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
L' AUTORITÀ DELLA PAROLA - Utilizzare la parola per esercitare autoritàAl primo gospel dell'anno abbiamo parlato della parola dell'anno, cioè dell'autorità spirituale e di cosa dobbiamo fare per esercitarla al meglio.La Parola di Dio é qualcosa di creativo, Dio crea con la parola. Nella Genesi l'uomo diede al diavolo l'autorità che Dio gli aveva dato. Gesú venne per ripristinare l'autorità. Quando Gesù arriva sulla terra, la Parola si fa carne. Gesù inizió a introdurre il concetto di creare con le parole, inizió a fare delle dichiarazioni su chi lui è e sull'autorità.Attraverso la nostra lingua possiamo decretare il potere della morte o della vita.La scienza stessa dimostra quello che la Parola di Dio dice.Dobbiamo stare attenti alle parole che diciamo perché possiamo inquinarci.Possiamo impedire che l'inquinamento spirituale possa ostacolare la nostra vita, bloccando la nostra lingua. È importante che le nostre dichiarazioni siano in accordo alla volontà di Dio.Past Catherine Labate04-01-2026
Possiamo davvero “insegnare” l'etica alle macchine? Questo podcast attraversa il dibattito sull'intelligenza artificiale partendo dall'immaginario del cinema e arrivando alle domande decisive sul ruolo degli algoritmi, della responsabilità umana e del potere della tecnologia. Tra speranze e paure, il tutorial chiarisce un punto centrale: le macchine non sono mai moralmente autonome, perché dietro ogni algoritmo ci sono scelte umane. Con il contributo del pensiero scientifico e filosofico contemporaneo, e le riflessioni di Federico Faggin e Roberto Cingolani, l'ascolto invita a rimettere al centro l'uomo, i valori e la responsabilità nel governo dell'innovazione tecnologica.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8406JAGUAR, IL SUICIDIO WOKE DI UN'ICONA BRITANNICA di Federica Di Vito Stando a un rapporto di Autocar il gruppo Jaguar Land Rover di proprietà di Tata Motors avrebbe licenziato il responsabile di design Gerry McGovern, figura cruciale e molto influente all'interno del consiglio di amministrazione del Gruppo inglese. Nome già citato sulle nostre pagine per aver rebrandizzato la Jaguar in perfetto stile "woke". Per riassumere i fatti dell'anno scorso: dopo aver rimosso il giaguaro come simbolo del brand, optando per un cerchio con due "J" in senso opposto - come se fosse una borsetta, per intenderci -, sono comparsi tulle, uomini in gonna o leggings, donne di colore o curvy, e in ultimo la Jaguar color "rosa Barbie". Colorazione che non era passata inosservata, soprattutto agli appassionati del marchio inglese. D'altronde volevano essere «audaci e dirompenti», così avevano dichiarato. All'epoca era diventato iconico il commento di Musk: «Vendete auto?». Immediato era stato anche il rincalzo di Nigel Farage, leader del partito Reform UK: «Prevedo che Jaguar ora fallirà. E sapete una cosa? Se lo meritano». Anche la stampa britannica non aveva nascosto un certo sconcerto: «Questo modello Barbie è un disastro per uno dei marchi più iconici della Gran Bretagna», aveva commentato The Daily Telegraph.A un anno di distanza dal lancio sembrerebbe che la carriera del designer sia dunque giunta al termine dopo 21 anni. Secondo quanto riportato da fonti interne, McGovern sarebbe stato «scortato fuori dall'ufficio» subito dopo il licenziamento, a dimostrazione che la rottura con l'azienda non sia avvenuta in un clima propriamente disteso. Per ora Jaguar Land Rover e Tata Motor non hanno commentato la notizia e le motivazioni del licenziamento non sono note. Si legge nel rapporto che il licenziamento è arrivato poco dopo le dimissioni del CEO Adrian Mardell, sostituito da PB Balaji, che in precedenza aveva ricoperto il ruolo di direttore finanziario di Tata Motors. Possiamo dedurre che anche se le cause del licenziamento non sono ancora state chiarite, la nuova brand identity di Jaguar voluta da McGovern abbia influito. Il designer, al lancio della concept Type 00 - l'auto Barbie sopracitata -, sembrava stesse presentando non un automobile, bensì una «vera e propria manifestazione esteriore del linguaggio stilistico di un luxury brand, dimenticandosi termini come "automobile" o produzione industriale», commenta ilSole24ore. «Jaguar non desidera essere amato da tutti. Ha già suscitato emozioni e continuerà a farlo perché questo è ciò che fa una creatività che non ha paura», aveva dichiarato McGovern. Peccato che le emozioni debbano andare di pari passo con le vendite e lo spaventoso calo registrato nell'anno fiscale 2024/25 dell'85 per cento rispetto al 2018 non prometteva niente di buono. Forse è il woke che dà alla testa. Diciamo che quando il fondatore della casa automobilistica sir William Lyons creò il motto «Copy nothing» (non copiate nulla) non si sarebbe aspettato a decenni di distanza una campagna pubblicitaria con le solite immagini "inclusive" che ci propinano da anni. Si finisce per sbatterla, la testa. Go woke, go broke, come dicono gli inglesi.
Dio chiamò gli Israeliti a cercare il bene della città in cui erano stati portati. Lo stesso invito fa a noi oggi: amare e servire la città in cui viviamo.
Nella nostra vita siamo segnati dal nostro passato, dalle nostre ferite profonde, come dalla paura. Siamo fatti da limiti che ci hanno raccontato, imposto e che abbaimo creduto veri. Quando alziamo la testa, quanto iniziamo a fare qualcosa di buono per noi stessi, iniziamo a metterci i bastoni fra le ruote. Perchè lo facciamo? Perchè ci hanno insegnato che siamo sbagliati, che non ci meritiamo nulla, che non siamo colpevoli,..... e noi ci abbiamo creduto. Possiamo smettere però di mettere in atto questa dinamica e smettere di punirci! Questa puntata è pronta per te e per liberare il tuo potenziale.
C'e' un mondo che cambia.Vogliamo leggere qualcosa per studio, per imparare ?L'acquisto dei libri tradizionali diventa obsoleto (per ora).Possiamo farci gia' oggi il libro che vogliamo, come ci piace.Un domani i libri seguiranno questo filone, e cambieranno cosi' come la radio e' cambiata con la tv.Ecco un esempio che so che fara' gola ad alcuni miei ascoltatori ... tanto.E la AI che sto sviluppando pensa anche a loro.Per i membri, l'output dei prompt che ho realizzato per voi.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
L’insistenza con cui Giovanni invita a osservare i comandamenti del Signore, per dimostrargli un vero amore, ci fa pensare alla nostra durezza di cuore. Non facile ad arrendersi dinanzi alla pretesa di essere a posto con Dio perché compiamo qualche pratica religiosa. Il primo comandamento da osservare è quello dell’amore di Dio e quindi dell’amore del prossimo. Possiamo facilmente illuderci di amare Dio come conviene; per toglierci da questa illusione Giovanni ci propone una verifica: quella dell’amore del prossimo. «Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre». Amare come il Signore comanda, come lui ama, non è cosa facile. Amare l’altro significa donarsi completamente a lui, significa morire a noi stessi, e morire è assolutamente arduo. I sentimenti che noi possiamo provare verso l’altro, in genere, sono di simpatia, di indifferenza o di antipatia. La simpatia non è l’amore che Dio comanda, perché consiste nella ricerca del proprio vantaggio: potrebbe essere il trionfo dell’egoismo, velato da un falso altruismo. L’indifferenza uccide ogni sentimento di amore: è come il gelo. L’antipatia è un sentimento naturale che va corretto praticamente, anche se non si riesce sempre a estinguerlo, perché la natura non va distrutta. Il vero amore verso il prossimo si fonda su un motivo di fede: riconoscere e amare nell’altro Gesù stesso. Se si vive con la tensione di voler seguire l’insegnamento di Gesù, allora si può affermare di conoscerlo e di osservare i suoi comandamenti, perché, al dire di Agostino: «Ama e fa’ quello che vuoi». Sarebbe utile, per avere idee piu chiare, leggere il numero 18 della "Deus Caritas est" di Papa Benedetto XVI, dove si afferma: «Solo il servizio al prossimo apre i miei occhi su quello che Dio fa per me e come egli mi ama». Il brano del Vangelo di Luca ci conferma la piena disponibilità di Maria e di Giuseppe nell’osservanza della legge mosaica: era Figlio di Dio lui, vergine immacolata lei; non c’era bisogno né di riscatto né di purificazione, eppure eccoli in mezzo ad altre donne e bambini. Ma il Padre vuole rivelare almeno al vecchio Simeone la vera essenza di quella santa Famiglia: era in attesa di quel Bambino, ora può lasciare questo mondo, perché i suoi occhi hanno avuto la gioia di vedere il Salvatore; ma intravede anche ore tragiche che preannuncia alla madre: la tua anima sarà trafitta da una spada. Si profila cosi la vita di Gesù come Salvatore e quella della madre, che gli sarà accanto nel momento della prova suprema, sul Calvario.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
È la festa del discepolo prediletto del Signore, "il discepolo che Gesù amava", colui che nell'ultima cena pose il suo capo sul petto del Signore percependone l'intensità dei palpiti, colui che ai piedi della croce si sentirà ripetere da Gesù morente: "figlio, ecco tua Madre". È insieme a S. Pietro uno dei primi testimoni oculari della risurrezione di Cristo. È lui l'autore del quarto Vangelo e di due splendide lettere che inneggiano alla carità e all'amore e del libro dell'Apocalisse. Possiamo definirlo il grande teologo che afferma in modo inequivocabile la divinità del Cristo. È anche l'apostolo che, pur non narrandoci l'ultima cena, meglio degli altri approfondisce il mistero eucaristico e la teologia del pane di vita. Coglie in profondità anche il significato recondito del disegno divino della incarnazione e redenzione del Verbo che si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi, perché noi diventassimo figli di Dio. È lui a riferirci del Cristo Luce del mondo, è ancora lui che parla di segni più che di miracoli per smuovere alla fede autentica i suoi lettori. Viene da pensare che la sua prima fonte, dopo l'esperienza personale diretta, sia stata la Vergine Madre, non perché la citi particolarmente, ma per la profondità con cui tratta di Cristo e dei suoi misteri. Dobbiamo molta gratitudine a questo apostolo ed evangelista per le grandi verità che ci ha insegnato, formano ora il prezioso bagaglio della rivelazione a cui tutta la chiesa si ispira.
