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Dal Vangelo secondo MarcoIn quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c'è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».
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Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Sabato 28 Marzo 2026 - Francesco De Ceglia
Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». È bene diffidare sempre da chi ha “la verità in tasca”.
Worship Service 29/03/2026
Scopri la potenza della resurrezione per la tua vita!
Dal Vangelo secondo GiovanniLa sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
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Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
Quanto siamo davvero vicini alla “resurrezione” in senso scientifico? Dalla rianimazione estrema che riporta indietro persone con il cuore fermo da minuti (o decine di minuti), alle tecniche di ipotermia e circolazione extracorporea che mettono il corpo in una sorta di “pausa” chirurgica. Poi saltiamo nel futuro: crioconservazione, cervelli nel ghiaccio e promesse di risveglio che oggi assomigliano più a una scommessa filosofica che a una procedura medica. Nel mezzo, la vera rivoluzione: l'idea di rallentare l'invecchiamento e spostare in avanti il momento della morte, invece di resuscitare chi è già andato. Un viaggio tra terapia intensiva, fantascienza e domande scomode su cosa intendiamo davvero per “essere morti”. #cosemoltoumane #podcastitaliani #resurrezione #rianimazione #morte #medicina #crioconservazione #biostasi #neuroscienze #invecchiamento #longevità #bioetica #scienza #divulgazione #nearDeathExperience #vitaemorte Vai su Klarna e ottieni flessibilità e cashback, tutto in un'unica app per pagamenti, premi, shopping intelligente e controllo delle tue finanze. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.
Le donne accorse al sepolcro di Gesù il giorno di Pasqua, considerate le prime testimoni della Resurrezione, occupano un ruolo centrale nella tradizione cristiana, ma con interpretazioni differenti tra Oriente e Occidente. Nella tradizione latina, esse vengono comunemente identificate con le cosiddette “tre Marie”. Diversamente, nella tradizione greca e ortodossa, si è consolidata nel corso dei secoli la credenza nelle cosiddette mirofore — letteralmente “portatrici di mirra” — che sarebbero state sette. In un volume pubblicato da Carocci editore il professor Rocco Schembra dell'Università di Torino, analizza per la prima volta queste figure nella loro dimensione collettiva, ricostruendo il processo storico e culturale che ha portato alla loro progressiva aggregazione e alla loro “canonizzazione” come gruppo. Uno studio articolato e originale di un aspetto fondamentale della cristianità al femminile, capace di offrire nuovi spunti di riflessione su una tradizione ricca e complessa. Giovanni Conti vuole ripercorrerlo proprio nel giorno di Pasqua in compagnia di Rocco Schembra.
Le donne accorse al sepolcro di Gesù il giorno di Pasqua, considerate le prime testimoni della Resurrezione, occupano un ruolo centrale nella tradizione cristiana, ma con interpretazioni differenti tra Oriente e Occidente. Nella tradizione latina, esse vengono comunemente identificate con le cosiddette “tre Marie”. Diversamente, nella tradizione greca e ortodossa, si è consolidata nel corso dei secoli la credenza nelle cosiddette mirofore — letteralmente “portatrici di mirra” — che sarebbero state sette. In un volume pubblicato da Carocci editore il professor Rocco Schembra dell'Università di Torino, analizza per la prima volta queste figure nella loro dimensione collettiva, ricostruendo il processo storico e culturale che ha portato alla loro progressiva aggregazione e alla loro “canonizzazione” come gruppo. Uno studio articolato e originale di un aspetto fondamentale della cristianità al femminile, capace di offrire nuovi spunti di riflessione su una tradizione ricca e complessa. Giovanni Conti vuole ripercorrerlo proprio nel giorno di Pasqua in compagnia di Rocco Schembra.
Dal Vangelo secondo GiovanniIl primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Dal Vangelo secondo MatteoDopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba.Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.L'angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l'ho detto».Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Concludiamo con la Veglia Pasquale e la celebrazione della Resurrezione il cammino di Quaresima percorso insieme al Vescovo di Gubbio e Città di Castello mons. Luciano Paolucci Bedini, Assistente Ecclesiastico nazionale del MASCI. Buona Santa Pasqua a tutti!Cristo è risorto, Cristo è veramente risorto!---La Santa Pasqua su Cathopedia: collegamento
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Non sappiamo resistere a riproporvi, alla vigilia della Pasqua, questo nostro podcast su Midnight Mass, la fantastica miniserie horror-religiosa di Mike Flanagan del 2021. Che d'altra parte si svolge in larga parte in quel “tempo speciale” che, per i credenti, è la Quaresima: che dal mercoledì delle ceneri porta appunto fin sulla soglia della Pasqua. E quindi della resurrezione…E il mistero della resurrezione è al centro, in ogni modo possibile, di questo fantastico racconto. Che riflette su una serie di domande. Come sarebbe incontrare un angelo? E non la versione edulcorata, gentile, a cui siamo abituati, ma una creatura ultraterrena investita di un potere soprannaturale e quindi terrificante. E che prezzo c'è da pagare per un miracolo?Finendo per trovarsi a metà strada tra meraviglia e orrore, tra celestiale e demoniaco, tra paradiso e inferno...“Nuovi classici”: il podcast a due voci di Mondoserie su show che diventano fenomeni immediati.Leggi il nostro articolo su Midnight Mass: https://www.mondoserie.it/midnight-mass/ Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8492OMELIA VEGLIA PASQUALE - ANNO Adi Giacomo Biffi Notte beata, questa! «Notte veramente gloriosa, che ricongiunge la terra al cielo e l'uomo al suo Creatore!» (Preconio). Capire il mistero di questa solenne celebrazione notturna vuol dire capire il senso dell'universo, della storia, della nostra personale avventura sulla terra.L'universo ha un segreto, e questa veglia pasquale ce lo sta rivelando. Qual è il segreto dell'universo?Ad occhi che non sappiano mai oltrepassare la pura visibilità dei fenomeni, l'universo si presenta come una congerie casuale di realtà senza un significato e senza uno scopo. Nella luce della Pasqua noi scopriamo che invece l'universo ha un cuore: il suo cuore è un amore infinito, l'amore sorprendente di Dio che ha fatto irruzione e si è insediato nel nostro mondo con il sacrificio e la gloria dell'Unigenito del Padre, che questa liturgia oggi rievoca e ripresenta.Le creature di quaggiù e le stelle del cielo non sono dunque un'accozzaglia di cose mute e senza valore: sono diventate, per chi si lascia illuminare dalla luce che stanotte si è accesa, tutto un canto di lode all'Autore di tutto, da parte degli esseri riconsacrati nel sangue di Cristo.Anche la storia - l'insensata e dolente storia degli uomini, che coi suoi imprevedibili e irragionevoli accadimenti pare, a chi non si è ancora aperto all'annuncio della fede, il racconto senza nessi di un narratore schizofrenico - nella luce della Pasqua scioglie il suo enigma e confessa di avere un senso e un centro; un senso e un centro dal quale ogni fatto è giudicato, reso leggibile, collocato e avvalorato in un discorso saggio e coerente: il senso, il centro, l'esaltazione e la misura dell'intera vicenda umana è la risurrezione del Figlio di Dio crocifisso per noi, che qui è stata ancora una volta attualizzata e proclamata.Nella luce della Pasqua anche la nostra vita personale - che, considerata per se stessa, al di fuori della parola di Dio, è un'astrusità indecifrabile, una lunga fatica immotivata e senza compenso, un agitarsi senza traguardi - si accende di intelligibilità e di speranza, e si dischiude all'amore.Questo rito notturno perciò non ci elargisce una contentezza superficiale ed effimera o una consolazione episodica in mezzo alla giostra sempre ritornante delle nostre pene e delle nostre tristezze: questo rito rovescia ogni grigia prospettiva e annulla ogni esperienza amara, e ci dà la gioia sostanziale e definitiva di chi finalmente capisce quello che egli è, scopre di avere alla sua portata una ricchezza inalienabile, si accorge di essere stato raggiunto da una divina benevolenza che non lo abbandonerà più, anzi lo coinvolgerà per sempre in un gioco di felicità inebriante.Questa gioia sostanziale e definitiva nasce proprio da ciò che avviene in questa notte. Ma a ogni messa domenicale ritorna a riscaldarci l'anima e a ricordarci la bellezza del nostro destino. Anzi, ogni mattino, a ogni quotidiano risveglio, si deve risvegliare in noi anche questa gioia pasquale, nella sempre rinnovata consapevolezza di essere stati redenti da Cristo e di essere chiamati a partecipare integralmente un giorno della sua condizione di risorto.Cristo risuscitato dai morti non muore più: la morte non ha più potere su di lui (Rm 6,9). Se Cristo non muore più, non può più morire la nostra letizia, che è alimentata dalla sua Pasqua; non può più morire la nostra fiducia di essere in Cristo salvati dall'incubo della morte e della caduta nel niente che tutto vanifica; non può più morire la nostra certezza di essere stati liberati dallo strapotere del male, dall'avvilimento delle colpe commesse, dagli impedimenti degli egoismi nostri ed altrui.Allora comprendiamo nella sua verità la parola dell'angelo alle donne: Non abbiate paura, voi! (Mt 28.5).Voi che, anche nelle ore incerte e nebbiose, avete cercato Gesù, il crocifisso che è divenuto il Signore di tutto, e alla fine l'avete trovato; voi che in lui avete riposto ogni vostra speranza; voi che per mezzo del battesimo siete stati sepolti con lui per camminare con lui in una vita nuova (Rm 6,4); voi che siete chiamati a essere davanti a tutti i testimoni della sua risurrezione, voi, non abbiate paura!Senza dubbio, le difficoltà non sono finite, perché non è impresa da poco essere sul serio discepoli del Signore in un mondo che si fa sempre più ostile al Vangelo, sempre più assurdo, sempre più orgogliosamente disperato. Ma non dobbiamo temere: il Signore risorto sarà sempre con noi.Per lo spavento... le guardie tremarono tramortite (Mt 28.4).Ecco chi deve avere paura il giorno di Pasqua: coloro che montano la guardia e si danno da fare perché la tomba resti chiusa e il Signore Gesù stia relegato tra cadaveri eccellenti di cui è disseminata la corsa dei secoli; coloro che a ogni epoca credono di aver seppellito il cristianesimo sotto la pietra di ideologie opache e senza verità, e non si accorgono di avere invece seppellito sotto quella pietra soltanto la loro ragione mortificata e ogni plausibilità del loro esistere; coloro che, armati come sono di tutti i mezzi di sopraffazione culturale, ritengono di poter soffocare impunemente la verità e di impedirle di risonare liberamente alle orecchie di chi è ancora capace di ascoltarla.Ecco chi deve aver paura: coloro che, pur se non se lo confessano, sperimentano lo sgomento di chi si avvolge e si stordisce di bugie, e non ha altra previsione e altra attesa che quella di cadere alla fine nel nulla senza ritorno. A tutti costoro la risurrezione di Cristo ispiri una provvidenziale inquietudine, perché anch'essi si salvino e vivano.Il Signore Gesù è risorto per tutti, anche per quelli che ancora non l'hanno capito; è vicino a tutti, anche a quelli che si sforzano di stare lontani da lui; è il Salvatore di tutti, anche di quelli che, osteggiandolo nella sua Chiesa, fanno tutto il possibile per mettere a repentaglio la loro salvezza.A tutti, senza eccezioni, è rivolto l'augurio di Buona Pasqua, che è nella sostanza l'augurio di arrendersi all'unico Vincitore assoluto e vero: arrendersi al Vincitore del peccato, dell'irrazionalità e della morte, per lasciarsi totalmente conquistare da lui.