Dove possiamo trovare Gesù, nella vita di tutti i giorni, dove possiamo incontrare il Cristo, di cui oggi ricordiamo e celebriamo la nascita? In qualche modo è la stessa domanda che si ponevano i magi d'oriente che si incamminarono verso Betlemme, guidati da una stella. Possiamo immaginarli come tre uomini in ricerca. Questa mattina la trasmissione propone una riflessione biblica curata dal pastore valdese Giuseppe Platone, che guarda alla natività attraverso gli occhi dei magi d'oriente.
LeoniFiles - Amenta, Sileoni & Stagnaro (Istituto Bruno Leoni)
In questa nuova intervista LeoniFiles, Silvestro Micera, professore Bioelettronica ed Ingegneria Neurale presso EPFL e Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa - nonché uno dei massimi esperti al mondo nel campo delle neuroprotesi, ci guida in un viaggio dal sapore fantascientifico, ma che racconta tecnologie che oggi sono (fortunatamente) reali, migliorando enormemente la qualità della vita di alcuni pazienti.Autore del libro “Possiamo (ri)costruirlo – Riparare e potenziare il corpo umano con le neurotecnologie” (Apogeo Editore 2025), Micera racconta come oggi sia possibile restituire non solo il tatto, la vista, l'udito e il movimento a chi li ha perduti, ma anche ricreare feedback tattili e sensoriali (come, ad esempio, la percezione del calore o delle proprietà delle superfici) grazie a impianti nervosi e protesi intelligenti capaci di riprodurre gli impulsi elettrici dal cervello.Una straordinaria sfida tecnologica, vinta grazie all'innovazione e alla ricerca, che restituisce ai pazienti livelli di autonomia inimmaginabili fino a poco tempo fa, con impatti rilevantissimi anche sul loro benessere psicologico.Oltre a guarire, questa tecnologia apre però prospettive nuove anche sul potenziamento fisico degli esseri umani.Una via lastricata di dilemmi etici, che stanno guadagnando sempre più spazio fra i dibattiti delle comunità scientifiche di tutto il mondo: come affrontarla?
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Un brano dedicato al field recorder raccontato ne Gli uomini pesce di WM1. Note di Luca Casarotti. Della vita affollata di SonicAlly si sa molto. Del suo metodo di lavoro, anche, si sa qualcosa. Eccolo che sistema i microfoni per una registrazione d'ambiente. Adesso invece è a casa, vestito da fan di Stockhausen (perché si dovrebbe non esserlo, poi?), mentre cava musica dall'ambiente che ha registrato. Musica a metronomo lentissimo, sentiamo: dai 10 ai 40 battiti per minuto. Il close-up è stretto, ma non tanto da lasciarci vedere cosa c'è sullo schermo del suo computer. Che programmi audio userà Sonic? È uno di quelli hardcore, che si scrivono il software con cui suonano? Ma no, avrei trovato il suo repository su GitHub. I compositori-programmatori spesso fanno così: pubblicano il disco e mettono a disposizione anche il codice sorgente. Alla prima occasione, comunque, devo chiedergli un po' di technicalities. Qui intanto c'è un mio brano ispirato alla sua musica. L'ho registrato l'estate scorsa, insieme agli altri che finiranno nel primo di tre dischi a titolo La fortuna e il controllo, e scrivendolo farò finta che non sia pericolosissimo annunciare un progetto prima di averne realizzato almeno la metà. Il titolo allude allo spunto compositivo comune ai tre dischi: ossia, indirizzare in tempo reale un evento sonoro imprevisto e parzialmente imprevedibile, dove il controllo in tempo reale è in capo all'esecutore umano, mentre l'evento imprevisto è prodotto dalla macchina suonante. Insomma, un modo d'improvvisare e di scrivere fin troppo chiaramente (e quindi non molto) allegorico: non lo direste mai, ma c'entra anche Brian Eno. In ciascun volume sarà diversa la tecnica esecutiva. Nel primo, quello già registrato, tutti i brani sono realizzati con il software: gli strumenti fisici torneranno nel secondo e nel terzo volume. Anche la decisione di dedicare questo brano a Sonic non è stata predeterminata: piuttosto, è apparsa ovvia al primo riascolto. L'improvvisazione ha, appunto, un metronomo lentissimo; non ci sono vere e proprie registrazioni ambientali, ma i campioni audio che ho usato sono deformati al punto tale da sembrare un soundscape di fabbrica abbandonata. Come i suoni delle strutture metalliche battute dal vento, registrati all'ex zuccherificio Eridania, che ascoltiamo nell'album più recente di Sonic. Il titolo kafkian-ginzburghian-prosperiano, Un altro gioco di pazienza, è un monito al musicista: che non abbia fretta d'intervenire sui suoni nelle sue mani; che li lasci piuttosto, prima di rimpiazzarli, esprimere nell'interezza del loro corso. Possiamo dire: un tentativo di ecologia del suono? Luca Casarotti ha due personae. Una di storico del diritto, con la quale scrive principalmente per Jacobin; l'altra di musicista e critico musicale, con la quale ha scritto principalmente per All About Jazz. Su Giap entrambe le personae si sono affacciate a più riprese. Nell'archivio del blog si trovano sue improvvisazioni sia in solo sia con Wu Ming 1, e diversi interventi a commento della musica suonata nell'ambito della Wu Ming Foundation.
Gesù disse qualcosa che oggi suonerebbe scandaloso per molti cristiani. In Giovanni 10:34, Gesù viene accusato di bestemmia per aver dichiarato di essere il Figlio di Dio, e cita un passo del Salmo 82, dove Dio è seduto nel consiglio divino, “in mezzo agli dèi”. #piùfede #cristianesimo
Cybersec - Knowbe4 per scoprire che ci possiamo difendereDifendersi e' possibile ?Una società propone alcune soluzioni interessantiNon ci guadagno nulla ma e' utile anche solo l'elenco per vedere in quanti modi ci possiamo difendere.Con qualche nota su come installare antivirus compatibili con lo Statuto dei lavoratori.
nei momenti difficili tutti noi abbiamo bisogno di àncore di salvataggio. Le àncore di salvataggio non ti fanno affondare, ma sono cose a cui possiamo aggrapparci per rimanere a galla!Possiamo trovarle in un respiro, in una pietra o.... in una ghianda.Puoi trovare anche tu le tue àncore!
In questo episodio di Educare con calma parlo di quando le altre persone riversano su di noi paure che (se scegliamo di farle nostre) possono condizionarci: in viaggio, nella genitorialità e nella vita di tutti i giorni. Parto da un aneddoto del nostro viaggio in Centro America – quando abbiamo quasi cambiato rotta solo perché qualcuno ci aveva trasmesso la sua paura della stagione delle piogge – e condivido come, scegliendo di non farci condizionare, abbiamo vissuto esperienze preziose allargando la nostra zona di comfort. In viaggio, come nella vita, le persone a volte tendono a proiettare sugli altri le proprie paure. «Non andare lì perché è pericoloso», «Non crescere tua figlia così, altrimenti ti metterà i piedi in testa»: sono solo alcune delle paure altrui che possiamo imparare a riconoscere come non nostre e a restituire, con gentilezza ma con fermezza.Possiamo evitare che la paura degli altri diventi la nostra bussola. Possiamo ascoltarla, capire da dove arriva e poi scegliere consapevolmente la nostra narrazione, quella che rispecchia chi siamo e la vita che vogliamo costruire.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
La cometa 3I/ATLAS sta attraversando il nostro Sistema Solare e da mesi è al centro di un caso mediatico, animato da voci che suggerirebbero che potrebbe non essere un semplice oggetto interstellare ma una navicella aliena. La sua chioma, la coda e il comportamento osservato dagli astronomi indicano che si tratta di una cometa a tutti gli effetti, eppure alcuni titoli sensazionalistici hanno alimentato dubbi e teorie alternative. Il promotore di questa ipotesi è l'astrofisico israeliano di Harvard Avi Loeb, che ha acceso il dibattito sulle possibili origini non naturali di 3I/ATLAS. In questo video analizziamo insieme a Filippo Bonaventura, il nostro astrofisico, i dati scientifici, le presunte anomalie, la composizione chimica e gli studi più aggiornati della NASA su 3I/ATLAS per capire cosa sappiamo davvero e come la scienza affronta questo tipo di questioni. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Gli antibiotici hanno rivoluzionato la medicina, salvando milioni di vite. Eppure oggi, a causa dell'uso eccessivo e spesso scorretto, rischiano di diventare inefficaci. Come siamo arrivati a questo punto? Possiamo ancora invertire la rotta? In occasione della chiusura della Settimana Mondiale per l'Uso Consapevole degli Antibiotici, ne parliamo con il prof. Silvio Garattini, farmacologo e fondatore dell'Istituto Mario Negri, per capire cosa possiamo fare - tutti - per proteggere questi farmaci preziosi
L'esperienza del bello è universale? Come ci poniamo rispetto all'opera d'arte e al mondo intorno? Possiamo andare oltre? Nella puntata di oggi, Carlotta e Damiano ci raccontano il progetto "Invocazioni", edizione 2025 della rassegna BIENALSUR, curata dalla dottoressa Benedetta Casini, e ci portano alla scoperta di nuovi modi per relazionarci con ciò che abbiamo intorno.