E se la fisica quantistica illuminasse il corpo risorto? Faggin, i Vangeli e un dialogo vertiginoso tra scienza e teologia.In questa puntata metto in dialogo il quadro CIF di Federico Faggin (Coscienza, Informazione, Fisico) con i racconti evangelici della resurrezione. Un corpo che attraversa le porte chiuse ma mangia pesce. Una seity che non muore ma si risveglia a una coscienza più vasta. E le apparizioni del risorto come struttura comunicativa che rispecchia il problema fagginiano dei qualia.Tre incontri tra due sistemi di pensiero radicalmente seri. Non per dimostrare nulla, ma per vedere dove i linguaggi si incontrano e dove si separano.Esploro: il principio "il più non può venire dal meno", la distinzione tra spazio-C, spazio-I e spazio-F, la morte come risveglio, e la pretesa di unicità della tradizione biblica che nessun framework può né confermare né smentire.Ascolta "La mia vita spaziale": Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcastGuarda il video completo: https://youtu.be/CnmLEQrMhbICommenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegramLascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Pensavate che quello dei Labubu fosse un fenomeno passeggero e già superato? E invece no: Sony Pictures ha annunciato un film con protagonisti proprio i pelosi pupazzetti. Ce n'era davvero bisogno? E poi quando arriverà? Quando anche gli ultimi affezionati collezionisti si saranno dimenticati di quel fenomeno passeggero, o magari verrà prodotto a tempo di record tramite l'AI? Chissà, ma intanto proprio con l'intelligenza artificiale, giusto o sbagliato che sia, verrà "riportato in vita" Val Kilmer, che con l'avallo della famiglia sarà protagonista postumo del film "As Deep as the Grave". Per la rubrica "5 cose che non potete non sapere" spazio oggi al mondo di "Lucky Luke", il famoso fumetto western belga nato esattamente 80 anni fa, che ha ispirato cartoni animati, serie tv e lungometraggi. E in occasione di questo bel compleanno tondo, "Lucky Luke" sta per tornare su Disney+ con una nuova serie tv in otto episodi. Restando sulla piattaforma di Topolino, manca sempre meno all'arrivo della nuova nostalgica stagione di "Scrubs", giunto al decimo capitolo. Per gli amanti del crime e della serie francese "Morgane - Detective geniale" (la nuova stagione è proposta proprio in questo periodo dalla Rai) è in arrivo la seconda stagione del remake americano "High Potential", sempre su Disney+, dove stanno per debuttare anche le nuove puntate di Daredevil: l'imbarazzo della scelta! Tra le novità già disponibili da vedere in questi giorni, Netflix propone il documentario sui Red Hot Chili Peppers "L'ascesa dei Red Hot Chili Peppers" e l'attesissimo film "Peaky Blinders: The Immortal Man".See omnystudio.com/listener for privacy information.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8422OMELIA V DOM. DI QUARESIMA - ANNO A (Gv 11, 1-45)di Don Stefano Bimbi La quinta domenica di Quaresima ci conduce davanti a una delle pagine più intense del Vangelo secondo Giovanni: la risurrezione di Lazzaro. La Chiesa ci propone questo brano negli ultimi giorni prima della Settimana Santa perché esso illumina il mistero della Pasqua ormai vicina. Non è soltanto il racconto di un miracolo straordinario, ma una rivelazione profonda su chi è davvero Gesù Cristo e su ciò che Egli vuole compiere nella vita dell'uomo.Siamo a Betania, la casa di Marta, Maria e Lazzaro, amici cari di Gesù. Quando il Signore arriva, Lazzaro è nel sepolcro da quattro giorni. Questo indica che la morte ha ormai vinto senza alcuna speranza umana.Il Vangelo ci mette davanti alla verità che spesso cerchiamo di dimenticare. La morte fa parte della condizione umana. L'uomo moderno tenta di allontanarla dal pensiero, di nasconderla dietro il benessere, la tecnologia, il divertimento. Ma prima o poi tutti dobbiamo confrontarci con essa. La morte entra nelle nostre famiglie, nelle nostre relazioni, nella nostra storia.Il Vangelo però non presenta la morte come una realtà banale. Gesù stesso, davanti alla tomba dell'amico, prova un turbamento profondo. Le lacrime di Gesù Cristo ci mostrano che la morte non è qualcosa di indifferente per Dio. Essa è una ferita nella creazione, una conseguenza del peccato, una realtà che provoca dolore anche nel cuore di Cristo. San Giovanni Crisostomo vede in questo pianto la manifestazione della vera umanità di Cristo. Egli condivide il nostro pianto, entra nella nostra sofferenza, la condivide, la porta nel suo cuoreUNA PAROLA CHE VINCE LA MORTEMa proprio davanti alla tomba Gesù si rivela per quello che è dicendo «io sono la risurrezione e la vita». Non dice soltanto che la risurrezione esiste, ma che Lui stesso è la risurrezione. Questo significa che la vita eterna non è solo un evento futuro, ma una relazione con Cristo che inizia già ora.Qui emerge il cuore della fede cristiana. La morte non ha l'ultima parola. L'ultima parola appartiene a Dio, che è il Dio della vita. Per questo Gesù si avvicina al sepolcro e grida: «Lazzaro, vieni fuori!». È una parola che vince la morte. Sant'Agostino osserva che Gesù chiama Lazzaro per nome. Se non avesse pronunciato il nome, dice il santo di Ippona con un'immagine suggestiva, tutti i morti sarebbero usciti dalle tombe. Questo indica che la chiamata di Dio è personale. Ogni uomo è chiamato alla vita.Il miracolo di Lazzaro è un segno che anticipa qualcosa di ancora più grande: la risurrezione di Cristo stesso. Pochi giorni dopo questo evento, Gesù entrerà a Gerusalemme e affronterà la sua Passione. Ma la sua morte non sarà una sconfitta. Sarà il passaggio verso la gloria della risurrezione.Per questo il miracolo di Lazzaro non è solo un fatto passato, ma riguarda anche il nostro futuro. Ogni uomo è destinato a morire, ma la morte non è l'ultima tappa della nostra esistenza. La Chiesa annuncia che la vita continua dopo la morte.La risurrezione promessa da Cristo non è una semplice sopravvivenza dell'anima. È la trasformazione dell'uomo intero. Il nostro corpo è destinato alla "risurrezione della carne". Ciò che ora è fragile e mortale sarà trasformato dalla potenza di Dio.LA COLLABORAZIONE DELL'UOMOSant'Agostino osserva che il Vangelo racconta tre risurrezioni operate da Gesù (la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Nain e Lazzaro) e interpreta questi tre miracoli come simbolo delle diverse condizioni del peccato. Alcuni peccano nel cuore, come la fanciulla morta nella casa; altri peccano apertamente, come il giovane portato fuori dalla città; altri infine sono ormai immersi nell'abitudine del peccato, come Lazzaro nel sepolcro da quattro giorni. Eppure Cristo può richiamare tutti alla vita.Quando una persona si allontana da Dio, perde la sua grazia. Può continuare a vivere esteriormente, ma dentro qualcosa si spegne. Il peccato mortale, come dice il nome, introduce nell'uomo la morte spirituale.Quante persone oggi vivono così. Si lavora, si corre, si organizzano mille attività, ma l'anima rimane come chiusa in un sepolcro. La preghiera scompare, la fede diventa un'abitudine sociale, il Vangelo non orienta più le scelte quotidiane.Gesù si avvicina al sepolcro e dice: «Togliete la pietra». Dio compie il miracolo, ma chiede anche la collaborazione dell'uomo. Origene commentava che la pietra rappresenta ciò che chiude il cuore alla grazia: l'indurimento dell'anima, l'abitudine al peccato, la mancanza di conversione. Il Signore può risuscitare l'uomo, ma prima bisogna togliere quella pietra.Nella vita quotidiana questa pietra può assumere forme molto concrete. Può essere un rancore custodito per anni. Può essere una scelta di vita che sappiamo non essere secondo il Vangelo, ma che non vogliamo cambiare. Può essere una fede vissuta superficialmente, senza una vera relazione con Dio.Pensiamo alla confessione. Molti cristiani la rimandano continuamente oppure confessano sempre gli stessi peccati senza un approfondito esame di coscienza. Oppure non si decidono mai a fare un serio cammino di fede guidati da un padre spirituale. Intanto però la pietra rimane davanti al sepolcro del cuore. Cristo ci invita proprio a togliere quella pietra, per permettere alla sua grazia di operare, di trasformare il cuore di pietra in cuore di carne.Quando la pietra viene tolta, Gesù grida con voce forte: «Lazzaro, vieni fuori!». In questo grido si può vedere la forza della Parola di Dio. Sant'Ambrogio diceva che la voce di Cristo è più forte della morte. Quando Dio chiama, anche ciò che sembra definitivamente perduto può tornare alla vita. Questo vale anche per la nostra vita. A volte pensiamo che certe situazioni non possano più cambiare. Una famiglia ferita, un rapporto spezzato, una debolezza che si ripete da anni. Eppure il Vangelo ci ricorda che la grazia di Dio è capace di fare ciò che all'uomo sembra impossibile.SCIOGLIERE LE BENDELazzaro esce dal sepolcro, ma è ancora avvolto nelle bende funerarie. Allora Gesù dice: «Scioglietelo e lasciatelo andare». Si può vedere in questo gesto l'immagine del cammino della vita cristiana. Sant'Agostino spiegava che il Signore dona la vita nuova, ma la comunità della Chiesa aiuta a sciogliere le bende. Questo avviene attraverso i sacramenti, la predicazione, la correzione fraterna, l'accompagnamento spirituale. In altre parole, la conversione non è solo un momento, ma un cammino. Cristo ci risuscita dal peccato, ma poi dobbiamo imparare giorno dopo giorno a vivere da uomini nuovi.Ecco perché questo Vangelo è proclamato proprio alla fine della Quaresima. La Chiesa ci sta preparando a contemplare il mistero più grande: la risurrezione di Cristo. Il miracolo fatto a Lazzaro è un segno che anticipa ciò che accadrà a Pasqua con la riapertura delle porte del Paradiso. Infatti Cristo non è venuto soltanto a parlare della vita eterna. È venuto a donarla. E questa vita inizia già ora, quando il cuore si apre alla sua grazia.Per questo la domanda che Gesù rivolge a Marta rimane la domanda decisiva anche per noi: «Credi tu questo?». Non è solo una domanda teorica. È una domanda che riguarda la nostra vita concreta. Crediamo davvero che Cristo possa darci la vita eterna e risuscitare il nostro corpo alla fine dei tempi? Crediamo inoltre che possa cambiare adesso il nostro cuore? Crediamo che la sua grazia sia più forte delle nostre debolezze?Se rispondiamo con fede, allora anche per noi si compirà ciò che è avvenuto a Betania. La voce di Cristo continuerà a chiamare ogni uomo fuori dal sepolcro, perché la Pasqua ormai vicina sia un vero passaggio dalla morte alla vita.
Lucio Coco"Italia"Lev Nikolaevič TolstojNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itIntroduzione, traduzione e note di Lucio CocoDalla sterminata produzione letteraria di Lev Tolstoj in questo volume viene presentata per la prima volta in una edizione italiana una serie di sentenze morali, che l'autore stesso rubrica sotto il titolo di Regole di vita [Pravila žizni]. La loro composizione, che risale agli anni 1847-1854, testimonia la lunga gestazione che ebbe questo lavoro, segno che con esso Tolstoj stava redigendo non solo una raccolta di massime ma stava riflettendo sull'orizzonte etico che avrebbe ispirato tutta la sua vita e al quale si sarebbe conformata anche tutta la sua opera di scrittore.Lev Nikolaevič Tolstòj (Jasnaja Poljana 1828-Astapovo 1910) è uno dei grandi autori non solo della letteratura russa ma di quella mondiale. Il sua fama è legata ai celebri romanzi Guerra e pace (1869), Anna Karenina (1877), Resurrezione (1899) e a diverse opere di ispirazione filosofica, pedagogica, religiosa e morale che ne hanno fatto non solo un campione di letteratura ma anche un maestro di vitaLucio Coco è curatore di importanti edizioni di testi dei Padri della Chiesa quali Giovanni Crisostomo, Gregorio di Nazianzo e Gregorio di Nissa. Si è inoltre interessato alla storia della spiritualità cristiana, approfondendo quella russa, nel cui ambito ha curato la prima edizione del Meterikon nella versio russica di Feofan Zatvornik (Mondadori) e dedicando particolare attenzione al fenomeno dello jurodstvo nella sua declinazione femminile con l'edizione delle Sante stolte della Chiesa russa (Città Nuova). Particolare attenzione ha dedicato allo studio della tradizione gnomologica cristiana greca approntando l'edizione delle Sentenze di Evagrio Pontico, delle Sentenze spirituali di Basilio Magno, Isaia di Scete, Iperechio, Marco l'Eremita e delle Sentenze morali di Fozio (Olschki).