L'11 novembre la coalizione guidata dal premier Mohammed Shia Al Sudani ha vinto le elezioni parlamentari in Iraq. Con Laura Silvia Battaglia, giornalista.Lo scrittore norvegese Karl Ove Knausgård è l'autore di L'incantesimo della tecnologia. Riflessioni sul mondo digitale, il secondo volume della collana Extra Large di Internazionale. Con Pierfrancesco Romano, caporedattore di Internazionale.Oggi parliamo anche di:Scienza • “Come essere meno acidi” di Graham Lawtonhttps://www.internazionale.it/magazine/graham-lawton/2025/11/13/come-essere-meno-acidiLibro • Ecoemozioni di Alice Facchini e Matteo Innocenti, illustrazioni di Iris Biaso (Erikson)Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
A volte cambiare le persone o le situazioni può essere difficile, se non impossibile. Possiamo però sempre scegliere come relazionarci con loro. In questo la Mindfulness ci aiuta: prestando attenzione al momento presente e coltivando gratitudine, possiamo scegliere la pace invece della frustrazione. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
Fluent Fiction - Italian: A Flash of Dark Delight: When Halloween Turns Off the Lights Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2025-10-29-07-38-20-it Story Transcript:It: L'autunno imbiondiva le foglie del quartiere esclusivo dove Luca e Giulia vivevano.En: Autumn was turning the leaves golden in the exclusive neighborhood where Luca and Giulia lived.It: L'aria era fresca e frizzante, e i bambini raccoglievano foglie colorate lungo i marciapiedi impeccabili.En: The air was fresh and crisp, and children collected colorful leaves along the immaculate sidewalks.It: Le case, una più bella dell'altra, iniziavano a brillare di decorazioni di Halloween.En: The houses, each more beautiful than the last, began to shine with Halloween decorations.It: Ogni residente sperava di vincere il premio per il miglior addobbo.En: Every resident hoped to win the prize for the best decoration.It: Luca aveva deciso di fare colpo su Giulia, la sua vicina di casa e amica, organizzando una festa con decorazioni spettacolari.En: Luca had decided to impress Giulia, his neighbor and friend, by organizing a party with spectacular decorations.It: Aveva un piano: trasformare la casa in un vero spettacolo di Halloween.En: He had a plan: to transform the house into a real Halloween show.It: Giulia, sempre con un sorriso, suggerì di mantenere le cose semplici.En: Giulia, always with a smile, suggested keeping things simple.It: Ma Luca, sicuro di sé e un po' testardo, aveva in mente qualcosa di molto più ambizioso.En: But Luca, confident and a bit stubborn, had something much more ambitious in mind.It: La settimana prima di Halloween, Luca aveva riempito il cortile con zucche intagliate, fantasmi svolazzanti e luci allestite in ogni angolo.En: The week before Halloween, Luca filled the yard with carved pumpkins, fluttering ghosts, and lights set up in every corner.It: Il suo orgoglio, tuttavia, era un complicato sistema elettronico che aveva progettato per un grande spettacolo di luci spaventose.En: His pride, however, was a complicated electronic system he had designed for a grand display of spooky lights.It: "Sarà incredibile!"En: "It will be incredible!"It: diceva entusiasta a Giulia, mentre la corrente elettrica del quartiere sembrava già tremare in anticipo.En: he said excitedly to Giulia, as the neighborhood's electrical current seemed to tremble in advance.It: Finalmente, la notte di Halloween arrivò.En: Finally, Halloween night arrived.It: Gli ospiti iniziarono ad affluire.En: Guests began to flock in.It: Luca, con un gran sorriso, prese il telecomando per accendere il suo capolavoro.En: Luca, with a big smile, picked up the remote to turn on his masterpiece.It: Ma improvvisamente, con un colpo lucente, i fari dell'intero quartiere si accesero, seguiti da un black-out totale.En: But suddenly, with a bright flash, the lights of the entire neighborhood came on, followed by a total blackout.It: Il buio avvolse tutto, portando con sé un'esplosione di risate e piccoli urli di terrore.En: Darkness enveloped everything, bringing with it an explosion of laughter and small screams of terror.It: "Non preoccuparti," disse Giulia ridendo, "Possiamo sempre improvvisare!"En: "Don't worry," said Giulia, laughing, "We can always improvise!"It: Con creatività accese la torcia del suo telefono, illuminando il viso con un aspetto spettrale.En: With creativity, she turned on the flashlight of her phone, lighting up her face with a ghostly look.It: Luca e gli altri ospiti fecero lo stesso.En: Luca and the other guests did the same.It: In pochi minuti, i bambini ridevano mentre raccontavano storie di fantasmi sotto il chiarore delle torce.En: Within minutes, the children were laughing as they told ghost stories under the glow of the flashlights.It: La festa di Halloween si trasformò così in una serata magica, imprevedibile e piena di sorrisi.En: The Halloween party thus transformed into a magical night, unpredictable and full of smiles.It: Alla fine, mentre la corrente tornava piano piano, Luca guardò Giulia e disse, "Grazie.En: In the end, as the power slowly returned, Luca looked at Giulia and said, "Thank you.It: Hai proprio ragione, non c'è bisogno di tanto per divertirsi."En: You're absolutely right, you don't need much to have fun."It: Giulia sorrise, afferrando la mano di Luca, "Imparare a ridere insieme è la migliore decorazione che possiamo avere."En: Giulia smiled, grabbing Luca's hand, "Learning to laugh together is the best decoration we can have."It: Così, il premio per la miglior decorazione non fu vinto dalla casa di Luca, ma quella notte, tra ombre danzanti e storie allegre, l'avevano già dimenticato.En: So, the prize for the best decoration wasn't won by Luca's house, but that night, among dancing shadows and cheerful stories, they had already forgotten about it.It: E forse, questo era il vero trucco di Halloween.En: And perhaps, this was the real trick of Halloween. Vocabulary Words:autumn: l'autunnoleaves: le foglieneighborhood: il quartiereexclusive: esclusivocrisp: frizzanteimmaculate: impeccabilisidewalks: i marciapiedidecorations: le decorazioniresident: il residenteprize: il premioneighbor: la vicinaambitious: ambiziosoghosts: i fantasmicorner: l'angolopride: l'orgogliosystem: il sistemadisplay: lo spettacoloflash: il colpoblackout: il black-outdarkness: il buioscreams: gli urliterror: il terroreimprovise: improvvisareflashlight: la torciaspooky: spaventoseguests: gli ospitimasterpiece: il capolavorocreativity: la creativitàunpredictable: imprevedibileshadows: le ombre
Il Consiglio dei Ministri approva la Manovra. Ce la racconta Jean Marie Del Bo, Vicedirettore de Il Sole 24 Ore. Zelensky vola da Trump, al centro della discussione la fornitura dei missili Tomahawk ma non solo. Per il Presidente ucraina l'aiuto degli Stati Uniti può portare alla fine della guerra. Il presidente statunitense, fresco del dialogo telefonico di ieri con Vladimir Putin, sostiene che la Russia sia pronta alla pace. Parliamo di tutto questo con Alessandro Marrone, responsabile del programma "Difesa, sicurezza e spazio" dell'Istituto Affari Internazionali. Come ogni venerdì, il Reportage, questa volta firmato da Valentina Furlanetto, dal titolo "Cisgiordania, l'odissea dei bambini malati di cancro".Il meteo del fine settimana con Mattia Gussoni, de IlMeteo.it
Ogni anno nel mondo vengono scartate 4 miliardi di tonnellate di cibo (delle quali 7,6 milioni solo in Australia), con un impatto di 17,5 milioni di tonnellate di CO₂ e un costo di 36 miliardi di dollari. Abbiamo chiesto agli italiani Down Under di raccontarci le loro esperienze.
(00:00:00) Un iPhone 17 Pro...prio delicato (00:00:16) Il cambiamento di Apple (00:04:44) Il Problema della Verniciatura (00:09:14) La mia esperienza con l'iPhone 17 Pro (00:14:49) Prime impressioni sul nuovo iPhone (00:21:50) Batteria e autonomia (00:24:15) I nuovi chip (00:26:47) Miglioramenti al display (00:29:07) Possiamo trovargli dei difetti? Settimana cruciale per chi ha acquistato iPhone 17 Pro: in questo episodio vi racconto la convivenza con il nuovo hardware, il dilemma della restituzione e la frustrazione di chi vede confermarsi un vero “Scratchgate”, ormai conclamato.In questa puntata cerco di farvi un'analisi dettagliata tra design, praticità e materiali: il nuovo Pro va fortissimo… ma reggerà la prova del tempo senza cover?Episodio a metà tra recensione tecnica onesta e diario del consumatore deluso.Visita Digiteee e scopri tutte le notizie sulla tecnologiaSegui Digiteee su TikTokDimmi la tua su Twitter, su Threads, su Telegram, su Mastodon, su BlueSky o su Instagram.Mail jacoporeale@yahoo.it Scopri dove ascoltare il podcast e lascia una recensione su Apple Podcast o Spotify.Ascolta An iPad guy su YouTube Podcast.Supporta il podcast
L’apertura dei giornali, con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Tra lunedì e la giornata di ieri una barca con a bordo 44 persone di nazionalità egiziana, eritrea, etiope, gambiana e algerina è arrivata al molo di Lampedusa. Sono 1100 i migranti arrivati in 36 ore nella maggiore delle isole Pelagie. Nei primi mesi del 2025 l’Italia è il Paese europeo in cui è sbarcato il maggior numero di migranti. Possiamo veramente parlare di sbarchi record rispetto al passato? Lo chiediamo a Matteo Villa, direttore del Data Lab dell'ISPI.
È stato un accenno rapidissimo. L'accusa di dumping fiscale che il primo ministro francese François Bayrou ha lanciato all Italia nel corso dell intervista rilasciata a quattro reti televisive domenica, avevano lo scopo di criticare le proposte del Parti socialiste, e non le politiche italiane. Proprio per questo motivo è innegabile la gaffe o meglio la scortesia diplomatica verso il nostro Paese. L'accusa non riguarda, innanzitutto, le imprese italiane; riguarda piuttosto le persone fisiche e le politiche, introdotte dal governo Renzi e poi corrette dal governo Meloni, per favorire l immigrazione dei più ricchi. Il Parti socialiste ha infatti proposto per risanare il bilancio pibblico francese una contromanovra che prevede un forte aumento delle imposte: 32 miliardi, secondo i calcoli di Bayrou. La misura che ha raccolto maggiore attenzione è la tassa Zucman , dal nome dell economista francese Gabriel Zucman, oggi all Università di Berkeley in California. La proposta punta a introdurre un imposta annuale del 2% sui patrimoni superiori ai 100 milioni, che potrebbe raccogliere circa 15 miliardi. Ne parliamo con Fabrizio Pagani, Partner Vitale&Co e docente a SciencesPo di Parigi. Da febbraio 2014 a giugno 2018 ha ricoperto la carica di Capo della segreteria tecnica del MEF.Cina India il disgelo grazie ai dazi di TrumpDopo sette anni di quasi guerra sull Himalaya i giganti asiatici si ritrovano. Xi Jinping tende la mano a Narendra Modi e prova a mandare fuori tempo Donald Trump. Il summit della Sco (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) si è aperto ieri con uno dei piatti forti: l'incontro tra Cina e India, i due grandi rivali asiatici uniti dall'insofferenza per i dazi degli Stati Uniti. In una Tianjin blindata e scintillante per l'evento con cui la Cina reclama la leadership del cosiddetto Sud globale, il primo bilaterale Xi-Modi in terra cinese dopo sette anni può segnare un punto di svolta per le ambizioni di Sco, Brics e la galassia anti G7. «Possiamo essere partner e non rivali», dicono i due leader, confermando la ripresa del commercio transfrontaliero dopo cinque anni. Pechino avrebbe anche garantito la ripresa del flusso delle sue ambitissime terre rare, cruciali per elettronica e difesa. Tutto affinché Nuova Delhi sottolinei la sua autonomia strategica, che alle orecchie cinesi significa prendere le distanze dagli Usa. Approfondiamo il tema con Alessandro Plateroti, direttore Newsmondo.it.