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Osvaldo Guerrieri"Zvanì"Indagine sulla morte di Giovanni PascoliGramma Feltrinelliwww.feltrinellieditore.it17 febbraio 1912. L'uomo sorretto da due medici, che scende per la stradina della “Bicocca”, è Giovanni Pascoli. Lascia Castelvecchio di Barga e sta per salire sul treno speciale che lo porterà a Bologna, dove lui, il poeta più amato e più popolare di quegli anni, spera di guarire dalla cirrosi epatica che gli ha sconvolto la vita. Comincia il crudele duello contro un male che la medicina non sa arrestare e che si conclude il 6 aprile, Sabato Santo, nel tripudio delle campane che annunciano la Resurrezione. Come è potuto nascere e svilupparsi questo sconvolgimento?“Ognuno di noi si prepara la propria morte,” ha scritto Leonardo Sciascia raccontando la fine di Raymond Roussel. Stando alle testimonianze dei suoi amici medici, Pascoli se la preparò senz'altro con una condotta di vita segnata dal dolore, dalle delusioni, dalla solitudine e dall'alcol. La sua esistenza è perciò una lunga rincorsa verso l'epilogo atroce. A partire dal trauma infantile dell'assassinio del padre, dalla morte precoce della madre e da quella dei fratelli maggiori, Pascoli si rifugia nei doveri del lutto, felice, quasi, di essere infelice.Ai lutti si aggiungano la povertà inaspettata, l'attività politica nelle caotiche file del socialismo romagnolo sfociata nei 107 giorni di carcere da cui il rivoluzionario esce “per sempre indignato”, la girandola dell'insegnamento prima nei licei e poi nelle università, il desiderio e il “nido” della famiglia così a lungo sognato. Nido che dura poco. Ida, la sorella più grande, si sposa e Giovanni rimane con Maria, la sorella più piccola, che lo ama possessivamente, escludendo chiunque, istericamente dolce e severa.Con la sua scrittura nitida, capace di penetrare a fondo nella psicologia dei suoi personaggi, Osvaldo Guerrieri ritrae vita e morte di un grande poeta, voce unica nella letteratura europea moderna.Osvaldo Guerrieri è nato a Chieti e vive a Torino. È critico teatrale de “La Stampa”, attività per la quale ha ricevuto nel 2003 il premio Flaiano. Tra le sue opere si segnalano L'insaziabile (premio internazionale Mondello 2009), Istantanee (2009), I Torinesi (2011, 2013), Col diavolo in corpo. Vite maledette da Amedeo Modigliani a Carmelo Bene (2013), Curzio (2015), Schiava di Picasso (2016). I suoi racconti Sibilla d'amore e Alè Calais sono diventati spettacoli teatrali rappresentati in Italia e a Parigi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c'è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.
Il testo è costituito da ampi estratti del libro intitolato "ISIDE E LA LEGGENDA DEI SETTE SCORPIONI" di Leonardo Paolo Lovari, un saggio pubblicato nel 2025. L'opera si concentra sull'analisi della mitologia egizia, esplorando in particolare la storia di Iside, Osiride e Horus e il ruolo cruciale dei sette scorpioni che proteggono la dea nel suo viaggio. Il saggio struttura la sua analisi in capitoli che coprono la morte di Osiride, la ricerca e resurrezione, la nascita di Horus, il simbolismo degli scorpioni come guardiani, e l'eredità del culto di Iside oltre l'Egitto. Inoltre, l'appendice fornisce un esempio di antichi inni rituali egizi noti come le Lamentazioni di Iside e Nefti. Il corpus complessivo si propone di offrire una lettura approfondita dei significati simbolici di questo mito, inclusi temi come la magia, il femminismo e l'eterna lotta tra ordine e caos (Maat).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/l-antica-sapienza-egizia--3571682/support.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
Quello che è stato profetizzato da serie come Black Mirror, oggi è realtà. Molto facilmente chiunque può creare un clone digitale di se stesso che possa "rappresentarlo" dopo la morte, interagire con i suoi cari. Ne parliamo con Davide Sisto, filosofo e tanatologo.
Tolstoj ha rivoluzionato la letteratura con romanzi epici e profondi. Analizziamo la sua biografia e le opere più significative della sua produzione.
CATECHESI - Gesù anelava alla sua resurrezione
CATECHESI - Gesù anelava alla sua resurrezione parte 2
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va' al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».Parola del Signore
La filosofia cristiana e le differenze con la filosofia greca. Scopri chi furono i primi filosofi cristiani e aspetti filosofici del cristianesimo.
Fluent Fiction - Italian: Easter Awakening: A Student's Journey Through the Vatican Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2025-04-21-22-34-01-it Story Transcript:It: Vaticano, primavera.En: Vaticano, spring.It: Studenti in visita.En: Students on a visit.It: Alessandro, Bianca e Marco attraversano le grandi porte.En: Alessandro, Bianca, and Marco pass through the large doors.It: L'aria è fresca, il sole scalda le mura antiche.En: The air is fresh, the sun warms the ancient walls.It: Marco, il loro insegnante, guida il gruppo.En: Marco, their teacher, leads the group.It: Parla con entusiasmo.En: He speaks with enthusiasm.It: "Guardate," dice, "qui, la Cappella Sistina!"En: "Look," he says, "here, the Sistine Chapel!"It: I ragazzi seguono.En: The students follow.It: Alessandro ascolta con attenzione.En: Alessandro listens attentively.It: Ama la storia.En: He loves history.It: Vuole capire più del solito.En: He wants to understand more than usual.It: Bianca è accanto a lui.En: Bianca is next to him.It: "Tutto questo... perché?En: "All this... why?It: Le tradizioni religiose a volte sembrano lontane," dice lei.En: Religious traditions sometimes seem distant," she says.It: Alessandro sorride.En: Alessandro smiles.It: "Ma c'è sempre qualcosa da imparare, dai," risponde.En: "But there's always something to learn, come on," he replies.It: Sono giorni di Pasqua.En: It is Easter time.It: La città è viva.En: The city is alive.It: Candele accese, processioni e canti riecheggiano.En: Lit candles, processions, and songs echo.It: Marco spiega la storia della Resurrezione.En: Marco explains the story of the Resurrection.It: Gli studenti fotografano, prendono appunti.En: The students take photos, take notes.It: Ma Alessandro è distratto.En: But Alessandro is distracted.It: Un affresco attira la