Fluent Fiction - Italian: Last-Minute Dash: Race Against Time at Roma Airport Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2025-08-12-22-34-01-it Story Transcript:It: L'aeroporto Leonardo da Vinci a Roma è un mare di gente.En: The Leonardo da Vinci Airport in Roma is a sea of people.It: L'estate romana è calda, quasi opprimente, e l'aria condizionata dell'aeroporto sembra fioca.En: The estate in Roma is hot, almost oppressive, and the airport's air conditioning seems weak.It: Marco, Luca e Giulia hanno viaggiato insieme per settimane e ora sono nel caos di un volo in ritardo.En: Marco, Luca, and Giulia have traveled together for weeks, and now they are in the chaos of a delayed flight.It: Marco guarda l'orologio con ansia.En: Marco looks at his watch anxiously.It: "Dobbiamo essere a casa per Ferragosto," pensa.En: "We need to be home for Ferragosto," he thinks.It: Questo è il momento quando tutti si riuniscono con le famiglie.En: This is the time when everyone gathers with their families.It: La sua famiglia si aspetta che torni.En: His family expects him to return.It: Cerca di rimanere calmo, ma l'incertezza lo preoccupa.En: He tries to stay calm, but the uncertainty worries him.It: Luca passeggia con calma, cercando di scherzare.En: Luca strolls calmly, trying to joke around.It: "Beh, ragazzi, forse possiamo trovare la pizza migliore qui," dice, tentando di alleggerire l'atmosfera.En: "Well, guys, maybe we can find the best pizza here," he says, attempting to lighten the mood.It: La sua mente, però, è preoccupata.En: However, his mind is worried.It: Ha un'importante intervista di lavoro il giorno successivo e non può permettersi di perderla.En: He has an important job interview the next day and cannot afford to miss it.It: Giulia, sempre forte, tiene il gruppo unito.En: Giulia, always strong, keeps the group together.It: Ma dentro, è agitata.En: But inside, she is agitated.It: Sua nonna adora Ferragosto, è una tradizione sacra per loro, e Giulia odia pensare di deluderla.En: Her grandmother loves Ferragosto, it is a sacred tradition for them, and Giulia hates to think of disappointing her.It: Lei sorride agli altri e dice: "Possiamo farcela, ragazzi.En: She smiles at the others and says, "We can do it, guys.It: Non possiamo mollare adesso."En: We can't give up now."It: Marco decide di prendere in mano la situazione.En: Marco decides to take the situation into his own hands.It: Si avvicina al banco informazioni e parla con l'addetto.En: He approaches the information desk and speaks with the attendant.It: I dettagli sono confusi, i voli sono pieni, ma Marco non si arrende.En: The details are confused, flights are full, but Marco does not give up.It: Insiste, spiegando a tutti l'urgenza della situazione.En: He insists, explaining the urgency of the situation to everyone.It: I suoi amici lo supportano, facendo grillini espressioni che dimostrano fiducia.En: His friends support him, making encouraging expressions that show trust.It: Dopo molteplici scambi e un po' di fortuna, Marco scopre di un posto libero su un altro volo in partenza a breve.En: After multiple exchanges and a bit of luck, Marco discovers a free seat on another flight departing soon.It: Il problema è che sono solo due posti.En: The problem is that there are only two seats.It: Tuttavia, con l'aiuto dell'addetto, riesce a scambiare altri posti con altri viaggiatori disponibili.En: However, with the help of the attendant, he manages to swap other seats with available travelers.It: Alla fine, ci sono tre posti per loro.En: In the end, there are three seats for them.It: "Fatto!En: "Done!It: Ce l'abbiamo fatta!"En: We did it!"It: esulta Marco, spettacolarmente fiducioso.En: exclaims Marco, spectacularly confident.It: Una corsa disperata attraverso l'aeroporto, con le loro valigie al seguito, li porta finalmente al gate giusto.En: A desperate run through the airport, with their suitcases in tow, finally brings them to the correct gate.It: Incredibilmente, riescono a salire sull'aereo proprio quando la porta si chiude.En: Incredibly, they manage to board the plane just as the door closes.It: Nel volo, si rilassano.En: On the flight, they relax.It: Luca è ancora scherzoso, ma felice.En: Luca is still joking, but happy.It: "Quando tornati a casa, Giulia, spero che ci sia un bel pranzo a casa tua,” ride dolcemente.En: "When we get home, Giulia, I hope there's a nice lunch at your place," he laughs sweetly.It: Giulia sorride e sa che nessuno prenderà quella festa per scontato.En: Giulia smiles, knowing that no one will take that celebration for granted.It: Tornati a casa, nonostante tutto, riescono a celebrare Ferragosto con le loro famiglie.En: Back home, despite everything, they manage to celebrate Ferragosto with their families.It: Marco ha capito l'importanza di adattarsi e confidare nei suoi amici.En: Marco has learned the importance of adapting and trusting his friends.It: La pianificazione è importante, ma a volte è la flessibilità che conta di più.En: Planning is important, but sometimes, flexibility is what matters most.It: La città è viva, piena di luci e risate.En: The city is alive, full of lights and laughter.It: È Ferragosto, e niente può rovinare la gioia di questo momento speciale.En: It's Ferragosto, and nothing can spoil the joy of this special moment.It: Marco, Luca e Giulia, fianco a fianco, guardano la notte romana con gratitudine.En: Marco, Luca, and Giulia, side by side, look at the notte romana with gratitude.It: Ce l'hanno fatta insieme, e questo è ciò che conta.En: They made it together, and that's what counts. Vocabulary Words:the sea: il marethe chaos: il caosto gather: riunirsithe joke: la battutathe air conditioning: l'aria condizionatathe uncertainty: l'incertezzasacred: sacrothe urgency: l'urgenzathe exchange: lo scambioto manage: riuscirethe attendant: l'addettothe luck: la fortunathe gate: il gateto board: salirethe fear: la paurato swap: scambiarethe suitcase: la valigiathe gratitude: la gratitudineto insist: insisterethe atmosphere: l'atmosferathe flight: il volooppressive: opprimentethe confidence: la fiduciaagitated: agitatothe traveller: il viaggiatoreto trust: confidarefull: pienohome: casathe interview: l'intervistato relax: rilassarsi
Siamo tra gli ultimi in Europa per la sicurezza stradale, dobbiamo assolutamente cambiare mentalità e noi motociclisti per primi: troppi esagitati in sella. Ma se non arrivano segnali forti dalla politica, nulla cambierà
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Partiamo dal caffe', c'e' chi non lo beve, o almeno cerca di non berne tanto, come Raffaele, e che cambia totalmente tipo di caffe' cambiando nazione. Che mistura alchemica sta bevendo Matteo!? E poi, italiani che fanno gli italiani, e si ritrovano con un bel divieto in un paesino di mare. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Italians' Favorite Room?
Nella prima parte della puntata, io e Fabrizio ci occuperemo di alcuni tra gli argomenti più importanti d'attualità. Partiremo dall'accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea. Possiamo ritenerla un'intesa equa? Oppure l'UE è stata messa alle strette dal Presidente americano? Parleremo, poi, di uno dei drammi umanitari più gravi del nostro tempo: la carestia nella Striscia di Gaza. Il conflitto in corso ha suscitato forti proteste anche all'interno della società israeliana. Questo potrebbe segnare un punto di svolta? Nel segmento scientifico della puntata ci occuperemo di uno studio che analizza la diffusione della disinformazione climatica sui social media. E per concludere, renderemo omaggio a Ozzy Osbourne, leggendario frontman dei Black Sabbath e figura iconica dell'heavy metal, scomparso all'età di 76 anni. La seconda parte è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è Introduction to the futuro anteriore. Troverete numerosi esempi nel dialogo che seguirà, in cui parleremo della decisione della direzione degli Uffizi di Firenze — uno dei musei più importanti d'Italia — di installare nuove barriere protettive per salvaguardare le sue opere più preziose. Nell'ultima parte della puntata ci concentreremo sull'espressione idiomatica di oggi: fare il diavolo a quattro. Il dialogo in cui la useremo sarà ispirato ai recenti successi di Jannik Sinner, il tennista italiano che — dopo il trionfo a Wimbledon — è stato celebrato dalla stampa nazionale come un nuovo eroe sportivo. - I funzionari dell'UE criticati per aver ceduto alle pressioni statunitensi sui dazi commerciali - Gli israeliani protestano contro la guerra a Gaza - I social media diffondono le fake news più velocemente degli allarmi meteo estremi - Ozzy Osbourne, icona dell'hard rock e voce dei Black Sabbath, muore a 76 anni - Uffizi di Firenze, nuove barriere a difesa dei capolavori - Sinner: simbolo di un'Italia che sogna in grande
Fluent Fiction - Italian: Embracing Spontaneity: A Perfect Picnic Along Amalfi's Coast Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2025-07-14-22-34-02-it Story Transcript:It: Era una calda mattina d'estate sulla Costiera Amalfitana.En: It was a warm summer morning on the Costiera Amalfitana.It: Il sole splendeva alto nel cielo, e le acque turchesi del mare brillavano in lontananza.En: The sun was shining high in the sky, and the turquoise waters of the sea sparkled in the distance.It: Le strade di Amalfi erano affollate di turisti e venditori che riempivano l'aria di voci e risate.En: The streets of Amalfi were crowded with tourists and vendors, filling the air with voices and laughter.It: Profumi di limoni freschi e pane appena sfornato riempivano le narici di chi passeggiava lungo i caratteristici vicoli.En: The scents of fresh lemons and freshly baked bread filled the nostrils of those walking along the characteristic alleys.It: Giulia camminava accanto a Marco e Elena.En: Giulia walked beside Marco and Elena.It: I tre amici erano in missione: organizzare il picnic perfetto.En: The three friends were on a mission: to organize the perfect picnic.It: Giulia voleva che questa giornata fosse speciale, una pausa dalle preoccupazioni quotidiane.En: Giulia wanted this day to be special, a break from daily worries.It: Tuttavia, il mercato era affollato e le loro prelibatezze preferite sembravano scomparire sotto le mani dei turisti.En: However, the market was crowded, and their favorite delicacies seemed to disappear under the hands of the tourists.It: "Non possiamo perdere troppo tempo qui," disse Marco controllando l'orologio, "dobbiamo seguire il nostro piano."En: "We can't spend too much time here," said Marco, checking the watch, "we have to stick to our plan."It: Giulia sospirò, guardando l'espressione seria di Marco.En: Giulia sighed, looking at Marco's serious expression.It: Voleva convincerlo a vivere il momento, a lasciarsi trasportare dalle onde dell'imprevisto.En: She wanted to convince him to live in the moment, to let himself be carried away by the waves of the unexpected.It: "Marco, perché non proviamo qualcosa di diverso?"En: "Marco, why don't we try something different?"It: suggerì, "Possiamo comprare del formaggio locale e olive, sono deliziosi!"En: she suggested, "We can buy some local cheese and olives, they're delicious!"It: Elena sorrideva, osservando come Giulia cercava di "navigare" le acque turbolente dell'organizzazione.En: Elena smiled, observing how Giulia tried to "navigate" the turbulent waters of organization.It: "Sì, Marco, hai mai provato la ricotta di bufala con il miele?En: "Yes, Marco, have you ever tried buffalo ricotta with honey?It: È un'esperienza magica," aggiunse Elena con entusiasmo.En: It's a magical experience," added Elena enthusiastically.It: Alla fine, Marco cedette, convinto dai sorrisi delle due ragazze.En: In the end, Marco gave in, convinced by the smiles of the two girls.It: Insieme, scelsero frutta fresca, pane artigianale e specialità locali dai vivaci banchetti del mercato.En: Together, they chose fresh fruit, artisanal bread, and local specialties from the lively market stalls.It: Con il cestino pieno di leccornie, Giulia sentì una piccola vittoria.En: With the basket full of goodies, Giulia felt a small victory.It: "Dai, c'è una spiaggia nascosta qui vicino, vediamo com'è," propose Giulia, guardando Marco negli occhi.En: "Come on, there's a hidden beach nearby, let's see what it's like," proposed Giulia, looking Marco in the eye.It: Dopo un momento di esitazione, Marco annuì, incuriosito.En: After a moment of hesitation, Marco nodded, intrigued.It: Giunsero alla spiaggia, un piccolo paradiso lontano dalla folla.En: They reached the beach, a small paradise away from the crowd.It: Le acque cristalline lambivano dolcemente la sabbia dorata.En: The crystal-clear waters gently lapped against the golden sand.It: Sistemati sui teli, i tre iniziarono a gustare i sapori scelti al mercato, mentre il mare cantava la sua melodia infinita.En: Settled on the blankets, the three began to enjoy the flavors chosen at the market, while the sea sang its endless melody.It: Mentre Elena si allontanava per raccogliere conchiglie, Giulia e Marco si trovarono seduti gomito a gomito.En: While Elena wandered off to collect shells, Giulia and Marco found themselves sitting elbow to elbow.It: Il rumore delle onde riempiva il silenzio tra di loro.En: The sound of the waves filled the silence between them.It: "Giulia, a volte temo di non vivere abbastanza," confessò Marco.En: "Giulia, sometimes I'm afraid I'm not living enough," confessed Marco.It: "Il mio desiderio di ordine mi tiene lontano da ciò che è veramente importante."En: "My desire for order keeps me away from what's truly important."It: Giulia lo guardò, sorpresa dalla sua sincerità.En: Giulia looked at him, surprised by his honesty.It: "Anche io ho paura," ammise, "del futuro, della mia carriera.En: "I'm afraid too," she admitted, "about the future, about my career.It: Ma oggi mi hai mostrato che si può trovare bellezza anche nel cambiare direzione."En: But today you showed me that beauty can be found even in changing directions."It: Marco sorrise, sentendo una connessione più profonda con Giulia.En: Marco smiled, feeling a deeper connection with Giulia.It: In quel momento, il loro legame era più forte che mai.En: At that moment, their bond was stronger than ever.It: Il pomeriggio scivolò tra risate e racconti di avventure passate.En: The afternoon slipped away amid laughter and tales of past adventures.It: Elena tornò con un sorrisone, mostrandosi felice di ciò che avevano creato insieme.En: Elena returned with a big smile, happy with what they had created together.It: Quando il sole iniziò a calare, colorando il cielo di sfumature rosate e dorate, sapevano che la giornata era stata un successo.En: When the sun began to set, coloring the sky with pink and golden hues, they knew the day had been a success.It: Non secondo i piani, ma secondo l'improvvisazione.En: Not according to the plans, but according to the improvisation.It: Giulia si sentiva rassicurata.En: Giulia felt reassured.It: A volte la vita ti sorprende e ti offre più di quanto tu possa immaginare, e spesso le sorprese migliori nascono dai momenti più semplici, accanto alle persone che contano davvero.En: Sometimes life surprises you and offers more than you can imagine, and often the best surprises come from the simplest moments, beside the people who truly matter. Vocabulary Words:the sun: il solewarm: caldathe waters: le acquethe streets: le stradecrowded: affollatethe vendors: i venditorithe scents: i profumithe alleys: i vicolithe mission: la missionethe delicacies: le prelibatezzethe watch: l'orologioserious: seriaunexpected: l'imprevistolocal cheese: il formaggio localenavigate: navigarebuffalo ricotta: la ricotta di bufalahoney: il mieleartisanal bread: il pane artigianalemarket stalls: i banchetti del mercatogoodies: le leccorniethe blanket: il telocrystal-clear: cristallinegolden sand: la sabbia doratashells: le conchigliethe waves: le ondeafraid: temoorder: l'ordinecareer: la carrierabond: il legamethe sunset: il tramonto