sua attenzione.En: A fresco catches his attention.It: Mostra la Resurrezione di Cristo, vivo e luminoso.En: It shows the Resurrection of Christ, alive and luminous.It: Mentre Marco continua, Alessandro si allontana.En: While Marco continues, Alessandro steps away.It: Silenziosamente si avvicina al dipinto.En: Silently, he approaches the painting.It: Lo osserva a lungo.En: He observes it for a long time.It: I colori, i gesti, tutto sembra parlare.En: The colors, the gestures, everything seems to speak.It: Si perde nei pensieri.En: He loses himself in thought.It: Vede la fede, la speranza nell'opera.En: He sees faith, hope in the work.It: Capisce qualcosa di nuovo.En: He understands something new.It: Bianca gli si avvicina, curiosa.En: Bianca approaches him, curious.It: "Che guardi?"En: "What are you looking at?"It: Alessandro indica il dipinto.En: Alessandro points to the painting.It: "Questo rappresenta di più per me adesso.En: "This means more to me now.It: La storia non è solo parole.En: History is not just words.It: È qui," dice con convinzione.En: It's here," he says with conviction.It: Marco nota l'assenza di Alessandro e si avvicina.En: Marco notices Alessandro's absence and approaches.It: "Interessato, vedo," sorride.En: "Interested, I see," he smiles.It: Alessandro annuisce.En: Alessandro nods.It: "Sì, vedere è meglio che ascoltare.En: "Yes, seeing is better than listening.It: Ho capito da solo," dice con sicurezza.En: I've understood on my own," he says confidently.It: Il gruppo si riunisce.En: The group reunites.It: Passeggiano nei giardini del Vaticano.En: They walk through the Vaticano gardens.It: Gli studenti parlano tra loro.En: The students talk among themselves.It: Ma Alessandro è diverso.En: But Alessandro is different.It: Sente un cambiamento.En: He feels a change.It: Non si sente più intrappolato tra le spiegazioni e la sua ricerca personale.En: He no longer feels trapped between the explanations and his personal search.It: Prima di uscire, Alessandro guarda indietro.En: Before leaving, Alessandro looks back.It: La grandezza del Vaticano sembra avvolgerlo con nuova consapevolezza.En: The grandeur of the Vaticano seems to envelop him with new awareness.It: Si volta verso Bianca e Marco.En: He turns to Bianca and Marco.It: "Grazie," dice semplicemente.En: "Thank you," he says simply.It: Bianca gli sorride, pronta a discutere ancora.En: Bianca smiles at him, ready to discuss further.It: Ora Alessandro sa che la storia e l'arte non devono solo essere spiegate.En: Now Alessandro knows that history and art don't just have to be explained.It: Possono anche essere vissute.En: They can also be experienced.It: Esce dal Vaticano, portando con sé un nuovo significato della Pasqua, non solo religioso, ma profondamente personale.En: He exits the Vaticano, carrying with him a new meaning of Easter, not only religious but deeply personal.It: Una primavera di nuove scoperte.En: A spring of new discoveries. Vocabulary Words:spring: la primaveradoor: la portasun: il soleteacher: l'insegnanteenthusiasm: l'entusiasmoChapel: la Cappellahabit: la tradizionecandle: la candelaprocession: la processionesong: il cantophoto: la fotografianote: l'appuntofresco: l'affrescogesture: il gestohope: la speranzawork: l'operaidea: l'ideacertainty: la convinzionehabit: l'abitudinegarden: il giardinoexplanation: la spiegazionesearch: la ricercagrandeur: la grandezzaawareness: la consapevolezzadiscussion: la discussionemeaning: il significatoexperience: l'esperienzadiscovery: la scopertafaith: la fedehistory: la storia
(00:40) Viviana Mazza racconta come The Donald, dopo la sconfitta nel 2020 e i processi che sembravano avere chiuso la sua carriera politica, è riuscito a riprendersi la Casa Bianca.(06:58) Giuseppe Sarcina spiega qual è la differenza tra l'America del suo primo mandato nel 2016 e quella del 2024 (e come lui intende muoversi, adesso che conosce la macchina dello Stato).(12:26) Federico Rampini elenca i Paesi felici per la sua rielezione e quelli che lo sono molto meno.I link di corriere.it:Che fine faranno i processi contro Donald Trump?Gli errori che hanno affondato Kamala HarrisTrump-Netanyahu: perché il leader israeliano è così felice della vittoria del tycoon
Carla Muschio"Intimo siberiano"Manni Editoriwww.mannieditori.itKatjuša, una ex prostituta condannata ai lavori forzati, ottiene un'attenuazione della pena: un anno di confino in un villaggio siberiano, Voskresenskoe, il cui nome significa “resurrezione”. Il principe Nechljudov, che l'ha seguita in Siberia per proteggerla, lasciando gli agi in cui è vissuto fino ad allora, la accompagna anche in quel posto sperduto, benché la donna lo voglia allontanare. È il senso di colpa a spingere Nechljudov, ma non solo. E anche quando la vede sistemata e avviata nella nuova vita ed è ormai rientrato a Mosca, non smette di pensare alla pace di quelle serate tranquille con Katjuša.Intimo siberiano prende le mosse dalla pagina finale dell'ultimo romanzo di Lev Tolstoj, Resurrezione, in cui i due amanti restano separati. Forse il grande scrittore russo non voleva un ricongiungimento, forse non ne ebbe il tempo. Carla Muschio prova a immaginare una conclusione diversa.Carla Muschio è nata nel 1954, vive a Milano. Ha curato numerose traduzioni di autori delle letterature inglese e russa, occupandosi soprattuto di Lev Tolstoj e Lewis Carroll. È autrice di libri di narrativa e saggistica.