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Oggi con Matteo e Raffaele facciamo un po' il giro, non tanto dell'Italia, ma delle notizie. Una di queste potrebbe far arrabbiare molto gli studenti al rientro dalla pausa estiva. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Come scaricare la trascrizione Apri l'episodio in Transcript Player (https://play.easyitalian.fm/episodes/e7e34c2tz24rx7674cub0) Scarica come HTML (https://www.dropbox.com/scl/fi/e7e34c2tz24rx7674cub0/easyitalianpodcast174_transcript.html?rlkey=jnedhmeocmf9bbhxddar19bjd&st=0vyu2d0o&dl=1) Scarica come PDF (https://www.dropbox.com/scl/fi/ygd5waux20l48e42woccj/easyitalianpodcast174_transcript.pdf?rlkey=m54d4pn3d9ev81m4n74rj78da&st=ct3uqpdi&dl=1) Vocabolario Scarica come text file (https://www.dropbox.com/scl/fi/o2eys39fwx9et526k44dp/easyitalianpodcast174_vocab.txt?rlkey=2af4qp3h4n3o5sosqhbhh6j1m&st=is741sm7&dl=1) Scarica come text file with semicolons (https://www.dropbox.com/scl/fi/brz1xeg8ro058kitfbw3p/easyitalianpodcast174_vocab-semicolon.txt?rlkey=215zpcfpiz8u0areqtxphqu51&st=1jwdqp5g&dl=1) (per app che utilizzano flashcard) Iscriviti usando il tuo feed RSS privatoper vedere la trascrizione e il vocab helper subito sulla tua applicazione per ascoltare i podcast sul tuo cellulare. Note dell'episodio What Italians Really Think About Their Politics - https://www.youtube.com/watch?v=BT7IvwSEUHE&t=7s Oggi si inizia dai banchi di scuola. Ma attenzione! Vietati i cellulari! Cosa ne pensate? Matteo e Raffaele ne parlano, e cercano di capire come funzionera'. Ma abbiamo proprio bisogno di avere sempre con noi il cellulare, e soprattutto, serve agli studenti? Il turista anonimo continua a colpire. Questa volta si sono seduti su una sedia. Quindi? Poveri turisti non possono nemmeno riposarsi un attimo tra un monumento ed un altro? Beh certo, possono riposarsi, ma non su una sedia di... Finiamo tutti a mare! Quest'anno le coste italiane sono apparentemente molto pulite, e c'e' una regione che ha vinto per essere la regione con il mare piu' pulito! Curiosi? Vi possiamo dare un indizio: Confina con Campania e Calabria. Indovinato? Trascrizione Raffaele: [0:23] Buongiorno Matteo. Matteo: [0:25] Buongiorno, come va? Raffaele: [0:28] Settimana scorsa avevo il fiatone perché avevo fatto le scale a piedi, attività fisica. Questa settimana ho il fiatone stando fermo. Matteo: [0:39] No, è arrivato il caldo. Raffaele: [0:42] 31 gradi, sopra il 60 per cento di umidità: si suda da fermi, si soffre maledettamente. Matteo: [0:54] Mannaggia. Speriamo che questa cosa non continui. Raffaele: [0:57] Sei andato via giusto in tempo. Il problema che mi pongo io, Matteo, è che se a giugno, a metà giugno, fa così caldo e si soffre così tanto, cosa succede a luglio e agosto? Cioè dove andiamo a finire? Matteo: [1:16] E dove andiamo a finire? Raffaele: [1:18] E pensa che ci sta ancora chi è sui banchi di scuola a studiare con questo caldo. Matteo: [1:29] La vita in Italia in questo momento è calda. Raffaele: [1:32] È molto molto calda. Tu, Matteo, ricordi quando hai fatto l'esame di maturità? La data. Matteo: [1:41] Era giugno, le prime due settimane di giugno. Raffaele: [1:45] Grosso modo di questi tempi. (Sì sì.) Io invece ebbi la sfortuna... il mio cognome inizia con la T, quando si selezionò la lettera per decidere da dove iniziare per fare gli esami orali, giustamente uscì proprio la A. Estratta a sorte la A, e quindi io ero l'ultimo di tutta la classe a fare l'esame. L'ho fatto, se non ricordo male, il 4 luglio. E sono andato a fare l'esame di maturità, non so se te l'ho mai raccontato, col costumino. Cioè il costume e sopra il pantalone: finito l'esame, la prova orale dell'esame di maturità, siamo andati direttamente al mare a festeggiare. Ma si può studiare con questo caldo? Si può stare sui libri a scuola con questo caldo? Matteo: [2:35] No, sicuramente no. Fortunatamente tutte le scuole, a parte gli esami, sono chiuse e riapriranno a settembre. Raffaele: [2:47] Sì, generalmente chiudono intorno al 10 giugno, ma già molto prima ci sono tanti studenti che, finite le interrogazioni, finiti i test, i compiti in classe, come si chiamano, lasciano la scuola generalmente verso la fine di maggio. E ha senso proprio per questo discorso del caldo, considera che non siamo neanche ancora in estate ma già fa così caldo. Quando rientreranno a scuola gli studenti, probabilmente troveranno una novità. Bello o brutta? Non lo so, bisogna chiederlo a loro. Matteo: [3:26] Ah, e che novità troveranno? Poveri studenti, poveri studenti. Raffaele: [3:31] Poveri. A partire da settembre 2025 il cellulare in classe sarà vietato anche agli studenti delle scuole superiori. Matteo: [3:42] E questa è una cosa interessante, è un approccio molto... non dittatoriale, mi sembra un po'... dittatoriale mi sembra troppo, però non me lo aspettavo. Raffaele: [3:55] È un approccio forte, no? È stato fatto l'esperimento con le scuole inferiori, chiamiamole così, quindi le scuole elementari, le scuole medie, e poi adesso si è deciso di espandere questo divieto alle scuole superiori. Alle scuole elementari è stato facilissimo: forse nessun bambino alle scuole elementari ha il cellulare. Anzi mi correggo: io conosco tanti bambini che hanno il cellulare in quarta o quinta elementare ma non lo portano proprio a scuola. Alle medie già comincia ad essere complicato perché un po' tutti hanno il cellulare. Al liceo, alle scuole superiori sarà complicato far rispettare questo divieto. Matteo: [4:44] È una cosa interessante anche perché sto cercando di pensare, cercando di empatizzare il più possibile con i ragazzi e i genitori, per quanto posso ovviamente, e non trovo un motivo per andare contro questa decisione: è giusto che tu non puoi usare il cellulare in classe. Raffaele: [5:12] Eh, siamo sempre nel discorso del libero arbitrio, no? In teoria gli studenti dovrebbero capire che non è il caso di utilizzare il cellulare durante la lezione. Spieghiamo un attimo bene come funziona a partire da settembre: praticamente all'ingresso in classe ci sarà una cassettina oppure si utilizzerà semplicemente il cassetto della cattedra dell'insegnante. E ogni studente che entra in classe, oppure quando entra il professore, i ragazzi devono consegnare il cellulare, mettere il cellulare in questa cassettina o nel cassetto, in modalità non disturbare, di modo che vibrazioni e suonerie non diano fastidio. E recuperare il cellulare in teoria alla fine della giornata ma in pratica quando il professore uscirà di classe, i ragazzi andranno a controllarsi le notifiche, salvo poi rimettere il cellulare a posto quando entra il professore dell'ora successiva. Ha senso così? Cioè alla fine è solo un togliere il cellulare agli alunni durante la lezione? Matteo: [6:27] Allora la questione è che abbiamo a che fare con ragazzi giovani che per una questione anche fisica hanno dei seri problemi a comportarsi in maniera logica. Perché si stanno ancora sviluppando e quindi hanno bisogno di avere a che fare con delle regole e con dei divieti, secondo me. Cioè non puoi basarti sempre e solo sulla logicità, e il ragionamento che dovrebbero fare gli studenti, che sono giovani. Raffaele: [7:14] Eh lo so, ma dirgli proprio "lasciate il cellulare qua, spegnete il cellulare, consegnatelo"... Potresti anche dire "spegnetelo però tenetelo voi, ci fidiamo." Perché poi alla fine è quello un po' il discorso. Tu dici: " Non mi fido." Matteo: [7:28] No, il discorso è proprio quello, il discorso è: si può arrivare a quello dopo una... è un po' come nelle disintossicazioni forti, tu mi insegni... No anche tu, se tu vuoi prendere meno caffè, sei arrivato in una situazione in cui ne stai prendendo tanto, non è che inizi a prenderne di meno. Vai un po' drastico i primi periodi. Raffaele: [7:55] Eh non lo so, non lo so, ci sono diversi approcci, per questo non è così semplice la questione, perché tu dici: il cellulare in classe è un male, quindi la soluzione è togliamo il cellulare. Matteo: [8:11] Ma in realtà il cellulare in classe è un male. Raffaele: [8:14] Dipende da cosa ci fai. Matteo: [8:16] Ma in questo momento lasciando stare il "vorrei che fosse", però se eliminiamo il "come vorrei che fosse la classe ideale oggi", il cellulare e l'uso del cellulare in classe distrae solamente. Raffaele: [8:40] Allora voglio chiarire un po' la mia posizione: io fondamentalmente sono d'accordo con te, nel senso che sono d'accordo che dire ad un tredicenne "tieni il cellulare acceso sul banco durante la lezione" è un invito a nozze per lui. E invece di sentirsi il professore di storia e filosofia, aprirà TikTok e si guarderà i video silenziosamente facendo finta di seguire. Quindi diciamo che è un modo per togliere questa distrazione. Idealmente non sarebbe necessario. Idealmente la lezione dovrebbe essere coinvolgente, e ti dirò di più, dovrebbe trovare un modo per coinvolgere i ragazzi attivamente. E perché non coinvolgere anche con l'uso del cellulare? Cioè per me la scuola dovrebbe andare verso una digitalizzazione massiccia, forte, soprattutto in Italia dove invece su questo siamo un po' indietro. Non ci sono abbastanza computer per tutti gli allievi, non ci sono i tablet per tutti e consentire l'utilizzo del cellulare, in maniera coordinata con l'insegnante eh, attenzione... può essere invece un modo per sopperire a questa mancanza. Idealmente, eh... Matteo: [10:03] Sono d'accordo con te. Idealmente. Ma poi basta che... ricordo le mie lezioni di informatica, e non so se tu hai mai fatto lezioni in aula computer in cui c'erano questi grandi computer, dietro i quali... erano così grandi che ti potevi nascondere dietro il monitor. E lo studente, il suo primo obiettivo quando... non il suo primo obiettivo nel senso che si sveglia e pensa che vuole fare questo.... Ma il cervello ha costanti, dà costanti impulsi per distrarti, sempre. E al primo momento noi, anche senza cellulari, perché entrambi abbiamo fatto i nostri studi durante un periodo in cui non c'era proprio il cellulare... Raffaele: [10:58] Usciva, ti dico la verità, si mandavano gli sms. Matteo: [11:01] Sì, vabbè, però, insomma, era così, non... oltretutto era vietato, non potevi metterti col cellulare sul banco. Raffaele: [11:15] Però mi ricordo che già all'ultimo anno di liceo noi avevamo quasi tutti il cellulare e ci mandavamo i messaggini, quindi già si presentava il problema. Non potevi, chiaro che non potevi, però nessuno ti sequestrava nulla. Matteo: [11:28] Eh no, però la questione è che adesso non solo puoi mandare messaggini ma per esempio puoi compromettere un compito in classe, certo probabilmente ci saranno delle metodologie per i quali se c'è il compito in classe il cellulare viene tolto o comunque viene spento o non lo so. Però già la maggior parte degli studenti è ignorante... Ma buttiamoli proprio i cellulari... Cioè secondo me il cellulare genericamente dovrebbe essere iniziato ad usare a 20 anni, perché crea una serie di problemi. A meno che non si inizi a scuola a fare educazione digitale, che può essere anche fatta con carta e penna, però ti iniziano ad educare a come usare i social, come comportarsi, cosa fare, cosa non fare, cosa evitare. Raffaele: [12:31] E qui convergiamo, Matteo: hai detto una cosa bellissima, esattamente quello che proporrei di fare io, perché il problema secondo me non è la distrazione del cellulare sul banco. Certo le elimini, non hai più la distrazione. Ma non educhi a gestire il cellulare, e secondo me il problema di tanti ragazzi di oggi è proprio quello. Pensa che la proposta successiva di questo governo è: niente social media sotto i 15 anni. E di questo poi ne riparliamo magari in un'altra puntata. Però è per dire che secondo me anche questo divieto non è per non far distrarre gli studenti, è per evitare che magari anche gli episodi di bullismo in classe vengano ripresi con i cellulari, poi questi video girino nelle chat, sui social media e creino problemi poi giganteschi. Il problema è proprio quello. Il problema è cosa ci fanno i ragazzi col cellulare. E quindi dovrebbero essere educati all'utilizzo consapevole del cellulare. Secondo me a partire dalla scuola, quindi non sequestrando i cellulari, ma insegnando come usare i cellulari in maniera utile e non fare danni con i cellulari. E poi chiaramente c'è l'altra faccia della medaglia, ovvero una volta usciti da scuola non è che "cellulare libero per tutti, tutta la giornata". Perché attualmente è così, no? La scuola dice "vi vieto il cellulare a scuola, a casa decideranno i genitori, fate quello che volete." Il problema è poi che in questa altra metà della giornata, anche i genitori, anche la famiglia deve continuare con questa educazione all'utilizzo della tecnologia. Matteo: [14:19] Sì sì sì sì, purtroppo l'educazione è un grande problema. Raffaele: [14:33] Dove eravamo rimasti? Ma inteso settimana scorsa? A Roma con i turisti che si rubavano le statue e le basi delle colonne: è successo di nuovo? Non dirmi che è successo di nuovo... Matteo: [14:49] È successo, più o meno. Niente monopattini, niente basi di colonne, ma a quanto pare dei turisti hanno fatto un guaio. Raffaele: [14:59] Un guaio bello grosso e bello caro, molto caro. Parliamo ancora di comportamenti sbagliati nei musei. Questa volta siamo a Verona, un museo che si chiama Palazzo Maffei, che ospita delle opere d'arte. In particolare un'opera d'arte di un artista contemporaneo italiano che si chiama Nicola Bolla, che ha riprodotto una sedia ispirata a uno dei quadri più famosi di Van Gogh. E l'ha riprodotta totalmente fatta di cristallo e Swarovski, quindi uno degli oggetti più fragili per definizione. Raffaele: [15:48] Ebbene, durante una visita a questo museo, una coppia quasi anziana, adesso non sappiamo molti dati, vediamo soltanto le immagini dei video di sorveglianza. Questa coppia di signori anziani, aspetta l'uscita della guardia poi si avvicina furtivamente alla sedia, che si chiama proprio "la sedia di Van Gogh". Fin lì tutto bene, puoi avvicinarti, puoi fare le tue foto. Solo che a un certo punto lui si china e si siede, si appoggia sull'opera d'arte. Adesso, secondo te: è fatta di cristallo, come può andare a finire? (Malissimo. In frantumi.) Esatto. La sedia si è immediatamente spaccata. E, tu dirai: i due mortificati avranno informato la guardia che stava poco distante in qualche altra sala. "Guardate, è successo questo, non volevo, l'ho urtata e si è rotta." Invece i furbastri sono scappati via, hanno fatto finta di nulla, hanno lasciato il museo e si sono dileguati. Le guardie del museo si sono accorte del danno troppo tardi, perché sono uscite dal museo per provare a rintracciare i colpevoli ma non li hanno potuti trovare. E quindi il museo ha fatto una denuncia contro ignoti, si dice in questo caso: è una cosa che è possibile fare quando non sai chi ha fatto il danno, il furto, fai una denuncia contro ignoti. E i carabinieri in questo caso si sono attivati, hanno preso la situazione molto seriamente, dal video sono riconoscibili in volto i due, si vede per bene l'abbigliamento, gli oggetti che portano con sé. E quindi per adesso non l'hanno trovati, ma chissà che non li troveranno a breve. Matteo: [17:55] Beh, ci sono spera... speriamo, ma non tanto per una questione di, come dire: "Voglio punirli". Però non vorrei che iniziasse questo nuovo sport di "fa il danno e poi scappa". Raffaele: [18:15] Sì, no, non va bene. Il danno, tra l'altro, la sedia vale tra i 15.000 e i 50.000 euro, quindi non parliamo di milioni di euro, però comunque è un danno non da poco. E hanno contattato l'artista: fortunatamente l'artista, dopo aver constatato i danni ha detto "ok, sì, la possiamo sistemare." Tra l'altro l'artista è stato intervistato dai giornali e l'ha presa sul filosofico, diciamo così. Ha detto "No, non ci sono rimasto male anzi ci ho visto qualcosa di ironico e positivo, mi è sembrata quasi una performance di arte moderna". Matteo: [19:00] Vabbè certo, è stata registrata, l'ha vista forse. Raffaele: [19:04] Eh, si sarà fatto una risata e ha detto "Mi ha dato persino lo spunto per la prossima opera da realizzare". Matteo: [19:11] Ah, incredibile. Raffaele: [19:13] "Sedia spezzata con turista immortalato accovacciato", chissà. Secondo me questo è il calore. Troppo caldo sta dando alla testa. Hai un antidoto per tutto questo caldo? Matteo: [19:26] Eh certo: andate a mare! Raffaele: [19:35] Eh vabbè ma il mare in Italia... Cioè l'Italia è tutta mare, è una penisola, c'è talmente tanto di quel mare che non sai dove andare. Dove andare a mare? Matteo: [19:48] Possiamo chiederlo ai mitici della bandiera blu. Raffaele: [19:55] La bandiera blu è uno degli strumenti che si utilizza in Italia per identificare le condizioni del mare delle spiagge italiane. Dare una bandiera blu ad una spiaggia vuol dire che lì l'acqua è pulita e bella, è l'idea di massima. Quest'anno in Italia, nel 2025, abbiamo 246 bandiere blu, quindi abbiamo almeno 246 posti da scegliere per avere l'acqua eccellente e addirittura recentemente c'è stato uno studio dei laboratori delle agenzie ambientali che hanno fatto una statistica e hanno visto che la regione con l'acqua più pulita, inteso meno inquinata in tutta Italia, è la Puglia. Il 99,7% delle acque è eccellente, ha una qualità eccellente, quindi l'acqua meno inquinata, praticamente 99,7% vuol dire che è perfetta. (Non male.) Più nello specifico, Matteo, tra l'altro le bandiere blu confermano questo trend e anche il maggior numero di bandiere blu in tutta Italia ce l'hanno Liguria, Puglia e Calabria, quindi si conferma la Puglia tra le migliori destinazioni. Tu sei stato in Puglia, sei stato al mare, ricordi qualche spiaggia, ti va di consigliarmi quella che secondo te è la spiaggia più bella d'Italia o la spiaggia più bella in cui sei stato in Italia? Matteo: [21:40] Allora, io sono stato in Puglia sì. Sono stato nel Gargano. Quindi la parte vicino al tallone dello stivale. E poi sono stato al confine con la Puglia, nel Molise, più verso nord. Siamo andati ogni tanto, siamo sconfinati in Puglia, spiagge un po' più sabbiose. Non sono andato ma dicono che un posto meraviglioso sono le isole Tremiti. Raffaele: [22:18] Eh sì. Matteo: [22:20] Che sono di fronte la Puglia e il Molise. Raffaele: [22:23] Esatto, sono un po' bistrattate, vuol dire maltrattate, spesso dimenticate quando si parla di isole italiane perché pensano tutti quanti alle isole della Sicilia. Mentre invece le Tremiti in Puglia sono una destinazione turistica bella, bella, bella. Matteo: [22:45] Sì. Raffaele: [22:46] Io sono stato in Puglia, non sono stato a mare in Puglia, perché sono stato in inverno, anche nei luoghi insomma che poi d'estate sono belli affollati. Però non ho avuto la possibilità di godere della spiaggia quando sono stato in Puglia. Quindi la mia selezione varia un po' tra Lazio e Campania soprattutto. Ed in particolare ti voglio raccomandare in Campania Marina d'Ascea, anche qui Bandiera Blu, una bella spiaggia ampia, mare molto pulito. Ma non solo, ce ne sono tante. C'è Palinuro. C'è un posto adesso non mi ricordo neanche più come... insomma, in quale zona specificamente si trova. Quando eravamo più ragazzini con la famiglia andavamo in un posto che si chiama "lo scoglio della tartaruga". E si trova a Vico Equense, in provincia di Napoli, non troppo lontano da Sorrento. Ed era un posto fantastico perché tu arrivavi, poi dovevi prendere la barchetta e la barchetta ti portava in questa spiaggia. Si chiama scoglio della tartaruga perché ci sono dei sassi poco distante dalla spiaggia che hanno proprio la forma di una tartaruga. E c'era l'abitudine, adesso non penso sia più consentito, di arrampicarsi su questa tartaruga e tuffarsi dalla testa o dal guscio della tartaruga. Non ci sei mai stato? Non ne hai mai sentito parlare? Matteo: [24:27] No, ricordo vagamente. A Vico Equense ci sono stato spesso quando ero piccolo e tutta quella parte lì è fantastica, ci sono delle spiagge e dei panorami e dei profumi bellissimi. Pino, mi ricordo sempre questo profumo di pino, l'albero e il mare che assieme creano un... Guarda, mi sento a mare adesso solo a pensarci. Raffaele: [25:01] Eh, ma io... infatti questo è un esercizio psicologico. Se penso alla spiaggia e al mare, automaticamente mi rinfresco. Nel Lazio ti consiglio una spiaggia che si chiama Serapo. Tecnicamente la zona, la cittadina a cui appartiene si chiama Gaeta, quindi siamo tra Napoli e Roma, non troppo lontano da Terracina che menziono sempre. Ed è insomma una bella bella spiaggia. Occhio al traffico, non facilissima da raggiungere, bisogna parcheggiare, poi fare delle scalinate... però insomma merita. Secondo alcuni la spiaggia più bella in Italia invece è la spiaggia dei conigli a Lampedusa. Matteo: [25:46] Non ci sono mai stato, è molto famosa tant'è vero che ne ho sentito già parlare. Raffaele: [25:52] Eh sì, effettivamente guardare le foto... sembra di guardare i Caraibi o addirittura le Maldive o la Polinesia. Matteo: [26:02] Ce ne sono tantissime che ricordo in Sardegna. Raffaele: [26:06] Esatto, volevo dire questo. Cioè che ognuno può avere la sua preferita, io non sono mai stato in Sardegna, però secondo tanti le spiagge più belle in Italia sono proprio in Sardegna. Secondo posto forse per la Sicilia e poi Puglia ed altre. Però grosso modo l'idea collettiva è questa: le spiagge più belle in Italia sono in Sardegna. Sei mai stato a mare in Sardegna? Matteo: [26:36] Sì, sono stato a mare in Sardegna per un paio d'anni da giovane, liceale, sono andato con gli amici, ed è stato, penso, il mare più bello che abbia mai visto in vita mia: bellissimo. Limpidissimo. Raffaele: [26:59] Facciamo così: me ne parli un poco nel nostro after show, ci spostiamo di là e approfondiamo questo argomento, e anche qua parliamo di qualche altra cosa. Matteo: [27:12] È vero perché ho fatto qualcosa. Raffaele: [27:15] Cosa hai fatto? Matteo: [27:16] Mistero? Raffaele: [27:17] Mistero: se volete sapere cosa ha combinato Matteo dovete seguirci nel nostro after show. Ricordate che è uno dei nostri bonus per i sostenitori, i membri della nostra comunità. Quindi non perdete tempo, cliccate sul link nelle show notes, diventate sostenitori di Easy Italian, riceverete l'after show, la trascrizione integrale interattiva della puntata, la traduzione multilingue, ed il Vocab Helper che mostra a schermo fino a 10 tra le parole più importanti o più difficili minuto per minuto. E che vuoi di più dalla vita? Matteo: [27:55] Una spiaggia e del mare. Raffaele: [27:59] Io stavo per dire un Lucano... Matteo: [28:01] Ciao. Ciao.