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Stefano Zecchi"Resurrezione"Mondadori Editorewww.mondadori.itDelia, fotografa di guerra, intrappolata in una profonda nebbia creativa, convince il marito, Freddy, ad accompagnarla a Srinagar, la capitale del Kashmir, una regione nel nord dell'India al confine con il Pakistan. Con loro c'è Clara, sorella di Delia, la tipica persona che Kundera chiamerebbe “vandalo”, tale è l'inerzia con cui abita la vita. Nessuno di loro se la sente di chiedersi cosa cerchi davvero in quella parte del mondo, e certamente nessuno di loro vuole affrontare da solo il cielo dell'India. Tutti e tre, in modi diversi, hanno commesso l'errore di considerare pigramente il tempo, come se il suo trascorrere sia qualcosa di ovvio. Delia, per ritrovare un senso al proprio lavoro, vorrebbe attraversare il confine con il Pakistan per fotografare le zone di guerra, ma è costretta a rimanere a Srinagar perché fatica a ottenere il visto, mentre il marito cerca di aiutarla tra i meandri della burocrazia, e Clara non trova di meglio da fare che la turista annoiata. In un incontro fortuito conoscono un ingegnere francese che per amore si è convertito all'induismo. Proprio all'indomani di quell'incontro s'innesca una diaspora imprevista, che porta i tre a vivere giornate indipendenti: Delia naviga a fatica tra le sale dei consolati, mentre Freddy trascorre i pomeriggi a casa di un affascinante studioso che lo introduce ai vangeli gnostici, alla comunità degli Esseni e a una teoria rivoluzionaria su Cristo, il cui corpo sarebbe sepolto proprio lì vicino, nel santuario di Rozabal. È Clara, però, a intraprendere un cammino ai suoi stessi occhi imprevedibile: in una delle sue peregrinazioni s'imbatte in una comunità che professa una religiosità travolgente nelle sue ritualità erotiche. Senza saperlo, tutti e tre stanno andando incontro a un destino che sembrava attenderli lì, in quel luogo del mondo e dell'anima in cui l'essenza stessa dell'essere umani si spoglia di ogni soffocante sovrastruttura, costringendo ognuno di loro ad affrontare la propria resurrezione.Stefano Zecchi, già professore ordinario di Estetica all'Università degli Studi di Milano, dopo essere diventato ordinario di Filosofia teoretica all'Università degli Studi di Padova, è stato membro del Gruppo di lavoro interministeriale per il Patrimonio Mondiale dell'unesco e presidente dell'Accademia di Belle Arti di Brera. È presidente del Museo delle Scienze di Trento. Romanziere e saggista, svolge da oltre trent'anni una regolare attività di editorialista su quotidiani e settimanali. Da Mondadori ha pubblicato, tra gli altri, i saggi L'artista armato (1998), L'uomo è ciò che guarda (2005, premio Hemingway), Le promesse della bellezza (2006), Il lusso (2015), Paradiso Occidente (2016) e i romanzi Quando ci batteva forte il cuore (2010, premio Acqui Storia, e premio delle Biblioteche di Roma), Rose bianche a Fiume (2014), L'amore nel fuoco della guerra (2018, premio Niccolò Tommaseo) e Anime nascoste (2020).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
"Resurrezione" è l'ultimo romanzo di Tolstoj, meno famoso di "Anna Karenina" o "Guerra e pace", ma profondo e attuale come pochi altri libri nella storia sono riusciti a essere.Per trascrizioni, video di approfondimento e contenuti aggiuntivi: PATREONPer informazioni sui corsi: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoÈ uscita la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. “Circo Massimo - Lo spettacolo della politica“ lo puoi ascoltare sull’app di One Podcast, sull’app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Un invito alla lettura di Apocalisse, un libro del Nuovo Testamente scritto alla fine del I secolo d.C., in un contesto di persecuzione contro i cristiani, probabilmente durante il regno di Domiziano. Nonostante un linguaggio che può suonare minaccioso, il testo riflette in realtà le ansie di una comunità oppressa e utilizza un linguaggio altamente simbolico per esprimere la potenza della Resurrezione di Cristo e specialmente la speranza che Dio interverrà contro l'ingiustizia e la sofferenza.
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. “Circo Massimo - Lo spettacolo della politica“ lo puoi ascoltare sull’app di One Podcast, sull’app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: La resurrezione di Gesù È risorto!16 La sera dopo, al tramonto, passato il sabato dei Giudei, Maria Maddalena, Salome e Maria, madre di Giacomo, andarono a comprare degli unguenti per imbalsamare il corpo di Gesù.2 La mattina seguente, molto presto, al levar del sole, portarono gli unguenti alla tomba.3 Strada facendo si chiedevano come avrebbero potuto fare a spostare quella grossa pietra dallʼingresso della tomba.4 Ma, quando arrivarono, guardarono e videro che la pietra, di proporzioni enormi, era già stata spostata e lʼentrata era aperta. 5 Perciò entrarono nella tomba e videro seduto sulla destra un giovane vestito di bianco. Le donne si spaventarono, 6 ma lʼangelo disse: «Non meravigliatevi tanto. Non state forse cercando Gesù di Nazaret che hanno crocifisso? Non è qui, è risorto! Ecco il posto dove avevano messo il suo corpo. 7 Ora andate a portare questo messaggio ai suoi discepoli ed a Pietro:Gesù vi aspetta in Galilea. Là lo vedrete proprio come vi disse lui prima di morire!»8 Le donne si allontanarono di corsa dalla tomba, tremanti e sgomente, troppo spaventate per parlare.9 Era domenica mattina presto quando Gesù risuscitò e la prima persona che lo vide fu Maria Maddalena, da cui Gesù aveva cacciato sette demòni. 10-11 La donna corse dai discepoli e li trovò addolorati e con gli occhi umidi; subito disse loro di avere visto Gesù: era vivo! Ma nessuno le credette.12 Più tardi, quello stesso giorno, Gesù apparve a due discepoli che andavano da Gerusalemme verso i campi, ma essi da principio non lo riconobbero, perché il suo aspetto era cambiato. 13 Quando finalmente si accorsero che era proprio lui, ritornarono di corsa a Gerusalemme per dirlo agli altri. Ma anche a loro nessuno prestò fede. 14 Infine Gesù apparve agli undici discepoli, mentre stavano mangiando insieme. Egli li rimproverò per la loro incredulità, per il loro ostinato rifiuto a credere a quelli che lo avevano visto risorto.15 Poi disse loro: «Andate in tutto il mondo a predicare a tutti il Vangelo.16 E quelli che crederanno e saranno battezzati, saranno salvati. Ma quelli che non crederanno, saranno condannati.17 E quelli che avranno creduto useranno la mia autorità per cacciare i demòni e parleranno nuove lingue. 18 Saranno perfino in grado di toccare i serpenti senza pericolo; e anche se berranno dei veleni, non ne subiranno danni, e potranno guarire i malati, posando le mani su di loro».19 Quando il Signore Gesù ebbe finito di parlare, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.20 E i discepoli partirono per andare a predicare dappertutto il Vangelo, e il Signore era con loro e confermò ciò che dicevano con i miracoli che accompagnavano il loro messaggio.Support the Show.Support the Show.