Fluent Fiction - Italian: Finding Inspiration: A Guide's Journey in the Amazon Jungle Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2025-06-09-22-34-02-it Story Transcript:It: Nel cuore della vasta e lussureggiante Foresta Amazzonica, Giuliana guidava con passo sicuro.En: In the heart of the vast and lush Foresta Amazzonica, Giuliana walked with a confident stride.It: Era una mattina di autunno, fresca e umida, mentre il sole si faceva strada tra le gigantesche foglie degli alberi.En: It was a cool and humid autumn morning, as the sun made its way through the giant leaves of the trees.It: Marco ed Elena, i turisti che aveva in carico, camminavano dietro di lei, chiacchierando animatamente delle foto che avevano scattato agli alberi esotici.En: Marco and Elena, the tourists she was in charge of, walked behind her, chatting animatedly about the photos they had taken of the exotic trees.It: Giuliana conosceva la foresta come le sue tasche.En: Giuliana knew the forest like the back of her hand.It: Da anni lavorava come guida turistica, ma la sua passione era la conservazione della natura.En: She had been working as a tour guide for years, but her passion was nature conservation.It: Sognava che i turisti capissero l'importanza di proteggere questo incredibile ecosistema.En: She dreamed that tourists would understand the importance of protecting this incredible ecosystem.It: Tuttavia, Marco ed Elena sembravano più interessati a scattare selfie che a imparare.En: However, Marco and Elena seemed more interested in taking selfies than learning.It: "Guardate voi stessi intorno," disse Giuliana, fermandosi accanto a un antico albero di caucciù.En: "Look around you," Giuliana said, stopping beside an ancient rubber tree.It: "Qui c'è vita in ogni angolo."En: "There is life in every corner here."It: Ma Marco stava già puntando la sua fotocamera su un buffo scimmia urlatrice.En: But Marco was already aiming his camera at a funny howler monkey.It: Decisa a catturare la loro attenzione, Giuliana raccontò una storia: "Un giorno, trovai un armadillo ferito.En: Determined to capture their attention, Giuliana told a story: "One day, I found an injured armadillo.It: Lo presi con me, lo curai e oggi vive di nuovo libero nella foresta."En: I took it with me, cared for it, and today it lives freely in the forest again."It: I due turisti ascoltarono, ma erano distratti dai colori brillanti di un tucano poco lontano.En: The two tourists listened, but were distracted by the bright colors of a toucan nearby.It: Mentre procedevano, la foresta diventava sempre più fitta.En: As they proceeded, the forest became increasingly dense.It: L'aria era piena del suono dei misteriosi abitanti della giungla.En: The air was filled with the sounds of the mysterious inhabitants of the jungle.It: A un certo punto, Elena si bloccò, allungando una mano verso un cespuglio.En: At one point, Elena stopped, reaching a hand towards a bush.It: C'era qualcosa che si muoveva.En: There was something moving.It: Con stupore, videro un giaguaro, mai visto così da vicino.En: With amazement, they saw a jaguar, never seen so closely before.It: Era elegante e fiero.En: It was elegant and proud.It: Giuliana sussurrò: "È raro vedere un giaguaro così.En: Giuliana whispered, "It's rare to see a jaguar like this.It: È uno dei simboli della foresta."En: It's one of the symbols of the forest."It: Marco ed Elena rimasero incantati.En: Marco and Elena were enchanted.It: Finalmente, vedevano con i loro occhi il significato delle parole di Giuliana.En: They finally saw with their own eyes the meaning of Giuliana's words.It: "Questo è ciò che dobbiamo proteggere," disse Marco.En: "This is what we need to protect," Marco said.It: "Dobbiamo fare qualcosa."En: "We must do something."It: Giuliana sentì una scintilla di speranza accendersi in lei.En: Giuliana felt a spark of hope ignite within her.It: Vedendo l'entusiasmo nei loro occhi, disse: "Possiamo cambiare le cose insieme."En: Seeing the enthusiasm in their eyes, she said, "We can change things together."It: Concluso il tour, Marco ed Elena promettevano di sostenere i progetti di conservazione.En: As the tour concluded, Marco and Elena promised to support conservation projects.It: Giuliana sentì una rinnovata fiducia.En: Giuliana felt a renewed confidence.It: Sapeva di aver fatto la differenza.En: She knew she had made a difference.It: Tornando indietro, sentì il fruscio rassicurante della foresta.En: Walking back, she heard the reassuring rustle of the forest.It: Realizzò che poteva ispirare gli altri e, forse un giorno, avrebbe potuto dedicarsi pienamente alla sua vera passione: proteggere e conservare il polmone verde del mondo.En: She realized that she could inspire others and, perhaps one day, could fully dedicate herself to her true passion: protecting and conserving the world's green lung. Vocabulary Words:the forest: la forestathe heart: il cuorethe stride: il passoconfident: sicurothe autumn: l'autunnohumid: umidothe tree: l'alberothe tourist: il turistato chat: chiacchierareanimatedly: animatamenteexotic: esoticoto dream: sognareto protect: proteggerethe ecosystem: l'ecosistemaancient: anticothe rubber tree: l'albero di caucciùto capture: catturareto whisper: sussurrarerare: rarothe jaguar: il giaguaroproud: fierothe spark: la scintillathe conservation: la conservazioneto support: sostenerethe confidence: la fiduciato inspire: ispirareto dedicate: dedicarsithe passion: la passioneto ignite: accendersithe bush: il cespuglio
Nella cultura italiana, le mamme sono custodi di un codice non scritto di regole e divieti che ogni italiano conosce fin dall'infanzia. Questi "comandamenti materni" scandiscono la vita quotidiana e sono tramandati di generazione in generazione. Scopriamo quali sono i più grandi "NO NO" delle mamme italiane! Il Codice non Scritto delle Mamme Italiane REGOLA #1: MAI USCIRE CON I CAPELLI BAGNATI Rischieresti polmonite e ogni sorta di altra malattia conosciuta (e non). Poco importa se fuori ci sono 30 gradi all'ombra, i capelli bagnati sono considerati un attentato diretto alla salute, paragonabile a un tuffo nella neve in costume da bagno. REGOLA #2: LA FINESTRA APERTA È FONTE DI OGNI MALE La temutissima "corrente" è responsabile di cervicali, raffreddori, e probabilmente anche della caduta dell'Impero Romano. Due finestre aperte contemporaneamente in una casa italiana possono scatenare l'allarme più rapidamente di un incendio. Per non parlare poi del "colpo d'aria"! REGOLA #3: LA DIGESTIONE RICHIEDE IMMOBILITÀ ASSOLUTA "Non fare il bagno dopo mangiato!" (E per "dopo mangiato" si intendono le successive tre ore). Generazioni di bambini italiani hanno trascorso interminabili pomeriggi estivi a guardare con invidia i turisti stranieri che si tuffavano spensieratamente in acqua subito dopo pranzo. Ma loro no, non potevano farlo, perché c'è la digestione! REGOLA #4: VESTIRSI A STRATI, SEMPRE Non dimenticare di indossare la maglia della salute e di coprire la gola, anche a maggio! Il meteo può cambiare all'improvviso e solo gli sprovveduti affrontano il mondo esterno senza un maglione di scorta, anche in piena estate. REGOLA #5: IL CIBO DELLA MAMMA È VITA Perché mangiare nei ristoranti quando il cibo a casa è molto meglio? Nessuno chef stellato potrà mai competere con una mamma italiana che prepara il sugo della domenica. E come osi dire che sei a dieta quando torna a riempirti il piatto per la terza volta? REGOLA #6: LA FRUTTA SI MANGIA A FINE PASTO La frutta si mangia solo a fine pasto, non prima, né durante. Questa legge gastronomica è inviolabile quanto la sequenza primo-secondo-contorno. Le ragioni scientifiche sono ignote, ma guai a metterle in discussione. REGOLA #7: IL FREDDO INIZIA A 25 GRADI Il freddo, per una mamma italiana, è uno stato d'animo. Può manifestarsi in qualunque momento dell'anno, giustificando l'imperativo di indossare quel golfino anche se fuori tutti girano in maniche corte e infradito. REGOLA #8: IL LATTE CALDO CURA TUTTO Mal di testa? Mal di stomaco? Cuore spezzato? Non esiste condizione medica che non possa essere migliorata da questa pozione magica. Servito in tazze generose, spesso arricchito con miele, è la risposta universale a qualsiasi malessere, fisico o emotivo. REGOLA #9: LE CIABATTE SONO OBBLIGATORIE I reumatismi sono dietro l'angolo! Camminare scalzi sul pavimento, anche nelle torride giornate di agosto, è considerato un comportamento temerario che potrebbe portare a conseguenze catastrofiche per la salute dei piedi e non solo. Soprattutto se il pavimento di casa è in marmo... che attira tutto il freddo! REGOLA #10: L'ARMADIETTO DEI MEDICINALI È SACRO La mamma italiana ha un rimedio per qualsiasi problema! Dal mal di gola al "colpo della strega", la sua collezione di medicinali, pomate e rimedi della nonna è in grado di affrontare qualsiasi emergenza senza necessità di consultare un medico. Basta aprire il suo armadietto dei medicinali! UN PATRIMONIO DA CUSTODIRE Le regole delle mamme italiane costituiscono un vero e proprio patrimonio culturale che unisce generazioni. Possiamo sorriderne, ma in fondo le rispettiamo tutti, perché dietro ogni divieto si nasconde l'amore più grande del mondo. E ammettiamolo: a volte, ma solo a volte, hanno pure ragione! Queste tradizioni, tramandate di madre in figlia,
Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense, apre un pontificato segnato da attenzione sociale, missione globale e sfide contemporanee come l'intelligenza artificiale. Quali speranze - o timori - riponete in questo nuovo Papa?