In questa puntata abbiamo parlato di salsicce, galline impazzite, siccità e carestie: tutte forme che i vampiri, e più in generale gli spiriti dei morti, hanno preso nelle tradizioni europee e del mondo. Con Francesco Paolo De Ceglia, professore all'Università di Bari Aldo Moro, e autore di 'Vampyr. Storia naturale della Resurrezione', abbiamo indagato le origini di queste figure leggendarie, scoprendo che - quantomeno in passato - avevano molti meno addominali del presente. Questo un po' ci è dispiaciuto.Ospiti: Francesco Paolo de CegliaRedazione: Elisa Baioni, Diego Martin, Giuseppe Molle, Alex Ordiner, Chiara Vitaloni, Dasara Shullani, Matilde Spagnolo, Enrico ZabeoAltri riferimenti https://www.einaudi.it/catalogo-libri/storia/vampyr-francesco-paolo-de-ceglia-9788806256647/ Vampyr di Francesco Paolo de Cegliahttps://www.einaudi.it/catalogo-libri/storia/storia-moderna/il-segreto-di-san-gennaro-francesco-paolo-de-ceglia-9788806218218/ Il segreto di san Gennario di Francesco Paolo de CegliaMusiche: https://www.epidemicsound.com/ Epidemic SoundSeguiteci sui profili social del CICAP:Facebook: @cicap.orgTwitter: @cicapInstagram: cicap_it
Oggi: La prima resurrezioneGesù guarisce una donna e risuscita la figlia di Iairo18 Mentre egli diceva loro queste cose, giunse uno dei capi della sinagoga, che s'inchinò davanti a lui, dicendo: «Mia figlia è morta or ora; ma vieni, posa la mano su di lei ed ella vivrà». 19 Gesù, alzatosi, lo seguì con i suoi discepoli.20 Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, 21 perché diceva fra sé: «Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita». 22 Gesù si voltò, la vide, e disse: «Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita». Da quell'ora la donna fu guarita.23 Quando Gesù giunse alla casa del capo della sinagoga e vide i suonatori di flauto e la folla che faceva grande strepito, disse [loro]: 24 «Allontanatevi, perché la bambina non è morta, ma dorme». Ed essi ridevano di lui. 25 Ma quando la folla fu messa fuori, egli entrò, prese la bambina per la mano ed ella si alzò. 26 E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.Guarigione di due ciechi e di un indemoniato muto27 Come Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono, dicendo ad alta voce: «Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!» 28 Quando egli fu entrato nella casa, quei ciechi si avvicinarono a lui. Gesù disse loro: «Credete voi che io possa far questo?» Essi gli risposero: «Sì, Signore». 29 Allora toccò loro gli occhi dicendo: «Vi sia fatto secondo la vostra fede». 30 E gli occhi loro furono aperti. E Gesù fece loro un severo divieto, dicendo: «Guardate che nessuno lo sappia». 31 Ma quelli, usciti fuori, sparsero la fama di lui per tutto quel paese.32 Mentre costoro uscivano, gli fu presentato un uomo muto e indemoniato. 33 Scacciato che fu il demonio, il muto parlò. E la folla si meravigliava dicendo: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele». 34 Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni con l'aiuto del principe dei demòni». Support the show
Benvenuti ai 4 Vangeli-letture in 1 anno 5 gg a settimanaOggi: La resurrezione di Gesù È risorto!16 La sera dopo, al tramonto, passato il sabato dei Giudei, Maria Maddalena, Salome e Maria, madre di Giacomo, andarono a comprare degli unguenti per imbalsamare il corpo di Gesù.2 La mattina seguente, molto presto, al levar del sole, portarono gli unguenti alla tomba.3 Strada facendo si chiedevano come avrebbero potuto fare a spostare quella grossa pietra dallʼingresso della tomba.4 Ma, quando arrivarono, guardarono e videro che la pietra, di proporzioni enormi, era già stata spostata e lʼentrata era aperta. 5 Perciò entrarono nella tomba e videro seduto sulla destra un giovane vestito di bianco. Le donne si spaventarono, 6 ma lʼangelo disse: «Non meravigliatevi tanto. Non state forse cercando Gesù di Nazaret che hanno crocifisso? Non è qui, è risorto! Ecco il posto dove avevano messo il suo corpo. 7 Ora andate a portare questo messaggio ai suoi discepoli ed a Pietro:Gesù vi aspetta in Galilea. Là lo vedrete proprio come vi disse lui prima di morire!»8 Le donne si allontanarono di corsa dalla tomba, tremanti e sgomente, troppo spaventate per parlare.9 Era domenica mattina presto quando Gesù risuscitò e la prima persona che lo vide fu Maria Maddalena, da cui Gesù aveva cacciato sette demòni. 10-11 La donna corse dai discepoli e li trovò addolorati e con gli occhi umidi; subito disse loro di avere visto Gesù: era vivo! Ma nessuno le credette.12 Più tardi, quello stesso giorno, Gesù apparve a due discepoli che andavano da Gerusalemme verso i campi, ma essi da principio non lo riconobbero, perché il suo aspetto era cambiato. 13 Quando finalmente si accorsero che era proprio lui, ritornarono di corsa a Gerusalemme per dirlo agli altri. Ma anche a loro nessuno prestò fede. 14 Infine Gesù apparve agli undici discepoli, mentre stavano mangiando insieme. Egli li rimproverò per la loro incredulità, per il loro ostinato rifiuto a credere a quelli che lo avevano visto risorto.15 Poi disse loro: «Andate in tutto il mondo a predicare a tutti il Vangelo.16 E quelli che crederanno e saranno battezzati, saranno salvati. Ma quelli che non crederanno, saranno condannati.17 E quelli che avranno creduto useranno la mia autorità per cacciare i demòni e parleranno nuove lingue. 18 Saranno perfino in grado di toccare i serpenti senza pericolo; e anche se berranno dei veleni, non ne subiranno danni, e potranno guarire i malati, posando le mani su di loro».19 Quando il Signore Gesù ebbe finito di parlare, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.20 E i discepoli partirono per andare a predicare dappertutto il Vangelo, e il Signore era con loro e confermò ciò che dicevano con i miracoli che accompagnavano il loro messaggio.Support the show